Bagnara
Calabra
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sul web. Proprietà esclusiva del Consorzio Turistico
Calabria Vigorosa in uso gratuito e a tempo illimitato al
Comune di Bagnara Calabra e alla Proloco di Bagnara
Calabra. Vietata la vendita. Prodotto distribuito
gratuitamente e in esclusiva dal Comune di Bagnara
Calabra e dalla Proloco di Bagnara Calabra. Azienda
beneficiaria di Fondi Por Calabria 2007-2013 Pisl
Sistemi Turistici Locali / Destinazioni Turistiche Locali
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Bagnara
Fascino senza tempo
🏘 Calabria Vigorosa eGuide
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Calabria Vigorosa Guide
Direttore editoriale: Giuseppe De Franco
Presidente: Anna Maria Colino
Redazione: Ettore De Franco, Lorenzo Principe, Mirko
Di Maria
Hanno collaborato: Bruno Ienco
© 2018 Calabria Vigorosa e Guide
Via Cav. P. Longo 123 87028 Praia a Mare (CS)
Italia
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La redazione di questa guida è stata effettuata con
grande cura e grande attenzione e accuratezza.
Tuttavia non ci assumiamo alcuna responsabilità di
cambiamenti d’orario, numeri telefonici, indirizzi o altro
sopraggiunti, né per danni o gli inconvenienti da
chiunque subiti in conseguenza di informazioni
contenute in questa guida.
Comitato Direttivo Pro Loco:
Bruno Ienco - Presidente
Luigi Barilà - Vice Presidente
Giuseppe Barilà - Segretario
Daniele Penna - Cassiere
Concetta Celi - consigliere
Carmelo Plateroti - consigliere
Francesco De Biasi - consigliere
Amministrazione Comunale:
Gregorio Frosina - Sindaco
Mario Romeo - Vice Sindaco
Angela Randazzo - assessore
Silvana Ruggero - assessore
Felice Maceri - assessore
Rocco Dominici - assessore
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Bella, “dolce”
e accogliente
HO avvertito, da quando sono alla presidenza di
questa Associazione, l’esigenza di realizzare una
guida Turistica di Bagnara Calabra per la cittadinanza
e per quanti vogliono conoscere ed esplorare le
bellezze del suo incantevole paesaggio, il fascino
della sua storia, la bellezza della sua spiaggia, il
lussureggiante panorama collinare e la bontà del suo
clima.
Un progetto già realizzato nel 2011. Dopo sette anni,
con questa guida digitale, ho potuto mettere in pratica
la seconda edizione aggiornata nella sua grafica, ma
soprattutto adeguata al mondo dei social,
migliorandola con foto e notizie.
In evidenza l’accoglienza degli operatori
commerciali, dei cittadini e delle associazioni locali,
convinti che la città di Bagnara Calabra mantiene
brillantemente intatta la centralità di paese-guida del
turismo della Costa Viola.
La guida, potrà essere scaricata gratuitamente da
tutti coloro che vorranno approfondire le loro
conoscenze sulle bellezze paesaggistiche e naturali
della nostra Bagnara sia dal sito della Proloco, sia da
quello del Comune e, infine, da quello dell’editore.
In essa vengono riportati i luoghi e i siti da visitare
nonché le notizie storiche di rilevanza culturale.
Il Palazzo Ducale dei Ruffo, la Fontana di Garibaldi,
dove si dice che l’eroe dei due mondi, si sia dissetato
durante il suo soggiorno a Bagnara Calabra, i percorsi
naturalistici della Croce, Palumbari e Marturano, la
Torre di Ruggero, il normanno, la Grotta delle rondini,
il Belvedere con annesso teatro all’aperto, il Ponte
Caravilla e il Porto turistico.
Sarà interessante cimentarsi alla scoperta delle
nostre frazioni. Pellegrina con le rinomate fabbriche
di ceramica artistica ed i forni che producono il tipico
pane di grano; Ceramida e Solano Inferiore,
localizzate ad un altitudine che va dai 350 ai 600
metri sul livello del mare. Da questi luoghi, si può
ammirare l’incantevole spettacolo naturale dello
stretto di Messina e delle Isole Eolie.
All’interno della guida vengono indicate anche le
attività di ristorazione e gli alberghi dove soggiornare,
per facilitare al turista l’organizzazione della
permanenza nella nostra cittadina.
Bruno Ienco
Presidente Pro Loco
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Orgogliosi
delle nostre radici
L’INIZIATIVA proposta dal Presidente della Pro
Loco di Bagnara Calabra, relativa al realizzo di
una nuova guida turistica riguardante il nostro
territorio, mi trova particolarmente soddisfatto.
Essere riusciti, a realizzare questa importante
opera senza alcun onere, rende tale guida
maggiormente apprezzata, stante il difficile
momento economico in cui versano la stessa Pro
Loco e il Comune.
Vengono messe in risalto le peculiarità della nostra
cittadina, le sue attrattive socio-culturali, i suoi i siti
storici, la sua storia e il suo interesse socio-
turistico.
Vengono raccontati da parte dell’autore aneddoti
che un tempo hanno dato lustro a Bagnara nello
scenario di paese guida del territorio calabrese.
Invito tutti a visitare il nostro territorio che vanta
delle antiche e solide tradizioni marinare
tramandate da padre in figlio, ed
enogastronomiche, augurando loro buona
permanenza.
Colgo occasione di porgere un caloroso saluto ai
nostri concittadini che hanno sempre dimostrato un
forte attaccamento alle proprie radici.
Gregorio Frosina
Sindaco di Bagnara Calabra
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LA storia di Bagnara è lo specchio, per molti versi, di quella della Calabria.
Un grande passato, grandi idee rimaste inespresse, grandi potenzialità che
non sono riuscite a venire alla luce e, poi, l’ordinarietà, il declino, un
presente complicato. I bagnaresi, però, hanno buona memoria e conservano
i loro tesori, la loro tradizione in uno scrigno che custodiscono
gelosamente. Bagnara è antesignana dell’operosità di un popolo e della
capacità di risollevarsi quando è necessario. I due terribili terremoti che
l’anno colpita nel secolo XVIII hanno risvegliato la voglia di riscatto. La
città è stata ricostruita e, come è possibile leggere in questa guida, con idee
talmente innovative che, probabilmente, non sono state portate a termine
perché non sono state comprese appieno. Mi riferisco al progetto del
Coffee House e del Regio Teatro. Questi progetti sono testimoni di una
grande cultura dell’arredo urbano, dell’aspirazione a vivere in una città a
misura d’uomo. Questa grande cultura è testimoniata anche dalle chiese
architettonicamente stupende e dagli edifici signorili che vi sono stati
edificati. Peccato che alcuni di essi non sono fruibili al visitatore. Come il
palazzo ducale dei Ruffo, ristrutturato, ma ancora inaccessibile.
L’operosità dei bagnaresi è testimoniata anche nel lavoro. La pesca del
pescespada è un’arte che solo qui è svolta con grande maestria, dall’arte
della ceramica, dalla capacità di affermarsi a livello mondiale con la
produzione artigianale di torrone. E anche nei mestieri più moderni
Bagnara eccelle. Oggi è molto di moda il mestiere di cucinare. Qui è
un’arte ben prima che scoppiasse la mania televisiva dello chef. La prova è
non solo il numero dei locali (ben 16 ristoranti in un borgo di poco più di
diecimila abitanti), ma la qualità dei piatti serviti. Mangiare gourmet, o
assaggiare la pizza e mordere un panino, qui a Bagnara è una piacevole
esperienza. I bagnaresi, poi, non dimenticano i loro eroi. Non a caso una
lapide ricorda il sacrificio di 15 pescatori che annegarono eroicamente
durate una mareggiata che colpì la città nel 1927. E non dimenticano le
proprie eroine. Le donne qui a Bagnara hanno avuto un ruolo determinante
nello sviluppo delle attività e nella gestione della vita di ciascun cittadino.
Ed è proprio in loro onore che la statua alla Bagnarota campeggia in
ricordo e in onore della tante donne che hanno lavorato, che hanno aiutato
la comunità a crescere. Il territorio di Bagnara è particolarmente impervio e
senza il loro aiuto la vita a Bagnara sarebbe stata praticamente impossibile.
L’isolamento economico era il vero problema di Bagnara. Tutto ciò che si
produceva non si riusciva a vendere. L’unico sbocco era il mare, ma non
bastava. Era necessario raggiungere la gradi vie di comunicazione per
vendere sui mercati circostanti. In questo contesto furono le donne, le
bagnarote, a risolvere il problema. Gli uomini lavoravano i campi,
pescavano, producevano attrezzi artigianali. Le donne con una cesta in
testa svolgevano una funzione di carattere commerciale. Si incamminavano
verso le strade di grande comunicazione e, come scrivono Tito Puntillo ed
Enzo Barilà nel libro “Il caso di Bagnara” (Edizioni Periferia),
«compensavano col trasporto a spalla o sul capo», lo svantaggio che la
natura aveva decretato per Bagnara. Le carovane partivano dal Borgo o
dalla Marinella, superavano il Porelli e raggiungano il primo punto di
sosta. Riprendevano il cammino verso Pellegrina dove c’era un secondo
punto di sosta. Le distanze fra avanguardia e gruppo erano tenute a voce in
maniera da garantire la copertura della zona attraversata. La retroguardia
era costituita da carichi di pesce. La fila procedeva rasole-rasole da Porelli
ai Piani di Corona, dove si ricostituiva compatta».
Giuseppe De Franco
Direttore editoriale eGuide
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Sommario
Come consultare la guida 9
Ristoranti, pub, osterie 10
Dormire 12
Notizie utili 13
Shopping, Copertura cellulare, Sicurezza 14
Telefoni utili 15
Territorio e popolazione 17
All’armi! All’armi! 19
L’abbazia normanna 20
Fontana, Torre, Chiesa del Rosario 21
Coffee House e Regio teatro 22
Castello ducale dei Ruffo 23
Museo Versace 24
Santuario del Carmine 25
Pescespada, campioni del mondo 26
Musica, che passione 27
La Via Popilia 28
Il pastorello e la sirena 29
Eventi e manifestazioni 30
Note
Bibliografia: Puntillo-Barilà Il caso di Bagnara (Periferia 1993) - Enciclopedia
dei Comuni della Calabria (Il Quotidiano della Calabria) - I Propilei -
Valensise “Storia di Bagnara” (Equilibri).
Referenze iconografiche: Archivio della Proloco di Bagnara - Wikipedia
Commons - Archivio Associazione La Via Popilia - Archivio Premio Mia
Martini - Archivio “La Festa del Pane” - Archivio Calabria Vigorosa
Calabria Vigorosa è disponibile ad assolvere i propri impegni nei confronti dei
titolare di eventuali diritti sui materiali pubblicati.
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COME CONSULTARE LA GUIDA
La guida è realizzata per essere consultata sul telefonino o
sul tablet. E’ un file in formato Pdf che mostra sempre una
pagina per volta. Dopo aver ricevuto il file vi suggeriamo di
scaricarlo sul telefonino, di aprirlo e di attivare la funzione
“Aggiungi a schermata home”. In questo modo potrà essere
aperto anche senza una connessione a Internet. Basta la
batteria carica.
Il file è fornito anche in formato ePub. E’ ben visibile anche
sullo smartphone, ma è un formato più adatto ad uno
schermo più grande (tablet o pc).
E’ vietata ai sensi di legge la stampa di questo opuscolo
Informazioni pratiche e indirizzi
In questa sezione sono indicati i luoghi dove trascorrere
qualche ora in serenità. Posti dove mangiare e dove dormire,
telefoni utili, trasporti, copertura della rete cellulare. Tutta la
città e tutto quello che vi serve per la visita. Troverete
indicato anche il nome di guide professioniste nel caso
voleste essere accompagnati da persone simpatiche e
competenti.
Cultura e ambiente
In questa sezione ospitiamo la descrizione dei luoghi più
importanti del borgo. Ci sono anche dei brevi saggi che
introducono alla storia, alle geografia, all’arte, alle tradizioni,
alle specificità della città e del territorio. Forniamo, insomma
un quadro d’insieme e una cronologia essenziale in termini
artistici e di cultura locale.
Itinerari a piedi
Questa sezione organizza la visita generalmente con itinerari
a piedi. Nella versione online sarà fornita una mappa
interattiva con l’indicazione delle ubicazioni e dei percorsi.
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Ristoranti, pub, osterie
Il piacere è tutto vostro. A Bagnara Calabra si può
consumare sia cucina tradizionale, sia locale, sia internazionale. I
buongustai saranno stupiti dai sapori di piatti con pesce spada, con
sardella o da raffinate pietanze gourmet e da prodigiosi intrecci di
ingredienti. Noi vi forniamo gli indirizzi. A voi il piacere.
" Al Vecchio Teatro - Via Nastari, 17
🔒 Lunedì 📞 0966 371509 🍝 Pizza
" Antica Pizzeria Carbone Rocco - Via Generale Porpora, 9
🔒 n.d. 📞 0966 376397 🍝 Pizza
" Carbone Carmelo - Via Don Giovanni Minzoni, 20
🔒 Giovedì 📞 0966 371504 🍝 Pizza
" Horizon - Via Turati
🔒 Lunedì 📞 340 495 2275 🍝 Pizza
" La Grotta - Corso Garibaldi, 36
🔒 n.d. 📞 0966 474468 🍝 Mediterranea, Pizza, Gourmet
" La Feluca - Via Guglielmo Marconi, 2
🔒 — 📞 0966 376126 🍝 Pesce
" La Taverna del Pirata - Via Filippo Turati, 21
🔒 n.d. 📞 348 073 4519 🍝 Mediterranea, Carne, Gourmet
" Le Saie - Via Filippo Turati, 43 bis
🔒 n.d. 📞 340 304 2728 🍝 Mediterranea, Pesce, Gourmet
" Puerto Niño - Via Rocchi
🔒 Martedì 📞 340 737 8797 🍝 Tipica
" Salvador Dalì - Corso Vittorio Emanuele
🔒 Giovedì 📞 393 150 3519 - 0966 371355 🍝 Pizza
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" Santabarbara 1789 - Loc. Santa Barbara, Pellegrina
🔒 Mercoledì 📞 0966 339207 🍝 Mediterranea
" Statiola Pastificio - Corso Garibaldi, 200
🔒 n.d. 📞 0966 373468 🍝 Carne, Pesce, Gourmet
" Taverna Kerkira Corso Vittorio Emanuele II, 217
🔒 Lunedì - Martedì 📞 0966 372260 🍝 Mediterranea
" Trattoria I Paesani - Vico Parini, 5
🔒 Martedì 📞 348 808 0719 🍝 Carne, Pizza
" Via del Corso - Corso Vittorio Emanuele
🔒 Lunedì 📞 391 773 2987 🍝 Pizza, Rosticceria
" Zza Mela - Viale Rimembranze
🔒 Lunedì 📞 340 517 7509 🍝 Pizza
" Enogastronomia
Le specialità della cucina
bagnarese sono quelle che ogni
avventore si aspetta: pesce ben
cucinato. E’ una tradizione che
risale al 1600. I bagnaresi con il
mare hanno sempre avuto un
buon rapporto. Lo hanno
rispettato e il mare è stato
riconoscente. Il pesce è cucinato
molto bene, specie il
pescespada. C’è perfino chi lo
cucina insieme all’altra specialità
di Bagnara, il torrone. E c’è
anche chi utilizza sapori
mediterranei, come quelli greci,
per non dimenticare che in
Calabria c’è molta Grecia. Ben
cucinata anche la carne per non
parlare della pasta.
Insomma un’esperienza culinaria
per cui una deviazione vale la
pena.
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Dormire
La qualità è servita. L’offerta di alloggi è abbastanza variegata
e offre un livello di conforto soddisfacente. Potete scegliere la
comodità di un albergo a 4 stelle, la concretezza di un albergo a 3
stelle oppure l’accoglienza familiare in graziosissimi bed & breakfast.
A Bagnara vi serviamo qualità.
🏨 Grand Hotel Victoria - Piazza Guglielmo Marconi, 4
✩✩✩✩ - 📞 0966-376126 - Camere: 41 - Prezzi medi: 70-140
🏨 Albergo delle Rose - Corso Vittorio Emanuele, 37
✩✩✩ - 📞 0966-371088 - Camere: n.d. - Prezzi medi: n.d.
🏨 Palma d'Oro - Lungomare
✩✩✩ - 📞 0966-372366 - Camere: n.d. - Prezzi medi: n.d.
𝌬 Veranda sul mare - Via Cortile, 1
B&B - 📞 349 582 0322 - Camere: 4 - Prezzi medi: 40-60
𝌬 Villino Meme - Via Nazionale SS18, 171
B&B - 📞 0966 371719
𝌬 Luxor - Via Nino Bixio, 21
B&B - 📞 393 809 3055 - Camere: 4 - Prezzi medi: n.d.
𝌬 Residence Costa Viola - Vico Parini, 1
B&B - 📞 0966 373333 - Camere: n.d. - Prezzi medi: n.d.
𝌬 Il volo del falco - Via Nazionale SS19, 95 Ceramida
B&B - 📞 349 184 2010
𝌬 B&B Anna Uliveto Garden - Località Varmeni
B&B - 📞 347 322 7352
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Notizie utili
Bagnara ha un clima tipicamente mediterraneo con estati calde e
umide, ma con un clima mitigato dalla brezza marina e inverni miti.
Le temperature più gradevoli sono in primavera e nei mesi di
settembre e ottobre. Le probabilità di pioggia sono del 7% in
estate, del 42% a novembre e dicembre, del 24% negli altri mesi.
Le ore di luce sono considerevoli. Variano delle circa 10 ore di
dicembre alle oltre 14 di giugno.
Trasporti
Treni. La stazione delle Ferrovie dello Stato è servita dal servizio
regionale di Trenitalia. Si trova nelle immediate vicinanze del centro
città. I collegamenti da e per Reggio Calabria sono abbastanza
frequenti con tempi di attesa massimo di 1 ora che si abbassano
notevolmente nelle ore mattutine e serali. Il costo è di 3 euro a
persona.
Autobus di linea. I collegamenti da e per Reggio Calabria sono affidati
alla Costa Viola Bus e partono e arrivano a Bagnara Marinella e al
bivio della strada statale 18. Per orari e tariffe è meglio telefonare al
concessionario al numero +39 0965 751 586.
Noleggio autovetture e bus. Bagnara è sede di un’importante società
servizi automobilistici che collega la città con Reggio Calabria, con
l’aeroporto Minniti di Reggio Calabria e con l’aeroporto di Lamezia
Terme. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero +39 0966
371039 oppure al numero 346 128 7604. La Star Bus si trova in via
Medina,12.
Agenzie di viaggio
🌍 Easytravel - Corso Vittorio Emanuele II n. 87
📞 +39 0966 372367 - +39 346 502 6502 - ( Stefania Cianchetti
🌍 Balnearia Viaggi - Via Nastari n° 26/28
📞 +39 0966 373483 - ( Serena Scorza
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Shopping
Ceramiche. In località Pellegrina sorgono alcune fabbriche di
ceramiche artistiche. E’ una visita da non perdere. La lavorazione
delle ceramiche è un’antica tradizione di Bagnara. I prodotti sono di
natura ornamentale e di uso comune come piatti, vasi, ciotole di
vario tipo. L’argilla bianca è molto utilizzata e la tecnica più in uso è
quella del cosiddetto “collaggio”, la medesima usata per le
porcellane di Capodimonte. Vale veramente la pena effettuare un
giro ai laboratori “Il falco” o “La regina” che sono i più grandi. Ma
non tralasciate di dare un’occhiata a quelli più piccoli. Potreste
imbattervi in qualche meraviglia inaspettata.
Torrone. E’, probabilmente, la produzione più nota di Bagnara ed è
esportato in tutto il mondo. Negli Stati Uniti e in Canada ne vanno
pazzi. Nonostante la produzione sia in quantità industriali, la
lavorazione è rimasta artigianale. Essa risale al 1860. E’ stata la
famiglia Cardone a iniziare alla quale si sono accodate le famiglie
De Forte, Morello, Cundari, Chiarella, Caruso, Careri e Minutolo.
La specialità più famosa è quella a “poglie” detta così perché il
torrone è rivestito da uno strato di zucchero che viene cotto con
acqua e letteralmente spennellato sul torrone.
La qualità degli ingredienti è il segreto della sua bontà. E’ squisito e
non rimarrete delusi anche se per acquistarlo dovreste spendere un
po’ di più rispetto a quelli di produzione industriale.
Copertura rete cellulare
Dai dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo economico la copertura
della rete cellulare è pari nel 2018 all’84,1%. Nel 2020 tutto il
territorio comunale sarà coperto (100%)
Sicurezza
Non ci sono zone particolarmente rischiose nel territorio di Bagnara
Calabra. Tuttavia consigliamo a chi si dovesse avventurare in zone
particolarmente impervie di assicurarsi circa le condizioni meteo
previste, di controllare l’esistenza di alert da parte della Protezione
Civile regionale (Telefono 800 22 22 11) e di avvisare i vigili urbani di
Bagnara.
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Telefoni utili
) Municipio - Corso Vittorio Emanuele II
📞 +39 0966 372709
📬 Ufficio Postale - Corso Garibaldi, 2
📞 +39 0966 371 160
+ Ufficio locale marittimo - Corso Giuseppe Garibaldi, 28
📞 +39 0966 371 303
, Guardia Medica - Corso Vittorio Emanuele II
📞 +39 0966 372 251
🏥 Ospedale di Scilla - Largo Tripi Superiore - Scilla
📞 +39 0965 790 071
💊 Farmacia Cambareri - Corso Vittorio Emanuele II, 43
📞 +39 0966 371 376
💊 Farmacia ex Gioffrè - Via Nazionale, 158
📞 +39 0966 371 387
💊 Farmacia Parisio - Via Nazionale - Pellegrina
📞 +39 0966 377 000
💊 Farmacia Valensise - Piazza Morello, 25
📞 +39 0966 371 154
💊 Farmacia Versaci - Via Provinciale, 13 - Solano Inferiore
📞 +39 0966 335 166
💁 Guide turistiche professioniste
📞 +39 333 105 4532 - Francamaria Giordano
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POPOLI CULTURE
AMBIENTE
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Territorio e popolazione
Bagnara Calabra sorge a pochi chilometri da Scilla in uno scenario
naturale da favola. Il centro antico è abbarbicato sulle colline pre-
aspromontane e si può raggiungere attraverso una ripida strada fatta
di tornanti che guardano a picco sul mar Tirreno nella parte in cui,
immediatamente dopo, la Sicilia e la Calabria sembrano unirsi. Il
tracciato della carrozzabile è rimasto pressoché immutato e, oggi, gli
alti ponti e i viadotti dell’autostrada del Mediterraneo che si vedono,
guardando in alto, correre sopra, rappresentano plasticamente una
natura che è di una bellezza straordinaria e, altrettanto
straordinariamente, impenetrabile. Bagnara è una delle porte
d’ingresso alla zona aspromontana che presenta, ancora di più, tali
contrasti che rendono la Calabria una regione unica al mondo.
Il panorama
Il panorama che si apre fra il color turchese delle acque dello Stretto
e il verde della Macchia mediterranea è uno spettacolo di rara
bellezza. Oggi, nonostante l’aggiunta della Bagnara moderna con
palazzi non del tutto adeguati all’architettura naturale, la spiaggia ha
mantenuto quelle caratteristiche che spinsero molti nobili casati a
costruirvi residenze estive. Incastonate in ripide scarpate scavate dal
vento e dall’erosione del mare, troviamo le piccole spiagge delle
Rondini, del Monaco e del Leone, raggiungibili solo in barca. Una
valida idea delle asperità della zona si ha provenendo dall’autostrada
nel momento in cui si attraversa il ponte sul torrente Sfalassà. La
vista è imponente così come lo è l’opera considerata fra le migliori
costruite al mondo. Il ponte è il più alto (circa 250 metri) esistente fra
quelli a “portale spingente”. E’ stato progettato nel 1967 e aperto al
traffico nel 1972.
Le origini
Bagnara ebbe origine dall’abbazia di Santa Maria degli Apostoli
intorno all’anno 1085 che fu costruita da Ruggero il Normanno.
La cittadina fu feudo del monastero di Santa Maria di Messina e, poi,
fu ceduta ai Ruffo. Bagnara fu distrutta dal terremoto del 1783 e subì
danni rilevanti anche in quello del 1893. Fu, infine, colpita
violentemente nel terremoto che distrusse Reggio Calabria e
Messina nel 1908. Sulle origini di Bagnara c’è, però, una disputa
storica. Lo studioso Rosario Cardone in una sua opera risalente al
1873 afferma che Bagnara fu edificata molto tempo prima. Egli
sposta la data al 500 a.C. pur ammettendo che «…quantunque
siamo finora all’oscuro sull’epoca precisa…». Afferma di avere
trovato «lapidaria iscrizione» nella storia delle guerre civili fra
Ottaviano e Pompeo (44-31 a.C.). Francesca Valensise (Storia di
Bagnara Calabra, Equilibri editore) definisce «in gran parte opinabili»
le certezze di Cardone.
La formazione dell’odierna Bagnara, in ogni caso, è quella risalente
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Questa veduta dai dintorni di Granaro mostra con efficacia la
straordinaria posizione di Bagnara Calabra incastonata fra due ripide
scarpate (Da Wikipedia commons - Foto di Jacopo Werther).
alla decisione di Ruggero, Primo Conte di Calabria e di Sicilia, di
edificare l’abbazia di Santa Maria degli Apostoli nel 1085.
Gli abitanti di Bagnara subirono per secoli le prepotenze di normanni
e Borboni e gli assalti dei pirati e, forse, per questo la città fu fra le
principali sostenitrici dell’avanzata garibaldina che portò
all’unificazione dell’Italia.
I bagnaresi non solo si unirono all’esercito di Garibaldi, ma
ospitarono l’eroe dei due mondi durante la sua risalita verso Teano
che porto alla storica stretta di mano con Vittorio Emanuele II.
Garibaldi fu ospitato nella casa della famiglia Romano il 24 agosto
1860. Per molti bagnaresi fu il momento del riscatto da anni di
rappresaglie e di violenze ad opera dell’esercito borbonico di
Ferdinando II.
Dopo l’unità d’Italia la città ebbe un nuovo fervore culturale ed
economico interrotto dal terremoto del 1893 che causò morti e
danni. Ma seppe risollevarsi proponendo una ricostruzione di elevata
qualità. Ne sono testimonianze progetti e disegni di edifici, molti dei
quali, purtroppo non furono edificati, ma testimoniano il fervore
culturale dei bagnaresi. Esistono, infatti, dei disegni risalenti a
quell’epoca raffiguranti piante di edifici con caratteristiche barocche
come una coffe house, un teatro e una casa reale di giustizia.
Bagnara diede i natali all’industriale Vincenzo Florio (1823-1868) che
poi si trasferì in Sicilia e al giornalista Vincenzo Morello (1860-1933).
E’ una cittadina ridente con strade rettilinee come il lungo corso
Vittorio Emanuele che porta a piazza Marconi, alberata con
bellissime palme.
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All’armi!
All’armi!
«Arrivano li turchi» era un grido misto di paura, allarme coraggio che
tutte le popolazioni rivierasche della Calabria lanciavano periodicamente
alla vista delle inconfondibili navi dei pirati che provenivano dalla Turchia
e dai Paesi arabi nordafricani. Gli abitanti di Bagnara, come quasi tutti
quelli dei villaggi dell’Italia meridionale, erano costretti a difendersi
soprattutto allontanandosi per tempo dalle coste sulle quali i pirati
riuscivano sempre a scendere per depredare le popolazioni che vi
risiedevano. Furono lunghi periodi di incubo e di terrore.
I pirati preparavano per bene le loro incursioni aiutati dalla velocità delle
loro navi leggere che partivano da Tunisi, Algeri, Tripoli e dalle coste
turche.
In realtà essi iniziarono a infestare i mari alla ricerca dei grandi galeoni
da depredare di tutto quello che trasportavano (oro, spezie, tessuti
pregiati) per la classe dominante di allora.
Si racconta che il corsaro ottomano Khair el Din, più noto come
Barbarossa, di ritorno da una delle sue scorrerie in Liguria, aveva deciso
di assalire Reggio Calabria. Correva l’anno 1513. La flotta dei pirati si
avvicinò alle coste calabresi proprio in prossimità di Bagnara.
Khair el Din, infatti, aveva deciso di costeggiare da lì in avanti fino a
Reggio per sfruttare le forti correnti dello Stretto in modo da far arrivare
le sue navi molto velocemente in rada e non dare possibilità alla
popolazione di mettersi in salvo.
L’equipaggio era stanco. Affamato. Avevano sentito parlare di donne
bellissime che abitavano in quei luoghi e volevano vedere con i propri
occhi se tutto questo fosse vero. Le navi iniziarono il cabotaggio proprio
da Bagnara. Ma Khair el Din rimase colpito dalle falesie che si
immergevano imponenti nel mare. Non aveva mai visto cose simili. Volle
avvicinarsi ancor di più e rimase di stucco quando vide la valle del
torrente Sfalasà. Volle fermarsi e scendere a terra nonostante i suoi
ufficiali lo sconsigliassero vivamente. «Non possiamo fermarci. Le
correnti sono favorevoli, arriveremo a Reggio Calabria in poco tempo e li
sorprenderemo». Khair el Din non volle sentire ragioni. E così scese a
terra con una scialuppa. Ordinò ai suoi uomini di non toccare né le
donne, né le case di quella popolazione.
Era talmente attratto da quei luoghi che non poté fare a meno di
inoltrarsi. Era un mondo che non conosceva. Una natura che lo
sovrastava. E che forse per questo gli dava fastidio. Lui che si sentiva
l’uomo più potente e più terribile dei mari. Una natura che, però, gli dava
anche una sensazione di pace e di benessere. Era affascinato da quei
luoghi. E si racconta che i suoi uomini dovettero faticare molto per
riportarlo sulla nave per compiere la missione di depredare Reggio.
Bagnara fu così risparmiata da Khair el Din.
Ancora oggi questo angolo di paradiso conserva intatto tutto il suo
fascino di 6 secoli fa.
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🏛 Vita, Cultura, Società
L’abbazia normanna
L’altare
L’abbazia è situata nella arte bassa della città a pochi metri dal
lungomare. Fu fondata dai Normanni nell’anno 1085 insieme a
quella di Cetraro, di Mileto e di Sant’Eufemia. L’edificio è
denominato Abbazia di Santa Maria e dei XII Apostoli. Fu Ruggero I
che scelse Bagnara per la sua edificazione dichiarandola
inizialmente soggetta alla esclusiva giurisdizione della Santa Sede.
Furono necessari ben 32 anni per terminare l’opera. Essa fu
consacrata il 13 ottobre 1117.
Il manufatto , di stile gotico-normanno, era a navata unica con
splendidi mosaici e decorazioni di pregio. L’abbazia fu assoggettata,
da Ruggero II nel frattempo divenuto re di Sicilia, alla diocesi di
Cefalù. Questa decisione ottenne la ratifica del di Anacleto II il papa
nominato dopo lo scisma del 1130 che si contrapponeva a
Innocenzo II a suo volta nominato dopo la morte del papa Onorio,
prima e del cancelliere Aimerico, dopo. Nella contrapposizione che
ne seguì i Normanni appoggiarono Anacleto che non ebbe difficoltà
ad assicurarsi l’obbedienza di Roma e, successivamente, quella
dell’Italia centrale e meridionale. Innocenzo II dovette riparare in
Francia. Il Papa in segno di riconoscenza nominò Ruggero II re di
Sicilia e questi cercò di sdebitarsi assoggettando il maggior numero
possibile di chiese al nuovo papa. A Bagnara, però, il priore Arduino
si oppose e l’antagonista di Anacleto II, Innocenzo II dichiarò nullo
sia l’assoggettamento da parte di Ruggero II, sia il provvedimento di
riconoscimento di Anacleto. L’assoggettamento dell’abbazia fu una
vera e propria battaglia che si combattè per secoli e si chiuse solo
nel 1818 quanto il Papa Pio VII soppresse l’abbazia e assegnò la
chiesa all’arcivescovo di Reggio Calabria nella cui sfera oggi ricade.
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🏛 Vita, Cultura, Società
Fontana Garibaldi
Questa fontana ricorda
l’ingresso nella cittadina di
Giuseppe Garibaldi il 24 agosto
del 1860. L’eroe dei Due Mondi
risaliva la penisola per rendere
l’Italia un solo grande Paese. Il
generale si fermò a pernottare a
Bagnara ospite della famiglia
Romano.
Torre Aragonese
La torre si trova in contrada
Cacilì e precisamente nello
sperone di Capo Rocchi. E’
una costruzione del XVI
secolo facente parte del
sistema di difesa aragonese
contro le invasioni turche.
Chiesa della Madonna del Rosario
La chiesa custodisce affreschi di
Primo Panciroli, un prezioso
dipinto di Paolo De Matteis
risalente al 1712 e una statua del
“Padre Eterno” del XVIII secolo. Il
progetto originario è di Pietro De
Nava, ristrutturata dall’architetto
Francesco Albanese. Il campanile
è di Carmelo Barbaro.
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🏛 Vita, Cultura, Società
Coffee house e teatro
Durante un’indagine su alcuni edifici storici sono stati rinvenuti a
fine degli anni ’70 nell’archivio del Municipio alcuni elaborati che
documentano
un’intensa attività
urbanistica di arredo
urbano. Le foto
rappresentano, quella
in alto, una pianta di
una coffee house.
Quella a destra, un
progetto di un
«Teatro, Casa
comunale e Regia
giustizia»
dell’architetto
Domenico Paladino,
risalenti al 1867. Gli
esterni sono con
evidenti caratteri
neogotici come altre
piante rinvenute, una
rappresentante un
cimitero in stile
neoclassico. Questi
edifici, purtroppo, non furono mai realizzati. I loro elaborati sono la
testimonianza di una notevole tradizione culturale e architettonica
di cui ancor oggi i bagnaresi sono i legittimi eredi e rappresentanti.
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🏛 Vita, Cultura, Società
Palazzo Ducale dei Ruffo
Sorge su una rupe con una vista mozzafiato sul mare.
Fu costruito da Ermete, primo priore di Bagnara, e fu
abitato dagli stessi religiosi, intorno al 1100. Vi
soggiornarono numerose personalità, fra le quali
Riccardo Cuor di Leone. Fu distrutto dal terremoto del
1783. Ricostruito, fu residenza dei Ruffo e della
famiglia Mazzetti. E’ stato recentemente ristrutturato
ma non è ancora aperto al pubblico.
Negli anni ’50 due professionisti locali, nel segno della
vocazione ottocentesca della bellezza e
dell’urbanistica, l’ingegnere De Moià e l’architetto
Albanese disegnarono un progetto che prevedeva la
trasformazione del castello in un grandioso albergo. Il
progetto non ebbe, purtroppo al pari di quelli della
Coffee House e del Regio Teatro, pratica realizzazione,
ma rimane a testimonianza della notevole vivacità
culturale di Bagnara.
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🏛 Vita, Cultura, Società
Museo Versace
Un crocifisso
utilizzato
durante le
funzioni
religiose
Il Museo “Angelo Versace” realizzato dall’Arciconfraternita di Maria
SS. del Carmelo di Bagnara Calabra con la Direzione della
Commissione d’Arte Sacra della Conferenza Episcopale Calabra, con
la Soprintendenza Archivistica della Calabria e la consulenza dello
storico dell’arte, grazie al contributo dell’Amministrazione Provinciale
– Assessorato B.C. – di Reggio Calabria, nasce dalla volontà di far
conoscere il patrimonio sacro e documentario dell’Arciconfraternita
stessa.
Al contempo nasce la Sezione Archeologica destinata ad arricchirsi
nel tempo, motivata dall’interesse scientifico delle testimonianze che
gli scavi condotti negli anni ’90 dalla Soprintendenza Archeologica
della Calabria nel territorio di Bagnara, hanno messo in luce.
La Confraternita di Maria SS. del Monte Carmelo di Bagnara Calabra,
ufficialmente fondata il 6 marzo del 1685, nasce come confraternita di
devozione tutt’ora fiorente. Incentivata dalla famiglia feudale dei
Ruffo, la confraternita raggiunse il massimo splendore nel XIX secolo
assumendo un ruolo prestigioso nell’ambito cittadino.
Il re Vittorio Emanuele III concesse il privilegio di innalzare le insegne
reali nello stemma dell’Arciconfraternita per l’accoglienza riservata al
Principe di Piemonte e alla sua consorte.
Il ricco archivio ne attesta l’intensa attività in tre secoli di storia.
L’archivio dell’Arciconfraternita Maria SS. di Monte Carmelo
costituisce un importante patrimonio, reso ancor più interessante e
significativo per la tipologia della documentazione conservata.
Anche se la parte più cospicua è da ascriversi all’Ottocento, pochi ma
significativi documenti testimoniano la vita dell’Arciconfraternita nel
secolo XVIII; la documentazione seicentesca invece è stata
completamente dispersa.
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Il Santuario del Carmine
La chiesa, situata in piazza del Monte Carmelo, è di proprietà
dell’Arciconfraternita di Maria Santissima del Monte Carmelo. I
suoi interni sono di rara bellezza. E’ un’autentica opera d’arte in
stile bizantino. Secondo alcuni documenti, l’arciconfraternita
sarebbe stata costituita nel 1685. Sul sito [Link],
invece, la sua costituzione si fa risalire al 6 marzo 1687.
L’abbazia era governata dai padri domenicani. Essa fu fondata
come ente assistenziale e caritatevole e fu caratterizzata con
un legame con la corporazione dei boscaioli, con i pesciaioli e
con gli agricoltori.
La splendida facciata
della chiesa.
All’interno sarà
possibile ammirare lo
stupendo soffitto
ornato di luci artistiche
e uno splendido
lampadario e un’icona
bizantina del ‘500
raffigurante la Vergine
Bruna.
Il documento più antico è un breve pergamenaceo di Papa
Benedetto XIII relativo alla concessione di indulgenza e testimonia
l’importanza che la confraternita aveva già acquisito a meno di un
secolo dalla sua fondazione.
Attraverso le carte riaffiora la vita dei confratelli e della città, il culto e
la devozione , la pietà e la carità, il desiderio di rendere sempre più
“adorna” la chiesa del Carmine.
L’itinerario espositivo abbraccia questi aspetti tematici integrandosi
con le altre fonti. La sezione d’arte sacra espone una suppellettile
ecclesiastica e paramenti liturgici da botteghe messinesi e
napoletane attive tra il XVIII e il XIX secolo. I reperti esposti nella
Sezione archeologica documentano l’uso di questo territorio in Età
Eneolitica, nell’Età dei Metalli fino a quella bizantina-normanna e
moderna. In età normanna, Bagnara divenne un importante feudo e
Ruggero I vi fece edificare l’abbazia di S. Maria e dei Dodici Apostoli.
Testi: R. Agostino, E. Della Valle, L. Lojacono, [Link]
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🏛 Vita, Cultura, Società
Pescespada, campioni del mondo
A sinistra, due passerelle
pronte per il mare aperto.
Sotto la sagra del pesce
spada
Dalle feluche
alle passerelle
La pesca del pescespada è un’attività che risale alla fine del ‘700 e
che ha avuto inizio quasi per caso. A quei tempi a Bagnara si
svolgeva un’intensa attività cantieristica. I bagnaresi erano esperti
navigatori poiché l’unica possibilità che avevano per comunicare col
resto del mondo era via mare. Avevano, dunque, un’esperienza che
aveva reso il naviglio che vi si costruiva fra i migliori del Regno. Tra
l’altro la città era circondata da boschi di castagno e gelseti. I
bagnaresi, d’altra parte, erano stati molto attenti a curare il bosco per
estrarre materie prime che commercializzavano utilizzando il legno
per costruire case e imbarcazioni. Le guerre napoleoniche avevano
dato a questo tipo di attività una spinta rilevante facendo diventare
molto ricchi quelli che oggi potremmo definire gli industriali del luogo.
Fu proprio verso la fine del secolo XVIII che dai cantieri di Bagnara fu
varata la “Feluca”, un bialbero a 24 remi lungo 20 metri. Le richieste
diventarono numerose anche perché da quei cantieri uscivano dei
veri capolavori. I navigli venivano costruiti con dotazioni che
variavano a seconda delle richieste dei committenti, proprio come
oggi le automobili escono dalla fabbrica in diverse versioni. L’odierna
passerella ha il suo antenato nelle palamitare costruite nei cantieri
bagnaresi per il trasporto passeggeri dalla Calabria fino a Messina.
Ben presto vennero utilizzate anche per la pesca unitamente alle
paranze. Ma la vera svolta fu la costruzione dell’ontre, una barca
velocissima spinta da 4 lunghissimi remi, molto leggera e resistente
alle potenti bracciate dei pescatori. Le passerelle di oggi sono lunghe
dai 12 ai 14 metri, hanno una sporgenza di 22 metri e un albero alto
32 metri. Individuata la preda, essa è colpita dall’uomo posizionato
sulla sporgenza. La lancia deve colpire prima della spina dorsale fino
all’altezza dell’occhio. Il pesce colpito si inabissa tirandosi dietro la
cima. Poi, sfinito, si ferma ed è issato sulla barca. A questo punto
inizia la procedura che lo porterà sulle nostre tavole.
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🏛 Vita, Cultura, Società
L’attuale banda musicale di Bagnara Calabra,
guida a dal giovane maestro Vincenzo
Panuccio e, a sinistra, Mia Martini a Venezia
nel 1973
Musica, che passione
Bagnara ha sempre avuto una particolare predilezione per la musica.
Mia Martini (al secolo Domenica Bertè) e la sorella Loredana Berté
sono originarie di questa città che vanta una non comune tradizione
bandistica. Mia Martini iniziò molto giovane a cantare nelle feste
paesane e presto si impose a livello nazionale. Fra le sue canzoni
più belle “Il magone” e “Piccolo uomo” con la quale vinse nel 1972 il
Festivalbar. A Mia Martini è dedicato un monumento e in suo onore
ogni anno, nella prima decade di ottobre, si svolge una gara canora
in piazza Municipio. Molto curiose le storie delle bande musicali
bagnaresi la cui vita è molto legata alle vicende amministrative e
politiche della città. La banda rossa e la banda bianca furono, fin
dalla loro istituzione, antagoniste fra di loro. La prima di esse risale a
metà del 1800. La dirigevano due musicisti di nome Vincenzo Putortì
e Luigi Bagalà. Interessi divergenti portarono ad una profonda
frattura fra di loro tanto che la giunta municipale nel 1896 fu costretta
a sciogliere la banda. Ci fu un acceso dibattito in giunta per la scelta
del nuovo direttore. Fu nominato Gerolamo Calì del partito dei
bianchi che allora governava. Ma 3 anni dopo al governo cittadino
andarono i rossi. Calì fu mandato via e al suo posto fu nominato il
suo antagonista Francesco Alati. Calì non si dette per vinto e fondo
una sua banda che chiamò la Banda bianca. Alati allora chiamò la
sua la Banda rossa. Questi ultimi si imposero su scala nazionale.
Prima conseguirono il diploma di primo grado a Orbetello nel 1920.
Nel 1921 Alati e i suoi musicisti vinsero il concorso per gruppi
musicali bandito a Firenze in occasione dei festeggiamenti del
seicentesimo anno dantesco. Nel 1923 il maestro Alati vinse la
medaglia d’argento del Ministero della Marina e nel 1923 ci fu un
altro successo a Messina. Poi il fascismo chiuse le due bande. Nel
1945 esse si unirono e formarono un unico gruppo di musicisti oggi
guidati dal giovane maestro Vincenzo Panuccio.
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🚶 Itinerari a piedi
La Via Popilia - Turismo lento
Bagnara era attraversata, a Solano Inferiore, dall’antica via romana
chiamata “Popilia” che da Reggio Calabria portava a Capua. Era
lunga 321 miglia secondo il testo trovato su una lapide, la “Lapis
Pollae”, a Polla (Salerno).
Era utilizzata dai romani per scopi militari. Vi transitavano legioni e
rifornimenti per i soldati che erano di stanza al Sud o in Sicilia. In
epoca normanna, la stazione di Solano inferiore fu utilizzata come
posto doganale dai Ruffo, duchi di Bagnara, per incassare il pedaggio
delle merci che transitavano sui territori di loro proprietà.
L’associazione “La Via Popilia”, organizza periodicamente dei
cammini. Il tratto parte (tappa n. 15) da Bagnara - Solano e arriva a
Scilla. La durata è di circa 6 ore compresi riposo e vitto (di solito
panini preparati alla partenza).
Gli interessati possono telefonare all’associazione ai numeri +39
0984-403690 oppure +39 338 609 2340 per conoscere le date di
effettuazione e tutti i particolari.
E’, naturalmente, possibile organizzare un cammino esclusivo
sempre telefonando ai numeri suindicati.
Immagini di
esibizioni
organizzate
durante il
cammino
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eGuide
🌿 Natura e Sport
Il pastorello e la sirena
Immergersi nella
natura
incontaminata
del torrente
Gaziano fa
rivivere un
mondo perduto
e rende credibile
storie
fantastiche
Bagnara sorge dinanzi allo specchio d'acqua dal Mar Tirreno ed è
situata su un pendio declinante verso il mare. La sua origine si perde
nella leggenda come il favoloso angolo delle Sirene. Per il suo
meraviglioso fascino, non poteva sfuggire alla fantasia dei nostri avi,
la leggenda del pastorello Gaziano, un giovane pastore che custodiva
il suo gregge sulle alture collinari aspromontane.
Trascorreva le sue giornate conducendo al pascolo il gregge e si
dilettava a suonare il flauto. Un giorno, mentre era assopito sotto un
albero, fu attratto dal canto fascinoso di una sirena e addormentatosi,
in sogno, vide emergere dalle onde del prospiciente mare una
fanciulla dall'aspetto regale ed affascinante. La visione lo attrasse e,
abbandonato il gregge, scese per i pendii del colle in cerca della
fanciulla ammirata in sogno e, qui, il canto malioso della sirena lo
trattenne nell'ansia tormentosa di rivedere quel viso, che aveva
incantato il suo cuore in un pomeriggio d'estate, mentre riposava
sugli scogli. La visione incantatrice si ripresentò e, mentre, cercava di
rivolgerle la parola, quella si dileguò dentro le onde. Da quel giorno,
ininterrottamente, Gaziano deponeva una rosa sul luogo della visione
quale omaggio alla fanciulla dei suoi sogni. Pazzo d'amore, decise di
costruire una zattera nel tentativo di rintracciare la bella fanciulla, ma
spinto dalle correnti marine approdò allo [Link] dai boati
del vulcano e da una pioggia rossastra, continuò a navigare verso le
isole vicine. Da qui giunse nella reggia di una virtuosa maga, alla
quale svelò il suo dramma d'amore. Dalla maga, Gaziano, venne a
sapere che la fanciulla, di cui era innamorato, faceva parte delle ninfe
della Dea Teti, regina del mare. Ritornato nel luogo da cui era partito,
Gaziano, per propiziarsi il favore della dea Teti, offri alla dea un
sacrificio, invocando la grazia di rivedere la fanciulla dei suoi sogni.
Avvenuto il sacrificio, Gaziano vide uscire da una conchiglia la
fanciulla. Raggiante di gioia, iniziò un dialogo d'amore che non trovò
riscontro. Fu allora che Gaziano, disperato d'amore e tormentato da
estenuante pazzia, proruppe in lacrime e sdraiatosi in quel luogo,
divenne un torrente le cui lacrime amare fluirono verso le onde del
mare per raggiungere la sua amatissima fanciulla.
Testo di Natalino Tripodi ✝
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eGuide
🎷 Eventi e manifestazioni
Da non perdere
• Il Gran Gala del Pescespada che si tiene ogni
anno ad agosto
• La sagra del Pane di Grano di Pellegrina che si
tiene ogni anno ad agosto
• Il Premio Mia Martini che si tiene ogni anno a
ottobre
E’ una grande festa
del mare. Il pesce
fresco di pesca è
cucinato in piazza e
consumato all’istante.
Profumi mediterranei
e una incredibile
voglia di divertirsi.
Un pane davvero
speciale, fatto in
casa. E’ servito in
piatti di ceramica
artigianale insieme a
prelibatezze locali e a
sapori di un mondo
perduto. Se ci andate
una volta ci
ritornerete.
Sono i giorni in cui
Bagnara Calabra si
erge a capitale della
canzone. Ogni anno,
da quasi 3 decenni,
alla scoperta di nuovi
talenti con tanti
notissimi personaggi.
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eGuide
🏘 Calabria Vigorosa eGuide
Bagnara, fascino inaspettato
Questa guida è stata commissionata dal Comune di Bagnara e dalla proloco di
Bagnara e realizzata da Calabria Vigorosa azienda beneficiaria di contributo a
fondo perduto del Por Calabria 2007-2013. Essa è distribuita gratuitamente nella
sua forma elettronica (epub e pdf). Ti sottoponiamo un questionario per aiutarci a
migliorarla e per pure finalità statistiche. Le informazioni saranno trattate in forma
anonima nel pieno rispetto delle norme vigenti sulla protezione e riservatezza dei
dati (D. Lgs, n. 196/2003).
Questa guida ti è stata utile?
Molto Abbastanza Poco
Cosa hai gradito della guida?
Contenuti culturali, storici, architettonici 1 2 3
Contenuti ambientali-usi e costumi 1 2 3
Contenuti enogastronomici-artigianato 1 2 3
Informazioni pratiche-indirizzi utili 1 2 3
Contenuti sport-benessere 1 2 3
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