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Il Reggiane 2005 ARF 60 di Piccole Ali

Da diverso tempo ci accattivava l’idea di sviluppare un caccia italiano in versione ARF sport-warbird da
offrire agli appassionati italiani … e non solo.

In generale, i grandi produttori di kit ARF non si cimentano con modelli italiani principalmente per motivi di
mercato e per una insufficiente prospettiva di vendite rispetto alle necessità di ammortamento dei costi di
industrializzazione che richiedono quindi la messa in produzione di quantità significative di pezzi.

La scelta di puntare sul Reggiane 2005 è stata istintiva e spontanea, da puri appassionati di riproduzioni

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warbird; dettata dal fatto di sentire la mancanza di un rappresentante italiano tra le tante semiriproduzioni

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di bellissimi caccia di altri paesi. Il Reggiane 2005 fu certamente uno dei velivoli più belli e performanti del

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Suo tempo.

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Il primo passo è stato quello di raccogliere informazioni, fondamentalmente sotto forma di disegni, trittici
e foto, che potessero offrire le basi per la realizzazione di una semiriproduzione credibile e con

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caratteristiche di volo prevedibili, per una platea di appassionati più ampia possibile e non ultimo, ad un
prezzo accessibile.

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Il secondo passo è stato quello di costruire un prototipo con lo scopo di comprendere le criticità del futuro

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kit di serie ed operare le opportune correzioni ed ottimizzazioni.

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Una volta definito il progetto “industriale” abbiamo affrontato la questione della tipologia di costruzione:
balsa e compensato o struttura mista vetroresina, balsa e compensato?

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La fusoliera del Reggiane 2005 presenta diverse particolarità. La costruzione in balsa e compensato
comportava un notevole impiego di mano d’opera e la conseguente necessità di integrare la costruzione

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con pezzi in plastica che avrebbero dato al modello un aspetto più approssimativo. Inoltre, il rivestimento
in pellicola termoretraibile stampata sarebbe stato quasi obbligatorio con un’ulteriore perdita di
“credibilità” della semiriproduzione in termini estetici.

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La costruzione in vetroresina comportava un maggior impegno iniziale per la realizzazione dello stampo ed
un maggior impegno su ciascun kit in termini di finiture (verniciatura ed applicazione di antimiscela a

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spruzzo semi-opaca) ma con il vantaggio di un miglior risultato in termini di qualità estetica della
semiriproduzione. Abbiamo quindi scelto di costruire la fusoliera in vetroresina.

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Per le ali e gli impennaggi di coda abbiamo optato per la costruzione tradizionale centinata in balsa e
compensato. La tipologia di finitura (verniciatura) richiedeva il rivestimento della struttura in un particolare
film atto a supportare la verniciatura.

Non volevamo un altro modello classe ARF 60 rivestito in ….. , volevamo un Reggiane 2005 classe ARF 60
che potesse anche distinguersi per la tipologia di finitura. La finitura mediante verniciatura dell’intero
modello è una caratteristica unica per un kit ARF classe 60.

Il lavoro è proseguito con la realizzazione di due prototipi industriali costruiti secondo i criteri di cui sopra e
nella scala scelta. Un prototipo è stato equipaggiato con motore a scoppio mentre l’altro con motore
elettrico. Anche se il progetto nasce per la motorizzazione a scoppio, la conversione in elettrico non ha
richiesto alcun accorgimento particolare per il corretto posizionamento del baricentro.
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Entrambi i prototipi hanno subito evidenziato eccellenti caratteristiche di volo confermando la validità del
progetto. Abbiamo quindi avviato la fase di produzione del lotto industriale includendo alcune migliorie
derivanti dai test con i prototipi.

Il Reggiane 2005 “Sagittario”

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Il Reggiane 2005 “Sagittario” ARF 60

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Il montaggio del kit

Il montaggio del kit ARF avviene senza particolari problematiche. La fusoliera è praticamente finita ed
include l’impennaggio verticale. I piani di coda si accoppiano alla fusoliera mediante incollaggio; un
tubolare e dei perni guida facilitano l’allineamento con i raccordi predisposti nella fusoliera. Tutti gli
impennaggi e le relative superfici di controllo sono profilati. Nella zona centrale della fusoliera è installata
un ampia griglia in compensato che consente un’agevole disposizione dei servi e della radio. Per facilitare il
centraggio del modello è opportuno disporre i servi più indietro possibile. Il parafiamma è robusto e
l’angolo d’incidenza del motore è già predisposto di fabbrica. La naca è capiente ed ospita agevolmente un
motore 10 cc due tempi o 15 cc quattro tempi. La cappotta è in plastica con il simulacro dell’intelaiatura

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verniciato. L’istallazione del carrello di coda, il quale è trascinato dal movimento del direzionale, richiede

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del lavoro preliminare da eseguirsi con cura (foratura del cono di coda).

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Le semiali si assemblano mediante baionetta in compensato. Dei perni guida facilitano l’allineamento. Sono
previsti alettoni duali e split-flap. La scatola include un set di carrelli fissi consigliati per l’uso in campi in

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erba sconnessi. Le semiali sono predisposte per i carrelli retrattili di tipo meccanico. Prima di installare i
carrelli (fissi o retrattili) occorre rinforzare l’area supporto carrello con l’apposito kit fornito.

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Il kit include gli accessori necessari per il completamente dell’assemblaggio: squadrette, tiranti, minuteria,
ben due sistemi di comando per le superfici della sezione di coda, ruote, serbatoio e ogiva in nylon. Viene

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anche fornito un pilotino dipinto a mano.

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Parti principali del kit ARF

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Il Reggiane 2005 ARF 60 assemblato, motorizzato con motore a scoppio 15cc 4-tempi

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Test di rullaggio

Il rullaggio è sempre un aspetto delicato delle semiriproduzioni tipo warbird ed il Reggiane 2005 ARF 60 non
è un’eccezione. Una brusca erogazione di potenza in fase di rullaggio tende a far impuntare il modello. Per
contro, il modello è reattivo rispetto ai timoni di profondità che contrastano efficacemente la tendenza del
modello ad impuntarsi già a bassi regimi del motore e con una minima escursione dei timoni stessi. Lo
spunto su piste in erba ben tenute, in terra battuta od in asfalto non presenta problemi purché
l’accelerazione avvenga in maniera graduale e con opportuna azione sui timoni di profondità. Lo spunto su
erba “alta” o sconnessa può presentare delle difficoltà, in questi casi, si suggerisce di montare i carrelli fissi
che sono caratterizzati da una maggiore proiezione in avanti. Con i carrelli fissi inoltre è possibile montare

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ruote di diametro maggiore.

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Il decollo

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Si eroga potenza gradualmente, si agisce leggermente a cabrare sul timone di profondità e sul direzionale

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per mantenere assetto e traiettoria. Pochi metri, neanche metà motore ed il modello alza la coda, occorre
resistere alla tentazione di cabrare anzi, è ora di ridurre l’escursione sul profondità. Il direzionale è

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autorevole. Superato metà motore il modello non vuole saperne di stare a terra, decolla da “solo” con un
rateo di salita dolce, nessuna cattiva tendenza a “buttarsi” da qualche parte.

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Il volo

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Qualche aggiustamento dell’assetto mediante i trim. Profondità a picchiare. Il modello è molto reattivo
agli alettoni, si riduce la corsa con il “dual-rate” preventivamente programmato.

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Il comportamento è prevedibile, il volo fluente, agile. L’assetto di volo è elegante, le virate coordinate
alettoni/direzionale sono decisamente più autorevoli e realistiche rispetto a quelle non coordinate. Il volo

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rovescio non è un problema. Looping e tonneau a botte fluidi. Riducendo la potenza del motore, il modello
tende per qualche istante a proseguire sulla traiettoria per poi abbassare il muso e mettersi in assetto di
discesa. Viceversa, all’aumentare della potenza il modello tende ad alzare il muso e, con i trim impostati,

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portarsi in volo livellato.

L’atterraggio

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Si riduce potenza, il modello entra in assetto di discesa, si mantiene velocità di avvicinamento finale,

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direzionale e profondità autorevoli. Si mantiene una traiettoria tesa. In testata pista, motore al minimo, il
modello tocca terra e tende leggermente a rimbalzare, si stabilizza, prosegue il rullaggio in decelerazione, la
coda resta su, occorre mantenerlo in assetto con il profondità fino a quando smaltisce la velocità.

E’ un modello per tutti?

Il modello è adatto per aeromodellisti di media esperienza, già pratici di pluricomandi e non alle prime armi
con modelli tipo warbird. Particolare destrezza è richiesta nelle fasi di rullaggio.

Piccole Ali Team

Maggio 2011

Guarda il filmato del modello con motorizzazione elettrica

http://www.youtube.com/watch?v=5gK0PGWCZ0M