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Serie di funzioni

Così come le serie numeriche estendono l’addizione tra due numeri ad un’infinità numerabile di addendi,
allo stesso modo le serie di funzioni rappresentano l’addizione di un’infinità numerabile di funzioni.
Anche in questo caso, il significato dell’operazione di addizione infinita si basa sulla convergenza della
successione delle somme finite ottenute addizionando parzialmente gli addendi della serie. Tuttavia, tale
successione è ora una successione di funzioni e pertanto la convergenza della serie può essere valutata
sulla base di tutte le diverse nozioni di convergenza che sussistono per le successioni di funzioni.
Nella sezione seguente formalizzeremo queste considerazioni, mentre nelle sezioni successive appro-
fondiremo in particolare le nozioni di convergenza puntuale ed uniforme.

3.1 Serie di funzioni e loro convergenze


Per serie di funzioni si intende l’addizione degli infiniti termini fn : D ⊆ R → R di una successione di
funzioni (fn )n≥0 10 , ossia una scrittura formale del tipo


fn = f0 + f1 + f2 + f3 + ... . (3.25)
n=0

Gli addendi f0 , f1 , f2 , ... sono detti termini della serie (3.25) ed fn è detto termine generale della
serie. La serie (3.25) viene spesso indicata anche con

fn (x) = f0 (x) + f1 (x) + f2 (x) + f3 (x) + ... , (3.26)
n=0

soprattutto quando, nei casi concreti, si ha la necessità di evidenziare le espressioni analitiche delle
funzioni fn (v. esempi più avanti). Tuttavia, come già osservato per le successioni di funzioni, la scrittura
(3.26) potrebbe generare confusione, in quanto f0 (x) , f1 (x) , f2 (x) , ... sono i valori che le funzioni fn
assumono nel punto x e quindi la (3.26) rappresenta anche la serie numerica ottenuta calcolando tutte
le funzioni fn in x. Conviene allora distinguere le due scritture, almeno in astratto.
Il significato dell’addizione infinita (3.25) è dato come al solito dalla successione (SN )N ≥0 ottenuta
addizionando parzialmente i termini della serie, cioè dalla successione di funzioni definita dalle seguenti
somme finite:

1 0 Al solito, supponiamo che i termini f siano indicizzati a partire da n = 0 per semplicità, ma la sostanza del discorso
n
non cambia considerando (fn )n≥n0 con n0 = 0.

49
M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 50

0
S0 := fn = f0 , cioè S0 (x) := f0 (x) , ∀x ∈ D
n=0
1
S1 := fn = f0 + f1 , cioè S1 (x) := f0 (x) + f1 (x) , ∀x ∈ D
n=0
2
S2 := fn = f0 + f1 + f2 , cioè S2 (x) := f0 (x) + f1 (x) + f2 (x) , ∀x ∈ D
n=0
···
N
SN := fn = f0 + f1 + ... + fN , cioè SN (x) := f0 (x) + f1 (x) + ... + fN (x) , ∀x ∈ D
n=0
···

La successione (SN ) è detta successione delle ridotte (o somme parziali) della serie (3.25) ed SN
è detta ridotta (o somma parziale) N -esima della serie (3.25). Trattandosi di una successione di
funzioni, la successione (SN ) può essere considerata dal punto di vista di tutte le nozioni di convergenza
che si applicano alle successioni di funzioni; tali nozioni vengono allora riferite alla serie di funzioni che
ha generato (SN ) e si dirà quindi che la serie di funzioni (3.25) converge:

• in un punto x0 ∈ D se la successione (SN ) converge in x0 ;

• puntualmente ad una funzione f su un insieme A ⊆ D se SN → f puntualmente su A;

• uniformemente ad una funzione f su un intervallo I ⊆ D se SN → f uniformemente su I;

• in media di ordine p (= 1, 2) ad una funzione f su un intervallo [a, b] ⊆ D se SN → f in


media di ordine p su [a, b] .

L’insieme di convergenza puntuale Λ e la funzione limite S : Λ → R della successione (SN ), cioè

Λ = x ∈ D : lim SN (x) esiste finito e S (x) = lim SN (x) per ogni x ∈ Λ,


N →∞ N →∞

vengono detti insieme di convergenza puntuale e funzione somma della serie (3.25). Come gius-
tificheremo meglio nella sezione seguente (v. (3.27)), si scrive

fn (x) = S (x) per ogni x ∈ Λ.
n=0

Ricordiamo infine dalle Proposizioni 3.11, 3.22 e 3.23 che valgono le seguenti implicazioni:

convergenza uniforme =⇒ convergenza quadratica =⇒ convergenza in media



convergenza puntuale

nessuna delle quali può essere rovesciata.



Esempio 3.1 Consideriamo la serie di funzioni xn . Si tratta della serie geometrica di ragione x
n=0
(vista come variabile reale), i cui termini sono le funzioni fn : R → R definite da fn (x) = xn . Abbiamo
M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 51

già dimostrato che la ridotta N -esima della serie è la funzione



N +1 se x = 1
SN (x) = 1 + x + x2 + x3 + ... + xN = 1 − xN+1
 se x = 1
1−x
e che risulta 

 = +∞ se x ≥ 1

 1
lim SN (x) = se |x| < 1
N→∞ 
 1−x

 non esiste se x ≤ −1.


Dunque l’insieme di convergenza puntuale della serie xn è Λ = (−1, 1) e la sua funzione somma è
n=0
1
S (x) = 1−x , cioè si ha

1
xn = per ogni x ∈ Λ.
n=0
1−x

Proviamo che la convergenza è uniforme su ogni intervallo del tipo [−a, a] ⊂ Λ, cioè che SN → S
uniformemente su ogni [−a, a] ⊂ (−1, 1). Per ogni N si ha

1 − xN+1 1 |x|N +1 aN +1
SN − S ∞ = sup − = sup ≤ ,
x∈[−a,a] 1−x 1−x x∈[−a,a] 1 − x 1−a

N +1
in quanto x ∈ [−a, a] implica |x| ≤ aN +1 e 1 − x ≥ 1 − a. Siccome risulta lim aN +1 = 0 perché
N→∞
0 < a < 1, si ottiene
aN+1
0 ≤ SN − S ∞ ≤ →0
1−a
e quindi lim SN − S ∞ = 0 (per confronto). Ciò significa che SN → S uniformemente su [−a, a]. Si
N →∞
osservi che la convergenza non è invece uniforme su tutto Λ, in quanto su tale intervallo si ha

1 − xN +1 1 |x|N +1
SN − S ∞ = sup − = sup = +∞
x∈(−1,1) 1−x 1−x x∈(−1,1) 1 − x

e quindi SN − S ∞ (con norma calcolata su Λ) non tende a 0 per N → ∞.

Esempio 3.2 Consideriamo la serie di funzioni



1 + xn+1
log con x ∈ (0, 1) ,
n=1
1 + xn

1+xn+1
i cui termini sono le funzioni fn : (0, 1) → R definite da fn (x) = log 1+xn per ogni x ∈ (0, 1).
n+1
Poiché log 1+x
1+xn = log 1 + xn+1 − log (1 + xn ) (si noti che per x > 0 entrambi gli argomenti dei
due logaritmi sono positivi), la serie può essere riscritta come

log 1 + xn+1 − log (1 + xn ) con x ∈ (0, 1) ,
n=1
M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 52

da cui si vede chiaramente che si tratta di una serie di tipo telescopico. Calcolandone esplicitamente
ridotta N -esima, risulta
N
SN (x) = log 1 + xn+1 − log (1 + xn ) = log 1 + xN+1 − log (1 + x)
n=1

e quindi, ricordando la discussione sul comportamento della successione geometrica xN+1 , si ottiene

lim SN (x) = lim log 1 + xN +1 − log (1 + x) = − log (1 + x) .


N →∞ N →∞

Dunque la serie converge puntualmente su tutto l’intervallo (0, 1) alla funzione S (x) = − log (1 + x),
cioè si ha ∞
1 + xn+1
log = − log (1 + x) per ogni x ∈ (0, 1) .
n=1
1 + xn

Controlliamo se tale convergenza è anche uniforme: per ogni N si ha

SN − S ∞ = sup log 1 + xN+1 − log (1 + x) + log (1 + x) = sup log 1 + xN +1 = log 2


x∈(0,1) x∈(0,1)

e quindi SN − S ∞ non tende a 0 per N → ∞, cioè la convergenza non è uniforme su (0, 1). Re-
stringiamo allora l’indagine agli intervalli del tipo (0, a] ⊂ (0, 1). In tal caso, per ogni N si ottiene

SN − S ∞ = sup log 1 + xN+1 = log 1 + aN +1


x∈(0,a]

e quindi SN − S ∞ → log 1 = 0 per N → ∞ (perché 0 < a < 1). In definitiva, risulta



1 + xn+1
log = − log (1 + x) per ogni x ∈ (0, 1),
1 + xn
n=1 con convergenza uniforme su ogni intervallo (0, a] ⊂ (0, 1) .

Negli esempi precedenti, lo studio della convergenza delle serie di funzioni considerate è stato condotto
tramite le definizioni stesse di convergenza, ossia analizzando direttamente la successione delle ridotte
(SN ) della serie. Tuttavia, come per le serie numeriche, tale atteggiamento non è sempre possibile, in
quanto la generica somma parziale SN , che si ottiene sommando via via un numero sempre maggiore
di termini fn della serie, non si lascia in generale scrivere in forma chiusa. Nei due paragrafi seguenti,
vedremo allora come affrontare lo studio delle convergenze puntuale ed uniforme di una serie di funzioni
a partire dalla sola conoscenza del suo termine generale fn .

3.2 Studio della convergenza puntuale e convergenza assoluta



Analizziamo meglio la nozione di convergenza di una serie fn di funzioni fn : D → R in un punto
n=0
x0 ∈ D. Tale nozione significa che la successione (SN ) delle somme parziali della serie converge in x0 ,
cioè che converge la successione numerica (SN (x0 )), i cui termini sono

f0 (x0 ) , f0 (x0 ) + f1 (x0 ) , f0 (x0 ) + f1 (x0 ) + f2 (x0 ) , ... .


M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 53

Tale successione è evidentemente la successione delle ridotte della serie numerica



fn (x0 ) = f0 (x0 ) + f1 (x0 ) + f2 (x0 ) + ... ,
n=0

i cui termini sono i valori assunti dalle funzioni fn in x0 . Dunque


• la convergenza della serie di funzioni fn in un punto x0 equivale alla convergenza della serie
numerica fn (x0 ) ottenuta calcolando tutte le funzioni fn in x0 .
Analogamente, anche tutte le altre nozioni relative alla convergenza puntuale della serie fn possono
essere riformulate equivalentemente in termini della serie numerica fn (x) con x fissato. Si ha che:
• l’insieme di convergenza puntuale Λ = x ∈ D : lim SN (x) esiste finito della serie di funzioni
N →∞
fn coincide con l’insieme dei punti x ∈ D in cui la serie numerica fn (x) converge, cioè risulta

Λ= x∈D: fn (x) converge ;
n=0

• la funzione somma S (x) = lim SN (x) della serie di funzioni fn coincide in ogni punto x ∈ Λ
N →∞
con la somma della serie numerica fn (x), cioè risulta

S (x) = fn (x) per ogni x ∈ Λ; (3.27)
n=0

• la serie di funzioni fn converge puntualmente ad una funzione f su un insieme A ⊆ D se e solo


se ∞
fn (x) = f (x) per ogni x ∈ A. (3.28)
n=0

Le scritture (3.27) e (3.28) sono quelle più comunemente utilizzate per denotare la convergenza puntuale
di una serie di funzioni. Inoltre, siccome la convergenza uniforme implica quella puntuale, per indicare
che una serie di funzioni converge uniformemente ad una funzione f su un intervallo I si usa scrivere

fn (x) = f (x) uniformemente su I
n=0

(intendendo appunto che, non solo f (x) coincide con la somma della serie fn (x) per ogni x ∈ I, ma
la convergenza è anche uniforme).
Sulla base delle osservazioni precedenti, per lo studio della convergenza puntuale di una serie di

funzioni fn di cui non si conosca esplicitamente la ridotta N -esima SN si procede tipicamente così:
n=0

• si immagina di fissare x ∈ D e si studia il carattere della serie numerica fn (x), utilizzando i
n=0
ben noti criteri di convergenza che valgono, appunto, per le serie numeriche;
• si discutono i risultati ottenuti al variare di x ∈ D e si determina così l’insieme di convergenza

puntuale Λ della serie di funzioni fn (sul quale la serie convergerà puntualmente ad una qualche
n=0
funzione somma S, di solito non determinabile esplicitamente).
M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 54


1
Esempio 3.3 Consideriamo la serie di funzioni nx . Si tratta della serie armonica generalizzata di
n=1
1
esponente x (visto come variabile reale), i cui termini sono le funzioni fn : R → R definite da fn (x) = nx .
Abbiamo già dimostrato che

1 converge se x > 1
n x
n=1 diverge se x ≤ 1,
per cui l’insieme di convergenza puntuale della serie considerata è Λ = (1, +∞).

Siccome il segno dei termini fn (x) può variare a seconda dei valori a cui viene fissata la variabile x,
nello studio della convergenza puntuale di una serie di funzioni risulta particolarmente utile il criterio
∞ ∞
di convergenza assoluta: fissato x ∈ D, se |fn (x)| converge allora fn (x) converge. Per questo
n=0 n=0
motivo, si introduce la seguente:

Definizione 3.4 (di convergenza assoluta per serie di funzioni) Sia (fn )n≥0 una successione di

funzioni fn : D ⊆ R → R. Si dice che la serie di funzioni fn converge assolutamente
n=0

• in un punto x0 ∈ D se la serie numerica |fn (x0 )| converge;
n=0

• su un insieme A ⊆ D se la serie numerica |fn (x)| converge per ogni x ∈ A.
n=0

Poiché la convergenza assoluta di una serie di funzioni è una nozione definita punto per punto e la
convergenza assoluta di una serie numerica implica la sua convergenza semplice, è evidente che

la convergenza assoluta implica la convergenza puntuale ,


nel senso che se fn converge assolutamente su A allora converge anche puntualmente su A.
n=0

Esempio 3.5 Si voglia determinare l’insieme Λ di convergenza puntuale della serie



(2x)n
. (3.29)
n=2
2n + x2

(2x)n
I termini fn (x) = 2n+x2 della serie sono funzioni definite su R, quindi

∞ n
(2x)
Λ= x∈R: converge .
n=2
2n + x2

Testiamo innanzitutto la condizione necessaria di convergenza: la serie può convergere solo per gli x ∈ R
per i quali il termine generale fn (x) della serie è infinitesimo per n → ∞. Poiché 2n + x2 ∼ 2n per
n → ∞, si ha
n n n
(2x) |2x| |2x| +∞ se |2x| > 1
lim = lim = lim =
n→∞ 2n + x2 n→∞ 2n + x2 n→∞ 2n 0 se |2x| ≤ 1
e pertanto lim fn (x) = 0 se e solo se |2x| ≤ 1. Dunque la serie (3.29) non converge se |2x| > 1 e può
n→∞
convergere (ma anche non convergere) se x ∈ [−1/2, 1/2]. D’ora in poi, potremo allora limitare lo studio
della serie a tale intervallo.
M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 55

Studiamo dapprima la convergenza assoluta per x ∈ [−1/2, 1/2], ossia la convergenza della serie a termini
positivi
∞ ∞
(2x)n |2x|n 1 1
2
= 2
con x ∈ − , fisso.
n=2
2n + x n=2
2n + x 2 2

Applichiamo il criterio della radice: si ha

n
n |2x| |2x| 1 1
lim = lim √ = |2x| < 1 ⇔ x∈ − ,
n→∞ 2n + x2 n→∞ n 2n + x2 2 2

e pertanto la serie (3.29) converge assolutamente, e quindi puntualmente, in ogni punto x ∈ (−1/2, 1/2),
mentre nulla possiamo ancora concludere per x = ±1/2. Valutiamo a parte il comportamento della serie
in tali punti.
Per x = 1/2, la serie (3.29) diventa

1
, (3.30)
n=2
2n + 1/4
∞ ∞
1 1 1 1 1
che diverge per il criterio del confronto asintotico ( 2n+1/4 ∼ 2n e 2n = 2 n = +∞).
n=1 n=1
Per x = −1/2, la serie (3.29) diventa

(−1)n
,
n=2
2n + 1/4
1
che converge per il criterio di Leibniz (la successione bn = 2n+1/4 > 0 è infinitesima e decrescente).
In definitiva, la serie (3.29) converge se e solo se x ∈ [−1/2, 1/2), cioè Λ = [−1/2, 1/2).
Osserviamo che la serie non converge assolutamente nel punto x = −1/2 (perché la serie di termine
generale |fn (−1/2)| coincide con la (3.30)) e pertanto l’insieme dei punti in cui la serie (3.29) converge
assolutamente è dato dall’intervallo aperto (−1/2, 1/2).

Nel prossimo paragrafo introdurremo il concetto di convergenza totale, che implica la convergenza
puntuale (implicando, anzi, sia quella assoluta che quella uniforme). Anticipiamo allora che, nello schema
di studio della convergenza puntuale di una serie di funzioni fin qui illustrato, conviene a volte tenere
conto di tale implicazione e quindi studiare la convergenza totale prima di quella puntuale.

3.3 Studio della convergenza uniforme e convergenza totale


In assenza della conoscenza esplicita delle sue ridotte, l’unico strumento di cui si dispone per lo studio
della convergenza uniforme di una serie di funzioni generica11 è un criterio dovuto a Weierstrass, che
utilizza la seguente:

Definizione 3.6 (di convergenza totale) Sia (fn )n≥0 una successione di funzioni fn : D ⊆ R → R e

sia I ⊆ D un intervallo. Si dice che la serie di funzioni fn converge totalmente su I se vale una
n=0
delle seguenti condizioni, tra loro equivalenti:
∞ ∞
i) converge la serie numerica fn ∞ con · ∞ calcolata su I (cioè la serie sup |fn (x)|);
n=0 n=0 x∈I

1 1 vedremo più avanti che esistono risultati specifici per serie particolari, come quelle di potenze o di Fourier
M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 56

ii) esiste una successione di numeri reali Mn ≥ 0 tali che



∀n ≥ 0 e ∀x ∈ I risulta |fn (x)| ≤ Mn e la serie Mn converge.
n=0

Teorema 3.7 (criterio di Weierstrass) Sia (fn )n≥0 una successione di funzioni fn : D ⊆ R → R

e sia I ⊆ D un intervallo. Se la serie di funzioni fn converge totalmente su I, allora converge
n=0
uniformemente e assolutamente (e quindi anche puntualmente) su I. Inoltre la sua funzione somma
S soddisfa ∞
S ∞ ≤ fn ∞ con · ∞ calcolata su I.
n=0

In sintesi:

la convergenza totale implica la convergenza sia assoluta che uniforme .

Attenzione! il viceversa è falso: una serie può convergere sia assolutamente che uniformemente senza
convergere totalmente, come dimostra il Controesempio 3.9 più in basso.
Segnaliamo anche che non esistono implicazioni generali tra convergenza uniforme e convergenza assoluta.
1
Esempio 3.8 Si voglia studiare la convergenza uniforme sugli intervalli [0, b] con 0 < b < 2 della serie

fn considerata nell’Esempio 3.5. Studiamo la convergenza totale su tali intervalli, facendo rifermento
n=2
ad entrambe le caratterizzazioni (i) e (ii) della Definizione 3.6.
(2x)n
i) Studiando la funzione fn (x) = 2n+x2 , non è difficile calcolare esplicitamente

fn ∞ = sup |fn (x)| = sup fn (x)


x∈[0,b] x∈[0,b]

(si noti che |fn (x)| = fn (x) per x ≥ 0). Infatti, si ha

n−1 2n2 + (n − 2) x2
fn (x) = 2 (2x) 2
(2n + x2 )

e quindi risulta fn (x) ≥ 0 per ogni x ∈ [0, b] e per ogni n ≥ 2. Di conseguenza, fn è crescente su
[0, b] per ogni n ≥ 2 e quindi
n
(2b)
sup fn (x) = fn (b) = .
x∈[0,b] 2n + b2

∞ ∞
(2b)n
La serie fn ∞ è allora data da 2n+b2 . Applicando il criterio della radice e ricordando che
n=2 n=2
b < 1/2, si trova
n
n (2b) 2b
lim = lim √ = 2b < 1
n→∞ 2n + b2 n→∞ n 2n + b2

e pertanto la serie fn ∞ converge.
n=2
M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 57

ii) Per ogni n ≥ 2 e per ogni x ∈ [0, b], si ha 2n + x2 ≥ 2n e 0 ≤ 2x ≤ 2b, da cui segue

(2x)n (2x)n (2b)n


|fn (x)| = fn (x) = ≤ ≤ .
2n + x2 2n 2n

(2b)n (2b)n
Dunque |fn (x)| ≤ Mn con Mn = 2n e la serie 2n converge per il criterio della radice
n=2
(essendo b < 1/2).

In definitiva, la serie data converge totalmente su [0, b] e pertanto essa converge anche uniformemente
(e assolutamente) su [0, b], per il criterio di Weierstrass.

Controesempio 3.9 Vedremo più avanti che la serie



xn
(−1)n−1
n=1
n

converge uniformemente alla funzione log (1 + x) sull’intervallo [0, 1) (ma non solo), su cui converge
anche assolutamente, come si vede facilmente applicando il criterio della radice alla serie
∞ ∞
n−1 xn xn
(−1) = con x ∈ [0, 1) .
n=1
n n=1
n

n xn
D’altra parte, ponendo fn (x) = (−1) n , risulta

n xn xn 1 1
fn ∞ = sup (−1) = sup = sup xn =
x∈[0,1) n x∈[0,1) n n x∈[0,1) n

∞ ∞
1
e quindi la serie non converge totalmente su [0, 1), in quanto fn ∞ = n = +∞.
n=1 n=1

3.4 Proprietà della convergenza uniforme


I seguenti importanti risultati sono una semplice rilettura in termini di serie di funzioni dei teoremi di
passaggio al limite che valgono per le successioni di funzioni uniformemente convergenti.
Consideriamo come al solito una successione (fn )n≥0 di termini fn : D → R definiti su un dominio
comune D ⊆ R.

Teorema 3.10 (di continuità e limitatezza della funzione somma) Sia I ⊆ D un intervallo
qualsiasi. Se

(i) le fn sono continue (rispettivamente limitate) su I



(ii) fn (x) = f (x) uniformemente su I,
n=0

allora f è continua (rispettivamente limitata) su I.

Teorema 3.11 (di integrazione termine a termine) Sia [a, b] ⊆ D. Se

(i) le fn sono integrabili su [a, b]


M.Guida, S.Rolando, 2014 Serie 58


(ii) fn (x) = f (x) uniformemente su [a, b],
n=0

allora f è integrabile su [a, b] e


b ∞ b
f (x) dx = fn (x) dx. (3.31)
a n=0 a

Il teorema precedente è spesso espresso brevemente dicendo che la convergenza uniforme permette

di scambiare gli operatori di serie ed integrale; infatti, essendo f (x) = fn (x) per ogni x ∈ [a, b] (per
n=0
convergenza puntuale, conseguenza dell’ipotesi (ii)), la formula (3.31) può essere riscritta come
b ∞ ∞ b
fn (x) dx = fn (x) dx.
a n=0 n=0 a

Teorema 3.12 (di derivazione termine a termine) Sia I ⊆ D un intervallo qualsiasi. Se

(i) le fn sono di classe C 1 su I (va inteso che, se I contiene un suo estremo, in tale estremo si
considerano le derivate destre o sinistre)

(ii) fn (x) = f (x) per ogni x ∈ I
n=0

(iii) fn converge uniformemente su I,
n=0

allora f è di classe C 1 su I e

f (x) = fn (x) per ogni x ∈ I, con convergenza uniforme su I. (3.32)
n=0


Inoltre fn (x) = f (x) uniformemente su I.
n=0

Il teorema precedente è spesso espresso dicendo brevemente che la convergenza uniforme (della serie

delle derivate) consente di scambiare gli operatori di serie e derivata; infatti, essendo f (x) = fn (x)
n=0
d
per ogni x ∈ I (ipotesi (ii)) ed indicando con dx l’operatore di derivazione, la formula (3.32) può essere
riscritta come
∞ ∞
d d
fn (x) = fn (x) .
dx n=0 n=0
dx