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COPERTINA

ITINERARI ENOGASTRONOMICI DITALIA


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D SU LE SO eI

Molise

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Molise | introduzione

PRODOTTI TIPICI
La tradizione molisana molto legata a quella abruzzese, poich queste due regioni sono divise solo geograficamente, ma la storia le ha accomunate a lungo. La bont del territorio fornisce prodotti ottimi per la realizzazione di piatti tanto semplici quanto gustosi. Partiamo dai formaggi, punto di forza del Molise. sufficiente il nome Bojano per richiamare lattenzione, con le sue mozzarelle e i suoi fiordilatte assai noti in tutto il territorio nazionale. Il formaggio pi famoso comunque il caciocavallo silano, tipico di gran parte dellItalia meridionale. A questa variet fa il paio il caciocavallo di Agnone, prodotto tipico di questo paese, noto fin dai tempi della Magna Grecia, secondo alcune testimonianze. Tra gli altri formaggi che hanno reso celebre il Molise non possiamo trascurare la stracciata di Carovilli, da consumare fresca, e i pecorini del Matese e di Capracotta, dal sapore intenso, aromatico e piccante in base alla stagionatura. La lista prosegue poi con tanti altri prodotti come ricotte e scamorze. Dai formaggi facile arrivare allabbinamento con i salumi, tra cui vanno ricordati i pi famosi: la Ventricina (particolarmente buona quella di Montenero), la soppressata, il prosciutto affumicato e lo sfarriccio (o sanguinaccio). Da provare anche la Signora, insaccato aromatizzato agli agrumi, tradizionale di Conca Casale. Tra gli altri prodotti citiamo poi le salsicce di fegato e daglio, le mulette di Macchiagodena, i torcinelli e i nodi di trippa, fatti con le interiora di agnello o capretto. La terra fornisce tanti altri prodotti al Molise, in particolare gli ortaggi, soprattutto nella zona di Isernia, dove possiamo assaggiare peperoni, broccoli e fagioli, ma anche la frutta, come le pesche e le albicocche di Monteroduni, per poi passare alle coltivazioni di ulivi e allottimo olio della regione. Una nota la meritano anche i tartufi neri, importante elemento per la cucina. Convive bene la tradizione marinara della regione, con lo scapece (piccoli pesci marinati fritti) e il brodetto di pesce a tener alta la bandiera. Infine una nota sui prodotti a base di farina e i dolci, tra cui i cavatelli, le casciatielle, la pizza scimia (fatta con pasta che non lievita), i panini dolci di Agnone (abbotta pezziende), il pandolce di Campobasso e il fiadone di Rionero Sannitico.

VINI E LIQUORI
Sebbene non molto ampia, la scelta di vini e liquori di sicuro di alta qualit. Tra i vini i pi celebri troviamo il Biferno di Campobasso, valido in tutte le sue varianti, rosso, bianco o rosato, dal gusto intenso ed armonico, e il Pentro di Isernia, pi delicato e vellutato. Tra i rossi vanno poi ricordati il Molise Tintilia, secco e caratteristico, e il Molise Aglianico Frizzante, di origine greca. Passando ai bianchi va fatto soprattutto un nome, il Keres delle terre degli Osci, vino secco, di buon corpo, dal forte accento floreale. Passando ai liquori citiamo almeno un paio di prodotti nel capoluogo Campobasso: il Liquore al Latte, che risale a oltre 150 anni fa ed tuttoggi realizzato secondo tradizione, e il Liquore Poncio, che vanta unanzianit pari al precedente, prodotto con aromi vegetali e zucchero bruciato.

LUOGHI DA VISITARE
Regione piccola ma assai affascinante, che presenta un ambiente naturale davvero suggestivo soprattutto per quanto riguarda le zone pi elevate. Parliamo ad esempio di Capracotta e di Campitello Matese, comuni rinomati per le vacanze invernali. La costa, tuttavia, conosce la sua notoriet, in particolare con le bellissime spiagge di Termoli e con i lungomare di Petacciato Marina e Campomarino. Larchitettura religiosa molto interessante, soprattutto nellarea tra Campobasso e Bojano, facendo riferimento ad esempio alla cattedrale della Santissima Trinit nel capoluogo e alleremo di SantEgidio nel paese delle mozzarelle. Non sono da meno le strutture civili, tra cui spiccano numerosi castelli medievali presenti quasi in ogni borgo, realizzati tra la fine del primo millennio e il Rinascimento. Non resta che iniziare il nostro viaggio per vedere con i nostri occhi tutte queste bellezze e assaporare ovviamente le prelibatezze locali.

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MOLISE | Un percorso lungo la costa: dal confine con lAbruzzo osservando il mare

1. Marina di Montenero

2. Petacciato

3. Termoli

4. Campomarino

Pescara
5. Guglionesi

Napoli 1,5 km

di San Rocco, edificata in stile romanico, ed il castello, che ha subto alcune modifiche nel corso dei secoli. Incantevole anche la chiesa di Santa Maria, sulla quale svetta la torre quadrata dellorologio. La frazione di Petacciato Marina caratteristica soprattutto per la pineta insolita Il primo comune toccato tuttavia pi interno e si trat- che si affaccia sullAdriatico. Da provare lo scapece, una ta di Montenero di Bisaccia, paese dalla stupenda visuale marinata di pesce fritto senza lische mantenuto in piccoli e dallampio territorio che si estende fino al mare dove, quasi al confine con lAbruzzo, possiamo trovare Marina di Montenero. Centro di piccole dimensioni, comunque molto interessante per il santuario della Madonna di Bisaccia, in stile gotico, con un bel campanile a fargli da cornice. Il paese inoltre rinomato per aver dato i natali ad Antonio Di Pietro e, dal punto di vista gastronomico, per la Ventricina di Montenero, insaccato di maiale piccante spesso cucinato assieme ai cavatelli (un tipo di pasta tradizionale del Molise). Il Molise una regione prevalentemente montuosa; le sue coste, tuttavia, hanno molto da mostrare e il primo percorso proposto ci condurr per lappunto lungo lAdriatico di citt in citt. Muovendosi in direzione del mare, si arriva a Petacciato, borgo dallincantevole vista detto, non a caso, la terrazza sul basso Molise. Molto ben conservato il centro storico, che mantiene intatta la sua struttura, a partire dalla chiesa Brodetto di Termoli PAG. 4

MOLISE | Un percorso lungo la costa: dal confine con lAbruzzo osservando il mare

mastelli di legno, aromatizzato principalmente con aglio il terremoto del 1117, e la chiesa di Santa Maria Maggiore, ben pi recente (1600) in stile barocco, che conserva e salvia. al suo interno alcune notevoli opere darte. Si continua a scendere verso sud, giungendo a Termoli, Non da meno la cucina, dove consigliamo di provare la il centro pi rinomato di tutta la costa molisana, dalle minestra di farro con porcini e rana pescatrice, le tagliamille sfaccettature turistiche, sia storiche sia paesaggisti- telle al salm di cinghiale e, per finire, una caratteristica che. Simbolo della citt il castello Svevo, edificato agli mousse alla melanzana con cioccolato caldo. inizi del secondo millennio, dalla struttura tanto semplice quanto efficace dal punto di vista difensivo, il cui nome legato a Federico II di Svevia, che nel XIII secolo fece apportare delle importanti modifiche. Spettacolare anche la cattedrale di Termoli, costruita nella met del 1200, dove sono conservati i resti di San Basso e San Timoteo, patroni del paese. Sempre dal punto di vista religioso sono interessanti il santuario Maria SS. della Vittoria in Valentino e la chiesa della Madonna delle Grazie. Per quanto riguarda la gastronomia, Termoli legata sicuramente al suo ambiente marinaro, a partire dal noto brodetto per poi passare al rag con cozze ripiene e alla frittata di alici. Tipico della citt poi lo scescille, un piatto a base di polpette ovali cotte nel sugo e fatte con uova, Valle del Biferno formaggio e pane raffermo. Meno di 10 chilometri e si raggiunge Campomarino, altro centro importante della costa molisana, un perfetto connubio tra le antiche costruzioni medievali e gli edifici pi recenti. Da visitare la chiesa di Santa Maria a Mare, costruita tra il 1200 e il 1300, in stile romanico, e restaurata agli inizi del XVIII secolo. Affascinante anche laffresco risalente al 1400 di San Nicola e San Demetrio, che si trova nella cripta della chiesa. I piatti pi prelibati di Campomarino riguardano le delizie della terra, come la minestra di fave e cicoria, la zuppa di farro e ceci o ancora i fusilli con fagiolini e pomodoro (squisiti quelli gialli invernali), il tutto accompagnato da un bicchiere di Biferno rosso, gradevole e vellutato. Ultima tappa Guglionesi, raggiungibile muovendosi verso lentroterra. Il paese un caratteristico borgo medievale, in cui visitare le due chiese di San Nicola di Bari, costruita nel 1200, o pi probabilmente riedificata dopo Termoli - Castello Svevo PAG. 5

MOLISE | Da Campobasso a Isernia: i comuni pi importanti nel territorio tra le due province

3. Torella del Sannio

4. Frosolone

2. Campobasso 5. Castelpetroso 1. Ferrazzano

Napoli Roma 1,5 km

Il secondo percorso conduce attraverso i paesi pi impor- rio, con il castello Monforte a fare da portata principatanti che si trovano nella zona compresa tra Campobasso le. Ricostruito nel XVI secolo, il maniero stato quasi certamente edificato sopra una struttura pre-esistente di e Isernia. origine medievale, come mostra la sua forma. Non sono Si parte da Ferrazzano, centro situato circa 5 chilome- da meno le chiese, tra cui la cattedrale della Santissima tri a sud di Campobasso. Da ammirare in primo luogo il Trinit, la chiesa di SantAntonio Abate, in stile barocco, grandioso castello Carafa, ricostruito dopo il terremoto, costruita nella seconda met del 1500, e la chiesa di Santa tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500. Molto belle le due torri, anche se oggi rimane integra solo quella del Giurato, e grazioso il giardino in stile rinascimentale. Curioso laccesso tramite un ponte in pietra, che ha sostituito nel 1600 il classico ponte levatoio. Vale la pena poi fare una sosta alla chiesa di Santa Maria Assunta, risalente agli inizi del secondo millennio, il cui campanile (davvero imponente secondo le trascrizioni) crollato a causa di un temporale a met del XVII secolo. Gustiamoci insieme la pasta alluovo e i torcinelli, interiora di maiale o agnello alla griglia. La vicinanza con il capoluogo suggerisce ovviamente di approfittarne per la seconda tappa del percorso. Campobasso la sosta pi importante di questo itinera- Caciocavallo Silano PAG. 6

MOLISE | Da Campobasso a Isernia: i comuni pi importanti nel territorio tra le due province

Maria Maggiore, vicina al castello, edificata nel XIV secolo. Meritano una visita altre strutture di stampo civile, come il palazzo San Giorgio, sede del municipio, il palazzo Magno, o ancora il teatro Savoia, risalente agli inizi del 1900. A Campobasso potrete inoltre assaggiare gli ottimi salumi regionali, tra cui la soppressata e lo sfarriccio, pi comunemente noto come sanguinaccio, sangue di suino mescolato a noci, pinoli, scorze di arancia, cacao e farro. Molto buono anche il Pandolce, dessert a forma di cupola, ricoperto con glassa bianco-nocciola di cioccolato e bagnato con il Liquore al latte, tipico della citt. Procedendo in direzione nordovest si giunge a Torella del Sannio, dove potrete visitare il castello, posto al centro dellabitato, dalla forma curiosamente irregolare (allincirca un trapezio), costruito nel 1300 e poi ristrutturato durante il Rinascimento. Assaggiate un pezzo di caciocavallo silano, prodotto tipico regionale, per poi rimettervi in marcia verso la provincia di Isernia. Frosolone un piccolo centro abitato molto caratteristico, diviso in quartieri che portano uno stendardo che li contraddistingue secondo lattivit principale. Da ammirare la chiesa di Santa Maria Assunta, edificata agli inizi del secondo millennio, con una bellissima statua della santa in marmo sulla facciata e interni in argento davvero pregiati. Una curiosit riguarda la campana Girolamo, il cui suono cristallino viene attribuito alla presenza di una piccola percentuale doro nella lega di bronzo. Dal punto di vista gastronomico non potete farvi mancare un assaggio allottimo tartufo, tipico della zona, oltre ad unottima variet di ricotte, salumi tradizionali e carni alla griglia. Ultima tappa di questo itinerario rappresentata da Castelpetroso, a circa 15 chilometri da Isernia. Il borgo famoso soprattutto per la presenza del meraviglioso santuario della Madonna Addolorata, edificato piuttosto recentemente, alla fine del XIX secolo, in quello che in

seguito ad alcune apparizioni divenne un luogo di pellegrinaggio molto importante. Suggestivi la cupola, alta oltre 50 metri, e i due campanili che ornano la facciata. Allinterno meritano uno sguardo attento laltare in marmo e la statua dellAddolorata, posta su un trono.

Castello di Monforte a Campobasso

Santuario Madonna Addolorata a Castelpetroso

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MOLISE | Nella parte occidentale del Molise: da Capracotta a Venafro, attraverso Isernia

1. Capracotta 2. Agnone

3. Pietrabbondante

4. Isernia

Napoli
5. Venafro

Roma 3 km

Nel terzo itinerario proposto per il Molise ci muoveremo vino rosso. Tipica della citt anche labbotta pezziende, lungo la parte ovest della regione, percorrendo una fascia un panino dolce fatto con uova, zucchero, farina e limodi terra della provincia di Isernia. ne, tramandato da generazioni; anche le ostie, dolce locale con noci, miele e mosto cotto, sono una ricetta tradizioSi parte da Capracotta, piccolo paese situato nella zona nale di queste zone. nordovest, quasi al confine con lAbruzzo, che offre va- Il paese ha origini molto antiche (venne definito lAtene lidi spunti turistici invernali, con due impianti per lo sci del Sannio) e mette in mostra incantevoli strutture, come alpino e di fondo. Affascinante anche il Giardino della la chiesa di SantEmidio, costruita nel 1300 in stile gotiFlora Appenninica, orto botanico situato ad alta quota co, e la chiesa di San Marco, edificata 2 secoli prima, con che ospita numerose specie interessanti. uno splendido portale in stile rinascimentale. Meritano Dopo una visita alla chiesa di Santa Maria Assunta prova- una citazione il museo Internazionale della Campana e la te un pezzo del celebre pecorino, dalla pasta compatta, dal Pontificia Fonderia Marinelli, la pi antica in Europa e sapore leggermente piccante, molto apprezzato fritto. Da seconda nel mondo. assaggiare anche sagne e lenticchie o ancora la rinomata Pezzata, carne di pecora e di agnello cucinata sulla brace Altri 20 chilometri in direzione sud e si arriva alla prossidi carboni di legna. ma tappa prevista dal tour: Pietrabbondante. Tanto interessante quanto antico (risalente a prima della nascita di Poco pi di 15 chilometri verso est e si arriva ad Agnone, Cristo) il complesso civile e religioso sannitico, venuto altro borgo piuttosto noto dal punto di vista culinario, fuori in seguito agli scavi. Da ammirare il teatro ricavato grazie ad esempio al Caciocavallo omonimo, con una tra- dal terreno, utilizzato tuttoggi per alcune rappresentaziodizione che si perde nel tempo, delizioso stagionato, dal ni. Da provare la polenta a tocchetti in sugo di carne e salgusto intenso e piccante, da accompagnare con un buon siccia e lagnello cace e ova. Ottima la soppressata locale, PAG. 8

MOLISE | Nella parte occidentale del Molise: da Capracotta a Venafro, attraverso Isernia

salume tipico molisano, al quale dobbligo accostare la stracciata, formaggio tradizionale della vicina Carovilli, da gustare fresco. Ottimi anche i nodini di bufala. Giungiamo quindi a Isernia, provincia della regione, citt che abbina bene architettura recente e antica. Si parte dalla cattedrale di San Pietro Apostolo, edificata su un tempio pre-esistente del III secolo a.C., per poi passare al monastero di Santa Maria delle Monache, costruito agli inizi del secondo millennio, che ospita il museo Paleolitico di Isernia. Affascinante anche leremo dei Santi Cosma e Damiano, risalente al XII secolo; per quanto riguarda i monumenti civili, invece, meritano una citazione la Fontana della Fraterna e il Ponte Cardarelli. Non scordatevi un assaggio ai prodotti del posto, come la salsiccia di fegato di maiale o il fiadone, dolce fatto con formaggio fresco di capra o vacca, uova, uva sultanina, cedro, frutta candita, cannella, zucchero e liquore. Notevoli Venafro. Olive nella rete di raccolta anche ortaggi e verdure di questa zona, come i peperoni carnosi, i broccoli neri, i fagioli cannellini e gli spinaci, e infine il vino Pentro di Isernia, sia bianco che rosso, intenso e armonico. Ultima sosta a Venafro, quasi al confine con il Lazio, nel quale vale la pena provare la Signora, salame crudo a grana grossa aromatizzato agli agrumi, con un sentore di finocchietto selvatico, tipico della vicinissima Conca Casale. Di prima qualit anche lolio, grazie al territorio ideale per la coltivazione degli ulivi. Numerosi i luoghi di interesse nel comune, a partire dal- Pecorino di Capracotta le chiese, come la concattedrale di Santa Maria Assunta, risalente al V secolo, o la chiesa dellAnnunziata, edificata in stile barocco nel 1300. Maestoso il castello, che assunse questa forma sotto il dominio dei Pandone; suggestivo lanfiteatro romano, detto Verlasce. Una nota naturale da non perdere la vicina oasi WWF Le Mortine, al confine tra Molise e Campania.

Salsicce di Fegato di maiale PAG. 9

MOLISE | Tra chiese, castelli e leccornie: un percorso nella parte meridionale della regione

2. Gambatesa

3. Riccia 5. Campitello Matese 4. Bojano

1. Tufara

Napoli Roma 1,5 km

Lultimo itinerario si sviluppa lungo il confine sud della corso dei secoli, a partire dal Medio Evo. Interessanti poi regione, a ridosso dei territori della Campania, nella pro- le chiese, come la parrocchiale rinascimentale di San Bartolomeo apostolo, edificata alla fine del XVII secolo acvincia di Campobasso. canto al castello, e il santuario di Maria Santissima della Il primo passo rappresentato da Tufara, piccolo centro Vittoria, voluto da Federico Barbarossa, ricostruito nel molto vicino anche alla Puglia. Magnifico il suo castello, 1300 in seguito ad un terremoto. ristrutturato nella forma attuale durante il 1500, su uno Dal punto di vista gastronomico potete provare un piatto sperone di roccia che ne caratterizza la forma rettangolare. dei tipici cavatelli, conditi con sugo di salsiccia, oppure Di rilievo anche la chiesa parrocchiale dei Santissimi Pie- con la ricotta o ancora mischiati alle cime di rapa e un tro e Paolo, risalente ai primi secoli del secondo millennio, soffritto di ventresca e peperoncino. Da provare anche le in stile romanico, con un bellissimo campanile e interni mandorle atterrate (scoppiettate nello zucchero) o il caancor pi gradevoli. Da visitare anche la cappella di San sciatell, prodotto da forno pasquale a forma di mezza luna Giovanni da Tufara, santo del paese, durante la cui festa si ripieno di uova, ricotta, zucchero, vaniglia e limone. preparano le panelle, da consumare a digiuno. Importanti le colture di cereali e di ulivi nei terreni circostanti, che Sono pochi i chilometri che separano Gambatesa da forniscono materia di prima qualit per la cucina locale. Riccia, prossima tappa del percorso. Anche qui, come in gran parte del territorio molisano, spicca la vista dellimPochi chilometri in direzione nordovest per arrivare a ponente castello, di cui si pu ammirare ancora un torGambatesa, altro comune di non grandissime dimensio- rione circolare, edificato probabilmente tra il XII e il XIII ni, ma incantevole per gli occhi e per la pancia. Iniziamo secolo. Interessanti anche altri edifici, come lantico Madalla vista, con il castello-palazzo in stile rinascimentale, gazeno, struttura in pietra che ospita il museo delle Arti e che risale al XVI secolo, dopo ristrutturazioni varie nel Tradizioni Popolari, o ancora la chiesa del Beato Stefano, PAG. 10

MOLISE | Tra chiese, castelli e leccornie: un percorso nella parte meridionale della regione

edificata in epoca antichissima (IV secolo), ma modificata e ampliata nel corso degli anni. Un prodotto tipico della cittadina, anche se prettamente natalizio, il baccal e cavolfiore arracanato, impastato con pangrattato tostato in forno e arricchito di gherigli di noci sminuzzati, filetti di alici e aromi. Bojano invece un paese situato a sudovest di Campobasso, conosciuto ovunque soprattutto per i prodotti di caseificio, in particolare mozzarelle e fiordilatte. Da visitare leremo di SantEgidio, risalente al IX secolo e situato sulla vicina montagna a oltre 1000 metri di altezza. Interessanti anche altre chiese del periodo medievale, come la concattedrale di San Bartolomeo o la chiesa dei Santi Erasmo e Martino. Passiamo poi al castello Pandone, di cui oggi sono visibili i ruderi, edificato alla fine del primo millennio ma ristrutturato nel 1500 sotto la famiglia da cui prende il nome. Ultima sosta a Campitello Matese, centro rilevante per il turismo invernale, per le sue piste da sci e la bellezza dei territori naturali circostanti, situato a quasi 1500 metri di altitudine, ai piedi del monte Miletto. Il massiccio calcareo del Matese uno dei pi importanti a livello nazionale e il lago omonimo permette losservazione di numerose specie faunistiche, grazie alluso dei lontri, imbarcazioni tipiche del luogo. Litinerario si chiude a tavola assaggiando, tra le altre prelibatezze, un pezzo dello squisito pecorino del Matese, formaggio a pasta chiara, dalla tipica crosta dura e rigata. Baccal Arracanato

Fiordilatte di Bojano PAG. 11

Campania

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Campania | introduzione

PRODOTTI TIPICI
Quella della Campania una gastronomia ricca, che pu contare su deliziosi prodotti del territorio, ma anche sullabilit di chi vi abita, che nel corso dei secoli ha realizzato pietanze uniche. La pizza ne lesempio pi famoso: di origini napoletane, una ricetta famosa in tutto il mondo che, partendo dai semplici pomodoro e mozzarella, viene oggi realizzata in tantissimi modi, tutti squisiti. Il pane presente in tantissime variet sulla regione, come il pane di Padula, il panuozzo di Gragnano, il pane cafone o il pane di Jurmano; per quanto riguarda la pasta possiamo trovare gli scialatielli della costiera amalfitana, che fanno concorrenza ai fusilli di Felitto, ottimi con il rag e i sughi in generale, per via della loro forma tipica. Patria della pasta comunque senza dubbio Gragnano, con i suoi paccheri, una sorta di maniche pi grandi. Si passa quindi ai dolci, con Napoli ancora protagonista (celebre la pastiera, ma anche le sfogliatelle), per poi passare al noto torrone di Benevento. Un altro punto di forza della Campania rappresentato dai formaggi, a iniziare dalla famosissima mozzarella di Bufala, assai saporita e dalla lavorazione differente rispetto alle altre mozzarelle. Il panorama dei formaggi ampio: basti pensare alla Manteca del Cilento, dal morbido cuore di burro, al provolone del Monaco, al caciocavallo di Montella o al pecorino di Laticauda. Meno vasta la lista dei salumi, che presenta comunque ottimi esemplari, come il salame napoletano, piccante e speziato, il capocollo e le salsicce del Sannio, o lottima soppressata di Gioi, dai sentori di castagna. Sono ottimi anche alcuni tipi di verdura, come il carciofo di Paestum o il pomodoro di San Marzano, assai conosciuto. Tra la frutta ricordiamo la mela annurca, il fico bianco del Cilento e il limone di Amalfi, ingrediente di liquori e dolci tradizionali. Infine lolio, prodotto in diverse zone, tra cui Sannio, Irpinia e Cilento.

VINI E LIQUORI
Piuttosto importante la lista di vini e liquori della Campania, con nomi che lhanno resa famosa in tutta Italia e non solo. Iniziamo la rassegna dai vini rossi con il Colli di Salerno, frizzante e amabile, ottimo anche nella variet bianco. Passiamo poi al Falerno del Massico, vino di importanza storica, conosciuto fin dallepoca romana, intenso e robusto nella tipologia rosso, la pi conosciuta. Ottimo anche il Galluccio, prodotto nella provincia di Caserta, dal sapore delicato e fruttato. Da citare poi il Cilento, caldo e avvolgente il rosso, fresco e vellutato il bianco; il Taurasi invece forte e pieno, ideale con sughi di carne e selvaggina, uno dei migliori vini del sud Italia. Passando ai bianchi restiamo nella provincia di Avellino con il Fiano, secco e intenso, per poi passare al vino Coste dAmalfi, che qui citiamo come bianco per lottima cucina di pesce a cui pu accostarsi, ma esistente anche nella tipologia rosso. Ricordiamo poi lAsprinio di Aversa, dai sentori di gelsomino e mela verde, per finire con il celebre Zibibbo, dal retrogusto mandorlato. Tra i liquori meritano una menzione il Nocillo, un amaro prodotto con noci ed erbe varie, tipico dellIrpinia e del casertano, e il liquore Strega, dalla composizione segreta, valido come digestivo e come componente di cocktail, prodotto a Benevento.

LUOGHI DA VISITARE
Dalla penisola sorrentina alla costa amalfitana, da Posillipo a Sapri, passando per Torre del Greco e Palinuro, sono numerosissime le mete che attirano ogni anno milioni di turisti. Senza dimenticarci delle magnifiche isole, come Ischia e Capri, e laccoppiata vincente monumenti-gusto che potrete trovare a Napoli, Salerno, Benevento, Caserta e Avellino. Bellissime poi le zone interne come il Sannio e lIrpinia, tra paesi immersi nella natura, che hanno tutta la loro storia da raccontare. Affascinante infine lintera area del Cilento, che spazia dal mare ai monti, intorno al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, citando la bellissima Padula, con i suoi numerosi monumenti tra cui la Certosa di San Lorenzo. Sperando che anche in questa occasione i tragitti scelti siano di vostro gradimento, mettiamoci in marcia per scoprire la Campania.

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CAMPANIA | Da Caserta a Benevento: un percorso dalla reggia ai territori del Sannio

2. Pietraroja

3. Pietrelcina

4. Benevento

1. Caserta Vecchia

Napoli Salerno 3 km

Il primo percorso proposto tocca due delle province della di Caserta, la rinomata mozzarella di bufala, dalla crosta regione, in un giro che passa per il luogo natio di Padre sottile e saporita al palato. Rinomati anche vini e liquori della zona, tra cui il Falerno, il Galluccio rosso o bianco, Pio, nella zona settentrionale della Campania. dal sapore fruttato, lAsprinio di Aversa, bianco dal retroIl punto di partenza Caserta Vecchia, borgo medievale gusto di gelsomino e mela, e il Nocillo, amaro tipico del situato a pochissimi chilometri dal capoluogo. La prima casertano e dellIrpinia. sosta nel cuore del paese, dove sorge il bellissimo duomo di San Michele, risalente al XII secolo, in stile longobardo; accanto si trovano laltrettanto interessante palazzo vescovile e la casa Canonica. Restando in tema di edifici patronali sono affascinanti anche casa Masella, casa Stellato e casa delle Bifore, che presentano fregi pregevoli; merita una sosta anche lantico castello, costruito nel IX secolo e posto nel punto pi alto del borgo. Dal punto di vista religioso, infine, si possono visitare la chiesa della Madonna Addolorata e la cappella di San Rocco, con i loro bellissimi affreschi. La visita non pu definirsi conclusa senza una sosta a tavola per gustare diverse prelibatezze, come i pomodori essiccati aromatizzati in vari modi, tra cui aglio o peperoncino, dal caratteristico sapore agro-dolce. Si passa poi ai formaggi, con il pecorino di Laticauda e il punto di forza Mozzarelle di Bufala PAG. 14

CAMPANIA | Da Caserta a Benevento: un percorso dalla reggia ai territori del Sannio

Da qui, spostandosi verso nord, si raggiunge Pietraroja, piccolo borgo ai confini con il Molise. Famoso nel paese il parco Geopaleontologico, con relativo museo che ospita resti fossili molto interessanti. Non sono da meno alcune costruzioni, a iniziare dalla chiesa di Santa Maria Assunta, dal meraviglioso portale in stile romanico, realizzata dopo la distruzione della chiesa di San Paolo, dovuta al terremoto del 1688. Suggestive le fontane, tra cui citiamo quella del Salice, a Cesamari, e quella della Radica, verso Morcone. Tipico del paese il prosciutto crudo leggermente affumicato, stagionato nei sottotetti di legno con tegole in terracotta, che caratterizzano fortemente il prodotto. Da Pietraroja si giunge a Pietrelcina, nota per aver dato i natali a Francesco Forgione, meglio conosciuto come Padre Pio, del quale possibile visitare anche la casa. Suggestivo il centro storico, costruito su uno sperone di roccia noto come morgia; in paese sono molto interessanti anche alcune chiese, come la parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, che ospita una pregevole scultura in legno della Madonna della Libera, e la chiesa di SantAnna, entrambe ricostruite dopo il terremoto gi citato in precedenza. Tra i prodotti tipici della zona proviamo i cereali e alcuni ortaggi, tra cui gli omonimi carciofi.

romanico e la chiesa di Santa Sofia, entrambi risalenti allVIII secolo. Numerose poi sono le testimonianze di epoca romana, come larco di Traiano e il teatro romano, eretti agli inizi del II secolo. Da ammirare, infine, la Rocca dei Rettori, ossia il castello di Benevento, composto di due edifici eretti in due periodi diversi (IX secolo il torrione, XIV secolo il palazzo dei Governatori).

Reggia di Caserta

Ultima tappa del percorso Benevento, conosciuta come la citt delle streghe (tipico del luogo il liquore Strega, dalla composizione sconosciuta, ottimo come aperitivo e digestivo), per via di alcuni rituali che le donne svolgevano in epoca longobarda. Tra gli altri prodotti tipici della zona del Sannio ricordiamo alcuni salumi come il capocollo o le salsicce omonime. Va poi ricordata la pasta fresca, condita con sugo di agnello o rag, tra cui i cecatielli, le lasagne, i cavatelli con i broccoli, le fiavole preparate con pasta sfoglia con ripieno di uova e formaggio e i panzerotti di S.Giuseppe (a base di pasta sfoglia con ripieno di ceci e cannella). Infine una citazione per il torrone di Benevento, conosciuto gi allepoca dei romani. Tra i monumenti da visitare vi sono il duomo in stile Benevento - Arco di Traiano PAG. 15

CAMPANIA | Costeggiando il Tirreno: tra i comuni pi belli in provincia di Napoli fino a Positano

1. Ercolano

2. Torre del Greco

3. Gragnano

5. Positano 4. Sorrento

Napoli Caserta 1,5 km

Il sole e le coste sono sicuramente un punto forte della regione; per questo motivo il secondo itinerario si sviluppa costeggiando il Tirreno in provincia di Napoli, fino alla penisola sorrentina. Il tour inizia da Ercolano, a sudest di Napoli, noto storicamente per la famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Dal punto di vista turistico, pertanto, sono senza dubbio gli scavi archeologici ad attirare la maggior attenzione dei visitatori, ma la citt offre molti altri validi spunti. Ci riferiamo ad esempio alle Ville Vesuviane del Miglio dOro, fortemente volute da Carlo III, che volle rievocare il fascino delle ville romane, nel tratto che collega Napoli a Portici. Tra le pi importanti citiamo Villa Campolieto, Villa Ruggiero e Villa Signorini, questultima poco fuori del paese in direzione di Portici. Tra gli edifici di culto meritano una visita la chiesa del Santissimo Rosario e quella del Santissimo Redentore, mentre non da meno laspetto naturalistico, con il vicinissimo Parco Nazionale del Vesuvio, facilmente raggiungibile da qui. La vicinanza con il capoluogo influenza non poco la cucina della zona, della quale potete provare il salame napole-

tano, dal gusto speziato, e il provolone del Monaco, dalla pasta semidura e laroma di latte e fieno, con un pezzo di pane cafone, dallaspetto caratteristico senza incisioni. Il punto di forza costituito per dai dolci, tra cui spiccano la celebre pastiera, i bab al limoncello e la sfogliatella. Scendendo verso sud si giunge a Torre del Greco, la capitale del corallo. Anche qui, come a Ercolano, importante la presenza delle Ville Vesuviane, magnifici esempi di architettura del 700. La pi nota sicuramente Villa delle Ginestre, legata alla figura di Giacomo Leopardi, che qui compose il suo capolavoro omonimo (la ginestra un fiore che cresce spontaneo alle pendici del vulcano).

Limoncello di Sorrento

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CAMPANIA | Costeggiando il Tirreno: tra i comuni pi belli in provincia di Napoli fino a Positano

Tra le chiese, quasi tutte ricostruite su edifici pi antichi do le linguine con cozze di scoglio e pomodorini e lo scora causa delle continue eruzioni, meritano una citazione il fano con riso. Monastero degli Zoccolanti, che presenta al suo interno una serie di affreschi dedicati alla vita di San Francesco, e la basilica pontificia di Santa Croce, risalente al XVI secolo. La caratteristica che rende nota Torre del Greco nel mondo comunque la lavorazione del corallo, tanto che in citt sono presenti due musei a esso dedicati. Ci si sposta quindi verso la penisola sorrentina facendo una piccola sosta culinaria a Gragnano, citt della pasta, vicinissima a Castellammare di Stabia, per assaggiare un piatto di paccheri al pomodoro o conditi con cacio e uova, e un pezzo di panuozzo, tipico pane fatto con farina di mais, da accompagnare con le verdure ripassate, i salumi e i formaggi tipici della zona. A Sorrento, prossima tappa del tour, potrete visitare la chiesa dedicata a San Francesco dAssisi e il duomo, risalente al XV secolo, dalla facciata neogotica. Interessanti anche la cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo e la chiesa dei Santi Felice e Baccolo. Il museo Correale ospita invece reperti romani e greci, oltre una collezione di porcellane di Capodimonte. Importante lenogastronomia della citt, che riassume un po tutta quella della penisola sorrentina, a iniziare dallolio omonimo per passare al tipico limoncello. Si prosegue poi con i formaggi, iniziando dai latticini di Agerola e continuando coi caprignetti di Vico Equense, dove si producono tra laltro ottimi salumi, come le salsicce e il salame alla scorza di arancia. Ultima tappa del percorso Positano, rinomata meta turistica sul versante salernitano della penisola. Da ammirare in citt, prima di rilassarsi sulla spiaggia, i resti di una villa romana, costruita nel I secolo, per poi recarsi alla chiesa di Santa Maria Assunta, che presenta una pregevole cupola maiolicata a mosaico. Interessanti, infine, sono le numerose torri saracene, edificate durante il Medioevo per lavvistamento di questa temibile popolazione. Si termina con un appuntamento gastronomico, provan-

Positano

Ercolano

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CAMPANIA | Dal mare ai monti: dalla costa amalfitana alla zona irpina

3. Tufo

4. Taurasi

2. Avellino

1. Amalfi / Ravello

Napoli 3 km

Di nuovo in marcia per il terzo percorso, che si snoda attraverso la parte centrale della Campania, partendo dal mare (costiera amalfitana) per addentrarsi nel territorio (provincia di Avellino).

pescatrice e pescespada e la zuppa di pesce, cui possiamo abbinare un bicchiere di Costa dAmalfi bianco, gradevole e delicato. Tipici della citt sono gli scialatielli, un tipo di pasta aromatizzata con prezzemolo tritato e grana, ma il punto forte sono sicuramente i dolci, con le melanzane al Il punto di partenza proprio Amalfi, antica repubblica cioccolato, le delizie al limone e ricotta e pere che sicuramarinara, situata sul lato orientale della penisola sorren- mente delizieranno il vostro stomaco. tina. Il monumento che caratterizza la citt il duomo di SantAndrea, che presenta un maestoso campanile risa- A pochi chilometri a nord si trova Ravello, splendido lente al 1100 e una magnifica facciata decorata a mosaico. paese che conserva un forte legame con la musica clasAffascinante anche il chiostro del Paradiso, in stile arabo- sica poich ha ospitato, nel corso degli anni, alcuni tra i gotico, che crea un particolare gioco di linee grazie ai suoi compositori pi famosi, in particolare grazie ai numeroarchi incrociati. Davvero interessante anche la basilica del si concerti che trovano spazio a Villa Rufolo. Da visitare Santissimo Crocifisso, costruita prima del IX secolo, che il duomo, risalente ai primi anni del secondo millennio, forma con la cattedrale vicina, sorta dopo, un unico com- nella cui cappella conservata unampolla con il sangue plesso davvero suggestivo. Un discorso a parte lo merita del patrono Pantaleone. larte ceramica, di cui lintera costa amalfitana una mostra a cielo aperto. Prima di recarsi a tavola tempo di una Ci spostiamo quindi di zona, passando dalle bellezze del visita al Museo della Carta, che conserva sia strumenti di mare a quelle dei territori pi interni dellIrpinia, facenproduzione che elaborati degni di una sosta. do sosta ad Avellino. Il monumento pi caratteristico Per quanto riguarda laspetto gastronomico sono molte- il duomo, costruito in stile neoclassico e risalente al plici le pietanze da assaggiare, a iniziare dai paccheri con XII secolo, che presenta superfici in marmo giallo molPAG. 18

CAMPANIA | Dal mare ai monti: dalla costa amalfitana alla zona irpina

to interessanti. Il vero simbolo della citt per la Torre dellOrologio, che presenta tre ordini architettonici e si erge magnifica sul centro abitato. Stupenda anche la Fontana dei Tre Cannoli, che mostra al centro una statua di Bellerofonte mentre uccide la chimera (per questo anche chiamata Fontana di Bellerofonte). Avellino ricca anche dal punto di vista enogastronomico, posta com in una zona dai vigneti sensazionali. Il Fiano, un bianco intenso che si abbina deliziosamente alla cucina a base di pesce, ne lesempio pi importante. Davvero pregiato anche lolio dellIrpinia, dal retrogusto amarognolo e piccante. Squisiti i cicoli, panelli ottenuti con il grasso del maiale, per poi passare al pane di jur- Amalfi mano, preparato con grano e segale; tutto da assaporare il caciocavallo di Montella, delicato e dolce, con punte piccanti allaumentare della stagionatura. Il tour prosegue in una nuova localit celebre dal punto di vista vinicolo, ossia Tufo, patria del noto Greco, un bianco secco, gradevole, che si accompagna bene sia ad antipasti di mare sia ai deliziosi dessert campani. Bellissimo il castello che si erge magnifico sulla collina, dove vi era il centro abitato originario. Si giunge infine a Taurasi, altrettanto famosa per il vino Scialatielli allAmalfitana omonimo, un rosso dai natali molto antichi (si pensa infatti che abbia origini elleniche). Da visitare nel paese il castello, che presenta tratti simili ai palazzi rinascimentali, e la cappella del Crocifisso, dal tipico tetto che ricorda la pagoda, ricostruita in seguito ai bombardamenti degli Alleati, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ravello PAG. 19

CAMPANIA | Nella parte meridionale della regione: larea del Cilento avvicinandosi alla Basilicata

1. Roscigno 2. Felitto 6. Padula

3. Gioi

5. Sapri

Salerno
4. Centola / Palinuro

Napoli 1,5 km

Giungiamo infine al quarto percorso campano, che si svi- Gole del Calore. Felitto inoltre noto per il caratteristico fusillo, realizzato luppa lungo la parte meridionale della regione. con un ferro quadrangolare che gli dona una forma ideale Siamo nellarea del Cilento e il punto di partenza rap- per laderenza coi sughi. Tra gli altri prodotti ricordiamo presentato da Roscigno, piccolo borgo situato nella par- poi il Cilento, vino ottimo sia nella qualit bianca che in te settentrionale del Parco Nazionale del Cilento e Valle quella rossa, e lolio del Cilento, dai sentori di frutta. di Diano. Affascinante Roscigno Vecchia, ormai quasi completamente disabitata (conta un solo abitante) a causa Spostandosi in direzione sud si giunge a Gioi, dalla videlle continue frane che hanno costretto i paesani a trasfe- sta spettacolare. Da visitare il convento di San Francesco, rirsi e che gli sono valse il titolo di paese che cammina. realizzato a met del XV secolo; anche il monastero di Interessante la Chiesa di San Nicola a Roscigno Nuova, San Giacomo e Santa Maria della Porta, costruita in stile romanico, sono magnifici esempi di architettura religiocos come il Museo di Arte Sacra. Dal punto di vista gastronomico devono essere ricordati sa. Interessante anche il castello, di cui restano soltanto i alcuni formaggi tipici dellintera area, a partire dal Mante- ruderi, il Palazzo Salati e le due Porte dei Leoni e Nova. ca del Cilento, un formaggio a pasta semidura ripieno di Gioi famoso per la squisita soppressata, salume rosso burro, oppure il cacioricotta, dal sapore forte e piccante, scuro, aromatizzato con note di castagna. Molto buono anche il caciocavallo podolico, dal nome della razza bovia pasta compatta. na dal quale nasce. Pochi chilometri verso ovest per incontrare Felitto, borgo di cui si possono ammirare ancora le fortificazioni risalen- La tappa successiva Centola, paese forse pi conosciuto ti al Medioevo. Oltre al tipico centro storico, il comune per la frazione marina di Palinuro, rinomata meta turistisi presta bene alle escursioni naturali, ad esempio verso le ca. Ci rechiamo subito ad ammirare i due castelli di San PAG. 20

CAMPANIA | Nella parte meridionale della regione: larea del Cilento avvicinandosi alla Basilicata

Severino e di Molpa, per poi visitare la torre campanaria, che domina il centro. Interessanti anche gli edifici religiosi, come la chiesa di San Nicola di Mira. Spostandosi poi verso la costa, sono imperdibili le numerose grotte, come la splendida Grotta Azzurra o anche la Grotta del Sangue, raggiungibili attraverso visite in barca. Ricca la cucina di Centola, tra le cui ricette sono rinomate le alici nchiappettate, realizzate con provola e prezzemolo, e poi fritte, ma anche la polenta con asparagi; il tutto assieme ad un bicchiere di vino Centola, un rosso dolce e profumato che si accompagna bene ai dolci come i tipici sospiri o le pastorelle. Il tour prosegue verso Sapri, meta turistica situata quasi al confine con la Basilicata, conosciuta soprattutto per la sfortunata azione rivoluzionaria di fine giugno del 1857, legata al nome di Pisacane, impresa ricordata da un obelisco eretto in occasione del centenario. Meritano una sosta la chiesa Madre di Sapri, dallaspetto classico ma imponente, e la suggestiva chiesa di Santa Croce, realizzata a pochi passi dal mare. Rimanendo sulla costa, infine, pu essere rilassante una visita al caratteristico faro. Lultima sosta a Padula, unautentica opera darte a cielo aperto. La visita del paese inizia dalla Certosa di San Lorenzo, il monumento pi famoso del comune, edificato nel 1300 in stile barocco, che stato dichiarato patrimonio dellumanit da parte dellUnesco. Da ammirare anche il palazzo Baronale e le torri Angioine, per poi recarsi alla casa natale di Joe Petrosino, famoso poliziotto emigrato in America, noto per aver combattuto la mafia (Italian Legend). Padula rester nei nostri occhi, cos come nel nostro stomaco: impossibile non provare i cipolloni padulesi, fritti e cucinati con patate e salsiccia del luogo, o ancora i panzerotti di ceci o il tipico pane omonimo.

Parco Nazionale del Cilento

Palinuro PAG. 21

Puglia

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Puglia | introduzione

PRODOTTI TIPICI
La rassegna gastronomica riguardante litalico tacco non pu che iniziare dalle olive e dallolio. La Puglia, infatti, vanta la maggior produzione di questo importante ingrediente della cucina, con diverse qualit sul mercato scendendo dal Gargano al Salento. Tra i vari nomi ricordiamo il Dauno, della provincia di Foggia, dal sapore intenso, il Terra di Bari, il Terre dOtranto, anchesso molto deciso, e il Terre Tarantine. Ottimo olio che proviene da gustose olive, come le celebri baresane e le Belle della Daunia. Rimanendo poi in ambito frutta sono assai frequenti anche le coltivazioni di agrumi, con le clementine del Golfo di Taranto che rappresentano la punta di diamante di questo campo. Elemento caratteristico della cucina pugliese poi la pasta, in particolare le famose orecchiette alle cime di rapa o ancora con il pesce, come nel caso del ciambotto cucinato a Bari. Da provare anche i troccoli e, in ambito di pane, la frisedda, la paposcia di Vico del Gargano e la Puccia di Gallipoli. Vastissimo il panorama legato al pesce, con cui si preparano ottimi primi piatti come le zuppe, gli spaghetti con ricci, le cozze racanate, cozze e patate, la casseruola di polipetti, con salsa, cipolla, vino bianco, olio e pepe. Meno florido il panorama dei salumi, ma vale la pena ricordare la salsiccia leccese, eccellente mix di carne di suino e bovino, lavorata in maniera particolare, dal sapore unico. Ottime le salsicce di Ginosa, prodotte vicino a Taranto, e ancora il capicollo di Martina Franca, trattato con vino cotto. Apprezzabile lofferta di formaggi, con la nota burrata a fare gli onori di casa, dal gusto molto delicato, quasi dolce, per poi passare alla marzotica, ricotta dalla forma particolare a tronco di cono, e quindi la ricotta forte, formaggio dal sapore deciso e piccante, che si accompagna bene con alcuni primi piatti, essendo morbida e spalmabile. Tra gli altri ricordiamo poi il Canestrato pugliese, dallaroma forte, e il pecorino leccese, che si ottiene unendo latte ovino e caprino.

VINI E LIQUORI
La regione pugliese interessante anche sul piano dei vini e dei liquori, grazie a terreni assai fertili per la coltivazione della vite. Tra i vini rossi della Puglia meritano una menzione lAglianico, delicato ed asciutto, il Primitivo di Manduria, pieno e vellutato, prodotto nella provincia di Taranto, cos come il Lizzano, fresco e fruttato, ottimo anche nella qualit bianca. Tra gli altri citiamo il Rupicolo di Rivera e il Brindisi, dal retrogusto amarognolo, ma gradevole. Passando ai bianchi parliamo del Martina Franca, delicato e affabile, e del Locorotondo, secco e caldo, da accompagnare con primi tradizionali o cucina di pesce. Tra gli altri ricordiamo poi il Galatina, che assume un carattere frizzantino, ottimo con la gastronomia ittica. Tra i liquori caratteristici vi sono numerosi tipi di rosolio, prodotti per lo pi nella zona della Murgia, come quello di finocchietto o quello di menta selvatica. Da provare il Noceamaro, realizzato con foglie e frutta verde di noce, e lArancino del Gargano, ideale anche come digestivo.

LUOGHI DA VISITARE
Terra di storia e natura quella pugliese, con una costa lunghissima, su cui si dispongono autentiche perle naturali. Sono moltissimi i grandi centri della regione con vista mare, come Bari, Taranto, Brindisi, Otranto. Foggia e Lecce, posizionate pi verso lentroterra, non hanno nulla da invidiare alle altre citt. Regione affascinante soprattutto dal punto di vista naturale: basti pensare alla penisola del Gargano e il suo Parco Nazionale, ma anche la Foresta Umbra, situata nella stessa zona. Scendendo verso il Salento abbiamo poi la riserva marina di Porto Cesareo e lisola dei Delfini verso Taranto. Interessanti gli spunti archeologici, come la grotta dei Cervi nei pressi di Otranto, con pitture rupestri al suo interno, o il Parco dei Guerrieri, a Vaste, frazione di Poggiardo. Se poi cerchiamo qualcosa di caratteristico, allora non resta che visitare Alberobello e i suoi celeberrimi trulli, costruzioni che rendono famosa la Puglia ovunque.

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PUGLIA | Un giro nel Gargano: un percorso attorno alla penisola pi settentrionale della Puglia

2. Peschici

1. Vico del Gargano

3. Vieste

4. Manfredonia

Foggia Salerno 3 km

Iniziamo il tour della Puglia dalla parte pi a nord della condito a piacere. Molto buono anche lolio Dauno, che in questarea assume un sapore fruttato dal retrogusto di regione, la penisola del Gargano. mandorla, ma le coltivazioni tipiche di Vico riguardano Il punto di partenza scelto il cuore del Parco Nazionale sicuramente gli agrumi, punto di forza fin dal XIX secolo. del Gargano, vale a dire Vico del Gargano, che include nel suo territorio gran parte della Foresta Umbra ed annove- Circa 10 chilometri verso nordest per giungere a Peschici, rato tra i borghi pi belli dItalia. un comune di origine che domina la baia dal promontorio carsico sul quale medievale, che ha vissuto intensamente tutte le epoche, con tracce monumentali di ognuna di esse, davvero spettacolari. Risalgono ai primi secoli del secondo millennio il castello e la cinta muraria, dalla pianta quadrata e simbolo della citt il primo, dallaspetto imponente, con venti torri di guardia le seconde. Oltre alle fortificazioni, sono da osservare le bellissime chiese del paese, a iniziare dalla Matrice, posizionata accanto al castello stesso, la pi antica di Vico. Molto belle anche la chiesa del Carmine e quella di San Domenico, sorta in quella che un tempo era considerata la piazza centrale del borgo. Curioso il vicolo del Bacio, piccola stradina dedicata agli innamorati, larga circa 50 cm e lunga 30 metri; imponente lalbero secolare che si trova davanti alla chiesa francescana. Da provare la tipica paposcia, un panino appena sfornato Costa del Gargano PAG. 24

PUGLIA | Un giro nel Gargano: un percorso attorno alla penisola pi settentrionale della Puglia

situato. Lorigine del paese da attribuirsi probabilmente agli slavi (la radice psc significa sabbia) alla fine del primo millennio. I monumenti pi interessanti del borgo, data la sua storia, sono le torri di avvistamento dalla pianta quadrata e la forma a tronco di piramide, poste lungo la costa, sulle rupi pi alte. Da visitare quella di Monte Pucci che, oltre ad essersi conservata piuttosto bene, regala un panorama meraviglioso sullAdriatico. Dallo spettacolo naturale della Foresta Umbra si scende verso il livello del mare, facendo tappa nella splendida Vieste. Simbolo del borgo la roccia monolitica incastrata nella sabbia, detta Pizzomunno, attorno alla quale circolano leggende che gli abitanti del paese saranno felici di narrare. Nella zona vecchia del comune, in posizione molto elevata, si trova la concattedrale di Santa Maria Assunta, pi volte ritoccata nel corso dei secoli e per questo ora molto differente dal disegno originale, dallimponente campanile in stile barocco. Maestoso anche il castello, fatto costruire dagli svevi, dalla base curiosamente triangolare, che spicca cromaticamente per il suo colore pi scuro rispetto agli edifici del borgo. Interessante, poco fuori dal comune, il santuario di Santa Maria di Merino, mentre spettacolari sono alcune grotte formate con lerosione lungo il mare, di cui lArchitiello forse la pi particolare. Dal punto di vista gastronomico Vieste conosce il suo punto di forza nelle ricette a base di verdure e ortaggi, come le melanzane ripiene, e quelle a base di pesce come la zuppa, detta ciambott. Tra gli altri prodotti da provare ci sono la marmellata di ceci e i taralli al finocchio.

tedrale di San Lorenzo Maiorano, realizzata nel XIII secolo, che conserva al suo interno alcune interessanti opere darte, e la basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto (antico nome della citt), edificata in stile romanico nel 1100, sopra i resti di una chiesa di epoca paleocristiana gi esistente.

Scorcio di Vieste

Pi lungo il tratto (poco pi di 50 chilometri) che conduce verso Manfredonia, ultima tappa del percorso, centro abitato situato sempre lungo la costa della penisola garganica. Esistente gi come colonia ellenica prima della nascita di Cristo, la citt ha avuto una storia intensa nel corso dei secoli. Tra le testimonianze lasciate, si pu ammirare il magnifico castello svevo-angioino-aragonese pi volte modificato: le torri di guardia, ad esempio, sono passate nel corso dei secoli da pianta quadrata a circolare. Dal punto di vista religioso meritano poi una visita la cat- Peschici PAG. 25

PUGLIA | Verso il paese dei trulli: dal mare di Brindisi ad Alberobello

5. Alberobello 3. Ostuni

4. Martina Franca 2. Brindisi

1. San Pietro Vernotico

Bari Taranto 3 km

La morfologia della Puglia ci invita a percorrere quanta visitare il portico dei Cavalieri Templari, che funge oggi pi strada possibile lungo le coste, cos anche in questo se- da ingresso al Museo Ribezzo, e il palazzo del Seminario, condo itinerario il punto di partenza sar vicino al mare. innalzato nel XIII secolo. Affascinante larchitettura religiosa, a iniziare dalla chiesa di San Giovanni al Sepolcro, Si parte da San Pietro Vernotico, piccolo centro a sud di di forma circolare, per poi passare alla cattedrale, costruita Brindisi, dove viene prodotto un ottimo Squinzano rosso, in stile romanico, che conserva in piccola parte il pavivino dal sapore robusto ma vellutato. Da provare, durante mento musivo originale. Interessante anche la chiesa di il periodo natalizio, le pettole, palline di pasta lievitata San Benedetto, edificata agli inizi del secondo millennio, fritta condite con baccal o broccoli, ottime anche il gior- dallo splendido campanile romanico; fuori dallabitato, no dopo scaldate con miele o vin cotto. Deliziose anche le invece, spicca la bellezza della chiesa di Santa Maria del Casale, in uno stile di passaggio tra il romanico e il gotico. tipiche orecchiette con le cime di rapa. Nel comune potrete fare sosta alla chiesa di San Pietro Da provare alcune ricette a base di pesce, come le cozze raApostolo, edificata nel XV secolo, con la stupenda cupola canate, ovvero cotte al forno con aglio, prezzemolo, pepe affrescata con le immagini dei quattro evangelisti. Molto bella anche la chiesa Matrice, che ospita le statue dei tre protettori della citt, anche essa risalente agli inizi del 1400. Poco meno di 20 chilometri e si raggiunge Brindisi. Simbolo della citt sono le due torri romane, costruite nel II secolo, di cui oggi resta in piedi solo una. Merita una visita anche la fontana Tancredi, di epoca medievale. Da Ostuni PAG. 26

PUGLIA | Verso il paese dei trulli: dal mare di Brindisi ad Alberobello

e pan grattato, oppure cozze e patate, accompagnate dal di cicerchie e dellinsalata di capesante, o ancora delle tiriso. Tra i formaggi celebri troviamo la burrata, ma sono piche orecchiette con la ricotta forte. molto buoni anche i formaggi di origine ovina, come la ricotta forte, dal sapore pungente. Non sono da meno le verdure, tra cui i lampascioni, protagonisti di unaltra ricetta molto semplice che li vede lessati e conditi con olio, pepe e aceto. Tra i vini citiamo il Brindisi, sia rosso che rosato, intenso e dal retrogusto amarognolo. Procedendo verso nord ovest si arriva a Ostuni, conosciuta come la citt bianca per il colore degli edifici. Di grande interesse turistico e culturale la concattedrale, costruita nel XV secolo, dalla facciata in stile gotico, impreziosita da un magnifico rosone. Molto bello anche il monastero delle Carmelitane, risalente al XVIII secolo, che ospita opere darte di pregevole fattura. La Guglia di SantOronzo, simbolo di Ostuni, una magnifica opera alta poco pi di venti metri, costruita nella seconda met del 700 e decorata in stile barocco. Prima di cambiare citt non resta che assaggiare la cucina locale, gustando la zuppa di grano e ceci, il pur di fave e la cicoria selvatica. Alberobello Il viaggio prosegue verso Martina Franca, dove potrete osservare la splendida piazza Plebiscito, sulla quale si affacciano la torre dellOrologio e la basilica di San Martino, risalente al XVIII secolo. Dello stesso periodo anche la chiesa del Carmine mentre, dal punto di vista civile, merita una visita il palazzo Ducale. Prodotti tipici della citt sono il capicollo, salume aromatizzato con erbe e vino, e il Martina Franca, un vino bianco delicato e gradevole. Il percorso termina con la visita ad Alberobello, a nord ovest di Martina Franca, paese molto conosciuto per i suoi tradizionali trulli, edifici dal tetto a cono (la parola trullo significa appunto cupola) che offrono uno spettacolo unico nel suo genere. Da visitare anche la chiesa di SantAntonio, che si sposa bene con lambiente, riproducendo le forme delle abitazioni circostanti. Il percorso termina a tavola, per un assaggio della zuppa

Trulli in Alberobello

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PUGLIA | Un itinerario lungo la costa: da Taranto al Salento attraversando Manduria

1. Taranto

2. Fragagnano 3. Manduria

4. Porto Cesareo

5. Gallipoli

Lecce 3 km

Il terzo itinerario si snoda lungo la costa ionica, per poi La tappa successiva a Fragagnano, dove potrete ammifinire in Salento, che sar oggetto anche dellultimo per- rare alcuni edifici sacri molto interessanti. il caso della corso. chiesa madre della Santissima Maria Immacolata, risalente al 1400, con un campanile principale a tre livelli e uno Il tour prende il via da Taranto, la citt dei due mari minore a vela. Graziosa anche la chiesa della Madonna (Mar Piccolo e Mar Grande). La provincia pugliese con- del Carmine, edificata nel XVIII secolo, ma ricostruita serva numerosi monumenti di interesse storico e artistico, agli inizi del XX. Tra gli edifici civili spiccano il palazzo ad iniziare dallIpogeo, una struttura molto particolare baronale, risalente al 1500, che ingloba la torre di origine che descrive la storia della citt. Tipico del comune il medievale, e il palazzo marchesale, costruito 2 secoli pi ponte girevole, o ponte di San Francesco di Paola, che tardi. collega il borgo Antico sullisola con quello Nuovo, che Prima di ripartire potete gustare le friselle (taralli di grano si trova sulla penisola. Splendido il castello SantAngelo, duro cotti al forno e conditi in genere con pomodoro, il cui nucleo originale antecedente allanno 1000 e al sale e olio) e la marzotica (una ricotta salata dalla forma cui interno si pu osservare la cappella di San Leonardo. a tronco di cono), assieme a un buon Lizzano, che nasce Forte limpronta naturalistica che lascia traccia nellisola nellomonimo paese situato qualche chilometro pi a sud. dei Delfini e nelloasi palude La Vela. Taranto non pecca poi nellaspetto culinario, con ricette Proseguendo lungo la via si giunge quindi a Manduria, di pesce, come i cavatelli con le cozze, e prodotti di terra, antica citt messapica. Suggestiva la chiesa madre della come le salsicce di Ginosa, da gustare con lottimo pane di Santissima Trinit, edificata nella prima met del 1500, in SantAntonio e un bicchiere di Aleatico, vino rosso piut- stile rinascimentale, dallabside a pianta ottagonale. Catosto dolce. Molto pregevole anche lolio Terre Tarantine ratteristico il Calvario, una rappresentazione con cocci e e gli agrumi, tra cui le clementine del Golfo di Taranto. conchiglie della Passione, risalente al 1800. Imponente il PAG. 28

PUGLIA | Un itinerario lungo la costa: da Taranto al Salento attraversando Manduria

palazzo Imperiali, costruito sui ruderi dellantico castello, nel XVIII secolo, mentre di interesse storico risulta essere il ghetto ebraico. Immenso il parco archeologico delle Mura Messapiche, tra i pi grandi in Europa, che ospita al suo interno anche il noto Fonte Pliniano, una cavit naturale spettacolare. Tipico della zona il Primitivo di Manduria, un vino rosso dal sapore pieno e vellutato, prodotto in queste zone. Litinerario continua a Porto Cesareo, deliziosa localit costiera, che gode della presenza di una magnifica riserva marina. Molto semplice il comune, che presenta fra i suoi monumenti la chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso, edificata in stile neoclassico alla fine del XIX secolo, in prossimit della pi antica cappella di Santa Cesarea Vergine, risalente al 1600. Caratteristiche sono le torri di Salento guardia (Cesarea, Lapillo, Chianca e Castiglione), edificate nel 1500 lungo la costa. Ultima tappa Gallipoli, la perla dello Ionio, il cui centro storico si trova su un isolotto collegato alla penisola tramite un ponte risalente al XVII secolo. Appena giunti potrete visitare la concattedrale di SantAgata, edificata in stile barocco nel 1600. Pregevoli anche le chiese di San Francesco di Paola, dalla facciata semplice, con dipinti Friselle con Pomodoro molto belli allinterno, e il santuario di Santa Maria del Canneto, edificata nei pressi del ponte durante il XVII secolo. Tra gli altri monumenti sono da visitare il castello aragonese, di origine bizantina, dalle possenti torri cilindriche, la fontana Greca, costruita nel 1500, e il palazzo Pirelli, risalente allo stesso periodo. Tra i prodotti tradizionali del comune vi sono la puccia caddhipulina, forma di pane farcita con burro, tonno, pomodori, capperi, acciughe e olio, e gli mboti, involtini fatti con polmoni e fegato di agnello.

Gallipoli PAG. 29

PUGLIA | Il tacco dello stivale: un percorso nel Salento dalla provincia di Lecce a Otranto

5. Otranto 1. Corigliano dOtranto

2. Muro Leccese

3. Vaste - Poggiardo

4. Santa Cesarea Terme

Lecce Brindisi 1,5 km

Lultimo itinerario nelle terre pugliesi percorre la parte pi Leccese, cos chiamato per la presenza delle antiche mura meridionale della regione, larea salentina, gi assaporata messapiche che si possono ancora osservare in alcune zone. In paese si pu visitare subito la chiesa Madre della con la visita a Gallipoli. Madonna Annunziata, realizzata alla fine del XVII secolo. Il punto scelto come partenza Corigliano dOtranto, a Assolutamente fantastica la chiesa dellImmacolata, risacirca 25 chilometri a sud di Lecce. Chi ama larchitettu- lente a un secolo pi tardi, capolavoro in stile barocco. ra sacra pu iniziare la visita dalla chiesa Madre, realiz- Merita poi una visita la chiesa dei Domenicani, edificata zata agli inizi del XVII secolo, che ospita al suo interno nel 1500 e restaurata alla fine del secondo millennio. La opere interessanti. Pi recente la chiesa dellAddolorata, chiesa di Santa Marina, costruita intorno allanno 1000, edificata nel 1800 in stile neogotico, con bellissime tele una delle pi antiche della zona, con un bellissimo camal suo interno, mentre risale al 1400 la cappella di San panile a vela cinquecentesco. Tra gli edifici civili da riLeonardo. Affascinante anche larchitettura civile, con il cordare il palazzo del Principe, innalzato su una struttura palazzo Comi, esempio di eleganza costruito nel XVIII medievale preesistente. secolo, i cinquecenteschi palazzi Coia e deMonti, la torre dellOrologio e il magnifico arco Lucchetti, edificato alla Continuando lungo la strada verso il mare si arriva a fine del 1400 in pietra leccese. Da visitare anche il castello Vaste, frazione di Poggiardo, che presenta degli scavi deMonti, di origine medievale ma ristrutturato nel 1500, archeologici molto interessanti (il cosiddetto Parco dei Guerrieri). Nel piccolo comune non mancano i monue la Caporta (o porta sud), vicina al castello stesso. Da provare la cucina locale, con le sagne preparate alla menti da visitare, come la chiesa Santa Maria delle Grazie, furese, ossia con un sugo di salsiccia e agnello, o incannu- costruita nel 1500 ma innalzata nuovamente a met del XVIII secolo in stile tardo barocco, dopo essere andata late, con pomodoro, olive nere, funghi e salsicce. Proseguendo il cammino verso sud, si fa sosta a Muro quasi completamente persa. Affascinanti anche il palazzo PAG. 30

PUGLIA | Il tacco dello stivale: un percorso nel Salento dalla provincia di Lecce a Otranto

Baronale e la Cripta dei Santi Stefani, risalente agli inizi del secondo millennio, con suggestivi affreschi al suo interno. Giungiamo quindi sulla costa, nella rinomata Santa Cesarea Terme, localit di villeggiatura che associa la bellezza del mare pugliese alle acque termali, per una sosta di completo relax. Pregevole la chiesa Madre del Sacro Cuore, edificata agli inizi del 900, cos come il palazzo Sticchi, costruito alla fine del XIX secolo in stile moresco. Da quattro grotte naturali, di cui la Gattulla forse la pi conosciuta, sgorgano le acque termali della zona. Un ultimo spostamento verso nord est per giungere infine a Otranto, la citt pi orientale dItalia. Splendida la cattedrale dellAnnunziata, di origini assai antiche (fine XI secolo), che mantiene tracce artistiche di epoche diverse, come il rosone rinascimentale, il portale in stile barocco e laffascinante pavimento a mosaico. Interessante anche la torre campanaria, innalzata in prossimit della cattedrale nel XII secolo. La chiesa di San Pietro, con meravigliosi affreschi al suo interno, invece un chiaro esempio di arte bizantina, risalente alla fine del primo millennio. Tra gli altri monumenti, merita una visita il castello di Otranto, costruito alla fine del 1400. Per descrivere limpatto naturale del comune vale la pena recarsi alla grotta dei Cervi, che conserva graffiti di epoca antica, e al laghetto di bauxite, minerale dal quale si estrae lalluminio. Da provare il pecorino leccese, dalla pasta compatta e sapore dolce o piccante a seconda della stagionatura, e le salsicce leccesi, ottimo connubio di carne suina e bovina, aromatizzate con sale, pepe, vino bianco e cannella.

Otranto

Santa Cesarea Terme PAG. 31

Basilicata

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Basilicata | introduzione

PRODOTTI TIPICI
Regione ricca di verde quella lucana, sul cui territorio si estendono anche i due parchi nazionali del Pollino e della Val dAngri. Iniziamo quindi proprio nel cuore del Pollino, a Senise, dove possiamo trovare i famosi peperoni cruschi, da consumare sia freschi sia essiccati, ideali anche come condimento di sughi. Sarconi invece un comune noto per gli ottimi fagioli, sia cannellini che borlotti. Anche in provincia di Matera la terra regala ottimi risultati, con il cardoncello, un fungo di piccole dimensioni che cresce spontaneo ed un ingrediente delizioso per numerose ricette, sia da solo che accostato a primi o secondi. Spostandoci sulla costa Jonica ricordiamo poi la liquirizia e limmensa coltivazione di fragole che possiamo trovare nellarea di Metaponto, per poi passare a Tursi, dove crescono larancio Staccio e le pesche bianche. Meritano una citazione infine le olive, in particolare quelle nere di Ferrandina, trattate con sale e origano e poi asciugate in forno. Dalle olive allolio il passo molto breve, ed anche in Basilicata questo prodotto assai diffuso, in particolare nelle colline ferrandinesi e nei comuni di Melfi e Montescaglioso. La natura buona favorisce anche gli allevamenti e di conseguenza la produzione di formaggi e salumi. Cominciando dai primi vanno citati sicuramente il pecorino di Filiano, dalla pasta bianca e la crosta tipicamente frastagliata, e il canestrato di Moliterno, un pecorino a cui aggiunto latte di capra, dal sapore aromatico e piccante. Tradizionali della Basilicata sono il caciocavallo silano e quello podolico. Tra gli altri vanno menzionati il casieddu, il treccione, il pedraccio del Pollino e la toma di pecora. Interessante anche il panorama dei salumi, dove regna sovrana la soppressata (o soperzata), prodotta in vari modi a seconda del paese. Particolarmente buona quella di Rivello, dal gusto morbido e speziato. Assai gustosa anche la salsiccia pezzenta, prodotta nella zona del Vulture, e la vecchiareddra di Rotonda, cos come la ventresca, il capocollo e il prosciutto crudo. In chiusura ricordiamo il noto pane casereccio di Matera, fatto con semola di grano duro, dalla caratteristica pasta gialla.

VINI E LIQUORI
Non molto numerosi, ma comunque degni di nota, i vini e i liquori di questa regione. Parlando dei vini, curiosamente la produzione lucana incentrata quasi esclusivamente sui vini rossi, tra cui spiccano etichette di primo ordine. Parliamo ad esempio dellAglianico del Vulture, dal sapore asciutto e vellutato, che bene si abbina coi formaggi, ma anche con i secondi. Continuiamo poi con il Terra dellAlta Val dAngri, gradevole e fruttato, che si pu accompagnare anche a primi ricercati. Abbiamo poi il Grottino di Roccanova, dai riflessi arancioni che aumentano con linvecchiamento; il Matera, intenso e fruttato, pu essere apprezzato anche bianco. Tra i liquori spiccano il rosolio prodotto a Maratea (rosolio Marathia), ottimo sia come digestivo che come aperitivo, e lalloro Maratea, che si ottiene dallinfusione dellomonima pianta.

LUOGHI DA VISITARE
La Basilicata, polmone verde della parte meridionale dellItalia, si contraddistingue per la bellezza dei suoi territori. Come gi accennato, sono due i parchi nazionali che si possono ammirare, quello del Pollino e quello della Val dAngri. Non sono meno affascinanti le coste, pi estesa quella ionica, con la bellissima pianura metapontina e i suoi profumi di frutta, essenziale quella tirrenica, che presenta tuttavia probabilmente la citt pi bella delle coste lucane, vale a dire Maratea, centro splendido sia per i monumenti sia per la spiaggia. Si passa poi ai centri maggiori, con i due capoluoghi, Potenza e Matera, che sapranno catturare sicuramente lattenzione, in particolare la citt dei Sassi, il cui aspetto peculiare risulta essere di grande suggestione per chiunque losservi. Non mancheranno le tappe mirate verso i prodotti tipici regionali, come Filiano e Moliterno, dove vengono realizzati degli ottimi formaggi. Il resto del viaggio facciamolo insieme

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BASILICATA | In provincia di Potenza: da Melfi al capoluogo nel nord della regione

1. Melfi

2. Barile 3. Rionero in Vulture

4. Filiano

Napoli Foggia
5. Potenza

3 km

Primo percorso che ha luogo nella parte pi settentrionale lazzo del Vescovado, in stile barocco, ma originariamente della Basilicata, partendo a ridosso del confine con Puglia normanno, che conserva la porta in legno decorata della e Campania, per giungere infine nel capoluogo Potenza. stessa chiesa. Una sosta a tavola prima di ripartire, assaggiando fusilli ai La prima citt interessata dallitinerario Melfi, di origine funghi, il pancotto alla melfitana e il filetto di maiale con molto antica, fiorita in particolare durante il Medioevo cipolle e peperoni. Tra gli altri prodotti meritano una prosotto la dominazione normanna e angioina. Limportan- va il cacioricotta, tra i formaggi, e i marroncini di Melfi, za della posizione difensiva della citt viene testimoniata utilizzati in alcuni dolci. dalla presenza di uno dei pi noti castelli della regione e di tutto il sud. Dalla pianta poligonale e cinto da sette torri, Poco pi di 10 chilometri e si arriva a Barile, comune di ledificio, costruito agli inizi del secondo millennio, ospita origine albanese. Caratteristiche sono le grotte nel tufo, oggi il Museo Nazionale del Melfese. Apprezzabile, tra gli risalenti a secoli fa, oggi sfruttate come cantine naturali elementi fortificati, anche la cinta muraria, ancora integra per la produzione dellottimo vino della zona, lAglianico, in alcune zone. Di notevole interesse sono poi alcuni edi- il migliore vino rosso della Lucania, ideale con gli arrosti, fici religiosi, a cominciare dalla cattedrale di Santa Maria dal sapore asciutto e armonioso. Tipico della zona anche Assunta, innalzata nellXI secolo, di aspetto tipicamente lolio del Vulture. barocco a causa di alcune modifiche, fatta eccezione per il Tra i monumenti che si possono osservare nel paese va campanile, eretto a met del XII secolo, notevole esempio menzionata la chiesa della Madonna di Costantinopoli, di architettura normanna. Di recente scoperta la chiesa edificata a met del 1600. Pregevoli anche la chiesa di rupestre della Madonna delle Spinelle, della quale resta SantAttanasio e San Rocco e quella di San Nicola, che in piedi la cappella di forma esagonale. Infine meritano conserva al suo interno stupende tele, in particolare quella una visita la chiesa del Carmine e, in ambito civile, il pa- dellAnnunciazione, risalente al XV secolo. Da ammiraPAG. 34

BASILICATA | In provincia di Potenza: da Melfi al capoluogo nel nord della regione

re infine la Fontana dello Steccato, risalente alla fine del 1700, con raffigurazioni che hanno lo scopo di tenere lontano il malocchio e le presenze maligne. Ancor pi breve la strada verso Rionero in Vulture, distante solamente 3 chilometri. Merita una sosta lorologio del Rione Costa, innalzato alla fine del XIX secolo, mentre tra gli edifici di maggior interesse spicca la chiesa di San Marco Evangelista, edificata alla fine del 1600. Pi antica, ma molto affascinante, la chiesa del Santissimo Sacramento, con uno splendido campanile. Zona importante per i ritrovamenti archeologici, tra cui spicca un vecchio acquedotto romano. Da provare il burrito ripieno di soppressata, ma anche la celebre e tipica salsiccia pezzenta. Si scende ancora in direzione di Potenza, facendo sosta a Filiano, per una degustazione del celebre pecorino omonimo, dalla pasta bianca e compatta e dal sapore unico, derivante da una produzione ancora legata alla tradizione. Il piccolo paese presenta qualche monumento, ma le opere pi interessanti sono alcuni dipinti su roccia, risalenti allepoca del Paleomesolitico, in localit Tuppo dei Sassi. La tappa conclusiva a Potenza, capoluogo della Basilicata, di origine greca. Graziosa, quanto caratteristica, risulta essere ledicola di San Gerardo, un piccolo tempio costruito verso la met del XIX secolo. Dello stesso periodo risulta essere il teatro Francesco Stabile, dedicato allomonimo musicista di Potenza. Tra gli edifici civili spicca poi il palazzo Loffredo, uno dei pi antichi in citt, che ospita oggi il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata. Suggestiva la Torre Guevara, unica parte superstite del vecchio castello, edificato attorno allanno 1000, di cui restano solo i ruderi. Tra le chiese infine meritano una visita il duomo di San Gerardo, restaurato circa 3 secoli fa, che conserva ancora il rosone originario del XII secolo, e la chiesa di San Francesco, edificata nel XIII secolo, con uno splendido campanile risalente al 1400. Cattedrale di Melfi PAG. 35

Vino Aglianico

BASILICATA | Ai confini con la Puglia: un percorso attraverso la provincia di Matera

4. Matera

2. Grottole

3. Miglionico

5. Montescaglioso

1. Ferrandina

Bari Brindisi 3 km

Secondo percorso, che si svolge a ridosso di Matera fino a abilmente largilla. Tra i monumenti del comune spiccano la chiesa madre dei Santi Luca e Giuliano, che consergiungere in prossimit del confine con la Puglia. va allinterno interessanti opere artistiche, e la chiesa di Litinerario prende il via dal comune di Ferrandina, a sud Santa Maria della Grotta (oggi di San Rocco), risalente al di Matera, rinomato per la produzione di ottime olive XVII secolo. Poco fuori il centro abitato meritano una vinere, preparate secondo tradizione, cotte al forno, dopo sita il castello, costruito a met del IX secolo, il santuario averle fatte insaporire in vasi con sale e origano. Ottimo di SantAntonio Abate e i ruderi della vicina Torre dellAlanche lolio delle colline del ferrandinese, dal sapore deli- tojanni, situati sullaltopiano omonimo. cato e lievemente fruttato. Il paese ha avuto una lunga storia, essendo nato come colonia greca circa un millennio prima della nascita di Cristo e divenuto centro culturale sotto i romani. Da visitare il castello dUggiano, antico nome della parte fortificata della citt e, dal punto di vista religioso, il complesso monastico di San Domenico, risalente al XVI secolo, la cui cupola fu innalzata nel 1546 come simbolo di potere. Vale la pena recarsi anche alla chiesa madre di Santa Maria della Croce, edificata nel VII secolo. Un breve spostamento per raggiungere Grottole, il cui nome, di origine latina, richiama le piccole caverne che ancora oggi sono utilizzate dai vasai locali, che lavorano Matera PAG. 36

BASILICATA | Ai confini con la Puglia: un percorso attraverso la provincia di Matera

Muovendosi verso est si fa sosta a Miglionico, comune stupende opere darte allinterno. Infine un salto al castelnoto per il castello del Malconsiglio, dove secoli fa ebbe lo normanno, eretto agli inizi del secondo millennio, che luogo una congiura di baroni ai danni di Ferdinando I. ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Costruito negli ultimi secoli del primo millennio e ampliato durante il XV secolo, il forte ha forma di parallelogramma, con sette torri di difesa. La basilica di Santa Maria Maggiore, realizzata agli inizi del secondo millennio, un monumento di grande pregio artistico, che conserva al suo interno splendide opere, tra cui tele, statue e un organo del 1500 in stile barocco. Da ammirare anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con interessanti affreschi al suo interno. Procedendo verso nord si raggiunge il capoluogo Matera, edificata direttamente su una profonda gola, che divide il comune originario in due parti, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, e per questo detta la citt dei Sassi. Nel centro si trova lo sperone roccioso definito Civita, in cima al quale si trovano i principali monumenti. Ledificio pi importante la cattedrale, edificata nel XIII secolo in stile romanico. Accanto a essa si trovano i palazzi nobiliari, tra cui il palazzo Lanfranchi, risalente alla fine del 1600, e il palazzo dellAnnunziata, costruito un secolo pi tardi. Tra gli altri edifici degni di nota spiccano la chiesa di San Pietro Caveoso, innalzata nel XII secolo, e il convento di SantAgostino, situato nel Sasso Barisano ed edificato alla fine del 1500. Da citare infine il bellissimo castello Tramontano, mai terminato, e la fontana ferdinandea. Importante anche laspetto naturalistico, con il Parco della Murgia Materana e la riserva di San Giuliano. Da provare alcune specialit, come il pane di Matera, da abbinare allomonimo vino, un rosso fruttato e armonico, che si accosta bene alla cucina lucana. Una citazione per i ravioli ripieni di ricotta, cannella e noce moscata, generalmente conditi con il rag di agnello. Ultima tappa Montescaglioso, per visitare la chiesa madre di San Pietro e Paolo, costruita nel Medioevo, ma interamente riedificata in stile tardo barocco nel 1700. Assai pregevole labbazia benedettina di San Michele Arcangelo, costruita nel 1200, con un affascinante campanile e

Chiesa San Pietro Caveoso - Matera

Panorama a Montescaglioso

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BASILICATA | Natura e natura: dal Parco Nazionale del Pollino alla costa Ionica

5.Metaponto - Bernalda

3.Tursi 4.Policoro

2.Senise

Potenza Matera
1.Terranova di Pollino

3 km

Il terzo percorso in Basilicata ha come scopo quello di la ciambottella (soffritto di peperoni, cipolla, pomodori, riavvicinarci alla natura, con partenza nel verde dei boschi salsiccia e uova), lingrattonato (trippa in brodo con age arrivo nel blu del mare. giunta di cacio e uova) e la coscia di zita, ossia di agnello, cotta al forno. Si prende il via da Terranova di Pollino, cuore dellomonimo Parco Nazionale, comune che mantiene un curioso Ci si sposta quindi verso nord, facendo tappa a Senise, primato, ossia la maggior distanza dal proprio capoluogo rinomato per i suoi peperoni cruschi rossi, ingrediente di provincia (oltre 150 km). Nel paese possibile ammira- principale, tra laltro, del baccal cucinato secondo la rire la chiesa parrocchiale di San Francesco da Paola, con un cetta di Avigliano. La tradizione li vuole essiccati al sole, bellissimo portale in legno. Da visitare inoltre la cappella ma sono ottimi anche consumati freschi. della Madonna delle Grazie e il santuario della Madonna Il paese, in stile medievale, si sviluppa alla base del vecdi Piet, edificati, cos come la parrocchiale, nel XVI se- chio castello e mantiene ancora oggi in buona parte il suo colo. Assai importante ovviamente laspetto naturalistico, aspetto originario. Molto interessante anche la chiesa di a cui rendiamo omaggio recandoci dapprima alla parete San Francesco, realizzata nel XIII secolo, con un bellissirocciosa, definita falconara, e proseguendo verso la Timpa mo portale in stile gotico e altre opere darte al suo interdi Pietrasasso, imponente sperone roccioso. Per una pau- no, tra cui vari affreschi. Da citare la vicina diga di Monte sa relax potete fermarvi presso i laghi Duglia e Fondo o Cotugno, la pi grande del continente, costruita in terra raggiungere la Catusa, sorgente cristallina, o la gola della battuta. Garavina, creata dal fiume Sarmento. Lambiente naturale e incontaminato favorisce anche la Spostandoci ancora verso nordest, ci avviciniamo al mare, cucina, con ottimi salumi e formaggi, ma tra i prodotti fermandoci dapprima a Tursi, centro medievale dalla cupi caratteristici consigliamo di provare i rascatelli al rag, riosa forma allungata. Il paese infatti, sviluppatosi alliniPAG. 38

BASILICATA | Natura e natura: dal Parco Nazionale del Pollino alla costa Ionica

zio nei pressi del castello, si poi ingrandito verso la vallata. Il maniero, di cui oggi rimangono solo alcuni ruderi, fu costruito intorno al V secolo, mentre risultano meglio conservati alcuni cunicoli sotterranei, che hanno riservato anche ritrovamenti archeologici importanti. Tra gli altri monumenti di interesse ci sono la cattedrale dellAnnunziata, costruita nel 1400, e il palazzo del barone Brancalasso, del quale parla una curiosa leggenda. Poco fuori dal comune vale poi la pena andare ad ammirare lex convento di San Francesco dAssisi, risalente al XV secolo, il santuario di Santa Maria di Anglona e lantica chiesa di Santa Maria Maggiore, edificata prima dellanno 1000. Un piccolo tratto verso est per giungere finalmente sullo Ionio, a Policoro, comune che si sviluppato in prossimit del castello baronale. un paese dal forte impat- Castello Aragonese di Bernalda to turistico, per via della sua posizione lungo la costa. A poca distanza dal paese si possono ammirare le rovine di Heraclea, centro molto importante della Magna Grecia, risalente a sei secoli prima della nascita di Cristo. Interessanti reperti si possono osservare al museo archeologico nazionale della Siritide, che custodisce inoltre alcuni ritrovamenti del castello di Tursi. La parte finale dellitinerario prosegue costeggiando il Liquirizia di Metaponto mare e giungendo quindi a Metaponto, frazione di Bernalda, definita la California del Sud per la bellezza e la ricchezza della pianura circostante. Tra i prodotti del territorio spicca la coltivazione delle fragole, che avviene quasi totalmente a cielo aperto, e quella dei mandarini. Particolare anche la crescita della liquirizia, dalla quale si ottengono liquori, dolci e prodotti farmaceutici. Quindi ci spostiamo a Bernalda per provare le orecchiette con le melanzane, oppure i cavatelli con cozze e fagioli.

Metaponto - Scavi archeologici PAG. 39

BASILICATA | Verso il Tirreno: dallentroterra verso la meravigliosa Maratea

1. Sarconi 2. Moliterno

4. Rivello 3. Lauria

Potenza
5. Maratea

Salerno 3 km

Lultimo tragitto ci porta nella parte sudovest della Basilicata, in quel corridoio di terra che divide la Campania dalla Calabria, partendo dai monti fino ad arrivare al mare. La prima tappa di questo viaggio Sarconi, piccolo comune dove possibile ammirare i resti del canale Cavour, costruito nel XIX secolo. Da visitare nel borgo, che mantiene il suo aspetto caratteristico, la chiesa di Santa Lucia, risalente al 1400, e la chiesa di SantAntonio, edificata nel XVII secolo. Affascinante anche laspetto naturalistico, con il vicino bosco Farnie, per unescursione immersi nel verde. Dal punto di vista gastronomico sono particolarmente noti i fagioli di Sarconi, che da quasi 15 anni fanno parte dei prodotti tipici nazionali. La zona riserva prelibatezze a ogni suo passo; percorrendo, infatti, poco pi di 6 chilometri si giunge a Moliterno dove, da oltre tre secoli, viene prodotto il celebre pecorino, formaggio fatto con latte ovino e caprino, di pasta morbida, saporito e leggermente piccante. Il nome stesso

del paese deriva dal latino mulcretum, ossia luogo dove si fa il latte, che sottolinea il forte legame di questo comune con il prodotto. Nel centro possibile osservare alcuni interessanti edifici, come la chiesa Madre o la chiesa Santa Croce, che conserva uninteressante tela al suo interno. Affascinanti anche la cappella della Madonna del Carmine e la cappella dellAngelo, mentre dal punto di vista civile ricordiamo Palazzo Valinoti, che da qualche anno ospita la bibliomediateca Giacomo Racioppi. Pi lungo il tragitto che separa Moliterno da Lauria (circa 40 chilometri), comune storicamente noto per il massacro avvenuto agli inizi del 1800 per mano delle truppe francesi. Arrivati in citt, potete visitare la regia cappella borbonica di San Ferdinando e la vicina fontana, risalente al XIX secolo. Da non perdere i resti di quel che era il castello medievale di Ruggiero, per poi proseguire con un giro attraverso monumenti di stampo religioso, come la chiesa matrice di San Nicola, dallinteressante campanile, o il convento dei frati cappuccini, che conserva delle bellissime opere darte. Meritano una visita anche la chiesa

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BASILICATA | Verso il Tirreno: dallentroterra verso la meravigliosa Maratea

di San Giacomo e il convento dellImmacolata, entrambi risalenti al XV secolo. Gustosa la gastronomia locale, con le tagliatelle con ceci o con fagioli e i tipici involtini locali, con contorno di funghi, cime di rapa e asparagi. Sosta successiva a Rivello, comune rinomato per la produzione della soppressata (o soperzata), salume tipico della Basilicata, dal sapore delicato e dolce, in parte speziato. Da visitare il convento di SantAntonio, realizzato nel XVI secolo ma ristrutturato in forma barocca due secoli pi tardi, che conserva affreschi e opere darte di indubbio valore e ospita un museo archeologico. Molto interessanti anche la chiesa di Santa Maria del Poggio e la chiesa di San Nicola, entrambe edificate durante il Medioevo, ma ristrutturate nel corso dei secoli successivi. Si giunge infine a Maratea, importante centro turistico situato lungo la costa, definito Perla del Tirreno o anche citt delle 44 chiese. Da visitare la basilica di San Biagio, edificata prima dellanno 1000 ma ristrutturata durante il 1500, con il campanile aggiunto durante il XVIII secolo. La chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita verso il XIII secolo, ha due splendidi altari, uno in marmo bianco e uno in marmo nero. Meritano poi una visita anche alla chiesa dellAnnunziata, di fronte alla quale stanzia la colonna di San Biagio, e alla chiesa dellImmacolata. Interessanti anche la chiesa dellAddolorata e il relativo obelisco di fronte ad essa, e la statua del Cristo Redentore, terminata meno di mezzo secolo fa. Tra gli edifici civili ricordiamo il palazzo De Lieto, primo ospedale di Maratea e tale fino agli inizi del 1900, e il palazzo Calderano. Tra i prodotti tipici della citt spiccano i dolci a base di noci e alcuni liquori: da assaggiare il rosolio Marathia, ottimo digestivo ma utilizzato anche come aperitivo servito con ghiaccio e acqua tonica, e lalloro Maratea, ottenuto dallinfusione della pianta stessa.

Maratea

Pecorino di Moliterno PAG. 41

Calabria

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Calabria | introduzione

PRODOTTI TIPICI
La Calabria riserva un panorama di gusto eccezionale, fatto di salumi, frutti della terra, pesce e vino. La rassegna ha inizio con il prodotto tipico della Calabria per antonomasia: ci riferiamo ovviamente alla nduja, salume piccante realizzato con carne di maiale e peperoncino, dalle propriet afrodisiache ma anche efficace per lorganismo, poich agisce sulla circolazione e sul cuore. Altrettanto tradizionale la soppressata, prodotta con le parti magre del maiale, ottima sia dolce che piccante; la lista prosegue ancora con la pancetta e il capocollo di Calabria, per finire con la golosissima salsiccia, speziata a dovere per ottenere il suo particolare sapore. Meno ricco il men dei formaggi, ma comunque di rilievo, in particolare con il rinomato caciocavallo Silano, prodotto in tutto il sud Italia, ma in particolare nella zona del Parco Nazionale della Sila, un formaggio assai gustoso, che alcuni considerano da intenditori. Molto buono anche il caprino dellAspromonte, realizzato nellarea meridionale della regione, in particolare lungo la costa ionica. La cucina calabrese poi ricca di molti tipi di ortaggi e verdure: a esportare il proprio nome al di fuori della regione senza dubbio Tropea con la sua rinomata cipolla rossa. Ricordiamo poi le olive, dalle quali si ricava ottimo olio, come il Bruzio, prodotto nella zona di Cosenza, forte e deciso, o il Lametia, pi fruttato, prodotto nella provincia di Catanzaro. Parlando invece di frutta non possiamo non citare le clementine e il bergamotto, un agrume dal quale si ricava unessenza dai vari utilizzi, che possiamo trovare nella zona di Reggio Calabria. In chiusura una menzione alla ricchezza del mare locale, che offre tantissimi pesci protagonisti della gastronomia tradizionale.

VINI E LIQUORI
Molti i nomi di qualit, sia rossi sia bianchi. Tra i vini tipicamente rossi possiamo citare il Pollino, dal profumo intenso e fruttato, il SantAnna di Isola di Capo Rizzuto, asciutto e rotondo, il Savuto e il Cerasuolo, prodotto nella zona di Scilla. Pi apprezzato il rosso, ma ottimo anche bianco e rosato, invece il Cir, gradevole e delicato, prodotto sulla costa ionica. Passando ai bianchi, vogliamo ricordare il Donnici, fresco e caratteristico, il Lamezia, intenso e vellutato, e lo Scavigna, prodotto nella provincia di Catanzaro. Tutti questi vini sono realizzati anche nella tipologia di rosso, mentre il Greco, dallodore intenso che ricorda frutta e miele, invece un vino prettamente bianco. I liquori sono pi rari in Calabria, ma non meno apprezzabili: il bergamino, ad esempio, un ottimo liquore dalle qualit digestive ottenuto dallagrume tipico. Tipici sono anche la Calabrisella, un ottimo liquore alla liquirizia, lAmaro del Capo e le grappe distillate dellarea Aspromontana. Tra gli altri vale la pena citare il liquore al Cedro di Pollino e quello al Mandarino, o ancora, rimanendo in tema, lo Zagara (in botanica il fiore degli agrumi).

LUOGHI DA VISITARE
La Calabria sa abbinare sapientemente vari tipi di bellezze, da quelle archeologiche, con numerose citt di origine greca, a quelle naturali, potendo contare su chilometri di coste e su parchi importanti come quello nazionale del Pollino e quelli della Sila. Scendendo pi a sud si pu visitare poi il massiccio dellAspromonte, con relativo parco nazionale. La costa ionica quella pi toccata dalla colonizzazione greca, con Crotone e Sibari a nord e Caulonia e Gerace pi a sud, che conservano ancora numerosi reperti della loro lunga storia. Non da meno la costa tirrenica, dove possiamo ammirare delle autentiche perle, come Praia a Mare, Belvedere Marittimo, Paola, Tropea, Scilla, fino ad arrivare a Reggio Calabria, citt che merita sicuramente una sosta pi approfondita. Tra gli altri centri di ampiezza maggiore ricordiamo poi Cosenza e Catanzaro, non toccati durante questi nostri itinerari, ma ma comunque interessanti.

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CALABRIA | Lingresso in Calabria: il contatto con la Basilicata attraverso il Pollino

3. Cerchiara di Calabria

2. Saracena 4. Sibari

1. Altomonte

5. Rossano

Cosenza Catanzaro 3 km

Il primo itinerario nel cuore di quella meraviglia na- forma cosiddetta dolce. turale che il Parco Nazionale del Pollino, la cui area si Uno spostamento verso sud conduce a Saracena, centro di bellezza unica, sia per le bellezze naturali che lo cirestende fra la Calabria e la Basilicata. condano, sia per le opere delluomo. Punto di partenza Partenza da Altomonte, piccolo borgo definito la Spoleto per indimenticabili escursioni, non mancano le mete per del Sud per come ha saputo mantenere il suo bellissimo gli appassionati sciatori mentre, rimanendo nel borgo, si aspetto medievale. Diversi i monumenti degni di una vi- possono visitare i resti dellantico castello baronale. Molto sita nel comune, a iniziare dal centro del potere, ossia il bella la chiesa di San Leone, risalente agli inizi del seconmunicipio, situato allinterno del convento dellOrdine do millennio, costruita sopra i resti di una preesistente dei Minimi, risalente al 1600. La struttura principale del chiesa bizantina, in stile barocco, che conserva al suo inpaese, il duomo di Santa Maria della Consolazione, stato terno degli interessantissimi affreschi. edificato alla fine del 1300 e restaurato circa 3 secoli dopo. Analogamente ad Altomonte, Saracena zona di salumi, Accanto a esso sorge il convento Domenicano, che ospi- con le ottime salsicce e la pancetta, ma vanno menzionati ta il museo Civico; il convento stato innalzato quasi in anche lolio locale e il vino bianco, un ottimo moscato contemporanea con il duomo, nel quale trov riparo Tom- dalla lunga tradizione. maso Campanella prima del suo arresto. Vanno poi citate le chiese di San Giacomo Apostolo e di San Francesco da Si prosegue verso nordest, giungendo nel punto pi viciPaola, mentre per quanto riguarda i monumenti militari no al confine lucano tra i nostri percorsi. Siamo ancora sono da ammirare il castello dei Conti e la bellissima torre immersi dalle bellezze naturali del Parco del Pollino e il borgo si chiama Cerchiara di Calabria. Il piccolo paese normanna, detta Pallotta. Tipica di questa zona della Calabria la soppressata, un meta di pellegrinaggio per via del Santuario della madonsalume molto gustoso, generalmente piccante anche nella na delle Armi, realizzato verso il 1400, che conserva una PAG. 44

CALABRIA | Lingresso in Calabria: il contatto con la Basilicata attraverso il Pollino

lastra di pietra sulla quale impressa in maniera naturale, o se preferite miracolosa, limmagine della Madonna con il Bambin Ges in braccio. Da gustare la celebre nduja, salume spalmabile di origini povere, che contiene nellimpasto una gran quantit di peperoncino, particolarmente squisito con i filei, un tipo di pasta simile ai maccheroni. Ottimo anche il vino Pollino, un rosso intenso e secco, tendente al fruttato sulle note di ribes e prugna. Litinerario continua fino alle coste ioniche, a Sibari, frazione turistica di Cassano allo Ionio, particolarmente apprezzata per i Laghi omonimi e la bellissima Marina. Meritano una visita anche le rilassanti terme Sibarite, che completano un percorso di relax puro che render i visitatori di certo soddisfatti. Ma Sibari anche storia: si tratta, infatti, della prima colonia ellenica, fondata nellVIII secolo a.C., rivale di Crotone e Taranto. Molto interessanti il parco archeologico e il relativo museo nazionale della Sibartide, che conserva tutti i reperti ritrovati nella piana. Si scende infine lungo la riva e si giunge a Rossano, centro che ha conosciuto la sua et delloro durante il dominio bizantino, risalente ai secoli intorno allanno 1000 (tra il IX e lXI). Tra le testimonianze artistiche da ammirare spicca la cattedrale di Maria Santissima Achiropita, con una bellissima torre campanaria, edificata nel 1400, e la suggestiva immagine della Madonna non dipinta da mano umana, risalente al VI-VII secolo circa. Affascinante loratorio di San Marco (dedicato allinizio a SantAnastasia), ledificio pi antico, in stile bizantino. Infine una sosta alla chiesa di San Bernardino, costruita in stile tardo-gotico nel XV secolo, prima chiesa cattolica di Rossano.

Parco Nazionale del Pollino

Soppressata Calabrese PAG. 45

CALABRIA | Da costa a costa: dal Tirreno allo Ionio attraversando tre province

1. Paola

3. San Giovanni in Fiore

4. Crotone 2. Soveria Mannelli

5. Isola di Capo Rizzuto

Catanzaro 6 km

Suggestivo il secondo percorso proposto per la Calabria. di San Giovanni Battista, al cui interno possibile ammiCi muoveremo, infatti, da un mare allaltro, osservando rare uno stupendo altare di marmo. Davvero interessanti il palazzo Baronale, risalente al XVI secolo, e la fontana cos realt paesaggistiche differenti. dei Francesi, dove ebbero inizio i moti del 1806. Infine Si prende il via da Paola, localit situata lungo la costa ci dirigiamo verso la Filanda dei fratelli Leo, la fabbrica tirrenica qualche chilometro a nordovest di Cosenza, co- laniera pi antica della regione, costruita nella seconda nosciuta dal punto di vista religioso per aver dato i natali met del 1800. al San Francesco omonimo e per questo meta importante Caratteristica la cucina locale a base di funghi, in partidi pellegrinaggio. Il luogo di maggiore interesse in questo colare il gustoso porcino proveniente dalla Sila, accompasenso il santuario dedicato al santo, realizzato nel cor- gnata da ottimi vini, come il Donnici, fresco e gradevole so del XVI secolo, in stile romanico, con una pregevole in tutte le qualit, rosso, bianco o rosato, e il Lamezia, cappella barocca. Assai suggestiva la fontana dei Sette asciutto e vellutato, anchesso assai valido in tutte e tre le Canali, realizzata a forma di coda di pavone, simbolo del tipologie. comune. Tra gli altri monumenti sono da visitare la Badia, palazzo Scorza e San Miceli, al cui interno possibile osservare dei preziosi dipinti di epoca paleocristiana. Litinerario prosegue nella provincia di Catanzaro, a Soveria Mannelli, cittadina situata nellarea della Sila Piccola, ambiente protetto dove si cerca di preservare la specie del lupo, mentre dal punto di vista della flora sono abeti e faggi a regnare sovrani. Da visitare la parrocchiale Spianata Calabra PAG. 46

CALABRIA | Da costa a costa: dal Tirreno allo Ionio attraversando tre province

Si torna nella provincia cosentina, giungendo a San Giovanni in Fiore, situato nel cuore della Sila Grande. Tra gli edifici religiosi da non perdere ci sono labbazia Florense, in stile romanico, risalente ai primi anni del XIII secolo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, costruita tre secoli pi tardi, che conserva al suo interno importanti opere darte, e il convento dei Cappuccini, innalzato nel 1600 al di fuori di quello che allora era il centro storico del borgo. Tra le altre strutture meritano una visita i palazzi Lopez e Nicoletti, realizzati nel 1700, e il pi antico arco Normanno. Ricca la gastronomia locale, che fa largo uso dei prodotti della terra, come verdure e legumi, a iniziare dal cavolo nero. Ottimo il pane, in particolar modo la pitta e la cullura, la prima una sorta di focaccia, la seconda una ciambella. Tra i secondi spicca la cacciagione selvatica, come il cinghiale, mentre tra i salumi vogliamo ricordare la tradizionale spianata. Si cambia nuovamente provincia per arrivare a Crotone, capoluogo situato sulla costa ionica. La citt, nata sette secoli prima della venuta di Cristo, uno dei centri pi antichi della Calabria, storicamente nota per aver ospitato Pitagora. Possiamo oggi osservare edifici pi recenti, come il maestoso castello aragonese di Carlo V, uno dei pi grandi dellItalia meridionale. Tra i monumenti di culto ammiriamo invece la basilica cattedrale, situata nel centro del comune, per poi passare alla chiesa di Santa Chiara, al cui interno vi sono interessanti affreschi e un bel pavimento maiolicato. Da visitare infine la chiesa di San Giuseppe, in stile barocco, dallimponente portone. Da provare il delizioso Cir, un vino gradevole e delicato, sia nella qualit rosso che bianco. Ultima tappa Isola di Capo Rizzuto, in cui la riserva marina omonima mette in mostra il suo forte aspetto naturale. Pochi, infatti, i monumenti opera delluomo che qui ci recheremo a visitare, dando risalto alla bellezza del paesaggio. Merita tuttavia una citazione il castello Feudale, costruito durante il Medioevo e modificato durante il 1500. Interessante sulla costa la torre Vecchia, innalzata nel XVI secolo; molto pi recente il santuario della Ma-

donna Greca, esempio di architettura moderna, realizzato alla fine del 1900. La tradizione vinicola della regione continua anche qui con il SantAnna di Isola Capo Rizzuto, un rosso asciutto e armonico.

Capo Rizzuto

Crotone

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CALABRIA | La parte meridionale sulla costa ionica: dalla provincia di Vibo Valentia al mare

1. Monterosso Calabro

2. Serra San Bruno

3. Caulonia

5. Gerace 4. Locri

Firenze Livorno 6 km

Se lItalia uno stivale, questo percorso si svolge idealmente lungo la pianta del piede, poich si sviluppa nel sud della Calabria, dal lato che si affaccia sul golfo di Taranto.

monumento pi importante del paese, dalla facciata rinascimentale, pesantemente colpito dai terremoti del XVIII secolo. Tra gli altri edifici sacri che si possono trovare nel comune, vi sono la chiesa di San Biagio e quella di Maria Santissima dei Sette Dolori, autentici capolavori. Prima tappa Monterosso Calabro, situato pochi chilome- Nei pressi di questa localit si produce il Bivongi, un vino tri a nordest del capoluogo Vibo, borgo interessante dal secco e armonico, da provare sia bianco che rosso. punto di vista religioso, con la bellissima chiesa del Santissimo Rosario, edificata nel 1800, che conserva una tela Ci avviciniamo alla costa, fermandoci a Caulonia, cenraffigurante la Madonna. Da visitare anche la parrocchiale tro di origini assai antiche, fondato nel 700 a.C. circa, di Maria del Santissimo Soccorso, edificata in stile baroc- comune tra i pi fiorenti dellarea della Magna Grecia. co durante il 1600. Tra i monumenti di stampo civile me- Un peccato aver perso quello che poteva essere un tempio ritano attenzione i palazzi Massara, Aceti e Basile mentre, grandioso (dedicato a Giove e risalente al V secolo a.C., dal punto di vista culturale, il museo della Civilt Con- oggi ne rimane solo la base) con colonne in stile dorico. tadina e Artigiana della Calabria a essere degno di nota. Intensa ad ogni modo la vita del borgo, che durante il periodo medievale ha visto la costruzione del castello NorLitinerario continua verso sud a Serra San Bruno, comune manno, di cui oggi si possono ammirare soltanto i ruderi caratterizzato da un bellissimo ambiente naturale. Vale la a causa dei terremoti gi citati. Numerose e significative pena fare unescursione verso il parco regionale delle Serre le chiese del comune, a iniziare da quella di San Zaccaria, e i boschi di Archiforo e di Santa Maria. Suggestivo anche che conserva al suo interno un affresco bizantino davvero il laghetto, la cui fonte si trova a ridosso del santuario di interessante; la rassegna degli edifici sacri prosegue con Santa Maria del Bosco. Breve la distanza con Certosa, il la chiesa del Santissimo Rosario e la chiesa del Carmine, PAG. 48

CALABRIA | La parte meridionale sulla costa ionica: dalla provincia di Vibo Valentia al mare

con la sua statua di Cristo alla Colonna. La chiesa Matrice, risalente al XIV secolo, posta sul punto pi alto del paese. Fuori dal centro abitato si possono infine osservare il santuario di Santa Maria dei Crochi, edificato nel XVII secolo, e lantico eremo di SantIlarione Abate, costruito alla fine del primo millennio. Tra i prodotti della zona sono famose le clementine, i classici mandarini senza semi assai noti in Calabria; celebre anche il caprino dellAspromonte, formaggio dolce e acidulo, tradizionale dei paesi della costa ionica. Proseguendo lungo la costa si arriva a Locri, la cui nascita pressoch contemporanea a quella di Caulonia. La bellezza del comune dovuta soprattutto alla zona archeologica, miniera di ritrovamenti dellantica civilt greca, tra cui templi e teatri, oltre al museo Antiquarium, che ospita molti di questi reperti. La citt anche nota per il codice legislativo ideato da Zaleuco, il pi antico del mondo ellenico, il primo scritto nel continente. Ci si allontana infine dal mare di qualche chilometro per arrivare a Gerace, probabilmente una delle pi antiche citt greche, risalente addirittura al 900 a.C., il cui impianto attuale tuttavia di stampo medievale, suddiviso in Citt Alta, Borgo Maggiore e Borghetto. Nella prima ci Gerace rechiamo ad ammirare la magnifica cattedrale dellAssunta, edificata nel X secolo, che ospita opere darte e tesori di immenso valore. Suggestiva anche la vicina chiesa di San Francesco, costruita in stile gotico ma con uno splendido altare barocco in marmo rosa. Nel Borgo Maggiore merita invece una visita la chiesa di Santa Maria del Mastro, costruita alla fine dellXI secolo, mentre nel Borghetto si pu osservare la chiesa di San Martino. Tra gli altri edifici sono interessanti i resti del castello, risalente al VII secolo, e alcuni palazzi signorili, come il palazzo Grimaldi-Serra, il palazzo Candida, il palazzo Arcano, dal maestoso portale, e casa Marvasi.

Prodotti Calabresi PAG. 49

CALABRIA | In punta di piede: un percorso verso Reggio Calabria, estremo della penisola

1. Pizzo Calabro

2. Tropea

3. Palmi

4. Scilla

Catanzaro Crotone
5. Reggio di Calabria

6 km

Significativo lultimo itinerario della Calabria, che rappresenta anche la fine del percorso nella parte peninsulare della nostra nazione, e per questo si scelto simbolicamente di giungere fino alla punta. Il tour inizia da Pizzo Calabro, nota anche come la citt del gelato, potendo vantare su unimportante tradizione legata alla produzione di gelati e semifreddi. Da citare in particolare il famosissimo tartufo di Pizzo, ma anche la nocciola imbottita. Tra gli altri prodotti sono molto buoni il tonno sottolio e i surici, pesci di dimensioni molto piccole. Il primo luogo da visitare in paese il castello aragonese, edificato alla fine del XV secolo, noto per aver avuto come ospite Gioachino Murat, al quale dedicato. Tra gli edifici sacri vi sono la chiesa di Piedigrotta ricavata dal tufo e la bella chiesa barocca di San Giorgio, costruita nel 1600, dallo splendido portale in marmo.

qualit rossa omonima. Ottima anche la nduja realizzata nella vicina Spilinga, favoloso il pecorino del Poro, formaggio che vale la pena provare. Molto conosciute sono le spiagge di Tropea, tra cui quella del cannone e quella della rotonda. Nel borgo si possono osservare monumenti importanti, a iniziare dalla cattedrale normanna, edificata nel corso dellXI secolo. Molto interessante anche la chiesa di Santa Maria dellIsola, posizionata sopra lisola Bella. Salendo sulla rupe che domina il paese, si possono infine ammirare alcuni pregevoli palazzi nobiliari risalenti al XVIII secolo.

Pi lungo il passo che conduce verso Palmi, passando cos dalla provincia di Vibo Valentia a quella di Reggio Calabria. Nel centro visibile la concattedrale di San Nicola con il suo bellissimo rosone che richiama quello di Orvieto. Sia la chiesa di Maria Santissima del Rosario che quella di Maria Santissima del Soccorso conservano numerose opere darte tra cui statue e tele. Caratteristici il museo di Si continua seguendo la costa fino a Tropea, paradiso bal- Etnologia e Folclore Calabrese e lo scoglio dellulivo con il neare assai noto, che lega il suo nome a un prodotto mol- relativo albero situato su uno scoglio nel mezzo del mare. to usato in cucina, vale a dire la cipolla, nella tradizionale Da provare la cucina locale a base di pesce con le trenette PAG. 50

CALABRIA | In punta di piede: un percorso verso Reggio Calabria, estremo della penisola

al sugo di cernia, crispeddi e linguine di soia ai gamberetti di nassa. Si continua il percorso verso lestremit dello stivale e ci si ferma questa volta a Scilla. Le origini del comune si perdono nel mito; famosa, infatti, la parte dellOdissea riguardante Scilla e Cariddi, due mostri situati rispettivamente sulla terraferma e in mezzo al mare. Da visitare il castello dei Ruffo, che domina larea, danneggiato pi volte nel corso dei secoli. Interessanti anche la chiesa di San Pancrazio, edificata in stile bizantino verso lVIII secolo, e la chiesa di San Rocco, nel centro del comune. Nella zona della spiaggia, detta Marina Grande, possiamo ammirare infine la chiesa dello Spirito Santo, risalente al 1500. In unarea ricca di vigneti come quella di Scilla consigliamo di provare il Cerasuolo, un rosso fruttato che si abbina bene anche con il pesce. Giungiamo infine a Reggio Calabria, centro importante della regione, che ospita numerosi monumenti degni di nota, tra cui il maestoso duomo, risalente allXI secolo ma restaurato in stile neo-romanico dopo il terremoto del 1908. Vediamo poi la chiesa degli Ottimati o la chiesa della Graziella, costruita in stile barocco nel 1600. Sicuramente importante il castello aragonese, che ha assunto il caratteristico aspetto alla fine del 1400 ma la cui costruzione risale al VI secolo. Tra i luoghi culturali, ci rechiamo a far visita al museo nazionale della Magna Grecia e alla pinacoteca Civica, che contengono opere darte di indubbio valore. Vasto il panorama della cucina reggina, della quale ci soffermiamo a citare le frittole, realizzate con alcune parti del maiale, le melanzane a scapece, gli involtini di pesce spada arrosto, cozze e zuppe con crostini e, tra i vini, lArghill, un rosso intenso ottimo con le carni.

Tropea

Duomo di Reggio Calabria PAG. 51

Sicilia

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Sicilia | introduzione

PRODOTTI TIPICI
Il sole e la natura sono elementi importanti per la Sicilia, che fa di frutta e verdura il suo punto di forza principale. Il prodotto pi conosciuto larancia rossa, nelle tipiche qualit Sanguinello, Moro e Tarocco, ma sono apprezzabili anche i fichi dIndia, prodotti nellarea dellEtna. Ricordiamo poi luva da tavola: quella di Canicatt e quella di Mazzarrone, dolce e molto gustosa. La Fragola Marsalina invece una fragola tipica della zona di Marsala. Si passa poi alle olive, con la Nocellara del Belice, dalla forma tonda e piena, ideale anche per produrre lolio (il Valli Trapanesi). Molte le qualit di olive, tra cui il Monte Iblei, il Monte Etna e il Val di Mazara. Terminiamo la rassegna dellortofrutta con altri tre importanti elementi: il Pistacchio di Bronte, che si coltiva nella zona dellEtna, il Cappero di Pantelleria, di tradizione molto antica, e il Pomodoro ciliegino di Pachino. Passiamo ai formaggi. Molto conosciuto il Ragusano, dal gusto particolare e aromatico grazie al pascolo delle mucche sui Monti Iblei. Rinomato il Pecorino Siciliano, ottenuto da latte ovino, dalla pasta dura, deciso e piccante. Tra i salumi deve essere ricordato il salame SantAngelo, morbido e delicato, leggermente speziato, prodotto nel territorio dei Nebrodi secondo una tradizione risalente agli inizi del secondo millennio. Da assaggiare anche la salsiccia al finocchio, della provincia di Agrigento. Vastissima la gastronomia legata al pesce, con sarde, pesce spada e tonno tra gli elementi pi usati per le deliziose ricette locali. Chiudiamo con la Pagnotta del Dittaino, capace di mantenere la propria freschezza fino a 5 giorni.

VINI E LIQUORI
Molto generosa la produzione di vini e liquori siciliani, che ci pongono di fronte a scelte difficili. Tra i vini rossi spicca il Cerasuolo di Vittoria, delicato e pieno, ideale per il pasto; tra i bianchi va citato il Moscato di Noto, dolce e aromatico. Validi sia bianchi sia rossi sono invece lErice, asciutto e caratteristico, lAlcamo, fruttato e speziato, il Marsala, persistente e intenso, lEtna, delicato e fresco il bianco, robusto il rosso. Non da meno il panorama dei liquori, che si caratterizzano per lo pi per lutilizzo della frutta come elemento base. Il primo da assaggiare, accanto ai pi classici Limoncello e Mandarinetto, il liquore ai fichi dIndia, da consumare ghiacciato. Molto buoni il Fragolino, il liquore alla Crema di Caff e il caratteristico liquore al Pistacchio.

LUOGHI DA VISITARE
Il territorio della regione presenta diverse mete visitabili, che possono soddisfare ogni palato, in senso metaforico e non. Bellissimi il mare e le localit lungo la costa, senza considerare le tantissime isole dei vari arcipelaghi siciliani. Tra le citt in cui fare tappa vi San Vito lo Capo, situato nella zona nordovest dellisola; leggermente pi a sud si trovano larea della Val di Mazara e Marsala, conosciuta per lo sbarco dei Mille. Spostandoci lungo la costa meridionale ricordiamo poi Gela e la valle di Noto, con la bellissima Portopalo di Capo Passero. Si risale quindi verso Messina e non si pu dimenticare Taormina, perla della costa orientale. Importanti le aree naturali, situate nella zona nordest della regione, con il Parco Regionale dellEtna e quello dei Nebrodi. Fondamentale, infine, il lato storico, con numerosissimi comuni fondati durante la colonizzazione ellenica, che hanno lasciato interessanti tracce ancor oggi visibili, come ad Agrigento, dove possiamo visitare la nota Valle dei Templi.

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SICILIA | Il corno pi vicino: attraverso lo stretto verso la provincia di Catania

1. Randazzo

2. SantAlfio 3. Giarre

4. Viagrande

Siracusa Palermo
5. Catania

3 km

La Sicilia era definita dagli antichi Trinacria, per la sua caratteristica forma triangolare. La sua morfologia ci ha suggerito una serie di percorsi che andranno a toccare dunque i tre angoli della regione, con un quarto dedicato allarea pi interna. Per il primo giro iniziamo dal corno messinese per poi proseguire pi a sud, nella provincia catanese. Si comincia da Randazzo, comune situato verso lentroterra, in mezzo a due magnifici parchi regionali: quello dei Nebrodi e quello dellEtna. Il paese ha mantenuto gran parte del suo aspetto medievale e offre al visitatore diversi monumenti interessanti, ad iniziare dal castello. La struttura di maggiore spicco comunque il palazzo Reale (o casa Scala), edificato durante il periodo normanno, in stile gotico, che ha avuto modo di ospitare nelle sue sale numerosi imperatori, tra cui Carlo V nel 1500. Molto belle le chiese, in particolare la maestosa cattedrale di Santa Maria e la chiesa di San Nicola, dallinteressante campanile a pianta quadrata. Il museo archeologico Paolo Vagliasindi e il museo civico di Scienze Naturali sono ideali per una sosta culturale; gli amanti della natura, invece,

possono visitare la grotta del Gelo, cos chiamata per la formazione di ghiaccio perenne allinterno. Ci spostiamo verso il mare, fermandoci a SantAlfio, un altro comune limitrofo al parco regionale dellEtna. Curiosa e affascinante la chiesa madre, la cui facciata fatta completamente in pietra lavica; altrettanto belli i palazzi nobiliari, tra cui quello municipale, che si affacciano sulla piazza principale. Altri edifici religiosi meritano sicuramente una visita: un esempio la chiesa del Calvario, realizzata nella seconda met del XIX secolo, con una pregevole scalinata in pietra lavica come ingresso. Anche la chiesa di Nucifori, pur essendo pi recente, molto interessante. A poca distanza, allinterno del parco dellEtna, si trova il Castagno dei Cento Cavalli, un albero con oltre 3500 anni di storia alle spalle. Molto breve la distanza che separa SantAlfio da Giarre, terza tappa del percorso. Centro importante della provincia etnea, mostra con orgoglio il suo monumento simbolo, il duomo di SantIsidoro, costruito in stile neoclassico verso la fine del 1700, interamente in pietra bianca, con

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SICILIA | Il corno pi vicino: attraverso lo stretto verso la provincia di Catania

due campanili che completano la facciata e linterno ancor pi pregevole. Da provare in citt i piatti a base di funghi porcini che provengono dalla vicina Zafferana Etnea. Se invece cerchiamo qualcosa di unico, non resta che provare il cori cani, una granita a base di limone e acqua (spesso arricchita con menta), oppure lo Schiumoncello, prodotto soltanto in un unico bar del centro. La strada continua verso sud, fino a Viagrande, piccolo comune vicino a Catania, importante dal punto di vista gastronomico. Nascono qui, infatti, la Siciliana (un particolare calzone ripieno di olive, acciughe e tuma di pecora) e lo Spumone, un mix ben riuscito di mousse e gelato. Tra gli altri prodotti della zona molto importante la frutta, con fichi dIndia, ciliegie e olive su tutti. Ottimo anche il vino Etna, bianco e rosso. Da visitare due chiese: quella di San Biagio e quella principale dedicata alla Madonna dellIdria. Ultima sosta a Catania, in cui convivono elementi importanti della sua storia, dal periodo greco allet moderna. Poche sono le testimonianze elleniche, a causa dei numerosi disastri naturali avvenuti; meglio conservati, invece, i monumenti romani, come il teatro e lanfiteatro, le terme e il foro. Di origine medievale sono la cappella Bonajuto e la cattedrale di SantAgata (ristrutturata dopo il 1700), mentre risalgono al Rinascimento edifici come la chiesa di Santa Maria di Ges e il monastero dei Benedettini. Caratteristici, infine, sono la fontana dellElefante, di epoca barocca, e il palazzo (quasi omonimo) degli Elefanti, attuale sede municipale.

Catania - Piazza Duomo e Fontana dellElefante

LEtna PAG. 55

SICILIA | Nellestremo meridione: un itinerario attraverso la zona del corno pi a sud

5. Siracusa 1. Gela

4. Noto

2. Modica

3. Pachino

Catania Palermo 6 km

Il secondo percorso si sviluppa lungo il secondo corno, molto antica; da provare assolutamente quella aromatizquello situato pi in basso, tra le tre province di Caltanis- zata alla vaniglia o quella al peperoncino. La citt riserva numerosi monumenti da visitare, come il setta, Ragusa e Siracusa. castello dei Conti, risalente al primo millennio, e la vicina Si prende il via da Gela, grande comune siciliano sito lun- torretta dellOrologio, che ha assunto lattuale forma circa go la costa, considerato uno dei centri ellenici pi rile- tre secoli fa. Molto belle alcune architetture civili, come vanti verso il V secolo avanti Cristo. Nel centro abitato lottocentesco teatro Garibaldi, la casa del premio Nobel si possono osservare alcune chiese assai pregevoli: quella Quasimodo e il palazzo Polara, costruito nel XVIII sedi San Giacomo, risalente al XIV secolo, e la chiesa dei colo. Osserviamo poi alcune strutture religiose, iniziando Cappuccini, edificata nel 1300 in stile neogotico. Spic- dal duomo di San Giorgio, edificato nel 1600 in stile bacano elevate le torri campanarie della chiesa del Rosario, rocco, che conserva un organo della fine del XIX secolo. costruita nella prima met del XIX secolo, e della chiesa Si passa poi al duomo di San Pietro, costruito nel 1300, Madre, bellissimo esempio neoclassico. Affascinanti an- dalla facciata barocca, e al santuario della Madonna delle che Piazza SantAgostino e quella di San Francesco di Paola; il teatro Eschilo, risalente al 1900, invece uno dei maggiori centri culturali del paese. Da provare la tipica cucina a base di pesce, con le cicale di mare, gli involtini di pesce spada o le seppie e i calamari in padella. Da Gela ci spostiamo a Modica, di cui molto nota e apprezzata la cioccolata, lavorata secondo una tradizione Pomodorini Pachino PAG. 56

SICILIA | Nellestremo meridione: un itinerario attraverso la zona del corno pi a sud

Grazie, del 1600. Il tour prosegue in prossimit della punta, a Pachino, famosa per la coltivazione dei tipici pomodorini ciliegini omonimi. Tipica del comune anche la bottarga di tonno rosso; per quanto riguarda il vino citiamo il Nero dAvola, un rosso dal forte accento fruttato. Dal punto di vista artistico e culturale ricordiamo la bellissima chiesa Madre del Santissimo Crocifisso, risalente alla fine del XVIII secolo, per poi passare al palazzo Tasca, dal curioso cortile in pietra calcarea. Ultima tappa prima della ripartenza alla torre Scibini, costruzione difensiva del XV secolo. Si ritorna dunque verso nord, a Noto, un gioiello ricostruito in stile barocco dopo il terremoto di fine 1600 che lha quasi completamente distrutto. Simbolo della citt la cattedrale di San Nicol, edificata nel 1700, che ha subto un grave crollo negli anni 90 e si presenta oggi completamente restaurata e nel pieno della sua bellezza. La seconda chiesa, per grandezza, quella del Santissimo Crocifisso, risalente ai primi anni del 1700, con la sua facciata incompiuta. Molto interessanti infine la porta Reale e palazzo Ducezio. Ottimo il Moscato di Noto, un bianco dolce e vellutato. Si giunge infine a Siracusa, citt di origine greca, risalente allVIII secolo avanti Cristo. La citt conserva numerose testimonianze del passato greco: il tempio di Apollo, il teatro dallacustica formidabile e il castello Eurialo, mai espugnato e unico esempio ancora intero di questo genere. La stessa cattedrale ha origini elleniche. Anche lepoca romana ha lasciato le sue tracce, ma preferiamo condurvi attraverso gli edifici barocchi che hanno rappresentato la rinascita di Siracusa, come il palazzo Impellizzeri, il palazzo del Vermexio, attuale municipio, e le chiese dellImmacolata e di Santa Lucia alla Badia, che ospita un bellissimo quadro di Caravaggio. Assai pi recente il santuario della Madonna delle Lacrime, risalente alla fine del XX secolo. Bottarga di Tonno PAG. 57

Siracusa - Tempio di Apollo

SICILIA | Nel cuore della Sicilia: tra province importanti nel centro della regione

3. Mussomeli

2. Caltanissetta

4. Aragona

5. Agrigento 1. Mineo

Catania Siracusa 6 km

Il terzo percorso si sposta dalla provincia di Catania a Un tratto pi impegnativo del solito (circa 120 chilomequella di Agrigento, in un tour attraverso lentroterra si- tri) ci porta a Caltanissetta, situata nel cuore della Sicilia. culo che termina sulla costa meridionale. Il capoluogo offre molti monumenti da visitare, a cominciare dalla cattedrale, o duomo di Santa Maria la Nova, La prima tappa rappresentata da Mineo, citt di origine edificata nella seconda met del XVI secolo, che mette in ellenica risalente al V secolo a.C. e ricostruita in stile ba- mostra una splendida cupola affrescata. Altre 2 chiese di rocco dopo il terremoto di fine 600. Tra i monumenti che interesse artistico sono labbazia del Santo Spirito, probahanno resistito, in parte, allinclemenza della natura, sono bilmente gi esistente in epoca bizantina ma costruita in da segnalare alcuni manieri, come il castello di Serravalle, stile normanno, con diverse opere darte allinterno, e la risalente al 1300, o il castello Ducezio, di cui rimangono chiesa di Santa Maria degli Angeli, risalente allepoca norsolo i ruderi, della stessa epoca, anche se la prima struttura manna e rimodernata nel 1600. Parlando di architetture sembra risalire alla fondazione della citt. Molto belli la non religiose, meritano un visita il trecentesco palazzo del porta Adinolfo, il palazzo Ballar, sede municipale, e il Carmine, il castello di Pietrarossa, che domina la vallata palazzo Morgana, in stile classico. Tra gli edifici religiosi dalla sua posizione, e la fontana del Tritone, della fine del troviamo la chiesa di San Pietro, originaria del Medioevo XIX secolo. e nuovamente riportata allantico splendore dopo i lavori Tra i prodotti tipici del luogo ricordiamo il noto amaro di restauro durati fino al 1770. Averna. Molto fertili i terreni della zona, che vede una fiorente produzione di arance e di olive, con lottimo olio dei Muovendosi ancora verso ovest si giunge a Mussomeli, Monti Iblei. Infine una citazione sulle lumache, di cui esi- ritrovandoci cos in una realt diversa, molto suggestiva. stono numerosi allevamenti. Svetta maestoso il castello Manfredonico Chiaramontano, in stile gotico, che ospita al suo interno numerosi afPAG. 58

SICILIA | Nel cuore della Sicilia: tra province importanti nel centro della regione

freschi. Molto belli alcuni palazzi, edificati in stile barocco, come il Trebia, il palazzo Minneci e il palazzo Langela. Tra gli edifici religiosi spiccano la chiesa Madre di San Ludovico e il santuario della Madonna dei Miracoli, mentre pu essere interessante un salto al sito archeologico di Polizzello. Da provare la deliziosa ricotta locale. Scendendo verso il mare si fa sosta ad Aragona, dove si possono osservare la bellissima chiesa del Rosario e laffascinante palazzo settecentesco Principe Naselli, dai meravigliosi interni affrescati. Fermiamoci a gustare alcune prelibatezze come la pasta alla Norma con pomodorini, melanzane e ricotta, il capretto al forno e le melanzane a barchetta, tagliate a met e condite in varie maniere. Ultima tappa ad Agrigento, situata quasi sulla costa, citt nata nel VI secolo a.C., di origine greca. Sono proprio le testimonianze elleniche a rendere famosa la vecchia Girgenti anche al di fuori dei confini nazionali, con la Valle dei Templi a rappresentare un autentico tesoro archeologico del capoluogo. Da ammirare in particolare il tempio della Concordia, in ottimo stato ancora oggi, per poi passare a quello di Zeus Olimpio e quello di Giunone Lici- Agrigento - Tempio della Concordia nia. In citt si possono osservare la cattedrale di San Gerlando, costruita nellXI secolo, che ospita al suo interno diverse tele e altre opere darte, e la basilica di Santa Maria dei Greci, in stile arabo-normanno. Tra le altre strutture ricordiamo il castello di Girgenti, il palazzo dei Giganti, costruito nel 1600 e sede del comune, e la fontana omonima. Infine, di impatto culturale, il museo archeologico regionale San Nicola e il teatro Pirandello, edificato alla fine del XIX secolo.

Mineo - Castello di Serravalle PAG. 59

SICILIA | Non c due senza tre: un percorso nellarea del terzo corno

4. San Vito lo Capo

3. Trapani / Erice

2. Marsala

1. Mazara del Vallo

Palermo Catania 6 km

Come anticipato, lultimo giro previsto per la Sicilia si nel 1860, ma rinomata anche per il suo tipico e omonimo svolger lungo larea della terza punta, in un percorso lun- vino da dessert, delizioso sia bianco sia rosso. Ottima anche la frutta, con la Marsalina, conosciuta qualit di fragomare che ci porta attraverso la provincia di Trapani. gola. Larea cittadina di maggiore interesse quella defiIl tour inizia da Mazara del Vallo, comune importante nita Cassaro, dove possiamo ammirare i principali edifici nato del XIII secolo a.C. e affacciato sul Mar Mediterra- come la chiesa madre San Tommaso di Canterbury, dalla neo. Numerose le influenze sulla citt, che per la sua posi- facciata in stile barocco incompleta, il monastero di San zione ha vissuto nel corso dei millenni le dominazioni di Pietro e il palazzo VII Aprile, sede del comune. Al di fuori tutte le principali potenze del bacino, che hanno lasciato di questa zona possiamo visitare il complesso del Carmine interessanti testimonianze come la basilica cattedrale, edi- risalente al 1300 e il meraviglioso campanile cinquecenficata durante il periodo normanno, ma ricostruita in stile barocco durante il 1600. Sempre del periodo normanno sono poi le chiese di San Nicol Regale e della Madonna delle Giummare, e larco, residuo del vecchio castello. Molto belle poi la chiesa di San Francesco e la chiesa di SantEgidio, che ospita la statua del Satiro Danzante, recuperata dal mare nel 1998. Meritano infine una visita il palazzo Vescovile del 1500 e il palazzo del Seminario Vescovile, di due secoli pi recente. Si procede quindi verso nordovest lungo la costa, facendo tappa a Marsala, protagonista del famoso sbarco dei Mille Zuppa di pesce di Trapani PAG. 60

SICILIA | Non c due senza tre: un percorso nellarea del terzo corno

tesco. Suggestiva la grotta della sibilla Lilybetana, che si trova al di sotto della chiesa di San Giovanni Battista. Continuiamo il viaggio verso nord, raggiungendo il capoluogo Trapani, citt dalla lunga storia, nata oltre 1000 anni prima della nascita di Cristo, prima ancora della caduta di Troia. Numerose le strutture da osservare, a partire dalla basilica di Maria Santissima Annunziata o della Madonna di Trapani, edificata nel 1300, o la cattedrale settecentesca di San Lorenzo, con una pregevole facciata in stile barocco. Molto interessanti sono i due castelli, definiti uno di Terra e laltro di Mare (o anche della Colombaia); meritano una sosta anche il palazzo della Giudecca, del 1500, e le due fontane del Tritone e di Saturno. Durante una sosta culinaria potrete gustare la tipica cucina di pesce a base di couscous di pesce, busiate al sugo, pasta con le sarde. Breve la distanza che separa Trapani da Erice, borgo che conserva il suo originario aspetto medievale in tutto il suo splendore. Imponenti le difese che ancora oggi possiamo ammirare, come le mura e le porte di epoca normanna, e ancora il suggestivo castello Pepoli, che spunta tra il verde del giardino del Balio. Tra le chiese andiamo ad ammirare quella di San Giuliano, edificata verso gli inizi del secondo millennio, dalla pregevole facciata in pietra rosa. Da vedere infine il museo Cordici, che si trova allinterno del Municipio. Prima di ripartire dobbligo assaporare lottimo Erice, un vino di prima qualit, da abbinare ai dolci locali, come la frutta di Martorana, i cuddureddi e i tradizionali mostaccioli omonimi.

Erice

Tappa conclusiva di questo percorso e di questa regione San Vito lo Capo, un autentico paradiso balneare, impreziosito dalla vicinanza con la riserva naturale dello Zingaro, che presenta un gran numero di tonni e il primo esemplare di Palma Nana in Sicilia. Tra i monumenti degni di una visita ricordiamo limponente santuario, risalente al XV secolo, e la chiesa di San Vito Martire, per terminare Trapani - Veduta poi con limportantissimo faro, simbolo della citt. PAG. 61

Sardegna

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Sardegna | introduzione

PRODOTTI TIPICI
La Sardegna unisola per la stragrande maggioranza montana. Accade cos che gli allevamenti, in particolare quelli di pecore, assumano un ruolo di primo piano nella tradizione culinaria. La testimonianza pi diretta labbiamo con i formaggi, quasi tutti a base di latte ovino, a iniziare dal celebre Pecorino Sardo, squisito sia nella tipologia dolce, meno stagionato e dal gusto pi delicato, sia in quella matura, dal sapore pi forte e piccante. A dispetto del nome anche il Pecorino Romano, dallaccento aromatico e tendente al piccante, annoverato tra i prodotti tipici della Sardegna. Infine il Fiore Sardo, di dimensioni medio-piccole, molto conosciuto ma difficilmente reperibile al di fuori della regione. Tra le carni e i salumi va citato lAgnello di Sardegna, dalla carne magra e bianca e un sapore intenso. Devono essere ricordati anche alcuni piatti a base di carne, come la cordula (una treccia ottenuta dalle interiora ovine), la coratella di capretto e il tradizionale porceddu, maialino cotto allo spiedo secondo tradizione. Il panorama ortofrutticolo offre il Carciofo Spinoso, prodotto nella provincia di Cagliari, giusto equilibrio tra amaro e dolce, e lolio di oliva Sardegna, dallaccento fruttato, lievemente piccante. Una menzione anche per lo zafferano, che possiamo trovare nella provincia del Medio Campidano. Decisamente conosciuto il Pane Carasau, una sfoglia di pasta sottile croccante, che diventa Guttiau se viene condito con olio e sale. Meno famoso, ma comunque apprezzabile, il Pane Pistoccu, pi alto e realizzato nelle aree pi interne della regione. Infine una citazione per alcune ricette a base di pesce, a iniziare dalla tipica zuppa gallurese, detta cuata, per poi passare alla rinomata aragosta allalgherese.

VINI E LIQUORI
Il panorama dei vini e dei liquori sardi davvero ampio. La regione offre, infatti, rossi caratteristici e bianchi eccellenti. Iniziamo con lAlghero, conosciuto sia rosso sia bianco. Si passa quindi al Campidano di Terralba, rosso asciutto da pasto, al Carignano del Sulcis, intenso e armonico, al Gir di Cagliari, delicato e gradevole. Tra gli altri rossi ricordiamo poi il Mandrolisai, prodotto nellomonimo territorio, il Monica, amabile e sapido, e il celeberrimo Cannonau, probabilmente il vino pi conosciuto al di fuori dei confini regionali. Tra i bianchi troviamo innanzitutto i vini della provincia di Cagliari: il Malvasia, intenso e delicato, il Nasco, lievemente amarognolo, il Nuragus, amabile. Particolarmente apprezzati sono poi il Moscato di Sardegna, dallaccento fruttato, e i caratteristici Vermentino di Gallura, morbido, dal retrogusto amarognolo, e il Vernaccia di Oristano, dalle sfumature di mandorla. Il Mirto sicuramente il re dei liquori; da ricordare anche i gustosi Villacidro e il liquore di Pompia, realizzato nellarea di Siniscola attraverso la distillazione delle bucce dellagrume omonimo.

LUOGHI DA VISITARE
La regione vanta una storia assai antica, fatta di reperti di oltre 5000 anni fa, e una natura meravigliosa, con spiagge e mari cristallini che sono divenuti meta ricercata per le vacanze. Sono numerosissime le testimonianze archeologiche sul territorio sardo, in particolare nelle zone pi interne, con tombe dei giganti, domus de janas, nuraghe e dolmen, che possiamo osservare recandoci a Benetutti, a Dorgali e Orgosolo, a Mores, a Luras, ad Arzachena. Questultima citt ci fornisce un assist importante per parlare poi del turismo balneare, essendo il capoluogo amministrativo della rinomata costa Smeralda. Le spiagge della Sardegna sono autentici spettacoli naturali; impossibile non innamorarsi, in questo senso, di Alghero e Capo Caccia, di Santa Teresa e di tutta larea della Gallura, in particolare Capo Testa. Sperando di avervi guidato bene attraverso lItalia, vi chiediamo ancora una volta di fidarvi di noi e seguirci in queste ultime avventure, attraverso lultima regione.

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SARDEGNA | Nella parte meridionale dellisola: un giro nella provincia di Cagliari

5. Cagliari

1. Villaperuccio

3. Pula 4. Nora 2. Teulada

Sassari Olbia 3 km

Il primo percorso si sviluppa lungo la provincia di Caglia- Pregevoli alcune strutture religiose che potete ammirare nel paese, a iniziare dalla chiesa di San Francesco, risalente ri, la citt pi nota della regione. al 1700, per poi passare a quella della Beata Vergine del Si parte tuttavia da Villaperuccio, comune che fa capo a Carmelo, di un secolo pi antica, dedicata alla patrona di Carbonia-Iglesias, situato nellentroterra, nellarea sudo- Teulada. Fuori dal centro abitato vale la pena visitare poi vest della Sardegna. Zona dalla storia molto antica, gi la chiesa di SantIsidoro, che sorge nel luogo dove una abitata nel Neolitico, il comune assunse per le sue sem- volta era il borgo, edificata nel XVII secolo. Interessanti bianze attuali intorno al Medioevo. Interessanti alcune anche le torri di avvistamento situate lungo la costa, di chiese come quella della Madonna delle Grazie, edificata cui tuttavia visitabile solamente quella di Porto Budello. nel 1500, e la pi recente Madonna del Rosario, risalente Molte le specialit da gustare, come la panadas, tortine agli inizi del XX secolo. Il paese tuttavia pi noto per salate farcite con anguille, carne o formaggio, e ancora la i suoi nuraghi e per reperti pi antichi, come i Menhir zuppa di pesce, detta cassola, le pardulas e le pabassinas, di Luxia Arrabiosa, o i cosiddetti is perdas croccadas. Da dolci tipici sardi. visitare anche le due necropoli di Montessu e di Marchianna. Da provare la cucina tipica: i malloreddus, una sorta di gnocco tipico, e il maiale cotto nel forno a legna. Si prosegue verso sud per arrivare a Teulada, borgo salito alle ribalte della cronaca durante lultimo conflitto mondiale per lo scontro navale tra lItalia e la Gran Bretagna, ora una delle localit turistiche pi belle della Sardegna. Pardulas PAG. 64

SARDEGNA | Nella parte meridionale dellisola: un giro nella provincia di Cagliari

Litinerario prosegue lungo la costa, risalendo verso il capoluogo Cagliari. Giungiamo in questo modo a Pula, forse il centro storicamente pi rilevante della regione per la presenza, nelle vicinanze, dei resti della prima citt fenicia fondata in queste terre, vale a dire Nora. Davvero interessanti i reperti archeologici a essa legati, tra cui il teatro, una colonna del tempio romano e un tempio dedicato alla dea Tanit. Sulla strada che congiunge Nora a Pula, vale la pena fermarsi a osservare la chiesa di SantEfisio, risalente al 1100, e Villa Santa Maria, edificata nella prima met del XIX secolo. Nel centro abitato ci fermiamo ad ammirare lottocentesca chiesa di San Giovanni Battista, che ospita preziosi sarcofagi di marmo, e il museo archeologico Patroni, che conserva alcuni dei ritrovamenti di Nora. Il tour prosegue nella tappa pi importante, Cagliari. Fondata nel secondo millennio a.C., la citt ha conosciuto diverse dominazioni, soprattutto per via della sua posizione geografica molto importante. Numerosi dunque i resti risalenti a diverse epoche, come lanfiteatro romano del II secolo, lipogeo funerario definito Grotta della Vipera e la villa di Tigellio, dello stesso periodo, per poi passare alla basilica di San Saturnino, edificata nel V secolo e ristrutturata in epoca romanica, e il castello di San Michele, del periodo giudicale. Risalgono al 1200 la bellissima cattedrale dedicata a Santa Maria di Castello, in un misto di stili che la rende unica, e le varie torri pisane, tra cui quella dellElefante. Pi recenti il santuario di Nostra Signora di Bonaria e la chiesa dei Santi Giorgio e Caterina, del periodo spagnolo. Suggestiva la sede comunale (palazzo civico Ottone Bacaredda), costruita agli inizi del XX secolo, mentre merita una sosta lOrto Botanico, risalente alla met del XIX secolo. Tipico dellarea il carciofo Spinoso, utilizzato in molti piatti, mentre molto vasta la produzione di vino, della quale citiamo i rossi Gir e Monica, entrambi delicati e gradevoli, e i bianchi Moscato e Nuragus, intenso e dolce il primo, secco e armonico il secondo. Apprezzabile anche il Malvasia, dal retrogusto amarognolo di mandorla.

Dune di Porto Pino - Carbonia-Iglesias

Spiaggia Capo Blu - Pula PAG. 65

SARDEGNA | Dividendo la Sardegna in due: da costa a costa nella parte centrale dellisola

2. Benetutti

3. Nuoro

4. Dorgali

1. Oristano

Sassari Olbia 6 km

Il secondo percorso si sviluppa da ovest a est, in mezzo do nuragico e romano. Da ammirare i complessi sepolcraalla regione, passando per tre province e visitando due dei li definiti tomba dei giganti e domus de janas, presenti qui come in altre parti del territorio sardo. Risalgono capoluoghi coinvolti. al periodo romano le terme, grazie alle quali il borgo Il punto di partenza proprio uno di essi, Oristano, cit- piuttosto conosciuto. Pregevole la chiesa parrocchiale, che t situata sulla costa occidentale della Sardegna. Diversi i conserva un retablo smembrato di indubbio valore. luoghi da visitare, a iniziare dal duomo, risalente al XIV secolo ma ristrutturato nei secoli seguenti, dallimponente campanile a pianta poligonale. Ci rechiamo poi a visitare la chiesa di San Francesco, edificata in stile neoclassico durante il XIX secolo, per poi passare alla chiesa del Carmine, bellissimo esemplare barocco-rococ. Tra le altre architetture che meritano una sosta, spicca la torre di Mariano II, o anche di San Cristoforo, simbolo della citt, eretta alla fine del XIII secolo, assieme a una gemella abbattuta agli inizi del 900; da ammirare, infine, il palazzo degli Scolopi, attuale sede del comune. Il primo spostamento il pi impegnativo e ci porta, dopo circa 100 chilometri, nella provincia di Sassari, per la precisione nellabitato di Benetutti. Il paese ha origini molto antiche, come rilevano le testimonianze del perio- Pane Carasau PAG. 66

SARDEGNA | Dividendo la Sardegna in due: da costa a costa nella parte centrale dellisola

Si cambia nuovamente provincia, giungendo nel capoluogo Nuoro, altra citt dalla storia importante, abitata gi da alcuni millenni prima della venuta di Cristo (testimoniabile da alcune domus de janas databili al III millennio a.C.). Certamente affascinante il comune, dove ci rechiamo immediatamente a visitare la cattedrale di Santa Maria della Neve, di costruzione relativamente recente (XIX secolo) in stile neoclassico, che ha sostituito la pi antica Pieve di Santa Maria a Nives, risalente al XV secolo. Una citazione anche per la chiesa della Madonna della Solitudine, molto apprezzata da Grazia Deledda, che la menziona in alcuni suoi libri. Proprio alla scrittrice dedicato inoltre un museo molto interessante. Per una sosta naturale il vicino Monte Ortobene vale sicuramente unescursione. Tradizionali di tutta la Sardegna, ma originari della zona di Nuoro, sono alcuni prodotti come i culurgiones, pasta fresca ripiena con patate e altri ingredienti, e il tipico pane carasau, ma consigliamo di provare anche la cordula coi piselli, interiora di ovino arrotolate come una treccia, e il filetto di pecora, salume particolare speziato e piccante. Duomo di Oristano Ultima sosta Dorgali, una cittadina unica. Assolutamente da non perdere la gola calcarea di Su Gologone, mentre nel paese possiamo osservare interessanti architetture religiose, come la cattedrale di Santa Caterina dAlessandria, risalente al XVI secolo, o la chiesa delle Grazie, edificata tre secoli prima. Apprezzabili anche la chiesa di San Lucifero Vescovo e Santa Maria Maddalena, che ospita i simulacri di alcuni santi gesuiti, e la chiesa dellAngelo e della Madonna di Bonaria e della Madonna del Natale, abbreviata al primo nome per semplicit. Tra le architetture civili citiamo il palazzo del Balivo, risalente al 1200, e la casa di Effisio Demetrio Mele. Apprezzabile la cucina locale, di cui consigliamo alcuni formaggi, come il tradizionale Pecorino Sardo, delicato o forte a seconda del tipo, a pasta compatta, e il Fiore Sardo, ottenuto da latte ovino, saporito, dal retrogusto fruttato. Tra i vini impossibile non assaggiare il Cannonau, un rosso gradevole e caratteristico. Culurgiones - Ravioli Sardi PAG. 67

SARDEGNA | Verso la parte settentrionale dellisola: un percorso nella provincia di Sassari

4. Porto Torres

3. Sassari 2. Tissi

5. Alghero

1. Mores

Olbia Cagliari 3 km

Il terzo percorso si svolge a nordovest della regione, intor- picamente mediterraneo. Da ammirare nel comune due no alla zona di Sassari. bellezze architettoniche di stampo religioso, risalenti entrambe al XII secolo: la chiesa di Santa Vittoria e quella Si inizia lavventura da Mores, piccolo centro posizionato di Santa Anastasia. La prima costruita in stile romanico, pi internamente rispetto alle altre citt che andremo a ma dellimpianto originale rimane solo la facciata, mentre visitare. Tra i numerosi dolmen che si possono osservare il campanile a vela stato aggiunto nel corso del XVII nella regione, quello di Sa Coveccada, risalente alla fine secolo. Discorso molto simile per la seconda, edificata in del terzo millennio a.C., davvero incomparabile poich, romanico, ma ampiamente ristrutturata durante il 1600. a differenza degli altri, lunico a deviare dalla forma semplice in un accenno di ricercatezza di una struttura. Molto Appena arrivati a Sassari, ci rechiamo immediatamente a interessante, nel centro abitato, la chiesa di Santa Cateri- rendere omaggio alla bellissima cattedrale di San Nicola, na dAlessandria, che presenta il campanile pi alto della Sardegna, esempio bellissimo di neoclassicismo. Vale la pena osservare anche il convento dei cappuccini, edificato nel XVIII secolo. Merita una menzione, anche se non si pu definire propriamente un monumento, lautodromo Franco Di Suni, di recentissima costruzione. Si procede verso la seconda tappa che ci porta a Tissi, piccolo comune che presenta una rigogliosa coltivazione di olivi e vigneti, che forniscono la materia prima per un eccellente vino rosso e per un saporito olio dal gusto ti- Spiaggia Lazzareto - Alghero PAG. 68

SARDEGNA | Verso la parte settentrionale dellisola: un percorso nella provincia di Sassari

frutto di un misto di stili diversi, dal romanico al gotico, dallaragonese al barocco, con un pregevole campanile originario del 1200 ma rifatto nella parte superiore nel 1700. Ci spostiamo quindi verso la chiesa di Santa Maria di Betlem, originaria del 1200, che mantiene la facciata romanica, con laggiunta di elementi gotici francesi e particolari arabi. In ambito civile sono molto interessanti il palazzo Ducale, attuale sede del comune, e la fontana di Rosello, risalente alla fine del XVI secolo, simbolo della citt. Del castello aragonese, innalzato nel 1300, restano solo i ruderi, dopo la distruzione voluta alla fine del XIX secolo, mentre fuori dallabitato ci rechiamo a osservare una delle aree archeologiche pi interessanti della Sardegna, vale a dire Monte dAccoddi, con il suo altare preistorico. Meno di 20 chilometri e ci fermiamo a Porto Torres, sulla costa. Interessanti le testimonianze di epoca romana, a iniziare dal ponte a sette arcate, il pi grande della regione, per poi passare alle terme e quindi alle catacombe di Tanca Borgona. Da osservare poi limponente basilica di San Gavino, edificata in stile romanico nellXI secolo, e di gran lunga la pi importante della Sardegna, la cui forma definitiva il risultato di pi fasi di lavorazione, lultima delle quali nel XV secolo. Tra le altre cose da ve- Grotte di Nettuno - Alghero dere meritano attenzione il parco e il museo archeologico Turritano. Ultima tappa del percorso Alghero, generosa dal punto di vista naturale: basti pensare, per esempio, a Capo Caccia, con le meravigliose grotte di Nettuno. Ma il comune non da meno, con interessanti strutture civili e religiose, tra cui la chiesa di San Francesco, costruita in due momenti diversi abbastanza visibili, nel XIV e nel XVI secolo, ma anche la chiesa di San Michele, dalla cupola assai colorata. Particolarmente apprezzabile la cucina della zona, basata molto sul pesce e sui crostacei, come la rinomata aragosta allalgherese. Si segnalano anche gli spaghetti ai ricci di mare, da abbinare con un bicchiere dellottimo vino Cattedrale di San Nicola - Sassari omonimo locale. PAG. 69

SARDEGNA | Faccia a faccia con la Corsica: un itinerario nella zona pi vicina allisola francese

5. Santa Teresa di Gallura

4. Arzachena

3. Luras 2. Tempio Pausania

1. Ozieri

Olbia Sassari 6 km

Lultimo percorso ci porta a pochi chilometri dalla Fran- co. Da visitare anche loratorio del Rosario, risalente allo cia, poich il tour ha termine vicino allisola che ha dato i stesso periodo, dalla facciata gotico-aragonese, e la chiesa di San Francesco, costruita in stile rinascimentale nel XVI natali a Napoleone Bonaparte, la Corsica. secolo, esempio pi antico della regione. Interessanti anPrima tappa Ozieri, nel sassarese, situato nel cuore della che alcuni edifici civili, come il palazzo Antico Seminario Sardegna, nella parte settentrionale. Diversi i monumenti Villamarina-Pes, il palazzo degli Scolopi, ex-sede provinda visitare, a cominciare dalla Cattedrale dellImmacolata, ciale, e lantico carcere, risalente al XVII secolo. Di altra risalente al XV secolo, dallimponente campanile a pianta natura, ma meritevoli di visita, sono il Nuraghe Maiori e quadrata, in stile classico. Vale la pena visitare anche il il Nuraghe Polcu, della rara tipologia a tholos. convento delle Clarisse, del XVIII secolo, che oggi ospi- Ottima la produzione del vino, di cui citiamo il Vermenta il museo archeologico e, cambiando genere, il ponte romano del II secolo, detto Pontezzu, e le grotte di San Michele. Importante laspetto gastronomico, con le ottime carni, tra cui salsicce e cinghiale, le lumache con le patate, e i caratteristici dolci come i sos supiros a base di mandorle e le seadas, ravioli di formaggio conditi con miele. Da Ozieri si raggiunge Tempio Pausania, che assieme a Olbia fa parte dellomonima provincia. Affascinante la cattedrale di San Pietro, realizzata nel corso del XIII secolo, ma ampiamente ristrutturata nel 1800 in stile baroc- Ulivo Millenario - Luras PAG. 70

SARDEGNA | Faccia a faccia con la Corsica: un itinerario nella zona pi vicina allisola francese

tino di Gallura, un bianco delicato, leggermente amarognolo, e il Moscato di Sardegna, bianco dolce e fruttato. Molto breve la distanza che ci separa da Luras, piccolo comune di notevole importanza archeologica. Nei suoi territori, infatti, possiamo ammirare alcuni dolmen risalenti al III millennio a.C., come il Ladas, il Ciuledda, il Billella e lAlzoledda. Di poco pi giovane Sozzastru, un ulivo secolare di 4000 anni. Tra i monumenti religiosi sono da visitare le chiese di Nostra Signora del Santissimo Rosario e di Santa Croce, dallaspetto molto semplice. Ci avviciniamo al mare, facendo tappa ad Arzachena, centro amministrativo dellintera costa Smeralda. Il comune presenta importanti resti del periodo nuragico, in particolare il circolo megalitico di Li Muri, una necropoli antica che ha portato alla luce oggetti di pregevole valore. Affascinanti anche la tomba dei giganti di Coddu Vecchju, risalente al II millennio a.C., e la roccia del Fungo, simbolo di Arzachena. In citt ci rechiamo a visitare alcuni edifici religiosi, come la chiesa di Santa Maria della Neve, edificata nel XVIII secolo, con unelegante torre campanaria quadrata, per poi passare alla chiesa di Santa Lucia, dello stesso periodo, e infine alla chiesa di San Pietro, restaurata nel corso del 1900. Fermiamoci a provare la tradizionale suppa cuata gallurese, un brodo di carne con formaggio e aromi vari, e la rivea, una coratella di capretto fatta allo spiedo. Ultima tappa della Sardegna Santa Teresa di Gallura, comune affacciato sulle Bocche di Bonifacio, particolarmente apprezzabile dal punto di vista del turismo balneare. Tra i monumenti del paese vediamo la nota Torre di Longosardo, risalente al XVI secolo, e la chiesa del Buoncammino, edificata nel 1600 e posizionata al di fuori del centro abitato, nel bel mezzo della natura incontaminata. Molto importanti le cave di Capo Testa, il cui granito stato utilizzato per la costruzione di importantissime architetture come il duomo e il battistero di Pisa. Tomba dei giganti di Coddu Vecchju - Arzachena PAG. 71

Capo Testa

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