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2022 Diario Italia

Il diario descrive brevi gite e viaggi effettuati nel 2022, tra cui una gita a Civitella in Val di Chiana e Cortona a gennaio e febbraio, un viaggio nel Cilento di 5 giorni a marzo e una visita alla Certosa di Trisulti e Montesarchio il 20 marzo.

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Antero Bindi
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2022 Diario Italia

Il diario descrive brevi gite e viaggi effettuati nel 2022, tra cui una gita a Civitella in Val di Chiana e Cortona a gennaio e febbraio, un viaggio nel Cilento di 5 giorni a marzo e una visita alla Certosa di Trisulti e Montesarchio il 20 marzo.

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Diario 2022

Il 2 gennaio 2022 andiamo a fare una piccola gita a Civitella in Val di Chiana
dove possiamo ammirare i resti del castello e la bella piccola cittadina.

Il 4 gennaio incomincia a nevicare e durerà no al 9, quindi restiamo a casa.

Il 20 Febbraio usciamo
ancora per una breve
gita.

Andiamo a Cortona per


visitare il santuario di
Santa [Link]
nel punto più alto di
Cortona da qui si vede
un bel panorama sulla
Va l d i C h i a n a . P o i
andiamo a vedere
l’Eremo Francescano
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delle Celle incassato ed abbarbicato ad una montagna, sempre a Cortona.

Nell’attesa abbiamo programmato un piccolo


viaggio nel Cilento ed abbiamo prenotato un
appartamento a San Mauro di Castellabate
dove trascorreremo 5 giorni, che utilizzeremo
per visitare l’interno del Cilento.

Domenica 20 marzo

Percorriamo l’autostrada no ad
arrivare a Ferentino dove
prendiamo la statale che ci
porta prima ad Alatri con le sue
mura ciclopiche, successivamente saliamo no a Collepardo dove
prendiamo la strada che arriva no al piazzale della Certosa di Trisulti.

Certosa di Trisulti

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Immersa nel verde di secolari foreste si adagia questa celebre e
maestosa Certosa,
fondata nel 1204
per volontà di
Papa Innocenzo III
e af data, dal
1208, ai monaci
Certosini (da cui il
nome "Certosa").

Visitiamo il
bellissimo giardino
e le stanze che
conducono nella
famosa farmacia,
completamente a rescata e piena di
alambicchi. Proseguiamo entrando nella
splendida
chiesa. Poi
andiamo a
vedere il
g r a n d e
chiostro, il
refettorio e la
peschiera.

Lasciamo
questo angolo
di pace e
silenzio e
riprendiamo il
n o s t r o
itinerario,
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attraversiamo il bosco, Collepardo e, presa l’autostrada andiamo diretti no
a Montesarchio.

Montesarchio è un borgo ricco di storia. Il paese è dominato dall’alto


dall’antica torre e dal castello di origine longobarda. E’ sede di un museo
che, con le sue opere testimonia l’importanza dell’antica città sannita di
Caudium ( ora Montesarchio).

Simbolo del borgo è senza dubbio il famoso cratere

Il ratto di Europa è uno dei più noti crateri realizzati da


Assteas, artista pestano del IV secolo a.C. È stato
de nito "il vaso più bello del mondo". L'attribuzione è
certa, dato che il ceramografo incise sulla super cie del
vaso sia la sua rma che i nomi delle gure dipinte.
Arriviamo proprio nel piazzale antistante il castello mentre
tira un forte vento fresco e compaiono le nuvole che coprono
il sole caldo.

Il castello è sede di un museo dove si trova il famoso Cratere qui rinvenuto,


purtroppo oggi è chiuso quindi ci accontentiamo di ammirare il panorama
che da qui si gode ed il castello dall’esterno.

Lasciamo il castello ed andiamo in paese,


dopo una breve visita e fatto il pieno a 1.799
( da noi
1.985)
andiamo - oramai si è fatta sera- in un
b&b alla prima periferia del borgo. Il b&b è
nuovo e gestito da un giovane
imprenditore che ci accoglie illustrandoci
le caratteristiche del suo paese.

La camera è accogliente, il prezzo equo,


anzi sotto la media avendo pagato 39,48
eu . Trascorriamo la notte in tranquillità.

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Lunedì 21 marzo

Il cielo è limpido d oggi sembra una giornata perfetta per andare a vedere
l’abbazia di Montevergine a Mercogliano ( AV ).

Ad un certo punto la strada è interrotta per le frane e siamo obbligati ad una


deviazione che ci manda in cima al borgo montano di Pannerano per poi
riprendere la SS 374. Questa strada è di montagna quindi non è grande ed è
ripida. Arriviamo vicino a Summonte ( sport invernali) e superiamo i 700 metri
ed incomincia a nevicare.

Nevica sempre più forte e quando prendiamo la


strada che conduce no all’Abbazia - situata a circa
1300 metri- la neve ha
già fatto un piccolo
manto sulla strada.
Incominciamo a salire e
facciamo alcuni
tornanti, la neve scende
sempre copiosa, siamo
preoccupati, ma
continuiamo.

Ad un certo punto
vediamo una macchina che scende dalla
montagna e chiediamo all’autista informazioni .
Sono 3 operai addetti alla manutenzione del
Santuario e stanno scendendo perché la neve è
già alta sulla strada e si può arrivare al
santuario solo con le catene da neve.

Noi siamo
a t t re z z a t i m a
preferiamo non
continuare ,
q u i n d i
ridiscendiamo
lentamente i
lunghi tornanti
e, arrivati al
paese di
Mercogliano
vediamo partire
uno spazzaneve
per liberare la
strada per il
santuario.

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Superiamo Mercogliano e siamo in centro ad Avellino, prendiamo la
superstrada che si collega a Salerno all’autostrada.

Da qui arrivare a Battipaglia è un attimo.

Usciti dall’autostrada e prendiamo la strada che prima


ci porta a Capaccio e poi, presa la strada costiera
raggiungiamo Agropoli.

Facciamo sosta nel grande parcheggio di Agropoli e, a


piedi andiamo no al colle dove si trova la Rocca
Angioina.

C’è tanto sole e


fa caldo da
quassù si gode
uno splendido
panorama.

La visita al
Castello Angioino e la sua rocca non

la possiamo fare perché oggi è giorno


di chiusura, quindi ci accontentiamo di
poterla ammirare dall’esterno.

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Ritorniamo verso il centro dove facciamo una corta visita e ritorniamo al
parcheggio dove, con la macchina decidiamo di andare al porto.

Piccolo ma grazioso, si trova proprio sotto il


Castello e la sua rocca in una graziosa
insenatura.

Andiamo a vedere la famosa spiaggia di


Trentova Bandiera blu da oltre 15 anni. Certo ora non c’è nessuno, tutto è

deserto, ma il mare e la
piccola spiaggia è
veramente incantevole.

Appro ttiamo della sosta nella spiaggia e telefoniamo al proprietario


dell’appartamento dove andremo ad abitare per i prossimi tre giorni.

Avvisiamo il sig. Gabriele - così si chiama il titolare della casa vacanze la


tuia- per fargli sapere che arriveremo verso le 17-17,30, subito dopo aver
visitato Castellabate.

Gabriele ci informa che la strada


per Castellabate è chiusa per
lavori, quindi ci suggerisce-
essendo ancora ad Agropoli, di
andare nella frazione di San
Pietro e da lì, raggiungere il borgo
in cima alla collina.

Lasciamo il mare di Agropoli e


decidiamo di anticipare la visita
di Castellabate.

Così mettiamo il punto sul

navigatore il quale, per risparmiare


qualche centinaio di metri, ci fa salire e
scendere per le piccole colline tramite
strade che quasi sembrano carrarecce,
anziché mandarci nella strada statale.

Arrivati nel paese di San Pietro,


vediamo l’indicazione per Castellabate.

Arriviamo in cima al borgo e lasciamo la


macchina in un piccolo posteggio quasi
sotto le mura del Castello ed
incominciamo la visita.

Naturalmente la prima cosa che


andiamo a vedere è la famosa piazzetta
dove è stato girato il lm -Benvenuti al
sud-.

Qui facciamo sosta per un buon ca è.

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Entriamo nei vicoli del borgo e arriviamo
nella piazzetta dove si trova la Cattedrale
che scopriamo essere Basilica Ponti cia.

Ripide scalinate ci permettono di


continuare la visitare borgo che è molto
carino e merita sicuramente una visita.

Il nostro appartamento si trova proprio


sotto Castellabate e dista meno di 2
chilometri, ma a causa dei lavori in corso ,
ci dicono che dobbiamo ritornare no a San Pietro e fare almeno 10
chilometri per arrivare a San Mauro di Castellabate dove abbiamo casa,
oppure provare la ripida scorciatoia nel
mezzo di Castellabate.

Proviamo a fare i tor nanti ma,


puntualmente troviamo la strada chiusa
per lavori, quasi alla ne.

Tor niamo indietro, gli operai ci


suggeriscono di prendere la scorciatoia
che passa in mezzo a Castellabate.
Arriviamo ad un semaforo ( che è rotto)
ed entriamo in una stradina molto
stretta e molto ripida, meno male che
nessuno sale a Castellabate.

Veloci arriviamo vicini al nostro


appartamento.

Sono le 17,30 il proprietario ci


consegna le chiavi, ci fa vedere
l’appartamento e ci lascia salutandoci.

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Qui trascorreremo 3 notti e ci servirà da base per
andare a visitare la parte del Cilento che non
abbiamo visto. Prima di cena facciamo una
piccola escursione no al porticciolo di San
Mauro, poi rientrati ci prepariamo un bel piatto di
pasta.

Martedì 22 marzo

Oggi faremo un lungo percorso prima lungo la


costa per vedere le località che si a acciano sul mare e successivamente nel

cuore del
Cilento.

La prima tappa
e Ogliastro
Marina, una
bellissima e
ridente spiaggia
dai colori
mozza ato.

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Proseguiamo no ad arrivare alla
baia del sole e poi al borgo di San
Nicola a Mare dove c’è un piccolo
ma grazioso porto.

Prossima tappa Agnone Cilento e a


seguire la spiaggia di Capitello.

Siamo nei pressi della spiaggia di


Acciaroli che ci accoglie con la sua

Torre di guardia nel grande porto turistico.


La cittadina
è molto
frequentata
da turisti sia
italiani che
esteri.

Ora la strada
si allontana
dal mare,
sale e
d i v e n t a
panoramica poi quando scendiamo di nuovo al
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mare ecco che possiamo visitare il borgo di Pioppi ed il suo Musea-(museo
del mare).

Proseguiamo lungo la costa no ad arrivare al


porto di Marina di Casal Velino.

Dopo una breve sosta al porto andiamo a


vedere il parco archeologico di Velia .

Velia è famosa per essere la patria della scuola

di loso a di Parmenide e
Zenone. Oltre alla scuola
eleatica, il sito archeologico di Velia narra ancora oggi la storia di una grande

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città della Magna Grecia con i suoi cittadini, la sua vita quotidiana, i suoi
spazi pubblici e privati.

Dopo pranzo andiamo verso


l’interno, lasciamo il mare e
facciamo la prima tappa è a
Castelnuovo Cilento dove

abbiamo la sorpresa di vedere un bel castello


che domina tutte le vallate circostanti.

Nel bel mezzo del piccolo


borgo ci sono alcune case che sono state completamente rivestite di ciottoli

tutte le piccole strade conducono


alla chiesa, al castello e all’unica
piazzetta che, dopo una breve
passeggiata all’interno del
borgo , arriviamo e dove
prendiamo un ca è nell’unico bar
del borgo. Qui troviamo un
signore desideroso di parlare, si
mette seduto al nostro tavolo e ci

intrattiene spiegandoci la sua vita


trascorsa qui da ragazzo e
successivamente all’estero per
mancanza di lavoro. Il borgo si è
spopolato, tutti sono scesi a valle e qui
sono rimasti meno di 100 anziani.

Però è stata una graditissima sorpresa


vedere questo borgo e scoprire che
anche nelle più piccole realtà d’Italia si
trova qualcosa di speciale.

Prendiamo la ss18 che risale il centro del


Cilento e che sale n sopra la diga sul
ume Alento dove è stato istituito ili
parco del Cilento.

Arrivati a Rutino facciamo una


deviazione per raggiungere la sede del
parco a Lustra. Qui vicino c’è un
piccolissimo borgo sovrastato da un
immenso e meraviglioso castello. Siamo
arrivati a Rocca Cilento e posteggiamo
proprio sotto le mura del grandioso
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castello; attualmente è in restauro e non possiamo entrare dentro ma lo
ammiriamo da fuori e possiamo veramente dire che si tratta di una
costruzione immensa, bella e dominante tutto il parco.

Siamo quasi alla ne del nostro tour nell’interno del Cilento, non ci resta che
attraversare i vari paesi come Torchiara, Pratignano e raggiungere Agropoli
dove possiamo prendere la statale che ci consente di arrivare a casa.

Facciamo spesa al supermercato e ci prepariamo una buona cenetta.

Mercoledì 23 marzo

Oggi è l’ultimo giorno e facciamo delle belle passeggiate in riva al mare di


San Mauro, poi andiamo nella spiaggia piccola ed in ne andiamo a vedere
Santa Maria di Castellabate.

La visita di questa frazione del


comune di Castellabate è rilassante,
lungo mare ci sono molte persone
che passeggiano, i giardini sono
pieni di bambini che giocano,
mentre nel corso principale ci sono
molte attività commerciali.

Stiamo per ritornare all’auto per poi


rientrare a casa, quando vediamo
un signore che esce da un portone
di una casa sul lungomare. Sulla
porta c’è la scritta casa vacanze;
incuriositi e desiderosi di sapere
quanto costa a ttare una casa qui
parliamo con il proprietario- Si
chiama Gaetano-.

Ci illustra tutte le caratteristiche


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della casa, anzi ci fa anche entrare e
v i s i t a re g l i a p p a r t a m e n t i c h e
e ettivamente sono ben messi.

Salutiamo e torniamo verso casa.

Per la strada ci pensiamo un pò e poi

decidiamo di passare altri 3 giorni al mare


proprio qui a santa Maria, in
considerazione che la casa è proprio sul
lungomare, in centro.

Una veloce telefonata con signor


Gaetano, concordiamo il prezzo al dì e
confermiamo che domani saremo qui
per trascorrere 3 giorni in riva al mare.

Giovedì 24 marzo

Alle 9 lasciamo la nostra abitazione a


san mauro, salutiamo Gabriele e, alle
9,30, siamo già nella nuova abitazione
di santa Maria.

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Qui trascorriamo, facendo lunghe
passeggiate al caldo sole del Cilento tutte
le 3 giornate di giovedì, venerdì e sabato.

Domenica 27 marzo

Questa notte è cambiata l’ora e quindi da oggi in poi avremo un’ora in più di
luce.

Dopo aver pagato il conto partiamo per


ritornare a casa ; ci aspettano circa 600
chilometri per lo più di autostrada.
Quando arriviamo a Capaccio,
decidiamo di fare una piccola
deviazione per andare di nuovo a
vedere - questa volta dalla strada- i
meravigliosi monumenti di Paestum.

Ripresa la strada facciamo acquisti di Mozzarella, carcio e nocchi e


imbocchiamo l’autostrada no ad arrivare a casa che è ancora giorno, il
tempo di sistemare le nostre cose, di cenare e poi andiamo a riposare

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11 aprile lunedì

Visita veloce al borgo di Baschi e proseguiamo per


andare a vedere in località Castello di Poggio un
antico ed importante castello che fa parte delle
dimore storiche che si trova vicino a Guardea.

E qui scopriamo un
monumento molto
particolare: l’arco della
coscienza planetaria. Un
grande monumento fatto
esclusivamente da pietre che

sono state inviate qui


da tutte le nazioni del mondo.
Dopo aver visitato questi 2 importanti
monumenti, lasciamo Guardea e proseguiamo
no ad
arrivare ad
Alviano.
Il Castello di
Alviano, dalla
sommità del
colle domina il
piccolo borgo e
tutta la vallata.
Dopo una breve
pausa al bar del
centro andiamo a
visitare il piccolo
borgo ed il suo
castello; dopo
riprendiamo il
nostro percorso no a raggiungere Amelia.
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Arriviamo alla Porta Leone, lasciamo qui l’auto ed incominciamo a salire per le
ripide e strette viuzze del centro storico no ad arrivare nella parte più alta dove
si trova la Cattedrale con il suo particolare campanile.
Ritorniamo
a l l a
macchina e
concludiamo
il nostro
breve tour
andando a
Stifone un
minuscolo
paesello sul
ume nera.
Il paese è
sovrastato
dalle balze
rocciose su
cui poggia il
sovrastante castello di Taizzano ed è popolato da 41 abitanti. Qui i romani
costruivano parti delle loro navi che assemblavano a Roma. Il ume crea
un'ansa e una sorgente subacquea riversa nel suo alveo migliaia di litri d'acqua.
che ha una particolare concentrazione di minerali che gli fornisce un colore
turchese intenso.
Si fa sera e facciamo ritorno a casa.
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28 aprile giovedì

Visita di Orvieto.
Arriviamo al grande parcheggio
interrato e prendiamo dapprima le
scale mobili poi l’ascensore ed eccoci
arrivati nel centro storico di Orvieto.

Naturalmente per prima cosa andiamo a ri-


vedere il Duomo. Acquistiamo i biglietti ed
entriamo. Ci sono tantissimi turisti attratti da
questa meraviglia.
Terminata la visita del duomo di Orvieto
andiamo in centro per vedere quanto di
bello questa città offre al visitatore.
Si è fatto quasi ora di pranzo,
ritorniamo alla macchina e facciamo

pochi chilometri no ad arrivare ad


Allerona che ci accoglie con il suo
importante arco d’ingresso al borgo.
Appena fuori del borgo si trova l’edi cio
più bello ed è la piccola chiesa rurale della
Madonna dell’Acqua, costruita in pietra e cotto e con una curiosa forma
ottagonale. Costruita nei primi decenni del Settecento, accanto ad una fonte
creduta miracolosa, dove già nel
Quattrocento era stata eretta una cappella
votiva.

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Percorrendo la strada per avvicinarci a casa, facciamo una breve sosta a San
Casciano dei Bagni e proseguiamo no a Sarteano.
Questi bel borgo ha un meraviglioso campeggio con acque termali dove
abbiamo trascorso per tanti anni, assieme ai nostri gli, tutto il periodo estivo
dopo la chiusura delle scuole.
Ci addentriamo nelle strette strade che portano n su al colle dove si erge
imponente il castello. Ridiscendiamo e

andiamo
a vedere alcune importanti chiese.
Torniamo all’auto e riprendiamo la strada
no ad arrivare a casa.
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14 maggio Sabato

Un breve tour in
romagna alla
scoperta di alcuni
castelli e
forti cazioni.
Per prima tappa,
dopo aver superato
il valico di via
maggio andiamo a
Verucchio. Arrivati

al posteggio subito alla base del centro storico


andiamo nella piazza dove si trovano i più
importanti monumenti. Facciamo una breve
passeggiata per vedere la cattedrale e poi decidiamo
di andare a vedere il famoso castello dei Malatesta.
Fatto il biglietto ci addentriamo nelle stanze del
castello per una visita dettagliata.
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Prossima tappa a Torriana dove si trova la Rocca di Scorticata.
Sosta per un pranzo e riprendiamo
velocemente la strada no ad arrivare a
Sant’arcangelo di Romagna.
Anche qui visita del borgo e del suo castello.

Non
lo sapevamo ma a Gatteo c’è un castello proprio
dentro il piccolo paese tant’è che facciamo
fatica a trovarlo.
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Prossima tappa: Longiano. Il palazzo Malatestiano incombe sul piccolo borgo e
domina la valle sottostante. Nel chiosco dove facciamo pausa ci viene detto che
qui vicino , a Montiano c’è una rocca
che merita una visita. Non ce lo
facciamo ripetere e andiamo la visita
dura

il tempo che occorre per girare intorno al


castello. Riprendiamo il nostro itinerario
con prossima tappa a Sorrivoli dove si trova
un altro
castello che
merita una
v i s i t a .
Lasciamo la
romagna e
facciamo
ritorno a
casa.

22 maggio domenica

Oggi brevissima escursione al Monte Nerone nelle marche per vedere gli
impianti della rai. A città di Castello facciamo una sosta nel santuario proprio
sulla collina che domina la città.
Arrivati ad Apecchio, deviamo per andare in vetta
al Monte Nerone in quota 1600 metri.
Finalmente un
pò di fresco,
anzi all’ombra
dobbiamo
mettere un
g o l f .
Facciamo
passeggiata e
dopo pranzo
andiamo no
al rifugio da
dove partono le
sciovie durante il periodo invernale.

Ancora brevi passeggiate poi facciamo


ritorno a casa.
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Itinerario Abruzzo

L’Aquila-Bominaco-Lago Sinizzo-Poggio Picenze-Rocca [Link] di


Sessanio-Navelli-Capestrano-Aielli-Casa
Km 850.

20 giugno Lunedì

Partiamo alle 8,15 e andiamo a Foiano per prendere la superstrada che costeggia
il lago trasimeno. Arrivati a Perugia si prende la E45 no a Rieti e da qui
passando da Antrodoco arriviamo a L’Aquila.
fi
Ancora prima di entrare in città, facciamo una
sosta per il pranzo. Siamo fortunati perché
troviamo lungo la strada un grande slargo con
tante piante. Ripreso il cammino, dopo aver
attraversato la città dell’Aquila, arriviamo nel
nel viale dove si trova la famosa Basilica di
Collemaggio.

Troviamo un parcheggio per


l’auto e andiamo dentro la
Basilica che è stata
completamente restaurata

dopo il terremoto.
Possiamo anche visitare
l’interno e vedere il
sarcofago di Papa
Celestino V.
R i p re n d i a m o l ’ a u t o e
arriviamo nel viale della
fortezza Spagnola che
vediamo ancora in
restauro. Decidiamo , dopo
una breve sosta di
scendere lungo il corso
principale e vedere il
centro storico e la
grande piazza
dell’Aquila.
Sono le 15,30 ed andiamo verso Bominaco per vedere l’oratorio di San
Pellegrino. Si tratta di una piccola cappella completamente affrescata da pittori
nati ancora prima di Giotto.
Arriviamo davanti alla chiesetta ed abbiamo la fortuna di trovare la guida che
ci fa entrare e ci illustra le bellezze degli affreschi.
L'esterno della chiesetta è molto modesto ma dentro è un piccolo scrigno di
colori ed immagini.

Merita assolutamente di essere chiamata: la cappella sistema dell’Abruzzo.


Proseguiamo la visita dell’antica
Abbazia cui la chiesetta fa capo. Anche
qui ci viene ricordato che i monaci
sono stati presenti per oltre mille anni

a partire dal 700.

Lasciamo questo piccolo gioiello e ritorniamo


verso l’Aquila. Arrivati a San Demetrio ne’
Vestini, deviamo per una piccola strada no ad
arrivare ad un piccolo, bellissimo, lago di
montagna: il Lago Sinizzo che è alimentato
da 2 sorgenti di acqua potabile. Tanti giovani
vengono
qui per
passare
u n a
giornata
al fresco.
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E’ giunta l’ora di andare nella Locanda di Mariella dove possiamo riposare.

21 giugno, martedì

Partiamo molto presto, subito dopo aver fatto una lauta colazione e ci dirigiamo
verso Calascio, piccolo borgo che si trova lungo la strada che conduce alla vetta
del gran sasso.
Superato il minuscolo borgo proseguiamo per una ripida strada di montagna
no ad arrivare a Rocca Calascio dove si trova la rocca, in parte restaurata.
La Rocca si erge ad un'altezza di 1520 m.s.l.m., ai con ni di Campo Imperatore e domina il
versante sud del Gran Sasso d'Italia. Il sottostante paese di Calascio si trova a 1200 metri di quota.
In un documento del 1380 si ha la prima citazione di Rocca Calascio, intesa come torre di
avvistamento isolata, ma la costruzione della torre è da collocarsi intorno all'anno 1000. Ad Antonio
Piccolomini si deve attribuire, verso il 1480, la realizzazione delle 4 torri attorno all'originario
torrione di Rocca Calascio, il muro di cinta attorno al paese e la ricostruzione di gran parte
dell'abitato distrutto dal furioso terremoto del 1461. Nelle vicinanze della Rocca si trova la Chiesa
di Santa Maria della Pietà, costruita dai pastori intorno al 1400 come ringraziamento alla Madonna
quando i soldati dei Piccolomini respinsero, in una sanguinosa battaglia, un gruppo di briganti
provenienti dal con nante Stato Ponti cio. Punto di osservazione di elevata strategia militare, era in
grado di comunicare, mediante l'ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne
attraverso innumerevoli collegamenti ottici disseminati nel territorio, con i castelli della costa
adriatica. Con la dominazione aragonese fu istituita la "Dogana della mena delle pecore in Puglia" e
la pastorizia transumante divenne la principale fonte di reddito del Regno. Fu quindi un momento di
notevole sviluppo per i paesi della Baronia che nel 1470 possedevano oltre 90.000 pecore e
fornivano ingenti quantitativi di pregiata "lana carapellese" a città come L'Aquila e Firenze. Nel
1579 Costanza Piccolomini, l'ultima della famiglia, vendette la Baronia, il Marchesato di
Capestrano e le terre di Ofena e Castel del Monte a Francesco Maria Dè Medici, Granduca di
Toscana per 106.000 ducati. Nel 1703 un disastroso terremoto demolì il castello ed il paese di
Rocca calascio: furono ricostruite solo le case nella parte bassa dell'abitato e molti abitanti
preferirono trasferirsi nella sottostante Calascio. Nel 1743 il territorio passò sotto la dominazione
Borbonica. Un progressivo spopolamento ha ridotto il numero degli abitanti della Rocca da circa
800 nel 1600 a zero nel 1957. Calascio, a sua volta, ha iniziato il suo declino a ne '800, subendo
gli effetti di una massiccia emigrazione nei primi decenni del '900. Una popolazione di circa 1900
abitanti nel 1860, ridotta nel 1892 a soli 299.

Oggi la Rocca è conosciuta dal grande pubblico per essere di frequente oggetto di grandi set
cinematogra ci: tra questi "Lady Hawke", stupenda favola ambientata nel medioevo con
Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer e, più recentemente, un lm su Padre Pio da Pietralcina.
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Lasciamo la macchina in uno
spiazzo ad una curva, da qui
iamo proseguire a piedi,
attraversare alcune abitazioni
restaurate per poi prendere uno
stradello di montagna sterrato e
ripido.

Dopo aver fatto circa 1 km arriviamo


sotto la Rocca e proviamo a entrare

dentro la forti cazione.

Da quassù si
gode di uno
spettacolo
unico, lo
sguardo arriva
all’adriatico.
Sotto di noi
una immensità
di montagne e
t a n t i
piccolissimi
ciuf di case. Adesso ridiscendiamo e
siamo già stanchi, meno male che il caldo
non è opprimente e tira anche un leggera
brezza che ci consente di non sudare.
Prendiamo l’auto e ritorniamo verso Santo
Stefano di Sessanio che prima avevamo
superato- senza visitarlo- per andare a vedere la Rocca con il fresco della
mattina.
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Il paese venne eretto tra l'XI il XII secolo sui ruderi di un pago chiamato Sextantio, dal latino
"Sextantia", ad indicare la distanza di sei miglia romane da Peltuinum, importante crocevia dei
traf ci che da Roma giungevano sulla costa adriatica, e deve la sua prosperità, alla vicinanza con il
Tratturo regio, strada maestra della transumanza di connessione tra L'Aquila e Foggia. Nel XIII
secolo appartenne alla Baronia di Carapelle, divenendo in seguito possedimento dei Piccolomini e
quindi, dalla ne del XVI secolo, della potente casata medicea. E' sotto la guida di Francesco de'
Medici che il borgo visse il suo periodo di massimo splendore, intorno al commercio della lana
"carfagna", una lana nera di tipo grezzo prevalentemente usata per le uniformi militari e per il saio
dei monaci, prodotta a Santo Stefano e lavorata a Firenze.

Lasciamo l’auto nella piccola piazza del


borgo ed
entriamo nei
suoi vicoli
caratteristici;
le case sono
costruite una
a d d o s s o
all’altra per
recuperare
spazio.
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Avevamo programmato di arrivare per cena ad Aielli e vedere i murales per cui
questa cittadina è rinomata. Però in considerazione che , quando lasciamo
[Link] non sono ancora le 11, decidiamo di tralasciare alcune soste per le
visite di luoghi che già conosciamo, preferendo andare a vedere per prima cosa il
Castello Piccolomini a Capestrano e, dopo aver visitato Aielli, fare
eventualmente ritorno a casa.
Arriviamo proprio nella piazza davanti a questo enorme castello e subito ci
viene ricordato come qui è stata trovata la
statua del “ guerriero di Capestrano” ( noi la
abbiamo vista a Chieti nel museo).

Quando Michele Castagna in quel lontano settembre del


1934, nella piana di Capestrano, affondando il suo bidente
nel terreno per piantare la vigna, colpì qualcosa di molto
duro, certamente non si rese conto di aver rinvenuto la
statua funeraria di un principe guerriero risalente al VI
secolo a.C., il reperto archeologico più importante per la
conoscenza delle genti italiche [Link] il
lavoro più avanti, di nuovo, le punte del suo utensile
incontrarono un’altra grossa pietra, uno strano disco
circolare che si scoprirà poi essere il copricapo della
statua, e accanto, un corpo lapideo raf gurante un torso
femminile acefalo, probabilmente la compagna del
Guerriero. Allertata la Soprintendenza alle Antichità di
Roma, i reperti, dapprima custoditi nell’abitazione del
contadino,
furono trasportati al Museo Nazionale della capitale.
Fu avviata poco dopo sul luogo una campagna di
scavi, diretta dall’archeologo Roberto Moretti, che
portò alla luce una necropoli, con alcune tombe e
corredi funerari risalenti al VII-VI secolo a.C., non
lontana dall’antico insediamento vestino di Au num.
Il più recente programma di scavi, nei primi anni
Duemila, ha portato alla luce un centinaio di tombe e
oltre cinquecento reperti archeologici. Il Guerriero
assume ancora più importanza in considerazione del
fatto che le testimonianze di scultura etrusco-italica
sono abbastanza rare per la qualità modesta della
pietra allora disponibile, prima della scoperta del
marmo, e per l’utilizzo della terracotta, materiale
facilmente deperibile. Tali reperti sono localizzati
soprattutto nell’area etrusca e in quella medio-
adriatica, dove in età arcaica si affermò l’uso di
segnalare le tombe più importanti mediante statue-
stele. Esse dipendono dalle sculture etrusche
contemporanee, che erano spesso usati come
segnacoli tombali.
fi
fi
Possiamo entrare nel Castello lasciando
una offerta e così facciamo. Dall’alto
delle torri merlate si controlla tutto il
territorio circostante.

Terminata la visita riprendiamo l’auto


che, sotto il sole, segna 40 gradi.
Come pensato saltiamo altri luoghi
( tra l’altro già visti), quindi superiamo
Bussi s/Tirino e le sue splendide acque,
arriviamo vicino a Popoli e prendiamo
l’autostrada no ad arrivare nel borgo
di Aielli, vicinissimo a Cellano. Fa molto caldo, lasciata l’auto nel piazzale vicino
alla torre andiamo a visitare alcuni murales che
sono nei pressi.
fi
Facciamo fotogra e a volontà:

attraversiamo tutto il borgo siamo soli, gli


abitanti sono in casa a pranzo.

Noi , sotto un sole cocente proseguiamo nella


nostra
visita
e
fi
facciamo ancora tante fotogra e.
Abbiamo fatto le 15, è inutile
restare qui nei paraggi per
dormire, quindi decidiamo di
prendere l’autostrada e

ritornare a casa per l’ora di cena.


fi

27 e 28 Luglio
2 notti e 3 giorni nelle foreste casentinesi.
Arriviamo a Badia Prataglia dove abbiamo prenotato un albergo per trascorrere
2 notti e visitare il parco delle foreste.
Facciamo belle passeggiate dentro il parco e a pranzo rientriamo all’Hotel.
Il secondo giorno siamo andati a
Camaldoli che abbiamo di nuovo visitato
con interesse.

La sera passeggiamo per il paese ;


purtroppo non ci sono molti turisti e la
popolazione è anziana e preferisce stare
in casa.
Peccato, ci ricordavamo che questa era
una stazione climatica di primo ordine ma ora
tutto è
cambiato, non
ci sono
attrazioni e
nemmeno
giovani. Per
fortuna che il
parco è
immenso e
bellissimo e si
presta ad
o t t i m e
passeggiate.
3—4-5-6 Agosto
Abbiamo preparato una breve escursione nella
regione più piccola d’Italia: Il Molise!.
Lasciata l’autostrada arriviamo prima a Isernia
( che abbiamo già visitato) e proseguiamo no ad
arrivare a Scapoli città famosa nel mondo per la
produzione ed il museo delle zampogne. Il museo
apre solo su prenotazione ili ne settimana quindi
non possiamo
entrare per
vedere le tante
zampogne. Ci
accontentiamo
di vederle nei
piccoli negozi
artigianali nel
b o r g o .
Terminata la visita andiamo a Castel San
Vincenzo. Per prima cosa facciamo sosta nelle
sponde del suo limpido lago, lo percorriamo

tutto intorno e dopo


andiamo in paese per
vedere i suoi monumenti.
Poco distante dal borgo si
trovano le sorgenti del
ume volturno , da lì,
poco distante c’è una

bellissima abbazia costruita su


antichi resti paleocristiani e
romani Abbazia di San vincenzo al
volturno e lì vicino i resti della
basilica di san vincenzo minore
ricoperta di importanti affreschi
( o g g i c h i u s a - a p re s o l o s u
prenotazione)
fi
fi
fi
F a c c i a m o
ancora pochi
chilometri ed
arriviamo ad un
piccolo splendido borgo: Cerro al Volturno.
Domina l’abitato un poderoso castello.
Naturalmente il paese è in cima ad un
cocuzzolo e
tutte le
stradine
sono in
salita.
Dopo una
breve pausa
andiamo a
Roccasicura
dove abbiamo
prenotato il
nostro b&b.
E’ confortevole,
si dorme nel
silenzio più
assoluto. La
mattina ci aspetta una buona colazione.
Abbiamo scelto questo borgo perché è abbastanza
vicino ad Agnone dove andremo a visitare la
Fonderia Marinelli che da molti secoli fornisce le
campane alla Chiesa di Roma essendo la Ponti cia
Fonderia di campane ed anche a tutte le Nazioni
del mondo.

fi
Arriviamo presto ad Agnone ed abbiamo il
tempo di poter visitare il centro storico e
prendere un ottimo caffè.
Alle 11 abbiamo l’ingresso per la visita del
museo. Dal responsabile della produzione ci
vengono
spiegate le
varie fasi
d e l l a
lavorazione,
fasi lunghe,
complesse e
m o l t o
delicate
prima di riuscire a fondere una campana ed
ogni campana è diversa da tutte le altre,
quindi sono pezzi unici.

Lasciato Agnone, andiamo verso
Castropignano; attraversiamo
montagne e vediamo qualche bel
b o r g o
arroccato
c o m e
Bagnoli
d e l
Trigno.
Arriviamo in quel piccolo gioiello di Castropignano
con il suo castello e lo splendido panorama. Il Borgo è
accogliente trascorriamo il pomeriggio qui.

A b b i a m o
prenotato un
appartamento a
Campobasso che
ci servirà per fare
le escursioni nei
p re s s i . D o p o a v e r p a r l a t o c o n l a
proprietaria facciamo un salto in città e
andiamo a vedere il Famoso Castello di
Campobasso.
Proprio di fronte al castello c’è una

bellissima chiesa che visitiamo



La città , ricostruita dopo i vari terremoti, non
offre granché da visitare.
Si è fatta sera e andiamo alla nostra casa, che si
trova in bella posizione in mezzo a piante di
frutta.
La titolare è persona gentile e disponibile ci
consegna le chiavi e ci fa vederla casa.
Abbiamo scelto questo luogo proprio fuori della
circonvallazione di Campobasso per poter
essere vicino al centro ( magari per vederlo di
sera) e andare a vedere i
vari borghi che si
t ro v a n o q u i a t t o r n o
senza passare per il
centro.
Oggi, di buon mattino lasciamo Campobasso e andiamo a vedere Ferrazzano,
posto su di un alto colle, domina il panorama un bel castello.
Lasciamo la macchina alla base della collina a causa dei lavori incorso e
arriviamo nel centro del paese e vicino al famoso castello.

Ci sono molte chiese che, senza fretta andiamo a vedere.


Terminata la visita passiamo da
Mirabello Sannitico. Lasciamo
l’auto e, a piedi, entriamo nel
piccolo paese che, a parer nostro,
ha di bello soltanto le strette viuzze
e le gradinate del paese.
E’ tutta
strada di
montagne
con ripidi
saliscendi .
Quando arriviamo a Jelsi scopriamo che recentemente si
è svolta la festa cittadina (festa del grano), con s lata di
carri. Jelsi ha un bel castello adibito ora a mostre, ma il
più importante del posto è senza dubbio una piccola

chiesa adibita a museo dove abbiamo visto tante


opere create con il grano. Ma….sotto il pavimento

della piccola chiesa si


trova una grande
sorpresa.

fi
Infatti la custode
del museo ci
meraviglia
quando, aprendo
un piccolo
sacello ci fa
scendere alcune
ripidi scalini
e…..ci troviamo
nella cripta della
c h i e s a

paleocristiana addobbata di tanti affreschi.


Una meraviglia che vale la pena andare a
vedere.

Arrivare a Riccia è un piccolo problema, le strade- senza segnalazione- , sono
in stato di abbandono, nalmente quando arriviamo vicino al Borgo notiamo
strade strette, tutte curve a doppio senso, insomma una grande
[Link]’attraversare il paese riusciamo a fare alcune fotogra e.
Arriviamo fuori del
paese e vicinissimi
al famoso castello
qui costruito dalla
famiglia De Capua.
La visita- solo
esterna - è veloce
quindi

proseguiamo per andare a vedere il

Castello De Capua a Gambatesa che risulta


aperto e bellissimo. Sali, scendi, curve e
controcurve e nalmente arriviamo al borgo di
Gambatesa sede della famiglia De Capua che
qui ha governato per secoli.
fi
fi

fi
Ed eccolo il famoso
Castello, strano nella
forma ma importante per
le vicende che vi sono
succedute.
Il borgo è interessante, ci
sono belle piazze e
importanti chiese segno
che i De Capua hanno
lasciato una impronta

indelebile.
Passeggiamo un pò
ma il nostro obiettivo
è la visita del Castello.
Ecco le meraviglie che
si vedono all’interno
del castello: E’ tutto
u n a f f re s c o , o g n i
stanza , ogni parete,
ogni colonna è stata
affrescata.

Abbiamo terminato la nostra visita, prosiamo per Tufara. Purtroppo la strada
corta indicata dal navigatore ci fa passare per strade vicinali, sterrate e tutte
curve tant’è che in soli 6 km arriviamo in questo grazioso borgo.
Il vecchio borgo è dominato dalle possenti mura del Castello di origine
longobarda, a cui è possibile accedere attraverso un portale con arco a tutto
sesto.

Varie chiese importanti si trovano nel centro


storico e vicino al castello. Bello il panorama
della cittadina
che si vede dalle
colline vicine.
Tornando indietro andiamo a vedere il lago di Occhito che divide le regioni tra
Molise e Puglia.

Per fare questo giro


abbiamo usufruito
dell’appartamento
di Campobasso e,
oggi 6 agosto
ripartiamo per
trascorrere l’ultimo
giorno al lago di
Posta Fibreno.
Alle 8 lasciamo
campobasso e subito arriviamo
ad Altilia dove si trovano
meravigliosi reperti
archeologici. La visita è libera,
le guide arriveranno dopo le 10,
possiamo entrare e incominciare
a vedere

Altilia-Seapinum: Il villaggio esisteva già prima delle Guerre sannitiche nel IV
secolo a.C. Nel 293 a.C. nella Terza Guerra Sannitica il console Papirio Cursore
fu scon tto nel tentativo di prendere la città, e i morti, come dice Tito Livio
furono 7 400 romani. Il villaggio era a pianta trapezoidale con mura forti cate e
una via principale per il foro e l'acropoli. Vi erano anche tre porte principali per
le vie di accesso da Benevento, Napoli e Bojano. Il villaggio alla ne delle guerre
fu conquistato assieme al Sannio e divenne parte della Regio IV Samnium.

Sono appena passate le 10 che, mentre

stavamo visitando questo parco


archeologico, Mary perde
l’equilibrio e batte la testa sul
selciato. Un rivolo di sangue le

riempie la faccia,
siamo preoccupati.
Grazie all’aiuto di
alcune persone
riusciamo a
tamponare e, mentre
Antero dice di andare
all’ospedale Mary
insiste per terminare il
nostro giro.
fi

fi
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Partiamo, senza aver visto tutto il parco; al primo grande paese facciamo sosta
in farmacia per prendere un disinfettante, le garze ecc. Sembra che la ferita non
è profonda , quindi andiamo veloci verso la nostra ultima tappa a Posta Fibreno.
Abbiamo prenotato una camera nel centro del Borgo e l’affaccio è sul lago. Ci
riposiamo un pò, dopo andiamo a fare una passeggiata lungo lago.
Vediamo che fervono i preparativi per una
grande festa e, incuriositi, chiediamo

informazioni. Proprio oggi e


domani ci sarà l’annuale festa del
croce sso e del subacqueo.
Che fortuna, senza saperlo siamo
capitati qui proprio il giorno della

festa. Dopo cena ci sistemiamo in riva


al lago in
attesa di
vedere i
subacquei che
riportano in
super cie la
c r o c e
sommersa
nelle acque del
lago.

fi
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il momento clou della serata è
quando la croce-illuminata e
recuperata dalle acque, viene
portata in processione sul
lago.
L’ a v v e n i m e n t o v i e n e
enfatizzato quando i fuochi
d’arti cio posti dentro al lago
incominciano a scoppiettare,
creando una atmosfera
particolare.
Sono le 24 decidiamo di

andare a dormire…..ma la
festa del paese incomincia
adesso.

L’ o r c h e s t r a
incomincia a suonare
forte forte, la gente
balla, urla e si diverte.
Poi improvvisamente
alle 1 di notte partono
in fuochi d’arti cio
proprio sotto di noi.
Spettacolare e
bellissimo.
fi

fi
Certo, ci siamo
divertiti, abbiamo
visto una bella
festa….ma non
abbiamo dormito
mai.
Domani facciamo
rientro a casa.

i fuochi di arti cio li abbiamo visti


dalla nestra della nostra camera.

Terminato il nostro viaggio in Molise.


fi
fi

Il mese di settembre facciamo solo poche brevi gite e, per il resto, restiamo a
casa a goderci il fresco. Nel frattempo ci prepariamo per organizzare una nuova
lunga gita.

Abbiamo deciso, andremo per circa un mese in Sicilia a rivedere luoghi che
abbiamo visto nel 2005 e altri luoghi dove possiamo arrivare con l’auto.
Naturalmente sono comprese anche le visite ai parenti e amici.
Partiamo

Sicilia dal 3 al 27 ottobre 2022

Lunedì 3 ottobre
Sole splendente e poco traf co in autostrada., è presto quando arriviamo a
Frascineto dove facciamo sosta in un piccolo b&b af ttacamere vicino all’uscita
dell’autostrada.
Lasciati i bagagli andiamo a vedere Castrovillari che dista pochi chilometri. Le
cose più importanti da vedere sono:-
Il Castello Aragonese - Il Santuario di Santa Maria del Castello -
Il Proto Convento Francescano-e le varie chiese del territorio.
Non c’è molto traf co, attraversiamo
tutta la città ed arriviamo al Castello
Aragonese. Entriamo e visitiamo

l’interno.
Proseguiamo no al
Santuario .
Ritorniamo in centro
per vedere le altre
chiese ed il convento
francescano.
fi
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Martedì 4 ottobre

Riprendiamo l’autostrada e alle 11 siamo già al porto di


Villa San Giovanni
all’ imbarco per la [Link] attraversiamo Messina,
prendiamo la rampa dell’autostrada e arriviamo a
Taormina.
A pranzo decidiamo di pasteggiare con granita di
mandorla e brioche, poi andiamo sul lungomare di
Giardini Naxos. Poi, dato che è ancora presto per andare
nell’appartamento che abbiamo prenotato, facciamo un
salto a Castelmola.
Parliamo con i cugini che sono a
Giardini e ssiamo una giornata da
trascorrere insieme a loro.
Poi , quando sta calando il sole e la
sera si
avvicina
andiamo a
Riposto
d o v e

trascorreremo 6 giorni, Da qui faremo rotta, tutti i


giorni, verso i
paesi vicini che
non abbiamo
visitato con il
camper.

fi
Mercoledì 5 ottobre
Oggi facciamo mezza circonvallazione dell’Etna. Prima andiamo a Linguaglossa
dove possiamo ammirare in via del teatro alcuni murales le sue belle strade
interne del paese ed anche la chiesa madre.

Partiamo dopo colazione ci troviamo


sempre nelle falde esterne dell’Etna.
Finalmente arriviamo a Randazzo.
La città viene anche chiamata “la
Città Nera”, per via del largo impiego
di pietra lavica
nell’architettura
urbana. Il basalto è
stato infatti utilizzato
sia per lastricare le
viuzze medioevali che
per la costruzione dei
principali monumenti
cittadini, incluse le
chiese ed il castello.
Lastre di pietra lavica
furono inoltre
impiegate per la costruzione
di archi, porte e nestre di
edi ci.

Il corso e la Cattedrale
fi
fi
Attraversiamo le strade cittadine e troviamo
tante altre belle chiese tutte di pietra nera.

Raggiungiamo la piazza dove qui


gustiamo il famoso gelato di
Pirandello.
P r o p r i o
davanti alla
p i a z z a
scopriamo i
famosi archi
di Randazzo,
attraversiamo
g l i a rc h i e ,
davanti a noi
la bellissima chiesa aragonese di San Nicola.

Abbiamo fatto le 12 e
dobbiamo rientrare perché
siamo ospiti dei cugini.
Andiamo veloci a Giardini
Naxos, passiamo davanti alle
famose gole dell’alcantara e, giunti a Trappitello, compriamo un bel mazzo di
ori da portare a MariaEugenia.
fi

Baci, abbracci da parte di tutti, arrivano anche Carmelo ( altro cugino) con sua
moglie e glia. Conversiamo e, giunta l’ora di pranzo ( sono le 15) ci mettiamo
tutti a sedere e mangiare il buonissimo pranzo.

Dopo ci rilassiamo un pò, seguitando a conversare poi alle 18 decidiamo di


lasciare i cugini e fare rientro a Riposto, ripromettendoci di rivederci prima di
rientrare a casa.

Giovedì 6 ottobre

Prima di partire facciamo un giro per Riposto e andiamo a vedere la piazza e la


cattedrale. Oggi abbiamo
deciso di andare in cima
all’Etna, il tempo è bello
ed è caldo.
Arrivati in cima ai crateri
Silvestri troviamo
tantissima gente e ancora
sta arrivando, ben presto
tutto il grande piazzale si
riempie di auto e bus che
portano i turisti stranieri.
fi

Arrivati al rifugio sapienza facciamo la coda per prendere la funivia che porta in

vetta al cratere. Trascorriamo quasi tutta la giornata qui sull’Etna dove tante
persone hanno deciso di avventurarsi tra le rocce laviche.

Ritornandoverso casa facciamo una sosta dalla pasticceria Russo e poi,
proseguiamoa Santa Venerino, una sosta a Zafferana Etnea e …arriviamo a
Sant’Al o per ammirare il castagno dei cento cavalli.

Il Castagno dei cento cavalli è senza dubbio l’albero più famoso dell’Etna. Ha
un’età stimata tra i 2000 e i 4000 anni ed è uno degli alberi più grandi e antichi
del mondo. Deve il suo nome ad una leggenda: pare che la regina Giovanna I
d’Aragona e i suoi cento cavalieri abbiano trovato riparo sotto le fronde del
castagno durante un temporale. Il castagno ha un diametro del tronco pari a 22
metri, mentre il diametro della chioma è di oltre 100 metri. Il Castagno si trova
nel comune di
Sant’Al o ed è
esterno al
perimetro del
Parco, cresce nel
primo bosco,
quello del
Carpineto,
riconosciuto e
tutelato nel 1745
dall’ “Ordine
Parimoniale per
la conservazione
de’ meravigliosi
alberi nel bosco del Carpineto sopra la città
di Mascali”.
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Nel fare ritorno a casa, facciamo una breve
sosta a Giarre per vedere la sua
spettacolare piazza e la sua cattedrale

nonché il monumento più importante


della città. E’ sera quando siamo di

nuovo a Riposto, una passeggiata


lungomare e poi cena.

Venerdì 7 ottobre

Arriviamo a Aci Trezza e poi Aci


Castello, sempre costeggiando il
mare. Oggi tutta la giornata dedicata al mare
che costeggiamo no ad arrivare alla riserva
della Timpa , a Santa maria della scala e alla
spiaggia del mulino di Acireale. Il mare è
calmo, il sole splende, c’è chi fa il bagno e chi
prende il sole.
fi
Arriviamo a Aci Trezza e poi Aci Castello, sempre
costeggiando il
mare.

E’ tutto veramente bello e ci sono anche tantissimi


turisti che affollano i vari bar nei piccoli porti.

Trascorriamo qui tutta la mattinata e riserviamo la


visita di Acireale per il pomeriggio.

La Cattedrale di Acireale

ACIREALE

alcune

fotogra e

Il tempo
dedicato alla
visita della città
è terminato, è
ancora giorno e
p o s s i a m o
rientrare a casa
e fare una
passeggiata al
porto dove

vediamo alcune
pescherie e tante
belle barche
ormeggiate.
Nella spiaggia
tanta gente
ancora resta a
prendere il sole.
fi

E’ giunta l’ora di cena; sentiamo
bussare alla porta e vediamo il
proprietario dell’appartamento che
ci porta un recipiente pieno di pasta
( fatta in casa) alla norma con
ricotta affumicata e salata. Dopo
cena andiamo a fare una
passeggiata nel piccolo centro del
paese.

Qui sono ancora tutti aperti, bar, ristoranti ed anche alcuni piccoli negozi e c’à
tanta gente a spasso.

Il panorama di Taormina illuminata

Sabato 8 ottobre

Lasciamo riposto per dirigersi verso un


nuovo paese dove sosteremo per 4 notti.

Presa l’autostrada la lasciamo all’altezza di Lentini e proseguiamo per una


strada impervia tra le montagne che abbiamo fatto tantissimo tempo fa per
andare a Ragusa, quando ancora non esisteva l’autostrada per Siracusa .
Comunque la nostra
destinazione è
P a l a z z o l o A c re i d e ,
quando arriviamo a
Vizzini deviamo per
Buccheri ed il bosco
della contessa. Tutto
bello, panorama
e c c e z i o n a l e ,
pochissimo traf co ma
tante, tantissime curve
e saliscendi e nebbia che
ad ogni curva ci obbliga quasi a fermarci. E incomincia a piovere, comunque
arriviamo a Palazzolo Acreide dove posteggiamo proprio sotto il centro storico, a
piedi, possiamo visitarlo.

Piove, piove ritorniamo all’auto e


andiamo a vedere dall’esterno il
famoso teatro poi riprendiamo la
strada per la nostra destinazione ma
prima ancora di arrivare ad Avola,
visto che il tempo si è rimesso
facciamo un salto al parco di
Cavagrande di Cassibile.
fi
Dal piazzale si
possono vedere le
piscine naturali .
Poiché a ripreso a
piovere ci
accontentiamo di
vedere da quassù
tutto il
panorama.
Arriviamo ad
Avola che sono le
14. Ci attende la
proprietaria che
ci apre
l’appartamento
dove resteremo 4
notti.
In realtà si tratta

di un ex garage risistemato con una cucina-


sala e una camera tutto nella stessa stanza ed
un piccolo gabinetto lato. Però tutto è
moderno e carino all’apparenza che sembra
di essere in una piccola boutique.
Va bene, abbiamo ssato e ci prepariamo a
sistemare le nostre cose. Però ci sorprende un
forte rumore ed è il super mega frigorifero,
chiediamo lumi alla signora che ci dice che lei
non sente niente e le chiediamo anche di
sistemare la tv perché non prende alcun
canale. Per questa dobbiamo aspettare il
marito perché la tv è superaccessoriata e
tecnologica che ci pensa solo lui. Vabbe! Non
passa mezz’ora che ecco il solito rumore
fastidiosissimo…. qui stanotte non possiamo
dormire. Richiamiamo la signora alla quale diciamo che preferiamo avere
scollegato il mega frigo ma per tutta risposta ci dice che non stacca la spina
perché lo ha già fatto un’altra volta e ha dovuto chiamare il tecnico…. e per la
televisione? Il marito non sa cosa fare ci vuole il tecnico.
fi

Siamo scocciati e ci lamentiano tanto che……la signora parla con il marito il
quale ci telefona e ci dice che lui è al lavoro e vuole vivere tranquillo e che noi
gli diamo dei grattacapi. Certo non è mancata la nostra risposta…..siamo noi
che vogliamo stare tranquilli e lui ha il dovere di rimediare. Infatti rimedia ci
dice che se vogliamo possiamo andare a cercare un’altro appartamento così
siamo tranquilli in 2 !!!!.
Basta una telefonata al proprietario dell’appartamento della prossima tappa per
sistemare il tutto. Alle 15 lasciamo Avola e ci dirigiamo verso Marina di Ragusa.
Dobbiamo arrivare alle 19 così
troviamo l’appartamento pulito. Ci
dirigiamo verso la riserva di Vendicari
che nel 2017 non abbiamo visto perché
eravamo con il camper e per arrivarci
si deve fare una strada sterrata,
scassata e stretta…ed oggi anche piena
di buche con acqua per la pioggia.

L a s c i a m o
questo posto
incantato,
arriviamo a
Pozzallo e
proseguiamo
lungomare,
Marina di
Modica, Sampieri, Donnalucata e alle 19 siamo
a Marina di Ragusa. Il proprietario ci accoglie
e ci fa vedere la casa. Una cucina, una salotto 2
camere , un bagno e un piccolo cortile a nostro
uso esclusivo. Perfetto sistemiamo le nostre
cose diciamo che venga domani per riscuotere
e… ci prepariamo la cena.

Domenica 9 ottobre

E così siamo a Marina di Ragusa con 4 giorni di


anticipo sul programmato. Faremo le escursioni nei
posti vicini da qui anziché da Avola.
Stamane ci godiamo il sole e facciamo una
passeggiata lungo la spiaggia
di questa bella cittadina.
Poi andiamo a Ispica dove
possiamo ammirare la piazza
e le sue belle
chiese.
Facciamo
anche una
visita alle
vicine cave di
Ispica

Lunedì 10 ottobre

Oggi andiamo a vedere


Marzamemi e la sua bellissima
piazzetta. Una breve sosta a
Donnalucata, a Sampieri e, dopo
superato Pozzallo andiamo
spediti verso la nostra
destinazione.

Lasciamo l’auto nel piazzale all’ingresso del piccolo borgo e passeggiamo nelle
strette viuzze del borgo.

Subito dopo pranzo andiamo verso


Capo Passero dove facciamo una
breve sosta al porto. Passiamo da
Pachino e riprendiamo la litoranea
no a
ritornare a
Marina di
Ragusa.
Cala la sera
e noi siamo
nella piazza
del paese
dove si ritrovano i turisti
e gli abitanti del paese.
I negozi sono
aperti, la gente
sosta nelle
panchine. Chi
mangia un
gelato e chi
chiacchiera
aspettando
l’ora di cena.
fi

Martedì 11 ottobre

Trascorriamo la giornata a Marina di Ragusa, la mattina a fare compere, il


pomeriggio al mare sotto il sole caldo.

Il cielo è limpido e fa
molto caldo, purtroppo

non abbiamo portato


pantaloncini corti e
altro abbigliamento da
mare quindi non
possiamo fare il bagno.
Però vediamo tantissima gente sulla
spiaggia , sotto
l’ombrellone e tanti che
fanno il bagno.
N.B. a causa di
una infezione ad
un dente, Antero
, sono 2 giorni
che la sera ha la
febbre e deve
prendere gli
antibiotici.

Mercoledì 12 Ottobre

Oggi , dopo aver passeggiato il


lungomare fuori di Marina di Ragusa ,
andiamo a vedere i paesi limitro

lungomare.

Andiamo a Donnalucata dove c’è


sempre un banco per la vendita di
pesce per vedere cosa possiamo
comperare.
Facciamo una passeggiata nel

paese, vediamo la passeggiata sul


lungomare e poi riprendiamo l’auto
e proseguiamo no ad arrivare a
Sampieri, piccolissimo borgo
ancora non conosciuto da tanti
turisti ma con una lunga e bella
passeggiata a mare.

Dopo pranzo una veloce escursione a


Marina di Modica , ancora poco
turistica e frequentata solo dai locali,
e poi rientriamo a Marina di Ragusa.
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Giovedì 13 Ottobre

Visita di Donnafugata ed il
suo castello.

Per prima cosa


andiamo a
visitare il museo
degli abiti originali di
quel periodo.
Terminata la visita del
castello andiamo a
vedere il suo immenso
parco.
Ta n t i a l b e r i s o n o
plurisecolari ed hanno
radici grandi come
alberi.

Venerdì 14 Ottobre

Trascorriamo ancora
una giornata qui a
Marina di Ragusa
( Antero ancora
prende gli antibiotici) .

Giornata di completo
relax, trascorsa tra
casa e mare.
Sabato 15 Ottobre
Giornata dedicata alla visita di alcuni parenti a
Modica. Alle 10 siamo già in casa dei cugini e

trascorriamo il tempo in
compagnia no alle 13 poi
andiamo, come deciso dal cugino
Giovanni, al ristorante per un buon pranzo.
Alle 16 noi facciamo ritorno verso casa ma ci fermiamo per una visita a Scicli.

Nella piazza principale possiamo ammirare i palazzi che sono stati utilizzati per
la serie di Montalbano.
Mentre stiamo facendo ritorno a casa squilla il cellulare. E’ l’altra cugina di
Modica ( oggi con lei non ci siamo visti) che vuole averci come ospiti domani.
Non possiamo esimerci, accettiamo e l’indomani trascorreremo un’altra
giornata a Modica.
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Domenica 16 Ottobre

Alle 10 siamo già a Modica ed andiamo in [Link]


sorda, dove abita la cugina Pinuccia.
Sia lei che suo marito ci accolgono con abbracci e
baci, entrambi non stanno bene in salute, lei fa la
chemioterapia e lui le trasfusioni , però hanno una
grande forza d’animo.
Anche loro ci hanno invitato a pranzo in un
ristorante delle vicinanze ed abbiamo anche la
s o r p re s a d i v e d e re u n o d e i l o ro 3 g l i ,
accompagnato dalla moglie e dal glioletto.
Alle 16 ci lasciamo, noi , invece di tornare a
marina decidiamo di andare a Ragusa per
salutare un’altra cugina che non vediamo da
molti anni.
La cugina è rimasta vedova da poco tempo ed è

la più grande delle 3 sorelle di


cui 2 abitano ad Arezzo.
Ermelinda, così si chiama, è a
Ragusa da quando si è sposata e
noi non avevamo mai avuto
l’occasione per rivederla anche
se, per telefono ci siamo sentiti.
Oramai è sera, facciamo ritorno
a Marina, la strada è tutta un
rettilineo ma bisogna stare
attenti ai giovani che qui ci
fanno le corse.

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Lunedì 17 Ottobre
Oggi, liberi da impegni con i parenti andiamo a vedere Noto. Purtroppo, arrivati
vicino a Pozzallo ( dove c’è l’uscita dell’autostrada ), proseguiamo per la statale
che da Modica è più lunga ma è in buono stato .
Arriviamo nel grande viale proprio davanti la porta di accesso alla città barocca

lasciata l’auto attraversiamo la porta e cominciamo la visita della città.


Ci sono belle chiese e importanti monumenti tutti in stile barocco . La cattedrale
è un gioiello ed è visitabile. Proprio davanti alla cattedrale si trova il Palazzo
Ducezio con un grande porticato, E’ possibile visitare sia le stanze degli specchi
che il palazzo stesso no alla grande terrazza panoramica.
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Facciamo
pochi passi ed
arriviamo al
t e a t r o .
Decidiamo di
andare a
visitare il
Palazzo di
Lorenzo del
Castelluccio.
È uno dei più

importanti palazzi nobiliari della città,


ricostruito in stile neoclassico alla ne del
XVIII secolo per la famiglia Di Lorenzo, i
marchesi del Castelluccio. Merita la visita
anche se il biglietto ci è parso un pò carino.
Sono le 16 decidiamo di rientrare ma prima facciamo una sosta a Pozzallo.
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Andiamo subito a vedere la fortezza che
domina la spiaggia antistante, tutta ben
curata ed elegante.

Anche il viale lungomare è ben

tenuto. Si è fatta l’ora di rientrare,


domani un’altro viaggio nei piccoli
borghi qui vicino.
Martedì 18 Ottobre

La mattina la trascorriamo a Punta secca e andiamo a vedere l’abitazione che ha


utilizzato Montalbano quando ha girato i lm di Camilleri.

In mattinata facciamo un salto prima a


Kamarina, che si trova lungo la strada
per Scoglitti, poi andiamo a Scoglitti, al
mercato del pesce, per
vedere se è possibile fare
acquisti.

Si è possibile però dobbiamo


prendere una cassetta completa di 5 kg. Il costo è
molto, molto basso ma, noi, essendo in 2 cosa ce
ne facciamo di tutto quel pesce?
Ci basterebbe per una settimana di seguito!
Dobbiamo rinunciare.
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Alle 12.30, ritornando verso casa, facciamo una deviazione per vedere Ragusa
Ibla e, passando dalla statale che viene da Modica, arriviamo no al parcheggio
del giardino di Ibla.
Il centro si visita a piedi quindi, con calma percorriamo, strade strette e ripide.
Alla ne giungiamo sulla piazza
dove si affaccia la Cattedrale.
Proseguiamo la visita della parte
vecchia di Ragusa Ibla vedendo

importanti palazzi. Il sole è ancora alto e fa


caldo, decidiamo di arrivare a Chiaramonte
Gul . Il paese è de nito il Balcone di Sicilia per

la sua magni ca posizione panoramica, incastonato nella catena dei monti Ilei.
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La terrazza panoramica, Il duomo, i giardini,

il Comune.

Arriviamo a casa in
tempo per vedere un bellissimo tramonto.
Mercoledì 19 Ottobre

Oggi ci riposiamo, domani andiamo a Castellammare del Golfo, ma prima


faremo sosta a Trapani.
La mattina la trascorriamo al mare di marina di Ragusa, dove possiamo gustare
in un bar medagliato, una eccellente granita. Punta secca dista solo 20 km.
quindi decidiamo di ritornare per fare di nuovo
una visita e
fare una
passeggiata
sul suo
l u n g o m a re
d o v e
troviamo la
stele ricordo
di Salvatore
Quasimodo.
Ritorniamo
a Marina di

Ragusa
per trascorrere l’ultima sera qui.

Giovedì 20 Ottobre

Alle 8 siamo già nella statale che


scorre lungo mare, superiamo
Scoglitti, Gela e ad Agrigento
facciamo sosta per una foto ai
Templi e poi proseguiamo no ad
arrivare a Ribera, convinti di trovare
per la strada venditori delle ottime arance che qui ora sono pronte per il
consumo.( purtroppo ci dicono che ci saranno dopo il 10/11). Arrivati a Mazara
del Vallo andiamo a Ciavolo e
poco dopo riprendiamo la ss 115
che ci porta alle saline di Trapani.

Arrivati sul lungomare dove si


trova il porto per le isole Egadi, lasciamo in sosta l’auto. Siamo a 100 metri dal
centro di Trapani. Incominciamo la nostra visita e vediamo la famosa torre
dell’orologio;
poco distante
il corso
principale.
G r a n d i
palazzi fanno
da corollario
alla strada
piena di
turisti che
sono venuti
qui chissà da
quali paesi.

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Bellissima la Cattedrale ed anche le tante,
tantissime chiese che si trovano nelle vie laterali

al corso principale.
Dopo pranzo
telefoniamo alla
proprietaria
dell’appartamento
che abbiamo
prenotato a
Castellammare del
Golfo, facendo
presente che
arriveremo verso le 16.

Prima di arrivare in città sostiamo in un bel piazzale panoramico così da
riprendere Castellammare dall’alto.

Venerdì 21 Ottobre

Siamo in un bel palazzo vicinissimo al centro ed


al viale che va al porto.
La mattina facciamo
una escursione in città e
cerchiamo una
macelleria, frutta e
verdura e…un noto bar
dove possiamo gustare

una ottima granita.



Sabato 22 Ottobre

La mattina la trascorriamo al porto ,


scendiamo dalla scaletta del Rotary e,

quando arriviamo, nel porto abbiamo


la sorpresa di vedere tante ferrari.

Dopo pranzo
facciamo una
escursione a
S c o p e l l o
all’inizio della riserva dello zingaro.

Lasciamo l’auto nel parcheggio e visitiamo questo bel borgo.

Ci sono tantissimi
turisti stranieri che
guardano con stupore
questo piccolo borgo.
Certo, dove lo trovano
un locale che si affaccia
sul mare con questo
tipo di vegetazione.
Noi lasciamo il borgo e
proseguiamo verso la
riserva no alla vecchia
tonnara e n dove la
strada ci permette di
andare avanti, poi occorre- con autorizzazione-
procedere a passo d’uomo.
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Domenica 23 Ottobre

Abbiamo preso qui l’appartamento per essere massimo 50 chilometri dai luoghi
che vogliamo vedere. Anche stamani andiamo al porto, ci gustiamo il bellissimo

panorama delle barche al molo, una buona


granita e si è fatta l’ora di pranzo.
Alle 14 partiamo, prendiamo la litoranea e
arriviamo a Alcamo Marina. Da lì si arriva
veloce alla bella cittadina di Alcamo.

Lasciamo l’auto nel


parcheggio davanti al castello
dei conti di Modica ma che in
realtà è una fortezza.

Fu prestigiosa dimora di Enrico e Federico
Chiaramonte che lo costruirono tra il 1340 e il
1350. Il castello prese l’attuale nome dai Conti
di Modica che ne furono proprietari dal 1410
al 1812. Abbiamo trovato una cittadina
veramente bella e particolare. Ad ogni
angolo una sorpresa come i tanti
palazzi nobiliari che ancheggiano il
corso principale. Più avanti arriviamo
all’incrocio tra piazza Ciullo e piazza

mercato, il sistema di queste due piazze di


forma allungata costituisce il centro della
vita cittadina. Vi prospettano la chiesa di S.
Oliva e la Chiesa del Gesù con facciata
mossa da fregi e sculture, che chiude il lato
sud dell’invaso.

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Lunedì 24 Ottobre

Stamane partiamo presto con destinazione Monreale. Prendiamo l’autostrada


ma usciamo a Partinico così da arrivare senza entrare a Palermo.
Cattiva idea, la strada anche se è statale è stretta, sale in montagna, ci sono i
lavori in corso e siamo controsole, ad ogni curva dobbiamo quasi fermarci
perché non vediamo nulla. Poi, raggiunto il paese di Pioppo la statale si stringe
ancora ed è tutta in discesa ( per noi) ma dobbiamo sempre fermarci per far
passare le auto che provengono da Palermo. e nalmente arriviamo al
parcheggio sotto la Cattedrale di
Monreale.
Saliamo lungo la ripida scalinata e
nalmente siamo davanti alla cattedrale.

Facciamo la la per entrare e


vedere i famosi mosaici.

Visitiamo con molta calma e ricordiamo


c o m e
n e l
2005,
quando
siamo
venuti a
vedere
questi eccezionali monumenti, c’erano
pochissimi turisti.
Questa volta ci fermiamo alla visita
dettagliata dell’interno della cattedrale e non
facciamo la visita della torre e del monastero
che abbiamo visto con tutta calma l’altra
volta.
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Le fotogra e dell’interno dei mosaici

e della famosa cappella.


La sera facciamo rientro ma questa
volta andiamo a Palermo e
prendiamo l’autostrada no a
Castellammare del golfo.
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Martedì 25 Ottobre

Oggi è l’ultimo giorno che restiamo in Sicilia.


Presto partiamo per andare a Erice
dove già siamo stati più volte.
Entriamo dalla porta di Trapani e
andiamo a vedere la famosa
cattedrale ed il suo meraviglioso
interno.

Passeggiamo su strette viuzze acciottolate

no ad arrivare al castello che


domina tutta la vallata. Dal
giardino si gode uno spettacolare
panorama no alla punta di San
Vito lo Capo.
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Panorama dalla
piazzale del
castello di Erice.

Te r m i n a t a l a
visita del borgo
andiamo alla sua
estremità dove ci
sono i resti di
quello che nel
passato era
l’antico quartiere
spagnolo dove ci
sono ancora resti
importanti sia di
chiese che di
forti cazioni.

Sono le 12 vogliamo completare la giornata


ritornando a San Vito lo Capo.

Quando partiamo abbiamo la


fortuna di vedere per la
strada passare un carretto
siciliano completamente
pitturato.
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Alle 13 siamo già a San Vito, pranzo
veloce poi,
dopo la visita
della chiesa ,
andiamo a
prendere il
sole nella
spiaggia
caraibica di
San Vito.
Moltissima gente è qui che si crogiola al sole.
Restiamo qui no a quando
non tramonta il sole poi
riprendiamo la strada per
Castellammare.

Mercoledì 26 Ottobre
Vacanze terminate, stamane prendiamo l’autostrada per Palermo, proseguiamo
lungo costa no ad arrivare a Messina. L’imbarco è veloce e l’autostrada per
Salerno non ha traf co.
Abbiamo preparato tante ipotesi per una nuova sosta prima di arrivare a casa,
ma piano piano quando le superiamo decidiamo di proseguire e vedere dove si
arriva. Abbiamo percorso- senza fatica- circa 800 km quando una autocisterna
prende fuoco sull’autostrada; il traf co si blocca e vengono chiuse sia le entrate
che le uscite. Restiamo fermi per circa una ora, poi possiamo proseguire ma…
sono le 18,30 e la stanchezza si fa sentire.
Decidiamo di uscire a Montecassino e poco dopo raggiungiamo un hotel dove
trascorriamo la notte.

Giovedì 27Ottobre

Partiamo con calma dopo una ricca colazione, troviamo un pò di traf co vicino a
Roma poi alle 16 arriviamo a casa.

Fine del tour in Sicilia


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