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IPSOA 3/2019

DIREZIONE SCIENTIFICA
Franco Giampietro
Consulenza e pratica per l’impresa e gli enti locali Alberto Muratori

Rivista mensile Anno XXVII - Marzo 2019 - Direzione e redazione Via dei Missaglia n. 97 Edificio B3 - 20142 Milano

Inquinamento - Rifiuti - Bonifiche - Responsabilità - 231


VIA e AIA - Certificazioni - Energia - Rinnovabili

Disciplina “salva-ILVA” Fanghi in agricoltura


Il Gip di Taranto solleva nuovi Convertito il D.L. Genova,
dubbi di costituzionalità la Cassazione “prende atto”
dell’art. 41

AIA e VIA Delitti ambientali


I limiti alla discrezionalità Attività organizzate
amministrativa per il traffico illecito di rifiuti:
nelle prospettive di modifica la competenza per territorio

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Per informazioni
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Ambiente & Sviluppo
Sommario

Rifiuti
D.L. n. 109/2018 Convertito in legge il Decreto “Genova”: alla luce dell’art. 41, la Cassazione “riaggiusta il tiro”
sull’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura
Alberto Muratori 177
Ecoreati Delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti: come si determina la competenza per
territorio? (nota a Cass. pen. n.58448/2018)
Vincenzo Paone 184

Inquinamento
Ecoreati Il GIP di Taranto solleva una nuova questione di legittimità costituzionale sulla disciplina
c.d. “salva ILVA”
Valentina Cavanna 191

Gestione ambientale
Autorizzazioni AIA: prove tecniche per un taglio drastico alla discrezionalità amministrativa?
Andrea Quaranta 197
Fiscalità Guida Conai 2019 al contributo ambientale: sistema universale, CAC diversificati, ma filosofie
ambientale differenti
Tiziana Ronchetti, Massimo Medugno 205

Rassegna
Consiglio di Stato e TAR
a cura di Chiara Prevete 213
Corte di Cassazione penale
a cura di Vincenzo Paone 218
Corte di Cassazione civile
a cura di Giulio Spina 229

Agenda
Scadenzario e Memoranda
a cura di Alberto Muratori 233
Finanziamenti ambientali
a cura di Bruno Pagamici 247
Casi e soluzioni
a cura di Eleonora Perotto e Andrea Quaranta 254

Ambiente & sviluppo 3/2019 175


Ambiente & Sviluppo
Sommario

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176 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rifiuti

D.L. n. 109/2018

Convertito in legge il Decreto


“Genova”: alla luce dell’art. 41,
la Cassazione “riaggiusta il tiro”
sull’utilizzo dei fanghi
di depurazione in agricoltura
Alberto Muratori

Premessa La questione dell’utilizzo dei fanghi in agricol-


Pur avendo già diffusamente trattato su questa tura è infatti di particolare importanza, perché su
Rivista il poco (olfattivamente) piacevole argo- di essa si “intrecciano” sia gli aspetti (e i quesiti)
mento dell’utilizzo dei fanghi di depurazione in messi in gioco dalle disposizioni del D.Lgs. n. 99/
agricoltura (1), alla luce delle disposizioni dell’art. 1992, con riferimento alle caratteristiche che i
41 del c.d. “Decreto Genova” (2), dapprima nella fanghi devono possedere, in vista della loro
versione iniziale, e poi secondo la sua stesura somministrazione diretta sui suoli agrari; sia
definitiva, quale proposta dalla Legge di conver- quelle che i [medesimi] fanghi devono presen-
sione 16 novembre 2018, n. 130 (3), siamo ora tare, ai fini del loro impiego per la produzione di
indotti a ritornare nuovamente sul tema, in pre- fertilizzanti, in questo caso, nel rispetto del
senza della sentenza della Corte di cassazione, sez. D.Lgs. n. 75/2010, che di questi ultimi rappre-
III pen., 29 gennaio 2019, n. 4238, attraverso la senta la “Norma quadro”; sia, infine, la nozione
quale la Suprema Corte ha dovuto prendere atto, di end of waste, quale venuta a configurarsi in
con grande onestà intellettuale, del nuovo quadro seguito all’evoluzione della disciplina europea e
di riferimento normativo, che ha tolto ogni spazio nazionale sui rifiuti, che con crescente vigore ha
e ogni validità alle decisioni precedentemente evidenziato il ruolo chiave della cessazione della
assunte in via ermeneutica su questa stessa materia, qualifica di rifiuto - attraverso idonei trattamenti
dalla giurisprudenza espressa [anche] ai massimi - per il decollo dell’economia circolare, quest’ul-
livelli della giurisdizione penale e - successiva- tima oggi al centro del dibattito politico, legi-
mente - dal giudice amministrativo, in occasione slativo, giuridico e tecnico tuttora in corso in
di altri procedimenti giudiziari sui quali questi Europa, e all’interno dei diversi Stati.
collegi erano stati chiamati ad esprimersi.

(1) Vale qui la pena di ricordare, a ritroso, almeno in seguenti - sul n. 10/2017 “Gessi di defecazione: ‘fertilizzanti-merci’, o
contributi, recentemente pubblicati su questa stessa Rivista, a rifiuti? La Cassazione fissa le condizioni per una corretta scelta tra
firma di chi scrive: le due alternative”.
- sul n. 2/2019: “Ancora sui fanghi di depurazione in agricoltura, (2) Decreto Legge rubricato “Disposizioni urgenti per la città di
dopo la legge di conversione del D.L. ‘Genova’, e la nuova stesura Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei
dell’art. 41”; trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre
- sul n. 11/2018: “L’utilizzo in agricoltura dei fanghi di depura- emergenze”, pubblicato sulla G.U. n. 226 del 28 settembre 2009,
zione civili: il ‘restauro’ del vetusto D.Lgs. n. 99/1992 parte ‘col ed entrato in vigore il 29 settembre scorso.
piede sbagliato’, ma per motivi di forza maggiore”; (3) Pubblicata sul S.O. n. 55 della G.U. 19 novembre 2018,
n. 269, in vigore dal 20 novembre scorso.

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Rifiuti

La sentenza della Corte di cassazione 29 Dopo una riassunzione della normativa di riferi-
gennaio 2019, n. 4238: si dà atto, mento preposta alla qualificazione della natura dei
(seppure a malincuore) che, sui fanghi e all’individuazione della normativa applica-
requisiti per l’utilizzo in agricoltura dei bile (par. 7), vale la pena soffermarci sul par. 8 delle
fanghi di depurazione, va abbandonato “Considerazioni di Diritto” ove è invece riassunto il
l’orientamento espresso in precedenza punto di vista di Parte ricorrente, con riferimento ai
nella c.d. “sentenza Pagnin” sopra richiamati aspetti, nei seguenti termini:
La sentenza della quale intendiamo qui occuparci è “Le disposizioni appena richiamate riguardano, come si
stata originata da un ricorso, per Cassazione, contro è detto, l’utilizzazione in agricoltura dei fanghi, inten-
un’Ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria dendosi per tale, secondo quanto stabilito dal D. Lgs 99/
(adottata in data 29 gennaio 2018) che aveva con- 1992, il recupero degli stessi mediante il loro spandi-
fermato un sequestro preventivo emesso dal GIP nei mento sul suolo o qualsiasi altra applicazione sul suolo e
confronti di una società operante nel settore della nel suolo.
gestione dei rifiuti, - e, nello specifico, anche di Si tratta, dunque, di un’attività diversa e susseguente
fanghi di depurazione, da destinare alla produzione da quelle che la precedono, durante le quali, come si è
di compost, - imputata del delitto di cui all’art. 260, detto, i fanghi sono trattati come rifiuti alla fine del
“Attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti” del complessivo processo di trattamento effettuato nel-
D.Lgs. n. 152/2006 (4). l’impianto di depurazione di cui all’articolo 127
Mentre il Collegio stava esaminando il ricorso sul D. Lgs. 152/2006”.
quale avrebbe dovuto pronunciarsi, interveniva Secondo la riassunzione operata dal par. 8, tale circo-
l’emanazione del c.d. D.L. “Genova” (5), l’art. 41 stanza viene evidenziata dai ricorrenti per censurare
del quale, rubricato “Disposizioni urgenti sulla gestione l’Ordinanza impugnata, nella parte in cui richiama le
dei fanghi di depurazione”, integrava, con l’introdu- conclusioni cui è pervenuta una sentenza di questa
zione di un nuovo parametro, e relativo valore limite, Corte, sez. III, 31 gennaio 2017, n. 27958, Pagnin,
l’allegato IB del predetto D.Lgs. n. 99/2010: l’elenco nella quale si è affermato che l’uso agronomico presup-
dei parametri è un fatto nuovo, che la presa di posi- pone che il fango “sia ricondotto al rispetto dei limiti
zione della Corte non avrebbe certamente potuto previsti per le matrici ambientali a cui dovrà essere
ignorare, come in effetti è avvenuto, fino a segnarne assimilato (e quindi anche quelli previsti dalla Tab. 1,
l’esito in termini determinanti: l’Ordinanza impu- colonna A dell’allegato 5, al Titolo V, parte IV D. Lgs
gnata da Parte ricorrente veniva infatti annullata, n. 152 del 2006), salvo siano espressamente previsti,
“con rinvio al Tribunale di Reggio Calabria per un esclusivamente in forza di legge dello Stato, parametri
nuovo esame” (6). diversi, siano essi più o meno rigorosi, nelle tabelle
Tralasciando completamente, in queste note, gli allegate alla normativa di dettaglio (decreto n. 99 del
aspetti procedurali che occupano diverse pagine 1992) relativa allo spandimento dei fanghi o in prov-
delle “Considerazioni di Diritto” svolte a latere vedimenti successivamente emanati”.
della decisione presa dalla Suprema Corte con la Si rimarca inoltre, al par. 8, come il principio, non
sentenza n. 4238 del 29 gennaio 2019, e svilup- condiviso dai ricorrenti, sia stato successivamente
pate attraverso n. 15 paragrafi, ci occuperemo ripreso in una sentenza del giudice amministrativo
qui solamente degli effetti sul “decisum”, dovuti (TAR Milano, sez. 3, 20 luglio 2018, n. 1782) che,
all’entrata in vigore dell’art. 41, D.L. n. 109/ accogliendo il ricorso di diverse decine di comuni, ha
2018 (7). avuto effetti concreti (8) nella gestione degli impianti
di depurazione.

(4) Articolo poi abrogato dall’art. 7, D.Lgs. n. 21/2018, e da necessità “di superare situazioni di criticità nella gestione dei
quest’ultimo trasposto, quasi pedissequamente, all’art. 452-qua- fanghi di depurazione, nelle more di una revisione organica della
terdecies cod. pen. (Libro Secondo, Titolo VI-bis “Dei delitti contro normativa di settore”, tuttora in fase di rimpallo tra le competenti
l’ambiente”). Commissioni dei due rami del Parlamento.
(5) Cui ha successivamente fatto seguito la conversione in (8) Mettendo a rischio la capacità di stoccaggio dei fanghi
legge, che ha determinato una seconda integrazione dei limiti di formati presso gli impianti appartenenti al sistema di depurazione
cui all’allegato IB, D.Lgs. n. 99/1992. pubblica delle acque reflue nel territorio della Regione Lombardia,
(6) Ai fini del nuovo esame, il Giudice cui è stato rimesso dalla nel momento per effetto della sentenza del giudice amministra-
Corte di cassazione tale adempimento, dovrà ovviamente tenere tivo, era di punto in bianco venuto meno lo “sbocco” costituito
conto della definitiva stesura dell’art. 41, D.L. n. 109/2018, come dalla loro somministrazione diretta sui suoli agrari, una volta ese-
integrato dalla Legge di conversione 16 novembre 2018, n. 130. guiti i trattamenti preliminari prescritti dal D.Lgs. n. 99/1992.
(7) Tale intervento normativo, compiuto col D.L. n. 109/2018,
art. 41, e successiva conversione in legge, era stato causato dalla

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Rifiuti

L’errore ravvisato dai ricorrenti nell’interpretazione La “teoria” - tecnicamente insostenibile - che


fatta propria prima dalla Corte di cassazione con la i fanghi di depurazione, per essere utililizzati
sentenza n. 27958/2017, e poi dalla sopra richiamata in agricoltura, debbano rispondere ai limiti di
sentenza del TAR Lombardia viene così sintetizzato: cui alla Col. A, Tabella 1, Allegato 5, Titolo V,
si pretende che vadano applicati ai fanghi i parametri Parte Quarta, D.Lgs n. 152/2006
e i connessi valori limite che il D.Lgs. n. 152/2006 Con propria sentenza 6 giugno 2017, n. 27958, la
prevede per i suoli. Suprema Corte di cassazione aveva avallato e fatto
Al par. 9 delle medesime considerazioni di diritto si propria la tesi già sostenuta da diversi giudici di prime
esprime, da un lato, piena condivisione delle argo- cure (9) oppure, altre volte in ripetute occasioni,
men-tazioni sviluppate nella sentenza Pagnin, ma, da dalla magistratura inquirente, secondo la quale l’uti-
un altro, si dà atto che la questione deve ritenersi lizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura,
superata, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 28 sancita dal D.Lgs. n. 99/1992, dovrebbe comunque
settembre 2018, n. 109 “Disposizioni urgenti per la città essere subordinata al rispetto, nel tal quale “pretrat-
di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infra- tato” (10), dei valori limite esposti dalla Colonna A,
strutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, Tabella 1 (11) di cui all’Allegato 5, Parte Quarta,
il lavoro e le altre emergenze”, alla luce della disposi- Titolo V, D.Lgs. n. 152/2006.
zione di cui all’art. 41 di quest’ultimo provvedimento. Tale Tabella prevede, come noto, n. 97 parametri, -
Infatti, in ciò allineandosi alle argomentazioni dei distribuiti in n. 13 “categorie” (12), ciascuno dei quali
ricorrenti, il Collegio è, alla fine, costretto ad associato a una concentrazione limite, - espressa in
ammettere: mg/kg s.s., che, ove superata - anche per un solo
F09Fche la richiamata disposizione, dando atto parametro - nel suolo o nel sottosuolo, comporta la
di situazioni di criticità nella gestione dei fanghi verifica della sussistenza o meno dello status di “sito
di depurazione non meglio definite, ma eviden- contaminato” alla luce delle concentrazioni soglia di
temente riferibili alla scelta ermeneutica recen- rischio CSR, da individuarsi caso per caso, attraverso
temente adottata anche dalla giurisprudenza l’analisi di rischio sito-specifica, da operare a valle
amministrativa, nel richiamare espressamente i della caratterizzazione del sito, in “odore” di possibile
limiti di cui all’allegato IB del D.Lgs. n. 99/1992, contaminazione, secondo le modalità previste dagli
precisando che gli stessi “continuano a valere”, altri Allegati del Titolo V, Parte Quarta, D.Lgs.
stabilendo, così, una inequivocabile continuità n. 152/2006.
con il passato, fissa anche limiti specifici per gli Il fatto è che i limiti di Colonna A, di cui sopra, non
idrocarburi; devono essere verificati nel presunto “contaminante”,
F09Fche tenendo conto, quindi, della novità legisla- cioè nel fango di depurazione somministrato ai terreni
tiva, andranno apprezzati esclusivamente i parame- agrari, in termini di operazione di recupero R10 “Trat-
tri in essa indicati, considerando comunque che gli tamento in ambiente terrestre a beneficio dell’agricoltura o
stessi riguardano l’utilizzazione dei fanghi e devono dell’ecologia” (13), ma solo nel sottostante suolo venuto
pertanto essere rispettati in tale fase ultimativa della a contatto con l’agente responsabile della supposta
loro gestione. contaminazione. Infatti, il superamento delle bassis-
Da ciò dunque, l’annullamento del sequestro sime concentrazioni limite espresse dalla Colonna A,
operato dal Tribunale di Reggio Calabria, rin- Tabella 1, Allegato 5, qualora rilevate a carico del
viato dal Collegio (presumibilmente obtorto suolo sottostante non attesta in sé e per sé una situa-
collo) al medesimo Tribunale per un nuovo zione di pericolo per l’ambiente, per la salute umana e
esame, seguendo i binari tracciati dalla sentenza per le stesse colture agrarie, ma solo la propensione del
n. 4238 del 29 gennaio 2019.

(9) In particolare, nel caso di specie, un’ordinanza del Tribunale contaminante, rende necessaria la caratterizzazione del sito e
del riesame di Firenze, oggetto di impugnativa per cassazione, l’analisi di rischio sito specifica, come individuati nell’Allegato 5.
proposta allo scrutinio della Suprema Corte, che ha invece riget- (12) Ovvero: 1. Composti inorganici; 2. Aromatici; 3. Aromatici
tato il ricorso finalizzato all’annullamento dell’Ordinanza de qua. policiclici; 4. Alifatici clorurati cancerogeni; 5. Alifatici clorurati non
(10) Cioè, sottoposto ai trattamenti, anche di tipo “soft”, cancerogeni; 6. Alifatici alogenati cancerogeni; 7. Nitrobenzeni; 8.
richiamati all’art. 2, comma 1 lett. b) del D. Lgs. 99/1992. Clorobenzeni; 9. Fenoli clorurati; 10. Ammine aromatiche; 11.
(11) Tale Tabella è rappresentativa delle concentrazioni soglia di Fitofarmaci; 12. Diossine e furani; 13. Altre sostanze.
contaminazione CSC, il cui superamento a carico delle matrici (13) Vedasi l’Allegato C “Operazioni di Recupero”, Parte
suolo o sottosuolo, venute a contatto con un potenziale agente Quarta, D.Lgs. n. 152/2006.

Ambiente & sviluppo 3/2019 179


Rifiuti

trasferimento agli strati sottostanti degli inquinanti - lo stoccaggio definitivo in discarica dei fanghi in
sottoposti ai valori soglia di cui sopra, così da attivare depurazione, per le sue caratteristiche fisico chimiche
successivi adempimenti ed analisi, finalizzate ad accer- ostacola pesantemente il recupero ambientale del sito
tare se sono state superate anche le ben più elevate dell’impianto dopo la sua dismissione;
concentrazioni soglia di rischio. Viceversa, l’assun- - i rivestimenti artificiali delle sponde e del fondo
zione dei limiti di Colonna A come “metro” della dell’impianto sono esposti a rischi di rottura in seguito
pericolosità intrinseca del fango distribuito sul suolo ad imprevedibili eventi accidentali;
agrario - senza alcun dubbio, un rifiuto, - è priva di - i medesimi rivestimenti con materiali naturali fini,
qualsiasi significato tecnico scientifico: sarebbe come così come gli strati argillosi sottostanti, presentano
assumere il tasso glicemico da rilevare nel sangue di un permeabilità molto bassa, ma in nessun caso pari allo
paziente ai fini di una diagnosi di diabete, per “decre- zero;
tare” che i cannoli siciliani sono alimenti pericolosi - il ricorso allo smaltimento in discarica è l’“ultima
per la salute umana, in relazione al loro riscontrato spiaggia” per i fanghi di depurazione, perché all’ul-
tenore di glucosio. timo gradino della gerarchia dei rifiuti.
Pur senza avallare la tesi accusatoria, secondo la quale Tutto ciò spiega perfettamente perché le norme di
la mancata indicazione di concentrazioni limite per accettazione in discarica stabilite per i fanghi, ten-
un gran numero di parametri in sede di “norma dano a scoraggiarne il conferimento, circoscrivendoli
speciale” relativa ai fanghi di depurazione, (leggasi: ai casi di assenza di alternative.
D.Lgs. n. 99/1992), corrisponderebbe ad un (impli- Aderendo allo stesso teorema, la sentenza 20 luglio
cito) divieto della presenza di tutti gli analiti omessi, n. 1782 del TAR Lombardia, per motivare l’annul-
disposto fin dall’origine da parte del Legislatore, la lamento della Deliberazione G.R. Lombardia n. X/
sentenza n. 27958/2017 si “arrocca” sull’assunto 7076 dell’11 settembre 1917 (15), incorrendo in un
che l’eclatante superamento, (persino in termini di plateale sproposito, afferma che essendo i fanghi di
ordini di grandezza), dei valori limite della Colonna depurazione “destinati ad essere mescolati ad ampie
A per alcuni analiti, come ad esempio il parametro porzioni di terreno e a divenire, quindi, un tutt’uno
idrocarburi C10-C40, dimostrato dalle analisi con- con esso, appare pertanto logico che il fango rispetti i
dotte sui fanghi di depurazione de quibus, sarebbe limiti previsti per la matrice ambientale a cui dovrà
sufficiente a classificarli ictu oculi come rifiuti peri- essere assimilato”, cioè “quelli previsti dalla Tab. 1,
colosi, sulla base dell’apodittico convincimento che colonna A dell’Allegato 5 al Titolo V, Parte Quarta,
“L’uso agronomico presuppone infatti che il fango sia del D. Lgs. n. 152 del 2006”.
ricondotto al rispetto dei limiti previsti per le matrici Ci troviamo però di fronte ad una reiterazione del
ambientali a cui dovrà essere assimilato (14)… salvo sillogismo di don Ferrante di manzoniana memoria: è
siano espressamente previsti, esclusivamente in forza senz’altro vero che lo strato superficiale del suolo,
di legge dello Stato, parametri diversi, siano essi più o dopo lo spargimento dei fanghi, attraverso le opera-
meno rigorosi, nelle tabelle allegate alla normativa di zioni di aratura, zappatura etc. diviene un mix inscin-
dettaglio (decreto 99/1992) relativa allo spandi- dibile di fanghi e terreno; ma questo significa, caso
mento dei fanghi o in provvedimenti successiva- mai, che tale miscela (per la sua estensione e il suo
mente emanati”. spessore) assume il ruolo di preteso agente potenzial-
Inoltre, il Collegio, impegnandosi a dimostrare mente contaminante, fermo restando, tuttavia, che
(a contrariis) la validità della propria tesi, evidenzia la verifica del rispetto delle contrazioni limite di Col.
come presunto “paradosso” la legittimità della som- A andrà operata solo a carico dello strato sottostante
ministrazione ai suoli agrari partite di fanghi caratte- di suolo rimasto inalterato, mentre i fanghi, entrati a
rizzati da concentrazioni di idrocarburi persino far parte della miscela anzidetta, non sono affatto
superiori a quelle consentite per l’accettazione in tenuti a rispettare tali limiti.
discarica, ai sensi del D.Lgs. n. 36/2003. Per contro, L’errore forse tecnicamente più grave commesso da
in ciò non vi è nulla di paradossale, per tutta una serie questi pur autorevolissimi Collegi è stato comunque
di motivazioni: quello di essersi riferiti ai limiti assunti in termini di

(14) E quindi, in particolare, quelli previsti dalla Tab. 1, Col. A, Linee Guida regionali in materia di gestione dei fanghi di depura-
Allegato 5, Titolo V, Parte IV, D.Lgs. n. 152/2006. zione, secondo quanto previsto dall’art. 6, comma 1, punto 2),
(15) Provvedimento preposto alla modifica e all’integrazione D.Lgs. n. 99/1992.
dei parametri e relativi valori limite già determinati da pregresse

180 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rifiuti

concentrazioni soglia di contaminazione, - di cui al Ovviamente, l’impiego dei fanghi di depurazione per
Titolo V, Parte Quarta, D.Lgs. n. 152/2006, come interventi di rimodellazione di aree degradate in
unico “strumento” per la distinzione dei rifiuti peri- regime di semplice comunicazione, che giustamente
colosi da quelli non pericolosi: avrebbero invece implica il rispetto di una restrizione particolarmente
dovuto guardare all’Allegato D, D.Lgs. n. 152/ severa, nulla ha a che fare con lo spandimento dei
2006, rubricato “Elenco dei rifiuti istituito con Decisione (medesimi) fanghi sui terreni agrari, per sfruttarne il
della Commissione 2000/532/Ce del 3 maggio 2000”, e potere ammendante e/o correttivo. Va piuttosto qui
all’“Introduzione” posta in premessa all’Elenco vero evidenziato - divus Homerus quoque interdum dormitat -
e proprio, che detta le uniche disposizioni da appli- che il Collegio ha preteso di estendere, per analogia,
care ai fini della classificazione dei rifiuti. una norma speciale con campo di applicabilità rigida-
È per contro del tutto incongrua l’argomentazione mente circoscritto, a una diversa fattispecie del tutto
proposta dalla Suprema Corte per giustificare la inconferente, cioè l’utilizzazione dei fanghi in agricol-
propria opzione, dedotta in via ermeneutica, tura, che non è sottoposta alla condizione erronea-
“appigliandosi” all’art. 5, comma 2, lett. d-bis), mente applicata dalla Corte.
D.M. 5 febbraio 1998, (come modificato dal Simili fattispecie hanno inoltre riguardato analoghi
D.M. n. 186/2006), che, recando rubrica “Recu- procedimenti giudiziari, tuttora pendenti in periferia,
pero ambientale” così recita: nei confronti di produttori di fertilizzanti (ammen-
“1. Le attività di recupero ambientale individuate danti o correttivi) (16) contenenti fanghi di depura-
nell’allegato 1 consistono nella restituzione di aree zione, - come nel caso di alcuni tipi di compost o di
degradate ad usi produttivi o sociali attraverso rimo- gessi e/o carbonati di defecazione -, forniti ad aziende
dellamenti morfologici. agricole per la loro distribuzione sui campi. Anche in
2. L’utilizzo dei rifiuti nelle attività di recupero di cui questo caso le tesi accusatorie muovono dalla conte-
al comma 1 è sottoposto alle procedure semplificate stazione del mancato rispetto da parte dei fertilizzanti
previste dall’articolo 33, del decreto legislativo 5 prodotti e/o ceduti, dei valori limite esposti dalla Tab.
febbraio 1997 n. 22, a condizione che: 1, Col. A, Allegato 5, Parte V, Titolo V, D.Lgs.
a) i rifiuti non siano pericolosi; n. 152/2006. Anche in questo caso, i preposti magi-
b) sia previsto e disciplinato da apposito progetto strati inquirenti, oppure i giudici che hanno in carico
approvato dall’autorità competente; tali procedimenti, si sono lasciati fuorviare dall’o-
c) sia effettuato nel rispetto delle norme tecniche e rientamento espresso dalla Corte di cassazione con la
delle condizioni specifiche previste dal presente sopra richiamata sentenza n. 27958/2017.
decreto per la singola tipologia di rifiuto impiegato, Va dato atto che la Suprema Corte, anche quando
nonché nel rispetto del progetto di cui alla lettera b); commette un errore (17), lo compie con autentica
d) sia compatibile con le caratteristiche chimico- eleganza motivazionale: muove infatti, inoppugnabil-
fisiche, idrogeologiche e geomorfologiche dell’area mente, da quanto statuito dall’art. 127, D.Lgs. n. 152/
da recuperare. 2006 - Parte Terza, secondo il quale “ferma restando la
d-bis) in ogni caso, il contenuto dei contaminanti sia disciplina di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992,
conforme a quanto previsto dalla legislazione n. 99, i fanghi derivanti dal trattamento delle acque
vigente in materia di messa in sicurezza, bonifica e reflue sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti, ove
ripristino ambientale dei siti inquinati, in funzione applicabile e alla fine del complesso processo di tratta-
della specifica destinazione d’uso del sito”. mento effettuato nell’impianto di depurazione. I fanghi
Leggendo la disposizione qui sopra riportata per esteso, devono essere riutilizzati ogni qual volta il loro reim-
si evince chiaramente che la prescrizione riguardante piego risulti appropriato”, e “deraglia” solo quando si
il rispetto dei valori soglia di contaminazione CSC appella a uno stralcio - avulso dal contesto - dell’art. 5,
riguarda esclusivamente gli interventi di rimodella- comma 2, D.M. 5 febbraio 1998, per supportare la tesi
zione di aree degradate per la loro restituzione ad usi che, sempre e comunque, i fanghi di depurazione deb-
produttivi e sociali; e, nell’ambito di questi ultimi, solo bano essere conformi ai limiti esposti dalla più volte
quelli beneficiari delle procedure semplificate di cui richiamata Colonna A, “salvo siano espressamente
agli artt. 214-216, D.Lgs. n. 152/2006. previsti, esclusivamente in forza di legge dello Stato,

(16) In quanto tali, disciplinati, rispettivamente, dall’Allegato 2 e non sbaglia quasi mai, anche se non sempre sono condivisibili
dall’Allegato 3, D.Lgs. n. 75/2010. tutte le considerazioni di diritto parallelamente espresse a pre-
(17) A ben vedere, il massimo Giudice di legittimità, per quanto messa del Suo Giudizio, come nel caso della “Sentenza Pagnin”.
afferente al “merito” dei procedimenti sottoposti al suo scrutinio,

Ambiente & sviluppo 3/2019 181


Rifiuti

parametri diversi, siano essi più o meno rigorosi, nelle depurazione, ai sensi del D.Lgs. n. 99/1992 - Alle-
tabelle allegate alla normativa di dettaglio (decreto 99/ gato IB, per la loro “utilizzazione [diretta] in agri-
1992) relativa allo spandimento dei fanghi o in prov- coltura”, nonché per l’impiego nella produzione di
vedimenti successivamente emanati”. fertilizzanti, questi ultimi disciplinati dal D.Lgs.
La circostanza esimente (18), come ben eviden- n. 75/2010, Allegati 2 e 3; in questo secondo
ziato dalla sentenza della Cassazione 29 gennaio caso, è opportuno far presente che i fertilizzanti
2019, n. 4238, va individuata appunto nel disposto di cui sopra, a valle dei relativi cicli produttivi,
dell’art. 41, D.L. n. 109/2018, che nella stesura dovranno anche rispettare i limiti di concentra-
definitivamente assunta con la conversione nella zione indicati nella terza colonna della Tabella
Legge n. 130/2018 ha così ridefinito il set dei riportata di seguito (19), ben più restrittivi da
parametri e connessi valori limite che devono quelli sanciti per i fanghi di depurazione che ne
essere positivamente verificati nei fanghi di sono tra gli elementi costitutivi.

Parametri inquinanti ex Valori limite ex Valori limite ex


D.Lgs n. 99/1992 D.Lgs. n. 99/1992 D.Lgs. n. 75/2010 - Allegati 2 e 3 (*)

Cadmio 20 mg/kg s.s. 1,5 mg/kg s.s.

Mercurio 10 mg/kg s.s. 1,5 mg/kg s.s.

Nichel 300 mg/kg s.s. 100 mg/kg s.s.

Piombo 750 mg/kg s.s. 140 mg/kg s.s.

Rame 1000 mg/kg s.s. 230 mg/kg s.s.

Zinco 2500 mg/kg s.s. 500 mg/kg s.s.

F053 IPA: F0A3 6 mg/kg s.s. -

PCDD/PCDF + PCB DL: F0A3 25 ng/kg s.s. -

PCB: F0A3 0,8 mg/kg s.s. -

Toluene: F0A3 100 mg/kg s.s. -

Selenio: F0A3 10 mg/kg s.s. -

Berillio: F0A3 2 mg/kg s.s. -

Arsenico: F0A3 20 mg/kg s.s. -

Cromo Totale: F0A3 200 mg/kg s.s. -

Cromo VI: F0A3 2 mg/kg s.s. -

Idrocarburi C10 - C40: 1000 mg/kg sul t.q. -

(*) Per gli ammendanti e i correttivi contenenti fanghi di depurazione devono essere osservati anche valori limite relativi ai parametri
microbiologici Salmonella e Escherichia coli. (Che qui non sono specificati).

Va infine evidenziato, a dimostrazione dell’assurdità della maggior parte dei fanghi di depurazione derivanti
tecnica delle tesi accusatorie fondate sul presupposto dal trattamento delle acque reflue urbane. Come evi-
che il Legislatore avesse inteso riferirsi ai limiti della dente dalla pubblicazione Ispra n. 228/2015 “Uso dei
Col. A - Tab. 1 di cui all’Allegato 5 alla Parte Quarta - fanghi di depurazione in agricoltura: attività di controllo e
Titolo V del D.Lgs. 152/2006, quale “metro” per l’am- vigilanza sul territorio”, basterebbe riferirsi ai valori soglia
missibilità (o meno) della somministrazione diretta dei previsti in Col. A per i (relativamente innocui) para-
fanghi sui suoli agrari, che se così fosse stato, il Legislatore metri Rame e Zinco dosati nei fanghi di depurazione
si sarebbe (auto)imposto una “regola” atta a impedire (e destinati all’utilizzazione agricola (20), per renderne
non certo a disciplinare) l’utilizzazione in agricoltura inammissibile lo spandimento nella maggior parte dei

(18) Dal rispetto dei limiti di cui alla Tabella 1, Col. A, Allegato 5, di chi scrive “Ancora sui fanghi di depurazione in agricoltura, dopo
Parte Quarta, Titolo V, D.Lgs. n. 152/2006. la legge di conversione del D.L. ‘Genova’, e la nuova stesura
(19) Per una più dettagliata ed esaustiva informazione sulle dell’art. 41”, pubblicato sul n. 2/2019 di questa stessa Rivista.
interrelazioni sui due corpi di disciplina, concernenti i fanghi di (20) Si vedano le tabelle 2.3 (pag. 22) e 2.5 (pag. 28) della
depurazione e i fertilizzanti, si rimanda qui, di nuovo, al contributo pubblicazione Ispra n. 228/2015, che propongono i valori (medi,

182 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rifiuti

casi concreti. E se poi si volesse approfondire la verifica, appropriato”: l’avverbio ogniqualvolta dovrebbe essere
estendendola agli idrocarburi, agli IPA, ai fenoli clo- però modificato in mai, per dare una parvenza di
rurati, ecc., si dovrebbe concludere che i fanghi di veridicità all’apodittico e mai dimostrato assunto che,
depurazione di acque reflue urbane, indipendentemente posti al vaglio della “disciplina sui rifiuti”, i fanghi di
dagli abitanti dell’agglomerato di provenienza, salvo che trattasi dovrebbero possedere un carico inquinante
ben poche eccezioni, non potrebbe mai essere consen- non superiore a quello corrispondente alle concentra-
titi per la distribuzione sui suoli agrari, in palese con- zioni soglia di contaminazione CSC, di cui all’art. 240,
trasto col principio, esposto dall’art.127 del D. Lgs. 152/ comma 1, lett. b), D. Lgs. 152/2006 - Parte Quarta,
2006, (21) secondo il quale “i fanghi devono essere Titolo V, per gli analiti elencati dalla Tab. 1, Allegato 5
riutilizzati ogniqualvolta il loro reimpiego risulti al medesimo provvedimento.

minimi e massimi) delle concentrazioni dei parametri metallici 1992, n. 99, i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue
rilevati nei fanghi di depurazione distribuiti all’uso agricolo, nelle sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti, ove applicabile e alla fine
regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. del complessivo processo di trattamento effettuato nell'impianto
(21) Tale disposizione così testualmente recita: «Ferma di depurazione. I fanghi devono essere riutilizzati ogni qualvolta il
restando la disciplina di cui al decreto legislativo 27 gennaio loro reimpiego risulti appropriato».

Ambiente & sviluppo 3/2019 183


Rifiuti

Ecoreati

Delitto di attività organizzate


per il traffico illecito di rifiuti: come
si determina la competenza
per territorio? (nota a Cass. pen.
n. 58448/2018)
Cassazione penale, sez. III, 28 dicembre 2018, ud. 25 ottobre 2018, n. 58448 - Pres. Ramacci -
Est. Mengoni - P.M. Gaeta (conc. conf.) - Ric. Rocca ed altri
Rifiuti - Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti - Reato abituale - Luogo di consumazione - Individuazione - È quello in
cui avviene la reiterazione delle condotte illecite

Il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti si consuma nel luogo in cui avviene la reiterazione delle
condotte illecite e non in quello dove si verifica - come nella specie - l’interramento dei rifiuti che può essere una
frazione della condotta punibile, ma non è necessaria ai fini della rilevanza penale della fattispecie e della sua
consumazione, che è raggiunta a monte, quando la pluralità e ripetitività delle operazioni di gestione inerenti
quantitativi ingenti di rifiuti abbia raggiunto una intensità tale da mettere in pericolo il bene protetto.

Considerato in diritto n. 46705 del 3/11/2009, Caserta, Rv. 245605); ossia, lad-
dove si realizzano - con il citato carattere dell’abitualità - le
3. I ricorsi risultano manifestamente infondati per le
condotte che costituiscono l’in sé del reato, che ne inte-
argomentazioni che seguono; a muover da quelle concer-
grano gli elementi tipici, che ne evidenziano i caratteri
nenti le numerose questioni comuni, che verranno trat-
essenziali per come individuati dal legislatore. Con la signi-
tate con unica motivazione.
ficativa precisazione - correttamente sottolineata nella
4. Con riguardo, innanzitutto, alla doglianza in punto di
sentenza impugnata - per cui, ai fini della integrazione del
incompetenza per territorio - avanzata da tutti i ricorrenti -
reato qui in argomento, non sono necessari un danno
la stessa non può essere accolta, risultando corretta, ade-
ambientale né la minaccia grave di esso, atteso che la
guata e condivisibile la decisione assunta sul tema dalla
previsione di ripristino ambientale contenuta nel comma
Corte di appello, investita della medesima questione.
quarto del citato articolo si riferisce alla sola eventualità in
5. Sul punto, ritiene il Collegio che occorra ribadire un
cui il pregiudizio o il pericolo si siano effettivamente veri-
indirizzo costantemente affermato in questa sede, e soste-
ficati e, pertanto, non è idonea a mutare la natura della
nuto nella sentenza in esame, a mente del quale il delitto di
fattispecie da reato di pericolo presunto a reato di danno
attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, previsto
(Sez. 3, n. 19018 del 20/12/2012, Accarino, Rv. 255395;
dall’art. 260, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (oggi art. 452-
conforme, tra le altre, Sez. 3, n. 4503 del 16/12/2005,
quaterdecies cod. pen., giusta il d.lgs. 10 marzo 2018, n. 21) -
Sannarati, Rv. 233294).
reato abituale, che si perfeziona soltanto attraverso la rea-
6. Tanto premesso in termini generali, ritiene il Collegio
lizzazione di più comportamenti non occasionali della stessa
che la sentenza impugnata abbia fatto buon governo di
specie, finalizzati al conseguimento di un ingiusto profitto,
questi principi, evidenziando che la competenza per terri-
con la necessaria predisposizione di una, pur rudimentale,
torio doveva esser radicata proprio laddove le condotte
organizzazione professionale di mezzi e capitali, che sia in
illecite erano state reiterate, ossia presso l’impianto di
grado di gestire ingenti quantitativi di rifiuti in modo
trattamento di Biancinella-Calcinate, sito in provincia
continuativo (tra le molte, Sez. 3, n. 52838 del 14/7/
di Bergamo e nel circondario del locale Tribunale; senza
2016, Serrao, Rv. 268920) - si consuma nel luogo in cui
che assumesse decisivo rilievo, invece, il cantiere di Orzi-
avviene la reiterazione delle condotte illecite (tra le altre,
vecchi, costantemente richiamato dai ricorrenti come il
Sez. 3, n. 48350 del 29/9/2017, Perego, Rv. 271798; Sez. 3,
luogo in cui tutti i materiali in esame erano pervenuti per
n. 29619 dell’8/7/2010, Leorati, Rv. 248145; Sez. 3,
esser interrati e, quindi, smaltiti.

184 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rifiuti

7. In particolare, la Corte di appello - dopo aver congrua- orari incompatibili con il trasporto lì indicato (elemento
mente affermato che “l’interramento dei rifiuti sicura- che, peraltro, taluni odierni ricorrenti cercano di superare
mente può essere una frazione della condotta punibile, con il riferimento a problemi di natura tecnico/informatica
ma non è necessaria ai fini della rilevanza penale della che avrebbero inciso sulla datazione dei documenti in
fattispecie e della sua consumazione, che può essere rag- oggetto, quindi con argomento di mero fatto e, dunque,
giunta a monte, quando la pluralità e ripetitività delle inammissibile in questa sede. Argomento, in ogni caso,
operazioni di gestione inerenti quantitativi ingenti di ancora adeguatamente superato dalla Corte di appello,
rifiuti abbia raggiunto una intensità tale da mettere in che ne ha evidenziato “l’incomprensibile durata” - per
pericolo il bene protetto” - ha sottolineato con ampio diverse ore, per più giorni a settimana - tale da renderne
argomento che l’impianto di Biancinella: a) costituiva assai poco verosimile il contenuto).
lo strumento attraverso il quale legittimare la fornitura 8. In forza di tutte le considerazioni che precedono, dun-
di scorie di acciaieria sotto l’asserita forma di materie que, la sentenza ha concluso sul punto rappresentando che
prime secondarie di cui al contratto di appalto del 18/ l’impianto di Biancinella-Calcinate aveva costituito il
12/2008, aggiudicato dal raggruppamento temporaneo di teatro delle complesse operazioni di gestione illecita qui
imprese costituito da "O. s.r.l.", "A. G.. L. s.r.l." e "T. s.r.l.", contestate, 1) evidentemente finalizzate al consegui-
contratto poi modificato con la variante proposta il 2/10/ mento dell’ingiusto profitto che regge il profilo soggettivo
2009 e recepita nel verbale di concordamento nuovi prezzi del delitto di cui all’art. 260 ex capo B), 2) precedenti e ben
del 2/12/2009; b) costituiva il luogo di ubicazione della più significative - nell’ottica della competenza per terri-
complessa struttura operativa ove le attività di illecita torio in esame - rispetto al mero interramento dei rifiuti,
gestione erano state compiute; c) in particolare, in questo quale operazione materiale conclusiva, e 3) tali da realiz-
luogo era transitato l’ingente quantitativo di rifiuti di zare - in modo duraturo, organizzato e continuativo, come
acciaieria (nell’ordine di decine di migliaia di tonnellate, evidenziato dalle quantità di rifiuti movimentate indebi-
come riscontrato da numerosissimi documenti di tra- tamente - quel pericolo concreto al bene interesse tutelato
sporto), “con la principale finalità di risultare oggetto di che il legislatore ha posto a fondamento della medesima
una lavorazione e di una trasformazione, che in realtà non previsione normativa in oggetto.
c’è stata, se non in minima parte” (a corredo, e non 9. In senso contrario, peraltro, non opera neppure il
smentita in alcun ricorso, la Corte di appello ha sottoli- richiamo a Sez. 3, n. 46705 del 2009, contenuto in molti
neato che il consulente tecnico del pubblico ministero dei ricorsi (e, inizialmente, nella sentenza impugnata, con
aveva constatato di persona la presenza di un autocarro accento critico). Con tale pronuncia, infatti, questo
che aveva scaricato, nella zona del prodotto finito in Supremo Collegio ha ribadito i medesimi argomenti invero
uscita, scorie invero provenienti dall’esterno, quindi sostenuti dalla Corte di appello di Brescia, qui interamente
solo apparentemente risultanti oggetto di lavorazione condivisi e sopra richiamati (“Il reato deve considerarsi
presso l’impianto). abituale dal momento che per il suo perfezionamento è
Ancora presso la struttura di Biancinella, poi, erano avve- necessaria la realizzazione di più comportamenti della stessa
nuti i test di cessione sul rifiuto cd. tal quale, da ritenersi specie; consegue che la competenza deve essere individuata
“addomesticati” in ragione di emergenze istruttorie che la nel luogo in cui le varie frazioni della condotta, per la loro
sentenza ha analiticamente richiamato e, in particolare, reiterazione, hanno determinato il comportamento puni-
due intercettazioni telefoniche del 28/12/2010 (il cui rife- bile”), per poi concludere che “solo con l’arrivo dei vari
rimento - proprio di una delle due, la n. 1766 - al diverso camion di rifiuti ed il loro interramento (...) si è avuto
procedimento "B." ha costituito oggetto di una censura l’accumulo di ingenti quantitativi che sigla il perfeziona-
generica, di tipo motivazionale, senza che risulti mai ecce- mento del reato”. Ciò, tuttavia, la Corte ha nell’occasione
pita l’inutilizzabilità processuale della medesima capta- affermato non perché soltanto il definitivo interramento
zione. E fermo restando, peraltro, che la posizione di integri il delitto di cui all’art. 260, come invece sostenuto
diversi indagati - relativamente a tale ulteriore vicenda - dai ricorrenti, ma perché “le condotte antecedenti (del caso
era stata stralciata proprio dal presente procedimento, ad di specie, ovviamente, non in termini generali, n.d.e.) non
evidenza della palese connessione tra gli stessi fatti). Sem- valgono a sostanziare la pluralità di operazioni atte a confi-
pre presso il medesimo impianto in provincia di Bergamo, gurare le attività di gestione organizzata”. Diversamente,
poi, era avvenuta l’operazione di “sbiancatura” dei docu- quindi, dalla vicenda qui in esame, nella quale le condotte
menti di trasporto, tale da far apparire “come lavorati e anteatte - quelle tenute presso l’impianto di trattamento -
provenienti dall’impianto di Biancinella materiale che, sono state, e congruamente, ritenute sufficiente ed adeguata
viceversa, non era stato affatto lavorato o, addirittura, espressione di quegli atti reiterati di gestione che - già in sé -
nemmeno scaricato”; quel che la Corte di merito - in uno integravano il delitto in rubrica.
con il primo Giudice - ha tratto anche dall’esame dei E senza che, ancora sul punto, si possa condividere l’altra
numerosi documenti di trasporto in atti, evidenziando al pronuncia menzionata nei ricorsi, la Sez. 1, n. 19509 del
riguardo che alcuni autisti, congruamente ritenuti inatten- 2014, la quale ha affermato - quanto alla predisposizione di
dibili, talvolta avevano addirittura disconosciuto le sotto- una struttura operativa organizzata - che “tale segmento
scrizioni a loro nome apposte sui documenti stessi, recanti della condotta (di natura per così dire preparatoria) (...),

Ambiente & sviluppo 3/2019 185


Rifiuti

intanto assume rilevanza e configura il comportamento dell’interprete sul solo conferimento in discarica (o sul-
punibile ex D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, ex art. 260, in l’interramento di cui ai ricorsi), così privando di ogni
quanto allo stesso segua poi effettivamente una protratta e rilievo i profili organizzativi e le relative condotte che
consistente attività di smaltimento dei rifiuti, necessaria ben possono precedere questo ultimo tassello della
per la configurabilità del delitto”. Trattasi, infatti, di un vicenda; tali - già essi stessi - da integrare appieno quel-
indirizzo che non tiene conto della frequente complessità l’attività organizzata sanzionata dal legislatore (id est:
delle operazioni che integrano la gestione abusiva di consumare il reato), senza doversi quindi attendere la
rifiuti, molte delle quali possono invero precedere l’atti- sola, ultima fase della medesima operazione illecita.
vità di smaltimento qui richiamata, oppure prescinderne, La prima censura comune, dunque, deve essere dichiarata
ciononostante integrando tutti gli elementi costitutivi del inammissibile, perché reiterativa di una questione già
reato. Quel che, all’evidenza, consente anche di non avanzata in seconde cure, ed alla quale il Collegio di
lasciare pericolose zone grigie di impunità, che ben potreb- appello ha fornito più che adeguata risposta.
bero individuarsi qualora si accentrasse l’attenzione (Omissis).

COMMENTO
Vincenzo Paone (*)

Non sono molto frequenti le decisioni della Suprema Per la Cassazione, invece, la competenza per territo-
Corte in tema di competenza territoriale per il delitto rio era stata correttamente radicata in relazione al
di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti luogo in cui le condotte illecite erano state reiterate,
(art. 260, D.Lgs. n. 152/2006 e oggi art. 452-quater- ossia presso l’impianto di trattamento sito in territo-
decies cod. pen.) (1). rio del circondario del giudice adito, senza che assu-
Quella emessa in data 25 ottobre 2018 e dep. il 28 messe decisivo rilievo il luogo di interramento/
dicembre 2018, n. 58448, affronta in modo articolato smaltimento dei rifiuti.
il tema e ciò ci ha indotto a ritornare sulla citata Prima di valutare la decisione qui riportata, giova
questione, peraltro già espressamente trattata, alcuni ricordare i principi essenziali concernenti il reato di
anni fa, da autorevole dottrina (2). attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e
Nella fattispecie, agli imputati era stato contestato successivamente dare atto di come la Cassazione
di aver gestito abusivamente ingenti quantitativi abbia finora risolto il problema della competenza
di rifiuti, costituiti da scorie di acciaieria, utilizzati territoriale.
per la realizzazione di sottofondi e rilevati stradali. La tipicità del delitto risiede nel fatto di chi, al fine di
Gli imputati avevano sollevato, già nella fase di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e
merito e poi anche in sede di legittimità, la que- attraverso l’allestimento di mezzi e attività continua-
stione che andasse dichiarata l’incompetenza per tive organizzate, cede, riceve, trasporta, esporta,
territorio dell’organo giudiziario che aveva pro- importa, o comunque gestisce abusivamente ingenti
nunciato la sentenza impugnata in considerazione quantitativi di rifiuti.
del luogo ove il rifiuto era stato effettivamente Qualsiasi condotta o operazione (3), che comunque
smaltito. possa rientrare nel concetto di gestione dei rifiuti (4),

(*) Magistrato. (4) Ricordiamo che, secondo recente giurisprudenza - Cass. 9


(1) In argomento, da ultimo, v. Paone, “Traffico illecito di rifiuti: ottobre 2018, n. 50143, Busisi, in questa Rivista, 2018, pag. 846 -
che cosa cambia?”, in questa Rivista, 2018, pag. 381. Per una la definizione che l’art. 183, comma 1, lett. n), D.Lgs. n. 152/2006
panoramica in materia, v. A. Ramacci, “Il ‘nuovo’ art. 260 del fornisce della gestione dei rifiuti è ampia e sostanzialmente com-
D.Lgs. n. 152/2006, vecchie e nuove questioni”, in questa Rivista, prende ogni fase del ciclo dei rifiuti, dal momento della loro
2016, pag. 167. produzione alla loro definitiva eliminazione, attraverso l’indica-
(2) A.L. Vergine, “Il reato di cui all’art. 260 TUA: reato abituale, zione delle operazioni che la caratterizzano e che va letta consi-
permanente o complesso? (nota a Cass. pen. nn. 35801-33916- derando l’insieme delle disposizioni riguardanti la disciplina dei
29619/2010)”, in questa Rivista, 2011, pag. 621. rifiuti e le modalità di svolgimento delle varie operazioni, senza
(3) Si evince dalla casistica che la condotta possa assumere le possibilità di scindere e considerare separatamente le singole
forme e modalità più variegate, come, ad esempio, la miscela- attività al fine di sottrarle all’applicazione della normativa di
zione di più tipologie di rifiuti o la predisposizione di falsa docu- settore.
mentazione per rendere impossibile l’individuazione della loro
provenienza.

186 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rifiuti

è suscettibile di diventare una componente del Il criterio dettato dalla Cassazione


delitto in questione.
L’indirizzo prevalente appare dunque incentrato sul-
La fattispecie vede come elemento particolarmente
l’individuazione del luogo (e del momento) in cui
significativo l’esistenza di una struttura organizzata
avviene la reiterazione delle condotte abusive che
(dice il legislatore: “attraverso l’allestimento di mezzi
determinano il comportamento punibile nel senso
e attività continuative organizzate”) che giustifica la
che l’illegale gestione di ingenti quantitativi di rifiuti
più severa penalizzazione del fatto rispetto alle
“sigla il perfezionamento del reato” (così testual-
contravvenzioni.
mente Cass. Caserta).
Ma da solo questo elemento non basta perché, come
emerge dal dettato normativo, è necessaria la plura- La competenza viene perciò radicata nel luogo in cui
lità di operazioni volte a gestire, abusivamente, si concretizza “il minimo necessario” per integrare la
ingenti quantitativi di rifiuti. fattispecie e cioè l’esecuzione di più operazioni aventi
Orbene, è tradizionale l’opinione (5) che il delitto di ad oggetto la movimentazione di quantitativi ingenti
cui trattasi debba inquadrarsi tra i reati abituali pro- di rifiuti.
prio in ragione della realizzazione di una molteplicità Questa soluzione trova un riscontro in Cass. n. 52838
di comportamenti. del 14 luglio 2016, Serrao, Ced Cass., rv. 268920,
Alla luce di queste premesse, vediamo quale sia stata secondo cui il delitto è reato abituale che si perfeziona
la soluzione adottata dalla Cassazione circa la com- soltanto attraverso la realizzazione di più comporta-
petenza territoriale a conoscere del delitto di cui si menti non occasionali della stessa specie, finalizzati al
discute: conseguimento di un ingiusto profitto, con la neces-
- per Cass. n. 46705 del 3 novembre 2009, Caserta, saria predisposizione di una, pur rudimentale, orga-
Ced Cass., rv. 245605: il delitto di attività organizzate nizzazione professionale di mezzi e capitali, che sia in
per il traffico illecito di rifiuti è reato abituale in grado di gestire ingenti quantitativi di rifiuti in modo
quanto è integrato necessariamente dalla realizza- continuativo.
zione di più comportamenti della stessa specie Tuttavia, la conclusione, a parte i problemi pratici cui
(nella specie, la Corte, nel rigettare un’eccezione di può dare origine, su cui torneremo in seguito, non
incompetenza territoriale, ha precisato che la com- sembra essere del tutto conforme all’opinione di
petenza deve essere individuata nel luogo in cui le autorevole dottrina (7) che, studiando il problema,
varie frazioni della condotta, per la loro reiterazione, ha prima di tutto evidenziato che “In mancanza di un
hanno determinato il comportamento punibile); richiamo espresso nella norma processuale che regola
- per Cass. n. 29619 dell’8 luglio 2010, Leorati, Ced tale materia, avevamo espresso - vigente il codice del
Cass., rv. 248145: il delitto di attività organizzate per 1930 - l’opinione che l’art. 39, 3° co. dovesse esten-
il traffico illecito di rifiuti si consuma nel luogo in cui dersi anche al reato abituale nella parte in cui, per il
avviene la reiterazione delle condotte illecite in reato permanente, incardinava la competenza ratione
quanto elemento costitutivo del reato; loci nel luogo dove era cessata la permanenza. Inter-
- per Cass. n. 48350 del 29 settembre 2017, Perego, venuta la riforma del 1977, tale luogo fu spostato in
Ced Cass., rv. 271798: il delitto si consuma nel luogo quello dell’inizio della consumazione. Tale criterio è
in cui avviene la reiterazione delle condotte illecite. stato ribadito nell’art. 8, 3° co. del codice del 1988
In senso diverso (6), Cass. n. 19509 del 14 aprile anzi rafforzato col mantenerlo ‘anche se dal fatto è
2014, Confl. comp. Tribunale Trieste c/o Gup Tri- derivata la morte di una o più persone’. Ciò posto non
bunale Trento (in questa Rivista, 2015, pag. 49) ha risulta agevole stabilire se possa dirsi mutato il regime
ritenuto che la competenza spetta al giudice del luogo anche per il reato abituale, specie se si considera che
dove i rifiuti sono stati smaltiti, anche quando la base la dottrina processualistica non si è per nulla occu-
logistica dell’organizzazione illecita sia localizzata in pata del problema”.
luogo diverso, in quanto quest’ultima si configura L’A., dopo aver esposto altri rilievi critici sull’argo-
come attività funzionale allo smaltimento illegale mento, ha concluso che “... sembrerebbe ancora
di rifiuti ed alla quale deve poi effettivamente seguire, valida, per il reato abituale, la regola di incardina-
ai fini della configurabilità del reato, una protratta e zione della competenza territoriale nel luogo di ces-
consistente attività di smaltimento dei rifiuti. sazione della condotta abituale. Se si pone mente,

(5) Anche se vivacemente criticata da Vergine, op. cit. (7) Petrone, “Reato abituale”, in Digesto pen., Torino, 1996,
(6) Nel testo, si vedranno le osservazioni critiche che la sen- vol. XI, pag. 208.
tenza in epigrafe muove a tale pronuncia.

Ambiente & sviluppo 3/2019 187


Rifiuti

infatti, alle ragioni che spinsero il legislatore del 1977 adeguata a questo orientamento avendo sostenuto
prima - e quello del 1988, poi - a capovolgere il che il delitto di cui all’art. 260, D.Lgs. n. 152/2006 in
criterio di individuazione del giudice territorial- quanto necessariamente caratterizzato da una pluralità
mente competente nel caso di reato permanente, ci di condotte, ha natura di reato abituale proprio e si
si avvede che quelle ragioni sono particolarmente consuma, pertanto, con la cessazione dell’attività orga-
riferibili a tale figura (ed in particolare, al sequestro di nizzata, finalizzata al traffico illecito: la sentenza però
persona), mentre non sono necessariamente e glo- non si è pronunciata sulla questione della competenza e
balmente riferibili a tutte le fattispecie di durata”. quindi non può essere indicata come espressione di un
In questo senso, la Cassazione si è espressa con rife- principio diverso da quello affermato nelle decisioni
rimento ad alcuni tipici reati abituali: prima esaminate.
- per Cass. n. 9956 del 11 gennaio 2018, Ced Cass.,
rv. 272374: ai fini della prescrizione del delitto di
Perplessità rispetto all’impostazione
“stalking”, che è reato abituale, il termine decorre dal
della Cassazione
compimento dell’ultimo atto antigiuridico, coinci-
dendo il momento della consumazione delittuosa con Tornando all’indirizzo prevalente, come si è anti-
la cessazione dell’abitualità; cipato, la ricerca del luogo ove si verifica la pluralità
- per Cass. n. 52900 del 4 novembre 2016, Ced Cass., delle operazioni illecite con l’ulteriore indefettibile
rv. 268559: il reato di maltrattamenti in famiglia, requisito dell’ingente quantità di rifiuti gestiti non è
configurando un’ipotesi di reato abituale, si consuma esente da problemi pratici.
nel momento e nel luogo in cui le condotte poste in Uno è stato già messo in luce, sia pure, indiretta-
essere divengono complessivamente riconoscibili e mente dalla dottrina già ricordata (8): ribadendo la
qualificabili come maltrattamenti; fermo restando validità del criterio di radicare la competenza terri-
che, attesa la struttura persistente e continuativa toriale nel luogo di cessazione della condotta, si è
del reato, ogni successiva condotta di maltratta- infatti osservato che “è più difficile che l’imputato,
mento compiuta si riallaccia a quelle in precedenza scegliendo il luogo dell’ultimo episodio, finisca per
realizzate, saldandosi con esse e dando vita ad un determinare egli stesso il giudice competente”.
illecito strutturalmente unitario; ne deriva che il Orbene, questo rilievo non va invece affatto sotto-
termine di prescrizione decorre dal giorno dell’ultima valutato tenendo conto, ad esempio, della pericolo-
condotta tenuta; sità ravvisabile in capo a persone sottoposte alle
- per Cass. n. 15894 dell’8 gennaio 2014, Ced Cass., rv. indagini strettamente collegate con radicate organiz-
260153: nell’esercizio abusivo della professione (art. zazioni criminali. A parte questa considerazione, è
348 cod. pen.) - reato solo eventualmente abituale - comunque presente il rischio di una competenza
la reiterazione degli atti tipici dà luogo ad un unico “pilotata” nell’ottica della tesi della Suprema Corte
reato, il cui momento consumativo coincide con l’ul- di ancorare la competenza al luogo in cui si reiterano
timo di essi, vale a dire con la cessazione della condotta; le operazioni illecite, così perfezionando il reato.
- per Cass. n. 3032 del 16 dicembre 1986, Ced Cass., Anche altri AA. (9) hanno espresso perplessità al
rv. 175315: il reato di maltrattamenti è reato abi- riguardo. Pur aderendo alla qualificazione come abi-
tuale. Pertanto, poiché i fatti debbono essere molte- tuale del delitto in oggetto, si è osservato che tale natura
plici e la reiterazione presuppone un arco di tempo comporta importanti ricadute in ordine al locus commissi
che può essere più o meno lungo, ma comunque delicti ai fini della competenza per territorio sicché “la
apprezzabile, la consumazione del reato si perfeziona soluzione preferibile parrebbe quella di estendere la
con l’ultimo di questa serie di fatti (nella specie, la regola espressamente enunciata dall’art. 8, comma 3,
Suprema Corte ha disatteso la tesi della competenza c.p.p., in tema di reato permanente, anche all’ipotesi in
per territorio nel luogo ove aveva avuto inizio la oggetto. In tale prospettiva dunque sarà competente il
consumazione motivata dalla assimilabilità del giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione
reato abituale a quello permanente). del reato, il che significa dove si è integrato il requisito
Insomma, un filo comune lega le pronunce che abbiamo della reiterazione. Si comprende, comunque, come
appena ricordato. Peraltro, anche Cass. n. 44629 del 22 l’applicazione concreta di siffatta regola si riveli estre-
ottobre 2015, Bettelli, Ced Cass., rv. 265573, si è mamente problematica ... in considerazione, da un lato,

(8) Petrone, “Reato abituale”, op. cit., pag. 209. (9) Bernasconi-Guerra, Articolo 260, in Giunta (a cura di), Codice
commentato dei reati e degli illeciti ambientali, 2a ed., Padova,
2007, pag. 425.

188 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rifiuti

della più volte evidenziata complessità degli elementi affermato dai Giudici del merito, atteso che in esso -
costitutivi, e dall’altro lato, della molteplicità delle ai sensi della contestazione - non era stata svolta
forme di estrinsecazione che il reato in concreto può nessuna attività e, in alcuni casi, i rifiuti non erano
assumere. Si pensi, a titolo meramente esemplificativo, stati neppure scaricati. Di conseguenza, l’illecito
al caso, in cui l’organizzazione realizzi una pluralità di smaltimento era stato commesso nel circondario
trasporti a livello nazionale, che, nella fase iniziale, del Tribunale di Brescia, unico luogo che “unificava”
potrebbero anche risultare leciti, ma che, con una le presunte condotte illecite, lì pervenendo tutto il
serie di passaggi intermedi, in località diverse, condu- materiale che si contestava non essere stato trattato.
cano ad una progressiva fittizia “de-classificazione” dei Il Collegio, ribadito l’indirizzo che il delitto di attività
codici identificativi dei rifiuti, con conseguente illecita organizzate per il traffico illecito di rifiuti è reato
gestione degli stessi; tutto ciò al fine di trasformare abituale e come tale si consuma nel luogo in cui
documentalmente la natura dei rifiuti e la loro disci- avviene la reiterazione delle condotte illecite
plina giuridica, così da renderle adatte e compatibili con (ossia, laddove si realizzano - con il carattere dell’a-
il sito finale di destinazione prescelto”. bitualità - le condotte che costituiscono l’in sé del
Oppure, si pensi al caso (10) “di una spedizione di reato), ha ritenuto che la competenza per territorio
rifiuti da uno stabilimento sito in località A, rea- dovesse essere radicata proprio laddove le condotte
lizzato mediante l’utilizzo di più mezzi e interes- illecite erano state reiterate, ossia presso l’impianto di
sante un ingente quantitativo di rifiuti che, grazie a trattamento di Biancinella-Calcinate, sito in provin-
documenti falsificati in località B e prima della loro cia di Bergamo e nel circondario del locale Tribunale,
spedizione, siano stati successivamente smaltiti in senza che assumesse decisivo rilievo, invece, il can-
discariche, che non potevano riceverli situate in tiere di Orzivecchi, richiamato dai ricorrenti come il
località diverse C, D, E, F ... La reiterazione dei fatti luogo in cui tutti i materiali in esame erano pervenuti
di falso determina già la competenza? Oppure, in per esser interrati e, quindi, smaltiti.
assenza di falsificazione dei documenti di trasporto, Infatti, è stata convalidata l’affermazione del giudice
trattandosi di attività totalmente clandestina, il d’appello secondo cui “l’interramento dei rifiuti sicu-
momento consumativo sarebbe da anticiparsi a ramente può essere una frazione della condotta puni-
‘quello in cui ha avuto inizio l’attività di gestione bile, ma non è necessaria ai fini della rilevanza penale
abusiva dei rifiuti, coincidente con la raccolta e il della fattispecie e della sua consumazione, che può
caricamento degli stessi sui mezzi di trasporto, essere raggiunta a monte, quando la pluralità e ripe-
presso il luogo di produzione’?”. titività delle operazioni di gestione inerenti quanti-
In definitiva, non sempre è agevole accertare il luogo di tativi ingenti di rifiuti abbia raggiunto una intensità
perfezionamento del delitto (11), soprattutto se le tale da mettere in pericolo il bene protetto”.
indagini sono in itinere, sicché il criterio di competenza In secondo luogo, la Corte ha confermato che l’im-
così individuato appare fonte di non poche incertezze. pianto di Biancinella costituisse il luogo di ubicazione
della complessa struttura operativa ove le attività di
Anche la più recente decisione non scioglie illecita gestione erano state compiute e che in questo
tutti i dubbi luogo era transitato l’ingente quantitativo di rifiuti
sicché tale impianto aveva costituito il teatro delle
È giunto il momento di vedere la soluzione scelta complesse operazioni di gestione illecita contestate,
dalla Cassazione nella sentenza che si riporta. precedenti e ben più significative - nell’ottica della
Gli imputati assumevano che la Corte d’Appello, al competenza per territorio in esame - rispetto al mero
pari del Tribunale, avesse errato nell’indicare com- interramento dei rifiuti, quale operazione materiale
petente l’Ufficio di Bergamo in luogo di quello di conclusiva.
Brescia, in ragione del fatto che il sito nel quale il In conclusione, la Corte ha evidenziato che le
rifiuto era stato smaltito coincideva con il cantiere accertate operazioni di gestione illecita erano tali
stradale, sito in Orzivecchi, in provincia di Brescia. da realizzare - in modo duraturo, organizzato e con-
Nessun rilievo, poteva esser assegnato all’impianto di tinuativo - quel pericolo concreto al bene interesse
trattamento rifiuti di proprietà della “L.G.G. s.p.a.”, tutelato che il legislatore ha posto a fondamento
in località Biancinella-Calcinate (Bg), come invece della previsione normativa in oggetto.

(10) Ipotizzato dalla dottrina citata in nota 2. (11) Si è già notato, ma lo ribadiamo: questa impostazione
comunque non è coerente con quanto la stessa Cassazione ha
sempre affermato in relazione ad altri reati abituali.

Ambiente & sviluppo 3/2019 189


Rifiuti

La sentenza ha poi preso le distanze da due precedenti luogo di realizzazione della pluralità di operazioni
in materia. Il primo, costituito dalla sentenza illecite, significative anche sotto il profilo del quan-
n. 46705 del 2009 che aveva concluso che “solo titativo gestito, permette di radicare la competenza
con l’arrivo dei vari camion di rifiuti ed il loro per territorio. Non nascondiamo che la soluzione
interramento (...) si è avuto l’accumulo di ingenti indicata, ancora una volta, si espone alle perplessità
quantitativi che sigla il perfezionamento del reato”: la illustrate in precedenza.
sentenza in rassegna ha tuttavia notato che in quel-
l’occasione la conclusione era stata quella riportata Una proposta di riforma
“non perché soltanto il definitivo interramento inte-
gri il delitto di cui all’art. 260, come invece sostenuto Proprio partendo da questo dato, vogliamo avanzare
dai ricorrenti, ma perché ‘le condotte antecedenti una prospettiva de iure condendo che ci pare non solo
(del caso di specie, ovviamente, non in termini altamente ragionevole, ma anche facilmente prati-
generali, n.d.e.) non valgono a sostanziare la pluralità cabile in sede operativa.
di operazioni atte a configurare le attività di gestione La Cassazione, infatti, ha esaltato la circostanza del
organizzata’. Diversamente, quindi, dalla vicenda qui pericolo concreto cui è esposto l’interesse tutelato dal
in esame, nella quale le condotte anteatte - quelle legislatore quale conseguenza della pluralità e ripetiti-
tenute presso l’impianto di trattamento - sono state, e vità delle operazioni di gestione inerenti quantitativi
congruamente, ritenute sufficiente ed adeguata ingenti di rifiuti. Tuttavia, si potrebbe anche fondata-
espressione di quegli atti reiterati di gestione che - mente sostenere che il bene protetto è offeso già all’atto
già in sé - integravano il delitto in rubrica”. della predisposizione dell’organizzazione di mezzi e per-
Il secondo, costituito dalla sentenza n. 19509 del 2014, sone, funzionale alla programmata esecuzione di molte-
la quale aveva ritenuto - quanto alla predisposizione di plici atti di gestione di quantitativi ingenti di rifiuti.
una struttura operativa organizzata - che “tale segmento Se dunque il baricentro del disvalore del fatto tipico si
della condotta (di natura per così dire preparatoria) (...), concentrasse sulla necessaria esistenza dell’organiz-
intanto assume rilevanza e configura il comportamento zazione, in parallelo con il delitto di cui all’art. 416
punibile ex D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, ex art. 260, in cod. pen. (12), si potrebbe identificare il luogo in cui
quanto allo stesso segua poi effettivamente una pro- ha avuto inizio la consumazione del reato nel luogo in
tratta e consistente attività di smaltimento dei rifiuti, cui si è formata la struttura illecita, superando così
necessaria per la configurabilità del delitto”. A questa quella vera probatio diabolica consistente nello stabi-
tesi si è replicato che non tiene conto della frequente lire non solo quando si è verificata (almeno) la
complessità delle operazioni che integrano la gestione seconda delle operazioni illecite, ma anche quando
abusiva di rifiuti, molte delle quali possono invero si è realizzato il requisito dell’ingente quantità di
precedere l’attività di smaltimento, oppure prescin- rifiuti gestiti (tali elementi, comunque, devono
derne, ciononostante integrando tutti gli elementi essere riscontrati in concreto).
costitutivi del reato. In tal modo, non si lasciano peri- Il prospettato criterio attributivo di competenza
colose zone grigie di impunità, che ben potrebbero avrebbe l’indubbio pregio di individuare con certezza
individuarsi qualora si accentrasse l’attenzione dell’in- e con immediatezza il luogo in cui si è formata la
terprete sulla sola operazione di smaltimento finale struttura organizzativa, senza dover rincorrere le ope-
“così privando di ogni rilievo i profili organizzativi e razioni abusive che, come più volte è stato detto,
le relative condotte che ben possono precedere questo possono essere compiute in luoghi diversi tra loro e
ultimo tassello della vicenda; tali - già essi stessi - da distanti dalla “casa madre”. Insomma, anche se non si
integrare appieno quell’attività organizzata sanzionata conosce il luogo in cui è avvenuto il “passaggio” dalla
dal legislatore (id est: consumare il reato), senza doversi contravvenzione al delitto, si conosce il luogo in cui è
quindi attendere la sola, ultima fase della medesima stata allestita la struttura organizzativa.
operazione illecita”. Non siamo ottimisti circa il fatto che il legislatore
La pronuncia si inserisce dunque nell’alveo tradizio- voglia seguire il nostro suggerimento: ma la speranza è
nale per cui l’accertamento del (momento e del) l’ultima a morire!

(12) Anche in tema di reato associativo, la Corte suprema ha in cui si sono concretizzati i primi segni di operatività, normal-
stabilito che la determinazione della competenza territoriale è mente coincidenti con il luogo in cui ha sede la “base” ove si
affidata, in difetto di elementi certi in ordine alla genesi del vincolo svolgono programmazione, ideazione e direzione delle attività
associativo, a criteri presuntivi che guardano al luogo in cui il criminose facenti capo al sodalizio.
sodalizio criminoso si è manifestato per la prima volta o a quello

190 Ambiente & sviluppo 3/2019


Inquinamento

Ecoreati

Il GIP di Taranto solleva


una nuova questione di legittimità
costituzionale sulla disciplina
c.d. “salva ILVA”
Valentina Cavanna (*)

La lunga e travagliata vicenda dell’ILVA di Scopo del presente contributo è dunque quello di
Taranto, su cui si sono spesi fiumi di parole (1), illustrare il contenuto dell’Ordinanza, alla luce di
si è arricchita recentemente di nuovi tasselli. quello della Decisione (che sarà oggetto di ampio
Infatti, l’annosa questione è stata nuovamente commento nel prossimo numero di questa Rivista).
rimessa alla Corte costituzionale dal giudice per
le Indagini Preliminari (“GIP”) del Tribunale di Premessa: la Decisione
Taranto con l’ordinanza dell’8 febbraio 2019 Corre l’obbligo in questa sede di sintetizzare il con-
(l’“Ordinanza”). tenuto della Decisione, in quanto - come si vedrà
La predetta Ordinanza è stata tuttavia preceduta infra - la stessa è utilizzata dal GIP del Tribunale di
da una pronuncia della Corte Europea dei Diritti Taranto per rafforzare l’Ordinanza; un esame (dove-
dell’Uomo (“Corte EDU”) che, con la decisione roso, per quanto sommario) della Decisione e del suo
del 24 gennaio 2019 Cordella ed altri contro Italia impianto fattuale consente infatti di meglio apprez-
(la “Decisione”), ha condannato lo Stato ita- zare il quadro delineato dal GIP.
liano per la violazione degli artt. 8 (2) e Alla base della Decisione vi sono due ricorsi presentati
13 (3) della Convenzione per la salvaguardia alla Corte EDU (4) ai sensi dell’art. 24 CEDU (5): i
dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamen- ricorrenti denunciano gli effetti delle emissioni dello
tali (“CEDU”). stabilimento ILVA di Taranto (lo “Stabilimento”)

(*) Avvocato; cultore della materia in Istituzioni di Diritto Pub- (2) “1. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita
blico al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di privata e familiare, del proprio domicilio e della propria
Genova. corrispondenza.
(1) Si segnalano in particolare, in questa Rivista: A. Muratori, 2. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’eserci-
“Decreto salva Ilva: scelte difficili”, n. 1/2013, pag. 8; F. Giampie- zio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e
tro, “Introduzione al c.d. decreto legge Ilva”, n. 1/2013, pag. 5; costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria
M. Cuniberti, “Il D.L. sull’Ilva, tra conflitti di attribuzione dubbi di alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere econo-
legittimità costituzionale”, n. 3/2013, pag. 205; V. Cavanna, “AIA: mico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla
riesame ed efficacia alla luce della vicenda relativa allo stabili- protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e
mento Ilva di Taranto”, n. 3/2013, pag. 221; V. Cavanna, “Caso delle libertà altrui”.
Ilva e conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (nota a Corte (3) “Ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella
Cost. ordd. 13 febbraio 2013 nn. 16 e 17)”, n. 4/2013, pag. 326; presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso
F. Giampietro, “Ilva: l’emergenza legislativa continua ...”, n. 11/ effettivo davanti a un’istanza nazionale, anche quando la viola-
2013, pag. 911; F. Giampietro, “Ilva 2014 tra decreti-legge e crisi zione sia stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio
finanziaria”, n. 10/2014, pag. 677; F. Giampietro, “Ilva 2015: la delle loro funzioni ufficiali”.
sommatoria di decreti-legge, di decreti di conversione e di decreti (4) Si tratta dei ricorsi ai nn. 54414/13 e 54264/15.
sull’AIA aggrava l’emergenza”, n. 11-12/2015, pag. 642; F. Giam- (5) L’articolo recita: “La Corte può essere investita di un ricorso
pietro, “Ilva: nuovi decreti legge e nuove deroghe per dare attua- da parte di una persona fisica, un’organizzazione non governativa o
zione a quale AIA?”, n. 11/2016, pag. 715; V. Cavanna, “Vicenda un gruppo di privati che sostenga d’essere vittima di una viola-
Ilva e bilanciamento dei diritti fondamentali: nota alla sentenza zione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti ricono-
della Corte Costituzionale n. 58/2018”, n. 6/2018, pag. 385; sciuti nella Convenzione o nei suoi protocolli. Le Alte Parti
M. Tagliaferro, “L’Ilva e l’Idra di Taranto”, n. 1/2019, pag. 29. contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura
l’esercizio effettivo di tale diritto”.

Ambiente & sviluppo 3/2019 191


Inquinamento

sulla salute e sull’ambiente, lamentando una viola- 5) Rapporto “SENTIERI” del 2014 (9), che evidenzia
zione del diritto alla vita, al rispetto della vita privata come il tasso di mortalità nel Sito di Interesse Nazio-
ed al diritto ad un ricorso effettivo (rispettivamente, nale (“SIN”) (10) di Taranto sia maggiore rispetto
artt. 2 (6), 8 e 13 CEDU). I ricorrenti vivono a alla media regionale;
Taranto o in Comuni vicini. 6) “Studio di coorte sugli effetti delle esposizioni
La Corte EDU riconosce che lo Stabilimento è il più ambientali ed occupazionali sulla morbosità e morta-
grande complesso siderurgico in Europa, esteso su una lità della popolazione residente a Taranto” (11) del
superficie di circa 1500 ettari e dà atto del fatto che 2016, che dimostra un nesso causale tra l’esposizione a
l’impatto delle emissioni dell’ILVA sull’ambiente e PM10 e SO2 di origine industriale, dovuta all’attività
sulla salute siano da molti anni al centro di un produttiva dell’ILVA, e l’aumento della mortalità per
importante dibattito. cause naturali, tumori, malattie renali e cardiovasco-
Elenca poi gli studi scientifici che si sono susseguiti lari nei residenti;
nel tempo, che meritano per la loro significatività di 7) Rapporto del registro tumori di Taranto del 2016,
essere in questa sede ricordati: relativo agli anni 2006-2011, che conferma una
1) Rapporti del 1997 e del 2002 elaborati dal Centro maggiore incidenza di neoplasie nel Comune di
europeo ambiente e salute (organismo dell’Organiz- Taranto rispetto al resto della Provincia;
zazione Mondiale della Sanità): in particolare, il 8) Rapporto ARPA del 2016, secondo cui il livello di
rapporto del 2002 afferma che il tasso di mortalità diossine nel quartiere Tamburi di Taranto è eccessivo
degli uomini per tumore nella zona di Taranto è in rapporto a quanto autorizzato;
superiore del 10,6% al tasso osservato a livello 9) “Valutazione del danno sanitario” elaborata da
regionale; ARPA del 2017 (12), che stabilisce un nesso causale
2) Rapporto del 2002 dell’Agenzia Regionale per la tra le emissioni industriali e il danno sanitario nella
prevenzione e la protezione dell’Ambiente - ARPA, zona di Taranto.
che riconosce la pericolosità per la salute umana Successivamente, la Corte EDU si sofferma sulle
dell’alta concentrazione di sostanze inquinanti pre- misure amministrative e legislative adottate dalle
senti nell’aria; Autorità italiane in relazione allo Stabilimento a
3) Studio epidemiologico del 2009 (7), che segnala partire dal 1990, menzionando innanzitutto i due
un aumento dei tumori al polmone, alla vescica ed provvedimenti di Autorizzazione Integrata Ambien-
alla pleura negli uomini; tale (“AIA”) rilasciati dal Ministero dell’Ambiente,
4) Rapporto “SENTIERI” del 2012 (8), che stabilisce uno del 4 agosto 2011 ed uno del 27 ottobre
un nesso causale tra l’esposizione alle sostanze can- 2012 (13).
cerogene inalabili nella zona e lo sviluppo dei tumori La Corte EDU ricorda poi l’adozione - a partire dal
ai polmoni ed alla pleura e le patologie del sistema 2012 - dei Decreti legge cosiddetti “Salva Ilva” (14) e
cardiocircolatorio; la pronuncia resa dalla Corte Costituzionale del 9

(6) L’art. 2, comma 1 dispone in particolare: “Il diritto alla vita di (10) In particolare, ai sensi dell’art. 252, comma 1, D.Lgs. 3 aprile
ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere inten- 2006, n. 152: “I siti di interesse nazionale, ai fini della bonifica, sono
zionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e
sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’am-
reato sia punito dalla legge con tale pena”. biente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché
(7) G. Graziano, M. Bilancia, L. Bisceglia, G. de Nichilo, di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali”. Si veda in particolare il
A. Pollice, G. Assennato, “Analisi statistica dell’incidenza di alcune Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
patologie tumorali nella provincia di Taranto 1999-2001”, in e&p Mare 11 gennaio 2013.
Epidemiologia & Prevenzione, Rivista dell’Associazione italiana di (11) Consultabile all’indirizzo https://www.sanita.puglia.it/web/
epidemiologia, 33, 1-2, gennaio-aprile, 2009. csa/news-in-primo-piano_det/-/journal_content/56/890301/studio-
(8) P. Comba, S. Conti, I. Iavarone, G. Marsili, L. Musmeci, di-coorte-sugli-effetti-delle-esposizioni-ambientali-ed-occupazionali-
R. Pirastu (a cura di), “Ambiente e salute a Taranto: evidenze dispo- sulla-morbosita-e-mortalita-della-popolazione-residente-a-taranto.
nibili e indicazioni di sanità pubblica”, consultabile all’indirizzo http:// (12) Consultabile all’indirizzo http://www.arpa.puglia.it/web/
www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1833_allegato.pdf. guest/vds2.
(9) R. Pirastu, P. Comba, S. Conti, I. Iavarone, L. Fazzo, R. Pasetto, (13) Si noti, inter alia, che già nell’AIA del 2012 si prescrive la
A. Zona, E. Crocetti, P. Ricci & Gruppo di lavoro SENTIERI (a cura di), copertura dei parchi (cfr. art. 1, n. 4).
“SENTIERI - Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli (14) In particolare: D.L. 3 dicembre 2012, n. 207; D.L. 4 giugno
insediamenti esposti a rischio da inquinamento: mortalità, incidenza 2013, n. 61; D.L. 31 agosto 2013, n. 101; D.L. 10 dicembre 2013,
oncologica e ricoveri ospedalieri”, consultabile all’indirizzo http:// n. 136; D.L. 16 luglio 2014, n. 100; D.L. 5 gennaio 2015, n. 1; D.L. 4
www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2147_allegato.pdf. luglio 2015, n. 92; D.L. 4 dicembre 2015, n. 191; D.L. 9 giugno
2016, n. 98.

192 Ambiente & sviluppo 3/2019


Inquinamento

aprile 2013, n. 85 (15) (in seguito la “Sentenza n. 85/ Infine, la Corte EDU ha sottolineato l’urgenza del-
2013”), che consentono la prosecuzione dell’attività l’adozione di misure per il risanamento dello Stabi-
dello Stabilimento. Tale aspetto, come si vedrà, verrà limento e del territorio impattato dall’inquinamento
analizzato diffusamente dall’Ordinanza di seguito ed altresì ha specificato che il Piano Ambientale
commentata. approvato dalle autorità nazionali deve essere
Un punto chiave della Decisione, che costituisce, come messo in esecuzione il prima possibile.
si vedrà infra, per il GIP di Taranto un vulnus alla tutela
della salute dei cittadini, è il fatto che il Decreto del L’Ordinanza
Presidente del Consiglio dei Ministri (“D.P.C.M.”) del
Il GIP del Tribunale di Taranto ha sollevato que-
29 settembre 2017 (“Approvazione delle modifiche al
stione di legittimità costituzionale dell’art. 2, commi
Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e
5 e 6 del D.L. 5 gennaio 2015, n. 1 e ss.mm.ii., in
sanitaria di cui al decreto del Presidente del Consiglio
seguito “D.L. n. 1/2015” (recante “Disposizioni
dei ministri 14 marzo 2014, a norma dell’articolo 1,
urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strate-
comma 8.1., del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191,
gico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e
convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio
dell’area di Taranto”) nella parte in cui:
2016, n. 13”) abbia posticipato al 23 agosto 2023 il
(i) prorogano alla scadenza dell’AIA (ad oggi fissata
termine ultimo per la realizzazione degli interventi
al 23 agosto 2023, a mente dell’art. 2, comma 2,
previsti dal Piano delle misure e delle attività di tutela
D.P.C.M. 29 settembre 2017) i termini per l’attua-
ambientale e sanitaria (“Piano Ambientale”) di cui al
zione del Piano Ambientale e, in ogni caso, il termine
D.L. 4 giugno 2013, n. 61, approvato con D.P.C.M. 14
originariamente previsto dall’art. 3, comma 3, D.L. 3
marzo 2014.
dicembre 2012, n. 207 per la prosecuzione “in ogni
La Corte EDU afferma tra l’altro che i summenzionati
caso” dell’attività produttiva nello Stabilimento;
studi scientifici evidenziano l’esistenza di un nesso di
(ii) prevedono che “le condotte poste in essere in
causalità tra l’attività produttiva dello Stabilimento e la
attuazione del piano di cui al periodo precedente
compromissione della salute nel territorio interessato
[N.d.R.: il Piano Ambientale] non possono dare
(tra cui i Comuni di Taranto, Crispiano e Massafra).
luogo a responsabilità penale o amministrativa del
Inoltre, l’inquinamento prodotto dallo Stabilimento ha
commissario straordinario, dell’acquirente dell’af-
senza dubbio conseguenze pregiudizievoli sul benessere
fittuario o acquirente e dei soggetti da questi fun-
dei ricorrenti.
zionalmente delegati in quanto costituiscono
Secondo la Corte, nel caso di specie l’Italia non ha
adempimento delle migliori regole preventive in
intrapreso azioni efficaci per migliorare l’impatto
materia ambientale, di tutela della salute e dell’in-
ambientale dello Stabilimento; tra l’altro, la realiz-
columità pubblica e di sicurezza sul lavoro”.
zazione del Piano Ambientale ha scadenza nel 2023.
Il giudizio nell’ambito del quale è stata emessa l’Ordi-
Il procedimento è dunque di una “lentezza estrema”,
nanza riunisce tre diversi procedimenti, due dei quali a
secondo la Corte EDU. Peraltro, il Governo è più
carico di ignoti, in relazione a condotte riferite al
volte intervenuto per far proseguire l’attività, nono-
periodo tra il 2014 ed il 2017.
stante i rischi gravi per la salute e per l’ambiente; da
L’Ordinanza contiene argomentazioni di grande
ultimo, si è anche introdotta una immunità penale ed
interesse per la comprensione della rimessione della
amministrativa a favore dell’amministrazione prov-
questione alla Corte Costituzionale, muovendo dalla
visoria e dell’acquirente della società. Tale aspetto
Sentenza n. 85/2013 della Corte Costituzionale e
costituisce peraltro uno dei motivi di doglianza del
dalla Decisione della Corte EDU sopra richiamata.
GIP di Taranto.
Vale pertanto la pena, in questa sede, riprenderne
Secondo la Corte EDU, si è pertanto realizzata una
alcuni estratti, che rendono peraltro evidente la
violazione dell’art. 8 CEDU.
tensione tra i diversi interessi costituzionalmente
Ma è stato violato anche l’art. 13 CEDU, in quanto
garantiti sottesi alla vicenda dell’ILVA di Taranto.
nel nostro Paese non esistono rimedi effettivi per
Tali estratti - in ragione della loro incisività e chia-
l’attivazione di misure che garantiscano il risana-
rezza - rendono sostanzialmente superfluo un com-
mento delle zone interessate dalle emissioni nocive
mento di dettaglio in questa sede.
dello Stabilimento.

(15) Mi si consenta di rinviare a V. Cavanna, “Ilva: criterio di


ragionevolezza e bilanciamento dei diritti (nota a Corte Cost. n. 85/
2013)”, in questa Rivista, n. 7/2013, pag. 631.

Ambiente & sviluppo 3/2019 193


Inquinamento

Le disposizioni de quibus, secondo il GIP, “presentano il tempo concesso dal legislatore all’impresa per pro-
evidenti profili di criticità e di incompatibilità con i cedere al risanamento degli impianti, in modo da
valori costituzionali”. ridurre (o eliminare) i rischi per la salute e l’ambiente,
Come anticipato, il GIP di Taranto - come già la per cui la continuazione della produzione, in costanza
Corte EDU - non manca di sottolineare l’impatto di sequestro era stata ritenuta lecita (e la relativa
della “immunità penale” introdotta dal Legislatore. norma costituzionalmente legittima) perché quello
Infatti, in relazione alla disposizione di cui all’art. 2, spazio temporale massimo era necessario per il rag-
comma 6, D.L. n. 1/2015, il GIP afferma trattarsi di giungimento del duplice obiettivo, costituito dalla
una scriminante (speciale) (16); “L’interpretazione salvaguardia dei processi produttivi e dei conseguenti
che si può dare della predetta norma è univoca: vige livelli occupazionali e della tutela degli altri diritti
una vera e propria presunzione iuris et de iure di (salute e ambiente) fino a quel momento compro-
conformità e di legalità circa le azioni (ed omissioni) messi” (pagg. 24-25).
del Commissario p.t. e degli altri soggetti menzionati Secondo il GIP; “per undici anni dal sequestro dello
nel testo della norma impegnati ad attuare il Piano stabilimento - 25 luglio 2012 - quell’impresa (che, lo
delle misure e delle attività di tutela ambientale e si ripete, è stata già ritenuta, in forza di provvedimenti
sanitaria di cui al D.P.C.M. 14 marzo 2014, trattandosi emessi da giudici del tribunale jonico, pericolosissima
di condotte che, secondo l’insindacabile giudizio ex per la salute della popolazione, dei lavoratori e del-
ante dell’Esecutivo (ratificato dal legislativo), costi- l’ambiente circostante) è stata messa nelle condizioni
tuirebbero l’adempimento delle ‘migliori regole pre- di continuare a produrre, con la garanzia, per i suoi
ventive in materia ambientale, di tutela della salute e gestori (e soggetti da essi delegati), di non dover
dell’incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro’; il essere chiamati a rispondere dei reati eventualmente
rischio ambientale e tecnologico legato a tali attività commessi in violazione delle norme, di diritto
viene inquadrato in via presuntiva nel cosiddetto comune, poste a presidio della salute, dell’incolumità
rischio consentito” (…) “si è, non a torto, parlato di pubblica e della sicurezza sul lavoro!” (pag. 25).
una vera e propria ‘immunità penale’ concessa ai “Devono allora ritenersi clamorosamente assenti quei
predetti soggetti, riferita alle azioni attuative previste criteri di proporzionalità e ragionevolezza che, in pre-
dall’A.I.A. per l’Ilva del 2014” (pag. 14). cedenza, avevano consentito il sacrificio di preminenti
Il GIP prosegue: “La copiosa produzione normativa … è valori costituzionali (la salute e l’ambiente) per con-
sempre stata caratterizzata dallo scopo di garantire, temperarli - senza essere ‘tiranni’ rispetto ad altri - con
attraverso una discutibile disciplina di favore, la prose- altri beni e interessi costituzionalmente tutelati. Viene
cuzione dell’attività dello stabilimento” (…); “La anzi da chiedersi se, attualmente, sia proprio l’interesse
varietà degli interventi normativi e le palesi deroghe economico ad essere divenuto ‘tiranno’ rispetto al
alle norme comuni (e finanche ai principi generali diritto alla salute” (pagg. 25-26).
dell’ordinamento giuridico, disinvoltamente elusi al E il GIP si chiede dunque: “Nel caso di specie come si
fine di consentire all’azienda di mantenere i livelli può parlare di bilanciamento di diritti, allorquando
produttivi ed occupazionali …) … portano a doman- l’attuazione del Piano è stata prorogata prima al 2017,
darsi se non sia stato creato un sottosistema penale poi al 2023 e nessuna norma sancisce la definitività di
connesso a questa particolare realtà industriale, confi- quel termine, già di per sé eccessivo?” (pag. 30).
nata in zone di difficile perseguibilità, se non di sostan- Secondo il GIP, sono dunque violati i seguenti
ziale irrilevanza penale, dove la tutela di beni primari articoli:
(quali la salute e lo stesso diritto alla vita) deve subire (i) art. 3 Cost., anche in ragione del fatto che “iden-
vistose deroghe per garantire la continuità di impresa e, tici fatti-reato (quali, in ipotesi, quelli contestati nel
comunque, per ragioni economiche” (pagg. 20-21). presente procedimento), se commessi da alcune
Secondo il GIP, la fissazione della scadenza al 2023 e imprese, possono determinare il blocco dell’attività
l’introduzione della scriminante di cui sopra rendano produttiva e la responsabilità dei loro massimi diri-
“disinvoltamente oltrepassati” i paletti fissati dalla genti o proprietari, se commessi, invece, dai soggetti
Corte costituzionale nella Sentenza n. 85/2013. preposti allo stabilimento ILVA di Taranto non
Infatti, “il Giudice delle leggi del 2013 aveva un comportano analogo effetto, determinandosi in que-
orizzonte temporale ben limitato e definito (36 sto modo, ad avviso dell’odierno giudicante, una
mesi), avendo cioè giudicato implicitamente congruo inammissibile disparità di trattamento”;

(16) Tale considerazione ha sollevato qualche perplessità: si legittimità della disciplina c.d. ‘salva Ilva’”, in www.penalecon-
veda S. Zirulia, “Alla Corte Costituzionale una nuova questione di temporaneo.it.

194 Ambiente & sviluppo 3/2019


Inquinamento

(ii) art. 35 Cost. laddove si prevede la tutela del lavoro alla vita di ogni persona è protetto dalla legge’), 8
“in tutte le sue forme ed applicazioni”, in combinato (‘ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita
disposto con l’art. 32 Cost., che tutela il diritto alla privata e familiare, nel proprio domicilio’) e 13 (‘ogni
salute, posto che “le norme in questione, consentono, persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella
di fatto, di imporre ai lavoratori dello stabilimento presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a
ILVA di Taranto condizioni lavorative che altrove un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale’)
determinerebbero l’interruzione dell’attività produt- della Convenzione, come da ultimo sancito dalla
tiva, l’attivazione dei meccanismi di controllo della Corte Europea di Strasburgo” nella Decisione
A.G. e adeguate sanzioni penali” e dal momento che innanzi commentata.
“certamente e clamorosamente leso è anche il diritto
alla salute di coloro che abitano nei pressi dello stabi-
Brevi considerazioni conclusive
limento, essendo stato accertato che elevati livelli di
inquinamento aumentano il rischio di contrarre malat- Come si è visto, la vicenda ILVA deve ancora trovare
tie mortali. Anche per costoro l’assurdo prolungamento una soluzione soddisfacente.
dell’attività autorizzata compromette irrimediabil- Condivisibili sono le argomentazioni rese dall’Ordi-
mente in diritto fondamentale e inviolabile”; nanza, anche sulla scorta di quanto affermato dalla
(iii) art. 41 Cost., giacché “non poter perseguire, per un Corte EDU nella sua Decisione. Peraltro, vero è che
lasso di tempo potenzialmente indefinito, i soggetti che la Sentenza n. 85/2013 della Corte costituzionale si
espongono a pericolo la salute, l’incolumità e la vita dei fondava sulla temporaneità del “sacrificio” del diritto
lavoratori e della popolazione che vive in prossimità alla salute; solo detta temporaneità consentiva
dello stabilimento confligge apertamente con il dettato infatti, secondo la Consulta, di ritenere rispettato il
costituzionale, non potendo l’attività produttiva essere bilanciamento dei diritti fondamentali nell’assenza
esente da controlli giurisdizionali e dovendo essere di un diritto “tiranno” (17).
attenta alle esigenze basilari della persona”; Orbene, anche alla luce dell’Ordinanza da ultimo
(iv) artt. 24 e 112 Cost. perché le disposizioni de emanata e del prossimo pronunciamento della
quibus “si pongono in netto contrasto con il dovere Corte costituzionale, v’è da chiedersi dunque quale
dell’ordinamento di reprimere e prevenire reati che sia il futuro dello Stabilimento, allorché si ritenga,
pure il Giudice delle leggi ha riconosciuto come bene nell’attuale situazione, scardinato il bilanciamento
oggetto di protezione costituzionale … attraverso dei diritti costituzionalmente garantiti.
l’azione dei pubblici ministeri e l’eventuale solleci- Se così è, infatti, occorre (come peraltro indicato
tazione del privato leso nei suoi diritti”; dalla Corte EDU) ripristinare la tutela del diritto
(v) art. 117 Cost. perché le disposizioni “violano gli alla salute attraverso misure ben più pregnanti di
obblighi internazionali assunti dall’Italia, con l’ade- quelle poste in essere finora, senza la possibilità di
sione alla Convenzione europea sui diritti umani e, riproporre soluzioni temporanee e, per ciò stesso,
segnatamente, quelli derivanti dagli artt. 2 (‘il diritto inadeguate.

(17) Cfr. S. Zirulia, “Alla Corte Costituzionale una nuova que- riveste ai fini della prova del nesso causale nei processi penali per
stione di legittimità della disciplina c.d. salva Ilva”, cit. “l’impres- reati d’evento; ma non possiamo sensatamente discutere, quanto
sione che oggi si ricava dalla lettura della densa ed articolata meno non tra giuristi, sul significato che quel dato riveste per
ordinanza, è che il rimettente abbia colto nel segno laddove ha indicare una situazione di rischio sanitario diffuso, e che per questa
denunciato l’irragionevolezza insita nel convulso succedersi di ragione chiama le competenti autorità ad adottare provvedimenti
continue proroghe del termine per l’attuazione del piano di risa- capaci di garantire un livello di tutela adeguato al rango che il diritto
namento, da ultimo rilanciato addirittura al 2023. alla salute riveste nella Costituzione.
In effetti, davanti ai dati offerti da univoci studi epidemiologici, La ragionevolezza che poteva ravvisarsi in un provvedimento
che descrivono un’allarmante situazione sanitaria nelle aree circo- come il decreto ‘salva-Ilva’ del 2012, il cui difficile obiettivo era
stanti l’acciaieria, ogni ritardo nell’attuazione del piano di risana- fronteggiare una prima emergenza (ambientale), senza provocarne
mento si paga in termini di anni di vita, o di vita sana. Possiamo un’altra (occupazionale), viene meno quando lo stato di emergenza
certamente discutere sul significato che l’aumento della mortalità si cronicizza, cessando dunque di essere realmente tale” …

Ambiente & sviluppo 3/2019 195


Gestione ambientale

Autorizzazioni

AIA: prove tecniche per un taglio


drastico alla discrezionalità
amministrativa?
Andrea Quaranta (*)

Un Paese (in)discreto, discrezionale L’ennesima dimostrazione è data dall’ultima - in


e per niente semplice ordine cronologico - puntata della saga che vede
Quando si parla di U.C.A.S. - un acronimo che sta come protagonista la “relazione di riferimento”
per Ufficio Complicazioni Affari Semplici - e di Stato (RdR), uscita sui palinsesti legislativi nel 2014 allor-
italiano, tutti sappiamo a cosa ci stiamo riferendo. quando il legislatore, con il D.Lgs n. 46/2014, nel
Ad un Paese, il nostro, dalle potenzialità infinite ma recepire la Direttiva 2010/75/UE, introdusse nel
ridotto(si) ad essere (quando va bene) soltanto: nostro ordinamento l’obbligo della relazione di rife-
- discreto nei fatti; rimento per alcune tipologie di impianti.
- indiscreto sia nelle proposte politiche (cioè nelle Relazione di riferimento che, come vedremo, dopo
risposte che, in prospettiva, pensa utopisticamente essere stata oggetto in sequenza:
di poter dare), sia nelle risposte rabberciate che si - di un Decreto sulle modalità di redazione (e relative
limita a balbettare, di fronte all’emergenza di linee guida interpretative, per spiegare quello che nel
turno, e Decreto era oscuro), e
- discrezionale dal punto di vista operativo (spesso - del suo annullamento, avvenuto per mano del TAR
prassi fantasiose sostituiscono il dato normativo). Lazio.
Sullo sfondo, una certa propensione ad elaborare un Di recente è stata oggetto di un nuovo testo, analiz-
complicato, intricato, ridondante corpus normativo zato dal Consiglio di Stato.
che ha come unico risultato quello di provocare un
Il parere del Consiglio di Stato
inquinamento legislativo che finisce - “suo mal-
sul regolamento recante le modalità
grado” - con il dotare la burocrazia di poteri quasi
per la redazione della RdR
soprannaturali.
Poteri in grado di complicare affari che, in tutta a) le premesse
evidenza, sarebbero molto semplici da risolvere. Questa nuova puntata inizia con un mistero: nono-
Morale: troppo spesso nel nostro Paese non si capisce stante numerose ricerche, non è stato possibile con-
se-chi-cosa-quando-perché-dove-come deve fare sultare direttamente né il documento analizzato dal
qualcosa. Consiglio di Stato (1) - lo “schema di regolamento
Un Paese discrezionale, per l’appunto; una discrezio- recante le modalità per la redazione della relazione di
nalità che, in termini giuridici, ha diverse sfaccetta- riferimento” - né i relativi allegati.
ture: discrezionalità amministrativa, tecnica, Si è dunque tergiversato a parlarne finora, nella
operativa, con tutto quello che la discrezionalità - speranza di trovare il “testo del mistero”.
specie se condotta alle estreme conseguenze - può Oggi, a mesi di distanza da quel parere, e nel silenzio
portare di negativo con sé ... generale seguito ad una proposta di legge che:

(*) Manager ambientale - Sistemi di gestione ambientale. trasmesso lo schema di regolamento in oggetto, unitamente alla
andrea.quaranta@naturagiuridica.com. relazione illustrativa, alla relazione A.I.R. (analisi di impatto della
(1) Nota, prot. n. 0011098 DVA del 14 maggio 2018, con la quale regolamentazione), alla relazione A.T.N. (analisi tecnico-norma-
il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha tiva) e alla relazione tecnico-finanziaria.

Ambiente & sviluppo 3/2019 197


Gestione ambientale

- riguarda un tema contiguo e parzialmente sovrap- Ministero dell’Ambiente ha voluto specificare di


ponibile alla RdR (modifiche in materia di procedure aver elaborato “la proposta in oggetto previo con-
di valutazione ambientale); fronto con l’ISPRA e con il Coordinamento ex art.
- ha lo stesso focus (forte limitazione della 29-quinquies, del D.Lgs. 152/2006, tenuto conto
discrezionalità), anche dei rilievi formulati dai gestori delle installa-
si è deciso di fare il punto della situazione su quello zioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale
che potrebbe essere il futuro prossimo della disci- statale, in sede di prima applicazione delle modifiche
plina, per quello che - stando ai “titoli” e all’angolo normative introdotte dal D.Lgs. 46 del 2014”.
visuale annunciato - potrebbe anche far pensare ad Dal canto suo, il Consiglio di Stato ha voluto pre-
una innovazione positiva in un’ottica di prospettiva. mettere un riassunto delle puntate precedenti, al fine
Va premesso che - secondo quanto riportato dal di contestualizzare il nuovo testo (e, quindi, anche le
Consiglio di Stato nelle premesse del parere - il critiche allo stesso), riassunte nella tabella 1.

Tabella 1 - Sintesi delle tappe principali riguardanti la relazione di riferimento

Direttiva 2010/75/UE L’art. 22 della Direttiva con riferimento alle installazioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale,
prevede infatti l’introduzione di specifici obblighi di ripristino del sito, condizionati dalla presentazione di una
“relazione di riferimento” a corredo della prima istanza di autorizzazione, tale da descrivere lo stato del suolo e
delle acque sotterranee in relazione alla presenza delle c.d. “sostanze pericolose pertinenti”, ovvero delle
sostanze suscettibili di contaminare presenti in esito all’esercizio dell’installazione.

D.Lgs n. 46/2014 (i) Al fine di dare attuazione alla normativa comunitaria, l’art. 29-sexies, comma 9-sexies, D.Lgs n. 152/2006
rimette al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il compito di emanare uno o più decreti
indicanti le modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all’art. 5, comma 1, lettera v-bis), con
particolare riguardo alle metodiche di indagine ed alle sostanze pericolose da ricercare con riguardo alle attività di
cui all’Allegato VIII alla Parte Seconda.

D.M. n. 272/2014 Nelle more dell’emanazione di tale Decreto attuativo, la norma primaria aveva messo i gestori in condizione di
operare in un quadro di incertezza, poiché i criteri con i quali la relazione doveva essere predisposta non erano
affatto chiari. In una situazione di incertezza ancora maggiore si trovavano poi le autorità competenti, le quali
dovevano scegliere se procedere alla conclusione dei relativi procedimenti senza validare la relazione di
riferimento; se validarla ma solo in via provvisoria, in attesa dell’emanazione del regolamento, ovvero se
sospendere il procedimento. Al D.M. sono seguite delle linee di indirizzo (ii)

TAR Lazio n. 11452/2017 Annullamento del D.M. n. 272/2014 (iii)

Schema di regolamento L’Amministrazione ha, dunque, riproposto i contenuti nella forma corretta ed ha sottoposto al parere del
Consiglio di Stato il presente schema di regolamento, col quale intende recepire e dare attuazione alle Linee
Guida emanate in materia dalla Commissione dell’Unione europea (Comunicazione 6 maggio 2014, n. 2014/
C136/01, pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 136 del 16 maggio 2014) in applicazione dell’art.
22 della summenzionata Direttiva comunitaria 2010/75/UE.

(i) Per un approfondimento, v. A. Quaranta, “Emissioni industriali: prime osservazioni sul D.Lgs n. 46/2014”, in questa Rivista, n. 5/2014; A.
Quaranta, “D.Lgs n. 46/2014: i nuovi controlli alla prova del nove”, in questa Rivista, n. 8-9/2014.
(ii) Per un approfondimento, v. A. Quaranta, “Modalità per la redazione della relazione di riferimento: quali sono, cosa (non) dicono”, in questa
Rivista, n. 4/2015; A. Quaranta, “Le prime linee di indirizzo AIA e la promessa ‘uniformità applicativa’”, in questa Rivista, n. 2/2015; A. Quaranta,
“Le ‘seconde’ linee di indirizzo AIA: continua lo stillicidio dei chiarimenti”, in questa Rivista, n. 8-9/2015.
(iii) Per un approfondimento, v. A. Quaranta, “AIA: il TAR annulla il D.M. n. 272/2014 sulla relazione di riferimento”, in questa Rivista, n. 3/2018.

b) le promesse (rectius: gli obiettivi) - quello secondario “è poi quello di acquisire in


Gli obiettivi del regolamento, secondo le indicazioni maniera standard e codificata, per le installazioni
ministeriali, sono addirittura tre: non soggette a presentazione della relazione di rife-
- il principale “consiste nel far sì che si possa disporre rimento, le informazioni che giustificano la non
di dati sull’attuale livello di contaminazione, a guisa assoggettabilità a tale obbligo”; si specifica che
di poterli confrontare con i dati rilevati a chiusura “tale ultimo elemento viene indicato come sia al
delle attività, tanto al fine di conoscere se e in che fine di porre dei limiti alla discrezionalità tecnica
modo l’esercizio dell’istallazione abbia contribuito ad di tale valutazione, sia per consentire all’amministra-
incrementare il livello di inquinamento, così che i zione di difendersi da eventuali contestazioni in
gestori possano essere chiamati a ripristinare le con- merito all’applicazione dell’art. 22 della direttiva”;
dizioni del sito secondo le modalità indicate nella - l’ultimo, quello complessivo, è infine “volto, dun-
‘relazione di riferimento’”; que, non tanto a caratterizzare uno stato di contami-
nazione attuale quanto ad acquisire le informazioni e i

198 Ambiente & sviluppo 3/2019


Gestione ambientale

dati necessari utili a fornire un riferimento per deter- 5.l’ultimo articolo analizza, infine, i “contenuti
minare in futuro l’incremento della presenza di minimi della relazione di riferimento”).
sostanze pericolose pertinenti, così da preservare, In particolare:
per un verso, lo stato attuale del suolo e delle - il primo comma richiama quanto disposto all’Al-
acque, onde conoscerne il livello eventuale di con- legato 2 con riferimento alle informazioni necessarie
taminazione e di impedirne l’incremento; e da con- da fornire al fine di effettuare un raffronto in termini
sentire, per l’altro, un efficacie e consapevole quantitativi con lo stato al momento della cessazione
intervento di bonifica finale del sito una volta cessato definitiva delle attività;
l’esercizio dell’impianto”. - il secondo comma richiama, invece, l’Allegato 3,
avente ad oggetto i criteri per l’acquisizione di infor-
c) il misterioso regolamento mazioni sullo stato di qualità del suolo e delle acque
Finalmente, nel parere si fa un riassunto dei 5 articoli sotterranee con riferimento alla presenza di sostanze
e dei 3 allegati dello “schema”: pericolose pertinenti.
1.per quanto concerne l’oggetto, l’ambito di appli-
cazione e le esclusioni (art. 1), il regolamento pare d) le osservazioni del Consiglio di Stato
limitarsi a ricordare che “devono considerarsi Fatta eccezione per l’art. 2, il Consiglio di Stato ha
escluse le installazioni collocate interamente in cercato di far capire al legislatore che, nonostante
mare”; tutto il tempo passato, e nonostante abbia seguito alla
2.l’art. 2 è meramente definitorio, e si limita a richia- lettera le indicazioni degli operatori del settore, ci sia
mare quelle dettate dal Testo Unico Ambientale; ancora spazio per alcune censure, diversamente qua-
3.in relazione all’“obbligo di presentazione della lificate, che consiglierebbero degli “aggiustamenti”.
relazione di riferimento” l’art. 3 “chiarisce quali In estrema sintesi, le osservazioni al testo del Decreto
siano le installazioni per le quali va verificato l’ob- sia di carattere formale che sostanziale sono decli-
bligo di presentare la relazione di riferimento, e quali, nate in:
invece, sono tenute a presentare senz’altro la rela- - “semplici” suggerimenti, come avviene in relazione
zione di riferimento, per le caratteristiche tipiche alle esclusioni per le installazioni collocate intera-
delle attività condotte” (2); mente in mare (4) e al coordinamento delle norme (5);
4.l’art. 4 riguarda la “verifica della sussistenza del- - integrazioni (che sembrano collocarsi su un gradino
l’obbligo di presentazione della relazione di superiore al suggerimento, quanto a cogenza) richie-
riferimento” (3); ste per:

(2) In particolare, è fatto obbligo di presentazione della relazione pratica della casistica” e che ove la casistica si rilevasse merite-
di riferimento, con riguardo: vole di interventi normativi residuerebbe il potere regolamentare
a) agli impianti elencati nell’Allegato XII alla Parte Seconda del ovvero la “facoltà di stabilire con successivo, ulteriore decreto le
D.Lgs. n. 152/2006, ai punti 1, 3, 4 e 5; specifiche modalità per redigere la relazione di riferimento degli
b) agli impianti di cui al punto 2 dell’Allegato XII alla Parte impianti off-shore”.
Seconda del D.Lgs. n. 152/2006, ove tali impianti siano alimentati, Il Ministero ritiene che sia “residuale la possibilità che le attività
anche solo parzialmente, da combustibili diversi dal gas naturale; oggetto dell’AIA determinino una specifica contaminazione dei
c) alle installazioni per le quali è verificata la sussistenza del- suoli e delle acque sotterranee nell’area delimitata dal perimetro
l’obbligo di presentazione della relazione di riferimento ai sensi dell’installazione. Ciò determina la sostanziale inutilità di emanare
dell’art. 4 del regolamento medesimo. il regolamento … per tali casistiche”.
(3) L’art. 4, secondo il riassunto che ne fa il Consiglio di Stato, Al fine di consentire una corretta delimitazione dell’ambito di
richiama l’obbligo per legge di corredare ogni nuova istanza di AIA applicazione del suddetto regolamento, la Sezione suggerisce che
con la relazione di riferimento, se dovuta, o con le motivazioni per venga inserito nel testo del secondo comma l’ulteriore inciso per
le quali essa non sia ritenuta dovuta. Al di fuori delle ipotesi cui ad essere escluse dall’ambito di applicazione del presente
previste all’art. 3, comma 1, lettere a) e b), la sussistenza dell’ob- Decreto sono: sia le installazione off-shore, le quali, a differenza di
bligo di presentazione della relazione di riferimento è verificata quanto previsto dalla disciplina comunitaria, sono assoggettate in
applicando la procedura di cui all’Allegato 1 del presente regola- Italia all’autorizzazione integrata ambientale (AIA), sia le installa-
mento. Laddove, invece, i gestori ritengano di non dover presen- zioni effettuate in prossimità del fondale. Tale precisazione si
tare la relazione di riferimento, dovranno darne evidenza rende opportuna anche alla luce dell’ulteriore considerazione
all’Autorità Competente, attraverso un’apposita relazione che per cui, a norma dell’art. 29-sexies, comma 9-sexies, D.Lgs. n.
dia atto dell’assenza di sostanze pericolose pertinenti. 152/2006, viene riconosciuta la facoltà di stabilire con successivo
(4) A) Art. 1, comma 2, il testo esclude dal proprio ambito di ulteriore decreto, ove se ne ravvisasse la necessità, le specifiche
applicazione le installazioni collocate interamente in mare. modalità per redigere la relazione di riferimento degli impianti off-
Nella relazione si spiega che tale esclusione è determinata sia shore.
dalle “particolarità tecniche di tali installazioni (cui non sono appli- (5) Al fine di un migliore coordinamento tra le due norme si
cabili le linee guida comunitarie e che quindi richiederebbero suggerisce una integrazione dell’art. 3 dello schema di Decreto,
ulteriori specifici approfondimenti) sia dalla scarsa rilevanza operando un esplicito richiamato a quanto disposto all’Allegato 1).

Ambiente & sviluppo 3/2019 199


Gestione ambientale

• l’obbligo di presentazione della relazione di riferi- - per finire con annotazioni anche sull’utilizzo
mento (6) così come per l’insussistenza dello della lingua italiana, sia nell’esposizione (10) che
stesso (7); nell’utilizzo di avverbi inappropriati (e, in
• la normativa di favor a priori prevista per le micro, quanto tali, forieri di interpretazioni errate (11))
piccole e medie imprese (8); o di locuzioni infelici (12), o di formule impro-
• la disciplina della procedura finalizzata all’indivi- prie (13), per non parlare anche dell’utilizzo
duazione delle sostanze pericolose pertinenti (9); della punteggiatura (14).

(6) C) All’art. 3, il testo fa riferimento alle ipotesi in cui “unita- riferimento”: d1) Al comma 1, il secondo periodo appare
mente alla domanda di autorizzazione integrata ambientale è ridondante.
presentata la relazione di riferimento”, prescrizione questa che (11) F) All’art. 5, comma 1 la norma stabilisce che la “relazione
si ritiene debba essere integrata con la precisazione contenuta di riferimento … contiene almeno le informazioni di cui all’Allegato
nell’ultima parte dell’Allegato 1 che detta “Disposizioni particolari 2)”. Ad avviso della Sezione, sarebbe opportuno che venisse
per gli impianti di cui all’art. 3, comma 1, lettere a) e b)”. chiarito il significato dell’avverbio “almeno”, perché se inteso
(7) d2) L’intero testo della disposizione prende in considera- come sinonimo di “quanto meno” - “per lo meno”, esso mal si
zione i soli casi in cui vi sia l’obbligo di presentazione della relazione coordinerebbe con i successivi commi 2 e 3 del medesimo art. 5
di riferimento ovvero le diverse ipotesi in cui, all’esito della verifica ove viene invece indicata la necessità di acquisire, ai fini dell’au-
di cui al comma 1, emerga l’insussistenza dell’obbligo di presen- torizzazione integrata ambientale, ulteriori informazioni specifiche
tare la relazione suddetta. Al fine di dare piena attuazione al dato affinché la relazione stessa sia in grado di adempiere ai contenuti
dispositivo di rango primario e, in particolare, di tenere conto di essenziali richiesti dalle norme.
quanto statuito nelle Linee Guida dettate dalla Commissione Per il resto, nulla si rileva: l’articolato richiama il disposto di cui
europea, la disposizione in oggetto andrebbe più opportunamente all’Allegato 2) e Allegato 3) per la determinazione del contenuto
integrata con l’ulteriore previsione in virtù della quale risulti possi- minimo della relazione di riferimento con ciò garantendo unifor-
bile che un’installazione non tenuta all’elaborazione di una rela- mità e certezza della disciplina. In particolare, al pari di quanto
zione di riferimento apporti successive modifiche alle attività sopra esposto in merito all’art. 2, anche la disposizione in esame si
svolte sul sito tali da richiedere la predisposizione di una nuova pone correttamente in linea con le più comuni regole di drafting, in
relazione. In questo caso, la necessità di elaborare tale ulteriore forza delle quali non appare necessario procedere alla ripetizione
documento dovrebbe essere oggetto di una successiva valuta- di quanto statuito dalle Linee Guida (punto 5.8) in relazione alla
zione effettuata al momento dell’aggiornamento stesura della relazione di riferimento, essendo sufficiente operare
dell’autorizzazione. un semplice richiamo come quello previsto al primo comma.
(8) E) Gli artt. 3 e 4 regolano, altresì, gli obblighi di presentazione (12) G) Nell’Allegato 1, secondo periodo, andrebbe sostituita la
della relazione di riferimento e la verifica di sussistenza dell’ob- locuzione “è verificata…” con la seguente: “si intende con ciò
bligo medesimo, esonerando in pratica da tale obbligo le micro, verificata”. L’ausiliare del verbo “essere” appare inappropriato; lo
piccole e medie imprese. stesso vale con riguardo alla successiva “Fase 3” del medesimo
Il decreto introduce a priori una normativa sostanzialmente di Allegato, ove il secondo periodo reca la medesima locuzione.
favore per le suddette categorie, del tutto disancorata da una Andrebbe, altresì, meglio articolata la consecutio temporum lad-
valutazione in ordine all’impatto concreto della norma comunitaria dove non viene usata la coniugazione del verbo al congiuntivo:
sulla specifica attività di esercizio dell’impresa. vedasi Allegato 3, punto 2. 1ultimo periodo (“… che dimo-
La fonte normativa primaria, nazionale e comunitaria, àncora strino …”).
l’obbligo della relazione di riferimento allo specifico impatto che I) Sempre con riguardo all’Allegato 3, appare opportuno elimi-
l’attività in concreto esercitata potrebbe avere sul suolo e sulle nare o chiarire l’uso della locuzione “In linea generale” che com-
acque: una valutazione, dunque, di tipo oggettivo e non sogget- pare nell’incipit del terzo periodo, ciò per l’opportunità di impartire
tivo. La circostanza che tali imprese siano “generalmente non ai gestori ed all’Autorità competente criteri chiari e precisi sulle
soggette agli obblighi della relazione di riferimento”, a motivo della modalità dell’indagine sulla caratterizzazione delle acque
loro consistenza strutturale, appare poco persuasiva poiché pre- sotterranee.
scinde dall’aspetto funzionale dell’esercizio. (13) L) Allegato 3, punto 1.1.1. “Strategie a ubicazione siste-
Se, dunque, è plausibile che statisticamente siffatte imprese mica”. La norma impartisce istruzioni sulla scelta della localizza-
impattino poco sulla realtà che si intende normare, una loro zione dei punti in cui effettuare il campionamento del suolo
generalizzata esenzione appare tuttavia ingiustificata. insaturo.
Ad avviso della Sezione, una ragionevole soluzione di compro- Stante l’utilità strategica del criterio, appare impropria la for-
messo potrebbe trovarsi nella previsione di procedure semplifi- mula utilizzata al secondo periodo in cui, nell’applicazione di tali
cate cui assoggettare tali imprese allorquando le stesse venissero strategie “si raccomanda di applicare i seguenti criteri”. Sarebbe
trovarsi nella situazione di impatto con la direttiva comunitaria. opportuno l’uso di espressioni più stringenti e tassative che
(9) L’Allegato 1, nel disciplinare le tre fasi in cui è articolata la escludano qualsiasi ipotesi di discrezionalità operativa nella scelta
procedura, infatti, indica alla Fase 3 quali sono gli elementi di cui si dei criteri medesimi (ad esempio, si potrebbe usare la locuzione
deve tener conto al momento della valutazione circa la possibilità “si applicano i seguenti criteri”; “sono applicati i seguenti criteri”).
di contaminazione delle sostanze che hanno superato le soglie di (14) H) Sempre nell’Allegato 3, al punto 2.2 appare un uso
cui alla tabella 1. eccessivo della punteggiatura, per cui il secondo periodo
Tuttavia, le Linee Guida, al punto 3 della tabella 5.1, indicano andrebbe così riformulato: “Ove tali informazioni non siano dispo-
ulteriori elementi di cui è necessario tenere conto al fine di identi- nibili, non siano state validate (almeno a campione) dalle compe-
ficare la possibilità effettiva di contaminazione, tra cui le modalità tenti autorità pubbliche o non siano comunque ritenute sufficienti
ed il luogo di stoccaggio, utilizzo e trasporto delle sostanze peri- dall’Autorità competente a caratterizzare l’attuale stato di qualità
colose all’interno dell’installazione. del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza
Andrebbe, pertanto, meglio coordinato l’Allegato 1) con le delle sostanze pericolose pertinenti, si procede applicando le
Linee Guida. strategie di cui al punto 1.1.”; idem con riguardo al successivo
(10) D) All’art. 4 viene dettata la disciplina relativa alla “verifica punto 2.3 secondo periodo.
della sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di

200 Ambiente & sviluppo 3/2019


Gestione ambientale

La proposta di una nuova modifica del testo la comprensibilità, l’omogeneità e la facile


unico ambientale: trasparenza, accessibilità;
informazione e partecipazione dei cittadini - le sanzioni, in caso di omissione degli obblighi di
Poche settimane prima del parere del Consiglio di trasparenza e partecipazione, sono quelle di cui al
Stato, alcuni volenterosi deputati hanno presentato capo VI del D.Lgs. 14 marzo 2013, n.33.
una proposta di legge per le modifiche al D.Lgs n. 152/
2006 in materia di procedure di valutazione La semplicità è la cosa più facile
ambientale. da non capire
Senza volerci addentrare, in questa sede, nell’analisi Oscar Wilde diceva che “Le domande non sono mai
del lungo articolato della proposta di legge, basti indiscrete. Le risposte, talvolta, lo sono”.
evidenziare che fra le novità figura anche l’introdu- La normativa italiana in materia ambientale (ma non
zione di un nuovo art. 9-bis (“Trasparenza e parteci- solo quella), per tornare all’incipit di questo contri-
pazione nelle procedure di approvazione di progetti buto, è vittima di uno stillicidio di norme, che si sono
aventi potenziale impatto sulla salute e sull’am- affastellate giorno dopo giorno, in assenza di un
biente”), in base al quale: disegno organico e strutturato, e in balìa di proroghe,
- le autorità competenti al rilascio di pareri ed deroghe, eccezioni, di una generale mancanza di
autorizzazioni per piani, programmi e progetti che coordinamento, di abrogazioni “chirurgiche” che
possono avere un impatto sull’ambiente per i hanno contribuito ad aumentare l’inquinamento
quali non sono previste procedure di VIA e legislativo.
VAS assicurano che il pubblico sia informato Non fa certo eccezione la normativa in materia di
nella fase iniziale del procedimento in modo ade- “procedure di valutazione ambientale”, ampiamente
guato, tempestivo ed efficace, mediante avvisi rimaneggiata nel corso degli anni, e ciò nonostante
pubblici facilmente consultabili anche nei siti quasi mai sincrona con quella comunitaria.
web istituzionali delle amministrazioni interessate Di fronte a questa sclerosi legislativa, alle sempre più
dal procedimento; pressanti esigenze di maggiore tutela ambientale si è
giocoforza dovuto rispondere con la previsione di
oggetto del procedimento promosso
su cui è presa la decisione poteri discrezionali sempre più ampi dell’Autorità
competente, in grado non solo di gestire aspetti non
autorità competente all’adozione del
provvedimento ancora trattati a livello normativo, ma anche di
contestualizzare - con il solo scopo di migliorare la
avviso di avvio del procedimento con-
tenente l’indicazione del responsabile cura degli interessi protetti - precetti normativi esi-
Tabella 2 - Le principali
informazioni in merito
del procedimento e dell’unità organiz- stenti, ma dotati di scarsa flessibilità.
zativa alla quale rivolgersi per ottenere
alle fasi
informazioni e documenti La giurisprudenza, in specie quella amministrativa,
procedimentali
ha più volte ribadito che - nel rendere il giudizio di
modalità e i termini di partecipazione e
di intervento nel procedimento da valutazione di impatto ambientale - “l’Ammini-
parte del pubblico strazione esercita una amplissima discrezionalità
indicazione delle informazioni che non si esaurisce in un mero giudizio tecnico -
ambientali e sanitarie disponibili sul- in quanto tale suscettibile di verificazione tout
l’attività proposta
court sulla base di oggettivi criteri di misurazione
- ma presenta, al contempo, profili particolarmente
- le informazioni in merito alle successive fasi proce- intensi di discrezionalità amministrativa e istitu-
dimentali sono comunicate, anche per via telema- zionale sul piano dell’apprezzamento degli interessi
tica, nominativamente a coloro che abbiano pubblici e privati coinvolti e della loro pondera-
presentato formale richiesta di partecipazione; zione rispetto all’interesse all’esecuzione dell’opera
- l’autorità competente rende disponibili nel proprio o del progetto” (15).
sito web istituzionale le informazioni relative alle Questo vale sia per la VIA sia per le altre “procedure
procedure previste dalla presente parte e ne garanti- di valutazione ambientale”, e quindi anche per
sce l’integrità, il costante aggiornamento, la comple- l’AIA, per la quale il legislatore ha attribuito all’Au-
tezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, torità competente al suo rilascio poteri che si

(15) TAR Brescia n. 1098/2018.

Ambiente & sviluppo 3/2019 201


Gestione ambientale

caratterizzano per la possibilità di articolare in - cosa ci sia di nuovo nell’obiettivo “principale” (e in


maniera discrezionale le prescrizioni da imporre ai quello “complessivo”) dichiarato dal Ministero, se
destinatari: discrezionalità che, in quanto tale, può non quello tautologico di ribadire concetti elaborati a
anche significare che siano previste prescrizioni dif- livello europeo. Come se già non si sapesse a cosa
ferenti per fattispecie (apparentemente) identiche. serva la RdR (e Chi ce l’ha chiesta ...);
Purché sia adeguatamente motivata, e rispettosa dei - quale sia il reale significato dell’obiettivo
principî generali: è questo il vero limite al potere “secondario”, laddove si afferma che “tale ultimo
discrezionale, come spiegato dalla stessa giurispru- elemento [la non assoggettabilità all’obbligo di
denza amministrativa (16). presentare la RdR per determinate installazioni,
Perché, in sostanza, il problema non è la discrezio- sulla base di informazioni acquisite in maniera
nalità, ma l’uso che se ne fa ... standard e codificata, ndr] viene indicato come
Quindi: gli strumenti ci sono già, e già vengono - e sia al fine di porre dei limiti alla discrezionalità
dovrebbero sempre essere - usati. tecnica di tale valutazione, sia per consentire
Si tratta di strumenti, peraltro, semplici da usare. all’amministrazione di difendersi da eventuali
Ora, se ci si limitasse ad una distratta lettura dei contestazioni in merito all’applicazione dell’art.
“titoli” delle leggi, o dei vari “considerando” o ancora 22 della direttiva”.
degli obiettivi perseguiti, si potrebbe anche pensare In considerazione del fatto che i limiti alla discrezio-
che - per tornare nel vivo del tema di questo con- nalità, come s’è visto, già esistono e sono di un certo
tributo - sia il misterioso, nuovo, futuribile D.M., da rilievo, e di fronte all’introduzione a priori di una
un lato, che la proposta di legge, dall’altro, mirino ad normativa sostanzialmente di favore per le PMI, del
una semplificazione dell’attuale assetto normativo in tutto disancorata da una valutazione in ordine all’im-
materia. patto concreto della norma comunitaria sulla specifica
L’obiettivo in sé è legittimo: non si mette in discus- attività di esercizio dell’impresa, il dubbio (anch’esso
sione questo aspetto. legittimo) che viene è il seguente: non è che il solo
Ci si chiede, però, e soltanto sulla base del testo, così obiettivo “secondario” sia quello di “difendersi da
come riassunto dal Consiglio di Stato: eventuali contestazioni” in merito? Se così fosse, più

(16) “Tale apprezzamento è sindacabile dal giudice amministra- ravvisabili in tema di VIA alla luce dei valori primari coinvolti),
tivo soltanto ove ricorrano - e siano riscontrabili - emersioni inficianti esso deve essere svolto ab estrinseco, nei limiti della rilevabilità
sub specie della manifesta illogicità o del travisamento dei fatti, nel ictu oculi dei vizi di legittimità dedotti, essendo diretto ad accertare
caso in cui l’istruttoria sia stata omessa, ovvero svolta in modo la sussistenza di seri indici di invalidità e non alla sostituzione
inadeguato (cfr. CDS: sez. IV, 5 luglio 2010, n. 4246; sez. V, 6 luglio dell’amministrazione.
2016 n. 3000, 22 marzo 2012, n. 1640 e 12 giugno 2009, n. 3770; Sulla scorta di consolidati principi (cfr. Cass., SS.UU., 17 feb-
sez. VI, 13 giugno 2011, n. 3561; C.G.U.E., 25 luglio 2008, c-142/07; braio 2012, nn. 2312 e 2313; CDS, sez. V, 22 marzo 2012, n. 1640 e
Corte cost., 7 novembre 2007, n. 367; TAR Abruzzo, L’Aquila, 20 sez. VI, 9 febbraio 2011, n. 871), la sostituzione, da parte del G.A,
aprile 2016, n. 237; TAR Veneto, sez. III, 25 marzo 2016, n. 311; TAR della propria valutazione a quella riservata alla discrezionalità
Piemonte, sez. II 10 ottobre 2014, n. 1552; TAR Puglia, Lecce, sez. I, dell’Amministrazione costituisce ipotesi di sconfinamento vietato
19 giugno 2015, n. 2096 e 24 luglio 2013, n. 1746). della giurisdizione di legittimità nella sfera riservata alla P.A.,
Le posizioni soggettive dei soggetti coinvolti nella procedura quand’anche l’eccesso in questione sia compiuto da una pronun-
hanno sostanza di interesse legittimo e le relative controversie cia il cui contenuto dispositivo si mantenga nell’area dell’annul-
non rientrano nel novero delle tassative ed eccezionali ipotesi di lamento dell’atto.
giurisdizione di merito previste dall’art. 134 c.p.a. In base al principio di separazione dei poteri, sotteso al nostro
L’intensità del sindacato giurisdizionale risente della natura ordinamento costituzionale, solo l’Amministrazione è in grado di
discrezionale, sia sul versante tecnico che amministrativo, della apprezzare, in via immediata e diretta, l’interesse pubblico affidato
decisione finale assunta dalla P.A. in materia di VIA. dalla legge alle sue cure.
Relativamente ai profili di discrezionalità tecnica, il sindacato è Conseguentemente, il sindacato sulla motivazione delle valu-
intrinseco, ma non sostitutivo. tazioni discrezionali deve essere rigorosamente mantenuto sul
Pur a fronte di un sindacato intrinseco sugli apprezzamenti piano della verifica della non pretestuosità della valutazione degli
tecnici opinabili compiuti dalla P.A., laddove non emergano profili elementi di fatto acquisiti e non può avvalersi di criteri che portano
di palese erroneità o inattendibilità, ma solo margini di fisiologica ad evidenziare la mera non condivisibilità della valutazione stessa.
opinabilità, della valutazione tecnico-specialistica operata dalla P. Può conseguentemente affermarsi (cfr. CDS, sez. IV, 27 marzo
A., il Giudice non può sovrapporre alla valutazione tecnica opina- 2017, n. 1392; sez. V, 11 luglio 2016, n. 3059), che “la valutazione
bile dell’Amministrazione competente la propria. di impatto ambientale non è un mero atto (tecnico) di gestione
Diversamente ragionando, verrebbe a determinarsi una inap- ovvero di amministrazione in senso stretto, trattandosi piuttosto
propriata sostituzione ad un giudizio opinabile (nella specie, quello di un provvedimento con cui viene esercitata una vera e propria
della Commissione VIA) di un giudizio (espresso in sede di con- funzione di indirizzo politico-amministrativo con particolare riferi-
trollo giurisdizionale) altrettanto incerto e opinabile, con riveniente mento al corretto uso del territorio (in senso ampio), attraverso la
trasmodazione del sindacato in un precluso ambito di merito. cura ed il bilanciamento della molteplicità dei (contrapposti) inte-
Quanto al controllo esercitabile dal giudice amministrativo sulle ressi pubblici (urbanistici, naturalistici, paesistici, nonché di svi-
valutazioni prettamente discrezionali (anch’esse, come detto, luppo economico-sociale) e privati”.

202 Ambiente & sviluppo 3/2019


Gestione ambientale

che di un atto di semplificazione, si dovrebbe parlare ambientale [...] hanno subìto numerosi aggiorna-
di un atto semplicistico ... (17); menti da parte dell’Unione europea dettati dalla
- per quale motivo il legislatore si avviti su sé stesso, crescente necessità di legare il sistema valutativo
alla ricerca di scuse per giustificare il proprio operato. ad una precisa azione territoriale, sociale, ambientale
Mi riferisco, in particolare, alla parte introduttiva, e sanitaria nelle diverse sfere socio-geografiche”.
laddove per giustificare questo intervento “limitatore Peccato che la discrezionalità, pur nei limiti con i
di discrezionalità” si richiama: quali deve essere utilizzata, serva - per l’appunto - a
a.il dovere di evitare che si applichino “due pesi e due contestualizzare o, per usare il linguaggio dei propo-
misure (18)”; nenti, a “legare il sistema valutativo ad una precisa
b.la necessità di “scartare anche l’alternativa di azione territoriale, sociale, ambientale e sanitaria
rinunciare ad una compiuta disciplina della materia, nelle diverse sfere socio-geografiche”, anche se sul
rimettendo la definizione di indirizzi comuni sulla sociale ci si domanda a cosa, esattamente, si riferi-
modalità condivise dalle autorità competenti in sede scano i firmatari;
di coordinamento ai sensi dell’art. 29-quinquies, - “la normativa [vigente], infatti, non risponde in modo
D.Lgs. n. 152/2006, in quanto una simile soluzione adeguato alle legittime istanze di trasparenza, informa-
avrebbe inciso solo indirettamente sugli operatori, zione e partecipazione dei cittadini nei confronti dei
lasciando comunque spazio ad eventuali contesta- procedimenti di valutazione ambientale, con il risultato
zioni in ordine alla modalità condivise”. che le scelte assunte dalle autorità competenti non
Il discorso sui “due pesi e due misure” non regge, alla sono state prioritariamente condivise dalle popolazioni
luce delle considerazioni sui limiti già presenti, in interessate e sono pertanto causa di forti tensioni sociali
materia di discrezionalità, e se si considera che que- e di aumento del contenzioso giudiziario”.
st’ultima serve proprio per far fronte a casi analo- Fermo restando che non si comprende appieno il
ghi (19), ma diversamente contestualizzati e significato concreto di “forti tensioni sociali”, e
caratterizzati, che possono, almeno in teoria, giusti- quale dovrebbe essere grado di condivisione ulte-
ficare scelte parzialmente diverse. riore, rispetto a quello già previsto dalla legge (potere
E non ci si può barricare dietro alla volontà di non di veto?), vale la pena di rilevare sommessamente che
creare contestazioni, per giustificare scelte aprioristi- le tensioni e il contenzioso giudiziario, nel Paese dei
che che - queste sì, almeno potenzialmente - potreb- NO a tutto, non si possono eliminare per legge, con
bero essere lesive dell’ambiente (20). un colpo di bacchetta magica;
Le risposte a queste domande, temo, potrebbero - “approntare sin dalle fasi iniziali delle procedure di
essere indiscrete ... valutazione ambientale strumenti adeguati per consen-
Quanto all’intervento para-moralizzatore, di cui al tire ai cittadini di controllare i piani, le opere e gli
progetto di legge citato, basti in questa sede richia- impianti programmati o in via di realizzazione nel
mare, sintetizzandola, la presentazione del testo, che rispettivo territorio rappresenta un’esigenza, peraltro
si commenta (quasi) da sola. più volte evidenziata in numerosi documenti europei,
Dopo l’incipit che suona spiritoso (“Onorevoli Colle- volta ad eliminare o ridurre significativamente i rischi
ghi!”), infatti, il testo recita in modo assertivo (21) così: per l’ambiente o per la salute ovvero anche solo la
- “la necessità di modifiche alla parte seconda del D. percezione di tale rischi, spesso generata, tra l’altro,
Lgs n. 152/06 nasce dalla considerazione che negli dalla mancata conoscenza delle modifiche in corso nel
ultimi decenni le procedure di valutazione territorio e degli impatti che da esse derivano”.

(17) “La fonte normativa primaria, nazionale e comunitaria, (18) L’Amministrazione - riferisce il Consiglio di Stato - “chiari-
àncora l’obbligo della relazione di riferimento allo specifico sce di non aver seguito l’opzione di non intervento, in quanto una
impatto che l’attività in concreto esercitata potrebbe avere sul simile alternativa avrebbe imposto alle autorità competenti di
suolo e sulle acque: una valutazione, dunque, di tipo oggettivo e fissare propri criteri e modalità di valutazione e validazione della
non soggettivo. La circostanza che tali imprese siano ‘general- ‘relazioni di riferimento’, con conseguente disomogeneità di appli-
mente non soggette agli obblighi della relazione di riferimento’, a cazione della norma”.
motivo della loro consistenza strutturale, appare poco persuasiva (19) Casi identici, la prassi insegna, difficilmente si verificano …
poiché prescinde dall’aspetto funzionale dell’esercizio. (20) I latini dicevano, in casi come questo, “excusatio non
Se, dunque, è plausibile che statisticamente siffatte imprese petita, accusatio manifesta” …
impattino poco sulla realtà che si intende normare, una loro (21) “La presente proposta di legge pone rimedio a tali lacune e,
generalizzata esenzione appare tuttavia ingiustificata. inoltre, prevede […]”. Come se tanta prosopopea fosse di per sé
Ad avviso della Sezione, una ragionevole soluzione di compro- stessa sufficiente a garantire il risultato auspicato. Sul quale, come
messo potrebbe trovarsi nella previsione di procedure semplifi- s’è detto, ci sono alcune riserve …
cate cui assoggettare tali imprese allorquando le stesse venissero
trovarsi nella situazione di impatto con la direttiva comunitaria”.

Ambiente & sviluppo 3/2019 203


Gestione ambientale

Anche in questo caso, sembra prevalere l’obiettivo - sottolineando le difficoltà insite alla ricerca di una
politico di rassicurare, affermando (e dando quindi soluzione condivisa, districandosi fra “interessi da
per scontato a priori) che gli strumenti sono adeguati a toccare [...] così vasti che stabilire un ordine di
controllare opere complesse, senza sapere in base a priorità diventa un ‘dilemma del prigioniero’”;
quale conoscenza, anche soltanto sulla base della (o - disapprovando la tendenza a discutere delle que-
di una) percezione di un rischio. stioni economiche (ma non solo) in termini
Il rischio di paralizzare tutto, senza un motivo, e senza ideologici;
voler utilizzare gli strumenti che già ci sono per - mettendo in luce il paradosso di una normativa (sul
limitare gli effetti negativi di una certa disinvolta lavoro, nel caso di specie: ma questo discorso vale
discrezionalità, non viene neanche preso in conside- anche, e soprattutto, in tema ambientale) che crea
razione: è proprio vero, la semplicità è la cosa più (in continuazione) regole “che erano state pensate
difficile da non capire. per difendere il lavoro (ambiente)” ma che “ci hanno
portati a un punto in cui la cosa più difficile è creare
Non è un Paese per aziende lavoro (difendere l’ambiente)”;
Quest’ultima considerazione fa tornare alla - ribadendo la necessità della certezza del diritto,
memoria un condivisibile discorso fatto da un attraverso la semplificazione (ma senza un approccio
noto manager ormai quasi un quinquennio fa, semplicistico) dell’apparato normativo esistente e lo
ma ancora di estrema attualità, che credo valga snellimento della burocrazia,
la pena di riassumere (22). - il discorso si conclude con un altro dotto riferimento
Nell’intervento, partendo dall’analisi dei dati del culturale, evidenziando che “la soluzione non è roba
Global Competitiveness Report sull’efficienza del mer- da marziani”, ma semplice: ma vallo a far capire ...
cato del lavoro in Italia e dalla constatazione che Il manager, infatti, richiama un racconto di Tolstoj,
(anche nel 2014, come prima di allora e come accade nel quale lo scrittore russo afferma - a proposito della
anche oggi) “si sono sentiti e letti fiumi di parole su ricerca della verità e del senso della vita - che:
politiche e modalità per far ripartire questo paese”, “come sempre suole accadere in un lungo viaggio, alle
Marchionne parte dal racconto di una storia, tratta da prime due o tre stazioni l’immaginazione resta ferma
una poesia di Charles Osgood, “un anchorman della nel luogo da dove sei partito, e poi d’un tratto, col
Cbs America, che parafrasata racconta la storia di primo mattino incontrato per via, si volge verso la
quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Cia- meta del viaggio e ormai costruisce là i castelli
scuno e Nessuno”. dell’avvenire”.
“C’era un lavoro importante da fare e a Ognuno fu “L’Italia - conclude - è stata ferma in quella
chiesto di farlo. seconda stazione per tanto, troppo tempo. Con
Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. questo, auguro a me - a tutti noi - che l’Italia lasci
Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece. finalmente la stazione di Tolstoj e inizi davvero il
Qualcuno si arrabbiò, perché era il lavoro di Ognuno. suo viaggio verso la modernità e la costruzione di
Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nes- un paese per giovani”.
suno capì che Qualcuno non l’avrebbe fatto. Verità, senso della vita, felicità (che, nel campo della
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno politica, significa molto più prosaicamente efficacia
fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare”. ed efficienza).
Dopo aver ripercorso, in modo sintetico ma analitico A questo punto sorge un’ultima domanda: “che cosa
nello stesso tempo, le principali tappe dell’involu- bisogna prendere per essere (efficaci, efficienti)
zione normativa in Italia: felici?”
- evidenziando che il nostro continua ad essere “il “Una decisione”: una risposta semplice e forse, pro-
Paese dei Gattopardi (23)“; babilmente per questo, indiscreta.

(22) Sergio Marchionne, discorso al Forum Ambrosetti di Cer- che vuole: il proprio o quello degli altri. Nel farlo, dobbiamo essere
nobbio, settembre 2014. consapevoli che il primo richiede sacrifici, coraggio e senso di
(23) “Il punto è che se non cambiamo atteggiamento, tutti responsabilità nel costruire l’Italia che vogliamo. L’altro, invece, ci
quanti - collettivamente e ognuno come singolo - andremo sem- relega al ruolo di spettatori e condanna la società italiana e il futuro
pre più in basso. Ognuno di noi, ogni individuo, deve farsi un del paese a quello di vittima”.
esame di coscienza e decidere qual è il tipo di cambiamento

204 Ambiente & sviluppo 3/2019


Gestione ambientale

Fiscalità ambientale

Guida Conai 2019 al contributo


ambientale: sistema universale,
CAC diversificati, ma filosofie
differenti
Tiziana Ronchetti, Massimo Medugno (*)

Introduzione 4) diversificazione contributiva per gli imballaggi


Da gennaio 2019, la nuova Guida CONAI per l’ade- in carta riferito agli imballaggi poliaccoppiati a
sione e l’applicazione del Contributo Ambien- prevalenza carta idonei al contenimento di
tale (1), recepisce le modifiche di Statuto e liquidi;
Regolamento (2) del Consorzio approvate nel 5) variazione del Contributo: in diminuzione, per gli
corso del 2018, riguardanti la “prima cessione” imballaggi in acciaio (da 8,00 a 3,00 euro/t) e in
degli imballaggi, nonché le diciture da riportare in alluminio (da 35,00 a 15,00 euro/t); in aumento,
fattura in merito al “Contributo ambientale Conai”, per gli imballaggi in carta (da 10,00 a 20,00 euro/t)
dettagliate nella Circolare CONAI del 29 novembre e in vetro (da 13,30 a 24,00 euro/t) e in plastica (da
2018 (3). 208,00 a 263,00);
Tra le principali novità si segnalano: 6) diminuzione della percentuale (dal 40% al
1) il commerciante di imballaggi vuoti - definito 20%) del peso dei pallet in legno - sia nuovi
come “l’operatore che acquista e rivende imbal- sia reimmessi al consumo - da assoggettare a
laggi vuoti nel territorio nazionale, senza effet- Contributo ambientale nell’ambito di circuiti pro-
tuare alcuna trasformazione degli imballaggi duttivi controllati;
stessi” (4) - è stato equiparato all’ultimo produt- 7) l’aumento della soglia di Contributo ambientale
tore di imballaggi ed è quindi tenuto agli stessi dichiarato con le procedure semplificate per import
adempimenti: applicazione in fattura con le da 2.000 a 3.000 euro per accedere al rimborso del
modalità della “prima cessione”, dichiarazione Contributo sulle esportazioni di imballaggi pieni
periodica e versamento del Contributo effettuate nel 2018 con conseguente estensione
Ambientale; della platea dei consorziati che potranno usufruire
2) la dicitura “Contributo ambientale CONAI dell’esenzione;
assolto” dovrà riferirsi esclusivamente agli imballaggi 8) la possibilità di utilizzare i medesimi pesi standard
pieni (merci confezionate); degli erogatori meccanici, previsti per la specifica
3) diversificazione contributiva per gli imballaggi in procedura forfettaria, anche per le aziende che
plastica prevedendo quattro diversi livelli contribu- dichiarano il Contributo ambientale CONAI con
tivi per altrettante categorie di imballaggi e nuovi la procedura “ordinaria”;
valori unitari per tonnellata; 9) i nuovi moduli in vigore.

(*) Avv. Tiziana Ronchetti, Esperta in diritto dell’ambiente, con (2) V. www.conai.org, sezione Documenti/Governance,
particolare riferimento alle attività di gestione, recupero e riciclo recenti modifiche all’art. 14, comma 1, lett. b) e c) dello Statuto
dei rifiuti; Avv. Massimo Medugno, Direttore Assocarta - www. CONAI e all’art. 4, commi 4 e 9 del Regolamento CONAI.
assocarta.it. (3) V. www.conai.org, circolari applicative, Circolare del 29
(1) V. Guida Contributo CONAI, Vol. 1. novembre 2018.
(4) V. Guida Contributo CONAI, Vol. 1, pag. 24;

Ambiente & sviluppo 3/2019 205


Gestione ambientale

La prima cessione senza effettuare alcuna trasformazione degli


Il Contributo Ambientale CONAI rappresenta la imballaggi stessi” (7) - è stato equiparato all’ul-
forma di finanziamento attraverso la quale il Con- timo produttore di imballaggi ed è quindi tenuto
sorzio ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo agli stessi adempimenti: applicazione in fattura
per i maggiori oneri della raccolta differenziata, per il con le modalità della “prima cessione”, dichiara-
riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di zione periodica e versamento del Contributo
imballaggio (5). Ambientale (8).
L’art. 14, comma 1, lettera c) dello Statuto CONAI Mentre per l’immissione al consumo di imballaggi
stabilisce che il Contributo Ambientale viene vuoti o pieni provenienti da fuori il territorio nazio-
applicato “sulla base di una specifica indicazio- nale, il Contributo Ambientale è dovuto dall’impresa
ne=in fattura dell’ammontare del Contributo che effettua l’immissione al consumo, salvo il caso in
Ambientale CONAI dovuto e della tipologia cui il Contributo sia già stato versato dall’impresa
del materiale di imballaggio oggetto della estera che abbia deciso di iscriversi al Consorzio
cessione, dal Consorziato che effettua nel territo- CONAI.
rio nazionale la prima cessione a un
Rimodulazione contributiva
utilizzatore” (6).
È quindi evidente che l’individuazione della fase Per assicurare “un maggior introito per il raggiun-
in cui si perfeziona la c.d. “prima cessione” è gimento degli obiettivi di riciclo/recupero dei
determinante per garantire una corretta riparti- rifiuti di imballaggio su tutto il territorio nazio-
zione degli oneri gravanti sugli operatori nale” (9), il CONAI ha, inoltre, introdotto una
coinvolti. rimodulazione del contributo ambientale per gli
Inizialmente, la prima cessione veniva individuata imballaggi in acciaio, alluminio, carta, plastica,
nel trasferimento nel territorio nazionale dell’imbal- legno e vetro.
laggio finito effettuato dall’ultimo produttore o com- Le variazioni del contributo ambientale, in aumento
merciante di imballaggi vuoti al primo utilizzatore o in diminuzione, sono state adottate in funzione
diverso dal commerciante di imballaggi vuoti ovvero dell’andamento di mercato e dei costi di raccolta,
del materiale di imballaggio effettuato da un produt- in particolare (v. nota 14):
tore di materia prima o di semilavorati a un - per la plastica, il forte incremento dei quantitativi di
autoproduttore. rifiuti di imballaggio conferiti dalle regioni del sud e
Dal 2019, per effetto delle modifiche apportate allo la scarsa qualità degli stessi, avrebbe generato costi
Statuto ed al Regolamento consortili è stato spostato aggiuntivi per le operazioni di selezione del materiale
il punto di prelievo del Contributo Ambientale e, e per la gestione degli scarti, con il conseguente
quindi, la prima cessione comprende anche il trasfe- aumento della contribuzione da 208 euro/ton a 263
rimento degli imballaggi dell’ultimo commerciante euro/ton;
di imballaggi vuoti al soggetto che acquista/riceve - per la carta, la gravosa riduzione del macero a seguito
l’imballaggio per confezionare le proprie merci delle politiche restrittive della Cina sulle importa-
(primo effettivo utilizzatore). zioni, con conseguente aumento della contribuzione
Sostanzialmente, il commerciante di imballaggi da 10 euro/ton a 20 euro/ton;
vuoti - definito come “l’operatore che acquista e - per gli imballaggi in vetro, lo straordinario aumento
rivende imballaggi vuoti nel territorio nazionale, della raccolta e dei corrispettivi con contemporanea

(5) V. art. 224, comma 3, lett. h), D.Lgs. n. 152/2006 ripartisce “i effettua nel territorio nazionale la prima cessione a un utiliz-
maggiori oneri della raccolta differenziata di cui all’art. 221, comma zatore” e che “nel caso in cui gli imballaggi siano immessi al
10, lettera b), nonché gli oneri per il riciclaggio e per il recupero dei consumo senza che si realizzi una cessione a un utilizzatore
rifiuti di imballaggio conferiti al servizio di raccolta differenziata in nel territorio nazionale, spetta al Consorziato che immette al
proporzione alla quantità totale, al peso e alla tipologia del mate- consumo l’imballaggio vuoto o pieno il versamento delle
riale di imballaggio immessi sul mercato nazionale, al netto delle somme [...]” (lettera d).
quantità di imballaggi usati riutilizzati nell’anno precedente per (7) V. Guida Contributo CONAI, Vol. 1, pag. 24.
ciascuna tipologia di materiale”. (8) V. Circolare CONAI del 29 novembre 2018 dove sono
(6) L’art. 14, comma 1, lettera c) dello Statuto CONAI illustrati i nuovi adempimenti per i commercianti di imballaggi
stabilisce che “le somme dovute da tutti i Consorziati, pro- vuoti e la procedura agevolata (facoltativa) per i cosiddetti “piccoli
duttori e utilizzatori, sono sempre prelevate, sulla base di una commercianti”.
specifica indicazione in fattura dell’ammontare del Contributo (9) V. Comunicato Stampa CONAI, “CONAI rimodula il contri-
Ambientale CONAI dovuto e della tipologia del materiale di buto ambientale per l’avvio a riciclo degli imballaggi” del 31 luglio
imballaggio oggetto della cessione, dal Consorziato che 2018.

206 Ambiente & sviluppo 3/2019


Gestione ambientale

caduta del valore d’asta del rottame per saturazione 3) per gli imballaggi che soddisfano i primi due criteri,
degli impianti con aumento da 13,30 euro/ton a 24 il circuito di destinazione prevalente dell’imballaggio
euro/ton; quando diventa rifiuto.
- per gli imballaggi in alluminio e acciaio I Criteri Guida sono stati definiti, secondo Corepla,
avrebbe influito il corso positivo delle materie “dopo un lavoro di analisi e approfondimento che ha
seconde sul mercato internazionale e nazionale, visto un positivo e costruttivo dialogo con le Asso-
tanto da determinare una riduzione del contri- ciazioni dei produttori e degli utilizzatori di
buto ambientale: da 35 euro/ton a 15 euro/ton imballaggi”.
per l’alluminio e da 8 euro/ton a 3 euro/ton per Attraverso l’applicazione dei Criteri Guida sono
l’acciaio; state definite le seguenti tre differenti fasce
- per gli imballaggi di legno, al fine di agevolare il contributive:
riutilizzo del pallet in legno nell’ambito di circuiti - FASCIA A: imballaggi selezionabili e riciclabili da
produttivi controllati, sia nuovi sia reimmessi al circuito “Commercio & Industria”;
consumo, si è scelto di diminuire la percentuale del - FASCIA B: imballaggi selezionabili e riciclabili da
peso di pallet da assoggettare al contributo ambien- circuito “Domestico”
tale dal 40% al 20%. - FASCIA C: imballaggi non selezionabili/riciclabili
La rimodulazione del contributo ambientale è stata allo stato delle tecnologie attuali.
accompagnata da una operazione di diversificazione Tale classificazione riconosce contributi agevo-
della leva contributiva per la carta e per la plastica, in lati per gli imballaggi selezionabili e riciclabili
funzione di diversi criteri che di seguito andremo ad derivanti dal circuito domestico e dal
illustrare. circuito commercio e industria e, quindi, colle-
gando il livello contributivo all’impatto ambien-
tale delle fasi di fine vita/nuova vita degli
Diversificazione contributiva per la plastica
imballaggi stessi.
A più di venti anni dalla fondazione del Consor- Con la medesima ratio, nel 2019 è stata aumentata la
zio, il Contributo Ambientale CONAI (CAC), forbice contributiva nell’ambito della fascia B,
stabilito sin dal 1998 per ciascuna tipologia di creando una nuova fascia dedicata agli imballaggi
materiale di imballaggio, non è più unico per del circuito domestico con filiera di riciclo consoli-
materiale. data (come bottiglie e flaconi in PET trasparente o
Nel 2016, il Consiglio di Amministrazione (10) trasparente colorato; bottiglie, flaconi e taniche in
approvava per gli imballaggi in plastica un progetto HDPE di colore diverso dal nero); nonché ricollo-
di diversificazione contributiva con la finalità di cando in Fascia C (non agevolata) le soluzioni di
utilizzare la leva contributiva per incentivare la ridu- imballaggi non selezionabili/riciclabili precedente-
zione dell’impatto ambientale degli imballaggi. mente in Fascia B (es. bottiglie e flaconi in PET
Alla base della diversificazione sono stati posti tre opache, bottiglie e flaconi con etichetta coprente,
Criteri Guida: preforme e bottiglie in PET multistrato con polimeri
1) la selezionabilità; diversi dal PET, ecc.).
2) la riciclabilità; Ne risulta la seguente organizzazione contributiva:

FASCIA A imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito “Commercio & Industria” (150 euro/ton)

FASCIA B1 imballaggi da circuito “Domestico” con una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata (208,00
euro/ton)

FASCIA B2 Altri imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito “Domestico” (263,00 euro/ton)

FASCIA C imballaggi non selezionabili/riciclabili allo stato delle tecnologie attuali (369,00 euro/Ton)

(10) V. art. 4 Regolamento CONAI.

Ambiente & sviluppo 3/2019 207


Gestione ambientale

La lista degli imballaggi inseriti nelle fasce contribu- Da ultimo è necessario evidenziare che l’elenco dei
tive A, B1 e B2 (11), seppur indicato come elenco beni posti in fascia C è tra i più lunghi fra i quattro
esemplificativo e non esaustivo, costituisce di fatto proposti, così costringendo a porre in essere azioni di
una declaratoria tassativa, laddove “le tipologie di selezione onerose dal punto di vista ambientale ed
imballaggi non presenti nelle liste precedenti sono economico, finalizzate ad isolare detti materiali da
considerate afferenti all’ultima categoria di riferi- quelli che possono essere realmente avviati a riciclo.
mento ovvero la FASCIA C” (v. nota 11).
Tale nuova declaratoria evidenzia l’intento di tener Diversificazione contributiva per la carta
conto della specificità dei materiali e di rendere
ancora più netta la distinzione tra le soluzioni di Pur ricorrendo al medesimo strumento della “leva
imballaggio selezionate e riciclate e quelle che ancora contributiva”, la diversificazione del contributo
non lo sono; ma contestualmente tradisce lo scopo di ambientale per la carta si basa su criteri differenti
evitare che si costituiscano consorzi diversi da quelli rispetto a quelli adottati per la plastica.
del sistema CONAI, come previsto dall’art. 221 del Il Consiglio di Amministrazione CONAI ha, infatti,
Testo Unico ambientale. introdotto un contributo “extra” per gli imballaggi
A questo proposito, va infatti citato il caso poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al conteni-
CORIPET - Consorzio di diritto privato senza mento di liquidi (accoppiati con plastica ed even-
fini di lucro, riconosciuto con Decreto ministe- tualmente alluminio (12)) con lo specifico intento di
riale del 24 aprile 2018 - che vede tra i suoi consolidare le attività di raccolta e di selezione di
consorziati i soli produttori di bottiglie in PET detti materiali, così da costituire un “flusso omogeneo
per uso alimentare, al contrario di COREPLA che da avviare ad una fase di riciclo dedicata” (v.
si occupa di tutti gli imballaggi. nota 12).
Con tale riferimento è più chiara l’esigenza di creare Dal 2019, quindi, è dovuto un contributo aggiuntivo
una nuova fascia dedicata agli imballaggi del circuito di 20,00 euro/ton (da aggiungere al contributo
domestico con filiera di riciclo consolidata, quali ad ambientale per gli imballaggi in carta pari a 20,00
esempio le bottiglie e flaconi in PET trasparente o euro/ton) quale risultato di una stima delle quantità
trasparente colorato. immesse annualmente sul territorio nazionale e dei

(11) V. Guida CONAI, Vol. I, Parte II, pagg. 106-109: Bottiglie e flaconi in PET non multistrato, trasparenti o traspa-
- FASCIA A (esclusi tutti gli imballaggi poliaccoppiati a preva- renti colorati, con etichetta coprente ma dotata di perforazioni/
lenza plastica che rientrano invece in Fascia C): punzonature per facilitarne la rimozione e accompagnata da istru-
Liners, Big Bags e analoghi Sacchi tessuto per usi industriali; zioni che invitino il consumatore a procedere in tal senso - e
Liners, Big Bags e Sacchi per usi industriali; preforme per la produzione degli stessi;
Boccioni per distributori d’acqua; Bottiglie, flaconi e taniche - capacità fino a 5 litri - in HDPE 8e PP
Cappucci per copertura pallet/Big Bag; 9 - di colore diverso dal nero e senza etichetta coprente;
Cassette e Casse/Cassoni industriali/agricoli in materiale NON Bottiglie, flaconi e taniche - capacità fino a 5 litri - in HDPE 8 e PP
espanso (escluse quelle di cui alla circolare CONAI del 2 luglio 9 -di colore diverso dal nero, con etichetta coprente ma dotata di
2012); perforazioni/punzonature per facilitarne la rimozione e accompa-
Casse assoggettate come da Circolare CONAI del 2 luglio 2012 gnata da istruzioni che invitino il consumatore a procedere in tal
in materiale NON espanso; senso;
Cestelli portabottiglie (esclusi quelli di cui alla Circolare CONAI Materie prime per autoproduzione di imballaggi.
del 2 luglio 2012); - FASCIA B2 (esclusi tutti gli imballaggi poliaccoppiati a preva-
Cestelli assoggettati come da Circolare CONAI del 2 luglio lenza plastica che rientrano invece in Fascia C):
2012; Borse riutilizzabili, conformi alla vigente normativa (art. 226-bis
Film per pallettizzazione e film termoretraibile per fardellaggio; D.Lgs. n. 152/2006) Borse rispondenti ai requisiti stabiliti dalla
Fusti e cisternette IBC; norma UNI EN 13432:2002;
Tappi, chiusure e coperchi per fusti e cisternette IBC; Erogatori Meccanici (es. spray pump, trigger, ecc.);
Interfalde; Tappi, chiusure e coperchi diversi da quelli di FASCIA A;
Pallet; Materie prime per autoproduzione di imballaggi di FASCIA B;
Pluribolle e altri cuscini ad aria; - FASCIA C (imballaggi non selezionabili/riciclabili allo stato
Rotoli, tubi e cilindri sui quali è avvolto materiale flessibile già delle tecnologie attuali);
assoggettati come da Circolare CONAI del 27 giugno 2013, per usi Elenco esemplificativo non esaustivo. Le tipologie non pre-
industriali; senti nelle liste precedenti sono da considerarsi afferenti a que-
Taniche - capacità oltre 5 litri; st’ultima categoria di riferimento.
Materie prime per autoproduzione di imballaggi di FASCIA A. (12) V. Guida CONAI, pag. 35: “In questa voce sono ricompresi,
- FASCIA B1: (esclusi tutti gli imballaggi poliaccoppiati a preva- a titolo esemplificativo, i cosiddetti cartoni per bevande (latte,
lenza plastica che rientrano invece in Fascia C): succhi di frutta, ecc..) e le stesse tipologie di confezioni per altri
Bottiglie e flaconi in PET non multistrato, trasparenti o traspa- prodotti alimentari (sughi, passate, legumi, ecc.). Sono esclusi,
renti colorati, senza etichetta coprente/stampa diretta su di essi (in invece, gli articoli di imballaggio per il catering (piatti, bicchieri,
sostituzione di etichetta) - e preforme per la produzione degli vaschette con relativi coperchi)”.
stessi;

208 Ambiente & sviluppo 3/2019


Gestione ambientale

costi per la loro selezione (corrispettivo di selezione) Tale flusso assicura, infatti, la domanda da parte delle
e valorizzazione (contributo di riciclo alle cartiere), cartiere che lo riciclano in maniera efficiente sotto il
come esplicitato nel documento di sintesi pubblicato profilo economico, energetico e dei materiali, otte-
dal CONAI nella sezione “Approfondimenti” (13). nendone pasta di cellulosa riciclata e nuovi prodotti
L’iniziativa prende le mosse dallo sviluppo di processi in carta e cartone.
industriali che, da molti anni, sono stati avviati A tal proposito, il progetto IMPACTPapeRec Horizon
all’interno delle cartiere per ottenere una migliore 2020 che ha dimostrato la fattibilità e i benefici della
valorizzazione di detti materiali, ai fini del loro effet- raccolta differenziata della carta quale elemento
tivo riciclo. chiave verso uno sviluppo ulteriore dell’Economia
È emerso, infatti, che “i migliori risultati in termini di Circolare.
riciclo si ottengono quando gli imballaggi poliaccop-
piati a prevalenza carta idonei al contenimento di b. Gli imballaggi in carta multistrato
liquidi sono conferiti dai cittadini nella raccolta Lo scopo principale di tutti gli imballaggi in carta è
differenziata multimateriale leggera e quindi selezio- quello di proteggere la merce imballata al suo interno.
nati presso impianti dedicati” (14). Per alcune applicazioni, è necessario rinforzare o
Pertanto, l’applicazione di un contributo aggiuntivo aggiungere uno strato di materiale non cartaceo
ad hoc ovvero su di una specifica tipologia di materiale all’imballaggio di carta; quindi la carta e il cartone
contribuisce “alla remunerazione di attività e inve- vengono uniti ad uno strato di alluminio e/o di
stimenti per le operazioni di selezione e riciclo”. materiali plastici come il polietilene, formando il
La filosofia del CAC diversificato per la carta nel c.d. imballaggio in carta multistrato (utilizzato, ad
favorire la valorizzazione del materiale nell’ambito di esempio, per i cartoni per bevande o sacchi kraft a più
operazioni di raccolta, selezione e riciclo dedicati, strati ecc.).
trova origine nella “European paper industry position Tali imballaggi potranno essere riciclati solo in car-
on separate collection” adottata ad ottobre 2018 dalla tiere munite di specifici processi di lavorazione.
CEPI, Confederazione europea dell’industria carta- Emerge dunque la necessità di raccogliere detti mate-
ria, che di seguito ci apprestiamo ad approfondire. riali separatamente da carta e cartone, insieme agli
altri materiali riciclabili, per i motivi che di seguito si
a. Le ragioni di una scelta riepilogano:
Le attività di riciclo della carta perseguono quale a) il loro quantitativo è significativo: anche se questo
obiettivo primario quello di produrre carta riciclata flusso rappresenta una percentuale piccola nell’in-
di alta qualità, rispondente alle specifiche tecniche sieme di tutti gli imballaggi in carta, in valori assoluti,
richieste dagli utilizzatori dei settori dell’imballaggio, la quantità di questi materiali è comunque significa-
dell’igienico sanitario e del grafico. tiva e dunque tale da richiedere una separazione da
In tale prospettiva, qualsiasi schema di raccolta altri materiali negli impianti di selezione;
dovrebbe essere progettato in modo da fornire carta b) possono disturbare il normale processo di riciclo
per un riciclo di qualità e di valore, così come previsto della carta: se questi sono raccolti nel normale flusso
dalla norma UNI EN 643, direttamente o dopo la di carta e cartone senza ulteriori trattamenti e conse-
selezione. gnati ad una cartiera standard, non si disintegreranno
L’industria della carta è, quindi, contraria ad una completamente nel pulper tanto di diventare un mero
raccolta di carta e cartone con altri materiali (“co- scarto;
mingled”) ed è a favore di una raccolta differenziata c) sono totalmente riciclabili solo in cartiere predi-
della sola carta e cartoni (come, peraltro, già avviene sposte: un numero significativo di produttori di carta
in Italia) separati alla fonte dai rifiuti e da altri ha investito in tali infrastrutture con specifici pro-
materiali riciclabili. cessi, che vanno dagli adattamenti di processo a
Ciò contribuisce alla costituzione di un flusso omoge- diverse modalità di riciclo di questi materiali. È
neo che favorisce la buona qualità del materiale ed un tuttavia necessario che vengano raccolti e ordinati
alto valore ambientale, oltre che una positiva remune- separatamente, per essere poi consegnati a questi
razione economica per gli operatori del settore. stabilimenti con un flusso specifico;

(13) V. documento di sintesi CAC diversificato CARTA, su (14) V. nota 13.


http://www.conai.org/imprese/contributo-ambientale/contri-
buto-diversificato-carta.

Ambiente & sviluppo 3/2019 209


Gestione ambientale

d) potrebbero contenere residui: in tal caso il residuo separato rispetto agli altri materiali, per poi essere
in tali imballaggi di carta potrebbe sporcare la carta e smistati e riciclati in appositi impianti.
cartone, mentre i materiali nel flusso “altri materiali Quando questi imballaggi vengono utilizzati e con-
riciclabili” non ne risentirebbero. feriti a raccolta differenziata dalle famiglie, essi
Nella maggior parte dei Paesi europei, i materiali dovrebbero invece essere raccolti insieme agli imbal-
compositi su carta a più strati sono già raccolti sepa- laggi leggeri, da cui vengono successivamente sepa-
ratamente dalla carta e dal cartone ordinario, soprat- rati per essere avviati a riciclo in cartiere dedicate.
tutto insieme ad altri imballaggi riciclabili (raccolta
degli imballaggi leggeri). c. Il caso degli imballaggi esclusivamente in
Per i Paesi in cui questi imballaggi non sono ancora carta e cartone, che sono stati a contatto con gli
raccolti separatamente, si consiglia che vengano alimenti (ad esempio, le scatole usate per
separati dai rifiuti, non con il normale flusso di contenere la pizza).
carta e cartone. Dovrebbero quindi essere selezionati A livello europeo la norma UNI EN 643 definisce
e formare un flusso che può essere consegnato a una i materiali proibiti nelle diverse qualità di carta da
cartiera attrezzata a questo tipo di lavorazione, che riciclare: qualsiasi materiale che possa rappresen-
abbia dunque una tecnologia adeguata a separare i tare un pericolo per la salute, la sicurezza e l’am-
diversi componenti e riciclarli in nuovi prodotti. In biente, come i rifiuti medici; i prodotti
queste cartiere è generalmente possibile riciclare contaminati per l’igiene personale; i rifiuti peri-
anche altri imballaggi di carta poliaccoppiati ma colosi; i rifiuti organici inclusi i prodotti alimen-
anche imballaggi che siano stati in contatto con tari, il bitume, le polveri tossiche e simili. Sono
prodotti alimentari. indesiderate quantità visibili di cibo (ad es. pezzi
Questi ultimi, in particolare, vengono utilizzati negli di cibo).
imballaggi per alimenti e possono contenere sottili Tracce leggere, macchie, segni o residui dal contatto
strati di non carta, resistente all’umidità, per proteg- con gli alimenti sono invece ammessi dalla norma EN
gere il cibo che contengono. 643 nella raccolta differenziata della carta.
Essi costituiscono un valore assoluto, una compo-
nente rilevante degli imballaggi utilizzati per proteg- d. Come deve essere raccolto l’imballaggio di
gere i prodotti alimentari e, per i motivi prima esposti, carta per raggiungere il suo corretto processo
necessiterebbero di essere raccolti in un flusso di riciclo?

Categoria Carta e cartone Imballaggio Tavola Multistrato Altri pannelli


provenienti dalle di carta a contatto a strato
abitazioni

Esempio Imballaggio di Scatole pizza usata Cartoni per bevande Tazze usate caffè Scatole sandwich e
trasporto vassoi

Stimato - Volume 24 milioni ——— Sotto il milione Da 100 a 200 mila —————
scartato in Europa

Dove dovrebbe Circuito carta e Nel flusso carta se Con imballaggi leg- Nelle vie principali, Nelle vie principali,
essere raccolto? cartone pulito o leggermente geri (bottiglie e lat- fast-food, ristoranti: fast-food, ristoranti:
macchiato da residui tine per bibite) in flusso specifico di in flusso specifico di
dal contatto con peso leggero nelle imballaggio leggero
alimenti famiglie nelle famiglie (botti-
glie, lattine)

Come dovrebbe Classificato come Classificato come Classificato 5.03 Classificato 5.14 Classificato 5.02
essere classificato? 1.01,1.02 1.01,1.02
1.04,1.05,1.11 1.04,1.05,

Dove viene nelle cartiere che nelle cartiere che In cartiere dedicate In cartiere dedicate In cartiere dedicate
riciclato? usano carta da usano carta da (Gruppo 5 EN643) (EN643) (Gruppo 5 EN643)
riciclare riciclare

210 Ambiente & sviluppo 3/2019


Gestione ambientale

Conclusioni Va, inoltre, considerato che la diversificazione con-


Il percorso di ragionevole diversificazione del tributiva laddove favorisca realmente il migliora-
CAC unico all’interno di un sistema universale mento qualitativo dei rifiuti raccolti dovrebbe, in
può costituire una buona occasione per migliorare linea di principio, produrre un aumento delle quantità
il sistema di recupero/riciclo dei rifiuti e per di rifiuti selezionati avviati al riciclo e, quindi, pro-
incentivare la produzione e l’uso di imballaggi durre dei benefici economici per lo stesso Consorzio.
maggiormente selezionabili e riciclabili, colle- Restano abbastanza evidenti le diverse filosofie alla
gando il livello contributivo all’impatto ambien- base della diversificazione del contributo della pla-
tale delle fasi di fine vita/nuova vita e, quindi, stica e della carta: nel primo caso la “disincentiva-
premiando l’impegno delle imprese nella proget- zione” degli imballaggi non riciclabili, nel secondo
tazione e nell’utilizzo di imballaggi meglio conce- caso il miglioramento del riciclo dei poliaccoppiati a
piti ai fini della sostenibilità ambientale e base carta, raccolti sempre più nel multimateriale
dell’economia circolare. leggero ed avviati a riciclo in cartiere “dedicate”.

Ambiente & sviluppo 3/2019 211


Rassegna
Giurisprudenza

Consiglio di Stato e TAR


a cura di Chiara Prevete

questo giudice, coinvolgendo profili misti di discrezionalità


INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO tecnica e amministrativa.

IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE E LIMITE DISTANZIALE DA SITI Attraverso il piano territoriale della telefonia mobile si
SENSIBILI: LEGITTIMITÀ realizza, a tutela dei vari interessi coinvolti, quel continuo
e costante dialogo tra le parti che deve caratterizzare,
TAR Lazio, sez. II-quater, 4 febbraio 2019, n. 1373 - Pres. secondo l’insegnamento della giurisprudenza, il rapporto
L. Pasanisi - Rel. F. Arzillo - Ric. Wind Telecomunicazioni tra comuni e gestori del servizio di telefonia mobile. Il
S.p.A - Res. Comune di Fiumicino piano garantisce le esigenze dei gestori di una razionale
programmazione e pianificazione del servizio di rete sul
Impianti di telefonia mobile - Campi elettromagnetici - territorio [...]. Sulla necessità di tale strumento, quindi,
Piano territoriale non vi può essere alcun dubbio. Esso consente, nel conte-
sto di una visione dinamica della regolazione amministra-
L’imposizione di un limite c.d. “distanziale” ragionevole tiva, il costante adeguamento delle norme alla situazione
rientra nel potere regolamentare previsto dall’art. 8, di fatto nel contesto della pluralità degli interessi in gioco,
comma 6, Legge n. 36/2001 “per assicurare il corretto in piena conformità con i principi di cui all’art. 97 della
insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e Costituzione. Rimane fermo che la natura pianificatoria
minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi dell’atto, alla quale corrisponde la procedura delineata
elettromagnetici”. Le finalità previste dalla norma com- dalla norma in vista dell’acquisizione degli interessi rile-
portano che il potere regolamentare del Comune “vada vanti, non si presta alla previsione di un silenzio assenso;
considerato espressione dell’autonoma e fondamentale mentre non è esclusa ovviamente la disponibilità di altri
competenza che detto ente ha nella disciplina dell’uso del strumenti con i quali gli interessati possano far valere le
territorio. Esso può tradursi nell’introduzione sia di regole sopravvenute esigenze alla stregua dei principi che gover-
poste a tutela di zone e beni di particolare pregio paesag- nano la tutela giurisdizionale; e lo stesso vale anche con
gistico, o ambientale, o storico artistico, sia nell’indivi- riferimento alle integrazioni e/o modifiche relative a casi
duazione di siti che, per destinazione d’uso e qualità degli singoli che siano adeguatamente documentati.
utenti, possano essere considerati ‘sensibili’ alle immis-
sioni radioelettriche, e quindi inidonei alle installazioni La ricorrente Wind Telecomunicazioni s.p.a. agiva nella qualità
degli impianti per la minimizzazione dell’esposizione di titolare della “licenza individuale per il servizio radiomobile
della popolazione ai campi elettromagnetici” (CDS, sez. pubblico di comunicazione numerico DCS1800 sul territorio
III, 19 marzo 2014, n. 1361; 14 febbraio 2014, n. 723). In base italiano” nonché di licenziataria del Ministero delle Comunica-
all’orientamento giurisprudenziale più recente del Consi- zioni per la gestione del servizio pubblico di comunicazioni
glio di Stato, il regolamento comunale previsto dall’art. 8, mobili e per l’installazione della relativa rete in Italia, altresì, con
comma 6, Legge n. 36 del 2001, nel disciplinare il corretto il sistema di terza generazione secondo lo standard denomi-
insediamento nel territorio degli impianti, può contenere nato UMTS (Universal Mobile Telephone System).
regole per la protezione dall’esposizione ai campi elettro- Essa impugnava, con il ricorso principale, il regolamento per
magnetici di zone sensibili ponendo anche divieti gene- l’installazione e l’esercizio degli impianti di telefonia mobile
ralizzati alla localizzazione degli impianti nelle adiacenze approvato dal Comune di Fiumicino con delibera di C.C. n. 16
di siti sensibili come scuole ed ospedali o parchi e aree per del 5 marzo 2015, contestandone diverse prescrizioni.
il gioco e per lo sport, purché non impediscano la coper- La società contestava sia la procedura di approvazione del
tura di rete del territorio nazionale. regolamento per l’installazione e l’esercizio degli impianti di
telefonia mobile approvato dal Comune di Fiumicino con deli-
Il parametro della distanza, ancorché non sia l’unico rile- bera di C.C. n. 16 del 5 marzo 2015, sia in particolare varie
vante sotto il profilo tecnico ai fini della valutazione dell’e- disposizioni dello stesso. Con riferimento alla carenza di istrut-
sposizione ai campi elettromagnetici nei singoli casi, riveste toria e di valutazione tecnica, essa veniva prospettata sulla
un rilievo fondamentale e comunque significativo alla stre- base di un’interpretazione della previsione dell’art. 8, comma
gua delle leggi fisiche. Esso si rivela quindi maggiormente 6, Legge n. 36/2001. Questa disposizione attribuisce ai
idoneo a essere assunto nel contesto di una disciplina la Comuni il potere regolamentare ai fini della minimizzazione
quale, per sua stessa natura, costituisce espressione di una dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
valutazione generalizzata ex ante delle situazioni di fatto: Secondo la ricorrente ciò significa che non si sarebbe dovuta
ciò avendo riguardo alle finalità di prevenzione/protezione invadere la competenza statale in materia di salute e si deve
rilevanti sul piano statistico, le quali si aggiungono - non tenere in primo piano il profilo urbanistico/territoriale, oltre a
illegittimamente - a quelle che sono considerate dai limiti non vietare indiscriminatamente l’installazione delle SRB su
fissati su base nazionale; mentre ogni altra considerazione gran parte del territorio comunale, anche introducendo limiti di
di misura e di opportunità dei relativi valori, anche in rela- esposizione o valori di campo diversi da quelli previsti dalla
zione alla rilevanza del c.d. “principio di precauzione” - che legge statale e limiti “distanziali” ulteriori.
può operare anche oltre le soglie minime fissate sulla base Detti profili venivano sviluppati in parte anche col secondo
della normativa nazionale - rimane estranea al sindacato di mezzo di impugnazione, col quale si contestava in particolare

Ambiente & sviluppo 3/2019 213


Rassegna
Giurisprudenza

che l’art. 1 del Regolamento, con cui era vietata l’installazione utilizzo consigliata per ridurre l’esposizione al campo elettrico,
degli impianti di telefonia mobile ad una distanza inferiore a magnetico ed elettromagnetico e le principali prescrizioni di
quella minima di 150 m dai siti classificati sensibili - tra cui sono sicurezza. Con lo stesso decreto sono individuate le tipologie
elencati oltre agli specifici edifici adibiti a ospedali, case di cura di apparecchi e dispositivi per i quali non vi è emissione di
e di riposo, scuole e asili nido, anche le aree destinate a verde campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, o per i quali
pubblico, i parchi gioco, i parchi pubblici, le aree soggette a tali emissioni sono da ritenersi cosi basse da non richiedere
tutela integrale dal Piano di Gestione della riserva naturale alcuna precauzione”.
statale del litorale romano - lamentandosi l’applicazione di Con il ricorso in esame, dopo essersi lungamente soffermata
un indiscriminato divieto sanitario contrastante col diritto di sui rischi per la salute e per l’ambiente derivanti da un uso
installare le infrastrutture per telecomunicazioni e con la nor- improprio degli apparecchi di telefonia mobile soprattutto per
mativa primaria in materia di limiti di esposizione e distanze. gli utenti più giovani di età, sulla base delle ultime ricerche
Secondo il Collegio le cesure erano infondate e in particolare lo scientifiche, l’Associazione ricorrente chiedeva l’annulla-
stesso riteneva che anche un limite distanziale fissato a 150 m mento del silenzio-inadempimento formatosi per effetto del-
non fosse manifestamente irragionevole né lesivo dei siti l’inerzia delle Amministrazioni intimate e l’accertamento
sensibili. dell’obbligo delle Amministrazioni coinvolte di provvedere,
entro un determinato termine.
ELETTROSMOG E DANNI ALLA SALUTE: I MINISTERI Secondo il Collegio la domanda (processuale) dell’Associa-
DOVRANNO INFORMARE SULL’USO CORRETTO DEI CELLULARI
zione ricorrente, diretta ad ottenere l’emanazione del Decreto
ministeriale di cui all’art. 12, Legge n. 36/2001, era inammissi-
TAR Lazio, Roma, sez. III-quater, 15 gennaio 2019, n. 500 - bile per difetto assoluto di giurisdizione, venendo in rilievo il
Pres. G. Sapone - Rel. P. Marotta - Ric. Associazione per la mancato esercizio di poteri di natura normativa.
prevenzione e la lotta all’elettrosmog - Res. Ministero Rimaneva invece da scrutinare la fondatezza della domanda
della Salute; Ministero dello Sviluppo Economico; Mini- formulata dalla ricorrente con riferimento al mancato avvio da
stero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Mini- parte dei Ministeri competenti ratione materiae di una campa-
stero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare gna informativa rivolta alla intera popolazione, avente ad
oggetto l’indicazione delle modalità d’uso e dei rischi per la
Elettrosmog - Campagne informative - Associazioni salute e per l’ambiente connessi all’uso degli apparecchi di
ambientaliste telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless).
L’Associazione ricorrente aveva prodotto alcuni documenti
Le campagne informative e di educazione ambientale di cui tratti dalla letteratura scientifica, dai quali emergeva che l’uti-
all’art. 10, Legge n. 36/2001 non possano essere sussunte lizzazione inadeguata dei telefoni cellulari o cordless, compor-
nella categoria degli atti meramente materiali, ma deb- tando l’esposizione di parti sensibili del corpo umano ai campi
bano essere ascritte al genus degli atti amministrativi elettromagnetici, può avere effetti nocivi per la salute umana,
generali, in quanto sono rivolte ad una pluralità indefinita soprattutto con riguardo ai soggetti più giovani e, quindi, più
di soggetti, trovano il fondamento giuridico in norme di vulnerabili, potendo incidere negativamente sul loro sviluppo
rango legislativo, presuppongono lo svolgimento di un’at- psico-fisico.
tività istruttoria finalizzata alla individuazione dei rischi Orbene, i rischi per la salute paventati dall’Associazione ricor-
connessi all’esposizione del corpo umano ai campi elet- rente non erano stati efficacemente contestati dalle Ammini-
tromagnetici e alla individuazione delle precauzioni da strazioni resistenti, che si erano limitate ad invocare
adottare (sia da parte degli utenti che dei produttori dei l’inammissibilità anche di questa seconda richiesta. In parti-
predetti apparecchi) per limitarne gli effetti potenzial- colare, il Ministero della Salute, in riscontro ad una precedente
mente nocivi per la salute e hanno lo scopo di sensibilizzare richiesta di uno dei procuratori della Associazione ricorrente,
gli utenti in merito ad un uso più consapevole degli appa- evidenziava: “... il tema dei possibili rischi per la salute conse-
recchi di telefonia mobile, al fine di salvaguardare il diritto guenti all’uso del cellulare è alla costante attenzione del Mini-
alla salute che è un diritto costituzionalmente tutelato stero della Salute, in particolare a seguito della classificazione
(art. 32 della Costituzione). stabilita dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro
nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo
L’Associazione ricorrente si doleva dell’inerzia delle Ammini- (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in Radiofrequenza il
strazioni intimate rispetto alla attuazione dell’art. 12, comma 1, Ministero della Salute precisava che la campagna di informa-
Legge n. 36/2001, a norma della quale: zione era in fase di preparazione.
“1. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la
Ministro della sanità, previo parere del Comitato e sentite le preannunciata campagna informativa non risultava essere
competenti Commissioni parlamentari, sono stabilite, entro stata ancora attuata. Pertanto, il Collegio dichiarava l’ob-
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente bligo del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute
legge, tenendo conto anche degli orientamenti e degli atti e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
dell’Unione europea in materia di inquinamento elettromagne- Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di
tico, tutela dei consumatori e istruzioni per l’uso dei prodotti, le provvedere, in attuazione di quanto disposto dall’art. 10,
informazioni che i fabbricanti di apparecchi e dispositivi, in Legge n. 36/2001, ad adottare una campagna informativa
particolare di uso domestico, individuale o lavorativo, gene- entro sei mesi dalla notifica della sentenza in commento,
ranti campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sono rivolta alla intera popolazione, avente ad oggetto la indivi-
tenuti a fornire agli utenti, ai lavoratori e alle lavoratrici, duazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di
mediante apposite etichettature o schede informative. Le telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l’informa-
informazioni devono riguardare, in particolare, i livelli di espo- zione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un
sizione prodotti dall’apparecchio o dal dispositivo, la distanza di uso improprio di tali apparecchi.

214 Ambiente & sviluppo 3/2019


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Giurisprudenza

BENI CULTURALI E AMBIENTALI non più un sindacato di mera legittimità (come previsto dall’art.
159, D.Lgs. n. 42/2004, nel regime transitorio fino al 31 dicem-
bre 2009) sull’atto autorizzatorio, di base adottato dalla
DIVIETO DI SANATORIA PAESAGGISTICA Regione o dall’ente delegato, con il correlativo potere di annul-
lamento ad estrema difesa del vincolo, ma una valutazione di
TAR Campania, Napoli, sez. IV, 8 gennaio 2019, n. 92 - Pres. merito amministrativo, espressione dei nuovi poteri di coge-
A. Pappalardo - Rel. I. Raiola - Ric. Ar Immobiliare S.r.l. - stione del vincolo paesaggistico. Nell’esercizio del relativo
Res. Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Soprin- potere, il parere che viene reso dalla Soprintendenza, è atto
tendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le di discrezionalità tecnica e il sindacato del giudice amministra-
Province di Salerno ed Avellino tivo, lungi dal poter investire il merito della determinazione
adottata, è limitato alla sola verifica della sussistenza di vizi
Parere paesaggistico - Sanatoria - Procedimento di sintomatici dell’eccesso di potere, quali la carenza di istruttoria
autorizzazione e il travisamento dei fatti, l’illogicità e l’incongruenza delle
valutazioni espresse (TAR Napoli, sez. VI, 29 giugno 2018,
Il divieto di sanatoria paesaggistica concerne quegli inter- n. 4324; CDS, sez. VI, 4 giugno 2015, n. 2751), la cui sussi-
venti edilizi che abbiano comportato non solo congiunta- stenza nel caso di specie non era stata dimostrata dalla parte
mente, ma anche alternativamente un incremento di istante né era in alcun modo evincibile dal contenuto degli atti
superficie utile e o un aumento di volume: la Legge impugnati. Il ricorso principale veniva, pertanto, respinto.
n. 308/2004 reca al comma 36 modifiche all’art. 181 del
Codice dell’ambiente (D.Lgs. n. 42/2004), in particolare
introducendovi il comma 1-ter, ai sensi del quale viene RIFIUTI
ribadito che, ferma l’applicazione delle sanzioni ammini-
strative ripristinatorie o pecuniarie previste dall’art. 167,
Codice dell’ambiente, la compatibilità paesaggistica può ABBANDONO RIFIUTI SU STRADA STATALE: OBBLIGHI
essere accordata solo per opere che non comportino DELL’ANAS
aumento di superficie utile o di volume o che si tratti di
lavori configurabili come interventi di manutenzione ordi- TAR Campania, Napoli, sez. V, 9 gennaio 2019, n. 117 -
naria o straordinaria, con ciò ribadendo il principio della Pres. S. Scudeller - Rel. M.G. D’Alterio - Ric. Società Anas
limitazione della sanabilità degli abusi edilizi solo a quelli s.p.a. - Res. Comune di Cellole
di non rilevante entità.
Ordinanza rimozione rifiuti - Responsabilità - Contradditorio
Nel caso di specie, risultavano realizzati manufatti di varia
tipologia (ad es. manufatto adibito a guardiola, lavanderia, L’eventuale vizio della notificazione del provvedimento
deposito, etc., denominato LAV sugli elaborati grafici, ubicato gravato può comportare la nullità della notificazione
nell’area ingresso: creazione di superficie utile e volume) con stessa, ma non la nullità e/o l’illegittimità del provvedi-
un conseguente incremento di superficie utile. Altri manufatti, mento, che resta perfetto ed esistente, concernendo la
invece, determinavano solo un aumento di superficie utile - notificazione dell’atto amministrativo - secondo le regole
dovendo questa essere intesa, in ambito paesaggistico, “in generali - non già la fase costitutiva, ma quella integrativa
senso ampio e finalistico, ossia non limitata agli spazi chiusi o dell’efficacia dell’atto stesso. In questo senso depone
agli interventi capaci di provocare un aggravio del carico urba- espressamente l’art. 21-bis, Legge n. 241/1990, da cui si
nistico, quanto piuttosto considerando l’impatto dell’inter- ricava che la comunicazione al destinatario del provvedi-
vento sull’originario assetto del territorio e, quindi, l’idoneità mento, pure nelle forme dettate per la notifica agli irre-
della nuova superficie, qualunque sia la sua destinazione, a peribili nei casi previsti dal c.p.c., è condizione di efficacia,
modificare stabilmente la vincolata conformazione originaria non di validità, del provvedimento amministrativo.
del territorio”. Ex multis TAR Lombardia, Milano, sez. III, 13 marzo 2009,
Secondo il Collegio correttamente il Soprintendente per i Beni n. 1910.
Architettonici e Paesaggistici delle province di Salerno e Avel-
lino esprimeva parere in termini negativi rispetto alla compa- L’ordinanza emessa ai sensi dell’art. 192 del Codice dell’am-
tibilità paesaggistica. biente, in caso di accertato abbandono o deposito incon-
Nel suddetto parere, infatti, si accertava che le opere abusive trollato di rifiuti, deve essere preceduta dal necessario
avevano determinato la creazione di superfici utili o volumi contraddittorio, secondo l’art. 7, Legge 7 agosto 1990,
ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati, conside- n. 241, dello specifico disposto dell’art. 192, comma 3,
rato altresì che le altre opere realizzate nell’area ingresso, quali D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, che prevede una responsabilità
piscina, struttura interrata a servizio della piscina, campi da solidale del proprietario ovvero del titolare di altro diritto
tennis e pallacanestro, etc., che nell’insieme avevano deter- reale o personale di godimento sull’area interessata dall’il-
minato una eccessiva alterazione dello stato di fatto originario, lecito sversamento di rifiuti, con l’effettivo responsabile
comportando una modificazione delle caratteristiche peculiari dell’abbandono, solo ove detta violazione possa essergli
del paesaggio, non rientravano tra i casi previsti dall’art.167, imputata quantomeno a titolo di colpa, sulla base di un
D.Lgs. n. 42/2004 s.m.i. accertamento svolto in contraddittorio, sulla base di appro-
Il Collegio inoltre osservava che il parere espresso nella fondita istruttoria, dai soggetti preposti al controllo prima di
vicenda in esame dall’autorità tutoria dei valori paesistici era imporgli l’obbligo di rimozione, smaltimento o avvio al
del tutto conforme al modello legale in vigore dal primo gen- recupero dei rifiuti. La preventiva, formale comunicazione
naio 2010 (con l’entrata in vigore a regime dell’art. 146, D.Lgs. dell’avvio del procedimento costituisce un adempimento
n. 42/2000), secondo il quale nel procedimento di rilascio indispensabile al fine dell’effettiva instaurazione di un con-
dell’autorizzazione paesaggistica la Soprintendenza esercita traddittorio procedimentale con gli interessati”, (cfr. CDS,

Ambiente & sviluppo 3/2019 215


Rassegna
Giurisprudenza

sez. IV, n. 1301/2016), non potendosi, peraltro, applicare il ed imprese quale pagamento del servizio di raccolta e smal-
temperamento che l’art. 21-octies, Legge n. 241/1990 timento dei rifiuti (noti in precedenza con gli acronimi di
apporta alla regola generale dell’art. 7 della stessa Legge. TARSU e, successivamente, di TIA e TARES), conservan-
done, peraltro, la medesima natura tributaria. L’imposta è
Con il ricorso in esame si contestava la legittimità dell’ordi- dovuta, ai sensi della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, per la
nanza sindacale n. 9 dell’8 aprile 2015, con cui il Sindaco del disponibilità dell’area produttrice di rifiuti e, dunque, unica-
Comune di Cellole ordinava, ai sensi e per gli effetti dell’art. mente per il fatto di occupare o detenere locali ed aree
192, commi 1 e 3, D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006, all’ANAS, scoperte a qualsiasi uso adibiti, mentre le deroghe indicate
quale titolare della strada statale 7 IV al km 3+300 di provve- e le riduzioni delle tariffe non operano in via automatica in
dere entro trenta giorni alla messa in sicurezza, rimozione e base alla mera sussistenza delle previste situazioni di fatto,
bonifica di tutti i rifiuti ivi abbandonati. dovendo il contribuente dedurre e provare i relativi presup-
L’ANAS impugnava il provvedimento contestando la viola- posti. In relazione, ad esempio, alle ipotesi in cui è prevista
zione e falsa applicazione dell’art. 257, D.Lgs. 3 aprile 2006, l’esclusione dalla corresponsione della TARI, l’art. 1, comma
n. 152, difetto di istruttoria e motivazione in quanto sull’ANAS 649, Legge 27 dicembre 2013, n. 147, dispone che nella
incombeva l’onere di rimuovere solo i rifiuti presenti sull’area determinazione della superficie assoggettabile alla TARI
di sedime che intralciavano la circolazione, non anche nelle non si tiene conto di quella parte di essa ove si formino, in
immediate vicinanze, incombendo in tal caso l’onere di rimo- via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smalti-
zione sull’autore dell’illecito abbandono. mento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi
In secondo luogo, si contestava la violazione dell’art. 192, produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trat-
D.Lgs. n. 152/2006 in relazione agli artt. 7 e 8, Legge n. 241/ tamento in conformità alla normativa vigente. Per i produt-
1990, per mancata comunicazione di avvio del procedimento tori di rifiuti speciali assimilati agli urbani, nella
teso all’emanazione dell’ordine di rimozione oggetto di determinazione della TARI, il Comune con proprio regola-
censura. mento può prevedere riduzioni della parte variabile propor-
Infine, si eccepiva un difetto di istruttoria e dei presupposti zionali alle quantità che i produttori stessi dimostrino di
dell’ordinanza: il provvedimento impugnato sarebbe stato avere avviato al recupero. Da tale normativa, dunque,
palesemente illegittimo per non aver l’Amministrazione pro- emerge che, in relazione ai produttori di rifiuti speciali assi-
cedente dato conto in motivazione dei presupposti di fatto e milati agli urbani, non è prevista l’esclusione della corre-
delle ragioni giuridiche poste alla base della decisione, sponsione della TARI per il solo fatto che il contribuente
avendo il Comune di Cellole imputato ad ANAS l’onere proceda autonomamente allo smaltimento dei rifiuti; è,
della rimozione dei rifiuti sversati da terzi, prescindendo da infatti, prevista solo la possibilità di una riduzione dell’am-
ogni tipo di accertamento di responsabilità a titolo di dolo o montare della stessa.
colpa a suo carico.
Il Collegio accoglieva i suddetti motivi di ricorso in quanto nei La possibilità dello smaltimento dei rifiuti alternativo a
provvedimenti gravati non venivano esplicitate le ragioni su cui quello comunale non può essere frutto di un’iniziativa pri-
il Comune aveva fondato la responsabilità della ricorrente vata, ma deve essere concordata con l’amministrazione
società nell’abbandono dei rifiuti, sotto il profilo dell’elemento comunale. Tanto si desume, peraltro, anche dal c.d.
psicologico del dolo o quantomeno della colpa, che avrebbe “baratto amministrativo”, previsto dall’art. 190, D.Lgs.
dovuto sorreggere la condotta omissiva dell’ANAS, in viola- n. 50/2016, secondo cui “Gli enti territoriali possono definire
zione dell’art. 192, comma 3, D.Lgs. n. 152/2006. Peraltro, la con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizza-
circostanza che l’ANAS risultava concessionaria della zione di contratti di partenariato sociale, sulla base di pro-
gestione e della manutenzione ordinaria e straordinaria delle getti presentati da cittadini singoli o associati, purché
strade di proprietà dello Stato e delle relative pertinenze, individuati in relazione ad un preciso ambito territoriale. I
comprese, le aree di sosta, rappresentava un presupposto contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione,
da solo non sufficiente per imporle ex art. 192, comma 3, cit., l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro
l’ordine di rimozione dei rifiuti abbandonati da ignoti su tali valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere,
aree, essendo altresì necessario appurare, come ribadito in più interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità
occasioni dalla giurisprudenza amministrativa (ex multis, CDS. di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati”. La
sez. V, 17 luglio 2014, n. 3786; TAR Campania, Napoli, sez. V, 3 stessa norma dispone che “In relazione alla tipologia degli
ottobre 2018, n. 5783; TAR Puglia, Bari, sez. I, 24 marzo 2017, interventi, gli enti territoriali individuano riduzioni o esen-
n. 287 e 30 agosto 2016, n. 1089), l’inverarsi dell’elemento zioni di tributi corrispondenti al tipo di attività svolta dal
soggettivo della responsabilità, che, appunto, richiedeva un privato o dalla associazione ovvero comunque utili alla
preventivo accertamento in contraddittorio con l’interessato. comunità di riferimento in un’ottica di recupero del valore
sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa”. Anche
RIFIUTI SPECIALI ASSIMILATI AGLI URBANI E TARI: BARATTO da tale recente normativa si desume, quindi, che un privato
AMMINISTRATIVO PER LA RIMOZIONE
non possa sostituirsi all’amministrazione comunale senza il
consenso di quest’ultima.
TAR Campania, Napoli, sez. I, 9 gennaio 2019, n. 125 - Pres.
S. Veneziano - Rel. M. Santise - Ric. Condominio Baiaz- Il ricorrente, Condominio del complesso turistico residenziale
zurra - Res. Comune di Sessa Aurunca B. - struttura composta da 450 unità abitative strutturate in
forma di villette autonome, oltre a servizi vari, impugnava la
Produttori di rifiuti speciali - TARI - Sostituzione della PA e delibera del Consiglio Comunale n. 13/E.I. del 30 marzo 2017,
baratto amministrativo ex art. 190 Codice Contratti Pubblici con cui il Comune di Sessa Aurunca aveva proceduto all’ap-
provazione del piano finanziario relativo al servizio di gestione
La Tassa rifiuti (TARI) ha sostituito, a decorrere dal gennaio dei rifiuti urbani per l’anno 2017 ed alla determinazione delle
2014, i preesistenti tributi dovuti ai comuni dai cittadini, enti relative tariffe TARI.

216 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rassegna
Giurisprudenza

La parte ricorrente contestava in particolare il provvedimento solo stagionalmente alla stessa maniera delle abitazioni “fisse
per contrasto con l’art. 1, comma 659, Legge n. 147/2013, e stabili” dei contribuenti senza motivare le ragioni di tale
secondo cui “il comune con regolamento di cui all’art. 52 del scelta.
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, poteva preve- Lo stesso condominio ricorrente, con il terzo motivo di ricorso,
dere riduzioni tariffarie ed esenzioni nel caso di: aveva, però, evidenziato che il Comune, in esecuzione della
a) abitazioni con unico occupante; Legge n. 147/2013, approvava il predetto regolamento, con
b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro delibera del Consiglio comunale n. 37 del 29 settembre 2014,
uso limitato e discontinuo; che, all’art. 11, disponeva: “ai sensi dell’art. 1, comma 659
c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso della L. 147/2013 la tariffa è ridotta nelle seguenti ipotesi: 1.
stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente; Abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso
d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la limitato o discontinuo: fino a 80 mq riduzione 20%; da 81 mq
dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero; fino a 130 riduzione 10% [...]”. Secondo il Collegio, il Comune,
e) fabbricati rurali ad uso abitativo; con il predetto regolamento, aveva invece previsto riduzioni
e-bis) attività di prevenzione nella produzione di rifiuti, commi- tariffarie legate all’uso stagionale delle abitazioni e pertanto il
surando le riduzioni tariffarie alla quantità di rifiuti non motivo era infondato.
prodotti”. Nel complesso poi, il TAR respingeva tutti i motivi di ricorso
Il Comune poi, secondo la ricorrente, imponeva un coeffi- perché il provvedimento impugnato rispettava quanto previ-
ciente unico ed indifferenziato, tassando gli immobili occupati sto dalla normativa di settore.

Ambiente & sviluppo 3/2019 217


Rassegna
Giurisprudenza

Corte di Cassazione penale


a cura di Vincenzo Paone

CONTRAVVENZIONI AMBIENTALI dimostravano la deperibilità dei campioni per l’incidenza del


tempo sulle loro originarie caratteristiche.
Ad avviso del Collegio, si era di fronte a considerazioni generi-
ACCERTAMENTI TECNICI IN MATERIA DI RIFIUTI E GARANZIE che e del tutto teoriche, prive di specifici riferimenti al caso
DIFENSIVE concreto seriamente indicativi della effettiva deperibilità dei
campioni e della conseguente necessità di particolari cautele
Cassazione penale, sez. III, 29 gennaio 2019, ud. 20 novem- nell’espletamento delle analisi.
bre 2018, n. 4233 - Pres. Lapalorcia - Est. Ramacci - P.M. La Cassazione, peraltro, ha precisato che l’analisi chimica dei
Fimiani (conc. conf.) - Ric. Giugno e Bolognesi rifiuti ai fini di una loro corretta classificazione non è sempre
necessaria, tanto che la giurisprudenza ha già osservato, ad
Reati ambientali - Accertamenti tecnici che prevedono esempio, che ai fini della qualificazione di un rifiuto come
modalità operative particolarmente complesse - Adozione pericoloso, non è richiesta la sua preventiva analisi, essendo
di provvedimenti articolati - Contemperamento delle garan- sufficiente, a tal fine, che il rifiuto abbia, sul piano oggettivo, il
zie di difesa e delle esigenze investigative carattere di pericolosità.
È stato inoltre rilevato che i ricorrenti, ai fini di una corretta
Art. 360 c.p.p. valutazione della questione processuale prospettata, avevano
prodotto copia del provvedimento con il quale il Pubblico
La particolarità degli accertamenti tecnici richiesti in tema Ministero aveva disposto l’attività di indagine che aveva por-
di reati ambientali, specie nei casi cui l’oggetto della veri- tato al prelievo dei campioni ed alla loro successiva analisi.
fica è suscettibile di repentini mutamenti, richiede moda- Dal contenuto di detto decreto, emergeva che, diversamente
lità operative talvolta particolarmente complesse, non da quanto prospettato in ricorso, l’organo inquirente aveva
soltanto sotto il profilo meramente tecnico, che giustifi- predisposto un provvedimento articolato e complesso, confi-
cano l’adozione di provvedimenti articolati i quali, facendo gurato in modo tale da assicurare il rispetto delle garanzie di
contemporaneo ricorso a più istituti disciplinati dal codice difesa e favorire il contraddittorio, consentendo comunque di
di rito, assicurino comunque le garanzie di difesa, garan- eseguire l’attività di prelievo dei campioni “a sorpresa”, così
tendo, nel contempo, le esigenze investigative. salvaguardando le esigenze investigative.
Il provvedimento, come si legge nella premessa, era finalizzato
Il Tribunale del riesame confermava il sequestro preventivo all’espletamento di accertamenti sulla quantità e qualità dei
avente ad oggetto le quote azionarie e tutti gli elementi pre- reflui e fanghi prodotti dall’impianto di depurazione gestito
senti nel patrimonio aziendale della società I.A.M., nei con- dalla società I.A.M., nonché dei rifiuti provenienti dall’impianto
fronti degli indagati G., B. e F. in relazione al delitto di cui all’art. medesimo e trattati dalle società B. e B. mediante attività di
260 perché, in concorso tra loro, al fine di conseguire un campionamento e successiva analisi.
ingiusto profitto determinato dai minori costi di gestione A tal fine, il Pubblico Ministero aveva fatto ricorso agli istituti
rispetto a quelli richiesti da un corretto smaltimento, con più dell’ispezione e del sequestro, ritenendoli idonei, in assenza di
operazioni, attraverso l’allestimento di mezzi e di attività con- altre modalità specificamente previste dal codice di rito, a
tinuative organizzate, abusivamente gestivano ingenti quanti- garantire le esigenze di difesa degli indagati e le esigenze di
tativi di rifiuti speciali non pericolosi aventi codice CER 19 08 05 indagine della Procura, evidenziando anche l’urgenza di prov-
(fanghi da depurazione delle acque reflue urbane) e CER 19 08 vedere al compimento dell’atto in quanto un eventuale ritardo
14 (fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue indu- avrebbe potuto pregiudicare la ricerca o l’assicurazione delle
striali diversi da quelli di cui alla voce 19 08 13). fonti di prova e ritenendo in ogni caso sussistente l’esigenza di
G. e B. adivano la Cassazione deducendo tra l’altro inosser- un rapido accertamento dei fatti al fine di provvedere all’ado-
vanza della legge processuale in quanto il Tribunale aveva zione eventuale di provvedimenti idonei alla tutela della salute
ritenuto non soggetti ad accertamento tecnico irripetibile di pubblica, ovvero ad ulteriori atti di indagine.
cui all’art. 360 c.p.p. i campioni di fanghi prelevati, non consi- Il provvedimento non si limitava ad una generica indicazione di
derando che il decorso del tempo poteva incidere sulle carat- tali esigenze, ma specificava diversi possibili accadimenti che
teristiche delle sostanze campionate e valorizzando, invece, il rendevano necessaria, nel caso specifico, la speditezza delle
fatto che, essendo stati prelevati più campioni, fosse possibile operazioni. Tale stato di cose, come era detto nel decreto,
ripetere l’accertamento. Da tale violazione di legge conse- consentiva di omettere l’avviso preventivo al difensore ai sensi
guiva, secondo la difesa, l’inutilizzabilità degli accertamenti del comma 5, art. 364, c.p.p., ma, ad ulteriore garanzia degli
effettuati. indagati, era stabilito che “... potrà comunque essere data
La Suprema Corte ha rilevato che i ricorrenti censuravano la comunicazione allo stesso del compimento del presente atto
decisione dei giudici del riesame che avevano escluso la dagli ufficiali di PG. operanti immediatamente prima dell’ef-
natura non ripetibile degli accertamenti tecnici, sul presuppo- fettuazione dei prelievi e comunque senza ritardo per il com-
sto che i campioni, prelevati in più aliquote, fossero stati pimento dell’atto (sempre che ciò sia comunque possibile,
conservati presso un laboratorio specializzato, rendendo tenuto conto delle condizioni di tempo e di luogo ed il difensore
così possibili successivi accertamenti analitici. In ricorso si sia immediatamente reperibile senza necessità di particolari
faceva invece riferimento a ragioni di natura tecnica che, ricerche)”, specificando ulteriormente che “... la disposizione
diversamente da quanto ritenuto nell’ordinanza impugnata, citata consente comunque al difensore (anche nel caso in cui lo

218 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rassegna
Giurisprudenza

stesso non venga prontamente reperito) di esercitare la facoltà partecipazione degli interessati alle operazioni, senza pregiu-
di intervenire al compimento dell’atto come peraltro avver- dizio per gli accertamenti, che l’art. 360 c.p.p. non prevede.
rebbe attraverso il ricorso ad altri strumenti processuali come Il ricorso, ha concluso la Corte, non andava oltre una generica
già detto non utilizzabili nella fattispecie”. doglianza sulla inosservanza delle formalità di rito, senza tut-
Nel provvedimento si rilevava, inoltre, che “le capacità tecni- tavia specificare quale fosse stato, in concreto, l’effettivo
che dei soggetti addetti all’impianto consentiranno agli stessi pregiudizio ai diritti di difesa di ciascun indagato ed in quali
di formulare tutte le osservazioni ed i rilievi necessari (che termini le precise disposizioni del Pubblico Ministero non
dovranno comunque essere riportati nel verbale redatto dagli erano state rispettate.
operanti) e garantiranno la possibilità di procedere ad una D’altronde, il Tribunale motivatamente aveva ritenuto ripetibili
adeguata valutazione successiva dell’attività compiuta; (...) è le analisi effettuate e, in ogni caso, aveva dato conto di moda-
in ogni caso possibile la partecipazione di consulenti tecnici, lità di esecuzione del provvedimento del Pubblico Ministero
oltre ai difensori, sin dal compimento del primo atto di che avevano consentito la partecipazione dei soggetti interes-
accertamento”. sati e dei loro consulenti alle operazioni.
L’articolata motivazione proseguiva nello specificare le finalità La Cassazione ha poi avuto cura di puntualizzare che la parti-
dell’atto (verifica delle caratteristiche quantitative e qualitative colarità degli accertamenti richiesti in tema di reati ambientali,
dello scarico e dei fanghi, nonché delle caratteristiche dello stato specie nei casi cui l’oggetto della verifica è suscettibile di
dei luoghi ove lo scarico viene effettuato, al fine di valutare la repentini mutamenti, richiede modalità operative talvolta par-
sussistenza di fenomeni di danneggiamento del corpo ricettore o ticolarmente complesse, non soltanto sotto il profilo mera-
di alterazione dell’originario assetto dei luoghi) precisando, inol- mente tecnico, che giustificano l’adozione di provvedimenti
tre, “che le operazioni andranno compiute mediante avviso al articolati i quali, facendo contemporaneo ricorso a più istituti
difensore, nei tempi e modi sopra indicati, del compimento disciplinati dal codice di rito, assicurino comunque le garanzie
dell’atto e di quelli successivi, con avviso alle persone presenti, di difesa, garantendo, nel contempo, le esigenze investigative.
ai responsabili dell’insediamento ed ai difensori - che verranno
indicati dai presenti stessi o individuati senza ritardo per il compi-
mento dell’atto e sempre che ciò sia possibile (con avvertimento EMISSIONI
che potranno comunque avvalersi della collaborazione di consu-
lenti tecnici di parte) - della data e dell’ora dell’apertura dei
campioni e successiva analisi degli stessi con indicazione del EMISSIONI IN ATMOSFERA E SEQUESTRO PREVENTIVO
luogo ove la stessa avverrà, (detta data verrà fissata calcolando DELL’IMPIANTO NON AUTORIZZATO
un congruo termine che consenta la partecipazione dei soggetti
predetti senza pregiudizio per gli accertamenti); che, in ogni caso, Cassazione penale, sez. III, 29 gennaio 2019, ud. 15 gen-
verranno invitati i soggetti presenti ad informare immediata- naio 2019, n. 4250 - Pres. Di Nicola - Est. Ramacci - P.M.
mente e senza ritardo per il compimento delle operazioni ogni Canevelli (conc. conf.) - Ric. Francolino
soggetto (superiori gerarchici, responsabili tecnici, persone
appositamente delegate etc.) che possa avere interesse a pre- Emissioni in atmosfera - Esercizio o installazione di
senziare alle varie fasi del compimento dell’atto”. impianto in assenza di autorizzazione - Natura di reato
All’esito di tale articolata motivazione, il Pubblico Ministero permanente - Sequestro finalizzato ad impedire la protra-
aveva quindi disposto l’ispezione ed il sequestro, nonché “le zione della condotta illecita - Legittimità
analisi dei campioni suddetti da effettuarsi con preventivo
avviso alle persone presenti, ai responsabili dell’insediamento Art. 279, D.Lgs. n. 152/2006; art. 321 c.p.p.
ed ai difensori in precedenza indicati ed ai soggetti che ver-
ranno eventualmente indicati dai presenti stessi o individuati Avendo la contravvenzione prevista dall’art. 279, comma
senza ritardo per il compimento dell’atto e sempre che ciò sia 1, D.Lgs. n. 152/2006 natura di reato permanente, l’eser-
possibile (con avvertimento che potranno comunque avvalersi cizio di uno stabilimento in assenza della prescritta auto-
della collaborazione di consulenti tecnici di parte) - della data e rizzazione ne giustifica il sequestro finalizzato ad
dell’ora dell’apertura dei campioni e successiva analisi degli impedire la protrazione della condotta illecita.
stessi con indicazione del luogo ove la stessa avverrà, (detta
data verrà fissata calcolando un congruo termine che consenta Accogliendo l’appello proposto dal Procuratore della Repub-
la partecipazione dei soggetti predetti senza pregiudizio per gli blica, il Tribunale del riesame ordinava il sequestro preventivo
accertamenti)”. di vari beni facenti parte dell’azienda D. La misura cautelare era
La Suprema Corte a questo punto ha rilevato che dall’ordi- stata adottata ipotizzandosi, nei confronti di tal F., il reato di cui
nanza impugnata emergeva che il provvedimento di ispezione all’art. 279, D.Lgs. n. 152/2006 per l’esercizio di attività di
e sequestro dei campioni era stato notificato agli indagati e che produzione e cottura di argilla e realizzazione di manufatti in
alle operazioni aveva partecipato un consulente tecnico di ceramica, con l’utilizzo di due forni alimentati a metano, tre
parte indicato dalle persone sottoposte ad indagini. forni elettrici ed uno a muffola, oltre che per l’esercizio di
Il provvedimento predisposto dalla Procura della Repubblica attività di serigrafia mediante 4 macchinari a ciò destinati e
stabiliva che agli interessati fosse assicurata ogni più ampia l’utilizzo di solventi, senza alcun sistema di captazione delle
possibilità di difesa e veniva anche disposta l’effettuazione esalazioni prodotte ed in assenza di autorizzazione alle emis-
delle analisi con modalità che, sebbene non specificamente sioni di fumi in atmosfera.
denominate, prevedevano comunque il rispetto delle forma- Avverso tale pronuncia, l’interessato proponeva ricorso per cas-
lità indicate dall’art. 360 c.p.p. (avviso, senza ritardo, alla per- sazione deducendo la violazione di legge e l’assenza o mera
sona sottoposta alle indagini ed ai difensori del giorno, dell’ora apparenza della motivazione in relazione alla sussistenza del
e del luogo fissati per il conferimento dell’incarico e della periculum in mora. Assume che, nell’ordinare il sequestro, il
facoltà di nominare consulenti tecnici) stabilendo addirittura Tribunale non aveva considerato alcuni dati emergenti dalla
la fissazione di un termine congruo al fine di consentire la documentazione prodotta dalla difesa, segnatamente:

Ambiente & sviluppo 3/2019 219


Rassegna
Giurisprudenza

l’applicazione di filtri non presenti presso la ditta indicata all’atto Rifiuti - Trasporto di rifiuti pericolosi eseguito senza formu-
del controllo, l’effettuazione di analisi sui fumi in data successiva lario ovvero con formulario recante dati incompleti o ine-
al montaggio dei filtri con valori al di sotto della soglia massima satti - Sanzione applicabile
prevista per legge, la modifica del ciclo lavorativo di decorazione
delle ceramiche, sostituendo la serigrafia con la meno inquinante Art. 258, D.Lgs. n. 152/2006; art. 4, D.Lgs. n. 121/2011
decalcomania, nonché la presentazione di un’istanza al fine di
ottenere l’autorizzazione unica ambientale. In tema di trasporto di rifiuti pericolosi eseguito senza
Il ricorso è stato rigettato. La Corte è partita dalla premessa che formulario ovvero con formulario recante dati incom-
il reato per cui si procedeva era quello di cui all’art. 279 che pleti o inesatti, la disposizione prevista dall’art. 4,
ripropone, sostanzialmente, le sanzioni penali previste dagli comma 2, D.Lgs. n. 121/2011, che ha differito la parziale
artt. 24 e 25, D.P.R. n. 203/1988: la disposizione, nel comma 1, depenalizzazione conseguente al D.Lgs. n. 205/2010 alla
prevede sanzioni per chi inizia ad installare o esercisce, in decorrenza degli obblighi di operatività del sistema di
assenza della prescritta autorizzazione, uno stabilimento, controllo della tracciabilità dei rifiuti denominato
che l’art. 268, lett. h) definisce come “il complesso unitario SISTRI, ha con efficacia innovativa reintrodotto la penale
e stabile, che si configura come un complessivo ciclo produt- rilevanza di quelle condotte, applicandosi tuttavia -
tivo, sottoposto al potere decisionale di un unico gestore, in cui esclusa la sua natura meramente interpretativa - sol-
sono presenti uno o più impianti o sono effettuate una o più tanto ai fatti commessi successivamente alla sua entrata
attività che producono emissioni attraverso, per esempio, in vigore (16 agosto 2011).
dispositivi mobili, operazioni manuali, deposizioni e movimen-
tazioni. Si considera stabilimento anche il luogo adibito in Nella specie, l’imputata veniva condannata per il reato di cui
modo stabile all’esercizio di una o più attività”. agli artt. 258, comma 4, D.Lgs. n. 152/2006 e 483 cod. pen.,
Il ricorrente, che non contestava di non essere in possesso per aver effettuato il trasporto e la spedizione di rifiuti speciali
dell’autorizzazione unica ambientale, più volte richiesta, ma non pericolosi in assenza dei prescritti formulari di identifica-
mai concessa dalle competenti autorità, sosteneva l’insussi- zione dei rifiuti.
stenza del periculum in mora. Nel proposto ricorso per cassazione, l’imputata lamentava
La Cassazione ha rilevato che gli elementi valorizzati dal ricor- violazione degli artt. 3, D.Lgs. n. 209/2003 e 183, comma 1,
rente non erano stati ritenuti determinanti dal Tribunale per il lett. a), D.Lgs. n. 152/2006 per aver il giudicante erroneamente
fatto che, in ogni caso, l’attività svolta era comunque priva del ritenuto che le parti di ricambio di veicoli oggetto di trasporto
necessario titolo abilitativo: infatti, nell’ordinanza impugnata si fossero qualificabili rifiuti speciali pericolosi, desumendo tale
osservava che, pur in presenza delle iniziative poste in essere conclusione dal fatto che, in un motore di autocarro, erano stati
per migliorare la situazione accertata all’atto del primo sopral- trovati residui di olio idraulico, senza tener conto della testi-
luogo, l’azienda aveva continuato a svolgere la propria attività monianza del funzionario ARPA, il quale aveva dichiarato che il
senza l’autorizzazione richiesta dalla legge. Il Tribunale, inoltre, rinvenimento di un residuo d’olio in un motore di quelle dimen-
aveva posto in rilevo la natura permanente della violazione sioni non era prova della mancata bonifica dello stesso e che
oggetto di provvisoria incolpazione: la sentenza riportata aveva l’olio era stato rinvenuto soltanto in quel componente, non
al riguardo confermato che è “indubbia la natura permanente essendo state riscontrate anomalie sugli altri componenti
del reato di esercizio o installazione di impianto in assenza di contenuti nel container.
autorizzazione ed in più occasioni si è avuto modo di specifi- In secondo luogo, l’imputata deduceva violazione della legge
care che la sua consumazione termina col rilascio dell’auto- penale per essere stato ritenuto ancora reato il trasporto di
rizzazione o, in alternativa, con la cessazione dell’esercizio rifiuti pericolosi senza formulario di identificazione, pur dopo la
dell’impianto ciò in quanto, trattandosi di norma finalizzata depenalizzazione intervenuta con D.Lgs. n. 205/2010, erro-
alla tutela della qualità dell’aria, l’autorizzazione medesima neamente ritenendo che il D.Lgs. n. 121/2011 (in vigore dal 16
rappresenta il mezzo attraverso il quale la pubblica ammini- agosto 2011) avesse ripristinato la rilevanza penale della con-
strazione” procede alla preventiva verifica della rispondenza dotta sino all’operatività del c.d. SISTRI, operatività ulterior-
dell'impianto alle prescrizioni della legge. mente prorogata dall’art. 1, comma 1134, Legge n. 205/2017.
La natura della violazione in esame rendeva evidente che, Mentre quest’ultima disposizione era inconferente rispetto
quando la permanenza è in atto, risultano pacificamente sus- alla soluzione del quesito, dalle disposizioni introdotte dal
sistenti i necessari requisiti della concretezza ed attualità del D.Lgs. n. 121/2011 nel corpo dell’art. 39, D.Lgs. n. 205/2010
pericolo richiesti dalla giurisprudenza di legittimità, dal (vale a dire i commi 2-bis e 2-ter) non si ricavava l’espressa
momento che la mera utilizzazione dell’impianto, in assenza reintroduzione della rilevanza penale del trasporto di rifiuti
di autorizzazione, comporta, quanto meno, la prosecuzione pericolosi senza formulario, sicché il combinato disposto
della illecita condotta per cui si procedeva. È stato quindi degli artt. 258, comma 4, D.Lgs. n. 152/2006 e 483 cod.
affermato il principio di diritto di cui alla massima. pen. sanzionava oggi penalmente soltanto chi effettuava
false dichiarazioni nella predisposizione di un certificato di
analisi dei rifiuti.
Il primo motivo di ricorso è stato ritenuto infondato. La
RIFIUTI Suprema Corte ha infatti osservato che le dichiarazioni del
teste confermavano la natura di rifiuto di componenti
IN TEMA DI TRASPORTO DI RIFIUTI PERICOLOSI SENZA diversi dal motore usato per autocarro sicché sul punto
FORMULARIO O CON FORMULARIO RECANTE DATI non vi era travisamento della prova. Il teste, infatti, aveva
riferito che il motore conteneva ancora olio idraulico in
INCOMPLETI O INESATTI
significativa quantità, tanto che nel container, in cui lo
Cassazione penale, sez. III, 27 dicembre 2018, ud. 25 otto- stesso era stato riposto, insieme ad altri componenti,
bre 2018, n. 58312 - Pres. Ramacci - Est. Reynaud - P.M. c’era “uno spandimento abbastanza cospicuo” di olio
Gaeta (conc. diff.) - Ric. Castelli dal medesimo fuoriuscito.

220 Ambiente & sviluppo 3/2019


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Giurisprudenza

Il teste aveva poi dichiarato: “il motore doveva essere privo di proprietario che, in tal modo, ha posto in essere una
olio” e, pur dando atto che “c’è sempre un po’ di tolleranza” - condotta commissiva di concorso nella illecita gestione
posto che, essendo di solito tolto per caduta, qualche traccia dei rifiuti.
può rimanere - nel caso in esame la quantità ancora presente
lasciava supporre che “o non è stata fatta la bonifica o è stata La Corte d’Appello confermava la sentenza del Tribunale con la
fatta in maniera magari parziale o con un po’ di superficialità”. quale D. e V. venivano dichiarati responsabili del reato di cui agli
A prescindere dalla fondatezza dell’una o dell’altra ipotesi, la artt. 110 cod. pen. e 256, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006 perché
Corte ha concluso che il motore del veicolo fuori uso in parola in concorso tra loro, il V. quale proprietario e il D. in qualità di
non era stato sottoposto ad una adeguata operazione di recu- utilizzatore, avevano realizzato sul terreno di cui all’imputa-
pero e messa in sicurezza, sicché non aveva perduto la sua - zione un deposito incontrollato per rifiuti.
oggettiva - natura di rifiuto pericoloso. A norma dell’art. 184- Avverso tale sentenza proponevano ricorso per cassazione
ter, D.Lgs. n. 152/2006 e del D.Lgs. n. 209/2003, le operazioni entrambi i prevenuti: per quanto di interesse, V. deduceva
per la messa in sicurezza dei veicoli fuori uso, necessarie per violazione di legge argomentando che lo scarno materiale
determinare il loro recupero con conseguente cessazione accusatorio doveva condurre alla sua assoluzione per evidente
della qualifica di rifiuto, prevedono la rimozione dell’olio e, se carenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi della norma
pure può accettarsi una piccola tolleranza, vale a dire che ne incriminatrice, in applicazione della regola dell’al di là di ogni
rimangano tracce, certo non può ritenersi recuperato e messo ragionevole dubbio; era, infatti, emerso che il D. svolgesse
in sicurezza un motore usato da cui fuoriescano cospicui attività di coltivazione di funghi su terreni concessi in como-
spandimenti di olio, come avvenuto nel caso di specie. dato dal V. e che il materiale rinvenuto era materiale di scarto
Per la Cassazione era del pari infondato anche il secondo relativo alla predetta attività.
motivo di ricorso. La giurisprudenza, infatti, aveva già chiarito Secondo la sentenza in epigrafe, la Corte territoriale, con
che in tema di trasporto di rifiuti pericolosi eseguito senza apprezzamento di fatto immune da censure, e dunque insin-
formulario ovvero con formulario recante dati incompleti o dacabile in sede di legittimità, aveva fondato l’affermazione
inesatti, la disposizione prevista dall’art. 4, comma 2, D.Lgs. di responsabilità del V. sulla circostanza, comprovata dalle
n. 121/2011, che ha differito la parziale depenalizzazione con- risultanze istruttorie, che il terreno, di cui il predetto era
seguente al D.Lgs. n. 205/2010 alla decorrenza degli obblighi proprietario, era stato utilizzato per il deposito incontrollato
di operatività del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti di rifiuti da parte del D., titolare di azienda agricola, proprio a
denominato SISTRI, ha con efficacia innovativa reintrodotto la seguito di accordo verbale con il V., che in tal modo aveva
penale rilevanza di quelle condotte, applicandosi tuttavia - concorso con una condotta commissiva all’illecita gestione
esclusa la sua natura meramente interpretativa - soltanto ai dei rifiuti.
fatti commessi successivamente alla sua entrata in vigore (16 La Suprema Corte ha ritenuto che tale decisione fosse in linea
agosto 2011), quali sono quelli di specie. Nella fase transitoria con il principio di diritto secondo il quale il proprietario di un
è stato dunque mantenuto l’obbligo di predisporre il formulario terreno non risponde, in quanto tale, dei reati di realizzazione e
di identificazione dei rifiuti durante il loro trasporto di cui all’art. gestione di discarica non autorizzata o di abbandono o depo-
193, D.Lgs. n. 152/2006, indicandovi dati esatti e completi, con sito incontrollato di rifiuti non autorizzata, anche nel caso in cui
conseguente rilevanza penale della condotta omissiva, nel non si attivi per la rimozione dei rifiuti, in quanto tale respon-
caso di trasporto di rifiuti pericolosi, a norma dell’art. 258, sabilità sussiste solo in presenza di un obbligo giuridico di
comma 4, dello stesso provvedimento nella versione vigente impedire la realizzazione o il mantenimento dell’evento lesivo,
prima della modifica operata con D.Lgs. n. 205/2010. che il proprietario può assumere solo ove compia atti di
gestione o movimentazione dei rifiuti.
BASTA UN ACCORDO VERBALE TRA IL PROPRIETARIO DI UN
TERRENO E IL TITOLARE DI UN’AZIENDA AGRICOLA PER GESTIONE DI RIFIUTI E OCCASIONALITÀ DELLA CONDOTTA
CONCORRERE NELLA ILLECITA GESTIONE DEI RIFIUTI? Cassazione penale, sez. III, 21 gennaio 2019, ud. 6 novem-
Cassazione penale, sez. III, 14 gennaio 2019, ud. 27 novem- bre 2018, n. 2575 - Pres. Di Nicola - Est. Socci - P.M. Di Leo
bre 2018, n. 1517 - Pres. Ramacci - Est. Di Stasi - P.M. Gaeta (conc. conf.) - Ric. Margherito
(conc. diff.) - Ric. Vecchio
Rifiuti - Trasporto di rifiuti - Esecuzione di attività destinata a
Rifiuti - Deposito incontrollato di rifiuti - Proprietario del durare nel tempo e quindi non occasionale - Sussistenza del
terreno sul quale l’attività è realizzata ad opera di un terzo - reato
Responsabilità per concorso - Condizioni
Art. 256, D.Lgs. n. 152/2006
Art. 256, D.Lgs. n. 152/2006; art. 110 cod. pen. Ai fini della configurabilità del reato di cui dell’art. 256,
Premesso che la responsabilità del proprietario di un comma 1, D.Lgs. n. 152/2006, è richiesto lo svolgimento di
terreno nella gestione abusiva di rifiuti sussiste solo in un’attività di gestione di rifiuti in modo non assoluta-
presenza di un obbligo giuridico di impedire la realizza- mente occasionale e pertanto risponde del reato il sog-
getto che, al di là dei requisiti - non espressamente
zione o il mantenimento dell’evento lesivo, che il proprie-
richiesti dalla norma - di imprenditorialità e/o di profes-
tario può assumere solo ove compia atti di gestione o
movimentazione dei rifiuti, bene è ritenuto colpevole del sionalità, abbia intrapreso un’attività di trasporto di rifiuti
reato di cui all’art. 256, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006 anche destinata a durare nel tempo (nella specie, risultava che
il proprietario di un terreno sul quale un terzo (titolare di l’imputato aveva preso in prestito, per lo scopo, un moto-
carro e che traeva profitto dal conferimento dei rifiuti
azienda agricola) abbia realizzato un deposito incontrol-
presso i centri di raccolta di materiale ferroso).
lato di rifiuti a seguito di accordo verbale con il

Ambiente & sviluppo 3/2019 221


Rassegna
Giurisprudenza

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello condannavano M. per il essere applicata ai reati ambientali posti in essere
reato di cui all’art. 256, comma 1, lett. a) D.Lgs. n. 152/2006 per mediante reiterazione della condotta tipica (fattispecie
aver gestito batterie al piombo esausta, componenti elettrici di reiterato conferimento di rifiuti in assenza del necessa-
ed elettronici, biciclette, lamiere varie, cerchioni in ferro per rio titolo abilitativo).
autovetture, una vasca da bagno, una carriola ed altro in
assenza delle prescritte autorizzazioni. Il Tribunale condannava S. perché ritenuto responsabile del
Nel ricorso per cassazione, l’imputato deduceva, in relazione reato di cui all’art. 256, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 152/2006
alla sussistenza della condotta contestata di recupero dei per avere, senza autorizzazione, effettuato attività di raccolta e
rifiuti, l’occasionalità della condotta. Con il termine “attività” trasporto di rifiuti speciali prodotti da terzi (per lo più rottami
la norma infatti ha voluto intendere, quale condotte costituenti ferrosi) conferendoli presso un impianto di recupero.
reato, solo quelle ipotesi non caratterizzate da assoluta occa- Tra i vari motivi di censura, l’imputato eccepiva l’assenza
sionalità; ovvero con un minimo di stabilità e di organizzazione; dell’elemento soggettivo del reato asserendo di aver agito in
l’art. 256 descrive un reato proprio nonostante la norma utilizzi, buona fede a causa della complessità della normativa di set-
impropriamente, il termine “chiunque”; il privato che abban- tore, situazione di maggior pregnanza allorché la condotta sia
dona in modo incontrollato rifiuti, o che a tal fine trasporti i rifiuti posta in essere da privati e non da imprese del settore.
occasionalmente, risponderà del solo illecito amministrativo. Lamentava inoltre il diniego di riconoscimento della causa di
In chiusura di ricorso, l’imputato dichiarava di non essere non punibilità ex art. 131-bis cod. pen. in presenza di una non
imprenditore e di non svolgere alcuna attività organizzata di particolare gravità del fatto e di non significativa reiterazione
trasporto di rifiuti e pertanto concludeva che aveva svolto un delle condotte.
trasporto occasionale non costituente reato. La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del motivo
Il ricorso è stato ritenuto inammissibile per manifesta infonda- concernente il profilo dell’errore scusabile: da tempo, infatti, è
tezza dei motivi. stato affermato che in tema di elemento psicologico del reato,
La Suprema Corte ha prima di tutto ribadito che, ai fini della l’ignoranza da parte dell’agente sulla normativa di settore e
configurabilità del reato di cui dell’art. 256, comma 1, D.Lgs. sull’illiceità della propria condotta è idonea ad escludere la
n. 152/2006, trattandosi di illecito istantaneo, è sufficiente sussistenza della colpa, se indotta da un fattore positivo
anche una sola condotta integrante una delle ipotesi alterna- esterno ricollegabile ad un comportamento della pubblica
tive previste dalla norma, purché costituisca un’attività di amministrazione, fattore neppure prospettato dal ricorrente
gestione di rifiuti e non sia assolutamente occasionale. Nel che si era limitato, in definitiva, ad invocare la buona fede.
caso in giudizio, il ricorrente aveva intrapreso un’attività di Quanto al mancato riconoscimento della causa di non punibi-
trasporto di rifiuti destinata a durare nel tempo e quindi, non lità ex art. 131-bis cod. pen., la Corte ha osservato che corret-
era svolta in modo occasionale, come emergeva dalle stesse tamente si era argomentato in ragione dei plurimi conferimenti
ampie ammissioni dell’imputato nel suo esame. Egli infatti e, dunque, l’art. 131-bis era stato escluso in ragione della
aveva preso in prestito, per lo scopo, un motocarro e traeva reiterazione della condotta di reato: infatti, è stato già più
profitto dal conferimento dei rifiuti presso i centri di raccolta di volte sostenuto che la causa di non punibilità per particolare
materiale ferroso. tenuità del fatto non può essere applicata ai reati necessaria-
Infine, la sentenza ha osservato che il pronome indefinito mente abituali ed a quelli eventualmente abituali che siano
“chiunque” contenuto nella fattispecie di cui all’art. 256, stati posti in essere mediante reiterazione della condotta
comma 1, fa riferimento a tutte le categorie indicate nella tipica, traendone la conseguenza che deve essere esclusa la
norma definitoria generale, e quindi anche al “detentore”, ricorrenza della particolare tenuità del fatto in caso di reiterato
senza che al riguardo possano essere introdotte surrettizie conferimento di rifiuti prodotti, da terzi in assenza del neces-
limitazioni interpretative fondate sui requisiti - non espressa- sario titolo abilitativo, di cui al reato eventualmente abituale
mente richiesti - di imprenditorialità e/o di professionalità, previsto dall’art. 256, comma 1, D.Lgs. n. 152/2006.
dovendo invece essere valutati indici dai quali poter desumere
un minimum di organizzazione che escluda la natura esclusiva- IL TRASPORTO DEI RIFIUTI È PUNIBILE SE SVOLTO IN MODO
mente solitaria della condotta (tra gli altri, il dato ponderale dei
NON OCCASIONALE
rifiuti oggetto di gestione, la necessità di un veicolo adeguato e
funzionale al trasporto di rifiuti, la quantità di soggetti che hanno Cassazione penale, sez. III, 27 dicembre 2018, ud. 25 otto-
posto in essere la condotta e il tipo stesso del rifiuto). bre 2018, n. 58315 - Pres. Ramacci - Est. Reynaud - P.M.
Gaeta (conc. diff.) - Ric. Rizzolo
LA CAUSA DI ESCLUSIONE DELLA PUNIBILITÀ PER
PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO NON SI APPLICA IN CASO DI Rifiuti - Attività di trasporto di rifiuti - Sussistenza del reato -
REITERATO CONFERIMENTO DI RIFIUTI È necessaria l’effettuazione in modo non occasionale del-
l’attività di gestione di rifiuti
Cassazione penale, sez. III, 24 gennaio 2019, ud. 24 ottobre
2018, n. 3579 - Pres. Lapalorcia - Est. Gai - P.M. Tocci (conc. Art. 256, D.Lgs. n. 152/2006
conf.) - Ric. Sgambato
Per la sussistenza del reato di trasporto di rifiuti occorre
Rifiuti - Gestione abusiva di rifiuti - Applicazione della causa che il soggetto agente effettui in modo non occasionale
di non punibilità del fatto di particolare tenuità - Esclusione (id est, con una certa continuità) una delle attività di
in caso di reiterato conferimento di rifiuti gestione di rifiuti considerate dalla norma incriminatrice.

Per aver effettuato abusivamente attività di trasporto di rifiuti


Art. 256, D.Lgs. n. 152/2006; art. 131-bis cod. pen
non pericolosi consistenti in materiali di risulta, tal R. veniva
La causa di esclusione della punibilità per particolare condannato per il reato di cui all’art. 256, comma 1, lett. a),
tenuità del fatto, di cui all’art. 131-bis cod. pen., non può D.Lgs. n. 152/2006.

222 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rassegna
Giurisprudenza

Nel proposto ricorso per cassazione, l’imputato deduceva Art. 260, D.Lgs. n. 152/2006
oltre la violazione dell’articolo sopra richiamato, la contraddit-
Il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti
torietà e manifesta illogicità della motivazione per avere il
si consuma nel luogo in cui avviene la reiterazione delle
giudice di merito ritenuto che, pur dopo la cancellazione for-
condotte illecite e non in quello dove si verifica - come
male della ditta dalla Camera di Commercio, l’imputato avesse
nella specie - l’interramento dei rifiuti che può essere una
di fatto continuato ad esercitare l’attività di autotrasporto per
frazione della condotta punibile, ma non è necessario ai
conto terzi in concorso con il proprietario del veicolo. In realtà -
fini della rilevanza penale della fattispecie e della sua
osservava il ricorrente - egli aveva effettuato occasionalmente
consumazione, che è raggiunta a monte, quando la plu-
il trasporto di rifiuti al solo fine di abbandonarli, sicché il fatto
ralità e ripetitività delle operazioni di gestione inerenti
era semmai riconducibile all’ipotesi di reato di cui all’art. 256,
quantitativi ingenti di rifiuti abbiano raggiunto un’inten-
comma 2, D.Lgs. n. 152/2006, non ricorrente però nella specie
sità tale da mettere in pericolo il bene protetto.
per non essere titolare d’impresa.
Il Supremo Collegio ha rammentato che, ai fini della configu-
La Corte d’Appello confermava la pronuncia del Tribunale con la
rabilità del reato di cui all’art. 256, comma 1, D.Lgs. n. 152/
quale vari soggetti erano stati giudicati colpevoli del delitto di cui
2006 non rileva la qualifica soggettiva del soggetto agente,
all’art. 260, D.Lgs. n. 152/2006 contestato per aver gestito
bensì la concreta attività posta in essere in assenza dei pre-
abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti costituiti da scorie
scritti titoli abilitativi, che può essere svolta anche di fatto o in
di acciaieria, illecitamente smaltiti per la realizzazione di sotto-
modo secondario, purché non sia caratterizzata da assoluta
fondi e rilevati stradali in esecuzione di un contratto di appalto.
occasionalità.
Nel proposto ricorso per cassazione, tutti gli imputati, oltre ad
Benché, dunque, non sia necessario accertare se l’agente sia
altri motivi di censura, eccepivano l’incompetenza per territo-
o meno imprenditore, punendo la norma incriminatrice una
rio asserendo che la Corte d’Appello, al pari del Tribunale,
condotta definita quale “attività” - ciò che, proprio per la sua
aveva errato nell’indicare competente l’Ufficio di Bergamo in
natura non occasionale, giustifica l’assoggettamento alle pro-
luogo di quello di Brescia, al quale il fascicolo avrebbe dovuto
cedure di controllo connaturate alle autorizzazioni, iscrizioni e
essere assegnato in ragione del fatto che il sito nel quale il
comunicazioni di cui agli artt. 208 ss., D.Lgs. n. 152/2006 - la
rifiuto era stato smaltito, ossia interrato, coincideva con il
sussistenza del reato postula la prova che il soggetto agente
cantiere stradale, sito in Orzivecchi, in provincia di Brescia.
effettui in modo non occasionale (id est, con una certa conti-
Nessun rilievo poteva invece essere assegnato all’impianto di
nuità) una delle attività di gestione di rifiuti considerate dalla
trattamento rifiuti di proprietà della “L.G.G.”, in località Bian-
norma incriminatrice.
cinella-Calcinate, come affermato dai giudici del merito, atteso
Nel caso di specie, la sentenza impugnata, adeguandosi a tale
che in esso - ai sensi della contestazione - non era stata svolta
principio, aveva effettuato la valutazione sulla natura non
nessuna attività e, in alcuni casi, i rifiuti non erano stati neppure
occasionale dell’attività di trasporto contestata all’imputato,
scaricati. Ne conseguiva - anche in forza della giurisprudenza di
desumendola in particolare dal fatto che egli, già titolare di
legittimità che ha affermato la natura abituale della condotta
un’impresa di autotrasporti per conto terzi cancellata dal regi-
punita dall’art. 260 in esame - che l’illecito smaltimento era
stro delle imprese nel 2009, aveva di fatto continuato, anche in
stato commesso nel circondario del Tribunale di Brescia, unico
epoca successiva, ad esercitare tale attività, come accertato il
luogo che aveva “unificato” le presunte condotte illecite, lì
19 giugno 2014 allorquando fu sorpreso alla guida di un veicolo
pervenendo tutto il materiale che si contestava non esser
contenente materiali edili di risulta.
stato trattato.
Ad avviso del Collegio, la motivazione appariva tuttavia affetta
La Suprema Corte ha disatteso la doglianza ritenendo corretta,
dal dedotto vizio di manifesta illogicità. Infatti, dal tenore della
adeguata e condivisibile la decisione assunta sul tema dalla
sentenza - che ricavava le suddette conclusioni non già da
Corte d’Appello, investita della medesima questione.
elementi di prova acquisiti agli atti, bensì da deduzioni (“risulta
In via preliminare, il Collegio ha ritenuto che andasse ribadito
evidente che non si trattò di un trasporto occasionale”; tutto
un indirizzo costantemente affermato in sede di legittimità, a
“lascia supporre” che R. e P. abbiano agito in concorso) -
mente del quale il delitto di attività organizzate per il traffico
l’accertamento della non occasionalità del trasporto per aver
illecito di rifiuti, previsto dall’art. 260 (oggi art. 452-quaterde-
l’imputato proseguito di fatto l’attività di autotrasportatore per
cies, cod. pen.) è un reato abituale, che si perfeziona attraverso
conto terzi formalmente cessata nel dicembre 2009, in con-
la realizzazione di più comportamenti non occasionali della
corso con altri, appare essere una mera congettura.
stessa specie, finalizzati al conseguimento di un ingiusto
Pertanto, la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio
profitto, con la necessaria predisposizione di una, pur rudi-
per nuovo giudizio circa la non occasionalità della attività di
mentale, organizzazione professionale di mezzi e capitali, che
trasporto rifiuti effettuata dal ricorrente e, dunque, circa la
sia in grado di gestire ingenti quantitativi di rifiuti in modo
rilevanza penale della stessa.
continuativo; tale reato si consuma perciò nel luogo in cui
avviene la reiterazione delle condotte illecite ossia, laddove
DOVE SI CONSUMA IL REATO DI ATTIVITÀ ORGANIZZATE PER IL si realizzano, con il citato carattere dell’abitualità, le condotte
TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI? che costituiscono l’in sé del reato. Con la significativa preci-
sazione - correttamente sottolineata nella sentenza impu-
Cassazione penale, sez. III, 28 dicembre 2018, ud. 25 otto-
gnata - per cui, ai fini dell’integrazione del reato in
bre 2018, n. 58448 - Pres. Ramacci - Est. Mengoni - P.M.
argomento, non sono necessari un danno ambientale né la
Gaeta (conc. conf.) - Ric. Rocca ed altri minaccia grave di esso, atteso che la previsione di ripristino
ambientale contenuta nel comma 4 dell’art. 260 si riferisce alla
Rifiuti - Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti - sola eventualità in cui il pregiudizio o il pericolo si siano effetti-
Reato abituale - Luogo di consumazione - Individuazione - È vamente verificati e, pertanto, non è idonea a mutare la natura
quello in cui avviene la reiterazione delle condotte illecite della fattispecie da reato di pericolo presunto a reato di danno.

Ambiente & sviluppo 3/2019 223


Rassegna
Giurisprudenza

Tanto premesso in termini generali, il Collegio ha opinato LA GESTIONE ABUSIVA DI RIFIUTI INTEGRA UN REATO DI
che la sentenza impugnata avesse fatto buon governo di PERICOLO PRESUNTO
questi principi, evidenziando che la competenza per terri-
torio dovesse esser radicata proprio laddove le condotte Cassazione penale, sez. III, 1° febbraio 2019, ud. 18 ottobre
illecite erano state reiterate, ossia presso l’impianto di 2018, n. 4973 - Pres. Cervadoro - Est. Di Nicola - P.M. Di
trattamento di Biancinella-Calcinate, sito in provincia di Nardo (conc. conf.) - Ric. Mastroianni
Bergamo e nel circondario del locale Tribunale, senza che
assumesse decisivo rilievo, invece, il cantiere di Orzivec- Rifiuti - Effettuazione di attività di gestione di rifiuti non
chi, richiamato dai ricorrenti come il luogo in cui tutti i autorizzata - Natura - Reato di pericolo - Irrilevanza dell’as-
materiali erano pervenuti per essere interrati e, quindi, senza in concreto, successivamente riscontrata, di qualsi-
smaltiti. voglia lesione
In particolare, la Corte d’Appello - dopo aver congrua-
mente affermato che “l’interramento dei rifiuti sicura- Art. 256, D.Lgs. n. 152/2006
mente può essere una frazione della condotta punibile,
ma non è necessario ai fini della rilevanza penale della Il reato di effettuazione di attività di gestione di rifiuti non
fattispecie e della sua consumazione, che può essere autorizzata (art. 256, D.Lgs. n. 152/2006) è un reato di
raggiunta a monte, quando la pluralità e ripetitività delle pericolo, sicché la valutazione in ordine all’offesa al
operazioni di gestione inerenti quantitativi ingenti di rifiuti bene giuridico protetto va retrocessa al momento della
abbiano raggiunto una intensità tale da mettere in peri- condotta secondo un giudizio prognostico ex ante,
colo il bene protetto” - ha sottolineato con ampio argo- essendo irrilevante l’assenza in concreto, successiva-
mento che l’impianto di Biancinella: a) costituiva lo mente riscontrata, di qualsivoglia lesione.
strumento attraverso il quale legittimare la fornitura di
scorie di acciaieria sotto l’asserita forma di materie L’amministratore della S., tal M., ricorreva per cassazione
prime secondarie di cui al contratto di appalto del 18 impugnando la sentenza che lo aveva condannato per il
dicembre 2008, aggiudicato dal raggruppamento tempo- reato di cui all’art. 256, comma 1, lettera a), commi 2 e 4,
raneo di imprese costituito da “O.”, “A.G.L.” e “T.”, D.Lgs. n. 152/2006 perché effettuava un’attività di gestione di
contratto poi modificato con la variante proposta il 2 rifiuti non autorizzata ed in particolare:
ottobre 2009 e recepita nel verbale di concordamento - nell’anno 2014 illecitamente commercializzava come mate-
nuovi prezzi del 2 dicembre 2009; b) costituiva il luogo rie prime seconde “macerie” e “terre e rocce” che, per la
di ubicazione della complessa struttura operativa ove le sistematica inosservanza delle procedure di analisi previste
attività di illecita gestione erano state compiute; c) in per la procedura di conformità “end of waste”, dovevano
particolare, in questo luogo era transitato l’ingente quan- essere qualificati come rifiuti;
titativo di rifiuti di acciaieria (nell’ordine di decine di - depositava in maniera incontrollata, peraltro fuori dai locali
migliaia di tonnellate, come riscontrato da numerosissimi dell’impresa, 800 tonnellate di “macerie” che, per la sistema-
documenti di trasporto) “con la principale finalità di risul- tica inosservanza delle procedure di analisi previste per la
tare oggetto di una lavorazione e di una trasformazione, procedura di conformità “end of waste”, dovevano essere
che in realtà non c’è stata, se non in minima parte”. qualificati come rifiuti, come constatato durante il sopralluogo
Presso la struttura di Biancinella, poi, erano avvenuti i test di ispettivo del 23 gennaio 2015;
cessione sul rifiuto c.d. tal quale, da ritenersi “addomesticati” - violava le prescrizioni inerenti all’autorizzazione e segnata-
in ragione di emergenze istruttorie che la sentenza aveva mente organizzava l’impianto in difformità alla planimetria, non
analiticamente richiamato. Sempre presso il medesimo provvedeva alla copertura dei mucchi di rifiuti con teloni per il
impianto in provincia di Bergamo, era avvenuta l’operazione contenimento delle polveri diffuse, l’impianto era privo di
di “sbiancatura” dei documenti di trasporto, tale da far appa- idoneo sistema di canalizzazione di acque meteoriche, gestiva
rire “come lavorati e provenienti dall’impianto di Biancinella quantitativi di rifiuti superiori a quelli autorizzati, come consta-
materiale che, viceversa, non era stato affatto lavorato o, tato durante il sopralluogo ispettivo del 23 gennaio 2015.
addirittura, nemmeno scaricato”. L’imputato ricorreva per cassazione deducendo l’erronea
In forza delle considerazioni esposte, la Cassazione ha con- applicazione della legge penale nella parte in cui il Tribunale
cluso rappresentando che l’impianto di Biancinella-Calcinate aveva attribuito natura di rifiuto alle macerie e terre e rocce di
aveva costituito il teatro delle complesse operazioni di scavo commercializzate nell’anno 2014 sul rilievo che alcun
gestione illecita contestate, concreto accertamento era stato svolto da ARPAT e/o da altri
1) evidentemente finalizzate al conseguimento dell’ingiu- organi relativamente alle attività di trattamento poste in essere
sto profitto che regge il profilo soggettivo del delitto di cui da S. sui materiali prima della loro commercializzazione, risul-
all’art. 260, 2) precedenti e ben più significative - nell’ot- tando una mera presunzione del teste escusso, fatta propria
tica della competenza per territorio in esame - rispetto al dal Tribunale, quella secondo cui “non sempre questi rifiuti
mero interramento dei rifiuti, quale operazione materiale venivano sottoposti a questa analisi con la periodicità appunto
conclusiva e, prevista ...” anche perché lo stesso teste, contraddicendo se
3) tali da realizzare - in modo duraturo, organizzato e continua- stesso, aveva asserito che l’impresa dell’imputato trattava
tivo, come evidenziato dalle quantità di rifiuti movimentate rifiuti, ragione per cui non poteva escludersi che fosse stata
indebitamente - quel pericolo concreto al bene interesse tute- eseguita un’attività di recupero ex art. 183, comma 1, lettera t),
lato che il legislatore ha posto a fondamento della medesima D.Lgs. n. 152/2006 che fa cessare, ex art. 184-ter, la natura di
previsione normativa in oggetto. (*) rifiuto del materiale.

(*) Si i rinvia, in questa stessa Rivista, pag. 184, all’ approfondi-


mento di V.Paone.

224 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rassegna
Giurisprudenza

In secondo luogo, il ricorrente lamentava che il Tribunale avesse rispetto assoluto del principio della personalità della respon-
ritenuto provata la penale responsabilità per gli ultimi tre punti sabilità penale, è essenziale che la valutazione circa l’esistenza
contestati nel capo di imputazione, senza fornire in sentenza e la consistenza dell’offesa sia retrocessa al momento della
una motivazione logica e coerente. In particolare, con riguardo al condotta, dovendo il giudice fare ricorso ad un giudizio pro-
secondo punto del capo di imputazione, rilevava il ricorrente gnostico ex ante.
che, in ogni caso, la responsabilità era stata affermata in Alla stregua di tali principi, la Suprema Corte ha concluso che,
maniera del tutto dubitativa, ossia in difetto di riscontri probatori nella specie, il reato non era stato ritenuto integrato nei suoi
ed accertamenti sull’attività eseguita dalla società del ricor- elementi costitutivi sulla base di una condotta formalmente
rente, cosicché lo stesso Tribunale non aveva escluso che i inosservante, ma totalmente inoffensiva, in quanto nelle con-
materiali venduti dalla S. fossero stati precedentemente sotto- dotte riscontrate doveva ritenersi contenuto un disvalore tale
posti ad un’attività di recupero che avrebbe reso lecita la loro da concretizzare la messa in pericolo dell’ambiente (oltre che
vendita a terzi. Identico discorso il ricorrente svolgeva con della gestione in mano pubblica della risorsa ambientale) quale
riferimento agli ultimi tre punti contestati nel capo di imputa- bene finale tutelato dalle norme incriminatrici poste a presidio
zione non avendo il Tribunale considerato adeguatamente la del diritto dell’ambiente.
deposizione del consulente tecnico della difesa e le relative Per la Cassazione non poteva parlarsi, infatti, di infrazioni
produzioni documentali. aventi natura esclusivamente formale, poiché sicuramente
Il ricorso è stato ritenuto infondato. l’inosservanza delle prescrizioni e la mancanza di autorizza-
In linea di fatto, la Suprema Corte ha rilevato che risultava che i zione, quantunque in astratto concedibile, e dunque la carenza
tecnici ARPA avevano verificato che, relativamente alle mace- del prescritto controllo amministrativo preventivo sullo svolgi-
rie e terre e rocce da scavo commercializzate dall’azienda nel mento dell’attività, determinano situazioni intrinseche di
2014 come materie prime seconde, non erano state osservate rischio, essendo suscettibili di mettere in pericolo la salubrità
sistematicamente le procedure necessarie perché detti mate- dell’ambiente.
riali potessero non essere più considerati rifiuti: più precisa- Pertanto, la Corte ha concluso che le argomentazioni svolte dal
mente le analisi effettuate dalla S. prima della cessione a terzi ricorrente, da un lato, evocavano, un giudizio ex post, che priva
dei materiali non rispettavano la periodicità prevista dalla nor- il reato di pericolo della sua funzione di tutela anticipata,
mativa secondaria; inoltre, non vi era una chiara tracciabilità dei facendo dipendere la presenza o l’assenza del pericolo stesso
vari materiali posto che la società non aveva provveduto alla dalla presenza o dall’assenza della lesione in un momento
registrazione dei singoli lotti e delle singole partite, sicché i successivo al compimento della condotta (pericolosa) e, dal-
controlli degli operanti in ordine alle analisi non erano in defi- l’altro, si risolvevano in censure di merito dirette a porre in
nitiva possibili. discussione, su basi meramente fattuali e sollecitando un’al-
Sulla base di queste considerazioni, il Tribunale era giunto a ternativa e non consentita rilettura delle prove, l’attività di
ritenere che i citati materiali dovessero considerarsi ancora accertamento del fatto eseguita, con congrua e logica moti-
rifiuti, sicché la relativa commercializzazione costituiva una vazione, dal giudice del merito, censure che pertanto esulano
gestione illecita ai sensi dell’art. 256, comma 1, lettera a), dall’orizzonte cognitivo del sindacato di legittimità.
D.Lgs. n. 152/2006.
La Corte ha poi osservato che il Tribunale avesse corretta- REFLUI DA ALLEVAMENTO: SCARICHI IDRICI O RIFIUTI ALLO
mente ritenuto integrato la fattispecie del deposito incontrol- STATO LIQUIDO?
lato di rifiuti e non del deposito temporaneo.
Infine, risultava il mancato rispetto di plurime prescrizioni: Cassazione penale, sez. III, 6 febbraio 2019, ud. 7 dicembre
tanto le macerie da demolizione quanto le terre e rocce da 2018, n. 5813 - Pres. Sarno - Est. Noviello - P.M. Filippi
scavo (ancora da sottoporre al trattamento) erano collocate in (conc. conf.) - Ric. De Sensi
aree diverse da quelle previste nelle planimetrie allegate alle
comunicazioni; i cumuli di tutti e tre i tipi di rifiuti stoccati, Rifiuti - Acque reflue derivanti da allevamento - Scarico sul
contrariamente a quanto previsto dal D.M. 5 febbraio 1998, suolo - Disciplina applicabile - Normativa sui rifiuti
non erano dotati di teli di copertura contro il rischio di disper-
sione delle polveri; non erano stati approntati i pozzetti e le Artt. 183, 256, D.Lgs. n. 152/2006; art. 2, D.Lgs. n. 4/2008
griglie (previsti sempre dal citato D.M.) per la raccolta delle
acque meteoriche; a fronte di una autorizzazione per lo stoc- La disciplina in materia di acque reflue trova applicazione
caggio di 300 t di terre e rocce da scavo, erano state rinvenute solo se il collegamento fra ciclo di produzione e recapito
700 t di tale tipo di rifiuti. finale sia diretto ed attuato, senza soluzione di continuità,
A questo punto, la Cassazione ha ricordato che il reato di mediante una condotta o altro sistema stabile di colletta-
attività di gestione di rifiuti non autorizzata è un reato di mento e pertanto, in assenza di tali requisiti, i reflui sono
pericolo, sicché la valutazione in ordine all’offesa al bene da considerarsi rifiuti allo stato liquido, soggetti alla disci-
giuridico protetto va retrocessa al momento della condotta plina di cui all’art. 256, D.Lgs. n. 152/2006.
secondo un giudizio prognostico ex ante, essendo irrilevante
l’assenza in concreto, successivamente riscontrata, di qualsi- Il titolare di un allevamento di suini veniva ritenuto responsa-
voglia lesione. Infatti, il pericolo di offesa al bene giuridico bile del reato di abusivo smaltimento sul suolo di effluenti
sorge, potendo perciò ritenersi integrata la categoria penali- provenienti dal proprio allevamento e condannato ai sensi
stica del “pericolo”, quando, secondo un giudizio ex ante e dell’art. 256, D.Lgs. n. 152/2006.
secondo le evidenze disponibili certificate dalla migliore Il prevenuto proponeva ricorso per cassazione rappresen-
scienza ed esperienza, appare probabile che, secondo l’id tando che la condotta a lui ascritta, riguardando lo scarico di
quod plerumque accidit, dalla condotta consegua l’evento reflui provenienti da imprese dedite all’allevamento di
lesivo che il legislatore, anticipando il momento della tutela, bestiame, non era prevista dalla legge come reato, integrando
intende scongiurare. Questa è la ragione per la quale, in un illecito amministrativo in ragione dell’art. 101, D.Lgs.
conformità alla funzione preventiva dei reati di pericolo e nel n. 152/2006 che, al comma 7, come modificato con novella

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Giurisprudenza

di cui all’art. 2, comma 8, D.Lgs. n. 4/2008, aveva equiparato essa si risolva nella sostanziale inesistenza del titolo abi-
alle acque reflue domestiche le acque reflue provenienti dal- litativo, si configura una illecita gestione che certamente
l’attività di allevamento di bestiame. sussiste quando oggetto dell’attività sono rifiuti diversi
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile osser- da quelli indicati nelle comunicazioni ed iscrizioni.
vando che la disciplina sui reflui trova applicazione solo se il
collegamento fra ciclo di produzione e recapito finale sia Il Tribunale affermava la responsabilità di B. per il reato di cui
diretto ed attuato, senza soluzione di continuità, mediante all’art. 256, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 152/2006 perché, quale
una condotta o altro sistema stabile di collettamento atteso legale rappresentante della società F., non osservava le pre-
che l’art. 183, lett. h), D.Lgs. n. 152/2006 definisce quale scrizioni contenute nella attestazione di iscrizione al registro
scarico, che rimanda alla normativa sui reflui, solo l’immis- provinciale delle imprese che effettuano recupero rifiuti in
sione effettuata tramite un sistema stabile e diretto di forma semplificata. In particolare, nell’anno 2014, effettuava
collettamento. un’attività di raccolta e di stoccaggio di rifiuti metallici non
Consegue che, in assenza di diretta immissione nel suolo, nel pericolosi, provenienti per la maggior parte da privati cittadini,
sottosuolo o nella rete fognaria mediante una condotta o un raccogliendoli e trasportandoli presso il centro di recupero con
sistema stabile di collettamento, i reflui sono da considerarsi il codice CER 20 01 40, proprio dei rifiuti urbani (rifiuti domestici
rifiuti allo stato liquido, soggetti alla distinta disciplina dell’art. e assimilabili, derivanti da attività commerciali e industriali
256, D.Lgs. n. 152/2006. nonché da istituzioni, inclusi i rifiuti della raccolta differenziata).
Era dunque incongruo il richiamo operato dal ricorrente alla Nel proposto ricorso per cassazione, il B. osservava che le
disciplina dei reflui e quindi alla novella di cui all’art. 2, comma indagini avevano consentito di verificare che allegata ai formu-
8, D.Lgs. n. 4/2008, laddove, nel modificare l’art. 101, comma lari dei rifiuti vi era una scrittura privata con la quale i conferitori
7, lett. b), D.Lgs. n. 152/2006, ha stabilito che non costituisce dichiaravano che i rifiuti provenivano dallo smantellamento
più reato la condotta di scarico senza autorizzazione dei reflui delle proprie pertinenze o case di abitazione e che il presuppo-
provenienti da imprese dedite all’allevamento di bestiame, sto della contestazione era errato, perché non rispettoso del
attesa la loro assimilabilità incondizionata alle acque reflue dettato normativo, in quanto il codice 20 01 40 è attribuibile
domestiche. genericamente ai rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili
Infatti, nel provvedimento impugnato, così ha osservato la prodotti da attività commerciali nonché dalle istituzioni), ivi
Suprema Corte, veniva in contestazione lo “smaltimento ed compresi i rifiuti della raccolta differenziata, senza specificare
abbandono sul suolo” di effluenti provenienti da un alleva- se tali rifiuti debbano derivare da uso domestico o da attività
mento di suini, ovvero condotte di sversamento su suolo commerciali, diversamente, quindi, da quanto dedotto nel
descritte, in virtù del richiamo alla nozione di smaltimento di capo di imputazione.
cui al citato art. 256, come realizzate senza immissione diretta Il ricorrente sosteneva inoltre che il fatto contestato non
ovvero in assenza di una condotta o altro sistema stabile di comportava alcuna responsabilità penale o, al più, era ricon-
collettamento. Inoltre, laddove si descriveva acqua prove- ducibile all’illecito amministrativo di cui all’art. 258, D.Lgs.
niente “dall’impianto di condizionamento sito nelle stalle dei n. 152/2006, essendo la società del ricorrente autorizzata
maiali la quale, cadendo in terra, defluiva mischiandosi al alla messa in riserva dei rifiuti indicati in imputazione. Inoltre,
materiale organico che si trovava sul pavimento interno della asseriva che il fatto rientrasse applicare nell’ipotesi di cui
stalla per poi convogliare all’esterno tramite un buco posto in all’art. 256, comma 4, D.Lgs. n. 152/2006.
basso all’estremità di una parete”, si faceva riferimento pro- Il ricorso è stato respinto in quanto inammissibile.
prio ad effluenti da allevamento che, mescolandosi ad acqua, Preliminarmente, la sentenza che si riporta ha individuato la
defluivano fuori della stalla spargendosi sul suolo per la spinta tipologia del rifiuto di cui al processo classificato con il codice
autoprodotta dei liquidi e senza un sistema di diretto colletta- CER 20 01 40. La Corte ha rilevato che, nel caso di specie, il
mento, così da integrare lo smaltimento contestato nel capo di codice 20 individuava, quale classe del rifiuto, quella dei
imputazione. “Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività
commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti
della raccolta differenziata”, il codice 01 determinava la sotto-
INOSSERVANZA DI PRESCRIZIONI E DIFFERENZE TRA L’IPOTESI
classe in quella delle “frazioni oggetto di raccolta differenziata
DEL PRIMO E DEL QUARTO COMMA DELL’ART.256, D.LGS. (tranne 15 01)” mentre la tipologia specifica del rifiuto indicata
N. 152/2006 dalle ultime due cifre (40) era quella dei metalli.
Il Collegio ha quindi osservato che per i rifiuti classificati con il
Cassazione penale, sez. III, 6 febbraio 2019, ud. 15 gennaio codice 20 01 40 è consentito il recupero ed il D.M. 5 febbraio
2019, n. 5817 - Pres. Di Nicola - Est. Ramacci - P.M. Cane- 1998 considera il codice suddetto in diversi punti dell’Allegato
velli (conc. conf.) - Ric. Burrini 1 (3.1, 3.2, 3.4, 3.5, 3.6, 3.12, 5.6). Negli allegati al D.M. del
1998 sono definite le norme tecniche generali che, ai fini del
Rifiuti - Recupero rifiuti in forma semplificata - Prescrizioni comma 1, individuano i tipi di rifiuti non pericolosi e fissano, per
contenute nella attestazione di iscrizione al registro provin- ciascun tipo di rifiuto e per ogni attività e metodo di recupero
ciale - Inosservanza - Ipotesi criminosa attenuata - Ricor- degli stessi, le condizioni specifiche in base alle quali l’eserci-
renza - Differenza con l’ipotesi generale zio di tali attività è sottoposto alle procedure semplificate.
Il punto 3.1 dell’Allegato 1 individua, relativamente al codice 20
Art. 256, D.Lgs. n. 152/2006 01 40, che qui interessa, i rifiuti della tipologia “rifiuti di ferro,
acciaio e ghisa”, con provenienza “attività industriali, artigia-
Nell’ipotesi di carenza dei requisiti e delle condizioni nali agricole, commerciali e di servizi; lavorazione di ferro,
richiesti per le iscrizioni o comunicazioni, il reato di cui ghisa e acciaio, raccolta differenziata; impianti di selezione o
all’art. 256, comma 4, D.Lgs. n. 152/2006 è configurabile di incenerimento di rifiuti; attività di demolizione” ed aventi le
nei soli casi in cui tale carenza sia attinente alle modalità di seguenti caratteristiche: “rifiuti ferrosi, di acciaio, ghisa e loro
esercizio dell’attività, mentre, nella diversa ipotesi in cui leghe anche costituiti da cadute di officina, rottame alla

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Giurisprudenza

rinfusa, rottame zincato, lamierino, cascami della lavorazione difformità dal titolo o dalle condizioni indicate nella richiesta, di
dell’acciaio, e della ghisa, imballaggi, fusti, latte, vuoti e lattine rinnovo o di rilascio iniziale.
di metalli ferrosi e non ferrosi e acciaio anche stagnato; PCB, Tale circostanza escludeva la possibilità di collocare la condotta
PCT < 25 ppb, ed eventualmente contenenti inerti metalli non posta in essere nel diverso ambito di uno degli illeciti ammini-
ferrosi, plastiche, etc., < 5% in peso, oli < 10% in peso; non strativi contemplati dall’art. 258, D.Lgs. n. 152/2006, che, peral-
radioattivo ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, tro, non era neppure specificamente individuato in ricorso.
n. 230”. Parimenti non è stata condivisa la tesi del ricorrente che
Le operazioni di recupero consentite sono, oltre al recupero ipotizzava la configurabilità della meno grave violazione di cui
diretto in impianti metallurgici o in industria chimica [R4], all’art. 256, comma 4, D.Lgs. n. 152/2006. Si tratta, come è
anche la messa in riserva [R13] per la produzione di materia noto, di reato autonomo, integrante un’ipotesi attenuata
prima secondaria per l’industria metallurgica mediante sele- rispetto alle fattispecie di cui ai primi tre commi dell’art. 256
zione, eventuale trattamento a secco o a umido per l’elimina- e non anche di circostanza.
zione di materiali e/o sostanze estranee in conformità a Per la Suprema Corte, la differenza tra le diverse disposizioni
caratteristiche [R4] specificamente indicate. La medesima è, peraltro, evidente, in quanto i reati di cui ai primi tre commi
disposizione precisa che l’Allegato C alla Parte IV riporta un dell’art. 256 riguardano attività svolte in assenza di titolo
elenco non esaustivo di operazioni di recupero, tra le quali può abilitativo, mentre la fattispecie attenuata di cui al quarto
individuarsi, alla voce R13, la “messa in riserva di rifiuti per comma del medesimo articolo di tale titolo presuppongono
sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 l’esistenza.
(escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel Richiamando la giurisprudenza in materia, la Corte ha perciò
luogo in cui sono prodotti)”. sostenuto che le ipotesi di carenza dei requisiti e delle condi-
Secondo quanto accertato in fatto dal giudice del merito, nella zioni richiesti per le iscrizioni o comunicazioni rendono proble-
scheda riassuntiva dell’attività iscritta al registro provinciale di matica la distinzione tra le diverse ipotesi di reato, potendosi
cui all’art. 216, la società del ricorrente era abilitata, quanto alla tale situazione risolvere nella sostanziale inesistenza del titolo
messa in riserva, soltanto per i rifiuti con codice 20 01 40 di cui abilitante, dal momento che vi deve essere coincidenza tra il
alla tipologia definita dal punto 3.1. del D.M. 5 febbraio 1998, possesso dei requisiti specifici e l’esercizio della corrispon-
mentre tale codice non figura tra quelli che identificano, nella dente attività di gestione, con la conseguenza che l’assenza
medesima scheda, i rifiuti della tipologia di cui al punto 3.2 del dei requisiti e/o delle condizioni richiesti per una determinata
medesimo Decreto ministeriale. attività di gestione dei rifiuti potrebbe comportare l’impossi-
La sentenza impugnata aggiungeva ancora che l’attività ha bilità di ricorrere alla procedura semplificata, prospettandosi
riguardato, indistintamente, non soltanto rifiuti di ferro acciaio così la sussistenza di connotati offensivi identici a quelli deri-
e ghisa riconducibili alla tipologia 3.1 di cui all’Allegato 1 del vanti dall’esercizio dell’attività di gestione dei rifiuti senza
D.M. del 1998, ma anche rifiuti di metalli non ferrosi o loro autorizzazione.
leghe di cui al punto 3.2 del medesimo allegato. Inoltre, tali La Cassazione ha condiviso la decisione impugnata che aveva
rifiuti, per quantità e numero dei conferimenti, non potevano evidenziato come la soluzione del problema sia stata indivi-
ritenersi corrispondenti alla provenienza domestica dichiarata. duata operando una distinzione tra requisiti e condizioni inci-
Alla luce di tale premessa, la Suprema Corte ha ritenuto denti sulla medesima sussistenza del titolo abilitativo e quelli
infondato l’assunto contenuto nel ricorso, perché, secondo che, invece, riguardano unicamente le modalità di esercizio
tipologia, classificazione e provenienza del rifiuto, come accer- della medesima attività: a titolo esemplificativo, il trasporto di
tata nel giudizio di merito, doveva ritenersi non consentita la rifiuti diversi rispetto a quelli per i quali si era chiesta l’iscrizione
messa in riserva, con la conseguenza che il capo di imputa- nell’albo dei trasportatori, è stato qualificato come illecita
zione non era affatto basato su un errato presupposto. gestione di cui al comma 1 dell’art. 256, mentre il trasporto
Passando alle altre censure, secondo la sentenza in rassegna, di rifiuti con mezzi diversi da quelli comunicati, incidendo solo
la condotta penalmente rilevante era stata correttamente sulle modalità di esercizio dell’attività, si è ritenuto configurare
qualificata. Premesso che la società del ricorrente operava l’ipotesi attenuata.
in regime di procedura semplificata, ai sensi dell’art. 216, È stato dunque ribadito che, nell’ipotesi di carenza dei requisiti
D.Lgs. n. 152/2006, la Corte ha ribadito il principio secondo il e delle condizioni richiesti per le iscrizioni o comunicazioni, il
quale lo svolgimento di attività di gestione in forma semplifi- reato di cui all’art. 256, comma 4, D.Lgs. n. 152/2006 è confi-
cata, al di fuori delle condizioni prescritte all’atto della richiesta gurabile nei soli casi in cui tale carenza sia attinente alle
iniziale o nella richiesta di rinnovo, fa insorgere il pericolo, che il modalità di esercizio dell’attività, mentre, nella diversa ipotesi
legislatore ha voluto prevenire, richiedendo l’assoggetta- in cui essa si risolva nella sostanziale inesistenza del titolo
mento dell’attività ad un controllo della Pubblica Amministra- abilitativo, si configura una illecita gestione che certamente
zione, divenendo conseguentemente illegale ai sensi dell’art. sussiste quando oggetto dell’attività sono rifiuti diversi da
256, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 152/2006, la prosecuzione in quelli indicati nelle comunicazioni ed iscrizioni.

Ambiente & sviluppo 3/2019 227


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Giurisprudenza

Corte di Cassazione civile


a cura di Giulio Spina

BONIFICHE La Cassazione rigetta il ricorso avverso detta pronuncia, osser-


vando quanto segue.
Secondo la disciplina prevista dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
BONIFICA SPONTANEA, PROPRIETARIO NON RESPONSABILE (c.d. Codice dell’ambiente) il proprietario del sito non respon-
DELL’INQUINAMENTO sabile dell’inquinamento ha facoltà, e non l’obbligo, di interve-
nire in tema di bonifica e ripristino ambientale dei siti
Cassazione civile, sez. III, 21 gennaio 2019, n. 1573 - contaminati (cfr. CDS, ad. plen. 25 settembre 2013, n. 21;
Travaglino (rel.) - omissis s.r.l. (ric. in cass.) c. omissis sez. 6, 5 ottobre 2016, n. 4099); ciò a differenza del responsa-
s.p.a. (int.) bile dell’inquinamento, oppure dalla competente pubblica
amministrazione, nel caso in cui il responsabile non sia indivi-
Inquinamento - Proprietario non responsabile - Bonifica duabile o non provveda e non provveda il proprietario del sito
spontanea - Spese sostenute - Diritto di rivalsa - Sì - Respon- né altro soggetto interessato (artt. 239 ss.).
sabilità solidale col responsabile dell’inquinamento - No In particolare - posto che questi, se rileva il superamento o il
pericolo concreto e attuale del superamento della concentra-
D.Lgs. n. 152/2006, artt. 245 e 253, comma 4 zione soglia di contaminazione (CSC) deve darne comunica-
zione alla regione, alla provincia ed al comune territorialmente
l proprietario non responsabile dell’inquinamento che abbia competenti e attuare le misure di prevenzione (art. 245,
spontaneamente provveduto alla bonifica del sito inqui- comma 2) - va precisato che:
nato, ha diritto di rivalersi nei confronti del responsabile – gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino
dell’inquinamento per le spese sostenute a condizione che ambientale seguono le procedure previste dalla legge,
sia stata rispettata per la bonifica la procedura amministra- dovendo il progetto di bonifica essere assentito dalla compe-
tiva prevista dalla legge ed indipendentemente dall’identi- tente autorità amministrativa all’esito di un’articolata
ficazione del responsabile dell’inquinamento da parte della procedura;
competente autorità amministrativa; non trova applica- – il positivo assolvimento della detta procedura costituisce
zione la regola della responsabilità solidale di cui all’art. anche il presupposto di legittimità dell’esercizio del diritto di
2055 cod. civ. nel caso dell’obbligazione del responsabile rivalsa del proprietario del sito nei confronti del soggetto
dell’inquinamento avente ad oggetto il rimborso delle responsabile dell’inquinamento per le spese sostenute nel
spese sostenute dal proprietario per la bonifica spontanea caso che egli abbia spontaneamente provveduto alla bonifica
del sito inquinato poiché trattasi di obbligazione ex lege, di del sito inquinato (art. 253, comma 4);
contenuto non risarcitorio ma indennitario, derivante non – è quindi riconosciuta al proprietario o ad altro soggetto
da fatto illecito ma dal fatto obiettivo dell’inquinamento. interessato la facoltà di intervenire in qualunque momento
volontariamente per la realizzazione degli interventi di bonifica
Una Società agì in giudizio esponendo di aver acquistato un necessari nell’ambito del sito in proprietà o disponibilità
complesso immobiliare (terreni e edifici) e, riscontrato l’inqui- (art. 245, comma 2);
namento del sottosuolo, di aver provveduto alla bonifica spon- – l’inciso “in qualunque momento” chiarisce che, fermo l’ob-
taneamente a seguito dell’approvazione del progetto di bligo di comunicazione all’autorità amministrativa non appena
bonifica. Chiese pertanto la rifusione dei costi sostenuti per rilevi il superamento o il pericolo del superamento della con-
la detta bonifica (ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006, art. 253, centrazione soglia di contaminazione, il proprietario non deve
comma 4, ed in subordine ai sensi dell’art. 2043 cod. civ.), oltre attendere l’identificazione del soggetto responsabile da parte
il risarcimento degli ulteriori danni subiti. della competente amministrazione ma può “in qualunque
All’esito del giudizio di merito, la Corte d’Appello osservò, tra momento” procedere agli interventi di bonifica ed esercitare
l’altro, che: successivamente il diritto di rivalsa;
– il provvedimento avente ad oggetto l’approvazione del pro- – condizione, necessaria e sufficiente, di legittimità, sia della
getto di bonifica, in quanto non impugnato, faceva stato nel condotta sul piano amministrativo che dell’esercizio del diritto
giudizio; sul piano privatistico, è dunque la sottoposizione dell’inter-
– in base al combinato disposto del D.Lgs. n. 152/2006, art. vento del proprietario alla procedura prevista dalla legge.
245 e art. 253, comma 4, l’esercizio del diritto di rivalsa del In definitiva, sul punto:
proprietario, per avere spontaneamente eseguito la bonifica, 1. va confermato una volta che la bonifica sia stata eseguita dal
non era subordinato all’avvio del procedimento di identifica- proprietario a proprie spese in base alle forme previste dalla
zione del responsabile dell’inquinamento, ben potendo il legge può essere promossa l’azione per la rivalsa, indipenden-
responsabile essere accertato giudizialmente; temente dalla circostanza se l’amministrazione abbia identifi-
– vi era la prova che la Società convenuta aveva contaminato il cato o meno il responsabile dell’inquinamento;
sito; 2. va precisato che rientra nella cognizione dell’autorità giudi-
– non trovando applicazione il principio di solidarietà di cui ziaria ordinaria l’accertamento della qualità di responsabile
all’art. 2055 cod. civ. in materia di inquinamento; dell’inquinamento, oltre che della congruità dell’importo per
– l’apporto causale della convenuta all’inquinamento doveva il quale sia esercitata la rivalsa.
essere determinato nella misura di due terzi (mentre il terzo Quanto al primo punto, va quindi ribadito che elemento costi-
residuo era imputabile ad una terza Società). tutivo della fattispecie della rivalsa, fissato dalla pubblica

Ambiente & sviluppo 3/2019 229


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Giurisprudenza

amministrazione, è quindi solo quello dell’intervento di boni- Fornitura di acqua in violazione dei limiti ai contenuti di
fica nelle forme assentite dalla competente autorità. sostanze tossiche - Azione contro il gestore del servizio
Quanto al secondo punto, la pronuncia in commento spiega idrico integrato - Risarcimento del danno - Giurisdizione del
che soggetto passivo dell’obbligazione prevista dalla legge è il giudice ordinario
“responsabile dell’inquinamento”.
Trattasi di qualifica che non attiene al giudizio di valore della Art. 133, D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104; art. 9, Direttiva Cee 3
condotta sotto il profilo soggettivo del requisito psicologico novembre 1998, n. 83; D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 31, art. 13
(dolo o colpa), ma al giudizio eziologico relativo al profilo
oggettivo dell’avere meramente dato causa all’inquinamento. In ipotesi di azione risarcitoria proposta nei confronti del
In particolare: gestore del servizio idrico integrato, sussiste la giurisdi-
– il ripristino ambientale è eseguito sulla base dell’evento di zione del giudice ordinario se si controverte soltanto del
inquinamento; risarcimento del danno cagionato all’utente dalla forni-
– la ripetizione delle spese, pertanto, viene esercitata sul tura di acqua in violazione dei limiti ai contenuti di
presupposto del mero evento, senza connotazioni soggettive sostanze tossiche imposti da disposizioni anche di
di valore quanto alla condotta del responsabile; rango Eurounitario, ovvero del diritto alla riduzione del
– trattasi, quindi, di responsabilità per pura causalità non corrispettivo della fornitura stessa per i vizi del bene
riconducibile neanche alla responsabilità civile di tipo ogget- somministrato.
tivo (la quale contempla pur sempre una forma di imputazione
soggettiva dell’evento dannoso di natura “posizionale”, Relativamente all’asserita fornitura di acqua potabile da parte
dipendente cioè dalla particolare collocazione del soggetto del gestore del servizio idrico integrato priva dei requisiti di
reso responsabile rispetto alla causa del danno, tale da ren- legge (nella specie, relativamente alla presenza di arsenico e
derlo come il soggetto che meglio di chiunque altro può fluoruri), veniva - per quanto qui rileva - proposte domanda di
prevenire tale pregiudizio: ne è un esempio, proprio nel condanna al risarcimento dei danni del gestore unico del
D.Lgs. n. 152 del 2006, la responsabilità per danno ambien- servizio idrico fondata sull’inadempimento contrattuale consi-
tale prevista dall’art. 311, comma 2, in relazione al tipo di stente nella detta fornitura di acqua potabile priva dei requisiti
attività svolta dall’operatore); di legge, unitamente alla domanda di declaratoria di spettanza
– la responsabilità dell’inquinamento non corrisponde quindi a del canone in misura dimezzata per tutto il periodo di tale
responsabilità per danno ma a responsabilità dell’evento, cui la fornitura.
legge collega un complesso di effetti giuridici. Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione si occu-
Alla luce di tale percorso argomentativo, la Suprema Corte pano quindi della questione relativa all’identificazione della
afferma che la ripetizione delle spese in questione (diritto di giurisdizione (amministrativa o ordinaria) relativamente alla
rivalersi nei confronti del responsabile dell’inquinamento per detta controversia, pronunciandosi per la giurisdizione del
le spese sostenute e per l’eventuale maggior danno subito da giudice ordinario.
parte del proprietario non responsabile) è conseguenza così di I giudici di legittimità ricordano innanzitutto che (cfr. Cass.,
un’obbligazione di fonte legislativa i cui presupposti di fatto, SS.UU. 21 marzo 2013, n. 7043):
per ciò che concerne il proprietario del sito, sono: – la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo in
– l’esecuzione della bonifica nel rispetto delle procedure ope- ipotesi di azione risarcitoria proposta nei confronti dell’ente
rative e amministrative; gestore del servizio energetico e/o proprietario della rete, se il
– la spontaneità o volontarietà dell’intervento di bonifica. danno lamentato dall’utente è il riflesso dell’organizzazione
Trattasi - prosegue la Cassazione - di obbligazione ex lege, di del servizio stesso (ai sensi del D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104,
contenuto indennitario e non risarcitorio (soggetta quindi art. 133, comma 1, lett. “c” ed “o”);
all’ordinario termine di prescrizione decennale ed alle regole – sussiste la giurisdizione del giudice ordinario se non si
dell’onere probatorio in materia di obbligazioni non derivanti da controverte dell’esercizio o del mancato esercizio del potere
fatto illecito): va quindi escluso che la rivalsa possa acquistare il amministrativo o, comunque, di comportamenti anche media-
contenuto della reintegrazione di una perdita patrimoniale tamente riconducibili all’esercizio di tale potere, posti in essere
determinata da un illecito. da pubbliche amministrazioni o da soggetti ad essi equiparati,
Da ciò consegue che non vige la responsabilità solidale (con il e l’utente proponga l’azione risarcitoria con riferimento ai
responsabile dell’inquinamento) perché la norma contempla danni derivanti dal cattivo funzionamento dell’erogazione e
un’obbligazione di carattere non risarcitorio, derivante per- chieda la condanna del convenuto a provvedere alla soluzione
tanto non da fatto illecito, ma - come esposto - da un altro tecnica dell’inconveniente.
fatto idoneo a produrla secondo l’ordinamento giuridico Ciò posto, la pronuncia in commento osserva che nella specie:
(cfr. art. 1173 cod. civ.). – l’erogazione di acqua non conforme ai livelli minimi di pota-
bilità o di qualità è prospettata come un inadempimento con-
trattuale del rapporto di utenza;
ACQUE – in quanto tale, la serie di condotte della p.a. a tutela degli
interessi pubblici coinvolti integra solo il presupposto o la
causa mediata dell’evento lesivo;
SOSTANZE TOSSICHE: RISARCIMENTO DANNI – l’evento lesivo, invece, consiste nella fornitura in violazione
di obblighi che trovano la loro fonte nel contratto di utenza e,
Cassazione civile, SS.UU., 19 dicembre 2018, n. 32780 -
comunque, nella disciplina, anche di rango Eurounitario o
Mammone (Primo Pres.) - omissis (ric. in cass.) c. Regione immediatamente da questa derivata, in materia (art. 9 della
Lazio e T. s.p.a. (controric.) e Autorità d’ambito omis- Direttiva del Consiglio Cee 3 novembre 1998, n. 83; D.Lgs. 2
sis (int.) febbraio 2001, n. 31, art. 13);

230 Ambiente & sviluppo 3/2019


Rassegna
Giurisprudenza

– ne consegue che è il singolo rapporto di utenza a venire in Il Consorzio si rivolgeva di conseguenza alla Cassazione
considerazione e, con esso, il diritto del singolo utente a denunciando, per quanto qui rileva, il quantum del risarci-
vedersi risarcito il danno arrecatogli dal contrattuale inadem- mento. In particolare, denunciava alla Suprema Corte che, in
pimento della controparte immediata (cioè il gestore unico del realtà, i prelievi consortili avevano inciso solo nella misura del
servizio idrico integrato e fornitore del bene acqua) come pure 70% rispetto al totale prelevato, dovendosi tener conto del
a vedersi ridotto il corrispettivo dell’acqua fornita, siccome coefficiente di ritorno in alveo (per restituzioni - stante la
priva delle qualità pattuite (cioè la conformità alle disposizioni relazione del CTU - presumibilmente pari al 30%).
di legge e regolamentari in materia di limiti massimi di arsenico La Cassazione rigetta il ricorso affermando che il giudice del
e/o fluoruri). merito è correttamente pervenuto a concludere che:
La Cassazione spiega quindi che, nonostante il carattere emer- – il Consorzio deve interamente risarcire la Società attrice;
genziale della situazione venutasi a creare nei contesti territo- – essendo possibile, da quanto prodotto in giudizio, risalire alle
riali per cui è causa ed il complesso sistema di riparti di portate utilizzate da un impianto idroelettrico, come dal consumo
competenze e di funzioni ai fini dell’erogazione dell’acqua di energia degli impianti di sollevamento è possibile determinare
potabile, rientra pur sempre nelle ordinarie obbligazioni del- l’acqua prelevata, il danno è pari al mancato valore dell’energia
l’ente gestore del servizio idrico integrato e, comunque, di non prodotta dalla detta Società, calcolabile secondo in prezzi
quello che in concreto eroga, in virtù di rapporti privatistici dell’energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili.
ordinari di utenza individuale, l’acqua ai privati con l’obbligo di Ciò sulla base del seguente percorso argomentativo:
somministrarla in condizioni tali da renderla conforme alle – va innanzitutto confermato il principio secondo cui la sottra-
prescrizioni, di vario rango normativo, sui suoi contenuti mas- zione di acqua a monte di una centrale idroelettrica comporta
simi consentiti di sostanze tossiche. una diminuzione di quella che arriva a valle per l’alimentazione
Alla luce di tali considerazioni, la Suprema Corte dichiara la degli impianti, sì da integrare una presunzione semplice di
giurisdizione del giudice ordinario, accogliendo quindi il ricorso danno (cfr. Cass., SS.UU., n. 6073/2013);
proposto, sulla base del seguente principio di diritto: “in ipo- – la necessità della prova idonea a vincere la suindicata pre-
tesi di azione risarcitoria proposta nei confronti del gestore del sunzione di danno è nel caso da riferirsi non solo all’an ma
servizio idrico integrato, sussiste la giurisdizione del giudice anche al quantum del danno;
ordinario se si controverte soltanto del risarcimento del danno – il Consorzio non ha fornito in giudizio prova idonea a vincere
cagionato all’utente dalla fornitura di acqua in violazione dei la detta presunzione, non avendo lo stesso provato, in parti-
limiti ai contenuti di sostanze tossiche - nella specie, come colare, ove sono ubicati i terreni irrigui;
l’arsenico ed i fluoruri - imposti da disposizioni anche di rango – ne consegue l’esclusione della possibilità di determinare in
Eurounitario, ovvero del diritto alla riduzione del corrispettivo giudizio se la restituzione delle acque dei fiumi interessati da
della fornitura stessa per i vizi del bene somministrato: infatti, parte del Consorzio avvenne a monte o a valle delle centrali in
l’attività di programmazione o di organizzazione del servizio questione;
complessivo di fornitura di acqua posta in essere dalla pubblica – ne discende ulteriormente l’impossibilità di potersi fare
amministrazione incaricata della gestione di quello costituisce applicazione, con la finalità di decurtare i danni per perdita di
soltanto il presupposto dell’erogazione di acqua non conforme introiti, del coefficiente di ritorno in alveo ipotizzato dal C.T.U.
e, quindi, del non esatto adempimento delle obbligazioni in nella misura del 30%;
capo al gestore in forza del rapporto individuale di utenza”. – ne discende la correttezza della pronuncia di condanna
impugnata.
SOTTRAZIONE DI ACQUE DAI FIUMI
Cassazione civile, SS.UU., 25 maggio 2018, n. 13195 -
RIFIUTI
Rordorf (Pres.) - Consorzi di bonifica omissis (ric. in
cass.) C. s.r.l. (controric.)
TARSU ESCLUSIONE O RIDUZIONE
Sottrazione di acqua a monte di una centrale idroelettrica -
Cassazione civile, sez. trib., 2 marzo 2018, n. 4961 - Chin-
Presunzione semplice di danno - Prova idonea a vincere
demi (Pres.) - Comune di Catania (ric. in cass.) c. omis-
detta presunzione - Necessità
sis (int.)
Artt. 2043, 2056,1223,1226, 2697 e 2909 cod. civ. Smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani - Riduzione della
La sottrazione di acqua a monte di una centrale idroelet- superficie tassabile o esenzione - Indicazione delle obiet-
trica comporta una diminuzione di quella che arriva a valle tive condizioni di inutilizzabilità - Onere del contribuente
per l’alimentazione degli impianti, sì da integrare una
presunzione semplice di danno. Qualora non si fornisca D.Lgs. n. 507/1993, ex art. 62
in giudizio idonea prova a vincere la detta presunzione, i
danni da perdita di introiti, con riferimento al quantum In tema di smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani, va
risarcibile, non possono tenere in considerazione la stima confermato che, costituendo il diritto ad ottenere una
del coefficiente di ritorno in alveo delle acque e vanno riduzione della superficie tassabile o l’esenzione, un’ec-
calcolati in base alla portata utilizzata dall’impianto idro- cezione alla regola generale del pagamento del tributo da
elettrico e al mancato valore dell’energia non prodotta. parte di tutti coloro che occupano o detengono immobili
nelle zone del territorio comunale, è onere del contri-
Un Consorzio di bonifica veniva condannato dal Tribunale buente indicare (nella denuncia originaria o di variazione)
Superiore per le Acque Pubbliche al risarcimento dei danni le obiettive condizioni di inutilizzabilità (impossibilità dei
cagionati in conseguenza dell’illecita sottensione di acqua dai locali o delle aree a produrre rifiuti per loro natura o per il
fiumi per alcune Centrali idroelettriche dalla stessa gestite. particolare uso).

Ambiente & sviluppo 3/2019 231


Rassegna
Giurisprudenza

Con la pronuncia in commento la Suprema Corte torna ad non può essere ritenuta in modo presunto dal giudice
occuparsi dell’impugnazione degli avvisi di accertamento tributario;
comunali per il pagamento della TARSU. – è onere del contribuente indicare nella denuncia originaria o
Con ricorso proposto alla competente Commissione Tributaria di variazione le obiettive condizioni di inutilizzabilità, le quali
Provinciale, un contribuente si opponeva ad un avviso di devono essere debitamente riscontrate in base ad elementi
accertamento TARSU deducendo l’inidoneità degli immobili obiettivi direttamente rilevabili o a idonea documentazione.
interessati a produrre rifiuti. Difatti il contribuente è tenuto, in base all’art. 70 del medesimo
La Commissione Tributaria Provinciale rigettava il ricorso, Decreto, a presentare al comune, entro il 20 gennaio dell’anno
detta pronuncia veniva impugnata dal contribuente dinanzi successivo all’inizio dell’occupazione dei locali e delle aree
alla Commissione Tributaria Regionale, che accoglieva scoperte tassabili, denuncia unica con l’indicazione dei dati
l’appello. prescritti, avente effetto anche per gli anni successivi, qualora
Avvero detta pronuncia, il Comune ricorreva per cassazione le condizioni dì tassabilità siano rimaste invariate”, dovendo, in
deducendo, per quanto qui rileva, con riferimento alla disci- caso contrario, denunciare, nelle medesime forme, ogni varia-
plina TARSU di cui al D.Lgs. n. 507/1993, artt. 62 e 63 e artt. zione rilevante (Cass. n. 775/2011; Cass. n. 3772/2013; Cass.
71, che: n. 16858/2014; Cass. n. 14469/2014).
– sussiste una presunzione iuris tantum di produttività dei In conclusione, la Cassazione conferma che il principio
rifiuti; secondo il quale è l’Amministrazione a dover fornire la prova
– detta presunzione è superabile solo con la prova contraria del della fonte dell’obbligazione tributaria o non può operare con
detentore dell’area, qualora dette circostanze escludenti siano riferimento al diritto ad ottenere una riduzione della superficie
state dedotte nella denuncia originaria o di variazione; tassabile, costituendo l’esenzione, anche parziale, un’ecce-
– nella specie, il contribuente non si era attivato in tal senso. zione alla regola generale del pagamento del tributo da parte di
La Suprema Corte accoglie il ricorso del comune e, decidendo tutti coloro che occupano o detengono immobili nelle zone del
nel merito, rigetta l’originario ricorso proposto dal contri- territorio comunale (Cass. nn. 17703/2004, 13086/2006,
buente avverso un’ingiunzione TARSU. 17599/2009, 775/2011).
La Cassazione ricorda innanzitutto che, alla luce del disposto di Ciò premesso, con riferimento al caso di specie, la Cassazione
cui all’art. 62 cit.: osserva che:
– il presupposto della tassa di smaltimento dei rifiuti ordinari – le autorimesse scoperte esterne costituiscono pertinenza
solidi urbani è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree dell’abitazione e, quindi, sono automaticamente escluse dal
scoperte a qualsiasi uso adibiti; tributo (anche dalla TARI, a mente della Legge n. 147/2013, art.
– l’esenzione dalla tassazione di una parte delle aree utilizzate 1, comma 641);
perché ivi si producono rifiuti speciali (come pure l’esclusione – ai garage siti all’interno di locali è applicabile la tassa sui rifiuti,
di parti di aree perché inidonee alla produzione di rifiuti) sono siano essi autonomamente accatastati come unità immobiliari
subordinate all’adeguata delimitazione di tali spazi ed alla o siano essi semplici posti auto assegnati in via esclusiva ad un
presentazione di documentazione idonea a dimostrare le con- occupante dell’immobile (cfr. Cass., n. 11351 del 6 luglio 2012
dizioni dell’esclusione o dell’esenzione; in relazione al disposto di cui al D.Lgs. 15 novembre 1993,
– il relativo onere della prova incombe al contribuente. n. 507, art. 65, comma 1, come sostituito dalla Legge 28
Pertanto, è posta a carico dei possessori di immobili una dicembre 1995, n. 549, art. 3, comma 68, il quale stabilendo
presunzione legale relativa di produzione di rifiuti. Ne conse- che la tassa può essere commisurata a determinati parametri -
gue che (Cass. n. 1135/2012; n. 16858/2014; n. 9731/2015; quantità e qualità dei rifiuti prodotti, costi di smaltimento,
n. 1722/2016; n. 8581/2017): teorici o effettivi a seconda della popolazione comunale -
– l’impossibilità dei locali o delle aree a produrre rifiuti per loro consente di conformare la tariffa anche ad altri parametri,
natura o per il particolare uso, prevista dall’art. 62, comma 2, reperibili entro i limiti della logica e dell’equità contributiva).

232 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Scadenzario e Memoranda

Scadenzario e Memoranda
a cura di Alberto Muratori

ADEMPIMENTI IN SCADENZA: MARZO 2019 riferimento a ciascun prodotto di cui all’Allegato I, indicando
inoltre, per ciascun prodotto, il quantitativo complessivo risul-
1° MARZO 2019 tato non conforme.
4. I casi, espressi come percentuale sulla somma dei controlli,
Soggetti di accertata violazione degli obblighi di etichettatura di cui
Soggetti che “immettono sul mercato” le pitture, le ver- all’art. 4, indicando se vi sia stata contestuale violazione dei
nici e i prodotti per carrozzeria elencati nell’Allegato I al valori limite di cui all’art. 3.
D.Lgs. n. 161/2006 5. Il costo complessivo stimato dei controlli ed il numero e la
qualifica dei soggetti impiegati nell’attività di controllo.
Adempimento
Invio al Ministero dell’Ambiente - tramite le Camere di Com- Riferimenti
mercio industria e agricoltura territorialmente competenti, - D.Lgs. 27 marzo 2006, n. 161, art. 5 (come sostituito dal
ovvero esclusivamente tramite la Stazione Sperimentale per D.Lgs. 14 febbraio 2008, n. 33);
le industrie degli oli e dei grassi, nel caso dei soggetti tenuti al - D.Lgs. 27 marzo 2006, n. 161, Allegati I e III-bis.
versamento dei contributi di cui all’art. 8, comma 1, lett. b),
D.Lgs., 29 ottobre 1999, n. 540 - della comunicazione annuale, Soggetti
relativa all’anno solare 2018, dei dati e delle informazioni Regioni
riportati all’Allegato III-bis, punto 2, D.Lgs. n. 161/2006, Adempimento
come modificato dal D.Lgs. n. 33/2008, ovvero: Invio al Ministero della Salute con cadenza annuale delle
- lo status di produttore, importatore o altro soggetto apparte- informazioni di cui all’art. 4, comma 1, lett. a), b), c), e) ed f),
nente alla filiera di distribuzione che ha immesso sul mercato i D.Lgs. n. 116/2008, sulla gestione e valutazione delle acque di
prodotti elencati nell’Allegato I, D.Lgs. n. 161/2006 medesimo; balneazione, ovvero:
- i quantitativi di prodotti elencati nell’Allegato I immessi sul a) individuazione delle acque di balneazione e dei punti di
mercato, distinguendo quelli rispettivamente immessi sul monitoraggio;
mercato come produttore, importatore e altro soggetto. b) aggiornamento del profilo delle acque di balneazione,
Riferimenti secondo le indicazioni fornite nell’Allegato III;
- D.Lgs. 27 marzo 2006, n. 161, art. 5 (come sostituito dal c) istituzione di un programma di monitoraggio prima dell’inizio
D.Lgs. 14 febbraio 2008, n. 33); di ogni stagione balneare;
- D.Lgs. 27 marzo 2006, n. 161, Allegati I e III-bis. e) l’eventualmente intervenuto esercizio della facoltà di
N.B. Per “Soggetti che immettono sul mercato i prodotti di cui ampliare o ridurre la stagione balneare;
all’Allegato I al D.Lgs. n. 161/2006” devono intendersi i pro- f) eventuale aggiornamento dell’elenco delle acque di
duttori, gli importatori, e tutti i titolari delle attività appartenenti balneazione.
alla filiera della distribuzione, fino ai rivenditori al dettaglio, dei Riferimenti
prodotti in questione. - D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 116, art. 4, comma 2.
Soggetti N.B. Le informazioni di cui alle lett. a) e c) devono essere
Soggetti preposti ai controlli dell’ottemperanza ai requi- trasmesse, entro la medesima data, anche al Ministero del-
siti prescritti per le pitture, le vernici e i prodotti per l’Ambiente, già destinatario dell’informativa prevista dall’art.
carrozzeria elencati nell’Allegato I, D.Lgs. n. 161/2006 83, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006.
(compresa la Stazione Sperimentale per le industrie Soggetti
degli oli e dei grassi, nei casi previsti) Gestori di medi impianti di combustione esistenti e
Adempimento nuovi, autorizzati ad usufruire dell’esenzione dal
Invio al Ministero dell’Ambiente della comunicazione annuale, rispetto dei valori limite di emissione di cui all’Alle-
relativa all’anno solare 2018, dei dati e delle informazioni gato I, Parte Quinta, D.Lgs. n. 152/2006, cui avrebbero
riportati all’Allegato III-bis, punto 1, D.Lgs. n. 161/2006, dovuto allinearsi successivamente, a fronte dell’impe-
come modificato dal D.Lgs. n. 33/2008, ovvero: gno all’esercizio dell’impianto con “orario ridotto”,
1. Il numero dei controlli, indicando, per ciascun controllo: cioè non superiore a 500 ore operative annue come
- il destinatario dell’attività di controllo (produttore, importatore media mobile su tre anni
o altri soggetti); Adempimento
- il tipo di attività (sopralluogo, campionamento e analisi, veri- Presentazione all’Autorità competente della registrazione
fica delle giacenze e dei dati sulle vendite, controllo dell’eti- delle ore operative utilizzate nell’anno precedente, ai fini del
chettatura, ecc.). calcolo della media mobile.
2. La distribuzione dei controlli rispetto ai mesi dell’anno ed alle
singole regioni. Riferimenti
3. I casi, espressi come percentuale sulla somma dei controlli, - D.Lgs. n. 152/2006, come modificato dal D.Lgs. n. 183/2017,
di accertata violazione dei valori limite previsti dall’art. 3, in art. 273-bis, commi 15 e 16.

Ambiente & sviluppo 3/2019 233


Agenda
Scadenzario e Memoranda

Soggetti Adempimento
Gestori di medi impianti di combustione con potenza Invio alla Commissione europea - e, in copia, al Ministero
termica nominale > 5 MW esistenti e nuovi, autorizzati a dell’Ambiente - di comunicazione annuale, riferita al 2018,
posticipare la data dell’allineamento ai valori limite di relativa ai seguenti dati:
emissione di cui all’Allegato I, Parte Quinta, D.Lgs. a) la produzione totale di ciascuna sostanza di cui agli
n. 152/2006, a fronte dell’impegno a fornire almeno il Allegati I e II;
50% del calore prodotto, calcolato come media mobile b) per ciascuna sostanza, la produzione immessa sul mercato
su cinque anni, a una rete pubblica di teleriscaldamento, o usata dal produttore per proprio conto nella Comunità,
sotto forma di calore o acqua calda distinguendo la produzione usata come materia prima, come
agente di fabbricazione e per altri usi;
Adempimento c) per ciascuna sostanza, la produzione per soddisfare usi
Presentazione all’Autorità competente di un documento atte- essenziali di laboratorio e a fini di analisi nella Comunità, per
stante la percentuale di produzione di calore utile dell’im- la quale è stata ottenuta licenza ai sensi dell’art. 10, par. 6 del
pianto, destinata a tale fornitura nell’anno precedente, ai fini cit. Regolamento n. 2009/1005/Ce;
del calcolo della media mobile. d) per ciascuna sostanza, la produzione autorizzata ai sensi
dell’art. 10, par. 8 del medesimo Regolamento, per soddisfare
Riferimenti
usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi delle Parti;
- D.Lgs. n.152/2006, come modificato dal D.Lgs. n. 183/2017,
e) per ciascuna sostanza, l’aumento della produzione auto-
art. 273-bis, comma 17.
rizzata ai sensi dell’art. 14, parr. 2, 3 e 4 del medesimo Rego-
20 MARZO 2019 lamento, per ragioni di razionalizzazione industriale;
f) per ciascuna sostanza, le quantità riciclate, rigenerate o
Soggetti distrutte e la tecnologia impiegata per la distruzione, compresi
Produttori, importatori e utilizzatori di imballaggi iscritti i quantitativi prodotti e distrutti di sottoprodotti di cui all’art. 3,
al CONAI tenuti alla dichiarazione mensile punto 14 del medesimo Regolamento;
g) per ciascuna sostanza, gli stock;
Adempimento h) per ciascuna sostanza, le operazioni di acquisto e di vendita
Presentazione al CONAI, in forma telematica, della dichiara- ad altri produttori della Comunità.
zione mensile relativa ai quantitativi d’imballaggi gestiti assog-
gettati al contributo ambientale, e all’entità del contributo Riferimenti
ambientale conseguentemente da versare, relativamente al - Regolamento Ce n. 1005/2010 del 16 settembre 2009, art.
mese di febbraio 2019. 27, par. 2.
Riferimenti Soggetti
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, artt. 221, 223 e 224; Importatori di sostanze controllate e “nuove” di cui agli
- Guida CONAI 2019. Allegati I e II, Regolamento Ce n. 1005/2009 sulle sostanze
che riducono lo strato di ozono
30 MARZO 2019
Adempimento
Soggetti Invio alla Commissione europea - e, in copia, al Ministero
Produttori e importatori di sostanze controllate diverse
dell’Ambiente - di comunicazione annuale, riferita al 2018,
dagli HCFC titolari di licenze [di produzione o importa-
relativa, per ciascuna sostanza, ai seguenti dati:
zione] per usi essenziali di laboratorio o a fini di analisi a) le quantità immesse in libera pratica nella Comunità, distin-
Adempimento guendo le importazioni per uso come materia prima e come
Invio alla Commissione europea - ed, in copia, al Ministero agente di fabbricazione, quelle per usi essenziali di laboratorio
dell’Ambiente - di comunicazione annuale, per ogni sostanza e a fini di analisi per i quali è stata ottenuta licenza ex art. 10, par.
controllata per la quale abbia ottenuto l’autorizzazione, relativa 6, quelle per applicazioni di quarantena o per trattamento
al tipo di uso, alle quantità utilizzate l’anno precedente (2018), a anteriore al trasporto e quelle destinate alla distruzione;
quelle detenute in stock, a quelle riciclate o distrutte e alle b) le quantità importate in base ad altri regimi doganali, con
quantità dei prodotti ed apparecchiature contenenti tali indicazione separata del pertinente regime doganale e degli
sostanze o da esse dipendenti, immesse sul mercato comu- usi designati;
nitario e/o esportate, secondo le indicazioni dell’art. 27, par 3, c) le quantità di sostanze controllate e nuove usate, importate
Regolamento (Ce) n. 1005/2009. per essere riciclate o rigenerate;
d) gli stock;
Riferimenti e) ogni operazione di acquisto e di vendita ad altre imprese
- Regolamento Ce n. 1005/2009 del 16 settembre 2009, art. della Comunità;
27, par. 7. f) il Paese esportatore.

31 MARZO 2019 (La scadenza di tutti gli adempi- Riferimenti


menti di seguito elencati slitta a lunedì, 1°aprile) - Regolamento Ce n. 1005/2010 del 16 settembre 2009, art.
27, par. 3.
Soggetti N.B. Gli importatori che hanno importato le sostanze control-
Produttori di sostanze controllate e “nuove” di cui agli late a fini di distruzione sono tenuti a comunicare anche la
Allegati I e II, Regolamento Ce n. 1005/2009 sulle sostanze destinazione o le destinazioni finali effettive per ciascuna delle
che riducono lo strato di ozono sostanze in questione, indicando separatamente per ciascuna

234 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Scadenzario e Memoranda

destinazione la quantità di ciascuna sostanza e il nome e antincendio con una carica di fluido pari o superiore a 300 kg
l’indirizzo dell’impianto di distruzione cui la sostanza è stata di sostanze controllate
consegnata.
Adempimento
Soggetti Esecuzione dei controlli obbligatori trimestrali per l’accerta-
Esportatori di sostanze controllate e “nuove” di cui agli mento di eventuali perdite nel circuito di refrigerazione.
Allegati I e II, Regolamento Ce n. 1005/2009 sulle sostanze La data sopra riportata rappresenta un termine ultimo, fermo
che riducono lo strato di ozono restando l’obbligo del rispetto della cadenza trimestrale tra un
controllo e l’altro.
Adempimento
Invio alla Commissione europea - e, in copia, al Ministero Riferimenti
dell’Ambiente - di comunicazione annuale, riferita al 2018, - Regolamento Ce n. 1005/2010 del 16 settembre 2009, art.
relativa, per ciascuna sostanza, ai seguenti dati: 23, par. 2, lett. c).
a) le quantità di tali sostanze esportate, distinguendo, per N.B. Con la messa in applicazione del Regolamento n. 2010/
ciascun Paese di destinazione, i quantitativi di ogni sostanza 1005/Ce (e perciò fin dal 1° gennaio 2010) deve intendersi
esportati per essere utilizzati come materia prima, come superato il sistema di verifiche a suo tempo statuito dal
agente di fabbricazione, per usi essenziali di laboratorio e a D.P.R. 15 febbraio 2007, n. 147 tuttora formalmente in vigore,
fini di analisi, per usi critici e per applicazioni di quarantena o per che prevedeva però due soli step di verifica, con frequenza
trattamento anteriore al trasporto; annuale o semestrale, (e con scadenze riferite alla data d’en-
b) gli stock; trata in vigore di quel provvedimento), a seconda che la carica di
c) ogni operazione di acquisto e di vendita ad altre imprese fluido fosse compresa fra i 3 e i 100 kg, o superiore a 100 kg.
della Comunità; La nuova disciplina prescrive invece:
d) il Paese di destinazione. - per carica di fluido > 3 kg e fino a 30 kg: controllo fughe
annuale;
Riferimenti - per carica di fluido > 30 kg ma < 300 kg: controllo fughe
- Regolamento Ce n. 1005/2009 del 16 settembre 2009, art. semestrale;
27, par. 4. - per carica di fluido ≥ 300 kg: controllo fughe trimestrale;
e quanto sopra a partire dalla data di messa in applicazione del
Soggetti regolamento, e cioè, dal 1° gennaio 2010.
Imprese non produttrici che distruggono sostanze con- Nel dare applicazione concreta al nuovo Regolamento, tanto
trollate di cui all’Allegato I, Regolamento Ce n. 1005/2009 per i dispositivi con carica di fluido inferiore a 300 kg ma
sulle sostanze che riducono lo strato di ozono superiori a 100 kg relativamente ai quali è confermata la già
vigente periodicità semestrale, quanto per quelli con carica di
Adempimento fluido > 30 kg, per i quali deve ora trascorrersi dalla frequenza
Invio alla Commissione europea - e, in copia, al Ministero
delle verifiche annuale a quella semestrale, si dovrà aver cura di
dell’Ambiente - di comunicazione annuale, riferita al 2018,
rispettare comunque la periodicità semestrale, rispetto all’ul-
relativa, per ciascuna sostanza, ai seguenti dati:
timo controllo eseguito sulla base del cit. D.P.R. n. 147/2007.
a) le quantità di sostanze distrutte, comprese le quantità
Analogo discorso vale per i dispositivi per i quali è mantenuto il
contenute in prodotti o apparecchiature;
regime di verifica annuale, ora circoscritto alle apparecchiature
b) gli stock di sostanze in attesa di essere distrutte, comprese
con carica di fluido compresa fra i 3 e 30 kg.
le quantità contenute in prodotti o apparecchiature;
c) la tecnologia impiegata per la distruzione. Soggetti
Operatori delle apparecchiature contenenti gas fluorurati
Riferimenti a effetto serra in quantità pari o superiori a 500 tonnellate
- Regolamento Ce n. 1005/2010 del 16 settembre 2009, art. di CO2 equivalente
27, par. 5.
Adempimento
Soggetti Esecuzione dei controlli obbligatori trimestrali previsti dall’art.
Imprese che utilizzano sostanze controllate come materia 4, parr. 1 e 3, lett. c), Regolamento Ue n. 517/2014 del 16
prima o come agente di fabbricazione settembre 2014 per l’accertamento di eventuali perdite.
Adempimento Se l’apparecchiatura è etichettata come sigillata, la cadenza
Invio alla Commissione europea - e, in copia, al Ministero del controllo diviene semestrale, con cadenze che, in relazione
alla messa in applicazione del Regolamento a partire dal 1°
dell’Ambiente - di comunicazione annuale, riferita al 2018,
relativa, per ciascuna sostanza, ai seguenti dati: gennaio 2015, si verificano al 30 giugno e al 31 dicembre di
a) le quantità di tali sostanze usate come materia prima o ogni anno.
agente di fabbricazione;
Riferimenti
b) gli stock di tali sostanze;
- Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 settembre 214, art. 4,
c) i conseguenti processi ed emissioni.
parr. 1 e 3, lett. c).
Riferimenti N.B. Con la messa in applicazione, a partire dal 1° gennaio
- Regolamento Ce n. 1005/2009 del 16 settembre 2009, art. 2015, del Regolamento n. 2014/517/Ue, abrogativo del previ-
27, par. 6. gente Regolamento n. 2006/842/Ce, si modifica radicalmente
il regime di controllo delle perdite dalle apparecchiature/appli-
Soggetti cazioni contenenti gas fluorurati ad effetto serra. Ferme
Detentori di apparecchiature di refrigerazione di condizio- restando le frequenze delle verifiche, - trimestrali, semestrali
namento d’aria o pompe di calore o sistemi di protezione o annuali, il nuovo Regolamento cambia infatti il parametro di

Ambiente & sviluppo 3/2019 235


Agenda
Scadenzario e Memoranda

riferimento, ora individuato nelle ton di CO2 equivalenti conte- - eventuali autorizzazioni a utilizzare quote, specificando le
nute nell’apparecchiatura - al fine di tener conto del potenziale relative quantità, ai fini dell’art. 14 del Regolamento;
di riscaldamento globale di ciascuna sostanza, estremamente - le quantità di ciascun gas fluorurato ad effetto serra usato che
variabile a seconda del gas impiegato nell’apparecchiatura - in ha importato per essere riciclato, rigenerato o distrutto.
sostituzione del quantitativo di gas caricato, espresso in kg, c) Esportatori:
che veniva adottato in precedenza. - le quantità di ciascuna sostanza elencata negli Allegati I e II
La nuova disciplina prescrive invece: esportate dall’Unione, escluse quelle riciclate, rigenerate o
- per un contenuto di gas nel range 5÷50 ton CO2 eq.: controllo distrutte;
fughe annuale; - le quantità di ciascuna sostanza elencata negli Allegati I e II
- per un contenuto di gas nel range 50÷500 ton CO2 eq.: esportate per conto dell’Unione per essere riciclate, rigene-
controllo fughe semestrale; rate o distrutte.
- per un contenuto di gas > 500 ton CO2 eq.: controllo fughe
trimestrale. Riferimenti
Nel caso di apparecchiature sigillate, etichettate come tali, la - Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, art. 19, par. 1;
cadenza dei controlli diventa rispettivamente, biennale, - Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, Allegato VII.
annuale e semestrale.
Soggetti
Soggetti Imprese che abbiano distrutto almeno una tonnellata
Produttori, importatori, esportatori di gas fluorurati di cui metrica o 1000 tonnellate di CO2 equivalente di gas
agli Allegati I e II, Regolamento Ue n. 517/2014, per quan- di cui agli Allegati I e II, Regolamento Ue n. 517/2014
titativi pari ad almeno una tonnellata metrica o a 1000
Adempimento
tonnellate di CO2 equivalente Invio alla Commissione europea di comunicazione annuale
Adempimento concernente le informazioni relative all’anno civile precedente
Invio alla Commissione europea di comunicazione annuale (2018) specificate all’Allegato VII, Regolamento Ue n. 517/
concernente le informazioni relative all’anno civile precedente 2014, ovvero:
(2018) specificate all’Allegato VII del Regolamento Ue n. 517/ a) le quantità di ogni sostanza elencata negli allegati I e II
2014, ovvero: distrutte, ivi comprese le quantità di tali sostanze contenute
a) Produttori: in prodotti o apparecchiature;
- la quantità totale di ciascuna sostanza elencata negli Allegati I b) eventuali stock di ogni sostanza elencata negli Allegati I e II
e II prodotta nell’Unione, indicando le principali categorie di in attesa di essere distrutta, ivi comprese le quantità di tali
applicazioni in cui la sostanza è utilizzata; sostanze contenute in prodotti o apparecchiature;
- le quantità di ogni sostanza di cui all’Allegato I, e ove del caso, c) la tecnologia impiegata per la distruzione delle sostanze
di cui all’Allegato II, immesse sul mercato dell’Unione, speci- elencate negli Allegati I e II.
ficando separatamente le quantità destinate:
Riferimenti
• ad essere impiegate come materia prima; - Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, art. 19,
• all’esportazione diretta; par. 2;
• ai fini della produzione di aerosol dosatori per la sommini- - Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, Allegato VII.
strazione di ingredienti farmaceutici;
• ad essere utilizzate in materiale militare; Soggetti
• all’incisione di materiale semiconduttore o alla pulizia di Imprese che abbiano utilizzato come materia prima
camere adibite alla deposizione chimica da fase vapore, nel almeno 1.000 tonnellate di CO2 equivalente di gas fluoru-
settore della fabbricazione dei semiconduttori; rati a effetto serra di cui al Regolamento Ue n. 517/2014
- le quantità di ciascuna sostanza elencata negli Allegati I e II
riciclate, rigenerate o distrutte; Adempimento
- eventuali scorte detenute all’inizio e alla fine del periodo di Invio alla Commissione europea di comunicazione annuale
dichiarazione; concernente le informazioni relative all’anno civile precedente
- eventuali autorizzazioni a utilizzare quote, specificando le (2018) specificate all’Allegato VII del Regolamento Ue n. 517/
relative quantità, ai fini dell’art. 14 del Regolamento. 2014, ovvero:
b) Importatori: a) le quantità di ogni sostanza usata come materia prima
- le quantità di ogni sostanza di cui all’Allegato I, e ove del caso, elencata nell’Allegato I.
di cui all’Allegato II, importata nell’Unione, specificando sepa-
ratamente le quantità destinate: Riferimenti
• ad essere impiegate come materia prima; - Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, art. 19,
• all’esportazione diretta; par. 3;
• ai fini della produzione di aerosol dosatori per la sommini- - Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, Allegato VII.
strazione di ingredienti farmaceutici; Soggetti
• ad essere utilizzate in materiale militare; Imprese che abbiano immesso sul mercato prodotti e appa-
• all’incisione di materiale semiconduttore o alla pulizia di recchiature contenenti almeno 500 tonnellate di CO2 equi-
camere adibite alla deposizione chimica da fase vapore, nel valente di gas fluorurati a effetto serra e di altri gas di cui
settore della fabbricazione dei semiconduttori; all’Allegato II, Regolamento Ue n. 517/2014
- le quantità di ciascuna sostanza elencata negli Allegati I e II
riciclate, rigenerate o distrutte; Adempimento
- eventuali scorte detenute all’inizio e alla fine del periodo di Invio alla Commissione europea di comunicazione annuale
dichiarazione; concernente le informazioni relative all’anno civile precedente

236 Ambiente & sviluppo 3/2019


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Scadenzario e Memoranda

(2018) specificate all’Allegato VII del Regolamento Ue n. 517/ f) l’ammontare di energia elettrica corrispondente alle certifi-
2014, ovvero: cazioni di origine nella titolarità del medesimo venditore come
a) le categorie di prodotti o apparecchiature contenenti risultante dal sistema di certificazione di cui al comma 6 del cit.
sostanze elencate negli Allegati I e II; art. 5 del D.M. 31 luglio 2009;
b) il numero di unità; g) la quantità di energia elettrica venduta ai clienti finali come
c) per ogni sostanza elencata negli Allegati I e II, le quantità prodotta da fonti rinnovabili, specificando le quantità vendute
contenute nei prodotti o nelle apparecchiature. nell’ambito di eventuali differenti offerte contrattuali.

Riferimenti Riferimenti
- Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, art. 19, - D.M. 31 luglio 2009, art. 5, comma 2.
par. 4;
- Regolamento Ue n. 517/2014 del 16 aprile 2014, Allegato VII. Soggetti
Produttori e importatori di energia elettrica tenuti all’im-
Soggetti missione nella rete nazionale di energia elettrica da fonti
Produttori/utilizzatori di imballaggi aderenti al CONAI che rinnovabili, ex D.Lgs. n. 79/1999
intendono avvalersi della forfetizzazione per le etichette
Adempimento
Adempimento Trasmissione con cadenza annuale al GSE Gestore della Rete
Presentazione al CONAI di autodichiarazione finalizzata alla di Trasmissione Nazionale, (GRTN) di:
forfetizzazione del contributo ambientale sulle etichette per - autocertificazione, riferita all’anno precedente, attestante le
l’anno 2018, utilizzando il mod. 6.14 della Guida CONAI 2019. proprie produzioni, importazioni ed esportazioni di energia da
fonti non rinnovabili, evidenziando separatamente la quota
Riferimenti importata e quella prodotta da ciascun impianto, nonché
- Regolamento del CONAI; l’energia elettrica prodotta da sistemi di cogenerazione nel
- Guida CONAI 2019. rispetto dei criteri fissati dal D.Lgs. 8 febbraio 2007, n. 20;
Soggetti - certificati verdi relativi all’anno precedente, equivalenti all’ob-
Produttori/utilizzatori di imballaggi in sughero aderenti bligo di immissione che compete loro ai sensi dell’art. 11,
al CONAI che intendono avvalersi della forfetizzazione commi 1 e 2 del D.Lgs. n. 79/1999, e dell’art. 4, comma 1 del
D.Lgs. n. 387/2003.
Adempimento
Presentazione al CONAI di autodichiarazione finalizzata alla Riferimenti
forfetizzazione del contributo ambientale sugli imballaggi in - D.M., 18 dicembre 2008, artt. 8, comma 1, e 13, comma 1.
sughero per l’anno 2019, utilizzando il mod. 6.17 della Guida Soggetti
CONAI 2019. Produttori e importatori di energia elettrica tenuti all’im-
Riferimenti missione nella rete nazionale di energia elettrica da fonti
- Regolamento del CONAI; rinnovabili interessati all’esenzione dall’obbligo per
- Guida CONAI 2019. l’energia da fonti rinnovabili importata

Soggetti Adempimento
Imprese esercenti attività di vendita di energia elettrica Relativamente alla quota di energia importata derivante da
fonti rinnovabili, presentazione al Gestore della Rete di Tra-
Adempimento smissione Nazionale di eventuale domanda di esenzione dagli
Invio al GSE di comunicazione annuale relativa ai seguenti dati obblighi di cui all’art. 11, commi 1, 2 e 3, D.Lgs. n. 79/1999,
e informazioni, riferiti all’anno precedente (2018): previa integrazione dell’autocertificazione con la dichiarazione
a) la quantità totale di energia elettrica venduta; dell’operatore estero dalla quale risultino, per ciascun mese, la
b) a quantità di energia elettrica Cip-6 di cui il venditore sia quantità di elettricità venduta e importata in Italia e i dati
risultato titolare; identificativi degli impianti di produzione.
c) la quantità di energia elettrica acquistata in Italia tramite
contrattazione bilaterale da produttori, al netto dell’energia Riferimenti
certificata come rinnovabile ai sensi dell’art. 5, comma 6 del - D.M. 18 dicembre 2008, art. 8, comma 2.
D.M. 31 luglio 2009, indicando l’energia elettrica acquistata da
Soggetti
ciascun produttore;
Esercenti di elettrodotti con tensione di esercizio > 132 KV
d) la quantità totale di energia elettrica importata indicando:
- l’energia elettrica totale acquistata all’estero tramite contrat- Adempimento
tazione bilaterale da produttori esteri indicando, per ciascun Comunicazione trimestrale all’Autorità di controllo compe-
produttore, il mix di fonti primarie utilizzate o, laddove non si tente (in funzione della tensione di esercizio) dei 12 valori
dispone di informazioni di pubblico dominio in merito al pre- medi delle correnti registrati ogni due ore, nelle normali con-
detto mix, il Paese in cui ha sede il produttore medesimo; dizioni di esercizio, relativi a ciascun giorno del trimestre.
- l’energia elettrica totale acquistata all’estero tramite mercati
organizzati indicando il Paese sede di detto mercato; Riferimenti
e) l’ammontare di energia elettrica corrispondente alle Garan- - D.P.C.M. 8 luglio 2003, art. 5, comma 3.
zie di origine di elettricità prodotta da fonti rinnovabili rilasciate
in Paesi esteri, riconosciute dal GSE come corrispondenti Soggetti
all’energia elettrica da fonti rinnovabili effettivamente impor- Società ed Enti gestori dei servizi pubblici di trasporto
tata, di cui il venditore è in possesso; e delle relative infrastrutture

Ambiente & sviluppo 3/2019 237


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Scadenzario e Memoranda

Adempimento Soggetti
Invio al Ministero dell’Ambiente, nonché alle Regioni e ai Gestori Grandi impianti di combustione
Comuni competenti della comunicazione annuale relativa:
a) all’entità dei fondi accantonati annualmente e complessiva- Adempimento
mente per il finanziamento del proprio piano di contenimento e Versamento della prima rata trimestrale di acconto e del con-
abbattimento delle emissioni sonore, a partire dalla data di guaglio relativo all’anno 2016 della tassa sulle emissioni di SO2
entrata in vigore della Legge n. 447/1995; e NOx istituita dall’art. 17, comma 29 della Legge n. 449/1997.
b) allo stato di avanzamento fisico e finanziario dei singoli Riferimenti
interventi [di risanamento acustico] previsti, comprensivo - D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 416, art. 4, comma 1.
anche degli interventi conclusi in corso d’anno.
Soggetti
Riferimenti Gestori degli impianti fissi autorizzati all’emissione di gas
- D.M. 29 novembre 2000, art. 6, comma 1; serra nel periodo 2013-2020 e operatori aerei amministrati
- Legge 26 ottobre 1995, n. 447, art. 10, comma 5. dall’Italia, di cui al D.Lgs. 13 marzo 2013, n. 30
Soggetti Adempimento
Gestori di impianti di produzione di oli combustibili Invio al Comitato nazionale di gestione e attuazione della Diret-
pesanti, gasoli e combustibili per uso marittimo tiva n. 2003/87/Ce, di cui all’art. 4, D.Lgs. n. 30/2013, della
Adempimento comunicazione annuale relativa all’attività di monitoraggio e
Invio all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente della comunica- alle emissioni di CO2 rilasciate nell’anno solare precedente,
zione annuale relativa ai quantitativi di oli combustibili pesanti, (cioè nel 2016), allegando l’attestato di verifica di cui all’art. 35
gasoli, e combustibili per uso marittimo prodotti l’anno prece- del medesimo decreto, rilasciato da verificatore accreditato.
dente - esclusi quelli destinati all’esportazione - utilizzando il
Riferimenti
formato indicato nelle Tabelle II e III di cui alla Sezione III
- D.Lgs. 23 marzo 2013, n. 30, artt. 34 e 35.
dell’Allegato X alla Parte V, D.Lgs. n. 152/2006, come sosti- N.B. Il D.Lgs. n. 30/2013 ha sostituito e abrogato il D.Lgs.
tuita dal D.Lgs. n. 205/2007. n. 216/2006, dettando le disposizioni concernenti l’emission
Riferimenti trading per il periodo 2013-2020.
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, (come modificato dal D.Lgs. 9 Soggetti
novembre 2007, n. 205 e dal D.Lgs., 30 giugno 2010, n. 128); Produttori di pile e accumulatori soggetti all’obbligo
art. 298, comma 3. di iscrizione al Registro di cui all’art. 14, D.Lgs. n. 188/2008
Soggetti Adempimento
Gestori di depositi fiscali di combustibili d’importazione Invio alle Camere di Commercio della comunicazione annuale
Adempimento relativa ai dati sulle pile e accumulatori immessi sul mercato
Invio all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente della comunica- nazionale nell’anno precedente, suddivisi per tipologia, con-
zione annuale relativa ai quantitativi di oli combustibili pesanti, formemente a quanto specificato nella Tabella 1, Allegato III,
gasoli, e combustibili per uso marittimo, importati l’anno pre- D.Lgs. n. 188/2008.
cedente - esclusi quelli destinati alla riesportazione - utiliz- Riferimenti
zando il formato indicato nelle Tabelle II e III di cui alla
- D.Lgs. 20 novembre 2008, n. 188, art. 14, comma 2, e
Sezione III, Allegato X, Parte V, D.Lgs. n. 152/2006, come
Allegato III, Tab. 1.
sostituita dal D.Lgs. n. 205/2007.
Soggetti
Riferimenti Gestori di impianti di riciclaggio di rifiuti di pile
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, (come modificato dal D. Lgs. 9
e accumulatori
novembre 2007, n. 205 e dal D.Lgs. 30 giugno 2010, n. 128);
art. 298, comma 3. Adempimento
Invio al Centro di Coordinamento di cui all’art. 16, D.Lgs. n. 188/
Soggetti 2008, con cadenza annuale delle informazioni relative ai quanti-
Gestori di Grandi impianti di combustione che importano tativi di rifiuti trattati, nel corso dell’anno precedente, suddivisi
olio combustibile pesante per singole tipologie di pile e accumulatori, e alle percentuali di
Adempimento riciclaggio conseguite, con riferimento alle tre categorie di pile e
Invio all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente, con cadenza accumulatori di cui all’Allegato III, punto 3, lett. b).
annuale, tramite le proprie associazioni di categoria, dei dati Riferimenti
relativi ai quantitativi di olio pesante importati l’anno prece- - D.Lgs. 20 novembre 2008, n. 188, art. 10, comma 8.
dente, utilizzando il formato indicato nella Tabella IV, Sezione
III, Allegato X, Parte V, D.Lgs. n. 152/2006, come modificato Soggetti
dal D.Lgs. n. 205/2007. Gestori degli stabilimenti che producono biossido
di titanio
Riferimenti
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, (come modificato dal D.Lgs. 9 Adempimento
novembre 2007, n. 205 e dal D.Lgs. 30 giugno 2010, n. 128); Trasmissione, con cadenza annuale, alle Regioni e alle Pro-
art. 298, comma 3. vince autonome, di una relazione contenente i dati necessari

238 Ambiente & sviluppo 3/2019


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Scadenzario e Memoranda

per l’elaborazione del rapporto che le Regioni devono a propria monitoraggio messi in atto ai fini della verifica dello stato
volta inoltrare al Ministero dell’Ambiente entro il 30 aprile di qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e sotterranee
ogni anno, con riferimento alle emissioni, agli stoccaggi e alle all’interno di ciascun bacino idrografico, ai sensi dell’art. 120,
lavorazioni effettuate, indicandone anche la tipologia, nonché comma 1, D.Lgs. n. 152/2006.
ai quantitativi di rifiuti prodotti e/o scaricati o stoccati nell’anno
civile precedente. Riferimenti
- D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, artt. 123, comma 2, lett. b) e 120.
Riferimenti
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal D.Lgs. Soggetti
n. 46/2014, art. 298-bis, comma 6. Regioni, Province autonome ed Amministrazioni e/o Enti
territoriali
Soggetti
Capitanerie di porto e Guardia costiera Adempimento
Trasmissione al Ministero dell’Ambiente e all’ISPRA di un’in-
Adempimento formativa trimestrale riguardante le attività di propria compe-
Invio all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente della comunicazione tenza in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione,
annuale relativa ai dati inerenti i rilevamenti del tenore di zolfo nei di tutela delle acque dall’inquinamento, di gestione delle
combustibili per uso marittimo effettuati nel corso del 2087 (anno risorse idriche e prevenzione del dissesto idrogeologico.
civile precedente) nell’ambito dei controlli di cui all’art. 296,
comma 9, D.Lgs. n. 152/2006, utilizzando il formato di cui alla Riferimenti
Tabella I Allegato X, Parte V del medesimo Decreto, come - Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge finanziaria 2007), art.
modificato dal D.Lgs. n. 205/2007 e dal D.Lgs. n. 128/2010. 1, comma 1132.

Riferimenti Soggetti
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (come modificato dal D.Lgs. 9 Regioni e Province autonome
novembre 2007, n. 205, e dal D.Lgs. n. 128/2010) Allegato X, Adempimento
Parte I, Sez. III, punto 3; art. 298, comma 3. Trasmissione al Ministero dell’Ambiente della relazione men-
Soggetti sile sul monitoraggio del rumore aeroportuale notturno previ-
Uffici e/o laboratori chimici delle Dogane sta dal D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476, con la finalità di
verificare la conformità ai requisiti stabiliti ai sensi della Con-
Adempimento venzione di Chicago da parte degli aeromobili adibiti ai voli
Invio all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente della comunica- notturni.
zione annuale dei dati inerenti ai rilevamenti effettuati nel
corso del 2018 (anno civile precedente), sul tenore di zolfo Riferimenti
negli oli combustibili pesanti, nei gasoli, e nei combustibili per - D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476, art. 1, comma 7.
uso marittimo prodotti o importati, e destinati alla commercia- Soggetti
lizzazione sul mercato nazionale.
Autorità competenti ai controlli sugli impianti di cui al Titolo
Riferimenti normativi I, Parte V, D.Lgs. n. 152/2006
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (come modificato dal D.Lgs. 9 Adempimento
novembre 2007, n. 205 e dal D.Lgs. n. 128/2010) Allegato X,
Invio all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente della comunica-
Parte I, Sez. III, punto 3; art. 298, comma 3.
zione annuale dei dati inerenti ai rilevamenti del tenore di zolfo
Soggetti sugli oli combustibili pesanti e sui gasoli, effettuati nel corso
Regioni e Province autonome del 2018 (anno civile precedente) nell’ambito dell’attività isti-
tuzionale di controllo sugli impianti di cui al Titolo I della Parte V,
Adempimento D.Lgs. n. 152/2006, avvalendosi del formato di cui alla Tabella I
Trasmissione all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente con della Sezione III dell’Allegato X alla medesima Parte V, come
cadenza annuale, ai sensi del D.M. 18 settembre 2002 “Moda- modificato dal D.Lgs. n. 205/2007.
lità di informazione sullo stato di qualità delle acque” - tuttora
vigente in forza delle norme transitorie di cui all’art. 170, D.Lgs. Riferimenti
n. 152/2006 e smi - dei dati e delle informazioni di cui alle Schede - D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (come modificato dal D.Lgs.
3 e 3.1 - Settore 1-B “Acque a specifica destinazione - Acque di n. 205/2007 e dal D.Lgs. n. 128/2010) Allegato X, Parte I, Sez.
balneazione”, dell’Allegato al predetto Decreto ministeriale, III, punto 3; art. 298, comma 3.
concernenti, rispettivamente, i Programmi di miglioramento
Soggetti
adottati e la Relazione di sintesi ed elenco siti non idonei. Comuni o diverse Autorità designate dalle Regioni, quali
Riferimenti Autorità competenti ai controlli sugli impianti di cui al Titolo
- D.M., 18 settembre 2002, Allegato - Settore 1, Parte B. II, Parte Quinta, D.Lgs. n. 152/2006

Soggetti Adempimento
Regioni e Province autonome Invio all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente della comunica-
zione annuale dei dati inerenti ai rilevamenti del tenore di zolfo
Adempimento sugli oli combustibili pesanti e sui gasoli, effettuati nel corso
Invio al Ministero dell’Ambiente, ai fini della successiva tra- del 2018 (anno civile precedente) nell’ambito dell’attività isti-
smissione alla Commissione europea, della Relazione sinte- tuzionale di controllo sugli impianti di cui al Titolo II, Parte V,
tica annuale, riferita all’anno precedente, sui Programmi di D.Lgs. n. 152/2006, avvalendosi del formato di cui alla Tabella

Ambiente & sviluppo 3/2019 239


Agenda
Scadenzario e Memoranda

I, Sezione III, Allegato X alla medesima Parte V, come modi- superficiali e sotterranee all’interno di ciascun bacino idro-
ficato dal D.Lgs. n. 205/2007. grafico, messi in atto ai sensi dell’art. 120, D.Lgs. n. 152/2006.

Riferimenti Riferimenti
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (come modificato dal D.Lgs. - D.Lgs. 3 aprile 2006, 152, art. 123, comma 2, lett. b).
n. 205/2007 e dal D.Lgs. n. 128/2010), Allegato X, Parte I - Sez.
3, punto 3; art. 298, comma 3. 30 APRILE 2019
Soggetti
Gestori di attività industriali assoggettate al Regolamento
ADEMPIMENTI IN ANTEPRIMA: APRILE 2019 Ce n. 166/2006 tenuti alla “Comunicazione PRTR” (Com-
plessi nei quali cioè sia presente almeno un’attività di cui
17 APRILE 2019 all’Allegato I del Regolamento stesso)
Soggetti Adempimento
Uffici territoriali dell’Agenzia delle dogane Invio telematico all’ISPRA e all’autorità competente di cui
all’art. 3, D.P.R. n. 157/2011 della comunicazione annuale
Adempimento PRTR, ai sensi del Regolamento Ce n. 166/2006, e del citato
Comunicazione trimestrale all’ISPRA degli accertamenti effet- D.P.R. n. 157/2011, concernente le disposizioni d’esecuzione,
tuati nei tre mesi precedenti ai sensi della normativa sulle in sede nazionale, del predetto Regolamento europeo, della
caratteristiche dei combustibili, con l’indicazione degli impianti comunicazione annuale PRTR, relativa ai seguenti dati e infor-
sottoposti ad accertamento, delle infrazioni accertate, nonché mazioni, per l’anno 2018:
del tipo e dell’entità delle difformità rilevate.
• informazioni per l’identificazione del complesso, in confor-
mità a quanto stabilito dall’Allegato III del Regolamento Ce
Riferimenti n. 166/2006;
- D.M. 3 febbraio 2005, art. 3, comma 1.
• emissioni in aria, acqua e suolo - comprese, tra queste ultime
20 APRILE 2019 quelle di cui all’art. 6 del citato Regolamento, (cioè i rifiuti
sottoposti a smaltimento mediante “trattamento in ambiente
Soggetti terrestre” o “iniezione in profondità”) - di ciascuna sostanza
Produttori, importatori e utilizzatori di imballaggi iscritti inquinante di cui all’Allegato II del predetto Regolamento, qua-
al CONAI tenuti alla dichiarazione mensile lora risultino superati i relativi quantitativi soglia ivi indicati;
Adempimento
• trasferimenti fuori sito di rifiuti pericolosi per oltre 2 ton/a e di
rifiuti non pericolosi per oltre 2000 ton/a, con indicazione della
Presentazione al CONAI, in forma telematica, della dichiara- destinazione finale, (sigla “R” in caso di recupero e “D” in caso
zione mensile relativa ai quantitativi d’imballaggi gestiti assog- di smaltimento), e, per movimenti transfrontalieri di rifiuti
gettati al contributo ambientale, e all’entità del contributo pericolosi, gli estremi identificativi del sito effettivo di smalti-
ambientale conseguentemente da versare, relativamente al mento o recupero;
mese di marzo 2019.
• trasferimenti fuori sito, in acque reflue destinate al tratta-
mento, di qualsiasi sostanza inquinante indicata nell’Allegato
Riferimenti II, in caso di quantitativi superiori al valore-soglia riportato nella
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, artt. 221, 223 e 224;
col. 1b del medesimo Allegato.
- Guida CONAI 2019.
Riferimenti
Soggetti - Regolamento Ce n. 166/2006 del 18 gennaio 2006;
Produttori, importatori e utilizzatori di imballaggi iscritti
- D.Lgs. 3 aprile 2006 - come modificato dal D.Lgs. 29 giugno
al CONAI tenuti alla dichiarazione trimestrale 2010, n. 128 - art. 29-undecies, comma 1;
- D.P.R. 11 luglio 2011, n. 157.
Adempimento
N.B. Le “Unità dichiaranti” sono rappresentate dai complessi
Presentazione al CONAI, in forma telematica, della dichiara-
PRTR - ovvero i complessi IPPC più altre 65 attività, specificati
zione trimestrale per il periodo di riferimento gennaio-marzo
nell’Allegato I del Regolamento europeo, le cui emissioni e/o i
2018, relativa ai quantitativi d’imballaggi gestiti assoggettati al
cui trasferimenti di rifiuti o di scarichi idrici fuori sito superino le
contributo ambientale, e all’entità del contributo ambientale
soglie specificate. Un elemento di novità è rappresentato,
conseguentemente da versare per il medesimo periodo.
indubbiamente, dall’introduzione della possibilità, per gli ope-
Riferimenti ratori interessati, di correggere e/o integrare i dati comunicati
- D.Lgs. 3 aprile 2006, artt. 221, 223 e 224; entro il 30 giugno successivo.
- Regolamento CONAI - Guida CONAI 2019; Per la trasmissione dei dati i soggetti interessati devono col-
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 29-sexies, comma 9-sexies. legarsi per via telematica al sito www.eprtr.it.

29 APRILE 2019 Soggetti


Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi, com-
Soggetti prese le imprese agricole con volume d’affari > 8.000 euro, e,
Regioni (e Province autonome) se con più di 10 addetti, di rifiuti non pericolosi di cui all’art.
184, comma 3, lett. c), d) e g), D.Lgs. n. 152/2006
Adempimento
Invio al Ministero dell’Ambiente, con cadenza annuale, di una Adempimento
relazione sui programmi di monitoraggio per la conoscenza e la Presentazione alla CCIA competente per territorio Comunica-
verifica dello stato qualitativo e quantitativo delle acque zione rifiuti (speciali) relativa al 2018, riguardante i seguenti

240 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Scadenzario e Memoranda

dati concernenti i rifiuti prodotti nel 2018, anche al di fuori dell’art. 6 di tale provvedimento ha definitivamente abro-
dell’unità locale: gato il SISTRI, a far tempo dal 1° gennaio 2019;
• il quantitativo totale di rifiuti annotati in carico sul registro di - D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del
carico e scarico, suddiviso per codice Cer; modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno
• per ciascun codice Cer, il quantitativo totale annotato in 2018”, modificativo delle conformi disposizioni preceden-
scarico sul registro, con le relative destinazioni (ovvero: attività temente in vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli
di trasporto, e successiva forma di gestione, specificando per anni 2016 e 2015.
ciascuna tipologia il quantitativo conferito a ciascun trasporta- Conseguentemente, la presentazione della Comunicazione
tore e quello destinato a ciascun gestore); rifiuti speciali relativa al 2017 deve avvenire obbligatoriamente
• per ciascun codice Cer, il quantitativo totale che risulta in in via telematica, (tramite il sito www.mudtelematico.it).
giacenza.
Soggetti
Riferimenti Soggetti che esercitano a titolo professionale attività
- Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1134 e 1135, di raccolta e/o di trasporto rifiuti per conto di terzi
(Legge di bilancio 2018), che dispone la proroga di un anno del
c.d. regime binario per i soggetti tenuti all’adesione al SISTRI,
Adempimento
Presentazione alla CCIA competente per territorio Comunica-
e cioè fino al 31 dicembre 2018, fermo restando che il “D.L.
zione rifiuti speciali relativa al 2017, riguardante i seguenti dati
Semplificazioni” (D.L. 14 dicembre 2018, n. 135), ai sensi
relativi ai rifiuti trasportati nel 2018:
dell’art. 6 di tale provvedimento ha definitivamente abro-
gato il SISTRI, a far tempo dal 1° gennaio 2019; • tipologia e quantità di rifiuti ricevuti/raccolti complessiva-
mente nell’anno di riferimento, suddivisi per codice Cer;
- D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del
modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018”, • unità locali di origine del rifiuto ricevuto/raccolto e quantità di
rifiuto acquisito, con specificazione dei singoli codici, per
modificativo delle conformi disposizioni precedentemente in
ciascuna unità locale;
vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli anni 2016 e
2015. • unità locali di destinazione (per operazioni di trattamento o
recupero) del rifiuto raccolto/trasportato e quantità di rifiuto
Conseguentemente, la presentazione della Comunicazione
conferito a ciascun destinatario, con specificazione dei singoli
rifiuti speciali relativa al 2017 deve avvenire obbligatoriamente
codici.
in via telematica, (tramite il sito www.mudtelematico.it),
oppure, qualora sussistano i requisiti per l’effettuazione Riferimenti
della Comunicazione Rifiuti speciali semplificata, accedendo - Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1134 e 1135,
all’apposita applicazione messa a disposizione dal portale Web (Legge di bilancio 2018), che aveva disposto di un anno la
sella Sezione Nazionale del Catasto Rifiuti. proroga di un anno del c.d. regime binario per i soggetti tenuti
Il ricorso alla Comunicazione rifiuti speciali semplificata resta all’adesione al SISTRI, e cioè fino al 31 dicembre 2018, fermo
riservato ai produttori per i quali siano contestualmente veri- restando che il “D.L. Semplificazioni” (D.L. 14 dicembre
ficate tutte le seguenti condizioni: 2018, n. 135), ai sensi dell’art. 6 di tale provvedimento ha
• i rifiuti speciali prodotti, oggetto della comunicazione, appar- definitivamente abrogato il SISTRI, a far tempo dal 1°
tengano a non più di sette codici Cer; gennaio 2019
• i rifiuti speciali di che trattasi vengano conferiti a non più di - D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del
tre diversi trasportatori; modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018”,
• i rifiuti speciali di che trattasi vengano destinati a non più di modificativo delle conformi disposizioni precedentemente in
tre gestori. vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli anni 2016 e
2015.
Soggetti Conseguentemente, la presentazione della Comunicazione
Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione rifiuti speciali relativa al 2017 deve avvenire obbligatoriamente
in via telematica, (tramite il sito www.mudtelematico.it).
Adempimento
Presentazione alla CCIA competente per territorio Comunica- Soggetti
zione rifiuti relativa al 2017, riguardante i seguenti dati concer- Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e di
nenti i rifiuti commercializzati/intermediati nel 2018: smaltimento di rifiuti
• quantità complessiva di rifiuti urbani e speciali intermediati/
commercializzati [senza detenzione] nell’anno di riferimento, Adempimento
suddivisi per codice Cer; Presentazione alla CCIA competente per territorio Comunica-
• unità locali di origine del rifiuto intermediato o commercia- zione rifiuti speciali relativa al 2017, riguardante i seguenti dati
lizzato e quantità di rifiuto acquisito, con specificazione dei relativi ai rifiuti trattati nel 2017:
singoli codici; • tipologia e quantità di rifiuti sui quali sono state effettuate
• unità locali di destinazione del rifiuto intermediato o com- operazioni di gestione nell’anno di riferimento, con articola-
mercializzato e quantità di rifiuto ceduto, con specificazione zione dei dati complessivi per tipo di operazione e per codice
dei singoli codici. rifiuto;
• unità locali di origine dei rifiuti ricevuti per operazioni di
Riferimenti gestione, con specificazione dei quantitativi ricevuti da cia-
- Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1134 e 1135, scun produttore/detentore;
(Legge di bilancio 2018), che dispone la proroga di un anno del • unità locali di destinazione per [ulteriori] attività di smalti-
c.d. regime binario per i soggetti tenuti all’adesione al SISTRI, e mento o recupero dei rifiuti trattati e/o generati attraverso le
cioè fino al 31 dicembre 2018, fermo restando che il “D.L. operazioni effettuate, con specificazione dei quantitativi con-
Semplificazioni” (D.L. 14 dicembre 2018, n. 135), ai sensi ferito a ciascun destinatario, e relativi codici.

Ambiente & sviluppo 3/2019 241


Agenda
Scadenzario e Memoranda

Ove ne ricorrano i presupposti, tali soggetti sono tenuti anche Adempimento


alla presentazione della “Comunicazione Veicoli fuori uso” e/o Presentazione alla Sezione Nazionale del Catasto Rifiuti della
della “Comunicazione Raee”. Comunicazione Imballaggi per il 2018, concernente i dati
relativi al quantitativo di imballaggi per ciascun materiale e
Riferimenti per tipo di imballaggio immesso sul mercato, nonché, per
- Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1134 e 1135, ciascun materiale, la quantità degli imballaggi riutilizzati e dei
(Legge di bilancio 2018), che dispone la proroga di un anno del rifiuti di imballaggio riciclati e recuperati provenienti dal mer-
c.d. regime binario per i soggetti tenuti all’adesione al SISTRI, e cato nazionale.
cioè fino al 31 dicembre 2018, fermo restando che il “D.L.
Semplificazioni” (D.L. 14 dicembre 2018, n. 135), ai sensi Riferimenti
dell’art. 6 di tale provvedimento ha definitivamente abrogato - D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del
il SISTRI, a far tempo dal 1° gennaio 2019; modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018”,
- D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del modificativo delle conformi disposizioni precedentemente in
modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018”, vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli anni 2016 e 2015.
modificativo delle conformi disposizioni precedentemente in Conseguentemente, la presentazione della Comunicazione
vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli anni 2016 e rifiuti speciali relativa al 2018 deve avvenire obbligatoriamente
2015. in via telematica, (tramite il sito www.mudtelematico.it).
Conseguentemente, la presentazione della Comunicazione
rifiuti speciali relativa al 2017 deve avvenire obbligatoriamente Soggetti
in via telematica, (tramite il sito www.mudtelematico.it). Soggetti che effettuano operazioni di trattamento di Raee
e Centri di raccolta istituiti dai produttori o terzi che
Soggetti agiscono in loro nome
Soggetti che effettuano il trattamento di veicoli fuori uso
e relativi componenti e/o materiali; responsabili di Adempimento
impianti di trattamento di veicoli fuori uso; esportatori Presentazione alla CCIA competente per territorio della Comu-
di veicoli fuori uso e relativi componenti nicazione Raee relativa al 2018, concernente i dati relativi ai
rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolti
Adempimento (Centri di sola raccolta), trattati e/o esportati, ed ai materiali
Presentazione alla CCIA competente per territorio della Comu- derivanti da essi ed avviati al recupero, specificandone la
nicazione Veicoli fuori uso relativa al 2017, concernente i dati categoria di appartenenza ai sensi dell’Allegato 1-A, D.Lgs.
relativi ai veicoli fuori uso e i pertinenti materiali e componenti n. 151/2005, ed il peso; ovvero, indicandone il numero di pezzi,
sottoposti a trattamento, nonché i dati relativi ai materiali, ai qualora il peso non sia rilevabile.
prodotti ed ai componenti ottenuti ed avviati al reimpiego, al
riciclaggio e al recupero. Riferimenti
Nell’ambito della Comunicazione Veicoli fuori uso specifiche - Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1134 e 1135,
schede sono riservate alle attività di autodemolitore, di rotta- (Legge di bilancio 2018), che dispone la proroga di un anno del
matore e di frantumatore. c.d. regime binario per i soggetti tenuti all’adesione al SISTRI, e
cioè fino al 31 dicembre 2018, fermo restando che il “D.L.
Riferimenti Semplificazioni” (D.L. 14 dicembre 2018, n. 135), ai sensi
- Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1134 e 1135, dell’art. 6 di tale provvedimento ha definitivamente abro-
(Legge di bilancio 2018), che dispone la proroga di un anno del gato il SISTRI, a far tempo dal 1° gennaio 2019;
c.d. regime binario per i soggetti tenuti all’adesione al SISTRI, e - D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del
cioè fino al 31 dicembre 2018, fermo restando che il “D.L. modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018”,
Semplificazioni” (D.L. 14 dicembre 2018, n. 135), ai sensi modificativo delle conformi disposizioni precedentemente in
dell’art. 6 di tale provvedimento ha definitivamente abro- vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli anni 2016 e
gato il SISTRI, a far tempo dal 1° gennaio 2019; 2015.
- D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del Conseguentemente, la presentazione della Comunicazione
modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018”, rifiuti speciali relativa al 2017 deve avvenire obbligatoriamente
modificativo delle conformi disposizioni precedentemente in in via telematica, (tramite il sito www.mudtelematico.it).
vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli anni 2016 e
2015. Soggetti
Conseguentemente, la presentazione della Comunicazione Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche di
rifiuti speciali relativa al 2017 deve avvenire obbligatoriamente cui all’art. 3, comma 1, lett. m), D.Lgs. n. 151/2005
in via telematica, (tramite il sito www.mudtelematico.it). Adempimento
N.B.: - I soggetti che effettuano attività di raccolta e trasporto Presentazione al Comitato di vigilanza e controllo di cui all’art.
dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali sono 15, D.Lgs. n. 151/2005, con le modalità previste dalla Legge
tenuti alla presentazione della Comunicazione Rifiuti speciali e n. 70/1994 della Comunicazione AEE relativa al 2018, concer-
non della Comunicazione Veicoli fuori uso. nente, per ciascuna categoria di apparecchiature di cui agli
- La presentazione da parte degli operatori sopra richiamati Allegati 1A e 1B del medesimo Decreto legislativo, i seguenti
deve avvenire obbligatoriamente in via telematica, tramite il dati e informazioni:
sito www.mudtelematico.it. a. il numero e il peso effettivo o il solo peso effettivo delle
Soggetti apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mer-
Consorzio nazionale imballaggi, e sistemi collettivi rico- cato nell’anno solare precedente (2018), suddivise - salvo che
nosciuti, di cui all’art. 221, comma 3, lett. a), b) e c), D.Lgs. per le apparecchiature di illuminazione - tra apparecchiature
n. 152/2006 domestiche e professionali;

242 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Scadenzario e Memoranda

b. il peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche Adempimento


raccolte attraverso tutti i canali, reimpiegate, riciclate e recu- Versamento alla Provincia territorialmente competente del
perate nell’anno solare precedente (2018). diritto annuale d’iscrizione all’apposito Albo tenuto dalla Pro-
vincia medesima ai sensi dell’art. 216, comma 3 (o dell’art.
Riferimenti 215, comma 3), D.Lgs. n. 152/2006.
- D.Lgs. 30 maggio 2005, n. 151, art. 13, commi 6 e 7;
- D.M. 25 settembre 2007, n. 185, art. 6, comma 1; Riferimenti
- D.P.C.M. 28 dicembre 2017, art. 1. - D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 214, comma 6;
N.B. Sono produttori di AEE i seguenti soggetti: - D.M. 21 luglio 1998, n. 350, art. 3.
- chiunque fabbrica e vende AEE col proprio marchio;
- chiunque rivende con proprio marchio AEE prodotte da altri; Soggetti
- chiunque importa o immette per primo sul mercato AEE; Imprese esercenti attività di vendita di energia elettrica
- chiunque produce AEE destinate esclusivamente
all’esportazione.
Adempimento
Messa in disponibilità ai propri utenti finali, con cadenza
La presentazione della Comunicazione AEE relativa al 2018
almeno quadrimestrale, delle informazioni relative al mix ener-
da parte degli operatori sopra richiamati deve avvenire
getico dell’energia elettrica venduta nel biennio precedente
obbligatoriamente in via telematica, attraverso il portale
con riferimento a ciascuno dei due anni in questione, riportan-
www.impresa.gov.it oppure tramite il sito www.regi-
doli nei documenti di fatturazione inviati ai clienti.
stroaee.it.
N.B. Le informazioni di cui sopra vanno riportate secondo il
Soggetti formato proposto dallo schema riportato all’Allegato I, punto
Gestori di impianti di discarica e di incenerimento rifiuti c), D.M. 31 luglio 2009.
senza recupero d’energia nonché di impianti di inceneri-
mento con recupero di energia, che non abbiano potuto
Riferimenti
- D.M. 31 luglio 2009, art. 2, comma 2.
conseguire lo status di impianti di recupero energetico, di
cui all’operazione R1 Soggetti
Soggetti che nel corso dell’anno solare precedente
Adempimento
abbiano avuto un consumo di energia > 10.000 Tep, se
Versamento alla Regione in cui è ubicato l’impianto, nel
operanti nel settore industriale, ovvero > 1000 Tep, se
rispetto della prescritta cadenza trimestrale, del tributo
operanti nei settori civile, terziario e dei trasporti
speciale per il deposito in discarica dei rifiuti o in impianti
di incenerimento senza recupero di energia, riferito al Adempimento
trimestre 1° gennaio 2019-31 marzo 2019, istituito dalla Invio al Ministero dell’Industria della comunicazione annuale
Legge n. 549/1995, come da ultimo modificata dagli artt. col nominativo del tecnico designato dall’ente o impresa per
34 e 35 della Legge n. 221/2015, che, nel confermare l’esercizio delle funzioni di Responsabile per la conservazione
l’applicazione del predetto tributo in misura ridotta, in e l’uso razionale dell’energia (Energy manager) per l’anno
caso di rifiuti costituiti da scarti e sovvalli di impianti di 2019.
selezione automatica, riciclaggio e compostaggio, nonché
fanghi anche palabili, conferiti ad impianti d’inceneri- Riferimenti
mento senza recupero di energia, estendono l’assogget- - Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 19.
tamento al tributo di che trattasi, con la medesima
riduzione, a questi ultimi rifiuti speciali, anche se conferiti Soggetti
ad impianti di incenerimento dotati di dispositivi di Gestori dei depositi fiscali che importano benzina e com-
recupero d’energia, che non abbiano però conseguito bustibile diesel nonché degli impianti di produzione sog-
lo “status” di impianti di recupero energetico di cui getti al monitoraggio di cui al D.M. 3 febbraio 2005
all’”operazione R1”. Adempimento
Riferimenti Invio all’ISPRA di comunicazione annuale, per l’anno solare
- Legge 28 dicembre 1995, n. 549, art. 3, commi 24, 25 e 40; precedente, riguardante i dati di cui all’art. 1, comma 2, D.M. 3
- Legge 28 dicembre 2015, n. 221, commi 34 e 35. febbraio 2005, relativi a ciascun tipo e grado di combustibile
prodotto o importato, e destinato alla commercializzazione,
Soggetti con l’indicazione dei volumi di combustibile cui i predetti dati
Imprese iscritte all’Albo nazionale delle imprese che effet- sono riferiti, nonché la certificazione o la perizia giurata di cui
tuano la gestione dei rifiuti all’art. 1, comma 4 del medesimo provvedimento.

Adempimento Riferimenti
Versamento alla Sezione regionale dell’Albo delle imprese che - D.M. 3 febbraio 2005, art. 3, comma 2.
effettuano la gestione dei rifiuti del diritto annuale d’iscrizione
all’Albo medesimo. Soggetti
Gestori di impianti di incenerimento e coincenerimento
Riferimenti di rifiuti
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 212, comma 16;
- D.M. 28 aprile 1998, n. 406. Adempimento
Effettuazione con cadenza [almeno] quadrimestrale del con-
Soggetti trollo delle emissioni relative agli inquinanti di cui all’Allegato 1,
Imprese che svolgono attività di recupero di rifiuti in paragrafo A, punti 3 e 4, del Titolo III-bis del D.Lgs. n. 152/2006,
regime semplificato (o di auto-smaltimento) come modificato dal D.Lgs. n. 46/2014, nonché gli altri

Ambiente & sviluppo 3/2019 243


Agenda
Scadenzario e Memoranda

inquinanti, per i quali l’autorità competente abbia prescritto c) i soggetti che hanno provveduto alla gestione dei rifiuti,
misurazioni periodiche. specificando le operazioni svolte, le tipologie e la quantità dei
rifiuti gestiti da ciascuno;
Riferimenti d) i costi di gestione e di ammortamento tecnico e finanziario
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 237-quaterdecies, comma 7; degli investimenti per le attività di gestione dei rifiuti, nonché i
- Allegato 1, Titolo III-bis, Parte IV, D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, proventi della tariffa di cui all’art. 238 ed i proventi provenienti
come modificato dal D.Lgs. n. 46/2014, par. A, punti 3 e 4. dai Consorzi finalizzati al recupero dei rifiuti;
e) i dati relativi alla raccolta differenziata;
Soggetti
f) le quantità raccolte, suddivise per materiali, in attuazione
Gestori di impianti di incenerimento e coincenerimento
degli accordi con i Consorzi finalizzati al recupero dei rifiuti.
di rifiuti con potenzialità ≥ 2 ton/h

Adempimento Riferimenti
Predisposizione e invio all’autorità competente di una rela- - D.P.C.M. 28 dicembre 2017, recante “Approvazione del
zione annuale relativa al funzionamento ed alla sorveglianza modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018”,
dell’impianto, comprensiva di informazioni sull’andamento del modificativo delle conformi disposizioni precedentemente in
vigore per le analoghe dichiarazioni relative agli anni 2016 e 2015.
processo, e dell’entità delle emissioni in atmosfera e nelle
acque, rispetto alle prescrizioni normative. Soggetti
Regioni e Province autonome
Riferimenti
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 237-septiesdecies, comma 5. Adempimento
Trasmissione all’ISPRA e al Ministero dell’Ambiente, ai sensi
Soggetti del D.M. 18 settembre 2002 “Modalità di informazione sullo
Gestori di impianti assoggettati al regime di emission stato di qualità delle acque”, tuttora vigente in forza delle
trading di cui al D.Lgs. n. 30/2013 norme transitorie di cui all’art. 170, D.Lgs. n. 152/2006, del-
Adempimento l’aggiornamento annuale dei seguenti dati e informazioni pre-
Assolvimento dell’obbligazione annuale relativa alla resti- visti dall’Allegato al predetto Decreto ministeriale:
tuzione di quote di emissione di CO2 annotate sul Registro • Settore 1 - Acque a specifica destinazione - Parte C - Acque
Nazionale delle emissioni, in numero pari alle emissioni dolci idonee alla vita dei pesci, Scheda n. 4 “Individuazione del
totali di tale impianto nel corso dell’anno civile precedente, corpo idrico, monitoraggio e programmi di miglioramento -
come verificate conformemente alle disposizioni sulle FIUMI”; n. 4.1 “Individuazione del corpo idrico, monitoraggio
verifiche. e programmi di miglioramento - LAGHI”;
• Settore 1 - Acque a specifica destinazione - Parte D - Acque
Riferimenti destinate alla vita dei molluschi, Scheda n. 5 “Individuazione del
- D.Lgs. 13 marzo 2013, n. 30, art. 32, comma 3. corpo idrico, monitoraggio e programmi di miglioramento”.

Soggetti Riferimenti
Soggetti concessionari e/o Enti Locali che hanno gestito - D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 118, comma 2 e art. 120;
il vigente prelievo per il servizio relativo alla gestione - Allegato al D.M. 18 settembre 2002.
del ciclo dei rifiuti urbani
Soggetti
Adempimento Regioni e Province autonome
Comunicazione, per via telematica, all’Agenzia delle entrate, Adempimento
dei dati relativi agli utenti, acquisiti nell’attività di gestione il Trasmissione al Ministero dell’Ambiente, ai sensi dell’art. 298-
servizio di gestione dei rifiuti urbani, con particolare riferi- bis, comma 4, D.Lgs. n.152/2006 (Parte Quinta-bis), del Rap-
mento ai seguenti aspetti: porto annuale riferito ai controlli di cui al comma 3 del mede-
- dati identificativi del soggetto che gestisce il servizio di simo art. 298-bis, sulle emissioni nelle acque e in atmosfera,
smaltimento rifiuti (denominazione, codice fiscale); nonché sugli stoccaggi e sulle lavorazioni, eseguiti nel 2017
- dati identificativi (denominazione, codice fiscale) dell’occu- presso le installazioni e gli stabilimenti che producono biossido
pante-detentore dell’immobile; di titanio.
- dati relativi all’immobile occupato o detenuto. Tale Rapporto, elaborato sulla base dell’attività di controllo di cui
sopra, integrato dai dati di cui alle Comunicazioni effettuate nei
Riferimenti confronti delle Regioni e Province autonome ai sensi dell’art.
- Disposizione del Direttore dell’Agenzia delle entrate 14 298-bis, comma 6, dai gestori degli stabilimenti interessati al 31
dicembre 2007 e smi. marzo precedente, deve contenere, per ciascuna risorsa
Soggetti ambientale interferita e ogni attività controllata, - secondo quanto
Comuni, Consorzi di Comuni e Comunità Montane disposto dall’art. 298-bis, comma 5, almeno i seguenti elementi
e informazioni:
Adempimento a) una descrizione del luogo di campionamento e delle sue
Presentazione alla CCIA competente per territorio della Comu- caratteristiche permanenti, unitamente ad altre notizie di tipo
nicazione Rifiuti urbani e assimilati, relativa ai seguenti dati e amministrativo e geografico;
informazioni, riferiti all’anno solare 2018: b) l’indicazione dei metodi di campionamento e analisi usati;
a) la quantità dei rifiuti urbani raccolti nel proprio territorio; c) i risultati delle analisi;
b) la quantità dei rifiuti speciali raccolti nel proprio territorio a d) le modifiche apportate alla frequenza di campionamento e di
seguito di apposita convenzione con soggetti pubblici o privati; analisi ed al luogo di campionamento.

244 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Scadenzario e Memoranda

Riferimenti Riferimenti
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 298-bis, comma 4; - D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 83, comma 2;
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 298-bis, commi 3 e 5. - D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476, art. 1, comma 7.
Soggetti
Regioni e Province autonome
MEMORANDA: MARZO - APRILE 2019
Adempimento
Trasmissione al Ministero dell’Ambiente della relazione men- INCENTIVAZIONE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE - INFRASTRUTTURE
sile sul monitoraggio del rumore aeroportuale notturno previ- DI RICARICA PER I VEICOLI ALIMENTATI A ENERGIA ELETTRICA
sta dal D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476, con la finalità di
verificare la conformità ai requisiti stabiliti ai sensi della Con-
venzione di Chicago da parte degli aeromobili adibiti ai voli 1° MARZO 2019
notturni. Riconoscimento di una detrazione fiscale per
Riferimenti l’acquisto e la posa in opera di colonnine di rica-
- D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476, art. 1, comma 7. rica per veicoli elettrici
Soggetti Oggetto
Regioni e Province autonome (o, per delega, Agenzie A far tempo dalla data sopra indicata, e fino al 31 dicembre
Regionali Protezione Ambiente) 2021, ai sensi dell’art.1, comma 1039, Legge n. 145/2018
(Legge finanziaria per il 2019), in forza dell’inserimento dell’art.
Adempimento 16-ter nell’articolato del D.L. n. 63/2013, convertito nella
Trasmissione con cadenza annuale all’ISPRA dei dati e delle Legge n. 90/2013, a fronte delle spese sostenute dai contri-
informazioni necessari ai fini dell’applicazione del sistema di buenti in tale arco temporale per l’acquisto e l’installazione di
scambio reciproco previsto dalla decisione della Commissione colonnine di ricarica per veicoli elettrici, viene riconosciuta una
europea n. 97/101/Ce del 27 gennaio 1997. detrazione fiscale, fino alla concorrenza dell’intero importo,
secondo modalità da definire con successivo decreto
Riferimenti ministeriale.
- D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 155, art. 19, comma 17.
N.B. Tale trasmissione ha ad oggetto i dati rilevati dalle stazioni
di misurazione previste nei relativi programmi di valutazione, INCENTIVAZIONE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE - PENALIZZAZIONE
nonché le correlate informazioni. FISCALE A DANNO DELLE AUTOMOBILI NUOVE CHE DIANO LUOGO

Soggetti A OLTRE 160 G/KM DI CO2


Regioni Istituzione dell’imposta sulle autovetture nuove
acquistate, anche in locazione finanziaria, ad
Adempimento elevate emissioni di anidride carbonica
Definizione, per ogni “acqua di balneazione” individuata ai
sensi del D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 116, del programma Oggetto
annuale di monitoraggio dei parametri indicati nell’Allegato I, A far tempo dalla data sopra indicata, e fino al 31 dicembre
colonna A del medesimo provvedimento. 2021, ai sensi dell’art.1, comma 1042, Legge n. 145/2018
(Legge finanziaria per il 2019), gli acquirenti di autoveicoli
Riferimenti nuovi (Cat. M1) che diano luogo ad emissioni di CO2 eccedenti
- D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 116, art. 6, commi 2 e 4. i 160 g/km, sono assoggettati a un’imposta parametrata all’en-
Soggetti tità delle emissioni di anidride carbonica, espresse in g/km
Regioni di CO2.
N.B.: Stanti le polemiche suscitate, anche in relazione alle
Adempimento ricadute negative sul mercato automobilistico e persino sul
Invio al Ministero dell’Ambiente con cadenza annuale delle PIL, sebbene definitivamente entrata in vigore il 1° gennaio
informazioni relative alle cause di non balneabilità di eventuali 2019 la disposizione di cui all’art. 1, comma 1042, Legge
acque dichiarate non balenabili nel territorio di propria compe- n. 145/2018 sarà presumibilmente abrogata prima della sua
tenza, nonché alle misure che s’intendono adottare. messa in applicazione.

Ambiente & sviluppo 3/2019 245


Agenda
Finanziamenti ambientali

Finanziamenti ambientali
a cura di Bruno Pagamici

FINANZIAMENTI NAZIONALI - macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per


recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di
ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblag-
ITALIA gio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico);
Sabatini ter - dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e
sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualifi-
Scadenza a sportello care i processi di produzione mediante tecnologie additive.
Oggetto Sarà ritenuto ammissibile l’acquisto, ovvero l’acquisizione in
Dal 7 febbraio 2019 ha riaperto lo sportello agevolativo della leasing, di beni strumentali che, presi singolarmente ovvero
Sabatini ter, il meccanismo agevolativo che prevede la con- nel loro insieme, presentano un’autonomia funzionale, non
cessione di contributi da parte del Ministero dello Sviluppo essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di
Economico su finanziamenti destinati all’acquisto di nuovi macchinari che non soddisfano il suddetto requisito, fatti
macchinari, impianti e attrezzature. salvi gli investimenti in beni strumentali che integrano con
nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente, intro-
Destinatari ducendo una nuova funzionalità nell’ambito del ciclo produt-
Potranno accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie tivo dell’impresa.
imprese (PMI), anche dei settori agricoltura e pesca, che, alla Gli investimenti dovranno:
data di presentazione della domanda, sono in possesso dei • essere destinati a strutture produttive, già esistenti o da
seguenti requisiti: impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale;
• essere regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle • essere destinati ad uso produttivo, correlati all’attività svolta
imprese, ovvero nel registro delle imprese di pesca; dall’impresa;
• essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono • essere ubicati presso l’unità locale dell’impresa in cui è
in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali; realizzato l’investimento;
• non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successi- • essere avviati successivamente alla data di trasmissione, a
vamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli mezzo PEC, della domanda di accesso alle agevolazioni. Per
aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione avvio degli investimenti s’intende, a seconda di quale condi-
europea; zione si verifichi prima, la data di inizio dei lavori di costruzione
• non essere in condizioni tali da risultare “imprese in diffi- relativi agli investimenti oppure la data del primo impegno
coltà, ai sensi dei Regolamenti comunitari n. 651/2014, n. 702/ giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qual-
2014 e n. 1338/2014. siasi altro impegno che renda irreversibili gli investimenti;
Saranno ammesse anche le imprese estere, con sede in uno • essere conclusi entro il periodo massimo di 12 mesi dalla
Stato membro e che alla data di presentazione della domanda data di stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca
non hanno una sede operativa in Italia. In tal caso, le imprese dell’agevolazione. A tale fine è presa in considerazione la data
proponenti, pena la revoca delle agevolazioni concesse, dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di
dovranno provvedere all’apertura della predetta sede opera- operazione di leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di
tiva entro il termine massimo consentito per l’ultimazione consegna dei beni.
dell’investimento.
Agevolazioni
Obiettivi Il contributo ministeriale copre parte degli interessi su finanzia-
Saranno agevolate le seguenti tipologie di investimenti (anche menti bancari o in leasing finanziario, erogati da una banca/
in leasing finanziario): società di leasing aderente alla misura (l’elenco è pubblicato
• investimenti ordinari: investimenti riguardanti l’acquisto, o sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, www.mise.
l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di gov.it), aventi le seguenti caratteristiche:
macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature • essere deliberati a copertura degli investimenti e fino al
nuovi di fabbrica ad uso produttivo, classificabili, nell’attivo 100% degli stessi;
dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell’art. • avere durata massima, comprensiva di un periodo di pream-
2424 cod.civ.; mortamento o di prelocazione non superiore a 12 mesi, di 5
• investimenti Industria 4.0. In tale ambito rientrano i seguenti anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanzia-
beni: mento ovvero, nel caso di leasing finanziario, decorrenti dalla
- componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, data di consegna del bene o alla data di collaudo se successiva.
l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di
idrici e per la riduzione delle emissioni; beni, la durata massima decorre dalla data di consegna del-
- filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, l’ultimo bene, ovvero alla data di collaudo, se successiva;
sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segna- • essere deliberati per un valore non inferiore a 20.000 euro e
lazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o non superiore a 2 milioni di euro, anche se frazionato in più
sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il iniziative di acquisto, per ciascuna impresa beneficiaria;
sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di • essere erogati in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla
fermare le attività di macchine e impianti; stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di

Ambiente & sviluppo 3/2019 247


Agenda
Finanziamenti ambientali

leasing finanziario, essere erogato al fornitore entro 30 giorni - Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modi-
dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se ficazioni, dalla Legge 24 marzo 2015, n. 33, art.8, commi 1 e 2;
successiva. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi - Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017), art.
una pluralità di beni, l’erogazione avviene in più soluzioni, entro 1, commi 52-57;
30 giorni dalla data di consegna di ciascun bene; - Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018),
• in caso di leasing finanziario, l’impresa locataria dovrà eser- art.1, commi 40 ss.;
citare anticipatamente, al momento della stipula del contratto, - Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto
l’opzione di acquisto prevista dal contratto medesimo, i cui con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, 25 gennaio 2016,
effetti decorrono dal termine di locazione finanziaria, fermo Gazzetta Ufficiale 10 marzo 2016, n. 58: approvazione moda-
restando l’adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali. lità di attuazione;
La concessione dei finanziamenti potrà essere assistita, fino - Circolari del Ministero dello Sviluppo Economico 15 febbraio
all’80% del loro ammontare, dal Fondo di garanzia per le PMI. 2017, n. 14036, 24 febbraio 2017, n.17677, 9 marzo 2017,
Il contributo concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico n. 22504, 31 luglio 2017, n. 95925, 3 agosto 2018, n. 269210:
sarà pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, termini e modalità di presentazione delle domande per la
su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale concessione e l’erogazione del contributo;
all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al: - Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019),
• 2,75% per gli investimenti ordinari; art.1, comma 200;
• 3,575% per gli investimenti Industria 4.0. - Decreto direttoriale 28 gennaio 2019, n. 1338, Gazzetta
Ufficiale 7 febbraio 2019, n. 32: riapertura sportello presenta-
Presentazione domande zione domande.
La domanda di contributo dovrà essere presentata, unica-
mente attraverso la PEC dell’impresa o di un suo procuratore
speciale, alla banca/società di leasing scelta tra quelle aderenti FINANZIAMENTI REGIONALI
alla misura (la scelta effettuata non potrà essere modificata
successivamente), unitamente alla richiesta di finanziamento. ABRUZZO
L’istanza dovrà essere compilata dall’impresa in formato elet-
tronico utilizzando l’ultima versione del modulo resa disponi- Contributi per la produzione di energia da fonti
bile nella sezione del Ministero dello Sviluppo Economico rinnovabili e l’efficientamento energetico
“Beni strumentali (Nuova Sabatini)” (www.mise.gov.it).
8 aprile 2019
La domanda dovrà essere corredata:
• nel caso in cui l’impresa sia associata/collegata: prospetto Oggetto
recante i dati per il calcolo della dimensione d’impresa, secondo Dalla Regione Abruzzo 10 milioni di euro per la realizzazione ed
quanto previsto nel Decreto ministeriale 18 aprile 2005, pub- installazione di impianti per la produzione di energia da fonti
blicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005, rinnovabili e per l’efficientamento energetico di edifici e sedi di
redatto utilizzando il “Prospetto per il calcolo dei parametri attività produttive.
dimensionali” disponibile nella sezione “Beni strumentali Le risorse sono messe a disposizione dal bando relativo alla
(Nuova Sabatini)” del sito www.mise.gov.it; Linea di azione 4.2.1 del POR FESR 2014-2020, varato con
• nel caso in cui il contributo sia superiore a 150.000 euro: Determinazione n. 49/DPG015 dell’8 febbraio 2019.
dalla/e dichiarazione/i in merito ai dati necessari per la richiesta
delle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla veri- Destinatari
fica di cui all’art. 85, D.Lgs. n. 159/2011 e ss.mm.ii., nei casi Il bando è aperto alle imprese del settore privato, in possesso,
previsti dallo stesso Decreto legislativo, resa/e utilizzando i tra gli altri, dei seguenti requisiti:
modelli disponibili nella sezione “Beni Strumentali (Nuova • avere la sede operativa nel territorio della regione Abruzzo
Sabatini)” del sito www.mise.gov.it. entro la data della prima erogazione dell'agevolazione;
A seguito della semplificazione apportata dalla circ. 3 agosto • essere regolarmente costituite e risultare iscritte nel Regi-
2018, n. 269210, nel caso in cui il modulo di domanda sia stro delle imprese come attive da almeno il 1° gennaio 2017; le
sottoscritto dal procuratore dell’impresa, non è più necessario imprese non residenti nel territorio italiano dovranno essere
allegare copia dell’atto di procura e del documento di identità costituite secondo le norme del diritto civile e commerciale
del soggetto che rilascia la procura. vigenti nello Stato di residenza dell’Unione europea e iscritte
Gli investimenti previsti nella domanda di agevolazione nel relativo Registro delle imprese;
dovranno fare riferimento ad una sola unità produttiva. Qualora • esercitare un’attività economica rientrante in una delle
la PMI voglia effettuare investimenti riferiti a più unità produt- seguenti sezioni della classificazione delle attività economiche
tive dovrà presentare per ogni unità produttiva una diversa (ATECO 2007): B, C, D, E, F, G, H, I, S (per il dettaglio di codici
domanda di agevolazione. ammessi si rimanda all’Allegato V del bando). Al fine di verifi-
Le imprese hanno diritto alle agevolazioni esclusivamente nei care l’appartenenza a uno dei codici ISTAT ATECO 2007
limiti delle disponibilità finanziarie. Il Ministero dello Sviluppo ammissibili, si dovrà fare riferimento esclusivamente al codice
Economico comunicherà, mediante avviso pubblicato nel pro- dell’unità operativa in cui si realizza l’intervento (la Regione
prio sito internet (www.mise.gov.it) nonché nella Gazzetta Abruzzo provvede direttamente all’acquisizione della visura
Ufficiale, l’avvenuto esaurimento delle risorse disponibili e la camerale aggiornata dell’impresa, per la verifica dell’attività
chiusura dello sportello per la presentazione delle domande. svolta e di quanto dichiarato/autocertificato dalla stessa);
• non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione coatta, di
Riferimenti concordato preventivo, o nei cui confronti non sia in corso un
- Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modi- procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.
ficazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, art.2; Con riguardo alla dimensione delle imprese:

248 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Finanziamenti ambientali

• per interventi di efficientamento energetico (Linea 1) e di conclusione del progetto. Il progetto finanziato dovrà essere
produzione di energia da fonti rinnovabili (Linea 3), saranno terminato entro 18 mesi dalla data di pubblicazione della gradua-
ammesse le PMI; toria sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo, salvo even-
• per interventi di co/trigenerazione (Linea 2), saranno tuali proroghe, autorizzate dalla Regione previa richiesta
ammesse le grandi imprese. adeguatamente motivata, di durata complessiva non superiore
a 6 mesi.
Obiettivi L’ammontare complessivo di ciascun progetto presentato
Saranno agevolati progetti afferenti ad una delle seguenti non dovrà essere inferiore a 25.000 euro di spesa ammissibile
Linee di intervento: (tale livello minimo di spesa dovrà essere comunque rispettato
• Linea 1: Efficientamento dei sistemi produttivi e delle strut- anche nel caso di eventuale riduzione dell’investimento in
ture delle PMI: sede di rendicontazione).
- rifasamento elettrico;
- introduzione/sostituzione di motori, pompe, inverter, com- Agevolazioni
pressori o gruppi frigoriferi secondo le migliori tecnologie Il contributo regionale massimo concedibile in favore di cia-
disponibili sul mercato; scuna impresa sarà pari a:
- coibentazioni compatibili con i processi produttivi; • 300.000 euro per interventi di efficientamento energetico
- recupero calore di processo da forni, trasformatori, motori o (Linea 1) e di produzione di energia da fonti rinnovabili (Linea 3);
da altre apparecchiature; • 1.500.000 euro per interventi di co/trigenerazione (Linea 2).
- sistemi di ottimizzazione del ciclo vapore; L’intensità dell’aiuto varia a seconda dell’intervento attuato e
- isolamento dell’involucro opaco dell’edificio: pareti laterali della dimensione dell’impresa.
esterne/interne (es. rivestimento a cappotto) o di quelle a
contatto con zone non riscaldate, comprese le coperture, Presentazione domande
ovvero di tutte le superfici opache disperdenti; Le domande dovranno essere presentate entro l’8 aprile 2019
- sostituzione di serramenti ed infissi e/o delle superfici (ore 12.00), esclusivamente attraverso la piattaforma telema-
vetrate; tica presente all'indirizzo http://app.regione.abruzzo.it/avvisi-
- sostituzione di impianti di riscaldamento/raffrescamento pubblici/.
con impianti alimentati da caldaie a gas a condensazione Le imprese che intendono attuare investimenti su più unità
o con impianti alimentati da pompe di calore ad alta operative dovranno presentare distinte domande, una per ogni
efficienza; unità operativa.
- sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a
Riferimenti
pompa di calore o a collettore solare per la produzione di
- POR FESR Abruzzo 2014-2020, Linea di azione 4.2.1;
acqua calda sanitaria, integrati o meno nel sistema di riscalda-
- Determinazione 8 febbraio 2019 n. 49/DPG015, BUR Spe-
mento dell’immobile;
ciale 22 febbraio 2019 n. 29: approvazione bando.
- sistemi di building automation e sistemi di controllo per
l’illuminazione e la climatizzazione interna mediante timer,
sensori di luminosità, presenza, movimento, concentrazione LOMBARDIA
di umidità, CO2 o inquinanti; Aiuti alle imprese agricole per la tutela
- sistemi di climatizzazione passiva (sistemi di ombreggiatura, ambientale
filtraggio dell’irradiazione solare, sistemi di accumulo, serre
solari, sistemi trasporto luce naturale, ecc.) 8 aprile 2019
• Linea 2 - Impianti di co/trigenerazione da parte delle grandi Oggetto
imprese: sarà agevolata la realizzazione di impianti di co/trige-
La regione Lombardia, attraverso il bando relativo all’Opera-
nerazione anche alimentate da fonti energetiche rinnova-
zione 4.1.01 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020,
bili (FER);
• Linea 3 - Impianti di produzione di energia da fonti energeti- concede contributi alle imprese agricole per investimenti a fini
ambientali e di risparmio energetico.
che rinnovabili delle PMI:
- impianti fotovoltaici integrati nell’involucro edilizio; Destinatari
- impianti mini-eolici ubicati all'interno dell'unità produttiva; Saranno ammessi i seguenti soggetti, che alla data di presen-
- impianti idroelettrici; tazione della domanda siano in possesso dell’attestato della
- generatori alimentati da biomassa non derivante da colture qualifica di IAP (imprenditore agricolo professionale), anche
alimentari (i biocarburanti da residui, anche residui di derrate sotto condizione, rilasciato dall’ente competente:
alimentari, sono considerati biocarburanti di seconda • imprenditori individuali;
generazione);
- impianti geotermoelettrici;
• società agricole di persone, di capitali e cooperative.
- solare termodinamico. Obiettivi
Saranno finanziabili esclusivamente impianti destinati all'au- Verranno incentivati investimenti finalizzati al miglioramento
toconsumo nell'unità operativa. A tal fine, il dimensionamento ambientale, quali:
degli impianti finanziabili (efficientamento, co/trigenerazione e • ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo di
FER) dovrà essere correlato al fabbisogno annuale della sede edifici rurali e manufatti esistenti a fini produttivi dell’azienda
oggetto dell’intervento, calcolato come media del triennio agricola, che ottengono la certificazione energetica di classe
precedente (2015-2017), con un incremento massimo della A1, A2, A3, A4 (di cui al Decreto della Direzione Generale
potenza pari al 20% (nel caso di eccedenza, l’intero impianto Ambiente, energia e sviluppo sostenibile, del 30 luglio 2015,
non sarà ritenuto ammissibile). n. 6480 e s.m.i.), destinati: all’allevamento e condizionati; alla
Saranno ammesse le spese sostenute (e pagate) successiva- conservazione e condizionati; alla trasformazione; alla vendita
mente alla data di presentazione della domanda ed entro la data di diretta dei prodotti aziendali;

Ambiente & sviluppo 3/2019 249


Agenda
Finanziamenti ambientali

• acquisto di macchine e attrezzature che favoriscono la • installazione su essiccatoi per cereali esistenti di dispositivi
riduzione delle quantità di fertilizzanti e/o prodotti fitosanitari per la riduzione delle emissioni in atmosfera di inquinanti e gas
applicate; serra: dispositivi per evitare il contatto tra i gas di combustione
• costruzione di nuovi edifici rurali e manufatti a fini produttivi e il prodotto in essiccazione, dispositivi per il recupero dell’e-
dell’azienda agricola, che ottengono la certificazione energe- nergia termica proveniente da altri impianti presenti in azienda;
tica almeno di classe A1, A2, A3, A4 (di cui al Decreto della dispositivi per il funzionamento in depressione, serrande di
Direzione Generale Ambiente, energia e sviluppo sostenibile, intercettazione che bloccano il flusso dell’aria durante la fase di
del 30 luglio 2015, n. 6480 e s.m.i.), destinati: all’allevamento e scarico.
condizionati; alla conservazione e condizionati; alla trasforma- La spesa minima ammissibile per domanda di contributo è
zione; alla vendita diretta dei prodotti aziendali; pari a:
• introduzione di “scrubber”, biofiltri e/o apparecchiature • 25.000 euro per le aziende di montagna;
analoghe, che riducono l’emissione ammoniacale dalle strut- • 50.000 euro per le aziende zone non di montagna.
ture di allevamento esistenti;
• realizzazione di interventi di recupero dell’acqua piovana da Agevolazioni
superfici captanti (tetti e serre) per il successivo riutilizzo Il contributo regionale sarà pari al:
nell’ambito dei processi aziendali; • nel caso di giovani agricoltori che non beneficiano del soste-
• realizzazione di sistemi di protezione delle colture dai paras- gno di cui all’Operazione 6.1.01 “Incentivi per la costituzione di
nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori” del PSR
siti con l’impiego di reti anti insetto;
• acquisto di macchine e attrezzature aziendali per l’introdu- 2014-2020:
- 45% della spesa ammessa, nel caso l’impresa o la società
zione in azienda e/o il miglioramento delle tecniche colturali di
minima lavorazione e/o semina su sodo; richiedente sia ubicata in zone svantaggiate di montagna;
• acquisto di impianti di essiccazione per cereali dotati di - 35% della spesa ammessa, nel caso l’impresa o la società
richiedente sia ubicata nelle restanti zone;
dispositivi finalizzati alla riduzione delle emissioni in atmosfera
di inquinanti e gas serra (dispositivi per evitare il contatto tra i • nel caso di giovani agricoltori che beneficiano del sostegno
gas di combustione e il prodotto in essiccazione; dispositivi per di cui all’Operazione 6.1.01 “Incentivi per la costituzione di
il recupero dell’energia termica proveniente da altri impianti nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori” del PSR
presenti in azienda; dispositivi per il funzionamento in depres- 2014-2020:
sione, serrande di intercettazione che bloccano il flusso del- - 55% della spesa ammessa, nel caso l’impresa o la società
l’aria durante la fase di scarico); richiedente sia ubicata in zone svantaggiate di montagna;
• costruzione di nuove serre con caratteristiche tecnologiche - 45% della spesa ammessa, nel caso l’impresa o la società
richiedente sia ubicata nelle restanti zone;
innovative finalizzate al risparmio energetico aziendale: vetri
con intercapedine e filtri per radiazione solare; • per tutte le altre tipologie di richiedente, indipendente-
• realizzazione di impianti finalizzati al recupero del calore nei mente dall’ubicazione dell’impresa o della società, per inve-
stimenti relativi alla trasformazione e/o commercializzazione
processi aziendali;
• realizzazione di coperture delle strutture di stoccaggio esi- dei prodotti aziendali: 35% della spesa ammessa.
stenti degli effluenti zootecnici;
Presentazione domande
• realizzazione di impianti di riduzione dell’azoto degli Le domande dovranno essere trasmesse entro l’8 aprile 2019
effluenti zootecnici; (ore 12,00) per via telematica tramite la compilazione della
• realizzazione di impianti e/o acquisto di attrezzature che domanda informatizzata presente nel Sistema Informatico
consentono una migliore gestione dell’azoto presente negli
delle Conoscenze della Regione Lombardia (https://agricol-
effluenti di allevamento, ad esempio: distribuzione rasoterra o
tura.servizirl.it/PortaleSisco/).
interrata, anche con subirrigazione;
• realizzazione di impianti e/o acquisto di attrezzature che Riferimenti
consentono una migliore gestione dell'azoto presente negli - Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Lombardia 2014-2020,
effluenti di allevamento, ad esempio: distribuzione rasoterra o Operazione 4.1.01;
interrata, anche con subirrigazione; tecniche di separazione - Decreto 27 novembre 2018 n. 17519, BUR 1° dicembre 2018
solido-liquido; n. 48: approvazione bando.
• realizzazione di investimenti innovativi che migliorano i pro-
dotti e/o i processi aziendali, compresa la trasformazione e la PIEMONTE
commercializzazione, che riducono le emissioni in atmosfera
e/o l’impiego di risorse naturali; Sostegno agli investimenti ambientali
• introduzione di sistemi di guida assistita o di posiziona- Scadenza a sportello
mento per l’applicazione di tecnologie di agricoltura di preci-
sione, mediante GPS con successiva registrazione delle Oggetto
operazioni colturali nell’ambito di interventi relativi alle lavora- Agevolazioni alle imprese piemontesi che realizzano progetti
zioni del terreno (aratura, erpicatura, ecc.), alla semina, alla di investimento diretti alla riduzione dell’impatto ambientale
distribuzione dei fertilizzanti, degli effluenti di allevamento, dei del processo produttivo.
prodotti fitosanitari, alla raccolta o all’utilizzo di tecniche di Gli incentivi sono previsti dal nuovo bando “Fondo PMI”,
minima lavorazione o semina su sodo; adottato con Determinazione n. 18 del 21 gennaio 2019.
• acquisto di capannine meteo aziendali per la razionalizza-
zione della gestione agronomica e fitosanitaria delle colture; Destinatari
• installazione di sistemi finalizzati a ridurre l’inquinamento Potranno presentare domanda le micro, piccole e medie
puntiforme derivante dal lavaggio delle attrezzature per la imprese, non identificabili come “imprese in difficoltà”,
distribuzione dei prodotti fitosanitari (biobed); comprese:

250 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Finanziamenti ambientali

• le micro, piccole e medie imprese neocostituite, purché la trasformazione radicale del processo produttivo comples-
dimostrino di avere un processo produttivo attivo oppure siano sivo di uno stabilimento esistente.
costituite tramite conferimento di ramo d’azienda o i cui soci Risultano ammissibili i programmi di investimento finalizzati
siano imprese con processi produttivi attivi e consolidati; all’innovazione del processo produttivo o di prodotto e che
• le cooperative di produzione e lavoro aventi dimensione di contemporaneamente comportino (opzione alternative):
micro, piccola e media impresa (ad esclusione delle coopera- 1) il miglioramento delle prestazioni ambientali del ciclo pro-
tive sociali di servizi alla persona di cui alla tipologia A della duttivo, attraverso:
Legge n. 381/1991); • diminuzione delle emissioni in atmosfera, con particolare
• i consorzi di produzione, società consortili (aventi dimen- riferimento ai seguenti inquinanti: ossidi di azoto; particolato
sione di micro, piccola e media impresa e in quanto beneficiari fine; ammoniaca; composti organici volatili; inquinanti organici
diretti ed esclusivi dell’agevolazione), ad esclusione dei con- persistenti (come da Convenzione di Stoccolma - Decisione
sorzi di tutela e dei consorzi di servizi. del consiglio d’Europa 2006/507/CE e aggiornamenti). Gli
Ai fini dell’ammissibilità, i soggetti richiedenti, al momento interventi proposti dovranno garantire livelli emissivi più
della presentazione della domanda (ad esclusione del punto 2 restrittivi rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente e
che dovrà risultare soddisfatto entro la data della prima ero- dell’eventuale provvedimento autorizzativo, nonché consen-
gazione) dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti: tire una riduzione delle emissioni pari ad almeno il 50% rispetto
1) risultare iscritti al registro delle imprese della Camera di alla situazione ante investimento;
Commercio da almeno 2 anni e possedere almeno 2 bilanci • diminuzione delle emissioni nei corpi idrici, con particolare
chiusi ed approvati; per le neocostituite verrà verificata la sola riferimento ai seguenti inquinanti: azoto; fosforo; “sostanze
iscrizione al registro della Camera di Commercio; prioritarie”, come definite dall’Allegato X della Direttiva 2000/
2) (alla data della prima erogazione dell’agevolazione, nel caso 60 CE e sostanze di cui alla tabella 5 dell’allegato 5 alla parte III del
in cui tale requisito non sia soddisfatto e verificato al momento D.Lgs. n. 153/2006. Gli interventi proposti dovranno garantire
della presentazione della domanda) avere la sede destinataria livelli emissivi più restrittivi rispetto a quanto previsto dalla nor-
dell’investimento sita e operativa sul territorio piemontese e mativa vigente e dall’eventuale provvedimento autorizzativi e
provvista di carattere attivo e produttivo; dovranno consentire una significativa riduzione delle emissioni,
3) la sede destinataria dell’investimento deve avere un codice da dimostrare attraverso un analitico bilancio complessivo di
ATECO 2007 primario compreso tra i seguenti (nel caso in cui massa riferito alla situazione ante e post intervento;
in visura non sia presente il codice ATECO primario, il controllo • miglioramento del ciclo dei rifiuti, attraverso almeno una
puntuale verrà effettuato sul codice ATECO prevalente del- delle seguenti azioni:
l’impresa proponente): - riduzione della produzione dei rifiuti pericolosi e non peri-
- sezione B, limitatamente ai codici 6.10, 6.20, 7.21, 8.11, 8.91, colosi con particolare riferimento ai rifiuti codici CER 07-08-
8.93, 8.99, 9.10, 9.90; 11-12-13-15-16-19;
- sezione C, esclusi i codici: 10.1, 10.2, 10.3, 10.4, 10.51, 10.6, - riduzione dei rifiuti avviati a smaltimento, attraverso azioni
10.7, 10.81, 10.84, 10.9, 11.02, 11.03, 11.06. Il codice innovative finalizzate al loro riciclaggio o al recupero
10.83.02 è ammesso solo per quanto riguarda la lavorazione energetico;
del tè. Per i codici 10.85.0 e 10.89.0 è esclusa la fabbricazione - riduzione dell’uso di imballaggi per il confezionamento del
di aceto, lievito, uova in polvere o ricostituite; proprio prodotto; utilizzo preferenziale di imballaggi riutilizza-
- sezione D, esclusi i codici 35.14, 35.23; bili, riciclati e riciclabili;
- sezione E; - miglioramento della qualità dei materiali derivanti dalle ope-
- sezione F; razioni di trattamento rifiuti;
- sezione H, limitatamente ai codici 52.21.4e 52.29.2; • razionalizzazione dei consumi idrici, attraverso interventi
- sezione J, limitatamente ai codici 58.1, 58.2, 59.11, 59.12, quali quelli di seguito riportati a titolo esemplificativo:
59.2, 60, 61, 62, 63.11; - realizzazione di reti idriche differenziate all’interno degli
- sezione M, limitatamente ai codici 71.2, 72, 74.1, 74.20.2; insediamenti;
- Sezione N, unicamente il codice 82.92; - installazione di sistemi di riciclo delle acque usate;
- Sezione S, unicamente il codice 96.01. - installazione di sistemi di produzione alternativi (non idro
In deroga alla regola generale, il codice ATECO primario esigenti, a minore uso o scarico d’acqua o con utilizzo di risorsa
ammissibile potrà essere anche attivato a conclusione dell’in- non idonea al consumo umano);
tervento nel caso in cui l’investimento sia finalizzato ad avviare - sistemi di trattamento delle acque di approvvigionamento;
una nuova attività primaria nella sede destinataria dell’investi- - sistemi innovativi che determinano un significativo migliora-
mento. L’attivazione del codice ATECO ammissibile dovrà mento nella qualità degli scarichi anche mediante il loro totale o
essere dimostrata in occasione della rendicontazione finale parziale riutilizzo o quando tale investimento comporti anche
dell’investimento. l’installazione di sistemi di produzione alternativi (non idrico
esigenti oppure a minore uso o scarico d’acqua o con consumo
Obiettivi di risorsa idrica non idonea al consumo umano);
Il Fondo si articola in due linee di intervento: • sostituzione e/o eliminazione, sia nei prodotti che nei pro-
• Linea A, riservata alle micro e piccole imprese, per la quale cessi produttivi, delle sostanze pericolose, con particolare
sono ammissibili gli investimenti di importo minimo pari a riferimento alle attività di innovazione finalizzate alla sostitu-
50.000 euro; zione dai prodotti o dai processi delle “sostanze estrema-
• Linea B, rivolta alle micro, piccole e medie imprese, con mente preoccupanti” secondo la definizione fornita dal
investimenti di importo minimo pari a 250.000 euro. Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH), attraverso l’im-
L’investimento dovrà riguardare l’acquisizione di attivi mate- piego di idonee sostanze o tecnologie alternative;
riali e/o immateriali finalizzata alla diversificazione della produ- • impiego di “materie prime seconde” in sostituzione delle
zione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi o materie prime;

Ambiente & sviluppo 3/2019 251


Agenda
Finanziamenti ambientali

2) il miglioramento dell’efficienza energetica nel ciclo produt- • Tipo intervento 4.1.1 - Focus area: 2A redditività in zone
tivo, quantificabile - in termini di energia primaria risparmiata - montane;
in un valore uguale o superiore a 0,7 kWh per ogni euro • Tipo intervento 4.1.1 - Focus area: 5A risparmio irriguo.
investito e parametrato alla capacità produttiva preesistente.
I programmi di investimento dovranno essere avviati dopo la Destinatari
presentazione della domanda di ammissione al finanziamento Per entrambi i bandi, l’accesso alle agevolazioni sarà
e terminati entro 12 mesi dalla data di concessione del prestito consentito:
agevolato, salvo proroga della durata massima di 6 mesi. • agli agricoltori;
• alle cooperative agricole di produzione che svolgono come
Agevolazioni attività principale la coltivazione del terreno e/o allevamento di
L’agevolazione si articola in: animali.
• un prestito agevolato, di importo pari al 100% dei costi Con riferimento al bando relativo al Focus area 2A, al momento
ammissibili e della durata di 60 mesi, di cui 6 mesi di pream- della presentazione della domanda, l’impresa dovrà avere una
mortamento facoltativo, salvo il caso di investimenti con dimensione economica aziendale pari ad almeno 12.000 euro
importo pari o superiore a 1.000.000 di euro, per i quali la di Produzione Standard totale in zona montana e ad almeno
durata potrà essere di 72 mesi, di cui 12 mesi di preammorta- 15.000 euro di Produzione Standard totale nelle altre zone.
mento facoltativo. Per gli investimenti ambientali di cui sopra,
il prestito sarà concesso per il: Obiettivi
- 75% con fondi regionali a tasso zero (con il limite massimo di Nell’ambito del bando relativo al Focus area 2A, verranno
1.000.000 euro); agevolati i seguenti investimenti, effettuati nelle zone
- 25% con fondi bancari alle condizioni previste da apposite montane:
convenzioni stipulate dagli istituti bancari con Finpiemonte • ristrutturazione di fabbricati per la produzione, lavorazione,
(soggetto gestore). trasformazione, immagazzinamento e commercializzazione
• contributo in forma di abbuoni di interessi. Per gli investimenti diretta in azienda dei prodotti aziendali con utilizzo di materiale
da costruzione che migliori l'efficienza energetica;
ambientali di cui sopra, l’importo del contributo sarà pari al
montante degli interessi maturandi sulla quota bancaria risul- • investimenti per l’eliminazione e sostituzione dell’amianto;
tante da un piano di ammortamento di durata pari a quello • investimenti strutturali ed impianti per lo stoccaggio, il
deliberato dalla banca co-finanziatrice, sviluppato ad un tasso trattamento e la gestione dei residui agricoli e dei reflui azien-
fisso convenzionale pari al 2,75% e comunque per un importo dali comprese le strutture realizzate con tecnologie volte alla
non superiore al 90% degli interessi effettivamente dovuti alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;
banca co-finanziatrice, nel limite massimo di 50.000 euro (tale • acquisto di macchine e attrezzature per la riduzione dell’im-
contributo non potrà essere concesso alle imprese la cui sede patto ambientale e la conservazione del suolo;
destinataria dell’investimento sia collocata in un Comune com- • investimenti per la produzione di energia, a esclusivo uso
preso nelle cosiddette “aree 107.3.c”, che potranno presentare aziendale, a partire da:
domanda ai sensi dell’art. 14, Regolamento (UE) n. 651/2014). - fonti agro-forestali;
- fonti rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, eolico,
Presentazione domande geotermico);
La domanda, corredata della documentazione richiesta, dovrà - reflui provenienti dall’attività aziendale;
essere presentata dopo la conferma della delibera bancaria • investimenti volti alla depurazione delle acque reflue deri-
compilando il modulo telematico reperibile sul sito http:// vanti dall’attività di trasformazione dei prodotti.
www.sistemapiemonte.it/cms/privati/attivita-economico- Attraverso il bando relativo al Focus area 5A, del valore di 26,5
produttive/servizi/861- bandi-2014-2020-finanziamenti- milioni di euro, saranno finanziati investimenti finalizzati:
domande. • all’adozione di sistemi, impianti e tecnologie irrigue finaliz-
La procedura di presentazione delle domande è a sportello e le zati al risparmio idrico;
stesse saranno esaminate nel rispetto dell’ordine cronologico • alla realizzazione di invasi aziendali per l’accumulo delle
di arrivo delle stesse. acque meteoriche a fini irrigui.
Nello specifico, saranno ammissibili le operazioni che preve-
Riferimenti dono la realizzazione di interventi:
- POR FESR Piemonte 2014-2020, Azione III.3c.1.1;
- Determinazione 21 gennaio 2019, n. 18, Supplemento Ordi-
• di riconversione degli impianti di irrigazione esistenti con
passaggio da una classe di efficienza a una superiore (esempio:
nario n. 1 al BUR 24 gennaio 2019, n. 4: approvazione nuovo passaggio da rotolone con irrigatore a lunga gittata senza cen-
bando per l’accesso al Fondo PMI. tralina elettronica a pivot o rainger con calata e dotati di sistema di
controllo dei volumi e della velocità di avanzamento);
VENETO • di ammodernamento degli impianti nell’ambito dei sistemi
afferenti alla medesima classe di efficienza (esempio: passag-
Fondi per migliorare la sostenibilità ambientale
gio da rotolone con irrigatore a lunga gittata senza centralina
delle imprese agricole elettronica a pivot o rainger con calata e senza sistema di
12 aprile 2019 controllo dei volumi e della velocità di avanzamento);
• per la realizzazione di invasi impermeabilizzati di capacità
Oggetto utile massima di 25.000 mc per azienda, per la raccolta delle
Contributi dalla Regione Veneto alle aziende agricole per acque meteoriche e relativi impianti di distribuzione di carat-
ridurre l’impatto ambientale. Gli aiuti sono previsti dai seguenti tere esclusivamente aziendale;
bandi relativi al Tipo intervento 4.1.1 “Investimenti per miglio- • per la programmazione, la gestione, la misurazione, il
rare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agri- controllo, il telecontrollo e l’automatizzazione, compresi i
cola” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020: contatori.

252 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Finanziamenti ambientali

Agevolazioni imprese questi requisiti saranno verificati al momento


Il contributo concesso dal bando relativo al Focus area 2A sarà della liquidazione del contributo (si considerano nuove
pari: le imprese che alla data di presentazione della domanda
• per “Investimenti per la trasformazione/commercializza- risultino iscritte al Registro Imprese inattive, oppure
zione”: al 40% della spesa ammessa. Per trasformazione si attive da meno di 6 mesi);
intende qualsiasi trattamento di un prodotto agricolo in cui il • in regola con il pagamento del diritto annuale camerale;
prodotto ottenuto resta pur sempre un prodotto agricolo (non • non avere debiti scaduti verso la Camera di Commercio o la
vengono considerate trasformazione le attività svolte nell’a- Fondazione di Partecipazione per l’Innovazione e lo Sviluppo
zienda agricola necessarie per preparare un prodotto animale Imprenditoriale - ISI;
o vegetale alla prima vendita). Per commercializzazione si • non soggette ad amministrazione controllata, ad ammini-
intende la detenzione o l’esposizione di un prodotto agricolo strazione straordinaria senza continuazione dell’esercizio, a
allo scopo di vendere, mettere in vendita, consegnare o immet- concordato preventivo, a fallimento o liquidazione;
tere sul mercato in qualsiasi altro modo detto prodotto, ad • operanti in qualsiasi settore economico con le eccezioni e
eccezione della prima vendita da parte di un produttore primario nei limiti espressamente previsti dall’applicazione dei regola-
a rivenditori o a imprese di trasformazione e qualsiasi attività che menti “de minimis” n. 1407/2013 (per agricoltura primaria e
prepara il prodotto per tale prima vendita; la vendita da parte di un pesca nn. 1408/2013 e 875/2007);
produttore primario a consumatori finali è considerata commer- • iscritte al Registro Nazionale per l’Alternanza Scuola Lavoro
cializzazione di un prodotto agricolo se avviene in locali separati, realizzato dalle Camere di Commercio (www.scuolalavoro.
adibiti a tale scopo; registroimprese.it). La registrazione dovrà essere effettuata
• per gli altri investimenti: al 60% della spesa ammessa per le almeno il giorno antecedente la presentazione della domanda
imprese condotte da giovani agricoltori insediati da meno di 5 contributo.
anni e al 50% della spesa ammessa per le altre imprese
agricole. Obiettivi
Il bando relativo al Focus area 5A prevede un contributo pari al Verranno agevolate le domande relative ad interventi, avviati
50% della spesa ritenuta ammissibile per le imprese condotte successivamente al 1° gennaio 2019, volti ad acquisire per la
da giovani agricoltori insediati da meno di 5 anni, ridotto al 40% prima volta una o più delle seguenti certificazioni:
per le altre imprese agricole. • Sistema di gestione ambientale secondo la norma UNI EN
ISO 14001;
Presentazione domande • Sistema di gestione dell’energia secondo la norma ISO
Per entrambi i bandi, le domande di contributo dovranno essere 50001;
presentate entro il 12 aprile 2019, per via telematica attraverso
l’applicativo disponibile sul sito di AVEPA (www.avepa.it).
• Sistema di gestione ambientale secondo le norme UNI ISO
14064:2006 e UNI ISO/TS 14067;
Riferimenti • Certificazione di conformità con riferimento alla norma
Regolamenti (CE) n. 303/2008, n. 304/2008, n. 305/2008 e
- Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Veneto 2014 - 2020,
n. 306/2008 e D.P.R. n. 43/2012;
Intervento 4.1.1, Focus area: 2A redditività in zone montane e
5A risparmio irriguo; • Certificazione UNI CEI 11352:2014.
Per avvio dell’investimento si intende la data di fatturazione dei
- Deliberazione della Giunta Regionale 21 dicembre 2018 n.
servizi (nel caso di acconti vale la data del primo acconto) o di
1940, BUR 28 dicembre 2018 n. 133: apertura dei termini di
sottoscrizione del contratto, se antecedente.
presentazione delle domande di aiuto.
Saranno ritenute ammissibili le seguenti spese:
• spese di consulenza, comprese le spese di formazione del
personale sostenute nell’ambito della realizzazione dei sud-
FINANZIAMENTI CAMERALI detti interventi;
• rilascio delle certificazioni.
CCIAA PISA
Contributi per la certificazione ambientale Agevolazioni
Sarà riconosciuto un voucher di importo non superiore a 3.500
19 aprile 2019, salvo chiusura anticipata per esau- euro e di intensità pari al 50% delle spese riconosciute come
rimento fondi ammissibili e regolarmente documentate.
Nel caso di “certificazione integrata”, l’importo massimo del
Oggetto contributo sarà elevato a 5.000 euro.
La CCIAA di Pisa ha pubblicato un bando con contributi a favore
delle imprese provinciali per la certificazione del sistema di Presentazione domande
gestione ambientale. Le domande di contributo dovranno essere presentate entro il
19 aprile 2019, salvo chiusura anticipata del bando per esauri-
Destinatari mento risorse, all’indirizzo di PEC (Posta Elettronica Certificata)
Potranno fruire del sostegno camerale tutte le imprese, loro fondazione.innovazionesviluppo@legalmail.it esclusivamente
cooperative e consorzi che, al momento della presentazione tramite la PEC dell’impresa richiedente.
della domanda di contributo, risultino:
• iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commer- Riferimenti
cio di Pisa ed aventi la sede o unità locale oggetto dell’inve- - Delibera della Giunta Camerale 5 febbraio 2019 n. 7: bando
stimento nella Provincia di Pisa; per la concessione di voucher alle imprese per l’adozione di
• attive ed in regola con la denuncia di inizio attività al sistemi di gestione certificati e sistemi di sicurezza e video-
REA della Camera di Commercio di Pisa. Per le nuove sorveglianza - 2019.

Ambiente & sviluppo 3/2019 253


Agenda
Servizio Esperto Ipsoa

Il Servizio on-line “ESPERTO Ipsoa” offre risposte e soluzioni curate dai nostri esperti a quesiti posti da
professionisti, aziende, enti. “ESPERTO Ipsoa” è un servizio in abbonamento: per informazioni e quesiti
scrivere a info@leprofessionitecniche.it

Casi e soluzioni
a cura di Eleonora Perotto (*) e Andrea Quaranta (**)

EMISSIONI fatto che l’aria costituisce una risorsa naturale, essendone anzi
una delle più importanti, se non la più importante, per ogni
essere animale e vegetale”.
INQUINAMENTO ATMOSFERICO E DANNO AMBIENTALE Inoltre, occorre considerare che il D.Lgs n. 152/2006 contiene
disposizioni volte a prevenire e reprimere l’inquinamento
La legge dice che la lolla di riso è un atmosferico, definito dall’art. 268, comma 1, lett. a) come
sottoprodotto. “ogni modificazione dell’aria atmosferica, dovuta all’introdu-
Nella mia azienda viene utilizzata come zione nella stessa di una o più sostanze in quantità e con
combustibile: una pratica virtuosa, che caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la
salute umana o per le qualità dell’ambiente, oppure tali da
contribuisce a non consumare materie prime non ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi
rinnovabili. dell’ambiente”.
Ciò nonostante sono stato rinviato a giudizio, Si tratta, con tutta evidenza, di una definizione che conferma
in quanto legale rappresentante pro tempore, ulteriormente l’immanenza e l’evidenza del legame esistente
per gestione illecita di rifiuti, e mi è anche stato tra aria e ambiente.
contestato il danno ambientale.
Andrea Quaranta
Vorrei fare ricorso, ma prima ancora conoscere il
vostro punto di vista.
Innanzitutto, occorre precisare che la legge non elenca da BONIFICHE
nessuna parte sostanze che sono considerate, sempre, tout
court come sottoprodotti, ma specifica le condizioni che una IMPUTABILITÀ DELLA CONTAMINAZIONE E RESPONSABILITÀ
determinata sostanza deve avere per poter essere classifi-
cata, se del caso, come sottoprodotto, ed essere utilizzata di Nell’ambito di un procedimento di bonifica su un
conseguenza. terreno passato negli anni di proprietà in
È vero che con il D.M. 2 maggio 2006 è stata prevista la
cancellazione della lolla di riso dal D.M. 5 febbraio 1998, per
proprietà, la società di cui sono l’AD è stata
cui la stessa non è più classificata come rifiuto; tuttavia, questa considerata responsabile della contaminazione.
circostanza non significa che la lolla di riso non possa in In realtà abbiamo rilevato la società, e con essa i
assoluto essere più qualificata come rifiuto, posto che l’elimi- capannoni e il terreno sottostante, soltanto tre anni
nazione dal D.M. è connessa all’attività di recupero ivi origina- fa, quando sicuramente il danno era già stato fatto.
riamente indicata (produzione di lettiere per allevamenti
L’analisi di rischio e l’eventuale bonifica non
zootecnici), il che non esclude la necessità di riconsiderare la
qualificazione della lolla di riso, ove la stessa sia destinata a una dovrebbero essere a carico del responsabile
diversa attività, quale appunto può essere l’utilizzo come dell’inquinamento, e non del mero proprietario
combustibile in impianti di coincenerimento, come quello incolpevole?
gestito dalla sua società (Cass. pen. n. 51475/2018). La provincia non deve attivarsi per la ricerca di chi
Per quanto riguarda la configurazione del danno ambientale, ha causato, con il suo comportamento, la
occorre ricordare che la fonte dell’obbligo risarcitorio consiste contaminazione?
nella prolungata immissione nell’ambiente di sostanze inqui-
nanti, con conseguente pregiudizio alla salubrità dell’am- Di recente, un’importante sentenza del TAR di Brescia (n. 766/
biente, derivante dalla illecita combustione di rifiuti con 2018), ha avuto modo di riprendere, specificandoli, i concetti
caratteristiche non conformi a quelle autorizzate. da lei sintetizzati nella sua domanda.
L’art. 300, comma 1, D.Lgs n. 152/2006 qualifica come danno Per quanto riguarda l’addebito dell’inquinamento, infatti, il
ambientale “qualsiasi deterioramento significativo e misura- TAR ha richiamato la consolidata in giurisprudenza quella
bile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità per la quale non sussiste (in via automatica, come respon-
assicurata da quest’ultima”: basta questa definizione per sabilità oggettiva o per fatto altrui) una responsabilità in
superare l’affermazione secondo cui l’inquinamento dell’aria capo al proprietario dell’area inquinata e da bonificare per il
non costituisce danno ambientale, “non essendovi dubbio sul

(*) Dott.ssa Eleonora Perotto, Professore a contratto e Dottore (**) Dott. Andrea Quaranta, Environmental Risk and crisis
di ricerca in Ingegneria sanitaria ambientale presso il Politecnico di manager, andrea.quaranta@naturagiuridica.com.
Milano.

254 Ambiente & sviluppo 3/2019


Agenda
Servizio Esperto Ipsoa

solo fatto di essere proprietario, ove non si dimostri che Le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli
questi abbia provocato o contribuito a provocare il danno cumuli dei materiali vegetali agricoli e forestali (art. 185,
ambientale. comma 1, lettera f) del TUA), se effettuate con le modalità
È necessario, infatti, che l’autorità competente accerti il nesso ed alle condizioni indicate dalla legge (art. 182, comma 6-bis,
causale tra l’azione d’uno o più agenti individuabili ed il danno TUA), non rientrano tra le attività di gestione dei rifiuti (smalti-
ambientale concreto e quantificabile, onde sia possibile imporre mento illecito).
loro misure di riparazione, a prescindere dal tipo d’inquinamento Tuttavia, la stessa legge pone una serie di condizioni che
di cui trattasi (CDS, n. 1260/2017): naturalmente, dagli accerta- riguardano, nell’ordine:
menti potrebbe risultare anche la sua responsabilità. 1) la tipologia dell’attività (raggruppamento e abbruciamento);
Il TAR ne ha approfittato per richiamare le principali sentenze 2) la quantità di materiale (piccoli cumuli e in quantità giorna-
che, da diverse visuali, hanno affrontato il tema, e ha preci- liere non superiori a tre metri steri per ettaro);
sato che: 3) la tipologia dei materiali (materiali vegetali di cui all’art. 185,
• l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (n. 21/2013) ha comma 1, lettera f);
chiarito che l’amministrazione non può imporre al proprietario 4) il luogo in cui l’attività descritta deve svolgersi (luogo di
di un’area contaminata, il quale non sia l’autore dell’inquina- produzione).
mento, l’obbligo di porre in essere le misure di messa in Se ricorrono tutte le condizioni, sopra elencate, le attività
sicurezza di emergenza e di bonifica, in quanto gli effetti a descritte non rientrano nell’ampia nozione di gestione e si
carico del proprietario incolpevole restano limitati a quanto ritiene costituiscano “normali pratiche agricole”, consentite,
espressamente previsto dall’art. 253, D.Lgs. n. 152/2006 in tuttavia, soltanto per “il reimpiego dei materiali come sostanze
tema di oneri reali e privilegi speciali immobiliari (TAR Lecce, concimanti o ammendanti” (questa costituisce pertanto una
n. 325/2017); quinta condizione per l’operatività della deroga).
• tale sistema di ripartizione dei compiti e delle responsabilità La legge specifica ulteriormente che, nei periodi di massimo
è stato ritenuto compatibile con le regole comunitarie in mate- rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la
ria, e al più il proprietario non responsabile dell’inquinamento combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre
“potrà essere chiamato, nel caso, a rispondere sul piano vietata.
patrimoniale e a tale titolo potrà essere tenuto al rimborso I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia
delle spese relative agli interventi effettuati dall’autorità com- ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o
vietare la combustione del materiale all’aperto in tutti i
petente nel limite del valore di mercato del sito determinato
casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climati-
dopo l’esecuzione di tali interventi, secondo quanto desumi-
che o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale
bile dal contenuto dell’art. 253 del codice dell’ambiente”
attività possano derivare rischi per la pubblica e privata
(CDS, n. 4100/2016); incolumità e per la salute umana, con particolare riferi-
• il proprietario non responsabile dell’inquinamento è tenuto mento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili
soltanto ad adottare le misure di prevenzione (“le iniziative per (PM10) (Cass. pen. n. 48397/2018).
contrastare un evento, un atto o un’omissione che ha creato
una minaccia imminente per la salute o per l’ambiente intesa Andrea Quaranta
come rischio sufficientemente probabile che si verifichi un
danno sotto il profilo sanitario o ambientale in un futuro pros-
simo, al fine di impedire o minimizzare il realizzarsi di tale RIFIUTI SPECIALI: COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE
minaccia” (TAR Piemonte, n. 1142/2016).
Sulla questione della “responsabilità ambientale” fondata
sul principio del “chi inquina paga”, vale la pena ricordare LUOGO DI PRODUZIONE DEL RIFIUTO
che la giurisprudenza amministrativa ha altresì evidenziato
l’esigenza - ai fini dell’imputabilità di un evento a un Esiste una disciplina differenziata per le attività
soggetto - che vi sia un nesso di causalità tra azione (od di manutenzione edilizia ordinaria e quella
omissione) dell’autore della contaminazione e supera- delle infrastrutture di rilevanza pubblica,
mento - o il pericolo di superamento - dei limiti di conta- con particolare riferimento alla gestione
minazione: si è così sostenuto che è applicabile il canone - ordinaria e particolare di categorie di rifiuti?
elaborato in ambito civilistico - del “più probabile che non”,
secondo il quale per affermare il legame causale non è Sì, ovviamente.
necessario raggiungere un livello di probabilità (logica) Nell’ambito delle speciali categorie di rifiuti (di cui agli
prossimo a uno (cioè la certezza), bensì è sufficiente artt. 227 ss., n. 152/2006), l’art. 230, D.Lgs n. 152 del
dimostrare un grado di probabilità maggiore della metà, 2006 disciplina quelli derivanti dalla manutenzione delle
cioè del 50% (CDS, n. 5668/2017). infrastrutture, non potendosi ritenere tali i rifiuti derivanti
dallo svolgimento della ordinaria attività di manutenzione
Andrea Quaranta edilizia ma solo quelli derivante dalla manutenzione delle
infrastrutture di rilevanza pubblica.
Di conseguenza, la disciplina applicabile ai rifiuti derivanti dallo
RESIDUI VEGETALI svolgimento della normale attività di manutenzione edilizia:
- è quella ordinaria (artt. 181, 183, 184, 184-bis e 256, comma 1,
lettera a), D.Lgs n. 152 del 2006), e
ABBRUCIAMENTO DI MATERIALI AGRICOLI E FORESTALI - non quella particolare contenuta negli artt. 227 ss., né quella
di cui all’art. 266, comma 4, del medesimo Decreto.
La combustione di residui vegetali costituisce In caso contrario, si giungerebbe all’inaccettabile conse-
sempre un’attività illecita di gestione dei rifiuti? guenza che il produttore di rifiuti potrebbe:

Ambiente & sviluppo 3/2019 255


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- lasciarli sul luogo di produzione indefinitamente, in tal modo - ma anche quello nella disponibilità del produttore che sia
impedendo ai medesimi di acquisire la qualifica normativa- funzionalmente collegato al precedente (Cass. pen. n. 17333/
mente significativa di rifiuti, e 2016; n. 8061/2013), incombendo sulla parte privata l’onere
- addirittura, trasferirli, senza che gli stessi acquistino la qua- di dimostrare l’esistenza di tale collegamento (Cass. pen.
lifica di rifiuti, dal luogo di loro produzione verso un luogo n. 35494/2016).
diverso dalla sua sede o domicilio (in questi termini, da ultimo, Va ricordato, infine, che fra le condizioni necessarie per
v. Cass. pen. n. 50129/2018). l’individuazione del deposito temporaneo vi è il divieto
A tale ultimo proposito, occorre ricordare che, in tema di rifiuti, incondizionato di permanenza dei rifiuti nel sito di depo-
per luogo di produzione del rifiuto va inteso: sito per un periodo superiore all’anno ovvero, nel caso in
- non solo quello ove lo stesso è stato materialmente cui gli stessi superino il volume dei 30 mc, al trimestre.
prodotto;
Andrea Quaranta

256 Ambiente & sviluppo 3/2019


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