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LA CARRESE

Il Molise, regione dalla lunga tradizione agricola, conserva ancora profondamente radicate celebrazioni e manifestazioni che traggono le loro origini, talune molto remote, nel mondo contadino e nei cicli lavorativi senza dimenticare linfluenza delle numerose comunit albanesi; non di rado, e nelle manifestazioni pi imponenti, protagonisti di tali celebrazioni sono il carro agricolo e gli animali il cui ruolo nel mondo agricolo essenziale: buoi e cavalli. ITINERARIO- Chieuti, Serracapriola, Campomarino, Portocannone, S. Martino in Pensilis, Ururi, Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Castelmauro, Civitacampomarano, Lucito, Petrella Trifernina, S. Maria della Strada, Matrice, San Giovanni in Galdo, Jelsi. LUNGHEZZA- KM 203

TIPO DI FONDO- godetevi il panorama perch la qualit del fondo stradale spesso non allaltezza delle vedute offerte. A complicare le cose questo anno linverno stato davvero inclemente provocando seri danni al manto stradale che in pi punti ha avuto dei cedimenti strutturali. Le cose migliorano purtroppo solo alla fine, negli ultimi 20km, quando siamo ormai in dirittura darrivo. PERIODO CONSIGLIATO- per assistere alle varie Carresi e feste tradizionali, sicuramente il periodo tra la fine di aprile ed il mese di luglio, anche se le principali manifestazioni sono nel mese di maggio. In alternativa litinerario indicato ad una pratica moto turistica per tutto lanno, a parte i periodi pi freddi dove nelle vicinanze di Campobasso possibile anche trovare la neve e temperature veramente rigide. Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio come ormai tradizione plurisecolare, nella parte meridionale del Molise, si svolgono le carresi, corse dei carri trainati dai buoi. Diversi sono i riferimenti storici da cui se ne fa discendere lorigine, ma forse non moltissimi sanno che esiste una leggenda che associa la corsa alla venuta delle popolazioni dallAlbania. Secondo questa versione, gli albanesi appena raggiunta le sponde opposte dellAdriatico, non sapevano dove andare n quale direzione seguire. Decisero cos di affidare la scelta ai buoi che trainavano i carri sopra i quali avevano messo poche cose in fretta ed in furia, prima che gli Ottomani arrivassero. Dove i buoi si sarebbero fermati, proprio l sarebbero sorte le citt in cui le popolazioni avrebbero ricominciato a vivere. A questo punto come spesso succede, leggenda e storia si intrecciano fino ad arrivare ai giorni nostri. Seduto comodamente a tavola nel ristorante da Nicolino in quel di Termoli ne sto parlando con amici di vecchia data. Il mio interlocutore principale Tonino, sanmartinese puro sangue dei giovanotti. Naturalmente la sua versione alquanto diversa. Gli albanesi non centrano niente. La storia dice (quindi passiamo a versioni pi autorevoli e motivate) che un gruppo di nobili durante una battuta di caccia scopr in modo del tutto casuale e fortuito, le spoglie di San Leo. Avevano lasciato i cavalli ed trovandoli al loro ritorno stranamente inginocchiati. Al che spostarono una grande pietra rinvenendo le spoglie del santo. Decisero cos di trasportare la salma con un carro trainato dai buoi che dopo vari pellegrinaggi nei vari paesi della zona, cedettero allo sforzo proprio a San Martino che ancora oggi ospita i resti del beato. La mia curiosit ormai allertata e dopo unaltra serie di incontri a San Martino decido di preparare questo articolo e pianificare un itinerario che tocchi tutte le comunit sotto linfluenza albanese e che ospitano feste popolari che riconducono alle storie sopra citate. Tra queste manifestazioni di antica tradizione, le cui modalit variano da luogo a luogo, ma che si conservano compatte nelle motivazioni, nelle finalit e nei tempi (fine di aprile-luglio, con folta concentrazione tra aprile e maggio), risaltano per importanza e per profondo coinvolgimento delle comunit le corse dei carri di S. Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone, della pugliese Chieuti; a queste sono da aggiungere le sfilate dei carri, un tempo numerosissime, di Larino, Jelsi, Montecilfone, Lupara. Litinerario scelto toccher tutte le localit sopraelencate offrendo la possibilit di godere un percorso affascinante per bellezza dei panorami ma soprattutto lopportunit di conoscere ed apprezzare le tradizioni popolari di questa zona etnicamente assai distinta dalle altre realt del nostro paese. Per le strade purtroppo stendiamo un velo triste e pietoso: lultimo inverno, alquanto inclemente, le ha messe a dura prova e nellultima ricognizione avvenuta qualche giorno fa erano, nella maggior parte dei casi, davvero una schifezza. Pazienza! Il giro avr inizio da Chieuti che nonostante sia in Puglia, divide con gli altri centri molisani origini albanesi e tradizioni assai simili. Prima di essere popolata dagli esuli doltre Adriatico nel XV secolo, era sorta presso le rovine di un antico centro della Daunia che si vuole identificare in Cliternia. Una volta visitata la parrocchiale di San Giorgio, seguiremo la Costa di Roncio, una dorsale che ci condurr in Molise attraversando la valle del Bisento. Cominciano i patemi stradali: scendendo da Serracapriola la strada assai dissestata ma a Cliternia nuova, la strada interrotta ed una deviazione vi porter sulla ss16. Da San Tommaso della viabilit ho scoperto che effettivamente un piccolo ponte crollato, a testimonianza che anche un piccolo torrentello pu combinare disastri e, volendo potete percorrere

la stradina di campagna che parte sulla dx 500m prima dellinterruzione: arriverete direttamente a Campomarino lido. Qui se non vogliamo approfittare della tentazione rappresentata dalle spiagge e dai ristoranti di Termoli, piegheremo a sx verso linterno. Probabilmente questo anche il tratto dasfalto migliore insieme agli ultimi 20km di tutto il percorso. Portocannone, situato a pochi chilometri dalla costa, uno dei quattro comuni molisani (Campomarino, Montecilfone ed Ururi) in cui, nella seconda met del XV secolo, furono inviati i coloni albanesi. Di tale popolo il centro molisano conserva cultura, tradizioni e linguaggio. Da visitare la chiesa dei S. S. Pietro e Paolo, in cui si trova una tela raffigurante Santa Maria di Costantinopoli. A S. Martino in Pensilis, altro centro di origine albanese sono interessanti da visitare il Palazzo rinascimentale dominante la piazza del paese e la chiesa di S. Pietro Apostolo. Si continua verso linterno ed in pochi km la strada, sempre sopraelevata sulle pianure circostanti conduce a Ururi (vedi box). Il paese fu originato da un monastero benedettino. Se decidete di assistere ad una delle Carresi la vostra scelta dovr cadere su uno di questi centri. Io per conoscenza personale, amicizie di vecchia data ho assistito e con grande divertimento a quelle di San Martino e Portocannone. Mentre riflettete continuiamo verso Larino, dato che la strada da percorrere ancora lunga. Edificata sul bordo meridionale della valle del Biferno ha una storia assai antica che risale alla seconda guerra punica con notevoli resti della sua area archeologica, primo fra tutti lanfiteatro, ottimamente conservato. Una volta visitato il centro storico seguire le indicazioni per fondovalle Biferno, un specie di trampolino che si tuffa con una vista mozzafiato sul lago artificiale di Guardalfiera ben visibile sulla sx e le campagne circostanti. Naturalmente attenzione alle buche ed ai profondi avvallamenti, nella speranza che voi siate pi fortunati del sottoscritto. Una volta atterrati in pianura seguire le indicazioni per Guglionesi. Se potete voltatevi perch la vista davvero notevole: campi sterminati a perdita docchio! Arrivati sulla ss 483, piegate a sx per Palata. La strada corre alta anche se la vista meno avvolgente. Transiteremo da Montecilfone, proprio allentrata del paese, un cartello in una strana, incomprensibile, lingua ci accoglie. Il piccolo centro di qualche migliaio di anime, fu anchesso nfondato nel 1461, al pari di Ururi, Portocannone e Campomarino, da albanesi seguaci del principe Giorgio Castriota Skanderberg, ed ancora oggi vi si parla la lingua dorigine, un albanese arcaico. Dopo Palata cambiamo statale, ci tocca in sorte la 151 anche se le qualit del manto stradale cambiano veramente di poco. La strada corre sullo spartiacque tra la valle del Trigno e quella del Biferno e tocca prima Castelmauro, paese di origini medioevali e poi, sempre correndo in cresta Civitacampomarano, che conserva allinterno del suo bellissimo centro storico un castello del 300 , con 2 torri cilindriche. Per Lucito mancano meno di 8km e ci sarebbero la bellezza di 2 strade ma, la prima, ormai chiusa perch definitivamente crollata sotto lincessante lavoro di smottamenti e frane, mentre la seconda si tuffa letteralmente seguendo la distanza pi breve verso la Valle Grande per poi risalire in uno stato alquanto disdicevole. Stanchi? Adesso sta per iniziare il tratto dei tornanti, infatti serpeggeremo in uninfinit di curve verso il fondovalle per attraversare il fiume Biferno, ancora lui, sul ponte Morgia Schiavone che ho diligentemente appuntato, in quanto miracolosamente scampato a questo inverno dimpronta balcanica. Dopo Petrella Trifernina, la strada diventa stranamente rettilinea ma non distraetevi perch al piccolo bivio dopo qualche km bisogna deviare sulla sx per la chiesa abbaziale di S. Maria della Strada, severa ed isolata su di una piccola altura ed ultima sosta della giornata. Risalente allXII secolo giunta ai nostri giorni senza subire rovine o alterazioni con la sua possente torre campanaria, tutta a masselli di pietra. E adesso cosa c di meglio di una strada dissestata se non la difficolt di trovare la suddetta? Arrivati a Matrice la strada da seguire nascosta alle vostre spalle se uscite sulla principale avete sbagliato, tornate indietro noterete il cartello per S. Giovanni in Gualdo: consolatevi perch rispetto alle informazioni riportate sulla carta del TCI che la indicano come sterrata, stata recentemente asfaltata. Larrivo a Jelsi avverr su buon asfalto, finalmente, entrando dalla parte pi antica di questo grosso paese per poi percorrere una larga strada in salita. La festa di s. Anna vi si svolge il 26 di Luglio (vedi INFORMAZIONI) e parlando con alcuni jelsesi ho potuto capire che oltre ad esserne particolarmente fieri, levento di questo anno, in cui ricorre il

bicentenario particolarmente sentito. La caratteristica di questa tradizione popolare la consapevolezza da parte dei suoi abitanti di essere nello stesso tempo autori, attori e registi di questa importante rappresentazione di vita e cultura. Ogni gruppo, famiglia, contrada che vuole sfilare con il suo carico di grano si impegna nella sua realizzazione curandone laddobbo. In fondo allarticolo trovate tutte le date per poter partecipare alle varie manifestazioni popolari. Buon divertimento, sperando che abbiano dato una sistemate alle strade.

INFORMAZIONI SULLE CARRESI


Profondamente radicata nella popolazione, la Carrese ha origini antichissime, collegata alle feste di primavera, celebrate in varie forme tra marzo-aprile-maggio-giugno: la trasformazione della natura procurava stupore e sgomento, specialmente linverno che causava la morte della natura stessa. Da qui la necessit di una celebrazione per resuscitarla (feste di maggio-giugno) o lopportunit di altri riti (marzo-aprile) per sollecitare le forze cosmiche a ritrovare il loro vigore (Cavallaro). Chieuti Il 22-23 aprile, in occasione dei festeggiamenti in onore di S. Giorgio, si corre la Corsa dei buoi. Durante la corsa un carro molto pesante, carico di rami di lauro, viene trainato da quattro coppie di buoi. I preparativi per la corsa sono lunghissimi: durante l'anno si allenano i buoi, mentre il 21 sera gli animali vengono fatti entrare in paese simulando la gara. I buoi vengono poi portati nelle stalle dei Partiti (le contrade del carro), dove vengono attentamente sorvegliati per evitare che subiscano scherzi da parte degli avversari. Il mattino del 22 i buoi vengono invece lavati e addobbati e, dopo che il Sindaco ha estratto l'ordine di partenza, carri e carrieri si dirigono verso la chiesa per ricevere la benedizione. A questo punto ci si dirige in aperta campagna, da dove ha inizio la gara: al segnale convenuto i carri si girano su s stessi ed i buoi iniziano a galoppare, trascinando il carro addobbato, verso il paese. Il percorso lungo 4 Km e mezzo. La folla corre insieme ai carri, incitando i propri campioni, mentre un gruppo di uomini a cavallo pungola i buoi con lunghi bastoni. La corsa ha fine nel viale principale, dove i carri scorrono incolonnati. Lo scopo della corsa quello di consegnare un cappellino colorato che i vincitori indosseranno il giorno seguente quando porteranno in processione il simulacro del Santo. Ai vincitori viene inoltre consegnato il Tarallo, una treccia di caciocavallo di circa 80 chili con le gesta di S. Giorgio che verr portata in processione insieme al simulacro del Santo. E' evidente che la corsa rappresenti una forte fonte di stress per buoi e cavalli, incitati da una folla urlante. Portocannone La corsa dei carri, si svolge ogni anno il luned seguente la Pentecoste. E' una gara, su un percorso di tre chilometri, fra due carri rappresentanti le due fazioni del paese, che si contendono l'onore di portare in processione la Madonna di Costantinopoli. Per motivi di interesse turistico la corsa viene ripetuta nel mese di agosto. una competizione che vede in campo due carri (talora anche tre) trainati da buoi: quello dei giovani (colore bianco-celeste), quello dei giovanotti (colore giallorosso) e talvolta quello dello Skanderbeg (colore nero-verde). I carri con i rispettivi cavalieri si portano a circa 3 km. dallabitato e si dispongono secondo lordine di arrivo dellanno precedente. Su ogni carro prendono posto tre conducenti; un cavaliere si pone davanti ai buoi con il compito di guidare il carro, altri accompagnano incitando i buoi con lunghe aste di legno. Larrivo fissato sul sagrato della chiesa. Al carro vincitore tocca lonore di portare in processione, il giorno successivo, la statua della Madonna di Costantinopoli alla cui festa collegata la Carrese. La peculiarit qui rappresentata dal fatto che ogni carro trainato da quattro buoi. San Martino in Pensilis Di grande rilievo, sul piano storico-culturale, la corsa dei carri in onore del patrono San Leo che si effettua annualmente il 30 aprile, e vede contrapposte due fazioni. Accanto ai due carri scendono in campo cavalieri che stimolano, con pungoli, la corsa dei buoi. Per motivi turistici la corsa viene ripetuta nel mese di agosto. Come presso altri comuni della fascia costiera molisana e pugliese, la Carrese ha come protagonisti i cavalieri, i buoi, i carri e due (talvolta tre) partiti contrassegnati dai rispettivi colori: il bianco-celeste per i Giovani, il giallo-rosso per i Giovanotti e, quando presente, il bianco-verde per la Cittadella. Nel pomeriggio del giorno 29 c la misura: vengono cio segnate

le posizioni di partenza dei carri; la serata dello stesso giorno dedicata allo sparo; gli aderenti ai rispettivi carri, a turno, escono dalle loro sedi e con fuochi pirotecnici esplosi a mano, si portano davanti alla chiesa dove viene intonata La Carrese (vedi box curiosit). La corsa si svolge su un percorso di 9 Km e prende avvio dal tratturo; il primo posto viene lasciato al carro vincitore nellanno precedente. A met percorso avviene il cambio dei buoi, caratteristica unica nelle manifestazioni di questo genere. La gara termina davanti alla chiesa. Il carro vincitore ha l'onore di trasportare in processione il busto di S. Leo il successivo due maggio. Ururi La corsa dei carri in onore del Legno della Croce, si svolge il 3 maggio di ogni anno. Diversamente da quanto avviene negli altri comuni di origine albanese, la corsa prevede la partecipazione di quattro carri e modalit particolari durante il percorso. Anche qui la corsa si ripete nel mese di Agosto. La carrese collegata alla celebrazione religiosa del Legno della Croce. La manifestazione prende inizio nel pomeriggio del 2 maggio, quando avviene la benedizione dei carri e dei buoi. Il giorno successivo nella mattinata, si svolge una corsa di carretti trainati da vitelli e che vede come protagonisti i ragazzi; successivamente si ripete la benedizione dei carri grandi. Anche qui, come altrove, essi sono contrassegnati dai rispettivi colori e sono accompagnati dai cavalieri. La corsa prende inizio a circa 4 Km dal paese, avendo come traguardo lo spazio antistante la chiesa di S. Maria delle Grazie. Allentrata del paese il percorso si divide per ricongiungersi in prossimit dellarrivo. La regola obbliga il carro che arriva per primo alla biforcazione a seguire il percorso finale pi lungo. Il successivo 4 maggio il carro vincente porta in processione la reliquia del Legno della Croce.

CARTOGRAFIA
Abruzzo e Molise, Grande Carta Stradale dItalia TCI 1:200.000

CURIOSITA
Ad alcune di queste celebrazioni, che esaltano il risorgere della natura produttiva in primavera e il raccolto, sono legati dei canti popolari, le carresi, (o laudate) intonati in momenti precisi delle manifestazioni. Due sono le carresi pervenute fino ad oggi: quella di S. Martino in Pensilis e quella di Larino. A S. Martino in Pensilis la carrese, in onore di S. Leo, viene intonata in tre momenti diversi della festa del Santo: la sera del 29 aprile, davanti alla porta chiusa della chiesa di Santa Maria, intonata dai rappresentanti dei carri accompagnati dalla chitarra, mentre in concomitanza si accendono potenti fuochi artificiali nella vicina piazzetta; il primo maggio, dopo la corsa dei carri, dagli amici e sostenitori del carro vincitore il giorno precedente, mentre questultimo percorre le strade del paese; il 2 maggio, giorno della festa di S. Leo, prima della solenne processione, come ringraziamento al Santo. La carrese di S. Martino un canto monodico; la sua esecuzione affidata a coppie di cantanti, di cui il primo esegue a solo il primo distico e il secondo entra sulla conclusione del primo, intonando, sempre a solo, il secondo distico, e cos via. Testo della carrese di S. Martino in Pensilis Me vuoglie fa la Croce, Patre Figlie, Percu che lamia mnte nen ze sbaglie. A Ppremmavre ce rennovu munne, De sciure ce revste la cambagne; Lrbere ce recropa stssa fronne, Lavecille tra lor gran fsta fanne! Cchisadorat e scala triumbante Davolie sonne fatte li t mure; Ngusta Cchise ce st nu Corpe Sante E pe nnome ce chiame Sante Lione! Anne, Madonna mi de lu Saccione, E Sande Lie de Sande Martine, E SantAdame ch lu compagnone

E sande Vsel accant a la Marine! Me vuoglie fa na vsta pellegrine E vuoglie addo sponte lu sole; A ll ce staie na conca marine Add ce battezzaie nostro Segnore, E la Madonne lu tenve nzine E San Geuanne che lu battezzave! E nu laudam a tt, Matra Mariie Tu sol a p pert a palm a mmane; E nuie Lu pregame tutte quante Dd ce ne scambe da tembst e llampe; E nuie Lu pregame ndenucchiune Scmbece da tembste e terramute; E nuie Lu pregame e nzme dgne Purta la palm e la ndurata nzgne! A nd ce v a scarc lui vrde lure? A Ssante Pitre le Cchise de Rome! Nu velme laud quistu gran Sante Fa men n zalvamnt a tutte quante! Tcca, carrier e ttcchessu temone Tocca lu carre de Sande Lione!

INFORMAZIONI
Per accedere alle informazioni on line: www.regione.molise.it oppure www.provincia.campobasso.it Termoli, http://www.comune.termoli.cb.it/ Portocannone (CB) - Informazioni: tel. 087559158. Corsa dei carri trainati dai buoi (maggio) http://www.giovannirinaldi.it/page/tradition/portocannone/index.htm San Martino in Pensilis (CB) (30 aprile) Informazioni: tel. 0875604725. Corsa dei Carri trainati dai buoi per San Leo http://www.giovannirinaldi.it/page/tradition/sanmartino/index.htm Ururi (CB) - Informazioni: tel. 0874830130. Corsa dei Carri trainati dai buoi (3 maggio) http://www.giovannirinaldi.it/page/tradition/sanmartino/index.htm Per saperne di pi sulle comunit albanesi Sulle minoranze etniche e linguistiche, sulla nuova legge di tutela delle minoranze http://freeweb.dnet.it/liberi/min_it/min_it.html Gli albanesi, http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Slavi/Albania.html Comunit albanesi, http://www.guzzardi.it/arberia/mappa/molise/molise.htm Arberia, la denominazione dell'area geografica degli insediamenti di origine albanese. Arbresh, sono i cittadini italiani di origine albanese (italo - albanesi). Larino, San Pardo, il 25, 26 ed il 27 maggio, festa che si ripete annualmente in ricordo dellappropriazione del corpo del santo, sepolto a Lucera, da parte dei larinesi nell842. il primo ed il terzo giorno, sono dedicati a San Pramiamo con una fiaccolata dal monte Arona. Il secondo giorno dedicato alla sfilata dei carri addobbati con fiori e trainati da buoi. Chiude il corteo il carrocon le reliquie di San Pardo. Jelsi, festa di S. Anna- Le Traglie 26 luglio, rito propiziatorio per un raccolto abbondante. La tradizione, risalente al 1805 (questo anno ricorre il bicentenario con unaffluenza che si preannuncia davvero imponente), prevede una sfilata di carri, le traglie appunto, che rappresentano, attraverso lutilizzo esclusivo di spighe di grano intrecciato, scene di vita, paesaggi ed altro.

MANGIARE E DORMIRE
Campomarino da nonna Rosa, siamo a 2 passi dal mare e da Termoli ma solo ed esclusivamente per i carnivori, leggermente nascosto tra i vicoli del paese, via Biferno 41, tel. 0875539948

San Martino in Pensilis Per la pampanella e lagnello, in piazza, Il Castello Termoli Non viene toccato dallitinerario ma veramente a meno di mezzo litro di benzina di distanza e la qualit dei suoi ristoranti di pesce assolutamente di rilievo. da noi 3, via Ruffini 47, tel. 0875703639, probabilmente il migliore per il crudo di pesce. Da Nicolino, sempre ottimo, proprio di fronte al castello, tel. 0875706804. Z Bass, unistituzione, via Oberdan 8, tel. 0875706703. AllOper, piccolo locale con pochi coperti, ma del buon crudo, in una traversina del corso principale, Via Adriatica. Guardalfiera Anche qui siamo a 2 passi dallitinerario e la discesa verso il lago omonimo veramente spettacolare: Miralago, grande la ventricina e lagnello, contrada Aia della Serra, tel. 0874.840532, oppure 338.1010619, risponde Bruno. Guglionesi Azienda agrituristica la Masseria, contrada Petriglione 11, tel.0875689827 oppure 0875689409, e-mail agridicesare@tibernet.it una casa di campagna restaurata, colazione inclusa ed anche ristorante, riservato agli ospiti nei mesi estivi ed agli esterni da ottobre a maggio, da assaggiare le paste fatte in casa. Rib, contrada Malecoste 7, tel. e fax 0875680655, segnalato come uno dei migliori ristoranti della regione.

e-mail: giovanni.lamonica@gmail.com web: http://landsails.blogspot.com/