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NUOV
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I
RIVIST A MENSILE
Sped. Abb. post. Gr. IV

ANNO 1 n. 2
SET TE M BRE 1969
Squadratore per
onde sinusoidali ·

Un oscillatore
di BF per
laboratorio

EK-300
un amplificatore
STEREO in scatola
di montaggio
da 7 x 7 Watt
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Distribut ore Esclusivo per l'Italia
PARRINI e C. s.r.l.
Roma - Piazza Colonna, 361
Tel. 06/6840731 • Fax 06/6840697
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Ufficio Pubblicità
C.R.E.
Via Cracovia, 19 • Bologna
Direttore Generale
Montuschi Giuseppe
Direttore Responsabile
Brini Romano
Autorizzazione
Trib. Civile di Bologna
r
n. 5056 del 21/2/83

RIVISTA M ENSILE

N. 2 1969
A N N O 1°
COLLABORAZIONE

Alla rivista illuova Elettronica


possono collaborare tutti i lettori.
SOMMARIO
Gli anicoli tecnici riguardanti pro·
getti realizzati dovranno essere
accompagnati possibilmente con
foto in bianco e nero (formato
canolina) e di un disegno (anche a
AMPLIFICATORE stereo EK 301 pag. 82
matita) dello schema elettrico.
l'anicolo veml pubblicato sotto la
il FET un SEMICONDUTIORE da CONOSCERE 90
responsabititè dell'autore, e penan- TELESPAZIO un televisore per ricevere
to egli si dovrè Impegnare a ri-
spondere ai quesiti di quei lettori i satelliti metereologici (I PARTE) 96
che realizzato il progetto, non sono
riusciti ad ottenere i risultati de·
PREAMPLIFICATORE HI-FI • 98
scrittL un OSCILLATORE di BF mod. EK 152
Gli anicoli verranno ricompensati 104
a pubblicazione awenut•. Foto· un TERGICRISTALLO AUTOMATICO
grafia, disegni ed anlcoli, anche se 116
non pubblicati non verranno resti· GROUND-PLANE economica per i 144 MHz . 125
tuiti.

~ VIETATO •
un RICEVITORE a FET per ONDE MEDIE . 128
Da un'onda SINUSOIDALE un'onda QUADRA 133
I circuiti descritti su questa Rivista.
sono in pane soggetti a brevetto, MOBILE acustico BASS-REFLEX . 136
quindi pur essendo permessa la
reatlnazione di quanto pubblicato 2 semplici CONVERTITORI CC-AC 139
per uso dilettantistico, ne è proibita
la realizzaiione a carattere com .. un FONOMETRO dai molteplici usi 140
merciaie ed industriale.
un VFO per il vostro TRASMETifTORE . 146
Tutti i diritti di riproduzione o tra•
duzioni totali o parziali degli ani· INDICATORE di PENDENZA e ACCELERAZIONE 150
coli pubblicati. dei disegni, foto ecc.
sono riservati a termini di Legge
PROGETII IN SINTONIA 155
per tutti i Paesi . La pubblicazione
su altre riviste pu6 essere accordata
soltanto dietro autorizzazione Associato all'USPI ~
scritta dalla Direzione di Nuova (Unione stampa
Elettronica. periodica italiana)
Con 8 transistor, facilmente reperibili ovunque,
potete costruirvi questo ottimo amplificatore in
grado di erogare, su un carico di 8 ohm, una poten-
za di circa 7 watt. La realizzazione inoltre risulta
facilitata al massimo perché è reperibile il circui-
to stampato già inciso, pronto a ricevere tutti i
componenti.

AMPLIFICATORE stereo EK ao1


Capita molto spesso che uno sperimentatore, gono impiegati in molti progetti per la qual cosa
dopo un cerro periodo di noviziato. si ritrovi tra i è molto facile che parecchi di voi ne siano già in
tanti componenti relegati nel cassetto. residui di possesso e non sappiano cosa farsene.
progetti che ormai non interessano più, con un Con una modicissima spesa sarete così in grado
certo numero di transistor che vorrebbe even- di possedere un ottimo amplificatore HI- FI con
tualmente riutilizzare, e non per realizzare appa- una potenza più che sufficiente per poter gusta-
recchiature destinate ancora alla demolizione, re tutta quella musica che oggi ci viene offerta
ma per costruire qualcosa di utile e di duraturo. su innumerevoli dischi.
Passata quindi l'ansia di sperimentare. che Nello studio del progetto che vi stiamo pre-
di solito prende coloro che per le prime volte si sentando, si è cercato di superare con una certa
cimentano in un hobby, si arriva ad un punto in larghezza il traguardo dei 4-5 watt, comuni a
cui si sente la necessità di impiegare il proprio troppi schemi, e possiamo fin d'ora assicurarvi
tempo e le proprie possibilità in qualcosa di pia- che l'EK-301 pu6 fornire potenze di 7 watt e
cevole ed interessante. più, con picchi fino a 9 watt, prestazioni che lo
Questo in sostanza era il tenore di varie tel- rendono ottimo sotto tutti i punti di vista.
tere inviateci da nostri lettori che accludevano
la richiesta di qualche schema di progetti di ot-
tima funzionalità e di una certa utilità, appunto IL CIRCUITO ELETTRICO
per impiegare quei componenti di uso comune
che altrimenti se ne sarebbero rimasti nel cas- In fig. 1 risulta, in modo chiaro, lo schema
setto delle cose da dimenticare. elettrico dell'amplificatore EK-301 ed una su-
Noi, desiderosi di accontentare nei limiti perficiale considerazione vi indica che i transi-
del possibile i nostri lettori, abbiamo passato le stors impiegati nella realizzazione sono 8.
varie richieste al laboratorio col risultato di ve- Nel primo stadio preamplificatore è previsto
derci presentare una infinità di schemi tutti in- l'impiego di un transistor al silicio, un NPN tipo
teressanti. BC 108, particolarmente adatto come preampli-
Per necessità di spazio siamo stati costretti a ficatore per il suo basso r.umore di fondo senza
fare una cernita ed abbiamo optato per la pre- contare che è anche di uso comunissimo.
sentazione di questo ottimo amplificatore stereo La polarizzazione di questo transistor è assi-
che otterrà senz'altro la vostra approvazione. curata da due resistenze, R2 ed R3, rispettiva-
La nostra scelta è stata fatta anche in consi- mente da 220.000 ohm e da 150.000 ohm.
derazione dei componenti necessari alla realiz- Da questo primo stadio si passa ad un secon-
zazione, in quanto quelli necessari al nostro do stadio preamplificatore costituito in questo
amplificatore sono molto comuni e di solito ven- caso da un PNP al germanio tipo AC 126.

pag. 82
Il segnale di 8 F presente sul collettore di TR 1 il condensatore elettrolitico C9 da 5 mF, passa
viene applicato direttamente alla base di TR2, ad un correttore di tonalità del tipo Bawendall,
attraverso la resistenza R4 da 2.700 ohm che, che risulta fornito di comandi separati atti a cor-
assieme a R5 da 2.200 ohm, concorre alla po- reggere il tono degli acuti, rappresentato dalla
larizzazione ed all'alimentazione dei due tran- resistenza R 19, e quello dei bassi, contrasse-
sistors. gnato dalla sigla R22 .
Inoltre, come risulta dallo schema, tra il col- Dal comando toni il segnale viene poi inviato,
lettore di TR2 e l'emettitore di TR 1 viene inter- tramite il condensatore C18 da 220000,pF,
posto un filtro di controreazione selettiva per alla base del transistor TR 4 che ha funzioni di
rendere migliore la fedeltà di riproduzione del- transistor pilota e consiste in un NPN al germa-
l'amplificatore. nio tipo AC 127.
Il segnale di 8.F, presente sul collettore d~I se- Il transistor TR5. un PN P al silicio di tipo Aè
condo transistor preamplificatore, tramite un 128, funziona in accoppiamento con TR4, ed in-
condensatore elettrolitico da 5 mF, C 7, viene a sieme fungono da sfasatori complementari.
sua volta applicato alla base del terzo transistor Il segnale infine, prelevato dai due transistor
TR 3, sempre un PNP, ma di tipo AC 125. pilota, viene applicato alla base dei due transi-
La poklrizzazione di base di questo transi- stors finali, TR7 e TR8, costituiti rispettiva-
stor è corredata di una controreazione aperio- ll)ente da un AC 187K (un NPN) e da un AC 188K
dica tra base e collettore fornita da un conden- (un PNP) montanti in push-pull con uscita sin-
satore elettrolitico da 50 mF, di sigla C10, che gle- ended.
provvede aa aumentare l'impedenza d'ingres- Sugli emettitori dei due transistors finali ven -
so e conseguentemente la fedeltà di riproch.r- gono inserite due resistenze d;:i 1 ohm 1 watt,
zione. indispensabili per stabilizzare la corrente di ri -
A questo punto termina lo stadio preamplifi- poso dei due transistor. Inoltre, sempre allo scopo
catore del complesso ed il segnale, attraverso di stabilizzare la corrente di riposo di cui abbia-

pag. 83
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le tensioni indicate sono sta\e rilevate con un voltmetro elettronico; usando
in comune tester 20.000 ohm x volt si potranno constatare anche rilevanti
differenze
mo parlato prima, tra te basi dei due transistor.
il T R6 . montato a diodo. consistente in un PN P
tipoAC 125.
11 segnale da inviare all'altoparlante viene
prelevato sul punto di collegamento dei due e-
mettitori finali , attraverso un condensatore e-
lettrolitico di forte capacità (1.000 mF);
L'amplificatore descritto richiede per la sua
alimentazione una tensione di 25 volt.
L'altoparlante adatto per questo amplificatore
dovrà avere un'impedenza caratteristica d'in-
gresso di 8 ohm. con una potenza media che
non risulti mai inferiore ai 6 watt. La corrente a
riposo dell'EK-301 deve essere mantenuta in-
torno a valori di 50- 60 mA in assenza di segna-
le, per raggiungere i 400 mA al segnale mas-
simo.

C'G
"C
FILTRI D'ENTRATA
o
e:
o
Per poter inviare in entrata segnati provenienti
"'
Cl) da generatori diversi, quali pick-up piezoelet-
N
e: trici, magnetici. tuner. magnetofoni ecc, che pre-
! sentano ampiezze di segnali molto differenti
"'
·u;
~
come intensità sarà necessario provvedere le
prese d'ingresso con dei fi ltri di equalizzazione
.!
ottenuti con resistenze e capacità calcolate in
Cl)

...=
modo da assicurare le doverose correzioni.
::I
In fig. 2 vi presentiamo lo schema elettrico
dei tipi più comuni di filtro ed il lettore che
desiderasse realizzare il progetto ha la possibi-
e: e: e:
lità di scegliere a suo piacimento quello che gli
sembrerà più opportuno, o addirittura potrà prov-
vedere ad applicarti tutti. curando per6 in tal
caso di impiegare un commutatore allo scopo
di inserire sull'entrata dell'amplificatore quello
che via via si dimostrerà il più adatto, secondo
i casi.

LA VERSIONE STEREO

Per ottenere una versione stereo è necessario


solamente costruire due amplificatori identici,
provvisti ciascuno di filtri d'entrata uguali, più
un deviatore per collegare in parallelo le due
entrate degli amplificatori e passare indiffe-
EEE rentemente dall'ascolto di una riproduzione
.e.e
000 .e E E .CE E .eE E .e.e.e
E E E E E E E .eE stereo ad una rnonoa urale o viceversa.
0 0 0 .c.coe.co.cooo.c.c.c.co
;::: 0 0 0 oo 0 .co 0 o 0 0 0 oooo 0 Qualora lo sperimentatore decidesse di man-
000000000000000000
zw òòòooo 0 ooooooooooo tenere separati i vari potenziometri di tono e di
z MN~~~~N~~~~~~~~~~Ò
MN-NNNNN~N-M,-~-NM,- volume. cioè in modo <.:ne , due ca1,cl"li nsumno
o indipendenti l'uno dall'altro, non sarà neces-
a. 11 Il II Il Il Il Il Il II Il Il Il Il Il II Il Il Il
:E o,-NM~~~ .... co sario inserire un potenziometro di bilancia-
o ,-NM~~~l"CO~----,-,--,-,-
mento, in quanto i vari comandi potranno es-
u ~~~~~~~~~~~~~~~~~~
ser.e regolati manualmente uno per volta.

pag. 85
u

ENTRATA
AMPl.lf,
Flg. 2
Componenti del filtri Hlettivl di entrete
R1 = 220.000 ohm
R2 = 100.000 ohm
R3 = 47.000 ohm
R4 = 10.000 ohm
R5 = 10.000 ohm
R6 = 1.000 ohm
R7 = 1 00.000 ohm
RB = 10.000 ohm
C1 = 100pF
C2 = 1.000 pF
C3 = 1.000pF
C4 = 220 pF

Se invece si opterà per dei potenziometri satori elettrolitici, non attenendosi strettamente
doppi , tali cioè che agendo su di essi le cor- allo schema, oppure nella sistemazione dei vari
rispondenti vanaz,oni interessano ambedue valori delle resistenze negli appositi fori.
i canali di riproduzione, risulta indispensabile In ogni modo se seguirete con attenzione
corredare il complesso stereo di un comando lo schema pratico di montaggio che noi vi ab-
di bilanciamento. biamo presentato in fig. 5, nel quale vi abbia-
Tale comando è costituito, come vedesi in mo specificato la sistemazione dei vari com-
fiq. 3 da un potenziometro doppio lineare da ponenti, vi sarà difficile sbagliare.
1 50.000 ohm, collegato ai due circuiti in modo le dimensioni del circuito stampato sono
tale che ad un aumento del volume del primo state contenute in dimensioni di 16 X 8,5
canale, ottenuto ruotando detto potenziome- cm, e su tale limi te di spazio trova posto l'am-
tro, corrisponda una uguale riduzione del vo- plificatore completo, escludendo natural-
lume del secondo. mente i filtri di entrata che dovranno essere
per forza collegati direttamente alle prese
alloggiate nella pane posteriore del pannello.
REALIZZAZIONE PRATICA le resistenze impiegate nella realizzazione
dell'EK-301 sono del tipo miniaturizzato da
La possibilità di usufruire del circuito stam- 1/ 4 di watt, mentre per quanto riguarda i con-
pato, visibile a grandezza naturale in fig. 4 , densatori elettrolitici, qualora non abbiate la
già inciso. facilita notevolmente il montaggio necessità di acquistare la scatola di montag
del nostro amplificatore. 910 completa, sempre che intendiate effettuare
Con esso diventa pratica mente una cosa la realizzazione del progetto. occorrerà stare
impossibile incorrere in errori di cablaggio; attenti ai valori di voltaggio indicati nella lista
l'unica difficoltà, àlla quale è esposto sempre componenti.
lo sperimentatore un po' disattento in qual- Poiché durante il funzionamento, specie se
siasi montaggio intenda effettuare, consiste questo avviene per lungo tempo i transistors
nel confondere le diverse polarità dei condeh finali TR7 - TR 8 e quello pilota TR 4 si possono

pag. .tl6
riscaldare, occorrerà pensare al loro raffredda - menticarsi di collegare a massa la carcassa
mento provvedendoli di una apposita aletta ot- ('(letallica dei potenziometri nel modo indicato,
tenibile da un pezzo di lamierino di 1 mm sono fattori che potrebbero provocare un fa-
Per la costruzione di tale aletta potrete sem- stidioso e indesiderato rumore di fondo.
pre adoperare del lamierino zincato, oppure Non sarebbe difficile infatti avere la sgradita
de:f'alluminio, dell'ottone o del rame. sorpresa, non schermando bene questi fili,
Oltre a, tre transistors indicati, su di essa di dover notare che, ruotando il regolatore di
troverà posto anche il transistor stabilizzatore comando controllo dei toni bassi nel senso
di corrente l'R6 , che appunto ricevendo calore di accentuazione massima di detti toni, che
dall'aletta avrà la possibilità di agire sulla cor- l'altoparlante produca un caratteristico ronzio.
rente di riposo dei due finali. Quindi. se desiderate evitare tali inconve-
Il fissaggio dei transistors finali non è asso- nienti, sarà bene che cunate particolarmente
lutamente problematico. in quanto i due tran- la schermatura, e non solo del complesso am-
sistors tipo AC187K e AC188K , a differenza plificatore, ma anche dei filtri selettori d'en-
degli analoghi tipi normali (cioè AC 187 e AC trata, che sarà opportuno siano racchiusi in una
188 senza K), sono racchiusi in un involucro piccola scatola metallica collegata anch'essa
metallico a forma di parallelepipedo provvisto a massa. Comunque se volete rendervi conto
di foro per un fissaggio agevole sulla' aletta se un eventuale rumore di fondo è dovuto alla
di raffreddamento, mentre per gli altri due, parte alimentatrice o ad una schermatura in-
che anch'essi debbono essere fissati all'alet- sufficiente, potete sempre effettuare una pro-
ta, sarà sufficiente un qualsiasi pezzo di la- va collegando a massa il condensatore d'entra-
mierino che obblighi il corpo dei transistors ta C1 dell'amplificatore.
a restare a contatto con l'aletta. Qualora agendo in questo modo il rumore
Nel collegamento dei terminali del circuito di fondo scomparisse, risultPrebbe chiaro che
stampato coi vari potenziometri necessari al la causa del funzionamento impertetto è cau -
funzionamento, occorrerà fare uso di spezzoni sato o dai filtri d'entrata o dalla difettosa fun -
di ottimo cavetto schermato, non dimentican- zionalità dei cavetti schermati di collegamento.
do che le carcasse metalliche degli stessi po- Per terminare la nosr-ra esposizione dei det-
tenziometri vanno collegate a massa. Anzi, tagli di realizzazione sarà opportuno aggiunge-
per ottenere i risultati migliori è opportuno fis- re che se volete ottenere delle ottime riprodu-
sare tutti i potenziometri suddetti su di un pan- zioni dovrete altresì provvedere l'altoparlante
nello di alluminio, che poi fungerà anche da di una adatta cassa acustica in grado di dare
pannello frontale del mobile in cui verrà rac- alla musica riprodotta quegli effetti di sonori-
chiuso l'amplificatore, in modo che la massa tà cui non si arriverebbe mai con l'altoparlan-
alla quale sono collegati sia unica. te libero o installato irrazionalmente.
Tale massa,. cioè il pannello, andrà, come Nel numero preceder.te di questa rivista,
comprensibile, in contatto colla massa del cir- per coloro che al momento si trovassero sprov-
cuito stampato, cioè al terminale negativo, visti di idee circa la realizzazione di una buona
come previsto dallo schema elettrico. cassa acustica, noi ne abbiamo presentato un
Il non utilizzare, come da noi consigliato, modello adattabile e facilmente realizzabile, ca-
dell'ottimo cavetto schermato, oppure il di- pace di un ottimo rendimento, al quale potre-
e sempre ricorrere.

MESSA A PUNTO

A realizzazione ultimata, l'amplificatore, se


avrete fedelmente seguito le nostre istruzioni,
sarà già in grado di funzionare egregiamente,
senza bisogno di particolari accorgimenti.
Comunque siamo dell'avviso che un con-
I-
ca
trollo delle varie tensioni nei punti cruciali del-
lo schema potrà risultare utile, anche solo per
Rg.3 Se desiderate realizzare un amplificatore stereo, sarà stabilire se quelle da voi trovate nella vostra
necessario impiegare un circuito dl bilanciamento che verrà realizzazione corrispondono grosso modo con
Inserito dopo il potenziometro di volume.
Il potenziometro, di tipo doppio a comando unico, andrà col-
quelle che vi abbtamo indicato nello schema
legato ai due ampllficatori in senso inverso uno dalraltro. elettrico di fig. 1

pag. 87
Fig. 4 In quest a fig ura è rappresentato il circuito stam-
pato nelle sue giuste dimensioni di realizzazione.

Dovete per6 tener presente che le nostre dell'amplificatore e qui deve risultare esatta-
misure sono state effettuate con un voltme- mente METÀ della tensione totale di alimenta-
tro elettronico, quindi chi potesse disporre zione.
solamente di normali apparecchi di misura, Per esempio, se il vostro alimentatore è in
tipo Tester s'intende, riscontrerà necessaria- grado di fornire 20 volt, in questo punto la
mente dei valori di tensione inferiori a quelli tensione deve risultare esattamente di 10
reali verificati da noi, specialmente alle basi volt, mentre con una alimentazione di 18 volt
dei transistor. riscontreremo necessariamente 9 volt (il no-
Quindi, qualora trovaste corrispondentemente stro amplificatore funziona benissimo anche
sui collettori e sugli emettitori dei transistors con tensioni minori di quella consiglìata, an-
valori che si discostano poco dai nostri, mentre che se conseguentemente disporrà di una po-
sulle basi degli stessi invece tensioni notevol- tenza inferiore). ·
mente inferiori a quelle da noi indi cate, utiliz- Nel caso che non si verificassero quei fattori
zando nelle vostre prove di misura un Tester che noi abbiamo testé raccomandato, per rag-
comune da 20.000 ohm per volt, non preoc- giungere lo stato di normalità occorrerà va -
cupatevi, perché l'errore non è insito nella rea- riare il valore della resistenza R32 che da 1.500
lizzazione. ma nella scarsa precisione del mi· ohm potrà essere portata a 1.400 o a 1.600
suratore quando viene usa to in concomitanza ohm fino ad ottenere i valori di tensione per-
ad alte dipendenze d'ingresso come appunto fetti.
sono quelle presemi suite basi dei transistors. Siccome poi dette resistenze non sono fa-
Da ci6 si deduce che potete anche evitare cii mente reperibili in commercio, sarà suffi-
di eseguire tali misure, eccetto UNA SOLA, e ciente applicare in parallelo ad R32 una resi -
precisamente quella della tensione presente stenza da 22.000 ohm per ottenere un valore
tra il punto di collegamento del condensatore complessivo di circa 1.400 ohm, oppure ag-
C22 alle due resistenze 1 ohm (R35-R36) e giungere in serie una resistenza da 100 ohm
la massa. per avere i 1.600 ohm desiderati.
Questo rappresenta infutti il punto critico Va per6 ricordato che costruttivamente le

pag. 88
resistenze presentano valori che possono va - addirittura superiore ai 5 volt oltre alla di-
riare rispetto a quello indicato dal codice co- storsione avremo anche un diverso grado di
lori anche il"\ percentuali vicine al 20%, per riscaldamento dei trainsistor interessati, col
cui una resistenza indicata come da 1 .500 pericolo costante di distruzione per quello
ohm pu6 benissimo essere da 1.400 o da a temperatura maggiore.
1.600 ohm.
La necessità di mantenere, come abbiamo
rilevato precedentemente, nel 12unto critico
accennato una tensione esattamente metà di
quella totale è derivata dal fatto che i due PARTE ALIMENTATRICE.
transistors finali debbono essere alimentati
da una tensione uguale per tutti e due in quan-
to essi funzionano in push- pull, cioè in contro- Per alimentare questo amplificatore sia
fase perché anche variazioni di 2 soli volt po- nella versione mono che in quella stereo, sarà
trebbero provocare spiacevoli distorsioni di necessario provvederlo di un alimentatore
segnale. in grado di erogare un:a corrente di 1 ampère
Se poi tale differenza di tensione risultassè su di una tensione di 20 volt.

ENTRATA

... ... 122


e~

VOLUME BASSI ACUTI ~ E


8

pag. 89
il FET u1n SEMI
Pur appartenendo alla famiglia dei Transiistors,
il FET (il significato della sigla è Field Effect
Transistor ovvero transistor ad effetto di Cél1mpo)
se ne differenzia sostanzialmente per caratte-
ristiche tecniche diverse e per il conseguente
diverso modo d'impiego.
E poiché in pratica verrà frequentemente usato
nei circuiti elettronici appunto per le sue intrin-
seche qualità, sarà opportuno che il lettore "enga
a conoscenza di quanto concerne questo ,relati-
vamente nuovo, ma non ultimo per impor1tanza,
componente della specie elettronica.

Il fet ad un aspetto superficiale potrebbe facil- A differenza dei transistors che per la loro
mente essere scambiato per un qualsiasi transi- costruzione richiedono la sovrapposizione di tre
stor in quanto dimensioni, forme, numero e dispo- cristalli a strati distinti, il fet consta di una
sizione dei piedini sono praticamente identiche. ' . sbarretta di tipo N (oppure P a seconda del canale
Eppure il fet si differenzia sostanzialmente da P od N) la cui parte centrale è circondata da un
questi per ben diverse caratteristiche di funzio- · anello di un cristallo semiiconduttore di tipo op-
namento. posto come in fig. 1. Ma mentre in un transistor
La differenza sostanziale rispetto ad un comune i tre terminali vengono contraddistinti dalle lettere
transistor è quella che il fet, come impiego, si E-8-C (di significato Emettitore, Base, Collettore),
comporta alla stregua di una valvola termoionica nel fet risultano invece D-G-S (dalle iniziali di
e più precisamente come un Pentodo col vantag- Drain=assorbitore, Gate=porta, Sc.urge=sor-
gio di presentare solo tre terminali, pari ad un gente).
triodo, e funzionare con tensioni molto basse, È facilmente comprens:ibile come il Drain e-
circa 9-20 V, come un transistor. quivalga in certo qual modo alla placca della val-

Fig. 1 · A differenza di un transistor, li qual& pre-


vede l'impiego di tre stati di cristallo NPN o
PNP, li fet consta di una sbarretta di cristallo N
(Fet a canale N) la cui par1te centrale è circondata
da un cristallo di polarità opposta.

pag. 90
CONDUTTORE da CONOSCERE
p
o e

a
Fig. 2 . I tre terminali
del fet vengono con·
traddistinti con le lét-
G 8 G tere S-G-D corrispon-
denti all'E-BC di un
transistor ed al cato-
do, griglia, placcai di
s una valvola.
E
e

vola o al collettore del transistor, cioè al termi - mo riportato questo semiconduttore ad un Pento-
nale d·uscita. mentre il Gate non avrebbe che le do, quindi pensiamo sia opportuno risalire alle
funzioni proprie della griglia nei tubi elettronici caratteristiche d·impiego delle valvole termoio-
o della base nei transistor corrispondendo in tal niche alle quali simbolicamente si riallaccia .
modo al terminale dove applicare il segnale da Inizieremo parlando della valvola più semplice
amplificare. Per finire la Sourge avrà prerogative di uso comune, cioè del Triodo. Come saprete,
analoghe a quelle del catodo e dell'emettitore esso è costituito da un'ampolla di vetro, sotto
nei transistor. Per rendervi ancor più chiare le vuoto spinto, che racchiude un catodo, una gri-
idee abbiamo pensato di paragonare i tre compo- glia ed un anodo, e tali elettrodi sono disposti
nenti tra loro come visibile in fig. 2. come in fig. 6.
Il fet negli schemi elettrici viene rappresentato Il catodo riscaldato da un filamento e portato
come nel disegno di fig. 3 , ed al pari dei transi- alla temperatura di qualche centinaio ai gradi,
stor pu6 essere di t ipo P o di tipo N. Così negli per effetto termoionico emette elettroni, che,
schemi per poter distinguere le due diverse speci, essendo particelle con carica negativa, vengono
poiché sul Drain del fet di tipo P sarà necessa- attratti dalla placca che si trova sempre a poten-
rio applicare una tensione negativa (Fig. 4) e su ziale positivo. Gli elettroni, nel loro spostamento
quello di tipo N invece dovremo inviarne una po- dal catodo verso la placca. incontrano il terzo
sitiva (Fig. 5). si è pensato di disegnare la freccia elettrodo del triodo: la griglia. Questa ha il compi-
del Gate rivolta verso l'interno o verso l'esterno to di modificare, a seconda del grado di polarizza-
come risulta dai disegni sopra riportati. Quindi zione, la corrente anodica, e di conseguenza
prima di collegare ad un progetto, comprendente regolare l'amplificazione. Infatti se la griglia ri-
un fet, la relativa corrente di alimentazione, occor- sulta a potenziale negativo rispetto a quello del
re sincerarsi attentamente della polarità richie- ·c atodo, limita il passaggio degli elettroni, ridu -
sta dal tipo di fet usato. Precedentemente abbia- cendo così la corrente anodica. Tale corrente

o o
fig , 3 . Come il transistor Il fet può essere a
G G canale N o a canale P. Per poter individuare• in
uno schema elettrico a quale dei due canali il
s .. s
fet appartiene, occorrerà controllare in che dire-
zione è disegnata la freccia che indica Il Gate.

pag: 91
Fig. 4 - Per fet a canale P, il draln andrà colle-
gato alla tensione NEGATIVA di alimentazione e
G la sourge ovviamente risulterà collegata al ter-
minale positivo, come del resto avviene per un
transistor del tipo PNP.

Fig. 5 . Se il fet risulta a canale N, il drain do-


vrà risultare collegato alla tensione POSITIVA di
alimentazione mentre la sourge al negativo, pa- G
rimenti a quanto avviene per un transistor del
tipo NPN.

p in un triodo non è solo influenzata dalle varia-


zioni della tensione della griglia, ma anche da

a
Fig. 6 - In un comune trio-
do termoionico, gli elet- quella dì placca come risulta nel grafico di fig. 7 .
troni che non vengono Nel suo funzionamento il triodo presenta un in-
G assorbiti dalla placca, per conveniente: gli elettroni che giungono sulla
rimbalzo ritornano sulla placca ad altissima velocità non vengono com-
griglia controllo riducen·
done In tal modo l'ampli- pletamente assorbiti dalla stessa, ma parte di
ficazione. essi , per rimbalzo, ritornano sulla griglia, ren-
e dendola così automaticamente dì polarità nega-
tiva, col risultato di ridurre l'amplificazione.
Per questi motivi in un triodo non si riesce mai a
superare amplificazioni superiori alle 200 volte.
Per ovviare a questi inconvenienti ed ottenere
TRIODO
amplificazioni più elevate si costruiscono i pento-
,, di, valvole che posseggono rispetto al triodo due
VGRIGLIA O
elettro in più, chiamati rispettivamente GRIGLIA
....... SCHERMO e GRIGLIA SOPPRESSORE.

..... Come visibile in fig. 8 la griglia schermo si trova


posta tra quella controllo e quella soppressore,
-------- mentre quest'ultima è situata tra la placca e la
! griglia schermo.
La griglia schermo, sempre polarizzata posi-
tiva mente, favorisce l'attrazione degli elettroni
emessi dal catodo e diretti alranodo, aumentan-
done la velocità e dì conseguenza il potere di am-
Fig. 7 . In questo grafico si può constatare come plificazione della valvola. Nello stesso tempo
la corrente di placca di un triodo risulti enorme-
mente influenzata dalla tensione anodica. provvede a schermare convenientemente la
griglia controllo. onde evitare che elettroni di
rimbalzo la possano raggiungere.

pag. 92
CIIIUA
SIPHUSIH Fig. 8 . Applicando ad un triodo altre due griglie,
\a
-
....".
sc,u•o
rispettivamente la soppressore, collegata a massa,
e la griglia schermo collegau1 alla tensione ano-
dica, otteniamo un pentodo; c:on tale valvola, co-
me spiegato nell'articolo, si possono raggiungere
amplificazioni cui non era possibile arrivare con
il triodo
------""'(IQ

PENTODO FET
Fig. 9 • A differenza del triodo, Y.G~IGLIA V. GATf,
il fet ed il pentodo, oltre ad
amplificare maggiormente, pre-
sentano Il vantaggio che la cor-
rente di drain e di placca non
.I

2
viene inffuenzata in maniera ri- I I
I
levante da variazioni della ten- 'II I
I
sione di alimentazione come ac-
cadeva Invece per Il triodo. ''I
f 150
.hoo''
I 'I
I
•&
'
: 18
TE NSIOU PLACCA TENS IONE ORA IN

La griglia soppressore, a potenziale


negativo, serve a rimanc:lare alla placca quegli
elettroni che, per rimballzo, nÒn potrebbero in
un primo tempo essere assorbiti dalla stessa.
Valvola
R1 =
1 megaohm Con tale accorgimento con un pentodo si possono
R2 = 100.000 ohm raggiungere amplificazioni anche di 2000-3000
R3 = 1 .000 ohm volte. Inoltre la corrente di placca di un pen-
C1 = 10.000 pf todo, è influenzata solo ed esclusivamente dalla
C2 = 47.000 pF.
tensione di griglia, mentm nel triodo essa poteva
C3 = 10 mF. elet-
trolitico risultare influenzata anche da quella di placca.
Se confrontiamo nella stessa figura il grafico
del Fet con quelli del Triodo e del Pentodo
Fig. 10 . In questi due noteremo nelle diverse configurazioni come la
schermi si può rileva- curva di corrente del Drnin di un Fet sia molto
re come i componenti
d'uso in circuiti a val- più somigliante a quella del Pentodo che a quella
vola ed a fet risultino del Triodo.
molto simili come va- Ana lizzando più profondamente le caratteri-
lore. stiche fondamenta li del Fet in stretta analogia
con quelle del tubo elettronie:o, potremo consta-
tare come anche i valori delle resistenze di po-
Fet larizzazione dei vari elettrodi siano molto più
R1 = 2 megaohm vicini a quella di una valvola che a quella dei
Rl = 100.000 ohm transistor (Fig. 1 O). Infatti il valore della resi-
R3 = 1.000 ohm stenza del Sou rge si aggi ra normalmente tra i
C1 = 10.000 pF
1000 ed i 3000 ohm (come sui catodi delle val -
C2 = 47.000 pF.
C3 = 10 mF. elet- vole) e sul Gate, che possiamo paragonare alla
trolitico griglia. esiste una resiswnza collegata a massa
che pu6, a seconda del circuito, assumere valori
tra i 100.000 e il 1.000.000 di ohm, proprio
come si incontra sull e placche di una valvola.

pag. 93
In definitiva il Fet è più paragonabile ad una a quelle dei transistor, vi presenteremo qualche
valvola che ad un transistor poiché r:ome un tubo schema elettrico, affinché possiate rendervi conto
elettronico esso lavora in TENSIONE e non in di come lo si pu6 impie,gare in vari circuiti Note-
CORRENTE; inoltre possiede un impedenza d'in- rete anche da questi s,~mplicissimi progetti indi-
gresso elevatissima che si aggira su valori di cativi, come i valori de,lle resistenze di raccordo
megaohm. con tutti i vantaggi comportanti. del Gate, del Drain, e del Sourge, non si discostino
Ora che abbiamo compreso a grandi linee da quelli usati per i terminali delle valvole termo-
come il Fet abbia caratteristiche che risultano ioniche.
molto piu affini a quelle delle valvole che non

Fig. 11 · Schema tipico di un preamplificatore di


••• BF con fet a canale N. L'impedenza In entrata di
tale preamplificatore sii aggira sul 1,5 megaohm
e quella di uscita sull'c1trdine del 6.000 ohm.
e,
...,.... --1 valori
R1 = 2 megaohm
R2 = 1.000 ohm
R3 = 16.000 ohm
C1 = 47.000 pF
U Cl
C2 = 0,1 mf. a carta
C3 = 10 mF. elettrolitico
alimentazione = 20 volt

Fig. 12 • Schema di principio per un preamplitlca-


tore di BF con uscita di SOURGE, paragonabile
cioè ad un uscita a Catodo Follower per valvole
termoioniche. Con tale schema l'impedenza di en-
trata si aggira sui 2 megaohm .

R1 = 2 megaohm
R2 = 2.200 ohm
R3 =15.000 ohm
C1 = 10.000 pf.
C2 = 0,1 mf a carta
C3 = 50 mf. elettrolitico 25 volt
alimentazione =
15·20 volt

Fig. 13 • Un circuito s1Jterlmentale molto interes-


sante su come risulti 1possibile abbinare un fet
.. canale P ad un transist•or al silicio canale N.
Con tale amplificatore è possibile ottenere una
larghezza di banda di ciirca 1 Megahertz.
e,
&rffltATA ---1------- R1 = 22 megaohm
R2 =1,2 megaohm
R3 =2,2 megaohm
R4 =15.000 ohm
R5 =
3.300 ohm
R6 =
27.000 ohm
R7 = 12.000 ohm
C1 =10.000 pF
C2 =1 mf a carta
C3 =47.000 pf.
alimentazione = 15 voltt

pag. 94
,.
( NftAf A
e•
., 1A$SI U
i
-I1-T""'INh-~'fN.,...--,,...--....,j'IN,,----::---r-- R1
R2
= 100.000 ohm
= 50.000 ohm potenz.
R3 = 1 Megaohm potenz.
R4 = 120.000 ohm
RS = 150.000ohm
R6 =330.000 ohm
R7 =47.000 ohm
RS =22.000 ohm
e1 =100.000 pF
e2 =330 pf

_________ __......__ __
..... .._ ...__...:.... ~
C3 = 4.700 pf
e4
es
es
=
=
=
4.700 pf
50 mleroF. elettro!. 25 volt
100.000 pF
Alimentazione =
20 volt

Flg, 14 • Impiegando un fet, come preampliflcato-


re di BF è possibile applicare In entrata un effi-
cace correttore di tonalità. Tale schema ad esem-
pio non risulterebbe realizzabile con i normali
transistor.

Flg. 15 • Un Interessante schema di un oscillatore


a quarzo Impiegante un fet. La reazione necessa-
ria a far entrare In osclllazlone Il quarzo è dovuta L1
alla capacità Interna tra Draln e Gate.
Il circuito di sintonia L1-C1 deve essere realiz-
zato In modo ~a sintonizzarsi sulla frequenza di
lavoro del quarzo.

=
R1
R2
e1
2 Megaohm
=
15.000 ohm
=
50 pf compensat.
..
L1 =
bobina di sintonia (vedi ai't.)
Xtal = Quarzo
Alimentazione =
15 volt

•• R1 = 10.000 ohm
R2 =
4.7 megaohm
R3 = 1.000 ohm
R4 =
12.000 ohm
RS =
470 ohm
R6 =
2,5 megaohm potenz.
R7 = 100.000 ohm
e, RS =
1 megaohm potenz.
~_!fl
~
R9 =
330.000 ohm
R10 =
2,5 megaohm potenz.
R11 = 1.000 ohm
R12 = 680.000 ohm
R13 =2.200 ohm
... Cl R14
C1
=120 ohm
= 5 mF. elettr.
e2 = so mf. elettr.
C3 = 5 mf. elettr.
e4 = 1.200 pF.
es = 1.200 pF.
Fig. 16 • Se volete Impiegare un fet come pream- es = 100.000 pF
pllficatore di BF completo di comandi di tono e1 = 100.000 pF
acuto e grave, da far seguire ad uno stadio a es = 1so pF.
transistor di tipo NPN vi consigliamo lo schema alimentazione =15-20 volt
visibile In figura. Transistor NPN tipo BC108

pag. 95
UN
TELEVISORE
PER RICEVERE
I
SATEllLITI
METEREOLOGI Cl
I' parte

Che attorno alla terra orbitino in continuazione Per6 siamo certi che il vostro interesse torne-
dei satelliti artificiali non rappresenta certo una rà a risvegliarsi quando vi mostreremo il modo
novità, anzi siamo propensi a dire che anche i per captare queste intemssanti trasmissioni e tra -
lanci che si susseguono in continuazione non ri- sformarle in meravigliosi ed unici programmi
svegliano più la stessa morbosa curiosità di po- televisivi.
chi anni fa quando, col naso rivolto all'insù, nelle Pensate, non vi sembra magnifico poter vede-
serate più chiare si cercava con malcelata impa- re tutto il bacino del Mediterraneo in uno spet-
zief"!Za il piccolo punto luminoso di un satellite tacolo come solamente1 gli astronauti possono
che, simile ad una stella cadente, solcava le tene- godere, e la nostra cara Italia con le sue Alpi
bre, simbolo di un progresso al quale non si era ammantate di neve come solo la realtà visiva
ancora abituati. coi propri occhi pu6 ili us11ra re?
Le nuove grandissime imprese spaziali. quali la
conquista della superficie lunare e l'invio di sonde
verso Marte e gli altri pianeti del sistema solare,
hanno fatto passare in seconda linea quei satel-
liti che si « accontentano » di gravitare attorno
alla terra, quali appunto i satelliti metereologici.
Quest'ultimi, fomiti di telecamere, nel loro in-
cessante girare attorno al nostro pianeta informa-
no le stazioni riceventi delle zone che stanno sor-
volando sulle condizioni atmosferiche permet-
tendo precise indicazioni sulla formazione dei ci -
cloni, sull'estensione delle aree temporalesche,
sulla consistenza dei banchi di nuvole, ecc. A
questo punto voi potreste benissimo esclamare:
« Beh, grazie per l'informazione, ma a noi che ce
ne viene? Servirà magari alle stazioni metereolo-
giche. »

pag. 96
Grazie agli enormi sviluppi della tecnica moderna,
sono stati immessi in orbita attorno al nostro glo-
bo un numero rilevante di satelliti artificiali con
diversi compiti d'informazione.
Quelli che interessano direttamente il nostro arti-
colo sono i satelliti metereologici che, provvisti di
perfettissime micro-telecamere, trasmettono in
continuazione immagini delle condizioni atmo-
sferiche relativamente alle varie zone che stanno
sorvolando.
Con un televisore appositamente realizzato è
possibile ricevere tali immagini e, dopo aver
imparato a decifrarle, conoscere così in anteprima
le condizioni del tempo sull'Italia e sull'Europa
in genere.

Credi a mo quindi di fare cosa gradita ai nostri li modifiche o migliorie apportate, in quanto si
lettori, e specialmente ai radioamatori, presentan- sa che la passione nei radioamatori porta spesso
do questo nostro oscilloscopio a lenta scansione ad ottenere un ugua l risultato con sempre minor
capace, come ur, qualsiasi televisore, di tradurre spesa .
in immagini i segnali trasmessi dai satelliti me- Ad esempio sarebbe molto interessante se
tereologici, e precisamente da quelli di tipo qualche lettore al posto di un tubo oscillosco-
NIMBUS ed ESSA. pio a deflessione elettrostatica riuscisse ad i m-
Con questo progetto noi pensiamo di aver rag- piegarne uno a deflessione magnetica. come
giunto il miglior risultato ottenibile, privo di tutti quelli da televisione.
quei difetti che erano presenti nei primi prototi- Questa soluzione avremmo voluto adottarla
pi; tale progetto, per la sua facilità di realizzazio- come base per i nostri studi futuri sulla rice-
ne, senza dubbio invoglierà quanti sono interes- zione da satelliti , purtroppo la mancanza di tem-
sati a questa nuova e speciale branchia di ricer- po non ci permette di svolgere le nostre espe-
ca. rienze con l'alacrità necessaria. per cui preve-
Non vogliamo per6 essere troppo presuntuosi diamo una simile realizzazione non a scadenza
e se qualche lettore in futuro realizzando l'appa- immediata.
recchio riuscisse ad ottenere risultati migliori dei
Continua nel prossimo numero con la
nostri e per perfezione di ricezione o per ridu - realizzazione pratica del televisore
zione di componènti impiegati saremmo ben speciale per la visione diretta delle
lieti di presentare sulla nostra rivista le eventua- immagini.

pag. 97
Nella realizzazione di un amplificatore di po- Abbiamo parlato di d~s~fsioni -solo per fare
tenza, il primo problema, e forse anche il più l.ln esempio, ma il nostro discorso vale anche
importante, che si presenta al cost ruttore è per tutte quelle imperfezioni che possono ca -
quello relativo allo stadio preamplificatore. ratterizzare un cattivo funzionamento, quali:
Un vecchio proverbio dice con molta saggez- rumori di fondo, fruscii che accompagnano
za che « chi ben comincia è già a metà dell'ope- particolari condizioni di funzionamento dei tran-
ra ». Mai come in questo caso tale detto corri - sistor, e così via , tutte quelle cause insomma
sponde a verità, e non tanto in senso metafo- che possono concorrere ad infirmare il piacere
rico, quanto nel senso più pratico della parola. di un buon ascolto.
Infatti dalla parte prea mplificatrice dipendo- Per ovviare quindi a questi inconvenienti e
no tutte quelle qualità che rendono più o me- dare la possibilità ad ogni amatore, anche di-
no apprez.z abile un amplificatore, per cui è ne- lettante, di poter ascoltare e gustare le infinite
cessario curarne la costruzione nei minimi par- melodie oggi in commercio, noi abbiamo pensa-
ticolari, impiegando componenti adatti e capaci to di realizzare un ottimo preamplificatore che
di fornire una resa ottima limitando al possibi le non presenti distorsioni superiori allo O, 1%,
quei fastidi che sono propri dei circuiti a tran - adattabile quindi, con ottimi risultati, a com-
sistor. plessi di alta fedeltà, e conseguentemente ca -
Non basta quindi poter contare su di un otti- pace di migliorare la riproduzione se applicato
mo schema che teoricamente presenti tutti i a normali amplificatori di potenza.
vantaggi richiesti da un fonoriproduttore, ma Questo progetto che noi vi presentiamo per
occorre pure uno studio approfondito sui vari la versione mono, se realizzato in due esempla-
componenti d'impiego e tante, tante prove pra- ri identici, serve egregiamente anche per ampli-
tiche fino a raggiungere l'optimum del rendi - ficatori stereo. ed in questo caso occorrerà per6
mento. applicare un potenziometro di bilanciamento
Nel nostro caso specifico, se già nello stadio come vi sarà mostrato nello schema elettrico.
preamplificatore sono presenti fenomeni di di- Per questa realizzazione noi abbiamo impie-
storsione questi, passando negli stadi succes- gato dei transistor al silicio che si sono dimo-
sivi, verrebbero notevolmente amplificati fino a strati eccellenti per le loro intrinseche qualità
poter dar luogo a dissonanze quanto mai sgra- e senz'altro i più adatti alle specifiche esigenze
devoli. del nostro circuito.

pag. 98
Con quattro transistor al silicio selezionati per
il loro basso rumore di fondo si può realizzare un
ottimo preamplificatore ad alta fedeltà con di-
storsione inferiore allo O,1 °/o.
Il progetto presentato in questo articolo nella
versione mono, può essere utilizzato anche in
versione stereo, ovviamente realizzandolo in due
esemplari uguali.

preamplilicatore Hl·FI
Tanto per completare la descrizione del pro- Tali transistor sono stati scelti, dopo diverse
getto che vi stiamo presentando, sarà oppor- prove, per il loro basso rumore di fondo, perci6
tuno sintetizzarvene le caratteristiche di fun - sono risultati i più adatti in riferimento al par-
zionamento che, più di ogni altra parola, ticolare circuito nel quale vengono impiegati.
sapranno illustrarvi le qualità veramente note- Il funzionamento del nostro ·progetto, come li-
voli del nostro amplificatore. nea di massima, è piuttosto se.ripllce; bastano
quindi poche considerazioni di ordine pratico
CARATTERISTICHE DI FUNZIONAM ENTO per seguire completamente il tragitto percor-
so dal segnale in entrata attraverso i vari com-
CURVA PASSANTE = lineare da 20 Hz fino a ponenti indicati nello schema, fino al termi-
100.000 Hz nale d'uscita.
ATTENUAZIONE = a - 1 dB da 12 Hz a 19 Hz Il segnale in entrata come si pu6 constatare
e da 100.000 Hz a 1 50.000 Hz dallo schema, prima di essere inviato alla base
RAPPORTO SEGNALE DISTURBO = inferiore del primo transistor prea mplificatore TR 1, viene
a 60 dB fatto passare attraverso un gruppo di filtri di
TENSIONE DI USCITA = 0 ,3 - 0,5 volt equalizzazione sui quali sarà opportuno sof-
DISTORSIONE = max. O, 1 % fermarci anche se brevemente, per farne com-
TENSIONE DI ALIMENTAZION E = da 20 a 55 prendere l'importanza.
volt Nella progettazione di un preamplificatore
ASSORBIMENTO TOTALE = 8 mA di qualità, non solo è necessario realizzarlo
Come potete facilmente notare, le presta- in modo che amplifichi un segnale senza distor-
zioni che noi vi abbiamo indicato. che assicu- sioni, ma occorre anche tener presente che es-
riamo inoltre assolutamente corrispondenti so deve risultare concepito in maniera da con-
alla realtà, confermano quanto detto prima, sentire l'impiego di qualsiasi testina fonori -
e siamo certi che quanti provvederanno alla velatrice, indipendentemente dalla caratte-
realizzazione del progetto ne rimarranno en- ristica di registrazione.
tusiasti. Poiché, come tutti sapranno, le testine re-
peribili in commercio sono di vario tipo e di
diverse caratteristiche di costruzione e di ren-
CIRCUITO ELETTRICO dimento, sarà necessario provvedere ad una
normalizzazione del segnale in entrata, affin-
Il circuito elettrico vi viene presentato in fig. ché riproduca fedelmente sia gli alti che i bas-
e, come chiaramente appare dallo schema, si .
i transistor utilizzati sono quattro, di cui tre di Per raggiungere questo scopo si ricorre
tipo BC149 e l'altro di tipo BC148. a speciali circuiti, detti appunto di equalizza-

pag. 99
'O
"'
~ ?D V
...
~

o
o - +cu

IO

.. e,
!!!1

. R26 - 680.000 ohm C1 O = 12.0.00 pF


COMPONENTI R12 = 15.000 ohm
R13 = 10.000 ohm R27 = 2 .200 ohm C11 = 100.000 pF
R14 = 180.000 ohm R28 = 150 ohm C12 = 18.000 pF
R1 220 .000 ohm R15 - 270 .000 ohm R29 ~ 50.000 ohm potenz. lin. C13 = 18.000 pF
R2 100.000 ohm R16 = 12.000 ohm R30 = 2 .700 ohm C14 = 1 50.000 pF.
R3 47 .000 ohm R17 = 1 .800 ohm C1 = 100pF C1 5 = 5 mF elettro!. 1 O V.
R4 - 10.000 ohm R18 - 22.000 ohm potenz. lin. C2 = 1.000 pF C16 = 5 mF elettro!. 1 O V.
RS - 10.000 ohm R19 10.000 ohm C3 -= 1 .000 pF C17 = 5 mF elettrol. 1 O V.
R6 - 1 .000 ohm R20 = 100.000 ohm potenz. lin. C4 -= 220 pF C18 = 250 mF elettro!. 50/ 60 V.
R7 10.000 ohm R21 - 10.000 ohm CS = 5 mF elettro!. 10 V. S1 = S2 deviatore 2 vie 4 posizioni
RB 100.000 ohm R22 4 .700 ohm C6 = 5 mF elettro!. 1 O V. TR1 = transistor al silicio NPN BC149
R9 10.000 ohm R23 1 Megaohm C7 = 1 5.000 pF TR2 = transistor al silicio NPN BC149
R10 1.500 ohm R24 3.900 ohm es -= s.200 pF TR3 = transistor al silicio NPN BC149
R11 = 6.800 ohm R25 22.000 ohm potenz. lin,. C9 -= 5 mF elettro!. 1 O V. TR4 = transistor al silicio NPN BC148
zione, che vengono interposti tra la testina ed regolazione corrispondenti ai toni acuti e ai
il primo stadio del preamplificatore, circuiti bassi che in fig. 1 sono contraddistinti dalle
selezionabili, di volta in volta tramite un com- sigle R18 R20.
muttatore, a seconda delle esigenze. Segue poi un terzo transistor di amplifica-
È noto ad esempio che le testine piezoelet- zione, TR3, quindi attraverso il comando di
triche presentano un'alta impedenza e che il regolazione del volume, con sigla R25, il se-
loro segnale elettrico risulta di notevole am- gnale passa infine all'ultimo transistor, il TR4,
piezza, mentre quelle di tipo magnetico hanno, che provvederà alla sua amplificazione finale.
al contrario, una bassa impedenza ed un segna- Avevamo accennato alla possibilità di impie-
le prelevabile ai suoi capi di debole intensità. gare il progetto anche in un complesso stereo;
Ne deriva che per collegare tali diversi tra- per ottenere ci6 è necessario naturalmente
sduttori ad un preamplificatore diventa neces- realizzare due preamplificatori identici, impie-
sario impiegare dei particolari accorgimenti gare potenziometri di volume e di tono doppi,
in grado di equilibrarne il funzionamento; as- ed infine aggiungere un potenziometro sup-
solvono appunto questa funzione di filtri di equa- plementare, pur esso doppio, col compito di
lizzazione . bilanciare la tensione di uscita dei due pream-
Quindi i suddetti filtri hanno il compito di e- plificatori.
qualizzare il segnale in ingresso ed inoltre Come vedesi nel disegno di fig. 2 , il poten-
provvedono a rendere lineare il responso del- ziometro di bilanciamento, che corrisponde
la testina fonorivelatri ce, in modo da compen- nello schema ad R29, è da 50.000 ohm di tipo
sare le limitazioni delle frequenze necessaria- lineare, e le due sezioni che lo compongono
mente apportate ai suoni nella registrazione sono collegate ai circuiti in maniera contraria
sui dischi, senza tuttavia alterarne le carat- una all'altra. Così quando il cursore di una se-
teristiche sonore. zione viene ruotato verso il terminale di massa
Tanto per darvi un'idea vi indichiamo in una di un preamplificatore, l'altro invece si avvicina
tabella le tensioni massi me che normalmente di conseguenza al termina le dove risulta col-
è possibile ricavare da testine fonorivelatrici legato il condensatore Cl 7 del secondo pream-
o da un registratore. plificatore.
Poiché l'intero apparato funziona a tensioni
di 20 volt ed oltre, sarà necessario impiegare
TABELLA per C 1 8 un condensatore elettrolitico la cui
tensione di lavoro non risulti inferiore ai 30
Testina magnetica = 3 millivolt volt, tutto questo per avere un buon margine
Testina piezo ad alto rendimento = 40 millivolt di sicurezza.
Apparecchio radio o registratore = 1 00 millivolt

I filtri da noi impiegati sono adatti ai tipi più


comuni di fonorivelatori : quello magnetico, REALIZZAZIONE PRATICA
quello piezo ad alto rendimento, il piezo nor-
male, e per ultimo servono anche per collegare Per evitare errori di costruzione e di cablaggio,
in entrata un segnale prelevato da un registra- abbia mo creduto opportuno effettuare il mon-
tore o dallo stadio rivelatore di una qualsiasi taggio impieqando la tecnica dei circuiti stam-
radio. pati. Tutto il complesso del preamplificatore
I quattro filtri, come si nota nello schema verrà quindi montato su ci rcuito stampato e
elettrico, vengono selezionati tramite il com- coloro che trovassero difficoltoso o noioso in-
mutatore d'entrata S 1. cidere da sé la lastrina di rame nelle dimensioni
Il commutatore S2, abbinato ad S 1, serve giuste, potranno sempre rivolgersi alla ns. reda-
per introdurre nel primo stadio del preampli- zione la quale disporrà in merito.
ficatore un certo grado di controreazione, af- Djfficoltà nel montaggit> di caratt'ere tecnico
finando l'equalizzazione fornita dai filtri d'en- non ne esistono, anche perché la fig. 3 mostra
trata. molto chiaramente la varia disposizione dei sin-
Il segnale amplificato, prelevato dal collet- goli elementi sul relativo circuito, così come de-
lettore di TR1 , viene inviato direttamente alla vono essere sistemati; seguendo fedelmente le
base del secondo transistor TR2 per un' ulte- nostre indicazioni ed il relativo disegno diventa
riore a mpllficazione. praticamente impossibile sbagliare.
Dal collettore di TR2 poi, il segnale, tramite Vi preghiamo solo di porre un po' di attenzione
il condensatore C9, passa ai vari comandi di su11a connessione dei condensatori elettrolitici.

pag. 101
Circuito stampato a grandezza
naturale
Il lettore che non desiderasse
acquistare Il ctrculto stampato
già Inciso potrà con questo dise-
gno riportarlo a grandezza nat&J.
raie, ricopiarlo, e provvedere In
tal modo ad autocostrulrselo.

specialmente per quelli di tipo miniaturizzato, cino a qualche fi lo percorso da corrente alternata.
in modo da non cadere in errori di distrazione ne vengono disturbati.
che comporterebbero il mancato od almeno im- In questi casi noi consiçiliacno di racchiudere,
perfetto funzionamento di tutto il complesso. in una scatoletta metallica od almeno scherma-
Per rendervi il montaggio ancora più facili - re convenientemente, anche i suddetti filtri e
tato. in fig. 3 vi abbiamo illustrato i vari colle- commutatore.
gamenti al circuito stampato dei potenziometri Con tale accorgimento si eliminerà ogni pro-
di regolazione del tono, .del volume e del bilancia- babile fonte di disturbo.
mento; con un minimo di cura non vi sarà possi- Ora non ci resta che augurarvi buon lavoro cer-
bile confondervi. ti che i risultati delle vostre fatiche saranno ben
Per evitare rumori di fondo o ronzii causati ricompensati dalla soddisfazione di essere en-
dal campo magnetico prodotto dalla corrente al- tra ti in possesso di un ottimo preamplificatore.
ternata presente nel trasformatore di alimenta -
zione o nel motorino di un eventuale giradischi
collegato all'amplificatore, sarà opportuno impie- SCATOLA DI MONTAGGIO
gare. per le connessioni al circuito dei potenzio- La scatola di montaggio è reperibile al prezzo di
metri e del commutatore, spezzoni di cavetto L. 4.100. Il solo circuito stampato a L. 600 +
schermato. non dimenticando di saldare gli estre-
spese postali.
mi delle calze metalliche alla massa del circuito La spedizione viene effettuata dietro ver-
ed alle carcasse metalliche dei potenziometri di samento del relativo importo con vaglia postale
regolazione. oppure contrassegno colla maggiorazione di
Infine. a costruzione ultimata, per ridurre ancora
L. 600 per spese postali.
• eventuali ronzii derivati dalle condizioni ambien-
tali, si dovrà rinchiudere il preamplificatore in una
scatola metallica che provvederà a schermare
in maniera adeguata tutto il circuito.
Nel fissare il circuito alla scatola, bisognerà
tenerlo leggermente distanziato dalle pareti me-
talliche, affinché le saldature non vadano in con -
tatto con le pareti cortocircuitando tutto il com-
plesso.
Noi abbiamo consigliato di schermare tutto il
preamplificatore per evitare qualsiasi ronzio,
per6 in certi casi pu6 succedere che anche con
tale precauzione il lettore. una volta montato
!"apparecchio, a massimo volume. noti un leggero
rumore di fondo. che non è prodotto, come po-
trebbe credersi. dal preamplificatore, ma bensì
dai circuiti di filtro di entrata, che trovandosi vi -

pag. 102
~ ~

2• PREAMP.

R29 VERSO 51
USCITA
52
B 52
VERSO S,
BILANCIAMENTO

R25 R18 R 20 '

VOLUME ACUTI BASSf

'
Uno strumento che dia la possibilità di ottenere
tutte le frequenze comprese fra i 10 Hz ed i 90.000
Hz è senza dubbio di incomparabile utilità per tutti
coloro che si dedicano alla costruzione ed alla
messa a punto di amplificatori di B. F.
La possibilità inoltre di poterlo reperire in scatola
di montaggio con circuito stampato già inciso ne
semplificherà al massimo la realizzazione pratica.

un OSCILLATORE di BF.
Il presentare sulle pagine della nostra rivista fronte a risultati piuttosto deludenti od addirit
studi e realizzazioni di progetti pratici su strumen- wra completa mente inefficienti.
ti di misura. non dipende owiamente da partico- Teniamo quindi a precisare che i progetti che
lari preferenze degli esperti addetti alla ricerca ed man mano presenteremo alla vostra attenzione
alla progettazione nel nostro laboratorio, ma ben- sono stati da noi preventivamente collaudati e
sì da vostri precisi desideri . come risulta dalle nella relativa progettazione abbiamo usato tutte
numerose lettere pervenuteci in redazione di le cure necessarie ad eliminare quei fattori nega-
quanti intendono attrezzare sufficientemente il tivi che potrebbero fare insorgere difficoltà nel
loro laboratorio con strumenti precisi, moderni e realizzazione. specialmente per coloro che non
sopratutto economici. Comunque non vogliamo hanno ancora acquisito una sufficiente esperienza
incorrere negli stessi errori spesso commessi da attraverso una lunga pratica. Inoltre. per rendere
altre riviste e cioè che il lettore. affascinato da ancora più semplice la costruzione dei nosfri ap-
progetti teoricamente molto validi ed interessanti, parecchi di maggior interesse. ci siamo premurati
poi. dopo aver speso tempo e denaro in una rea - di approntare. per soddisfare le vostre eventuali
lizzazione portata a termine con cura, si trovi di richieste, il relativo circuito stampato cosicché

pag. 104
saranno quasi impossibili anche tutti quegli errori L'orecchio umano, per quanto sensibilizzato
di cabl.tggio o di interpretazione causati spesso dalla pratica continua e da una naturale predispo-
dalla distrazione sizione, non potrà mai competere con un oscillo-
Il progetto che vi presentiamo in questo arti- grafo e per questo noi ci preoccuperemo di pre-
colo è riferito ad un oscillatore di onde sinusoidali sentarvi, in un numero prossimo di rivista, anche
per B.F., strumento indispensabile per il collaudo un progetto di oscilloscopio di costo accessibile;
e la messa a punto di qualsiasi amplificatore di Dopo questa disgressione di presentazione, tor-
B.F a valvola o a transistor sia di tipo normale niamo al nostro generatore di onde sinusoidali di
che- stereofonico. B.F., di cui vi elencheremo in linea di massima i
Tale strumento purtroppo non è molto diffuso, vari servizi che vi potrà rendere.
almeno quanto dovrebbe, e difficilmente ci è capi-
tato d'incontrarlo anche in quei laboratori di ripa- CONTROLLO BANDA PASSANTE
razione e collaudo dove sarebbe di indiscussa
utilità. Perché un amplificatore possa essere consi-
La causa di questo disinteresse non consiste derato HI-FI, occorre innanzitutto che esso sia
solamente nell'elevata spesa di acquisto, ma a in grado di amplificare con uguale fedelta ed am-
nostro avviso, anche nel fatto che i vantaggi con- piezza tutte le frequenze, dalle più alte alle più
seguibili nell'utilizzazione di tale oscillatore non basse
sono ma, stati dettagliatamente discussi od al- Inviando quindi in entrata ad esso una gamma
meno illustrati da alcuna rivista. di frequenze compresa tra i 30 e i 20.000 Hz,
Infine come ultimo motivo dobbiamo aggiunge- avremo la possibilità di controllare in uscita con
re anche che molti preferiscono nel controllo un oscillografo, oppure con un voltmetro in alter-
degli amplificatori affidarsi alla sensibilità dello nata, il rendimento del suddetto amplificatore.
orecchio piuttosto che a quella ben più precisa di Se per esempio si constata che esso non riesce
una traccia oscillografica. a scendere sotto i 100 Hz, avremo sempre la pos-
sibilità di perfezionarlo provando per tentativi ad
aumentare la capacità dei condensatori di accop-
piamento, e çontrollare qual'è quello in difetto.

CONTROLLO ATTENUAZIONE su una determi-


nata frequenza

In molti casi pu6 succedere che un amplificato-


re, pur capace di amplificare le frequenze più alte
e quelle più basse, presenti per6 una attenuazione
su determinate frequenze, ad esempio tra i 7.000
e i 9.000 Hz.
Con l'aiuto di un oscillatore di B.F. si riesce o
facilità a stabilire, non solo il campo di frequenza
dove sussiste l'attenuazione, ma possedendo un
generatore a frequenza fissa. si sarà pure in grado
di verificare, sempre utilizzando un oscilloscopio
od un voltmetro in C.A., quale stadio dell'ampli-
ficatore interessa tale attenuazione.

pag. 105
ONDE QUADRE MESSA A PUNTO FILTRI CROSS- OVER

Inserendo all'uscita del generatore di B.F. uno Per quanto la realizzazione dei filtri cross-over
squadratore di onde (come quello presentato su venga effettuata dopo calcoli matematici che ci
questo stesso numero) avremo la possibilità di danno i vari valori dei componenti perfettamente
trasformare un' onda sinusoidale in un' onda qua- definiti, non potremo mai ottenere quelle carat-
dra con tutti i vantaggi che un tal tipo di controllo teristiche esatte che ci eravamo prefissati a causa
di amplificatori comporta, come è stato esaurien- delle immancabili tolleranze di costruzione di tutti
temente spiegato nel numero precedente di que- i componenti.
sta rivista . Con un generatore di B.F. saremo in grado di
stabilire con estrema precisione se all'altoparlan-
REGISTRAZIONE DEI REGOLATORI DI TONO te dei bassi giungerà appunto quella determinata
gamma di frequenza richiesta, e lo stesso ragiona -
Un generatore di B.F. si rivela inoltre utilissimo mento vale anche per quanto concerne alle fre-
per rendere più efficaci i controlli dei toni acuti e quenze medie e a quelle acute.
gravi di un qualsiasi amplificatore. Per compiere tale controllo è sufficiente infatti
Si sa che per le imprevedibili tolleranze costrut- inviare in entrata all'amplificatore frequenze diver-
tive dei vari componenti di un circuito non sempre se e controllare con un voltmetro in alternata sul-
i controlli dei toni risu ltano convenientemente le bobine mobili dei vari altoparlanti fino a stabi-
efficaci con conseguente impossibi lità di ottenere lire su quale frequenza il segnale comincia ad
quelle attenuazioni ed esaltazioni previste dal attenuarsi . qu1na1 correggere di conseguenza il
progetto. valore dei condensa tori e delle bobine di filtro se
Modificare quindi il valore dei componenti che necessario, in modo di attenuare completamente
interessano detti controlli risulta facile solamente una certa gamma affinché ai vari altoparlanti non
se si dispone di un oscillatore per poter stabilire giungano frequenze superiori o inferiori alla possi -
come e quanto questi attenuano gli alti o i bassi. bi lità di riproduzioni degli stessi .

CONTROLLO DISTORSIONE MESSA A PUNTO DEI MOBILI BASS- REFLEX

La distorsione, inconveniente piuttosto frequen - Il compito di un mobile acustico bass-reflex


te nella realizzazione di un amplificatore, risult a consiste principalmente nel rafforzare il suono
rilevabile facilmente osservando sullo schermo di delle note basse, però, per raggiun gere un risul-
un oscillografo la traccia rilevata in uscita dall'am- tato apprezzabile, è necessario che la costruzione
plificatore. di tale mobile corrisponda a requisiti e caratte-
Tale traccia deve risultare perfetta (anche se ristiche costruttive subordinate anche alle carat-
notevolmente amplificata) come quella applicata teristiche degli altoparlanti.
in entrata, se naturalmente l'amplificatore funzio- Con l'aiuto di un oscillatore di B.F. avremo la
na regolarmente. possibilità di correggere e modificare le carat-
Qualora invece l' onda apparisse deformata, si teristiche principali della cassa armonica fino a
avrà sempre la possibilità di stabilire quale stadio conseguire l'efficienza desiderata.
è interessato a tale deformazione e con la stes:;a Si potranno migliorare i condotti sonori del mo-
facilità potremo stabilire quali componenti con- bile, modificare le finestre di apertura, la quantità
corrono alla manifestazione del difetto. ' del materiale assorbente, tutti quei fattori insom-
Da ci6 quindi provando a cambiare, diminuen- ma che concorrono ad ottenere una perfetta ri-
produzione.
.

~
doli od aumentandoli , i valori Ìntef'essati si riesce
a raggi ungere un funziona mento perfetto .
TARATURA RADIOCOMANDI

CONTROLLO FILTRI DI ATIENUAZIONE Per coloro infine che si interessano di radioco-


mandi, l'oscillatore di B. F. si dimostra uno stru-
Sempre con un generatore di B.F., si pu6 con- mento vera mente più che utile per la messa a
trollare l'efficacia dei filtri di attenuazione per poi punto dei canali selettori di B.F. sia nella sezione
regolarli in modo da attenuare solo la gamma di trasmittente sia in quella ricevente.
frequenza prestabilita . Concludendo la nostra chiacchierata · sui vari

pag. 106
NelJe foto la disposizione sul
circuito stampato di tutti i com·
ponenti.

servizi che ci può rendere un oscillatore di B.F. e lamente in frequenza, ma anche in ampiezza,
considerando che quanto enunciato finora rispec- onde evitare che, anche lasciandolo in funzione
chia solamente alcune delle tante applicazioni ininterrottamente per lungo tempo, non presen-
cui esso può ottimamente ottemperare, non cre- tasse anche quelle più piccole variazioni che po-
diamo di essere stati esagerati quando all'inizio t rebbl:lro falsare i risu ltati di eventuali controlli
ne abbiamo denunciato la grande importanza. di amplificatori.
La stabilità che noi abbiamo ottenuto col no-
stro schema è tale che, regolato lo strumento su
CIRCUITO ELETIRICO di una determinata frequenza, si può benissimo
spegnerlo e lasciarlo in inattività anche per qual-
Il circuito base del nostro generatore di B.F. è che mese, certi che riaccendendolo dopo tanto
costituito essenzialmente da un oscillatore di tipo tempo si otterrà in uscita un ugual segnale sia per
« resistenza-capacità ». frequenza, sia per ampiezza, proprio come al mo-
Si poteva realizzare un tale circuito, come di mento della regolazione prima di spegnerlo.
solito avviene per analoghi apparecchi di minor Questo fatto fa sì che questo generatore di B.F.
precisione, utilizzando un numero di transistor per le sue intrinseche qualità e per il suo costo
inferiore a quello previsto nel nostro progetto, ma di realizzazione abbastanza modesto, possa reg-
era nella nostra intenzione, quando abbiamo ini- gere tranquillamente il confronto con analoghi
ziato la progettazione, presentare un apparecchio apparecchi di uso strettamente professionale che
che possedesse caratteristiche degne di uno stru- sono reperibili in commercio a prezzi proibitivi.
mento professionale. Oltre a tutto noi l"abbiamo progettato in modg
Precisiamo quindi che nel nostro circuito è stato che funzioni alimentato esclusivamente in cor-
necessario impiegare ben sette transistor, come rente continua cosicché oltre a risultare portabile
si vede dallo schema elettrico di fig. 1, col risul- . non viene neppure influenzato dalla frequenza di
tato confortante però di poter ottenere in uscita rete.
dei segnali di onde sinusoidali privi di qualsiasi Il circuito inoltre presenta, o ltre alle caratteri-
distorsione (con percentuali di scarto inferiori stiche cui abbiamo testé accennato, altri perfe-
allo 0,07%). zionamenti, di minor importanza certo, ma altret-
Si è voluto inoltre inserire un circuito di stabi- tanto apprezzabili e nec·essari, quali ad esempio
lizzazione automatica di frequenza ed un controllo un voltmetro elettronico a Fet capace di segnala-
automatico di tensione del segnale generato in re la presenza in uscita del segnale di B.F., men-
modo che in uscita esso risultasse stabile non so- tre il milliamperometro impiegato nel voltmetro

pag. 107
Componenti R26 = 22.000 ohm
R27 = t .800 ohm
R1-R1A = 40.000 ohm R28 = 100 ohm
R2-R2A = 26.670 ohm R29 = 1.000 ohm
R3,R3A = 20.000 ohm R30 = 10.000 ohm potenz. lineare
R4-R4A = 16 .000 ohm R31 = 33 ohm
RS-RSA = 13.333 ohm R32 = 270 ohm
R6-R6A = 10.000 ohm R33 = 680 ohm
R7-R7A = 8.000 ohm
R8-R8A = 6 .666 ohm
R34 = 2.200 ohm
R35 = 150.000 ohm
R9-R9A = 5.720 ohm R36 = 10 megaohm
R10-R10A =5.000 ohm R37 = 3.300 ohm
R11•R11A =4A45 ohm R38 = 100.000 ohm trlmmer
R12 = 5.600 ohm R39 = 1.000 ohm
R13 = 5 .600 ohm R40 = 10.000 ohm trlmmer
R14 = 10.000 ohm potenziometro 11· Tutte le resistenze si intendono a 1/ 4
neare di watt
R15 = 10.000 ohm potenz. abbinato a C1 = 100.000 pF. a carta
R14 C2 = 10.000 pf. a carta
R16 = 18.000 ohm C3 = f .000 pF. pin-up
R17 = 56.000 ohm C4 = 100 pf. pln-up
R18 = 56,000 ohm CS = 1 mf. + 0,47 mF.
R19 = 470 ohm C6 = 100.000 pf. + 47.000 pf.
R20 = 680 ohm C7 = 10.000 pf. + 4.700 pF
R21 = 2.200 ohm =
es 1.000 pF. + 470 pF.
R22 = 2.200 ohm C9 = 180 pf.
R23 = 22.000 ohm trlmmer C10 = 33.000 pf.
R24 = 5 .600 ohm C11 - 10 mf. elettrolitico 9 v.
=
R25 = 10.000 ohm ttlmmer C12 220 pf.

pag. 108
R2S R26 ~ -
8,6 a ·~ L;::r~-.
2•
C\4
9.
PILA

R27 R37 ss9---- ••o


I

1.a•
C16 T

R29 R30 i luSCITA


.. !I
.___..(j-J SEGNALE

,,

Sul disegno sono indicate le tensioni


più importanti che debbono apparire
sul punto indicato.
Tali tensioni sono state misurate con
un voltmetro ,elettronico, non usando
C13 = 68 pF. tale strumento ma In comune tester si
C14 = 25 mF. elettrolitico 15 volt riveleranno valori notevolmente diver·
C15 = 1.000 mf. elettrolitico 15 volt si.
C16 = 1 mf. a carta
C17 = 250 mf. elettrolitico 15 volt
C18 = 1 mf. a carta
TR1 = Transistor NPN tipo BC 107
TR2 = Transistor PNP tipo AC 125
TR3 = Transistor NPN tipo BC 107
TR4 = Transistor PNP tipo AC 125
TR5 = Transistor PNP tipo AC 125
TR6 = Transistor NPN tipo BC 107
TR7 = Transistor NPN tipo BC 107
FT1 = FET a canale N tipo TIS 34
DG1 = diodo al germanio tipo OA 95
=
Q1 9
,~ ,'~ ''2,
DG2 diodo al germanio tipo OA 95
DG3 = diodo al germanio tipo OA 95
S1-S1A = commutatore 11 posizioni
2 vie
S2-S2A = commutatore 4 posizioni 2
vie 8
S3-S3A commutatore 2 posizioni 2
vie
S4 = commutatore 4 posizioni 1 via
S5-S5A-S5B = commutatore 3 posi· Nel disegno s1ono rappresentati le con-
nessioni dei terminali dei transistor
zionl 3 vie
MA = microamperometro 200 micro- AC 125, BC 11~7. e del fet TIS 34 visti
amper fondo scala dal lato che fuoriescono dal corpo del
Alimentazione = 9 volt semitConduttor,e.

pag. 109
servirà anche ad indicare la tensione della pila di Poiché quando si entra nel campo dell'alta fe-
alimentazione in modo da poterla tempestiva- deltà può essere utile conoscere con una certa
mente sostituire quando essa é in via di esauri- precisione il limite massimo delle frequenze am-
mento. plificabili. si é pensato di inserire nel nostro appa-
Con raiuto di un primo commutatore a 11 po- recchio un comando separato e riferito solamente
sizioni più un secondo a 4 posizioni si possono ai toni acuti.
ottenere da questo oscillatore onde sinusoidali a Tale comando permette di ottenere una sinto-
frequenze fisse da 1 O Hz fino a 90.000 Hz, ed nia di frequenze da 10.000 a 30.000 Hz. in modo
inoltre, con un terzo commuttatore a 2 posizioni, da dare la possibilità di stabilire con una certa
frquenze a sintonia continua da 10.000 Hz fino esattezza quando e su quale frequenza un ampli-
a 30.000 Hz. ficatore comincia ad attenuare il segnale ampli-
Le resisrenze da R 1 a R 11 e da R 1A a R 11 A, ficato.
che vengono inserite di volta in volta nel circuito Il passaggio da frequenza fissa a frequenza a
attraverso il doppio commutatore S 1- S 1A, com- sintonia continua si effettua manovrando il devia-
mutatore a 11 posizioni 2 vie . ci forniscono le tore S3-S3A il cui compito é quello di disinserire
frequenze basi di 10- 15-20- 25- 30- 40-50-60- dal tratto di circuito che porta alla base del tra-
70-80-90 Hz. È ovvio, ma facciamo ugualmente sistor TR 1. il gruppo delle resistenze e dei con-
presente al lettore, che le corrispettive resistenze densatori comandati da S 1- S2 per inserire al lo-
R1 ed R1A, R2 ed R2A, R3 ed R3A, ecc.• debbo- ro posto un potenziometro doppio, Rl 4-Rl 5,
no possedere un uguale valore ohmico e non sarà che accoppiato ai condensatori C9-C1 O. permette
perciò sufficiente prendere in considerazione il di generare una gamma di frequenze da 10.000
valore denunciato dal codice dei colori per con- a 30.000 Hz.
trollare se risultano uguali. ma bisognerà, con un
po' di pazienza, misurarle ad una ad una con un Naturalmente tale gamma di frequenze può
ohmetro in quanto a variazioni del loro valore. essere variata a piacimenlO modificando i valori
corrispondono anche variazioni delle frequenze delle resisrenze poste in serie al potenziometro
generate, per la qual cosa, ad esempio, anziché doppio. oppure cambiando le capacità C9-C 1O.
ottenere in uscita i 50 Hz desiderati se ne potreb-
Affinché il lettore possa facilmente compren-
bero avere invece 48 o 52 .
dere il metodo da seguire nel caso intendesse
Il secondo commutatore. che abbiamo indica-
aumentare o diminuire le frequenze d"uso.
to nello schema con la sigla S2-S2A, serve nel
nostro generatore come moltiplicatore. Diminuendo il valore delle resistenze R 1-R1 A, in
Le posizioni utilizzabili sono quattro e corri- modo proporzionale, la frequenza aumenta, men-
spondono: la prima al valore della frequenza letta tre aumentandolo naturalmente diminuisce.
sul quadrante del pannello moltiplicato per 1. Diminuendo invece il valore delle capacità C1 e
vale a dire 10- 15-20- 2 5-30-40- 50- 60-70-80- C5. aumenta la frequenza, che al contrario dimi-
90 Hz. la seconda posizione corrisponde alle fre- nuisce impiegando capacità maggiori.
quenze segnate sul pannello moltiplicate per 1O, Occorre tener presente però che tra C 1 e C5
la terza alle stesse frequenze moltiplicate per 100. esiste un preciso rapporto di valori capacitativi
ed infine la quarta ad una moltiplicazione dei che va sempre rispettato, ed è contenuto attorno
valori base per 1 .000. a limiti di 1 a 15.
Per fare un esempio, una frequenza letta sul Per rendere le cose più semplici vi porteremo
pannello corrispondentemente ai 40 Hz. a secon- qualche esempio indicativo: se per e1 impieghia-
da della posizione di S2-S2A significherà valori mo una capacità da 0, 1 mF, per es occorrerà un
di 40 in posizione 1, con S2-S2A portato sulla condensatore da 1,5 mF (frequenze basse), se
posizione 2 verrà 400, in posizione 3 invece invece, sempre per C4. il valore del condensatore
4.000 Hz, ed infine col commuttatore in posi- é di 100 pF, es dovrà essere da 1.500 pF (fre-
zione 4. la frequenza segnata sarà di 40 X 1.000 quenze elevate /.
ovvero 40.000 Hz. Il segnale di 8.F. linearizzato e stabilizzato in
Come vedete le frequenze scelte sono più che frequenza ed in tensione dai successivi stadi,
sufficienti per provare qualsiasi amplificatore, in prima di passare alla boccola d'uscita, viene in-
quanto normalmente per il controllo dei bassi ci viato, attraverso un condensatore di forte capaci-
si basa al massimo su tre frequenze, vale a dire tà (e1 5 da 1.000 mF.), al potenziometro R30 e,
sui 30-60- 100 Hz, ottenibili con una sola com- dal suo cursore. ad un attenuatore di scatti.
mutazione di S2-S2A, per le frequenze medie si Per controllare poi rampiezza della tensione in
usano valori di 400-700- 1.000-2.000 Hz, men- uscita, si preleva il segnale di B.F. dall"attenuatore
tre per gli acuti valori di 7 .000-9.000- 1 5.000 Hz. e. dopo averlo fatto passare attraverso due diodi.

pag. 11 O
DG2 e DG3, lo si applica al gate del fet FT1. Sul
drain dello stesso verrà inserito, tramite S5-S5A-
S5B, un m,lliomperometro per la lettura della ten-
~ione in uscita.
Tale commutatore esplica in questo oscilla-
tore tre ben distinte funzioni. Posto nella prima
posizione il generatore di onde è SPENTO, ruo-
tandolo nella seconda posizione si ottiene l'accen-
sione dell'apparecchio e la lettura sul milliampe-
rometro della tensione della pila di alimenta-
zione.
Nella terza posizione l'oscillatore rimarrà sem-
pre acceso, ma il milliamperometro risulterà
inserito sul voltmetro a Fet per controllare la
tensione di B.F. fornita dall'oscillatore. La ten-
sione necessaria per l'alimentazione è di 9 volt.
Si consiglia, poiché lo spazio disponibile lo per-
mette ampiamente, di utilizzare una sorgente di
forte capacità consistente ad esempio in due pi-
le da 4,5 volt poste in serie, oppure 6 pile da 1,5
volt, sempre poste in serie.

REALIZZAZIONE PRATICA

Coloro che si accingono alla realizzazione di uno


strumento di laboratorio come quello che vi pre-
sentiamo, ovviamente pretendono, e con giusta
ragione, che a costruzione ultimata esso posseg-
ga tre caratteristiche fondamentali: sicurezza di
funzionamento, precisione ed estetica.
Abbiamo risolto i primi due problemi speri-
mentando e progettando un circuito perfetto in
Ogni suo particolare, semplificandone al massi-
mo la realizzazione pratica in maniera di evitare
qualsiasi errore di montaggio. Per questo abbia-
mo realizzato un circuito stampato. visibile in

e e fig. 3 a grandezza naturale, ottenibile gia inciso


come specificheremo più avanti, allo scopo di evi-

---- -
~ tare anche i più piccoli errori di cablaggio da par-
FHEE u, te dei principianti, e lo abbiamo completato di un
I
disegno pratico, vedi fig. 4, che servirà a dissipa-
~ re tutti quegli eventuali dubbi che ancora doves-
sero sussistere. Per concludere, anche se siete
111111 alle prime armi potete tranquillamente iniziare
la costruzione di questo oscillatore in piena con-
11111 vinzione di raggiungere risultati positivi, in quan-
to seguendo fedelmente tutte le nostre spiega-

11111 zioni e considerando attentamente i disegni alle-


gati al progetto vi assicuriamo il pieno successo.
In ogni modo qualora dovessero sorgere com-

al plicazioni dovute al più ad una vostra impossi-


bilità di poter usufruire di un oscilloscopio per una
più precisa taratura, noi siamo pronti a garantir-
vi una completa assistenza tecnica di control-
lo nel nostro laboratorio.
Abbiamo risolto inoltre anche il problema este-

pag. 111
Nel disegno Il circuito
stampato a grandezza na-
turale .
tico, che è quasi della stessa importanza di quel- lative resistenze a cominciare da quello con fun-
lo tecnico, approntando per voi una scatola me- zione di attenuatore, quindi a q uello che delimi-
tallica, già verniciata ed incisa. completa delle ta le frequenze d'impiego, cioè S 1-S 1A.
varie diciture e rifinita in ogni particolare, pron- P'e r portare a termine quest'ultima o perazione
ta cioè ad essere utilizzata senza bisogno di adat- occorrerà armarsi di un po' di pazienza poiché
tamenti particolari. è necessario controllare con un ohmetro tutte
Quando ~arà monrata e completata dalle ma - le resistenze prima di inserirle.
nopole e dallo strumentino indicatore della ten- Infatti uno dei fattori essenziali per un'ottima
sione di alimentazione, siamo certissimi che lo precisione dell'oscillatore consiste appunto nel-
strumento non sfigurerà nel vostro laboratorio l'assoluta eguaglianza dei valori resistivi dei cor-
anche se accostato ad altri apparecchi profes- rispettivi bracci del commutatore doppio. senza
sionali regolarmente acquistati in commercio e fare troppo affidamento sul codice dei colori per-
profumatamente pagati. ché difficilmente esso dà il valore esatto denun-
In fig. 4 è visibile il disegno del circuito stam- ciato, proprio per le tolleranze ammesse in co-
pato, visto dal lato componenti, completo dei vari struzione.
elementi nelle posizioni in cui vanno singolar- Prendendo come esempio una resistenza indi-
mente collocati, per cui basterà adattarli ai fori cata dal codice con valore di 10.000 ohm, non
già segnati sul circuito stampato e stagnarli nor- è raro che, invece del valore atteso, misurando
malmente. con un ohmetro ci si trovi di fronte a valori di
Prima di fissare i vari transistors ed il fet nelle 9.500 o 10.500 ohm, con uno scarto inammis-
relative sedi, controllate che i loro terminali siano sibile per le nostre necessità.
disposti come viene richiesto dallo schema per Inoltre siccome i valori richiesti per ottenere
evitare che futili motivi di distrazione possano le frequenze da noi stabilite non sono reperibili
pregiudicare incomprensibilmente il funziona - in commercio, bisognerà ricorrere a valori comuni
mento dell'apparecchio. e collegarne due in serie o in parallelo per avere
Occorre inoltre fare presente che non essen- con una certa precisione le resistenze da inseri-
dovi in commercio valori di capacità necessa- re.
ri per i condensatori C5, C6. C7 e C8 si è do- Sappiate bene che la precisione delle frequen-
vuto ovviamente provvedere impiegandone due ze dipende dalla cura con cui sceglierete tali ac-
collegati in parallelo al posto di ciascuno. coppiamenti di resistenze; se non volete quindi
Quando avete ultimato il montaggio dei com- che al posto dei richiesti 250 Hz siano presenti
ponenti sul circuito stampato. potete procede- in uscita 245 Hz o 255 Hz dovete eseguire con la
re alla locazione dei potenziometri , dei commu- massima attenzione tutti i controlli necessari
tatori e del milliamperometro sul pannello fron- per avere la matematica certezza dei risultati
tale della scatola, badando bene di stringere i come li abbiamo ottenuti noi.
dadi di fissaggio con una chiavetta possibilmente Nella tabella che abbiamo incluso vi indichia-
a tubo, evitando di usare le pinze per non scor- mo il valore esatto che le resistenze da R 1 a R 11
ticare la vernice del pannello . debbono presentare, ed i valori delle due resi-
Prima di infilare i perni dei commutatori e dei stenze impiegate per ottenere tali va lori.
potenziometri negli appositi fori sul pannello fron- A lato dei valori di accoppiamento abbiamo
tale sarà opportuno applicare sui terminali le re- anche voluto specificare di volta in volta se il

VALO RI RICHIESTI RESISTENZE DA ACCOPPIARE


R1 = 4 0 .000 ohm (22.000 +1 8 .000) ohm in serie
R2 = 26.6 70 ohm (2 2 .000 + 4 70) ohm in serie
R3 = 2 0 .000 ohm - - - - -- - - (10.000 + 10.000) ohm in serie
R4 = 16.000 ohm (15.000 + 1.000) ohm in serie
R5 = 13.333 ohm (15.000 + 120.000) ohm in parallelo
R6 = 10.0 00 ohm (10.000) ohm unica resist enza
R7 = 8.000 ohm (4.700 + 3 .300) ohm in serie
RS = 6.666 ohm (15.000 + 12.000) ohm in parallelo
R9 = 5.720 oh m (5.600 + 120) ohm in serie
R1 O = 5.0 00 ohm +
(10.000 10.000) ohm in parallelo
R11 = 4.445 oh m (82.000 +4 .700) ohm in parallelo

pag. 112
PILA

SIA
PILA

r ;,i
es

~tt

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<?
~

w USCITA
BF.
collegamento va effettuato in serie oppure in pa- Un met odo per ottenere una regolazione appros-
rallelo. simata prevede l'impiego di un auricolare piezo-
Ai valori di R1 - R11 corrispondono quelli di elettrico inserito nella boccola d'uscita. Dopo
R1A- R11A quindi la nostra tabella vale pure per aver portato il com mutatore S 1-S 1A sulla po-
la serie di resistenze da impiegare nel potenzio- sizione corrispondente alla frequenza di 90 Hz,
metro S1A. ruotate il moltiplicatore S2- S2A sulla tacca che
Terminata questa operazione che risulta senza indica x 1 O i n modo da ottenere, in condizioni
dubbio la più fastidiosa e impegnativa, non ci re- normali, una frequenza di 900 Hz. Regolate poi
sta altro che completare il cablaggio per passa- R25 in modo che risulti cortocircuitato, cioè
re alla fase di messa a punto dell'oscillatore or- nella posizione corrispondente alla minor resi-
mai pronto per il funziona mento. stenza e, data tensione all"oscillatore, ruotate
lentamente il potenziometro R23 fino ad udire
MESSA A PUNTO in cuffia un segnale di B.F., segnale che verrà in-
dicato dalla lancetta del milliamperometro annes-
Ultimata la costruzione ed inserita la tensione so all'oscillatore.
di alimentazione, vale a dire la pila tla 9 volt, Giunti a questo punto togliete la cuffia dalla
perché l'oscillatore entri regolarmente in funzio- boccola d'uscita ed al suo posto inserite un volt-
ne, necessita di una buona taratura, che si ottie- metro in corrente alternata; regolate quindi R25
ne tramite la regolazione dei tre potenziometri fino ad ottenere sul quadrante dello strumento
semifissi indicati nello schema elettrico con le una tensione segnata aggirantesi dai 0.4 ai 0.6
sigle R23- R25 - R3 8 volt (effettuando tale operazione il commuta .
Iniziate l'operazione portando il commutato t ore S4 dell'attenuatore sarà posto su x1 ed il
re S5 nella seconda posizione corrispondente potenziometro R30 al suo valore massimo).
a TENSIONE PI LA e con un piccolo cacciavite Quando avrete ottenuto valori•di tensione cor-
regolate il potenziometro R38 fino a far coincide- rispondenti vuol dire che l'oscillatore funziona
re la lancetta dello strumento esatta mente a metà regolarmente e, se avete eseguito il montaggio
scala (segno rosso dello strumento). delle resistenze in modo diligente e preciso. le
Quindi occorrerà mettere a punto il voltmetro frequenze d'uscita corrisponderanno a quelle de-
a fet: per raggiungere questo scopo occorre per siderate.
prima cosa ruotare il potenziometro R30· che co- Se invece siete così fortunati da possedere un
manda l'attenuatore fino al punto minimo in mo- oscilloscopio, l'operazione di controllo e di messa
do da evitare che al voltmetro giunga alcun se- a punto del generatore di onde diventa assai più
gnale di B.F. (quest'ultima operazione pu6 esse- semplificata e perfetta. Infatti controllando vi-
re evitata semplicemente dissaldando il filo di- col- sivamente la traccia sullo schermo si potrà rego-
legamento tra il condensatore C1 5 ed il potenzio- larla fino ad eliminare qualsiasi forma di distor-
metro dell'attenuatore). sione e di ogni altra i mperfezione in genere agen-
Dopo aver eseguito quanto finora detto, si pas- do semplicemente sul potenziometro R25.
sa a commuta re S5 sulla posizione corrisponden- Se ad esempio l'onda dovesse risultare irrego-
te a B.F., e col solito cacciavite si regola accu- lare ruotate lentamente il potenziometro semi-
ratamente R40 finché la lancetta dello strumento fisso R2 5 fino ad ottenere, per un dato valore,
non coincide sullo ZERO. la forma perfetta cercata.
Ora non rimane che mettere in funzione l'oscil- Tale condizione si raggiunge quando la ten -
latore vero e proprio e tararlo sulle varie fre- sione d'uscita è contenuta in limiti varianti da
quenze nel modo più preciso possibile. 0.4 a 0,6 volt, proprio come precedentemente
Purtroppo per6 per avere un risultato apprez- anticipato, mentre per tensioni maggiori in uscita
zabile occorre eseguire tale operazione con l'aiu- si potrà notare che ronda può presentare lievi
to di un oscilloscopio in maniera di poter control- distorsioni.
lare direttamente sullo schermo la forma dell'on- Con un oscillografo potete inoltre correggere
da in uscita. Senza uno strumento particolare le piccole differenze che eventualmente potreb-
come è appunto un oscillografo, che non tutti bero verificarsi a causa delle tolleranze di costru-
sono in grado di possedere, si può lo stesso far zione dei condensatori del moltiplicatore, diffe-
funzionare l'apparecchio, solo che nella impos- renze che se anche non pregiudicano sostanzial-
sibilità di un adeguato controllo tutto ci6 che è mente il funzionamento dell'oscillatore, possono
possibile conoscere consiste unicamente nel po- però modificare leggermente il rapporto di molti-
ter vedere se esso funziona oppure no, senza al- plicazione cosi da avere al posto dei fattori mol-
cun riferimento preciso sulle frequenze ottenute. tiplicativi regolar! valori leggermente diversi.

pag. 114
Per spiegarci meglio considerando di ruotare onde, poiché dalla prec1s1one del conteggio di-
la manopola del moltiplicatore sui x 100, al po- pende l'esattezza dell'apparecchio), occorrerà
sto del valore regolare potremmo avere un fatto- agire come nel caso precedente applicando in
re moltiplicativo variante dai 90 ai 11 O con con- parallelo al condensatore C2 delle capacità da 50-
seguenti valori della frequenza in uscita legger- 100-1.000 pF a seconda della necessità oppure
menti diversi da quelli desiderati; non è che tale diminuendo il valore di C2 fino ad ottenere il nu-
differenza infirmi notevolmente la bontà dell'ap- mero esatto delle onde sullo schermo dell'oscil-
parecchio, ma esso non potrebbe più essere latore.
considerato perfetto come vorremmo. Per avere fa matematica certezza di non essere
L' operazione di controllo finale, cioè quella che incorsi in errori di conteggio si pu6 eseguire una
ci dirà se effettivamente le frequenze cercate so- verifica agendo in maniera inversa, cioè contando
no presenti in uscita, si pu6 effettuare con un 20 sinusoidi sulla scala x 1O e passando a quella
oscilloscopio attraverso l'interpretazione delle x 1 osservare se se ne ottengono due come è
figure di Lissajous, prendendo a riferimento necessario avvenga se tutto è regolare.
come frequenza base quella della tensione di Terminata la messa a punto anche di questa
rete, che come saprete è di 50 Hz. portata si proseguirà senz'altro alla terza scala,
Se non avete dimestichezza con le figure di Us- cioè quella dei x 100, prendendo come campio-
sajous. un ottimo metodo da seguire per raggiun- ne la frequenza di 500 Hz ottenuta pocanzi.
gere il vostro scopo anche in via molto appros- Si regola l'oscillografo fino ad avere sullo scher-
simativa è quello che ora vi indicheremo. mo 2 onde, con l'oscillatore regolato sulla portata
Applicate all'oscillografo una tensione alternata x 1 O, ed attraverso il commutatore si porta lo
di 3 -6 volt prelevata dal secondario di un trasfor- strumento sui x 100 per vedere se le onde diven-
matore collegato alla tensione di rete che, come tano ancora 20. Se ci6 non accade, si agisce sul
detto prima, oscilla con una frequenza di 50 Hz condensatore C3 variandone il valore fino alla
e fate in modo che sullo schermo appaiano 5 si- normalità. Anche per regolare l'ultima portata
nusoidi (opoure anche solo 2 se il vostro oscil- ci si comporta esattamente come per le altre fis-
lografo non permette di ottenerne tante). sando 2 sinusoidi sulla portata di x100 e control-
Quindi, senza toccare il comando della fre- lando se su quella x 1.000 esse diventano 20.
quenza di sega dell'oscillografo, inserite in entra- li sistema descritto e consigliato da noi non è
ta la1 frequenza prodotta dal gener.a tore commu- certamente il più perfetto, pero presenta il van -
tato sui 50 Hz, naturalmente dopo aver disin- taggio di essere applicabile abbastanza facilmen-
serito la tensione di rete. Se sullo schermo doves- te da chiunque.
sero apparire sinusoidi in numero different e, in
più o in meno. occorrerà saldare sotto al circuito
stampato tra i due reofori dove è inserito C1 . dei
condensatori da 2.200 o 3 .300 pF fino ad otte- SCATOLA DI MONTAGGIO
nere sullo schermo il numero normale di sinusoi-
di. Qualora poi. a causa della tolleranza di costru- Per agevolare il lettore nella realizzazione di
zione, il valore di C1 dovesse risultare superiore questo interessante ed utilissimo strumento di
ai 100.000 pF richiesti, sarà opportuno sostituir- laboratorio abbiamo approntato. oltre al circuito
lo con due condensatori da 4 7 .000 pF posti in stampato già inciso e pronto per il montaggio,
parallelo ed aggiungere sotto il circuito stampato anche l'adatta scatola metallica verniciata a fuo-
delle capacità scelte sperimentalmente fino a rag- co ed il pannello in alluminio ossidato già com-
giungere lo stato di normalita desiderato, vale a pleto con tutte le diciture d'uso.
dire il numero di sinusoidi regolare. La scatola di montaggio completa di ogni com-
Terminata la registrazione della prima scala ponente, con circuito stampato, scatola, strn-
di frequenze passiamo a controllare la seconda, mentino, transistors, fet, manopole, commutta-
cioè quella riferita a x 1 O. tori, potenziometri, e tutte le resistenze ed i con-
Anche questa operazione verrà effettuata man- densatori necessari è reperibile presso la nostra
teRendo l'oscillatore fisso sui 60 Hz e con 2 si- redazione al prezzo di L. 20.000.
nusoidi sullo schermo dell'oscillografo. Coloro che desiderassero sfruttare componen -
: Si commuterà quindi S 1-S 1A sulla posizione ti già in loro possesso, possono anche ri chie-
i< 1O e, se tu tt o è regolare, sullo schermo do- dere pezzi di montaggio singoli, e vi riportiamo
vrebbero appanre 2 X 10= 20 sinusoidi. il costo dei principali :
Qualora non .si ottenesse questo risultato (ri- Circuito stampato L. 1.200
cordatevi di fare molta attenzione nel contare le Strumentino L. 2 .500

pa g. 11 5
Ricollegandoci al numero precedente di Nuova
Elettronica abbiamo voluto completare la gamma
dei temporizzatori per tergicristallo presentando-
vi stavolta un modello adatto per motorini a quat-
tro fili di alimentazione.
Realizzandolo, non solo modernizzerete la vostra
automobile, ma la provvederete anche di un di-
spositivo utile e sicuro.

Alcuni anni fa una vettura che fosse equipag- crista llo capace di far entrare in funzione automa-
giata con degli automatismi transistorizzati per ticamente le spazzole a tempi prefissati.
comandare qua lche suo organo meccanico, cer- Chi ha già avuto modo d'installarlo sulla pro-
tamente non poteva essere né di serie né alla por- pria autovettura ci ha esternato tutta la soddisfa-
tata di tutte le tasche. zione per la praticità e l'utilità del nostro automa-
Quasi sempre infatti automatismo voleva signi- tismo, tanto che, a detta degli interessati, non sa-
ficare una vettura con cilindrata superiore ai prebbero più privarsene.
3.000 cc. che onestamente non poteva trovare Qua le au tomobilista infatti non si è mai trovato
posto presso chi si guadagnava la vita lavorando sulla strada in giornate di nebbia, oppure quando
8 ore al giorno ed aveva ben altri problemi da ri- cadono quelle pioggerelline che non si sa mai se
solvere. bagnano oppure no. obbligandolo ad una sner-
Oggigiorno pero anche possedendo una mode- vante operazione di accendi-spegni del proprio
sta 500, completarla di tutti quei servoautoma- tergicristallo se vuole evitare che le spazzole la-
tismi utili a semplificarne la guida ed a renderla vorando a secco si rovinino e segnino il vetro!
quasi una fuoriserie « transistorizzata ». non rap- Ebbene questo automatismo è stato ideato
presenta più un problema irrisolubile. proprio per sopperire a tale disagio in quanto è
Già sul primo numero della nostra rivista ab- in grado di provvedere alla pulizia del vetro appe-
biamo presentato un temporizzatore per tergi - na questo è sporco, per spegnersi dopo averlo

pag. 116
spazzolato e ritornare in funzione a piacere nostro vedersi piantare in asso quando più ci troviamo
automaticamente, dopo 10-20-50- 100-200 me- nella necessità di usarlo.
tri. cioè quando il vetro presenta la necessità di Intendiamoci, non è che lo spirito col quale
essere di nuovo pulito. abbiamo affrontato l'argomento sia denigrativo
Di tale util1ta se ne è accorta anche la maggiore nei confronti di una socie1tà alla quale va senza
delle nostre industrie di automobili, la Fiat, che ha dubbio il plauso e l'ammirazione di tutti noi, al-
equipaggiato alcuni suoi modelli con dei disposi- meno per la lodevole iniziativa che speriamo abbia
ti.vi automatici che provvedono appunto a far en- un seguito, ma piuttosto è il risultato di conside -
trare in funzione il tergicristallo ad intermittenza. razioni di carattere puramente tecnico.

un TERGICRISTALLO auto atico


A nostro avviso però il sistema impiegato da Sul primo numero di Nt1ova Elettronica aveva-
tale industria presenta l'inconveniente di posse- mo presentato ai lettori un progetto transisto-
dere un tempo fisso di funzionamento, con l'im- rizzato di temporizzatore adatto esclusivamente
possibilità di poter regolare la frequenza delle per motorini di vecchio tipo installati per lo più su
pause tra una pulita di vetro e l'altra, cosicché se auto di modello ormai sorpassato, ora invece
ad esempio può anche risultare utile viaggiando a torniamo sull'argomento proponendovi un mon-
60 Km/ h, diventa praticamente inutile a 100 o a taggio adatto per motorini con ritorno automatico
30 Km all'ora. delle spazzole in posizion,e di riposo che, per il
Un altro appunto che vorremmo fare sul tem- diverso funzionamento, richiedono un'alimenta-
porizzatore sopramenzionato. è rivolto al relé zione ovvia mente differente rispetto a quella
termico utilizzato che, secondo noi , non presenta descritta per l'altro tipo.
sufficienti garanzie di efficenza, col rischio di Questo modello quindi può essere utilizzato su
qualsiasi vettura italiana o straniera, dalla Fiat
alla Lancia, dall'Alfa Rome•o alla NSU, dalla Ford
alla Opel. dalla Wolkswagen alla Simca. ecc.,
cioè su tutte quelle auto che sono equipaggiate
di motorini con quattro, in certi casi anche cinque
fili di alimentazione.
I vantaggi di questo nuovo progetto, che ol-
tretutto è reperibile in scatola di montaggio, sono
i seguenti:
1°) può essere installato su qualsiasi autovettura
(anche sulla Fiat 500).
2°) i contatti del relè possono sopportare corren-
ti di 12 amper perciò va bene per qualsiasi
motorino, considerato che i tipi di maggior
potenza giungono ad assorbire al massimo
5 amper.
3°) può essere regolato .a piacimento con un
tempo di riposo variabile da 3 a 30 secondi.
4°) la spazzola del tergicristallo si riporta dopo
ogni ciclo nella posizione di riposo. permet-
tendo all'automobilis1ta di godere sempre del-
la massima visibilità.
5° 1 l'installazione, semplicissima, non richiede la
applicazione di alcuni deviatore od interrut-
tore supplementare.
Ai vantaggi poc'anzi descritti se ne potrebbero

pag 117
Fig.1
0 er comprendere il funziona mento di un semplice

motorino a quattro fili di ali1mentazione, sarà suf-


ficiente osservare con un po' di attenzione la fi -
gura. Come potete notare il filo di massa n. 31
53A FERMO pu6 anche non apparire all'Etsterno in quanto col-
S1
legato all'involucro metallico, del motorino.
MOTO

SZ . - mHRMO
r-,,._MOTO MASSA
MAlSA V
V

aggiungere altri due che a prima vista potrebbero montati già da diverso témpo su autovetture di-
sembrare non strettamente indispensabili. ma che verse non hanno mai lamentato inconvenienti,
a nostro avviso sono utilissimi. però abbiamo voluto pmvedere qualsiasi guasto
Il primo consiste nell'impossibilità di dimenti- incidentale, non imputabile a nostro avviso al
carlo acceso perché, spento l'interruttore princi- temporizzatore. ma che IPOtrebbe essere causato
pale normalmente in dotazione sulla vostra vettu- involontariamente da un qualsiasi meccanico od
ra. oppure tolta la chiavetta d'accensione della elettrauto che, non ess,endo a conoscenza del
macchina, automatica mente viene interrotta an- temporizzatore. incautamente potrebbe staccarne
che la corrente nel circuito transistorizzato. ralimentazione o provocare un cortocircuito con
Il secondo vantaggio riguarda invece la sicurez- il risultato di mettere fuori uso i transistor.
za di funzionamento del tergicristallo in condizioni
normali anche in caso di avaria del temporiz-
L'IMPIANTO ELETTRICQ1 DEL TERGICRISTALLO
zatore.
Quest' ultima ipotesi avremmo anche potuto Prima di presentare il inostro progetto, sarà op-
tralasciarla in quanto tre prototipi che sono stati portuno spiegare al lettore. o perlomeno a quei

m FERMO
o---.. . .
A\ S-~1t-"-··t•~5,;.3
1 / -.:.1·..:.Y:.i,H~ocu.Jn::.r____
' '• m 2·momr
Fig.2
Schema classico di un motorino con alimentazio-
ne a cinque fili. Anche in questo caso il filo di
massa n. 31 pu6 essere collegato internamente
all'involucro, quindi i fili utili vengono ridotti da
cinque a quattro.
318 FERMO
S2 ,.," 31
I( ••

l MASSA
',• MOTO MASSA

pag. 118
lettori che non hanno dimestichezza con l'imoian- ad una basetta sulla quale sono riportati i vari
to eh:ittrico di una vettura, non solo che i moderni numeri da noi usati per distinguerli, l'operazione
motorini per tergicristallo, normalmente montati non presenta alcuna difficoltà.
sulle loro auto attuali. vengono alimentati da In ogni modo anche se non ci fosse la basetta,
quattro fili, ma come vengono separatamente l'individuazione resta pur sempre· semplice in
uti-lizzati detti fili , perche si possa, con cognizione quanto le case produttrici hanno pensato di do-
di causa, effeLtuare i vari collegamenti tra moto- tare i vari terminali di segni standard di distin-
rino e temporizzatore senza possibilità di dubbio zione con colori e numerazioni diversi atti a non
o di errt,re. confonderli .
Se si osserva con attenzione la fig. 1, nella Occorre inoltre far presente che la Bosch, oltre
quale è visibile l'impianto elettrico più comune ai normali motorini che abbiamo descritto finora ,
di un tergicristallo, si nota come l'interruttore che ne possiede anche di quelli a due velocità di ro-
comanda l'alimentazione del motorino, !figlato in tazione. una lenta ed una veloce.
figura da S 1-S2. sia a 2 vie 2 posizioni. Anche in questo caso l'impianto elettrico non
S 1 è in contatto col polo positivo della batteria, presenta differenze degne di nota in quanto l'u-
S2 invece con quello negativo. vale a dire colla nica variazione consiste nel commutatore che,
massa. pur sempre a 2 vie. presenta peré 3 posizioni
In condizione di funzionamento S1 applica la corrispondenti a SPENTO-ACCESO LENTO-AC-
tensione positiva al filo siglato col n. 53 (e la to- CESO VELOCE, e nell'alimentazione che ora di-
glie al filo n. 53A), mentre S2 interrompe la con- spone di 5 fili distinti (possono anche essere solo
nessione a massa del filo 31 B. quattro come nel modello a velocità fissa :Perché
In posizione di fermo S 1 toglierà la tensione al la massa. filo 31 , pu6 essere collegata di retta men-
filo 53 e la invierà al 53A, mentre parimenti S2 te alla carcassa del motorino. come accennato
collegherà a massa il filo 31 B. anche prima).
I due terminali cui viene applicata la tensione I numeri di identificazione rimangono invariati
positiva e quella negativa (massa) quando l'in- mentre, come vede~i in fig. 2, il quinto filo, quel-
terruttore è situato nella posizione di fermo, sono lo che serve per la rotazione veloce. viene con-
quelli che servono a far riportare le spazzole in trassegnato con la sigla 53 B.
posizione d1 riposo a pié del vetro. Noi abbiamo finora parlato delle case costruttri-
Noi. presentando il progetto, vi abbiamo parlato ci di motorini più note, ma ci6 non toglie che sulla
di 4 fili di alimentazione; un breve calcolo vi porta vostra vettura possa essere installato un modello
senza dubbio alla constatazione che invece i fili che non rispecchi i metodi standard di differenzia-
da noi menzionati illustrando l'impianto elettrico zione dei terminali. con ovvia conseguente diffi-
sono solamente tre e vi chiederete quale fine ab- coltà nella loto identificazione, oppure che in ope-
bia mai fatto il quarto filo. razioni sul tergicristallo siano stati sostituiti fili
La spiegazione è semplice in quanto il filo senza badare a contrassegnarli convenientemente.
indicato colla sigla n. 31 , e che corrisponde alla Anche così il fatto non desta preoccupazioni
Massa principale, pu6 anche non esistere esterna- in quanto con l'aiuto di un semplice voltmetro
mente al motorino perché collegato internamente (o di una lampadina a 12 volt) potete ,facilmente
alla carcassa metallica dello stesso. aggirare l'ostacolo.
Ora per inserire il nostro dispositivo occorrerà Il sistema che noi consigliamo per individuare i
come prima cosa individuare esattamente uno per fili è questo: innestate la chiavetta di avviamento
uno questi fili e poiché quasi sempre fanno capo e commutate l'interruttore in modo che giunga

Bosch Marelli

Nella ldil,;lla riporld t:1 sntlu vi ;d1ilic11110 i11<ii.:z110 Positivo di Avviamento n.53 filo BLU
come le due maggiori ditte produttrici cli motori-
ni elettrici per terçiicristallo !che v,111110 per la m;ig Positivo di Fermo n. 53 /l filo BLU- N~RO
giore su quasi tutte le nostre c1utovett,irc). cioè
la Bosch e la Marelli. alJIJidrH~ provveduto d r!i-
Massa n.31 filo BIANCO- BLU
stinç1uerc i vari colle\JèllllCJlli:

Massa di Fermo n.31 B filo BIANCO

pag. 119
RELE
. --- ------------1
r---....--w...,.._.____________.,___-<r~-_,

---su
. ... I:·. --o-----::·
___ .
,.._ ,_,.

TR2
........ -··- --·-------~

----1------11'--.----"'"""'"":

$1 12 V.

Fig. 3

tensione al motorino del tergicristallo, quindi con


un voltmetro, o con una lampadina da 12 volt.
controllate su quale dei quattro fili (tre se il filo COMPONENTI TERGICRISTALLO
di massa n. 31 risulta collegato alla carcassa)
uscenti dal motorino è presente una tensione e R1 2.200 ohm
su quali non esiste. R2 12.000 ohm
Col tergicristallo in moto troveremo che: R3 100.000 ohm potenz. Lineare
su di un filo esiste continuamente tensione. R4 27.000 ohm
quindi non pu6 essere che quello di avvia- DS1 BY 100
mento, cioè il n. 53, oppure quello di massa C1 1.000 mF 15 volt elettr.
difermon.31 B C2 100 mF 2.5 volt elettr.
su di un filo la tensione sparisce ad ogni giro TR1 -TR2 transistor PNP tipo AC128
completo del motorino, e questo è il 53 A. S1 interruttore abbinato a R3
su di un filo non esiste mai tensione, e si tratta RELE a 12 vcìlt in CC con resistenza da 1 000
sicuramente del 31 corrispondente alla massa. ohm e contatti da 6 amper minimo
su di un filo esiste sempre una tensione e po-
trebbe trattarsi del.31 B oppure del 53.
A questo punto noi possiamo dite di avere indi-
viduato con sicurezza sola mente il 53A ed il 31,
mentre sussisterebbero dubbi sulla distinzione dei sponde al Positivo di Avviamento, quindi anche
due fili corrispondenti a quello di Avviamento e l'altro filo sarà direttamente individuato, se invece
a quello di Massa di Fermo. il motorino continua trpnquillamente a girare,
Anche spégnendo il motorino tali dubbi non allora vuol dire che il filo staccato è quello della
verrebbero dissipati, perché i due fili in questione Massa di Fermo con conseguenti considerazioni
presentano le stesse caratteristiche di tensione sull'entità dell'altro filo.
tanto in posizione di moto che in quelle di fermo, Come vedete il metodo che vi abbiamo inse-
per cui si dovrà ricorrere ad un artificio per toglie- gnato è quànto di più semplice possa esistere e.
re ogni perplessità e far seguito tranquillamente una volta che abbiate individuato con sicurezza
ai vari collegamenti coi terminali del temporizza- i vari fili, contrassegnateli, poiché come spieghe-
tore. Staccate allora uno dei due fili ancora scono- remo più avanti, i terminali del relé del servoauto-
sciuti quando il motorino è in moto: se il motorino matismo dovranno essere collegati esattamente
si ferma, allora vuol dire che il filo staccato corri- come indicato nello schema pratico di montaggio.

pag. 120
Il circuito stampato come deve essere a grandez-
za naturale.

Fig. 4
In figura è visibile lo schema pratico di montaggio MASSA
del temporizzatore, visto dal lato componenti.
Come potete notare, la loro sistemazione non
presenta difficoltà.
318
rj;:,

-,

53

...
53A

12 VOLT

pag. 121
CIRCUITO ELETTRICO DEL TEMPORIZZATORE Infine essendo la tensione di alimentazione del
circuito prelevata. attraverso S 1, dalla tensione
Il nostro temporizzatore richiede. come potete positiva che giunge al motonno dall'interruttore
notare nello schema elettrico visibile in fig. 3. due del tergicristallo, spegnendo l'interruttore sul cru -
soli transistor e precisamente due PNP tipo scotto o togliendo la chiave di accensione, all'au-
AC 128, alcune resistenze. due condensatori, un tomatismo viene a mancare la tensione di alimen-
potenziometro. un diodo ed un relè. tazione anche nel caso che fosse stato inavverti-
La scelta dei valori delle resistenze e delle ca- tamente dimenticato in funzior1ti.
pacità impiegate nonché quello della resistenza
ohmica del relè, è un fattore molto importante
perché determina il tempo di azione e di riposo REALIZZAZIONE PRATICA
del tergicristallo.
I valori che noi abbiamo indicato nella lista dei Il montaggio dei vari componenti sul circuito
componenti servono per ottenere un'intermitten- stampato già inciso (visibile a grandezza naturale
za di funzionamento variante da un minimo di 3 in fig. 4), e pronto nelle giuste dimensioni diventa
secondi ad un massimo di 30 secondi ed un una cosa semplicissima; per faci litarla ancora
tempo di funzionamento sufficiente a permettere di più, in fig. 5, vi abbiamo riportato in disegno
alle spazzole del tergicristallo di effettuare sul come devono essere disposti i condensatori, le
vetro quei tre o quattro passaggi necessari per resistenze. il diodo, i transistor.
pulirlo bene. Tanto i condensatori elettrolitici C1 e C2 quan -
Impiegando un relé diverso da quello che noi to il diodo DS 1 hanno una loro polarità che va
abbiamo consigliato, per ottenere gli stessi tempi scrupolosamente rispettata, e così purP. vanno at-
di riposo e di funzionamento sara necessario mo tentamente considerate le connessioni dei termi -
dificare il valore di tutte le resistenze e dei con - na li dei transistor.
densatori impiegati nel nostro progetto. Il relé, un modello adatto per circuiti stampati.
Si può quindi affermare giustamente che il andrà sistemato nei relativi fori ; per questo com -
componente più critico di tutta la realizzazione ponente non sono necessarie particolari attenzio-
consiste appunto nel relé, e non solo per quanto ni in quanto i fori sono sistemati in modo da non
detto prima ma anche perché esso deve essere permettere soluzioni diverse da quelle richieste.
scelto in modo che i suoi contatti siano in grado Dal circuito stampato, 4 fili andranno collegau
di sopportare senza danni, e per lunghissimo 31 potenziometro R3, come si vede dalla fig. 5,
tempo, correnti. elevate, considerando che l'as- di cui due saranno stagnati ai terminali del cur-
sorbimento di un motorino può variare da 1 a 3 sore, e gli altri due all'interruttore dello stesso po-
amper per raggiungere. nella fase in cui la spaz- tenziometro.
zola torna in posizione di riposo, punte molto Sarà bene che i fili di accordo col potenziome-
prossime ai 5 amper. tro siano fatti passare attraverso un tubetto di pla-
Il relé che noi consigliamo possiede contatti in stica per aumentarne l'isolamento.
grado di sopportare correnti di oltre 6 amper e Gli altn 5 fih che pure si dipartono dal circuito
poiché. come potete constatare dalla realizzazione stampato di innesteranno. come spiegheremo.
pratica, per alimentare il filo 53A, che comanda nella morsettiera. (o in mancanza di questa di-
il ritorno a riposo. si impiegano due contatti in rettamente ai fili) del motorino tergicristallo.
parallelo, risulta che nella fase più dispersiva il Terminato il montaggio anche prima di colle-
relé è in grado di sopportare correnti di oltre 12 gare l'automatismo al motorino, potete procedere
amper. consentendo di avere un margine di sicu- subito a collaudarlo applicando tra i fili + e -
rezza così elevato da assicurare un funzionamento una tensione di 12 volt: se tutto funziona regolar-
perfetto e per un lasso di tempo superiore forse mente. come deve. la corrente d1 assorbimento di
alla stessa vita dell'automobile tutto il temporizzatore dovrà mantenersi entro i
Il circuito, come abbiamo anticipato nella pre- 130 mA
sentazione, è stato progettato in modo che il mo- Nello scegliere i fili che dai terminali del relé si
torino, quando viene spento, si fermi col relé congiungono alla morsetteria del motorino, ricor-
eccitato, cosicché, se per qualche malaugurato datevi che essi debbono essere in grado di sop-
imprevisto un transistor dovesse deteriorarsi portare correnti di 3 5 amper quindi sconsigliamo
impedendo la funzione del temporizzatore, i con- 1 normali fili per impianti elettrici, che non sono

tatti dello stesso risultino chiusi permettendo al adatti. mentre sono consigliabili I cavetti usati per
tergicristallo di funzionare in condizione normale impianto elettrico sulle autovetture, facilmente
come se il temporizzatore non tosse presente reperibili presso qualsiasi elettrauto.

pag. 122
MOTORI NO TERGICRISTALLO

TEMPORIZZATORE

POTENZIOMETRO

MORSE TTIERA

A MASSA
Qualora la spiegazione dei vari collegamenti non
dovesse essere stata sufficie1;1te, questa figura
servirà a dissipare ogni dubbio.

Quando li salderete al circuito stampato, cer- Il potenziometro di regolazione va sistemato in


cate di effettuare una stagnàtura efficiente, cioè una posizione comoda sul cruscotto, oppure se
fatta in modo che lo stagno sia solidamente fis- non vi va di forare superiormente il cruscotto, po-
sato al rame. tete sempre ricorrere ad una squadretta metal-
lica per inserire il potenziometro sotto di esso, in
posizione accessibile in modo da poterlo mano-
INSTALLAZIONE SU AUTO vra re comoda mente.
Fissato il circuito stampato potete ora collegare
Dopo aver montato e debitamente collauda to i cinque fili del temporizzatore, indicati rispetti-
al banco questo temporizzatore ed aver control- vamente con +. Massa, 53A, 53, 31 B, alla mor-
lato che l'assorbimento non superi i 100-130 setteria del motorino.
mA e che assolva nei dovuti modi alla sua funzio- Per fare questo staccate dalla morsetteria il
ne, potete cominciare a pensare come installarlo filo corrispondente al Positivo di Awiamento (filo
sull"auto. 53) e. il filo del motorino rimasto libero al termi -
La soluzione migliore sarebbe quella di fissa rlo nale del circuito stampato contrassegnato dal
in prossimità dei terminali del motorino in modo numero 53.
da poter eseguire con più facilità le varie con- Il filo che parte dal circuito stampato con la
nessioni. sigla 53A, va connesso al filo della morsetteria
Nel fissare la basetta del circuito stampato alla individuato come Positivo di Fermo (filo 53A) ;
carrozzeria dell'auto, fate attenzione che le viti infine il filo siglato 31 B va collegato al 31 B della
impiegate non mettano in cortocircuito qualche morsetteria. cioè alla Massa di Fermo.
componente. Per ultimo collegate il terminale di massa del
Sarà pure consigliabile isolare i l circuito stam- circuito (contrassegnato con un -) con la massa
pato dal lato rame coprendo con un rettangolo della carrozzeria.
di bachelite sagomata all' occorrenza come il cir- Comunque se anche dopo questa nostra pro-
cuito e fornita degli stessi fori di fissaggio affin- lissa spiegazione, considerate troppo laborioso
ché esso non vada in cortocircuito andando in o complicato inserire questo automatismo sulla
contatto con la massa della carrozzeria. vostra vettura, specialmente per difficoftà di con-

pag. 123
nessione, potete sempre ricorrere al vostro elet- altra, mentre nella posizione di tutto a sinistra la
trauto di fiducia che in pochi minuti e, speriamo, frequenza sarà limitata sui 3-4 secondi, quindi
con minima spesa non avrà difficoltà ad effettuare avremo ancora tempi intermedi a seconda di tutte
il montaggio seguendo le istruzioni di corredo al le diverse posizioni che il potenziometro pu6 as-
nostro progetto. sumere, permettendoci così in caso di necessità
Siamo sicuri per6 che non ce ne sarà bisogno. di regolare la pulizia del nostro vetro tanto andan-
Terminato il montaggio con tutte le operazioni do a 30 Km/h quanto a 140 Km/h, non solo di-
di verifica necessarie. potete subito collaudare il pendentemente dalla velocità della nostra vettura
vostro nuovo servoautomatismo sul lavoro che ma anche secondo l'intensità della pioggia o della
gli compete. anche senza attendere le prime nebbia presente.
piogge.
Comunque consigliamo durante le prove « a
secco» di bagnare il vetro su cui lavora il tergicri - SCATOLA DI MONTAGGIO
stallo oppure di allontanare le spazzole da esso
per non correre il rischio di segnarlo. Come premesso. qualora desideraste ricevere
Quindi inserite la chiavetta di accensione, fate la scatola di montaggio di questo temporizzatore
scattare l'interruttore principale del tergicristallo potete richiederla alla nostra redazione al prezzo di
e quello abbinato al potenziometro di regolazio- L. 5.000 + L. 300 per spese postali.
ne; cioè S 1, potete quindi controllare con un La scatola naturalmente si considera completa
cronometro o un qualsiasi orologio i tempi di ri - di tutti i componenti. compresi circuito stampato,
poso corrispondenti alle varie posizioni assunte relé e potenziometro.
dal potenziometro. Si pu6 richiedere anche solamente il relé a
Ruotando quest'ultimo tutto a destra avremo L. 1.200 + L. 300 per spese postali o il circuito
delle pause di 30 secondi tra una spazzolata e la stampato a L. 600.

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pag. 124
GROUND
PLANE I

economica

Con circa mille lire potete costruirvi una efficen-


tissima Ground-plane, senza dubbio una delle an-
tenne più adatte per ricevere o trasmettere sulla
gamma dei 144 MHz, oppure captare semplice-
mente qualsiasi altra gamma VHF.

Per coloro che esplorano la gamma delle VHF zione « scelta dell'antenna ». ma anche la dispo-
esistono parecchi modelli di antenna più o meno nibilità di spazio.
efficaci il cui costo è dipendente dal rendi mento La Ground- plane è senza dubbio uno dei model-
che possono offrire, tanto più che specialmente li che maggiormente si presta per 1· esplorazione
nelle trasmissioni e nelle ricezioni VHF l'antenna di tali gamme, ed in particolare per i collegamenti
rappresenta uno dei fattori principali. a lunga distanza, presentando. più di ogni altro
E non solamente il costo interviene nell'opera- tipo, un angolo di radiazione piuttosto basso,

pag. 125
BRAC C IO VERTICALE

INCLINATO

FORI DI FISSA G GIO

~ S QUADRETTA

fattore questo molto utile per un razionale sfrut- zionalità, tutti fattori che contruibuiscono a ren-
tamento della potenza dell'apparecchio al quale derla preferibile ad ogni altro sistema irradiante.
esse vengono applicate. considerando naturalmente anche il bassissimo
E saranno molti quelli che, installando tale an- costo di realizzazione.
tenna, otterranno sorprendenti risultati, e non so- L'antenna che vi presenteremo in questo arti-
lamente nel campo della trasmissione. ma anche colo possiede tutte queste ca ratteristiche e voi
in quello della ricezione. ve la potrete realiz.zare in brevissimo tempo e
Gli SWL, cioè coloro che si dedicano alla rice- con una spesa veramente irrisoria, essendo que-
tione delle onde corte, pronti ad esplorare le gam- st'ultima mantenuta nel limite veramente ecce-
me VHF sulle quali trasmettono di solito i Vigili zionale di appena un migliaio di lire. Il compo-
del fuoco, la Polizia o l'aeronautica, ecc, consta - nente più costoso di tale antenna è rappresen-
teranno come la Ground- Plane dia loro la pos- tato semplicemente da una presa per connetto-
sibilità di captare segnali che prima era impossi- re di cavo coassiale da pannello, ed il rimanente
bile ricevere. materiale consiste essenzialmente in una sbar-
Al vantaggio del basso angolo di radiazione retta di ferro od ottone necessaria a fissa re il
di tale antenna si pu6 aggiungere anche quello connettore ad un palo di legno, ed infine in cin-
della polarizzazione verticale e della omnidire- que spezzoni della stessa lunghezza di filo di ra-

pag. 126
me da 3 o 4 mm di diametro (la grossezza del fi- tali. beninteso rispetto allo spezzone verticale,
lo non è critica). san} opportuno ricercare sperimentalmente l'an-
Come si vede nella fig. 1, sut perno centrale golatura più idonea a soddisfare le condizioni ac-
del connettore verrà stagnato uno spezzone di cennate. Tanto per fare un esempio, quando i
filo di rame che costituirà l'antenna verticale ve- quattro spezzoni sono disposti ad angolo retto,
ra e propria, mentre gli altri quattro spezzoni ver- cioè la loro inclinazione rispetto alla verticale è
ranno stagnati agli angoli del connettore in modo di 90°, la resistenza di radiazione assume valo-
da formare fra di loro angoli di45 °. ri intorno ai 36 ohm, mentre quando sono dispo-
La lunghezza del cinque spezzoni va scelta pro- sti a 180°, vale a dire parallelamente all'asse cen-
porzionalmente alla lunghezza d'onda che si inte- trale la impedenza passerà a valori di circa 72- 7.5
ressa esplorare secondo la formula che vi pro- ohm.
poniamo cioè: Considerando che un cavo coassiale per tra -
smissione presenta una impedenza caratteristica
Lunghezza in cm. = 6.370: MHz.
di 50-52 ohm, risulta chiaro come l'inclinazione
Tale formula è valida per qualsiasi frequenza più idonea sia di 45° rispetto al piano del connet-
VHF. per cui volendo esplorare la gamma dei 144 tore, cioè a metà delle due posizioni indicate so-
MHz. la lunghezza degli spezzoni calcolata se- pra e corrispondente appunto a valori resistivi
condo l'equazione suddetta risulterà di 46,7cm. attorno ai 50-55 ohm.
Se invece vi interessasse ricevere le gamme ae- Qualora si usassero cavi coassiali da 72- 75
reonautiche o quelle della polizia, dovendo sce- ohm, risulterebbe necessario inclinare i bracci
gliere le rispettive frequenze dei 118 MHz o dei tanto da risultare praticamente allineati all'an-
174 MHz, gli spezzoni che compongono l'antenna tenna verticale; in questo caso per6 si incorre-
dovranno essere di 57 oppure di 38,67 cm. rebbe nel rischio di trasformare la Ground-plane
Per mantenere l'antenna fissata verticalmente in un semplice dipolo verticale, col pericolo di per-
sarà opportuno usare un palo di legno dove avre- dere alcuni dei vantaggi che il tipo da noi descrit-
te applicato con viti una squadretta di metallo to comporta.
a sua volta saldata od avvitata ai quattro fori Chi pu6 disporre di un misuratore di onde sta-
del connettore. zionarie avrà la possibilità, una volta montata
Oltre al vantaggio della facilità di sistemazione l'antenna, di adattare l'angolazione dei quattro
l'impiego di un bocchettone coassiale come sup- bracci fino a trovare la posizione ideale ad elimi-
porto dell'antenna ci permette altresì di effettua- nare completamente qualsiasi riflessione di se-
re la connessione tra antenna e cavo coassiale gnale.
di discesa con estrema semplicità impiegando un A qualche lettore potrebbe sembrare eccessiva
connettore maschio da applicare all'estremità la lunghezza dei fili impiegati, specialmente per
del cavo e susseguentemente avvitandolo al boc- esplorare la gamma dei 118 MHz, e che quindi
chettone dì sostegno dell'antenna stessa, assi- abnormi oscillazioni nelle giornate di vento sa-
curando così inoltre un ottimo contatto elettrico. rebbero in grado di pregiudicare l' efficenza del-
La parte più critica nella realizzazione della l'antenna. Rispondiamo a tale giusta obiezione
Ground- plane consiste nell'inclinazione da dare con alcuni consigli pratici: un buon metodo per
ai quattro spezzoni di filo, che costituiscono la aggirare l'ostacolo pu6 essere quello di impiega-
massa dell'antenna. rispetto allo spezzone verti - re per l'antenna verticale un tratto di filo di ac-
cale che funge da antenna vera e propria . ciaio, ramato od argentato, e per quanto concerne
A questo punto conviene fare una piccola re- quelli di massa la soluzione potrebbe essere la
gressione di carattere tecnico per spiegare ap- stessa, cioè di usare quattro spezzoni dello stes-
punto l'importanza da tale inclinazione ai fini so filo, oppure anche tratti di filo di rame tenuti
delle migliori condizioni di funzionamento del- in posizione da tiranti di nailon da 0 ,50, quello
l'antenna. cioè comunemente usato dai pescatori.
Possiamo riassumere tutto nella constatazione Comunque la parte dell'antenna più soggetta
sperimentale che il massimo rendimento si ottie- ai capricci del vento è senza dubbio quella verti-
ne quando l'impedenza dell'antenna è pratica- cale, poiché essendo .fissata sc ia mente nella parte
mente uguale a quella del cavo di discesa in inferiore, ha maggiore probabilità di flettersi.
quanto una eccessiva sproporzione dei valori Se volete spendere qua lcosa di più delle
ohmici causano tra l'altro delle onde riflesse con 1 .000 lire promesse, potrete sempre, soltanto
conseguente perdita di energia AF quindi minor per questo tratto superiore, impiegare una parte
potenza utilizzabile. E poiché l' esperienza ci di un' antenna per auto, oppure un sottile tubo di
insegna che l'impedenza di una Ground-plane ottone reperibile presso un qualsiasi negozio di
è subordinata all'inclinazione dei bracci orizzon- ferra menta.

pag. 127
un RICEVITORE
Con un FET ed un Transistor vi potete costrui-
re questo efficentissimo ricevitore che non
mancherà di stupirvi per la sua straordinaria
efficenza e facilità di realizzazione.
Parlando del Fet, vi abbiamo promesso di av- CI RCUITO ELETTRICO
valorare le nostre asserzioni presentandovi
tale componente inserito in schemi e progetti In fig. 1 è visibile il circuito elettrico del rice-
che, pur essendo di semplicissima realizzazione, vitore e su di esso sarà opportuno fare una
vi permetteranno comunque di comprendere breve disquisizione di ca ratte re teorico, sem-
ed apprezzarne le indubbie positive qualità. pre perché anche i più sprovveduti possano
Come nel primo numero di questa stessa rivi - capirne il funzionamento. Come potete notare
sta vi abbiamo presentato un voltmetro elettro- osservando lo schema, esso consiste in un
nico equipaggiato appunto con un Fet che per- ricevitore a reazione che permette, con un mi-
metteva una resistenza d'ingresso di valore at- nimo di componenti d'impiego, di ottenere una
torno ai 30 Megaohm e che conseguentemente elevata sensibilità con una buona amplificazione.
consentiva di misurare con precisione resi- Non è necessario specificare esattamente
stenze molto elevate. con questo articolo vo- il tipo di Fet impiegato nella realizzazione, in
gliamo mostrarvi come il nostro semiconduttore quanto qualsiasi tipo pu6 dare risultati sod-
ppssa essere utilizzato per costruire un ottimo disfacenti, basta che il componente impiegato
ricevito re che abbina ad una estrema facilità sia a cana le N per soddisfare naturalmente
di realizzazione, delle prestazioni addirittura im- alle esigenze di alimentazione previste dal
pensabili, specie se vogliamo prendere in con - circuito. Per darvi però un'idea, possiamo elen-
siderazione l'esiguità numerica dei componenti carvi alcuni tipi di Fet, che farebbero bene al
impiegati nel progetto. caso nostro anche perché potrebbero in futuro
Com e avrete già capito il nostro interesse prin- essere utilizzati in altri circuiti qualora deci-
cipale non consiste tanto nel voler arricchire deste di smonta re il ricevitore, quali il 2N3819,
la collezione di apparecchiature nel vostro labo- il 2 N4302 ecc.
ratorio, quanto, molto più importante, di farvi Come avrete già notato dallo schema, il
prendere contatto, o ancora meglio dimesti- circuito prevede anche l'impiego di un tran-
chezza con questo nuovo componente che sistor per il qua le potete impiega re un BC107-
l'elettronica ci offre. Voi stessi P!)i constaterete. BC108, cioè un semplice transistor NPN al
appunto con un montaggio di tanta semplicità, silicio adatto per B.F.
quanti e quali sono i vantaggi che il Fet pre- Il segnale di A.F captato dall'antenna e sin-
s'enta se confrontato con i normali transistor. tonizzato dalla bobina L2 e dal condensatore
Vi abbiamo già premesso che la rea lizzazione variabile C2, viene inviato alla base (Gate)
del ricevitore non presenta alcuna difficoltà del Fet che provvede ad amplificarlo. Ruo-
dal punto di vista costruttivo. aggiungiamo an- tando C2 si ha cosi la possibilità di esplorare
cora che chiunque, anche se molto poco ad- una gamma di frequenze subordinata appun-
dentro nel campo dell'elettronica pratica. non to non solo alla capaci tà del va riabile ma an-
si troverà in imbarazzo volendo autocostruirsi che al numero delle spire di L2. e nel nostro
il nostro progetto e saprà farlo funzionare egre- caso tutto è stato calcolato per ricevere l'in-
giamente senza dover saccheggiare un negozio tera gamma delle onde medie.
di elettronica per rimpiazzare i pezzi via via Tra il gate e la massa è inserito, come si
messi fuori d'uso. nota nello schema elettrico. un diodo rivela -
Il ricevitore è stato calcolato per poter rice- tore, il cui compito è quello di eliminare una
vere le trasm issioni sulla gamma delle onde mezza onda del segnate di A.F e rivelarlo.
medie. dove, data la ri levante potenza delle Il segnale così rivelato viene amplificato dal
stazioni emittenti, un apparecchio semplice fet, e sul Drain è presente un segnale di B.F am-
come il nostro riuscirà sempre a dare ottimi plificato che noi potremmo già inviare al transi -
risultati. stor per l'ultima amplificazione.

pag. 128
a FET per ONDE MEDIE
Così facendo per6 si otterrebbe un ricevi-
tore dotato di scarsa sensibilità e selettività. Componenti
Considerando infatti che sul Drain è sempre
presente oltre al segnale di B.F anche un re- R1 3.300 ohm
siduo di A.F, si preleva tale residuo tramite R2 500 ohm potenziometro
il condensatore C6 e, anziché scaricarlo a mas- R3 - 2.700 ohm
sa, lo si applica ad una seconda bobina (L 1) R4 4.700 ohm
che si trova avvolta su L2.
RS · 1.500 ohm
In questo modo il segnale di A.F, amplifi-
R6 2.700 ohm
cato dal Fet, ritorna per induzione su L2 e ri-
R7 - 50.000 ohm potenziometro
comincia un nuovo percorso che lo riporterà C1 - 27 pF. ceramico
sul Gate del Fet per un'ulteriore amplificazione. C2 360 pF. variabile
il ciclo quindi si ripete e si potrebbe prolun-
C3 270 pF. ceramico
garlo all'infinito, fino al punto critico in cw il
C4 4.700 pF. ceramico
segnale farà entrare in oscillazione il Fet che
CS 100 mF. elettrolitico 12V.
da ricevitore si trasformerebbe in oscillatore
C6 - 270 pF. ceramico
di A.F. Si comprende quindi che se si riesce C7 - 1 O mF. elettrolitico 12V.
ad an:iplificare un segnale fino al limite del C8 - 4. 700 pF. ceraico
punto critico d'innesco, un solo Fet amplifi- C9 4.700 pF ceramico
catore pu6 svolgere la funzione di molti stadi · C10 50 mF. elettrolitico 12 V.
e conseguentemente ci si guadagna sia in C11 220.000 pF.
sensibilità che in selettività. DG1 diodo al germanio di qualsiasi tipo
Per regolare il grado di amplificazione af- FT1 transistor Fet. 2N4302 TIS34
fi nché non si ecceda oltre il limite succitato, 2N3819
il segnale di A. F da i nviare alla bobina L 1 viene TR1 = transistor NPN al silicio BC107 - BC108
dosato daFl>otenziometro R2. L1 e L2 bobi}la tipo cc Corbetta n. CS1 11 (vedi
articolo)
Tensione di alimentazione 9 volt
ANTENNA


C4
. R2
RS

O
R6

Cl
L1 e,

•• + C10

L2

Fig. 1

TERRA

pag. 129
ANTENNA

===--O

Fig. 2
Lo schema vi da una idea esatta di come
vanno sistemati i vari componenti.
Da notare la sistemazione dei terminali del
Si noterà, a costruzione ultimata, che ruo- Fet e del transistor, nonché la polarità del dio-
tando R2 il segnale captato aumenterà sem- do (rilevabile dalla posizione della fascetta) e
pre più di potenza fino a trovare una posizione dei condensatori elettrolitici.
oltre la quale si avrà l'innesco. A pié del disegno sono indicati i punti di
Il condensatore C4, posto in serie tra il po- collegamento alle bobine.
tenziometro R2 e la bobina L 1, ha lo scopo di
evitare che la tensione di alimentazione possa
scaricarsi a massa attraverso l'avvolgimento
della bobina.
Il segnale di B.F, non riuscendo a passare oltre FET FET TRANS .
il condensatore C6, la cui capacità è troppo esi-
gua, troverà come via d'uscita solamente la resi -
stenza R4 che si trova collegata alla base di un
transistor NPN in funzione di amplificatore di B.F.
Il condensatore C8, inserito tra la base del
t ransistor TR 1 e la massa, ha lo scopo preci-
puo di eliminare eventuali residui di A.F che
fossero riusciti a superare la resistenza R4.

MONTAGGIO DELL'APPARECCHIO
Il montaggio di questo ricevitore pu6 es-
sere effettuato nel modo che voi crederete
più opportuno, ricorrendo ad esempio ad una
basetta di bachelite perforata oppure a due D

pag. 130
ancoraggi a 6 terminali sui quali verranno dfriz-zo, diremo che un nucleo di circa 8 mm di
saldati tutti i componenti necessari; nella rea- diametro va già bene.
lizzazione del progetto noi ci siamo attenuti È bene che L 1 sia avvolta su di un tubetto
all'ultima soluzione. come risulta facilmente di cartone che possa scorrere sul nucleo per-
osservando la fig. 2 che illustra il montaggio ché sia possibile varia re la distanza di L 1 da
pratico. L2 in sede di messa a punto, come spieghe-
In ogni modo anche utilizzando una basetta remo più tardi.
perforata non è che si vada incontro a parti- Crediamo opportuno ricordarvi che L 1 va
colari difficoltà o problemi, naturalmente usan- avvolta dal lato in cui l'estremo di L2 si colle-
do sufficiente attenzione nei vari collegamenti. ga ai condensatori C1-C3. Perché questo ri-
Per il condensatore variabile C2 le soluzioni cevitore sia caratterizzato da un'òttima sen-
possibili sono due in quanto o ricorrete ad sibilità, sarà necessario provvederlo di una an-
un semplice variabile ad aria (anche a dop- tenna efficiente e di una buona presa di terra,
pia sezione, curando per6 di utilizzarne una dove quest'ultima pu6 essere costituita in-
sola come visibile nella figura), oppure potete differentemente da un tubo del termosifone,
impiegare un condensatore a mica adatto da una conduttura dell'acqua o del gas.
per apparecchi a transistor. Ora che abbiamo esaurito l'argomento ri-
Il montaggio dei due potenziometri R2 ed guardante la presa di terra, possiamo passare
R7 pu6 essere effettuato agevolmente o at- a trattare dell'antenna che non è certo meno
traverso un semplice fissaggio alla basetta di necessaria per un buon funzionamento del-
bachelite utilizzando una squadretta metallica l'apparecchio.
piegata ad « L » ancorata alla basetta con dadi Le soluzioni di questo problema sono varie; ,
e viti (quando il montaggio va effettuato su se volete avere un'antenna indipendente vi
basetta perforata). oppure nell'altro caso, cioè consigliamo di impiegare uno spezzone di filo
quando si è ricorsi ai due ancoraggi, i due po- di rame ncoperto di plastica della lunghezza
tenziometri vanno fissati direttamente all'involu- di 5-6 metri, diversamente potete sfruttare
cro contenitore dell'intero apparecchio. l'antenna della televisione attaccandovi ad
Comunque resta chiaro che le carcasse uno dei fili di discesa o del cavo coassiale.
dei potenziometri vanno collegate a massa. Un'altra variante sarebbe quella di utilizzare
vale a dire al terminale positivo della pila di un capo della normale rete elettrica ed in que-
alimentazione, in qualsiasi modo effettuiate sto caso dovrete costruirvi un tappo luce otte-
il montaggio. nibile con una semplice spina a banana con
Per quanto riguarda i collegamenti dei ter- saldato in serie un condensa.tore da 1.000
minali del Fet e del transistor lo schema pra- pF 600 volt-lavoro e, fissato a questo, un ca-
tico è in grado di fornirvi tutte le informazioni vetto di lunghezza opportuna per il collega-
necessarie per non sbagliare. mento col ricevitore.
Per ottenere le bobine di sintonia e di en- La spina va poi infilata in una delle due pre-
trata (L1 ed ~} adatte al nostro ricevitore è se della rete luce ed il capo libero del cavetto
sufficiente che vi procuriate una bobina di en- va innestato nella presa dell'apparecchio pre-
trata di un qualsiasi ricevitore a valvole: a que- vista per l'antenna.
sto scopo noi abbiamo utilizzato una « Corbetta Crediamo che lo schema pratico sia abba-
CS 1 » con ottimi risultati. per6 qualsiasi altro stanza illustrativo per effettuare un buon mon-
tipo simile sopperirà bene alla necessità. taggio senza troppi patemi d'animo, possiamo
Le connessioni delle bobine sono anch'esse quindi passare all'ultima operazione da effet-
chiaramente visibili nella figura del montaggio. tuare: la messa a punto.
Nel caso che non riusciste a trovare le bobi-
ne da noi menzionate, non preoccupatevi in MESSA A PUNTO ED USO DEL RICEVITORE
quanto qualsiasi lettore sarà in grado di auto- Dopo aver accuratamente controllato il ca-
costruì rsele. blaggio, caso mai foste incorsi in qualche ma-
In questo caso vi consigliamo di realizzarle laugurato errore dovuto ad un possibile e scu-
su nucleo ferroscube, che ne aumenterà il ren - sabile attimo di distrazione, potete tranquil-
dimento: per L1 avvolgerete 25 spire di filo di lamente dare corrente al vostro ricevitore ap-
rame smaltato di 0,3 mm di diametro, e per L2, plicandogli una tensione di 9 volt ottenibile
75 spire dello stesso filo; non ha particolare im- da una comune pila per transistor, ed all'uscita
bortanza la misura del diametro del nucleo su cui dello stesso inserite una cuffia di ascolto, o un
avvolgerete le bobine, ma tanto per darvi un in- auricolare piezoelettrico, od anche un aurico-

pag. 131
lare magnetico la cui impedenza però non ri- di L2 per raggiungere uno stato dì funziona-
sulti inferiore ai 500 ohm. mento normale.
Il peggio che ora potrà capitarvi, sempre Sempre se avete realizzato voi le bobine
che abbiate seguito fedelmente le nostre i- può succedere anche un inconveniente esat-
struzioni, sarà di sentire nella cuffia un fischio tamente all'opposto a quello menzionato pri-
lacerante: questo fatto non rappresenta certo ma, cioè che pur ruotando in tutti i sensi il po-
un'imperfezione. ma indica invece che il rice- tenziometro R2 non riusciate ad udire in cuffia
vitore funziona regolarmente, solo che il po- alcun fischio e tantomeno alcuna emissione
tenziometro R2 si trova ruotato in posizione radio.
di massima resistenza e conseguentemente In questo preciso caso l'errore consiste in
la reazione è innescata. uno sfasamento tra le due bobine cui si pone
Per portare tutto ad uno stato di normalità rimedio semplicemente invertendo le connes-
non dovete far altro che regolare R2 fino a sioni di L1 in modo che il capo della stessa che
trovare quella posizione in cui il fischio scom- prima era collegato a massa venga ora ad
parirà. essere collegato al condensatore C4 e vice-
A questo punto possiamo procedere ad una versa il capo che andava a C4 sia ora inviato
regolazione p1u fine: ruotate lentamente il a massa.
variabile C2 fino a sintonizzarvi su una qual- Per terminare sarà utile accennare al let-
siasi stazione radio e, quando l'avrete ben tore che qualora dovesse ricevere la stazione
sintonizzata, agite ancora su R2 per trovare radio che più desidera ascoltare a condensa-
il punto esatto in cui si ha la massima potenza tore variabile tutto chiuso (massima capacità),
dì suono. sarà opportuno aumenti il numero delle spire
Pu6 accadere che qualche lettore, pur a- di L2, se invece la ricevesse a variabile tutto
vendo portato al minimo R2 non riesca ad eli- aperto (minima capacità) sarà meglio che ri-
minare il fischio della reazione: questo incon- duca il numero delle spire.
veniente si presenta solamente quando la Con ciò vi abbiamo chiarito tutte le possibili
bobina L 1 è situata troppo vicino ao L2 oppure fonti di inconvenienti ed i relativi rimedi per
quando quest'ultima ha un eccessivo numero correggerli; potete quindi oedicarvì tranquil -
di spire. la mente alla realizzazione di questo progetto,
Il rimedio a questo inconveniente è ovvio sicuri dì poter conseguire un risultato più che
e consiste nel distanziare maggiormente le soddisfacente ed una esperienza che vi sarà
due bobine oppure nell'eliminare 5 o 6 spire utile.

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pag. 132
Impiegando tre transistors noi avremo la possi-
bilità di trasformare un'onda sinusoidale in un'on-
da quadra utilissima per il controllo della linea-
rità degli amplificatori di Bassa Frequenza ad alta
fedeltà.

da un'onda
SINO SDIDALI
un'onda
QUADRA
Abbiamo già parlato sul N. 1 a pag. 31 pleta assenza di distorsioni nella forma dell' onda
della nostra rivista sull'importanza di un'onda ed infine la possibilità di linearizzare l'ampiezza
quadra nei controlli di linearità di un amplificatore, delle onde quadre, essendo queste variabili a
ed avevamo anticipato la nostra intenzione di pre- seconda della frequenza d'impiego che, come an-
sentare in futuro uno squadratore di onde sinu- ticipato nel numero precedente, è fissata sui
soidali, ma il numero di lettere giunte ci ha indotti 100, sui 1.000 e sui 5.000 hertz.
ad anticipare i tempi e mantenere fede alla pro- Il progetto che vi presentiamo può essere con-
messa immediatamente. siderato perfetto sotto tutti i punti di vista, seb-
Molti lettori infatti, entusiasti sulle p.ossibilità bene lo schema che vi proponiamo in fig. 1 sia
di queste onde, hanno cercato di realizzare schemi quanto mai semplice. Dei tre transistors BC 109
prelevati da altre pubblicazioni, ma purtroppo impiegati in questo circuito, il primo serve per
con esito negativo. linearizzare l'onda, mentre i rimanenti hanno la
Non possiamo rispondere dettagliatamente funzione di «squadrare» l'onda sinusoidale. Il '
a tutti quelli che ce l'hanno chiesto, illustrando circuito viene alimentato poi da una tensione
i vari errori commessi nella realizzazione dei loro aggirantesi intorno ai 4,5-6 volts con un assor-
progetti, e ci limitiamo a condensare le risposte bimento di 10 mA.
in una sola: uno squadratore perché risulti per-
fetto deve possedere requisiti ben precisi. In-
nanzi tutto non conviene realizzare dei palliativi REALIZZAZIONE PRATICA E TARATURA
in quanto trattandosi di uno strumento di con-
trollo, ci sono dei canoni assoluti da seguire, Il progetto va realizzato di preferenza su cir-
quali un·ottima stabilità d'esercizio, una com- cuito stampato che potrete o costruirvi da voi,

pag. 133
S1
4, 8

R5 R7
C3

1
3,9 .IB1. TR.3

TR.1 DG1
0,75 4 ,5 VOLT
RI
L\:7- 0,7
-%-
• R2
C2
R4 R6 R8

FIG.1 schema elettrico e elenco


oomponentl
R1 = 100.000 ohm trlmmer C2 = S mF. elettro!. 6 v.
R2 = 2.200 ohm C3 = 220.000 pf
R3 = 1.800 ohm TR1 = Transistor NPN tipo BC 109
Il4 = 6.800 ohm TR2 = Transistor NPN tipo BC 109
RS = 470 ohm TR3 = Transistor NPN tipo BC 109
R6 = 6.800 ohm DG1 = Diodo al germanio tipo OA95
R7 = 470 ohm S1 = tnten-uttore
R8 = 68 ohm Alimentazione =
4,5 volt
c1 = 220.000 pF

ricopiando il disegno di fig. 2 già a grandezza Come noterete il potenziometro vi permetterà


naturale, oppure richiederlo alla EURO- KIT Via di agire sull'ampiezza orizzontale delle onde,
Alidosi 32/A Bologna. In fig. 3 è chiaramente restringendole ad esempio in alto ed alla rgandole
visibile la disposizione dei vari componenti su in basso: avrete raggiunto il punto esatto quando
detto circuito, come noi lo abbiamo realizzato l'ampiezza orizzontale risulterà identica e per la
e in questa operazione non dovete fare altro che semionda superiore e per quella inferiore. Ter-
stare attenti alla connessione dei terminali dei minata l'operazione di taratura potrete racchiude-
transistors e alla polarizzazione del condensa- re il tutto in una scatola metallica provvista di
tore elettrolitico e del diodo DG 1. una boccola d'uscita ed una d'entrata.
A costruzione ultimata, prima di dare tensione, Quando in futuro vi capiterà di controllare
manovrate il piccolo potenziometro R 1 ruotando- o mettere a punto un amplificatore non dovete
lo in modo che il cursore venga rivolto verso fare altro che collegare l'onda quadra all'entrata
l'estremo della tensione negativa. dell'amplificatore e assicurarvi se sullo schermo
Prendete quindi il vostro generatore di onde dell'oscillografo appare perfetta o deformata.
sinusoidali, regolatelo sui 1000 Hz, e control- Rileggendo l'articolo apparso sul numero prece-
late che sullo schermo dell'oscillografo, messo in dente potrete stabilire con certezza il difetto
collega mento col generatore, si stabilizzino una e comportarvi nella maniera più idonea per por-
o due onde sinusoidali in forma perfetta. Ora non vi rimedio
rimane altro che inviare l'onda allo squadratore
la cui uscita va direttamente collegata all'oscillo-
scopio.
Date infine tensione allo squadratore. da 4,5 SCATOLA DI MONTAGGIO
a 6 volt come accennato prima. e con un caccia-
vite regolate lentamente il cursore del potenzio- La scatola di montaggio completa è ottenibile
metro R 1 fino ad ottenere sullo schermo una o a richiesta al prezzo complessivo di L. 2 .700.
due onde quadre. Il solito circuito stampato a L. 300.

pag. 134
Circuito stampato a grandezza
naturale
li lettore che non desiderasse
,acquistare Il circuito stampato
già Inciso potrà con questo dise-
gno rlportarfo a grandezza natu·
raie, ricopJarlo, e provvedere In
tal modo ad autocostn.ilrselo.

ENTRATA

Schema pratico di montaggio di tutti


i componenti sul circuito stam'?ato, USCITA

TUTTO L'OC4CORRENTE
PER I CIRCUITI STAMPATI
confezione da 1/2 litro per bottiglia
soluzione DECJ~PAGGIO L. 200
soluz. PERCLOFIURO FERRICO L. 400
soluzione ACCELERANTE L. 300
spese postali per pacco L. 500
confezione da 1 litro per bottiglia
soluzione DECAPAGGIO L. 380
soluz. PERCLOFIURO FERRICO L. 750
soluzione ACCELERANTE L. 570
spese postali per pacco L. 600
1 bottiglia INCH IOSTRO
PROTETIIVO L. 300
Le ordinazioni dei prodotti chimici ne-
cessari alla pr,eparazione dei circuiti
stampati debbono essere indirizzate
alla Rivista NUOVA ELEITRONICA v ia
Cracovia 21 BOILOGNA.
Prowederemo noi a farveli Inviare, ai
prezzi sopra indicati, direttamente dal
produttore al vostro domicilio.

pag. 135
È op1mone comune che il fatto di possedere
un ottimo amplificatore di alta fedeltà, degli
altoparlanti di buona qualità ed una buona testi-
na rivelatrice significhi aver risolto brillantemente
il problema della fonoriproduzione.
Non si pu6 certamente negare l'importanza
dei summenzionati fattori nel conseguimento
di un buon risultato finale, in quanto essi con -
tribuiscono in maniera determinante ad ottene-
re una buona riproduzione musicale. ma non pos-
..

· MOBILE
siamo essere del parere che ci6 rappresenti il
tutto.
La soluzione del problema non pu6 infatti esse-
re considerata perfetta se non è completata da
una cassa acustica specificatamente adattata
alle esigenze del complesso fonoriproduttore.
Quest'ultimo elemento, che in tutto l'insieme
di un amplificatore HI - FI rappresenta certamente
la parte più semplice da realizzare, è forse quello cessario studiare attenta mente e calcolare
che pregiudica più di ogni altro la fedeltà di ri- con precisazione le dimensioni e la forma del
produzione, forse proprio per il fatto che la sua mobile in perfetta dipendenza dell'altopar-
semplicità di costruzione non è tenuta in debita lante impiegato.
considerazione. Per aiutarvi a trovare la soluzione più adatta
Si crede infatti, o almeno molti credono, che ;;,econdo i vari fonoriproduttori che normal-
una cassa acustica altro non sia che un mobile mente vengono usati per la riproduzione dei
la cui sola utilità consista nel preservare gli al- bassi. abbiamo voluto sperimentare nel nostro
toparlanti dalla polvere e a dare una veste piace- laboratorio altoparlanti di diametro diverso
vole a tutto il complesso per inserirlo brillante- realizzando in pratica per ciascuno un mobile
mente nell'arredamento di casa. adatto a conseguire il massimo rendimento.
Invece le funzioni di una cassa acustica sono Come constatabile considerando la tabella
ben più complesse per cui la progettazione rela - allegata all'articolo, le dimensioni del mobile,
tiva va eseguita colla stessa attenzione e lo stes- fig. 1, variano in corrispondenza del diametro
so calcolo normalmente usato nella realizzazione dell'altoparlante ed in base a questo dato è
di un qualsiasi circuito elettrico. stato calcolato il volume totale della cassa
Compito precipuo di un mobile acustico è ap- acustica.
punto quello di eliminare le onde sonore po- I valori riportati sono stati dedotti sperimen-
steriori, che sfasate rispetto a quelle utili e- talmente e occorre che vi atteniate il più pos-
messe frontalmente da un cono diffusore, con- sibile ad essi.
corrono ad affievolirne l'ampiezza con conse- Il foro per l'altoparlante verrà praticato esat-
guente alternazione e diminuzione di suono. tamente al centro del pannello frontale, con
Il bass-reflex addirittura fa ancora di più per- diametro ovviamente pari all'apertura viva del
ché non elimina queste onde posteriori, ma cono.
cerca di farle uscire dall'apertura frontale per- Qualora voleste comoletare il mobile inse-·
fettamente in fase con quelle diffuse dalla rendo anche altoparlanti di diametro minore
parte dnteriore del cono fonoriproduttore per .adatti alla diffusione delle medie e di quelle acu-
ottenere non p1u un'attenuazione, ma un'ac- te, potete procedere tranquillamente fissandoli
centuaz1011e tJe11e note raftorzando il segna- nella parte superiore della cassa. sopra cioè l'al-
le, specie sulle note basse. toparlante principale. mantenendoli ad una di-
Per questo volenao conseguire dei buoni stanza media pari alla metà della superficie dispo-
risultati e non rischiare effetti opposti sarà ne- nibile.

pag. 136
Quante volte avete desiderato provvedere il
vostro fonoriproduttore di un mobile acustico?
Ma quante volte avete soprasseduto alla vista dei
prezzi vigenti sul mercato. Ecco l'occasione buona
per costruirvi da voi una cassa acustica che sa-
prà darvi grandi soddisfazioni.

acustico BASS - REFLEX


Diametro altoparlante larghezza cassa profondità cassa altezza cassa
Woofer (A)cm. (B) cm. (C) cm.
17 circolare 43 27 70
19 circolare 48 30 78
21 circolare 52 32 84
24 circolare 54 33 87
28 circolare 65 40 105
30 circolare 67 41 108

o
E

e~

pag. 137
Nella parte inferiore rispetto all'altoparlante bilmente, ma solamente con Viti, per oermettere
principale verrà inserito il condotto sonoro, fig. 2 ovviamente la sistemazione degli altooarlanti
che dovrà essere realizzato secondo misure ben e degli eventuali fi ltri cross-over, anche senza
precise e aa una distanza calcolata dal bordo incollaggio, non deve presentare fenditure ap-
inferiore dell'altoparlante ck!i bassi in dipendenza punto per le ragioni menzionate prima; in ogni
dell'altooarlante stesso. modo usate tranquillamente un bel numero di
Nella tabella n. 2 vi indichiamo le misure viti per sicurezza.
richieste dove E rappresenta la distanza della Occorrerà poi ricoprire internamente tutti i pan-
parte superiore del tunnel sonoro dal limite nelli, escluso quello anteriore dove vannq siste-
inferiore dell'altoparlante, ed M-N-P indicano mati gli altoparlanti ed i l condotto acustico, con
le misure del condotto. almeno 2-3 cm di materiale fonoassorbente
Per tale condotto sarà inoltre opportuno dire quale lana di vetro, feltro, ovatta, per evitare
che va realizzato in legno con spessore di 2 dissonanze o risonanze.
cm. Il mobile se eseguito seguendo fedelmente le
Per la costruzione del mobile si potranno age- indicazioni che vi abbiamo fornito, di per se stesso
volmente impiegare pannelli di legno ben sta- sarà già acusticamente perfetto ed in grado di
gionato, ancora meglio per6 se userete per la darvi un rendimento più che soddisfacente. Se
sua realizzazione del legno pressato, conosci u- per6 qualche lettore desiderasse raggiungere
to anche come trucciolato pressato, che pre- l'otpimum, potrà sempre, per migliorare ancora,
senta il vantaggio di risultare indeformabile, modificare esclusivamente le dimensioni del
mantenendo così inalterate le sue caratteristi- condotto sonoro, controllando il rendimento con
che anche dopo molto tempo. un fonometro, come quello che vi abbiamo de-
I pannelli di legno impiegati nella costruzio- scritto su questo numero di rivista, e servendosi
ne debbono avere uno spessore di circa 2-2,5 di un oscillatore di B.F, regolato sui 100 Hz fino
cm. e tutto il complesso deve presentare doti di a raggiungere una perfetta riproduzione sonora.
rigidezza notevoli. Impiegando più altoparlanti, non san~ neces-
Perci6 è raccomandabile curare con molta at- sario aumentare le dimensioni del mobile, ma so-
tenzione le varie giunture cosi che quelle che lamente fare in modo che le bobine mobili degli
interessano i pannelli laterali ed il frontale siano stessi lavorino in fase, cioè quando sotto l'im-
eseguite in maniera da far parere il tutto un blocco pulso di un segnale un cono si muove in un senso,
unico. anche tutti gli altri lo seguono muovendosi anche
A questo scopo usate quindi senza economia essi nello stesso senso.
colla da falegname e chiodi perché eventuali fes- Infine resta solamente la parte estetica del
sure o pannelli fissati debolmente possono dare progetto da rifinire e per essa potete sbizzarrirvi
adito a vibrazioni poco grad~voli da un punto quanto volete, secondo il vostro buon gusto o
di vista musicale, specialmente quando il volume le vostre esigenze.
viene tenuto molto alto. Per darvi qualche esempio, potete stendere
Sarà opportuno rinforzare le giunturé con li- sul pannello anterjore della tela per altoparlanti
stelli, posti internamente, che provvederanno al- della tinta preferita e ricoprire le rimanenti super-
tresì ad evitare che a lungo andare sotto l'effetto fici con carta autoadesiva di colore, intonato con
delle vibrazioni sonore la cassa acustica abbia a quello della tela, oppure usare una ricopertura in
scollarsi. vinipelle, o verniciare la cassa ecc ...
Il pannello posteriore dovrà essere sagomato Le possibilità sono infinite e sta a voi scegliere
perfettamente in quanto, essendo fissato non sta- quella che più vi soddisfa.

Diametro altop. in cm. E inmm. Minmm. Ninmm. Pinmm.

17 cm 85 25 6 14
19 » 95 27 7, 5 13,5
21 Il 105 31 8,5 16
24 li 12 0 33 9 16
28 » 140 37 10 6
3 0 11 150 37 10 3, 5

pag. 138
2 semplici CONVIRTITDRI CC-AC
(Sig. Missanelli Giorgio, Caserta)

Credo che altri lettori si siano trovati come il sotto- mento che pu6 anche essere rappresentata dalla sca -
scritto nelle necessità di alimentare un ricevitore a tola metallica entro la quale andrà racchiuso l'alimen-
valvole potendo usufruire soto di un accumulatore. tatore, badando bene di isolarli convenientemente.
Anche se per l'accensione del filamento non sussi- Per T l ho impiegato in entrambi i modelli un comurìe
stono problemi, rimane per6 sempre quello dl!lla alta trasformatore da 1O watt. sfruttando per la alimen-
tensione occorrente per l'anodo. Per questo ho messo tazione la presa centrale. Naturalmente qualsiasi altro
a punto i due schemi che presento e che, con l'uso trasformatore pu6 essere impiegato con profitto purché
di comp0nenti facilmente reperibili in commercio. mi abbia un primario con presa centrale ed uno seconda-
hanno dato la possibilità di ottenere da una comune rio ad alta tension e.
batteria da macchina l'alta tensione desiderata. anche
fino a 500 volt purché l'assorbimento non superi Noi abbiamo trovato questi schemi piuttosto inte-
i20mA. ressanti, in quanto permettono la realizzazione di picco-
I due schemi impiegano transitor AD139 che posso- li ricetrasmettitori a transistor d9ve per6 si voglia im-
no all'occorrenza essere sostituiti con altri di potenza, piegare una valvola termoionica come solo stadio
cambiando sperimentalmente p0i anche il valore della finale di A. F. con ottimi risultati.
resistenza R 1 fino ad un valore in grado di mantenere Suggeriremmo anche di sostituire i trasformatori
i transistor entro i limiti di corrente massima. in lamierino usati dal lettore con altri in ferroscube,
Ho provvisto tali transistor di aletta di raffredda- per ottenere un rendimento assai più elevato.

MATERIALE NECESSARIO AL PROGETTO 1


+
e, R.1 = valore variabile da 1.000 a 10.000 ohm 1 watt
a seconda del transistor d'impiego
C.1 500 mF elettr. 25 V.
C.2 = 1.000 mF elettr. 25 V.
T.1 trasformatore con primario 6 + 6 volt
TRl e secondario di 220 volt
TR 1 = transistor AD 139 o simile

TR t T1

R1

.._____._....__-(=

Fig. 2

t MATERIALE NECESSARIO AL PROGETTO 2


N
j R.1 = 10.000 ohm 1 Watt
C.1 O, 1 mF a carta
M- - - -- T.1 = trasformatore con primario 6 + 6 V. e secon-
dario da 220 volt.
TR1 = transistor AD 139 o simile

pag. 139
Uno fonometro potrebbe a prima vista es- di voltare pagina per rivolgere l'attenzione
sere considerato uno strumento di scarso in- ad argomenti, a vostro giudizio, più interes-
ter-esse nel nostro campo di lavoro, quindi ben santi, consigliandoci spassionatamente col
difficilmente sarà reperibile tra la normale do- pensiero di evitare di prestare il nostro inte-
tazione di un comune laboratorio di radiotec- resse, e le pagine della nostra rivista, a pro-
nica. getti che tuttalpiù potrebbero riscuotere l'as-
L'etimo logia stessa della parola serve infatti senso di un edile o di un vigile urbano o di un
ad illustrare efficacemente ci6 che rappresenta meccanico, ma solo raramente di un radio-
l'utilità d'uso di uno strumento siffatto e siamo tecnico
certi che la maggior parte di voi ad una precisa Col pericolo di sollevarè un coro di disap-
domanda sulla possibilità di servizio di un fo- provazione ci sentiamo tentati di affermare èat e-
nometro risponderà tranquillamente che es- goricamente che un tale strumento trova proprio
so è stato ideato appunto per effettuare misu- in radiot ecnica più applicazioni e più possibilità
re dell'intensità di. suoni o rumori prodotti da di sfruttamento.
una qualsiasi fonte. Per avvalorare la nostra tesi e trasformare
Non possiamo certo infirmare una simile la vostra giustificata incredulità in sincera cu-
risposta in quanto conseguente alla normale riosità vi produrremo un breve elenco di quelle
applicazione dello strumento in questione che possono essere le applicazioni del nostro
che appunto è stato sostanzialmente realiz- fonometro, limitandoci a quelle di maggior
zato allo scopo di controllare l'efficienza di interesse.
materiali assorbenti il rumore, per misurare lo Esso infatti è di grande utilità per effettuare
stato degli scarichi degli autoveicoli e per tutti il controllo della sensibilità dei microfoni, delle
quei casi insomma in cui necessiti uno stru- testine rivelatrici, per verificare la sensibilità
mento come un fonometro, cioè misuratore di e la potenza degli altoparlanti, per controllare
rumori. il rendimento delle casse acustiche, per bilan-
La vostra prima reazione ad una tale pre- ciare perfettamente ed agevolmente un am-
sentazione potrebbe essere rappresentata da plificatore stereofonico, per tarare le medie
uno sbadiglio e da una impellente necessità frequenze o il gruppo A.F di un qualsiasi ri-

pag. 140
Con un semplice fonometro sarete in grado di
eseguire delle innumerevoli operazioni di con-
trollo nel campo della B.F.
Questo strumento, che potrete facilmente realiz-
zare con componenti di recupero, vi stupirà per
l'originalità e la vastità dei metodi d'impiego.

FONOMETRO dai molteplici usi


cevitore supereterodina. per verificare l'effi- portata di 3 - 5 volt CC fondo sca la, dando cosi
cacia dei filtri cross-over, ecc. la possibilità a coloro che posseggono un te -
Dopo di ci6 speriamo che ci seguirete con ster. (quasi tutti i radiotecnici ne hanno uno)
attenzione fino all'ultima riga di questo arti- di evitare la spesa di acquisto di uno strumento
colo appunto per vedere come un tale stru- abbastanza costoso. .
mento, conosciuto normalmente sotto un aspet- Per l'alimentazione del fonometro è suffi-
to tutto diverso. possa essere impiegato in ciente una comune pila da 9 volt per transi -
tanti usi così diversi l'uno dall'altro. stor. in quanto l'assorbimento dell'apparecchio
é limitato a pochi milliampere.
Come risulta dal disegno. l'entrata di questo
CIRCUITO ELETTRI CO fonometro è costituita da due prese, A e B.
ed un deviatore. segnato da lla sigla S 1 che
Prima di passare alla spiegazione dettagliata provvede a commutare le due prese inserendo
delle varie maniere di impiego del fono- l'una o l'altra, secondo la necessità, sul po-
metro per le misure e i controlli che vi abbiamo tenziometro di sensibilità R 1.
accennato nell'introduzione. sarà opportuno Non crediamo opportuno soffermarci ancora
illustrare lo schema elettrico e la relativa rea - sullo schema elettrico data l'evidenza e la fa -
lizzazione pratica . cilità di interpretazione e passiamo sen'altro
Nel disegno di fig. 1 è visibile lo schema alla parte pratica del progetto.
elettrico dell'apparecchio che. come facilmen-
te potete notare prevede l'impiego di tre tran-
sistors di cui due NPN di tipo BC 108 ed un REA LIZZAZIONE PRATICA
PNP tipo AC 125, utilizzati in un circuito pream-
plificatore ad altissima sensibilità . Per la realizzazione pratica del fonometro
Sull'uscita dell'ultimo transistor viene pre- sarebbe conveniente poter usufruire di un cir-
levato il segnale amplificato che va inviato. cuito stampato che oltre a faci li tarvi nel vostro
dopo essere passato attraverso il condensatore lavoro vi permetterà di ottenere un progetto
C7, ad un raddrizzatore di tensione. che allo esteticamente più funzionale , benché un mon-
stesso tempo funziona da duplicatore, costi- taggio effettuato anche con altri metodi non
tuito da due diodi al germanio tipo OA 81. comporterebbe alcun problema di funzio-
La tensione d'usci ta dal dupli ca 1ore-raddriz- na mento. Per questo in fig. 2 vi presentiamo
zatore viene quindi applicata ad un milliam - il progetto da noi rea lizzato appunto su cir-
perometro da 50- 100 milliampere fondo sca la. cuito stampato e con esso come modello. vo-
che all'occorrenza pu6 essere sostituito da lendo. potete autocostruirvene uno simile.
un tester 20.000 ohm X volt predisposto sulla Un unico consiglio da dare. e questo vale

pag. 141
6
. 9
~ -

·r .
2,6
17

·,~ .
1 10

8,4
c,

,,
1, 2

+
c,
0,6 u
lfl
• •
ENTtATA9

12 ca 1'2 Cl

Componenti C3 = 100 microF. 15 v. elettro!.


R1= 50.000 ohm potenz. log. C4 = 1 microF. a carta
R2= 10 ohm es = 100 mlcroF. 15 v. elettro!.
R3= 470.000 ohm C& = 10 microF. 10 v. elettro!.
R4= 330 ohm C7 = 1 mlcroF. a carta
RS = 560 ohm ca = 22.000 pF
R6= 18.000 ohm TR1 =
Transistor NPN Tipo BC108
R7 = 470 ohm TR2 = Transistor NPN Jfpo BC108
RS = 1.000 ohm TR3 = Transistor PNP Tipo AC125
R9 = 12.000 ohm DG1 = Diodo al Germanio tipo OAS5
. R10 = 680 ohm DG2 = Dfodo al Germanio tipo OA85
=
R11 12.000 ohm 51 = Deviatore o levetta
R12 = 4.700 ohm 52 = Interruttore
C1= 5 mlcroF. 6 v. elettro!. MA =
Strumento
C2 = 100 mlcroF. 15 v. elettro!. Alimentazione = 9 volt

le tensioni Indicate sono state rilevate con un voltmetro elt'ttronico.

naturalmente per tutte le realizzazioni elet- Come vedete anche per quanto riguarda la
troniche, è quello di prestare attenzione alle realizzazione pratica non sussistono partico-
polarità dei diodi ·e dei condensatori elettro- lari problemi di attuazione per cui possiamo
litici, nonché ai collegamenti dei transistors. in trattare direttamente dei modi e delle possi-
quanto basta uno di questi errori per pregiu- bilità d'impiego.
dicare il funzionamento del fonometro.
Ricordatevi inoltre che il collegamento tra
'il condensatore Cl ed il potenziometro di sen- COME USARE Il FONOMETRO
sibilità R 1 va effettuato tramite un cavetto
schermato la cui calza metallica va saldata Tralasciamo di approfondire l'uso del fono-
alla carcassa metallica del potenziometro R 1, metro nella sua più conosciuta applicazione,
cioè a massa. cioè come misuratore di intensità di rumore,
Dovranno risultare schermati anche i col- in quanto per questo impiego è sufficiente
legamenti tra il potenziometro ed il deviatore graduare la manopola della sensibilità in
S 1 e le prese d" entrata. A e B. «FON» servendoci di una fonte già conosciu-
Sarà poi conveniente racchiudere tutto l'ap- ta come base di regolazione.
parecchio dentro una scatola metallica per Per coloro cui l'argomento interessa parti-
rendere il fonometro presentabile anche este- colarmente possiamo anche aggiungere che
ticamente. la taratura può essere effettuata, oltre che

pag. 142
MICROFONO PILA

S1

MICROFONO

o PILA

in fon, anche in valori da a 100, regolando


quindi la manopola fino a far coincidere la
lancetta col fondo scala.
Per conoscere quindi l'intensità di rumoro-
sità di un motore o altra sorgente sonora ba-
sterà leggere il valore segnato dall'indice della
manopola e rapportarlo a quello segnato con
una fonte presa come paragone.
Come detto all'inizio dell'articolo tale ap-
plicazione interessa solo raramente un radio-
tecnico, quindi proseguiremo nella nostra
trattazione curando appunto i vari aspetti e le
diverse possibilità d'impiego del progetto pro-
prio nel campo della radiotecnica . L EK-15 ....J
Come primo esempio parleremo della prova
di sensibilità di due o più microfoni, come va
cireulto stampato a gran-
effettuata e come interpretare le indicazioni dezza naturale. I lettori
dello strumento. che trovassero difficolto-
Se ad esempio possediamo due capsule so prepararselo potranno
piezoelettriche e non ne conosciamo le ca- richiederlo al prezzo di
ratteristiche. volendo sapere quale delle L. 400 più spese postali.

pag. 143
~·--
Per l'equalizzazione di un complesso stereo si dovranno lmpiegaré due
microfoni applicati vicino alle casse acustiche come vedesi in disegno.

Fig.3

La scatola di montaggio esclusi microfoni


e strumenti può essere richiesta a lire
3.900 più spese postali.
I due microfoni a L. 900, e lo strumento
milliamperometro a l. 3.000.

due risultasse più sensibile o maggiormente e misurando la deviazione dell'ago dello stru-
adatta alle nostre necessità del momento, mento che ra ppresenterà la sensibilità della
non dovremo far altro che collegarle separa- testina in esame, poi sull'altro piatto con-
tamente alle due prese del fonometro e collo- trollando se sulla stessa porzione di disco lo
carle vicino all'altoparlante di un qualsiasi spostamento dell'indicatore sa rà maggiore
amplificatore. o minore del primo.
Dopo aver inviato in entrata all'amplifica- Qualora poi desideraste impiegare i l fono-
tore un segnale di B.F a qualsiasi frequenza metro per regolare perfettamente il bilancia-
(non ha alcuna importanza il fatto che la fre- mento di un amplificatore stereofonico. sarà
quenza del segnale sia di 1.000 o 700 oppure necessario che vi procuriate due capsule mi-
1 .500 Hz. ecc) si regola il potenziometro di crofoniche dalle stesse caratteristiche di fun -
sensibilità R 1 in modo che la lancetta dello zionamento e di sensibilità che, inserite nelle
strumento si stabilizzi a centro scala. due boccole d'entrata del fonometro, verrano
Dopo di ci6 si commuta tramite S1 inserendo collocate in vicinanza dei due altoparlanti, co-
in entrata l'altro microfono, quindi il nuovo me vedesi in fig. 3.
valore registrato ci dirà appunto quale dei All'entrata dello stesso altoparlante verrà
due risulta ,il più sensibile a seconda che la inviato contemporaneamente sui due canali
deviazione dell'uno sia superiore a quella un segnale a 1.000 Hz prodotto da un gene-
dell'altro, e naturalmente quello che mag- ratore di B. F (come ad esempio quello da noi
giormente farà deviare la lancetta sarà quello presentato in questo numero). Si ruota quindi
dotato di maggior sensibilità. i l potenziometro di volume deH'amplificatore
Analogamente si possono controllare anche e quello del fonomet ro in modo che il segnale
le sensibilità dei pick- up, impiegando ovvia- ottenuto faccia deviare la lancetta dello stru-
mente un disco inserito prima su di un piatto mento indicatore (sia esso il milliamperome-

pag. 144
tro, sia il tester) fino a fermarsi a metà scala, Per questa operazione non dovete far altro
poi si commuta l'altro microfono, sempre at- che inviare con due fili ad una qualsiasi
traverso S 1, e si controlla se l'intensità del presa d'entrata il segnale prelevato dalral-
segnale ri levato dall'ago è identica o diversa tolparlante di uscita dell'apparecchio che de-
per tutti e due i canali. siderate tarare escludendo il microfono.
Nel caso che i risultati dimostrassero diver- Inserendo il segnale d"uscita di un oscilla-
sità di intensitél basterél regolare il potenzio- tore di A.F modulato, dalla lancetta dello stru-
mentro che regola il BllANCJAMENTO del- mento potrete ottenere precise indicazioni
l'amplificatore fino ad ottenere una precisa per stabilire il punto esatto di taratura che cor-
paritél di segnale.
risponderél alla massima variazione della lan-
Per controllare il rendimento acustico di cetta del milliamperometro; come vedete sono
casse armoniche si applica un microfono vi-
tutte operazioni estrema mente facili con ri -
cino ad esso regolando manualmente l'aper- sultati quanto mai soddisfacenti.
tura delle finestre fino ad ottenere il massimo
rendimento (usare una frequenza acustica Per quest'ultima operazione occorre ricor-
di 100 Hz). Con lo stesso procedi mento po- darsi, data l'estrema sensibilità dell'apparec-
trete facilmente adattare i filtri Cross-over chio, di mantenere il volume del ricevitore e
modificando spire e capacitél, in modo da ac- quello del fonometro a livelli bassi per non
centuare od attenuare le frequenze che deside- superare i limiti massimi dello strumentino in-
rate variare, controllando i risultati via via con dicatore con conseguente impossibilitél di ef-
fonometro fettuare misurazioni precise.
Lo strumento è infatti talmente sensibile da A tutte queste applicazioni se ne potrebbero
riuscire a registrare quelle variazioni che dif- aggiungere molte altre col rischio di diventare
ficilmente anche l'orecchio più esercitato po- prolissi e monotoni per cui chiudiamo la nostra
trebbe apprezzare. digressione sull'impiego del fonometro perché
Come abbiamo anticipato vi potrete servire pensiamo che i l lettore, meglio di nessun al-
del nostro fonometro per tarare gruppi A.F tro. saprà sfruttare un così semplice ma uti-
e M.F con risultati di assoluta precisione ed lissimo apparecchio secondo le personali esi-
estrema facilitél. genze.

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2N1SS3 L. 300 L 1.000

pag. 145
un V.F.O per
In risposta ad un gruppo di radioamatori che ci
hanno chiesto se era possibile realizzare un V. F.
O. di buone caratteristiche e di costo non troppo
elevato, noi intendiamo con questo articolo sod-
disfare il loro desiderio con un progetto realizzato
e messo a punto da uno dei nostri collaboratori.
Giovanni Liberto (Cuneo)

Quali sono i vantaggi che un oscillatore va-


riabile presenta rispetto ad uno fisso?
1) quello di potersi spostare con facilità nella
porzione di gamma richiesta scegliendo per la
trasmissione la frequenza che non sia occupa-
ta da un altro radioamatore, evitando così
inutili interferenze.
2) la possibilità di rispondere ad OM in isoon-
da col vantaggio di essere certi di raggiungere
con maggior probabilità il proprio corrispon-
dente, in quanto egli ha logicamente scel-
to oer il Droprio CO la freguenza che sul suo
0TH non risulta in QRM.
Certo che anche con un oscillatore fisso a
quarzo si potrebbe risolvere il problema, ma
per poterlo attuare sarebbe necessario impie-
gare tanti quarzi quante sono le frequenze
richieste, operazione questa irrealizzabile
almeno per la maggior parte dei radioamatori
per le inerenti difficoltà finanziarie.
Infatti non si pu6 dire che come costo il quar- Per6 se i normali V.F.O. hanno la possibilità
zo sia a buon mercato, aggirandosi sempre di modificare la frequenza di emissione con
come minimo sulle duemila lire per pezzo. e una semplice rotazione del variabile di sinto-
se noi consideriamo che per avere un numero nia. non dobbiamo trascurare il fatto che essi
sufficiente di frequenze a disposizione occor- possono essere soggetti a inconvenienti non
rerebbero almeno un centinaio di pezzi. si riscontrabili negli oscillatori a quarzo quali
fa presto a fare un po di conti per convincersi ad esempio slittamenti di frequenza , emis-
che non è proprio il caso di risolvere il proble- sione di frequenze spurie ecc.
ma di una trasmissione soddisfacente con Il V.F.O. che proponiamo in questo articolo
tale mezzo. non presenta queste lacune.
A questo punto giunge di proposito il V.F.0 Esso risulta stabile quanto un oscillatore
che rappresenta senza dubbio la soluzione pili pilotato a quarzo. non genera frequenze spu-
semplice ed economica. rie per cui, dato il costo di reaJizzo neppure

pag. 146
il vostro TRASMETTITORE
r .
Flg. 1

. .
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Ctt

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l1 Ct c,
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" . CIO


UIICITAA,.

ca

R1 = 1.000 ohm
R2 = 22ohm C7 = 4 70 pF ceram.
R3 = 1.000 ohm ca = 33 pF ceram.
R4 = 5.600 ohm C9 = 10.000 pF
RS = 1.000 ohm C10 = 10.000 pF
R6 = 1 5.000 ohm C11 = 1.000 pF ceram.
R7 = 3 .300 ohm C1 ~ = 10.000 pF
Ra = 100 ohm L1 = vedi arti colo
R9 = 470 ohm JAF1 = GBC 0/ 488.1 - 0 / 498.2 - 0 / 497.2
R10 = da 56 a 470 ohm 2 watt DZ1 = Diodo Zener da 9 volt 1 w att
C1 = 25 - 3 0 pF variab. TR1 = Transistor al silicio NPN tipo 8SX45
C2 = 30 pF compensatore o 2 N41 2 4 o 2N914
C3 = 33 pF ceram. TR 2 = Transi$ tor al silicio NPN tipo 8SX45
C4 = 33 pF ceram. o 2N4124 o 2N914
CS = 10.000 pF ceram. Tu tte le resistenze, salvo diversa indica zione,
C6 = 390 pF ceram. sono tutte da 1 / 4 di wa tt.

confrontabile con quello di un analogo appa- ad esempio di 14 MHz, 21 MHz o 28 MHz, sarà
recchio a quarzo. siamo convinti che molti necessa rio provvedere al V.F.O di stadi dup-
radioamatori lo sperimenteranno per adottarlo plicatori di frequenza.
in f.uturo nella realizzazione dei loro trasmet- Volendo, si potrebbe anche far oscillare di-
titori. rettamente il nostro V.F.O. sulle gamme dei
La potenza di uscita A.F di questo oscilla- 14- 21-30 M Hz, in questo caso la stabilità
tore è più che sufficiente per pilotare una val- di funzionamento, pur risultando sufficiente-
vola o un t ransistor amplificatori di A.F. mente soddisfacente, non potrà mai raggiun-
La frequenza in uscita può essere scelta gere i valori di quella ottenuta lavorando su
a piacimento o sui 3,5 MHz oppure sui 7 MHz frequenze inferiori.
corrispondentemente cioè a lunghezze d'onda Logiçamente quindi dovendo quasi sem-
di 80 metri o 40 metri pre far seguire al V.F.O. degli stadi amplifica-
Per trasmettere su gamme diverse, quali tori di A.F per poter ottenere un segnale suffi-

pag. 147
ciente a pilotare anche valvole di potenza eleva- collegare il V.F.0 allo stadio amplificatore di
ta, tanto vale sfruttare tali stadi intermedi come A.F. anche un lungo spezzone di cavo coassia-
duplicatori o triplicatori di frequenza. le per TV senza incorrere in sensibili attenua-
zioni di segnale. proprio in virtù della bassa
CIRCUITO ELETTRICO impedenza presentata dal segnale in uscita.
Tutto l'apparato del V.F.0 viene alimentato
La realìzzazione di questo os.cillatore pre- da una tensione che può essere scelta a pia-
vede l'impiego di due soli transistor, di cui 11 ci mento tra i 15 e i 50 volt.
primo viene utilizzato come oscillatore in cir- La resistenza R10 serve a limitare la cor-
cuito Colpitts. ed il secondo come amplificatore rente che passa nel diodo Zener. D21. man-
di A.F con uscita sull'emettitore. tenendola su valori di 18-20 mA. e l'operatore,
Lo schema elettrico è visibile in fig. 1. a seconda della tensione applicata all'oscil-
La bobina L 1 dovrà essere realizzata in ma- latore, dovrà preoccuparsi di variarne i l valore
niera da far oscillare il V.F.0. o sulla gamma in più o in meno fino ad ottenere che attraver-
dei 3,5 oppure su quella dei 7 MHz, scelta so lo Zener non passi una corrente superiore
questa subordinata alle esigenze del radio- ai valori che noi vi abbiamo indicato.
amatore. A questo punto ci si chiederà quali tran-
C 1 è un condensatore variabile ad aria la sistor sono stati impiegati nel nostro proto-
cui capacità si aggira dai 25 ai 30 pF. ed è tipo; vi diciamo subito che se finora non ne
collegato ad una manopola demoltiplicata avevamo accennato è stato per una ben spe-
per modificare la frequenza di emissione del-
cifica ragione, in quanto su tale argomento
l'oscillatore. è necessaria una piccola disgressione.
C2 consiste in un compensatore da 30 pF. e I transistors che noi abbiamo provato nel
servirà a tarare, a costruzione ultimata, il
nostro modello sono stati numerosi, perché
circuito di sintonia, onde far sì che l'esplora-
era nostro preciso scopo cercare di ottenere
zione del variabile C1 rimanga entro la gamma
un progetto quanto più perfezionato possi-
concessa ai radioamatori.
bile. come d'altronde è nelle nostre abitudini.
In parallelo a C2 troviamo infine un conden-
I risultati pratici delle nostre esperi enze ci
satore fisso da 33 pF indica to nello schema con
hanno portato a concludere che su questo
la sigla C3.
oscillatore vanno egregiamente tanto i 2N708,
Il circuito di sintonia viene collegato al col-
i BSX45, quanto i vari 2N914 o i 2N4124,
lettore del transistor TR 1 attraverso un con-
però avendo la possibilità di scegliere noi vi
densatore, C4, da 33 pF, indispensabile per
consiglieremmo l'impiego dei BSX4 5 - 2N914 -
evitare che la tensione positiva venga corto-
2N4124 che si sono dimostrati fuori di dubbio
circuitata a massa tramite la bobina L 1.
Per evitare oscillazioni parassite, il collettore capaci dei risultati migliori. in definitiva si trat-
del transistor oscillatore risulta collegato al cir- ta di transistor con un alto coefficiente beta,
cuito di sintonia e di reazione attraverso una re- compreso cioè t ra il 50 e il 100.
sistenza di basso valore ohmico. con valore va- REALIZZAZIONE PRATICA
riante da 15 a 22 ohm. e segnata dalla sigla R2. Dovrete provvedere a racchiudere tutto il
L'impedenza JAF1, di valore attorno allo complesso dell'oscillatore dentro una scatola
0, 1 millihenry, non risulta critica, per cui si può metallica per schermarlo convenientemente.
tranquillamente affermare che qualunque Internamente alla scatola dovrà trovare po-
altra bobina di A.F in grado di sopportare una sto anche il condensatore di sintonia C1, ade-
corrente di circa 100 mA pu6 essere impiega- guatamente fissato, in modo che il perno di
ta con ugual risultato. comando fuoriesca per collegarlo ad una de-
Il prototipo è stato sperimentato con diversi moltiplica, come avevamo accennato nella
tipi di bobine. quali le GBC 0 / 488.1-0/ 498.2- parte introduttiva.
0 / 497 .2-0/497 .3 senza riscontrare alcuna va- La bobina di sintonia L 1. non essendo re-
riazione di rendimento. peribile in commercio già pronta, dovrà essere
Il segnale di A.F viene poi prelevato dall'e- necessariamente autocostruita secondo la
mettitore di TR1 ed inviato alla base del secon- frequenza di oscillazione sulla quale si desi-
do transistor TR2, che provvederà ad ampli- dera operare.
ficarlo. Volendo infatti un V.F.O. che oscilli sugli 80
Per prelevare poi dall'emettitore del se- metri si dovranno avvolgere sopra un suppor-
condo transistor 11 segnale di A.F ora dispo- to di 15 mm di diametro 35 spire di filo di ra -
nibile a bassa impedenza , si pu6 utilizzare, per me smaltato da 0,3 mm, mentre per un oscil-

pag. 148
latore che generi un segnale di A.F sui 40 me- ~omponenti, ricordandosi per6 nel contempo
t ri sarà necessario avvolgere su di un suppor- di aumentare R4 se l'as,sorbimento denunciato
to di 1 O mm di diametro 30 spire dello stesso dal milliamperometro superasse · i valori pre-
filo di rame smaltato da 0 ,3 mm. scritti, cioè il massimo di fiO mA.
Il compensa tore C2 dovrà essere alloggiato Quando sarete ben sicuri che l'oscillatore
vicinissimo alla bobina L1 e disposto in ma- eroghi energia A.F come prescritto, potete
niera da poterlo regolare esternamente quan- procedere a ripristinare il circuito, ricollegando
do la scatola sarà chiusa. la resistenza R1 O e lo Zener che prima erano
Sarà bene provvedere i transistor di alette stati staccati.
di raffreddamento perché non abbiano a ri· Fatto ciò, sarà oppo1rtuno lasciare l'oscilla-
scaldarsi troppo anche dopo un prolungato fun- tore in funzione per al meno 1 O minuti e con-
zionamento. trolla re poi se la correnite, che in questo caso
dovrebbe aggirarsi attorno a valori di 80 mA,
rimane stabile o se invece tende ad aumen-
MESSA A PUNTO
tare.
La messa a punto consta praticamente in Se la corrente non varia di intensità, allora
tre diverse operazioni che si possono così di- tutto bene, vuol dire che gli stadi sono a posto,
stinguere: pronti a funzionare, se invece essa tende a
1) controllare che il transistor TR 1 oscilli salire con logico e conseguente eccessivo ri -
2) controllare che rassorbimento di TR1 e TR2 scaldamento del transistor TR2, tanto da non
non superi certi limiti massimi poterlo neppure toccare colle mani, occorrerà
3) tarare C2 affinché il circuito di sintonia ri- aumentare il valore di 1=16 di qualche migliaio
sulti in gamma. di ohm.
Iniziamo quindi col proporvi il modo migliore Resta, per terminare la seconda operazione
di risolvere la prima operazione. di taratura, da definire :;olamente la resistenza
Procuratevi allo scopo 3 pile da 4 ,5 volt e R10, il cui valore ohmico dipende direttamente
congiungetele in serie così da avere una ten- dalla tensione di alimentazione che intendete
sione complessiva di 13,5 volts. applicare al vostro oscillatore.
Tale tensione va applicata ai morsetti di ali- Considerando che IB tensioni consigliate
mentazione, quindi al posto del diodo Zener per l'alimentazione sono di 1 5 - 20 - 30 - 50
DZ 1 e della resistenza R 1O, che avrete pro- volt, potrete ricavare la resistenza esatta spe-
curato di dissaldare, inserite in serie alla ten- rimentalmente. collegando in serie al diodo
sione di alimentazione un milliamperometro Zener il milliamperometro regolato per 50 -
con 100 mA fondo scala. 100 mA fondo scala.
Operando in queste condizioni avremo la Provate quindi con valori di R1 O da 33 a 220
possibilità di controllare la corrente assorbita ohm 2 watt fino ad ottenere una corrente at-
dall'oscillatore TR 1, per vedere se mai supe- traverso lo Zener che non :superi i 20 mA.
rasse i 50 mA. Anche questa operazione può considerarsi
Nel caso di una corrente di assorbi mento terminata e non rimane che effettuare l'ultima
superiore a tale limite, occorrerà aumentare prova, cioè quella inerente alla taratura del
il valore di R4 in modo tale da ripristinare le circuito di sintonia.
condizioni normali di funzionamento. Accendete un ricevitore sulle onde corte e
Per assicurarvi che l'oscillatore generi A.F sintonizzatelo sulla frequenza dei 7, 1 MHz,
potrete agire in due modi diversi: poi ruotate il condensatore variabile C1 po-
o si prova con un ricevitore messo in prossimi- nendolo a metà valore e manovrate su C2
tà dell'oscillatore, cercando di sentire il segnale fino ad udire nel ricevitore il soffio dell'A.F.
di A.F nell'altoparlante, o si tocca con un dito Quando avrete individuato il segnale AF, ruo -
il collettore di TR 1. tate C1 controllando che copra. nella sua totale
Se l'oscillatore funziona normalmente. dopo escursione, tutta la gamma che va dai 7 ai 7,4
aver toccato il transistor, si deve notare nel MHz. che è poi quella fissata per i radioamato-
milliamperometro un brusco aumento della ri, ritocc ando eventualmente C2 se non si riuscis-
corrente assorbita, per tornare poi ai valori se ad esplorare eventualmente una qualche par-
primitivi lasciando il transistor. t e di gamma.
Qualora il transistor avesse difficoltà ad o- Qualora anche così non si riuscisse ad ot-
scillare, sarà necessario ridurre il valore della tenere quanto desider.ato, sarà necessario
resistenza R3, portandola per esempio a 560 agire sulle spire della bobina L1 o sulla capa -
ohm in luogo dei 1 .000 indicati nP.lla tabella cità C3.

pag. 149
Una nuova idea per la vostra auto! Un cost10
limitatissimo ed un semplice montaggio per un10
strumentino che, pur non essendo strepitoso, se1r-
virà a dare un tono alla vostra auto.

INDICATORE
di
PENDENZA
e
accelerazione
Parlare dell'utilità che il nostro strumento ci dell'apparecchio che sarete certamente an-
può offrire ci sembra una cosa pressapoco inu- siosi di conoscere.
tile, in quanto il titolo stesso dell'articolo è Nella realizzazione dell'apparecchio noi ab-
abbastanza esauriente e dà senz'altro una biamo pensato di utilizzare un Fet che per le
idea esatta del servizio che esso è in grado di sue intrinseche proprie·tà conferisce allo stru-
renderci. mento delle pregevoli:,si me qualità di preci-
Applicandolo infatti sulla nostra automobile sione e di estrema facilità di rea lizzazione;
noi avremo sempre la possibilità di conoscere sta a voi ora stabilire l'opportunità di una si-
in gradi la pendenza della strada che stiamo mile rea lizzazione, ma siamo sicuri che quanti
percorrendo, salita o discesa, adattando il propenderanno per la decisione di costruì rse-
cambio dell'automezzo secondo la necessità. lo ne rimarranno entusia:sti.
Sempre col nostro strumento si potrà final-
mente capire perché in certi tratti di strada
apparentemente pianeggianti il motore della PRINCIPIO DI FUNZIONIAMENTO E
nostra auto accusi un certo affaticamento a SCHEMA ELETTRICO
prima vista incomprensibile.
Oltre a misurare la pendenza della strada, Il principio di funzionamento è di una sem-
con il progetto che vi stiamo presentando avre- plicità unica, basando:si sull'effetto della for-
te anche la possibilità di conoscere lo stato za di gravità quando viene ad agire su di un cor-
generale di alcuni organi meccanici quali ad po pesante libero di mt1oversi attorno ad un as-
esempio i freni , (misurando l'angolo di incli- se fisso.
nazione della macchina durante una brusca Se noi infatti spostiamo tale corpo dal suo
frenata e compa~ndolo a quando i freni erano punto di equilibrio sta,bile, rappresentato da l-
sicuramente efficienti), oppure l'accelerazione la vE!rticale al terreno con l'asse fisso nella
del motore (seguendo lo stesso metodo usato
per i freni , naturalmente con considerazioni
parte superiore del complesso, questo abban-
donato a se stesso es:so tenderà sempre a ri-
.
inverse). torna re nella posizion,e iniziale, naturalmente
In ogni caso le possibilità di utilizzazione se non intervengono degli impedimenti capa-
dello strumento sono parecchie e. poiché cre- ci di impedirne il moto.
diamo opportuno lasciarle alla vostra intuizio- Quindi partendo da questa semplice afferma-
ne, passiamo senz'altro ai dettagli costruttivi zione prendiamo un se,mplice potenziometro li-

pag. 150
-~
neare, col perno ben libero di ruotare, regolato ogni problema tecnico, senonché i normali
in modo che il cursore si trovi esatta mente ohmetri non sono in ' grado di apprezzare va -
al centro della sua corsa ed assicuriamo al riazioni di resistenza troppo piccoli come si
perno una massa pesante che funzioni da pen- avrebbero quando le pendenze da misurare
dolo (osservare la fig. 1), otterremo che ad sono molto limitate, rnentre quelli che di-
ogni variazione del cursore stretta mente con- spongono di una discreta sensibilità sono trop-
nesso al peso. che per effetto della forza di po costosi, contravvenendo a quei criteri di
gravità si mantiene sempre perpendicolare, parsimonia che ci siamo proposti nella pre-
corrisponderà una analoga variazione dei va- sentazione del modello.
lori resistivi tra il terminale centrale e gli estre- Allora abbiamo pensa,to di aggirare l'osta-
mi del potenziometro. colo effettuando non più una misura di resi-
Basterà allora poter leggere i valori di tale stenza, ma una di tensione, visto che gli stru-
variazione col potenziometro adeguatamente menti adatti sono facilmente reperibili a prezzi
fissato sul nostro automezzo per sapere istante accessibilissimi e inoltre con tale metodo si
per istante l'inclinazione esatta della strada avrebbe la possibilità di apprezzare senza fati -
che stiamo percorrendo, ed il problema prin- ca inclinazioni piccolissime che con un ohmetro,
cipale si risolverebbe tutto in una oculata e co- anche molto sensibile, probabilmente sfuggi-
sciente scelta dello strumento di misura che rebbero.
potesse segnalarci anche le più piccole varia- In fig. 2 potete vedeire lo schema elettrico
zioni di resistenza. che noi abbiamo ideato ,e che sperimentalmen-
Il primo pensiero correrebbe subito all'im te si è rivelato il più vali,do per il nostro scopo.
piego di un :::>hmetro, strumento che, come La tensione della batteria dell'auto, normal-
· misuratore di resistenza, eliminerebbe subito mente standardizzata sui 12 volt. viene stabi-
lizzata attraverso un diodi:> Zener a 9 volt (DZ1 ),
affinché qualsiasi aumento o diminuzione
della stessa tensione no,n intervenga a modi-
ficare la precisione di nnisura dello strumento
indicatore. specie quando per quest'ultimo
si impiega uno strumenito di grande sensibi-
lità. La tensione stabiliz,iata andrà poi ad ali-
mentare il potenziometro lineare R2 da 10.000
ot,m sul cui perno è fissata la massa pendolare.
H fet impiegato nella nostra realizzazione, un
canale- N tipo 2N3819 oppure TIS34, è monta-
to in un circuito a ponte di Weatstone.
Noi consigliamo di 1mp1egare come strumento
Fig. 1 un microamperometro dél 50 uA fondo scala,
ma niente vi vieta di u·tilizzare strumenti con
Ecco come dovrebbe essere costruito il vostro sensibilità inferiore (ad ,esempio con 1 00 uA
pendolo per ottenere il miglior rendimento cot fondo scala) purché sostituiate il valore delle
minimo ingombro. resistenze R4-R6 per ottenere, anche in questo
A ciò si può giungere facendo fondere una mas- caso, una completa deviazione della lancetta
sa di piombo dal peso di circa 3 hg. in uno stam- dello strumento corrispondentemente alla mas-
po di terracotta opportunamente sagomato. sima inclinazione che intendiamo misurare.

pag. 151
REALIZZAZIONE PRATICA superiore verrà fissata solidamente a quella
Noi abbiamo realizzato tutto il complesso su parte del perno del potenziometro che fuo-
di una basetta per circuiti stampati, natural- riuscirà dall'involucro del contenitore.
mente incisa a tale scopo. come vi abbiamo Occorre fare particolarmente attenzione nel
riportato in fig. 3 a grandezza naturale e rac- fissaggio affinché il complesso oscillatore sia
chiuso il circuito completo di tutti i componenti libero di compiere le sue elongazioni senza
in una scatola metallica di ridotte dimensioni; alcuno impedimento e senza possibilità di con-
all'esterno della scatola dovrà apparire sola- tatti colla scatola. fattori che potrebbero im-
mente il perno del potenziometro al quale ver- pedire od almeno limita re le escursioni del pen-
rà fissato il pendolo libero di oscillare senza dolo con conseguente falsaggio delle misure.
alcun impedimento nella sua escursione tota- Se qualcuno volesse fare le cose con un certo
le. stile, avendone voglia e possibilità. potrebbe

..--------- --------.--------..------,,--'"'V'"Y'"Vl',-.-,
118
iiiY 0 '-o
12V

+
R8 ~ DZ1

MA.

R10
+

R7
R11

La parte indicatrice, cioè lo strumentino.


resta a se stante. quindi potrà essere fissata
indifferentemente sul cruscotto, onde arricchir-
ne ta strumentazione, oppure anche solo ap-
poggiata su di una mensolina fissata nella po-
sizione più opportuna o più elegante.
Dalla scat oletta metallica usciranno i cavetti
necessari all'alimentazione e gli altri due di colle-
gamento col microamperometro.
È importante avvertire il lettore che il ter-
minale positivo di alimentazione deve essere
collegato ad un terminale del cruscotto che,
a chiavetta di accensione disinnestata, non ri-
sulti più sotto tensione; questo evidentemente
per far sì che a motore spento lo strumento non
assorba inutilmente corrente.
Per quello che concerne il pendolo. sarà suf-
ficiente impiegare per questo scopo una mas-
sa di piombo dal peso minimo intorno ai 3 et-
togrammi, provvista di una sbarretta metalli-
ca della lunghezza di almeno 5 cm. la cui parte

pag. 152
r

Fig. 3

Il circuito stampato nelle giuste dimensioni co-


me deve essere sagomato.

Facciamo presente al lettore che il potenziome-


tro R2 dovrà essere fissato dalla parte del rame


del circuito stampato.

sagomare la massa del piombo secondo la for- fissare il trimmer potenziometro R10 alla ba -
ma indicata in fig. 1, eventua'lmente anche co- setta, occorrerà piegarne i terminali in modo ta le
landola in uno stampo di 1erraqotta opportuna- da poterlo sistemare convenientemente e a que-
mente plasmato. sto fine lo schema pratico in fiqura vi darà delle
Quest' ultima soluzione è quella che speri - chiare indicazioni.
mentallrnmte permette i risultati migliori , e co-
me estetica. e come funzionalità. MESSA A PUNTO
Ricordatevi che nell'inserire nel circuito Una volta che si è ultimata la costruzione,
stampato il fet le connessioni relative ai ter- occorrerà effettuare una perfetta messa a
minali D- G- S vanno scrupolosamente effettua- punto dello strumento e tale operazione non
t'e seguendo fedelmente le indicazioni del rappresenta certo un ostacolo, essendo di
circuito stampato completato di tutti i com- semplicissima e veloce realizzazione.
ponenti così come vanno inseriti e come chia - La prima cosa da fare consiste nel control-
ramente appare in fig. 4 . lare che. in posizione di riposo (vale a dire col
An che per la sistemazione del diodo Zener la pendolo verticale e la scatola tenuta perfet-
sua polarità deve essere rispettata ; inoltre, per ta mente orizzon tale, eventualmente appoggian-

f ET
F-T 1
-,

i"
R10
O G s
o
/

'
+
02 1

12\( Rfl i~ G
"ij eR:
n i}R ~
Fig. 4 R7

Il montaggio dei componenti non rappresenta


certo una difficoltà specialmente se seguirete la
~~ ~ et ~ .
5
Ra
.J
;~:::i:~~r: i collegamenti del Fet ed alla pa-; r l

·=
rità del diodo Zener.
ft,::,_==
\;a;:;;;;;.;, ALLO STRUMENTO

pag. 153
dola su di un tavolo), il perno del potenziometro pito per6 della prec1s1one e della sensibilità del-
sia ruotato in modo tale che il cursore risulti l'apparecchio. portandolo a segnare pendenze
esattamente al centro, e sarà bene controll.a re fino a 35°, corrispondenti a variazioni percen-
questa nei:;essità con un Ohmetro misurando tuali del 75% circa.
i valori resistivi tra gli estremi ed i l centro del Per raggiungere questo traguardo non si deve
potenziometro, naturalmente prima di fissarlo fare altro che modificare il valore della resistenza
al circuito stampato, e , registrandolo al limite R5 ~ portarlo da 1 Megaohm, come è nella nostra
qualora lo strumento denunciasse diversità dei versione. a 0,5 Megaohm.
due due valori che devono essere uguali. Dopo E ovvio rammentare che la sostituzione della
aver portato a termine questa prima operazione resistenza R5 con una pi°ù bassa. come pocanzi
si potrà dare tensione al progetto collegandolo vi abbiamo indicato, comporta natu ralmente
coi 12 volt d'uso ed osservando il comporta- una nuova messa a punto dello strumento. a-
mento della lancetta del microamperometro. gendo sempre sul trimmer potenziometrico R1 O.
a sua volta opportunamente inserito (all'uopo
e per necessità occasionali si pu6 sempre usare
un Tester predisposto in un primo momento sui
INSTALLAZIONE SU AUTO
5- 1O mA fondo scala, e commutandolo sui 50
microamper fondo scala a taratura avvenuta).
Noterete subito che l'indice si porterà imme- Non sussistono particolari difficoltà nell'in-
stallazione del progetto sulla vostra auto ed es-
diatamente in una certa posizione. che potrà
eventualmente trovarsi anche tutta a sinistra - .sa sarà compito vostro in quanto i modelli di
automobili sono numerosissimi e tante sono
prima dello zero o addirittura a fondo scala.
A questo punto non rimane altro da fare pure le possil;>ilità di una sistemazione comoda
che ruotare celermente il trimmer potenziome- e di effetto sicuro.
trico R1 O fino a portare la lancetta esatta- Naturalmente un elegante microamperometro
mente al centro della scala dello strumento troverà posto in bella vista sul cruscotto e non
microa mperometrico. sfigurerà certo tra gli altri strumenti di bordo. La
Lo strumento è ora pronto per l'uso e po- scatolina. contenente tutti i componenti più il
trete facilmente constatarne l'efficienza in- pendolo. va invece occultata dove vi fa maggior
clinando la scatola proprio come si ci trovas- comodo. o dove avete la possibilità di siste-
simo in presenza di una discesa o di una salita marla, curando per6 di fissarla strettamente
ed osservando sul quadrante gli spostamenti in modo che risulti perfetta mente verti ca le col-
della lancetta. la macchina tenuta su di un piano orizzontale
Sarà opportuno poi, per avere una rapida (nel timore di sbagliare fidandovi solo del vo-
lettura dei gradi di inclinazione che volete con- stro occhio, potete avvalervi dell'apporto di una
trollare, indiGare sul quadrante in prossimità semplice livella da muratore per il calcolo pre-
ciso della verticalità della scatola) ..
dei vari valori di corrente segnati anche le cor-
rispondenti variazioni angolari in gradi. Crediamo sia inutile farvi notare che la posi-
zione del pendolo deve essere tale che le sue
oscillazioni avvengano nel senso di marcia della
automobile, badando bene che i movimenti
Importante dello stesso non vengano impediti in alcun
modo.
Lo strumento con i valori dei componenti Tanto per dare qualche idea indicativa sulla
da noi indicati serve per misurare pendenze sistemazione del complesso, potremo indicarvi
fino ad un massimo di 25° che corrispondo- in linea di massima alcuni vani dell'automobile
no a variazioni percentuali del 55% circa, preci- che si presterebbero egregia mente a Ilo scopo
sazione necessaria in quanto il nostro codice quali: il baule portabagagli, il vano portaogget-
stradale considera non l'angolo di salita ma la ti, sotto il cruscotto, ecc.
varia:iione di altezza ogni 100 metri di strada Ci siamo limitati nell'enumerazione perché
(per esempio il 55% vuol significare che ogni pensiamo che voi saprete scegliere convenien-
100 metri la strada sale di 55 metri). temente la sistemazione più adatta alla vostra
Come potete constatare ta le misura è già più automobile.
che sufficiente per gli usi normali, per6 volendo. RACCOMANDIAMO ancora che il pendolo DEVE
e ci6 pu6 interessare principalmente coloro che essere COMPLETAMENTE libero di oscillare
amano il fuoristrada, sussiste anche la possibi- senza toccare né la superficie della scatola, né
lità di ampliare l'arco dei valori misurabili, a sca- altro componente adiacente.

pag. 154
PROGETTI
in Sintonia

Questa rubrica è aperta alla collaborazione di tutti i lettori. Se avete sperimentato


un progetto interessante, se avete apportato su un qualsiasi schema modifiche sostan-
ziali che ne abbiamo migliorato le caratteristiche, inviateceli, noi ve le pubblicheremo.
I progetti ritenuti più interessanti verranno mensilmente premiati con materiale
elettronico.
Progetti in sintonia dovrà risultare per lo sperimentatore non un'arida rassegna di
idee, ma una inesauribile fonte di progetti, che potranno all'occorrenza aiutarlo a
risolvere tanti piccoli problemi.

LAMPEGGIATORE A DUE LAMPADINE ~elé ·s, possono accendere e spegn11re anche lampade
alimentate a 220 volt.
(Sig. Scalfani Alfonso, Perugia)
Con questo lampeggiatore. mentre una lampada
Coloro che hanno bisogno di un automatismo capace si spegne. l'altra si accende, proseguendo questo ci-
di accendere ad intermiuenza due lampadine. potran - clo all'infinito, almeno finché la pila di alimentazione
no trovare in questo mio i;nodesto progeuo la perfeua nonwenga disinserita, o si esaurisca.
soluzione del loro problema. Nella realizzazione ho impiegato due transistor tipo
lo l'ho impiegato l'anno scorso per gli abbellimenti AC 128 e due lampadine da 6,3 volt 100 mA.
di Natale e ne sono rimasto tanto soddisfatto da in- Faccio presente che modificando leggermente il
viarvelo per la pubblicazione. valore delle resistenze R1 ed R2. inizialmente di 6.800
Il mio progatto non serve solamente per abbellire un ohm. nonché quello dei condensatori elettrolitici da
albero di Natale o un Presepe, ma anche per scopi 200 mF. viene ad essere modificélca la cadenza di
pubblicitari, perché sostituendo le due lampade con accensione e di spegnimento delle due lampadine.

9v.

Componenti
R1 = 6.800 ohm
R2 = 6.800 ohm
C1 = 200 mF elettrolitìco
C2 = 200 mF elettrolitico
=
TR1 -TR2 Transistor PNP tipo AC128
=
LP lampad. 6,3 volt 100 mA
Alìmentazione =9 volt

pag. 155
INDICATORI DI LI VELLO PER AMPLIFICATORI di 0 , 15 mm e di lunghezza sufficiente da essere teso
STEREO fra due pali piantati in un prato antistante la coniglie -
(Sig. Pedrelli Alfonso, Livorno) ra o ai lati di un passaggio obbligato.
I pulsanti che mi servivano, io li ho acquistati da un
Tempo fa mi venne l'idea di realizzare per il mio am - falegname e sono del tipo che viene usato ad accen-
plificatore stereo un indicatore visivo di livello in vista dere la luce interna dei mobili bar quando si apre lo
dei vantaggi che potevano venirmene, ed abbastanza sportello; penso pero che essi siano reperibili anche
c~~prensibilmente. potendo così con molta sempli - presso un qualsiasi elettricista.
c1ta regolare perfettamente il potenziometro di bilan- Il funzionamento del mio sistema è di una sempli-
ciamento. oltre ad ottenere un bellissimo effetto ottico cità unica per cui lo schema elettrico, descritto in fi -
visto che anche l'occhio vuole la sua parte. gura. non ha bisogno di troppe spiegazioni . per essere
Dir6 che il progetto mi ha tanto entusiasmato che ho compreso.
provveduto a realizzare due sistemi. che funzionano Quando tutti i pulsanti sono chiusi ed il filo di rame
n~l~a maniera migliore tutti e due, dei quali, il primo è intatto, la base del transistor, un AC128, risulta a
utilizza una vlvola EM84. come notate di tipo molto massa. quindi sul collettore dello stesso non scorre
comune. e l'altro con un occhio magico a doppia trac- corrente.
cia tioo EMM801 . anch'esso facilmente rintracciabile. Se invece qualcuno 3vvicinandosi alle conigliere
Il primo schema è visibile in fig . 1, e potete consta - rompesse inavvertitamente il filo di rame coi piedi.
t~re quanto il funzionamento sia semplice: il segnale oppure. anche fosse riuscito per mera fortuna a sca -
d1 B.F prelevato dopo il potenzmm<>tro di bilanciamento valcarlo, tentasse di aprire uno sportello, automati-
viene raddrizzato da due diodi al germanio ed inviato camente la base del transistor verrebbe ad assumere
direuamente alia griglia controllo della valvola . una tensione negativa a. causa della resistenza èla
11 secondo schema invece, visibile in fig. 2, richiede 27.000 ohm inserita fra la base del transistor e la
l'uso di due trimmer potenziometrici da l 00.000 ohm massa.
eh~ a.n dranno poi regolati per ottenere un uguale re - In tal modo il transistor passerà in conduzione fa -
stnng,mento delle due tracce. cendo scorrere sul collettore una corrente capace di
Ovviamente chi considererà questo mio progetto, azionare un relé i cui contatti comandano una suoneria.
giungerà alla conclusione che tali schemi siano adatta - Il relé impiegato è un Siemens da 385 ohm, comun -
bili solamente ad amplifi catori stereo a valvola, in quan- que al suo posto se ne potranno sos•ituire altri anche
to solo in essi esiste l'alta tensione. o 250 volt: neces- con diversa resistenza, purché analogamente venga
saria per alimentare le placche delle valvole da me con - modificato anche il valore dena resistenza da 27.000
sigliate. ohm in' modo che la corrente di collettore sia suffi-
Posso invece assicurare che tali ina,catori possono ciente a far scattare il relé.
essere inseriti anche in amplificatori a transistor curan- Nella scelta della resistenza esatta, ricordatevi che
do naturalmente di prelevare dal primario, dal trasfor- la corrente di assorbimento non superi i 300 rnA.
matore riduttore che aliment~ l'amplificatore a transi- La tensione di alimentazione è mantenuta sui 9
stor, cioè dalla rete l'alta tensione 220 volt, raddrizzan- volt.
dola con un diodo al silicio e livellandola con un elet -
trolitico da 32 mF.
La tensione di 6,3 volt per i filamenti verrà prelevata
dalla lampadina spia.

.,
r-- ~
Poiché lo spazi.o nell'interno di un amplificatore non
manca, si potrà anche inserire un trasformatore, da
l 0- 1 5 watt provvisto di 220 volt e dei 6,3 volt per ali -
i
t
L __
Iw I
------Ì
RELE

mentare i filamenti della valvola.

ANTIFURTO TRANSISTORIZZATO

(Sig. Gianlorenzo Trespidi, Ostiglia - MN)


FILO
L'idea di questo semplice progetto mi è stata dettata
dalla necessità. o ancora meglio vorrei dire dalla con-
tinua sparizione notturna dei miei conigli. S2 S1
Mio padre. a conoscenza della mia passione per
l'elettronica. mi ha virtualmente obbligc1to a realizzare
~~~~
SPORTELLI INTERR 9~
un progetto di antifurto capace di sventare queste
tropµo frequenti razzie,
Componenti
Dari i risultati conseguiti, vi invio il .mio progeuo. A1 = 2 7.000ohm
qualora voleste pubblicarlo. S1 - S2 - S3 pulsanti
Esso consiste essenzialmente in pulsanti applicati TR1 = Trantietor PNP tipo AC128
agli sportelli delle conigliere collegati elettrica mente Rel6 da 385 ohm
in serie fra di loro. ed in un filo di rame dal diametro Alimentazione = 9volt

pag. 157
UNA SIRENA COMANDATA DA UN RAGGIO DI LUCE ne da una comune pila per transistor da 9 volt, che.
dato il veramente esiguo assorbimento del circuito,
(Sig. Cannulli Bruno, Genova) consente una lunga autonomia.
La seconda versione della sirena, prevede invece lo
Oltre ad essere un appassionato di elettroni ca, col- impiego di un PNP tipo AC126 come primo transistor
tivo un altro hobby molto interessante. quello del navi- al posto del AC 12 7 della precedente versione. mentre
modellismo. resta invariato il secondo transistor, sempre un AC128
Per combinare assieme queste due diverse attività, Questo schema, come avevo anticipato, rappresenta
ultimamente sono nuscito a realizzare, per un model- un po' l'evoluzione del primo tentativo, in quanto con
lino di nave. un apparecchietto con funzioni di sirena esso si riesce effettivamente ad ottenere nell'altopar-
comand~to da un fascio di luce. lante un suono molto simile a quello di una vera sirena.
Anii, dopo un primo tentativo. visto che i risultati Il funzionamento è molto semplice : A fotoresistenza
erano più che soddisfa centi. ho cercato di perfezionare in condizioni normali, il primo transistor, data l'elevata
il mio sistema con un altro progetto che, a mio parere, resistenza offerta dalla cellula, rimane bloccato. mentre
risu lta più perfezionato del primo. quando un raggio di luce di una certa intensità la col-
Il primo sistema. il cui schema elenrico è visibile nel pisce. detta resistenza diminuisce sensibilmente di va -
disegno allegato e siglato con fig. 1, prevede rimpiego lore permenendo un passaggio di corrente sufficiente
di un transistor NPN tipo AC127 e di un secondo. stavol- per far passare in conduzione i due transistor che en-
ta PNP. tipo AC128. che costituiscono la pane ampli - trano in funzione come un complesso oscillatore-mul -
ficatrice, quindi di una fotoresistenza e di un altoparlan- tlvibratore.
te con diametro di 6 cm completo di trasformatore Il segnale generato è di forma rettangolare, quindi
ada110 per AC128, componente reperibile a basso ri cco di armoniche per cui il suono emesso dall'altopar-
costo presso qualsiasi negozio specializzato. lante è dì una tonalità tanto alta da farlo parere emesso
La tensione adatta per alimentare il progetto si ottie- da una vera sirena navale.

TI

e, ..
Ag.1
Componenti
R1 = 470.000 ohm
C1 = 3.300pF

----~.-.--··---
C2 .. 200 mF elettro6t.
FR1 = Foto,..latenza tipo 88.731.03
Cl
TR1 = Transistor NPN tipo AC127
TR2 = Transiator NPN tipo AC128
T1 ,. trasformatore d'uscita per AC1 28
FR Alimentazjone • 9 volt

TI

Fig2
Componenti
.,
.
11~--
R1 - 680.000 ohm
R2 4 .700ohm
R3 - 180ohm
R4 z 27.000 ohm
C1 100.000 mF.11 carta
C2 - 100.000 mF. 11 carta
FR1 Fotoresistenza tipo 88.731.03
TR1 Transistor PNP tlpo AC126
TR2 Transistor PNP tlpo AC128
T1 - trasformatore d'usciti! per AC128
1 = altoparlante da 1,5 watt
AMmentazione = 9 volt
9 v.

pag. 158
OSCILLATORE DI B.F. DA 1.000 A 10.000 hertz

(Sign. U verani Egidio, Forll)

~ un apparecchio che produce un segnale acustico


ad onda sinusoidale e pu6 risultare utile in molte
C1
applicazioni. Quali per esempio il controllo di ampli -
ficatori di BF o, collegato all'entrata di uno squadratore,
per ottenere all'uscita dello stesso un'onda quadra.
Pu6 servire anche a modulare dei ricetrasmettitori,
impiegandolo come segnale di chiamata, oppure, • SEGNALE
siccome vrariando il valore dei componenti si riesce
facilmente a modificare la frequenza di oscillazione, C6
si potrebbe anche sfrutta re nella realizzazione di
semplici organi elettronici.
·Nella costruzione di questo oscillatore ho usato
un comune transistor al silicio NPN, il BC107, ma
con successive esperienze ho potuto constatare che
va bene qualsiasi altro tipo di transistor di BF (ho
provato éon un 2N4124 , un BFT33 , un BC148 ot
VALORI DEI COMPONENTI
tenendo sempre lo stesso risultato).
I valori sottoindicati sono quelli del mio apparecchio
C.1 = 4 .700 pF
ma faccio presente che qualora il progetto non ac- C.2 = 4 .lOO pF
cennasse ad oscillare si dovrà operare solo su R4 C.3 = 10.000 pf
C' - = 4 7.000 pf
R.1 = 4 .700ohm
che pu6 variare da 1,2 Mohm a 680.000 ohm. R.2 47.000ohm
Si varia la frequenza modificando i valori di R1- C.5 47.000 pF R.3 = 4 7.000ohm
-R2-R3-C1 - C2- C3 ricordando per6 di mantenere una C.6 2 5 mF elettr. R.5 27.000ohm
proporzione fissa tra questi componenti. TR1 = t ransistor NPN al silicio R.6 5.600ohm
Infatti R1 deve sempre risultare 1O volte inferiore alimentazion e a 18 volts. R.7 180ohm
ad R2- R3 e C3 è superiore di 2 volte rispetto a C1-C2.
La tensione di alimentazione è di 18 volt, ottenibile
mettendo in serie due pile da 9 V.

PREAMPLIFICATORE CON DUE TRANSISTOR PNP un mio amico, trasformandola in una elettrica. Per
quest' ultimo impiego mi sono ser'vito di un microfono
(Sign. Rambaldi Giuseppe, Legnago di Verona) speciale per chitarra ed ho collegato l'uscita dell'am-
plificatore, con un cavetto schermato, alla presa FONO
Ho messo a punto un preamplificatore a due tran- di una vecchìa radio a valvole.
sistori PNP che si pu6 impiegare per microfoni, Per ascoltare invece le conversazioni telefoniche
fonorilevatori ecc. ho applicato in entrata un pick-up telefonico a ventosa.
Mi servo di questo modello per ascoltare attraverso acquistato in un negozio GBC, che appoggio ester-
l'altoparlante della radio le conversazioni telefoniche, namente sulla base dell'apparecchio telefonico.
e ne ho adattato anche uno alla chitarra normale di Lo schema comporta l'uso dei suddetti componenti:

r-----.-------~,----------C:19v
R3
R.1 = 4 ,7 Megaohm
R.2 = 2 2 .000 ohm RI

r
R.3 1 Mohm Cl
R.4 330 ohm
R.5 4 .700 ohm

C.1 = 10 mE elattr.
• SEGNALE
C.2 = 10 mf. elettr. ENTRATA SEGN ALE C4
C.3 = 5 mf. alettr.
C.4 100 mf. elettr.
TR1 TR2 = transistortt tipo AC 125
PILA = 9V.

pag. 159
R4 C.1 1.500 pF
C.2 1.500 pf
C.3 1.500 pf

eh C.4
C.5
C.6
0 ,1 mF
2 .200 pf
5 mF elettr.

Cl
RI
! USCITA
• SEGNALE
R.1
R.2
R.3
R.4
1.000 ohm
2 .700 ohm
2 .700 ohm
100.000 ohm
R6 CG R.5 = 2 .700 ohm
R.6 = 1 .000 ohm
TAi = BC 107
PILA = 9V.
corrente assorbita = 2 - 3 mA.

OSCILLATORE B.F. ULTRASONICO

(Sign. Pizzolati Enrico, Pisa) sono molti coloro che. animati dalla mia stessa pas-
sione. desiderano possedere un sistema analogo per
Questo oscillatore è in grado di oscillare su fre- cui vi invio il mio schema colla speranza che vogliate
quenze ultrasoniche di 100.000 Hz e più. pubblicarlo.
Essendo appassionato di radiocomandi, mi sono Variando i valori delle rèsistenze R.1-R.2-R.3 o
costruito questo apparecchio adatto a modulare lo dei condensatori C.1-C.2-C.3 si ha la possibilità
stadio finale di un trasmettitore. Sono certo che di modificare la frequenza.

RADIOMICROFONO AM PER ONDE MEDIE

(DAL RE Ottavio, Senigallia) ANTENNA


Studiando vari schemi presi da riviste diverse sono
riuscito a realizzare un semplice radiomicrofono per
onde medie capace di trasmettere, in condizioni di
ambiente ideali, fino ad una distanza di 100 metri.
Lo schema che vi mando mostra inequivocabilmente
la facilità di realizzazione del progetto.
Un transistor al silicio di tipo NPN di B.F., in grado
di oscillare a frequenze intorno ai 3 MHz e oltre viene
montato come oscillatore di AF.
L 1 è una bobina per stadi di entrata A.F. usata
.,
C1
normalmente in apparecchi a valvole e a transistor.
provvista comunque di nucleo ferromagnetico per
variare la frequenza di emissione. Ho ritenuto opportu-
no servirmi di un'antenna non eccessivamente lunga
(un metro circa) per non sovraccaricare eccessivamente
il transistor BC107 da me impiegato.
La sintonia pu6 essere variata agendo sul nucleo
della bobina L 1 oppure modificando i valori dei due
condensatori C2 - C3. COMPONENTI
Il potenziometro R2 da 100 ohm deve essere rego-
lato in modo da fare assorbire al transistor una. R.1 = 1 Megaohm
corrente media di 15- 18 mA. La tensione di alimen- R.2 = 100 ohm Trimmer potenz..
tazione è di 9 V. C.1 = 10.000 pf
Il progetto del Sign. DAL RE è veramente molto C.2 = 120 pf
semplice. Possiamo aggiungere solo alcune precisa- C.3 = 120 pf
zioni. Per quanto concerne il transistor siamo del TR1 = transistor NPN per BF o AF
parere che si possano impiegare anche altri comuni Microfono = piezoelettrico
transistor di BF, purché al silicio, od anche degli NPN L 1 = bobina per oAde medie prelevata da un qual-
adatti per AF. qualsiasi gruppo di AF.
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