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Arte Povera 2011 a cura di Germano Celant Da settembre 2011 apre al pubblico la mostra evento Arte Povera 2011

a cura di G ermano Celant, che si svolger contemporaneamente, fino ad aprile 2012, in diversi e impo rtanti musei Comunicato stampa generale Arte Povera 2011 a cura di Germano Celant Da settembre 2011 apre al pubblico la mostra evento Arte Povera 2011 a cura di G ermano Celant, che si svolger contemporaneamente, fino ad aprile 2012, in diversi e impo rtanti musei Comunicato stampa generale e istituzioni culturali attraverso l Italia, nelle citt di Bari, Bergamo, Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino. L iniziativa, che ha come fulcro il movimento nato nel 1967 con gli artisti Giovan ni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario M erz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio P rini e Gilberto Zorio, presenta su scala nazionale e internazionale, gli sviluppi storici e cont emporanei di questa ricerca distribuendo le varie fasi e i singoli momenti linguistici in differenti luoghi: dal Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea di Rivoli-Torino, alla Galleria nazionale d art e moderna di Roma, dalla GAMeC Galleria d Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, al MADRE Mus eo d Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, dal MAMbo - Museo d Arte Moderna di Bolo gna, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, dalla Triennale di M ilano al Teatro Margherita di Bari. L intera operazione, per l ampiezza dei contenuti, per il numero delle istituzioni c oinvolte - 8 tra musei e enti culturali - ha le caratteristiche di un fatto eccezionale e si pu co nsiderare il progetto espositivo pi importante mai realizzato su un movimento chiave dell arte contempora nea italiana. Nella storia delle grandi mostre internazionali questo evento, dal for te impatto espositivo e mediatico, avr la peculiarit di svolgersi per circa 7 mesi in simultanea in dive rse citt, funzionando anche da connettivo per il sistema museale nazionale. Sar composto da un numero impressionante di installazioni ambientali d Arte Povera, circa 250 datate dal 196 7 al 2011, affiancate dalla presentazione di un contesto internazionale testimoniato dalla selezione di 50 opere di artisti europei ed americani, insieme a un corollario di sezioni dedicate ai linguaggi della fotografia, del video, del libro e del teatro. Il tutto dispiegato in spazi il cui totale si aggira intorno ai 15 mila metri quadrati, tra architetture museali e contesti urbani, disposto su un percorso ch e comprende l Italia dal

Nord al Sud toccando le citt diTorino, Milano, Bergamo, Bologna, Roma, Napoli e B ari. Insieme ai singoli responsabili dei musei e delle istituzioni Eduardo Cicelyn pe r il MADRE, Giacinto Di Pietrantonio per il GAMeC, Gianfranco Maraniello per il MAMbo, Maria Vittoria Marini Clarelli per la Galleria nazionale d arte moderna, Anna Mattirolo per il MAXXI, Beatrice Me rz per il Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea, Davide Rampello per la Triennale e al sindac o di Bari, Michele Emiliano, per il Teatro Margherita, il curatore Germano Celant ha concep ito un arcipelago di mostre che mettendo insieme un alto numero di opere storiche e recenti, si pr opone come Arte Povera 2011 Castello di Rivoli MAMbo a cura di Germano Celant Museo d Arte Contemporanea, Museo d Arte Moderna di Bologna Promossa da Rivoli MAXXI Castello di Rivoli Galleria nazionale Museo nazionale delle arti Museo d Arte Contemporanea d arte moderna, Roma del XXI secolo, Roma e Triennale di Milano GAMeC Teatro Margherita, Bari Coordinamento e catalogo Electa Galleria d Arte Moderna e Contemporanea, di Bergamo Triennale di Milano, Milano MADRE Museo d Arte Contemporanea settembre 2011_aprile 2012 Donnaregina di Napoli www.artepovera2011.org

Comunicato stampa generale un viaggio nel tempo dal 1967 al 2011, attraverso diverse situazioni architetton iche e ambientali, relativo agli avvenimenti nazionali e internazionali che hanno avuto come protag onisti gli artisti dell Arte Povera. Arte Povera 2011 si avvale dei prestiti dei maggiori musei e delle pi importanti fondazioni, dedicate ai singoli artisti in Italia e all estero e ha il fine di coagulare l atten zione su una ricerca visuale che stata riconosciuta, insieme al Futurismo, quale importante contribut o all arte nel mondo. La finalit di esporre l intero percorso del movimento tramite un circuito di musei italiani d arte moderna e contemporanea che, coinvolgendo 7 grandi citt, si pone simbolicamente c ome un insieme rappresentativo del 150mo anniversario dell Unit d Italia. Un importante rete m useale coordinata e articolata per un unica mostra-evento sull Arte Povera: una sinergia al l interno della quale i singoli musei o istituzioni presentano una prospettiva operativa diversa e specifica che ne riflette l identit, quanto le collezioni. I promotori dell evento, il Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea e la Trien nale di Milano, si sono assunti il compito di produrre le mostre riguardanti le relazioni intern azionali e l intero arco storico dell Arte Povera mentre le altre istituzioni si sono impegnate in una presentazione specifica cos da creare nell insieme una lettura complessa e articolata dell intera r icerca. Presso il Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea si tiene la mostra Arte Povera International che si inaugura l 8 ottobre. Nelle sale della prestigiosa residenza sabauda le opere storiche dei protagonisti del movimento sono a confronto con altrettanti capolav ori di artisti della scena internazionale dell epoca. La selezione degli artisti internazionali avvenut a attraverso un accurata ricerca scientifica delle mostre che tra il 1967 e il 1972 hanno visto l Arte Povera in dialogo con diverse e parallele correnti artistiche, dalla Land Art alla Concept ual e Body Art. Le sale dei due piani del castello ospitano quindi un discorso autonomo dei singoli artisti dell Arte Povera e uno in parallelo con personalit come Vito Acconci, Carl Andre, Richard A rtschwager, John Baldessari, Robert Barry, Daniel Buren, Jan Dibbets, Rebecca Horn, Sol LeWi tt, Joseph Kosuth, Barry Le Va, Robert Smithson, Keith Sonnier e Andy Warhol. A Milano dove non si mai tenuta in precedenza una grande antologica sull Arte Pove ra, la Triennale ha colto l occasione per presentare, dal 24 ottobre, Arte Povera 1967-2011 che cop re l intero arco

della ricerca, dalla sua nascita alle pi recenti manifestazioni. Sviluppandosi su i due piani dell edificio progettato da Muzio nel 1931, la mostra si compone di due parti: la prima, dedic ata alle opere storiche realizzate dal 1967 al 1975 circa e che segnano l esordio linguistico dei singoli artisti, allestita al piano terra, nella Galleria dell Architettura disegnata da Gae Aulenti. La seconda , ospitata nei grandi spazi aperti del primo piano del Palazzo, aspira a documentare lo spirito fluido e spettacolare delle imponenti opere realizzate dai singoli artisti dal 1975 al 2011, le quali, poste in dialogo tra loro, si intrecciano a formare un arcipelago di momenti intensi e ancora contrastanti. Arte Povera 1968 che apre al pubblico dal 24 settembre al MAMbo prende spunto da lla mostra storica tenutasi alla Galleria de Foscherari di Bologna nel 1968 e dal dibattito critico che ne seguito. Oltre a opere esposte in quell occasione e ad altre che testimoniano il t ipo di attivit svolta nel momento preso in considerazione, viene presentata una selezione di materiali - cataloghi, libri d artista, manifesti, inviti e documenti realizzati a partire dalla fine degli ann i sessanta relativi a questa ricerca e i suoi contributi linguistici. La Chiesa di Santa Maria Donnaregina, una tra le maggiori testimonianze di epoca medievale a Napoli e ora parte del MADRE, l alveo della mostra Arte Povera pi Azioni Povere 196 8 e fa riferimento alla rassegna internazionale dallo stesso titolo, tenutasi presso gl i Arsenali di Amalfi nell ottobre del 1968. L esposizione prevede un rimando a quella manifestazione tram ite lavori e interventi d artista sullo stesso contenitore storico che testimoniano la situaz ione creativa venutasi a formare a partire dall evento amalfitano. A Roma Arte Povera 2011 si scandisce in momenti differenti che coinvolgono la Ga lleria nazionale d arte moderna e il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Al MAXXI il 6 ottobre viene presentato Omaggio all Arte Povera che comprende grandi installazion i di Kounellis e di Zorio, poste in parallelo con un opera permanente di Penone situata nel museo . I tre lavori sintetizzano, nel loro dialogo fra elementi artificiali e naturali, la ricerca a lla base di questo percorso artistico e si relazionano con il complesso sistema spaziale del museo.

Comunicato stampa generale A seguito di un radicale riordinamento delle collezioni del museo in occasione d el suo centenario, la Galleria nazionale d arte moderna riapre al pubblico dal 7 dicembre proponendo Arte Povera alla Gnam, un nucleo di approfondimento su Pino Pascali, con una selezione di 20 sue opere dalla collezione, completato con un allestimento di opere di Boetti, Fabro, Paolini, P enone, Pistoletto, Kounellis e Zorio. Nella prospettiva di un attivit futura che intende porsi a confronto con le manifes tazioni culturali prodotte sul territorio museale italiano, il Comune di Bari ha pensato di colleg arsi al grande evento Arte Povera 2011, realizzando una mostra nel Teatro Margherita, dal titolo Arte Povera in teatro che prende avvio a partire dal 15 dicembre. Per l imponente spazio, il team curatoriale ha selezionato una serie di lavori emblematici del gruppo dell Arte Povera, che si relazionano con il luogo, segnato da un devastante incendio e in via di definizione funziona le e culturale. Le opere dei singoli artisti entreranno infatti in dialettica con la struttura dell e dificio ancora grezza e indefinita dell atrio, delle balconate, delle verande e delle scale. A Bergamo, in Arte Povera in citt, coordinata dal GAMeC gli interventi degli arti sti saranno inseriti e si integreranno nel nucleo urbano dell antica citt coinvolgendola e rico nsegnandola in una prospettiva inaspettata in cui i monumenti, i chiostri, le torri e le porte d accesso di Bergamo Alta, funzioneranno come eco di risonanza dell arte contemporanea. Saranno present ati, tramite il coinvolgimento diretto degli artisti, lavori recenti, se non totalmente nuovi , ideati appositamente per i luoghi scelti, cos da offrire una lettura intensa sia del linguaggio visivo sia del contesto ambientale e architettonico. Per documentare la complessit dell evento e delle sue molteplici articolazioni stat o realizzato per conto di Electa un unico catalogo di quasi settecento pagine dove sono racco lti 33 saggi inediti che comprendono i contributi dei direttori dei musei e delle istituzioni coinvolte, i testi critici sugli artisti e quelli sulle differenti poetiche dell Arte Povera, oltre a 580 illustrazioni che forniscono un ampia e approfondita documentazione fotografica relativa alle mostre e quella relativa al contesto storico e agli sviluppi recenti dei singoli contributi ling uistici. I testi sono di: Luca Massimo Barbero, Marcella Beccaria, Germano Celant, Eduardo Cicelyn, Mario Codognato, Ester Coen, Lara Conte, Anna Costantini, Nicholas Cullinan, Mirta d Argenzio, Giac into Di Pietrantonio, Richard Flood, Claire Gilman, Massimiliano Gioni, Gabriele Guercio

, Robert Lumley, Gianfranco Maraniello, Maria Vittoria Marini Clarelli, Anna Mattirolo, Thomas Mc Evilley, Beatrice Merz, Gloria Moure, Hans Ulrich Obrist, Giulio Paolini, Francesca Pola, Maria Te resa Roberto, Didier Semin, Antonella Soldaini, Daniel Soutif, Angelo Trimarco, Giorgio Verzot ti, Angela Vettese e Denys Zacharopoulos.

Scheda informativa Arte Povera Nel 1967 in relazione ad un gruppo di artisti composto da Giovanni Anselmo, Alig hiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giuli o Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio , lo storico dell arte contemporanea Germano Celant conia il termine Arte Povera che si ricollega alle gr andi utopie delle avanguardie storiche per il suo esprimersi non rigido n impositivo, basato sulla relazione con le situazioni sociali e culturali, nonch ambientali e contestuali. Collegando si idealmente alle sperimentazioni di Lucio Fontana e Alberto Burri, questa ricerca adotta una stra tegia linguistica in cui viene abolita ogni gerarchia espressiva e materica. Da qui l uso di process ualit e di tecniche diverse, cos da spaziare in tutti i territori della comunicazione visiva , senza distinguere tra i valori energetici e fisici, concettuali e concreti di un fare che pu oscill are dalla scultura alla performance, dalla fotografia alla televisione. Un muoversi aperto e non lineare , ma sferico che porta l attenzione all aspetto contingente quanto al lato frammentario, contradditto rio, pluralistico, vagabondo e discontinuo del reale. Aperto ad un pensiero che tende a consolidars i in processi mobili e variabili, il linguaggio dell Arte Povera si caratterizzato per l interesse ad un uso filosofico, quanto concreto di materiali eterogenei che vanno dalla storia dell arte alla rapp resentazione simbolica, dall estetica del terrestre alla dinamica del celeste, da un estetica del grezzo a una preoccupazione del naturale. Impegnata in un agire che oscilla tra discorso meta fisico e totalit sensoriale, arriva ad utilizzare acqua e pietra, fuoco ed elettricit, parole e id ee fino a coinvolgere animali e vegetali, che assumono un importanza particolare per il loro appartenere al mondo del primario e dell essenziale. Momento di rottura e di frattura con il passato, tale ricerca ha reso possibile il transito tra l alto e il basso, tra il pieno ed il vuoto, il conscio e l inconscio, il grezzo e il morbido, il mentale e il sensuale che tutto avvolgono. Rispetto a un arte che , dalla pop alla minimal art, ha proposto un linguaggio quale strumento di natura immutabile e pe rfetta, figurale e industriale, l Arte Povera si impegnata in un atteggiamento iconoclasta e de-cos truttivo che tiene conto dei problemi dell esistenza e si muove in relazione alla molteplicit de lle situazioni temporali e spaziali. Un pluralismo linguistico ne ha caratterizzato la poetica e ha costituito il magma culturale entro cui hanno operato artisti profondamente diversi tra loro. Ricusando ogni definizione, con la conseguente impossibilit a inserirlo ancora oggi - in una rig

ida codificazione, il movimento dell Arte Povera ha nondimeno acquisito negli anni, per il suo innova tivo e originale contributo, dovuto alle singole individualit, una definitiva importanza, paragona bile al Futurismo italiano, nell ambito della scena dell arte contemporanea internazionale.

Calendario mostre Arte Povera 2011 a cura di Germano Celant promosso da Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea Triennale di Milano Coordinamento e catalogo Electa Calendario mostre 24 settembre 26 dicembre 2011 MAMbo Museo d Arte Moderna di Bologna, Bologna Arte Povera 1968 a cura di Germano Celant e Gianfranco Maraniello conferenza stampa e inaugurazione: 23 settembre 2011 7 ottobre 2011 8 gennaio 2012 MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma Omaggio all Arte Povera a cura di Anna Mattirolo e Luigia Lonardelli conferenza stampa e inaugurazione: 6 ottobre 2011 9 ottobre 2011 19 febbraio 2012 Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea, Rivoli Arte Povera International a cura di Germano Celant e Beatrice Merz conferenza stampa e inaugurazione: 8 ottobre 2011 25 ottobre 2011 29 gennaio 2012 Triennale di Milano, Milano Arte Povera 1967-2011 a cura di Germano Celant conferenza stampa e inaugurazione: 24 ottobre 2011 novembre 2011 - aprile 2012 GAMeC Galleria d Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo Arte Povera in citt a cura di Germano Celant

e Giacinto Di Pietrantonio 11 novembre 2011 - aprile 2012 MADRE - Museo d Arte contemporanea Donnaregina, Napoli Arte Povera pi Azioni Povere 1968 a cura di Germano Celant e Eduardo Cicelyn 7 dicembre 2011 4 marzo 2012 Galleria nazionale d arte moderna, Roma Arte Povera alla GNAM a cura di Maria Vittoria Marini Clarelli e Massimo Mininni conferenza stampa e inaugurazione: 6 dicembre 2011 15 dicembre 2011 11 marzo 2012 Teatro Margherita, Bari Arte Povera in teatro a cura di Germano Celant e Antonella Soldaini conferenza stampa e inaugurazione: 14 dicembre 2011 Le differenti inaugurazioni, che si svolgeranno tra il 23 settembre e il 14 dicembre 2011, verranno confermate ufficialmente tramite comunicazione delle singole sedi.

Informazione e comunicazione generali Ufficio stampa e comunicazione generali: Electa Monica Brognoli, Ilaria Maggi tel +39 02 21563250 imaggi@mondadori.it www.electaweb.it www.artepovera2011.org Ufficio stampa e comunicazione per le singole mostre: Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea, Rivoli Silvano Bertalot media consultant tel +39.011.9565211 cell +39.3387865367 s.bertalot@castellodirivoli.org Manuela Vasco tel +39 011 9565209 press@castellodirivoli.org Galleria nazionale d arte moderna, Roma Maria Mercede Ligozzi tel +39.06 32298212 mariamercede.ligozzi@beniculturali.it Laura Campanelli con Meril Barbaro tel +39 06 32298328 s-gnam.uffstampa@beniculturali.it MAMbo - Museo d Arte Moderna di Bologna, Bologna Elisa Maria Cerra tel +39 051 6496653 MAXXI 6496608 ufficiostampamambo@comune.bologna.it

Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma

Beatrice Fabbretti, Annalisa Inzana, Chiara Capponi tel +39 06 3225178 press@fondazionemaxxi.it Teatro Margherita, Bari Arianna Nonnis Marzano Tel. +39 080 5772060 5772062 ufficiostampa@comune.bari.it redazione.portale@comune.bari.it Triennale di Milano, Milano Antonella La Seta, Alice Angossini, Marco Martello tel +39 02 72434.247/205 press@triennale.it

Colophon Arte Povera 2011 a cura di Germano Celant In collaborazione con gli artisti, i loro archivi e le loro fondazioni Giovanni Anselmo Alighiero Boetti Pier Paolo Calzolari Luciano Fabro Jannis Kounellis Mario Merz Marisa Merz Giulio Paolini Pino Pascali Giuseppe Penone Michelangelo Pistoletto Emilio Prini Gilberto Zorio Promosso da Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea Triennale di Milano Sedi espositive Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea, Rivoli Galleria nazionale d arte moderna e contemporanea, Roma GAMeC - Galleria d Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo MADRE - Museo d Arte Contemporanea Donnaregina, Napoli MAMbo - Museo d Arte Moderna di Bologna, Bologna MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma Teatro Margherita, Bari Triennale di Milano, Milano Mostra e catalogo a cura di Germano Celant Curatore associato Antonella Soldaini

Editor associato Chiara Spangaro Ricerca scientifica Antonella Soldaini con Chiara Spangaro Chiara Costa Assistenza curatoriale Marcella Ferrari con Mariv Garca Manzano Coordinamento generale e comunicazione Electa Martin Angioni Rosanna Cappelli con Carlotta Branzanti Monica Brognoli Anna Grandi Ilaria Maggi Claudia Nardicchia Graphic design Studio Cerri & Associati Pierluigi Cerri e Alessandro Colombo Architetti con Giulio Schweizer Allestimento opere Attitudine Forma Un sentito ringraziamento a tutti gli artisti e a Rocco Mussat Sartor per l Archivio Anselmo, Torino Agata Boetti e Annemarie Sauzeau Boetti per l Archivio Alighiero Boetti, Roma Caterina Raganelli Boetti con Elena Salza per la Fondazione Alighiero e Boetti, Roma Orsola Mileti e Laura Corsini per la Fondazione Calzolari, Roma Silvia Fabro per l Archivio Carla e Luciano Fabro, Milano Michelle Coudray e lo Studio

Jannis Kounellis, Roma Mariano Boggia per la Fondazione Merz, Torino Maddalena Disch per lo Studio Giulio Paolini, Torino Galleria nazionale d arte moderna e contemporanea per Pino Pascali Dina Carrara e Ruggero Penone, con Ilaria Torrelli per l Archivio Penone, Torino Maria Pistoletto con Alessandro Lacirasella per la Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Biella Veronica Bellei per l Archivio Prini, Roma Grazia Toderi e lo Studio Gilberto Zorio, Torino

L Arte Povera una corrente che ha avuto un grande peso nell Italia degli anni Sessan ta e Settanta, ed al contempo un incubatrice incredibilmente ricca della nuova arte del futur o. Il linguaggio dell Arte Povera ha una componente ineliminabile di provocazione, ca pace di colpire nel segno creando le condizioni per promuovere e far scaturire nuovi sentimenti. Ogni volta che ci accade, noi dobbiamo essere molto grati nei confronti dei nostr i artisti. A quasi 45 anni dalla nascita di questo movimento, le opere di Giovanni Anselmo, Alighie ro Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Giulio Pa olini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio sono in grado di suscitare in chi le ammira un nuovo sguardo sul mondo, un rinnovamento dei significati e d ei significanti che sintomo di autentico spirito creativo. Non a caso, insieme al Futurismo, si pu dire che l Arte Povera sia una delle maggio ri espressioni artistiche italiane del Novecento di livello internazionale. Dedicarle una cos ricca iniziativa espositiva proprio nella ricorrenza dei 150 an ni dell Unit d Italia vuol dire riconoscerne a pieno titolo la rilevanza nella storia, non solo dell art e, del nostro Paese. Con Arte Povera 2011 La Triennale di Milano, la Galleria nazionale d arte moderna e il MAXXI di Roma, il Castello di Rivoli a Torino, il MADRE di Napoli, il MAMbo di Bologna e il Teatro Margherita di Bari saranno le stelle della costellazione da cui, grazie alla sapiente cu ratela di Germano Celant, tra settembre e marzo riverberer la luce di un movimento creativo che con tinua a illuminare il nostro spirito. Ci avviene, proprio come nel 1967, in una difficile congiuntura economica e socia le. Un periodo nel quale gli uomini si rivolgono alla cultura come elemento al contempo di coes ione e di rinnovamento. Un momento in cui l arte protagonista, in grado di sollevare interrogativi e dare risposte o semplicemente di provocare, scuotere e rimettere in movimento. Ecco perch dobbiamo essere grati a chi ha voluto e permesso la realizzazione di q uesto ciclo espositivo, a partire dal curatore e dalle istituzioni museali che, nonostante l e difficolt, consentiranno a molti di godere di questa occasione per scoprire o riscoprire alcuni mae stri del nostro tempo. Giancarlo Galan Ministro per i Beni e le Attivit Culturali Dal catalogo: testo istituzionale L Arte Povera una corrente che ha avuto un grande peso nell Italia degli anni Sessan ta e Settanta, ed al contempo un incubatrice incredibilmente ricca della nuova arte del futur o. Il linguaggio dell Arte Povera ha una componente ineliminabile di provocazione, ca pace di colpire

nel segno creando le condizioni per promuovere e far scaturire nuovi sentimenti. Ogni volta che ci accade, noi dobbiamo essere molto grati nei confronti dei nostr i artisti. A quasi 45 anni dalla nascita di questo movimento, le opere di Giovanni Anselmo, Alighie ro Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Giulio Pa olini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio sono in grado di suscitare in chi le ammira un nuovo sguardo sul mondo, un rinnovamento dei significati e d ei significanti che sintomo di autentico spirito creativo. Non a caso, insieme al Futurismo, si pu dire che l Arte Povera sia una delle maggio ri espressioni artistiche italiane del Novecento di livello internazionale. Dedicarle una cos ricca iniziativa espositiva proprio nella ricorrenza dei 150 an ni dell Unit d Italia vuol dire riconoscerne a pieno titolo la rilevanza nella storia, non solo dell art e, del nostro Paese. Con Arte Povera 2011 La Triennale di Milano, la Galleria nazionale d arte moderna e il MAXXI di Roma, il Castello di Rivoli a Torino, il MADRE di Napoli, il MAMbo di Bologna e il Teatro Margherita di Bari saranno le stelle della costellazione da cui, grazie alla sapiente cu ratela di Germano Celant, tra settembre e marzo riverberer la luce di un movimento creativo che con tinua a illuminare il nostro spirito. Ci avviene, proprio come nel 1967, in una difficile congiuntura economica e socia le. Un periodo nel quale gli uomini si rivolgono alla cultura come elemento al contempo di coes ione e di rinnovamento. Un momento in cui l arte protagonista, in grado di sollevare interrogativi e dare risposte o semplicemente di provocare, scuotere e rimettere in movimento. Ecco perch dobbiamo essere grati a chi ha voluto e permesso la realizzazione di q uesto ciclo espositivo, a partire dal curatore e dalle istituzioni museali che, nonostante l e difficolt, consentiranno a molti di godere di questa occasione per scoprire o riscoprire alcuni mae stri del nostro tempo. Giancarlo Galan Ministro per i Beni e le Attivit Culturali Dal catalogo: testo istituzionale

Dal catalogo: testo istituzionale Arte Povera 2011 L idea di realizzare una grande mostra-evento sull Arte Povera in Italia nata quasi per caso, circa tre anni fa, davanti a una tazzina di caff. Una povera tazzina di caff ci sembrata subit o di ottimo auspicio. Sapevamo che il progetto avrebbe entusiasmato Germano Celant, il teori co dell Arte Povera, l uomo che alla met degli anni sessanta aveva saputo riconoscere e valorizzare il l avoro di artisti come Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Ja nnis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pisto letto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, dando vita a un movimento cos importante per l arte contemp oranea italiana da essere spesso accostato al Futurismo e destinato a occupare un posto di primo piano in tutto il mondo. I passi successivi sono stati rapidi e caratterizzati da un grande entusi asmo collettivo. Si subito pensato a una mostra diffusa sul territorio che coinvolgesse contemporane amente le citt che avevano svolto un ruolo chiave nella nascita e nello sviluppo del movimento dell Arte Povera in Italia. La scelta naturalmente caduta su Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli e Bari, con le relative sedi: il Castello di Rivoli, la Triennale di Milano, il Museo d Arte Moderna di Bo logna, la Galleria nazionale d arte moderna e contemporanea e il Museo Nazionale delle Arti del XXI S ecolo, il Museo d Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli e il Teatro Margherita di Bari. Si in b reve verificato quell effetto che di solito accompagna le buone idee: una concatenazione di eventi e una concordanza di intenti che danno vita a una vera e propria strategia di successo, capace di unire le persone e le risorse attorno a un progetto comune. In questa unit si ritrova il senso ult imo della mostra e l intima certezza di aver realizzato un evento importante per l affermazione della cultura nel nostro paese, in un epoca in cui sembra che di cultura ci sia sempre meno bisogno. Nonost ante le difficolt oggettive del momento, siamo riusciti a tenera viva la tensione e l attenzione di tante istituzioni, allestendo oltre quindicimila metri quadrati di esposizione con oltre trecento o pere. Il tratto caratterizzante di questa manifestazione si esprime proprio nella capacit di fare rete , costruire u na grande polifonia che abbracci tutto il paese e presenti un fronte compatto di op eratori culturali, determinati e coesi, capaci di uscire dai propri confini locali per mettersi in relazione gl i uni con gli altri, dialogando, ma soprattutto ascoltando. Crediamo che non sia pi il tempo dei cantor i solitari , di quei solisti capaci di far emergere la propria voce sopra quella degli altri; al contrario il momento dell unit di vedute, della razionalizzazione delle risorse al servizio delle idee,

dell ottimizzazione degli spazi concepiti come ambiti aperti da progettare, con coraggio e senza tim ori. L unit delle persone e la condivisione delle responsabilit aiuta anche a ridurre la pressione dei timori, l ansia di non farcela, quel triste ripiegamento su se stessi che soprattutto nei momenti d i crisi porta all annullamento degli slanci e alla mortificazione delle volont. Nello scenario italiano, spesso caotico e confuso, non capita spesso di lavorare con tale anticipo e tale razionale determ inazione. Eppure, il tempo che abbiamo impiegato dopo quella tazzina di caff non era altro che il temp o necessario per costruire una mostra di valore, che diventasse un evento-guida nel panorama dell a rte contemporanea; un modello non solo per la qualit dei contenuti ma anche per l incisivit e l efficacia della macchina organizzativa e produttiva. Nel corso di questi anni abbiamo reclutato risorse, aggregato talenti, attivato strategie di marketing e promozione d immagine. Abbiamo organizz ato incontri, dibattiti e momenti di comunicazione per aggiornare gli operatori del settore, gli organi di stampa e il pubblico sullo stato di sviluppo del progetto. Crediamo fermamente che questi pr incipi validi in assoluto siano linee guida fondamentali per comprendere il movimento dell Arte Pov era in Italia. Nessun movimento artistico ha infatti interessato tutto il nostro paese come que llo dell Arte Povera, esprimendo le culture e i saperi di un popolo attraverso il dialogo, la rielabor azione dei linguaggi e la reinvenzione dei materiali. Legni, ferri, stoffe, ma anche neon, vetri, specchi: tutto un universo di materiali da comprendere e modellare. L energia che scaturisce dalle opere dell Arte Povera sembra un concentrato di tradizione italiana, che dalle eccellenze dell artigiania giunge fino alle pi articolate evoluzioni delle arti applicate: energia esplosiva, capace di trasformare lo spa zio e alterare il tempo. Il movimento dell Arte Povera in Italia ha infatti prodotto opere capaci forse per la prima volta di rielaborare la tradizione senza cercare nel passato la giustificazione del prese nte. Opere che hanno saputo creare una sorta di eterno presente : un tempo che oggi interessante riconsi derare ed eventualmente ri-misurare, a mezzo secolo di distanza. L Arte Povera ha saputo con frontarsi fin dagli esordi con un contesto artistico internazionale di straordinaria forza creativa. Grazie a questo scambio, ora, accogliamo le opere degli artisti. Giovanni Minoli Presidente Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea Davide Rampello Presidente Triennale di Milano

Dal catalogo: testo istituzionale Arte Povera 2011 L Arte Povera ha visto ed entusiasmi. Oggi, a quarantacinque toriale, politico e istituzionale, ha dato he coinvolge sette tra le pi importanti sedi i citt italiane. e vissuto l alternarsi di diversi scenari, opportunit, slanci anni dal suo esordio, un inedito e importante sforzo cura vita a una rete non solo di parole ma di realt, una rete c museali e istituzioni pubbliche dell arte contemporanea in se

Quando sarebbe stato possibile intraprendere un cos articolato progetto espositiv o se non nell anniversario dell Unit d Italia, evento che informalmente ha dato l opportunit e l i t a tutti noi di unirsi in questo grande progetto espositivo? Progetto che non super fluo dirlo si situa in una congiuntura di forte crisi economica e ideologica che ci ha indotto ad affrontare l impegno ottimizzando sinergicamente le singole risorse. Paradossalmente una crisi analog a, che aveva coinvolto la cultura italiana e internazionale tra la fine degli anni sessanta e l inizio dei settanta, aveva alimentato il dialogo culturale. Anni fondamentali che hanno segnato uno scarto nel contesto artistico mondiale. L alto grado di responsabilit stato recepito da tutti noi, impegnati a rendere al p ubblico un panorama articolato dei complessi intrecci linguistici e internazionali dell Arte Povera. U na storia che ha visto l intraprendenza degli artisti, nell arco di tutta la loro carriera, impegn ati in una spinta individuale propulsiva, aiutati fin dall epoca da importanti e prestigiosi musei internazional i che hanno raccolto le loro opere per le proprie collezioni. Questa propulsione ha pe rmesso all Arte Povera di svilupparsi fino a essere considerata oggi uno dei movimenti artistici e culturali pi emblematici del contemporaneo. L ambizione ha prodotto una catena di collegamenti istituzionali al massimo livell o, ogni citt coinvolta ha trovato la sua specificit: da Nord a Sud si organizzata una geografia espositi va: a Torino i grandi artisti internazionali a confronto con l Arte Povera; a Milano una mostra che presenta l intero arco della ricerca dalla sua nascita a oggi; a Bologna una mostra storica del 19 68 e il dibattito critico che ne seguito; a Roma alcuni omaggi e grandi installazioni e le collezi oni nazionali; a Napoli un contenitore storico testimone d epoca di un fermento creativo e a Bari l e opere degli artisti in un dialogo architettonico con lo spazio che le ospita. Rimandiamo ai contributi di questo ampio volume, serio e importante documento di studio e testimone dell intero progetto, ogni valutazione storico-culturale della complessa materia t

rattata e delle sue sfaccettature. Un corpo unico che ha prodotto un risultato culturale, uno strumento per approfondire la nostra storia passata e quella contemporanea. Ci auguriamo che questo non resti un caso episodico e testimoni l ampia dimensione della cultura italiana e le grandi capacit del proprio circuito museale dove le diverse compone nti si completano fra loro, contribuendo nel presente alla crescita della nostra cultura per le ge nerazioni future. Beatrice Merz, Direttore Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea Gianfranco Maraniello, Direttore MAMbo - Museo d Arte Moderna di Bologna Maria Vittoria Marini Clarelli, Soprintendente Galleria nazionale d arte moderna e contemporanea Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte Eduardo Cicelyn, Direttore Museo MADRE Michele Emiliano, Sindaco di Bari

Oltre Arte Povera 2011 Germano Celant L impulso a riaffrontare nel 2011 il tema dell Arte Povera, come insieme di ricerche storiche e attuali, avviene dopo decenni di studi specifici sui singoli artisti che si sono o ramai affermati come protagonisti internazionali di una storia del contemporaneo. Ma proprio in quest u ltima definizione che risiede la necessit di riproporre e di rileggere qual stato il contribu to linguistico e comportamentale, sociale e ambientale legato a questo momento. Qual stata la dif ferenza rispetto a quanto era successo prima e qual stata l influenza sul dopo, considerando che il contesto degli studi e delle vicende artistiche fortemente cambiato dal 1990, quando dinnanzi all arte si aperto un universo di territori culturali, estetici e creativi che lentamente iniziavano a erodere la centralit del mondo euroamericano. Se l Arte Povera, come tutti i movimenti che l hanno preceduta o seguita fino agli albori del 2000, stata capace di registrare i cambi o i flussi di emergenze sperimentali che si svolgevano sull asse nord-atlantico, con la nuova coscie nza di una mondializzazione legata a una visione postcoloniale, la riflessione dell arte sull iden tit si rivela inficiata di un forte nazionalismo e un costante imperialismo, dove l unicit un vic olo cieco. Al pari l idea di una linearit e una direzionalit si frantuma contro l incommensurabil it delle culture globali perch diventa evidente che la nuova produzione artistica sempre pi lo ntana dai centri di potere, quelli sull asse Parigi-New York. Non un caso che le esposizioni Paris-Moscow , Paris-New York e Paris-Berlin al Centre Pompidou segnino la definizione di una centr alit euroamericana, ma siano poi messe in crisi nel 1989 dall esposizione Magiciens de la Terre che accetta di presentare l eterogeneit multiculturale di una societ artistica o quanto meno estetica. Si inizia a considerare l integrazione delle differenze e delle apparenze, seppur facendole rientrare sotto un ombrello ancora di marca europea. una scossa alle vicende degli studi d i storia dell arte e della programmazione dei musei che ha la conseguenza di spingerli1 a evitar e l omogeneizzazione e il predominio. Si prospetta invece un cambio di segno sulla conoscenza e sull informazione artistica da parte degli storici e dei curatori, dove le loro dottrine si arr icchiscono di implicazioni antropologiche e di aperture verso i cultural e visual studies. Al tempo stesso sul piano dei contenuti l aspetto utopico delle avanguardie, dalle moderne alle contemporanee, con l avvio di una mondializzazione che capace di integrare tutte l e differenze e le diversit, tende a trasformarsi in una partecipazione democratica dove non si pone pi alcun gruppo di sfondamento linguistico, definito con il termine militare di avanguardi a . Decade la

condizione di attacco contro i valori esistenti e qualsiasi produzione artistica inevitabilmente integrata, non pi per la sua forza spiazzante e dirompente, ma per la sua possibile traduzione in comodit, con un prezzo e relativo mercato che ora arriva a espandersi in tutto il globo culturale. Se queste sono alcune coordinate di analisi del presente, cosa significa oggi an alizzare e ripresentare le vicende dell Arte Povera, la sua filosofia e la sua pratica, databili a me t degli anni sessanta, quando esisteva ancora una forte polarit euro-americana e le differenze tra arte alta e arte bassa erano ancora praticate, tanto che l uscita dalla tradizione della pittura e della scultura ha segnato i suoi protagonisti e le loro ricerche? Quale ulteriore lettura si pu fornire consi derato che sono mutate le condizioni politiche, sociali ed economiche che si basavano sulla cont rapposizione di due fronti, eredit della guerra fredda, e si sono aperti universi eterogenei ruot anti su un mercato globale? La prima domanda conseguenza di un motivo centrale interno a questo cambio di se gno epoDal catalogo: testo del curatore Oltre Arte Povera 2011 Germano Celant L impulso a riaffrontare nel 2011 il tema dell Arte Povera, come insieme di ricerche storiche e attuali, avviene dopo decenni di studi specifici sui singoli artisti che si sono o ramai affermati come protagonisti internazionali di una storia del contemporaneo. Ma proprio in quest u ltima definizione che risiede la necessit di riproporre e di rileggere qual stato il contribu to linguistico e comportamentale, sociale e ambientale legato a questo momento. Qual stata la dif ferenza rispetto a quanto era successo prima e qual stata l influenza sul dopo, considerando che il contesto degli studi e delle vicende artistiche fortemente cambiato dal 1990, quando dinnanzi all arte si aperto un universo di territori culturali, estetici e creativi che lentamente iniziavano a erodere la centralit del mondo euroamericano. Se l Arte Povera, come tutti i movimenti che l hanno preceduta o seguita fino agli albori del 2000, stata capace di registrare i cambi o i flussi di emergenze sperimentali che si svolgevano sull asse nord-atlantico, con la nuova coscie nza di una mondializzazione legata a una visione postcoloniale, la riflessione dell arte sull iden tit si rivela inficiata di un forte nazionalismo e un costante imperialismo, dove l unicit un vic olo cieco. Al pari l idea di una linearit e una direzionalit si frantuma contro l incommensurabil it delle culture globali perch diventa evidente che la nuova produzione artistica sempre pi lo ntana dai centri di potere, quelli sull asse Parigi-New York. Non un caso che le esposizioni Paris-Moscow , Paris-New York e Paris-Berlin al Centre Pompidou segnino la definizione di una centr alit eu-

roamericana, ma siano poi messe in crisi nel 1989 dall esposizione Magiciens de la Terre che accetta di presentare l eterogeneit multiculturale di una societ artistica o quanto meno estetica. Si inizia a considerare l integrazione delle differenze e delle apparenze, seppur facendole rientrare sotto un ombrello ancora di marca europea. una scossa alle vicende degli studi d i storia dell arte e della programmazione dei musei che ha la conseguenza di spingerli1 a evitar e l omogeneizzazione e il predominio. Si prospetta invece un cambio di segno sulla conoscenza e sull informazione artistica da parte degli storici e dei curatori, dove le loro dottrine si arr icchiscono di implicazioni antropologiche e di aperture verso i cultural e visual studies. Al tempo stesso sul piano dei contenuti l aspetto utopico delle avanguardie, dalle moderne alle contemporanee, con l avvio di una mondializzazione che capace di integrare tutte l e differenze e le diversit, tende a trasformarsi in una partecipazione democratica dove non si pone pi alcun gruppo di sfondamento linguistico, definito con il termine militare di avanguardi a . Decade la condizione di attacco contro i valori esistenti e qualsiasi produzione artistica inevitabilmente integrata, non pi per la sua forza spiazzante e dirompente, ma per la sua possibile traduzione in comodit, con un prezzo e relativo mercato che ora arriva a espandersi in tutto il globo culturale. Se queste sono alcune coordinate di analisi del presente, cosa significa oggi an alizzare e ripresentare le vicende dell Arte Povera, la sua filosofia e la sua pratica, databili a me t degli anni sessanta, quando esisteva ancora una forte polarit euro-americana e le differenze tra arte alta e arte bassa erano ancora praticate, tanto che l uscita dalla tradizione della pittura e della scultura ha segnato i suoi protagonisti e le loro ricerche? Quale ulteriore lettura si pu fornire consi derato che sono mutate le condizioni politiche, sociali ed economiche che si basavano sulla cont rapposizione di due fronti, eredit della guerra fredda, e si sono aperti universi eterogenei ruot anti su un mercato globale? La prima domanda conseguenza di un motivo centrale interno a questo cambio di se gno epoDal catalogo: testo del curatore cale: la relazione tra particolarit e universalit. Vale a dire se l Arte Povera sia stata un movimento che rifletteva solo le circostanze italiane ed europee, funzionando da agente di rompente rispetto alla continuit artistica del momento, cos da risultare un prodotto nazionale , oppure si posta come pratica che tendeva a trascendere questi limiti per entrare nel territorio dell internazionalismo. Seppure questo ruotasse su un binomio tra Europa e America, certamente l Arte Pove ra ha cercato di mettersi in relazione con il mondo conosciuto o meglio riconosciuto . Tale processo di consolidamento internazionale avvenuto attraverso la processual it del fare,

non l aspetto iconico, dove a contare stata l eterogeneit delle materie e delle prati che che fluidificano e fluttuano tra loro. In tal senso si inserisce, sin dall inizio, in una critica dell univocit linguistica ed egemonica che regnava specialmente attraverso i modelli americani della Pop Art e della Minimal Art. Forme estetiche e comunicative che erano anche veicoli di potere capaci di produrre, come successe, un egemonia globale. Lo spirito radicale che informava le prime ipotesi di interpretazione dell Arte Povera, definendole di guerriglia 2, corrisponde va a un ingenuo spirito di ribellione al presente e futuro dominio. Non certamente da un punto d i vista locale contro il globale, ma da una prospettiva che, nutrendosi nell humus ribollente che alimenter

Dal catalogo: testo del curatore le vicende degli anni sessanta, cercava di reagire contro l espansione di un contr ollo che non era solo economico e culturale, ma principalmente linguistico, perch affidato all o status conservativo della pittura, dall Action Painting alla Pop Art. Il discorso dei singoli contributi artistici immetteva, date le diversit individu ali, il tema dell ibrido, cos che l arte arrivasse a comprendere in s la mescolanza e la commistione di elemen ti, eterogenei e discordanti, quanto tutte le forme di espressivit visuale, che non potevano pi e ssere confinate alla piatta tela o alla costruzione elementare volumetrica, attuata co n materiali tradizionali e industriali. Un argomento di espansione verso tutte le possibili materie trovat e , senza giudizio di valore plastico e ottico, che diventa fondamentale negli anni ottant a perch si lega a un pensiero aperto a tutte le situazioni e le condizioni operative, tanto da divent are un modo di pensare e di filosofare, in cui oggi un artista pu adottare, in simultanea, qualsiasi tip o di segno o di materiale e di linguaggio, arrivando a includere, senza escludere pittura e scul tura, anche tutte le altre arti e tutte le altre tecniche. L intento di coprire il gap tra le differenze e superare i confini per creare un est etica senza limiti, anche performativa, un passo linguistico importante, tanto che viene praticato i mmediatamente in Arte povera pi Azioni povere 3. Mentre un altro attestato, in cui l ibrido tra mater ie praticato come uscita dal territorio tradizionale dell arte, il crossover tra le arti che ar tisti come Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini e Mario Merz verranno a prati care entrando nel territorio del teatro e della fotografia, della performance e dell architettura, c os da muoversi in un mondo multilinguistico. Nel caso di Alighiero Boetti, lo sconfinamento arriva a includere la marginalit culturale, quella dell artigianato afgano, a Kabul, che indica gi un muoversi seppu r all epoca inconscio verso un formalismo postcoloniale, in cui l arte si fa mescolanza tra lo cale e globale. Un osmosi che comporta una crosspollination di soggettivit e di identit che si svilu ppano fuori e senza casa estetica: un primo tentativo di arte transnazionale. Seppur bas ato su una relazione inevitabilmente iniqua, incentrato sul potere dell economia, il risultat o certamente di rivalutazione e di ricezione del fare dell altro, quanto meno di una ricerca di di alogo. Ma prima di parlare di aggancio alle zone globali, l Arte Povera sembra essere sta ta fondamentale per la ricerca di contatto e di scambio, diretto e complice, con le vicende arti stiche di oltre Atlantico. Quindi una prima uscita dal territorio europeo, in cui erano rimaste circoscritt e le avanguardie storiche, dal Cubismo al Surrealismo e al Realismo, operanti dalla Spagna alla Russia: un en

trata in una dimensione oltre-oceanica. Non una difesa dei confini e delle identit, ma una sor tita verso una visione non solo acquea e terrestre ma aerea, che accelerasse gli intrecci e com prendesse poli allora lontani. Da tale spinta scaturita la necessit di dialogare e di confrontarsi, da europei, con gli artisti e i teorici americani, quanto il tentativo di mettersi sullo stesso piano di potere estetico, tanto da attuare uno scambio paritetico4 che non era ancora avvenuto in pieno. Prima a causa del dominio francese che aveva segnato tutta la met del secolo e dopo, dal dopoguerra agli an ni sessanta, a causa dell Action Painting che, con l Espressionismo Astratto e le successive ricerc he pop e minimal, aveva avuto la predominanza sul mercato e sull informazione. Un muoversi che, in conseguenza di una visione sferica del mondo artistico, iniz ia ad assumere l intera mappatura terrestre come corpo di produzione estetica ed espressiva, tant o da connetterne le citt in diversi stati, quanto continenti e oceani5. Non un caso che questa vis ione aerea in arte si sviluppi proprio all epoca in cui artisti come Michael Heizer, Walter De M aria, Robert Smithson, Richard Long e poi Nancy Holt e Dennis Oppenheim si avventurano, dopo una ricogn izione con l aeroplano, nei deserti e nelle pianure nevose per marcarle visualmente con int erventi effimeri e macroscopici. altres vero che questo allargamento territoriale, a partire dal 1 970, arriva a comprendere i contributi fondamentali dell arte in Giappone e in America Latina, nonch a interrogarsi sull assenza di altri continenti come l Asia e l Africa. Un riorientarsi storico e cul turale che tendeva sempre pi a introdurre culture visuali altre, non pi assunte come derivati , ma come narrazioni indipendenti e autonome. Tale tensione verso un orizzontalit dei territori geografici e linguistici comporta un ulteriore cambio di segno, specialmente per la storia dell arte. Questa, sino agli anni sessanta, p oneva le sue radici cognitive nel passato, con una visione retrospettiva che si focalizzava s u un preciso punto della storia e della tecnica. Era un indagine al microscopio sul reperto, gi inseri to in una trama di informazioni che arricchivano o che dovevano essere messe in discussione. Un pro cedere superspecialistico, da ieri a oggi, che, con l avvicinarsi agli anni novanta, entra in crisi perch si capisce che il passato una interpretazione del presente, ha solo valore in relazione all o ggi. In questa prospettiva la storia si fa dall oggi a ieri, secondo parametri interpretativi che si basano soltanto sugli artefatti umani, fuori da ogni valutazione formalista6. Inoltre, l avvento di un arte effimera e temporale, sempre pi protesa verso l evento, se non la piena performance, inevita bilmente fa

Dal catalogo: testo del curatore collassare l idea di un oggetto permanente che potr essere studiato nel futuro. Tog lie agli storici, come Giulio Carlo Argan, Leo Steinberg e Giuliano Briganti, che collegavano la s toria del passato con la storia del moderno, il tempo di analisi a distanza dei fatti e degli accadi menti. La nuova generazione di storici invece costretta a lavorare sul campo , e a mutare la sua strategia di indagine e di verifica, per passare dallo scavo archeologico e archivistico, alla registrazione in tempo reale, se non all anticipazione e alla previsione della storia, quasi un op erazione di preveggenza che azzera il giudizio a posteriori, per rischiare un giudizio a priori. Tale mu tamento di prospettiva temporale palesemente dettato da una globalizzazione che vede il cap itale d impresa (anche artistica) proteso ad anticipare i valori e le produzioni estetiche le qu ali, venendo imposte come universali , possono fruttare e rendere su ogni mercato del mondo. Dovendo lavorare su un evento, su quanto sta succedendo e non sar ripetuto, salta no tutti i riferimenti oggettuali, per cui si scatena un potenziamento degli strumenti documentari cine matografici e fotografici, come diversa concezione di registrazione temporale, da parte dei critici e degli storici contemporanei. Tra questi si pone l immediata inclusione, dagli anni settanta, del video come utensile di creazione estetica e artistica. L idea non pi di scoprire dati del passato, ma trattenere i dati del presente che tendono a scomparire e a dissolversi. Nasc e qui un altra osmosi che l Arte Povera, come gli altri movimenti paralleli, Conceptual Art, Land Art e Body Art, mette in circuito: la tattica di un apertura a tutti i media. Il trattenere le immagini, via medium, e riappropriarsene a piacere, quando nece ssario, fa s che l esperienza del fatto contemporaneo sia immediatamente storicizzata, per cui si c rea un ulteriore iato tra storia tradizionale dell arte e nuova storia dell attuale. Una volta accadu ta l esperienza diffusa, quasi in simultanea, dopo avere compiuto un minimo attraversamento del mercato delle gallerie private, dagli strumenti mediatici, quali giornali e riviste, televisio ni e radio, per passare poi a una pseudo-verifica dei musei e degli storici e a un vera valutazione da parte delle case d asta7. Siccome tutto ci non avveniva negli anni sessanta, la lettura storica di moviment i come l Arte Povera va riconsiderata perch la sua radicalit linguistica e poetica ha una divers a valenza ora che la determinazione dei valori affidata al global market per cui si pone il proble ma di una verifica della resistenza che tali ricerche hanno condotto contro questo inglobamento. Esistono ancora sacche di resistenza, come alcuni esempi di Land Art e di Earth Works, in territori sperduti dell America, oppure quali tipi di ricerche, in tutto il mondo, continuan o a opporsi a

questo annullamento? Si pongono testimonianze che non rientrano nella tipologia e nelle categorie estetiche che conosciamo, ma sono veri contributi al vedere e al percepire, fuor i dalla definizione obsoleta di arte ? Se assumiamo la possibilit di una storia dell arte globale , o sar possibile trovare esempi di questa attitudine in Senegal o in Guinea, in Pakista n o in Siberia, in Nigeria e in Arzebaijan, in Mongolia e a Haiti senza che questi risultino effett i indiretti delle vicende euroamericane, come successo per la recente Russkoe Bednoe sull Arte Povera in Russi a8, esempio di riappropriazione che non conduce fuori della tradizione? Si pu stender e un racconto storico che sia mutuamente leggibile e interpretabile, cos da trovare un altro te rritorio che escluda il giudizio e si riduca a parlare solo dell aspetto socio-economico della storia d ell arte? In tal senso le due polarit che l Arte Povera ha attraversato, l avanguardia e ora la mondia lizzazione, con il relativo mercato globale, possono funzionare da ambito di lettura per i futur i storici dell arte? tutto questo che ha portato nel 2011 a sollecitare l intervento di molti storici e critici d arte contemporanea sul soggetto dell Arte Povera, perch l ipotesi di uscire dalla univocit del discorso teorico interno al movimento e dalle polarit che si sono vissute sino a oggi, per entrare in una terza condizione che forse non si inserisce in un sistema controllato e definito , chiuso e coerente, ma si pu svolgere per discorsi e narrazioni parallele che non vengono mai a tocca rsi, perch provengono da tutte le culture e non intendono omogeneizzarsi in una sola. Se questo ipoteticamente possibile per quanto riguarda una raccolta di contribut i scritti, quale la logica che informa l evento mostra Arte Povera 2011 che attraversa tutto il terri torio italiano da Torino a Bari, via Milano, Bergamo, Bologna, Roma e Napoli? Il progetto di racco ntare le vicende dell Arte Povera, nella sua complessit e nella sua ampiezza, tali da comprendere tu tti i suoi protagonisti, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Mario M erz, Marisa Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Mi chelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, ha sempre comportato un senso di incompletezza , per ch l ipotesi di contenere tutte le problematiche sia storiche sia individuali, facend ole esperire in un medesimo territorio, stata quasi sempre impensabile. Inoltre le strutture museal i esistenti difficilmente riescono a offrire una visione anche parzialmente totale di alcune ricerche nate n egli anni sessanta, ad esempio la Minimal Art o la Land Art, cos come l Arte Povera, che non sono state mai sottoposte a una storicizzazione espositiva, perch gli spazi di un sing olo museo, sep

Dal catalogo: testo del curatore pur capiente, sono risultati estremamente insufficienti; si veda l esempio ridutti vo della mostra Zero to Infinity: Arte Povera 1962-1972 , nel 2001 alla Tate Modern di Londra. L atte nzione stata portata all oggetto sicuro e gestibile, venendo a negare l aspetto eversivo di quest e ricerche rispetto ai limiti del museo, che non ammette alcuna deroga ai limiti espositivi. Questi non includono, quindi escludono, l utilizzo di animali e di materiali pericolosi, dal gas al fuoc o, quanto la presenza di processi deteriorativi come la putrefazione della frutta o lo scioglimento de l ghiaccio e di materie organiche. Di fatto, l inclusione di qualsiasi processo vitale, quanto mor tale, negata dall istituzione museale che in teoria si dichiara in relazione al tempo dell esiste nza, ma esclude in pratica ogni procedimento partecipatorio che non sia controllato e legalizzat o, connesso alla sicurezza di un oggetto finito e immobile. E se le generazioni operanti dall inizio del ventunesimo secolo stanno inserendo l a partecipazione e la relazione con l arte, ad esempio Carsten Hller, Tobias Rehberger, Tino Sehgal, Rirkrit Tiravanija, Gabriel Orozco e Francis Als, l immissione di un esperienza a rischio del pubblico an cora una situazione rimossa e non praticata. I modelli partecipatori sono ridotti, ta nto che quando avvengono sono confinati. La consapevolezza di tali limitazioni, quanto la necessit di dare spazio a molte forme di soluzioni concreto-comportamentali, sviluppate nel tempo e nello spazio, secondo un percorso che variato e si modificato nei decenni, hanno spinto il progetto Art e Povera 2011 , a muoversi su diversi livelli di presentazione, da quello storico al contem poraneo, dal locale all internazionale, dal singolo al collettivo. Tuttavia questi attraversamenti mos si dall invito9 a fare una mostra a Milano, dove questa ricerca non era mai stata presentata nella sua completezza, non potevano essere costruiti n enucleati in un singolo edificio o territorio, pe r cui stato inevitabile iniziare a pensare a un arcipelago di musei e di ambienti, di spazi urbani e spa zi architettonici in cui poter concentrare alcuni aspetti, non tutti, delle molteplici storie dell A rte Povera. Tale narrazione, spezzata e dislocata, sembrata pi consona a mostrare in parallel o le pratiche della ricerca, come si sono sviluppate dal 1967 a oggi. L intento di offrire un co mpleto contributo espositivo e teorico su una ricerca che, sin dalla fine degli anni novanta, sta ricevendo rapidamente innumerevoli attenzioni teoriche e analitiche, quanto rivalutazioni sul piano li nguistico ed economico. Non si propone di creare un nuovo racconto dell Arte Povera, n di condur re un operazione celebrativa, piuttosto di concentrarsi sui diversi aspetti che danno consistenza a storie

multiple. Un momento di ripensamento e di messa in prospettiva storica che si pu considerare relativo , perch ancora condotto fuori dall universo accademico che continua a impegna rsi su interpretazioni locali e nazionalistiche10, non ancora relative a una storia glo bale. La necessit di sviluppare questo discorso nel grande arco del territorio italiano inoltre sollecitata dall ulteriore consapevolezza che la mondializzazione ridurr lentamente ma inesorab ilmente l Italia a un enorme comprensorio metropolitano. Se infatti si confronta il numero dei suoi abitanti, con qualsiasi quantit urbana in America Latina o in Cina, facile verificare che i l nostro paese non pi grande di due citt come Mexico City, in Messico, e San Paolo, in Brasile, mes se insieme; oppure equivalente a una media provincia cinese, come Anhui con i suoi cinquanta sette milioni circa di abitanti. Pertanto, la nozione di sistema museale costretta ine vitabilmente a considerare la sommatoria dei singoli musei, rispetto alla loro identit locale. E, sebbene og ni istituzione cercher di mantenere la sua identit e il suo legame con il territorio, sar sempre p i catapultata a mettersi in rete, senza emulazione, n protagonismo che non sia quello di una co nvergenza di interessi scientifici ed estetici. Ci significa che urgente iniziare11 a pensare una configurazione museale, su temi specifici, che comprenda molte citt e le loro istituzioni, in questo caso del contemporaneo, la rete riguarda soltanto: Torino, Milano, Bergamo, Bologna, Roma, Napoli e una futura istituzion e a Bari, a cui dovranno agganciarsi altre realt, gi esistenti, naturalmente con altre motivazioni a venire come Trento, Venezia, Prato, Nuoro, Catanzaro, Palermo e molte altre. Tale insieme, n el corso dei prossimi anni, sar assunto come un museo ad alta velocit , perch possibile tramite le nuove com unicazioni ferroviarie e aeree, quanto inevitabile per la futura trasformazione di regioni in nuove metropoli, come la Sicilia, la cui fortuna di essere posta al centro del Mediter raneo e quindi si presenta potenzialmente12 come fulcro di tutti gli scambi nell ambito degli assi t ra Nord e Sud, Europa e Africa, Est e Ovest. Per concludere, oltre a funzionare da soggetto comune condivisibile per la creazio ne di una vera rete di musei in Italia, che si nutra delle differenze per convergere sul risult ato internazionale e globale, come pu essere letto il messaggio sottinteso in un evento come Arte Pover a 2011 ? Forse come un invito a rileggere questo periodo storico, segnato da una totale d emocratizzazione dei segni e delle espressioni, in un contesto che oggi supera le polarit tra Euro pa e America: assumerlo come un punto estetico nella geografia globale che si venuta formando a partire

Dal catalogo: testo del curatore dall inizio del ventunesimo secolo. Per ottenere cosa? Certamente, oltre a una sua arricchita storicizzazione, una messa in sintonia con quelle ricerche povere che si sono venute costituendo nei paesi che erano stati definiti ai margini del sistema dell arte. Al tempo stesso un avvio di studio sull esistenza di una molteplicit di attitudini estetiche di base che, senza voler trovare risonanze altrove (queste rifletterebbero un ulteriore ritorno al passato, basato su un atti tudine comparativa, assunta dall alto, gi impostata su una derivazione ) possano permettere un contatto materico, non iconico n artistico in tutta la sfera terrestre. La storia dell arte che si avvia a essere globale sta iniziando infatti a dimostra re che tali connessioni sono sempre esistite costituendo percorsi paralleli, dove non si posta alcuna pr ecedenza. Una verifica delle configurazioni dei materiali, come professata dai suoi attori , che consideri l identit assolutamente autonoma di altre fatture, che non sono emerse per ragioni di forze economiche, politiche e culturali. Aspirazione a una rivalutazione delle vicende materiche (pe r evitare il termine artistico) di altri continenti, seppur coscienti di un evitabile condiz ionamento imperiale del nostro valutare e fare storia, perch legato alla conoscenza di un procedere e nergetico specifico nel tempo e nello spazio, come quello definito negli anni sessanta. Un aprirsi a una situazione sconosciuta, senza parametri, consapevoli che il risultato non potr co nfermare un egemonia n una centralit, piuttosto le rimuover completamente.

Biobibliografia essenziale sugli artisti Giovanni Anselmo Nato a Borgofranco d Ivrea il 5 agosto 1934, vive e lavora a Torino. Giovanni Anselmo, catalogo della mostra, 3 -18 ottobre, Galerie Sonnabend, Paris 1969. J.-C. Ammann (a cura di), Giovanni Anselmo, catalogo della mostra, 7 ottobre - 11 novembre, Kunstmuseum Luzern, Luzern 1973. J.-C. Ammann, G. Anselmo, M. Suter, T. Raspail (a cura di), Giovanni Anselmo, catalogo della mostra, 2 luglio - 6 ottobre, Muse de Peinture et de Sculpture, Grenoble 1980. Giovanni Anselmo, catalogo della mostra, 27 giugno - 22 settembre, ARC Muse d Art Moderne de la Ville de Paris, Paris 1985. Giovanni Anselmo, catalogo della mostra (Modena, Galleria Civica, Palazzina dei Giardini, 7 maggio -2 luglio; Lione, Muse d Art Contemporain, 5 ottobre -19 novembre), Galleria Civica-Muse d art Contemporain-Hopefulmonster editore, Modena-Lyon-Firenze 1989. G. Moure, G. Anselmo (a cura di), Giovanni Anselmo, catalogo della mostra, 3 maggio -17settembre, CGAC Centro Galego de Arte Contempornea, Santiago de Compostela 1995. Giovanni Anselmo, catalogo della mostra, 23 marzo -16 giugno, Muse d Art Moderne et d Art Contemporain, Nice 1996. M. Disch (a cura di), Giovanni Anselmo, ADV Publishing House, Lugano 1998. J. Watkins, G. de Werd (a cura di), Giovanni Anselmo, catalogo della mostra, (Kleve, Museum Kurhaus, 26 settembre 2004 -9 gennaio 2005; Birmingham, Ikon Gallery, 2 febbraio - 28 marzo 2005), Museum Kurhaus-Ikon Gallery, Kleve-Birmingham 2004. Giovanni Anselmo/Collectie-Uitdieping II, catalogo della mostra, 8 ottobre -21 novembre, SMAK Stedelijk Museum voor Actuele Kunst, Gent 2005. G. Maraniello, A. Viliani (a cura di), Giovanni Anselmo, catalogo della mostra (Bologna, Galleria d Arte Moderna, 26 maggio -27 agosto 2006), Hopefulmonster editore, Torino 2007. Alighiero Boetti Torino, 16 dicembre 1940 - Roma, 24 aprile 1994. Alighiero Boetti, dal 19 gennaio, Christian Stein,Torino 1967. J.-C. Ammann (a cura di), Alighiero e Boetti, catalogo della mostra, 12 maggio - 16 giugno, Kunstmuseum Luzern, Luzern 1974. A. Boetti (a cura di), Alighiero e Boetti, catalogo della mostra, dal 31 marzo, Galleria dell Ariete, Milano 1977.

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ottobre 2009 -7 febbraio 2010, CGAC Centro Galego de Arte Contempornea 16 aprile - 27 giugno 2010), MAMbo, Bologna - CGAC, Santiago de Compostela 2011. L. M. Barbero, (a cura di) Gilberto Zorio. X, Y Zorio, catalogo della mostra (Roma, Macro Museo d Arte Contemporanea Roma, 1 giugno - 11 ottobre 2010) Marsilio, Venezia 2011.

Le mostre Arte Povera International A cura di Germano Celant e Beatrice Merz Castello di Rivoli 9 ottobre 2011 19 febbraio 2012 A partire dal 9 ottobre 2011 il Castello di Rivoli presenta il proprio contribut o all ambizioso progetto curatoriale di Germano Celant Arte Povera 2011. La rassegna al Castello di Rivoli, Arte Povera International, curata insieme dal l ideatore della mostra e dal co-direttore del museo Beatrice Merz. Nelle sale auliche al primo e secondo piano della prestigiosa residenza sabauda, le opere storiche dei protagonisti del movi mento sono a confronto con altrettanti capolavori di artisti della scena internazionale dell ep oca. La maggior parte delle opere provengono da collezioni museali italiane e dalla fitta rete d i collezionisti privati che, sin dalla fine degli anni Sessanta, si occuparono di Arte Povera. La selezi one degli artisti internazionali avvenuta attraverso un accurata ricerca scientifica sulle mostre ch e tra il 1966 e il 1972 hanno visto l Arte Povera in dialogo con diverse e parallele correnti artisti che internazionali Le sale del castello ospitano un discorso autonomo di tutti i protagonisti dell Ar te Povera e un confronto con Vito Acconci, Carl Andre, Art & Language, Richard Artschwager, Joh n Baldessari, Robert Barry, Lothar Baumgarten, Bernd e Hilla Becher, Joseph Beuys, Mel Bochner , Bill Bollinger, Daniel Buren, James Lee Byars, Hanne Darboven, Gino De Dominicis, Nicola De Mari a, Jan Dibbets, Dan Flavin, Lucio Fontana, Hamish Fulton, Gilbert & George, Dan Graham, Rebecca Horn, Douglas Huebler, Joseph Kosuth, Barry Le Va, Sol LeWitt, Richard Long, Fau sto Melotti, Reinhard Mucha, Bruce Nauman, Maria Nordman, Dennis Oppenheim, Edward Ruscha, Re iner Ruthenbeck, Salvatore Scarpitta, Gerry Schum, Richard Serra, Robert Smithson, Ke ith Sonnier, Andy Warhol e Lawrence Weiner. La specificit della mostra al Castello di Rivoli data quindi dall incontro tra temi e poetiche sulla scena internazionale che vide il movimento italiano proiettato in uno scambio en tusiasta con i linguaggi e le modalit di dialogo degli altri movimenti e artisti del tempo. La grande energia messa in campo dalle proposte poveriste in ambito internazionale oggi idealmente ritorna nella citt in cui ebbero inizio e in uno dei musei che sin dalla propria fondazione ebb e aiuto e contributo di opere e lavoro proprio da parte degli artisti del movimento. Il ri torno di questa potente carica di pensieri, processi e materiali si concretizza in un excursus a mpio tra le risonanze

dell Arte Povera e le declinazioni solo apparentemente lontane di Land, Body e Con ceptual Art. Arte Povera International inaugura sabato 8 ottobre 2011, nell ambito delle manife stazioni per la 7a Giornata del Contemporaneo. Sede Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (Torino) Date 9 ottobre 2011 19 febbraio 2012 Orari di apertura da marted a venerd 10.00 17.00, sabato e domenica 10.00 19.00, chiuso il luned, 25 dicembre e 1 gennaio, 24 e 31 dicembre 10.00 17.00 Ingresso intero 6,50 ridotto 4,50 Informazioni +39 011 9565222 www.castellodirivoli.org, www.castellodirivoli.tv

Le mostre Arte povera alla GNAM A cura di Maria Vittoria Marini Clarelli e Massimo Mininni Galleria nazionale d arte moderna, Roma Dal 7 dicembre 2011 al 4 marzo 2012 La mostra Arte Povera alla Galleria nazionale d arte moderna a cura di Maria Vitto ria Marini Clarelli e Massimo Mininni si terr alla Galleria nazionale d arte moderna dal 7 dicembre 2011 al 4 marzo 2012. La mostra si inserisce nell ambito del circuito di musei d arte moderna e contempora nea italiana che da settembre 2011 partecipano alla mostra-evento Arte povera 2011 a cura di Germ ano Celant. In occasione del nuovo allestimento della Galleria nazionale d arte moderna, che p revede una fase di radicale riordinamento delle collezioni visibili nuovamente al pubblico dal 7 dicembre 2011, una particolare attenzione sar dedicata all Arte Povera con opere di Alighiero Boetti M imetico, 1966, (in prestito dal MAXXI), Luciano Fabro Buco, 1963-1966, Giulio Paolini Ennesima, 197 5-1988, Giuseppe Penone Spoglia d oro su spine d acacia, 2002, Michelangelo Pistoletto I visitatori, 1968, Jannis Kounellis Z 44, 1960; Senza titolo 1966 e Gilberto Zorio Senza titolo, 1967. Sar in oltre visibile al pubblico il nucleo monografico di Pino Pascali, attraverso l esposizione di 20 delle 27 opere in collezione. Il tributo del museo all Arte Povera si completa dunque riproponendo l a llestimento della sala che Palma Bucarelli, storica Soprintendente della Galleria nazionale d arte moderna ed estimatrice di Pascali, dedic all artista nel 1972, subito dopo la donazione delle sue opere da parte della famiglia. Il corpus ricostituito per quest occasione estremamente sign ificativo, sia per quantit sia per qualit e comprende, tra l altro, lavori celebri come Botole ovvero l avori in corso 1967, Ricostruzione del dinosauro 1966, Cornice di fieno 1967, L Arco di Ulisse 19 68. L intera vicenda dell acquisizione del corpus di opere di Pino Pascali stata trattat a da Barbara Tomassi in un saggio del catalogo dell esposizione Le Storie dell Arte edito da Electa . La cura scientifica di Maria Vittoria Marini Clarelli, autrice anche di un saggi o in catalogo sulla musealizzazione dell arte povera. L allestimento curato da Massimo Mininni. Sede Viale delle Belle Arti 131, Roma Ingresso per disabili: via Gramsci 73 Date 7 dicembre 2011 4 marzo 2012 Orari di apertura da marted a domenica 8.30 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45) chiuso il luned Ingresso intero 10 ridotto 8 Informazioni +39 06 32298221 www.gnam.beniculturali.it

Arte Povera in citt A cura di Germano Celant e Giacinto di Pietrantonio GAMeC, Galleria d Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo novembre 2011 - aprile 2012 Nell ambito del grande evento a cura di Germano Celant Arte Povera 2011 che si svo lger in diverse istituzioni museali da settembre 2011, il Comune di Bergamo e la GAMeC h anno aderito partecipando con un progetto - ancora in via di definizione - a cura di Germano Celant e Giacinto Di Pietrantonio che prevede il coinvolgimento degli artisti Giovanni Anselmo, Al ighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giuli o Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Gilberto Zorio Per la sede di Bergamo si scelto di dare particolare importanza alla possibilit d i allargare il territorio di intervento attinente all Arte Povera. A fianco di architettura interne ed ester ne dei musei italiani verr sperimentato anche il territorio urbano, cos da stabilire un dialogo , unico e spettacolare, tra le installazioni degli artisti ed il contesto ambientale di porte e chiostri , piazze e porticati, strade e torri di una citt. In tale prospettiva e con la volont di offrire un risu ltato sorprendente e certamente distintivo a tutto l evento, si sviluppato il progetto pensato per Berg amo Alta: Arte Povera in citt. Qui le opere dell Arte Povera saranno messe a confronto con una realt dal forte car attere storico della citt coinvolgendola e riconsegnandola al pubblico in una prospettiva inaspe ttata, in cui i monumenti di ieri funzioneranno come eco di risonanza dell arte di oggi. A tale sc opo saranno presentati, tramite il coinvolgimento diretto degli artisti, lavori recenti, se non totalmente nuovi, perch ideati appositamente per i luoghi scelti, cos da offrire una lettura inusual e e sorprendente sia del linguaggio visivo sia del contesto ambientale. In questo modo la struttu ra urbanistica e alcuni dei luoghi pi celebri di Bergamo Alta, per la loro particolare bellezza, i mportanza storica e posizione strategica nel tessuto urbano, potrebbero costituire i territori in cui installare le opere degli artisti dell Arte Povera.

Le mostre Arte Povera pi Azioni Povere 1968 A cura di Germano Celant e Eduardo Cicelyn Museo MADRE, Napoli dall 11 novembre 2011 Arte Povera pi Azioni Povere 1968 il titolo della mostra che in fase di preparazi one al MADRE e prevista l 11 novembre 2011 e che fa parte di Arte Povera 2011, una complessa ed articolata serie di esposizioni che aspirano a fare il punto su un percorso artistico strao rdinario e ancora attuale nella carica propulsiva e rivoluzionaria della sua poetica e della sua c arica sperimentale. Il coinvolgimento del MADRE nel circuito del grande progetto di Germano Celant f ondato sulla missione dell istituzione partenopea nei confronti dell arte contemporanea. No n si pu dimenticare per che nei soli sette anni di vita del MADRE sono stati proprio il s upporto e l entusiasmo degli artisti dell Arte Povera a dare un cruciale apporto alla fisionom ia del museo e al suo programma culturale ed espositivo. Le opere di Luciano Fabro e Jannis K ounellis, che insieme a Giovanni Anselmo, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone e Gilberto Zorio fanno parte integrante del percorso espositivo del museo, occupano un part icolare posto di rilievo nelle sale ambientate permanenti del primo piano; stanze in cui i prota gonisti dell Arte Povera sono intervenuti direttamente nello spazio, sui muri, sul soffitto e sul pavimento. A loro e a Marisa Merz e Alighiero Boetti, il MADRE ha dedicato inoltre negli anni delle mostre personali. La tappa di Napoli costituisce un contributo significativo nella ricostruzione s torica dell Arte Povera poich si ispira ad uno degli eventi pi importanti accaduto alla fine degli anni Se ssanta: la mostra svoltasi agli Arsenali di Amalfi nel 1968, grazie all interessamento e all attivit cu lturale di Marcello e Lia Rumma. Una rassegna nella quale, lavori, performances e dibattiti svoltisi in tre intense giornate all inizio di ottobre, contribuirono a foggiare l identit di un arte destinata ad uscire dai canoni e dai territori tradizionali in favore di un intervento diretto nella vit a e nel sociale. La mostra Arte Povera pi Azioni Povere 1968 che sar allestita nella splendida corn ice della Chiesa di Donnaregina annessa al Museo Madre a Napoli, aspira a ricostruire il c lima e la prassi artistica di quello straordinario evento. Per l occasione saranno esposte opere st oriche di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis , Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Gianni Piacentino, M ichelangelo

Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio. Sede Via Settembrini 79, Napoli Date 11 novembre 2011 aprile 2012 Orari di apertura tutti i giorni 10.30 14.30 (la biglietteria chiede un ora prima) chiuso il marted, gratuito il luned Ingresso intero 7 ridotto 3,50 Informazioni +39 081 1931301 www.museomadre.it

Le mostre Arte Povera 1968 A cura di Germano Celant e Gianfranco Maraniello MAMbo Museo d Arte Moderna di Bologna 24 settembre 26 dicembre 2011 Apre al MAMbo Museo d Arte Moderna di Bologna il 24 settembre la grande mostra event o Arte povera 2011 a cura di Germano Celant, che da settembre 2011 ad aprile 2012 protagonista in diverse e importanti istituzioni museali italiane. La mostra presentata al MAMbo, dal titolo Arte povera 1968, curata da Germano Ce lant e Gianfranco Maraniello, trae spunto da una delle prime esposizioni tenutasi propr io a Bologna nel 68 alla Galleria de Foscherari e offre una propria peculiare lettura delle origini dell Arte povera e dello specifico filone legato all editoria storica e attuale. Vengono presentate a l pubblico alcune delle opere esposte durante la mostra storica cos come altre che testimoniano del l attivit svolta dagli artisti negli anni, cui si aggiunge una selezione di materiali edit oriali concernente il movimento e i suoi contributi linguistici. Il percorso espositivo prende avvio con uno spazio introduttivo dal titolo Gli a rtisti dell Arte povera fotografati da Paolo Mussat Sartor -1968-1987 in cui visibile una selezione di r itratti realizzati dal grande fotografo. Successivamente il visitatore accede all imponente Sala dell e Ciminiere, in cui sono esposti nella parte centrale e in quella sinistra lavori di Anselmo, Bo etti, Calzolari, Fabro, Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Pascali, Paolini, Penone, Pistoletto, Prini e Zorio, tra cui alcuni gi in mostra nel 1968 da de Foscherari. Dal lato destro della sala si acced e alla sezione Bologna 1968, specificamente dedicata alla mostra storica, con documenti origina li e opere di Mario Ceroli, Alighiero Boetti e Gianni Piacentino. L area successiva I libri secondo l Arte povera 1966-1980, a cura di Giorgio Maffei e Corraini Edizioni completamente dedicata all editoria. L esposizione si conclude con il film documenta rio Arte povera (2000, durata 28 30 ), a cura di Beatrice Merz e Sergio Ariotti, edito da Hop efulmonster. Per tutta la durata della mostra, il MAMbo ospita una serie di incontri legati a gli specifici temi affrontati e volti a presentare i progetti editoriali che il museo ha dedicato a d alcuni esponenti dell Arte povera. Sede Via Don Minzoni 14, Bologna Date 24 settmbre 26 dicembre 2011 Orari di apertura marted, mercoled e venerd dalle 12.00 alle 18.00 gioved dalle 12.00 alle 22.00 sabato, domenica e festivi dalle 12.00 alle 20.00

Ingresso intero 6 ridotto 4 Informazioni +39 051 6496611 www.mambo-bologna.org

Le mostre Omaggio all Arte Povera a cura di Anna Mattirolo e Luigia Lonardelli MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo dal 7 ottobre 2011 all 8 gennaio 2012 Una grande mostra - evento per raccontare l Arte Povera a cura di Germano Celant c he a partire da settembre si svolger contemporaneamente, fino ad aprile 2012, in diverse e import anti istituzioni museali e culturali italiane, a Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino. A Roma il MAXXI e la Galleria Nazionale d Arte Moderna presenteranno due momenti d i questa grande rassegna nata con l intento di esporre l intero percorso del movimento nato n el 1967. A partire dal 7 ottobre 2011 fino all 8 gennaio 2012 il MAXXI presenta Omaggio all A rte Povera: due grandi installazioni di Jannis Kounellis e di Gilberto Zorio in dialogo con Sculture di linfa di Giuseppe Penone, opera permanente all interno degli spazi del museo. Le ricerche di questi tre artisti partono tutte da una riflessione sulla materia e sugli elementi naturali primari dice Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte. Con questo omaggio i l MAXXI mette in luce una fase ulteriore del loro lavoro che li ha visti concentrarsi sulla re lazione con lo spazio. Il simbolismo delle loro opere pi recenti, continua a rendere questo movimento uno d ei lasciti pi importanti per le giovani generazioni di artisti italiani Sculture di linfa di Penone, parte della collezione del MAXXI Arte, sintetizza c on il suo dialogo fra elementi artificiali e naturali, una delle ricerche alla base del movimento pove rista. L installazione di Kounellis (Senza titolo) che accoglier i visitato nell ingresso del museo, con il s uo affastellamento di lamiere, simbolo di una cultura ancestrale che vede nel ferro e nella juta ma teriali capaci di richiamare energie primigenie. La sua potenza evocatrice ridisegna l atrio del mus eo entrando in muto colloquio con il luogo espositivo. Anche l opera di Zorio Canoa Roma proge ttata per questa occasione e sospesa davanti alla grande vetrata del piano superiore del m useo, coinvolge visivamente la Piazza esterna stabilendo una relazione luminosa e sonora. Tutti i lavori saranno come catalizzatori di energia, rendendo visibile il legam e che unisce il MAXXI alla gente. Canoa Roma di Gilberto Zorio nasce dalla partnership che UniCredit ha stretto co n il MAXXI per favorire la divulgazione della ricerca sulle arti visive moderne e contemporanee verso il pubblico, attraverso la promozione dei linguaggi dell arte. Per la realizzazione dell opera di Zorio si ringrazia per la collaborazione la gal leria OREDARIA Arti Contemporanee, Roma.

Sede Via Guido Reni 2, Roma Orari di apertura marted, mercoled, venerd, domenica 11.00 -19.00 gioved e sabato 11.00 - 22.00 (la biglietteria chiude un ora prima del museo) chiuso i luned, 1 maggio, 25 dicembre Ingresso intero 11 ridotto 8 Informazioni +39 06 39967350 www.fondazionemaxxi.it

Le mostre Arte Povera in Teatro A cura di Germano Celant e Antonella Soldaini Teatro Margherita, Bari 15 dicembre 2011 11 marzo 2012 Nella prospettiva di un attivit espositiva che intende mettersi in relazione alle m anifestazioni che segnano il territorio museale italiano, il Comune di Bari ha pensato di relazion arsi al grande evento Arte Povera 2011, commissionando una mostra per il Teatro Margherita che si aprir dal 15 dicembre 2011 e il cui titolo Arte Povera in Teatro. L evento, che comprend er opere di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Mari o Merz, Marisa Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelang elo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, rappresenter l occasione di una rilettura del contes to architettonico, quanto l indicazione di un futuro inserimento del Teatro Margherita nel sistema de lle istituzioni culturali italiane. Nel dettaglio, essendo stato scelto l imponente Teatro Margher ita come spazio di partecipazione ad Arte Povera 2011, il curatore Germano Celant, con Antonella Soldaini, ha pensato di progettare una selezione di opere che potessero mettersi in dialogo c on il percorso ambientale dell edificio costruito all inizio del secolo in stile liberty, parzialme nte distrutto dopo un devastante incendio e ora in via di definizione funzionale e culturale. nata cos l idea di Arte Povera in Teatro, dove i lavori dei singoli artisti si adat teranno alle strutture ancora totalmente indefinite dell ingresso e delle balconate, delle vera nde e delle scale, in modo che la presentazione della grande sfera di carta straccia compressa del diametro di 5 metri di Pistoletto si inserisca sorprendentemente nel percorso espositivo. Stes so discorso per la canoa dal forte sibilo di Zorio, affinch si innesti nella cupola del foyer, o ancora per l albero di Penone e i numeri di Fibonacci di Mario Merz, affinch funzionino da fulcri di un arcipelago di punti energetici, insieme ad altre installazioni specifiche di Fabro, Anselmo, M arisa Merz e di Cazolari, che entreranno anche in dialogo con l opera di Kounellis Senza titolo, g i presente dal 2010 all interno del Teatro Margherita. Un insieme sorprendente e inconsueto che c on l aggiunta di lavori di Boetti, Prini, Paolini, e Pascali, intende offrire una visione spet tacolare dell Arte Povera. Sede Piazza Quattro Novembre, Bari Date 15 dicembre 2011 11 marzo 2012 Orari di apertura da marted a domenica 11.00 - 13.00 / 17.00 - 21.00 chiuso i luned

Ingresso libero Informazioni 800 018 291 www.comune.bari.it

Le mostre Arte Povera 1967 - 2011 A cura di Germano Celant Triennale di Milano 24 ottobre 2011 29 gennaio 2012 Dal 25 ottobre 2011 si tiene presso la Triennale di Milano Arte Povera 1967-2011 . La Triennale di Milano presenta per la prima volta a Milano una rassegna antolog ica sul movimento: in uno spazio di circa 3000 metri quadrati in cui sono esposte oltre cinquanta o pere, la mostra vuole testimoniare l evoluzione del percorso artistico a partire dal 1967 fino al 2011. In particolare a Milano, in Triennale, il pubblico potr percepire come tale ricer ca si modificata nel corso del tempo, passando da una presentazione di elementi che all inizio pres entavano una grande compressione materica perch affidata a entit segniche primitive come fuoco e pietre, carbone e igloo, ghiaccio e vegetale, piombo e gesso, tubo fluorescente e vetro, nylon e specchio, acqua e stoffa, ad articolazioni complesse e in grande scala dove il discorso li nguistico si sviluppa in un installazione che avvolge e confronta l osservatore e il visitatore cos da mett ere relazione corpo e oggetto, movimento e architettura. Di sala in sala e di piano in piano le persone arriveranno a confrontarsi con Ja nnis Kounellis con cumuli di pietre, di carbone e di tele grezze quanto con una porta murata e una sequenza di superfici metalliche, attraversate da fiori e da cere, da cotone e da ferro, mentre con Mario Merz si troveranno dinanzi gli intrecci sorprendenti di tele e oggetti, attraver sati dal neon, e il grande igloo di vetri e di fascine nonch il tavolo a spirale in cui l artista ha vo luto significare una potenziale coesistenza, quanto un drammatico scontro tra societ artigianale e ind ustriale. A tali momenti di intensit iconica e energetica, corrispondono la convergenza e la sintonia tra le articolazioni puriste e formali, ad immagine di cubo e di struttura ortogonale, in ottone, di Luciano Fabro e le riflessioni sulle icone plastiche, tipo la colonna e le sue variazion i nello spazio di Giulio Paolini. A questo arcipelago contribuisce Michelangelo Pistoletto che sin dall ini zio del suo lavoro si impegnato sul tema della pittura come strumento di riflessione e di moltiplic azione della realt esterna. Nell ambito della stessa pluralit di approcci sia concettuali che mat eriali all arte si inseriscono anche gli assemblaggi di piombo e di ghiaccio, di scritte e di fo glie di tabacco prodotti da Pier Paolo Calzolari. Qui la ricerca per un equilibrio quasi sublime tra forme e vicende energetiche, che si legano all atmosfera dell ambiente quanto al contesto architetto

nico. Il piacere di un racconto personale e intimo, condotto con materiali fragili come il filo d i nylon e le foglie secche, i frammenti di tronco o la morbida creta segnano il percorso di Marisa M erz che partita da una scarpetta con cui segnare una distesa di morbida sabbia, nel tempo, appro data a storie articolate e complesse, generate dall incontro di frammenti di vita e di citt. La m essa in immagine di percorsi effimeri e leggeri accomuna Pino Pascali e Alighiero Boetti che si s ono impegnati in una narrazione iconica del loro mondo fantastico e avventuroso. Il primo tracciando universi archetipi di animali preistorici o di momenti naturali primari, come il dinosauro o l orca, quanto il mare o i campi arati, mentre il secondo ha continuamente pensato il suo nomadismo, fisico e filosofico, traducendolo in scritture e oggetti che riflettessero il flusso della vita e dei luoghi attraversati, spesso magici e mitici.Un racconto inventato e mnemonico a cui si contrappone il silenzio e l assenza degli standards apprezzati da Emilio Prini che ha sempre indirizzato la sua attenzione estetica e linguistica sulle componenti primarie ed essenziali e quasi sempre im materiali, dell azione e del contesto ambientale. Infine le opere di Giovanni Anselmo e di Gi useppe Penone che portano l attenzione su motivi cosmici che si rifanno a una crescita arcaica, quanto naturale dei materiali litici e lignei: un procedere concreto sulle origini e sugli itine rari delle sostanze che formano il mondo. Processi scultorei, in sintonia con il cosmo, che in Gilberto Zorio si traducono in entit simboliche, come la stella o il giavellotto, strumenti di collegamento tra cielo e terra, quanto patrimonio di conoscenza sull energia che si sviluppa dai rapporti luminosi del si stema stellare. Sede Viale Alemagna 6, Milano Date 25 ottobre 2011 29 gennaio 2012 Orari di apertura da marted a domenica 10.30 - 20.30 gioved e venerd 10.30 - 23.00 chiuso i luned Biglietti intero 8 ridotto 6,50 Informazioni +39 02 7243 41 www.triennale.org

scheda catalogo www.electaweb.com a cura di Germano Celant Arte Povera 2011 Catalogo Electa Formato cm 17x24 Pagine 690 Illustrazioni 60 0 circa Prezzo in libreria euro 50 A cura di Germano Celant Sommario Oltre il 2011 Germano Celant Scambi transatlantici: il contesto internazionale dell Arte Povera Robert Lumley La ricostruzione della natura Gli imperativi artigianali e rurali dell Arte Povera Nicholas Cullinan L Arte Povera un umanismo Eduardo Cicelyn Ripensando l Arte Povera Claire Gilman Scriverne: appunti per una storia dell Arte Povera Gianfranco Maraniello I Tutto di Giovanni Anselmo Gabriele Guercio Alighiero Boetti Gloria Moure Pier Paolo Calzolari, vorrei far sapere che... Denys Zacharopoulos La vita una serie di azioni. Arte Povera Anna Costantini a Genova e a Bologna

Amalfi.

Arte povera pi Azioni povere

Angelo Trimarco Geologia e geografia del nuovo: l Arte Povera e il contesto romano Luca Massimo Barbero Fabro torna Fabro Daniel Soutif

scheda catalogo Jannis Kounellis Thomas McEvilley Mario Merz. Qualche questione aperta Angela Vettese Mappa trasversale, ovvero appunti per una sintetica cronistoria 1968-1970 Beatrice Merz Percorsi attraverso l Arte Povera negli Stati Uniti. 1966-1972 Lara Conte L angoscia dell influenza Massimiliano Gioni Marisa Merz Richard Flood Buon compleanno Giulio Paolini Pino Pascali nell Arte Povera Antonella Soldaini La musealizzazione/museificazione dell Arte Povera Maria Vittoria Marini Clarelli 2000-2010: una progressione internazionale L Arte Povera nelle collezioni museali Marcella Beccaria Arte nell Arte: Arte povera al MAXXI Anna Mattirolo Ordine e disordine della storia Giacinto Di Pietrantonio Giuseppe Penone o il tempo palpabile Didier Semin Michelangelo Pistoletto come artista Giorgio Verzotti

Emilio Prini. Un viaggio senza compromessi Hans Ulrich Obrist Gilberto Zorio Ester Coen Pagine d artista Mario Codognato Media immateriali per materializzare il tutto Fotografia e film nell Arte Povera Francesca Pola L aspetto performativo dell opera d arte Mirta d Argenzio Arte povera, ipotesi teatrali Maria Teresa Roberto Cronologia 1967-2011 a cura di Chiara Costa Elenco delle illustrazioni Elenco delle opere in mostra

Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea Il Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea, inaugurato nel 1984 per iniziati va della Regione Piemonte, il primo esempio in Italia di gestione pubblico-privata di istituzione culturale e museale. Attualmente sono sponsors istituzionali del Museo, oltre alla Regione Piemonte, la Fondazione CRT, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino, la Citt di Torino e UniCredit. Rudi Fuchs stato direttore del Museo dall apertura al 1990, successivamente gli su cceduta Ida Gianelli che rimasta in carica sino al dicembre 2008. E poi stata la volta de lla direzione ad interim di Carolyn Christov-Bakargiev conclusasi con la nomina, nel dicembre 200 9, degli attuali direttori Andrea Bellini e Beatrice Merz. Dal 1984 il Museo ha realizzato oltre centocinquanta rassegne d arte contemporanea , sia come proprie produzioni sia in collaborazione con istituzioni culturali internazional i e con i pi importanti musei, facendo conoscere le opere di oltre quattrocento artisti. Numerose sono s tate le personali dedicate a maestri dell arte moderna e ai protagonisti dell arte contemporanea. Sono stati organizzati oltre trecento eventi culturali: dal cinema al teatro, da lla musica alla danza. Il Museo ha realizzato rassegne teatrali in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino diretto da Luca Ronconi, ha ospitato produzioni di Teatro Settimo diretto da Gabriele Va cis e della RAI con artisti come Vittorio Gassman. Pi recentemente il Museo ha ospitato spettacol i teatrali in collaborazione con Teatro Piemonte Europa. Oggi il Castello di Rivoli conosci uto in Italia e all estero come uno dei pi qualificati punti di riferimento per l arte contemporanea. Nel novembre 2003 si inaugurato, nell ambito del Castello di Rivoli, il Museo della Pubblicit, i l primo del suo genere in Italia Costituitasi a partire dal 1984, anno di apertura del Museo, la Collezione Perma nente del Castello di Rivoli viene costantemente arricchita grazie a nuove acquisizioni, donazioni e prestiti a lungo termine. Attualmente i lavori presenti in collezione sono oltre 300 tra opere e grandi installazioni di un centinaio di artisti. La Collezione documenta i momenti cruciali dello sviluppo dell arte contemporanea in Italia e all estero dagli anni Sessanta ad oggi. L apertura della Manica Lunga, destinata a lle mostre temporanee, ha permesso il riallestimento della Collezione sui due piani del Cas tello. L allestimento, in parte cronologico, rispecchia la complessit della vicenda artistica e la costa nte evoluzione del linguaggio espressivo dei suoi protagonisti. Il nuovo percorso, che tende alla r ealizzazione di sale monografiche, fa s che ciascuna sala rappresenti uno o pi momenti di ciascun artis

ta, oppure si offra come occasione di dialogo tra opere di artisti diversi. Le opere della Collezione vengono esposte a rotazione, nell intento di offrire una panoramica sull identit culturale de l Museo. La Collezione Permanente comprende un settore dedicato ai maestri della fotograf ia contemporanea e alle pi recenti tendenze e, dalla costituzione del Dipartimento P ubblicit e Comunicazione - Museo della Pubblicit, si arricchita della raccolta dei manifesti e video della RAI-Sipra. Nel 1999 la Fondazione CRT ha dato vita a un progetto mirato al rafforzamento de l sistema dell arte moderna e contemporanea nell area metropolitana di Torino, attraverso il supporto al Castello di Rivoli e alla GAM. L acquisizione di opere d arte, in un primo tempo prevalentemente italiane ed in seguito anche di artisti stranieri, ha rappresentato lo strumento privilegiat o per arricchire con opere attentamente selezionate le collezioni dei due musei. Per assicurare al pr ogetto la continuit e l agilit operativa necessarie stata costituita a fine 2000 la Fondazione per l Arte Moderna e Contemporanea CRT, che opera con la consulenza di un Comitato Scientifico intern azionale. REGIONE PIEMONTE FONDAZIONE CRT CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRI COLTURA DI TORINO CITTA DI TORINO UNICREDIT

Galleria nazionale d arte moderna e contemporanea La Galleria nazionale d arte moderna e contemporanea oggi un museo con due anime. Da un lato ha un legame con il passato dovuto al suo stretto rapporto con la storia cultura le dello Stato unitario italiano, del quale riflette le vicende compresa la fase preparatoria che corris ponde alla prima met dell Ottocento. Dall altro ha sempre guardato al presente, fin da quando stata istit uita, nel 1883, con la missione di occuparsi dell arte vivente . In quanto organismo statutario, la nascita della Galleria risale al 1883; il mus eo appartiene dunque al significativo momento storico in cui il nuovo Stato unitario pone mano alle fond amenta istituzionali del Paese, manifestando un attenzione adeguata e tempestiva anche per lo sviluppo di un arte nazionale . La sede attuale -dopo il primo trentennio presso il Palazzo delle Esposizioni co struito da Pio Piacentini proprio nel 1883 -, dal 1915, il monumentale ma arioso edificio di Cesare Bazzani realizzato per l esposizione che celebrava il cinquantenario dell Unit d Italia (1911), nell area allora suburbana fuori Porta del Popolo, oggi denominata Valle Giulia. La collezione viene allora sistemata seguendo un criterio di presentazione per s cuole regionali, ammettendo tuttavia anche opere di artisti stranieri presentate in esposizioni i taliane. Le opere infatti vengono acquistate alle grandi esposizioni nazionali e alla Biennale int ernazionale di Venezia e rappresentano il meglio delle tendenze allora ammesse all ufficialit: molto Veris mo, Simbolismo, Decadentismo Neorinascimentale, con qualche accenno al clima delle Secessioni. S i aggiungono alcuni importanti doni o lasciti di protagonisti dell Ottocento, prevalentemente e sponenti di scuole meridionali, come Morelli, Palizzi, Celentano. Negli anni che vanno dalla fine della prima alla fine della seconda guerra mondi ale, il panorama delle collezioni contemporanee accentua la fisionomia nazionale e regionale. Le acquisizioni per l Ottocento si dirigono su quelle scuole e quegli artisti nazionali prediletti dalla critica del momento, orientata verso l intimismo romantico: macchiaioli, divisionisti, Medardo Rosso. L edificio viene ampliato dallo stesso Bazzani nel 1933-34, ma i nuovi spazi ospit ano, fino al 1945, soltanto i cimeli della mostra del Decennale del Fascismo. La grande stagione della Galleria, che presto acquisir lo status autonomo di Sopr intendenza, si apre con la direzione di Palma Bucarelli (durata oltre trent anni, dagli anni di g uerra al 1975). In stretto collegamento con la scuola universitaria romana, prima di Lionello Venturi, poi di Giulio Carlo Argan, la Galleria va acquistando prestigio internazionale grazie ad una museografia di grande respiro che si esprime con esposizioni di straordinario rilievo e attualit (Picasso, Mondrian, P ollock, per ricordarne solo alcune), acquisti di opere di maestri internazionali del ventesimo secolo (

Mondrian, Modigliani, Moore, Pollock, per esempio) e di artisti italiani di punta (Burri, Colla, Capog rossi, Fontana, Manzoni, i cinetici). Degli anni Sessanta il riordinamento delle collezioni che colpisce per l abbondanza e per lo sforzo di completezza di documentazione dell arte del ventesimo secolo; una sfida, quella delle lacune per le avanguardie italiane e straniere, che molti all epoca avrebber o giudicato non superabile. Negli anni Settanta-Ottanta, la politica di acquisizioni volta a recuperare le m aggiori lacune nel settore dell Ottocento preunitario (la pittura storica romantica e purista con ese mpi di Palagi, Koch, Gastaldi, Ciseri, Franchi) e a ricevere tempestivamente in dono serie di opere d ei maestri italiani del ventesimo secolo (Balla, De Chirico e Guttuso tra gli altri); hanno inoltre luog o le acquisizioni di nuovi musei: case-museo di collezionisti del XIX e XX secolo (musei Praz e Boncompagni ) e atelier di artisti del XX secolo (musei Manz e Andersen). Un primo segno di rinnovata attenzione al contemporaneo veniva espresso nel 1995 dal Ministro Paolucci con l acquisto di un gruppo di opere degli anni Ottanta di esponenti dell aTransavanguardia e, nei confronti della generazione degli anni Novanta, dalla Soprintendente Sand ra Pinto, con l iniziativa promozionale denominata Partito preso , che aggiorna formule di incoraggiamento a g iovani artisti in uso all epoca della gestione Bucarelli. Dal 2004 la Galleria nazionale diretta dalla Soprintendente Maria Vittoria Marin i Clarelli. Le mostre svolte nel corso degli ultimi anni hanno riscosso notevole interesse da parte de l pubblico; dalla mostra del 2007 sul Simbolismo da Moreau a Gauguin a Klimt, sino a quella pi recente del 2011 sui Preraffaelliti e il Mito dell Italia nell Inghilterra Vittoriana, nella quale stata esposta una delle opere pi famose di Dante Gabriel Rossetti, la Venus Verticordia divenuta l opera-icona de lla mostra. Nel corso del 2011, l attuale Soprintendente ha avviato un nuovo allestimento dell a Galleria che prevede una fase di radicale riordinamento delle collezioni visibili nuovamente al pubblico dal 7 dicembre. Una particolare attenzione sar dedicata all Arte Povera con opere di Boetti, Fabro, Paolini, Penone, Pistoletto, Kounellis e Zorio. Nel 2012 sono in programmazione alcune mo stre di rilievo internazionale, tra le quali una su Andy Warhol e i media e una su Paul Klee e l I talia.

Il MAMbo il Museo d Arte Moderna di Bologna. Sede principale dell Istituzione Galleria d Arte Moderna, con 9.500 mq di superficie ,dispone di un patrimonio che supera le 4.000 opere, cui si aggiungono oltre 300 lavori di G iorgio Morandi, custoditi a Palazzo d Accursio dal Museo Morandi, la pi ampia e completa raccolta a l mondo di opere del maestro bolognese. Le altre sedi dell Istituzione sono Casa Morandi, luo go di vita e studio in cui l artista oper dal 1910 al 1964, il Museo per la Memoria di Ustica, s ede dell installazione permanente dell artista francese Christian Boltanski, testimonianza di una delle t ragedie pi discusse della storia italiana e Villa delle Rose, dal 1989 spazio espositivo es terno della Galleria d Arte Moderna. La Collezione Permanente del MAMbo ripercorre la storia dell arte italiana dal sec ondo dopoguerra a oggi, sostenendo al contempo le pratiche artistiche pi innovative. Attenzione a ll oggi e individuazione dei propri presupposti la storia del museo ha origine dalla Galle ria d Arte Moderna di Bologna (attiva dal 1975) - si ritrovano nei quattro principali indirizzi di ricerca su cui imperniata LA COLLEZIONE. Per una storia del Museo d Arte Moderna di Bologna: Arte e Ideologi a, Arte Astratta e Informale, Per una storia della GAM (1968-2008). Estratti e Focus on Contemporary Italian Art. Dal 2007 la programmazione delle mostre temporanee del MAMbo dedica ampio spazio a noti artisti italiani e internazionali in una prospettiva aperta alla ricerca e alla dialettica tra le opere e il contesto espositivo peculiare dell ex Forno del Pane (l edificio storico che lo ospi ta). Sono state portate avanti e proseguono tuttora tre macro-aree tematiche: Criticism, ovvero il percorso di riflessione e di indagine, iniziato nel 2006, sulla funzione, i linguaggi e le p ratiche del museo contemporaneo che ha coinvolto artisti quali Ryan Gander, Paolo Chiasera, Markus Schinwald, Ch ristopher Williams, Bojan Sarcevic, Adam Chodzko, Eva Marisaldi, Diego Perrone, Ding Yi, D eRijke/ De Rooij, Guyton\Walker, Natasha Sadr Haghighian, Trisha Donnelly, Sarah Morris, Seth Price e Matthew Day Jackson. Interferenza nella gravitazione universale, che mutuando il titolo da un opera di Giovanni Anselmo, pone l attenzione sulla stagione etica dell arte italiana con le grandi mostre dello stesso Anselmo, di Luigi Ontani, di Giuseppe Penone e di Gil berto Zorio. Visual Culture and After, ovvero l attenzione alla trasversalit dei linguaggi artis tici contemporanei, tema affrontato dal museo sin dall inaugurazione con Vertigo. Il secolo di arte of f-media dal Futurismo al web, e successivamente approfondito tramite diverse mostre e oltre un centinaio di eventi organizzati e ospitati che hanno spaziato tra cinema (mostra Fellini. Dal l Italia alla luna), libri,

design (mostra Dino Gavina. Lampi di design) musica, danza, scienza, spettacolo. www.mambo-bologna.org MAMbo - Museo d Arte Moderna di Bologna Il MAMbo il Museo d Arte Moderna di Bologna. Sede principale dell'Istituzione Galleria d'Arte Moderna, con 9.500 mq di superf icie, dispone di un patrimonio che supera le 4.000 opere, cui si aggiungono oltre 300 lavori di Giorgio Morandi, custoditi a Palazzo d Accursio dal Museo Morandi, la pi ampia e completa raccolta al mondo di opere del maestro bolognese. Le altre sedi dell Istituzione sono Casa Morandi, luogo di vita e studio in cui l artista oper dal 1910 al 1964, il Museo per la Memoria di Ustica, sede dell installazione permanente dell artista francese Christian Boltanski, testimonianza di una delle tragedie pi discusse della storia italiana e Villa delle Rose, dal 1989 spazio espositivo es terno della Galleria d Arte Moderna. La Collezione Permanente del MAMbo ripercorre la storia dell'arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi, sostenendo al contempo le pratiche artistiche pi innovative. Attenzione all oggi e individuazione dei propri presupposti la storia del museo ha origine dalla Galleria d'Arte Moderna di Bologna (attiva dal 1975) - si ritrovano nei quattro principali indirizzi di ricerca su cui imperniata LA COLLE ZIONE. Per una storia del Museo d Arte Moderna di Bologna: Arte e Ideologia, Arte Astratt a e Informale, Per una storia della GAM (1968-2008). Estratti , e Focus on Contempor ary Italian Art. Dal 2007 la programmazione delle mostre temporanee del MAMbo dedica ampio spazio a noti artisti italiani e internazionali in una prospettiva aperta alla r icerca e alla dialettica tra le opere e il contesto espositivo peculiare dell ex Forno del Pane (l edificio storico che lo ospita). Sono state portate avanti e proseguono tuttora tre macro-aree tematiche: Criticism, ovvero il percorso di riflessione e di indagine , iniziato nel 2006, sulla funzione, i linguaggi e le pratiche del museo contempor aneo che ha coinvolto artisti quali Ryan Gander, Paolo Chiasera, Markus Schinwald, Christopher Williams, Bojan Sarcevic, Adam Chodzko, Eva Marisaldi, Diego Perrone , Ding Yi, DeRijke/De Rooij, Guyton\Walker, Natasha Sadr Haghighian, Trisha Donnel ly, Sarah Morris, Seth Price e Matthew Day Jackson. Interferenza nella gravitazione universale, che mutuando il titolo da un'opera di Giovanni Anselmo, pone l'atten zione sulla stagione etica dell'arte italiana con le grandi mostre dello stesso Anselmo, di Luigi Ontani, di Giuseppe Penone e di Gilberto Zorio. Visual Culture and After, ovvero l'attenzione alla trasversalit dei linguaggi artistici contemporanei, tema affron tato dal museo sin dall'inaugurazione con Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web, e successivamente approfondito tramite diverse mostre e oltre un

centinaio di eventi organizzati e ospitati che hanno spaziato tra cinema (mostra Fellini. Dall Italia alla luna), libri, design (mostra Dino Gavina. Lampi di desig n ) musica, danza, scienza, spettacolo. www.mambo-bologna.org MAMbo sostenuto da: Focus on Contemporary Italian Art in partnership con: MAMbo - Museo d Arte Moderna di Bologna Il MAMbo il Museo d Arte Moderna di Bologna. Sede principale dell'Istituzione Galleria d'Arte Moderna, con 9.500 mq di superf icie, dispone di un patrimonio che supera le 4.000 opere, cui si aggiungono oltre 300 lavori di Giorgio Morandi, custoditi a Palazzo d Accursio dal Museo Morandi, la pi ampia e completa raccolta al mondo di opere del maestro bolognese. Le altre sedi dell Istituzione sono Casa Morandi, luogo di vita e studio in cui l artista oper dal 1910 al 1964, il Museo per la Memoria di Ustica, sede dell installazione permanente dell artista francese Christian Boltanski, testimonianza di una delle tragedie pi discusse della storia italiana e Villa delle Rose, dal 1989 spazio espositivo es terno della Galleria d Arte Moderna. La Collezione Permanente del MAMbo ripercorre la storia dell'arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi, sostenendo al contempo le pratiche artistiche pi innovative. Attenzione all oggi e individuazione dei propri presupposti la storia del museo ha origine dalla Galleria d'Arte Moderna di Bologna (attiva dal 1975) - si ritrovano nei quattro principali indirizzi di ricerca su cui imperniata LA COLLE ZIONE. Per una storia del Museo d Arte Moderna di Bologna: Arte e Ideologia, Arte Astratt a e Informale, Per una storia della GAM (1968-2008). Estratti , e Focus on Contempor ary Italian Art. Dal 2007 la programmazione delle mostre temporanee del MAMbo dedica ampio spazio a noti artisti italiani e internazionali in una prospettiva aperta alla r icerca e alla dialettica tra le opere e il contesto espositivo peculiare dell ex Forno del Pane (l edificio storico che lo ospita). Sono state portate avanti e proseguono tuttora tre macro-aree tematiche: Criticism, ovvero il percorso di riflessione e di indagine , iniziato nel 2006, sulla funzione, i linguaggi e le pratiche del museo contempor aneo che ha coinvolto artisti quali Ryan Gander, Paolo Chiasera, Markus Schinwald, Christopher Williams, Bojan Sarcevic, Adam Chodzko, Eva Marisaldi, Diego Perrone , Ding Yi, DeRijke/De Rooij, Guyton\Walker, Natasha Sadr Haghighian, Trisha Donnel ly, Sarah Morris, Seth Price e Matthew Day Jackson. Interferenza nella gravitazione universale, che mutuando il titolo da un'opera di Giovanni Anselmo, pone l'atten zione sulla stagione etica dell'arte italiana con le grandi mostre dello stesso Anselmo, di Luigi Ontani, di Giuseppe Penone e di Gilberto Zorio. Visual Culture and After, ovvero

l'attenzione alla trasversalit dei linguaggi artistici contemporanei, tema affron tato dal museo sin dall'inaugurazione con Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web, e successivamente approfondito tramite diverse mostre e oltre un centinaio di eventi organizzati e ospitati che hanno spaziato tra cinema (mostra Fellini. Dall Italia alla luna), libri, design (mostra Dino Gavina. Lampi di desig n ) musica, danza, scienza, spettacolo. www.mambo-bologna.org MAMbo sostenuto da: Focus on Contemporary Italian Art in partnership con: MAMbo - Museo d Arte Moderna di Bologna Il MAMbo il Museo d Arte Moderna di Bologna. Sede principale dell'Istituzione Galleria d'Arte Moderna, con 9.500 mq di superf icie, dispone di un patrimonio che supera le 4.000 opere, cui si aggiungono oltre 300 lavori di Giorgio Morandi, custoditi a Palazzo d Accursio dal Museo Morandi, la pi ampia e completa raccolta al mondo di opere del maestro bolognese. Le altre sedi dell Istituzione sono Casa Morandi, luogo di vita e studio in cui l artista oper dal 1910 al 1964, il Museo per la Memoria di Ustica, sede dell installazione permanente dell artista francese Christian Boltanski, testimonianza di una delle tragedie pi discusse della storia italiana e Villa delle Rose, dal 1989 spazio espositivo es terno della Galleria d Arte Moderna. La Collezione Permanente del MAMbo ripercorre la storia dell'arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi, sostenendo al contempo le pratiche artistiche pi innovative. Attenzione all oggi e individuazione dei propri presupposti la storia del museo ha origine dalla Galleria d'Arte Moderna di Bologna (attiva dal 1975) - si ritrovano nei quattro principali indirizzi di ricerca su cui imperniata LA COLLE ZIONE. Per una storia del Museo d Arte Moderna di Bologna: Arte e Ideologia, Arte Astratt a e Informale, Per una storia della GAM (1968-2008). Estratti , e Focus on Contempor ary Italian Art. Dal 2007 la programmazione delle mostre temporanee del MAMbo dedica ampio spazio a noti artisti italiani e internazionali in una prospettiva aperta alla r icerca e alla dialettica tra le opere e il contesto espositivo peculiare dell ex Forno del Pane (l edificio storico che lo ospita). Sono state portate avanti e proseguono tuttora tre macro-aree tematiche: Criticism, ovvero il percorso di riflessione e di indagine , iniziato nel 2006, sulla funzione, i linguaggi e le pratiche del museo contempor aneo che ha coinvolto artisti quali Ryan Gander, Paolo Chiasera, Markus Schinwald, Christopher Williams, Bojan Sarcevic, Adam Chodzko, Eva Marisaldi, Diego Perrone , Ding Yi, DeRijke/De Rooij, Guyton\Walker, Natasha Sadr Haghighian, Trisha Donnel ly, Sarah Morris, Seth Price e Matthew Day Jackson. Interferenza nella gravitazione universale, che mutuando il titolo da un'opera di Giovanni Anselmo, pone l'atten

zione sulla stagione etica dell'arte italiana con le grandi mostre dello stesso Anselmo, di Luigi Ontani, di Giuseppe Penone e di Gilberto Zorio. Visual Culture and After, ovvero l'attenzione alla trasversalit dei linguaggi artistici contemporanei, tema affron tato dal museo sin dall'inaugurazione con Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web, e successivamente approfondito tramite diverse mostre e oltre un centinaio di eventi organizzati e ospitati che hanno spaziato tra cinema (mostra Fellini. Dall Italia alla luna), libri, design (mostra Dino Gavina. Lampi di desig n ) musica, danza, scienza, spettacolo. www.mambo-bologna.org MAMbo sostenuto da: Focus on Contemporary Italian Art in partnership con:

Museo d Arte Contemporanea Donna Regina MADRE Il Museo d Arte Contemporanea Donnaregina MADRE sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologic o Nazionale e dall Accademia di Belle Arti (Galleria d Arte Moderna), l dove si sviluppa l antico qua rtiere di San Lorenzo. Il Museo deve il proprio nome all edificio che lo ospita, il Palazzo Donnaregina, che sorge vicino al Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi (XIII secolo) e poi ampli ato e ricostruito nel 1325 dalla Regina Maria d Ungheria, moglie di Carlo II d Angi. Dell antico compless o conventuale rimangono oggi solo due chiese: la chiesa omonima che si affaccia su piazza Donn aregina, costruita in epoca barocca, e la chiesa trecentesca di Donnaregina vecchia in stil e gotico, oggi aperta al pubblico in occasione di mostre ed eventi speciali organizzati dal Mus eo. Nel marzo 2003 il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e la Conferenza Uni ficata delle Regioni e degli Enti Locali siglano il Patto per l Arte Contemporanea, volto a favorire l in cremento del patrimonio pubblico, deliberando l individuazione di una rete di centri d eccellenza per la pro mozione dell arte contemporanea. In accordo con quanto stabilito da questo accordo, nel 20 05 la Regione Campania acquista il Palazzo Donnaregina con fondi della Comunit Europea con l inte nto di costituire il primo Museo regionale in Campania in grado di confrontarsi con gli istituti m useali di livello internazionale. Il 10 giugno 2005 il MADRE inaugura i suoi spazi con l apertura de gli allestimenti site specific nelle sale del primo piano. Segue, nel dicembre 2005, l inaugurazione della collezione storica ospitata al sec ondo piano. In fine, nell aprile 2006 la grande mostra antologica dedicata a Jannis Kounellis seg na l apertura al pubblico delle sale del terzo piano destinate alle esposizioni temporanee. Da allora sono state realizzate importanti mostre monografiche dedicate a Bruce Nauman, Rachel Whiteread Marisa Merz, Alighiero Boetti Piero Manzoni, Luciano Fabro, Robert Rau schenberg, Georg Baselitz, Francesco Clemente, Franz West cos come omaggi ad artisti emergen ti, nel panorama italiano, come Claude Closky o affermati quali Antony Gormley i quali s ono stati invitati a proporre installazioni ad hoc per l imponente cortile interno del MADRE Il Museo MADRE ha inoltre aderito a diverse iniziative in collaborazioni con enti territoriali qua li il Comune, gli Assessorati, le Soprintendenze, le gallerie e le istituzioni partenopee con un ruolo attivo d i contenitore di eventi grazie ai suoi eleganti e molteplici spazi, ma anche di istituzionepar tecipe e propositiva per l attivit culturale di Napoli.

http://www.museomadre.it

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo Il MAXXI il primo museo nazionale dedicato alla creativit contemporanea ed gestit o da una Fondazione costituita nel 2009 dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e presieduta da Pio Baldi. E pensato come un polo pluridisciplinare destinato alla sperimentazione e all innov azione nel campo delle arti, dell architettura e di ogni manifestazione espressiva del nostro tempo: fotografia, design, formazione, programmi per l infanzia, conferenze, seminari, rassegne cinem atografiche, performance dal vivo. Nel MAXXI, la cui sede progettata da Zaha Hadid ha ridiseg nato lo skyline del quartiere Flaminio, risiedono due musei: il MAXXI Arte (diretto da A nna mattirolo) e il MAXXI Architettura (diretto da Margherita Guccione). Il MAXXI possiede un auditorium, spazi destinati a eventi e attivit didattica, ol tre a due caffetterie, un ristorante, due bookshop e la grande piazza di accesso, con zona wi-fi, che a nche un luogo pubblico per eventi, opere site specific e iniziative correlate. Il MAXXI B.A.S.E. (Biblioteca, Archivi, Studi, Editoria), che ha sede nell edifici o di fronte al museo, costituisce il centro di ricerca del MAXXI. articolato nelle due sezioni di Arte e Architettura e comprende la Biblioteca e la Mediateca, l Archivio del Contemporaneo, l Archivio fot ografico del MAXXI Arte, il terminale del Centro Archivi di Architettura. Le collezioni permanenti dei due musei, esposte a rotazione contemporaneamente a mostre temporanee, sono incrementate sia attraverso l acquisizione diretta di opere che t ramite progetti di committenza, concorsi tematici, premi rivolti alle giovani generazioni, donaz ioni, affidamenti. Fanno parte della collezione del MAXXI Arte oltre 300 opere, tra cui quelle di A lighiero Boetti, Francesco Clemente, Anish Kapoor, William Kentridge, Mario e Marisa Merz, Giusep pe Penone, Cristiano Pintaldi, Gerard Richter. Della collezione del MAXXI Architettura fanno parte gli archivi dei disegni di m aestri del Novecento italiano quali Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pier Luigi Nervi, progetti e opere di a rchitetti contemporanei come Toyo Ito, Italo Rota e Giancarlo De Carlo e una collezione di fotografia di autori tra cui Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Mimmo e Francesco Jodice, Guido Guidi. Al Museo sono stati conferiti quattro importanti Premi internazionali: Conde Nast Traveller s Innovation & Design Awards, Londra, maggio 2010 RIBA European Award, Londra, giugno 2010, approdato alla vittoria del RIBA Stirling Prize (Royal Institute of British Architects), Londra, ottobre 201 0 WAF World building of the year, 2010, World Architectural Festiva), Barcellona, novembre 2010 Ha inoltre ricevuto la nomination per il Best New Public Building 2011, Wallpape r Design Awards, ed stata selezionata tra i sei finalisiti per il European Union Prize for Contem porary Art 2011, organizzato dalla Fondazione Mies van der Rohe di Barcellona.

Il MAXXI, aperto al pubblico dal 30 maggio del 2010, stato visitato da circa 500 mila persone e ha stretto collaborazioni internazionali con le principali istituzioni internaziona li: il MoMA di NY (YAP Young Architects Program), il Philadelphia Museum of Art (mostra su Michelangelo Pistoletto, fino al 15 agosto 2011); il RIBA (Royal Institute of British Architects), la Serpenti ne Gallery di Londra, il MACBA di Barcellona, il CIVA di Bruxelles. Presidente Fondazione MAXXI Pio Baldi; Consiglio di Amministrazione Pio Baldi (P residente), Roberto Grossi, Stefano Zecchi (Consiglieri); Segretario Generale Alessandro Bia nchi; Comitato Scientifico Beatrice Buscaroli, Jean Louis Cohen, Peter Greenaway, Bartomeu Mar, Margherita Guccione, Anna Mattirolo, Pio Baldi; Direttore MAXXI Architettura Margherita Guc cione; Direttore MAXXI Arte Anna Mattirolo; Senior Curator MAXXI Architettura Pippo Ciorra; Curat or at Large MAXXI Arte;Carlos Basualdo. MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo www.fondazionemaxxi.it Il MAXXI il primo museo nazionale dedicato alla creativit contemporanea ed gestit o da una Fondazione costituita nel 2009 dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e presieduta da Pio Baldi. E pensato come un polo pluridisciplinare destinato alla sperimentazione e all innov azione nel campo delle arti, dell architettura e di ogni manifestazione espressiva del nostro tempo : fotografia, design, formazione, programmi per l infanzia, conferenze, seminari, rassegne cinematografi che, performance dal vivo. Nel MAXXI, la cui sede progettata da Zaha Hadid ha ridisegnato lo skyl ine del quartiere Flaminio, risiedono due musei: il MAXXI Arte (diretto da Anna mattirolo) e il MA XXI Architettura (diretto da Margherita Guccione). Il MAXXI possiede un auditorium, spazi destinati a eventi e attivit didattica, ol tre a due caffetterie, un ristorante, due bookshop e la grande piazza di accesso, con zona wi-fi, che a nche un luogo pubblico per eventi, opere site specific e iniziative correlate. Il MAXXI B.A.S.E. (Biblioteca, Archivi, Studi, Editoria), che ha sede nell edifici o di fronte al museo, costituisce il centro di ricerca del MAXXI. articolato nelle due sezioni di Arte e Architettura e comprende la Biblioteca e la Mediateca, l Archivio del Contemporaneo, l Archivio fot ografico del MAXXI Arte, il terminale del Centro Archivi di Architettura. Le collezioni permanenti dei due musei, esposte a rotazione contemporaneamente a mostre temporanee, sono incrementate sia attraverso l acquisizione diretta di opere che tramite progetti d i committenza, concorsi tematici, premi rivolti alle giovani generazioni, donazioni, affidamenti. Fanno parte della collezione del MAXXI Arte oltre 300 opere, tra cui quelle di A lighiero Boetti, Francesco Clemente, Anish Kapoor, William Kentridge, Mario e Marisa Merz, Giuseppe Penone, Cristiano Pintaldi, Gerard Richter. Della collezione del MAXXI Architettura fanno parte gli archivi dei disegni di m

aestri del Novecento italiano quali Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pier Luigi Nervi, progetti e opere di architetti conte mporanei come Toyo Ito, Italo Rota e Giancarlo De Carlo e una collezione di fotografia di autori tra cui Gabriele B asilico, Olivo Barbieri, Mimmo e Francesco Jodice, Guido Guidi. Al Museo sono stati conferiti quattro importanti Premi internazionali: Conde Nast Traveller s Innovation & Design Awards, Londra, maggio 2010 RIBA European Award, Londra, giugno 2010, approdato alla vittoria del RIBA Stirling Prize (Royal Institute of British Architects), Londra, ottobre 201 0 WAF World building of the year, 2010, World Architectural Festiva), Barcellona, novembre 2010 Ha inoltre ricevuto la nomination per il Best New Public Building 2011, Wallpape r Design Awards, ed stata selezionata tra i sei finalisiti per il European Union Prize for Contempor ary Art 2011, organizzato dalla Fondazione Mies van der Rohe di Barcellona. Il MAXXI, aperto al pubblico dal 30 maggio del 2010, stato visitato da circa 500 mila persone e ha stretto collaborazioni internazionali con le principali istituzioni internaziona li: il MoMA di NY (YAP Young Architects Program), il Philadelphia Museum of Art (mostra su Michelangelo Pistoletto, fino al 15 agosto 2011); il RIBA (Royal Institute of British Architects), la Serpentine Gallery di Londra, il MACBA di Barcellona, il CIVA di Bruxelles. Presidente Fondazione MAXXI Pio Baldi; Consiglio di Amministrazione Pio Baldi (P residente), Roberto Grossi, Stefano Zecchi (Consiglieri); Segretario Generale Alessandro Bianchi; Co mitato Scientifico Beatrice Buscaroli, Jean Louis Cohen, Peter Greenaway, Bartomeu Mar, Margherita G uccione, Anna Mattirolo, Pio Baldi; Direttore MAXXI Architettura Margherita Guccione; Dir ettore MAXXI Arte Anna Mattirolo; Senior Curator MAXXI Architettura Pippo Ciorra; Curator at Large MAXXI Arte;Carlos Basualdo. MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo www.fondazionemaxxi.it MAXXI il primo museo nazionale dedicato alla creativit contemporanea ed gestito d a una Fondazione costituita nel 2009 dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e presieduta da Pio Baldi. pensato come un polo pluridisciplinare destinato alla sperimentazione e all innova zione nel campo delle arti, dell architettura e di ogni manifestazione espressiva del nostro tempo : fotografia, design, formazione, programmi per l infanzia, conferenze, seminari, rassegne cinematografi che, performance dal vivo. Nel MAXXI, la cui sede progettata da Zaha Hadid ha ridisegnato lo skyl ine del quartiere Flaminio, risiedono due musei: il MAXXI Arte (diretto da Anna mattirolo) e il MA XXI Architettura diretto da Margherita Guccione). MAXXI possiede un auditorium, spazi destinati a eventi e attivit didattica, oltre a due caffetterie, un ristorante, due bookshop e la grande piazza di accesso, con zona wi-fi, che a nche un luogo pubblico per eventi, opere site specific e iniziative correlate.

MAXXI B.A.S.E. (Biblioteca, Archivi, Studi, Editoria), che ha sede nell edificio d i fronte al museo, costituisce il centro di ricerca del MAXXI. articolato nelle due sezioni di Arte e Architettura e comprende la Biblioteca e la Mediateca, l Archivio del Contemporaneo, l Archivio fot ografico del MAXXI Arte, il terminale del Centro Archivi di Architettura. Le collezioni permanenti dei due musei, esposte a rotazione contemporaneamente a mostre temporanee, sono incrementate sia attraverso l acquisizione diretta di opere che tramite progetti d i committenza, concorsi tematici, premi rivolti alle giovani generazioni, donazioni, affidamenti. Fanno parte della collezione del MAXXI Arte oltre 300 opere, tra cui quelle di A lighiero Boetti, Francesco Clemente, Anish Kapoor, William Kentridge, Mario e Marisa Merz, Giuseppe Penone, Cristiano Pintaldi, Gerard Richter. Della collezione del MAXXI Architettura fanno parte gli archivi dei disegni di m aestri del Novecento italiano quali Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pier Luigi Nervi, progetti e opere di architetti conte mporanei come Toyo Ito, Italo Rota Giancarlo De Carlo e una collezione di fotografia di autori tra cui Gabriele Bas ilico, Olivo Barbieri, Mimmo e Francesco Jodice, Guido Guidi. Museo sono stati conferiti quattro importanti Premi internazionali: Conde Nast Traveller s Innovation & Design Awards, Londra, maggio 2010 RIBA European Award, Londra, giugno 2010, approdato alla vittoria del RIBA Stirling Prize (Royal Institute of British Architects), Londra, ottobre 201 0 WAF World building of the year, 2010, World Architectural Festiva), Barcellona, novembre 2010 Ha inoltre ricevuto la nomination per il Best New Public Building 2011, Wallpape r Design Awards, ed stata selezionata tra i sei finalisiti per il European Union Prize for Contempor ary Art 2011, organizzato dalla Fondazione Mies van der Rohe di Barcellona. MAXXI, aperto al pubblico dal 30 maggio del 2010, stato visitato da circa 500mil a persone e ha stretto collaborazioni internazionali con le principali istituzioni internaziona li: il MoMA di NY (YAP Young Architects Program), il Philadelphia Museum of Art (mostra su Michelangelo Pistoletto, fino al 15 agosto 2011); il RIBA (Royal Institute of British Architects), la Serpentine Gallery di Londra, il MACBA di Barcellona, il CIVA di Bruxelles. Presidente Fondazione MAXXI Pio Baldi; Consiglio di Amministrazione Pio Baldi (P residente), Roberto Grossi, Stefano Zecchi (Consiglieri); Segretario Generale Alessandro Bianchi; Co mitato Scientifico Beatrice Buscaroli, Jean Louis Cohen, Peter Greenaway, Bartomeu Mar, Margherita G uccione, Anna Mattirolo, Pio Baldi; Direttore MAXXI Architettura Margherita Guccione; Dir ettore MAXXI Arte Anna Mattirolo; Senior Curator MAXXI Architettura Pippo Ciorra; Curator at Large MAXXI Arte;Carlos Basualdo.

Teatro Margherita Museo dell Arte Contemporanea della Citt Di Bari Il Teatro Margherita stato riconvertito da poco pi di un anno in museo dedicato a ll Arte Contemporanea. Politeama storico di Bari, fu realizzato tra il 1912 e il 1914 nel vecchio porto della citt, a ridosso del mare. All epoca figurava come unico edificio in Europa per la particolare cost ruzione sulle palafitte. La suggestiva sospensione sull acqua venne meno nella seconda met degli anni venti con l aggiunta del solaio di calpestio al di sotto del teatro e con la succe ssiva colmata del lungomare. Negli anni, il teatro ha ospitato mostre, spettacoli e proiezioni cin ematografiche fino al 1979, anno in cui fu restituito al demanio dello Stato. Dopo un lungo restauro statico ed esterno, nel 2009 il prestigioso teatro ha ria perto i battenti e l anno successivo entrato a far parte degli immobili di propriet del Comune di Bari . Sempre nel 2010 diventato sede permanente del futuro centro per le Arti Contemporanee d ella citt di Bari. Prima tappa di questo percorso stata la stipula di un intesa con la Fondazio ne Morra Greco di Napoli, partecipata dalla Regione Campania e titolare di una prestigiosa coll ezione composta da opere di artisti emergenti a livello internazionale. Due gli accordi previsti dal protocollo: l elaborazione di uno studio di fattibilit del futuro soggetto di gestione, la fond azione a modello partecipativo pubblico - privato BAC (Bari Arte Contemporanea) e il comodato gra tuito trentennale della collezione Morra Greco al futuro soggetto di gestione. Il progetto di rist rutturazione, realizzato dall architetto David Chipperfield, interessa l intera organizzazione funzionale deg li spazi interni con l aggiunta di una scala scenografica che porter alla galleria. Il rilancio dell a rte contemporanea nella citt di Bari, quindi, stato concepito come una vera e propria operazione di benchmark per un progetto industriale finalizzato a una grande impresa culturale. Nell attesa, l Amministrazione comunale ha voluto anticipare i tempi avviando in man iera del tutto sperimentale le attivit del museo con la mostra Jannis Kounellis a Bari: du e le installazioni dell artista disposte in platea e nel foyer e dodici moduli, ognuno dei quali cost ituito da sacchi disposti in un circolo con dei cumuli di carbone all interno da cui partono una la stra di ferro disposta a cuneo e una putrella e la disposizione in circolo. Altro esperimento di successo stato portato a termine attraverso Trailer Park, r assegna di oltre venti artisti italiani e stranieri come Jimmy Durham, Rodney Graham, Manfred Per nice, Lorenzo Scotto di Luzio e Giulia Piscitelli, selezionati dal critico tedesco Joerg Heise r dalla collezione della Fondazione Morra Greco di Napoli. Infine, la mostra The Man Without Qualities (L u omo senza qualit), opere video di diciotto artisti del Nord Europa provenienti dalla collezione del

Malm Konstmuseum. L esposizione, per la prima volta in Italia, raccoglie importanti lavori dei prota gonisti contemporanei dell arte nordica, come Henrik Hakansson, Jesper Just, Annika Strm, Gadar Eine Eina rsson, Elmgreen & Dragset, Annika Larsson ed Elina Brotherus. Il Teatro Margherita, nelle vesti di museo dell Arte Contemporanea, stato inaugura to il 15 maggio 2010. In occasione delle tre esposizioni sono state registrate circa 100.000 vis ite TEATRO MARGHERITA MUSEO DELL ARTE CONTEMPORANEA DELLA CITT DI BARI Il Teatro Margherita stato riconvertito da poco pi di un anno in museo dedicato a ll Arte Contemporanea. Politeama storico di Bari, fu realizzato tra il 1912 e il 1914 nel vecchio porto della citt, a ridosso del mare. All epoca figurava come unico edificio in Europa per la particol are costruzione sulle palafitte. La suggestiva sospensione sull acqua venne meno nella seconda met degli anni venti con l aggiunta del solaio di calpestio al di sotto del teatro e con la successiva colmata del lungomare. Negli anni, il teatro ha ospitato mostr e, spettacoli e proiezioni cinematografiche fino al 1979, anno in cui fu restituito al demanio dello Stato. Dopo un lungo restauro statico ed esterno, nel 2009 il prestigioso teatro ha ria perto i battenti e l anno successivo entrato a far parte degli immobili di propriet del Com une di Bari. Sempre nel 2010 diventato sede permanente del futuro centro per le Arti Contemporanee della citt di Bari. Prima tappa di questo percorso stata la stipula di un intesa con la Fondazione Morra Greco di Napoli, partecipata dalla Regione Campa nia e titolare di una prestigiosa collezione composta da opere di artisti emergenti a livello internazionale. Due gli accordi previsti dal protocollo: l elaborazione di uno stu dio di fattibilit del futuro soggetto di gestione, la fondazione a modello partecipativo pubblico privato BAC (Bari Arte Contemporanea) e il comodato gratuito trentennale della c ollezione Morra Greco al futuro soggetto di gestione. Il progetto di ristrutturazione, rea lizzato dall architetto David Chipperfield, interessa l intera organizzazione funzionale deg li spazi interni con l aggiunta di una scala scenografica che porter alla galleria. Il rilan cio dell arte contemporanea nella citt di Bari, quindi, stato concepito come una vera e propria operazione di benchmarck per un progetto industriale finalizzato a una grande im presa culturale. Nell attesa, l Amministrazione comunale ha voluto anticipare i tempi avviando in man iera del tutto sperimentale le attivit del museo con la mostra Jannis Kounellis a Bari : due le

installazioni dell artista disposte in platea e nel foyer e dodici moduli, ognuno dei quali costituito da sacchi disposti in un circolo con dei cumuli di carbone all interno da cui partono una lastra di ferro disposta a cuneo e una putrella e la disposizione in circolo. Altro esperimento di successo stato portato a termine attraverso Trailer Park, r assegna di oltre venti artisti italiani e stranieri come Jimmy Durham, Rodney Graham, Ma nfred Pernice, Lorenzo Scotto di Luzio e Giulia Piscitelli, selezionati dal critico te desco Joerg Heiser dalla collezione della Fondazione Morra Greco di Napoli. Infine, la mostra The Man Without Qualities (L uomo senza qualit), opere video di diciotto artisti del Nord Europa provenienti dalla collezione del Malm Konst muse um. L esposizione, per la prima volta in Italia, raccoglie importanti lavori dei prota gonisti contemporanei dell arte nordica, come Henrik Hakansson, Jesper Just, Annika Strm, Gadar Eine Einarsson, Elmgreen & Dragset, Annika Larsson ed Elina Brotherus. Il Teatro Margherita, nelle vesti di museo dell Arte Contemporanea, stato inaugura to il 15 maggio 2010. In occasione delle tre esposizioni sono state registrate circa 100. 000 visite.

LaTriennale di Milano La LaLa Triennale di Milano un istituzione culturale internazionale che produce mostr e, convegni ed eventi di arte, design, architettura, moda, cinema, comunicazione e societ. Organ izza mostre di grande visibilit e eeat atattenzione come quelle dedicate all arte contemporanea, agli architetti e design er di fama nazionale e internazionale, ai grandi stilisti che hanno cambiato il gus to e il costume, ai temi sociali. anche un museo che ricerca, studia, rappresenta il design italiano da punti di v ista sempre differenti; Triennale Design Museum un museo che cambia, attento alla storia e all intero sist ema del design (imprese, distretti produttivi, territorio, ricerca, editoria e forma zione). anche Triennale Bovisa, fulcro, insieme ad altre realt, del rilancio culturale di un quartiere periferico, e sede dedicata alla contemporaneit e alla commistione della arti. anche un luogo di incontro tra il mondo imprenditoriale e la cultura. Le aziende trovano nell identit di Triennale il palcoscenico dove presentare ricerca e sperimentazione. Le settimane del Salone del Mobile e della Moda vedono Triennale e Triennale Bov isa diventare vetrine privilegiate delle aziende. anche un laboratorio di idee che si rivolge non solo agli appassionati, studenti , professionisti, ma anche al pubblico del futuro, bambini e ragazzi, con attivit sperimentali e inter attive dedicate alla cultura del progetto. anche attore di un intenso dialogo con il resto del mondo sensibile ai temi dell a cultura italiana e del made in Italy. anche il Teatro dell Arte, tra i pi significativi del panorama milanese, recentemen te ricongiunto alla Triennale e nuovo punto di riferimento per progetti culturali e arti perfor mative. anche il Palazzo dell Arte nel centro di Milano all interno del Parco Sempione, uno dei parchi storici della citt, che fin dalle sue origini nasce come edificio progettato per essere flessibile e

adattabile a ogni esigenza performativa ed espositiva. Principali mostre degli ultimi anni Architettura: 2007 Renzo Piano Building Workshop, 2009 Frank O. Gehry dal 1997; 2011 espressioni di Gio Ponti; Arte: 2004 The Andy Warhol Show, 2005 The Keith Haring Show, 2006 The Jean-Miche l Basquiat Show, 2008 Alberto Burri, 2010 Roy Lichtenstein; Comunicazione e moda: 2007 Gio oorgio Armani, 2008 Salvatore Ferragamo, 2010 Ermenegildo Zegna, 2011 Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie; Fotografia: 2010 Roger Ballen, 2010 Alec Soth, 2011 Immagini Inquietanti, 2011 M ichel Comte; Triennale Design Museum: I edizio oone 2007 Le Sette Ossessioni del Design Italiano, II edizione 2009 Serie, Fuori Serie, III edizione 2010 00 Qual lli c ccose siamo, IV edizion nne 2011 Le fabbriche dei sogni, 2005 Gaetano Pesce. Il rumore del tempo, 2010 00 Anticorpi Antibodies Fernando e Humberto Campana 1989-2010, 2010 Marco Ferreri Progettare pensieri; Triennale Bovisa: 2006 Hans Hartung, 2007 Victor Vasarely, 2008 Hanselm Kiefer, 2009 Enzo Cucchi, 2009 Sandro Chia, 2010 It s not only rock and roll baby, 2011 Happy Teck Fondazione La Triennale di Milano viale Alemagna 6, Milano T. 02 724341 www.triennale.org Fondazione La Triennale di Milano nnale.org

viale Alemagna 6, Milano

T. 02 724341 www.trie

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