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lllTal•DllMI

I FIAT G.91 ha cos tituito un

I program ma i mportante per


l'industria italiana che con esso
ha conseguito anche un discreto
successo economico. Sul piano
militare, invece, i risultati dimo-
strati dalla macchina sono stati un
po' diversi dalle aspettative
iniziali.
Subsonico. armato (nella versione
monomotore) con quattro mitra-
gliatrici o due cannoni e 680 kg di
bombe. con un raggio d'azione di
.no km, non poteva certo avere
un grande valore tattico. In effetti,
ii G.91 ha svolto un suo ruolo in
quanto. come ii pariclasse super-
sonico Northrop F-5 , ha contribui-
to a mettere fine ad alcune delle
illusioni legate al concetto di cac-
cia leggero, con le quali si e scon-
trata la maggior parte dei progetti
ricntranli in quesla categoria. Ad
csempio. la capacita di operare da
acroporti d'emergenza semiprepa-
rati in Europa non si e mai con-
cretiuata (anche perche, a causa
<lei pericolo di ingestione di corpi
cstranei, nessun aviogetto viene
fatto operare al di fuori di pi te
pav1mentate. se non in circostanze
cccezionali).
Proprio presso la Luftwaffe, che
nc ha avuto in serv izio un gran
numero. si e visto come l'unica
\era utilizzazione di queste mac-
chine fosse l'attivita di volo dei
piloti ad un costo piu contenulo
rispello a quello degli aviogetti da
combattimenlo avanzati. Jn fondo,
nella NATO ii G.91 ha inaugurato
qucl concetto di «hi-lo mix» che e in uso tuttora in diverse forze aeree, nelle quali i piu sofisticati Mirage,
Phantom e Tornado sono affiancati dai piu economici Jaguar, F-5 e G.91.
Con tullo cio. ii Gina (come era chiamato soprattutto in Germania - Nda) ebbe una sua carriera bellica nelle
file della FAP portoghese che se ne servl nelle guerre coloniali in Africa mentre, dal punto di vista operative,
la permanenza nell' AM e nella Luftwaffe fu senza storia. La radiazione, pero, fu accompagnata da una grande
nostalgia da parte dei piloti. lnfatti, cosl come ii G.91 Tera giudicato «molto formativo» (eufemismo per dire
che ave,·a un ... pessimo carattere) ed ii G.91 Y e passato scnza lasciare una traccia di rilievo net cuore di chi
ha rnlato con esso. ii G.9 lR e state un «pilot's plane», cioe una macchina dal comportamento in volo affida-
bile c piacevole. Con ii G.9 l Y l' Aeronautica Militare ha affrontato la formula del bimotore, considerata pii:1
\alida in termini di probabilita di successo della missionc, e ha ottenuto una macchina onesta ma sempre con
IXhsibilita di impiego !imitate. II suo ruolo estate poi ripreso. pur con una formula costruttiva piuttosto diffe-
rente. dall'attuale AMX.

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NAICITA I lllLIPPI
uello che allora si chiamava nascendo una forte preoccupazio- aveva in corso. in quell'cpoca.

Q CT L , Cacc ia Tatt ico


Leggero, nacque come
rispos ta italiana ad una
speci fica ATO emessa dallo
ne per la vulnerabilit~1 degli aero-
porti. Yen nero cos! a lla luce tutti i
progeui di aerei VTOL (Verti cal
Take-Off and Landing, atterraggio
altri programmi con caraucristiche
simil i , non lega ti al conco rso
BMR- 1.
el giug no 1955 la commissione
S HAPE (Su preme Headquarters e decollo verticali), STOL (S hort esami nat rice scelse come finalist i
Allied Powers Europe, ii comando TOL, dccollo e atte rraggio corti), i i francesi Breguet Br. I 00 I Taon
su premo delle forze allea te in dispos iti vi d i d eco ll o «zero- (prim o c lassificato) c Dassault
Europa), in forma ri servata, nel length», g li aeroporti per i rischie- Etendard (ter10 classificato) ed ii
dicembre 1953, relativa ad un ramenti d'emergen1a ecc. FI AT G.91. progeuato dall' «equi-
nuovo LWSF (Light Weight Strike II 18 mar10 1954 si insediava pe» de! prof. Giuseppe Gabriel li
Fighter, appunto con ii sign ificato I' AGARD (Advisory Group for (secondo classificato). Dei tre tipi
di caccia-bombardiere Jeggcro). Aeronautical R esearc h and fu ordinata la costruzione di tre
Di versi ordin i d i motivi, politici, Development), ii comi tato, presie- p rototi pi ciascuno ma gia ii 30
economici e di filosofia militare, d u to da l prof. Theodore Yon luglio dello stesso anno fu ord ina-
avevano sollecitato questa specifi- Karman. prepo. to alla scelta del ta~ una prc-serie di 27 G.9 1. in
ca c he divenne nota come ATO progetto da far produrre in serie quanto !'AGARD era rimasto
Ba sic Military Requirement I: con ii sostanziale aiu to finanziario bene impressionato dal fauo che ii
l 'indust ri a dcll'Europa Conti- degli Stati Uniti. I progetti sotto- G.91 veniva presentato come un
nentale doveva completare ii pro- posti f urono una decina: I' Aerfer sistema d' arma complcto. con
cesso di ricostru1ione dopo i gua- Sagittario IL ii Breguet Br.1 00 1 specifiche attreaature per ii sup-
sti della seconda guerra mondiale Taon, i Marcel Dassault Mystere porto logistico.
e quelli ca usat i da l trattato di XX II , XX JV e XXV I (poi II prototipo C. I fu pronto con
pace; buona parte de lle fo rze acrec Etendard II , IV e Y I), ii FI AT quas i un anno d'anticipo sul Taon,
aderen ti a ll a NATO no n sarebbe G.91, i Folland Fo. 139 Midge c e a ndo in vo lo a Torino-Caselle,
stata in grado di affrontare i costi Fo.141 Gnat, una versione a lleg- pilotato da Riccardo Bignamini, ii
e i problemi tecnici di una prima gerita e semplificata dell' Hawker 9 agosto 1956 anche se gia ii 27
li nea tutta montata su aerei da Hunter ed ii S ud -Est SE-5003 febbraio 1957. durante un collau-
combauimento dell'ul tima genera- Baroudcur; diverse fonti indicano do, precipitava disintegrandosi al
2ione e, infine, durante la prima anche a\tri progetti de\\' industria suo\o a causa di un fenorneno di
meta degli a n ni cinquan ta stava francese ma l'Armee de I' Ai r «flutter» dei p iani o ri 11ontali; ii
co ll audatore si salvo con ii
paracadute.
II secondo prototipo. modificato.
C . I b is (MM .565), ini;;iava i
coll audi i i 26 lugl io 1956, presto
seguito da un terzo aereo. el set-
te m b re dello stesso anno pote
avere luogo quella che poi si
sarebbe chiamata «fly-off compe-
tition», presso ii Centre (J' Essais

A sinistra , sopra: ii prototipo


deJJ 'Eten dar d JVM, uno dej pHJ
agguerrit i con co rrenti def G.91 , in
seguito adottato dalla Marine
Nationale per la sua Aeron a vale ;
sotto: ii Breguet Br.1001 Taon, che
risulto finalista ma non ebbe un
seguito p roduttivo. A destra , in
alto: ii primo prototipo del FIAT
G.91 (NC.1) al momento dell a sua
uscita di fabbrica. Al centro : lo
stesso esemplare, al quale non tu
applicata la Matricola Militare; pre-
cipito ii 27 febbraio 1957. Sotto: ii
secondo prototipo (NC .1 bis ,
MM.565) presso ii Reparto
Sperimentale di Pratica di Mare, in
occasione delle valutazioni iniziali.

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en Vol di Bretigny- sur-Orge Frattanto, nel quadro degli aiuti preoccupata di contenere i cos ti.
(Francia); a confrontarsi c'erano ii MDAP (Mutual Defen se Con un peso totale al decollo di
terzo prototipo de! G.91 (NC.2, Assistance Plan) vennero commis- 4.700 k g (sep pure non rispettato
MM.566) ed il quarto (NC.3, sionati alla FIAT Aviaz ione 17 1 ne ll a ve rsione di serie), quattro
MM.567), ii Tao n 0 I , i Marcel esemplari (oltre i prototipi e i 27 mitrag liatrici da 12,7 mm e due
Dassault Etendard IV-01 e VI-01 di pre-serie) dei quali 23 per bombe da 225 kg non era e non e
ed il Sud-Est SE-5003 Baroudeur. I' AM, 48 per I' A rmee de I' Air poss ibile realizzare un aereo da
JI confronto in volo vide la netta francese, 50 per la Luftwaffe, 25 combatti me nto c redib ile , co me
affermazione del progetto italiano per la E lliniki Bas iliki Aeroporia dimo st ra to a nch e d a ll ' A-4
(che, come gli altri, era spinto da g reca e 25 p e r la Ti.irk Hava Skyhawk che, pur essendo un pro-
un turboreattore Bristol Orpheu s Kuvvetleri turca (compresi in un digio di raz ionalita e semplifica-
BOr.03 Mk.80 l con cui era stato unico lotto finanziato dall ' USAF). zi one, era sos tanzialmente piu
sostituito ii precede nte BOr.01) , Durante l'attivita di sviluppo le pesante e potente.
grazie anche alla gia citata serie di forze aeree interessate avevano D'altra parte, i tempi a disposizio-
mezzi e di attrezzature a terra che iniziato a mostrare perples s ita ne dell' industria furono cos! stretti
gli avrebbero consentito di opera- c irca i possibili sbocchi operati vi da non consentire una ricerca
re lontano dalle basi ordinarie, su de! G.91 per cui l' AGARD richie- approfondita ed ogni costruttore
campi solo sommariamente prepa- se che ii progetto fosse dotato di dovette proporre cio che aveva gia
rati. D i conseguenza, nel gennaio capacita di ricognizione tattica e sotto mano. Ne! caso della FIAT
1958, fu decretata la vittoria del- finanzio lo sviluppo di una confi- Av iazione l'ufficio tecnico segul
l'aereo italiano. gurazione con mu so ridi segnato I' uni ca via percorribile, ispirando-
11 caccia-bombardiere leggero, che per poter accogliere una batteria di si da vic in o a l No rth A me rican
presentava un 'autonomia di 1.850 fotocamere, da costru irsi in quat- NA-207 de! 1953, quell'F-86K
km, era armato con quattro mitra- tro esempl ari di pre-serie, chiama- Sabre del quale aveva ottenuto la
g liatrici Colt-Browning da 12,7 ti G.91R. licenza di produzione . La so rni-
mm con 300 colpi per anna, appli- La Luftwaffe ne fu bene impres- g lianza tra ii G.91 e l'F-86K non
cate a due pan nelli amov ibil i ai sionata e la Dornier (che aveva pa sso certamente inosservata,
la ti de ! muso per consentire un acquistato dalla FIAT la licenza di tan to che I' aereo fu soprannomi-
rapido riarmo dopo ogni missione . produzione) ottenne un ordine per nato «ii piccolo Sabre» anche se
La specifica prevedeva anc he la 294 macchine di serie . Dopo i va dato merito ai progettisti italia-
possibilita di montare due cannoni G.9 1R furono realizzate le versio- ni di aver saputo realizza re una
da 20 o da 30 mm e questa solu- ni sperimentali G .91N e G.9 1A. 11 macchina ii cui comportamento in
zione fu contemplata anche per ii primo e ra un aereo di pre-ser ie vo lo lo fece amare ai piloti piu
G.91 anche se s i sarebbe persa la equipaggiato con speciali apparati dello stesso F-86. Inoltre, e fo rse
possib ilita di fruire de i panne ll i di navigazione Decca Navigator e quest' aspetto e ii piu importante,
intercambiabili . L' arm a me n to di Rho-Theta, mentre ii secondo era ii G .91 era realmente superiore ai
caduta, da applicare ai due attac- ii primo esemplare di serie modi- suoi concorrenti sotto la maggior
chi alari, arrivava ad un massimo ficato in modo da vedere esaltate parte dei punti di vista.
d i 4 50 kg (va lo re c he appa ri va le caratteristiche STOL. Sull'a ltro piatto de ll a bilancia,
non es ube rante g ia a ll 'epoc a , Ben presto apparve chiara la diffi- in vece , vi fu se mpre lo scarso
anche se allineato con la specifica) co lta di standardi zzare g li arma- potenziale bellico della macchina
che poteva essere rappresentato da menti in ambito NATO, in quanto che diversi piloti della Luftwaffe
due bombe da 225 kg nominali, la Francia annu ncio subi to ii suo definirono «a delightful little tou-
due co nte ni tori di na pa lm , due riti ro ed anche !' USAF cancello ring fi ghter», un delizioso piccolo
lanciarazzi con 3 1 colpi da 50 l'ordine pe r ii disinte resse di caccia da ... turismo !
mm, 12 razzi da 76 mm, sei razzi Grecia e Turchia . In segui to una 11 pro getto del G .9 1, tuttavia,
HVAR da 127 mm o due serbatoi speranza venne dall' US Army che costitul un'esperienza fondamen-
ausiliari sganciabili da 517 litri. sperimento a Fo rt Rucker due ta le per l ' uffi cio tecnico de ll a
Nell ' agosto del 1958,con le mac- G.91R-l , un G.9 1R-3 ed un FIAT Aviazio ne (c he rimase ii
chine di pre-seri e ormai realizzate G.91T-l per valutare la possibilita nucleo delle capacita progettuali
(la prima di esse, MM.6238, di dotarne dei reparti da «close air de!Ie successive Aeritalia e Alenia
aveva volato ii 20 febbraio 1958), support», appoggio tatt ico, ma e delle compone nti italia ne di
l' Aeronautica Militare equipaggio quest' ipotesi non decollo mai, in Panavia ed E urofighter) e fu alla
ii 103° Gruppo CTL, su tre squa- quanto l a leg islazione negava base d i ulteriori sviluppi come ii
drigl ie, nell'amb i to della 5a all'esercito la poss ibilita di dispor- G .91Y, ii G.95 (che conflul nel
Aerobrigata, mentre ii secondo ed re di propri aviogetti da combatti- VAK-1 9 18 ) e l'AMX.

l-
il terzo prototipo erano ancora in mento.
forza a l 3 11 ° Gruppo RSV L' in successo politico de! G.91 e i A destra, sopra: ii G.91R-1 MM.6276
(Reparto Sperimentale Volo) ed ii risultati commerciali inferi ori alle (N C.4?t) con i colo ri tdel.l' U? Arm y,
· · C 11 · . · a 11 est1 o per 1e va 1u az1on1 svo 1te
quarto s1 tro~ ava a Tor1110-_ ase e, aspettat.1 ve tro va no 1nt~r.amente nel 1961 a Fort Rucker (Alabama).
---- presst·1a dllta- 1::bs'l1'\.f n ftce, pe"t'~ "Sp1€g'::f't:fortk ntl1a~-~I5e"t 11fca n \Jll ~ Sotto: 11 panrieTio det1e niltfagfo:
ulteriori esperienze. re a li s ti c a del la NATO , troppo del secondo prototipo NC.1 bis.

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e nche ii concorso fosse stato addirittura a Mach 2. s ione, poteva passare dalr ap

B bandito nel dicembre 1953,


I' idea del caccia leggero era
g ia ne ll'aria e si pub far ri salire
Man mano che procedeva no le
fasi del concorso e dello sviluppo
del cacc ia-bombardiere leggero
g io tattico a lla sorveg lianz<
ca mpo di battaglia, dalla rice
z ione tattica a !imitate azio
alla co nferenza che la NATO italiano , le di ve rse for ze ae ree polizia aerea.
tenne a Lisbona dal 20 al 25 feb- interessatc cominciavano a render- Questa caratteristica impress
braio 1952. Allara all ' altro capo s i canto c he non sarebbe s tato favorevo lm e nte sopra ttutt
del mondo, in Corea, infuriavano i facile trovare un' uti Iizzazione cre- Luftwaffe. In Germania, infa1
combattimenti tra le forze che di bi le pe r un ae reo da combatti- trattato di pace aveva irnpostc
facevano capo all'ONU e quelle mento co n un vo lume di fuoco totale inte rru zione de lle att
dell ' alleanza tra Corea del Nord e (i ncludendo nel te rmine anche ii aeronautic he e la ripresa nor
C ina Popolare con ii non dichiara- carico di caduta) inferiore a quello stata facile, in quanta i I «gap»
to appoggio dell'URSS. I reparti degli aerei da caccia degli ultimi era colrnabile in breve tempi
aerei del fronte comunista si basa- mesi de lla seconda guerra mon- co n seg ue nza, c'era bisogn
vano sul MiG-15 bis e stavano per diale. aero plani non troppo sofisti
immettere in servizio ii MiG-17, Per que sto motivo I' AGARD, sia dal punto di vista del pik
per c ui l' idea di un aerco da caccia quasi in sordina, aveva richicsto la g io c he de lla manute nzione
che fosse simile a quelli sov ietici , possibilita di impiego ne lla rico- un ampio spettro di utilizzazio
ma pii:1 leggero ed agile, appariva gnizione tattica, ordinando quattro Nel ten ta ti vo di esplorare tut
percorribile. esemplari di pre -serie con que- poss ibilita ins ite ne l progett
Mentre ii G.91 prendeva forma, si s t' alle s timento (g li NC.17 allargare la s ua base di mere
poteva ancora ipotizzare un caccia MM.6251 , NC. 19 MM .62 53. !'AGARD aveva rich iesto a1
aria-aria esclusivamente diurno e NC.23 MM. 6 257 ed NC.25 un paio di versioni particola
privo di armamento mi ss ilisti co MM.6259) ; il muso fotog rafico G.91N ed ii G.91A. 11 G.911\
ma all'epoca il progresso era rapi- poteva sos tituire «St!I campo» un normalc aereo di pre-seri{
do ed ii «trend» stava cambiando: quell o normale cd un esemplare qua le erano stati rnontati sis
sull a scena s i a pprestav ano ad prototipo fu provato sull 'NC. 2. Decca Navigator e Rho-Thetc:
apparire ii MiG-19 , nettamente Pur nei limiti del suo inviluppo di esaltare le capacita di nav igaz
supersonico in volo orizzo ntale ed vo lo, il G.91 R diventava qucllo strurnental e. II G.91 A e ra l'Nt
armato di cannoni di cal ibro rile- che oggi si chiamerebbe «poli va- (MM.6265, ii prirn o G.9 lR)
vante, l ' F-100 , con pres tazioni lente senza pre paraz ione» in quan- qua le era stata rn o nta ta un
analoghe, e I' F-104, che puntava ta, nell'ambito di una stessa mis- riprogettata, con superf
aurnentata di 2 rnq, «slats» a
sura ad apertura a utomatica
bordo d 'entrata e serbatoi ausi
interni ; ii G.9 1A d oveva of1
una riduzio ne della corsa di de
lo cd un aumento de l raggio
zione de l I 0%, con un aument
peso di circa 400 kg. Sia ii G.
c he ii G.91 A al te rmine del
c ic lo di prove furo no riconc
alla configurazione originale.
Per la produzione in serie fu sc
ii G.91R e i 23 esemplari ord
dall' Aeronautica Militare fu1
G.91R-3 contrassegnati dalla designaz
A destra, in alto: G.91 R-1 del
Gruppo del 2° Stormo a Trevi
Angelo. Al centro: profilo d
G .91 R-1 B del 103° Gruppc
Stormo, a Treviso-S. Angelo
luglio 1974. Sotto: un esem~
del caccia-bombardiere po
1 ~~~~ all'ultimo standard della sottc
sione G.91 R-1 B , con seggio
eiettabile Martin-Baker MK.6 e
, ___ _ G.91R-1B e
tuccio rialzato; l'aereo «fresc
revisione».

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G.91R-l (G.9 1R/I nella letteratu- del G.91A con un'ala ulteriormen- fu so li era (1.690 li tri sull ' R-lB,
ra tecni ca dell ' AM ); i 50 aerei te riprogettata, con frecc ia legger- ma seco ndo a lc une fonti questa
de ll a Luftwaffe divennero G.9 1R- mente aumentata a 38° e spessore modif'ica, originariamente previ-
3 e i 50 che I' USAF intendeva ridotto a ll '8%, a van taggio della s ta per g l i R-5 ed R-6 non fu
«girare» a Grecia e Turchia furo no velocita massima, e con un turbo- appl icata), integrabi Ii da due ser-
siglati G.91R-4. Gl i aerei destinati reattore Orpheus BOr. 12 da 3.089 batoi ausi liari sganciabi li da 260
a ll a Fran c ia avrcbbero dovuto kg/s. L'evoluzione del G.91 , pero. litri sos pe s i ag li attacchi a lari
essere i G.91R-2 ma, come sap- ass un se una dive rsa direzione e maggiori (anche da 5 17 litri sugli
piamo, I' Armee de I' Ai r vi rinun- a nche la ve rsione S fu una delle R-1 B ed R-3).
c io. 11 G.9 1R-5 era stato stud iato tante che non videro mai la luce. La cellula era costituita da un'ala
per la Kongelige Norske Flyvapen Ris pe tto al primo prorotipo, andato rea lizzata in tre sezioni, con un
norvegese e prevedeva d ifferen ti di s t rutto a cau s a di fenomeni tronco centrale e due se m ial i a
apparati di navigazione e maggi o- aeroelastici, i successivi e g li aerei freccia di 37°13 '24" a l 25% dell a
re c apacita di combu stibile, ma di pre-serie comportavano alcune co rd a, profi lo co n s pe ss ore
l' ordine no n s i concretizzo. F u modifiche, come quelle al disegno dell'll-12 %, al lun gamento di
rc ali zzato anche ii progetto di dei piani ori zzo ntali , e l'appli ca- 4,46: l e diedro pos itivo di I 0 30'.
massima di un G.91 R-6 con car- z ione di una sottile pinna ventrale; La costruzione seguiva ii criteria
re ll o in grado di sopportare carichi ii tettucc io, per venire incontro alle tradi zionale del cassone bilonghe-
maggiori , capacita di combustibi le esigen ze de ll a Luftwaffe, i cui rone piC1 un longherone ausi liario
au mentata , fre n i aerodinamici pil oti erano med iamente piu alti , che reggeva le due ga mbe dei
ingranditi, sistema di navigazione aveva un profilo rial z.a to di 6 cm sem icarre lli pri ncipali. Le superfi -
basato su un radar Doppler e due (ma fu ul teriormcnte bombato c i aero dinam iche m o bi Ii era no
punti d' attacco aggiunti vi (alcune dopo la sostitu z ione dei costituite da a lettoni a comando
di queste caratteristic he confluiro- eggiolini). idraulico ed ipersostentatori a fes-
no ncl G .91 R- 1B). l successivi G .91 R di serie si ade- sura a comando e lettrico mentre
Le commissioni dell 'E lliniki gua vano a questo sta ndard ma sul dorso vi era un · aletta contro lo
Bas iliki Ae ropori a e della Ttirk introducevano ii muso fotografico scorri men to dello strato limite.
Hava Kuvvetleri rinunciarono agli e le ulteriori modifi che specifiche La fu soliera era realizzata in tre
csemplari loro destinati, soprattut- di ogni singola sottoversione. sezioni: muso ( interrotto imme-
to a causa de ll ' insuffi ciente arma- L'impianto propulsivo era basato diatamen te dietro l 'a bitacolo),
mento ( i G.9 1R-4 , infatti , preve- s u di un turboreatt ore a flu sso tronco centrale con a la e serbatoi
devano gli stessi pannelli amov i- ass iale Bristol-Siddeley Orpheus e sezione di coda con g li impen-
bili con le mitragliatrici da 12,7 BOr.2 Mk.80 I da 2.200 kg/s a l naggi . Ne! mu so, apribile median-
mm dei G.91R-I ) ma la Luftwaffe decollo, prodotto su I icenza dalla te ribaltamento verso ii basso, tro-
decise di accollarsi questa «tran- FIAT come 4023; d a ll a sottover- vava no po s to tre fotocamere
che» di 50 aerei, riservando loro sione - l B fu introd o tto ii FIAT Vinten con pellicola da 70 mm ,
co mpiti prevale n teme n te 4023-02 Orpheus Mk.80 1-02 da die tro le quali vi era no l'avionica
addestrati vi. 2.270 kg/s al decollo e 1.905 kg/s e I' abitacolo, pressurizzato e con-
I 50 FIAT G.9 1R-3 a ll est iti per cont inui. L' ossess io ne della NA.10 d izionato, sotto un lettuccio apri-
conto della Luftwaffe presentava- per ii ricorso a 'pi ste carte e non bi le verso I' a lto, con parabrezza
no una dotazione avionica legger- pre parate fece sl c h e gia con separato e blindato. Tl pilota tro-
mente piu sofistica ta che com- I' C.2 fosse sperimentato l"impie- vava posto su di un segg iolino
pre ndeva un radar Doppler Bendix go di una o due coppie di razzi di eiettabi le Martin-B a ker MK. W 4
ed un PHI (Posit io n and Homing decollo Aerojet 14- DS- IOOO-M8, efficace a quota 0 e con velocita
Indicator, indicatore di posizione e modificati dalla FIAT, di 450 kg/s minim a di 190 km/h , sostitu ito
di rotta) della Computing Devices (a ll ' epoca no ti come JATO, Jet- ne t 1974 dal piu mode rno MK.6
o f Canada. La cellula aveva alcu ni A ss i sted Take-Off, o RATOG, «zero- zero». Ai lati de ll 'abitacolo
rinforzi e introduceva i due punti Rocket-Assis te d Take-Off Gear, vi erano i pannelli con le mitra-
d 'attacco a la ri es te rni e, infine, con s ign ificato a na logo) con i g liatri c i oppure l"in s ta ll azione
I' arm amen to fi sso era costituito da quali la corsa di decollo su ostaco- fi s a dei due cannoni.
due cannoni-revolver DEFA Type lo di 15 m, al peso di 5.000 kg, si II tronco centrale di fusoliera
552 (o 5-52) da 30 mm con 120 riduceva del 70% (due ra zz i) o ospitava i serbato i fie s ibili ( in
colpi per arma, capaci di una cele- dell ' 86,5% (quattro razzi). Questa nylon e gomma) ed una parte de!
rita di tiro teorica di 1. 200 soluzione, comunque, non fu stan- suo rivestimento ventrale costitui-
colpi/min con un'energia a l la dardizzata, e I' uso de li e «bottigl ie va i due elementi del fre no aero-
bocca di 9. 133 kg/ mq (propri o JATO» (cosl chiamate per la loro di na mi co . La sezione di coda, a
qu esfultimo p a rametro impo se forma da bombola di gas liquido)
I' adeguamento del le s trutture in Italia rimase limitato ad aerei A destra, in alto: una vista frontale
~:.'i\CC cc"\~<e\\'l.\a '$"1>'\)>~a\\iu\\() \a ~()Si ­
de1h luso1'1era). p'1u pe sani1 tco me '1 C-n~ o g1'i
zione dell'armamento di lancio, ai
Fu proposto anche un G.91 S che Albatross). La capac ita di combu- lati della fusoliera. Sotto: profilo di
a\'rnbb~ dCJ\'utG ~SQ.\~ i__m G. 9 l di s.tib,ile in.terna era di circa l ,6QQ un G,S:\R-Hl del 13° G.rnppo del
seconda generazione, evo lu zione litri contenuti in nove serbatoi in 32° Stormo, a Brindisi, nel 1973.

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smontaggio rapido per la manu-
DATI E CARATTERISTICHE te nzione del motore, sopportava
DEL FIAT G.91 R·1 B gli impennaggi ed ospitava ii con-
tenitore del paracadute-freno.
Caccia-bombardiere leggero e ricognitore tattico, mo noposto Tl complesso stab iIizzatore-equ iIi-
bratore ripeteva in scala la pianta
Impianto propulsi vo : un turboreattore a flu sso ass ia le FIAT alare, con freccia di c irca 37°; lo
4023.02 (B ri stol-S iddeley Orpheus BOr.2 Mk.80 I Srs.2) da 2.270 s tabi lizzato re aveva incidenza
kg/s al decoll o. Capacita di combustibile: interna 1.600 litri, esterna variabile in volo a comando elet-
520-1.034 litri in due serbatoi. trico mentre l'equ ilibratore aveva
Dimensioni: apertura alare 8,56 m; lunghezza 10,29 m; altezza 4 m; servocomandi idraul ici; ii ti mone
superficie alare 16,42 mg ; allungamento 4,46: l ; apertura piano oriz- era dotato di correttore.
zontale 3,70 m; carreggiata carrello 2,72 m; passo carrello 3, 16 m. II carrello , caratterizza to dalla
Pesi: a vuoto 3.360 kg; totale 5.350 kg; massimo al decollo 5.670 kg; possibilita di operare normalmen-
carico alare 326 kg/mq; rapporto spinta:peso 0,42: I. te da terreni non preparati , era
s tato progettato dalla francese
Prestazioni: velocita massima 1.045 km/h a 1.500 m (Mach 0,868), Messier e si componeva di tre ele-
di crociera economica 650 km/h, di stallo 232 km/h; salita a 8.000 m menti a ruota singola, con quello
in 6 min 40 sec; tangenza pratica 13.260 m; raggio d' azione 643 km; anteriore retrattile con movimento
autonomia 1.850 km. a ll'i ndietro (e rotazione di 90°
Armamento: quattro mitragliatrici Colt-Browning M3 da 12,7 mm della gamba) e i due principali
con 300 colpi per arma e 680 kg di carico bellico. rientranti in fusol iera. Sul G.91R-
1B ii carrello era irrobustito, con

13
pneurnatici «tubeless» di sezione mita ma non sembra sia stata nep- non lo furono i Martin AG:
rnaggiore, freni piu potenti e dop- pure sperime ntata. Su tutte le sot- Bullpup-A che figuravano i
pio faro di rullaggio ; inoltre vi era toversioni fino al G .91R-1 A inclu- ne rappresentazioni pittoricl
uno smorzatore di beccheggio e la so (quest' ulti mo riconoscibile per Da ricordare, tra le tante v
possibilita di recupero dei bossoli le due piccole prese d'aria del- speril)le ntali , che ii piccolo
s p a rat i. Un G.91 R -3 d e ll a l' impianto d i co nd izionamen to , ha avuto un esemplare di •
Luftwaffe (l' NC. 336) fu modifica- sotto i pannelli delle armi) ii cari- zione Dornier trasformato i1
to ne ll a. co nfi g ur az io ne SATS co bellico era trasportato dai due teleguidato. Inoltre, non ces
(S hort Airfields fo r Tactical punti d 'attacco con capacita nomi- mai gli studi per conse n
Support), un programma che pre- nale di 225 kg, ma con i G.91R- capacita di decollo da piste
vede v a I' a ll est im e nt o di piste IB e -3 sono stati introdotti altri colarmente corte e cortissin
dotate di catapulte e barriera d ' ar- due «pylons» da 11 5 kg nominal i; l'ausi li o di catapul te e p
resto (come sulle portaerei); que- raramente montati sugli aerei ita- « zero -l eng h t» , cioe da
sta variante, come molte altre, non liani, erano disponibili retroattiva- montate su autocarri, secon
ebbe seguito. mente anche per gli esemplari pre- tendenza che rimase in voi
L'armamento di tutti gli esempla- cedent i. L' a rma men to esterno , alla comparsa dei V/STOL.
ri, ad eccezione della sottoversio- quindi, era di 680 kg ma ii carico,
ne R-3 ,, si oomponeva di quattro se costituito di solo combustibile, In alto, a sinistra: l'installazi<
mitragliatrici Colt-Browning M 3 poteva arrivare a circa 900 kg . quattro razzi a propellente
da 12,7 mm con 300 colpi ciascu- Tra le so lu z ioni piu tipiche vi per ii decollo assistito. Nel 1
na; sugli R-3 queste armi erano erano due bombe M64 da 225 kg G.91 R-1 B del 14° Grup1
Stormo, a Treviso-S. Ange
sostituite da due cannoni DEFA o sei razzi non guidati HVAR da 1990. A destra, in alto: uno i
Type 552 da 30 mm con 120 colpi 127 mm (oppure Janc iarazz i di lista accede alle fotocamere.
per arma. Fu ipotizzata anche una vario tipo e calibro). I G.9 lR furo- questo G.91 R-1 B, benchE
co nfi gu raz ione da «Stra fin g » no visti spesso associati a i miss ili ancora la coccarda di nazi,
tradizionale, ha gia i codici
(mitrag liame nto) con quattro M 3 aria-superficie Aerospatiale AS-20 duali a bassa visibilita; note:
da 12,7 mm nel muso, due in con- che, pe ro, benche provati a lungo, muso, ii fulmine giallo dE
ten itori subalari e due alle estre- non furono ad ottati , cosl come Gruppo disegnato in «Outlint

14
15
Qui vicino:
ii serbatoio
ausiliario da
a
260 litri;
a destra:
l'antennina
a lama del
TA CAN.
Al centro,
a sinistra:
ii vano del
semicarrello
principale
destro.
Al centro,
a destra:
ii semicarrello
principale
destro. Sotto,
a sinistra :
l'interno dei freni
aerodinamici
completamente
aperti.
Sotto,
a destra:
i generatori
di vortici.

16
A sinistra : ii collegamento meccanico tra pedaliera e
«cloche». Al centro, a sinistra: ii cruscotto del G.91 R
con collimatore girostabilizzato; a destra: ii seggiolino
eiettabile Martin-Baker MK.W4. Sotto, a sinistra: alla
base della deriva vi e ii bocchettone del serbatoio del-
1'olio e, piu in basso, ii portello di accesso allo starter
a cartuccia pirotecnica; a destra: l'alloggiamento del
paracadute-freno e i generatori di vortici che migliora-
no ii comportamento aerodinam ico in reg i me tran-
sonico.

17
P
rima a ncora che iniziasse la distribu zione dei pesi aveva com- esemplari , ne ordino 66 (de i quali
fase de i collaud i. I' AGARD pletamente ann ullato ii comporta- gli ultimi 22 con i nuov i seggioli-
tra le s ue raccomandazio ni me nto benevolo de l G.91 R e face- ni), prodotti su licenza dalla Dor-
a veva posto lo sv iluppo di un va del G.91T un acroplano «molto nier. II G. 91 T-4 prevedcva iI mon-
biposto per la convers io ne operati- formati vo», un eufe mi s mo con ii taggio del radar ASARR dell'F-
va dei piloti , utili zzab ile a nc he quale nelle scuole di volo de ll' AM 104G: in competizionc con I' ana-
prcsso le scuole di volo ava nzato e si indicano le macchine poco pro- logo MB.326C, non fu realizzato
pre-o perativo , se nza perdere di pcnse a perdonare g l i e rrori. Per ma un aspetto estcrno simile ave-
vista la possib ilita di ottenere un questo motivo ii G.91 T, ini z ial - vano i due G.91T-3 Logair a llestiti
valido sostituto per g li anz iani T- mcnte soprannomin ato Tango (dal dall a Dornier con speciali apparec-
33 presenti in quasi tutte le forze codice fo ne tico de lla lettera T ) si e chiature per rilevazione di dati. La
aeree dell a NATO . Pe r realizzare ii guadagnato ii nomig nolo d i Virus. cellula de! G. 9 IT e s tata presa
G.91 T fu scelta la solu zione abi- Sulla scia dcll'intcresse suscitato come base di success ivi sv ilu ppi:
tuale dell ' inserimento di un secon- da lla versione monoposto, furono i i G.91 B S-I, m o noposto con
do abitacolo in una fu solie ra all un- previ s te div e r se so ttoversio ni: apparccchiature da ricognizione, ii
gata. Non rite ne ndosi necessaria la G.91T-I per l'Aeronautica Milita- G.9 lBS-2, biposto, ii G.91 TS con
reali zzazione di prototipi, fu finan- rc, G.91T-2 per l'Armee de l'Air, nuova ala c ii G.9 1Y, l 'un ico ad
ziata la costru zione di due esem- G .9 1T-3 per la Luftwaffe e G.91T- essere ve ramente real izzato.
pla ri di pre-serie (NC. I MM.6288 4 in ri s posta alla ri chiesta di un a
e NC.2 MM.6289). Tl primo di vers ione speci fi ca pe r l'addestra-
essi inizio i collaudi ii 3 1 maggio mento dei piloti di F-104. L' Aero- DATI E CARATTERISTICHE I
1960, a Torin o-Case ll e, co n Si - na utica Militare ordino 46 G.91T- DEL FIAT G.91T-1
meone Ma rsan ai comandi, rima- I, poi a umentati a 6S e seguiti da Addestratore ava nzato, biposto
nendo in ar ia per 4 1 minuti. una second a serie di 34, per un Irnpianto propulsivo: come
L'allungame nto della fu so li era di totale d i 103 macc hine ( incluse le G.91R-1B
1,41 m , stando a lle dic hiarazio ni due d i pre-serie); i G.91T-l erano Dimensioni: apertura alare 8,60
d e l costruttore, no n influi va in caratte ri zzati dall 'adoz io ne de! m ; lungh ezza 1 1,70 m; al te zza j
modo apprezzabile sul comporta- segg iolino eiettabile «Zero-zero» 4,4S m; su pe rfi cie ala re 16,42
me nto in volo: in realta, i piloti si Martin- Baker MK.6 e dal tettuccio mq; carreggiata carrel lo 2,82 m;
resero immediatamente canto c he del secondo abitacolo di fo rma piu passo carrello 3,S I m .
la variazione de l ba rice nt ro, de l convessa. L a Luft waffe, dopa un Pesi: a vuoto operativo 3.86S kg;
cen tro di s pinta laterale c della r e qui s ito ini z ial e per c irca IS to tale S.SOO kg; massimo al de-
coll o 6.0SO kg; carico a lare 335

I kg/ mq ; rapporto spin ta:pesoJ


0,413: 1.
Prestazioni: veloc ita massima
I .0 30 km/h a I .SOO m (Mach
0,8S6), 1.0 l 0 km/h a quota zero
(Mac h 0,82S), di stall o 230 km/h;
salita a 8.000 m in S' SS"; tan-
ge nza pratica 12.400 m; ragg io j
d'azione 22S k m ; a u tonomia
ll .200 km, m ass ima 2.300 km.
Armamento: d ue m itragli atrici
Colt-Brow ning M 3 da 12,7 mm
con 300 colpi per arma e 4SO kg
Idi carico bellico.
'
A sinistra: un G.91T-1 poco prima
della radiazione finale. A destra, in
alto: ii secondo esemplare di pre-
serie G.91T (NC.2 MM.6289). Al cen-
tro, nel profilo: G.91 T-1 , Serie 2a
della Scuola Volo Basico Avanzato
Aviogetti, 204° Gruppo, a Foggia-
Amendola , nel 1974. Sotto : un
esemplare uguale a quello illustrato
sopra, con i codici SA per Scuola
Amendola.

18
. ).
delle fi gure co llc tti ve) ; le m itra-

L
a distribuzione ai reparti dei Frecce Trico lori, misc in difficolta
G .9 1R - 1 (c h c co n la lo ro g liatrici e le scato le porta munizio- ii 3 13° Gru ppo quando si tratto di
capacita d i ricognizione foto- n i furo no soppresse e sos tituite sostituire i G.9 1 con g li M B.339,
g ra fi ca trovavano una be n mag- con adcguati contrappcsi per man- ai qual i !'ala diritta conferiva un
gio re g iu s tifi cazio ne ope rat iva ) te ne re in alterata la sta bilita de lla aspetto me no rnoderno e scattante.
rese superati i G.9 1 d i pre-serie in cellula (almeno questa era stata la Nonostante l' impeg no dominante
carico al I 03° Gruppo . Nel con- dec isio ne iniz iale be nc he ad un del 313° G ruppo e dei suoi G.91
tcm po, la Pa ttu g li a Ac rob a tica certo mome nta i G.91 PAN abbia- PAN fosse l'attiv ita prornozionale,
Nazionale Frecce Tricolori , mo n- no operato sempre con le m itra- ii reparto ha sempre av u to una
ta ta su i Canadair Sabre M k.4 - g lia tr ic i in sta llate) e infi n e fu funzione simi le a q uella dei Re-
nel la NATO c hiamati pii:1 spesso mo ntato ii siste ma pe r la produ- serve Sq uadro n dell a RAF c i suoi
F-86E ed F-86E(M ) - era alla ri- z ione dei furn i colorati. Tl primo pi loti compivano (e compiono tut-
cerca di una macchina di produ- G .9 1 PAN fu consegnato al 3 13°
zione nazionale pe r evidenti moti- G ruppo Autono mo Addestramento I DATI E CARATTERISTICHE I
v i d i prestig io e di promoz io ne Acroba tico di Ri volto (Udine) il DEL G.91 PAN
dell 'attivita industri ale. La logica 28 dicembre 1963. D a allora, gua- Cacc ia -b orn bard ie re leggero .
co nseg ue nza fu la dec is io ne d i sti ed incidenti hanno portato alla monopos to, mod ificato pe r r a-
conve rtire i G.91 d i pre-scrie in ric hi esta d i ulte ri ori ese mplar i crobazia collettiva.
una vers ione specifica per l' acro- modificati pe r cu i furono converti- I mpianto propulsivo: un turbo-
bazia colle tt iva . Venti deg li aero- ti allo standard PAN tutti g li acre i rea tto re a flu sso ass iale FI AT
pl a ni di s pon ibili fu ro no in v iati impiegati in precedenza in atti vita 4023. 02 ( Bristol O rp he us
presso g li stabili me nti di Torino- sper imcnta li ed a n c h e a lcu ni 801 .02) da 2.270 kg/s al decollo.
Caselle per essere trasformati in G.9 1R; in q ualche caso. pe r l'indi- Capacita combust ib il e: inte rna
G .9 1 PAN, con di verse modi fiche . sponi bilita di ulteriori musi «soli- 1.600 litri, esterna 520 litri.
Le cellule fu rono accuratamen te di». alcuni aerci hanno rnanten uto 1Dimensioni: ape rtura alare 8,56
ispezionate per verificare che non ii muso fotografico. Caratteri zza- m ; lunghezza 10,64 m; altezza 4
prese ntassero d efor maz ioni di to da una notevole ag ilita e da pre- m; superficie alare 16,42 mq.
sorta; i mo tori o ri g ina l i furo no staz io n i p ii:1 brill a nti di qu e ll e [Pesi: a vuo to 3.350 k g; totale
sostitu iti con i FI AT 402 3.002 di degli aerei da addestramento abi- 5.350 kg; massimo al deco ll o
produzione corre nte; i com andi tualme nte utilizzati nell'acrobazia 5 .670 kg; cari co a lare 326 kg/
furo no «smorzati » affinc he non coll etti va dai principali «team s» mq; ra p p orto spinta :peso
risu ltassero tro p po sensib ili ; fu c uropei, ii G.9 1 non fece rim pian- 0,424: I.
applicato lo sm o rza to re di bec- gere il Sabre e fu probabilmente, Prestazioni: veloci ta massima
c heggio in agg iunta a que ll o di per questo ge ne re di atti vita, uno 1. 150 km/ h a 6 .500 m (Mach
im bardata g ia prescnte (peraltro, degli ae re i piu a rnati dai piloti e 0,85), 1.080 km/h a qu ota zero
1
questi due «dampers» non ven iva- dal pubblico. La sua linea elegan- (Mach 0,88), di stallo 232 km/ h,
no impiegati duran te l" esecuzione te, sottolineata dal mo ti vo del le ascens iona le mass ima 3 1,5 m/
I sec ; tangenza pratica 12. I 00 m;
I raggio d 'azione 643 km; autono-
mia massima 1.250 km; fattori di
carico massimo da -2 a +5 g (con
1 cari co bell ico; 7 g «pulito»).
Armamento: non sempre instal-
lato, corrispondeva a quello dei

l G .9 1R- l.
Nota: a parte impianto propulsi-
vo e pesi, i dati so no general-
i me nte a ppl icabili anche ai G.91
di pre-serie.

II capitano Vito Posca delle Frecce


Tricolori si appresta ad un volo di
addestramento. A destra , in alto:
l'inconfondibile linea del G.91 , ispi-
rata a quella dell 'F-86K, era ingen-
tilita dalla particolare livrea. Sotto:
le superfici inferiori della velatura
ripetevano i colori nazionali.

20
21
22
tora) attivita di addestramcnto al
tiro in pol igono. Per queste es i-
genze i G.9 1 PAN potevano ri-
correre ai pannelli con le quattro
mitragliatrici da 12,7 mm e ai lan-
ciarazzi o alle bombe da esercita-
1ione. ln caso di emergenza belli -
ca ai G.9 1 PAN sarebbero state af-
fidate le missioni di difesa dell 'ae-
roporto e di contrasto di azioni di
sbarco sia med iante mezzi navali
che con elicotteri. Be nche que-
st'aspetto non sia mai stato messo
in luce, si ritiene che per i G .9 1
fosse stato preventivato anche
l' impiego nei ruoli FAC (Forward
Air Control), cioe la ricerca e la
seg nalazione dei bersag l i, e di
protezione alle missioni di soccor-
so <lei piloti abbattuti in combatti-
mento.
In alto, a sinistra: inizialmente i
G.91 PAN venivano privati delle
quattro mitragliatrici Colt-Browning
M3 da 12,7 mm e de lie relative sca-
to le portamunizioni , pratica poi
abolita. Sotto:. ii passaggio finale
con i fumi colorati con cui i G.91
dell a Pattuglia Acrobatica
Nazionale chiudevano ogni esibi-
zlone. Qui sopra: ii capitano
Giovanni Battista (G.B.) Molinaro,
· Pony 10, solista delle «Frecce »
divenuto famoso per la sua figura
del «Volo folle». A destra, in alto: gli
aerei della PAN provano a terra i
generatori di fumo colorato (ottenu-
to mediante olio lubrificante conte-
nuto nei serbatoi visibili nella foto
in alto nella pagina a fianco).
Sotto: le Frecce Tricolori eseguono
una trasformazione delle proprie
reciproche posizioni.

23
IL l ,lll
turboreattori ausi I iari con s pin ta

G
ia durante lo sv iluppo de ! con maggiore angolo di frecci a e
G.9 1 l'Ufficio Tecnico delta spessore ridotto. indirizzata ob liquame nte verso il
FIAT Av ia zione diretto da l Come aveva insegnato I' esperien- b asso; per inciso una so luzione
Prof. Ing. Giuseppe Gabriel li s i za dell ' F-102 dell 'USAF, attribui- del genere trovo grandc scgu ito in
preoccupo di assicurare la succes- re velocita supersonica ad una cel- URSS negli anni sessanta ma non
sione del G.91. La prima idea fu lula subsonica e un obiettivo parti- fu mai adottata su aeroplani di ve-
quella di potenziarne le caratteri- colarme nte dispendioso: la filoso- nuti operativi.
s tic h e di d eco ll o co rt o con ii fia o pe rativa stava camb iand o e Atto rn o al 1963 I ' intc resse dei
G.9 1A ma immed iatamente dopo per ii successore del G.9 1 l'atte n- progettisti della FIAT si appunto
l'attenzio ne fu incentrata s ull a zione si sposto dalla vclocita alle s u un ' ulter iore configurazione
possibi lita di incrementare le pre- possibil ita di successo della mis- de nominata G.91 BS (Battlefield
staz ioni, contemplando a nche la sio ne, da migliorare con ii ricorso S urveilla nce, osservaz ione de l
capacita supersoni ca: i caccia di ad un impianto propulsivo doppio. campo di battaglia). Anche in que-
nuova generaz io ne puntavano a In questo senso la FIAT si era g ia sto caso ii pu nto di parte nza era
Mach 2 e non vi era ancora stata indirizzata ne l I 959, con un pro- ra ppre sentato da i progetti di
la definizio ne d e lt a cos iddetta getto che prevede va u na cellu la G.9 1T e G.95. Questo aereo per
«arena del combattimento» ipotiz- molto s im ile a quella del futuro sorveglianza, offerto in varian te
zata a t to rno a Mach 0 ,8- J ,3. G.91 Y. Si trattava di un caccia- monoposto (BS- I) e biposto (BS-
L'i ncreme nto de lle prestazio ni bombardi ere a d eco llo corto 2), per un certo tempo scmb ro
sare bbe s tato ot ten u to con i I (STOL) progettato a partire d al gode re di un concreto interesse da
G .91 S, mentre la velocita superso- G.91 Te designato G.95. parte dell 'US Army, ma non ci fu
nica era prevista pe r ii G.9 1TS; si Esternamente quasi indistinguib ile alcun seguito, anche per la conti-
parlo anche di un G.9 1V, variante dalla macchina attuale, se ne dif- nua opposizione dell'USAF all'at-
del G.9 1S con motore Orphe us ferenz iava per l' impianto propul- tribu zione di aerei d a co mbatti-
BOr. 12 da 3.200 kg/s con postbru- sivo c he prevedeva l'accorciamen- mento all'esercito.
ciatore, caratteri zzato da un' a la to della corsa di decollo mediante Di verse forze aeree della NATO e
di altri stati a lleati degli USA ave-
va no in servizio ii Nort hrop F-5
G.91Y Freedom Fig hter che, pur con una
non eccez ionale valenza operati-
va, dimostrava una grandc affida-
bil ita, per cui e ra presum ibile che
le forze interessate ad un aereo da
combattimento economico, come
l' Aeronautica Militare, avrebbero
grad ito un impianto propulsivo
doppio. Ripre ndendo questa impo-
stazione g ia prevista per ii G .91 TS
ed ii disegno base de! G. 91 T stan-
dard, l' Ing. Gabrielli estrapolo ii
G .9 1Y, sopran nominato Yankee
(dall' al fa be to fonetico in ternazio-
nale) , s u isp irazione delta forma
del condotto della presa d'aria a Y.
Come si e detto, in questo senso si
era orientata I' AM nella sua speci-
fica per un sostituto del G.9lR per
ii quale si ric hiedevano due turbo-
reattori a flusso assia le General
Electric J85-GE- I 3A, praticamen-

A sinistra: le tre viste del G.91Y di


pre-serie. A destra, in alto: ii G.91Y
con le modifiche introdotte nel
corso dell'impiego (tettuccio rialza-
to, gabbie di protezione per i can-
noni). Sotto: ii fulmine rosso che
ornava i I m uso di tutti i G .9 1 Y
dell'8° Stormo (101 ° Gruppo CBR).

24
Collimatore di tiro
Ferranti IS/S-B; era
Seggiolino eiettabi le Martin-Baker. II tettuccio e Prese d ' aria di raffreddamentche
stato modificato nel corso de/la produzione per
previsto un HUD OM/ lasciare piu spazio ai movimenti de/ capo de/ pilota. nei primi due prototipi erano a; ase
Specto, poi non installato de/la deriva.
per ragioni di costo.

Muso fotografico con Faro rotante anticollisione


quattro fotocamere: una a /uce rossa.
verticale e Ire con coper-
tura complessiva di 180°.

Presa d'aria
d 'a limentazione dei
motori. Contrariamente
a/le tendenze attua/i, i due
turboreattori fanno capo
ad una presa unica.

Dielettrico del radar Doppler


Bendix DRA-12, prodotto su ~ La parte ventrale poppiera •rese
licenza dalla FIAR. Le sovrastanti
canne dei cannoni, nel corso
de/la produzione, sono state
I
Due cannoni DEFA Type 552
pinne per migliorare la statita e
esse, ii gancio d'arresto in errgen
«ingabbiate» per evitare che si da 30 mm con 125 co/pi per
impigliassero nella barriera Bliss Serbatoio ausiliario da 52Uitri. L
arma. zioni" n.2 e 3 possono octare
in caso di atterraggio forzato.
bombe fino a 450 kg nomma

tc gl i stessi del Northrop F-5A, e Prati ca di Mare svolse tutta l' atti- fu fina li sta un itamente a ll ' A-7
carico bellico, autonomia e spazi vita di esplorazione dell ' inviluppo Corsair TI ma la specifica fu riela-
di decollo sensibi lme ntc migliora- delle prestazioni. borata e ii concorso annullato; in
ti ri spetto al G.91R. No n v i era , II pri mo aereo di pre-serie (ii lotto seguito la Svizzera acquistera gli
invece, nessun a richiesta di era compos to d agl i NC. 2 00 3 - F-5£. Ugualmente senza seguito
aumento della velocita mass ima. 2022, MM.644 1-6460) vo lo ne l fu la presentazione in Egitto.
Furono o rdinati d u e p rototipi lug li o 1968 e nel 1969 l'Ae ro- La D ivisione Yelivoli della FIAT
( NC. I MM.579 cd NC.2 nautica Militare ord ino, a quella (gia prima di confl u ire
MM.580) ii pri mo dei qu ali volo che ne l fra tte mpo e ra di ve nuta nell ' Aer italia il 12 novembre
pe r la prima volta a Torino Aeritali a, 55 esemplari di seric; a 1969) aveva prev isto a nche una
(Case ll e) ii 27 di cc mbre 1966 costru zione in corso, pero, I' ordi- versionc biposto da addestramento
pilotato da Vittori o Sanseverino ; ne fu tagliato di dieci unita, con la G .91YT, ii c ui prototipo avrebbe
g ia dal mese di giugno, in tanto ca nce ll azione d eg li esem pl a ri dovuto essere ricavato per conver-
era no stati ordinati 20 esemplari MM .696 1-6970. La produzione si s ione de ll'esemplare NC.2058
di pre-serie. concluse nel 1976. (MM.6496), ii primo della secon-
11 secondo prototipo volo ne l set- II G.9 1Y e stato offerto pe r l 'e- da serie, ma I' Aeronautica italiana
tembre 1967, gia dotato del siste- s po rtazio ne a ll a S vizzera, ne l la non riten ne di ave re una reale
ma di navigaz ione ed attacco e variante G.9 1YS (un dimostratore necess ita di un biposto di questo
con dive rse modifiche c he prelu- era stato otte nuto pe r conversione tipo ed il progetto non ando piu
deva no allo standard di pre-serie : di un ae reo dell ' AM , l'NC.2923
parabrezza e tettucc io di nuovo MM. 646 1), imm ed i atame nte Nel disegno tra le due pagine :
d isegno e soppressione della presa distingu ib ile per l' installazione di Aeritalia G .91 Y del 13° Gruppo
d ' aria alla base de lla pinna dorsa- due rotaie alari esterne per i missi- CBR , 32 ° Stormo , a Brindisi-
le, eli minata anche s ull 'NC. l nel 1i Sidewinder, seco n do q uan ta Casale, nel novembre 1982 (notare
l'applicazione del numero indivi-
corso dei coll audi . ri c hi esto dal Gr u ppe FUr duale 17, rara nell'AM). A destra, in
Con i primi due ae rei ii Reparto Ru s tu ngs d iens te . Des ti nato a alto: la «bocca di squalo» del 13°
Sper im e ntale Yolo di Ro ma- sosti tu ire i Ve nom , l' aereo itali ano Gr. Sotto: rifornimento di ossigeno.

26
dam e ntOf'I
rano al/a 'se
Piano verticale costituito da deriva e
timone convenzionali. La cellula de/
e
G.91Y derivata da quella de/ G.91T

Alloggiamento del paracadute freno.


e
If piano orizzontale dotato di semie-
quilibratori con smorzatore d'imba rdata
efunzionamento idraulico.

\
Ugelli di scarico dei due tur-
borea ttori assiali General
/ Electric J85-GE-13A da 1.230 Pinna contra lo scorrimento de/lo
/ kgls a secco e 1.850 kgls con strata limite e «stazione" a/are n. 1
postbruciatore, prodotti su per carichi esterni. Normalmente si
licenza dall'Alfa Romeo. tratta di lanciarazzi Orion a 18 co/pi,
LA U-18A a 4 co/pi, LA U-3A a 24
co/pi o di altri in dotazione all'AM.

oppie ra rsenta due ~:_..!ll!lll!~!!!i1!mm~~~l'I


·e la stab¥.; e, tra di
isto in em~:i!llza.

> da 520 Le «Sta·


;sono pol:re anche ------
' nominali.

27
In alto: una formazione del 101 °
Gruppo. Qui sopra: nella parte ante-
riore del tettuccio vi sono due spec-
c hi etti retrovisori . A sinistra: ii
muso conferma una delle vocazioni
del G.91 Y, cioe la ricognizione ar-
mata; si notano le quattro finestrel-
le ottiche per le fotocamere (non
piu di tre installate) e la gabbia di
protezione dei cannoni DEFA da 30
mm (per evitare che si impigliasse-
ro nelle barriere d'arresto in emer-
genza). A destra, in alto: ii G.91 Y
manteneva la possibilita di operare
da aeroporti improvvisati, come
segmenti di autostrada chiusi al
traffico. Al centro: una delle ultime
immagini di un G.91 Y operativo.
Sotto: gli «Special colors » per
commemorare le 50.000 ore di volo
da parte del 101 ° Gr. nel gennaio
1988.
_.., _
_
ava nti del simul acro in legn o in come que lli dei G.91R (da 260 o descri tto, basato s u due cannoni da
g ra ndezza natu ra le del la pa rte 520 litri no min a li) o pii:1 gra ndi 30 mm con 145 colpi per arma e
a nteriore della fusol iera. (da 800 li tri), p e r un a capac ita quattro pun ti d'attacco pe r 1.8 15
Ne t corso dell ' impiego operativo totale massima di 4 .800 litri. kg nomina li. Un particolare poco
tu tt i i G.9 1 Y in servizio h an no La cellula ripeteva l'impostazione e
noto c he ii G.9 1Y avrebbe potu-
s ub ito p iccole modific he, tra le del le prccedenti versioni de l G .9 1, to essere armato con una bomba
quali l'adozione di una gabbi a d i con realizzazione semi monogu - a ll ' idrogeno tattica, probabi lmente
protezione attorn o alle canne de i scio a ri vest imento lavora nte in la B-57 da 23 1 kg, appl icata all a
cannoni DEFA 553 e la sostitu zio- lega d 'allumini o; atto rno all ' abita- «Stazione » 2.
n e de i s i s temi di puntam e n to colo erano previste protezioni in
Ferranti IS IS-B con g li SFOM di acc iaio, me ntre titani o era impie- DATI E CARATTERISTICHE
costru z io ne fran cese . L ' impiego gato neg li a llo ggiame nti dei DEL G.91 Y (YANKEE)
operati vo degli Yankee e rimas to motori. r
confinato , o lt re c he a l Re pa rt o L' al a aveva freccia a l 25% de lt a Cacc ia -bo m bardi ere d iu rno e
Sper im entale, a due sto rmi corda di 37°40' , con diedro positi- ricognitore ta lti co fotografico,
dell ' AM: 1'8 ° (co n ii 101 ° vo di I 0 30' e s pessore medio attor- monoposto
Gruppo) ed ii 32 ° (co n ii 13 ° no al I 0 %. La costruzione era in lmpianto propulsivo: due turbo-
Gruppo) n e i qu a l i ha svo lto ii tre tronchi, come ne t G.9 l R , ma r e a tto r i a flu sso a ss ia le Alfa
ru o lo de ll 'appogg io tattico, del- s u l bordo di entrata v i e rano le Romeo (G e nera l Electric) J 85-
l'interdiz ione ravv ic inata diurna e a lul e ad a p e rtur a a utomat ica J 3 A da 1.23 5 kg/s a secco e
antinave e della ricognizione tatti- (slats) in quattro sezioni per ogni 1.850 kg/s con postbruciatore al
ca, da l I ' I a pril e 19 70 a l 26 semiala. Proprio questa soluzione , decollo. Pred is p os izio n e per
novcmbre 1994. p er mi g li orare la co ntro ll abilita q uattro razzi RATOG a propel-
Come g ia avve nuto per ii G.9 lR, alle basse velocita, rese poco adat- lente solido per decollo ass istito.
ii bireattore nazionale non fu mai to ii G .9 1 Y a ll 'acrobaz ia colletti- Capac ita serbatoi intern a 3.200
considerato una «poderosa mac- va, sconsigliandone I' adozione da litri, esterna 1.600 litri in due ser-
china da guerra» ma ebbe un con- parte della PA N. batoi.
siderevole successo quale ricogni- 1 piani di coda, di tipo convenzio- Dimensioni: a pe rtura alare 9,0 1
tore tattico e divenne prezioso in nale, erano dotati di s morzatori di m ; lung hezza 11 ,67 m ; a ltezza
questa specialita dopo la radi azio- imbard a ta s ul timo ne e di bec- 4 ,43 m; s upe r ficie a lare 18, 13
ne degli RF-84F. c heggio sui semiequilibratori. mq ; apertura piano orizzontale 4
Come possibile sostituto fu elabo- ln tre sezioni era anche la fu solie- m ; carreggiata carre llo 2,94 m;
rato ii G.29 1 (ex-G.9 1E) ottenibile ra: mu so con tre fotocamere TA - passo carrello 3,56 m .
anche per conversione degli aere i 8 M ed ap parati di navigazione, Pesi: a v uoto 3.900 kg; totale
es isten ti mediante una radi ca le armamento, ruotin o e d abitaco lo 7 .800 k g; mass imo a l decollo
mod ifica de! bordo d 'entrata e con seggiolin o e iettab ile «zero- 8.700 kg (7.000 kg da pi sta erbo-
d'uscita alare; erano previsti anche zero» ne t tronco an teriore. Nell a sa) ; carico alare 430 kg/mq; rap-
due ulteriori punti d'a ttacco da sezione centrale vi erano i vani dei po1to spinta:peso 0,474: 1.
450 kg ciascu no, modifiche nella semicarre lli principali , i serbatoi Prestazioni: velocita massima
sistemazione dell 'abitacolo ed una di combu stibile, la sezio ne a lare 1.023 km / h a 9 . 150 m (Mac h
dotazione elettro nica piu ricca. centrale, i fren i aerodinamici e g li 0 ,937), 1. 109 km/h a quota zero
Dal punto di vista tecnico , lo attacchi per i razzi di decollo. La (Mach 0,9), di stallo 230 km/h,
Yankee era un caccia-bombardiere coda, infine, era costituita dall 'al- ascensionale iniziale 86,3 m/sec:
leggero e ricognitore tattico d iur- logg ia mento dei motori, d ag li salita a 12.200 m in 4 min 30 sec;
no, monoposto, come iI G. 91 R. 11 impe nn aggi, dal co nte nito re del tange nza pratica 12.500 rn; rag-
suo impianto propu lsivo era costi - paracad ute-freno, dalle due pinne gio d'az io ne 296-472 km ; auto-
tu ito da due turboreattori General ve ntra li e dal gancio d'arresto. nomia 650-2.240 km, di trasferi-
Electric J 85 -G E- I 3A con com- Per ii G. 9 JY era stata pre vista una mento 3.500 km.
pressore assiale e postbruc iatore, strumentazione p iuttosto sofistica- Armamento: due cannoni DEFA
cost ruiti su licenza in I tal ia ta ma, per ragion i di costo, no n Type 553 da 30 mm con 125-145
dal l' Alfa Romeo Avio, alime ntati tutto fu effettivamente mo ntato. colpi per arma e 1.8 15 kg di cari-
da una presa d' a ri a con condotto C'erano, comunque, un siste ma di co bellico.
unico che si bifo rcava nell a parte navigazione inerziale Sperry SYP-
fi nale (soluzione c he faceva per- 820 prodotto s u licen za dalla
dere alc uni dei vantaggi della fo r- Salmoiragh i, un PHI s imile a quel- A destra, in alto: un esemplare del
32 ° Stormo, dalla livrea sbiadita
mul a bimo to re, ad ese mpi o nel lo d e l G.9 1R- IB , un rad a r per l'esposizione al sole. Al centro,
caso d i ingestion e d i corpi estra- Doppler Bendix DRA-1 2 costruito a sinistra e sotto: per le esigenze
ne i). II combustibile era contenuto su licenza dalla FIAR ed un rada- di manutenzione la coda si poteva
in sei serbatoi in fu solie ra e due ra ltimetro H o neywell AN/APN- sfilare, facilitando la sostituzione
nell e a li, per una capaci ta com- dei due J85. Al centro, a destra :
17 1 r ea l izza to s u li ce n za normalmente gli Yankee andavano
plessiva di 3.200 litri, aumentabili dall' Aeritalia. in volo con due serbatoi ausiliari
m ed iante due se rbato i es terni L'a rm ame nto era q u e ll o g i a da 520 litri.

30
a carriera delle tre principali Yankee. Si trattava, comunque, di A quanta e data sapere, i G.91 non

L famiglie di G.91 (R, Te Y)


ne ll ' Aerona utica Militare ha
av uto piu as petti pos iti v i c h e
una prima linea «Sui generis» in
quanto queste macchine prevede-
vano un impiego essenzialme nte
sono mai stati coinvolti in episodi
operati vi di particolare rilievo in
veste di caccia-bombardie ri, men-
negativi. Si tra ttava di macchinc «a vista» c he consisteva nel colpi- tre s i sono fatti a pprezzare quali
sostanz ialmc nte affidabili , dall a re bersagli no n pa rti co larme nte ri cognitori fotografici, grazie alle
manutenzione non particolarme n- protetti ne lontani che, in pratica, tre camere Vinte n F-95 Mk.3 deg li
te impegnativa e dal pi lotaggio av rebbero potuto essere attaccati R o a lle tre TA -8M deg li Y. In
grade vole (eccezio n fatta per ii soltanto con due salve di razzi non queslo ruolo entrambi i tipi hanno
G.9 lT-1 ). Mcntre ii Tango svolge- guidati o due bombc convenziona- svolto interventi in occasionc di
va principalmente ii ruolo di adde- 1i a caduta balistica. ca lami t a naturali, fornendo al
stratore avanzato e pre-operati vo Rccentemente e apparso un docu- ministero degli interni ed alla pro-
ed e ra uno dei pilastri delle scuole mento tecnico ne l quale ii G.91 Y tczione c iv il e ripresc aeree delle
di volo nazionali , sul quale transi- vie ne descritto come compatibile aree sini strate. Con G.91 di pre-
tavano tutti i pil oti destinati agli co n un a b o mb a «S pec iale» scric I' Aeronautica Militare equi-
aviogetti da combattimento e non ( nu c lcare), pr oba bilm e nte una paggio ini z ialmcnte, dall'agosto
soltanto quclli assegnati a G.91 R bomba all ' idrogeno tattica Sandia 1958, ii 103 ° Gruppo C TL
e Y, le altre due ve rs ioni e bbero Mk.57 da 231 kg e 15-20 KT; tut- (Caccia Tattici Leggeri ), reparto
incarichi di prima linea, conviven- tavia, I 'assegnaz io ne in ambito c h c, pur dipe nd e nd o dalla 5a
do per un certo periodo, con i NATO dei G.91 Y alle missioni di Aerobriga ta, operava in forma
Romeo al 2° Stormo quando g ia «strike» nuclearc non ri sulta da a uto n o ma , prim a da Pratica di
1'8° ed ii 32° erano montati sugli alcun documento. Mare, poi da Fros ino ne e quindi
da Treviso-S. Angelo. II 16 marzo
1961 f u la vol ta del 14 ° Gruppo
(ex- lnte rcettori , 2a Aerobrigata)
c hc con ii 103° fu dapprima incor-
pora to nel la 51 a Aerobrigata e
successivamente, dall ' I ottobre
1967, ne l 2° Stormo CTRL, ne l
quale la R, per Ricognitori , stava
ad indicare l'i nlrod u z io ne del
G.91 R-1. Poi tocco al 13° Gruppo
Autonomo CTRL, in seguito dive-
n u to i I repa rto di vo lo del 32°
S.\~\\\'-\ ~\\W ~~,,.~~~\.~ d\ B\\\\di.~i.­
Casale I' 1 settembre 1967. I piloti
del 13° Gr., sia per la loro disloca-
zione che per esigenze strategiche
furono addestrati a lle operazioni
contro le unita navali ed in oppo-
sizione alle operazioni di sbarco.
Dall ' I agosto 1973 a l 13 ° Gr.
hanno iniziato ad arri vare i G.91Y
e la conversione si e completata in
circa un anno. Come si e visto, la
prcsenza nel Nord-Est d ' llalia dei
G. 91 R-1 dall' ottobre 1967 e stata
A sinistra, sopra: formazione mista
con tre caccia di costruzione FIAT:
G.91 R-1A, F-86K ed F-104G, tutti
del 51 ° Stormo; sotto: G.91 R-1 del
13° Gruppo, allora autonomo. A
destra, in alto: G.91 di pre-serie ed
R-1 della 5a Alb. Al centro: G.91T-1
con i codici della SVBAA di
Foggia-Amendola. Sotto: un aereo
dello stesso tipo dopo l'inquadra-
mento della scuola come soa
Brigata Aerea.

32
JJ
l

concentrata nei du e gruppi de! 2° alle Frccce Tricolori. dagli AMX-T biposto.
Stormo , abi tual me n te b asato a Con i G.91 T- 1 vennero equipag- ll G.9 1Y, dopo la valutazione da
Treviso-S. A ngelo ma con occa- giati i gruppi dell a Scuo la Volo parte de l R e pa rt o Speri menta le
sionali rischieramenti su aeroporti Basico Avanzato d i Foggia- Volo nell ' autunno 1968, a Pratica
del la s tessa area; ne i prim i an n i Amendola a partire dal novembre di Mare, con ii consueto program-
de ll a carriera operativa de! G.91 1964; qui hanno continuato a ser- ma intensivo da ll' I dicembre 1969
I' AM allestl alcunc pi ste diversio- vire anche dopa la trasformazione a l 3 1 marzo 1970, vide I' assegna-
nali, dalle quali i Romeo avrebbe- de l reparto in 60a Brigata Aerea z ione de i pri mi aere i di pre-serie al
ro potuto operare in caso di emcr- co n ii 20 I 0 e d ii 204 ° Gr. 11 2 I 0 I 0 G ru ppo de ll ' 8 ° Stormo di
genza ma quest'ipotes i ha avuto lu gl io 1993 la 60a BA e stata Cerv ia ( R avenna), fino a que l
vita breve. Dall ' I gen na io 10 ~9 i sciolta ed i s uoi due gruppi sono momenta equ ipaggiato con i cac-
G.9 1R de! I 03° Gruppo sono stati stati incorporati nel 32° Stormo , c ia-bombardieri Republic F-84F
tutti concentrati nel 14 °, che Ii ha trasfer ito da B r ind isi a Foggia. I Thunders treak. Le consegne ebbe-
u t il izza t i fino a lla rad i azionc G.9 1T- 1 sono s ta ti p o i rad iati, ro inizio I' I aprile 1970.
avve nuta ii 9 aprile 1992. 14° e cominc iando con ii 20 I 0 Gru ppo Solo quattro an ni esatti dopo fu la
10 3 ° Gr. so n o tra n s ita t i sug li (sciolto ii 3 1 luglio 1995) per fini - volta del secondo ed ultimo stor-
AMX. Da l 28 di ce m b re 1963 re con ii 204° (disattiva to ii 15 mo d estinato ad essere mo ntato
giunsero sull'aeroporto di Ri volto settembre 1995); al 30 settembre s tdi o Yankee, ii 32 ° , ii c ui 13°
(Ud ine) i G.91 di pre- serie con- tutti i Tango risultavano rad iati e Gruppo lascio i G.9 1R-1.
vertiti in PAN per l'assegnazione sosti tui ti dagl i AM X monoposto e I G .9 1Y de ll '8° e del 32° Stormo
hanno operato a lu ngo con ii loro
bireattore, fi no a quando i sono
re i d isponibil i i sostituti designa-
ti , c ioe g li AMX. L'8° Stormo ha
a bba ndo nato definitivam e nte i
suoi G.9 1Y ii 26 novembrc 1994
(la data e stata ufficial izzata ne ll ' I
dice mbre) ed e Slato scio lto ii 15
marzo 1995 ma, a testimonianza
dc lle incertezze ne l l ' AM deg li
c
anni novanta, stato ricostituito ii
3 1 luglio 1995 ncll'ambito del 32°
Stormo, su AMX.
Sopra e a sinistra: due immagi ni di
G.91R-1B del 103° Gr. del 2° St. A
destra, in alto: un G.91 Y del 13° Gr.
del 32° St. al decollo. Al centro:
diversi Yankee in parcheggio.
Sotto : altri G.91 Y del 32° Stormo;
gli Yankee dell ' AM svolgevano un
ruolo analogo a quello dei MiG-17F
nelle forze mediorientali.

34
35
IL l ,ll Ill llLI
L
a caratteristica del G.9 1R che dei G.9 1R- I B e -3, quando erano presa d ' aria unica ravoriva l' inge-
piL1 ha impressionato i piloti montati i quattro punti d ' attacco stione di eventuali corpi estranei
che hanno avuto la rortuna di alari , ii s uperamento di Mach I da parte di entrambi i motori con-
volare su di e sso e la faci lita di non era assolutamente possibile. tem poraneamcnte, cos! come s i
pilotaggio, peculiarita che appari- Lo stallo interveniva, secondo le e bbero cas i di «flame out» s u
va atte nuata nel G.91 Ye quasi del situazioni e le versioni , tra 205 e acrei c he durante ii tiro in poligo-
tutto assente sul G.9 lT. 232 km/h ma g ia al di sotto dei no con bombe reali passarono in
Sui G.91 di prima generazionc ii 250 km/h l' aereo co minci ava a mezzo al fumo e alle sc hegge
pilota si trovava in un abitacolo vibrare. de ll e loro bombe. Tl tettuccio
non di ssimile da quello dell'F-86 11 fattore di carico massimo era di do ve tt e (co me gia sui G.91 R)
e vista che tutte le forze aeree che 7 g a Mach 0,92 a l .500 m e scen- essere leggermente rial za to per
a vev ano in dota z ione i I Gina deva gradatamente s ino a 4 g a consentire in sicurezza l' estraz io-
di sponeva no anche dei Sabre, Mach 0,85 a 6. I 00 m, anche se nc della tendina protettiva de! seg-
quest'aspetto era particolarmente con i carichi esterni era necessario gio l ino e ie ttab il e e le can ne dei
positivo. Anche se l'aereo rimane- rimanere all ' interno di una «for- ca n noni, es te rnc nel loro tratto
va ben lontano dal disporre dell 'e- chetta» compresa tra -2 e +5 g. fi na le, furono protette da gabbie
nergia di manovra e del rapporto In combattimento, ii G .9 l R dava d 'acciaio per ev itare c he s i impi-
s pinta:peso c he oggi si conside ra ii rneglio di se fino a 2.000 rn di g li assero nellc barriere d 'arresto
normale, per gl i standard della sua quota, dal punto di vista del pilo- d 'emergenza portando ii cavo di
epoca ii G.91R era piuttosto bril- taggio. Nel l'ottica operativa, inve- sos tegno a scontrarsi con ii
lante, ta nto da rischiare una rispo- ce, non era una piattaforma di tiro te ttuccio.
sta troppo pronta ai movime nti particolarmente stabile e no n era Risolti questi inconvenienti, rima-
dell a «cloche» e della pedaliera, in grado di scaricare un volume di se quello (tutt'altro che trascurabi-
per cui nel corso de lla produzione Fuoco rilcva nte, tranne che nella lc) dell'eccessivo torme nto impa-
furono in stallati dei «dampers » versione -3 con i due can noni da sto al la cel lul a calla strumentazio-
(smorzatori) che rallentavano l' a- 30 mm. Raggio d 'az io ne ed ne dal fuoco dei cannoni; le cose
zione dci tirnoni lungo gli assi di armamento si limitavano a vicen- migliorarono dopo la sostitu zione
imbardata e di beccheggio. da in quanta i punti d'attacco del collimatore ma i due pezzi da
Corne avv iene per quasi ogni tipo erano so lame nte qu attro: se nza i 30 mm sono sempre stati usati con
di acroplano, ii peso al decollo c serbatoi ausiliari i Gina portoghesi parsimonia.
andato progress ivarnente aumen- andavano in cornbattimento con Come per g li F-5 dotati degli stes-
tando e, di conseguenza, l'agilita e due bombe da 225 e quattro da 50 si motori , ii raggio d ' az ione non
leggerrnente dirninuita. kg che costituivano ii carico mas- era esuberante: in missione intera-
Nonostante cio, a nche o perando simo (con limite di 5 g) e copriva- mente a bassa quota (150 m) con
da terren i erbosi, l' aereo s i muo- no 315 km ; con i serbatoi da 260 due bombe d a 450 kg e due da
veva agevolmente con ii motore al litri l'armamento si riduceva con- 225 kg, la mi ssione era di 222 km,
minima . Durante la co rs a di siderevolmente, fino ad annullarsi con 5 minuti sul bersagli o. Con
decollo ii timone di ventava effica- con quelli piu g rossi riservati al due lanciarazzi da 127 mm i I rag-
c e o ltre g li 80 km/h , ii ruotin o trasferi men to. g io d ' a z ione a rr ivava a 296 km
anteriore si s ollevava attorno a Nonostante una stabilita non pro- mentre in miss ione di ricognizione
185 km/h ed il distacco avveniva prio a tutta prova e l' esigenza di tattica saliva a 472 km con velo-
in modo automatico a 324 km/h. avere «mano leggera» nell 'esecu- cita compresa tra 6 11 e 926 km/h.
Sui G .9 1R-4 (ma questo data non z ione di alcune figure, ii G.9 l R A causa dei limiti aerod in a mici
e di ss imile da quello delle altrc era un aerop lan o che si faceva della cel lula, ii G.91 bireattore era
sottovers io ni) la sa lita ini z iale amare in quanta non c reava pro- ve loce ma n o n velocissimo e d
avveniva a 30,5 m/sec, valore blemi. aveva il suo limite a poco piu di
certo non trascendenta le, e la Da parte sua il G.91 Y si s forzava I . I 00 km/ h , non consentendo,
quota di crociera veniva raggiunta per essere a ll 'altezza della reputa- quindi , «exp loits» s uperso ni ci
a c irca 630 km/h. In picchiata ii zione del suo predecessore e, gra- c he, d ' altra pa rte, non g l i era no
G .9 1 poteva andare o ltre Mach I zie anche a «Slats» automatici sul richiesti.
ma quanta que s ta operaz io ne bordo d 'entrata alare, aerofreni
La strumentazione del G.91Y.
fossc salutare non ci e data saperc; ventrali c pinne di coda, rimaneva L'Aeritalia e I' Aeronautica Militare
stando a l manuale di volo non s i piuttosto ben controllabile anche avevano considerato l'installazione
doveva superare ii limite di Mach se fu giudicato inadatto a succede- di dispositivi moderni come Head-
0,97 in picchiata di 20°: a velocita re al G.91 PAN nella Pattuglia Up Display, mappa mobile ed altri
per consentire notevoli capacita di
superiori si incontravano fenome- Acrobatica delle Frecce Tricolori. navigazione strumentale. I soliti
ni di «buffeting» c ioe di scuoti- Durante la messa a punto ii G.91 Y problemi di bilancio ritardarono
mento dell ' intera cellula; nel caso presento diversi inconvenienti: la l'acquisto di alcuni componenti.

40
41
------------------------------------------------------------------------------------~---

l:AllTACILI llL l ,ltl-l


c int u r a pa racadute 48 Manetta emergenza 91 I nterruttore comando 132 Pulsante per oscura·
Mk.30 SP carrel to indicatore livello com- mento
2 Vatvota re9otazione 49 Pedaliera (freno e bustibile 133 I nterruttore antenna
tut a anti « G )) poggiapiede) 92 Lampada spia livello ADF
3 Avvisatore acustico 50 I ndicatori posizione combustibite 134 Manetta di sintoniz-
4 Commutatore carrello 93 Lampada spia bassa z azione
5 Contacolpi 51 I nseritore costante pressione lu brif icante 135 Pomella riserva
6 I nterruttore tanciaraz- vento 94 Lampada spia bassa 136 Reostato per luci pan·
zi 52 I ndicatore radiogo- pressione combustibite nello mensole
7 I nterruttore niometro 95 Manetta emergenza 137 Reostato per luci cru·
8 I nterruttore 53 .Comando paracadute fre no carrello scotto
9 I nterruttore freno 96 I ndicatore contagiri a 138 I nterruttore inserzione
10 I nterruttore armi 54 Manetta sgancio emer- percentuale pressurizzazione
11 I nterruttore genza carichi esterni 97 lndicatore tempera- 139 I nterruttore per riscal·
12 I nterruttore tura getto damento tuba Pilot
55 Anemometro di sicu·
13 I nterruttore 98 I ndicatore livelto com- 140 Centralina fusibili
rezza ME-4 con ma·
14 I nterruttore per smor- bustibile 141 Deviatore per coman·
ch metro
zatore d'imbardata 56 Altimetro da 50.000 99 Attimetro cabina do temperatura aria
15 Commutatore cinefo- Feet 100 Manetta comando eie· cabin a
tomitragtiatrice 57 I ndicatore posizione zione tettuccio 142 Reostato selettore tem-
16 Com mutatore stabilizzatore 101 Voltmetro peratura
17 I nterruttore 58 Lampada spia bassa 102 I nterruttore comando 143 Manetta comando ru·
18 Commutatore antenna inserzione batteria
pressione linea servo- bi net to ventilazione
ADF 103 I nterruttore comando
comandi aria cabina
19 Pomella tono inserzione dinamo 144 Manopola regolazione
59 t ndicatore posizione
20 Pometto principale 104 Lampada spia avaria
ipersostentatori rubinetto ventilazione
Quadretto di comando inverter primario
60 Ind icatore posiz ione aria cabina
comunicazione
aerofreno 105 Lampada spia man- 145 I nterruttore automa·
21 Pometlo volume cato funzionamento
61 lnterruttore per rubi- tico avviamento ed ac·
22 Commutatore coman- inverter second aria
netto esctusione servo- censione
do emergenza stabiliz- 106 lnterruttori comando
comando atettoni 146 I nterruttori (N. 5) per
zatore inserzione inverter pri-
62 Ind i ca tore pressione funzioni «indicators))
23 Commutatore coman· mario e secondario
impianto oleodi- 147 I nterruttore automa·
do correttore timone 107 lnterruttore per prova
namico servocomandi tico emergenza com-
di direzio ne circuito avvisatore in-
63 I ndicatori pellicola bustibile
24 Lampada spia posi· cendio
zione correttore timo- 148 lnterruttori (N. 7) per
inesposta 108 Lampada spia incen-
ne di direzione funzioni <<Miscella·
64 Selettore vetocita di dio neous»
25 Giunta a disinnesto ripresa 109 Lampada destra illu- 149 I nterruttore rubinetto
rap ido per tut a anti 65 Selettore frequenza di minazione travaso se rbat oio ausi-
t<G» ripresa 110 Tabellina dati motore liario
26 Votantino di regota· 66 Lampada di segnala· 111 Cavetto elettrico per 150 I nterruttore riscalda·
zione del gruppo co· zione-ambra ii 109 mento macch ine foto·
man do 67 Selettore di posizio ne 112 Lampada spia man·
27 Manetta carburante grafiche
per registratore cato funzionamento 151 lnterruttori (N. 3) per
28 Manetta avviamento batteria
68 La mpada di segnala· fun z ioni «FUE L »
29 Manetta comando tur· zione-verde 113 Lampada spia manca-
boreattore 152 I nterruttore comando
69 Selettore diaframmi to funzionamento di-
30 Devi ato re comando carrello
70 oeviatori predisposi- namo
ipersostentatori 153 I nterruttore sblocco
zione velocita di ri- 114 Amperometro Jl comando carre llo
31 Tubazione sinistra an· 115 Utensile per rottura
presa 154 I nterruttore pressione
tighiaccio ed antiap· tettuccio
pannante 71 Deviatore predispo- linea impianto oteodi·
siz io ne macch ine 116 Traguardo ottico per namico
32 Traguardo ottico per mace h ine aero-foto-
macchine aero-foto- 72 I ndicatore pressione 155 I nterruttore pressione /,
impianto oleodi· grafiche D linea impianto oleo- 31
grafiche S 117 Leva comando antiap·
33 I nterruttore
genza circuito
emer·
atta 73
namico - servizi
Virosbandometro pannante finestretle
din.-servocomandi
156 I nterruttori (N. 4) per ~
MD·lA vane macchine foto- funzioni «Lights» J
pressione combustibile grafiche.
34 I nterruttore setettore 74 tndicatore PHI 157 I nterruttore bassa
cartucce 75 Acceterometro B6 118 Contatemp i HCl p r essione tubrificante I
76 Collimatore 83 A 3 119 I ndicatore pressione 158 I nterruttori (N. 3) per
35 tnterruttore di coman-
dO 77 Cristatti per visione atimentaz ione
no
ossige- funzioni ucameras» 1
36 I nterruttore per svin· diu rna e notturna 159 I nterruttori (N. 3) per
78 Manigtia appiglio pilo· 120 Leve r ego tazione os-
cote vibratori funzioni «radio & ra·
ta sigeno
37 tnterruttore comando dan>
79 Specchio retrovisivo 121 Pannetlo selettore di 160 I nterruttore registra·
rubinetto combusti·
antimagnetico Al (Air stazione PHI
bile tore magnetico
Force) 122 Commutatore princi- /
38 Cavetto elettrico per 161 I nterruttori (N. 2) per
80 Bussola di riserva (ma· pate impianto di iden- fu nzioni uinvertersn
ii 39
gnetica) tificazione 162 lnterruttori (N. 6) per
39 Lampada sinistra illu-
81 c i nefotomitragliatrice 123 I nterruttori per «mO· funzioni «actuactorS))
minazione
Tipo N9 (Bell-Howell) dOl) di funzionamento 163 I nterruttore impianto
40 Tabettina frequenze
124 Commutatore micro-
radio in UHF 82 Reostato oscuramento Gyrosin
fono
41 Manetta bloccaggi o lampada collimatore 125 Commutatore dispo- 164 I nterruttore imp ianto
tettuccio 83 I ndicatore giroriz- sit ivo i ntermittenza PHI
42 Lampada spia per ii zonte JS (Bendix) luci 165 I nterruttori (N. 10)
43 84 Variometro per funzioni varie
126 Tubazione destra anti·
43 Commutatore coman- 85 Orologio ghiaccio ed antiappan· 166 I nterruttore alimenta·
do carrello 86 I nterruttore per rubi- nante zione corrente conti·
44 lnterruttore (pulsante) netto esctusione servo- 127 Commutatore luci di nua
es c I us ione avvisaore comando equilibratore posizione 167 I nterruttore vibratore
acustico 87 I mpugnatura e barra 128 Reostato per luci pannello strumenti
45 I nterruttore comando di comando mensole 168 Pacco battellino (Mar·
faro parcheggio 88 Cinghie richiamo gam- 129 I nterruttore per com- tin-Baker)
46 I nterruttore comando be pilota plesso di comando 169 Seggiotino eiettabite
apertura e chiusura 89 Nastro per I' 88 130 I ndicatore di sintoniz· pilota tipo MK.W4
tettuccio 90 Lampada spia dire- zazione (Martin-Baker)
47 Lampada spia bloc- z i one servocomando 131 Pomella di «guada· 170 Tub az ione bombola
caggio tettuccio equilibratore gno» emergenza ossigeno.

42
A destra: ci sono aeroplani la cui cellula sopporta qualsiasi trasforma-
zione senza presentare alterazioni avvertibili al comportamento in vo-
lo e ne esistono altre nelle quali modifiche anche non fondamentali
influiscono pesantemente. A questa seconda categoria apparteneva ii
G.9'\T, un aeroplano definito «molto formativo».

43
CILllllllNl I lllLllCI
G.91R Esemplari di p r e-serie: nei primi Ese m p lari d i serie: cs te rno ,
periodi di impiego, superfi ci late- superfi ci latero-superiori a chiazze
Protot ipo : completamente in ro-s u perio ri a ch iazze di Verde di G ri g io Mare scuro 27 opaco
metal l o natura l e con scuro semilucido 9 (FS.24079) e (FS.36132) e Verde scuro 9 opaco
pannello antiriflesso in Verde Grigio Mare scuro semi lucido 2 (FS.34079) con superfici inferiori
scuro opaco (FS.34097), stri scia (FS.26 152) con superfic i inferiori dipinte in Alluminio 32 opaco
in fu soliera e «wa lkways» Rosse. in Btu-Celeste 13 (FS.25 177). (FS.37 178). Codici in Bianco
11
'II
Viste dorsale e ventrale di G.91 R-1 B del 2° Stormo nel 1990. ~: 1 •

r
Alluminio opaco 32 (37178) I
I

44
opaco, successivamente di piccole sedi le e poggiatcsta in Verde, cin- Mare scuro 27 opaco (FS.361 32) e
dime nsio ni in Li g ht Blue Gra y ghie e paracadute Nocciola, mani- Verde scuro 9 opaco (FS.34079) e
opaco (FS.35526) co ntorna ti in glie d i espulsione a strisce Gialle e s u per f ic i infe r io ri dipinte in
nero. II panne llo a ntiriflesso e la Ne rc. Carrelli in A ll u mi ni o 32 All umin io 32 o paco (FS.37 178).
fascia sulla deri va sono in e ro opaco ( FS.37 178). Vani carrelli e Codic i in B ianco opaco, successi-
opaco. lnvariate le parti in Rosso. va ni interni in Z inc Chromate (FS. v a men te d i pi cco le d i me n-
3348 1). sioni in Li g ht Bl ue Gray o paco
Interni: abitacolo in Grig io Mare (FS. 3552 6) co nto rna ti in ero.
Med io 3 ( FS.36329), pan ne Jl o G.91T E G.91 Y II p a n ne l lo a n t i ri fl esso e la
s trum e n t i e c o nso lles in Nero fa sc ia s ul la d c ri v a s o n o in
opaco, sedile e imp ug natura clo- Esemplari di serie: superfic i late- Nero opaco . lnvariate le pa rti in
che in Nero sem il ucido , c usci no ro-su pe rio ri a c h iazzc di G rig io Rosso.

Grigio Mare scuro opaco 27 (36132)

45
G.91 T: a mpi e b and e sul mu so, co, sedile e impugnatura cloche in Chromate Green (FS.3348 1).
su lle code e sulle punte delle ali in Nero semilucido, cuscino sedile e
Aranc ione 2 1 lucido (FS. 12246), poggi ates ta in Verde, c ing hi e e In basso: ii G.91 R-1 B che ha com-
con bordi Nero opaco. paracadute Nocciola, ma ni glie d i piuto l' ultimo v o lo ne l 199 2. A
espulsione a strisce Giall e e Nere. destra , in alto : ii G.91 Y che ha
Interni: abitacolo in Grigio Mare ricordato nel 1988 i 70 anni del 13°
C arrel li in A llu mi n io 3 2 o paco Gruppo. Al centro: l'ultimo «special
me d io 3 (FS .36329), pann e ll o (FS.371 78). co lor» del 204° Gru ppo. Sotto: ii
strumenti e consolles in Nero opa- Vani carre lli e vani intern i in Z inc G.91T all'ultimo volo.

CORRISPONDENZE COLORI

COLO RE FS. 595A HUMBROL MOLAK XTRACOLOR GUNZE TESTORS

Verde scuro 9 24079 116 FSC8 X l lO H309 17 10

Grigio Mare medio 3 36329 87 LNI X352 172 1

Grigio Mare scuro 27 36 132 111 LMU20 X207 H69

Allu min io 32 37 178 11 24 X l 42 H8 1790

Light Blue Gray 35526 122 FSC 33 X202 H67

Grigio medio 3623 1 146 3623 1 Xl31 H3 17 1740

Zinc Chromate 33481 81 3348 1 X408 H58 1584

S iu-Celeste J3 25177 144 35 164 Xl25 H56 1720

Grigio Mare scuro 2 26 152 92 RAL70 12 X254 H37

46
47
DETTAGLI G.91R

In ordine di lettura: ii cruscotto de/ G - 91 R italiano e ti pico de/lo st a to dell'avionica deg Ii anni
'50- '60. Presenta all'interno la c/assica colorazione in grigio con i vari pannelli in nero semilucido. Ancora la
parte superiore de/ cruscotto che permette di apprezzare la presenza di una maniglia posta su/ montante e
def virosbandometro sul lato opposto. Da osservare l 'andamento curvo dei montanti che spesso vengono inve-
ce riprodotti sui kit in maniera rettilinea. La consolle sinistra contiene la manetta e stranamente e interamen-
te in grigio. Alcuni esemplari possono pero avere i dettag/i dei vari quadretti in nero semilucido. La consolle
destra invece presenta la colorazione standard in grigio e nero. Que/lo de/la ricostruzione dell'abitacolo e uno
dei problemi maggiori sui mode/Ii in commercio, in quanto spesso e praticamente inesistente o ridotto a meno
che l 'essenziale. II particolare de/ collimatore di tiro con annessa fotocinemitragliatrice. II collimatore era de/
tipo a deflessione ed era costituito da un semplice vetro leggermente disassato sulla sinistra. II seggiolino
eiettabile prodotto dalla Martin Baker e, nelle immagini, quel/o adottato negli ultimi anni di servizio e caratte-
rizzato da prestazioni del tipo zero-zero. Ricordiamo che sia ii monoposto sia poi ii biposto, presentano la par-
te mobile de/ tettuccio leggermente diversa e dalla forma piu bombata per permettere l ' installazione di que-
sto seggiolino. lnoltre si puo intuire la parte in acciaio su cui poggiano le slitte de/ sedile e che divide l 'abita-
colo dal compartimento motore a/le spalle del pilota.

48
In ordine di lettura:
particolare de/la clo-
che, simile per forma a
quel/a de/ 104 e che
comprende diversi bot-
to n i in rosso per le
comunicazioni, lo
sgancio de/ carico e lo
sparo dell 'armamento
di bordo. Due viste da
angolazioni diverse de/
carrel/a anteriore
monoruota in cui si
puo anche osservare ii
profilo de/ faro d 'atter-
raggi o. L ' inferno de/
vano carrel/a anteriore
ed ii dettaglio di retra-
zio ne de/ martinetto
de/ portel/o. Da osser-
vare come /'inferno sia
in co/ore Interior
Green, mentre le gam-
be de/ carrel/a riman-
gono in meta/lo natura-
le. Un particolare poco
noto presente sulla
parte mobile de/ tet-
tuccio e questo tra-
guardo di puntamento
che veniva normalmen-
te impiegato per la
verifica dell'area sotto-
pos to a ripresa foto-
grafica dalle fotocame-
re paste su/ muso. II
traguardo e presente
anche su entrambi i
lati de/ tettuccio.
Partico/are de/ por-
tello de/ vano carrel/a
anteriore che si pre-
senta di foggia e forma
differente da quello
adottato poi in seguito
sul biposto e sul G-
91Y.

49
In senso orario: ii carrello principale visto da tergo.
Da osservare come l'intera copertura def vano car-
rello sia collegata con la gamba di forza, addirittura
una parte ne costituisce componente integrate
insieme a/la ruota. II flap con un dettag/io de/la
radice a/are in prossimita de/ flap stesso e def per-
no di rotazione su cui scorre la parte mobile. II
portello per l'inserimento de/la cartuccia d 'avvia-
mento posto sul lato destro de/ velivolo, net cui
interno erano presenti a/cuni manometri per ii con-
trollo de/la pressione dell'olio net motore. Dettaglio
def vano de/le batterie posto subito dopo la radice
a/are sul/a parte sinistra de/ caccia. Dettaglio del-
l'aerofreno e de/ suo vano posti al di sotto de/la
fusoliera. Anche qui e indicativo ii co/ore differente
de/ vano (primer verde} e dell'aerofreno stesso in
meta/lo natura/e.

50
In ordine di lettura: ii vano posteriore de/ parafreno presenta al di sopra le /uci
di navigazione. Spesso per indicare la presenza de/ pacco paracadute, veniva
mantenuto al di fuori ii paracadute estrattore. Vista comp/essiva dell'interno
de/ vano di scarico con ii dettaglio dell'ultimo stadia de/ compressore. Detta-
glio dell'aletta antiscorrimento pasta sull'ala. La carenatura pasta sotto ii vano
de/le armi tipica de/la serie G-91R/1B ed assente negli esemplari de/le versio-
ni precedenti. Un dettaglio de/ musetto da cui si possono osservare la fotoca-
mera all'interno e le linee di separazione de/la mimetica e de/ pannel/o antiri-
flesso .

51
G.91 di pre-serie, Sa Aerobrigata Cacciabombardieri. Mimetica in Verde scuro semilu-
cido 9 (FS 24079), Grigio Mare scuro semilucido 2 (FS 26152) su Siu-Celeste 13 (FS
25177).

Pianta esemplare
valutato
dall'US Army
con bande
in Rosso Arancio
28913.

Pianta def profilo +ala inferiore G.91 PAN.

G.91 R-4, Luftwaffe, LeKG-42, 1973. Mimetica come i G.91 R AMI in Verde Scuro 9 opaco
(FS 34079), Grigio Mare scuro 27 (FS 36132) su Alluminio opaco 32 (FS 37178).

Pianta velivolo
Forya Aerea
Portuguesa,
interamente
in Grigio
FS 16231 .

52
Pianta del profilo.
Pianta prototipo
in metallo naturale.

G.91 PAN, in Blu Lucido 15056; Bianco Lucido 17875,


Rosso Lucido 11105 e Verde Bandiera Lucido 14110.

Pianta ve livolo portoghese


in mimetica standard NATO
+ala dell'unico esemplare valutato
dalla Helliniki Aeroporia.

Pianta del profilo.

G.91 R-4 (ex Luftwaffe), For~a Aerea Portuguesa, Escuadra 121 Tigres, 1974. Mimetica
in Tan (FS 30219), Dark Green (FS 34079) su Light gray (FS 36622).

53
VERSIONE BIPOSTO
G.91T

e
In ordine di lettura: la consolle destra def G.91T com-
pletamente di co/ore nero e l'unica differenza coloristi-
e
ca data dal contrasto tra la tonalita di nero dei vari
quadretti e quella def resto de/la struttura. Come in
diversi velivoli biposto, anche su/ G.91T i comparti dei
due abitaco/i sono divisi da un trasparente, posto
davanti al cruscotto posteriore e suddiviso in due por-
zioni. Una vista dell'alloggiamento fotografico sul muso
visto dall'alto. Gli interni sono quasi completamente in
nero semilucido, mentre la disposizione de/le fotoca-
e
mere su/ muso tale per cui prima viene quel/a fronta-
le, poi quel/a vertica/e ed infine le laterali. Un dettaglio
de/la parte posteriore de/le fotocamere che illustra le
connessioni elettriche comandate direttamente dall'in-
terno dell'abitacolo. Un 'immagine che illustra la parte
anteriore def velivolo: sono degne di nota sia la presa
d 'aria ma soprattutto la picco/a parte vetrata che copre
la fotocamera vertica/e, posta net naso insieme a tutto ii
complesso da ricognizione. II dettaglio de/la luce di
navigazione sull'estremita a/are. Come in mo/ti velivoli
e
di quel tempo e non solo, presente una piccola super-
ficie piana tra / 'ala e la luce stessa, che ha ii compito di
smorzare ii rif/esso verso /'abitaco/o.

54
VERSIONE BIPOSTO
G.91T

A destra, in alto: ii
piccolo paracadu-
te estrattore de/
parafreno, spesso
/asciato a terra
vo/utamente fuori
per indicare la pre-
s en z a de/ pacco
paracadute nel
vano . In basso:
anche ii biposto
possiede ne/la par-
te de/la coda dei
medesimi genera -
tori di vortici de/
monoposto, anche
se la loro disposi-
e
zione diversa.

VERSIONE
G.91Y

A sinistra: i proiettili arrivano all'arma attraverso un nastro metal-


lico che Ii pre/eva direttamente dai /oro contenitori. Qui sopra:
una de/le piu importanti modifiche apportate al G.91 Y durante la
sua carriera fu que/la re/ativa al/'adozione di queste griglie ad
apparente protezione de/le canne dei cannoni Defa, ma in effetti
necessarie per evitare che le canne stesse si potessero aggrovi-
gliare con le barriere d'emergenza.

55
VERSIONE
G.91Y

In ordine di /ettura: mentre


sul G.91 R ii musetto ruota
verso ii basso, sul/o
Yankee invece si alza ver-
so /'alto, scorrendo dap-
prima in avanti su una gui-
da meta/lica, senza quindi
le incernierature def
G.91R. L 'attacco al/a fuso-
liera de/ gancio d 'arresto.
Questo dispositivo costi-
tuiva un 'altra differenza
rispetto ai monomotori
che ne sono privi. La parte
termina/e de/ gancio d 'ar-
resto, dall'aspetto incon-
suetamente robusto per
un velivo/o non imbarcato.
L 'ala def G.91Y era com-
pletamente nuova e preve-
deva oltre ai flap sul bor-
do d ' uscita, anche gli
slat su quel/o d ' en-
trata, come nell ' imma-
gine mostrata su cui ap-
pa re anche l ' aletta
antiscorrimento po-
sta parallelamente al
moto dell 'aria. II G. 91 Y,
oltre a disporre dei con-
sueti generatori di vortici
sulfa coda, aveva una
serie di questi dispositivi
sulfa parte pii.J esterna del-
l 'ala, in prossimita dei ter-
minali a/ari.
Foto G. Fassari

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