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Settimio Carmignani Caridi

Il “Caso Pellegrini”: il diritto di difesa nel processo


matrimoniale canonico, nella giurisprudenza
italiana e nella Convenzione Europea dei diritti
dell'uomo.

Anno Accademico 2018-2019


Prof. Settimio Carmignani Caridi

Sentenza 20 luglio 2001
“Caso Pellegrini c. Italia” ‐> sentenza 20 luglio 2001 con la quale 
la CEDU ha condannato l’Italia
la CEDU ha condannato l Italia perché i suoi giudici non 
perché i suoi giudici non
avevano compiuto accertamenti tendenti ad impedire la 
delibazione di una sentenza matrimoniale frutto in un 
particolare giudizio canonico nel quale si lamentava esser 
stato denegato il diritto di difesa, in violazione dell’Art. 6, § 1 
della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e 
delle Libertà fondamentali (d’ora in poi Convenzione EDU) 

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 1


Settimio Carmignani Caridi

Vicenda giudiziaria:

Dopo 25 anni di matrimonio (questa lunga 
D 25 i di ti i ( t l
convivenza probabilmente influirà più o meno 
consapevolmente sulla decisione dei giudici 
europei …) la moglie chiede al giudice civile la 
separazione legale ed ottiene un assegno di 
mantenimento

Il marito viene a sapere che essendo lui e la 
moglie figli di due cugini “ il … matrimonio 
li fi li di d i i “ il ti i
[era] nullo per l’impedimento dirimente di 
consanguineità di 3° grado in linea collaterale 
a norma del can. 1076, § 2” del Codex Piano‐
Benedettino del 1917 vigente al tempo della 
celebrazione del matrimonio (25 anni prima).

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Codex 1917
• Can. 1076. § 1. In linea recta consanguinitatis matrimonium 
irritum est inter omnes ascendentes et descendentes tum legitimos tum
irritum est inter omnes ascendentes et descendentes tum legitimos tum 
naturales.

• § 2. In linea collaterali irritum est usque ad 
tertium gradum inclusive, ita tamen ut 
matrimonii impedimentum toties tantum 
multiplicetur quoties communis stipes
multiplicetur quoties communis stipes 
multiplicatur.
• § 3. Nunquam matrimonium permittatur, si quod subsit dubium num partes sint 
consanguineae in aliquo gradu lineae rectae aut in primo gradu lineae collateralis. 

Processo documentale ex cann. 1686 e ss.

• Data la natura della causa, il Tribunale 
Regionale del Lazio adotta la procedura 
prevista per il processo documentale dai cann. 
1686 e ss. 

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Can. 1686 Codex 1983
• Can. 1686 — Recepta petitione ad normam can. 1677 
proposita, Vicarius iudicialis vel iudex ab ipso designatus
proposita, Vicarius iudicialis vel iudex ab ipso designatus 
potest, praetermissis sollemnitatibus ordinarii processus sed 
citatis partibus et cum interventu defensoris vinculi, 
matrimonii nullitatem sententia declarare, si ex documento, 
quod nulli contradictioni vel exceptioni sit obnoxium, certo 
constet de exsistentia impedimenti dirimentis vel de defectu 
legitimae formae, dummodo pari certitudine pateat 
dispensationem datam non esse, aut de defectu validi 
mandati procuratoris.

Esito processo documentale

• Verificata per tabulas l’esistenza 
dell’impedimento, in circa un mese il Tribunale 
pronunzia “Constare de matrimonii nullitate”

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Settimio Carmignani Caridi

La moglie propone appello “a mitraglia” dinanzi 
alla Segnatura Apostolica, alla Congregazione 
dei Sacramenti ed al Tribunale Laziale e la 
causa viene rimessa alla Rota Romana per
causa viene rimessa alla Rota Romana per 
competenza. 

• Quest’ultima conferma la sentenza di primo 
grado, rilevando che l’appellante si era doluta 
“de denegatione iuris defensionis” senza però 
aver prospettato esplicitamente la querela 
nullitatis. 

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Davanti al giudice dello Stato…

In seguito la moglie presenterà lamentele sul punto della


denegata difesa anche alla Corte d’Appello di Firenze
competente per la delibazione ed alla Suprema Corte di
Cassazione da lei adita … avendo sempre pronunzie a se
contrarie.
All’esito della delibazione il marito cesserà di versare l’assegno di
mantenimento e la moglie adirà sia la giustizia civile
(intimando un precetto al quale il marito si opporrà dinanzi al
Tribunale di Viterbo) sia,sia mentre tale processo civile era
ancora in corso, la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Dove sarebbe la violazione del diritto di 
difesa?
• La moglie prospetta, nelle varie fasi della vicenda, una serie di violazioni a 
tale diritto: 
• sarebbe mancata una vera e propria citazione, 
sarebbe mancata una vera e propria citazione
• lei sarebbe giunta dinanzi al giudice senza sapere che il marito aveva 
richiesto la pronunzia di nullità del matrimonio ed ignorandone le ragioni, 
• avrebbe avuto conoscenza del libello solo durante l’interrogatorio, 
• non avrebbe potuto nominarsi un difensore, 
• le sarebbe stato impedito di prendere visione delle dichiarazioni di tre 
testimoni, 
• non le sarebbero state notificate le sentenze né concessa copia delle 
medesime, 
medesime
• in conclusione non le sarebbe stato dato modo di difendersi in modo 
ponderato ed adeguato.

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Settimio Carmignani Caridi

C ON SEIL C O U N C IL
D E L’EU R O PE O F EU R O PE

CO U R EU R O PÉEN N E D ES D RO ITS D E L’H O M M E


EU R O PEA N CO U RT O F H U M A N R IG HT S

• La moglie decide di rivolgersi alla CEDU lamentando la 
violazione dell’Art. 6, § 1 della Convenzione EDU, in quanto i 
giudici italiani avrebbero delibato la dichiarazione di nullità 
del suo matrimonio pronunciata dai tribunali ecclesiastici al
del suo matrimonio pronunciata dai tribunali ecclesiastici al 
termine di una procedura nella quale i suoi diritti di difesa 
erano stati negati.

Articolo 6 . Diritto a un equo processo. - 1 - Ogni persona ha diritto a che la sua causa
sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un
tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a
pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza
di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa
pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al
pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico
o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei
minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata
strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità possa
portare pregiudizio agli interessi della giustizia.
2 - Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua
colpevolezza non sia stata legalmente accertata.
3 - In particolare, ogni accusato ha diritto di:
a) essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in
modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico;
b) disporre
di d l tempo
del t e delle
d ll facilitazioni
f ilit i i necessarie i a preparare la
l sua difesa;
dif
c) difendersi personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha
i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato
d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;
d) esaminare o far esaminare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l’esame
dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;
e) farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua
usata in udienza.

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Settimio Carmignani Caridi

• Non avendo la Santa Sede (confusa con “il 
Vaticano”) ratificato la Convenzione EDU, 
ed essendo il ricorso diretto contro l’Italia, 
alla Corte compete non di esaminare se la 
ll C t t di i l
procedura canonica era conforme 
all’articolo 6 della Convenzione EDU, ma se i 
giudici italiani, prima di concedere 
l’exequatur alla predetta dichiarazione di 
nullità, abbiano debitamente verificato che 
la relativa procedura assolvesse alle 
garanzie dell’articolo 6. 

Cosa c’entra la S.Sede con la CEDU?

LLa Corte stabilisce che un controllo s’impone 
C t t bili h t ll ’i
quando la decisione di cui si chiede 
l’exequatur promana dalle giurisdizioni di un 
ordinamento a cui non si applichi la 
Convenzione EDU e che un simile controllo è 
tanto più necessario quando la funzione
tanto più necessario quando la funzione 
dell’exequatur sia di interesse capitale per le 
parti. 

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Il diritto ad un contraddittorio
– Per la Corte la ricorrente non aveva avuto la 
facoltà conoscere gli elementi allegati dal suo ex
facoltà conoscere gli elementi allegati dal suo ex 
marito e dai testimoni, allorquando il diritto ad 
una procedura in contraddittorio implicherebbe –
secondo la Corte ‐ che ogni persona che sia parte 
in un processo, penale o civile, debba, in via di 
p
principio, avere la facoltà di prendere conoscenza 
p , p
e di discutere ogni atto del processo o delle 
osservazioni presentati al giudice in vista di 
influenzare la sua decisione. 

La difesa…
• La Corte considera che la ricorrente avrebbe dovuto essere 
messa nelle condizioni di avvalersi dell’assistenza di un 
avvocato, se essa lo desiderava. 
• Al riguardo non è sufficiente la mera possibilità che la 
convenuta chiedesse di potersi giovare della difesa tecnica.
• Spettava al tribunale di informarla della sua facoltà di 
avvalersi dell’assistenza di un avvocato prima che essa 
rendesse l’interrogatorio (e, nei fatti, così facendo agevolasse 
la difesa attorea ammettendo immediatamente l’esistenza
la difesa attorea ammettendo immediatamente l esistenza del 
del
motivo di nullità del vincolo). 

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Settimio Carmignani Caridi

L’Italia condannata

• LLa Corte reputa che i giudici italiani hanno 
C t t h i i di i it li i h
mancato al loro dovere di assicurarsi, prima di 
concedere l’exequatur alla sentenza della Rota 
Romana, che nel quadro della procedura 
ecclesiastica la ricorrente avesse beneficiato 
d’un
d un processo equo. 
processo equo
• Vi è stata, dunque, la violazione dell’articolo 6 
§ 1.

I Giudici dovevano verificare…
• Più che provare le eventuali violazioni al 
diritto di difesa subite in sede canonica, la
diritto di difesa subite in sede canonica, la 
Corte punta a verificare che i giudici italiani 
non abbiano indagato a sufficienza sul punto e 
siano perciò venuti meno all’obbligo di 
verificare attentamente che una sentenza di 
un giudice appartenente ad un ordinamento 
terzo nei confronti della Convenzione EDU sia 
terzo nei confronti della Convenzione EDU sia
stata frutto di un processo coerente con l’art. 
6 della Convenzione stessa, prima di 
concedere l’exequatur

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Settimio Carmignani Caridi

Quindi…

• Per la Corte EDU, quindi, in uno specifico 
processo documentale canonico avrebbe 
potuto essersi verificata una violazione del 
diritto di difesa senza che i giudici dello Stato 
chiamati a delibare la relativa sentenza si 
fossero impegnati nel verificare 
adeguatamente tale circostanza. 

Cosa dice la Corte?

• La Corte ci ha dato degli elementi per 
comprendere quali parametri avrebbero 
dovuto utilizzare i giudici italiani 

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… poter prendere visione…

• 1)
1) il diritto ad un contraddittorio
il di itt d t dditt i – che è uno 
h è
degli elementi dell’equo processo ai sensi 
dell’art. 6 § 1 – implica che ciascuna parte 
del processo, penale o civile, debba in linea di 
principio avere la facoltà di prendere 
conoscenza e di discutere ogni documento o
conoscenza e di discutere ogni documento o 
osservazione presentato al giudice per 
influenzare la sua decisione;

… la fiducia nella Giustizia…
• 2) compete solo alle parti in causa decidere 
se un elemento prodotto dalla parte avversa
se un elemento prodotto dalla parte avversa 
o mediante testimoni richiede di essere 
contrastato. Ciò coinvolge la fiducia delle 
parti nel funzionamento della giustizia: tale 
fiducia si fonda, tra l’altro, sulla sicurezza di 
essersi potuti esprimere su tutti gli elementi 
del fascicolo Poco importa dunque che la
del fascicolo. Poco importa, dunque, che la 
nullità del matrimonio derivi da un fatto 
obiettivo ed incontestato, la parte comunque 
non avrebbe potuto opporsi.

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Ci vuole l’avvocato, e il giudice deve 
avvertire…

• 3) la parte di una causa deve essere messa 
nelle condizioni di giovarsi, se lo desidera, 
dell’assistenza di un avvocato. E’ compito del 
giudice informarla di tale facoltà prima di 
rendere interrogatorio
g

CEDU ed exequatur
• La sentenza sul caso Pellegrini ha costituito una indubbia 
novità nella giurisprudenza della Corte in quanto ha 
consacrato “il principio secondo il quale una sentenza di uno 
Stato può essere eseguita in un altro Stato solo se il 
riconoscimento è conforme all’ordine pubblico dello Stato che 
concede l’exequatur. (…) ordine pubblico che comprende i 
diritti processuali fondamentali, gli stessi proclamati dall’art. 
6, § 1” della Convenzione EDU almeno sotto il profilo della 
responsabilità dello Stato contraente in relazione a processi di 
p p
stati terzi.

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La Corte ha innovato…

• P
Per giungere a questo approccio nei confronti 
i t i i f ti
di atti di stati terzi, la Corte ha profondamente 
innovato la sua precedente giurisprudenza sul 
punto, resa oltretutto nella differente materia 
del processo penale, e che comunque poneva 
la condizione che si fosse verificato un
la condizione che si fosse verificato un 
“flagrante diniego di giustizia”.
• (Vedi dispense)

Ritorniamo all’art. 6

• Sulla
Sulla base del tenore letterale della disposizione, di ogni 
base del tenore letterale della disposizione, di ogni
processo (civile o penale) dovrebbe essere garantita la natura 
“equa”, ragionevolmente celere, a cura di un giudice 
indipendente ed imparziale. 
• Solo per i processi penali vengono nel dettaglio stabilite 
ulteriori garanzie al diritto di difesa (informazioni sull’accusa, 
termine adeguato per predisporre la difesa, difesa tecnica 
anche gratuita esame dei testimoni ecc )
anche gratuita, esame dei testimoni ecc.).

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 14


Settimio Carmignani Caridi

3=1? 

• Nel Caso Pellegrini “la Corte di Strasburgo ha ritenuto violati in un contesto 
civile il diritto della ricorrente a essere informata della causa di nullità 
addotta dal coniuge nonché il diritto a essere assistita da un avvocato e a 
essere informata di questo diritto, nonostante questi diritti siano 
menzionati specificamente nell’art. 6 solo nel § 3 relativo al contesto 
penale e la vicenda Pellegrini rientrasse pacificamente, anche per la Corte, 
in un contesto civile”, cosa criticata in dottrina. 
• Ciò trova la propria ragione nella evoluzione giurisprudenziale della CEDU 
degli anni ’80 che vede le garanzie enunciate nel § 3 come aspetti 
particolari della nozione generale di “procès équitable” di cui al §
ti l i d ll i l di “ è é it bl ” di i l § 1. 
1

Perché?
• Forse la CEDU ha proceduto, più o meno 
consapevolmente, a dare vita ad un contenuto
consapevolmente, a dare vita ad un contenuto 
normativo che probabilmente nell’art. 6 § 1 
non c’era. 
• A ciò potrebbe essere stata indotta anche dal 
fatto che il suo corpus giurisprudenziale in 
materia di equo processo si era sviluppato 
prevalentemente su casi penali ed in tale 
l t t i li d i t l
ambito aveva affermato taluni principi – quale 
quello dell’égalité des armes ‐ difficilmente 
poi restringibili all’area penalistica. 

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 15


Settimio Carmignani Caridi

Esito della giurisprudenza…
• Secondo la giurisprudenza della CEDU il 
principio del processo equo “occupa una 
posizione eminente in una società 
democratica vuole soprattutto assicurare non
democratica, vuole soprattutto assicurare, non 
teoricamente ma effettivamente, il diritto al 
contraddittorio nel processo”, contraddittorio 
che implica la facoltà per le parti di un 
processo, penale o civile, di prendere 
conoscenza, e poter discutere, di tutto ciò che 
viene presentato al giudice per influenzare la 
sua decisione, nel rispetto del principio della 
g g p
eguaglianza delle armi che postula la 
possibilità per ciascuna parte di difendersi in 
ibili à i di dif d i i
condizioni che non la pongano in svantaggio 
nei confronti della parte avversa 

La fiducia nella Giustizia…
• Il principio dell’eguaglianza delle armi ci 
consente di sottolineare quella che forse è la
consente di sottolineare quella che forse è la 
grande peculiarità della giurisprudenza della 
CEDU sul diritto di difesa: il principio della 
“confiance” o della fiducia nella Giustizia.
• Infatti secondo la CEDU “justice must not only 
be done; it must also be seen to be done”
be done; it must also be seen to be done

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 16


Settimio Carmignani Caridi

• Arriviamo così a comprendere la base della 
diversità di valutazione dell’effettività del 
diritto di difesa che si è riscontrata nel Caso 
Pellegrini (e che forse nel Caso Pellegrini ha 
trovato la sua più compiuta formulazione) 
tra la CEDU da un lato e i giudici canonici ed 
italiani dall’altro
italiani dall altro. 

Contraddittorio formale.
• La ragione è quella  segnalata dalla dottrina che ha parlato di 
contraddittorio formale
“contraddittorio formale” perseguito dalla CEDU, e di 
perseguito dalla CEDU, e di
“contraddittorio reale” perseguito dai giudici canonici e 
italiani, 
• ma la scelta di tale “contraddittorio formale” non può forse 
essere ricondotta ad un “mero” formalismo giuridico, ma 
trova il suo fondamento, appunto, nella centralità attribuita a 
q p
quel principio della fiducia nella amministrazione della 
p f
giustizia peraltro correttamente individuato da alcuni dei 
commentatori alla sentenza Pellegrini. 

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 17


Settimio Carmignani Caridi

L’affidamento nella giustizia
• Nell’ottica fatta propria dalla giurisprudenza della CEDU (e 
mutuata da principi maturati in ambiente anglosassone) 
quindi “l’interesse tutelato dalle norme poste a presidio della 
i di “l’i t t t l t d ll t idi d ll
difesa è l’affidamento che l’uomo deve poter fare sulla 
giustizia, elevando così ad interesse sostanziale, tutelato dalle 
leggi che prevedono i diritti della difesa, il rispetto delle forme 
processuali stesse, e rendendo così giustiziabile la mera 
violazione delle norme del processo quante volte la loro 
violazione abbia compromesso l’interesse ad un processo 
equo, a prescindere se poi tale violazione abbia anche 
compromesso l’esercizio della difesa o l’interesse sostanziale 
sottoposto all’esame giudiziale”

Problemi con il processo canonico?

• Al di là di possibili incidenti, il processo 
canonico sembra garantire queste tutele.
• (Vedi articolo inviato) 

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 18


Settimio Carmignani Caridi

Punti di crisi… (Citazione)
• I pochi punti nei quali la norma poteva dare appiglio ad 
interpretazioni foriere di dubbi o perplessità sono stati chiariti 
i
innanzi tutto dalla Signatura Apostolica che, ad esempio, nella 
i t tt d ll Si t A t li h d i ll
sua circolare del 14 novembre 2002 ha stabilito che nelle 
decisioni giudiziali che ad essa perverranno per il decreto di 
esecutività dovrà “constare che la parte convenuta è stata 
adeguatamente informata, all’inizio del processo, del diritto di 
avvalersi dell’assistenza di un avvocato abilitato o di 
richiedere al tribunale un avvocato d’ufficio che la assista; di 
questo requisito si richiede, oltre alla menzione nel testo della 
pronuncia, documentazione apposita (cf. per esempio, 
esemplare della citazione), ecc.”. 

Avvocati d’ufficio e secretazione del libello

• Alcuni residui punti critici in relazione all’assistenza tecnica nel processo 
matrimoniale (can. 1481, spec. § 3,sulla limitazione alla nomina di avvocati 
d’ufficio nei processi matrimoniali norma solo in parte bilanciata dalla
d’ufficio nei processi matrimoniali, norma solo in parte bilanciata dalla 
previsione del can. 1490 sui patroni stabili) ed alla notifica contestuale di 
decreto di citazione e libello (can. 1508, in relazione alle possibili eccezioni 
previste nel § 2), sembrano essere stati in buona parte felicemente 
affrontati dalla Dignitas connubii, rispettivamente agli articoli 101(che per 
quanto riguarda l’assistenza tecnica, prevede un obbligo per il tribunale di 
curare che le parti siano assistite da una persona competente), ed 
all’articolo 127, § 3, (in relazione alla esplicitazione delle tutele relative 
alla eventuale eccezionale omissione della comunicazione del libello alla
alla eventuale eccezionale omissione della comunicazione del libello alla 
parte convenuta ex. can. 1508, § 2).

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 19


Settimio Carmignani Caridi

Le altre previsioni di “segretezza” contenute nel Codex 
e nella Dignitas Connubii

• Intendo far riferimento soprattutto al problema della secretazione delle prove 
prevista dal can. 1598, § 1, secondo il quale 
prevista dal can. 1598, § 1, secondo il quale “iudex
iudex ad gravissima pericula evitanda 
ad gravissima pericula evitanda
aliquod actum nemini manifestandum esse decernere potest, cauto tamen ut ius 
defensionis sempre integrum maneat”.
• Arduo, concettualmente, è riuscire a conciliare la secretazione di qualche atto del 
processo e la tutela del diritto di difesa. Per tale ragione la non pubblicazione  
prevista nel can. 1598, § 1, può essere visto come una assoluta eccezione anche 
perché vi sono altri strumenti per evitare i suddetti “pericula”, dato che “deve 
essere ben chiaro che la «pubblicità» del processo canonico verso le parti non 
intacca la sua natura riservata verso tutti gli altri”.
• Anche questa norma, ribadita nell’art. 230 della Dignitas Connubii, ha avuto un 
“temperamento”
temperamento  in questa ultima Istruzione
in questa ultima Istruzione nel successivo art. 234 che consente 
nel successivo art 234 che consente
che gli atti secretati siano comunque visionati dagli avvocati delle parti, previo 
giuramento  de secreto servando. 

Saltem ad cautelam…
• Sarebbe auspicabile che a tali eccezionali limitazioni, sia 
relative al libello che alle prove, non si facesse ricorso in
relative al libello che alle prove, non si facesse ricorso in 
processi matrimoniali le cui sentenze fossero destinate ad 
acquisire effetti civili. 
• Infatti, anche con le tutele introdotte dalla Dignitas connubii, 
tali limitazioni alla possibilità di conoscere da subito il 
contenuto del libello e comunque il contenuto di alcuni atti 
sarebbero prevedibilmente considerate, in sede CEDU, 
p , ,
altrettante violazioni al principio della eguaglianza delle armi.

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 20


Settimio Carmignani Caridi

Ma sono ipotesi scolastiche…
• Ma l’ipotesi di dover ricorrere in un processo 
matrimoniale a tali limitazioni del diritto di 
ti i l t li li it i i d l di itt di
difesa appare quasi “di scuola” e comunque 
talmente remota da non avere concreta 
possibilità di verificarsi, soprattutto se saranno 
rimossi i timori che possono derivare per la 
libertà dei tribunali e la tranquillità di testi e 
parti da ingiustificate interferenze della 
giustizia statale (vedi articolo inviato).

Istituzioni di Diritto Civile - lezione n. 3 21