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di valutazione dei rischi

aziendali e predisposizione delle


misure di sicurezza

RReevviissiioonnee nn.. 88 -- DDiicceemmbbrree 22001177


Revisione precedente Dicembre 2016
Consorzio della Bonifica Burana NOTE:
Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
VERSIONE 8 - DICEMBRE 2017

MANUALE DELLA
SICUREZZA
ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. 81/2008 – D.Lgs. 106/2009

PREMESSA
Dati dell’Ente:

Nome: Consorzio della Bonifica Burana


Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele, 107 - 41100 MODENA
sede legale e direzione:
Telefono: (059) 416511
Telefax: (059) 239063
Altre sedi (uffici periferici): 41037 MIRANDOLA - Via Statale Sud, 35
Telefono: (0535) 20100
Telefax: (0535) 25464

44012 BONDENO
- Via Vittorio Veneto, 48/50
Telefono: (0532) 893010
Telefax: (0532) 892966

40017 SAN GIOVANNI IN PERSICETO


- Via Circonvallazione Dante , 44
Telefono : (051)6875211
Telefax : (051)821358
Attività: In Pianura, progettazione e gestione Sistema a rete di
bonifica e irrigazione, manutenzione Canali e Impianti
di sollevamento / pompaggio con reti di distribuzione
idrica, interventi ambientali. In Montagna,
progettazione e direzione lavori di opere di difesa del
suolo e dell’ambiente.

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Numero addetti: 178 di cui 137 fissi e 41 stagionali


di cui: 5 dirigenti - 69 impiegati - 63 operai fissi - 41
operai stagionali
Data di inizio valutazione: 1 ottobre 2009
Prima versione ufficiale: 15 dicembre 2009
Data di aggiornamento: 31 dicembre 2017
Rappresentante legale e Presidente del Consorzio Francesco Vincenzi
Datore di lavoro:
Responsabile del servizio di Geom. Gian Luca Trotta
prevenzione e protezione
interno:
Medico competente: Dott.ssa Maria Teresa Romeo
Rappresentanti dei Sig.ra Barbara Matteuzzi
Lavoratori: Sig. Massimiliano Alvisi
Documento elaborato da: Servizio di Prevenzione e Protezione, nella persona del
suo Responsabile interno Geom. Gian Luca Trotta

Modalità di consultazione e coinvolgimento dei Lavoratori:

I Lavoratori sono stati consultati e informati sul significato della valutazione e sulle
modalità della stessa. La raccolta dati è stata condotta in collaborazione con i vari
responsabili aziendali, e in particolare con figure che svolgono attività tali da renderli
partecipi in prima persona di tutti i problemi che riguardano l’attività dei Lavoratori. Molti
dei Lavoratori stessi sono stati osservati e intervistati nel corso delle loro attività.

I Rappresentanti dei Lavoratori non hanno obiezioni da porre al metodo adottato.

______________________ Barbara Matteuzzi

______________________ Massimiliano Alvisi

Il Datore di lavoro, Francesco Vincenzi, dichiara di essere responsabile


dell’elaborazione del presente documento ai sensi dell’art. 29 del D. Lgs. 81/2008.

firma: __________________________

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Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Geom. Gian Luca Trotta,


dichiara di essere il redattore dell’elaborazione del presente documento per quanto
previsto dal D. Lgs. 81/2008.

firma: __________________________

Il Medico Competente, Dott.ssa Maria Teresa Romeo, ha collaborato alla


valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di tutela ai sensi del D. Lgs.
81/2008.

firma: __________________________

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PARTE PRIMA - criteri seguiti per la valutazione - notizie generali

1. INTRODUZIONE

1.1 Inquadramento giuridico

Per affrontare il problema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è necessario in
primo luogo fare riferimento alla situazione normativa preesistente in Italia nel settore, la quale ha
origine alla fine del 1800. Si tratta fra l’altro di un quadro normativo in buona parte ancora attuale e
fra i più avanzati, anche se spesso malamente applicato.
I principi fondamentali del diritto in materia si rintracciano in alcuni articoli della
Costituzione, del Codice Penale e del Codice Civile.
L’art. 41 della Costituzione recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può
svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà,
alla dignità umana. “; gli art. 32 e 35 enunciano i principi della tutela della salute e del lavoro, e i
diritti dei lavoratori fra cui la formazione professionale.
L’art. 2087 del Codice Civile (1942): “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio
dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono
necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
Il Codice Penale (1930) prevede all’art. 437 la reclusione da 6 mesi a 5 anni per chi
rimuove, danneggia o semplicemente omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a
prevenire gli infortuni sul lavoro. Se dal fatto ne deriva un infortunio la pena è da 3 a 10 anni.
Si tratta evidentemente di una sanzione molto pesante, che in teoria dovrebbe essere
sufficiente come deterrente. Inoltre l’art. 451, più applicabile nella pratica, prevede la reclusione
fino ad un anno o la multa per omissioni colpose, senza dolo quindi, riguardanti i mezzi
antincendio, pronto soccorso e simili (mezzi di protezione collettiva).

Questi articoli prevedono quindi il diritto del lavoratore alla salute e alla sicurezza nei
luoghi di lavoro, di conseguenza, il dovere dell’imprenditore di realizzare tutto quanto tecnicamente
possibile per garantire la sicurezza del lavoro.

Venendo alla normativa specifica, i cardini sui quali ruotava prima del più recente Decreto
Legislativo 626/94 (in vigore dal 27.11.1994), tutta la disciplina in relazione alla prevenzione degli
infortuni ed alla tutela dell’igiene nell’ambiente di lavoro, erano costituiti in Italia rispettivamente
dal D.P.R. 27.04.1955, n. 547 e dal D.P.R. 19.03.56, n. 303.
Questi decreti prevedevano quali obblighi fondamentali di datore di lavoro, dirigente e
preposto (ognuno nel suo ambito), l’attuazione delle misure di igiene e sicurezza descritte,
l’informazione dei lavoratori sui rischi, la fornitura dei mezzi di protezione, il controllo sui singoli
lavoratori affinché osservassero le misure di sicurezza previste.
Il sistema di sicurezza così articolato (ancora attuale nella sua concezione generale) aveva
il limite di dettagliare in modo molto specifico determinati obblighi lasciando in secondo piano i
principi fondamentali. Inoltre l’applicazione era lasciata ad un rapporto tradizionale di imposizione
e controllo da parte degli organi dello Stato.

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Negli anni ‘60 e ‘70 il sistema si è evoluto sotto le pressioni sindacali, portando anche ad
un maggior dettaglio e aggiornamento scientifico la normativa. Vanno ricordati lo statuto dei
lavoratori (1970), le leggi 977/67 e 1204/71, (la prima regola il lavoro dei fanciulli e adolescenti; la
seconda prevede precise modalità per proteggere dai rischi lavorativi la donna in stato di
gravidanza), la riforma sanitaria del 1978, disposizioni specifiche su alcuni rischi chimici, il DPR
175/88 sui rischi industriali rilevanti, il D. Lgs. 277/91 sull’esposizione a rumore, piombo e
amianto. Quest’ultima normativa ha un’importanza storica notevole, in quanto introduce la
VALUTAZIONE DEL RISCHIO come forma primaria d’intervento da parte del datore di lavoro,
da ripetersi periodicamente e da cui fare seguire le misure preventive e formative.
Le ultime norme citate derivano dall’applicazione di direttive dell’Unione Europea, la
quale si occupa di Sicurezza del Lavoro in quanto tra i suoi compiti statutari vi è la
regolamentazione della concorrenza e del libero scambio fra i paesi membri. È evidente infatti che
un paese in cui gli obblighi di tutela sono molto ridotti avrà un costo del lavoro inferiore e quindi si
troverà in posizione avvantaggiata rispetto a quelli dove i lavoratori sono meno tutelati.

La terza fase evolutiva del sistema normativo si è avuta con l’emanazione del D.Lgs.
626/94 del 19.09.94 che recepisce la direttiva comunitaria 89/391 e 7 direttive particolari
riguardanti misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori
durante il lavoro.

Il D. Lgs. 30 Aprile 2008 n. 81- Testo Unico di Sicurezza sul Lavoro - approvato dopo
lungo periodo di studio e con innumerevoli interventi di “messa a punto” apporta finalmente una
importante novità nel campo normativo nazionale in materia di sicurezza e salute nei luoghi di
lavoro.
Esso infatti abroga tutta la precedente normativa (dal 1955 al 2007) incorporandone tutti i
contenuti ed adeguandoli al concetto di introduzione ed adozione, in tutti i luoghi di lavoro, di
procedure ed organizzazione del lavoro volti alla ricerca continua di miglioramento degli obiettivi
raggiunti in conseguenza al progresso della tecnica.

In estrema sintesi le principali novità da evidenziare si possono così elencare:

 ampliamento del campo di applicazione delle disposizioni in materia di sicurezza a tutti i


lavoratori, sia dipendenti sia autonomi (in precedenza non considerati dalla 626/94), in
quanto prestatori di lavoro in tutto inseriti nell’ambiente di lavoro;
 rafforzamento delle prerogative della rappresentanza in azienda (RLS) con la possibilità di
nomina di rappresentanti di sito ove se ne configuri l’opportunità;
 rivisitazione e coordinamento delle attività di vigilanza in un’ottimizzazione delle risorse,
anche in vista di una eliminazione delle sovrapposizioni di competenza fra gli organismi
preposti ai controlli;
 finanziamento delle azioni promozionali di formazione private e pubbliche;
 revisione del sistema sanzionatorio indirizzato a individuare in modo più specifico i soggetti
effettivamente responsabili della attuazione della sicurezza nei luoghi di lavoro;
 eliminazione o semplificazione degli adempimenti burocratici per le aziende a basso rischio.

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Il D. Lgs. 81/2008 così come modificato dal Decreto correttivo – D. Lgs. 106/2009 - è
ovviamente il grande contenitore all’interno del quale si sono inseriti ed andranno ad inserirsi i
recepimenti delle future direttive comunitarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
In ottemperanza al D. Lgs. 81/2008 il Consorzio, ad opera del proprio Responsabile del
Servizio di Prevenzione e Protezione, aggiorna il Documento di Valutazione del Rischio, la cui
prima versione è stata redatta nel 2009.

Le nuove regole incidono profondamente sull’attuale sistema normativo basato sui D.P.R.
547/55 e 303/56 e ribaltano l’ottica precedente ponendo l’uomo, anziché la macchina, al centro
della nuova organizzazione della sicurezza in azienda.

Il recepimento comporta un progressivo affinamento della tutela della sicurezza sul lavoro,
e una maggiore attenzione alla prevenzione in tutti i momenti della vita aziendale, dalla
progettazione dei reparti e delle macchine (in questo complementare alla direttiva 89/392), alla
formazione dei lavoratori, alla scelta delle materie prime.

Ogni azienda deve mettere a punto quindi un “Sistema sicurezza” inteso come insieme di
interventi tecnici, strutturali, organizzativi e di formazione, che devono essere articolati, pianificati,
controllati e ripetuti nel tempo, rivolti alla prevenzione dei danni e dei rischi per le persone, cose e
ambiente derivanti dall’esercizio delle attività produttive.
La prevenzione, per essere efficace, deve operare sulle cause di infortunio per evitarle e
rimuoverle. Non può essere limitata alla sola protezione della macchina ed alla eliminazione dei
pericoli materiali, ma deve integrare l’attività di formazione/informazione con quella sanitaria per
arrivare all’obiettivo che si pone questa nuova normativa e cioè il miglioramento continuo della
sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.
Importante è il sistema delle responsabilità, che deve essere conosciuto in modo tale che
ognuno (dal dipendente al titolare, compresi i lavoratori esterni presenti temporaneamente) sia
cosciente dei diritti e doveri richiesti dalla sua posizione.

La valutazione dei rischi

Si riporta nel seguito, al fine di agevolare la comprensione del significato del processo di
valutazione dei rischi da parte di tutte le componenti aziendali, un estratto del ‘Documento n° 1’
delle Linee Guida elaborate dal “Coordinamento tecnico per la prevenzione degli Assessorati alla
Sanità delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano”:
La valutazione dei rischi lavorativi di cui al D. Lgs 81/2008 si iscrive nel più ampio e
complessivo utilizzo a livello internazionale del metodo del "risk assessment" (globale valutazione
dei rischi professionali), che coinvolge anche molti aspetti relativi ai costi ambientali del progresso
tecnologico e dell'uso delle risorse naturali.
L'orientamento comunitario, in generale, è quello di fondare le iniziative legislative e la
definizione delle priorità dell'intervento su un'analisi partecipata e strutturata in merito alla
"accettabilità" sociale dei rischi e alla valutazione dei costi e dei benefici che la loro riduzione
comporta per la comunità.
Di per sé il "risk assessment" non porta automaticamente al "risk management", cioè alla
risoluzione o al contenimento dei problemi evidenziati, ma ha il vantaggio di portarli alla luce e
farne oggetto di valutazione sociale, di studio, di programmi articolati.

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Infatti nessuna facoltà d'arbitrio è concessa al datore di lavoro in merito all'applicazione o


meno delle norme vigenti in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, che devono essere comunque
rispettate, per cui l'obiettivo della valutazione non può essere la scelta di quali tra i vincoli normativi
previsti siano i più opportuni o convenienti da adottare.
L'applicazione degli specifici articoli fornisce anche uno strumento per avviare una
riorganizzazione razionale e pianificata della produzione nei suoi diversi componenti (macchine,
procedure, spazi, organizzazione, ...) al fine di raggiungere l'obiettivo di una sostanziale riduzione
e/o del controllo dei fattori di rischio presenti, nel rispetto della legislazione nazionale e delle norme
di buona tecnica prodotte da organismi accreditati (UNI-EN, CEI, ecc...).
La necessità che nell'impresa si proceda ad una stretta integrazione tra la produzione, tutte
le funzioni aziendali ad essa collegate (direzione lavori, acquisti, gestione del personale,
manutenzione, ecc.), e la prevenzione dei rischi da essa derivanti al fine di progettare "lavoro
sicuro", è chiaramente esplicitata tra le misure generali di tutela. Tra queste, infatti, viene indicata
"la programmazione della prevenzione mirando ad un impianto organizzativo che integri in modo
coerente nella prevenzione le condizioni tecniche, produttive ed organizzative dell'azienda nonché
l'influenza dei fattori dell'ambiente di lavoro".
La valutazione del rischio deve essere, pertanto, uno strumento fortemente finalizzato alla
programmazione delle misure di prevenzione e più in generale alla organizzazione della funzione e
del sistema di prevenzione aziendale.
L'esame sistematico dei problemi di prevenzione in tutti gli aspetti dell'attività lavorativa
non dovrà trascurare le situazioni di lavoro che esulano dalla routine (manutenzione, pulizia, arresto
e riattivazione di impianti, cambio di lavorazioni ...), come chiaramente indicato negli orientamenti
CEE.
Non va persa di vista la natura di processo partecipato che la valutazione deve assumere, a
garanzia di aver raccolto tutte le informazioni disponibili sui fattori di rischio (tra cui le
trasformazioni che l'organizzazione del lavoro "formale" subisce, all'atto della sua concreta messa in
pratica da parte dei lavoratori), per ottenere il coinvolgimento attivo di tutte le parti in causa nella
ricerca delle soluzioni più efficaci e nella loro applicazione.
Non va infatti dimenticato, per esempio, che gli studi del fenomeno infortunistico che
utilizzano un approccio solo "deterministico", mirato ad identificare cause di infortunio solo in
errori umani o in inconvenienti tecnici o in deficienze strutturali, presentano limiti importanti ed
insolubili se non affrontano anche le interconnessioni con il tessuto organizzativo della produzione.

1.2 Storia dell’azienda

Il Consorzio della Bonifica Burana, istituito dal 1 ottobre 2009 in base alla Legge della
Regione Emilia-Romagna n. 5/2009, è formato dall’ex Consorzio di Bonifica Burana-Leo-
Scoltenna-Panaro e la parte di pianura dell’ex Consorzio di Bonifica Reno Palata
ricadente tra destra Panaro e sinistra Samoggia. Il nuovo comprensorio, che ricade in 3
regioni, 5 province e 58 comuni, comprende i bacini idrografici del Canale Collettore di
Burana e del fiume Panaro, abbracciando terreni montani, collinari e di pianura che dal
crinale appenninico tosco-emiliano raggiungono l’Oltrepò mantovano. Si sviluppa su una
superficie di 242.521 ettari dove gestisce una rete di canali di oltre 2500 km,
regolamentati da 52 impianti idrovori, 12 chiaviche, 1 cassa d’espansione e altri 656
manufatti.

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Principali novità rispetto alla precedente versione

Le principali variazioni strutturali e organizzative del Consorzio oltre quelle che si


sono consolidate negli anni e che rimangono in evidenza, sono le seguenti:

1. nella Sede periferica di Bondeno è stato rifatto il pavimento della officina


meccanica in quanto sconnesso e sgretolato ed è stato sostituito con una pavimentazione
in cemento al quarzo avente le caratteristiche di resistenza e percorribilità idonee alla
destinazione. L’officina è stata oggetto di lavori di consolidamento dopo gli eventi sismici
del maggio 2012 ed è tornata agibile.

Nuovo pavimento officina – Sede periferica di Bondeno

2. Continua la sostituzione delle macchine operatrici ed autocarri obsoleti con


modelli nuovi più confortevoli e dotati di tutte le sicurezze imposte dalla nuova direttiva
macchine.

Nuovi trattori – Nuovo camion con autogru

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3. Miglioramento dell’efficienza ed efficacia del Servizio di Prevenzione e Protezione,


ottenuto attraverso i seguenti elementi:
3.1. Verifica delle mansioni del personale con il Medico Competente, con il Direttore
dell’Area Territorio e Comunicazione, il Dirigente dell’Area Tecnica e con i Capi Settore,
per l’individuazione e la selezione degli addetti alle mansioni più rischiose al fine di uno
specifico controllo sanitario
3.2 .Continuazione del Protocollo Sanitario studiato con il Medico Competente
specificamente per ogni dipendente ed assemblato in un unico documento, con
particolare attenzione, in base alla circolare 16/2001 che ha introdotto il criterio delle 20
ore settimanali per la definizione di videoterminalista applicabile al personale dotato di
personal computer. È stata infatti effettuata una visita medica a termini di legge agli
impiegati dichiaranti un tempo di utilizzo del PC di 20 o più ore settimanali. Inoltre, in
ottemperanza al Provvedimento 18/09/2008 riguardante il personale addetto a mansioni
che comportano particolari rischi per la sicurezza e l’incolumità e la salute di terzi, sono
stati sottoposti a visita tossicologica i lavoratori che guidano gli automezzi per cui è
necessario il possesso della patente di guida tipo C, nonché gli addetti all’utilizzo di trattori
ed escavatori.
4. Verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2017 riguardanti i principali
interventi ed iniziative intrapresi per il miglioramento delle condizioni di prevenzione
sicurezza e salute negli ambienti di lavoro consorziali. Gestione degli eventuali incidenti e
degli infortuni da parte del R-SPP con analisi e rapporti scritti per la valutazione statistica
anche degli eventi per cui non è stata aperta la pratica INAIL.
5. Nella Sede di Modena sono stati effettuati i lavori di adeguamento degli impianti
elettrici di tutto il fabbricato con particolare attenzione all’impianto di messa a terra ai
quadri elettrici di piano, che sono stati sostituiti al primo ed al secondo piano (per dare più
spazio di aerazione agli interruttori) ed all’impianto di luci d’emergenza che è stato
adeguato secondo i coefficienti previsti dalla normativa in materia di illuminamento (lux),
con installazione di punti luce d’emergenza anche nell’androne del piano terra. È in atto
un piano di controlli periodici.
6. Effettuazione del programma formativo al personale in conformità all’Art. 73 del
D.Lgs. 81/2008 – Accordo Conferenza Stato-Regioni sulla formazione del 22/02/2012. Si
sono svolti corsi di aggiornamento per addetti alle macchine operatrici (escavatori
cingolati, gommati-trattori e terne), corsi di aggiornamento per lavoratori preposti, corso di
formazione per l’ottenimento del patentino di utilizzo fitofarmaci e corsi per lavoratori
appartenenti alle squadre di emergenza primo soccorso e antincendio, per addetti al
carrello elevatore, per addetti all’uso di gru idraulica a bordo camion, e per addetti all’uso
delle PLE, secondo le direttive contenute nel suddetto Accordo in materia di numero di ore
dei corsi e di contenuti. Nel programma dei corsi 2017 sono stati inseriti anche corsi di
formazione generale per neo assunti, corsi base e di aggiornamento per RLS. Rimangono
sempre fondanti i documenti distribuiti ai lavoratori di tutti i settori intitolati Istruzioni
Operative. Le Istruzioni Operative riguardano: Lavori su macchine operatrici; Lavori di
manutenzione sugli impianti elettrici; Lavori di saldatura metalli; Lavori in
campagna e di manutenzione del verde; Lavori mediante utilizzo di macchine
utensili e attrezzature da officina e Lavori di manutenzione edile. Sono state
consegnate ai lavoratori, in occasione di appositi incontri formativi, le “Procedure
operative di sicurezza” riguardanti le macchine utensili e le attrezzature di lavoro
presenti nei seguenti siti: Magazzino di Corlo, Magazzino di Spilamberto, Magazzino

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di Nonantola, Officina di S. Giovanni in P., Officina di Concordia Sud, Officina di


Bondeno, Falegnameria di Bondeno, Officina Pilastresi.

Si riportano in via
esemplificativa le
immagini di alcuni
gruppi di lavoratori
partecipanti ai corsi
teorico – pratici di
formazione permanente
effettuati nel 2012/2014
ADDETTI MACCHINE OPERATRICI ADDETTI AL CARRELLO ELEVATORE

7. Si è continuato nell’intervento di messa in opera di parapetti e protezioni in tutti i


sostegni e gli impianti consorziali seguendo l’ordine di priorità imposto dal rischio
presente: nelle fotografie seguenti, ad esempio, si evidenziano le protezioni su alcuni
sostegni significativi:

Zona di Mirandola – impianto Ubertosa

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Zona di Mirandola – Sostegno Dugale Rame

Zona di Mirandola – Sostegno sul Cannucchio

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8. In ottemperanza a quanto stabilito dal D.Lgs. 81/2008 sono stati svolti – nel 2011 - i
corsi di aggiornamento per i lavoratori designati alle squadre di Emergenza Antincendio
ed Evacuazione e Primo Soccorso e si sono ripetuti nel 2016.

alcune fasi del corso antincendio

9. Nel mese di Maggio 2012 in Emilia-Romagna si sono verificate una serie di scosse
sismiche di cui le più intense nei giorni 20 e 29, con conseguenti vittime e gravissimi danni
alle costruzioni delle zone prossime all’epicentro individuato nella bassa pianura
modenese e ferrarese da Carpi a Bondeno. In modo particolare la scossa sismica del 29
si è verificata alle ore 9 circa in giorno lavorativo ed è stata avvertita molto intensamente
anche nella Sede di Modena. È risultato utile in questa circostanza l’addestramento del
personale consorziale che ha dato prova di autocontrollo e calma attendendo il termine
della lunga e forte scossa, per poi recarsi ordinatamente in luogo sicuro fuori dal palazzo.
Gli addetti all’emergenza-evacuazione, prima di uscire dal fabbricato hanno controllato
che nessuna persona fosse rimasto all’interno.
Nel 2012 non si è ritenuto di effettuare la prova annuale di evacuazione per non creare
situazioni di paura in persone già traumatizzate. Si sono invece effettuate negli anni
successivi.
Nel 2017 si è ripetuta nella Sede di Modena la Prova di evacuazione il giorno 04/12/2017
realizzando un tempo di 3’ e 25” per la completa evacuazione dei presenti .

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10. È stato affittato un locale – uffici, ambienti di stazionamento e magazzino - per le


attività di manutenzione legate alla Zona pedemontana in sinistra Secchia, come secondo
recapito oltre alla Botte di Spezzano.
Il locale è un Magazzino in Corlo di Formigine.

11. È stato migliorato l’assetto interno del Magazzino di Nonantola, tramite l’acquisto
di armadi per prodotti chimici e scaffalature; il fatto ha determinato una migliore gestibilità
dei locali con conseguente incrementata sicurezza e salute per i lavoratori.

IMPIANTO DI CONCORDIA SUD


Nel corso del 2015 è terminata la costruzione del nuovo capannone a servizio
dell’Impianto di Concordia Sud.
La precedente costruzione era stata fortemente danneggiata dal sisma del maggio 2012
ed il Consorzio aveva deciso di procedere alla demolizione controllata per poi costruire un
nuovo capannone antisismico e dotato dei più moderni impianti a livello di tecnologia
fotovoltaica per il risparmio energetico.
All’interno di questa nuova costruzione è stato attrezzato un angolo per l’officina con
dotazione di paranco a bandiera per il sollevamento dei carichi.
Come si vede dalle fotografie che seguono, le pareti sono state attrezzate con scaffalature
metalliche per il magazzinaggio in sicurezza dei pezzi di ricambio degli impianti e delle
attrezzature di lavoro.
La copertura è stata dotata della linea vita che permetterà l’effettuazione dei lavori di
manutenzione con ascesa in altezza (lavori alla copertura ed agli impianti) in condizioni di
massima sicurezza; ciò con la possibilità da parte del personale anche delle imprese, di
lavorare con l’imbracatura assicurata al cavo di acciaio vincolato alla struttura.

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Si allegano alcune fotografie del nuovo capannone:

1.3 Attività e ciclo di lavoro

I Consorzi di Bonifica sono Enti di Diritto Pubblico che hanno il fine di tutelare,
nell’ambito del proprio territorio, le opere idrauliche, le attività irrigue in pianura e la
sistemazione dei versanti in montagna.
Nel caso specifico il Consorzio Burana gestisce le seguenti infrastrutture:

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 2500 km di canali (manutenzione ed esercizio);


 656 fra manufatti e chiaviche di manovra, fra cui 52 impianti idrovori, di cui
alcuni presidiati (anche 24 ore al giorno nel periodo di funzionamento) ed altri
soggetti solo a manutenzioni e controlli giornalieri;
 oltre 300 km di tubazioni interrate per l’irrigazione, con oltre 4000 idranti di
presa.
Sul territorio montano il Consorzio segue progettazioni ed effettua Direzione Lavori sulle
opere di difesa del suolo.
In definitiva, il Consorzio progetta, esegue e gestisce opere ed infrastrutture atte a
garantire e sviluppare i propri fini, ovvero la bonifica idraulica, l’irrigazione, il miglioramento
ambientale in pianura e la difesa del suolo e il miglioramento ambientale in montagna.

Il territorio gestito ha una superficie di circa 2450 km2, distribuiti su 5 province (la
maggior parte in provincia di Modena, il resto nei territori di Mantova, Ferrara, Bologna e
Pistoia).
La portata idraulica complessiva delle reti idriche consorziali è di circa 180 m 3/s,
con una potenza installata di circa 39 000 kW.
L’attività del Consorzio è fortemente legata alla stagionalità; indicativamente nel
periodo da Marzo a Novembre, e soprattutto da Maggio a Settembre, si concentrano la
maggior parte dei lavori e delle necessità legate alla gestione della distribuzione irrigua,
con presenza in servizio anche di tutti i lavoratori assunti con contratto stagionale.
Nel seguente diagramma a blocchi si riassume, per quanto possibile e in maniera
semplificata, la situazione:
Struttura Operativa

Amministrazione e direzione Struttura tecnica e direttiva


Organi consorziali (Consiglio - Comitato Amministrativo - Presidente) Gestione impianti, Controllo attività ordinarie, Coordinamento con operatori locali,
Attività amministrative - Esazione tributi - Gestione apparato tecnico Interventi di urgenza ed emergenza
e risorse umane ed economiche

Struttura operativa
Personale tecnico, responsabili impianti e settori
Manutentori, Addetti alle macchine operatrici, Operai fissi e stagionali

Attività operative

Custodia e manutenzione impianti, Controllo impianti non presidiati e gestione impianti


presidiati, Gestione rete di controllo

Manutenzione e controllo rete canali e manufatti di manovra,


Manutenzione e controllo rete per l'irrigazione

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2. CRITERI SEGUITI PER LA VALUTAZIONE

Allo stato attuale non esistono direttive univoche e specifiche per la compilazione
del presente documento, e in particolare per quanto attiene i Consorzi di Bonifica.

Sono tuttavia diffuse ormai da anni metodologie di analisi dei rischi aziendali
basate su check-list, questionari, confronto con normative e regolamenti.

Tali strumenti sono stati considerati e rielaborati, tenendo presente l’opportunità di


rifarsi dove possibile a procedure semplificate, di tipo prevalentemente sintetico piuttosto
che analitico.

Fra i vari documenti considerati si ricordano:

 linee guida e liste di controllo elaborate da organismi stranieri (Francia e


Spagna);
 linee guida pubblicate dal Coordinamento delle Regioni italiane;
 pubblicazioni della Associazione Ambiente e Lavoro contenenti fra l’altro liste di
controllo e riferimenti metodologici e scientifici;
 pubblicazioni di Enti Bilaterali relative a diversi settori produttivi, in particolari
rivolte a piccole imprese, contenenti schede di rischio per tipologie di macchine
e lavorazioni;
 pubblicazioni ISPESL;
 schede di controllo elaborate per il monitoraggio da parte degli organi di
controllo;
 pubblicazioni di enti e associazioni scientifiche nazionali e internazionali
(ACGIH, NIOSH, IARC, enti di normazione ...);
 questionari e guide per la valutazione elaborate internamente dal Servizio di
Prevenzione e Prevenzione. Tali documenti hanno tenuto presente i riferimenti
proposti da altri enti pubblici e privati compresi quelli che compaiono
nell’elenco;
 confronto con norme tecniche e disposizioni legislative e regolamentari,
comprese circolari nazionali e regionali dove presenti.

La valutazione vera e propria si è basata su visite dirette sui luoghi di lavoro con
interviste, raccolta dati e documentazione, rilievi fotografici dove necessario.

La fase di implementazione del sistema di sicurezza si è basata sulla verifica “a


tavolino” delle procedure e sull’adozione di strategie d’intervento, in collaborazione con il
personale addetto.

La valutazione dei rischi vera e propria si è basata sulla classica formula:

rischio = danno x probabilità

dove però si è scelto di rinunciare ad una quantificazione numerica dei parametri


danno e probabilità in quanto ritenuta poco affidabile e scientificamente non corretta.

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Sono pertanto stati usati descrittori discorsivi di immediata comprensione, in modo


da sfruttare il Documento di Valutazione dei Rischi anche come momento di informazione
e confronto con il personale. Pertanto il danno potenziale viene descritto come
trascurabile, significativo, elevato, oppure con la vera e propria elencazione degli effetti
(lieve infortunio, ipoacusia, asfissia ...). Allo stesso modo la probabilità che il danno si
verifichi è designata come bassa, molto bassa, elevata e simili.

La valutazione sintetica comprende in particolare 4 gruppi di schede riassuntive,


finalizzati a valutare:

A. Organizzazione aziendale

B. Luoghi di lavoro

C. Attrezzature di lavoro

D. Rischi personali

È stata determinata la necessità di analizzare nel dettaglio le seguenti fonti di


rischio, in quanto potenzialmente rilevanti:

LUOGO DI LAVORO (condizioni architettoniche e vie di transito e uscita, spazi confinati) Sì


SALUBRITÀ DELL’AMBIENTE DI LAVORO (illuminazione, microclima ecc.) Sì
RUMORE Sì
ALTRI AGENTI FISICI Sì
LAVORI IN SPAZI CONFINATI Sì
AGENTI BIOLOGICI Sì
LAVORI EFFETTUATI IN SOLITUDINE Sì
AGENTI CHIMICI Sì
AGENTI CANCEROGENI Sì
RISCHIO DI INCENDIO Sì
IMPIANTISTICA (elettrica, termoidraulica, di sollevamento, a pressione, ecc.) Sì
USO DI ATTREZZATURE IN GENERE Sì
UTILIZZO DI VIDEOTERMINALI Sì
METODI E CICLI DI LAVORO Sì
AGENTI STRESSANTI NELL’ORGANIZZAZIONE E NELL’AMBIENTE DI LAVORO Sì
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Sì
TRASPORTO, STOCCAGGIO E MANIPOLAZIONE MATERIALI Sì

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PARTE SECONDA - Analisi dei rischi

Valutazione delle fonti potenziali di rischio presenti nel luogo di lavoro


Identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate

3. LUOGO DI LAVORO

3.1 Elenco dei luoghi di lavoro

Nella seguente tabella vengono riepilogati i luoghi di lavoro che sono stati
considerati nella Valutazione dei rischi:

Nome Tipologia Categoria


Pilastresi Impianto idrovoro (di Principale (presidiato)
(compresi gli Impianti Sussidiario-1 presa dal F. Po) +
e Sussidiario-2) officina di supporto ed
altri locali ausiliari
Cipollette Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Moretta Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Stregge Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Pietre Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Santa Bianca Impianto idrovoro di Intermedio
sollevamento
Officina di Bondeno Officina ferro, Officina principale del
falegnameria, Consorzio
magazzini
Uffici di Bondeno Uffici Direzione tecnico -
amministrativa della
zona di Bondeno
Concordia Sud Impianto idrovoro di Intermedio - officina di
sollevamento + officina riferimento per la zona
di Mirandola.
Camurana Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Montalbano Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Bottegone del Bosco Impianto idrovoro Minore
pluvirriguo + ricovero
attrezzi
Dogaro Impianto idrovoro di Minore
sollevamento

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Nome Tipologia Categoria


Castello Impianto idrovoro Minore
pluvirriguo + deposito
Ponte Salto - Chiavica Regina - Impianti idrovori di Minore
Redena – Dragonzo sollevamento a una
pompa
Bosco della Saliceta Impianto idrovoro Minore
pluvirriguo
Ubertosa Impianto idrovoro di Intermedio
sollevamento
Sabbioncello Impianto idrovoro (di Principale (presidiato)
presa dal F. Po) +
officina di supporto ed
altri locali ausiliari
Uffici di Mirandola Uffici + magazzino Direzione tecnico -
amministrativa della
zona di Mirandola
Bozzala Impianto idrovoro Minore
pluvirriguo

Corradi Impianto idrovoro di Minore


sollevamento
Gesso Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Bozzala nuovo Impianto idrovoro Intermedio
pluvirriguo
Moscardina Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Barbieri Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Badia Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Rovere Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
S. Lorenzo Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Zoccolo Impianto idrovoro di Minore
sollevamento
Chiavica Secchia Impianto idrovoro di Minore
derivazione acque
Secchia
Officina Chiavica Secchia Officina e magazzino Off. di riferimento per
impianti zona Secchia
Campazzo Impianto idrovoro Minore
irriguo
Zanetti Impianto idrovoro Minore
irriguo

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Nome Tipologia Categoria


Impianti di presa destra Panaro Impianto idrovoro di Minore
(Bagazzano, Farini, Casoni, derivazione acque
Picozza) Panaro
Magazzino di Nonantola Deposito attrezzature e Di riferimento per la
piccola officina zona “destra Panaro”
Vignola – Presa Canale San Pietro Postazione di manovra Importante per il
con abitazione. reparto Modena Sud
“Botte” di Corlo – Casello manovra Postazioni di manovra Importante per il
paratoia (ristrutturata nel 2005) reparto Modena Sud
Magazzino di Spilamberto Deposito attrezzature e Di riferimento per il
piccola officina Reparto Modena Sud
Magazzino di Corlo di Formigine Deposito attrezzature e Di riferimento per il
piccola officina Reparto Modena Sud
Chiaviche varie Manovra paratoie Piccoli locali chiusi
Sostegni di paratoie Manovra paratoie Paratoie all’aperto
Altri luoghi di competenza (canali, Luoghi di accesso Minima
rete di condotte, briglie ecc.) senza attrezzature
meccaniche o
impiantistiche)
Uffici di Modena Sede centrale Direzione generale
tecnica e
amministrativa
Uffici di San Giovanni in Persiceto Uffici+archivio+officina+ Direzione tecnico
deposito carburanti amministrativa della
+magazzino Zona Destra Panaro
Impianto idrovoro di Bondeno – Impianto idrovoro di Principale per la zona
Palata sollevamento destra Panaro non
presidiato
Impianto Case Emilia Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Impianto di Cento Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Impianto Molino del Secco Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Impianto Ponte del Losco Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Impianto Torrazzuolo Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Impianto Valbona Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Impianto Accattà Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Impianto Sbocco Zena Impianto idrovoro di Intermedio non
derivazione acque presidiato
Sostegno Borga Manufatto idraulico Minore no presidiato
Scaricatore Borga Manufatto idraulico Minore no presidiato
Presa Canal Torbido Manufatto di presa Minore no presidiato

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Nome Tipologia Categoria


Sostegno Dogaro Levante Manufatto idraulico Minore non presidiato
Presa Finaletto Manufatto di Presa Minore non presidiato
Chiavica Foscaglia Manovra paratoie Minore non presidiato
Sostegno Torrazzuolo Manufatto idraulico Minore non presidiato
Sostegno Guazzaloca Manufatto idraulico Minore non presidiato

3.2 Condizioni architettoniche dell’ambiente di lavoro/vie di transito e di


uscita

I luoghi di lavoro interni sono sufficientemente spaziosi per il tipo di attività svolta,
che per lo più consiste in controlli e occasionali manutenzioni. Le aperture sono sufficienti,
dal momento che sono dimensionate per permettere il passaggio di pompe e altri
accessori.
Anche gli impianti permanentemente presidiati, e gli uffici, hanno sufficienti spazi,
aperture, vie d’uscita tenuto conto del numero di addetti presenti.
I rischi presenti per quanto riguarda i luoghi di lavoro sono legati alle attività in
cantiere (occasionali opere edili) e all’accesso a sostegni con paratoie di tipo manuale.
Alcuni impianti sono costituiti da una semplice cabina con una pompa all’interno.
Vi sono inoltre impianti di presa all’aperto situati negli alvei, costituiti da una rotaia
sulla quale viene fatta scendere e salire la pompa di presa.

Occorre tenere in considerazione l’anzianità strutturale (e soprattutto progettuale)


di alcuni edifici, a partire dalla sede principale del Consorzio, nei quali gli di uffici (anche
aperti al pubblico) non sempre rispondono ai requisiti ergonomici e di organizzazione degli
spazi. Ciò non comporta tuttavia rischi per la sicurezza delle persone, e nel corso del
2009-2017 sono stati attuati sensibili miglioramenti per quanto concerne almeno le vie di
fuga, sono state aggiornate ad ogni piano le planimetrie di emergenza ed evacuazione ed
è stato implementato l’impianto di allarme antincendio-evacuazione.

I vari manufatti di campagna, tipicamente contenenti paratoie da manovrare,


possono determinare un rischio di caduta da altezza generalmente non superiore a un
metro. Nei casi di maggiori dislivelli sono stati installati parapetti adeguati.

In generale i luoghi di lavoro presidiati non comportano rischi significativi, mentre


pericoli di caduta, scivolamento e simili non sono del tutto eliminabili in presenza di argini
di canali e corsi d’acqua naturali. La presenza di addetti -in particolare operai consortili-
presso gli argini e le opere di bonifica e irrigazione si verifica molto di frequente, pertanto il
rischio di caduta non è mai assente, anche se i punti di accesso prevedibili sono stati
verificati e dotati di manufatti protettivi (parapetti, scale d’accesso idonee, accessi
orizzontali tenuti in ordine ecc.). è comunque in corso un’attività di verifica delle opere
strutturali distribuite sul territorio gestito, al fine di completarne l’adeguamento -anche
delle minori- sotto il profilo delle protezioni meccaniche.
Un altro rischio potenzialmente presente è legato al traffico stradale, laddove la
postazione di manovra di organi di intercettazione idraulica sia situata ai bordi di una via di
circolazione (anche di strade di campagna a carreggiata stretta e a traffico molto ridotto).
Tale pericolo è ragionevolmente scongiurabile con idonee misure comportamentali e
l’adozione dei prescritti D.P.I. ad alta visibilità.

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Un altro aspetto riguarda i mezzi mobili (macchine operatrici in genere) che


presentano per loro natura un rischio generale di caduta dell’operatore nelle fasi di salita e
discesa.
Nel corso del 2016 si è conclusa l’ispezione su tutti i luoghi di lavoro (impianti,
chiaviche, ecc.) per verificare la potenziale presenza di lavorazioni rientranti per tipologia
nel D.P.R. 177 del 14/09/2011 e riguardanti gli ambienti sospetti di inquinamento o spazi
confinati.
L’attuazione delle misure organizzative previste da detto Decreto è molto
impegnativa e richiede tempistiche adeguate per la sua messa a regime, ma si ritiene
indispensabile per gestire correttamente le attività da svolgere in tutte le opere ed impianti
consortili che rientrano nel campo di applicazione di detto Decreto.
Sono stati effettuati sopralluoghi in n° 21 siti consorziali segnalati dai Capi Settore
come possibili luoghi di effettuazione, a carattere sporadico, di lavorazioni in spazi
confinati ai sensi del D.P.R. 177. In dieci di tali siti sono stati identificati lavori da eseguire
rientranti nella casistica ricercata.
Per un dettaglio della Valutazione del Rischio si rimanda allo specifico documento
sottoscritto ed adottato. I Capi Settore dei siti interessati, edotti del problema e riuniti
appositamente in data 7 Novembre 2016, sono stati invitati a fornire i nominativi dei
lavoratori consortili che dovranno essere formati, addestrati, dotati dei necessari DPI e
sottoposti a specifica sorveglianza sanitaria.
L’Amministrazione consortile ha adottato il Documento di Valutazione dello
specifico Rischio con apposita delibera del Comitato Amministrativo n. 351/2016 – prot.
17598 del 15/12/2016; contestualmente essa aveva preso atto della necessità di dotare il
Servizio di Prevenzione e Protezione di un supporto – anche esterno al S-PP - per
l’attuazione delle procedure operative attuative, della formazione dei lavoratori consortili,
della sorveglianza sanitaria e per la fornitura delle necessarie attrezzature e D.P.I..
L’Amministrazione ha recentemente disposto, con apposito Ordine di Servizio,
l’affidamento di eventuali lavori in ambienti confinati a ditte esterne in possesso dei
requisiti previsti dal D.P.R. 177/2011.

3.3 Lay-out e disposizione organizzativa - Lavoro in cantieri

I lay-out degli impianti principali sono disponibili presso l’ufficio del R.S.P.P..
Gli impianti idrovori sono riconducibili ad una struttura tipica, costituita da un locale atto a
contenere le pompe, di numero per lo più variabile fra 2 e 8. La cabina di trasformazione
elettrica, qualora presente, è nella maggior parte dei casi situata all’esterno.
Parte delle attività consortili è riconducibile alle problematiche dei settori edilizia e
agricoltura, con uso di macchine operatrici, mezzi di servizio, attrezzature per operazioni
di manutenzione canali, regolazioni idrauliche, ecc., in un contesto territoriale aperto, dove
possono presentarsi situazioni di rischio non prevedibili. Tuttavia si può constatare come
dette attività si ripetano di anno in anno generando di fatto una acquisizione di
conoscenza tale da ridurre al minimo i rischi non prevedibili.
È importante osservare che le opere di entità rilevante (manutenzione
straordinaria) vengono di norma effettuate da ditte esterne e comunque programmate con
particolare attenzione da parte dei responsabili di settore.

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MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Il Servizio di Prevenzione e Protezione effettua periodicamente ispezioni di verifica nelle sedi fisse
e visite a campione (con l’aiuto dei guardiani del Consorzio) presso i punti di manovra dislocati sul
territorio. IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI

4 SALUBRITÀ DELL’AMBIENTE DI LAVORO

A seguito della prescrizione del D. Lgs. 81/2008 – art. 28 commi 1 e 1 bis – ed in


attuazione delle indicazioni contenute nella Lettera Circolare del Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali n. 15 del 18 novembre 2010 – adottando il criterio di valutazione
messo a punto dall’INAIL descritto nel documento “Valutazione e gestione del rischio da
stress lavoro-correlato” si è proceduto ad aggiornare il DOCUMENTO DI VALUTAZIONE
DEI RISCHI DA STRESS LAVORO-CORRELATO la cui prima versione era stata redatta
in marzo 2011 fornendo un risultato di livello di rischio da basso a molto basso.
Il suddetto aggiornamento, recante data 05/07/2017, evidenzia un situazione di rischio
non rilevante, che prevede la adozione di un “piano di monitoraggio”, ad esempio anche
attraverso riunioni tra i lavoratori e referenti della Direzione consorziale per discutere
eventuali situazioni di disagio lavorativo e adottare soluzioni condivise. In Ottobre 2017 è
stato somministrato un primo questionario di approfondimento ai Capi Settore ed agli
Assistenti/Capi Sezione per verificare la eventuale presenza di fattori stressogeni al di
fuori degli indicatori generali considerati. Il questionario ha fatto emergere un livello di
stress Molto Basso/Basso che ha sostanzialmente confermata la prima valutazione.

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE


È in corso di valutazione l’estensione del questionario di approfondimento di cui sopra a tutti i
lavoratori restanti per avere un quadro effettivamente completo ed esaustivo del livello di stress
presente percepito al livello soggettivo.
IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI


Il Servizio di Prevenzione e Protezione organizzerà l’aggiornamento della Valutazione del Rischio
Stress Lavoro-correlato con cadenza triennale. Anno del prossimo aggiornamento: 2020

4.1 Illuminazione naturale e artificiale

Le situazioni di illuminazione all’interno dei luoghi di lavoro sono conformi alle


necessità, esistono anche corpi illuminanti in esterno dove l’attività possa richiedere di
intervenire nelle ore serali.
L’illuminazione di emergenza è presente in tutte la sedi, gli impianti e nelle cabine
elettriche.
Si sta diffondendo la presenza della tecnologia di illuminazione a led.

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MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

La distribuzione delle fonti luminose, in particolare negli uffici, è studiata in modo da agevolare il
comfort visivo e da evitare situazioni di abbagliamento e riflessi sui videoterminali (presenza di
plafoniere antiriflesso e veneziane o tende) IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

4.2 Aerazione naturale e artificiale


Le condizioni di aerazione naturale sono adeguate alle necessità dei vari luoghi di
lavoro. Viene fatto ricorso, ove del caso, come nelle officine, anche alla ventilazione
forzata e all’uso di aspiratori. In particolare nell’officina di Bondeno sono presenti quattro
ventole a parete per il ricambio d’aria, e in ogni officina dove si effettui saldatura è
presente un aspiratore a ricircolo ed un impianto di aspirazione fisso con espulsione dei
fumi di saldatura all’esterno (Officine di Bondeno, Pilastresi e Concordia Sud).

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

È in fase di valutazione l’eventualità di dotare le officine di impianti di aspirazione potenziati


rispetto a quelli attuali, oppure, in assenza di impianti d’aspirazione, di acquistare aspiratori portatili
per piccoli lavori di saldature. IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

4.3 Microclima
Gli impianti di riscaldamento non sono presenti in tutti i luoghi di lavoro, in quanto
la permanenza negli impianti di sollevamento è puramente occasionale nei mesi invernali.
Pertanto solamente gli uffici e le strutture di Officina Impianto Pilastresi, Nonantola, Corlo,
Bondeno, Concordia Sud e San Giovanni in Persiceto (officine, falegnameria) sono dotate
di impianti termici.
La situazione microclimatica in tali luoghi di lavoro è corretta, fatto salvo, per
quanto riguarda le officine, la presenza di portoni che vengono aperti per esigenze
lavorative e la necessità di entrare e uscire dai capannoni (sbalzi termici).
Negli uffici della Sede di Modena è entrato in funzione nell’estate 2003 l’impianto
di condizionamento e deumidificazione che ha notevolmente migliorato le condizioni di
lavoro estivo degli impiegati, negli uffici delle Sedi di Bondeno, Mirandola e San Giovanni
in Persiceto sono pure presenti ed attivi impianti di climatizzazione.

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Sono stati acquistati D.P.I. protettivi contro il freddo per tutti i lavoratori esposti a temperature
rigide o disagevoli sia all’esterno che all’interno di ambienti di lavoro non riscaldati.. IL RISCHIO
RESIDUO E’ ACCETTABILE

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI – si sta considerando


l’aggiornamento tecnologico dell’impianto di climatizzazione delle Sede di
Modena per adottare macchine modulanti più conformi all’esigenze di utilizzo

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5. RUMORE

La presenza di rumore costituisce probabilmente il principale rischio di malattia


professionale presente; la Valutazione ai sensi del D.Lgs. 277/91 è stata effettuata per la
prima volta dalla società REMARK Srl, nell’aprile 1992.
La attuale normativa D.Lgs. 81/2008 – art. 181 - prescrive la ripetizione almeno
quadriennale della Valutazione del Rischio Rumore – ed il Consorzio ha proceduto ogni
quattro anni all’aggiornamento della valutazione in parola adattando il Protocollo sanitario
dei lavoratori in base all’esposizione personale rilevata.
Nel Giugno del 2016 sono stati effettuati i rilevamenti fonometrici per la fonometria
generale delle postazioni di lavoro consorziali, di legge per aziende con lavoratori esposti
a LEP> 90 dB, e nel Luglio 2016 si è effettuato il documento di Valutazione del Rischio
Rumore ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
La fonometria generale è stata eseguita dalla Società PARADIGMI Srl di Vignola
che ha provveduto con attrezzature e personale proprio ai campionamenti delle postazioni
di lavoro ed al calcolo del “Lep” di ciascun lavoratore tenendo conto dei nuovi tempi di
esposizione previsti dall’organizzazione di lavoro per i dipendenti utilizzanti attrezzature di
lavoro producenti livello sonoro superiore a 90dB(A).
La nuova valutazione è estremamente significativa in quanto non individua alcun
dipendente consorziale esposto a più di 80dB(A) ai sensi del D.Lgs. 81/2008 (tenendo
conto dell’uso degli attenuatori da parte dei dipendenti), con notevole miglioramento delle
condizioni di salute e sicurezza del personale.

É significativo però considerare che in ragione dell’utilizzo di macchine e


attrezzature producenti livelli di rumore elevati (macchine operatrici, decespugliatori,
motoseghe ed utensili elettrici in genere), anche se per tempi ridotti il documento di
valutazione segnali la seguente situazione:
n. 32 lavoratori esposti a LEX,8h ≥ 85 dBA;
n. 36 lavoratori esposti a LEX,8h ≥ 80 dBA;
n.112 lavoratori esposti a LEX,8h ≤ 80 dBA.

Si riportano in forma sintetica i risultati significativi relativi alla nuova fonometria


generale riferita a:

 180 addetti occupati tutti esposti ad un livello di esposizione giornaliero


attenuato inferiore a 80 dB(C)

Rispetto al 1992 in cui si rilevava una presenza di oltre 30 persone con livello di
esposizione personale dichiarato LEP>90dBA, la situazione è notevolmente migliorata;
infatti la percentuale del personale esposto a livelli di rumore che possono considerarsi
pericolosi a lungo termine per gli effetti uditivi ed extrauditivi è stata azzerata.

È estremamente importante nell’ottica introdotta dal nuovo decreto effettuare una


stretta sorveglianza relativamente all’utilizzo degli adeguati D.P.I. per l’udito da parte dei
lavoratori che utilizzano attrezzature rumorose o che lavorano in ambienti rumorosi.

Parallelamente all’azione di controllo suddetta deve essere effettuata ai lavoratori


una informazione permanente relativa ai rischi propri delle attrezzature ad alta emissione

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sonora ed in fase di acquisto macchinari una ricerca di mercato volta alla scelta della
tecnologia più silenziosa possibile.

Le fonti di rumore più rilevanti si possono evincere dal documento di valutazione


“Valutazione dell’esposizione al Rischio Rumore” - giugno 2016 - redatto dalla
Società PARADIGMI Srl e facente parte integrante del presente Documento per quanto
attiene al rischio rumore.

Rispetto al passato va notato che è stata fortemente ridotta la rumorosità di


macchine operatrici in quanto si sta procedendo al rinnovo del parco macchine; per
quanto riguarda gli impianti di pompaggio, i livelli più elevati si riferiscono a situazioni di
breve durata o con breve presenza degli addetti.
Le Relazioni Sanitarie non hanno segnalato alcun peggioramento uditivo su
nessun lavoratore.

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

La ripetizione periodica della valutazione funge da intervento primario volto alla conoscenza e alla
progressiva riduzione del rischio.
Alla luce degli aggiornamenti periodici sono stati ottenuti notevoli miglioramenti (eliminazione di
macchine operatrici vecchie, decespugliatori a ridotta emissione sonora) ed altre verranno in futuro
con l’aggiornamento del parco macchine.
Vengono utilizzati idonei dispositivi di protezione individuale.
È stata fatta attività di informazione e formazione specifica sui rischi legati all’esposizione a
rumore.
Gli addetti selezionati sono sottoposti a stretta sorveglianza sanitaria e controlli audiometrici
periodici secondo le disposizioni legislative vigenti.
L’utilizzo di attrezzature rumorose e la permanenza degli operatori in postazioni rumorose è
limitato al minimo indispensabile.
Presso le fonti di rumore superiori a 90 dBA è apposta apposita segnaletica.
Nelle officine sono presenti pannelli fonoisolanti mobili per salvaguardare i lavoratori durante
operazioni di saldatura e smerigliatura effettuate in postazioni non fisse da altri lavoratori.
Negli impianti delle Pilastresi, di Santa Bianca e del Sabbioncello sono state installate delle cabine
insonorizzate per lo stazionamento del personale d’impianto al cui interno, con gli impianti in
esercizio, è stato rilevato un LEP <80dBA.
SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI
Nel 2020 è prevista la ripetizione della fonometria generale di aggiornamento su
tutte le postazioni di lavoro per il calcolo del Lep di tutti i lavoratori
IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

6. FONTI DI RISCHIO IMPUTABILI AD ALTRI AGENTI FISICI

Il rischio di vibrazioni (per il sistema mano-braccio) è presente per l’utilizzo di


attrezzature a mano o condotte dalle braccia dell’operatore. Ci si riferisce a smerigliatrici

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da officina, martelli demolitori e attrezzature per la manutenzione del verde


(decespugliatori, tosaerba).

I tempi di utilizzo non sono elevati su base mensile o annuale, mentre in alcune
giornate è possibile un’esposizione di alcune ore.
Sono presenti anche motofalciatrici semoventi, con sedile. In questo caso la
trasmissione di vibrazioni interessa l’intero corpo.

Le principali macchine operatrici e trattori sono di concezione moderna, tuttavia la


trasmissione di vibrazioni all’intero corpo attraverso le sospensioni del sedile, deve essere
ritenuta rilevante, e in grado di ostacolare la normale efficienza lavorativa dopo tempi di
utilizzo variabili a seconda della tipologia di macchina operatrice.

Ai sensi del D.Lgs. 81/2008 – art. 18 comma 1 lettera p) nel corso del 2014 è
stata effettuata la valutazione del rischio vibrazioni su tutto il personale esposto all’utilizzo
di attrezzature o di macchine operatrici.
È stato censito e misurato tutto il parco macchine e le attrezzature consorziali
riferendosi ai tempi di utilizzo effettivi ed alle modalità di utilizzo soprattutto in riferimento
alle autovetture ed ai trattori che percorrono sia strade asfaltate sia capezzagne
trasmettendo quindi ai guidatori differenti intensità di vibrazioni.
Per i risultati si rimanda alla consultazione del documento contenente le
misurazioni ed il calcolo delle esposizioni dei lavoratori quale allegato al presente DVR.
Sicuramente nel corso degli acquisti futuri si continuerà ad esaminare le schede tecniche
dei macchinari e delle attrezzature per indirizzarne la scelta verso le tipologie a bassa
produzione di vibrazioni.

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI


IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

Durante le operazioni di saldatura sono emesse inoltre radiazioni ultraviolette e


infrarosse. L’esposizione a raggi ultravioletti è la più pericolosa e può portare a
cheratocongiuntiviti.
In officina alcune fasi lavorative possono comportare il rischio di scottature dovute
al contatto o alla proiezione di parti incandescenti (saldatura).
Per i saldatori su acciaio inox ed i falegnami esposti a polveri di legno duro,
entrambi esposti a rischio cancerogeno, è seguita una procedura di sorveglianza sanitaria
apposita ed è stata fatta denuncia all’ASL ed all’INAIL effettuando ogni tre anni la
misurazione dell’esposizione agli agenti cancerogeni da inviare ad ASL ed INAIL.
I lavoratori sono opportunamente formati ed informati.
Per quanto concerne la permanenza per brevi periodi in cabine elettriche che
possono dare luogo ad esposizione a campi elettrici e/o magnetici rilevanti, si è effettuata
la Valutazione del Rischio derivante dall’Inquinamento Elettromagnetico negli
Impianti principali maggiormente utilizzati, in osservanza delle vigenti normative. Il
documento elaborato dalla Società PARADIGMI Srl di Vignola è l’elaborazione delle
misurazioni del campo elettromagnetico ed i relativi dettagli si possono evincere dal
fascicolo facente parte del presente documento. I risultati non evidenziano campi
elettromagnetici a bassa frequenza di intensità superiore alla soglia di attenzione.

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MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Uso di DPI:
 guanti e grembiuli per smerigliatura e saldatura
 protezione degli occhi durante la saldatura
 protezione dell’intero corpo durante la saldatura
 protezione delle vie respiratorie
 guanti nelle lavorazioni con macchine utensili a mano o condotte dalle braccia.
Presenza di un preparato contro le ustioni superficiali nel pacchetto di medicazione dell’azienda.
Gli addetti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI


Essendo stato effettuato il documento di valutazione rischio da esposizione ad agenti cancerogeni e
mutageni per saldature su acciaio inox, e per lavorazione di legno duro, ottenendo risultati di bassa
esposizione, si considerano le misure di protezione attuali adeguate ed in caso di eventuali
campionamenti ambientali e personali disposti dal Medico Competente rilevanti incrementi di
livello di esposizione si adotteranno ulteriori misure di protezione per i lavoratori.
IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

7. FONTI DI RISCHIO IMPUTABILI AD AGENTI BIOLOGICI


È connaturata alle attività del consorzio la presenza di un certo rischio “naturale”,
ossia dovuto alla presenza di animali che frequentano i canali e gli impianti.
La presenza di carcasse di animali vari in tali situazioni può dare luogo a
proliferazioni di microrganismi patogeni.
Inoltre l’acqua dei canali può essere veicolo di conduzione di altri agenti, come
leptospirella.

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE


La presenza di topi non ha consigliato comunque di provvedere alla vaccinazione contro la
leptospirosi per i dipendenti maggiormente esposti al contatto con l’acqua dei canali (addetti alla
motobarca e alla manutenzione canalette) essendo tale vaccinazione estremamente pesante rispetto
all’effettivo rischio di contrarre la malattia.
In ogni caso sono presenti guanti e mascherine per interventi urgenti riguardanti le eventuali
rimozioni di carcasse di roditori, uccelli o altri piccoli animali che si potessero rinvenire nei luoghi
di lavoro.
Per altre situazioni eccezionali che dovessero verificarsi, possono essere predisposti DPI specifici da
custodirsi presso le sedi principali, mentre saranno contattate le Unità Sanitarie Locali a cura del
Servizio di Prevenzione e Protezione.

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI


IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

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8. FONTI DI RISCHIO IMPUTABILI AD AGENTI CHIMICI

8.1 Rischio chimico indiretto (salubrità ambientale)

Le attività che possono dare luogo a situazioni di rischio sono:

PER LA PRESENZA DI POLVERI NON TOSSICHE:

 Manutenzione del verde;


 Smerigliatura, saldatura, e altre attività nelle officine di manutenzione;
 Polveri aero-disperse di toner da fotocopiatrice.

PER LA PRESENZA DI VAPORI ORGANICI E ALTRE SOSTANZE


CANCEROGENE, IRRITANTI E/O NOCIVE:

 Verniciatura [esclusivamente a pennello] effettuata in modo abbastanza


frequente in alcuni periodi di manutenzione ordinaria e presso vari impianti;
 Saldatura (anche polveri nocive);
 Saldatura su acciaio inox – Fumi con presenza di sostanze cancerogene;
 Saldatura di tubi catramati (effettuata nei lavori di manutenzione estiva anche
per 1 - 1 ½ ore al giorno);
 Diserbo tramite fitofarmaci delle aree cortilive e dei manufatti idraulici presenti
nei siti consorziali (effettuato da personale munito di patentino);
 Manutenzione di tubi in fibrocemento contenenti amianto, effettuata nel
comparto di Concordia Sud (rete pluvirrigua);
 Lavorazioni meccaniche per asportazione di trucioli con conseguente
formazione di nebbie oleose, prevalentemente a Bondeno [non effettuate a
tempo pieno anche nei periodi più intensi];
 Lavorazione di essenze in legno duro.

Il rischio di esposizione a fibre di amianto risulta trascurabile, almeno secondo la


Valutazione del rischio ai sensi del D. Lgs. 81/2008 effettuata da REMARK S.r.l., che ha
dato esito completamente negativo (anche in considerazione che le lavorazioni sulle
condotte di eternit avviene in presenza abbondante di acqua che impedisce la dispersione
di fibre o polveri in ambiente).

Il rischio di esposizione dei due falegnami a polveri di legno duro è stato valutato
nell’aprile 2017 evidenziando valori nettamente al di sotto del TLV, definiti IRRILEVANTI.
Si prevede di ripetere il campionamento con cadenza triennale (2020).

Anche la presenza di nebbie oleose in officina è trascurabile, a causa del tipo


delle lavorazioni effettuate e della loro discontinuità.

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MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

La frequenza di alcune delle operazioni è molto scarsa, mentre le operazioni potenzialmente più
pericolose (uso di fitofarmaci) sono riservate a personale specializzato, con uso di procedure di
sicurezza e DPI adeguati. I diserbi effettuati con fitofarmaci di terza classe tossicologica riguardano
esclusivamente aree cortilive dei siti consorziali e zone immediatamente circostanti i manufatti
idraulici lungo i canali.
Le condizioni locali di salubrità sono comunque mantenute soddisfacenti con i seguenti
accorgimenti:

 impianti di aspirazione generale (saldatura, macchine utensili);


 lavorazione all’esterno (verniciatura, che per lo più è effettuata a pennello);
 uso di idonei facciali filtranti per la protezione delle vie respiratorie per tutte le lavorazioni in cui
ciò sia utile.
L’aspirazione sulle macchine utensili per il ferro non è di tipo localizzato, in quanto le lavorazioni
sono di tipo occasionale e non si è mai presentata la necessità di migliorare le condizioni di
ricambio dell’aria.
Le macchine per il legno sono invece dotate di aspiratori localizzati con filtri a sacco. Le operazioni
di saldatura prevedono la presenza di aspiratori fissi a braccio e mobili/portatili in funzione.
È opportuno segnalare che la verniciatura degli elementi fuori acqua (rappresentante la maggior
parte del lavoro di verniciatura) viene effettuata esclusivamente con smalti all’acqua.
Sono usati gli idonei DPI quando previsto.
Nel corso del 2017 sono stati identificati i lavoratori addetti alle operazioni di verniciatura fra
coloro che effettuano tali interventi con maggior frequenza e utilizzando smalti epossidici per la
verniciatura di elementi immersi in acqua; sono stati inoltre individuati i lavoratori addetti alle
operazioni di saldatura, con particolare attenzione a coloro che saldano l’acciaio inox ed i
lavoratori che effettuano lavorazioni su legni duri. Il suddetto personale è stato sottoposto a
protocollo sanitario specifico a termini di legge. Gli altri lavoratori sono dispensati dall’uso di
smalti epossidici o dall’effettuazione di opere di saldatura di rilevante entità.
I risultati della Valutazione del rischio derivante da agenti cancerogeni, correlata alla saldatura su
acciaio inox ed alla lavorazione di legni duri, effettuata nel ottobre 2015 e aprile 2017, ha
evidenziato esposizioni minime dei lavoratori, ma la tipologia di sostanza prevede l’istituzione
dell’apposito Registro del personale esposto, l’invio della copia del registro a USL e INAIL e
l’attivazione da parte del Medico Competente del protocollo sanitario specifico. La suddetta
valutazione del rischio di esposizione personale ad agenti cancerogeni derivanti dalla saldatura su
acciaio inox è ripetuta con cadenza triennale. Quindi è in programma per il 2018.

Le attività di manutenzione delle tubazioni contenenti amianto è regolata dalla Comunicazioni di


servizio apposite/procedure, che prevedono in sintesi i seguenti punti:

1) La tubazione deve essere possibilmente smontata e non frantumata;


2) Il tratto di tubazione interessato deve essere preventivamente inumidito per evitare la formazione
di polvere;
3) La lavorazione deve essere effettuata in ambiente aperto o ben ventilato;
4) È obbligatorio l’uso di attrezzature per il taglio di tipo manuale o comunque tali da ridurre al
minimo la dispersione di polveri;

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5) È vietato l’uso di smerigliatori a disco senza uso contemporaneo di un getto d’acqua per
abbattere le polveri;
6) È obbligatorio l’uso di Dispositivi di Protezione Individuale, in particolare guanti e facciali
filtranti antipolvere tipo P3 (polveri fini). Le mascherine vanno smaltite come rifiuto pericoloso
contenente amianto;
7) È obbligatorio l’uso di indumenti di lavoro usa e getta (tipo Tyvec) che dovranno essere smaltite
come rifiuto pericoloso contenente amianto;
8) I rifiuti di lavorazione saranno portati al Centro di Raccolta Rifiuti consorziale di Concordia Sud
per il successivo smaltimento a termini di legge; i frammenti raccolti dovranno essere
immediatamente sigillati con apposito prodotto chimico in dotazione ed inseriti in sacchi di
plastica etichettati.

Nel 2015 è stata emessa una procedura aggiornata per le lavorazioni sulle condutture di
eternit effettuate dagli addetti agli impianti pluvirrigui che stabilisce le corrette modalità
operative.

I lavoratori addetti alle operazioni di cui sopra sono stati appositamente formati dal previsto corso
della durata di 30 ore la cui ultima sessione risale a settembre 2015.
Il preposto al controllo delle operazioni in presenza di amianto ha frequentato il previsto corso della
durata di 50 ore.

L’aggiornamento della valutazione di esposizione personale dei lavoratori a fibre di amianto


derivanti dalla riparazione di condutture in eternit è stata effettuata nel novembre 2015 ed è soggetta
ad aggiornamento triennale (2018).

IL RISCHIO RESIDUO È ACCETTABILE

8.2 Rischio chimico diretto (manipolazione)

Gli addetti del Consorzio utilizzano un numero molto limitato di preparati e


sostanze chimiche (vernici e diluenti, olio lubrificante ed idraulico, diserbanti ecc.). I
maggiori rischi sono connessi all’uso dei prodotti vernicianti e ai prodotti per il diserbo.
Per quanto riguarda i primi, lo stoccaggio viene effettuato in piccole quantità ed in
locali adeguati ed aerati ed in armadi metallici appositamente segnalati.
L’uso è limitato, ed è accompagnato dall’impiego di idonei DPI.
Per quanto concerne i diserbanti, ed altri prodotti similari, essi vengono utilizzati
solo da personale appositamente addestrato in possesso di patentino, e sempre con
impiego di adeguati DPI. Si tratta comunque di prodotti a grado di pericolosità piuttosto
basso (III Classe).

Le schede di sicurezza sono disponibili nei luoghi di stoccaggio e presso il


Servizio di Prevenzione e Protezione, e le prescrizioni in esse contenute fanno parte delle
attività di informazione e formazione degli addetti.

Le principali informazioni sono riportate nella seguente tabella (non esaustiva):

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Produttore e Descrizione Componenti Note


sigla significativi

Gliphogan – Diserbante ad azione Glifosate acido 30 %


Makhteshim Agan sistemica
Italia
Risolutiv – SCAM Erbicida liquido solubile Glifosate 41 % Classe III – Pericoloso
per inalazione,
Usato negli anni ingestione e contatto
passati con la pelle
Glyphosate 360 Erbicida Glifosate 41 % (sotto Leggermente tossico e
G/L SL (MASTIFF) forma di sale leggermente irritante
– Cheminova isopropilamminico) Non mettere a contatto
con metalli ferrosi
escluso acciaio inox.
Erbifast – Demetra Fertilizzante Soluzione di solfato Moderatamente irritante
Italia ammonico, di cui azoto per gli occhi
ammoniacale 8 %
Paulin S.p.A. Vernice nera bituminosa Nafta pesante R10 Infiammabile
per legno idrodesolforata 2/10 % R65 Nocivo: può
Nafta aromatica leggera provocare danno ai
30/40 % polmoni in caso di
Xilene 2/10 % ingestione
I vapori hanno effetto
irritante sulle vie
respiratorie superiori
Plasverol Antiruggine Ragia minerale 10/30 % R10 Infiammabile
Solventi di petrolio 1/5 % R36/37/38 Irritante per
Xilene 0/1 % inalazione, ingestione e
Ragia minerale contatto con la pelle
altobollente 1/5 %
Siccativo di piombo
0/0,05 %
Relax lucido bianco Smalto all’acqua Antischiuma per Non infiammabile. Non
– Colorificio Attiva idropitture 1/3 % pericoloso per la salute.
Orlandi Vittorio Diluente epossidico Alcool isobutilico 23/25 FACILMENTE
S.p.A. (usato per tubazioni) % INFIAMMABILE
Xilene 40/45% NOCIVO
2-etossietanolo 8/10 % R11 Facilmente
Cicloesanone 3 % infiammabile
R20/21/22 Nocivo per
inalazione, ingestione e
contatto con la pelle
R38 Irritante per la pelle
R47 Può provocare
malformazioni congenite
Epocat – Colorificio Pittura epossicatramosa Xilene 11/13 % NOCIVO
Sammarinese (usato per tubazioni) Butanolo o iso-butanolo R10 Infiammabile
3/3,5 % R20/21 Nocivo per
inalazione e contatto
con la pelle
R38 Irritante per la pelle

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Produttore e Descrizione Componenti Note


sigla significativi

Colorificio Catalizzatore per Xilene 26/28 % NOCIVO


Sammarinese prodotti epossidici 2,4,6, tri (dimetil- R10 Infiammabile
(usato per tubazioni) aminoetile) fenolo 12/14
R20/21 Nocivo per
% inalazione e contatto
con la pelle
R36/38 Irritante per gli
occhi e la pelle
Dil poliuretanico K Diluente per vernici Toluene 40/70 % FACILMENTE
– Giuseppe poliuretaniche (usato per INFIAMMABILE
Cambiaghi SpA tubazioni) NOCIVO
R11 Facilmente
infiammabile
R20 Nocivo per
inalazione
ARDEA – MG Emulsione Esteri vinilici monomeri Nessun pericolo è
Guaina Liquida impermeabilizzante <1500ppm riscontrabile nel normale
protettiva per coperture utilizzo
Scarclear Detergente liquido Sodio 5 % FACILMENTE
industriale 2-2-aminobenzidine 5 % INFIAMMABILE
Sodio etilendiamino TOSSICO
tetracetato 5 % CORROSIVO
Propargyl alcool 15 % R14/15 Reagisce
Alcool grasso etossillato violentemente con
15 % l’acqua liberando gas
estremamente
infiammabili
R20/21/22 Nocivo per
inalazione, ingestione e
contatto con la pelle
R23/24/25 Tossico per
inalazione, ingestione e
contatto con la pelle
R34 Provoca ustioni
R36/38 Irritante per gli
occhi e la pelle
P877 Uranina Colorante chimico per Benzoato didisodio Xn NOCIVO
(fluoresceina l’identificazione di R20/21/22 – nocivo per
sodica) perdite di liquidi nelle contatto con la pelle,
condutture inalazioe e ingestione
R40 – possibili effetti
irreversibili
Sigobit G – Index Sigillante Distillati di petrolio 11 % R10 Infiammabile
gommobituminoso usato Temp. di infiammabilità
per manutenzioni di = 40° C
canaline

Si segnala per completezza che la presenza di olio contenente PCB in due


trasformatori nella stazione di Sabbioncello è stata eliminata tramite smaltimento a termini
di legge.

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MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Con Comunicazione di Servizio apposita, è stato ufficializzato l’uso esclusivo di smalti all’acqua
per tutti gli elementi non destinati all’immersione in acqua.

Solamente per verniciare elementi destinati al contatto prolungato con l’acqua è autorizzato l’uso di
vernici a base solvente organica.

L’informazione agli utilizzatori sui rischi presenti è stata formalizzata con Ordini di Servizio
specifici.

Uso di D.P.I. per la manipolazione, in particolare tuta, guanti impermeabili, occhiali antispruzzo,
maschera a facciale intero con filtro A2.

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI

Per quanto riguarda ogni dettaglio relativo ai rischi derivanti dall’uso di prodotti e
sostanze chimiche sui luoghi di lavoro si rimanda alla apposita valutazione
effettuata ai sensi del D.Lgs. 25/2002 - eseguita dalla REMARK e facente parte del
presente Documento come allegato. Nel 2018 è in programma l’effettuazione di un
aggiornamento della valutazione del rischio chimico.
IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

9. RISCHIO DI INCENDIO OD ESPLOSIONE

Ai sensi di quanto disposto dal D.M. 10.03.1998 sono stati classificati a MEDIO
RISCHIO di incendio i seguenti luoghi di lavoro:

1) sede di Modena
2) sede di Bondeno
3) sede di Mirandola
4) sede di San Giovanni in Persiceto
5) impianto Pilastresi
6) impianto Sabbioncello
7) impianto Santa Bianca
8) impianto Concordia Sud

Tutti gli altri impianti ricadono nella classificazione a BASSO RISCHIO.

Indipendentemente da tale classificazione, diverse strutture ricadono nelle attività


soggette a controllo periodico dei Vigili del Fuoco per diverse motivazioni.
In primo luogo ricordiamo il vasto serbatoio carburanti di Pilastresi, che serve per
alimentare le uniche pompe azionate con motori Diesel rimaste al Consorzio (vengono
gradualmente sostituite con quelle elettriche). Tale deposito è soggetto al D.M. 31.7.34 e
successive modificazioni e integrazioni.

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I Gruppi Elettrogeni dell’impianto di S. Bianca, alimentati a gasolio, e i serbatoi


relativi, sono regolati dalla circolare n. 31 del 31.8.78, MI.SA (78) 11. A causa dello
spostamento dei serbatoi è stato modificato ed aggiornato il relativo CPI.
Nella sede di San Giovanni in Persiceto è situato un deposito carburanti per il
quale è stato richiesto e ottenuto il C.P.I.
Le varie cisterne amovibili di gasolio agricolo per i trattori, anche se superiori a 0.5
m , sparse nei diversi centri di manutenzione non rientrano nelle categorie soggette a
3

controllo VV.F. Anche per questi recipienti minori sono state comunque adottate misure di
installazione, utilizzo e controllo/manutenzione adeguate ai criteri di sicurezza necessari
per evitare rischi di incendio e sversamento.
Le officine di manutenzione effettuano saldatura in modo abbastanza frequente,
anche se non continuo. Non sono presenti tuttavia che poche bombole di O 2 e acetilene
opportunamente sistemate e localizzate.
Nella piccola falegnameria di Bondeno non sono presenti che piccole quantità di
legno, inferiori di gran lunga al limite stabilito di 5 ton, che viene lavorato principalmente
per la riparazione e la manutenzione di infissi o materiale vario in uso nei diversi impianti.
I magazzini di Bondeno contengono materiale vario di cui la parte combustibile è
in quantità non rilevante e comunque tale da produrre un carico di incendio inferiore alla
classe delle strutture che lo separano dai locali contigui ad uso uffici ed abitazione.
Nell’Officina di San Giovanni In Persiceto sono presenti piccoli quantitativi di
materiali infiammabili come diluenti e similari, che sono però adeguatamente stoccati in
armadi chiusi, riparati da eventuali fonti di innesco quali potrebbero essere costituite dalla
saldatura.
Gli archivi della sede centrale, a Modena, si sono trasferiti nei locali predisposti al
piano terra ed al piano ammezzato dotati di impianti antincendio e rilevazione fumi e,
poiché è anche stato riorganizzato il materiale cartaceo archiviato con l’aggiunta di nuova
documentazione, è stato richiesto e rilasciato, per questa nuova situazione, il Certificato
Prevenzione Incendi dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Modena, divenuto
necessario in quanto il quantitativo di carta archiviato nella nuova sistemazione, supera le
5 ton per vano.
Gli archivi non sono aperti al pubblico, anche se sono tutelati come bene storico.
I locali sono stati progettati secondo le norme antincendio vigenti e sono dotati dei
necessari dispositivi di compartimentazione REI dei locali e di spegnimento incendi.
Nel 2011 è stato implementato l’impianto di allarme evacuazione emergenza-
antincendio della Sede di Modena con un dispositivo che migliora il segnale
aumentandone l’udibilità da tutti i locali del palazzo.

L’impianto elettrico è adeguato alla normativa vigente e certificato in tutti i locali


della sede centrale.
Gli uffici della sede centrale in Modena sono posti su quattro piani: terra,
ammezzato, primo e secondo a cui si accede da un’ampia scalinata.
Si sta procedendo, compatibilmente con le caratteristiche architettoniche del
palazzo, alla dotazione di apertura verso il senso di esodo di tutte le porte che danno sulle
principali uscite.
È in fase di valutazione da parte dell’Amministrazione consorziale la proposta di
sostituzione degli azionamenti per la movimentazione delle uscite poste al piano terra
della Sede di Modena con nuovi azionamenti in grado di rendere conformi e certificati
secondo la vigente normativa (direttiva macchine) i relativi insiemi.

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A) Piano Terra : è ubicato l’archivio storico del Consorzio suddiviso in due unità
composte da più vani dotate di servizio igienico ed arredate con armadi
metallici.
B) Piano ammezzato costituito da: ingresso, Ufficio Catasto, sala comitato, sale
per incontri formativi e rappresentanza; fatta eccezione per il Catasto, in cui
lavorano 8 impiegati e che è aperto al pubblico, gli altri sono locali poco
frequentati per lo più in occasione delle sedute di comitato e consiglio
amministrativo. Nell’ala nord sono stati ultimati i lavori di adeguamento di tre
ampi locali che ospitano la seconda sezione dell’archivio che è arredata con
scaffalature metalliche.
C) Piano primo, a cui si accede con ampia scalinata, è sede di diversi uffici dove
lavorano una ventina di persone; tutti i locali sono sufficientemente ampi e
spaziosi e ricevono luce direttamente dall’esterno; le vie di circolazione interna
che conducono all’uscita sono sgombre da ostacoli e facilmente percorribili; i
pavimenti non presentano asperità o scabrosità che possano costituire motivo
di inciampo e non sono sdrucciolevoli. Le porte sono facilmente apribili e in via
di adeguamento alle norme, relativamente a quelle comunicanti col vano scala.
Vi sono infine servizi igienici sufficienti come numero e standard di fruibilità.
D) Piano secondo, accessibile con la medesima scala del piano primo, è
anch’esso sede di uffici similmente sistemati e con le medesime caratteristiche
in quanto a spostamenti od eventuale evacuazione. Non è stato possibile
realizzare uscite di emergenza di dimensioni ottimali a causa
dell’attraversamento di strutture portanti. Il passaggio si restringe fino a una
larghezza di 90 cm.

È poi presente un piano superiore (sottotetto) utilizzato marginalmente come


deposito, a cui si accede saltuariamente, e non dotato di caratteristiche idonee per altra
destinazione.

Nel corso del 2014/2017 sono state migliorate le vie di evacuazione, grazie alla
ristrutturazione della scala di uscita di emergenza lato sud e alla dotazione delle uscite
principali di aperture antipanico.

Dal 2012, ai sensi del D.P.R. 01/08/2011 n. 151 sono state aggiornate tutte le
pratiche antincendio depositate presso i comandi provinciali Vigili del Fuoco
competenti per le zone convertendo le sigle delle attività e comunicando nel
contempo il cambio di ragione sociale del Consorzio conseguente alla L.R. del
2009.

La situazione delle pratiche di Prevenzione Incendi è riassunta nella seguente


tabella :

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Sede Attività Situazione Data


Concordia Sud Deposito GPL (1 mc) Attestazione di 14/05/16
Deposito GPL (3 mc) Rinnovo Periodico scadenza
Deposito gasolio e impianto di di Conformità 13/05/21
distribuzione (24 mc) Antincendio
Santa Bianca Fabbricato Gruppo Elettrogeno con Attestazione di 30/07/14
annesso deposito carburanti Rinnovo Periodico scadenza
di Conformità 30/07/19
Antincendio
Sede di Impianto per la distribuzione di calore Attestazione di 19/06/17
Modena con combustibile gassoso ed archivi Rinnovo Periodico scadenza
cartacei di Conformità 20/06/22
Antincendio
Dogaro Deposito olio minerale 12,5 mc C.P.I. 06/09/17
rinnovato scadenza
08/09/22
Imp. Pilastresi Deposito oli minerali C.P.I. 27/09/13
rilasciato scadenza
29/06/18

Imp. Cipollette Fabbricato per Gruppo Elettrogeno C.P.I. 09/11/15


rinnovato scadenza
08/11/20
Officina Impianto termico (generatore aria calda C.P.I. 08/04/16
Bondeno da 144 kW rinnovato scadenza
08/04/21
Sede di San Impianto per la distribuzione di calore Attestazione di 30/03/17
Giovanni in con combustibile gassoso ed archivi Rinnovo Periodico scadenza
Persiceto cartacei di Conformità 29/03/22
Antincendio
Impianto Deposito GPL per riscaldamento Presentata 19/05/16
Idrovoro abitazione – il Geom. Grossi abita la Segnalazione Scadenza
Bondeno casa dal maggio 2016 Certificata di Inizio 19/05/21
Attività
Chiavica Deposito GPL per riscaldamento Attestazione di 20/09/13
Foscaglia abitazione Rinnovo Periodico Scadenza
di Conformità 19/09/18
Antincendio

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Le misure preventive, di protezione passiva e attiva sono presenti in maniera conforme alle
normative antincendio e alle norme tecniche vigenti in materia di impianti elettrici e termici.

È presente il Piano di Emergenza ed Evacuazione in caso di incendio ai sensi D.M. 10.03.98. Tale
piano, strutturato in una procedura generale e in 8 istruzioni specifiche per i vari luoghi di lavoro
presidiati ed una procedura per tutti i siti minori non presidiati, prevede non solo le modalità di
azione in caso di incendio, ma anche le attività di vigilanza e controllo da attuarsi.
Sono stati identificati e formati gli addetti al Servizio Antincendio.
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La dotazione antincendio è presente in maniera adeguata in tutti i luoghi di lavoro (estintori in


particolare).

PER ULTERIORI INFORMAZIONI SI RIMANDA AI PIANI DI EMERGENZA

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI


E’ in programma un aggiornamento di tutti i piani di emergenza che si attuerà fra
il 2017ed il 2018 e che consentirà di revisionare tutte le procedure in base alle
situazioni attuali dei siti consorziali.
IIL
LRRIISSC
CHHIIO
ORRE
ESSIID
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ACCC
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ABBIIL
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10. IMPIANTISTICA

10.1 Impianto elettrico - rischi legati all’impiego dell’elettricità

Gli addetti agli impianti, e in particolare i responsabili specifici, sono addestrati ad


operare in ambienti “a rischio”, quali cabine elettriche, sottostazioni ecc. (formazione PES
e PEI) La conformità di questi impianti alle normative e regole tecniche è totale.
I motori elettrici che azionano le pompe idrovore sono, negli impianti principali,
alimentati a tensioni da 500 a 2600 Volt.
La manutenzione attenta dei locali di trasformazione, dei quadri, delle pompe, la
segnalazione puntuale dei cavi interrati e della presenza di alta tensione, rendono molto
bassa la probabilità di incidente, così come quella di guasto agli impianti.
In generale tutti gli impianti di illuminazione e forza motrice sono perfettamente
rispondenti alle normative di buona tecnica e certificati.
La situazione è stata verificata positivamente per quanto concerne messe a terra
e relative denunce, scariche atmosferiche dove presente la necessità.
Le lampade portatili sono alimentate a 24 V.
Nella seguente tabella (non esaustiva) sono catalogate le Dichiarazioni di
Conformità alla normativa vigente (dove di pertinenza)

Sede Intervento Ditta Progettista Data


Officina, Impianto elettrico BARICORDI P.I. GHETTI 30/05/97
Falegnameria SERGIO
e locali vari di FERRARA
Bondeno
Imp. Pilastresi Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
abitazione ******************
Imp. Pilastresi Automazione cancello AUTOMATIC 31/10/01
SYSTEM ******************
Sede Bondeno Automazione cancelli SPAZIO LUCE 2 28/08/98
******************
Sede Bondeno Impianti elettrici uffici e Nuova Elettrikpol 02/04/96
abitazione ******************
Imp. Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
Dogaro abitazione ******************
Imp. Impianto M.T. e B.T. O.B.M. ICOTET 28/03/96
Camurana

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Chiavica Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96


Vallazza abitazione ******************
Chiavica Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
Fossa Mozza abitazione ******************
Chiavica Automazione cancelli F.B.A. 27/05/97
Secchia automazioni ******************
Chiavica Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
Secchia abitazione ******************
Imp. Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
Cipollette abitazione ******************
Imp. Automazione cancelli SICA 03/04/97
Cipollette ******************
Imp. Impianto M.T. e B.T. CEIR 07/08/97
Montalbano ******************
Imp. Automazione cancelli e Frigeri Giorgio 15/09/98
Sabbioncello imp. citofonico ******************
Imp. Manutenzione Meregalli P.I. Tilli Giorgio 10/06/99
Sabbioncello straordinaria quadri
comando impianto
Imp. Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 03/04/97
Sabbioncello abitazione ******************
Imp. Santa Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
Bianca abitazione ******************
Imp. Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
Concordia Sud abitazione ******************
Imp. Automazione cancello S.I.C.A. 03/04/97
Concordia Sud ingresso ******************
Sede Modena Automazione cancelli e FAMA 12/04/96
imp. citofonico ******************
Sede Modena Automazione portone di FAMA 15/02/99
ingresso ******************
Sede Modena Installazione fari illumina- Sala Ernesto 10/02/99
zione cortile interno ******************
Sede Modena Manutenzione IMPIANTI p.i.Ghetti 19/03/96
straordinaria impianto ELETTRICI Giorgio
B.T. S.n.c.
Sede Modena Ampliamento impianto Sala Ernesto e 13/10/94
elettrico B.T. C. ******************
Sede Modena Manutenzione IMPIANTI 13/03/96
straordinaria impianto ELETTRICI ******************
illuminazione scala. S.n.c.
Sede Modena Impianto al servizio gruppi IMPIANTI 28/11/97
di continuità ELETTRICI ******************
S.n.c.
Sede Modena Impianto elettrico di CI Erre impianti 20/06/01
illuminazione nuovi locali S.r.l. ******************
mostra al piano rialzato

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Sede Modena Impianto di C.S.R. Impianti 02/09/02


climatizzazione nuova ******************
sala comitato
Sede di Impianto elettrico e di F.lli LUGLI P.I. Orlandi Anno
Modena messa a terra generali Antonio 2014
Magazzino Impianto elettrico ELETTRO-IN P.Ind. Sergio 22/07/99
Nonantola generale magazzino Sighinolfi
Sede Impianto elettrico Nuova Elettrikpol 02/04/96
Mirandola abitazione ******************
Sede Adeguamento impianto Nuova Elettrikpol Roberto Bisi 30/04/96
Mirandola elettrico palazzina uffici
Le certificazioni di conformità relative a tutti gli impianti elettrici delle strutture ed
impianti idrovori consortili si trovano presso la Sede di Bondeno - Settore Tecnologico.

Nella seguente tabella (non esaustiva) sono invece riportate le pratiche di


omologazione e controllo periodico di impianti di messa a terra e protezione delle scariche
atmosferiche la cui documentazione è conservata presso la sede di Modena, ufficio
RSPP.

Sede Impianto Potenza installata Pratica Data


Magazzino Nonantola Terra 6 kW Denuncia prima 12.9.97
installazione
Uffici Mirandola Terra 6 kW Denuncia prima 12.9.97
installazione
Sede di Modena Terra 52 kW Denuncia prima Anno
installazione 2014

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Come era richiesto dall’art.267 del DPR 547/55, gli impianti elettrici, in tutte le loro parti
costitutive, sono costruiti, installati e mantenuti in modo da prevenire i pericoli derivanti da contatti
accidentali con gli elementi in tensione ed i rischi di incendio e di scoppio che si verificano nel loro
esercizio.
Come dall’art. 269, le macchine e gli apparecchi elettrici riportano l’indicazione della tensione,
dell’intensità e del tipo di corrente e delle altre eventuali caratteristiche costruttive necessarie
all’uso.
Dal punto di vista della sicurezza l’intervento alla fonte, cioè la progettazione e l’installazione degli
impianti, è stata eseguita da tecnici ed installatori qualificati che devono e dovranno sempre
rilasciare la dichiarazione di conformità e certificazioni.
Tutti gli ampliamenti, le modifiche e le manutenzioni straordinarie sono effettuate, da imprese
esterne abilitate ai sensi della vigente normativa. Il Settore Tecnologico verifica i requisiti delle ditte
incaricate e controlla i lavori.
Nel caso di dubbi sullo stato di conservazione e di isolamento dei componenti elettrici, il S-PP ha il
compito di far effettuare una verifica agli elettricisti tramite il Settore Tecnologico.
Vengono inoltre osservate le norme tecniche e di sicurezza relative ai seguenti aspetti e problemi:

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 quadri elettrici (chiusura sportello, protezione a interblocco, segnaletica, indicazione dei circuiti
comandati, protezione contro gli urti);
 protezione contro i contatti diretti (grado di protezione adeguato);
 protezione contro i contatti indiretti (idoneo impianto di messa a terra, interruttore differenziale);
 derivazioni a spina (rispetto norme CEI, adeguato grado di protezione, interblocco);
 protezione delle linee (rispetto norme CEI);
 cabine elettriche:
Le numerose cabine elettriche di trasformazione a 15.000 Volt in entrata e varie tensioni in
uscita sono conformi alle norme di legge. La porta di accesso è chiusa a chiave, e la chiave è
custodita dal responsabile del sito.
Sulle porte sono applicati i cartelli di pericolo e di divieto d’accesso al personale non
addetto.
I trasformatori hanno protezioni laterali e frontali alte almeno 2 metri da terra, con maglie di
larghezza non superiore ai 12 mm.
I conduttori e gli elementi nudi sono protetti con materiale rigido, isolante e non igroscopico,
le protezioni sono fisse o amovibili, a distanza minima dalle parti in tensione di 70 cm più cm 0,7
per ogni 1000 volt.
Sono presenti in cabina:
- schema elettrico dell’impianto di trasformazione.
- cartello indicante i soccorsi da portare ai colpiti da folgorazione.
- una pedana isolante ed un fioretto certificato.
 sottocentrali di trasformazione:
Le sottocentrali di Pilastresi e Sabbioncello sono parimenti conformi alle disposizioni
legislative e tecniche, ed il loro funzionamento è curato in maniera dettagliata, con verifiche
periodiche delle correnti di terra ecc.
Il personale del Consorzio accede solo per manutenzione ordinaria.
 procedure per lavori in cabina elettrica:
L’ingresso alla cabina elettrica è consentito esclusivamente agli addetti ai lavori accompagnati
da un collega.
Prima dell’accesso è obbligatorio:
a) indossare i dispositivi di protezione personale quali, per esempio:
- guanti isolanti
- calzature con suola dielettrica
b) utilizzare le attrezzature di sicurezza (es. pedane o tappeti dielettrici, fioretti di manovra,
fioretti di isolamento o di messa a terra), utensili, apparecchi elettrici portatili, cavi, spine a norma,
non manomessi o deteriorati; se necessario dotarsi di sgabelli e scale isolanti;
c) eseguire le operazioni che permettono di lavorare in sicurezza.

Si riporta di seguito la procedura seguita per la manutenzione dei trasformatori.

1) Assicurarsi che le utenze siano disinserite


2) aprire il sezionatore sul secondario del trasformatore
3) aprire il sezionatore sul primario del trasformatore
4) inserire la messa a terra
5) predisporre cartelli di segnalazione “LAVORI IN CORSO”
6) rimettere in funzione i dispositivi di sicurezza rimossi per l’operazione di manutenzione
7) procedura di inserzione
8) disinserire la messa a terra

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9) chiudere il sezionatore sul primario del trasformatore


10) chiudere il sezionatore sul secondario del trasformatore
11) rimuovere i cartelli di segnalazione

 utensili elettrici portatili:


hanno l’isolamento supplementare di sicurezza.
La presenza del doppio isolamento esclude il collegamento all’impianto di terra.
I conduttori elettrici flessibili impiegati per l’alimentazione di apparecchi portatili o mobili
hanno un idoneo rivestimento isolante atto a resistere all’usura meccanica (art. 283 DPR 547/55) e
sono protetti contro il danneggiamento meccanico (art. 282 DPR 547/55).
Le luci portatili sono alimentate a 24 V (trasformatori di sicurezza).
Nel corso del 2016, in conformità alla norma CEI 11-27 il personale destinato alla
manutenzione degli impianti elettrici (PES e PEI) ha effettuato il corso di aggiornamento o di
formazione base, come si evince dal pacchetto corsi formativi 2016.
Dal 2016 è stato attivato il controllo periodico codificato per l’impianto elettrico della
Sede di Modena mediante schede di verifiche specifiche sulle varie parti (quadri, interruttori e
luci di emergenza)
IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

10.2 Apparecchi a pressione e impianto termo -idraulico

Sono presenti alcuni apparecchi a pressione soggetti a verifica periodica, in


particolare nell’impianto di Bozzala Nuova per mettere in pressione permanentemente
l’acqua nelle condotte pluvirrigue.

Vi sono poi i vari compressori mobili nelle officine, dotati dei regolari libretti di
matricola.
La situazione degli impianti di riscaldamento è conforme alle vigenti normative, e
pertanto non si ravvisano significativi elementi di rischio nell’attuale situazione per i
lavoratori.
Nella seguente tabella (non esaustiva) sono indicate le Dichiarazioni di Conformità
alla L. 46/90 e successiva (dove di pertinenza) relative sia ad impianti termici che ad altre
tipologie simili.

Sede Intervento Ditta Progettista Data


Imp. Pilastresi Impianto di riscaldamento Calori Loris 03/06/96
abitazione ****************
Sede Sostituzione caldaia e Lombardi Ing. Ronchetti 30/09/99
Modena ristrutturazione centrale t.
Sede Modena Sostituzione caldaia a gas CI Erre impianti 20/05/01
abitazione S.r.l. ****************
Sede Rifacimento tubazione gas Lombardi 04/03/99
Modena centrale termica ****************
Imp. Impianto riscaldamento e Calori Loris 27/12/96
Ubertosa conduzione gas abitaz. ****************

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Imp. Impianto riscaldamento Calori Loris 03/06/96


Dogaro abitazione ****************
Chiavica Impianto riscaldamento Calori Loris 03/06/96
Vallazza abitazione ****************
Chiavica Impianto riscaldamento Calori Loris 03/06/96
Fossa Mozza abitazione ****************
Chiavica Impianto riscaldamento Calori Loris 03/06/96
Secchia abitazione ****************
Imp. Impianto riscaldamento Calori Loris 03/06/96
Cipollette abitazione ****************
Imp. Impianti di riscaldamento e Calori Loris 03/06/96
Sabbioncello conduzione gas ****************
Imp.Santa Impianto di riscaldamento Calori Loris 03/06/96
Bianca abitazione ****************
Imp. Impianto riscaldamento Calori Loris 21/03/97
Concordia Sud officina ****************
Imp. Impianto di riscaldamento Calori Loris 03/06/96
Concordia Sud abitazione ****************
Sede Impianto riscaldamento Calori Loris 03/06/96
Mirandola abitazione ****************
Magazzino Impianto riscaldamento DUE G 31/12/98
Nonantola magazzino e uffici ****************
Sede Bondeno Impianti riscaldamento Calori Loris 03/06/96
uffici e abitazione ****************
Officina Sostituzione generatore ad Termoidraulica Ing. Umberto 25/10/04
Bondeno aria calda Calori Loris Lodi

Le pratiche non incluse nella precedente tabella si trovano presso la Sede di


Bondeno e presso la Sede di San Giovanni in Persiceto.

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Non sono necessarie ulteriori misure. IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

10.3 Impianti di sollevamento

Sono presenti alcuni carroponti negli impianti principali, soggetti a verifiche


periodiche e manutenzione ordinaria.

Nel 2009 si è proceduto a iniziare il censimento di tutti gli impianti si sollevamento


di tipo elettrico, idraulico o manuale di qualsiasi portata per potere selezionare quelli che
devono essere soggetti a verifiche trimestrali effettuate da ditta specializzata nel settore.
Dal 2009 si è affidato l’incarico di effettuazione delle verifiche trimestrali sui
carroponti dell’Impianto del Sabbioncello, dell’impianto delle Pilastresi e dell’Officina di
Bondeno alla Ditta ASCOM di Formigine specializzata nella costruzione e manutenzione
delle attrezzature di sollevamento.
Da segnalare una presenza quasi costante, negli impianti idrovori, di paranchi
azionati a mano, dotati di segnalazione della portata e non soggetti a verifiche (comunque

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tenuti in buono stato di manutenzione). È programmata comunque una verifica per


effettuare un piano di controlli periodici interni.
Sono infine presenti alcuni impianti di presa “mobili”, ossia con le pompe montate
su un carro su rotaie, azionato da un verricello. Tali impianti, non soggetti ad obblighi di
verifica, vengono azionati solo due volte l’anno, per posizionare l’impianto in alveo e
riportarlo sugli argini a fine estate. È programmata comunque una verifica per effettuare
un piano di controlli periodici interni.

Nella Zona destra Panaro sono in servizio due carroponti in manutenzione pure
dalla ditta ASCOM.
All’atto della messa in servizio di nuove attrezzature, come pure nel caso di
cambiamenti nel personale adibito al loro uso, vengono effettuate dimostrazioni e attività
di addestramento, come è documentato dalle comunicazioni interne facenti parte
dell’archivio del S.P.P.
Nella seguente tabella sono riassunte le situazioni rispetto alle omologazioni e
verifiche degli organi di controllo.
Sede Tipo e portata Pratica Controlli Data
trimestrali
Imp. Carroponte FRANCO ASCOM Entro
Pilastresi TOSI 8000 Kg 31/12/17
Imp. Carroponte OMIS 8000 ASCOM Entro
Piastresi GE Kg 31/12/17
Imp. Carroponte OMIS 6300 ASCOM Entro
Pilastresi GE Kg 31/12/17
Imp. Carroponte FRANCO ASCOM Entro
Pilastresi TOSI 10000 Kg 31/12/17
Imp. Pilastresi Carroponte OMIS 6300 ASCOM Entro
controchiavica Kg. 31/12/17
Imp. Carroponte BADONI ASCOM Entro
Sabbioncello 11000 Kg 31/12/17
Sede di Argano magazzino ASCOM Entro
Bondeno 31/12/17
Officina di Carroponte zona tornitura ASCOM Entro
Bondeno 31/12/17
Impianto di Gru a Bandiera a ASCOM Entro
Concordia Sud Mensola Kg. 500 31/12/17
Impianto irriguo Carroponte GUTTER ASCOM Entro
di Cento 10000 kg. 31/12/17
Impianto Carroponte ASCOM Entro
idrovoro di EMMEGIESSE 4000 kg 31/12/17
BondenoPalata
Officina Carro ponte ASCOM ASCOM Entro
Bondeno 3000 kg 31/12/17

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

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E’ in programma per il 2018 un corso di aggiornamento per gli utenti dei carroponti.

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI


IL RISCHIO RESIDUO È ACCETTABILE

11. ATTREZZATURE E RISCHIO INFORTUNISTICO

11.1 Descrizione delle attrezzature presenti

Le attrezzature presenti sono classificabili nei seguenti grandi gruppi:

 Impianti di pompaggio;
 Attrezzature da ufficio;
 Macchine utensili da officina meccanica (mole e trapani a colonna in diverse
sedi, 2 torni, due fresatrice, alcune troncatrici a disco e a nastro, due seghe
alternative, cesoia, piegatrice, pressa. Le macchine presenti in un unico
esemplare si trovano solo nell’officina di Bondeno);
 Macchine da legno presenti solo a Bondeno (una sega a nastro e una
pialla/toupie e alcune combinate);
 Altre attrezzature da officina (compressori, saldatrici, smerigliatrici a disco ecc.);
 Attrezzature da cantiere (betoniere, di cui una a scoppio, motosaldatrici, gruppi
elettrogeni, martelli elettrici e pneumatici, trapani);
 Attrezzature per il taglio del verde (decespugliatori, motoseghe, tagliasiepi,
motofalciatrici - anche semoventi e montate su barca);
 Macchine operatrici, e in particolare:
 terne gommate;
 trattori dalla potenza variabile fra 50 e 120 kW, dotati normalmente di
rototrituratore;
 escavatori gommati e cingolati, con potenza variabile fra 50 e 120 kW,
dotati di varie tipologie di benne, di benne falcianti, di rototrituratori;
 un dumper gommato con pompa per acqua;
 motobarca;
 Autovetture, autocarri, autocarro con gru, motocarri, scooter.
Le macchine utensili in generale vengono usate da personale esperto per lavori di
manutenzione varia, attrezzeria, piccoli lavori di carpenteria (quindi per uso interno al
Consorzio). Lo stato di manutenzione delle macchine è buono, ed i rischi specifici
riscontrati sono i tipici rischi residui del settore meccanico o di quello lavorazione legno.

Tali rischi non sono ulteriormente riducibili, tenuto conto del fatto che per il tipo di
lavoro specifico non è possibile utilizzare attrezzature automatiche.

Le macchine operatrici sono di tipologia recente. È infatti stato attuato un tasso di


ricambio piuttosto elevato negli ultimi anni, in modo da migliorare i livelli di comfort e
sicurezza per gli utilizzatori.

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Il tempo medio di utilizzo delle macchine da produzione si aggira sulle 750 - 1000
ore all’anno per i trattori e oltre le 1000 ore all’anno per gli escavatori.
È importante osservare che ogni macchina viene usata spesso dallo stesso
operatore, il quale a sua volta è addetto a non più di due macchine diverse (salvo casi
eccezionali).
Le macchine operatrici sono conformi alle norme e criteri tecnici di sicurezza
(cabine, protezione organi di trasmissione, segnaletica ecc.) tuttavia sono frequenti i casi
di applicazione ad esse di attrezzature per lavorazioni sui canali (barre falcianti,
rototrituratori con o senza bracci, ecc.) che pur essendo di per se certificati CE (come pure
le macchine operatrici a cui sono abbinati) costituiscono insieme alle macchine principali
nuove macchine ai sensi del D.Lgs.17/2010. È in programma per il 2018 una analisi di
tutte le macchina operatrici aventi installate attrezzature di lavorazione per verificare le
certificazioni presenti ed avviare un piano per ottenere le necessarie certificazioni
d’insieme.
Il grado di comfort e di ergonomicità per gli operatori è ovviamente molto
superiore nel caso di utilizzo di veicoli moderni (insonorizzazione, climatizzazione,
protezione da vibrazioni).
Nel 2017 ogni operatore ha frequentato il corso base o di aggiornamento
previsto dall’accordo Stato-Regioni.

11.2 Rischi dovuti all’uso di attrezzature

Il rischio potenziale è presente su ogni macchina, come risulta evidente dalla


definizione stessa di macchina ai sensi del “Regolamento Macchine” (ex -D.P.R. 459/96):
“insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro, ... connessi
solidamente per un’applicazione ben determinata, segnatamente per la trasformazione, il
trattamento, lo spostamento e il condizionamento di un materiale.”
Esistono dunque in ogni macchina elementi mobili, quasi sempre pericolosi. Tali
elementi possono essere scomposti in:
 organi motore (per la trasformazione di energia chimica o elettrica in energia
cinetica)
 organi di trasmissione (dell’energia cinetica agli organi di lavoro)
 organi utensili
 materiale lavorato (che subisce una trasformazione i cui effetti secondari
possono essere pericolosi).

Ridurre il rischio di una macchina significa in definitiva eliminare l’ampiezza e la


probabilità delle interazioni non controllate fra macchina e operatore.

È comunque noto che l’entità del danno è su quasi ogni macchina inversamente
proporzionale alla sua probabilità; vale a dire che molto spesso l’eventualità di infortuni
gravi viene eliminata o ridotta fino a livelli estremamente bassi con l’ausilio di tecniche
preventive e accorgimenti relativamente semplici.

Contemporaneamente, in particolare con attrezzature a ciclo manuale, usate


spesso per lavorazioni ausiliarie e comunque indispensabili, resta difficoltosa
l’eliminazione del rischio di infortuni leggeri e molto leggeri, anche in macchine di moderna
concezione e conformi alle più avanzate norme tecniche.

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Fatta questa premessa, è stata condotta un’analisi specifica sulle modalità di


incidente e sulla possibilità di intervento uomo - macchina (vedi schede C nella parte 4).

In particolare sono state considerate le seguenti classi di attrezzature:

1) Macchine Operatrici
2) Impianti di pompaggio
3) Torni
4) Trapani a colonna
5) Seghetto alternativo
6) Sega a nastro per legno
7) Frese varie per legno
8) Macchina combinata per legno
9) Attrezzature portatili per il verde
10) Altre attrezzature portatili
11) Mola a colonna
12) Piegatrice
13) Cesoia
Centraline oleodinamiche portatili per la movimentazione delle
paratoie
14) Saldatrici

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE


In generale si può dire che per la macchina più tipica e frequentemente usata, ovvero la pompa
idrovora, la segregazione degli organi ha raggiunto l’obiettivo di eliminare ogni rischio, salvo quelli
residui legati alla manutenzione (in particolare le attività di riparazione e sostituzione più radicali
che si verificano molto raramente).
Per altre macchine utensili, la combinazione di ripari fissi, ripari mobili interbloccati, procedure di
utilizzo, arresti di emergenza ecc. garantisce di raggiungere un livello di rischio sufficientemente
basso.
Ulteriori misure non sono attuabili stante il tipo di lavorazione eseguita.

Alcune macchine (fresatrici ecc.) non possono essere dotate di protezioni totali per motivi operativi,
legati all’uso per aggiustaggio piuttosto che per produzione.

Arresti di emergenza, dispositivi di blocco e interblocco sono stati introdotti sulle macchine vecchie
e richiesti espressamente in sede di acquisto di macchine nuove.
Gli utensili portatili sono dotati di caratteristiche di sicurezza, anche dal punto di vista ergonomico,
soddisfacenti.

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Tutte le attrezzature sono utilizzate da personale adeguatamente formato ed addestrato.

Dove del caso sono presenti segnalazioni sui rischi che possono derivare da comportamenti errati
(attenzione alle mani - non rimuovere dispositivi di protezione).
Nel 2016 è stata effettuata la schedatura delle macchine utensili e di tutte le attrezzature
presenti in Consorzio, in particolare nelle officine e negli impianti al fine di formalizzare
l’istruzione sul loro uso in sicurezza e permettere l’uso delle attrezzature esclusivamente al
personale formato, con relativo documento di valutazione per le principali officine e per la
falegnameria di Bondeno. Nel 2017 è sono state consegnate le procedure sull’uso in sicurezza
delle macchine utensili e delle attrezzature di lavoro di cui sopra in occasione di incontri
formativi e dimostrativi forniti a tutti i lavoratori coinvolti nell’uso delle macchine utensili e
delle attrezzature.

Si riassume la situazione nella seguente tabella (non esaustiva):


FAMIGLIE DI MISURE PREVENTIVE RISCHIO RIDOTTO /
ATTREZZATURE ADOTTATE ELIMINATO
E MACCHINE
Torni ARRESTO DI EMERGENZA Qualsiasi interazione anomala uomo
Sega a nastro facilmente accessibile dall’operatore - macchina o macchina - materiale,
Molatrici in grado di bloccare la macchina nel come impigliamento dell’operatore,
Piegatrice tempo più breve possibile e dotato funzionamento pericoloso ecc.
Trapani a colonna di riarmo manuale
Tutte le macchine utensili in PROTEZIONI FISSE degli organi Proiezione di schegge
generale, fra cui torni, cesoia, di lavoro e trasmissione, dotate di Contatto con organi in moto
sega a nastro, macchina microinterruttore o fissate in modo Cesoiamento, impigliamento e altre
combinata per il legno, trapani a da richiedere un intervento interazioni uomo - macchina
colonna ecc. volontario e complesso per la loro Immissione di rumore o agenti
In alcuni casi la protezione è rimozione chimici
adattabile al pezzo da lavorare. Schermi di protezione per eventuali
In alcuni casi la protezione proiezioni di pezzi
riguarda principalmente o
esclusivamente gli organi di
trasmissione
Tutte COMANDI CHIARI E UNIVOCI Avviamento accidentale
tali da eliminare problemi Movimenti e posture scorretti
ergonomici, azionamenti involontari
o difficoltosi
Pressa piegatrice COMANDI SPECIALI Contatto con organi in moto
ad azione mantenuta, a due mani, in Cesoiamento, impigliamento e altre
posizione vincolata a distanza di interazioni uomo - macchina
sicurezza
BARRIERE IMMATERIALI Contatto con organi in moto
Fotocellule. Cesoiamento, impigliamento e altre
interazioni uomo - macchina
Esposizione ad agenti nocivi

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FAMIGLIE DI MISURE PREVENTIVE RISCHIO RIDOTTO /


ATTREZZATURE ADOTTATE ELIMINATO
E MACCHINE
Macchine per legno IMPIANTI DI ASPIRAZIONE E Esposizione ad agenti cancerogeni
INSONORIZZAZIONE Esposizione a rumore
La segnaletica è presente in tutti INFORMAZIONE SUI RISCHI Comportamenti non corretti
i reparti. PRESENTI Mancato uso di DPI
L’informazione è stata effettuata anche mediante segnaletica di
mediante azioni formali e sicurezza
documentate
La formazione professionale FORMAZIONE DEGLI Comportamenti non corretti o
viene svolta per gli utilizzatori di OPERATORI derivanti da incompleta conoscenza
macchine in genere ed è stata delle caratteristiche delle
completata da azioni specifiche attrezzature
documentate previste dal D. Lgs.
81/2008
Utensili manuali (smerigliatrici, USO DI D.P.I. specificamente Ferite da taglio e simili;
decespugliatori e altre macchine relativi all’uso di attrezzature Esposizione a rumore
per il verde) e M.U. dove del
caso (torni)
Tutte le attrezzature in genere. MANUTENZIONE periodica e Cedimento strutturale
Assumono particolare rilievo il programmata in base alle istruzioni Anomalie di funzionamento
controllo dell’efficienza delle del fabbricante Carenza nei sistemi di sicurezza
parti abrasive o per il taglio, le dovute a usura
eventuali attrezzature per il FUNZIONAMENTO A Contatto con organi in moto
trasporto, i circuiti idraulici, i SICUREZZA MIGLIORATA da Cesoiamento, impigliamento e altre
quadretti elettrici a bordo azionare in caso di manutenzione, interazioni uomo - macchina
macchina. attrezzaggio e simili, e consistente (esclusivamente durante fasi
in una riduzione della velocità di accessorie o preparatorie del ciclo
lavoro o altro di lavoro)
Tutte DISPOSITIVI CONTRO IL Qualsiasi interazione uomo -
RIAVVIO AUTOMATICO in macchina derivante da avvio
caso di ritorno intempestivo di intempestivo dopo un periodo di
corrente mancato funzionamento di eventuali
sistemi attivi di sicurezza

Le sedi periferiche di utilizzo custodiscono la documentazione delle macchine, comprese le


certificazioni (dove previsto) e le Schede di Manutenzione e fa ad esse riferimento in fase di
manutenzione periodica, sostituzione pezzi, ordinativi di nuove attrezzature.
Sono attuate le misure tecniche e organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi, e per
impedire usi non corretti e non conformi allo scopo della macchina. All’atto della scelta delle
attrezzature il datore di lavoro prende in considerazione la condizioni e le caratteristiche del lavoro,
i rischi ambientali e quelli prodotti dalle attrezzature.
L’uso delle attrezzature è riservato ai lavoratori incaricati, formati ed addestrati in modo specifico.
Sono stati emanati numerosi Ordini e Comunicazioni di Servizio e procedure con lo scopo di
definire in modo dettagliato il personale autorizzato all’uso di determinate macchine.
Il manuale delle Istruzioni operative per l’uso delle attrezzature in sicurezza” è stato
consegnato ad ogni lavoratore in occasione dell’attività formativa 2012 ed è consegnato ad

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ogni nuovo assunto operaio come documentazione utilizzata anche nel corso di formazione di
base.
Sono responsabili della manutenzione i Capi Settore ed i Dirigenti. I Preposti sono esecutori delle
disposizioni emanate dalla Direzione anche per mezzo del S-PP.

IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

Si riportano alcune immagini ritenute significative riguardanti alcune


attrezzature di lavoro:
IMPIANTO DI SANTA BIANCA : trapano a colonna e mola

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OFFICINA DI BONDENO : piegatrice

IMPIANTO DI CONCORDIA SUD : troncatrice

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MAGAZZINO DI NONANTOLA : troncatrice

FALEGNAMERIA DI BONDENO : fresa per legno

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OFFICINA DI BONDENO : troncatrice

FALEGNAMERIA DI BONDENO : nuova combinata

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SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI

IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

12. UTILIZZO DI VIDEOTERMINALI

Alla luce delle novità normative introdotte dalla Legge n. 422 del 29/12/2000 e
della Circolare Ministeriale n. 5/2001 del 20/04/2001, recepita dal D.Lgs.81/2008,
consistenti nella identificazione del lavoratore addetto ai videoterminali come colui che
utilizza le apparecchiature in questione per almeno 20 ore settimanali, previa
consultazione del Medico Competente, si è consegnata una scheda di autovalutazione del
tempo medio di utilizzo settimanale del videoterminale a tutti i lavoratori dotati di personal
computer.

Il risultato di questa indagine ha fornito un primo elenco di lavoratori che utilizzano


il personal computer per almeno 20 ore settimanali. Nel tempo il numero dei lavoratori
esposti a più di 20 ore settimanali al video terminale è progressivamente aumentato
arrivando a comprendere la quasi totalità degli impiegati che quindi devono essere
sottoposti a sorveglianza sanitaria e termini di legge. Infatti si può verificare sul Protocollo
Sanitario l’inserimento della casella di identificazione VDT e della casella recante la data
di nascita di ciascun dipendente, quale elemento fondamentale per la definizione della
periodicità dei controlli oftalmologici.

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Le caratteristiche ergonomiche ed ambientali degli ambienti di lavoro sono rispondenti a quanto


previsto dall’Allegato VII del D. Lgs. 81/2008.
Tutti gli addetti ad un uso significativo del VDT sono informati e formati sul problema ed
effettuano regolari pause di utilizzo, anche se non formalizzate, in modo da non esporsi ad un
rischio eccessivo.

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI

IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

Si riportano alcune significative immagini delle postazioni con videoterminale:


SEDE DI MODENA: scrivania ergonomica con sedia certificata;

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particolare di plafoniera con schermo antiriflesso

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13. METODI E CICLI DI LAVORO

Le mansioni degli addetti del Consorzio possono essere classificate in tre gruppi:

a) attività legate al ciclo di funzionamento degli impianti aventi carattere stagionale


b) attività che si svolgono in maniera più o meno regolare nel corso dell’anno;
c) attività intermedie fra le due precedenti.

Nel primo gruppo si inseriscono i lavoratori stagionali, gli addetti alle opere irrigue
e inoltre gli addetti agli impianti in genere. Questi ultimi possono effettuare la turnazione
sulle 24 ore nei due impianti di Pilastresi e Sabbioncello, e sono quindi soggetti al disagio
conseguente alla variazione dei cicli veglia - sonno, con conseguente calo delle
prestazioni fisiologiche e della soglia di attenzione, come dimostrato da ricerche mediche.

Nel corso degli anni molte paratoie sono state meccanizzate, elettrificate ed
anche sottoposte a remotizzazione dei relativi comandi: si sono realizzati così dei
nuovi sistemi-macchina contemplati e normati dal D. Lgs. 17/2010. Nel 2017 è
iniziato un censimento di tali paratoie in modo da ottenere un elenco su cui
effettuare una analisi documentale e impiantistica per procedere poi ad un
eventuale adeguamento tecnologico degli sbarramenti con successive
certificazioni.

Gli operai stagionali spesso svolgono le stesse mansioni, anno dopo anno. Ciò
riduce enormemente i problemi di addestramento e informazione/formazione sui rischi
presenti sui relativi luoghi di lavoro.

Si è già osservato comunque che i rischi maggiori sono legati al lavoro in esterno,
che riguarda essenzialmente il gruppo a) di cui più sopra. Gli sforzi maggiori nel futuro
dovranno tendere appunto alla pianificazione delle attività che possono presentare aspetti
per così dire “estemporanei”. Pertanto dovrà essere condotta in modo permanente
un’analisi dei cicli di lavoro relativi a queste fasi, in relazione agli ambienti e alle
attrezzature.

Nel gruppo b) si possono comprendere gli impiegati e gli operai delle officine. Per
questi ultimi va notato che essendo tali operai addetti alla manutenzione e
all’aggiustaggio, e non alla produzione, si può ricadere ancora nel caso delle lavorazioni
variabili in modo non prevedibile. Tuttavia si ritiene che i problemi siano in questo caso
inferiori, per la maggiore ricorrenza di situazioni standard. In realtà i metodi di lavoro
adottati e l’esperienza e versatilità acquisite dai lavoratori fanno sì da limitare la probabilità
di insorgere di situazioni a rischio.

Il gruppo c) comprende quegli addetti (guardiani e tecnici responsabili di


determinati gruppi di impianti o settori) le cui attività variano stagionalmente ma senza che
il loro grado di esposizione a rischio (generalmente basso) possa variare in modo
significativo.

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Può essere presente in questo gruppo un problema aggiuntivo, legato al fatto di


compiere sopralluoghi e controlli in luoghi isolati da soli, anche se ciò è limitato al minimo
indispensabile. Va notato che la maggior parte degli impianti e comunque tutte le vetture
di servizio sono dotate di telefoni o radiotelefoni, per eventuali richieste di soccorso.

Nel 2014 è stata effettuata una valutazione del rischio ai sensi dell’art. 28 comma
2 del D.Lgs.81/2008 relativamente ai LAVORI IN SOLITARIO evidenzia diversi gradi di
rischio a seconda delle mansioni:
i lavoratori addetti all’utilizzo delle macchine operatrici presentano un elevato livello di
esposizione a i rischi conseguenti al lavoro in solitario;
i guardiani e aiuto guardiani, come i lavoratori delle officine e degli impianti presentano un
livello d rischio medio;
gli impiegati d’ufficio e tecnici sono esposti ad un basso livello di rischio.

Dal 2015 si sono installati dispositivi di geolocalizzazione GPS su un numero


sempre crescente di macchine operatrici (trattori ed escavatori) al fine di potere
monitorare in tempo reale e h24 la posizione ed i movimenti di ciascuna macchina
per eventualmente effettuare controlli in caso di fermi macchina anomali.

Nel 2016 si è ultimata come detto precedentemente la VALUTAZIONE DEL RISCHIO


PER LAVORI IN SPAZI CONFINATI – D.P.R. 177/2011 – la cui messa a regime in
ragione di formazione, dotazione DPI ed emissione procedure nonché sorveglianza
sanitaria per i lavoratori consortili addetti è prevista per il 2018; nel transitorio, tali
lavorazioni è stato disposto siano affidate a ditte esterne aventi i requisiti di legge.
Dal punto di vista ergonomico e posturale, non si segnalano problemi rilevanti
nelle postazioni fisse, mentre l’accesso ad impianti idraulici o ad attrezzature da riparare
comporta necessariamente una serie di posture incongrue.
Si rileva inoltre che il problema legato alla manovra di paratoie manuali in cui
l’addetto doveva usare una manovella per alcuni minuti, effettuando numerose rotazioni
con le braccia è stato risolto con l’adozione delle centraline oleodinamiche portatili di cui si
è parlato in precedenza.
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Per quanto riguarda i posti di manovra (accessi e motorizzazione delle paratoie) le periodiche
attività di ispezione del R.S.P.P. hanno portato ad individuare priorità di intervento sulle quali si sta
progressivamente intervenendo. In modo particolare, anche nel 2017, si sono installati parapetti e
passerelle che hanno notevolmente migliorato le condizioni di lavoro perle operazioni di manovra
paratoie e movimentazione sbarramenti sui sostegni di campagna della Zona di Mirandola .
IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

14. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

Un certo grado di movimentazione di carichi o comunque di sforzi, è presente in


tutte quelle attività dove non è possibile fare ricorso a mezzi meccanici. Questi ultimi sono
comunque presenti in tutti gli impianti idrovori (esclusi quelli di entità minima, costituiti da
un’unica pompa) e in tutte le officine.

Problemi più significativi si hanno invece per quanto riguarda l’attività di guardiani
e aiuto guardiani, in particolare durante il posizionamento e la rimozione di panconature in

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legno presso canali di piccola entità. Le panconature sono costituite da tavole in legno per
lo più di lunghezza limitata (50 – 100 cm) ma in alcuni casi di dimensioni più rilevanti
(anche 2 metri) e pertanto dal peso significativo, specie quando hanno assorbito l’acqua a
causa della prolungata immersione.

L’attività descritta viene compiuta da due persone in maniera molto discontinua.


Tuttavia la ristrettezza dei luoghi di lavoro e le caratteristiche geometriche delle postazioni
(peraltro molto variabili) non permettono di effettuare gli sforzi di sollevamento in maniera
sempre corretta.

In definitiva siamo in presenza di una situazione di rischio a breve termine, mentre


conseguenze per il sistema muscolo-scheletrico dovute a sforzi prolungati e sovraccarichi
dei dischi inter-vertebrali non sono da ritenersi probabili, salvo la presenza di altre
concause lavorative o extralavorative.

Altre situazioni di rischio si riferiscono ad attività di movimentazione non sempre


prevedibili e difficilmente analizzabili durante la manutenzione degli impianti. Il tipo di
rischio considerato è tuttavia principalmente a breve termine e non dovuto a sforzi ripetuti
o prolungati.
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Utilizzo di carrelli, gru idrauliche a bordo camion o altri mezzi di trasporto ove possibile.
Formazione sulle modalità corrette di sollevamento e informazioni sul peso dei carichi e sui rischi
connessi.
Sorveglianza sanitaria.
Dato il carattere episodico e molto variabile delle attività, non sono previste altre misure, né sono
possibili valutazioni più approfondite con i metodi abitualmente applicati (es. NIOSH).

IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

15. TRASPORTO, STOCCAGGIO, MANIPOLAZIONE DI MATERIE PRIME,


INTERMEDI E PRODOTTI FINITI

A parte gli aspetti legati al rischio chimico (conservazioni prodotti potenzialmente


tossici quali diserbanti e prodotti vernicianti in condizioni adeguate) già considerati nel
Cap. 8.2, le proprietà infiammabili e combustibili esaminate nel Cap. 9 e gli aspetti della
saltuaria movimentazione carichi (Cap. 14) non si rilevano problematiche riguardanti la
movimentazione e lo stoccaggio di materie prime, anche perché l’attività dell’ente non
prevede l’uso di materiali grezzi, non essendo finalizzata alla produzione mediante
trasformazione.
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Non sono previste ulteriori misure.

IL RISCHIO RESIDUO E’ ACCETTABILE

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16. INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI – ISPEZIONI USL - STATISTICHE

Nel periodo 2013-2017 si sono verificati i seguenti eventi infortunistici:

Numero infortuni
totale
 Durata media 
2013 5 1 99 19,80 0
2014 2 0 20 10,00 0
2015 0 0 0 0 0
2016 1 0 6 6 0
2017 3 0 50 16,6 0
TOTALE 11 1 175 15,92 0

LEGENDA

= infortuni in itinere (percorso casa-lavoro o lavoro-casa)


 = numero giorni di inabilità temporanea
 = infortuni mortali o con invalidità permanente

Analisi degli infortuni del 2013:

Tipologia Numero eventi Parte lesa Giorni di Agente causale


inabilità
Puntura Insetto 0 ******* ******* *******
Contusione 1 Varie parti corpo 13 Incidente stradale
Corpo estraneo 0 ******* ******* *******
Distorsione 2 Ginocchio sinistro 71 Incidente stradale e
movimento sbagliato
Ferita 0 ******* ******* *******
Ferita lacero- 1 Gamba sinistra 8 Utilizzo seghetto
contusa alternativo
Frattura 0 ******* ******* *******
Strappo, 1 Gamba sinistra 7 Movimento sbagliato
stiramento nell’utilizzo decesp.
Trauma 0 ******* ******* *******

Analisi degli infortuni del 2014:

Tipologia Numero eventi Parte lesa Giorni di Agente causale


inabilità
Puntura Insetto 0 ******* 0 *******
Contusione 0 ******* 0 *******
Corpo estraneo 0 ******* 0 *******
Distorsione 0 ******* 0 *******
Ferita 0 ******* 0 *******
Ferita lacero- 2 Dito mano sinistra 10 gg. Chiusura portello
contusa nuca 10 gg. metallico e caduta

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Tipologia Numero eventi Parte lesa Giorni di Agente causale


inabilità
Frattura 0 ******* 0 *******
Strappo, 0 ******* 0 *******
stiramento
Trauma 0 ******* ******* *******

Analisi degli infortuni del 2015:

Tipologia Numero eventi Parte lesa Giorni di Agente causale


inabilità
Puntura Insetto 0 ******* 0 *******
Contusione 0 ******* 0 *******
Corpo estraneo 0 ******* 0 *******
Distorsione 0 ******* 0 *******
Ferita 0 ******* 0 *******
Ferita lacero- 0 ******* 0 *******
contusa
Frattura 0 ******* 0 *******
Strappo, 0 ******* 0 *******
stiramento
Trauma 0 ******* 0 *******

Analisi degli infortuni del 2016:

Tipologia Numero eventi Parte lesa Giorni di Agente causale


inabilità
Puntura Insetto 0 ******* 0 *******
Contusione 0 ******* 0 *******
Corpo estraneo 0 ******* 0 *******
Distorsione 0 ******* 0 *******
Ferita 0 ******* 0 *******
Ferita lacero- 0 ******* 0 *******
contusa
Frattura 0 ******* 0 *******
Strappo, 0 ******* 0 *******
stiramento
Trauma 1 Avambraccio - 6 Gancio gru in fase
mano carico

Analisi degli infortuni del 2017:

Tipologia Numero eventi Parte lesa Giorni di Agente causale


inabilità
Puntura Insetto 0 ******* 0 *******
Contusione 0 ******* 0 *******
Corpo estraneo 0 ******* 0 *******
Distorsione 3 Ginocchio-alluce- 0 Cedimento terreno-
varie discesa da trattore-fuori

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Tipologia Numero eventi Parte lesa Giorni di Agente causale


inabilità
strada con auto
Ferita 0 ******* 0 *******
Ferita lacero- 0 ******* 0 *******
contusa
Frattura 0 ******* 0 *******
Strappo, 0 ******* 0 *******
stiramento
Trauma 0 ******* 0 *******

Totale 2013 - 2017:

Tipologia Numero eventi Massima


inabilità
Contusione 1 13gg.
Corpo estraneo 0 0
Distorsione 5 71 gg.
Ferita 0 0
Ferita lacero- 3 10 gg.
contusa
Frattura 0 87 gg.
Strappo, 1 7 gg.
stiramento
Trauma 2 56 gg.
Numero addetti e ore lavorate:

2013: 164,3 addetti e 305.371 ore


2014: 160,9 addetti e 303.222 ore
2015: 163,4 addetti e 304.146 ore
2016: 163,9 addetti e 305.503 ore
2017: 164,8 addetti e 302.762 ore

dato medio 163,5 addetti -1.521.004 ore totali

Si possono pertanto calcolare i seguenti Indici infortunistici:

Indice di Incidenza (percentuale dei lavoratori che hanno subito infortuni):


(numero infortuni * 100)/num. dipendenti

I.I. = 11: 5 = 2,2 all’anno  2,2 : 163,5 = 1,34 %


Precedente valore calcolato (periodo 2012-2016) = 1,40 %

Indice di Frequenza (rapporto fra numero di infortuni e ore lavorate):


(numero infortuni * 1.000.000)/num. ore lavorate

I.F. = 11 x 1.000.000/1.521.004 = 7,23


Precedente valore calcolato (periodo 2012-2016) = 7,85

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Indice di Gravità (rapporto fra giorni di assenza per infortunio e ore lavorate):
(numero giorni d’infortunio * 1000)/num. ore lavorate

I.G. = (175 x 1.000): 1.521.004 = 0,11


Precedente valore calcolato (periodo 2012-2016) = 0,09

Durata media:

D.M. = 175 : 11 = 15,90


Precedente valore calcolato (periodo 2012-2016) = 12,00

L’andamento numerico degli indici, mostra un generale andamento costante


rispetto al precedente quinquennio. Non si ravvisano scostamenti significativi tranne per la
durata media che aumenta di quasi 4 punti percentuali, soprattutto per l’infortunio di
Gabrielli che pur non essendo stato particolarmente grave si è protratto per molti giorni.La
“cultura della sicurezza”, fortemente promossa ed attuata dal Consorzio nel corso degli
anni, sta dando i suoi risultati, frutto di una mentalità e coscienza sempre più consapevole
dei lavoratori riguardo gli aspetti della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Attualmente le ore perse per infortunio sono pari allo 0,09 % di quelle lavorate.

Il valore degli indici calcolati mantiene comunque un divario notevole della


situazione infortunistica consorziale rispetto alle aziende dei settori di riferimento come
l’edilizia, l’agricoltura e l’industria dove si rileva una situazione ben peggiore.
D’altra parte si osserva che il Consorzio è caratterizzato dalla presenza di un’alta
percentuale di personale con mansioni di ufficio (oltre un terzo degli addetti, con circa il
46% delle ore lavorate). Pertanto il rischio infortunistico resta concentrato nelle attività a
maggiore rischio.

Complessivamente l’attività presenta rischi di infortunio non trascurabili, legati a


varie cause, fra le quali sicuramente giocano un ruolo molto elevato le attività di
campagna, legate alla manutenzione di impianti e reti idriche.
In alcuni casi sembrano aver giocato un ruolo rilevante condizioni ambientali
sfavorevoli, accompagnate da negligenza o imprudenza nel compiere operazioni non
agevoli (sottovalutazione del rischio).

Altri dati di riferimento:

Indice di frequenza considerato ottimale = 20


Indice di gravità considerato ottimale = 0,9
Indice di frequenza nazionale (2009) = 37,4 (tutti i settori)
Indice di frequenza Emilia - Romagna (2009) = 45,9 (tutti i settori)
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INCIDENTI

Nel corso del 2017 non sono stati segnalati eventi incidentali che pure non sono sfociati in
infortuni.
Si è ribadito il concetto della distanza dalle linee elettriche da tenersi da parte degli
addetti alle macchine operatrici che, nel caso di scarsa visibilità deve essere
controllata anche da un lavoratore a terra e si sono acquistati 90 segnali da apporre
sui percorsi delle macchine operatrici in corrispondenza di attraversamenti di
elettrodotti aerei.

16.1 Malattie professionali

Nel periodo 20013-2017 si sono avute le seguenti DENUNCE DI MALATTIE


PROFESSIONALI:

Anno DENUNCIA DI MALATTIA PROFESSIONALE


2013 NON SI SONO REGISTRATE DENUNCE DI MALATTIE
PROFESSIONALI

2014 DENUNCIA DI MALATTIA PROFESSIONALE DA MOVIMENTAZIONE


MANUALE DEI CARICHI – LAVORATORE STAGIONALE AL 2010 –
DOPO IL NOSTRO INOLTRO DI DOCUMENTAZIONE ALL’INAIL NON
C’E’ STATO SEGUITO
2015 DENUNCIA DI MALATTIA PROFESSIONALE DA DISCOPATIA
LOMBARE E PROBLEMA ALLA SPALLA – LAVORATORE ANDATO
IN PENSIONE IN APRILE 2015 – L’INAIL DI BOLOGNA A SEGUITO
DELL’INOLTRO DELLA NOSTRA DOCUMENTAZIONE HA DEFINITO
NEGATIVAMENTE L’ISTANZA DEL LAVORATORE
2016 NON SI SONO REGISTRATE DENUNCE DI MALATTIE
PROFESSIONALI

2017 DENUNCIA DI INFORTUNIO/MALATTIA PROFESSIONALE DA


INFEZIONE AD UNA GAMBA – LAVORATORE ANDATO IN
PENSIONE IN SETTEMBRE 2015 – L’INAIL DI MODENA HA
ARCHIVIATO IL CASO SENZA ATTIVARE UNA VERA E PROPRIA
RICHIESTA DI MALATTIA PROFESSIONALE IN QUANTO
MANCAVANO I PRESUPPOSTI.

Anche questo aspetto evidenzia una costante attenzione del Consorzio al


monitoraggio delle condizioni di lavoro ed allo stato di salute dei propri dipendenti.

Si precisa che in alcuni casi la relazione causa – effetto fra agente nocivo e danno
conseguito è puramente ipotizzata, e che in alcuni casi si tratta di lavoratori stagionali o
con esposizioni pregresse all’agente nocivo presso altre aziende o comunque esterno
all’ambiente lavorativo consorziale.

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16.2 Ispezioni di vigilanza del Servizio Prevenzione Ambienti di Lavoro U.S.L.

Il giorno 13/04/2016 due funzionari del Servizio di Prevenzione e Sicurezza


Ambienti di Lavoro dell’Azienda U.S.L. di Modena – SPSAL di Vignola si sono fermati in
un cantiere in Via Bosco – San Prospero – in cui lavorava una squadra di dipendenti
consorziali per la riparazione spondale di un canale tramite getto in calcestruzzo. E’ stato
redatto un verbale di sopralluogo in cui si è richiesta tutta la documentazione consorziale
relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori osservati ed al Consorzio in generale: dopo
un’attenta analisi di quanto inviato è stata riscontrata una piena conformità della gestione
della salute e sicurezza dei lavoratori nei confronti di quanto sancito dal D. Lgs. 81/2008.

Nel mese di giugno due funzionari del Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti
di Lavoro dell’Azienda U.S.L. di Ferrara hanno ispezionato l’officina e la falegnameria di
Bondeno, soprattutto in ordine alle modalità di saldatura acciaio inox e alla lavorazione di
legni duri. Sono state analizzate le valutazioni del rischio agenti cancerogeni effettuate dal
Consorzio per determinare il livello di rischio molto basso degli addetti. A termine del
sopralluogo e dell’analisi della documentazione è stata riscontrata una piena conformità
della gestione della salute e sicurezza dei lavoratori nei confronti di quanto sancito dal D.
Lgs. 81/2008 in merito alle lavorazioni prese in considerazione.

In seguito all’infortunio occorso a Gabrielli Gabriele nel 2017, protrattosi


complessivamente per più di 40 giorni l’USL di Mirandola, tramite l’UPG Tabarelli, ha
disposto una inchiesta per accertare i fatti. In più fasi l’UPG Tabarelli ha richiesto tutta la
documentazione relativa al lavoratore ed al Consorzio. In ultimo ha effettuato insieme al
lavoratore, al R-SPP consorziale ed ai preposti un sopralluogo all’Impianto Ubertosa –
luogo dell’infortunio – in occasione del quale ha intervistato il lavoratore ed ha analizzato
in ultima istanza tutta la documentazione col R-SPP consorziale, verbalizzando poi un
“nessuna ulteriore documentazione è richiesta” che ha determinato l’archiviazione del
caso.

PARTE TERZA

- Organizzazione interna per la sicurezza - attività formative e


informative

17. ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI INTERNI

17.1 Organizzazione generale e Servizio di Prevenzione e Protezione

La struttura organizzativa del Consorzio è di per sé già predisposta per quelle


attività di controllo, pianificazione, verifica dei risultati che sono necessarie, tra l’altro, per
le attività proprie del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP).

Il Consorzio ha deliberato nel marzo 2010 la compagine del proprio Servizio di


Prevenzione e Protezione individuando, ai sensi del D. Lgs. 81/2008, le principali figure di
gestione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

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Il Presidente Pro-Tempore e Legale Rappresentante del Consorzio della Bonifica


di Burana, ricopre la figura del Datore di Lavoro, in quanto unico detentore del potere di
spesa conferitogli dal Consiglio di Amministrazione consorziale.

La responsabilità del SPP è stata affidata all’interno del personale consorziale


nella persona del Geom. Gian Luca Trotta.

Il Medico Competente consorziale, nominato è la Dott.ssa Maria Teresa Romeo.


L’attività del S.P.P. viene annualmente pianificata a cura del Responsabile del
Servizio di Prevenzione e Protezione e con i contributi del personale consorziale avente
una funzione dirigenziale o di preposti ad altri lavoratori.

Sono stati eletti, all’interno delle RSU consorziali, i Rappresentanti dei Lavoratori
per la sicurezza nelle persone della Sig.ra Barbara Matteuzzi e del Sig. Massimiliano
Alvisi, che nell’ambito delle proprie competenze, collaborano nello svolgimento e
nell’attuazione dell’opera di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi
di lavoro consorziali.

Il R-SPP con nota del 02/09/2016 aveva segnalato al Consorzio la


necessità/opportunità di implementare il Servizio di Prevenzione e Protezione
mediante l’individuazione e l’incarico di almeno cinque dipendenti da formare come
A-SPP rispettivamente per le Zone di Mirandola, Bondeno, San Giovanni in P.,
Modena Sud e Settore Tecnologico, pur mantenendo le loro principali mansioni
lavorative.

Gli A-SPP individuati, formati e nominati avrebbero la funzione di coadiuvare


il R-SPP nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, principalmente
fungendo da referenti nella propria Zona/Settore per le problematiche relative alla
sicurezza e salute negli ambienti di lavoro consorziali.

Quanto suddetto in ordine al conseguimento di un maggiore controllo


territoriale sulla conformità delle lavorazioni svolte alle norme applicabili e
dell’osservanza delle prescrizioni impartite.

La Direzione del Consorzio si era espressa favorevolmente e si attende che


vengano individuati i lavoratori da incaricare come Addetti al Servizio di
Prevenzione e Protezione (A-SPP).

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SINTESI RIASSUNTIVA DELL’ATTIVITA’ DI PREVENZIONE


PROTEZIONE E SICUREZZA NELL’ANNO 2017

GENNAIO 2017

 Il RSPP ha verificato con il Dirigente dell’Area Tecnica ed i Responsabili del


Settore Tecnologico le mansioni di tutto il personale da essi dipendente per
l’adattamento del protocollo sanitario specifico di ciascuno soprattutto in
relazione ai controlli tossicologici da porre in atto riguardo il personale addetto
alla guida di automezzi che necessitano del possesso della patente C o di
macchine operatrici
 L’elenco del personale di cui sopra è stato comunicato al Medico Competente per
l’attivazione dei previsti controlli
 Invio ai Capi Settore elenco personale conducente autocarri o macchine agricole
da sottoporre a controlli tossicologici.
 Organizzazione visite mediche per il personale secondo il protocollo sanitario.
 Redazione DUVRI per appalti vari

FEBBRAIO

 È stato attivato il Protocollo Sanitario previsto per il personale consorziale


secondo quanto stabilito dal Medico Competente.
 Visite mediche annuali lavoratori
 Redazione DUVRI per lavori effettuati nei vari siti
 Stampa e materiale informativo/formativo per neo assunti
 E’ stato ultimato il lavoro adeguamento impianto elettrico Sede di Modena ed è
stata rilasciata relativa certificazione e libretto per i controlli periodici

MARZO

 Effettuazione controlli sicurezza carroponti


 Completamento delle visite mediche annuali ai lavoratori
 Ordini di servizio con prescrizioni mediche
 Formazione ed aggiornamento dei lavoratori neo assunti.
 Redazione DUVRI pe lavori consorziali

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APRILE

 Emanazione ordini di servizio ai lavoratori idonei con prescrizioni.


 Sopralluoghi per valutazione rischio lavori in spazi confinati
 Corso di aggiornamento RLS
 Organizzazione dei corsi di aggiornamento lavoratori

MAGGIO

 Organizzazione della visita annuale sui luoghi di lavoro con MC RLS


 Effettuazione visite di idoneità per nuovi addetti alle macchine operatrici
 Effettuazione dei corsi di aggiornamento lavoratori
 Consegna procedure uso in sicurezza macchine utensili e attrezzatture

GIUGNO

 Si effettua, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, la visita annuale congiunta sui luoghi di
lavoro, presenti il Medico Competente, i RLS e il RSPP. Il controllo delle
postazioni di lavoro più significative ha esito favorevole e denota una sostanziale
buona condizione di sicurezza generale dei luoghi di lavoro consorziali
 Effettuazione controlli impianti allarme evacuazione
 Effettuazione controlli presidi antincendio Sede di Modena
 Effettuazione controlli sicurezza carroponti

LUGLIO

 Gestione delle copie di ritorno firmate degli ordini di servizio


 Visite mediche e corsi per neo assunti
 Messa in sicurezza sostegni di campagna zona Mirandola

AGOSTO

 Aggiornamento analisi situazione Servizio di Prevenzione Protezione in merito


alla precedente proposta di implementazione del servizio.

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SETTEMBRE

 Effettuazione controlli sicurezza carroponti

OTTOBRE

 Verifica periodica impianto di allarme evacuazione Sede di Modena.


 Redazione DUVRI per lavori da svolgere in vari siti consorziali.
 Effettuazione corsi per preposti

NOVEMBRE

 Il R-SPP aggiorna il Documento di Valutazione del Rischio consorziale.


 inizio dei sopralluoghi relativi alla Valutazione del Rischio in officine e
falegnameria

DICEMBRE

 Effettuazione controlli sicurezza carroponti


 Effettuazione della prova di evacuazione nella Sede di Modena
 Effettuazione corso di aggiornamento per lavoratori addetti allo
smontaggio/montaggio ponteggi
 Si effettua la Riunione periodica del Servizio di Prevenzione e Protezione

Nel corso delle attività in annuali del S-PP vengono elaborati Rapporti e Procedure
interne contenenti ulteriori misure di prevenzione e protezione che sono comunicate ai
preposti tramite ordine di servizio interno con obbligo di segnalazione di prescrizione
ottemperata.

Sono pertanto adeguatamente svolti i compiti del Servizio di Prevenzione e


Protezione previsti dal D. Lgs. 81/2008, in particolare qui evidenziati:

 Provvede ad individuare i fattori di rischio e le misure di sicurezza, nel rispetto


della normativa vigente.
 Elabora, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive, ed i
sistemi di controllo di tali misure.
 Elabora le procedure di sicurezza per le varie attività.
 Propone i programmi di formazione e informazione dei lavoratori.
 Partecipa alle consultazioni annuali in materia di tutela della salute e della
sicurezza.
 Fornisce ai lavoratori le informazioni sui rischi e sulle misure di prevenzione
previste dalla legge.

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Disposizioni interne per la Sicurezza

Vengono periodicamente emanati Ordini e Comunicazioni interne di servizio


finalizzate alla risoluzione di specifici problemi.

In particolare si segnalano:

 Comunicazioni ad personam relative al rispetto delle prescrizioni del Medico


Competente
 Comunicazioni di servizio sulla messa in esercizio di nuove attrezzature con le
quali si affida a personale esplicitamente designato la cura e la manutenzione
di nuove attrezzature
 Comunicazioni relative a procedure specifiche di lavoro riguardanti particolari
lavorazioni
 Comunicazioni varie riguardanti la formazione del personale con mansioni
specifiche (sicurezza sui cantieri).
 Consegna Istruzioni Operative e procedure per la effettuazione in sicurezza
delle lavorazioni consorziali
 Consegna dispostivi di protezione individuali particolari (dispositivo uomo a
terra)

Tutte le comunicazioni relative alla sicurezza dei lavoratori vengono inviate ai


destinatari con copia da restituire firmata per presa visione al R-SPP che raccoglie
l’archivio e ne trasmette un copia all’ufficio personale.

17.2 Rappresentanza dei lavoratori

I lavoratori, all’interno delle RSU, hanno eletto un loro rappresentante per la


sicurezza, la Sig.ra Barbara Matteuzzi, che è in possesso della formazione prevista per il
suo ruolo.
Nel Novembre 2016 i lavoratori, all’interno delle RSU, hanno eletto un proprio
secondo rappresentante per la sicurezza: il Sig. Massimiliano Alvisi, che nel 2017 ha
partecipato al corso di formazione per RLS.

I compiti del Rappresentante per la Sicurezza sono individuati dall’art. 50 del D.


Lgs81/2008, e riportati di seguito:

a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;

b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi,


alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella
azienda o unità produttiva;
c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di
prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei
luoghi di lavoro e del medico competente;
d) è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;

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e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi


e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati
pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli
infortuni ed alle malattie professionali;
f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista


dall’articolo 37;
h) promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione
idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità
competenti,

dalle quali è, di norma, sentito;


l) partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;

m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione;

n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e
protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per
attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

18. ALTRI SERVIZI

18.1 Sorveglianza sanitaria

Il Consorzio svolge regolarmente gli accertamenti sanitari periodici. E’ stato


nominato come Medico Competente la Dott.ssa Maria Teresa Romeo (nomina del
28.04.2014).

Le relazioni sanitarie riguardanti i Reparti di Modena, Mirandola, Bondeno e San


Giovanni in Persiceto per l’anno 2017, elaborate in seguito alle visite mediche di
periodicità di Marzo e successive, sono redatte dal Medico Competente che le presenta e
le commenta in occasione della Riunione Periodica di Prevenzione che quest’anno si è
tenuta il 12 dicembre.

Il programma e la tipologia di visite mediche sono conformi al Protocollo Sanitario


stabilito dal Medico Competente e deliberato dal Consorzio in relazione ai rischi propri di
ogni mansione.

Il protocollo sanitario prevede:

 visita annuale per gli addetti alla verniciatura


 visita annuale per gli addetti alla saldatura

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 protocollo sanitario per esposti a sostanze cancerogene da fumi di saldatura su


acciaio inox, polveri di legno duro e materiale contenente amianto
 visite generali annuali con spirometria per le altre categorie esposte (guardiani,
trattoristi, operai)
 vision test periodici – biennali o quinquennali - per tutti gli esposti ai rischi di cui
al D.Lgs. 81/2008 in qualità di impiegati addetti all’uso del videoterminale
 audiometrie secondo D. Lgs. 81/2008.
 emocromo, piastrine, funzionalità epatica e renale, piombemia e Zpp annuali
per i verniciatori
 acido ippurico e metilippurico di fine turno per i verniciatori (annuale)
 emocromo, piastrine ed elettrocardiogramma annuale per i saldatori
 visita quinquennale per i lavoratori videoterminalisti risultati idonei senza
prescrizioni;
 visita biennale peri lavoratori videoterminalisti risultati idonei con prescrizioni.
 Visita per la funzionalità del rachide per lavoratori esposti ai rischi conseguenti
alla movimentazione manuale dei carichi
 Visita annuale tossicologica per i lavoratori in possesso di patente C che
guidano automezzi pesanti e per tutti gli addetti alle macchine operatrici e
carrello elevatore.

18.2 Servizio di pronto soccorso

È importante osservare come tutti i mezzi del consorzio siano dotati di radio
telefoni, per eventuali richieste di soccorso o altri emergenze.

In quest’anno 2017 è stata verificata la dotazione ai preposti di telefoni cellulari


che apporta notevoli miglioramenti in termini di sicurezza per l’aumentata possibilità di
comunicare situazioni d’emergenza, inoltre, in accordo con il Medico Competente, si è
dotato un lavoratore diabetico, a rischio per lavori in solitudine, di dispositivi “Uomo a
Terra” per l’attivazione automatica di una allarme telefonico su numeri concordati con i
capi settore, in caso di postura orizzontale prolungata del lavoratore.

Tutti gli impianti e le sedi dove è prevista la permanenza, anche se occasionale,


purché per un tempo significativo, di addetti, sono dotati di un pacchetto di medicazione,
come previsto dall’art. Allegato IV del D.Lgs. 81/2008.

Lo stesso pacchetto è in possesso del personale tecnico che effettua lavori in


esterno, essendo presumibilmente lontani nelle loro attività da centri abitati e da impianti
fissi.
Inoltre, con l’entrata in vigore del D.M. 388 del 15/07/2003, sono stati forniti
pacchetti di medicazione anche alle autovetture ed alle macchine operatrici.

Si riepiloga la dotazione minima prevista dal D.M. 388/2003:


1) guanti monouso (5 paia);
2) visiera paraschizzi;
3) flacone di soluzione iodopovidone 10%;
4) soluzione fisiologica 500 ml.;
5) compresse garza sterile cm. 10x10;
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6) compresse di garza sterile cm. 18x40;


7) teli sterili monouso
8) pinzette monouso;
9) confezione di rete elastica misura media;
10) confezione di cotone idrofilo;
11) confezione di cerotti misure varie pronto uso;
12) rotolo di cerotto alto cm. 2,5;
13) un paio di forbici;
14) lacci emostatici;
15) ghiaccio pronto uso;
16) sacchetti monouso;
17) termometro
18) misuratore della pressione arteriosa

Per quanto concerne le attività di primo soccorso in caso di infortunio, sono state
individuate le seguenti figure:

ADDETTI DESIGNATI SEDE O COMPARTO FORMAZIONE


Alberini Andrea Impianto del Sabbioncello A+6+6+6 ore agg.+A
Alvisi Claudio Zona Destra Panaro A+6+6 ore agg.+A
Alvisi Massimiliano Officina delle Pilastresi A+6+6+6 ore agg.+A
Badiali Gabriele Sede di Modena A+6+6 ore agg.+A
Barbieri Amelio Reparto Mirandola – zona A+6+6+6 ore agg.+A
Guardiania Valle di Mirandola
Bagni Andrea Imp. S. Bianca A+6+6+6 ore agg.+A
Barbieri Gianni Impianto delle Pilastresi A+6+6+6 ore agg.+A
Bongiovanni Angelo Reparto di Mirandola A+6+6+6 ore agg.+A
Bosi Luigi Imp. Chiavica Secchia A+6 ore aggiornam.+A
Bregoli Marco Impianto di Concordia Sud A+ 6+6 ore agg.+A
Bulgarelli Giorgio Reparto di Mirandola A+6 ore aggiornam+A.
Busuoli Paolo Reparto di Mirandola – zona A+6+6+6 ore agg.+A
Guardiania Massa Finalese
Cappi Roberto Reparto Mirandola - zona A
guardiania San Prospero
Casari franco Impianto di Concordia Sud A+6+6+6 ore agg.+A
Merighi Giuliano Reparto di Mirandola – zona 6+6 ore agg.+A
Guardiania Quaderlina
Chiarini Andrea Sede di Bondeno A+ 6+6 ore agg+A.
Cocchi Franco Sede di Modena A+ 6+6 ore agg.+A
Danieli Marco Falegnameria Bondeno A+6+6+6 ore agg.+A
Faraoni Sante Impianto delle Pilastresi A+6+6+6 ore agg.+A
Ferrari Emiliano Impianto delle Pilastresi A+6+6+6 ore agg.+A
Ferrari Tiziano Reparto Modena Sud A+6+6+6 ore agg.+A
Filippini Alessandro Sede di Modena A+ 6+6 ore agg.+A
Franchi Oscar Impianto di Concordia Sud 6+6 ore agg.+A
Giacomelli Andrea Zona Destra Panaro A+ 6+6 ore agg+A.
Grata Stefania Sede di Modena 6 ore aggiornam.+A
Mari Enrico Officina di Bondeno A+6+6+6 ore agg.+A

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Mariani Michele Zona Destra Panaro A+ 6+6 ore agg.+A


Matteuzzi Barbara Zona Destra Panaro A+ 6+6 ore agg.+A
Mazzetti Ivan Zona Destra Panaro A+ 6+6 ore agg.+A
Morselli Flavio Zona Destra Panaro A
Natillo Alessia Sede di Modena 6 ore aggiornam.+A
Negri Annarita Sede di Bondeno Corso Aspiranti
Volontari Soccorso
presso CRI+6+6+6 ore
aggiornam.+A
Paglione Fabio Sede di Modena A
Orlandi Maurizio Reparto Modena Sud 6 ore agg.+A
Riccò Antonio Reparto di Bondeno A+6+6 ore aggior.+A
Simani Andrea Zona Destra Panaro A+6+6+6 ore agg.+A
Spinelli Maurizio Reparto Mirandola - zona A+6+6+6 ore agg.+A
guardiania San Prospero
Tonelli Francesco Sede di Mirandola A+6+6 ore aggior.+A
Zoboli Denise Zona Destra Panaro A+6+6 ore agg.+A
Zoboli Rossano Zona Destra Panaro A
A = addetti formati con apposito corso di 16 ore

In conformità alla Procedura di Emergenza PE-01 (Piano di emergenza ed


evacuazione) e relative Istruzioni di Emergenza, gli Addetti designati per il servizio di
Primo Soccorso provvedono nelle loro sedi di lavoro ai compiti di controllo dell’integrità del
pacchetto e di formazione del personale in merito alla sua presenza e utilizzo ad
eccezione per la Sede di Modena in cui il controllo della integrità delle cassette di pronto
soccorso è effettuato dal R-SPP.
Nel 2016 si è effettuato un corso base – 16 ore - per addetti alla squadra di primo
soccorso.

18.3 Servizio antincendio - Piano di emergenza

Come risultante dai vari CPI, la dotazione antincendio è rappresentata da un


numero sufficiente di mezzi d’estinzione. Estintori sono presenti e segnalati anche negli
uffici e in genere negli impianti, anche se con carico d’incendio non elevato.

Particolare cura è posta nelle cabine elettriche, mentre si può affermare che non
esistano problematiche legate all’evacuazione e alle uscite di sicurezza, anche se la sede
centrale, per la sua concezione non moderna, presenta vie di fuga più lunghe di quelle
tipiche dell’edilizia contemporanea, anche se la situazione è già stata migliorata.

La segnaletica di evacuazione e salvataggio è presente in modo sufficiente.

A seguito dell’entrata in vigore del D.M. 10.03.1998, sono stati redatti per le sedi
con un rischio di incendio significativo appositi Piani di Emergenza. Si tratta in effetti di

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una procedura formalizzata di emergenza (PE-01) alla quale sono allegate specifiche
istruzioni (IE) per le seguenti sedi:

Num. Nome
IE-01 Istruzioni per l’Emergenza per la sede di Modena
IE-02 Istruzioni per l’Emergenza per la sede di Bondeno
IE-03 Istruzioni per l’Emergenza per l’impianto Pilastresi
IE-04 Istruzioni per l’Emergenza per la sede di Mirandola
IE-05 Istruzioni per l’Emergenza per l’impianto Sabbioncello
IE-06 Istruzioni per l’Emergenza per l’impianto e officina Concordia
Sud
IE-07 Istruzioni per l’Emergenza per l’impianto Santa Bianca
IE-08 Istruzioni per l’Emergenza per la sede di San Giovanni in P.
IE-09 Istruzioni per l’Emergenza per le sedi minori senza personale
fisso

Si rimanda a tali documenti per una precisa definizione delle azioni di emergenza
e preventive da svolgersi nelle singole sedi, e per la precisa definizione delle
responsabilità operative.

Le figure individuate come addetti alla lotta antincendio sono indicate nella
seguente tabella con le rispettive mansioni:

ADDETTI DESIGNATI SEDE O COMPARTO FORMAZIONE


Alberini Andrea Impianto del Sabbioncello A+9 ore agg.+A
Alvisi Claudio Zona Destra Panaro A+9 ore agg.+A
Alvisi Massimiliano Officina delle Pilastresi A+9 ore agg.+A
Badiali Gabriele Sede di Modena A+9 ore agg.+A
Bagni Andrea Impianto di Santa Bianca A+9 ore agg.+A
Barbieri Amelio Reparto Mirandola - zona guardiania A+9 ore agg.+A
Mirandola
Barbieri Gianni Impianto delle Pilastresi A+9 ore agg.+A
Bencivenni Luca Zona Destra Panaro 5 ore aggiornam.+A
Bergamini Federico Imp. Pilastresi A+9 ore agg.+A
Bongiovanni Angelo Reparto di Mirandola A+4 ore agg.+A
Borsari Christian Sede di Mirandola A+5 ore aggiornam.
Bosi Luigi Imp. Chiavica Secchia A+9 ore agg.+A
Bregoli Marco Impianto di Concordia Sud A+9 ore agg.+A
Bruni Giuseppe Sede di Mirandola A+9 ore agg.+A
Bulgarelli Giorgio Impianto Bottegone del Bosco A+9 ore agg.+A
Busuoli Paolo Reparto di Mirandola-Zona Massa F. A+4 ore agg.+A
Cappelli Andrea Reparto di Bondeno A+9 ore agg.+A

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ADDETTI DESIGNATI SEDE O COMPARTO FORMAZIONE


Cappelli Fabio Sede di Bondeno A+9 ore agg.+A
Cappi Roberto Reparto di Mirandola-Zona Staggia A+9 ore agg.+A
Casari Franco Impianto di Concordia Sud A+9 ore agg.+A
Chiarini Andrea Sede di Bondeno A+9 ore agg.+A
Cocchi Franco Sede di Modena A+9 ore agg.+A
Costa Davide Officina di Bondeno A+9 ore agg.+A
Danieli Marco Falegnameria di Bondeno A+9 ore agg.+A
Faraoni Sante Imp. Pilastresi A+4 ore agg.+A
Ferrari Emiliano Imp. Pilastresi A+9 ore agg.+A
Ferrari Giuseppe Ufficio di Modena A+9 ore agg.+A
Ferrari Tiziano Reparto Modena Sud - zona guardiania A+9 ore agg.+A
Modena Sud
Filippini Alessandro Sede di Modena A+9 ore agg.+A
Franciosi Roberto Reparto di Mirandola 9 ore agg.+A
Gatti Mirko Impianto Cipollette A+9 ore agg.+A
Giacomelli Andrea Zona Destra Panaro A+9 ore agg.+A
Lettucci Antonio Sede di Modena 9 ore agg.+A
Malagoli Matteo Ufficio di Modena - reparto Modena A+5 ore agg.+A
Sud
Manicardi Luca Impianto del Sabbioncello 5 ore agg.+A
Mantovani Ermanno Ufficio di Modena - reparto Modena A+4 ore aggiornam.
Sud
Mari Enrico Officina di Bondeno A+9 ore agg.+A
Mariani Michele Zona Destra Panaro A+9 ore agg.+A
Marzola Marcello Imp. Pilastresi A+9 ore agg.+A
Matteuzzi Barbara Zona Destra Panaro A+9 ore agg.+A
Mazzetti Ivan Zona Destra Panaro A+9 ore agg.+A
Merighi Giuliano Reparto di Mirandola – Zona A+9 ore agg.+A
Quaderlina
Natillo Alessia Sede di Modena 4 ore aggiornam.+A
Orlandi Maurizio Reparto di Modena Sud 5 ore aggiornam.+A
Paglione Fabio Sede di Modena A
Parmeggiani Andrea Impianto di Concordia Sud A+9 ore agg.+A
Ragazzi Roberto Officina di Bondeno A+9 ore agg.+A
Rebecchi Flavio Ufficio di Mirandola A+9 ore agg.+A
Ruosi Mauro Ufficio Mirandola A+4 ore aggiornam.
Simani Andrea Zona Destra Panaro A+9 ore agg.+A
Selmini Gian Luca Sede di Modena A+9 ore agg.+A
Spinelli Maurizio Reparto di Mirandola-Zona Staggia A+9 ore agg.+A
Varini Luciano Impianto di Concordia sud A+9 ore agg.+A
Zanni Paolo Reparto Modena Sud A
Zecchi Andrea Ufficio Mirandola A+4 ore agg.+A
Zoboli Denise Zona Destra Panaro A+9 ore agg.+A
Zoboli Rossano Zona Destra Panaro A
A = CORSO BASE MEDIO RISCHIO 8 ORE

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Nel 2016 si è organizzato un corso base per addetti alla squadra antincendio-evac.
SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI

È stato disposto un aggiornamento del piano generale di emergenza/evacuazione


del Consorzio e dei discendenti nove piani propri di ogni sito consorziale,
presidiato e non presidiato. Si prevede il completamento degli aggiornamenti nel
2018.

19. MEZZI INDIVIDUALI DI PROTEZIONE

Sono presenti i seguenti DPI:

DPI LAVORAZIONE

Guanti Uso di strumenti vibranti e utensili portatili.


Manipolazione e movimentazione carichi e
oggetti vari. Manutenzione del verde ecc.
Occhiali Uso di flessibile e mola.
Cuffie e tappi con archetto Uso attrezzature rumorose. Permanenza in
impianti con pompe in funzione.
Scarpe di sicurezza S3 con Tutte le lavorazioni
puntale e suola antiperforante.
Facciale filtrante per polveri Finitura. Uso decespugliatore e simili.
Facciale filtrante con filtro per Verniciatura. Uso diserbanti
vapori organici
Elmetto Lavori che comportano pericolo di caduta
materiale dall’alto (es. lavori edili)
Fune di sicurezza Lavori in altezza
Dispositivi anticaduta Lavori in quota (dove necessario - piccoli cantieri
edili – montaggio smontaggio ponteggi)
Dispositivo “uomo a terra” Per lavoratori a rischio particolare in solitudine
Giubbotto di salvataggio Motobarca
Grembiuli protettivo Opere di saldatura
Giacche a vento Tutti i lavori esterni ed in ambienti freddi
Maschere con filtri attivi Per lavori di saldatura anche su acciaio inox
Mascherine mono uso Per polveri e fibre aerodisperse ripar. pluvirrigui
Tute monouso Uso di diserbanti o riparazioni tubi pluvirrigui

Tutti i DPI acquistati sono dotati del marchio ‘CE’.


Tutti i DPI acquistati sono dotati della marcatura di conformità ‘CE’.
L’azienda custodisce presso il le sedi di utilizzo la documentazione relativa ai DPI
I lavoratori sono formati ed addestrati sul corretto uso dei DPI.

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VERSIONE 8 - DICEMBRE 2017

La documentazione informativa di accompagnamento è stata raccolta per i


seguenti DPI:
 Archetti auricolari 3M 1300
 Cuffie auricolari 3M 1435 e 3M PELTOR X5A
 Dispositivo anticaduta di arresto Fallstop MGA
 Facciale filtrante modello 8710 E (Classe P1)
 Filtri per maschere 3M modelli 7200, 7300 ... 7900 S
 Filtro per polveri 3M modello 7156 (classe P1)
 Imbracatura anticaduta Koala 2 - MGA
 Scarpe di sicurezza TPS
 Schermo facciale Bilsom VISION
 Stivali di sicurezza Veta ’86 modello Bill 2001
 Tappi auricolari lavabili EAR Tracers
 Tuta protettiva DuPont mod. Tyvek-Protech (a tenuta di particelle e spruzzi)

In seguito alla effettuazione del corso per lavoratori addetti al montaggio e smontaggio dei
ponteggi i lavoratori che hanno conseguito la abilitazione saranno dotati dei previsti D.P.I.
specifici per le operazioni contemplate.

In seguito alla segnalazione del Medico Competente relativamente alla necessità di


dotare alcuni lavoratori della possibilità di inviare un allarme in caso di malore in
situazione di lavoro in solitudine, sono stati acquistati e consegnati ai lavoratori indicati dal
Medico Competente dei Dispostivi “Uomo a Terra” che inviano un allarme telefonico
automatico a numeri prefissati in seguito ad una inclinazione corporea superiore a 45°
assunta dal lavoratore che li indossa.

I lavoratori sono formati ed addestrati al corretto uso dei DPI.

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI


In seguito alla effettuazione del corso per lavoratori addetti al montaggio e smontaggio dei
ponteggi i lavoratori che hanno conseguito la abilitazione sono stati dotati dei previsti
D.P.I. specifici per le operazioni contemplate.

20. FORMAZIONE E INFORMAZIONE AI LAVORATORI

Le attività formative sono connaturate alle caratteristiche proprie dell’attività. In


particolare il problema dei lavoratori stagionali prevede necessariamente una formazione
curata.
Ormai da diversi anni vengono svolte attività formative e informative, rivolte sia ai
componenti del Servizio di Prevenzione e Protezione, sia ai lavoratori dei vari reparti.

Nel corso del 2017 è stata proseguita la Procedura PO-01, che ha lo scopo di
formalizzare, documentare e rendere maggiormente efficienti le attività di
INFORMAZIONE dei nuovi assunti e dei lavoratori stagionali, anche allo scopo di gestire
la distribuzione di materiale informativo scritto.

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La procedura documenta anche la distribuzione dei Dispositivi di Protezione


Individuale, e la “storia formativa” di ogni addetto.

In ottemperanza alle direttive dell’Accordo Stato-Regioni, nel 2017 si sono


svolti i corsi di aggiornamento per i lavoratori addetti alla conduzione di escavatori,
trattori, terne e gru idrauliche a bordo camion.

Sono anche stati effettuati corsi per i preposti ed i lavoratori relativamente ai


lavori stradali con macchine operatrici.

Una serie di incontri formativi è stata dedicata alla illustrazione e consegna


dei manuali delle Istruzioni Operative per lo svolgimento in sicurezza delle
lavorazioni con macchine utensili ed attrezzature.

È stato effettuato il corso di aggiornamento per RLS

Il RLS nuovo ha effettuato la formazione base.

Il personale neo assunto ha effettuato il relativo corso di formazione


generale e specifica in base alla classe di rischio.

È stato organizzato un corso di aggiornamento per i lavoratori esposti ad


agenti cancerogeni: saldatori su acciaio inox e falegnami.

Alla fine del 2011, con l’ausilio del Direttore dell’Area Tecnica e dei Capi
Settore dell’Area Tecnica, è stata condotta una analisi di tutte le operazioni
lavorative dal personale di campagna, al fine di individuare delle aree omogenee di
lavorazioni e codificare per ognuna di esse la giusta procedura di esecuzione in
sicurezza ed in qualità.

Sono state classificate sei aree di lavorazione:

1) Lavori di saldatura su metalli

2) Lavori in campagna e manutenzione del verde

3) Lavori che comportano l’utilizzo di macchine utensili ed attrezzature da officina

4) Lavori di manutenzione edile

5) Lavori che comportano l’utilizzo di macchine operatrici –trattori, escavatori


terne e carrelli elevatori

6) Lavori di manutenzione degli impianti elettrici

Nel corso dei suddetti incontri di formazione si è illustrato il contenuto dei manuali
e discusso con gli operai addetti ed i loro preposti delle problematiche emergenti
nei vari settori di lavorazione.
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Le Istruzioni Operative per l’Esecuzione in Sicurezza delle Lavorazioni Consorziali


sono state incluse nella documentazione che si fornisce ai nuovi assunti.

Si riassumono nel seguito le principali iniziative svolte:

ATTIVITÀ CONTENUTI PARTECIPANTI DATA


(riunione, corso ecc.)
REFORM – Corso per Contenuti previsti dall’accordo Lavoratori consorziali 2017
lavoratori addetti all’utilizzo di Stato-Regione e effettuazione segnalati dalla
trattori, escavatori e terne della prova pratica. Direzione come addetti
Svolgimento della verifica finale all’utilizzo di terne,
di apprendimento trattori ed escavatori

REFORM – Corso di Contenuti previsti dall’accordo Impiegati ammnistrativi 2017


Formazione per personale Stato-Regione. e tecnici con funzione di
neo assunto Svolgimento della verifica finale sorveglianza cantieri
di apprendimento

Servizio di Prevenzione e Utilizzo in sicurezza delle Lavoratori addetti alle 2017


Protezione consorziale macchine utensili da officina e officine consorziali
delle attrezzature portatili
REFORM – Corso di Contenuti previsti dal D.Lgs. Lavoratori con compito 2017
Formazione per preposti 81/2008 di sovrintendere ad altri
lavoratori nei vari Settori
e Zone
REFORM – Corso base di Contenuti previsti dal D.L.gs. RLS neo eletto 2017
Formazione RLS Alvisi 81/2008 e s.m.i.
Massimiliano
REFORM – Corso per Contenuti previsti dall’accordo
Lavoratori consorziali 2017
lavoratori addetti all’utilizzo di Stato-Regione e effettuazione
segnalati dalla
gru idraulica su camion della prova pratica. Direzione come addetti
Svolgimento della verifica finale
all’utilizzo di gru
di apprendimento idraulica a bordo
camion
REFORM – corso di Contenuti previsti dal D.Lgs. Lavoratori appartenenti 2017
formazione per operatori su 81/2008 e dal Codice Stradale a vari Settori e Zone
strade e preposti
REFORM – Corso di Contenuti previsti dal D.Lgs. RLS consorziale – 2017
Aggiornamento annuale RLS 81/2008 Matteuzzi
Barbara Matteuzzi
REFORM – corso di Contenuti previsti dal D.Lgs. Saldatori su acciaio 2017
aggiornamento per lavoratori 81/2008 inox – falegnami –
esposti ad agenti addetti a lavorazioni su
cancerogeni eternit

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Le future attività formative e informative saranno riepilogate nella seguente


tabella:

ATTIVITÀ CONTENUTI PARTECIPANTI DATA


(riunione, corso ecc.)
Corsi di formazione 2018 Corsi base di formazione ed Addetti alla conduzione Lungo tutto il
aggiornamento per il personale. di macchine operatrici e 2018
attrezzature elencate
nell’accordo Stato
Regioni
Corsi, congressi e seminari Corsi base e aggiornamento sulla Principalmente RSPP e Lungo tutto il
vari sulla sicurezza normativa riguardante la salute e RLS corso del 2018
sicurezza sui luoghi di lavoro

Corsi di formazione per Contenuti previsti dal D.P.R. Lavoratori designati Lungo tutto il
lavorazioni in spazi confinati 177/2011 e D. Lgs. 81/2008 2018
Corsi di formazione base per Contenuti previsti dal D. Lgs. Lavoratori neo assunti Nel corso del
lavoratori a basso/medio 81/2008 2018
rischio
Corso di formazione per Contenuti previsti dal D. Lgs. Lavoratori di impianti e Nel corso del
lavoratori addetti all’uso del 81/2008 officine varie 2018
carroponte
Corso di formazione sui nuovi Contenuti previsti dal D. Lgs. Lavoratori appartenenti Nel corso del
piani di emergenza/ 81/2008 alle squadre primo 2018
evacuazione soccorso, emergenza
antincendio
È stato redatto un quadro sinottico della formazione del personale consorziale attraverso il quale è possibile
verificare tutte le attività di formazione ricevute da ciascun lavoratore al fine di potere programmare gli
aggiornamenti nel tempo.

20.1 Segnaletica

La segnaletica prevista e presente è costituita, in generale, dalle seguenti voci:

Segnali di avvertimento:
[forma triangolare / pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero]

 Alta tensione / tensione elettrica (cabina, quadri ed elettrodotti in campagna)


 Attenzione ai carichi sospesi
 Cavi elettrici interrati
 Zona rumorosa (Leq > 90 dBA; e anche Leq > 85 dBA)

Segnali di divieto:
[forma rotonda / pittogramma nero su fondo bianco, bordo e banda rossi]

 Non lubrificare macchine in moto (officine)


 Vietato usare acqua per spegnere incendi (quadri elettrici)
 Vietato fumare
 Vietato compiere riparazioni e registrazioni su organi in moto (officine)
 Vietato rimuovere dispositivi di protezione
 Accesso riservato al personale autorizzato (all’ingresso di ogni impianto, e, all’interno
di alcuni impianti, in prossimità di alcuni luoghi pericolosi)

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Segnali di prescrizione:
[forma rotonda / pittogramma bianco su fondo azzurro]

 Obbligatorio uso scarpe


 Obbligatorio proteggere l’udito
 Obbligatorio uso occhiali o schermo (vicino alla mola)
 Obbligatorio proteggere le vie respiratorie (zona finitura)
 Obbligatorio uso guanti (zona finitura)

Segnali di salvataggio:
[forma quadrata o rettangolare / pittogramma bianco su fondo verde]

 Pronto soccorso
 Uscita / Via di emergenza
 Telefono per salvataggio e pronto soccorso (num. ...)

Segnali per attrezzature antincendio:


[forma quadrata o rettangolare / pittogramma bianco su fondo rosso]

 Estintore
 Idrante
 Telefono per gli interventi antincendio (num. ...)

Altri segnali:

 Portata massima soppalchi


 Norme generali prevenzione infortuni
 Istruzioni per il primo soccorso agli infortunati (generale e ai colpiti da corrente
elettrica)
 Cartello indicativo caratteristiche mola
 Cartelli recanti norme comportamentali per carroponte e altre attrezzature
 Cartelli indicanti locali come centrale termica, cabina elettrica ecc.
 Nelle Sedi di Modena, Mirandola , Bondeno e San Giovanni in Persiceto e negli
impianti delle Pilastresi, del Sabbioncello, di Santa Bianca e di Concordia Sud sono
state esposte le planimetrie di evacuazione ed emergenza .

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI

Sono stati distribuiti ai dipendenti opuscoli contenenti le illustrazioni e le


spiegazioni dei segnali utilizzati nelle postazioni di lavoro consorziali, al fine di
facilitare la lettura e l’interpretazione dei cartelli monitori realmente presenti.

Il suddetto opuscolo è parte della documentazione informativa consegnata ai neo


assunti

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PARTE QUARTA - Valutazione specifica dei rischi

21. SCHEDE RIASSUNTIVE DI VALUTAZIONE

In base alle osservazioni e considerazioni della parte due, integrate da altri dati
raccolti durante la valutazione, i rischi presenti per i singoli addetti sono stati riassunti nelle
schede riportate di seguito. Sono state compilate le seguenti schede:

A. Organizzazione aziendale
B. Luoghi di lavoro 
1. Sede di Modena
2. Sedi periferiche varie
3. Officine falegnameria e magazzini
4. Impianti di sollevamento
5. Rete di canali, sostegni e chiaviche

C. Attrezzature di lavoro 
1. Macchine Operatrici
2. Impianti di pompaggio
3. Torni
4. Trapani a colonna
5. Seghetto alternativo
6. Sega a nastro per legno
7. Macchina combinata per legno
8. Attrezzature portatili per il verde
9. Centraline idrauliche per movimentazione paratoie
10. Altre attrezzature portatili
11. Mola a colonna
12. Piegatrice
13. Cesoia
14. Pressa
D. Rischi personali 
1. Impiegati
2. Operai officine e falegnami
3. Manutentori e operai in genere
4. Impiantisti (idrovoristi)
5. Guardiani e aiuto guardiani
6. Impiegati tecnici
7. Impiegati amministrativi
8. Addetti a macchine operatrici

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PROFILI DI RISCHIO Scheda A


Organizzazione Aziendale
Ditta Unità produttiva
Consorzio della Bonifica Burana Vedi documento
Datore di lavoro RSPP
Francesco Vincenzi Trotta Gian Luca
RLS Medico Competente
Matteuzzi Barbara – Alvisi Massimiliano Dott.ssa Maria Teresa Romeo
Struttura del servizio
I compiti sono svolti dai vari componenti coordinati dal R-SPP (vedi documento)

RISCHI ORGANIZZATIVI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Organizzazione del lavoro Non gravi Trascurabile


incompleta o errata
2 Controllo carente delle attività e Aumento rischi di Bassa Le possibilità di
comportamenti infortunio controllo nei lavori
che si svolgono
all’esterno sono
limitate
3 Distribuzione dei compiti non Non gravi Trascurabile
chiara
4 Carenza di una manutenzione Significative Trascurabile Sono adottate
regolare schede di
manutenzione
5 Presenza di lavori in cantiere o in Significative Elevata
condizioni non standardizzabili
6 Attività di pulizia e manutenzione Scarse Bassa
ordinaria
7 Carenza di coinvolgimento dei Aumento rischi Trascurabile
lavoratori nelle attività aziendali comportamentali
8 Carenza di addestramento o di - - Vedi Istruzioni
formazione specifica sulla Operative
sicurezza
Note: Non si osservano effettive situazioni di pericolosità derivanti da carenze
organizzative. Il tipo di attività e la impossibilità di effettuare controlli diretti sulle attività di
campagna non consentono di garantire in maniera assoluta la correttezza delle situazioni
lavorative. Le attività formative, che permettono di mitigare gli effetti negativi di cui al punto
precedente, hanno raggiunto una situazione ottimale. L’implementazione del S-PP
proposta nel 2016, qualora applicata, potrà contribuire significativamente al
miglioramento delle possibilità di controllo delle operazioni di campagna.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda B.1


Luoghi di lavoro
Ditta Unità (reparto, stabilimento ecc.)
Consorzio della Bonifica Burana Sede di Modena
Direttore Generale Designati ai servizi di emergenza
Ing. Cinalberto Bertozzi Vedi documento e Istruzione di Emergenza
Attività svolte
Tecniche e amministrative; ricevimento utenti

RISCHI STRUTTURALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Caduta dall’alto / pavimenti Scarse Molto bassa


2 Urto con parti fisse Molto limitate Molto bassa
3 Carenze nelle uscite, porte, scale Rallentamento e Bassa
e altri luoghi di passaggio disagio nel transito
4 Limitatezza degli spazi Limitate Bassa
5 Carenze nell’illuminazione Discomfort visivo e Molto bassa Sono state montate
naturale o artificiale affaticamento tende alle finestre
nel 2016
6 Carenze nell’aerazione naturale o Disagio Trascurabile
artificiale
7 Microclima e sbalzi termici Discomfort Bassa Palazzo
climatizzato dal
2003
8 Carenze igieniche o nei locali di - -
servizio
9 Carenze nelle strutture di deposito Basse Estremamente
(scaffali ecc.) bassa
10 Rischio da impianti elettrici Anche gravi Estremamente Impianto
bassa certificato e
oggetto di controlli
periodici
11 Rischio da impianti termici, Significative Estremamente Impianto gestito
idraulici e di condizionamento bassa da terzo respons.
12 Rischio d’incendio e di esplosione Significative Bassa Presenza di
impianti di allarme
con rilevatori fumi,
idranti ed estintori
13 Rischi derivanti da carenze nel Gravi Molto bassa Presenza di
sistema di emergenza / personale formato
evacuazione e addestrato
Note: La struttura, pur essendo un edificio storico, è stata sufficientemente adeguata alle
esigenze lavorative. Nel corso del 2014 si sono effettuati i lavori di adeguamento
dell’impianto elettrico e di messa a terra, nonché di illuminazione di emergenza con rilascio
di certificazione di conformità e notifica all’USL. Si stanno adeguando le uscite dalle vie di
esodo con apertura verso l’esterno e di tipo antipanico.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda B.2


Luoghi di lavoro
Ditta Unità (sedi periferiche)
Consorzio della Bonifica Burana Uffici di Bondeno, Mirandola e San Giovanni
in Persiceto
Dirigente Area Tecnica Designati ai servizi di emergenza
geom. Mauro Ruosi Vedi documento e Istruzioni di Emergenza
Responsabili di Zona
geom. Luigi Cavallini (Mirandola) –
Per. ind. Andrea Cappelli (Bondeno)
Ing. Andrea Simani (S. Giovanni P)
Attività svolte
Tecniche e amministrative; ricevimento utenti

RISCHI STRUTTURALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Caduta dall’alto / pavimenti Scarse Molto bassa


2 Urto con parti fisse Molto limitate Molto bassa
3 Carenze nelle uscite, porte, scale Rallentamento e Trascurabile
e altri luoghi di passaggio disagio nel transito
4 Limitatezza degli spazi Limitate Trascurabile
5 Carenze nell’illuminazione Discomfort visivo e Molto bassa
naturale o artificiale affaticamento
6 Carenze nell’aerazione naturale o Disagio Trascurabile
artificiale
7 Microclima e sbalzi termici Discomfort Molto bassa Ogni sede è
climatizzata
8 Carenze igieniche o nei locali di - -
servizio
9 Carenze nelle strutture di deposito Basse Estremamente
(scaffali ecc.) bassa
10 Rischio da impianti elettrici Anche gravi Estremamente
bassa
11 Rischio da impianti termici, Significative Estremamente
idraulici e di condizionamento bassa
12 Rischio d’incendio e di esplosione Significative Bassa
13 Rischi derivanti da carenze nel Gravi Estremamente
sistema di emergenza / bassa
evacuazione
Note: Le strutture non presentano situazioni di grave pericolo. A Modena, Bondeno ed a
San Giovanni in Persiceto vi è qualche maggiore problema per la presenza di archivi
cartacei consistenti e la vicinanza con altre strutture, in modo particolare il deposito
carburanti in S. Giovanni in P.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda B.3


Luoghi di lavoro
Ditta Unità (reparto, stabilimento ecc.)
Consorzio della Bonifica Burana Officine di Bondeno, Concordia Sud e altri siti
assimilabili
Dirigente Area Tecnica Designati ai servizi di emergenza
geom. Mauro Ruosi Vedi documento e Istruzioni di Emergenza
Responsabili di Settore o Zona
Ing. A. Simani -Geom. L. Cavallini –
Ing. Cristiano Benini – P.I. A. Cappelli
– Dr. Ermanno Mantovani
Attività svolte
Manutenzione straordinaria di attrezzature e impianti, piccole produzioni di carpenteria e
falegnameria, riparazioni varie.

RISCHI STRUTTURALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Caduta dall’alto / pavimenti Scarse Molto bassa


2 Urto con parti fisse Limitate Bassa
3 Carenze nelle uscite, porte, scale Rallentamento e Trascurabile
e altri luoghi di passaggio disagio nel transito
4 Limitatezza degli spazi Limitate Trascurabile
5 Carenze nell’illuminazione Discomfort visivo e Trascurabile
naturale o artificiale affaticamento
6 Carenze nell’aerazione naturale o Disagio Bassa
artificiale
7 Microclima e sbalzi termici Disagio Media E’ presente
temporaneo impianto termico
8 Carenze igieniche o nei locali di Disagio Molto bassa Nel caso di
servizio scarsità di pulizia
9 Carenze nelle strutture di deposito Caduta per errato Estremamente
(scaffali ecc.) stoccaggio bassa
10 Rischio da impianti elettrici Anche gravi Estremamente
bassa
11 Rischio da impianti termici, Significative Estremamente
idraulici e di condizionamento bassa
12 Rischio d’incendio e di esplosione Significative Bassa
13 Rischi derivanti da carenze nel Significative Bassa E’ presente
sistema di emergenza / personale formato
evacuazione e addestrato
14 Rischi da esposizione ad agenti Estremamente Molto bassa Sono attivi
cancerogeni-mutageni presenti Gravi aspiratori sui punti
nei fumi di saldatura acciaio inox e di lavorazione
polveri di legno duro
Note: I locali risultano adeguati all’attività esercitata per quanto riguarda sicurezza e
salubrità.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda B.4


Luoghi di lavoro
Ditta Unità (reparto, stabilimento ecc.)
Consorzio della Bonifica Burana Impianti di sollevamento e pompaggio
presidiati e non presidiati
Responsabili di settore e zona Designati ai servizi di emergenza
L’Ing. Benini sovrintende il Vedi documento e Istruzioni di Emergenza
funzionamento e la manutenzione
impianti in sinistra e destra Panaro,
Attività svolte
Gestione impianti di pompaggio e sollevamento.
RISCHI STRUTTURALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Caduta dall’alto / pavimenti da Limitate a Gravi Molto bassa


2 Urto con parti fisse Limitate Molto bassa
3 Carenze nelle uscite, porte, scale - -
e altri luoghi di passaggio
4 Lavori in spazi confinati Significative Trascurabile Solo per passaggio
5 Carenze nell’illuminazione Discomfort visivo e Trascurabile
naturale o artificiale affaticamento
6 Carenze nell’aerazione naturale o Disagio Trascurabile
artificiale
7 Microclima e sbalzi termici Disagio Media
8 Carenze igieniche o nei locali di Disagio Trascurabile
servizio
9 Carenze nelle strutture di deposito Limitate Trascurabile
(scaffali ecc.)
10 Rischio da impianti elettrici Anche gravi Estremamente
bassa
11 Rischio da impianti termici, Significative Estremamente
idraulici e di condizionamento bassa
12 Rischio d’incendio e di esplosione Significative Bassa o molto
bassa
13 Rischi derivanti da carenze nel Significative Bassa o
sistema di emergenza / trascurabile
evacuazione
14 Rischi derivanti dalla esposizione Gravi Estremamente
a campi elettromagnetici bassa

15 Rischi da esposizione ad agenti Estremamente Molto bassa


cancerogeni-mutageni per Gravi
lavorazioni su condutture in
cemento-amianto
Note: Le situazioni sono molto variabili fra di loro. Negli impianti maggiori vi possono
essere alcune situazioni da considerare con cautela. È terminata nel 2016 la valutazione
del rischio per lavorazioni in spazi confinati. Nel 2018 si procederà alla formazione
dei lavoratori, alla programmazione della sorveglianza sanitaria, alla dotazione dei
DPI e delle attrezzature di sollevamento ed alla redazione di procedure.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda B.5


Luoghi di lavoro
Ditta Unità (reparto, stabilimento ecc.)
Consorzio della Bonifica Burana Rete di canali, sostegni e chiaviche
Responsabili Designati ai servizi di emergenza
Vedi documento e Istruzioni di Emergenza
I Capi Settore Responsabili di Reparto
Attività svolte
Controllo e manutenzione; manovre su sostegni e chiaviche
RISCHI STRUTTURALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Caduta dall’alto / pavimenti Significative Media Si sta


completando la
messa in
sicurezza
2 Urto con parti fisse Limitate Trascurabile
3 Carenze nelle uscite, porte, scale - -
e altri luoghi di passaggio
4 Lavori in spazi confinati Significative Trascurabile
5 Carenze nell’illuminazione Limitatissime Bassa In alcuni punti di
naturale o artificiale manovra coperti
6 Carenze nell’aerazione naturale o - -
artificiale
7 Microclima e sbalzi termici Disagio Alta Esposizione ad
agenti atmosferici
8 Carenze igieniche o nei locali di - -
servizio
9 Carenze nelle strutture di deposito - -
(scaffali ecc.)
10 Rischio da impianti elettrici Significative Estremamente Presenti solo in
bassa limitati casi
11 Rischio da impianti termici, - -
idraulici e di condizionamento
12 Rischio d’incendio e di esplosione Limitatissime Trascurabile
13 Rischi derivanti da carenze nel - -
sistema di emergenza /
evacuazione
Note: Le situazioni sono molto variabili fra di loro. L’unico rischio significativo è quello
legato alla caduta o scivolamento, sugli argini o su posti di manovra. Si sta provvedendo
alla protezione tramite parapetti in tutti i sostegni di campagna iniziando da quelli più
pericolosi.

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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
VERSIONE 8 - DICEMBRE 2017

PROFILI DI RISCHIO Scheda C.1


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Escavatori, terne, trattori
Macchine operatrici
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
lavori di campagna, presso argini di Lavoratori vari in possesso di idoneità ai
canali , fossi ecc. sensi dell’Accordo formazione 22/02/2012
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Stagionale Operai specificamente addetti a tale compito
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Lievi tagli Molto bassa


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Manovre errate e Bassa
conseguenti
pericoli
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Manovre errate e Estremamente
di corrente conseguenti bassa
pericoli
6 Instabilità della macchina Ribaltamento Estremamente
bassa
7 Rottura o collasso di parti della macchina - -
8 Proiezione di oggetti o frammenti Gravi Media
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Gravi Estremamente
bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione Gravi Estremamente
bassa
11 Energia elettrica o elettricità statica - -
12 Emissione localizzata di sostanze nocive Limitate Bassa
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori Gravi Estremamente
bassa
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: La conduzione delle macchine operatrici da parte di personale esperto può dare
luogo solo in circostanze improbabili a pericolo grave per l’operatore o per altre persone.
La proiezione di sassi o altri frammenti è un’evenienza relativamente più comune.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.2


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Pompe elettriche o Diesel
Pompe
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Impianti fissi Capi impianto

Entità di utilizzo Lavoratori esposti


Stagionale Guardiani e operai addetti presso impianti
presidiati
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Urto contro parti Media


sporgenti
2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno - -
di corrente
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina Gravi Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti - -
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro - -
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione Media Estremamente
bassa
11 Energia elettrica o elettricità statica – campi Gravi Estremamente
elettromagnetici bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli Gravi Estremamente
bassa
Note: Rischi significativi possono essere presenti solo nelle attività di manutenzione e
smontaggio di componenti (alcune di queste operazioni avvengono molto raramente). Le
pompe (almeno la maggior parte) possono considerarsi intrinsecamente sicure). I campi
elettromagnetici sono verificati periodicamente come da documenti allegati.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.3


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Torni manuali
Torni
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Officina di Bondeno Capi Officina

Entità di utilizzo Lavoratori esposti


Saltuaria Operai appositamente designati
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) - -


2 Prodotti impiegati ed originati Ferite per contatto Molto bassa
con trucioli
3 Carenze nell’illuminazione localizzata Disagio visivo Molto bassa
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Poco rilevanti Bassa
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Significativo Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina Significativo Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Significativo Media
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Significativo Bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione Significativo Trascurabile
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: I rischi infortunistici non sono trascurabili e richiedono l’adozione di attente
procedure di utilizzo e di una corretta formazione degli operatori. Nel 2016 è stato redatto
un particolare documento di valutazione del rischio con procedure di istruzione
all’uso in sicurezza per le macchine utensili presenti nelle officine più importanti. Il
predetto documento costituisce allegato al presente DVR

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.4


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Alcuni trapani a colonna
Trapani a colonna
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Officine varie Capi Officina e Capi Impianto
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Operai, in particolare addetti manutenzione
appositamente designati
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) - -


2 Prodotti impiegati ed originati Ferite per contatto Molto bassa
con trucioli
3 Carenze nell’illuminazione localizzata Disagio visivo Molto bassa
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Non gravi Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina Significativo Molto bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Significativo Bassa
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Significativo Bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione Significativo Trascurabile
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: I rischi infortunistici sono ridotti ad un livello modesto. Tuttavia sulle macchine a ciclo
manuale, anche in assenza di rischi gravi, devono essere attuate idonee misure
comportamentali. Nel 2016 è stato redatto un particolare documento di valutazione del
rischio con procedure di istruzione all’uso in sicurezza per le macchine utensili
presenti nelle officine più importanti. Il predetto documento costituisce allegato al
presente DVR

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.5


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine 1 macchina
Seghetto Alternativo
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Officina di Bondeno Capo officina
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Operai appositamente designati
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Ferita Molto bassa


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Gravi Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina Anche gravi Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti - -
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Gravi Bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori Gravi Estremamente
bassa
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: I rischi infortunistici non sono rilevanti purché vengano adottate le previste misure
comportamentali. Tuttavia è necessaria l’adozione di misure di estrema cautela e l’uso da
parte di personale perfettamente addestrato.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.6


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine 1 sega a nastro
Sega a nastro
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Falegnameria di Bondeno Addetto alla falegnameria
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Falegnami
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Ferita Molto bassa


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Significativo Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina Media Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Media Molto bassa
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Gravi Molto bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori Anche gravi Estremamente
bassa
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: I rischi infortunistici non sono rilevanti purché vengano adottate le previste misure
comportamentali. Nel 2016 è stato redatto un particolare documento di valutazione del
rischio con procedure di istruzione all’uso in sicurezza per le macchine utensili
presenti nella falegnameria di Bondeno. Il predetto documento costituisce allegato al
presente DVR

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.7


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine 2 Macchine
Macchina combinata per legno
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Falegnameria di Bondeno Addetto alla falegnameria
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Falegnami
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Ferita Bassa


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Significativo Bassa
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Significativo Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina Significativo Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Medio Bassa
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Grave Molto bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori Significativo Estremamente
bassa
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: I rischi infortunistici possono essere tenuti agevolmente sotto controllo con adeguate
misure comportamentali. Tuttavia il livello di sicurezza è inferiore rispetto a quello ottenibile
su macchine “monofunzione”. Nel 2016 è stato redatto un particolare documento di
valutazione del rischio con procedure di istruzione all’uso in sicurezza per le
macchine utensili presenti nella falegnameria di Bondeno. Il predetto documento
costituisce allegato al presente DVR

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.8


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Decespugliatori, motofalciatrici,
Attrezzature portatili per il verde motoseghe, tosaerba ecc.
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Presso aree cortilive Vari
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Frequente-discontinuo Addetti pulizia aree cortilive

RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Medio Bassa


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Medio Estremamente
bassa
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Medio Bassa
di corrente
6 Instabilità della macchina Medio Bassa
(motofalciatrice)
7 Rottura o collasso di parti della macchina Medio Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Lieve - Medio Media
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Significativo Estremamente
bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica - -
12 Emissione localizzata di sostanze nocive Lieve (polveri) Media
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori Medio Estremamente
bassa
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli Medio Bassa
Note: I pericoli nell’uso di queste attrezzature sono diversi, e non del tutto eliminabili,
anche per il luogo di lavoro irregolare e non sempre prevedibile. Tuttavia i pericoli più gravi
sono sufficientemente sotto controllo. Vedi Istruzioni Operative.

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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.9


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Trapani, smerigliatori, martelli demolitori
Utensili portatili ecc.
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Cantieri e impianti vari Capi officina e Capi impianto
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Operai adibiti a lavori di manutenzione

RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) - -


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Lieve Media
di corrente
6 Instabilità della macchina Lieve Media
7 Rottura o collasso di parti della macchina Medio Molto bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Medio Media
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Medio Media
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive Lieve (polveri) Media
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori Medio Estremamente
bassa
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: I pericoli nell’uso di queste attrezzature sono mediamente limitati, anche se alcuni
lievi e lievissimi infortuni possono risultare abbastanza frequenti. Risulta necessario fra
l’altro l’utilizzo di adeguati DPI. Vedi Istruzioni Operative

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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.10


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Alcune mole a colonna
Mole a colonna
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Officine varie Capi officina e Capi impianto
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Operai vari
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) - -


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Lieve Bassa
di corrente
6 Instabilità della macchina Medio Estremamente
bassa
7 Rottura o collasso di parti della macchina Significativo Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Grave Media
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Lieve Media
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive Lieve (polveri) Media
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: I rischi infortunistici si collocano su livelli moderati. Nel 2016 è stato redatto un
particolare documento di valutazione del rischio con procedure di istruzione all’uso
in sicurezza per le macchine utensili presenti nelle principali officine. Il predetto
documento costituisce allegato al presente DVR

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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.11


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine 1 piegatrice
Pressa piegatrice
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Officina di Bondeno Capo officina
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Operai vari
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) - -


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Lieve Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina - -
8 Proiezione di oggetti o frammenti - -
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro - -
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: La macchina non presenta rischi significativi, purché vengano correttamente
mantenuti in essere i dispositivi di protezione. Nel 2016 è stato redatto un particolare
documento di valutazione del rischio con procedure di istruzione all’uso in sicurezza
per le macchine utensili presenti nelle principali officine. Il predetto documento
costituisce allegato al presente DVR

Pagina 99
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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.12


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine Cesoia
Cesoia
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Officina di Bondeno Capo officina e meccanici
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Operai vari
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

1 Parti fisse (bordi affilati ecc.) - -


2 Prodotti impiegati ed originati - -
3 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
4 Carenze o complessità nei dispositivi di comando - -
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Lieve Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina - -
7 Rottura o collasso di parti della macchina - -
8 Proiezione di oggetti o frammenti - -
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro - -
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Shock elettrico Estremamente
bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: La macchina non presenta rischi significativi, purché vengano correttamente
mantenuti in essere i dispositivi di protezione. Nel 2016 è stato redatto un particolare
documento di valutazione del rischio con procedure di istruzione all’uso in sicurezza
per le macchine utensili presenti nelle principali officine. Il predetto documento
costituisce allegato al presente DVR

Pagina 100
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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.13


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine centraline oleodinamiche
Centralina oleodinamica portatile
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Guardianie varie di Mirandola, Capo officina
Bondeno e San Giovanni in Persiceto
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Guardiani e aiuto guardiani
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

5 Movimentazione manuale dei carichi Significativo Media


6 Parti fisse (bordi affilati ecc.) - -
7 Prodotti impiegati ed originati (carburanti e lubrificanti) Significativo Media
8 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
9 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Lieve Estremamente
bassa
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Lieve Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina Significativo Bassa
7 Rottura o collasso di parti della macchina - -
8 Proiezione di oggetti o frammenti - -
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Lieve Media
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica - -
12 Emissione localizzata di sostanze nocive Lieve Media
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: La macchina non presenta rischi significativi, purché vengano correttamente
mantenuti in essere i dispositivi di protezione e gli spostamenti siano effettuati da due
persone.

Pagina 101
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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.14


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine 5 troncatrici a nastro
Troncatrice
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Magazzini di Nonantola - Formigine – Capo officina – Capo impianto - Guardiano di
Bondeno - Officina Pilastresi- Zona
Imp.Concordia Sud
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Guardiani e aiuto guardiani-addetti impianti
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

10 Movimentazione manuale dei carichi - -


11 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Significativo Bassa
12 Prodotti impiegati ed originati (carburanti e lubrificanti) Significativo Bassa
13 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
14 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Significativo Estremamente
bassa
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Significativo Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina Lieve Bassa
7 Rottura o collasso di parti della macchina Lieve Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Significativo Bassa
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Grave Bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Significativo Bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: La macchina non presenta rischi significativi, purché vengano correttamente
mantenuti in essere i dispositivi di protezione. Nel 2016 è stato redatto un particolare
documento di valutazione del rischio con procedure di istruzione all’uso in sicurezza
per le macchine utensili presenti nelle varie officine. Il predetto documento
costituisce allegato al presente DVR

Pagina 102
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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
VERSIONE 8 - DICEMBRE 2017

PROFILI DI RISCHIO Scheda C.15


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine 1 fresa per legno
Fresa per legno
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Falegnameria di Bondeno Capo falegname
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Falegnami
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

15 Movimentazione manuale dei carichi - -


16 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Significativo Bassa
17 Prodotti impiegati ed originati (carburanti e lubrificanti) Significativo Bassa
18 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
19 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Significativo Estremamente
bassa
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Significativo Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina Lieve Bassa
7 Rottura o collasso di parti della macchina Lieve Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Significativo Bassa
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Grave Bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Significativo Bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: La macchina non presenta rischi significativi, purché vengano correttamente
mantenuti in essere i dispositivi di protezione. Nel 2016 è stato redatto un particolare
documento di valutazione del rischio con procedure di istruzione all’uso in sicurezza
per le macchine utensili presenti nella falegnameria di Bondeno. Il predetto
documento costituisce allegato al presente DVR

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PROFILI DI RISCHIO Scheda C.16


Attrezzature di lavoro
Macchina o gruppo omogeneo di Elenco dettagliato:
macchine 1 troncatrice a disco
Troncatrice
Ubicazione macchine Addetto alla manutenzione
Magazzino di Corlo Guardiano
Entità di utilizzo Lavoratori esposti
Saltuaria Operai addetti – dogaroli
RISCHI DI INFORTUNIO
LEGATI ALLA FAMIGLIA DI MACCHINE, MEZZI DI
SOLLEVAMENTO, APPARECCHI A PRESSIONE
Origine dei rischi (Rischio derivante da ...) Entità del rischio Probabilità

20 Movimentazione manuale dei carichi - -


21 Parti fisse (bordi affilati ecc.) Significativo Bassa
22 Prodotti impiegati ed originati (carburanti e lubrificanti) - -
23 Carenze nell’illuminazione localizzata - -
24 Carenze o complessità nei dispositivi di comando Significativo Estremamente
bassa
5 Avviamento normale e accidentale, compreso il ritorno Significativo Estremamente
di corrente bassa
6 Instabilità della macchina Lieve Bassa
7 Rottura o collasso di parti della macchina Lieve Estremamente
bassa
8 Proiezione di oggetti o frammenti Significativo Bassa
9 Contatto con organi mobili - organi di lavoro Grave Bassa
10 Contatto con organi mobili - organi di trasmissione - -
11 Energia elettrica o elettricità statica Significativo Bassa
12 Emissione localizzata di sostanze nocive - -
13 Alte o basse temperature - -
14 Mancato coordinamento fra più operatori - -
15 Manovre di manutenzione o trasporto non agevoli - -
Note: La macchina essendo di ultima generazione non presenta rischi significativi, purché
vengano correttamente mantenuti in essere i dispositivi di protezione. Nel 2016 è stato
redatto un particolare documento di valutazione del rischio con procedure di
istruzione all’uso in sicurezza per le macchine utensili presenti nelle varie officine . Il
predetto documento costituisce allegato al presente DVR

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.1


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Uffici di Modena, Bondeno, Personale d’ufficio
Mirandola e San Giovanni in P.
Attività svolte
Amministrative e tecniche
RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Movimentazione manuale di - -
carichi
2 Manipolazione e trasporto oggetti, Trascurabili Trascurabile
merci ecc.
3 Esposizione ad agenti chimici a Trascurabili Trascurabile
diffusione ambientale
4 Esposizione ad agenti chimici per Trascurabili Trascurabile
contatto diretto
5 Esposizione ad agenti biologici - -
6 Esposizione a rumore (effetti - -
uditivi)
7 Esposizione a rumore (effetti Stress, Bassa
extrauditivi) deconcentrazione
8 Esposizione a vibrazioni - -
9 Esposizione ad altri agenti fisici Malattie da Trascurabile
esposizione a
campi
elettromagnetici
10 Stress fisico - -
11 Stress mentale Abbassamento Bassa
difese immunitarie,
deconcentrazione
ecc.
12 Uso di videoterminali Astenopia Da bassa a media Effettuata la
(sindrome di prevista visita sui
affaticamento lavoratori a più di
visivo) e disturbi 20 ore settimanali.
causati da posture Dal 2002 controllo
scorrette e sanitario periodico
movimenti ripetitivi
protratti

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.1


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Uffici di Modena, Bondeno, Personale d’ufficio
Mirandola e San Giovanni in P.
Attività svolte
Amministrative e tecniche
RISCHI PERSONALI
13 Posture mantenute a lungo o non Postura assisa Molto bassa
corrette prolungata e
conseguente
sovraccarico
dischi
intervertebrali e
sistema muscolo/
scheletrico
14 Altri problemi ergonomici - -

Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

15 Microclima degli uffici non Deconcentrazione Media Impianto di


condizionato nel periodo estivo e affaticamento climatizzazione
installato e
funzionante
Note: Non sono presenti rischi significativi rispetto alle normali lavorazioni di ufficio. Il
problema dei videoterminalisti assume un rilievo variabile secondo i casi, senza comunque
raggiungere livelli elevati.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.2


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Officine Operai addetti a lavori di officina
Attività svolte
Uso macchine utensili manuali - Aggiustaggio - Saldatura - Verniciatura a pennello

RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Movimentazione manuale di (1) Lievi infortuni e Bassa (1)


carichi traumi da sforzo Molto bassa (2)

(2) Danni a lungo


termine al sistema
muscolo -
scheletrico per
sforzi prolungati
2 Manipolazione e trasporto oggetti, Infortuni non gravi Bassa
merci ecc.
3 Esposizione ad agenti chimici a (1) Disturbi al Molto bassa (1)
diffusione ambientale sistema Trascurabile (2)
respiratorio per
saldatura e
inalazione polveri e
nebbie oleose
(2) Patologia
cronica per
inalazione solventi
4 Esposizione ad agenti chimici per Irritazioni o lesioni Molto bassa
contatto diretto per contatto diretto
con prodotti
vernicianti o
lubrorefrigeranti
5 Esposizione ad agenti biologici Patologie varie Estremamente Eventuali
bassa microrganismi
presenti nelle
vasche di FLR
Rischio tetano
eliminato da
vaccinazione
6 Esposizione a rumore (effetti Ipoacusia Media Vedi valutazione
uditivi) rumore
7 Esposizione a rumore (effetti Annoyance (stress Significativa Il portone
extrauditivi) da disturbo), fonoisolante
deconcentrazione montato a Bondeno
ha portato la
postazione dei
tornitori <80dBA
8 Esposizione a vibrazioni Patologie da Bassa Sono dati in
vibrazioni al dotazione guanti anti
sistema mano- vibrazione
braccio VIBROGUARD

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.2


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Officine Operai addetti a lavori di officina
Attività svolte
Uso macchine utensili manuali - Aggiustaggio - Saldatura - Verniciatura a pennello

RISCHI PERSONALI
9 Esposizione ad agenti Gravi patologie per Molto bassa Saltuarietà della
cancerogeni-mutageni derivanti insorgenza di saldature-uso DPI-
dai fumi di saldatura su acciaio neoplasie sorveglianza
sanitaria
inox
10 Esposizione ad altri agenti fisici Danni per Estremamente
esposizione a bassa
raggi UV
11 Stress fisico Affaticamento Media
sistema muscolo -
scheletrico
12 Stress mentale Affaticamento Bassa
13 Uso di videoterminali - -
14 Posture mantenute a lungo o non Postura eretta Bassa
corrette prolungata e
conseguente
sovraccarico
sistema muscolo/
scheletrico e
affaticamento arti
inferiori
15 Altri problemi ergonomici - -
Note: La movimentazione manuale di carichi è poco intensa, con presenza di ampi
periodi di recupero. Oltre alla sorveglianza sanitaria sono attuate tutte le forme di
prevenzione disponibili. La salubrità ambientale si mantiene su buoni livelli. La situazione
presenta nel complesso un grado di rischio inferiore a quello riscontrabile nel settore
metalmeccanico. I carichi di lavoro inferiori compensano la maggiore variabilità delle
lavorazioni.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.3


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Officine / Impianti / Aree esterne Manutentori e operai in genere
Attività svolte
Manutenzione impianti vari - Aggiustaggio - Verniciatura a pennello - Manutenzione
del verde

RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Movimentazione manuale di (1) Lievi infortuni e Bassa (1)


carichi traumi da sforzo Molto bassa (2)
(2) Danni a lungo
termine al sistema
muscolo -
scheletrico per
sforzi prolungati
2 Manipolazione e trasporto oggetti, Significative Bassa
merci ecc.
3 Esposizione ad agenti chimici a Disturbi al sistema Molto bassa L’uso di diserbanti
diffusione ambientale respiratorio per (poco pericolosi)
inalazione polveri rappresenta il rischio
o prodotti chimici più frequente
4 Esposizione ad agenti chimici per Irritazioni per Molto bassa
contatto diretto contatto diretto
con prodotti
chimici
5 Esposizione ad agenti biologici Patologie varie Estremamente Rischio tetano
bassa eliminato da
vaccinazione
6 Esposizione a rumore (effetti Ipoacusia Da bassa a media Vedi valutazione
uditivi) rumore
7 Esposizione a rumore (effetti Annoyance (stress Bassa
extrauditivi) da disturbo),
deconcentrazione
8 Esposizione a vibrazioni Patologie da Bassa Vedi valutazione
vibrazioni al vibrazioni
sistema mano-
braccio
9 Esposizione ad altri agenti fisici Danni per Estremamente
esposizione a bassa
campi
elettromagnetici
10 Stress fisico Affaticamento Media
sistema muscolo -
scheletrico
11 Stress mentale Affaticamento Bassa
12 Uso di videoterminali - -

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.3


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Officine / Impianti / Aree esterne Manutentori e operai in genere
Attività svolte
Manutenzione impianti vari - Aggiustaggio - Verniciatura a pennello - Manutenzione
del verde

RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

13 Caduta dall’alto Gravi Bassa I sostegni a


maggior rischio
sono dotati di
protezioni
14 Posture mantenute a lungo o non Limitate Bassa
corrette
15 Altri problemi - -
ergonomici
16 Esposizione ad agenti Neoplasie al Estremamente I campionamenti
cancerogeni derivanti dalle sistema bassa effettuati rivelano
lavorazioni alle condutture degli respiratorio una scarsissima
presenza di fibre
impianti pluvirrigui in cemento-
amianto
Note: La movimentazione manuale di carichi è poco intensa, con presenza di ampi periodi
di recupero. Oltre alla sorveglianza sanitaria sono attuate tutte le forme di prevenzione
disponibili. Tuttavia le reali lavorazioni mantengono un significativo grado di variabilità che
va tenuto presente nelle attività preventive. Nel 2016 è stato fatto il corso per il
conseguimento dei patentini per utilizzo fitofarmaci.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.4


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Impianti di Pilastresi, Sabbioncello, Idrovoristi
Bondeno ed impianti in destra Panaro
Attività svolte
Controllo funzionamento impianti e relative attività di manutenzione

RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Movimentazione manuale di Lievi infortuni e Molto bassa


carichi traumi da sforzo
2 Manipolazione e trasporto oggetti, Significative Bassa
merci ecc.
3 Esposizione ad agenti chimici a Lievi Estremamente
diffusione ambientale bassa
4 Esposizione ad agenti chimici per Irritazioni per Molto bassa
contatto diretto contatto diretto
con prodotti
chimici
5 Esposizione ad agenti biologici Patologie varie Estremamente Rischio tetano
bassa eliminato da
vaccinazione
6 Esposizione a rumore (effetti Ipoacusia Da bassa a media Vedi valutazione
uditivi) rumore
7 Esposizione a rumore (effetti Annoyance (stress Significativa
extrauditivi) da disturbo),
deconcentrazione
8 Esposizione a vibrazioni Patologie da Estremamente Vedi valutazione
vibrazioni al bassa vibrazioni
sistema mano-
braccio
9 Esposizione ad altri agenti fisici Danni per Estremamente
esposizione a bassa
campi
elettromagnetici
10 Stress fisico Affaticamento Media
sistema muscolo -
scheletrico
11 Stress mentale Affaticamento e Alta Turnazione sulle 24
scompensi cicli ore nei periodi di
fisiologici funzionamento.
12 Uso di videoterminali - -
13 Posture mantenute a lungo o non Limitate Bassa
corrette
14 Altri problemi ergonomici - -
Note: La movimentazione manuale di carichi è poco intensa, con presenza di ampi periodi
di recupero. Oltre alla sorveglianza sanitaria sono attuate tutte le forme di prevenzione
disponibili. Tuttavia le reali lavorazioni mantengono un significativo grado di variabilità

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.5


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Guardianie varie Guardiani a aiuto guardiani
Attività svolte
Controllo attività di campagna e funzionamento impianti - sorveglianza sulla rete
idrica - manovre su sostegni e chiaviche

RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Movimentazione manuale di Infortuni e traumi Media


carichi da sforzo
2 Manipolazione e trasporto oggetti, Significative Bassa
merci ecc.
3 Esposizione ad agenti chimici a - -
diffusione ambientale
4 Esposizione ad agenti chimici per Irritazioni per Estremamente
contatto diretto contatto diretto bassa
con prodotti
chimici
5 Esposizione ad agenti biologici Patologie varie Molto bassa Rischio tetano
eliminato da
vaccinazione
6 Esposizione a rumore (effetti Ipoacusia Da Molto bassa a Vedi valutazione
uditivi) Media rumore
7 Esposizione a rumore (effetti Annoyance (stress Bassa
extrauditivi) da disturbo),
deconcentrazione
8 Esposizione a vibrazioni Danni da vibrazioni Bassa Vedi valutazione
al sistema mano - vibrazioni
braccio
9 Esposizione ad altri agenti fisici - -
10 Stress fisico Affaticamento Media
sistema muscolo -
scheletrico
11 Stress mentale Sovraccarico Alta In alcune situazioni
mentale di urgenza si
verificano situazioni
di forte stress
12 Uso di - -
videoterminali
13 Posture mantenute a lungo o non - -
corrette

14 Altri problemi ergonomici Posture scorrette Alta Durante


l’esecuzione di
alcune manovre

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.5


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Guardianie varie Guardiani a aiuto guardiani
Attività svolte
Controllo attività di campagna e funzionamento impianti - sorveglianza sulla rete
idrica - manovre su sostegni e chiaviche

RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

15 Caduta dall’alto Gravi Bassa I sostegni a


maggior rischio
sono dotati di
protezioni
Note: La peculiarità della professione determina una bassa esposizione ad agenti fisici e
chimici, la possibilità di traumi per sollevamento e movimentazione carichi, elevati carichi
di lavoro e di responsabilità in alcuni periodi e situazioni di emergenza. I guardiani veri e
propri hanno queste caratteristiche più accentuate rispetto agli “aiuti”, i quali presentano
una maggiore variabilità dei compiti.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.6


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Uffici di Modena, Bondeno, Impiegati tecnici
Mirandola, San Giovanni in
Persiceto e luoghi di lavoro esterni
Attività svolte
Controllo delle attività ordinarie e straordinarie, coordinamento, attività tecniche
vere e proprie, sopralluoghi in genere
RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Movimentazione manuale di - -
carichi
2 Manipolazione e trasporto oggetti, Lievi Trascurabile
merci ecc.
3 Esposizione ad agenti chimici a Lievi Bassa
diffusione ambientale
4 Esposizione ad agenti chimici per Lievi Bassa
contatto diretto
5 Esposizione ad agenti biologici Significative Estremamente
bassa
6 Esposizione a rumore (effetti Lievi Trascurabile
uditivi)
7 Esposizione a rumore (effetti Stress, Bassa
extrauditivi) deconcentrazione
8 Esposizione a vibrazioni - -
9 Esposizione - -
ad altri agenti fisici
10 Stress fisico - -
11 Stress mentale Abbassamento Bassa / Media
difese immunitarie,
deconcentrazione
ecc.

12 Uso di videoterminali Astenopia e Molto bassa I lavoratori a più di


disturbi causati da 20 ore settimanali
posture scorrette e sono sottoposti a
movimenti ripetitivi visita medica
protratti periodica
13 Posture mantenute a lungo o non Postura assisa Molto bassa
corrette prolungata e
conseguente
sovraccarico
dischi
intervertebrali e
sistema muscolo/
scheletrico

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.6


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Uffici di Modena, Bondeno, Impiegati tecnici
Mirandola, San Giovanni in
Persiceto e luoghi di lavoro esterni
Attività svolte
Controllo delle attività ordinarie e straordinarie, coordinamento, attività tecniche
vere e proprie, sopralluoghi in genere
RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

14 Altri problemi ergonomici - -


Note: Non sono presenti rischi elevati. In funzione del livello di responsabilità, della
efficacia dei modelli organizzativi e della qualità dei rapporti interpersonali, lo stress
mentale può assumere un rilievo più o meno importante.

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PROFILI DI RISCHIO Scheda D.7


Esposizione personale
Reparto Gruppo di lavoratori
Aree esterne Addetti a macchine operatrici
Attività svolte
Lavorazioni varie alla guida di M.O.

RISCHI PERSONALI
Tipologia dei rischi Conseguenze Probabilità Note

1 Movimentazione manuale di - -
carichi
2 Manipolazione e trasporto oggetti, - -
merci ecc.
3 Esposizione ad agenti chimici a Disturbi al sistema Molto bassa
diffusione ambientale respiratorio per
inalazione polveri
o gas di scarico
4 Esposizione ad agenti chimici per Irritazioni per Trascurabile
contatto diretto contatto diretto
con prodotti
chimici
5 Esposizione ad agenti biologici Patologie varie Trascurabile
6 Esposizione a rumore (effetti Ipoacusia Media o Bassa Vedi valutazione del
uditivi) rumore
7 Esposizione a rumore (effetti Annoyance (stress Significativa
extrauditivi) da disturbo),
deconcentrazione
8 Esposizione a vibrazioni Patologie Media Vedi valutazione
aspecifiche da vibrazioni
vibrazioni all’intero
corpo
9 Esposizione ad altri agenti fisici - -
10 Stress fisico Affaticamento Media
sistema muscolo -
scheletrico
11 Stress mentale Affaticamento Bassa
12 Uso di videoterminali - -
13 Posture mantenute a lungo o non Sovraccarico del Elevata
corrette sistema muscolo
/scheletrico per
posture assise
fisse
14 Caduta in fase di salita o discesa Distorsioni o Media Sono stati emessi
dalla macchina operatrice fratture arti specifici ordini di
servizio.
Note: Il rischio rumore è stato recentemente contenuto. Altre problematiche si mantengono
a un livello limitato, ad esclusione del problema “vibrazioni” che si prevede in calo per la
sostituzione graduale ma progressiva del parco macchine con modelli sempre più
adeguati.

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PARTE QUINTA - Conclusioni

22. ANALISI RIEPILOGATIVA DEI RISCHI PRINCIPALI E DELLE MISURE DI


PREVENZIONE E PROTEZIONE - INDICAZIONI PER ULTERIORI FASI
D’INTERVENTO

Da quanto finora esposto risulta una vastissima gamma di rischi più o meno
significativi, legati alle complesse e non sempre pianificabili attività del Consorzio.
I rischi analizzati sono relativi a pericoli anche gravi (caduta dall’alto, incendio,
folgorazione, schiacciamento con macchine operatrici ecc.). Tuttavia alcuni dei pericoli
sono sufficientemente contenuti, grazie alle modalità operative seguite, all’esperienza del
personale, alle caratteristiche costruttive degli impianti, alle eccellenti caratteristiche di
manutenzione.
Le procedure di controllo e operative utilizzate, per quanto sostanzialmente
corrette, non sono state sufficienti nel passato ad evitare conseguenze anche gravi, come
si è verificato nell’analisi degli infortuni.

I pericoli meno controllabili, per quanto concerne gli infortuni, riguardano:

 lavori in prossimità di canali e manufatti, specie in condizioni ambientali


sfavorevoli;
 traumi da sforzo (conseguenze meno gravi);
 incidenti nell’uso di attrezzature (fisse e portatili);
 incidenti stradali nel percorso casa-lavoro e viceversa.

Dal punto di vista delle malattie professionali, oltre il rischio rumore, che ha una
rilevanza considerevole, si considerano i rischi provocati dalla esposizione di alcuni
lavoratori a sostanze cancerogene-mutagene derivanti dai fumi di saldatura dell’acciaio
inox, dalle polveri di legno duro e dalla lavorazione su condutture in cemento-amianto
(eternit). Queste tipologie di rischio sono controllate da indagini e campionamenti periodici
che hanno evidenziato una concentrazione minima/assenza di cancerogeni, dall’utilizzo
degli idonei DPI e dallo svolgimento della sorveglianza sanitaria.

Non vanno comunque ignorati pericoli come quelli legati alle vibrazioni (specie per
i conduttori di macchine operatrici e gli utilizzatori di attrezzature ed utensili manuali), ai
problemi ergonomici e all’organizzazione degli spazi in locali non sempre idonei come gli
uffici.

Le strategie future puntano in primo luogo al mantenimento dei risultati raggiunti,


controllando eventuali situazioni di pericolo incrementale dovute a modalità di lavoro
inusuali, e migliorando gli aspetti ancora non risolti, sui quali andrà effettuata un’opera di
controllo e monitoraggio periodico.

I principi di intervento saranno quelli definiti dal D. Lgs. 81/2008, e in particolare


(si riepilogano quelli più attinenti al caso in esame):

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a) Valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza (vedi presente documento e suoi
allegati tecnici, da tenere aggiornati nel tempo)
b) Eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso
tecnico e, dove ciò non sia possibile, loro riduzione al minimo;
c) Riduzione dei rischi alla fonte;
d)Programmazione della prevenzione mirando ad un complesso che integra in modo
coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive ed organizzative dell’azienda nonché
l’influenza dei fattori dell’ambiente di lavoro;
e) Sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è o è meno pericoloso;
f) Rispetto dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle
attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, anche per attenuare il lavoro
monotono e quello ripetitivo;
g) Priorità delle misure di prevenzione collettiva rispetto alle misure di protezione
individuale;
h) Limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere,
esposti al rischio;
i) Utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sul luogo di lavoro;
l) Controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi specifici;
m) Allontanamento del lavoratore dall’esposizione a rischio, per motivi sanitari inerenti la
sua persona;
n) Misure igieniche;
o) Misure di protezione collettiva ed individuale;
p) Misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso, di lotta antincendio, di
evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato;
q) Uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
r) Regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine ed impianti, con particolare
riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti;
s) Informazione, formazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori ovvero dei loro
rappresentanti, sulle questioni riguardanti la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro;
t) Istruzioni adeguate ai lavoratori.

Nella tabella successiva sono indicate le ulteriori misure di riduzione dei rischi da
adottarsi per il futuro, con le date previste.

PIANO DI MIGLIORAMENTO NEL TEMPO DEI LIVELLI DI SICUREZZA

MISURA MIGLIORAMENTO ATTESO DATA PREVISTA


Controllo dei risultati della Approfondimento della conoscenza e 2018
presente valutazione - miglioramento del coinvolgimento generale
approfondimento di alcuni
aspetti di più difficile controllo -
aggiornamento annuale.

Proseguimento sopralluoghi di Approfondimento della conoscenza e 2018


dettaglio guardianie miglioramento delle misure preventive
Attività di ristrutturazione e Riduzioni del rischio infortunistico 2018
manutenzione straordinaria
postazioni di lavoro di
campagna
Convenzione sanitaria Continuazione dell’esercizio del protocollo 2018
sanitario iniziato nel 1999 con perfezionamento
del controllo su ciascun lavoratore

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MISURA MIGLIORAMENTO ATTESO DATA PREVISTA


Predisposizione catasto Approfondimento della conoscenza e Ottenuto ed in esercizio
macchine operatrici ed utensili miglioramento delle misure preventive per quanto dal 2017
concerne le attività di manutenzione preventiva

Messa a regime attività Continuazione dell’attività di formazione 2018


formative periodiche permanente al personale con inserimento della
parte teorica nella realtà concreta di lavoro.
Analisi delle mansioni Affidamento delle mansioni più gravose al 2018
personale più idoneo per età ed effettuazione di
adeguato controllo sanitario
Predisposizione catasto Attuazione piano di verifiche trimestrali con ditta In atto dal 2010
apparecchiature di specializzata
sollevamento elettriche con
portata superiore a Kg. 200
Integrazione del catasto Attuazione piano di verifiche trimestrali con ditta 2018
apparecchiature di specializzata insieme alle attrezzature elettriche
sollevamento elettriche con
portata superiore a 200 Kg con
le attrezzature manuali di
sollevamento (carroponti
manuali ed argani manuali)
Certificazione del sistema di Adozione del Manuale di Sicurezza Ottenuto e in esercizio
qualità successivamente ad una indagine conoscitiva sul dal 2015
livello di qualità dell’ambiente di lavoro e del
sistema organizzativo del lavoro, con
certificazione ISO

SPAZIO PER AGGIORNAMENTI E ANNOTAZIONI

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Manuale Sicurezza - D. Lgs. 81/2008 – D. Lgs 106/2009
VERSIONE 8 - DICEMBRE 2017

Elenco allegati

Il presente documento, che costituisce il momento centrale delle strategie


aziendali di controllo dei rischi, verrà conservato insieme alla
documentazione generale riguardante aspetti specifici di sicurezza e salute,
alla quale si rimanda per approfondimenti e verifiche.

In particolare si rimanda ai seguenti documenti:

DOCUMENTAZIONE FORMALIZZATA DEL SISTEMA SICUREZZA

1. Procedure Ordinarie:
1.1. PO-01: Procedura per la formazione e informazione dei lavoratori e
la distribuzione di DPI
1.2 . Istruzioni Operative per lo svolgimento in sicurezza delle
lavorazioni
2. Procedure di Emergenza:
2.1. PE-01: Piano di emergenza ed evacuazione antincendio
2.2. IE-01…08: Istruzioni di emergenza per le singole sedi
2.3. Piano di emergenza evacuazione sismica per Impianti Idrovori

DOCUMENTAZIONE UFFICIALE DEL CONSORZIO

3. Documentazione su nomine:
3.1. R.S.P.P. e addetti SPP
3.2. Medico Competente
3.3. Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza
3.4. Addetti all’emergenza
4. Regolamento organico del personale – Organigrammi - Deliberazioni
5. Ordini e comunicazioni di servizio inerenti la prevenzione infortuni e
malattie professionali
6. Documentazione attestante attività formative e informative

DOCUMENTAZIONE ELABORATA DAL SERVIZIO DI PREVENZIONE E


PROTEZIONE

7. Rapporti interni del Servizio di Prevenzione e Protezione [di norma non a


disposizione degli organi di controllo]
8. Verbali riunioni periodiche

DOCUMENTAZION E TECNICA (suddivisa in fascicoli ordinati per luogo di


lavoro)

9. Documentazione urbanistica (permessi di agibilità e concessioni edilizie)


10. Planimetrie luoghi di lavoro e loro ubicazione sul territorio

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11. Dichiarazioni di conformità, progetti, denunce impianti di terra e altra


documentazione impianto elettrico
12. Dichiarazioni di conformità, progetti e altra documentazione impianti
termoidraulici, a pressione, di sollevamento
13. Certificati di Prevenzione Incendi-Attestazioni di Conformità
Antincendio e pratiche relative
14. Altra documentazione tecnica

DOCUMENTAZIONE GENERALE TECNICO - PREVENZIONISTICA

15. Valutazione rischio rumore


16. Valutazione rischio amianto
17. Registro Infortuni e Malattie Professionali
18. Documentazione attestante la sorveglianza sanitaria (relaz. annuali)
19. Dichiarazioni di conformità e altra documentazione dei D.P.I.
20. Schede di sicurezza sostanze e preparati pericolosi
21. Valutazione tempi di utilizzo videoterminali
22. Valutazione Rischio Chimico
23. Valutazione del rischio vibrazioni
24. Valutazione dei campi elettromagnetici
25. Valutazione del rischio da polveri di toner aerodispersi
26. Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato
27. Valutazione del rischio derivante da agenti cancerogeni
28. Valutazione del rischio derivante dal lavoro in solitudine
29. Valutazione del rischio sostanze aero disperse nella Sede di S.
Giovanni
30. Valutazione del rischio lavorazioni in spazi confinati
31. Valutazione rischio macchine da officina e falegnameria

Riferimenti legislativi

(da “La valutazione per il controllo dei rischi” - Coordinamento tecnico per la prevenzione degli
Assessorati alla sanità delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano - modificato)

 R.D. 9/1/27 n. 147: Approvazione del regolamento speciale per l'impiego di gas tossici
 R.D. 12/5/27 n. 824: Approvazione del regolamento che costituisce L'Associazione Nazionale
per il Controllo della Combustione (apparecchi a pressione, generatori di vapore, controllo della
combustione).
 L. 1415/42, DPR 1767/51, DPR 1497/63, D.M. 587/87: Normative su ascensori e montacarichi
 L. 25/55, DPR 1668/56: Apprendistato
 DPR 27/4/55 n. 547: Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (luoghi di lavoro,
attrezzature di lavoro, impianti elettrici, incendio, mezzi individuali di protezione
 DPR 19/3/56 n. 302: Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle
generali emanate con DPR 27/4/55 n. 547 (produzione e impiego di esplosivi).

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 DPR 19/3/56 n. 303: Norme generali per l'igiene del lavoro (salubrità dei luoghi di lavoro,
sostanze pericolose, agenti nocivi in generale, sorveglianza sanitaria, pronto soccorso, notifica di
nuovi insediamenti produttivi)
 DPR 20/3/56 n. 320: Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro in
sotterraneo
 DPR 20/3/56 n. 321: Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro nei cassoni
ad aria compressa
 DPR 20/3/56 n. 322: Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro nell'industria
della cinematografia e della televisione
 DPR 20/3/56 n. 323: Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro negli impianti
telefonici
 DPR 7/1/56 n. 164: Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni
 DM 12/9/58, 10/8/84: Registro infortuni
 DM 28/7/58, 12/3/59, 22/4/63: Presidi medico-chirurgici e farmaceutici aziendali
 DPR 9/4/59 n. 128: Norme di polizia delle miniere e delle cave
 D.P.R. 689/59, L. 966/65, DM 31/7/74, DM 16/2/82, DPR 577/82, L 818/84, DM 8/3/85, DM
27/3/85, DM 30/10/86: Prevenzione e vigilanza antincendio
 DM 12/9/59, 13/7/65, 519/93: Verifiche e controlli infrastrutture
 L 706/61: Impiego della biacca nella pittura
 Legge 5/3/63 n. 245: Limitazione dell'impiego del benzolo e suoi omologhi nelle attività
lavorative
 L 292/63, DPR 1301/65, L 419/68, D.M. 22/3/75, DM 16/9/75: Vaccinazione antitetanica
obbligatoria
 DPR 1124/65, D.M. 18/4/73, DPR 336/94: Assicurazione obbligatoria contro infortuni e
malattie professionali
 Legge 17/11/67 n. 977: Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti
 L. 186/68: Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari,
installazioni e impianti elettrici ed elettronici
 DPR 1265/68, 223/88, DM 21/7/91, CM 15/93: Norme per l’uso di fitofarmaci
 L 14/12/70 n. 1088, DPR 28/1/75 n. 447, DM 25/6/76: misure anti TBC
 L 1204/71, DPR 1026/76: Tutela delle lavoratrici madri
 DM 6/5/72: Teleferiche private
 L 877/73: Lavoro a domicilio
 D.M. 5/7/73: Lavoro notturno delle donne nelle industrie
 L 256/74, DPR 1147/77, 927/81, 141/88, DM 28/1/92, CM 15/92, DM 16/2/93: Imballaggio,
etichettatura e schede di sicurezza di sostanze e preparati pericolosi
 Legge 9/12/77 n. 903: Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro
 DPR 24/5/79 n. 886: Integrazione ed adeguamento delle norme di polizia delle miniere e delle
cave, contenute nel DPR 9/4/59 n.128, al fine di regolare le attività di prospezione di ricerca e di
coltivazione degli idrocarburi nel mare territoriale e nella piattaforma continentale
 Circolari Ministeriali 46/79, 61/81: Ammine aromatiche
 DPR 10/9/82 n. 962: Attuazione della direttiva CEE n.78/610 relativa alla protezione sanitaria
dei lavoratori esposti al cloruro di vinile monomero
 DM 20/12/82, 7/7/83, 16/1/87: Estintori portatili
 Circolare Ministeriale 56/83: Ossido di etilene
 Circolare del ministero della Sanità 22/6/83 n. 57: Usi della formaldeide. Rischi connessi alle
possibili modalità di impiego

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 D.M. 21/1/87: Sorveglianza sanitaria per esposti a rischio di asbestosi


 DPR 17/5/88 n. 175: "Attuazione della direttiva CEE n.82/501, relativa ai rischi di incidenti
rilevanti connessi con determinate attività industriali" (questo decreto e le successive modifiche o
integrazioni riguardano la prevenzione di incidenti rilevanti e la limitazione delle loro
conseguenze per l'uomo e per l'ambiente).
 Circolare Ministeriale 5/89: Anestetici in sale operatorie
 Circolari Ministeriali 17/1/89, 6/4/89, L 135/90, DM 28/9/90: AIDS
 Direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE, 93/68/CEE: Direttiva Macchine e sue
modifiche
 Legge 5/3/90 n. 46: Norme per la sicurezza degli impianti e DPR 6/12/91 n.417: Regolamento
di attuazione della Legge 5/3/90 n.46, in materia di sicurezza degli impianti (si applicano agli
impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione e di utilizzazione dell'energia elettrica
all'interno degli edifici).
 DM 26/4/90, 3/10/91, 4/10/91: vaccinazione antiepatite B
 L. 320/90: Norme concernenti le mole abrasive
 D.M. 442/90: Sistemi di sicurezza per lavori sotto media tensione
 D.Lgs 25/1/92 n. 77: Attuazione della direttiva n.88/364/CEE, in materia di protezione dei
lavoratori contro i rischi di esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro
(relativo alla protezione dei lavoratori contro l'esposizione ai seguenti agenti chimici: 2-
naftilamina e suoi sali; 4-aminodifeline e suoi sali; benzidina e suoi sali; 4-nitrodifenile).
 D.Lgs 15/8/91 n. 277: Attuazione delle direttive n.80/1107/ CEE, n.86/188/CEE e n.88/CEE, in
materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizioni ad agenti chimici,
fisici biologici durante il lavoro
 Circolare del ministero della Sanità 25/11/91 n. 23: Usi delle fibre di vetro isolanti.
Problematiche igienico-sanitarie. Istruzioni per il corretto impiego
 D.M. 28/1/92: Classificazione e disciplina dell’imballaggio e della etichettatura dei preparati
pericolosi in attuazione delle direttive emanate dal Consiglio e dalla Commissione delle
Comunità europee
 L. 257/92: Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto
 D.Lgs 4/12/92 n. 475: Attuazione della direttiva 89/686/CEE, in materia di riavvicinamento
delle legislazioni degli stati membri relativa ai dispositivi di protezione individuale (questo
decreto riporta i requisiti essenziali di sicurezza dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e
le procedure per l'apposizione del marchio di conformità CE).
 D.Lgs 19/9/94 n. 626: Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,
89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro (valutazione dei
rischi, servizio di prevenzione e protezione, consultazione, formazione e informazione dei
lavoratori, luoghi di lavoro, uso delle attrezzature di lavoro, uso dei dispositivi di protezione
individuale, movimentazione manuale dei carichi, uso di attrezzature munite di videoterminale,
esposizione ad agenti cancerogeni e biologici).
 D.Lgs 17/3/95 n. 230: Attuazione delle direttive EURATOM 80/836, 84/467, 84/466, 89/618,
90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti
 D. Lgs. 242/96: Modifiche al D. Lgs. 626/94
 D.P.R. 459/96: Regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE,
93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle macchine
 D. Lgs. 493/96: Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la
segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro
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 D. Lgs. 494/96: Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di


sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili
 D. Lgs. 654/96: Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della
sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di
allattamento
 D. Lgs. 624/96: Attuazione delle direttive 92/91/CEE e 92/104/CEE relative alla sicurezza e
salute dei lavoratori nelle industrie estrattive
 D.M. 16.01.1997: Modalità di formazione dei lavoratori, rappresentanti per la sicurezza, datori
di lavoro.
 D.M. 707/96: Impiego del benzene nelle lavorazioni
 D. Lgs. 52/97: Classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose
 D.M. 338/97: Applicazione D. Lgs. 626/94 nelle strutture giudiziarie e penitenziarie
 D.M. 10.03.1998: Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei
luoghi di lavoro
 D.M. 16.03.1998: Modalità con le quali i fabbricanti per le attività a rischio di incidente
rilevante devono procedere all’informazione, all’addestramento e all’equipaggiamento di coloro
che lavorano in sito
 D.Lgs. 359/99: sicurezza attrezzature di lavoro
 D.Lgs. 528/99: sicurezza nei cantieri mobili o temporanei
 Circolare n. 16/2001: uso delle attrezzature munite di videoterminale
 Norme CEI in materia di impianti elettrici.
 Norme ISO in materia di esposizione a rumore e vibrazioni
 Norme UNI-CIG in materia di impianti di distribuzione di gas combustibile.
 Norme EN o UNI in materia di macchine.
 Norme UNI in materia di protezione degli organi di lavoro e barriere di sicurezza.
 Monografie NIOSH su Movimentazione dei carichi
 Monografie ACGIH su esposizione ad agenti chimici e fisici
 Monografie IARC su agenti cancerogeni
 D.Lgs. 25/2002 Valutazione Rischio Chimico
 D.Lgs. 187/2005 Valutazione rischio Vibrazioni
 D.Lgs. 195/2006 Valutazione Rischio Rumore

E. Lgs. 81/2008 – Testo Unico – D. Lgs. 106/2009

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SOMMARIO
PREMESSA ___________________________________________________________________________

PARTE UNO - CRITERI SEGUITI PER LA VALUTAZIONE - NOTIZIE GENERALI ___________

1. INTRODUZIONE ___________________________________________________________________
1.1 INQUADRAMENTO GIURIDICO ________________________________________________________
La valutazione dei rischi _____________________________________________________________
1.2 STORIA DELL’AZIENDA _____________________________________________________________
Principali novità rispetto alla precedente versione _________________________________________
1.3 ATTIVITÀ E CICLO DI LAVORO ________________________________________________________
2. CRITERI SEGUITI PER LA VALUTAZIONE __________________________________________

PARTE DUE - ANALISI DEI RISCHI _____________________________________________________

3. LUOGO DI LAVORO _______________________________________________________________


3.1 ELENCO DEI LUOGHI DI LAVORO ______________________________________________________
3.2 CONDIZIONI ARCHITETTONICHE DELL’AMBIENTE DI LAVORO/VIE DI TRANSITO E DI USCITA _______
3.3 LAY-OUT E DISPOSIZIONE ORGANIZZATIVA - LAVORO IN CANTIERI ___________________________
4. SALUBRITÀ DELL’AMBIENTE DI LAVORO __________________________________________
4.1 ILLUMINAZIONE NATURALE E ARTIFICIALE ______________________________________________
4.2 AERAZIONE NATURALE E ARTIFICIALE _________________________________________________
4.3 MICROCLIMA _____________________________________________________________________
5. RUMORE _________________________________________________________________________
6. FONTI DI RISCHIO IMPUTABILI AD ALTRI AGENTI FISICI ___________________________
7. FONTI DI RISCHIO IMPUTABILI AD AGENTI BIOLOGICI _____________________________
8. FONTI DI RISCHIO IMPUTABILI AD AGENTI CHIMICI _______________________________
8.1 RISCHIO CHIMICO INDIRETTO (SALUBRITÀ AMBIENTALE) __________________________________
8.2 RISCHIO CHIMICO DIRETTO (MANIPOLAZIONE) __________________________________________
9. RISCHIO DI INCENDIO OD ESPLOSIONE ____________________________________________
10. IMPIANTISTICA __________________________________________________________________
10.1 IMPIANTO ELETTRICO - RISCHI LEGATI ALL’IMPIEGO DELL’ELETTRICITÀ ______________________
10.2 APPARECCHI A PRESSIONE E IMPIANTO TERMO-IDRAULICO ________________________________
10.3 IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO________________________________________________________
11. ATTREZZATURE E RISCHIO INFORTUNISTICO ____________________________________
11.1 DESCRIZIONE DELLE ATTREZZATURE PRESENTI _________________________________________
11.2 RISCHI DOVUTI ALL’USO DI ATTREZZATURE ____________________________________________
12. UTILIZZO DI VIDEOTERMINALI __________________________________________________
13. METODI E CICLI DI LAVORO _____________________________________________________
14. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI ______________________________________
15. TRASPORTO, STOCCAGGIO, MANIPOLAZIONE DI MATERIE PRIME, INTERMEDI E
PRODOTTI FINITI ___________________________________________________________________
16. INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI - STATISTICHE _________________________
16.1 MALATTIE PROFESSIONALI _________________________________________________________

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PARTE TRE - ORGANIZZAZIONE INTERNA PER LA SICUREZZA - ATTIVITÀ FORMATIVE


E INFORMATIVE ______________________________________________________________________

17. ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI INTERNI _________________________________________


17.1 ORGANIZZAZIONE GENERALE E SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ____________________
Disposizioni interne per la Sicurezza ___________________________________________________
17.2 RAPPRESENTANZA DEI LAVORATORI __________________________________________________
18. ALTRI SERVIZI ___________________________________________________________________
18.1 SORVEGLIANZA SANITARIA _________________________________________________________
18.2 SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO _____________________________________________________
18.3 SERVIZIO ANTINCENDIO - PIANO DI EMERGENZA ________________________________________
19. MEZZI INDIVIDUALI DI PROTEZIONE _____________________________________________
20. FORMAZIONE E INFORMAZIONE AI LAVORATORI ________________________________
20.1 SEGNALETICA ___________________________________________________________________

PARTE QUATTRO - VALUTAZIONE SPECIFICA DEI RISCHI _____________________________

21. SCHEDE RIASSUNTIVE DI VALUTAZIONE _________________________________________

PARTE CINQUE - CONCLUSIONI _______________________________________________________

22. ANALISI RIEPILOGATIVA DEI RISCHI PRINCIPALI E DELLE MISURE DI


PREVENZIONE E PROTEZIONE - INDICAZIONI PER ULTERIORI FASI D’INTERVENTO __

ELENCO ALLEGATI ___________________________________________________________________

RIFERIMENTI LEGISLATIVI ___________________________________________________________

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