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MAURO BIGLINO

RICCARDO RONTINI

ELOHIM

2014 Uno Editori

Prima edizione: Novembre 2014


Prima ristampa: Settembre 2015

Tutti i diritti sono riservati


Ogni riproduzione anche parziale e con qualsiasi mezzo,
deve essere preventivamente autorizzata dall'Editore.

Copertina: Riccardo Rontini


Disegni e idee: Riccardo Rontini
Editiing: Andrea Cogerino
Impaginazione: Monica Farinella

Stampa: Litostampa Mario Astegiano, V. Marconi 94/b - 12030 Marene (CN)

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o scrivi a: info@unoeditori.com
Introduzione

La rappresentazione per immagini - di cui il fumetto è una forma espressiva - ancor prima
della scrittura è stata il mezzo di comunicazione dell'uomo, perché nasce da un istinto diretto,
visivo, naturale e immediato, cioè non-mediato nel suo essere vissuto e nelle forme in cui
veniva e viene formalizzato. Essa relazionava l'uomo alle sue scene di quotidianità e
rappresentava il mezzo col quale egli poteva ricordarle, raccontarle e condividerle; era un
tramite, uno strumento contemporaneamente concettuale e materico, utilizzabile in ogni
momento: una forma di espressione istintiva che divenne una "quasi necessità".
Hugo Pratt definisce il fumetto "letteratura disegnata" e Will Eisner lo vede come una forma
di "arte sequenziale" e in effetti è la rappresentazione sequenziale di uno schema raggruppato di
emozioni, di esperienze e di azioni, che una mente concepisce sotto forma di immagini capaci di
interagire spesso ben più delle parole con un lettore che si perde piacevolmente nei flussi delle
vignette. Il fumetto può vivere di vita propria quando narra vicende ideate dall'autore - e in
questo senso è letteratura disegnata - oppure diviene strumento funzionale quando illustra e
insegna, come ad esempio fa quando viene utilizzato per rappresentare visivamente azioni e
movimenti da compiere oppure per divulgare contenuti di altri testi.
Questa immediatezza ed efficacia comunicativa erano ben conosciute anche da coloro che si
preoccupavano di trasmettere i temi e gli insegnamenti biblici in forme immediatamente
comprensibili per tutti.
Le illustrazioni contenute nelle vetrate gotiche, ad esempio, sono spesso identificate nel loro
insieme proprio col temine di Biblia pauperum, cioè "Bibbia dei poveri": erano un mezzo di
comunicazione diretto e facile, disponibile per tutti, capace di veicolare i contenuti biblici con
immagini facilmente leggibili e comprensibili anche dagli appartenenti alle classi incolte e
addirittura dagli analfabeti.
Ma l'espressione latina ancora prima indicava una raccolta di immagini che nel medioevo
rappresentavano scene della vicenda di Gesù affiancate dai passi profetici anticotestamentari
che, secondo la tradizione cristiana, contenevano anticipazioni e prefigurazioni della vita del
Cristo.
L’invenzione di questi testi costituiti da immagini è tradizionalmente attribuita a Sant’Oscar
(IX secolo d.C.).
Per precisione va detto che il nome di Biblia pauperum pare essere stato aggiunto
successivamente a un manoscritto nella libreria Wolffenbùttel.
L’origine del nome non è certa: la spiegazione più diffusa vuole che quelle immagini fossero
la Bibbia di coloro che non avevano ricevuto un'istruzione e, non potendo leggere, dovevano
apprendere le vicende della storia della salvezza attraverso la loro rappresentazione visiva.
Questo problema non si pone oggi, ma il fumetto porta con sé alcuni vantaggi: immediatezza
comunicativa, efficacia, sollecitazione emotiva ma soprattutto libertà creativa. Essendo esso una
forma di narrativa per immagini, non è soggetto alle leggi che necessariamente regolano la
saggistica: il fumetto lascia spazio alla creatività dell'autore che si sente libero di inserire chiavi
interpretative e situazioni di cui non potrebbe scrivere in un saggio, che richiede ben altra
consistenza documentale.
Questo è un vantaggio non da poco: la narrativa accetta e incamera tasselli di un mosaico
appositamente realizzati che non potrebbero trovar fondata collocazione in un lavoro di
saggistica.
Efficacia, immediatezza, coerenza di fondo e libertà creativa sono dunque le caratteristiche di
questa collana che liberamente ricostruirà una storia basata sull’Antico Testamento.
Una storia la cui verità è ancora sfuggente; il lettore potrà quindi percorrere le vie della sua
fantasia, o della sua personale ricerca, per contribuire liberamente a definirne i contorni,
sapendo che i contenuti non compariranno nella successione lineare tipica dei testi che
intendono insegnare, ma in una congerie di episodi che presenteranno di volta in volta
ambienti, eventi e storie, con l'obiettivo di fornire dati e spunti di curiosità e riflessione anche
riprendendo, arricchendo e approfondendo i temi, in volumi e tempi successivi.
Inoltre mi sarà consentita un'annotazione finale apparentemente polemica, ma in realtà
molto realistica.
Nel fumetto la finzione è dichiarata, nei trattati di teologia la finzione è presentata sub
specie veritatis, ma ogni uomo sa che di Dio nessuno sa nulla e tutti coloro che ne parlano a
vario titolo non fanno altro che formulare ipotesi: proprio come in questo fumetto.
MAURO BIGLINO

Gli Elohim

Questa breve scheda contiene una descrizione degli Elohim estremamente sintetica, ma
necessaria per consentire la comprensione del fumetto.

Perché una collana intitolata Elohim?

Perché Elohim è quella schiera d'individui a cui appartiene il protagonista della Bibbia,
Yahweh: colui che le dottrine spiritualiste hanno impropriamente trasformato in "Dio".
Riassumiamo qui le caratteristiche fondamentali di questi Elohim (il lettore desideroso di
approfondire in modo documentato potrà consultare i libri che sono citati al termine del
volume).
Precisiamo che nessuno sa con certezza cosa volesse dire quel vocabolo che le correnti di
pensiero dogmatico rendono con la parola Dio: ma quel vocabolo plurale viene tradotto in tutti i
modi possibili proprio a causa della reale ignoranza (cioè non conoscenza) che lo circonda.

• Gli Elohim biblici non erano Dio e tanto meno un essere unico, ma una pluralità di
individui in carne e ossa; una molteplicità chiaramente e inequivocabilmente evidenziata in
numerosissimi passi nell'Antico Testamento (Esodo 3,12 e segg.; Esodo 15,3 e segg.; Esodo 18,11
e segg.; Deuteronomio 6,14 e segg.; Deuteronomio 13,7 e segg.;. Deuteronomio 32,17 e segg.;
Geremia 7,18). Avevano addirittura degli accampamenti nelle zone di confine che presidiavano
con le loro schiere (Genesi 32,1 e segg.). Godevano di una vita molto lunga, ma erano mortali
(Salmo 82). Erano sul nostro pianeta per conseguire obiettivi molto concreti: ricavarne materiali
necessari al loro sviluppo tecnologico e forse anche alla sopravvivenza della loro civiltà nel
pianeta di origine.

Forse alcuni di loro intesero rimanere sulla Terra anche in via permanente, o furono costretti
a farlo.

• Viaggiavano su macchine volanti definite ruach, kavod, merkavah, keruvim, alle quali sono
state dedicate attente e particolareggiate analisi in numerosi capitoli dei libri citati.
• Nella Bibbia non sono mai considerati "dèi": in origine erano oggetto di rispetto e
sottomissione a causa del loro grande potere, garantito dalla tecnologia di cui disponevano e che
incuteva terrore. Alcuni di loro erano temuti anche per la loro crudeltà, una caratteristica di cui
l'Antico Testamento costituisce una testimonianza inequivocabile: Yahweh, definito Ish
milchama, "Il Guerriero" (Esodo 15,3), non si faceva scrupolo di ordinare stermini veri e propri
di persone inermi (si legga a questo proposito anche solo il libro di Giosuè). Nei racconti dei
popoli di tutti i continenti veniamo a sapere che tra di loro c'era anche chi si occupava di arte,
scrittura, musica, architettura, agricoltura, allevamento, amministrazione...
• Gli Elohim non si occupavano di temi quali la religione nel senso moderno del termine, la
spiritualità, l'aldilà... Avevano come obiettivo fondamentale la definizione di strutture di potere
distribuite nei vari territori sui quali poi si sono sviluppate le diverse civiltà e, a questo scopo, si
spostavano alla ricerca di terre e di genti da cui farsi servire (Deuteronomio 32,17 e segg.).
• Conoscevano le leggi della natura, del cosmo, e le trasmettevano soltanto ai loro fedeli
seguaci, dando così avvio alle caste dei re/governatori/sacerdoti, i cosiddetti "iniziati" alla
conoscenza. Questo sapere era però squisitamente scientifico, concreto, materiale, ossia utile alla
quotidianità dei loro governati o alle loro specifiche esigenze di viaggiatori dello spazio e
colonizzatori.
• Gli Elohim erano al contempo legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia
decisionale); governanti, ministri che curavano i molteplici aspetti del potere (facevano
applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come Mosè, Jetro, suo suocero, Giosuè,
ecc.); giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed eseguivano, o facevano
eseguire, pene e punizioni).
• Erano nettamente distinti dagli Adam e la distinzione netta è documentata da elementi
come i seguenti:

- gli Elohim "fecero" gli Adam (Genesi 1) attraverso interventi di ingegneria genetica
finalizzati a produrre esseri capaci di capire ed eseguire ordini e lavorare, per loro, nella ricerca
e scavo di minerali di cui il pianeta Terra è ricco;
- gli Elohim “si unirono” con le femmine Adam (Genesi 6);
- gli Elohim "muoiono come tutti gli Adam" (Salmo 82).

Gli Elohim avevano un comandante conosciuto con l'epiteto di Elyon (si veda Glossario).

Yahweh, lungi dall'essere il "Dio" unico e trascendente, era uno di loro: quello a cui era stato
affidato il compito di governare su un territorio definito e su una porzione (Giacobbe,
Deuteronomio 32,8) di una famiglia, mentre altre parti della stessa famiglia abramitica furono
affidate a suoi colleghi/rivali che la Bibbia conosce e nomina: Kamosh e Milkom (Giudici 11,24;
I Re 11,7...).

Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim (si vedano
gli innumerevoli capitoli presenti in molti dei libri dell'Antico Testamento: Genesi 31, Esodo 3,
Esodo 15, Esodo 18, Esodo 20, Deuteronomio 6, Deuteronomio 7, Deuteronomio 13,
Deuteronomio 32, ecc.).

La Bibbia dice chiaramente che il popolo poteva "scegliere" tra Yahweh e altri Elohim
(Giosuè 24 e molti altri passi).

Il termine Yahweh compare nella Bibbia in un periodo storico in cui non esisteva ancora
alcuna traccia scritta di quella che sarà poi la lingua ebraica. Le consonanti che lo compongono
sono state messe per iscritto circa 3-4 secoli dopo essere state pronunciate e i suoni vocalici sono
stati inseriti nei testi circa altri 1600-1700 anni dopo.

Quel nome è stato vocalizzato centinaia di volte anche come Yehowah.


Non si sa in che lingua venne pronunciato in origine e non si ha alcuna certezza su un suo
eventuale significato.

Date le evidenti incertezze, questa collana contiene dunque una storia liberamente ricostruita
delle vicende che riguardano gli Elohim e in particolare delle vicende che la Bibbia ci narra
circa Yahweh e il popolo che gli è stato assegnato.
Glossario essenziale

Data la caratteristica della presente pubblicazione, si forniscono indicazioni generali per ogni
singola voce e senza pretesa scientifica: il lettore più curioso potrà approfondire i singoli
argomenti il cui esame analitico si trova nei testi citati in calce al presente volume.

Adam, Adamu, Addamu, Admu


"Quello della terra".
Adamu in accadico diviene Atamu e le sue prerogative (il padre dei viventi) lo fanno
corrispondere, secondo alcuni, addirittura all'Atum degli Egizi.

Per i Sabeo-Fenici Adam significava "servo".

Per gli Assiri il termine Udmu identificava il genere umano.

Adamah
"Terra": il termine ebraico significa anche "terra rossa".

Afar
Termine citato in Genesi 2,7 che si traduce comunemente con "polvere, terra asciutta, argilla" e
in effetti ha anche questi significati, ma il significato originale pare richiamare la valenza più
ampia di una "sostanza terrena", un qualcosa che appartiene alla terra e che da essa può essere
preso per operare nel senso voluto. Si può ipotizzare che si trattasse del DNA degli ominidi nel
quale gli Elohim avrebbero innestato parte del loro tselem (vedere la voce relativa)
(Gli eventuali interessati possono trovare tutti gli approfondimenti specifici in Non c’è
creazione nella Bibbia).

Anu, An
An indica l'alto, "colui che sta in alto", e pare essere il corrispettivo sumero-accadico dell'ebraico
Elyon (superiore, che sta sopra). Era il signore degli Anunnaki, padre di Enki ed Enlil.

Anunnaki
Il probabile corrispettivo sumero-accadico degli Elohim biblici.
Secondo alcuni traduttori il termine significherebbe "coloro che dal cielo vennero sulla terra"
oppure "il seme più importante (primo) della Terra". Tutta la storia dei Sumeri testimonia un
rapporto concreto, intenso e personale, tra uomini e Anunnaki che non erano considerati "dèi"
nel senso che noi attribuiamo a questo termine.

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Apsu (Abzu)
Termine con il quale la cultura mesopotamica indicava le acque del sottosuolo, una sorta di
oceano abissale, e potenzialmente anche le parti basse, quelle che stanno sotto; potrebbe
indicare l'Emisfero Sud del pianeta. Ne era signore Enki.

Baalbek
Importante sito archeologico nella valle della Bekaa, in Libano. Vi si osserva un tempio romano
costruito su un più antico tempio greco che poggia su una costruzione neolitica la cui base è
costituita da tre monoliti, dal peso singolo che varia dalle 700 alle 900 tonnellate. Un quarto
monolite si trova ancora parzialmente interrato nella cava di provenienza: il suo peso finale
sarebbe stato di 1200 tonnellate. Nessuno è mai stato in grado di spiegare in modo documentato
e certo come quella costruzione sia stata realizzata.

Bibbia Stuttgartensia
La Bibita Hebraica Stuttgartensia, o BHS, è un'edizione della Bibbia ebraica pubblicata dalla
"Deutsche Bibelgesellschaft" (Società biblica tedesca) di Stuttgart (Stoccarda). Il testo è una
copia precisa del testo masoretico com'è contenuto nel Codex Leningradensis (L) e rappresenta
sostanzialmente la versione di riferimento ufficiale delle Bibbie diffuse nel mondo.

Cargo (culto dei)


Si chiama così un fenomeno studiato dagli antropologi e caratterizzato dal culto che abitanti di
isole del Pacifico tributavano agli aerei e ai loro contenuti da loro considerati di origine
"magica", "divina". Si è sviluppato principalmente in Nuova Guinea, in Melanesia e in
Micronesia; la sua prima origine è legata al passaggio e all'arrivo delle prime navi esploratrici
occidentali del XIX secolo. Negli anni Venti il naturalista James Hurley ammarò in Nuova
Guinea con un idrovolante e scoprì ben presto che gli indigeni ogni giorno offrivano dei sacrifici
a lui e al suo aereo, ritenendoli entrambi di origine divina. La maggiore espansione del culto è
avvenuta però dopo la Seconda guerra mondiale, nel corso della quale sulle isole era stata
paracadutata una grandissima quantità di materiale destinato all'esercito USA per la campagna
del Pacifico contro il Giappone: vestiti, cibo, tende, armi e altri beni erano destinati ai soldati,
ma anche agli isolani che fungevano da guide. Alla fine della guerra tutto terminò: le basi aeree
furono abbandonate e i cargo non furono più paracadutati; venne meno quindi il trasporto delle
merci di vario genere - tra cui grandi quantità di cibo - di cui i locali avevano ampiamente
usufruito. Gli abitanti di quelle isole, sentendosi abbandonati dalle "divinità" che si erano
rivelate tanto prodighe, elaborarono delle vere e proprie pratiche religiose e dei rituali magici
finalizzati a stimolarne il ritorno: riprodussero in modo rozzo e approssimativo piste di
atterraggio, aeroplani e apparecchiature radio fatte di legno che venivano indossate all'interno
di finte torri di controllo; tentarono anche di imitare il comportamento del personale militare
che aveva operato sul luogo; hanno iniziato a mimare in modo rituale i segnali tipici di ogni
aeroporto: accendevano fuochi per illuminare le piste, ecc.

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I culti dei cargo sono andati poi lentamente affievolendosi fino anche a scomparire con la presa
d'atto che gli "dèi" generosi non sono più tornati, ma è stato registrato un caso che fornisce
indicazioni su come possono nascere anche denominazioni specifiche.
Purtroppo la ricostruzione che è stata fatta è lacunosa e incerta, ma ci sono elementi che
parrebbero essere assodati: nelle isole Vanuatu giunsero in volo dei soldati statunitensi che
avevano il compito di difendere l'arcipelago da una possibile invasione giapponese. Uno di
questi militari era di colore e gli abitanti dell'arcipelago, colpiti anche dalla sua pelle scura
quindi simile alla loro, lo avrebbero considerato un essere divino: ne hanno atteso il ritorno; gli
hanno dedicato un tempio; hanno custodito come reliquie alcuni oggetti che gli erano
appartenuti; il capo tribù dell'epoca disse poi di avere sognato l'americano/dio dopo che questi
se ne era andato e da quel momento egli fu considerato un "profeta del dio".
Dopo la sua partenza si è iniziato ad adorare questa "divinità" con il nome di Jonfram. Purtroppo
rimangono delle incertezze sull'origine del nome stesso in quanto non si è riusciti ad appurare
se sia nato dalla figura di un singolo americano che si chiamava John Frum o se questo nome sia
derivato dal fatto che lui si era presentato come "John from America": in ogni caso, dopo la sua
partenza i locali avrebbero ricordato e mantenuto il suono Jonfrom/Jonfram identificandolo
come il nome di quel particolare "dio" giunto dall'alto con tanta disponibilità di beni. Tutto
questo è accaduto nel secolo scorso sotto gli occhi degli antropologi, e pare essere la ripetizione
documentata di ciò che, con molta probabilità, è avvenuto nei millenni in cui l'uomo è stato
formato e dominato da quegli esseri superiori che la Bibbia conosce con il nome di Elohim.

CRONOLOGIA degli eventi più importanti


Le date sono ipotetiche perché non si ha la documentazione storica necessaria per definire con
certezza gli eventi e la loro collocazione temporale.

250-100 mila anni fa: possibile prima fase delle manipolazioni genetiche operate dagli
Elohim per iniziare le sperimentazioni che hanno portato alla fabbricazione e
perfezionamento dell'Homo sapiens.

150-100.000 anni fa: periodo in cui viene ipoteticamente collocata la datazione di miniere
a cielo aperto scoperte in Centro-Sud Africa.

12 mila anni fa: termina l'ultima glaciazione con conseguente inondazione di gran parte
delle coste dei vari continenti: a questi eventi sarebbero da attribuire i 650 racconti del
diluvio ricordato da tutti i popoli.

4500-4000 a.C.: periodo nel quale si possono collocare le vicende di Adamo ed Eva.

4000 a.C.: compare quasi improvvisamente la civiltà dei Sumeri.

3500-3000 a.C.: periodo in cui si può collocare l'evento del diluvio biblico, che fu
probabilmente un'alluvione locale provocata artificialmente dagli Elohim con l'apertura
delle saracinesche di una diga da loro stessi costruita (come descritto nel libro Non c’è
creazione nella Bibbia).
2000-1800 a.C.: periodo storico in cui si sarebbero svolte le vicende della famiglia di
Abramo coinvolta nelle guerre combattute dagli Elohim per il controllo del pianeta, ivi
compresi i territori della Palestina. In quel periodo vennero distrutte con armi a energia le
città di Sodoma e Gomorra (Genesi 19) e quelle di Harappa e Mohenjo-daro (Pakistan).

1800-1700 a.C.: possibile collocazione delle vicende dei patriarchi biblici Giacobbe e
Giuseppe.

1500-1300 a.C.: sono i secoli in cui gli studiosi tendono a ipotizzare l'uscita dall'Egitto di
quel popolo guidato da Mosè. Segue la lunga campagna di conquista della cosiddetta "terra
promessa".

1447 a.C.: secondo alcune cronologie alternative, sotto il faraone Dudimose (Tutmose?) si
verifica l'esodo degli Ebrei. Mosè trova il suo Elohim, Yahweh, signore dei Midianiti
(discendenti di Abramo) e incontra Jetro (governatore locale per conto di Yahweh), che
diverrà suo suocero.
Quando gli ebrei peregrinano nel deserto, le epopee sumere vengono tradotte e riscritte in
accadico (lingua semitica): di qui verranno riprese dagli autori biblici per ricostruire la
storia del loro popolo.

1000-900 a.C.: regni di Davide e Salomone.

587 a.C.: caduta di Gerusalemme conquistata da Nabucodònosor e conseguente esilio


babilonese.

538 a.C.: editto di Ciro che consente il ritorno in patria degli esiliati; riscrittura della
Bibbia e rifondazione del pensiero giudaico: fu in questo periodo che sostanzialmente si
iniziò a introdurre nell'Antico Testamento il monoteismo, trasformando Yahweh nel dio
unico e reinterpretando la figura degli Elohim alla luce della dottrina che la teologia
giudaica aveva deciso di veicolare e imporre.

Edin, Eden
(Genesi 2,10)
La parola Eden è stata tradotta in greco con paradeisos, "paradiso", e deriva dal termine
pairidaeza della religione zoroastriana (la cui origine pare localizzabile proprio nel territorio
dell'Eden): il termine avestico significa "luogo recintato". La parola ebraica che indica il
"giardino", gan, deriva dalla radice ganan, che significa "recintare": gan be-eden significa dunque
"giardino cintato in Eden", che, come dice la Bibbia, si trova effettivamente a oriente rispetto al
territorio palestinese in cui venne redatto l'Antico Testamento.
La radice ebraica [adhan] rimanda anche al concetto della "gioia di una vita felice": si rimanda
quindi all'idea del paradiso come luogo di delizie in cui i primi esseri umani vivevano a contatto
con gli Elohim, ne venivano nutriti e curati ed erano dunque liberi dalle ristrettezze proprie di
una vita normale: fame, malattie, pericoli vari...
Probabilmente ci sono stati due Eden: uno in Africa sud-orientale (con gli Anunnaki enkiti) e
uno in Sumer (Anunnaki enliliti) dove sono stati portati gli Adam maschi ed è stata prodotta
Eva.
Enki ed Enlil erano i figli del signore dell'impero Anu.

Elyon
Comandante degli Elohim (Deuteronomio 32,8).

Enki
Uno dei comandanti degli Anunna-Anunnaki.
Conosciuto anche come Ea (signore dell'acqua o delle parti poste in basso), aveva in Eridu il suo
tempio, chiamato E-Abzu.
Enki era fratello di Enlil e figlio di Anu, il signore dell'impero, conosciuto nell'Antico
Testamento con il termine Elyon ("colui che sta sopra, in alto": il comandante degli Elohim).

Enlil
Uno dei comandanti degli Anunna-Anunnaki.
Figlio di Anu nei racconti sumero-accadici, era il "signore dell'alto, il signore delle parti alte", un
attributo che poteva indicare sia il controllo dei cieli sia dell'Emisfero Nord del pianeta.
Fratello maggiore di Enki, gli era superiore per grado e potere.

Eridu
Così si chiama un'antica città sumera (l'odierna Tell Abu Shahrain) situata nella bassa
Mesopotamia, a pochi chilometri a sud-ovest di Ur (una delle possibili collocazioni della città di
origine di Abramo).
Considerata la città più antica della Mesopotamia, è da alcuni ritenuta la più antica città del
mondo. Fondata probabilmente dagli stessi Anunna-Anunnaki (il probabile corrispettivo
sumero-accadico dei biblici Elohim).
Eridu era la patria di Enki.

GENEALOGIE bibliche
(Genesi cap. 5 e 11)
Adamo ed Eva generano Caino e Abele.

Caino uccide Abele.

Adamo ed Eva generano Set che genera Enosh da cui discendono in ordine di primogenitura
Kenan, Malaleel, Iared, Enoch, Matusalemme, Lamech, Noè.

Noè genera Sem, Cam e Jafet.


Da Sem discendono Arpacsad, Selach, Eber (capostipite degli Ebrei), Peleg, Reu, Serug, Nacor,
Terach, Abramo.

Da Abramo nasce Isacco, che genera Giacobbe: la parte di famiglia che Elyon affida a Yahweh
(Deuteronomio 32,8).

Ingegneria genetica
I primi interventi di modifica del DNA effettuati dagli Elohim sugli ominidi possono
ipoteticamente essere collocati intorno al 200.000-150.000 a.C.
Alcuni esponenti della scienza ufficiale iniziano a ipotizzare in quel periodo la fabbricazione in
laboratorio dei gruppi di maschi e femmine chiamati Adamo cromosomiale Y e Eva
mitocondriale.
L'analisi molecolare ha dimostrato che il cromosoma 2 umano deriva dalla fusione di due
cromosomi ancestrali degli scimpanzé (il 12 e il 13). Quando questi fenomeni di unione
avvengono in natura, hanno effetti negativi, sono deleteri e normalmente incompatibili con la
vita. La fusione che ha dato origine al nostro cromosoma 2 non sembra invece avere arrecato
danno, anzi: ha avuto gli sviluppi che conosciamo, con l'avvento del Sapiens e del Sapiens
sapiens.

Ish Milchamah
È la trascrizione in pronuncia italiana dei termini ebraici con cui viene definito Yahweh in
Esodo 15,3: significa "uomo (individuo maschio) di guerra, guerriero".

Nazca
Altopiano che si trova tra le città di Nazca e Palpa, in Perù. Località nota per i geoglifi,
immagini gigantesche (ce ne sono circa 800) la cui fisionomia è riconoscibile sostanzialmente
solo dall'alto: rappresentano contenuti di vario genere, tra cui molti animali.
Vi si trovano inoltre montagne con le vette tagliate di netto allo scopo di ricavarne lunghe
superfici piane, che sono simili a vere e proprie piste di decollo e atterraggio.

Pasqua (isola di)


L'Isola di Pasqua è un'isola dell'Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile. Il suo nome
in lingua locale è Rapa Nui, che significa "grande isola/roccia".
È famosa per la presenza delle statue conosciute con il nome di moai: giganteschi busti verticali
la cui costruzione e il cui significato sono ancora da spiegare e decifrare.

Sacsayhnaman
Importante sito archeologico megalitico situato a circa 3 km dalla città di Cuzco, in Perù. La sua
costruzione principale pare una fortezza le cui pietre sono incastrate le une con le altre con una
precisione quasi inconcepibile.
Trilithon
Così viene chiamato il pavimento del tempio di Baalbek, costituito da tre grandi monoliti.

Tselem
Questo termine ebraico (Genesi 1,26 e segg.), tradotto tradizionalmente come "immagine", in
realtà indica quel "quid di materiale che contiene l'immagine e che è stato tagliato fuori".
L'elemento che noi conosciamo che racchiude contemporaneamente queste due caratteristiche è
il DNA: contiene l'immagine del vivente e può essere estratto per riprodurne copie o per essere
innestato in altro patrimonio genetico, come potrebbe essere stato fatto dagli Elohim con l’afar
(si veda voce relativa) degli ominidi. (Gli eventuali interessati possono trovare tutti gli
approfondimenti specifici in Non c’è creazione nella Bibbia).

Utu/Shamash
Colui che splende e sale nel fuoco verso i cieli.
Uno degli Anunnaki, figlio di Nannar e Ningal; era preposto alla registrazione dei beni degli
Anunnaki e alla giustizia. Signore antidiluviano di Sippar. La sua dimora era chiamata E-Babbar,
"casa dello splendore".
L'autore

Mauro Biglino - realizzatore di numerosi prodotti multimediali di carattere storico, culturale e


didattico per importanti case editrici italiane, collaboratore di riviste, studioso di storia delle
religioni - è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo e, da circa 30
anni, si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l'analisi
diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere veramente il
pensiero religioso formulato dall'umanità nella sua storia.

Illustratore

Riccardo Rontini - sin da piccolo dimostra interesse per le materie artistiche e creative che,
presto, lo porteranno a frequentare il liceo artistico dove si diplomerà in "Architettura e Arredo"
e, successivamente, nel 2012, a laurearsi presso l'Istituto europeo di design di Milano in
"Industrial Design".
Lo schizzo a mano e il progetto sono la sua reale motivazione nel comprendere il significato di
ciò che ci sta attorno e ribaltarlo sotto forma più comprensiva e intuitiva.
La sua capacità grafica e progettuale sono in linea con la sua visione del sistema sociale; per
tanto, questi aspetti percorrono intrecciandosi il medesimo sentiero per raggiungere un'unica
meta capace di fonderne i concetti.

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ci spiega chiaramente che Dio muore come tutti gli uomini


ci spiega che siamo stati formati con il DNA dei nostri creatori
ci racconta che i nostri creatori viaggiavano su macchine volanti
conosceva i giganti.

Inoltre:
Gli angeli intesi come creature spirituali non esistono
La chiesa ammette che l'antico testamento conosceva gli alieni
Nella bibbia si parla di ingegneria genetica
Cosa era veramente l'Arca dell'Alleanza
Perché a Yahweh e Mose interessava l'oro degli ebrei
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Tutta la verità su Lucifero e Satana

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