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Spleen

Questa poesia la n 78 dellintera raccolta. Fu pubblicata il 9 aprile del 1851 insieme ad altre quattro poesie che portano lo stesso titolo. Nella prima edizione aveva il posto n LXII. Essa completa le prime tre poesie che hanno lo stesso titolo e lo stesso argomento, ma si differenzia molto dalle prime tre. Le prime tre poesie hanno una composizione fatta di immagini tra il chiaro e lo scuro, tra il fantastico e il realistico, tra il passato e il presente, tra lanimato e linanimato come termina la seconda poesia Spleen con questi bei versi:<< -Ormai tu non sei pi, o materia vivente, / un granito circondato da un vago spavento,/ assopito nel fondo dun Sahara nebbioso:/ una vecchia sfinge dal mondo incurante, / obliata sulla carta geografica, e il cui estro selvaggio/ canta soltanto ai raggi del sole che tramonta>>. In questa ultima invece prevale, come scrive Massimo Colesanti:<<anzitutto il senso dello schiacciamento, di soffocamento, che, fin dal primo verso, sembra ridurre lo spazio vitale, comprimere, abbattere al suolo, e quindi di mancanza assoluta di luce; poi limmagine centrale e fondamentale della prigione, che sia pure estesa alla terra intera non meno costrittiva, ripugnante, precludente e buia senza scampo di una cella ristretta e ammuffita; infine gli strepiti, i lamenti, gli urli, i gemiti il pianto dello spirito prigioniero, in preda alla noia, che annaspa, erra, sbanda di contro allinsidioso attacco e trionfo dellAngoscia, atroce e dispotica>>. (I Mammut Newton Pag. 194) Testo della poesia in Francese. Quand le ciel bas et lourd pse comme un couvercle Sur lesprit gmissant en proie aux longs ennuis, Et que de lhorizon embrassant tout le cercle Il nous verse un jour plus triste que les nuits ; Quand la terre est change en un cachot humide, O lEsprance, comme une chauve-souris, Sen va battant les murs de son aile timide Et se cognant la tete des plafonds pourris ;
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Quand la pluie etalant ses immenses traines Dune vaste prison imite les barreaux, Et quun peuple muet dinfames araignes Vient tendre ses filets au fond de nos cerveeaux, Des cloches tout coup sautent avec furie Et lancent vers le ciel un affreux hurlement, Ainsi que des esprits errants et sans patrie Qui se mettent geindre opiniatrement. Et de long corbillards, sans tambours ni musique, Defilent lentement dans mon ame ; lEspoir, Vaincu, pleure, et lAngoisse atroce, despotique, Sur mon crane inclin plante son drappeau noir. Traduzione della poesia Noia.

Quando il cielo basso e greve pesa, come un coperchio Sullo spirito che geme in preda ai lunghi tedii E, dellorizzonte abbracciando tutto il cerchio, ci versa una luce nera pi triste delle notti; quando la terra mutata in unumida segreta dove la Speranza, come un pipistrello, va battendo i muri con lala timorosa e picchiando la testa contro marci soffitti; quando la pioggia sciorinando le sue immense strisce imita le sbarre duna vasta prigione, e un popolo muto di infami ragni viene a tendere le sue reti in fondo ai nostri cervelli, campane a un tratto balzano su con furia e lanciano verso il cielo un terribile urlo, come spiriti erranti e senza patria che si mettano a gemere ostinatamente. E lunghi carri funebri, senza tamburi n musica, sfilano lenti nellanima mia; la Speranza, vinta, piange, e lAngoscia atroce, dispotica, sul mio cranio chino pianta il suo nero vessillo.

Traduzione di Clemente Fusero. La parafrasi della poesia Quando il cielo basso e greve opprime, come un coperchio, lo spirito che geme in preda ai lunghi tedii e, abbracciando tutto il cerchio dellorizzonte, ci versa una luce nera pi triste delle notti; quando la terra mutata in una umida cella dove la Speranza, come un pipistrello, va sbattendo i muri con lala timorosa e picchia la testa contro i marci soffitti; quando la pioggia lasciando cadere la pioggia rende la terra uguale alle sbarre di una vasta prigione, e quando un silenzioso popolo di ragni infami tende le sue ragnatele in fondo ai nostri cervelli, allora improvvisamente campane cominciano a suonare con furia e lanciano al cielo un urlo straziante, come spiriti erranti e senza patria che si mettono a gridare ostinatamente. E quando lunghi carri funebri, senza tamburi n musica, sfilano lenti nella mia anima; la Speranza allora, vinta, piange, e lAgonia atroce, dispotica, pianta il suo vessillo nero sul mio reclinato.

Il tema della poesia. Il tema della poesia la condizione degli uomini dannati a vivere nellinferno della terra. Non tanto la noia del poeta, ma la situazione fisica e psicologica degli uomini che vivono su questa terra infernale. Baudelaire descrive prima di tutto la terra come paesaggio infernale. Dopo aver detto nella poesia Al Lettore che la vita degli uomini una discesa allinferno ora il poeta descrive lambiente infernale, il quale molto simile alla descrizione dellinferno di Dante Alighieri. Il cielo basso e pesante pesa sulla tema e manda una luce pi nera della notte; la terra trasformata in una umida cella dai soffitti fradici; la pioggia circoscrive la terra con la pioggia e la trasforma in una vasta prigione; un popolo di ragni tesse le sue ragnatele sui teste dei dannati; tutto
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questo opprimente paesaggio fa risuonare le campane con un urlo straziante e lacerante che assomiglia a quello delle anime dei dannati che gridano e gemono insistentemente. Anche la Speranza del poeta, dominato dalla noia e dal paesaggio infernale e straziato dalle immagini mentali della sua depressione che gli fa vedere lunghi carri funebri che sfilano senza tamburi e senza musica, allora vinta dalla disperazione della dannazione eterna cio il poeta capisce che non pu pi risalire verso il cielo e allora la Speranza si trasforma in Angoscia, la quale in modo inesorabile e spietato, pianta la sua potenza sulla testa reclinata del poeta. Ecco come Massimo Colesanti descrive lultima strofa della poesia:<<Aggiungiamo che qui, in questa ultima strofa, a segnare un diverso tempo, troviamo due trasformazioni sostanziali: la Speranza, vinta, che piange, perch ha perduto la battaglia contro la Noia e si muta in Disperazione; e la Noia stessa che ha raggiunto il parossismo dellAngoscia>>. La sintesi della poesia. Quando il cielo tenebroso e buio pesa, come un coperchio, e versa sulla terra una luce pi nera e angosciante delle notti, come lanima oppressa dai lunghi tedii; quando la terra trasformata in una umida grotta, dove la Speranza non riesce a sfuggire, come un pipistrello, e sbatte contro i muri e i soffitti; quando la pioggia trasforma la terra con le sue strisce dacqua in una vasta prigione e quando un popolo di ragni tesse la terra come un gruppo di pensieri ossessionano la mente, allora le campane cominciano a suonare furiosamente e levano al cielo un urlo terribile come delle anime erranti e senza patria che si disperano ostinatamente. E quando lanima invasa da immagini lugubre e funeree come quelli di un funerale dove lunghi carri funebri silenziosamente passano nellanima, allora la Speranza di rivivere, di rinascere, di salvasi dallinferno muore completamente e al suo posto subentra lAngoscia, la quale pianta la sua bandiera nera sullanima reclinata, in segno di definitiva resa allinferno. Ecco come F. Puccio spiega la progressione sequenziale della poesia:<<Spleen senso di devitalizzante prigionia, coscienza di uno stato di esilio permanente, disperato e fallito tentativo di trovare una pur minima speranza di salvezza e consapevolezza di un suo progressivo cedimento. Spleen delirio, panico, marciume, putrefazione, soffocamento claustrofobico, irretimento impietoso dellanima consumato nel silenzio pi assoluto in una atmosfera da incubo>>. (Da Testi ed intertesi del Novecento Fratelli conti Editori Volume 1 a pagina 38). Il messaggio della poesia. Il messaggio della poesia quello delleterno dolore della vita umana nellinferno. La poesia riproduce in termini Baudelairiani la famosa scritta che Dante trova sopra la porta dellinferno: Lasciate ogni speranza a voi che entrate. Gli uomini una volta caduti nellinferno debbono dimenticare ogni bene della vita terrena e sopportare con eterna rassegnazione il dolore eterno dellinferno. Baudelaire descrive questo eterno dolore degli uomini gi mentre sono sulla terra, poich essa linferno. Ma a
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differenza di Dante, per il quale una buona parte dellumanit, riesce a salire nel Purgatorio o al Paradiso, Baudelaire descrive tutta lumanit allinferno senza via di salvezza per nessuno. In Baudelaire manca la luce della salvezza divina per cui il colore dominante dellintera raccolta e il nero dei luoghi lugubri e sordidi. Le campane hanno un ultimo sussulto fragoroso di suoni che emettono un urlo terrificante, ma lultimo rantolo disperato prima di entrare dentro linferno. Dopo lentrata allinferno predomina solo il silenzio pi assoluto, il buio pi tetro, lAngoscia pi atroce e inesorabile. Ecco come F. Puccio spiega questo messaggio della poesia:<<Spleen la furiosa distorsione sonora che agghiaccia e paralizza il corpo, la mente e lo spirito, implacabile ossessione, morte lenta, continua, che colpisce nel silenzio, nebbia, grigiore, gelo interiore. il crollo di ogni speranza di salvezza, la presenza totale della disperazione che si impossessa definitivamente dellanima dilacerata piantandovi la propria insegna di morte>>. Opera gi citata. La tesi della poesia. La tesi della poesia sicuramente la descrizione dellanima rassegnata al dolore eterno. Lanima dei dannati prima di entrare nellinferno geme in preda ai lunghi tedii. Cerca poi uscirne come fa il pipistrello dalla grotta ma senza riuscirci, emette ancora un ultimo rantolo un ultimo grido straziante, il quale dopo che entrato nellinferno muore definitivamente e subentra il silenzio pi assoluto. La Speranza di ritornare fuori ormai spenta del tutto e lunica cosa che rimane lAngoscia, la disperazione pi assoluta eterna come leterno dolore dei dannati. F. Puccio spiega cosi la tesi:<<Per Baudelaire lo spleen si configura come una dimensione oppressiva e soffocante, stretta e schiacciante, una connotazione dellanima sentita in uno stato esistenziale di sofferenza e di interminabile disperazione, senso del tenebroso, del buio inquietante che rattrista e rabbuia lo spirito, avviluppandolo e circondandolo nelle sue spire tentacolari e negandogli ogni possibilit sia di fuga sia di salvezza>>. Riferimenti culturali, sociali, filosofici e letterari della poesia. I riferimenti culturali della poesia sono pochi; oltre allinferno di Dante, un altro riferimento quello che riferisce a un sonetto di Lamennais (<< un cielo senza stelle pesava sulla terra come un coperchio di marno nero su una tomba>>). Analisi della forma. Genere della poesia. Il genere della poesia stato definito da E Auerbach del fosco sublime, che esprime la pi profonda disperazione. Al lettore gi chiaro dalle ultime tre strofe quello che vi di definitivo e di disperazione in questa situazione: siamo di fronte al tema dellorrore senza speranza, che, nella tradizione letteraria, una forma particolare di sublime. E. Auerbach ha messo in rilievo come Baudelaire crei una nuova forma di sublime con immagini realistiche, e deterior, riscattate dallo stile in alti valori simbolici.
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La metrica della poesia. La metrica della poesia formata da versi alessandrini a rime alternate composta da cinque strofe. Le figure retoriche della poesia. Le figure retoriche della poesia sono numerose e dense: similitudini, metafore, sinestesie, analogie, allitterazioni, Simboli e Personificazioni. Il tono emotivo della poesia. Il tono emotivo della poesia cupo e funereo. La poesia esprime sentimenti di rassegnazione al dolore eterno; fa nascere sensazioni laceranti e dolorose. Il colore dominante il nero che simboleggia il colore tetro del paesaggio infernale, che rappresenta lanima spenta e rassegnata al dolore eterno. La poesia non ha una nota di speranza e anche il lamento delle anime muore. Il critico L. Spitzer ha messo in rilievo proprio questo aspetto della poesia: si passa dal piano delle prime strofe al fortissimo delle campane che suonano furiosamente al pianissimo del silenzio assoluto dellinferno. La lexis della poesia. La lexis della poesia come scrive F. Puccio:<<sapientemente costruita sul lento dispiegarsi di cinque proposizioni temporali rette dallavverbio temporale quando, ripetuto cinque volte. Esso scandisce il graduale estendersi dello spleen sullanima del poeta e porta il lettore allattesa della proposizione principale, quasi come catartica rimozione di quellatmosfera oppressiva. Al contrario, lattesa proposizione amplifica ancor di pi lo stato di paralisi con quel furiosamente scattano campane che sancisce il compiersi inesorabile del destino di condanna>>. Il linguaggio poetico della poesia. Il linguaggio poetico della poesia espresso bene da F. Puccio che scrive:<< la capacit espressiva della poesia risiede nella forza di penetrazione e di suggestione del linguaggio poetico, che sa dosare con accortezza e con un lavoro di perfezione formale parnassiana ( una scuola poetica basata pi sul culto formale che sui contenuti) il difficile accordarsi di parti verbali e parti nominali. Fondamentalmente il continuo gioco di metafore, emblematiche di stati danimo vissuti in un crescendo drammatico. I termini di cui si serve il poeta si rifanno ad un crudo realismo, gravitante su immagini sliricizzate e intrise di significati simbolici che accentuano il tono drammatico della composizione perch interpretano appieno quel senso di disperazione che essa trasmette. Anche il suono delle campane perde il suo significato gioioso e si trasforma in un urlo atroce, unico elemento sonoro in quel silenzio esteriore ed interiore che annulla ogni Speranza per cedere il posto allAngoscia.

Aspetti estetici della poesia. Gli aspetti estetici della poesia sono diversi: il primo motivo la ricercatezza formale; il secondo motivo la capacit di sintesi delle immagine fredde delloltre tomba, il terzo motivo linsuperabile capacit del poeta nel saper usare le figure retoriche e i simboli; il quarto motivo la squisitezza angosciante che il poeta sa ricreare con le immagini tetre e nere dellAde, il quinto motivo la rappresentazione del suo disperante e angosciante stato danimo, dominato dallAngoscia dispotica e atroce. Commento e mie valutazioni personali sulla poesia. Trovo che questa poesia abbia una bellezza tutta particolare. Credo che sia una bellezza fredda, dovuta ad una perfetta bellezza formale pi che a una passione calda del poeta. La poesia presenta belle immagini in successione, immagini nere e fredde come il cielo basso e greve come un coperchio, la terra come una cella umida e segreta, la pioggia che trasforma la terra in una vasta prigione, il popolo dei ragni che invade il cervello del poeta. Io personalmente (Biagio Carrubba) trovo pi belle le poesie che parlano damore sia sensuale che spirituale perch le trovo pi calde e appassionate, mentre trovo pi fredde le poesie che parlano dello Spleen perch le trovo pi gelate e formali. Scritta tra il febbraio e il marzo 02 Finita di scriverla il 04 03 2002.

Riveduta e corretta il 15 Giugno 2007