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S P E C I A L E

PREVENZIONE INCENDI: SI CAMBIA


PROCEDURE SEMPLIFICATE PER LA PREVENZIONE INCENDI
Giampietro Boscaino Gioacchino Giomi Francesco Notaro

in collaborazione con

PREVENZIONE INCENDI: SI CAMBIA


Tutto quello che bisogna sapere sulla SCIA
La semplificazione delle norme e dei procedimenti, il nuovo elenco delle attivit soggette, il decreto e la circolare applicativa: miniguida sulla SCIA
Giampietro Boscaino Gioacchino Giomi Francesco Notaro

ottobre 2011

I Gli autori

Giampietro Boscaino Si laurea in Ingegneria Civile Idraulica presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II nel 1987, nel 1989 consegue anche il diploma di specializzazione post-laurea in Ingegneria Sanitaria ed Ambientale . Entra nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco nel 1990 prestando servizio presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli. Nel 2000 trasferito allIspettorato Regionale dei Vigili del fuoco della Campania, ora Direzione Regionale, ove ha diretto lUfficio Attivit a Rischio di Incidente Rielevante, facendo parte nel contempo di numerosi gruppi di lavoro ministeriali istituiti per la redazione di normative per le attivit soggette alla direttiva comunitaria Seveso. Dal 2003 al 2005 stato reggente del Comando Provinciale dei vigili del fuoco di Massa Carrara. Dal 2005 al 2011, nominato primo dirigente, ha svolto dapprima lincarico Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco di Brindisi e successivamente quello di Dirigente dellArea VII della Direzione Centrale per la Prevenzione e Sicurezza Tecnica, ove si occupato in particolare della redazione del nuovo regolamento di prevenzione incendi. Attualmente Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco di Taranto. Gioacchino Giomi Si laurea in ingegneria civile, ramo idrogeologico, ed entra nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco nel 1980. stato comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Prato, di Firenze e poi di Roma. Ha costituito il primo nucleo aerosoccorritori e di soccorso fluviale dei Vigili del fuoco operante in Toscana. Ha comandato il campo base della colonna mobile dei Vigili del fuoco della Toscana ubicato a Foligno durante il terremoto delle Marche e dellUmbria del 1997. Ha diretto il Laboratorio di chimica del Centro studi ed esperienze antincendio della Direzione Generale della protezione civile e dei servizi antincendio; esperto permanente per lItalia nel Comitato permanente per le costruzioni presso la Commissione europea. Effettua attivit di docenza nel settore della sicurezza, prevenzione e protezione ed a pubblicato numerosi volumi, studi ed articoli di carattere tecnico nel settore della sicurezza. Attualmente Direttore regionale dei Vigili del fuoco dellUmbria. Francesco Notaro Si laurea in Ingegneria Civile Trasporti presso lUniversit degli Studi di Roma nel 1992, nel 2001 consegue anche il diploma di specializzazione post-laurea in Sicurezza e protezione. Entra nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco nel 1994 prestando servizio presso la Direzione Interregionale Veneto e Trentino Alto Adige. Nel 1998 trasferito a Roma presso lIspettorato Formazione Professionale, ora Direzione Centrale per la Formazione. Dal 2003 al 2007 stato componente del comitato di redazione della rivista ufficiale dei Vigili del fuoco Obiettivo Sicurezza e della pubblicazione scientifica Quaderni di Scienza e Tecnica . Nel luglio 2006 nominato dirigente ed ha svolto dapprima lincarico di dirigente addetto presso il Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Milano e successivamente quello di Comandante Provinciale di Grosseto. Dal 2009 dirige il Nucleo Investigativo Antincendi.

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Semplificazione e sicurezza: obiettivo raggiunto


I Flaminia Ciccotti

obiettivo ambizioso: mettere insieme semplificazione e sicurezza, coniugare la tutela dei cittadini con un alleggerimento delle procedure a carico degli utenti. Il tutto, poi, in un momento estremamente delicato sul fronte delleconomia, quando per le aziende diventa pi forte la tentazione di abbassare la guardia per ridurre i costi operativi e tirare avanti. Invece, il miracolo sembra compiuto. Le nuove procedure per la prevenzione incendi e in particolare larrivo sullo scenario della sicurezza della cosiddetta Scia, segnano un vero e proprio cambio di passo per lItalia. I tredici articoli del regolamento contenuto nel D.P.R. 151/2011 rappresentano una sorta di rivoluzione nel settore, responsabilizzando sempre pi i professionisti ma, nello stesso tempo, prevedendo una serie di controlli ex post a carico dei Vigili del fuoco. Insomma, pi responsabilit, ma anche tempi certi: due ingredienti fondamentali non solo per garantire la sicurezza, ma anche per venire incontro alle esigenze delle imprese vere, che vogliono crescere e restare sul mercato. Ma il segreto vero del cambiamento, forse, sta in altri due elementi da non sottovalutare. Prima di tutto, il Legislatore ha fatto tesoro dellesperienza, accumulata negli anni, dai Vigili del fuoco, sia nel settore del soccorso che della prevenzione incendi. Un know how che ha consentito di individuare, in modo ottimale, con un connubio

I tredici articoli del regolamento contenuto nel D.P .R. 151/2011 rappresentano una sorta di rivoluzione nel settore, responsabilizzando sempre pi i professionisti

ideale fra semplificazione e sicurezza, le attivit che concretamente presentano una valenza sotto il profilo del rischio incendio. Ma laltra parola chiave sicuramente quella della responsabilit, attraverso un maggiore coinvolgimento dei liberi professionisti che operano su questo fronte e la pi efficace opera di controllo dei Comandi dei Vigili del fuoco che hanno finalmente la possibilit di concentrare la gran parte delle verifiche tecniche sulle attivit che presentano un rischio di incendio pi elevato. Due spinte che vanno nella stessa direzione: far crescere nel nostro paese la cultura della sicurezza antincendio. Un obiettivo che dovrebbe vederci sempre tutti impegnati in prima linea.

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Procedure semplificate per la Prevenzione Incendi


I Giampietro Boscaino I Francesco Notaro

a nuova disciplina dei procedimenti per la prevenzione incendi prevede procedure semplificate in relazione alla tipologia e alla gravit del rischio delle attivit sottoposte al controllo dei Vigili del fuoco, derivanti sia dallattuazione del cosiddetto decreto taglia oneri che dallintroduzione della segnalazione certificata di inizio attivit (SCIA), dettata dallart. 19 della L. 7 agosto 1990, n. 241, come novellato dallart. 49, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122. I nuovi procedimenti sono stati semplificati rispetto al passato e prevedono una maggiore facilit nel loro adempimento, determinando un conseguente risparmio per i cittadini e le imprese soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi, ma garantendo, nel contempo, un immutato grado di tutela degli obiettivi di sicurezza della vita umana, dellincolumit delle persone e della tutela dei beni e dellambiente, in ogni ambito caratterizzato dallesposizione a rischio di incendio.

Le semplificazioni dei procedimenti, introdotte dal nuovo regolamento, non modificano in alcuna misura i livelli di protezione degli interessi pubblici che, anzi, ricevono in questo modo una maggior tutela

Il nuovo regolamento, che stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 22 settembre con il decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n.151 attua, altres, il necessario raccordo con il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, che disciplina lo sportello unico per le attivit produttive, assicurando certezza e uniformit allattuazione delle relative disposizioni. Lo snellimento delle procedure si basa sul principio di proporzionalit introdotto dal D.P.R. 151/2011 come metro per modulare gli adempimenti amministrativi. Questi, infatti, sono diversificati in rapporto alle 3 categorie A, B e C, nelle quali il regolamento inquadra, in base alla gravit del rischio, le attivit sottoposte ai controlli di prevenzione incendi di competenza dei Vigili del fuoco. In altre parole le diverse tipologie di attivit, comprese nellAllegato I al regolamento, sono assoggettate ad una disciplina differenziata, in relazione al rischio connesso allattivit, alla presenza di specifiche regole tecniche e alle esigenze di tutela della pubblica incolumit

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Il nuovo regolamento in pillole Il D.P.R. 151/2011, strutturato in 13 articoli, contenenti le procedure relative ai vari procedimenti di prevenzione incendi: presentazione ed esame dei progetti, visite tecniche, approvazione di deroghe a specifiche normative, e due allegati, il primo contenente le attivit soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi ed il secondo che equipara il previgente elenco delle attivit con quello attuale, ai fini dellapplicazione delle tariffe connesse ai servizi di prevenzione incendi resi dal CNVVF, in attesa dellemanazione di un decreto ministeriale ad hoc. Nella previgente normativa tutte le attivit erano soggette, indipendentemente dalla dimensione e tipologia di rischio, allo stesso iter autorizzativo, finalizzato allottenimento del certificato di prevenzione incendi, in particolare era necessario sottoporre ad approvazione preventiva il progetto dellopera per ottenere la conformit antincendi, prima di procedere alla sua realizzazione. Con il nuovo regolamento, detto obbligo, permane solo per gli enti e i privati responsabili delle attivit ricomprese nellAllegato I, in categoria B o C. I titolari di dette attivit sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al Comando lesame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonch dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, COSA CAMBIA
Cambiano le attivit soggette:

che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio. I titolari di attivit ricadenti in categoria A non devono pi richiedere lesame del progetto, potendo quindi avviare la costruzione dellopera, una volta ottenute le relative autorizzazioni alla realizzazione della stessa da parte degli organi competenti (Comune/SUAP), senza il parere preventivo dei Vigili del fuoco. Anche i tempi di risposta del Comando sono cambiati: infatti la previgente normativa (D.P.R. 37/98 art. 2) prevedeva un arco temporale per conclusione del procedimento, compreso tra 45 e 90 giorni. Il nuovo regolamento fissa invece tempi certi, prescrivendo il pronunciamento del Comando sulla conformit dei progetti alla normativa ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della documentazione completa. In caso di documentazione poco chiara o incompleta il Comando pu, entro trenta giorni dal ricevimento della pratica, richiedere documentazione integrativa. Dopo la costruzione, per concludere gli adempimenti procedurali previsti al comma 2 dellarticolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, necessario, prima di avviare lattivit, presentare una SCIA ai sensi dellart. 4 comma 1 del nuovo regolamento, corredata dalla documentazione necessaria ai Vigili

Abrogati D.M. 16/2/82 (attivit soggette) e D.P.R. 689/59 (tabelle A e B) Nuova tabella attivit Allegato I del D.P.R. 151/2011 Esclusione dai procedimenti del nuovo regolamento delle attivit a rischio di incidente rilevante art. 8, D.Lgs. 334/99

Cambiano le procedure: Abrogato D.P.R. 37/98 (procedure) e D.M. 4/5/98 (contenuto delle istanze e modulistica) Modificato D.Lgs. 139/2006 (testo unico VV.F.) Modificato D.P.R. 380/2001 (abrogato CPI a vista) Nuove procedure nel D.P.R. 151/2011 e nuovi dm contenuto delle istanze /modulistica e tariffe

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speciale SCIA

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del fuoco per i successivi controlli. Il Comando verifica la completezza formale dellistanza, della documentazione e dei relativi allegati e, in caso di esito positivo, ne rilascia ricevuta. Successivamente alla presentazione della SCIA verranno avviati i controlli di prevenzione incendi che, per le attivit in categoria A e B, saranno effettuati, a campione, entro 60 giorni, mentre, per le attivit di categoria C il controllo, entro lo stesso tempo di 60 giorni, previsto in maniera sistematica. Al termine del sopralluogo il Comando provinciale rilascer, a richiesta dellinteressato, copia del verbale della visita tecnica per le attivit A e B e, solamente per le attivit C, in caso di esito positivo del controllo, il CPI entro quindici giorni dalla visita.

il caso di precisare che a seguito delle abrogazioni contenute nellart 16 del D.Lgs. 139/06, il certificato di prevenzione incendi, analogamente al verbale della visita tecnica, non pi un provvedimento finale di un procedimento amministrativo, ma costituisce solo il risultato del controllo effettuato senza validit temporale, assumendo la valenza di attestato del rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e della sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. Si precisa inoltre che lomessa richiesta del rilascio o rinnovo del CPI di cui allarticolo 20 del D.Lgs. 139/06, d luogo, per tutte le attivit individuate nellallegato I, alle sanzioni penali previste nel citato articolo. Per non incorrere nelle sanzioni penali previ-

LA NOVIT

Le attivit sottoposte ai controlli di prevenzione incendi vengono distinte in tre categorie per le quali prevista una disciplina differenziata in relazione al rischio

CATEGORIA A Attivit a basso rischio e standardizzate

CATEGORIA B Attivit a medio rischio

CATEGORIA C Attivit a elevato rischio

Viene eliminato il parere di conformit sul progetto

La valutazione di conformit dei progetti ai criteri di sicurezza antincendio si dovr ottenere entro 60 giorni

Avvio dellattivit tramite SCIA

Controlli con sopralluogo a campione (entro 60 giorni) Rilascio, su richiesta, di copia di verbale della visita tecnica

Controllo con sopralluogo (entro 60 giorni) Rilascio del Certificato di prevenzione incendi

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I Sanzioni penali e sospensione dellattivit Articolo 20 del D.Lgs. 139/06


1. Chiunque, in qualit di titolare di una delle attivit soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi, ometta di richiedere il rilascio o il rinnovo del certificato medesimo punito con larresto sino ad un anno o con lammenda da 258 euro a 2.582 euro, quando si tratta di attivit che comportano la detenzione e limpiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, da cui derivano in caso di incendio gravi pericoli per lincolumit della vita e dei beni, da individuare con il decreto del Presidente della Repubblica. previsto dallart. 16, comma 1. 2. Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai fini del rilascio o del rinnovo del certificato di prevenzione incendi, attesti fatti non rispondenti al vero punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 euro a 516 euro. La stessa pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime. 3. Ferme restando le sanzioni penali previste dalle disposizioni vigenti, il prefetto pu disporre la sospensione dellattivit nelle ipotesi in cui i soggetti responsabili omettano di richiedere: il rilascio ovvero il rinnovo del certificato di prevenzione incendi; i servizi di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento e nelle strutture caratterizzate da notevole presenza di pubblico per i quali i servizi medesimi sono obbligatori. La sospensione disposta fino alladempimento dellobbligo.

ste occorre, prima di avviare lattivit, presentare la SCIA, ovvero per le attivit esistenti, secondo quanto previsto allarticolo 5, lattestazione periodica di conformit. Questultima dovr essere presentata ogni cinque anni, dalla presentazione della SCIA, tranne che per le attivit identificate ai punti 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dellallegato I, per le quali la cadenza del rinnovo di dieci anni. La richiesta di rinnovo periodico di conformit antincendio viene effettuata tramite una dichiarazione attestante lassenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio corredata dalla documentazione necessaria ai Vigili del fuoco per i successivi controlli. Nel caso in cui, successivamente allavvio dellattivit, fosse necessario effettuare della modifiche, il nuovo regolamento prevede lobbligo di ripresentare una nuova SCIA solo nel caso in cui si tratti di modifiche di lavorazione o di strutture, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi e ogni qualvolta sopraggiunga una modifica delle condizioni di sicurezza precedentemente accertate, senza per che questultime comportino un ag-

gravio delle preesistenti condizioni di sicurezza. Se invece le modifiche previste comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, dovr essere riavviato il procedimento di cui agli articoli 3 e 4, per le attivit in categoria B e C, e la segnalazione di cui allarticolo 4 per le attivit in categoria A. Il nuovo regolamento mantiene, come la precedente normativa, la possibilit di ricorrere al procedimento di deroga quando la realizzaSemplificazione nei rinnovi periodici
La richiesta di rinnovo del CPI prevista dalla precedente normativa, stata sostituita da una dichiarazione attestante lassenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio, che deve essere inviata al Comando, per la quasi totalit delle attivit, ogni 5 anni. Inoltre stata eliminata la perizia giurata che attestava lefficienza dei dispositivi, dei sistemi e degli impianti finalizzati alla protezione attiva antincendi ed stata sostituita da una dichiarazione del tecnico abilitato.

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I Il certificato di prevenzione incendi modificato dal D.P.R. 151/11 Articolo 16 del D.Lgs. 139/06
1. Il certificato di prevenzione incendi attesta il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio nei locali, attivit, depositi, impianti ed industrie pericolose, individuati, in relazione alla detenzione ed allimpiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti che comportano in caso di incendio gravi pericoli per lincolumit della vita e dei beni ed in relazione alle esigenze tecniche di sicurezza, con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare a norma dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dellinterno, sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi. 2. Il certificato di prevenzione incendi rilasciato dal competente Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, su istanza dei soggetti responsabili delle attivit interessate. Resta fermo quanto previsto dalle prescrizioni in materia di prevenzione incendi a carico dei soggetti responsabili delle attivit ed a carico dei soggetti responsabili dei progetti e della documentazione tecnica richiesta. 3. In relazione ad insediamenti industriali ed attivit di tipo complesso, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco pu acquisire, ai fini del parere di conformit sui progetti, le valutazioni del Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, avvalersi, per le visite tecniche, di esperti in materia designati dal Comitato stesso, nonch richiedere il parere del Comitato centrale tecnico scientifico di cui allarticolo 21. 4. Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, acquisisce dai soggetti responsabili delle attivit di cui al comma 1 le certificazioni e le dichiarazioni attestanti la conformit delle attivit alla normativa di prevenzione incendi, rilasciate da enti, laboratori o professionisti, iscritti in albi professionali, autorizzati ed iscritti, a domanda, in appositi elenchi del Ministero dellinterno.

zione dellopera presenti caratteristiche tali da non consentire lintegrale osservanza delle regole tecniche di prevenzione incendi vigenti. In questo caso gli interessati, possono presentare al Comando istanza di deroga al rispetto della normativa antincendio, il quale esamina listanza e, con proprio motivato parere, la trasmette entro trenta giorni alla Direzione regionale. Abolizione della duplicazione del Registro dei controlli
Con lentrata in vigore del nuovo regolamento stata eliminata la duplicazione, a carico delle imprese del Registro dei controlli, manutenzione, informazione e formazione del personale, in quanto gi previsti dalla normativa di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Direttore, sentito il Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, di cui allarticolo 22 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, si pronuncia entro sessanta giorni dalla ricezione dellistanza, e ne d contestuale comunicazione al Comando al quale la stessa stata presentata ed al richiedente. La possibilit di avvalersi dellistituto della deroga viene concessa anche alle attivit non soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (e quindi non contenute nellAllegato I al regolamento) a condizione che, ovviamente, siano coperte da una specifica regola tecnica di prevenzione incendi. Nel caso di progetti particolarmente complessi, la nuova normativa d la possibilit ai titolari delle attivit comprese nelle categorie B e C, di richiedere preventivamente al Comando provinciale il rilascio di un nulla osta di fattibilit (NOF).

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Aspetti dellopera rilevanti dal punto di vista antincendio


ubicazione; comunicazioni e separazioni; accesso allarea e accostamento dei mezzi di soccorso; caratteristiche costruttive e lay-out (distanziamenti, separazioni, isolamento); resistenza al fuoco; reazione al fuoco; compartimentazione; vie di esodo; sistema di controllo dei fumi naturale o meccanico; aree e impianti a rischio specifico; impianti elettrici di sicurezza; illuminazione di sicurezza; mezzi e impianti di estinzione degli incendi; impianti di rivelazione, segnalazione e allarme.

Cosa deve fare il cittadino o limpresa che ha una attivit gi soggetta ai controlli di prevenzione incendi
Per prima cosa occorre verificare se lattivit, a seguito dellentrata in vigore del D.P.R. 151/2011 ancora soggetta ai controlli di prevenzione incendi, ossia se lattivit ricompresa nellallegato I. Per poter svolgere questa verifica, essendo le nuove denominazioni e classificazioni delle attivit diverse da quelle della precedente normativa, pu essere di ausilio lallegato II al nuovo regolamento che equipara il previgente elenco delle attivit con quello attuale. Tale verifica pu anche essere fatta sul sito www.vigilfuoco.it, nella sezione dedicata al nuovo regolamento. A seguito di detta verifica possono verificarsi i seguenti casi: a) lattivit risulta ancora ricompresa nellallegato I In questo caso occorre individuare la nuova numerazione che stata attribuita allattivit nonch la categoria per i successivi adempimenti. b) lattivit non risulta pi ricompresa nellallegato I In questo caso, fermo restando gli obblighi in materia di sicurezza antincendio, di cui rimane direttamente responsabile il titolare dellattivit, non si pi soggetti alle procedure di prevenzione incendi.

Il NOF si sostanzia in un parere rilasciato con riguardo a uno o pi aspetti rilevanti dal punto di vista della prevenzione incendi, elaborato sulla base della valutazione di un progetto di fattibilit dellopera. Altro procedimento innovativo, introdotto dal D.P.R. 151/11, quello legato alla possibilit di richiedere verifiche in corso dopera al competente Comando provinciale per verificare la rispondenza delle opere alle disposizioni di prevenzione incendi, anche durante la loro realizzazione. In questo modo possibile, per le opere particolarmente complesse, procedere alla verifica di alcuni aspetti rilevanti dal punto di vista antincendio durante la costruzione delle attivit complesse. Al fine di non ostacolare il proseguimento della realizzazione dellopera in attesa della visita tecnica da parte dei Vigili del Fuoco, necessario che venga concordato con il locale Comando, in fase valutazione del progetto, un cronoprogramma delle visite, in modo da garantire la tempestivit delle stesse. Naturalmente sia il NOF che le verifiche in corso dopera non sostituiscono gli obblighi di cui agli articoli 3 e 4 del nuovo regola-

mento. La richiesta di NOF e la verifica in corso dopera sono procedimenti facoltativi, ma dal momento della presentazione dellistanza lo stesso dovr concludersi nel tempo massimo di 30 giorni. Conclusioni Il nuovo regolamento attraverso la rivisitazione delle procedure e lindividuazione delle attivit soggette al controllo, prevede sostanziali modifiche e semplificazioni rendendo pi snella e veloce lazione amministrativa, ma, senza dubbio, innalza il livello di sicurezza garantito ai cittadini attraverso un maggiore coinvolgimento dei liberi professionisti e la pi efficace opera di controllo dei Comandi VVF, che hanno la possibilit di concentrare la gran parte delle verifiche tecniche sulle attivit con rischio di incendio pi elevato.

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Le attivit soggette ai controlli: si volta pagina


I Gioacchino Giomi

ra il 27 aprile 1955 quando, con lemanazione del D.P.R. 547, lItalia, in piena ricostruzione industriale, si dot del primo strumento normativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e inizi a parlare di lavorazioni pericolose sotto il profilo antincendio. In base allarticolo 36 di questo storico regolamento, qualche anno dopo, precisamente il 26 maggio del 1959, con il D.P.R. 689 furono stabilite le aziende e le lavorazioni soggette ai fini della prevenzione degli incendi al controllo dei Comandi Provinciali dei Vigili del fuoco sia in fase di progettazione che di messa in esercizio dellattivit. Lelenco del 1955 fu rivisitato ed ampliato per rispondere alle esigenze normative dellarticolo 4 della legge n. 966 del 26 luglio 1965 che sanciva il principio di garantire la sicurezza antincendio, non soltanto ai lavoratori nellambiente di lavoro, ma a tutte le persone presenti, a diverso titolo, in attivit ove il rischio di incendio avrebbe potuto mettere a repentaglio la loro incolumit, disponendo, a controllo effettuato, il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi da parte dei Comandi Provinciali alle at-

Il numero delle attivit soggette sceso da 97 a 80: mentre alcune sono state accorpate in base alla medesima tipologia di rischio, altre sono state cancellate, ed altre ancora sono state inserite ex novo

tivit risultate in regola con le norme ed i criteri di prevenzione incendi. In virt del citato disposto normativo fu emanato il decreto del ministero dellinterno 27 settembre 1965, modificato con il decreto 16 febbraio 1982, che giunto fino ai nostri giorni con lievi ulteriori aggiustamenti. Il decreto del 1982 fissava un elenco di 97 attivit che spaziavano dal settore industriale a quello artigianale, commerciale e civile da assoggettare ad un procedimento tecnico amministrativo disciplinato dal D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577. In seguito, tale procedimento stato disciplinato con un regolamento di semplificazione adottato con il D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37, ai sensi dellarticolo 20, comma 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59. necessario evidenziare che lintera materia stata rivisitata con lart. 16 del D.Lgs. 8 marzo 2006, n. 139 che al comma 1 prevede lemanazione di uno specifico regolamento per lindividuazione delle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi. In tale contesto normativo, lintroduzione della Segnalazione Certificata di Inizio Attivit anche per i procedimenti di prevenzione incendi, voluta

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PI EFFICACIA

Il principio di proporzionalit rende pi efficace lazione degli uffici pubblici, che possono concentrare il lavoro di verifica e controllo sui casi davvero necessari

dallart. 49 del decreto legge 78/2010 convertito dalla legge 122/2010, ha determinato una accelerazione nella rivisitazione, in chiave semplificativa, di tutto lapparato procedimentale. In virt delle suddette disposizioni stato emanato il D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, entrato in vigore il 7 ottobre u.s., che, nello spirito della rinnovata legge 241/90, ha operato una rivoluzione copernicana nel modo di intendere e applicare le norme di sicurezza antincendio, abrogando, fra gli altri, anche il D.P.R. 689/59 ed il D.M. 16 febbraio 1982. Per quanto concerne le attivit da sottoporre ai controlli di prevenzione incendi il nuovo regolamento, in attuazione al principio di proporzionalit, le distingue in tre categorie (A, B, C) assoggettandole ad una disciplina differenziata in ragione della loro complessit sotto il profilo del rischio di incendio, della sussistenza di specifiche regole tecniche e della esigenza di tutela della pubblica incolumit. Conseguentemente, viene stabilito che per le attivit rientranti nella categoria A non prevista lacquisizione del parere di conformit sul progetto per cui i progetti antincendio per tali attivit sono presentati contestualmente alla segnalazione certificata di inizio attivit. Per le attivit rientranti nelle categorie B e C invece prevista lacquisizione del parere preventivo sul progetto. Solo per le attivit di tipologia C il Comando dei Vigili del fuoco deve obbligatoriamente effettuare sopralluoghi di controllo a tappeto, mentre per le attivit in categoria A e B il controllo pu essere effettuato anche a campione. Lelenco delle attivit allegato al D.P.R. 151/2011 scaturito da una revisione critica delle casistiche definite dal D.P.R. 689/59 e

dal D.M. 16/2/82 che ha determinato in alcuni casi degli accorpamenti ed in altri delle cancellazioni. Sono inoltre state inserite nuove attivit per tenere conto del connesso rischio di incendio e della conseguente necessit di controllo in relazione agli obiettivi di sicurezza e tutela della incolumit pubblica e privata sanciti dalle vigenti leggi. Il nuovo elenco, dunque, prevede un numero inferiore di attivit soggette rispetto al precedente: 80 a fronte di 97. stato ritenuto ancora funzionale ed aderente alle odierne necessit tecniche e operative, anche ai fini di una pi agevole consultazione, mantenere la suddivisione delle attivit nelle macrocategorie industriali, artigianali, commerciali e civili. Gli accorpamenti sono stati effettuati per consentire di individuare in modo univoco ed oggettivo le attivit che presentano una medesima tipologia di rischio, quali ad esempio le lavorazioni con gas infiammabili, gli stabilimenti ove si producono ed impiegano liquidi infiammabili, ovvero prodotti in gomma o materie plastiche. In particolare: nellattivit 1 sono state unificate le vecchie attivit 1, 9, 10, 11 ed stato modificato il termine gas combustibile con gas infiammabile per rendere coerente lindicazione della sostanza con le usuali frasi di rischio; lattivit 10 accorpa le ex attivit 12 e 13 che si riferivano rispettivamente ai liquidi infiammabili e combustibili elevando la soglia di assoggettabilit da 0,5 a 1 m3 in considerazione dellevoluzione tecnologica e di sicurezza dei depositi; nellattivit 12 sono stati conglobati i depositi di liquidi infiammabili, combustibili e

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lubrificanti (ex 15, 16, 17) a qualsiasi titolo detenuti nello stesso sito di stoccaggio, fissando ununica soglia di assoggettabilit ad 1 m3; lattivit 13 include le varie tipologie di distributori di carburanti per autotrazione di tipo liquido e gassoso (ex 7 e 19) e viene stabilito che i distributori rimovibili sono soggetti ai controlli indipendentemente dallambito di utilizzazione; lattivit 24 accorpa le ex 32 e 33 che si riferivano rispettivamente alla lavorazione e al deposito dello zolfo. Anche in questo caso stata fissata una soglia unica di assoggettabilit; lattivit 35 congloba gli stabilimenti per la produzione di carte fotografiche e calcografiche (ex 44) con quelle per la produzione delle pellicole cinematografiche e fotografiche con supporto infiammabile (ex 45). La soglia di assoggettabilit viene abbassata a 5.000 kg per omogeneit con lattivit 34; lattivit 43 accorpa stabilimenti, laboratori e depositi che trattano la gomma (ex 54, 55, 56) in quanto risultano pressoch omogenei ai fini del rischio. Analoga considerazione vale per lattivit 44 (ex 57 e 58) dove vengono trattate le materie plastiche e per la 47 (ex 61 e 62) in cui il prodotto trattato costituito dai cavi e conduttori elettrici isolati; nellattivit 51 vengono unificate le attivit (ex 66 e 67) di siderurgia e di lavorazione a caldo dei metalli, ivi compresi i processi di fusione, con esclusione dei laboratori artigiani di oreficeria ed argenteria che non superano la soglia dei 25 addetti; nella attivit 52 sono state accorpate tutte le industrie meccaniche per la costruzione di mezzi di trasporto stradale, aereo, marittimo e ferroviario (ex 68, 69, 70, 71) fissando la soglia di assoggettabilit a 5 addetti. Le attivit di manutenzione per la stessa tipologia di mezzi vengono invece inseriti nella attivit 53 dove la soglia degli addetti stata sostituita con il limite di superficie distinto per tipologia di mezzi.

Nell elenco annesso al D.P.R. 151/2011 figurano alcune attivit che non erano presenti nel decreto del 1982. Si tratta di attivit riconducibili essenzialmente allesercizio di alcune infrastrutture considerabili ad elevato rischio ed altre attivit che sono il risultato di una integrazione di quelle preesistenti. Larticolo 11, comma 4 del suddetto decreto stabilisce che i responsabili delle nuove attivit introdotte nell allegato I, esistenti al 22 settembre 2011 (data di pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta Ufficiale), devono espletare i prescritti adempimenti entro il 7 ottobre 2012 che consistono essenzialmente nella presentazione della segnalazione certificata di inizio attivit. Analizzando tali tipologie di attivit si osserva che: la nuova voce 3, rispetto alla precedente, comprende ora anche gli impianti di riempimento di gas che nellelenco del 1982 non trovavano una specifica collocazione, pur essendo ordinariamente trattati come depositi; nella attivit 5 sono stati inseriti i recipienti mobili di gas comburenti che nella ex 5 non figuravano; lattivit 18, rispetto alla ex 25, stata integrata con gli esercizi commerciali che detengono prodotti pirotecnici declassificati; nellattivit 34 sono stati inseriti, in modo esplicito rispetto alla ex 43, gli archivi di materiale cartaceo e le biblioteche che precedentemente venivano trattati in analogia come depositi di carta; nellattivit 41 sono stati inseriti i teatri e gli studi per le riprese cinematografiche e televisive in sostituzione dei teatri di posa che figuravano nella ex 51; nella attivit 42, rispetto alla ex 53, vengono inseriti anche i depositi per caratterizzare in modo pi compiuto i rischi dellattivit e viene eliminata la parola teatrali per comprendere i laboratori per la produzione di scenografie e carri allegorici, stabilendo una soglia minima di 200 m2;

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la ex voce 63 riferita alla centrali termoelettriche, ora 48, si arricchita delle macchine elettriche fisse con presenza di liquidi isolanti combustibili in quantitativi superiori a 1 m3; la ex voce 64 relativa ai gruppi per la produzione di energia elettrica, ora 49, stata integrata con gli impianti di cogenerazione; la 55 una nuova voce il cui inserimento dettato dallesigenza di assoggettare ai controlli le attivit di demolizione di veicoli che risultano particolarmente esposte al rischio di incendio e che spesso comportano difficoltose operazioni di spegnimento e sono alcune volte causa di infortuni per i soccorritori; lattivit 59 che deriva dalla ex 77, tiene conto della presenza nelle autorimesse di automezzi adibiti al trasporto di materie fissili speciali e di materie radioattive; lattivit 65, rispetto alla ex 83, specifica che i locali soggetti sono sia quelli a carattere pubblico che privato, esplicita che in questa categoria rientrano impianti e centri sportivi e oltre al parametro dellaffollamento, introduce anche quello della superficie per rendere pi oggettivo il requisito di assoggettabilit; nella attivit 66, ex 84, sono state esplicitate le attivit turistico alberghiere che sono soggette ai controlli e sono stati inseriti in questa categoria anche i campeggi che superano la soglia delle 400 persone presenti; la ex voce 85, riferita alle scuole, attuale attivit 67, stata integrata con gli asili nido con oltre 30 persone presenti; lattivit 68, ex 86, presenta una nuova veste per tenere conto del campo di applicazione del DPR 14/1/1997; inoltre in questa voce stata esplicitata lassoggettabilit delle case di riposo per anziani e sono state inserite le strutture sanitarie che erogano prestazioni assistenziali specialistiche in regime ambulatoriale con superficie superiore a 500 m2; la ex voce 88, attuale 70, stata integrata

legando il parametro della assoggettabilit non soltanto alla superficie lorda del deposito che rimane fissata a 1000 m2, ma anche ai quantitativi di merci e materiali combustibili; nella nuova versione della ex voce 89, ora 71, il livello di assoggettabilit degli uffici scende a 300 persone, considerando non i soli addetti ma le effettive presenze; lattivit 72, ex 90, limita lassoggettabilit degli edifici sottoposti a tutela, unicamente a quelli aperti al pubblico destinati a contenere biblioteche ed archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre e tutte le attivit elencate nellallegato I al DPR 151/2011; lattivit 73, di nuova istituzione, introduce fra le attivit soggette i complessi polifunzionali sia del settore terziario che industriale, gestiti da pi soggetti, ma che necessitano del coordinamento delle misure di prevenzione, protezione e gestione antincendio; lattivit 75, ex 92, lega il limite di assoggettabilit alla superficie che risulta un parametro pi oggettivo rispetto al numero di veicoli per tenere conto anche della diversit dei mezzi parcheggiati (motocicli, automobili, autobus, ecc.). La voce stata integrata con i depositi di mezzi rotabili; la voce 77, ex 94, si riferisce a tutte le attivit ad uso civile e non pi ai soli edifici di civile abitazione fissando il limite di assoggettabilit a 24 m di altezza antincendio; le voci 78, 79 e 80, di nuova istituzione, si riferiscono rispettivamente alle aerostazioni, stazioni ferroviarie e marittime, metropolitane, interporti, gallerie stradali e ferroviarie. Lesperienza accumulata nel corso degli anni dai Vigili del fuoco, sia nel settore del soccorso che in quello della prevenzione incendi, ha consentito di individuare in modo ottimale, n un connubio fra semplificazione e garanzia di tutela della sicurezza, le attivit che concretamente presentano una valenza sotto il profilo del rischio di incendio.

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Semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi:

ecco il decreto n. 151/2011

Il regolamento individua le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi e disciplina il rispetto delle condizioni di sicurezza antincendio per il deposito dei progetti, per lesame dei progetti, per le visite tecniche, per lapprovazione di deroghe a specifiche normative. Le attivit sottoposte ai controlli di prevenzione incendi sono state distinte in tre categorie A, B e C, in relazione alla dimensione dellimpresa, al settore di attivit, alla esistenza di specifiche regole tecniche, alle esigenze di tutela della pubblica incolumit. Fino alladozione del decreto ministeriale, che sar emanato dal Ministero dellInterno per garantire luniformit delle procedure, la trasparenza e la speditezza dellattivit amministrativa e per disciplinare la presentazione delle istanze oggetto del presente regolamento, saranno applicate le disposizioni del Decreto del Ministro dellinterno 4 maggio 1998, che regola le modalit di presentazione ed il contenuto delle domande per lavvio di procedimenti di prevenzione incendi. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento saranno abrogate diverse disposizioni normative, tra cui il Decreto del Presidente della Repubblica del 26 maggio 1959, n. 689, il Decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, il Decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 214, il Decreto del Ministro dellinterno 16 febbraio 1982. Per dare inizio ad unattivit lavorativa sufficiente segnalare allautorit competente, in questo caso ai Vigili del fuoco, linizio dellattivit e allegare a questa segnalazione fatta dallimprenditore, una documentazione che attesti il rispetto della normative, in particolare di sicurezza antincendio.

Decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151 Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dellarticolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. (G.U. del 22/09/2011, n.221)

Entrata in vigore del provvedimento: 07/10/2011 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto larticolo 87, quinto comma, della Costituzione; Visto larticolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, n. 14;

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Visto larticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241; Visto larticolo 49, commi 4-bis, 4-ter, 4-quater e 4-quinquies, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122; Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, ed in particolare gli articoli 16, comma 7, 20 e 23; Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni; Visto larticolo 25 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 26 maggio 1959, n. 689; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni; Visto decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 214; Visto il decreto del Ministro dellinterno in data 16 febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 aprile 1982; Visto il decreto del Ministro dellinterno in data 8 marzo 1985, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 22 aprile 1985; Visto il decreto del Ministro dellinterno in data 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998; Visto il decreto del Ministro dellinterno in data 3 febbraio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2006; Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 gennaio 2008, n. 37; Acquisito il parere del Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi, di cui allarticolo 21 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, espresso nella seduta del 23 febbraio 2011; Sentite le associazioni imprenditoriali; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 marzo 2011;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi, nelladunanza del 21 marzo 2011; Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 luglio 2011; Sulla proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e linnovazione, del Ministro dellinterno, del Ministro per la semplificazione normativa e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende per: a) Comando: il Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente; b) Direzione: la Direzione regionale o interregionale dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile; c) CTR: il Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi di cui allarticolo 22 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139; d) SCIA: la segnalazione certificata di inizio attivit, ai sensi dellarticolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito dallarticolo 49, comma 4-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in cui la ricevuta della segnalazione costituisce titolo autorizzatorio ai sensi dellarticolo 38, comma 3, lettere e) ed f), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; e) SUAP: lo sportello unico per le attivit

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produttive che costituisce lunico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attivit produttiva e fornisce una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni, comunque coinvolte nel procedimento; f) CPI: Certificato di prevenzione incendi ai sensi dellarticolo 16, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Art. 2 Finalit ed ambito di applicazione 1. Il presente regolamento individua le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi e disciplina, per il deposito dei progetti, per lesame dei progetti, per le visite tecniche, per lapprovazione di deroghe a specifiche normative, la verifica delle condizioni di sicurezza antincendio che, in base alla vigente normativa, sono attribuite alla competenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 2. Nellambito di applicazione del presente regolamento rientrano tutte le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi riportate nellAllegato I del presente regolamento. 3. Le attivit sottoposte ai controlli di prevenzione incendi si distinguono nelle categorie A, B e C, come individuate nellAllegato I in relazione alla dimensione dellimpresa, al settore di attivit, alla esistenza di specifiche regole tecniche, alle esigenze di tutela della pubblica incolumit. 4. Lelenco delle attivit soggette ai controlli di prevenzione di cui allAllegato I del presente regolamento soggetta a revisione, in relazione al mutamento delle esigenze di salvaguardia delle condizioni di sicurezza antincendio. 5. La revisione dellelenco delle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi, di cui allAllegato I, effettuata con de-

creto del Presidente della Repubblica, da emanare a norma dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dellinterno, sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi. 6. Sono escluse dallambito di applicazione del presente regolamento le attivit industriali a rischio di incidente rilevante, soggette alla presentazione del rapporto di sicurezza di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni. 7. Al fine di garantire luniformit delle procedure, nonch la trasparenza e la speditezza dellattivit amministrativa, le modalit di presentazione delle istanze oggetto del presente regolamento e la relativa documentazione, da allegare, sono disciplinate con decreto del Ministro dellinterno. 8. Con il decreto del Ministro dellinterno di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze previsto dallarticolo 23, comma 2, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, sono stabiliti i corrispettivi per i servizi di prevenzione incendi effettuati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Art. 3 Valutazione dei progetti 1. Gli enti ed i privati responsabili delle attivit di cui allAllegato I, categorie B e C, sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al Comando lesame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonch dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio. 2. I progetti di cui al comma 1 sono corredati dalla documentazione prevista dal decreto di cui al comma 7 dellarticolo 2. 3. Il Comando esamina i progetti ed entro trenta giorni pu richiedere documenta-

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zione integrativa. Il Comando si pronuncia sulla conformit degli stessi alla normativa ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della documentazione completa. Art. 4 Controlli di prevenzione incendi 1. Per le attivit di cui allAllegato I del presente regolamento, listanza di cui al comma 2 dellarticolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, presentata al Comando, prima dellesercizio dellattivit, mediante segnalazione certificata di inizio attivit, corredata dalla documentazione prevista dal decreto di cui allarticolo 2, comma 7, del presente regolamento. Il Comando verifica la completezza formale dellistanza, della documentazione e dei relativi allegati e, in caso di esito positivo, ne rilascia ricevuta. 2. Per le attivit di cui allAllegato I, categoria A e B, il Comando, entro sessanta giorni dal ricevimento dellistanza di cui al comma 1, effettua controlli, attraverso visite tecniche, volti ad accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi, nonch la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. I controlli sono disposti anche con metodo a campione o in base a programmi settoriali, per categorie di attivit o nelle situazioni di potenziale pericolo comunque segnalate o rilevate. Entro lo stesso termine, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti per lesercizio delle attivit previsti dalla normativa di prevenzione incendi, il Comando adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit e di rimozione degli eventuali effetti dannosi dalla stessa prodotti, ad eccezione che, ove sia possibile, linteressato provveda a

conformare alla normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi detta attivit entro un termine di quarantacinque giorni. Il Comando, a richiesta dellinteressato, in caso di esito positivo, rilascia copia del verbale della visita tecnica. 3. Per le attivit di cui allAllegato I categoria C, il Comando, entro sessanta giorni dal ricevimento dellistanza di cui al comma 1, effettua controlli, attraverso visite tecniche, volti ad accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi, nonch la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. Entro lo stesso termine, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti per lesercizio delle attivit previsti dalla normativa di prevenzione incendi, il Comando adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit e di rimozione degli eventuali effetti dannosi dalla stessa prodotti, ad eccezione che, ove sia possibile, linteressato provveda a conformare alla normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi detta attivit entro un termine di quarantacinque giorni. Entro quindici giorni dalla data di effettuazione delle visite tecniche effettuate sulle attivit di cui al presente comma, in caso di esito positivo, il Comando rilascia il certificato di prevenzione incendi. 4. Il Comando acquisisce le certificazioni e le dichiarazioni attestanti la conformit delle attivit di cui allAllegato I alla normativa di prevenzione incendi, ai sensi del comma 4 dellarticolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. 5. Qualora il sopralluogo debba essere effettuato dal Comando nel corso di un procedimento di autorizzazione che prevede un atto deliberativo propedeutico emesso da organi collegiali, dei quali chiamato a far parte il Comando stesso, si applicano i diversi termini stabiliti per tali procedimenti.

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6. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 3 del presente decreto in caso di modifiche che comportano un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, lobbligo per linteressato di avviare nuovamente le procedure previste dal presente articolo ricorre quando vi sono modifiche di lavorazione o di strutture, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi e ogni qualvolta sopraggiunga una modifica delle condizioni di sicurezza precedentemente accertate. Art. 5 Attestazione di rinnovo periodico di conformit antincendio 1. La richiesta di rinnovo periodico di conformit antincendio che, ogni cinque anni, il titolare delle attivit di cui allAllegato I del presente regolamento tenuto ad inviare al Comando, effettuata tramite una dichiarazione attestante lassenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio corredata dalla documentazione prevista dal decreto di cui allarticolo 2, comma 7. Il Comando rilascia contestuale ricevuta dellavvenuta presentazione della dichiarazione. 2. Per le attivit di cui ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dellAllegato I, la cadenza quinquennale di cui al comma 1 elevata a dieci anni. Art. 6 Obblighi connessi con lesercizio dellattivit 1. Gli enti e i privati responsabili di attivit di cui allAllegato I del presente regolamento, non soggette alla disciplina del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, hanno lobbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi,

i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate e di effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione secondo le cadenze temporali che sono indicate dal Comando nel certificato di prevenzione o allatto del rilascio della ricevuta a seguito della presentazione della SCIA di cui allarticolo 4, comma 1, nonch di assicurare una adeguata informazione sui rischi di incendio connessi con la specifica attivit, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle precauzioni da osservare per evitare linsorgere di un incendio e sulle procedure da attuare in caso di incendio. 2. I controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione e linformazione di cui al comma 1, devono essere annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dellattivit. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del Comando. Art. 7 Deroghe 1. Qualora le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi di cui allAllegato I del presente regolamento, presentino caratteristiche tali da non consentire lintegrale osservanza delle regole tecniche di prevenzione incendi vigenti, gli interessati, con le modalit stabilite dal decreto di cui allarticolo 2, comma 7, possono presentare al Comando istanza di deroga al rispetto della normativa antincendio. 2. Possono presentare istanza di deroga, con le modalit di cui al comma 1, anche i titolari di attivit, disciplinate da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi, che non rientrano tra quelle riportate allAllegato I. 3. Il Comando esamina listanza e, con proprio motivato parere, la trasmette entro trenta giorni alla Direzione regionale. Il Direttore, sentito il Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, di cui al-

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larticolo 22 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, si pronuncia entro sessanta giorni dalla ricezione dellistanza, e ne d contestuale comunicazione al Comando al quale la stessa stata presentata ed al richiedente. Art. 8 Nulla osta di fattibilit 1. Gli enti e i privati responsabili delle attivit di cui allAllegato I del presente regolamento, categorie B e C, possono richiedere al Comando lesame preliminare della fattibilit dei progetti di particolare complessit, ai fini del rilascio del nulla osta di fattibilit. Art. 9 Verifiche in corso dopera 1. Gli enti e i privati responsabili delle attivit di cui allAllegato I del presente regolamento, possono richiedere al Comando leffettuazione di visite tecniche, da effettuarsi nel corso di realizzazione dellopera. Art. 10 Raccordo con le procedure dello sportello unico per le attivit produttive (SUAP) 1. Per le attivit di cui allAllegato I del presente regolamento di competenza del SUAP si applica il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160. 2. Ai soli fini antincendio le attivit di cui allAllegato I, categoria A, ricadono nel procedimento automatizzato di cui al Capo III del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, fatti salvi i casi in cui si applica il procedimento ordinario di cui al Capo IV dello stesso decreto. 3. La documentazione di cui alla lettera a) del comma 1 dellarticolo 10 del decreto

del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, completata, ai fini della rispondenza dellopera alle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi, dalla SCIA di cui allarticolo 4 del presente regolamento. Art. 11 Disposizioni transitorie e finali 1. Fino alladozione del decreto ministeriale di cui al comma 7 dellarticolo 2, si applicano le disposizioni del decreto del Ministro dellinterno in data 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998, recante disposizioni relative alle modalit di presentazione ed al contenuto delle domande per lavvio di procedimenti di prevenzione incendi, nonch alluniformit dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco. 2. Fino alladozione del decreto ministeriale di cui al comma 7 dellarticolo 2, allistanza di cui al comma 1 dellarticolo 4, presentata per la messa in esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fissi di capacit complessiva non superiore a 5 metri cubi non a servizio di attivit di cui allAllegato I, sono allegati: a) la dichiarazione di conformit di cui allarticolo 7 del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 gennaio 2008, n. 37; b) una dichiarazione in cui il titolare attesta che sono state rispettate le prescrizioni vigenti in materia di prevenzione degli incendi e si impegna al rispetto degli obblighi di cui allarticolo 6 del presente regolamento; c) una planimetria del deposito, in scala idonea firmata da un professionista iscritto nel relativo albo professionale e nellambito delle specifiche competenze, o dal responsabile tecnico dellimpresa che procede allinstallazione del deposito.

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3. Fino alladozione del decreto ministeriale di cui al comma 2 dellarticolo 23 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, si applicano le disposizioni del decreto del Ministro dellinterno 3 febbraio 2006 adottato di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze. Per le nuove attivit introdotte allAllegato I del presente regolamento, si applicano le tariffe gi previste per le attivit di analoga complessit, come individuate nella tabella di equiparazione di cui allAllegato II del presente regolamento. 4. Gli enti e i privati responsabili delle nuove attivit introdotte allAllegato I, esistenti alla data di pubblicazione del presente regolamento, devono espletare i prescritti adempimenti entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 5. Gli enti e i privati responsabili delle attivit di cui allAllegato I, esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento ed in possesso del Certificato di prevenzione incendi, alla scadenza del medesimo Certificato devono espletare gli adempimenti prescritti allarticolo 5 del presente regolamento. 6. Gli enti e i privati responsabili delle attivit di cui al comma 2, dellarticolo 5, presentano la prima attestazione di rinnovo periodico, entro i seguenti termini: a) entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento per le attivit con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato antecedentemente al 1 gennaio 1988; b) entro otto anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento per le attivit con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1988 ed il 31 dicembre 1999; c) entro dieci anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento per le attivit con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000

e la data di entrata in vigore del presente regolamento. 7. Gli enti e i privati responsabili delle attivit di cui allAllegato I, che alla data di entrata in vigore del presente regolamento hanno acquisito il parere di conformit di cui allarticolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, devono espletare gli adempimenti di cui allarticolo 4 del presente regolamento. 8. Sono fatte salve le disposizioni di cui allarticolo 16, comma 7, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Art. 12 Abrogazioni 1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate le seguenti disposizioni: a) decreto del Presidente della Repubblica del 26 maggio 1959, n. 689, regolamento recante la determinazione delle aziende e lavorazioni soggette, ai fini della prevenzione degli incendi, al controllo del Comando del Corpo dei vigili del fuoco; b) decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, concernente regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dellarticolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59; c) decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 214, concernente regolamento recante semplificazione delle procedure di prevenzione incendi relative ai depositi di g.p.l. in serbatoi fissi di capacit complessiva non superiore a 5 metri cubi; d) decreto del Ministro dellinterno in data 16 febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 aprile 1982, recante modificazioni del decreto del Ministro dellinterno 27 settembre 1965, concernente la determina-

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zione delle attivit soggette alle visite di prevenzione incendi; e) articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dellarticolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229, limitatamente a: 1) comma 1: il secondo periodo; 2) comma 2: dalle parole: a conclusione di un procedimento fino alle parole: attivit medesime; 3) comma 4: dalle parole: Ai fini fino alle parole: prevenzione incendi e dalle parole: oltre ad eseguire fino alle parole: accertamenti e valutazioni; f) articolo 6, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Art. 13 Clausola di neutralit finanziaria 1. Dallattuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Le amministrazioni pubbliche interessate svolgono le attivit previste dal presente regolamento con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Allegati - omissis Gli allegati I e II sono disponibili sulla banca dati Sicuromnia

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Lettera circolare n. 13061/11 primi indirizzi applicativi sul nuovo Regolamento

La Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica ha emanato, con Lettera circolare prot. n 13061 del 6 ottobre 2011, i primi indirizzi applicativi sul nuovo regolamento di prevenzione incendi - D.P.R. n. 151/2011, Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi. Il documento consente di dare immediata operativit al regolamento che, come noto, entrato in vigore il 7 ottobre e fornisce, per uniformit di indirizzo, alcune prime indicazioni applicative. Alla lettera circolare stata allegata anche la modulistica necessaria allavvio delle istanze e alle segnalazioni. Ministero dellInterno Lettera Circolare n.13061, del 06/10/2011 Nuovo regolamento di prevenzione incendi D.P.R. 1 agosto 2011, n.151,: Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dellarticolo 49 comma 4-quater, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Primi indirizzi applicativi. DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile DCPREV REGISTRO UFFICIALE - USCITA Prot. n 0013061 dei 06/10/2011 OGGETTO: Nuovo regolamento di prevenzione incendi - D.P.R. 1 agosto 2011, n.151: Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell articolo 49 comma 4-quater, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Primi indirizzi applicativi. 1. PREMESSA Con circolare n.4865 del 5 ottobre 2011, a firma del Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, stata richiamata lattenzione delle SS. LL. sullimminente entrata in vigore, 7 ottobre 2011, del nuovo regolamento di prevenzione incendi, richiamato in oggetto. Come gi sottolineato nella predetta circolare, il regolamento introduce importanti elementi innovativi nella disciplina della prevenzione incendi, materia di rilevanza primaria per lattivit del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. In sintesi tali elementi si rinvengono nella salvaguardia della specificit dei procedimenti

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di prevenzione incendi rispetto alla integrale applicazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attivit (SCIA), nel perseguimento degli obiettivi di semplificazione gi delineati nel Piano per la riduzione degli oneri amministrativi, adottato con decreto del Ministro dellInterno del 10 settembre 2009, di concerto con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e lInnovazione e con il Ministero per la Semplificazione Amministrativa nonch nel raccordo con la normativa in materia di sportello unico per le attivit produttive, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160. Il bilanciamento degli interessi fondamentali di tutela della sicurezza delle persone e dellintegrit dei beni con le esigenze di semplificazione amministrativa e di riduzione degli oneri a carico delle imprese e dei cittadini stato reso possibile attraverso lutilizzazione del principio di proporzionalit con riguardo alla gravita del rischio, alla natura giuridica del soggetto destinatario delle norme e alla dimensione delle attivit. Per assicurare il necessario contributo di tutti gli operatori chiamati alla gestione di una importante fase innovativa che richiede controlli pi incisivi a tutela della sicurezza del cittadino, a fronte di una diminuzione degli adempimenti amministrativi, si confida nella partecipe collaborazione delle SS. LL. A tal fine si forniscono, per uniformit di indirizzo, alcune prime indicazioni applicative della nuova regolamentazione in attesa dellemanazione dei decreti attuativi. 2. LE NOVIT INTRODOTTE DAL NUOVO REGOLAMENTO Facendo proprio il principio di proporzionalit viene perseguito un duplice obiettivo: rendere pi snella e veloce lazione amministrativa, rendere pi efficace lopera di controllo dei Comandi provinciali che hanno la possibilit di concentrare la gran parte delle verifiche tecniche sulle attivit con rischio di incendio pi elevato. A tal fine il nuovo regolamento distingue le attivit sottoposte ai controlli di prevenzione

incendi in tre categorie A, B e C, elencate nellallegato I al D.P.R. 151/11 che sono assoggettate a una disciplina differenziata in relazione al rischio connesso allattivit, alla presenza di specifiche regole tecniche e alle esigenze di tutela della pubblica incolumit. Vengono quindi abrogati: il decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1959, n. 689, che nelle tabelle A e B riportava le aziende e lavorazioni soggette al controllo del vigili del fuoco ai fini della prevenzione degli incendi, ai sensi dellarticolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547; il decreto del Ministro dellinterno 16 febbraio 1982, che nella tabella allegata conteneva lelenco dei depositi e industrie pericolose soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi, ai sensi dellarticolo 4 della legge 26 luglio 1965, n. 966. Gli adempimenti connessi alla valutazione dei progetti vengono differenziati in relazione alle esigenze di tutela degli interessi pubblici: per le attivit di cui alla categoria A, che sono soggette a regole tecniche e che per la loro standardizzazione non presentano particolare complessit, non pi previsto il preventivo parere di conformit dei Comandi. Analogamente sono differenziate la modalit di effettuazione dei controlli di prevenzione incendi in coerenza con i principi di cui alle lettere a) e e) dellarticolo 49, comma 4-quater della legge 30 luglio 2010, n. 122. Come previsto dal comma 1 dellarticolo 4 del D.P.R. 151/11, prima dellinizio dellattivit, il titolare presenta una segnalazione certificata di inizio attivit (SCIA) che, in relazione a quanto indicato al comma 2, dellarticolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, produce gli stessi effetti giuridici dellistanza per il rilascio del certificato di prevenzione antincendi (CPI). La stessa SCIA corredata dalla asseverazione, dalla documentazione tecnica costituita sostanzialmente dalle certificazioni/dichiarazioni probanti ai fini antincendio e, per le attivit in

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categoria A, dalla relazione tecnica e dagli elaborati grafici. Naturalmente per le attivit in categoria B e C non occorrer allegare alla SCIA il progetto dellopera, in quanto questultimo gi in possesso del Comando. Pertanto la documentazione di cui al comma 1 dellarticolo 4 del D.P.R. 151/11, rappresentata da atti tecnico-amministrativi, comprensivi di: una dichiarazione sostituiva dellatto notorio con la quale il titolare dellattivit segnala linizio dellattivit; unasseverazione con la quale un tecnico abilitato attesta la conformit dellopera alla regola tecnica e, ove previsto, al progetto approvato dal Comando provinciale; le certificazioni e/o le dichiarazioni, atte a comprovare che gli elementi costruttivi, i prodotti, i materiali, le attrezzature, i dispositivi, gli impianti e i componenti dimpianto rilevanti ai fini della sicurezza in caso dincendio sono stati realizzati, installati o posti in opera in conformit alla vigente normativa in materia di sicurezza antincendio. Nei procedimenti di cui agli articoli 3 e 4 potr accadere che il progetto comprenda pi attivit dellallegato I ricadenti in categorie diverse. Quando si riscontra la presenza contemporanea di attivit di categoria A, B e C, il progetto, da sottoporre a valutazione, dovr riferirsi alle sole attivit B e C. La presenza di attivit di tipo A dovr essere indicata negli elaborati e nella relazione tecnica unicamente per la valutazione di eventuali interferenze. Successivamente, allatto della presentazione della SCIA, art. 4 del D.P.R 151/11, la documentazione da allegare deve riguardare tutte le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi e, se non ancora in atti, anche la documentazione tecnica relativa alle eventuali attivit di categoria A. Per le attivit di cui alle categorie A e B i controlli avvengono, entro sessanta giorni dal ricevimento della SCIA, mediante metodo a

campione o in base a programmi settoriali. Questa Direzione centrale, in accordo con le Direzioni regionali, fornir allinizio di ogni anno le tipologie di attivit ed il numero di controlli che andranno effettuati da parte dei Comandi provinciali; fino al 31 dicembre p.v., i controlli relativi a nuove attivit devono riguardare almeno il 2% delle stesse, individuate a sorteggio. Per le attivit in categoria A e B, sottoposte a visite a campione, il Comando provinciale rilascer copia del verbale della visita tecnica, che comunque dovr essere sempre redatto, a richiesta dellinteressato. Per tutte le attivit di categoria C, il Comando effettua il controllo entro sessanta giorni. Solamente in caso di esito positivo del controllo, il Comando provinciale rilascer entro quindici giorni il CPI. Giova qui sottolineare che il certificato di prevenzione incendi , cos come inteso nel nuovo regolamento, analogamente al verbale della visita tecnica, non pi un provvedimento finale di un procedimento amministrativo, ma costituisce solo il risultato del controllo effettuato e non ha validit temporale. A tale proposito si invitano le SS.LL. ad una attenta rilettura dellarticolo 16 del d.lgs. 139/06, cos come modificato dal D.P.R. 151/11, precisando che il CPI assume la valenza di attestato del rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e della sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. S precisa altres che le sanzioni penali previste per lomessa richiesta del rilascio o rinnovo del CPI di cui allarticolo 20 del d.lgs. 139/06, trovano ora applicazione a tutte le attivit individuate nellallegato I in caso di la mancata presentazione di SCIA. Articolo 16 del d.lgs. 139/06, modificato dal D.P.R. 151/11 1. Il certificato di prevenzione incendi attesta il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio nei locali, attivit, depositi,

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impianti ed industrie pericolose, individuati, in relazione alla detenzione ed allimpiego di prodotti infiammabili, incendiatali o esplodenti che comportano in caso di incendio gravi pericoli per lincolumit della vita e dei beni ed in relazione alle esigenze tecniche di sicurezza, con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare a norma dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dellinterno, sentito il Comitato centrale tecnicoscientifico per la prevenzione incendi. Con lo stesso decreto fissato il periodo di validit del certificato per le attivit ivi individuate. 2. Il certificato di prevenzione incendi rilasciato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco, su istanza dei soggetti responsabili delle attivit interessate, a conclusione di un procedimento che comprende il preventivoesame ed il parere di conformit sui progetti, finalizzati allaccertamento della rispondenza dei progetti stessi alla normativa di prevenzione incendi, e leffettuazione di visite tecniche, finalizzate a valutare direttamente i fattori di rischio ed a verifioare la rispondenza delle attivit alla normativa di prevenzione incendi e lattuazione delle prescrizioni e degli obblighi a carico dei soggetti responsabili delle attivit medesime. Resta fermo quanto previsto dalle prescrizioni in materia di prevenzione incendi a carico dei soggetti responsabili delle attivit ed a carico dei soggetti responsabili dei progetti e della documentazione tecnica richiesta. 3. In relazione ad insediamenti industriali ed attivit di tipo complesso, il Comando provinciale dei vigili del fuoco pu acquisire, ai fini del parere di conformit sui progetti, le valutazioni del Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, avvalersi, per le visite tecniche, di esperti in materia designati dal Comitato stesso, nonch richiedere il parere del Comitato centrale tecnico scientifico di cui allarticolo 21.

4. Ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi, II Comando provinciale dei vigili del fuoco, oltre ad eseguire direttamente accertamenti e valutazioni, acquisisce dai soggetti responsabili delle attivit di cui al comma 1 le certificazioni e le dichiarazioni attestanti la conformit delle attivit alla normativa di prevenzione incendi, rilasciate da enti, laboratori o professionisti, iscritti in albi professionali, autorizzati ed iscritti, a domanda, in appositi elenchi del Ministero dellinterno. 5. ...omissis... 6. ...omissis... 7. ...omissis... 8. ...omissis... La ricevuta di avvenuta presentazione della SCIA al Comando provinciale, direttamente oppure attraverso il SUAP, titolo abilitativo allesercizio dellattivit ai soli fini antincendio. Ove nei controlli emergessero carenze dei requisiti e dei presupposti per lesercizio dellattivit previsti dalla normativa di prevenzione incendi, il Comando adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit e di rimozione degli eventuali effetti dannosi prodotti dalla stessa, fatta salva lipotesi che, ove sia possibile, linteressato provveda a conformare alla normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi detta attivit entro un termine di quarantacinque giorni, imponendo, ove si ritenesse necessario, specifiche misure tecnico-gestionali atte a far cessare il pericolo per la pubblica e privata incolumit ovvero per la messa in sicurezza delle opere. Viene, in sostanza, data la possibilit al Comando provinciale di non dover prescrivere, sempre e in ogni caso, linterruzione dellattivit, ma di richiedere allinteressato di conformare lattivit alla normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi, entro un termine congnio, valutando che tale adeguamento sia possibile in base alla complessit degli adempimenti richiesti e sempre che la prosecuzione dellattivit, nel periodo transitorio, possa avvenire garantendo un

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grado di sicurezza equivalente anche attraverso limposizione di specifiche misure tecnico-gestionali. Si segnala inoltre che il nuovo regolamento introduce la possibilit, in caso di modifiche che non comportano un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, di presentare direttamente una nuova SCIA. Restano ovviamente invariate le procedure previste dal d.lgs. 19 dicembre 1994, n. 758, recante Disciplina sanzionatoria in materia di lavoro , con particolare riferimento al capo II, Estinzione delle contravvenzioni in materia di sicurezza e di igiene del lavoro , nonch quelle relative alle comunicazioni previste dal comma 3, dellarticolo 19 del d.lgs. 139/2006. Bisogna tener presente che il potere-dovere ascritto al Comando provinciale non si esaurisce nel termine di sessanta giorni, che comunque deve essere obiettivo del Comando. Infatti, il comma 4 dellarticolo 19 della legge 241/90 prevede che, decorso il termine per ladozione dei provvedimenti, aliamministrazione consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per lambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dellimpossibilit di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dellattivit dei privati alla normativa vigente. 3. NUOVI PROCEDIMENTI VOLONTARI Nel caso di progetti particolarmente complessi, i titolari delle attivit comprese nelle categorie B e C hanno la possibilit di richiedere preventivamente al Comando provinciale il rilascio di un nulla osta di fattibilit (NOF). II NOF si sostanzia in un parere rilasciato con riguardo a uno o pi aspetti rilevanti dal punto di vista della prevenzione incendi, elaborato sulla base della valutazione di un progetto di fattibilit dellopera. Altro procedimento innovativo, introdotto dal D.P.R. 151/11, quello legato alla possibilit di richiedere verifiche in corso dopera al

competente Comando provinciale per verificare la rispondenza delle opere alle disposizioni di prevenzione incendi, anche durante la loro realizzazione. In questo modo possibile, per le opere particolarmente complesse, procedere alla verifica di alcuni aspetti rilevanti dal punto di vista antincendio durante la costruzione delle attivit complesse. Al fine di non ostacolare il proseguimento della realizzazione dellopera in attesa della visita tecnica da parte dei vigili del fuoco, necessario che venga concordato con il locale Comando, in fase preliminare progettuale, un cronoprogramma delle visite, in modo da garantire la tempestivit delle stesse. Rimane inteso che il NOF e le verifiche in corso dopera non sostituiscono gli obblighi di cui agli articoli 3 e 4 del nuovo regolamento. Gli aspetti dellopera rilevanti dal punto di vista antincendio che possono essere sottoposti allesame del Comando provinciale e sui quali lo stesso, dopo le opportune valutazioni, esprimer il proprio parere, potranno riguardare: ubicazione; comunicazioni e separazioni; accesso allarea e accostamento dei mezzi di soccorso; caratteristiche costruttive e lay-out (distanziamenti, separazioni, isolamento); resistenza al fuoco; reazione al fuoco; compartimentazione; vie di esodo; sistema di controllo dei fumi naturale o meccanico; aree e impianti a rischio specifico; impianti elettrici di sicurezza; illuminazione di sicurezza; mezzi e impianti di estinzione degli incendi; impianti di rivelazione, segnalazione e allarme. La richiesta di NOF e la verifica in corso dopera sono procedimenti facoltativi, ma dal momento della presentazione dellistanza la stessa dovr concludersi nel tempo massimo di 30 giorni.

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4. PROCEDIMENTI NEL PERIODO TRANSITORIO II periodo transitorio regolamentato dallarticolo 11 del D.P.R. 151/11 che analizza sia le fattispecie che si vengono a configurare per le nuove attivit soggette, sia quelle riconducibili a procedimenti avviati con il D.P.R 37/98 e non ancora conclusi. Proprio in merito a questa casistica si forniscono le seguenti indicazioni: a) Attivit che, in virt della nuova normativa, dovessero risultare non pi soggette ai controlli di prevenzione incendi. Il Comando provinciale comunicher ai titolari delle attivit interessate che, a seguito dellentrata in vigore del nuovo regolamento, non risultano pi soggette ai controlli di prevenzione incendi e pertanto per dette attivit non esprimer pareri di merito, rimandando comunque al rispetto della normativa tecnica di riferimento o ai criteri generali di prevenzione incendi. b) Attivit per cui, allentrata in vigore del nuovo regolamento, il titolare abbia presentato istanza di parere di conformit ai sensi dellarticolo 2 del D.P.R. 37/98 ed il Comando non abbia ancora emesso parere. Il Comando provinciale concluder comunque il procedimento con lemissione del parere che avr gli stessi effetti di quello rilasciato, per le attivit in categoria B e C, ai sensi dellarticolo 3 (Valutazione dei progetti) del nuovo regolamento. c) Attivit per cui il titolare ha acquisito il parere di conformit di cui allarticolo 2 del D.P.R. 37/98 e alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento non ha ancora completato lopera. Ai sensi del comma 6 dellarticolo 11 del D.P.R. 151/11, gli interessati devono espletare, prima di dare inizio allattivit, gli adempimenti di cui al comma 1 dellarticolo 4 del nuovo regolamento presentando la SCIA. Il

parere di conformit ex articolo 2 del D.P.R 37/98 terr luogo alla valutazione del progetto ex articolo 3 del D.P.R. 151/11. d) Attivit per cui il titolare ha inoltrato la richiesta di CPI ex articolo 3 del D.P.R 37/98 e alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento il Comando non ha ancora concluso il procedimento. d.l) II titolare ha presentato la dichiarazione di inizio attivit (DIA) ai sensi del comma 5 dellarticolo 3 del D.P.R 37/98 allatto della richiesta di CPI. Tenuto conto che larticolo 49 comma 4-ter della legge 122/10 prevede che Le espressioni segnalazione certificata di inizio di attivit e Scia sostituiscono, rispettivamente, quelle di dichiarazione di inizio di attivit e Dia, ovunque ricorrano, anche come parte di una espressione pi ampia , per questa casistica si ritiene che la presentazione della DIA ex comma 5 dellarticolo 3 del D.P.R 37/98 assolva lobbligo della presentazione della SCIA ex comma 1 dellarticolo 4 del D.P.R. 151/11. II Comando provvedere quindi alla ricatalogazione della pratica in funzione della nuova declaratoria dellattivit e della categorizzazione in A, B o C. Nei casi in cui lattivit ricadesse in categoria C dovr essere effettuato il sopralluogo di controllo ai sensi del comma 3 dellarticolo 4 del D.P.R. 151/11. In questo caso la data a cui far riferimento, anche ai fini del rinnovo, sar quella dellentrata in vigore del nuovo regolamento. d.2) II titolare dellattivit non ha presentato la dichiarazione di inizio attivit (DIA) ai sensi del comma 5 dellarticolo 3 del D.P.R 37/98 allatto della richiesta di CPI. Il Comando proweder alla ricatalogazione della pratica in funzione della nuova declaratoria dellattivit e della categorizzazione in A, B o C e comunicher al titolare delle attivit in categoria A e B che esiste la possibilit di avvalersi, per lesercizio dellattivit, della presentazione della SCIA ex comma 1 dellarticolo 4 del D.P.R. 151/11. In questo caso la documentazione da presentare do-

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vr integrare quella gi in possesso al Comando. Se lutente intende avvalersi di tale possibilit, dovr presentare la SCIA entro trenta giorni dalla comunicazione da parte del Comando e proceder ai sensi del comma 2 dellarticolo 4 del D.P.R. 151/11. Nei casi in cui lattivit ricadesse in categoria C, ed anche nel caso in cui il titolare delle attivit in categoria A o B non intendesse avvalersi della possibilit di presentare la SCIA, il procedimento verr concluso ai sensi dellarticolo 4 del nuovo regolamento con leffettuazione della visita tecnica, ritenendo cos valida listanza presentata ai sensi dellarticolo 3 del D.P.R 37/98. e) Lattivit in possesso del CPI ex articolo 3 del D.P.R 37/98 con scadenza dopo lentrata in vigore del nuovo regolamento. Ai sensi del comma 5 dellarticolo 11 del nuovo regolamento, alla scadenza del CPI ex articolo 3 del D.P.R 37/98, il responsabile dellattivit deve espletare gli adempimenti prescritti allarticolo 5 del D.P.R 151/11 presentando lattestazione di rinnovo periodico di conformit antincendio. Per le attivit con scadenza una tantum gi previste dal decreto del Ministro dellinterno 16 febbraio 1982 e riportate ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dellallegato I del nuovo regolamento, la presentazione dellattestazione scaglionata secondo un programma temporale indicato nel citato articolo 11 del D.P.R 151/11. f) Attivit esistenti, in precedenza non assoggettate ai controlli che, a seguito dellentrata in vigore dal nuovo regolamento, risultano ora comprese nellallegato I. Le nuove attivit inserite nellallegato I, esistenti alla data di pubblicazione del nuovo regolamento, dovranno espletare i prescritti adempimenti entro un anno dalla data di entrata in vigore. Pertanto entro il 6 ottobre 2012 i titolari di ta-

li tipologie di attivit dovranno aver concluso i prescritti adempimenti. 5. DOCUMENTAZIONE E MODULISTICA A CORREDO DELLE PRATICHE Rispetto alla previgente normativa, il D.P.R 151/2011 prevede nuovi procedimenti diversificati sulla base del citato criterio di proporzionalit dellazione amministrativa. In particolare: valutazione dei progetti, esclusivamente per le attivit di cui alle categorie B e C; controlli di prevenzione incendi, per le attivit in categoria A, B e C; deroga, per le attivit in categoria A, B e C; nulla osta di fattibilit, per le attivit in categoria B e C; verifiche in corso dopera, per le attivit in categoria A, B e C. Nelle more delladozione del decreto ministeriale di cui allarticolo 2, comma 7 del nuovo regolamento, la documentazione da allegare alle istanze ed alle segnalazioni dovr essere, cos come stabilito dallarticolo 11, comma 1, per quanto applicabile, quella gi indicata dal decreto del Ministro dellinterno 4 maggio 1998. In merito alle certificazioni e dichiarazioni atte a comprovare che gli elementi costruttivi, i prodotti, i materiali, le attrezzature, i dispositivi, gli impianti e i componenti dimpianto rilevanti ai fini della sicurezza in caso dincendio siano stati realizzati, installati o posti in opera in conformit alla vigente normativa in materia di sicurezza antincendio, si utilizzeranno, fino allemanazione del previsto decreto, i modelli precedentemente utilizzati: CERT IMP, CERT REI, DICH IMP, DICH PROD. In virt delle novit introdotte dal nuovo regolamento, in particolare per quanto attiene agli adempimenti connessi allesercizio dellattivit prevista mediante SCIA, la documentazione a corredo delle istanze e delle segnalazioni dovr essere quella di seguito riportata:

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a) Valutazione dei progetti Documenti da allegare: richiesta di valutazione del progetto, mediante mod PIN 1 -2011; documentazione conforme a quanto specificato nellallegato I al decreto del Ministero dellinterno 4 maggio 1998; attestato del versamento effettuato a favore della Tesoreria provinciale dello Stato, ai sensi dellarticolo 23 del d.lgs. 139/06. b) Controlli di prevenzione incendi Documenti da allegare: segnalazione certificata di inizio attivit, mod PIN 2-2011; asseverazione attestante la conformit dellattivit alle prescrizioni vigenti in materia di sicurezza antincendio nonch, per le attivit di categoria B e C, al progetto approvato dal Comando, mod PIN 2.1 2011; documentazione conforme a quanto specificato nellallegato I al decreto del Ministero dellinterno 4 maggio 1998 per le attivit di categoria A; documentazione conforme a quanto specificato nellallegato II al decreto del Ministero dellinterno 4 maggio 1998; attestato del versamento effettuato a favore della Tesoreria provinciale dello Stato, ai sensi dellarticolo 23 del d.lgs. 139/06. Riguardo ai depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fissi di capacit complessiva non superiore a 5 m non a servizio di attivit di cui allallegato I, il nuovo regolamento prevede che la documentazione da presentare, prima della messa in esercizio, sia la stessa prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 214 , fino alladozione del decreto ministeriale di cui al comma 7 dellarticolo 2. Tenuto conto delle modifiche intervenute nel frattempo alle dichiarazioni di conformit sugli impianti, la dichiarazione di cui al punto a), comma 2 dellarticolo 2 del

D.P.R 214/06 coincide con la certificazione di installazione rilasciata ai sensi dellarticolo 10, comma 4, del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, secondo il modello allegato alla circolare prot. n. P 717/4106 sott. 40/A del 30 giugno 2006. c) Rinnovo periodico di conformit antincendio Documenti da allegare: richiesta di rinnovo periodico di conformit antincendio e dichiarazione di assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio, mod PIN 3-2011; asseverazione attestante lefficienza dei dispositivi, dei sistemi e degli impianti finalizzati alla protezione attiva antincendi, con esclusione delle attrezzature mobili di estinzione, resa da professionista abilitato ed iscritto negli elenchi del Ministero dellinterno, ai sensi della legge 7 dicembre 1984, n. 818, mod PIN 3.1-2011; attestato del versamento effettuato a favore della Tesoreria provinciale dello Stato, ai sensi dellarticolo 23 del d.lgs. 139/06. Per i depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fssi di capacit complessiva non superiore a 5 m3 non a servizio di attivit di cui allallegato I, dovr essere prodotta dichiarazione a firma di tecnico abilitato o responsabile tecnico dellimpresa attestante che i controlli di manutenzione previsti dalle normativa vigenti sono stati effettuati. d) Domanda di deroga Documenti da allegare: richiesta di deroga, mod PIN 4-2011; documentazione conforme a quanto specificato nellallegato I al decreto del Ministero dellinterno 4 maggio 1998, integrata da una valutazione sul rischio aggiuntivo conseguente alla mancata osservanza delle disposizioni cui si intende derogare e dalle misure tecniche che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo; attestato del versamento effettuato a fa-

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vore della Tesoreria provinciale dello Stato, ai sensi dellarticolo 23 del d.lgs. 139/06. e) Nulla osta di fattibilit Documenti da allegare: richiesta di nulla osta di fattibilit, per le sole attivit di tipo B e C, mod PIN 1 bis2011; documentazione conforme a quanto specificato nellallegato I al decreto del Ministero dellinterno 4 maggio 1998, con particolare attenzione agli aspetti per i quali si intende ricevere il parere; attestato del versamento effettuato a favore della Tesoreria provinciale dello Stato, ai sensi dellarticolo 23 del d.lgs. 139/06. f) Verifiche in corso dopera Documenti da allegare: richiesta di verifica in corso dopera, mod PIN 2 bis-2011; attestato del versamento effettuato a favore della Tesoreria provinciale dello Stato, ai sensi dellarticolo 23 d.lgs. 139/06. I modelli PIN sopracitati sono allegati alla presente Lettera Circolare e, sul sito internet http://www.vigilfuoco.it saranno pubblicate le istruzioni operative per la compilazione dei modelli sopra riportati. 6. IL SISTEMA TARIFFARIO NEL TRANSITORIO Oltre a disciplinare i procedimenti relativi alla prevenzione incendi, il nuovo regolamento individua nellallegato I le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi. Le attivit soggette non corrispondono per tipologia e numero a quelle individuate nella previgente normativa. stato pertanto inserito nel nuovo regolamento un secondo allegato che contiene una tabella di equiparazione tra le nuove attivit e quelle precedentemente individuate nel decreto del Ministro dellinterno 16 febbraio 1982, nonch una comparazione con le attivit di nuova istituzione, rimanendo fer-

mi i disposti normativi riguardo allonerosit dei servizi di prevenzione incendi, cos come previsto dallart 23, comma 1, del d.lgs. 139/06. Per adempiere a questo dettato normativo e al fine di garantire continuit nei servizi resi dal Corpo, allarticolo 11, comma 3 del nuovo regolamento stata data indicazione di applicare per le nuove attivit introdotte allallegato I le tariffe gi previste dal decreto adottato dal Ministro dellinterno di concerto con il Ministro delleconomia e finanze in data 3 febbraio 2006 per le attivit di analoga complessit. Nelle more della emanazione dellapposito decreto che determiner i nuovi corrispettivi per i servizi di prevenzione incendi effettuati dal Corpo nazionale, sar pertanto possibile determinare limpegno orario per ogni singola attivit soggetta ai controlli di prevenzione incendi, presente nellattivit nel suo complesso. Una volta determinato limpegno orario totale, bisogner moltiplicarlo per il valore orario individuato nel citato decreto del Ministro dellinterno 3 febbraio 2006, e che risulta pari a euro 44,00 per la valutazione dei progetti e per lattestazione di rinnovo periodico di conformit antincendio ed a euro 48,00 per i controlli di prevenzione incendi. Per assicurare la necessaria uniformit di indirizzo, stata elaborata lallegata tabella (inviata in formato elettronico) che evidenzia, in corrispondenza di ogni attivit, i corrispettivi impegni orari in funzione del tipo di servizio di prevenzione incendi richiesto. Si ribadisce che, qualora lattivit per la quale viene richiesto il servizio di prevenzione incendi comprenda pi punti dellallegato I al nuovo decreto, la tariffa che deve essere corrisposta la somma delle tariffe rilevabili per le singole attivit/categorie. Riassumendo: una volta individuata lattivit o le attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi, con lausilio della tabella allegata, occorrer stabilire a quale punto del decreto del Ministro dellinterno 16 febbraio 1982 la stessa corrisponda e, di conseguen-

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za, a quale impegno orario fare riferimento, secondo il decreto del Ministro dellinterno 4 maggio 1998. Per la determinazione degli importi riferiti alle istanze di deroga e per i progetti presentati secondo le procedure previste dallapproccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, valgono le disposizioni contenute, rispettivamente, nel decreto del Ministro dellinterno 4 maggio 1998 e nel decreto del Ministro dellinterno 9 maggio 2007. Sempre nelle more dellemanazione del nuovo decreto sulle tariffe, per la determinazione degli importi da corrispondere per i nuovi procedimenti introdotti agli articoli 8 e 9 del D.P.R. 151/11, facoltativi, ma resi a titolo oneroso, si dovr fare riferimento: per le istanze inerenti il nulla osta di fattibilit, previsto, su base volontaria, solo per le attivit delle categorie B e C, alla tariffa corrispondente alla valutazione dei progetti; per le verifiche in corso dopera, alle tariffe previste per i controlli di prevenzione incendi. Qualora nella fase di valutazione del progetto, prevista solo per categorie B e C, lattivit presentata comprenda anche punti in categoria A, la tariffa da corrispondere non deve tenere conto di tale categoria, non essendo applicabile per questa categoria la fase di valutazione del progetto; si terr conto invece della tariffa relativa alla categoria A nella successiva fase dei controlli di prevenzione incendi. 7. GESTIONE TRANSITORIA DELLAPPLICATIVO PREVENZIONE INCENDI 2000. Con lentrata in vigore del nuovo regolamento, anche lapplicativo Prevenzione incendi 2000 dovr essere adeguato alle nuove procedure. In accordo con la Direzione Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali si prevede anche una prima rielaborazione della procedura aggiornata. La nuova procedura, seppure in versione semplificata per consentirne

una rapida realizzazione, sar messa a disposizione dei Comandi entro i primi giorni di novembre e consentir linserimento e la trattazione delle pratiche secondo quanto contenuto nel nuovo regolamento. Pertanto a decorrere dal 7 ottobre e fino alladeguamento dellapplicativo opportuno che i dati relativi alle pratiche presentate ai Comandi non vengano inseriti in quanto i procedimenti presenti nella attuale versione dellapplicativo e le classificazioni delle attivit non risultano compatibili con quanto previsto dal nuovo D.P.R 151/2011. Non appena verr consegnata la nuova versione della procedura Prevenzione incefMi 2000, ciascun Comando prvveder a inserire le pratiche pervenute con le nuove classificazioni. Il Direttore Centrale Dattilo

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EPC Periodici srl - Via dell'Acqua Traversa, 187/189 - 00135 Roma


Finito di stampare nel mese di ottobre 2011

Fotolito e stampa: ATI spa - 00040 Pomezia Roma

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PREVENZIONE INCENDI: SI CAMBIA


PROCEDURE SEMPLIFICATE PER LA PREVENZIONE INCENDI
Un supplemento chiaro, semplice e dal taglio squisitamente pratico per capire come cambiata la prevenzione incendi con le nuove norme entrate in vigore il 7 ottobre scorso. Dalle procedure semplificate al nuovo regime dei controlli, dalle attivit pi a rischio ai compiti di vigilanza e monitoraggio che spettano ai Vigili del fuoco fino alla Scia: lo speciale di Antincendio, la rivista da sempre al servizio degli operatori del settore impegnati sul difficile fronte della sicurezza e della prevenzione, offre un quadro esauriente delle principali novit. Il lavoro stato affidato ad un gruppo di esperti che hanno seguito passo dopo passo levoluzione della legislatura nel settore per arrivare allultimo recente approdo. Si parte dalle procedure semplificate per la prevenzione incendi, norme che prevedono una maggiore facilit nel loro adempimento garantendo, per, un immutato grado di tutela degli obiettivi di sicurezza, incolumit delle pensione, tutela dei beni e dellambiente. Poi, si fa il punto sulle attivit soggette ai controlli di prevenzione, suddivise in diverse aree a secondo del grado di rischio. Infine, nello speciale, il testo completo del regolamento e del decreto che fissano le nuove procedure di prevenzione incendi.

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