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Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) - art.

1 comma 2 DCB - Roma

Abilitati i nuovi allenatori di 1ª e 2ª categoria


STAGIONE SPORTIVA 2004-2005
N° 3 - 2005
Maggio/Giugno
Elenco degli Abilitati
1ª Categoria
ALLEGRI Massimiliano
ANNONI Enrico
BERGODI Cristiano
BONACINA Valter
BORTOLAZZI Mario
BRUNIERA Andrea
DI CARLO Domenico
DI GUIDA Giovanni
DOLCETTI Aldo
FICCADENTI Massimo
FRANCESCHETTI Marco Luca
INVERNIZZI Giovanni
LOMBARDO Attilio
LORINI Giovanni
MARAN Rolando
NUCCORINI Alessandro PUCCICA Rosolino SOMMA Mario
ORSI Fernando RAMBAUDI Roberto SORBELLO Orazio Lorenzo
PISCEDDA Massimo SALERNO Pasquale ZANONCELLI Francesco

2ª Categoria
INCOCCIATI Giuseppe
LEVANTO Dario
LOPEZ Giovanni
MAGONI Oscar
MAZZACUA Antonio
MARINI Luciano
MERLONI Stefano
MEZZINI Massimo
MIRANDA Maurizio
MORIERO Francesco
MURGITA Roberto
NARDECCHIA Massimiliano
NELA Sebastiano
PASA Daniele
AGLIETTI Alfredo CORINO Luigi PASCUCCI Carlo
BEONI Lorentino DE AGOSTINI Stefano PEDONE Francesco
BORDIN Roberto DENORA Leonardo POLVERINO Salvatore
BOSI Giovanni DI PASQUALE Raffaele RAINERI Baldassare
BREDA Roberto ERANIO Stefano RIGOLI Giuseppe
BRUNETTI Luca FABBRO Enrico SANDRI Maurizio
CALORI Alessandro FAVO Massimiliano SCARDAMAGLIA Giuseppe
CAMPILONGO Salvatore FIRICANO Aldo SERENA Michele
CEVOLI Roberto FONTANA Stefano STRANO Giuseppe
CIFALDI Rinaldo FORNARA Giuseppe TATINI Fabrizio
CONTE Antonio GALLI Filippo VITTADELLO Mario
SOMMARIO

EDITORIALE di Azeglio Vicini 4

SCUOLA
ALLENATORI UNA PARTITA RICCA DI SORPRESE di Franco Ferrari 5

SCUOLA
ALLENATORI IL CALCIATORE MANCINO di Daniele Baldini 11

SCUOLA ORGANIZZAZIONE DI GIOCO:


ALLENATORI LA TATTICA di Marco Maestripieri 22

SCUOLA
ALLENATORI CONGRESSO AIPAC, L’USO DEI TEST di Elena Castellini 30

di Luca Gatteschi,
SEZIONE MEDICA IL RECUPERO DEL CALCIATORE Alberto Andorlini, Guido Lotti 31

CENTRO STUDI
E RICERCHE JOSÈ MOURINHO: LA MIA STORIA a cura di Marco Viani 34

FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO» ANGELO SCHIAVIO, UN FUORICLASSE di Luigi “Cina” Bonizzoni 38

SEZIONE SVILUPPO
CALCIO GIOVANILE COME SCOPRIRE I TALENTI di Antonio Acconcia 39

SCUOLA di Antonio Pintus, Rosario D’Onofrio,


ALLENATORI LE LESIONI MUSCOLARI Vincenzo Manzi, Stefano D’Ottavio 44

Direttore Fotocomposizione Stampa


Tutto il materiale Azeglio Vicini impaginazione STILGRAFICA s.r.l.
inviato non verrà Direttore Responsabile e disegni Via Ignazio Pettinengo, 31/33
restituito. Franco Morabito A&S Grafica 00159 ROMA - Tel. 06 43588200
La riproduzione di Hanno collaborato a questo numero Fotografie Poste Italiane S.p.A.
Felice Accame, Antonio Acconcia, Alberto Andorlini, Daniele Baldini,
articoli o di imma- Luigi ‘Cina’ Bonizzoni, Elena Castellini, Fabrizio Cattaneo,
Archivio Settore Tecnico Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
gini è autorizzata Rosario D’Onofrio, Stefano D’Ottavio, Franco Ferrari, Luca Gatteschi, art. 1 comma 2 DCB - Roma
a condizione che Gianfranco Laperuta, Gianni Leali, Guido Lotti, Marco Maestripieri,
Vincenzo Manzi, Mario Marella, Luigi Natalini, Paolo Piani, Registrazione del Tribunale di
ne venga citata la Antonio Pintus, Monica Risaliti, M. Grazia Rubenni, Gennaro Testa, Firenze del 20 maggio 1968 n.1911
fonte. Leonardo Vecchiet, Marco Viani
Finito di stampare nel luglio 2005

Per richiedere copie arretrate del Notiziario inviare una richiesta scritta indirizzata a:
F.I.G.C. Settore Tecnico Via G. D’Annunzio 138, 50135 Firenze. Non saranno accettate richieste effettuate per telefono.

3
EDITORIALE

EDITORIALE
C on la riunione di insediamento tenutasi al Centro tecnico di Coverciano lo scorso 25
luglio, alla quale hanno presenziato anche il vicepresidente vicario della Federazione
Italiana Giuoco Calcio Giancarlo Abete e l’altro vicepresidente Innocenzo Mazzini, ha preso
ufficialmente il via l’operatività del nuovo Consiglio direttivo del Settore tecnico.
Un atto dovuto, questo, e particolarmente importante soprattutto nell’ottica delle molteplici
progettualità future anche se, dal punto di vista pratico, l’attività delle varie Sezioni del
Settore non si era mai interrotta ed aveva proseguito nel suo regolare svolgimento. Tra le
numerose iniziative svolte e portate a termine in questi ultimi tempi da segnalare in parti-
colare il Master per allenatori professionisti di prima categoria ed il Corso per allenatori di
seconda.

Dopo il saluto della Federazione e del presidente Franco Carraro portato dal vicepresidente
Abete i lavori si sono quindi sviluppati, con ampia partecipazione e grande disponibilità da
parte di tutti i Consiglieri, sull’approfondimento delle innovazioni più significative riguar-
danti il regolamento del Settore tecnico che nella successiva riunione del 27 luglio sono state
poi portate all’approvazione del Consiglio federale.
Fra queste: la distinzione tra il ruolo di Segretario del Settore e quello di Direttore del Centro,
così come il miglioramento del sistema di terzietà della giustizia sportiva nei confronti dei
singoli allenatori attraverso l’istituzione di una Commissione disciplinare da nominare dalla
Presidenza del Settore tecnico.
Sono stati poi rivisti alcuni aspetti su tematiche specifiche fra cui quella di togliere, su indi-
cazione dell’Associazione allenatori, il limite dei 65 anni per l’esercizio della professione di
allenatore.

Fra le iniziative che il Settore tecnico intende realizzare a breve, un ruolo di primo piano verrà
dedicato alla divulgazione delle regole del calcio nei Corsi per allenatori, con un’attenzione
particolare a coloro che operano nei Settori giovanili i quali dovranno a loro volta ritrasmet-
terle ai loro allievi ritenendo, infatti, che certi episodi negativi come quelli che si sono verifi-
cati in questi ultimi tempi possano nascere anche da una scarsa conoscenza dei regolamenti.
Allo stesso tempo il Settore si propone di avvalersi in modo sempre più consistente di
Allenatori qualificati la cui esperienza sarà preziosa anche nell’ottica del progetto di ammo-
dernamento tecnologico del gioco del calcio.

Sono certo che, proseguendo sulla strada già intrapresa con successo dai Presidenti che mi
hanno preceduto, il Settore tecnico continuerà ad essere propositivo e fattivo sostenendo con
scrupolo la causa del Calcio in tutte le sue Componenti.

Azeglio Vicini
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ALLENATORI
TECNICO-TATTICA

UNA PARTITA RICCA DI SORPRESE


di Franco Ferrari*

stanbul, una città magica, misteriosa, affascinante e avere due giorni in più di recupero fisico e nelle ultime due setti-

I
tutta da scoprire; il punto di incontro tra la cultura mane ha potuto programmare un microciclo funzionale senza il
europea e quella asiatica. disturbo di gare infrasettimanali: basterà tutto questo per ripren-
Stadio splendido, situato fuori dalla città, in luogo dere un’adeguata condizione di forma?
isolato, enorme come dimensione. Dotato della pista Il discorso sulle prestazioni non brillanti è generale e diffuso nel-
di atletica, per cui diventa poco “visivo” e parteci- la squadra e non va riferito a qualche giocatore in particolare.
pativo per gli spettatori, troppo distanti dal terreno Questo momento è dovuto al logorio di una stagione ad altissimi
di gioco. livelli?
Ottimo controllo sui presenti e facile accesso ai posti assegnati. Il Liverpool è stato deludente tutto l’anno in campionato (è ter-
Serata fresca e ventilata. minato distante dalla lotta per la vetta, classificandosi al 5° po-
sto e non qualificandosi per la prossima Champions League) e ri-
25 maggio 2005, Istanbul schia, pur vincendo oggi, di non partecipare alla Champions del
Finale Champions League: Milan-Liverpool prossimo anno (ad oggi l’UEFA non si è ancora pronunciata in
merito, perché il regolamento non prevede l’ ammissione di dirit-
Lo scopo di questa piccola relazione è di riportare le con-
siderazioni e le impressioni scritte prima e durante lo svol- to per la vittoria in Coppa).
gimento della gara, in modo da cercare di trasmettere il (Nota a posteriori: in seguito l’UEFA deciderà di far partecipare il Li-
vissuto “reale” e non le analisi a posteriori di un osserva- verpool alla manifestazione in quanto detentore, ma il club sarà co-
tore interessato. stretto ai turni preliminari di qualificazione perché non considerato
testa di serie e come tale ammesso di diritto ai gironi successivi …).
In Champions League al contrario ha ottenuto risultati prestigio-
L’ATTESA E LE RIFLESSIONI PRE GARA.
si, superando nei quarti la Juventus ed in semifinale il Chelsea,
Il Milan arriva all’incontro in apparenti precarie condizioni psi- squadre di prestigio e di alto valore.
cofisiche: nell’ultimo mese infatti le prestazioni non sono state in- In queste gare però non ha mai dato l’impressione di essere squa-
coraggianti: si qualifica nella semifinale di Champions League dra brillante, con personalità offensiva e decisa a vincere (eccet-
contro il PSV Eindhoven, ma i comportamenti nelle due gare so- to che nel I° tempo della prima gara contro una Juventus delu-
no stati nettamente imbarazzanti e da lì in successione: perde in dente; abbiamo visto la peggiore Juventus della stagione, specie
casa il match clou per il campionato contro la Juventus (0-1) che nel 2° match).
l’affiancava in vetta alla classifica; va a Lecce e pareggia (2-2), Ha superato i due turni precedenti sempre partendo da sfavorita
quando si trovava in superiorità numerica ed in vantaggio di una e quindi con un atteggiamento all’ ”italiana”, prudente; si è chiu-
rete; gioca in casa e pareggia col Palermo (3-3), perdendo così sa in densità nella propria metà campo, cercando di sfruttare gli
matematicamente la possibilità di vincere il campionato. spazi in contropiede.
Scelta strategica o situazione reale?
Come sarà oggi? *Responsabile Centro Studi del Settore Tecnico F.I.G.C. - Docente di tecnica e
Ha giocato in anticipo contro il Palermo il venerdì precedente per tattica al Corso Allenatori Master.

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ALLENATORI
TECNICO-TATTICA

Rilievi sulle due gare precedenti di Champions League: Il 3\4 non è un rifinitore (Gerrard), ma lavora molto ed è lineare;
a) contro Juventus: i due c\c interni (Hamann- Biscan) sono bravissimi nel contenere
in porta nella prima gara gioca Carson e nella seconda entra e rompere il gioco avversario e nello stesso tempo lucidi, seppur
Dudek. Una squadra sempre corta, che difende molto in pres- lineari, nel costruire. Centrali difensivi splendidi sia collettivamen-
sione, usa bene i raddoppi e non ti fa pensare (specie nel 1°t. te, sia nella tattica individuale. La punta Baros è il punto di ap-
della prima gara), ma se li attacchi con manovre avvolgenti e li poggio davanti: difende bene la palla, accetta il contatto fisico e
pressi, vanno a loro volta in difficoltà. Non ha mai dato l’im- si muove positivamente su tutto il fronte; forse poco freddo in
pressione di essere una squadra irresistibile ed imbattibile. conclusione. Il portiere è alterno, specie nelle uscite.
b) contro Chelsea:
nella prima gara fuori casa (0-0), una gara molto tattica, dis- Il Milan è favorito e sulla carta non ci sarebbe partita, se si pre-
putata da entrambe a ritmi bassi; nessuno rischia e\o accelera, sentasse con sufficienti riserve di energia psicofisica: ma da dove
le due squadre giocano molto attente a non azzardare ed ac- le prende?
corte. Una gara assolutamente diversa e contraria ai canoni Il Liverpool tutte le volte che si è presentato come outsider (Ju-
usuali del calcio inglese: tutto studio e cadenze lente; l’unica ventus, Chelsea) ha ribaltato il pronostico, ma mai dimostrando di
costante il grande fair play in campo. essere una squadra in grado di dettare legge (solo contro la Juve
Il Liverpool parte 4:4:1:1 con L. Garcia ala ds, che entra molto nel 1° t. della prima gara); ha comunque sempre offerto prove ot-
a ricevere in mezzo e Gerrard 3\4 con compiti di riferimento su time sotto il punto di vista di compattezza tattica in fase difensi-
Makelele; i due c\c centrali Xavi Alonzo e Biscan. va, spirito di abnegazione ed umiltà. In sostanza poco “protago-
Nel finale entra Kewell per Biscan (Gerrard retrocede a c\c e Ke- nista”, sempre “tattico” e contropiedista.
well 3\4; ma rimane lo stesso sistema di gioco). In Champions League non ha mai perso con due goals di scarto.
Su corner contro si dispone a zona. Nelle ultime gare si è presentato con il solito 4:4:1:1 con Gerrard
Nella seconda gara non gioca Xavi Alonzo (squalificato) e lo so- 3\4, ma che non è un giocatore da questo ruolo secondo i nostri
stituisce Hamann che rientra dopo un infortunio: stesso siste- canoni ed a c\c ha alternato nei due ruoli Xavi Alonso, Biscan ed
ma di gioco (4:4:1:1 - oppure 4:5:1 - oppure 4:2:3:1 - oppure Hamann (al rientro).
4:3:3 - ecco a cosa servono i numeri…). Cosa farà stasera, quando li avrà tutti a disposizione?
Il Liverpool va in rete dopo 3’ ed allora la gara ridiventa tattica Inoltre ha sempre giocato con 1 sola punta, anche perché Cissè
per i padroni di casa: la squadra difende bassa e densa nella era convalescente da un lungo infortunio, ma oggi che è guarito
propria metà campo, lasciando la manovra agli avversari; cerca ed ha già disputato alcune gare: una o due punte?
di non lasciare spazi; gioca semplice e dietro non disdegna il
“calcione” liberatorio, se occorre; lascia solo Baros davanti. Grande spettacolo di tifo e di coreografia in campo pre gara.
La gara non ha ritmi alti; a c\c il Liverpool ha più corsa e deter-
minazione; Gerrard parte sempre su Makelele.
I cambi: entra Cissè per Baros (idem) e dopo 72’ Kewell sostituisce
lo stanco Hamann (ma rimane sempre lo stesso sistema: Kewell
3\4 e retrocede a c\c Gerrard) ed infine Nunez per L. Garcia (idem).
Gara sempre con poca fantasia ed attenzione a non subire goal.
Una squadra impostata sulla difesa; gioca in contropiede con una
punta sola, anche se i due terzini sono bravi nella fase offensiva
e gli esterni hanno quantità (Rijse a sin) e qualità (L.Garcia a ds,
molto sorprendente la sua abilità nel difendere).

6
LA PARTITA La gara si mette bene per il Milan: dopo circa 1’ va in vantaggio
su punizione laterale ds; cross e girata di ds di Maldini.
1 Dudek
Il Liverpool sempre disposto a zona (con tutti i vantaggi e svan-
taggi tipici del caso) su palla inattiva contro.
23 4 Su corner contro si dispone con due uomini sui pali, 4 in linea sul-
Carragher Hyppia l’area piccola, 3 più avanti e più stretti, uno al limite area.
21 Kewell a questo punto ondeggia tra le due linee e si propone
3 11 7

Finnan Crespo Shevchenko Traorè maggiormente in avanti.


22
Xavi Alonzo si abbassa su Kakà solo se centrale ed in questo ca-
14 8
Kaka
so si stringono le due ali, altrimenti lo lascia muoversi in zone pro-
Xabi
Gerrard
10 Alonso
6 prie dei compagni.
20 Il Liverpool sa lasciarti andare in fuorigioco in modo individuale.
Luis 8
Garcia Rijse Comunque squadra sempre grintosa e volitiva.
Seedorf Kewell 7
Gattuso Il Milan nei primi 15’ non è così “grandioso” come il risultato vor-
21 Pirlo rebbe e la situazione favorirebbe; sbaglia troppo, gioca impaccia-
to e non riesce a fare ciò in cui è maestro: il possesso palla.
5 Gattuso si apre molto a ds per aiutare Cafù e per eventuali rad-
2
3
doppi; spesso fa il 5° sulla linea di difesa per il conseguente ac-
Baros Cafu
Maldini 31 13 centramento di Cafù, ma in questo modo egli manca a c\c e la
Stam Nesta squadra non riesce così a pressare e quindi il Liverpool può ma-
novrare liberamente ed avere superiorità numerica.
1 Il Liverpool gioca con palla bassa fino a circa 25 mt dalla porta
Dida

avversaria.
Figura 1 – Gli schieramenti a inizio partita
Al 22’ del 1°t si infortuna Kewell ed entra Smicer: la squadra non
Milan Liverpool
azzarda la seconda punta e si limita a mantenere lo stesso siste-
1 Dida 1 Dudek
ma, solo cambiando la posizione di L.Garcia; allarga all’ala ds
2 Cafu 3 Finnan
Smicer e sposta a 3\4 L.Garcia, che cerca di partire da Pirlo.
13 Nesta 23 Carragher
Il Liverpool fa sempre molta pressione sul portatore, ma da que-
31 Stam 4 Hyppia
sto momento il Milan riesce con più calma a far girare palla e di-
3 Maldini 21 Traorè
venta subito più pericoloso (al 29’ annullata per fuorigioco dub-
8 Gattuso 10 Luis Garcia
bio una rete di Shevchenko).
21 Pirlo 14 Xabi Alonso
Il Liverpol è sempre vivo e dimostra più freschezza fisica del Milan.
20 Seedorf 8 Gerrard
Al 38’ mani sospetto in scivolata di Nesta in area (rigore?) e sul
22 Kakà 6 Rijse
contropiede Shevchenko, liberato in area a ds , mette in mezzo ra-
7 Shevchenko 7 Kewell
soterra per il ds di Crespo, che, solo, insacca.
11 Crespo 5 Baros
Subito dopo al 43’ un passaggio grandioso di Kakà che, da lonta-
no a mezzo destro, di ds. mette una lunga palla tagliata rasoter-
Milan: solito 4:4:2 col c\c a rombo ed in formazione titolare. ra verso mezzo sinistro in profondità alle spalle del difensore per
Liverpool : 4:4:1:1, ma a sorpresa fuori a c\c Biscan ed Hamann Crespo, che, supera in corsa il diretto marcatore e di esterno ds
ed inserimento del 3\4 Kewell, con l’arretramento a c\c di Gerrard. fa pallonetto sull’uscita del portiere.

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ALLENATORI
TECNICO-TATTICA

Goal strepitoso per i due splendidi gesti tecnici dei due milanisti SECONDO TEMPO
(ma Kakà ha effettuato una rasoiata da cineteca..) Entra Hamann, un c\c ed esce il terzino ds Finnan.
In 5’ il Milan in contropiede si assicura così un cospicuo ed appa- Cambia il sistema di gioco e Liverpool si dispone in 3:4:2:1
rentemente incolmabile vantaggio.
1 Dudekr
Finisce il 1° t. e si fanno le prime considerazioni: il risultato è a
favore di 3-0 e questo punteggio potrebbe dimostrare una pas- 23
4
21
seggiata, ma non deve trarre in inganno. Carragher Hyppia Traore
11 7
Il Milan ha sofferto più di quanto il risultato dimostri; pur se-
Crespo Shevchenko
gnando alla prima azione ed al primo minuto, ha giocato con- 22
14 16
Kaka
tratto e con molti errori di passaggio e, pur non correndo rischi vi- XabiAlonso
15 Hamann
sibili, in fase difensiva non ha mai dato l’impressione di cerniera 6
20
insuperabile. Smice 8 Rijse
Seedorf
Ma d’altra parte, pur con queste difficoltà, in questo lasso di tem- Gattuso
10 8
po ha realizzato tre reti, più una annullata (da rivedere), più un 21 Pirlo
Luis Gerrard
salvataggio sulla linea su testa di Crespo. Garcia
5
Cosa si vuole di più? 2
3
Baros
Cafu
Kakà è stato determinante nelle ultime due reti. Maldini 31 13
Stam Nesta
Il break è avvenuto in 5’ verso la fine del tempo.
Speriamo che nel 2° t. la prestazione dia anche gloria alla squa-
Dida 1
dra, poiché il 1°t ha dato solo il risultato.
E che dire del Liverpool?
Perde 0-1, si fa male un 3\4 e continua a mantenere lo stesso siste- Figura 2 – Le formazioni al 46° minuto
ma di gioco: perché non dentro una seconda punta? La Coppa si vin- Milan Liverpool
ce in un’unica gara, non c’è ritorno, non si possono fare calcoli… 1 Dida 1 Dudek
Certamente i punti di riferimento sono maggiori con questo si- 2 Cafu 23 Carragher
stema, ma con questa disposizione, chi segna? 13 Nesta 4 Hyppia
Baros fa un grande lavoro, ma è spesso fuori dalla zona calda e L. 31 Stam 21 Traore
Garcia è facilmente individuabile dai difensori. 3 Maldini 15 Smicer
Cosa cercherà di fare nel 2° t per salvare la faccia? 8 Gattuso 14 Xabi Alonso
21 Pirlo 16 Hamann
20 Seedorf 6 Rjise
22 Kakà 10 Luis Garcia
7 Shevchenko 8 Gerrard
11 Crespo 5 Baros

La difesa passa a 3, con la chiusura verso il centro di Traorè.


4 c\c da ds a sin: Smicer, Xavi Alonso, Hamann, Rijse.
Due 3\4 ( L.Garcia e Gerrard)+ 1 punta.

8
La prima impressione è di una disposizione ad alto rischio: nel 1° Al 39’ 3 sostituzioni:
t. gli inglesi disponevano di due coppie sulle fasce (a ds Finnan- - per il Liverpool esce Baros (enorme lavoro come punto di riferi-
Smicer ed a sin Traorè-Rijse) che limitavano molto le incursioni dei mento e continuo contatto fisico con gli avversari) per Cissè e
due esterni del Milan (Cafù-Maldini) ed obbligavano Gattuso ad non cambia nulla dal punto di vista della dislocazione.
allargarsi molto sulla ds per contenere le incursioni sul laterale; - per il Milan entrano Tomasson per Crespo (stesso ruolo) e Ser-
mentre adesso gli inglesi rischiano un 1:1 sulla fascia (a ds Mal- ginho per Seedorf.
dini-Smicer, che è più offensivo e non è un abile incontrista ed a Il Milan con questi cambi varia il sistema di gioco= 3:4:1:2.
sin Cafù-Rijse) e consentono così a Gattuso di ritornare in zona
centrale, dove può essere di grande aiuto nel rubare palla e per 1
Dudekr
ridare gli equilibri alla squadra.
4
I primi 8’ confermano questa impressione, il Milan manovra con 23
21
Hyppia
Carragher
maggior scioltezza e sembra avere la padronanza della gara. Traore
15 7
Improvvisamente accade l’inaspettato in brevissimo tempo. Tomasson Shevchenko
In 5’ il Liverpool pareggia! 14 16
Gerrard 22 Rijse
Un cross da diagonale sin di Rijse e testa di Gerrard, infilatosi in Xabi Hamann
8 Alonso Kaka 6
area centralmente da dietro (3-1); un tiro dal limite ds in diago-
nale verso il 2° palo di Smicer, smanacciato da Dida (3-2) ed infi- 27
21 Pirlo 8
Gattuso 2
ne su inserimento centrale di Gerrard su tocco all’indietro in area, Sergihno 10 15 Cafu
viene concesso un rigore: parato e ribattuto in rete (3-3). Luis Smicer
Garcia
Incredibile! 9
Psicologicamente dopo il 1° goal il Liverpool si elettrizza ed il Mi- 3 Cissè 31
Maldini 13 Stam
lan sembra guardare: lo stadio diventa una bolgia per il gran nu-
Nesta
mero di tifosi inglesi che cominciano a sostenere la squadra in
maniera per noi impensabile; basti ricordare che sul 3-1, un cor- Dida 1

ner a favore ha scatenato un delirio collettivo!


Comunque sul 3-3 la gara rimane aperta per il Milan e, se non Figura 3 - Le formazioni al 84°minuto
perde la testa, può segnare in ogni momento. Milan Liverpool
Per trovare varchi nella difesa avversaria le soluzioni sono ancora 1 Dida 1 Dudek
a portata di mano: 31 Stam 23 Carragher
basta far allargare le punte in movimento ed inserire centralmen- 13 Nesta 4 Hyppia
te Kakà, oppure far attaccare le fasce da Kakà alle spalle degli 3 Maldini 21 Traore
esterni avversari, oppure tenere palla e far girare gioco dalla par- 2 Cafu 8 Gerrard
te opposta per l’inserimento dei terzini… 8 Gattuso 14 Xabi Alonso
Al 24’ Traorè salva sulla linea a porta vuota in spaccata su tiro di 21 Pirlo 16 Hamann
Shevchenko. 27 Sergihno 6 Rjise
Al 35’ occasione Kakà che viene contrastato al momento del tiro 22 Kakà 10 Luis Garcia
su retropassaggio dalla linea di fondo ds di Crespo. 7 Shevchenko 15 Smicer
Il Liverpool dopo il pareggio, non attacca più e si ritira, cerca so- 15 Tomasson 9 Cissè
lo un possesso palla per innervosire e\o far uscire allo scoperto il Nei supplementari il Milan sostituisce Gattuso con Rui Costa,
Milan. mantenendo invariate le posizioni.

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TECNICO-TATTICA

Il Liverpool ha superato in successione: Bayer Leverkusen - Ju-


ventus - Chelsea - Milan; chi può negare il merito a questi irridu-
cibili inglesi?
Certamente un’occasione così ghiotta (vincere 3-0 alla fine del 1°
t.) non si ripeterà molto facilmente per il Milan, ma questo è lo
sport ed in particolare il calcio: alla fine c’è chi vince e chi perde
e quindi bisogna accettare anche la sconfitta.

Commento a fine gara di alcuni tifosi delusi: l’allenatore del Milan


all’inizio del 2° t doveva cambiare modulo per difendere il 3-0…
Risposta personale: dal campo non si è avuto né il tempo, né l’oc-
casione per percepire il pericolo; in 5’ cosa si può fare?
Prima di far riscaldare un giocatore e metterlo dentro per un cam-
bio tattico, sarebbe successa la stessa cosa.
Difesa a 3 (si chiude Maldini, con Nesta centrale) + 4 c\c (Cafù- Inoltre il cambiamento del sistema avversario non comportava un
Serginho esterni; Pirlo- Gattuso interni)+ 1 3\4 Kakà +2 punte. avviso di pericolo tale da dover cambiare modulo.
Ed il Liverpool a sua volta, pur mantenendo lo stesso sistema, E poi all’inizio della ripresa il gioco era più favorevole al Milan..
cambia posizione a due giocatori: Gerrard va largo a ds per “con- E poi chi far entrare? L’unico c\c di contenimento e dalla compo-
tenere” Serginho e Smicer prende il suo posto di 3\4. nente fisica (Ambrosini) era out. Col senno di poi si vincono le
I tempi regolamentari finiscono 3-3; chi se lo sarebbe immagina- partite, ma in verità dal campo non si aveva certo una percezione
to dopo il risultato del 1° t.? di pericolo tattica: era una situazione più psicologica e\o fisica.
Nei supplementari la gara assume un unico indirizzo: il Milan fa Se pensiamo che le migliori occasioni fino al 3-1e dopo il 3-3 so-
girare maggiormente palla ed il Liverpool aspetta chiuso e quan- no capitate al Milan; anzi che dopo il 3-3 la padronanza del cam-
do entra in possesso sembra voler giocare per perdere tempo, non po ed il possesso di palla sono tornate alla squadra italiana…
cerca mai l’affondo convinto.
Vuole arrivare ai rigori?
Il ritmo della gara è calato.
Al 5’ del 2° t. supplementare esce Gattuso per Rui Costa (stessa
posizione ) ed il Milan continua a fare la gara, tenendo sempre la
manovra e mantenendo la superiorità territoriale.
A3’ dalla fine l’incredibile occasione di Shevchenko che, su cross
da sin di testa dal 1° palo devia; respinge come può il portiere che
lascia lì la palla a 2-3 mt dalla porta; lo stesso Shevchenko ri-
prende e tira sulla mano allungata del portiere ancora a terra!
Si va ai rigori ed inizia il Milan:
Serginho alto-Hamann rete (0-1) - Pirlo parato-Cissè rete (0-2) -
Tomasson rete-Rijse parato (1-2) - Kakà rete-Smicer rete (2-3)-
Shevchenko parato (2-3) e così il Liverpool non deve nemmeno
tirare l’ultimo rigore e si conquista la Champions League.
Onore ai vincitori.

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SCUOLA
ALLENATORI
TECNICO-TATTICA

IL CALCIATORE MANCINO
di Daniele Baldini*

urante tutta la mia esperienza di calciatore, circa ven-

D
“Chi sono?” gli chiesi.
ti anni di professionismo ai quali sommare quelli di
E il diavolo rispose:
settore giovanile, ma più in generale in tutte le situa-
“Parlando con licenza, sono i mancini [...],
zioni che ho vissuto anche nella vita privata, mi sono
gente fatta a rovescio, e c’è perfino da
trovato ad interagire con compagni, avversari, amici,
dubitare che sia gente”.
conoscenti oltre che con perfetti sconosciuti, che sep-
pure simili a me poiché atleti, persone comuni ed in
Francisco De Guevedo, 1608
ogni modo esseri umani, si differenziavano per una particolarità:
erano mancini.
Aspetto, la lateralità predominante, che ho sempre valutato dan- IL MANCINO NEL GIOCO DEL CALCIO
done per scontata l’esistenza, alla stregua d’alti e bassi o biondi
Il gioco del calcio nella sua evoluzione dalle origini ad oggi, pas-
e mori, senza la ben che minima consapevolezza del perché esi-
sando da cambiamenti di regole e soprattutto dall’adeguamento
sta, della sua origine, della sua storia e natura.
alla mentalità “moderna” dei sistemi di gioco, ha determinato dei
Proprio in virtù di quanto suddetto ho provato, con gli studi e le
concetti fondamentali, ai quali attenersi, per ottimizzare le presta-
ricerche necessari alla stesura di questa tesi, di arrivare ad aver-
zioni ed il rendimento delle squadre. Uno di questi prevede, te-
ne una conoscenza migliore, ritenendo importante, per la mia
nendo conto delle fasi di possesso e di non possesso di palla, la co-
ambizione di fare l’allenatore di calcio e con la speranza di ri-
pertura degli spazi sul terreno di gioco, ottenibile attraverso un’e-
uscire a diventare un buon allenatore, conoscere anche il man-
qua distribuzione, di solito simmetrica, dei giocatori sul campo.
cinismo in tutti i suoi aspetti, per valorizzare ed ottimizzare il
rendimento degli atleti messi a mia disposizione e dotati di que-
sta peculiarità. LEGENDA
Attraverso i capitoli nei quali ho articolato questa tesi, cercherò di
spiegare l’utilità dei calciatori mancini nell’organizzazione di gio-
co di una squadra di calcio, di dare alcune indicazioni sui valori
assegnati al mancinismo dalla società nel corso degli anni, di
esporre alcune teorie sulla sua origine e sulle differenze nelle fun-
zioni neurobiologiche tra le due lateralità. Mostrerò il risultato di
un’indagine relativa alla presenza ed all’utilizzo di calciatori man-
cini negli attuali campionati di calcio, e concluderò proponendo
una serie di movimenti coordinati, in fase di possesso di palla, nei
quali il calciatore mancino ottimizza la propria specificità per rag-
giungere l’obiettivo.
In appendice mi soffermerò inoltre su alcuni esempi storici di cal- *Dalla tesi finale del Corso Master 2003/2004 per l’abilitazione ad allenato-
re professionista di 1ª Categoria.
ciatori mancini ritenuti talenti non comuni.

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TECNICO-TATTICA

In una situazione ottimale quest’equilibrio dovrebbe riguardare con il suo piede migliore, ossia il destro), e tenendo conto della
anche l’impiego di calciatori destri e calciatori mancini, perché, presa di posizione del difendente, che prevede di «interporsi fra
soprattutto nella fase di non possesso palla ed in applicazione dei l’avversario e la porta”, il tackle è effettuato efficacemente se
principi di gioco, in particolare dello scaglionamento difensivo eseguito con il piede sinistro. Anche il contrasto scivolato (v. foto
(marcamento e soprattutto restringimento degli spazi), della con- sotto), tecnica adottata prevalentemente in situazioni nelle quali
centrazione (disposizione ad imbuto verso la porta), dell’equili- il difendente corre lungo la fascia laterale, al fianco del portatore
brio (mantenimento della possibilità di copertura ai compagni), il di palla ed in direzione della propria porta, “di norma si effettua
difendente dovrebbe avere la lateralità predominante in rapporto con l’interno del piede della gamba opposta al lato verso cui si
alla posizione occupata ed alla vicinanza dei compagni. La zona trova l’avversario, [...]. Bisogna intervenire con la gamba lontana
della quale si è responsabili, nella protezione della porta, dagli at- dall’avversario, poiché in tal modo si hanno maggiori possibilità
tacchi avversari o quella dove si trovano meno compagni dovreb- di calciare via il pallone senza che sia prima toccato l’avversario».
be essere difesa prevalentemente con l’arto più abile, e quindi il In base a queste affermazioni, per renderlo efficace, l’intervento
destro nella parte destra del campo e viceversa, come rappresen- va effettuato con il piede sinistro dal giocatore che ricopre il ruo-
tato negli esempi (Fig. 1 e Fig. 2). lo di esterno sinistro, e con il destro da quello nel ruolo di ester-
no destro. È quindi conveniente che il piede impiegato sia anche
quello più abile.

Il centrocampista esterno destro di una squadra schierata con il


modulo 3-4-1-2 (Fig. 1), come il difensore esterno di sinistra di
una squadra schierata con il modulo 4-3-3 (Fig. 2), ed in ogni ca-
Intervento eseguito correttamente, non falloso e con buone possibilità di succes-
so tutti i calciatori che giocano da esterni, indifferentemente dai
so nel tentativo di allontanamento della palla
sistemi di gioco, nell’affrontare un avversario in possesso di palla
nelle zone indicate, traggono vantaggio dall’avere la lateralità Intervento eseguito
da un esterno di de-
predominante in relazione alla zona di campo occupata, poiché è stra, ma con il pie-
il lato dal quale ricevono meno assistenza dai compagni e che de sbagliato, anche
se è il suo più abile,
quindi devono difendere con più efficacia. (Tonetto - Lecce - è
Sempre parlando di giocatori esterni, tale vantaggio è riscontra- un mancino), ne ri-
sulta un movimen-
bile anche nelle azioni di contrasto dell’avversario, poiché, come to scomposto, per
la ricerca di impat-
indicano i fondamentali della tecnica calcistica, secondo Leali, «il
tare il pallone con
contrasto frontale deve essere effettuato solitamente con la par- l’esterno del piede,
molto probabil-
te interna del piede per avere maggiori possibilità di successo». mente falloso e con
Ne consegue che, ad esempio, affrontando un calciatore che gui- scarse possibilità di
successo.
da la palla sulla “sua” fascia destra del campo (presumibilmente

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Anche nella fase di possesso di palla, nella costruzione ed allar- In “natura”, come vedremo in seguito provando inoltre a spie-
gamento della manovra, il possessore se è in una zona esterna, garne il presunto perché, esiste una bassa percentuale di manci-
riceve prevalentemente pressione da uno, o pressing da più av- nismo, ed è da questo stato di cose che nasce la difficoltà e l’im-
versari che sono più accentrati rispetto a lui, come rappresenta- portanza di avere a disposizione atleti di alta qualità con questa
to negli esempi (Fig. 3 e Fig. 4). In tal caso, come dice F. Ferrari, predisposizione.
«egli dovrà fare in modo che tra il pallone e l’avversario ci sia Nella popolazione mancina, secondo alcune teorie sulle quali suc-
sempre il proprio corpo, rendendo così più difficile l’intervento cessivamente mi soffermerò, sarebbero riscontrabili determinate
dell’avversario per l’entrata in possesso del pallone». Va da sé peculiarità, come ad esempio una “minor razionalità”ed una “mi-
che la guida della palla, in una condizione ottimale, vada effet- nore capacità di attenzione” le quali, associate ad una “maggior
tuata con il piede più “laterale” che sia allo stesso tempo quel- creatività” rispetto ai destrorsi, esalterebbero il loro talento.
lo più abile. Diego Armando Maradona su tutti, ma ricordando Sivori e Corso,
fino a Adriano, ultimo “esploso”, è lunga la lista dei mancini ca-
paci di giocate impensabili, vincenti, da “applausi”.

LATERALITÀ E VALORI SOCIALI


... Il mancinismo, in altre parole il prevalere per forza, rapidi-
tà e precisione dei movimenti degli arti di sinistra su quelli
di destra, coinvolge circa l’11% della popolazione mondiale:
sono in maggioranza gli uomini (12,6% del totale maschile),
seguono le donne (9,9% del totale femminile), e si trova non
solo negli uomini ma nella maggior parte dei vertebrati, pe-
Da quanto detto emerge che, dividendo il campo a metà con sci compresi.
un‘ipotetica linea che unisse il centro delle porte, ed indifferen- Già dalla lettura della Bibbia, matrice della nostra cultura
occidentale, si comprende come il destino dei mancini, e di
temente dal sistema di gioco adottato, l’obiettivo sarebbe di tutto ciò che fin metaforicamente ha a che fare con loro, sia
disporre di giocatori destri, sinistri od ambidestri in ugual misu- segnato. Nel libro dell’Ecclesiaste (X, 2), per esempio, si
ra (Fig. 5). legge che «La mente del sapiente si dirige a destra e quella
dello stolto a sinistra».
Il Nuovo Testamento non cambia il calco ideologico. Nel
“Discorso della montagna”, dove Gesù Cristo consegna ai di-
scepoli una sintesi del proprio insegnamento, si afferma che
«se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e
gettala via da te» (Matteo, V, 30), ed ancora «non sappia la
tua sinistra ciò che fa la tua destra» (Matteo, VI, 3).
La gerarchia, dunque, è fatta.
Nell’antichità romana il volo degli uccelli proveniente da sini-
stra, o qualunque altro evento giudicato prodigioso che aves-
se un orientamento levogiro, era considerato di cattivo auspi-
cio. E’ per questo che l’aggettivo “sinistro” non si limita più ad
indicare un lato di una simmetria, ma possiede la connotazio-
ne di “infausto”. Parliamo, infatti, di “una persona dall’aria si-
nistra”, di “un’atmosfera sinistra”, di “un rumore sinistro”,
addirittura chiamiamo “sinistro” un incidente.
E il sinonimo “mancino” può essere usato per dire “un tiro
mancino” o “uno scherzo mancino”.

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L’aggettivo “mancino”, comunque, nasconde di per sé l’in- simmetriche: l’emisfero destro e l’emisfero sinistro. Tali me-
trinseca svalutazione della sinistra. “Mancino”, viene dal tà, sebbene appaiano molto simili dal punto di vista anato-
latino “mancum”, infermo, difettoso, mancante; in france- mico, svolgono compiti tanto differenti quanto complemen-
se “gauche” significa sinistra, ma anche goffo, sgraziato e tari: l’emisfero sinistro controlla i movimenti e la sensibilità
difficile, e la frase spagnola “no ser zurdo” significa “esse- della parte destra del corpo e viceversa.
re intelligente”, ma la traduzione esatta è “non essere
mancino”. Ciò è dovuto al fatto che le fibre nervose provenienti dai due
Non a caso l’uso della sinistra è stato spesso, nella storia emisferi cerebrali si incrociano a livello del midollo allunga-
della cultura, considerato un sintomo di diabolicità (nei pro- to (la parte terminale dell’encefalo). Le differenze riguarda-
cessi di stregoneria, nella condanna degli arabi che scrivono no inoltre una diversa specializzazione rispetto alle funzioni
da destra verso sinistra), o perlomeno di diversità. cognitive. L’emisfero sinistro sembrerebbe avere una specia-
Fortunatamente per i mancini, proprio l’eccentricità dei mo- lizzazione nei processi d’analisi e categorizzazione, in altre
vimenti ha potuto dar luogo anche all’interpretazione oppo- parole nella capacità di scomporre analiticamente una con-
sta (magari esoterica, soprattutto a partire dal Rinascimen- figurazione globale nei suoi elementi costituenti, e dunque
to), e l’uso della sinistra è diventato, conflittualmente con sembrerebbe deputato a governare i fenomeni sequenziali
l’altra interpretazione, indizio di genialità... come il linguaggio scritto e parlato.
L’emisfero destro sembrerebbe più specializzato dell’altro
nell’elaborazione degli stimoli visivi, nella rappresentazione
mentale dello spazio, figurativo e cromatico, del tempo (ad
esempio nel ruotare mentalmente una figura), nel riconosci-
mento degli oggetti o delle persone, delle espressioni faccia-
TEORIE SULL’ORIGINE DEL MANCINISMO li (relazionandole a stati emotivi), nella percezione e nella
... La cosiddetta “lateralizzazione” è determinata da una mag- produzione della musica, e quindi deputato a governare fe-
giore predominanza di una parte del cervello su di un’altra. nomeni dove il gioco dei rapporti risulta decisivo.
Il cervello è l’organo preposto al controllo ed alla coordina- É indubbio che i due emisferi funzionino come un’unica
zione di tutte le funzioni vitali; nell’uomo adulto pesa circa struttura, i dati sulla plasticità neuronale del nostro cervello
1.300 – 1.500 grammi e rappresenta 1/50 del peso corporeo (il fatto che in caso di lesioni del tessuto nervoso, altre aree,
totale, a differenza di quanto accade negli altri mammiferi a volte nell’emisfero opposto a quello leso, sostituiscano
(1/200 nel cane, 1/400 nel cavallo, 1/2000 nella tartaruga). funzionalmente quelle “morte”) sono molto consistenti. Ciò
Contiene oltre 100 miliardi di cellule nervose, i neuroni, non toglie nulla, e quindi non è in opposizione al fatto che i
ognuna delle quali, attraverso le sinapsi - ovvero connessio- due emisferi abbiano una certa specificità anche nel funzio-
ni all’interno delle quali avvengono fenomeni di tipo elettro- namento a livello “superiore”.
chimico -, entra in contatto con altre 100.000 cellule, stabi- Il modello emisfero sinistro: pensiero razionale ed emisfero
lendo quindi un numero di contatti elevatissimo. destro: pensiero creativo, se non è inteso come una rigida di-
Da un punto di vista funzionale è possibile riconoscere nel cotomia, è in realtà coerente a molte osservazioni rilevate
cervello umano la sovrapposizione di tre strati, preposti a sia nell’esperienza clinica che psicoanalitica.
differenti funzioni, apparsi progressivamente nella trasfor- «La faccenda è molto complessa, perché non si può pensare
mazione evolutiva dei vertebrati. Lo strato più antico, simile che il cervello di un mancino sia la copia speculare di quello
a quello dei rettili, è specializzato nel controllo delle funzio- di un destrimane, semplicemente con le funzioni invertite»,
ni vitali quali la respirazione, il battito cardiaco, la vigilanza, rileva la neuro-psicologa Anna Basso. «Prendiamo l’esempio
ecc. Il cervello arcaico, lo strato intermedio, regola invece il del linguaggio, abilità localizzata in parte nell’emisfero sini-
comportamento emotivo-motivazionale ed i meccanismi di stro. Un tempo si pensava che la dominanza del linguaggio
rinforzo psicologico, che rappresentano la base dell’appren- trascinasse anche gli arti e che quindi in tutti i mancini la fun-
dimento. La corteccia cerebrale, infine, la parte evolutiva- zione della parola fosse governata a destra; in realtà, solo in
mente più recente, integra e coordina il funzionamento di un certo numero di mancini si verifica questo scambio. In al-
tutte le strutture nervose ed è la sede delle funzioni superio- cuni, poi, il linguaggio è governato da entrambi gli emisferi,
ri come l’intelligenza razionale, i processi di memoria e l’at- ed i movimenti coordinati intenzionali, che prevedono l’uso
tività linguistica. La corteccia cerebrale, caratteristica del so- delle due mani, sono governati dall’emisfero dominante».
lo genere umano, si presenta suddivisa in due parti uguali e E per quale motivo i mancini eccellono negli sport in cui si

14
L’UTILIZZO DEL CALCIATORE MANCINO
utilizza, anche prevalentemente, un solo arto, come la scher-
ma, il tennis ed il calcio?
Una spiegazione possibile sta nella struttura del loro cervel- Constatata l’utilità dei calciatori mancini, alla pari dei destri, nel
lo, il cui corpo calloso è più sviluppato e permette una tra- gioco del calcio, e la bassa percentuale di mancinismo nella so-
smissione molto veloce delle informazioni da un emisfero al-
cietà, si capisce l’importanza e la difficoltà di disporre di atleti di
l’altro. Un grande vantaggio nelle gare, dove i millesimi di se-
condo sono decisivi. alta qualità con questa prerogativa. All’interno delle “rose” si ri-
Le teorie sull’origine del mancinismo sono varie ed oltremo- trovano così pochi calciatori con predominanza della lateralità si-
do in concorrenza tra loro. «Essere mancino, - sostiene con nistra (come risulta dalla ricerca effettuata), che vengono di con-
un’ipotesi bizzarra ed alquanto azzardata, McManus profes-
seguenza impiegati quasi esclusivamente per i ruoli di esterni. Ma
sore dell’University College di Londra, nel saggio Right
hand left hand - non è una menomazione bensì una pro- come evidenziato precedentemente alcuni mancini sembrerebbe-
babile virtù: estro e sregolatezza, fantasia e creatività». Se- ro dotati, proprio perché mancini, di un “talento speciale” se in-
condo il docente che da 30 anni studia il fenomeno, l’unico teso come miglior tecnica calcistica di base, velocità di esecuzio-
dato certo è che i mancini hanno un gene in più rispetto agli
ne, grande visione di gioco, fantasia, estro, imprevedibilità, per ri-
altri. «Gli scimpanzé si dividono al 50% in destri e mancini.
Per pura casualità, nel corso della loro evoluzione gli omini- assumere – osando – di una “genialità” che li predispone a rico-
di iniziarono a differenziarsi dalle scimmie sviluppando nel- prire ruoli, prettamente offensivi, nei quali è permesso loro di
l’emisfero sinistro del cervello, il linguaggio ed il gene D (de- esaltarsi ed esaltare il gioco della squadra. Nascono così trequar-
stro), che li portò prevalentemente ad usare la mano destra.
tisti (i leggendari numeri 10 del calcio) e seconde punte, che in
Soltanto in un secondo tempo, non oltre i 5.000 anni fa,
comparve il gene C (casualità), che fece emergere il manci- virtù della posizione occupata, vale a dire a ridosso degli attac-
nismo». «Scopo primario di questo secondo gene, - sostiene canti centrali, diventano ottimi “rifinitori” o “finalizzatori” della
McManus - era di cambiare la struttura del cervello per per- manovra d’attacco.
mettere all’emisfero sinistro di ospitare altre funzioni oltre a
quello del linguaggio». Ed è sull’interpretazione di questi ruoli in fase di possesso di pal-
La combinazione del gene D con il gene C, entrambi eredi- la, nel sistema di gioco 4-2-3-1, che approfondirò la mia ricerca,
tari, avrebbe quindi creato un cervello migliore ed in alcuni mostrando alcuni movimenti nei quali, un mancino, ottimizza la
casi portato una minoranza d’individui a spostare la cosid-
propria lateralità.
detta “dominanza manuale” dalla destra alla sinistra.
Inoltre, grazie alle più recenti tecniche ispettive sul cervello,
quali la Risonanza Magnetica Nucleare, la Risonanza Magne- Trequartista
tica Funzionale, la Tomografia ad Emissione di Positroni ed al- Dopo un lungo periodo nel quale l’utilizzo del trequartista ha avu-
tre, che mettono in evidenza i consumi di ossigeno e di glico-
to un’importanza tattica rilevante con l’espressione a grandissimi
geno nel cervello e dunque “rappresentano” le aree attivate
o non attivate, i neuro-scienziati di oggi sono venuti a sape- livelli di giocatori storici come Zico, Maradona e Platini, negli an-
re che, nei soggetti risultati talenti non comuni in campi qua- ni ‘90 il ruolo è stato messo in discussione ed in parte accanto-
li la matematica e l’arte, il linguaggio risulta controllato da nato: spesso gli allenatori hanno sacrificato la “storica” figura del
entrambi gli emisferi cerebrali.
numero 10 in ragione di salvaguardare gli equilibri della squadra.
Il che vuol dire che il lato destro del cervello, svolge un com-
pito solitamente riservato al sinistro. Difficile capire se tale scelta, che ha portato ad alcuni anni di cal-
Fra costoro, dunque, va da sé che si incontri un numero ele- cio speculativo e muscolare, sia stata dettata da convinzioni tat-
vatissimo di mancini od ambidestri, che presentano, inoltre, tiche o dalla mancanza di interpreti di talento da impiegare in
alcuni deficit, in forme di balbuzie o dislessie, nelle funzioni
quella posizione.
normalmente svolte dall’emisfero sinistro, ovvero, quelle più
propriamente linguistiche. Questi veri e propri handicap so- Negli ultimi anni invece c’è stata una rivalutazione del ruolo, mol-
no sempre posti in correlazione alle pratiche repressive che, te squadre sono state e sono costruite proprio attorno al trequar-
per le ragioni “ideologiche” cui ho fatto cenno in preceden- tista (ad esempio la Juventus prima ed ora il Real Madrid con Zi-
za, sono state messe in atto nei confronti dei mancini...
dane, il Brescia con Baggio od il Milan con Kaka e Rui Costa).

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TECNICO-TATTICA

Ruolo che ha subito però un deciso processo evolutivo. I migliori


interpreti di oggi sono, in molti casi, giocatori diversi rispetto ai
colleghi del passato, associano cioè indiscusse qualità tecniche a
doti fisiche non indifferenti che consentono loro di partecipare
più attivamente anche alla fase di recupero della palla. I “nuovi
trequartisti” compensano così, attraverso queste caratteristiche,
la riduzione degli spazi e dei tempi concessi dagli avversari per
eseguire la “giocata”.
Sono giocatori capaci del “numero”, abili nei calci piazzati, ma
che soprattutto riescono a destabilizzare le varie organizzazioni
difensive grazie ad intuizioni imprevedibili. Come abbiamo già vi-
sto e letto, questo tipo di giocatore cerca di agire tra la linea dei
mediani e degli attaccanti, in zona centrale, cercando spazi e tem-
pi per dettare verticalizzazioni basse e di media lunghezza. Il suo
tentativo, specialmente quando il pallone gira sui suoi mediani, è
di rimanere in zona centrale, smarcandosi in spazi stretti. Infatti,
se da una parte è difficile per i suoi compagni servirlo lì davanti, Fig. 7

è anche vero che, ricevendo palla in quella zona, diventa perico- Fig. 7 – il mediano (n° 8) verticalizza immediatamente in una zona a lui antistan-
loso per gli avversari. te dove il suo trequartista (n° 10) può ricevere il pallone sfruttando lo spazio crea-
tosi in conseguenza di: a) il suo smarcamento, effettuato tramite un contromovi-
mento; b) il movimento senza palla in profondità eseguito dal compagno esterno di
sinistra (n° 11), entrambi fatti al tempo giusto. Una volta in possesso del pallone il
trequartista può decidere se andare al tiro o ricercare un assist per gli attaccanti, i
quali, come indicato nel disegno, eseguono dei tagli in diagonale per sorprendere
l’organizzazione della difesa avversaria e renderla vulnerabile. In base alla sua ca-
pacità di lettura ed abilità tecnica, il passaggio può essere eseguito rasoterra sul pri-
mo palo (A), per sfruttare i movimenti del n° 9 o del n° 11, o con un pallonetto a
scavalcare i difensori centrali (B), per il taglio dell’esterno di destra (n° 7).

L’abilità dei trequartisti di muoversi “tra le linee”, può creare diffi-


coltà agli avversari nell’affrontarli efficacemente. Alcuni allenatori
decidono di far uscire uno dei difensori, altri di marcarli con un cen-
trocampista, ma proprio per la loro capacità di giocare sia da cen-
trocampisti che da attaccanti aggiunti, si corre sempre il rischio di
avere un difendente che è costretto ad agire in una zona del campo
a lui poco congeniale. Succede infatti che un trequartista marcato da
un difensore arretri il suo raggio di azione a ridosso dei mediani, o
che marcato da un centrocampista si alzi e giochi da seconda pun-
ta od in fascia per trarre vantaggio dalle maggiori difficoltà dell’av-
versario. I calciatori impiegati in quel ruolo devono di conseguenza
Fig. 6
saper leggere adeguatamente quello che gli accade intorno e dis-
Fig. 6 – in un sistema di gioco 4-2-3-1, un mediano (n° 4) guida la palla cen- porre della personalità necessaria per gestire, anche in parziale au-
tralmente finché non viene affrontato da un avversario ed esegue un passaggio al
compagno di reparto (n° 8) tonomia, la scelta della zona di campo nella quale agire.

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Attaccanti esterni
Nell’ultimo ventennio il nostro calcio è stato caratterizzato da un
atteggiamento tattico rigido applicato da una gran parte delle
squadre, le quali organizzavano il loro sistema di gioco su inter-
pretazioni schematiche, ripetitive e rigorose del 4-4-2. Il momento
più significativo di questo periodo è stato raggiunto “nell’era di
Sacchi”, e successivamente dai seguaci del suo credo calcistico.
Proprio in virtù della necessità di contrapporsi efficacemente a
questa organizzazione tattica sono stati utilizzati moduli alterna-
tivi, alcuni dei quali schierano, contro la difesa a 4, un attacco con
Fig. 8 – Sullo scorrimento di palla della linea di difesa fino al difensore esterno le 3 punte, o comunque con 3 giocatori offensivi distribuiti equa-
sinistro (n° 3), il trequartista (n° 10), posizionato tra le linee, si inserisce e riceve mente su tutto il fronte. Tra questi il sistema di gioco 4-2-3-1 che
il passaggio del compagno nello spazio lasciato libero dall’attaccante (n° 11) che
va incontro al possessore di palla seguito dal suo marcatore. prevede, in aggiunta ai 3 attaccanti, l’impiego di un trequartista.

Fig. 9 – Questo movimento obbliga l’uscita di un difensore centrale avversario, Risultando, a mio avviso, un modulo particolarmente bellicoso, ri-
ed allarga la difesa, creando le possibilità: a) del cross per la punta centrale (n° 9) chiede, al fine del mantenimento del principio dell’equilibrio di
e per l’esterno opposto (n° 7) che vengono a trovarsi in parità numerica; b) della
palla dietro, al limite dell’area di rigore, per l’attaccante esterno (n° 11) che ac- squadra, che nel reparto offensivo, e soprattutto nei due attac-
compagna e supporta l’azione dei compagni. canti esterni, siano riscontrabili determinati requisiti: devono es-
sere giocatori di movimento, anche non molto resistenti, ma in
grado di “fiammate” repentine, capaci di sfruttare gli spazi vuoti
per la conclusione o per gli assist, e che si adoperino anche nella
fase di non possesso di palla, nell’azione di copertura degli spazi
e degli uomini di loro competenza.
Devono senz’altro possedere inoltre ottime peculiarità riassumi-
bili in:
- capacità di dribbling (dovendo ricercare spesso l’1 contro 1)
- velocità di base unita alla capacità di rapidi cambi di passo
- capacità di inserimento
- capacità di tiro
- fantasia
- improvvisazione

A seconda delle caratteristiche dell’attaccante centrale e della


tattica adottata, ma anche dell’atteggiamento degli avversari,
gli esterni d’attacco, che in una situazione ottimale sono uno
con predominanza della lateralità destra ed uno della sinistra,
possono essere impiegati alternativamente in entrambe le fa-
Fig. 10
sce laterali del campo. La scelta di giocare con l’attaccante
Fig. 10 – Il trequartista (n°10) va alla ricerca della finalizzazione personale at- esterno mancino a sinistra ad esempio, privilegerà la ricerca del
traverso un inserimento centrale, eseguito sfruttando lo spazio creatosi grazie al
movimento dell’attaccante (n° 9), offrendo al possessore di palla (n° 11) la possi- cross dalla linea di fondo, e può essere determinata dai se-
bilità di servirlo in zona gol. guenti fattori:

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TECNICO-TATTICA

- perché gli avversari raddoppiano internamente con un mediano Mostrerò di seguito alcuni movimenti coordinati, sempre per il si-
la marcatura portata dal terzino, rendendo più “attaccabile” la stema di gioco 4-2-3-1, nei quali il calciatore mancino, impiegato da
profondità attaccante esterno a destra, ottimizza la propria lateralità predomi-
- perché il nostro attaccante centrale preferisce i cross dal fondo nante, in virtù di quanto suddetto, nella fase di possesso di palla.
- perché il difendente evidenzia su quel lato carenze difensive
(tattiche o fisiche).

Nel caso invece si scelga di far giocare l’attaccante esterno manci-


no sul lato destro del campo, sarà perché allo stesso richiederemo
di privilegiare i tagli interni, diagonali dalla fascia laterale verso la
porta avversaria, piuttosto che la ricerca della profondità verso la
linea di fondocampo. Questa scelta tattica permetterà al calciatore
mancino, come al destro schierato a sinistra, di controllare e gui-
dare il pallone, nell’azione del taglio, con il piede più lontano dal-
l’avversario, avendo, in conseguenza di ciò, una buona protezione Fig. 13 – Con la palla al difensore esterno di destra, il giocatore più vicino, l’at-
taccante esterno di destra (mancino), detta per primo il passaggio andandogli in-
del possesso ed una più ampia zona luce per il passaggio ai com- contro, per poi cambiare corsa direzionandosi internamente (a). Contemporanea-
pagni, mettendolo inoltre in grado di effettuare lo stesso con l’in- mente, anche i due centrocampisti centrali si smarcano con movimenti opposti (b-
b1), uno avanzando e l’altro arretrando.
terno, ossia, la superficie del piede con la quale si ottiene un’ese- Osservando il movimento del compagno di reparto, l’attaccante centrale attacca
cuzione più precisa. Ed ancora, per la traiettoria di corsa, l’oppor- lo spazio liberato dallo stesso, allargando la difesa avversaria (c). Ed ancora, in
successione, il trequartista leggendo la situazione creatasi, si inserisce nel centro
tunità di creare le condizioni favorevoli per andare al tiro in porta. dell’area, affrontato dall’unico centrale difensivo rimasto (d), imitato dall’attac-
cante esterno di sinistra che taglia verso la porta (e).
Con molte probabilità, trovandosi spesso in situazione di 1 contro Come conseguenza di tutto ciò, l’esterno di difesa, in possesso del pallone, ha di-
1, tagliando dentro il campo, attaccherà l’avversario sul piede più verse soluzioni di passaggio ai compagni, scegliendo, nell’esempio, di servire l’at-
taccante esterno di destra (f).
debole e saltandolo, costringerà a scalare in marcatura il centrale
difensivo, creando per i difendenti una pericolosa condizione di pa- Fig. 14 – Proteggendola come descritto in precedenza, l’esterno mancino riesce
a guidare la palla portandosi in zona utile per un passaggio, valorizzando i tagli
rità numerica in prossimità o addirittura dentro l’area di rigore. dei compagni (g-h), o per finalizzare personalmente l’azione con un tiro in porta.

Fig. 11 – Il calciatore mancino, schierato da attaccante esterno a destra, sul mo- Fig. 15 – Il difensore esterno di destra, analizzati i movimenti dei compagni (de-
vimento di taglio verso l’interno riceve (a) e guida (b) il pallone con il suo piede scritti precedentemente nella Fig. 13), decide di passare il pallone all’attaccante
più abile, ottenendo una buona copertura della palla poiché frappone il suo cor- centrale nella zona liberata dall’esterno offensivo (a).
po tra la stessa e l’avversario.
Fig. 16 – L’attaccante esterno di destra, una volta scavalcato dal pallone, esegue
Fig. 12 – Allo stesso tempo, potrà sfruttare, per il tiro od il passaggio, l’ampia un rapido cambio di direzione andando a raccogliere il passaggio immediato servi-
zona luce creatasi proprio in virtù della direzione di corsa effettuata. togli dall’attaccante centrale (b), finalizzando poi l’azione con il tiro in porta (c).

18
Fig. 17 – Con la palla al difensore esterno di destra, i due centrocampisti cen- Fig. 19 – Sulla fascia sinistra del campo si verifica una sovrapposizione dell’e-
trali si smarcano con movimenti opposti (a-a1), e l’attaccante esterno di destra sterno difensivo sinistro (n° 3) che riceve in profondità dal centrocampista cen-
(mancino), decide di attaccare la profondità (b). Seguendo le indicazioni tattiche trale di parte (n° 4). Intuendo la possibilità di ricevere il cross del compagno, l’at-
predeterminate, il trequartista si allarga verso l’esterno per ricevere il pallone nel- taccante centrale (n° 9) ed il trequartista (n° 10), attaccano entrambi lo spazio,
lo spazio libero creatosi (c). L’esterno di difesa decide invece di eseguire un pas- dividendosi uno sul 1° e l’altro sul 2° palo.
saggio al centrocampista più alto (d).
Fig. 20 – L’attaccante esterno di destra (mancino), liberandosi dalla marcatura
Fig. 18 – Quest’ultimo, appena in possesso, verticalizza verso l’attaccante cen- con un cambio della direzione di corsa, orientata prima in profondità e poi im-
trale (e), il quale, evitato l’anticipo del difensore mediante un contromovimento, provvisamente in orizzontale rispetto alla linea dell’area di rigore, va a ricevere il
fa da sponda appoggiando il pallone per l’attaccante esterno di destra (f), che tro- passaggio arretrato del compagno, trovandosi nella condizione di tirare in porta,
vandosi la palla sul piede più abile in conseguenza del taglio effettuato (g), da po- da una buona posizione, con il piede più abile.
sizione ideale va al tiro in porta (h).

ALCUNI MANCINI CELEBRI l’irresistibile attrattiva che su di lui esercitavano tutti i piaceri
della vita. Non per nulla l’Avvocato Giovanni Agnelli con la sua
Nato il 2 ottobre 1935 a San Nicolas, in Argentina, Omar Sivo- straordinaria capacità di sintesi, lo aveva definito “un vizio”.
ri si potrebbe definire un cocktail dalle dosi I primi calci Sivori li dà nel Teatro Municipale poi il gran salto che
perfette di talento, fantasia e cattiveria. lo porta al River Plate di Buenos Aires, dove è ben presto sopran-
Nessun altro giocatore di grandissima tec- nominato, «el cabezon» (per la grossa testa) o «el gran zurdo»
nica forse ha mai avuto il suo tempe- (per il grandissimo mancino).
ramento, la sua astuzia, il cini- Al suo arrivo a Torino rivela subito tutto il suo talento. Ha un ini-
smo nell’umiliare mitabile repertorio di finte, dribbling e tunnel e con il mancino che
l’avversa- si ritrova sa fare cose davvero fantastiche, anzi, mai viste, non
rio dopo esclusi ovviamente i gol, tanto che nel 1960 con 28 bersagli vin-
averlo ce la classifica dei cannonieri del nostro campionato.
superato Il suo limite è invece rappresentato dal nervosismo che lo accom-
con tunnel diabolici. A pagna: linguacciuto, vendicativo, diventa ben presto un osservato
questa straordinaria miscela, poco speciale della categoria (nei dodici anni di carriera in Italia accu-
meno che esplosiva, pone- mula ben 33 turni di squalifica).
va un freno soltanto Nel 1961 «France Football» gli riconosce il «Pallone d’Oro».

19
SCUOLA
ALLENATORI
TECNICO-TATTICA

Artista tra i massi- scendere di colpo, beffardo, nell’angolino fuori dalla portata del
mi del calcio italia- portiere. Il più bel complimento, divenuto in seguito un’etichet-
no, Mario Corso ta, glielo aveva confezionato il tecnico ungherese Gyula Mandi,
era dotato di una che dopo una spettacolosa prestazione, lo definì “il piede sini-
classe indiscutibile stro di Dio”. Le discussioni sul suo ruolo si sprecavano: non è un
e non si può nega- vero interno; è un tornante; è un rifinitore; no, è un attaccante;
re che la sua arte, è un atipico. In realtà, Corso era un artista con il genio del gran-
nonostante l’ostra- de inventore.
cismo decretatogli
da Helenio Herre- Diego Armando Maradona è stato, a detta di molti, il più
ra, sia stata com- grande calciatore di tutti i tempi! È nato il 30 ottobre del 1960 nel
ponente fonda- quartiere povero di Villa Fiorito, nella periferia di Buenos Aires, do-
mentale dei trionfi ve dimostrò fin da bambino di essere superdotato per il calcio,
della Grande Inter. tant’è che in seguito la critica lo avrebbe definito come il gioca-
Esecutore di magistrali punizioni a “foglia morta”, Mariolino ri- tore più veloce di tutti i tempi nel momento di concepire il gol. Per
mase in nerazzurro a dispetto della volontà del Mago – che re- dimostrare questo basti pensare che il gol più bello della storia
golarmente ad ogni estate, ne iscriveva il nome in cima alla li- del calcio è stato realizzato da lui nel mondiale del 1986, in Mes-
sta dei giocatori da cedere – per i costanti ed inflessibili inter- sico contro l’Inghilterra, quando dribblò mezza nazionale avver-
venti del presidente Angelo Moratti, che con la moglie Erminia, saria ed il portiere mettendo la palla in rete. Fisicamente basso e
era cultore delle magiche delizie del calciatore mancino. Nato a robusto, dotato di una muscolatura agile e potente, riusciva con il
San Michele Extra, alle porte di Verona, arrivò all’Inter a soli di- piede sinistro, l’unico utilizzato tranne rare eccezioni, ad eseguire
ciassette anni, imponendosi subito come titolare ed entrando di giocate stilisticamente e tecnicamente perfette, abbinandole ad
diritto, con un’ascesa fulminea,
tra i componenti di quella gene-
razione che poi Gianni Brera
avrebbe bollato “degli abatini”,
tanto dotata di raffinate qualità
tecniche quanto carente sul piano
fisico. Ma Corso si faceva perdo-
nare le carenze e le lunghe pause
a colpi di “veroniche” e gol. Mae-
stro del dribbling con sberleffo,
dell’assist funambolico, aveva
buona confidenza con il fondo
della rete grazie alla diabolica
abilità nel calciare le punizioni
dal limite. Il suo sinistro accarez-
zava il pallone trasmettendogli
una “scarica elettrica”, che lo
portava ad impennarsi per poi

20
una visione di gioco, fantasia, concretezza ed imprevedibilità che BIBLIOGRAFIA
lo hanno reso leggendario.
- Franco Ferrari, ELEMENTI DI TATTICA CALCISTICA, Edizioni Cor-
Quando giocava nella squadra giovanile si era già guadagnato la
rere, Milano, 2001
fama di essere un fenomeno ed i tifosi argentini se la presero con
- Gianni Leali, CALCIO TECNICA E TATTICA, Società Stampa Spor-
Menotti, il selezionatore, perché non lo aveva convocato per i
tiva, Roma, 1998
Mondiali del ‘78. A quei tempi Maradona, diciottenne, era il be-
- G.Luzzi, LA SACRA BIBBIA – ANTICO E NUOVO TESTAMENTO, Li-
niamino del pubblico, che per questo suo straordinario talento lo
breria Sacre Scritture, Roma, 1969
aveva soprannominato “El pibe de oro” (il ragazzo d’oro).
- Pierre-Michel Bertrand, STORIA DEI MANCINI, Edizioni Magi,
Da quel momento in poi, l’escalation fu inarrestabile e lo portò ad
Roma, 2003
una carriera ricca di fama e successi nei vari paesi del mondo, so-
- P. Roazen, I MIEI INCONTRI CON LA FAMIGLIA DI FREUD, Po-
prattutto in Italia, fino a diventare così popolare e così amato da
mezia, 1997
eclissare quasi del tutto la stella del calcio per eccellenza, Pelé.
- P. Klingebiel, L’ÉCOLIER GAUCHER, 1963
Poi venne Italia ‘90 e, quasi in contemporanea, il declino del cam-
- C. Lombroso, ORIGINE E NATURA DEI GENI, volume II, 1902
pione idolatrato in tutto il mondo. Sono solo i primi segnali di
- R. McManus, RIGHT HAND LEFT HAND
un’instabilità emotiva e di una fragilità che nessuno sospettereb-
- N. Geschwind, LE BASI ANATOMICHE DELLA DIFFERENZIAZIONE
be da un uomo come lui, abituato a rimanere sempre al centro dei
DEGLI EMISFERI, Il Mulino 1978
riflettori. Un anno più tardi, infatti, (è il marzo 1991), viene sco-
- Zahavi, IL PRINCIPIO DELL’HANDICAP, Einaudi, 1998
perto positivo a un controllo antidoping, con la conseguenza che
- F. Accame, MANO AMICA E MANO NEMICA, in “A”, 34, 297.
viene squalificato per quindici mesi. Lo scandalo lo travolge, fiumi
- S. Gandolfi, MA DAVVERO I MANCINI SONO TUTTI EINSTEIN?,
di inchiostro vengono usati per analizzare il suo caso. Il declino, in-
in “Sette – Corriere della Sera”, 28 marzo 2002
somma, sembra inarrestabile, si presenta un problema dietro l’al-
- F. Capelli, MONDO MANCINO, in “Newton”, 5, 1998
tro. Non basta il doping, entra in scena anche la cocaina, di cui
- V. Kovarsky, I MANCINI, in “Accademia delle scienze”, 24 otto-
Diego, a quanto riportano le cronache, è un assiduo consumatore.
bre 1938
Infine, emergono gravi problemi con il fisco, a cui si affianca la gra-
- V.H.Denemberg, HEMISPHERIC LATERALITY IN ANIMALS AND
na di un secondo figlio mai riconosciuto, viene nuovamente fer-
THE EFFECT OF EARLY EXPERIENCE, in “Behavioural and Brain
mato per uso di efedrina, sostanza proibita dalla Fifa ed ancora,
sciences”, 4; 1-149, 1981
nell’agosto del 1997, viene trovato positivo ad un controllo anti-
- Boles D. B., GLOBAL VERSUS LOCAL PROCESSING: IS THERE A
doping. Nel giorno del suo trentasettesimo compleanno, el Pibe de
HEMISPHERIC DICOTOMY?, in “Neuropsychologia”, 22; 445-
oro annuncia il suo ritiro e la scomparsa, professionale, del più ta-
455, 1984
lentuoso e controverso fenomeno del mondo del calcio.
- H. Dell, LA SIMMETRIA DELLA SCHIZOFRENIA, in “E-News –
Treatment advocacy centre biomednet, 6 gennaio 2004
SITI WEB - F. Heritier-Auge, LA SERVITU’ DELLA SINISTRA, in “Forum dei
mancini”, 14 novembre 2003
http://knowledge.sda.uni-bocconi.it/ticonzero/Rubriche......
http://tiro-mancino.it/.....
http://www.geagea.com/11indi/...... ERRATA CORRIGE
http://www.adnkronos.com/specialiIGN/scienza..... La tesi finale del Corso Master “Lo sviluppo della fase of-
http://www.merqurio.it/news/searchnews3...... fensiva” pubblicata nel numero 2 del Notiziario 2005 è di
Roberto Bosco anziché di Guido Carboni come erronea-
http://www.frascolla.org/Lacaccia/1999.....
mente riportato. Ce ne scusiamo con l’autore ed i lettori.
http://www.lescienze.it

21
SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

ORGANIZZAZIONE DI GIOCO: LA TATTICA


di Marco Maestripieri*

importante conoscere le organizzazioni perché vi- I principi generali in fase di possesso palla sono:

È
viamo in un mondo fatto di “organizzazioni”. Nel - scaglionamento offensivo;
campo dell’ economia aziendale l’organizzazione - verticalizzazione;
è il complesso di modalità secondo le quali viene - acquisizione di ampiezza;
effettuata la divisione del lavoro in compiti di- - mobilità;
stinti e, quindi, viene realizzato il coordinamento - imprevedibilità o sorpresa.
tra tali compiti (Mintzberg 1983) . Gli elementi di In fase di non possesso palla:
base sono: unione di persone, fine comune, coordinamento, - scaglionamento difensivo;
gerarchia – potere, divisione del lavoro, sistema decisionale. - azione ritardatrice e/o temporeggiamento;
Essi devono essere scelti in modo da raggiungere una coeren- - concentrazione;
za interna con la situazione dell’azienda. Ogni attività umana - equilibrio difensivo;
organizzata fa nascere due esigenze: divisione del lavoro e co- - controllo difensivo o cautela.
ordinamento. I principi di tattica collettiva vengono soddisfatti con dei mezzi
Nel gioco del calcio sinonimo di organizzazione è la tattica di rappresentati dagli sviluppi che sarebbero la loro realizzazio-
gioco: movimento organizzato o coordinato da due o più uomi- ne pratica. I mezzi vanno interpretati e analizzati sotto l’aspetto
ni, di un reparto, o più reparti, dell’intera squadra inteso ad ot- di due variabili che nel calcio moderno nel corso degli ultimi anni
tenere uno scopo già predeterminato. Se analizziamo bene la si sono molto ristrette: spazio e tempo. Qui subentra la grande
definizione data, troviamo presenti alcuni elementi dell’organiz- professionalità e conoscenza tattica da parte dei tecnici i quali
zazione in senso lato, come l’unione di persone, il fine comune devono trovare sempre una risposta rapida e adeguata ai rapidi
da raggiungere (le due fasi di gioco riferite a possesso palla e mutamenti che avvengono nelle due fasi di gioco.
non possesso palla che sono lo scopo), e il coordinamento (i mo-
vimenti da effettuare in campo) che sono gli aspetti fondamen- Legenda
tali della tattica di gioco. Il coordinamento e la divisione del la-
Passaggio/movimento della palla
voro (disposizione della squadra in campo e assegnazione dei
ruoli), sarà compito dell’allenatore, il quale trasmetterà delle Movimento del giocatore senza palla
idee e delle conoscenze attraverso degli schemi in modo che i Guida della palla
propri calciatori parlino la stessa lingua (linguaggio comune)
Palla
nelle due fasi di gioco. La squadra che possiede una organizza-
zione di gioco persegue un suo modo di pensare e agire in cam- Giocatore
po. Avrà un suo filo conduttore logico nel gioco e senz’altro po-
Giocatore avversario
trà avere più successo di una squadra che basa il suo gioco sul-
l’inventiva del singolo.
La tattica è possibile applicarla mettendo in atto i principi tattici
*Allenatore di Ia Categoria – Docente del Settore Tecnico F.I.G.C.
collettivi in fase di possesso palla e in fase di non possesso palla.

22
SVILUPPI DEI PRINCIPI
FASE DI FASE DI
POSSESSO PALLA NON POSSESSO PALLA

1. Sostegno al Disposizione della squadra


portatore di palla a zona
2. Superiorità numerica Disposizione della squadra
a uomo
3. Mantenimento del Disposizione squadra
possesso palla di tipo misto
4. Corsa in diagonale Pressione
ed alternative
5. Corse di deviazione Pressing
6. Gioco dalla parte cieca Raddoppi
7. Movimenti ad incrocio Fuorigioco
la che ci fa subito pensare all’acquisizione della superiorità nu-
8. Movimenti in
sovrapposizione merica è il dribbling (Fig. 2a e 2b). Il dribbling va incentivato fin
9. Sviluppo passaggio da bambini e non oppresso come avviene spesso. Il suo utilizzo è
all’indietro legato alla fantasia motoria e un bambino che ne è in possesso
10. 1 - 2 e/o passaggio
a muro
11. Blocco
12. Velo ed Esca
13. Variazione ritmo di gioco
14. Gioco in quarta o
quinta battuta

1) Sostegno al giocatore in possesso di palla (Fig. 1)


È importante pervenire da angolazioni diverse con più profondità
contrarie su 360° verso il portatore di palla, dando più soluzioni di
gioco. Chi è in possesso di palla ha più soluzioni semplici sugli spa-
zi brevi e può anche optare per la giocata difficile che risulta il pas-
saggio lungo utile per cambiare gioco ottenendo veloci verticalizza-
zioni o per acquisire profondità di gioco contrarie. È importante di-
stinguere in questo contesto l’azione di appoggio dal sostegno. La
prima si riferisce al fatto che questo avviene davanti alla linea del
pallone, mentre il sostegno avviene dietro alla linea del pallone.

2) Superiorità numerica.
La superiorità numerica nel gioco moderno è fondamentale e ri-
specchia l’aspetto tattico di una squadra indipendentemente che
la sua sistemazione sia a uomo, a zona o misto. Il primo atteg-
giamento di tecnica applicata individuale in fase di possesso pal-

23
SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

dimostra già di avere una caratteristica importante che poi ripor- Partite a torello 4:2 (Fig. 5)
tata nel calcio moderno risulta fondamentale per saltare l’uomo
e creare degli squilibri tattici agli avversari. Le esercitazioni per
questo comportamento partono dal semplice con partitine 1:1
dove si chiede all’allievo di dribblare l’avversario, a partitine con
più uomini dove si richiederà sempre la conclusione in porta.

La superiorità numerica può avvenire sia come numero (esempio di


una squadra che perde un uomo) che a parità di uomini con lo smar-
camento veloce anche da una zona all’altra del campo (Fig. 3).
Altro esempio importante di superiorità numerica è la sovrappo-

Partite 6:3 dove ci si deve far vedere smarcati in continuazione


(Fig. 6).

sizione. La superiorità numerica legata strettamente con lo smar-


camento va allenata con esercitazioni in campo (2: 1; 4: 2; 6:
3; fino a squadre con lo stesso numero di calciatori es. 10 :10
partita con coppie fisse dove si fa goal raggiungendo un numero
tot. di tocchi) le quali devono richiamare questo comportamento
individuale di possesso palla (Fig. 4).

Il farsi vedere continuamente con lo smarcamento, vanifica i rad-


doppi di marcatura e permette di non subire mai l’iniziativa del-
l’avversario durante la gara.

3) Mantenimento del possesso palla.


Attirare l’avversario in una zona di campo attraverso il posses-
so palla (Fig. 7), per sfruttare degli spazi che si sono creati in
un’altra zona o in profondità, con dei cambi di gioco improvvisi
o rapide penetrazioni per guadagnare subito profondità. L’av-
versario è attratto dal pallone e lascerà libera la zona lontana

24
dalla palla dove attraverso il cambio di gioco dovrà avvenire la
ripartenza veloce.

congiunge la palla alla porta avversaria. Permettono di creare


degli spazi in zona offensiva dove si possono inserire dei cal-
ciatori che provengono da una zona arretrata (centrocampisti).
Il mantenimento del possesso del pallone è utile anche per ab- Questo atteggiamento è legato alla mobilità, elemento impor-
bassare il ritmo di gioco dell’avversario specialmente quando si è tante del gioco del calcio, ed è importante per la creazione de-
in vantaggio ed è importante abituare sempre i propri calciatori gli spazi.
ad evitare il passaggio in orizzontale molto pericoloso per lo svi-
luppo di ripartenze veloci da parte degli avversari. Questo com- 6) Gioco dalla parte cieca. (Fig. 9)
portamento va allenato in settimana attraverso le esercitazioni La parte cieca per un difensore è quella lontano dalla palla.
squadra OMBRA 11: 0 in cui l’avversario è passivo, marca ma Giocare dalla parte cieca vuol dire mettere il pallone dietro le
non entra lasciando giocare, oppure attaccando il reparto difensi- spalle del difensore avversario. Questo sviluppo è importante
vo in superiorità numerica (es. 6 : 4 o 8 : 4). In questo modo i cal- contro squadre con difesa schierata a zona, le quali scalando
ciatori si abituano a trovare il controllo del gioco e del ritmo e il verso il pallone lasciano libera la zona lontana dalla palla. Il
giusto tempo per gli inserimenti e per le giocate. buco si può creare e va sfruttato se l’esterno di centrocampo

4) Corsa in diagonale ed alternative


La corsa in diagonale (Fig. 8) è uno smarcamento che permette
di avere sempre il corpo a protezione della palla, e permette di ve-
dere contemporaneamente la porta e il compagno che è in pos-
sesso del pallone. Con questo movimento è difficile per l’avversa-
rio tentare l’anticipo a differenza del marcamento in orizzontale,
e l’attaccante che riceve il pallone in corsa ha il tempo e lo spa-
zio per calciare in porta.

5) Movimento di allontanamento dalla linea palla porta (o


corsa di deviazione).
Sono movimenti di allontanamento dalla linea immaginaria che

25
SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

non è rapido a fare la diagonale del quinto uomo, non a caso


la difesa a zona soffre i cambi di gioco veloci. Dal punto di vi-
sta individuale il difensore molte volte si trova in difficoltà sui
palloni che lo scavalcano alle spalle perché attratto solo dalla
posizione dell’avversario e dalla palla che ha davanti, e non si
preoccupa di ciò che può succedere dietro, che è lo spazio più
pericoloso.

7) Movimenti ad incrocio (Fig. 10)


I movimenti ad incrocio sono maggiormente validi contro difese
schierate con marcatura a uomo. Con questo tipo di incroci gli at-
taccanti creano degli spazi utili per l’inserimento dei centrocam-
pisti dal di dietro. Per avvenire nel tempo giusto il movimento ad
incrocio ha bisogno: vanti al giocatore che è in possesso di palla, possono essere effet-
• Il giocatore più vicino alla palla detta il passaggio, il secondo tuate sulle corsie laterali o anche in zona centrale del campo. La
giocatore “si muove di conseguenza” perché può vedere l’e- sovrapposizione può essere effettuata a due o tre calciatori. Nel
volversi del gioco con lo spostamento del compagno e la zona primo caso (Fig. 11) c’è solo un calciatore che si sovrappone al
di campo dove andare ad inserirsi con il proprio movimento. portatore di palla (nel gioco a zona l’esempio dell’esterno basso di
• Il giocatore che si “muove di conseguenza” deve aspettare un difesa che passa alle spalle dell’esterno alto di centrocampo).
attimo prima di muoversi, non nello stesso istante di chi detta
il passaggio. Questo comporta di leggere meglio la situazione Nel secondo caso (Fig. 12) c’ è di solito il sostegno di un altro
che si sta creando. Importante inserire prima di muoversi dei calciatore al portatore di palla, e questo atteggiamento a tre è
contromovimenti per ingannare l’avversario che è deputato al- anche molte volte più sicuro nei casi di intercettamento del pal-
la marcatura. lone da parte dell’avversario perché dà modo a chi ha dato il so-
stegno di poter coprire la zona scoperta di chi ha cercato l’inse-
8) Movimenti in sovrapposizione (overlapping) rimento (uno dei due centrocampisti centrali va a sostegno di
Sovrapposizione significa passare dietro le spalle ma anche da- chi porta palla).

26
I vantaggi della sovrapposizione sono: 10) 1 - 2 (Passaggi a muro).
1. ottenere un 2: 1 in modo di avere una superiorità numerica che È un tipo di passaggio effettuato ad un compagno posizionato di
nel calcio moderno equivale a tempo e spazio a proprio favore spalle verso la porta avversaria che restituisce il pallone sulla cor-
(l’allenatore nel calcio attuale è sempre alla ricerca di tempo e sa. Importante insegnare fin dal settore giovanile che se il pas-
spazio per la propria squadra in fase di possesso palla, men- saggio viene dato sul piede destro ci sarà l’inserimento a destra,
tre in fase di non possesso cerca sempre di limitare questi due se sul sinistro nella zona sinistra. Questa distinzione è importan-
parametri all’avversario); te perché abitua il giocatore che effettua l’ 1 – 2 a venire incon-
2. la sovrapposizione sulle zone esterne allarga il fronte di attac- tro col corpo a protezione della palla (Fig. 14).
co, e più se ne effettuano più c’è possibilità di conclusione ver-
so la porta avversaria.
È importante nella sovrapposizione il tempo di inserimento del
calciatore che è dato dal movimento di partenza, il quale deve es-
sere effettuato in estrema sicurezza senza subire l’intercettamen-
to del pallone da parte dell’avversario in modo da non rischiare
la ripartenza veloce da parte della squadra avversaria.

9) Sviluppo passaggio all’indietro (Fig. 13)


È utilizzato contro un settore chiuso quando si è stati bloccati nell’a-
zione di gioco. Nel momento in cui avviene il passaggio all’indietro per
un calciatore, per esempio nelle zone laterali (da fondo campo), è un
segnale per gli altri compagni che sanno che la palla sarà calciata di Quando si incontrano squadre schierate a zona l’1 -2 ma maggior-
prima cambiando gioco. Gli uomini posizionati in area di rigore spe- mente l’1 - 2 - 3, cioè con la possibilità del terzo uomo (Fig. 15), ri-
cialmente gli attaccanti sanno che la palla sarà calciata di prima, per- sultano delle contromosse molto importanti per metterle in difficoltà.
ciò dopo movimento e contromovimento si dovranno far trovare
pronti a ricevere il pallone (tempo di gioco). Importante non stop- 11) Blocco
pare il pallone quando si riceve il passaggio all’indietro, e l’allenatore Il blocco è un accorgimento tattico preso dal basket dove è rite-
deve abituare i suoi calciatori a crossare di prima intenzione. nuto molto importante perchè è uno dei fondamentali di gioco. Il

27
SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

blocco viene spesso usato su palla inattiva dove si usa molto met- Sicuramente in fase di non possesso palla il difensore deve stare
tersi sulla traiettoria di corsa del marcatore di un proprio compa- attento a non subirlo.
gno (falli laterali, calci d’angolo, punizioni indirette), e nel calcio
moderno dove molte volte le squadre si annullano risulta una 12) Velo (Fig. 18)
chiave di gioco importante per poter vincere le partite. Abbiamo Il velo è un movimento rapido che può essere paragonato alla fin-
perciò grande ricerca da parte del tecnico di sempre nuovi sche- ta ed è micidiale la sua attuazione contro difese schierate con
mi che possano esaltare questo accorgimento tattico. Il blocco marcatura a uomo al limite dell’area di rigore.
può essere di 2 tipi: Questo movimento si ottiene:
• Da fermo: ci si ferma davanti o dietro al marcatore del proprio • Il giocatore frappone il proprio corpo tra la palla e l’avversario,
compagno mentre sta arrivando il pallone. (Fig. 16) cedendo la palla ad un proprio compagno.
• In movimento: si corre sulla linea di corsa del marcatore del
proprio compagno impedendogli il prosieguo chiudendo tempo 13) Esca (Fig. 19a 19b)
e spazio. (Fig. 17) Questo movimento si ottiene:
Il blocco per una buona riuscita ha bisogno: • Su un passaggio forte addosso il giocatore fa credere al marca-
• Segnale di chi calcia la palla inattiva. tore di stoppare il pallone, invece fa scorrere il pallone per un
• Il blocco deve essere rapido ed avvenire in spazi brevi. altro compagno che si è inserito dal di dietro.

28
Queste situazioni hanno maggiore applicazione su palle inattive sport CLOSED SKILL dove c’è la ripetizione continua quasi pro-
con una buona organizzazione, e ragionando sempre sui parame- grammata dello stesso gesto (sport ciclico, per esempio la mara-
tri di utilità ed economicità del gesto, compierli vicino all’area tona).
di rigore avversaria hanno il massimo del profitto. Compierli in al-
tre zone di campo senza organizzazione possono creare degli 15) Gioco in quarta o quinta battuta (Fig. 20)
scompensi tattici con la perdita del pallone e possibili le riparten- La palla arriva a chi inizia il gioco dopo 4 o 5 battute. Chi inizia il
ze veloci. In questo modo l’avversario acquisirà tempo e spazio gioco deve partecipare fino alla fine dell’azione e questo rientra
in modo rapido. nel discorso dell’ampiezza del gioco dove la squadra copre il cam-
po in tutta la sua larghezza. Anche questo è un atteggiamento
14) Variazione ritmo di gioco tattico per attirare gli avversari verso il pallone per poi coglierli di
È un accorgimento tattico per rallentare il gioco per poi effettua- sorpresa nella zona di campo dove è iniziata l’azione di gioco.
re delle accelerazioni improvvise suc-
cessive. Molte volte questa esigenza
nasce dal fatto di dover spendere
meno energie in momenti delicati
della partita o per poter ritrovare
molte volte le giuste distanze e il giu-
sto equilibrio fra i reparti. Ma altre
volte è anche una strategia per far
credere all’avversario di rallentare.
Invece si sta preparando un contrat-
tacco improvviso e imprevedibile. Il
calcio è uno sport OPEN SKILL (sport
aciclico), o abilità aperta dove l’am-
biente e le situazioni mutano di con-
tinuo il ritmo di gioco è soggetto a
continue variazioni, rispetto a uno
sport come il nuoto che rientra negli

29
SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE ATLETICA

CONGRESSO AIPAC, L’USO DEI TEST


di Elena Castellini*

o scorso 16 Maggio 2005, all’Hotel Albani di Firenze, si avere a disposizione varie soluzioni, varie opportunità, e poi sceglie-

L
è svolto il XII Congresso Nazionale dell’A.I.P.A.C re quella migliore. Per questo è importante che ci sia una grande sin-
(Associazione Italiana Preparatori Atletici Calcio), dal tonia in questo senso”. Il concetto espresso dal tecnico azzurro è
titolo “La valutazione del calciatore: vantaggi, stato praticamente condiviso da tutti. Lo stesso Lippi ha ulterior-
svantaggi e nuove prospettive”. mente ricordato l’importanza della figura del preparatore atletico,
La giornata, coordinata dal Prof. Stefano Fiorini, mem- raccontando delle difficoltà incontrate nelle sue prime esperienze da
bro del direttivo AIPAC, ha preso il via con l’intervento allenatore, quando non era affiancato da professionisti del settore.
del prof. Mario Marella, rieletto presidente dell’asso- Il CT ha poi concluso comunque ponendo l’accento sulla necessità
ciazione dall’assemblea degli iscritti per i prossimi due anni, il quale da parte dei preparatori atletici di ricordarsi che, pur operando nel
ha aperto i lavori con una corposa relazione introduttiva. settore della preparazione fisica, essi lavorano sempre in un conte-
La mattinata è poi entrata nel vivo con la tavola rotonda dedica- sto come il calcio, dove sono necessarie anche altre abilità. “Ricor-
ta alla preparazione fisica, coordinata dal tecnico della Naziona- diamoci - ha detto infatti Lippi - la grande importanza della prepa-
le Marcello Lippi, il quale si è confrontato con alcuni prepara- razione fisica in una squadra, ma allo stesso tempo non dimenti-
tori atletici professionisti, come Adelio Diamante (al momento chiamo mai che nel calcio, diversamente da altri sport, conta mol-
in forza al Palermo), Francesco Peroni (Bologna), Roberto tissimo la tecnica e le qualità di un giocatore”.
Sassi (Valencia), Luigi Febbrai (Chievo) e Claudio Gaudi- La tavola rotonda ha messo inoltre in evidenza anche il “continuo
no (Nazionale). aggiornamento” al quale si deve sottoporre il preparatore, che
Il tema principale trattato in questo incontro è stato “l’uso dei test oggi deve anche saper “leggere” i test del sangue e conoscere
nella programmazione dell’alta prestazione”. La tavola roton- ogni tipo di novità non esclusivamente fisica. Il lavoro del prepa-
da è stata preceduta da una lettura magistrale del prof. Remo Lom- ratore, infatti, è in continua evoluzione da anni , visti gli impegni
bardi, del Dipartimento di Informatica e Sistemistica dell’Università di dei calciatori che aumentano in continuazione. A tal proposito, le
Pavia, che ha trattato in maniera molto convincente, anche grazie ad conclusioni dei presenti si sono orientate verso una “celebrazio-
una serie di dimostrazioni teoriche supportate da studi sperimentali , “i ne” degli allenamenti differenziati, necessari a seconda delle ca-
limiti e i vantaggi dei test”. L’analisi del prof. Lombardi ha avuto ratteristiche fisiche dei singoli calciatori, del loro grado di impie-
anche il merito di portare la discussione “sul campo” da calcio, coinvol- go e degli eventuali infortuni durante la stagione.
gendo i protagonisti del settore, ossia i preparatori atletici che quotidia- La tavola rotonda ha riscosso molto successo fra i congressisti. Il
namente lavorano a fianco degli atleti e dei tecnici. pubblico ha infatti risposto molto attivamente creando, con le pro-
In questo senso, la tavola rotonda ha sottolineato per l’ennesima prie domande, un vero e proprio dibattito. Gli ospiti si sono con-
volta la necessità, sentita da allenatori e preparatori atletici, dell’in- frontati sui temi in questione, presentando le proprie modalità di al-
staurazione di una vera e propria collaborazione a trecentosessanta lenamento, e più nello specifico, l’uso che viene fatto dei test.
gradi fra i vari soggetti responsabili dell’allenamento dei calciatori. Il pomeriggio è stato dedicato interamente a vari Work Shop, con
Il feeling e la sintonia fra tecnici, loro collaboratori e preparatori at- la presenza di ricercatori e studiosi italiani e stranieri per le di-
letici è stato più volte citato come una componente indispensabile mostrazioni illustrative di carattere tecnico-applicativo alle quali
per ottenere dei risultati di successo. Anche il Commissario tecnico hanno partecipato numerosi intervenuti al convegno.
Marcello Lippi ha dichiarato: “E’ vero che alla fine è l’allenatore che
ha le responsabilità maggiori, ma è altrettanto vero che le decisioni *Collaboratrice del Laboratorio di Metodologia dell’Allenamento del Settore
Tecnico F.I.G.C.
vengono prese dopo un confronto fra le due parti. Il tecnico deve

30
SEZIONE MEDICA
NAZIONALE A FEMMINILE

IL RECUPERO DEL CALCIATORE


di Luca Gatteschi*, Alberto Andorlini**, Guido Lotti**

no degli aspetti del lavoro del medico all’interno di quindi della massa cellulare: quest’ultima “è quel componente del-

U
una squadra di calcio in occasione di tornei, o co- la composizione corporea che contiene il tessuto ricco di potassio,
munque impegni ravvicinati, è l’intervento volto a che scambia l’ossigeno, che ossida il glucosio. In qualsiasi conside-
migliorare le capacità di recupero, intervento che razione antropometrica sulla conversione di nutrienti in energia,
non deve essere visto solo ai fini di un migliora- sulla domanda di ossigeno e sulla produzione di biossido di carbo-
mento della prestazione ma anche, e soprattutto, a nio, la massa cellulare è base di riferimento (Moore e coll.)”.
fini preventivi, in quanto sappiamo come la fatica La trasposizione dei parametri elettrici normalizzati per l’altezza in
aumenti il rischio di infortuni. Uno dei sistemi attualmente a dis- un grafico mi permette di ricavare l’angolo di fase considerato una
posizione, e correntemente utilizzato nella Nazionale femminile, è espressione del “benessere cellulare”, e posizionare l’atleta all’in-
rappresentato dalla bioimpedenziometria. terno di ellissi specifiche per età e sesso: gli spostamenti nel tempo
La Bioimpedenziometria (BIA, Bioelectrical Impedance Analy- del vettore dell’atleta, all’interno dei diversi quadranti costitutivi le
sis) è una tra le tecniche “da campo” più diffuse per la determi- ellissi, rappresentano una indicazione di variazioni del contenuto
nazione della composizione corporea. L’analisi di bioimpedenza idrico e della quantità, e qualità elettrica, della massa cellulare in-
consiste nell’iniezione, tramite due elettrodi di superficie, di una dipendentemente dalla necessità di stime quantitativa.
corrente alternata a frequenza ed intensità fissa (50 Hz e 800 mi- La bioimpedenziometria vettoriale può quindi avere finalità:
croampere) in un soggetto; una seconda coppia di elettrodi rice- valutative: condizione di forma iniziale, risposta al carico di lavoro;
ve la corrente, determinando l’impedenza offerta dall’organismo preventive: insorgenza di fatica patologica, condizioni musco-
al passaggio della stessa: il flusso di corrente è molto più rapido lari a rischio, disidratazione.
attraverso l’acqua extracellulare ed i tessuti ben idratati, che at-
traverso le zone ricche di grasso e la componente ossea. In con-
seguenza, l’impedenza nei confronti del flusso di corrente è in re-
lazione con il contenuto corporeo di acqua, a sua volta in rappor-
to con la densità corporea e quindi la componente grassa: così,
utilizzando equazioni standardizzate i valori elettrici forniscono
una stima della quantità di massa grassa e magra dell’organismo;
l’accuratezza della stima della massa grassa, tuttavia, richiede
non solo l’uso di equazioni altamente specifiche per il soggetto,
ma anche una condizione di idratazione normale e costante nel
tempo, situazione che spesso non si realizza nell’atleta. Fig. 1 - Impedenziometria vettoriale: suddivisione del grafico in quattro
La Bioimpedenziometria possiede però la caratteristica, unica, di quadranti (sinistra) in base alle caratteristiche di idratazione e massa
muscolare, e significato della variazione tra i quadranti (destra). (Piccoli
misurare parametri elettrici diretta espressione di due componenti A et al., Am J Clin Nutr 1995; 61: 269-270.)
corporei fondamentali per la prestazione e lo stato di salute: la re-
sistenza, inversamente correlata al contenuto idrico, e la reattanza, *Sezione Medica del Settore Tecnico FIGC - Nazionale A Femminile Calcio
**Nazionale A Femminile Calcio
espressione delle membrane cellulari attraversate dalla corrente e

31
SEZIONE MEDICA
NAZIONALE A FEMMINILE

MATERIALI E METODI Tab. 1 Media e mediana di peso, resistenza, reattanza


Sono state valutate le variazioni delle caratteristiche impedenzio- ed angolo di fase
metriche di 20 calciatrici della Nazionale A femminile, di età com-
Media Peso RZ XC PA
presa tra 20 e 34 anni, impegnate nel torneo dell’Algarve del
Marzo 2004. Il torneo prevedeva la disputa in sette giorni di tre giorno 13 56,60 558,90 62,81 6,43
partite del girone di qualificazione seguite dalla partita di finale; giorno 14 56,60 562,95 64,76 6,58
ogni partita era separata dalla successiva da un giorno.Tutte le giorno 15 56,42 555,37 66,00 6,79
partite di qualificazione sono state disputate alle ore 16.00, men-
giorno 17 56,78 559,25 67,55 6,91
tre quella di finale alle ore 15.00. Le giocatrici hanno disputato i
giorno 19 56,97 549,71 63,24 6,59
normali incontri di campionato il sabato pomeriggio e sono state
sottoposte alla prima valutazione alle ore 21.00, al loro arrivo al
Mediana
raduno.
giorno 13 56,00 552,00 63,00 6,50
La valutazione successiva è stata effettuata alle ore 12.00 del
giorno successivo, due ore dopo l’arrivo in Portogallo, e quattro giorno 14 56,00 580,00 64,00 6,60
ore prima della partita di esordio.Tutte le valutazioni successive giorno 15 56,00 554,00 66,00 7,00
sono state effettuate la mattina al risveglio. Sono state studiate giorno 17 56,50 552,00 68,00 6,95
le variazioni dei parametri elettrici resistenza e reattanza e del-
giorno 19 56,80 549,00 63,00 6,80
l’angolo di fase.

RISULTATI DISCUSSIONE
Si riportano una tabella con la media e la mediana del gruppo al- La bioimpedenziometria vettoriale permette sia di effettuare una
le diverse valutazioni (Tab. 1), ed una tabella con i valori indivi- “foto” del soggetto in base alla sua collocazione in uno dei quattro
duali delle giocatrici (Tab. 2). quadranti (fig 1) che, principalmente, di seguirne dinamicamente le
variazioni in base alle modalità di spostamento lungo i due assi del-
l’ellisse. Il progressivo miglioramento dei parametri osservato nelle
prime tre valutazioni appare ascrivibile all’adozione di strategie di
reintegro idrico ed energetico individualizzate, associate a sedute di
lavoro specificamente rivolte ad ottimizzare il recupero; tali inter-
venti potrebbero inoltre avere permesso di normalizzare preesisten-

Tab. 2 Valori individuali di angolo di fase

Giocatrice 1 2 3 4 5 6 7 8 9
giorno 13 6,9 6,2 6,7 6,4 5,9 6,5 5,8 5 7,3
giorno 14 7,1 6,2 6,9 7,5 6 6,3 5,5 5,2 6,5
giorno 15 7,4 6,6 7,3 7,3 6,2 6,9 6,2 5,5 7,2
giorno 17 6,9 6,4 7,2 7 6,2 7,4 6,5 5,7 7,7
giorno 19 6,5 6,4 6,9 6,8 6,1 7,1 6 5 7,3

32
ti situazioni di “squilibrio”, conseguenti
proprio ad una non ottimale attenzione ai
momenti di recupero e reintegro, come già
osservato in precedenti occasioni. L’anda-
mento positivo degli spostamenti all’interno
del grafico Resistenza – Reattanza è stato
più marcato nelle giocatrici meno utilizzate
in partita, ed è comunque scomparso dopo
la seconda partita, con una riduzione del va-
lore sia medio che mediano dell’angolo di
fase, riduzione più marcata nelle giocatrici Fig. 2 - Centrale centrocampo: disidratazione iniziale, miglioramento oggettivo e soggettivo del-
la condizione fino alla seconda partita, grossa riduzione prestazione ultima partita
che avevano portato a termine entrambi gli
incontri (figg. 2-4). Nella giocatrice n.9 il
valore di angolo di fase alla quarta determi-
nazione è influenzato da uno stato di ipoi-
dratazione, fattore che deve sempre essere
tenuto in considerazione nella valutazione
del dato numerico ma che appare ben evi-
denziato sul biavector. In due casi, il peggio-
ramento dei valori elettrici si è associato ad
una sensazione soggettiva di stanchezza ta-
le da consigliarne un impiego solo parziale
nella partita finale, nonostante l’importanza
delle giocatrici stesse. Dai risultati ottenuti
anche in precedenti occasioni sembra ipo- Fig. 3 - Centrale centrocampo: scarsa condizione oggettiva e soggettiva iniziale, utilizzata solo
terza partita. Basso valore iniziale, graduale miglioramento (solo allenamento), peggioramento
tizzabile che lo studio del vettore nel grafo dopo unica partita.
Resistenza-Reattanza possa permettere di
seguire variazioni della condizione fisica sia
nel breve che nel lungo termine, in relazio-
ne ai carichi di allenamento ed alla condi-
zione di fatica; il valore di angolo di fase
presenta una correlazione nel singolo atle-
ta con i risultati di test funzionali muscolari
(dati personali), quando inferiore a determi-
nati valori rappresenta comunque un indice
funzionale negativo, e può rappresentare un
valido ausilio nel monitoraggio del recupero
dopo prestazioni sportive di alta intensità,
specie quando ripetute in maniera ravvici- Fig. 4 - Attaccante: utilizzata in tutte le partite per 90°, graduale peggioramento condizione, fa-
nata nel tempo. tica soggettiva ultima

33
CENTRO STUDI
E RICERCHE
ALLENATORI

JOSÈ MOURINHO: LA MIA STORIA


a cura di Marco Viani*

n direttore tecnico dell’UEFA, Andy Roxburgh, inter- do nell’estate del 2004 parte per il Chelsea, ha al suo attivo una

U
vista un tecnico di vertice, Josè Mourinho. Accade Coppa UEFA, una Champion’s League, due titoli del campionato
sulle pagine di “The Technician”, giornale di infor- portoghese ed inoltre la Coppa del Portogallo e la Supercoppa. Un
mazione degli allenatori (numero 27, gennaio 2005, palmares impressionante per un allenatore eccezionale”.
edizione in francese) della rivista ”UEFAdirect”. Non
esitiamo un istante a riproporla, lasciandola nella 1. Quali motivazioni lo hanno spinto a diventare allenatore?
sua interezza e soprattutto nella sua naturalezza. “La prima motivazione è stato il calcio, non il mestiere di allena-
Tra i due tutto sgorga libero, fluente, senza regole, pose, ricerche tore. Ogni bambino che ama il calcio sogna di diventare un cal-
di stile. Andy domanda per ricavare indirizzi e insegnamenti; Josè ciatore. Pensavo di poter essere un giorno un giocatore, anche se
risponde come se fosse ancora lui stesso un allievo alla ricerca de- non un grande giocatore. Nello stesso tempo mio padre era lui
gli uni e degli altri. Un bello spettacolo. Dove bello sta per utile e stesso allenatore e il calcio occupava un grande spazio nella mia
concreto, tanto da farci agognare ripetuti ed allargati incontri co- vita. Ho studiato all’Università degli sport e, di conseguenza, il
me questo, magari nell’aula magna di Coverciano, senza altri mio cammino è stato graduale. Se uno si rende conto che non può
protagonisti se non gli stessi allenatori, chiamati, a porte chiuse e diventare un giocatore di alto livello ma ama lo sport, la scienza
davvero solo tra loro, a raccontare ed a raccontarsi. Ne verrebbe e la metodologia applicate allo sport, quando raggiunge una cer-
fuori, tra l’altro, il più aggiornato e vissuto manuale del calcio, di- ta età si accorge che gli piacerebbe allenare, essere coinvolto in
rettamente sbocciato dai campi di calcio. una equipe. Allora si perde il desiderio di diventare un calciatore
e si comincia a entrare nella pelle dell’allenatore. Oggi posso di-
Al momento godiamoci questa intervista a cui Roxburgh mette re di amare ciò che faccio su un campo come allenatore: amo il
il seguente “cappello”: “La storia del successo di Josè Mourinho, contatto diretto con i giocatori, la metodologia, gli esercizi, lo svi-
tecnico del Porto e attualmente del Chelsea, potrebbe fornire ma- luppo delle idee, l’analisi delle idee e la ricerca per migliorare i
teria a un film. La sua ascesa non è dovuta al caso, ma è frutto di giocatori e la squadra. La concezione inglese del mestiere, che
intelligenza, di un desiderio di fuoco e di molti anni dedicati con comporta rapporti e legami con altri settori del club come la
impegno a fare esperienza e a formarsi con compiti di vice alle- scuola di calcio e il lavoro del comitato direttivo, mi piace. Amo
natore in club professionisti di alto livello. Dopo studi in una Uni- tutti gli aspetti del mio mestiere, ma ci sono arrivato progressiva-
versità dello Sport, si trasferisce in Scozia per seguire i corsi per mente. Ho cominciato come allenatore degli Under 16 in Porto-
allenatore dell’Associazione (all’epoca ero alla guida della nazio- gallo e, dopo gli studi, sono andato in Scozia alla fine degli anni
nale scozzese e direttore del programma di istruzione dei tecnici 80. I metodi scozzesi mi hanno fatto vedere la metodologia in
a cui il giovane e sensibile Josè assisteva). Dopo un periodo di maniera differente. L’utilizzo delle superfici ridotte per sviluppare
conduzione di squadre giovanili in Portogallo, lavora per molti an- le qualità tecniche, tattiche e la condizione fisica corrispondeva a
ni con Bobby Robson allo Sporting Lisbona, al Porto e al Barcel- un’idea globale dell’allenamento. Quando sono rientrato dalla
lona. In questo club è per quattro anni l’assistente di Louis Van Scozia ho sentito la differenza a livello del mio lavoro di allena-
Gaal, prima di lanciarsi in carriera da solo, come allenatore capo,
*Collaboratore del Settore Tecnico F.I.G.C.
all’UD Leiria. Nel gennaio 2002 prende le redini del Porto e, quan-

34
tore. Dopo aver lavorato con i giovani, ho raggiunto lo Sporting di seguirmi, ma non prendete per vero tutto quello che vi dico. Ho
Lisbona come assistente di Bobby Robson. Per riassumere, ho co- sempre voluto imparare e persone come Louis mi motivavano. Nel
minciato per studiare, poi ho formato dei giovani e infine ho eser- mio ultimo anno al Barça, per esempio, mi avevano incaricato di
citato il mestiere di allenatore a livello professionistico. Lo ripeto, dirigere la squadra in alcune partite amichevoli o di Coppa e Louis
il processo è avvenuto tappa per tappa”. era il supervisore del mio lavoro. Tutto questo mi ha preparato a
farmi carico di una squadra, avevo sviluppato le mie conoscenze
2. Come la sua partenza dal Portogallo verso la Spagna ha e la fiducia in me stesso. Ero fiducioso, sì, ma mai arrogante. So-
influenzato la sua carriera di allenatore? no aperto alla gente e i miei amici scoppiano a ridere quando leg-
“Ho raggiunto Bobby Robson a Barcellona ed è stata per me una gono articoli che mi descrivono come arrogante, sanno che non è
grande motivazione perché affrontavo un nuovo paese, una nuo- vero. Io mi concentro sul mio lavoro e quando dico che andiamo
va cultura. Poi è arrivato Louis Van Gaal e mi sono confrontato a vincere, dico solo quello che la maggioranza degli allenatori
con un altro stile, un’altra filosofia. Bobby mi conosceva perfetta- pensa prima di una partita. Se i giocatori pensano che sei forte e
mente, mentre con Louis ho dovuto adattarmi alla scuola olande- che gli dai fiducia, ciò aiuta a avere un’attitudine positiva”.
se, a una nuova concezione dell’allenamento. La scuola Aiax, il
modo di Van Gaal di vedere il calcio sono state nuove avventure 4. C’è stato un momento in cui ha sentito che era sul cam-
per me. Dopo quattro anni al Barça sono tornato in Portogallo. mino della celebrità?
Avevo 34 anni e forse davo l’impressione di essere giovane, ma “Sì. Il Portogallo è come la Scozia. Tu puoi essere molto famoso
ero preparato a divenire allenatore principale. Il mio percorso è nel tuo paese, ma la gente all’estero non sempre ti conosce. E poi
stato un lungo processo segnato da tante importanti esperienze”. anche la gente del tuo paese sicuramente si domanda se puoi ri-
uscire all’estero. L’importante è affermarsi in Europa e il momen-
3. Quale impressione ha avuto nel tornare al Porto come to decisivo per me è stato quando abbiamo raggiunto i quarti di
allenatore principale? finale della Coppa Uefa 2003; è stato il match di ritorno contro il
“I primi sei mesi sono stati incredibilmente difficili perché il club
e la squadra erano in una situazione molto delicata. Ma questo
periodo mi ha aiutato a capire il club e a preparare la stagione
successiva. Ho cambiato giocatori e riorganizzato la squadra, è
stato un periodo di ricostruzione cruciale. La stagione seguente è
stata fantastica perché abbiamo vinto la Coppa UEFA e il cam-
pionato. Questa stagione ci ha preparato a quella successiva per-
ché il livello non era lo stesso della Champion’s League. I gioca-
tori erano molto fiduciosi, non vedevano l’ora di far tremare il
Manchester o il Real Madrid. E’ stato un lungo processo, e il suc-
cesso non si raggiunge per caso. Sicuramente sono stato influen-
zato da qualche persona, anche se non sono di quelli disposti ad
accettare verità precostituite. Per esempio, ho sempre in mente al-
cuni esercizi che ho fatto con voi in Scozia, ma partendo da que-
sti esercizi ho cercato di elaborare le mie varianti. Ho fatto la stes-
sa cosa con le idee di Bobby Robson e di Louis Van Gaal. Anche
quando andavo in giro per il mondo in cerca di giovani talenti per
Bobby, avevo le mie idee in merito. Ho detto ai giovani: cercate di

35
CENTRO STUDI
E RICERCHE
ALLENATORI

Panathinaikos . Avevamo perso in casa e nessuna squadra porto- nale, così come c’è sempre un contributo tattico. C’è sempre qual-
ghese aveva ottenuto neanche un punto in Grecia. Abbiamo vin- cosa da dire alla squadra dopo il primo tempo, invece alla fine è
to 2-0 e in quel momento ho sentito che avevo fatto progressi, ho meglio non dire niente perché i giocatori non sono pronti per del-
sentito che dal livello nazionale ero passato al livello europeo. La le analisi. Globalmente direi che ho uno stile di conduzione flessi-
seconda tappa importante nella mia carriera è stata la vittoria in bile, anche se sono molto esigente in allenamento. Ho sempre avu-
finale sul Celtic perché ho percepito che avevo agguantato una to la possibilità di avere più di un campo di allenamento. Preparo
dimensione europea e che i successi a questo livello erano alla così le sedute in maniera da poter passare da una situazione a
mia portata”. un’altra con un tempo di lavoro molto elevato e un tempo di ripo-
so molto ridotto. Noi cerchiamo la qualità e una grande intensità
5. Su cosa mette l’accento nelle sue sedute di allenamento? durante brevi periodi. I giocatori lavorano più volentieri, in Porto-
“Ho un piano all’inizio della stagione e cerco di non perdere tem- gallo come in Inghilterra o in Spagna, se l’allenamento è ben or-
po; mi concentro sulle mie idee tattiche di squadra. Annoto le mie ganizzato e serio e se conoscono le finalità degli esercizi”.
idee e le comunico a tutti all’interno del club. Gli aspetti tattici so-
no al centro di tutto il processo. Come ho detto prima, credo in un 7. Dopo aver vinto la Coppa UEFA e la Champion’s League,
metodo globale. Il preparatore fisico della squadra, per esempio, la- cosa pensa di questa competizioni?
vora con me sui sistemi tattici dando consigli sul tempo, la distan- “Il principio dell’eliminazione diretta in queste due competizioni
za e lo spazio. Il mio obiettivo è sviluppare gli aspetti tattici del gio- di alto livello è straordinario. Ogni squadra deve essere prepara-
co: come pressare, quando pressare, “les transitions” (movimenti e ta a ottenere un risultato esterno. Col Porto ho cercato di giocare
reazioni coordinate relative al “rubare palla”: ci sembra questo il in trasferta con la stessa mentalità di casa. Se vuoi vincere una
concetto più rispondente al termine, soprattutto in riferimento al competizione non puoi giocare in maniera formidabile solo sul
contenuto della risposta 11 – n.d.r.), il possesso palla, il gioco di tra- tuo campo per poi cercare di limitare i danni fuoricasa. In Coppa
sferimento. Dopo questo, bisogna lavorare su altri elementi: gli UEFA i nostri risultati interni ed esterni erano molto simili. Quan-
aspetti fisici e psicologici fanno parte degli esercizi. Viene fatto un do ho preparato il Porto per la Champion’s League ho organizza-
lavoro individuale quando ci accorgiamo che i giocatori ne hanno to delle partite precampionato che ci hanno messo di fronte a dif-
bisogno. Dobbiamo spesso suddividere i giocatori in gruppi in fun- ferenti sistemi, a differenti approcci di gioco. Per vincere la Cham-
zione della loro condizione fisica e della durata di gioco che hanno pion’s devi avere una squadra molto forte, ma in un dato mo-
sopportato. L’accento del lavoro è sempre sull’aspetto tattico”. mento hai bisogno di fortuna, come nel caso del gol fatto dal Por-
to al Manchester all’ultimo minuto (anche se penso che lo meri-
6. Come descrive il suo stile di allenatore? tavamo). Dopo questo incontro abbiamo continuato fino alla vit-
“C’è stata un’evoluzione nel mio stile, oggi sono diverso da cinque toria e nessuna squadra, che io sappia, vittoriosa in una finale
anni fa. Rispetto alla partite sono molto più analitico durante il pri- può negare di aver beneficiato di un simile momento: un rigore,
mo tempo perché è lì che devo aiutare la mia squadra. E’ difficile un gol vincente in extremis, eccetera. Al più alto livello, spesso c’è
comunicare con i giocatori durante una partita di alto livello. Per poca differenza quando la prima di un gruppo deve incontrare la
questa ragione non grido troppo, ma prendo appunti, sempre uni- seconda di un altro. Essere secondo non significa niente perché il
camente in questa prima frazione. Analizzo il secondo tempo a ca- secondo può essere il Bayern Monaco o il Real Madrid. Inoltre la
sa, a cose fatte. Nella discussione con la squadra dopo il primo regola dei gol segnati in trasferta annulla il vantaggio di giocare
tempo cerco di controllare le mie emozioni e di essere come la il ritorno in casa. La Champion’s League è la competizione di club
squadra si augura che io sia: ciò significa che io posso essere cal- suprema, la stessa Coppa Intercontinentale è niente in confronto.
missimo, così come posso liberare le mie emozioni se questo è ciò Ma devo dire che ero molto più commosso quando abbiamo vin-
che la squadra si aspetta da me. C’è sempre un aspetto emozio- to la Coppa UEFA contro il Celtic che quando abbiamo battuto in

36
finale il Monaco in Champion’s. Questo si spiega con il gioco: la profili per ogni ruolo in termini di personalità, qualità atletiche,
partita contro il Celtic è stata palpitante fino in fondo, il portiere tecniche, eccetera. Certo, se un giocatore manca di velocità non
scozzese è perfino andato in area nostra per un corner battuto ha alcuna possibilità nel calcio di alto livello. Però si può avere un
negli ultimi secondi del confronto. Ma ritornata la calma, a men- centrocampista che è rapido mentalmente e che può essere com-
te fredda, la Champion’s è il più grande trofeo. Sul piano perso- petitivo nonostante il ritmo elevato. Inoltre nel calcio inglese oc-
nale, la notte della vittoria è stata difficile per me. Ero assalito da corrono due grandi difensori per via della tattica dei palloni lun-
emozioni contraddittorie perché sapevo che lasciavo la squadra, ghi utilizzata da molte squadre”.
ho rivisto i miei giocatori del Porto solo tre mesi più tardi quando
sono venuti allo Stanford Bridge per la Champion’s di questa sta- 11. Quali tendenze tattiche individua nel calcio moderno?
gione”. “Les transitions” sono diventate decisive. Quando l’avversario è
organizzato in difesa è molto difficile fare gol. Ma quando l’av-
8. Quale impressione le ha fatto l’EURO 2004? versario perde il pallone può esserci il tempo per sfruttare un’oc-
“Penso che la Grecia si sia trovata in una situazione simile a quel- casione, trovando forse un altro avversario fuori posizione. Allo
la del Porto in Champion’s League, perché la forza della squadra stesso modo, quando noi perdiamo il pallone dobbiamo reagire
e la volontà di vincere sono state decisive. Per la Grecia questo è immediatamente. In allenamento faccio giocare a volte un mini-
stato un processo graduale e una vittoria dell’impegno, della con- mo di cinque giocatori dietro il pallone, in modo che, se lo per-
vinzione e dell’organizzazione. Come tutti, penso che certi gioca- diamo, possiamo continuare a mantenere una buona disposizio-
tori di alto livello non fossero in forma. I paesi che possono co- ne difensiva. I giocatori devono imparare a leggere il gioco: quan-
struire una squadra intorno a giocatori di uno o due club, come la do bisogna pressare e quando bisogna ripiegare in difesa. Tutti di-
Grecia, hanno forse un vantaggio. Nei grandi paesi, cioè in quelli cono che sono le palle inattive a far vincere le partite; penso in-
che hanno denaro, questo non può accadere perché i giocatori so- vece che “les transitions” siano più importanti”.
no sparpagliati in diversi club. Devo dire che il Portogallo, come
paese, è stato rimarchevole sul piano organizzativo e la squadra 12. Cosa la irrita di più nel calcio d’oggi?
ha fatto una buonissima prestazione. L’immagine del Portogallo è “Sul campo sono le continue interruzioni e le perdite di tempo.
stata valorizzata dall’EURO 2004. Siccome parliamo di squadre Mi piacerebbe che venisse preso in considerazione il tempo di
nazionali, posso dirle che un giorno mi piacerebbe diventare l’al- gioco effettivo perché alcuni sono diventati maestri nell’arte di
lenatore del Portogallo, ma non ora. Mi dispiacerebbe ritirarmi dal manipolare il tempo”.
calcio senza aver realizzato questo sogno”.
13. Come la sua folgorante ascesa al più alto livello ha in-
9. Ci sono delle norme, delle interpretazioni o delle regole taccato il suo stile e lei stesso come persona?
che vi danno dei problemi? “Nessuno mi conosceva e immediatamente, nello spazio di due
“Al Chelsea non sono soddisfatto perché spesso i nostri contrat- stagioni, sono diventato famoso ovunque. D’accordo, tu vivi sot-
tacchi sono fermati da “falli tecnici” senza che ciò comporti un to la pressione e lo sguardo della gente. La mia vita e quella del-
cartellino giallo. Certe squadre padroneggiano in questa “arte”. la mia famiglia sono cambiate. Questo fa sicuramente parte del
C’è anche l’interpretazione molto confusa del fuorigioco e deve mestiere. Da parte mia mi attengo a un principio fondamentale:
essere difficile per gli arbitri prendere delle decisioni”. non mancare mai a una seduta di allenamento, non anteporre
mai altri obblighi a quello dell’allenamento. Sono fermamente
10. Quali sono le qualità principali che lei cerca in un gio- convinto che le attività professionali debbano avere la preceden-
catore? za assoluta di fronte a tutto il resto. Converrete che, per me, il cal-
“Ancora una volta ho un approccio globale. Metto a punto dei cio non è solamente un mestiere ma anche una passione”.

37
FONDAZIONE
«MUSEO DEL CALCIO»
STORIA

ANGELO SCHIAVIO, UN FUORICLASSE


di Luigi “Cina” Bonizzoni*

ampionato del Mondo: il 10 suoi ragazzi mentre il vecchio Caligaris geva spesso le spalle alla porta, ma aveva

C
giugno del 1934 l’Italia in- sventolava gioioso la bandiera tricolore. anche doti da lottatore. Era un atleta che
contra, nella finalissima, la Italia campione del mondo! Sembrava un piaceva a Vittorio Pozzo, e a Gianni Brera ri-
Cecoslovacchia allo stadio sogno, allora, ma era soltanto l’inizio di un chiamava l’immagine del cavaliere medioe-
Nazionale di Roma. Il primo periodo glorioso durante il quale l’Italia vale armato di corazza. Arcangeli, poeta e
tempo si chiude sullo 0 a 0. vinse tantissimo. critico d’arte, oltre che appassionato sporti-
Nella ripresa, a venti minuti Ma torniamo indietro di qualche giorno: in- vo, disse di lui: “Quella di Schiavio fu arte di
dalla fine, Puc portò in vantaggio i boemi. combevano i campionati, si erano già svol- improvvisazione, ma aperta, leggibile in
Le due squadre erano stanchissime: i boe- te le eliminatorie e l’Italia aveva estromes- chiare note, di una evidenza popolare, di
mi più degli azzurri. Il pubblico non aveva, so dalla competizione la Grecia. Per Vittorio una violenza un tantino melodrammatica.
però, abbandonato gli azzurri ed il suo in- Pozzo scegliere i giocatori rappresentava Era già di scena quando gli undici del Bolo-
citamento consentì il miracolo: lo stratega un problema difficile e doloroso. Giocatori gna uscivano di corsa dalla scaletta: con
Vittorio Pozzo ordinò un cambio tra Guai- come Cesarini, Pitto, Caligaris vennero sa- una certa emozione scoprivo sempre imme-
ta e Schiavio. L’oriundo tendeva a stringe- crificati al pari di Bernardini. Un infortunio diatamente il suo passo, quella specie di
re al centro e Schiavio non poteva appog- a Carlo Ceresoli dette il via libera al trenta- ventre a terra, quel galoppo trattenuto ed
giarsi ad un’ala. Lo scambio si rivelò una duenne Giampiero Combi. Si trattava inol- ondeggiante e pure sempre assicurato al
trovata tattica risolutiva e Raimundo Orsi tre di armonizzare giocatori come Schiavio terreno. Ne risultava una robusta, variata
poté pareggiare a pochi minuti dal termi- e Monti. Il primo era stato vittima del se- eleganza. Quel ritmo di cavallo, governato
ne. Ci vollero i tempi supplementari. C’era condo durante un’azione di gioco in cui da un cervello pronto, era preparato al pas-
tutto da rifare, con gli azzurri stanchissimi. “Angiolino” si fratturò una gamba. Schia- saggio, allo scatto, al tiro, come quello di
Al 7’ del primo tempo supplementare vio, tra l’altro, non era iscritto al partito fa- qualsiasi altro centrattacco. Ma isolava la
Meazza, zoppicante, che si era spostato scista e venne richiamato dal federale di sua azione in un tempo distaccato in cui era
all’ala, vide Guaita libero e gli passò la Bologna. Lui, tuttavia, resistette alla pres- difficile intuire, da parte dell’avversario, la
palla che l’oriundo smistò a Schiavio ancor sione politica preferendo, all’occorrenza, ri- battuta d’arresto per l’intervento.”
più libero. “Schiavio raccolse le sue ultime nunciare ai campionati del mondo piutto- Nel 1937 il Bologna, con Schiavio, Monze-
energie - scrive Aldo Bardelli - e si proiet- sto che ritirare la tessera del partito. Fu Poz- glio e Andreolo, vinse il Torneo dell’Esposi-
tò sulla palla, la raggiunse in tempo, la zo a non volere l’esclusione di Schiavio che zione Coloniale a Parigi. In seguito, Schia-
colpì con tutta la sua forza e il portiere le gerarchie fasciste avevano decretato. vio divenne valentissimo dirigente del Bo-
Planika fu battuto dal gran tiro. I cecoslo- Schiavio, giocatore del Bologna fin dal logna stesso ai tempi di Dall’Ara presiden-
vacchi non furono più in grado di recupe- 1923, ricco industriale, è stato uno dei più te e fece pure parte della Commissione per
rare. Avevano speso tutto mentre il gol intelligenti centravanti del suo tempo, dalle le squadre nazionali con Czeizler e Silvio
aveva galvanizzato gli azzurri.” lunghe incursioni e dal palleggio stretto, Piola allenatore.
Furono momenti di suspense e, alla fine, dalla fiondata secca. Forse indugiava trop-
* Direttore Tecnico
Vittorio Pozzo fu sollevato sulle spalle dai po nella ricerca dell’uno contro uno e vol-

38
SETTORE
GIOVANILE

COME SCOPRIRE I TALENTI


di Antonio Acconcia*

ome molti sapranno, il Settore Tecnico è composto

C
da importanti realtà: la Scuola Allenatori, il Centro
Studi, la Sezione Medica, e la Sezione per lo svilup-
po del Settore Giovanile.
Quest’ultima è stata da poco rinnovata, l’incarico di
responsabile è stato affidato alo scrivente, affianca-
to dal coordinatore Gennaro Testa.
In attesa dell’approvazione da parte del Consiglio federale del
nuovo regolamento, in modo che la Sezione abbia al più presto le
“direttive” per poter operare al meglio, come primo incarico di
questo nuovo corso il Settore Tecnico mi ha delegato a rappre-
sentarlo lo scorso 6 maggio al convegno dal titolo: “Il Settore
Giovanile in Europa, otto modelli a confronto – La crescita del
giovane talento tra multilateralità e specializzazione. Quali criteri Avraham Bachar – Coach della Under 17 di Israele
di selezione e formazione”, che si è tenuto, a margine dei Cam- “Nel corso degli anni abbiamo costituito uno fitta rete di osser-
pionati europei Under 17, nell’auditorium del Polo Tecnologico si- vatori che scandaglia il nostro Paese, raccogliendo informazioni e
to in località Navacchio (Cascina). segnalando i giocatori. Abbiamo suddiviso l’intero territorio in sei
Il convegno si è aperto al mattino con l’introduzione del Presi- zone e, una volta alla settimana, per un periodo di sei mesi, i mi-
dente del Settore Giovanile e Scolastico Luigi Agnolin, che ha da- gliori 25 giocatori di ogni zona si ritrovano in campi di formazio-
to il benvenuto agli ospiti; hanno fatto seguito gli interventi dei ne per sostenere allenamenti e gare amichevoli. In questo modo
vari rappresentanti delle Nazionali partecipanti alla fase finale dei riusciamo, in maniera quasi totale, a controllare l’attività calcisti-
campionati. ca giovanile all’interno di Israele. Al termine dei raduni scegliamo
Riportiamo qui di seguito una sintesi delle relazioni più interes- i migliori 50 giocatori che, in seguito, parteciperanno al Campio-
santi curata dal Settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio. nato nazionale Under 16”.

Mikhail Vergeenko – Vicepresidente Federazione Bielo- Ivan Gudelj – Allenatore della Under 17 della Croazia
russia “Il nostro obiettivo è quello di puntare in maniera decisa sulla
“La partecipazione alla fase finale dell’Europeo Under 17, rap- formazione dei tecnici. Soltanto in questo modo possiamo garan-
presenta per noi un’occasione. A livello di nazionali giovanili stia- tirci una migliore qualità di selezione. Abbiamo degli istruttori,
mo migliorando sotto il profilo dei risultati. Quelli ottenuti dalla con a capo un coordinatore, che partecipano costantemente a
nostra Under 21 sono sotto gli occhi di tutti. Il nostro metodo di corsi di formazione ed aggiornamento, a seminari di informazio-
selezione è piuttosto severo ed inizia dai giocatori di circa 10 an-
ni di età fino ai 16 attraverso il monitoraggio dei campionati dis-
*Allenatore di 1° Cat. – Docente del Settore Tecnico F.I.G.C.
putati a livello regionale”.

39
SETTORE
GIOVANILE

ne in cui si chiede di sensibilizzare i ragazzi su temi delicati come Francesco Rocca – Allenatore della Under 17 dell’Italia
il razzismo o la violenza. Abbiamo diviso la Nazione in cinque zo- “Sul territorio nazionale operano otto tecnici federali che segna-
ne ed organizziamo due mini tornei due volte all’anno, una sorta lano i migliori calciatori che vengono successivamente convocati,
di campi estivi ed invernali”. in numero di ottanta, al Centro Tecnico di Coverciano per dispu-
tare il torneo di Natale. Alla base di questo lavoro deve esserci pe-
Kenny Swain – Allenatore della Under 16 dell’Inghilterra rò un punto fermo rappresentato dal rapporto di collaborazione e
“La Federazione inglese ha una propria filosofia di fondo: avvici- rispetto verso le Società. Chi entra nel mondo del calcio, talvolta
nare la gente al calcio. Anche se in Inghilterra il calcio è comun- sradicandosi dalla propria realtà, deve poter contare, soprattutto
que uno degli sport più seguiti e praticati, si punta a coinvolgere in età così delicata, sul rapporto con la propria Società di appar-
nel calcio chi crede che, attraverso uno sport, si possano esaltare tenenza perché, per tanti motivi (infortunio, problemi familiari,
valori etici. Per quanta riguarda la struttura interna della Federa- eccetera) il rischio è quello di trovarsi poi, all’età di 22-23 anni,
zione, abbiamo un punto di riferimento nei referenti regionali che, senza arte né parte, senza un mestiere sul quale poi poter conta-
periodicamente, stilano una relazione sui calciatori da loro osser- re, “falliti” e ancora troppo giovani”.
vati. Si opera a stretto contatto coi club e questo va sottolineato
perché la collaborazione riveste un ruolo fondamentale facilitan- Claude Ryf – Allenatore della Under 18 della Svizzera
do in pratica il nostro lavoro. Riserviamo ad ogni calciatore un “La formazione dei tecnici riveste un ruolo fondamentale per la
formulario in cui vengono inseriti ed elaborati i dati riferiti alla buona riuscita di un lavoro di selezione. Partiamo da tre presup-
sfera fisica, psicologica, tecnica e sociale. Questi sono i nostri car- posti ben definiti: difesa della zona, calcio dinamico, calcio offen-
dini. La raccolta dei dati viene poi immessa in un database in cui sivo. La nostra Federazione ha in organico 42 allenatori che si oc-
è possibile ricostruire passo dopo passo la crescita dei ragazzi. cupano delle tre fasi del processo di crescita del ragazzo: 10-15
Ogni sabato e domenica mattina i migliori under 16 e under 18
vengono selezionati e radunati per un allenamento che termina al
lunedì successivo. Per gli under 14 il raduno è fissato esclusiva-
mente la domenica mattina”.

Ruud Dokter – Allenatore in seconda della Under 17 del-


l’Olanda
“Il nostro operato parte da una sfida: contribuire a migliorare la
posizione della nostra Nazionale nel ranking della FIFA che ormai
da qualche tempo si attesta intorno alla prime dieci posizioni.
E il nostro punto di partenza è lo sviluppo individuale del calcia-
tore. Il numero ridotto di club professionistici ci consente di svi-
luppare un master plain piuttosto omogeneo. Al momento di se-
lezionare i calciatori consideriamo un aspetto che molti trascura-
no: il ragazzo fisicamente più prestante ha senza dubbio più pos-
sibilità di mettersi in evidenza rispetto ad un altro che magari,
sotto il profilo tecnico, è più avanti ma è penalizzato fisicamente.
Questo secondo calciatore noi non lo perdiamo ma ci ripromet-
tiamo di andarlo a rivedere più in là nel tempo, quando avrà col-
mato il gap che lo separa dagli altri”.

40
anni (pre-formazione), 16-19 (formazione), 19-21 (post-formazio-
ne). Il primo periodo è quello più indicato per l’apprendimento
della tecnica di base. Abbiamo 13 selezioni regionali, tenendo
conto delle differenze di lingua e tradizioni presenti nel nostro
Paese attraverso le quali allestiamo una formazione Under 14
che disputa un torneo nazionale. Nella seconda fase abbiniamo al
calcio una scuola per mestieri della durata di quattro anni. Co-
niugare l’attività agonistica allo studio è difficile ma necessario.
Per noi il ragazzo più bravo sarà quello che avrà ottenuto i risul-
tati migliori in entrambi gli ambiti. Il periodo di post-formazione
potrebbe sembrare quello che meno incide, ma non è così. Rag-
giungere la maturazione non significa aver colmato il proprio ba-
gaglio tecnico-tattico”.

Al termine della prima parte del convegno abbiamo apprezzato di offrire ai ragazzi la possibilità di sviluppare le proprie abilità in
l’intervento del Presidente della Commissione Giovanile ed Ama- un clima sereno, privo di pressioni da parte di club, allenatori e
toriale della UEFA Jim Boyce, il quale ha elogiato la Federazione genitori.
europea per l’impegno profuso nello stanziare “buona parte dei La seconda parte, iniziata nel primo pomeriggio, ha visto l’inter-
ricavi delle manifestazioni europee” per il calcio giovanile ed ha vento di quattro relatori: particolarmente significativo quello di
poi sottolineato come nella propria realtà nord-irlandese si cerchi Mino Favini, responsabile del Settore Giovanile dell’Atalanta, che
ha sottolineato l’importanza della tecnica di base e quanto sia
importante, per quanto concerne la formazione del giovane, ave-
re pazienza, perché la maturazione del giovane, anche mentale,
avviene gradatamente. L’obiettivo del settore giovanile è quello di
condurre un numero sempre più alto di giovani verso la prima
squadra.
Qui di seguito riportiamo una sintesi della sua relazione dal tito-
lo “Ricerca e selezione del talento: pianificazione e stra-
tegie operative”.

La formazione del giovane calciatore


La finalità del progetto sportivo consiste nella formazione del gio-
vane calciatore, ovvero del potenziale giocatore che possa debut-
tare in prima squadra. Essa avviene attraverso quattro fasi:
1. La ricerca – Individuazione del talento che, a sua volta, si
realizza tramite procedure di segnalazione, osservazione e se-
lezione. Quest’ultima viene fatta in base a criteri che non sono
scientifici bensì basati sull’esperienza dei vari operatori. Nel
Settore giovanile dell’Atalanta si privilegiano le attitudini calci-
stiche (abilità tecnico-tattiche) rispetto a quelle fisico-atletiche.

41
SETTORE
GIOVANILE

2. L’allenamento. Una volta selezionati i 18 componenti della ro- cializzazione? Gestione del giovane talento e tutela dei
sa di una squadra giovanile si prosegue con l’allenamento sul giovani calciatori”.
campo che prevede il raggiungimento degli obiettivi generali, L’incontro è stato presieduto da Luigi Agnolin il quale, nella sua
specifici ed operativi inerenti i fattori della prestazione calcistica presentazione, ha toccato varie e interessanti tematiche relative
individuale e collettiva (area fisico-atletica, area tecnico-coordi- agli argomenti in discussione. Tra l’altro ha ribadito più volte quan-
nativa, area tattico-strategica, area psicologica ed educativa). to sia fondamentale la ricerca di una maggiore qualità in ogni
3. La formazione-aggiornamento di tutti gli adulti che ope- componente, anche e soprattutto per quanto concerne i tecnici e
rano con i giovani calciatori dell’Atalanta costituisce un capo- la loro formazione specifica. I lavori sono poi proseguiti con gli in-
saldo che caratterizza la filosofia di lavoro del Settore giovani- terventi di Ludovico Micallef (maltese, delegato UEFA), Timo Lie-
le. I dirigenti accompagnatori, i preparatori atletici, gli allena- koski (osservatore tecnico, finlandese), Leo Grosso (vicepresidente
tori ed i dirigenti delle varie aree di tale Settore hanno il com- dell’AIC), Giorgio Molon (AIAC) e Innocenzo Mazzini (vicepresi-
pito di aggiornarsi costantemente (formazione permanente), al dente della FIGC), il cui intervento così di seguito sintetizziamo:
fine di perseguire gli obiettivi educativi e di prestazione che “Un paese che non curi i propri giovani non ha futuro. Una so-
una società professionistica richiede. cietà che punta invece sul proprio vivaio non fallirà. E’ un’anali-
4. Le relazioni col territorio (la rete fra Atalanta e la Scuola, gli si nuda e cruda, una verità scomoda. Le Società hanno preferito
Enti locali, le famiglie, la Federazione, l’Università, gli sponsor, spendere tanto e subito per ottenere risultati immediati. A ri-
le Società dilettantistiche) sono necessarie per realizzare un in-
tervento organico e coerente con le agenzie che influiscono sui
giovani calciatori.

L’intervento di Stefano D’Ottavio, responsabile dell’Area Tecnica


del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, tra le varie argo-
mentazioni, ha poi toccato un aspetto che talvolta viene trascu-
rato, e cioè quello relativo alla discrepanza tra età cronologica ed
età biologica, determinante per una corretta formazione del gio-
vane.
Il terzo relatore, Lorenzo Varnavà, docente di psicologia all’Uni-
versità di Siena, si è quindi soffermato sulla formazione e sulla
gestione a livello psicologico del giovane, per un’appropriata cre-
scita dell’uomo e del calciatore di domani.
Mentre l’ultimo relatore, Angelo Pizzi, responsabile medico CAN, ha
esposto interessanti argomentazioni sulla “patologia da sovracca-
rico nel settore giovanile”. Pizzi ha tenuto a rimarcare come la pre-
senza di eccessivi carichi di lavoro, sia per intensità che per durata,
possa favorire la comparsa di “sindromi dolorose ad evoluzione
cronica” relativamente a tendini, cartilagini articolari e ossa.

A conclusione del convegno, nel tardo pomeriggio, si è svolta la


Tavola rotonda dal titolo: “Rapporti tra le Federazioni euro-
pee e modelli di sviluppo comuni. Multilateralità o spe-

42
metterci chi è stato? Il Settore giovanile. Prendete ad esempio Quale responsabile della Sezione dello sviluppo del Settore Gio-
società blasonate come la Juventus, il Milan o l’Inter: l’ultimo vanile e Scolastico, voglio ribadire come una figura “pluricom-
giocatore di livello prodotto dal vivaio bianconero è stato Ro- posita” come quella del giovane calciatore, con tutte le proprie
berto Bettega, dal vivaio rossonero Paolo Maldini, da quello ne- sfaccettature, tecniche, tattiche, fisiche, motorie, psicologiche,
razzurro Giuseppe Bergomi. Non è un quadro molto positivo! La sociali e morali, debba essere correlata ad una corretta forma-
Federazione dovrebbe incoraggiare la scelta del vivaio e premia- zione che non deve essere prevaricata dalla necessità del risul-
re le società che effettivamente operino in questo senso. Un ri- tato a tutti i costi. La fretta, imposta dalle società (quelle dilet-
scontro ulteriore alle mie parole lo si può avere guardando le ul- tantistiche sono spesso composte da dirigenti e dirigenti-geni-
time convocazioni per la nostra squadra Nazionale, vi accorge- tori privi di una vera e propria cultura calcistica), a tecnici tal-
rete che di giocatori tesserati per squadre di fascia alta ce ne so- volta anche improvvisati (il barista o il pizzaiolo costano meno
no sempre meno”. di un tecnico patentato), snatura il vero obiettivo del settore
giovanile. Oggi si vuole tutto e subito ma la corretta formazio-
CONCLUSIONI ne del giovane necessita, oltre che di conoscenza e metodo, an-
Il convegno, molto ben organizzato, è stato interessante ma pur- che di pazienza e passione. La scuola di calcio deve essere cer-
troppo la percentuale dei tecnici in platea, seppure numerosa, tamente una scuola di vita, ma anche fucina di giovani calcia-
non è stata affatto considerevole. tori, che, attraverso il rispetto delle regole insite nel nostro
sport, devono acquisire quei valori, quei sani principi che ulti-
mamente stiamo perdendo. Partendo dal presupposto che il cal-
cio sia comunque un’arte e non una scienza esatta, per il giova-
ne calciatore l’insegnamento della tecnica deve essere priorita-
rio. La tecnica di base, cioè il saper calciare, il saper colpire la
palla di testa, lo stop effettuato in modo corretto etc. etc., è im-
portante per conferire qualità al gioco, mentre la tecnica appli-
cata (il dribbling, il passaggio etc.) e la tattica individuale (lo
smarcamento, la presa di posizione, il marcamento) sono ele-
menti importanti per un corretto sviluppo del gioco. Durante la
mia attività di docente ai corsi per allenatori di base, girando l’I-
talia in lungo ed in largo, ho avuto modo di seguire l’attività di
molti settori giovanili anche di società professionistiche e salvo
poche eccezioni ho potuto appurare quanto la preparazione tec-
nica, per certi versi sia deficitaria.
Le problematiche relative alla formazione e alla gestione del gio-
vane per essere risolte necessitano della congiunzione di tutte le
forze che compongono l’intero “movimento”, tecnici compresi,
che attraverso un aggiornamento continuo dovranno dare il loro
prezioso contributo. Ed i presidenti di società, anche professioni-
stiche, dovranno capire che il settore giovanile non è un qualcosa
che serve per riempirsi la bocca di belle parole ma un supporto
fondamentale, attraverso una pianificazione a medio e lungo ter-
mine, per la sopravvivenza della propria società.

43
SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE ATLETICA

LE LESIONI MUSCOLARI
di Antonio Pintus*, Rosario D’Onofrio**, Vincenzo Manzi**, Stefano D’Ottavio**

l calcio è considerato da molti lo sport più popolare giocatori a rischio di lesione durante gli incontri della “English

I
del mondo essendo praticato da almeno 200 milioni Premier League soccer”.
di atleti. Fisiologicamente, è caratterizzato e colloca- L’autore, Rahnama, ha valutato i potenziali fattori di rischio delle
to come un esercizio non continuo ad alta-intensità, azioni di gioco, analizzando anche la loro collocazione durante la
intermittente. L’incidenza delle lesioni nella pratica competizione “sul campo”.
sportiva, in generale, è valutata approssimativamen- A questo riguardo, su 10 gare della English Premier League nel
te da 10 a 15 eventi lesivi per 1000 ore di gioco. periodo 1999-2000, è stata effettuata un’analisi sul:
La maggior parte delle lesioni si verifica nell’arto inferiore, in par- a) tipo di azione di gioco
ticolare il 61.2% a carico del ginocchio e della caviglia. Oltre 1/4 b) periodo di gara
degli infortuni nel calcio sono rappresentati da lesioni muscolo c) zona di campo
scheletriche, principalmente localizzate nel quadricipite (14%), d) giocare in casa o fuori
nei muscoli ischio-crurali (28%) e negli adduttori (8%). Le 16 specifiche azioni di gioco analizzate, sono state classificate
Nielsen et al., in uno screening effettuato su 123 giocatori che par- in tre precise categorie:
tecipavano ai vari campionati di calcio danese, trovarono che l’in- 1. quelle che provocano lesioni;
cidenza delle lesioni muscolari, durante le varie situazioni di gio- 2. quelle con un potenziale indice di lesione (classificato come lie-
co, era più alta a livello della massima divisione (18.5/1000 ore) e ve, moderato, alto);
più bassa nelle categorie minori (11.9/1000 ore). La distribuzione 3. quelle a basso rischio di lesione.
dell’incidenza durante l’allenamento risultava invertita. Nei giova- Il campo di gioco è stato diviso in 18 zone (fig. 1): sono state re-
ni calciatori (da 16 a 18 anni) il quadro epidemiologico, se com- gistrate la posizione e il tempo di gioco di ogni evento traumatico
parato con i giocatori senior, era più alto. L’arto inferiore era mag-
giormente interessato con l’84% delle lesioni totali. Le patologie
da “overuse” erano presenti nel 34% dei casi. Le distorsioni della
caviglia rappresentavano un 36% a tutti i livelli di competizione.
Le lesioni da contatto/contrasto si verificavano maggiormente
nelle categorie dilettantistiche, spesso nei più giovani, e rappre-
sentavano il 45% dei casi. Nella massima serie calcistica gli even-
ti traumatologici muscolari si verificavano nel 30% dei casi du-
rante il contrasto/contatto, e per il 54% durante la corsa.
Il 35% dei giocatori infortunati risultavano assenti dal calcio gio-
cato per più di 1 mese. Direzione di gioco

Lo studio di Nielsen dimostra che l’incidenza del “danno musco- Figura 1: Zone di gioco demarcate per l’analisi degli eventi (Rahnama,
lare” e il modello di lesione variano tra i giocatori in relazione ai et al., 2002).
diversi livelli di competizione nel gioco.
Uno studio recentissimo effettuato per conto del Research Insti- *F.C Monaco Calcio – Montecarlo - Francia - Università degli studi di Torino
**Università degli Studi di Roma Tor Vergata
tute for Sport and Exercise Sciences, ha stimato l’esposizione dei

44
Al termine della ricerca sono state registrate: circa 18.000 azioni Nella zona 16, lateralmente all’area di rigore, si è individuato il
di gioco (fig. 2), una media di 1.788 eventi traumatologici (uno minor numero di azioni lesive.
ogni tre secondi), 767 eventi con danno potenziale (uno ogni sei Non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra le partite gio-
secondi) e 2 lesioni gravi (una ogni 45 minuti) con una incidenza cate in casa e quelle giocate in trasferta. Le azioni di gioco, con un
di 53 lesioni complessive per 1000 ore di gioco. alto indice traumatologico, sono state messe in relazione con la fa-
se del possesso palla, anche se la maggior parte di ricercatori ha no-
tato che la posizione di gioco non influenza l’avvenimento lesivo.
Infortunio grave
Per Hawkins e Fuller la posizione di gioco può essere un fattore
Infortunio moderato
Infortunio lieve influente, in quanto i difensori ricoprono un “ruolo a rischio di le-
Potenziali infortuni gravi sione” rispetto ai ruoli degli altri giocatori.
Potenziali infortuni moderati Inoltre vari studi epidemiologici indicano che le lesioni subite dai
Potenziali infortuni lievi calciatori sono approssimativamente tre volte più probabili in ga-
Numero totale delle azioni ra che in allenamento.
Dadebo et al., hanno raccolto in uno studio i risultati di uno scree-
Figure 2: Numero totale delle azioni registrate con relativo numero di in-
fortuni reali. ning eseguito su 30 squadre distribuite nelle quattro divisioni del-
la lega calcistica inglese durante la stagione 1998/99.
Nei primi 15 minuti di gioco, si è verificato il numero più alto di Le lesioni degli ischio crurali, rappresentavano l’11% di tutti i
azioni con lesioni di lievi entità; gli ultimi 15 minuti di gioco, ca- danni ed un terzo di tutti gli stiramenti muscolari.
ratterizzati dal numero più alto di azioni di gioco, sono quelli con Approssimativamente il 14% delle lesioni dei flessori del ginoc-
lesioni di grado elevato (p <0.01). chio erano “reinjuries”.
La maggior parte delle lesioni di lieve entità, si sono verificate al- La percentuale di lesioni era più alta nella Premiership (13.3
l’interno dell’area di rigore, quelle moderate, nella zona adiacen- (9.4)/1000 ore) con l’incidenza più bassa che si evidenziava nella
te l’area di rigore, mentre i grandi eventi traumatici si sono ri- 2a Divisione Inglese (7.8 (2.9)/1000 ore).
scontrati quasi sempre nella 3/4 di attacco (p <0.001). La maggior parte (97%) degli stiramenti dei flessori del ginocchio,
Il maggior numero di azioni con lesioni lievi sono state individua- erano clinicamente inquadrabili in lesioni di I° e II° grado. I due
te ai limiti dell’area di rigore (suddivisa nella fig.1 in zona 2 e zo- terzi di questi erano riscontrabili nelle fasi finali dei training/mat-
na 17). Le azioni di gioco a moderato ed alto potenziale di rischio ches; la percentuale maggiore di casi riguardava gli attaccanti.
hanno trovato una collocazione nelle zone adiacenti all’area di ri- Su un totale di 6030 giocatori furono osservate da Hawkins (ta-
gore (suddivise nella fig.1 in zona 5 e 14). vola 1), 2376 lesioni nelle due stagioni della Premier e nelle tre
Sempre in relazione agli eventi traumatici, è stato notato inoltre, che della Football Leagues, con una media di 1.3 trauma per giocato-
il 50% di questi è stato riscontrato nelle zone di campo 12, 16 e 17. re per stagione.

Tavola 1: Infortuni per categoria, ruolo, età (Rahnama, at al., 2002).

Categoria No % Ruolo No % Età No %

Premier 618 26 Portiere 223 9 17–22 970 41

1ª 712 30 Difensore 817 34 23–28 817 34

2ª 550 23 Centrocampista 739 31 29–34 508 21

3ª 496 21 Attaccante 597 25 35+ 81 3

Totale* 2376 100 2376 99 2376 99

45
SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE ATLETICA

L’incidenza delle lesioni variava durante la stagione, con un picco club professionisti inglesi, hanno inciso, in due stagioni agonisti-
percentuale di lesioni durante l’allenamento del mese di luglio, (p che per il 12% delle lesioni totali, più della metà (53%) hanno in-
<0.05) ed con un picco massimo nelle gare durante il mese di teressato il bicipite femorale.
agosto (p <0.05) (figura 3). Nei club inglesi fu osservata una media di cinque lesioni dei fles-
Il maggior numero di patologie da overuse, incluso tendiniti e sori del ginocchio per stagione. Un totale di 2029 gare sono sta-
paratendiniti, sono state riscontrate durante la preparazione pre- te perse a causa degli stiramenti dei flessori del ginocchio, men-
campionato vs con l’intera stagione (10.2% v 5.8%, p <0.01). Il tre le gare perse per stagione sono state 15 per ogni club.
numero di danni sostenuto durante il training, è aumentato gra- Nel 57% dei casi, il danno anatomico si è verificato durante mo-
dualmente in tutta la stagione. Quindi, è negli ultimi 15 minuti di delli diversificati di corsa, con un riscontro maggiore durante le
entrambi i tempi di gioco che si accertano le più alte percentuali gare (62%) rispetto agli allenamenti, con un incremento dell’inci-
di incidenza degli eventi traumatologici. denza alla fine di ogni tempo di gioco (p <0.01).
La fatica muscolare è stata identificata come un altro fattore di ri- I giocatori che evidenziavano una più alta percentuale di lesioni
schio e sembra che possa spiegare in parte l’aumento dell’inci- dei flessori del ginocchio partecipavano alla Premiership (p
denza delle lesioni osservate nella seconda metà del tempo di ga- <0.01), mentre i giocatori maggiormente coinvolti erano:
ra di campionato, specialmente nelle parti finali. • giocatori “esterni” (p <0.01)
L’arto inferiore, anche in questo caso, è interessato nel 87% delle • giocatori di colore (p <0.05)
lesioni. Le patologie muscolari (37%), riguardano i flessori del gi- • giocatori “più vecchi” (p <0.01)
nocchio con il 67% vs il 33% a carico del quadricipite, con la mag- Le percentuali di “re-injury” per i flessori del ginocchio è stata
gior incidenza (71%) che si verifica durante le gare di campiona- del 12%.
to (tavola 2) Per Orchard, nei giocatori di football professionisti, 4 lesioni mu-
scolari degli ischio crurali su 6 sono basati su squilibri di forza tra
La maggior parte dei meccanismi di lesione è stata classificata co- agonisti ed antagonisti del ginocchio.
me da non-contatto (58%) mentre il 38% è riferito al contatto In ognuno dei giocatori infortunati, la forza dei flessori del ginoc-
con la palla o con un avversario. chio, era inferiore al 60% della forza del quadricipite. Inoltre, era
Le recidive incidono per il 7% rispetto a tutti gli altri infortuni; il più probabile che le lesioni muscolari dei flessori del ginocchio si
66% di queste vengono classificate come uno stiramento o una verificassero quando la forza isometrica dei flessori di destra e si-
distorsione(rispettivamente 48% e 18%) nistra squilibrava oltre il range del 10% della forza massima teo-
La gravità della lesione da ricaduta è maggiore rispetto alla pri- rica isometrica.
ma lesione (p <0.01). Da studi ecografici risulta che il retto femorale è l’ubicazione cli-
Gli stiramenti degli ischio crurali, in una ricerca condotta su 91 nica dello stiramento più frequente del quadricipite, mentre nei
muscoli del polpaccio le lesioni si collocano solitamente nella
Tavola 2: Traumi del tendine del ginocchio e del quadricipite (Rahnama, at al., 2002). congiunzione muscolo-tendinea, al terzo medio distale del ga-
strocnemio.
Totale degli Infortuni in Infortuni in
infortuni gara allenamento L’evidenza scientifica generalmente suggerisce che gli stiramenti

Gruppo muscolare No % No % No %
del gastrosoleo si verificano durante la fase di accelerazione del-

Tendini 749 67 499 71 242 60


la corsa, gli stiramenti ai muscoli ischio crurali durante la con-

Quadricipiti 376 33 202 29 164 40


temporanea estensione dell’anca e del ginocchio o alla massima

Totale 1125 100 701 100 406 100


velocità di uno sprint oppure durante un cambio di direzione,

p<0.01 Differenza proporzionale tra allenamento e gara.


mentre gli stiramenti del quadricipite si verificano durante “il cal-
ciare” o la fase di decelerazione.

46
LE LESIONI MUSCOLARI E FATTORI DI RISCHIO LEGATI Le lesioni del quadricipite sono significativamente più comuni
ALL’ATTIVITÀ CALCISTICA nell’arto calciante, mentre non ci sono differenze significative nel-
La patogenesi delle lesioni muscolari a carico degli ischio crurali la frequenza tra arti dominanti e non, sia per i muscoli flessori del
(bicipite femorale, semimenbranoso, semitendinoso) è stata stu- ginocchio che per quelli della gamba.
diata estensivamente nella letteratura internazionale. L’unico fat- Lesioni muscolari al quadricipite sono riferite soprattutto a terre-
tore di rischio per le lesioni muscolari incontrovertibile è priorita- ni di gioco bagnati, ricollegabili al gesto specifico del calciare con
riamente il deficit di forza inquadrabile nel rapporto flessori/ un’incidenza maggiore nell’arto calciante.
estensori del ginocchio. Non è stato stabilito se una lesione per il quadricipite si verifica
Esistono numerosi studi che correlano decrementi di forza e di durante:
flessibilità dei flessori del ginocchio con future lesioni muscolari. - il calciare
La perdita della flessibilità è definita come una diminuzione nel- - durante il contatto con la palla
l’abilità di un muscolo alla deformazione. - durante la fase preparatoria-oscillatoria dell’arto calciante
Le lesioni muscolo - scheletrico sono il risultato di un trauma di- - oppure nello step finale, cioè quando il piede calciante, dopo
retto (da impatto) o da stiramento, quest’ultimo ricollegabile ad aver toccato il pallone, è nella fase del contatto a terra.
uno status di contrazione eccentrica. Durante il cammino e la corsa, i flessori del ginocchio lavorano
È noto anche che allenamenti eccentrici producono microscopi- primariamente eccentricamente “concentrati” nel frenare l’esten-
che lesioni delle strutture muscolari. Si ipotizza che queste possa- sione del ginocchio opponendosi, prima che il piede tocchi il suo-
no progredire nel tempo verso uno stiramento muscolare. lo, così come l’attività del quadricipite che termina con un’assi-
Una lesione muscolare è tanto maggiore quanto è maggiore l’im- stenza sul controllo dell’estensione dell’anca dopo che il piede ha
pegno muscolare, così come l’ammontare della lesione microsco- toccato il suolo.
pica, dipende dalla lunghezza ottimale del muscolo durante uno Studi attuali, sull’eziologia delle lesioni sportive, richiedono valu-
stato di tensione attiva. tazioni di modelli biomeccanici riferiti alla gestualità tecnica/atle-
Brockett et al., affermano che i gruppi muscolari “lesionati”, pre- tica. Bisogna, insomma, prendere in considerazione la sequenza
sentano un accorciamento non fisiologico post lesione, per cui li di eventi che possibilmente conducono o concorrono alla lesione:
predispone maggiormente ad una ulteriore lesione sotto regime definiti fattori di rischio multifattoriali.
eccentrico. La maggior parte di questi fattori di rischio, sono difficili da sti-
I muscoli flessori del ginocchio sono quelli che maggiormente in- mare e quantificare, data la diversità delle variabili.
corrono in stiramenti, in relazione a intense contrazioni eccentri- Comunque i fattori di rischio delle lesioni muscolari nel calcio in-
che come è stato comunemente riconosciuto. cludono, come emerge dalla letteratura internazionale:
Le implicazioni funzionali e biomeccaniche di queste lesioni in- - deficit di forza muscolare
cludono: un decremento del range articolare, della flessibilità - deficit di flessibilità
con un decremento della velocità di accorciamento muscolare; - incremento della stiffness
ma è la perdita prolungata di forza che è più estesamente rico- - infelice postura lombare
nosciuta. - insufficiente warm-up
Nelle perdite eccessive di forza inquadrabili nell’ordine del 35- - fatica muscolare
50% post lesione, il recupero dei normali livelli può portare ad - storie passate di lesioni muscolari.
una assenza dall’attività sportiva anche per un lungo periodo. La scansione ulteriore ci porta a dedurre che l’incremento dell’età
L’età rimane un importante e non secondario fattore di rischio per anagrafica, è un fattore evidente di rischio e questa influenza è rife-
le lesioni degli ischio crurali e del gastrocnemio. Sembra invece rita soprattutto alle ricadute da lesioni degli ischio crurali e dei mu-
non influire sulle lesioni a carico del muscolo quadricipite. scoli del polpaccio, ma non sicuramente alle lesioni del quadricipite.

47
SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE ATLETICA

Il calciatore, dai 28/30 anni in su, ha maggiori probabilità di incor- È poco chiaro come altezza, peso e stile di corsa dell’atleta con
rere in lesioni muscolari. Un aumento nell’età di 1 anno, incremen- patologie alla colonna vertebrale e al ginocchio, per esempio,
ta la probabilità di lesione ai flessori del ginocchio di 1.3 volte. possano essere fattori di rischio e concorrere ad una lesione mu-
Per Wilmore e Costill con l’ aumentare dell’età, diminuisce la mas- scolare degli ischio crurali.
sa magra che è associata, parlando di apparato scheletrico, ad un Un’osservazione interessante, fatta da Verrall et al., ha evidenzia-
calo significativo dei “minerali ossei”. to che su 6 atleti operati di lca, 4 di loro andarono incontro, du-
È noto che la forza muscolare decresce con l’età. L’invecchiamen- rante la stagione sportiva, a lesioni dei flessori del ginocchio in-
to anagrafico ha, quindi, un importante influsso sul decremento dipendentemente dalla tecnica ricostruttiva utilizzata.
della forza e sulle fibre muscolari . Atleti con storie di lesioni fanno lievitare a 4.9 volte il rischio di
Si pensa che un aumento dell’età corrisponda ad un incremento stiramento degli ischio crurali del ginocchio rispetto a quelli sen-
delle fibre ST, con un decremento delle fibre FT. Il motivo esatto za lesioni.
della diminuzione di fibre FT non è evidenziato chiaramente in Questo è confermato da numerosi studi presenti in letteratura.
letteratura, di certo è che si assiste complessivamente ad una di- Può essere presupposto che dopo una lesione al ginocchio o agli
minuzione delle dimensioni e del numero di fibre muscolari. adduttori, le proprietà biomeccaniche e posturali subiscono uno
È stato evidenziato dalla letteratura che atleti con una preva- “sconvolgimento” che interessa tutto l’arto inferiore.
lenza di fibre tipo II (fast twitch) sono più predisposti a lesioni Questo potrebbe essere causato dalla stessa lesione o dal regime
muscolari. di riabilitazione intrapreso nella fase di recupero o da una combi-
Viene evidenziato dalla letteratura che l’invecchiamento è asso- nazione dei due.
ciato anche ad un significativo cambiamento della capacità ela-
borativa da parte del SNC ovvero:
DISCUSSIONE
- viene alterata la capacità di rilevare uno stimolo e di trasforma-
re rapidamente l’informazione ricevuta in una risposta ottimale. Le lesioni agli ischio crurali sono fra le lesioni muscolari più co-
Una compromissione dei meccanorecettori, implica una diminu- muni negli atleti. La percentuale di “reinjury” ovvero di recidive
zione del controllo automatico rivolto alla regolazione della coor- rimane molto alta soprattutto nel calcio. Le lesioni muscolari pre-
dinazione neuromuscolare. Con la lesione muscolare si verifica gresse, sia recenti (fra le 8 settimane) che passate (maggiori di 8
una crescente “deafferentazione”. Il black – out delle informa- settimane) rimangono un importante fattore di rischio.
zioni predispone l’apparato muscolo scheletrico a re-lesioni. Sembra ormai chiaro che gli squilibri in termini di flessibilità, di
Il ruolo dello stretching pre-gara sulla prevenzione delle lesioni forza, fatica muscolare, inadeguato warm-up e dissinergie della
muscolo scheletriche, è oggi, ampiamente discussa da una parte contrazione, siano altri e chiari fattori predisponenti alle lesioni
della letteratura. Una revisione della letteratura mostra a riguar- muscolari.
do studi incompleti e in forme non omogenee di valutazione. Lesioni ricorrenti possono essere anche la conseguenza di una ri-
Noi crediamo che parte di queste contraddizioni, possono essere abilitazione inadeguata, accelerata.
spiegate considerando il tipo di attività sportiva. È noto, invece, La maggior parte degli autori hanno enfatizzato la necessità di
che un incremento della flessibilità, in generale, corrisponde ad chiarire i fattori eziologici ma soprattutto l’efficacia di protocolli
un diminuzione delle lesioni muscolari nel calciatore. di riabilitazione atti ad evitare le ricadute da lesioni.
Training eccentrici incrementano e migliorano la flessibilità dei Uno stiramento dei flessori si verifica di solito alla giunzione mu-
muscoli flessori del ginocchio rispetto a sedute di allungamento scolo tendinea. Si pensa che il tessuto cicatriziale, neo formato,
statico. non sia funzionale come il tessuto originale, perciò il rischio per
Atleti che allenano eccentricamente i propri muscoli possono ri- un ulteriore danno è incrementato.
durre l’indice di infortunabilità. Ekstrand e Gillquist hanno attribuito il 17% delle lesioni riporta-

48
te nel loro studio ad una riabilitazione inadeguata; similmente ra per molte settimane.
anche Nielsen ha trovato che il 25% dei giocatori ricadeva nello Sulla base di questa considerazione, l’intensità di contrazione
stesso tipo di lesione e nello stesso posto a causa di una riabili- proposta, dovrebbe essere aumentata progressivamente, fino a
tazione inadeguata. Le ricadute da lesioni sono responsabili per il diventare massima dopo quattro o cinque sessioni per evitare il
22% di tutti i danni riportati. DOMS .
La presenza di elevate forme di recidive sono ricollegabili a una Erik et al., seguirono 146 calciatori nel campionato belga del
posizione di “debolezza muscolare” e squilibrio nel rapporto di 1999–2000 che non avevano avuto una storia di lesioni muscola-
agonisti/antagonisti. ri negli arti inferiori nei 2 anni precedenti.
Per altri come Hennessey una lordosi lombare può avere una cor- Tra i test d’entrata fu rilevato il grado di flessibilità all’inizio del-
relazione significativa con gli eventi lesivi a carico dei flessori del la stagione sportiva agonistica, degli ischio crurali, del quadricipi-
ginocchio. te, degli adduttori e dei muscoli del polpaccio.
Knapik ha riportato che la forza e gli squilibri di flessibilità in at- Giocatori con lesione degli ischio crurali (numero = 31) e del qua-
leti donne è associata a lesioni muscolari a carico dell’arto infe- dricipite (numero = 13) mostravano una riduzione della flessibili-
riore, ma non specificamente ricollegabile al gruppo muscolare tà rispetto al gruppo di atleti “sani”.
nel quale fu identificato lo squilibrio (≥ del 15%). Nessuna differenza significativa in termini di flessibilità trovata
Croisier et al., consapevoli delle limitazioni scientifiche e del ca- tra giocatori che incorsero in una lesione dei muscoli adduttori
rattere controverso della percentuale convenzionale del rapporto (numero = 13) o in una lesione al gastrocnemio (numero = 10) ri-
flessori/quadricipite, hanno proposto un rapporto di valutazione spetto al gruppo di atleti sani.
funzionale flessione eccentrica/estensione concentrica atto ad ot- I risultati di questo studio indicano che i giocatori di calcio con un
tenere un indicatore mirato e soddisfacente dello squilibrio. decremento della flessibilità dei flessori del ginocchio o del musco-
Nel pratico l’autore costruisce un rapporto isocinetico combinato lo quadricipite sono statisticamente a più alto rischio di lesione .
tra due velocità estremamente diverse (30 deg/sec eccentrico e Taylor et al. determinarono, dopo una lesione da stiramento del
240 deg/sec concentrico) al fine di rendere il test e la valutazione muscolo estensore lungo delle dita di 12 conigli maschi adulti, la
più vicina alle condizioni biomeccaniche coinvolte nello sprint e forza, il decremento della flessibilità e il picco di carico di rottura.
nel gesto tecnico del calciare. Di importante si evidenziò che:
Dato che le lesioni degli ischio crurali del ginocchio si verificano • il picco di carico era il 63% della FMI e l’allungamento di rot-
di solito durante movimenti eseguiti ad alte velocità, sarebbe pre- tura del 79%, per i muscoli sperimentali relativo al gruppo con-
feribile selezionare lo stesso test isocinetico ad alte velocità an- trollo
golari per entrambi i gruppi di muscoli implicati. • esami istologici rivelarono che le lesioni incomplete si verifica-
L’esercizio eccentrico produce lesioni microscopiche delle fibre rono vicine al congiungimento muscolo-tendineo.
muscolari e DOMS il giorno successivo. Questi dati sperimentali suggeriscono implicazioni cliniche, come:
Il dolore muscolare tardivo (DOMS) che viene generato dalle con- - un’unità muscolo-tendinea, dopo un danno da stiramento ri-
trazioni eccentriche, è un fattore di rischio di lesioni muscolari. spetto ad un muscolo sano, è maggiormente predisposta ad una
Questo spiega la prudenza iniziale nei programma strutturati per lesione
il ritorno allo sport degli atleti. A tal scopo vengono proposte ini- - il primo ritorno all’allenamento precoce può mettere il muscolo
zialmente una serie di contrazioni submassimali eccentriche per lesionato a rischio per un ulteriore danno
evitare DOMS. - quei regimi terapeutici progettati per realizzare un primo ritor-
I recenti studi sugli effetti della performance, hanno mostrato che no alla competizione sportiva, che eliminano i meccanismi di do-
adattamento e miglioramento della resistenza si verificano rapi- lore protettivi, possono aumentare ulteriormente il rischio per
damente dopo un solo turno iniziale di esercizio eccentrico e du- danno supplementare.

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE ATLETICA

A conclusione di questa review non possiamo non evidenziare terapeutico che si deve tener conto degli elementi multifattoriali
che in letteratura esistono diversificati pensieri sulla strutturazio- che concorrono ad una personalizzazione del ritorno allo sport
ne dei protocolli riabilitativi. che varia tra l’altro al variare dell’entità della lesione.
Un lavoro di Sherry et al., apparso recentemente sull’autorevole
OSPT del marzo 2004, comparava l’efficacia di 2 programmi di ri-
CONCLUSIONE
abilitazione per le lesioni dei flessori del ginocchio.
Ventiquattro atleti con una lesione dei flessori del ginocchio furo- L’indagine epidemiologica internazionale, ha evidenziato che nel
no assegnati casualmente in 2 gruppi di riabilitazione. calcio le lesioni muscolari interessano maggiormente i flessori del
1. gruppo A: 11 atleti effettuarono un protocollo di stretching sta- ginocchio e nella fattispecie, il bicipite femorale.
tico e un training di resistenza con sovraccarichi ed applicazio- Un’alta percentuale di ricadute da lesioni è stata riscontrata a tut-
ni di ICE ti i livelli del calcio europeo.
2. gruppo B: 13 atleti effettuarono un training progressivo di agi- Prematuri ritorni all’attività e una riabilitazione inadeguata sono
lità e di esercizi di stabilizzazione del tronco e ICE stati riportati come fattori di rischio delle ricadute da lesioni.
In termini di risultati, la media del tempo richiesto per il ritorno al- La persistenza dei deficit di forza muscolare, dello squilibrio nel
lo sport per gli atleti del gruppo A era 37.4 ± 27.6 giorni, mentre rapporto agonisti/antagonisti e di flessibilità, concorrono in pri-
il tempo medio per gli atleti del gruppo B era 22.2 ± 8.3 giorni. mis alle lesioni e alle ricadute a carico dell’apparato muscolare
Nelle prime 2 settimane dopo il ritorno allo sport, la percentuale dei calciatori.
di ricadute da lesioni era significativamente più alta (P = .00343) Sembra ragionevole presumere che i fattori che contribuiscono ad
nel gruppo A, dove 6 atleti su 11 (54.5%) soffriva di uno stira- incrementare i rischi di reinjury devono essere assolutamente ri-
mento ai flessori del ginocchio ricorrente dopo avere completato solti (per esempio, deficit nella propriocezione, instabilità artico-
il programma di allungamento e di forza; nel gruppo B nessuno lare, ROM ridotto).
dei 13 atleti (0%) è andato incontro ad una ricaduta da lesione. I processi di riabilitazione classici, devono essere migliorati ini-
Dopo 1 anno dal ritorno allo sport, la percentuale di “reinjury” ziando un programma
era significativamente più alta (P = .0059, ) nel gruppo A. di forza individualizzato
1. gruppo A: 7 atleti su 10 (70%) che completarono il programma che utilizzi in particolar
di stretching e potenziamento incorsero in un’altra lesione mu- modo il regime eccen-
scolare trico che deve essere al-
2. gruppo B: solamente 1 atleta su 13 (7.7%), incorse in una rica- la base del progetto te-
duta da lesione muscolare degli ischio crurali dei flessori del gi- rapeutico.
nocchio durante il periodo di 1 anno. Nella fase di “Presea-
La riflessione finale su questo studio ci porta ad affermare che un son” diventa utile ese-
programma di riabilitazione basato su agility training ed esercizi guire test di flessibilità
di stabilizzazione del tronco è più efficace rispetto ad un pro- al fine di identificare i
gramma che enfatizzi lo stretching e il potenziamento analitico giocatori a rischio di le-
degli ischio crurali. sioni muscolari.
In contrapposizione a quanto affermato precedentemente Mallia-
ropoulos consiglia l’utilizzo degli esercizi di stretching nei pro-
grammi di riabilitazione delle lesioni muscolari di secondo grado L’ampia bibliografia di ri-
ferimento è a disposizione
degli ischio crurali. degli interessati presso
Comunque, è nella complessità della strutturazione del progetto questa redazione.

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Tutti coloro che vogliono approfondire tematiche di tecnica, preparazione fisica e medicina
sportiva attraverso libri e videocassette possono rivolgersi al museo del calcio.
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