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Poste Italiane S.p.A. – spedizione in abbonamento postale- D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art.

1, comma 1, DR PZ

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L’INRAN nel 2012

È già trascorso un anno dal mio insediamento Il percorso dal seme alla tavola è appena iniziato
alla presidenza di INRAN, o più precisamente, del e già alcuni cenni di interazione fra gli ex-tre enti si
nuovo INRAN. Nuovo perché, per chi non è al cor- manifestano in maniera evidente.
rente o non lo ricordasse, oggi INRAN è una realtà Al di là degli aspetti amministrativi, di regolamen-
molto diversa dall’originale. In questi mesi INRAN tazione, di gestione ed economici, fra gli obiettivi
ha inglobato ENSE e INCA. Il primo è un ente molto ricercati figura la valorizzazione della componente
conosciuto nell’ambito agricolo che si occupa di se- scientifica. Uno dei primi impegni assunti da questa
menti, di certificazioni e di ricerca. Il secondo tratta amministrazione, in collaborazione con le compo-
le conserve, per ciò che riguarda i controlli di qualità. nenti dirigenziali, è quello di dare il massimo valore
In altri termini nel panorama degli Istituti di ri- ai risultati della ricerca. Oggi come mai prima, l’a-
cerca in agricoltura, INRAN rappresenta una grossa limento e il cibo sono argomenti quotidiani. Così
fetta di interessi, che vanno dalla ricerca e sperimen- come il ruolo dell’agricoltura per la qualità dei pro-
tazione e ai controlli delle varietà sementiere, alla nu- dotti, così dell’agroindustria, nella trasformazione
trizione e alimentazione, transitando da una miriade dei medesimi.
di aspetti relativi a quelle sfaccettature di grande ri- La partita appena iniziata dal nuovo INRAN non
lievo scientifico, ma pure salutistico ed economico, è facile e nemmeno scontata nel risultato. L’auspi-
che seguono all’uso della materia prima proveniente cio è che gli Enti pubblici preposti a interagire con
dall’agricoltura. INRAN siano attenti alle grandi risorse di cui siamo
Dopo un anno di lavoro, estremamente dispendio- in possesso, e che a fronte di risultati utili e di valo-
so in energie e tempi, la coesione dei tre enti in un’u- re, offrano il giusto riconoscimento a sostegno delle
nica realtà è sicuramente aumentata. Ma il percorso attività svolte.
è ancora lungo perché si possa affermare che si sia
creato un sinergismo positivo e produttivo soprattut- Mario Colombo
to nei confronti della collettività. Presidente INRAN

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Rubriche

06. Notizie 45. La moltiplicazione delle sementi orti-


11. Da Bruxelles cole in Italia
13. Produzioni e mercati
A. Lipparini
15. Dai Laboratori
17. Normativa sulle sementi
19. Dal seme alla tavola 50. La produzione di sementi di erba me-
dica in Italia
Ricerca D. Iraci Capuccinello, A. Sommovigo

20. Conservazione, caratterizzazione, valu- 56. La produzione del seme di barbabieto-


tazione e valorizzazione di germopla- la da zucchero
sma di specie foraggere e proteiche
M. Montanari
P. Annicchiarico, L. Pecetti, M. Romani, S. Proietti
Trasformazione
28. La valutazione del carattere di resisten-
za alle malattie ai fini dell’iscrizione 62. Più verdura sulle nostre tavole con i
delle varietà di specie ortive al Registro germogli
Nazionale
C.Giannetti
L. Sigillo, V. Senape, G. Serratore, R. Bravi
Statistiche
Tecnologia
65. Superfici controllate per la produzione
36. Organizzazione e problematiche della di sementi - Campagne 2007/2011
produzione di sementi
66. Andamento della produzione di seme
G.Laffi, E.Tersi
2007/2011
39. Caratteristiche e prospettive della pro-
duzione di sementi di frumento duro
C. Miceli, M. Vaccarella

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Pubblicazione registrata al Tribunale di Potenza con iscrizione n.345 del 09/05/2006


notizie
A cura di Elena Astrua Testori

Primo accordo di filiera tra sementieri e moltiplicatori ci, l’uso del seme certificato, gli OGM, anche in rela-
zione alle modifiche normative che si prospettano”.
In Emilia Romagna è stato firmato il primo accor- L’intesa è stata sottoscritta in una regione, l’E-
do tra aziende produttrici di sementi e gli agricoltori milia-Romagna, da sempre all’avanguardia in que-
che le moltiplicano. Assosementi e COAMS, il Con- sto settore, ma è intenzione delle parti firmatarie e
sorzio delle organizzazioni di agricoltori moltiplica- dell’assessore regionale Tiberio Rabboni di cercare di
tori di sementi, dopo un iter di alcuni mesi, sono estendere l’accordo ad altre regioni e portarlo all’at-
arrivati a concludere questo accordo di filiera, che tenzione del ministero delle Politiche agricole.
ha coinvolto l’assessore agricoltura della Regione
Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, e le organizzazioni Sementi di riso: Sirio è la prima varietà
professionali e cooperative agricole
Questo accordo è il primo raggiunto in Italia in Per il terzo anno consecutivo, cresce nel 2011 la
questo settore ed è finalizzato a sviluppare una mag- superficie coltivata per la produzione di sementi di
giore integrazione tra i diversi attori della filiera, an- riso, con un aumento di 533 ettari rispetto al 2010.
che in funzione della nuova riforma della PAC. La superficie, per un totale di 14.726 ettari, è risul-
In quest’ottica quindi vengono definiti i rappor- tata distribuita in modo simile fra le tre tipologie di
ti contrattuali tra aziende sementiere ed agricoltori riso più coltivate: lungo A da interno (26%), lungo B
moltiplicatori di sementi, quali la presenza di un con- (26%) e lungo A da parboiled (25%); i tipi comuni
tratto sottoscritto tra le parti, l’impegno a rispettare
determinati disciplinari colturali e l’individuazione
dei parametri qualitativi e di mercato su cui sarà con-
teggiato il prezzo di liquidazione del seme conferito.
All’intesa è previsto seguano accordi o contratti
quadro di settore, ad esempio per le sementi di fo-
raggere o di cereali, da cui poi dovranno scaturire i
singoli accordi di moltiplicazione tra le aziende se-
mentiere e gli agricoltori.
Tutto questo ha un significato che va oltre al sem-
plice accordo commerciale, perché è la partenza per
una maggior integrazione della filiera seme, che va
dalla ricerca varietale al commercio delle sementi.
“Siamo lieti di essere riusciti a raggiungere questa
intesa – sottolinea Paolo Marchesini, presidente di
Assosementi – non tanto per gli aspetti di regolazio-
ne dei rapporti fra le parti in materia di moltiplica-
zione delle sementi, che per certe specie con bietola
da zucchero, riso ed ortive ci vede leader in Europa,
quanto per l’importante segnale che il mondo se-
mentiero lancia al mondo politico ed istituzionale sul
ruolo fondamentale che ricerca varietale, produzione
e commercio delle sementi rivestono per il mondo
agricolo e l’agro-alimentare italiano”.
“È unanime il bisogno di affrontare insieme, agri-
coltori moltiplicatori e sementieri, - dice Edmo Tersi
del COAMS - le problematiche generali del settore,
per esprimere con più forza le esigenze comuni, qua-
li ad esempio le questioni inerenti l’uso dei fitofarma-

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notizie

sono stati coltivati sul 18% della superficie, mentre


solo il 5% ha riguardato i tipi medi.

In termini percentuali si sono avute variazioni solo


nella categoria lungo B (-4%) e nei lungo A da par-
boiled (+4%), mentre le altre tipologie sono rimaste
sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno.
Le maggiori variazioni in termini di superfici ap-
provate rispetto al 2010 si sono avute nelle provin-
ce di Milano (-28%, corrispondenti a -185 ha), Pavia
(-2%, corrispondenti a 113 ha), Alessandria (+37%,
corrispondenti a 131 ha) e Vercelli (+9%, corrispon-
denti a 329 ha).
L’8% della superficie controllata è stata scartata,
con una prevalenza di scarti avvenuti nelle varietà
lungo A da consumo interno (11%), per la maggior
parte dovuti all’eccessiva presenza di grana rossa. Le
varietà a granello LB, invece, sono quelle in cui si è
avuto il minore scarto percentuale (2%), a conferma
del fatto che in genere sono varietà a taglia bassa

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notizie

o “clearfield” e risultano, quindi, di più facile epu-


razione.
La varietà più coltivata per la produzione di semen-
ti è Sirio CL (1.212 ha) appartenente al gruppo delle
varietà lungo B. Gladio, dopo numerosi anni, perde il
primato e si attesta a 774 ha; a questo gruppo appar-
tiene anche Libero, prima varietà “clearfield” ad es-
sere stata iscritta al Registro italiano. È interessante
notare che il 60% della superficie certificata tra i tipi
lungo B appartiene a varietà ottenute con tecnologia
clearfield (Sirio CL, CL71 con 665 ha, CL26 con 217
ha, Mare CL con 84 ha, CL80 con 5 ha e CL46 con
2 ha).
Tra le varietà lungo A da consumo interno, le più
coltivate sono state Volano (656 ha), S. Andrea (483
ha) e Baldo (480 ha); nella tipologia lungo A da par-
boiled, invece, Ronaldo (474 ha), Dardo (448 ha) e
Loto (320 ha). Tra i tipi medi, Vialone nano è la va-
rietà con la maggiore superficie certificata (291 ha),
seguita da Crono (164 ha) e Flipper (48 ha).
Tra i tipi tondi, infine, Centauro si mantiene sui
valori dello scorso anno (846 ha), mentre una ridu-
zione si osserva per Selenio (746 ha, circa 100 ha in
meno rispetto al 2010); la terza varietà coltivata per
questa tipologia di granello è Brio (292 ha).
Anche quest’anno sono numerose le nuove varietà
in iscrizione, a testimoniare il fermento esistente nel
settore del riso. Si tratta di 35 nuove varietà in iscri-
zione al Registro nazionale, di cui 14 varietà lungo B,
11 lungo A (6 da parboiled e 5 da consumo interno),
6 con granello di tipo tondo e 4 medio. Le cultivar
clearfield, tutte al 2° o 3° anno di iscrizione sono 5, di
cui 2 tipi tondi e 3 lungo B.
Relativamente al settore biologico, nel corso del-
la campagna 2010-2011 non sono emerse differenze
sostanziali rispetto alla campagna precedente e sono
state richieste 366 deroghe per l’utilizzo di semen-
te convenzionale in coltivazioni di riso biologico. I
quantitativi totali richiesti ammontano a 1.680,90 t,
ma solo 1.574,80 t sono stati concessi. Il 42% delle
deroghe è stato concesso su varietà a granello tondo
(prevalentemente Centauro 244,60 t, Brio 200,30 t,
Balilla 139,05 t), il 22% su varietà lungo A da consu-
mo interno, il 22% su varietà lungo A da parboiled,
il 12% su varietà di tipo indica e il 2% per i tipi medi.

[Patrizia Titone]

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notizie

za, che vengono coltivati in tutto il mondo, Europa


compresa.
Questa tecnologia è stata messa a punto anche
sul riso, con la costituzione di una varietà resistente
agli erbicidi imidazolici, che vengono utilizzati per il
controllo delle infestanti in risaia e in particolare del
riso crodo (riso selvatico). Gli interventi di difesa in-
fatti hanno un ruolo molto importante nella gestione
della coltura del riso e il diserbo chimico è una pra-
tica che condiziona la produzione finale e incide sui
costi dell’azienda. Da sottolineare che queste linee di
riso tolleranti agli erbicidi non sono ogm, dato che
nessun gene o parte di DNA di un altro organismo,
è stato inserito.
Sono state ottenute infatti attraverso la mutagene-
si tradizionale, ovvero una tecnica che permette di
intervenire sul DNA proprio della pianta, senza ricor-
rere all’inserimento di geni provenienti da organismi
diversi, e di selezionare poi i soggetti dotati delle ca-
ratteristiche ricercate.
Nel dicembre 2005 è stata iscritta al Registro na-
zionale italiano la varietà Libero, ottenuta dall’Ente
Risi utilizzando la tecnologia “clearfield”, brevettata
da Basf. Da quel momento molte aziende sementie-
re hanno utilizzato questa tecnologia e registrato le
varietà ottenute.

Semi, semi germogliati e rischi per la salute

Dopo l’emergenza sanitaria scoppiata in Francia e


Germania la scorsa estate, dopo la scoperta di foco-
lai di Escherichia coli nei germogli ad uso alimentare,
la Commissione europea ha chiesto all’Autorità euro-
pea per la sicurezza alimentare (Efsa) un parere sui
pericoli microbiologici associati al consumo di semi
destinati alla germinazione e dei semi germogliati
(germogli, germogli embrionali e crescione).
Gli esperti dell’Efsa hanno proposto di classificare
questi alimenti come cibi pronti al consumo e non
Cos’è la tecnologia “clearfield” per il riso più tra le materie prime, come le sementi destinate
ad uso agricolo. Infatti determinati batteri patogeni,
Dal 1993 negli Usa si è sviluppata una nuova come ad esempio la Salmonella, l’Escherichia coli e
tecnologia, brevettata, con la quale, attraverso un la Listeria monocytoides, possono contaminare i semi
programma di miglioramento genetico, si svilup- destinati alla germinazione, che sono generalmen-
pano nuove varietà di piante tolleranti agli erbicidi. te consumati a crudo, durante varie fasi della filiera
Si tratta di un sistema di produzione utilizzato per alimentare: dalla produzione, allo stoccaggio, alla
diverse colture, quali mais, girasole, frumento, col- distribuzione. In quest’ottica diventa fondamentale

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notizie

separare i semi destinati alla coltivazione da quel-


li indirizzati direttamente all’alimentazione, il che
permetterà maggiore libertà da vincoli per i primi e
maggiori controlli sui secondi. L’Efsa ha raccoman-
dato inoltre l’adozione di misure di sicurezza sup-
plementari per l’intera catena di produzione di semi
germogliati quali: la scelta accurata delle colture da
seme da destinare a germogli; un uso attento di fer-
tilizzanti e dell’acqua di irrigazione; la riduzione della
possibilità di contaminazione dei semi con il terreno
durante la raccolta; la garanzia che i semi vengano
trasportati e conservati in condizioni che minimizzi-
no i rischi di contaminazione; la riduzione della com-
mistione tra lotti di sementi.

Campagna di semina del girasole spinta dai buoni cui si ottiene olio, circa l’8% a livello mondiale, e so-
risultati produttivi del 2011 prattutto è una coltura europea, con il 60-70% della
produzione realizzata tra Russia, Ucraina ed i paesi
Il punto sulla coltura è stato fatto a Perugia nel feb- dell’UE27. In Italia il girasole attende da tempo un
braio scorso in occasione di un convegno organizza- pieno rilancio, dopo il crollo delle superfici coltivate
to da Assosementi, in collaborazione con il CRA ed agli inizi degli anni 2000, e soprattutto quotazioni di
il Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, sul mercato che diano maggiore fiducia agli agricoltori.
tema: “le indicazioni della sperimentazione per una “La ricerca varietale sul girasole si è concentrata
piena valorizzazione della coltura del girasole”. soprattutto nei paesi europei – ha sottolineato Carli
“Le prospettive per il girasole, coltura insostituibi- – e le aziende sementiere stanno investendo molto
le nell’avvicendamento aziendale nelle regioni dell’I- su questa coltura, che ha grosse potenzialità. Basti
talia centrale, sono molto positive grazie al continuo pensare che la resa media sperimentale delle 32 va-
incremento produttivo assicurato dalle nuove varietà rietà provate dal CRA nel 2011 è stata vicina alle 3,6
ed alle interessanti possibilità di sfruttamento alter- t per ettaro”.
native a quello alimentare, in campo bioenergetico e Il convegno di Assosementi è stato presieduto
zootecnico” – ha commentato Giuseppe Carli presi- da Andrea Sisti, presidente del Consiglio nazionale
dente della Sezione sementi di colture industriali di dell’ordine degli agronomi e dottori forestali, e ha
Assosementi. visto diversi interventi. In particolare di Andrea Del
Il girasole si colloca tra le colture più importanti da Gatto, del CRA-colture industriali, che ha relazionato
sui risultati della sperimentazione e messo in eviden-
za come la produttività degli ibridi alto oleico abbia
oramai raggiunto quella degli ibridi convenzionali; di
Ester Foppa Pedretti e di Federica Trombetta, dell’Uni-
versità politecnica delle Marche, sulle prospettive di
impiego dei semi di girasole in una filiera integrata
energetico-zootecnica; di Massimo Zaccardelli, del
CRA-orticoltura, sull’efficacia delle farine di girasole
come ammendanti; di Enrico Zavaglia, in rappresen-
tanza di Assitol, infine, che ha tracciato una pano-
ramica delle produzioni e dei flussi commerciali a
livello mondiale, europeo e nazionale e delle riper-
cussioni sui prezzi di mercato.

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da Bruxelles
A cura di Pier Giacomo Bianchi e
Elena Astrua Testori

Riunioni del Comitato Permanente Sementi

10 novembre 2011

Identificazione di lotti di materiale forestale da ripro- l’intenzione di introdurre una nota ulteriore che in-
duzione formi del differente contenuto in glucosinolato. Si
La Commissione ha fornito informazioni sulle li- è affrontato anche il problema dell’armonizzazione
nee guida necessarie per identificare lotti di materia- della metodologia per determinarne il contenuto,
le forestale e per la stesura dell’etichetta del fornito- mentre la Francia ha informato di avere in corso un
re o del documento, che facilita la comprensione di ring test.
queste informazioni in tutti gli stati membri.
Portainnesti di varietà ortive
Varietà da conservazione e amatoriali In seguito al dibattito avvenuto in una scorsa ri-
Sono già 125 le varietà da conservazione di piante unione del Comitato, è ora disponibile per gli stati
agrarie presenti nel Catalogo comune, provenienti da membri la lista completa dei portainnesti di varietà
12 paesi, mentre per le varietà ortive gli stati membri ortive, per una verifica finale. Il quinto supplemento
sono ancora al lavoro. Inoltre sono state notificate 16 alla 29a edizione completa, pubblicato il 29 agosto
varietà da conservazione e 87 varietà amatoriali da 2011, comprende queste varietà. Ogni cambiamento
parte di 3 stati. Questi i dati forniti dalla Commissio- o aggiornamento deve essere notificato alla Com-
ne. Il Comitato sementi ha discusso sulle restrizioni missione e sarà pubblicato secondo il programma
quantitative, sulla regione di origine, sulle tariffe di esistente.
certificazione, sul fatto che i regolamenti nazionali
debbano essere più restrittivi, sul passaporto delle Aggiornamento sulla revisione delle norme su se-
piante e gli approcci futuri. La Commissione ha chie- menti e materiale di propagazione
sto agli stati membri di far conoscere quali sono gli La Commissione ha fornito un breve aggiorna-
organismi ufficiali per le risorse genetiche riguardo mento. La consultazione pubblica sulle “opzioni e
alle direttive 2008/62/CE e 2009/145/CE. analisi” sulla valutazione di impatto della revisione è
stata pubblicata sul sito SANCO. Anche le 260 rispo-
Rivisti i requisiti per le varietà 00 di colza ste ricevute sono state pubblicate sul sito. La relazio-
Gli stati membri hanno dato informazioni alla ne sulla valutazione di impatto e la proposta legale
Commissione sul contenuto in glucosinolato in va- sono allo studio, per permetterne l’adozione da parte
rietà di colza e hanno manifestato l’intenzione di della Commissione nella seconda metà del 2012.
pubblicare l’informazione (<18 micromoli/g, nuove
sementi di colza 00) con una nota nella nuova edi- Equivalenza di patate da semina provenienti da paesi
zione del Catalogo. Per alcune varietà la Commissio- terzi
ne ha ricevuto informazioni discordanti, e per la stes- È stata votata a maggioranza qualificata la propo-
sa varietà in uno stato il contenuto in glucosinolato sta di decisione che modifica l’Art.21 (3) della diret-
è risultato maggiore a 18 micromoli/g, in un altro è tiva 2002/56/CE, e che estende al 31 marzo 2014 la
risultato inferiore. La Commissione ha manifestato validità delle decisioni degli stati membri sull’equiva-

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da Bruxelles

lenza di patate da semina provenienti da alcuni paesi zi di sorgo da foraggio, allineare le dimensioni del
terzi. campione con quelle ISTA e modificare i requisiti di
purezza per piante ad uso foraggero e da biomassa.
Requisiti qualitativi per il riso −−Il delegato polacco ha presentato il resoconto del-
La Commissione ha presentato la proposta che la Task Force 3 sul regolamento 882/2004/CE sui
modifica la direttiva 66/402/CE. Gli stati membri controlli ufficiali e evidenziato la necessità che gli
hanno mostrato studi e prove sulla necessità di in- esperti di sementi e materiale di propagazione
trodurre una soglia massima di piante di riso infet- prendano contatti con gli esperti responsabili del
tate da Fusarium fujikuroi e di ridurre la presenza di regolamento nel proprio paese.
riso selvatico o riso a grana rossa nelle colture. Si è −−L’Estonia ha ricordato la sua richiesta di modifica
discusso sui requisiti proposti per Fusarium e grana dell’allegato II della direttiva 66/401/CE sulle pian-
rossa, mentre la proposta con le opportune modifi- te da foraggio, che riguarda la germinabilità mi-
che verrà preparata dagli esperti del gruppo di lavoro nima (in relazione alla presenza di semi duri). La
e votata in una prossima riunione del Comitato. Commissione cercherà di effettuare le modifiche in
un pacchetto insieme ad altre.
... e inoltre −−Il delegato francese ha elencato i temi più urgenti
−−È ora consultabile il nuovo database del Catalogo da inserire nel programma di lavoro 2012: l’esperi-
Comune delle varietà, che contiene circa 19.000 mento temporaneo per la certificazione sotto su-
varietà di piante agrarie e circa 17.000 di piante or- pervisione ufficiale del materiale di pre-base e base;
tive. La versione cartacea, pubblicata sulla Gazzetta la modifica delle etichette ufficiali delle sementi di
ufficiale, continuerà comunque a presentare i Cata- colza, per quando riguarda il peso netto; l’allinea-
loghi. La Commissione ha chiesto agli stati membri mento con le norme ISTA del peso dei campioni
di inserire il link del database nei siti dei Cataloghi di sorgo; lo sviluppo del Catalogo comune per la
nazionali. vite. La Commissione ha informato il Comitato che
−−Il delegato danese ha evidenziato il problema del sua priorità è la revisione della legislazione sulle se-
coordinamento UE per l’incontro del gruppo con- menti e materiale di propagazione, ma che sarebbe
sultivo OECD, che si è svolto lo scorso gennaio e utile impostare e discutere un programma 2012,
Parigi. Nell’incontro annuale OECD di Istanbul del come è stato fatto negli ultimi anni.
maggio scorso, alcuni stati hanno votato di esten- −−Il delegato danese ha informato il Comitato degli
dere l’autorizzazione dei controlli in campo sotto incontri sotto presidenza danese nella prima metà
sorveglianza ufficiale alla produzione di seme di del 2012: 19 marzo, coordinamento dell’Unione
base e pre-base. Come la legislazione di base avreb- internazionale UPOV e 27 giugno coordinamento
be bisogno di essere modificata in modo che la UE OECD. In entrambe gli incontri, è stata program-
sia in grado di seguire questo approccio, e questo mata una valutazione sulla revisione della legisla-
sarà applicato alla revisione in corso, è stato deciso zione di sementi e materiale di propagazione e sui
che le regole OECD dovranno essere modificate. diritti varietali. In più l’autorità nazionale “Plant
Tuttavia è necessario chiarire che il nuovo approc- Directorate” è stata unita ad altre agenzie per dare
cio non si può applicare alle importazioni nella UE. luogo alla nuova Danish AgriFish Agency.
I lotti di sementi di pre-base e base possono entra-
re nell’Unione europea solo sotto accordi di equi- 24 novembre 2011
valenza, se le coltivazioni di pre-base e base sono
state controllate da organismi ufficiali. C’è quindi la Requisiti qualitativi per il riso
necessità di aggiungere una nota alle regole degli È stata votata a maggioranza qualificata la propo-
schemi OECD. Il testo modificato sarà fatto circola- sta che introduce nella direttiva 66/402/CEE sul riso
re tra gli stati membri. una soglia massima di piante infettate da Fusarium
−−La Commissione ha presentato la richiesta di ESA fujikuroi e che riduce la presenza di riso selvatico o
(European Seed Association) di indicare gli utiliz- riso a grana rossa nelle colture porta-seme.

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produzioni e mercati
A cura di Massimo Montanari

Ritardate le semine primaverili e i trapianti

L’andamento meteorologico degli ultimi mesi del


2011 è stato caratterizzato da una riduzione della
piovosità media rispetto alle ultime annate. Le piog-
ge sono risultate scarse e irregolarmente distribuite
su tutta la penisola. Le temperature, superiori alle
medie stagionali fino alla fine del mese di ottobre, si
sono poi allineate alle medie del periodo negli ultimi
mesi dell’anno. Nel 2012 è continuata la carenza di
piogge fino al termine del mese di gennaio; in segui-
to, abbondanti nevicate accompagnate da importan-
ti abbassamenti di temperatura hanno colpito quasi
tutta l’Italia.
Con questa situazione meteorologica, tutte le ope-
razioni colturali e le semine tipiche del periodo tar-
do invernale rimarranno in sospeso fino a quando i
terreni saranno nuovamente accessibili ai mezzi atti
alle lavorazioni e alle semine. A risentire di questi ri-
tardi saranno i trapianti delle colture da seme di bar-
babietola e le semine primaverili di specie foraggere
e di cereali a paglia, di crucifere e di specie ortive.

Tuberi seme di patata

Un’altra specie che dovrà attendere la messa a di-


mora è la patata. Nel nostro Paese la coltivazione di
patate da seme è attualmente ridotta a piccole realtà
presenti da nord a sud in areali di alta collina o mon- particolari varietà e di specifiche dimensioni; infatti
tagna. i calibri 28/35 e 35/45, che sono i più idonei per una
Oltre il 90% dei tuberi seme commercializzati in semina meccanica uniforme, hanno costi superiori.
Italia è originaria del Nord-Europa, dove la coltiva- Inoltre sul prezzo grava anche il costo della ricerca
zione della patata e della patata da seme è partico- genetica, che è alla base della costituzione di nuove
larmente diffusa e dove sono numerose le aziende varietà, sempre più rispondenti ai diversi segmenti
sementiere di indiscussa capacità commerciale. produttivi.
Il costo finale delle patate da seme è dovuto alle In un contesto di commercio globale, l’Italia, per
spese di produzione che le ditte sementiere sosten- via delle sue limitate produzioni e del suo ridotto
gono; i contratti che le ditte stipulano con le aziende mercato, influisce in modo solo marginale sui prezzi
moltiplicatrici sono spesso “a superficie” e con ob- del seme, al contrario di altri Paesi con una più spic-
bligo di consegna di tutto il prodotto raccolto. Dalle cata tradizione pataticola.
pratiche agronomiche e dall’andamento climatico di- Di seguito alcuni prezzi di tuberi seme di patata
pendono i quantitativi raccolti ed i calibri ottenuti. Le di classe A di provenienza nord-europea, tratti dal
patate vengono poi selezionate, calibrate, conciate e listino del 2012 per la vendita alle aziende agricole
poste in confezioni di capacità variabile da 25 kg fino della zona di Bologna. Si tratta dei prezzi indicativi
a 10 q di peso. espressi in €/kg di confezioni da 25 Kg di diverse va-
Il prezzo dipende altresì da logiche commercia- rietà e diversi calibri franco partenza magazzino del
li: domanda e disponibilità di prodotto, richieste di distributore.

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produzioni e mercati

Prezzi delle patate da Calibro


seme di classe A - €/kg 28/35 35/45 45/50 45/55 50/55
Varietà

AGATA 1,31 1,05 0,85 0,73

ALMERA 1,05 0,80

AMBRA 1,35 1,10 0,90

CHOPIN 1,29 1,01 0,85

ELFE 0,92 0,72

FINKA 0,92 0,72

KURODA 1,25 1,03 0,80

LAURA 0,96 0,76

LISETA 1,12 0,82 0,66

MARABEL 0,92 0,72

PRIMURA 1,17 0,92 0,62

VIVALDI 1,31 1,05 0,89 0,73

Foraggere ni minime e massime rilevate dai listini settimanali


delle due borse da noi monitorate; anche le denomi-
Come illustrato di seguito, le quotazioni delle bor- nazioni delle merci sono quelle utilizzate dai listini
se merci a cui ci riferiamo si mantengono stazionarie indicati.
e rispetto allo stesso periodo dello scorso anno in Nel momento in cui scriviamo (metà febbraio),
aumento per tutte le specie tranne che per la medica. tutte le ditte sementiere foraggere risultano in piena
L’unica variazione significativa registrata è avvenu- attività per assolvere ai numerosi ordinativi naziona-
ta alla borsa di Bologna nelle due sedute del mese li e di esportazione. Come ricordato nel precedente
di febbraio, in cui sono aumentate le quotazioni del numero di “Dal seme” infatti la campagna 2011 è
seme certificato di erba medica di prima e seconda stata caratterizzata da problematiche di produzione
riproduzione. e approvvigionamento del seme che, non disponibile
Ricordiamo che i prezzi riportati si intendono €/t appieno per le semine autunnali, lo sarà tuttavia per
all’ingrosso IVA esclusa e sono medie fra le quotazio- quelle primaverili.

Prezzi delle sementi Borsa Merci Bologna OTT NOV DIC GEN FEB
rilevati sulle Borse merci
Sementi selezionate Certificate / Anno 2010 2011 2010 2011 2010 2011 2011 2012 2011 2012
di Bologna e Roma
(euro/t) - Foraggere Erba medica di varietà – 1° rip. X X 3300 3200 3350 3200 3350 3200 3350 3350

Erba medica di varietà – 2° rip. X 2600 2800 2600 2850 2600 2850 2600 2850 2850

Loietto italico 1206 1525 1225 1525 1225 1525 1225 1525 1225 1525

Trifoglio incarnato (var. tardiva) X 2100 X 2100 X 2100 X 2100 X 2100

Trifoglio alessandrino X 1500 1100 1500 1100 1500 1100 1500 1100 1500

X = non quotato - I dati medi di FEB 2012 sono riferiti ai primi due listini del mese

Borsa Merci Roma OTT NOV DIC GEN FEB

Sementi selezionate Certificate / Anno 2010 2011 2010 2011 2010 2011 2011 2012 2011 2012

Erba medica naz. di varietà 2900 X 3050 2750 3050 2750 3050 2750 3050 2750

Loietto italico dipl. naz. di varietà 1150 1550 1150 1550 1150 1550 1150 1550 1150 1550

Loietto italico tetr. naz. di varietà 1250 1650 1250 1650 1250 1650 1250 1650 1250 1650

Trifoglio incarnato var. tardivo 1850 2250 1850 2250 1850 2250 1850 2250 1850 2250

Trifoglio alessandrino di varietà 1200 1650 1200 1650 1200 1650 1200 1650 1200 1650

X = non quotato - I dati medi di FEB 2012 sono riferiti ai primi due listini del mese

14
dai laboratori
A cura di Rita Zecchinelli

La detection di Xanthomonas campestris pv vitians laboratorio sta mettendo a punto una metodica che
su seme di Lactuca sativa L. prende spunto da esperienze riportate in pubblica-
zioni scientifiche recenti e dai principi generali indi-
Lo stato fitosanitario dei semi è condizionato dalle cati nelle procedure diagnostiche ufficiali.
possibili contaminazioni dovute a patogeni fungini, Questi, in linea generale, si basano sull’impiego di
batterici o virali. Il rilevamento di tali patogeni rap- substrati semi-selettivi e sull’isolamento dei batteri
presenta un importante mezzo di profilassi per limi- dalle acque di lavaggio.
tare la diffusione di malattie e perdite produttive. La prima fase della messa a punto ha riguardato la
Per le specie ortive sono disponibili protocolli dia- scelta del mezzo semi-selettivo che consentisse un
gnostici ufficiali prodotti da organizzazioni scienti- efficace isolamento del batterio e una buona azione
fiche internazionali come l’ISTA (International Seed selettiva nei confronti delle specie saprofite. È stata
Testing Association), l’ISF (International Seed Fede- pertanto eseguita una valutazione preliminare dei
ration) e l’EPPO (European Plant Protection Organi- substrati : MCS20abn e FS (ISTA 7-019), XCS (Barak
zation) che forniscono precise indicazioni sulle mo- et al., 2001), MMG (Toussaint et al., 2001), mTMB e
dalità operative per svolgere le analisi. CKTM (protocollo ISF, versione 4, 2011).
Nel caso specifico delle batteriosi, sono disponi- I substrati sono stati saggiati osservando la cresci-
bili attualmente protocolli validati per la ricerca di ta di sei isolati di riferimento forniti dal dipartimento
Clavibacter michiganensis subsp. michiganensis e Xan- ArboPaVe (Portici, NA).
thomonas spp. su seme di pomodoro; Xanthomonas In seguito a questa valutazione iniziale, gli isola-
spp. su peperone; Xanthomonas campestris pv campe- menti sono stati condotti su MCS20abn e XCS. Isolamento di colonie di
stris su semi di brassicacee; Xanthomonas axonopodis Le colonie dei ceppi di riferimento si presentavano Xanthomonas sp. su pia-
pv phaseoli e Pseudomonas savastanoi pv phaseolicola lucide, mucose e di colore giallo sul substrato semi- stra di XCS e MCS20abn.
su semi di fagiolo.
Il Laboratorio di Analisi Fitopatologiche della Se-
zione dell’INRAN di Battipaglia, applicando proto-
colli validati, svolge queste determinazioni per conto
di aziende sementiere ai fini di una certificazione
fitosanitaria volontaria. Frequentemente, la verifica
dello stato sanitario del seme, viene commissiona-
ta anche da aziende agricole di quarta gamma, allo
scopo di assicurare l’impiego di seme sano nel loro
processo produttivo.
È proprio dal sistema produttivo della quarta gam-
ma che è nata l’esigenza di controllare lo stato fitosa-
nitario dei semi di lattuga: i produttori richiedono la
verifica per una eventuale contaminazione dovuta ad
agenti fungini (es.: Fusarium oxysporum f. sp. lactu-
cae) e al batterio Xanthomonas campestris pv vitians.
Il batterio è l’agente causale del Leaf Spot della lat-
tuga (maculatura fogliare) e si manifesta con lesioni
fogliari sia sulla lamina che sulla costa; anche i fusti
vengono danneggiati dal batterio andando incontro
a marciumi. Negli ultimi anni, i sintomi fogliari di
questa malattia sono stati osservati in serre dell’Ita-
lia centrale.
Per la detection di X. c. vitians su lattuga non sono
disponibili procedure validate ufficiali, pertanto, il

15
dai laboratori

Amplificazione tipico di X. c. campestris ma non di X. c. vitians. I cep-


positiva mediante PCR pi batterici isolati, inoltre, non venivano tutti iden-
(Barak et al., 2001) tificati come X. c. vitians dall’analisi PCR: le colonie
a morfologia “atipica”, infatti, non venivano rilevate
dai marcatori specifici. Per l’identificazione di questi
isolati è stato eseguito un saggio mediante il sistema
BIOLOG che riconosce le specie batteriche in base
al profilo di utilizzazione degli zuccheri. Con questo
sistema gli isolati sono stati riconosciuti come X .c.
raphani con il 75% di probabilità e cioè una probabili-
selettivo MCS20abn e, in alcuni casi, erano circon- tà di riconoscimento piuttosto bassa.
date da un alone scuro. Sul substrato XCS le colonie Neppure le analisi di sequenziamento della regio-
si presentavano lucide, mucose, in rilievo e di color ne ribosomiale 16S (Goncalves e Rosato, 2002) ese-
bianco crema guite hanno consentito un’identificazione certa.
Ciascun campione di lattuga è stato suddiviso in In questa fase preliminare di messa a punto, i
tre sub-campioni, come previsto dal protocollo di protocolli di detection impiegati hanno dato risultati
Barak e collaboratori (2001); questi sono stati posti a promettenti poiché hanno consentito l’isolamento
macerare per 18 ore a 4°C. del batterio.
Il tampone di macerazione è stato quindi analizza- Da questa esperienza si sono però evidenziati due
to mediante il metodo delle diluizioni sospensioni e, aspetti fondamentali: uno di tipo epidemiologico, la
dopo 5 – 7 giorni di incubazione a 28°C, sono state presenza di diverse tipologie del batterio Xanthomo-
individuate le colonie con morfologia simile a quella nas sp. sui campioni di semi di lattuga processati;
del genere Xanthomonas (foto 1). uno di tipo procedurale, la mancanza di un protocol-
Le colonie sono state successivamente purifica- lo diagnostico ufficialmente riconosciuto.
te e sottoposte a saggi di identificazione mediante Al fine di determinare inequivocabilmente la pa-
un protocollo di diagnosi molecolare (PCR). La PCR tovar del batterio isolato e per chiarire l’inaspettata
(foto 2) è stata realizzata impiegando i marcatori presenza di isolati “atipici” identificati come X. c.
specifici per la patovar disegnati da J. D. Barak ma raphani, responsabili della batteriosi della rucola, si
la miscela di reazione e le condizioni dei cicli termici dovrà quindi procedere allo svolgimento di un test di
sono stati definiti presso il laboratorio, in seguito ad patogenicità in vivo, saggiando il comportamento di
una fase di sperimentazione. questi isolati sia su lattuga che su rucola.
Impiegando questa procedura, più della metà dei I test di identificazione in vivo dovranno inoltre es-
campioni di seme di lattuga analizzati è risultato sere integrati con saggi di tipo molecolare.
contaminato da Xanthomonas sp. I ceppi batterici Infine, per affrontare la carenza procedurale, sarà
isolati dai diversi campioni presentavano però ca- necessario completare la messa a punto del meto-
ratteristiche disomogenee sia per quanto riguarda la do dedicando particolare attenzione alla scelta del
morfologia che per il comportamento all’identifica- substrato semi-selettivo, alla messa a punto del test
zione molecolare. di patogenicità e all’impiego di metodi alternativi di
Alcune colonie presentavano morfologia molto identificazione molecolare.
simile agli isolati di riferimento mentre altre (colo- Affinché un protocollo possa essere considerato
nie ”atipiche”) producevano un alone di idrolisi sul affidabile è comunque necessario che superi un pro-
substrato MCS20abn dovuto all’utilizzo dell’amido e cesso di validazione intra e inter laboratorio.

[Loredana Sigillo, Veronica Senape, Giovanna


Serratore]

Laboratorio di Analisi Fitopatologiche – INRAN (Sez. Battipaglia)

16
normativa sulle sementi
A cura di Pier Giacomo Bianchi

Autorizzata l’importazione di patate da semina dal come infette da Fusarium fujikuroi in funzione della
Canada categoria del seme prodotto: 2 piante per 200 m2 nel
caso di colture destinate alla produzione di sementi
Con decisione di esecuzione della Commissione di base, 4 e 8 per 200 m2 rispettivamente per colture
2011/778/UE del 28 novembre 2011 (gazzetta uffi- destinate a produrre sementi certificate di prima o di
ciale UE L317 del 30 novembre 2011) e 2011/820/UE seconda generazione.
del 7 dicembre 2011 (gazzetta ufficiale UE L327 del 9 Una disposizione analoga (per base e pre-base si
dicembre 2011) la Commissione ha autorizzato fino parlava di tracce) era in vigore in Italia come misura
al 31 marzo 2014 Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, nazionale aggiuntiva.
Cipro e Malta a importare dal Canada tuberi di patata Per la grana rossa (e le piante selvatiche) i requisiti
da semina in deroga ai divieti di natura fitosanitaria. della coltura sono stati ulteriormente rinforzati per le
L’importazione è limitata a determinate province colture destinate alla produzione di sementi certifi-
del Canada e soggetta a condizioni essenzialmente cate (di prima o seconda generazione): con il nuovo
volte a evitare l’introduzione di Clavibacter michiga- provvedimento è ammessa la presenza di una sola
nensis (agente del marciume anulare della patata) ed pianta per 100 m2 (ne era ammessa 1 ogni 50 m2).
Epitrix (pulce dei tuberi, un coleottero responsabile Per la produzione di sementi di base è confermata
tra l’altro di danni ai tuberi di patata) sul territorio da disposizione che prevede l’assenza di piante ma-
dell’Unione europea. nifestamente riconoscibili come selvatiche o a grana
rossa.
Nuove disposizioni comunitarie sulle sementi di riso Gli Stati membri dovranno recepire le nuove misu-
re entro il 31 maggio 2012.
Con direttiva di esecuzione della Commissione
2012/1/UE del 6 gennaio 2012 (gazzetta ufficiale UE Nuovi criteri e procedure per l’iscrizione di varietà di
L4 del 7 gennaio 2012) sono stati modificati i requi- cereali a paglia
siti delle sementi di riso previsti dagli allegati alla
direttiva 66/402/CEE per quanto riguarda fusariosi Con decreto MiPAAF 10 ottobre 2011 (gazzetta
e grana rossa. ufficiale n. 297 del 22 dicembre 2011) sono stati in-
Entrambe le modifiche riguardano le colture porta- trodotti nuovi criteri e procedure per l’iscrizione al
seme. Per la fusariosi è stato introdotto un limite registro nazionale di nuove varietà di cereali a paglia
alla presenza di piante manifestamente riconoscibili escluso il riso. In precedenza l’iscrizione era regolata

17
normativa sulle sementi

dal decreto 8 maggio 2001 per quanto riguarda fru- 105 per un frumento per altri usi.
mento tenero, duro, orzo, avena, segale e triticale e Per il frumento duro si passa da tre a due areali di
dal decreto 17 marzo 2004 per la registrazione volon- coltivazione (centro-nord e sud e isole) ma il giudizio
taria del farro (T. dicoccon e monococcum). resta basato sull’indice globale di qualità (IGQ) com-
Il decreto del 2011 innova nell’ambito della prova posto da peso ettolitrico (10 %), tenore proteico (40
descrittiva, di quella agronomica e nelle prove sotto %), indice di glutine (30 %), colore (20 %).
sorveglianza ufficiale; è inoltre previsto un aggiorna- Per le altre specie le varietà candidate sono con-
mento dei costi in funzione delle nuove modalità di frontate con la media dei testimoni rapportate a un
prova. numero indice. Nel caso dell’orzo sono previste pro-
Rispetto al 2001 sono state introdotte le nuove ve specifiche per la destinazione da malto e per le
schede descrittive CPVO e UPOV adottate nel frat- varietà ricche di beta-glucani.
tempo e si prevedono modalità specifiche per le va- I controlli delle prove sotto sorveglianza sono raf-
rietà ibride. forzati con l’identificazione di un referente tecnico
Per la prova agronomica è stato ridotto il numero delle prove condotte dal costitutore e dall’ispezione
di località da 8 a 6 per il frumento duro e da 4 a 3 delle prove da parte del centro di coordinamento,
per l’orzo autunnale. Sono modificati anche i criteri inoltre un campione di riferimento della varietà can-
di approvazione delle varietà. Per il frumento tenero didata è depositato presso il centro di coordinamen-
le varietà candidate sono confrontate con la media to fin dal primo ciclo di prova.
dei testimoni delle cinque classi qualitative (di forza, Per quanto riguarda i costi si va da 1.630 Euro per
panificabile superiore, panificabile, biscottiero e altro ciclo di un avena primaverile a 4.430 Euro di un orzo
uso); fatto 100 la produzione dei panificabili e dei bi- da malto autunnale, passando da 2.960 Euro per una
scottieri è necessario almeno un indice di 90 per un varietà di frumento tenero e 3.350 Euro per un fru-
frumento di forza, 95 per un panificabile superiore e mento duro.

Provvedimenti nazionali Decreto del Ministero delle Politiche Agricole


Alimentari e Forestali
sulle varietà Tipo di provvedimento Specie interessate Gazzetta Ufficiale
Data N°

24 Ottobre 2011 11A14956 Variazione di denominazione Patata GU n. 272 del 22-11-2011

28 Ottobre 2011 11A14955 Iscrizione Mais, foraggere GU n. 272 del 22-11-2011

7 Novembre 2011 11A15656 Iscrizione Cereali a paglia GU n. 282 del 3-12-2011

10 Novembre 2011 11A15657 Iscrizione Soia GU n. 282 del 3-12-2011

21 Novembre 2011 11A15988 Variazione di denominazione Foraggere GU n. 294 del 19-12-2011

18 Novembre 2011 11A15934 Iscrizione Ortive GU n. 295 del 20-12-2011

23 Novembre 2011 11A16190 Iscrizione Cereali a paglia GU n. 300 del 27-12-2011

15 Dicembre 2011 12A00589 Iscrizione Girasole GU n. 20 del 25-1-2012

19 Gennaio 2012 12A01124 Iscrizione Mais GU n. 28 del 3-2-2012

19 Gennaio 2012 12A01127 Cancellazione Mais e cereali a paglia GU n. 29 del 4-2-2012

I decreti che riguardano le variazioni al Registro Nazionale delle varietà agrarie e ortive vengono pubblicati dal Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sulla Gazzetta Ufficiale Italiana.
Nella tabella vengono prese in considerazione le Gazzette Ufficiali che vanno dalla G.U. n. 271 del 21-11-2011 alla 33 del 9-2-
2012 che hanno ufficializzato dieci provvedimenti: con 7 di questi sono state iscritte 116 varietà di mais, 3 di cereali a paglia,
1 di foraggere, 1 di ortive, 2 di soia e 1 di girasole, mentre con 1 decreto sono state cancellate 1 varietà di mais e 1 di orzo.
Infine, con 2 decreti si è variata la denominazione di altrettante varietà: 1 di patata e 1 di foraggere . [Marco Faina]

18
dal seme alla tavola
A cura di Cristina Giannetti

I consumi alimentari degli italiani Bevande alcoliche: il preferito è il vino rosso (50 g/
die) seguito dalla birra (25 g/die) e dal vino bianco
Sono online la seconda e la terza parte de “L’in- (14g/die).
dagine nazionale sui consumi alimentari in Italia: Carne, insaccati e sostituti della carne: resta anco-
INRAN-SCAI 2005-06”, in cui vengono presentati i ra saldamente in vetta la carne di bovino (43 g/die),
risultati relativi ai consumi, alle abitudini ed agli stili seguita a distanza dalla carne di pollame (21 g/die)
di vita alimentari, nonché alle informazioni socio- e dalla carne di suino (19 g/die, esclusi gli affettati).
demografiche di un campione di famiglie italiane, Pesce e frutti di mare: il merluzzo (8 g/die) è risul-
estratte casualmente e distribuite in tutto il Paese, tato il più consumato, al secondo posto il tonno in
che ha compilato un diario alimentare per 3 giorni scatola a parità con i crostacei (4 g/die), mentre al
consecutivi ed alcuni questionari. terzo si regista un pareggio tra calamaro e sogliola
Rispetto ai dati disponibili in precedenza, è possi- (3 g/die).
bile ora trovare sul sito INRAN tutti i valori di consu- Derivati del latte: è la mozzarella di mucca a trion-
mo, ripartiti nel dettaglio : fare (23 g/die), seguita dagli yogurt alla frutta (10 g/
• in grammi medi giornalieri (g/die) e in grammi die), da quello bianco (7 g/die) e dal parmigiano (7
medi giornalieri per chilogrammo di peso corpo- g/die). Mozzarella di bufala e caciotte (e simili) rin-
reo (g/kg pc/die,); corrono, ma con valori inferiori (rispettivamente 4 g/
• per campione totale e per soli consumatori; die e 3 g/die).
• per sesso e per classe di età; Cereali e prodotti da forno: il pane di frumento
• a livello nazionale e delle 4 principali ripartizio- è sovrano incontrastato (94 g/die). Solo al se-
ni geografiche (Centro, Nord occidentale, Nord condo posto,a distanza, l’icona della cucina
orientale, Sud e Isole); nazionale, la pasta di semola (50 g/die).
• in termini di 15 gruppi, 51 sottogruppi alimentari Frutta: è la mela il frutto per eccellenza
e di 266 alimenti. sulle tavole degli italiani (59 g/die), se-
Si possono consultare, inoltre, dati relativi alle guito dall’arancia (30 g/die).
caratteristiche del campione, ai luoghi di consumo Verdura: escludendo i pomodori
(casa e fuori casa), alle occasioni di consumo ed alla crudi e la conserva di pomodori
ripartizione energetica giornaliera dei pasti. (utilizzati anche come ingre-
Ecco alcune curiosità sugli italiani a tavola emerse dienti di molte ricette stan-
dall’Indagine: dard) troviamo la lattuga
(17 g/die) tallonata dalle
Il pasto più importante zucchine (14 g/die)
È sempre il pranzo, il pasto più amato dagli italia- con subito dietro le
ni, che fornisce la maggior parte dell’energia giorna- carote (10g/die).
liera, circa il 43% circa, contro il 38% della cena l’11 %
della colazione, l’8% degli spuntini. Inoltre, è ancora
a casa il luogo abituale in cui si mangia.

Gli alimenti più consumati di alcuni gruppi ali-


mentari (in media dal campione totale)
Acqua e bevande non alcoliche: a parte l’acqua (mi-
nerale 452 g/die e di rubinetto 196 g/die), è il caffè
a fare la parte del leone (81 g/die), poi, a notevole
distanza, il tè (27 g/die). Quindi, le bevande a base
di cola (19 g/die), i succhi di frutta alla pera, pesca,
mela e albicocche (16 g/die), infine i succhi di frutta
di altri tipi (11 g/die).

online su www.inran.it la seconda e terza parte della monografia

19
RICERCA

Conservazione, caratterizzazione, valutazione e valoriz-


zazione di germoplasma di specie foraggere e proteiche
Il CRA-FLC ha costituito negli anni un’estesa collezione di germoplasma di specie foraggere e proteiche.
La valorizzazione della collezione mediante miglioramento genetico ha prodotto numerose varietà per il
mercato nazionale e internazionale.

Paolo Annicchiarico, Luciano Pecetti, Massimo Romani, Sandro Proietti

Conservation, characterization, evaluation and exploitation of forage and high-protein feed crop germplasm
The collecting work by CRA-FLC has given priority to indigenous germplasm at greater risk of genetic erosion, such
as the farm landraces of some legume crops in areas of intensive agriculture, or having global interest because of its
outstanding biodiversity. Our collection currently includes 4455 accessions from 54 species. Farm landraces and wild
populations of Italian origin contribute to 59.2% of the accessions, while those of foreign origin (mainly belonging to
a pea and a white lupin world collection) represent 17.4% of the accessions. The other accessions include commercial
cultivars and breeding lines. Subterranean clover, pea, lucerne, white lupin and tall fescue are the most represented
species in the collection. Some 92.8% of the accessions are held in long-term storage as dehydrated seed (at 7-8%
humidity) in sealed bags at –18 °C. Accessions of open-pollinated species are rejuvenated in isolation. Most farm
landraces and wild populations have been characterized morphophysiologically and evaluated for agronomic traits,
whereas their molecular characterization has been limited. The characterization activities aimed at studying the
genetic structure of populations, the genetic variation among and within countries or regions of origin of the acces-
sions, the differences between farm landraces and wild populations, and the distinctness between farm landraces. The
evaluation has often focused on stress tolerance and on performance traits assessed in contrasting environments, to
unveil specific-adaptation responses of the material. The exploitation of the collection has produced several varieties
for local and international markets.

Molte specie erbacee utilizzate come colture forag- genetica disponibile per il miglioramento genetico,
gere crescono spontaneamente in varie condizioni a cui attingere per rispondere alle diverse necessità
ambientali. La selezione naturale ha favorito la di- agronomiche.
versificazione di una miriade di popolazioni adattate Il mantenimento negli ordinamenti colturali delle
alle condizioni locali. Questa diversificazione è stata colture prative e delle leguminose da granella per
la risorsa iniziale per l’avvio dell’utilizzazione agro- l’alimentazione zootecnica è indispensabile per con-
nomica di queste specie. trastare le esternalità negative provocate dalla inten-
L’effetto congiunto della selezione ambientale e di sificazione degli ordinamenti colturali (elevato con-
quella antropica ha dato origine, a sua volta, ad una sumo energetico ed emissione di gas a effetto serra;
vasta gamma di ecotipi coltivati che hanno rappre- diminuzione della fertilità dei terreni; inquinamento
sentato per secoli, e sino a tempi recenti, la spina da nitrati e diserbanti; riduzione della biodiversità
dorsale della coltivazione di queste specie. delle specie coltivate; peggioramento della qualità
Ancora più antica è la storia di domesticazione ed di certe produzioni animali; etc.). Tale mantenimen-
ecotipizzazione delle principali leguminose da gra- to richiede però un incremento delle rese di queste
nella. colture, perseguibile con azioni di miglioramento ge-
La vicinanza di forme selvatiche, ‘semi-naturali’ e netico capaci di valorizzare in primo luogo le risorse
coltivate di specie foraggere e di alcune legumino- genetiche autoctone (anche tramite lo sfruttamento
se da granella ha dato vita ad una ricchezza di ger- dei marcati fenomeni di adattamento specifico).
moplasma che costituisce una riserva di variabilità Peraltro, il recupero e la valorizzazione di alcune

Gli autori sono del Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-Casearie (CRA-FLC) - Lodi
paolo.annicchiarico@entecra.it
La bibliografia è pubblicata sul sito www.dalseme.it

20
RICERCA

specie foraggere sostiene anche la produzione di al- e costituendo collezioni nazionali rappresentative
cuni formaggi tipici che ne prevedono l’utilizzo nel delle principali aree storiche di coltivazione.
relativo disciplinare. L’attività di collezione ha avuto un’attenzione par-
La granella di pisello (Pisum sativum), lupino (Lu- ticolare anche alle popolazioni naturali (wild popula-
pinus albus) e favino (Vicia faba) e l’erba medica (Me- tions) di alcune specie per le quali alcune aree italiane
dicago sativa) disidratata hanno un elevato interesse sono tra i principali centri di origine o di diversità
anche per incrementare l’autosufficienza europea in genetica a livello globale, come il trifoglio bianco di
proteine vegetali, la cui attuale entità (circa il 34%) tipo ladino nei prati irrigui della pianura lombarda
rappresenta un grave fattore di insicurezza per gli al- (Annicchiarico 1990b) e il trifoglio sotterraneo (Tri-
levamenti europei. folium subterraneum) in Sardegna (Piano et al. 1982).
Si impone un rafforzamento del legame tra pro- Popolazioni naturali sono state collettate anche
duzioni vegetali e zootecniche e una loro maggiore per diverse graminacee foraggere o da tappeto erbo-
integrazione ai vari livelli (aziendale, territoriale, na- so. Per queste specie il rischio di erosione genetica è
zionale), anche per favorire le sempre maggiori esi- minore ma non trascurabile anche in zone ad agricol-
genze di tracciabilità delle filiere agro-zootecniche. tura estensiva, soprattutto a seguito dell’abbandono
È da segnalare, infine, la possibilità di utilizzare ta- dei prati e dei pascoli.
lune risorse genetiche autoctone di specie foraggere Gli ecotipi aziendali di leguminose da granella di
per la costituzione di varietà adatte ad altri usi, quali prevalente interesse come alimento zootecnico sono
il tappeto erboso, il recupero ambientale o la produ- largamente scomparsi dalla coltivazione.
zione di metaboliti secondari di interesse agroindu- Per essi, una modesta attività di collezione si è ac-
striale. compagnata ad un’estesa attività di acquisizione e
Questa nota intende fare il punto sull’attività di ringiovanimento di accessioni collettate molti anni fa
salvaguardia, conoscenza e valorizzazione delle ri- da istituzioni estere o italiane. Per il lupino bianco e il
sorse genetiche di specie foraggere e proteiche con- pisello, è stata costituita una collezione mondiale di
dotta nel tempo presso il CRA-FLC, sottolineando ecotipi comprendente anche accessioni italiane.
l’importanza che le risorse genetiche stesse hanno
avuto nel lavoro di ricerca del centro stesso. Composizione della collezione di germoplasma

Erosione genetica e attività di collezione La collezione del CRA-FLC comprende 4455 ac-
cessioni appartenenti a 54 specie di interesse preva-
L’intensificazione e la semplificazione colturale dei lente o esclusivo per l’alimentazione zootecnica. La
sistemi agro-zootecnici italiani intervenute negli ul- descrizione della collezione è riportata in Tabella 1,
timi decenni hanno comportato una forte erosione che classifica le accessioni di ogni specie per origine
di risorse genetiche di specie foraggere, soprattutto (italiana o estera) e per le seguenti tipologie di mate-
nelle aree ad agricoltura più intensiva e per alcune riale: ecotipo (includente sia gli ecotipi aziendali che
leguminose, quali l’erba medica e alcuni trifogli (ad le popolazioni naturali), varietà commerciale, e linea
esempio il trifoglio bianco, Trifolium repens, e il violet- sperimentale (includente sia le linee pure di specie
to, T. pratense), per le quali la coltivazione di ecotipi autogame che le popolazioni sintetiche di specie al-
aziendali (landraces) ha rappresentato a lungo l’asse logame selezionate dall’attività di breeding).
portante delle produzioni foraggere locali (Annic- Le accessioni italiane costituiscono il 73,8% del
chiarico 1990a). totale. Oltre i tre quarti delle accessioni (il 76,6%)
Negli ultimi 20 anni il CRA-FLC (anche come ex sono costituiti da ecotipi aziendali o popolazioni na-
Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere) ha turali italiane o estere. L’importanza della collezione
svolto un’estesa attività di collezione, caratterizza- per la salvaguardia delle risorse genetiche nazionali
zione, ringiovanimento e salvaguardia (tramite con- è dimostrata dal fatto che il 59,2% delle accessioni
servazione ex situ) per queste specie, evitando la per- sono ecotipi aziendali o popolazioni naturali di ori-
dita irreversibile di molte decine di ecotipi aziendali gine italiana.

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RICERCA

Tabella 1. Numero di Accessioni italiane

accessioni italiane o estere Genere Specie Nome comune N° totale Ecotipi esteri Varietà estere N° totale Ecotipi Varietà Linee sperim.
per tipologia di germopla- Achillea millefolium Millefoglio 16 0 0 16 16 0 0
sma della collezione.
Agrostis palustris Agrostide stolonifera 23 0 13 10 8 2 0

Agrostis tenuis Agrostide tenue 2 0 2 0 0 0 0

Bituminaria bituminosa Bituminaria 4 0 0 4 4 0 0

Bromus sitchensis Bromo dell’Alaska 1 0 0 1 0 1 0

Cynodon dactylon Gramigna 17 0 3 14 13 0 1

Dactylis glomerata Dattile 22 0 3 19 6 2 11

Festuca arundinacea Festuca arudinacea 168 1 25 143 113 7 22

Festuca ovina Festuca ovina 5 0 5 0 0 0 0

Festuca pratensis Festuca pratense 1 0 1 0 0 0 0

Festuca rubra Festuca rossa 19 0 9 10 8 0 2

Hedysarum coronarium Sulla 41 0 2 38 33 6 0

Hedysarum carnosum Sulla annuale 1 0 1 0 0 0 0

Lolium multiflorum Loglio italico 50 0 18 32 3 28 1

Lolium hybridum Loglio ibrido 6 0 4 2 0 2 0

Lolium perenne Loglio perenne 68 0 22 46 32 13 1

Lotus corniculatus Ginestrino 6 0 1 5 0 5 0

Lupinus albus Lupino bianco 210 104 28 78 * 15 1 62 *

Lupinus angustifolius Lupino azzurro 33 0 20 13 13 0 0

Lupinus luteus Lupino giallo 2 0 2 0 0 0 0

Medicago arabica Medica annuale 3 0 0 3 3 0 0

Medicago doliata Medica annuale 2 2 0 0 0 0 0

Medicago littoralis Medica annuale 1 0 1 0 0 0 0

Medicago lupulina Lupolina 2 0 1 1 0 1 0

Medicago murex Medica annuale 1 0 1 0 0 0 0

Medicago polymorpha Medica annuale 4 1 0 3 0 3 0

Medicago rigidula Medica annuale 4 3 0 1 1 0 0

Medicago rotata Medica annuale 1 0 1 0 0 0 0

Medicago rugosa Medica annuale 4 0 0 4 2 2 0

Medicago scutellata Medica annuale 1 0 1 0 0 0 0

Medicago sativa Erba medica 259 3 87 169 101 38 30

Medicago sphaerocarpos Medica annuale 1 0 0 1 1 0 0

Medicago tornata Medica annuale 2 1 0 1 0 1 0

Medicago truncatula Medica annuale 3 0 0 3 0 3 0

Onobrychis viciifolia Lupinella 1 0 0 1 0 1 0

Phleum pratensis Fleolo 4 0 1 3 1 2 0

Phleum rhaeticum Fleolo alpino 15 0 0 15 15 0 0

Pisum sativum Pisello 1044 656 74 314 15 8 291

Poa pratensis Erba fienarola 85 0 4 81 66 0 15

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RICERCA

Accessioni italiane

Genere Specie Nome comune N° totale Ecotipi esteri Varietà estere N° totale Ecotipi Varietà Linee sperim.

Poa alpina Fienarola delle alpi 15 0 0 15 15 0 0

Poa supina Poa supina 52 1 0 51 51 0 0

Trifolium alexandrinum Trifoglio alessandrino 6 0 0 6 0 4 2

Trifolium ambiguum Trifoglio ambiguo 5 0 5 0 0 0 0

Trifolium hybridum Trifoglio ibrido 7 0 2 5 0 5 0

Trifolium incarnatum Trifoglio incarnato 2 0 0 2 0 1 1

Trifolium pratense Trifoglio violetto 46 0 6 40 30 8 2

Trifolium repens Trifoglio bianco 102 1 20 81 63 6 12

Trifolium resupinatum Trifoglio resupinato 8 0 1 7 0 7 0

Trifolium squarrosum Trifoglio squarroso 3 0 0 3 0 3 0

Trifolium subterraneum Trifoglio sotterraneo 2035 0 10 2025 2011 4 10

Vicia faba Favino 29 0 12 17 0 17 0

Vicia sativa Veccia comune 6 0 3 3 0 3 0

Vicia villosa Veccia villosa 4 0 1 3 0 3 0

× Festulolium Festulolium 3 0 2 1 0 1 0

TOTALE 4455 773 392 3290 2639 188 463

* Includendo 52 linee segreganti di origine estera successivamente soggette a selezione in Italia.

Le specie che contribuiscono con più accessioni FAO finanziato dal MiPAAF.
alla collezione sono per la maggior parte autogame Una quota di ecotipi aziendali e popolazioni na-
o prevalentemente autogame, per le quali gli ecotipi turali italiani pari al 14,2% del totale, spesso defini-
aziendali o le popolazioni naturali possono essere ta secondo logiche di core collection entro ciascuna
conservati e valutati sotto forma di linee pure estrat- specie, è disponibile per lo scambio internazionale
te dalle popolazioni collettate (come è il caso del tri- nell’ambito del Sistema multilaterale del Trattato in-
foglio sotterraneo) e i materiali prodotti dal migliora- ternazionale FAO.
mento genetico sono generalmente delle linee pure
(come è il caso del pisello e del lupino bianco oltre Modalità di conservazione e rigenerazione
che del trifoglio sotterraneo).
Nella collezione sono comunque ampiamente rap- Tutte le accessioni sono conservate come seme.
presentati anche gli ecotipi e/o le popolazioni natu- La grande maggioranza di esse (il 92,8%), inclusiva
rali di alcune importanti specie allogame come l’erba della quasi totalità degli ecotipi aziendali, delle popo-
medica, il trifoglio bianco, la Festuca arundinacea e lazioni naturali e delle linee sperimentali, è preserva-
la Poa pratensis (che è apomittica ed è di interesse ta a lungo termine (long term storage) in condizioni
soprattutto per i tappeti erbosi). di seme deidratato (7-8% umidità) in busta sigillata
Nel complesso, spiccano per ampiezza e/o rap- a –18 °C. Queste condizioni dovrebbero garantire la
presentatività geografica le collezioni mondiali di pi- buona conservazione della germinabilità del seme
sello e lupino bianco e le collezioni nazionali di erba per diversi decenni (Ellis e Roberts 1980), riducendo
medica, trifoglio bianco, trifoglio violetto, trifoglio sensibilmente le esigenze di rigenerazione del ger-
sotterraneo, sulla e festuca. moplasma e i relativi costi.
I passport data della collezione sono stati resi di- La deidratazione, che ha importanza essenziale
sponibili per via telematica nel formato EURISCO, per la conservazione a lungo termine del seme (Cro-
nell’ambito del progetto nazionale RGV/Trattato marty et al. 1985), è eseguita tramite un’apparecchia-

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RICERCA

Figura 1. Attrezzatura
zazione morfofisiologica e di valutazione bioagrono-
artigianale per deidratare mica per caratteri di preminente importanza econo-
il seme da avviare a lunga mica (Tabella 2).
conservazione. L’attività di valutazione ha in genere costituito la
premessa per la valorizzazione del germoplasma tra-
mite miglioramento genetico.
La caratterizzazione molecolare è stata invece limi-
tata a poche specie ed accessioni, con la prospettiva
di estenderla progressivamente alle accessioni delle
specie di maggiore interesse (Tabella 2).
Obiettivi specifici della caratterizzazione morfo-
fisiologica o molecolare sono stati lo studio della
struttura genetica delle popolazioni (Annicchiarico
e Piano 2005; Pagnotta et al. 2011) e della sua re-
lazione con l’adattamento a specifiche condizioni
climatiche (Piano et al. 1996), l’esame della varia-
bilità genetica tra ed entro Paesi o aree di origine
tura artigianale a basso costo (Figura 1) descritta da delle accessioni (Annicchiarico 2006; Annicchiarico
Annicchiarico et al. (2004), che rappresenta un’evo- et al. 2011a), il confronto tra popolazioni naturali ed
luzione di quella messa a punto in precedenza da ecotipi aziendali (Annicchiarico 1993; Pagnotta et al.
Negri e Lanteri (1990). 2011), e la distinguibilità di ecotipi aziendali finalizza-
Nell’apparecchiatura, il seme è esposto a ventila- ta a sistemi di certificazione sui generis (Pupilli et al.
zione in un sistema chiuso con aria che è deumidifi- 2000; Annicchiarico 2006).
cata a circa il 16% di U.R. mediante passaggio forza- Sono state definite procedure a basso costo per
to in silica gel. coniugare in un’unica attività lo studio della struttura
Curve di deumidificazione sviluppate per 15 spe- genetica delle popolazioni e la selezione fenotipica di
cie (includenti leguminose foraggere e da granella, genotipi (Annicchiarico 2004).
graminacee foraggere e cereali) hanno indicato che Ecotipi aziendali e popolazioni naturali, derivando
sono sufficienti due settimane per raggiungere un’u- da molteplici cicli di selezione naturale ed eventual-
midità del 6-7%, con l’eccezione del seme di fava (Vi- mente antropica in specifiche condizioni di clima,
cia faba) il quale, a causa delle maggiori dimensioni, suolo, biotiche e di utilizzazione, possono manife-
richiede tre settimane.
La rigenerazione delle accessioni e la moltiplica-
zione iniziale di nuove linee di specie allogame è
sempre condotta in isolamento.
Per le specie ad impollinazione entomofila ciò è
realizzato in gabbie a prova di insetto, utilizzando
per lo più mini-arnie di Bombus spp. come impolli-
natori. Le accessioni di specie anemofile sono invece
riprodotte in isolatori di tessuto non-tessuto (Figura
2), che sono a prova di polline ma consentono il pas-
saggio del vento.

Attività di caratterizzazione e valutazione

La maggior parte degli ecotipi aziendali e delle Figura 2. Rigenerazione di accessioni di graminacee forag-
popolazioni naturali sono stati oggetto di caratteriz- gere in isolamento.

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RICERCA

Caratterizzazione Caratterizzazione Valutazione


Genere Specie Valutazione bioagronomica e produttiva Valorizzazione
morfofisiologica molecolare qualità

Achillea millefolium Completa (3) No Completa per resa seme e vigore (4) No In corso per aree alpine (3)

Agrostis palustris Completa (4) No No No No

Agrostis tenuis Completa (4) No Completa per uso tappeto erboso (4) No No

Bituminaria bituminosa No No No Sì (2) No

Cynodon dactylon Completa (4) No Completa per uso tappeto erboso (4) No Non completa per uso tappeto (2)(4)

Dactylis glomerata Parziale (4) No Parziale in diversi ambienti (4) No Parziale per aree mediterranee (4)

Festuca arundinacea Completa (4) No Parziale per foraggio o tappeto erboso (4) No In corso per foraggio o tappeto (2)(4)

Festuca ovina Completa (4) No No No No

Festuca rubra Completa (4) No Quasi completa (4) No In corso per uso tappeto (2)(4)

Hedysarum coronarium Completa (1) No Completa in due areali climatici (1) No In corso per uso da prato (2)

Lolium multiflorum Completa (4) No Completa per uso foraggero (4) No Completa (4)

Lolium perenne Completa (4) No Parziale per uso tappeto (4) No No

Lupinus albus Completa (1)(4) No Completa in due areali, e toll. calcare (1)(4) Parziale (4) Parziale per areali diversi (1)

Lupinus angustifolius Parziale (4) No Parziale in due areali climatici (4) Parziale (4) No

Medicago sativa Completa (1)(4) Parziale (1)(4) Quasi completa per uso foraggero (1)(4) Parziale (1)(2) Parziale da prato e pascolo (1)(2)(4)

altre Medicago No No Parziale per tolleranza al freddo (4) No No

Phleum rhaeticum Completa (3) No Completa per resa seme e vigore (4) No In corso per aree alpine (3)

Pisum sativum Completa (2)(4) No Completa (1) (4) Parziale (4) In corso per usi diversi (1)(2)(3)

Poa pratensis Completa (4) No Completa per uso tappeto erboso (4) No In corso per uso tappeto (2)(4)

Poa alpina No No Completa per resa seme (4) No Iniziata per aree alpine (3)

Poa supina No Completa (4) No No No

Trifolium alexandrinum Parziale (4) No Completa per aree mediterranee (4) No Quasi completa aree mediterranee (1)

Trifolium pratense Completa (1) Completa (3) Completa, in due areali climatici (1) No In corso (1)(3)

Trifolium repens Completa (4) Parziale (1) Completa per foraggio, seme, toll. stress (4) Parziale (4) Completa per uso da prato (4)

Trifolium subterraneum Completa (4) Parziale (4) Quasi completa per zone mediterranee (4) Parziale (1)(4) Quasi completa per uso da pascolo (4)

Vicia faba Quasi completa (4) No Quasi completa in due areali climatici (4) Parziale (4) Iniziata (1)

(1) Progetti RGV/FAO e Interregionale Biodiversità; (2) Progetti Collezioni e Biodati; (3) Altri progetti in corso; (4) Altri progetti conclusi.

Tabella 2. Sintesi delle attività di caratterizzazione, valutazione e valorizzazione della collezione già svolte o in svolgimento con particolare riferimento ad
ecotipi aziendali e popolazioni naturali, con indicazione dei principali progetti nazionali di ricerca che hanno finanziato le attività (le specie per le quali
non è presente alcuna attività sono escluse dalla tabella).

stare adattamento specifico a condizioni ambientali dano e mediterraneo in semina autunnale e in quel-
simili a quelle in cui si sono evoluti. Pertanto la loro lo suboceanico della Francia occidentale in semina
valutazione in un solo ambiente fornisce informazio- primaverile, classificando le provenienze in base alle
ni limitate sul loro effettivo valore agronomico. Per risposte adattative e definendo le risorse genetiche
questo le nostre attività di valutazione di caratteri globalmente più utili per i principali areali di coltiva-
produttivi sono state spesso condotte in più ambien- zione europei (Annicchiarico et al. 2011a).
ti rappresentativi di determinati areali agro-climatici. Per l’erba medica, la valutazione si è svolta in am-
Ad esempio, la collezione mondiale di lupino bian- bienti artificiali caratterizzati da livelli contrastanti di
co è stata valutata negli areali sub-continentale pa- stress idrico estivo e tipo di terreno (Figura 3), evi-

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RICERCA

denziando lo spiccato adattamento specifico degli caratteri oggetto di valutazione sia per le accessioni
ecotipi padani a livelli di stress simili a quelli dei loro di specie foraggere (Annicchiarico 1993; Annicchia-
ambienti di origine (Annicchiarico e Piano, 2005) e rico et al. 2007) che per quelle di specie da tappeto
alcuni caratteri adattativi associati (Annicchiarico, erboso o per il recupero ambientale (Pecetti et al.
2007a). La valutazione sul territorio ha confermato 2008a).
i forti effetti di adattamento specifico all’areale agro- Quando disponibili, i dati di collezione relativi
climatico di origine degli ecotipi italiani della specie alle tecniche di coltivazione hanno evidenziato per
(Annicchiarico et al. 2012). gli ecotipi aziendali di specie foraggere una relazio-
Le recenti valutazioni delle nostre collezioni na- ne tra alcune tecniche e la produzione di foraggio,
zionali di trifoglio violetto e sulla, condotte simul- la produzione di seme e la persistenza degli ecotipi
taneamente nell’areale climatico sub-continentale e (Annicchiarico 1993; 2006).
in quello mediterraneo, hanno indicato forti effetti La valutazione delle accessioni della collezione
di adattamento specifico anche in ecotipi azienda- per caratteristiche qualitative ha riguardato la qualità
li o popolazioni naturali di queste specie (dati non foraggera (Annicchiarico 2007b), il contenuto di so-
pubblicati). stanze antinutrizionali o tossiche (ad esempio i glu-
Adattamento specifico al tipo di suolo è stato os- cosidi cianogenetici in trifoglio bianco: Annicchiarico
servato in popolazioni naturali di trifoglio sotterra- e Tava 2004) e la produzione di metaboliti secondari
neo originarie della Sardegna (Carroni et al. 2000). di interesse nutraceutico (quali gli isoflavoni in trifo-
Specifiche attività di valutazione hanno riguardato glio sotterraneo: Tava et al. 2006) o insetticida (quali
la tolleranza a stress abiotici o biotici considerando, le saponine: Piano et al. 1994).
oltre allo stress idrico, le basse temperature invernali Le relazioni pianta-microorganismo sono state
(Annicchiarico et al. 2001), il pascolamento (Pecet- studiate con riferimento alla variabilità per presenza
ti et al. 2006) e la persistenza in consociazione con di endofita in popolazioni naturali di Festuca arundi-
nacea (Piano et al. 2005).
Figura 3. Valutazione I dati di caratterizzazione e di valutazio-
della risposta adattativa ne di un subset di variabili di particolare
di ecotipi aziendali di importanza saranno disponibili nel data
erba medica in ambienti
base EURISCO nell’ambito del progetto
artificiali formati dalla
combinazione fattoriale di RGV/Trattato FAO, dopo aver standardiz-
due tipi di terreno e due zato i valori originali in una scala di valori
livelli di stress idrico. variante da 1 a 9.

Valorizzazione della collezione per l’attivi-


tà di miglioramento genetico

Il miglioramento genetico ha rappre-


graminacee molto vigorose (Annicchiarico 2003) per sentato l’utilizzo più importante della col-
le leguminose foraggere, il calcare attivo del terreno lezione, basandosi in misura preponderante su ma-
per il lupino bianco (Annicchiarico e Thami Alami teriale elite identificato nelle attività di valutazione.
2012), e lo sfalcio frequente per le graminacee da uti- Ad esempio, la valutazione di linee pure di trifoglio
lizzare come tappeto erboso (Romani et al., 2006). sotterraneo estratte da popolazioni collettate in Sar-
In erba medica, la tolleranza allo stress idrico e degna ha prodotto tre varietà nettamente superiori a
alla salinità del suolo di ecotipi aziendali originari del quelle estere per i nostri ambienti mediterranei (Pia-
bacino del Mediterraneo sono state recentemente no et al. 1997). L’eccellente produzione di foraggio e
studiate in un progetto europeo (Annicchiarico et al. persistenza di alcune di queste linee le ha rese am-
2011b). piamente diffuse anche sul mercato internazionale
La produzione di seme è stata uno dei principali (mediante accordi di commercializzazione con ditte

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RICERCA

nella (pisello, lupino bianco e favino) si


basa principalmente su varietà e, in mi-
nore misura, ecotipi aziendali (di origine
italiana o estera). Oltre che per incremen-
tare l’autosufficienza in proteine vegetali,
i materiali prodotti possono soddisfare la
richiesta di alimenti zootecnici GM-free
per le filiere biologiche o ad elevata trac-
ciabilità.
Il lavoro su pisello considera anche le
potenzialità di questa specie per la pro-
duzione di insilati (in purezza o in con-
sociazione con cereali)
(Figura 4). La collezione
è stata valorizzata anche
Figura 4. Linee sperimentali di pisello in selezione per per la selezione di potenziali varietà di
produzione di granella e di biomassa.
graminacee per uso foraggero, da tap-
peto erboso sportivo, ricreativo o per
australiane). inerbimenti tecnici (Figura 5), nonché
La variabilità per risposte adattative evidenziata in per la selezione di varietà di diverse
ecotipi aziendali di erba medica è stata valorizzata specie (Achillea millefolium; Phleum
selezionando una varietà commerciale (Costanza) rhaeticum; etc.) adatte al recupero
specificamente adatta ad ambienti favorevoli irrigui, ambientale di aree montane.
e potenziali varietà adatte ad ambienti dove la coltu- Le sfide poste dai prevedibili effetti
ra è asciutta (Annicchiarico 2007c). del cambiamento climatico accentua-
Sempre in erba medica, è stata iscritta una varietà no l’importanza della tolleranza alla
(Verbena) con tolleranza al pascolamento nettamen- siccità. Le più recenti attività di valu-
te superiore a quella delle varietà convenzionali (Pe- tazione e selezione presso il CRA-FLC
cetti et al. 2008b). enfatizzano questo aspetto per l’erba medica e il pi- Figura 5. Linee sperimen-
A partire dal germoplasma autoctono di trifoglio sello, per i quali i dati di fenotipizzazione saranno tali di gramigna da tappeto
bianco di tipo ladino è stata selezionata una varietà valorizzati insieme a dati di genotipizzazione anche erboso a confronto con
varietà commerciali e
(Giga) con una capacità di competere e persistere in per definire procedure per la selezione assistita da
popolazioni naturali non
consociazione con graminacee vigorose che è circa marcatori, nell’ambito del nuovo progetto EU-Arim- selezionate.
doppia rispetto a quella delle migliori varietà com- Net “Resilient, water- and energy-efficient forage and
merciali italiane o estere (Annicchiarico e Proietti feed crops for Mediterranean agricultural systems -
2010). Anche in questi casi, accordi con ditte semen- REFORMA” coordinato dal nostro Centro”.
tiere prevedono la valorizzazione delle varietà anche Indagini aggiuntive valuteranno l’utilità di tipolo-
sul mercato estero. gie varietali caratterizzate da maggiore diversità ge-
Il lavoro di miglioramento su leguminose da gra- netica rispetto a quelle convenzionali.

Le attività di conservazione, rigenerazione, caratterizzazione, valutazione, documentazione e valorizzazione del germoplasma sono state finanziate principalmente
dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali attraverso diversi progetti (RGV/Trattato FAO, Collezioni, Biodati, etc.). Le attività qui riassunte si sono
giovate del contributo scientifico di Efisio Piano, Aldo Tava e altri colleghi del CRA-FLC, della lunga cooperazione con Antonio M. Carroni e altri colleghi del CRA-
AAM di Sanluri, e della collaborazione scientifica con ricercatori di parecchie istituzioni italiane ed estere.

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RICERCA

La valutazione del carattere di resistenza alle malattie


ai fini dell’iscrizione delle varietà di specie ortive al Regi-
stro Nazionale
Soltanto negli ultimi dieci anni è diventata obbligatoria per la registrazione di alcune specie ortive e per
alcune fitopatie. Si tratta di uno dei caratteri fisiologici più complessi da valutare

Loredana Sigillo, Veronica Senape, Giovanna Serratore e Romana Bravi

The evaluation of disease resistance characters in descriptive trials for listing of vegetable varieties in National
Catalogue

The listing of vegetable varieties in National and Common Catalogues is compulsory for seed marketing in EU. The
INRAN operative unit of Battipaglia performs experimental trials to establish distinctness, uniformity and stability of
new varieties entering in Italian Catalogue. Field trials and laboratory tests have to be carried out in order to describe
the varieties according to the official UPOV and CPVO technical protocols. These protocols take into account many
morphological and physiological characteristics; resistance to pathogens and abiotic stresses is one of the characte-
ristics to be evaluated. The Laboratory of Phytopathological Analyses performed more than 1500 resistance tests on
different vegetable species (tomato, pepper, French bean, melon, basil, chickpea, pea) in the last 10 years. The tests
are carried out by “in vivo” traditional methods, in controlled environmental conditions, using reference materials
(varieties and pathogens) and standard procedures. The official CPVO and UPOV protocols are in continuous evo-
lution so that the laboratory follows a steady updating but the use of traditional methods seems to be the only one
actually admitted for the official examination.

L’iscrizione delle varietà di specie ortive al Registro l’esame delle varietà di specie ortive ai fini dell’am-
Ufficiale delle Varietà è obbligatoria ai fini della com- missione al catalogo nazionale deve essere conforme
mercializzazione delle relative sementi in base alla alle condizioni fissate nei «Protocolli per l’esecuzio-
Legge n.195 del 20 aprile 1976. ne dell’esame della differenziabilità, dell’omogeneità
Le prove previste per l’iscrizione prevedono la va- e della stabilità», formulati dall’Ufficio Comunitario
lutazione della distinguibilità, omogeneità e stabili- delle Varietà Vegetali (CPVO) o previsti nelle linee di-
tà delle varietà in esame; al fine di definire queste rettrici dell’Unione Internazionale per la Protezione
tre condizioni è necessario effettuare analisi e prove delle Novità Vegetali (UPOV).
descrittive basate su caratterizzazioni morfo-fisiolo- Pertanto la normativa nazionale, in recepimento
giche. Tra i caratteri descrittivi presi in esame ai fini delle direttive comunitarie, stabilisce l’adozione uf-
della registrazione varietale, il carattere di resistenza ficiale dei suddetti protocolli nell’ambito delle prove
alle malattie è uno dei caratteri fisiologici più com- nazionali per l’iscrizione al Registro Ufficiale delle
plessi da valutare. Soltanto negli ultimi dieci anni, Varietà.
la valutazione del carattere di resistenza ad alcune Il protocollo tecnico TP/44/3, redatto per il po-
fitopatie è diventata obbligatoria per alcune specie modoro, prevede la valutazione della resistenza a
ortive ai fini della registrazione ufficiale di nuove va- cinque patogeni: i funghi Fusarium oxysporum f. sp.
rietà (tab 1); mentre, per molti altri patogeni e nume- lycopersici razze 0 e 1 e Verticillium dahliae; il Tomato
rose altre tipologie di resistenza, la valutazione del Mosaic Virus razza 0 e, infine, il nematode Meloi-
relativo carattere risulta facoltativa e effettuabile su dogyne incognita.
specifica richiesta del costitutore. Il protocollo tecnico TP/76/2, riguardante il pepe-
rone, prevede la valutazione della resistenza a Potato
I caratteri di resistenza il cui esame è indicato come Virus Y patotipo 0 e diversi patotipi di Tobamovirus;
obbligatorio nelle linee guida ufficiali CPVO il protocollo TP/12/3 riguardante il fagiolo, prevede la
valutazione della resistenza al fungo Colletotrichum
La Direttiva Comunitaria 2002/55/CE prevede che lindemuthianum razza 6 e al Bean Common Mosaic

Le autrici sono dell’I.N.R.A.N. Settore sementiero - Laboratorio Fitopatologico - Sezione di Battipaglia - l.sigillo@ense.it

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RICERCA

Virus (ceppo Nl 3); i protocolli TP/007/1 e TP/104/2 • le concentrazioni dell’inoculo,


relativi rispettivamente al pisello e al melone pre- • lo stadio di sviluppo delle piante per l’inoculazio-
vedono la valutazione della resistenza alle fusariosi ne e l’osservazione dei sintomi;
(Fusarium oxysporum f. sp. pisi razza 1 e F. o. f. sp. • la durata del test.
melonis razze 0, 1 e 2); il protocollo TP/13/4 riporta Per la buona riuscita di un test di resistenza si deve
le procedure per la valutazione della resistenza alla tenere in considerazione la biologia del patogeno e la
Bremia della lattuga. sua interazione con la pianta ospite. Pertanto è ne-
Il DM del 27 novembre 1986 prevede inoltre la cessario riprodurre in laboratorio ciò che avviene in
valutazione della resistenza alla rabbia del cece e il natura, adottando le condizioni di crescita più favo-
DM del 25 agosto 1998 regolamentava l’iscrizione revoli per lo sviluppo della malattia.
del basilico. Attualmente il basilico viene iscritto se-
guendo le indicazioni riportate nel protocollo tecnico Test di resistenza alle tracheomicosi (basilico, melo-
TP/basil/1. Negli stessi protocolli vengono elencati ne, pomodoro e pisello)
ed illustrati anche test di resistenza la cui valutazione
non è al momento obbligatoria. Si tratta, ad esem- Il Fusarium oxysporum con le sue formae speciales e
pio, della resistenza all’argentatura del pomodoro o il Verticillium dahliae sono gli agenti causali di parti-
a molti agenti degli oidi (in pisello e pomodoro) e colari fitopatie denominate tracheomicosi.
alle fitoftore (in pomodoro); della resistenza a virus I funghi agenti di tracheomicosi colonizzano i fasci
come il Cucumber Mosaic Virus (in peperone), il To- vascolari delle piante e lo sviluppo del micelio all’in-
mato Spotted Wilt Virus (in pomodoro e peperone) o terno dei vasi ne determina l’ostruzione e la conse-
il Tomato Yellow Leaf Curl Virus (in pomodoro); della guente incapacità della pianta di assorbire acqua dal
resistenza alle batteriosi del fagiolo, del pomodoro e terreno e di trasferirla a tutti gli organi verdi.
del peperone: Xanthomonas campestris pv phaseoli, X. Il sintomo che ne deriva è un appassimento pro-
c. vesicatoria, Pseudomonas syringae pv tomato, P. s. gressivo della pianta a partire dal basso (acropeto),
pv phaeoli e Ralstonia solanacearum. un ingiallimento delle foglie e un avvizzimento finale
Per le varietà iscritte nel nostro Paese, i saggi di re- di tutta la parte aerea. Questo processo è molto più
sistenza vengono eseguiti nel Laboratorio di Analisi rapido nelle fusariosi che nelle verticilliosi. I patoge-
Fitopatologiche della Sezione di Battipaglia dell’Isti- ni si propagano tramite conidi (spore agamiche) o
tuto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutri- strutture durevoli di conservazione (clamidospore,
zione (INRAN ex ENSE). nel caso del Fusarium, e micro-sclerozi, nel caso del
Le valutazioni di questi caratteri vengono eseguite Verticillium).
mediante saggi “in vivo” realizzati in condizioni con-
trollate.
Foto 1. Resistenza alla fu-
Un saggio “in vivo” prevede l’allevamento delle sariosi del melone. Sintomi
piante, l’inoculazione con il patogeno per il quale di avvizzimento
viene valutata la resistenza, il mantenimento delle
condizioni ambientali predisponenti la malattia e
l’osservazione dello sviluppo di eventuali sintomi.
I protocolli CPVO indicano quindi quali siano le
condizioni più importanti da rispettare per lo svol-
gimento delle prove. In particolare, le linee guida
riportano:
• gli isolati patogeni e le varietà testimoni (referen-
ce materials),
• il numero di piante da testare,
• le temperature di allevamento delle piante prima
e dopo le inoculazioni,

29
RICERCA

In natura, questi miceti, trasmissibili anche per parenchimatiche che causano la comparsa di tacche
seme, si conservano nel terreno e sui residui di vege- in forma di maculature su tutte le parti aeree della
tazione e vengono assorbiti dalle radici, soprattutto pianta.
in presenza di ferite. Le tacche possono approfondirsi nel parenchima
Per riprodurre il test di resistenza alle tracheomi- fino a strozzare piccioli e fusti e a determinare l’ap-
cosi in laboratorio si seguono delle procedure basate passimento delle piante. In natura, la diffusione del
su metodi tradizionali. Venti piantine vengono alleva- patogeno avviene per seme ed è favorita da giornate
te in substrati sintetici come la vermiculite fino allo di pioggia o di elevata umidità.
stadio di cotiledoni espansi. Anche in questo caso, i test di laboratorio ripro-
A circa quindici giorni dalla semina, le piantine ducono le condizioni di sviluppo naturale della ma-
vengono estratte dal substrato sintetico e, dopo aver lattia.
eseguito un delicato taglio alle radici, vengono im- I semi dei campioni da testare vengono fatti pre-
merse in una sospensione conidica contenente un germinare e, quando la radichetta ha raggiunto una
milione di spore per millilitro. lunghezza di 1 – 2 cm, vengono immersi in una so-
La sospensione viene preparata a partire da colo- spensione conidica contenente un milione di spore
nie pure dei ceppi fungini di riferimento conservati per millilitro e trasferiti in terriccio ad una temperatu-
presso la collezione del Laboratorio di Analisi Fitopa- ra che varia dai 20°C, nel caso della rabbia, a 23-25 °C,
tologiche di Battipaglia. nel caso dell’antracnosi. È preferibile che l’umidità
Le piantine, dopo cinque minuti di immersione, relativa sia superiore al 70%.
vengono trapiantate in terriccio sano e, dopo una I ceppi utilizzati per realizzare i test sono conser-
decina di giorni di allevamento a circa 25-26°C, a ca- vati presso la collezione del Laboratorio INRAN di
denza settimanale, per un mese, vengono effettuati Battipaglia.
i rilievi della sintomatologia tipica della fusariosi e Dopo una settimana cominciano a comparire i
della verticilliosi. primi sintomi che vengono registrati con una scala
I sintomi (foto 1) vengono confrontati con quelli continua, da 0 a 5, relativa al numero e alla gravità
sviluppatisi sulle varietà di riferimento. delle tacche riscontrate sui tessuti (foto 2).
La sensibilità o resistenza alla malattia viene L’intensità della malattia viene confrontata con i
espressa come numero sintomi riportati sulle varietà di riferimento.
Foto 2. Resistenza all’an- di piante malate sul to- I dati vengono elaborati e il carattere resistenza
tracnosi del fagiolo. Tacche tale e viene registrata, viene espresso come resistenza assente/presente.
necrotiche sui fusti. nelle schede ufficiali,
come assenza/presenza Test di resistenza alle virosi
del carattere resistenza.
Le varietà di pomodoro, peperone e fagiolo vengo-
Test di resistenza all’an- no esaminate per il loro comportamento nei confron-
tracnosi del fagiolo e alla ti di alcune virosi mentre le varietà di lattuga erano
rabbia del cece sottoposte alla valutazione della resistenza al virus
del mosaico fino all’anno 2008. Si tratta in tutti i casi
I protocolli ufficiali del di virus del mosaico appartenenti alla famiglia dei
CPVO prevedono, per le Tobamovirs (per pomodoro e peperone) o Potyvirus
varietà di fagiolo e cece, (Potato virus Y su peperone e Bean Common Mosaic
la valutazione della re- Virus su fagiolo) (foto 3).
sistenza all’antracnosi I tobamovirus sono virus molto stabili e si con-
(Colletotrichum linde- servano senza troppe difficoltà su materiale vegetale
muthianum) e alla rab- secco. I potyvirus sono molto più sensibili e vengono
bia (Ascochyta rabiei). acquistati ogni anno in forma di materiale liofilizzato
Queste sono malattie da diluire in apposite soluzioni saline tamponate. In

30
RICERCA

natura, i virus si trasmettono da pianta a pianta in di- plice. Spesso le piante mostrano dei chiari sintomi
versi modi: per trasmissione meccanica o tramite in- di mosaico ma talvolta reagiscono in maniera molto
setti. I tobamovirus si trasmettono prevalentemente violenta all’ingresso del patogeno andando soggette
per trasmissione meccanica (sfregamento, impiego ad un vero e proprio appassimento fulminante.
di strumenti colturali infetti); i potyvirus si trasmet- Questo meccanismo, sebbene la pianta muoia, è
tono su piante colonizzate da afidi ma è possibile chiaramente un meccanismo di risposta resistente
riprodurre artificialmente la loro trasmissione anche utilizzato dall’ospite per bloccare il patogeno (rea-
meccanicamente. zione di ipersensibilità).
Questi virus sono tutti trasmissibili per seme. Il La reazione di ipersensibilità osservata in labora-
metodo impiegato in laboratorio per effettuare il test torio, in condizioni ambientali particolarmente pre-
di resistenza è quello tradizionale di inoculazione disponenti la malattia, spesso si manifesta come re-
meccanica mediante l’impiego di polveri abrasive. sistenza in condizioni di campo. Nel caso del fagiolo
Le piantine di pomodoro e peperone vengono al- la resistenza viene descritta con tre possibili livelli di
levate fino allo stadio di cotiledoni espansi; il fagiolo manifestazione: “pianta resistente a mosaico ma con
fino allo stadio di prime due foglie vere. sviluppo di blackroot”, “pianta sensibile a mosaico
ma senza sviluppo di blackroot” oppure “pianta resi-
stente a mosaico e senza manifestazioni di blackro-
ot”. Il blackroot, che si manifesta con imbrunimenti
delle nervatore o necrosi apicale, è proprio una rea-
zione di resistenza. (foto 3)

Test di resistenza ai nematodi

La valutazione della resistenza ai nematodi viene


effettuata solo nel caso del pomodoro, in cui viene
studiato il comportamento nei confronti del nemato-
de galligeno Meloidogyne incognita.
Il patogeno si conserva nei residui della vegetazio-
ne all’interno delle galle che si formano sulle radici.
Il test prevede l’inoculazione alla semina mediante
l’impiego di una sospensione di uova; vengono som-
Foto 3. Resistenza al mosaico del fagiolo. Imbrunimenti del- ministrate circa 400 uova per seme.
le nervature fogliari. La semina viene eseguita in sabbia sterile e la so-
spensione viene ottenuta a partire da radici infette
di piante di pomodoro sensibili. I sintomi vengono
L’inoculazione viene effettuata a questi livelli di osservati a sei settimane dalla semina contando il
sviluppo sfregando le foglie delle piante con una numero di galle presenti sulle radici. In base a tale
sospensione di polvere abrasiva e inoculo. Le pian- numero (gall index), a ciascuna pianta viene attribui-
te vengono quindi poste a sviluppare in condizioni to un valore oscillante da 0 a 5. I dati vengono quindi
controllate in cella o in serra. elaborati mediante il calcolo della media ponderata e
Le condizioni di luce e temperatura sono fonda- le varietà vengono caratterizzate come sensibili, me-
mentali per lo sviluppo dei sintomi. I virus del pepe- diamente resistenti e resistenti.
rone necessitano di temperature medie di circa 25°C
mentre, per il fagiolo e il pomodoro, è necessario Varietà saggiate dal 2000 al 2010
impostare temperature molto più elevate (intorno ai
30 °C). Con l’impiego di protocolli basati sui principi indi-
L’interpretazione dei sintomi non è sempre sem- cati sopra e sulle linee guida CPVO, dal 2000 al 2010

31
RICERCA

SPECIE INTERESSATA TEST DI RESISTENZA inbouw).


Pisum sativum L. (partim) resistenza a Fusarium oxysporum f. sp. pisi razza 1
Le procedure e i punti critici
resistenza a Tobamovirus patotipo 0, 1-2 e 1-2-3
Capsicum annuum L.
resistenza a Potato Virus Y patotipo 0
Le analisi per la valutazione delle resistenze ese-
resistenza a Tomato Mosaic Virus razza 0, 1*, 2* e 2a* guite presso il Laboratorio di Analisi Fitopatologiche
resistenza a Fusarium oxysporum f. sp. lycopersici razze 0 e 1 di Battipaglia vengono eseguite secondo procedure
Lycopersicon esculentum Mill.
resistenza a Verticillium dahliae razza 0 standard.
resistenza a Meloidogyne incognita La valutazione di questo carattere si inserisce nel
resistenza a Bean Common Mosaic Virus (BCMV)*
più complesso programma di descrizione e caratte-
Phaseolus vulgaris L. rizzazione eseguito presso la Sezione, ai fini dell’I-
resistenza a Colletotrichum lindemuthianum (razza lambda* e razza 6)
scrizione al Registro Varietale.
resistenza a Bremia lactucae razze Bl 12*, 15*, 16, 18, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26
Lactuca sativa L. I campioni, identificati da un codice numerico,
resistenza a Lettuce Mosaic Virus* vengono registrati nel database del Laboratorio e,
Cucumis melo L. resisetnza Fusarium oxysporum f. sp. melonis razze 0, 1 e 2 dopo una fase di pianificazione delle prove, vengono
Ocimum basilicum L. resistenza Fusarium oxysporum f. sp. basilici* sottoposti alle analisi secondo le procedure standard
Cicer aretinum L. resisetnza a Ascochita rabiei
del laboratorio.
Le analisi, per ciascuna varietà, vengono eseguite
(*) Test attualmente non previsti dalla normativa
in due cicli indipendenti di prova. Nel caso in cui i ri-
sultati del primo anno non coincidano con quelli del
Tab.1 - Test di resistenza sono state caratterizzate, per la resistenza a patoge- secondo anno, i campioni vengono analizzati nuova-
alle malattie effettuati dal ni, 396 varietà di ortive suddivise in basilico, cece, mente e i risultati vengono discussi per l’emissione
Laboratorio di Analisi Fito- fagiolo, lattuga, melone, peperone e pomodoro. di un giudizio definitivo.
patologiche della Sezione Le analisi sono state eseguite in due cicli di pro- Le maggiori difficoltà che si incontrano nello svol-
INRAN di Battipaglia (SA)
va indipendenti per un totale di circa 1500 saggi “in gimento di questo tipo di prove sono legate preva-
su varietà di specie ortive
in iscrizione al Registro
vivo”. lentemente alla tipologia di carattere. I caratteri di
Ufficiale (dal 2000 al 2010) Dall’anno 2000 all’anno 2010, le prove di resisten- resistenza, infatti, sono caratteri che si esprimono
za previste dalle schede ufficiali, sono andate incon- in presenza dell’interazione di due individui: l’ospi-
tro a continue variazioni. Nei primi anni, solo la spe- te e il patogeno. Per poter ottenere risultati ripetibili
cie pomodoro era soggetta a questo tipo di saggio. In e confrontabili con gli esiti ottenibili in altri labora-
seguito si sono aggiunte specie come basilico, cece, tori, è necessario standardizzare il più possibile le
fagiolo e lattuga e, ancora successivamente, melone, procedure. Fondamentale è la scelta dei materiali
peperone e pisello. Anche le specie dei patogeni ver- di riferimento (isolati patogeni e varietà testimoni)
so i quali si valutano le resistenze sono in continuo e il controllo delle condizioni ambientali. I patogeni
aggiornamento e, talvolta, variano anche le razze e e le varietà di riferimento sono stati acquisiti pres-
i patotipi nell’ambito di una determinata specie pa- so collezioni internazionali (ATCC, USA; GEVES, FR;
togena. Naktuinbouw, NL; Plant Research International, NL).
Variazioni si sono avute, ad esempio, nel caso del- Prima di essere impiegati nelle prove per l’iscri-
le diverse razze del Tomato Mosaic Virus e del Col- zione al registro vengono condotti dei “pilot expe-
letotrichum lindemuthianum (antracnosi del fagiolo); riment” in cui i ceppi di riferimento e le varietà te-
ad oggi non è più obbligatoria la valutazione di alcu- stimoni vengono studiati con le procedure ufficiali
ne resistenze quali: il Virus del Mosaico della Lattuga suggerite dal CPVO. Nel caso specifico delle varietà
o il Fusarium oxysporum del basilico. testimoni, si è proceduto preferibilmente alla scelta
I test di resistenza alla Bremia della lattuga non di varietà italiane più facilmente reperibili.
vengono eseguiti presso il centro di Battipaglia ma Di fondamentale importanza è, inoltre, il controllo
vengono affidate a laboratori esterni (Geves o Naktu- dei parametri di temperatura (tab.2), luce e umidi-

32
RICERCA

Dimensione campio- Temperatura per lo Durata del test Tab.2 Alcuni dei punti
Coppia ospite/patogeno Stadio per l’inoculazione Tipo di inoculo
ne (n. piante) sviluppo dei sintomi (settimane)
critici per lo svolgimento
Pomodoro/Fusarium 20 Cotiledoni espansi Sospensione conidica 25°C 6 dei saggi di resistenza in
Pomodoro/Verticillium 20 Cotiledoni espansi Sospensione conidica 23-24°C 6 condizioni standard
Pomodoro/M. incognita 10 seme uova 25°C 6

Pomodoro/ToMV 20 Cotiledoni espansi Foglie infette disseccate 20 – 30°C 5

Peperone/Tobamovirus 20 Cotiledoni espansi Foglie infette 20-25°C 4-5

Peperone/PVY 30 Cotiledoni espansi Foglie infette 18-25°C 4

Melone/Fusarium 20 Cotiledoni espansi Sospensione conidica 23-24°C 4

Pisello/Fusarium 20 Cotiledoni espansi Sospensione conidica 25°C 4-5

Fagiolo/antracnosi 20 Seme pre-germinato Sospensione conidica 20-22°C 4-5

Fagiolo/BCMV 20 Prime foglie vere Foglie infette liofilizzate 30°C 3

tà impostati durante le prove. Per questo motivo, le tipico e consente una valutazione appropriata della
temperature registrate nelle camere climatiche ven- resistenza/suscettibilità.
gono costantemente monitorate.
Uno scostamento sensibile dei valori di tempera- Conclusioni
tura e di luce può infatti compromettere gli esiti di
una prova e rendere inaffidabili i risultati ottenuti. Allo stato attuale, le valutazioni del carattere di
Altro fattore cruciale ai fini dell’ottenimento di ri- resistenza a patogeni continuano ad essere effettua-
sultati attendibili è l’esperienza del tecnico analista. te impiegando metodiche tradizionali di saggio “in
Questi infatti deve avere un’ottima conoscenza vivo”.
della biologia della pianta e del patogeno e una gran- Nel caso del pomodoro, i comitati tecnici-scienti-
de padronanza nella lettura dei sintomi della malat- fici dell’UPOV stanno valutando la possibilità di im-
tia. piegare dei marcatori molecolari per l’individuazione
Una volta raccolti i dati grezzi, l’elaborazione stati- dei geni di resistenza a M. incognita e ToMV. L’UPOV
stica riveste particolare importanza per l’espressione ritiene che l’utilizzo di tecniche molecolari per la ca-
del giudizio finale del carattere. Le linee guida UPOV ratterizzazione varietale sia ancora prematura men-
(TGP/8/1) suggeriscono i metodi statistici appro- tre potrebbe essere molto utile per i genetisti nella
priati da utilizzare a seconda della tipologia di carat- fase di screening delle varietà.
tere: qualitativo o quantitativo. Nonostante i numerosi punti critici che si riscon-
Naturalmente, nella scelta della corretta elabora- trano nell’esecuzione delle prove sperimentali, i me-
zione statistica, è di fondamentale importanza la co- todi tradizionali costituiscono ancora l’unico sistema
noscenza dell’origine genetica del carattere. ufficialmente riconosciuto per l’individuazione del
Questa, infatti, fornisce utili informazioni sul tipo carattere resistenza ai fini dell’Iscrizione al Registro
di variabilità che dovremmo osservare a livello feno- Varietale.

33
TECNOLOGIA

Organizzazione e problematiche della produzione di se-


menti
L’Italia, con oltre 182.000 ettari, è uno dei paesi europei in cui la moltiplicazione delle sementi è più diffu-
sa. Agricoltori e aziende sementiere sono in grado di rispondere a standard di qualità internazionali, ma
occorre migliorare la capacità di competere per avere un peso sul mercato mondiale
Giovanni Laffi, Edmo Tersi

Organisation and issues of seeds multiplication


Italy, with over 182.000ha, is one of the European countries where seed multiplications is very widespread. Modern
multiplication has several aims that require specific skills. For this reason COAMS has been formed. It is the only
Italian organization of multipliers’ representation in Italy. In addition to the activities COAMS carries out to protect
multipliers, Consorzio’s aim is the signing of deals, agreements of Sector, for the whole Seed sector.

Già 10.000 anni fa i primi agricoltori mettevano da Gruppi di specie Tot. ha %


parte i semi migliori da utilizzare nella stagione suc- Barbabietole 4000 1,1
cessiva. Nell’ultimo secolo, attraverso un importante
Orticole 19000 10,4
lavoro di selezione si sono ottenuti notevoli progres-
Oleaginose da fibra 9000 4,9
si nella resa delle colture nel controllo dei parassiti,
nella qualità dei prodotti raccolti. Le sementi oggi Cereali 90000 49,4

commercializzate sono mezzi tecnici assolutamente Riso 13000 7,5


efficienti. Mais e sorghi 6000 3,3
Il conseguimento di risultati soddisfacenti in agri- Foraggere graminacee 3000 1,7
coltura dipende infatti in ampia misura dalla qualità Foraggere leguminose 35000 19,2
e dallo stato fitosanitario delle sementi, delle pian-
Leguminose da granella 2500 1,4
tine di ortaggi e degli altri materiali utilizzati per la
Patata 300 0,17
loro moltiplicazione. Particolarmente importante è
quindi, oltre alla ricerca di nuove varietà operata dai Varie 500 0,3

costitutori l’attività di moltiplicazione in campo. Totale 182300 100


L’Italia per le condizioni pedoclimatiche, la tradi-
zione e la professionalità degli agricoltori è uno dei
Paesi in Europa in cui la moltiplicazione delle semen- L’attività di moltiplicazione è particolarmente con-
ti è più diffusa e per molte specie detiene la leader- centrata in alcune regioni, e Emilia Romagna, Mar-
ship europea. Si moltiplicano in Italia circa 182.000 che, Puglia e Sicilia detengono quasi il 59% delle su-
ettari così suddivisi: perfici in moltiplicazione.
Mentre la produzione di cereali, in particolare il
frumento duro, è concentrata prevalentemente al
Trebbiatura di
Sud, in Romagna e nelle Marche è molto diffusa la
bietola da seme
moltiplicazione delle foraggere leguminose (in par-
ticolare l’erba medica) delle oleaginose e le orticole,
mentre la totalità delle barbabietole da zucchero por-
taseme sono coltivate in Emilia Romagna.

Gli obiettivi del lavoro di moltiplicazione delle se-


menti

La moderna attività di moltiplicazione deve avere


diversi obbiettivi:
• Partendo da una piccola quantità di seme otte-

Gli autori sono del COAMS (Consorzio delle Organizzazioni di agricoltori Moltiplicatori di Sementi) - info@coams.it

36
TECNOLOGIA

nere una elevata produzione di semi identici tra Fioritura di aneto e lattuga
loro
• Deve generare reddito per gli agricoltori moltipli-
catori
• Mantenere la purezza della varietà
• Garantire la qualità del seme prodotto applican-
do le tecniche più rispettose dell’ambiente
• Per quanto riguarda le piante allogame: preser-
vare gli ambienti più adatti alla moltiplicazione
rispetto a possibili inquinamenti di polline prove-
niente da piante coltivate o spontanee.
Per raggiungere questi obbiettivi sono necessari al-
cuni elementi sia di carattere gestionale che tecnico
• Sottoscrivere un protocollo d’intesa (o contratto
di coltivazione con relativo disciplinare di produ- campo e dell’assistenza al controllo qualità presso
zione) con una società sementiera gli stabilimenti dei sementieri a cui è destinato il pro-
• Disporre di una sufficiente esperienza e/o forma- dotto.
zione che può essere integrata da una adeguata Oltre alla fornitura dei servizi di assistenza all’im-
assistenza da parte di tecnici preparati in funzio- presa agricola moltiplicatrice l’organizzazione ha il
ne degli aspetti più importanti: compito di sostenerne il settore sviluppando inizia-
* Scelta del terreno tive e progetti di interesse comune per favorire la tu-
* Preparazione del terreno tela e la valorizzazione delle produzioni sementiere.
* Semina Ha il compito di rappresentare unitariamente il
* Concimazioni settore nei rapporti con la Comunità Europea, il Mi-
* Trattamenti erbicidi e insetticidi nistero delle Politiche Agricole e le Regioni ed ha la
* Gestione degli eventuali impollinanti missione di preservare le produzioni nei territori re-
* Monitoraggio (dalla semina al raccolto) gionali tutelando il territorio da contaminazioni ge-
* Eventuali interventi specifici per la cultura netiche e ambientali.
* Raccolta Si possono riassumere gli obbiettivi di C.O.A.M.S.
in pochi ma significativi punti:
Le funzioni del COAMS 1. Ottenere norme chiare per la produzione.
2. Sviluppare una concorrenza leale sui mercati in
Proprio per dare risposta a queste esigenze, nel accordo con le norme della U.E.
1999, fra le principali O.P. dell’Emilia Romagna e 3. Impostare relazioni equilibrate con le imprese
Soc. Cooperative che si occupavano di Moltiplica- sementiere e i costitutori.
zione di colture da seme, fu costituito il C.O.A.M.S. 4. Creare le condizioni per una remunerazione sod-
(Consorzio delle Organizzazioni di agricoltori Molti- disfacente per i raccolti delle aziende agricole im-
plicatori di Sementi). Oggi il C.O.A.M.S. è l’unica or- pegnate nel settore.
ganizzazione italiana unitaria che opera a livello na- 5. Contribuire alla definizione delle politiche agri-
zionale, con imprese aderenti in 10 Regioni (Emilia cole degli Enti di riferimento (MiPAAF , Regioni,
Romagna - Lombardia - Veneto - Friuli Venezia Giulia Enti di Ricerca) e allo sviluppo delle attività inter-
- Toscana - Umbria - Marche - Abruzzo - Molise - Pu- professionali.
glia) che producono per i mercati nazionale, europeo 6. Definire un accordo interprofessionale per il set-
e mondiale. tore sementiero che, tenendo conto dell’anda-
Le attività fornite dal C.O.A.M.S a tutela degli agri- mento dei singoli comparti, operi scelte a sup-
coltori moltiplicatori sono appunto quelle dell’assi- porto dello sviluppo delle colture in un quadro
stenza contrattuale, della verifica delle produzioni in strategico generale.

37
TECNOLOGIA

Accordi interprofessionali per rafforzare il comparto problematiche generali del settore, per esprimere
con più forza le esigenze comuni, ad esempio nelle
L’ Italia a differenza di altri Paesi a noi vicini (es. questioni inerenti l’impiego dei fitofarmaci, l’uso del
Francia-Olanda- Danimarca) ha sempre trovato dif- seme certificato, gli OGM, anche in funzione delle
ficoltà nella creazione di una interprofessione tra modifiche normative che si prospettano.
moltiplicatori e società sementiere e questo fatto ha Questi aspetti dovranno ovviamente essere affron-
sempre rappresentato una grave carenza per tutto il tati in accordo con le OO.PP.AA., ed il coinvolgimen-
settore, col rischio di comprometterne il futuro. to delle Regioni e del Ministero dell’Agricoltura, ma
Partendo dal presupposto che si debba continuare molti temi di carattere generale hanno l’esigenza di
a moltiplicare colture da seme in Italia garantendo il essere trattati anche a livello europeo, dove un’azio-
reddito degli agricoltori moltiplicatori e gli interessi ne forte di lobby di tutto il settore sarebbe quanto
delle società sementiere, è fondamentale concordare mai necessaria, tenuto conto anche della rilevanza
delle regole generali nel cui ambito definire i vari con- dell’attività di commercio internazionale del settore
tratti di coltivazione tenendo conto delle specificità sementiero.
delle diverse colture (bietole, orticole, cereali ecc). Il settore sementiero italiano è oggi sicuramente
Già nel 1990 in Emilia Romagna furono stipulati all’avanguardia sulla capacità di rispondere a stan-
degli accordi di moltiplicazione e relativi contratti di dard di qualità internazionali, ma occorre alzare ul-
coltivazione, impostati come modelli standard, per teriormente la capacità di competere, per avere un
regolare il rapporto tra ditta sementiera e moltiplica- peso sul mercato mondiale.
tori. Nel 2004 questi contratti sono stati aggiornati Le aziende agricole sono arrivate ad un buon li-
a livello regionale per alcuni settori (Barbabietole da vello di professionalità e specializzazione ma hanno
zucchero-Ortive) e finalmente il 25 gennaio 2012 è necessità di ulteriori supporti.
stato firmato a Bologna il primo accordo regionale di L’interprofessione e le relative intese di filiera fra
filiera del comparto. gli operatori del settore e le società sementiere, po-
Questo è il primo passo, ma è un segnale impor- trebbe consentire un ulteriore sviluppo ad un setto-
tante che dovrebbe essere recepito anche da altre re che presenta molte potenzialità che si potranno
Regioni e a livello nazionale perché è ormai una- cogliere solo se gli imprenditori saranno disponibili
nimemente riconosciuta la necessità di affrontare a lavorare su obiettivi concordati in un quadro di ac-
insieme, agricoltori moltiplicatori e sementieri, le cordi condivisi.

Colture da seme

38
TECNOLOGIA

Caratteristiche e prospettive della produzione di sementi


di frumento duro
Il settore, strategico per l’Italia, sta attraversando un periodo di grandi incertezze e di difficoltà di pro-
grammazione. Risulteranno determinanti i nuovi indirizzi della PAC a partire dal 2013, sia a livello co-
munitario che nazionale.

Claudia Miceli, Mauro Vaccarella

Durum wheat seed sector in Italy: characteristics and perspectives of national production
Trend of seed sector and elements that have determined its development in the last years are analyzed. Details at a
regional level of controlled areas, certified seed amounts, seed companies and multiplier farmers involved are shown.
Moreover, data concerning multiplied varieties and their spread are briefly reported.

Il frumento duro rappresenta una delle colture più i costi colturali e migliorare le caratteristiche qualita-
importanti a livello nazionale. tive delle produzioni portando, in Italia, all’introdu-
Si tratta di una coltivazione effettuata sin dai tem- zione dell’obbligo di impiegare seme certificato per
pi dei romani che, oltre a svolgere un considerevole ottenere l’aiuto supplementare comunitario al grano
ruolo economico, ha prodotto tradizioni e culture duro.
locali caratterizzando il paesaggio di numerosi en- Successivamente la riforma introdotta da Fishler
troterra collinari dell’Italia centro-meridionale, suo (2003) poneva una maggiore attenzione per un’agri-
tradizionale areale di coltivazione. coltura più sostenibile e orientata verso il mercato,
Oggi, la sua diffusione si è estesa anche in alcune con un sostegno spostato sempre più verso il pro-
aree del centro-nord dove, grazie al continuo pro- duttore piuttosto che verso il prodotto e con l’intro-
gresso della genetica, sono state introdotte nuove duzione di un sistema di sostegno disaccoppiato.
varietà capaci di raggiungere elevati livelli produttivi Ciò ha portato ad un minor ricorso alla monocol-
che consentono agli agricoltori di queste aree di otte- tura del frumento duro, così diffusa in molti areali,
nere un buon livello di reddito. con conseguenti riduzioni delle superfici ad esso de-
In Italia la superficie investita a frumento duro ha stinate.
subito nel corso degli ultimi anni una sensibile ridu- Nel contempo, altri fattori sono intervenuti ad in-
zione, passando da una media di circa 1.700.000 fluenzare in misura rilevante la durogranicoltura na-
ha (ISTAT) nel quinquennio 2000-2004, periodo di zionale: l’aumento dei costi di produzione e le forti
massima espansione della coltura, a 1.257.074 ha del oscillazioni dei prezzi di mercato del frumento duro
2011 (ISTAT), mentre i quantitativi di granella prodot- che hanno toccato valori minimi nel 2005 e massi-
ti, da 4.400.000 t circa del quinquennio 2000-2004, mi nel 2008, causando un forte disorientamento nel
si sono ridotti a 3.953.00 t nel 2011 (ISTAT). mondo agricolo con anomale fluttuazioni delle su-
In particolare, le superfici destinate alla produ- perfici e delle produzioni.
zione di frumento duro hanno subito nel corso Più recentemente, l’emanazione del decreto 29
degli anni delle fluttuazioni molto importanti, lega- luglio 2009, contenente le disposizioni per l’appli-
te a molteplici fattori: le politiche comunitarie del cazione dell’art. 68, ha ulteriormente influenzato il
comparto, l’andamento del prezzo di mercato della settore.
granella, il costo di importanti fattori di produzione Tale provvedimento pone maggiore attenzione alla
(concimi, gasolio), l’organizzazione della filiera ecc.. sostenibilità ambientale, incentivando la rotazione
Infatti, la Politica Agricola Comunitaria, sin dalla dei cereali con colture miglioratrici e prevedendo
sua introduzione ha sempre guidato le scelte degli l’obbligo, per il frumento duro, di impiegare seme
agricoltori influenzando le superfici e le produzioni certificato per la corresponsione degli aiuti specifici.
delle diverse colture, favorendo, talvolta, la semina Tale vincolo è stato successivamente abolito (de-
del grano sulle stesse superfici per diversi anni (rin- creto 25 febbraio 2010) e gli agricoltori, in una fase di
grano). profonda crisi hanno preferito non investire nell’ac-
Così, negli anni novanta è stata introdotta la rifor- quisto di seme certificato.
ma avviata da Mac Sherry con l’obiettivo di diminuire Pertanto, hanno optato per il reimpiego aziendale

Gli autori sono dell’I.N.R.A.N. – Settore Sementiero - Sezione di Palermo - c.miceli@ense.it


La bibliografia è pubblicata sul sito www.dalseme.it

39
TECNOLOGIA

Foto. 1 - Campo di moltipli- o peggio ancora hanno fatto ricorso all’acquisto di certificate (contenimento delle infestanti e delle ma-
cazione di frumento duro a semente non certificata, alimentando così, un mer- lattie trasmissibili per seme, minor ricorso a tratta-
maturazione cato parallelo ed illegale con il conseguente decadi- menti chimici ecc.) approvando quanto disposto dal
mento quanti-qualitativo delle produzioni. suddetto decreto.
Dopo circa un anno il Ministero ha ritenuto neces- Tale disposizione lascia ben sperare il settore se-
sario apportare alcune modifiche al suddetto decreto mentiero nelle trattative sulla definizione della nuova
per migliorarne l’applicazione e, con decreto MiPAAF PAC.
del 10 agosto 2011, ha reintrodotto per l’annata agra-
ria 2012-2013, l’obbligo di impiegare seme certificato Andamento delle superfici e delle produzioni di fru-
di frumento duro ai fini della corresponsione degli mento duro da seme in Italia
aiuti specifici (art. 68).
In particolare, la Commissione Europea, con Deci- Il trend positivo delle superfici e produzioni di se-
sione del 25/11/2011, ha riconosciuto il positivo im- menti certificate a partire dal 1994 (Fig. 1) sono un
patto ambientale che determina l’uso delle sementi chiaro effetto della riforma Mac Sherry e dell’intro-
duzione dell’obbligo di impiegare sementi certificate.
A partire dalla campagna 2004/2005 con l’intro-
duzione di una nuova PAC ed i bassi prezzi registrati
sul mercato, inizia un declino per la produzione di
sementi certificate di frumento duro che, nel giro di
due anni, passa da 437.831 t nel 2003 a 233.526 t nel
2005 (-46%), analogamente le superfici sottoposte
a controllo per la produzione di sementi passano da
171.488 ha nel 2004, a 91.472 ha nel 2005 (-47%).
Il considerevole incremento della quotazione della
granella avvenuto nel 2008 ha portato un nuovo au-
mento delle superfici, che hanno raggiunto 124.449
ha e delle produzioni di seme, che hanno toccato
301.070 t.
L’abolizione del vincolo di impiegare seme certifi-

Fig. 1 - Andamento delle superfici controllate e dei quantitativi di sementi certificati di fru-
mento duro in Italia - Fonte: I.N.R.A.N. Settore Sementiero

40
TECNOLOGIA

cato di frumento duro per accedere agli aiuti previ-


sti con l’art. 68 ne ha determinato un nuovo crollo
raggiungendo il valore minimo di 150.115 t nel 2010,
mentre per le superfici il valore più basso si è avuto
nel 2011 con 49.600 ha.
La reintroduzione dell’obbligo di impiegare seme
certificato per accedere agli aiuti comunitari (art.68),
la cui certezza si è avuta solo a fine 2011, lascia in-
travedere un nuovo incremento delle produzioni di
seme che sono aumentate di circa il 18% (dato prov-
visorio) rispetto al 2010 e, verosimilmente, anche
delle superfici ad esso destinate nella campagna in
corso.

Aspetti varietali
Fig. 2 - Numero di varietà di frumento duro iscritte/reiscritte nel Registro Nazionale dal
1995 al 2011 - Fonte: nostra elaborazione su dati SIAN
Attualmente risultano iscritte al catalogo naziona-
le delle varietà di frumento duro 211 accessioni.
È interessante rilevare come solo il 20% circa di
tali varietà abbia una data di iscrizione anteriore al
1995, a testimonianza della maggior vivacità del la-
voro di miglioramento genetico conseguente all’in-
troduzione dell’obbligo di impiegare seme certificato
per la corresponsione dei contributi comunitari.
Tale lavoro è, infatti, frutto di una ricerca lunga e
costosa e, solo attraverso l’impiego di sementi certi-
ficate, l’agricoltore può fruire dei numerosi vantaggi
che ne conseguono, in termini di maggiore adattabi-

Foto 2 - Particolare di una spiga di frumento duro

lità agli ambienti di coltivazione, produzioni quanti- Fig. 3 - Andamento dei


qualitativamente migliori, maggiore resistenza alle quantitativi di sementi
patologie ed agli stress ambientali. certificate delle prime 10
varietà di frumento duro
L’importanza del mercato italiano ha attirato l’at-
(quinquennio 2007-2011)
tenzione di costitutori stranieri, che hanno registrato Fonte: nostra elaborazione
nel corso degli anni loro varietà al Registro Nazionale su dati I.N.R.A.N. Settore
sia direttamente, sia in collaborazione con costituto- sementiero
ri italiani (Fig. 2).
Ai costitutori è riconosciuto un diritto per il lavoro
svolto, le royalties il cui importo viene determinato
in funzione della varietà, della categoria di moltipli-
cazione e di eventuali specifici accordi.
Il crollo delle produzioni di grano duro da seme,
si è tradotto in ingenti perdite per i costitutori, so-

41
TECNOLOGIA

rappresentano il 60% circa della produzione di seme


e con le prime 15 si raggiunge il 70% circa (media
quinquennio 2007-2011).
La figura 3 mostra l’andamento dei quantitativi di
sementi certificate delle prime 10 varietà, ordinate
rispetto al 2011.
Tra queste, le varietà Iride, Claudio, Simeto, Le-
vante e Duilio, sono risultate sempre presenti tra le
prime 10 varietà del quinquennio sia per produzione
che per superfici.

La moltiplicazione di seme nelle regioni italiane

La moltiplicazione delle sementi di frumento duro


Fig. 4 - Distribuzione regionale delle superfici controllate (media quinquennio 2007-2011) in Italia, rispecchia il suo tradizionale areale di col-
Fonte: nostra elaborazione su dati I.N.R.A.N. Settore sementiero — * Altre regioni: Campania, Veneto, Lom- tivazione ed è concentrata, prevalentemente, in 5
bardia, Molise, Abruzzo, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige regioni: Puglia, Sicilia, Marche, Basilicata ed Emilia
Romagna.
La Puglia detiene il primato con il 29% delle super-
fici sottoposte a visite in campo, con un dato medio
nell’ultimo quinquennio, che meglio rappresenta la
situazione del settore negli ultimi anni, di 25.657 ha
(13.889 ha nel 2011); spicca il dato della provincia
di Foggia, dove si concentrano poco meno del 90%
delle superfici approvate e degli agricoltori moltipli-
catori.
Segue la Sicilia con il 21% della superficie naziona-
le a grano duro da seme e una media quinquennale
di 18.522 ha (7.186 ha nel 2011).
Contrariamente a quanto si verifica in Puglia, in
Sicilia la distribuzione delle superfici è più uniforme
e, le provincie maggiormente rappresentate sono
Enna, Caltanissetta, Palermo e Siracusa.
Fig. 5 - Andamento regionale delle superfici controllate nel quinquennio 2007-2011 Un altro territorio che vanta una tradizione nella
Fonte: nostra elaborazione su dati I.N.R.A.N. Settore sementiero
coltivazione del grano da seme è quello delle provin-
ce di Macerata e Ancona nelle Marche, dove il settore
prattutto nazionali, che in mancanza delle necessarie interessa in media quinquennale 8.875 ha (6.739 nel
risorse, si sono visti costretti a contrarre l’attività di 2011).
miglioramento genetico. Ricordiamo, inoltre la regione Basilicata con una
Ciò comporta chiare conseguenze per il minore media di 7.835 ha, pari al 10% delle superfici visitate
progresso della ricerca e la maggiore apertura verso in Italia e l’Emilia Romagna con 7.178 ha pari al 9%
varietà di costituzione extra nazionale, spesso sele- di tali superfici.
zionate in condizioni pedoclimatiche differenti da Seguono poi, nell’ordine Toscana (6%), Lazio
quelle del territorio italiano . (5%), Umbria (3%) e Sardegna (3%), mentre le altre
Dall’analisi dei dati del quinquennio 2007-2013, si regioni contribuiscono con il restante 6% (Fig 4).
evidenzia che, in media, sono 139 le varietà coltivate In figura 5 viene mostrato l’andamento regionale
per la produzione di seme, di queste le prime dieci delle superfici sottoposte a controllo nel quinquen-

42
TECNOLOGIA

REGIONI Aziende moltiplicatrici Ditte sementiere attive Varietà in moltiplicazione


N. N. N.

PUGLIA 1.579 53 55

SICILIA 1.448 44 43

MARCHE 619 17 47

BASILICATA 451 25 29

EMILIA ROMAGNA 444 24 52

LAZIO 270 16 28

TOSCANA 231 17 33

SARDEGNA 212 7 16

CAMPANIA 160 10 20

UMBRIA 114 9 24

ALTRE REGIONI 308 39 65


Fig. 6 - Distribuzione regionale del numero di azien-
Totale complessivo 5.836 170 133
de moltiplicatrici, ditte sementiere attive e varietà in
Fonte: nostra elaborazione su dati I.N.R.A.N. Settore sementiero moltiplicazione (media quinquennio 2007-2011)

nio 2007-2011 che, se si fa eccezione per l’anno 2008 aree del territorio nazionale.
e per un lieve incremento nel 2010 per Basilicata ed La regione con il maggior numero di ditte semen-
Emilia Romagna, è risultato mediamente in flessio- tiere attive è stata la Puglia con 53 ditte, seguita da
ne. Sicilia (44), Basilicata (25), Emilia Romagna (24), To-
Le aziende interessate alla moltiplicazione di se- scana e Marche (17), Lazio (16), ecc. (Fig. 6).
menti di frumento duro svolgono un ruolo fonda- Delle 139 varietà di frumento duro impiegate per la
mentale per la produzione di seme. Esse in Italia, produzione di seme nel quinquennio in esame, la Pu-
sono state in media, 5.836 nel periodo 2007-2011. glia è la regione che ne moltiplica di più, sono infatti
La loro distribuzione a livello regionale (Fig. 6) ri- 55, seguita da Emilia Romagna (52 varietà), Marche
calca quella già vista per le superfici con la Puglia (47 varietà), Sicilia (43 varietà), Toscana (33varietà),
che detiene nel quinquennio considerato il maggior Basilicata (29 varietà), Lazio (28 varietà), ecc. (Fig.
numero di aziende (1.579), seguita da Sicilia (1.448), 6).
Marche (619), Basilicata (451), Emilia Romagna
(444), Lazio (270), ecc.. Annualmente viene stipula- Conclusioni
to un accordo di moltiplicazione tra la ditta semen-
tiera e l’agricoltore-moltiplicatore (accordo reso ob- Il settore della produzione sementiera di frumento
bligatorio con circolare M.A.F. n. 4731/30792 del 16 duro attraversa, oggi, un periodo di grandi incertez-
febbraio 1991) nel quale vengono definiti gli obblighi ze e di considerevoli difficoltà di programmazione.
che le parti si impegnano a rispettare in relazione alla Infatti, la Politiche Agricola Comunitaria, l’andamen-
moltiplicazione di sementi. to incerto dei prezzi di mercato, le speculazioni che
Altro anello fondamentale nella produzione di se- colpiscono il settore, mettono in gravi difficoltà un
menti è costituito dalle ditte sementiere. comparto strategico per l’Italia.
Esse seguono, infatti, tutto l’iter della moltiplica- Le sementi certificate sono il primo anello della fi-
zione, selezione, confezionamento e commercializ- liera cerealicola: esse permettono agli agricoltori di
zazione delle sementi prodotte. beneficiare dei frutti della ricerca, sono il presuppo-
In Italia le ditte sementiere attive nella produzione sto per ottenere produzioni quanti-qualitativamente
di seme nel periodo 2007-2011 sono risultate in me- soddisfacenti anche per l’industria di trasformazione
dia 170, alcune delle quali hanno operato in differenti e permettono, inoltre, la tracciabilità e rintracciabilità

43
TECNOLOGIA

Foto 3 - Campo di moltipli- anche dei prodotti derivati. verranno assunte a partire dal 2013 con i nuovi indi-
cazione di frumento duro Le continue oscillazioni del mercato determina- rizzi della PAC, sia a livello comunitario che naziona-
in fase di spigatura no, invece, disagi su tutta la filiera, mentre il settore le affinché si riesca a ridare centralità ad un settore
sementiero necessita di una adeguata programma- così strategico per l’Italia quale è quello del frumento
zione per poter far fronte alle richieste del mercato, duro in generale e della moltiplicazioni di sementi in
per moltiplicare il seme del costitutori, passando dal particolare.
seme tecnico, sino ad ottenere il seme certificato di- Il contrasto al commercio illegale di sementi che
sponibile per l’agricoltore. determina innumerevoli inconvenienti al comparto e
Purtroppo, negli ultimi anni gli interventi di re- il destinare maggiori risorse per lo sviluppo di filiere,
golamentazione del settore da parte del legislatore potrebbe creare i presupposti per contribuire all’ot-
non hanno sempre consentito al comparto di effet- tenimento di produzioni qualitativamente più ade-
tuare una razionale programmazione delle attività guate al fabbisogno dell’industria di trasformazione,
determinando, in alcune annate, ingenti quantitativi garantendo il reddito degli agricoltori e tutelando an-
rimasti invenduti ed in altre il rischio della mancata che il consumatore sulla provenienza delle materie
disponibilità di sufficienti quantità di seme per gli prime e sulle caratteristiche qualitative e sanitarie dei
agricoltori. Risulteranno determinanti le scelte che prodotti.

44
TECNOLOGIA

La moltiplicazione delle sementi orticole in Italia


Le aziende sementiere italiane hanno una posizione di leadership nel mondo per la qualità delle sementi
orticole. Tuttavia per rimanere competitivi è necessario rafforzare la filiera di produzione, con rapporti
più stretti non solo tra aziende sementiere e agricoltori/moltiplicatori, ma anche con i servizi pubblici
chiamati a fornire importanti funzioni di controllo e certificazione

Alberto Lipparini

The multiplication of vegetable seeds in Italy Da tempo infatti, l’Associazione cerca di suppli-


Italian companies play a leading position in the world re alla mancanza di indicazioni ufficiali realizzando
for the quality of their vegetable seeds. However, to re- periodicamente all’interno della Sezione sementi da
main competitive it is necessary to strengthen the pro- orto una indagine con l’obiettivo di raccogliere dati
duction chain. sulle superfici sementiere realizzate in Italia.
The vegetable seed production require a precise regu- I risultati di tale indagine evidenziano nell’ultimo
lation in order to avoid genetic impurities (possible in decennio una tendenza positiva in aumento (Tab. 1),
case of cross-pollinating crops too close), as well as  rela- a testimonianza della ‘vitalità’ del settore. Nel corso
tionships more strict among all figures of the chain. Not del 2010 infatti sono stati investiti a colture semen-
only between seed companies and farmers that multiply tiere orticole oltre 14mila ettari, rispetto ai circa 10-
seeds, but especially with Public services called to supply 11mila degli anni precedenti.
important functions of control and certification. Accanto alle specie che da sempre trainano il set-
tore, quali cipolla, pisello e ravanello, altre stanno
crescendo in modo costante: fra queste, carota, spi-
Le aziende sementiere italiane ricoprono da tempo nacio, lattuga e, su tutte, il gruppo delle brassiche
un ruolo da protagonista nel panorama internaziona- (cavoli, cime di rapa, mostarde e brassiche orientali).
le delle moltiplicazioni delle specie orticole. Per le brassicacee, in particolare, si tratta di colti-
È la qualità delle sementi prodotte in Italia che vazioni altamente specializzate e con maggiore va-
ha consentito alle aziende nazionali di guadagnarsi lore aggiunto: quindi un’alternativa colturale molto
questa leadership, cresciuta nel tempo grazie alla interessante per le realtà agricole ove queste coltiva-
professionalità degli operatori, alla presenza di ade- zioni risultano più diffuse (Marche).
guate infrastrutture e, naturalmente, alle condizioni A livello di distribuzione territoriale le colture se-
climatiche in generale favorevoli a questo tipo di pro- mentiere orticole (Tab. 2) sono presenti in particola-
duzione. re in 5-6 regioni, con Emilia-Romagna e Marche un
Ed è sui parametri qualitativi che i sementieri orti- passo avanti rispetto alle altre e con quest’ultima che
coli italiani dovranno continuare a fare affidamento negli ultimi anni sta riducendo il gap con l’Emilia-
in futuro per contrastare l’incalzante concorrenza di Romagna, storicamente leader del settore.
alcuni paesi emergenti che si stanno affacciando sul A seguire poi la Puglia, con incrementi decisamen-
mercato internazionale. te importanti legati alla diffusione delle coltivazioni
Le sfide si rinnovano di continuo e quindi emerge di alcune specie come cipolla e cavoli. Altre coltiva-
in modo pressante l’esigenza di fare meglio sistema zioni, ovviamente meno estese, vengono realizzate
per rimanere al passo con i tempi. in Umbria, Molise, Abruzzo e Campania.
Si tratta di una distribuzione sicuramente legata
Il settore sementiero orticolo in Italia, alcuni dati alla presenza di condizioni climatiche favorevoli per
le coltivazioni sementiere, che caratterizzano tali am-
Non esistendo fonti ufficiali complete od affidabili bienti, ma non solo: la collocazione delle coltivazioni
in materia, per dimensionare il settore si deve neces- portaseme è indubbiamente condizionata anche da
sariamente fare riferimento ai dati elaborati da AS- fattori socio-economici di grande rilevanza quali la
SOSEMENTI, l’Associazione nazionale di categoria professionalità degli agricoltori-moltiplicatori, la pre-
che raggruppa la maggioranza delle aziende del set- senza di adeguate infrastrutture e servizi da cui le
tore, la quasi totalità di quelle operanti nel segmento aziende sementiere non possono prescindere, così
orticolo. come da una ‘attenzione pubblica’ verso il settore

L’autore è di ASSOSEMENTI - info@sementi.it

45
TECNOLOGIA

TOTALE Totale Totale Totale Totale


SPECIE
2010 2008 2006 2004 2002 non ugualmente riscontrabile in tutte le regioni ita-
ettari ettari ettari ettari ettari liane.
Coriandolo 5.295 4.066 689 701 135 Non è sicuramente un caso che le regioni dove
Pisello 1.983 1.068 1.457 1.232 1.550 maggiormente si realizzano colture sementiere orti-
Cipolla 2.158 1.159 919 883 1.720 cole siano quelle ove le Amministrazioni locali siano
state nel tempo più attente alle necessità delle coltu-
Ravanello 1.882 1.558 1.510 1.153 1.240
re da seme, grazie all’emanazione di adeguate leggi
Carota 877 599 326 297 345
e regolamenti: per poter essere commercializzate ed
Cavoli 728 707 557 484 990 apprezzate nel mondo, le sementi orticole debbono
Spinacio 712 410 244 354 325 in effetti possedere elevati requisiti qualitativi (innan-
Cicoria 668 852 1.113 1.373 470 zitutto la purezza, cioè la mancanza di inquinamenti
Fava 675 462 260 441 890 genetici, la germinabilità, l’assenza di semi estranei
Lattuga 619 527 317 478 545
ecc…), che possono essere garantiti solo all’interno
di un sistema organizzato e ben regolamentato.
Bietole 406 349 335 338 500
Tornando sui ‘numeri’ del settore, si può eviden-
Rucola 393 254 227 254 210
ziare come, sempre secondo le stime di ASSOSE-
Cima di rapa 347 211 149 255 410 MENTI, il fatturato della moltiplicazione si attesti
Brassiche 314 399 366 340 125 sui 45 milioni di euro, derivanti prevalentemente da
Crescione 268 16 16 37 65 moltiplicazioni realizzate su commissione per azien-
Rapa 228 148 103 141 85 de estere. Fra le principali destinazioni di tali mol-
Porro 248 200 156 160 200
tiplicazioni per conto terzi, il Giappone e l’Estremo
Oriente, i paesi del Nord e dell’Est Europa.
Bunching onion 173 118 82 28 95
Limitate sono invece le produzioni cosiddette
Fagiolo 172 89 237 154 205
‘spot’, realizzate in conto proprio dalle aziende se-
Cetriolo 161 117 110 112 105 mentiere assumendosi il rischio della successiva col-
Basilico 158 115 102 58 85 locazione sul mercato.
Aneto 125 76 15 43 60 Tale situazione origina un flusso di import-export
Indivie 105 65 41 145 105 che in pratica vede le sementi moltiplicate in Italia
Cece 25 154 9 8
venire destinate ai paesi committenti, i quali, dopo
99
le operazioni di selezione, concia e confezionamen-
Altre orticole 89 4 5 2 2
to, provvedono a distribuirle in tutto il mondo, Italia
Prezzemolo 83 58 113 90 130
compresa.
Pomodoro 78 12 2 317 170 Secondo i dati ISTAT per il 2010, l’Italia avrebbe
Zucchino 71 48 33 66 105

Roscano 47 38 50 27 30
TOTALE Totale Totale Totale Totale
Altre aromatiche 42 46 63 50 20 REGIONI 2010 2008 2006 2004 2002
ettari ettari ettari ettari ettari
Zucca 41 44 17 23 10
Emilia-Romagna 8.526 7.300 6.276 6.273 5.780
Sedano 41 51 17 16 10
Marche 6.991 4.240 2.262 2.690 2.695
Finocchio 41 30 31 82 65
Puglia 2.402 1.739 860 811 1.800
Peperone 21 24 6 11 2
Campania 389 51 19 46 105
Cardo 15 11 7 5 4
Umbria 388 312 150 79 240
Fiori 4 15 24 31 -
Molise 222 126 81 85 135
Melanzana 3 2 2 4 2
Abruzzo 187 126 6 2 12
Erba cipollina 3 49 38 1 90
Altre 269 130 240 211 345
Melone 1 2 1 2 4
Fonte:
19.374 14.024 9.894 10.197 11.112
Fonte: ASSOSEMENTI 19.374 14.024 9.894 10.197 11.112 ASSOSEMENTI

Tab. 1 - Superfici investite a colture sementiere orticole Tab. 2 - Distribuzione colture sementiere orticole in Italia

46
TECNOLOGIA

esportato sementi da orto per un valore complessivo


prossimo agli 80 milioni di euro, ma poi importato Foto 1 - Porro in fioritura
sempre sementi da orto per 120 milioni di euro circa.
Secondo stime di ISF (International Seed Federation)
nel 2010 comunque l’Italia si sarebbe collocata al 5°
posto a livello mondiale per quanto riguarda l’im-
port-export di sementi.

Le norme che regolano il settore

In ambito comunitario la produzione di sementi


orticole è stata regolamentata fin dagli anni Settan-
ta, con l’emanazione della direttiva 70/458/CEE, che
poi successivamente ha subito diverse e sostanziali
modifiche al punto da rendere opportuno, nel 2002,
l’approvazione con la direttiva 2002/55/CE di un te-
sto consolidato.
La disciplina dell’attività sementiera in Italia è con-
tenuta fondamentalmente nella legge 25 novembre
1971, n. 1096, con cui sono state recepite le diverse
direttive comunitarie, e per quanto riguarda nello
specifico le sementi orticole, nella legge 20 aprile
1976, n. 195. Insieme al D.P.R. 1065/73, che rappre-
senta il regolamento di esecuzione della legge 1096,
la normativa sementiera regola in particolare l’obbli-
go di iscrizione delle varietà nel registro nazionale,
la certificazione ufficiale delle sementi, tuttavia non
obbligatoria per le sementi da orto, il controllo delle
colture da seme, i requisiti qualitativi che debbono
rispettare le sementi poste in commercio e la loro varietà): si tratta di parametri fondamentali ai fini del
etichettatura. valore commerciale per il mercato, perché se carenti
La produzione e la circolazione delle sementi sono possono ridurre o compromettere le produzioni ot-
poi soggette anche alla disciplina fitosanitaria, per tenute.
evitare l’introduzione e la diffusione nel territorio Quest’ultimo problema può insorgere in parti-
nazionale e comunitario di patogeni pericolosi. La colare nelle specie ad impollinazione incrociata (le
norma di riferimento è il D.Lgs. 19 agosto 2005, n. cosiddette specie “allogame”) e per tutelarle alcune
214, con cui è stata recepita la direttiva 2002/89/CE. Amministrazioni locali (Regioni Emilia-Romagna,
Circa i parametri qualitativi che le sementi deb- Marche ed Umbria), da molti anni attente e sensibili
bono garantire, quali facoltà germinativa, purezza alle esigenze del settore, hanno predisposto adegua-
specifica ed assenza di semi estranei, per ciascuna ti strumenti normativi finalizzati alla loro regolamen-
specie sono stabiliti valori minimi precisi al di sotto tazione .
dei quali la commercializzazione delle sementi non Tali norme sono la legge regionale n. 30/77, poi
è consentita. aggiornata con la l.r. n. 2/98, per quanto riguarda
Altri caratteri qualitativi dai quali è impossibile pre- l’Emilia-Romagna; la l.r. n. 34/84 per le Marche e la
scindere sono l’identità e la purezza varietale, dove l.r. n. 1/99 per la Regione Umbria. Queste leggi, in
con quest’ultima si valuta l’assenza di inquinamenti sintesi, intervengono definendo precise distanze di
di tipo genetico (piante fuori-tipo ed incroci con altre coltivazione da rispettare fra le colture sementiere

47
TECNOLOGIA

Carota Cavolo Cicoria Cipolla Ravanello

Tab. 3 - Distanze minime Classe O.P. Ibridi O.P. Ibridi O.P. Ibridi O.P. Ibridi O.P. Ibridi

di coltivazione per alcune Fra varietà di sottospecie diverse 1.500 2.000


specie orticole “allogame” Fra varietà di gruppi diversi della stessa sottospecie 1.000 1.500
regolamentate con la legge
Fra varietà di gruppi diversi 1.200 1.500 1.000 1.500 1.000 1.500 1.000 2.000
n. 2/98 in Emilia-Romagna
(in metri) Fra varietà diverse dello stesso gruppo 600 1.000 600 1.000 500 1.000 300 2.000 600 1.000

Fra varietà di classi diverse (O.P. vs. ibridi) 2.000 2.000 2.000 2.000 2.000 2.000 2.000 2.000 2.000

Note = O.P.: open pollination (varietà non ibride)

suscettibili di incrociarsi con altre specie o con altre per accertare l’assenza di determinati patogeni.
varietà o tipologie della stessa specie (Tab. 3). L’applicazione di tali disposizioni spetta al Servizio
Per le sementi orticole si tratta di provvedimenti Fitosanitario Centrale ed ai Servizi Fitosanitari Regio-
basilari, capaci di fornire quelle garanzie che spin- nali, presenti dopo il decentramento amministrativo
gono le aziende ad investire nel settore; le aziende in ogni regione. La disciplina sementiera negli ultimi
sementiere contano pertanto di potere continuare a anni è diventata sempre più stringente, soprattutto
fare affidamento sull’appoggio delle istituzioni pub- per quanto concerne l’esportazione delle sementi
bliche, laddove queste si sono già dimostrate sensi- verso paesi terzi. È netta la sensazione che molti pa-
bili alle loro esigenze di regolamentazione, ma con- esi ricorrano strumentalmente a queste norme per
fidano anche che analoghe iniziative possano essere limitare la concorrenza verso le loro produzioni inter-
intraprese nelle nuove aree emergenti dove le produ- ne e non tanto per effettivi rischi fitosanitari.
zioni sementiere si stanno espandendo. L’attività di vigilanza dei Servizi Fitosanitari è
I dati sulle superfici portaseme orticole evidenzia- resa complessa dal numero elevato di paesi cui le
no un trend in crescita per gli areali del Centro-Sud sementi possono venire inviate, dato che i controlli
Italia, quali Puglia, Abruzzo e Molise, zone nelle quali debbono essere mirati per il rilascio del certificato di
però manca una specifica disciplina in quanto fino- esportazione proprio n funzione della destinazione.
ra non c’è stata sufficiente attenzione da parte delle Purtroppo, per motivi organizzativi – e anche per ri-
Amministrazioni locali. servatezza “commerciale” – non è sempre agevole o
Le aspettative e l’impegno delle aziende sementie- possibile conoscere per tempo tali destinazioni.
re verso tali obiettivi restano comunque alte: l’obiet- Ecco quindi che spesso emergono tensioni o
tivo è quello di riuscire a creare una zona – la dorsale conflitti tra le esigenze chiaramente operative delle
adriatica, comprendente le Regioni Emilia-Romagna, aziende sementiere ed il rigore nell’espletare i con-
Marche, Umbria, Abruzzo, Molise e Puglia – ove la trolli e nel rilasciare le certificazioni da parte dei Ser-
produzione sementiera orticola sia regolamentata e vizi fitosanitari. Talvolta poi le disposizioni normative
organizzata in modo omogeneo e trasparente, così non sono di grande aiuto: pensiamo ad esempio al
da poter originare evidenti ricadute positive per tutte documento di transito interno, che dovrebbe facilita-
le figure professionali che operano in tali territori. re il trasferimento delle informazioni necessarie per
il rilascio del certificato fitosanitario di esportazione
Le problematiche fitosanitarie finale in un paese terzo, da parte del Servizio fitosani-
tario del paese di moltiplicazione, ad un altro paese
Nel settore delle produzioni sementiere orticole le UE: non è mai stato ufficializzato formalmente, ma
problematiche di tipo sanitario non sono certamente solo condiviso a livello del Comitato permanente fi-
meno importanti rispetto a quelle prettamente tec- tosanitario, a Bruxelles!
niche . Comunque il ruolo che i Servizi fitosanitari vanno
La produzione di sementi di molte specie orticole assumendo in campo sementiero è sempre più im-
è infatti soggetta a precise norme finalizzate al con- portante. Basti pensare al compito amministrativo
trollo delle coltivazioni in campo e delle produzioni affidatogli con la legge n. 150/2007, di rilasciare l’au-

48
TECNOLOGIA

torizzazione regionale per lo svolgimento dell’attività e private legate al settore, che poggiano le aspettati-
sementiera, - la ex licenza camerale prevista dalla leg- ve delle aziende sementiere per tutelare e valorizzare
ge 1096/71- ed a quello di vigilare sul mantenimento il settore.
dei prescritti requisiti da parte degli operatori accre- Se da un lato le aziende sementiere contano di
ditati. poter trovare nelle istituzioni pubbliche – Ministero
In un sistema così delineato è fondamentale la col- delle politiche agricole, Regioni e Servizi fitosanitari
laborazione fra operatori sementieri e Servizio pub- – la giusta attenzione e la sensibilità necessarie per
blico, fondata su uno scambio continuo e trasparen- assicurare al settore gli strumenti per difendere e va-
te di informazioni e sulla piena disponibilità; peccato lorizzare un segmento produttivo di assoluta rilevan-
che la contrazione delle risorse e dei finanziamenti za nell’ambito delle produzioni agricole nazionali,
mettano a rischio l’efficienza delle strutture pubbli- dall’altro le stesse aziende sementiere riconoscono
che, incidendo così negativamente sulla competitivi- l’importanza di avere una filiera organizzata e capace
tà delle aziende sementiere, obbligate a confrontarsi di affrontare le problematiche del settore e condivi-
con concorrenti internazionali particolarmente orga- derne le soluzioni.
nizzati ed efficaci . A tale riguardo costituisce sicuramente un segnale
Rientra nell’ambito ‘fitosanitario’ anche la proble- importante l’intesa di filiera per il settore sementiero
matica della disponibilità dei prodotti per la prote- sottoscritta il 25 gennaio 2012 a Bologna, di fronte
zione delle piante, che evidenzia carenze abbastanza all’Assessore regionale all’agricoltura della Regione
gravi sia per gli operatori sementieri , sia gli agricol- Emilia-Romagna, fra ASSOSEMENTI, in rappresen-
tori-moltiplicatori. Mancano fitofarmaci autorizzati tanza delle aziende sementiere, ed il COAMS, nella
per la piena difesa in campo di tutte le coltivazioni veste di Consorzio delle Organizzazioni di agricoltori
sementiere e per il trattamento di concia delle se- moltiplicatori di sementi. L’intesa al momento ha va-
menti ottenute e destinate al mercato. lenza regionale, ma dovrebbe presto trovare un rico-
La revisione della vecchia direttiva 91/414/CEE, con noscimento e venire estesa a livello nazionale. Essa
l’approvazione del regolamento CE n. 1107/2009, en- è finalizzata a sviluppare una maggiore integrazione
trato in vigore nel giugno 2011, ha portato al ritiro dal tra i diversi attori della filiera, sia nella definizione
mercato di diversi principi attivi e di molti prodotti e gestione dei rapporti contrattuali, quanto nella in-
commerciali utilizzabili sulle colture orticole e sul- dividuazione delle problematiche strategiche da af-
le colture sementiere. Molte utilizzazioni in questo frontare e risolvere in concreto. Il settore sementiero
ambito erano classificate dalla direttiva 91/414 fra le orticolo nazionale ripone molte speranze in questa
tipologie cosiddette ‘minori’. nuova fase di rapporti interprofessionali .
In Italia fino ad oggi le possibilità di deroga am-
messe dalla direttiva 91/414 per le colture e gli im- Foto 2 – Cavolo ibrido –
pieghi minori non hanno trovato larga applicazione. posa dei ferri
Il nuovo regolamento 1107/2009 amplia tali possibi-
lità, grazie alla previsione di potere estendere le auto-
rizzazioni concesse da un paese agli altri della stessa
zona (le zone sono tre, sud Europa, che comprende
anche l’Italia; centro e nord). Comunque, a parte i
costi prevedibili per la procedura e l’esigenza di in-
dividuare una figura responsabile del procedimento,
al momento non è ancora chiaro come comportarsi.

Le aspettative

È soprattutto su una maggiore e più concreta col-


laborazione fra tutte le figure professionali pubbliche

49
TECNOLOGIA

La produzione di sementi di erba medica in Italia


È la leguminosa foraggera più importante con una superficie mondiale di oltre 32 milioni di ettari. I Paesi
Europei in cui è maggiormente diffusa sono Italia, Francia, Spagna, Ungheria e Grecia. Negli ultimi anni
l’Italia è ritornata ad essere leader nella produzione di sementi, con esportazioni nei paesi europei ed
extra europei.

Domenica Iraci Capuccinello, Alessandra Sommovigo

The production of alfalfa seed in Italy


Alfalfa is considered the largest cultivated forage specie in the temperate areas in the world and in our country covers
about 700.000 hectares. This crop is important for the attitude to produce a good quality forage with low input. The
culture is spread in Italy, France, Spain, Hungary and Greece. In Italy, about 47% of forage surface area is planted
with alfalfa and the italian regions where alfalfa seed is mainly produced are: Emilia Romagna, Marche and Tuscany.
In 2011 the surface for the production of alfalfa seed was 17.296 hectares with a seed production of 7.133 tons.

L’erba medica (Medicago sativa L.) è, tra le specie Famiglia Leguminosae


foraggere, la più coltivata nelle zone a clima tempe- Genere Medicago
rato e nel nostro Paese arriva a coprire una superficie
Specie Medicago sativa L.
di circa 700.000 ettari.
Ciclo Biologico Poliennale
La diffusione di questa specie pluriennale, conside-
rata la “regina” delle foraggere, è dovuta ad una serie Radici Apparato radicale fittonante molto robusto

di fattori quali: buona produttività ed elevato valore Steli


Steli cavi e ramificati, possono raggiungere 1 m di al-
tezza
nutritivo del foraggio, adattabilità a diversi ambienti
pedo-climatici, capacità di azoto-fissazione (operata Foglie alterne e trifogliate con margine seghettato e api-
Foglie
ce generalmente acuminato
da batteri simbionti del genere Rhizobium) ed ampia
Fiori zigomorfi riuniti in racemi di colore variabile dal
possibilità di utilizzazione del foraggio prodotto. Fiori
crema al violetto scuro
L’erba medica si inserisce perfettamente in tutti i Legumi spiralati deiscenti a maturità contenenti da due
Frutti
tipi di avvicendamenti colturali, in particolar modo in a sette semi
precessione a colture depauperanti, non solo per la Reniformi di colore giallo-verdognolo; Peso di 1.000
Semi
capacità di aumentare la fertilità del suolo e miglio- semi: 2 g circa

rarne la struttura ma anche per la forte competitività Specie prevalentemente allogama con una percentuale
Fecondazione di autogamia intorno al 20-25%; impollinazione ento-
che dimostra nei confronti delle specie infestanti. mofila
Tradizionalmente, nel nostro Paese non esistono
coltivazioni specializzate per la produzione di se- Tabella 1- Caratteri botanici Medicago sativa L.
mente di erba medica, che viene realizzata utilizzan-
do le coltivazioni destinate all’ottenimento di forag- raggiungere profondità di diversi metri e il rizobio
gio, convertendole alla produzione di seme qualora ospitato dalle radici non tollera ambienti asfittici e
si verifichino circostanze idonee al raggiungimento acidi, pertanto la scelta di terreni adatti, le lavorazio-
di questo scopo: condizioni favorevoli all’allegagio- ni profonde e un buon livellamento del terreno prima
ne, basso prezzo del foraggio e del prodotto disidra- della semina rivestono una notevole importanza per
tato, elevata quotazione del seme. Generalmente, il la buona riuscita del medicaio.
seme viene prodotto sul secondo taglio nelle regioni Normalmente si esegue un’aratura a profondità di
settentrionali e sul terzo taglio nelle regioni centro- 30-40 cm oppure, dove possibile, si può effettuare
meridionali in relazione all’andamento climatico. una lavorazione a doppio strato, cioè una ripuntatura
a 40-50 cm seguita da un aratura superficiale.
Terreno e lavorazioni Ai lavori preparatori principali seguono lavori com-
plementari come estirpature e erpicature al fine di
L’erba medica predilige terreni profondi e ben are- ottenere un buon letto di semina.
ati, nonostante il potente apparato radicale possa Le lavorazioni principali devono essere effettuate

Le autrici sono dell’I.N.R.A.N. Settore sementiero – Sezione di Bologna - a.sommovigo@ense.it


La bibliografia è pubblicata sul sito www.dalseme.it

50
TECNOLOGIA

durante l’estate, mentre le lavorazioni secondarie nel causa dell’insufficiente grado di sviluppo dell’appa-
periodo precedente la semina ponendo particolare rato radicale; invece, per quanto riguarda le semine
attenzione al livellamento e all’affinamento del ter- autunnali, l’epoca di semina deve essere scelta in
reno. modo tale che le piantine raggiungano lo stadio feno-
Nei confronti delle infestanti l’erba medica è dota- logico di almeno 4-5 foglie prima del sopraggiungere
ta di una buona capacità competitiva, anche se nella dei rigori invernali.
fase iniziale dell’impianto può risultare necessario Nel caso di coltura specializzata è possibile utiliz-
un diserbo per assicurare una buona partenza del zare sesti d’impianto con distanza tra le file variabile
medicaio; comunque, la capacità competitiva unita da 0.50 a 1.00 m e 0.30 m sulla fila; la quantità di
alle buone pratiche agronomiche, quali sfalci razio- seme impiegato varia da 6-10 kg/ha. La semina in
nali, adeguate concimazioni e sistemazioni idrauli- coltura non specializzata viene,invece, effettuata a
che, sono sufficienti generalmente per il controllo spaglio utilizzando generalmente 20-30 kg di seme
delle infestanti. ad ettaro.
L’erba medica non ha particolari richieste di azoto;
Epoca e modalità di semina infatti, essendo una coltura azotofissatrice grazie alla
simbiosi con il Rhizobium meliloti è in grado di soddi-
La semina dell’erba medica può essere effettuata sfare le sue esigenze; qualora i terreni non siano ben
in primavera o in autunno; nel primo caso bisogna dotati di fosforo e potassio è consigliabile sommi-
tenere presente che semine troppo precoci possono nistrare all’aratura 100-200 kg/ha di P2O5 e 150-250
causare danni alle piantine per il rischio di gelate tar- Kg/ha di K2O.
dive, mentre ritardando troppo le semine le piantine
possono andare in contro a stress idrici e termici a Scelta varietale

Il maggior numero di varietà presenti oggi sul mer-


cato derivano da ecotipi locali; per ecotipo s’intende
una popolazione naturale formatasi in un determina-
to luogo sotto la pressione dell’ambiente, pertanto
strettamente legato alla zona di origine. Il passaggio
dagli ecotipi alle varietà è stato decretato dal D.M.
del 1995, recante il divieto di commercializzazione a
partire dal 2003 proprio degli ecotipo di erba medica.
I programmi di miglioramento genetico hanno su-
bito, proprio a seguito del decreto, una accelerazione
dovuta alla necessità di acquisire nuove varietà da
immettere sul mercato. Infatti, fino al 1995 la superfi-
cie investita con ecotipi di erba medica risultava pari
al 70% della superficie totale.
La ricerca ha riguardato la valutazione dei migliori
ecotipi e la loro trasformazione in varietà ed i meto-
di utilizzati sono stati fondamentalmente: selezione
massale, selezione fenotipica e costituzione di varie-
tà sintetiche.
Nel caso della selezione massale vengono scelte,
in base alle caratteristiche fenotipiche, le piante mi-
gliori con le quali produrre il seme che darà origine
alla generazione migliorata.
La selezione fenotipica consente di ottenere varie-

Campo di erba medica da seme prima della trabbiatura

51
TECNOLOGIA

tà attraverso l’individuazione di piante selezionate sono essere presenti baccelli maturi di colore bruno
sempre su base fenotipica ma allevate isolatamente, e fiori in fase di fecondazione e allegagione; pertanto
in modo da fornire sia ovocellule, sia polline per la anticipare troppo il trattamento potrebbe causare
produzione di semente della popolazione migliorata. una accelerazione della maturazione dei baccelli an-
Questo metodo, rispetto alla selezione massale, cora verdi e il danneggiamento dei fiori presenti pro-
consente di dimezzare i tempi del miglioramento ge- vocando una notevole diminuzione della produzione
netico. Le varietà sintetiche sono ottenute effettuan- del seme; mentre un trattamento troppo ritardato
do inizialmente una selezione su base fenotipica; potrebbe provocare una perdita parziale dei semi
il seme così ottenuto verrà utilizzato per effettuare maturi per deiscenza dei baccelli, nonché l’essicca-
prove di progenie, valutando il genotipo delle piante zione dei nuovi steli in fase di sviluppo vegetativo al
prescelte; si effettua un ulteriore selezione delle pian- piede delle piante, la cui distruzione determinerebbe
te che hanno ottenuto la progenie migliore e queste considerevoli ritardi del ricaccio successivo alla rac-
vengono incrociate in isolamento per fornire ovocel- colta del seme.
lule e polline per la popolazione migliorata. La trebbiatura deve essere effettuata circa 4-6 gior-
Nella scelta della varietà idonea all’areale di mol- ni dopo il trattamento.
tiplicazione, oltre a caratteristiche intrinseche alla
produzione, importante è considerare la resistenza Controllo e certificazione
alle basse temperature.
Il grado di resistenza al freddo è determinato dalla Le sementi di erba medica devono essere sottopo-
dormienza, ovvero l’attitudine della pianta ad entra- ste al controllo e alla certificazione in applicazione
re in riposo vegetativo durante la stagione inverna- alla legge nazionale 1096 del 1971 e al D.P.R. 1065
le, stato che le consente il superamento delle basse del 1973. Il controllo prevede innanzitutto che le va-
temperature invernali e la ripresa dell’attività vegeta- rietà siano iscritte al registro nazionale o al catalo-
tiva in primavera. go comunitario; è comunque prevista la possibilità
Possono essere utilizzate varietà dormienti adatte di ammissione al controllo anche di varietà in corso
ai climi freddi del centro Europa, varietà semi-dor- d’iscrizione, se preventivamente autorizzate dal Mi-
mienti idonee al clima della pianura padana e varietà nistero delle politiche agricole e forestali.
non dormienti utilizzabili negli ambienti mediterra- Il controllo può essere richiesto fino al terzo anno
nei. successivo a quello d’impianto ma è possibile ri-
chiedere una deroga per produrre sementi oltre tale
Maturazione e raccolta anno, se le condizioni della coltura risultano idonee
al momento del controllo in campo e, comunque,
Le produzioni di semente possono oscillare da 2 a previa autorizzazione del costitutore della varietà in
10 q/ha e sono fortemente influenzate sia da fattori moltiplicazione.
pedoclimatici sia da condizioni ambientali durante Per la produzione di sementi di erba medica esiste
il periodo di allegagione-maturazione; nelle zone di l’obbligo di successione genealogica e le categorie
pianura le produzioni medie possono oscillare da 5 a del seme impiegato per la moltiplicazione sono: nu-
7 q/ha, con punte di 10-12q/ha; mentre nelle zone di cleo, prebase, base, sementi certificate di 1a riprodu-
collina le produzioni variano da 2 a 3q/ha. zione.
Generalmente la raccolta viene effettuata nella Il controllo ai fini della certificazione delle sementi
prima decade di agosto per il secondo taglio e nella prevede un’ispezione ai campi in moltiplicazione per
seconda quindicina di settembre per il terzo taglio. definire lo stato generale della coltura (danni causati
La coltura può essere sfalciata e successivamente da parassiti, avversità climatiche, aborti fiorali e pre-
trebbiata oppure possono essere utilizzati principi senza di piante diverse dalla specie controllata in mi-
attivi idonei al disseccamento della parte fogliare; sura tale da non consentire una corretta ispezione),
l’epoca del trattamento disseccante deve essere rigo- l’identità e la purezza varietale, nonché il rispetto del-
rosamente determinata, in quanto sulla pianta pos- le distanze d’isolamento, la presenza di infestanti e

52
TECNOLOGIA

lo stato fitosanitario.
L’identità varietale è accertata tramite la rispon-
denza tra la varietà ammessa al controllo e quella
coltivata sulla base dei caratteri distintivi desumibili
dalla scheda descrittiva della varietà, mentre i requi-
siti per la purezza varietale sono definiti dalla presen-
za di piante manifestamente riconoscibili come non
conformi alla varietà; tale numero non deve supera-
re per le colture di erba medica: 1 ogni 30 m2 per la
produzione di semente di base e 1 ogni 10 m2 per la
produzione di semente certificata.
Per essere immessa in commercio, la semente
di erba medica dovrà essere selezionata, confezio- Grafico 1 - Distribuzione geografica delle superfici controllate per la produzione di sementi
nata, cartellinata e dovrà essere stata sottoposta a di erba medica 2010 - 2011
campionamento al fine di verificare, tramite analisi
di laboratorio, il rispetto dei requisiti richiesti dalla
legislazione per quanto riguarda la purezza fisica, la ha
presenza di semi estranei e la capacità germinativa.
L’erba medica è una specie prevalentemente allo-
gama per cui devono essere rispettate le norme rela-
tive alla distanza da fonti vicine di polline che posso-
no causare impollinazione estranee (tabella 2).
Per motivi di carattere fitosanitario devono inoltre
intercorrere almeno tre anni fra una moltiplicazione
a seme di erba medica ed una coltura precedente
della stessa specie. Infatti, l’erba medica è inserita
fra le specie con obbligo di passaporto per la com-
mercializzazione all’interno della Comunità Europea
a causa di due patogeni da quarantena: il nematode
Ditylenchus dipsaci ed il batterio Clavibacter michiga-
nensis subsp. michiganensis.
Grafico 2 - Superfici ufficialmente controllate per la produzione di sementi di erba medica
Diffusione della coltura

Come già accennato, l’erba medica è considerata


la leguminosa foraggera più importante; nel mondo

Distanza Distanza
minima minima
Coltura
sementi di sementi
base certificate
t
Superfici con appezzamenti fino a 2 ha 200 m 100 m

Superfici con appezzamenti di oltre 2 ha 100 m 50 m

Produzioni di sementi non destinate alla


√ 100 m
produzione - Superfici fino a 2 ha

Produzioni di sementi non destinate alla


√ 100 m
produzione - Superfici oltre 2 ha

Tabella 2-Distanze d’isolamento Grafico 3 - Quantitativi di sementi certificate di erba medica

53
TECNOLOGIA

infatti se ne coltivano oltre 32 milioni di ettari.


I Paesi Europei in cui è maggiormente diffusa la
coltura sono Italia, Francia, Spagna, Ungheria e Gre-
cia. Nel nostro Paese il 60 % circa della superficie
totale investita a foraggere prative è rappresenta
dall’erba medica; come evidenziato nel grafico 1, l’E-
milia Romagna è la regione nella quale risulta mag-
giormente presente la coltura con il 52% circa della
superficie totale.
L’andamento tendenziale riscontrabile dal 1993 al
2003 mostra una sostanziale contrazione delle su-
perfici destinate alla coltivazione di sementi di erba
medica e delle relative produzioni (grafici 2 e 3); que-
sta flessione è imputabile a diverse cause quali: di-
minuzione delle terre coltivate, forte espansione del
mais nelle stesse aree di diffusione dell’erba medica,
minor richiesta di foraggi di leguminose dovuta alla
contrazione del patrimonio zootecnico e disponibili-
tà, a prezzi favorevoli, di concentrati proteici.
Dal 2004 ad oggi, si può notare un’inversione di
tendenza con aumento quasi costante sia delle su-
perfici investite, sia delle produzioni. In questi ultimi
anni, hanno rivestito un ruolo importante sia la Po-
litica Agricola Comunitaria con il “regime di disac-
coppiamento”, che ha consentito agli agricoltori una
maggiore libertà nella scelta del riparto colturale, sia
il recente miglioramento genetico di cui è stata pro-
tagonista la specie anche a seguito dell’applicazione
del D.M. 3 del marzo 1995, riguardante la cancella-
Erba medica da seme in fioritura
zione ed il divieto di commercializzazione degli eco-
tipi di medica a partire dal 2003. zione (grafico 5).
Attualmente risultano iscritte al Registro nazionale Le innovazioni tecnologiche in campo zootecnico
Grafico 4 - Varietà di erba delle varietà di specie agrarie 154 varietà di erba me- hanno determinato un incremento delle potenzialità
medica iscritte al Registro dica (grafico 4), delle quali, però, solo 10 coprono il produttive e di conseguenza dei fabbisogni alimen-
Nazionale e Comunitario 61% della superficie totale destinata alla moltiplica- tari delle bovine soprattutto nelle maggiori aree zoo-
tecniche del Nord; inoltre, l’erba medica, grazie alle
sue caratteristiche nutrizionali, in particolare all’e-
levato contenuto proteico, minerale e vitaminico,
costituisce il foraggio base per l’alimentazione delle
bovine da latte del Consorzio Parmigiano-Reggiano.
Il settore sementiero italiano ha sofferto, negli
anni, una cronica importazione di sementi di erba
medica destinate ad uso zootecnico ed utilizzate
spesso in modo improprio all’interno della commer-
cializzazione finalizzata alla moltiplicazione.
L’ingresso sul mercato di questo prodotto ha pro-
vocato danni sia agli operatori del settore “virtuosi”

54
TECNOLOGIA

Legume di erba medica in


fase di maturazione

a coprire il fabbisogno interno, sono alla base delle


crescenti esportazioni verso Paesi Europei ed extra
europei. Infatti, circa il 50/60% della produzione di
sementi di erba medica viene commercializzata in
paesi come Romania, Bulgaria, Francia, Germania ed
in minor misura anche verso Stati Uniti e Paesi del
Nord Africa.
Il settore sementiero, relativamente alle sementi
di piante foraggere ma non solo, dovrà prossima-
mente confrontarsi con il diverso orientamento della
Grafico 5 - Superfici ufficialmente certificate suddivise per Politica comunitaria in campo agricolo; il già citato
varietà 2011 “regime di disaccoppiamento” di cui abbiamo godu-
to fino ad oggi, sarà sostituito fino al 2013 dall’in-
(forte influenza sui prezzi di mercato), sia agli agri- tegrazione degli aiuti percepiti per la produzione di
coltori moltiplicatori. sementi all’interno della PAC, mentre nell’ottobre di
Le importazioni, infatti, provenivano spesso da Pa- quest’anno la Comunità Europea sarà chiamata a de-
esi extra-comunitari orientali e medio-orientali il cui cidere gli orientamenti della Politica Comunitaria a
prodotto non risultava idoneo alla moltiplicazione in partire dal 2014.
paesi a clima temperato quale il nostro (“varietà non I cambiamenti futuri legati ad una possibile ridu-
dormienti” e, di conseguenza, non in grado di supe- zione degli aiuti comunitari, nonché la competizione
rare le nostre temperature invernali). che le nuove politiche energetiche possono creare
Si rileva, però, negli ultimi anni, una fortissima di- nell’individuazione di nuovi areali di moltiplicazione,
minuzione di questa tipologia di importazione, fatto pongono le figure che operano nel settore per la pro-
che avrà sicuramente una ricaduta molto positiva sul duzione di sementi di erba medica, siano essi agri-
settore commerciale e sulla maggiore professionalità coltori moltiplicatori o imprese sementiere, davanti
dei suoi addetti. ad una sfida che può essere vinta solo con professio-
La professionalità degli addetti al settore, le pro- nalità, alta qualità del prodotto e individuazione di
duzioni di seme qualitativamente all’altezza delle una strategia di sviluppo di tutto il comparto che sia
richieste, unite a produzioni estere non sufficienti in grado di rendere il settore competitivo.

55
TECNOLOGIA

La produzione del seme di barbabietola da zucchero


La fase produttiva del seme richiede un elevato grado di organizzazione, competenza e professionalità
da tutti gli attori della filiera, per una coltura che negli ultimi anni è stata caratterizzata da importanti
cambiamenti e dalle repentine oscillazioni della superfice investita
Massimo Montanari

Sugar beet seed production


During the last ten years, sugar-beet (Beta vulgaris cv. saccarifera) seed production has been improved, thanks to
new technical and genetic practices. So this culture is now very specialized and it requires skilled technician. In Italy
both the nursery and the reproductive phases for the sugar-beet seed production are located only in Emilia-Romagna,
because of the environmental features and the farmers’ high expertise. Sugar beet seed areas vary from one year to
another, we expect increase in 2012.
Aim of this article is to explain the most important sugar-beet seed growing and production practices.

Le superfici certifica-
te di questa coltura se-
mentiera sono state, nel
corso degli ultimi venti
anni, particolarmente
altalenanti, passando
dai picchi delle annate
1997 e 1998 (oltre 4000
ha certificati), ai minimi
storici delle campagne
2009 e 2010 (poco più
di 2000 ha di superfice
coltivata).
Nel 2011 abbiamo as-
sistito ad un’importante
inversione di tendenza; Fig. 1 - Andamento delle superfici ufficialmente certificate per la produzione di seme di
infatti, come si può ap- barbabietola da zucchero dal 1993 al 2011 - dati INRAN settore sementiero
prezzare dalla fig.1, le
superfici certificate a coltura porta-seme si sono at- impatto su questa coltura; si sono verificati impor-
testate sui 3800 ha. tanti cambiamenti nella coltivazione, che è divenuta
Per la prossima campagna (2012), viste le super- particolarmente specifica e con un alto grado di or-
fici investite/certificate a vivaio, si prevede un ulte- ganizzazione.
riore aumento di estensione, che permetterebbe al Le leggi e le norme che regolano il controllo e la
comparto di superare la soglia dei 4000 ha certifica- certificazione delle sementi di barbabietola da zuc-
ti. Queste continue fluttuazioni della superficie colti- chero sono: la Direttiva 2002/54/CE del Consiglio
vata sono dovute a fattori agronomici, tecnologici e del 13/06/2002, relativa alla commercializzazione
politico – economici. delle sementi di barbabietola, la legge n° 1096 del
In Italia l’unica regione interessata alla coltivazio- 25/11/1971 e del relativo regolamento di esecuzio-
ne di seme di barbabietola da zucchero è l’Emilia Ro- ne DPR n° 1065 dell’8/10/1973 e relative modifiche
magna nelle province orientali di Ferrara, Bologna, e precisazioni, le Disposizioni Tecniche Applicative
Ravenna e Forlì-Cesena: si tratta di zone con un’am- relative ai controlli e alla certificazione ufficiale delle
biente pedoclimatico particolarmente favorevole a sementi di barbabietola da zucchero approvate dal
questa coltura e con aziende agricole moltiplicatrici Ministero dell’Agricoltura e Foreste il 23/03/1973 ed
dotate di un’elevata professionalità produttiva. integrazioni successive.
Nell’ultimo decennio, le innovazioni tecniche, Vi sono inoltre leggi regionali specifiche che nor-
agronomiche e genetiche hanno avuto un notevole mano le produzioni sementiere nei territori di com-

L’autore è dell’INRAN- Settore sementiero, Sezione di Bologna - m.montanari@ense.it

56
TECNOLOGIA

petenza; qui ricordiamo la legge n° 2 del 19 gennaio hanno subito l’induzione per poter compiere la fase
1998 della regione Emilia Romagna, direttamente riproduttiva. I terreni più idonei per questa coltiva-
coinvolta nella filiera produttiva del seme in questio- zione sono particolarmente sciolti, con buona per-
ne. centuale di sabbia, fertili e freschi, per offrire le con-
La barbabietola da zucchero, Beta vulgaris L. var. dizioni ottimali per la nascita delle piantine e una più
saccarifera, fa parte della famiglia delle Chenopodia- facile raccolta.
cee e della sua specie è la principale rappresentante. Il terreno deve essere finemente lavorato per ac-
È pianta a ciclo biennale, che nel primo anno di cogliere il seme nel migliore dei modi, l’irrigazione
vita compie la fase vegetativa e nel secondo la fase deve essere puntuale, soprattutto nei primi stadi ve-
riproduttiva. Nella produzione di seme, il passaggio getativi in cui la plantula si deve sviluppare in una
tra queste due fasi si estrinseca con l’emissione dello situazione climatica normalmente caratterizzata da
scapo fiorale e viene indotta da stimoli di varia na- temperature medie elevate.
tura. Tra questi hanno un’azione dominante le con- Queste caratteristiche ambientali sono presenti
dizioni ambientali, come l’induzione termica, legata nei terreni litoranei della costa adriatica, in parti-
agli abbassamenti di temperatura (vernalizzazione), colare nelle province di Ferrara e Ravenna, dove si
e il fotoperiodo, legato alla lunghezza dell’illumina- coltivano i vivai di barbabietola da zucchero per la
zione giornaliera. produzione di seme.
Il fiore della bietola è piccolo, ha 5 sepali di colore Sugli appezzamenti che dovranno ospitare la col-
giallo chiaro che quando aperti mettono allo scoper- tura del vivaio vengono eseguiti dei campionamenti
to gli organi sessuali maschili e femminili. di terreno per determinare l’eventuale presenza del
Nonostante i fiori siano ermafroditi, difficilmen- nematode cisticolo Heterodera shachtii, che se pre-
te la fecondazione avviene nell’ambito dello stesso sente ostacola lo sviluppo della coltura; in tal caso
fiore e ciò dipende dallo sfasamento di maturazione l’appezzamento non può essere utilizzato.
fra gli organi femminili e quelli maschili (dicogamia La precessione colturale privilegia il cereale autun-
proterandra); inoltre il polline estraneo ha maggiore no vernino e in particolare l’orzo, che non è pianta
vitalità e rapidità di germinazione rispetto a quello ospite del nematode sopra citato e permette di libe-
prodotto dal fiore stesso. rare l’appezzamento con un buon margine di tempo
Queste due caratteristiche portano a definire la per predisporre il terreno alle semine.
barbabietola una pianta a libera impollinazione, pre- Per la legislazione sementiera non è ammesso
valentemente di tipo anemofilo, a predominante fe- l’impianto su appezzamenti che nei 4 anni preceden-
condazione incrociata. ti siano stati oggetto di coltivazioni di barbabietole,
L’uomo, per la produzione di seme, ha sfrutta- anche solo da radice e l’isolamento da altri vivai deve
to queste sue caratteristiche botaniche “guidando” essere di almeno un metro.
l’impollinazione attraverso l’utilizzo di linee maschili La semina avviene a partire dalla prima decade di
produttrici di polline e linee femminili maschio steri- agosto e viene eseguita con seminatrici di precisione
li, con caratteristiche genetiche definite, che attraver- alla distanza di circa 3 cm sulla fila e di 25 cm tra le
so l’incrocio producono seme ibrido con le peculiari- file; le distanze di semina possono variare in base
tà derivate dai parentali e ricercate dai genetisti che all’attrezzatura presente in azienda e alle caratteri-
le selezionano. stiche del seme impiegato. Le seminatrici formano
Nella produzione del seme di barbabietola da zuc- delle prose o bauli della larghezza utile di 100/120
chero, la coltivazione viene separata in 2 momenti: il cm che ospitano 5 o 6 file.
vivaio e la coltura porta seme. Dopo la semina, per evitare che nelle giornate ven-
tose la sabbia presente in superficie crei problemi
Vivaio di abrasione alle giovani piantine, viene distribuito
a pieno campo letame maturo, dove possibile, o in
Prevede la produzione di piantine pronte per il alternativa paglia sbriciolata. Quest’ultima, dopo la
trapianto, che hanno già svolto la fase vegetativa e prima irrigazione post-semina che la interra, crea

57
TECNOLOGIA

Nottue, Afidi e altri patogeni minori.


A partire dal mese di ottobre, si eseguono i con-
trolli per eliminare dai vivai le eventuali piante di
altre varietà o disgiuntive della varietà coltivata; a
novembre si procede alla stima del numero di piante
utilizzabili nell’allestimento della coltura porta-seme.
Verso l’inizio del mese di dicembre, quando la col-
tura ha già raggiunto un buono sviluppo vegetativo
con l’emissione di circa 15 – 20 foglie, viene coperta
con un telo di tessuto-non tessuto per proteggerla
dai rigori invernali (Fig. 2).
A partire dal mese di febbraio, si procede all’e-
stirpazione delle piante, operazione facilitata dalla
struttura sciolta del terreno. Le piantine vengono de-
fogliate, all’altezza di circa 1 cm dal colletto, poi estir-
pate tramite un macchina raccoglitrice che si interra
per circa 10-12 cm, tagliando l’estremità terminale
del piccolo fittone (Fig. 3).
Tramite nastri trasportatori a catena, che eseguono
anche le funzioni di eliminazione dei residui di terra
e di prima calibratura, le piantine vengono accompa-
gnate all’interno dei contenitori per il trasporto verso
Fig. 2 – Vivaio (a sinistra una barriera naturale che evita il sollevamento delle le aziende agricole dove verranno trapiantate.
coperto con tessuto non particelle di sabbia e protegge le plantule. I fittoni devono essere trasportati rapidamente
tessuto, a destra ancora Il piano di concimazione dipende dalla vigoria del all’azienda che produrrà il seme commerciale per
scoperto)
materiale vegetale seminato, dalla tipologia di terre- procedere al trapianto, creando loro meno stress
no e dalla coltura precedente. possibile.
Se il vivaio di barbabietole segue colture orticole Viene considerata una buona pianta da trapianto
di pieno campo (patate, pomodori, carote) soggette quella che al momento dell’estirpazione ha un dia-
ad abbondanti concimazioni, ci sarà minor necessità metro al colletto di circa 2 - 4 cm.
di sostanze nutritive; se invece segue un cereale au- Mediamente ogni vivaio ha una densità di piante
tunno vernino, si prevede la distribuzione di un com- totali che può variare da 350000 alle 550000 unità
plesso ternario, in pre-semina, mentre in copertura per ha, mentre quelle utilizzabili si aggirano media-
viene distribuito azoto nitrico fino ad arrivare com- mente tra le 250000 e le 450000 per ha. Il rappor-
plessivamente a circa 100 - 120 unità azotate. to tra superfice investita a vivaio e superfice a porta
Le operazioni di diserbo prevedono la distribu- seme è circa 1 a 10.
zione di prodotti residuali ad ampio spettro in pre-
semina, mentre nelle fasi successive di sviluppo ve- Coltura porta-seme
getativo si possono eseguire sarchiature e interventi
mirati alle famiglie di infestanti presenti, attraverso Le piantine provenienti dai vivai vengono traspor-
l’utilizzo di micro dosi fino alla copertura del terreno. tate alle aziende agricole per il definitivo trapianto e
Gli interventi antiparassitari durante l’arco dello l’allestimento delle colture porta-seme; quest’ultima
sviluppo sono diversi: si comincia con un intervento fase di produzione è caratterizzata dall’emissione
nematocida localizzato alla semina o in pre-semina a dello scapo fiorale, con conseguente produzione di
pieno campo; durante tutto l’accrescimento vegeta- semi che poi verranno lavorati e preparati per essere
tivo vengono poi eseguiti trattamenti fungini e inset- utilizzati nelle colture da zucchero.
ticidi per la lotta contro Cercospora, Oidio, Phoma, Giunte alle aziende agricole, le piantine vengono

58
TECNOLOGIA

calibrate meccanicamente, poste in cassette di pla- Distanza


Coltura
stica e immerse in una soluzione acquosa conte- minima

nente prodotti fungicidi, che preservano il materiale 1. Per la produzione di sementi di base:
1000 m
da qualsiasi fonte di polline del genere Beta
vegetale dall’instaurarsi di marciumi nei primi stadi
vegetativi. 2. Per la produzione di sementi certificate:
a) di barbabietole da zucchero:
Durante queste fasi l’agricoltore esegue un cernita • da qualsiasi fonte di polline del genere Beta non compresa
1000 m

qualitativa delle piante che poi utilizzerà per il tra- sotto

pianto. • se l’impollinatore previsto è esclusivamente tetraploide, da


600 m
fonti di polline di barbabietola da zucchero diploide
Gli appezzamenti interessati a questa coltura de-
vono essere scelti dopo averne verificato l’assenza • da fonti di polline di barbabietola da zucchero la cui ploidia
600 m
sia sconosciuta
del nematode cisticolo Heterodera schactii; i prece-
• se l’impollinatore o uno degli impollinatori previsti è diploide,
denti colturali non devono essere incompatibili con da fonti di polline di barbabietola da zucchero diploide
300 m
la produzione di sementi di Beta vulgaris e gli appez-
• se l’impollinatore previsto è esclusivamente tetraploide, da
zamenti non devono aver ospitato da almeno 4 anni 300 m
fonti di polline di barbabietola da zucchero tetraploide
colture di barbabietola anche da radice; inoltre devo- • tra due campi destinati alla produzione di sementi di
no essere ben valutate le distanze di isolamento da barbabietola da zucchero in cui non si fa ricorso alla maschio 300 m
sterilità

Le distanze suindicate possono essere non osservate se esiste una prote-


zione sufficiente contro qualsiasi impollinatore estraneo indesiderabile.
Non è necessario alcun isolamento tra le colture di sementi nelle quali vie-
ne utilizzato lo stesso impollinatore. Qualora per una varietà manchi l’in-
formazione, la ploidia é presunta ed in questo caso deve essere osservata
una distanza minima di isolamento di 600 m. Le distanze sopra riportate
si applicano anche nei confronti di piante o campi di bietole coltivati per le
radici e che presentano prefioriture nello stesso momento in cui fioriscono
i campi destinati alla produzione di sementi.

Figura 4 – Distanze di isolamento da rispettare per le col-


ture porta-seme.

altre colture di barbabietola.


Per evitare fecondazioni indesiderate, la legge ob-
bliga al rispetto di distanze minime che dipendono
dalla specie, dal genere e dalla ploidia della coltiva-
zione vicina.
Nella figura 4 sono elencate le distanze minime
di isolamento da rispettare per la certificazione delle
colture da seme di barbabietola da zucchero.
È consentita la moltiplicazione di una sola varietà
per azienda, a meno che questa sia costituita da più
poderi.
I terreni più idonei per la produzione di seme di
barbabietola da zucchero sono di medio impasto,
sciolti, freschi e con buona disponibilità di acqua ir-
rigua.
Il trapianto si esegue a partire dal mese di feb-
braio, su terreni ben lavorati e soffici, utilizzando
trapiantatrici meccaniche, che pongono a dimora il
fittone, mettendolo a stretto contatto con il terreno,
per facilitarne il miglior attecchimento.
Fig. 3 – Piantina estirpata idonea per il trapianto

59
TECNOLOGIA

Fig. 5 – Particolare di fiore scella di due piccole brattee sono riuniti in gruppi di
impollinante 2 – 5 (tipi plurigermi) o inseriti singolarmente (tipi
monogermi).
La lotta alle erbe infestanti si esegue con un inizia-
le diserbo a pieno campo post-trapianto, per conti-
nuare con sarchiature e trattamenti localizzati tra le
file, fino alla chiusura di queste.
I trattamenti antiparassitari iniziano con la levata
dello scapo fiorale per continuare dopo la cimatura e
concludersi a fioritura terminata.
La lotta chimica si esegue contro Alternaria, Oidio,
Botritis, Cleono, Afidi e patogeni minori.
La concimazione è come sempre vincolata alla ti-
pologia di terreno e alla precessione colturale, che
come il vivaio predilige il cereale autunno-vernino;
in generale si distribuisce un concime ternario pre-
trapianto, poi azoto nitrico in modo frazionato, in-
terrato tramite sarchiature fino alla cimatura, per un
totale di circa 200 unità di N.
Nelle fasi di fioritura e allegagione vengono utiliz-
zati anche concimi contenenti microelementi come
boro o manganese che, in questi stadi di sviluppo,
migliorano l’attività della pianta.
L’irrigazione per la coltura del seme di barbabieto-
la da zucchero è di massima importanza, in quanto
Il rapporto di trapianto tra linee impollinanti e linee il terreno deve sempre essere mantenuto fresco, per
maschio sterili è di norma 2 : 6/8 o 3 : 6/8 e dipende consentire alla pianta di svilupparsi e fiorire nelle mi-
soprattutto dalla vigoria della linea femminile e dalla gliori condizioni possibili. L’acqua viene distribuita
quantità di polline prodotta dalla linea maschile e in tramite l’utilizzo di normali irrigatori a getto o trami-
seconda misura dalle attrezzature aziendali utilizzate te manichette con micro irrigatori posti tra le file, che
per il trapianto. hanno il vantaggio di poter essere utilizzati anche in
Le distanze tra pianta e pianta sono indicativa- giornate calde o ventose. Quest’ultima tecnica per-
mente 35/45 cm sulla fila e 50/70 cm tra le file, ma mette l’utilizzo della fertirrigazione.
dipendono anche queste dalle caratteristiche dei ma- Nella prima decade di maggio, quando lo scapo
teriali vegetali e dai macchinari disponibili. fiorale ha raggiunto l’altezza di circa 60 – 80 cm,
L’investimento risultante è di circa 35000 - 40000 viene eseguita la cimatura, pratica colturale che pro-
piante/ha. La pianta, dopo il trapianto, emette una muove la formazione dell’impalcatura della pianta.
nuova rosetta di foglie nella quale le prime sono si- Questa operazione, eseguita prima meccanica-
mili a quelle dell’anno precedente, mentre le succes- mente, poi manualmente per le piante più tardive e
sive sono più piccole. meno sviluppate, ha lo scopo di asportare la parte
Dal centro della rosetta si sviluppa, verso la metà terminale dello scapo fiorale, lasciando l’astone alto
di aprile, un robusto stelo angoloso che si allunga circa 40 – 50 cm da terra; in questo modo lo sviluppo
rapidamente fino a raggiungere i 150 – 200 cm di al- delle piante viene uniformato e si agevola la rami-
tezza, emettendo numerose ramificazioni sulle quali ficazione e l’aumento del numero degli scapi fiorali
sono inserite le infiorescenze (Fig. 5). produttivi.
Verso fine di maggio inizia Ia fioritura, che si pro- A fine fioritura vengono trinciate le file di piante
trae per circa quattro settimane; i fiori posti all’a- impollinanti (Fig. 6); questo migliora la distribuzio-

60
TECNOLOGIA

Fig. 6 – Coltivazione di
porta-seme (a sinistra si
nota la fila delle piante
impollinanti trinciate)

ne degli ultimi trattamenti antiparassitari e il miglior


arieggiamento delle rimanenti piante porta seme che
in questo modo chiudono il ciclo vegetativo in modo
uniforme.
Queste ultime nella seconda/terza decade di luglio
vengono tagliate alla base durante la notte, per non
causare cadute di seme, e lasciate a terra ad asciuga-
re per circa 3 – 4 giorni, poi trebbiate.
Le produzioni che si possono ottenere sono molto
variabili e dipendono dalle condizioni climatiche di
svolgimento del ciclo produttivo e dalla varietà col-
tivata e possono oscillare tra le 2 e le 6 ton./ha di
prodotto in natura.
Questo prodotto trasportato alle aziende semen-
tiere subirà una prima lavorazione per eliminare re-
sidui vegetali, semi vuoti e calibri non utilizzati (infe-
riori a mm 3.25/3.50 o superiori a mm 6.00).
Il seme rimanente (Fig. 7) subisce complesse e
articolate operazioni di selezione meccanica, calibra-
tura, levigatura, confettatura e concia effettuate negli
stabilimenti sementieri, per l’ottenimento di sementi Fig. 7 – Semi di barbabietola da zucchero semilavorati
commerciali in grado di sintetizzare in un unico pro-
dotto genetica e tecnica.

61
TRASFORMAZIONE

Più verdura sulle nostre tavole con i germogli


I germogli sono ricchissimi di eccellenti proprietà nutritive, che possono addirittura essere migliorate
modificando le condizioni di crescita. È questo l’obiettivo del progetto Nutrigea, condotto dall’INRAN e
finanziato dal Mipaaf

Cristina Giannetti

tano ancora in linea con le raccomandazioni inter-


nazionali è soprattutto grazie agli anziani che, fedeli
alla nostra tradizione mediterranea, ne mangiano di
più, soprattutto rispetto ai giovani.
In caduta libera, invece i legumi, quasi scomparsi
dalle nostre tavole.
Per favorire il consumo di verdura, garantendo
il suo prezioso apporto di elementi benefici, nasce
quindi l’esigenza di fornire alimenti vegetali freschi,
arricchiti in componenti ritenuti importanti per la sa-
lute.
Ecco perché la ricerca ha posto la sua attenzione
sui germogli, ricchissimi di eccellenti proprietà nu-
tritive, che – secondo diversi studi - possono addirit-
tura essere migliorate, modificando le condizioni di
crescita (luce, temperatura ecc. ).

Proprietà nutritive e salutistiche dei germogli

Il processo di trasformazione dal seme al germo-


glio modifica notevolmente il valore nutritivo del
prodotto, in particolare, determina un incremento
More vegetables on our table? There’s more taste considerevole di fibre e vitamine.
with sprouts. NUTRIGEA project Per esempio, i germogli di fagioli indiani (Mung),
It’s needed to supply fresh vegetables, enriched in com- soia, grano e alfalfa, sono particolarmente ricchi di
ponents considered important for health, in order to en- vitamina C, B1, B2, niacina e vitamina E. Infatti, la
courage vegetables consumption. This fact explains why germinazione migliora la qualità nutritiva dei grassi e
scientific research is very concerned about sprouts. They delle proteine e riduce l’apporto energetico: germogli
are abundant of excellent nutritional values and it’s even di erba medica, girasole, trifoglio e di ravanello han-
possible to increase their quality, modifying growth con- no un contenuto in proteine del 4%, mentre quelli di
dition (light, temperature). And this is the aim of Nutri- lenticchia, pisello e soia superano il 25%, cioè due
gea, a research project managed by INRAN, the Italian volte quello delle uova, ma con solo 1/10 di parte
National Research Institute on Food and Nutrition with grassa.
the funding of Italian Ministry of Agriculture. I germogli sono ricchissimi anche di sostanze mi-
nerali: il loro contenuto di calcio, fosforo, magnesio,
zinco e ferro è paragonabile a quello di frutta e ver-
I dati dell’ Indagine sui consumi alimentari degli dura.
italiani INRAN-SCAI 2005-2006 parlano chiaro: stia- Inoltre, germogli di erba medica, ravanello, broc-
mo perdendo la sana abitudine tutta italiana di con- coli e soia contengono alcune sostanze ritenute
sumare vegetali in abbondanza ad ogni pasto. importanti nella prevenzione della insorgenza di nu-
Se i nostri consumi medi di frutta e verdura risul- merose patologie (tra cui malattie cardiovascolari e

62
TRASFORMAZIONE

diversi tipi di tumore, come quello mammario, della


prostata e del colon-retto) e di disturbi metabolici.
Ogni germoglio ha un proprio potenziale salutisti-
co in virtù della particolare composizione in moleco-
le bioattive che lo caratterizza.
Basti pensare alle Brassicaceae - note anche come
Crucifere, che includono, tra gli altri, broccoli, cavo-
li, cavolfiori, cavoletti di Brussels – annoverate tra i
vegetali con caratteristiche di “alimenti funzionali
naturalmente arricchiti”, per il buon contenuto di an-
tiossidanti, con un importante ruolo protettivo della
salute.
E proprio i germogli di broccolo contengono quan-
tità relativamente alte di antiossidanti, vitamina A e
C, acido folico, calcio, potassio e altri composti bene-
fici, in alcuni casi, anche in proporzione decisamente
maggiore (da 10 a 100 volte) rispetto al broccolo che
portiamo in tavola solitamente.
Questo perché i germogli, rispetto al corrispetti-
vo adulto, hanno il grande vantaggio di poter essere
consumati crudi, preservando l’attività biologica di segnale o di stress a cui sono naturalmente esposte.
molti composti che verrebbe persa altrimenti duran- Si può quindi ritenere probabile che vi sia una sca-
te la cottura. la gerarchica di importanza tra le diverse risposte in
presenza di stress multipli, in grado di produrre una
Germogli: studi e ricerche diversa combinazione di molecole di difesa.
Ed è anche plausibile che l’importanza relativa di
A fronte dell’esigenza di migliorare le proprietà nu- ciascuna risposta possa essere diversa da specie a
trizionali e salutistiche dei vegetali di cui ci alimen- specie, a seconda dei meccanismi di selezione natu-
tiamo, la ricerca si è soffermata sulla reazione delle rale che si sono determinati a livello locale.
piante ai mutamenti che possono intervenire nelle Anche se numerosi studi epidemiologici hanno in-
loro condizioni di crescita, già nelle primissime fasi dicato che un elevato consumo di vegetali riduce il
della germinazione. rischio di diversi tipi di patologie, l’esatto ruolo svol-
Durante lo sviluppo, infatti, le piante sono esposte to dalle molecole bioattive in essi contenute è ancora
a vari fattori ambientali sia abiotici (come la tempe- controverso, poiché la ricerca si è concentrata più
ratura) che biotici (per esempio un attacco di inset- sull’attività di singole molecole che sull’effetto tota-
ti), a cui rispondono attivando diverse vie di segna- le del frutto o vegetale, senza considerare, quindi, i
lazione che possono portare alla sintesi di molecole, possibili effetti sinergici tra molecole e l’effetto della
attraverso cui la pianta si difende -come nel caso di dieta nel suo complesso.
attacco di insetti o di drastici cambiamenti ambien- L’attività delle molecole bioattive naturalmente
tali - o si adatta - come per esempio, nel corso delle contenute negli alimenti è condizionata dalla loro
stagioni, alle nuove condizioni climatiche -. biodisponibilità e dai complessi processi di trasfor-
Queste risposte possono portare a significati- mazione che avvengono a livello dell’epitelio intesti-
ve variazioni nel metabolismo della pianta, tra cui nale.
un’aumentata produzione di aminoacidi, zuccheri e È quindi di primaria importanza valutare l’effettiva
antiossidanti. biodisponibilità e le diverse forme metaboliche delle
In generale, si è osservato che le risposte meta- principali molecole bioattive contenute nei germogli,
boliche delle piante variano in funzione del tipo di utilizzando un approccio metabolico.

63
TRASFORMAZIONE

Per comprenderne l’impatto sulla disponibilità, caratterizzazione dei profili metabolici,


salute è indispensabile conoscere non modulazione dei fattori di rischio. Più in particolare,
solo l’esatta natura e la quantità delle nei modelli cellulari, saranno esaminati i meccani-
molecole contenute negli alimenti, ma smi molecolari di risposta a stress nutrizionali ed in-
anche i fattori chimici e biochimici che fiammatori, modulati dalla presenza delle molecole
ne influenzano l’assorbimento e il meta- bioattive, caratteristiche dei germogli.
bolismo.
Ciò sarebbe utile anche per spiegare Obiettivi del progetto
la grande variabilità nell’assorbimento,
osservata sia nell’ambito delle diverse • Caratterizzare il contenuto di sostanze non-nu-
classi di sostanze bioattive che tra indi- trienti ad attività biologica in germogli commesti-
vidui diversi. bili, cresciuti in condizioni standardizzate.
Tali attività possono essere svolte • Valutare la possibilità di potenziare il contenuto
utilizzando studi di esposizioni in vivo di sostanze salutistiche, utilizzando segnali e/o
su soggetti umani o modelli cellulari in stress ambientali in grado di sollecitare delle ri-
vitro, benché entrambi gli approcci ab- sposte biotiche.
biano dei limiti sulla valutazione dei reali • Identificare gli effetti delle modifiche ambientali
effetti delle molecole bioattive e/o degli sulla composizione chimica dei germogli.
alimenti vegetali in toto sulla salute. • Valutare la capacità di queste classi di molecole
Studi di intervento su soggetti umani (e dei loro metaboliti) di modulare alcuni fattori
hanno dimostrato che la somministra- di rischio per patologie dismetaboliche.
zione in acuto ed in cronico di alimenti • Valutare la biodisponibilità (digestione, metabo-
di origine vegetale è in grado di modula- lismo e trasporto) di molecole bioattive da ger-
re fattori di rischio per patologie cronico degenerati- mogli in volontari umani ed in un modello in vitro
ve, mentre studi in vitro su modelli cellulari hanno di cellule della barriera intestinale umana.
evidenziato la modulazione di geni e proteine coin- • Valutare la sicurezza degli estratti di germogli
volti nella risposta proliferativa, antiossidante, in- mediante saggi tossicologici su cellule intestinali
fiammatoria da parte di estratti o singole molecole umane.
bioattive di origine vegetale. • Valutare i meccanismi attraverso i quali i principi
bioattivi contenuti nei germogli agiscono sulla
Il progetto NUTRIGEA risposta cellulare a stress di tipo nutrizionale ed
infiammatorio, utilizzando modelli in vitro di cel-
Proprio da queste premesse ha preso l’avvio ed è lule intestinali ed endoteliali umane.
tuttora in corso (si concluderà alla fine del 2012) il
progetto “Nutrigea” - condotto dall’INRAN e finan- Unità operative del progetto
ziato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimen-
tari e Forestali - che si propone di comprendere come WP1(responsabile dott.ssa Simona Baima): Identi-
l’applicazione di stress abiotici o l’uso di sostanze ficazione di fattori ambientali in grado di potenziare
naturali su germogli di piante per l’alimentazione il contenuto di sostanze salutistiche (bioattive) nei
umana sia in grado di esaltarne la qualità nutrizio- germogli.
nale. WP2 (resp. dott.ssa Cristina Scaccini): Caratte-
A questo scopo, germogli cresciuti in condizioni rizzazione chimica dei germogli di Brassicaceae e
tali da aumentare il contenuto di non-nutrienti ad at- Fabaceae cresciuti in assenza e presenza di stress
tività biologica saranno somministrati a volontari in ambientale.
uno studio in vivo ed utilizzati su modelli in vitro di WP3 (resp. dott.ssa Yula Sambuy): Valutazione de-
cellule intestinali ed endoteliali. gli effetti biologici dei germogli in studi in vivo ed in
I due modelli saranno utilizzati per studi di bio- vitro.

64
statistiche

Superfici controllate per la produzione di sementi - Campagne 2007/2011 (ettari)

Gruppi di specie 2007 2008 2009 2010 2011

FRUMENTO DURO 95.884,40 124.448,61 91.811,66 82.323,08 49.599,86

FRUMENTO TENERO 24.376,80 30.504,73 27.691,87 21.981,04 20.888,21

RISO 12.560,79 11.350,31 13.098,52 14.192,20 14.723,70

FORAGGERE 37.458,42 32.402,74 34.303,54 35.918,48 39.262,00

ALTRE SPECIE 30.453,98 31.813,31 30.890,47 28.528,02 32.257,23

TOTALE 200.734,39 230.519,70 197.796,06 182.942,82 156.731,00

65
statistiche

Andamento della produzione di seme 2007/2011 (tonnellate)

Gruppi di specie 2006-2007 2007-2008 2008-2009 2009-2010 2010-2011

FRUMENTO DURO 262.846,35 308.547,37 301.060,00 240.422,26 150.114,52

FRUMENTO TENERO 126.740,15 121.099,64 137.081,58 109.242,83 111.514,81

RISO 51.162,64 50.688,98 54.411,41 58.091,73 60.074,08

FORAGGERE 38.546,85 38.888,62 36.925,41 27.102,14 44.557,88

ALTRE SPECIE 100.213,64 94.200,24 102.866,04 92.588,88 91.460,91

TOTALE 579.509,63 613.424,85 632.344,44 527.447,84 457.722,20

66
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statistiche
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