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AUTONOMOUS MAINTENANCE

TRAINING MATERIAL
Strictly Confidential WCM Development Center
AUTONOMOUS MAINTENANCE
Obiettivi della Manutenzione Autonoma

Migliorare la DISPONIBILITÀ dei mezzi di lavoro e la QUALITÀ dei prodotti, attraverso il

coinvolgimento degli addetti alla produzione, assegnando loro maggiori responsabilità nella

gestione e manutenzione del macchinario e delle attrezzature, realizzando i controlli

ispettivi, la lubrificazione, l’immediata individuazione delle anomalie, la sostituzione di alcuni

componenti o piccole riparazioni.

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Cosa si propone la Manutenzione Autonoma

La Manutenzione Autonoma realizza le attività che devono essere eseguite principalmente


dagli operatori macchina, allo scopo di:

 ristabilire le condizioni di base degli impianti

 fermare il deterioramento accelerato

 sviluppare le competenze sul prodotto e sull’impianto

 definire e realizzare i cicli di mantenimento

 creare posti di lavoro tali da eliminare anomalie, fermate e difetti di qualità.

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Perché è necessaria la Manutenzione Autonoma?

Misurare
Misurare Rimediare
Rimediare
ilildegrado
degrado alaldegrado
degrado

• Ispezione giornaliera
• Ispezione periodica
• Controllo delle
condizioni operative

• Rilevare le anomalie
prontamente
• Studiare le contromisure
• Eseguire piccole
riparazioni

• Gestione corretta
• Pulizia
Prevenire
Prevenire • Lubrificazione
ilildegrado
degrado • Serraggi
• Piccole riparazioni

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Capacità essenziali dell’operatore

Attività
Attivitàvolte
volteaaprevenire
prevenireilildegrado
degrado Attività
Attivitàvolte
volteaamisurare
misurareilildegrado
degrado

1. Ispezioni giornaliere
1. Gestione corretta (prevenire gli
errori umani) 2. Ispezioni periodiche
2. Realizzazione delle condizioni di 3. Controllo delle condizioni
base (pulizia, lubrificazione, operative
serraggi)

3. Regolazione (soprattutto Attività


Attivitàvolte
volteaarimediare
rimediarealaldegrado
degrado
regolazioni operative e di
attrezzaggio)
1. Sostituzione di componenti minori
4. Registrazione dei dati relativi alle e rimedi di emergenza
regolazioni e ad anomalie
2. Notifica rapida e corretta dei guasti
5. Collaborazione con la e di altri difetti di funzionamento
Manutenzione alla definizione delle
3. Assistenza alle riparazioni dei
contromisure
guasti e agli altri interventi dei
Manutentori

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Manutenzione Autonoma e miglioramento degli impianti

La Manutenzione Autonoma si propone di trasformare gli impianti e le attrezzature al fine


di renderli e mantenerli:

 sicuri

 puliti

 affidabili

 veloci

 ispezionabili

 manutenibili

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I 7 Step della Manutenzione Autonoma

Step 7
Programma di
Step 6 Manutenzione
Autonoma
totalmente
Step 5 Standardizzazione implementato
Step 0 (Gestione
Autonoma)
Ispezione
Attività Step 4 autonoma
preliminari di
preparazione
Ispezione
Step 3 generale

Step 2 Creazione e
mantenimento
degli standard
Eliminazione di pulizia e
delle fonti di lubrificazione
Step 1 sporco e
delle aree
Pulizia difficili da
iniziale e pulire
ispezione

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AM – Attività di preparazione

Attività necessarie per attività di manutenzione autonoma:

 Definizione Aree di intervento

 Definizione team

 Formazione al team

 Preparazione attrezzi di pulizia

 Preparazione tabellone attività

 Preparazione Check list di certificazione completamento step

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Definizione Aree di intervento

In fase reattiva i passi per classificare le macchine sono:

Perdite per plant


(da matrice C)
1 2 00

Nel diagramma di Pareto della


1 000

Matrice C (perdite – costi) di 8 00

stabilimento, isolare la 6 00

frazione di perdite valorizzate 4 00

relative a guasti; 2 00

Perdita 1 Guasti Perdita 2 Perdita 3 Perdita 4 Perdita 5

Perdite dovute a guasti scomposte per macchina


Scindere la perdita totale (da matrice C)
1 4 0

dovuta a guasti nei contributi 1 2 0

apportati dalle singole 1 00

macchine; 8 0

6 0

4 0

2 0

Macch. 1 Macch. 2 Macch. 3 Macch. 4 Macch. 5 Macch. 6 Macch. 7

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Scelta del team

Attori che fanno parte del team di Pilastro all’interno del Plant

AM Pillar leader : Coordina, sviluppa e monitorizza i progetti di AM in accordo con la


strategia generale WCM del Plant.

Unit managers : Garantisce il commitment sui progetti di AM e supporta il Pillar leader nella
pianificazione e gestione delle attività.

PD Pillar Leader : Supporta il Pillar leader nell’individuazione dei fabbisogni, in termini di


know-how, e nella generazione dei piani di training atti all’eventuale recupero di Gap e di
risoluzione di cause radici generate da comportamenti e/o errori umani. Contribuisce alla
gestione del processo di capitalizzazione del know-how che si sviluppa all’interno delle
attività.

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Scelta del team

Attori che fanno parte del team di Pilastro all’interno del Plant

CD leader : Supporta il Pillar leader ed il Team di AM nella scelta delle priorità. Coordina il
gruppo nella gestione dei dati che alimentano il Cost Deployment.

FI Pillar leader : Supporta.il team di pilastro ed i team di progetti di AM nella risoluzione di


problematiche di carattere specifico. Fornisce un supporto di tipo metodologico per quanto
riguarda i tools da utilizzare, quali Tags, Breakdowns analysis, 5S etc.

PM leader : Supporta il Pillar Leader nella gestione del training specifico e nel
coordinamento dei team nello sviluppo delle attività di AM.

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Formazione al team

SICUREZZA

Prima di ogni altra cosa bisogna formare il Team mediante OPL di sicurezza
uomo/macchina su eventuali rischi che potrebbero incorrere operando all’interno
della macchina.Eventuali OPL specifiche di rischio sull’impianto su cui stiamo
operando vanno fatte ed elargite al Team

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Step 0: One Point Lesson (OPL)
(vedi standard tool: QC_OnePointLesson_R01.xls)

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Step 0: Attività preliminari - Impostazione tabellone di cantiere

AM Team …

Cost Team Certificazione


Mappa Lay-out Gantt STEP
Deployment Leader: Nome 1
Piano di Attività e
Area
Nome 2
Nome 3
Skill Area/Dominio Avanzamento

INDICATORI STEP 1 STEP 2 STEP 3


Step 3: Standard Iniziali

Scopo
Definire standard iniziali per mantenere il processo nelle condizioni

Scopo e Scopo e Scopo e


raggiunte negli step 1 e 2

Attività

OPL Metodi e
Fermate
1. Definire standard iniziali di pulizia ed ispezione.
2. Praticare il controllo visuale.
3. Migliorare l’efficienza linea.

Attività Attività
4.
5.

Attività
Instaurare le operazioni standard.
Utilizzare estensivamente i suggerimenti e le idee del personale operativo
nella realizzazione dei cicli di lavoro standard.
Strumenti
6. Mettere in atto alcune misure per la prevenzione di componenti mal
assemblati o non assemblati.

MANUFACTURING
Production System Development 21

Elenco Cartellini Elenco Mappa Zone Check-List Step


Tempi di Miglioramenti Cicli di Pulizia e
Punti di Ispezione Mantenimento
Pulizia

Andamento Elenco Piano attività di


Raccolta Raccolta
Tempi di Cartellini Miglioramenti Pulizia,
Miglioramenti Miglioramenti
Ispezione Punti di Ispezione e
Lubrificazione Lubrificazione esempi/dati/foto esempi/dati/foto

Elenco Sorgenti Registrazioni Spazio per Spazio per


comunicazioni comunicazioni
Tempi di Cartellini di Sporco Pulizia,
Ispezione e ed informazioni ed informazioni
Lubrificazione Nuovi
Compilati Lubrificazione
Evasi

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La Certificazione degli Step
(vedi standard tool: AM_CheckListAM_R01.xls)
AUTOVALUTAZIONE
OK CON IL 91% Il passaggio da uno Step a quello successivo avviene attraverso una
verifica, per garantire che tutte le attività siano state effettuate e che
VALUTAZIONE DA
tutti i requisiti siano soddisfatti.
PARTE TEAM WCM
OK CON IL 91% Esistono per ogni Step specifiche check-list di verifica.

AM STABILIMENTO 0

CHECK LIST DI VERIFICA STEP


Autonomous
Maintenance
1
AREA
AUDITORS INTERNI
0
0 ESEMPIO
DATA

CHECK LIST DI VERIFICA 100 0 TOTALE STANDARD DI GIUDIZIO


VOTO Punti di giudizio Criteri di giudizio
ARGOMENTO N° VERIFICHE VOTO OSSERVAZIONI
MAX B M A B (basso ) M ( medio) A ( alto )
Il metodo usato nella lavorazione, nel cambio tipo e
Metodo di lavoro 1 5 0,1 2,3 4,5 non uniforme e /o scorretto corretto ma non uniforme corretto e uniforme
nelle regolazioni è corretto e uniforme ?
E' capito il metodo AM e vi è partecipazione alle solo una parte dei componenti tutti,compresi i tecnici, inter
2 5 0,1 2,3 4,5 quasi nulle
attività? il team vengono secondo esigenze
non è aggiornato, nessuno lo è uno strumento di
3 E' aggiornato il tabellone e ne è capita l'utilità? 5 0,1 2,3 4,5 aggiornato, ma non letto
legge comunicazione
Esistono e sono esposti gli obiettivi e indicatori di
4 3 0 1,2 3 non esistono esistono, ma non sono esposti sono esposti sul tabellone
risultato?
Esiste ed è esposto un piano generale di attività
Partecipazione e 5 2 0 1 2 non esiste esiste, ma non è esposto sono esposti sul tabellone
(durata degli step, azioni di miglioramento, etc.)?
gestione del
Le anomalie e i problemi sono segnalati in modo no, si passa direttamente cause ed effetti sono cause ed effetti sono
progetto 6 3 0 1,2 3
adeguato (cartellini)? all'intervento analizzate solo dal Capo Ute analizzate dal team
7 Vi è una pianificazione dei lavori ed è rispettata? 3 0 1,2 3 non esiste esiste, ma non viene rispettate esiste e viene rispettata
si decide cosa fare all'ultimo attività ben programmata e
8 Le fermate per AM sono programmate e rispettate? 3 0 1,2 3 sì, ma non rendono
momento osservata
Vi è una assegnazione degli incarichi (chi fa, che ognuno sa cosa, come fare e
9 3 0 1,2 3 non esiste esiste, ma non è osservata
cosa, quando, come.)? lo fa

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La valutazione Costi / Benefici

Le attività di sviluppo della AM possono avere un costo non trascurabile, che va calcolato in
maniera il più possibile accurata e che comprende:

mano d’opera (normale ed eventuali straordinari, di addetti macchina e di manutentori),


materiali ausiliari (per pulizia, ripristino parti danneggiate, ricambi,…), attrezzature (nuove o
revisionate), spese verso ditte esterne, …

Tale costo deve essere calcolato, su base annuale e per ogni step, e confrontato con i benefici
conseguibili annualmente dall’applicazione della metodologia.

Il rapporto costi/benefici va calcolato e rappresentato sul tabellone delle attività di


manutenzione autonoma per ciascuno step e deve giustificare e validare le attività sviluppate e
la prosecuzione degli step.

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
I 7 Step della Manutenzione Autonoma

Step 7
Programma di
Step 6 Manutenzione
Autonoma
totalmente
implementato
Step 5 Standardizzazione (Gestione
Step 0 Autonoma)
Ispezione
Attività
preliminari di
Step 4 autonoma
preparazione
Ispezione
Step 3 generale

Creazione e
Step 2 manteniment
o degli
Eliminazione standard di
delle fonti di pulizia e
Step 1 sporco e lubrificazione
delle aree
difficili da
Pulizia pulire
iniziale e
ispezione

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Obiettivi

 Riportare l'impianto alle condizioni originali

 Scoprire anomalie e sorgenti di sporco

 Individuare le zone inaccessibili per pulizia, ispezione e lubrificazione

 Rimuovere tutti gli oggetti non necessari e creare ordine e pulizia

 Creare un legame diretto tra i partecipanti del gruppo e i loro macchinari

 Impostare un modello di riferimento in termini di condizioni di funzionamento

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Perdite causate da una scarsa pulizia

Guasto
Guasto Deterioramento
Deterioramentoforzato
forzato
Lo sporco e l’infiltrazione di corpi La polvere e gli spargimenti
estranei nelle parti rotanti, nelle parti rendono difficoltosi i controlli e
scorrevoli, nei sistemi pneumatici e l’individuazione di allentamenti,
idraulici, nei sistemi elettrici e di crepe, giochi, esaurimento dell’olio,
controllo, nei sensori determinano una con conseguente deterioramento
scarsa precisione, un funzionamento forzato continuo.
scorretto e guasti dovuti a usura,
ostruzione, resistenza e alimentazione
di corrente inadeguata.
Cali
Calidi
divelocità
velocità
Difetti
Difetti La scarsa pulizia aumenta la
resistenza allo scorrimento, con
L’infiltrazione di corpi estranei nei conseguente riduzione di capacità,
prodotti e il funzionamento scorretto fermi macchina e altri cali di velocità.
dei macchinari provocano difetti.

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Obiettivi dello step 1- sulle persone:

- Avvicinare gli operatori alle macchine

- Far capire agli operatori che la pulizia


non è fine a se stessa, ma è
soprattutto ispezione

- Educare le persone a scoprire i


problemi

- Addestrare gli operatori a conoscere


meglio le macchine

- Addestrare gli operatori ad


identificare le fonti di sporco

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Pulire vuol dire ispezionare

(il vero significato della pulizia)

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Come procedere

 Pulire (rimuovere completamente tutte le tracce di sporco da tutte le parti dell’impianto)

 Ispezionare (segnalare, applicando il cartellino AM, tutte le anomalie, le sorgenti di


sporco e le zone di difficile accesso)

 Individuare i punti dove solo i manutentori possono intervenire e lasciar loro il compito di
intervenire in quelle aree

 Intervenire e/o riparare (anche in modo provvisorio) ove sia possibile (Kaizen veloci)

 Solo quando si e’ realizzato l’intervento risolutivo (definitivo), staccare il cartellino

 Compilare l'elenco anomalie (a cura del leader del team)

 Valutare l'avanzamento delle attività (check list)

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Quando si effettua la pulizia iniziale

 La sicurezza deve essere al primo posto

 Gli operatori diventano consapevoli che tenere la macchina pulita fa parte dei loro
compiti

 Bisogna rimuovere completamente lo sporco che si è accumulato nel tempo

 Bisogna aprire coperchi e protezioni e pulire anche parti interne della macchina

 Bisogna pulire anche le parti ausiliarie della macchina

 Non bisogna arrendersi se la macchina si sporca di nuovo in poco tempo. E’


importante capire dopo quanto tempo si sporca e da dove viene lo sporco

 Si devono eliminare tutti gli oggetti non necessari che si trovano in prossimità della
macchina

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Quante cose si scoprono iniziando a pulire

COSA E’ QUESTO
MANCA BUCO ?
LA VITE !

SONO PRESENTI
C’E’ L’ETICHETTA
TUTTI I QUATTRO
DEL PULSANTE ?
BULLONI ?

SONO EVIDENZIATI I CABLAGGIO


LIMITI DI CORRENTE INGARBUGLIATO
E VOLTAGGIO ?

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempio di cartellino AM (vedi standard tool: AM_CartellinoAnomalia_R01.xls)

Il cartellino è costituito da 2 copie:

- la prima viene posizionata nella apposita tasca sul tabellone


per la successiva registrazione

- la seconda rimane appesa sulla macchina in prossimità


dell’anomalia fino alla soluzione definitiva del problema

(vedi standard tool: AM_RegistroCartellini_R01.xls)


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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Norme per la cartellinatura

1. Individuare le anomalie della macchina (di qualsiasi


tipo, anche se sembrano piccole)

2. Compilare il cartellino. Scrivere chiaramente i


dati che si richiedono

3. Attaccare il cartellini a lato del difetto o del


problema. (Se si tratta di un problema situato su una parte
mobile della macchina, attaccarlo quanto più vicino possibile - in
alternativa usare bollini adesivi)

4. Registrare i dati nei moduli da riportare sul


tabellone (Controllare che coincidano tanto nel cartellino quanto
nell’elenco il numero, la descrizione dell’avaria e la posizione di
questa sulla macchina).

La cartellinatura è un’azione continua, ogni volta che


viene individuata una anomalia sulla macchina, si
deve attaccare un cartellino

N.B. Il tabellone deve contenere 3 elenchi diversi per Anomalie, Sorgenti di sporco e Zone di difficile
accesso.

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Mettere un cartellino dove c’è qualcosa di anomalo

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Indicatori:

• Andamento Tempi di pulizia


• Andamento Tempi d’ispezione
• Andamento Tempi di lubrificazione
• Andamento Guasti (per mancata condizione di base)
• Andamento scarti
• Andamento consumo olio
• Cartellini emessi / Cartellini evasi
• Valutazione Costi / Benefici
• Andamento emissione OPL (One Point Lesson)
• Numero di persone coinvolte

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempi di risultati ottenuti con la pulizia iniziale

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempi di risultati ottenuti con la pulizia iniziale

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempi di risultati ottenuti con la pulizia iniziale

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempi di risultati ottenuti con la pulizia iniziale

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempi di risultati ottenuti con la pulizia iniziale

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempi di risultati ottenuti con la pulizia iniziale

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Step 1: Pulizia iniziale e ispezione

Esempi di risultati ottenuti con la pulizia iniziale

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
I 7 Step della Manutenzione Autonoma

Step 7
Programma di
Step 6 Manutenzione
Autonoma
totalmente
implementato
Step 5 Standardizzazione (Gestione
Step 0 Autonoma)
Ispezione
Attività
preliminari di
Step 4 autonoma
preparazione
Ispezione
Step 3 generale

Creazione e
Step 2 manteniment
o degli
Eliminazione standard di
delle fonti di pulizia e
Step 1 sporco e lubrificazione
delle aree
difficili da
Pulizia pulire
iniziale e
ispezione

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Obiettivi

 Realizzare gli interventi per l’eliminazione delle cause di sporco (*)


 Realizzare gli interventi per l’eliminazione delle zone difficili da
ispezionare e da lubrificare (*)
 Ridurre il tempo necessario per pulire, ispezionare e lubrificare l’impianto
 Sviluppare standard provvisori di mantenimento
 Implementare azioni migliorative
 Sviluppi iniziali di gestione a vista

(*) I cartellini AM relativi a problemi più complessi, verranno gestiti nelle attività di Miglioramento Focalizzato (FI)
e/o Manutenzione Professionale (PM).

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

RIMEDIO
RIMEDIOTEMPORANEO
TEMPORANEO

• RIVOLTO A RIMUOVERE L' ANOMALIA


• RIVOLTO A RIMUOVERE L' ANOMALIA
• RIPRISTINA LE CONDIZIONI INIZIALI
• RIPRISTINA LE CONDIZIONI INIZIALI
• RESTITUISCE EFFICIENZA A BREVE
• RESTITUISCE EFFICIENZA A BREVE
SS •

"INIEZIONE" DI MANUTENZIONE TRADIZIONALE
"INIEZIONE" DI MANUTENZIONE TRADIZIONALE

TT •

NESSUNA MODIFICA ALLA MODALITA' DI
NESSUNA MODIFICA ALLA MODALITA' DI
FUNZIONAMENTO E GESTIONE
FUNZIONAMENTO E GESTIONE
IL CARTELLINO NON E’
ANCORA EVASO E NON SI
EE RIMUOVE
PP SOLUZIONE
SOLUZIONEMIGLIORATIVA
MIGLIORATIVA
22 • RIVOLTA A RIMUOVERE LA CAUSA SCATENANTE
• RIVOLTA A RIMUOVERE LA CAUSA SCATENANTE
• MIGLIORA LE CONDIZIONI OPERATIVE DELLA
• MIGLIORA LE CONDIZIONI OPERATIVE DELLA
PARTE DETERIORATA
PARTE DETERIORATA
• RIDUCE INEFFICIENZE A MEDIO-LUNGO
• RIDUCE INEFFICIENZE A MEDIO-LUNGO
• "INIEZIONE" DI MANUTENZIONE MIGLIORATIVA
• "INIEZIONE" DI MANUTENZIONE MIGLIORATIVA
• MODIFICA LE MODALITA' DI FUNZIONAMENTO E DI
• MODIFICA LE MODALITA' DI FUNZIONAMENTO E DI
GESTIONE
GESTIONE
IL CARTELLINO E’ ORA EVASO
E SI DEVE RIMUOVERE

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Uso di protezioni locali o schermi per evitare la diffusione di liquidi e scintille

1. Il flusso di liquido refrigerante


è concentrato correttamente
sul punto di taglio?

2. Evidenziare la direzione,
l’angolo la qualità e la velocità
dello spargimento

3. Ci sono problemi di operabilità


e di sicurezza?

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Spesso la protezione rende difficili pulizia - lubrificazione - ispezione

Non ci
sono più
Si ma è impossibile
spargimenti!
pulire, lubrificare,
ed ispezionare!

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Protezione locale piccola ... grande giovamento


Cominciamo a
fare una piccola
protezione locale
a “mano”

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Riduzione tempi di pulizia:

Prima

Dopo:
1°solution

Dopo:
final
solution

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Riduzione tempi di ispezione:


Dopo

Prima

Per verificare il valore


della pressione
bisognava avvicinarsi Evidenziando il range sul manometro
allo strumento la verifica del valore di pressione può
essere fatta da lontano

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Rendere le macchine facili da ispezionare

Prima Dopo

Per verificare il valore della pressione Realizzando un’apertura in lexan per


ed eventuali trafilamenti di olio effettuare l’ispezione non è più
bisognava fermare la macchina per necessario fermare la macchina ed
poter aprire la porta ed effettuare aprire la porta
l’ispezione

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Rendere le macchine facili da ispezionare

Dopo

Realizzando un’apertura in lexan per


effettuare l’ispezione sui particolari
elettrici non è più necessario fermare
la macchina ed aprire la porta

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Rendere le macchine facili da ispezionare

Dopo

Realizzando un’apertura in lexan per


effettuare l’ispezione sui particolari
elettrici non è più necessario fermare
la macchina ed aprire la porta

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Rendere le macchine facili da ispezionare

Marcare i bulloni più significativi in


modo da rilevare immediatamente
con una ispezione visiva l’eventuale
allentamento (quando il bullone si
allenta la linea di vernice resta
spezzata)

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Il controllo a vista riduce il tempo necessario per l’ispezione e gli errori

Un posto per ogni cosa


ESEMPIO e
ogni cosa al suo posto

ESEMPIO

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Il controllo a vista riduce il tempo necessario per l’ispezione gli errori

1.1.RENDERE
RENDEREVISIBILI
VISIBILII IPUNTI
PUNTI
DI ISPEZIONE NASCOSTI
DI ISPEZIONE NASCOSTI

2.2.COLLOCARE
COLLOCAREI IPUNTI
PUNTIDI
DI
ISPEZIONE
ISPEZIONE
ALL’ALTEZZA
ALL’ALTEZZADEGLI
DEGLI
OCCHI
OCCHI

3.3.RENDERE
RENDEREVISIBILE
VISIBILE
LE PARTI
LE PARTI
NASCOSTE
NASCOSTE

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Indicatori:

• Andamento Tempi di pulizia


• Andamento Tempi d’ispezione
• Andamento Tempi di lubrificazione
• Andamento Guasti (per mancata condizione di base)
• Andamento scarti
• Andamento consumo olio
• Cartellini emessi / Cartellini evasi
• Valutazione Costi / Benefici
• Andamento emissione OPL (One Point Lesson)
• Numero di persone coinvolte

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Step 2 : Eliminare le fonti di sporco e le aree difficili da pulire

Tolte le fonti di sporco anche il tempo di pulizia deve essere ottimizzato.


Lo stesso vale per la lubrificazione e l’ispezione.

RIDUZIONE TEMPO DI PULIZIA

-91%

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
I 7 Step della Manutenzione Autonoma

Step 7
Programma di
Step 6 Manutenzione
Autonoma
totalmente
implementato
Step 5 Standardizzazione (Gestione
Step 0 Autonoma)
Ispezione
Attività
preliminari di
Step 4 autonoma
preparazione
Ispezione
Step 3 generale

Creazione e
Step 2 mantenimento
degli standard
Eliminazione di pulizia e
delle fonti di lubrificazione
Step 1 sporco e
delle aree
difficili da
Pulizia pulire
iniziale e
ispezione

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

OBIETTIVI

 Il team con il supporto degli specialisti definisce uno standard con tempi, frequenze e
modalità di pulizia, ispezione e lubrificazione
 Il team con il supporto degli specialisti rivede e se necessario ottimizzare il sistema di
lubrificazione
 Il team con il supporto degli specialisti prova ad applicare quanto definito e mettere a
ciclo queste attività
 Il team con il supporto degli specialisti modifica / completa i cicli di pulizia,ispezione e
lubrificazione in base alla sperimentazione

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

Sequenza operativa da seguire

1.1.ILILTEAM
TEAMMANTIENE
MANTIENEILILLIVELLO
LIVELLODI
DIPULIZIA
PULIZIADELLA
DELLAMACCHINA
MACCHINARAGGIUNTO
RAGGIUNTO
CON
CONLE LEATTIVITA'
ATTIVITA'SVOLTE
SVOLTENELLE
NELLEFASI
FASIPRECEDENTI
PRECEDENTI
2.2.ILILTEAM
TEAMIN
INCOLLABORAZIONE
COLLABORAZIONECON CONGLI
GLISPECIALISTI
SPECIALISTIINDIVIDUA
INDIVIDUAI IPUNTI
PUNTI
DELLA
DELLAMACCHINA
MACCHINADA DATENERE
TENERESOTTO
SOTTOCONTROLLO
CONTROLLOPERPERQUANTO
QUANTORIGUARDA
RIGUARDA
LELE ATTIVITA' DI PULIZIA, ISPEZIONE E LUBRIFICAZIONE ED APPLICAI ICICLI
ATTIVITA' DI PULIZIA, ISPEZIONE E LUBRIFICAZIONE ED APPLICA CICLI
SULLA
SULLAMACCHINA
MACCHINA
3.3.ILILTEAM
TEAMRITARA
RITARANEL
NELTEMPO
TEMPOLE
LEMODALITA‘,
MODALITA‘,LE
LEFREQUENZE
FREQUENZEEELE LEDURATE
DURATE
DEGLI
DEGLIINTERVENTI,
INTERVENTI,ININBASE
BASEALLE
ALLEMAGGIORI
MAGGIORICONOSCENZE
CONOSCENZEACQUISITE
ACQUISITE
SULLA
SULLA MACCHINA DURANTE L' ESECUZIONE DELLE ATTIVITA'PIANIFICATE,
MACCHINA DURANTE L' ESECUZIONE DELLE ATTIVITA' PIANIFICATE,
EDEDAGGIORNA
AGGIORNAI ICICLI
CICLI
4.4.ILILTEAM
TEAMIMPOSTA,
IMPOSTA,IN
INCOLLABORAZIONE
COLLABORAZIONECON
CONGLI
GLISPECIALISTI,
SPECIALISTI,LA
LACHECK-
CHECK-
LIST
LISTDIDIVERIFICA
VERIFICADELL’APPLICAZIONE
DELL’APPLICAZIONEDEGLI
DEGLISTANDARD
STANDARDDI DIPULIZIA,
PULIZIA,
ISPEZIONE
ISPEZIONEEELUBRIFICAZIONE
LUBRIFICAZIONE

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

ATTENZIONE

Perché gli addetti macchina non eseguono gli


standard?

Il principale ostacolo all'applicazione di uno standard si


ha quando la persona che deve applicarlo non è colui
che lo ha generato

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Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

Gli standard stabiliti da persone di staff vengono difficilmente osservati

Lasciate decidere
gli standard a chi
lavora qui!

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AUTONOMOUS MAINTENANCE
Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

Per definire uno standard occorre determinare:

luoghi / parti del macchinario (lay-out) DOVE

metodi standard di regolazione COME

tempi / frequenze QUANDO

Attribuzione responsabilità CHI

guasti / anomalie obiettivi PERCHE'

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Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

MPIO
E
ES

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Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

P IO
SEM
E

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Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione
(vedi standard tool: AM_TabCIRLAM_R01.xls)
P IO
SEM ISOLA DI SALDATURA SUPPORTO COMPLETO RETRO MARCIA C514
E CICLI MANUTENZIONE AUTONOMA STEP 3
ANNO 2008

STATO IMPIANTO
PLANNING

ML = LAVORA
MF = FERMO
GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE
RIF. LAY OUT

DURATA
IMPIANTO COMPONENTE PROG. ATTIVITA' CICLO STD FREQUENZA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52
(minuti)

Controllare il livello e la pressione dell'olio delle SETT.


PRESSA DI PIANTAGGIO I1 4 MF P
presse di piantaggio (Lunedi 1° T)
GRUPPO DI Controllare la pressione dell'impianto
SETT.
ISPEZIONE

TRATTAMENTO ARIA + I2 pneumatico,l'assenza di trafilamenti dalle 3 ML E


ELETTROVALVOLE elettrovalvole ed il livello dell'olio del (Lunedi 1° T)
ISOLA DI SALDATURA SUPPORTO RM COMPLETO Tg. 921210574

VALVOLE REGOLAZIONE Controllare la pressione di esercizio SETT.


I3 3 ML M
PRESSIONE METANO dell'impianto del metano (Lunedi 1° T)
Controllare il livello dell'acqua all'interno delle SETT.
SALDATRICI I4 2 ML S
saldatrici (Venerdì 2° T)
TAVOLE DI LAVORO E DI Controllare la rotazione e le posizioni di lavoro SETT.
I5 8 MF A-B
SALDATURA delle tavole di lavoro e di saldatura (Venerdì 2° T)

Pulizia delle stazioni 1-2-3 e delle fotocellule SETT.


TAVOLA A P1 5 MF A-B
della TAVOLA A di lavoro (Venerdì 2° T)

Eliminare i residui di saldatura dellla TAVOLA SETT.


TAVOLA B P2 5 MF A-B
B (Venerdì 2° T)

Pulizia delle stazioni 1-2-3 e delle fotocellule SETT.


TAVOLA C P3 5 MF C-D
della TAVOLA C di lavoro (Venerdì 2° T)

Eliminare i residui di saldatura dellla TAVOLA SETT.


TAVOLA D P4 5 MF C-D
D (Venerdì 2° T)

RIPARI ESTERNI
P5 Pulizia dei ripari in lexan lato esterno macchina ANNO 120 ML TUTTE
MACCHINA
10
PULIZIA

RIPARI INTERNO
P6 Pulizia dei ripari in lexan lato interno macchina ANNO 120 ML TUTTE
MACCHINA

PAVIMENTO ESTERNO
P7 Pulizia del pavimento esterno macchina 3 MESI 30 ML TUTTE
MACCHINA

PAVIMENTO INTERNO
P8 Pulizia del pavimento interno macchina 3 MESI 30 MF TUTTE
MACCHINA

TRASPORTO DI CARICO E
P9 Pulizia catene 3 MESI 30 MF TC - TS
SCARICO

ALIMENTATORI BROWIND P10 Pulizia canaline MESE 15 MF F-G

PRESSA DI PIANTAGGIO P11 Pulizia zona piantaggio 6 MESI 12 MF P

MOTORI ELETTRICI P12 Pulizia delle calotte e ventole di raffreddamento ANNO 20 MF TUTTE

% CICLI EVACUATI
LEGENDA % ATTIVITA' PROGRAMMATE % ATTIVITA' EFFETTUATE
OPERAZIONE COMPLETATA 100%
90%
80%
ESEGUITO IN SEGUITO
A LAVORI EXTRA 70%
ESEGUITO PER 60%
GUASTO MACCHINA
50%
40%
OPERAZIONE PROGRAMMATA
30%
20%

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Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

P IO
SEM
E

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Step 3: Creare uno standard di pulizia, ispezione e lubrificazione

Indicatori:

• Andamento Tempi di pulizia


• Andamento Tempi d’ispezione t e
o s ta
• Andamento Tempi di lubrificazione n
3so
• Andamento Guasti (per mancata condizione di base) p
te o
S
e a ti v
• Andamento scarti 2
p nific
t e
S s ig
t ra
• Andamento consumo olio
s e re un i.
p re de to r
• Cartellini emessi / Cartellini evasi
in tra o ve dica
n i a m li in
• Valutazione Costi / Benefici o
zi obbi deg
a
e l e i , d n to
• Andamento emissione OPL (One S c me
Point aLesson)
i c
ff iora
e
• Numero di persone coinvolte i gl
m

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Grazie

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