2022 Diario Italia
2022 Diario Italia
Il 2 gennaio 2022 andiamo a fare una piccola gita a Civitella in Val di Chiana
dove possiamo ammirare i resti del castello e la bella piccola cittadina.
Il 20 Febbraio usciamo
ancora per una breve
gita.
Domenica 20 marzo
Percorriamo l’autostrada no ad
arrivare a Ferentino dove
prendiamo la statale che ci
porta prima ad Alatri con le sue
mura ciclopiche, successivamente saliamo no a Collepardo dove
prendiamo la strada che arriva no al piazzale della Certosa di Trisulti.
Certosa di Trisulti
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Immersa nel verde di secolari foreste si adagia questa celebre e
maestosa Certosa,
fondata nel 1204
per volontà di
Papa Innocenzo III
e af data, dal
1208, ai monaci
Certosini (da cui il
nome "Certosa").
Visitiamo il
bellissimo giardino
e le stanze che
conducono nella
famosa farmacia,
completamente a rescata e piena di
alambicchi. Proseguiamo entrando nella
splendida
chiesa. Poi
andiamo a
vedere il
g r a n d e
chiostro, il
refettorio e la
peschiera.
Lasciamo
questo angolo
di pace e
silenzio e
riprendiamo il
n o s t r o
itinerario,
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attraversiamo il bosco, Collepardo e, presa l’autostrada andiamo diretti no
a Montesarchio.
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Lunedì 21 marzo
Il cielo è limpido d oggi sembra una giornata perfetta per andare a vedere
l’abbazia di Montevergine a Mercogliano ( AV ).
Ad un certo punto
vediamo una macchina che scende dalla
montagna e chiediamo all’autista informazioni .
Sono 3 operai addetti alla manutenzione del
Santuario e stanno scendendo perché la neve è
già alta sulla strada e si può arrivare al
santuario solo con le catene da neve.
Noi siamo
a t t re z z a t i m a
preferiamo non
continuare ,
q u i n d i
ridiscendiamo
lentamente i
lunghi tornanti
e, arrivati al
paese di
Mercogliano
vediamo partire
uno spazzaneve
per liberare la
strada per il
santuario.
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Superiamo Mercogliano e siamo in centro ad Avellino, prendiamo la
superstrada che si collega a Salerno all’autostrada.
La visita al
Castello Angioino e la sua rocca non
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Ritorniamo verso il centro dove facciamo una corta visita e ritorniamo al
parcheggio dove, con la macchina decidiamo di andare al porto.
deserto, ma il mare e la
piccola spiaggia è
veramente incantevole.
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Entriamo nei vicoli del borgo e arriviamo
nella piazzetta dove si trova la Cattedrale
che scopriamo essere Basilica Ponti cia.
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Qui trascorreremo 3 notti e ci servirà da base per
andare a visitare la parte del Cilento che non
abbiamo visto. Prima di cena facciamo una
piccola escursione no al porticciolo di San
Mauro, poi rientrati ci prepariamo un bel piatto di
pasta.
Martedì 22 marzo
cuore del
Cilento.
La prima tappa
e Ogliastro
Marina, una
bellissima e
ridente spiaggia
dai colori
mozza ato.
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Proseguiamo no ad arrivare alla
baia del sole e poi al borgo di San
Nicola a Mare dove c’è un piccolo
ma grazioso porto.
Ora la strada
si allontana
dal mare,
sale e
d i v e n t a
panoramica poi quando scendiamo di nuovo al
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mare ecco che possiamo visitare il borgo di Pioppi ed il suo Musea-(museo
del mare).
di loso a di Parmenide e
Zenone. Oltre alla scuola
eleatica, il sito archeologico di Velia narra ancora oggi la storia di una grande
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città della Magna Grecia con i suoi cittadini, la sua vita quotidiana, i suoi
spazi pubblici e privati.
Siamo quasi alla ne del nostro tour nell’interno del Cilento, non ci resta che
attraversare i vari paesi come Torchiara, Pratignano e raggiungere Agropoli
dove possiamo prendere la statale che ci consente di arrivare a casa.
Mercoledì 23 marzo
Giovedì 24 marzo
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Qui trascorriamo, facendo lunghe
passeggiate al caldo sole del Cilento tutte
le 3 giornate di giovedì, venerdì e sabato.
Domenica 27 marzo
Questa notte è cambiata l’ora e quindi da oggi in poi avremo un’ora in più di
luce.
E qui scopriamo un
monumento molto
particolare: l’arco della
coscienza planetaria. Un
grande monumento fatto
esclusivamente da pietre che
Visita di Orvieto.
Arriviamo al grande parcheggio
interrato e prendiamo dapprima le
scale mobili poi l’ascensore ed eccoci
arrivati nel centro storico di Orvieto.
andiamo
a vedere alcune importanti chiese.
Torniamo all’auto e riprendiamo la strada
no ad arrivare a casa.
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14 maggio Sabato
Un breve tour in
romagna alla
scoperta di alcuni
castelli e
forti cazioni.
Per prima tappa,
dopo aver superato
il valico di via
maggio andiamo a
Verucchio. Arrivati
Non
lo sapevamo ma a Gatteo c’è un castello proprio
dentro il piccolo paese tant’è che facciamo
fatica a trovarlo.
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Prossima tappa: Longiano. Il palazzo Malatestiano incombe sul piccolo borgo e
domina la valle sottostante. Nel chiosco dove facciamo pausa ci viene detto che
qui vicino , a Montiano c’è una rocca
che merita una visita. Non ce lo
facciamo ripetere e andiamo la visita
dura
Oggi brevissima escursione al Monte Nerone nelle marche per vedere gli
impianti della rai. A città di Castello facciamo una sosta nel santuario proprio
sulla collina che domina la città.
Arrivati ad Apecchio, deviamo per andare in vetta
al Monte Nerone in quota 1600 metri.
Finalmente un
pò di fresco,
anzi all’ombra
dobbiamo
mettere un
g o l f .
Facciamo
passeggiata e
dopo pranzo
andiamo no
al rifugio da
dove partono le
sciovie durante il periodo invernale.
20 giugno Lunedì
Partiamo alle 8,15 e andiamo a Foiano per prendere la superstrada che costeggia
il lago trasimeno. Arrivati a Perugia si prende la E45 no a Rieti e da qui
passando da Antrodoco arriviamo a L’Aquila.
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Ancora prima di entrare in città, facciamo una
sosta per il pranzo. Siamo fortunati perché
troviamo lungo la strada un grande slargo con
tante piante. Ripreso il cammino, dopo aver
attraversato la città dell’Aquila, arriviamo nel
nel viale dove si trova la famosa Basilica di
Collemaggio.
dopo il terremoto.
Possiamo anche visitare
l’interno e vedere il
sarcofago di Papa
Celestino V.
R i p re n d i a m o l ’ a u t o e
arriviamo nel viale della
fortezza Spagnola che
vediamo ancora in
restauro. Decidiamo , dopo
una breve sosta di
scendere lungo il corso
principale e vedere il
centro storico e la
grande piazza
dell’Aquila.
Sono le 15,30 ed andiamo verso Bominaco per vedere l’oratorio di San
Pellegrino. Si tratta di una piccola cappella completamente affrescata da pittori
nati ancora prima di Giotto.
Arriviamo davanti alla chiesetta ed abbiamo la fortuna di trovare la guida che
ci fa entrare e ci illustra le bellezze degli affreschi.
L'esterno della chiesetta è molto modesto ma dentro è un piccolo scrigno di
colori ed immagini.
21 giugno, martedì
Partiamo molto presto, subito dopo aver fatto una lauta colazione e ci dirigiamo
verso Calascio, piccolo borgo che si trova lungo la strada che conduce alla vetta
del gran sasso.
Superato il minuscolo borgo proseguiamo per una ripida strada di montagna
no ad arrivare a Rocca Calascio dove si trova la rocca, in parte restaurata.
La Rocca si erge ad un'altezza di 1520 m.s.l.m., ai con ni di Campo Imperatore e domina il
versante sud del Gran Sasso d'Italia. Il sottostante paese di Calascio si trova a 1200 metri di quota.
In un documento del 1380 si ha la prima citazione di Rocca Calascio, intesa come torre di
avvistamento isolata, ma la costruzione della torre è da collocarsi intorno all'anno 1000. Ad Antonio
Piccolomini si deve attribuire, verso il 1480, la realizzazione delle 4 torri attorno all'originario
torrione di Rocca Calascio, il muro di cinta attorno al paese e la ricostruzione di gran parte
dell'abitato distrutto dal furioso terremoto del 1461. Nelle vicinanze della Rocca si trova la Chiesa
di Santa Maria della Pietà, costruita dai pastori intorno al 1400 come ringraziamento alla Madonna
quando i soldati dei Piccolomini respinsero, in una sanguinosa battaglia, un gruppo di briganti
provenienti dal con nante Stato Ponti cio. Punto di osservazione di elevata strategia militare, era in
grado di comunicare, mediante l'ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne
attraverso innumerevoli collegamenti ottici disseminati nel territorio, con i castelli della costa
adriatica. Con la dominazione aragonese fu istituita la "Dogana della mena delle pecore in Puglia" e
la pastorizia transumante divenne la principale fonte di reddito del Regno. Fu quindi un momento di
notevole sviluppo per i paesi della Baronia che nel 1470 possedevano oltre 90.000 pecore e
fornivano ingenti quantitativi di pregiata "lana carapellese" a città come L'Aquila e Firenze. Nel
1579 Costanza Piccolomini, l'ultima della famiglia, vendette la Baronia, il Marchesato di
Capestrano e le terre di Ofena e Castel del Monte a Francesco Maria Dè Medici, Granduca di
Toscana per 106.000 ducati. Nel 1703 un disastroso terremoto demolì il castello ed il paese di
Rocca calascio: furono ricostruite solo le case nella parte bassa dell'abitato e molti abitanti
preferirono trasferirsi nella sottostante Calascio. Nel 1743 il territorio passò sotto la dominazione
Borbonica. Un progressivo spopolamento ha ridotto il numero degli abitanti della Rocca da circa
800 nel 1600 a zero nel 1957. Calascio, a sua volta, ha iniziato il suo declino a ne '800, subendo
gli effetti di una massiccia emigrazione nei primi decenni del '900. Una popolazione di circa 1900
abitanti nel 1860, ridotta nel 1892 a soli 299.
Oggi la Rocca è conosciuta dal grande pubblico per essere di frequente oggetto di grandi set
cinematogra ci: tra questi "Lady Hawke", stupenda favola ambientata nel medioevo con
Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer e, più recentemente, un lm su Padre Pio da Pietralcina.
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Lasciamo la macchina in uno
spiazzo ad una curva, da qui
iamo proseguire a piedi,
attraversare alcune abitazioni
restaurate per poi prendere uno
stradello di montagna sterrato e
ripido.
Da quassù si
gode di uno
spettacolo
unico, lo
sguardo arriva
all’adriatico.
Sotto di noi
una immensità
di montagne e
t a n t i
piccolissimi
ciuf di case. Adesso ridiscendiamo e
siamo già stanchi, meno male che il caldo
non è opprimente e tira anche un leggera
brezza che ci consente di non sudare.
Prendiamo l’auto e ritorniamo verso Santo
Stefano di Sessanio che prima avevamo
superato- senza visitarlo- per andare a vedere la Rocca con il fresco della
mattina.
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Il paese venne eretto tra l'XI il XII secolo sui ruderi di un pago chiamato Sextantio, dal latino
"Sextantia", ad indicare la distanza di sei miglia romane da Peltuinum, importante crocevia dei
traf ci che da Roma giungevano sulla costa adriatica, e deve la sua prosperità, alla vicinanza con il
Tratturo regio, strada maestra della transumanza di connessione tra L'Aquila e Foggia. Nel XIII
secolo appartenne alla Baronia di Carapelle, divenendo in seguito possedimento dei Piccolomini e
quindi, dalla ne del XVI secolo, della potente casata medicea. E' sotto la guida di Francesco de'
Medici che il borgo visse il suo periodo di massimo splendore, intorno al commercio della lana
"carfagna", una lana nera di tipo grezzo prevalentemente usata per le uniformi militari e per il saio
dei monaci, prodotta a Santo Stefano e lavorata a Firenze.
A b b i a m o
prenotato un
appartamento a
Campobasso che
ci servirà per fare
le escursioni nei
p re s s i . D o p o a v e r p a r l a t o c o n l a
proprietaria facciamo un salto in città e
andiamo a vedere il Famoso Castello di
Campobasso.
Proprio di fronte al castello c’è una
indelebile.
Passeggiamo un pò
ma il nostro obiettivo
è la visita del Castello.
Ecco le meraviglie che
si vedono all’interno
del castello: E’ tutto
u n a f f re s c o , o g n i
stanza , ogni parete,
ogni colonna è stata
affrescata.
Abbiamo terminato la nostra visita, prosiamo per Tufara. Purtroppo la strada
corta indicata dal navigatore ci fa passare per strade vicinali, sterrate e tutte
curve tant’è che in soli 6 km arriviamo in questo grazioso borgo.
Il vecchio borgo è dominato dalle possenti mura del Castello di origine
longobarda, a cui è possibile accedere attraverso un portale con arco a tutto
sesto.
riempie la faccia,
siamo preoccupati.
Grazie all’aiuto di
alcune persone
riusciamo a
tamponare e, mentre
Antero dice di andare
all’ospedale Mary
insiste per terminare il
nostro giro.
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Partiamo, senza aver visto tutto il parco; al primo grande paese facciamo sosta
in farmacia per prendere un disinfettante, le garze ecc. Sembra che la ferita non
è profonda , quindi andiamo veloci verso la nostra ultima tappa a Posta Fibreno.
Abbiamo prenotato una camera nel centro del Borgo e l’affaccio è sul lago. Ci
riposiamo un pò, dopo andiamo a fare una passeggiata lungo lago.
Vediamo che fervono i preparativi per una
grande festa e, incuriositi, chiediamo
andare a dormire…..ma la
festa del paese incomincia
adesso.
L’ o r c h e s t r a
incomincia a suonare
forte forte, la gente
balla, urla e si diverte.
Poi improvvisamente
alle 1 di notte partono
in fuochi d’arti cio
proprio sotto di noi.
Spettacolare e
bellissimo.
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Certo, ci siamo
divertiti, abbiamo
visto una bella
festa….ma non
abbiamo dormito
mai.
Domani facciamo
rientro a casa.
Abbiamo deciso, andremo per circa un mese in Sicilia a rivedere luoghi che
abbiamo visto nel 2005 e altri luoghi dove possiamo arrivare con l’auto.
Naturalmente sono comprese anche le visite ai parenti e amici.
Partiamo
Lunedì 3 ottobre
Sole splendente e poco traf co in autostrada., è presto quando arriviamo a
Frascineto dove facciamo sosta in un piccolo b&b af ttacamere vicino all’uscita
dell’autostrada.
Lasciati i bagagli andiamo a vedere Castrovillari che dista pochi chilometri. Le
cose più importanti da vedere sono:-
Il Castello Aragonese - Il Santuario di Santa Maria del Castello -
Il Proto Convento Francescano-e le varie chiese del territorio.
Non c’è molto traf co, attraversiamo
tutta la città ed arriviamo al Castello
Aragonese. Entriamo e visitiamo
l’interno.
Proseguiamo no al
Santuario .
Ritorniamo in centro
per vedere le altre
chiese ed il convento
francescano.
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Martedì 4 ottobre
Il corso e la Cattedrale
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Attraversiamo le strade cittadine e troviamo
tante altre belle chiese tutte di pietra nera.
Abbiamo fatto le 12 e
dobbiamo rientrare perché
siamo ospiti dei cugini.
Andiamo veloci a Giardini
Naxos, passiamo davanti alle
famose gole dell’alcantara e, giunti a Trappitello, compriamo un bel mazzo di
ori da portare a MariaEugenia.
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Baci, abbracci da parte di tutti, arrivano anche Carmelo ( altro cugino) con sua
moglie e glia. Conversiamo e, giunta l’ora di pranzo ( sono le 15) ci mettiamo
tutti a sedere e mangiare il buonissimo pranzo.
Giovedì 6 ottobre
vetta al cratere. Trascorriamo quasi tutta la giornata qui sull’Etna dove tante
persone hanno deciso di avventurarsi tra le rocce laviche.
Ritornandoverso casa facciamo una sosta dalla pasticceria Russo e poi,
proseguiamoa Santa Venerino, una sosta a Zafferana Etnea e …arriviamo a
Sant’Al o per ammirare il castagno dei cento cavalli.
Il Castagno dei cento cavalli è senza dubbio l’albero più famoso dell’Etna. Ha
un’età stimata tra i 2000 e i 4000 anni ed è uno degli alberi più grandi e antichi
del mondo. Deve il suo nome ad una leggenda: pare che la regina Giovanna I
d’Aragona e i suoi cento cavalieri abbiano trovato riparo sotto le fronde del
castagno durante un temporale. Il castagno ha un diametro del tronco pari a 22
metri, mentre il diametro della chioma è di oltre 100 metri. Il Castagno si trova
nel comune di
Sant’Al o ed è
esterno al
perimetro del
Parco, cresce nel
primo bosco,
quello del
Carpineto,
riconosciuto e
tutelato nel 1745
dall’ “Ordine
Parimoniale per
la conservazione
de’ meravigliosi
alberi nel bosco del Carpineto sopra la città
di Mascali”.
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Nel fare ritorno a casa, facciamo una breve
sosta a Giarre per vedere la sua
spettacolare piazza e la sua cattedrale
Venerdì 7 ottobre
La Cattedrale di Acireale
ACIREALE
alcune
fotogra e
Il tempo
dedicato alla
visita della città
è terminato, è
ancora giorno e
p o s s i a m o
rientrare a casa
e fare una
passeggiata al
porto dove
vediamo alcune
pescherie e tante
belle barche
ormeggiate.
Nella spiaggia
tanta gente
ancora resta a
prendere il sole.
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E’ giunta l’ora di cena; sentiamo
bussare alla porta e vediamo il
proprietario dell’appartamento che
ci porta un recipiente pieno di pasta
( fatta in casa) alla norma con
ricotta affumicata e salata. Dopo
cena andiamo a fare una
passeggiata nel piccolo centro del
paese.
Qui sono ancora tutti aperti, bar, ristoranti ed anche alcuni piccoli negozi e c’à
tanta gente a spasso.
Sabato 8 ottobre
L a s c i a m o
questo posto
incantato,
arriviamo a
Pozzallo e
proseguiamo
lungomare,
Marina di
Modica, Sampieri, Donnalucata e alle 19 siamo
a Marina di Ragusa. Il proprietario ci accoglie
e ci fa vedere la casa. Una cucina, una salotto 2
camere , un bagno e un piccolo cortile a nostro
uso esclusivo. Perfetto sistemiamo le nostre
cose diciamo che venga domani per riscuotere
e… ci prepariamo la cena.
Domenica 9 ottobre
Lunedì 10 ottobre
Il cielo è limpido e fa
molto caldo, purtroppo
lungomare.
Visita di Donnafugata ed il
suo castello.
Trascorriamo ancora
una giornata qui a
Marina di Ragusa
( Antero ancora
prende gli antibiotici) .
Giornata di completo
relax, trascorsa tra
casa e mare.
Sabato 15 Ottobre
Giornata dedicata alla visita di alcuni parenti a
Modica. Alle 10 siamo già in casa dei cugini e
trascorriamo il tempo in
compagnia no alle 13 poi
andiamo, come deciso dal cugino
Giovanni, al ristorante per un buon pranzo.
Alle 16 noi facciamo ritorno verso casa ma ci fermiamo per una visita a Scicli.
Nella piazza principale possiamo ammirare i palazzi che sono stati utilizzati per
la serie di Montalbano.
Mentre stiamo facendo ritorno a casa squilla il cellulare. E’ l’altra cugina di
Modica ( oggi con lei non ci siamo visti) che vuole averci come ospiti domani.
Non possiamo esimerci, accettiamo e l’indomani trascorreremo un’altra
giornata a Modica.
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Domenica 16 Ottobre
la sua magni ca posizione panoramica, incastonato nella catena dei monti Ilei.
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La terrazza panoramica, Il duomo, i giardini,
il Comune.
Arriviamo a casa in
tempo per vedere un bellissimo tramonto.
Mercoledì 19 Ottobre
Ragusa
per trascorrere l’ultima sera qui.
Giovedì 20 Ottobre
al corso principale.
Dopo pranzo
telefoniamo alla
proprietaria
dell’appartamento
che abbiamo
prenotato a
Castellammare del
Golfo, facendo
presente che
arriveremo verso le 16.
Prima di arrivare in città sostiamo in un bel piazzale panoramico così da
riprendere Castellammare dall’alto.
Venerdì 21 Ottobre
Dopo pranzo
facciamo una
escursione a
S c o p e l l o
all’inizio della riserva dello zingaro.
Lasciamo l’auto nel parcheggio e visitiamo questo bel borgo.
Ci sono tantissimi
turisti stranieri che
guardano con stupore
questo piccolo borgo.
Certo, dove lo trovano
un locale che si affaccia
sul mare con questo
tipo di vegetazione.
Noi lasciamo il borgo e
proseguiamo verso la
riserva no alla vecchia
tonnara e n dove la
strada ci permette di
andare avanti, poi occorre- con autorizzazione-
procedere a passo d’uomo.
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Domenica 23 Ottobre
Abbiamo preso qui l’appartamento per essere massimo 50 chilometri dai luoghi
che vogliamo vedere. Anche stamani andiamo al porto, ci gustiamo il bellissimo
Te r m i n a t a l a
visita del borgo
andiamo alla sua
estremità dove ci
sono i resti di
quello che nel
passato era
l’antico quartiere
spagnolo dove ci
sono ancora resti
importanti sia di
chiese che di
forti cazioni.
Mercoledì 26 Ottobre
Vacanze terminate, stamane prendiamo l’autostrada per Palermo, proseguiamo
lungo costa no ad arrivare a Messina. L’imbarco è veloce e l’autostrada per
Salerno non ha traf co.
Abbiamo preparato tante ipotesi per una nuova sosta prima di arrivare a casa,
ma piano piano quando le superiamo decidiamo di proseguire e vedere dove si
arriva. Abbiamo percorso- senza fatica- circa 800 km quando una autocisterna
prende fuoco sull’autostrada; il traf co si blocca e vengono chiuse sia le entrate
che le uscite. Restiamo fermi per circa una ora, poi possiamo proseguire ma…
sono le 18,30 e la stanchezza si fa sentire.
Decidiamo di uscire a Montecassino e poco dopo raggiungiamo un hotel dove
trascorriamo la notte.
Giovedì 27Ottobre
Partiamo con calma dopo una ricca colazione, troviamo un pò di traf co vicino a
Roma poi alle 16 arriviamo a casa.