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BASILICATA

Viaggio d’autore
per esploratori del bello

Itinerari
e suggestioni
fra i luoghi segreti
di una terra ancora
da scoprire

MARE NATURA STORIA


LICATABASILICATA
BASILICATABASILICA
BASILICATA

BASILIC
BASILICATA
BASILICATA
BASILICATABASILICATA
BASILICATA
BASILICATA

BASILICATABASILICATABASILICATABASILICATA
BASILICATA

ASILICAT
LICATA
BASILICATA
BASILICATA
BASILICATA
BASILICATA
BASILICATA

BASILICATA
BASILICATA

BASILICATABASILICATABASILICATABASILICATA
BASILICATA
BASILICATA
BASILICATA
BASILICATA
Viaggio d’autore
per esploratori del bello
BASILICATA BASILICATA BASILICATA

Monte Vulture e Laghi di Monticchio


BASILICATA BASILICATA
Start
MELFI itinerari
VENOSA
Laghi di
Monticchio PALAZZO SAN GERVASIO

ATELLA
BANZI GENZANO DI LUCANIA
FILIANO

Castel ACERENZA
Lagopesole

MURO
LUCANO OPPIDO IRSINA
AVIGLIANO
LUCANO
Start
VAGLIO MATERA
TRICARICO
TOLVE
CAMPO
PICERNO POTENZA
Start MAGGIORE MIGLIONICO
CALCIANO
Start
VIETRI PIGNOLA CASTEL
MEZZANO GARAGUSO

SATRIANO MONTESCAGLIOSO
DI LUCANIA OLIVETO
ANZI LUCANO
ABRIOLA PIETRAPERTROSA
BRIENZA
CALVELLO FERRANDINA
ACCETTURA

BERNALDA
LAURENZANA
MARSICO
CRACO
NUOVO PISTICCI
STIGLIANO Start
Metaponto
TRAMUTOLA
ALIANO MONTALBANO
MOLITERNO Start POLICORO
TURSI

VIGGIANO SANT’ARCANGELO
ROTONDELLA

Start
GRUMENTO SENISE NOVA SIRI
NOVA
VALSINNI
LAGONEGRO S.COSTANTINO
Start
E S.PAOLO ALBANESE
CASTELLUCCIO S.SEVERINO
INF. E SUP.
RIVELLO VIAGGIANELLO

ROTONDA
Start TERRANOVA
MARATEA
DI POLLINO

Itinerario Itinerario Itinerario


Matera & dintorni pag.14 Potenza & dintorni pag.100 Calanchi Lucani
& dintorni pag.240

Itinerario Itinerario
Parco nazionale del pollino Itinerario
Vulture Melfese & dintorni pag.162 Val d’Agri & dintorni pag.276
& dintorni pag.42

Itinerario Itinerario Itinerario


Maratea & dintorni pag.68 Costa ionica & dintorni pag.200 Dolomiti Lucane
& dintorni pag.302
5
BASILICATA

SOMMARIO
14 Matera & dintorni
INCANTO A MATERANO
ComeDove Quando
PAG. 14
PAG. 40

42 Vulture Melfese & dintorni


NEL REGNO DI BOSCHI E CASTELLI
ComeDove Quando
PAG. 42
PAG. 66

68 Maratea & dintorni


DOVE IL TIRRENO E’ UN Pò PIù BLU
ComeDove Quando
PAG. 68
PAG. 98

100 Potenza & dintorni


SULLE TRACCE DELLE ANTICHE GENTI LUCANE PAG. 100
ComeDove Quando PAG. 160

162 Parco nazionale del Pollino


L’OLIMPO LUCANO
ComeDove Quando
PAG. 162
PAG. 198

200 Costa Jonica


IL CANTO DEL MARE E DEL MITO
ComeDove Quando
PAG. 200
PAG. 238

240 Calanchi Lucani


PAESAGGI COME SULLA LUNA
ComeDove Quando
PAG. 240
PAG. 276

276 Alta valle dell’Agri


DOVE SCORRONO “FIUMI DI POLVERE”
ComeDove Quando
PAG. 276
PAG. 300

302 Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane


INCANTO A MATERANO
ComeDove Quando
PAG. 302
PAG. 318
BASILICATA
Basilicata, una terra da scoprire
Mare cristallino, montagne mozzafiato, fra le più alte dell’Appennino meridionale,
dove d’inverno si scia avendo come sfondo il mare, dolci colline, pianure
verdeggianti, borghi-presepe letteralmente aggrappati a costoni rocciosi, ma anche
città d’arte e archeologia. E non soltanto testimonianze legate ai fasti della Magna
Grecia e dell’antica Roma, che in tutta la regione hanno lasciato importanti tracce,
ma anche alle gesta, meno appariscenti forse, ma altrettanto affascinanti, dei diversi
popoli indigeni che hanno abitato la regione in tempi lontanissimi costellandola
di forme d’arte meno note al largo pubblico, più intime e discrete, e forse proprio
per questo ancora più in grado di ammaliare attraverso il piacere della scoperta e
la loro disarmante delicatezza e bellezza. Una bellezza non urlata, un po’ secondo
quella che è l’anima più profonda del popolo lucano d’altronde, che sa accogliere con
discrezione senza mai ostentare troppo. Un crogiuolo di arti è la Basilicata, ma anche
di tradizioni millenarie e lingue che i secoli hanno sapientemente fuso in affascinanti
e prolifici incontri. Questa è la terra dei fiumi e dei laghi, di vulcani spenti e paesaggi
dell’anima che riconciliano con la Natura. È la regione dei cieli limpidi e dei tramonti
infuocati, di boschi e foreste, dei parchi nazionali fra i più belli e incontaminati
d’Italia, ma anche di terre brulle ed esotiche, desertiche potremmo dire, come
quelle di cui si innamorò una mente fine e un animo profondo quale fu Carlo Levi
che, pur non essendo lucano, fra quelle lande impastate di sole e d’argilla ha voluto
riposassero per sempre le sue spoglie. Una terra vergine, come poche, che ancora
non ha subito gli effetti, a volte non proprio invidiabili, del turismo di massa. Una
terra preservata, come un giardino per molti ancora segreto della nostra bellissima
Italia, adatta a chi si sente un po’ esploratore, a chi non si accontenta delle solite e più
affollate rotte ma vuole, invece, farsi sorprendere dalla scoperta. Ed è proprio per
queste persone, per chi vuole andare un pochino oltre lo scontato e il conosciuto, che
nasce questa guida con l’intento di condurre, fra itinerari e suggestioni, nei luoghi
più belli e segreti di una terra che non potrà non conquistare con la sua genuinità,
la sua natura incontaminata, da assaporare con lentezza ma anche da vivere con
esperienze adrenaliniche, i suoi paesaggi, tante volte scelti da importanti registi alla
ricerca di ambientazioni esotiche da dare alle loro pellicole, la sua enogastronomia
fatta di prodotti genuini e di primissima qualità, e infine la sua gente, sì la sua
gente ospitale come poche e custode di arcane tradizioni che ancora sopravvivono
all’incedere del tempo.
Buon viaggio dunque e buona scoperta!
BASILICATA BASILICATA BASILICATA

Campagna del Materano


BASILICATA
Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
Incanto SUGGESTIONI
CREPUSCOLARI
La magia della sera
scende sul groviglio

materano
di campanili, vicoli e
abitazioni della città.

I Sassi di Matera, unici nel loro


genere, sono patrimonio
mondiale dell’Unesco
e la città è il regno dei contrasti,
un disarmante inno alla
bellezza, groviglio inimitabile
di case-grotta, sfarzosi palazzi
barocchi, stupende chiese
rupestri. Intorno i paesaggi biblici
della Murgia e borghi ricchi di storia

i paesi
da visitare
Montescaglioso
Miglionico
Irsina
Grassano
Pomarico
Grottole

“A
rrivai a una strada, che da un piccolo sperone e riuniti in basso in un di Dante, in quello stretto spazio tra le
solo lato era fiancheggiata apice comune, dove si vedeva, di lassù, facciate e il declivio passano le strade,
da vecchie case, e dall’altro una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, e sono insieme pavimenti per chi esce
costeggiava un precipizio. In quel che pareva ficcata nella terra. Questi dalle abitazioni di sopra e tetti per

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precipizio è Matera. La forma di quel coni rovesciati, questi imbuti, si quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi

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burrone era strana; come quella di due chiamano Sassi. Hanno la forma con finalmente apparire, come un muro
mezzi imbuti affiancati, separati da un cui, a scuola, immaginavamo l’Inferno obliquo, tutta Matera. È davvero una
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Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
Matera è un disarmante intreccio di bellezza pieno di contrasti

città bellissima, pittoresca e impressionante”. Così


l’intellettuale antifascista Carlo Levi, che in Basilicata
trascorse il suo periodo di confino fra il 1935 e il 1936, descrive
Matera nel suo Cristo si è fermato a Eboli (1945), quella Città
dei Sassi che con la sua bellezza disarmante, unica nel suo
genere, ha ispirato centinaia di pagine come queste di
scrittori e poeti sbalorditi di fronte al groviglio di gradinate e
vicoletti, chiese e campanili, archi, ballatoi, orti e terrazze,
case ammassate le une sulle altre e aggrappate a profondi

SOPRA: Particolari
e suggestivi scorci
della Città dei Sassi.
Matera MATERA LA BELLA
anfratti, sfarzosi palazzi l’inimitabile, l’unica. È la città di quei
SOTTO: Lucania 61, città dell’uomo La città è adagiata signorili e grotte che le
donano un fascino
Sassi dichiarati Patrimonio dell’umanità
dell’Unesco nel 1993 e ormai uno dei
particolare della famosa sui due anfiteatri
tela di Carlo Levi, custodita La Città dei Sassi è considerata fra le più an- naturali del Sasso arcano dalle mille simboli del Belpaese più suggestivi e
a Palazzo Lanfranchi. tiche del mondo, autentico museo a cielo Caveoso e del
aperto della straordinaria avventura umana sfumature. Centinaia conosciuti nel mondo. Una città dura,
Sasso Barisano con
dall’Età della pietra ai giorni nostri, documen- al centro la Civita.di grotte, spesso soprattutto se si pensa alle condizioni in
tata da resti che testimoniano una presenza condivise anche con cui i contadini hanno vissuto per secoli
umana su questo territorio che non conosce animali, utilizzate nelle case-grotta di cui brulicano i Sassi,
discontinuità temporali. I ritrovamenti più an-
tichi provengono dalla Grotta dei Pipistrelli e da come abitazioni fino agli anni ma allo stesso tempo tripudio assoluto
quella sottostante, la Grotta Funeraria, a circa Cinquanta e oltre (una legge nazionale di bellezza, arte, architettura dove
quattro chilometri dalla città, nel cuore del ne ordinò, infatti, lo sgombero degli l’arcaico si mescola al moderno, e
Parco della Murgia. Fra i reperti, che dimostra- occupanti per ragioni igienico- l’essenziale allo sfarzo architettonico.
no la frequentazione delle due grotte durante
Paleolitico, Neolitico ed Età dei metalli, scheletri umani insieme a punte e raschiatoi, sanitarie), la maggior parte delle quali Intorno i paesaggi biblici della Murgia,
oltre a resti animali di orso (Ursus spelaeus) e iena delle caverne (Crocuta crocuta oggi restaurate ed alcune anche brulli e arsi dal sole come pochi, pregni
spelaea). Alcuni di questi reperti sono custoditi nel Museo Archeologico Nazionale visitabili. Un meraviglioso intreccio di silenzi e densi di una spiritualità che

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“Domenico Ridola” (foto in alto a destra), intitolato al pioniere delle ricerche preistori- denso di contrasti dunque. È tutto riconcilia con se stessi e la natura. Forse

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che nel materano, medico di professione e archeologo per passione, cui si devono
a fine ‘800 le prime sistematiche ricerche paletnologiche in Basilicata. questo Matera, Matera la bella, proprio per questo scelti da grandi
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Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
Intorno i paesaggi biblici della Murgia, densi di silenzi e atmosfere mistiche

sul versante opposto della gravina su cui sorge Matera le


grotte scavate dall’uomo e utilizzate nei secoli prima come
abitazioni e poi, a partire dal VI secolo, con l’arrivo in Italia
dei basiliani in fuga dalle persecuzioni iconoclaste che
vietavano la rappresentazione di immagini sacre nelle chiese CIAK SI GIRA
PAESAGGI SCOLPITI Per la loro unicità
DALLA NATURA d’Oriente, come insediamenti monacali e luoghi di culto per
Matera e la Murgia
L’azione erosiva del i seguaci di San Basilio ma anche per quelli di San Benedetto. sono state spesso
torrente Gravina ha Siamo sul versante del Belvedere di Murgia Timone in fondo scelte da importanti
creato canyon, grotte
e profondi crepacci.
al quale scorre il torrente Gravina e da cui si gode una vista cineasti come set
per le loro pellicole.

cineasti per ambientare i loro film alla le cose quanto più sono piccole e umili, I cenobi basiliani,
ricerca di atmosfere mistiche e tanto più sono grandi e belle nella loro fulcro della vita religiosa
orientaleggianti, come le recenti
pellicole La Passione di Cristo (2004) di
miseria, ha trovato uno scossone
estetico. Un’ulteriore conferma”. È Pier
e contadina del passato
Mel Gibson e The Nativity Story (2006) di Paolo Pasolini che così parla di questi I monaci seguaci di San Basilio, vescovo di Cesarea e
luoghi scelti per ambientare molte delle Cappadocia, giungendo nel Sud Italia dal VI secolo
Catherine Hardwicke per esempio, che per sfuggire ai Turchi e alle persecuzioni iconoclaste,
hanno trovato in Matera e i suoi scene del suo indimenticabile introdussero il rito religioso greco e uno stile di vita di
paesaggi i luoghi perfetti per ricostruire capolavoro cinematografico Il Vangelo comunità che ruotava intorno alle grotte ipogee fra
le ambientazioni dell’antica Galilea. secondo Matteo (1964). Quasi come se le quali la più ampia veniva adibita a chiesa mentre le
“Per me spirituale corrisponde a i profondi burroni della gravina in cui altre, più anguste, a miseri rifugi, dove i monaci vive-
vano in contemplazione mortificando le carni, oppure
estetico. Non religioso. La mia idea che improvvisamente precipita l’altopiano a depositi per gli alimenti. Ricavarono così, scavando
murgico e sulle cui pendici sorge la nella roccia fra Matera e Montescaglioso,
PIERPAOLO PASOLINI città, aprissero profondi squarci anche chiese e cripte rupestri decorate con una
E IL SUO VANGELO moltitudine di affreschi bizantini che proiet-
Il grande regista nell’animo umano. Posti solitari e sicuri,
tano in un mondo denso di spiritualità fatto
ambientò a Matera fra profonde fenditure carsiche, eletti fin di santi e anacoreti, raccogliendo intorno ad
alcune scene del suo dal Paleolitico come luogo ideale per

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esse la popolazione dei fedeli, divisa tra pre-
capolavoro “Il Vangelo trovare rifugio. Moltissime sono, infatti, ghiera e lavoro dei campi, e dando impulso,
secondo Matteo” (1964). accanto alle attività religiose, alla coltivazio-
ne e trasformazione dei frutti della terra.
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Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA

Nelle grotte di tufo che costellano la


LE CATACOMBE
EBRAICHE Murgia si sono rifugiati nei secoli
moltissimi monaci che le hanno Si trovano nei pressi
di Venosa e risalgono
al III-IV secolo, segno
splendidamente affrescate
della presenza di una

IN ALTO: La chiesa d’insieme sulla città, adagiata sui due anfiteatri naturali del
rupestre di Santa
Lucia alle Malve Sasso Caveoso e del Sasso Barisano con al centro lo sperone
con i suoi splendidi della Civita, il nucleo più antico dell’abitato, che toglie
affreschi del XII-XIII davvero il respiro. Un groviglio di case punteggiate dalle
secolo raffiguranti sagome slanciate di chiese e campanili sotto le quali brulica
la Vergine e diverse
figure di santi.
una città sotterranea fatta di cunicoli, cisterne per la
raccolta delle acque e chiese rupestri splendidamente
affrescate con capolavori di pittura parietale rupestre di
ispirazione latina e bizantina. Fra queste Santa Lucia alle

IPOGEI DA SCOPRIRE
Malve affrescata con dipinti del XII-XIII case spesso Nel solo Parco della
secolo raffiguranti la Vergine e diverse monovano e con Murgia sono ben
figure di santi. Poco distante il porte uniche centocinquanta le
Convicinio di Sant’Antonio che, d’ingresso che danno chiese rupestri tutte da
esplorare insieme con
scavato nella roccia nel XIV-XV secolo, su corti comuni con i loro tesori artistici.
ingloba quattro chiese rupestri al centro un pozzo
magnificamente affrescate che si per attingere
aprono su un’unica corte comune. l’acqua. È da quest’angolo della città
SOPRA: Particolare Sono San Primo, L’Annunziata, che si gode uno dei panorami più
della miriade di
pitture parietali che Sant’Antonio Abate e San Donato, la spettacolari sul Sasso Caveoso. Nel
decorano le chiese più imponente con i suoi grossi pilastri, Sasso Barisano si trovano, invece, le
e le cripte ipogee che sorreggono volte a crociera e chiese rupestri di San Nicola dei Greci,
della Città dei Sassi. soffitti a tenda, ricavati scavando nel con i suoi bellissimi affreschi
A DESTRA: Chiesa tufo secondo la filosofia del “vuoto nel duecenteschi, e della Madonna delle
Madonna della Virtù pieno” che sottende a tutte le Virtù, risalente all’XI-XII secolo, nella

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(XI-XII sec.) all’interno
della quale l’attivo architetture ipogee. Siamo nel rione quale il Circolo culturale “La Scaletta”
Circolo culturale delle Malve con le sue caratteristiche (via Sette Dolori 10, 0835/23.62.33, www.
La Scaletta, organizza
interessanti mostre.
BASILICATA
Matera e dintorni

“Una città bellissima, come immaginavo


BASILICATA BASILICATA
dovesse essere l’Inferno di Dante”

Museo della civiltà contadina (via San Giovanni Vecchio 60,


0835/34.40.57 oppure 328/6.11.34.54, www.museolaboratorio.
it), ricavato proprio in una di queste abitazioni risalente al ‘700
e sapientemente restaurata. Sono visitabili la cucina, la
cisterna per la raccolta delle acque piovane, la stalla, la
mangiatoia insieme ad arnesi e arredi dell’epoca. Su questa
scia anche le case-grotta del Casalnuovo (rione Casalnuovo,
0835/31.41.39, www.casagrottamatera.com) e di Vico
Solitario (vico Solitario 11, 0835/31.01.18, www.casagrotta.it).
Nella Civita svetta, invece, in tutta la sua maestosità il
Duomo, costruito fra il 1230 e il 1270, autentico capolavoro di
architettura romanica sulla cui facciata domina lo splendido

RAPITI DAL BELLO


Turisti incantantati lascaletta.net) Dall’esterno si gode un’altra bellissima Musma, un gioiello
organizza
di fronte a San Pietro vista sul groviglio delle case dei Sassi, le per la scultura
Caveoso (in alto) e alla
roccia su cui sorge
periodicamente
interessanti mostre.
architetture della Civita, dominata dalla
snella silhouette del campanile del
contemporanea
la Madonna de Idris Oltre mille metri quadrati di suggestive
Fra le numerose altre
(nella pagina affianco). Duomo, e, in basso, sul quartiere del
sale ipogee scavate nella roccia nelle qua-
chiesette ipogee Piano con i suoi sfarzosi edifici barocchi. li sono esposte più di 250 opere di artisti
della città notevoli Intorno ai gioielli artistici ipogei, inno alla italiani e internazionali. Sculture in bron-
sono anche San Giorgio al Paradiso, sobrietà delle linee ed esaltazione della zo, tufo, legno, ferro, marmo e ceramica,
Santa Barbara, con la sua pianta vivacità cromatica dell’arte decorativa, VITA DI CAMPAGNA disegni, incisioni, medaglie e libri d’arte.
trapezoidale e gli affreschi del XIII-XIV si snodano invece in tutta la loro Nel Museo della civiltà È tutto questo il Musma, Museo della Scul-
contadina, ricavato in tura Contemporanea di Matera, ricavato
secolo, Santa Maria De’ Armenis, San povertà le centinaia di abitazioni di una casa-grotta, arredi in uno degli edifici più significativi della
Pietro Caveoso e Madonna de Idris, da pochi metri quadrati che hanno d’epoca e arnesi per città, Palazzo Pomarici, noto anche come
cui si accede tramite un cunicolo alla ospitato a lungo negli stessi angusti il lavoro nei campi. Palazzo delle cento stanze, in via San Giaco-
cripta di San Giovanni in Monterrone (X ambienti animali e corposi nuclei mo, nel cuore del Sasso Caveoso. Annessa
alla struttura museale anche la Biblioteca
secolo), splendidamente affrescata e familiari. Si può avere una chiara idea Scheiwiller che custodisce oltre tremila vo-

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utilizzata in passato prima come di quelle che erano le abitudini di vita lumi fra monografie e cataloghi.

2
battistero poi come luogo di sepoltura. dei contadini materani visitando il Info: Cooperativa Artezeta, 320/5.35.09.10;
sito web: www.musma.it.
BASILICATA
Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
A Matera l’arcaico si
mescola al moderno
e l’essenziale allo
CAPOLAVORO
ROMANICO
sfarzo architettonico
Il Duomo, costruito
fra il 1230 e il 1270,
è un vero gioiello
d’architettura sacra.

rosone a sedici raggi. All’interno, diviso in tre navate, lo


stupefacente Giudizio universale, unico frammento giunto
a noi dell’originaria composizione pittorica medievale
attribuita a Rinaldo da Taranto, l’affresco della Madonna
della Bruna del XIII secolo, cui è dedicata una
coinvolgente festa popolare il 2 di luglio, un bel coro
ligneo del 1453, il sarcofago contenente le spoglie di San
Giovanni da Matera, nato nella Città dei Sassi intorno al LA CHIESA DEL
PURGATORIO
1070, il pregevole presepe del 1534 di Altobello Persio e Teschi e scheletri
Sannazaro di Alessano, oltre a diverse tele, affreschi e (particolare sotto)
decorano la facciata.

sculture di grande pregio. Da qui si facciata dedicata al


giunge rapidamente alla chiesa di San tema della morte
Francesco d’Assisi con la bella facciata decorata con teschi
MATERDOMINI
che ricalca, anche se in maniera più e scheletri, o la La chiesa venne fondata
sobria, le linee del barocco leccese, romanica chiesa di dai Cavalieri di Malta
costruita sull’antica chiesetta rupestre San Giovanni Battista. alla fine del Seicento
A SINISTRA: La sul preesistente edificio
facciata della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, affrescata e E ancora San
ancora oggi visitabile. Matera si Domenico, con la della chiesa rupestre
di San Francesco, del Santo Spirito.
che ricalca, con più assapora lentamente, “perdendosi” fra bella facciata
sobrietà, le linee del i vicoletti e le gradinate degli angoli più romanica e la
barocco leccese.
nascosti dei Sassi, capaci di offrire suggestiva cappella del Rosario, la
incredibili vedute sull’abitato e sugli chiesa di Materdomini, fondata dai
affascinanti panorami della Murgia, o Cavalieri di Malta alla fine del Seicento
fra le piazze e gli eleganti viali barocchi sulla preesistente chiesa rupestre del
del Piano punteggiati da splendide Santo Spirito, e Santa Chiara con

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architetture. Fra queste la chiesa del l’adiacente ex monastero, oggi sede

4
Purgatorio, con la particolarissima del Museo Archeologico Nazionale
BASILICATA
Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
Al crepuscolo i Sassi sembrano un enorme, stupendo, presepe

SFARZI BAROCCHI
cisterne e i cunicoli, attraverso cui veniva
Palazzo Lanfranchi è
il più bello dei palazzi
convogliata l’acqua in città, che
seicenteschi della città,
costituiscono il sofisticato complesso detto
sede del Museo d’Arte
La raccolta delle acque, e l’annessa chiesa
Medievale e Moderna.
rupestre del Purgatorio Vecchio. Infine il
Castello Tramontano, la cui costruzione iniziata nei primi anni
del XVI secolo non fu mai portata a termine a causa della
congiura del 1515 in cui cadde vittima il conte Giorgio
Tramontano che aveva voluto l’inizio dei lavori, e piazza

“Domenico Ridola” (via Ridola 24, tele spicca il famoso Lucania 61,
0835/31.00.58), scrigno di preziosi reperti celebrazione del mondo contadino e
che vanno dal Paleolitico all’epoca della realtà lucana, e a Luigi
greca e romana. Infine i numerosi edifici Guerricchio. Dalla piazzetta Pascoli,
nobiliari fra cui Palazzo Sedile, Bronzini, dedicata al grande poeta romagnolo
Alvino, Enselmi, ma soprattutto il che insegnò latino e greco al liceo
notevole Palazzo Lanfranchi, la più alta classico cittadino “Emanuele Duni”, si SANT’AGOSTINO
La chiesa fa parte
espressione di architettura barocca gode un’altra delle tante spettacolari parte dell’omonimo
della città con la sua stupenda viste sui Sassi. Trovarsi qui al tramonto, convento edificato
facciata asimmetrica. Ospita il Museo quando cominciano ad accendersi le su un costone
Nazionale d’Arte Medievale e Moderna prime lucine e le pietre chiare dei Sassi roccioso a cavallo fra
della Basilicata (piazzetta Pascoli 1, si colorano delle mille sfumature di rosa il XVI e il XVII secolo.
0835/25.62.62). Molto ricca la sezione e di arancio, diventa uno spettacolo
sei-settecentesca con i trecento dipinti davvero magico con la città che si
di scuola napoletana della “Collezione trasforma in un gigantesco presepe,

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D’Errico” ed estremamente interessanti autentico tributo alla bellezza. Non

6
quelle dedicate a Carlo Levi, fra le cui lontano meritano una visita anche le
SOPRA: Il Castello, mai ultimato per una congiura ordita contro il conte Tramontano.
BASILICATA
Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
Dalle case-grotta alla magnificenza del Barocco

La Madonna della Bruna,


festa di tripudio popolare
È dedicata alla protettrice di Matera
e viene festeggiata ogni anno il 2
luglio in quello che è un autentico
e suggestivo bagno di folla che in-
vade tutta la Città dei Sassi. La festa,
istituita nel 1389, comincia alle pri-
me luci dell’alba con la processione
“dei pastori” e prosegue nel pome-
riggio con il corteo dove l’effigie
della Madonna viene condotta per
le vie della città su un carro trionfale
trainato da muli bardati. Si tratta di
una magnifica opera artistica ador-
nata di scene e sculture di cartape-
sta ispirate a episodi biblici realiz-
zata dagli artigiani della città, il cui
ruolo viene tramandato di padre in
figlio. In serata il carro viene letteral-
mente assaltato e distrutto dalla fol-
la in tripudio,
desiderosa, come da tra- Vittorio Veneto, cuore nevralgico e abbandonare le d’avanguardia, riportate ancora oggi
dizione, di portarsi a casa, PIAZZA V. VENETO
luogo di incontro e passeggio della È il cuore nevralgicoloro abitazioni nei in molti manuali del settore, sui
ognuno nel suo piccolo, città. Sorge sul Fondaco di mezzo, il Sassi. A essere quartieri Serra Venerdì, La Nera, Spine
della città, uno dei
un pezzettino della sfar- luoghi di incontro
zosa creazione artistica vecchio piano cittadino, che è in coinvolti nella Bianche, e sul borgo agricolo La
parte visitabile con i suoi Ipogei che si e passeggio più progettazione Martella, a qualche chilometro dalla
(che verrà quindi costruita amati dai materani.
secondo altre forme l’anno estendono per più di cinquemila metri alcuni dei nomi città. Lasciatosi alle spalle lo scrigno
successivo), in segno di pro- quadrati e comprendono cisterne, più prestigiosi ricchissimo di opere d’arte di Matera
tezione e buon auspicio. negozi, magazzini e abitazioni in dell’architettura dell’epoca che può cominciare, salendo in macchina
Info: www.festadellabruna.it.
quella che è un’autentica città poterono sperimentare soluzioni verso il Belvedere di Murgia Timone,
sotterranea. Proprio da piazza Vittorio urbanistiche e architettoniche un altro viaggio altrettanto
TERRA DIVeneto gli amanti dell’architettura
FORMAGGI
contemporanea possono partire alla
La ricca tradizione UNA CITTÀ
scoperta dei quartieri-laboratorio
casearia contempla SOTTO LA CITTÀ
prodotti dicostruiti
alta fra gli anni ’50 e ’60 nella La piazza si estende
qualità come il
parte sud-ovest della città per dare al di sopra del
Pecorino di Filiano. Fondaco di Mezzo,

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una casa ai sedicimila abitanti che il vecchio piano

8
per legge dovettero pian piano cittadino, una
vera a propria città
sotterranea.
BASILICATA
Matera e dintorni

Il Parco della Murgia è uno scrigno


BASILICATA BASILICATA
incredibile di chiese rupestri e natura

CRIPTA PECCATO
ORIGINALE
Testimonianza fra
le più significative
di tutta l’arte
parietale italiana.

delle più antiche e significative testimonianze dell’arte


italiana poiché documenta il luogo cultuale di un cenobio
rupestre benedettino del periodo longobardo e, proprio per il
valore teologico e artistico degli affreschi, è stata definita la
Cappella Sistina della pittura parietale rupestre. Fra le altre
chiese ipogee la Madonna delle Croci, San Nicola all’Ofra,
San Vito, la Madonna degli Angeli, oltre alle cripte di
Sant’Eustachio, Cristo La Selva, Madonna di Monteverde,

TREKKING A GO-GO affascinante fra e grotte naturali utilizzate dall’uomo sin


Gli scenari naturalistici
archeologia, arte e dalla Preistoria (è il caso, per esempio,
del parco offrono
natura
sentieri molto belli fra della Grotta dei pipistrelli), scrigno di
rupi, grotte, cascateincontaminata alla decine e decine di insediamenti, come
e rarità vegetative. scoperta del Parco il Villaggio Saraceno, e chiese rupestri
Regionale (se ne contano ben centocinquanta). SOPRA:
Archeologico Storico Naturale delle Fra queste la splendida Cripta del Un particolare della
chiesa rupestre della
Chiese Rupestri del Materano, anche Peccato Originale (località Pietrapenta, Grotta del Sole.
noto come Parco della Murgia (info: a circa 14 chilometri da Matera; info e
SOTTO:
Ente Parco, via Sette Dolori 10, Matera, visite guidate, solo su prenotazione: Le chiesa ipogea
0835/33.61.66, www.parcomurgia.it). Cooperativa Artezeta, 320/5.35.09.10, della Madonna
Ottomila ettari compresi fra i comuni di www.artezeta.it oppure Fondazione degli Angeli,
Matera e Montescaglioso caratterizzati Zetema, 0835/33.05.82, www.zetema. splendidamente
org), anche nota come Grotta dei affrescata con
da profonde rupi, cascate (come dipinti multicolori.
quelle dello Jurio), sentieri fra rarità Cento Santi, con i suoi magnifici

31
vegetative (vi sopravvivono, infatti, affreschi del IX secolo raffiguranti

0
specie floristiche antichissime), gravine episodi della Genesi. È considerata una
UN MONDO DA ESPLORARE. Il Parco ha un’estensione di ben ottomila ettari fra
Matera e Montescaglioso con gravine e grotte utilizzate dall’uomo sin dalla Preistoria.
BASILICATA
Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
La collina materana è un vero incanto con i suoi dolci paesaggi
dorati punteggiati di masserie fortificate immerse nel nulla

Fra boschi e “grotticelle” PICCOLE RARITÀ


Il falco grillaio è il più
Grottole deriva il suo nome da “grotticelle”, locali piccolo dei rapaci,
ancora oggi utilizzati dagli artigiani per creare vasi raro in Europa, ha
e brocche in argilla. Da visitare i resti del castello trovato nella Murgia
longobardo, edificato nell’anno 851, la chiesa di il suo habitat ideale.
Santa Maria la Grotta, riconsacrata a San Rocco nel
XVI secolo, la seicentesca chiesa Madre e i suggesti-
vi resti della chiesa dei Santi Luca e Giuliano, detta
“Diruta” iniziata nel 1300 e mai ultimata. Grassano,
con i suoi edifici nobiliari fra cui i seicenteschi pa-
lazzi Municipale e Materi, e la chiesa Madre dedicata
a San Giovanni Battista (XVII secolo). Pomarico, nei
cui dintorni punteggiati di uliveti, vigneti e frutteti
sono stati ritrovati importanti reperti archeologici
dell’età greco-ellenistica. Da vedere il settecentesco
Palazzo Marchesale e le chiese barocche di San Mi-
chele, San Rocco e Sant’Antonio da Padova. Nei din-
torni, per gli amanti della natura, il Bosco della Man-
ferrata, habitat ideale, con i suoi cinquecento ettari,
per diverse specie animali fra cui il picchio reale.

Madonna del Giglio, Santa Lucia alla Torre Spagnola, Passarelli. Appena raccolta per le acque, oltre alla sala
Gravina, Grotta del Sole, Madonna oltre i confini del Parco si giunge ad del capitolo e la biblioteca
della Loe, a cui fanno da sfondo un altro dei capolavori artistici lucani, splendidamente affrescate con dipinti
creste e profonde gole scavate dallo l’abbazia di San Michele Arcangelo a del XVII secolo, alcuni dei quali
scorrere del tempo. Fra queste Montescaglioso, fondata dai attribuiti a Girolamo Todisco e alla sua
trovano il loro habitat naturale nibbi, benedettini nell’XI secolo e ampliata scuola. Non è l’unico esempio di
poiane, gheppi e soprattutto il falco e restaurata in seguito secondo edificio per comunità religiose. A
grillaio, molto raro nel resto d’Europa. splendide forme rinascimentali. poca distanza l’uno dall’altro
Intorno ai paesaggi aspri della Murgia All’interno s’intersecano e si inseguono sorgono, infatti, il monastero di
colline dorate ondeggianti di grano chiostri, portici, cellette, sistemi di Sant’Agostino (XV secolo), il convento
TERRA DIsu cui sorgono molteplici masserie
FORMAGGI
fortificate, in passato punti nevralgici
La ricca tradizione
dell’economia
IN ALTO A SINISTRA:
Una panoramica aerea regionale. Fra
del borgo di Pomarico. queste le masserie

33
AFFIANCO: La chiesa Monacelle,

2
detta “Diruta”, costruita Casino Venusio,
a Grottole nel XIV sec.
BASILICATA
Matera e dintorni

Montescaglioso con le sue opere d’arte


BASILICATA BASILICATA
è uno dei capolavori artistici lucani

A SINISTRA:
Veduta aerea di
Montescaglioso.
A DESTRA:
L’abbazia di San
Michele Arcangelo.

facilmente raggiungibili tramite sentieri che partono dal


centro storico. Fra queste Sant’Andrea e Madonna della
Murgia oltre alle cripte della Scaletta,
del Canarino, di Cozzo Sant’Angelo e di
Villa Irene. Percorrendo in direzione nord
la strada statale 380 che costeggia il
fiume Bradano si giunge negli splendidi
scenari dell’Oasi Wwf di San Giuliano, il

SOPRA: Il Carnevale
dei Cappuccini (XVII secolo) e il custodisce al suo interno quattro tele di di Montescaglioso,
monastero della SS. Concezione (XVIII Mattia Preti e che con il suo possente legato al mondo
secolo), oltre a diverse chiese campanile, alto 45 metri, domina tutto il contadino e alla
disseminate nell’abitato, dalla cui parte centro abitato. A ridosso del borgo, il fertilità della terra.
più alta si gode una vista magnifica cui nucleo originario risale al 1000 A SINISTRA: Esterno
sulla Valle del Bradano e, in lontananza, avanti Cristo (diversi sono, infatti, i dell’abbazia, fondata
sul Golfo di Taranto. Fra queste la ritrovamenti proprio intorno all’abbazia, dai benedettini
rinascimentale Santo Stefano e Santa dove oltre a corredi funebri del IV a partire dall’XI secolo.
Maria in Platea che, fondata nel 1065, è secolo avanti Cristo sono stati trovati
la chiesa più antica di Montescaglioso, anche numerosi reperti quali la statua
affrescata con dipinti rinascimentali e di Aiace Telamone, di età ellenistica,
barocchi. E ancora la chiesa oggi conservata nel Museo Nazionale
dell’Annunziata, annessa all’antico di Reggio Calabria), centinaia di
lazzaretto cittadino del XVI secolo, la caratteristiche cantine scavate nel tufo
chiesa di San Rocco, anch’essa del per conservare il vino. Poco distanti le

35
1500, e la settecentesca chiesa Madre chiese rupestri, ricadenti nel Parco della

4
dedicata ai Santi Pietro e Paolo che Murgia, risalenti al X-XI secolo
BASILICATA
Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA
San Giuliano è un vero eden per gli amanti del birdwatching

I segreti della Murgia


L’evoluzione geologica della Murgia, costituita da
rocce di origine sedimentaria formatesi in am-
biente marino e generate dall’accumulo di alghe
e conchiglie, parte 80 milioni di anni fa quando
cicli di subsidenza e processi di cementificazione
danno l’avvio alla formazione di un complesso di
rocce cretaciche (Calcari di Altamura) più antico e
profondo, su cui poggia uno strato di calcarenite, A SINISTRA:
la Calcarenite di Gravina, più recente, superficiale e L’aspro paesaggio
friabile, che costituisce la Murgia materana, nella della Murgia.
quale si distinguono a occhio nudo resti fossili di
animali marini. L’azione erosiva del torrente Gra- FOTO GRANDE:
vina combinata con i fenomeni di sollevamento I suggestivi
terrestre ha generato canyon, pinnacoli, vertigi- contrasti cromatici
nosi crepacci e grotte che, utilizzate come rifugio, dell’Oasi Wwf di
hanno favorito la presenza dell’uomo preistorico. San Giuliano.

cui lago artificiale, sbarramento al birdwatching. Da qui si sale a 1485 contro Federico il Cattolico e
Bradano, con una capacità di oltre Miglionico e al suo Castello del conclusasi con l’uccisione dei
cento milioni di metri cubi d’acqua, Malconsiglio che troneggia congiuranti. Dalla rupe su cui sorge lo
rappresenta una suggestiva macchia sull’abitato con la sua sagoma sguardo regna sovrano sulle bionde
d’azzurro, incorniciata da conifere, compatta interrotta da sette possenti colline circostanti, interrotte da poche
eucalipti e piante della macchia torrioni, del cui nucleo originario si ha radure e dal blu intenso della diga di
mediterranea, fra i paesaggi dorati testimonianza già in epoca San Giuliano, che si scorge in
dell’intorno. Con aironi, cavalieri longobarda. Al suo interno lontananza. Fra i tetti del centro
d’Italia, fischioni, cormorani, folaghe riecheggiano ancora le cupe e storico s’innalza il campanile
e numerose altre specie migratorie è sanguinolente atmosfere della famosa rinascimentale, decorato con
un vero paradiso per gli amanti del Congiura dei baroni perpetrata nel interessanti bassorilievi, della chiesa

OASI DI NATURA
Fra le tante specie che
popolano la Riserva

37
aironi, cavalieri d’Italia,

6
ECCELLENZA SCIENTIFICA cormorani, fischioni,
A 10 km da Matera si trova l’importante folaghe e molte altre.
Centro di Geodesia Spaziale.
BASILICATA
Matera e dintorni BASILICATA BASILICATA

del genio padovano, uno dei padri del Rinascimento italiano.


Del grande artista anche la tela raffigurante sempre
Sant’Eufemia, protettrice di Irsina. Molto interessante è il
complesso di affreschi trecenteschi della cripta della chiesa
di San Francesco mentre, al di fuori delle mura cittadine,
Miglionico e Irsina custodiscono autentici altrettanto interessanti sono i “bottini”, cunicoli sotterranei

capolavori architettonici ed artistici che tramite un sofisticato sistema idraulico garantivano il


necessario approvvigionamento d’acqua alla città.

SOPRA: Il ciclo di affreschi di San Francesco, a Irsina. SANT’EUFEMIA


Santa Maria Maggiore, eretta a partire all’Assunta, il cui nucleo originario risale SOTTO: Lo splendido polittico di Cima da Conegliano, Attribuita ad
dalla fine del XIV secolo. Al suo interno al Duecento. È inglobata nelle mura di della chiesa Santa Maria Maggiore a Miglionico. Andrea Mantegna,
lo splendido polittico di Cima da cinta cittadine e per questo assume le rappresentata
Conegliano, composto da diciotto sembianze di una fortezza. La facciata l’unica scultura ad
oggi ritrovata del
tavole, autentico capolavoro realizzato barocca introduce ad ambienti genio padonavano.
dal maestro veneto nel 1499. Molto altamente suggestivi, scrigno di
bella anche la scultura lignea della pregevoli tele di scuola napoletana e
Vergine in trono con Bambino e San opere uniche nel loro genere che
Giovanni Battista del XVI secolo. Da compongono la cosiddetta “Donazione
Miglionico, imboccando le statali 7 e De Mabilia”, dal cognome del prelato
96, si raggiunge, attraversando irsinese, rettore della Chiesa di Padova,
magnifiche distese di grano, un ulteriore che a metà XV secolo ne fece dono
capolavoro artistico della Lucania, alla città. Fra queste una scultura a
Irsina, importantissimo centro religioso e tutto tondo in pietra dipinta raffigurante
culturale nel Medioevo e in epoca Sant’Eufemia attribuita ad Andrea

39
rinascimentale. Ne è diretta Mantegna, che a tutt’oggi rappresenta

8
testimonianza la Cattedrale dedicata l’unica scultura mai ritrovata al mondo
BASILICATA
Matera e dintorni

ECHI DAL
BASILICATA BASILICATA
COMEDOVE
PASSATO QUANDO
La vita nei Sassi Come arrivare Fra commende e cavalieri
delle case-grotta Matera e i suoi dintorni si raggiungono, per
chi viene dall’Adriatico, seguendo l’autostrada
Anche il materano, come altre zone della regio-
ne, terra di passaggio dei crociati, porta segni in-
“Dentro quei buchi neri A14 fino a Bari Nord (l’aeroporto del capoluogo delebili lasciati dagli ordini cavallereschi. Gras-
dalle pareti di terra pugliese dista circa 60 chilometri) e da qui si sano venne fondata dai Cavalieri dell’Ordine di
vedevo i letti, le mise- segue la statale 96 per Altamura e poi la statale Pane Igp, vini Doc e olive Malta e la sua Commenda era la più ricca della
re suppellettili, i cenci 99 per Matera. Dal versante tirrenico si percor- Famoso per il suo straordinario sapore il pane Basilicata con ben 19 grancie alle dipendenze.
stesi. Sul pavimento re, invece, la A3 Salerno-Reggio Calabria fino Igp di Matera, che con la sua forma ricorda il Molto particolari i “Cinti”, chiese-cantina ipo-
erano sdraiati i cani, le all’uscita per Sicignano. Da qui la E847 fino a paesaggio della Murgia, viene preparato esclu- gee recanti simboli cavallereschi, proprio come
pecore, le capre, i ma- Potenza dove si imbocca la statale 407 Basen- sivamente con semola rimacinata di grano duro il santuario Madonna di Picciano, a Matera,
iali. Ogni famiglia ha tana per Metaponto fino all’uscita per Matera. lucano. I lunghi tempi di lievitazione e cottura altro luogo legato ai cavalieri-crociati.
in genere una sola di garantiscono alta digeribilità e una conserva-
quelle grotte per abita- zione che supera i 15 giorni. Ottimi anche i vini,
zione e ci dormono tutti fra cui i Doc Matera, l’olio, ottenuto dall’oliva
insieme, uomini, don- majatica (qui gli uliveti ricoprono ben l’80% del-
ne, bambini, bestie”. la superficie coltivabile), i funghi cardoncelli,
(da Cristo si è fermato le paste fresche, i salumi e i formaggi.
a Eboli). È così che si
viveva al tempo nei Sassi, in origine gioiello
urbanistico con canali di scolo e cisterne, orti
e giardini pensili, temperatura costante delle
grotte, sui 15 gradi, garantita dal tufo, che ne
facevano una città “salubre e ben protetta”,
come scrisse il cronista Eustachio Verricelli
nel 1595. Tutto questo dal ‘600 collassò con Eventi e tradizioni Passato e futuro a confronto
la crisi urbana e sociale legata alla moder- Calendario eventi molto ricco a Matera: Gez- In tutto il materano sopravvivono molte attività
nizzazione che travolse la piccola economia ziamoci, con grandi nomi del jazz, Womens artigianali del passato. Fra queste la lavorazio-
agricolo-pastorale a favore del latifondo. Ma- Fiction Festival, dedicato alla narrativa fem- ne di ceramica e cartapesta. Molto caratteristici
tera poi nel 1663 divenne capoluogo e sede minile, Festival Duni, dove la musica diventa sono i fischietti di Matera, in terracotta. Allo
della Regia Udienza Provinciale. Ne derivò regina, Estate a Matera, con accattivanti spet- Giuliana, la balena millenaria stesso tempo il materano punta al futuro con
grande sviluppo ma anche eccessivo incre- tacoli (Info: Apt, 0835/33.19.83). Nei dintorni Sulle rive del lago di San Giuliano sono stati la ricerca scientifica in vari ambiti. Uno di questi
mento demografico. Si costruì ovunque, orti caratteristico il Carnevale di Montescaglio- ritrovati i resti di una balena millenaria battezza- è rappresentato dal Centro di Geodesia Spa-
e giardini furono soppiantati da piani soprae- so con simboli propiziatori e campanacci per ta affettuosamente Giuliana. Il fossile, che sarà ziale dell’Agenzia Spaziale Italiana, fra le prin-
levati e stalle e cisterne divennero case-grotta scacciare il malanno e ricordare il ritorno delle esposto nel Museo Naturalistico, di prossima cipali strutture del settore nel Mezzogiorno, con
per i più poveri. Definiti “Vergogna nazionale” greggi (www.carnevale.montescaglioso.net). apertura all’interno dell’Oasi (www.oasisangiu- attività di telerilevamento e geodinamica.
da Alcide De Gasperi, che ne ordinò lo sgom- liano.com), risale a più di un milione di anni fa,
bero nel 1952 con legge nazionale, i Sassi e all´età pliopleistocenica, quando tutta l’area era
le loro case-grotta sono un pezzo di memoria ricoperta dal mare, e rappresenta un’incredibile
che non va dimenticato, importante tassello scoperta in quanto lo scheletro, della lunghez-

41
dell’identità della città, della regione e dell’uni- za di ben 15 metri, è praticamente intatto.

0
verso contadino del Mezzogiorno, diventati
oggi patrimonio e vanto dell’intera Nazione.
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
Nel regno di
boschi e castelli
Federico II ne rimase folgorato
eleggendolo suo eden per
la falconeria. È il verde
intenso delle immense
foreste ciò che, infatti, colpisce
di questa terra vulcanica, i paesi
patria dell’Aglianico Doc, di castelli da visitare
e antiche abbazie frequentate Melfi
nei secoli da re e regine, papi Venosa
Palazzo San Gervasio
e letterati, templari e briganti Banzi
Genzano di Lucania
Acerenza
CASTELLO DI Filiano
LAGOPESOLE Atella
Uno dei più
conosciuti e Rapolla
belli fra i castelli Lavello
federiciani dell’Italia Montemilone
meridionale.
Barile
Rionero in Vulture
Maschito
Ruvo del Monte

U
n’enorme, gigantesca foresta variopinte colline ricoperte di vigneti Tesori che offrono scorci fiabeschi fra Rapone
intervallata di qua e di là da (questa è la patria dell’Aglianico Doc, foreste incantate di faggi, cerri, San Fele
pennellate azzurre di laghetti e il re dei vini lucani), seminativi, uliveti e castagni, aceri e lecci che d’autunno Ripacandida
corsi d’acqua che interrompono la frutteti. Si presenta così vista dall’alto esplodono in una miriade di sfumature
Forenza

43
sconfinata distesa verde che, l’area nord orientale della regione, di gialli, rossi ed aranci, deliziosi laghetti

2
Ginestra
lentamente, da ovest verso est, si quel Vulture Melfese scrigno di incastonati nella folta vegetazione e
dirada lasciando il passo a più dolci e incredibili tesori naturalistici e artistici. antichi vulcani, come il dormiente
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fortezze, torri e borghi sono aggrappati ad alture inespugnabili

Monte Vulture (1326 metri) attorno alle cui ripide e boscose


pendici si estendono terreni che le preistoriche colate
laviche hanno reso fertilissimi. Ma anche borghi medievali,
insediamenti preistorici, aree archeologiche di straordinaria
ricchezza. E poi castelli, monasteri, fantastiche cattedrali
attorno a cui aleggiano atmosfere misteriose e storie di
personaggi leggendari che hanno reso quest’angolo di
ANTICHI SPLENDORI Basilicata da sempre fra i più affascinanti e floridi della
In alto, il castello regione. Re e regine, papi e schiere di religiosi, templari, e
cittadino che domina poi poeti e letterati, principi e musicisti, cavalieri, condottieri
il borgo e l’intorno, e
Palazzo Pastore, con la
sua torre uno dei più
interessanti della città. Sulle orme dei Templari MELFI
e finanche briganti
cui proprio le
fascino arcano che ammaliò perfino
Federico II di Svevia. In queste lande
Scorci della città
L’alleanza che legò i Nor- Templari) presentano impenetrabili selve
dove spicca il castello boscose, popolate da animali selvatici
manni alla Chiesa, con abbazie e cattedrali in cui Federico II offrivano un rifugio e sorvolate da rapaci d’ogni tipo,
Melfi (dal 1059 capitale del con simboli cavallere- promulgò le famose sicuro. Terra di Stupor Mundi aveva trovato il suo
Ducato di Puglia e sede di schi, allegorie, cripte Constitutiones
diversi concili papali fra con stanze segrete. conquista e di
Augustales nel 1231.
eden, amante quale era dell’arte della
cui quello che nel 1089 Come quella della Cat- battaglie, luoghi falconeria, a cui dedicò il trattato “De
preparò il terreno alla Pri- tedrale di Acerenza, a perfetti, data la arte venandi cum avibus”. Le costellò
ma Crociata in Terra Santa) cui si accederebbe da posizione strategica di collegamento di masserie regie, manieri e castelli. Fra
e Venosa al loro massimo una finestrella murata,
splendore grazie a Roberto che ha scatenato l’inte- fra l’antica Apuleia e la Campania, questi quello di Melfi, costruito in
il Guiscardo e Urbano II, concentrò nel resse di curiosi e appassionati della per controllare i commerci grazie a epoca normanna ma da lui fatto
Vulture Melfese, tappa obbligata per il materia che vorrebbero il leggenda- fortezze aggrappate a inespugnabili ampliare, è sicuramente uno dei più
ristoro materiale e spirituale dei crociati, rio Santo Graal (la coppa da cui bev- alture. Dauni e Sanniti, Romani e maestosi con le sue otto torri che
una serie di affascinanti presenze legate ve Gesù nell’Ultima cena) nascosto
al grande “indotto” della riconquista dei proprio qui. Oltre ai Templari hanno Longobardi, Bizantini e Normanni, dominano lo splendido borgo
“PASQUA DI SANGUE” insieme a Svevi, Angioini e Aragonesi. medievale reso inespugnabile da
Il declino di Melfi, fino ad allora luoghi della cristianità. Melfi, Venosa, lasciato tracce del loro passaggio al-

45
floridissima, è legato all’assedio Lavello, San Fele, Forenza (dove studi tri ordini cavallereschi, le cui gesta Ognuno ha lasciato gemme preziose un’imponente cinta muraria in parte
dei francesi, nella Pasqua del 1528, vogliono sia nato Ugo dei Pagani, rivivono ogni agosto in cortei storici del suo passaggio in una terra dal ancora visibile. Fu in questo castello
che la saccheggiarono uccidendo fondatore nel 1118 dell’Ordine dei a Forenza, Acerenza e Banzi.
ben quattromila persone.
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
In questi luoghi Urbano II costituì la lega
che condusse alla Prima Crociata

MEMORIE DAUNIE
Fra gli antichi tesori
esposti nelle sale
del Museo anche
ceramiche daunie,
pesanti armature
e armi in bronzo.

artistici ed architettonici partendo dalla Porta Venosina che,


con la sua forma ogivale, è uno dei sei antichi ingressi alla
città, costruita nel XIII secolo in occasione dell’ampliamento
delle mura di cinta cittadine voluto da Federico II. Di quel
SCRIGNO ARCHEOLOGICO periodo è l’arco ogivale mentre le due torri cilindriche furono
Tantissimi i reperti rinvenuti aggiunte nel ‘400. Sulla città svetta in tutto il suo slancio lo
nell’area molti dei quali conservati
nel Museo Archeologico Nazionale splendido campanile della Cattedrale, dedicata all’Assunta,
del Melfese, fra cui lo splendido risalente al 1056, su cui troneggia il simbolo normanno dei
Sarcofago di Rapolla (a sinistra).

che Federico promulgò nel 1231 le (0972/23.87.26) e custodisce preziosi RICCHI CORREDI
Il meraviglioso elmo
famose Constitutiones Augustales, reperti del VII-III secolo avanti Cristo italo-calcidiese in
anche note come Costituzioni oltre al Sarcofago di Rapolla, stupenda bronzo proveniente
melfitane, le norme che opera della seconda metà del II secolo da una delle tombe
riorganizzavano i diritti feudali proveniente dall’Asia Minore che sul di Lavello. Risale al
IV secolo avanti Cristo.
riconoscendo alle donne il diritto di coperchio reca la delicata scultura di
successione ereditaria. La città, una donna distesa. Sempre all’interno
raggiungibile con la statale 658 che si del castello, superato il ponte levatoio
imbocca dopo essersi lasciati alle che solca un profondo fossato, la torre
spalle, all’altezza dello svincolo di dell’Orologio, insieme con tutte le altre
Candela, l’autostrada A16 Napoli- torri, fa da cornice alle ampie corti
Canosa, è ricca di suggestioni interne e al palazzo baronale Doria,
medievali, vessillo di una storia gloriosa costruito su tre ordini con un’arcata
che la portò a diventare nel 1059 che offre l’accesso alla
capitale del Ducato di Puglia. Il cinquecentesca cappella gentilizia.

47
castello è oggi sede del Museo Usciti dal castello si può andare alla

6
Archeologico Nazionale del Melfese scoperta del borgo e dei suoi tesori
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
Questo è il regno dell’Aglianico Doc, il Barolo del Sud

FRA ASKOS
E CANDELABRI
MAESTOSA ASSUNTA
Alcune delle
L’armonica facciata altre meraviglie
La Strada del vino e l’interno della
Cattedrale dedicata
custodite all’interno
fra cantine e degustazioni all’Assunta, il cui
Museo Archeologico.
nucleo originario
I terreni di origine vulcanica che circondano il Monte
Vulture offrono un habitat perfetto ai vigneti da cui si risale all’anno 1056.
produce l’Aglianico del Vulture Doc, che già Orazio
celebrò in diverse delle sue opere. Non si può pertanto
non dedicare in questa terra un po’ di spazio ai sensi.
Degustazioni e visite guidate nelle caratteristiche cantine
scavate nel tufo vengono organizzate di frequente a Ri-
onero in Vulture, Venosa, Melfi, Rapolla, Barile, Acerenza,
Forenza, Maschito, Genzano, Ripacandida e Ginestra,
rivelandosi ottime occasioni per scoprire il carattere in-
confondibile del re dei vini lucani, sempre più ricercato
e apprezzato in Italia e all’estero, annoverato ormai da
tempo fra i più grandi rossi italiani. Colore rosso rubino,
sapore asciutto, sapido, caldo, armonioso che invec-
chiando diventa sempre più vellutato e che raggiunge
una gradazione media fra i 12 e i 15 gradi.

due grifoni. L’imponenza della sua Bambino, nel particolarissimo portale duecentesco
FASCINO MEDIEVALE
architettura testimonia il ruolo In questi luoghi ognibraccio sinistro a zig zag. Intorno a piazza Umberto I,
strategico che a lungo Melfi ebbe pietra trasuda storiedel transetto, da cuore della città, si snodano vicoletti
di un glorioso passato
anche nell’ambito del potere cui si accede al
come la Porta Venosina e palazzi gentilizi adornati da portali
spirituale. Fu, infatti, sede di diversi bel coro
(in alto), uno dei sei e decorazioni in pietra. Fra questi i
concili papali e in quello del 1089 il antichi ingressi alla città.
rinascimentale. palazzi Lancieri, Araneo, Pierri,
pontefice Urbano II costituì insieme ai Fra gli altri edifici Severini, Aquilecchia e Pastore, oltre,
Normanni quella lega che avrebbe sacri la cinquecentesca, anche se in in piazza Duomo, al settecentesco
poi condotto alla Prima Crociata seguito rimaneggiata, chiesa di Palazzo vescovile con la sua bella
verso i luoghi santi. All’interno della Sant’Antonio, la chiesa di San balconata barocca. Poco fuori della
TERRA DICattedrale numerose tele Lorenzo, col suo impianto ottagonale cinta muraria, si trova invece il rione
FORMAGGI
seicentesche, come quelle dipinte
La ricca tradizione e il nucleo originario risalente al 1100, Bagni, detto il Borgo, sede un tempo
da Andrea Miglionico, il pittore
casearia contempla la rinascimentale chiesa della delle attività produttive cittadine con
prodotti dilucano
alta di scuola giordanesca, altari Madonna del Carmelo, un tempo fornaci, botteghe e mulini. Fuori dal
qualità come il
barocchi finemente intagliati e un parte integrante del convento dei centro abitato, sulla statale 303 in
Pecorino di Filiano.

49
bellissimo affresco del XIII secolo Carmelitani, e la chiesa di Santa direzione Rapolla, si trova nei pressi

8
raffigurante una Madonna col Maria La Nova, con il suo del cimitero cittadino la cripta di
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA

S. MARGHERITA
La cripta è stata
scavata nel tufo,
nel XIII secolo.
RAPOLLA: Sotto,
la sua Cattedrale.

nacque nel 65 avanti Cristo, e di altre eminenti personalità


fra cui il principe Carlo Gesualdo da Venosa (vi nacque nel
1566), madrigalista impareggiabile e musicista fra i più
prestigiosi e discussi del tempo. L’antica Venusia, adagiata
fra fertili e dolci colline ricoperte di vigneti, uliveti e frutteti,
La cripta di Santa Margherita venne fondata dai Romani, anche se prima del loro arrivo

è un gioiello di arte rupestre era già abitata da popolazioni sannite, nel 291 avanti Cristo.
Ne restano ampie tracce nel Parco Archeologico (località

FRA SANTI E SOVRANI


Santa Margherita, affrescata con dipinti del XIII secolo Fra terme e antichi tratturi
Lo splendore degli
affreschi della cripta
straordinario raffiguranti storie della vita della Santa passando per ricche aree archeologiche
esempio di chiesa oltre a una Madonna col Bambino Rapolla è nota per il suo stabilimento termale mentre nel centro abitato, ag-
che raffigurano episodi
della vita di Santa rupestre risalente al seduta su trono mosaicato, secondo il grappato a un’altura, sono la Cattedrale dell’Assunta, del XIII secolo, la chiesa di
Margherita e il famoso XIII secolo. tipico stile bizantino. Sempre sulla 303, Santa Lucia (X-XI secolo) e quella del Crocifisso, eretta dai benedettini su una laura
Monito dei morti. basiliana e affrescata con dipinti del XIII secolo. Lavello (foto in basso) fu impor-
L’interno, scavato in direzione nord, alle pendici del tante punto di snodo per la transumanza con la Puglia e i suoi dintorni hanno re-
nel tufo vulcanico, Monte Perrone, meritano una sosta le stituito alla luce importantissimi reperti archeologici. Nel borgo si trova il castello
è affrescato con diverse pitture di masserie regie Leonessa e Parasacco, normanno dove morì nel 1284 il figlio di Federico II, Corrado IV. Fra gli edifici sacri
spicca la chiesa di Sant’Anna che custodisce al suo interno diverse opere d’arte
incredibile delicatezza e bellezza in istituite proprio dal re svevo, imponenti fra cui un’Annunciazione di Antonio Stabile. Montemilone, adornato di portali
stile bizantino. Raffigurano il martirio nelle loro forme fortificate. Mezzora in pietra e balconate in ferro battuto, sorge fra ondulate colline al confine con le
della Santa e scene della sua vita e di divide Melfi da Venosa, uno dei Murge pugliesi e nell’abitato spiccano le chiese di Santo Stefano (foto a destra)
e dell’Immacolata. Barile, il paese con origini albanesi (si rifugiarono nella zona
altri “guerrieri” del Signore oltre al capolavori urbanistici e architettonici fra ‘400 e ‘500 profughi in
cosiddetto Monito dei morti nel quale si della regione, inserito nella lista dei fuga dall’avanzata ottomana
vuole rappresentato Federico II in abiti borghi più belli d’Italia, a lungo fra i nell’allora Illiria), ravvisabili in
da falconerie. Non lontana un’altra centri artistici e culturali lucani più usi, costumi e dialetto. Carat-
teristiche le cantine dello Sce-

51
suggestiva chiesa supestre, quella importanti. Fu patria del grande poeta scio, grotte scavate nella roc-

0
dedicata a Santa Lucia, internamente latino Quinto Orazio Flacco che qui cia per conservare l’Aglianico.
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni
xxxxxx
Abbazie, chiese e cattedrali xxxxx da
pervase xxxx
BASILICATA BASILICATA coloxxxxxazzurri
storie leggendarieilepaesaggio
misteriose
IL FASCINO SENZA
TEMPO DELL’INCOMPIUTA
Cominciati nell’XI secolo
i lavori non vennero mai
ultimati. Un’incompiutezza che
offre spettacolari suggestioni.

ORAZIO FLACCO
Nacque a Venosa nel
65 avanti Cristo e di lui,
gran maestro d’ironia e
stile, rimane traccia in
quella che la tradizione
indica essere la sua casa.

San Rocco, 0972/3.60.95) dove sono terminati, cominciarono nell’XI secolo autorizzazione della Soprintendenza
visibili le terme, la domus, l’anfiteatro, nell’intento di creare assieme alla per i beni archeologici della
il complesso residenziale ed chiesa vecchia un’unica immensa Basilicata (info: 0971/2.17.19). Nel
episcopale. Accanto ad esso si abbazia della Trinità. Il colpo centro abitato non è da perdere la
sviluppa una delle più interessanti d’occhio è davvero straordinario con Cattedrale di Sant’Andrea, ultimata
testimonianze architettoniche muri e pilastri che disegnano la nel 1502 e costruita sulla precedente
paleocristiane del Sud Italia, pianta a forma di croce di un unico struttura dell’antica chiesa greca di
l’abbazia della Trinità con all’interno grande luogo sacro che ha per San Basilio. Vi si accede da un bel
preziosi affreschi e le spoglie di pavimento il prato e come soffitto il portale rinascimentale realizzato da
Roberto il Guiscardo ed altri membri cielo. Da qui, in direzione del cimitero, Cola di Conza, mentre il campanile,
della Casa si arriva alla collina della Maddalena alto ben 42 metri, si sviluppa su due
d’Altavilla. Nella dove sorgono le Catacombe ordini culminanti in una cuspide
parte posteriore si cristiane (IV secolo) ed ebraiche (III-IV piramidale in cui sono incastonate
erge, invece, la secolo), segno della presenza di una diverse iscrizioni romane. Gli interni
POTERE TEMPORALE E SPIRITUALE cosiddetta cospicua comunità ebraica nella sono abbelliti da svariate opere

53
Sopra, la chiesa del Purgatorio, con in Incompiuta i cui città in quel periodo. Solo queste d’arte fra cui il dipinto barocco di

2
primo piano la statua di San Luca, e, lavori, mai ultime sono visitabili previa Francesco Solimena che rappresenta
affianco, l’imponente castello cittadino.
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni

L’antica Venusia venne fondata dai


BASILICATA BASILICATA Romani nel 291 avanti Cristo

dalle rovine della città romana e al suo interno ospita la


sede del Museo Archeologico Nazionale (0972/3.60.95) con
ricche collezioni di reperti provenienti sia dall’area
archeologica cittadina che dai dintorni. Fra i più interessanti
monete, epigrafi, corredi funebri, elementi di decorazione
IL CASTELLO PIRRO DEL BALZO DIADUMENO architettonica, ceramiche, alcune anche daunie, fra cui
Venne fondato, con la sua pianta Fra i grandi tesori del spicca un askos a decorazione policroma, rinvenuto in
quadrangolare, nel 1470 ed è sede Museo anche la testa
del Museo Archeologico Nazionale. località Lavello e rappresentante un funerale indigeno
in marmo dell’atleta
Vi si accede da un ponte decorato greco risalente al II celebrato però secondo le usanze romane. Diversi anche i
da leoni di epoca romana (a sinistra). secolo dopo Cristo.

l’Assunzione della Vergine, e il piccolo


ma notevole affresco rinascimentale
polittico del ‘600 di autore ignoto
raffigurante la Creazione del mondo. E
La Passione di Barile, fra religione e simbolismo
dell’Adorazione dei magi, realizzato da ancora la rinascimentale chiesa di San Nella Settimana Santa sono davvero tante nel Vulture Melfese le rappresentazioni legate al dramma sacro della
Passione. Fra queste molto suggestive sono quelle di Atella, Rionero in Vulture, Rapolla, Forenza, Maschito
Simone da Firenze. Fra gli altri luoghi Martino che, invece, custodisce una e Venosa (info: www.aptbasilicata.it, sezione Eventi). La Via Crucis che prende luogo il Venerdì Santo a Barile,
sacri la rinascimentale chiesa di San splendida tavola bizantina del XIII al cui interno si respira il fascino di reminescenze albanesi, è la più antica – risale, infatti, al Seicento – e nota
Biagio, che custodisce al suo interno secolo raffigurante la Vergine. Sono poi della regione. Un evento di grandissima intensità emotiva che vede fra i suoi protagonisti, rigorosamente in
una Pietà in pietra del XV secolo, e la sicuramente da vedere anche costume, oltre a Gesù nella sua salita verso il Golgota e alle altre figure classiche menzionate nel Vangelo, anche
chiesa del Purgatorio, detta anche di l’edificio di origine romana che la personaggi-metafora creati dall’immaginario collettivo. Fra questi le trentatré bambine vestite di bianco, che
San Filippo Neri, con la sua bella tradizione indica come la Casa di rappresentano gli anni di Cristo, e la Zingara, adorna di gioielli, simbolo delle origini albanesi della comunità
locale, oltre che della ricchezza mista a pericolo e malvagità. La struggente processione, a cui ci si prepara setti-
facciata barocca. Al suo interno Orazio, la Tomba di Marcello, dove mane prima, è accompagnata da un intenso lamento funebre che coinvolge praticamente tutto il paese.
conserva, fra le altre opere d’arte, un sempre secondo la tradizione si vuole
riposi il corpo del console romano LA PASSIONE
IL PRINCIPE GESUALDO Claudio Marcello, e il Castello Pirro del La Via Crucis di Barile,
Venosa diede i natali nel con reminescenze
1566 a Carlo Gesualdo, Balzo risalente, con le sue possenti torri albanesi, è la più
impareggiabile cilindriche e la pianta quadrangolare, antica della regione.

55
madrigalista, fra i più al 1470. Vi si accede da un ponte

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prestigiosi e discussi decorato con due leoni provenienti
del suo tempo.
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
Dalle soleggiate colline dell’Aglianico Doc alle bellezze artistiche delle città storiche

FILARI ROSSO
FUOCO VIGNETI
Una delle tante Si trovano nei pressi
suggestive colline di Venosa e risalgono
ricoperte dai vigneti dial III-IV secolo, segno
Aglianico del Vulture. della presenza di una

palazzi nobiliari sparsi nella città. Fra questi quelli Calvino, De


Luca, Del Balì e Dardes, solo per citarne alcuni. Prima di
lasciare la città merita una visita anche il Sito Paleolitico di
Notarchirico, uno dei più importanti d’ Europa, databile fra
IN ALTO: Il fossato seicentomila e trecentomila anni fa, dov’è possibile
che introduce al
castello dove si trova ammirare ben undici livelli di scavo sovrapposti che hanno SOPRA: Uno dei
il meraviglioso ridato alla luce resti ossei di fauna preistorica di grossa taglia tanti vicoletti di
Askos Catarinella. quali elefanti, rinoceronti e bisonti, oltre a strumenti litici e Banzi, il borghetto
uno dei più antichi resti umani ritrovati nel Meridione, il intorno a cui si
SOTTO: La ricca trovano ricche
collezione di vasi aree archeologiche.
esposta nel Museo.
femore di una femmina adulta della costellato di ricchissime aree
specie Homo erectus. Da Venosa, archeologiche, come quelle in
percorrendo la provinciale 168, si contrada Cimitero e Montelupino, che
giunge a Palazzo San Gervasio, il cui hanno dato alla luce importanti reperti.
centro abitato, da cui si gode Nel territorio dell’antica Bantia Civitas,
un’ampia panoramica sulla vicina nel quale ricadeva anche quello che
Murgia pugliese, sorge su un oggi appartiene all’attuale Oppido
promontorio dominato da un castello- Lucano, venne ritrovata la famosa
GIOIELLO
maniero utilizzato da Federico II come Tabula Bantina, una lastra bronzea
URBANISTICO luogo per l’allevamento dei cavalli. In risalente al II secolo avanti Cristo e oggi
Nella pagina affianco, direzione sud si giunge a Banzi, l’antica custodita nel Museo Archeologico
in alto, un’immagine Bantia Civitas, dove nel 208 avanti
aerea di Venosa,
che è fra i borghi
Cristo, nel corso della seconda guerra PALAZZO
punica, il terribile condottiero SAN GERVASIO
più belli d’Italia.
cartaginese Annibale sconfisse i consoli Affianco, la chiesa
A DESTRA: Matrice dedicata a San
Catacombe ebraiche. romani Marco Claudio Marcello e Tito

57
Nicola. Il borgo si trova

6
Quinzio Crispino. È un territorio in posizione panoramica
sulla Murgia pugliese.
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
Scrigno di tesori naturalistici e tradizioni antichissime

BARILE: Veduta aerea


della cittadina e (sopra)
cantine scavate nel tufo.
GENZANO: Sotto, il
castello di Monteserico,
fondato intorno al 1000.

un pregevole polittico di scuola veneziana


risalente al XV secolo, e la Fontana Cavallina sulla
cui sommità spicca una scultura della dea
Cecere risalente al I secolo avanti Cristo. A tredici
RIONERO: Sopra, la chilometri a est del paese i resti del castello di
chiesa di San Marco. Monteserico, costruito intorno al Mille, utilizzato in
Nella cittadina nacque seguito anche da Federico II. Dal promontorio su
Giustino Fortunato. cui sorge la vista spazia sovrana sulle dolci colline
RAPONE: Sotto, la dorate che lo circondano. Da Genzano,
fontana del paese. Vi si
gode un bel panorama.

Nazionale di Napoli. bassorilievo trecentesco raffigurante Fra sentieri e torri angioine


Si tratta del più una Madonna col Bambino mentre Rionero in Vulture è uno dei maggiori centri per la vinificazione dell’Aglia-
importante reperto l’interno, che si presenta sotto forme nico da cui partono molte escursioni naturalistiche. Vi nacquero il meridio-
mai rinvenuto in barocche, custodisce diverse opere nalista Giustino Fortunato e il famoso brigante Carmine Crocco. Da vedere
lingua osca, quella d’arte fra cui un dipinto su tavola della il Museo di Storia Naturale presso l’abbazia di San Michele (0972/73.10.28).
cioè appartenuta Vergine, del XIII secolo. Da Banzi in Poco lontano da Rionero si trova Monticchio Bagni, con i suoi stabilimenti per
l’imbottigliamento delle acque minerali di origine vulcanica del Monte Vul-
agli Osci, la pochi minuti si giunge a Genzano di ture. Maschito. Nel XV secolo fu ripopolata dagli albanesi giunti nella zona.
popolazione di ceppo sannitico che a Lucania, antico insediamento romano Interessanti le chiese della Madonna del Caroseno, con l’affresco Madonna
partire dal VII secolo avanti Cristo aggrappato a uno sperone che offre con bambino (1558), e di Sant’Elia, del 1698. Ruvo
popolò parte dell’Italia centrale e un colpo d’occhio davvero unico sui del Monte offre panorami molto belli sul paesaggio
circostante. Da vedere la Torre angioina e i resti del SOPRA: Il delicato e
meridionale. In paese è possibile, valloni circostanti. Da vedere la chiesa cinquecentesco castello. Rapone. L’abitato, d’impian- dolcissimo affresco
invece, ammirare i resti dell’abbazia dell’Annunziata, del XII secolo ma to medievale, è decorato da portali e mascheroni in della Madonna con
benedettina risalente al IX secolo, la rimaneggiata nel Cinquecento, col suo pietra. San Fele è aggrappato a una scoscesa parete Bambino della chiesa
più antica della regione, e la chiesa di portale splendidamente decorato, la rocciosa. Da vedere i ruderi del castello e la chiesa ba- del Caroseno a
rocca Santa Maria della Quercia. Nei dintorni il Santua- Maschito.
Santa Maria, risalente all’XI secolo ma chiesa Santa Maria della Platea, rio della Madonna di A SINISTRA:
rimaneggiata nei secoli, con l’annesso fondata del 1400 anche se in seguito La possente Torre

59
Pierno (foto a sinistra),

8
convento. La facciata è ornata da un rimaneggiata, al cui interno custodisce risalente al 1189. angioina di
Ruvo del Monte.
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
SFARZO E MISTERO
Gli sfarzosi interni
della Cattedrale
che contrastano
coi i sobri esterni.
Nella cripta
qualcuno vorrebbe
nascosto il mitico
Santo Graal.

APOTEOSI DI FORME
In alto, il magnifico imboccando prima la statale 169 e poi le provinciali 122 e 6,
sistema architettonico si giunge, percorrendo tortuose strade punteggiate da
ispirato ai dettami del vigneti e uliveti, ad Acerenza, una delle cittadine medievali
Romanico di Cluny. più affascinanti della regione, inserita nella lista dei borghi
più belli d’Italia, da cui si domina l’Alta Valle del Bradano.
Fra vicoletti e piazzette si erge la Cattedrale dell’XI secolo
dedicata all’Assunta e a San Canio. Costruita secondo i Borghi medievali e paesaggi inviolati
dettami del Romanico importato da Cluny rappresenta, con
la sua sobria e imponente architettura e il magnifico sistema per un autentico tuffo nel passato
absidale, una vera apoteosi per gli estimatori di questo
genere architettonico. Prima di entrare nei maestosi interni
IN ALTO: Acerenza vale, infatti, la Tommaso e gli splendidi affreschi
ECCENTRICHE col suo preservato pena fare un giro rinascimentali di Giovanni Todisco che
ALCHIMIE
Una delle mostruose
impianto medievale. tutt’intorno per decorano la cripta con diversi
sculture di uomini e A SINISTRA: Uno degli
ammirarne in soggetti quali Sant’Andrea, San
animali avvinghiati affreschi della cripta
pieno la struttura Girolamo, la Donna dell’Apocalisse e
sul portale della della Cattedrale. È di
Giovanni Todisco. fra torrette e l’Adorazione dei magi. Diversi i palazzi
Cattedrale. In basso,
la sua sobria facciata.
absidi che ne di pregio che punteggiano il borgo
movimentano la fra i quali il cinquecentesco Palazzo
sagoma. Il portale d’ingresso è dell’ex Prefettura, proprio vicino alla
decorato da mostruose figure di Cattedrale, e i settecenteschi palazzi
animali ed esseri umani avvinghiati fra Gala e della Curia Vecchia, adornati
loro mentre all’interno sono custodite da stemmi e portali in pietra. Da non
numerose opere d’arte fra cui un perdere, in via delle Cantine, le
grande polittico di Antonio Stabile del antiche grotte scavate nella roccia
1583 raffigurante la Madonna del per la conservazione dell’Aglianico. In
Rosario in trono e Bambino che porge una quarantina di minuti,

0 61
il rosario a San Domenico con San imboccando la provinciale 113 e le
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
Intorno ai borghi boschi, colline e laghetti
che tingono di verdi e azzurri il paesaggio SOPRA:
Murales di Filiano.
A DESTRA:
La cattedrale
trecentesca del
borgo di Atella.

secolo e dipinti trecenteschi, oltre a una scultura lignea


raffigurante San Pietro del XV secolo attribuita ad Altobello
Persio. Interessante è anche la piccola chiesa di Santa
Lucia, fondata nel 1389, ma rimaneggiata a partire dal
Seicento, al cui interno si trova un affresco quattrocentesco
che rappresenta la Madonna Riparatrice. Proseguendo sulla
A DESTRA: : statale si incrocia il monastero-fortezza di
In piccolo, le pitture Santa Maria degli Angeli, fondato nel
rupestri in ocra ‘500. È da qui, lasciando poi la statale 93
di Tuppo dei Sassi
a Filiano, risalenti e salendo fra tortuose stradine, che si
al periodo Mesolitico. giunge, quasi a chiudere un

panoramiche strade di Coste Castello, nel territorio DOLCE VITA


comunali interne si comunale di Avigliano, e venne PAESAGGI Molti gli eventi legati
DELL’ANIMA alla ricca tradizione
passa per il Lago di utilizzato come rifugio anche dai Intorno a Genzano vecchi enogastronomica
Acerenza e le briganti. Da qui, percorrendo la statale casolari e dolci colline locale. Fra questi, a
località Ramonnino, 93, si giunge a Filiano, famoso per il suo ricche di suggestioni. inizio settembre, il
San Giorgio e pecorino a cui è ded icata una Festival Aglianica
dedicato agli amanti
Possidente, prima di gustosa sagra all’inizio di settembre. In del buon vino.
SOPRA: L’ingresso giungere a Castel località Tuppo dei Sassi una serie di
al castello federiciano
di Lagopesole. Lagopesole (vedere pitture rupestri in ocra, risalenti al
IN ALTO: L’impattante foto d’apertura di Mesolitico e raffiguranti scene di
Acerenza, inserito questa sezione), uno caccia, testimoniano che la zona era
nella lista dei borghi dei più bei castelli abitata già in epoca preistorica. Poco
più belli d’Italia. federiciani del più a nord Atella con la trecentesca
Meridione, tanto cattedrale Santa Maria ad Nives il cui
amato dallo Svevo e da questi portale reca inusuali decorazioni di

63
utilizzato come residenza di caccia. stampo islamico. All’interno conserva

2
Svetta sui boschi della Riserva naturale pregevoli sculture in legno del XIV e XV
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni BASILICATA BASILICATA
Ripacandida è stata definita la Piccola Assisi di Basilicata

MONTICCHIO
Sull’azzurro dei
due laghetti
vulcanici si
Fra cicli di affreschi specchia l’antica
abbazia di San
e tradizioni albanesi Michele (XI secolo).
Ripacandida. Vi si gode una splendida vista sul
Monte Vulture e all’ingresso dell’abitato la gotica
chiesa di San Donato custodisce un bellissimo ciclo
di affreschi realizzati da un ignoto maestro lucano
del XV secolo. Raffigurano scene del Vecchio e
Nuovo Testamento, figure di santi e allegorie del-
le Virtù. A Forenza spiccano la chiesa medievale
dell’Annunziata, a cui si accede tramite un portale
del XIII-XIV secolo, e il seicentesco convento dei
Cappuccini con la chiesa del Crocifisso. Gli abitanti SAN DONATO
di Ginestra sono di orgine albanese e conservano In basso lo splendido
riti e tradizioni loro proprie. Da vedere la chiesa Ma- ciclo di affreschi
che accomunano
dre, dedicata a San Nicola e risalente al 1500, e la
Ripacandida alla
chiesa della Madonna di Costantinopoli, fondata nel
città del Poverello
1588, anche se in seguito rimaneggiata. affrescata da Giotto.

immaginario cerchio magico su IN ALTO A SINISTRA: bizantini. Il suo post-unitario, custodi inviolabili di
questa terra dalle magiche splendido edificio,
La chiesa Madre di San superstizioni e leggende, storie di
atmosfere, ai Laghi di Monticchio, i che oggi ospita il
Nicola, a Ginestra (foto maghi e fattucchiere, strane
due specchi d’acqua di origine grande), e la chiesa del
Museo di Storia creature e folletti, come il Monacello,
Crocifisso di Forenza
vulcanica ai piedi del Monte Vulture. Naturale del
(nella foto piccola). detto Scazzamauridd, lo spiritello
Sul più piccolo si specchia dall’alto Vulture (per info: burlone e dispettoso
l’abbazia di San Michele, fondata 0972/73.10.28), è dall’inconfondibile berretto rosso, in
dai benedettini nell’XI secolo su appeso a un costone roccioso cambio del quale, qualora si riuscisse
preesistenti grotte abitate da avvolto da impenetrabili boschi, a sfilarglielo dalla testa, sarebbe
monaci basiliani e nei cui meandri nascondiglio perfetto per molti disposto a rivelare il nascondiglio di
TERRA DIsono custoditi splendidi affreschi briganti soprattutto nel periodo grandi tesori.
FORMAGGI
XXXXXXX
AGGI
LaTie vel irit, quatin
henim zzrilla

65
facipsustrud tet utpat

4
lore et augue mod dio
doloreet
BASILICATA
Vulture Melfese e dintorni

ECHI DAL
BASILICATA BASILICATA
COMEDOVE
PASSATO QUANDO
Terra di briganti Come arrivare Rarità del Vulture
per il riscatto di un popolo Il Vulture Melfese si raggiunge, per chi viene
dall’Adriatico, seguendo l’autostrada A14 da
Nella Riserva naturale orientata Grotticelle, nei
pressi di Rionero, proprio ai piedi del Monte
Bologna fino a Foggia, da qui si segue la statale Vulture, vive la rarissima Bramea europea,
“È intorno a noi il 655 fino allo svincolo Candela dove si imbocca una farfalla notturna appartenente alla famiglia
timore e la compli-
cità di un popolo. la statale 658 in direzione Potenza fino a Melfi. Eventi fra sommelier e miele delle Brameidi che è costituita da appena cin-
Quel popolo che Dal versante tirrenico si percorre, invece, la A3 All’Aglianico, ma anche ai numerosi vini prodotti in
que generi e dieci specie. È considerata una
disprezzato da regi Salerno-Reggio Calabria fino all’uscita per Sici- altre aree della regione e dell’Italia, è dedicato ogni
sorta di “fossile vivente” del Miocene (26-7
funzionari ed infidi gnano. Da qui la E847 fino a Potenza dove si anno all’inizio di settembre il festival Aglianica (www.
milioni di anni fa) che si trova soltanto in Asia.
piemontesi sentiva imbocca la statale 658 fino a Melfi. Oppure A16 aglianica.it), un importante appuntamento nazionale
A scoprirne l’esistenza nel 1963 il noto entomo-
forte sulla pelle che Napoli-Canosa, uscita Candela e poi Melfi. logo altoatesino Federico Hartig.,
a noi era negato dedicato agli amanti del buon vino, con degustazioni
ogni diritto, anche la accompagnate da diversi eventi collaterali che si ten-
dignità di uomini. E gono nelle suggestive dimore storiche dei borghi della
chi poteva vendicarli zona. A Ripacandida, città del miele, si svolge, invece,
se non noi, accomu- in agosto la gustosa Mostra mercato del miele lu-
nati dallo stesso de- cano (info: www.aptbasilicata.it, sezione Eventi).
stino? Cafoni anche
noi, non più disposti a chinare il capo. Calpestati,
come l’erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestati ci
vendicammo. Molti, molti si illusero di poterci usare
per le rivoluzioni. Le loro rivoluzioni. Ma libertà non
è cambiare padrone. Non è parola vana ed astratta.
È dire senza timore, è mio, e sentire forte il posses-
so di qualcosa, a cominciare dall’anima. È vivere di
ciò che si ama. Vento forte ed impetuoso, in ogni
generazione rinasce. Così è stato, e così sempre
Nel segno di Federico II Acque minerali e castagne
In agosto il Castello di Lagopesole diventa teatro del Sgorgano copiose dal Monte Vulture alimentando
sarà...” (dal cinespettacolo La Storia Bandita). A pro-
Palio dei tre feudi e della rievocazione storica Alla ricche fonti che danno vita ad acque minerali, imbotti-
nunciare queste parole l’attore che nello spettacolo
impersona Carmine Crocco, nato a Rionero nel corte di Federico (www.allacortedifederico.com), gliate nei numerosi stabilimenti della zona, apprezzate
1830, leader assoluto del brigantaggio lucano post- con tornei di arcieri e un’atmosfera che richiama quel- in Italia e all’estero per le loro proprietà organolettiche.
unitario, il movimento di insurrezione delle masse, la di un villaggio in festa con menù medievali e sfilate Il Vulture Melfese con i suoi boschi è ricco anche di
dei poveri, degli ultimi, delusi dalle promesse non in costumi d’epoca di nobili, dame, giullari, mangia- castagne. Il marroncino di Melfi è ottimo per marrons
glacés e piatti della cucina tipica locale. A ottobre pro-
mantenute dal Governo unitario rispetto alle spe- fuoco, falconieri. Proprio all’arte della falconeria, gran-
de passione dello Svevo, è dedicato in ottobre a Melfi
Anche olio e formaggi prio alle castagne sono dedicati due eventi. A Rapolla:
ranze di riscatto suscitate da Garibaldi. E proprio il A Melfi, Rionero, Barile, Rapolla, Acerenza, La-
Vulture Melfese fu cuore nevralgico della protesta il Convegno internazionale di falconeria e raduno Cantine aperte e Sagra delle castagne (info: www.
di falconieri, con eventi che fanno rivivere le atmosfe-
vello, Venosa si produce l’ottimo olio extraver- comune.rapolla.pz, 0972/64.71.11); a Melfi: la Sagra
che durò un quinquennio e coinvolse migliaia di
contadini che si unirono alle bande dei briganti Ca- re federiciane (info: Proloco di Melfi, 0972/23.97.51). gine Vulture Dop a base dell’oliva più diffusa della Varola (info: Proloco, 0972/23.97.51).
ruso, Ninco Nanco, Schiavone, Tinna ed altri. Una nel territorio, l’ogliarola, detta anche “rapollese”,
storia che rivive nel Parco Storico Rurale e Ambien- che fruttifica su terreni di origine vulcanica. Fra i
tale della Grancia (www.parcostorico.it), a Brindisi di tanti formaggi che vengono prodotti nella zona
Montagna (nella vicina Valle del Basento), attraver- il pecorino di Filiano, cui viene dedicata una

67
so il cinespettacolo La Storia Bandita, la più grande gustosa sagra all’inizio di settembre (info: Pro-

6
performance multimediale di teatro popolare in Italia loco di Filiano, www.prolocofiliano.it).
fra effetti speciali e centinaia di comparse.
BASILICATA BASILICATA BASILICATA
Maratea e dintorni

Dove il Tirreno i paesi da visitare


Maratea

è un po’ più blu


Rivello
Lagonegro
Lauria
Trecchina
Nemoli

Incorniciato da tre parchi


nazionali il tratto di costa lucana
che si affaccia sul Tirreno è
un inno alla natura e ai suoi
contrasti con scogliere a picco
sul mare cristallino, spiagge
incontaminate, deliziose
calette e un entroterra custode
di inaspettate sorprese fra laghetti
glaciali e borghi-presepe

Pennellate d’azzurro
Il mare della costa
marateota è una serie
sconfinata di suggestivi
intrecci cromatici, proprio
come questo...

N
ell’antichità i Greci la all’interno del Golfo di Policastro, con a preservati da una politica di
chiamarono la Dea del mare, da nord la Campania e a sud la Calabria. cementificazione più controllata che
Thea maris. Oggi la si conosce Trentadue chilometri di coste fra le più altrove, allo stesso tempo esclusivi ma
come la Perla del Tirreno. Appellativi belle d’Italia, più volte insignite della discreti, punteggiati di ville e costruzioni

69
che danno subito l’idea di quello che Bandiera blu, in uno degli scenari perlopiù a basso impatto ambientale

8
effettivamente è Maratea, unico paesaggistici più selvaggi e che si mimetizzano perfettamente nella
sbocco lucano sul Tirreno, incastonato incontaminati dell’intera costa tirrenica, folta vegetazione che le circonda. Un
BASILICATA
Maratea e dintorni
angolo di paradiso in terra
BASILICATA BASILICATA
incorniciato da tre dei più bei parchi Un’incredibile tavolozza
cromatica caratterizza tutta la costa
naturalistici del Meridione, a sud-est il
Parco nazionale del Pollino e a nord i
parchi nazionali dell’Appennino
Lucano Val d’Agri Lagonegrese e
del Cilento e Valle di Diano,
ricadente in territorio campano. Una
terra di contrasti unici e
indimenticabili a partire dal verde
intenso della folta vegetazione che
in alcuni tratti si spinge fin quasi al
pelo dell’acqua creando un gioco
di incomparabili contrasti con gli
azzurri del cielo e del mare. È la terra
dei fantastici tramonti e
dell’abbagliante luce tirrenica, delle
candide spiagge alternate ad
aguzze scogliere che si gettano a

COLORI E PROFUMI
INEBRIANTI
La costa è ricoperta
da una lussureggiante
vegetazione che si
spinge fino al pelo
dell’acqua con le tinte
multicorlori e i profumi
intensi delle fioriture.

picco nel mare piante di agave e, man mano che si


SCORCI DA
SOGNO formando piscine sale di quota, aromatici e più cupi
La frastagliata costa naturali dalle boschi di cerri, carpini, lecci, aceri e
è un alternarsi di sfolgoranti sfumature olmi che rivestono i colossi appenninici
scogliere a picco turchesi raggiungibili fra cui svetta il Monte Papa (2005
sul mare, spiagge e
fantastiche calette. solo via mare o metri), la cima più alta del complesso
attraverso ripidi del Sirino, e fra le maggiori della
sentieri. Luoghi di regione. Ai loro piedi si fa strada la
profumi inebrianti e fioriture dai colori fertile Valle del fiume Noce con le sue
sgargianti. Ginestre, fiordalisi, orchidee, ottime e abbondanti coltivazioni di
asfodeli, euforbie e tanti altri tipi di fiori, ortaggi fra cui spiccano i grandi
come la rara Primula palinuri, sembrano pomodori di Massa e le cipolle rosse,
quasi fare a gara fra loro per arricchire il fagiolini e tante altre prelibatezze della
più possibile la tavolozza cromatica natura. Questo è il punto dove gli ultimi
della costa digradante verso il mare. E tratti in superficie dell’Appennino

71
poi cespugli di ginepro, erica, finocchio improvvisamente precipitano nel Tirreno

0
selvatico e mirto, fichi d’India, pini e frantumandosi in mille anfratti e strette
BASILICATA
Maratea e dintorni

Qui l’ultimo tratto dell’Appenino precipita


BASILICATA BASILICATA nel mare frantumandosi in mille anfratti

SPIAGGE
INCONTAMINATE
Ampie o piccole,
selvagge o attrezzate.
Ce ne sono davvero
per tutti i gusti.

calette e spiagge come quelle dell’Anginarra e Luppa, con


sabbia scura mista a ciottoli, divise l’una dall’altra da una
scogliera. E ancora le spiagge di Grotta della Scala, di
Porticello e Marizza. Sempre seguendo la litoranea in
direzione sud si giunge alla frazione di Cersuta, punteggiata CONTRO I SARACENI
di spiaggette davvero incantevoli come quella di Capo la Le numerose torri di
Nave e Rena Carruba, raggiungibile solo via mare, e, un po’ avvistamento che
più grande, la spiaggia d’u Nastru, proprio sotto lo sperone a punteggiano la costa
venivano costruite
picco sul mare sul quale sorge la torre Apprezzami l’asino, per difendersi dalle
incursioni via mare.

insenature che rendono la costa un frastagliata costa, tutte le località La Grotta delle Meraviglie,
susseguirsi di vertiginose voragini, isolotti
e calette di fine sabbia o piccoli ciottoli,
costiere ricadenti nel territorio
marateota. Nella parte più a nord,
un autentico eden speleologico
pinnacoli rocciosi e grotte naturali. Fra quella confinante con la Campania, la La grotta venne scoperta agli inizi degli anni Venti da alcuni operai
durante la costruzione della statale 18 che, nel recuperare un mar-
queste la Grotta delle Meraviglie, in frazione di Acquafredda è un susseguirsi tello caduto in una fenditura rocciosa, si trovarono improvvisamen-
località Marina di Maratea, uno dei di spiaggette incastonate fra le rocce e te di fronte allo sbalorditivo spettacolo naturale delle cascate e dei
gioielli naturalistici della zona con le sue suggestive grotte marine come la ricami di stalattiti e stalagmiti della grotta creati dall’infaticabile e
fantasiose sculture di stalattiti e Grotta del Sogno, una delle più millenaria azione dell’acqua. Si tratta di una delle grotte turistiche
stalagmiti. La si raggiunge percorrendo imponenti della costa, del Fogiaro, di Zu più piccole e preservate dell’intero territorio nazionale con un disli-
vello di circa otto metri. Si presenta come un unico ambiente ornato
la statale 18 che collega peraltro, monaco, delle Colonne, in prossimità di da colonne, stalagmiti e stalattiti di grosse dimensioni che le hanno
offrendo meravigliosi scorci sulla Punta dei Crivi, lo sperone che fatto guadagnare il nome che porta. Alzando gli occhi molto belle
precipitando nel mare fa da sono le filiformi stalattiti (spaghetti in gergo speleologico), talmen-
NATURA PER SPELEOLOGI spartiacque fra il territorio di Maratea e te delicate che a volte bastano le sole onde sonore emesse da
Le tante grotte naturali, un qualsiasi rumore a spezzarle. Visite: Cooperativa Mar-Ar-Ethea
di cui molte allagate quello di Sapri. E ancora la Grotta dei (Maratea, via Profiti 14, 333/1.11.94.42).
dal mare, sono oggetto Pipistrelli e del Dragone, autentiche

73
continuo di studio ed cattedrali di roccia. Su questo tratto
esplorazione da parte della costa si trovano una miriade di SCULTURE CALCAREE. La grotta è uno dei gioielli naturalistici della
degli speleologi. zona con imponenti e fantasiosi ricami che l’azione dell’acqua e dei
minerali in essa disciolti ha creato sotto forma di stalattiti e stalagmiti.
BASILICATA
Maratea e dintorni

La barca rappresenta il modo migliore per


BASILICATA BASILICATA esplorare gli angoli più segreti della costa
NEL CUORE DEL
GOLFO DI POLICASTRO
Per la sua posizione
strategica è perfetto per
molte escursioni anche
fuori dai confini regionali.

LE CATACOMBE
EBRAICHE
Si trovano nei pressi
di Venosa e risalgono
al III-IV secolo, segno
della presenza di una

costruita come le diverse altre torri d’avvistamento che


punteggiano la costa, nel XVI secolo come difesa dalle
incursioni saracene. Fra queste torre dei Crivi, Acquafredda,
Filocaio, Santavenere e Caina dalle quali si godono viste
panoramiche davvero stupende. Oltre Cersuta, in direzione
Maratea centro, Fiumicello con la sua bella spiaggia, una
delle più ampie della costa marateota, incorniciata dalla
folta vegetazione che si spinge fino al mare e da alcune
grotte nelle quali sono stati trovati reperti e resti di animali

MARE E COSTE preistorici. Si estende nella baia fondali rocciosi, che Il PORTO DI MARATEA
DA ESPLORARE Pittoresche atmosfere
Questo è un vero dominata da Punta Santavenere nelle si alternano alle tinte circondano il porticciolo
paradiso per chi ama cui acque si ergono gli scogli di caraibiche in turistico, ben attrezzato
andare in barca alla Calicastro e Calicastriddu. Ancora più a corrispondenza dei e in grado di ospitare
scoperta di isolotti, sud, in località Porto, la spiaggia di tratti sabbiosi imbarcazioni anche di
intime calette e notevoli dimensioni.
anfratti nascosti. ciottoli di Maremorto, quella più ampia creando abbaglianti
del Crivo e poi le spiaggette Funnicu contrasti col chiaro
reggiu e d’i Vranne, raggiungibili solo delle rocce calcaree della terraferma,
via mare. In barca è possibile esplorare a sua volta sormontata dal verde della
anche le grotte di San Giorgio e dei vegetazione. Dal pittoresco porto
Monacelli, con le sue splendide turistico di Maratea, molto ben
sfumature azzurre generate dalla attrezzato e in grado di ospitare
rifrazione dei raggi solari proveniente da imbarcazioni anche di notevoli
una profonda fenditura subacquea. dimensioni, partono numerose
Vista dal mare la costa dona scorci escursioni organizzate alla scoperta

75
davvero emozionanti con le tonalità proprio degli angoli più selvaggi e

4
scure dell’acqua, dovute ai profondi incontaminati della costa. Diverse sono
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fra spiagge, calette e isolotti incontaminati dai ricchissimi e multicolori fondali
FONDALI AL
MULTICOLOR
Madrepore, gorgonie
gialle e posidonie
creano spettacolari
praterie subacquee.

di un’alta parete rocciosa ricoperta di pini a picco sul mare,


e del Macarro, completamente immersa nel verde della
macchia mediterranea. Chiude il tratto costiero marateota,
prima del confine con la Calabria, la frazione Castrocucco,
con la sua torre Caina che sorge su un vertiginoso scoglio a
SCRIGNO DI STORIA picco sul mare da cui si gode una delle più emozionanti viste
Dal mare continuano sulla costa e le calette disegnate dalle frastagliate pareti
ad affiorare reperti rocciose circostanti. La spiaggia d’a Gnola, ai piedi della
archeologici, custoditi Serra di Castrocucco e dei ruderi dell’omonimo castello
nel museo cittadino.

anche le strutture che offrono la


possibilità di fare immersioni guidate
importanti giacimenti mediterranei di
anfore e ancore dell’Età romana,
L’isola di Santo Janni
(per entrambe le attività, info: Apt alcune delle quali si possono ammirare Un’antica tradizione racconta che Ulisse, nel suo viaggio
di ritorno a Itaca, approdò per una sosta proprio su que-
Maratea, piazza del Gesù 32, nella mostra permanente di sto suggestivo isolotto roccioso i cui fondali si sono rive-
0973/87.69.08) alla scoperta degli archeologia subacquea “Dal mare alla lati un incredibile scrigno archeologico con centinaia di
stupendi fondali fra profondi anfratti e terra” allestita presso il museo del anfore e numerose ancore di epoca romana, risalenti per
multicolori madrepore, gorgonie gialle settecentesco Palazzo De Lieto (info: lo più al 300 avanti Cristo. E questo perché l’isola veniva
utilizzata dai Romani per la produzione e commercializ-
e posidonie che creano spettacolari 0973.87.76.76), nel centro storico di zazione del Garum, una tipica e molto apprezzata salsa
praterie subacquee popolate da Maratea. Dal porto, via mare oppure ricavata dalle interiora di pesce. Di questa attività sono
vermocani, stelle marine, granchi, via terra seguendo la litoranea in state ritrovate testimonianze sull’isola in alcune antiche
polipi, ricci e diverse altre specie ittiche direzione sud, si raggiungono le belle e vasche in cocciopesto adatte alla macerazione del pesce.
E intanto i fondali marateoti continuano a restituire alla
quali orate, dentici, saraghi, cernie, variegate spiagge della frazione Marina luce importanti reperti archeologici come il recente ritro-
cefali e pezzogne. Abissi che di Maratea. Fra queste Cala Jannita, vamento, avvenuto nell’ottobre 2009 al largo della costa,
custodiscono gelosamente anche dalla sabbia scura, la spiaggia di Illicini, a oltre seicento metri di profonfità, di ben duecento an-
preziose testimonianze del passato fatta di sassi, e le spiagge di fore del III-IV secolo avanti Cristo. Santo Janni dà inoltre
rifugio alla Podarcis sicula paulae, anche detta Drago di

77
come quelle rinvenute intorno all’Isola Calavecchia, una sottile striscia di

6
Santo Janni, una lucertola bruno-azzurra, molto rara e
di Santo Janni, divenuta fra i più sabbia mista a sassi che si apre ai piedi per questo inserita fra le specie sottoposte a tutela, che si
nasconde fra i più inaccessibili anfratti rocciosi.
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
Le scogliere gettandosi a picco nel mare formano piscine
naturali dalle sfolgoranti sfumature turchesi

Maratea, una città


dalle radici antichissime
La Perla del Tirreno, oltre agli splendidi scenari na-
turalistici che è capace di offrire, vanta una storia
molto antica che cominicia già in epoca preisto-
rica. Nelle frazioni di Massa e Brefaro e soprattutto
nelle grotte costiere di Fiumicello sono stati, infatti,
ritrovati utensili litici che testimoniano, secondo la
datazione di accurati studi archeologici condotti
negli anni Cinquanta, la presenza dell’uomo sul
territorio già quarantamila anni fa. In località Tim-
pa, invece, una piccola collina nei pressi dell’attua-
le porto turistico, sono stati rinvenuti resti di ca-
panne, insieme a materiale ceramico e strumenti
in ossidiana, testimonianza di un insediamento
del 1500 avanti Cristo. Molto interessanti sono
anche i ritrovamenti avvenuti negli anni di impor-
tanti fossili animali in diverse grotte costiere che
testimoniano le varie fasi climatiche che hanno
caratterizzato questa parte del Mediterraneo.

altomedievale, è una delle più ampie che la caratterizzano, causa proprio


della costa, incorniciata da dune e per questo nei secoli di numerosi
canneti che si spingono fino alla foce naufragi testimoniati dai ricchi reperti
del fiume Noce, che segna il confine archeologici affiorati dal mare. Questi,
amministrativo con la Calabria, il cui come quelli dell’Isola di Santo Janni,
incontro col mare genera uno sono il segno dell’importanza rivestita
spettacolo naturalistico davvero da Maratea nell’antichità come snodo
suggestivo, habitat perfetto per martin di commerci e luogo di rifornimento di
pescatori e aironi cenerini. In località generi alimentari e acqua per le
Capo la Secca si trovano i resti di una imbarcazioni che transitavano nel
villa romana ed è proprio fra torre Mediterraneo. Non a caso l’antica
Caina e il piccolo promontorio U tuppo, Maratea, che ha un impianto
che si insinua, raggiungibile dopo una NATURA E STORIA urbanistico altomedievale fondato su
passeggiata di circa un chilometro Maratea non è soltanto un precedente insediamento romano
immersi nel verde che si spinge fino al natura incontaminata come testimoniano diversi ritrovamenti
ma anche arte e storia
mare, la secca di Castrocucco, così archeologici, si presentava come una

8 79
che sopravvivono in
chiamata per gli scogli e i bassi fondali molte testimonianze cittadella fortificata di cui oggi
sparse sul territorio.
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
Il borgo di Maratea è una stupenda terrazza naturale sul mare immersa nel verde

SOSPESA FRA
CIELO E MARE
Circondata dal verde
è un groviglio di
vicoli e case da cui
si domina il mare.
belvedere della Pietra del sole il
panorama che si apre di fronte a sé è
davvero suggestivo sia che lo si gusti di
giorno, quando, se il cielo è terso, lo
sguardo arriva veramente lontano, sia
che lo si faccia al tramonto quando il
disco infuocato del sole lentamente si
immerge nel mare donandogli splendide

restano, sulla cima del Monte San panoramica strada capace di offrire a SUGGESTIONI
Biagio (644 metri s.l.m.), pochi ma ogni curva viste sulla costa e sui dirupi D’AUTORE
Di sera il borghetto
altamente suggestivi ruderi, che hanno sottostanti davvero mozzafiato. Il si anima con le mille
come sfondo il blu del mare, borghetto è un dedalo di stradine lucine di ristoranti
conseguenza del lungo assedio e della lastricate punteggiate da case e locali alla moda,
distruzione della città vecchia, detta variopinte, balconi fioriti, palazzi nobiliari mentre di giorno
vicoli e piazzette
Castello, da parte dell’esercito settecenteschi decorati da logge e pullulano dei colori
napoleonico nel 1806. Fu da allora che portali, deliziose piazzette animate da e dei profumi di
la popolazione marateota si spostò caffè e piccoli negozi oppure da caffè e mercatini.
definitivamente nell’attuale Maratea concerti, mostre d’arte e manifestazioni
centro, anche nota come Borgo o culturali, sempre molto numerose
Maratea inferiore, fondata già a partire soprattutto d’estate. Col crepuscolo la
dal basso Medioevo un po’ più a valle cittadina si trasforma con le sue lucine
sulle pendici del monte per renderla in un brulicare di locali e ristorantini
invisibile dal mare, al sicuro dagli all’aperto dove degustare le squisite

81
attacchi saraceni. La si raggiunge ricette della tradizione locale immersi in

0
seguendo una tortuosa quanto atmosfere davvero romantiche. Dal
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
Insieme alla natura anche arte, cultura e antiche tradizioni

FOTO GRANDE:
Un suggestivo
scorcio della città
marateota.
QUI SOTTO:
La cupola
Fra palazzi nobiliari maiolicata
della chiesa
e suggestivi laghetti dell’Annunziata.
Lauria (foto sotto) è la patria del Beato Lentini. Nel
borgo i ruderi del castello medievale, le chiese di San
Giacomo Maggiore, dal campanile maiolicato, San
Nicola e Santa Maria dei Martiri, e il Collegio dell’Imma-
colata Concezione, nel cui chiostro sono incastonate
colonne romane. Trecchina (foto in alto). Il suo centro
abitato è adornato di palazzi nobiliari con stemmi e
portali in pietra. A 1089 metri di quota il santuario del-
la Madonna del Soccorso, risalente al IX secolo ma ri-
costruito nel 1926. All’interno un rilievo in marmo del
‘500 con l’effige della Madonna. Nemoli (foto piccola
in basso), un intreccio di vicoli, gradinate e graziosi
palazzi settecenteschi con balconate, fregi e portali
in pietra. A soli quattro chilometri il suggestivo Lago
Sirino per piacevoli e rilassanti passeggiate nel verde.
sfumature violacee. Maratea è Trecento, con affreschi molto belli che provenienti da una chiesa del
anche nota come Città delle 44 decorano il catino absidale Castello, che incorniciano il portale
chiese, quanti sono i luoghi di culto raffiguranti gli apostoli. La d’ingresso. L’interno è impreziosito da
che costellano il suo territorio, diversi cinquecentesca chiesa svariate opere d’arte fra cui spicca
dei quali custodi di suggestivi tesori dell’Annunziata è, invece, una pala d’altare raffigurante
artistici. Soltanto nel centro storico le caratteristica per il suo campanile e la l’Annunciazione, attribuita al pittore
chiese di San Vito, la più antica della cupola rivestita di maioliche verdi e cinquecentesco Simone da Firenze.
città, eretta fra l’XI e il XII secolo, gialle, oltre che per i due leoni stilofori Non lontano meritano una visita
internamente abbellita da affreschi in pietra di epoca medievale, anche il convento del ‘500 dei Minori
realizzati fra il XIV e il XVII secolo, e
Santa Maria Maggiore, fondata fra il LA “CITTÀ
XIII e il XIV secolo, anche se in seguito DELLE 44 CHIESE”
rimaneggiata. E poi la chiesa Maratea è nota anche
seicentesca dell’Addolorata e quella con questo nome,
quanti sono i luoghi
settecentesca dell’Immacolata, nei di culto che costellano

83
cui sotterranei sono riemersi i resti il suo territorio, alcuni

2
della chiesa di San Pietro, fondata nel dei quali custodi di
molti tesori artistici.
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
La costa tirrenica lucana è un inno alla natura e ai suoi contrasti

IL REDENTORE
La sua sagoma
svetta sulla sommità
del Monte San
Biagio e vi si giunge
tramite tortuosi e
panoramici tornanti.

LA CITTADELLA
FORTIFICATA
Ai piedi del
Redentore le
rovine dell’antico
abitato “Castello”.

Melograno (XV secolo) e suggestivi bassorilievi in marmo


raffiguranti l’Annunciazione (XVII secolo) e la Madonna della
Sapienza (XVIII secolo). Nella Regia Cappella, ricavata nel
1600 all’interno della basilica, sono custodite le reliquie di San
Biagio, protettore della città, che secondo la leggenda
giunsero miracolosamente dal mare all’Isola di Santo Janni
nell’anno 732. A lui è dedicata una suggestiva festa
patronale di quattro giorni che culmina la seconda

IL COLOSSO BIANCO Osservanti con o su promontori che offrono spettacolari


Installata nel 1965
l’enorme scultura l’annessa chiesa del viste panoramiche. Fra tutti la basilica di
è alta 22 metri e ha Rosario, il cui interno San Biagio è sicuramente la più
un’apertura delle è impreziosito da maestosa e la si raggiunge, da Maratea
braccia di ben 19 metri.
numerose e centro, seguendo la tortuosa
pregevoli opere provinciale 103 costituita da tornanti
d’arte sei-settecentesche, la chiesa di altamente panoramici. Edificata SAN BIAGIO
Sant’Antonio (XVII secolo), parte del secondo la tradizione su un antico Nella basilica le
tempio pagano dedicato alla dea reliquie del Santo
complesso del convento dei oltre a numerose
Cappuccini, con le attigue Cappelle Minerva intorno al VI-VII secolo, in opere d’arte, come
affrescate con dipinti rinascimentali, e concomitanza si presume con la l’affresco della
la chiesetta quattrocentesca del fondazione da parte di una comunità Madonna del
Calvario, con all’interno interessanti di monaci basiliani di Maratea Melograno (XV sec).
affreschi rinascimentali. Molti altri sono superiore, è stata più volte ampliata nel
però i luoghi sacri disseminati fra le corso dei secoli e al suo interno

85
diverse frazioni marateote e la custodisce numerose opere d’arte

4
campagna, alcuni eretti in luoghi isolati come l’affresco della Madonna del
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
domenica di maggio di ogni anno.
Dalla basilica si raggiunge con una
Con la sua abbagliante sagoma bianca
brevissima passeggiata quello che è
diventato un po’ il simbolo di Maratea,
il Redentore abbraccia cielo, mare e terra
la ciclopica statua del Redentore,
seconda per dimensioni soltanto a
quella del Corcovado di Rio de
Janeiro. È alta, infatti, ben ventidue
metri con un’apertura delle braccia di
diciannove e un volto largo tre metri.
Venne installata nel 1965 dallo scultore
fiorentino Bruno Innocenti sul margine
estremo del monte dove la sua
accecante silhouette bianca (è
La “disputa” realizzata in cemento bianco e
di San Biagio scaglie di marmo di Carrara)
contrasta con gli azzurri del cielo
Uno dei momenti clou della e del mare dominando
festività patronale, che culmi-
na nella seconda domenica letteralmente tutto il Golfo di
di maggio, è la processione Policastro. La si scorge, infatti, da
che conduce la statua argen- ogni angolo della costa con le
tea del Santo, ricoperta da un sue braccia aperte quasi a voler
drappo rosso porpora, lungo suggellare un disarmante
il sentiero montano che col- SCONTRO FRA
lega “Maratea di suso”, dove si trova il santua- abbraccio fra terra, mare e cielo. Ai TITANI
rio che la custodisce tutto l’anno, a “Maratea suoi piedi i ruderi della città antica, La ciclopica statua
di giuso”, l’attuale Maratea appunto, che da ulteriore tassello a uno scenario di per è seconda per
sempre si disputano la paternità della festa. E dimensioni solo al
sé già altamente suggestivo. Dalla Corcovado di Rio.
il drappo rappresenta proprio la neutralità del
Protettore nei confronti di tale disputa. basilica di San Biagio, nei cui pressi
merita una sosta la chiesetta della
Madonna degli Ulivi, un antico
romitorio basiliano internamente
affrescato, addentrandosi ancor più
nell’entroterra si raggiungono, sempre
seguendo la 103, le frazioni di Santa
Caterina e Massa, particolarmente
nota per le sue mozzarelle e i suoi
caciocavalli, oltre che per i suoi
succosissimi e giganteschi pomodori.
Da qui, svoltando sulla provinciale 131,
si raggiunge la frazione di Brefaro,
circondata da splendidi boschi, dove
le atmosfere cambiano
radicalmente passando da quelle
tipicamente marine ai luoghi rurali
TEMPI PERDUTI e più solitari dell’affascinante

87
I ruderi della città entroterra marateota, spesso

6
vecchia offrono scorci trascurato dai visitatori eppure
panoramici unici con
sullo sfondo il mare. custode dell’anima più autentica
BASILICATA
Maratea e dintorni

Sulle vette del complesso del Sirino si scia


BASILICATA BASILICATA
avendo come sfondo l’azzurro del mare

AL MARE CON
SCI E GUANTI PAESI D’AUTORE
A meno di un’ora Rivello, con la sua
dalle spiagge si scia splendida struttura
a oltre duemila metri urbanistica, è uno
sulle splendide piste dei borghi-presepe
del Monte Sirino. della regione.

della regione con la sua bella posizione panoramica da cui si


domina la Valle del Noce da una parte mentre dall’altra la
vista corre libera fino alle cime più elevate del Sirino. La sua
struttura urbanistica estremamente armoniosa offre a chi vi
sta per arrivare un colpo d’occhio di disarmante bellezza
con le casette adagiate su tre colline, la Motta, la Serra e il
Poggio, e l’intreccio di viuzze e
scalinate punteggiate da suggestivi

di quest’angolo di Basilicata. Numerosi i proiettano, in poco meno di un’ora


sentieri che si snodano fra queste alture, d’auto, dallo zero altimetrico delle
alcuni dei quali seguendo gli antichi spiagge agli oltre duemila metri delle
tratturi per la transumanza, capaci di piste da sci sulle quali d’inverno si scia
condurre a punti panoramici sulla costa avendo come sfondo, in lontananza,
e le montagne circostanti davvero l’azzurro del mare. Da Maratea, FRA TREKKING
molto belli. Uno fra questi è quello che seguendo la provinciale numero 3 in E NATURA
da Brefaro sale fino al Monte Serra direzione Trecchina e poi la statale 585 Le montagne a
ridosso della costa
Pollino dove la vista spazia sovrana sulle e la provinciale 27, si giunge a Rivello, sono un autetico
montagne circostanti in primo piano e il uno dei borghi-presepe più suggestivi paradiso per chi
mare sullo sfondo. È soltanto un ama camminare fra i
assaggio di quello che è un autentico paesaggi incominati.
APOTEOSI
viaggio nel viaggio che dalle bellezze GASTRONOMICHE
selvagge e affascinanti del mare L’entroterra è
conduce, passando per suggestivi custode di antichi e
intensi sapori come i

89
borghi arroccati, ai paesaggi boscosi e

8
buonissimi formaggi.
incontaminati del Monte Sirino che
SULLE ROTTE DELLA TRANSUMANZA. Alcuni dei sentieri di queste alture si
snodano lungo antichi tratturi fra folti boschi e punti panoramici spettacolari.
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA

Nell’entroterra si cela l’anima più autentica di questa terra


IN ALTO: La facciata della chiesa Madre di San Nicola. palazzi nobiliari e campanili di coeva alla chiesa “rivale” di San sacri. Fra questi la chiesa
NELLA PAGINA AFFIANCO E SOTTO: Alcune vedute
panoramiche di Rivello, circondato da folti boschi. antiche chiese e cappelle. Alcune di Nicola, caratterizzata da una dell’Annunziata, il cui interno è
queste conservano caratteri suggestiva abside e da transetti a abbellito da un trittico ad affresco del
tipicamente bizantini come, per strapiombo su una piccola rupe. Pur XIV secolo e da un gruppo scultoreo
esempio, le suggestive absidi essendo un paese di soli tremila in pietra dipinta del ‘500 raffigurante
semicilindriche decorate con archetti abitanti il suo territorio custodisce, fra l’Annunciazione, e la cappella di
pensili. La cittadina fu, infatti, a lungo chiese e cappelle, ben ventitre edifici Santa Barbara con la sua
contesa fra Longobardi e Bizantini per
cui l’abitato si sviluppò nei secoli INTRICATI
lungo due nuclei distinti, la parte alta SALISCENDI
intorno alla chiesa Madre di San Il borgo è un intreccio
Nicola, di rito latino, il cui nucleo suggestivo di vicoletti
e appese gradinate
originario risale al IX secolo anche se con stretti cunicoli.
in seguito rimaneggiata e ingrandita,
e la parte bassa che si sviluppa,

91
invece, intorno alla chiesa di Santa

0
Maria del Poggio, di rito greco e
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
Rivello, con la sua armoniosa struttura
urbanistica, domina la Valle del Noce

CONVENTO DI SANT’ANTONIO. Sorge, nelle sue splendide forme rinascimentali,


poco fuori dal paese e ospita un’interessante mostra archeologica permanente.
permanente “Greci ed indigeni tra Noce e Lao” (info e
prenotazioni obbligatorie: Municipio, 0973/4.60.04), dedicata a
interessanti reperti archeologici provenienti da località Serra
Città e Piano del Pignataro, dove sono state ritrovate una
tomba e delle fornaci di laterizio risalenti rispettivamente al VI e
III secolo avanti Cristo, che documentano i rapporti fra i Greci e
le popolazioni che già prima del loro arrivo abitavano queste
terre, fonte di proficuo scambio e notevole arricchimento

SANTA MARIA caratteristica abside suo portico impreziosito da un portale


DEL POGGIO
semicilindrica, alcune
La chiesa, di rito greco, ad arco ribassato in pietra e il bellissimo
sorge a strapiombo decorazioni pittoriche portone in legno (XVI secolo) che dà
su una piccola rupe etrecentesche, oltre ad accesso all’annessa chiesa, custode di
risale al IX secolo. affreschi realizzati nel un bel coro seicentesco
‘500 da Giovanni splendidamente intagliato e numerose
Todisco e i suoi allievi. Inoltrandosi nei tele del XVI-XVIII secolo. Nel chiostro del
vicoletti del borgo si possono convento, un tempo interamente
assaporare fino in fondo le atmosfere affrescato, è possibile, invece,
senza tempo degli stretti passaggi fra le ammirare alcuni frammenti delle
case le une a ridosso delle altre che originarie pitture che riprendono scene
ogni tanto aprono squarci panoramici del Vecchio e Nuovo Testamento
davvero suggestivi sul paesaggio realizzate da Girolamo e Giovanni
circostante. Nella parte orientale Todisco. Di quest’ultimo è anche il
dell’abitato il convento di Sant’Antonio, bellissimo affresco raffigurante L’ultima

93
edificato nel Cinquecento anche se cena (1599) che decora il refettorio. Il

2
rimaneggiato nel corso del tempo, col convento ospita anche la mostra DIPINTI DA MANUALE. Il chiostro è decorato con uno
splendido ciclo di affreschi del ‘500, con scene del Vecchio e
Nuovo Testamento, realizzati da Girolamo e Giovanni Todisco.
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
FOTO GRANDE:
Lagonegro.
DI FIANCO:
Il Lago Sirino.

Il mistero della Gioconda


fra leggenda e realtà
È divenuto il sorriso più enigmatico della storia
dell’arte che ha scatenato intorno a sè, forse come
nessun’altra opera leonardesca, teorie e interroga-
tivi ancora senza risposta. Secondo alcune fonti l’in-
trigante nobildonna sarebbe morta per un malore
improvviso nel 1506 a Lagonegro mentre era al
seguito del marito, il ricco mercante Francesco del
Giocondo, in viaggio d’affari nel Sud Italia. E proprio
qui, nella chiesa di San Nicola, riposerebbero le sue
spoglie. Che si tratti di leggenda o realtà non sarà
forse mai dato saperlo, ma rimane il mistero dell’in-
credibile vicenda di questa donna, capace di ren-
dere ancor più accattivante la città lagonegrese. Tutto il Lagonegrese è un trionfo di cibi genuini e succulenti
reciproco. Da Rivello, ritornando sulla abitato, di tanto in tanto interrotte da genio di Leonardo da Vinci nel quadro
statale 585 e imboccando poi la ripide scalinate e stretti passaggi. noto in tutto il mondo come La
provinciale 26, si giunge nel giro di una Intorno folti boschi di faggi e castagni Gioconda. Secondo alcune fonti
ventina di minuti a Lagonegro, il cui che si arrampicano su per le scoscese l’enigmatica modella leonardesca
nome deriva da Lacus niger, un lago pendici del Sirino. La parte più antica morì, infatti, proprio nella città
dalle acque nere di cui oggi non si del borgo si snoda intorno ai ruderi del lagonegrese nel 1506. Altri studi hanno
hanno più tracce. Si presenta con una castello feudale mentre la sagoma confutato tale tesi, come spesso
suggestiva struttura urbanistica di della chiesa di San Nicola, risalente al accade in questi casi dove tutto
impianto medievale aggrappata a una IX-X secolo anche se nei secoli sembra voler confutare tutto, ma il
rupe con vie dall’andamento elicoidale rimaneggiata, domina tutto l’abitato. Al fascino di questa figura così misteriosa è
che abbracciano gli edifici del centro suo interno custodisce interessanti rimasto intatto e continua ad aleggiare
opere d’arte realizzate fra il ‘500 e il incontrastato nell’aria. Non lontano dal
‘700, fra cui due sculture di Altobello centro abitato, nel quale sorgono le
LEGGENDA
O REALTA?
Persio raffiguranti un Crocifisso e una chiese sei-settecentesche della Trinità,
La tradizione vuole Vergine con San Giovanni. È qui che la della Madonna delle Grazie, del

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sepolta nella chiesa di tradizione popolare vuole sia sepolta la Crocifisso, di Sant’Anna e del Rosario,

4
S. Nicola l’enigmatica celeberrima Monna Lisa ritratta dal immerso fra i boschi, il monastero di
LA MONNA LISA DI LEONARDO. Per alcuni musa leonardesca.
studiosi sarebbe morta a Lagonegro nel 1506.
BASILICATA
Maratea e dintorni BASILICATA BASILICATA
TAVOLOZZE
D’AUTUNNO
Il Lago Laudemio,
a 1525 metri s.l.m.

Nella Riserva regionale del Lago Laudemio


un tuffo nel periodo delle Glaciazioni
SOPRA: Atmosfere e colori autunnali fra boschi e montagne, ideali per fare del buon trekking.
IN BASSO: Il Lago Laudemio in versione invernale, meta ideale per fare sci di fondo.

immergersi in autunno nelle mille sfumature di rossi, gialli e


aranci di cui si tingono i boschi, oppure godersi, d’inverno,
quando le neve cade abbondante, le ottime piste per lo sci
alpino o quelle dedicate al fondo che si snodano proprio
intorno al grazioso bacino lacustre in cui si specchiano,
maestose, le cime imbiancate che lo circondano.

Santa Maria degli che, percorrendo per una quindicina di Laudemio, il lago glaciale
Angeli nella cui chiesa
è conservata una
chilometri la provinciale 26 in direzione
Moliterno, si raggiunge l’incantevole
più meridionale d’Europa
pregevole tela Lago Laudemio, protetto nell’omonima Col suo specchio d’acqua che ricopre una conca
seicentesca dipinta riserva naturalistica a 1525 metri di montana di origine morenica, il Lago Laudemio
ICONE DI FEDE segna il limite meridionale dell’area di espansione
L’effigie della da Mattia Preti e altitudine. È il lago di origine glaciale più dei ghiacciai del periodo Quaternario (la più recen-
Madonna del Sirino, raffigurante l’Incontro a sud d’Europa, immerso in un contesto te era geologica caratterizzata da almeno cinque
nella cappella della fra San Francesco paesaggistico davvero suggestivo che fasi glaciali principali) rimasti attivi fino a 10-12mila
Madonna della Neve. d’Assisi e San offre moltissime possibilità agli amanti del anni fa. Proprio i ghiacciai ne hanno scolpito gli at-
tuali fondali influenzandone anche la vegetazione
Domenico. Sulle trekking per fare rilassanti passeggiate o circostante che oggi si caratterizza soprattutto di
pendici del Sirino, invece, a 1629 metri di seguire sentieri che salgono, secondo boschi di faggi e ontani che si diradano man mano
altitudine, la seicentesca cappella della diversi gradi di difficoltà adatti quindi un che si sale verso le creste del Sirino, sferzate da forti
Madonna della Neve che durante tutta po’ a tutti i gusti, fino alle cime più alte venti. Nell’omonima Riserva anche alcune rare spe-
cie vegetali come la Vicia sirinicae e l’Astragalus siri-
l’estate ospita l’immagine della dove ammirare, in primavera, le nicus. Per scoprirne tutti i segreti sorge sulle rive del
Madonna del Sirino trasportata fin qui da splendide fioriture delle praterie, oppure vicino Lago Sirino il Parco tematico sulla Geologia “Il
Lagonegro attraverso una suggestiva trovare d’estate aria salubre e fresca Micromondo” (info: www.ilmicromondo.com), che

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processione. Ed è proprio da Lagonegro lontani dalla calura delle coste. O ancora con filmati, miniature animate e visite guidate pro-
pone un autentico viaggio al centro della Terra.
BASILICATA
Maratea e dintorni

ECHI DAL
BASILICATA BASILICATA
COMEDOVE
PASSATO QUANDO
Maratea, una storia Come arrivare Apotesi per palati fini
di eroiche resistenze Maratea si raggiunge via terra, per chi viene
dal versante tirrenico, percorrendo l’autostra-
Le occasioni per degustare la ricca tradizione
gastronomica locale certo non mancano con
da Salerno-Reggio Calabria fino all’uscita numerose sagre durante tutto l’anno: a Rivello,
Lagonegro Nord. Da qui si segue la statale in agosto, quella della soperzata; a Lagone-
585 e, all’altezza dell’uscita per Trecchina, la Chitarra regina e fauna rara gro, sempre in agosto, della frisella; a Nemoli,
provinciale numero 13. Via mare, invece, le co- Nel mese di agosto a Lagonegro si tiene il Fe- in agosto, della trota, e, a Carnevale, il marte-
ordinate del porto turistico sono: 39°.59’.16’’ N stival Internazionale della Chitarra, una ker- dì grasso, della polenta. Infine a Trecchina, in
- 15°.42’.59’’ E. Info e prenotazioni posto barca: messe che vede esibirsi grandi nomi della musi- ottobre, la Sagra della castagna. Per tutte le
0973/87.68.59 (Capitaneria di Porto) oppure ca italiana e straniera in concerti che si tengono date, che cambiano di anno in anno, si può far
0973/87.73.07, www.marateaporto.it. in vari luoghi della città. Nel corso dell’evento riferimento all’Apt di Maratea, 0973/87.69.08.
anche un concorso di interpretazione musicale
per chitarra. Info: www.chitarrafestival.it. Vici-
no a Lagonegro si trova il Parco zoologico
Che i marateoti fossero fieri delle proprie radici e “Giada” (contrada Oriello, 0973/2.17.67), con
dei luoghi meravigliosi in cui vivono era cosa ri- fauna autoctona ed alcuni esemplari di animali
saputa e a dimostrarlo è l’audacia con cui si sono esotici, per la gioia dei più piccoli.
sempre battuti contro l’invasore. Sono stati diversi,
infatti, gli eventi storici in cui il popolo di Maratea ha
dimostrato tutto il suo coraggio, come per esempio
nel 1284, quando, nell’ambito della Guerra dei
Vespri Siciliani, la città alta rimase l’unica rocca-
forte angioina della Basilicata. Ma fu soprattutto la
cosiddetta Resistenza di Maratea, nel 1806, a
dimostrare tutto il valore marateota. La battaglia Fra arte, musica e cinema Artigianato e antichi mestieri
fu combattuta nel corso dell’invasione francese Maratea offre un cartellone estivo davvero A Maratea e nel Lagonegrese sono stati per
del Regno delle Due Sicilie, che già aveva mietuto molto ricco e variegato. Fra gli eventi di spic- fortuna preservati diversi antichi mestieri che
massacri a Lauria e dintorni, fra l’esercito napole- co: Io, Isabella International Film Week, una creano accattivanti oggetti di artigianato acqui-
onico, quattromila soldati capeggiati dal generale rassegna che ha per focus il mondo femminile, stabili direttamente nelle botteghe artigiane o
Jean Maximilien Lamarque, e i ribelli borbonici, e Maratea International Film Festival, dedi- Golosità lagonegresi nei mercatini che si tengono nella zona. Molto
soltanto mille uomini guidati dal colonnello ma- cati entrambi al grande cinema; e poi concerti La gastronomia locale è davvero ricchissima. Si tipici sono i manufatti in vimini, le ceramiche
rateota Alessandro Mandarini, che aveva fatto in di musica classica e leggera, danza, teatro, va dai succosi pomodori e dalle ottime moz- e le statuine realizzate a Maratea con pietre di
precedenza evacuare e messo al sicuro la popo- mostre e altri eventi che rientrano nella mani- zarelle di Massa ai succulenti piatti a base di mare. A Rivello, invece, è tipica la lavorazione
lazione civile. L’assedio durò diversi giorni fino al festazione Maratea in Festa. Info: Apt Mara- pesce di Maratea, fra cui spicca la zuppa di po- di cuoio, ferro battuto e rame, come anche a
10 gennaio 1806, quando Mandarini, resosi conto tea, piazza del Gesù 32, 0973/87.69.08. lipi e patate. E poi la soperzata (soppressata) Nemoli, dove si lavora pure il legno.
che in caso di sconfitta i francesi avrebbero fatto di Rivello, i dolci, i rosoli e i liquori di noci e
strage della popolazione, fece pervenire una ono- castagne di Trecchina, le gustose trote e an-
revole capitolazione al generale Lamarque, che ne guille dei laghi Laudemio e Sirino, i prodotti da
accettò i termini. Questa battaglia, di cui la Storia forno di Lauria, fra cui le ruote di pane scuro,

99
ha riconosciuto tutto il valore, decretò purtroppo il e le buonissime castagne di Lagonegro.

8
definitvo abbandono del Castello, ovvero Maratea
Superiore, di cui oggi restano solo dei ruderi.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Sulle tracce delle antiche genti lucane
Il vasto territorio intorno al
capoluogo di regione, autentica
città verticale in bilico fra passato
e modernità, si estende fra le valli i paesi
del Basento, del Marmo da visitare
Platano e del Melandro, custodi Satriano di Lucania
di grandi tesori archeologici Brienza
Vietri di Potenza
fra boschi lussureggianti, ricchi Picerno
fiumi e borghi-presepe Muro Lucano
di rara bellezza e fascino Avigliano
Oppido Lucano
Tolve
POTENZA LA DISCRETA Vaglio di Basilicata
Proprio come in Pignola
questa foto emerge Tito
pian piano dalla
nebbia mattutina Sasso di Castalda
così la bellezza della Savoia di Lucania
città si cela nel suo
cuore più intimo. Sant’Angelo le Fratte
Balvano
Baragiano
Castelgrande

è
il capoluogo di regione più alto all’altro da lunghe e appese gradinate, d’arte che sempre più stanno sorgendo Pescopagano
d’Italia con i suoi 819 metri di stretti cunicoli e vicoli scoscesi. Potenza negli ultimi anni insieme ad altri spazi Pietragalla
altitudine, circondato da verdi e è una città in bilico fra passato e futuro, cittadini per la cultura, fa bella mostra Cancellara
San Chirico Nuovo

101
boscose montagne dai dolci profili e tradizione e modernità, custode di un della sua anima raffinata ed elegante.
Ruoti

00
valli attraversate da innumerevoli fiumi e delizioso centro storico che con le sue Ed è forse proprio il centro storico
torrenti. Una città verticale che si viuzze lastricate, i suoi palazzi ben tenuti, l’emblema di questo perenne contrasto Bella
sviluppa su diversi livelli collegati l’uno i negozietti, i caffè, i musei e le gallerie fra passato e modernità, attorniato
BASILICATA
Potenza e dintorni

Città dall’anima raffinata, finanche un po’snob,


BASILICATA BASILICATA Potenza e immersa fra boschi e natura

com’è, quasi protetto dall’incedere del tempo, da una


cortina di palazzi fra i quali spiccano audaci architetture
contemporanee che lentamente digradano verso il fiume
Basento che, più a valle, ne lambisce il territorio in un
immaginario incontro fra i più incalzanti ritmi cittadini del
centro propulsore e amministrativo della regione e quelli più
blandi e incontaminati della rigogliosa natura circostante.
VERDI DINTORNI Colli e monti boscosi ai quali si aggrappano suggestivi
Il capoluogo di trova paesini, alcuni fondati in epoche lontanissime, che dominano
in un’area naturalistica
di grande impatto, fra
possenti montagne
e borghi aggrappati
come veri presepi.
I tesori della regione nel Museo Nazionale NOTTURNI il paesaggio paesaggistico. Luoghi da percorrere
Il Museo Archeologico Nazionale di Potenza è uno scrigno di reperti che giungono dalle POTENTINI circostante. Autentici lentamente senza tralasciare nessuno
necropoli dei misteriosi abitanti dell’area compresa fra l’attuale Baragiano e Vaglio, i Peuke- Lo scintillìo dellaborghi-presepe – ce dei piccoli borghi che li costellano,
notte avvolge la
tiantes, dalla vicina Oppido Lucano, e ancora dalle necropoli daunie di Lavello ed enotrie di città, il cui nome n’è davvero molti dei quali porta d’accesso a un
Chiaromonte, Aliano, Guardia Perticara, oltre a interessantissimi reperti provenienti dai diversi risale ai Romani, un’altissima viaggio nella storia, attraverso le
insediamenti indigeni delle medie valli dei fiumi Bradano e Basento e dalle colonie greche di ai quali piacque
Metapontum e Siris-Herakleia oltre che dalla colonia latina di Venusia. Un affascinante viaggio chiamarla Potentia.concentrazione nel ricchissime aree archeologiche che li
insomma nella storia della civiltà lucana che si snoda nelle 22 sale e 8 sezioni in cui è diviso il Potentino e negli circondano, alle radici dell’antica
percorso, arricchito da mappe, puntuali spiegazioni e gigantografie. Un patrimonio sconfina- immediati dintorni, Lucania e dei misteriosi e affascinanti
to fatto di splendidi manufatti di elegante e disarmante bellezza come, tanto per fare qual-
che esempio, il prometopidion (VI secolo avanti Cristo), la fiore all’occhiello di tutta l’area popoli che l’hanno abitata nei millenni.
maschera in bronzo per il muso del cavallo finemente occidentale della regione – che Un antipasto di questo viaggio a ritroso
lavorata proveniente dalla Braida di Vaglio, scelta come soprattutto di notte con le loro nel tempo lo offre da subito, con i suoi
simbolo del museo, oppure, sempre da Vaglio, i ricchi
gioielli mai indossati dalla principessa bambina vissuta suggestioni e le lucine che li illuminano bellissimi e ricchi musei che
nel VI secolo avanti Cristo e morta a soli sette anni. O an- diventano come tanti piccoli fari nel custodiscono molti dei tesori
cora il modellino di tempietto enotrio del VI secolo avanti mare dell’oscurità che non lasciano archeologici rinvenuti nei dintorni e non
Cristo e la Nereide a cavallo di un delfino, una lamina di
SUL TETTO D’ITALIA bronzo raffigurante la ninfa delle acque, ex voto del IV se- mai solo, oggi come nei secoli addietro, solo, proprio il capoluogo, la cui origine

103
Potenza è, con i suoi colo avanti Cristo proveniente dal santuario di Rossano chiunque attraversi queste lande risale con molta probabilità alla
819 metri sopra il livello di Vaglio dedicato alla dea lucana Mefite. ancora preservate a livello distruzione nel III secolo avanti Cristo, a
del mare, il capoluogo di
regione più alto d’Italia.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Via Pretoria è il cuore pulsante del centro storico dal quale si dipartono decine di vicoletti

interno anche la Galleria civica e la cappella dei Celestini


(ingresso da largo Pignatari, 0971/2.71.85), entrambe sedi di
diverse mostre durante tutto l’anno, e si trova in pieno centro
storico, a due passi dal cuore pulsante della città, via
Pretoria. Il suo nome riporta al periodo romano durante il
I TESORI DI PALAZZO LOFFREDO quale la città divenne prefettura col nome di Potentia, prima
Le ricche collezioni del Museo
Nazionale. Ha sede nel maggiore di essere saccheggiata dai Visigoti e diventare poi contea
dei palazzi d’epoca della città, longobarda fino 1066. Fino al secolo scorso, quando fu in
appositamente restaurato nel 2005 gran parte abbattuto, la via conduceva al castello cittadino
con interventi che hanno saputo
ben coniugare antico e moderno.
PULLULANTE
causa di uno spaventoso incendio, origine rumena, uno dei primi grandi VIA PRETORIA
proprio di uno degli scrigni archeologici scopritori della Basilicata archeologica, Sia col sole che sotto
più ricchi dell’intera regione, la vicina che attraverso le sue ricche collezioni la pioggia o la neve
rimane per i potentini
Vaglio di Basilicata, i cui antichi abitanti conduce il visitatore per mano in un sempre il fulcro della
si rifugiarono sulle rive del fiume Basento affascinante viaggio fra basileis (gli vita cittadina fra
negozietti e localini.
dove oggi sorge la periferia di Potenza. antichi re della Lucania) e regine,
Fra questi sicuramente il Museo principesse bambine e sacerdotesse,
Archeologico Nazionale della Basilicata con i loro splendidi diademi e oggetti
(via Andrea Serrao, 0971/2.17.19, www. sacri, guerrieri greci e senatori romani. Il
archeobasi.it), intitolato a Dinu museo, inaugurato nel 2005 e ricavato
Adamesteanu, il noto archeologo di nello splendido scenario di Palazzo
Loffredo, il più maestoso edificio storico
adamesteanu della città, costruito almeno nelle sue
Il noto archeologo, cui forme attuali nel ‘600, anche se si
è dedicato il Museo suppone sia stato costruito nel ‘400
Nazionale di Potenza,

105
fu il precursore della sull’area precedentemente occupata
ricerca archeologica dal convento dei Celestini, ospita al suo
all’interno della regione.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Piazza Mario Pagano è il salotto cittadino, uno dei luoghi più amati dai potentini
su cui si affacciano alcuni dei palazzi più interessanti ed eleganti della città

A SINISTRA: L’interno
del Teatro Stabile,
un vero gioiellino
d’architettura dell’800.
A DESTRA: Piazza
Mario Pagano a Natale.

fondato già intorno al Mille dai Longobardi anche se


trasformato poi radicalmente nel XVI secolo, di cui oggi
rimane la Torre Guevara, dal nome della famiglia feudataria
che governava al tempo la città. Oggi si presenta, invece,
MEANDRI come una deliziosa e stretta strada per il passeggio e lo
CITTADINI
Il piccolo centro shopping costellata di eleganti negozi e caffé, da cui si
storico è un snoda un groviglio di viuzze e piazzette brulicanti di ristoranti,
delizioso groviglio pasticcerie e locali frequentati soprattutto di sera dai giovani
di stretti vicoli,
slarghetti e della movida potentina. Percorrendola si incrocia la
piazzette che si
inseguono fra loro.
centralissima e suggestiva piazza Mario 1937, uno dei numerosi esempi di
Pagano, uno dei luoghi più amati dai architettura fascista all’interno della
potentini, il vero salotto della città città. Intorno sono diverse le piazzette
ultimato con le sue raffinate geometrie che fanno da cerniera all’originario
nel 1842. Su di essa affacciano le impianto medievale del tessuto urbano
sagome di eleganti palazzi: il Teatro cittadino. Fra queste piazza Matteotti,
“Francesco Stabile” innanzitutto, piazza Duca della Verdura, piazzetta
autentico gioiellino dell’architettura Martiri Lucani e l’aggraziata piazza del
ottocentesca con la sua volta Duomo su cui ci erge maestoso il
affrescata e i palchetti da cui campanile a cinque ordini e
TORRE GUEVARA apprezzare gli spettacoli del consueto l’armoniosa facciata della Cattedrale
È ciò che rimane nutrito cartellone (info: 0971/27.47.04), e
dell’antico castello il Palazzo del Governo, alle cui spalle si confronto di stili
cittadino, fondato In piazza Mario
intorno al Mille dai apre una graziosa villa con giardini
Pagano ‘800 e ‘900
Longobardi e poi terrazzati. Sul lato opposto della piazza, a confronto. A destra,
ampliato nel ‘500. distaccandosi completamente dal il palazzo del Governo,

06
contesto, il Palazzo dell’Ina, ultimato nel mentre a sinistra il
palazzo dell’Ina, del 1937.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
La Cattedrale, fondata nel XII secolo, è dedicata al protettore San Gerardo

accessi medievali alla città, ancora


dedicata a San Gerardo vescovo, visibili insieme alle porte San Luca e San
patrono della città, posta sul punto più Giovanni, mentre non lo sono più quelle
alto dell’abitato. La sua fondazione di Portasalza, Portamendola e della
risale per certo al XIII secolo anche se Trinità. È nota anche come arco
un’iscrizione di epoca anteriore al 1200 Scafarelli, dall’omonimo e vicino
avvalora la tesi che sia stata fondata palazzo settecentesco la cui facciata è
intorno al V-VI secolo. Nel Settecento fu ornata da mascheroni in pietra. Il centro
poi ricostruita su progetto dell’architetto storico, nonostante le sue dimensioni
Antonio Magri, allievo del Vanvitelli. relativamente piccole, è costellato da
All’interno è custodito un sarcofago di numerosi edifici sacri. Fra questi la
età romana contenente le spoglie di suggestiva chiesa romanica di San
San Gerardo, una statua Michele, fondata nel 1178, che
quattrocentesca che lo raffigura e un
pregiato crocifisso ligneo risalente al XV
secolo cui fanno da sfondo marmi
pregiati e affreschi degli anni ‘30
realizzati da Mario Prayer che decorano
le pareti del transetto, le volte e la
cupola. Al centro dell’abside una grata
segna l’inizio della scalinata che
conduce al di sotto dell’altare
maggiore, i cui ambienti sono
impreziositi dai resti di un mosaico
policromo del III-IV secolo. All’esterno,
intorno alla piazzetta, è un brulicare di FOTO: A sinistra,
scalinate e vicoletti. Uno di questi Tempietto S. Gerardo;

109
conduce alla vicina Porta San Gerardo Cattedrale (ingrande);

08
Porta S. Giovanni e
(XIII-XIV secolo), uno degli antichi sei chiesa di S. Michele
(pagina affianco).
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

custodisce al suo interno numerose opere d’arte fra cui un


affresco del XVI secolo raffigurante la Vergine in trono con
Bambino e una predella con Cristo ed Apostoli,
probabilmente parte di un polittico di un’altra chiesa
cittadina, Santa Maria del Sepolcro, che si trova nel quartiere Portasalza con le sue casette in pietra a faccia
residenziale di Santa Maria. È una delle più antiche chiese
cittadine, risalente al XII-XIII secolo anche se in seguito
A SINISTRA:
La chiesa dedicata alla vista offre uno degli scorci più suggestivi
della città, una sorta di borgo nel borgo
Vergine del Sepolcro,
rimaneggiata, che sfoggia un bellissimo soffitto a cassettoni una delle più antiche
in legno policromo che crea un singolare effetto di fra quelle della città.
QUI IN ALTO:
La villa di Montereale.
Le forze del cielo contro l’Infedele SAN FRANCESCO chiaroscuro, prima metà del XIV secolo, e il Martirio
Il 30 maggio di ogni anno si festeggia il Santo pa- A sinistra il portalebell’esempio di di San Sebastiano, quest’ultimo
trono della città, San Gerardo, e la sera precedente d’ingresso alla chiesa
decorazione ad realizzato nel Cinquecento da
prende vita per le vie del centro storico la cosiddetta dedicata al Santo altorilievo tipica Giovanni Todisco, oltre all’icona della
Sfilata dei Turchi che, fra storia e leggenda, ricorda di Assisi, fondata
l’episodio in cui un gruppo di pirati saraceni, guidati nel Duecento, che della scultura Madonna del terremoto, risalente al
dal Gran Turco, in una notte del maggio 1111, arri- custodisce affreschi lignea seicentesca XIII secolo. E ancora la chiesa della
vò alle porte di Potenza dopo aver risalito in barca il del XIV secolo. lucana. Gli interni Trinità, una delle più frequentate del
Basento partendo dalla costa jonica. Allora, racconta custodiscono centro, risalente all’XI secolo, anche se
la leggenda, una schiera di angeli mandata da San
Gerardo illuminò il cielo di un bagliore che terro- alcuni elementi gotici, ravvisabili ricostruita dopo un terremoto del 1857,
rizzò i pirati e permise allo stesso tempo alle milizie soprattutto nell’abside, oltre a diverse e la chiesetta di Santa Lucia, nel
potentine di organizzare il contrattacco salvando opere d’arte quattro- quartiere Portasalza, dal nome
così la città dall’assedio. Nel corteo, dove sfilano una cinquecentesche. Fra le altre chiese dell’originaria anche se non più visibile
carrozza sulla quale viaggia sdraiato il Gran Turco e
una galea trainata da schiavi turchi sulla quale si tro- del centro storico, invece, la porta d’ingresso alla città, una sorta di
vano, invece, bambini che rappresentano gli angeli duecentesca chiesa di San Francesco, borgo nel borgo con le sue graziose
e San Gerardo, anche cavalieri cristiani, turchi, dame scrigno di diverse opere artistiche fra case in pietra a faccia vista, uno degli

111
e popolani, giocolieri, saltimbanchi, sbandieratori e cui pregevoli affreschi raffiguranti San scorci più suggestivi del centro storico.

10
musicisti in costumi d’epoca che, partendo dalla Cat- Francesco e Santa Chiara, risalenti alla Da qui si può decidere di prendersi un
tedrale, attraversano il centro storico.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
SANTA MARIA
Antistante la
Caserma è la villa
di Santa Maria,
uno dei polmoni
verdi della città.

Lucania di via Ciccotti, nel rione Santa Maria, costruita nel


1898 con le simmetriche geometrie che caratterizzano le sue
facciate. Ancor più sobri nelle loro linee pulite e allo stesso
tempo imponenti sono, invece, i palazzi del periodo fascista
fra i quali spiccano certamente, in via Pretoria, il Palazzo
I numerosi palazzi d’epoca della città forniscono della Banca d’Italia, al civico 175, costruito fra il 1935 e il
1938, che si sviluppa intorno a un atrio centrale coperto da
un bell’excursus sulla storia dell’architettura un lucernario a volta in vetro-cemento, e, al civico 253, il

break all’insegna del verde e del relax decorati da portali e balconate in FESTIVAL
nella vicina villa di Montereale, uno dei pietra scolpita e ferro battuto, D’ARCHITETTURA
Il modo migliore
polmoni verdi della città, o di inoltrarsi, sicuramente i tanti palazzi nobiliari che per assaporare le
invece, nel groviglio di vicoletti che a si affacciano su via Pretoria: Palazzo più interessanti
partire da via Giuliani, al civico 133, Branca- architetture della
città è perdersi a
Pretoria Quagliano, al 188, Galasso, al numero piedi fra i meandri
raggiungono i 221, Biscotti, al 288, Bonifacio, al civico più nascosti del
meandri più interni 342. E ancora Palazzo Pignatari, ex centro abitato.
del centro storico, Ciccotti, in largo Pignatari 5, e Palazzo
punteggiati di Marsico, in via Rosica 1. Da vedere
palazzi molto ben anche l’architettura, col suo bel
tenuti che porticato esterno e il chiostro interno,
abbracciano un della Caserma dei Carabinieri, in via
simmetrie militari po’ tutta la storia e Pretoria, al numero 296, antica sede del
L’imponente edificio
gli stili architettonici monastero di San Luca, edificato fra il

113
della Caserma Lucania
costruito a fine ‘800 fino ai giorni nostri. XIII e il XIV secolo e trasformato in area
secondo simmetriche Fra quelli storici, militare nel 1862. E ancora la Caserma
e sobrie geometrie.
BASILICATA
Potenza e dintorni
Il Potentino roccaforte
dei dialetti Galloitalici
BASILICATA BASILICATA
In bilico fra passato e modernità, con le sue ardite architetture, non sempre
Potenza, Tito, Picerno, Pignola e in misura minore Va-
condivise da tutti, dimostra la sua voglia di rinnovarsi
glio, Avigliano, Ruoti, Pietragalla, Cancellara, Trivigno. E
poi, più a sud, sopratutto Trecchina ma anche Rivello e
Nemoli. Sono i comuni lucani in cui si parla Galloitalico,
un dialetto di chiara matrice nordica ma in pieno
Meridione. Il primo a studiare la curiosa commistione,
negli anni Venti, Gherard Rholfs che notò come i dialetti
di questi paesi non avessero nulla a che vedere con gli
altri dialetti lucani. Avevano, invece, una radice linguisti-
ca tipica del Piemonte padano e dell’entroterra ligure, di
origine quindi provenzale. La ragione secondo Rohlfs
l’emigrazione, a partire dal XII secolo, da Nord verso Sud
per sfuggire alle persecuzioni contro gli eretici e trovare IL TRIBUNALE
maggiore tolleranza religiosa, ma su questo il dibattito è Qui sopra e in
ancora aperto. Per maggiori info: www.galloitalico.org. basso il palazzo
di Giustizia con la
sua architettura
in cemento vivo.

UN CAMPUS
D’ECCELLENZA SOPRA: Il palazzo
Il Polo universitario Inps di via Pretoria.
di Macchia Romana,
uno dei centri NELLA PAGINA
propulsori della AFFIANCO: La
ricerca scientifica sede del Banco di
dell’intera regione. Napoli è del 1914.

Palazzo delle Poste Uffici governativi, che si erge con la contemporanea, alcuni caratterizzati
centrali, ultimato sua possente architettura sempre su da ardite forme che non sempre
nel ‘43, col suo corso 18 agosto, al numero 54, e il hanno trovato il pieno consenso ma
porticato e la Palazzo dell’Enel, in corso Garibaldi che testimoniano tuttavia la sua
gradinata che 57, realizzato fra il ‘38 e il ‘40. Ma il voglia di fondo di rinnovarsi facendo
introduce a festival dell’architettura potentina non convivere, in una pacifica
un’ampia e finisce qui. E, infatti, la città propone schermaglia, antico e moderno. Fra le
luminosa sala a autentici gioielli di architettura architetture contemporanee più
doppia altezza che
conserva arredi originali. Molto
TERRA DIinteressanti anche il Palazzo del
FORMAGGI
Banco di Napoli, al civico 99 di corso
La ricca tradizione
XXXXXXX 18 Agosto, costruito nel 1914 col suo
casearia contempla
AGGI prodotti disuggestivo
alta
LaTie vel irit, quatin atrio interno con
qualità come il
lucernario che si sviluppa fra loggiati,
henim zzrilla

115
Pecorino di Filiano.
facipsustrud tet utpat scalinate e arcate finemente

14
lore et augue mod dio decorate, il coetaneo Palazzo degli
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

PERFORMANCE
INGEGNERISTICA
Con le sue campate
che ricordano una
foglia accartocciata
ben si adatta anche
ad altri tipi di imprese.

viale Marconi, dove si trova un’altra interessantissima opera


architettonica. Si tratta della scala mobile che mette a sua
volta in comunicazione la parte bassa e più moderna della
città con piazza Vittorio Emanuele II, nella parte più alta
dell’abitato, praticamente alle porte del centro storico. Una
Il Ponte Musmeci, progettato negli anni ‘60, struttura che si snoda in parte sotto terra e in parte in
superficie, che ancora una volta mette a confronto,
è un vero esperimento-gioiello d’ingegneria collegandolo, il nuovo all’antico, il presente al passato,

concepito come Il talento lucano del Pietrafesa


un’opera d’arte interessanti il e propria opera d’arte. Progettato alla “Una freschezza mirabile di colore ed una vaghezza che incanta”. Sono le parole
Il noto progettista Palazzo di Giustizia fine degli anni ‘60 da Sergio Musmeci è, adoperate dal noto pittore e storico dell’arte settecentesco Bernardo De Do-
Sergio Musmeci lo di via Nazario infatti, secondo gli esperti una delle più minici per descrivere la pittura di quello che è uno dei più importanti e prolifici
pensò coniugando artisti lucani che ha lasciato diversi suoi capolavori a Potenza (di fianco l’Annun-
Sauro, il Polo
plasticità e funzionalità. alte espressioni italiane di quella filosofia ciazione del 1612 della chiesa di San Michele) ma anche in numerose altre parti
universitario di della progettazione che coniuga della regione e non solo. Si tratta di Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa,
Macchia Romana funzionalità e plasticità della struttura di nato intorno al 1579 nell’attuale Satriano di Lucania, a cui deve il nome d’arte
facente capo all’Università degli Studi sostegno. Si sviluppa su un’unica volta (la cittadina si chiamò, infatti, Pietrafixa fino al 1887) e morto a Pignola nel 1653.
Qui giace secondo la tradizione il suo corpo, sepolto nel pilastro a sinistra del
della Basilicata, l’edificio di viale dello spessore di soli 30 centimetri e presbiterio della chiesa Madre. Il Pietrafesa fu, insieme con Pietro Antonio Ferro
Marconi 194, la chiesa di Gesù Buon quattro campate di circa settanta metri e Donato Oppido, il più importante esponente del panorama pittorico lucano
Pastore, progettata da Vincenzo di luce ciascuna e con le sue forme della prima metà del Seicento. Un panorama che assume a modello la cultura
figurativa napoletana che tanto piaceva alla borghesia locale che spesso ac-
Melluso e in via di completamento nel plastiche ricorda una gigantesca foglia quistava opere provenienti direttamente dalla capitale del viceregno. Oppure
rione Macchia Romana, oltre a quello accartocciata i cui lembi sorreggono commissionava lavori ad artisti locali dotati di talento formatisi alla scuola napo-
che rimane un autentico gioiello l’intera struttura soprastante al posto dei letana, come appunto il Pietrafesa che fu fra i più talentuosi seguaci di Fabrizio
Santafede e che, pur seguendo i desideri della committenza, non mancò mai di
d’architettura e al tempo stesso un comuni piloni. Il risultato è un enorme e aggiungere nelle sue opere originali elementi in linea con la propria sensibilità

117
geniale esperimento ingegneristico, il raffinato oggetto scultoreo che collega

16
artistica. Tensione emotiva e drammaticità, forte luminosità e colori cangianti
Ponte Musmeci, concepito come vera la zona industriale con la Basentana e gli elementi salienti della sua inconfondibile morbida e pastosa pennellata.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Potenza è la città con le scale mobili più lunghe d’Europa

METAFORA DEL POSSENTI TORRI


DNA CITTADINO ARAGONESI
Mettono a confronto, In basso, le antiche
collegandolo, antico torri di via Due Torri
e moderno, in linea che un tempo erano
con la natura più parte delle mura
profonda della città. difensive della città.

com’è d’altronde nel Dna di questa rioni Poggio Tre soltanto a Tokyo. Un continuo
VETRINA D’ARTE
città. Non è l’unico tratto di scale Gli interni delle Galli e Cocuzzo al intersecarsi di piani e dislivelli insomma
mobili cittadine. Altri percorsi, moderne architetture centralissimo che sono valsi al capoluogo
realizzati utilizzando avveniristiche sotterranee vengono quartiere di l’appellativo di Città delle scale. E,
spesso utilizzate
soluzioni architettoniche e anche per mostre Portasalza, la cui infatti, al fianco di quelle moderne e
decorative, collegano i vari livelli di di fotografia e d’arte. lunghezza meccanizzate, ce ne sono tante altre
questa città verticale partendo da sommata a quelle fra piccole e grandi, corte e
via Armellini e sbucando in via Due degli altri tratti cittadini fanno di lunghissime, antiche e recenti. Basta
Torri, dove peraltro è Potenza la città con le scale mobili più raggiungere corso 18 Agosto o via del
possibile ammirare le due lunghe d’Europa, seconda nel mondo Popolo per ammirarne e, perché no,
torri aragonesi, un tempo
parte integrante delle
XXXXXXX antiche mura cittadine.
AGGI
LaTie vel irit, quatin Oppure il tratto delle scale
henim zzrilla mobili di Santa Lucia,

119
facipsustrud tet utpat inaugurato recentemente,

18
lore et augue mod dio che collega i più periferici
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Antiche o moderne, in pietra o cemento le mille
scale di Potenza ne fanno una città verticale

contrada Malvaccaro, fra le vie Adriatico e Anzio


(prenotazione obbligatoria allo 0971/2.17.19), da cui,
imboccando viale dell’Unicef, si raggiungono facilmente
anche il Museo Archeologico Provinciale (via Ciccotti,
0971/44.48.33), che custodisce
importanti reperti provenienti da varie
parti della regione dal Paleolitico
all’epoca romana, e la Pinacoteca

percorrerne anche conduce a viale Dante, una delle altre


qualcuna, forse il vie di ritrovo per il passeggio cittadino,
modo, certo più oppure quella che costeggiando il
faticoso ma al Palazzo degli Uffici Governativi porta a
contempo fra i più viale Marconi, o ancora la Scalinata dei ARCHEOLOGIA
suggestivi, per Cento gradini che proprio da viale In alto l’architettura
andare alla Marconi si arrampica fino a viale Trieste. a sbalzo del Museo
su sempre più su scoperta in maniera Prima di lasciare il capoluogo e andare Archeologico di via
In queste pagine Ciccotti. Custodisce
slow delle varie zone alla scoperta dei suggestivi dintorni, ricchi e interessanti
solo alcune delle
molte scalinate che della città, il cui meritano una visita il ponte romano di reperti archeologici.
collegano i diversi profilo è San Vito, nei pressi dell’attuale area
livelli della città. movimentato da industriale, costruito tra il 248 e il 305
questo continuo dopo Cristo, e il mosaico di Malvaccaro
saliscendi urbano. Fra tutte che impreziosiva gli ambienti interni di AMMALIANTI
ECHI PITTORICI
l’ottocentesca Scala del Popolo e la una villa di epoca romana dove sono La Pinacoteca
Gradinata Medaglie d’oro, che dagli state rinvenute anche pregiate Provinciale (a sinistra)

20 12
immediati pressi del centro storico ceramiche del II-IV secolo. Si trova in ospita durante tutto
l’anno interessanti
mostre d’arte.
BASILICATA
Potenza e dintorni

La Torre di Satriano, visibile da molti chilometri,


BASILICATA BASILICATA è uno dei luoghi simbolo della Lucania antica

SENTINELLA
DI PIETRA
Dall’alto della
rupe su cui sorge,
era in passato
Il Carnevale di Satriano utilissima per
ricordando l’emigrazione controllare i traffici
del circondario.
Si tratta di uno degli ultimi rituali arborei rimasti
integri nella regione, ricco di simbolismi e stretta-
mente legato al tema dell’emigrazione. Si svolge
a Satriano di Lucania in occasione del Carnevale
e i protagonisti della suggestiva tradizione sono
il romita (eremita), ricoperto di tralci d’edera, raffi-
gurante il satrianese rimasto in paese nonostante
le difficoltà che deve affrontare nella sua terra ma
felice per averlo fatto e per questo gioiosamente
danzante, e l’orso, vestito di pelli di pecora o capra,
ovvero l’emigrante che ha fatto fortuna lontano
dalla sua terra e che torna per questo rivestito di
pelli pregiate ma ormai privo della propria identità
culturale, incapace di comunicare con i compaesani,
e perciò muto. Un affascinante viaggio in masche-
ra dunque nell’anima del popolo lucano. Ulteriori
info: www.comune.satriano.pz.it.

provinciale (via Lazio, 0971/46.94.77), Torre di Satriano, infatti, facilmente controllare tutto
punto di snodo
che ospita durante tutto l’anno fra i due mari uno dei luoghi l’intorno, crocevia, grazie al varco
interessanti mostre. Da qui, ritornando L’antica Satrianum, simbolo della della vicina Valle del Basento, fra la
su viale dell’Unicef, si raggiunge viale risalente all’Età delstoria della costa tirrenica e quella jonica, e
ferro, fungeva da
del Basento dal quale si imbocca la importante crocevia Lucania antica, punto di collegamento, per mezzo
strada E847 Basentana, in direzione fra Ionio e Tirreno. visibile anche da della Valle del Melandro, con la
autostrada A3 Salerno-Reggio molti chilometri di Campania, con la quale intratteneva
Calabria, fino all’uscita per Tito. distanza. Edificata dai Normanni nel pertanto fiorenti scambi. L’area
Seguendo la statale 95 in direzione XII secolo e arroccata su un archeologica che circonda i resti
Brienza si giunge promontorio che sfiora i mille metri di della torre ha restituito alla luce
in meno di altitudine, è ciò che resta dell’antica importantissimi frammenti di
mezzora, Satrianum, roccaforte longobarda ceramiche risalenti al periodo
XXXXXXX attraversando gli sorta su un precedente insediamento compreso fra il X e il VII secolo avanti
AGGI
LaTie vel irit, quatin ondulati e verdi che risale all’Età del ferro, che Cristo, attestanti influenze elleniche su
henim zzrilla paesaggi che dovette la sua fortuna proprio alla questa parte dell’antica Lucania, oltre

123
facipsustrud tet utpat attorniano la Valle posizione strategica di cui godeva. ai resti di un’imponente fortificazione

22
lore et augue mod dio del Melandro, alla Dal punto in cui sorgeva si poteva, e di un santuario del IV secolo avanti
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

CIMELI ARCHEO
Alcuni dei reperti
ritrovati nell’area
ed esposti in una
mostra cittadina
permanente.

abitato, su cui dominano i resti della rocca del Poggiardo,


sono inoltre da visitare la Mostra permanente “Satriano le
origini”, in via De Gregorio, che espone
interessanti reperti archeologici, e il
Museo della civiltà contadina, in via
Satriano di Lucania, noto per il suo carnevale, Porticelle (per entrambi, info:
0975/38.31.21). Proseguendo in direzione
è anche conosciuto come Paese dei Murales sud sulla statale 95 si arriva in una

Cristo. La città fu San Pietro Apostolo, ricostruita negli CIVILTÀ CONTADINA USI E COSTUMI
muri come tele Nel borgo, che diede Seguendo il
I variopinti murales rasa al suolo nel anni Cinquanta sull’originaria chiesa i natali al noto pittore percorso museale,
che ricoprono 1420 per volere seicentesca di cui rimane soltanto il bel Pietrafesa, ha sede che espone oggetti
le facciate delle della regina campanile. Fra gli altri edifici sacri più anche un museo rurale. e costumi originali
abitazioni con scene dei contadini,
di vita quotidiana. Giovanna II di interessanti la chiesa dell’Assunta, il cui
è possibile capire
Napoli, dopodichè nucleo originario risale al XII-XIII secolo. appieno le loro
la sua popolazione Ha all’interno alcune tele seicentesche abitudini quotidiane.
si disperse nei dintorni e parte di essa del Pietrafesa, che qui trovò i suoi natali
fondò l’attuale Satriano di Lucania, il e che proprio alla cittadina deve il suo
borghetto noto anche come il Paese nome d’arte (Satriano si chiamò, infatti,
dei murales per i numerosi dipinti Pietrafixa fino al 1887). E poi la cappella
raffiguranti tradizioni e scene di vita della Madonna della Rocca, del ‘400,
quotidiana locali che adornano le un tutt’uno con la roccia nella quale è
facciate delle case. Si sviluppa, con i ricavata, e, poco fuori dal centro
suoi graziosi vicoletti punteggiati da storico, la cinquecentesca cappella di

125
diversi palazzi gentilizi sei-settecenteschi, San Giovanni, decorata all’interno con

24
intorno alla chiesa Madre intitolata a un affresco del Pietrafesa. Nel centro
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Brienza, col suo castello, è un piccolo gioiello medievale

ECHI MEDIEVALI
Nella pagina
scorci del borgo
e un particolare
Terra di pensatori degli affreschi del
convento dei Frati
dalle idee illuminate Minori (in alto).
Nato a Brienza nel 1748, Mario Pagano (in alto il monumen-
to a lui dedicato in piazza del Municipio), il giurista e politico
noto al mondo come intellettuale di grande rigore morale
e civile, giustiziato nel 1799 per essere stato uno dei fautori
della Repubblica partenopea nei concitati anni dei moti an-
tifrancesi, fu sicuramente una delle figure di spicco del pen-
siero liberale lucano. Famosa la sua affermazione “La confes-
sione, estorta tra i tormenti, è l’espressione del dolore, non già
l’indizio della verità”. Legata a Pagano è un’altra grande figura
di spicco fra i pensatori lucani, Giustino Fortunato (foto in
basso a destra), che nacque, invece, a Rionero in Vulture nel
1777, uomo chiave e Primo ministro del Regno della Due
Sicilie oltre che storico e meridionalista desideroso di smuo-
vere le acque stagnanti entro cui versava il Mezzogiorno e
strenuo oppositore delle idee che furono poi alla base del
regime fascista di cui intuì subito l’estrema pericolosità.

decina di minuti a Brienza, il l’annessa chiesa Maruggi, ci si imbatte nella


giochi di luce
suggestivo borgo che ha conservato Il suggestivo impattodell’Annunziata. duecentesca, anche se in seguito
perfettamente la sua struttura cromatico dell’eventoIntorno alla piazza rimaneggiata, chiesa di San Zaccaria,
medievale attorcigliata intorno allo “Suoni e luci dalla si diramano le che all’interno custodisce diverse
Storia”, che ogni
spettacolare castello Caracciolo, di anno colora Brienza. cosiddette opere d’arte fra cui una Circoncisione
fondazione angioina ma ricostruito “strettule”, i attribuita alla scuola di Luca
nel 1571 secondo fattezze che caratteristici vicoli Giordano. Fra gli altri luoghi di culto la
ricordano quelle di alcuni castelli del del paese capaci di offrire scorci chiesa Madre dell’Assunta, risalente
Nord Europa. Veglia dall’alto davvero singolari. Percorrendone uno all’Xl secolo, ma rimaneggiata a
sull’abitato che trova il suo dei più suggestivi, la strettula di partire dal ‘700, la cappella di San
cuore pulsante in piazza
del Municipio. Su di essa si
affacciano il convento dei
Frati Minori Osservanti, oggi
sede degli uffici comunali,

127
risalente al ‘500 col suo

26
chiostro affrescato, e
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

PANORAMI
DELL’ANIMA
Gli scenari che si
godono sulla Valle
del Melandro da
Sasso di Castalda.
sua facciata rococò e il suo originario campanile romanico,
la chiesa dell’Annunziata, internamente arricchita da
affreschi settecenteschi, e il seicentesco convento dei
Cappuccini del ‘600 con la sua
splendida biblioteca settecentesca e
l’annessa chiesa che custodisce al suo
Vietri sorge in un’area fra folti boschi che gli storici interno alcune opere di Antonio Stabile
e un curioso polittico, frutto
hanno identificato con i famosi Campi Veteres dell’assemblaggio di tre tele rese

sfarzo in colori
I settecenteschi Michele Arcangelo, verde della scoscesa scarpata su cui Tito e Sasso di Castalda
affreschi che con le
loro sontuose tinte
detta dei Greci sorge insieme ai resti del nucleo più fra magnifici cicli pittorici e irte rupi
perché adibita al rito antico dell’abitato, risalente al VII Tito è uno dei centri alle porte del capoluogo che dovette la sua fortuna alla distruzione nel IN ALTO: Municipio
decorano gli interni ortodosso, risalente secolo. Da Brienza, dopo essere tornati di Tito (foto grande)
dell’Annunziata. 1420 dell’antica Satrianum, parte della cui popolazione fu accolta proprio dalla comunità locale.
La sua storia è legata inscindibilmente ai moti repubblicani del 1799, per i quali molti titesi versa- e particolari affreschi
al XII secolo e sulla statale 95 in direzione nord e del bel convento di
rono il proprio sangue come l’eroina Francesca Cafarelli De Carolis, giustiziata il 27 maggio 1799 Sant’Antonio (sotto).
internamente seguendo le provinciali 12 e 58 si arriva, dai sanfedisti del Cardinale Ruffo in piazza del Seggio. Qui si trova il Palazzo comunale col suo
affrescata, la attraversando i paesaggi verdissimi del arco del ‘400. Da vedere il cinquecentesco convento di Sant’Antonio da Padova, col suo chiostro A SINISTRA:
seicentesca chiesa cuore del Melandro, a Vietri di Potenza, magnificamente affrescato dal Pietrafesa nel 1606, e l’annessa chiesa abbellita da un notevole Sasso di Castalda.
della Madonna che sorge su un’altura attorniata da ciclo pittorico del XVI secolo di Girolamo Stabile e da altre opere di Pietrafesa e Antonio Stabile.
Sasso di Castalda è un piccolo borgo su cui domina un’irta rupe sulla quale sorgono i ruderi
degli Angeli, poco boscose colline e montagne. Il suo dell’antico castello. Fu roccaforte
fuori dal centro nome è legato al luogo individuato normanna (si chiamava, infatti, in
abitato, impreziosita dagli storici come Campi Veteres, dove origine Pietra Castalda, cioè rupe
fortificata) e sono da vedere le
da pregevoli dipinti trovò la morte il console romano Tito chiese dell’Immacolata, con porta-
del Pietrafesa (visite Sempronio Gracco nell’ambito della le barocco e opere del Pietrafesa,
solo su prenotazione: 0975/38.10.03). seconda guerra punica contro i e di Sant’Antonio, che custodisce
una scultura di Sant’Antonio tra

129
Infine i suggestivi ruderi della chiesa di Cartaginesi. Nel borgo sono da vedere

28
Santa Caterina e Santa Filomena,
San Martino (XI secolo) immersi nel la chiesa di San Nicola di Mira, con la dell’inizio del 1500.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fra i canyon scavati dal Melandro sgorgano sorgenti sulfuree

VIETRI
Il convento
dei Cappuccini
(a sinistra) e la
Savoia di Lucania facciata della
chiesa Madre
e Sant’Angelo le Fratte (in basso).
Appolaiato su un’altura che domina il Melandro, a Savoia
di Lucania (fotoinalto)spiccano le sagome del castello cit-
tadino e della settecentesca chiesa di San Nicola. Nel cen-
tro abitato anche il Museo della Memoria (0971/71.19.31
o 0971/71.10.00 oppure 328/7.54.62.75, www.giovanni-
passannante.com), dov’è possibile ripercorrere le gesta
del controverso concittadino Giovanni Passannante, che
attentò alla vita di re Umberto I di Savoia nel 1878. Nel
museo anche la Collezione Vernotico, una delle più fornite
raccolte italiane di cimeli e documenti del periodo fasci-
sta. Il borgo di Sant’Angelo Le Fratte (foto in basso) è,
invece, ornato dalla chiesa settecentesca Santa Maria ad
Nives con all’interno, fra le altre, una tela del Pietrafesa, e
un presepe permanente allestito nella grotta dove sorgeva
un antico convento basiliano. In agosto un gustoso per-
corso enogastronomico, Cantine Aperte, con degustazioni,
in caratteristiche cantine di roccia, di vini, salumi e formaggi
(www.comune.santangelolefratte.pz.it).

scorrevoli da un binario. Vietri offre lungo i quali quale scorre veloce verso l’autostrada
ARTE SU PIETRA
anche la possibilità di diverse escursioni In basso, uno dei tantiscorrono strade e Salerno-Reggio Calabria la E847. La
naturalistiche. Una conduce alle Gole murales che danno ponti dalle altezze vista panoramica sul borgo è davvero
di Puzz’ gnunt, cioè dei mulinelli, che un tocco di arte e vertiginose. Come accattivante con le sue casette
colore sia a Savoia
sono alte e ripide pareti rocciose che a Sant’Angelo. quello nei pressi di adagiate, quasi come fossero parte di
scavate dalle acque del Melandro, Picerno appunto. un presepe, su un crinale circondato
lungo il cui corso è possibile incontrare Con i suoi 130 da boschi. Un autentico groviglio di
diverse sorgenti di acqua sulfurea. metri di altezza, necessari a colmare i vicoli e scalinate per cui è
Percorrendo prima la statale 94 e poi la forti dislivelli che caratterizzano l’area, estremamente piacevole andare alla
provinciale 83, si è uno dei ponti più alti d’Europa sul scoperta dei suoi angoli più nascosti
giunge a Picerno
attraversando
XXXXXXX verdi paesaggi
AGGI
LaTie vel irit, quatin ricoperti da una
henim zzrilla folta vegetazione

131
facipsustrud tet utpat che nasconde

30
lore et augue mod dio gole e precipizi
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Nei pressi di Picerno, rinomata per i suoi salumi, sorge uno dei ponti più alti d’Europa

Seguendo verso nord la provinciale 83 si imbocca la statale


numero 7 che conduce fra gli scenari naturalistici della Valle
del Marmo Platano, rigogliosa e ricca di corsi d’acqua,
splendido sfondo a uno dei borghi in assoluto più belli e
impattanti della regione, Muro Lucano. A
chi vi arriva si presenta come un
incredibile gigantesco presepe con le sue
abitazioni aggrappate alla collina su cui

SCORCI DA PRESEPE
Picerno, immersa
imbattendosi nei dell’Annunziata col suo portale Francesco Saverio Nitti ed Emanuele Gianturco,
fra i boschi, con i palazzi storici trecentesco a sesto acuto, che figure di spicco della politica e del diritto italiani
decorati con
suoi vicoletti e le sue racchiude un magnifico portone PIETRA SCOLPITA
gradinate assomiglia Nato a Melfi nel 1868 ed eletto deputato nel 1904 nel collegio di Muro Lucano, Francesco Nel groviglio di
splendidi portali in intagliato del 1506, e il suo bel Saverio Nitti (foto a destra), fu uno degli statisti più importanti del suo tempo, Presiden- case d’epoca
a un vero presepe.
pietra e nelle diverse campanile affrescato con dipinti del te del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia nel 1919 e a capo anche di vari ministeri. che costituiscono
chiese che XIV e XV secolo. Gironzolando per i Con l’ascesa al potere di Mussolini fu perseguitato dai fascisti al punto da dover fuggire il centro storico
all’estero, dove, fra il ‘43 e il ‘45, fu deportato dai tedeschi. Alla fine della seconda guerra moltissimi i portali
punteggiano il vicoletti vale sicuramente la pena mondiale però, dopo 21 anni di esilio forzato, rientrò in Italia e fu membro dell’Assemblea in pietra scolpiti.
centro storico. Fra fermarsi in uno dei tanti piccoli negozi Costituente dove diede un contributo fondamentale alla stesura del testo costituzionale.
queste la disseminati nel centro storico per Suo maestro etico fu Giustino Fortunato, del quale fu forse più pratico soprattutto in tema
di Questione meridionale dove dichiarò guerra al sistema latifondista. Nacque, invece, ad
settecentesca chiesa assaporare e acquistare i famosi salumi Avigliano nel 1857 il giurista e politico Emanuele Gianturco (a sinistra), due volte ministro
Madre, che picernesi, rinomati in tutta la regione. di Grazia e Giustizia e a capo anche di diversi altri ministeri. Fu uno dei capofila della“Scuola
custodisce al suo Lasciando il paese, poco fuori Napoletana” di diritto civile e fornì
importanti contributi al dibattito
interno una Natività dall’abitato, merita una sosta la giuridico nazionale contribuendo
del Pietrafesa, costruita sull’antica quattrocentesca chiesetta dell’Assunta a porre le basi del Diritto italiano,
fortezza normanna di cui sono visibili che custodisce al suo interno un dipinto sostenitore quale era dell’avvento
di un “diritto privato sociale” che

133
alcuni resti delle antiche torri che la della Madonna con Bambino fra San

32
fosse in grado di dare nuove rispo-
attorniavano, e la chiesa Pietro e San Nicola di Antonio Stabile. ste alla nascente società di massa.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
A Muro Lucano fu assassinata nel 1382 la regina Giovanna I

Baragiano e Balvano
fra archeologia ed affreschi
A Baragiano, nel cui borgo sono da vedere la rinasci-
mentale chiesetta di San Rocco e la cappella dell’Annun-
ziata, eretta nel 1586, ha sede l’Archeoparco del Basi-
leus (località Toppo Sant’Antonio, via SS. Concezione,
0971/99.70.71 oppure 320/9.71.46.81, www.archeopar-
co.it) che si estende su un’area luogo di numerosi ritro-
vamenti archeologici fra cui la tomba di un basileus, re
dei Peuketiantes, contenente simboli di potere, armi di
tipo greco (elmo, scudo, spada e punta di lancia), bronzi
e ceramiche decorate. L’Archeoparco permette, attra-
verso ricostruzioni scenografiche e esperienze interatti-
ve, di fare un tuffo nella storia e nel mito della Basilicata
del VI - IV secolo avanti Cristo. A Balvano, invece, sul cui
centro abitato fortemente danneggiato dal sisma del
1980, dominano i ruderi del castello Girasole risalente al
X secolo, sicuramente da vedere è il convento di Sant’An-
tonio (foto in alto), fondato nel 1591 e splendidamente
affrescato dal pittore seicentesco Girolamo Bresciano.

sorge e disposte in modo tale da assassinata dai che in terra lucana vide opposto,
TORBIDE TRAME
formare un anfiteatro naturale quasi Il tragico destino sicari mandati dal durante la seconda guerra punica,
perfetto. Un tappeto di tetti di case le della sovrana D’Angiò cugino usurpatore l’esercito cartaginese di Annibale a
une sulle altre conduce al castello, in legato all’antipapa Carlo III, diventato quello romano, in questo caso
d’Avignone e alle lotte
cima al borgo, risalente al X secolo, in seno alla Chiesa. nel frattempo condotto dal console Marco Claudio
anche se modificato nelle forme in nuovo re del Marcello. Tutta l’area ha restituito,
seguito a un devastante terremoto del regno di Napoli. infatti, alla luce numerosi reperti
1694. Fra le sue possenti mura nel 1382 Atmosfere di trame segrete e archeologici, molti dei quali risalenti
la regina Giovanna I D’Angiò, sovrana tradimenti che ancora aleggiano fra i anche all’Età del bronzo. È possibile
di Napoli deposta vicoli del borgo donandogli un fascino ammirarne una parte, insieme a molti
dal trono in seguito ulteriore al pari di quelle, ancor più altri ritrovati nell’intero Marmo
alla scomunica da lontane nel tempo, che riecheggiano Platano, nel Museo Archeologico
XXXXXXX parte di Papa più a valle, nell’area del Pianello. Qui Nazionale di Muro Lucano (via
AGGI
LaTie vel irit, quatin Urbano VI per aver sorse, in seguito alle invasioni Seminario 1, 0976/7.17.78), allestito nel
henim zzrilla sostenuto barbariche, l’agglomerato urbano di cinquecentesco ex Seminario

135
facipsustrud tet utpat l’antipapa di Numistro nei cui pressi si combatté nel vescovile che, insieme alla

34
lore et augue mod dio Avignone, venne 210 avanti Cristo una delle battaglie Cattedrale, l’Episcopio e la Curia,
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

NUMISTRO
Nei pressi della città
sorse lo storico
agglomerato noto
per lo scontro fra
Roma e Cartagine.

trovò i suoi natali nel 1726. L’ingresso è ornato da sculture di


epoca imperiale romana, mentre all’interno, decorato da
suggestivi dipinti murali risalenti al 1200,
sono stati ritrovati, nella zona sottostante
l’abside, alcuni resti di una fornace
Nel Museo Archeologico di Muro molti romana. A diciotto chilometri dalla
cittadina, alla sommità del Bosco
degli importanti reperti rinvenuti in zona Grande, molto ricco di tartufi, davvero

ARTE E battaglie costituisce un prova la città, non ultimo quello tragico


Nel museo resti di BORGO DA BRIVIDO
antiche battaglie e imponente del 1980. E poi la seicentesca chiesa del La bellezza di Muro,
delicati oggetti complesso Carmine, che al suo interno custodisce un presepe a grandezza
d’arte a partire monumentale. fra le altre opere d’arte una Sacra naturale, non può
dall’Età del bronzo. lasciare indifferenti.
Intorno un suggestivo famiglia di Girolamo Bresciano, e la
intreccio di palazzi quattrocentesca chiesa di Sant’Andrea
gentilizi, piazzette, col suo Presepe artistico e Deposizione,
archi, logge, una particolarissima composizione di
ringhiere in ferro sculture in terracotta e legno eseguita
battuto, scalinate, da maestri napoletani del Settecento.
scoscesi vicoli e Non lontano dal centro storico, invece, LANDE SANTE
innumerevoli chiese la chiesa Santa Maria delle Grazie di A Muro Lucano
fra cui la Cattedrale, Capodigiano, eretta fra il XII e il XIII nacque nel 1726
San Gerardo
risalente al X secolo, secolo, era uno dei luoghi prediletti di Maiella, patrono
anche se ricostruita San Gerardo Maiella, patrono, insieme della Basilicata

137
dopo i forti danni subiti dai vari terremoti alla Madonna di Viggiano, della insieme con la

36
che più volte hanno messo a dura Basilicata, che proprio a Muro Lucano Madonna Nera del
Monte di Viggiano.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Il Marmo Platano è un’enorme e riposante distesa verde

I “VUCCULI”
Due profonde
cavità parallele
che precipitano
Castelgrande e Pescopagano nelle viscere
fra astronomia e abbazie della Terra, vero
eden speleologico.
Dal borgo di Castelgrande (foto in alto), dominato dai ru-
deri del suo castello angioino, si gode una bellissima vista
sul Marmo Platano. Nel centro abitato la seicentesca chie-
sa dell’Assunta mentre in località Toppo sorge (foto picco-
la a destra) l’Osservatorio Astronomico Singao (Southern
Italy Neutrino and Gamma Observatory), il primo centro
internazionale aperto in Italia per esperimenti astrofisici,
una struttura fondamentale per la ricerca nel settore. A
Pescopagano, su cui dominano i resti del castello del XV
secolo, sono, invece, da vedere la torre dell’Orologio, posta
sull’antica Porta Sibilla, e le chiese dell’Annunziata e dell’As-
sunta, restaurate dopo il sisma del 1980, oltre alla chiesa
di San Giovanni Battista, fondata intorno al Mille ma for-
temente rimaneggiata, mentre poco fuori dal centro
abitato è la chiesa di San Lorenzo in Tufara (foto piccola in
basso), annessa all’antica abbazia benedettina fondata
nell’XI secolo e di cui restano solo dei ruderi.

singolari sono i cosiddetti Vucculi, due segue la statale 7 interni impreziositi da varie opere
pagina accanto:
profonde cavità parallele che con le Alcuni scorci dei fino a Ruoti, d’arte realizzate da autori quali
loro strane forme levigate dalla paesi di Pescopagano circondata da Girolamo Cenatiempo, Filippo
natura scendono verso le viscere e Castelgrande, sede splendidi boschi, e Ceppaluni e Girolamo Bresciano, e la
di un osservatorio
della Terra in atmosfere degne di un astronomico che è da qui si imbocca chiesa Madre, dedicata a Santa
film di fantascienza. Sono meta possibile anche visitare.
la provinciale Maria del Carmine, risalente all’XI
privilegiata, infatti, degli speleologi numero 6 per secolo anche se poi ricostruita nel
che sono riusciti finora a esplorare giungere ad Avigliano. Nel 1857 vi ‘600. Poco fuori dal centro abitato
soltanto una parte del loro percorso nacque il giurista e politico Emanuele merita una visita la chiesetta di Santa
sotterraneo che si Gianturco cui è dedicata la piazza Lucia, internamente affrescata con
snoda, per quanto principale dalla quale si accede al dipinti seicenteschi, mentre a circa
riguarda il centro storico. È punteggiato da nove chilometri dal paese, posto su
XXXXXXX cunicolo più antichi palazzi decorati da splendidi un’altura da cui si domina il
AGGI
LaTie vel irit, quatin lungo, per quasi portali in pietra e diversi edifici sacri suggestivo paesaggio circostante si
henim zzrilla un chilometro e come la chiesa di Santa Maria degli trova il santuario della Madonna del

139
facipsustrud tet utpat trecento metri. Da Angeli, con la sua facciata Carmine, uno dei più frequentati fra

38
lore et augue mod dio Muro Lucano si tardobarocca che introduce ad quelli lucani. Costruito all’inizio
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Nei pressi del grazioso borgo di Avigliano si trova il castello federiciano di Lagopesole

rinascimentale chiesa dell’Annunziata, con all’interno due


dipinti di Antonio Stabile, e quella settecentesca di San
Giuseppe che custodisce una Madonna con Bambino e
Santi di Andrea Viso. Da vedere sono
pure il convento di Sant’Antonio, della
fine del ‘400, decorato all’interno con un
suggestivo ciclo di affreschi rinascimentali
di Giovanni Todisco, e l’annessa chiesa,

IN QUESTE PAGINE: dell’Ottocento, residenze di caccia preferite dallo Fra antiche sculture e affascinanti tradizioni
Alcuni scorci della
cittadina di Aviglianocustodisce al suo Svevo per il quale si rimanda anche alla i grandi pellegrinaggi mariani della regione
con la sua chiesa interno durante i parte di questa guida dedicata al
Ad Avigliano prende luogo una delle più sentite tradizioni che hanno come fulcro la devozio-
degli Angeli e il suo mesi estivi la statua Vulture Melfese e ai suoi dintorni. Una ne alla Madonna. Il 16 luglio un lungo corteo prende le mosse dal paese per recare, a piedi,
Castel Lagopesole. della Madonna del trentina di chilometri dividono Avigliano fra ceri votivi, canti e manifestazioni di pietà popolare, lungo un percorso di diversi chilometri,
Carmine, protettrice da Oppido Lucano, che si raggiunge l’effigie della Madonna del Carmine fino all’omonimo santuario, uno dei più frequentati fra
quelli lucani, posto su un’altura panoramica. Qui la statua resta fino alla seconda domenica
della città, una delle prendendo prima la provinciale numero di settembre, quando viene riportata in paese. Non è l’unico pellegrinaggio mariano in Ba-
immagini sacre più amate della 7 e poi la statale 169. Il borghetto, silicata. Molto radicato è, per esempio, quello di Viggiano, la prima domenica di maggio, in
regione. Del vastissimo territorio circondato da rilassanti colline ricoperte assoluto il più importante della regione. In questo caso è la Madonna Nera, patrona della
Lucania, a essere condotta nel suo santuario, sul Sacro Monte di Viggiano. Altre effigi
comunale aviglianese, che è riuscito a di uliveti, è ricco di chiese che molto venerate sono quelle del-
preservare antiche tradizioni come custodiscono preziose opere d’arte. Fra la Madonna del Sirino, a cui è
dedicata una suggestiva festa DISARMANTE
l’artigianato artistico, fra cui spicca queste la seicentesca, anche se il suo PIETÀ POPOLARE
l’arte della coltelleria, fa parte anche nucleo originario risale al Duecento, la terza domenica di giugno a
Lagonegro, e della Madonna Nel pellegrinaggio
Castel Lagopesole, la frazione su cui chiesa dei Santi Pietro e Paolo, con del Pollino, al centro, a San che da Avigliano
sorge l’omonimo castello, in assoluto all’interno pregevoli opere d’arte fra cui Severino Lucano, di un coinvol- sale a piedi al monte
ancora moltissime

141
uno dei più belli e conosciuti fra quelli due sculture lignee cinquecentesche di gente pellegrinaggio nel primo

40
fine settimana di luglio. Info: testimonianze di fede
federiciani nel Sud Italia, una delle Altobello Persio. Ancora la www.aptbasilicata.it. popolare piuttosto
rare a vedersi in giro.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Cancellara è un piccolo borgo con svariate opere d’arte

Cancellara e Pietragalla
fra necropoli e Palmenti
Cancellara è un suggestivo borgo aggrappato a un colle
su cui domina il castello medievale e la seicentesca chiesa
Santa Maria del Carmine, scrigno di diverse opere d’arte.
Da vedere sono anche la chiesa di Sant’Antonio, affrescata
all’interno da Giovanni Todisco, e il convento dell’Annunzia-
ta, fondato nel‘500, con l’annessa chiesa che custodisce, fra
le altre, opere anche del Pietrafesa. Non lontano dal paese
la necropoli di Serra del Carpine che ha restiuito importanti
reperti risalenti al V secolo avanti Cristo. Nel borgo di Pie-
tragalla spicca l’imponente Palazzo ducale, costruito nel
XV secolo dai nobili Acquaviva d’Aragona anche se nei se-
coli rimaneggiato. Fra gli edifici sacri la chiesa di San Nicola
di Bari, il cui nucleo originario risale al XII secolo. Molto carat-
teristici sono i cosiddetti Palmenti (foto in basso), grotte sca-
vate nella roccia risalenti al 1300 utilizzate per lavorazione e
fermentazione dell’uva. Sul Monte Torretta, infine, i resti di
un insediamento frequentato fra l’XI e il III secolo avanti Cri-
sto, con una cinta muraria lunga ben quattro chilometri.

scrigno di un pregevole coro ligneo del Quest’ultima è un paese è ricchissima dal punto di vista
SOPRA: Panoramica
1557 e di un trittico e un polittico di autentico
sul borgo di Cancellara. archeologico con reperti risalenti
Antonio Stabile. Non lontano dal centro in basso: Santuario gioiellino dell’arte anche al VII secolo avanti Cristo. Di
abitato si trovano, invece, in località rupestre,
del Carmine, Avigliano. straordinaria importanza fu, nel 1790, il
Castiglione, il santuario di Santa Maria A SINISTRA: Palmenti affrescata con ritrovamento sul monte Montrone, un
del Belvedere, il cui nucleo originario (cantine) di Pietragalla.
suggestivi dipinti tempo parte del territorio dell’antica
risale al XIV secolo, che all’interno della prima metà Bantia Civitas, l’attuale Banzi, della
conserva una scultura lignea del XIV secolo raffiguranti le tappe Tabula Bantina, una lastra bronzea
trecentesca raffigurante una Madonna fondamentali della vita di Gesù e risalente al II secolo avanti Cristo, oggi
con Bambino, e, in della Vergine. Tutta l’area intorno al custodita nel Museo Archeologico
contrada Pozzella,
seguendo la
XXXXXXX statale 169 in
AGGI
LaTie vel irit, quatin direzione Genzano
henim zzrilla di Lucania, la

143
facipsustrud tet utpat chiesa di

42
lore et augue mod dio Sant’Antuono.
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

SCRIGNO D’ARTE
Il convento e la
chiesa di S. Antonio
custodiscono molte
opere d’arte fra
affreschi e polittici.

domestico risalenti all’ampio arco temporale che va dal I


secolo avanti Cristo al VI secolo. Un’altra villa romana molto
interessante è quella ritrovata nei pressi di Tolve, la cittadina
raggiungibile da Oppido in una ventina di minuti seguendo
le strade provinciali 35 e 123. Si tratta della villa rustica di San
Molti i reperti archeologici rinvenuti a Oppido, Pietro, edificata nel I secolo dopo Cristo sulle pendici del

un tempo parte dell’antica Bantia Civitas


Monte Moltone lungo un tratturo, denominato Regio in età
aragonese, che collegava fin dall’epoca preistorica il

OPPIDO LUCANO A DESTRA: Una


In alto e qui sotto, Nazionale di Napoli. delle due ville romane di Masseria delle cantine-grotta
Si tratta del più
scorci della cittadina Ciccotti e San Gilio, quest’ultima inserita scavate nel tufo.
che sorge su un’altura
importante reperto peraltro di recente nella lista dei siti da IN PICCOLO:Sempre
circondata da dolci mai rinvenuto in salvare stilata dal World Monuments a destra, mosaico
colline di uliveti. di Masseria Ciccotti.
lingua osca, quella Watch, l’organizzazione internazionale
cioè appartenuta ai specializzata nell’individuazione dei
cosiddetti Osci, la luoghi di particolare pregio da
popolazione di preservare. La prima ha restituito
ceppo sannitico che pregiati marmi, capitelli ionici e un
abitò in quel periodo importante mosaico figurato, mentre
anche queste aree. quella di San Gilio, che si estendeva su
Di un periodo una superficie di oltre seimila metri
successivo ma quadrati con due grandi e articolati
altrettanto interessanti sono i impianti termali, una fontana-
ritrovamenti, molti dei quali custoditi nel abbeveratoio e una serie di cisterne, ci

145
Museo Archeologico Nazionale di Muro ha fatto dono di preziose lastre

44
Lucano, risalenti al I secolo avanti Cristo funerarie e diversi oggetti di uso
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

Ruoti, Bella e San Chirico


fra sorgenti e abeti bianchi
Ruoti (foto piccola in basso) è una vera perla naturalistica
immersa fra vigneti, da cui si ricava il vino bianco frizzante
Asprino, boschi che si estendono per 120 ettari con splen-

Fra Oppido e Tolve diverse ville romane di grandissimo pregio


didi esemplari di abete bianco, e oltre quaranta sorgenti
naturali. Nel centro storico la chiesa di San Nicola, con tele
cinque-seicentesche fra cui una Madonna delle Grazie del
Pietrafesa. Poco fuori il paese i resti della villa romana di
San Giovanni, del I secolo dopo Cristo. Nel borgo di San
Chirico Nuovo (foto in alto) i resti del castello feudale, oggi
parzialmente adibito ad abitazioni e la chiesa di San Nicola
di Bari col suo impianto romanico e gli interni barocchi.
Davvero tante le passeggiate possibili nei folti boschi del
circondario. A Bella (foto in basso) sono, invece, da vedere
la chiesa Madre dell’Assunta, e quella delle Grazie, risalente al
‘500 con all’interno opere di Andrea da Salerno e Giovanni
Todisco, oltre al castello risalente al Mille e completato nel
1567, anche se nei secoli profondamente rimaneggiato.

Potentino interno col Tavoliere delle incuriositi, e cancellato. Migliaia gli ex voto
SANT’ANTUONO
Puglie. Tolve è uno dei maggiori centri In questa pagina, tuttora arrivano in custoditi nella Casa del pellegrino per
della spiritualità lucana noto, oltre che paese, durante le
gli splendidi affreschi le grazie ricevute dal Santo, la cui
in Basilicata anche nelle regioni sacre
della cripta di Oppido statua durante i giorni di festa viene
limitrofe, per la fortissima devozione (XIV secolo), gioiello
celebrazioni, letteralmente ricoperta di un manto
che lo lega a San Rocco, cui viene di pittura rupestre.studiosi di costumi dorato realizzato assemblando i
dedicata una festa davvero molto e tradizioni tantissimi doni aurei dei fedeli. Nel
suggestiva il 16 agosto e il 16 popolari affascinati da atmosfere e borgo, aggrappato a una rupe
settembre. Fra le decine di migliaia di suggestioni che la modernità, almeno sormontata dai ruderi del castello del
pellegrini che vi giungono ogni anno in Occidente, ha quasi del tutto XIV secolo che domina l’alto corso
TERRA DI non è raro imbattersi in manifestazioni
FORMAGGI
di pietà popolare che conservano i
La ricca tradizione
casearia tratti
contempla di affascinanti quanto arcani
prodottirituali.
di alta Lo stesso Carlo Levi, che in
qualità come il
Basilicata trascorse il suo periodo di
Pecorino di Filiano.

147
confino negli anni ‘30, e numerosi

46
antropologi ne sono stati richiamati e
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA

GIA’NEL NEOLITICO
Da incisioni rupestri
trovate in alcune
delle tante grotte
intorno al paese si
pensa fossero usate
già nella Preistoria.

misterioso e affascinante popolo, affine alle popolazioni


apule, che abitò la zona insieme a quelle della vicina
Baragiano e delle aree interne montuose
della Basilicata settentrionale, e che era
solito, a differenza degli Enotri, seppellire
A Tolve uno dei più suggestivi i defunti in posizione fetale, in una sorta
di ricongiungimento della vita con la
pellegrinaggi della regione morte. A questi resti si affiancano, sul

del Basento, sono preziosa cantoria. Da Tolve, seguendo


da vedere l’Arco le statali 96 e 7 in direzione Potenza e
delle torri, inserito infine la provinciale numero 10, si
nell’antica cinta raggiunge, attraversando un riposante
In alto: Peperoni muraria, la chiesa paesaggio collinare, il territorio di Vaglio
messi ad essiccare, Madre, dedicata a di Basilicata, uno dei siti archeologici
secondo tradizione, San Nicola, di più importanti della regione, scrigno di
al sole e la chiesa fondazione tesori architettonici e artistici risalenti ad
Madre di Tolve, di
fondazione bizantina. bizantina, la chiesa epoche e popoli antichissimi. Uno
IL SANTO DI
di San Pietro, col straordinario viaggio a ritroso nel tempo MONTEPELLIER
suo bel portale che può cominciare dal Parco San Rocco di Tolve
d’ingresso del XV secolo, e quella del archeologico di Serra di Vaglio e dai è uno dei santi più
Purgatorio, costruita nel Seicento, oltre resti del suo abitato risalente all’VIII venerati della regione.
al convento di San Francesco, fondato secolo avanti Cristo caratterizzato da SAN FRANCESCO
nel ‘500, e l’annessa chiesa, rifatta nel gruppi sparsi di capanne alternate a Il convento dedicato

149
‘700, con all’interno diverse opere nuclei di sepoltura, segni del primo al Poverello di Assisi

48
venne fondato nella
artistiche sei-settecentesche e una insediamento stabile dei Peuketiantes, il cittadina nel ‘500.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Tolve un suggestivo borgo-presepe aggrappato a una rupe
Nell’antica Vaglio abitò l’affascinante popolo dei Peuketiantes

Il futuro spezzato pendio orientale della collina, in armature, gioielli, contenitori al tempo utilizzati per la
della principessa bambina località Braida, quelli di imponenti
SOPRA: Il suggestivo
cumulo di case monili, posate e conservazione di derrate alimentari.
A giudicare dai reperti rinvenuti nella sua tomba, edifici in muratura, parte dell’antico aggrappate di Tolve. piatti in ceramica. Non lontano da Serra, che dai suoi
ritrovata a Serra di Vaglio e oggi esposti nel Museo abitato fortificato da massicce mura SOTTO E A SINISTRA: Molto interessante oltre mille metri offre una bellissima
Uno dei tanti tesori
Archeologico Nazionale di Potenza, il futuro che i suoi di cinta, che a partire dal VII-VI secolo archeologici di Vaglio è la ricostruzione vista sull’Alta Valle del Basento, si
genitori avevano pensato per lei doveva essere dav- e (in alto) la chiesa Madre.
vero radioso. Un futuro che il fato non ha mai voluto avanti Cristo cominciarono a essere effettuata con le trova il Parco del Santuario di Rossano
si compisse per una storia che racchiude in sé tutto il costruiti in seguito ai primi contatti tecniche e i di Vaglio, dove sorgeva un
fascino dell’archeologia e racconta di una bambina, stabili con i Greci di Metaponto, dei materiali usati all’epoca di un edificio importantissimo luogo sacro dedicato
figlia di un re, morta all’età di
soli sette anni nel VI secolo quali le aristocrazie dei Peuketiantes dell’antico abitato, la cosiddetta alla dea Mefite, il cui nome significa
avanti Cristo. Per lei erano già iniziarono a imitare usi e costumi, Casa dei pithoi, dal nome dei grandi “colei che sta nel mezzo” e che per
pronti preziosi gioielli fattiTERRA DIcompresa l’ostentazione della
arrivare dai punti più lontaniFORMAGGI ricchezza. Le diverse tombe ritrovate,
della Terra che avrebbe forseLa ricca tradizione
risalenti al VI-V secolo avanti Cristo,
indossato per il suo matri-casearia contempla
monio. Pendenti, diademi eprodotti dihannoalta ridato, infatti, alla luce
spille in ambra, oro, argento.qualità come il
ricchissimi corredi funebri composti
Gioielli mai indossati chePecorino di Filiano.

151
da vasi di bronzo di produzione greca

50
hanno invece accompagna-
to la piccola nel suo viaggio ed etrusco-campana, oltre ad
verso il regno delle ombre.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Vaglio è uno dei più importanti
e ricchi siti archeologici regionali

FRA DOLCI COLLI


Una veduta aerea
del borgo di Vaglio,
immerso in un
verde e rilassante
paesaggio collinare.

Pignola che immette sulla provinciale numero 5. Il borghetto,


a dieci minuti dal capoluogo e ultima tappa di questo
viaggio all’interno del Potentino e delle verdi valli che lo
circondano, è adagiato su un’altura di 927 metri, autentico
gioiellino urbanistico con le sue abitazioni che si sviluppano
lungo cerchi concentrici che si restringono man mano che si
sale verso il punto più alto del paese. A congiungerli l’uno
all’altro ripidi vicoletti lastricati, stretti cunicoli e appese

LA CITTÀ-SANTUARIO
questo svolge una borgo, punteggiato di palazzi nobiliari e
A Rossano di Vaglio funzione di chiese cinquecentesche, sono, invece,
sorgeva nel IV secolo passaggio fra cielo da visitare la chiesa Madre, dedicata a
a.C. un monumentale e terra, fra il mondo San Pietro Apostolo, che fra le altre
santuario federale in
dei vivi e quello dei
onore della dea Mefite. opere d’arte custodisce due dipinti di
morti. Dai resti del Antonio Stabile, e la chiesa del
santuario, risalenti convento di Sant’Antonio Abate,
al IV secolo avanti Cristo, si capisce ornata da pregevoli opere artistiche fra
quanto monumentale dovesse essere in cui spiccano un prezioso polittico
origine la struttura, articolata su più seicentesco di Francesco Paterno da
terrazze collegate da scalinate, da cui Buccino raffigurante vari santi e un
provengono numerosi e interessanti affresco di Girolamo Todisco che ritrae,
reperti quali statue in bronzo e marmo, invece, una Madonna con Bambino e
ex voto, statuette in terracotta e gioielli Sant’Anna. Da Vaglio, seguendo le
che ornavano le vesti della divinità, indicazioni per la E847 Basentana che

153
molti dei quali custoditi nel Museo conduce a Potenza, arrivati alle porte

52
MUSEO DELLE GENTI
Archeologico Nazionale di Potenza. Nel del capoluogo si prende l’uscita per Una delle sale del
museo archeologico
cittadino dedicato alle
antiche genti di Lucania.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fra folti boschi e vette dove d’inverno si scia sorge Pignola

I musei di Vaglio per capire IL PAESE DEI


CENTO PORTALI
le gesta delle genti lucane Così è chiamato
anche Pignola
Per ripercorrere e comprende più a fondo la vita de- con la sua struttura
gli antichi popoli che abitarono il cuore della Lucania, urbanistica a
vale la pena visitare il Museo delle Antiche Genti di cerchi concentrici.
Lucania
(via Adamesteanu, 0971/48.78.71 oppure
0971/30.50.11), dov’è possibile prenotare anche le vi-
site guidate alle aree archeologiche (oppure, solo per
queste ultime, 0971/5.90.51). Il percorso espositivo è,
infatti, arricchito da interessanti ricostruzioni e pannel-
li che spiegano tradizioni e abitudini di vita di questi
antichi popoli. Per comprendere, invece, meglio le abi-
tudini di vita della più recente civiltà contadina, il Mu-
seo della Civiltà Rurale (via Roma 28, 0971/30.50.11),
accompagna il visitatore in un interessante viaggio a
ritroso nel tempo attraverso l’esposizione di numerosi
oggetti e strumenti di lavoro a partire dal 1800 e fino
alla metà del secolo scorso.

scalinate, come la Priscinia per maestri scalpellini che a lungo hanno ricorda quasi una conchiglia. Intorno
esempio, che col suo andamento operato nella fiorente scuola locale una serie di palazzi nobiliari da cui si
semicircolare si fa largo fra suggestivi della lavorazione della pietra. Porta ergono affascinanti guardiani di
palazzi d’epoca ornati da magnifici d’ingresso al pietra che sorreggono davanzali e
portali in pietra scolpita. Pignola è, TEATRI DI PIETRA cuore più intimo balconi ornati da sontuose ringhiere in
infatti, anche noto come il Paese dei Nelle sere d’estate del paese la ferro battuto. In uno dei punti
cento portali e in effetti ce ne sono di Rossano di Vaglio sbilenca piazza panoramici più belli di questo borgo-
tutti i tipi, incastonati nei numerosi rivive all’insegna della Vittorio Emanuele presepe sorge la chiesa Madre,
grande arte teatrale
palazzi sei-settecenteschi cittadini (www.teatridipietra.org). II che con la sua dedicata a Santa Maria Maggiore.
insieme a cariatidi, forma irregolare Ultimata nel Trecento, anche se in
telamoni e
mascheroni,
XXXXXXX utilizzati un tempo
AGGI
LaTie vel irit, quatin per legare i
henim zzrilla cavalli. Hanno le

155
facipsustrud tet utpat forme più svariate,

54
lore et augue mod dio realizzate dai
doloreet
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
Il colpo d’occhio sul borgo-presepe di Pignola alla sera è davvero accattivante

VOLTI DI PIETRA
Mascheroni, telamoni
e cariatidi decorano
i palazzi nobiliari
della cittadina che solo alcune delle innumerevoli chiese che costellano il
si trova a due passi territorio comunale. Una di queste è il santuario della
dal capoluogo.
Madonna degli Angeli che sorge in località Pantano e
custodisce l’effigie della patrona del paese, una delicata
scultura rivestita in oro zecchino raffigurante appunto la
Madonna degli Angeli. A lei è dedicata una lunga festa fra
la terza e la quarta domenica di maggio durante la quale è
possibile assistere anche alla secolare tradizione della Uglia,

SUGGESTIONI seguito ricostruita a settecentesco che incornicia la Porta A Vaglio il mistero XXXXXXXXX
dell’autoritratto
CREPUSCOLARI causa di diversi
Il tramonto è forse il
del Giubileo realizzata in bronzo nel che sembra ricondurre
Ustie al
modgenio leonardesco
modoloreet, siAndit
eventi sismici, al pari 1999 da Antonio Masini, uno dei più Da cinquecento anni Leonardo da luptat lndit
Vinci luptat lndit
continua luptat
ad affascinare e crea-
momento migliore del suo imponente apprezzati artisti lucani re enigmi, molti dei quali ancora irrisolti. Come quello intorno a cui si
per assaporare le è ultimamente mobilitato il mondo artistico e scientifico che potrebbe
atmosfere del borgo. campanile decorato contemporanei, e la chiesa di San rivelarsi un’importantissima scoperta sul genio toscano. Si tratta di un
da bassorilievi, Rocco, un tempo parte di un olio su tavola, custodito nel Museo delle Antiche Genti di Lucania a Va-
custodisce nei suoi convento rinascimentale, oggi non più glio, delle dimensioni 60 x 44 centimetri ritrovato in un casale lucano
di un’antica famiglia campana e ritenuto finora un ritratto di Galileo.
maestosi interni numerose opere esistente. Vi si accede da un portale In realtà secondo alcuni studiosi sarebbe, invece, un autoritratto del
d’arte. Fra queste dipinti seicenteschi seicentesco che racchiude un’altra grande genio leonardesco. Il quadro raffigura il Maestro di tre quar-
del Pietrafesa, che morì a Pignola nel pregevole porta bronzea ti con il cappello, come il cosiddetto Autoritratto degli Uffizi, ritenuto
tale fino al 1938, quando una radiografia smentì definitivamente quel-
1653 e il cui corpo, secondo la contemporanea, realizzata in onore la tesi. Ad avvalorare, invece, la paternità leonardiana del quadro luca-
tradizione, sarebbe sepolto proprio nel del pontefice Giovanni Paolo II, no diversi elementi fra cui la firma Pinxit Mea (dipinto da me), che da
studi grafologici parrebbe compatibile con quella del genio toscano, e
pilastro a sinistra del presbiterio della all’indomani della sua scomparsa, da anche i primi studi al microscopio confermerebbero la compatibilità di
chiesa, e di Filiberto Guma, pignolese, un altro esponente di spicco dell’arte periodo di realizzazione, materiali e pigmenti utilizzati, gli stessi usati
uno dei suoi più talentuosi seguaci. Da lucana, lo scultore Marco Santoro. da Leonardo in altre opere a lui attribuite. Ulteriori indagini scientifi-
che sono in corso per verificarne l’autenticità e per ora, nell’attesa del-

157
vedere sono anche la chiesa di Entrambe, che custodiscono al loro

56
la verità, resta il fascino di un altro dei tanti enigmi lasciati al mondo
Sant’Antonio, col suo portale interno pregevoli opere d’arte, sono da Leonardo.
BASILICATA
Potenza e dintorni BASILICATA BASILICATA
L’Oasi di Pantano è un vero eden per chi ama natura e sport

BIRDWATCHING
Nella Riserva, gestita
dal Wwf, fanno
tappa molte specie
di uccelli migratori
che è molto facile
pertanto avvistare.
Il vertiginoso Palio
di Sant’Antonio a Pignola
Il 16 gennaio di ogni anno si tiene
il Palio di Sant’Antonio Abate,
protettore degli animali. Un’adre-
nalinica corsa di muli e cavalli che
si snoda fra gli scoscesi e scivolosi
vicoli del paese, non di rado, visto il
periodo in cui si svolge, imbiancati che fonde in sé sacro e profano: Aldo Moro, 349/2764971 oppure paradiso per gli amanti
dalla neve. Tre avvincenti giri a tut- impavidi ballerini del popolo portano 0971/421410), che espone attrezzi e del birdwatching,
ta velocità intorno alla chiesa dedi- a spalla un costumi della tradizione contadina all’interno del quale
cata al Santo (foto in alto) che, oltre allo spettacolo dato
dai fantini, offrono collateralmente anche la possibilità di baldacchino lucana, ci si può immergere opera anche un Centro
degustare piatti della cucina tradizionale locale come gli raffigurante la completamente nella natura di recupero di animali
strascinati (pasta fresca) conditi con sugo, salsiccia e molli- Madonna che viene lussureggiante – il territorio pignolese selvatici. Nei dintorni,
ca di pane raffermo. Info: prolocoilportale.altervista.org.
fatto danzare fra le ricade d’altronde nel Parco costellati di agriturismo
fiamme di un grande Nazionale dell’Appennino Lucano- e ristoranti che
falò, allegoria della Val d’Agri-Lagonegrese – dei folti propongono la gustosa cucina tipica
Vergine che vince le boschi che lo circondano, fra i quali locale, moltissime le possibilità per gli
forze del male. quelli di Rifreddo o quelli che salgono amanti dello sport con ben
Visitato il borghetto, verso il passo della Sellata-Pierfaone, organizzati maneggi, piste per il
dov’è da vedere dove peraltro si scia. Oppure karting e il volo a bordo di velivoli
LA VERGINE DORATA
La bella effigie della anche il Museo scendere più a valle verso la Riserva ultraleggeri, oltre ad aree attrezzate
Madonna degli Angeli, Scenografico del regionale Oasi Wwf Lago Pantano di per jogging, ciclismo, tennis, nuoto,

159
alla quale è dedicata Costume e della Pignola (0971/486142 o sia all’interno che all’aperto, e luoghi

58
una sentita festa
a maggio e settembre. Civiltà Rurale (via 347/5.16.80.91), un autentico per la pesca sportiva.
BASILICATA
Potenza e dintorni

ECHI DAL
BASILICATA BASILICATA
COMEDOVE
PASSATO QUANDO
Un destino legato al Come arrivare Viaggio nel gusto
giovane Passannante Potenza si raggiunge per chi viene dall’Adriatico
seguendo l’autostrada A14 fino a Foggia, da qui
Fra le tipicità gastronomiche paste fresche condi-
te con legumi o ragù a base di carni genuine; tipici
si segue la statale 655 fino a Candela dove si sono l’agnello “alla potentina”, con pomodori e
imbocca la statale 658 fino a incrociare la sta- spezie, e il “cutturiedd” (carne di pecora fatta bolli-
tale 407 Basentana che conduce al capoluogo. Appuntamento con la storia re a lungo in una pentola di terracotta); fra i prodotti
Dal versante tirrenico si percorre, invece, la A3 A Muro Lucano rivivono dal 22 al 24 agosto di ogni caseari mozzarelle, scamorze, ricotte, caviocavalli,
Salerno-Reggio Calabria fino all’uscita per Sici- anno le fosche trame che riguardarono la regina pecorini e burrini; gli insaccati di maiale una vera
gnano, dove si imbocca la E847 fino a Potenza. Giovanna I D’Angiò attraverso un suggestivo cor- apoteosi: salsiccia, soppressata e pezzente (che è
Gli aeroporti di Foggia, Bari e Napoli distano ri- teo storico per le vie del paese e una coinvolgente più grasso). Famosa la Lucanica (salsiccia solita-
spettivamente 110, 130 e 170 chilometri. Giostra degli Anelli (info: www.aptbasilicata - se- mente piccante) di Picerno e Cancellara.
zione eventi). Nel magico scenario del Parco dei
Palmenti di Pietragalla, invece, uno dei più sug-
gestivi eventi della regione, le Ballate nei Palmenti,
È il 6 febbraio 1849 quando nasce il piccolo Giovanni, che ridanno vita al mito greco di Dioniso e Arianna
nell’allora Salvia (l’attuale Savoia di Lucania) e nessuno attraverso teatro e danza fra le caratteristiche grotte
dei suoi compaesani avrebbe mai collegato quella nascita scavate nel tufo (www.ballateneipalmenti.com).
al destino in serbo per la propria cittadina. Giovanni Pas-
sannante il 17 novembre del 1878 attenta a Napoli con un
coltellino, in nome della “Repubblica universale”, alla vita
del re Umberto I di Savoia che rimane solo leggermente
ferito. Da quel giorno tutto cambiò, per lui, per la sua fami-
glia (la madre e le sorelle furono rinchiuse in manicomio),
per la sua città. Giovanni viene arrestato e torturato perché
sveli un’inesistente congiura. In tutta la nazione scatta la
repressione ma molti esprimono solidarietà al giovane. In-
tellettuali, deputati e opinione pubblica di sinistra. Fra questi
Fra sci, trek e mountain bike Fra artigianato e buona tavola
c’è anche Giovanni Pascoli che per aver composto e letto Il comprensorio montuoso intorno a Potenza insie- Molte le occasioni per degustare i prodotti tipici
pubblicamente la sua “Ode a Passannante” viene arresta- me con le valli che si insinuano fra le increspature locali. Fra queste (per tutte le altre consultare il
to. Il giovane salviano intanto viene condannato a morte dell’Appennino offrono grandi possibilità per gli sito Apt): a Cancellara, in settembre, la Sagra
ma il re, compreso che il popolo italiano sarebbe insorto se amanti del trekking e del cicloturismo con per- della salsiccia; ad Avigliano, la Sagra della
lo avesse giustiziato, converte la condanna in ergastolo. La
punizione è però esemplare e Giovanni viene rinchiuso nel
corsi molto accattivanti (info: Apt, 0971/50.76.11, Fra eventi e spettacoli d’appeal “Strazzata” (focaccia con pepe farcita di pro-
www.aptbasilicata.it). Per chi ama sciare davvero Molti i richiami per chi non ama annoiarsi. Fra questi sciutto e caciocavallo) e la Sagra del baccalà
penitenziario di Portoferraio, sull’isola d’Elba, in una cella belle le piste di Sellata-Pierfaone-Arioso (info: e peperoni “cruschi” (secchi), entrambe in
posta sotto il livello del mare, infine in un manicomio. Alla (per le date precise: sitoApt, sezione eventi): a Poten-
sua morte viene decapitato e il cranio e il cervello prelevati Comuni di Abriola, 0971/92.32.30, e Sasso di Ca- za, Maggio Potentino (eventi culturali e di svago) e agosto. Sempre ad Avigliano sopravvive l’antica
per diventare oggetto di studi lombrosiani prima di essere stalda, 0975/38.50.16; Scuola Sci Sellata-Arioso, Suoni del Basento (musica etnica); a Brienza, Notti tradizione dei coltelli d’arte (balestra), imprezio-
esposti, fino al 2007, al Museo Criminologico di Roma. 349/6.45.13.57, www.scuolascibasilicata.com). al castello (visite guidate e concerti) e Suoni e luci siti da decorazioni in argento e ottone.
Oggi i suoi resti riposano nel cimitero di Savoia di Lucania, dalla Storia (spettacolo di illuminotecnica); a Pignola,
la quale, dopo l’attentato, per evitare rappresaglie decise Rassegna Internazionale del Folklore e Pignola
con la sua Amministrazione comunale di fare atto di sotto- in Blues, con artisti molto noti; ad Avigliano, Quadri
missione alla Casa reale cambiando il nome del paese da
Plastici (famose tele riproposte a grandezza natura-

161
Salvia a Savoia di Lucania. Da anni si batte per riaffermare

60
l’antico nome un comitato “Pro Salvia” e intanto, a oltre le da attori); a Bella, Basilicata Film Festival.
mezzo secolo dalla caduta della monarchia, gli abitanti di
Savoia continuano a chiamarsi nonostante tutto salviani.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
L’Olimpo
lucano
Il Pollino è un gigante
da tutti i punti di vista.
Per il massiccio da cui prende
il nome, il più alto della
regione, perché è il parco i paesi
nazionale più grande d’Italia, da visitare
perché in esso sopravvive Castelluccio Superiore
una vera rarità botanica, Castelluccio Inferiore
Rotonda
il millenario pino loricato Viggianello
San Severino Lucano
Terranova di Pollino
San Costantino Albanese
PUNTO D’INCONTRO San Paolo Albanese
FRA CIELO E TERRA Noepoli
L’enorme silhouette Latronico
del Massiccio del
Pollino sale verso Castelsaraceno
il cielo oltre i duemila Calvera
metri. È la più alta
quota della regione. Carbone
Teana
Fardella
Episcopia

A
gli Achei delle antiche colonie loro affascinante mondo mitologico. gli dèi più amati e per loro significativi, Castronuovo Sant’Andrea
joniche della Magna Grecia Pare, infatti, almeno secondo alcuni il figlio di Zeus appunto. Ed è a sua Chiaromonte
doveva apparire dalla costa un studiosi, che furono proprio gli Achei di volta dal Massiccio del Pollino, di cui Cersosimo
po’ come l’Olimpo della madrepatria, Sibari a dare al Massiccio del Pollino il fanno parte svariate vette sopra i Francavilla in Sinni

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con quella sua mastodontica sagoma suo nome, da Mons Apollineum, Monte duemila metri, che deriva il suo nome San Giorgio Lucano
punto d’incontro fra cielo e terra, di Apollo, proprio perché elessero il il Parco Nazionale del Pollino, il più
dimora degli dèi che popolavano quel gigante montuoso dimora di uno fra esteso d’Italia con i suoi 192mila ettari,
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Il Parco è il più grande d’Italia con i suoi 192mila ettari di estensione

scrigno di incredibili bellezze naturalistiche e grandi contrasti


paesaggistici che lo rendono uno dei più interessanti e
straordinari del Belpaese. Istituito nel 1993, abbraccia due
regioni, la Basilicata appunto e la Calabria, e tre province,
Potenza, Matera e Cosenza, e si estende praticamente dal
versante tirrenico, più lussureggiante e selvaggio intorno
ai Monti dell’Orsomarso, a quello più brullo e dalle forme
ACQUE SGORGANTI più maestose che via via si avvicina verso lo Ionio. Una
Il Parco è ricchissimo perla naturalistica incastonata nel cuore del Mediterraneo
di fiumi, cascate,
sorgenti e laghetti che
lo trasformano in un
vero regno dell’acqua. La Grotta del Romito e il suo graffito preistorico NATURA PURA
caratterizzata le valli del fiume Mercure, del Frido, del
Si trova in territorio di Papasidero, non lontano dal confine fra Basilicata e Calabria, Il Parco è una vera dalle vette più Sarmento, del Sinni, del Serrapotamo. E
la grotta, scoperta nel 1961, nella quale è stato fatto uno dei più straordinari ritro- esplosione di verde alte dell’intero poi rari tesori geologici che si mostrano
vamenti degli ultimi decenni. Nella Grotta del Romito si trova, infatti, un’incisio- con specie arboree arco appenninico in affioramenti rocciosi, profonde
ne rupestre lunga circa un metro e venti raffigurante un bovide e datata all’incirca anche molto rare
fra le quali il pinomeridionale, faglie, come per esempio quella della
10800 anni avanti Cristo. Il disegno presenta sbalorditive e perfette proporzioni innevate per gran parete meridionale di Timpa Falconara,
oltre a un’incredibile cura dei particolari come le narici, la bocca, l’occhio appena loricato (a sinistra).
accennato, l’orecchio. Al di sotto della grande figura di toro ce n’è un’altra, in- parte dell’anno. Fra gallerie e spaventose voragini che si
cisa più sottilmente, rappresentante probabilmente un cucciolo di bovide. queste sicuramente insinuano per chilometri nelle viscere
Nella grotta sono stati inoltre fatti numerosi altri ritrovamenti fra cui diverse Serra Dolcedorme (2267 metri), il tetto della Terra, come la Grotta di “Piezze ‘i
doppie sepolture, di una delle quali è stato cre- assoluto del Parco, il Monte Pollino trende”, nei pressi di Rotonda, e l’Abisso
ato un calco visibile ai visitatori, mentre tutti gli
scheletri originari sono oggi conservati in diversi (2248), Serra del Prete (2181), Serra di Bifurto, a Cerchiara di Calabria,
musei archeologici. Trovati anche cocci di cera- delle Ciavole (2127) e Serra di Crispo un profondissimo inghiottitoio che
mica, che rivelano l’esistenza di un commercio di (2053), che insieme costituiscono le più scende in verticale fino a 683 metri
ossidiana proveniente dalle isole Eolie, e schegge alte quote del Massiccio del Pollino. di profondità, autentico paradiso
litiche, trovate nei vari strati temporali venuti alla
EDEN PALEONTOLOGICO luce durante i lavori di scavo, che testimoniano Ma fanno parte del Parco anche speleologico. O ancora fossili risalenti a
In alto il calco di una valli bellissime solcate da svariati corsi decine di migliaia di anni fa, come lo

64 16
come il luogo fosse frequentato dall’uomo a par-
coppia preistorica datata tire da circa 17000 anni prima di Cristo. d’acqua, fra loro molto diverse, quali scheletro di un Elephas antiquus italicus,
all’incirca 9200 anni a.C.
e (affianco) il graffito
della Grotta del Romito.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
I grandi contrasti paesaggistici ne fanno uno dei più affascinanti parchi del Belpaese

PARADISO BIANCO
quella di Piano Ruggio, per esempio, ai piedi della Serra D’inverno quelli che
del Prete. Distese multicolori di orchidee, narcisi, asfodeli, d’estate sono verdi
genziane, peonie, ginestre che come tappeti introducono sentieri si trasformano
in traccianti per sci
ai freschi boschi, habitat ideali per il lupo appenninico ma di fondo e ciaspole.
anche per cinghiali, caprioli, gatti selvatici, istrici, scoiattoli
meridionali (Sciurus vulgaris meridionalis), neri con una PASCOLI DA GUINNES
Sterminate mandrie
macchia bianca sul petto, oltre a lontre e salamandrine di bovini pascolano
dagli occhiali, lungo i corsi d’acqua, gufi reali, picchi neri e libere nutrendosi
gracchi corallini. Più in alto, invece, fra le vette più impervie della rigogliosa
e fresca vegetazione.
vivono aquile reali, capovaccai e lanari, e poi bianconi,

un enorme pachiderma alto quattro per il torrentismo e il rafting, oltre a


metri vissuto circa settecentomila anni lussureggianti boschi di faggi, abeti,
fa rinvenuto nella Valle del Mercure, aceri, ontani, castagni che d’autunno
un tempo sommersa da un grande esplodono in una miriade di sfumature
lago, perfettamente conservato e con i rossi degli aceri, i marroncini e i
oggi custodito nel Museo Naturalistico gialli dei faggi, il verde cupo dei pini.
e Paleontologico di Rotonda. E poi Se l’autunno è il momento cromatico
incredibili canyon bordati di profonde più suggestivo dell’anno, il Parco del
pareti rocciose, come le Gole del Pollino rimane una gioia per gli occhi
Raganello o quelle del fiume Lao per in tutte le stagioni. In estate con le
esempio, paradisi rispettivamente sfumature dei suoi verdi, in inverno
quando tutto si ricopre di bianco e
Eden spleologici molti dei più bei sentieri e pianori si
Per la sua natura trasformano in soffici distese per sci di
geologica nel Parco
ci sono voragini che fondo e d’escursionismo, e ovviamente

167
precipitano nelle viscere in primavera con le magnifiche fioriture
della Terra, come la delle praterie d’alta quota, come
Grotta di “Piezze‘i trende”
e l’Abisso di Bifurto.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA

IL SIGNORE
DELL’ORSOMARSO
Una nutrita colonia
di caprioli popola i
selvaggi dintorni dei
Monti dell’Orsomarso.

I RE DELLA NOTTE nibbi reali, falchi pellegrini, poiane, gheppi che con le loro
Gufi reali, insieme
con aquile reali, traiettorie sorvolano uno degli universi botanici più ricchi
capovaccai, lanari, e vari d’Italia. Questo è il regno incontrastato del rarissimo
bianconi, nibbi pino loricato (Pinus leucodermis Ant.), simbolo del Parco,
reali, poiane, gheppi
e falchi pellegrini
sorvolano i cieli
relitto dell’ultima glaciazione, che con le sue forme contorte
modellate dal vento, dal gelo e dai fulmini rappresenta Questo è il regno incontrasto del pino loricato
che resta ormai solo nel Pollino e nei Balcani
limpidi del Parco. un autentico monumento arboreo, capace di sfidare le
condizioni più proibitive e i forti venti che sferzano i pendii
rocciosi più accidentati delle alte quote. Guerrieri vegetali,

così come sono stati soprannominati, sport e per gli amanti delle attività
che si trovano soltanto qui e in alcune all’aria aperta all’insegna sempre di
zone della Penisola balcanica con la ambienti incontaminati. Il Parco non
loro inconfondibile corteccia fessurata è comunque solo natura ma anche
in placche (loriche) che richiama le gustosa gastronomia, arte e cultura
antiche corazze romane. Sono capaci con tradizioni legate ad antichissimi
di raggiungere i quaranta metri di riti arborei e a culture lontane, come
altezza e sfiorare anche i mille anni quella arbereshe, di cui sopravvivono
CAMPIONE di vita, come il Patriarca del Parco ancora lingua e suggestivi usi e
DI LONGEVITÀ
Il pino loricato, per esempio che di anni ne ha oltre costumi in alcuni paesi dove secoli fa
relitto dell’ultima 900, aggrappati con le loro radici lì si insediarono comunità di albanesi
glaciazione, con le dove i faggi e le altre specie arboree
sue forme contorte
modellate da vento non riuscirebbero mai a sopravvivere. GIGANTI ARBOREI
e fulmini può Natura a tratti aspra e proibitiva Con la loro
arrivare a vivere dunque, ma anche dolce e provvida, inconfondibile
anche mille anni. corteccia fessurata in
alle quote più basse, e più accessibile,

68 16
placche (loriche) sono
autentico paradiso per ogni tipo di capaci di raggiungere
ben 40 metri di altezza.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fra la ricca fauna spiccano lo scoiattolo meridionale e il lupo appenninico

risalente al ‘500 col suo caratteristico campanile


ricoperto da tegole colorate. Sulla cresta del
Cozzo Pastano, invece, a 1103 metri di quota,
sorge il santuario della Madonna del Soccorso, di
fondazione medievale anche se si presenta oggi
secondo forme seicentesche, nei pressi del quale
sono stati ritrovati i resti di un antico insediamento
urbano risalente al IV secolo avanti Cristo.
Nell’attuale Castelluccio Inferiore sono, invece, da
visitare la chiesa di San Nicola, risalente al XII

TERRA DI CONTRASTI in fuga dalle dal versante Nord del Tirreno. Un tempo A tutto sport nel Pollino.
Natura dolce e
provvida ma anche
persecuzioni turche.
È un micromondo, il
formavano un unico paese, divisosi poi
in due distinte municipalità a partire dal
Il Parco un eden per le attività all’aria aperta
aspra e brulla come Gli amanti degli sport da praticare all’aria aperta troveranno fra gli splendidi e
quella intorno Parco del Pollino, 1813. Castelluccio Superiore si presenta
al Santuario della maestosi scenari naturalistici del Parco del Pollino grandi opportunità per cimen-
sospeso in una come uno scenografico cumulo di case tarsi in attività adrenaliniche ma anche, per chi le preferisce, rilassanti, a stretto
Madonna del
dimensione lontana
Soccorso (foto in alto). arroccate sulle pendici scoscese del contatto con la natura incontaminata. Trekking innanzitutto che qui offre dav-
mille miglia da Cozzo Pastano, da cui si domina vero sconfinate possibilità secondo livelli di difficoltà diversi. Si va quindi dalle
quella cui si è l’interva Valle del Mercure che, immersa semplici passeggiate fra valli e boschi a quelle più impegnative che ascendono
verso le vette più alte del Parco. E poi arrampicata sportiva, da fare, per esem-
normalmente abituati, con ritmi e tempi nel verde, scivola lentamente verso il pio, sulle pareti rocciose di Pietrelisce a Viggianello, oppure rafting e kayak nel
tutti suoi scanditi dalla natura e dalle cuore del Parco. Nel borgo la chiesa di fiume Lao e canyoning all’interno del-
sue leggi, a cui si può accedere, Santa Margherita, costruita nel ‘500, le Gole del Raganello. E ancora seguire
lasciata l’autostrada A3 Salerno-Reggio anche se rimaneggiata nel XVIII secolo, itinerari per mountain bike fra valli, SPORT NO STOP
Calabria, all’altezza dell’uscita Lauria custodisce, fra le altre opere d’arte, un colline e alture con grandi pendenze, Trekking, sci, ciaspolate,
parapendio, passeggiate a cavallo mountain bike sono
Sud, da Castelluccio Superiore e Eterno Padre dipinto su tavola da e, d’inverno, sci di fondo e d’escursio- solo alcuni degli sport
Inferiore, che sorgono proprio a ridosso Antonio Stabile nel 1580, mentre nismo o ciaspolate nella neve fresca. all’aria aperta nei quali
del confine ovest del Parco, porta appena fuori dal centro abitato si trova Per maggiori info su sentieri e sport ci si può cimentare.

70 17
d’accesso privilegiata per chi proviene la chiesa di Santa Maria di Loreto, praticabili: www.parcopollino.it. CASTELLUCCIO SUP.
In alto, scorcio del paese.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Questa è la terra delle grandi foreste e delle acque come quelle termali di Latronico

CASTELLUCCIO
INFERIORE
Qui affianco una
panoramica aerea
sulla cittadina e la
facciata della chiesa
di Sant’Antonio.

secolo ma ricostruita in stile barocco, al cui interno sono


conservate opere d’arte cinque-seicentesche e alcuni
affreschi realizzati nel 1700, il seicentesco Palazzo Marchesale
e il convento di Sant’Antonio, risalente alla fine del ‘500, con
l’annessa chiesa della Madonna delle Grazie. Non siamo che
al margine del Parco nel quale ci si addentra seguendo la
LE VECCHIE TERME provinciale numero 4 che in una ventina di minuti conduce a
In alto e sotto, Rotonda, sede dell’Ente Parco (Complesso monumentale
il sistema delle Santa Maria della Consolazione, 0973/66.93.11, www.
vecchie terme
costruite durante
l’epoca fascista per
convogliare le acque Latronico, paese di terme e acque sulfuree BIANCHE ATMOSFERE parcopollino.it), della Vergine, al cui interno spiccano
termominerali. da cui partono una pregevole Madonna in marmo
Le virtù terapeutiche delle acque di Latronico molto probabilmente, erano note fin D’inverno la neve
dalla Preistoria. Ricerche archeologiche condotte, infatti, a inizio Novecento hanno cade copiosa in diversi sentieri per scolpita nel 1500 e una tela del
portato alla luce nelle grotte di Calda, proprio nei pressi delle sorgenti d’acqua, stipi quota ma anche a
votive che gli studiosi riconducono a riti sacri connessi al culto delle acque saluta- valle con i borghetti andare alla Seicento di Pietro Antonio Ferro
ri. Ed è dall’epoca fascista, anche se le acque delle sorgenti termominerali di Calda (in alto Rotonda) che scoperta degli raffigurante la Sacra Famiglia. In paese
erano rinomate già nel Settecento, che si è cominciato a sfruttare pienamente le diventano suggestivi angoli più belli e si trova anche il Museo Naturalistico e
loro proprietà a scopo terapeutico e turistico con l’apertura di strutture capaci di presepi imbiancati.
incontaminati del Paleontologico del Pollino che
offrire servizi e trattamenti specifici in questo ambito (info: www.termelucane.it). Le
sorgenti sgorgano a 750 metri di quota e fuoriescono a una temperatura di 22 gradi circondario. Il conserva straordinari fossili di animali
centigradi alla fonte. Si tratta di acque me- borgo è completamente immerso nel preistorici ritrovati nell’area. Rotonda è
diominerali utilizzate anche per la balneo- verde con i ruderi del castello del XV famosa in tutta la regione perché vi si
fangoterapia. Latronico e le sue sorgenti sor-
gono all’ombra del Monte Alpi (1900 metri) secolo che dominano l’abitato in uno svolge uno dei riti arborei più
intorno al quale sono stati ritrovati molti fos- scenario dai contorni disegnati dai affascinanti e spettacolari fra i diversi
sili marini fra cui un pesce vela di quasi due profili delle alte vette circostanti. Fra i celebrati sia nel Parco che in altri
MODERNI COMFORT metri e mezzo di lunghezza. Il monte offre,
Le nuove terme inoltre, giacimenti di pirite, marmo, quarzo, vicoli che si snodano intorno ai palazzi luoghi della Basilicata. Si tratta di rituali
sono dotate di ogni talco e alabastro bianco, quest’ultimo rino- storici decorati da portali in pietra si propiziatori legati alla fecondità della
comodità e servizio mato per la forte resistenza e levigatezza, erge la silhouette della settecentesca terra, le cui origini si perdono nella

17
finalizzati a ristabilire noto anche come Marmo di Latronico. chiesa Madre, dedicata alla Natività notte dei tempi, che danno vita a
il proprio equilibrio e
benessere psicofisico.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA

LE STRANE NOZZE
A Rotonda a unirsi
in matrimonio sono
un abete e un faggio
scelti con estrema
attenzione nei boschi.

in un tonfo che fa tremare la terra. Ma tutta la festa è un


crogiuolo di suggestioni e grandi emozioni che, se se ne ha la
possibilità, non sono davvero da perdere. Da Rotonda,
proseguendo sulla provinciale 4, si raggiunge Viggianello,
soprannominato il Paese delle ginestre, punto strategico da
Antichissimi riti arborei vengono celebrati cui si dipartono numerosi sentieri che si inoltrano nei

attorno a giganteschi totem vegetali


lussureggianti boschi circostanti o si arrampicano verso le
vette più belle e maestose del Parco. Si tratta di uno dei

suggestivi “matrimoni” in cui a sposarsi processionalmente in paese con l’aiuto Il Museo Paleontologico di Rotonda ELEPHAS ANTIQUUS
Nel museo esposto
non sono persone ma alberi. Alberi che dei buoi. Qui vengono innestati l’uno Rotonda offre la possibilità di fare un grande salto nel tempo, in quella Preistoria lo scheletro di un
diventano punto d’incontro fra la terra all’altro e innalzati con corde e forcelle durante la quale la Terra era popolata da animali di grandissime dimensioni che enorme pachiderma
e il cielo, l’uomo e il cosmo, secondo di legno in un unico grande totem tanto ancora affascinano. Nella cittadina ha sede, infatti, il Museo Naturalistico e alto quattro metri
significati di origine pagana a cui nei arboreo alto più di trenta metri. Il faggio Paleontologico del Pollino (via Frecce Tricolori, 0973/66.10.05) in cui sono espo- vissuto 700mila
sti i resti di un esemplare di Elephas antiquus italicus risalenti al Pleistocene me- anni fa nella Valle
secoli se ne sono aggiunti altri di (a pitu) rappresenta l’elemento dio superiore (400–700mila anni fa), presumibilmente alto quattro metri e lungo del fiume Mercure.
matrice cristiana nell’ottica della maschile mentre l’abete bianco (a sei, zanne comprese, morto all’età di circa
risurrezione e dell’uomo che, proteso rocca) quello femminile, scelti trent’anni forse per un brutta caduta nelle
acque del Mercure, al tempo un grande
verso il cielo, rinasce alla morte. E non a scrupolosamente da rocchisti e pitisti, lago interglaciale. Oltre a questi anche altri
caso la Sagra dell’abete di Rotonda si gruppi di uomini, il cui ruolo si tramanda reperti fossili appartenenti a diverse spe-
svolge a giugno in concomitanza con di padre in figlio, che organizzano cie animali come la mandibola, pressoché
completa, di un Hippopotamus antiquus
la festa dedicata a Sant’Antonio di autentiche spedizioni nei boschi del rinvenuta nello stesso sito del ritrovamen-
Padova. A unirsi in matrimonio sono un comprensorio alla ricerca dei due sposi. to dell’Elephas, vissuto in epoche ancora
faggio, scelto fra i più imponenti, e un Il momento dell’abbattimento forse è più remote (Pleistocene medio-inferiore).
abete bianco, scelto, invece, fra quelli fra i più suggestivi quando i colossi Completano il percorso espositivo altri

175
fossili animali e vegetali, oltre a minerali
più belli e con la chioma più folta, che arborei vacillano sotto i colpi d’ascia

74
e cocci collegati alla presenza dell’uomo
vengono prima abbattuti e poi trainati per poi cadere di schianto fra gli alberi nella zona risalenti all’Eta del bronzo.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Viggianello insieme a Rotonda fanno da base a moltissime escursioni

Il dove e quando delle“nozze”


All’interno del Pollino sono quattro i borghi che
hanno mantenuto la secolare Sagra dell’Abete lega-
ta ai riti ancestrali dei matrimoni arborei. Appunto
Rotonda, dove si svolgono a giugno, e Viggianel-
lo, dove si celebrano tre volte all’anno, la settimana
dopo Pasqua, in agosto e settembre. E poi anche
Castelsaraceno e Terranova di Pollino che li ce-
lebrano, invece, entrambi nel mese di giugno. Nei IL CASTELLO
rituali di ciascun paese si trovano peculiarità loro SANSEVERINO
proprie anche se la matrice rimane per tutti la stes- Recentemente
restaurato è
sa, legata quindi alla forza generatrice della natura, stato trasformato
a cui si sono innestati poi simboli e significati cristia- in un albergo di
ni. I riti arborei del Pollino non sono gli unici. Altri ne grande charme.
vengono celebrati nella cosiddetta Area del Maggio
nel Parco naturale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti
Lucane: Accettura, Pietrapertosa, Oliveto Lucano
e Castelmezzano. Per maggiori info e date precise:
Apt, 0971/50.76.11, www.aptbasilicata.it.

comuni italiani con la più bassa le cui atmosfere Paola, costruita alla fine del ‘700,
IN ALTO: Viggianello,
densità di abitanti, anche grazie alla chiamato anche il interne sono state dell’Assunta, risalente invece al ‘500, e
sua notevole estensione territoriale, Paese delle ginestre. saggiamente della Trinità, con la sua caratteristica
immerso nella natura selvaggia. A SINISTRA: Portali preservate. cupola emisferica, oltre alla chiesa
di pietra di cui Rotonda
Sull’abitato, appeso a strapiombo a e Viggianello sono All’interno del Madre, dedicata a Santa Caterina
un costone del Monte Serra, svetta la entrambi molto ricchi.borgo, d’Alessandria, che risale al Seicento e
possente sagoma del castello dei punteggiato di custodisce al suo interno, fra le altre
principi di Sanseverino, eretto nel XV palazzi storici di un certo pregio opere d’arte, un interessante fonte
secolo su un precedente fortilizio decorati da portali in pietra scolpita, battesimale rinascimentale. Poco fuori
normanno e spiccato le chiese di San Francesco di dal centro abitato, sorge, invece, in
sottoposto a
recenti e
XXXXXXX importanti lavori di
AGGI
LaTie vel irit, quatin restauro che lo
henim zzrilla hanno trasformato

177
facipsustrud tet utpat in un’accattivante

76
lore et augue mod dio struttura ricettiva,
doloreet
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA

PASSIONE RAFTING
Il fiume Lao fra
rapide e canyon
si rivela perfetto
per cimentarsi in
questo sport.

questi luoghi, nel corso dei millenni, hanno modellato il


paesaggio conferendogli forme maestose e selvagge di cui
si può andare alla scoperta continuando
in macchina a salire di quota, oltre
Viggianello, verso Piano Ruggio. Un
Piano Ruggio è una sconfinata distesa percorso lungo il quale si incrocia il
rifugio Visitone, a oltre 1400 metri di
di fiori multicolori dalle tinte sgargianti altitudine, con l’antistante area

fiume mercure posizione facendo rafting. Anche Viggianello, Castelsaraceno, Calvera e Carbone BORGHETTI COL
POLLICE VERDE
In alto, non lontano panoramica, il come Rotonda, conserva fra le sue Castelsaraceno sorge, circondato da folti boschi, sulle pendici settentrionali del
Monte Alpi e deriva il suo nome da Castrum Saracenum, roccaforte saracena. All’inter- Tutti i paesi sono
dal centro abitato seicentesco tradizioni legate alla natura i secolari riti immersi nel verde
di Viggianello si convento di arborei, cui fa da contorno la no del borgo spiccano le sagome del Palazzo baronale, risalente al XV secolo, e della come Carbone (in
trova la sorgente seicentesca chiesa Madre (foto in basso) che custodisce un polittico barocco su tela alto), Calvera (sotto,
Sant’Antonio con suggestiva danza del falcetto, un rituale di Ippolito Borghese. Calvera è un piccolo borgo immerso nel verde all’interno del
del fiume Mercure. Palazzo Mazzilli)
l’annessa cappella che si svolge in contrada Pedali a suon quale sono da vedere la chiesa Madre, che conserva opere sei-settecentesche e un e Castelsaraceno
che custodisce una di incalzanti tarantelle con uomini che soffitto ligneo dipinto del XVIII secolo, e il curioso Palazzo Mazzilli, costruito nell’800 e (fotoinbassoasinistra).
decorato all’esterno con sculture e ceramiche risalenti a epoche diverse che riprodu-
scultura marmorea del ‘500 raffigurante con la falce in mano inscenano il cono scene delle quattro stagioni oltre a poeti e filosofi. A Carbone, che ha conser-
la Madonna col Bambino. Merita movimento della mietitura, e donne vato molti degli aspetti urbanistici originari, diversi palazzi nobiliari di pregio, la chiesa
senz’altro una visita, non lontano dal che fanno danzare, tenendoli in testa, i Madre (XVI secolo), con all’in-
terno seicentesche tele di
borghetto, anche la sorgente del fiume cirii (sagome di legno decorate con scuola napoletana, e la cap-
Mercure, che da Viggianello scivola giù spighe di grano e nastri colorati) in pella dell’ex convento di San
per la valle e verso i boschi cambiando segno di ringraziamento per il raccolto Francesco con affreschi del
‘700 e una tavola della Ma-
curiosamente nome, in fiume Lao, alla Madonna del Carmelo. Un’ulteriore donna con i Santi del 1500.
superato il confine con la Calabria, fra testimonianza, dunque, del fortissimo Non lontano il bosco Vacca-

179
le cui rapide è possibile vivere momenti legame delle popolazioni locali con le rizzo, duecento ettari di faggi,

78
di grande emozione e adrenalina forze ancestrali della natura che in abeti bianchi, aceri e ontani.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
La Grande Porta del Pollino è un balcone naturale d’alta quota

Valle del Serrapotamo,


una terra ricca di “diamanti”
Lo chiamano il “diamante grigio” per il suo essere uno
dei frutti più rari e pregiati della terra, capace di conferi-
re a qualsiasi piatto un profumo e un carattere inimita-
bili, fiore all’occhiello della gastronomia del Belpaese.
Lo si chiama anche “cibo degli dèi”, utilizzato secondo
la leggenda da Giove per i suoi poteri afrodisiaci,
mentre Gioacchino Rossini, suo grande estimatore, lo
definì addirittura “il Mozart dei funghi”. Il tartufo bian-
co, nome scientifico Tuber magnatum pico, se li merita
proprio tutti questi appellativi e per la Valle del Serra- I TRE GIGANTI
potamo, dove prolifera fra i boschi di Teana, Calvera e DEL PARCO
Carbone, è una vera ricchezza. E proprio a lui è dedi- Serra Dolcedorme
cata a fine anno la Mostra Mercato del Tartufo bianco (2267 metri),
del Serrapotamo fra acquisti, degustazioni, spettacoli Monte Pollino
ed eventi collaterali. Per info, sede, che è itinerante, e (2248) e Serra del
date precise: Associazione Filiera Tartufo Bianco del Prete (2181) sono
Serrapotamo (www.tartufoserrapotamo.it). le più alte vette.

attrezzata per sgargianti incorniciata dalle vette del raggiungere finanche il Golfo di
FRA TARTUFI E
CAVALLI SELVAGGI pic-nic, e si Monte Grattaculo (1863 metri), Taranto, sullo Ionio, avendo in primo
LaValle del Serrapotamo attraversano Coppola di Paola (1919), Timpone piano ripidi costoni a cui sono
è ricchissima di tartufo strade tortuose della Capanna (1823) e Serra del aggrappati con le loro radici
bianco (in alto);
qui a sinistra, cavalli che salgono fra Prete, con i suoi 2181 metri. Se ne può esemplari secolari di pino loricato che
in libertà nel Parco. boschi e raggiungere la cima, altamente sfidano, riuscendo a non precipitare
altopiani panoramica, grazie a un sentiero di nel vuoto, le leggi della gravità e la
panoramici su cui corrono liberi poco più di tre ore che parte proprio foga del vento, che a queste altezze
mandrie di cavalli selvaggi, oltre a da Piano Ruggio e che nella parte soffia spesso con grande forza. Proprio
volpi e branchi di cinghiali che non è iniziale si snoda lungo una splendida dal belvedere comincia il ripido
TERRA DIaffatto raro avvistare. A Piano Ruggio, faggeta dove si trova il gigantesco sentiero pietroso che sale fino alla
FORMAGGI
che si trova a 1535 metri di quota,
La ricca tradizione Faggio delle sette sorelle. Attraversato vetta della Serra del Prete, raggiunta
XXXXXXX sorge il rifugio De Gasperi, dove si può
casearia contempla il bosco si sbuca sul Belvedere la quale l’unico rumore percepibile è
AGGI prodotti dianche
alta
LaTie vel irit, quatin pernottare, circondato da Malvento, un vero e proprio balcone quello della voce del vento e il
qualità comeuna il splendida prateria che in naturale sulla Piana di Castrovillari, in panorama è davvero straordinario
henim zzrilla

181
Pecorino di Filiano.
facipsustrud tet utpat primavera si trasforma in un’enorme Calabria. Nelle giornate limpide lo con intorno tutti i giganti del cuore del

80
lore et augue mod dio distesa multicolore di fiori dalle tinte sguardo spazia libero fino a Parco. Per assaporarli in tutta la loro
doloreet
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Gli Achei lo chiamarono Mons Apollineum, cioè
Monte di Apollo, eleggendolo dimora degli dèi

IL GRANDE ZIO
È il decano di tutti
i pini che si è come
pietrificato dopo un
terribile incendio.
Gli è stato dato il
nome “Zì Peppe”.

vandali diede alle fiamme diversi anni or sono e che oggi,


ormai morto, pietrificato dalla resina e chino su se stesso con
la sua gigantesca sagoma ritorta, veglia
sul paradiso naturalistico che lo
circonda. Sempre dall’Impiso parte il
sentiero, lungo il quale si incontrano
rocce con resti fossili di molluschi di
milioni di anni fa, che conduce in circa

FOSSILI calcarei bellezza il modo su tutte le vette che la circondano e Episcopia, Fardella e Teana
migliore è,
Disseminati e visibili, sulla Piana di Sibari e la costa jonica. Da Nel centro storico di Episcopia spicca la sagoma del castello (foto in basso) fondato dai
fra le rocce calcaree partendo da Piano Colle Impiso parte anche il sentiero per Normanni e nei secoli modificato. Poco lontano la chiesa di San Nicola, eretta nel ‘500
del Parco, molti fossili
Ruggio, quello di il valico della Grande Porta del Pollino, anche se rimaneggiata nel tempo, che al suo interno custodisce diverse opere d’arte
marini risalenti anche fra cui la scultura della Madonna col Bambino, del XV secolo, che ogni anno il 5 agosto
raggiungere in
a 65milioni di anni fa. a quota 1958 metri, a circa due ore e
viene portata da un suggestivo corteo al santuario della Madonna del Piano, fondato in
macchina a breve mezza di cammino. Si chiama così mezzo ai vigneti dai cistercensi su un precendente insediamento basiliano. Da vedere
distanza Colle perché con la sua vista frontale anche il convento e la chiesa di Sant’Antonio, risalenti al 1500. Fardella è un paesino cir- SOPRA: Campanile
Impiso (1575 metri). È da qui che sull’intero massiccio che gli si staglia condato da ricchissimi boschi quali quello di Serra Cerrone, Mesole e Piano di Molinaro della chiesa di
nel cui centro abitato spiccano il cinquecentesco Palazzo De Salvio e la settecentesca S. Antonio a Fardella.
partono, infatti, le escursioni più proprio dinanzi, rappresenta chiesa di Sant’Antonio di Padova col suo inconfondibile campanile colorato. A Teana,
impattanti alla scoperta del Monte un’incredibile terrazza panoramica famoso per il suo suggestivo SOTTO: Episcopia
Carnevale, merita una visita il Mu- e il suo convento
Pollino, a tre ore abbondanti di naturale che dà il benvenuto di Sant’Antonio.
seo della civiltà contadina, (info:
cammino, e della Serra Dolcedorme, la all’escursionista fra questi magnifici Comune, 0973/57.20.01)
cima più alta, con i suoi 2267 metri, del scenari d’alta quota. È qui che si trova il mentre nel grazioso borgo
massiccio del Pollino e dell’intero arco decano di tutti i pini loricati, di impianto medievale spic-
appenninico meridionale, che si soprannominato “Zì Peppe”, cano le sagome della chiesa

183
Madre e dell’imponente Pa-
raggiunge, invece, in quattro ore circa l’esemplare millenario, divenuto simbolo

82
lazzo Lecce, uno fra i più belli
e dalla quale si gode una vista superba del Parco, che purtroppo la follia di fra quelli storici cittadini.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Serra del Crispo è soprannominata il Giardino degli Dèi

Il Carnevale di Teana
commistione uomo-natura
L’ultima domenica di Carnevale va in scena a
Teana (foto sotto) un’antica tradizione, che riper-
corre in chiave burlesca la Giudaica. Una colorata
sfilata per le vie del paese, detta Carnuluvar, me-
tafora dell’ancestrale legame tra uomo e natura,
popolata di strani e buffi personaggi. Fra questi
l’Orso, che rappresenta la natura appunto, le
Guardie, dalle quali l’Orso fugge per spaventa-
re i passanti, U Pezzente, che raccoglie offerte. Il
vero protagonista del corteo è però Carnevale,
un uomo imbottito di paglia che ozia e beve,
arrestato proprio per la sua cattiva condotta. A
seguirlo disperata, dopo l’arresto, Quaremma, la
moglie innamorata, che nulla può per salvarlo
dalla condanna a morte decretata dal popolo.
Carnevale viene fucilato e il suo corpo, ormai
esanime, portato infine via nei i campi dall’Orso.

tre ore a Serra delle Ciavole, soprannominata il tornando a Colle Impiso si può
CAMPIONI
soprannominata il Cimitero dei pini DI RESISTENZA Giardino degli rimanere in quota e seguire la strada
loricati, su cui vive il maggior numero Dèi, un bosco
I pini loricati riescono che percorre la Timpa del Demonio e
di esemplari di grandi dimensioni di a sopravvivere in rado di pini loricati la Serra di Viggianello, o in alternativa
ambienti anche
questo straordinario albero che le millenari da cui si
molto ostili dove altri scendere più a valle prendendo da
proibitive condizioni climatiche alberi morirebbero. godono squarci Viggianello la provinciale numero 4,
affrontate in centinaia di anni hanno panoramici di per arrivare a San Severino Lucano,
trasformato in autentici monumenti incredibile bellezza sull’intorno e sulle che deriva il suo nome dalla famiglia
arborei. Da qui si gode uno splendido sottostanti valli del Frido e del dei feudatari Sanseverino, signori della
panorama verso oriente e sui Piani di Sarmento. Da quest’eden naturalistico città nel XV secolo. Il paese, che offre
TERRA DIPollino, caratterizzati dalla presenza di
FORMAGGI
depositi morenici e massi erratici di
La ricca tradizione
XXXXXXX notevoli dimensioni trasportati nei
casearia contempla
AGGI prodotti dimillenni
alta
LaTie vel irit, quatin dai ghiacciai in ritiro. Altra
qualità come il
tappa imperdibile partendo da Colle
henim zzrilla

185
Pecorino di Filiano.
facipsustrud tet utpat Impiso è la fiabesca Serra di Crispo, a

84
lore et augue mod dio circa tre ore e mezza di cammino,
doloreet
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
A San Severino uno dei più sentiti pellegrinaggi mariani della regione

LA VERGINE
La scultura della
Madonna del
Pollino realizzata
in bronzo nel SAN SEVERINO
2009 dall’artista Una veduta aerea
Daphné Du Barry. del borghetto, nei
pressi del quale
sorge il bellissimo
Bosco Magnano.

il bellissimo bosco Magnano, un vero santuario della natura


di oltre mille ettari costituito da aceri, carpini e ontani, oltre a
faggi e cerri di notevoli dimensioni, e
solcato da diversi corsi d’acqua fra cui il
torrente Peschiera, habitat ideale per la
lontra. Infine i ruderi dell’abbazia del
Sagittario, fondata nel 1202, in passato
uno dei principali complessi

sulle orme della una bellissima vista del Frido e dalle vette più alte del Parco
transumanza
In primavera, periodosulla Serra del Prete, su uno sperone roccioso a oltre 1500
in primo piano, e
per spostare le greggi, metri di altitudine, in uno scenario
la Vergine è condotta VICOLI E SENTIERI
sulle massicce moli naturalistico davvero ragguardevole. San Severino con
al suo santuario (sotto) .
del Pollino e del Ogni anno, nella tarda primavera, in i suoi vicoletti
Dolcedorme sullo concomitanza con gli antichi tempi lastricati e i suoi
sfondo, custodisce, della transumanza estiva delle greggi, sentieri che portano
nei verdi boschi.
nella l’effigie viene portata qui da San
cinquecentesca Severino e vi resta fino a luglio, quando
chiesa Madre, per tre giorni a partire dal giovedì che
dedicata a Santa precede la prima domenica del mese
Maria degli Angeli, la prende vita una delle più importanti
statua della feste popolari della regione che
Madonna del Pollino, oggetto di coinvolge migliaia di fedeli fra canti e
grande venerazione in tutta l’area. Il strumenti tradizionali come la

187
santuario a lei dedicato, edificato nel zampogna e l’organetto. Nei pressi di

86
‘700, si trova non lontano dalla sorgente San Severino meritano una visita anche
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Terranova di Pollino è una delle basi privilegiate dagli escursionisti

TERRANOVA
Il borghetto
dall’alto e il suo
santuario della
Madonna
Chiaromonte e Castronuovo di Pietà con
fra archeologia e santi asceti affreschi del ‘500.
Il territorio di Chiaromonte, frequentato già a partire dall’Età
del ferro, è ricco di aree archeologiche che hanno ridato alla luce
importanti reperti, alcuni dei quali verranno esposti nel Museo
Etnoantropologico “Ludovico Nicola Di Giura” (info: Comune,
0973/57.10.02), di imminente apertura. Il borgo è punteggiato
da pregevoli palazzi storici fra cui il Palazzovescovile,oltre a quel-
li gentilizi Dolcetti, Lauria, Donadio e Di Giura, quest’ultimo con
torre cilindrica merlata (foto sopra). Diverse anche le chiese fra
cui quelle di San Giovanni e San Tommaso. Nel borgo sono visi-
bili anche i ruderi delle due Torri della Spiga e lunghi tratti delle
mura di cinta del XIII secolo poste a difesa del castello cittadino.
A Castronuovo Sant’Andrea (foto sotto), città natale dell’asce-
ta Andrea, della Congregazione dei teatini, canonizzato nel 1712
da Papa Clemente XI, interessanti sono il Palazzo Marchesale, la
seicentesca chiesa Madre (foto in basso a destra) e la cappella di
Sant’Andrea, eretta dove sorgeva la casa del Santo, il tutto in
uno scenario che ha conservato i suoi caratteri medievali.

monumentali della regione caduta in Paola, fondata andare alla scoperta del ricchissimo
PIETRASASSO
rovina dopo le leggi napoleoniche. A nel XVI secolo, e
Sotto, l’aguzzo profilo circondario. Fra i luoghi più belli
circa trenta chilometri da San dell’affioramento la coeva chiesa sicuramente il Lago della Duglia, a
Severino sorge Terranova di Pollino, roccioso di Timpa di Madre, ricostruita 1375 metri di quota ai piedi della Serra
Pietrasasso. Si innalza
che si raggiunge seguendo le nel ‘900, oltre al
verso il cielo per oltre del Crispo, circondato da splendidi
provinciali 102 e 63, un’altra delle basi cinquanta metri. santuario della boschi di faggio e abete bianco, e il
privilegiate dagli escursionisti che Madonna di Pietà Piano Iannace (1650 metri), intorno al
vogliono andare alla scoperta delle che sorge nei pressi del cimitero ed è quale proliferano enormi abeti alti
maggiori vette del cuore del Parco e affrescato all’interno con dipinti anche oltre trenta metri, non lontano
dei lussureggianti cinquecenteschi, si può partire per dal quale, a circa un’ora e mezza di
boschi che si
estendono ai loro
XXXXXXX piedi. Dopo una
AGGI
LaTie vel irit, quatin breve visita al
henim zzrilla paesino, dunque,

189
facipsustrud tet utpat con la chiesa di

88
lore et augue mod dio San Francesco da
doloreet
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Timpa delle Murge e Piano Iannace fra curiosi affioramenti ed abeti monumentali

portarono tradizioni, usi e costumi di quella suggestiva cultura


arbereshe che ancora oggi sopravvive nei paesi di San
Costantino Albanese e San Paolo Albanese, che sorgono a
soli sette chilometri l’uno dall’altro sulle sponde del Sarmento.
Visitarli può risultare davvero molto interessante soprattutto se
ci si trova da queste parti la seconda settimana di maggio, in
concomitanza con la festa della Madonna della Stella,
quando a San Costantino prende vita la festa dei Nusazit. Si

GOLE RAGANELLO
cammino, si trova la San Lorenzo, nei pressi della quale si Attraversare corsi
Grande Porta del apre la voragine delle Gole del d’acqua come il
Pollino. Altri Raganello, lo spettacolare canyon Raganello, fra gole,
cascate e piscine
suggestivi sentieri lungo il quale si può provare l’ebbrezza naturali, è qualcosa
portano a Timpa e il divertimento del torrentismo, che si di indimenticabile.
delle Murge, con i fa strada fra le rocciose montagne che
suoi curiosi caratterizzano questo versante del
TERRA E ACQUA
In acqua torrentismo, affioramenti rocciosi Parco e sul quale molto scenografico è
rafting e kayak ma dovuti ai movimenti il cosiddetto Ponte del diavolo, a
anche, in terra, molte
le attività possibili tettonici di oltre 130 strapiombo sul precipizio. Tornati in
fra cui l’arrampicata milioni di anni fa, e paese, da Terranova si ridiscende verso
sulle tante ripide rocce.
Timpa di Pietrasasso, la provinciale 63, seguendo la quale si
un pinnacolo giunge in una mezz’oretta nel cuore del
roccioso di oltre cinquanta metri che più brullo versante sud-orientale del
affiora dal terreno. E ancora la sorgente Parco, le terre dove si insediarono fra il

191
Catusa, una delle più belle del Parco, e, XV e XVI secolo colonie di albanesi in

90
sconfinando in terra calabrese, la Timpa fuga dall’Impero Ottomano. Con loro
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Nella Val Sarmento sono ancora ben salde le tradizioni arbereshe

La cultura arbereshe
fra antiche tradizioni e musei
Nella Valle del Sarmento tutto parla albanese. Il dialet-
to, le tradizioni, le danze e le musiche legate soprat-
tutto a particolari occasioni (lamenti funebri, serenate,
ninne nanne, canti per rituali di nozze, per la Settimana
Santa e la Pasqua, per il lavoro, per il Carnevale). E poi
i riti religiosi, di chiara impronta greco-ortodossa, la
gastronomia con ricette quali, per esempio, la pettulat
(focaccia) col suo impasto cotto su una lastra di pietra
liscia arroventata sul fuoco. E ancora i bellissimi e vario-
pinti costumi tradizionali decorati con splendidi mer-
letti. A San Paolo e San Costantino i tessuti si lavorano
ancora con antichi strumenti quali spole, rocche, filatoi
e telai a mano. Un mondo diverso eppure vicino che si
può assaporare per strada visitando i paesi della valle
e, se si vuole, anche approfondire visitando l’interes-
santissimo Museo della Cultura Arbereshe a San Paolo
Albanese (via Regina Margherita, 0973/9.44.69).

tratta di un coinvolgente rito in cui dei del matrimonio e quotidiana, come quelli utilizzati per la
BORGHI ALBANESI
pupazzi in cartapesta a grandezza A San Costantino donne che lavorazione della ginestra, oltre a
naturale (i nusazit appunto, che e San Paolo (in alto) intonano canti e ricostruire ambienti delle case
letteralmente vuol dire sposini) arrivarono fra il XV preghiere in contadine, utili a comprendere
e XVI secolo colonie
raffiguranti una coppia in costume di albanesi in fuga lingua albanese. ancora più a fondo le tradizioni e la
albanese, due fabbri e il diavolo, dall’Impero Ottomano. A San Paolo, storia di questi popoli albanesi
vengono fatti esplodere con dei invece, molto trapiantati nelle terre del Pollino di cui
petardi durante la processione suggestiva, il 16 agosto di ogni anno, hanno assorbito, arricchendola con
dedicata alla Madonna, resa ancor in occasione della festa di San Rocco, elementi loro propri, la cultura. Prima
più affascinante è la danza del falcetto, commistione di riprendere il viaggio verso il
dalla presenza di incredibile di antiche tradizioni e riti versante nord-orientale del Parco,
ragazze nubili, propiziatori legati al mondo della meritano una visita a San Costantino
XXXXXXX che, recando in natura. Durante tutto l’anno, invece, la seicentesca chiesa Madre, di rito
AGGI
LaTie vel irit, quatin capo composizioni sempre a San Paolo Albanese, si può greco-ortodosso, e il santuario di
henim zzrilla di candele (scigl), visitare il Museo della Cultura Santa Maria della Stella, a circa un

193
facipsustrud tet utpat chiedono alla Arbereshe, che espone costumi chilometro dal centro abitato.

92
lore et augue mod dio Vergine la grazia tradizionali e oggetti della vita Edificato nel XVI secolo su un
doloreet
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni

Dialetto, cucina, tradizioni arbereshe insieme


BASILICATA BASILICATA a costumi tipici e lavorazione della ginestra

STORIA IN ARTE
I murales di San
Costantino che
narrano tradizioni
e vicende storiche
del suo popolo.

spalle. Intorno al paesino, infatti, e anche oltre puntando a


nord verso la statale 653 Sinnica, si incontrano paesaggi
talmente particolari da essere stati paragonati a quelli del
Grand Canyon statunitense. Pareti rossicce di arenaria incise
FOTO GRANDE: profondamente nei millenni dalla furia delle acque del
Il Santuario di Santa
Maria della Stella Sarmento e guglie rocciose che improvvisamente si innalzano
edificato su un verso il cielo sulle quali sembrano posti da una mano
antico insediamento soprannaturale massi e sculture rocciose dalle fantasiose forme
eremitico basiliano
del X-XI secolo.

insediamento caratteristico, invece, per le sue case Latronico e le sue grotte


eremitico basiliano che di solito si sviluppano intorno a uno Sul versante opposto rispetto a quello della Valle del Sarmento, quindi
del X-XI secolo, slargetto su cui si affacciano le scale di sui confini nord-ovest del Parco si trova, non lontano dal centro abitato
SACRO E PROFANO custodisce una ingresso alle abitazioni sulle quali non è di Latronico, un’alta grande attrazione per gli amanti della paleonto-
Fra le tradizioni più logia e della speleologia. Si tratta della Grotta di Latronico con stalattiti
preziosa ancona raro vedere sedute a conversare e stalagmiti, al di sotto della quale si trovano altre piccole grotte sepol-
suggestive la danza
de falcetto e la festa barocca posta anziane signore abbigliate nel costume crali che hanno ridato alla luce importanti reperti che testimoniano la
dei Nusazit, antichi sull’altare maggiore tipico albanese, con camicetta ornata presenza dell’uomo in questi luoghi dall’Eneolitico. Parte di questi si
rituali propiziatori. trova nei musei del capoluogo men-
a far da cornice a di merletti, gonna pieghettata e tre un’altra parte è esposta nel Museo
una suggestiva grembiule. Da qui, imboccando prima Civico Archeologico (info: Proloco,
Natività che ha come sfondo i brulli la provinciale 64 e poi la statale 481, 0973/85.18.93) della cittadina nella
quale è da visitare la settecentesca
paesaggi della Valle del Sarmento. subito dopo aver superato il viadotto chiesa di Sant’Egidio Abate, protettore
L’architettura presenta elementi che attraversa il fiume Sarmento, si del paese. Al suo interno diverse ope-
bizantini come la cupola a calotta segue infine la statale 92 per Noepoli, re d’arte fra cui una scultura del Santo e una croce, LATRONICO
entrambe del ‘500. C’è poi la chiesa di San Nicola, risa- Oltre che per
riccamente decorata da affreschi per un tuffo in uno degli scenari lente al XIII secolo anche se in seguito rimaneggiata. le acque sulfuree
seicenteschi attribuiti a Belisario naturalistici fra i più caratteristici di Nel centro storico anche diversi palazzi nobiliari ornati e le sue terme,

195
Corenzio. San Paolo Albanese, uno dei questo versante del Parco, molto diversi di bei portali in pietra. Fra questi il Palazzo Comunale e i palazzi Gioia e Arcieri. Latronico Latronico è nota

94
è punto di partenza privilegiato per escursioni sul Monte Alpi. anche per le grotte
paesi più piccoli della Basilicata, è da quanto ci si è lasciati finora alle che presentano
stalattiti e stalagmiti.
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni BASILICATA BASILICATA
Il versante sud-ovest del parco fra canyon e maestose guglie d’arenaria

Cersosimo, Francavilla
e San Giorgio Lucano
Cersosimo (foto in alto) sorge in un contesto paesag-
gistico ragguardevole e all’interno del piccolo borgo
sono da vedere la chiesa Parrocchiale risalente al XV-
XVI secolo, alcuni resti della chiesa di Santa Maria di
Costantinopoli, il cui nucleo originario risale al XV se-
colo, e i diversi palazzi nobiliari fra cui spicca Palazzo
Valicenti. A Francavilla in Sinni (foto grande in basso)
merita, invece, una visita la chiesa Madre, fondata nel
1400 ma in seguito rimaneggiata, dedicata ai Santi
Felice e Policarpo, mentre non lontano dall’abitato
si trovano due fra i luoghi più caratteristici del Parco, NOEPOLI
Timpa delle Murge e Timpa di Pietrasasso. Nel centro Il borghetto sorge
storico di San Giorgio Lucano (foto piccola in basso) sul luogo di un
spicca la seicentesca chiesa Madre e diversi edifici antico insediamento
nobiliari fra cui i palazzi La Canna, Silvestri, Carloma- enotrio-lucano del
gno, Zito, risalenti al XVI-XVII secolo. VIII-IV secolo a. C.

che miracolosamente si mantengono periodo sono stati trasversalmente l’intero Parco


IL GRAND CANYON
in equilibrio senza rotolare a valle. È fra DELLA BASILICATA rinvenuti nei pressi incontrando scenari naturalistici fra
questi scenari che si trova il piccolo del cimitero, molti
A destra, gli scenari loro molto diversi eppure tutti
santuario della incredibili nei pressi
dei quali oggi altamente suggestivi e soprattutto
di Noepoli e della
Madonna del Valle del Sarmento. custoditi nel capaci, come ogni angolo di
Pantano, Museo Nazionale questo eden naturalistico, di
edificato nel ‘600 della Siritide di rappacificare con se stessi e col
e luogo davvero Policoro. Nell’abitato, su cui domina mondo.
magico. Il la sagoma del castello di origine
borghetto sorge medievale, merita una visita la
su un seicentesca chiesa parrocchiale
precedente dedicata alla Visitazione della
XXXXXXX insediamento Beata Vergine che custodisce al suo
AGGI
LaTie vel irit, quatin enotrio-lucano interno un capitello del XIII secolo,
henim zzrilla dell’VIII-IV secolo un crocifisso e un fonte battesimale

197
facipsustrud tet utpat avanti Cristo e quattrocenteschi. Abbiamo, con

96
lore et augue mod dio reperti di quel questa tappa, attraversato
doloreet
BASILICATA
Parco Nazionale del Pollino e dintorni

ECHI DAL
BASILICATA BASILICATA
COMEDOVE
PASSATO QUANDO
Arbereshe, una storia Come arrivare Prodotti e piatti tipici
di incontro e tenacia Il Parco Nazionale del Pollino si raggiunge, per
chi viene dal versante tirrenico, percorrendo
Il Parco è una vera apoteosi fra prodotti genuini e
antiche ricette. Qualche esempio? Il Paddaccio del
l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria fino Pollino, un formaggio fatto con latte di capra dalla ca-
all’uscita Lauria Sud in direzione Viggianello- ratteristica forma ovoidale o sferica; il Mischiglio, una
Rotonda, cuore del versante occidentale del Echi di natura e musica farina di fave e ceci usata a Chiaromonte per fare le
Musica e ambiente da queste parti vanno di pari paste fresche; la Rrappaiona, a base di farro e fave;
Parco. Dal versante adriatico, invece, si segue la Ciambottella, un soffritto di peperoni, cipolla, po-
l’autostrada A14 Bologna-Bari e poi le statali passo con diversi e interessanti appuntamenti
musicali. Fra questi: Pollino Fusion Festival, modori, salsiccia e uova usato per farcire il pane ca-
7 e 106 Jonica. Quest’ultima si percorre fino sereccio incavato. E poi ovviamente questa è la terra
all’imbocco della statale 653 della Valle del Sin- a Castelluccio Inferiore in luglio, Pollino Music delle carni genuine, dei salumi, dei formaggi, delle
ni che conduce nel cuore orientale del Parco. Festival, in agosto a San Severino Lucano, Ter- marmellate e dei mille liquori ai frutti di bosco.
me Live Latronico e Agglutination Metal Fe-
stival, entrambi in agosto a Latronico, e Radici
Etno-Contest, dedicato, a Viggianello in agosto,
San Paolo Albanese-Shën Pali, San Costantino Al- alla musica etnica. Per maggiori info: Ente Parco
banese-Shën Kostandini, doppio nome, in italiano ed (0973/66.93.11, www.parcopollino.it) oppure Apt
arbereshe, per questi due borghi della Val Sarmento, (www.aptbasilicata.it, sezione Eventi).
metafora di ciò che è in fondo questo luogo, terra di
incontro e di scambio, in linea, d’altronde, con la natura
più profonda delle genti lucane, capaci da sempre di
fare dell’accoglienza uno dei cardini del loro essere. In
questa valle giunsero negli anni successivi alla morte,
avvenuta nel 1468, del condottiero Giorgio Castriota
Skanderbeg, eroe della resistenza albanese contro
gli invasori turchi, alcuni gruppi di profughi che, in fuga
dall’Impero Ottomano, trovarono rifugio e protezione Arte e natura insieme Artigianato e antiche tradizioni
nel Regno delle Due Sicilie di Carlo V. Il sovrano gli ac- Si chiama ArtePollino (www.artepollinobasi- Il Parco è un crogiulo di usanze e costumi arricchiti,
cordò particolari privilegi anche in considerazione della soprattutto nel suo versante est, dallo scambio av-
ricchezza che costoro, per la loro origine sicuramente
licata.it oppure www.sensicontemporanei.it)
che, coniugando arte e natura, ha l’obiettivo di venuto fra la cultura locale e le tradizioni arbereshe.
nobile o comunque di natura benestante, garantivano Ne portano il segno le attività artigianali legate per
al Regno. Oltre cinque secoli in cui le comunità da loro valorizzare in maniera innovativa alcuni luoghi
esempio alla filatura dei tessuti secondo antichi
fondate sono sempre restate ben ancorate alle proprie incontaminati del Parco con opere permanenti Unicità del Pollino metodi albanesi, oltre alla radicata tradizione di co-
radici e alla propria identità etnica cercando in ogni installate ovviamente in modo da non arrecare La Melanzana rossa di Rotonda Dop ha una
modo di preservarle perpetuando antiche tradizioni e struire a Terranova di Pollino e San Paolo Albanese
disturbo rispetto al contesto in cui sono inserite. forma simile a quella di un pomodoro e proviene zampogne, ciaramelle, tamburrelli, cupa-cupa,
mantenendo la loro lingua e i loro costumi. A partire da Un suggestivo percorso artistico dunque, fra
quel rito greco-ortodosso sempre difeso con tenacia dall’Africa tropicale. È più piccante rispetto alla surduline, una variante arbereshe della zampo-
nei confronti di qualsiasi tentativo esterno di assimi- creazioni di arte contemporanea appositamen- melanzana comune e ha un sapore che ricorda gna, più piccola rispetto a quella classica italiana.
lazione alla tradizione cattolica e che si manifesta in te realizzate da artisti di fama internazionale. quello dei fichi d’India con un retrogusto legger- Viggianello è, invece, patria dei manufatti in vimini.
suggestivi riti legati a feste religiose, funerali e matri- mente amarognolo. Viene conservata prevalen-
moni a cui partecipa con grande coinvolgimento tutta temente in vasetti d’olio e aceto e a lei è dedicata
la comunità, animati sempre da canti e danze a cui si una gustosa sagra in agosto. Sempre a Roton-
prende parte indossando variopinti costumi tradizionali,
da si coltiva il Fagiolo Poverello Igp, dal colore

199
tessuti ancora, usando fibre di ginestra, secondo anti-

98
chi metodi tramandati di madre in figlia. Una ricchezza bianco, che si può trovare sia fresco che secco.
umana e culturale che si aggiunge dunque a quella già
sconfinata della natura e dei paesaggi del Parco.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Il canto del mare e del mito
Enormi, sconfinate spiagge
di sabbia dorata lambite da
un mare cristallino. Siamo
nel cuore della Magna Grecia
con le sue straordinarie
testimonianze archeologiche
a cui fanno da sfondo
paesaggi incontaminati e
autentiche rarità naturalistiche

ORO E AZZURRO
Sono i colori
dominanti della
costa, splendido
intreccio di mare,
spiagge dorate e i paesi
abbagliante luce da visitare
mediterranea.
Policoro
Bernalda-Metaponto
Nova Siri

P
Rotondella
lacide, larghe, sconfinate distese di condottieri che queste coste da questo, un incredibile concentrato di
Montalbano Jonico
sabbia fine baciate dal sole e sempre, da tempi immemori, hanno storia e natura, antiche leggende e
accarezzate dal moto eterno delle accolto. Perché il tratto jonico lucano, mare incontaminato, spiagge dorate,
Pisticci
onde del mare che oggi, come millenni in provincia di Matera, che da arte e cultura. Una cultura che qui e Scanzano Jonico

201
fa, continua a cantare il mito, storie di Metaponto, al confine con la Puglia, si nelle altre regioni dell’estremo
eroi e divinità, filosofi e guerrieri, estende fino a Nova Siri, lembo estremo Meridione d’Italia affonda le sue radici
innovativi artisti e architetti, re e valorosi della regione prima della Calabria, è in quella straordinaria e raffinata Magna
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni

Il litorale jonico è in grado di accontentare


BASILICATA BASILICATA un po’ tutti i gusti con spiagge
ben attrezzate alternate ad altre più isolate e selvagge tutte da scoprire

Grecia, culla di tutta la civiltà occidentale. Trentacinque


chilometri di coste in molti tratti selvagge incastonate fra
l’azzurro del mare e il verde intenso della macchia
mediterranea. In mezzo un lunghissimo, ininterrotto, se non
per brevi tratti, nastro di sabbia dorata lungo il quale ci si può
“perdere” in chilometriche, liberatorie e rilassanti passeggiate
sul bagnasciuga, abbagliati dai colori e dalla luce intensa di
quest’angolo di Mediterraneo, lontani dal caos e dai rumori
di destinazioni più affollate e meno intatte a livello
paesaggistico. Una meta ideale per chi vuole coniugare

La Piana di Metaponto, un eden geologico I PROFUMI DEL


mare e sole con arte e rappresentato da Matera e dai suoi
L’origine alluvionale dell’unica vera grande pianura lucana (il 92 per cento della MEDITERRANEO cultura. Sono, infatti, Sassi, l’altro naturalistico, a sudovest,
regione è, infatti, ricoperta da colline e montagne) che si estende per una lun- Le essenze della tante le straordinarie con gli spettacolari scenari del Parco
macchia mediterranea testimonianze, sia in Nazionale del Pollino. Fra di loro si fa
ghezza di 35 chilometri e una larghezza di circa 30, è legata alla plurisecolare mescolandosi con
azione erosiva dei cinque corsi d’acqua a carattere torrentizio che dall’Appennino quelle della salsedine prossimità del mare largo la Piana del Metapontino, i cui
la attraversano a ventaglio prima di sfociare nello Ionio lasciando lungo il loro per- inebriano col loro che nell’immediato ottocento chilometri quadrati di
corso detriti che nei millenni l’hanno resa fertilissima. Sinni, Agri, Basento, Bradano profumo tutta la costa.
e Cavone hanno, infatti, colmato la pianura di sabbia, pietre e argilla erose ai mon- entroterra, che fertilissimi terreni ne fanno la più ampia
ti occidentali della regione inseminando la terra e favorendo la propagazione di quell’evoluto mondo pianura della regione, che si estende
vegetazione e habitat umidi caratte- greco, che a partire dall’VII secolo placida fino a raggiungere il mare
rizzati da ecosistemi di straordinaria avanti Cristo approdò su queste coste, limpido, più volte Bandiera blu, con i
ricchezza. Deriva da ciò e da un clima
particolarmente generoso l’estrema ha lasciato sul territorio, disseminandolo fondali sabbiosi e poco profondi che
varietà di quest’area che non a caso di templi, santuari, agorà, teatri e caratterizzano la costa, perfetti quindi
NATURA SELVAGGIA è diventata fra le più ricche della necropoli adorne di incredibili gioielli per chi è in vacanza con bambini. Le
Si può andare alla regione oltre che dal punto di vista archeologici custoditi oggi nei ricchi ampie e diversificate spiagge insieme
scoperta delle spiagge naturalistico anche da quello econo-
più intatte, orlate di musei della zona. Un territorio con un’offerta ricettiva davvero

203
mico grazie a coltivazioni agricole di
dune e vegetazione, altissima qualità esportate in enormi incastonato fra due altri capolavori variegata – si va dagli intimi bed &
a piedi sul bagnasciuga quantità anche oltre confine. della regione, uno artistico, a nord, breakfast e agriturismo a conduzione
oppure anche a cavallo.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
I lidi organizzati e i fondali sabbiosi perfetti anche per il turismo familiare

benvenuto al tratto jonico lucano è l’ampissima spiaggia del


lido di Metaponto, la frazione che rientra nel territorio del
comune di Bernalda, che rimane più nell’entroterra, e che
nell’antichità ospitò una delle colonie greche in assoluto più
ricche e floride della Magna Grecia, Metapontum. La
PAROLA D’ORDINE spiaggia si sviluppa tra le foci di due dei maggiori fiumi lucani
VARIETA’ E SERVIZI che proprio in questo tratto di mare terminano il loro corso, il
Sulle spiagge servizi Bradano e il Basento, ed è sicuramente una delle più note e
adeguati sia per chi
cerca il relax assoluto frequentate del litorale, punteggiata da estese pinete e filari
che il divertimento. di eucalipti che diffondono nell’aria le loro essenze che si

familiare immersi nella campagna in vuole cimentarsi in sport quali golf, surf, Vento in poppa fra vela e green per il golf
prossimità del mare fino ai più classici immersioni, canoa, uscite in barca, Fra i tanti sport che si possono praticare c’è sicuramente la vela. Grazie ai
alberghi, villaggi turistici e camping anche grazie alla recente apertura del venti ottimali che la interessano, la costa è un vero eden per gli amanti
– sono in grado tuttavia di andare porto turistico degli Argonauti di Pisticci. di questo sport. Molto attivo è, infatti, il Circolo velico lucano, con sede
incontro alle esigenze più disparate dei Non mancano, infine, spiagge più presso la Riserva naturalistica del Bosco Pantano di Policoro (via Lido,
visitatori e accontentare un po’ tutti i isolate e selvagge, orlate da dune e 0835/91.00.97 oppure www.circolovelicolucano.it), che organizza anche
corsi di windsurf, canoa, sci nautico e kitesurf, la nuova disciplina che dal-
portafogli. Spazio, dunque, a strutture e macchia mediterranea, per chi è alla le Hawaii si sta diffondendo velocemente in tutto il mondo e che consta
lidi attrezzati dove poter trovare ogni ricerca dei silenzi e dell’assoluta di una tavola da cui si manovra l’aquilone collegato da alcuni cavi ad
sorta di divertimento e animazione tranquillità o vuole andare alla scoperta un’apposita barra di controllo. Il Circolo è affiliato alla Federazione Italia-
oppure a quelli che offrono servizi ad delle bellezze paesaggistiche del na Vela ed è stato riconosciuto come Centro tecnico federale. Fra le sva-
riate attività anche quella relativa all’istituzione della prima Scuota Na-
hoc per il turismo familiare o per chi circondario attraverso escursioni in zionale di Match Race, specialità agonistica diventata famosa attraverso
mountain bike, a piedi o a cavallo. Si l’America’s Cup. I cultori del golf possono trovare, invece, il loro paradiso
TURISMO AD HOC può andare, a seconda del proprio nel Golf Club Riva dei Tessali (contrada Pizziche, Metaponto; info: 0835
Anche le strutture gusto personale, alla scoperta di tutte 748916 oppure www.rivadeitessali.it), uno dei più famosi del Meridione,
ricettive si adattano immerso fra agrumeti, vigneti e vegetazione mediterranea non lontano
queste spiagge percorrendo la statale

205
a ogni portafoglio fra dal mare. ll percorso di diciotto buche da campionato, lungo oltre seimi-
lussuosi hotel, villaggi 106 Jonica che costeggia tutto il la metri, par 72, SR 130, presenta un tracciato molto aperto con fairways
turistici, agriturismo di litorale. Provenendo da nord a dare il larghi e green ondulati, frammezzato da bunker e suggestivi laghetti.
campagna e graziosi e
intimi bed & breakfast.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA

A MISURA D’UOMO
Anche nei periodi più
affollati le spiagge
garantiscono spazio
vitale non sempre
scontato altrove.

mescolano piacevolmente a quelle della salsedine del mare.


Fra questi arenili cresce anche il pancratium maritimum, o
giglio di sabbia, capace sempre di creare atmosfere ancor
più incontaminate e selvagge, soprattutto quando, trascorso
il periodo di alta stagione, in settembre torna a pervadere
questi paesaggi il silenzio e quella pace un po’ malinconica
Gli amanti dello sport possono cimentarsi in
GIGLI DI SABBIA
A partire da luglio tipica di luoghi marini preservati come questo. Da
e fino a settembre Metaponto, procedendo verso sud, si giunge ai paesaggi
fiorisce fra le
dune sabbiose
il pancratium
ancor più selvaggi del lido Quarantotto e delle splendide golf, vela, surf, canoa, immersioni e molto altro
maritimum, il bel
giglio selvatico
dal colore bianco. Il Porto degli Argonauti per esplorare la costa spiagge che costituiscono la Marina di sono capaci di abbagliare con i loro
Si tratta del primo porto turistico per la nautica da diporto della costa jonica luca- Pisticci, otto chilometri di distese colori brillanti di mezzogiorno o lasciar
na e sorge a Marina di Pisticci in una posizione ideale per andare alla scoperta del- sabbiose incontaminate, lontane dalla libera la mente da ogni pensiero,
le coste regionali ma anche di Calabria, Puglia, Eolie e Sicilia, oltre che della Turchia calca di rumorosi turisti che solitamente avvolti dalle suggestioni crepuscolari
e della Grecia. Progettato dall’architetto Luigi Vietti e dall’ingegnere Antonio De affollano la maggior parte delle che alla fine del giorno
Nicolò, progettisti anche del resort che lo accoglie, e dai professori Alberto Noli e spiagge italiane, incorniciate da un accompagnano il sole verso il suo
Alessandro Togna che hanno curato, invece, la progettazione di opere idrauliche e
marittime, è stato inaugurato di recente e offre tutta una serie di servizi che vanno mare cristallino e da una macchia nascondiglio, proprio dietro quella linea
dalla videosorveglianza all’assistenza mediterranea che soprattutto in dell’orizzonte che il tramonto dissolve in
agli ormeggi, dai pontili fissi alle infra- primavera esplode nei colori e nei un violaceo ricongiungimento fra cielo
strutture nautiche, dal varo delle im- profumi inebrianti delle fioriture di e mare. Oltre la foce del Cavone si
barcazioni alla manutenzione dei na-
tanti. Un approdo per imbarcazioni di ginepri, cisti, lentischi e mirti. Dalla foce apre il lido di Scanzano Jonico con la
piccolo-medio cabotaggio in grado di del Basento fino a quella del fiume spiaggia Terzo Cavone a proseguire
DUNE FIORITE ospitare 450 natanti. Munito di un co- Cavone è dunque un lunghissimo questo enorme, lunghissimo unicum
Lungo il cordone modo canale d’accesso il porto si svi- tappeto sabbioso su cui cedono il costiero sabbioso, assai diverso dalle
dunale crescono luppa in due darsene interne, profon-
de fino a tre metri e mezzo con pontili passo l’una all’altra le spiagge di San suggestioni più nette e decise offerte

207
anche ginepri,
ginestre, lentischi fissi e mobili. Coordinate: 40°.20’.00 N Basilio, San Teodoro e Macchia che, a dalle scogliere a picco sul mare del
e piante di agave, - 16°.49’.00 E. Info: 0835/47.02.18 op- seconda del momento della giornata, versante tirrenico lucano intorno a
mirto e rosmarino. pure www.portodegliargonauti.it.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fra le spiagge più rinomate quelle di Metapon to e Policoro. A Marina di Pisticci quelle invece
più selvagge e incontaminate, mentre il Bo sco di Pantano è un vero eden naturalistico

molti uccelli migratori. Tra questi fenicotteri, gru,


cicogne e poi aironi cenerini, albanelle reali, nibbi
bruni, falchi pescatori, pittime reali, gallinelle
d’acqua, migliarini di palude, e così via, che
rendono le foci di Basento, Bradano, Sinni, Agri e
Cavone autentici paradisi per gli amanti del
birdwatching e della natura in generale.
L’apoteosi, in ambito naturalistico, ma anche
scientifico, la si raggiunge, a ridosso della foce del

BIRDWATCHING Maratea con le sue soprattutto quelli verso la foce del Sinni,
Il Bosco Pantano di spiagge meno sono stati eletti luogo di riproduzione da
Policoro è un’Oasi estese, i suoi anfratti alcune rare specie di tartarughe
Wwf dove vivono e la miriade di marine, quali la Dermochelide e la
molte specie animali
calette, spesso
fra le quali (sopra) il Caretta caretta, che vi nidificano tra
migliarino di palude.raggiungibili solo in metà giugno e metà agosto.
barca. Sempre D’altronde non bisogna dimenticare
proseguendo verso che in soli trentacinque chilometri di
sud, dalla foce del fiume Agri e fino a costa si riversano nel mare, dopo aver
quella del Sinni si estende, invece, il lido attraversato gran parte del territorio ECOSISTEMI UNICI
di Policoro, uno dei più rinomati e regionale, partendo dalle zone più Le zone umide
create dalle foci dei
frequentati, insieme a quello di montuose e boscose della parte cinque fiumi che si
Metaponto, della costa jonica lucana, occidentale della regione, ben cinque gettano nello Ionio
con le sue ampie distese di sabbia e fiumi che con le loro foci creano zone offrono habitat
perfetti per molti
l’acqua cristallina dai fondali un po’ più umide caratterizzate da ecosistemi di uccelli migratori e
profondi rispetto a quelli metapontini. Il straordinaria ricchezza, habitat perfetti non. Fra questi, gru,
mare è così pulito che gli ampi arenili, per tantissime specie animali, fra cui cicogne, fenicotteri,
aironi e pittime reali.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Intricate paludi e vegetazione rendono la foce del Sinni simile a una foresta equatoriale

RARITÀ ANIMALI BOTANICA UNICA


Frequentano le L’Oasi è esempio
coste specie rare raro di bosco
di tartarughe planiziale sul
marine quali la mare, resto di
Dermochelide e la una gigantesca
Caretta caretta. ed antica foresta.

Sinni, nella Riserva Regionale Oasi Wwf Bosco Pantano di


Policoro (località Idrovora di Policoro, 0835/98.13.60 oppure
0835/18.25.157, www.oasiwwfpolicoro.net), ultima
testimonianza della gigantesca foresta planiziaria di latifoglie
che un tempo ricopriva gran parte della costa jonica
spingendosi con la sua folta e impenetrabile vegetazione
fino al mare. Così la descrisse nel 1915 Norman Douglas in
Old Calabria, il suo racconto di viaggio alla scoperta del
Mezzogiorno d’Italia sulle rotte del Grand Tour: “Il crepuscolo

A volte ritornano. A Policoro la foca monaca, habitaT primitivi regna sovrano
in incredibile di lussureggiante
la regina assediata del Mar Mediterraneo Norman Douglas così questo dedalo di
descrisse, nel suo Old
alberi
alti e
vegetazione e intricate aree paludose
che richiamano alla mente parvenze
La costa jonica, con i suoi habitat protetti, è uno degli ultimi avamposti-rifugio per Calabria, il labirinto
decidui...
Policoro di foresta equatoriale, ma nel cuore
specie rare, come la foca monaca, ricomparsa recentemente nei pressi della Riserva verdeggiante del
del Bosco Pantano di Policoro. Il rarissimo pinnipede è un animale affascinante che ha la bellezza
Bosco di Policoro che del Mediterraneo. Frassini, ontani neri,
non teme l’uomo e che ha in genere grande intesa con i sub. Nell’antichità era mol- con le sue paludi siaggrovigliata di pioppi bianchi, oltre a cerri, aceri e
to comune nel Mediterraneo, Mar Nero e costa spinge fino al mare.una palude olmi campestri e molte altre specie
VITA ECOLOGICA atlantica africana e vederla era per i marinai greci
di buon auspicio tant’è che, sacra ad Apollo e tropicale.
Odori arboree, spesso ricoperte da
Molte le attività pungenti 
si levano dalle foglie impenetrabili rampicanti, fanno da
di educazione Poseidone, ne parlano nei loro scritti anche Ari-
ambientale tenute stotele e Omero. Ma dai Romani in poi la sua po- marcescenti
e dalla terra umida;
e rifugio sicuro a ricci, lepri, istrici, volpi,
all’interno della polazione ha cominicato praticamente a essere quando ci si è addentrati in quel faine, tassi, lontre e tartarughe marine,
Riserva di Policoro. decimata per via delle pelli e del grasso utilizzati
a vari scopi. Oggi, complice l’inquinamento, la labirinto verdeggiante,
si può anche oltre a più di centocinquanta specie di
UN MAMMIFERO pesca industriale e il turismo di massa, non esi- immaginare
di essere in uccelli e circa duemila specie di
AD ALTO RISCHIO stono più in Italia colonie di foche e nel Mediter- qualche
primitiva regione
del globo coleotteri. Chiudono il tratto lucano
La foca monaca, raneo si stima che vivano meno di cinquecento
terrestre,
dove mai piede umano
è della costa le sabbiose e tranquille

211
minacciata in altre esemplari. Si tratta quindi per Policoro di un im-
parti del mondo, portante avvistamento che apre ben auguranti penetrato”. Dell’originaria foresta oggi spiagge Marina di Rotondella e Marina
è stata avvistata scenari anche riguardo alla ricerca etologica. rimangono circa millecento ettari, mix di Nova Siri con la sua possente Torre
di recente nell’Oasi.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA

ORO E ARANCIO
A seconda della
luce la sabbia
fine delle ampie
spiagge si tinge di
colori accattivanti.

fertilissima, e ricca di corsi d’acqua navigabili. Condussero su


queste sponde alcune delle menti più eccelse del tempo,
come Pitagora, per esempio, che a Metapontum trascorse
l’ultimo periodo della sua lunga vita morendovi intorno al 495
avanti Cristo, che erano spesso in cerca di avventura e nuovi
La costa e l’entroterra sono un incredibile orizzonti, ma anche in fuga da rivalità e lotte di potere
interne che stavano tramutando gli antichi splendori della
scrigno naturalistico ed archeologico madrepatria in gabbia per l’estro e l’ingegno. Che invece

creature di
terra e acqua
Bollita eretta nel 1520 che la stessa conformazione Dolci e sabbiosi fondali jonici LEGGI DI NATURA
Nei ricchissimi
La lontra, sparita per tenere sotto geografica della costa suggerisce. ecosistemi marini,
Diversamente dalla costa di Maratea sul versante tirrenico, più profondo e roccio- pluviali e paludosi
in molte altre parti controllo il mare e le L’intero litorale jonico, d’altronde, dal so, i fondali jonici rimangono più sabbiosi e meno profondi. Nella parte più pros-
d’Italia, vive negli ogni essere vivente
coste insidiate dalle tacco della Puglia fino alla punta più sima alla costa, fino a dieci metri di profondità, sono presenti sabbie mediofini e ha un suo specifico
umidi habitat jonici. fini abitate da molluschi fra cui vongole, telline, tartufi di mare, cannolicchi, mitili.
incursioni saracene. estrema della Calabria, è come se ruolo nella catena
Un pò più lontano, fra i dieci e i quindici metri di profondità, proliferano, invece, alimentare a partire
Quel mare che da disegnasse col suo andamento dalle oltre duemila
ricci di mare, stelle marine, seppie e polpi, mentre fra i quindici e i venti metri si
tempi immemori ha circolare due braccia immaginarie, due trovano soprattutto molluschi quali ginocchiello e murice spinoso. Oltre questa specie di coleotteri di
sempre segnato sottili lembi di terra che circoscrivono e Pantano di Policoro.
profondità e fino ai cinquecento metri troviamo infine fondi fangosi e d’argilla
l’identità più abbracciano tutto lo Ionio, abitati da tonni, pesci spada, verdesche, dove peraltro non è raro avvistare an-
profonda di questa accogliendo tutto quanto di buono da che delfini. Oltre a questi
grossi pesci le acque jo-
terra trasformandosi, esso provenga. Come i vascelli che a niche sono frequentate
a seconda del partire dall’VII secolo avanti Cristo anche da rare specie di
periodo storico, da cominciarono a solcare queste tartarughe marine, qua-
minaccia, come nel caso delle razzie pacifiche acque seguendo le rotte li la Caretta caretta e la
Dermochelide, che pur se

213
piratesche, a opportunità e fonte tracciate secoli prima dai commercianti amano vivere in acque
straordinaria di ricchezza e d’incontro micenei, che avevano descritto la profonde non di rado si
con altre civiltà, essenza, quest’ultima, pianura lucana come terra provvida e avvicinano alla costa.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Su queste sponde a partire dal VII secolo avanti Cristo approdò quel
raffinato mondo gr eco che le costellò di templi, agorà e teatri

Enotri, Greci, Lucani. Una terra


di scontri vocata all’incontro
Posizione geografica, mare, fiumi navigabili che risa-
lendo la valli conducevano al cuore della Lucania, al
Tirreno e alla Campania etrusca, hanno fatto di questa
terra luogo di scontro, ma anche d’incontro fra civiltà
di cui restano affascinanti tracce. E se i Greci della Ma-
gna Grecia hanno lasciato a partire dal VII secolo avan- METAPONTUM
ti Cristo, e prima ancora di loro i Micenei, stupende te- Le Tavole Palatine,
stimonianze della loro arte, non sono da meno anche una delle più
quelle degli Enotri-Choni, che abitarono queste terre belle e maestose
a partire dal IX secolo avanti Cristo, e dei Lucani, che testimonianze
arrivarono dal centro Italia nel V secolo avanti Cristo dell’intera
stanziandosi più all’interno, fra alture e valli fluviali, Magna Grecia.
molte delle quali custodite nei ricchi musei regionali.

anche in Lucania, come nel resto d’Occidente, deriverebbe il nome, “fra due fiumi”,
TERRA DI SCAMBIo
della Magna Grecia, ebbero modo di Metapontum divenne fiorente emporio mentre la leggenda vorrebbe la sua
esprimersi appieno attraverso la un florido emporio commerciale che fondazione ad opera di Nestore di
commerciale grazie
fondazione di floride e importanti alla sua posizione dovette gran Pilo, fuggiasco da Troia, nel 773 avanti
colonie, come Metapontum strategica fra mare parte della sua Cristo. La visita delle splendide
e fiumi navigabili.
appunto, Siris ed Herakleia, l’attuale ricchezza testimonianze che rimangono della
Policoro, e Pandosia, creata nei economica città antica ha come prima tappa,
dintorni dell’attuale Tursi. Gesta di cui all’estrema fertilità del territorio, poco distante dalla statale 106, le
restano testimonianze straordinarie compreso fra i fiumi Bradano e cosiddette Tavole Palatine, com’è
nelle diverse aree archeologiche che Basento, sul quale sorgeva. Da questo stato definito il tempio di Hera, il
TERRA DI costellano il territorio. Si può
cominciare questo tuffo nel
XXXXXXX passato proprio da
AGGI
LaTie vel irit, quatin Metaponto, fondata
henim zzrilla dagli Achei e fra le più

215
facipsustrud tet utpat importanti città

14
lore et augue mod dio dell’intera Grecia
doloreet
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Metapontum, Siris ed Herakleia furono le perle lucane della floridissima Grecia d’Occidente

LA MAGNA GRECIA
e i suoi splendori
Gli scavi archeologici
di Metaponto hanno
ridato alla luce grandi
capolavori artistici.

principale luogo di queste parti al tramonto lo spettacolo è templi, fra cui il tempio di Apollo Licio,
culto della colonia. davvero fantastico col chiaro del eretto in stile dorico nel VI secolo
Sorgeva, secondo colonnato che contrasta con l’azzurro avanti Cristo, è il maggiore con una
una tradizione diffusa del cielo e dell’orizzonte che pianta a otto e sedici colonne, sul
in tutto il mondo greco, su una lentamente si tingono di arancio fra lato più lungo, testimonianza
collinetta in prossimità di una sorgente suggestioni capaci di proiettare in quelli straordinaria di quella che era
sacralizzata. Nell’area sono stati che dovevano essere i fasti e le l’architettura sacra del tempo. Dello
rinvenuti numerosi frammenti della atmosfere dell’antica Grecia, popolate stesso periodo anche gli altri due
complessa decorazione architettonica da divinità e affascinanti personaggi templi dedicati a Hera e Afrodite,
policroma in terracotta che mitologici. Nel Parco archeologico, che mentre l’ultimo, eretto probabilmente
caratterizzava l’imponente struttura, fra si trova in località Metaponto Borgo, in onore di Atena, è in stile ionico e
cui spiccano stupendi gocciolatoi a sono, invece, visibili i resti dell’antica risale all’incirca al 407 avanti Cristo,
testa leonina, oltre a stipi votive e città risalente al IV secolo avanti Cristo sovrapposto a una precedente
ceramiche utilizzate durante i riti sacri. con la sua struttura urbanistica definita struttura di età arcaica destinata alle
Del tempio, eretto in stile dorico nel VI da strade perfettamente ortogonali. assemblee cittadine. Sul lato opposto

217
secolo avanti Cristo, rimangono in piedi Resti di abitazioni ma anche dell’agorà, SUGGESTIONI NOTTURNE dell’attuale strada di accesso al
ben quindici colonne e se ci si trova da del teatro a emiciclo e di quattro Le imponenti colonne delle Tavole Parco, si sviluppa l’area del
Palatine dell’antica Metapontum
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Le raffinate ceramiche e lo sfarzo dei gioielli rinvenuti nelle monumentali
sepolture testimonia no la ricchezza delle aristocrazie metapontine

LA NECROPOLI
DI CRUCINIA
Fra i reperti anche
vari strigili (arnesi
usati dagli atleti
Viaggio a ritroso nel tempo per detergere il
proprio sudore).
coi tesori del museo cittadino
Il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto
(via Aristea 21, 0835/74.53.27) propone un inte-
ressante percorso fra le varie fasi archeologiche
del Metapontino a partire dal periodo preistorico.
Il tutto attraverso una ricca selezione di oggetti e
complessi funerari e santuariali esposti in diverse
sale tematiche che ricalcano le forme iniziali di po-
polamento della costa da parte degli Enotri-Choni,
durante la media Età del bronzo e l’Età del ferro, la
successiva fase greca, a partire dal VII secolo avanti
Cristo, e quella delle trasformazioni dei centri itali-
ci dell’entroterra fra il VI e il IV secolo avanti Cristo,
fino ad arrivare al periodo della conquista romana
col conseguende graduale abbandono e decadi-
mento dell’antica Metapontum.

cosiddetto castrum romano, squadrati, da cui 0835/74.53.27), nel cuore del centro
PAGINA AFFIANCO:
realizzato nel III secolo avanti Cristo Il Museo Archeologico provengono abitato, per comprendere ancor
per ospitare la guarnigione militare Nazionale nel centro autentici gioielli meglio l’evoluzione di questa colonia
romana durante la lunga guerra di Metaponto con i artistici quali greca. Prima ancora che
suoi reperti che vanno
contro Annibale e la sua Cartagine. raffinate
dalla Preistoria fino al Metapontum si affermasse come
Completa l’estrema ricchezza del periodo tardoantico. ceramiche, ricca città commerciale altri
Parco la necropoli in località Crucinia, orecchini in oro insediamenti greci erano già avvenuti
utilizzata dalle aristocrazie con lavorazioni in filigrana, strigili sulla costa, più a sud, fra i fiumi Agri e
metapontine nel corso del IV secolo (strumenti utilizzati dagli atleti per Sinni. Alcuni di questi ebbero vita
avanti Cristo, che detergere il sudore), specchi e fibule breve mentre straordinaria fortuna, al
si caratterizza per in bronzo, a sottolineare l’elevato pari di Metapontum, di cui insidiò a
la monumentalità rango sociale dei defunti che tratti anche il territorio, ebbe la
XXXXXXX delle sepolture, contenevano. Molti di questi ed altri colonia di Herakleia, l’attuale
AGGI
LaTie vel irit, quatin del tipo a reperti sono oggi custoditi nel Museo Policoro, fondata intorno al 433 avanti
henim zzrilla sarcofago con Archeologico Nazionale di Metaponto Cristo dalle più potenti città di Taranto
facipsustrud tet utpat cassa e copertura (info e visite guidate, anche al Parco e Thourioi sulle rovine della

18
lore et augue mod dio in blocchi Archeologico e alle Tavole Palatine: precedente Siris, edificata, invece, nel
doloreet
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA

Herakleia fu eretta sulle rovine dell’antica


Siris, fondata nel VII secolo avanti Cristo

dell’Epiro accorso in difesa di Taranto, e quello dei Romani.


Una battaglia storica, ricordata come battaglia di Herakleia,
nella quale ad avere la meglio furono i
Greci grazie soprattutto agli enormi
FOTO GRANDE: elefanti da guerra che Pirro aveva
Una panoramica portato con sé e che sorpresero le milizie
aerea sul Parco
Archeologico romane che mai ne avevano visto un
Siris-Herakleia esemplare. Di tutte queste antiche
vicino a Policoro.

VII secolo avanti fertile pianura su cui sorgeva, solcata NELLA PAGINA:
Cristo dai Greci da due fiumi navigabili, crocevia Alcuni fra i più bei
reperti archeologici
provenienti da essenziale per i traffici che provenienti rinvenuti a Policoro
Colofone, Asia via mare dall’Oriente prendevano, e ciò che resta
Minore, e distrutta risalendo i due corsi d’acqua, la via di una fortificazione
in mattoni crudi
poi nel secolo dell’entroterra e della costa tirrenica. risalente al periodo
successivo dalle Questo ne fece perciò teatro di diverse di Siris, fondata dai
colonie achee di battaglie per il controllo dello strategico Greci di Colofone.
VASI MAGNOGRECI Metaponto, Crotone territorio fra cui il primo grande scontro,
Sconfinato il numero
di grandi vasi a figure e Sibari. La città, nel 280 avanti Cristo, fra il mondo
rosse forgiati in loco proprio per la sua ellenistico e quello romano negli anni in
grazie a una fiorente prosperità, venne cui Roma stava cercando di espandere
scuola di ceramografia.
eletta sede della la sua influenza sulla penisola italica e
Lega Italiota nel 370 mirava alla conquista delle città della
avanti Cristo e ricoprì a lungo un ruolo Magna Grecia. Siamo nella piana

221
strategico sia per la sua posizione al situata fra Herakleia e Pandosia e ad
centro del Golfo di Taranto sia per la affrontarsi sono l’esercito di Pirro, re
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
ENOTRI E LUCANI
Nel Museo della
Siritide oltre ai
manufatti greci
anche quelli dei
popoli indigeni.

Siris ed Herakleia, ma anche


eccezionali reperti indigeni
Inaugurato nel‘69, il Museo Archeologico Nazio-
nale della Siritide (via Colombo 8, 0835/97.21.54)
documenta i diversi aspetti della vita delle colo-
nie greche Siris ed Herakleia, fulcro del percorso
espositivo, la loro penetrazione lungo le vallate
dell’Agri e del Sinni e la graduale ellenizzazione
delle popolazioni indigene degli Enotri (con re-
perti delle necropoli di Latronico, Chiaromonte,
Alianello, Guardia Perticara) e dei Lucani (necro-
poli di Sant’Arcangelo, Senise, San Martino d’Agri).
I reperti esposti partono dal Neolitico e raggiun- I musei archeologici di Metaponto e Policoro riassumono
con i loro ricchissimi reperti i fasti della Magna Grecia
gono il loro culmine nelle ricche collezioni relati-
ve a Siris ed Herakleia. Eccezionali i grandi vasi a
figure rosse provenienti della cosiddetta Tomba di
Policoro (400 avanti Cristo), opera di pittori italioti.

vestigia restano importanti tracce nel Cristo destinate alla produzione di capire il funzionamento della
Parco Archeologico Siris-Herakleia ceramiche e di statuette votive. Molti macchina amministrativa non soltanto
che custodisce le rovine delle due di questi reperti sono custoditi nel di Herakleia, ma anche di tutta la
città. Al periodo di Siris appartengono Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia. Dall’area
i resti di piccole aree sacre e di una Siritide (info e visite guidate anche archeologica, che durante l’estate
fortificazione in mattoni crudi che all’area archeologica: 0835/97.21.54), ritorna a vivere in un suggestivo
cingeva la parte alta attiguo al Parco, e nei pressi del quale intreccio fra storia e arte teatrale
dell’insediamento, mentre a quello di si trovano anche il Santuario di attraverso la rassegna Teatri di pietra
Herakleia ciò che rimane degli edifici Demetra e il Tempio di Dionisio, del VII (info: www.teatridipietra.org oppure
dei quartieri abitativi e delle botteghe secolo avanti Cristo. Appartengono, Apt, 0971/50.76.11 e www.
TERRA DIartigianali del IV-III secolo avanti invece, al III secolo avanti Cristo le aptbasilicata.it), che propone un
FORMAGGI
famose Tavole di Heraclea, ricco calendario di pièce teatrali
XXXXXXX conservate oggi nel Museo portate in scena da noti attori, si
AGGI MELTING POT
LaTie vel irit, quatin d’arte e cultura Archeologico Nazionale di Napoli, raggiunge il cuore dell’attuale
henim zzrilla Il Museo documenta considerate un documento, scritto su Policoro. Il centro abitato, che si

223
facipsustrud tet utpat anche il prolifero tavole bronzee, di straordinaria sviluppò in maniera organica a partire

22
lore et augue mod dio incontro fra l’arte importanza e fondamentale per dalla Riforma agraria del 1950, è
doloreet greca e quella italica.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA

POLICORO
Il castello baronale
e (affianco) la
candida facciata
della chiesa
Madre cittadina.

sono valsi a tutta la pianura l’appellativo di California del


Sud, autentico fiore all’occhiello dell’economia lucana da
cui partono ogni giorno enormi quantitativi di prodotti
agricoli destinati anche oltre i confini nazionali. Man mano
che ci si allontana dalla costa il territorio diventa via via più
Policoro è nota come la Città delle fragole, ondulato soprattutto nella parte che lentamente scivola
verso i rilievi del Parco del Pollino, a sudovest. È qui che per
rinomate per il loro sapore zuccherino prima si incontra Nova Siri, il cui nucleo più antico si sviluppò

FRUTTA E VERDURA dominato dalla clima umido e temperato che


IN POLE POSITION
Pesche e albicocche, possente sagoma caratterizza questi luoghi, soprattutto
fragole e ortaggi di del castello ortaggi e frutta, fra cui spiccano le
ogni genere in questa baronale, le cui pregiatissime fragole dal sapore
terra baciata dal sole.
origini risalgono al zuccherino che vengono esportate in
Trecento, anche se tutto il mondo e sono valse a Policoro il
appare oggi in forme nome di Città delle fragole. D’altronde
settecentesche tutta la Piana del Metapontino, resa
esattamente come fertilissima oltre che dal clima anche
la non lontana dai cinque fiumi che la attraversano, è
chiesetta rurale della una terra sulla quale si coltivano
GENEROSA
Madonna del Ponte prodotti agricoli di primissima qualità MADRE NATURA
che custodisce una scultura lignea come pesche, albicocche, susine, Agrumi, susine, uva
della Madonna da cui prende il nome, fragole appunto, arance, clementine, da tavola, cavolfiori,
risalente al XIII-XIV secolo. La cittadina è uve da tavola, cavolfiori, finocchi, finocchi, pomodori,
asparagi e insalata
circondata da enormi distese di floridi insalata, asparagi, melanzane, sono solo alcuni dei
terreni dove si coltiva di tutto grazie al pomodori, peperoni e tanto altro, che tantissimi prodotti
che si producono
nel Metapontino.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
La Piana del Metapo ntino per le quantità e l’altissima qualità dei suoi
prodotti agricoli si è meritata l’appellativo di California del Sud

AGRICOLTURA
DA GUINNESS
Ogni giorno
partono enormi
carichi di frutta
e verdura diretti
anche all’estero.

sul mare, in località Marina di Nova Siri,


nei pressi della Torre Bollita, dov’è
stata, infatti, ritrovata una necropoli
ellenistica, e non lontano, in località
Ciglio dei Vagni, i resti di una villa
imperiale oltre ad alcune vasche,
sempre di origine romana, in località
Sant’Alessio. L’attuale cittadina si
sviluppa, invece, su una collinetta a
circa dieci chilometri dalla costa e
dalla statale 106. Sull’abitato,
circondato da dolci colline dorate,
dominano le sagome del castello
medievale, anche se in seguito

rimaneggiato, e della intorno bionde suggestivi vicoli collegati l’uno all’altro


ECHI DAL PASSATO
cinquecentesca chiesa Madre. A Sotto e nella paginacolline e più in da cunicoli e gradinate che si
pochi minuti da qui sorge, invece, accanto alcuni lontananza le snodano fra diversi palazzotti nobiliari
Rotondella, definita, per la sua scorci di Nova Siri,gigantesche vette adornati da portali e mascheroni in
intorno alla quale
straordinaria posizione panoramica, il si trovano diverse del Pollino, in pietra. Da vedere sono la massiccia
Balcone dello Ionio. Il borgo si aree archeologiche. inverno torre d’avvistamento cinquecentesca,
presenta come un suggestivo insieme perennemente insieme alla barocca chiesa Madre,
tondeggiante che riveste ricoperte dal bianco della neve. dedicata alla Madonna delle Grazie,
perfettamente e ordinatamente la Molto caratteristica la sua struttura e alla chiesa di Sant’Antonio da
collina su cui urbanistica a spirale che custodisce Padova, parte integrante del ex
sorge. Dalla sua
sommità si gode
XXXXXXX una delle viste in
AGGI
LaTie vel irit, quatin assoluto più belle
henim zzrilla sul circondario,

227
facipsustrud tet utpat con all’orizzonte

26
lore et augue mod dio l’azzurro del mare,
doloreet
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni

Rotondella con la sua struttura urbanistica


BASILICATA BASILICATA
a spirale è un balcone naturale sullo Ionio

MARE LIMPIDO
A pochi minuti
da Rotondella
e dall’entrotetta
ampie spiagge
e acqua cristallina.

Anglona, della vicina Tursi. Nel centro storico sono da vedere


la settecentesca, anche se il suo nucleo originario risale al
Cinquecento, chiesa Madre dedicata a
Santa Maria dell’Episcopio che
custodisce al suo interno svariate opere
d’arte fra cui un bellissimo paliotto di
marmi policromi nel cappellone
dedicato a San Maurizio, patrono della

convento Agri lungo il quale si estendono i LaRiformaagrariaelagranderipresaeconomica


seicentesco dei cosiddetti Giardini di Montalbano, dove Dopo secoli di abbandono delle terre malariche ricoperte di paludi e terreni in-
francescani. Da si coltivano succosi agrumi e numerosi colti bonificati a partire dal ventennio fascista, il periodo del secondo dopoguerra VOCI DI PIETRA
Rotondella, ortaggi e si produce un olio di coincide per il Metapontino con l’inizio della grande ripresa economica che lo ha La storia dei paesini
puntando in eccellente qualità grazie alla presenza condotto oggi a diventare una delle aree più floride della regione. Proprio grazie dell’entroterra passa
direzione Policoro, si di ricchi uliveti. Il paese è noto anche a quella Riforma agraria che, attuata a partire dagli anni ‘50, ha dato via via rispo- attraverso possenti
sta alla condizione di povertà e malessere in cui versavano migliaia di braccianti torri difensive, portali
raggiunge la statale per aver dato i natali a Melchiorre da più volte denunciata, anche attraverso la lotta in prima linea al fianco dei contadi- e stemmi scolpiti.
suggestioni Jonica dalla quale si Montalbano, il famoso architetto e ni, dai più convinti meridionalisti. Un processo che portando all’espropriazione e
tondeggianti alla ridistribuzione fra le classi meno abbienti di migliaia di ettari di terreni incolti,
Il borgo è un intreccio imbocca la statale scultore, solito firmare le sue opere con
di archi, scale e vicoli 598 del fondovalle una scimmia che copula con un risultato della radicata cultura latifondista che fino ad allora aveva prevalso, ha
che circolarmente conferito grande vigore e vitalità economica a tutta la Pianura Metapontina.
dell’Agri fino all’uscita coniglio, che operò proficuamente in
si rincorrono fra loro.
Montalbano Jonico. Basilicata nel corso del XIII secolo
La cittadina è realizzando stupende opere scultoree,
adagiata su un’altura che domina da come per esempio, fra le tante, il
una parte le colline che via via portale della cattedrale di Rapolla e

229
digradano verso la pianura e il mare e l’ampliamento dell’abside dello

28
dall’altra l’entroterra e il corso del fiume splendido santuario di Santa Maria di
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Pisticci rappresenta una delle porte d’accesso a un’altra meraviglia
naturalistica, quella dei paesaggi desertici dei Calanchi lucani

Un totem della natura


fra suggestioni calanchive
Nelle campagne fra Montalbano Jonico e Pisticci
si trova un luogo davvero singolare conosciuto
col nome di Petrolla, che nel gergo locale signi-
fica “piccola grande pietra”. Si tratta di un grosso
affioramento calcareo dovuto a forti spinte tetto-
niche. Uno sperone roccioso che sembra inspie-
gabilmente uscire dal terreno argilloso e che a ve-
derlo sembrerebbe un gigantesco frammento di
meteorite piombato in quell’area dallo spazio. Alla
sommità della roccia, usata in passato come rifu-
gio dai briganti, i resti di un antico fortino. Tutto in-
torno altri massi, più piccoli, conficcati nel terreno,
quasi fossero schegge di una grande esplosione
avvenuta in tempi lontani, che contribuiscono a
conferire a tutta l’area, circondata da increspature
calanchive, atmosfere di grande suggestione.
MONTALBANO
città, un dipinto seicentesco di Mattia prosegue fino a incrociare la statale questa guida ad essi In queste pagine
Preti raffigurante la Madonna con 103, dove all’altezza di località dedicata. Intorno alla alcuni scorci della
Bambino che offre la croce a San Peschiera si imbocca la statale 176 cittadina, che sorge su cittadina, nota per
i fertili Giardini.
Giovannino e una tela settecentesca, che conduce, attraverso solitari e un’altura attorno alla In alto, invece, la
attribuita a Oronzo Tiso, che ha come affascinanti paesaggi semidesertici, a quale si sgretolano i Torre dell’Orologio.
soggetto il Riposo in Egitto. Meritano Pisticci. Il borgo rappresenta, infatti, paesaggi lunari
inoltre una visita la seicentesca Porta una delle porte d’accesso a un’altra calanchivi, si aprono
dell’orologio e, fra gli edifici d’epoca, delle meraviglie naturalistiche della autentici panorami dell’anima che
palazzo Cassano, sede regione, i Calanchi, per i quali si conferiscono a tutta l’area suggestioni
della biblioteca civica rimanda alla specifica sezione di davvero mistiche e inedite che la
“Rondinelli”, noto per
aver visto riunirsi al suo
XXXXXXX interno nel 1799 i primi
AGGI
LaTie vel irit, quatin repubblicani
henim zzrilla antiborbonici. Da

231
facipsustrud tet utpat Montalbano, ritornando

30
lore et augue mod dio sul fondovalle dell’Agri si
doloreet
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
L’entroterra jonico è costellato di masserie fortificate gemelle di quelle del Materano

IN ALTO: davvero tanti i luoghi sacri che sorgono sia nel centro abitato
Le caratteristiche
“casedde” nel che nel circondario. Fra questi la seicentesca, anche se in
quartiere Dirupo, seguito rimaneggiata, chiesa di Sant’Antonio, con all’interno
bianche e tutte diverse opere d’arte sei-settecentesche
allineate fra loro. fra cui dipinti di Andrea Vaccaro e
AFFIANCO:
Il borgo di Pisticci Giovanni Tommaso Guarini, mentre fra
su cui domina la quelle nei dintorni del paese spicca
chiesa dei Santi sicuramente l’abbazia di Santa Maria
Pietro e Paolo.

accomunano a smottamento. Si tratta di una piccola


immaginarie e rarità urbanistica con le sue lunghe file
lontane terre di piccole case bianche a un piano, le
desertiche. Su uno cosiddette “casedde”, tutte allineate SOPRA: La Torre
dei tanti precipizi all’ombra della Terravecchia. dell’Orologio nel
centro di Pisticci.
argillosi sorge il Quest’ultima è la parte alta e più antica
TORRI DIFENSIVE cosiddetto quartiere della città che si sviluppa intorno al A SINISTRA: Vista
Diverse le antiche Dirupo, costruito, castello medievale, della cui antica sui brulli e assolati
torri d’avvistamento paesaggi pisticcesi.
disseminate nei rispettando la struttura è rimasta solo una parte, e alla
dintorni di Pisticci volontà della cinquecentesca chiesa dei Santi Pietro
fra cui Torre Accio. popolazione di non e Paolo, edificata su una precedente
abbandonare il costruzione duecentesca di cui rimane
paese per trasferirsi in una zona più ancora il bellissimo campanile. L’interno
sicura, dopo una gigantesca frana che è impreziosito da decorazioni cinque-
nel 1688 divise praticamente in due seicentesche e da diversi dipinti del

233
l’antico centro abitato, metà del quale ‘700 mentre all’esterno, sul sagrato, lo

32
fu trascinato a valle e inghiottito dallo sguardo spazia libero fino al mare. Sono
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
L’artista noto come Pit tore di Pisticci fu il primo a usare nelle colonie
magnogreche la pit tura a figure rosse per la decorazione dei vasi

Scanzano Jonico
Fino al 1974 frazione di Montalbano Jonico, Scan-
zano divenne l’ultimo paese a essere creato in pro-
vincia di Matera a seguito della riforma fondiaria
che riguardò tutta l’area e grazie alla quale decollò
quello sviluppo agricolo che fa oggi della cittadi-
na uno dei fiori all’occhiello dell’economia jonica
lucana. Una vocazione che affonda le sue radici in
tempi antichissimi, quando il suo territorio venne
frequentato dai Micenei, di cui restano importanti
tracce, in località Termitito, poco lontano dal centro, NELLA PAGINA:
nei resti archeologici di un insediamento risalente Masseria San Basilio,
al XIII-XI secolo avanti Cristo. In paese è da vedere il un tempo luogo
Palazzo baronale, detto il Palazzaccio, edificato nel basiliano, reso poi
‘700 su un precedente edificio medievale e attor- castello da Ruggero
il Normanno.
niato da un coevo e caratteristico borgo braccianti-
le, mentre a ridosso del mare e delle belle spiagge si A SINISTRA: Chiesa
trova una possente torre aragonese (foto in alto). di S. Antonio a Pisticci.

del Casale, del XIII secolo, anche se il artigianale locale Grecia la pittura a figure rosse per la
nucleo originario pare risalga in realtà nella lavorazione decorazione dei vasi. Nei pressi della
al XI secolo, alla quale si accede della ceramica a frazione di Marconia merita infine una
tramite uno splendido portale partire dal VII sosta la masseria fortificata del
trecentesco. Il circondario pisticcese, secolo avanti castello di San Basilio il cui nucleo
su cui svettano diverse torri difensive Cristo, oggi originario – era un complesso religioso
come quelle Accio e Minnaia, custoditi nei musei basiliano - risale al V secolo,
direttamente collegate, nell’ambito regionali ma trasformato poi in castello, poco
del sistema di protezione del territorio, anche all’estero. dopo il Mille, da Ruggero il Normanno.
alla Torre Bruni, che si trova invece nel Al British Museum Da qui, in meno di un quarto d’ora,
TERRA DIcentro storico, è anche un ricchissimo di Londra, per incrociando, senza imboccarla, la
FORMAGGI
scrigno per quel che riguarda
La ricca tradizione esempio, sono esposti alcuni statale 407 Basentana, si giunge a
XXXXXXX l’archeologia classica. Molti sono,
casearia contempla straordinari vasi realizzati dal Bernalda, da cui si gode una bella
AGGI prodotti diinfatti,
alta
LaTie vel irit, quatin i reperti venuti alla luce dalle ceramografo italiota rimasto noto vista sia sul mare che sulla bassa Valle
qualità come il
diverse necropoli che costellano il nella storia col nome di Pittore di del Basento. Il centro si snoda intorno
henim zzrilla
Pecorino di Filiano.
facipsustrud tet utpat territorio con manufatti che Pisticci (V secolo avanti Cristo), il primo al grazioso e sempre animato corso

34
lore et augue mod dio testimoniano una fiorente attività a utilizzare nelle colonie della Magna Umberto I nei pressi del quale si erge il
doloreet
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni BASILICATA BASILICATA
Da Bernalda si gode una bella vista sia sul mare che sul Basento

Lucano, la ricetta segreta


d’unsuccessolungocent’anni VIVA BERNALDA
È uno dei prodotti lucani più noti al grande pubblico Il grazioso centro
venduto su larga scala sia in Italia che all’estero, nato storico della città si
proprio da queste parti, a Pisticci per l’esattezza, dove snoda intorno
nel 1894, nel retrobottega della piccola azienda di fami- al sempre animato
glia, Pasquale Vena creava quell’Amaro Lucano che in corso Umberto I.
pochi mesi conquistò l’Italia tanto che la Casa Vena di-
venne fornitrice ufficiale della Reale Casa Savoia. Oggi, sicuramente una sosta la masseria Torredimare, che sorge
prodotto annualmente in ben quindici milioni di litri,
è diventato un po’ uno dei simboli della regione, fon- non lontano dal Parco Archeologico di Metaponto, prima di
dato com’è sui valori della tradizione e della genuinità. ritornare, lentamente, dopo questo viaggio alla scoperta
Scrupolosissimo è rimasto d’altronde il lungo proces- degli affascinanti paesaggi dell’entroterra e dei gioielli
so produttivo che conferisce un sapore inconfondibile archeologici e artistici che gelosamente custodiscono, alle
a questo liquore preparato secondo una ricetta a base assolate spiagge della costa per farsi cullare, ancora una
di pregiate erbe e un misterioso ingrediente segreto
gelosamente custodito dalla famiglia Vena. volta, dalla dolce melodia di quello Ionio che da millenni
continua a cantare il mito.

che ospita soprattutto d’estate, nel bel Francis Ford Coppola, talento lucano
chiostro affrescato, numerosi concerti e ”Quando vedi la Basilicata, vedi campi, vigneti, bellissimi paesaggi. Una
spettacoli d’intrattenimento che terra ancora preservata, autentica, pura. Vedi insomma la terra come
animano le sempre piacevoli serate doveva essere un tempo “. Così Francis Ford Coppola, nel filmato Ba-
cittadine. Nel centro storico, silicata autentica, parla di quella terra in cui affonda le sue radici di
punteggiato da diversi palazzi uomo e fantastico artista quale è. Il nonno del grande regista e sce-
neggiatore statunitense, indimenticabile per le sue pellicole Patton
settecenteschi, sono da vedere anche generale d’acciaio, Il padrino, Apocalypse Now e molte altre, lasciò, in-
il castello con le sue due torri, di fatti, Bernalda nel 1904 sulle rotte delle grandi traversate oceaniche
fondazione quattrocentesca, e la verso il sogno del Nuovo Mondo, senza tuttavia mai abbandonarla
rinascimentale chiesa di San nel ricordo e nelle tradizioni, molte delle quali, ha più volte racconta-
to lo stesso Francis, scrupolosamente rispettate in famiglia anche in
Bernardino, protettore del paese, cui è terra stellestrisce. Un cordone ombe-
dedicata un’importante festa a maggio licale con le sue radici più profonde
ed agosto, mentre le fertili campagne che neppure lui ha mai tranciato in VISIONI DA OSCAR
il castello seicentesco del circondario sono costellate di questi anni tornando più volte nella Attraverso la sua arte
di bernalda sua Bernalda, di cui è anche cittadino visionaria e dura allo stesso
convento di masserie fortificate, gemelle di quelle onorario, dove ha peraltro acquistato tempo, il grande regista e
Fu fondato con la
sua possente mole Sant’Antonio, oggi che si trovano nelle vicine colline del il sontuoso palazzo Margherita per sceneggiatore, consacratosi
nel Quattrocento. sede del Municipio, Materano. Fra queste merita trasformarlo in un esclusivo albergo. al grande cinema con
l’indimenticabile Il padrino,
si è visto assegnare nella sua
carriera diversi premi Oscar.
BASILICATA
Costa Jonica e dintorni

ECHI DAL
BASILICATA BASILICATA
COMEDOVE
PASSATO QUANDO
Pitagora, il genio Come arrivare Divertimento fra eventi e sport
designato dagli dèi La Costa Jonica si raggiunge via terra, dall’Adria- Per i centauri desiderosi di coniugare emozioni
tico, percorrendo l’autostrada A14 fino a Bari forti in sella alle proprie moto e bellezza di natura e
Nord. Da qui si seguono le statali 7 e 106 Jonica mare, il Motoclub Herakleia (www.herakleia.it) è
fino a Metaponto. Dal versante tirrenico autostra- un’ottima occasione per andare alla scoperta del-
da A3 Salerno-Reggio Calabria fino all’uscita per In scena con la settima arte la costa e dell’entroterra. Divertimento assicurato
Sicignano. Da qui E847 fino a Potenza e statale Il Lucania Film Festival (www.lucaniafilmfesti- anche con i tanti eventi che animano le notti joni-
407 Basentana per Metaponto. Via mare, le co- val.it), che si tiene ogni anno a Pisticci in agosto, che. Fra questi Lammieinmusica (www.allelam-
ordinate del porto turistico degli Argonauti, a Mari- è una kermesse dov’è di scena il buon cinema mie.org), rassegna di musica popolare a Pisticci,
na di Pisticci, sono: 40°.20’.00” N - 16°.49.00” E. italiano e straniero che molti registi, provenienti Siritidestate, con concerti e performance varie a
Info: 0835/47.02.18, www.portodegliargonauti.it. da ogni dove, scelgono per presentare le pro- Policoro, e molti altri (info: www.aptbasilicata.it).
prie pellicole. Stupendi i luoghi utilizzati per le
proiezioni, non asettiche sale cinematografiche
ma veri e propri palcoscenici naturali fra campi
Era nato a Samo nel 570 avanti Cristo ma nel 531 ave- di grano e antichi ruderi. Destinato soprattutto
va deciso di lasciare la Grecia per trasferirsi a Crotone, ai giovani filmmaker è il festival itinerante Cine-
una delle più fiorenti colonie magnogreche. Il suo nome madamare (www.cinemadamare.com).
era Pitagora e su di lui, anche se di fatto figlio di umani,
circolarono sempre voci che lo volevano, secondo la
leggenda, venuto sulla Terra per volontà di Apollo, in
linea con quanto profetizzato dalla sacerdotessa Pitia
(la Pitonessa), cui si fa risalire il suo nome. L’animo pe-
rennemente incuriosito alla realtà che lo circondava lo
portarono a viaggiare per Egitto, Mesopotamia, Persia,
dove apprese le leggi e i misteri del cielo e della terra
dai sacerdoti di Iside, dai magi di Babilonia e addirittu-
ra da Zarathustra, il che lo portò a essere considerato San Bernardino e la peste A tavola fra mare e terra
all’epoca un semidio e soprattutto lo trasformò in uno Bernalda è nota per una caratteristica tradizione le- Moltissime le specialità culinarie joniche tutte a
dei più grandi geni dell’antichità. E a Crotone, dove la gata a San Bernardino che si festeggia il 20 maggio, base dei prodotti di prima qualità coltivati sia nella
sua fama era già nota, fu davvero accolto come un dio anniversario della morte, e nei giorni fra la seconda pianura che nell’entroterra. Fra queste le sarde
seminando ovunque prodigi e insegnando rettitudine di
condotta. Vi fondò la sua prolifica scuola per essere am- e la terza decade di agosto, per ricordare, invece, arraganate (condite cioè con origano e mollica
messi alla quale gli adepti dovevano osservare prove il suo miracolo che liberò il paese dalla peste. In Eccellenze joniche di pane), la capriata (zuppa di legumi), gli gnom-
durissime e soltanto quelli che resistevano, seguendo i un’affollata processione, con cavalieri e figuranti in Metaponto ospita una struttura di ricerca scien- maredde (involtini con interiora di capretto). Molte
suoi insegnamenti, dopo un lungo percorso, potevano costume, la statua viene trasportata su un antico anche le sagre organizzate durante tutto l’anno.
assumere il titolo di “pitagorici”, rispettati come filosofi, tifica d’eccellenza per l’intera nazione, la Me-
cioè “amanti della sapienza”, e temuti per le loro occulte carro per condurre il quale, i possessori di camion e tapontum Agrobios, costituita nel 1985 con Solo per citarne alcune, la Sagra della castagna,
conoscenze magiche e scientifiche, due realtà che mai trattori partecipano a un’asta. Molti gli eventi culturali l’obiettivo di trasferire innovazione all’agricoltura a novembre a Bernalda, e quella dell’albicocca,
il maestro disgiunse in vita. Si racconta, infatti, che an- e sportivi collaterali (www.festadisanbernardino.tk). con progetti legati alle biotecnologie vegetali e in luglio a Rotondella (info: www.aptbasilicata.it).
che quando scoprì la legge del suo famoso Teorema,
rese grazie agli dèi con arcani rituali. Prodigi, successo, dell’ambiente. Fra questi la ricerca applicata agli
popolarità col tempo gli procurarono però parecchie Ogm e al miglioramento della qualità delle col-
invidie da parte di potenti nemici che si allearono contro ture, fra le quali, per esempio, il pomodoro San

239
di lui costringendolo a lasciare Crotone e a rifugiarsi a
Metaponto, dove visse fino alla fine dei suoi giorni, nel Marzano, oltre che a nuove forme di protezione
495 avanti Cristo. Qui continuò a diffondere i suoi inse- delle piante da virus e insetti.
gnamenti nella scuola che vi aveva fondato che rimase
a lungo attiva anche dopo la sua dipartita.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
Paesaggi come sulla luna
Nel cuore più nascosto
e solitario della regione
i luoghi magici e pieni di
spiritualità descritti da
Carlo Levi nel suo “Cristo
si è fermato a Eboli”, fra
pinnacoli naturali, enormi
sculture di argilla, dune
bianche, profondi canyon
e borghi dal fascino arcano i paesi
da visitare
Tursi
Valsinni
Senise
Sant’Arcangelo
INSOLITE FORME
Aliano
DEL TEMPO Stigliano
I curiosi coni Craco
d’argilla dorati
che l’incedere Ferrandina
del tempo ha Missanello
plasmato insieme Roccanova
con acqua e sole.
Salandra
Colobraro

P
rofondi canyon, aride dune imbatte visitando uno degli angoli più chiuso, procedendo da Ovest verso Est,
bianche che si sbriciolano sotto il remoti, e forse per questo più magici fra i lussureggianti boschi delle
peso degli agenti atmosferici, della Basilicata, quello dei Calanchi montagne appenniniche, le dolci

241
pinnacoli naturali ed enormi sculture di Lucani, nel cuore della parte sud- colline del Materano e le fertili pianure
argilla che i secoli hanno modellato orientale della regione. Un che scivolano verso il Mar Ionio, che un
conferendogli le forme più strane e comprensorio, per tutelare il quale è in tempo ricopriva con le sue acque
fantasiose. È lo scenario nel quale ci si via di istituzione un parco regionale, buona parte dell’entroterra. Sono,
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni

Gli agenti atmosferici e la friabilità delle


BASILICATA BASILICATA terre argillose hanno reso i Calanchi
autentiche sculture della natura fra guglie, pinnacoli e profondi canyon

infatti, numerosi i ritrovamenti di fossili marini avvenuti


nell’area occupata oggi dai Calanchi, il cui perimetro
naturale è segnato dalle valli del torrente Sauro e dei fiumi
Agri e Basento, capace di offrire scorci talmente inusuali per
la nostra Penisola che, guardandone le immagini, si potrebbe
tranquillamente pensare alla Cappadocia e, per alcuni
angoli, addirittura all’Arizona. Luoghi malinconici che aprono
L’AVVOLTOIO DIVINO squarci su paesaggi solitari che si assaporano percorrendo
Sacro agli antichi stradine lente e tortuose che con le loro suggestioni hanno
Egizi, il capovaccaio ispirato poeti, pittori, scrittori e registi che proprio per la loro
ha dato vita fra le
tranquille creste dei
Calanchi a una delle sue
rare colonie italiane.
Fra curiosi arbusti e colonie di capovaccai MINIATURE
bellezza e unicità li bianca senz’alberi e senza erba,
La vegetazione che ricopre i Calanchi è generalmente molto scarsa ed è costituita MONTUOSE hanno spesso scelti, scavata dalle acque in bocche, in
essenzialmente da cespugli e dai cosiddetti alimi, curiosi arbusti dalle foglie ar- Gli aridi paesaggi per esempio, come coni, in piagge d’aspetto maligno,
gentee, alti non più di due metri, aggrappati alle scoscese pareti argillose, mentre dei Calanchi set per i loro film che come un paesaggio lunare … e da
per quel che riguarda la fauna ci sono soprattutto volpi, ricci, faine, lepri, donnole si sgretolano
formando autentici necessitavano ogni parte non c’erano che precipizi di
e diversi rapaci fra i quali poiane, nibbi reali, bianconi e capovaccai. Proprio que- sistemi montuosi ambientazioni argilla bianca, su cui le case stavano
sti ultimi, un tempo più diffusi in buona parte dell’Italia centrale e meridionale, in miniatura.
hanno dato origine fra le increspature calanchive a una delle rare colonie italiane drammatiche ed come liberate nell’aria”. Solo di tanto in
ormai esistenti. Il capovaccaio, Neophron percnopterus, il più piccolo degli avvoltoi “esotiche”. Pier Paolo tanto si scorge in lontananza qualche
europei, con un’apertura alare che non va oltre il Pasolini, Lina Wertmüller, Gabriele Lavia, suggestivo borgo che, arroccato sui
metro e mezzo, è infatti oggi presente nella Peni- Francesco Rosi, Giuseppe Tornatore, burroni d’argilla, scruta dall’alto le
sola in appena trenta esemplari, che vivono in ma-
niera stanziale fra Basilicata appunto, Sicilia, Puglia Fabio Segatori, Bruce Beresford e Mel enormi distese dorate e increspate
e Calabria, mentre altri ne arrivano in primavera Gibson solo per fare qualche nome. dell’intorno. Uno di questi è Tursi, che
dall’Africa per poi ritornarvi seguendo le stagio- Così li descrisse nel suo Cristo si è sorge sui declivi di una roccia di
nali rotte migratorie. Nell’antichità era considerato fermato a Eboli Carlo Levi, che in questi arenaria tra i fiumi Agri e Sinni, a circa
RAPACI E RODITORI un animale sacro nell’Egitto dei Faraoni, utilizzato
Fra i cieli volano nibbi simbolicamente nei geroglifici, e vederlo volare è posti trascorse il suo periodo di confino venti chilometri dalla costa jonica,

243
reali, bianconi e poiane, un vero spettacolo col suo piumaggio bianco e l’in- sotto il regime fascista tra il 1935 e il decantato nei suoi versi da Albino
mentre a terra si vedono confondibile becco giallo-arancio con la punta nera. 1936: “… e d’ogni intorno altra argilla Pierro, due volte candidato al Nobel
soprattutto volpi, faine,
ricci, lepri e donnole.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
La Rabatana di Tursi è un groviglio di casu pole, stretti cunicoli, vicoli scoscesi e gradinate
che conducono a profondi precipizi costel lati di numerose grotte scavate nell’argilla

fondata nell’XI secolo su un precedente luogo ipogeo, alla


quale si accede da un bel portale rinascimentale. All’interno
un bellissimo trittico su tavola della fine del ‘300 che raffigura
diverse storie della vita di Gesù, un’acquasantiera
cinquecentesca, oltre a un suggestivo presepe in pietra del
IN ALTO: L’antico quartiere della XVI secolo di Altobello Persio e a degli affreschi rinascimentali
Rabatana inquadrato dall’alto. che adornano la cripta, attribuiti da alcuni studiosi a
A SINISTRA E A DESTRA: Nella Giovanni Todisco, da altri alla scuola di Simone da Firenze.
chiesa Santa Maria Maggiore
in Rabatana un’acquasantiera e Non lontano dalla Rabatana, un po’ fuori dall’abitato, è il
degli affreschi, entrambi del ‘500. convento di San Francesco, fondato nel Quattrocento con il
SOPRA: Alcuni scorci
per la Letteratura, che qui nacque nel fortificato, tana degli arabi, e, abitata di Tursi e dei brulli
1916. L’abitato è sovrastato dalla dapprincipio dai Saraceni, fu utilizzata paesaggi circostanti.
cosiddetta Rabatana che, fondata dai in seguito anche dai briganti come
Saraceni nel X secolo, rappresenta il covo per controllare il territorio SOTTO E A SINISTRA:
Il presepe in pietra
nucleo più antico della città anche se circostante durante gli anni del realizzato nel XVI
diversi ritrovamenti archeologici brigantaggio. La Rabatana è un secolo da Altobello
avvenuti nella zona testimoniano che groviglio di casupole, cunicoli, archi, Persio e custodito
nella chiesa Santa
tutta l’area ospitò precedenti vicoli scoscesi e gradinate tortuose che Maria Maggiore in
insediamenti umani a partire già dal conducono a profondi precipizi, Rabatana, edificata
IX-VIII secolo avanti Cristo. Deriva il suo costellati di grotte scavate nell’argilla in nell’XI secolo su un
precedente edificio.
nome da “rabat”, che significa borgo epoche antichissime e utilizzate nei
secoli anche dai pastori come deposito
le “Jaramme” o ricovero per gli animali. Su di essa
Così Albino Pierro, dominano i ruderi dell’antico castello
candidato due volte
al Premio Nobel per la del VI secolo mentre scrigno di

245
Letteratura, chiamava numerose opere d’arte è la chiesa
i profondi burroni
costellati di grotte Santa Maria Maggiore in Rabatana,
intorno alla sua Tursi.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
Il santuario Santa Maria di Anglona risale all’ XI secolo ed è monumento nazionale dal ‘31

A SINISTRA:
La Cattedrale di Tursi.
Ricostruita negli anni
Ottanta in seguito
a uno spaventoso
incendio è dedicata
all’Annunziata.
A DESTRA:
La sobria facciata del
santuario abbellita
da uno splendido
portale. Sorge su una
collinetta panoramica
sui dintorni calanchivi.

caratteristico campanile dalle forme arabeggianti e


circondato da profondi burroni, precipizi che Albino Pierro
chiamava “jaramme”, da cui si scorgono, a valle, i cosiddetti
Giardini di Tursi. Distese ricoperte di aranceti, pescheti e
uliveti, dove grazie al clima mite favorito dalla vicinanza del
mare si coltivano anche ortaggi di ottima qualità e varietà. Ai
piedi della Rabatana si sviluppa, invece, la restante parte del
SOPRA: Particolare centro storico cittadino a cui è collegata da una ripida
delle formelle sulle gradinata, la cosiddetta “a’ petrizze”, appesa a un crinale
pareti esterne con
figure zoomorfe
di influenza araba
.
SOTTO: L’armoniosa
Luoghi d’ispirazione per una terra di poeti CAPOLAVORO
con uno della Cattedrale dedicata
abside cui lavorò “Cchi ci arrivè a la Ravatène/si nghiànete ‘a pitrizze/ca pàrete na schèhe appuntillète/a na timpa ARCHITETTONICO strapiombo di oltre all’Annunziata, di fondazione
anche Melchiorre sciullète./Quann’u tempe è sincire,/nturne nturne ‘a terra d’i jaramme/ci ‘ampìjete a lu sòue cum’u Il santuario è un vero duecento metri. quattrocentesca ma interamente
da Montalbano. specchie,/e quanne si fè notte c’è nu frusce/di vente ca s’ammùccete nd’i fosse/e rivìgghiete u cùcche gioiello d’architettura Questa parte del ricostruita in seguito a uno spaventoso
e ci fè nasce/nu mère d’èrve”. Sono i versi de ‘A Ravatène di Albino sacra medievale eretto
Pierro, il poeta due volte candidato al Nobel per la Letteratura nell’area dove sorgeva centro storico è incendio del 1988. A circa venti minuti
nato a Tursi nel 1916 e morto a Roma nel 1995, dedicati proprio la leggendaria colonia punteggiata da dall’abitato, seguendo la provinciale
alla Rabatana della sua Tursi, che tradotti significano: “Per arrivarci greca di Pandosia. suggestivi edifici Tursi-Policoro si arriva, attraversando
alla Rabatana/si sale la pitrizze/che sembra una scala addossata/a gentilizi quali i ondulati paesaggi incontaminati nei
una timpa in rovina./Quando il tempo è limpido,
intorno intorno la
terra dei burroni
ci lampeggia al sole come lo specchio,
e quando si palazzi Brancalasso, Latronico, De quali si vede solo di tanto in tanto
fa notte c’è un fruscio
di vento che si nasconde nei fossi
e sveglia il cu- Giorgiis, Basile, Panevino, solo per qualche masseria, a uno dei gioielli
culo e ci fa nascere
un mare d’erba”. Dedicato, invece, a quel mare citarne alcuni. Fra le chiese più artistici della regione, il santuario di
verso cui lentamente si snodano i paesaggi calanchivi di cui ha
nutrito, come d’altronde Pierro, la sua arte, è il carme Al Mar Jo- interessanti, invece, sono da vedere Santa Maria di Anglona, monumento
nio di Nicola Sole, un altro dei grandi poeti lucani, perseguitato quelle di San Filippo Neri, fondata con nazionale dal 1931. Rappresenta un
per le sue idee risorgimentali, nato nel 1821 a Senise, dove morì l’annesso oratorio nel 1600, della vero capolavoro di architettura
a soli 38 anni nel 1859: “Sepolcro eterno, o mia Lucania, è questo/
ampio mar, che veleggio, a le tue prische /marittime città. Come sei Madonna delle Grazie con la facciata medievale sacra edificato fra l’XI e il XIII

46
bella,/terra de’ forti, or che distende il cielo/un manto azzurro su le tue barocca, anche se il suo nucleo secolo nell’area su cui sorgeva la
montagne,/e nel suo riso la recente luna/i tuoi boschi inargenta”. originario risale al XII secolo, e l’edificio leggendaria città greca Pandosia,
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
A Valsinni rivivono le gesta della grande quanto sfortunata poetessa Isabella Morra

TRIONFO
RINASCIMENTALE
Gli interni sono
decorati da uno l’esercito di Pirro, re dell’Epiro, e quello dei Romani,
splendido ciclo di ricordato come battaglia di Herakleia, nel quale
affreschi del ‘500.
ad avere la meglio furono le milizie greche anche
grazie agli elefanti da guerra che utilizzarono.
Diversi sono, infatti, i reperti rinvenuti nell’area, oggi
conservati nel Museo Archeologico Nazionale
della Siritide di Policoro. Da Tursi, seguendo le
indicazioni per la statale 653 della Valle del Sinni e
percorrendola per una quindicina di minuti, si
giunge al borghetto di Valsinni. Sorge, con la sua
posizione panoramica sulla valle che si estende ai

PIETRE PARLANTI
fondata nel 1000
Il magnifico portale è che copula con un coniglio, e il ciclo di
avanti Cristo e della
sovrastato da delicate affreschi del XII-XIII secolo che
decorazioni e sculture
quale non resta più decorano la navata centrale con
in bassorilievo che
simboleggiano Cristo,traccia. Pregevoli episodi dell’Antico Testamento, oltre a
nell’Agnello, insiemesono il portale, una cinquecentesca scultura lignea
con gli Evangelisti. sovrastato da della Madonna col Bambino e ad altri
sculture in affreschi che, realizzati nel corso del
bassorilievo che raffigurano l’Agnello, ‘500, ornano i pilastri. Dalla collinetta su
simbolo di Cristo, con gli Evangelisti, e le cui sorge, immerso nella pace più
formelle in cotto incastonate sulle pareti assoluta, lo sguardo spazia sovrano sul
esterne con figure zoomorfe di chiara circondario giungendo fino al Mar Ionio,
influenza araba. Ma anche l’abside, e fu proprio fra questi scenari, che
con i sui delicati archetti pensili, al cui all’epoca disegnavano i confini fra le INTRECCI D’AUTORE
ampliamento lavorò Melchiorre da due colonie della Magna Grecia Valsinni è un grazioso
groviglio di vicoli e
Montalbano, il famoso architetto e Herakleia, l’attuale Policoro, e passaggi con il suo

249
scultore lucano del XIII secolo solito Pandosia, appunto, che nel 280 avanti bel castello (in alto)
firmare le sue opere con una scimmia Cristo avvenne lo storico scontro fra e la chiesa Madre
(foto a sinistra) .
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni

Valsinni è stato inserito fra i piccoli borghi


BASILICATA BASILICATA più suggestivi dell’entroterra italiano

BOSCOGALLINICO
Al suo interno il
Parco dei Crisciuni
con aree pic nic,
fontane (in alto)
e un laghetto per
la pesca sportiva.

suoi piedi, praticamente sul confine settentrionale del Parco


Nazionale del Pollino e la sua storia è legata in maniera
indelebile al triste destino che colpì nel 1546 la giovane e
sventurata poetessa Isabella Morra. Appartenente alla ricca
famiglia feudataria che all’epoca governava la città venne,
infatti, uccisa dai fratelli a causa del suo amore platonico nei
confronti di un castellano spagnolo della vicina Bollita,
l’attuale Nova Siri. Della sua storia rimane memoria nel
castello medievale, che dall’alto del profondo burrone su cui

Isabella Morra, poetessa della solitudine VISIONI MEDIEVALI sorge domina il all’Assunta, che custodisce, fra le altre
“Ecco ch’un’altra volta, o valle inferna/o fiume alpestre, o ruinati sassi,/o ignudi spirti di virtute Il borghetto, che piccolo abitato, e opere d’arte, un crocifisso ligneo del
e cassi,/udrete il pianto e la mia doglia eterna./Ogni monte udirammi, ogni caverna,/ovun- conserva l’originaria nel Parco XV secolo, e palazzo Mauri, che
qu’io arresti, avunqu’io mova i passi;/ché Fortuna, che mai salda non stassi,/cresce ogn’or il struttura urbanistica letterario a lei ingloba nella sua architettura un
mio male, ognor l’eterna./Deh, mentre ch’io mi lagno e giorno e notte,/o fere, o sassi, o orride medievale, domina la
ruine,/o selve il conte, o solitarie groppe,/ulule, e voi del mal nostro indovine,/piangete meco Valle del fiume Sinni intitolato che ne antico mulino di cui sono visibili ancora
a voci alte interrotte/il mio più d’altro miserando fine”. su cui si affaccia e da
ripercorre in le grosse macine di pietra,
Recita così il sonetto VII del Canzoniere scritto dalla cui deriva il nome. maniera originale testimonianza dell’antica tradizione
ECHI DI PIETRA poetessa di Favale, com’era chiamata al tempo Valsin-
E D’UMANA POESIA ni, Isabella Morra, qui nata nel 1520 e barbaramente e coinvolgente locale di mugnai. In cima al Monte
A Valsinni ogni uccisa dai fratelli nel 1546 per una presunta relazione tutta la vicenda. Il borgo, a cui è stata Coppolo, alle spalle del paese, sono,
pietra pare trasudare clandestina col poeta e barone spagnolo Diego San- assegnata Bandiera arancione, il invece, visibili i resti dell’acropoli,
la straordinaria doval de Castro, signore insieme con la consorte An-
tonia Caracciolo, del vicino feudo Bollita. A lei, che ha marchio di qualità turistico-ambientale edificata nel IV secolo avanti Cristo, e
vicenda umana
ed artistica della lasciato della prigionia e della sua sofferenza, pagine conferito dal Touring Club Italiano ai della relativa cinta muraria formata da
malinconica indimenticabili di alta poesia, è dedicato il Parco lette- piccoli comuni dell’entroterra italiano, blocchi squadrati appartenenti a
giovane Isabella. rario Isabella Morra (www.parcomorra.it, via Carmine,
20, 0835/81.70.51) che fa rivivere la sua tragica vicen- è un suggestivo intreccio di vicoli e un’antica città fortificata che alcuni
da umana attraverso letture e rievocazioni storiche passaggi coperti a volta, i cosiddetti studiosi hanno individuato come la

50
per le vie del borgo. Legata al Parco è anche l’Estate di “gafii”. Al suo interno meritano una possibile mitica colonia greca di
Isabella che contempla svariati eventi e degustazioni. visita la chiesa Madre dedicata Lagaria, fondata da Epeo, il famoso
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA

EDEN DI VELOCITÀ
L’immenso specchio
d’acqua viene usato
anche per diverse
gare di canottaggio.

impattanti effetti speciali, come proiezioni su giganteschi


schermi d’acqua e ricostruzioni di navi secondo i modelli
dell’epoca, che daranno vita al più grande spettacolo
d’acqua d’Europa. Proseguendo ancora un po’ sulla statale
si raggiunge Senise, il paese noto per i suoi gustosi peperoni
certificati Igp. Il centro storico è un
intreccio di vicoli e gradinate che
salgono verso il castello fondato nel
La diga di Monte Cotugno è fra i maggiori 1200, anche se rifatto poi nel ‘400, e si
snodano intorno alla chiesa Madre che,
invasi in terra battuta realizzati in Europa col suo imponente campanile, è

UNA GIGANTESCA costruttore del verdi primaverili che con le loro mille
cavallo di Troia. sfumature la circondano. L’invaso, che VERDE, ORO E AZZURRO
riserva d’acqua Il lago è circondato da dolci
Le acque convogliate Non lontano è il sbarra il corso del fiume Sinni, si estende e verdi colline che d’estate
nella diga vengono bosco di Gallinico su una superficie di oltre milleottocento si trasformano in incredibili
utilizzate anche dalla ondulazioni dalle tinte dorate.
vicina regione Puglia. al cui interno sorge ettari e consente la raccolta di più di
il Parco attrezzato cinquecento milioni di metri cubi
dei “Crisciuni” con d’acqua, utilizzati in gran parte per PEPERONI IGP
Senise è nota per
aree pic-nic, parco giochi e un laghetto l’irrigazione della pianura metapontina i suoi peperoni
per la pesca sportiva. Da Valsinni ci si e della vicina Puglia. Sull’immenso certificati Igp,
dirige verso Senise, imboccando la specchio d’acqua si svolgono base di molti piatti
tipici della gustosa
statale 653, lungo il cui tragitto, bordato periodicamente gare di canottaggio cucina regionale.
da placide colline, ci si imbatte in uno nazionali e internazionali mentre è in via
dei tanti invasi artificiali che costellano il di istituzione un nuovo parco tematico
territorio lucano, la diga di Monte regionale dedicato allo sbarco degli

253
Cotugno, una delle più grandi opere in antichi Greci sulle sponde dello Ionio
terra battuta d’Europa, stupenda che vedrà l’utilizzo di tecnologie fra le
macchia d’azzurro fra i gialli estivi e i più moderne oggi esistenti per creare
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
Senise, noto per la sua gustosa gastronomia, ospita un interessante
museo etnografico insieme a diversi capolavori d’arte

CULTURA
CONTADINA
Il Museo
etnografico del
Senisese, che ha
sede a Palazzo
Fortunato.

XXXXXXX
AGGI
LaTie vel irit, quatin
henim zzrilla
facipsustrud tet utpat
lore et augue mod dio
doloreet

dedicata a Santa Maria della Territorio, seguendo la statale 92 che costeggia


rinascimentali
Visitazione. Intorno numerosi edifici armonie D’AUTORE dedicato al tema la diga di Monte Cotugno. Il borgo,
nobiliari costruiti fra il ‘400 e il ‘700 tra A sinistra il prezioso
dell’acqua. Nella rinomato per le coltivazioni
cui i palazzi Marcone e Fortunato, polittico di Simone chiesa svariate ortofrutticole e per la produzione di
da Firenze, custodito
sede, quest’ultimo, del Museo nella chiesa dedicataopere d’arte fra le olio, sorge su un’altura dalla quale si
etnografico del Senisese (via Rinaldi; a San Francesco. quali un grande e gode uno dei panorami più belli e
info: www.prolocosenise.it), dove prezioso polittico vasti sulla Valle del fiume Agri, oltre la
sono esposti manufatti di artigianato rinascimentale di Simone da Firenze e quale si aprono le increspature del
e oggetti della cultura popolare della un crocifisso ligneo del ‘300, oltre a un cuore più interno dei Calanchi, di cui
zona. All’ingresso del paese sono la pregevole coro finemente intagliato Sant’Arcangelo rappresenta la porta
chiesa di San Francesco, edificata TERRA nel DI
FORMAGGI
del XVI secolo e diversi affreschi d’accesso meridionale. Da qui, infatti,
XIV secolo, alla quale si accede daLa ricca tradizione quattro-cinquecenteschi fra cui proseguendo verso nord si snoda una
un bel portale quattrocentesco, e l’ex casearia contempla spicca quello raffigurante San serie di stradine che come sottili lingue
convento francescano affrescato nel prodotti di alta Francesco e San Francesco da Paola, scure si insinuano fra le candide onde
chiostro con dipinti cinquecenteschi qualità come il dipinto da Giovanni Todisco nel 1548. del mare calanchivo. All’interno del

255
Pecorino di Filiano.

54
della scuola di Giovanni Todisco, oggi Meno di mezzora divide Senise da centro abitato spiccano i palazzi
sede del Municipio e del Museo del Sant’Arcangelo che si raggiunge gentilizi Carafa e Sansanelli, la chiesa
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA

IL COMPLESSO
Edificato dal 1474
si snoda intorno a
due chiostri e reca
uno splendido
ciclo di affreschi.

Il convento di Santa Maria di Orsoleo è un quello maggiore risalente, invece, al Seicento. L’annessa
gioiello artistico immerso fra gli uliveti chiesa con l’imponente campanile alto trentuno metri
custodisce, invece, al suo interno una
preziosa scultura lignea del XIII secolo, la
Madonna col Bambino, ricoperta da
abiti di cartapesta aggiunti nel
Settecento, oltre a un pregevole coro
ligneo barocco e diverse tele cinque-

Madre dedicata a Madonna e santi, e alcuni coevi dipinti Missanello e Roccanova enogastronomiche
San Nicola che, di Pietro Antonio Ferro. Ma il vero Immerso fra uliveti secolari si trova Missanello, uno dei paesi lucani più noti per la pro- FRA ULIVETI
anche se ricostruita gioiello santarcangiolese è il convento duzione di olio, l’extravergine delicato e a bassa acidità a base di olive majatica. Il borgo è E RICCHI VIGNETI
nel ‘900, custodisce di Santa Maria di Orsoleo, che sorge arroccato su un’altura da cui si domina la Valle dell’Agri e al suo interno sono da vedere il Missanello è nota
un fonte battesimale non lontano dal centro abitato, castello di origine medievale, oggi proprietà privata, il vicino convento seicentesco di San- per le eccellenti
ta Maria delle Grazie e la chiesa Matrice di San Nicola Magno, risalente al XII secolo anche se produzioni di
quattrocentesco e immerso in un contesto paesaggistico modificata nel‘400, a cui si accede da un bel portale sormontato da una scultura in pietra olio extravergine
una scultura lignea di grande suggestione fra colline e del Santo del Trecento. All’interno una scultura lignea della Madonna col Bambino (XV ricavato da olive
ECHI BIZANTINI majatica. Roccanova
La costruzione sorge del ‘300 raffigurante uliveti. Si tratta di uno dei monumenti secolo) e una tela seicentesca del Pietrafesa dedicata a Sant’Antonio. Altro fiore all’occhiel- è famosa, invece,
nel luogo occupato la Madonna col religiosi più importanti della regione, lo dell’enogastronomia regionale è Roccanova (foto sotto), il borghetto intorno al quale per il suo Grottino.
un tempo da una Bambino, e la edificato a partire dal 1474 nel luogo su sono state ritrovate interessanti necropoli del VI secolo avanti Cristo e sul quale domina
cappella bizantina la sagoma del campanile della chiesa di San Nicola di Bari, fondata nel Duecento ma in se-
risalente al XII secolo. rinascimentale cui già esisteva una cappella bizantina guito rimaneggiata. È patria del noto
chiesa di San Rocco, del XII secolo. Il complesso, ornato da Grottino di Roccanova Doc, il pregiato
detta anche della uno splendido ciclo di affreschi che vino dal colore intenso, sapore pos-
Riforma. Quest’ultima è scrigno di raffigurano diversi episodi della vita di sente e aroma pieno, prodotto da
uve ciliegiolo, trebbiano e malvasia,
diverse opere d’arte quali un polittico Cristo realizzati da Giovanni Todisco nel

257
conservato in grotte scavate nella

56
barocco su tela di Giovan Bernardo 1545, si snoda intorno a due chiostri, il roccia, a cui è dedicata una grande
Azzolino raffigurante la Crocifissione, più piccolo tardo quattrocentesco e sagra a dicembre.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni
Intorno ad Aliano, la cittadina nella quale
BASILICATA BASILICATA Carlo Levi trascorse il suo
periodo di confino, si cela il cuore più intimo e segreto dei Calanchi

CALANCHI IN
PIENA LIBERTÀ
In macchina oppure
a piedi, o anche a
cavallo per scoprire
gli angoli più intatti
dell’area calanchiva.

seicentesche attribuite ad Antonio fondovalle profondo costone d’argilla a cui si


profondi PRECIPIZI
Stabile e Pietro Antonio Ferro. dell’Agri e
In alto burroni d’argilla accede da una ripidissima salita.
Puntando a nord verso la statale 598 che precipitano nel seguendo la L’impressione che si ha in questo
fondovalle dell’Agri si attraversano i vuoto per decine di tortuosa statale 92 paesino, circondato da così tanti
luoghi che hanno restituito alla luce metri. Su uno di questi
ci si inoltra nel precipizi e anfratti, soprattutto
si aggrappa Aliano.
importanti reperti archeologici cuore più intimo e quando cala il crepuscolo, è di essere
appartenenti a numerose necropoli segreto dei completamente isolati e tagliati fuori
risalenti al IV secolo avanti Cristo, Calanchi, quello che lentamente sale dal mondo. Sensazioni che ancora
come lo stupefacente corredo verso Aliano, costeggiando, quasi oggi, anche se in maniera
funebre di una sepoltura infantile toccandoli, i pinnacoli e le guglie sicuramente più attenuata grazie a
TERRA DIricca di giocattoli in terracotta, argillose, e superando avallamenti e una viabilità più moderna e veloce,
FORMAGGI
conservati nel burroni che aprono squarci richiamano quelle che Carlo Levi, che
Museo panoramici sul malinconico e solitario ad Aliano trascorse otto mesi del suo
Archeologico intorno nel quale ci si può trovare a confino, immortalò nel suo Cristo si è
Nazionale della percorrere chilometri senza incrociare fermato a Eboli. Nel libro, oltre ai

259
IN QUESTA PAGINA: Alcuni scorci

258
di Missanello, un groviglio di vicoli e Siritide di Policoro. neppure una macchina. Aliano è un luoghi, descrisse magistralmente
casette adagiato su una ripida altura Lasciando il piccolo borgo arroccato su un anche la cultura, gli usi, le tradizioni, la
immersa fra sconfinati uliveti secolari.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fra i musei e i luoghi più evocativi di Aliano
tutto il fascino del“Cristo si è fermato a Eboli”

CASE UMANE
Con le loro facciate
che ricalcano volti
umani servivano
a tener lontano il
male. Qui al lato la
Casa del malocchio.

alcuni studiosi hanno attribuito a Luca Giordano, e della


Madonna del Suffragio e donatore, del pittore lucano Carlo
Sellitto. Quest’ultimo nacque, infatti, a
Montemurro, in provincia di Potenza,
divenendo uno dei ritrattisti più noti e
ricercati dell’aristocrazia napoletana a
cavallo fra ‘500 e ‘600 che gli storici
dell’arte hanno definito il primo

in mostra
Nei diversi musei profonda umanità anche grazie all’istituzione del Parco La magia del Parco Letterario“Carlo Levi”
dei contadini alianesi
cittadini tele e scritti letterario Carlo Levi. Strettamente I luoghi e le atmosfere dell’indimenticabile Cristo si è fermato a Eboli sono oggi valorizzati
di Carlo Levi ma di cui si innamorò a legata a questi temi è la caratteristica attraverso le molteplici attività del Parco letterario intitolato al grande letterato e pittore
anche cimeli della tal punto che Casa del malocchio che ha le piemontese, fra cui i cosiddetti viaggi sentimentali che conducono il visitatore, tramite
civiltà contadina.
quando morì, per sembianze di un volto umano. È solo letture dei testi di Levi, visite guidate e rappresentazioni teatrali in costume per le vie del
sua espressa una delle poche rimaste fra quelle che paese, alla scoperta dei luoghi descritti nel libro. Strettamente legati al Parco sono il Mu-
seo della civiltà contadina (in via Collina), che espone arnesi e oggetti di vita quotidiana, il
volontà, fu sorgevano un tempo all’interno del Museo storico di Carlo Levi (in piazza Garibaldi), dove sono esposti carteggi e varie opere
seppellito nel borghetto che con le loro sagome pittoriche dell’artista, e la Casa di confino SOPRA: Una vista
cimitero cittadino, “umane” avevano la funzione di tenere (sempre in via Collina), nella quale Levi vis- aerea del borgo
se durante la permanenza ad Aliano e dal con in primo piano
dove riposa dal lontani dalle abitazioni gli spiriti e gli la chiesa dedicata a
cui terrazzo si gode una bellissima vista sul
1975. Nei vicoli del influssi negativi. Oltre ai luoghi legati al paesaggio lunare circostante. Info musei e San Luigi Gonzaga.
paese aleggiano Parco sono anche da vedere la prenotazioni:0835/56.80.74,0835/56.85.29 Al suo interno
o anche 0835/56.83.15, www.aliano.it. Cor- diverse opere
leggende di seicentesca chiesa di San Luigi artistiche fra cui
malocchi, fatture e folletti dispettosi (i Gonzaga, che custodisce al suo interno relato al Parco è il Premio letterario nazio- una tela attribuita
nale “Carlo Levi”, che si tiene ogni anno a a Luca Giordano.
cosiddetti monachicchi), tracce di una diverse opere d’arte che vanno dal

261
novembre e a cui prendono abitualmente

60
cultura contadina intrisa di magia e Cinquecento al Settecento. Fra queste parte diversi personaggi di spicco della let-
superstizione che ancora sopravvive le tele della Madonna degli Angeli, che teratura italiana contemporanea.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA

Terra impastata di sole e d’argilla che si sgretola sotto il peso del tempo

caravaggesco napoletano. Molto necropoli venute incrociano quella principale. Se ci si


arte e natura
suggestiva, a ridosso del nucleo più a confronto alla luce trova da queste parti al tramonto il
antico del paesino, è l’illuminazione Aliano, in perfetto contenenti consiglio è quello di trovarsi un bel
equilibrio fra cultura
scenica notturna del cosiddetto Fosso stupendi corredi
(a sinistra Casa di confino) punto panoramico e godersi lo
del bersagliere (info per proiezioni e natura, ospita un funebri con armi e spettacolo. Perché in questa terra
noto premio letterario.
che avvengono solo su prenotazione: preziosi ornamenti impastata di sole e d’argilla il
0835/56.80.74 oppure 0835/568529), in metallo e momento del crepuscolo è forse
un profondissimo precipizio dove si ambra risalenti al VI secolo avanti quello in cui i Calanchi svelano la loro
racconta venne gettato dai briganti Cristo. Ed è proprio fra Aliano e anima più profonda con mille
un gendarme. Nei pressi di Aliano è la Alianello, composto da un minuscolo sfumature che da dorate si
frazione di Alianello, intorno alla TERRA borgo abbandonato e, più a valle, da trasformano lentamente in rossastre
DI
quale sono stati fatti importanti un nuovo centro abitato, che si mentre il cielo all’orizzonte assume
XXXXXXX
ritrovamenti archeologici che celano gli angoli più affascinanti e strane colorazioni violacee. Una
AGGI
testimoniano l’incontro fra le
LaTie vel irit, quatin nascosti dei Calanchi, di cui si può quindicina di chilometri, in cui si
popolazioni
henim zzrilla locali, che abitarono andare alla scoperta anche incrocia il corso del torrente Sauro,

62 263
facipsustrud
queste terre tet a
utpat
partire dall’Età del percorrendo le diverse stradine dividono Aliano da Stigliano, il paese
lore ete
ferro, augue mod dio
i Greci. Diverse sono, infatti, le secondarie che costeggiano o noto per essere stato teatro nel 1861,
doloreet
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA CITTÀ DI CONFINE
Il borgo, immerso

A sud di Stigliano i paesaggi lunari nel verde e nei


boschi, è la porta
d’accesso nord
dei Calanchi e a nord quelli aguzzi ai Calanchi.

e lussureggianti delle Dolomiti

Bambino realizzato all’inizio dei XV secolo da un maestro


napoletano che nella sua pittura mostra chiare influenze
nordiche. Molto suggestiva anche la facciata settecentesca
a bugne della chiesa di Sant’Antonio, fondata insieme al
convento di cui fa parte nel tardo
Quattrocento, che custodisce al suo
interno, fra le altre opere artistiche, una
Madonna col Bambino, dipinta da

armonie e Sfarzi in pieno periodo di Montepiano, ottocento ettari ricoperti


settecenteschi brigantaggio di giganteschi esemplari di cerri
La ricca e suggestiva post-unitario, di uno colonnari alti fino a trenta metri, parte
facciata a bugne degli scontri più del Parco Gallipoli Cognato Piccole
che decora la chiesa
di Sant’Antonio. cruenti fra le truppe Dolomiti Lucane, nel quale i paesaggi
dello Stato cambiano radicalmente con foreste
nazionale, guidate lussureggianti e aguzze vette rocciose.
dal generale Borjes, e i briganti Nel centro abitato è sicuramente da
capeggiati da Carmine Crocco in cui visitare la chiesa Madre dedicata
persero la vita quaranta uomini delle all’Assunta, il cui nucleo originario risale
milizie piemontesi. Il borgo, che sorge su al Seicento anche se è stata edificata
un costone a circa novecento metri di su un precedente edificio. All’interno
MUSEO CONTADINO
altitudine che domina tutto l’intorno, custodisce pregevoli opere d’arte Ha sede nello
rappresenta il limite estremo nord come un polittico del 1520 di Simone storico Palazzo
dell’area dei Calanchi. Da esso, infatti, da Firenze e un dipinto raffigurante Vitale ed espone

265
possono partire suggestive escursioni Sant’Anna in piedi con la Madonna interessanti oggetti
usati nella civiltà
alla scoperta del vicino Bosco di seduta che ha sulle ginocchia il contadina locale.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
Craco è un suggestivo borgo fantasma che sorge fra paesaggi da film western

SET D’AUTORE
I Calanchi, un museo Per le sue uniche
geologico a cielo aperto atmosfere è stato
scelto da famosi
I Calanchi sono particolari forme di erosione innescate cineasti per girare
dall’azione combinata del sole (che surriscalda la parte diversi dei loro film.
superficiale dell’argilla provocandone screpolature e
fessure) e dell’acqua piovana. Questa, per infiltrazione,
provoca la disgregazione delle argille dando vita a ge-
ometrie radiali o a pettine separate da stretti crinali a
“lama di coltello” e da guglie aguzze. L’area, straordinario
museo a cielo aperto della storia geologica di Basilicata,
un tempo coperta dal mare, ha cominciato ad assumere
le sue caratteristiche a partire dal Pleistocene inferio-
re e medio (da 1,8 milioni a 120000 anni fa) in seguito
alla trasformazione delle Argille subappennine. La sua
metamorfosi è in continuo divenire e in futuro i calanchi
occuperanno una superficie sempre maggiore a causa
dell’arretramento dei versanti dei rilievi.

Antonio Stabile nel 1580. Da Stigliano, western. E non a d’occhio dall’esterno, un po’
ARIZONA LUCANA
seguendo la statale 103 in direzione Fra pinnacoli e creste caso diversi registi spettrale ma decisamente attraente,
est, ci si addentra nuovamente nei che emergono l’hanno è comunque notevole. Un groviglio di
paesaggi calanchivi per raggiungere improvvisamente trasformato in set cunicoli, scalinate e case che si
dal suolo sembra
Craco, un paese fantasma di origine di essere in Arizona. cinematografico attorcigliano intorno alla possente
medievale, abbandonato nel 1969 per girare le loro torre normanna, che sorge a picco su
dalla popolazione locale, trasferitasi pellicole. Tra un profondo precipizio, e al
più a valle nel nuovo comune Craco queste King David (1985) di Beresford, campanile della chiesa Matrice di
Peschiera, in seguito all’ultima di una La lupa (1996) di Lavia, Terra bruciata San Nicola, di fronte alla quale furono
serie di frane che interessarono il (1999) di Segatori, fino al più recente fucilati, nell’ambito delle rivolte
TERRA
territorio. Il borgo è caratterizzato da La passione di Cristo (2004) di Mel post-unitarie, una ventina di briganti.
DI
una bellezza scenografica Gibson che qui ha ambientato la Secondo la leggenda il borgo è
davvero unica, circondato scena dell’impiccagione di Giuda. Il legato alle gesta dei Templari e infatti
com’è da paesaggi che si borgo non è visitabile dall’interno in si racconta che vi giunse ferito San
presterebbero quanto vige il divieto d’ingresso per la Vincenzo martire, patrono della

66 267
efficacemente ad pericolosità delle case diroccate e cittadina, insieme con San Maurizio,
ambientazioni da film l’instabilità del terreno, ma il colpo proprio dopo uno dei viaggi in Terra
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni

Per la sua bellezza Craco è stato inserito


BASILICATA BASILICATA
nella lista del World Monuments Funds

UN TUTT’UNO
CON LA ROCCIA
Il singolare colpo
d’occhio offerto
dal groviglio di
case intorno alla
torre normanna.

all’incrocio dove si trovano le indicazioni per Ferrandina. Il


borgo è l’ultima tappa di questo viaggio che ha lambito gli
estremi confini dei Calanchi, a est con la Piana del
Metapontino, a sud col Pollino, e a ovest e a nord, con la
Valle dell’Agri e il comprensorio delle Dolomiti Lucane, e ne
ha attraversato i paesaggi lunari più desolati e nascosti. La
cittadina sorge nei pressi del fiume Basento, intorno al quale
si aprono i dolci paesaggi della collina materana, ed è un

antichi fasti Santa nel periodo oggi, grazie al progetto “Craco


La sontuosità di
alcune architetture delle crociate. Ricerche” non rischia di andare
testimoniano D’altronde la città perduto. Il progetto ha, infatti,
l’importanza della
città che nel 1276 ha avuto un fiorente richiamato l’attenzione della comunità
fu sede universitaria.passato – nel 1276 scientifica internazionale diventando un
divenne sede laboratorio a cielo aperto per esperti
universitaria – geologi che monitorano i movimenti del
ravvisabile anche terreno con sofisticate
nella sontuosità di apparecchiature. Il tentativo sarà nei
alcune delle sue prossimi anni quello di recuperarlo, se
architetture. Un non di nuovo come nucleo abitativo,
patrimonio storico- almeno come parco museale. Da
artistico, inserito Craco si può decidere di percorrere
peraltro per il 2010 l’una dopo l’altra le più veloci statali
nella lista dei luoghi da salvaguardare 103, 176 e 407 Basentana oppure la più

68 269
nel mondo redatta dalla World lenta ma panoramica strada statale
Monuments Funds, che fortunatamente 103 in direzione San Mauro Forte fino
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA
Ferrandina fu fondata nel 1400 da Federico e Isabella d’Aragona

SOPRA E A SINISTRA:
Particolari delle
chiese di S. Chiara
e S. Domenico.
A DESTRA: Una bella
panoramica di
Ferrandina.

Un’ESPLOSIONE DI
vero capolavoro architettonico con COLORI E FORME rinascimentale in cinquecentesco e all’interno una
casette bianche dalle facciate Con le sue piccole e legno della Trinità e San Vincenzo dipinta nel ‘700
strette, l’una di fianco all’altra e variopinte abitazioniMadonna col da Antonio Sarnelli, e il monastero e la
affiancate le une alle
ammassate le une sulle altre. Il profilo Bambino e delle
altre ricorda le tipiche chiesa di Santa Chiara, edificati nel
dell’abitato che si sviluppa in città del Portogallo.sculture di Isabella e Seicento. All’interno della chiesa
lunghezza è movimentato da una Federico numerose opere d’arte sei-
parte dalla possente mole della d’Aragona, cui si deve la fondazione settecentesche fra cui alcune firmate
chiesa Madre dedicata a Santa della città alla fine del 1400, scolpite da Francesco Solimena, Andrea
Maria della Croce e dall’altra dalla da Altobello Persio. La chiesa di San Miglionico e Pietro Antonio Ferro. Il
maestosa sagoma del convento e Domenico e il convento risalgono, borgo è un suggestivo intreccio di
della chiesa di San Domenico, con TERRAla
FORMAGGI
DI invece, al ‘500, anche se oggi si scalinate e vicoli punteggiati da
sua grande cupola maiolicata. La La ricca tradizione presentano sotto forme barocche. Gli numerosi edifici gentilizi come palazzo
prima risale alla fine del ‘400 con la casearia contempla interni della chiesa sono abbelliti da D’Amato-Cantorio, costruito nella
sua sobria facciata abbellita da un prodotti di alta diverse opere d’arte fra cui spiccano prima metà del ‘500 anche se
qualità come il
delicato rosone e l’interno, rifatto nel alcuni dipinti di scuola napoletana. rimaneggiato poi nel Settecento, con

271
Pecorino di Filiano.

70
Settecento, arricchito da diverse Interessanti sono anche le chiese del le sue forme monumentali abbellite
opere d’arte fra cui una statua Purgatorio, col suo bel portale da portali, mascheroni in pietra e
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni BASILICATA BASILICATA

Scrigno di svariate opere artistiche Ferrandina


è nota anche per la sua famosa SOPRA: Una

oliva majatica
vista aerea di
Salandra da cui si
scorge la chiesa
di San Rocco e
l’antistante piazza.

SALANDRA loggiati. Lasciando dovrebbe ottenere la certificazione Salandra e Colobraro fra arte e panorami
Qui sopra il bellissimoil centro storico, nel Dop, un prodotto di altissima qualità dal Il borgo di Salandra, dal quale si gode una bella vista sul circondario, presenta
chiostro del convento quale ha trovato i sapore molto delicato, oltre alle diversi richiami artistici a partire dal complesso conventuale dei Padri Riformati,
dei Padri Riformati. eretto nel 1546 attorno a uno fra i più suggestivi chiostri della regione, oggi sede NELLA PAGINA:
natali Domenico gustosissime olive da tavola passite Qualche scorcio di
Risale al 1546 e oggi del Municipio. L’annessa chiesa di Sant’Antonio custodisce un polittico di Antonio
è sede del Municipio. Ridola, il medico di mediante infornata. È fra questi scenari, Stabile, una Madonna con Bambino e angeli di Pietro Antonio Ferro e un’Annun-
Colobraro, detto la
professione e su un’altura da cui si domina tutto Sentinella della Val
ciazione di Simone da Firenze. Sulla sommità del paese i ruderi del castello del XII D’Agri per via della
archeologo per l’intorno, che sorgono a circa tre secolo, insieme con diversi palazzi nobiliari e la chiesa della Trinità, fondata nel 968. sua bella posizione
passione che a fine ‘800 fu il pioniere chilometri dall’abitato gli scenografici e Colobraro è un grazioso borghetto che sorge su un’altura da dove si gode una panoramica.
bellissima panoramica su buona parte della Valle dell’Agri tanto da essere stato
delle prime sistematiche ricerche affascinanti ruderi del castello di soprannominato la Sentinella
paletnologiche in Basilicata, merita una Uggiano, un’antica fortificazione della Val D’Agri. Spiccano sul
sosta, nei pressi dell’ingresso del paese, militare bizantina risalente al IX secolo e centro abitato i ruderi del
castello cittadino mentre
la seicentesca chiesa della Madonna ricostruita poi dai Normanni nell’XI fra i vicoletti e le gradinate
dei Mali, internamente affrescata, secolo, nota per aver offerto a Roberto che si intrecciamo fra loro si
prima di inoltrarsi fra le colline del il Guiscardo nel 1068 uno strategico trovano la chiesa di San Ni-
circondario ricoperte di uliveti. Proprio appoggio durante il suo tentativo di cola, del XII secolo, e quella

273
di Sant’Antonio, fondata, in-

72
da questi si produce l’olio extravergine conquista della non lontana vece, nel Cinquecento, con
Majatica di Ferrandina, che a breve Montepeloso, l’attuale Irsina. l’annesso ex convento.
BASILICATA
Calanchi Lucani e dintorni

ECHI DAL
BASILICATA BASILICATA
COMEDOVE
PASSATO QUANDO
Carlo Levi e l’amore Come arrivare Prodotti da gourmet
per i “suoi” contadini La zona dei Calanchi Lucani si raggiunge, per
chi proviene dal versante tirrenico, percorrendo
Moltissimi e di prima qualità i frutti della natura,
base per gustose ricette tipiche. Fra questi le
l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria fino olive nere di Ferrandina, passite mediante in-
all’uscita di Atena Lucana. Da qui ci si immet- fornata. Della stessa oliva majatica gli sconfinati
te sulla statale 598 Fondovalle dell’Agri e la Fra epica, sport e arti di strada uliveti da cui si produce il delicato olio extraver-
si segue fino all’uscita per Tursi. Dal versante La diga di Monte Cotugno, oltre che chicca per gine. E poi il percoco bianco e l’arancia “stac-
adriatico si segue, invece, l’autostrada A14 gli amanti di natura, sport (con le diverse gare di cia” di Tursi, con la sua forma ovale e la buccia
Bologna-Taranto e poi la statale 106 Jonica canottaggio che vi si tengono) e ingegneria (è spessa, le ottime mandorle di Colobraro, e i de-
Taranto-Reggio Calabria fino ad imboccare la una delle più grandi opere europee in terra battuta), liziosi pecorini e caprini prodotti, col loro gusto
statale 598 Fondovalle dell’Agri, uscita Tursi. presto sarà d’appeal anche per gli amanti di storia intenso, un po’ in tutti i paesi del comprensorio.
e spettacolo con l’istituzione di un Parco tematico
dedicato allo sbarco dei Greci sulla costa jonica, il
più grande spettacolo d’acqua d’Europa. Per chi
“Era come le bestie, uno spirito della terra;
non aveva paura del tempo, nè della fati- ama il teatro di strada, invece, il Lucania Buskers
ca, nè degli uomini. Sapeva portare senza Festival, performance itineranti che toccano vari
sforzo, come tutte le donne di qui, ... i più paesi fra cui Stigliano (www.lucaniabuskers.com).
gravi pesi”. Sono le straordinarie, essenziali
pennellate che Carlo Levi utilizza per descrivere nel suo
libro il temperamento di uno dei personaggi di Gagliano
(Aliano) che più l’hanno affascinato, Giulia la Santar-
cangiolese, una delle “streghe” del paese, una donna
dai “denti bianchissimi, potenti come quelli di un lupo”
e con “un’oscura ironia, ... una protervia impenetrabile
e una passività piena di potenza”. Una figura che un
po’ racchiude tutto il fascino che lo scrittore piemontese Il Carnevale di Aliano Ricette per palati fini
nutre per quella terra dove “Tutto è realmente possibile Creature demoniache e stravaganti dai signi- Fra i piatti tipici Frizzuli (pasta fresca) con pepe-
... dove gli antichi iddii dei pastori, il caprone e l’agnello ri- ficati magici animano il suggestivo Carnevale roni e pomodori freschi o con pecorino e rafa-
tuale, ripercorrono, ogni giorno, le note strade, e non vi è alianese. Dei suoi rituali, delle sue maschere no (definito il tartufo dei poveri), la Pastorale (stra-
alcun limite sicuro a quello che è umano verso il mondo cornute e spaventose realizzate in argilla dagli cotto di pecora a fine carriera), la Rafanata (tortino
misterioso degli animali e dei mostri”. Si innamora Carlo artigiani locali, delle penne di gallo utilizzate per Sua maestà il peperone in scena con rafano), la Ciambotta (pomodori, peperoni,
Levi di tutto ciò e della profonda umanità di quei contadi- coprirsi il capo, dei campanelli di bronzo tintin- melanzane, cipolle, uova), la nghenderata (car-
ni dimenticati dallo Stato eppure esempio ineguagliabile È uno degli ingredienti più tipici e ricorrenti della
nanti scrisse anche Carlo Levi, che ne rimase cucina della zona ma anche dell’intera regione. ne di maiale in vasetto salata e speziata), il pane
di solidale e secolare pazienza tanto da arrivare a scri- particolarmente colpito. Suggestioni che an- ascimo, cotto cioè senza lievito, i gileppi con le
vere quando giunse il momento di abbandonare Aliano Al peperone di Senise Igp, che dà vita, dopo
cora oggi sopravvivono con vigore e che non essere stato a lungo essiccato, agli squisiti arance stacce (marmellate fatte con le bucce di
“Così fui strappato a quell’apatico fluire dei giorni ... ora
sentivo in me quel distacco che non sapevo superare, lasciano senza meraviglia. Info: www.aliano.it. peperoni cruschi, è dedicata a Senise una arancia), il cotto di fichi (una sorta di vin cotto).
un senso di infinita lontananza, ... che mi impedivano di grande sagra (www.assa-onlus.it) in agosto, U
godere appieno dei beni ritrovati. ... quella vita non era Strittul ru Zafaran (Il Vicolo del Peperone), per
più la mia, e non mi toccava il cuore”. Un abbandono degustarne, fra mostre ed eventi, tutta la bontà

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temporaneo però, perché nella sua amata Aliano è ritor- e croccantezza. Qualche esempio? Baccalà e

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nato Levi, per sempre, con le sue spoglie, che riposano
nel cimitero cittadino, in quella terra che gli ha toccato il
peperoni cruschi e paste fresche con pepe-
cuore, impastata di sole e d’argilla, i Calanchi. roni e mollica.
BASILICATA
Alta Valle dell’ Agri e dintorni BASILICATA BASILICATA TAVOLOZZA D’AUTUNNO
Il piccolo borgo di
Spinoso si specchia sul
Lago del Pertusillo con
sullo sfondo il Sirino.

Dove scorrono
“fiumi di polvere”
Verdi vallate e boschi
lussureggianti, montagne
solitarie da cui svettano borghi,
resti archeologici di i paesi
da visitare
straordinaria bellezza, castelli Grumento Nova
e suggestivi santuari, Viggiano
che con laghi, fiumi e Laurenzana
Anzi
torrenti rendono quest’angolo Abriola
di Basilicata un maestoso Calvello
abbraccio fra cielo e terra Marsico Nuovo
Corleto Perticara
Tramutola
Moliterno
Sarconi
Montemurro
Spinoso
Guardia Perticara

“A
chi torna dai santuari o dall’esilio, nato a Montemurro nel 1908, fa nella terra. Perché la Valle dell’Agri, una delle San Martino d’Agri
a chi dorme negli ovili, al pastore, sua poesia Lucania di quest’angolo più estese della regione, e la contigua e San Chirico Raparo
al mezzadro, al mercante, la della regione a sudest di Potenza dove più piccola Val Camastra aprono uno Armento
Lucania apre le sue lande, le sue valli valli, fiumi, laghi e torrenti da secoli, squarcio in quel tratto d’Appennino che Marsicotevere

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dove i fiumi scorrono lenti come fiumi di lentamente, si fanno strada fra le rappresenta uno dei grandi polmoni Paterno

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polvere”. È la descrizione che uno dei solitarie montagne che li attorniano in verdi della regione, luoghi che non a Gallicchio
più noti poeti lucani, Leonardo Sinisgalli, un maestoso abbraccio fra cielo e caso ricadono nel Parco Nazionale
BASILICATA
Alta Valle dell’ Agri e dintorni

L’Alta Valle dell’Agri ricadendo nel


BASILICATA BASILICATA Parco Nazionale dell’Appennino Lucano
è un’apoteosi naturalistica fra imponenti vette, fiumi, laghi e boschi

dell’Appenino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese (info: Ente


Parco, Convento delle Benedettine - Palazzo Manzoni,
Marsico Nuovo, 0971/95.46.56 e 0975/34.42.22, www.
parcoappenninolucano.it), il più giovane dei parchi nazionali
italiani ad essere istituito, nel 2007. Il Parco, con i suoi quasi
69mila ettari di estensione, è un’autentica apoteosi
naturalistica, con le sue vette fra le più alte dell’intero
IN ALTO: Il borgo Appennino Meridionale e i suoi folti boschi di faggi, cerri,
in pietra di Guardia aceri, abeti, habitat perfetto per molte specie animali
Perticara e, in piccolo, protette quali il lupo appenninico, la lontra, il gatto selvatico,
la lapide marmorea in
ricordo dell’ impegno
di Corleto Perticara nel Paesi di poeti e rivoluzionari LINGUE D’AZZURRO la martora e lo transumanza e punteggiati da
Risorgimento lucano. A Montemurro, patria di Leonardo Sinisgalli, sono da vedere le seicentesche chiese di San Il Pertusillo, con i scoiattolo suggestivi santuari e borghi silenziosi e
Rocco e dell’Assunta e il convento di Sant’Antonio da Padova. Spinoso. Il piccolo centro storico, suoi frastagliati argini
meridionale, mentre guardinghi che, arroccati su speroni
punteggiato da interessanti palazzi nobiliari settecenteschi, si affaccia sul Lago del Pertusillo che si insinuano
fra la vegetazione, nei cieli è molto rocciosi, scrutano dall’alto l’orizzonte.
con alle spalle lo splendido scenario offerto dal Sirino. Guardia Perticara è un suggestivo
borghetto, non a caso inserito nell’elenco dei borghi più belli d’Italia, che con le sue abitazioni è una delle più comune incrociare Luoghi nel cui sottosuolo scorre oro nero
tutte in pietra a faccia vista rappresenta un ottimo esempio di restauro conservativo. Da ve- grandi dighe lucane. con lo sguardo le che si estrae da oltre dieci anni, teatro
dere la chiesa Madre di San Nicola di Bari, ricostruita nell’800, e la chiesa di Sant’Antonio, fondata traiettorie di diversi nei secoli, vista la posizione di
nel Cinquecento. Corleto Perticara fu, insieme rapaci quali l’aquila reale, il falco collegamento fra Ionio e Tirreno (da qui
con Calvello e Moliterno, centro propulsivo del
Risorgimento lucano. Nel borgo, che si trova in pellegrino, il nibbio reale e la poiana, passava peraltro l’antica via Herculia),
posizione panoramica sul circondario, la seicen- oltre a gracchi corallini e gufi reali. La di scontri fra civiltà, di cui riecheggiano
tesca chiesa Madre di Santa Maria Assunta col sua estensione longitudinale e i suoi ancora le gesta di antiche battaglie,
campanile e la cupola in stile arabo. San Marti-
no d’Agri è un borghetto immerso nella natura confini altamente frastagliati ne fanno come quella di Grumentum, oggi
da cui si può partire per diverse escursioni alla un concentrato di paesaggi fra loro Grumento Nova, sul fiume Agri, fondata
SOPRA: Il borghetto di scoperta di alcuni dei luoghi più significativi del
San Martino d’Agri. molto variegati fra valli, colline e nella prima metà del III secolo avanti
Parco come la Murgia San Lorenzo e il Monte massicce montagne. Il tutto Cristo. Qui, nell’ambito della seconda

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A DESTRA: La chiesa Raparo, ricoperto da folti boschi. Nell’abitato da
vedere il convento di Sant’Antonio e la chiesa di incorniciato da boschi lussureggianti guerra punica, si affrontarono nel 207
Madonna del Soccorso,
a Montemurro, con la San Francesco (XVI secolo) che custodisce una attraversati da antichi tratturi per la avanti Cristo i Romani di Claudio
sua facciata con portico. Crocifissione affrescata dal Pietrafesa.
BASILICATA
Alta Valle dell’ Agri e dintorni BASILICATA BASILICATA
L’area archeologica dell’antica Grumentum, sulle rive del Lago del Pertusillo, custodisce
in una suggestiva cornice naturalistica straordinari resti del III secolo avanti Cristo

abbandonata e i suoi abitanti trovarono rifugio sui monti


circostanti dove fondarono nuovi villaggi e costruirono
castelli e torri d’avvistamento tuttora esistenti. Dell’antica
città romana rimangono, invece, perfettamente visibili
l’originaria struttura urbanistica a isolati regolari e i resti
LA PICCOLA POMPEI LUCANA SOPRA: I suggestivi dell’acquedotto, del teatro, del foro, del tempio, di alcune
L’antica Grumentum fu fondata resti dell’anfiteatro abitazioni, delle terme e di un anfiteatro del I secolo avanti
nel III secolo avanti Cristo e i romano visti dall’alto.
ricchissimi reperti rinvenuti Cristo, a ridosso del Lago del Pertusillo. Quest’ultimo, ricavato
nell’Area archeologica ne fanno A SINISTRA: La testa dalla costruzione negli anni Cinquanta di una diga che
una delle più importanti del Sud. marmorea di Livia,
moglie di Augusto. sbarra il fiume Agri, è uno degli invasi artificiali più grandi

Nerone e l’esercito dei Cartaginesi nei secoli hanno spesso trovato rifugio Tesori archeologici e paleontologici
capeggiato da Annibale che, monaci che per sfuggire alle Il Museo Nazionale Archeologico dell’Alta Val d’Agri (Grumento Nova, contra-
nonostante i mastodontici elefanti, subì persecuzioni saracene fondarono da Spineta, 0975/6.50.74) custodisce al suo interno preziosi reperti, fra cui la testa
una dura sconfitta. Ed è proprio da qui, proprio su queste alture suggestivi marmorea di Livia, moglie di Augusto, dell’antica colonia romana Grumentum.
lasciando la statale 598 fondovalle luoghi di culto per dedicarsi alla vita È suddiviso in due sezioni, una inerente l’epoca preromana e l’altra focalizzata,
invece, sul periodo romano. Nella sezione preromana è collocato anche un in-
dell’Agri, che può partire il viaggio alla contemplativa in atmosfere solitarie teressante nucleo paleontologico con importanti fossili animali di cui tutta l’area
scoperta di lande che dalle provvide che potessero avvicinarli il più possibile è ricchissima in quanto non bisogna dimenticare che la Valle dell’Agri in epoca MELE E VINI DOC
distese pianeggianti salgono attraverso a Dio. A soli otto chilometri da preistorica era interamente ricoperta da un unico grande lago. Fra i fossili più in- Nell’Alta Valle dell’Agri
tortuose strade panoramiche a Grumento Nova, un intricato saliscendi teressanti zanne e molari di elefanti ed equinidi. Per quel che riguarda, invece, si producono gustose
i reperti archeologici, ce ne sono mele (foto in alto)
scoscese montagne capaci di offrire di vicoletti, gli straordinari resti di svariati e molto interessanti a oltre agli ottimi vini
sull’intorno vedute mozzafiato e dove dell’antica colonia romana di partire dall’Età del bronzo e del Doc Terre dell’Alta Val
Grumentum. L’Area archeologica è ferro, passando poi per il periodo D’Agri, ricavati da uve
PAESAGGI D’AUTORE una delle più importanti e meglio greco, fino ad arrivare, nella se- Merlot e Cabernet
Dolci e bionde colline zione ad esso dedicato, a quello Sauvignon.
conservate del Sud Italia tanto da
punteggiate di ulivi romano. Il percorso termina con i A SINISTRA: L’interno
essere stata soprannominata la Piccola corredi tombali tardoantichi e al-

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e, in alto, nella pagina del Museo Nazionale
affianco, le fosche Pompei della Basilicata. In seguito alle tomedievali portati alla luce pres- di Grumento Nova,
atmosfere autunnali continue incursioni saracene la città fu so un’area cimiteriale della zona. suddiviso in due
del Lago del Pertusillo. interessanti sezioni.
BASILICATA
Alta Valle dell’ Agri e dintorni BASILICATA BASILICATA
Fra le molte e antiche tradizioni spicca quella legata al culto della Madonna Nera

LA VERGINE BRUNA
Il suggestivo corteo
che a Viggiano
conduce alla sua
dimora la Protettrice
della Basilicata.

della regione con un’estensione di 75 chilometri quadrati e


una capacità di 150 milioni di metri cubi d’acqua. Una
grande macchia azzurra che interrompe il verde di
castagneti e faggeti che si spingono fino al pelo dell’acqua,
L’EDEN RAPACE
Sono davvero oasi imperdibile per gli amanti del birdwatching. Vi dimorano
molti i rapaci che infatti folaghe, germani reali, moriglioni, cicogne bianche,
hanno trovato cavalieri d’Italia, aironi cenerini. Lasciando il fondovalle
fra le alture del
Parco un habitat dell’Agri si segue la ex statale 103 e la provinciale numero 11
naturale perfetto e, attraversando radure e affascinanti punti panoramici, si
per poter vivere in
assoluta libertà.
sale fino a Viggiano, luogo mistico della tradizione liutaria locale, famosa un
regione che custodisce nella chiesa tempo per la cosiddetta Arpa
Madre la splendida scultura lignea del viggianese che oggi non si produce più