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I.

Classificazione delle fisarmoniche

La terminologia

Il termine fisarmonica deriva dal greco (dal greco ϕῦσα phȳsa,

soffio o "mantice" e ἁρμονικός harmonikòs, armonico,

armonioso), accordeon in francese, accordion in inglese e

akkordion in tedesco (da ἀχόρδιον achòrdion, senza corde ).

In Italia il termine fisarmonica indica l'intera famiglia delle

fisarmoniche:

* fisarmonica con bassi ad accordi precomposti (o con un termine

corrispondente: fisarmonica a bassi standard; ) *la fisarmonica

classica, si usano alcuni termini equivalenti: fisarmonica da

concerto, fisarmonica a bassi sciolti e fisarmonica con

sistema convertitore.

Terminologia internazionale

Il primo brevetto di un accordion, termine oggi usato in molte lingue

(pur con varianti grafiche) per indicare la fisarmonica, fu depositato il 6 maggio del

1829 a Vienna dal costruttore di organi e pianoforti Cyrill Demian e dai suoi figli

Carl e Guido, ma colui che la trasformo a quella che si avvicina di più ai nostri

giorni è stato Paolo Soprani.

Le evoluzioni tecniche e costruttive dello strumento hanno sempre più perfezionato il

suo timbro e la sua intonazione, favorendo la presenza dello strumento anche in

ambiti musicali più colti.


II . La classificazione:

Gli strumenti musicali vengono generalmente classificati in cinque classi

fondamentali:

Idiofoni, Membranofoni, Cordofoni, Aerofoni ed Elettrofoni.

I vari modelli di fisarmoniche appartengono alla classe degli Aerofoni ad ancia

libera, più precisamente le varie fisarmoniche costituiscono la famiglia degli

strumenti classificabili come Aerofoni a mantice, portatili, a tastiera e ad ance libere.

A questa famiglia appartengono quattro strumenti diversi:

1) Fisarmonica

2) Fisarmonica diatonica

3) Bandoneon

4) Concertina

Ciascuno dei quattro strumenti appena citati e disponibile in una serie di varianti

Gli aerofoni a mantice, portatili, a tastiera e ad ance libere sono contraddistinti

dalle seguenti quattro caratteristiche comuni:

1) Il suono viene generato grazie alla pressione dell'aria prodotta dal mantice

2) L'aria attiva la vibrazione delle ance libere, le quali producono i suoni

( strumento ad ance libere)

3) Il suonatore agisce su due tastiere composte da tasti ( strumento a tastiera).

4) Lo strumento ha dimensioni e pesi contenuti (: strumento portatile) e viene

agganciato al corpo del suonatore o preso fra le sue braccia

Costruzione della fisarmonica classica

III. Le voci e il principio del loro funzionamento

Le principali caratteristiche della fisarmonica classica sono state già esposte nella
prima sezione .

In questo capitolo vengono spiegati con maggiore approfondimento

la costruzione, il funzionamento, le caratteristiche tecniche e il ruolo delle singole

parti che costituiscono lo strumento più evoluto tra le fisarmoniche.

La fisarmonica classica è costituita da tre parti fondamentali:

1) manuale destro,

2) mantice,

3) manuale sinistro

Il manuale destro e il manuale sinistro sono simili nella loro concezione e nel

principio del loro funzionamento.

Ciascuna di queste due parti è costituita da una cassa armonica in legno , dalla

tastiera (entrambe le tastiere funzionano allo stesso modo, nonostante siano differenti

per forma), dai somieri con le voci, dai registri, e da tutte le meccaniche

che ne consentono il funzionamento.

Inoltre si distinguono ancora alcuni dispositivi fondamentali:

la sordina con la relativa manopola di regolazione, la mascherina (o traforo), le

cinghie (o tracolle ) il manale serramantici , e la valvola dello sfiato .

Il principio fondamentale sul quale si basa la produzione del suono della fisarmonica

è quello dell'ancia libera.

L'ancia è una sottile linguella di metallo (acciaio svedese duralluminio, rame, ottone)

di forma rettangolare, fissata ad una estremità al piastrino

(chiamato anche supporto o placca) e libera all'altra estremità.

Il piastrino, di forma rettangolare, sul quale è fissata la linguetta, ha un'apertura


centrale della stessa forma e dimensione della linguetta.

L'ancia libera, quando viene messa in vibrazione dalla pressione


dell'aria, inizia a oscillare e a produrre il suono grazie alla propria elasticità.

Durante la sua vibrazione la linguetta oscilla attraverso la fessura del piastrino in

due direzioni.

La posizione iniziale di riposo della linguetta è lievemente inclinata rispetto

al piastrino in modo che la relativa fessura rimanga aperta e che l'aria vi possa filtrare

liberamente.

Da questa posizione iniziale la linguetta oscilla verso l'estrema posizione esterna.

Da quest'ultima posizione l'ancia passa a quella opposta verso l' interno per poi

ritornare nuovamente alla posizione centrale di riposo.

L'altezza del suono emesso dall'ancia è determinato dalla frequenza stessa.

Alla determinazione della frequenza (f) concorrono diversi elementi: l'elasticità del

materiale (E), lo spessore (in mm) del materiale (S), la densità del materiale (D) e la

lunghezza (in mm2) della linguetta (L).

La frequenza è proporzionale allo spessore dell'ancia ed è inversamente

proporzionale alla sua lunghezza.

Ciò significa che più la linguetta è corta, più vibrazioni emette e più alto risulta il

suono.

E' possibile calcolare la frequenza del suono dell'ancia con la seguente formula:

f = 0,16 x S x.

Dosando la pressione dell'aria, l'ancia è in grado di produrre un'ampia gamma

dinamica, variando da un pianissimo a un fortissimo.


Il primo utilizzo in uno strumento di questo semplice ma efficace principio risale al

2700 a.C. circa, quando in Cina appare lo šeng o organo a bocca, strumento ancora

oggi in uso.
Nella fisarmonica ogni piastrino ha due ance corrispondenti alla stessa nota

l'ancia interna vibra all'apertura del mantice, quella esterna alla chiusura.

Al piastrino viene applicato con la colmanite un piccolo listello in pelle (selezionato

tra le pelli di agnello di capretto e di montone), chiamato pelletta, che serve a

impedire l'uscita dell'aria.

Il piastrino con le due ance viene comunemente chiamato voce, le voci vengono

generalmente prodotte da artigiani e da ditte specializzate che le vendono alle varie

fabbriche di fisarmoniche.

La qualità del suono di una fisarmonica dipende in gran parte dal materiale usato per

le voci, come pure dalla resa acustica del legno usato per i somieri e per le casse,

nonché da una perfetta stagnatura dello strumento.

In questo senso si distinguono due tipi di voci quelle lavorate a mano che sono molto

curate, e quelle prodotte meccanicamente in serie.

Se in passato si riuscivano a costruire sulle quattordici voci in una giornata, oggi se

ne possono fabbricare fino a cinquanta .

L'accordatura prevede l'altezza del la corrispondere la frequenza di 440 Hz, anche

se l'applicazione di questa norma viene spesso elusa. In osservanza dei sette articoli

della Legge n.170 del 3 maggio 1989, intitolata Normalizzazione dell'intonazione di

base degli strumenti musicali, tutti gli strumenti musicali dovrebbero essere intonati

con il la a 440 Hz.


Nella pratica invece più di qualche costruttore tende ad alzare l'accordatura di

qualche Hz per conferire maggiore brillantezza al suono.

Si tratta di un'usanza che vale anche per gli strumenti che compongono l'orchestra

sinfonica, spesso intonati tra i 442 e 444 Hz, soprattutto quando si tratta di

accompagnare cantanti, il flusso d'aria, che mette in vibrazione l'ancia, viene prodotto
dal mantice.

Premendo un tasto della fisarmonica e azionando contemporaneamente il mantice, si

apre la valvola corrispondente al tasto premuto.

L'aria prodotta dal mantice entra attraverso i fori aperti dalle valvole, mettendo in

vibrazione l'ancia libera.

La valvola è costituita da una leva e da un tampone di legno, collocato nella parte

terminale del tasto, sotto il quale è applicato un feltro·che serve ad attutire il rumore-e

una pelle scamosciata - che garantisce la massima tenuta stagna .

La funzione della valvola è quella di aprire o di chiudere il foro corrispondente alla

nota desiderata.

Il suo movimento è consentito dalla molla e dall'asse (fulcro di rotazione) sul

voci vengono ordinate nei somieri (o somieri o somiere o suoniere), chiamati

castelli.

Il somiere è una specie di parallelepipedo con una serie di caselle, nelle quali

vengono applicate le voci o viene costruito in legno leggero e duttile, di solito noce

americano o abete molto importante che il legno usato abbia una buona resa acustica,

in quanto il suono o dalle ance viene posto in risonanza e amplificato proprio dai

somieri.

Un legno leggero e morbido svolge nel modo migliore questo ruolo, rendendo il

suono più pastoso, mentre un legno duro provoca un suono più metallico.

I piastrini delle voci vengono fissati nelle caselle (o camere di risonanza) dei somieri

con uno speciale mastice o cera (composto da cera, pece e olio) molto tenace e

refrattario all'influenza delle più svariate condizioni climatiche.

E' assai importante che il fissaggio delle voci nelle caselle sia il più possibile
tenuta stagna, in modo da rendere il suono sicuro e rotondo e di immediato attacco.

Le fisarmoniche classiche sono generalmente a quattro voci nel manuale destro; ciò

significa che nello strumento vengono fissati quattro somieri, uno per ciascuna voce

I somieri poggiano su pianali in alluminio chiamati fondo.

Il fondo è costituito da due lastre in alluminio, unite ermeticamente, e presenta una

fila di fori, situati in corrispondenza delle voci.

Quando vengono premuti i registri il fondo viene spostato meccanicamente in modo

da coprire o da scoprire le caselle corrispondenti alle diverse voci (per questo motivo

il fondo viene chiamato anche corsoio).

Questo meccanismo è necessario per la selezione dei timbri desiderati.

Lo spettro sonoro dei suoni prodotti dalla fisarmonica è molto vario.

La varietà è determinata dai diversi timbri e dalle diverse altezze ottenibili con lo

strumento.

Un suono alto di la 4 è piuttosto povero di armoniche, mentre un suono basso di la 2

ne è assai ricco soprattutto nelle frequenze più basse.

Man mano che il suono si alza, produce meno armoniche.

La fisarmonica classica è dotata nel manuale destro di due voci in cassotto, il 16' e

il 8'.

Il cassotto è una camera (o scatola o cassa) di risonanza in legno di noce a forma di

rientranza posta all'interno della cassa destra .

Nel cassotto i somieri no disposti su un asse perpendicolare (e quindi risultano

spostati di 90°) rispetto agli altri due somieri sul fondo piano.

La funzione del cassotto è quella di rendere il suono delle voci più morbido, caldo,

vellutato, profondo, colorito e delicato.


II suono diventa più ricco di armoniche, ma più debole in intensità, in quanto il

cassotto enfatizza le frequenze medio-basse, soprattutto tra i 500 e i 1000 Hz, mentre

indebolisce e comprime le frequenze medie e alte dai 1000 Hz in su.

Un altro sistema per rendere il suono della fisarmonica più morbido e pastoso è

quello di disporre di una sordina, una specie di griglia posta tra le meccaniche delle

valvole copri-note e il fondo Mediante lo spostamento della relativa leva - posta sulla

mascherina, in prossimità dei registri – è possibile aprire o chiudere la

sordina oppure usare una posizione intermedia.

In questo modo l'esecutore può dosare a piacere l'apertura dei fori della sordina per

ottenere una sonorità più varia e personalizzata.

Il funzionamento e la costruzione delle voci e dei somieri dei bassi sono simili a

quelli del manuale destro, che è stato descritto finora.

L'unica differenza nella costruzione dei due manuali è data dal cassotto, che è assente

nei bassi.

Cambia invece il meccanismo di pressione dei tasti del manuale sinistro che risulta

alquanto più complicato.

La cassa sinistra non presenta la mascherina, ma il pannello o coperchio che serve a

chiudere la parte laterale della cassa stessa.

Generalmente la fisarmonica classica può avere quattro o cinque file di voci

(quindi quattro o cinque somieri) nel manuale destro e da cinque a sette file di voci

quello sinistro.

Nel manuale destro le voci sono disposte su tre altezze: 16, 8 e 4 .

I registri consentono di selezionare e di combinare le tre altezze, dando allo

strumento la possibilità di suonare con diversi timbri.


La pressione del singolo tasto del manuale destro può determinare l'apertura da uno

fino a quattro o cinque fori e quindi la vibrazione di altrettante ance

contemporaneamente.

Nel manuale sinistro, invece, si hanno da cinque a sette voci per i bassi ad accordi

precomposti sulle altezze di 8', 4', 2' e l' e due o tre voci per bassi sciolti sulle altezze

di 8', 4' e 2.

IV. Storia della fisarmonica e della sua letteratura

L'origine. Dallo šeng alla Handäoline

La storia della fisarmonica copre un arco di tempo di nemmeno due secoli - dagli

anni Venti dell'Ottocento ai giorni nostri e si svolge soprattutto in territorio europeo e

in parte in quello nordamericano. E' possibile delineare la storia della fisarmonica in

tre distinte fasi che corrispondono a tre momenti fondamentali della sua evoluzione:

l'origine con la creazione della fisarmonica diatonica bitonica, la nascita e

l'evoluzione della fisarmonica cromatica unitonica e l'affermazione della fisarmonica

classica .

L'origine della fisarmonica è una delle più interessanti e anche più controverse fasi

della storia dello strumento.

In questo capitolo si parla di vari contributi portati allo sviluppo della forma odierna

della fisarmonica.

Allo stesso modo vengono prese in considerazione varie date che riguardano brevetti

di certi prototipi di strumenti, inquadrandone il loro sviluppo. Inoltre, si parla di varie

regioni o aree geografiche, nelle quali si sviluppano vari tipi di fisarmoniche

diatoniche, che rimangono ancora oggi a diffusione regionale.


Questi sono contributi allo sviluppo e alla graduale evoluzione della fisarmonica ,in

particolare di quella classica, e non invenzioni.

Anzi, nemmeno tanto paradossalmente si potrebbe dire che non esiste un

inventore della fisarmonica nella forma da noi oggi conosciuta. Più che a inventori o

a costruttori innovativi, lo sviluppo della fisarmonica è dovuto alle esigenze

interpretative ed espressive di musicisti ed ai suggerimenti dettati dalle esperienze di

didatti e di compositori, che indicano di volta in volta, quali sono le vie da seguire.

La fisarmonica come la conosciamo oggi è il frutto di un continuo rinnovamento

dello strumento.

La maggioranza degli studiosi di storia della fisarmonica tra i quali il francese

Pierre Monichon, l'austriaco Walter Maurer e il canadese Joseph Macerollo sono

concordi nell'affermare, generalizzando, che la storia di questo strumento coincide

con la storia dell'ancia libera.

Quest'asserzione costringe a risalire a epoche assai remote, in quanto il

principio dell'ancia libera è di una semplicità estrema e primitiva.

L'esposizione storiografica di questi studiosi inizia con quella che risulta essere la

prima applicazione di questo principio ad uno strumento, ossia lo šeng.

Successivamente vengono presi in considerazione molti altri strumenti funzionanti

grazie al principio dell'ancia libera e/o a quello del mantice,come per esempio

l'organo-piano, l'Orchestrion,l' 'Älodicon, il Melodion e altri.

Ma nessuno di questi strumenti, apparsi prima del 1822, presenta concentrate in sé

tutte e quattro le caratteristiche proprie della fisarmonica: strumento Acrofono a

mantice, portatile a tastiera, ad ance libere.

Appena nel 1822 appare il primo strumento che riassume in sè queste quattro
peculiarità, ovvero la Handäoline, costruita dall'artigiano tedesco Christian

Friedrich Ludwig Buschmann.

Si considera, perciò, la Handäoline come il primo, seppur ancestrale, prototipo

affine alla fisarmonica di cui si ha notizia.

La prima documentazione certa risale invece ad alcuni anni più tardi; si tratta

dell' Accordion costruito da Cyrill Demian a Vienna nel 1829.

Una volta sperimentato a grandi linee il funzionamento di questi due piccoli

strumenti, simili per concezione, l'interesse si sposta al suo sviluppo tecnico-

costruttivo e all'allargamento della sua diffusione nei vari paesi europei.

Degli strumenti aerofoni ad ancia libera e\o a mantice e/o a tastiera antecedenti la

Handaoline si da di seguito solo una breve rassegna,rimandando per ulteriori

approfondimenti alle bibliograifie poste nelle note.

Il primo strumento che si basa sul principio dell'ancia libera è lo šeng o organo a

bocca.

Lo šeng appare intorno all'anno 2700 a.C. in Cina ed è diffuso in una vasta area

dell'estremo Oriente asiatico, dove in varie regioni assume una forma

leggermente diversa.

In Giappone l'organo a bocca si chiama šo, in Corea sono diffusi lo yo, lo yu, il ho,

nel Laos il kacn, nel Vietnam il sêhn e ancora nelle regioni asiatiche orientali il

saing, il palaung, il kachin.

Questi diversi tipi di organi a bocca si differenziano sostanzialmente solo per il

numero di canne: lo yo, per esempio, ne ha ventiquattro, il ho

ne conta diciannove.

Lo šeng è costituito da un serbatoio di zucca a forma di teiera, da un'imboccatura e da


una serie di canne di bambù verticali (variabili da otto a ventisei), alla base delle

quali sono collocate le ance libere. Il suono viene prodotto dalla vibrazione delle

ance che vengono sollecitate dalla pressione dell'aria immessa dal suonatore

attraverso l'imboccatura.

Da quest'età cosi lontana fino al XVII secolo non si ha più notizia di strumenti ad

ancia libera.