Sei sulla pagina 1di 24
Università degli Studi di Trieste Piazzale Europa 1, 34100 Trieste Facoltà di INGEGNERIA Corso di

Università degli Studi di Trieste

Piazzale Europa 1, 34100 Trieste

Facoltà di INGEGNERIA Corso di Laurea in

INGEGNERIA INFORMATICA

Anno Accademico 2002/2003

Teoremi di

ANALISI MATEMATICA 2

Studente:

Parte 1 - Serie numeriche, successioni e serie di funzioni

1. Condizione necessaria per la convergenza di una serie

2. Relazioni tra serie numeriche e integrali generalizzati

3. Carattere della serie geometrica

4. Carattere della serie armonica generalizzata

5. Aut-aut per le serie a termini positivi

6. Criterio del confronto

7. Criterio dell'ordine d'infinitesimo

8. Criterio del rapporto per la convergenza di una serie numerica a termini positivi

9. Criterio del rapporto con il limite

10. Criterio di Leibniz per la convergenza di una serie numerica con termini di segno alternato

11. Lemma di Abel

12. Proprietà caratteristiche del raggio di convergenza

13. Teorema di convergenza di una serie di Taylor (o di sviluppabilità in s.d.T.)

14. Formule di Eulero

Parte 2 - Lo spazio R n , integrale di Riemann in R n

15. Disuguaglianza di Cauchy-Schwartz

16. Proprietà della norma

17. Teorema di Riesz in R n

18. Il grafico di una funzione integrabile su un rettangolo è trascurabile

19. Una condizione sufficiente per l'integrabilità su un insieme limitato

20. Ogni insieme normale è chiuso e misurabile

21. Formule di riduzione su domini normali in R 2

Parte 3 – Calcolo differenziale in R n

22. La differenziabilità implica la continuità

23. La differenziabilità implica l’esistenza di tutte le derivate direzionali

24. Teorema del differenziale totale

25. Teorema del valore medio

26. Test delle derivate prime per i punti di estremo

27. Test delle derivate seconde per i punti di estremo

Parte 4 – Equazioni differenziali

28. (EDO 1°) Di esistenza e unicità locali

29. (EDO 1°) Di esistenza e unicità globali

30. (EDL 1°) Omogenea

31. (EDL 1°) Completa

32. (EDL 1°) Variazione delle costanti

33. (EDL 1°) Problema di Cauchy

34. (EDO 2°) Soluzione

35. (EDL 2° a coeff. cost.) Soluzioni

36. (EDL 2° a coeff. cost.) Sottospazio delle soluzioni

37. (EDL 2° a coeff. cost.) Determinazione delle soluzioni

38. (EDL 2° a coeff. cost.) Nucleo risolvente

39. (EDL n a coeff. cost.) Soluzioni

40. (EDL n a coeff. cost.) Sottospazio delle soluzioni

41. (EDL n a coeff. cost.) Determinazione delle soluzioni

42. (EDL n a coeff. cost.) Nucleo risolvente

43. Equazioni con variabili separate: metodo risolutivo

44. Confronto tra le soluzioni di equazioni nonlineari e equazioni linearizzate

Parte 5 – Curve in forma parametrica

45. Rettificabilità di una curva di classe C 1

46. Integrale curvilineo di un campo vett. conserv. – Generalizzaz. del teorema di Torricelli

TEOREMI

Teoremi – Serie numeriche, successioni e serie di funzioni

1. Condizione necessaria per la convergenza di una serie

Se

+∞

n =1

a

n

è convergente allora

lim

n

→+∞

a

n

= 0

Dim Si ha:

a

n

=

s

n

s

n 1

→ − =

s

s

0 dove

.

lim s

n

n →+∞

= ∈

s

R

.

2. Relazioni tra serie numeriche e integrali generalizzati

Data una serie

+∞

n =1

a

n

, definiamo la “funzione a gradini”

a :[0,+∞[R ponendo

(

)

a x := a

n se

n 1 x < n ; la funzione è localmente integrabile su [0,+∞[ e risulta (

n

)

n

0

()

a x dx

=

s

n

.

+∞

Teo La serie

n =1

a

n

è convergente

a (x ) è integr. in s.g. su [0,+∞[; inoltre si ha

+∞

0

a x dx = s

(

)

.

+∞

Dim 1) Se a (x ) è integr. in s.g. su [0,+[, allora

n =1

a

n

Se

a

(x )

è integr. in s.g. su [

0,+∞[

, allora esiste finito

è convergente e

x

0

lim a t dt

n

→+∞

()

⎟=

a x dx = s

0

+∞

0

(

a x dx

.

+∞

()

)

. Per il teorema

sul

limite

lim s

n

→+∞

n

=

+∞

+∞

0

della

restrizione,

()

a x dx

.

esiste

finito

lim

n

→+∞

n

0

()

a x dx

=

+∞

0

()

a x dx

e

quindi

esiste

finito

2) Se

n =1

Se

+∞

n =1

a

n

a

n

è convergente, allora

è conv., allora

lim

n

→+∞

a

n

= 0

a

(x )

è integr. in s.g. su

[0,+∞[.

. Quindi risulta se

n 1x < n ,

x

0

()

a t dt

=

s

n

1

+

a

n

(x (n

1

))

0

→ + =

s

s

. Dunque a (x ) è integr. in s.g. su [0,+∞[ e

=

n 1

0

+∞

0

a

(

a t dt

+

n

1

x dx = s

.

()

)

x

()

a t dt

3.

Carattere della serie geometrica

ak

Serie geometrica:

(il rapporto di ogni elemento con il precedente è costantemente pari a k);

a ak ak

+

+

2

+ +

n

1

+

con a , k R e a 0 (k si dice ragione della serie)

si ha:

s

n

a ak ak

= +

+

2

+ +

ak

n

1

=

a

(

1

+ k +

+

k

n

1

)

=

a

1 k

n

1 k

an

se

k

1

se

k =

1

;

risulta: • se

k
k

<1

, allora

lim s

n →+∞

=

a

n 1 k

, quindi la serie geom. converge con somma

k

se

1o k < −1 , allora

 

n

k = −1, allora

se

∃/ lim s

n

lim s

n = ∞ , quindi la serie geom. è divergente;

→+∞

, quindi la serie geom. è indeterminata;

n →+∞

a

1k

;

Dim Le ridotte per k 1sono

a

1 k

n

1 k

e allora se

k
k

>1

la serie non converge perché

n 1 − k n 1 n 1 = 1 − k ≥ 1 +
n
1 − k
n 1
n 1
=
1 − k
≥ 1
+ k
1 − k
1 − k
1 − k
1 − k
1 − k

che tende a + ∞ .

4.

Carattere della serie armonica generalizzata

Serie armonica generalizzata:

1 +

1

1

1

+∞

=

n = 1

1

2

α

3

α

n

α

n

α

+

+

+

+

+∞

Se α > 1, la serie

n =1

+∞

Se α 1, la serie

n =1

1

n

α

1

n

α

Dim Si osserva che

ord

1

+∞ n

α =

è convergente (

è divergente;

α

;

1. ε > 0 tale che

2. ord a = ≤ 1

α

+∞

n

;

ord a

+∞

n

=

a

1

> + ε

ord

+∞

1

α =

n

a

> +

1

ε per qualche ε );

(per esempio

ε = α

1

2

);

5. Aut-aut per le serie a termini positivi

Se a

(

n 0 n

)

, allora

+∞

n =1

a

n

Dim Se

(

a n 0 n

)

, allora

è convergente o divergente (a

+ ∞ ).

(

s

)

n n

è non-decrescente. Quindi per il teorema sul limite delle

funzioni monotone esiste

lim

 

⎧ ∈ R

s

=

sup

n N

+

s

=

s

.

 

n →+∞

n

n

 

= +∞

6. Criterio del confronto

 

Se

0

a

n

b

n

(

n

)

; si ha:

 
 

+∞

 

+∞

 
 

1)

Se

b

n

è convergente, allora

a

n

è convergente;

 

n

=1

 

n

=1

+∞

 

+∞

 

2)

Se

a

n

è divergente, allora

b

n

è divergente;

n

=1

n

=1

Dim

(1)

Siano

a(x)

e b(x)

le

funzioni

a

gradini

associate

a

+∞

n =1

a

0 a ()x b ()x

x [0,+[ e b(x) è integrabile in s.g. su [0,+∞[ (essendo

n

+∞

n =1

+∞

e

n =1

b

n

.

Poiché

b

n

convergente) il

criterio del confronto per l’integrale generalizzato implica che a(x) è integrabile in s.g. su

[0,+∞[

e quindi

+∞

n =1

a

n converge. La (2) segue da (1).

7. Criterio dell’ordine d’infinitesimo

Sia a

1)

2)

(

n 0 n

)

; si ha:

se ε > 0 t.c.

ord a > + ε

+∞ n

1

, allora

+∞

n =1

a

n è convergente;

se

ord a

+∞ n

1, allora

+∞

n =1

a

n

è divergente (a + ∞ );

Dim Si applica l’analogo criterio dell’ordine di infinitesimo per l’integrale in senso generalizzato

+∞

alla funzione a gradini a(x) associata a

n =1

(1) Sia

a

n

. Si ha

( )>

1

+ ε

ord a > + ε

+∞ n

1

, allora risulta

ord a x

+∞

()

ord a x

+∞

=

ord a

+∞

n

:

. Infatti, se n 1 x n , si ha che

()

a x

1

x

⎝ ⎠

⎛ ⎞

1

+ ε

=

()

a x x

1

+

ε

a n

n

1

+

ε

=

a

n

1

n

⎝ ⎠

⎛ ⎞

1

+

ε

0

e quindi

()

a x

1

x

⎝ ⎠

⎛ ⎞

1

+ε

0 . Dunque a(x) è integrabile in s.g. su

[0,+∞[, e quindi

+∞

n =1

a

(2)

Se

ord a

+∞ n

n

è convergente.

1,

allora

ord a x

+∞

( )

1

.

Infatti

risulta

se

()

a x

1

=

()

a x x

(

a n

n

)

1 =

a

n

⎛ ⎜ n 1

n

1

,

e quindi

ord a x

+∞

( )

ord a

+∞ n

1

. Dunque

n 1 x n

+∞

0

a x dx

(

)

che

= +∞

e

x

quindi

+∞

n =1

a

n

= +∞

.

n

8. Criterio del rapporto per la convergenza di una serie numerica a termini positivi

Se a

(

n > 0 n

)

ed

k > 0 0 < k <1

tale che

Dim Si ha:

a

2

ka

1

,

a 3

2

ka k a

2

1 , …,

+∞

maggiorata dalla serie geometrica

implica che

+∞

n =1

a

n è convergente.

n = 1

a n

+ 1

a k

1

n 1

a

n + 1

a

ka

n

n

k

n

k a

1

n

, allora

+∞

=1

n

; quindi,

n ,

a

n

0

è convergente.

<

a

n + 1

n

k a

1

+∞

. Ossia

n =1

a

n

è

, avente ragione

0 < k < 1. Il criterio del confronto

9. Criterio del rapporto con il limite

Sia a

n > 0

( n ):

1) Se

Dim

lim

n

→+∞

(1)

Si

a

n + 1

a

n

ha:

=

esempio

ε =

1L

2

L < 1

, allora

+∞

n

=1

a

n

converge;

2) Se

lim

n

→+∞

a

n + 1

a

n

= L >

1

, allora

+∞

n

=1

a

n

diverge;

⎛ a ⎞ ( ∀ > ε 0 )( ∃ n )( ∀ n n
a
(
∀ >
ε
0
)(
n
)(
n n
)
n + 1
> n ⇒
− L
<
ε
.
a
n
). Dunque esiste n t.c. (
n n
)(
>
n
)(

Fissiamo ε > 0

t.c.

1 > L

+ ε =: k (per

L-ε

<

a ) n + 1 a n
a
)
n
+ 1
a
n

<

L

+ =

ε

k

con 0

< k < 1.

+∞

Quindi, per il criterio del rapporto

a

n = n +1

n

converge e pertanto

+∞

n

=1

a

n

(2) Il termine generale non è infinitesimo.

converge.

10. Criterio di Leibniz per la convergenza di una serie numerica con termini di segno alternato

Supponiamo che (n ) : (1)

a

n

0

e (2)

a n

+1

a

n

; si ha che la serie

+∞

(

n = 0

(

lim

n

→+∞

a

n

= 0 . Inoltre, detta s la somma della serie, risulta

a

a

=

+

s

s

a

k

2

k

2

2

1

k

+

2

n

- dalla (1)

+

(

)

s

2

a

s

k

2

2

k

a

2

k

+1

- dalla (2)

k

1

)

Dim Si ha k :

s

s

s

2

2

k

k

+

1

+1

k

2 2

= −

2

k

2

k

+

1

2

k

+1

a

2

k

1

s

s

= −

2

k

= −

2

s

+ +

k

s − s ≤ a n n - dalla (2)
s − s
≤ a
n
n
- dalla (2)

+

1 )

1

.

n a

n è convergente

Quindi (

s 2 monotone assicura che esistono finiti

limitata da

s 2

k

+1

s

k

2

è non decrescente e

e

(

)

k k

)

(

s

2

)

k k

è non crescente. Inoltre

s

e

1

lim

k

→+∞

s

2 k =

:

s

′′

k è superiormente

. Il teorema sul limite delle funzioni

e

(

s 2

k

+1

)

è inferiormente limitata da

lim

k

→+∞

s 2

k

+

1

=

:

s

. Poiché

s

2

k

+1

=

s

2

k

a

2

k

+1

lim

n

→+∞

a

n

= 0 , risulta

s ′= s ′′=: s

. Dunque esiste finito

lim

n

→+∞

s

n

=

Infine si ha:

n

n

= 2

=

2

.

e quindi s − s ≤ a n n +1 11. Lemma di Abel
e quindi
s − s
≤ a
n
n +1
11. Lemma di Abel

k

k

+

1

s − s = s − s k ≤ a n 2 2 s −
s − s
= s − s
k ≤ a
n
2
2
s − s
=
s − s
n
2
k
+ 1

k

+ 1

a

(essendo

2

k

+ 2

;

s

s 2

.

k

+ 1

≤ ≤

s

s

2

k

);

Se

+∞

n = 0

a

n (

x x

0 )

+∞

n converge in

x R , allora converge x R tale che

x x − 0 < x − x 0
x x
0 < x
− x
0

.

Dim Poiché

(

a x

n

x

0 )

n

n ∑ a ( x − x 0 ) è convergente, si ha che n
n
a
( x − x
0 )
è convergente, si ha che
n
n = 0
n
a n
x x
n
n
0
M ∀
n ;
a x
(
− x
0 )
= x
− x
n
n 0
x
− x
0
lim a x x ( − 0 ) n = 0 e quindi ∃M >
lim a x x
(
0 )
n = 0
e quindi ∃M > 0 tale che
n
n
→+∞
n
n
x
− x
x
− x
=
a x
(
n
0
0
x
)
≤ M
.
n
0
x
− x
x
− x
0
0

Sia

n

x R

tale

che

(

a x

n

x

0 )

n

n

M q .

x x − 0 < x − x 0 +∞ Dunque ∑
x x
0 < x
− x
0
+∞
Dunque

n = 0

.

Posto

a

n (

x x

0 )

n

x − x 0 q : = , risulta x − x 0 è maggiorata
x
x
0
q : =
,
risulta
x
x
0
è
maggiorata
da

0 q < 1

una

serie

e

quindi

geometrica

convergente. Il criterio del confronto assicura che

+∞

n = 0

a

n

(

x x

0

)

n

è convergente.

+∞

n = 0

a

n (

x x

0 )

n

è convergente, e quindi

12. Proprietà caratteristiche del raggio di convergenza

• Il raggio di convergenza R di

+∞

n = 0

a

n

(

x x

0

)

n

verifica:

1) se

x

R è t.c.

< R R

, allora

2) se

x

R è t.c.

> R R

, allora

+∞

n

+∞

n = 0

= 0

a

a

n

n

(

(

x x

x x

0

0

)

n

converge.

)

n

non converge.

• Ogni R ′∈[0,+∞[ che soddisfa le due condizioni è uguale al raggio di convergenza R.

{ Dim • Sia R il raggio di conv. definito come sup x x −
{
Dim • Sia R il raggio di conv. definito come
sup
x x
: x ∈ I }
:
0
(1) Se
x ∈ R è t.c.
x x
0 < R
, allora per la II a proprietà dell’estremo superiore, ∃x ∈ I (insieme di
convergenza) t.c.
x x
0 < x
− x
< R
. Per il lemma di Abel si ha che la serie converge in x .
0
(2) Se
x ∈ R è t.c.
x x
0 > R
: se per assurdo la serie convergesse nel p.to x , allora x ∈ I
e
{
} >
quindi
sup
x x
0 : x
I
R
: impossibile. Dunque la serie converge nel p.to x .

Sia R ′∈[0,+∞

conclusione R ′ = R .

[ verificante (1) e (2) (riferite a R’); da (1) segue R ′ ≤ R ; da (2) segue R ′ ≥ R ; in

13. Teorema di convergenza di una serie di Taylor (o di sviluppabilità in s.d.T.)

Se f : ]x − h x , 0 0 n ! () n f
Se f
: ]x
− h x
,
0
0
n !
() n
f
() x
≤ M
n
h
]x
− h x
,
+ h[.
0
0
Dim Sia x ∈]x
0

+ h[R (con

h > 0

) è di classe

C

ed esiste

M > 0

t.c.

n N

:

su

]x

0

h x + h

,

0

[ allora f è sviluppabile in serie di Taylor con p.to iniziale x 0 , su

h x + h

,

0

[ fissato. Si ha (

n ):

()

f x

s

n

+ 1

()

x

=

() k ( x 0 ) ( k f x − () ∑ n f
() k
(
x
0 )
(
k
f x −
()
∑ n f
x x
0 )
k !
k
= 0

=

=

()

f x

p

n x

,

0

()

x

=

( n + 1 f ) () ξ ( n + 1 x − x
(
n
+ 1
f
) () ξ
(
n
+ 1
x − x
0 )
(
n
+ 1!
)

con

ξ

]x h x + h[

0

,

0

. Quindi risulta:

()

f x

s

n + 1

()

x

=

( n + 1 f ) () ξ x − x ( n + 1!
(
n + 1
f
) () ξ
x − x
(
n
+ 1!
)
0

n

+ 1

M ( n + 1! ) 1 ⎛ x − x ⎞ n + 1
M
(
n + 1!
)
1
x − x
n
+
1
0
x − x
= M
n
+ 1
0
h
(
n
+ 1!
)
h

n + 1

essendo ]x x

0

[< h . Dunque si ha

lim

n

→+∞

s

n

+

1

(x ) f (x )

=

x ]x h x + h[

0

,

0

.

0

se n → ∞ ,

14. Formule di Eulero

1)

2)

e

Dim 1) Si ha:

iy = cos

y

e

iy

+

+

i

sin

e

iy

cos

y =

cos

y

= cosh

(iy )

 

2

1

 

y

2

+

4

y

y

6

+

 

e

i

sin

 
 

2!

 

4!

6!

 

y

2

+

(

iy

)

3

+

4

y

+

(

iy

)

5

y

6

   

2!

 

3!

 

4!

5!

 

6!

y = −

Si ottiene quindi:

cos

y + i

sin

1

y = + iy

e

iy = cos

sin

y =

e

iy

y =

y

e

i

sin

iy

y

sinh

=

+

()

iy

i y

2

3

i

+

5

y

y

3!

5!

1 iy

= +

+

(

iy

)

2

i

⎟ = iy +

()

iy

3

3!

+

(

iy

)

5

5!

(

iy

)

3

3!

+

(

iy

)

4

4!

+ = e

iy

+

2!

+

La seconda delle (1) si prova in modo analogo; Le (2) si ottengono per somma e sottrazione dalle precedenti;

Teoremi – Lo spazio R n , integrale di Riemann in R n

15. Disuguaglianza di Cauchy-Schwartz n ∀ x y ∈ R , < x y >≤
15. Disuguaglianza di Cauchy-Schwartz
n
∀ x y ∈ R
,
< x y >≤ < x x > < y y >
,
,
,
Dim
Se y = 0 , allora la (dis)uguaglianza è verificata.
Sia
y ≠ 0 ; sia t ∈ R . Si ha: 0 ≤< x − ty , x − ty >=< x , x > −2t
2
2
< y y > t − < x y > t + < x x >≥ ; (se
,
2
,
,
0
a > 0
,
at + bt + c
≥ ⇔
0

2

< x , y > + t < y , y > , cioè

2

Δ < = b ac <

0

4

0

) questo si ha

se e solo se

0

Δ 2 =< x , y > − < x , x >< y ,
Δ
2
=<
x , y
> − <
x , x
><
y , y
4

>

2

, cioè < x , y > ≤< x , x >< y , y > . Prendendo la radice

quadrata si ha < x , y > ≤ < x , x > <
quadrata si ha < x , y > ≤ < x , x > < y , y > . // Si ha l’uguaglianza solo se x,y linearm. dipend.
16. Proprietà della norma
La norma è un’applicazione
: R
n → R
che gode delle seguenti proprietà:

1)

3)

Le prime tre affermazioni sono di immediata verifica;

Dim

x

0,∀ ∈

x R

n

λ

x

= λ

x

,

x

+

y

2

(non negatività);

n

,

λ

∀ ∈

R

y x

,

+

y

2

2)

4)

x

x

= 0 x = 0

+

2

y

x + y

x

(non degeneratezza);

, x , y

R

2

x R

(omogeneità);

2

>= x + <

x y

,

n (sub-additività);

=

(

x

+

y

) 2

Le prime tre affermazioni sono di immediata verifica;

(4)

2

+ 2 x y + y

=< +

x

>+ y

17. Teorema di Riesz in R n

Per ogni forma lineare L R

Dim

n

R esiste uno e uno solo

a R

t.c.

n

t.c.

L

(

)

x =< a,x > ∀ x R

n

.

(

x =< a,x >=< b,x > ∀ x R

0

a

b

2

, ossia a=b.

)

:

L’esistenza di a è verificata dal fatto che L è una forma lineare.

Unicità: Supponiamo che esistano 2 vettori

a , b R

n

L

− >= ⇒

ha che

< a b,x >= 0 x R

n

. Testiamo per x=a-b:

<

a b,a b

n

. Si

18. Il grafico di una funzione integrabile su un rettangolo è trascurabile

Se

di

Dim Essendo ϕ integrabile, ε > 0 δ ∈ Δ(R )

ϕ :[ a , b] R

R

2

.

è integrabile, allora l’insieme

G (ϕ) grafico di f è un sottoinsieme trascurabile

S

()()<

δ

s

δ

ε

=

n n

i = 1

(

L x

i

i

x

i 1

)

i = 1

(

l x x

i

i

i 1

)=

=

n

i = 1

(

L

i

l

i

)(

x

i

x

i

1 ). Si ha che

G

(

ϕ

)

R

1

R

n

e

( )+

m R

1

+

(

m R

n

)<ε

.

Se

un sottoinsieme trascurabile di

R (R )R

2

è integrabile su R con R un 2-rettangolo, allora l’insieme G (ϕ) grafico di f è

R

3

.

ϕ :

19. Una condizione sufficiente per l’integrabilità su un insieme limitato

Se f E ( R )

allora f è integrabile su E.

:

n

R è limitata e continua, con E insieme limitato e fr(E) è trascurabile in R n ,

Dim Sia R un N-rettangolo con

E R

n

e sia

f

0

: R R definita come

()

f x =

0

f x


()

x E

0 x E

.

Poiché f 0 è discontinua (al più) su fr(E) e fr(E) è trascurabile, si ha che f 0 è integrabile su R. Quindi f è integrabile su E.

20. Ogni insieme normale è chiuso e misurabile

Dim

σ

a

=

Si

{(a

, y

)

ha

T

:ϕ

che

E

()a

≤ ≤ψ

y

è

()a }

chiuso

e σ =

b

{(b

,

e

y

)

T

limitato.

Inoltre

con

, è trascurabile, quindi E è misurabile.

frE = G ϕ G ψ σ σ

a

b

,

(

)

()

(b )

:ϕ ≤ ≤ψ

y

(b

)}

21. Formule di riduzione su domini normali in R 2

Sia f E (R )R una funzione continua sul dominio E = {(x , y ): a x b ,ϕ()x y ψ (x )}

:

2

normale rispetto all'asse x. Allora f è integrabile su E e si ha

E fdm

=

b

a

()

ψ

x

(

ϕ

f x y dy dx

,

()

x

)

.

Dim Siano c = minϕ(I )

e d = maxψ (I )