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7
BIBLIOTECA NAZIONALE
CENTRALE - FIRENZE

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. .

DELL'
ANTICO STATO
H ITALIA
RAGIONAMENTO
DI IACOPO VURAPIDI
In"' cui fiefamina l opera del P. Bardeth
fu i primi abitatori d Italia, e s illuftrano
1

alcune parti effenziali dell antica


fioria

Vi s aggiungono diverfe Ricerche Geografiche


fulla Gallia antica .

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TORINO MDCCLXXII.
Appretto Onorato Derossi Mercante da Libri
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iotto i primi portici della Contrada di Po


verfo il Regio Teatro
Con permijfione , !

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1

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,

Nos , qui fequimur probabilia ,


nec ul-

tra id ,
quod verifimile occurrerit
progred poffumus ,
& refellete fine
pertinacia , & refelli fine iracundia
parati fumus.

Cic. Tufcul. lib. 2 . cap. 2.

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.

PARTE PRIMA.

Art. II. Delle prime navigazioni del Me- % <->


'.'
cUterraneo , e fpecialmente fulle cojliere */ ,
;
di Grecia , e d' Italia, . 14
Art. III. Degli Itali Crtompadani primitivi, jy li F'-S:
Art. IV. Dell origine de primi abitatori $*'V**

dell Italia Circompadana . . 54


Art. V. De primi abitatori dell orientale ,

ed inferiore Italia. . . . 77
PARTE SECONDA.
$. 1. Delle antichiflirfte emigrazini. 9$
5. 1. Del nome di' Celti ... . ilT
. 3. Degli Arimafpi, . . , . . 110
. 4 * Degli Iperborei . 115
$. 5. Df Liguri. ...... 12.9
. tf. Degl Iberi , . . . . 135
. 7. Dell'opera di M. Pclloutier. 1J9
. 8, ZV Veneti . . . ^ , < i4Z
9. Delle Greche colonie del Regno
di Napoli. . 144
$. 1 o. ZV Pelafgi. 5 9
. 11. Degli Etrufci . . . . pag 1
64
. I z. Del nome \ e delle colonie de Li-
gu ri , o Zigai . . . . . 1 68
Ricerche geografiche sulla Gallia
antica. 177

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r e

u Etude rflchie de l'hijoire


,
tude
Ji importante , & fi difficile , confi(i
combine , de la manire la plus
parfaite ,
ces matriaux dfeclueux :

tei Jeroit le mrite d'un architele ,


qui , fur des ruines fpavantes ,
tra-
ceroit ,
de la manire la plus vrai-
femblable ,
le pian d'un difice anti-
que en fupplant ,
par le genie ,
&
par d'heureufes conjeclures ,
des re -
Jes informes ,
& tronqus. .

M. dAlembert dans t'iloge


de M. de Montefauitu.

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l
)

Ho mi fo a difaminare I opera del Padre


Stanislao Bardetti fu i primi abitatori dItalia,
non per vanit di contraddire , ma per quel
diritto che ha ciafcun uomo di proporre a
,

fuoi limili le idee , che crede capaci di con-


tribuire all avanzamento delle umane cogni-
zioni .

Molti dalle graviffime difficolt fgomentati,


che incontranfi a .ciafcun paffo in rimontare
fino alle origini de noftri primi popoli / le
riguardano come inoperabili , e il difetto ac-
cufano de monumenti per accertarle. Ammae-
ftrati inoltre dal poco, o niun frutto, chal-
trine ritratte , ne rifondono la cagione fulla
natura de medefimi oggetti . Non fi poffono
per giuftamente acculare i difficili oggetti di
cotefte ricerche , bens i viziofi metodi , de
quali finora fervironfi anche i pi illuftri ferir-
tori nel difaminarli , che perci mai non fep-
A pero

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,


pero alle vaghe idee derivanti da falfe , <y Jt

contraddicanoli tradizioni una fiifa , e prova-


ta opiuione foftituire . Quindi iJ nollro feco-
lo peraltro il piu illuminato pochi progred
fece finora in quello genere di Itudio per fe
fteffo interelfante , ed utile .

La fioria di ciafcuna nazione ha femprr .

unepoca quando pi, quando meno alta, al


di l della quale le tradizioni fono favolofe
chimeriche , fconneffe : ma a mano a mano
che da epoca difcendefi
quell , le tradizioni
diventano illoriche .

In Italia l'epoca delle illoriche tradizioni


incomincia affai pi tardi , che non in Grecia;
contuttoci finora i dotti fenza porvi mente
l oltrepaflarono d affai , adottarono le favole

de tempi eroici trafmigrate in Italia in un


co Greci , dove eccitarono 1 ambizione de
nollri popoli a riceverle , e a traviarle alcun
poco , per renderfele proprie , e per cogliere
un pretofto di confinare la loro origine nella
denta notte della pi rimota antichit .
Di qualunque et fi parli , il corfo degli av-
venimenti Tempre regolato . Quantunque
volte ci fi narrano fatti di un genere diverfo
da quelli , che noi o conofciamo , o che fo-
no inverofimili relativamente alle cognizioni t
agli ufi , all indultria di ciafcuna et , non
meritano il menomo fuffragio . Pel fucceflvo
regolato progrelfo de medelimi fi pu fatti

dire , che oiafcun fatto ha la fua ragion fuf-


ficien-

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. ,
.

I
fidente nel pattato , ed una influenza pured!
fu T avvenire ; laonde la ftoria li potrebbe
per una gran parte ridurre quali in illogilmi :

fpetta a filofofi 1* appianare quello nuovo


cammino .

Nel Saggio eh io pubblicai fulla ftoria de-


gli antichi popoli dItalia da un numero di fat-
ti , di fentimenti , e di autorit, che Tenebra-
vano relative al mio fuggetto, non ho rica-
vato per lo pi che poche riflelloni , e con
un dileguo affatto femplice , e fiiofofico ho
foftituitoad una oziofa pompa di citazioni
e di parole una ferie connetta di oggetti , di
rapporti , e di combinazioni Io mi avvidi .

dopo lunghe meditazioni , che per riufeire in


uno Audio cos difficile , e cos eftefo , non
potea ballare la fola erudizione che anzi -,

quella nel fuo cammino l difvia , e li per-


de , fe lo fpirito fiiofofico non la conduce
Non mi lufingo per di non effermi talora
fmarrito in un hberinto cos intricato
Ma appena io pubblicai nel 1769. il divi-
fato Saggio di ftoria , che mimoftr l'av-
li

vifo dell allora proflima edizione dell opera


del P. Bardetti , che poi folamente fui comin-
ciar di quello anno venne a luce Il lentire .

che la medelima da uomini celeberrimi era_,


Hata altamente commendata , 1 etterl avven-
turato di feri vere , ch ejfa fojje ammirabile per
modo , che non era quaji lecito Jperare , che al-
cuno dovejfe mai pi a quello tutore contender
A z la

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. . .

4
la palma del pi gudi^iofo fautore delle Ita-
liane antichit , eccit in me la brama di po-
ter giudicarne da melteffo , e la fperanza di
ritrovarvi pi fedamente fviluppati forf alcu-
ni di que principi medefimi , de quali io mi
era fervito in cotelle inveltigazioni -, principi,
che poteano ugualmente efferfi prefentati allo
amendue , e che perci confermati
fpirito di
da un maggior fuffragio io dovea riguardare
come pi forti , e pi collanti
Noi perii in una fola confeguenza concor-
dammo di un medefimo principio derivato da
ciafcuno di noi da una origine differente
Il P. Bardetti troppo frequente di
fece ufo
favclofe , e vaghe tradizioni
, che fu coftretto

appuntellare con arbitrarie , e fempre vacil-


lanti conghietture , perci fempre incapaci di
provare la neceffit di un avvenimento Sic- .

come comunemente ai fatti medelmi , ed ai


principi neceffarj, e ficuri per condurfi con
frutto in fiffatte inveitigazioni gli eruditi fi-

nora foftituirono per lo pi conghietture ideali,


deboli, incoerenti, io dovetti neceffarimente
ritrovarmi in una perpetua contraddizione con
elfo loro

ARTI-

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,

5
ARTICOLO PRIMO.
Del JJlema generale del P. Bardetti ,

e delle fuppojle emigrazioni marittime


degli antichijjimi Pelafgi .

JSl volle in foftanza provare: I. che nella


divifione feguita tra i figliuoli di Noe 1* Ita-

lia con tuttoEuropa tocc a Ja-


il refto deU
fet padre di Gomer padre di Afcenez t cio
0 veniffe dal Ponto Eufino , o traghettaffe il
Bosforo Tracio , la famiglia di Gomer fon-
d tra il Reno , e i Pirenei la nazione de
Celti , o fiano Galli ; quella di Afcenez fra il
Reno , e altro confine ignoto verfo Oriente
fond i Germani . II. Da Galli difcefero i no-
ftri primi Liguri , ed Umbri ; da Germani i

Taurifci delle noftre Alpi : quelli tre popoli-


furono i primi abitatori dell Italia Circompa-
dana . III. Dai Liguri , ed Umbri derivarono
1 Siculi , Aborigeni , e Aurunci
o Sicani ,

e furono che la non Circompadana


i primi ,

Italia popolarono . La prima navigazione , per


cui Greci , e Barbari fingolarmente furono
trafportati in Italia , quella de Pelafgi , i

quali arrivarono alle foci del Po poco dopo


il , che fecondo la cro-
diluvio di Deucalione
nologia da lui adottata caderebbe nell anno
884. dopo quello di Noe. Quindi niuferifce,
v che primi popoli non vennero in Italia per
i

A 5 ma-

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,

6
mare e che per primi debbonfi quelli follan-
,

te) , eh erano gi in Italia al tem-


riconofcere
po di Deucalione .
lo mi fono fempre meco lleflfo maraviglia-
to, che uomini dottiffimi trattando delle pri-
me fociet formateli in Europa, abbian fem-
pre tante violente conghietture combinato
per derivarne i progen.tori, rimontando fino
alprodigiofo rinafeimento della fchiatta umana.
Elleno fono cofe imperfcrutabili , e le loro
conghietture fono un prodigo conflitto d'im-
maginazioni , che mai non potranno foddis-
farci, perch pofano fui arbitrio, e fui falfo,
che non ha termini Ma appunto quella irre-
.

quieta perpetua curiofit delle cofe incomprenfi-


bili fu fempre un induftre tormento degli
uomini . Non farebbe egli un minor male
piuttofto che vivere fra le vertigini d una
inutile curiofit , che vi fignoreggiaffe nelle
nozioni indifferenti il credito di un error co-
mune , che per baftaflfe a Affare 1 agitazio- *

ne dell umano fpirito ? Ma feiogliefi quello


problema con deprezzare limili ricerche.
Se gl Itali primitivi furono colonie de' Gal-
li, e de Germani, far fempre men ve-
rolimile, che nellanno pofdiluviano 884.,
o poco prefl, lItalia Circompadana folle gi
cos popolata , che affai prima avelie di l
dell Apennino inviate colonie; coficch non
folamente le regioni mediterranee, ma altre-
s le litorali aveller abitatori, contro de' quali
. ab-

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,,

.. 7
abbiano i Pelafgi combattuto per iftabilirvifi

come ci danno ad intendere Dionifio Alcar-


naffeo lib. i., e Diodoro Siculo Uh. 14. fe-
guiti dal P. B.
I gradi della moltiplicazione del genere
umano dopo il diluvio , fecondo i calcoli di
Petavio Cumberiand , e funili , riefcono
, di
cosi eccedenti, che non meritano alcun ri-
guardo ; il calcolo di Whifton , che
fecondo
ferabra almeno il pi ragonevole , nel fud-
detto anno pofdiluviano vi farebbono flati cir-

ca dodici miiliom di abitatori fopra quello


globo Ma Whiflon avendo altres calcolato
.

la propagazione degli uomini a paragone del-

ia lunghezza della vita de' Patriarchi pofdi-


luviani , eh egli fuppofe fempre lunghilBma
infino a giorni di Davide , e nella ipotefi,
che ciafcuno individuo vivendo 1 iitefla et
avefle propagato , non fece cafo de moliiplici
accidenti, che poterono oliare alia piopagazio-
ne per rapporto a elafi-uno in particolare , la
giufta detrazione fiemeiebbe ancora
de quali
di molto il propello calcolo di popolamento.
Io vu nondimeno concedere , che nell
anno SU 4. , o 900.- pofdiluviano la fola fa-
miglia di Jafet folle crefciura a pi li quattro
mi liioni di perfone; noi damo per incerti
fui luogo , ove Jafet fermoffi co difeendenti
fuoi . La Scrittura foitanto c' infogna, eh
egli partito di Shinaar fiif reldenza al Nord
* de paefi piantati da' figliuoli di Sem , i quali
A 4 fi

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. -

'
8
fi tennero nel centro delle province profilata
al luogo della difperfione : i paefi dell Ada
al Settentrione della Giudea, e quindi le Ifo
le de' Gentili
,
per le quali fi fuppone indica-
ta l Europa , fi credono le piantazioni de
Jafetei
E cofa troppo evidente, che i luoghi pi
rimoti dal centro della difperfione non furo-
no primiere colonie, e che per-
abitati dalle
ci tardarono ad avere abitanti , e ad
efli

averne un numero proporzionato , a parago-


ne che la circonferenza delle rifpettive pro-
vince era dittante dal divifato centro. Quindi
ficcome nel fiftema del P. Bardetti l Italia ri-
cevette i primi fuoi popoli dalle Gallie , e
dalla Germania , le piantazioni delle quali pro-
vince convien che fodero diffidnti per ver-
fare altrove delle colonie , riefce affatto im-
ponbile, che circa 1 anno 900. pofdiluviano
i Jafetei crefciuti a quattro millioni di perfo-
ne o poco pi , fodero nondimeno pervenu-
,

ti dopo un fiffatto giro a popolar l Italia


nella maniera, che vien fuppofta nel fuo
fiftema .

Inutilmente fi pretende fapere per quai gra-


di , ed in quale maniera fi popolarono le di-
verfe parti del noftro globo ;
parecchi il ri-

cercarono con maggior travaglio, che felici-

t. Nel trattare de' primi ftabilimenti eglino fi


attennero principalmente alla fuperftiziofa con-
formit de nomi de popoli, paefi, citt, .

mon-

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. ,

montagne, e fiumi; ma tutti coteft nomi o fono


moderni in proporzione di tanta antichit, o
non arrivano ancora a pareggiar quella delle
cofe nominate. I popoli Dovente abbandonaro-
no le province ,
quelle lafciarono molto fpef*
fo i loro primi nomi , e per tempi tanto an-
tichi non iftorico, che abbia potuto ad-
v
ditarci cotelli cambiamenti
La terra pertanto non in una fola fiata
ma neceflariamente fu popolata tratto tratto,
onde cadauna delle colonie fi propagava in
proporzione che dilungava!! dal centro del-
la difperfione; coficchc infino al fuflciente
accrefcimento del legnaggio umano * la cir-
conferenza tard fempre pi a popolarli in
ragione della fua diltanza. Avvifai per altro-
ve, che anche nella ipptefi pi veri limile,
che le prime colonie iiano trafmigrate in Eu-
ropa dalla parte del Ponto Eufino , per la
foverchia rigidezza di quel clima non vi li
dovettero da prima llabilire nelle regioni del
Nord, ma paffare fucceffivamente verfo mez-
zod in traccia di province pi grate : io poi
confermai con alcune velligie di fatti quella
medefima ipotefi.
Con tutto ci imponibile o il prefentare
un calcolo probabile della propagazione delle
prime colonie , o de tempi , ne quali hanno
potuto trafmigrare in certe date province Vi .

polfono eflere accaduti degli a Affettamenti, de'


ritardi, de' giri non preveduti, e non necef-
far),

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,,
.

far) , cofe tutte inperfcrutabili , che baftan#


a rendere arbitrano, e fofpetto qualunque li-
ftema , che ci poflamo immaginare.

Ancora a tempi di Abraham le fteffe re-


gioni immediatamente profiline al centro del-

la difperfione erano pochi filino popolate Tut- .

te le genti , eh egli potc adunare nel fuo e-


fercito, afeendevano a foli j i S. combattenti*
nondimeno con s poco numero infegu , e
vinfe quattro Re di Senaar, ed Elam, ( Genef.
4. Deut. 1. v. 9. n. 194.) eppur quelli Re
pi deboli di Abraham ebbero ballanti forze
per invadere , e Taccheggiare Raphaimiti
i

tutti gii abitanti di Moab, Ammon, ed Edocn,


t di pi i regni di Sodom, Gomorrah, Ad-
mah , e Zeboiin .
Ma ne' tempi alquanto pofteriori all
altres
epoca Dcucalione quei peraltro celebrati
di
floridi regni d Oriente erano tuttavia rara-
mente popolati. Tale fu lEgitto a tempi di
Moise , la qual contrada fu per altro delle
prime a ricevere abitatori , e ad ingrandirli
Pharaoh ditte , ( Exod. a. 9. 21. ) che gl
Ifraeliti fuoi fchiavi erano gi in maggior nu-

mero de fuoi fudditi , e pavent non meno


la loro forza , che la loro veramente prodi-
giofa generazione. Per rapporto a coralli tem-
pi che li dovr penfare della popolazione
delle province fettentrionali , e occidentali d
Europa ? Effe non poteano ancora avere abi-
tatori , fe non qualche patteggier colonia

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,
.,

che dalla parte dell Enfino fi forf avanz*


ta fucceffivamente verfo mezzod nella Grecia',
nell Illirico, e in Italia a mano a mano che
moltiplic Laonde allora la popolazione dell
.

Europa confrontata con quella dell Oriente ,


e fulla proporzione della diftanza delle pro-
vince dal centro di difperfione , non pofea
neppur effere come cinque a cento.
Dove appoggianfi adunque le da tanti efa-
gerate antichit delle nazioni? Ve nha alcu-
ne , come i Caldei ,
gli Egizj , e i Cinefi
la cui origine, fecondo le loro tradizioni, ri-
monta affai tempi ftabiliti dalla Scrit-
di l de
tura in alla popolazione della terra
ordine
Cotefte favolofe tradizioni hanno per una
qualche connellone fra di loro ; ma effe non
fono altro che una allegorica fpolzione del-
le idee de loro filofofi intorno all origine
ed alle rivoluzioni de mondi da effo loro
fuppofti . L immenfa durazione de loro tem-
pi favolofi non che un qualche periodo
di aftronomia , eh effi moltiplicarono per la
medefima durazione .

Preffo i Greci il regno degl Iddi , o fia

non afeende cos alto,


la loro ftoria favolofa,
ma non ha veruna cronologica connellone,
appunto perch la loro religione non forma-
va un fiftema. Di quella natura fono le tra-
dizioni degli altri popoli d Occidente Ftt .

fempre un pregiudizio dell umano orgoglio 1


involgere fra le tenebre deile pi lontane et
la propria origine per farla credere piu augu-
ra, rravifare , e ingrandire per un tal (ine
ogni fpecie di tradizioni ricevute fra di loro,
e a vacui nomi , e a idee di qualunque ge-
nere dar anima, e corpo, per formar di effe
una ftoria de proprj fatti , che port per
Tempre con fe tutti i difetti della torbida , e
fuperftiziofa fua origine .

Il P. Bardetti adott inoltre la favolofa mi-


grazione de' Pelafgi fenza verun fofpetto ,

che anzi fond fopra di effa una delle epo-


che principali della fua opera Dionilio , cui .

dobbiamo moltiffimo anche per li frammenti


degli antichi dorici d'Italia, che ci conferv,
ha pretefo per adulare Romani , e inde me
i

i fuoi Greci, con derivar quelli da quedi, che

diciaffette et innanzi che a Troja li combat-


teffc , fiano approdati in Italia gli Aborigini
Arcadi condotti da Enotro (
febbene il P. Bar-
detti pag. l. abbia queda colonia collocata
dopo quella de Pelafgi ) e che pofcia i Pelaf-
gi paflati Arcadia nella Teffagiia , efpull
dall'
quindi dai compagni di Deucalione , o come
piace a Diodoro , fuggendo 1 inondazione
allora accaduta, fian dicefi nell Epiro, do-
ve alledita una numerofa flotta , veniffero ad
approdare alle foci del Po , vi foqdaffero la
citt di Spina , ve ne paffaffero alcuni a riu-
nirli cogli Aborigini nell inferiore Italia, vi
conquiflaffero alcune province , e finalmente
fi difperdeffero , e alcuni di loro ripaffaffero
in

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.

in Grecia fotto il nome di Tirreni a tempi


d Ercole , e degli Argonauti
Dall iftefla lunga narrazione di quelle mi-
grazioni, che Dionilo defcrive lib. i., molte
ficure illazioni traggono comprovanti l incon-
fi

gruit, e infuflftenza delie medelime. Io non


vu qui ripetere ci , che altrove gi ofler-
vai ; rifletto (blamente, che anzi di fupporre,
che gli Arcadi aveller lufo della marina pi di
cinque fecoli innanzi la prefa di Troja, riguardo
agli Aborigini , o pi di tre fecoli riguardo a*
Pelafgi , elli non l ebbero neppure a tempi
della Trojana guerra l come ci allicura liftef-

fo Omero Iliad. dicendo, che gli Ar-


lib. i.,
cadi dittanti dal mare non aveano navi , n
cognizione di marina, e fe alcuni di loro irn-
barcaronl per 1 attedio di Troja , il fecero
fulle navi di Agamennone . Per fe vuoili
dire, che i Pelafgi andavano or quinci oc
quindi errando , c perci anche nelle regioni
litorali , io rifpondo , eh tanto pi impofl-

bile, che una gente errante potette alleftire


una numerofa flotta, e maflme in un tem-
po , in cui mancava lcuramente in Grecia la
navigazione .

Per Dionifio per foftenere il fuo Alterna


fu fovente cottretto di ricorrere a falfe inter-
pretazioni, a ftippofizioni puerili, e inveroli-
mili, e ad attrarre a Pelafgi dItalia tutto
ci, che gli antichi aveano favoleggiato in-
torno a que della Grecia . Non fon men fa-
volo-
*4
volofe, febben meno inverofimiii, le altre Gre-
che colonie , che fi fuppongono trafinigrate
in Italia innanzi epoca Trojana, e poco do-
1

po , cio degli Arcadi con Evandro , de*


Greci con Ercole , de Trojani con Enea .
Alcuni pretendono , che Danao abbia dall
Oriente condotta nell Argolide una colonia
per mare, e che filila forma delle fue navi
fianfi modellati i primi navigli , che poi i
Greci collruffero : ma quella una femplice
fuppofizione , che ha una favolofa origine .
Se non dopo il regno di Pirro incominciaro-
no gli abitanti dell alto Epiro ad applicarli
alla nautica , e ad andare in corfo non gi
con battimenti di traiporto , ma folo con tar-
tane , eh eOi appellavano Liburnes : e quello
c un fatto fondato nella lloria.
Nel fiftema di Dionilio erano affai nume-
rofi i Pelafgi approdati in Italia , e fubito vi
fecero delle conquide ; eppure certo , che
in tempi di molto pofteriori , e ne quali avea-
no i Greci a qualche perfezione portata la
nautica , furono affai piccole le colonie , che
fecero il tragitto del mare .

I Greci di Focea, i quali pi di fei fecoli


dopo lepoca Trojana approdarono l ve fab-
bricarono Marsiglia, erano in poco numero,
come apparifee* dal piccolo territorio , che
Tempre effi tennero; coficch in capo a mol-
ti anni inviarono di qu del Varo una pic-
cola colonia , da cui fi fabbric Nizza , e il
por-

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.

porto Herculis Monceci ,


per aflicurarfi alme-
no la liberta del mare contro de Barbari , i

quali occupavano tutto il terreno allo intor-


no (
Straboru lib. 4. )

Per altro i Focel erano di tutti i Greci i


pi periti nella nautica > e furono i primi ad
intraprendere lunghi viaggi con navi di cin-
quanta remi, e ad aprirli la via all* Italia , e
alla Spagna , come atte Ita Erodoto lib. 1 . , il
che fmentifce tutte le antidiiffime navigazio-
ni attribuite agli Arcadi da Dionilio.
Piccole furono altres, e poderiori allepo-
ca Trojana le colonie Greche le quali tra- ,

gittarononell Alia Minore, nella Sicilia, e


in Italiaed uno affai ftretto territorio avreb-
,

bono fempre occupato, fe altri loro nazionali


non foffero a mano a mano approdati per
riunirli co primi y comech per non liano
mai Hate cotelte colonie poffeditrici di valli
territorj. . Quello pertanto un altro argo-
mento irrefragabile , che le pi ime emigrazio-
ni non li fecero per mare.
Tutti gli antichi, e moderni fcrittori han-
no conliderato i Pelafgi come un popolo par-
ticolare, che fucceffivainente fcorrea di Gre-
cia in Italia , e nelle ifole dell Arcipelago
Il dottilfimo Signor Freret nella fuaDifferta-
zione fu r origine , ed antica fioria de' primi
abitatori della Grecia ha pretefo , che il no-
me di Pelafgi foffe comune a tutti i primiti-
vi Greci innanzi la formazione delle citt :

ho-

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.

1 6
nome, che dagli abitatori di ciafcuna contra-
da fi deponeva, a qiifura cheffa ringentiliva!!,
e finalmente fi eftinfe , quando la Grecia fi
fpopol di felvaggi . Io mi fono oppofto a
tutte "quelle idee: oflervai , che il nome de
Pelafgi bens nato in*Grecia ne tempi an-
tichifiimi , ma eh eflb fu un fopranome , o
un epiteto di bravura , e di celebrit , che
adottavano tutti quelli, i quali a mano a ma-
no fi univano a cotefla lega, o compagnia.
Certamente, la piccolezza dell Arcadia, don-
de efeirono numero!! Pelafgi, fenza punto fpo-
i

polare la natia loro provincia , i rapidi pro-


gred de medefimi , le molte loro emigrazio-
ni , le colonie, che fparfero in un tratto per
le varie regioni della Grecia , delle ifole dell
Arcipelago, dellItalia, e dell' Alia Minore ,

gl improvvifi accrefcimenti, le moltiplici varie


rivoluzioni , e i decrefcimenti fubiti, fenzachc
n di quelle , n di quelli vi appajano le ca-
gioni , fono inconciliabili colla popolazione d
allora, colla difficolt di trafmigrare , colla
verifimiglianza de fatti , e perci colla vera-
ce ftoria
Quindi nel prefentarci la ftoria de Pelafgi
furono finora coftretti gli fcrittori di ricorre-
re a mille arbitrarie conghietture, fenza con-
fider re , che non altrimenti una piccola re-
gione potea fenza fpopolarfi fomminiftrare una
moltitudine di gente , fe non perch la piccola
colonia , che da un dato territorio primiera-
mente

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.

*7
mente ufciva , reclutava Tempre per iftrada
pareschi popoli , i quali adottavano il nome
della colonia, che avea fomminiftrato il pri-
mo fondo , e a mano a mano altri fe le uni-
vano a paragone del vantaggio , eh effi ri-
trovavano in cotefta affociazione , e del cam-
mino , che la medefima facea , e delle pro-
vince, che attraverfava
Crebbero in quella maniera a un numero
prodigiofo di uomini i Cimbri, fopranome d
gente errante , e ladroneccia , i quali tante
invaloni fecero inGermania, e ne' pael del
Nord , ne venne la maggior parte a
e poi
pagarne il ho in Italia. Efaminando le cofto-
ro colonie, ed irruzioni, fi poffono chiamare
acconciamente i Pelafgi della Germania j e f
i Cimbri compaiono pi barbari , avviene
perch non abbiamo de Pelalgi nozioni ugual-
mente precife , e ficure .
Io perci altrove offervai fulla teftimonian-
za di Erodoto lib. i . , che la moltitudine de
Pelafgi, e l'eftenfione del loro nome per di-
verfe province deriv dalla loro vita errante,
e militare, cui eccitavano altri popoli , che
incorporavano a fefteffi. Laonde non altri-
menti fi poflono dire una Greca popolazione,
fe non perch la Grecia ne avea fommi mitra-
to il primo fondo . Ci vien parimente raf-
fermato da Eforo ( preffo Strabone lib. 5.)
autore affai antico , e tenuto in grandilfima
fiima da Polibio, da Strabone, e da Plutarco:
B ei
iS
ei narra erano i Pelalg una Greca anti-
, eh
chilma gente , che fi eftefe , e divenne fa-
inofa per tutta Ja Grecia, traente per lori-
gine dagli Arcadi , anche per tedimonio di
Efiodo, dedita a una vita militare, cui aven-
do molti eccitato , accomun a tutti il Tuo
nome .

Quedo coftume de' Peiafgi ritiene il carat-


tere de primi felvaggi popoli : perci Tuci-
dide lib. i. cap. 6. offerv , die i Greci an-
tichi ufavano l ideila maniera di vivere , che;
riteneano i Barbari de Tuoi tempi . Special-
mente gii Arcadi andavano al ioldo di altri
popoli, come coftumano ora gli Svizzeri, e
anticamente codumavano anche quei Galli ,
che perci furon detti Gelati , ( fervi ) e che
il P. Bardetti pag. ha creduto un popo-
lo particolare, e perfin li confufe coi Galli
Senoni , e Boi , i quali furono pofeia efpulfi
dItalia. Ma perch i Greci diedero agli Ar-
cadi tanta preferenza di antichit fopra gli
altri popoli? Parecchi autori, fra i quali Ari-
dotile, e Mnefea ( predo lo Scholiade in lib. 4 .
Argon. Apoi. ) giunfero fino a dire , che gli
Arcadi erano pi antichi della Luna : forf
nata di qui la fama della loro anzianit? Ma
ci vuol dire, che gli Arcadi di gi eldeva-
no, quando la Grecia adott la Luna tra gli
oggetti del fuo culto, e qued epoca non
tanto antichillima . .
. >

Non

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**
Non pertanto inverofimile , che una ma-,
no di quelli Pelafgi anche qualche et innan-
zi la Trojana guerra errante (correndo alla
Tua maniera pel litorale dell Albania , e del-
la Dalmazia , penetrale per le Alpi Giulie in
Italia , ed avelie pur quindi tra noltri popoli i

raccolto de feguaci , ed ingollandoli con inol-


trarli , giugnefle finalmente a procacciarli nell'
inferiore Italia qualche llabiiimento , di cui
c del Pelafgico nome fe ne fia contervata
alcuna tradizione , che pofcia ingrandita da
popoli inchinevoli a travifare le loro origini,
fia declinata in parecchie favole .

quella una conghiettura che parimente


,
ho gi propollo altrove, febben non vi abbia
alcun fatto ficuro per appoggiarla* onde Cem-
bri pi verofimile
, che innanzi la Troiana
epoca neffuna colonia Greca fia pallata in
Italia. Greci, che ne* tempi pofterio-
Bens i

ri appiedarono, e ftabilironfi Tulle nollreco-

lliere , e fu Ila rovina di qualche nollro anti-


co popolo, avanzaronfi alcun tratto nel conti-
nente, avendo tra elfo loro, e i notlri itali,
offervato qualche traccia di fomiglianza di co*,
fiumi, maniere., e lingua (dacch il Greco
antico era un dialetto della lingua Celtica, cio
della lingua comune alla maggior parte de primi
popoli dellEuropa, come altrovedimofirer) po-
telfero agevolmente fupporre , che i Pelafgi fof-,
fero colla anticamente trafinigrati , oppur an-
che pretefero d infinuarlo agi italiani ,
per
. B z ren-
,

IO
renderlipi foffribili con quella immaginata
accomunanza di origine .
La pi accertata migrazione marittima, che
anticamente abbiano fatto i Pelafgi , fu quel-
la degli Agialei difcacciati dagli Achei da!
Peloponnefo , i quali fotto i difcendenti di
Codro col nome d Ionj pacarono nella vici-
na parte dell Alia , che quindi Ionia fi ap-
pell, (oggi Sarchiom, o Sarchan ) della qual
migrzione diffufamente ne parlano Erodoto
lib. i. , e Strabono lib. 8. Ma il tempo di
quella immigrazione c pofteriore pi di ua
fecolo all epoca Trojana ; tempo appunto
in cui i Greci cominciarono ad applicarli alla
navigazione, e ad inviare qualche piccola co-
lonia Tulle coltiere dell' Alia Minore , come
fi la diviiata.
A fronte di quelli fatti incontrallabili non
mi fi poflono opporre, che le conghietture di
alcuni antichi appaflonati fcrirtori; ma dalla
antichit di fioatti romanzi (in quanto parla-
no de tempi eroici della Grecia ) con troppa
debolezza fi lafciarono finora fgomentare gli
eruditi t Se colle ifteffe leggi di critica , on-
de feveramente giudichiamo i moderni , non
foflfe lecito i Greci , e Latini fcrittori altres
giudicare, reputerei indegne di unuomopen-
fatore , ed attennero le ricerche ftoriche , cro-
nologiche , geografiche , e univcrfalmente di
tutta la letteratura -

Pa-

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1
Parecchi ufi , e cognizioni , che diconfi por-
tate in Italia dagli Arcadi , o Pelafgi negli
antichiiUmi tempi fono altres di una data
,

affai pi recente*, ma
ficcome cotefte cogni-
zioni , ed ufi veramente paffarono in Italia
colle Greche colonie , una nuova ragione io
'
ne raccolgo, per approflimare fempre pi T
efagerata antichit delle medefime . Fu collan-
te tradizione preffo i Romani, che le lette-
re furono da Pelafgi apportate per la prima
volta nel Lazio, e ci meglio confermali
da quanto Plinio offerva lib. 7. c. 58. Livio
ne fece Evandro l apportatore circa feffant
anni prima della prefa di Troja. Infatti i ca-
ratteri Greci furono i primi ad effere adope-
rati dagli antichi Romani : ma non ne abbia-
mo prova pi antica del trattato di al-
altra
leanza fra Tarquinio Superbo, e i Gabii fcrit-
to con voci latine , ma con greche lettere
Pur uno feudo di legno coperto di un cuojo
di bue , monnmeqfo , che confervavafi anco-
ra a tempi di Augufto ( l Alicarnaffeo lib. 4.)
Peraltro
i Latini nel primo fecolo di Ro-
ma non conofceano ancora l ammirabil fegre-
to delle lettere ; onde Romani per notare i

gli anni della fondazione della loro citt,


coltumavano di configgere nel Campidoglio
un chiodo per ciafcun anno , e pofeia per
una religiofa fuperllizione confervarono quell
ufo anche in tempi, ne' quali gi conofceano
le lettere . Lo fteffo praticavafi allora in altre
B f
citt

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11
citt (
Sext. Pomp. lib. } Livio lib*
d' Italia .

7. c. 3. )
Come
fi potrebbe ragionevolmente
(apporre , che quelli, i quali ricoflero pri- i

mi ad una cos rozza maniera di calcolare ,


legger fapeflero , e fcrivere, come anche of-
ferv Pelloutier ? Laonde nella prima et di
Roma, o non erano ancora approdati in Ita-
lia que* Greci , i quali infegoarono a Latini

T ufo de cararteri , o che medefimi dal li- i

torale non fi erano ancora avanziti nelle par


ti mediterranee per quindi comunicare co
,

Latini; il che tantopi dimoftrerebbe, che re-


centemente erano trafmigrati.
Cosi pure la citt di Spina fabbricata alle
foci del Po , dove prima diconfi approdati i
Pelafgi, avea un teforo a Delfo, e vinviava
le fue decime, per teftimonio di Strabone , e
di Plinio , dai quali chiamata Citt Elle-
nica
( EmW? ) cio come traente
Tohs
o Grecia propria , di cui
lorigine dall Elide ,

per alleanza faceva parte la Focide, dove


eravi Delfo; non fu adunque Spina fabbrica-
ta da Pelafgi di Dodona , (
eh era nell Epiro )

come fuppofero ed altri ,


Dionifio , ma da
qualche Greca colonia approdata alle foci del
Po alcuni fecoli dopo il Trojano eccidio .

Contuttoci il P. Bardetti simmagin, che


sincominci dall epoca di Deucalione a poter
dare qualche Jcuro ordine cronologico alle coj'e
d Italia ( pag . 43.) Una propofizione cos ar-
dita non meno che ftravagante ,
prenden-
'*
dola

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, . .

dola anche In un fenfo ampliffimo; imper-


ciocch trattandoli di un ficuro ordine crono-
logico, non fi polla incominciare , che dalla
efpulfione dei Re di Roma . Quindi egli fi

lufing di aver fatto un gran paffo per degra-


dare da certuni immaginata efimia antichi-
la
t della nautica , con provare , coro ei fece
con molta erudizione , che l'accennata navi-
gazione de Pelafgi al tempo di Deucalione
fu la prima , per cui Greci , e Barbari Jingo-
larmente in Italia furono trafportati . Mi fa
anzi pi maravigliare ,
eh egli fiali prefo la
briga di confutare parecchie favole, e ftrane
conghietture , che caggiono da fe ftefle
L' ifteffe oflervazioni fatte dal P. Bardetti
pag. 83. fegg. fui lilenzio di Moise per
e

rapporto alla navigazione ballano a fmentire


le troppo antiche navigazioni diOfiri, di Ce-
crope , di Deucalione medefimo , di Cadmo,
di Danao , e di Bacco , quali in tempi o i

anteriori a Moire , o non molto polteriori fi

fanno traghettare dall Egitto nella Grecia con-


duttori di fignoreggianti colonie . Ma quanti
Eroi de tempi favolofi non nacquero nelle
telle de Greci falfificatori di tutta la ftoria
pi antica ? EHI appropriarono! gli Eroi , e le
gella delle pi celebri nazioni , ne ingrandi-
rono gli avvenimenti, e capricciofamente li

travifarono
Per la qual cofa non gi di un fole fguar-
do, ma fe non per progrelfi di ragionamert-
6 4 t
,

to fi poffono penetrare le ofcure origini delle


nazioni, e le loro antiche memorie. Convien
pertanto calcolare tutti i momenti di ve-
rifimiglianza , che rifultano dalla combinazio-
ne delle tradizioni pi fincere : il giudizio ,
che le cimenta , le fceglie , le difamina , le
confronta, che vien fovente guidato da alcu-
ne fila ficure , eh elleno ftefle gli fommini-
ftrano , ed accompagnano la fua direzione
verfo la nuda verit, pu finalmente ftabili re
de prncipi certi , o verifimil fino ad un
grado da non poterli contraddire.

ARTICOLO SECONDO.
Delle prime navigazioni del Mediter-
ranco , e fpecialmente fulle cojliere
di Grecia ,
e < Italia

B
non
Oich qui fi ragiona di navigazione , egli
fi vuol intendere di radere con piccoli
informi legni qualche tratto di fpiaggia , o
varcare uno ftretto, o un fiume, che nelle
etadi anche pi lontane potette riufeire, ma
con navi capaci per l' alto mare diffonderli , e
non piccole trafportar colonie a difeofti lidi
come de fuddivifati trafmigratori fu fcritto .

Quindi aggiugner alcune offervazioni tenden-


1*
, che nc in Grecia innanzi
ti a dimoftrare

epo-

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s .

epoca degli Argonauti, t in Italia, e nem-


meno in tutta Europa innanzi lepoca Troja-
na vi appare veruna probabile traccia di ten-
tate navigazioni . Il che f a taluno fembre-
r un paradoffo, egli fappia, che non a con-
ghietture , e a favolo!! racconti , ma a pi
(inceri fatti , e pi probabili conviene attenerli,
per ripefeare la verit fommerfa nella cali-
gine de tempi .
*
I pi giudizio!! antichi pretendono, che 1

Argonave primo val'cello, che na-


fia (lato il

vig quella opinione fi mantenne collante


:

fino ad Eratoftene Cireneo , il qual fioriva,


fecondo Svida , intorno ad anni CCL. innan-
zi 1 era noftra (
Catari : Apyco in Opufcul.
Mithol. , Ji aggiunga Igino fab. 23 . ) c da ofler
varfi che 1 acutiflmo critico Sedo Empirico
,

(
adverfus Mathematicos ) non pens diverfa-
mente , e reca un gran pefo a quello fenti-
mento
J
L ufo de grandi navigli adattato ad intra-
prendere lontane navigazioni venne fenza
dubbio dall Oriente , ma in tempi polteriori
Per alcuni dilTero, che Danao fugg dEgitto
in un pendecondoro , e che forf di tal nave
fu egli 1 autore * Ma quella una conghiet-
tura dedotta dai favolo!! eventi di Danao
Bens Tucidide lib. t. fcrive, che Minos fu

il primo ad avere una flotta compolla di pic-


coli legni, che non poteano perci paffar di
l delle lidie del mar Egeo . Ci non direbj*

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6

l
be ancora, che i Greci in quella et aveflfe-
ro navigazione : ma Minos e tuttavia un Eroe
dell epoca favolofa della Grecia .
L itteffo Tucidide loc. cit. avvifa , che i

pendecondori erano affai in ufo nelle antiche


et : altri vogliono , che il fupp>llo pende-
condoro di Danao abbia fervito di modello
alla nave degli Argonauti ; ma quella c una
cotraddizione perch ne'fecoii, che dividono
,

quelli avvenimenti , l nega dai pi giudizio!!


antichi la navigazione ne' mari di Grecia.
Il TevTtiKirropoT non poteva effere un navi-
glio capace di un copiofo trafporto , n di una
lunga navigazione. I Lellografi comunemen-
te lo fpiegano per una nave di cinquanta re-
mi , ma non li avveggono, che la proporzio-
ne della neceffaria lunghezza di una tal nave,
che obbligarebbe molti uomini per ciafcun re-
mo , eccede a difmifura l' ordinaria grandezza
delle navi pi antiche , che pen-
. Io penfo i

decondori fodero in prima navi di cinquanta


rematori Certamente l invenzione delle tri-
.

remi fu pofteriore di parecchi fecoli alla fpe-


dizione Argonautica . Effe furono introdotte
daAminocle di Corinto trecento anni folamen-
te innanzi la guerra Peloponenlaca , al riferir
di Tucidide loc. cit.
Diodoro Siculo lb. 4. avvifa, che T Argo-
nave era di una mole, e di un apparecchio
molto pi grande di quello , che portava il
coltume, e -la perizia di que tempi , ne quali
navi.

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.

navigavaj ancora con pccoli battetti . Infatti


navi de Greci fotto Troja non erano catafra-
te> o fia divife dal tavolato, ma coltriate all*

ufanza de pirati , come afferma Tucidide hb.


j., le quali perci combinano coi piccoli bat-
telli rammentati da Diodoro. Adunque ancor

non poteano Greci ne tempi proffimi alt*


i

epoca Trojana andar largo da terra in alto


mare , e fu piccoli battelli tiafportare le da
loro decantate colonie .

I poeti foli ti ad ingrandire gli oggetti , e


parecchi altri fcrittori parlando della nautica
di quelle antiche et, ce la dipinfero nella for-
ma , e nella perfezione, in cui trovava!! ris-
petti vamente a loro tempi, donde ne trae-
vano le idee; ma tra mezzo alle loro efage 1
razioni ci lafciano feorgere , che nella et
degli Argonauti , e alquanto dopo non vi
erano comparfi fe non piccoli legni nelle co-
ftiere di Grecia
Caftore prefl Eufebio attribuire ai Lidj
f impero del mare intorno ai tempi della Tro-
jana guerra ma le vaghe tradizioni rappor-
:

tate da Caftore nelle fue Talaffocrazie fono


inconciliabili colla ftoria generale, e co poe-
mi di Omero , il quale neppur conobbe il no-
me di Lidia, ma fenza mai parlar di Smirne,
ci rapprefenta Meonj , o Lidj per una pic-
i

cola nazione. Se quelli fi foflero alcuni fecoli


prima di Omero imbarcati a Smirne, e avef-
ier quindi approdato nelia Tofcana, come feri-
v

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,,

x%
ve Erodoto, lItalia certamente non farebbe
(lata ad Omero pi fconofciuta . Ci vuol di-
re, che gli Etrufci non vennero dalla Lidia
e fe furono antichiffimi in Italia , vi trafmi-
grarono per terra .
Se altri pertanto vorr congetturare , che__
ci non ottante le fuppofte antichiffime colonie
de Pelafgi poterono lentamente, e tratto trat-
to varcare in Italia fu piccoli battelli, io
dimando , che Eccome effi nel loro viaggio
doveano prima incontrar la Sicilia , eh era
ancor difabitata , e i cui litorali abbondano
di porti', e di frequenti comode fpiagge per
approdarvi ,
perch mai edi non vi fi farebbo*
jao arredati? Ma fe nella et degli Argonau-
ti Greci radeano fu piccoli battelli qualche
i .

tratto di fpiaggia, o poco pi, fi potr di qui


inferire , che lo llelFo doveano gi praticare
parecchi fecoli innanzi quell epoca ?
Mi par troppo verifimile per la fuddivifata
(Tervazione , che le prime Greche colonie-,
)e quali cominciarono a navigare verfo occi-
dente, fianfi fermate in Sicilia, n trovando-
-vifiuna ficura autorit, o alcun fatto precifo,
incontraftabile , per cui fi polla flabilire
che le medefime in tempi molto antichi fiano
prima approdate in Italia , fi pu francamen-
te afferire , che almeno 1 epoca delle prime
Creche colonie della Sicilia non debbe eflere
pofteriore a quelle d Italia : le pi accertate
rettimonianze, e i fatti pi finceri combinano
a

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.

5>
a ditnoftrarcelo pertanto mi Iulingo d
. Io
aver cos un dipreffo l epoca pi
fiffato a
certa delle prime Greche colonie d Italia .

Ora c infegna Eforo ( predo Strabone lib. 6.)


che Greci ftabilironfi primieramente in Sici-
i

lia una generazione dopo la Trojana guerra


( rtj yeJVci jatcc toc 'Tpoococ ) ma fan-
no gli eruditi , che i migliori critici vi leg-
gono fondatamente dieci et dopo la Trojana
guerra , e quella lezione vieppi confermali
dacch Omero non conobbe quell Ifola , do-
ve perci coilocovvi de giganti e de' mo- ,

ftri Anzi Tucidide lib. 6. cap. 3 efprelfa-


. .

mente ci narra , che Greci non pacarono in


Sicilia prima di Teode, il quale fond Nal-
fo 1 anno avanti che Archia vi fond Sira-
cufa, che va a coincidere colla prima et di
Roma
L' introduzione , e 1 avanzamento della nau-

tica nel Mediterraneo non deel contendere a*


Fenecj . Mentre Tiriani faceano il com-
i

merzio del Mar Roffo, i Sidonj facqan quello


del Mediterraneo poco dopo i tempi dell'
epoca Trojana, ma per non oltrepalfarono
le colle della Grecia. I loro baftimepti erano
tuttavia piccoli, ed a remo. Omero nel quar-
to dellIliade rammenta i lavori lloriati delle
donne Sidonie, e nel 13 verfo il fine de-
.

fcrive un cratere d argento lavorato dagl' in-


gegnofi Sidonj ,
e navigato pel mare da uomi-
ni. Fenicj. Nel 1 j. dell Odifiea nomina i Fenicj

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3
famoj in navi,, per li quali intende que di
....
Sidone abbondante di molto rame ; ma nettna
menzione ei fa de Tiriani . Da un tal filen

zio raccoglie!!, che la navigazione de Tiria-


ni fui Mediterraneo fu di molto pofteriore all*
epoca di Troja, e pofteriore altres allet
di Omero .

Nondimeno egli incontraftabile, che fu-

rono primi i Tiriani ad intraprendere la na-


vigazione del Mediterraneo con baftimenti
grotti , onde poterono inoltrarli molto pi
che i Sidonj , cio fino alle cofte d' Africa
oltre le Sirti, e alle cofte di Spagna, dove
poi fondarono Gades , Carteja , e Tartefl .

Strabone aflegna parimente la navigazione de


Fenicj Tiriani pel Mediterraneo dopo la guer-
ra Trojana, ed avvifa (hb. j.) eh* elfi non ;

pervennero nella prima loro navigazione del


Mediterraneo fino a Gades, ma. che ci fu
folamente nel terzo loro viaggio , che porta
certamente un lungo intervallo. Con s lenti
progred, gli antichi a mano a mano portaro-
no a qualche perfezione la loro nautica .
Il dominio de Tiriani fui Mediterraneo in-

cominci due fecoli, o poco meno dopo 1


eccidio di Troja Etti non diftefero per fin
.

nell Oceano la loro navigazione, e quanti li

fecer pattare fin nella Bretagna,e a Tuie,


tra i quali vi il gran Neuton , il fecero per
un equivoco : cio i Greci accomunarono il
nome di Caffiteridi alle Ifole Britanniche per

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,
.

, 31
la copia, c bont del piombo, ma fenza co-
no feerie , e fupponendole vicine alla Spagna;
cjuando fi riconobbe, che le Ifole Britanniche
e*ano dalla Spagna affai riraote, gli fcrittori
pofteriori fi avvidero dell 'equivoco , e ren-
dettero il nome di Caffiteridi alle ifole , che
girano incontro al promontorio Trileuco, o fia
Capo di Ortegal , abbondanti altres di piombo,
e quelle , che appunto erano fiate indicate
dagli antichi Greci, e dalle quali Medacrito il
primo vi traffe un tal metallo, f Plin. lib. 7,
c. )6. ) quelli il Melcarto immaginato da
Bochart Canaan Ub. t. c. j 4.
In Italia non abbiamo altra pi antica me-
moria di navigazioni , fe non di quelle degli
Etrufci , e delle Greche colonie di Spina , e
di Agilla, o Cere. Gli Etrufci dalla Cir-
fia

cumpadana non paffarono nella Tofcana


Italia
che circa due fecoli dopo la prefa di Troja
(
veggafi il Saggio fulla jioria degli antichi popoli
d Italia pag. . 09. ) pofeia fe applicarceli alia
nautica , efempio de Fenicj Tiriani
fu fu 1

Ma checch ci dicano gli antichi, io non


credo , che gii Etrufci fiano mai fiati una
gran potenza marittima, feppurnon fembra va-
no di efferlo in confronto degli altri Italiani,
i quali non conofcevano ancora la nautica .
Infatti gli Etrufci non ebbero altra antica
citt marittima, che Pupulonia , la quale non
era neppur citt principale , ma dipendente da
Vetulonia .
Tutti
,

Tutti gli fcrittori, i quali parlarono degli


Etrufci ,
gli hanno decantati molto periti nel-
la nautica, nellarte di coftruire i vaiceli
e di fornire le flotte dequipaggio, e di ogni
Torta di armamenti anche prima che Romolo
nafceffe; ma erti ricorrono a tempi favolo!

ed eroici , e adattano agli Etrufci ci , che


de Tirreni, o Pelasgi fcriffero i Greci. Per
cotefti autori non mi potrebbono negare ,
che dalla morte di Enea ( fuppofto ftabilito
nel Lazio ) fino alla fondazione di Roma
non Moria , n favola , che parli degli
v* c
Etrufci: con qual fondamento pertanto affe-
rifoono, che gli Etrufci erano portenti in ma-
re prima della nafcita di Romolo ?
Non abbiamo altro ficuro , e pi antico ri-
fcontro di flotte Etrufche, fe non di quella,
che collegata colle navi Cartaginefi fu battu-
ta da una fquadra di vafcelli Focefi nei mare
di Sardegna lanno di Roma 10 %. , e poi
della infelice marittima fpedizione degli Etru-
fci del mar Gionico cogli, e Umbri , Dannj
ualche altro popolo di quella contrada a
3 anni della Greca colonia di Cuma nella Cam-
pania lanno di Roma 128. Io non pretendo,
che quelle due fiano Hate le prime flotte Etru-
fche, ma bens che di altre pi antiche non
v ha memoria ; che quindi non fi pu fuppor-
re, che prima di Romolo gli Etrufci averte-
r l ufo della marina ; e che finalmente il
rapportare J epoca pi bella dell Etrufca po-
tenza

Digita i by_Goog!e
,

, . .
*i
terza innanzi il fnppofto arrivo di Enea ,
tanto piu una ftrana , e ridicola fuppofizione.
La Greca colonia di Spina c di poco an-
teriore alla prima et di Roma, efleudo favo-
lofa la fua fondazione attribuita agii antichif*
limi Pelafgi, come fi oflerv . Pretende!!
che i abbiano dilf rutta nel fecondo fe-
Galli l

colo di , Roma
eppur folameute dopo quell
epoca fior la fua navigazione, ed inviava la
decima del profitto de fuoi traffici al tempio
di Delfo Scilace nel fuo Periplo la rammenta
.

ancora per efiftente .


Agiila foltanto nelle prime et di Roma
cominci a comparire una per que tempi
ragguardevole potenza marittima; era aliai co-
nofciuta da popoli della Grecia, i quali per-
ci davano agli vicendevolmente il
Agiilani
nome di Pelafgi , e Tirreni
. Siccome effa era
fondata fulle coftiere della Tofcana, accomu-
narono quindi agli Etrufci il nome di Tirre-
ni , e di Tirrenia a tutta 1* Italia : ma per
non aver fatta quella offervazione , furono i
dotti finora coftretti a credere mille fole , a

confondere i tempi , e i fatti , e a fupporre


infinite contraddicanoli, e ftrane conghietture.
I Romani ne primi fecoli della Repubbli-
ca non ebbero alcuna cognizione d marina:
contuttoci fra i trattati conchiufi tra Roma,
e Cartagine, rapportati da Polibio, v'ha il pri-
mo , eh dell' anno dell efpulfioni dei ,

da cui raccoglie!! , che i Romani arcano al-


C loia

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,

34
loia de vaiceli mercantili, e da guerra: ma
per cotedi vaiceli! non erano propriamente
de Romani , ma bens de Ceriti , come be-
ne olTerv Freret, quali erano divenuti Ro-
i

mani adottivi Servio Tullio avendo diltefe


.

le Tue conquide fino al territorio di Cere


per allcurarli il dominio de paefi fitu^ti all
occidente del Tevere, form una Eretta unio-
ne co Ceriti, che in un col titolo di Roma-
ni goderono poi di tutte le prerogative ap-
plicate a quella qualit. Quindi fi confider -
rono cos Erettamente incorporati co Roma-
ni , che ne trattati di quelli co Cartaginefi
ne quali tutti gli alleati di Roma fono fpeci-
ficati, non vi li nominarono giammai Ceri- i

ti. Per altro T irte fio Polibio, Livio, e l'Ali-

carnaffeo ci alcurano , che i Romani non


incominciarono a cotliuire vafcelli , fe non
quando formarono il difegno di conquiftarla
Sicilia, cio nel corfo 4lella prima guerra con-
tro Cartagine .
Quantunque ne' primi fecoli
foffer eglino occupati nelle conquide di terra
ferma, avidi per d ingrandirli , e intrapren-
denti tutto ci, che potea contribuire ad acqui-
tare quella fuperiorit, cui fin da principio
Spirarono , avrebbono ell per tanto tempo
negligentato un oggetto cos importante , co-
me era la nautica, fe quella da loro vicini
fi foffe efercitata fin dalle prime et di Ro-
ma con tanto credito, con tanto vantaggio,
e
cui altrimenti i Romani non poteano pervenire
Della

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. ,

Della navigazione de popoli fettentrionali


d' Europa non occorre decorrervi : dii ancor
celi et di Giulio Celare , di Plinio , di Ta-
cito, di Procopio , e di Sidonio Apollinare
tifavano piccoli legni, e quali tutto il corpo
de mede (imi era intdluto di vimini, e coperto,
ed incartato con intomeo di cucjo , e di pelli
(
io penfo , che di quella , o poco differ nte
maniera fiano Itati tutti primi navigli ) Non i

apparifee, che le loro navi fo Aero gi corre-


date di vele, e che nei lati averter per or-
dine difporti remi . Piuttollo il lor remeg-
i

gio, e palamento era fciolto, e mutabile, tan-


toch fulia nave remavano tutti naviganti i

e navigavano vogando . Quindi checche dica-


no certuni , la navigazione di quelli popoli
continu ad effere cos rozza , cd incapace di
mediocri viaggi fino oltre il fecolo quarto
dell era noftra

ARTICOLO TERZO.
Degli Itali Circompadani primitivi .

Y Olle provare
primi Circompadani
il

,
P. Bardetti (
cap
e perci veri primi abi-
. 6.) chi

tatori d Italia furono i Liguri , gli Umbri


e i Taurifci : certamente in Italia non v
memoria di altri popoli anteriori a medefinti :

iltempo della prima loro emigrazione c iin-


C z per-

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,

?
6
permutabile , ma non mi fembra verofimiJe
a froute delle fuccennate offervazioni , che
innanzi il nono fecolo pofdiluviano 1
Italia
abbia avuto abitatori .

Egli diede a Liguri il primato ,


perch li
credette gi ftabiliti intorno al Po ne tempi
di Deucalione ; cio rammentali da poeti, e
da mitologi Cigno Ligure figliuolo di Stenelo,
e Re de' Liguri , il qual fu amato da Fe-
tonte , e quelli Deucalione: fior al tempo di
ma quella prova tratta dalla favola di niun
peto. Bens generalmente avvifa Strabone lb .
i. , che liffatte cofe fempre non furono fin-
te o da' poeti , o dagli Scrittori, ma che fo-
no perfone , e delle cofe avve-
veftigie delle
nute . Per Greci modellarono quali tutta
i

la loro mitologia , ovvero la loro ftoria an-


tichilima fu fatti , e fulle narrazioni ,
i che
correano fra gli orientali , e fpecialmente fra
Egizi, e da Greci ve ne palio gran par-
te a Latini onde folto quello traviamento
;

gli uni , altri fi appropriarono le anti-


e gli

che favole o allegorie dell Oriente


, Laon- .

de febben fotto le medefime fi celi alcuna


fiata qualche velligio di perfone , e di fatti
1* infaperabile incertezza della precifa verit de
xnedefimi , l ignoranza afioluta de tempi , e
de' luoghi, ne quali hanno potuto avvenire,
1* indefinito arbitrio d interpretarli , e 1 ia-
coftanza de fentimenti non potranno mai ra-
/gio-

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. . . ,

37
gionevolmente determinarci a fondar fopra di
effi una prova illorica
Scrivono bens Paufania lib. i. c. 30., che
correa voce, cbe i fudditi del Re Cigno fu-
rono Liguri Trafpadani , o la alla lnifrra
i

del Po, e Catullo carni. 66 v. 32., che .

a Brefcia Jovrajiava la vetta Qgnea : ma que-


lle generiche nozioni al pi ci additano , che

di un antichillimo loro Re l mantenne la,


fama fra i Trafpadani, e che quelli erano la
maggior parte della trib de' Liguri , di qual
loro origine ne abbiamo altri incontraftabili
rifcontri
Tra i popoli , i quali propagarceli da' Li-
guri , il P. B. novera primieramente i Cozia-
ni , o fiano gli Alpini abitatori della prefet-
tura del Re Cozio, de' quali ne ignora il
primitivo nome . All' oriente de Coziani
cio di fotto a Sufa venendo a Torino, col-
loca i Taurini , o Taurifci, quali fenza dub-
i

bio erano Liguri Ma trattandoli delle prime .

origini,
propriamente non fi debbono nove-
rare Coziani , che prefero quello nome fe-
i

damente da Cozio loro Regolo a tempi d*


Augufto. Effi chiamavanfi anticamente Tauri-
ni , e Alpi Taurine chiamavanfi quelle loro
montagne , come da Polibio , -,e da Livio ar
^ertamente impariamo , onde tanto meno l
pedono diftinguere dai Taurini
Sotto i Taurini ripone i Levi , e i Maria*,
e li crede inlieme uniti ,
perch Plinio lib.
C 3 c. 17.
, ,,

5*
e. , che fondarono inficine la citt
ij. feri ve
di Ticino e crede altres , che Piimo infe^
,

gni che
,
medefimi erano Liguri ma ivi il
i -,

Ligurum di Plinio non fi riferifee ai Levi


e Marici , ma ai Vertacomacori Liguri tran-
falpini , i quali colli trafmigrati fondarono
Novara , come io oiTervai nella detta lloria
pag. 147. Per altro i Levi infallantemente
erano Liguri , e dovean efferlo anche Mari- i

ci . Per quello non era il loro nome genti-


* lizio , ma un fopranome affunto forf dopo 1*
immigrazione de* Galli , come offervai pag.
8t. N i fondatori di Ticino furono gli an-
tichi Levi Liguri , come ei pens , ma bens
i Galli Salluvii , i quali vi trafinigrarono do-
po i Cenomani , occuparono tutto il paefe
1 Orgo , il Ticino , e la campagna di Pa-

tra
via fin quali al Lambro , e- nomi adottaro- i
1

no degli antichi abitanti , eh effi fottomifero.


Arbitra inoltre il P. B. , che i Marici fia-
no primo popolo a metter piede nel
(lati il

paefe Cireompadano , onde fiano perci pri- i

mi anche tra gl Itali primitivi . Ei molto fi


ringaluzza di quella fua feoperta , che fond
fopra un paffo d Eliano hi/I. Uh. 9. e. 16 .

ove fcrive gii Aufoni furono i primi abitato-


:

ri d Italia , e furono indigeni .


Effi diceano ,
che t uomo il pi antico fu un certo Maree ,
eh' era me^f uomo ,
e rne^o cavallo : favoleg-
giano altres , eh' ei fia viffuto 113. anni , e
per tre volte ejiinto fia tornato a rivivere . Di
qui

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39
qui il P. B. pens di poter inferire , che i

popoli Circompadani effondo pi antichi d i

Italia , che tra quelli effeudovi i Marici Li-


guri, che Mares luomo il pi antico avendo
un nome relativo a medefimi , ei fia flato o
padre , o il condottiero de Marici in quelle
terre, e fiano perci flati Marici la prima i

gente, che veniffe ad abitare lItalia.


Ponghiamo, che tra gli Aufoni correffe
quella tradizione, eh Ebano ci conferv,non
li pu dunque trafportare a un altro popolo
affai difeofto dagli Aufoni per una equivoca
fomiglianza di nome . Ebano fui fenfo di que-
lla favola conghiettur, che Mares la flato il

primo , che montaffe a cavallo , e tal beftia


frenaffe , onde fiali creduto biforme Quella .

conghiettura diviene una dimoftrazione, per-


ch appunto march preffo Galli lignificava i

un cavallo, che i Germani diceano mare (veg-


gafi Leibnitz Collettari, etymolog. T. i. pag.
i 3 3 )
.
e gli Aufoni diedero il nome di Mares,
cio cavaliere, per una antonomafia a chi tra
di eflt fu il primo a montare un cavallo ;

feppur non modellarono quella fola (


eh Eba-
no non dice donde la traeffe )
fu quella de
Centauri , Se fi aggiugne , che i nomi degli
antichiffimi noftri popoli non aveano origine
dai loro principi , o condottieri , ma bens
dalle loro imprefe , dalle loro famiglie , o
trib , dalle qualit de luoghi , ove ftabilivanfi,
e da tali altre circoftanze , come i Marifci
C 4 ,
(Ma-

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,
.

40
{
Marifchon )
dall aver abitato preffo luoghi
palludofi , apparir vieppi la leggierezza , e
T infulfiftenza della conghiettura del P. B.
Dopo vi ripone Vedati, malamente talora
i

fcritti Eleati , ed lluati , quali fenza dubbio


i

eran Liguri , ed occupavano un ertelo terri-


torio negli Apennini di (opra Piacenza Alla .

finiilra del Po vi colloca i Saliuvii aneli' erti,


e Ibggiugne, che abitavano fra 1 Adda , e il

Ticino, dove il baffo Lambro ha luo corfo ,


che aveano altre volte tenuta la campagna di
Vercelli , che fu poi de' Libici ; e li vuole
pertanto de primitivi Circumpadani , e con-
danna chi., loro attribuire Gallica origine Per .

la qual cofa simmagin, che Livio lib. 5.


c. 3j. non altro abbia non
voluto dire, fe
che dopo Cenomani vennero altri Galli
i

de quali signora il nome, e quelli effendo-


fi inabiliti , dove Saliuvii abitavano , Sal-
i

iuvii anch erti foffero appellati , de quali pa-


rimente fiali Livio intefo di parlare lib. 51.
c. 10., ove dice, che gl Infuri , i Cenoma-

ni, e i Boi , avendo fufeirato i Salii , gl' lluati,


c gli altri Liguftici popoli , invertirono Piaceuza
Tra i molti equivoci , ed errori del P. B.
non c quello il pi leggiere a convincerne- :

lo balla offervare il tello di Livio, il quale


lib. j. cap.
jf. apertamente d il nome di
Saliuvii
, o Salii ai Galli trafmigrati dopo i
Cenomani , e riabilitili circa , o cura Ticinunt
amnem , ove pure infegua, che gli antichi po-

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,

4f
pol difcacciati da Salluvii erano i Levi
e Liguri, che altrove nomin Libici, e Li-
i

bui, nome , che deriva da una ftefla radice ,


cio di Liguri, ovvero Ligui ; quelli antichi
barbari nomi effendo pafiati in bocca a diver-
fe furono foggetti a parecchi travi*
nazioni,
'

famenti ; onde
Liguri talora anche Libii fu*
i

rono nominati, e Libia la Liguria, e Libiche


alcune fue fpiagge . Ivi per il redo di Li-
vio molto intrigato, ma per lintelligenza
del medelmo, e per vieppi conofcer lerro-
re del P. B. , fi rifcontri ci , eh' io divifai
loc. cit.part. i. . 4., e part. 1. . 8. Ora 0
fi vuol tenere la cura Tici-
lezione di Livio
num amnem rifpetto a Roma, e converrebbe
dire , che i Salluvii portarcnli tra il Ticino ,
e il Lambro fin quafi all Adda al meriggio
degl Infubri , oppur circa Ticinum , e diremo,
che in fenfo di Livio portarcnli i Salluvii
anche di qua nella Lomellina, e nelle cam-
pagne di Novara, e Vercelli. Ma qualunque
lezione fi prenda, egli certo, che anche
nelle dette campagne ftabilironfi pofeia i Gaili
Salluvii, quantunque da prima non fi foffero
Affati , che nelle vicinanze del Ticino. Infatti
Novara fu fondata dai Vertacomacori , quali i

erano della gente de Salluvii, e Vercelli da-


gli fteffi Salii, o Salluvii nel territorio, eh

era dianzi dei Libici (Plinio lb. 3. c. 17.)


Il P. B. non fi avvide, che quali tutte le
citt circompadane furono fabbricate dai Gal-
li,

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,

41
li tanto pi alla finittra del Po , come chia-
,

ramente il confermano gli antichi fcrittori ,


onde tanto meno dovea noverare Salluvii i

tra i primi Circompadani .

Riguardo al palio dell ifteffo Livio lib. 31.


c. io. per rapporto ai Salii, feppur Livio
non favella de' Salii flabiliti tra il Lambro
x il Ticino , e la Dora, che tali erano verace-
mente a tempi , de quali ivi parla, ed ab-
biali perci appellati quella volta col proprio
loro nome, e non con quello degli antichi
Italici popoli , che da quei Galli erano flati
fottomeffi, non l deve altrimenti intendere,
che de Salluvii tranfalpini , come gi offer-
vai dell' a ntic. condi {. del Verce IleJ'e pag. 17.,
e 18.
Di fopra agl Infubri v erano gli Orobj il :

P. B. confuta il signor Rota , il quale nella


dilatazione intorno all origine di Bergamo
li credette Etrufci , ma quello fu un capric-
cio, che pur volle venire al Rota. La pi
grave difficolt era dimoftrare, che gli Orobj
non foffero Galli , come alcuni antichi prete-
fero : io mi lufingo di aver foddisfatto a que-
fta difficolt , onde ho ripollo tra gl Itali Cir-

cotnpadani primitivi anche gli Orobj ( l. c. pare.


1. $ 7. ) il P* B. li crede precifamente Ligu-
ri , perch Sidonio Apollinare lib . 1. epijl. 5.
dice , , che
1 il Lambro
Adda , 1 Adige , e il

Mincio nafcono monti Ligullici , ed Euga-


da
nei: vuole perci che l'aggiunto di Euganei
r.

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J

4$
fi debba riferire a monti deJl Adige , e del
Mincio , e quello di Ligujlici a monti dell

Adda , e del Lambro , verfo le for genti de


quali ripone gli Orobj . Ma Sidonio Apollina-
re farebbe folo a chiamar Liguftici i divifati
monti ; inoltre egli non parla degli Orobj ;

quindi da un epiteto forf a cafo da lui apr


piicato alle montagne
Adda, e del La ru- dell
blo, che ha rutta lapparenza di un equivo-
co volerne dedurre il gentilizio nome di uh
,

popolo, un'ardita, e troppo arbitraria in-


duzione Non fi pu altrimenti foltener
.

quell aggiunto di monti Ligustici, fe non ri-


ferendolo agli Euganei , de quali la gente
principale erano gii Stoni , e quelli eran Li-
guri Ci tanto pi vero , perch Sidonio
.

parla de monti , dende nafcpno detti fiumi, i

che , eccettuato il Lambro , Tergono affai di


fopra al lago Lario , e perci negli eltremi
confini fettentrionali degli Euganei ali oppo- :

fto gli Orobj erano immediatamente al nord


degl Infuri , e non tanto inoltrati fulle mon-
tagne. Parecchi de loro luoghi erano gi pe-
ritia tempi di Catone , ma oltrech non eb-

bero mai un vallo territorio, effi non folo


non giugneano di fopra al lago Lario, ma
erano quali tutti ftabiliti di fotto al medefim.
Di fatto Catone ( preffo Plinio ibid. ) attribui-
re agli Orobj foltanto Como , Barra , eh era
gi rovinata a fuoi tempi , Bergamo , Licinii
Forum , oggi Pieve d Incino , & aliquot circa.
fOV U

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,,

44
populos , la qual efprefiionc ci dimoftra , che
le altre loro piccole popolazioni erano all
intorno de fuddetti luoghi pi cofpicui , e
perci quali tutte parimente di ltto al divi-
fato lago.
Il P. B. confermare , che gli Orobj
vuol
eran Liguri a cagione della loro vici-
altres
nanza co' Libui, i quali occupavano le cam-
pagne di Brefcia, e di Verona innanzi l in-
vasone de Cenomani . Ma fe quello argo-
mento giovafle, tanto pi io confermo, che
gli Orobj erano llumbri, o Infubri ( come
altrove offervai ) co quali confinavano per
tutta la lunghezza meridionale del lor terri-
torio , ed eran quali incapati co medefimi
e da niun naturai confine divifi , come lo
erano dai Libui per mezzo del fiume Oglio,
e co quali confinavan foltanto per una parte
dell' eftremit orientale dei lor territorio. Cer-
tamente gli Umbri vi fi portarono infin dai
primitivi tempi intorno al lago Lario , e a
mano a mano che difcefero piu fotto , chia-
maronl Ifumbri, e poi Infubri. Quindi ,
che alcuni degl' Infubri medefimi appellati Ca-
turigi fi ritirarono pofcia tra gli Orobj , co-
me dall ideilo Plinio impariamo . Quelli Ca-
turigi furono verifimilmente di quegl Ifumbri
i quali ritiraronfi nelle proflime montagne al
tempo dell invafione de Galli Belloveliani .

Ne monti, che fignoreggiano je campagne


di Brefcia , e di Verona , eranvi gii Hugaoei,
che

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.

c
. 4)
che il P. B. indiftintamente fece Liguri lo :

erano bens per la maggior parte , come io


dimodrai Icc. cit. pare. i. . 5. , dove pari-
mente fidai lo ftato degli antichi Alpini po-
poli di coteda contrada ; ma ci non puofli
indidintamente aderire di tutte le popolazioni
formanti la gente degli Euganei , edendo ve-
ne redate alcune nella prima , e paterna tri-

b degli Umbri . Egli altres pretende Liguri


i, Medoaci , ma fenza addurne ragione; imper-
ciocch i veri! de' poeti da lui citati ram-
mentanti nella Venezia le (piagge , e le cane
Euganee non fi podno particolarmente a Me-
doaci riferire , ma riguardano precifamente 1
antica opinione , che quella provincia prima
de Veneti era tenuta dagli Euganei . Pertan-
to l origine de Medoaci non fi pu didin-
guere da quella de Veneti, nel territorio de
quali abitavano . Strabone fu il foio , che li
ricord lib. 5., ma di una maniera confufa
in ordine allo dato topografico de uiedefimi:
fi rifeontri per l emendazione , eh io ne fe-
ci loc. cit. pag. 13 i , e t 3 z
Dopo i Liguri tra i primi Circompadani il

P. B. vi dabililce gli Umbri , e ne colloca


la loro prima fede alia cima del lago Lario,
non con altra ragione , fe non perch Probo
Ibride in Virgii. Georg, lib. z. v. 159. Larius
Umbros tangu , & per venu ufque Comuni-, fe
Probo parla delle due elremit di efio lago,
e fi debba intendere , cjie verfo fettentrioue
atri-

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4* , . .

arrivi fino agli Umbri , convico dire , che


Tuo fenfo alcuni degli Euganei
p rimente in ,

ed i Reti erano Umbri .


Quella afferzione di
Probo conferma bens l' origine Umbrica di
quefli alpini popoli, ma vuol edere foflenuta
da altre pi antiche te(limonian2e, e da altre
prove , il che non fecefi dal P. B. ; ma an-
corch balVafle 1 addotto pado di Probo a di-

tnoftrare Umbrica origine diedi popoli, con


l

qual fondamento pu dal medefimo inferire il


P. B. , che cotefti furono primi Umbri d i

Italia, da quali precifamente nacquero infra


altri anche gli Umbri dell Italia non Circom-
padana ?
Egli per aggiugne , clic degli Umbri del
Lario parl Erodoto lib. 4. c. 49. , il quale
noverando i fiumi , che fi fcaricano nel Da-
nubio , tra quelli dell Illirico nomina anche
il Carpis , e 1 Alpis, che (corrono nei! Illro

dalla regione degli Umbri Che hanno per- .

tanto a far qui le alpi Retiche , o Trentine?


Dove nafcono in cotelti monti fiumi , che i

vanno a metter foce nel Danubio ? Fra tan-


te ftrane interpretazioni date a capriccio a_
quello ofcuro palio Erodoto dod meno
di
llrana quella, del P. B. Io penfo di avern a _
data loc. cit. pag. 27, , e 28. una fpiegazione
almeno la pi verofimile, che finora fiali
potuto immaginare .

Quegli Umbii, che negli Sntichillmi tem-


pi li ftabilirono nel piano foggetto alle divi-
fate

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.

47
fate alpi , appellarono If-Umbri , cio Umbri
interiori , e poi Infuri , come fi offerv : i

Galli Beilovefiani , che invafero l Infubria quali


feicento anni innanzi Crifto , ritennero il no-
me di quelli popoli . Ora pretende il P. B.,
che i auche fuor dell Infubria
primitivi lufubri
fianfi propagati , e 1 addotto luogo di Plinio

lib. }. c. 1 7. lo traile a quello equivoco.


Parlando ivi il Geografo de luoghi , e de
popoli degli Orobj , i quali erano periti , vi
novera Caturigi fuorufciti degli Infiltri nel-
i :

le alpi Taurine , che formano oggid una


parte del Defkuto , v erano i Caturigi
Liguri , a quali appartenne Ambrun , nelle
vicinanze della qual citt la terra di Chorges
ritiene ancora un veitigio del nome de fuoi
antichi abitatori : il P. B. credette , che i Ca-
turigi , de quali fodero
parl Plinio loc. cit. ,

quegli del punto riflettere,


Deifiaato, lenza
che primi fon da Plinio rammentati nel pae-
i

fe degli Orobj , e come gi ellinti fin dall


et di Catone , e all oppofto Caturigi del i

Delfinato fono dall ideilo Plinio defcritti Ub.


5. c. zc. tra gli Alpini popoli , quali erano i

dati aferitti al diritto Latino , onde non folo


a fuoi tempi tuttavia fiorivano, ma continua-
rono anche affai dopo, come impariamo da
altri fcrittori
Plinio inoltre deferifle gli antichi Caturigi
degli Orobj , ovvero i fuorufeiti degl Infubri
nell undecima regione d Italia fecondo la di-

vido-
48
fione di Augufto, o fia Trafpadana regione ,

onde tanto meno fi pu intendere, che fof-


fero gl ideili coi Caturigi di Ambrun , eh
erano Trafalpioi , e non furono mai compre!!
nelle regioni d'Italia, tanto pi che quelli
abitavano di l delle illeffe forgenti del Po .

Ma il P. B. affeverando con tutto ci, che i

Caturigi del Deificato erano appunto quelli


dellundecima regione dItalia ( pag. 185. )
dimoftra non folo, che nelle fue iuvelligazio-
ni non palli) mai oltre la fuperficie delie pa-
role , ma che niente o poco conofcea l anti-
ca geografia . Condotto pertanto da quello
fuo equivoco parimente affer, che Vagien- i

ni dilcendenti de Caturigi erano Infuri , e


per Umbri: ma
Vagienni erano della gen- i

te, o trib de Liguri, difeendeano da Catu-


rigi di Ambrun Liguri anchefi, e quelli da
Taurini parimente Liguri , come io dimollrai
loc. cit. pag. Sy.
Tra il Po , e 1

Apenoino , e quindi preci-
famenre nelle regioni fra il Taro , e il Ru-
bicone penfa il P. B. , che ne pi antichi
tempi gli Umbri lingolarmente vi abballer ;
ma ci prefenta quelle verit argomentando
dalle favole , e fenza una pi efatta dichiara-
zione de popoli, e de territori, eh ei po-
tea per altro formare colla combinazione del-
le poche teftimonianze, che gli antichi ci tra-

mandarono ,

Fi-

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49
Finalmente egli parla dellultima delle tre
prime genti Circompadane , cio de Taurifci,
cjuali erano Salali! , e Leponzi per fede
i i .

di Catone predo Plinio lib. 3. c. 20. Con-


danna Livio, e tutti coloro, i quali diedero
a Reti , e a convicini Alpini popoli origine
Etrufca *, ma la Tua maggior prova di met^
tere in diffidenza 1

autorit di Livio , cui
oppone quanto elfo P. B. fcriffe de Coziani,
de' Taurini , degli e Orobj , degli Euganei ,

degli Umbri vidimo di


del Lario : noi per
qual valore la ci , eh egli immaginofli in-
torno a quelli popoli; febben Livio parlando
de Reti Etrufci non abbraccia tutti i popoli
divifati , ma l attiene a quelli (blamente, eh
eran finitimi ai Reti, per rapporto a quali ci,
chei narfa lib. 5. c. 35. richiede delle com-
binazioni pi dilicate , e delle ricerche pi
profonde che non fon quelle del P. B. (
l

rifeontri ci , eh io vi offervai loc. cit. part.


1. . z. )

Ma egli, che tanto li accende contro di


Livio, e pretende, che i Reti fodero Taurifci
al par de Leponzi , quali prove adduce mai ?
1 Perch Strabone lib. 4. dice , che i Le-
.

ponzi erano gente Retica , e quelli eran Tau-


rifci , donde conchiude , che Reti nacquero i

dai Taurifci U. Perch Polibio lib. z. nar-


.

rando la guerra Gallica Cifalpina, dice, che con-


tra Romani pugnarono Infubri , Boi , e
i ,

Taurilci; onde ei ninferifce, che per quelli


D qlti-

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/

J
ultimi fi debbono intendere Reti, come pi i

vicini agl Infuri, e non gi i Salalli, o i


Leponzi , quali fecondo il P. B. non porta-
i

rono mai larmi fuori delle loro montagne .


Con quelle due arbitrarie illazioni ei volle
provare , che adunque i Reti eran Taurifci .
Ma riguardo alla prima trattandoli delie pro-
prie trib di quelli popoli per Ja rigorofa di-
Itmzione de medefimi , Srrabone singann,
come gi offervai loc. cit. pag. 6 7.* Egli non
folo i Leponzi, ma anche i Camuni attribu
ai Reti , quando per certo, che Camu- i

ni abitanti nell Valle dell Oglio erano della


gente degli Euganei; ma per la loro vicinan-
za co Reti Strabone fi fece lecito di com-
prendere Leponzi, e Camuni fotto il nome
generale di Reti . .

1 In ordine alla feconda induzione del P. B.


balta efaminare il tetto di Polibio , c 1 ordine
geografico , eh ei tenne in nominare cotefti ,

alpini popoli , per avvederfi , che fotto il no-


me di Taurifci ei non parl de Reti , ma.,
bens de Leponzi, Saiafli, e Taurini, chei
comprefe fotta il nome di Taurifci ; ed que-
llo un punto dell antica lloria fubalpina , eh io
gi dimoftrai , come ho accennato nella
prima parte di guefto difeorfo . Ma per-
che tra popoli di erigine Taurifca il P. B.
i

non comprefe effi Taurini , o Taurifci pro-


priamente detti , e quali vi fi doveano com-
i

prendere prima di ciafcun altro Egli noi fe-


ce

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,.,

$}
ce per un altro fuo equivoco , eh io difeo-
prir nei ieguente articolo.
Accorda il P. B. Veneti erano de
, che i

pi antichi popoli ed erano Illirici


dItalia,
d' origine ; ma appunto perch vennero dall
Illirico, e che quella provincia fu cos denomi-
nata da I lirio figliuolo di Cadmo ( Euftazio in
Dionif. Perieg. cap. 5). ) e che Cadmo fu pofte-
riore a Deucalione , non volle collocarli tra
i primi Circompadani Ma anche profonden-
.

do da quelle fole , e che fur epoche favolo-


fe egli non doveal fondare , ha niente di
comune, che lIllirico foffe cos denominato

in tempi pi recenti, e che Veneti foffero i

trafmigrati dall Illirico in tempi antichiffimi


e prima che a quella provincia l applicaffe
un tai noma. I Veneti furono certamente in
Italia pofteriori agliUmbri, ma furono anch
effi degl Italr pi antichi, e poco meno che *

primitivi. Sulle intrigate quellioni , che riguar-


dano la loro origine, io ne ho ragionato toc. eie.

part. i. . $. Il paefe da effi abitato, cio la Ve-


nezia antica, comprendeva il Friuli, il Vicentino,
e tutta la parte marittima dello Stat Vene-
to , che trovali al fondo del Golfo Adriatico
Degli Etrufci , i quali un buon tratto occu-
parono anticamente dell Italia Circompadana
il P. B. non ne fece particolar difeorfo , per-
ch pens (pag. 1 7*7 ) che la venuta degli
,

Etrufci di qua dell Apennino di poco abbia


preceduto quella de Galli di qua delle Alpi,
D z fon-

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. ,

fondandoli Tur un palio di Strabone lib. 5 .

ove fcrive, che Tirreni avendo fpedita un'


i

armata contro de Barbari pretto il Po , n


cuber un buon ettto, ma divenuti effemina-
ti, furono a loro torno efpulli , e gfi altri molle-

r guerra a que, che cacciati gli aveano . Que-


llo palio molto ofeuro; o vi e qualche laguna,
o vi corfo qualche errore, come non rade vol-
te s incontra nel tetto di Strabone . Per fe ben
l efamina, egli parla del tratto dell Italia Ci r-
compadana tra Po, e T Appennino , eh
il

era anticamente occupato dagli Umbri , ed


Etrufci . Non verilimile il conjetuirare , ch
1' e fere ito degli Etrufci fiali motto contro degli

Umbri, quali non erano inficine per natu-


i

ra nemici , e combatterono talvolta foltanto


per primeggiare ; tanto pi che gli Umbri
guerreggiarono pofeia contro di quelli , che
*
aveano difcacciato gli Etrufci . 'Laonde no- i

minati Barbari debbono effere i Boi , Li ago-


ni , e i Seno ni , quali a mano a mano m-
i

vafero quella contrada , onde cotella Etrulca


armata fu un rinforzo inviato a pr dell' a van-
ito de loro nazionali di qua deli Apennino
e non gi una prima , e nuova colonia
Lo ttabilimento degli Etrufci nell'Italia Ci r-
compadana , e maliime tra le Alpi , e il Po,
fu di molto anteriore alle Galliche irrufioni
coficcb- a tempi di Bellovefo erano gi qui-
vi gli Etrufci in precipua fama di antichit ,

e di potenza , come chiaramente ritraefi da


Livio

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Livio lib. 5 . c.
3 j , che defcriffe cotefle rivo-
luzioni con maggiore efattezza . Io per non
pretendo , che Itali primitivi debbanfi gli Etru-
fci reputare .

Conchiude il P. B. il capitolo VI. della Tua


opera , confutando le vifioni dell Abate Qua-
drio fu 1

Ra-
origine, e fmodata antichit de
feni o Etrulci della Valtellina . Ma fi han-
,

no fempre a confutare le ftrane appaffionate


immaginazioni di fiffatti fcrittori ? Io penfo ,

che farebbe un avvilire la critica foverchia-


mente . Le ricerche di quello genere fono
per lo pi fiottili , e dilicate difcuffioni , che
richieggono tanto pi di fagacit e di giudi-
,

zio ,
quanto che trattali di faper cogliere de-
gli oggetti talora aventi un picciol corpo, di
comparare fovente delle differenze leggieri ,

\ e di riunire de piccoli, o fcommell rappor-


ti , che sfuggono ad una villa ordinaria .
Egli vero , che fpecialmente la ftoria del-
le origini de popoli , de fatti , e degli ufi
antichi fu quali fempre una forgente di con-
troverfie , ma quelle derivano meno dalla dif-
ficolt delle cofe , che dalla maniera di efami-
narle ; onde parecchi fcrittori non critici, non
profondi lludiarono condurci all folo ,
per
incertezza . non correLa faggia critica fe
fempre una llrada infallibile , pel quali fem-
pre licura . Spogliata di pregiudizi, e di tutt
altro interelfe, che della verit, raccoglie,
pela, combina, difamina tutto ci, che al

D 3
fuo

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.

Kuo oggetto concerne : confronta gli uni cogli


altri i teflimoni : affegna a ciafcuno il ior '

giufto grado di prova , e quelli diftingue da


quelli , che fono mere oppofizioni , eh ella
fa difeutere, e conciliare , o confutare. Non
il numero , ma la precifione , il valore , e la
giullezza de fentimenti la determinano ; on-
de fi decide per la forza delle prove , e non
per quella delle difficolt.

ARTICOLO QUARTO.
5
Dell origine

de' primi abitatori dell
Italia Circompadana .

On qui punto a confutare le ideali


iftar
ci nghietture che da Gomer fiano derivati i
,

Galli , e da Afcenez i Germani , come dopo


^ altri parecchi fcrittori s immagin il P. B.; ri-

cercher bens con quali ragioni egli preten-


da, che da Galli derivaffero Liguri, ed
Umbri, e da Germani i Taurifci
Ei comincia a ftabilire , che Celti furono
fidamente Galli , e che impropriamente , e
i

fenza ragiont fi c da alcuni fcrittori ellefo


quello nome a Germani ,
quafich Celti per
origine foffero i primi abitatori della Germa-
nia .
Divide

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,,

Divide in tre claffi gli antichi fcrittori

he poffono citarli, quando parlali della Cel-


tica origine de Germani Vi ripone nella .

prima Erodoto , Eforo , Timollene , Eratofle-


ne , e tutti que , che fcriffero innanzichc i

Romani paffaffero il Reno . Afferifce franca-


mente , che tutti quelli autori non ebbero
altra guida in ifcrivere delle genti fettentrio-
naii che voci , e memorie vaghe , ed arbi-
,

trarie , e che perci non li dee loro veruna


credenza Ma donde ricav il P. B. quella
.

notizia ? Perch ne loro tempi erano poco


note le regioni fettentrionali, li dovr affatto
negar quel poco , che pi antichi ci narra- i

rono delle medelime ? Qui non li tratta di


Greche illorie , che ad alterare, e ad ingran-
dire aveano i Greci un intereffe. Nc perch
ed talor s ingannarono in alcune circollanze
locali per rapporto alle regioni della Germa-
nia , nei che erano fcufabili per 1* ofcurit
c diftanza di effe , li debbono tutte intera-
mente condannare le altre nozioni , eh effi
ci tramandarono .

Nella feconda claffe vi ripone Cefare


Plinio ,
Tacito , ed Ammian Marcellino , i

quali dimorarono per qualche tempo in Ger-


mania, dove perci han potuto erudirli in-
torno alla vera origine de Germani , fulla
qual fuppolizione vuole , che predili tutta la
fede a quelli autori Per certo , eh efli .

non li propofero d inveftigare la prima origi-


D 4 ne

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1 *
ne de Germani: e perch non differo mai pre-
cifamente , che Germani foffero Celti , il
i

potr dunque conchiudere, che di fatto non


1 erano Quale implicanza vi , che i Galli,

e i Germani foffero due genti , e da princi-


pio due colonie di una comune immediata
origine , fenzach gli uni foffer dilcel dagli
altri ?

Finalmente nella terza claffe vi colloca tut-


ti gli che fcnffero dopo Celare, fen-
autori,
za neppur rifparmiarvi Strabone , Dione , ed
Appiano . Ei dice , ( pag. 21 6.) che quelli
feguirono interamente gli autori della prima.-,
claffe fcreditatiffima che perci loro non fi
,

dee veruna fede. Ma dove ci apprefe? Ec-


cone la ragione, eh ei foggiugne: pu effere
che quelli autori della terza claffe prima di
determinarli in favore, o contra lorigine
Celtica de Germani ej'aminajfero tutto accura-
tamente , ma pu anche ejjere , che trovando i
articolo non poco ajlrufo , o giudicandolo al lo-
ro fuggett poco importante , copiajfero fen^a
tante difcujjoni chi [uno chi [altro de' pi an-
tichi . Non egli quello un vaghiffimo ra-
ziocinio lo mi difpenfo dal dirne pi oltre.
In foltanza il P. B. per provare , che Celti
non erano i Germani , ma i foli Galli , fi fer-
ve di argomenti negativi , e di arbitrarie fup-
pofiziom ingiuriofe alla fede degli antichi
fcrittori
, che non fono del fuo partito .
Glieoe duole di non aver veduto le indiate V
Cel-

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,

Celtica del signor Daniel Schoephlin per am-


pia conferma del fuo fiftema , febben n abbia
veduto un ellratto nelle memorie diTievoux.
Per quell opera non dee fare un grand* ono-
re al dotto signor Schoephlin : io ne dimo-
'
N
ftrai gli equivoci, ed altri non pochi errori
nella introduzione alla ftoria degli antichi po-
poli dItalia, dove il fiftema di quello autore
riprodotto in oggi dal P. B. fulla privativa
origine Celtica de Galli mi feci a dilaminare.
Non era quella una .difcuflione , che do-
vere trattarfi in proporzione del numero de-
gli autori , che fuppongonft favorevoli , o
contrari alla propria opinione, come fu 1
efempio del signor Schoephlin ha fatto il
P. B. con altri pi fodi , e giufti principi, do-
vean effi entrare in fiffatta diffusione . E in-
negabile, che quali tutte le antichiflme gen-
ti occidentali , e fettentrionali dell Europa fu-

rono dagli antichi ffrittori conofciute fotto il


nome di Celti : io per non pretendo , che
quello foffe il nome primitivo , e comune in
origine a tutte le genti Europee: anzi per
efempio il nome univerfale di tutti gl Itali

primitivi era quello di Umbri: a mano ama-


no eh altri trafmigrarono nella Gallia , e_
quindi in Ifpagna, e chaltri paffarono in Ger-
mania ,. furono dopo un lungo tempo gene-
ralmente conofciuti fotto il nome di Celti
o foffe un nome da effoloro prefo , o dato
loro da altre nazioni ^intanto quello nome
:

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5 * .
.

l dilat , e divenne il pi eftefo , e il pi


comune .

I Galli fpecialmente vi contribuirono ad


eftendere quello nome , a cagione delle fre-
quenti loro emigrazioni . Per effi non por-
tarono il nome di Galli, fe non dopo le va-
rie loro irruzioni in Italia , in Germania ,
nell Alia Minore, e in Grecia-, e l'antico
loro nome era 1 univerfale di Celti , corae.^
atteftano Cefare , Paufania., e Appiano , i

quali peraltro non parlano dell' origine di


quello nome. Per la Uretra affinit degli altri
antichi popoli Europei coi Galli nella lingua,
e ne coftumi , perciocch la lingua variava
Soltanto per le diverfe modificazipni della
.

pronuncia, e dialetto, e coftumi erano po- i

co prefl gl ifteffi , cio fel vaggi , e barbari,


accomunoll quali a tutri indiftintamente il
nome di Celti, e taiora di Galli. Quindi gli an-
tichi fervironfi del nome pi comune di Celti per
lignificare differenti barbare nazioni Europee,
niaffime, prima di conofcere nomi particolari i

delle medesime. Laonde come fi potr gi ultamen-


te inferire , che quegli fcrittori, parlando de'
Celti , abbiano intefo
fidamente Galli , o i

che fu rincontro di quella fratellanza


di do-
mi abbiano che da Galli tutti gli
pretefo ,

aitri Celtici popoli fodero derivati? Non aven-


do fatte moderni fcrittpri quelle, ed altr^^
i

fintili riflefloni , fi divifero in diverfi partiti


fopra una quiftione jfoftanzlalmente di pur#
no-

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'
.59
nome. Intanto le prove. Tulle quali fondali
il P. B. per derivare dai Gaili 1 origine de'
primi Liguri Circompadani , Tono le fegutnti.
I. Polibio lib. 2 . patlando de Barbari, che
di qu teneano fpeciaimente le A 'pi Maritti-
me , cio i Liguri , dice , eh' cfli non per
legnaggio, ma per territorio efan diverfi dai
Celti Trafalpini . Adunque in fenfo di Polibio
i noftri Liguri erano dell ifttfla origine de'
Celto-Liguri , il che veriffimo ;
ma da Po-
libio non che fi ritrae, i noftri Liguri foffer
derivati dai Galli, n i Galli dai noftri.
II. L Alicarnaffeo lib. i. dice, eh era tut-
tavia incerto ,
qual foffe la patria de' Liguri,
Te T Italia , o la Gallia : ciconferma , eh'
elli erano per origine la medefima gente, e
che gli antichi fcrittori non fi prefero mai la

briga dinveftigar feriamente 1 origine de


Barbari ; ma che vuol quindi inferire il P. B.
in favore della Tua opinione ?

III. Plutarco in Mario narra, che gli Am-


broni collegati coi Cimbri fui punto di attac-
care i Romani ripeteane altamente il proprio
nome , alle quali grida i Liguri Italici militan-
ti fotto Mario replicarono lchiamazzando,che
quello era parimente il paterno loro nome ;

al che foggiugne Plutarco , cosi in verit i


'
Liguri appellano fefiejfi (
cio AmbroBS , o
Umbri )
per rapporto alla loro origine . Quin-
di il P. B adduce Fello, fecondo cui gli Am-
hroni erano una gente Gallica ; ed Eutropie
hb.
. . ,

(So

ib.j. avendo ferino, che Cimbri, Ten- i i

toni , Tigurini , e gli Ambroni erano genti


i

Germaniche , e Galliche , il P. B. applic i


primi due popoli a Germani, e gli altri ai
Galli e conchiude , che adunque
, notlri i

Liguri erano per origine Celti , cio Galli in


fuo fenfo . X argomento , che fecon-
Quello c
do lui toglie ogni dubbiet fu l'origine Gal-
lica de Liguri Italici : io pertanto mi eften-
der alcun poco per dimoftrarne 1
errore
I divifati Ambroni teneano nell Elvezia
fpccialmente la campagna di Soleure , e cre-
dei!, che teneffero anche qualche tratto del-
le campagne di Lucerna , e di Fribourg fu- :

rono gli Elvezj confiderai per gente Gallica


anche da Tacito de German. per la loro af-
finit , e vicinanza coi Galli : fe quella loro
origine vera , converrebbe dire , che gli

Ambroni vi folfer trafmigrati dalla Gallia


per in tempi non molto antichi perche l
,

dubita , fe l Elvezia foffe pia popolata al tem-


po della emigrazione di Sigovefo , cio cir-
ca <joo. anni prima di Crilto . Ma certo ,
che gli Ambroni erano una popolazione poco -

eftefa , folita a trafmigrare, e fu interamente


eftinta, e difperfa, quando in un coi Cimbri
-fu feonfitta , ed uccila da' Romani preffo la
Duranza , o preffo Aix di Provenza : in fatti
Cefare a fuoi tempi tra gli Elvezj non ram-
menta pi gli Ambroni
Ma

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.

6 i

Ma perch i Liguri erano Umbri , o Allibri


di origine, fi pu egli inferire, cherario ap-
punto derivati daila piccola gente degli Am-
broni Elvezj ? che anzi tutti gli Umbri d'
Italia folfer Galli di origine ,
perche i detti
Ambroni eran creduti Galli Eppure di que-
lla medelima , ed unica conghiettura fi ferva
il P. B. per provare la Gallica origine ancho
di tutti i noftri Umbri
Per teftimonio di tutti gli autori erano gli
Umbri reputati la pi antica, geme dItalia,
e po (felibri di ella quali interamente : ella
quella una verit, che inoltre io dimollrai
nella divilata Italia i., cui pure vi con-
fente l ifteffo P. B.
L addotto palio di Plutarco, eh uno de'
pi precidi , ed effenziali per le Italiche ori-
gini , ci difeopre , che Liguri difeendeano
i

dagli Umbri . L imperferutabile antichit de


Liguri, e 1* eftenfionc de territori, eli efl

occupavano nell Italia Gircompadana , nelle


Alpi occidentali ,
e lungo la colliera maritti-
ma da Anzio ovvero dall Arno fino a Pi-
,

renei , una prova evidente , che infin dalle


pi rimote etadi era feguita cotella dividono
di trib, e che loriginaria, da cui fepara-
roul i Liguri ,
per formar quali u altra na-
zione, effer dovea molto copiofa , ed antica.
In neffun altra provincia vi $ incontrano
gli Umbri n cos antichi, n tanto elicli,
-come, in Italia, eh efi tutta occupavano,
pii-
i .

6
primachc dal loro corpo fi divideffero Li-
guri ,
onde ne, primitivi tempi il nome di
Umbri lignificava tutta la nazione Italiana
All oppofto ritroviamo nelle altre province
appena alcun veftigio del nome degli Umbri
applicato a qualche luogo, olito , oa qualche
fiume , che dinioftra piutrofto 1 affiait dell
antica lingua, e de popoli di quelle provin-
ce colla lingua, e colla nazione Um- de noitri
bri , che lo ftabilimsnto di alcuna Umbrica
colonia nelle medefime .

Nella Gahia fteffa altro indizio di Umbri


Con vi abbiamo, l'e non il nome di Ambrun
nel Del fi nato Umbranicia a un picciol
, di
tratto di l d Aix in Provenza , fecondo la
Tavola Peutingeriana, e di Umbramci a una
piccola popolazione di l del Rodano verfo
T Aquitania (
Plin. U 3. c. 4. )
Tutti cotefti
luoghi eran tenuti dai Liguri , onde loro i

popoli erano gi diramati dagli Umbri, e


conservarono tuttavia qualche velligio del lo-
ro nome originario V.era pure negli He-

dui un pago degl lfumbri ( Livio Uh.


detto
j. c.34.) e in neffun altro fito della Gallia
vi fi trova pi orma di Umbri . Con qual
fondamento fi pu adunque conjetturare , che
dalla Gallia non folo fian derivati gli Antbro-
ni Elvezj , ma altres tutta la numerofa , e_.
primitiva nazione dell Italia , che tutta 1

oc-
cup infin da tempi inarrivabili ? Non egli
pi verofimile , come io altrove offerta , che
degli

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.

degli
/

Umbri
...
, i quali
6*
occuparono ne tempi
antichiffimi le Alpi Retiche, e tino alla mon-
tagna or2 di S. Gottardo , e perci anche
dal P. B. l chiamano itali primitivi, fotTcro
gli Ambrooi una piccola coionia trafmigrata
nell Elvezia ? La loro vicinanza, le neceda-
rie, e consuete migrazioni da levante in oc-
cidente non cel raffermano ? Ci tanto pi
debbe effer vero, poich fra i Galli e fra i
,

Germani non vi compaiono popolazioni di


Umbri, eh abbian potuto anticamente inviar
colonie in altre province .
* Ritenuto pertanto, che i Liguri eran Um-
bri in origine , retta provato , che tutti ebr
bero da prima una medehma patria egli :

poi lcuro , che fuori d Italia non vi fono


memorie d Umbri , o Ambri , che poffano
pareggiare 1 antichit de noftri accertata dal
te tttmonio de' pi antichi , e pi efatti ferir-

tori,, e dai fatti, eh etl adducono, mentre


le altre province all occidente , e al nord
dell Italia hanno memorie affai pofteriori y

n tanto meno poffono vantare una cos ette-


fa popolazione di quella gente, oli abbia po-
tuto dar origine alla numerofiffima trib de
Liguri
Sent la gravezza di quella difficolt il P.
B. , e fuppofeche Ambron fignificaffe pri-
,

mieramente tutta la uazione Celtica , o ha


Gallica i -avvegnach il nome originatio del-
la medelrma, Tcoado la fua fuppolizione, folle
qtil-

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quello di Rumeri , Cumri, Cumbri , cio di-
fendenti di Gemer, donde poi fi formaffe
Umbri . Altri di qui avendo derivato anche
il nome di Cimbri , e Cimmerii , fecero al-
tres Gementi progenitori de popoli del
i

Nord Ma quelle ideali ridicole conjetture


.

ponno mai fervir di bafe per idabilire lori-


gine una nazione ? Ci , eh io divifai fui
di
nome Cimbri, altrimenti Cumri, e Cum-
de
bri ( cit. pag. i. )
toc. dee badare a fgannar
chiunque va in traccia di cotede etimologiche
fole . . .-ni

Per fe 1

Alicarnaffeo dubit qual foffe
patria de Liguri lItalia, o la Gallia, io gi
offervai {ibid. pag. $i. 51.) che Scilace fcrit-
tre molto pi antico ci uvea tolta cotedi_,
dubbiezza Egli ripone gl Ibcro Ligyes chi Pi-
.
'

renei fino al Rodano, di qui fino alle Alpi


i Celto-Ligyes , e dalle Alpi fino all Arn<?, o
ad Anzio i Ligyes propriamente detti . Que-
do femplice nome far forf poderiore ai due
altri compodi? L appellare femplicemente Li-
guri que d'Italia non vuol egli dire, che gli
altri Itali erano di una ideila nazione, e che

non era perci neceffario gli uni didinguer


dagli altri coll unione di dranieri nomi? Adun-
que gli aggiunti , eh ei diede a Liguri Tra-
falpini , non lignificano forf ,
eh eran necef-
farj
,
per didiDguerli dai popoli Gallici , nella
provincia de quali abitavano ? Queda c per-
tanto una dimodrazione della vera patria de

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6*
, .
Liguri , c per confeguenza anche degli Um-
bri , e non pi unarbitraria conghiettura.
Ma le il P. B. impar da Plutarco , che
il p^erno nome de Liguri era quello di Um-
bri o Ambri il che vuol dire , che quelli
,

eran diramati da quelli , con qual ragione ci


fa in Italia i Liguri anteriori agli Umbri ? Li
crede forf nel fuo filtema i pruni ad effere
colta trafmigrati ? Ma le i Liguri Trafalpini
ocaupavano fpecialmente il litorale della Gal-
lia dalle Alpi ai Pirenei ,
perch crede egli,
che primi liano trasmigrati nelle regioni
i

Circompadane , facendo un pi lungo giro,


e valicando difaitrofe montagne , e non paf-
farono Sbito di qua del Varo nel contado di
Nizza , e nel Genovefato , fenza tanto allon-
tanarfi cos Subito da loro nazionali ? Perche fe
gliUmbri vennero parimente dalla Gallia , fi
hanno elfi a pollare a dirittura in cima al Ia-
go Lario Qual necellit di allontanarli tanto
?

dal lor paefe, farli viaggiare per regioni poco


praticabili al nord dellItalia , costringerli a fce-
gliere il difficile paffaggio delle Alpi Retiche,
quando per luoghi piu vicini , e pi facili po-
tean di qua trasmigrare ? Egli non pu rifpon-
dere a quelle difficolt , fenza ricorrere a'fuoi
Ambroni , Eivezj , eh ei fece i progenitori
de noltri Umbri , e Liguri , i quali non do-
veano poi fare un s gran viaggio ,
per re-
carli alle Alpi deGrigioni , valicarle , ed ar-
renarli quindi alla cima del lago di Como,
, E donde

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. ,,

<56

donde a mano a mano difcendendo , e pro-


pagandoli , tutta popolarono 1* Italia . Adua-
que fecondo lui gl itali primitivi non fareb-
bono venuti immediatamente dalla Gallia , ma
dalla Svizzera
S egli arbitra, che piuttofto pel Bosforo-
Tracio lian prime colo-
pallate in Europa le

nie , li fono effe dianziGrecia, ftabilite nella

e nell' Illirico , o paffarono fubito al nordo-


veft di quelte province per la Pannonia , e
Germania lino nelle Gallie ? Se il primo cafo
vero perch non li dee piuttofto credere
,

chabbiano difcoperta lItalia, eh era la pro-


vincia pi preflma , la cui lunazione loro
promettea un miglior cielo , e in cui dall Il-
lirico poteano agevolmente penetrare pel mon-
te Ocra il pi baffo di tutte le alpi? Se fup-
pone il fecondo cafo , non c un fupporre ,
che la Grecia, e l Illirico paefi pi proffimi
al luogo , da cui egli fa trafmigrare le prime
colonie , farebbono flati popolati dopo le pro-
vince occidentali, e fettentrionali dellEuropa ?
Ma fe anche penfa , che una parte di que*
primi fiali fermata nella Grecia, e poi nellIl-
lirico, perch non da quefti come pi vicini
all Italia , e al luogo della prima immigra-
zione non far ftata poi anche popolata la no-
ftra provincia ?

Se 1 opinione pi collante , pi verofimi-


le, e pi conforme alla Scrittura fi , chele
province fianli popolate di grado in grado
per-

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,

67
'

perch quelle dell Europa al fudcft fi hanno


a fupporre popolate da colonie venute doc-
cidente , e cos pi diftanti dai centro delle

.
prime popolazioni ? L efempio de Barbari del

nord , che invaier il Romano Imperio, pro-
cedendo di grado in grado dal nordeft ai
fudoveft ,
per iftabilirfi l'otto cielo migliore,
non forf giuftamente riconofciuto per una
traccia del procedimento delle prime colonie,
le quali prive d induftria , e bifognevoli d
ogni cofa cercavano luoghi pi comodi , e pi
vicini per propagarvi ? Se l Italia fi forte
fidamente popolata , allorquando la Gallia, la
Svizzera , e la Germania furono in iftato di
verfarvi delle colonie , non c egli evidente
per le fuddivifate oflervazioni , che prima dell
epoca Trojana l Italia non avrebbe potuto
avere abitatori ? Nell ordine delle cofe porti-
bili , ma imperfcrutabili nella loro precihone

per mancanza di monumenti, non c forf da


preferirli quel fiftema , eh il meno intriga-
to , che non con gratuite
deeli appuntellare
o ripugnanti fuppofizioni , che non moltipli-
ca inutili difficolt , che anzi feguendo le pi
naturali direzioni , refta il pi femplice , il

pi chiaro, il pi adattato alla forma, al fit-

to , alla condizione , alle relazioni , e necefiG-


t degli efleri
, e delle cofe in quiftione ? E
adunque dimoftrata l'incoerenza dell ideale fi-

ftema del P. B. filila derivazione degli Itali

primitivi dalle colonie Galliche.


E z Non

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,

Non hapno miglior fortuna i Taurifcij eh


ci fa venir da Germani Gi vidimo , cho__
fra i Taurifci ei comprefe i Reti per una leg-
gieriflma
, ed^equivoca induzione , e fenza-
chc verun antico autore 1 abbia detto ; e in-
tanto ^quelli dai Taurifci efclude , i quali lo
erano anche a preferenza degl iftelfi Salali! ,
e Leponzj , cio medefimi Taurifci , ovvero
i

Taurini Ma perch ci ? Egli s immagin ,


.

che Taurifci fofler Germani , e (ccome i


i

udiri Taurifci , o Taurini erano fpecialmen-


te qualificati della ftirpe de Liguri, che fe-
condo lui erano Galli , perci fu coftretto di
dare ai Taurifci propriamente detti una diver-
fa origine da quelli della loro gente medeli-
ma, i quali avendo riaflunto i nomi delle lo-
ro famiglie , fi appellarono Salafl , e Lepon-
zi , ma furono tuttavia da Catone riconofciuti
per gente Taurifca Qual neceffit pertanto
.

di derivarli dalla Germania , e dal Norico ,

quando immediata loro vicinanza co


l iftefia

Taurifci propriamente detti chiaro ci dimoltra


eh erano con quelli una medefima gente ?
Si pu qui ricercare , fe il nome di Tau-
rifci apparteneffe rigorofameDte ad alcuna gen-
te o popolo particolare , o folTe foltanto un
,

fopranome, o un epiteto. E certo, che il


nome , che una nazione o un popolo dava ,

a fefteffo , era quali fempre un gloriofo epi-


teto derivato dalla lingua , eh elfo parlava .

Se il nome era dato dalia nazione ad un fuo


po-

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.

69
popolo particolare , effo era derivato o da_.
qualche (ingoiar collume di quel popolo , o
da qualche fatto , che. io riguardava , o dal
(ito della regione , eh egli abitava ; e talora
era un fopranome ingiuriofo , tnaflme Te gli
l applicava da un altra nazione
Nella lingua degl Itali primitivi , e degli
altri Celti il nome di Taurifci lignificava gli

abitatori de monti , come gi ollervai altro-


ve ( /. c. pari. 1. . j.) non adunque un
nome particolare di quelli popoli , ma un fo-
pranome dato a medelimi . li gentilizio nome
de nollri Taurini era quello di Liguri , ma
oltre a ci avranno avuto un nome partico-
lare con cui fra di loro li appellavano , co-
,

me aveano Saiaffi , e Leponzi parimen-


1

i i

te Taurifci Quanto noi ignoriamo la preci-


.

fa cagione , onde a medelimi fu applicato que-


llo fopranome, altrettanto lcuro , che gli
antichi non riconobbero la gente de Taurini
fotto altro titolo .

Polibio lib. 1. , il quale * il pi antico


fcrittore, che parl de popoli di quella no-
lira contrada , appell fempre indilintamente
Taurifci tutti gli abitatori delle Alpi occiden-
tali d Italia dal monte Vefulo fin di fopra al

lago Verbano (lago Maggiore) eh una pro-


va , che a tempi , de quali ei parla , ed an-
cora nell et fua erano medelimi foltanto co- i

nofeiuti fotto quello fopranome . I Romani


non diltinfero i Salafl dagli altri Taurilci , e
E 3 non

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.

7
non conobbero quefto lor nome particolare ,
f non dopo che gli adalirono nella loro val-
le (otto la condotta del confole Appio Clau-

dio l'anno di Roma dio.: lo fteffo deefi di-


re de Taurifci Leponzj conofciuti primiera-
mente da Catone con quelto particolar nome
dopo la fconfitta deSalafl: ma la gente de
Taurifci, o Taurini propriamente detti fe-
guit ad effere appellata quali per eccellenza
con quefto antico fopranome , bench Ro- i

mani abbian pofcia conofciuto nomi de' po-


i

poli particolari , che la componeano Refta .

pertanto dimoftrato , che tutti i noftri Tauri-


lei erano una medifima gente , non altrimenti

divifa che per interelli politici ; eh effi erano


della trib de Liguri , e perci originar] degli
Umbri
Ma con qual ragione il P. B. vuol deriva-
re dalla Germania Taurifci Salaffi , e Lepon-
i

zj , ed anco i Reti fuppofti da lui per gente

Taurifca? Perch li crede una colonia deTau*


rifei del Norico ; perch l figura , che il No-

rico fode una parte della Germania ; perch


s immagin, che i Norici derivadero da'Svevi

Narifci: onde conchiude, che primi Tauri-


i

fci venpero in Italia immediatamente dalla


Germania Nerica , mediatamente dalla Svevia ,
e che furono per origine Svevi Narifci . Ma
i Taurifci del Norico fono cos antichiffimi
anzi abitavano anticamente nelle vicinanza
del Danubio predo gli Scordifci (
Strab. lib.

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,

7i
7* Plinio l. 3. c. aj. )
Dopo le vittorie del
Re de Ger Boerebiftas contemporaneo di Sii-

la , e di Giulio Cefare l ritirarono nel No-


rico verfo Aquileja, e Nauporto (
Strab. ibid.)
dove pofcia cambiaron di nome , ed appelia-
ronl Norici (
ibid. ) Egli vero , che
Plin.
fin tempi antichiflmi le montagne del No-
da
rico appellavacl Taurn , ma non fi fa , fe
prima di quella emigrazione de'Taurifci ; e
in ogni calo era quello un vocabolo comune
a tutti quali i primitivi popoli dell Europa
per defignare gli altiffimi monti.
Che ri nome di Norici allumo pofcia da
Taurifci trafmigrati nel Norico , foffe anzi il

colloro antico nome ,che fembra avere qual-


che lontana affinit con quello de' Narifci della
Svevia , donde perci il P, B. vuol derivare
i primi Taurifci , una pura , e ftravagante
fua immaginazione , che non ha verun appog-
gio j come fi quella parimente , che il No-
rico folle una parte della Germania . Ma
tutto ci a che pr ? non v erano de Tau-
rifci anche nella Dacia, e nella Tracia? non

ve n erano nellApennino in Tofcana fopra


di Arezzo (
Aqutnfes cognomine Taurini : Pli-
nio 3. c. 5.) non ve n erano altrove in al-
1.

tre lontane pio vince ? Che fe ne pu quindi


inferire , fe non che era quello un foprano-
me dato ad alcuni abitatori di montagne da*
loro nazionali , forf anche per qualche altra
circolanza , che noi ignoriamo ?
E 4 Una

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, ,

7*
Una prova favorevole alla fua aderzion
penfa il P. B. di ricavare da Livio hb. zi. e.

3S. laddove condannando 1 opinione , che


Annibaie fode difeefo in Italia per l'Alpe Pen-
niaa ( il Gran S. Bernardo ) dice non edere
punto verilmile , che quella ftrada fede allo-
ra aperta > e eh era inoltre circondata di genti
Scmigermanc : il P. B. quindi n inferifee , che
ficcome cotefta ftrada padava altres per le
terre de Leponzi , e de Salaffi , in fenfo di
Livio quefti due popoli fodero Germani . Ma
Annibaie , il qual veniva dalla Gallia , non
dovea forf incontrar prima Veragri , e i i

Seduni valicando il Pennino ? Non farebbe,


ella ftrana e ridicola cofa , che Livio tra le

difficolt di cotefto padaggio , che a parer


fuo era allora impraticabile , vi avede nove-
rata 1 origine de popoli , che v eran d intor-
no , piuttofto che la loro fierezza , e valore
capace di refiftere ad Annibaie , che cel ligni-
fic colla lmilitudine dell aggiunto Semiger-
mani , come ben l intefe Dujazio ? Se a vede
potuto Annibaie fin ne Leponzi , e Salali! age-
volmente penetrare , cio fino alle radici delle
Alpi dell Italia , non forf vero , che fva-
nirebbero le difficolt d un tal padaggio , che
da Livio vi fi oppongono , onde -apparifee
eh ei non volle parlar de Salaffi , e de Le-
ponzi fotto il nome di Semigermani ? Intatti
ei non adevera, che Annibaie pafs per li
Taurini propriamente detti, a quali non appo-

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,,

\ 7<
f quello aggiunto di fierezza -, onde fi potr
fupporre , eli' ei labbia voluto apporre agl' al-
tri gente , o eh ignorafle
popoli di quella
che i Leponzi erano ugualmente
Saiafft , e i

Taurini , o Taurifci , quando Polibio 1* avea


gi detto j e che fu qui da Livio quali rico-
piato ? Non egli verdiano > che per illabi-
lire lorigine d uu popolo non fi pofiono mai
con tanta violenza foracchiare le parole degli
antichi , che non ne parlano di propofito ,
che fi fervono talora d efprefloni men pro-
prie , o che ricevono tutt altra , e pi como-
da fpiegazione? Pu mai effer lecito dattri-
buire a un diligente fcrittore con arbitraria
illazione un fentimento , eh ei non ha preci-
famente , che anzi ripugnarebbe colle altre
cofe , eh ei fcrifie ?

Donde raccolfe inoltre il P. B. , che avanti


let di Deucalione la Germania folle abitata,
die anzi aveffe gi inviate delle colonie nel
Norico , e di ir poi ve ne fofier paflate ia
Italia
a
,
tutte le quali immigrazioni , e ftabili-
menti importerebbero ancora qualche fecolo
innanzi quell epoca ? Noi raccolfe altronde
che dalla lua fantafia : e ficcotne aveva gi
luppofto, che avanti quella et non lolo era
gi popolata Ja Gallia , ma colle fue colonie
de Liguri , ed Umbri avea gi popolata per
fin T Italia ne inferi , che tanto pi dovea
eflfere abitata la Germania meno dilcoita dal
centro della dilberfione degli uomini . Ciafcu-
--v no

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. ,

74
no vede la bont di quello raziocinio , cori
cui d per certo ci, chera in queiiione , e
eh ei non ha provato .

Ma egli ricorre all opinione , che i primi


occupatori della Germania furon que della_-
cafa di Afcenez primogenito di Gomer , e per
appuntellarla , adduce un paffo dell Edda If-
landica , cio mitologia de popoli del nord
fabbricata nel izoo. , dove il primo uomo ri-

trovato nel Settentrione nomina Afko, che fi

gli fembra un accorciamento di Afchonez Io .

mi dfpenfo dal confutare fintili fole : niente


di migliore hanno detto finora gli antiquari
del nord ,
per provare 1 antico popolamento
delle valle loro province , che all oppofto
ancor ne tempi di Giulio Cefare o non era-
no popolate , o affai raramente . La Germa-
nia altres affai tardi fi popol a paragone
delle province meridionali d' Europa , e cos
pure la Gallia fettentrionale , come io di gi
ffervai nella divifata ftoria
La tradizione confervataci da Timagene ri-
ferito da Ammian Marcellino Ub. i f. e. y .
che la Gallia fia (lata vota d abitatori fin
alla rovina di Troja , ed incominciaffe ad ef-
fere abitata da un piccol numero di fuorufeiti
Trojani (
i Galli Ar verni fpecialmente vanta-
vanfi nati da Trojani , come raccogliefi da
Lucano lib. i. v. 427.) febben fia una favo-
la riguardo allorigine della nazione, fiacco-
ila moititiino alla verit riguardo al principi*
della

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. . ,

della medefima Il P. B. foggiunge contro d


.

Timagene , che a tempi Trojani in ogni ango-

lo dell' Europa formicavano gli abitatori ( pag.


229.) ci farebbe vero nel fuo liftema ; adun-
que c una vana fuppofizione
Egli volendo inoltre ragionare delle quali-
t , e de coftumi de primi Circompadani rela-
tivamente all origine , che affegn a medefi-
nii , ftabilifce per fondamento , che debbail
loro attribuire quanto de primi Celti , cio
Galli, e de' primi Germani l ha negli anti-
chi , e di fatto ei procedette in quella ma-
niera (
cap. 8. )
Io non voglio contendere *
che molti fatti , e coftumanze di que Tra-
falpini folfeto comuni a noftri primi Circom-
padani ; ma quando non l poffono particolar-
mente giuftificare , bada rapprefentarfeli come
cacciatori , e pallori alla maniera de popoli
felvaggi dell America fettentrionale .

Abbiam qualche efempio , che i noftri an-


tichiffimi popoli aveano i loro Regoli eletti-
vi ; che i noftri Liguri , e gli al-
fappiamo ,

tri antichi popoli Circompadani erano porta-

tori di lunga chioma ; che tuffavano nell ac-


qua fredda fanciulli appena nari ; che vi-
i

veano divili in cantoni ; che abitavano capan-


ne , e fpelonche , e poi alcune cartella ne
tempi pi baffi ; e che in fine erano rozzi
femplici , e barbari
Suppone il P. B. , cir folfevi tra i noftri
antichi popoli una elimia concordia ; ma k
or-

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,

76
ordine di fuppofizione io rifletto, che la na-
zione de'nolbi piimi Circompadani l divife
in diverti corpi ciafcuno de quali prefe un
,

nome particolare ; laonde quella divilione non


potette eflere che pulitica quindi il gover- :

no , e glinterell di cotelli corpi erano fepa-


xati , e formavano altrettante focieta . Eflp__
dopo il primo , e breve flato di ripofo do-
vettero ceflare di occuparli del penliero di fe-
flefle in particolare Ella c cola troppo con-
.

naturale , che allora vicendevolmente rivol-


geffero gli occhi fu i loro vicini ,
gl invidiaf-
fero fe felici , e gli fprezzaflero f deboli

La connellione di quello pafl colle paffioni


relative aldominare li port ngceflariarnen-
te o a ribellarli , o a foggiogarii . Negli an-
tichi Annali d Italia avr occalione di farne
offervarc alcuni precili efempli , e nella fum-
mentovata ftoria ne toccai gi il confronto
*
co moderni Tartari . Io penfo , che 1 unione
delie prime fociet non lia Hata propriamen-
te , che una lega difenliva contro della vio-
lenza . I popoli pi deboli a mano a mano
infeme con altri li riunirono , onde opporli
a quelle trib pi forti , che voleano abufare
della fuperiont delle loro forze .

Nello inveftigare le due altre qualit attri-


buite a Liguri Circompadani , cio dell anti-
chiffimo ufo del cavalcare , e frenare il ca-
vallo introdottovi dal fuppofto Mares , e del
canto , c de poemi per opera del favolofo Re
Cigno

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,

Cigno, io ammiro la buona volont , e 1*


erudizione del P. B. , ma le Tue conghiettura
appoggiando interamente Culla favola fon un
giuoco di parole .

ARTICOLO QUINTO.
De primi abitatori del! orientale ,
ed in-
feriore Italia .

E1P Italia non Circompadana il P. B. quat-


tro popoli primitivi foltanto ripone , Umbri
Sicani , o Siculi ,
Aborigini , ed Auronci . Io
offervai , che il nome di Umbri fu una vol-
ta comune a tutti gl' Itali primirivi , e che
perci i popoli dItalia, che l
divert- primi
diftinfero con varj Copranomi , o epiteti non ,

furono che altrettante diramazioni, e fuddivi-


fioni tratto tratto fatte dalla numerofa , e pa-
terna nazione degli Umbri Dopoch la me- .

defima fofFerfe tante divifioni , fi rillrinfe a


mano a mano entro brevi confini , cio dell
Umbria propria , che dal Compendiatore di
Stefano Bizantino pone fra il Piceno , e il
fi

Po ; ma Cotto i Romani erano i Cuoi limiti


precifamente il Montone (
Utens )
e le for-
genti del Tevere all occidente ,
il Fiumefino
(
Aejis )
all oriente , il Nar a mezzogiorno ,

3 al nord lAdriatico.
Sic-

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. ,,

7S
Siccome finora fi fuppofe quali Tempre, chq
i primi Itali foffer venuti per mare ,
perci
cos gli antichi, come moderni Tcrittori cre-
i

dettero , che gli Umbri dell Italia orientale


folfero gli autori de Circompadani -,
donde ne
provennero tanti falli , e Urani fidenti Tu lori-

gine di quella nazione. Di gi fi oflerv, che


gli Umbri furono dagli antichi confider non

olo per la prima e antichiffima gente dIta-


lia , ma inoltre per la pi eftefa ; onde non
fi pu fofpettare , che i medefimi abbian par-
lato dell Italia in fenfo ridretto , il cui termi-
ne verfo occidente furono un tempo l Eli , e
poi il Rubicone .

Certamente effi ci defer vono ne primi tem-


pi occupata dagli Umbri , e da Liguri tutta
l Italia Circompadana
, e le Alpi , e gli Apen-

nini , fanno corona


che le Lo delio ci at- .

tediano dell orientale , e meridionale Italia


prima che la nazione degli Umbri folle divi-
fa in tante alleanze , o trib particolari , delle
quali la pi potente , e la pi nuinerofa fu
quella de Liguri , che poi anch elfa in molti
corpi fi fuddivife ; o fia innanzich popoli , i

che componeano quella nazione , fi diliinguef-


fero con nomi differenti
Erano pertanto Umbri in origine- i primi
abitatori tra il Varo , e la Macra , e tra que-
llo fiume, e il Tevere: lo erano parimente
que della Sabina , e del Sannio . 11 Piceno
le terre de Veftini , de Marrucini , de* Marfi,
de

\
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79
de Peligli i , e deFrentani , cio tra la Dau-
nia antica, e 1* Etruria propria, erano degli
Umbri efl furono
per fede di Scilace: pri- i

mi a tener la Campania
, la Lucania , e lAb-

ruzzo . che fotto nomi diffe-


Io direi altres ,

renti tutto il refto occuparono dell orientale


Italia , fe aveffimo prove convincenti , che di-
ramati dagli Umbri fi foller anche Libur- i

ni , i quali tennero ne tempi primitivi un buon


tratto della Puglia , e della Calabria (Japygia)
fotto i nomi di Apuli , Poediculi , o Poedicli
(
poi detti Peucetii da Greci ) di Calabri , di
Dardes , e di Monades ; e quelli due ultimi
fi nomarono poi Daunii da Greci , che fup-
pongonfi condotti da Diomede.
Egli bens vero , che dall ifteflo nome di
Liburni nafce facilmente la conjettura , chell
vennero dalla Liburnia , oltre alcune prove ,
che gi da quelle contrade-
vi recai j ma
deli' parimente gli Umbri tra-
antico Illirico
fmigrarono fenza che fi porta di-
in Italia ,

re quali vi foflero trafmigrati i primi . Se gli


uni e gli altri non formarono da principio
una medefima gente ( che mi pare inen veri-
fimile ) derivavano per da una iftefla na-
zione .

Ma donde nacquero tanti opporti , e fall


fiftemi , che tuttavia hanno corfo fra dotti, i

Culla rifpettiva origine de particolari popoli d


Italia ? non folo. dalla leggierezza delle loro
offervazioni , e dai fallaci principe , che ad-
dot-

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.

So
dottarono , ma altres dall avere per lo pi
creduto, che ciafcun popolo particolare avef-
fe una patria , ed origine diverfa ; dal non
avere invelligato , che una nazione divideafi,
a paragone che divenia pi numerofa , in dif-
ferenti corpi fovente politici, che aflmevano
nomi particolari , o loro l applicavano de Co-
pranomi , fenza per mai affatto perder 1 p .

tracce della paterna loro origine e quindi


;

rollando a mano a mano divifi per gover-


e
no, e per interefle ,
giugnevano ad elfer ne-
mici , e fino a Coperchiarf. Le combinazioni
d cotefli differenti membri d una medefima
nazione variavano fempre in proporzione delle
diverfe circoflanze , che fono oggid incom-
prenfibih ; ma fe non polliamo penetrarne le
cagioni , vi fcorgiamo per gli effetti , che
fono appunto cotefle medefime diviloni
Cos finalmente riconofciamo , che la trib
de Liguri era compolla di molti piccoli po-
poli dell iftela nazione degli Umbrt ; ma qual
ne fu la cagione di una s fatta divisone ?
Non lappiam altro, fe non elfere troppo ve-
lyhmile , che alcuna grave circoltanza abbia
incominciato a coflrignere un popolo della
nazione degli Umbri a fepararl , e a far cor-
po da fe, cui elfendol in progrelfo riuniti al-
tri piccoli popoli della- nazioue medefima, ac -

comun a tutti il fopranome da lui prefo ;

onde tanto eltefa , e cos polfente divenne la


lega de Liguri , le cui luddivifioni ci dimo-
llrano ,

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,

8i
ftrano ,
venne pofeia a (offrire le
eh ella iftef-

fe rivoluzioni, che il paterno corpo degli Um-


bri avea dianzi fofferto .
Laonde che primi abitatori
i dell Umbria
propria fodero gente, che vi pafs dallItalia
Circompadana , in niun modo fi pu contro-
vertere, imperciocch non potettero venire
dalla parte del mare ; ma che poi i medefi-
mi per immediata origine fojjero Galli , come
anche qui prefume il P. B. , c ci, chora
mi fo a difeutere . Egli fi fonda Tempre full
corteccia delle parole, onde fenza altra difa-
mina adduce lautorit di Cornelio Bocco di-
cente pred SdAino cap. 7. , che gli Umbri
erano una pr&pagine de vecchi Galli : per co-
ftui garante 'adduce M. Antonino pred Ser-

vio ad XII. W >753. , che adott il fentimen-


to , e le parle di Bocco , e poi Ifidoro , e
Ifacio Tzetze , i quali non fecero che
altresi
copiare le fuddette parole
1

Niun cafo egli fe-


.

ce intanto della teftimonidnza di Zenodoto


Trezenio (pred Dionifio lib. 2.) antico ido-
neo della gente degli Umbri, e che a detta
dell ifted P. B. quando parla degli Umbri ,
fi
merita di ejfere preftrito ad gni altro (pag. 295.)
Zenodoto fcride , che gli Umbri erano indi-
geni del territorio di Rieti donde efpulfi da'
Pelafgi vennero nell Umbria propria , ed an-
che rafferma , che i Sabini erano Umbri .

Adunque Zenodoto appellando gli Umbri in-


digeni , o naturali dItalia, ci d ad intende-
F re

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,

$2
re , che la loro origine era tanto imperfcr ci-
tabile, che non gli parea quali veiofiuule,.che
d' altronde foffer venuti , ma in Italia foffer
nati . Come fi potr preferirgli 1* autorit di
fiocco uomo ftraniero ignoriamo il
, di cui
genio, la profeflione, la patria, e let per
dargli un proporzionato grado di credenza.
che dal non effere fiato citato a quello pr-
polito da Dipnifio , cpnvien credere o chegli
non ne fece verun cafo , o che fior dopo di
Jui ?

In fatto di critica tutte le autorit non fp-


no d un ugual pefo : convien fempre accura-
tamente ponderare il grado divede , che fi
debhe a ciafcuno fcrittore,, moke confi-
derazioni vuoili aver riguard&WSi hanno fem-
pre a preferire gli amori pifi antichi , e che
parlano per profeffione . I pofteriori per lo
pi o copiarono , o alterarono i pi antichi
a mifitta de loro lumi, e de loro internili,
.onde fovente o fono infedeli, o incottami- Ih
fatti M. Antonino preflo Servip adotta il pa-
rere di Bocco , preflo Solino ibid. adotta 1*
altro favolofo, che gli Umbri foffer cos chia-
mati da Greci per effere fopravanzati alle
,

piogge nella inoqdazion della terra . Qmil


grado di fede pertanto fi dovr .alla fua af-
lerzione ? E quale agli altri due Ifidoro e ,

Jzetze fcrittori tanto meno antichi di lui


non critici , non profondi , e (empiici copia-
tori delle parole di Bocco?
Con

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-
,
.

Con vaghe -conjetture fi fa il P. B. a con-


futare Scipione Maffei quale la Gallica ori-
il

gine degli Umbri aderita da Bocco avea con-


dannato (
ma fu principi per lo pi equivoci
cpme io gi offervai loc. ,cit. pag- 134..) quin-
di ftabilifce , che i Galli , da qui immediata-
mente nacquero i primi abitatori dell' Umbria >
furono i primi Circompadani , e che ci appun-
to da Bocco fiali voluto infeguare, il quale
per anticipazione abbia fato ,il pome di Galli
3
oqde conchiude, che Bocpo, e gli altri igno-
ravano bens la vera origine degli Umbri 3
ma fapendo , che una terra abitata avcano dopo
t Galila , fen
irruzione de' Belhvefiani appellata
Za la minore /convenevolezza li differ Galli
Quella una mera conghiettura , n fi pu
gflerire , che Bocco avendo detto , che gl)
Umbri eran propagine de vecchi Galli , fial)

intefo de primi Circqmpadani , n tanto me-


no che quelli in fuo fenfo foffer Galli d' ori-
gine . Anzi 1 ifteffo P. B. avvifa pag , 311.,
*

che l origine de Cjkcompadani non potea ef-


fer meda tanto in chiaro o nel fecolo VII.,
in cui fcrijfe Jfidore , o ne feco 1} incerti , ne'
quali fcrijfero Marco Antonino , e Cornelio Bocco.
Che fi pu advmque inferire da quello fuq
ago diicorfo

Poich i migliqri antichi pi attediano , c Li-


vio fpecialmente lib. 5, f. 34., che la prima
emigrazione de' Gadi in Italia fu quella di Bel-
lovefo , il fupporre , eh edi abbiano indicato!
F 2 ef-

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,,

^4 ^
edere derivati dai Galli i noftri primitivi po-
poli , e mendicarne per prova qualche lor
paffo , dove talora il nome di Celti attribui-
fcono a' Liguri , ed Umbri un volerli
manifellamente far contradire a lor medefimi
e farli affeverare per via dideali illazioni ci,
eh erti di fatto negarono Cos gli ftiracchiati .

e per fino grammaticali cicalecci , che fa roven-


te il P. B. , e qui dove fpiega a fuo talento
(pag. 302.) le parole di Livio dicenti non
effervi rimafta memoria, che prima di Bello-
vefo le Alpi fi fodero fuperate , dimoftran'o
piuttollo il fuo impegno di attrarre ogni co-
fa al fuo fiftema o con violente interpreta-
zione , o con fofiftici apparenti motivi, e non
il propofito di fquarciare profondamente il
denfo velo, che 1' origine ricopre degli Itali
primitivi .

Egli aggiugne , che i primi abitatori dell

Umbria propria, o fia di mezzo, furono co-


lonie de Galli , ovvero Umbri del Lario :

Tzetze chiamando gli Umbri una Gallica, ed


Alpina gente ,
gli fomminiftra la precipua pro-
va . Ma da Tzetze fcrittore del fecolo XII.
non fi pu dedurre una cosi ardita propofi-
zione ; che anzi avendo egli fuppofto gli Um-
briuna nazione Alpina, ci dimoftra , chei
non conobbe le regioni occupate dai medefi-
, mi nelle pianure d' Italia in fin dai primitivi

tempi . E perch piuttollo da monti del La-


rio fi deggiono prefumere difeefi gli Umbri
nell

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. ,

nell inferiore Italia? Quella fuppofizione non


ella fondata fur un altra affatto ideale , e
dimoftrara inverofimile , che gli Umbri foffer
Galli, e folfero in Italia trafmigrati peri' Al-
pi Retiche ? Ci , che il P. B. foggiugne degli
Ambroni , e della favolofa inondazione , da
cui diconfi fcampati , cade da per fe
Liguftica origine egli attribuire a Siculi , o
Sicani :formarono ne' tempi antichiflmi
efl

una poplofa gente , maflme perch altri po-


poli per un tempo adottarono il coftoro no-
me Ma che il loro flato in Italia non folfe
.

meno confderabile di quello degli Umbri


come alferifce il P. B. pag. 522., appena
vero comparativamente a que' dell Umbria
propria , nella qual regione folamente parec-
chi tratti tennero Siculi , e Liburni . La pri-
ma loro fede fu al meriggio dell' Eli nel Pi-
ceno nelle campagne Palmenfe , Pretuziana ,

e Adriana , come attefta Plinio lib. 3 . c. 14.


11 P. B. non conobbe i Liburni , i quali era-
no per Itali primitivi al par de Siculi : que-
llidue popoli furono poi efpulfi dagli Umbri.
Si dee perci credere , che i Liburni ( de
quali ve n era qualche popolo anche nella
Calabria , come l olferv )
paflati nel Lazio
co Siculi abbiano adottato il colloro nome ,

perch efl ivi non fon pi ricordati . Per


de Liburni ve ne rimafero alcuni nel Piceno,
e a tempi della defcrizione di Augufto loro
apparteneva tuttavia la citt di Truento polla
F 3 alla
alia imboccatura del Tronto , come l ideile*
Plinio c infegna Dagli Aborigini difcacciati
.

i Lazio , fi ritirarono allo eftremo


Siculi dal
angolo d'Italia nella penifola de Bruzj, e 80.
anni innanzi la Trojana guerra varcarono in
Sicilia. Adunque Te medelmi non compren-
i

fivamente, ma foltanto fucceflvamente occu-


parono le divifate regioni , fi potr il loro
fiato con quel degli Umbri pareggiare Que-
lla offervazione dimoftra parimente , che in
rigore non fuffifte 1* eftenfione di territori at-
dal signor Freref,
tribuita agli alitichi Siculi
il quale vi , eh effi popolarono
aggi tigne al-
tres laSabina, e tutti cantoni de* popoli ,
i

die furono poi conofciuti fono il nome di


Opici . t

I da qualche antico chiamaronfi an-


Siculi
che Stcani , e ci bad, perch altri con equi-
voco ne facefle due popoli . Ma oltrech Ser-
vio ad v. 557., ed altri gindiziofi anti-
chi fitentlfcono quefta diftinzione, l attribuirli
a Sicani medefimi luoghi abitati nell Italia1
i

, Una prova irrefragabile ,


da* Siculi eh' era-
no un ideffa gente , come anche offerv il
P. B. Egli pafla quindi a fedamente confuta-
re i troppo grom errori di Annibaie degli
Abati Olivieri , il qual pretefe , che i Siculi
dlia Grecia fderi venuti j ma ei non dove*
poi fu Y altrui relazione , cos ni un conto far
del Periplo del mare dell antico Scilace pag.
(

3S 4* e 355.) opera fempre ragguardevole.

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,,

febben abbia fofferto in alcuni luoghi qualche


alterazione, che per ad un intelligente non
fa inciampo.
Egli pofcia offerva , die gli antichi fcritto-
ri difcordano intorno alpopolo particolare
cui deefi riferire lorigine de Siculi; e poich
Bifonico Lesbio preffo Dionifio lib. r. narra,
che prima pattarono d'Italia in Sicilia gliEli-
mi , e dopo cinque anni gli Aufoni condtti
dal loro Re Siculo, egli avvifa , che fe El-
lanico pretefe , che i Siculi foffero Aufoni
cadde in grave- errore, onde gli oppone l au-
torit di Filifto
J
Siraeufano pretto Dionifio ibid. t

il quale aflcura, che la gente che ottantanni


prima della guerra di Troja varc dItalia in
Sicilia , era n& de Siculi , n degli Aufoni
degli Elimi, ma bens de Liguri condotti
d Siculo . Quindi conchiude il P. B. , che i
Siculi andati in Sicilia foffer Liguri cF origine,
i quali peraltro finch recarono nel Piceno
e poi nel Lazio, fi chiamarono Siculi, o Si-'
Cani col nome loro particolare , e non con
P univerfale della loro gente :. .

In verit la moltitudine de popoli, che fliu-

diando 1 antica ftoria , ritrOvtam d' itnpfovvi-


fo a comparire, fuccederfi , diftrUggerfi, iU
prodi fi , fo T origine de quali raramente gli

autori accordano, intrigano lo fpirito, che


fi

, che ne
vacillante tra le gravi difficolt riful-
gano , tentando di fuperarie , muove fovente
l'immaginazione a formare de falli fittemi.
F 4 Per

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. ,

88
Per cotefle difficolt non fono inoperabili ,

fe fi difoitono per principi , e con metodo .

Per rapporto ai primitivi Siculi c certo, che


nefluno degli antichi cinfegna, eh efli foffe-
ro diramati dalla comune nazione degli Um-
bri , come affermano degli altri antichillmi
Italici popoli , de quali fuori d Italia non ne
ritroviamo traccia in luoghi, da quali, avuto
riguardo alla fituazione , e forma delle pro-
vince , fi poffan credere derivati, e gi fin
dalla prima loro emigrazione dipinti col no-
me , onde qui fi conobbero . Ma noi abbia-
mo quella traccia precifamente per rapporto
a Siculi; ed io altrove offervai , eh efli in-
ficine co Liburni derivarono da confini della
Dalmazia , e perci in vicinanza della regio-
ne , da cui erano gli Umbri derivati , e che
fe non fi pu ftabilire , eh efli foffero dell

ifleffa trib, e corpo , erano per certamen-


te dell iftefla origine , e nazione ; il che ri-
confermali per 1 uniformit della loro lingua,
della loro antichit , de loro coftumi , delle
loro alleanze , e tanto pi della prima loro
patria
Specialmente i nomi d'Auronci , Aufoni
Opici , e Siculi furono tre nomi generali, che

fi ftendeano dal Tevere fino alla eftremit


orientale dItalia. Aufoni, Auronci , Opici,
Opfci , Ofci nel fondo era un ifteffo nome di-
fesamente pronunziato quegli autori, quali :
i

di ci non fi avvidero , ne formarono diverfi

^ P-

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. .

popoli . E bens vero , che dopo le immigra-


zioni de Greci alcuno dei fuddetti nomi gene-
rali divenne quali proprio di qualche popolo
particolare , come furono gli Ofci . Laonde
quando prevaleva alcuno di que nomi , tutti
i popoli di quella parte eran compre! fotro
il medefimo , e quando fi difcioglieano le al-
leanze di effi popoli formanti dianzi un fol
corpo fiotto un generai nome , ritornavano a
comparire nomi particolari dei medefimi
i

Non fi pu negare, che in quella maniera i


Siculi v* abbian pur fatto la lor figura , e che
il loro nome fia fiato adottato da altri popoli

di divaria famiglia , ma ci avvenne dopo eh'


elfi paflaron nel Lazio j e dopo quell* epoca
tra i nomi generali , che fi flendeano dal Te-
vere fino allo llretto di Sicilia , vi entr per
alcun tempo anche quello di Siculi ( fi aggiun-:
gano le offervazioni , eh io feci loc. cit. pag.
42. e feg. ) ; perci gli antichi, i quali ci par-
larono del palfiaggio de Siculi nell Ifiola , li.
comprefero fiotto uno de nomi generali , che
la tradizione conferv edere fiati in corfio per
tutta l inferiore Italia al tempo della loro emi-
grazione di l del mare
Con tutto ci Filifto , che fa quivi maggio-
re autorit, vi efclude gli Aufioni gliElimi,
,
e perfino i Siculi , e chiama Liguri i trafmi-
grati in Sicilia, e fido dal nome del Re, che
li condufle , deriv quello dell Ifola , e de
fuoi popoli . Siccome per certo , che nell
in-

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9
inferiore Italia v eran de* Siculi ne primitivi
tmpi, d* quali ve ne red appena vedigi
dopo la prima popolazione della Sicilia-, per-
tanto innegabile , che i Siculi fon deffi , i

quali vi tralinigrarono , e diedero il nome a>


queir itola , ancorch fecoloro altri convicini
popoli fi fodero uniti: ma eh effi fodero della*
trib de Liguri non ne abbiamo altra prova
che la peraltro grave autorit di Filifto; fep-
pure effi non adottarono piuttofto quefto
pranome indicante il nuovo loro dabilimento
prejfo / acqua , todo che varcarono il mare ,
onde fiano poi dati da Filido creduti Liguri
in origine . Soggiungendo , eh effi furon con-
dotti da Siculo Re , ci fa intendere , chef
predo i primi abitatori della Sicilia il generi-
co fopranome di Liguri fu poco durevole e
forf fu poderiore al nome particolare di Si-
culi : ci tanto vero , che quindi fi credet-
te, che da Siculi fodero i Liguri difcefr, co-
me avvifa Sedo Pompeo lib. ty.
Intorno agli Aborigeni le idee del P. B fo-
no molto conformi alle mie. Il nome di quot-
ilo popolo generale, e non proprio, e cor-
ri fponde all auethoethones de Greci v L ideffo
Dionifio , ed altri antichi impegnati a- farci
degli Aborigeni un popolo particolare , non
diffimularono per lappellativa, e latina li-
gnificazione di qued nome. Di qui fenza al-
cun dubbio ne fegue , che gli antichi Roma-
ni volendo feri vere la loro ftoria con rimon-
tare

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,,

tare ftto alla prima origino , intrigati dalla


confufione dei nomi de primi popoli , che
quella parte d Italia abitarono , bramoli di da-

re una impareggiabile , e non barbara origi-


ne a loro progenitori ,
gli appellarono gene-
ralmente Cafri y cio antichi. Varrone de ling.
lat. lib. 6. avvi fa , che quello era un voca-
bolo Sabino, che ufavafi da Sanniti originar)
de Sabini , e altres dagli Ofci , preffo quali i

Cafnar lignificava un vecchio . Ma in progreff


fo di tempo non paghi i Romani di quel fem*
pliee nome di Cafri applicato a' primi popoli
del Lazio , fuile idee della loro mitologia , e

fa efempio de Greci quello inventarono di


l

Aborigini per maggiore indizio d'una inarri-


vabile antichit . Cos pure c iniegaa Saufejo
preffo Servio ad i. v. io., ad 8L v. jz8.,
come anche bene offerv il P. B.
Egli poi due dadi d Aborigini diftingue
cio de* puri , e demifti : i primi fono quelli ,
die fiorivano in Italia innanzi 1 arrivo de?
Pelafgi al tempo di Deucalioej fecondi que' i

che fiorirono dop quellepoca, l frammifchia-


rbno co primi, e una gran parte occuparono
del Lazio antico . Ma ficcome falfo , che
al tempo di' Dehcaliohe lano trafmigrati i
Pelafgi in Italia , cos refta interamente iitutii
le, ed erronea la divifata diftinzione E f .

anche a mente del P. B. il nome di Abori-


gini fu inventato da primi ftoriograf Romani,
eom pu egli mai fervirfene ,
propriamente
*' 1
par-
. ,

9*
parlando ,
per farne una giufla diflinzione re-
lativamente a tempi , che fuperano di tanti fe-

coli 1 origine di quello nome ?

Nel fuo fiftema , in cui ammette le anti-


chiflime navigazioni de Pelafgi , prendono
qualche forza le favolofe opinioni di queRo- i

mani , quali traevano gli Aborigini dall


i

Achaja, e di Dionifio , che li fece Arcadi ve-


nuti con Enotro intanto il P. B. a quelli
:

non feppe opporre che le non date ragioni


d fcienza loro gi rinfacciate da Dionifio , e
a quello non oppofe che Dionifio medefimo
pretendendo , eh egli abbia foltanto parlato
condizionatamente ; cio che fe gli Aborigini
eran Greci , dovean effer progenie degli Eno-
tri (
lib. i. )
Ma non c egli certo , che lo
feopo di Dionifio era di provare , che Ro- i

mani difeendeano da Greci? Non certiflimo,


. che Greci dovea perci fare gli Aborigini fup-
pofli progenitori de Latini padri de Romani ?
Adunque ei non potea di ci parlare condizio-
natamente > fe non quanto diffidava egli fleffo
del credito di cotetli fuoi favolofi racconti
,
Poich ficuro , che il generico nome di
Aborigini fu applicato da Romani ai primi
abitatori del Lazio da quali eran effi difeefi,
riconofciuti quefti ,
refler dimoflrata 1 origi-
ne di quelli . Noi gi offervammo , che i pri-
mi abitatori del Lazio furono i Siculi , o fia
che dal Piceno vi foffer paffati ne primi tem-
pi , come ci atteflano gli antichi , o fia eh

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,

ivi il loro nome , e la loro famiglia abbia


Tempre prevaluto agliUmbri , o alle altre co-
ftoro pi piccole famiglie 5 onde nelle prime
et port il Lazio il nome di Sicilia. Anche
nel territorio di Rieri, che fu poi de Sabini,
fi collocano da Dionifio gli Aborigini, di do-
ve crede, chabbiano difcacciato gli Umbri:
fu l ideilo principio per quelli Aborigini dob-
biamo intendere i Siculi. Quando dicel,ch
efli ritiraronfi dal Lazio nellAbruzzo , e paf-
farono in Sicilia fu piccoli battelli , e afpet-
tando Ja corrente del mare , non forfe__
per edere (lati difcacciati dalla loro antica fe-
de , e tanto meno da veruna Greca colonia
ma perch inviarono una loro colonia nella
eftremit dItalia verfo lo llretto , la quale

reclut per iftrada altra gente , efi accrebbe


j

peto i Siculi , che vi fomminiftrarono il primo


fondo , accomunarono all intera colonia il lo-
ro nome .

Appunto perch Filifto narr, che la colo-


nia trafmigrata in Sicilia era di Liguri , fi pen-
s da certuni , che i medefimi fodero dall

Arno anche eftefi alloriente del Tevere, e


al mezzod del fiume Anio , o Teverone :

perci il P. B. fece Liguri i primi abitatori


del Lazio, cio i fuppolli Aborigini. Chefl
fodero o Liguri , od Umbri , o altri tali po-
poli barbari deglitali primitivi, fi pens gi

da alcuni antichi predo Dionifio lib. r. Ma


intanto il P. B. fi determin pei Liguri , av-
ve*

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. .

5>4
vegnacch Fello feri ve , che i Sacrani origi-
nar] di Rieti ulciti dalla patria per una di
nelle , che diceanli primavere facre ( fecon-
So Servio ad 7. v. 796. erano gente di Ar-
4ea , ma ciafcun vede , che il coftoro nome
fu fuppofto da Romani) diacciarono dal Set-
jtimonzio Liguri, fi Siculi. Servio rapporta^
ad jj. v. 317., che dalle vicinanze de luo-
ghi , dove poi fu Roma , i Siculi furono di-
fcacciati da Liguri ,
quelli da Sacrani , e que-
lli dagli Aborigini , 1 due ultimi nomi furo-
no inventati dai Romani , e fopra di efli nul-

la vi li pu llabilire di verofipiile . Gli an-


tichi ci moltiplicarono fovente i popoli pri-
mitivi, e , quando per il
le loro invalioni
cambiamento era dato foltanto ne nomi di
effi , cio delle famiglie , e trib , che avean

L forte di lignoreggiare per alcun tempo fo-


pra le altre Con tutto ci non polliamo af-
.

fatto efcludere i Liguri da luoghi podi all

oriente del Tevere, ficcome ve neran alcu-


|iiparimente nella Puglia ( Plinio lib. 3. cap.
fi.) anzi ci vieppi dimoftrarebbe lacco-
jnunanza della loro origine co Siculi
Dionilio lib. 1 non difljlmul , che non po-
rcai! fapere, fe il Lazio abbia avuto altri abi-
tatori prima de Siculi , o folle affatto diferto
prima del coftoro ftabilimento C jnfegoa pe- .

t, che tra il Tevere , e il Liris , che com-


prende il nuovo Lazio , v erano Siculi, ed Um-
bri . E quelli particolarmente etano Opici , ed
Au-

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. ,

Aurunci. Furono quelli propriamente gli Abori-


gini , form l'alleanza de Latini,
da quali fi

che ogni altro nome


ofcur non gi al tempo
del favolofo Re Latino , o del fuppofto arrivo
de Trojaqi, ma nelle prime et di Roma.
Si oflferv poc anzi , che Aurunci , Aufoni
tOpic* , Obfci , Ofci era un medefimo nome
diverfamente pronunziato: l originario pare
che foffe quello di Aurunci ; Au fi rendea_,
per 0 : verifimile , che i Greci abbiano in-

cominciato a raddolcir quello nome in A ufo-


mi, come vuol Servio ad 8. v. 7*7. , da quali
poi tutta T inferiore Italia fi chiani.Aufonia.
U monte di Aurunci , e poi di Aufoni in quel-
la parte d. Italia fucceduto fpecialmente a

quello di Umbri, Li burn , Siculi , Liguri , ed


jimi . Copvien , che gli Aurunci fpfierfi fatti -

capi d una nuova alleanza, onde il loro no-


,
me per un gran tratto dItalia fi diftefe. Quin-
di c , che da confini de Volfci fino allo (fret-
to di Sicilia niun altra gente al tempo delie
prime loro emigrazioni riconobbero i, Greci
fuori degli Aufoni
A mano a mano che 1 alleanza degli Au-

ronci , o Aufoni fi difciolfe , i popoli , cbe yi


fi unirono , riprefero i nomi particolari delle

loro famiglie , fi riftrinfe il nome , e la trib


degli Aurunci ne, Tuoi propri limiti , o poco
piu , cio fra i confini de Volfci , e il nuovo
Lazio, Anxur ( Terracina) e Svella Aurunca
( Seda )
fin verfo i confitti de Sanniti da po-

nente
.

96 ...
nenre a levante ; e il Liris , una parte de
Volici verfo Cajinum ( monte Calino ) il ma-
re , e le frontiere della Campania da fetten-
trione a mezzod
Di qui ne rifulta , che gli Aurunci , o lia-
no Aufoni , Opici , ovvero Ofci, erano della
trib degli Umbri, e della coftoro origine:
lo conferma Filargirio, interpetrando per Au-
soni i o fiano Sanniti , quali difcen-
Sabelli , i

-deano da' Sabini, e quelli dagli Umbri . Il


-dirli dal P. B. pag. 401. , che -Sabini furo- i

no polteriori agli Aufoni (i quali debbonliqui


prendere in tutta la divifata loro eftenfione)
perch gli Aufoni furon gi ritrovati in Ita-
lia da Pelafgi , e dagli Enotri , un argomen-
to che pofa fulla favola c il volere interpre- j

tare il nome de' Sabini dal Greco 'rjSfo-Goc.t

(
venerari ) , ed anche perci credergli pofte-
riori , c una fuperftizione .

Da quanto ioggiugne il P. B. della Re-


ligione , decoftumi , e delle maniere de pri-
mi Itali , non li pu formare di
pi orientali
cotefti oggetti alcuna giuda idea Elleno fono .

cofe difficili ma
certamente interelTati , e
,

non ancora approfondite ; neflun gli difamin


fenza imprecare agli antichi le confeguenze
de loro principi , o principi delle loro confe-
i

guenze, n fenza una troppo dimenticanza di


flofofia effia mai non
: immagina, e qualora
non comprende , non li oftina a definire , e
a difcorrere .

PARTE IL

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. ,

PARTE SECONDA.
AGLI ERUDITI AUTORI
DEL GIORNALE DE LETTERATI

che pubblica in Pifia .


fi

EI Tomo III. art. x. del voftro Giornale


(1771.} fi da voi dar luogo a un eftrat-
to del mio Saggio falla fioria degli antichi po-
poli d Italia non : vi farete per avventura
troppo ciecamente fidati di chi forf aveva
tutt altro intereife, che quello di efporre la
verit voi ne giudicarete
Il riggiro troppo evidente praticato dal mio
cenfore , fpeciaimente diretto a infinuare
una fua fuppofizione, cio che " avendo io pre-
** murofaxnente lette le opere pi accreditate
pubblicate negli ultimi tempi fpeciaimente
dagli Oltramontani fopra limili materie, ho
, che di pi bello , e meglio fon-
fcelto ci
** dato ho fcoperto nelle medefirae , e 1' ho
poi adottato, e trafportato nel mio Sag-
gio , riunendolo nel miglior modo, che mi
fiato poflbile
Eglialmeno non avrebbe diftinto, che dal
conofcimento , e dal confronto delle altrui
idee fi giugne a produrre una quantit d idee
nuove , che uno non deve ehe a fe medefimo.
C .Tutte
. .

Tutte cotefte opere , e cotefti benemeriti


Oltramontani fi riducono finalmente a M.
Freret, e a M. Pelloutier, eh io fteffo citai
nel mio Saggio, quando per confutarli, quan-
do approvando alcuna loro opinione
11 primo pubblic nel Tomo &Vllf. dell
Accademia Reale delle Ifcrizioni alcune poche
pagine di ricerche fa i primitivi abitatori d
Italia ;
l' , e
altro la ftoria de'Celti in pari*
colare de' Galli , e de' Germani * e rapporto
all Italia non dett che un fai capitolo , che
il X. del libro I.
Io potea forf tranquillamente riporre fai
giudizio degli eruditi , fenza punto curarmi di
una imputazione , che col fal confronto do
fummenrovati autori fi fmemifee ; ma vuo
prevenire anche quegli indecifi fafpetti che
le artificiofe parole del Giornalista potrebbono
in alcuni eccitare ; vuo' che l' Italia meglio
conofca il valore delle (tramere (coperte *
dalle quali fi vuol derivare la mia opera *
affinch fe nella medefima incontra cofa, che
1

veramente illuftri lantica ftoria de fuoi popo,*


fi , fappia almeno , che non coftrctta a re-
putar ferie renuta agli ftranieri
Non a rimediare alla mia troppa brevit ,
non a fervirc di aggiunta al mio libro, ma
fibbene a (chiarire alcuni termini e alcuni
fatti, che non poteano entrar nel ruedefimo.
fenza interromperne lordine, e il filo, di-
rena 1* introduzione , che vi ho premeffo , la
quale

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quale perci non doveafi dal canfore confida
rare in tompkjjo cl redo della mia ftoria. U
rapporto eh' io dinaoftrai > che il nome ge-
nerai de' Qel avea coll' aDtif hiffima , ed
nazione degli Umbri v la confutazione
che vi ho farto delle yindicitr Celtica del ce-
lebre M. Daniele Schoepflia,il quale non al-
tri Celti propriamente volle riconofcere, fenon
i Galli, e. 'quanti popoli incontr didimi eoa
quarto nome generale per la Germania, e fino
a? confini della Grecia, e verfia il Mar Nero

li confider indiftintamente come colonici,


propagale da Galli trafinigtati con Sigovefo *
parecchio oflervaroni doriche , e geografiche,
qhe vi aggiunfi per illudrare la migrazione
Sigovefiana , per levarvi alcuni equivoci , e
per bea intendere' alcuni part degli antichi
lcrittort arbitrariamente (piegati da M. Schoe-
pfiin, fono' col, che aon< aveano una (fretta
conntiTione. colla (boria de' popoli d Italia

.
$ *

Dell? antkhijjme emigrazioni.

Io propoliil problema ,, f. le prime colo-


nie trafmigratet
in, Europa immediatamente
di (pra ai Ponto Enfino fianfi (bito (labilit
ne' paefi del nord dell Europa, pi proflmi ai
luogo donde veniano, o dirittamente liano
G tra-

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1

ICO
trasmigrate verfo il fudoveft ,
per fiftarfi Sot-
to un cielo migliore ; ho ftabilito, eh effe
avanzaronfi dirittamente al fudoveft dell Euro-
pa . Il Giornalifta mi oppone , che k> preteli
inabitabili pei Celti que Settentrionali paefi ,

che poco dopo furono per mio avvifo abita-


bili peSarroati, e per alcune Celtiche colonie*
Ma egli avrebbe rifparmiato di propormi que-
lla apparente difficolt. Se avelie voluto con-
(iderare, chio offervai , che la declinazione
dell ecceflivo freddo in
,
per quelle regioni
cui furono un tempo inabitabili , (tata in
proporzione che levavafi a mano a mano la
cagion produttrice del medefimo , eh erano
principalmente i denfi interminabili bolchi :
laonde il loro popolamento (lato fuccefli-
vamente in ragione della quantit delle sbo-
schile province. Cotefte furono pofeia abitate dai
Sarmati , e lo Sono tuttavia , he v riscon-
tro che innanzi di loro abbianle altri popo-
li tenute. Ancora atempi di Giulio Cefare la
Sola Selva Ercinia (tendendoli da confini dell
Allzia , e della Svizzera fino nella Tranfilva-
nia, copriva tutta la maggior parte dell Alle -
magna , l alta Ungheria , e quindi la Polo-
nia : adunque erano ancor rari i popoli in
cotefte province. Altri paefi poi a cagione
delle inondazioni , e delle vafte paludi fu-
rono inabitabili pel tratto di parecchi Secoli,
come ha dovuto avvenire allEgitto, comecch
1
cotefti .

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,

!!
cotefti popoli ii pretendano i pi antichi

(
vegganfi Erodoto , e Giuftino 1. i. c. i. )
Egli qui mi rinfaccia , che nella foftanza
non mi volli poi tanto fcoftare da Pelloutier,
unendomi fino con lui nel far venire i Celti dal
Ponto Eujino per la Mofcovia, e Polonia. Ma
Pelloutier /. i . c. 13. fi contcntprecifamen-!
te di accennare non dubito , che i Celti fumo
,

venuti d' Afa per la Mofcovia , e Polonia , e


non s impegn in veruna delle difcuffioni
eh* io feci fu quella primitiva immigrazione
eh anzi il mio fiftema c apertamente oppofto
alla fua nuda proporzione, colla quale co ftri-
gne i Celti fenza neceffit , e contra alcuni
fatti politivi da me allegati ad un viaggio pii
lungo, difaftrofo, e per allora quali imprati-
cabile , facendoli non dal Ponto Eufino , ma
da luoghi molto fuperiori almedefimo, come
fi la Mofcovia , entrare in Europa . Dovea
pertanto il Giornalifta avvederli della eviden-
te ommifliojie della parola nont chc corfa
nella (lampa della mia introduzione pagina 6.
linea di cui fe n avvede qualunque di-
18.,
screto lettore , eh' efamini per alcun poco il
mio fiftema, cui non fembrer mai verifimile,
chio folli caduto in cos vicina, e groffa
contraddizione Io fcrilli gli antiihifjimi popo-
.

li trafmigrati in Europa , a' quali noi diamo il

pome di Celti , vennero dall' Afa , non per per


la Mofcovia , * Polonia , a difonder a mano f
a man ec. Ballava , eh ivi ci di palfaggio
G 3 ac-

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.

Iti
accenna, mentre ne avea parlato pi di pro-
pofito fui principio della mia ftoria ( dove
anche meglio apparifce, quanto io folli lon-
tano dal condurre i Celti per la Mofcot ia, e_
Polonia ) e paflai piuttofto ad illuftrare quel
luogo di Plinio 6 e. it . , e i$. intorno
/. .

alle porte del Caucafo


Ma non foiamente il mio cenfote volli
fervirfi di cotcfta ommeffione non mia, di'
mulando la verit del mio fiftema % che anzi
volle di pi attribuirmi un opinione , che io
non ebbi giammai, cio che Torto il nome d*
Illirico io prenda tutto il paefe , cK tra il

Danubio fino alla fua forbente da una parte ,


le Alpi t e il mar Adriatico dall altra lo f- .

fervai Tolamente pag. 18. , che Pindaro coh*


loca gl* Iperborei verfo le Torgenti del Danu -
bio nella regione degl'Iftriani , eio nell Mitico:
a un Greco antico vuoili perdonare, che ere*
defle le Torgenti del Danubio meno occiden-
tali , e pi vicine alla Grecia , come cel di*
tnoftra rammentando la regione degli Iftrian,
mentre queft fiume unie primnm Iltyricttm
adluvit , Ifier adpellatus Plin. I. 4. e. 'il. )
:
(
oflervai pagina <9-. , che Strabono
inoltre
avrebbe riconoTciutc per Illirici que'paefi tra
le Alpi, e *1 Danubio fino al lago Briganti-
no , o di Coftanza; che lo fteffo avrebbe af-
Terito Appiano, quando fi volefle prefiar Tede
alla verfione latina delle guerre Illiriche ; ma
da ci non parafi ancora , che in fendo di
Stra-

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,

IO*
Strabone debba intenderli, che la provincia
dell Illirico abbia mai propriamente avuto tan-

ta dirtela , bens eh egli abbia voluto dire


che in origine i Vindelici , i Reti , e gli EU
ve) confideravanfi per Illirici. Io vi ortervai,
che in tutte quelle province vi s incontrano
antichi nomi di popoli , di fiumi ec. confor-
mi a parecchi deli Illirico proprio, che Plinio
il fottintefe talora fotto il nome di Panno-
'
nia , cio del paefe fituato fra l'Irtio, e 1

Adriatico. Furono i Romani, che poi riftrin-


fbroil nome dillirico alla Liburnia, e Dal-
mazia e avvegnacch io non abbia mai pre-
;

gnamente ivi Sfiato gli antichi limiti dell Il-


lirico per certo , che parlai folo di quel-
,

la parte, ch'ara fra il Savo, e il Kulp, e


poco pi oltre nelle regioni laterali di erti

fiumi (
veggafi ibid. pag. 28. )
Il modo , con cui io feci dall Afta per
mezzo di un lento viaggio parta re a mano
9 mano fino in Italiala prima .popola-
zione , comecch , mancandovi la naviga-
zione unico , e necertario, tuttavia av-
, forte
vifai , che volendoli anche fuppetrre
jmg. 23.
che le prime colonie averter tragittato l
filiefponto , o il Bosforo Tracio , ficcome
farebbe no partati nella Tracia ,
Macedonia ,

o nella Grecia , nell' Illirico , e quindi in-

ltalia, nella foftanza quella fuppofizione non


alterava il mio filloma . Ci vuol dire , che
eflndomi io propollo di feri vere la fiori*

. > G 4 degli
104
legii antichi popoli d Italia , e non gi ua
libro di arbitrarie conghictture , non ui in-
trattenni in cofe, che lulingaffero lo fpirito ,
ma ne fatti , che lo convincono } onde ricer-
cai il punto fitto , da cui doveano in Italia i.

primi popoli trafmigrare } un punto, che fotte


il pi profilino al luogo , da cui neceffaria-
mente provenivano le prime colonie, corrifpon-
dente al patteggio pi facile delle Alpi per valicare
di qua, e che inoltre rinferratte nel fuo centro i po-
poli medefimi, che per confettane di tutta 1
antichit furono anche coofiderati i primitivi
dell'Italia. Da quello punto, e da quelli
evidenti principi incominciai la mia ftoria \
cio da una dimoftrazione , che non mi fi
pu contrattare, fcnza oppormi de' fatti poli-
tivi .

La regione degli Umbri ( accennata ofcura-


mente da Erodoto lib. 5. ) ritrovava!! tra il
Savo , e il Kulp nella Li burnia , che era
:

una parte dell antico Illirico , e oltre liftria,


e la Dalmazia comprendea una parte del-
la Croazia, v erano per fede di Plinio i Si-
culi, o Siculoti: furono Umbri, Liburni, e
Siculi per confenfo di tutti gli antichi anche
i primi popoli d' Italia : i Siculi , e i Sabini
fivantavano derivati dagli Iperborei, fopran-
nome de popoli , che abitavano nelle vici-
nanze del Danubio, e della Grecia,* cio nell*
antico Illirico: tutti cotefti popoli compajon
derivati dagli Umbri, come rifulta dalle com-
bina-

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binazioni degli antichi tedimonj j tanto pilli

fe i Siculi eranfi precifainente diramati da


Liguri , come pretefe Filifto di Siracufa: quan-
tunque i Sabini non sincontrino nominati fuo?
ri d Italia , efl per vennero infieme agli.

Umbri Savo , che


dalle vicinanze del fiume
dallantico ftorico-Trogo Pompeo predo Giu-
ftino lib. 31. c. 5. due volte tuttavia chia-
mato Sabus , onde veggiamo , eh ell di l
'portarono quello nome in Italia : fpecialmen-
te i Siculi pretendevano di edere derivati da
Zabio , o Sabo Re degli Iperborei , qual loro
antichidlma tradizione non l pu altrimenti
intendere , fe non eh eran derivati dalla pro-
vincia irrigata dal Sabo , o Savo, ove i loro
progenitori regnavano , e d'onde pad in Ita-
lia il nome di Sabini : coda , che il Savo
nafee dalle Alpi Comiche, e propriamente dal
monte Alpio, onde dal nme del monte Ero-
doto diede a quedo fiume il nome di Alpis :
tatti quedi popoli erano in vicinanza del
monte Ocra , eh la parte pi bada delle
Alpi ; quindi il padaggio , che dalla Carnila
conduce nel Friuli, il pi agevole , il pi^

breve , e il pi cofpicuo di qualunque altro


pad delle Alpi, che ferrano lItalia, onde
era necedariamente il pi comodo , e il pi
vicino pei detti popoli, che di qui padaronoi
tutto maravigliofamente combina a dimodrare
l'emigrazione in Italia defuddivifati primitivi
popoli per 1 unico varco delle. Alpi Gamiche,

e Giulie. In

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,

io 6
In quefta maniera io non (blamente ho di-
inoltrato contro le arbitrarie conghietture di
Freret , che gli Umbri trasmigrarono per 1
alpi Giulie, e non per le Trentine, ma che
efli erano e
altres gltali primitivi, la trib
principale , da cui diramaronfi tutte le colo*
aie degli antichi popoli d'Italia', e dimoftrai
inoltre l' inconfiftenza dal Tuo principio , col
quale pretefe, che i popoli della eftremit
meridionale d' Italia li a n o dati
, che i primi
in Italia penetrarono ; che ani* feci vedere
ohe la prima popolazione d Italia fu nei pae-
Ite Circompadano , e che i popoli dell Italia
meridionale furono altrettante colonie degli
itali ftabiliti all'intorno del Po; onde annui*
lai parimente lirrilevante di (finzione di Freret
tra le colonie Illiriche, e Celtiche .

Ma quando gli antichi jcrittori ci dicono,


ebe gli Umbri, i Siculi, Liburni ec. erano po-
i

poli primitivi d' Italia , hanno efli proto que-


lla provincia in Tento antichillijno , e con-
tratto ,
quando fola monte (fende alt quello no-
me lungo le code dell Adriatico dalla foce
jjeli Eli infino al fiume- Frento , o Fortore ,
e-lungo quelle del Mediterraneo dalla Ma*
era al Silaro, onde i divifad popoli fiano i
primitivi di quella fola parte d Italia , e non
della Circompadana, & della Tpiaggia Liguftica
dalla Macra al Varo? Siamo certi , che i det-
ti fcrittori non ufarono in cib ia civile dittine
zione d Italia degli antichi Romani , ma pre-
fero -

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, -

107
fera quefta provirid in tutta la Tua erteti
fione, t fecondo i Tuoi confini naturali , che

fono le alpi , e il mfcre Ciafcuno f ne putir .

convincete leggendo ffi ferittori; io mi con-


tento di recarne un folo; che vale per mol-
fidimi , ed Polibio . Egli defcrivendo l
(alli Cifalpina lib. i. c. 14*, e commendan-
do la fertilit della Circompadana pianura, l
applica il nme dItalia. Fece lo fteflo /.

c. 60. e in molti altri luoghi , donde ap-


parile , che in ci , che non intereffava l
Civile diftiniionC deRhiani, ei prefe lIta-

lia nella fu naturale didef . Ci tanto piu


vto nel ttoftro cafo ,
perch nella fetten-
trinale Italia ritroviamo gFiftefli primitivi
popoli dell Italia meridionale .

Dopoch nella mia iloria tanto apeft-


mente le divi fa t cofe dimoili ai , far non
poco matavglite , che il Giornalifta cti
una impareggiabile franchezza ini abbia ap-
porto a fua fantasia tuttaltro lfteih, che il
mo, per inferitile liberamente quelle' confe-
guerlze ch erano lo fccpo del lino eftrat-
,

to . Egli fuppote Tempre


, che it abbia ftefo

1 Illirico fino alle


forgeti del Danubio, 6
eh to' debba e {Ter contento quanto alla mia
ritincipal pfetenfion
,
purch i Celti fiano
/aliti fulle dipi un luogo porto di qu del
Danubio , e allevatore del lago di Cofttiza.
Ora egli conghiettura , che in quella eftre-
** ma porzione del tanto vaftoINkico potercJ-
no

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i8
** no trovarvifi deCelti venuti col non fole
w dalla deftra,ma anche dalla finiftra riva del Da-
*f
nubio, quali di l incamminandoli verfo le Al*
i

,c pi, vi farebbero venuti realmente dallIllirico.


* Quelli per altro per valicare le Alpi dovevano
ft
trovar comodo per fe qualche parto delle
** Alpi Retiehe pi di quel , che forte il

palt delle Alpi Giulie troppo da loro lon-


* tano ,
quantunque in fe il pi agevole. E
c*
cos fenza contraddire a M. Pelloutier ri-
cadiamo nell opinione di M. Freret , ri-
<f
guardo alle colonie Celtiche, o nell altra
*' foftenuta ultimamente anche dal P. Bardet-
,c
ti
. Ma cotella improvvifa ricaduta un ac-
cidente , che folfre la recente llrana vilione del
Giornalifta e non mai il mio lillema , che
,

tutto oppofto , come fi oflerv .


all

Per pretende egli d inferire con


cofa
quelle parole fen^a contraddire a M. Ptllou -
fieri Non fi pu quivi a quello fcrittore in
niuna maniera contraddire *
poich neppure
difle una parola intorno al modo , e al fito,
donde trasmigrarono in Italia , o altrove le
prime colonie. Tutt altro era lo feopo della
fua opera, e parlando lib. i. c. re. degli
Itali antichi , non fece che riportare queUe
leggieri, e fuperficiali oflervazioni, collequa-
li volle provare, che parimente i medefimi
erano Celti ; il che gli riufcftiolto facilmen-
te, non ertendofi impegnato a difeutere la
vera origine , e le diramazioni degli Itali pri-
mitivi.

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.

unitivi . Ei confeffa , che gli Umbri eran de'


pi antichi, e pi eflefi popoli dItalia, ma
poi fi contenta di erano progenie
dire eh
de Galli , ^ome rapporta M. Antonino preffo
Solino c. 8. Le poche rifteflioni , eh ei fog-
giunfe fu l' origine de Romani tratte dalla
lingua , da coftumi , e dalla religione di que-
lli ultimi per dimoftrarli nati dagli Itali an-
tichi co Greci , non provano per
confidi
ehelfifodero Galli, ma fi adattano a tuttti i
popoli, a' quali ei diede incomune il nome
di Celti . Ma il fi&ema , eh* gli Umbri fode-
ro una progenie deGalli non forf uno di

quelli, eh' ioho combattuto in tutta la mia


ftoria, ed efpreflamente pag. iji. Dimo-
ftrai di nuovo 1' equivoco , e la fallita di un

tal fentimento contro il P. Bardetti , che 1*


adott
Che vogliono dir parimente le altre paro-
le ricadtr nell' opinione di M. Frtret , riguardo
alle colonie Celtiche , o nell' altra del P. Bar-
detti ? Io fui anzi il primo , che confut le
fonili filofofiche cooghietture di Freret fulle
migrazioni degli antichi popoli d Italia , e
filila falfa diffrazione delle colonie Illiriche, e
Celtiche ; come pertanto ci entra quivi il

nome di Freret ? Ma peggio ancora come c


ontra opinione del P. Bardetti ? Il coftui fi-
1

ftema non forf quello di Freret pi efte-


fo , e amplificato con vari deboliflimi argo-
menti , che la mente fublime , e filofofica di
Freret ricuf di riportare ? Sog-

<

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, ,

I IO
Soggi ugo^ il Giorualifta, eh* per trovare 1*
poCziope- di quegli Umbri epilogati da Erodo
to tra i fiumi Alpi* , c Caqpi*, urfeefibilr
$i^ntp ci riconduciamo alle Alpi, de Grigiori, f

degli Spifferi : come non. meno plauf lenente


<$ tf. A, fa il, P, Bprdfui medefmo. Xo,
fiflai. , come vidimo, quella regione degli. Um-
bri tjft il ay<?, * il Kuip,, il P. Balletti 4f|
Alpi Reriche ,
o, ^renfine:; che ha pertanto,*
W<r cpU* opinione qu&iafenflfyienteri-.
ymdwfi alle Alpi de prigioni , e fo^wyiaJc,
le quqli qppofto io mi vi tenni affai lon-
all

tano? Coin pofToqo effore ugualmente pia#


gjbili 4 paia, e 1 opinione del- p. B^r detti
;

fhe fono adatto contrarie^ come fpno 4; la*


vaDte , e, 1 occidente , quando per altro
unica la regione indicata, da Erodoto ?

Ma tuttavia egli diffmulando, e travifendo


Ip mie- offervazioni ,, afferifse , th. dopo
fanti sforai, abbiamo il difpiqegre di rejafe n
f oliti dubbi , ed incerte fft e vuole, che ip
paedefimo l'abbia accennato in vari luoghi. Io
non ho mai pretef di portare oggetti cosi
pfeuri ,, cfteff , e difficili, ella evidenza delle
geometriche dimoffrazionj , ma sj bene, di
averli rifehiarip ajcun poco> U aver* molte
cofe portato ad un talgrado di vero/niglifinr
za, che non nai fi ponno pi negare fpnaa
'
eterne ragione.
Ho rifplto ivi pag. upa oppofizionp
pi arbitraria , che effen^iale , che erami fia-
ta

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I II
ta fatta da perfone, le quali da me contiate
fui primato degli Umbri fra gl' Itali antichi
tuttavolta mi oppofero', che per mancanza di
monumenti , ch appieno et aCCettaffero, non
reftava efclufa la poflbilit, che altri piccoli
popoli fodero penetrati in Italia prima degli
Umbti. Cotelia mera poffibilit non fi pu con
buona fede impugnare , ed ci, che io dilli:
bens molte cofe fono podi bili nell ordine fr-
lico, e morale ma perch non prova
n efetnpio , , o non
che fiano mai accadute
liperdano , o eonfideranfi per incompoffibill,
e niun olia colo fanno giammai alle cofe pr*
vate* Perci non volli fcfcludere la poffibiltt
di un fuppofto piccolo popolo anteriore agli
Umbti ma foggiunfi che fe vi fa* dovette
edere dell'origine di quelli ed ederfi pi
con quelli incorporato. Ma una fuppofizioae
cosi arbitraria fa ella oflacol ai prillato
degli Umbri da me provato? Anzi io franca-
mente conchinfi , ebe rifa/tando fempre non
ejfervi in Italia Memoria di altro popolo prima
degli Umbri, quefii meritamente
fi
debbano pri-
mitivi reputare . Quella la confeilone che
il mio cenfore pretefe ftrappare da me fai ri-
matterfi dopo tanti sforai ni foliti dttbbj, ed iri-

certe^e .

\
i.

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. .

III

$. .

i
Del nome de Celti

Gli fi fa a dire firmo tenuti molto ali

* Autore per averci efpofte le belle offerva-


*' zioni di M. Pelloutier intorno alle tre pri-
me grandi nazioni , che popolarono gene-
Talmente tutta 1 Europa, e in particolare
intorno alla nazione , e al nome deCelti;
l intorno ai Celti conosciuti prima da'Greci,

K fotto il nome diperborei ; intorno alla tri-


* b
, e al nome de Liguri ; intorno al no-
** me d Iberi proprio anche deCelti dItalia
, e non
** da quali gi dagli Spaguuoli, fu
** popolata la Sicilia ; e intorno ad altre fi-
** mili cofe

Intorno al nome de Celti io dovea di-


fendere ad oggetti cos particolari , che do-
po un maturo efame degli antichi , che ne
parlarono , e de moderni fcrittori , che pi,
o meno 1 eftefero fecondo le loro particola-
ri idee , ho ridotto le moltiplici , e fovente
contrarie nozioni a certi principj , e ne fta-
bilii alcuni aflomi , che poffono effere di un
nfo non indifferente ,
per formarfi un idea
precifa, e chiara fui nomi pi celebri delle
pi antiche colonie dEuropa; nel che quan-
to io mi fia Scortato da Pelloutier, il quale
fi attenne a nozioni pi vaghe, e generali,
e

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,

ni
e ponformi al piano della Tua opera , ma ro-
vente contradicentifi , il paragone nei dimo-
ftra , e fmentifce quanto qui , e altrove gra-
tuitamente l avanza dal Giornalifta ; cui
poco altres colto di avanzare , chio ho ri-

ferito ci , che finora fiato detto intorno al


nome de' Galli , attribuito in particolare modo ai
Celti abitatori delle Gallie , e ad altri ancora
fiabiliti in paefi molto pi orientali . Un inte-
ro volume un tal uo-
non farebbe ballato per
po , e farebbe dato un libro di ftravaganti
appalConate conghietture, di contraddizioni,
e di equivoci fenza numero .
. Sul nome de' Celti dato in particolar mo-
do ai Galli, e fpecialmente a quedella Gallia
Narbonele , niente di precifo c infegna Pel-
loutier c. j. , e
lib. li
i. perde in alcune
etimologie , che non rifolvono le difficolt
rilultanti dai luoghi ivi citati di Cefare , di
Strabone , e di Diodoro . Cefare divife le
Gallie fra i Belgi, Aquitani, e Celti ; Strabo-
ne applic il acme di Celti a que* della pro-
vincia Narbonefc ; Pelloutier moflra di ma-
ravigiiarfene , ma non feppe giudicare Stra-
tone , il quale fondatamente diede ai Galli
Narboneli il nome di Celti prefo nella fua
ftretta lignificazione . Quella provincia prima
delle conquide deRomani formava una parte
del paefe de Celti, come cinfegna Tolomeo
l. i. c. 7. , e 20. , che perci la comprende
Bella Celto-Gallazia . Cefare perch ivi non
H no-
114
nomina la provincia poi detta Nttrbonefe, non
lefclufe . Se ben li
certamente dalla Celtica
offerva il fitoNarbonefe provincia, age-
della
volmente fi verr a comprendere , cheffa ap-
parteneva piuttofto alla Celtica propria , che
all Aquitania . Anzi
lAquitania medefima er

una parte della Celtica propria, f uno confi-

der ci, che nha fcritto Diodoro lib. j. ei-


tato ivi da Pelloutier, e in parte da lui a
torto contraddetto 11 nome latino di Jqui-
.

tanta fu dato da Romani a quella provincia,


per la quantit delle acque, che la bagnano.
Plinio /. 4. c. 17. cinfegna , che anticamen-
te chiamavafi Armorica , nome precifamente
Celtico . Era gi conofciuta da Romani a
tempo di Cefare , molto prima di cui elli

eranli impadroniti della finitima regione lun-


go il Mediterraneo -, e parimente di l dai
unirli aPirenei di gi
monti, che vanno ad ,

poffedeano Tolofa, e il vicino paefe, che con-


fina coll Aquitania . Cefare adunque fi
fervi

del nome, che ritrov di gi in ufo, ed


ap-

plicato dagli illell Romani j ma n Cefare ,


Diodoro parlarono dell ori-
n Strabone , n.

gine del nome de'Celti; cio Cefare , e Dio-


foltanto la diftinzione delle
doro riferirono
Galliche province, che gi aioro tempi pren-
deano un fepranome particolare, fecondo le
diverfe trib de popoli, effendo tuttavia ad
una parte delle Gallie rimallo il nome ge-
nerale della nazione , che indicava 1 origine
della

Digitized by Googl
.

115
della medefima: Strabone parl del nome de
Celti', proprio de popoli della Gallia Narbp-
nefe relativamente aGreci, che teoeano Mar-
siglia , i quali conobbero gli abitatori della
Provenza , e Linguadocca molto prima di co-
nofcere gli altri popoli delle Gallie, onde li

fecero affai per tempo conofcere anche ai


Greci
Diodoro 1. c. concorda con Strabone , e
Scrive , che i popoli ji abiliti fopra Marsiglia ,

nel metfo della provincia , e ne monti Pirenei


chiamavanj Celti . Que
, che erano al met^odl

(
leggali ai nord )
della Celtica , dalla parte
della Celtica , e della montagna Ercinia , e li
altre nazioni , che di col dijlendcanfi fino alla

Scifita , fi
domandavano Gallati. Pclioutier Ma
accufa Diodoro, che della llva Ercinia ne
fece una montagna ; egli adunque noti Teppe,
che gli antichi, non folo nominavano Ercinia
la felva famofa, ma altres quella montagna,
che divide la Polonia , la Silefia , e la Saffo-

nia dall' Ungheria , Moravia , e Boemia, dalla


qual montagna forgono la Viftola , 1 Oder ,
e 1 Elba , e vien indicata da Arido tele Me-
te oro 1. I. i. c. 13 Egli parimente condanna
.

Diodoro , perch chiam Galli , o Gallati i


popoli , che dalla montagna Ercinia abitava-
no fino alia Scizia , ed offerv, che i popo-
lidi l del Reno furono da prima chiamati
Sciti, poi Celti, e finalmente Germani, e
raramente Galli. Adunque Pelioutier ignor,
che Hz-

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. .

u6
die a tutti i fuddetti popoli accomunarono i
Greci il nome di Gallati, dopo lefpedizione
di Brenno , e quindi non raramente, ma qua-
li fempre gli antichi fcrittori ci rammen-
tarono efl popoli fotto il nome di Galli , d'
onde parecchi moderai eruditi pretefero d
inferirne la Gallica origine demedefimi
L introduzione , che ho premeffo alla mia
ftotia, diretta principalmente a togliere
cotefti equivoci, ne' quali pure v'incapp fo-
trcnte Pelloutier , che perci non ci pot da-
re, che idee vaghe, ed incollanti fui nome,
e folla gente de Celti, e Galli, e fovente
pugnanti col vero fenfo degli antichi fcritto-
ri . Del retto anche Appiano Hifpan. concor-
da con Strabone, e Diodoro in nominare
Ceko-Galati i popoli ftabiliti all' oriente de
Pirenei ; cio nella Gallia Narbonefe , o fia

provincia Romana . V per chi penfa, eh


ivi in Appiano fi debba leggere all'occidente ,
e chegli abbia prefo i Pirenei nella fignifi-

cazione antica , cio per lealpi Certamen- .

te i pi antichi nominavano Pirenei tutta la


catena delle alpi dallo ttrettp di Gibraltar fi-
no all' Adriatico, come s'impara anche da
Ariftotele l. c. t e fpecialmente una parte del-
le alpi continu a nominare Pireneus mons ,
fi

cio quella parte , donde (orge l Inn , che


oggi s appella il Monte Brenner
Le altre offervazioni di Peiloutier fui nome
de Celti fono nel Ub. i. c. 14. Le generalit,
eh

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1

1
7
eh ei premette , foffrono alcuna eccezione, e
reca quafche argomento, che fta bene mor-
dine ai tempi meno antichi, non agli antichiffi-
mi , de quali ei parla Per la maggior par- .

te di quel capitolo , come pure del XV. s'


impiega in ricerche etimologiche, che non
fono fempre o felici , o vere , e nondime-
no egli fond fopra di effe una delle bah
principali del fuo (irte ni a Se il nome degli .

Sciti viene da Zi/un , correre , viaggiare ;


come ei penfa, e uno Scita lignifichi ugual-
mente un viaggiatore , o un efule , come
vogliono l autore del Chronicon Pafchak , e
Giulino anche da me citati ibid. pag. 4. , io
dubito , fd quello foffe il nome , eh' eglino
ftefli gli Sciti prendeano , o piuttolo foffe
quello loro attribuito da altre nazioni. Oltre
1 etimologe

di Leibnits , e Pelloutier fui


nome di Celti, e di Galli, fi poffono veder
quelle date da Bochart ( Judic. de Veter. Gal-
lar. Hifior. Antonii GoJJelini annot. ad. cap. z.,
& 3., e'Phakg. lib. 3. c. 6 . in fin. ) dal ce-
lebre Cambden , e da altri , e dopo tutto ci
fi rifeontri la breve riflefione , eh' io ne feci
ibid. pag. j.
La conghiettura di Pelloutier derivante il

nome de Celti da Zelt, una tenda, fi adat-


tarebbe meglio a Sarmati , o Sciti , che ai
Celti , i quali primachc fi conofceffero con
quello nome generale , erano gi filli , bens
fparfi in vari cantoni , e ville , ma entro
H 3 rozze

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. ,

ili
tozze cafe . Su ci , che fcrive Paufania in
Phoc. cap. 17., che i Cirnii , cio gli abita
tori della Corfica chiamavano Baapar gli
efuli , forf non ci portiamo fondare , per
conghietturare, che quello fia T ifteflfo del
nome Celtico Wallo peregrino: Pelloutier fog-
giugne, che Waller eji le rritme mot> que celai de
Wallon , de Vaudois ,
de V lais. Di qui fi vede*
che fenza ragione il dotto M. Bochat (
Memoires
fur tHcjloire ancienne de la Suijfe )
fi vanta di
quella ortervazione, come di una fua feoper-i
ta , e r eftende fu l etimologia del Pagus
Waldenfis Ma io rifletto, che n Pelloutier
n Bochat fi debbono troppo gloriare di s
fatto Icoprimento
, eh una pura vifione ;
mentre ficcome cotello paefe vicino a quel-
lo di Vaud , e intanto io ritrovo in molto
carte antiche appellarli collantemente i fuol
popoli Vallenfes , e cotella valle Fallii Pen-
nina , ond erti tuttavia chiamanti Vaiai* , e
non Vaudois , egli manifello , che il loro
nome deriv dalla valle profonda, cherti abi-
tano . Ecco pertanto le pi eflenziali oflerva-
zioni di Pelloutier fui nome deCelti, e Galli.
Ma un pi faiodato abufo di violente eti-
mologie fi fatto dall autore di un eru-
dito ingegnofo Romanzo fu lOrigine des pre-
mierei foi its des peuples, des fcunces , des
arts j & des idiomes anciens , & mdtrnes ,
pubblicato colla data di Amllerdam nel
176?. Dai v
rapporti, chei simmagina di
' v
*

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*9
ritrovare tra varie lingue amiche, e viventi
colla Celtica, ninferifce lorigine delle pri-
me foci et per la conquida , che ne primi
tempi fuppone , che abbian fatto i Celti (par-
titi da Pirenei collinvenzione del fuoco ) di
tutte le mondo
per dove abbiano
parti del ,

introdotto il loro linguaggio , le arti , e le


prime idee relative a un fuppofto (terminato
incendio, charfe i denti bofchi ingombranti
la terra ,
quali viveano i primi
per entro i

uomini tra mezao alle fiere . Quefto c il ro-


vo fcio del fiftema di M. Boulanger derivante
ogni cofa dalle acque ( Antiquit expliqut
par fes ufages ) Su mille bizzarre etimologie
indiltintamente {bracchiate da qualunque lin-
gua antichiffima , o vivente, fu conghietture
fondate fur equivoci, e fu grofle viiioni pol
tutto il lor fiftema . Il recente Uranifta ri-
guarda il fuo , come la chiave naturale di
tutte le varie fcene dell antica mitologia , i
cui protagonifti fono i fuoi Uriani , o fano

i Celti delle Gallie primi propagatori del fuo-


co , e conquida tori del mondo ; e perci t
foli popoli della terra , che non riconofcono
verun fondatore.
Sembrami per, che i dotti fui paragone
delle lingue non abbiano ancora gran fatto
confiderato il principio effenziale delle mede*
lime , da cui avrebbono imparato, che in pro-
va della data origine di un popolo non fer*-

vono tutti i rapporti di una lingua collaltra*


H 4 Suppo-

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. -

12
Supporto anche, comi piace a Pelloutier ,
ad altri, che nella lingua Perdiana fianvi al-
cune parole comuni con quella de Celti , e
ve ne fiano ancora collInglefe, e colla Lati-
na, a parer di certuni, i quali inoltre cre-
dettero in alcune parole Cinefi ritrovar del
rapporto collInglefe , fi avr perci da infe-
rire , che il Cinefe , e il Perfiano derivino
dall'Inghilterra, e dal Lazio?
I rapporti naturali di una lingua , che fer-

vono a provare la medefima origine di alcu-


ni popoli, fono quelle elementari parole, che
ci rapprefentano le prime idee dipendenti dal

noftro eflere , e dalla noftra confervazione, e


quelle, che difegnano le relazioni ettenzia-
li , che hanno tutti gli uomini colle altre
perfone , e cofe - Cos pure i coftumi , e gli
ufi di tutti i popoli hanno fra di loro infini-
ti rapporti perch fi fondano fui bifogni pri-
,

mitivi , che fono comuni a tutti gli uomi-


ni; e pofcia molti ufi di civilit, e di reli-
gione pattarono infenfibilmente di una in altra
nazione

$ 3 -

Degli Armafpi .

Jf? Er le fummentovate tre prime grandi na .

[ioni ,*che popolarono tutta lEuropa, io non


ben comprendo ,
quali vengano intefe dal
Gior-

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.

ili
Giornallfta , fepptrr non fono gl Iperborei ,

Sarmati ,
ed Arimafpi , intorno alla qual di-
ftinzione di nazioni io altro non feci , che
citare pag. 18. due luoghi di Strabone, che
le ramment . Laonde io fui tanto lontano
dall efporre le belle offcrv anioni di Pelloutier
fulle dette nazioni nominate daGreci pi an-
fichi , che anzi non credetti mai, che in fen-
fo demedeAmi fi fodero ejlefe generalmente
per tutta 1 Europa , come Pelloutier fuppofe*

le cui offervazioni peto qui celebrate dal Gior-


nalifta non confiftono in altro, che in aver
riportato i luoghi degli antichi /crittori gi
portati da Cluverio German. Antiq. lib. i. c.
i. , e le fuppofizioni del medefimo , fenzat
punto fcoftarfene. Per altro fe Pelloutier nel-
la fua Aoria avefle prefo. un altro metodo ,
non fi farebbe cos fovente contraddetto , e
non avrebbe foverchiamente efiefo il nome,
e la nazione de Celti
Intorno aSarmati io foltanto offervai, eh*
efl occuparono le province orientali dEuro-
pa , come gli antichi c infegnano , e vi fog-
giunfi , eh infra i Sarmati, che abitavano tra
il Boriitene , e il Tanai , quali fui fine del i

quarto fecolo dellera noftra furon conofciu-


ti fotto il nome d Unni , vi era una trib
di Siculi , il che da neflno era flato avver-
tito. Quando largomento, ch'io trattava V
avefle comportato , mi farei piuttoflo in pro-
pofito de Sarnaati fatto a dilaminare alcun
pro-

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,

12 2
propofizioni della voluminofa ftoria degli Un-
ni di M. Deguines, e delle offervazioni fui
popoli Barbari che abitavano le vicinanze del
,

Danubio , e del Ponto Eufino pubblicate da


M Peyffonel nel 1765., quali autori tra i

molte belle cofe ne hanno parecchie , eh


io ritrovo n efatte , n vere , come pi a
proposto dimoftrer nelle mie offervazioni fui
Periplo di Scilace .

Rapporto agli Arimafpi io ^Condannai aper-


tamente lopinione di Pelloutier, che inclin
a crederli un popolo favolofo , nel che fi
feoft da Cluverio, il quale per altro fatta-
mente li colloc vedo le foci del mar Cafpi,
e non simpegn a difami nare quello punto
di Geografia. Davano gli antichi H nome di
Arimafpi agli Sciti , come fidee leggere in
Plinio lib. 6. cap. 1 7. per confenfo di tutti i
migliori manoferi tti, e non
Arames, che gi
era lantico nome Ci , che degli
de Sirj .

Sciti Arimafpi fcrive Dama de pretto Stefano


Bizantino , fi accorda affai bene con ci, che
dicono Strabone , Plinio , e Lucano
^ e in-
tendiamo , eh effi abitavano alloriente de
Sarmati , e fui confini d Afia , e d' Europa
cio {opra i popoli che abitavan la fpiaggia
della Palude Meotide ( Mare di Zabaca ) fino
al Tanai , come l ifteffo Plinio ci aficura 1.

4. c. n.y il quale
parimente l. 6. e. 17.
riporta , che prima cbiamavanfi Cacidari .

Quelli dagli antichi Greci, fecondo Strabone


lib.

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7
lb. si. , erano collocati nella Sczia Europea;
onde Plinio noverandoli in un cogli altri Sci-
ti , li fiflo anche pi precifamente nell' ideila

provincia. In fatti alioveft de Meoti verfo


U Boriitene vi era la citt di Carcina, che
diede il fuo nome al Golfo Carcinite ( Gol*
fo Akmesdijd ) e al convicino paefe , come
'
da Tolomeo ; e dall ideilo Plinio impariamo;
Di qui parimente fi pu raccogliere , che
Stefano Bizantino , o il fuo Epitomatore, do-
vea leggere Carcnitce , e non Tarcinita ; e
diviene quindi Tempre pi manifeda la Uma-
zione, e la verit dellefidenza degli Arima -
fpi , o fiano Calidari . Adunque elfi erano gli
Sciti chiamati anticamente Arami . Ammiano
Marcellino libi xx. c. 18. dice degli A rima*
fpi precifamente ci , che gli antichi dice-
no degli Sciti : ubi Ripheei montes dcficiunt >
habitant Arimafpcs jufii homints ,
placidateque
cogniti y
quos amnes Chronius & Bifula *( non
pu effer la Vidola, o forf sbagli il nome )
praterfiuunt :
juxta Majfagctce , Alani , & Sar-
mata .

Quelle nozioni mi conducono a conofcere,


che gli rimafpi furono compre!! da Erodoto
U 4. Ci 16. anche generalmente fotto il no-
me di quelle trib di Sciti da lui appellati

AptrBoi ottimi , che abitavano di l del fiu-


me Gerro , ove appunto vi era Carcina La .

polzione, che M. Bayer ( nella diflertazione


Julia jtua{ionc della Sciala al tempo di Erodoto)
diede

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114 .. .

diede agli Arimafpi verfo il mar Cafpio ,


quella gi data da Cluverio , ck nc prova-
ta , n verofimile. Quelli fon per diverti da-
gli Arimafpi fopranomati Evergeti , e ram-
mentati da Diodoro lib. 17. , i quali elideva-
no ancora a tempi del Grande Alelfandro ,
da cui furono foggiogati. Ma Pelloutier nep-
pure fi avvide eh ivi nel tetto di Diodoro
vi errore , e eh efli non erano altrimenti
gli Arimafpi Sciti, ma si bene gli Ariafpi , o
Agriafpi, dequali parlano anche Q. Curzio,
e Ariano , e abitavano nelle vicinanze della
citt di Ariafpe , che Tolomeo ha fituato
efatramente in Perfia nella provincia Drangia-
na. Pelloutier non confider rapporto agli
Arimafpi, che alcuni favolofi racconti divul-
gati fra gli antichi: cit letimologia, che
ne reca Erodoto /. 4. c. 17.,: come ripor-
tata da Euttazio , per vieppi opporli a quel-
la ritrovata da Leibnits nel Tedefco antico,
fenza avvederli , eh Euttazio s* ingann nei
riferire quella di Erodoto , il quale non da
Ari , e Mafpos , ma da Arima , unit, e Spa,
occhio , la deduce La parola Afpes , e non
.
t

gi ifafpes, la definenza di molti nomi, non


>

olo Prfiaui , ma Scitici, e quelli ultimi #


accodano all antica lingua de Celti . Ma Pel-
loutier volea feguire la conghiettura di Eu-
ftatio , che confider gli Arimafpi non per
un popolo, ma per femplici arcieri, come pi
conforme al fuo fittema , fenza troppo curarli

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,

I2 *
.

iella verit ; onde non s impegn a indagar-


ne la vera loro porzione , per convincerli ,

eh effi non erano un popolo favolofo.

4 -

Degli Iperborei .

Le principali teftimonianze de* Greci pi


antichi rapporto agli Iperborei furono raccol-
te da Cluverio, come gi divifai, e Pellou-
tier non fece , che trascriverle , e portarle
nella fua ftoria , fenza allontanarli dalle idee
del primo raccoglitore ; quindi ne deriv
che amendue riconobbero, che i monti Ri-
fei nominati dai pi antichi fcrittori erano
le alpi , e che popoli ftabiliti appi delle
i

medefime erano gliperborei. Io parimente


ho feguitato quelle due verit , che fono di-
moftrate , e ninferii anch io, che i Greci
conobbero il nome degli Iperborei, prima di
quello de Celti, e degli Sciti, onde ce li de-
fcrilTero flli in pi regioni. Ma in vece che
Cluverio , e Pelloutier hanno indiftintamente
cftefo il nome degli Iperborei a tutti i Celti,
io fondato fopra il ficujo principio , che i
Greci pi antichi non conofcend ancora 'l'-
Europa Occidentale , non poteano parlare de
popoli limati nelle province, delle quali n
ignoravano Penitenza , offervai , che gl Iper-
borei

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,

ni6
borei , dequali i faddetti antichi aveano par*
lato , erano fedamente i Celti ftabiliti appi
delle alpi nelle vicinanze del Danubio , e
della Grecia , e tanto pi nell antico Illirico.

Laonde ho poi condannato 1 opinione di Fre-


ret , il quale non folo volle diftinguere gl
Iperborei dai Celti, e dagli Sciti , ma altre-
s reftringerli nel nord, e nell oveft della
Grecia .

N
qui punto mi arreftai : ficcome intra-
prefi a parlare degl Iperborei , per illuftra-
re la ftoria de noftri antichi popoli, con una
precifa , e non pi fatta offervazione ho viep-
pi dimoftrato il Irto , e la nazione di quel-
li, e lorigine di quelli . Io gi vi accennai,
che i Siculi, e Sabini per un'antica loro tra-
dizione fi vantavano derivati dagli Iperborei}
gli Umbri furono il ceppo , o la ftirpe de
Sabini , e Siculi ;
quelli popoli abitarono al
fudeft del fiume Savo ; adunque gl Iperborei
eran Celti , erano precifamente riabiliti nell
antico Illirico ;
gli Umbri , Siculi, e Sabini
furono comprefi una volta fotto il nome d
Iperborei, i quali valicarono in Italia pel vi-
cino , e comodo paffaggio delle alpi Giulie .
Conofciuti pofcia fotto il nome di Celti
e Celtofciti i divifati popoli, fi trafportarono
gl Iperborei , e i 'monti Rifei nell ultimo
fettentrione , fotto il polo , e al fondo della
Mofcovia . Cluverio fu di quello parere , ed
ebbe parecchi feguaci. Pelloutier fi c fcoftato
in

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.
1*7
in ci da Cluverio ; io ne dilli il mio pen*
fiero b'id. pag. io. mai potu-Non ho per
to approvare l opinione di Pelloutier , che
tacci indirtintamente per favololi i monti Ri-
fei , confiderati nel nord tra i confini d*
Europa , e dAfia. Secondo le pi lane idee
degli antichi fenttori , fi applic il nome di
monti Rifei aJuoghi montuofi , donde na-
fee il Tanai , o fia il Don , dopoch fi co-
nobbero la Germania, lUngara, e la pic-
cola Tartaria ( fi rifeontri Tolomeo lib. 3.
c. 5. , e C. )
Egli vero , che nelle moder-
ne carte alle forgenti del Tanai non vi fi
pone alcuna montagna , ma per imponibi-
le che non vi fia almeno una continua ele-
vazione , o una corta , ove nafee quel fiume,
dalla quale rerti divifo dalla Wolga, e da'fiumi,
che difeendono alla delira della Wolga, e infie-
me da quelli, che vanno a (caricarli nel Bo-
rirtene , o Dnieper. Erodoto l. c. dice, chti^.
il Tanai fcaturifce da un lago , cui M. Ba-
yer , ed altri danno il nome di Juan ; ma
non implica , che cotefto lago fi ritrovi, co-
me tanti altri , Tur un monte. Quella corta
continuando verfo 1 oveft fino alia foxgente
della Wolga verfo la Lituania, e di l divi-
dendoli verfo il nord , forma i monti al di
l della Wolga , che da Tolomeo fono chia-
mati Iperborei, daquali nafee la Wolga orien-
tale , o fia Kanta, che il chiarifs. M. d An-
sile nella fua carta del Mondo conofciuto
da-

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tz$
(dagli antichi ha malamente confufo coi mon-
ti Rifei j e forma la
quindi verfo il fud .

montagne, che dividono la Polonia dallUn-


gara , e fepara i fiumi , che da una parte fi
Scaricano nel Mar Baltico , e nell Oceano ,
e dall altra nel mar Nero . Cotefto declivio
di terre fu conofciuto dagli antichi ( Pompo-
nio Mela lib. i. ultra furgit mons Riphaus ,

ultraque eum jacet ora , j


qua fpeclat Occanum
&c. )
Cotefta pertanto la corta , cui dagli
antichi fi applic il nome di monti Rifei , e
immediatamente l'opra i popoli , che abitava-
no la fpiaggia fettentrionale della palude Meo-
tide fra /I Borirtene , e il Don vi erano gli
Arimafpi , come raccogliefi dal furriferiro luo-
go di Plinio /. 4. e, 12. , e al di l di co-
certe montagne fi collocarono dai porteriori
fcrittori gl* Iperborei , nome degli antichi Il-
lirici popoli , eh ivi fi trafport a indicare
.quegli abitatori del nord.
Pelloutier lib. }. c. 5. accufa l ignoranza
degli antichi Geografi, e taccia per immagi-
narti i confinidiedero all Europa
, 'eh erti
dalla parte del nord, ove differo, che il mare
rientra nelle terre , e forma de golfi affai
vafti , e vi ripofero una catena di monti, che
poi chiamarono Rifei Per verifiimo, che .

ivi il mare rientra nelle terre per mezzo del


vafto golfo, eh or dicefi il Mar Bianco .

Non altrimenti immaginaria la divifata ca-


tena di monti , eh anzi dal Caucafo tra il

mar

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,.

ll 9
mar Nero, e il Cafpio llendeli fra ilTanai,
e il Rha, o la Wolga fino al mar Bianco; e
appunto fpecialmente alla parte del nordoveft
de medefimi i pofteriori Greci trafportaxono
il nome di monti Rifei

$ 5
-

De' Liguri .

torno alla trib , e al nome de' Liguri


che mai di bello fu offervato da Pelloutier?
ciafcuno il pu confrontare nella fua ftoria_
lib. i. c. io. Egli ritrova de Liguri per tut-
ta 1 Europa ,
perch gli bada d incontrare
qualche fomiglianza ne nomi di ell popoli
per conchiudere , che fan tutti i medefimi
Della trib de* noftri Liguri neppur diffe paro-
la , nc a limili inveftigazioni 1' obbligava log-
getto della fua lloria . Ball a lui dindicare,
che i Liguri eran Celti , o Galli , e che il

loro nome s attribu a parecchi popoli , qui


toient indubitablement Gaulois , come
Vocon- i

zi, i Salluvii, gli Euganei, i Vagienni, Tau- i

rini , & plujeurs autres nations peu conjdira-


bles ,
qui demcuroient autour des fources du Pv ,

& le long du Tejn . Si olTervi la fua inefat-


tezza nel novero che fa di ell popoli , onde
ci dimoilra , eh ei li conofcea folamente di
nome : ma vieppi l olTervi
, che confonden-
do gl Itali primitivi coi Galli , che poi tutti
1 in-

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. ,

indicamente (otto l' ifteffo nome di Galli com-


prende , s egli ci abbia veramente nella Tua
iloria prefentato un idea precifa della vera ,

e propria eftenfione del nome de Celti , e__.


de* Galli , e fe vi abbia Aabilito giufti loro i

confini , e i principi neceffari per diAinguerli


e per ben intendere gli antichi , i quali non

di rado li confondono
Ma egli forf credette, che gl Itali primi-
mitivi foffer colonie de Galli ? qui noi diffe
efpreffamente di tutti , ma inclin a crederlo

rapporto a Liguri. Convien pertanto confidera-


re , che Pelloutier in tutta la fua ftoria volle
provare, che i primi abitanti dellEuropa fu-
ron Celti , che quello nome era univerfale j
non impegn a difeutere le origi-
ma poi s

ni e le derivazioni de primi abitatori di cia-


,

feuna provincia , come era d uopo , e per


provare il fuo affunto , fi content di recare
la medefimezza , o la fomiglianza de nomi dei
vari popoli, e luoghi; e ficcome nellItalia,
nella Germania , nell Illirico , e fin.nella Tra-
cia , e verfo il mar Nero veran feguite delle

immigrazioni di Galli, fi fervi dicotefti po-

poli novelli per provare, che gli abitatori di


quelle province erano Celti . Adunque o egli fi
contraddice , quando talvolta fcrive, che i detti
popoli erano i primitivi di effe province, ed
eran Celti , e non derivati daGalii Sigovefia-

ni, o Bellovefiani ;
oppur fuppofe, che dalla
Gallia vi foffero trafmigrati i pmi popoli an-

Digtized by
, ,,

Mi
che molto innanzi di Bellovefo , e Sigovefo
e in quello cafo avrebbe follenuto , che i pri-
mi abitatori delle varie province d' Europa fa-
rebbono flati colonie de Celti delle Gallie .
Laonde pu effere un po equivoco ci, eh'
ci dice lib. 1. c. i 4. Ics Celtes ,
qui fe dta-
cherent du gros de leur nailon ,
pour pajjer les
alpes du ct de 1 Italie , & le Danube du cot
de la Pannonie ,
prirent le nom de Waller , ou
GaUer &c. ; vi fono qui inoltre due sbagli in
geografia, ed al Danubio deeii foilituire il
Reno , e la Germania alla Pannonia , perch
tale fu la marcia de' Galli Sigovelani.
Nulla dir intorno alle fue oflervazioni fulla
medefimezza delia lingua parlata anticamente
dai Celti , in prova di che fra altre cofe ad-
duce i medefimi nomi proprj, e le loro ter-
minazioni , e per quelle irnienti in au , e gau
vi reca efempli di nomi della lingua Schiavo-
na , che parlavano i Sarmati , o Sciavi , che
abitavano le contrade , eh egli ivi accenna ,
quando per ei riconobbe la differenza dei
Sarmati dai Celti nella lingua , e ne collumi.
Nemmeno gli dar debito di molte fue non

leggieri inefattezze fparfe per la fua ftoria


le quali fnervano affaiflmo la forza delle fue
prove , come fi quella fotto l ifteffa termi-
nazione gau dicendo , che Albingaunum ( Al-
benga ) Alben-gau ejl le canton des Lygures ,
qui toient tablis au haut des alpes ; quando c
per certo , che Albenga reit nell angufta
1 z pia-

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. . ,,

M1
pianura che lafciano le alpi lungo la parte
,

di mare che bagna cotefta citt Il nome di


, .

Albingaunum comporto da alba , e ingan-


narti , ovvero ingaunroum , e non riceve T in-

terpretazione data da Pelloutier


Volendo egli maggiormente provare , che
i Liguri eran Celti, o Galli, foggiunge, che

que dello ftato di Genova propriamente chia-


mati Liguri gloriavano di edere difcefi dagli
Ambroni popolo Celtico debellato da Mario
nella Provenza . Per offervando , che non
niente deuro , che Liguri allora affaldati da
i

Mario foffer piuttofto quelli dello ftato di Ge-


nova, o gli altri di qua dell' Appennino , e
che i mededmi non altrimenti d gloriarono
di effere della ftirpe degli Ambroni Elvezj
ma faltanto efclamarono, che il nome di Am-
boni era T antico nome di tutta la loro gen-
te , ond ed parlarono degli Umbri , o Am-
bii d Italia ;
voi pertanto riflettete , chiarifs.
Giornalai , fu quali equivoci argomenti , e
fu quali fuperflciali prove fonda Pelloutier le
fue opinioni
Sul nome de Liguri egli altro non offerv
fe non che Ligures , o Ligyes , nomi ufati ia-
diftintamente dagli antichi , erano i popoli
che Affavano dimora , e ceffavano di
la loro
effere Sciti, o Nomadi , cio erranti, onde
Ligures quad fedentarj , ti traendone 1 etimo-
logia dalTedefco Ligen , Liger , come altri
avean anche offervato, dilla quale etimologia
per

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,

per egli medefimo fa poco , o niun cafo ;

coficch a nulla fi ridurrebbe ci, chei diffe


intorno a quella gente . Ma che gli antichi
abbian creduti univoci i nomi di Ligures , e
Ligyes , forf una confeguenza, che lo fof-
fero veramente ? Anzi fe i Ligure furono pro-
priamente gli abitatori delle fpiagge del ma-
re, o de numi , non avrebbono errato gli
fcrittori , applicando il nome di Ligures a pa-
recchi abitatori del continente , e de monti
lontani da fiumi e dal mare ? S vero, che
,

i divifati nomi non fiano lnonimi , ma che


anzi i Ligues , ovvero Lygyes foffero foltanto
gli ^abiliti in una terra a differenza degli al-
tri , ammettendoli quella dillinzione , fi po-
trebbe egli fofpertare , che Ligures e Ligyes
folfero nomi di genti affatto differenti ? io mi
feci tutte quelle neceffarie quiflioni , e pr*
curai di fcioglierle ibid.

$. 6 .

Degl' Iberi .

-J Ntraprefe Pnlloutier lib. i . c* \ i. a fare al-


cune offervazioni fu lopinione di Tucidide,
che avea didimo i Siculi dai Sicani , e dato
a quelli ultimi il primato , e credutigli Iberi
venuti dalla Spagna ; ei dice i. , che Tuci-
dide si ingann fui nome ' Iberi > eh gene-
rale , e lignifica di li , onde convenia tanto
* -
1 3 alla

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*54
alla Spagna, che alle Gallie, e allItalia, in

cui i Galli fon anche appellati Iberes per fede


di Plutarco (
in Marcel. ) La nozione delleti-
mologia d Iberi affai pi antica di Pellou-

tier , n io potea prefcinderne ; vi aggiunti


per qualche altra offervazione non comune
con quello autore. Ora bens mi avvedo, che
tanto Pelloutier , quanto io ci damo ingan-
nati nel far ufo di quel luogo di Plutarco ,
ove fta fcritto Iberes j certamente un erro-
re decopilli paffato in tutte le edizioni di quello
antico fcrittore ; per i medelimi fatti ivi nar-
rati ci convincono, che li dee leggere Infubres.
II. Offerva Pelloutier , che Tucidide nel di-
llinguere i Siculi dai Sicani contraddetto da
Servio ad Vili. v. 318. , il quale parimente
feri ve , che i Sicani erano Spagnuoli traenti
il nome dal fiume Sicoris , paffarono in Italia
e occuparono la Sicilia , che cos chiamofli
da Siculo duce de Sicani . Vi par quella una
tellimonianza da opporli a Tucidide ? Servio
ha feguito la favolofa maniera de Greci nella
ricerca dellorigine de popoli, e fenza feo-
ftarl dall' opinione di Tucidide , vi aggiunfe
a Sicani per condottiero Siculo , che da Ella-
nico fu dato pel condottiere degli Aufoni paf-
fati in Sicilia . Siccome Tucidide avr certa-
mente ritrovato negli autori pi antichi , che
i Sicani eran anche chiamati Iberi , ed altri
Iberi non conofeendo , che que della Spa-
gna , ha quindi fuppollo , che i Sicani erane
dalla

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.

*
35 .
dalla Spagna Cos pure Servio
trafmigrati .

alla conghiettura di Tucidide vi aggiunfe 1'


altra ugualmente arbitraria , che fu per in-
nanzi di lui gi da altri adottata , i quali ri-
cercando nella Spagna un qualche luogo , o
fiume, o montagna, per derivarvi il nome
de Sicani , che aveano quegl Iberi , vi trova-
rono il fiume Sicoris ( che per non ifcorre
nel paefe de Celtiberi , e degli antichi , e ve-
ri popoli Iberi di l del fiume Ebro , ma di
qu nel paefe de Lacetani
c Ceredani ) , e dal
,

nome del Sicoris derivarono 1 etimologia de'

Sicani . Peraltro non vi alcun autore , che


dica effervi fiati de' Sicani nella Spagna alle
fponde del fiume Sicoris , i quali fe vi foffe-
ro fiati , doveanfi appellare Sicorii , e non
Sicani Stefano Bizantino rammenta SicancL-,
citt dell lberia, o Spagna , ma quello auto-

re commette fovente limili errori , e demon-


ti, fiumi, e popoli ci fa talora delle citt.
Quando i Romani entrarono la prima vol-
ta in Ifpagna , la ritrovarono occupata fola-
mente dagl Iberi , Perfiani , Fenicj , Celti , e
Cartagineli Varrone prefl Plinio I $. c. i.)
(
n prima , n poi vi fu memoria di Sicani in
Ifpagna . Sembra , che Varrone abbia didimo
gl Iberi dai Celti, come due nazioni differen-

ti , m#Pelloutier vi ha rifpofto lib. i. c. 4.*,


folamente ei non feppe capire , come i Per-
fiani vi aveller inviate colonie in Ifpagna,
onde per effi arbitrariamente intefe gii abi-
I 4 tanti

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.

tanti naturali della Spagna , cio i Celti , che


fecondo lui eran poco diverfi dagli antichi
Perfiani . La conghiettura non pu edere pi
infelice . Io penfo , che fu quello nome dei
Perlani di Spagna gli antichi fcrittori abbiati
prefo un equivoco , e che fiano i Pharufii ,
popolo della Mauritania , de quali Plinio dice
/. 5. c. 8. Pharufii quondam Perfa comites fuif-
fe dicuntur Herculis ad Hefperidas tendentis
Forf dopo le conquide de' Romani quedo po-
polo fu codretto a ripagare dalla Spagna ia
Africa .

Soggiugne Pelloutier contro di Tucidi-


III.
de che piuttollo Sicaui , e Siculi era un fo~
,

pranome , che admeval da molti bellico!? Ita-


lici popoli per le vittorie , che riportavano .

Quella non c pi eh' una conghiettura , che


nalce dalletimologia de' nomi di edi popoli
(
vincitori )
molto leggiera , e
conghiettura
contraddetta dalla doria , da cui impariamo ,
che Siculi , o Sicani erano dall Illirico gi
con quedo nome trafmigrati in Italia , dove
poi per lungo tempo fiorirono , onde non II
pu arbitrare, che a forte fi aflmede quedo
nome dagl Itali antichi , a feconda degli even-
ti , che rendeanli vittoriofi ; febben fi a vero ,

che talora al corpo de Siculi fi unirono altri


popoli , come di fopra oflervai . Ma conside-
rando , che il nome dIberi era appellativo,
e non proprio, e che i Greci diedero anti-
camente il nome d Iberia all' Illirico , come
ha

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Ui
ha dimoftrato Bochart ( Phaleg pag. 6 i x.: fi ag-
giunga Paufania in Attici* ), non egli aliai
pi verofimile , che l' Iberia , in cui gii antichi
autori, da quali Tucidide ricav , che i Si-
cani derivarono , foffe 1 Illirico , ovvero 1
Italia Circompandana , e tutto il refio d' Italia
di qu 'dell Apennino , dii il nome con-
venia d Iberia rifpetto a quella parte gia-
cente di Apennino , e il mare ?
l tra

Efchilo predo Plinio avendo detto , che 1*


Eridano , o il Po fcorrea nell Iberia , applic
certamente quello nome a tutta l' Italia Cir-
compadana . Egli incontrafiabile , che gl
Itali Apennino , e il mare fu-
primitivi tra l'

rono colonie de' Circompadani * I Siculi abi-


tarono prima nell Umbria propria , nel Pi-
ceno} adunque loro diedefi il fopranome d*
Iberi , quando valicarono l Apennino , e paf-
farono nel Lazio , donde poi a mano mano
trafmigrarono in Sicilia.
IV. Su ci, che ivi aggiunge .Tucidide*
che gli Elimi formaronfi dal framifchiamento
de Sicani , e Trojani fuggiti nella Sicilia, Pel-
loutier offerva , che i Trojani non efcirono
mai del loro paefe , e che gli Elimi erano
molto pi antichi di quello che li fece Tu-
cidide , come Ellanico aflevera : ma tutto
ci non bafta ancora per convincere Tucidide,
e darci una giuda idea degli Elimi . Finalmen-
te egli accenna , che altri autori s oppongo-
no a Tucidide intorno a ci ch'ei dice* che
a

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. ,

a Tuoi tempi vi erano ancora de Sicani in Ita-


lia , e epoca troppo tarda , che affegnfc
all

alla coftoro emigrazione nell ilota , fenza pun-


to impegnarli a difeuterne la verit, ed ac-

certare quali precifamente fodero gli antichi


abitatori della Sicilia , perch a tanto non
tendeva lo feopd della fua opera, nella quale
(blamente fi era propello di ritrovare de Cel-
ti , o Galli in quali tutte le province d Eu-
ropa , ma in cui vi regna un incoftanza di fen-
tiaienti per la debolezza delle prove , e per
gli equivoci delle medelime. Perci egli ftef-

io conchiude ibid pag. 118. , que es anctns


habitans de la Sicile fujfent fortis d Efpagne ,
cu d' Italie , qui fujfent Jberes , Ligures , Elj-
miens Opiciens , Aufons , la chofe m ejl fori
,

indijfrente Per il nome d Iberi fi attribu -


va da un popolo a Tuoi convicini , alla Uma-
zione de' quali era relativo perci non fu :

mai il nome proprio de popoli , a' quali ap-


plicoffi , onde non fu mai dai medefimi adot-
tato .

Ma in ordine agl Iberi, e Siculi non (bla-


mente io intraprefi a (piegare la loro origine
e a confutare il filieina di Tucidide con fatti
politivi , ma di pi in Tucidide ho dovuto
combattere il dotto , e fottilillimo Freret , il
quale con ogni sforzo l fece a foftenerlo, c n
a pretendere lemigrazione in Italia, e quindi
in Sicilia delle colonie Iberiche, o Spagnuo-
t {ibid. pan. i. . 6. )
. 7.

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. . ,

t )9

S- f-

Dell' opera di M. Pelloutier

C On tutto ci io ftimo
opera di Pelloutier , che tanta gloria acquift
la dotta curiolk

ai Tuo autore . Egli l lafci addietro tutti gli


eruditi, che prima di lui avean trattato Af-
fatto difficile argomento . Molte belle, fotti-
li, e nuove offervazioni egli fece fulla reli-
gione , e fu i coftumi di que barbari antichif-
fimi popoli; e comech Cluverio, Pezron, ed
altri 1 abbian prevenuto nell invenzione del
1'
fiftema, eh egli adott , maffimamente fu
oggetto del fuo primo libro , egli feppe ap-
profittare degli altrui lumi , accrefcerli , e ren-
derli pi intereffanti . In quali tutte le fue
conghietture ci fi vede 1 uomo di fpirito , ma
le fue prove fono fpefl fuperficiali , incon-
chiudenti, o equivoche fpecialmente intorno
a quel poco eh' ei ditte della Grecia , e dell
Italia . Ve ne recherei parecchi altri efempj,
fe il mio impegno il richiedefie ; ma io fon
provocato intorno a ci , che riguarda l' Ita-
lia , e ve ne do quindi un' altra prova , che

vi deve tanto pi intereflare , quantoch trat-


tali d un antichiffima citt della Tofcana

Volle Pelloutier provare (lib. i.c. io.), che


i Pelafgi pattati in Italia non erano gli antichi
abitatori della Grecia , cio Sciti , o Celti
- ma

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> . ,,

140
ma il popolo fucceduto a quelli , o fiano i

veri Greci , i quali perci introduffero in


Italia una religione , varj riti , e coftumi
eh' eglino ftefl aveano ricevuto dagli orien-
tali , e anche l ufo Volle
delle lettere .

altres, che la loto lingua foffe la Greca, e


non quella de' Pelafgi , e in prova di tutto
ci fi content recarne quella fola : Strabo-
no , e altri narrano, che alcuni Romani, o
Etrufci viaggiatori ritrovandoli vicino ad Agil-
la citt domandarono ad
fondata da Pelafgi ,

un Agillano il nome della medefima, a quali


ei rifpofe Recipe perch non intefe ci, eh

etti chiedeano, e que foreftieri prefero un tal


faluto pel nome
che pofda fegui- della citt ,

t a chiamarli Caere. Apprelfo ci ei foggiu-


gne ,
je crois Jone tre en droit de conciare ,
que ces prtendus Pelafges itoient des vritables
Grecs , qui pajferent en Italie beaucoup plus tard
. que le commun des auteurs ne le pritend Ma
Greci , i quali portarono in Italia la reli-
gione , i collumi , e le lettere , furono i co-
loni del litorale del mar Ionio , e del Tir-
reno , de' quali ragioner qui apprelfo , e
quelli non debbono confonderli coi Pelalgi
n da quelli argomentare a quelli , fenza aver
prima dimollrato, che folfero medelimi pi i

recenti coloni Greci . Il cambiamento poi del


nome di Agilla in Caere molto polleriore al
tempo, in cui gli Etrufci la tolfero a Pelalgi.
Erodoto la nomina fempre Agilla , e il fopra-
nome

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.

141
nome di Caere debbe anche effere pofteriore
ad Erodoto, quantunque alcuni feri ttori l' ab-
biano ufato per anticipazione, parlando di tem-
pi molto pi antichi Inoltre la narrata av-
.

ventura una favola, ed invenzione di qual-


che antico grammatico , il qual s impegn a
fpiegare i etimologia di Caere ; e che ne fia
la verit , offervate , che altri antichi l inter-
pretavano ccto tk yeeipuv , dal godimento,
chebbero i (tibondi Pelafgi di aver ritrovato
un fonte , ove intraprefero a fabbricare co-
tefta citt t interpretazione non men vana, e
favolofa dell altra
Io per lodo limpegno di M.deChiniac,
il quale ultimamente ci diede colle (lampe di
Parigi una nuova voluminofa edizione dell
opera di Pelloutier , che cominciava a dive-
nir rara , e non folamente 1* arricch di alcu-
ne dotte differtazioni , e lettere del medefimo
autore , ma s pure di varie memorie , che
lo riguardano , del libro IV. , eh era ancor
inedito, e di alcune fue note; intorno alla

quale edizione avr forf altra volta occa-


fion di decorrere , non avendo potuto finora
efaminare i vari opufcoli , che la compon-
gono.
,

* 4*

. 8.

De Veneti.

a^Eguita il che cagione-


Giornalifta a dire,
r maraviglia 1 non abbia ri-
offervarfi , eh io
f
ferbato alla feconda parte della mia dori a l
articolo fopra i Veneti , che certamente non fu-
rono dei primi , e che io raedefimo li fuppon-
go differenti dagli Umbri, e venuti in Italia
folamenre dopo la guerra Trojana . Io preci- t

famente non fiflai 1 epoca della immigrazione


de Veneti in Italia ; diffi. pag. 6 o. che tolta
la favola di Antenore , e degli Eneti , nulla
ci l opporrebbe , ancorch voremmo approf-
lmare per qualche fecolo quell' epoca , che
flava dianzi ligata al fayolofo arrivo di Ante-
nore; onde ci dobbiamo determinare con al-
tri fatti , che potrebbono degradarla ugual-
mente, alcune et dopo il Trojano eccidio , o
avanzarla al di fu di effo. Bens io congbiet-
turar, che i Venedi , o Sciavi , cio i Sat-
, non arrivarono fino
f non
inati alla Viflola
dopo la prtfa di Troja , ma che i Veneti ven-
nero in Italia anche prima che i V
medi , o Scia -
yi di qu della Vifiola ; onde fe-
fi diffondeffero
condo quefta mia conghiettura 1' emigrazione
dei Veneti; in Italia caderebbe fempre o al-
quanto prima del Trojano eccidio , o in quel
torno . In fontina io foftenni , che le prime
co-

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,

* 4*
colonie dEuropa non fono tanto antiche , co-
me da parecchi tuttavia fi arbitra, perci ho
noverato fra glitali primitivi que popoli, che
in Italia trafmigrarono innanzi lepoca Troia-
na . Lantichit de Veneti imperfcrutabile,
ed anteriore alle prime Greche colonie pafla-
te in Italia : qual maraviglia pertanto , che
a Veneti io abbia dato luogo nella prima par-

te della mia fioria?


Ma in ordine a Veneti cofa (ingoiare
che fiali quello nome applicato collantemen-
te a popoli di paefi paludofi , e baffi , o cir-
condati da laghi
, o ifolani . Cefare de B.
G. I.
3 . a Veneti delle Gallie, e a quali tut-

te le loro citt attribuifce fiffatta polizione .

Strabone , il qual riguard i nofiri Veneti per


una colonia di que della Gallia , e vieppi s
ingann , avendo collocato quelli in un cogli
Oifmii fra i Belgi, e perci eftefe troppo la
Belgica da quella parte dell Oceano , non ci
avrebbe forf almeno indicato , che il nome
de nofiri Veneti fu loro importo da Cifalpini
Galli loro vicini , da quali poi 1 impararono
i Romani? Certamente tra quelli , e Veneti i

eranvi de popoli Galli, che da Romani furo-


no conofciuti prima de Veneti . Ma vi refia*
rebbe a fapere qual nome fi dattero i Veneti
tra di loro , e qual nome a beffer nellIllirico.
Impariam dalle ftorie , eh effi per iftabilirfi

nella Venezia, vi difcacciarono gli Euganei;


ma quello non era neppure il proprio nome d'un
tal
*44
tal popolo , il qual peraltro era oriondo degli
Umbri, e Liguri, come nel Saggio offervai :
cos pure i Veneti non ebbero forf origine ,
e nome differente da quelli ; anzi l efferii ere -
duto, eh effi. diacciarono dalla loro antica
fede gli Euganei , verifitnilmente fu un errore
nato parecchi fecoli dopo il loro ffabilimento
in Italia ; cio quando rapporto alla loro fi-
tuazione furono dai Galli fopranomati Veneti ;
onde quefta mutazione di nome farebbefi per
errore prefa per quella del popolo, cui fi ap-
plic .

$ 9>

Delle Greche colonie del Regno


di Napoli.

Eppur qui ceffa lo ftupore del Giornali*


fta : ei non fa capire ,
perch io non abbia
parlato di tante numerofe colonie Greche venu-
te in Italia prima ancora della fondazione di
Roma , e perci anteriori di molto a quei
Galli , del fucceflivo paffaggio de quali in Ita-
lia lungamente ragionai . Ma quelle colonie

-non furono tante , effendofi moltiplicati i no-


mi di effe , e non gi le colonie ; non furo-
no cos numerofe , non avendo mai occupata
una grande diltefa di paefe ; non fi poffono
cos affolutamente dire trafmigrate prima
della fondanone di Roma non avendofene pr*
ve

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.

*45
e convincenti} n fono da pareggiarti colle
invasioni de Galli pel rapporto principale delle
loro conquilte
E noto , che un tratto d Italia l conobbe
fatto il nome Grecia , ma Tuoi con-
di Magna i

fini fono paragone de* diverfi au-


differenti a
tori , che ne parlano . Strabone lib. 8. vi com-
prende la Campania, la Lucania, e lAbruz-
zo altri invece della Campania vi mettono
;

la Puglia: Livio /. 31. c. 7. vi efclude lAb-


ruzzo, e la Lucania ; per in tutte quelle re-
gioni vi furono alcune Greche citt qua e l
fparfe , n Greci poterono mai affatto fcac-
i

ciarvene gli antichi abitatori , e per lo pi


in luoghi non ancora abitati le loro citt fon-
darono . 1

Fello Pompeo in Major . Grece . , Areneo /.

iz., e Ovidio Fajlor. Ir. ellendono a quali


tutta lItalia il nome di Magna Grecia , incui
vi li comprefe anche la Sicilia , come rica-
yiamo da Livio, e da Strabone: che li de
da tutto ci inferire? lavvis Plinio /. 3. c.
5., dicendo, che Greci , gtnus in gloriam
i

Juam cffujfjimum , per fola vana, e. pontpofa


inoltra diedero il nome di Magna Grecia a
un tratto d Italia , di cui anche non ne occu-
pavano che alcuni fquarej Il pi licuro li , .

che quelle Greche colonie l fiffaiono nella


fpiagg3 dellAdriatico dallo ftretto di Siulia,
o da Locri a Taranto , fenza deludere alcu-
ne loro citt mediterranee , e alcune altre
K nella
i4<?
nella fpiaggia dellAbruzzo , e della Campani*..

Tolomeo /. f.c. . parlando della Magna


Grecia , non ci nomina pe Tuoi tempi f eh
Locri ,
Sedacram , Crotone , Thilfiurfi , Meta-
ponto , e Taranto , e fra le mediferaoee P eie-
li a , e Abijro. >-

E* colonia de* Catdefi d* Eubt*


celebre fa

e deCumani delf Eoiide fondatori di Cu ma


in vicinanza di Napoli , i quali prima d' ap- 1

prodare nella Campania y sbarcarono nelir fo- i

la JEnaram > & Pitkecufas , come Livio- c* in-


fegna L quale per d* orf ifola ne fece
8. , il

due. Ffchia da' Greci chiamavafi Putiecnfee , a 1

sEnaria folla favola, chivi fi fodero ancora- 1

te le navi d Enea . Minio /. $. e. &. il inten-


petra per Inari me di Omero. Le imprefe, e
l fortuna de Cnmani fon deferitte infra altri
da Dinifio 7. lib. Impariamo da Strabene Ub.
t.y che i Cu urani per iftabilirfi Ai qaetfla lpi ag-
gi a , tacciarono gli Ofci , ma- ignoriamo
1'

eftenlione del lor territorio , che certamente


non occupava nemmeno Ja quarta parie delia 1

Campania, febben Diodoro lib: 4. chiama. int-


dirtiotamenre queftff regione Campala Cttmee-
na Si fetide , che nella cittadella di Guma
.

v era il tempio di Apollo: Virgilio, e altri


poeti Latini il decantano fabbricato da Deda-
lo i
ma fi avratf oggi a credere fimili fole ?
tanto pi che Dickioro, e Paufania fecero pal-
leggiar Dedalo da Creta in Sicilia* ma in Ita*-
'
lia non mai.
Se

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.

*47
Se crediamo all epitomatore di Stefano, e
a San Gerolamo nella cronica d Eufcbio, do-
vremmo fupporreHm altra colonia venuta da
Samo , da cui dicef fondata la citt di Pozzuo-
li ( da' Greci Atxouapy^ta , o tx*ietp%e<cc )
ma Strabene hb. 5 . affermando , che la mede-
luna fu un emporio , e porto de Cumani c in-
fici ua > eh' elH 1 avean fabbricata, onde sef-
clude la nuova colonia di Samo, fenza fup-

porre arbitrariamente , che a que di Samo 1

avefier tolta i Cumani BUI parimente fonda-


.

rono Napoli, il cui golfo dianzi appellava^


Cornano . Per fi oflervi , che nella citata
cronica d* Eufcbio fi porta la fondazione di
Pozzuolo all anno quarto dell' Olimpiade 6 4.,
che coincide in circa coll anno 1 $ a. di Ro-
ma, e collanno, in cui gli Etrufci deilAdria-
tico collegati cogli Umbri tentarono di di-
ftrurre Cuoia, la cui grandezza , ed opulen-
za incomincia a comparirci nel divifato anno

(
Dion. ibid. ) Da tutto ci abbiamo un mag-
gior fondamento di arguire, che la colonia
de Cumani , o Calcidefi non era forfc ante-
riore alla fondazione di Roma
Di tutti i portentofi iuoghi de contorni di
Cuma , e de compagni d Ulifle
approdati a
Baja, e al Promontorio Mifeno Strabone av-
vis lib. 1 , eh erano fole . 1 Teleboi abita-
tori dell ifola di Capri non doveano effe re al-
trimenti che coloni de Cumani . Nel conti-
nente della Campania altra citt non ebbero
K j elfi

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.

14 *
etti Cumani , o Calcideli , che Abclla , come
fcrive Giuftino lib. io. , il quale per s* in*
ganna attribuendo anche Nola a' Calcidefi ,
,

quando Livio , e Vellejo Patercolo apertamen-


te la danno agli Etrufci in un con Capoa .
Laonde nella Campania non abbiamo altra
Greca colonia, fe non la divifata de Cuma-
ni , o Calcidefi molto meno antica di quanta
r

fi crede .

Nella Puglia non v rifcontro di Greche


colonie , fenonch le ifolette di Tremiti rim-
petto al litorale di quella regione chiamavanli
anticamente Diomcdea , e nel fuo continente
la citt dArgirippa fi credette altres fondata
da Diomede con qualche altro luogo: ma que-
lle ampollofe menzogne hanno una origine af-
fai pi recente
Prefcindendo dagli antichiflmi favolofi Gre-
ci trafmigrati in Italia fecondo ci , che nar-
ra Dionifio , febben fia certo, che nella Ca-
varie Greche
labria vi foffero citt , noi pre-

cifamente non conofciamo pi d una Greca


colonia . Fiffano gli eruditi la fondazione di
Taranto o prima , o poco dopo l epoca della
Trojana rovina; ma fu quali fondamenti ? fen-
za averne alcuno . S vero , che quella cit-
t efileffe prima che Falanto vi approdale
con una colonia di Partenj Spartani , i quali
la tolfero gli antichi abitatori , come narra
Giuftino lib. j. c. 4. , fi dovr attribuire a
MelTapj la fondazione di Taranto , che non
erano

Digitized'by GoOgle
*49
erano Greci, come io offervai ibid. pag. 88.
Cotefta colonia di profughi Lacedemoni ap-
prod nella Calabria non molti anni prima*
della guerra del Peloponnefo incominciata 1
anno i. dellOlimpiade 87., cio lanno di
Roma 311. Ma poich di Taranto prima di
quella colonia di Lacedemoni non v me-
moria, non v forf ragione d arguire , che
Giuftino abbia nominato la rocca deTarentini
in vece del fito occupato contro de' Meflapj
da que Lacedemoni ove poi fondarono Ta-
,

ranto ? Debbonfi medefimi le cit-


attribuire ai
t di Callipoli , di Caftro ( Cajlrum Minerva )
di Otranto ( Hydruntum. ) e qualche altro mea
celebre luogo . 1 Tarentini fondarono parimen-
te nella Lucania la citt di Eraclea preflo il

luogo di Siris , che fi c fuppollo fabbricato


da Trojani lungo il fiume di quello nome .

, Un altra colonia Greca di Cretefi dovrem-


mo dire trafmigrata nella Calabria, fcrivendo
Erodoto lib. 7. , che fi raccontava , che la

flotta di Minofle Re di Creta pallata in Sici-

lia, in cerca di Dedalo, fu trafpor tata nella Ja-


pigia , ove efft
Cretefi s arredarono , e fon-
darono Oria (T'pioti ovvero Oupla) Strabone
lib. 6 . vuole, v che i fondatori di Brindili fof-
fero i Cretefi partiti con Tefeo dalla citt
di Gnoffo ; fecondo altri furono gli Etoli con-
dotti da Diomede; altri immaginarono un fi-
glio d' Ercole Anche i Salentini fi dicono da
. ,

Strabone orioodi da Cretefi . Ma fe riflettefi,


K 3 .che

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.

J
.
....
che non prima di Minolfe Creta fu popolati \
che quelli fu il primo Re di quell* ifola , e fo
egli l ifteffo Giove, che poi diveane tanto f<-
mofo fra Greci (Ateneo lib. i $. ) che afui
i

tempi appena acomincia vano a paflfarvi fu pic-


i

cole barche d* una in altra ifola dell Arcipe-


lago alcuni uomini per iftabilirvifi , come fi
narra di Radamanto fratello di Minolfe ; noi
faremo difpenfati dal credere 1* emigrazione
dei fuddetti Cretefi in Sicilia, e in Calabria
Tanto pi che le favole divulgate intorno a
Dedalo lAteniefe fono pofteriori di parecchi
fecoliall eccidio Trojano . Le coftui fuppolte

Opere appartengono per lo pi al Dedalo di


Sicione , e all' altro di Bitinia affai pi recen-
ti onde fe mai vi paflarono de Cretefi in Ca-
:

labria , non fu innanzi la fondazione di Ro^


ma , o in quel torno , quando la nautica co-
minciava a fiorire preffo i Greci ; e intanto
con abbiamo altra ficura memoria di Greche
Colonie in tutta la Calabria 4 fe non la divi-
fara de Lacedemoni , i quali propagatili in
quella penifola , diedero origine a vari luo-
ghi , con elferfi tardi , e affai poco avanzati
nel continente.
Parecchie incontranti cella Lucania le me*
morie di Greci luoghi ; con tutto ci polliamo
fidamente accertare l emigrazione di due Gre-
che colonie la prima fu degli Achei uniti a
:

que* di Trezene ( Sira. I. 6 Soliti, cap. 8. j4ri- .

fiot. Po li tic. L 5. c. 3.) i quali fondarono Ia_


citt

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,

citt dii Sibari , che non tard a divenire rio


ca , e potente ; ma ignoriamo il tempo di que-
fta emigrazione ,che non potette per e fiere
molto anteriore alla fondazione di Roma, fe
firiflette; che cotefia colonia fu piuttofto nu-
merofa a paragone delle altre , e abbfogn
di parecchi vafcelli pel fuo trafporto , e che
.nolto prima di quell epopa non erano gli
Achei nel cafo di poter alleftire una fiotta per
un tal uopo Molte cofe rapporto a Sibariti
.

ci narrano fpecialmente Ateneo , ed altri au-

tori , ma feoza ordine cronologico , e non


fenza efagerazioni . V effemminatezza , e i di-
sordini di quella gente non lafciarono lunga-
mente fiorire il fuo fiato , e la fua citt, che
fu rovinata da que di Crotone 1 anno di Ro-

ma 180. ( Diodoro lb. n.) I Sibariti , che


{camparono da quella fttage, dopo anni 6 4.
inviarono un ambafciata in Atene , e a Lace-
demone per domandar foccorfo : i Lacedemo-
ni non vi accondefcefero, ma gli Ateniefi fe-
cero armare dieci vafcelli , fu i quali fi tra-
fport in Calabria la feconda colonia di Achei,
e di Trezenj , i quali poco lunge dall' an-
tica fabbricarono Thurium . Quelli
Sibari vi
invitarono di l a poco altri Greci , i quali
p aliarono ad unitvifi : la citt divenne ricca
e potente , fi alle coCtotoniiti, e i Tuoi po-
poli fi divifero io dieci trib ; cio le tre,
che vennero dal Peloponoefo , fi appellaro-
no i'Arcada , 1
'
Ac he a , e l Eie etica, le altre
K 4 la

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,,

>
5 * .
.... .

!a Beotica ,
1 Amfizionica , la Dorica , la Clo-
nica , lAteniefe , e 1 nolana .
'

La citt di Pedo , altrimenti Poflidonia, fii

altres opera de Sibariti, a detta di Strabone


e di Marciano
d Eraclea , febben Solino lab-
bia data a Doriefi Comunque fia , i Lucani .

debellarono que di Poflidonia , e coftoro fo- i

cj Greci , e s' imppdronirono delle loro citt

(
Strab. I. 6. ) La fondazione di Metaponto
ove mor Pitagora, comunemente fi attribui-
sce agli Achei , eh io non credo divert dai
fondatori di Turi: fecondo altri furono i Pelii,
i quali da Troja intraprefero con Neftore que-

lla navigazione ma da fiffatti favoleggiamenti


;

de Greci erranti, e de' compagni di Enea nac-


quero pofeia nomi di parecchi luoghi , fiu-
i

mi , e promontori della Lucania, come leg-


giamo preffo Erodoto , Diodoro, e fpecialmen-
te preffo Strabone ibid , che da parecchi eru- .

- diti fi adottarono per idonei fatti , onde tut-


tavia fi moltiplicano cotefle colonie a mifura
di cfli favolali nomi .

Rechiamoci finalmente nella penifola dei


Bruzj, che da Antioco Siracufano preffo Stra-
bone ibid. dicet effert propriamente chiamata
Italia , e anticamente Enotria , ovvero Chorua

dai Coni difendenti degli Enotri , dei quali


diftefamente parl Dionito lib. i. fecondo le
fue conghietture , e le antiche favole . E cer-
to , che i Bruzj fi diramarono dai Lucani
quefli dai Sanniti ,
e quefli dai Siculi , Sabi-

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fai i Aufoni f ovvero Umbri Obd effi difcet-
:

deano daglitali primitivi. Secndo Antioco gU


Enotri avrebbono tenuto eotefto paefe prima
de Lucani , e deBruzj, ma ei singann, fe
per gli Enotri intefe i fuppofti antichiflmi Gre-
ci trafmigrati per mare, come offtrVi di fo-
pra part. n art. z. t 5. , o abbia voluto dir
re , fodero dati i primi abitatori di
eh effi

cotefta regione ; mentre altre teftimonianze


fon recate da Dionifio ibd. comprovanti , che
i fuppofti Enotri a difpetto dell antiebiffima
favoiofa loro emigrazione vi ritrovarono per
lAbruzzo , e la Lucania gi occupata dagli
Aufoni, o Auronci , o Elimi, tutti fopranomi
della gente , da cui diramaronfi Lucani * e Bru-

zj \ lccome anche i Iapigi creduti coetanei degli


Enotri vi trovarono gi gli Aufoni nella Calabria.
Fra la fuppofta immigrazione degli Enotri,
e la diramazione de Lucani , e poi de Bruzj
con vi comparifce di mezzo veruna altra gen-
te i ma ignoriamo per il precifo tempo , in
cui fpecialmente dalla trib de Sanniti l di-
vifero i Lucani , , e
e prefero quello nome
quindi da elE fepararonli che non- i Bruzj ; il

dimeno avvenne in tempi molto antichi. La-


onde quando rapporto a quella gente narra-
no alcuni autori, cheffa tolfe a Greci colo-
V/
ni quando una , quando un altra citt nell*
Abruzzo , nella Lucania ec. , non danno cer-
tamente veruna anzianit a Greci fopra i Lu-
cani , e Bruzj < Cos Strabono /. c, racconta *

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,,

>54
che la citt di Tomefa , o fia Tempfa neli
Abruzzo, fu dagli Autbai fondata ? pofcia a
quelli la tolfero gli Etoli compagni di Tour
te , e quelli ne furono efpuifi dai Bruzj ; dori-
de non altro apparifce , feaonch i Bruzj de-
vili dai Lucani n tanto ha roap numero!!, per

occupar Cubito tutto il paefe , cui elfi impo-


sero il loro nome , n tutti i popoli degli Au-
Toni loro progenitori , che occupavano il me-
delmo , aveano ancora adottato il nome della
nuova trib de' Bruzj , I Greci ftabilironfi nella
fpiaggia , che poco era abitata , e il fecero
per lo pi fenza oppolizione per parte degli
antichi abitatori . In progreifo s inoltrarono
alquanto nel continente , e le citt , eh' elfi
fondarono, diinoftrano , che anche quivi non
v erano tuttavia molti lunghi abitati , e eh elfi
agevolmente Cepper infmuaiii nella grazia di
que' popoli . - . o - '
j

I Bruzj Cpecialmente furono in una qualche


affratellanza co' Greci coloni onde adottaro- ,

no infenfibilmeate per fino la Greca fipgua ,


e bilingui fiiron detti da Ennio preffo Fedo ,
cio parlanti Ofco , e Grecq , ma tuttavia
ebbero indenne alcuna fiata a contraltare. Sic-
come per non Tappiamo a il preciCo tempo
in cui gii Etoli t obero Tempia agii Aulbni
n quando Bruzj la ritolCero agli Etofi , e
i

tra cotefti due avvenimenti anche potette eC-


Cervi corfo un breve intervallo , nulla fi pu
inferire a favore dell' anzianit- della colonia
degli Etoli Copra de Bruzj .

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. ,

, .
) J I,

Ma a un 3 predo
intorno al tempo dei!
<
!
3

migrazione di quefta Greca colonia che pol-


liamo ftabilire ? la circoftnta , eh' effa fu con-
dotta da un certo Toante , a nulla ci pu de-
terminare: il pezzo riftretto j feofeefo, e mon-
tuofo di terra , che gli Etoli abitavano ( nell'
Etolia ) non potea nelle atichiffime et nu-
trire molto popolo : erano oltremodo dediti
alle feorrerie, ma per tetta, e contro declo-
ro vicini .Una fola citt marittima aVeano a'
tempi di Omero , cio Galcide ch'ei la ram-
ment lliad. /. t. v. 1 47. , n da lui s'im-
para , che neppure nella Tua et i Calcideli
e gli Etoli fodero applicati alla marina, o an-
daffero in corfo per mare $ onde certo, che
quefta colonia di fitoli approd a Tempfa af-
fai dopo P et di Omero
Per Strabone riporta , che a' Tuoi tempi
correa voce , che Omero ( -Odyjf. Li, ti
V. 184. rXic>) V {&TtjUfVtjJ' fira
parlando di chi navigava a Temefa in traccia
de metalli ) fi foffe intefo di quefta deli Ab-
ruzzo, e non di quella di Cipro ; ma Str-
bone non fece Che riportarne la fama, qtnm-
tunque avvit , che a Tuoi giorni fi additava
ancora il luogo delle miniere, cherario ivi
pocanzi mancate. Ma chi vorr confiderare,
Che Omero , e i Greci de' foi tempi ebbero
appena una confufa idea del litorale cT Italia,
e che a riferia forfe de Pelafgi venuti infitt-
ine ad altri barbari popoli per terra , dell*

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.

emigrazione de quali in Italia Omero nob dif-


fe parola, non conila , che alcuna Greca colo-

nia ali' et Tua folle in Italia trafmigrata ,

tanto meno per mare non potr mai lulin-


;

garfi , che Omero abbia parlato della Tempfa


dellAbruzzo. Al che aggiugnendol ci, che
ollerva l ideilo Strabono l. 1 4. dell abbon-
danza de metalli delia Temefa di Cipro , che
pure da Plinio , da Stefano Dizantino , e da
altri fcrittori vien raffermato, e la cognizio-
ne, che aveano di quell ifola 1 Greci dell
Alia minore a tempi di Omero, li avr una
prova incontrallabile , che Omero non pot
parlare della divifata citt de Bruzj , e che la
narrata colonia degli Etoli fu di molto polte-
medelimo Gli Etoli , e Calcideli fon-
riore al .

darono parimente Reggio perci dobbiam ,

forf moltiplicare cotelle colonie di Calcide

Non li debbano certamente fupporre altret-


tante differenti colonie ,
quante furono le cit-
t fondate da Greci
La
citt d' Ipponio da Romani chiamata V-
bona Valentia , diceli da Strabone l. 6 . fon-
data da* Locreli , i quali fabbricarono parimen-
te preffo il promontorio Zepkyrium la citt
di Locri fopranomata Epi[epnyrii . Strabone
1
*
a Locreli ,
attribuifce Ozoli , o Zefirj ;
alcuni poeti Latini ai Naricj cos detti da
Nat puf citt de' Locreli Epicnemidj; la fenten-
za pi comune la d a' Locreli Opunzj . Evante

. con-
t . i l

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'
*
57
Gondufle quefta colonia non molto dopo la'
fondazione di Crotone, e di Siracufa (Strafai
ibid.) Ora impariamo da S. Gerolamo nella
Cronica d Eufbio , e da Freculfo Chrort. tifa

3. c. 4. , che la citt di Locri ne'Bruzj fu


fondata regnando Tulio Oftilio lanno z.dell
olimpiade Z4. ; raccogliamo dall ifteffo Stra-i
bone , che Sibari fu edificata poco prima di
Crotone quefta citt l fond da una colo-
;

nia di Achei condotta da MifcelJo , e quindi


i Crotoniati infra altri luoghi edificarono an-
che la citt diTerlna pretto il golfo in oggi-
di Santa Eufemia Eforo dille , che Crotone
.

prima fi tenea dai Iapigi; ma convien incen-


dere il fito , ove fi edific , jic - quefti Iapigi
non erano altrimenti Greci?; ma illirici , e>
degli antichi popoli d Italia , come io gi di-
vifai l. c. pag. 38. Da tutto ci s inferifce
che le Greche marittime colonie pallate in Ita-
lia, e in Sicilia fono o di poco anteriori , o
per Io pi pofteriori alla fondazione di Roma.
L origine di Cauionia ( Y^caShi> ) altresi
nellAbruzzo fi attribuire agli Achei, i quali
furono poi difcacciati dai Bruzj , e varcarono
in Sicilia. A una colonia v di Ateniefi Strabo-
ne , Plinio, e Servio danno l'origine di Sci-

Iacium , ora. Squillaci Idtfno alle colonie .

di Spina, e di Agilla ne dilli di fopra il mio


parere , n di altre vi abbiamo veruna certa
memoria Cotefti Greci portarono in Italia il
.

fuperftiziofo loro genio nazionale , e con fpo-


ciofi
,

Mi
tiol nomi relativi per lo pi ai fatti de' loro
favolofi eroi diedero Daria di antichit ai
nuovi loro ftabilimenti . Laonde finora s in-
gannarono quegli eruditi , i quali moltiplica-
rono cotefte colonie quali in ragiope de Gre-
ci nomi de luoghi differenti ; le credettero afr
fai numerqfe , quando non formarono mai
phe piccoli ftati nel litorale

dell inferiore Ita-
lia anche dopo il eorfq di molti anni , nei
quali la loro popolazione dovette propagarli t
confufero la toro potenza prodotta dal loro
traffica, coin fe fotte inttinfecaroente deriva-
ta dal numero grande de' coloni , a riferva d
qualche citt che fu veramente popolofa i e
le divulgarono per anticbiffime quando tre
citt folamenie intra ette poffiono njoftrare una
qualche prova di. avanzare alcun poco 1 et
di Romolo.
Un bell efempio ci reca Polibio L x. c. 39.
della eorrifpondenza delle citt della Magna
Grecia coi popoli della Grecia propria , dove
giova offervare , eh egli accenna cotetto van-
tato paefe. cosi, le. citt di Greca origine , che
fono in quella Jpiaggia , cio del mar Gionico
t

e corpe principali nomina fpbanto. Crotonia- i

, , Sij^riti, e i Cauloniati , { quali unita-


mente innalzarono un tempio a Giove Oma-
si , e fittaron pel luogo de congrefU di
i

tjOtta laGreca nazione ftabilita in Italia . A


man a mano che alcuni di cotefli Greci co-
doni s inoltrarono verfo il Lazio , c fi confe-
, fero

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'

i
J9
(evo cat Latitai y- fi riftrinfefo i confini della/;

Magna Gtciay notate > che a tempi di Gice- t


rosta era gi in difufiJ (de Gremii l- } e. 34.)
Id per di amfte: Gich' colo eie nel mi;
Saggt non' feci parla percbo\ie 1(0(0' irami-j ,

graaioni niud BOtabiie rivliiziofle produffe-'


ra in haliav come fecero Galli e altres i-

nw ea rifer fatate cip difctarerne ajtKjve pi p-


portaaamente . Laonde avendo iyi foltanto
parlato di quef Greci y i tjulrd&U'Aiicarnaflecr
furorr creduti i primi delia lro nazione , eh
vennero in Italia y il Giortalifta ha foggiata fOy 1

che intorno a quefti arcora io mi contentai di


efporre quanto' m peristi M, Frereti, {
-,


~f < 4-
,
i> * *1 'li* . t ^ 4 v
k ii . > lj' .

*
i tao*

D Petafyi, - liaVrl
"3T j- -'n Cila.i .. .T.':
:i

JLafi difficolt propoftd da Freree centra it

racconto cos alrcoftataiato y che- fai l Alicapf


naffeo delle immigrazioni ita figlia di queGra-
ei antichiffitni', etimo fi tfano l incoerenza dell
medefime j quantunque lAlicarnaffeo precifa-
mente afTerifca; che i Greci vennero per ma-
re . L ifteffo Giornalifta oflferva- , che Freret
giudicando y che i popoli veruni in Italia per t-

Illirico foffero di que Pelafgi medejmi t ch tra*


no in Grecia ,fojpktttiy clic Dionifio per abbel-

lire quejo fatto di terrstre eh era flato il loro

viaggio , lo trasformale in viaggio mafttirM


Adun-

A.
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l6
^dunque io non fon pi d accordo con JPre-
?

rct iu l articolo ; io , che dimo-


de Pelafgi
ftrai, che Tuoi popoli Illirici ,_a* quali ei die-
i

jde il primato fra gl Itali primitivi verano Cel-

ti , e della nazione degli 'Umbri; io, che non


foto non collocai i Pelafgi fra glitali primi-
tivi , ma che neppur credetti , che il loro (la-

bili mento In Italia aderirli poteffe cos affolu-


tamente anteriore di qualche et all epoca
Trojana Bens fui prevenuto da Freret nell
.

fame della divifata Dionifiana narrazione ' lai


odi incocrenza rifalla agli occhi di qualunque,
mediocre letterato; ond' io tra le difficolt pro-
polle da jFreret alcune foltanto,. ne accennai ,
0 pallai ad altre offervazioni pi effenziali al
mio oggetto, che nulla han di comune con
quello Scrittore .

Ma altres da rifletterli V che fe vi fon


palTari anticamente in Italia alcuni degli er-
ranti Greci ancor barbari fotto il nome:? di
Pelafgi , tanto pi il (Ulema di Freret foggia-
ce a gravi difficolt , perch' egli err effen-
zialmente in definire la cofiituzione de* cor-
pi , o delle -colonie de Pelafgi , i quali non
altrimenti polfono Greci appellare , fe non
li

perch Ja Grecia avea fomminiftrato il primo


fondo della gente , che li conobbe fotto que-
*
lle nome .
'
-

*
Finora gli eruditi non han forf riflettuto
alle tante inverolimili , intrigate , incompoffi-
Jbiii cofe, che prefenta la lloria de Pelafgi a
chi

^Jiigitized by Gonfie
l6 I
ehi precifamente li confider per una gente^
particolare della Grecia . Ultimamente anche
jl signor Gioanni Ihre ( celebre minimamen-
te pel fuo Glofjarium Suicgotlucum) lece lofte -
cere nella universit di Upfal una teli fu 1

origine de Pelafgi , eh ci li deriva in un cogli


Attici dalla Tracia ,
perch ricava da Erodo-
to L i. , che il nome di Attici fu in Grecia
pofteriore a quello di Pelafgi ;

colia qual te-
ftiinonianza egli combina ci, che feri ve Eca-
teo di Mileto predo Sti abone /. 7. , che il
Peloponnefo , e tutta la Grecia prima che da
Greci , fu abitata da Barbari ai che foggiu- :

gne Strabone * che Ecateo fegu quello leriti-


mento ,
perch raccontava!! , che Pclope con-
dotta feco dalla Frigia una popolazione , avea
dato il nome al Peloponnefo ; che Danai i

eran venuti d Egitto ; che Driopi , Cau- i i

coni , Pelafgi , e
i Lelegi fi divifero le ter- i

re intra iiftmo di Corinto, e di l di efio ;


e che i Traci condotti da Eumolpo occupa-*
rono lAttica Ma per inferirne quindi la Tra-
.

cica origine de Pelafgi , M. Ihre dovette im-


preftare a que due autori le confeguenze de
Tuoi proprj principi ,
. Infatti da Ecateo non fi
fon forf dillinti Traci, e Pelafgi ? Supporta
che lAttica prima di Ellen figlio di Deuca*
lione fi chiamarti Pelafgia , fi pu egli inferi-
re , che i Pelafgi foffero gl* jfteffi de Traci
condotti da Eumolpo Anche Pelloutier l'opra
alcune vaghe induzioni .avea opinato , che i

L Pe-
i6i
Pelafgi furono in origine de Traci
gl ifteffi :

verifiinilmente il furono i Greci antichiffimi ,


ma quelli non denno confonderli co Pelafgi
propriamente parlando .
Arbitr parimente M. Ihre dopo quali tut-
ti gli fcritrori del nord , che i Geti erano gl'

ideili, che poi chiamaronfi Goti, eh* egli inol-


tre li deriva da Traci , onde li confider tra
progenitori degli antichi Greci : di qui ne
trae la ragione del palTaggio di tanti Gotici
vocabili nella Greca lingua , dellamicizia, del
commercio , e dell affinit della lingua degli
Iperborei con quella de popoli dellAttica , e
del rapporto che hanno i coftumi , e le leggi
degli antichi Goti con quelle de Greci. Sono
vere parecchie ifolate confeguenze della teli
di queflo dotto profeffore , ma la fua tefi
iliconfidente , e non ha rapporto colle divifa*
te confeguenze .

1
Egli inoltre oderva , che i Greci ebbero
ufo delle lettere prima di Cadmo , il qual non
fece che cangiarvene la forma , come egli s

immagina fui rapporto di Eudazio , e per via


di arbitrarie illazioni -, che l'alfabeto Gotico ha
de caratteri , che gli fono proprj , altri , che
raffomigliano a que de Greci , alcuni a que
de Latini , il che veriffimo ; ma di qui poi
ne deduce , che gli Eleni , o Greci , e Lati- i

ni adottarono 1 alfabeto degli Sciti ,


cui pofeia
le fuddette due nazioni vi fecero i cambia-
menti , eh ora veggiamo . Per l' alfabeto par-
v- t-

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,

l6 t
ticolare degli Sciti fu fconofciuto a tutta lan-
tichit ; e Tuppoftone uno , vi forf ragio-
ne d'argomentare Gotico alfabeto a quello
dal
antichiflimo degli Sciti ? Confondendo Goti i

coi Geti , e Daci , li vede , eh ei parla dei


Goti dopo la prima loro emigrazione verfo il
fudeft . I dotti del nord, che con neflun fon-
damento hanno tanto eftefo quella nazione ,
non ricercarono mai come elcir porea tanta
gente dalla riftretta provincia di Gothland , on-
de poi li dirtele per molte province vicine al
Danubio , e perfino invale l' Italia , e la Spa-
gna Erta per non altrimenti divenne cosi
.

numerofa , che per 1 unione di varie trib de'


Vandali nella fua trafmigrazicne verfo la Vi-
ftoia, e quindi degli Alani , ed Unni Sciti
o Sarmati dopoch l avanz ver-
di origine ,

fo la palude Meotidb, e il Tanai, quali ac- i

compagnarono i Goti nel lor ritorno verfo oc-


cidente , e verfo il Danubio , e formarono una
medelma geme , o fia perch le irruzioni de
fuddetti popoli erano ugualmente dirette da
oriente in occidente , furono inftenie conful;
onde i Goti l credetteio Sciti , e fpecialmen-
te gli Alani , che dianzi abitavano tra il Ta-

nai , la Volga, e il monte Caucafo , da moki


autori li credettero Goti. Efl poich fotto 1'
Imperador Gallieno invafero la Dacia, e la
Meli a , a quali pofeia Aureliano accord (uf-
ficienti terre di qua del Danubio cella prima
Melia, o Ita nuova Dacia, fi cominciarono a
L z con-
,
.

I <> +
confondere gli antichi Geti o Daci coi Goti ,

che occupavano le loro terre Chi dille mai , .

che quelli popoli averter 1 ufo delle lettere


innanzi di Uiphilas loro primo Vefcovo nel
quarto fecoio? Ma appunto M. Ihre simpe-
gn a follenere la Scitica , o Gotica origine
de Pelafgi , e de popoli dellAttica , per darci
ad intendere , che caratteri del codice Ar-
i

genteo de vangeli di Uiphilas fono gli anti-


chi degli Sciti , eh egli luppone adottati dai
primi abitatori delia Grecia , e del Lazio
Cosi la pallone eccita fovente delle opinioni
infollenibiii . . ,

'

. n. .

Degli Etrufci .

Affa il Giornalilla a dire , che fidk trac-


ce , e cogl ijlejj fondamenti di Freret , e di
Pelloutier io trattai degli Etrufci o liano Ra- >

fani : egli doveva anzi avvertire , che avendo


$o provato, che gli Etrufci paffarono dalle re-
gioni Circompadane nella Tofcapa , camminai
tulle tracce di Dionilo d'Alicarnaffo , il quale
avea gi dimoilrara la falliti della narrazione
di Erodoto traente dalla Lidia gli Etrufci , e
di chi li confondea co Pelafgi . Freret ampli-
fic le offervazioni di Dionilio contro di Ero-
doto , e l fuo merito fu quello articolo fu
di avere efaitainente (piegato la durazione de

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ls
fecoli Etrufchi , e il loro principio , come ol-
fervai ibid. pag. 109.
Le poche cofe divifate da Pelloutier lib. 1.

c. 10. rapporto agli Etiufci , fono tratte da


Cluverio /. 1. c. 1., da cui ricopi perfino
che gli Etrufci dalle regioni Circompadane tra-
fmigrarono nella Tofcana folamente in occa-
fione delle irruzioni de Galli ; e vi aggiunfe
una fua conghiettura , che il nome di TuJ'ci
potefle derivare da Tis , Tuiflo , o Tuifco, il

Dio de' Celti ,


il che dimoltra l inefattezza di
Pelloutier fu quello oggetto. Del redo io mi
applicai principalmente a difcutere ci, che Li-
vio fra altri autori narr deliantichifimo impe-
ro degli Etrufci , e tali nuove oflervazioni io
vi feci fulla pofizione degli antichi Circompa-
dani, che fmentifcono abbaftanza quell altra
imputazione del Giornalilla , da cui per av-
rei volentieri imparato quali Jano le ragioni
pi gravi , e pi precife di quelle , eh io efpof ,

per illuftrare 1

antico dato dell Etruria Cir-
compadana .

Avrebbe wluto il Giornalilla , eh io tutta


efponendo t offervafione di M. Freret intorno ai
Tirreni ejjenti una volta preffo il monte Atos ,
creduti forf il ceppo , da cui provenivano quei
di Tofcana , avejfi potuto dare alla medefimcL
lume , e for^a maggiore , e fiffar bene come , e
quando pafjarcno a (abilirji in quefu nefri paej.
Su ci , che narra Tucidide / 4. , che Pe- i

lafgi , i quali abitavano quella parte dell in-

I. 3
ferior

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,,

l66
ferior Macedonia chiamata Cremori Ut da Ero-
doto a cagione della fua metropoli Creflona
erano del numero di que Tirreni , che abi-
tarono una volta nell' itola di Le inno, e nel
territorio di Atene , il che fu pur conferma-
to da Anticlide predo Strabone L 5. , e da
Dionilio L i. ; Freret rilev, che Dionilio ab-
bia convertita la Creftona di Erodoto in Cori-
tona, con che abbia eccitato tante inconfi-
ftenti opinioni fu l origine degli Etrufci ; e in
verit ella cofa da non poterli negare: qui
condite tutta T offervazione di Freret .
Qual
vantaggio li vuol dedurre dalla efpolzionp__
della medelima per la ftoria de Tirreni della
Tofcana ? Se Freret credette que della Cre^
ftonia il ceppo di quelli , almeno non ce n
indic il menomo fondamento , e certamente
non ve n ha alcuno , n io fui mai d un tal
parere .Anche fuppoilo che l Alicarnafleo
non abbia commelfo il divifato errore , ci
farebbe fempre indipendente dalla nozione
che mi li domanda .
Dionilio intanto foltenne, che i Pelafgi era-
no differenti dai Tirreni perch prefe quegli
,

ultimi precifamente per gli Etrufei , nel qual


fenfo egli ha ragione ma
giova conliderare
;

che il nome di Tirreni era proprio di alcuni


corpi di Pelafgi , come ce lattellano vari an-
tichi autori riportati da lui medelmo , e da
lui a torto riprovati , ed altri riferiti da Stra-

bone /. c. ; che quello nome venne dalla Gre-


cia

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,

167
eia, e in tempo che i Greci non accora co-
pofeeano le Italiche genti , 1' appropriarono
ugualmente agii Umbri , Aufoni, Latici , e
a tutti gli altri popoli ; donde io offervo ,
che eflendofi pofcia creduto il privativo , e
proprio nome degli Etrufci, furon quelli cre-
duti anticamente eftefi per tutta Italia , e s
immagin icdiilintamente il lor vantato im-
pero dall uno all' altro mare , e fino alle al-
pi . Per la qual cola non Colo imperferuta-

bile , quando primieramente fia il nome di


Tirreni paflato in Italia, potendo noi foltan-
to fapere , che fu alquanto prima d Efiodo
il qual chiam Latino Re deTirreni; ma altres
niente ficuro, fe la colonia de Pelafgi , che
diciamo forf trafmigrata poco innanzi lepo-
ca di Troja , lo abbia in Italia portato; op-
pure fenza che mai vi fian rrafmigrati dePe-
lafgi Tirreni, la vanit degli antichi Greci ab-
biali a tutta Italia eftefo full idea , che qui
vi fodero fiati de Pelalgi ; il che per cade
Tempre dopo 1 et di Omero . Ma avvegna-
ch gli Etrufci dopo la conquifta della To-
fcana divennero i pi famofi d ogni altro Ita-
lico popolo , i Greci quel nome appropria-
rono particolarmente a medefimi ; tanto pi
quando cominciarono a diftinguerii dagli altri
Italiantichi : al che molto parimente contri-
bu la Greca colonia di Agilla (labilit Tulle
code medefime della Tofcana Noi di pi Tap- .

piamo , che il nome di Tirreni non era il


L 4 pro-

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o

6$
proprio degli Etrufci , i quali davanti il nome
di Rafeni , come l iftelf > Dionilio ci attefta .

Ci e quanto di pi fondato l pu attevera-


re fu que to oggetto, e con avverten- liffatta

za noi potremo acconciamente intendere quei


palli de pi antichi fcrittori Greci , quali i

ram nentano i Pelafgi Tirreni ,


palli creduti
difficili per l in 'ottante applicazione di quello
nome, e perfempre voluto fotto
etterl di
etto intendere propriamente gli Etrufci

i.

Dd nome ,
e delle colonie de Liguri ,

o Ligui .

JE-iAfcier, che il Giornalifta acculi a fuo


fenno lordine, con cui ho difpofto gli og-
getti dellamia ftoria, e che a fuo fenno cre-
da, che la moltitudine de mdefmi in vece di
togliere i dubbi ,
gli accrefca piuttojlo qualch
volta maggiormente la prova che ne reca ,: ,

e lavuole ftrappar da mefteflb, c la mia mag-


gior difefa . Egli oflerva / che nelt ultimo ar-
ticolo appunto del mio Saggio dopo aver tentato

ferina grande fucceffo di fffare i termini dell an-


del
tica Liguria Cfpadana , o fa alla defra
P , fui in necef di confeffare j che noi fa -
ma all' ofcuro intorno al preci fo fto di parec-
chie Ligufiche popolazioni in cotefe contrade .

Dentro 1 connm , eh ho fiflato alla Cifpada-


na

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,

ftS?
fcaLiguria, e anche fuor de medelmi vi abi-
tavano muffirne negli Apennini alcuni piccoli
Liguftici popoli , come i Friniates i Brinia-
tes , i Garuli , Lapicini ,
gli Hercates ec. *

delle antiche terre de quali ignoriamo la pre-


cifa porzione , (ebbene a un di preffo ne co-
nofciamo la regione , eh io divifai pag. 47.
Cotefti Liguri certamente l denominavano
dalle ville da effo loro abitate, co me Friniti,
Brinia ec. ; onde letterati maffnamente di
i

Piacenza , di Parma , di Modena , di Lucca *


e di Genova effendo pi alla portata dinve-
ftigarne anche per mezzo delle antiche carte
i nomi , che ritennero ne mezzani , e balli
tempi vari luoghi de loro territori , potraii
forf ancora rinvenir le veftigie de' nomi delle
terre , che precifamente abitarono una volta
que Liguri Cos rapporto a Friniati abbia-
.

mo nelle montagne del Modcnefe la pccola


provincia di Frignano , dove avvi il C ivitas Fe-
romanus di Paolo Diacono lib 1. c. 18.., e .

lib. 6. c. 49. oggi Fanano, cui l pu aggiun-


gere la carta di confederazione del 1 170.
Montebcllienjum cum cajiellanis Friulani preffo
Muratori Antiq. hai. T. IP. Dijj. 49. col 371.;
io intanto mi contentai di accennare che an-
cora eravamo all' oj curo intorno al precifo jta
di parecchie Ligujhche popolazioni {pag. 160.)
tanto eran poco effenziali al precipuo tu
delle mie ricerche ; e tanto pi che la malli'*
ma difficolt nel terminare la Cifpadana Li*

guria

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,,

47
guria era Io ftabilire il confine orientale di
effa , e non gi dalla parte degli Apeuaini,
dove i detti Liguri annidavanfi.
Bens
il riggiro , che diede il Giornalifta
alla mia ftaria , la difordioa alcun poco , e
qualche di lui indecifa efpreflione pud inge-

nerar dei dubbi Dice per efempio , che in-


.

torno al paffaggio di Annibale in Italia io vo-


glio riguardare il racconto di Tito Livio come

pienamente d accordo con Polibio x ei forf


ne dubita dimoftrarebbe di non aver efarai-
?

nato quelli autori , ed effere tuttavia preve-


nuto dalle inconliftenti efpofizioni di Folard
di Cluverio ec. Il mio fentimento fu porta-
to ultimamente ad una efatta dimodraziane
dal signor Marchefe di S. Simon nella prefa-
zione alla fua dorr della guerra delle alpi
q fia campagna
1744. (Amfterdam 4770-)
del
Il fardi varcar da Annibaie il Rodano tra il
Pont St. Efprir , e Viviers a ai. lega dalla
fua foce i il Affare 1 ifola , ove poi camp
Annibaie , in quella che formano il Rodano,
1 Rara
( certo
che il fiume chiamato da Po-
libio , e Livio Arar , e in alcuni tedi Skaras 3
1
Ifara.ji , e le montagne, che dalle vicinan-

ze di Grenoble ffendonff fino al lago di


Bourget , i cui tre angoli fono Lione , Va-
lenza, e il ponte di Beauvoifio ^ ftabilir vedo
Vrenna del Delfinato la fede di Branco prin-
cipe degli Allobrogi ; far di qui paffar Anni-
bie ne' Tricomi preffo Vailons y e nel ter-
ri-

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. ,

ritorio di Gap , pr guadar la Duranza \ ri-


eonofcer , die l' incontrarono con ram-
Galli
i

ini d olivi per que delia valle dell Ubaja >



quindi tradito dalle guide fargli confumare i
nove giorni di marchia aUoveft di Tournous*
e di Saint Paul d Ubaye prima di falire alla
cima delle alpi , o al monte Vefolo, dal quale
il fa difcendere in Piemonte , forma una efpo

fizione aliai plauhbile de coerenti racconti di


Polibio , e Livio , da cui non faprei difcorda-
re che in alcune circoftanze , e fui luogo
,
della difcefa di cotefto Generale . Ma eh io
abbia preferito intorno Bile immigrazioni dei
Galli in Italia il racco nto di Livio a tutt' al-
tro, c perch egli ci diede delle tnedefme
una narrazione pi piena , e circoftanziata :
Livio fu in cafo di darcela cos , perch na-
to , e crefciuto nella Gallia Cifalpina pot me-
glio riconolcere , e combinare le tradizioni
che i Galli confervarono delle gefta de' loro
maggiori ; le quali tradizioni non furono cosi
ben ccnofcinte da Polibio , e da Cefare
Mi propone il Giornalifia feguenti dnbbi : i

Ij, t autort del Saggio ha bens accennato a quali


far t ico lari popoli jefe dato il nome di Liguri ;
ma non potrebbe forf impegnarfi a fojlcnere che
tutti fojjero della medefitra nazione .

Di tutti i Liguri ,
ne
de quali
, io parlai
feci oflervare le diramazioni da un ifteflo cep-
po ; ho per confeguenza dimoftraro , eh ezan
tutti delia nazione m ed eh ma .

H.

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. ,,

172
Sar troppo

il
...
che
II. difficile foflenere , fa
univoco il nome di Ligures quando fono tanto
,

diverfi fecondo l'


ifieffo autore i due nomi Ligu-
ri , e Ligui , il primo de quali era applicato a
que che abitavano vicino al mare , l altro a que '

che di popoli erranti divennero abitatori fiffi


di
qualche luogo .

Io offervai , che per mezzo di que due no-


mi diftinguevafi l iftefla nazione in abitanti
del continente e in abitanti delle fpiagge ;
,
che inoltre alla leggiera differenza di Ligures ,
o Ligues .( nome univoco predo i Greci fcrit-
tori ;
i Latini non ci hanno riflettuto , e che
forf gl ifteffi popoli Liguftici fi chiamavano
indiftintamente con que due nomi ( pag 55.)
in fomma ho tentato di cos difendere gli an-
tichi fcrirtori dal rimprovero di Freret , fup-
pofto Tempre che Ligures , fecondo il rigore
.della lingua degli antichi Celti, e de popoli',
de quali parliamo , folfe il nome appellativo
degli abitanti preffo le fpiagge del mare , o
nelle vicinanze de fiumi : in ogni cafo la di-
viata diftiozione non pu diftruggere i poli-
tivi fatti comprovanti l iftefla , e comune ori-
gine de noftri Liguri , o Ligui .
III. Se Liguri furono chiamati i Taurini
perch provenienti da popoli , eh erano

veri Li-
guri fecondo il rigor della, lingua Celtica , trop-
po difficile il dimojlrare , che 1 Taurifci non fof-
fero di que' , che Ji chiamarono col nome di Li-
guri erroneamente in vece di Ligui., e perci
non

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.

175
non foffero un popolo differente da Taurini: tan-
to piu che non poi n cosi chiaro , ne cos cer-
to ,
che Polibio indiffeientemente ufaffe il nome
di Taurini, e di Tauififci
Da nefluno ferita re impariamo, n io l'ho
detto giammai , che i Taurini foffero derivati
da popoli , a quali rigorofamente l applicale
il nome di Liguri ,
poich gli antichi non fe-
cero la dillinzione , eh io divifai ; bens Tap-
piamo, che quello era il lor nome originale ,
ancorch fecondo il rigore della lingua Celti-
ca li dovremmo chiamare piuttofto Ligui , al-
men quelli , che abitavano in lontananza de*
fiumi ; onde cade il confronto , che fe ne fa
c Taurifci , e torna Tempre la divifata ragio-
ne . Il proprio nome poi di quelli popoli (lb-
ben fia anche in origine un nome appellati-
vo, come furono quafi tutti primi nomi delle i

nazioni, e de popoli, che poi a mano a ma-


no divennero proprj) radicalmente T illelfo,
e proviene da Taurn , montagna , nome pi
ufato dagli antichiffimiIllirici, ove pure i Tau-

rifci chiamavanfi parimente Ligunfci , come


c infegna Strabone lib. 7. : folamente talora
fon pronunciati diverfamente; e Polibio l. 3.
c. 60. chiam i Taurini fecondo il nome gi
alquanto addolcito da Romani ; febben la pro-
nunziazione di Taurifci non foffe fpenta fra
di loro , onde Appiano in Annibalic. tuttavia
appella la metropoli de* Taurini Ta.upaT'tx .

Tanto pi c da avvertire , che Polibio med$-


:

- lmo*
. ,

'74 ..
.

fimo due volte comprefe i Taurini fotto il no*


tne generale , e proprio di Taurifci , cio /.

%. c . ij. e 18. , dove pure vi abbracci Sa- i

lali! , e i LepoDzj , come ho gi dimoftrato


ella diflfertazioue dellarnica condizione del For-
celle pag. la qual cofa vieppi apparifce
f ;

dacch Polibio cap. 14. avendo defcritto 1


ItaliaCircompadana o Gallia Cifalpina , nel ,

capo 15. comprende tutti glitali Alpini e ,

immediatamente Subalpini , eh' egli oppone ai


Tranfalpini , e riguardanti il Rodano , lotto
il nome di Taurifci , di Agoni , e di altre genti
barbare { T ot.vfnrx.01 xcc'i Aycoixs , Kc irhuv
yhn (ZctpfZapwi ) opd egli parimente compre-
f fotto il nome di Taurifci tutti j popoli dell
pccidentale alpina parte d Italia dalla Valle di
Stura , o di Demonte fino a prigioni e per-
ci non ha nominato particolarmente i Va-
gienni , i Salafli , e i Leponzj
IV. 2Von meno fcabrofo farebbe l impegno di
ben provare , che dai Liguri Italia jano di-
fetti i Liguri , che abitarono dalle Alpi fino ai
fi ir enei . In prova del che non giova il paffo di

Scilace , eh di mano alquanto recente ; avve-


gnach Strabone c infogni , che il nome di Cel-
le -Liguri era a tempi Juoi di frefea data.
In tutta la mia opera vi fono delle prove
fulla diramazione dei Liguri , e di altri Tran-
falpini da quei $l Italia , n dal Giornalifta l
doveano diffimulare . Non vero, che Stra-
done cinfegni, che il nome era
di Celtoliguri

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,

*
*75
a fuoi tempi di frefca data ; egli folta Dto o f-
ferva Itb. 4. , che i Salii eran chiamati Li-
guri dagli antichi Greci , e Celtoliguri dai Gre-
ci pofteriori . Adunque per derivarne , che i

i Cetoliguri di Salace fono una recente ag-


giunta, che s intrufe nel tetto di quefto au-
tore , converrebbe determinare quali fiano i
Greci antichi di Strabene, e quali i pofterio-
ri. Egli altre volte fi fervi di quella efpreffio-
ne , e per Antichi intefe fempre Omero, e al-
tri fcrittori dopo del tnedefimo
Tuoi ; onde i

Greci pofteriori Tetterebbero tuttavia di una


riguardevole antichit Tanto pi che de po- .

poli abitanti verfo il littorale della Provenza


dal Rodano alle alpi , come erano i Salluvii
affai per tempo n ebbero i Greci pi ficure
nozioni dalla loro colonia di Marfiglia ante-
riore quali di feicento anni all era volgare :
quindi fe prima tutta la codier daHArno fi-
no a Pirenei chiamava!! indiftintamente il

paefe de Liguri , furono pofeia i Tranfalpiai


diftinti coll aggiunta del nome della provin-
cia , e de popoli , tra quali coabitarono $ laon-
de caderebbono in quefto torno i pofteriori
Greci d Strabone fur un tal riguardo , tra i
quali Ita bene 1 et di Scilace *
Ma anche fuppofto che qul paffo di Sci-
lace fi foffe inferito da altra mano, e Che i
pofteriori Greci di Strabone fi dovettero cre-
dere meno antichi di Scilace j ficcome per
certo , che i Liguri Transalpini furono pri-
ma

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, . ,

' #
\-]6
ina di Strbone eonofciuti. col nome compio-'
fio di Celtohguri , Tempre Ila il ragionamento ,

chio ne feci ibid. pug. $i. r par dimoilrare,


,che i Liguri d Italia furono il ceppo de'Tran-
falpini . Ma avvegnach abbia aneli io rica-
,nofciuto ( non per alla maniera di Dodwel
le cui difficolt anche lui Periplo di Han no-

ne non fono Tempre o fenfate , o giufte) 1
intrusone nei Periplo di Scilace di alcune pa-
.role , che non fono di quello autore , non
trovo per ragione di fofpettarpe fu cotefta
_dei Cclto-Ligyes poich anche A ri ilo tei e lib.
J
de Mirabil. ) chiama Ce Ito Ligyes popoli della i

parte marittima della Gallia Narbonefe Al .

che aggipgnendofi , che gli antichi hanno di-


pinto Galli dai Liguri , e precifamente an-
i

~che da quelli della Provenza , come due na-


zioni differenti (
Strab. lib . 2. ) onde Trogo
Pompeo, preffo Giuftino lib. 43. defer ve per
fino Marfglia fondata inter Ugures , & fcrqs
gentes Gallorum ;
rielcir Tempre pi inveroli-
inile il derivar dalle Gallie lorigine de' Li-
guri , e credere i Tranfalpini per gli automi
de' nollri, quando per ci fono Liguri de-i

ferirti come llranieri, e differenti dai Galli.


Contuttoci il Giornalifta ,ebbe forf in
eh
.animo di favorire il P. Bardetti, ci annuncia
i itorno a Liguri de fijlemi fojlenuti con ragio-
ni piu plausibili notabilmente ; fe vi fono , io
rimango col difpiacere di non couofcerli

RICERCHE

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RICERCHE GEOGRAFICHE
SULLA
GALLI A ANTICA.
1

fr

AL CHIARISSIMO PROFESSORE
SIGNOR ERMANNO SCHRODER.

JLLlla mi domanda ,
perche nel trattare
delle immigrazioni de Galli in Italia ( Saggio
filila lloiia degli antichi popoli d Italia pari.
11. . avendo io voluto dimoftrare quali
5. )
popoli componeflero ciafcuna delle Galliche,
colonie j e in qual parte delle Gallie efl po-
poli foller dapprima ftabiliti , io fia poi cos
leggiermente trafeorfo fu quello oggetto, fen-
za impegnarmi a far meglio conolcere con- i

fini delle regioni, eh elfi aveano abbandona-

to. Ella dovea quivi arredarli $ ma da quella


domanda palla a darmi un accula , che non
confeguente , attribuendo l'ommellione, che
da lei mi fi oppone , o al non conofcere la
Notizia della Gailia antica del celebre M. d
Anville , da cui, fecondo lei, fur un tale
articolo io potea trarre molti lumi, o a poca
fiima di un cos dotto libro , e di un tanto
fcrittore . M Io
.

T7$
lo mai non feppi vedere tra i nuovi ftabi-
limenti deGalii in Italia, e le loro prime po-
rzioni nelle Gallie alcun rapporto coll origi-
ne de medefimi , n colla ftoria , che mi feci
a dettare . Mi contentai perci di accennare
dove dimoraffero que,
quali eglino foflfero, e
che trafinigrarono Cos 1 oggetto della mia
.

opera tanto diverfo da quella di M. dAn-


ville , come fono diverfe le due province ;
anzi come differenti erano i Galli , de quali
parl ciafcuno di noi ; poich egli tratt di
que , che eranvi rimarti , e le Aie ricerche
puramente geografiche han per confine i foli
tempi del dominio Romano nelle Gallie-; io
di quelli , che le aveano abbandonate infin
da tempi molto remoti
Mi lufingo di aver cos gi foddisfatto alla
fua dimanda trafcorrer fu qualche articolo
:

dell opera in quiftione , fecondo ordine delia l

medefima , la co-
affinch' ella giudichi.
s io

nofco , e comprenda , che non iftimo meno


M. dAnviile, che pei pi diligente, e pro-
fondo geografo de noilri tempi .
Conquirtata da Romani la Provenza circa a
60. anni innanzi che Cefare a fiume Ile il go*
verno delle Gallie , erti la diltingueano coi
folo nome di pendente il governo
Provincia ;

di Cefare fi chiam anche Gallia Braccata , e


dopo fi appell Narbonefe ( Pomponio Mela
/. i. c. j. ) ma fu (tto limpero dAugufto,

eh erta prefe quell ultimo nome , e in tempo


- . che

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179
che la Celtica fi defign per la provincia Lio-
nefe ? M. d Anville almeno lo conghiettura ;

ma in vece di dire indiftimamente fono l im-


pero d'AuguJo , fembrami , chegli do vefle di-
re in tempo , che Augufto ha fatto il cenfo
delle GaJlie -, e per viemmeglio determinarli
converrebbe ricercare , fe cotefto cenfo fia

fiato fatto innanzich Mela fcriveffe la fua_


geografia , dove diftingue il tmpo nell ufo
de nomi e Narbonefe .
di Gallia
, Braccata
Penla M. che Mela abbia fcritto
dA. p . 8. ,

in un tempo pofteriore ad Augufto ma com- ;

binando bene ogni cofa , riiulter , che Mela


fcrifle tempo al di Augufto, anzi circa lan-
no VI. dopo la vittoria d Azio. Nell'anno pre-
cedente alla detta vittoria fi era incominciato il
cenl e la definizione delle GaJlie per laf-
,

fcmblea , che Augufto tenne a Narbona , e


fu quello il primo cenfo fattofi fuori dItalia
(Dione lib. ^
Tacito Ano. I. i. c. 39. )D
.

qui Narbona ebbe onore di comunicare il 1


fuo nome alla provincia ,


di cui forf fu ri-
conofciuta per metropoli , cio l anno 17.
avanti Crifto : la nuova divifione delle Gallie .

fu fatta nellanno zt. , e l iftituzione delle


due province Germaniche nell anno 8.
M. d A. p. 4. nominando Plinio in propo-
fito della Gallia Narbonefe ha ommeffo dr
fare una ofiervazione , cb^era propria del fuo
foggetto , cio , che Plinio s ingann nel Af-
fare il monte fora pel confine della Narbone-
M z fe.

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i8o
fe. L'Ardoino in Plin. I. j. c. 4. not. 7. orter-*
v , che Mela vi ha porto per confine il la-
go Lemano fe fi riflette , che Plinio confi-
:

der l' opera di Pomponio Mela e s ingegn ,

di perfezionarla , fi penler eh ei non potea ,

cader nell errore di hflar per confine il mon-


te lura, che gli Elvezj divide dai Sequani j

tanto piu che nel feguente libro , ove defcri-


ve Ja Gallia Cornala , colloc precifamente in
quella gli Elvezj. Sembrerebbe pertanto, eh'
egli averte fidato per confine la catena di
montagne , che dividefi dai monte lura di l
del Iago di Geneva, e corteggia la delira fpon-
da del- Rodano , cui non avendo gli antichi
applicato un nome proprio le fi , potrebbe
adattare quello di lura , che le li diede da
Plinio. Con tutto cirf quello autore avendo
feguitato una divifione della Gallia anteriore
a quella , che attribuiva la Colonia Equeftris
alla Maxima Sequanorum , non doveva avvi-
farfi di riporla tra le citt della Gallia Corna-
ta . Se nella fua et ella trovavafi in quella
regione, nellet di Celare ella era nel ter-
ritorio degli Elvezj, e in tempo che fi com-
pil la Notizia delle Gailie , erta era in un
coll Elvezia unita a Sequani . E dunque chia-
ro P errore di Plinio , avendo leguitato in
due luoghi della Tua definizione della Gallia
Narboncfe /. 5. c. ,4. , e della Gallia Conia-
ta L 4. c. 17. una divifione, e poi e. 18. e
19. unaltra: cioc iu quellultimo luogo fe-

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.

i8
guit una divifione anteriore a quella fatta
da Augufto , e che durava ancora a tempi
di Cefare , e di Mela ; negli altri luoghi quel-
la formata da Augufto dopo la conquida dei
popoli Alpini , in cui diftacc Sequani dalla i

Celtica , e gli aggiunfe alla Belgica , e fem-


bra inoltre che Augufto abbia allora uniti gli
Elvezj alla provincia , eh ei ftabil nelle alpi
Certamente Ammiano Marcellino, il qual
riporta una divifione delle Gallie in 13. pro-
vince anteriore a quella , che fece Valenti-
niano tra gli anni 364 e 370., colloca Averi-
ticum nelle Alpi Graje . A quella oflervazione
fi potrebbe opporre , che Avcnticum avrebbe
poi doluto riconofcer Milano per fua metro-
poli nello ipirituale, invece che riconobbe Be-
fan$on : ma
convien riflettere , che non ab-
biamo alcun vefeovo dAvenche anteriore all'
ultima divifione delle Gallie in 17. province,
nella qual divifione gli Elvezj furono uniti alla
Maxima Sequanorum , e quella provincia ai
tempi di Tolomeo non era ancora iftituita .
1

Lafcio all ifteffo M. d' A. 1 efaminare , fe la


'

mia fpiegazione non difenda Marcellino dall


errore , qh ei gli appone p. 1 1 4. per aver
collocato Aventuum nelle Alpi Greche E trop-
po verifitnile , che alla nova provincia forma-
ta nelle alpi Augufto abbia allora unito gli
Elvezj ,
poich quello era un antico difegno
de' Romani , di cui gi fe n avvidero lotto
Cefare gli abitatori della valle Pennina, i quali
M 3 Ro-

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,

iSz
Romanos , non folam itinerum aiufa , fed etiam

perpetua poffejfionis , culmina alpium occupare


conari , & ea loca finitima provincia adjungere ,
fibi perfuafum habebant ( Cai B. G. I. $. c. z. )
cio alla Narbonefe. Ivi p. iij. oltre la co-
lonna migliare trovata a Baden nella Svizze-
ra , M. d' A. dovea tener conto di quella di
Autreroches fulla ftrada d Ivetdun a Genera ,
indicante M. P. XXXI. che appartiene all'an-
no I. dell' impero d Adriano ( Acadtm. des in-
Jcript . T. XIV. p. 150.)
Cefare fece conofcer la Gallia dall* oceano
fino alle foci del Reno M.
: dA. offerva p. j.,
che quella gran parte delle Gallie fi diftinfe
col nome di Cornata ; ma per quella non
compreoiea folamente la divifeta parte , com
egli fuppone, ma fippure la provincia Roma-
na, altrimenti detta Braccata. Abbiamo inol-
tre la divifione della Gallia Cornata in tre
grandi province in parecchie antiche ifcrizio-
ni preffo Spon, Maffei, e altri De quattor-
.

dici popoli, che fecondo Strabono*!. 4. Au-


gufto diftacc dalla Celtica , e incorpor nell
Aquitania , appena dodici ne fa noverare M.
d A. p. 7, 4 ma egli olfervi , che Civitas Al -

bienfium e Civitas Ecohfmenfium , che nella


Notizia delle province fono attribuite allAqui-
tania , e compiono il numero di 14. citt 7
formano anche il numero de' 14. popoli di
Strabone, di due dequali fenza lindicazione
delia Notizia ignoreremmo il nome.
Plinio

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i*3
Plinio L 4. e. 19. comprendendo nel nove-
ro de* popoli dellAquitania quelli incorporati-
vi da Augufto , fi contraddice con ci , che
innanzi avea ferino , eftendeodo la Celtica fi-
no alla Garonna , ad Garumnam Celtica , ea-
demque Lugdunenfs ; imperciocch ci, che
potea convenire all efteofione della Celtica
nell et di Celare , non convien pi alla Cel*
fica in quanto che Lionefe , come bene olfer-
v M. d A. Egli potea aggiugnere , che Pli-
nio contraddiceli tanto in quello luogo , co-
me dove fifs i confini orientali della Cclti^
ca , perch nou fi attenne tmpre alla deleri-
zione di Agrippa formata fulla nuova divilo-
ne di Augufto ; onde fui principio del cap-
tolo , in cui dclcrive la Gallia {/. 4. c. 17.)

fervendoli della defetizione di Cefare L i.B.


G. cade inavvedutamente in contraddizione;
,

tome vi cadde pure nel collocare gli Elvezj


J
nella Belgica m/ieme co Sequani . Quantun-
que foffero quelli due popoli al tempo di Ce-
fare comprefi nella Celtica, per Augufto aven-
done diftaccato i Sequani per unirgli alla Bel-
gica, con effi non vi aggiunfe gli Elvezj, i

quali furono anzi da lui uniti alia Narbonefe.


Suppone M. A. p. io. 11. come certo,
d'
che la Belgica comprendelfe anticamente tut-
to il paefe lungo il Reno fino agli Elvezj , i

quali erano al tempo di Cefare nella Celti-


ca . Sembra per , che i popoli Germani, cl\e
abitavano intorno alla mezzana regione del
M 4 Reno,

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,

l$4
Reno , fofTero abballanza diftinti dai Belgi
per cos formare una diftinta regione, che al
tempo di Augullo fu divifa in due province
( come
pur ricavali da Ammian Marcellino )
avendovi forf aggiunto una porzione della
Belgica fituata lungo linferior parte del Reno.
Ma neppur fembra , che quelle due province
Germaniche liano ftate comprefe fotto il no-
me politico di Gallie ; febbene nellet di Ce-
fare vi li comprefero fotto il nome geografi-
co di Gallie , difendendo quello nome fino
al Reno , conforme alla definizione di Cela-
re , eh era allora ugualmente politica . Cer-
tamente di que tempi non fi erano ancora i
Germani llabiliti di qua del Reno.
Dopo elferli divifa la Gallia in fei provin-
ce, Narbonefe , Aquitania , Lionefe, Belgi-
ca , e nelle due Germanie , fi difputa fui pre-
cifo tempo, cui haffi da riporiare la divifion
della Gallia inun maggior numero di pro-
vince che Salmafio , e Valefio approflmano
,

fino a Collantino. Ma Chorier ( Etat politique


du Dauphin T. i. p. 130.) pretende, chela
14. province fiali co-
divifione della Gallia in
minciata da Adriano, e finalmente cangiata in
17. fotto Graziano . La moltiplicazione di que-
lle province fecefi per gradi La Lionefe era
.

gi divifa in due province nel 3 1 z. , come fi

ritrae dallintitolazione della legge r. C. Theod.


de cenfu . Sello Rufo ( M. d A. non dovea di-
re indillintamentey che fcrifle fotto Valenti-
niano

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.

hiano I. ) il quii dedic il fuo libro a Vaien-


te , che preparava!! per la fpedizione in Per-
ir lanno 370. , e fcriffe certamente dopo
lanno 369. Torto limpero di Valente, corno
gi offerv il P 4 Pagi, rammenta due Aqui-
tanie tuttavolta S. Ilario in una Tua lettera
:

del 358. non ne nomina che una , e lo llef-


fo incontra!! in una ifcrizione preffo Grufer*
citata anche da M. d A. Adunque convien in-
ferirne, che Valentiniano avendo divifo lam-
miniftrazione dell impero con Valente nel
)6 4. , dovette fare una nuova divisone di
province .

Sello Rufo dandoci il numero di 14. pro-


vince delle Gallie , novera la prima Alpes Ma -
ritinta adunque nel 370. quelle alpi erano
;

gi Hate io un coHe Graie feparate dall Ita-


lia , cui per confcrvoffi al provincia delle Al-
pi Cozie . Provincia Viennenjis l imperadore
-,

Polimmo ha il titolo di exconfularis provincia


Viennenjis in una ifcrizione preffo Chorier l.
c. p. 37. egli^avea cominciato verfo lanno
160. Narbonenjs , Novcmpopulana , Aquitania
duce , Alpes Graja , Maxima Sequanorum Sia .

la Maxima Sequanorum , come la Maxima


Caefariana !i fupporrebbono illituite dal ti-
ranno Maffimo . Due tiranni di quello nome
ufurparono le Gallie, uno in tempo di Ono-
rio, che incominci nel 415., e fu uccifo
nel 4Zi. , laltro dallanno 383. al 3 8 S , e
di quell ultimo intende!! di parlare il Chorier
dopo

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i8 6
dopo il Pancirolo Comm. in Notit. imper. occid.
8. Ma
la Maxima Sequanorum era gi (lata

iftituitacon quetto nome non Solamente nell


anno $70. , in cui Rufo fcrivea , ma anche
nel tempo di Diocleziano ; onde fembra , eh'
effe due province fiano (late cos appellate
dal nome di Maffmiano creato fuo collega
nellImpero nellanno a8 6 da Diocleziano, .

che difefe in quell anno le Gallie , e la Gran


Bretagna , e s anco nel fuffeguente contro
de Barbari, che per terra, e per mare le in-
fettavano. Caraufio ufurp la Bretagna nell
ann 187. , e fu uccifo nel X93.
Germania duce , Belgica duce , Lugdunenfes
duce offerva M. d A. , che Ammian Mar-
:

cellino continuando la fua Itoria fino alla mor-


te di Valente nel 378. non fembra indicarci
che ix. province , cio le due Germanie, le
due Belgiche, la Sequanefe , le due Lionefi ,
le Alpi Graje (
ma forf qui Ammiano s in-
ganna ) T Aquitania (notili, eh ei ne nomi-
na una fola) Novempopuli, la Narbonefe , e
la Viennefe . Adunque quella divifione fareb-
befi fatta tra il 364. e 370. Ma Ammiano
fcriffe ci innanzi quella divifione ; o piutto-
fto noi troviamo nella fua definizione la Nar-
bonefe , e la Viennefe , ma comprefe in una
fola provincia , che ancor non chiamava!!
Narbonefe } e dopo quel tempo fi divife in
due, cio avanti l'anno 370., e fu allora
che fecefi parimente il cambiamento nelle pro-
*'
vin-

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vince d Italia . nde fembrerebbe , che pri-
ma di quella divifione le Gallie fodero di vile
in fole it. province; imperciocch non vi fi

, che un quitania , e le Alpi Maritrime


avea
non componeano ancora una provincia parti-
colare , ma
erano un appendice della Vien-
nefe , come
s impara da Ammiano . Elle dian-

zi doveano delle province Alpine


far parte
eh erano un* appendice dell Italia .
Per ogni cofa attentamente difaminando,
farmi , che cotefta divifione delle Gallie fotte
in ij. province, delie quali la decimatela
comprendeva Arles , Aix , e tutte le citt de
Salluvii , Nizza , Antibo , e le ifole Stoc eh a-
des (
le lres )
come fi raccoglie dal tetto
di Atnmian Marcellino Adunque la fe-
ifteffo .

conda Narbonefe era di gi formata , quan-


tunque non fiafi tofto chiamata Narbonefe *
ma bens provincia delle Alpi Marittime, co-
me fi deduce Rufo , che
dalla deferizione di
nomina una Narbonefe , la Viennefe ,
fola
le Alpi Marittime, e da quella di Ammiano
che deferivendo quella provincia , non la no-
mina Narbonefe , ma la confider , come un
appendice della Viennefe , o come una pro-
vincia anonima , che comprendeva una parte
delle Alpi Marittime , cio quella , che non
era Hata fottomeffa al regno di Cozio . La
divifione riportata da Ammiano c infegna
che la parte occidentale delle Alpi Marittime
che tficamente non apparteneva all' Italia , era
(lata

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iSS
fiata riunita alle Gallie indente alle Alpi Gra-
ie (
Rufo )
quindi o allora , o quando fi ag-
giunfe Ambrun alle Alpi Marittime, per farne
una particolar provincia , diedefi il nome di
Alpi Cozie alla Liguria , e quello di Liguria
alla region Trafpadana .

- Avvila M. d A. p. 13., che Allindano ci


prefenta 1 Aquitania per una fola provincia ,

febben gi divifa in due , fecondo Rufo , e


che intanto omniette le Alpi Marittime . Ma
doveva avvertire, che Rufo feri vea nel 370.,
e Ammiano fcriffe prima di quell anno inol- :

tre egli non parla delle Alpi Marittime, per-


ch tuttavia appartenevano all Italia, e le di-
ftingue pure dalla Viennefe ; dicendo , his ,

(
rapporto alle citt della provincia Viennefe )
prope Salluvii fant i & Nicaa , & Antipolis , in-
fulceque Stocchades . I Salluvii teoeano Aix , ed
altre citt vicine . La divifioneriportata da
Ammiano appartiene a tempi anteriori a Va-
lentiniano I. , che cominci nel 364., e tra
quello anno e il 370. fu fatta la nuova divi-
sone riferita da Rufo. >

M. d A. p. 13. ritrova altres inefeufabile


Ammianp nella fu a deferizione delle Gallie,
tanto intorno a ci , eh ei narra dell effere
fiate di vile in quattro province a tempi di Ce*
face ,
quanto intorno ad altre circoltanze delle
polleriori divifoni A me non fembra , che
Ammiano commetta tanti errori evidentijjmi ,

quanti* giie n imputa M d A. E troppo ve-


/

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l&5>
rilimile, che quando la Gallia non era divi-
fa, che in i 3. province, il paefe degli Eive-
zj colla fua capitale Aventicum forte conipre-
fo nella provincia delle Alpi Graje , e Penni-
ne , come di fopra awifai , e come ve la
comprefe Annniano che altrimenti quella pro-
,

vincia farebbe' Hata troppo piccola ; Aorta ap-


parteneva ancora all' Italia , onde feguit ad
ubbidire alla metropoli di Milano. Nell' ulti-
ma divifione delle Gallie in 17. province non
fu perci aggiunta alla provincia delle Alpi Gra-
je ,
per non aggrandirla in pregiudizio dellIta-
lia ; ma tuttavia quella provincia non fu cos
fproporzionata relativamente alle altre .perch
cotefte furono parimente rillrette. La Notizia di.

quella divilone diede occasione a Paolo Dia-


cono Hijlor. Langob. I. z. d ingannarli . In
quella maniera penfo , che poffa ceflare l in-
operabile difficolta oggettata nuovamente da
M. d A. p. 14. rapporto ad Aventicum collo-
cata da Ammiano nelle Alpi Greche; quantun-
que gli Elvezj lan compre!! da Eutropio fot-
to nome di Sequani
il tempo di Valente. al

Ammiano non parla Amb/run, quantun- di


que fembri che averte dovuto rammentarla
,

inleme co' Salluvii , Nizza, Antibo , e le ifo-


le ires , avvegnacchc Ambrun fu la capitale
delle Alpi Marittime , nelle quali era compre-
fa la citt di Nizza, ma trovavaii anticamente
nelle Alpi Cozie , e apparteneva a Caturigi ,
come da trabone 1. 4., da Tolomeo /. 3., da
Plinio l. 3. c. 10 , e dalla iferizione deli
.

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. ,

19
arco Sufa impariamo
di Al tempo di S. Mar-
.

cellino primo vefcovo d'Ambrun verfo la me-


t del quarto fecolo doveva efler tuttavia com-
prer in quella provincia , e perci nell' Ita-

lia . Infatti S. Eufebio vefcovo di Vercelli


confacr la chiefa di Ambrun , e vi ordin
S. Marcellino per vefcovo , come riferifce 1
antico autore della vita di S. Marcellino. Al
vefcovo di Vercelli erano allora foggette an-
che Torino , Ivrea, e Aorta , le quali citt
non aveano ancora alcun vefcovo .
Tuttavolta febben Ammiano s' inganni nella
defcrizione delle Gallie rapporto a' tempi di
Cefare, non fi dee per deprezzare ci, che
riporta di geografico in ordine a fuoi tempi :

egli conofceva abbaftanza le Gallie. Ci, che


prova la verit , e 1 efattezza della divifione
riferita da Ammiano , egli , che non ritro-
verebbefi la divifione delle cinque province
lenza fupporla imperciocch to ftabilimento
*,

delle cinque province debbeffere anteriore alla


divifione dellAquitania in due province, onde
fiiron poi ridotte .a fei Tuttavia per fi con-
.

tinu a nominare le cinque province , fino a


che fi aggiunfero alle Gallie le Alpi Maritti-
me , che avvenne al tempo di Onorio , e fui
principio del fecolo V. Le cinque provinte ,

eh efirtevano innanzi di Teodofio I. , il qual*


fece ridurre la Notizia dell Impero , e quella-
delle Gallie , fono lAquitania , Novempopuli
la Narbonefe , la Viennefe , e quella , che
potrebbe!! appellare provincia Arelateufe

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,

'
9*
V accresci mento delle 14. province della
Gallia a 17. deriv, dacch fi fecero quattro
province della Lionefe, e due della Narbonefe.
Not M. d A., che fi fece menzione della fe-
conda Narbonefe dal concilio dAquileja nel
381., donde io inferifco effere fiato lImpe-
rador Graziano 1 autore di quella nuova di-
*

vifione dopo il 370. , in cui Rufo fcrivea .

Not inoltre che gli fembra molto verifimilo


l'opinione del P. Pagi in Ann. Baron. ad an.
374., die cotefia moltiplicazione di province
in una cosi rifiretta parte delia Gallia abbia
lafciato poca eftefa alle due Lionefi io ten- :

go quella opinione per una verit impercioc- ;

ch nella Notizia dell Impero comporta d or-


dine di Teodofio il grande circa il 3^4. Cha-
lon fituata nella Lugduntnfs Senona , o fia
quarta Lionefe , e Parigi nella Lugduncnfis
prima .
Formaronfi della Narbonefe tre province
cio la prima , o Narbonefe prpria, la Vien-
nefe , e la feconda Narbonefe , alle quali vi
fi aggiunlero le Alpi Marittime , e le Graje,
e ci danno le cinque province , che alcuni
nominarono Vjennefi : tra quelli M. d A. vi

ripone Giufeppe Scaligero , io vi aggiungo il


Chorier /. c. p. 3 6. e 133., il quale rammen-
ta fette province Vienneli . Coltoro fi appog-
giano fu l autorit dell impofiore Ifidoro Mer-
catore , e fopra una Notizia molto fofpetta di
fallita , e come dice M. d" A. .da non para-
g^-

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gonadi colla Notizia delle province , che fen-
ica ejjerji formata fotto Onorio , o colla Noti-
zia'delle dignit dell' Impero , che fi crede del
tempo di Valentiniano III.: io direi piuttofto del
tempo di Teodolio II. , che regn dopo lan-
no 408. al 450. fecondo la pi comune opi-
nione j ilch bens non efclude propriamente
'
il tempo di Valentiniano , il qual govern 1

impero in un con Teodofio dopo lanno 414.,


ma da offervacfi , che in quel tempo lim-
perio Romano avea gi perdute molte pro-
vince ; onde fi dovr riportare al principio dell
impero di Teodofio II. , o pi precifamente
un anno prima della morte di Teodofio I.
La prima Narbonefe fi limit tra il Roda-
no , e i Pirenei , e fu Narbona la fua metro-
poli . La formazione della feconda Narbone-
fe apport un cangiamento alla prima, e alla
Viennefe; ma convien offervare , che innan-
zi tali cangiamenti quella provincia doveva
appartenere alla Narbonefe, in cui compren-
deafi fotto il nome di provincia delle Alpi Ma-
rittime , come gi avvifai .Penfa M. d A. ,
che non altrimenti la feconda Narbonefe fia
fiata cos appellata , fe non perch la fua me-
tropoli jiqu.ce Sextice (
Aix ) erafi tolta dalla
precedente Narbonefe: e ficcome fecondo Ara-
miano nella Viennefe vi fi comprendeva An-
tipoli , e quella citt fu poi unita alla fecon-
da Narbonefe , n' inferifce , che quella pr*
yijacia fi form da ci , che fi tolfe dalla pri-
ma

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4
l *t
.

pia Narbonefe , c dalia Viennefe . Ma le ri-


flettefi , che Aix ettendo fiata ia metropoli de'
Shuvii era comprefa cella Narbonefe , come
c inlegna Marcellino , nominando Salii co-
i

me una parte della medeiima ; e inoltre che


fecondo l'ifieffo autore Arles, e Marligiia fa-
ceano parte della Viennefe , li fcorger, che
^miniano diftrugge le fuppolizioni di M. dA.
Prima del concilio di Arles nel 31 4. non
fi ritrova efpreflamente nominata la provincia
Viennefe , la cui metropoli fu Vienna M. .

d A. non oflerv , che la Notizia eccleliaftica


inviata da Papa Adriano I. a Carlo Magno
d il nome di Viennefe feconda alla provin?
eia delle Alpi Marittime , e di Viennefe ter-
za a quella delle Alpi Pennine; per fembra-
foi che invece di Pennine vi li abbian vo-
luto nominare le alpi Graje , come ritrovali
pretto Rufo . Infatti Paolo Diacono , il quale
dovette aver veduto la detta Notizia di Papa
Adriano , di cui anzi egli fe ne fervi per fon-
damento della fua defaizione dellItalia, ag-
giunfe all Italia le Alpi Pennine , bench s in-
gann nel limarle, come in altra opera gi
avvifai .Certamente i vefeovadi di Sion , e
dAofta erano lotto la metropoli di Milano ;
liccome Aorta ritrovali nell Italia , e Sion in
una valle contigua ad Aorta .
Un altra Notizia comporta verfo il princi-
pio del nono feqolo difiingue le due parti
dell antica Viennefe , e fecondo le due me-
:
N' tro-
,

tropoli Vienna , ed Arie* ,


perch fi era gi
riconofciuta nfin dalla met del quinto feco-
lo Arles per Di qui io n info-
metropoli .

rifco , che la Notizia delle province della Gal-


lia pubblicata prima nelle edizioni dell Itine-

rario di Antonino , e poi dal Sirmondo pi


correttamente , anteriore , ed fiata com-
porta fui principio del quinto fecolo dopo la

divifione di Onorio .

Nella formazione delle province delle Alpi


Marittime , e Graje, e nella loro unione alla
Gallia fi ebbe riguardo pi propriamente ai
confini naturali: offerva M. d A. , che la fit-
periorit , che arrogaronfi i metropolitani d
Arles fopra la chiela d'Ambrun metropoli dell
Alpi Marittime , eh ebbe luogo ancora nel no-
no fecolo , e que di Vienna filila cbiefa di
Yarantafia metropoli dell Alpi Graje , fia una
prova , che quefte due chiefe fin dal tempo
della loro fondazione fpettaffero alla Gallia .

Ma egli dovea confiderai che i vefeovadi ,

dAmbrun, e di Tarantafia furono iftiruiti nel


quarto fecclo e che
-, anzi Ambrun era com-
prefa nell antica provincia delle Alpi Cozie ,
la qual pofeia chiamoffi Liguria -,
e il fuo ve-
scovo fu iftituito dal vefeovo di Vercelli
che per la fiia anzianit , e riputazione go-
dea il credito di metropolitano della Liguria,
come ricavali dalla fua paffione preffo lUghelli

T- IV., dalla vita di S. Marcellino, e da ci,


che pi ampiamente io divifai nella difierta-
zione

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. ,,

. ^95
ione del V
trcelle] e art. i., quantunque cu que'

tempi la dignit di metropolitano non folle an-


cora in occdente creata Sembrami per .

che nella prima iftituzione della provincia delia


Liguria non vi fofie comprefa Muano , ma
che la Liguria rerminafle al -levante del Ti-
cino , e il refto della region Traipadana li
appellaHe ancora Media Provincia, come pu
raccogliere dalla Tavola Teocofana. Ma tanto
pi panni inconfiftente lillazione di M. d'A.
quanto che non implica, che le chiefe dAm-
brun , e Tarantalia tollero nella prima loro ilti

tuzione , e dappoi comprefe tuttavia nelilta-


lia, e che venendo diftaccate per elere unite
alla Gallia , liano poi jftate applicate ai metro-
politani d' Arles , e di Vienna.
Le citt indicate dalla Notizia lotto Ebro -
dunum metropoli delle Alpi Marittime lono Di-
pia , Rigomagus , o Citurigtmagus , Solhnim-
fes, o , Sanitium, Gian nativa, Cemene -
Salina
litm , e Vntiu'm Alla provincia delie Alpi
Graje , ltto il qual nome vi li comprefe quel-
lo delle Alpi Perniine , due Ile citt vi ap-
plic la Notizia, Dar antaja Centi onum, e Oclo-
durus Valknjum. M. dA. offerva, che ! Au-
gura Pretoria Slajferum lituata di qua dell
Alpe Graja reft all* quantunque Ja fuf-
Italia
,

fraganea dell' rcivefeovo di Tarantola : quella


circoftanza affatto 5
ftraniera alla quiftione ,

imperciocch la chiefa di Tarantalia non fu


elevata alla dignit arcivefcovije le non fui
. N i foe

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. .

196
fine dell ottavo fecolo , come raccogliamo da
un Breve di Papa Leone IH. , e da un altro
di Nicolao I., ne' quali inoltre l dichiara, che
quello arcivefcovo doveffe riconofcere il me-
tropolitano di Vienna come fuo primate . Que-
lla c pertanto la cagione , per cui la Notizia

inviata da Papa Adriano I. a Carlo Magno


unifce all Italia la provincia delle Ailpi Graje

Ma io qui rifletto , che in quella Notizia lot-


to il nome di Alpi Graje fi da Papa Adria-

no {blamente compresa la valle dAolla; ond'


,
eh egli attribu le Alpi Pennine alla Gallia.
Dalla lettera finodica d^l concilio di Va-
lenza dellanno 374. cominciamo a imparare,
che nella Gallia vi erano alcune province di-
ftinte col puro nome di Gallia , e altre di
quinque provincia , o feptem provincia ; dillin-
zione, che fi conferv nella Notizia delle di-
gnit dell impero compofta dopo lanno 408.,
e prima dell anno 450* Ne mezzani tempi fi
;

chiamava parimente Gallia , o Gallia Cifalpi-


na il regno dAj'l ? s unito a quello de Borgo-
(

gnoni , che appellava!! Iurenfe regnimi. Cos Ro-


dolfo li. Re di, Borgogna c nominato Juren-
fium , & Gallia Cisalpina Rex r e gli autori ,
che parlano del ritorno dell Imperador Otto-
ne I. dall Italia in Allemagna nel 973. , fi
efprimono , eh pafs per Gal-
egli dall Italia

liam , e che di port in Germania


l fi

1 ciotti non fon d. accordo nel divifare quali

foffero le cipquje province delie Gallie ; ma il


... P

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. . ,

J07
pi di effi le rftrnge alle due Narbonefi
alla Vieunefe , e alle Alpi Marittime, e Graje.
Per cotefto compartimento affatto fenza pro-
porzione rapporto alle altre province della
Gallia , del qual difetto , come bene offerv
M. dA. , ce ne convince pure la Notizia delle
province colla dilinzione formale di quelle ap-
pellate Gallicana (
cio nella Notizia delle pro-
vince della Francia pubblicata dal P. Sirmond)
e delle Septempr ovincia . Nella Notizia le Gal-
licana fono dieci, le quattro Lionel, le due
Belgiche , le due Germanie , la Sequanefe , e
le Alpi Graje due Aquitanie, la No-
; e cos le
vempopulana , le due Narbonefi , la Viennefe,
e le Alpi Marittime , che formano le Septem-
provincia , ci danno una diftribuzione dell
Gallie pi uguale, e proporzionata. Parimen-
te 1 Italia fu un tempo divifa in dieci pro-
'

vince fotto il vicario di Roma , e in fette


fotto quello di Milano : io penfo, che cote-
fta divificne,che certamente pi antica di quel-
la delle Gallie , abbia fervito di efempio per
la divifione di quelle
Siccome pertanto
la Notizia ci diftingue dalie
Gallie le quinque provincia , dicendo ( p 140.
cdi[. 1608. ) rationalis fummarum quinque
del
provinciarum , e poi rationalis fummarum Gal-
liarum , e p. 144. rationalis rei privata per
Galhas , e inoltre rationalis rei privata per quin-
que provincias , il Pancitolo ibid. p. 141. ri-

cerca le cinque province nella Spagna. Lin-


N } tito-
, -
,

titolazione della legge $. Cod. de pag. gli fe*


credere, che avendo gl Imperadori Arcadio,
e Onorio circa 1 anno 399. collituito Macro-
bio prefetto pretorio delle Spagne , e Proclia
no vicario quinque provinciarum quelle fode-
ro pure nella Spagna (p. 15 5.) Parecchi dotti
altres arbitrarono che le cinque province
,

foflero l ili offo .compartimento delie fcptem -


iprovinca. M. dA. offerva p. 16. ,
que la for-
mule icablie alors de dire ics cinq provincts , et

pu itre une continuiti d ufage ,


employie par
lors mime nombrg itoit monti Jept.
que le

Pancirol , qui a commenti la Notice de l empi-


re , ejl tombi dans une itrange meprife , en pr
nant ce que dijlgne les Septemprovincut pour Ut
Gaule entiere Ma per la conghiettura di M.
.

d A. fuila Ampolla continuazione dell' ufo di


dire cinque province anche quando ve n era-
no fette e 1 accufa
,

, eh egli fa a Pancirolo ,
non fuflllono.
Convien riflettere , che nella Notizia quan-
do parlali delle Septemprovincia ,. non fi com-
prendono giammai fotto un tal nome quelle
che per una continuazione di ufo fi chiama-
rono anche quinque provincia , ma bens la
Gallia intiera Bench M. d A. pretenda, che
.

Pancirolo fiali fu di ci ingannato, egli per


cero , che quando la Notizia parla di tutte le

Gallie , le nomina feptemprovincia , e quelle ;
che ne fecoli pofteriori fi chiamarono feptem-
provincice , efla le chiama quinque provincia
Cos

r
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199
Cosi pure ( foL 114. ) nel compartimento
de Tei vicarj de due prefetti pretorj dell
Occidente ha vicarius Sepiemprovinciarum ,
vi
e nella diftribuzione delle XVII. province.,
delle Gallie vi fcritto jub Jifpojtione viri
'fpeclubilis vicarii feptemprovinciarutn . In qual
maniera fiafi applicato il nome di feptempro-
vincee appunto ci , che dal Pancirolo fi

fpiegato aliai bene p. 157., bench le Gallie
foller gi divife in XVII. province.
Avvegnach adunque la Notizia nomini in
tre luoghi le J'eptemprovincia p. 114. 117. 137.,
ne inferifeo , che l Imperadore Onorio , ii

quale nella fua lettera dell'anno 418. ad Agri-


cola prefetto pubblicata da Sirmond nelle lue
note fopra Sidonio Apollinare , le chiama per
tre volte fepttmprovincuz , egli intende di par-
lare di tutte le province della Gailia . Chiun-
que vorr quella lettera difaminare ,
potr ri-

conofcere , che in ella parlali di tutti i giu-


dici della Gailia intera dipendente dal prefet- ,

to pretorio , e non gi folamente delle fette


province foggette a uno de due vicarj del pre-
fetto, come incautamente opinarono il Bouche
T. i.p. 307., il Chorier T. i.p. jz. , e altri.
Nell anno 574. fufliteva tuttavia la divi-
fione in cinque province , come fi raccoglie
dalla lettera dei concilio di Aquileia gi of-
fervata da Chorier , e lu Ih Ile va parimente do-
po 1 anno 3 98. , come ce l infegna la lette-
ra del concilio di Torino indirizzata a ve-
N 4 feovi

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,

O
fcovi per Gallias , & quinqae provncias conjli
tutis . Ma avanti Tanno 417. fi erano gi di-
vife quelle cinque province in come ce
fette,
n aflcura T ifcrizione della lettera di Papa Zo-
zimo , Zo^imus univerjis epifcopis per Galiias ,
& Septcmprovincias confiitutis : il che vien an-
che confermato dai monumenti pofieriori a un
tal tempo, ne quali vi fi trova fempre la di-
vifione delle fette province . Quella ricerca
il tempo
filfa della divifione della Gallia in
XVII. province verifimilmenre primach Ar-
nulfo Re
de Goti occupaffe le province me-
ridionali della Gallia , che poi Gozia appella-
ronfi (
Olimpiodoro prelfo Fozio p. 18). Ida-
cio in Chronic )
nellanno 41$., enellifteflb
.

anno Franchi , e
i Borgognoni fotto il lord
i

Re Gondecario le province fettentrionali : d


fia che quella divifione fia Hata fatta da Ono-

rio , o dal tiranno Collantino , il quale s im-


padron delle Gallie fino alle alpi nel 407. ,
e fu riconofciuto Imperadore da Onorio nel
408., e uccifo nel 41 1.
Dopo la met del quinto fecolo troviamo
aver corfo il nome di Septimania, che alcuni
con grande fproporzione confufero colle fette
province. M. dA. llende da Tolofa fino alla
feconda Aquitania , e fino alloceano il nome
di Septimania , che Sidonio Apollinare ram-
menta come infellata da Goti; e vuole, che
fia fiato non altrimenti che per un trafporto

il nome di Septimania rinchiufo nella Narbo-

nefe

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.

idi
nefe che Occupata da Vifigcti della Spagn
,

chiamofi Gozia , ma che bens quefta SeptH


mania , in cui verf il fine del fello fecolo li
diftingue il numero di fette citt fotto la me-
tropoli di Narbona , al dominio
polleriore
Romano nelle GalJie Quella offervazione era
.

gi Hata fatta da Adriano Devalois nella fua


Notizia delle Gallie , e l rifcontri ci , che
ne dice il Pagi all' anno 401. n. 447. ^ 8: con*
vien quindi conlderare , che verfo la deca-
denza dell' Impero Romano il nc me di Pro -
vinciti l attribu lingolaimente alla feconda
Narbonefe , ond che pei fempre ritenne il

nome particolare di Provenza, cui parimente


a tempi di Ammian Marcellino circa il 380*
l attribu il ncme di Provincia Rcmancrum a

differenza della prima Narbonefe , che ancor


molto appretto ritenne il ncme di prov ncia :

Narbonefe. Quindi Ammiano libi 15. parlan-


do della citt di Licne , diftingue le due Nar*
boneli ( la Linguadocca , e la Provenza ) di*
cendo, qui locus ejt exordium Galliarum biar-
bonenjs , & Provincia: Rcmancrum exinde non
millenis pajjtlus , Jtd leucs ilinera metiuntur .

A quefta teftimonianza fi poftono aggiugnere


gli autori della Tavola Teodcfana, i quali fif-

farono a Lione il principio delle Gallie * Lug-


duno caput Galliatum hujque hic legai: fitto
il ncme di Gallie s intendevano allota le pro-
vince di l della Narbonefe, o Braccata , am*
tica provincia de* Romani
Bens

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.

Ol
Beasi Pancirolo 'ingann p. u 7. 157.,
ovvero per inavvertenza ha pretefo eor- di
reggere decerti &
vece di feptem ,
feptem in
dopo di aver offervaro c. 1 . , che la
lib. 1.

17, province delle Galiie erano nominate ge-


neralmente feptemprovincia y effendoli da, XVII.
ridotte a Vii., comegli avrebbe provato L
t. c. 6 S. Certamente le non l computano
che per una provincia quelle che fono una
fuddi vinone delia raedelma, di cui portano
in comune il nome , effe riduconfi a fette ,
cio Narboncnjis . Lugduncnjs . Aquilani a. Bel-
gica . Germania . Alpes Graja , & Pennini? ,
Alpes Maritima. Paocirolo riunifee le due pro-
vince delle alpi in una fola , e vi novera tra
Je fette province la Maxima Sequanorum Ma
p certo , che nella divisone fatta da Augu-
sto ,quale fu Allieva tuttavia ai tempo di
la
Tolomeo , i Sequani erano compre!! nella Bel-
gica ; e che li debbono tenere per due pro-
vince feparate le Alpi Marittime , e le Alpi
Gra^e,. e Pennine, le quali erano realmente
tra fe divife dalla provincia delie Alpi Cozie ,
che a quelle giacea tra mezzo .
*
-
Quella divifone delle GaJlie in fette pro-
vince deve effure pofteriore a Tolomeo , il
rjuale fcrivea al tempo di M. Aurelio Anto-
nino fui principio del terzo fecoio: ma inoi-
. tre io oflervo , che quelle fette province de-
vono a un di preffo effer quelle, nelle quali Au-
gullo divife la Galiia. A tempi di Augufto vi
erano

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,

erano due Germanie , t le altre province no


furono divife da Augufto , n dopo di lui fi-
no a Diocleziano Abbiamo adunque tra le
.

fette province le due Germanie , alle quali


debbonfi aggiugnere le Alpi Greche , e Pen-
nine , i popoli delle quali erano fiati foggio-
gati da Augufto , ma per da lui non fotto-
meffi al Re Cozio , come per avea fatto de*
fei popoli delle Alpi Marittime, de quali ho
parlato altrove .

Ammiano Marcellino c infegna, che le Al-


pi Marittime nella divifione delle Gallie in
XII. province non formavano ancora una pro-
vincia feparata
j
quelle Alpi fino al tempo di
Valentiniano I. nel 364. furono unite alla Nar-
bonefe feconda , e Ambrun faceva ancor par-
te delle Alpi Cozie . Ma nella nuova divi-
fione fatta da Valentiniano I. le Alpi Marit-
time furono feparate dalla Narbonefe 3 e do-
vette effere allora , che fi divife Ambrun dallo
Alpi Cozie , per unirla alle Marittime, dello
quali fu poi confiderata come metropoli. In-
fatti da una lettera di Sant Uario rapportata
dal Baronio , e dal Gioffredi Nicaa Civitas p.
i)5. raccogliamo, che ancor nel fecolo V.
cio verfo il 465., il vefcovo di Nizza era
in quiftione col metropolitano di Ambrun a
motivo delle ragioni delle loro fedi ; il che
proverebbe , che prima della nuova divifione
delle province Nizza , oppur Cemela, dovea
co afide rat li come citt principale dlie Alpi
Ma-

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104
Marittime. Di pii fe l iftituzione del vefco-
vado di Ambrun
fatta da S. Eufebio vefcovo
di Vercelli veramente pofteriore all anno

364., abbiamo una prova ficura , che Am-
brun non era fiata unita alle Alpi Marittime
nella divisone di Valentiniano . Ha tutto laf-
petto di verit ci , che olfervano il Tille-
mont j e gli autori della Gallia Chrijliana ,
che S. Eufebio abbia confacrato per vfcovo
di Ambrun S. Marcellino dopo il fuo ritorno
dall efiglio nel 363. Ci vie meglio confer-
mali , perch la divifione di Valentiniano non
fece che aggugoere una nuova Aquitania, e
lafci le altre province nello llato di prima .
Si dee pertanto riportare quello cambiamen-
to nella provincia delle Alpi Marittime al tem-
po dell Imperador. Graziano tra gli anni 360.
circa, quando Ammiano fcrivea quella parte
della fua lloria , e 370. quando fcrivea Sello
Rufo . Infatti al tempo di Ammiano Nizza ap-
parteneva gi alla Gallia, e Ambrun non an-
cora . :
*

Tolta la citt di Ambrun dalla provincia


delle Alpi Cozie , quella fi dovette poi am-
pliare ; e fe ritrovanti autori contemporanei ,
che prima di quel tempo c indichino la nuo-
va divifione delle province della Liguria , e
delle Alpi Cozie , fi dovrebbe a tempi ante-
riori un tal cambiamento riportare ; ma c per
certo , che a tempi di Colantino non era an-
cor feguito: imperciocch il patrimonio, che
egli

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. ,

IO J
egli don alla chiefa Romana , chiamava!! tut-
tavia il patrimonio della Liguria (
P. Beretti
DiJJert. chorog. Iial. nuzd. avi n. 50. fin. T.
JC. Ker. Italie. ) e dopo fi appella il patrimo-
nio delle Alpi Cozie La nuova dividono
.

delle province dell' impero d occidente , e d-


oriente , che leggiamo nella Notizia dell' im-
pero , e. nel libro delle province Romane
deefi attribuire a Valentiniano, e Valente, a
riferva di qualche cambiamento , che vi fece
Teodofio I. dopo di aver fatto mifurare , e
deferivere limpero, come per efempio iifti-
tuzione delie due province Arcadia, e Hono-
rias cosi appellate dal nome de due fuoi fi-
gliuoli. A comprovare, che Valentiniano, e
Vaiepte fuddivifero le province dell' impero;
ci ferve parimente 1 efempio della Cappado-

cia divila da Valente circa il 371. in prima,


e feconda , come gi oflerv Velfelingio nelle
fue note l'opra il Sinecdemo di lerocle ; la
qual provincia per nel 370., quando Rufo-
fcrivea ( reviar . Hijl.Rom. ri. 11.) non era
ancora divifa
Venni finora difaminando le mutazioni delle
province, che tennero divifa la Gallia ne rem-?
pi del Romano imperio }
palio a difeutere le
pofizioni di alcuni luoghi particolari , e forf,
le pi difficili , ed intrigate .

M. Sanion confufe gli Abrincatui di Plinio y


e di Tolomeo cogli Ambibar di Celare , che
in alcuni manoferi tti , fecondo Cluverio ,

dic f
,

20 6
dicono Ambiliatcs , o Ambiatila 5 M. d A. /,
30. fi content di oflervare modeftamenre
che noi manchiamo di lumi intorno a' mede-
fmi Ma in Cefare /. 3. e. 6 in vece di Am-
. .

bialitcs ( lezione mal ficura anche a detta di


Cellario ) fi dee leggere Ambivarites , e que-
lli non fono divedi dagli Amboni nominati
(da Cefare 7. c. 27., de* qu sii ragio-
illeflfo l.

ner qui appreffo Parimente 1 accufa data da


.

M- d A. a Plinio p. 33., perch avrebbe erte-


lo iconfini de Cavari , a quali attribuire Va-
lentia t e lemendazione , ch'egli fa al tetto
di Plinio /. 3. c. 4., non mi paiono confi tien-
ili, come dimoftrer allarticolo Valentia.

Egli oflferva p. 3S. , che Strabone nomi-


nando Rhoden-Aghaten, v ien acculato da criti-
ci di aver confufo Aghata coll'antica citt di
Rhode , o Rhodanuja , la cui precifa pofizio-
ne s ignora Non forf vero , che Cafau-
.

bono , e Volilo , i quali pi di ogni altro cri-


tico ftudiarono il tefto di Strabone , qui per
non l accularono? elfi foltanto hanno offerva-
fo , che il fuo tefto fovente alterato dalla ne-
gligenza de copifti , ha qui bifogno di una
piccpla correzione . Caufaubono vi aggiugne
imi , e traduce Rhoden , & Aghaten ; Volilo
per arbitra contro di Cafaubono , che in Stra-
bene debbafi leggere Rhodanuja , e che avreb-
be errato ,
quando averte fcritto altrimenti j

imperciocch Rkoda era nella Spagna , e Mar-


ciano chiama Rho'danufia la citt , eli era vi-
cino
2.07
ein al Rodano fondata da Marfigliel in ul
con Aghata contro de Barbari , che abitava-
no predo il Rodano . Riflette di pi , che
Plinio sbagli nominandola Rhoda , che ma-
lamente confufe con quella di Spagna , di cui
al fuo firn non ne parl. Quella ultima of-
ferv azione di Volito affai forte ; ma rappor-
to alla prima gii lipu rifpondere effervi nien-
te d implicante , che MarlgJieli aveller fon-
i

dato due citt dell iffeflo nome , cio cotefta


e laltra di Spagna
Marciano, ovvero Scim-
.

no di Chio ci allicura, che le citt d' Empo-


num , d Aghata , e Rhodanufia furono fonda-
te da Focei , o Marlgliefi , e al par di Pli-
nio attribuifce la fondazione di Rhoda Ro-
diani , in vece che Strabone la d a Marli-
glieli . Bocharr , Ardoino , Cellario, e M. d*
A. non confiderarono quella difficolt , che
convien fuperare coll efame de tefti di Scan-
no , e di Strabone . Che da Rhoda la deri-
vato il nome al fiume Rodano , come dopo
Plinio offerv S. Girolamo , c una conieitura
inverolimile quello fiume ebbe il fuo nome
:

affai prima dello ffabilimento de Focei fu quel-


la coffa ; e la citt di Rhodanufia prefe il no-
me dal fiume, lungo il quale fu edificata.
Oltre le lettere citate da Onorato fouche
Chorographie de Province Uh. 3. c. 3. rammen-
tanti il Cajlrum Alamoms nel focoio XU. oggi
(

il monaffero di Aiamont preffo la Duranza)


Bouclie altres narra p. 140,, che ritrovav aul
diverfe

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. ,

zeS
fliverfe antiche ifcrizioni , circoftanze ,

non doveafi ommettere da M. d A. p . 41.


per meglio comprovare , che cotefto luo?
go c XAlabonte dellItinerario dAntonino, e
l Alarantt della Tavola Teodofiana : e dopo
eh egli accenn , che Leone Oftienfe nomina
monajlerium Alamonis ,
poteva aggiugnere, che
quello priorato era della diocefi di Gap , co?
me raccoglie!! dalle fottoferizioni del concilio
d Avignone del 1537. Cosi pure Alaunium ,
di cui egli dice p 44. ignorarti la polzione,
non farebbe forte Montlaux ? la dittanza d
Apt, e di Sifteron favorirono quella congbiet-
tura Sul nome di Albioeci , o Reti p. 46.
.

per la lezione di Albd preffo Cefare oder-


v Cluverio hai. Antq. p. 318., che pari-
mente in Strabone doveafi leggere Albd , e
non Albioeci ma appunto il nome d Abiofc
;

( ) due leghe da
in alcune carte Albece Rie?
yerfo Verdon
conferma piuttotlo Ja lezio-
ne degli Albioeci di Strabone . M. d A. fcri-
ve Alconis p. 47., non farebbe forf meglio
nellItinerario Marittimo leggere Alcuna ? egli
parimente adotta lopinione di Pietro di S.Ju-
lien feguitata da Chifler nel collocare la citt
di Arnagetobtia p. 60. non lunge da Broie ,
alquanto fopra di Pontalier predo il c.ontuen-
te dell Qgnon Saone ; non farebbe forf
nella '

pi yerofimile .collocarla pred Amaus ? la-


ncier , che M. d A. vi ridetta

Da

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209
Da ci, che fcrive M. d A. p. 61. intor-
no agli Ambarri , noi non li poffiam conofce-
re . Cefare 4 x. li fa confanguinei degli Edui;
ma poich 4 7. c. 27. tra idienti , ed affi-
ni degli Edui non veggiamo nel fuo tefto no-
minati gli Ambarri ( dove fembra , che non
fi doveffero ommettere ) ma hbbene gli Am-

bivaretcs , o Ambibarites , parmi , che quelli


$ abbiano a credere medefimi degli Ambarri ,
i

o fia che Cefare gli abbia cos quivi appellati


fecondo la diverfa pronunzia dell iftelo no-
me, tanto pi variante, quantochc tutti vo-
eanfi latinizzare barbari nomi ; o fia che ve-
i

xamente gli ammanuenl abbiano in vaiie gui-


fe quello nome trasformato, come c> accenna-
no vari manofcritti , ne quali leggiamo e
i

Ambtbari , o Ambixarites , e Ambialua , o Am-


biliates , Ambibani , e Ambarri . Ma quando
vorremmo fupporre divedi gli Ambiva r etes , o
Ambibari dagli Ambarri , fi oflervi , che ritio-
vandofi degli Aulerci Cenomani , e degli Arn-
bibari nella parte della Celtica , che poi for-
m terza Lionefe, e inoltre degli Aulerci
la

Biannovices , e degli Ambibareti , o Ambar-


ri, ovvero Ambibari nella parte della Celti-
ca , che form pofcia la prima Lionefe,dob-
biam credere , che gli uni abbian dato 1* ori*
gine agli altri', e che piuttollo gli Aulerci,
e gli Ambarri collegati degli Edui debbanfi i
capi confiderare di cotella origine. Infatti effi
trovanfi nominati feicento anni innanzi 1* era
1 O vol-

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. e

no
volgare tra popoli foggetti allra ad Ani-
i

bigato , Bitumi , Arveroi Edui , Arabarri M


Carnuti, e Arderci (Livio 1. $. c. }y.) L*
Umazione degli Ambarri rapporto agli altri
una conferma di ci , che avanzo . So , che
Cefare /, 4. nomina altri Arnbiy&iti abitanti
alla finiftra della Mofa , che partono riguar-
darli per un^ diramazione degli Ambarri ; ma
poich ritrovanfi altri Aulerci (optanoraati jEibu-
rovici alla fini (tra della Seine nella jLionefe
feconda poco lunge dagli Aulerci Cenomani,
e che cotefti due popoli erano affai pi erteli
degli Aulerci Brannovici , quali eran fudditi
i

degli Edui , quando gli altri erano indipen-


denti , convien credere , eh erti abbian dato
piuttofto origine ai Brannovici . Certamente
Livio ivi diftingue gli Aulerci Ambarri
dagli Edui , e nomina parimente altri popoli
della Celtica , e particolarmente i Carnuti , i
quali infieme agli altri occupavano la Lione fe
prima , e feconda Effendo pertanto
. gli Am-
batri il ceppo degli Ambibariti , e di altri ta-
li , refta a vedette , fe fia veri limile mia la
cooghiettura ibid. p. 12.5., che quello nome
fia1 ilteffo degli Ambii , o Umbri pi afp.ra-
*

mente pronunciato , o trasformato in progref-


fo dai vari accenti de' popoli
, Riguardo agli Anatilii (Labi liti verfo le foci
del Rodano ritrovo verofimili le offeryazioni
di M. d A. p. 6 5. fondate fulle teftimonian-
ze di buoni autori ; ma l ifcrizione , che no-
mina

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. r

1 1

alma la citt appartenente agli


di Heraclea
Anatili rapportata da Bouche Hijoir. de Pro-
vince T. i. p. 572., da Spon , e da parecchi
altri , c affolutamente falfa ce ne convinco- :

no affai lo Itile , e la fredda allusone di Amo-


re , e di Roma . M. 4 A. non
folo non con-
fider la foniti di quella ifcrizione, che anzi
credette gli Anatili effere foprancmati Nar-
boncnfes Arecomici , fondandoli fulla medelima
p. 717., e neppure offerv , che in Plinio /.

5. c. 4. , ove rammenta la citt d\ Anatilia ,


lArdoino avvi fa , che ne manofcritti leggefi
Avallila
Senza alrro efanie adott M. d A. p. 68.
1 opinione di Veffelingio ,
*
che interpetr Y
Andtrthanna dellItinerario dAntonino p. 366.
per Epternach , appoggiando la conghiettura
filila carta del fecoio VII. della donazione d*

Irmina a favore di S. Wiffibrordo citata da_.


Veflelingio: per cctefta carta non prova, che
Epternach lia lantica Andethantia , ma fola-
mente eh era un monallero appellato antica-
mente Epternacus ( Atcrnacus nella vita di San-
ta Amelberga cap. 2. e lezione feorretta ) S
dee ricercare il rito di Andethanna ad Anto-
ven , luogo , che rftrovali appunto fulle ve-
ftigie dellantica ftrada Romana, e che me-
glio conviene alle diftanze fegnate dallItine-
rario ; oltrech il nome moderno di quello
luogo meglio fi raffomiglia all antico .
Quin-
di non ha ragione M. d A. d accufare Tia-
O 2 di-

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2 I 2
dicazione di XV. leghe tra An~
dell Itinerario

dethannce vicus, e Treveros civitas , non fa-


vorevole opinione di Veffelingio da lui fe-
all

guita , mentre efl ne abbifognavano di fole


V. leghe da Epternach a Trevcs . Avrebbe
M. d A. sfuggito quello errore, fe aveffe ve-
duto la carta dell antico paefe di Luxembourg
unita alla (loria del medefimo fcritta dal P.
Bertholet , che altres ci afficura (Hi. Diff.
VII. fui fine ) che ad Antoven fi trovarono
alcune antichit Romane .

Rapporto ad Antunnacum ( Andernach ) ol-


tre ci, che fu offervato da M. d A. p. 71.
io aggiungo, che nellItinerario Antoninia-
no p. 154. fembra, che vi manchino tra que-
llo luogo, e Biagio le diftanze intermedie Vo-
faha , e Baudobrica . I XVII. M. P. notati
tra Antunnacum , e Bingio mollrano la diftan-
za tra Antunnacum , e Baudobrica La Tavo- .

la Teodofiana porta Vlll-lX , ma come ben


riflette Veflelingio, ne manofcritti il luogo di
Baudobrica , che feguita Antunnacum , c fuori
di fico \ e poich 1 illeffb Itinerario p. 371.
fegn XXVI. tra Vinco , eh c l illeflo luogo
di Bingium , e Confuentes perci qui fi dee ,

trafportare il nome di Baudobrica : infatti ab-


biamo l ideila fomma di leghe tra Bingium ,

e Bornia.
Mi piace la pofizione dAquis della Tavola
Teodofiana portata da M. d A. p. 7$. ad
Aqua: Convenarurn , ed veriilma la fua of-
jferva-

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. i .

fervazione , che autant que ce qui nous man-


que de la Table Thodcfenne du cli qui <_.
faifoit le ccmmenctmtm , peut ncus dercter la
fojtion d Aqua Tar bellica : certamente cjuefle
Aqua fon collocate nella Tavola al dilopra
della ftrada , che conduce d EJufa a Toiola;
e la citt , eh notata al di qua di Aqua ,

c precifamente Lugcunum Dal nome iAqua


{ Augufa) Tar bellica forf deriv quello degli
Aquitani . Quella citt conferva accora ii lo-
me d Aqs : Aktr.fis Cnitas tei fecole XII. i

Bafchi Ja chiamano Aquife , e Galeoni pro- i

nunciarlo Daqs , e fcrivono Dax Per 1' ana-


logia di quello nome con quello de Patii ,
dice M.
dA., che Sanfcn trafpcrt quella citt
a Baione ,
per collocare ad Aqs la capitale
de Patii 3 che Tolomeo nomina Pafa, ov-
vero Taf a . Lerrore di Sanfon tre ppo evi-
dente : ma ha poi ragione M. d A. d' afferi-

re , che la porzione d e Dati affatto feo*


nofeiuta Tolomeo li ripone nell'Aquitania tra
j Gabali, e gli Aufci: il nome antico del fiu-
me Cttis , che attraverfa Ruteni, e Ca- i i

durci , ha tale analogia con quello de Patii ,


che divien troppo verifimil , che il ccPcro 1

nome fia fiato mal tralcritto nel teflo di To-


lomeo in vece di Orni, ovvero li dee legge-
re Tatii , o Torni dal fiume Tarnis ( Tarn )
che featurifee nel paefe de Gabali , rammen-
tato da Aufonio , e da Sidonio ApcJiinaie
O 3 onde

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.

214
onde polliamo in qualche modo riconofcerc
la pofizione di quello popolo
M. d A. p. 8 6. vuol ritrovare a Heiligen-
berg nella Suabia 1

Ara Flavia ; ma per le
diltanze fegnate dalla Tavola Teodofiana non
mi paiono cader fopra tal fito ,
e fi farebbe
anche torcer di troppo la ftrada Romana eoa
poca verifimiglianza . Nella carta della Suabia
di M. De Lisle ritrovali pi pretto alla linea
diritta. La finzione che fa M. dA. fui fito d
Arbor Felix ad Arbon p. 88. re 'fa conferma-
ta dal cangiamento delle mifure, che fa lIti-
nerario p. 2 $8. nel luogo Ad Fines di miglia
in leghe : Veffelingio ivi non deve aver ri-
flettuto a quella mutazione nella fua nota fui
luogo Ad Fines , poich credette , che fi do-
vettero accrefcere i numeri dell'Itinerario.
Lolfervazione fatta da M.dA.p-9 1. fu lifcri-
zioue , nella quale anche da lui fupponefi da-
to il fopranoiiie di MamiUaria ad Arles ,
prefa da Bouche p. 507. , il quale riporta 1*
iscrizione per alfai poco fedelmente . S egli
1 aveffe letta , coin Grutero la ricavi
dalie >

Schede di Scaligero, e di Knib , fi farebbe


avveduto , che le lettere erano corrette da una
parte , e che gli fp^aj corrofi ci danno luogo
di leggerla cosi; ,,

PRAETO. GALLI A RU \L . ,

DE. ARJfLATE.MASSI L
MILLI ARIA. PONI. FEC 1 T
M. P., .
Quella

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-.

Quella colonna fi trov bens ad Arles , ma


vi fu trafportata dal luogo, in cui i Romani
la collocarono un miglio dittante da cotetta
citt } e vuol dire , che il prefetto del preto-

rio delle Gallie fece riftorare la ftrada d' Ar-


les a Marfiglia , e riporvi fece le colonne mi-
gliari; bene
laonde fta il ilnumero indicante
primo miglio e non ha luogo 1 oppofizione
,

di M. dA. che il nome di


Ei foggiugne
,

Provincia Atelatenfs venne in ufo dopoch


la nazione de* Salii cefs di far figura nelle_
Gallie ; non pu effere altrimenti , e intorno
anomi , che poi tratter le province dalle
loro citt capitali , fi vegga fpecialmente il
Gotofrdo nella topografia * che affett al Co-
dice Teodofiano Tom. VI.
Riflette M. d A. p. io., che l indicazio-
ne deli Itinerario Rautacis Arialbinno M. P.
XXVII. c manifeftamente falfa * Efia com-
ipfta di un numero di miglia, e di un altro
di leghe X. e VI M e tuttavia non confitte
Neil Itinerario f. 238. s'inferifoe la diftanza
tra yinub&mjfay'e Augura Rauracorutn dal nu-
mero di XXII l. leghe tra indentra , e Anal- ^
binnum : deduoendofi la diftanza di VI. leghe
tra e Arialbtnnum , e Auguja , abbiamo le-
ghe XVil. tra Auguja , e V-indomjfa , il che
Conviene dettamente col locale. Deefi adunque
neiritinerario reftituir quello nome col nume-
ro Vi: la diftanza di XXX. fegtata tra Arial
b inno , e Monte Brijaco conviene ad Auguj.a.
4 Laoa-

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,-

n6
Laonde o fi dee corrgger in XXII. , e mel->
tere XXIII. tra Arialbinnum , e Mons Bnjia-
icus , o per
una fola correzione, conviert
farvi
riporre Au^u(la Raracorum in vece di A'ia.1 -
binnum ; imperciocch vi fono appunto XXX.
leghe tra Auguft , e Brifae , come indic 1
Itinerario . .

Non corrifpondono inumeri dell Itinerario
fulla polzione di Ariolica , fecondo il divifa?
mento di M. d A. p. ioi. , ma parmi , che
quello non fia un difetto degl Itinerari , ma
della fua fuppofizione per la quale credette
,
chivi inumeri fiano di leghe, quando fono
di miglia ; e appunto fi trovano le XXIV mi-
glia tra Orbe nella Svizzera , e Pont-Arlier.
le XVI. miglia danno la diftanza tra Filomti -
Jacum , e Befanzone Al levante di quella .

citt contava!! anche per miglia lungo la ftra-


da , che conduceva al Reno , e all* occiden-
te fi contava per leghe Tra Ariolica , ecf .

Ebredunun ( I verdun ) la Tavola Teodofiana


mette VI., intervallo, che non riempie que-
llo fpazio , come not M. d A; vi manca cer-
tamente un nome , e il fuo numero tra i due
luoghi come pur vi manca nella linea
, che ,

defcrive la ftrada al difopra di quella tra La ,

cum Laufone , e Filomujiacum . Per in villa


della dillaoza , che d l Itinerario in mi- ci

glia Romani , la posizione di Ariolica fi dee

ricercare fu l altro ramo del Doux , e non


fu quello , dov Pontarlier , e dove la col-
. / loca

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- i

217
loca M. d* A. I XVI. X 1 III.
miglia , che
ci danno lItinerario, e la Tavola ua Vejon
ito , e 'Aurina , tcn arrivato fino a Pcnt-Ar-
lier , ma ibitanto fico al pallggio delDcux;
che trovali alla fimftra. Egli incontra la liti-
la difficolt all articolo Liba p. 723. , che
avea gi incentrato fulla poligone di Anrii-
, perch itmpre credette , che
ca quello luo-
go ielle Pont-Arher , e che le diftanze tra
quello luogo, e Befanzone c indicaheio dello
leghe j e un
olerv * che Anolica dee ritro-
vati! alquanto pi preilo di hicmufatum .

Allarticolo Aiax p. ic8. M. d'A. on.mi-


fe di fare una cfiervaziece in propefito di
quello fiume. Polibio lib. j.c. 37. delcrivtn-
do 1 Europa , e portando la iua deicrzicre

ove la parte dell Europa dal nord fi piega al


fud , ci d il fiume Narbo (pura x t
TcdiatW rWptS, xai t- 6c. )
ecco pertanto 1
*
Aiax
che paffa a (
Aude )
Narbona, e fi perde nel lago; che Mela;
Plinio chiamano Rulrefus , e Stefano Bizanti-
no Narbcnites. Polibio ivi indic il ponto del
fiume Karfo per oppifziere al Tanis , cho
all altra eftreniit dell Europa, e poco de pO
per quef ifteflo punto pene l citt di Nar-
bona, (ITO 'h T8 Nap/i&tci licci TCC '/Tipi
ttoi Kf> Tot l fj.c'cci 6c. Egli forf igno-

rando il ncn?e .di quello fiume , lo del.gn'


:

ecn quello della citt, cui icone dapprefl,'

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,

ziS
la quale ferviva d una indicazione pi ce-
nofciuta .

Augura Tricajlinorum , vel Neeomagus , M.


d A. p. izo. nello fcriver quello nome fe-
guit Tolomeo i il quale fcriffe Tempre per
noto i nomi incomincianti per novi: c pi pro-
prio leggere Noviomagus . Alla offervazione
eh' egli fa fulla Tavola Teodofiana in difefa
di Tolomeo , il qual fembra aver trafportato
aTricaftini una citt di un popolo limitrofo,
poteva aggiugnere , che la Tavola nomina
quali Tempre le della Gallia fecondo i
citt
loro antichi nomi ; imperciocch la parte di
quella Tavola, che deferive l'occidente , fi
form in tempo , in cui le citt non aveano
ancora cangiato i loro nomi antichi . Certa-
mente quella parte fu copiata dalie carte, che
molto prima erano formate pet ordine
(late
di Augnilo; perci troviamo in erta de nomi
.antichi , ed anteriori a quelli , che prefero le
citt- capitali ne fecoli fulfeguenti . Se M. d
Ji. avelie fatto quella offervazione , avrebbe
parimente comprefo , che quando da Coftan-
rino , o da alcun Tuo figliuolo li riftabil la
citt d Illiberis fotto il nome di Helena , la
Tavola Teodolana avendo feguitato a nomi-
narla Illiberis , non fu gi per la ragione , eh
i fuppofe p. 3 Si., cio che il nuovo nome
non fece cos l'abito feomparire 1 antico, ma
perch la Tavola ; chera Hata comporta fu
monumenti -pi antichi, ritenne perci l anti-
co jom e d Illiberis. Ma

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.

Ma forcando a Ntvcmagiis , fembr.ami


ri

per che quanto M. dA. ivi dime Ar il ve-


,

ro/fito di quefta citt,con abbia provato,


eh erta appunto ha l Augiifa nominata da

Plinio . Le citt delia GaiJia cangiarono i lo-


ro antichi comi in quelli de* loro popoli ne
fecoli II. e IH, dellera noftra, onde Noviomagus t

allora prefe il nome del popolo , cio deTri-


caftini : ma poichfcabbiaroo |>cco luege da
quefta citt quella di Augufa in una porzio-
ne , che pu attribuirli aTricaftini, con tro-
vo neceflit di trafportarvi il nome di Aygu*
fa , eh efla anzi l avrebbe confervato , in ve-
ce di prender quello di Tricafiini
. Il nome del cartello della citt d Arverna
chiamato Carus Mtns , da cui l iftefla citt,
lafciato 1 antico Tuo nome, fu poi detta Cler-

ico nt , di un epoca affai pi antica di quan->


to fuppone M, dA. p. 116 , il qual cecit .

foltacto un accalirta contemporaneo del Re


Pipi co , che nomina Cajirum Uarimcmis , &
urbi Arverna : quello cartello gi rammen-
tato in una carta del 4*1. nel confplato.di
Teodofio , e d Onorio preflo il Baluzio kb.
6 . f . 546.
Perch M. dA. non fe menzione deifo-
gcuda ? fi ricorra adunque all' abate Dujtoa
Hifoir. Crifiq. de i'EtabiIijf. de la Menate h.
Fratffoife Scaligero ccntute.
. Batuetes, o Ba~ i

quetes de II Africa co Bagaudi , che inteftavaro


la Gallia dopo 1

et di Diocleziano : 1
'
erigi
ne

Dgitized by Google
) .

ne-
tte del nome fembra a un' di preffo la mde-
fi ma , ma quadi popoli eran differenti
La foni ma delle di danze dell Itinerario An-
toniniano p. 463. rapporto^ a Bdfinum full
llrada d Audi (
Ctinibetris ) a S. Bertrand de
Coming$s (
Lugdunum Con vinarum fembra eo
cedente a M. d^A. p. Z49. , e coniettura do-
verli leggere XVlll. piuttollo che XXIII. in
una di effe didahze. SendUfa, che fenza nulla'
cambiare baderebbe riflettere , che la prima' 1

didanza di teglia, e la fecnda di miglia#1


Vi fono preciMnente XXIII miglia tra Lugdu *
ntoti t e Bolfinum , come vi ha XV leghe tra
:

Beifino , e Climberris ; ma decorna tra Lugdu - -


mvn , e Calagorris la didanza di leghe , co-
me tra Lugdunun , e Climberris , tra Lugdu -
nwn , e Beneharnum
e tra Climberris , e Bel- ,

fino (l'Itinerario fegna la diftanfca di leghe


1

XV. da ciafcuna parte di Lactoira tra Clim-


benis , e Beifino ) damo coflretti di farvi l
divifata correzione Nella nuova edizione-.

delia Tavola Tedodana legged Eliberre ; il

che modra che fu quedo nome conviene at-


tenerci alla lezione de manoferitti di Mela -,
piuttodo che a quella dell Itinerario : tanto*
pi che nella lingua Bafca d ritrova la vera
et motogia di quello nome dedotta da Elim-
berriy e non da ClimSerrum ; cio il nome Ba-
feo d Ehm ^erri che portava la citt d'Aui'
,

chiamita A igufla dopo let di Pompinio


Mela, e Aufcius dopo Tolomeo > d traduce
p er Borgo novo * Of-

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Ili
Oflerva M. d A. p. 150., che lItinerario
d Antonino il pruno monumento , in cui l
faccia menzione di Beneharnum t e ninferii'ce,
che quella citt Ila data ignota a Mela, Stia*
bone , Plinio , e Tolomeo ; pia fpecialmente
il llenzio di Mela , e di Strabone non parmi

che faccia un efatto argomento negativo. Me*


la in tutta P Aquitania non nomina che gli
jlufci , e la loro capitale Elimberri -, non im-
plicarebbe adunque che gi a Puoi tempi el-

teffe Bentharnum , e eh ei non 1 abbia no- *

minata . I Funami di Plinio dove fi debbono


ricercare ? M. de Marca guarda fotto quello
nome i Beneharni , e M. d A. p. 1 )i. non
fa appagarli di poich
quella opinione : ina
Benehdrnum non fi nomina dagli antichi , e
intanto il paefe conferv Tempre quello nome
(
Biarn) v* tutta lapparenza, che quello
foffe il primo nome del paefe , e che poi 1
abbia per un tempo cambiato per prender
quello del popolo , come fecero tante altre
citt delle Gallie. Le lettere B. e V. fi fcarn-
biano molto frequentemente; e ficcome P iftef-
fo M. d A. p. 505. non ha difficolt di ri-
conofcere , che il nome degli Onobrijates , che
nel tefto di Plinio l. 4. c. 19. vien dietro
quello d q' Fenami , corrotto da quello di
Onobufates , dee tanto meno far difficolt, che
il nome di Fmarni fia una corruzione di quel-
lo di Beneharni , eh vieppi confermata dall*
iltcla figura delle lettere.

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1 .

ZZI
Dopo ci, che vien divifato da M. d A.
p. 1 6 . all articolo Bingium , ove approva il

numero XII. dell Itinerario , e della Tavola


tra Maianza , e Bingen ; che dovrafl peral*
tro penfare dell altro luogo dell Itinerario p.
153., ove Bingium fegnato immediatamen*
te dopo Noviomagus colla diftanza di XXV. ?

Cluverio vi volle fupplire colle manfioni in*


termedie , che leggonfi nell Itinerario p.
3 < j.
e 374., ma ficcome vi ha tuttavia una ftra-
da attraverfaDte fra Spira, e Bingen, la cui
lunghezza di XXXV leghe, meglio ritener
quel numero, che trafportar quivi i tre luo-
ghi intermedi eldenti fu l'altra ftrada, ede-
fignati ibid. Simlero , e Veffelingio propofero
o 1' uno o 1' altro ripiego : ma avvegnacchc
tra Mogontiacum , e Bingium non vi ha di pi
di Xil. M. P. , e tra Noviomagus , e Borbeto-
magus ve nha che XVI., non vi fi pu che
ammettere la pi leggiera correzione in ve- ;

ce che alia pag. 154 dell ideilo Itinerario


{
Antunnaco) fi denno fupplire le diftanze in-
termedie per la ragione contraria
Non contradir , che la didanza fra Straf-
bourg , e Brumt vada tra le 7. e 8. leghe di
Francia : non fi potr perci falvare lItinera-
rio , che tra Argentoratum , e Brocomagus fe-
gna numero XX. , fenza accufarlo di ma-
il

nifefta falfit, come fa M. dA. p. 180.? In


quel numero dell Itinerario vi fi hanno due
dillanze , cio per miglia , e per leghe , co-
'
me

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.,

119
me vi fi hanno per li luoghi , che precedo-
no immediatamente quello di Brocomagus ,
cio M. P. XXII. Leug. Vili. E troppo veri-
, che
firn ile negli antichi manofcritti dell Iti-
nerario quelle due diftanze fodero cosi diftin-
te , e che dall' ignoranza de copifti fe ne fia
compollo un Ibi numero . Dopo Brocomagus ,
eh il luogo dell Alfazia , in cui rirrovolli .

la maggior quantit di Romani monumenti


lItinerario non indica pi che per leghe fol-
to le ligie di M. P.
Van accordo la Tavola , e l Itinerario
d
indicantiVI. da Minnodunum ( Moudon ) a
Bromagus , o Viromagus , e di qui V1III. a
Vivifcus (Vevai) come riflette M. d A. p.
180.; il fatto , che nellItinerario p. 352. fi
legge Villi. , e ci s indicano miglia, e nella
Tavola VI., e cindica delle leghe. Da qua-
lunque luogo poi fi parta da Vivifcus , le di-
ftanze fono indicate per miglia , come anche
cel dimcftrano le colonne migliari eppur que- :

lle ritrovanl parimente tra Aveaticum , sVin-

doniffa , e tra Epamnduodurum , e Vtfontio .

V ofiervazione , che aggiugne M. dA. p. 1S1.

fulla convenienza delle dittanze per leghe dalia


parte di Minnodunum , verirtima ; ma poi
alla pag. 463. calcolando la diftanza tra Mou-
don , e Avanche , e preferendo l indicazio-
ne dellItinerario a quella della Tavola, do-
vea avvertire , che l Itinerario indica cotella
diftanza per leghe e la Tavola per miglia
E*
, n

114 .

E mendofo il nome di Minodw nella Tavola


in vece di Minnodunum .

La conghiettura di M. d' A. p. 181. all'

articolo BuccoiUs non mi foddisfa : io ammi-


ro la fua delicatezza nell efame delle diftan-
ze itinerarie \ ma l ponno effe cos libera-
mente correggere tutta volta che non torna-
rlo bene a noftri principi ? Egli vuol accre-
fcere i numeri di miglia dell Itinerario di
Bourdeaux tra Aufcius ( Auch ) e Tolofa: io
offervo che fra Tolofa , e il paffaggio del
fiume , che nella fua carta egli fegn in di -
Itaaza di 14. leghe da Tolofa, avremmo gi
36. miglia, e che le 31. leghe , chegli am-
mette tra Auch , e Tolofa , diffanza da lui
ffabilita colle operazioni fui locale di circa

3jooo. pertiche, ci danno 4 6. - miglia don- -,

de ne avviene , che' la fua conghiettura_.


non fai ebbe foftcnibile. I cangiamenti , che a-
dotiandola fi dovrebbono fare ne numeri, fa-
icbbono troppo grandi , in vece che confide-
ranio, che cotefte diltanze fra Tolofa, ed Auch
fono frequenti , e di piccoli numeri , c fem-
pre vero, che la differenza delle frazioni con-
tate per numeri intieri nell Itinerario, debbe
effer pi grande di quel che farebbe , fe fi
coutale in una fola dillanza. Nell ultima edi-
zione di Vienna della Tavola Teodofiana ftatn-
pata conforme al fuo originale , che confer-
Vafi nella Biblioteca Imperiale , vi fi portano

parimente XXXIV. leghe tra Auch, e Tolo-


~\ fa;

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12 5 .

fa : vi fi legge XV. Elufa X. Bejno XII.


Cliberre XV. Cafinomago XVI 1 II. Iholofa (fi

confronti 1 articolo Cafmomagus di M. d A.


p. io 6.) il nome del luogo, che inanca nella


Tavola ( poich il primo foglio di effa fi per-
dette ) innanzi Elufa , non panni , che polla
effer altro che il Yicus Juli , che trovali a
un di preffo nella diftanza di XV. da Elufa.
L Itinerario di Bourdeaux conta altres 34.
leghe tra Auch , e Tolol'a , e in dritta linea
ve nha 31., come pure oflferv M. dA.
parlando di Bucconis non fi pu adunque ri-
-,

cercar quello luogo fur unaltra Itrada Tedia-


ta , e non conducente ad alcun altra citt ,
come egli ha fatto. Cos pure lItinerario di
Bourdeaux tra Eaufe , ed Auch riponendo Ya-
nefia, l intervallo di Elufa di XII. , e a ri-
guardo di Aufcius di Vili. , e vi elidono an-
cor oggi delle tracce di cotefta ftrada in drit-
ta linea a dette di M. dA. p. 671. Per la
'
Tavola Teodofiana indica in due dillanze 1
intervallo di XXII. , e m induce a credere ,

(
che la ftrada indicata dalla Tavola foffe men
diritta dell indicata dal detto Itinerario . In-
fatti effa nomina un luogo intermedio Befino
a X. da Elufa , e XII. da Climberris J come
fi legge nella nuova edizione, e non XIII.,
come fcrive M. dA. p. 671. ) abbiamo dun-
que 2 2. in vece di 20. , che portano l Iti-
nerario, e il locale ; e fenza dire, che 1'
Itinerario Gerofolimitano fia pi corretto della
P Ta-

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s

zzG
Tavola , come foggiugne M.
d' A. , conviea

piuttofto avvertire, che quella differenza ef-


fendo piccola , il luogo di Belino , eh inter-
medio nella Tavola , fi. ritrovava un po di-
feofto da quella firada , onde ne deriv la
differenza di z. leghe fu io. ;

In due luoghi Cefare nomina i Calete s Uh.


z. c. . tra i Menapii , e i Velocaffes , lib.
8 . c. 3. tra gli Aulerci , e i Velocaffes: que-
lli fono gli antichi popoli di Calais. Da Stra-
bone impariamo , che il commercio della gran
Bretagna fi faceva difendendo la Senna tino
all Oceano , e fino ai Lexovii , e Yadeti , e
quelli fon pertanto nella pofizione de' Caleti ;

onde M. dA. pag. ipz. corregge Io Caleti.

credo anzi che fi debba leggere in Strabono


KaeTi in vece di lo fcambio di

quelle due lettere fegue facilmente ,


e bafl ,

che coprili non abbian offervato


1 inferior

linea della K ,
per la Y : ci
per prenderla
prova che i nomi di Caleti , e Cadeti non era-
no effenzialmente differenti. Cefare fidamen-
te L 7. c. z-j. nomin i Cadete tra gli Am-
barri e gli Ofifmii ; erano quelli adunque
,

popoli Armorici , e van diftinti dagli altri ;


che abitavano di l della fponda fettentriona-
le della Senna , e eh erano perci fecondo
Cefare comprefi fra i Belgi .

Cantilia collocata nella Tavola Teodofia-


na tra Nris , e Clermont (
Augojlonemetum )

M. dA. rv. 197. la colloca a Ciantelle la


ViciJIc

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.

1X7
Vieilte. Vi ha Cantila Cafiellum negli annali
de di Pipino ; CanatiUa prefio Eginardo
fatti

fra Bourbon , e Clermont , coni egli ofletva ;


onde quello un altroluogo , che tuttavia
fi appella Chantelle-le-chatel : io penfo , che

fia quella ultima , che vien defsgnata da un


incerto autore degli annali de' Franchi all an-
no 761. , dove per fi fcrive Conitela . Pipi-
nus cum Carolo fiho Burboncm , Canitelam , Clar-
montem , ahafqu* ciyttates , & casella pugnan-
do cept ( contro di Vaitario Duca de' Aqui-
tania ) alufque quamplurimis ejus dominami Jub-
iectis , etiam Bituricam expugnat

Sono fenfatilfime le oiiervazioni itinerarie


di M. dA. p. 199. fu lantica llrada da Metz
a Trevigi quale anche la Tavola Teo-
, filila

dolana vi mette Caranufca , eh' egli vuol


riconofcere nel luogo di Garfch in quel tor-
no . 11 P. Bertholet loc. cit. nella ferie deno-
mi della carta d Luxembourg 1 interpetra per
Acceberg : quello luogo ritrovali pure fuila
firada Romana filile dillanze fegnate dalla Ta-
vola ivi corretta da M. d A. Un altra llrada
Romana , che conduceva per la finillra della
Mofella da Metz fino a Trevigi , deferitta
dall ifteffo autore . Ma il P. Bertholet non 1
*

ha ben defignata nella fua carta; e nella par-


te tra RiBiacum , e Trevigi egli dovea farle
attraverfare , o Saravus a Con-
il fiume Sara
farbrik in vece di tirarla di qua del Saravus t
non gi verfo Trevigi , dove conducea , ma
P x nella

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,

n8
nella Mofella, li che non conviene. Ma for-

f quello errore deve imputarli ali incifore >


imperciocch il P. Bertholet { lib. i . not. K. )
dice , che cotefta ftrada conduce per Ritzing
a Trevigi Io penfo, che lantico nome di
.

Confarbrik foffe Saravobrica .


Plinio 5 c. 4 /. . . ci nomina Carpentoracle
(Carpentras) come la capitale de Me mini: M.
dA. riflette p. zoj. che il territorio di Car-
pentras c circondato da tre parti da territo-
ri d Orange, dAvignon , e di Cavaillon, tut-

te citt deCavari; e che non pu effer ve-


rofimile in mezzo al paefe di quelli la po-
polazione della capitale di un altro piccol
popolo. Ma fembrami , che per opporli alla
tellimonianza di Plinio non ballino quelli ri*

Beffi : tanto pi che Carpentras non era in-


teramente circondata dalle citt de Cavar! , e
precifamente non lo fu da due parti, cio do-
ve confinava col territorio di f^ajo , eh era *
de Voconzj , e dove confinava co territori di
u4pta Julia deVulgienti , e di Seguiter . Di
pi contra 1 opinione di M. d A. abbiamo 1*
autorit di Tolomeo , il qual ripone i Menti-
rli fra i Tricallini, i Cavari , e i Voconzj.
In Pyrennei promontorio portus Vcneris , in
Sinu Salfo , & Cervaria focus, finis Gallico (Me-
la /. z. c. 5. )
vi fono ivi due capi , il pri-
mo s appella tuttavia Calla- Cervera ,
1 altro
Lafportas : ora appartengono alia Catalogna .

M. dA. p. XZ 4 . non olierv , che la carta


della

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. s,

119
della Catalogna del P. Placido vicino al capo
di Calla-Cervera difegna un piccol villaggio
col nome di Cervera , eh verifimilmente la
Cervarta di Mela . Arbitra M. d A. , che il

nome Las Portas efprima tuttavolta gli anti-


chi limiti , e il padaggio della Gallia nella
Spagna dunque gli antichi .confini di quelli
:

due regni farebbono dati di qu del Promon-


torium Pyreneum ; ma pel coftume de Roma-
ni di fidar per confinile catene de monti
fembra , che dovrebbonfi ftabilir piuttofto a
quel promontorio. Mela dopo Cervaria focus ,
finis Gallia non parla pi della punta pi avan-
zata de Pirenei del fiume Ticer , che
, e
(corre poco lunge da Rhoda ; e avvegnacch
fembri , che Plinio riponga il Forum Peneri

nella Spagna , ci farebbe conietturare , che


Augudo abbia attribuito a quella provincia il

rellante del capo de Pirenei fino a quello ,


fu cui vera il Fanum Veneris Ma per Pli-
nio volle folamente indicarci la larghezza del
gran promontorio , che formano Pirenei tra i

quelle due eftremit . Onde fi podono tene-


re Las Portas pei fuddetti antichi limiti; tan-
to pi che Mela ripone nella Spagra la pun-
ta pi avanzata de Pirenei , e vi fi trova un
villaggio poco di l del capo Las Portas, che
ritenendo il nome di S. Pietro di Rhoda , c
indica facilmente il territorio di quella anti-
ca citt . Per ci che concerne la Venere Pi-
rene , o il Fanum Generis Py l'enea , che M.
P 5
'

d*

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iJ
d A. p. j 3 i. ragionando diftanZa fegni-
filila

ta da Plinio /. 3. c. 3. , vuoi ritenere nella


Galli anon potremo per mai
, chd
fcordarci ,
nondimeno da Plinio fi colloca Spagna
nella
Pyrerua Venus. Deefi altrten credere , chd
quando Augnilo diede un nuvo ftabilimento
alle province, abbia cangiato i confini della
Narbonefe , e della Spagna $ ovvero che Pli-
nio abbia voluto piuttollo indicarci dietro le
memorie Agrippa la larghezza della pun-
di
ta, che formano i Pirenei, avanzando pi ca-
pi nel mare * come egli fteffo c' infinua , ag-
giungendo in latere promontori! altero .

La Colonia Equejlrit eflend Hata nella No-


tizia delle province della Gallia appellata col
fuo primitivo Celtico nome Ntodunum (
Civi-
tas Equeflrium Neodunus )
noi la riconofciadlo
agevolmente in Nion. M. d A. p. 131. cita
una carta del 101 1. rapportata da Guichenon *
nella quale le vicinanze di Nion fi chiamano
Pagus Equefiricus , onde Conferva!! tuttavia
lungo quella parte del lago di Geneva il no-
me di Enqueftre. Ma da lui non fu offerva-
to un diploma del 1184. dato da Federico fc
a favore dell Abazia di S. Claudio f riporta-
to da Dunod ( Hijloir* dei Stquan. T. 1 p. 71* .

nelle prove) in cui parlali de fervi, che abi-


tavano in Equeflri comitato. , & in Geennenfi
epifcopatu . Sembra , che Nion abbia avuto urt
vefcovo prima di efler fottortieffa al vfcov-
do di Geneva (Dunod 7 r. part. x, pi 78.
J

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. ,

J
il che pur conforme allo flato politico, im-
perciocch quefta colonia era comprefa nella
Maxima Sequanorum , e il fuo territorio era
anticamente degli Elvezj ( fi aggiunga Spon
Hijloirc de Gneve T. II. ) Rammenta M. d A.
una colonna migliare , che porta il numero
VHI. (
indicante la diftanza in miglia Roma-
ni tra Nion, e Verfoi) ritrovata a Verfoi fili-

la fponda del Jago tra Nion , e Geneva : da


quello monumento fi deve inferire leftenfio-
ne del territorio della colonia di Nion ac-
cortameli a Geneva , come il dimoftra an-
che T muro fatta da Cefare (Bel.
etezione del
Gal. I. i c. 4.) tra Geneva, e la montagna
.

du Wache fulla fponda finiftra del Rodano


come prima di M. d' A. offerv il Vcffio *
La fua lunghezza era di XIX. miglia Roma-
ni j Cluverio fuppofe , che quefto numero fof-
fe fidamente di X. o IX., e traffe Cellario
Isel fuo errore
Oltg^ il cammino defcritto dalla Tavola
Teodofiaha fulla rtrada , che da Challon con-
ducev a Befanqcn, M. dA. p. 256. cindi-
c un ramo d un altra rtrada Romana non
defcritta dagli antichi itinerari , la cui dire-
zione tendeva verfo mezzod , e fu accenna-
ta da un Cronifta di Dijon pubblicato dall
Achery nel T. i. del fuo Spicilegio , il qual
ricorda un parteggio del fiume Loue a qual-
che diftanza di l del fiume Dcux Per fem- .

hrarebbe eh ivi il Cronifta fi dovefle inten-


P 4 dere

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, .

1)1
dere della Grada , che partendo da Befamjou
attraverfa il Loue , e per Filomufiacum , e
Ariolica conduce al monte lura : nondimeno
fe vi fi aggiugne ci , che dice 1* antico au-
tore della vita di S. Anatola ,
parlando della
valle , e delia citt di Salins , vallis efi Roma-
no itintri pervia , Scodinga in Sequanis , ubi
nunc Salinorum locus , abbiamo un {ufficiente
indizio di una ftrada , che partendo dal paf-
faggio del Doux, attraverfava il Loue, e paf-
fava per Salins aggiunga Dunod
(fi ibid. T.
i. p. 183. 184. e 208. 209.)
Il territorio , che occupavano i Curiofolites
nell , o Bretagna , de quali anche
Armorica
parl M.
A. p. 258. credefi fia flato (co-
d'
perto da M. Foucault intendente di quella
provincia, come afferifce l autore del fuo elo-
gio impreffo ne volumi dell' Accademia delle
iscrizioni . La citt di quello popolo nella
diocefi di S. Malo tra Dinan , e Lamballe c
ora ridotta nel piccol luogo di Corfi^It, do-
ve fonvi gli avanzi di un tempio eie' Galli
Molte antichit vi fi trovavano , e fon deferit-
te da Montfaucon Supplem de tAntiq. expli- .

quie T. t. lib. 8. c. 6 Ma che fi ha egli a .

dire intorno al primo difeopritore della pofi-


zione de Curiofoliti , e della loro citt capita-
le ? Un religiofo (
Doni Briand )
Benedittino
fece oflervare le antichit di Corfeult a un
fuo confratello ( Dom Lobineau ) e quelli non
fit a fififar ivi la pofizions di quel popolo ,
qu

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^

*3 $
dans
gU* on a volt cru jufque l plus enfonc
la Brtagne (veggali le
Beut Obferv. Hijioiiq.
& Gograph. fur le pais du Marne) Ivi M. d

A. legge Corifopiti , e parimente p. 148. (abi-


tavano nella dioceli di Kimper ) credo , che
nella Notizia delle province della Gallia, pri-
mo monumento ,
in cui facciali menzione di

quello popolo debba!! leggere Cariofpiti , lc-


,

come leggiamo in Plinio Cario/ vclites .


Solamente da* Tolomeo impariamo, che vi

fu ne Sequani la citt di
Didattium : quali tra
Vofges , &
Paffavant ritrovanli varie antiche
velligie confervanti il nome di Citi ;
quella

la pi verolimile polizione ,
che M. d A. p.
268. affegna a Didattium . M. Dunod ibid.
T. 1. p. 104. ioj. pretende , che fi debba
Tolomeo Aiscco'iov quali bina.
leggere in

Ratio e che abbianli ad intendere il grande,


,

e piccolo Noire , che ritrovagli nella poli-


il

xionc de gradi notati da Tolomeo per ccte-


fta citt *L orbine di longitudine ,
e latitudi-

ne tenuto^ da Tolomeo nella fua geografia fa-


fto degli an-
rebbe eccellente per rinvenir il

tichi luoghi ma chi non fa quanto fiano fo-


;

vente mal ltuate le fue pofizioni malli me

Dunod propone anche di levare


nella Gallia?
Didattium dal tefto di Tolomeo ; ma liccome
nell ottimo manofcritto di quello geografo
della Biblioteca Palatina fi legge Airroc<nov 9
come attella Salmalio ,
un voler troppo ab-
bandonarli alle conghietture , il pretendere ,

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. ,

*34
che abbiali a levare il nome di quella citt ,
perch manca in qualche manofcritto, e per-
ch di eflfa non \ menzione predo neffun
altro autore i o finalmente cambiarne il no-
me, perch non le fi fa ritrovare miglior po-
fizione che al grande , e piccolo Noire. Quan-
do fode certo, che fi dovette leggere /\i<^oirtov
(
bin Jlatio )
avrebbe una pofizione migliore
al grande , e piccolo Albergement nella vai
Romeis
La colonna migliare , di cui parla M. d A.
p a *4 colla quale vuol fidare la diftanza in
miglia Romani tra Avendomi , ed Ebredunum
,
non bada per edere in diritto d ivi correg-
gere l indicazione Tavola Teodofiana .
della
Non certo, che quella colonqa fi ritrovar-
le precifamente a un miglio da Iverdun; indi
non ficuro , fe quello miglio fia Romano
oppur di quelli della Svizzera , o d Alerna*
na; finalmente egli non potette fare le co-
fderazioni pi convenvoli fui iocaief. poich
gli mancava 1 aiuto di una buona carta di co*
tfto paefe, come lo ebbe rapporto a* luoghi
della Franche Coniti , eh egH Aedo 1 accenna

p. 501. allarticolo Filomujacum , dove nep-


pur approvare le fue peraltro fiottili of-
faprei
iervazioni . E' vero , che la Tavola ci d XV.
d Vefondo a Filomufiacurn , e di qui ad Ario-
bica XIW., e lItinerario Antoniniano none*
indica che XVI. da Vefontio ad Ariolica (Be-
fiancon, e Poatariier ) onde il difetto, ohe vi
ha

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tia procede, dacch non por-
ne Itinerario,
ta luogo intermedio, eh appunto hlomu-
il

facum notato nella Tavola col numero XVi


Egli dice , che quello numero partendo d
Befanzone s ansila al cartello di Klailloc, do-
ve perci colloca Filcmvfiacum di .qui a Ton- :

tarlier trovandovi ancora la diflabza di ciica


9. leghe (contandone 23. da Befanqon a Pcn-
tarlier ) per render la Tavola conforme al lo-
cale , fortituifee il numero Y1 III. alXIIll.no-

tato nella Tavola . Per la nuova edizione di


quello preziofo monumento interamente con-
forme al fuo originale ci d 1* illeflo non e 4
e 1

ifteflb numero di XI 1 II. 11 nome di Filo -
mujacum confervaval ancora in quello di Mu-
Jacum nel fecole IX., e trovava!! in una diftan-
za convenevole ai numeri della Tavola; per-
ci nulla fi dee in erta cambiare. Lo sbagli
di M. dA. deriv , dacch egli com per
leghe , quando ivi tuttavia fi conta prr miglia
Romani-^L altra correzione , eh egli Vuol
fare al nome portato dalla Tavola, ltggtnd
Filo Mahacum , c anche meno felice ; mebtre
tra i luoghi , che l lir.perador Lotario con-
ferm nel 848. all abazia di S; Claude , vi
ha Mujacum ; e i luoghi , eh* ivi fon nomi-
nati all' intorno di quello non ci lafciano pi
dubitare , eh' erto fia il medefimo di Filomu -
fiacum . Quello diploma fi legge prefl Du-
*od loc. cit. T. 1. p. *8. delle prove.

Cosi .

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,

.H 6
Cos pure la diftanza fegnata nella Tavola
a Divona (Cahors dalla parte de' Cadurci )
di miglia , e il termine di cotefta diftanza ,

eh Fmes , non ci porta ancor fuori della


Narbonele : indi conducendoci la Tavola alla
capitale de Cadurci pel luogo nomato Cofa

(
Coz )
la fua indicazione di VII. di leghe,
e non di miglia ;
e convien oflervare , che
Cofa c gi fuori dei limiti della Narbonefe.
AH articolo Flenium notato dalla Tavola
fullaftrada da Leida a Niraega ricava M. d
. p. 31 4. da Lamberto d Afchaffenbourg ,
che fotto lanno 1048. Ularding (allora la
pi confiderabile delle citt della Ffifia) ap-
pellavali Flardirtinga , e Marchio Flardirtngce
chiamali d Ermanno Contratto
nella cronica
il Duca Ollanda . Raccolgo di qui efler
dell

verifimile , che il nome di Flandria Ila deri-


vato da Flenium , che fu la citt principale di
tutto quel paefe da Bono ma , Turnacum , Ba -
gacum ed Atuatuca , tra le quali fitta fi-
tuata la Fiandra, come pur fi ve d^n ella car-
ta di M. d A. Egli rammenta una colonna
migliare indicante XII. ritrovata a Monfter ,

prefio S. Gravefande ; ne calcol 1


*
intervallo
de miglia Romani eda rappor - , e trov , eh'
tali appunto ad Ularding: potea quindi oder-

vare , che cotefta colonna migliare c indica


qua ftrada Romana, che necedariamente ter-
minava al mare , e farebbe data inutile , fe
non vi fi fode trovato ria qualche porto da
quella parte . H
/

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1*7
11 (ito di Keyferftuhl Culla fponda del Re-
no ,
poco luDge da confini de Reti , e deVin-
delici , contro de quali Tiberio guerreggi ,
induffe M. d A. 317. ad abbracciar opi-
p. l'

nione , che vi colloca il Forum Titerii ram-


mentato da Tolomeo negli Elvezj Egli , n .

gii altri geografi han iiettuto, che Tolomeo

non colloca cotefto Forum fui Reno ma af- ,

fai lunge da quello fiume j ond pi verifi-


mile il riporlo a Vallenftat, eh dell Elve-
zia, ed un luogo antico Cosi pure fuppo-.

nendo egli che durum indichi il pafiaggio di


un fiume , inclina a collocare a Burg fui Re-
no rispetto a Stein Gancdurum nominato da
Tolomeo altres negli Elvezj -, ma per Tolo-
meo noi ripofe fui Reno,
veggiamo anche e
pi nelle carte della Svizzera di Julliot, che
il luogo lui Reno rimpetto a Stein fi nomi-
na Ausburg e in altre Ufsourg , e non gi
,

Burg ; onde apparifee , che 1 antico nome di

quello lqf^go era Augujia , che non pu con-


venire a Uanodurum .

Offerva M. d A. p. 355., che Geforiacum


(Boulogne; per Mela, Blinio , e Tolomeo
fcrivono GeJJ'oriacum) prefe il nome di- Bonc-
nia al tempo di Coftantino : per indicarci la
prima volta che cotella citt fu cos fopranc-
mata , adduce quel palio dell anonimo auto-
re della vita di Coftantino, dove Ila fcritto,
che quello principe properans ad patrern Con-
jiantiurn venie Bononiam , quam Galli priusGe-

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1}8
,
fonacum vocabant j ci fu 1 anno 30 6. poco
innanzi li 15. di Luglio, quando mor Celian-
do Quella citt prefe un tal nome tra il
.

Z97. e il 306. imperciocch Eumenio nel pa-


;

negirico , che recit in onore di Coflanzo


nel Z97. lappella ancora Gefforiacum , cap. 6.
( Gejfuriacenfe htus cap. 14.) ma 1 * autore
del panegirico recitato a Trevigi in onore di
Collantino 1 anno 309. parlando dell armata
snuda in piedi da Collanzo nel 30 6. dice*
axeratus , qui Bonomcnfis oppidi litus infederai.
Per Eutropio L 9. c. 1 3. parlando di Ca-
dauno , la nomina Bortonia per anricipazione

fecoudo lufo de' Tuoi tempi.


M. d A., p. 364. oderva adai bene, che
la citt nominata da Tolomeo ne Triboci Hel-
eebus l illeda dell Helvetus dellItinerario An-
noniniano, e dell' Helellus della Tavola Teo-

doliana . Infatti Tolomeo d ad Helcebus 1

illeda pofizione , che l ha nellindicazione


dellaTavola, e dell Itinerario p.ts 4. (i nu-
meri alla pag. 350. fono vizio!! l^che corri-
fponde efattamenre al fito di Eli, che ritiene
ancora 1 antico nome quello luogo collo-
:

cato fulla delira fponda dell 111 rimpetto a


Benfeld : ci reda loltanto ad accertare la vera
lezione di quello nome . Nel pi antico ma-
noferitto dell* Itinerario in un luogo leggell
fybeium , in due altri Elveto , come hanno
pure tutti gli altri manoferitti : quello nome
accolla viemmeglio a quello, che abbiamo
nell'

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. -

a $ 9
nelloriginale della Tavola Teodofiana Helcl-
lum , e quello al moderno del fuddetto luo-
go , e fiume . Io pertanto in vece di Helce-
bus , o Hclvctus , leggerei Helellus , o Helvel-
lus . Cosi pure ove M. d A. p. yjy. legge
IcuUfna (
Angoulme ) io leggerei IcolJ'ma ,

eh pi corrifpondente al Civitas Ecolifmen-


Jum delia Notizia deilp province della G'allia, 1

e inoltre alle carte, e agli autori de mezzani


tempi , che fcrivon o Tempre colla lettera , M
c perfino al moderno Tuo nome
Non c gi nel fito attuale di Laufane, che
convien riporre il Lacus Laufonius dell Itine-
rario , o il Lofanne della Tavola : quello luo-
go era anche pi vicino al lago . Nel fecolo
VI. la traslazione della Tede veTcovile di A\en
ticum illuftr LauTane , come riflette M. dA.
p. $96.: ficcome perci la traslazione della Te-
de di yindoniffa a Coftanza , perch fuori de
limiti della SequaneTe , non fu pi Toggetta
alla metropoli di Befan^on ; cosi la Tede di
Aventicum\tns(ix\tz a Laufane reft Toggetta
a BeTan^on , comunque non fembri che lo fof-
fe . Certamente fi trov comprefa ne confini
della Colonia Equejlris , eh era della diocefi di
Geneva ; a riferva che la diocefi di Bclley ,

ove fu trasferita la fede della Colonia Equc-


flris (Nion) fia fiata data in compenfo j men-
tre Toggetta a Befan^on , ancorch fia com-
prefa negli antichi limiti delia Viennefe.

*
Tra

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14 *
Tra la pofizione di Lacus Luufonne , e Ki-
rifcus dice M. d A. p. 396. , che la Tavola
indica XUI. , ma per tra quelli due luoghi
cflfa cindica (blamente XII., il qual numero
non diffidente dee leggere con tutta
, e fi

ragione XXI. La colonna migliare , eh ivi ac-


cenna, ritrovata S. Saphorin prs de Vivi-
feus , fu ritrovata precifamente a 1. legt_,
alloveft di Ve vai OlTervo intanto, 2 chela
.

dirada indicataci dalla Tavola tra Lacus Lofon-


rc e Ariohca 1 ifteflfa che quella dellItine-

rario Antoniniano p 348., ma nella Tavola vi


mancano due nomi, uno col numero XVI.,

eh immediatamente di l da Laufon 3 e 1
altro anche coi fuo numero tra Laufon , e
Ariohca , e a quella pure s ha da fupplire il
(ito numero . Il primo luogo deve edere Ur-
ia , ma in vece di XVI. convien leggere,
XVIII. , come fi ha nell' Itinerario. La dillan-
za e di Romani , come la riconobbe
miglia
anche M. A. p. 713.
d -

L Itinerario Antoniniano tra Mandeure , e


Brifac ripone Larga ( Largitzen tra Alt-Kirk,
e Granviilars nel Suntgavr ) tra Mandeure
(
Epamanduodurum ) e Larga pone altres G ra-
matura , la cui polzione pu fidarli a Gran-
viilars M. dA. p. 402. oderva, che il to-
.

tale delle dillanze dell Itinerario tra Man-


deure , e Largitzen eccede j. quindi attenen-
doli allindicazione di XVI. tra Epamanduo-
durum , e Larga fecondo la Tavola, in cui non
vi

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.,

4 I
vi ha Gramatum prende quel numero per i 6 .
,

leghe di , che
Francia le fa convenire con
15. miglia Romani, e fepprime nellItinera-
rio il numero XVIIII. di Gramatum , come
una indicazione comprefa nel totale delia di-
ftanza ; onde ritien folo il XXV. dato a Lar-
ga (Itiner. p. 34 ) M. d A. in quello arti-
colo adott le cflervazioni di Veflelingio
Convien che nel folo manoferitto
riflettere ,

dellItinerario, in cui vi ha Epamanduodurum,


non vi ha Gramatum , e tutti gli altri , che
hanno quello luogo , non hanno poi Epamart-
duoJurum ma liccome cottilo codice il pi
-,

antico di tutti , ed molto efatto , fe ne dee


ritenere la fu a lezione, come anche- degli al-

tri , che fra di loro non fon varianti, e che


fon anzi foltenuti dalla Tavola Teodoliana .

Si avverta per , che la ltrada deferitta in que-


llo codice differente da quella, che gli al-
tri deferivono Se Gramatum l folle ritrova-
.

ta flla fletta ftrada , come arbitra M. dA.


non vi farebbe l iftefla indicazione di XXV.
tra quello luogo, e Larga, dove il manoferit-
to, che ha
Epamanduudurum , porta il nme-
ro XXIIIL tra quello luogo, e Larga , come
impariamo dalle note del Surita Laonde ne- .

ceffariamente Gramatum ritrovava!! fur unal-


tra ftrada pi luDga di 7. leghe.
- Sulla ftrada da Befan$on a Mandsure I Iti-
nerario Antoniniano legna Velatodurutn a XXII.
da Befancon , e a Xli. da Mandeure , ir.ter-
Q vallo ,

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,

* 4*
-valio, che M. d A. p. 6i 3. ribaffa a $z.
per la Tavola ha (blamente XXXI. , bens
in vece di V
tlatodurum pone Lepofagium in
altre diitanze M. d' A. fida poi il padaggio
.

di l'clatodurum a Pon-Pierre , ove fi pana iji

Doux nelle vicinanze di Clereval andando


,

da IefaD^n a Mandeure . Adunque vi un


errore nella Tua carta della Gallia, in cui que-
llo luogo non pollo lungo il fiume Doux,
anzi c fuori di quella firada , e in una didan-
za uguale di u. miglia tra Vefontio, ed Epa-
nuinduoduruni .

L odervazione , chivi copi M. d A. da


quella di VefTelingio nell annotazione fu Vn-
dorajfa pag. z 3$., non quivi ben applicata ,
mentre non fi dovea contar per miglia, quan-
do gl ifleffi Itinerari
,
procedendo da Befan^on
in fin l, aveano gi contato per leghe , In
1*
prova della fua fuppofizione egli vi porta
inrervallo notato dall Itinerario da Urunci a
M?ns Bnfiacus , ove riguarda lindicazione di
XXIli. o XXllll. per miglia , quafido fon
legfie , e cos lituo malamente Urunci , che
fi dee ritrovare tra Cambes , e Stabula . LIti-

nerario dopo il luogo Ad Fmes conta fem-


pre per leghe lungo le tre llrade , dove fe-
gaa feinplicemente M. P. (p. Z38. 349. 334,)
Solamente nella quarta llrada , che deferive
p. zjz. indica infieme per leghe, e per mi-
glia. Ora tra Largitzen , e il luogo , dove_-
coavieu limare Urunci , ritroviamo 16, leghe
in

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/

*45
in dritta linea , le quali per gli angoli , e i

riggiri, che sincontrano per quel cammino,


ci danno le XVIII. leghe notate dall Itinera-
rio . tutto ci M. d A. p. 715. riviene
Con
pila fuaprima idea fulla pofizione d' Ur urici ,
rapportandoli alla mifura del miglio Remano,
per uniformare alla diftanza locale V indicazio-
ne dellItinerario , e la colloca a Rufcen, o
Rixen fulla direzione della ftrada , che ten-
de da Latgitzen a Brifac Ma fembrami in- .

contra Ila bile , che tanto lItinerario, come la


Tavola fino ad Unnici indichino le dittante
folamente per leghe . Non che fulla ftrada
lungo il Reno tra Ad Fina , e Brocomagus ,
che 1 Itinerario indica doppiamente per mi-
glia , e per leghe ( p . ivi. zjz. ) Nondime-
no il luogo di Rifcen non ci coll r igne a ri-

cercare Urunci fe non fulla lhada , du ve 1 Iti-

nerario indica le diftanze infieme per leghe,


e per miglia , cio fulla divifata ftrada lungo
ij Reno .

Infatti tra Augufra Rauracorum


, e Cambes

la Tavola indica in due diftaDze XIII., e 1
Itinerario in una foia XII. , di l fino a Mons
Brijacus il locale ci d 16. leghe: abbiamo
pertanto a un di prefto XXX. miglia indi- i

cati nell Itinerario tra Ariaiiinnum , nella cui


pofizione li dee collocare 1 Augujla Rauraco-

rum , come di Ibpra offervai Ora l Itinera- .

rio p. zjz. fegna X--XV. leghe tra Montiti


Brijacus , e Arialbinnum , paflando per Urunci:
v, Q z Anal-

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5 .

*44 r
-f
- , .

Arialbinnum a 5. o 6. leghe -'da


Agt(fl&\
come porta il locale , e la Tav'ola Teodosi1
na abbiamo adunque
: XXX. miglia dell Itn-
i

nerario Quindi fccome io. leghe danno 15


.

miglia, c chiaro, che nell Itinerario in veice


di M. P. XXIf. fi dee leggere M. P. XV. o
piuttollo XlHf. , per non allontanarli d&llaTot-
miglianza de numeri AbbiafrT intanto il luo-
.

go d Ur linci flla ftrada lungo il Reno a io.


leghe, o 15. miglia da vlfiMniinitin e a ip. ,

leghe , o a 15. migliai UT Moni* Brjacks


LItinerario p. 350. ne mette XXHII., adun- !

que vien quello luogo a 'Cadere quali a met


della firada tra Stabula, e CambessConcgnfi
finalmente i numeri dell Itinerario pai*, zp u
Finibtts M. P. XX. Vititiaro M. P. XX{J. io
leggo Viiuduro M. P. Xlll} Findorujfa M. P.
XXI III. Ramaci M. P. XXVI L leggo XXllf.
certamente di Finibus a Vnuururti non vi fon
pi di X. leghe, e XX. di qui a Findoniffii, che
corrilponde alla fomma di XLVI. miglia tr Ft-
\tes Findottila
,
Qui peraltro numeri com- i

polli dileghe , e di miglia fon mal ficu .di


locale, e la Tavola ci danriO*i2. migliaio
16. leghe da Fmd&ni[fa a- Rauracis che con- -,

ferma la mia emendazione! di II li J all' in- XX


dicazione di 'Rauracis . Cos p. 252,. Ariahin-
Tio
(
Aralbinno )
M. P. XXVII. Leg
: io legi-
'go M. P. Monte Brijtaco M.
VIIII. Leug. VI.
V. XXII. Leiigas XV., leggo M. P. XXIILj,
affinch il numero dei miglia cortifponda a

y quello
1 a s s .

*45
quello delie leghe : e p. 255. Bngo M. P.
XXV. leggo XXXV.
.
E Di l delle bocche del Rodano Mela nomi-
na il fiume Ledum, che Aidoino interpetra^
pel Lina di Plinio /. 3. c. 4., dove per av-
viTa j che in tutti i manolcrifti di Plinio li

legge Lii i M. Aflruc io crede uno de duo


.

fiumi di Lers , come riferilce M. d A. pag.


405 ; ma non dovea sfuggire allacutezza di
M. d A. non tfler verifimile ,. che Plinio ab-
bia nominato, dopo J\Atax , e X Arcui ari il
fumicello Lers , o Lez, fenza ncminare la
Vidourle , che ha un coifo molto pi lungo,
e riceve la, Viftre , che poco minore della Vi-
dourle fcorre fino dalle vicinanze di Nimes
Gonfidernndo la dtfcrizione di Plinio vi fi ri-
trae
V' .
eh ei v nomina la Vidourle, e non il Lcz
1
< ,

B ;

folto il.ncme di Li ria , o Litria , comunque .

un tal nome fembri avere maggiore analogia


con quello di Lez. Ma perch M. dA. con
parl del fiume Luerio , di cui Strabene . 4,
defcfivendo Salii, dice, clic alcuni autori
i

"attribuivano ai medefimi tutta' la pianura fino


al Luerioi ( A$fpiaru ) e i Rodano Cafau-
bno. crede , che debfcafi leggere .iipiwus
,
ma n ivi , ine altrove sintefe mai un tal no-
me di -fiume. Anzi Bcuche 1 \.p. 423.fcrive
1
.

ritrovarli in alcune antiche carte nominato il


fiume Laris nel territorio d Aix, citt del pae-
fe de Salii , ed offerva fondatamente , che
quello fiume c il Lar. "
. .

Q 3 La

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,

*4*
La porzionedi Meduantum Affata da M*
d p. 449. a Moyen alla delira del Semoi
A.
nellArdenne alquanto fopra di Chini : 1 in-

dicazione di Vili, che la Tavola Teodofiana ci


d da M'>fa , o Mofomagus ( Moufon ) a Me-
duantum fulla via, che parte da Durocortarum %
gli fembra corrifpon lente alla detta pofizione.

Ma offerv prima M. d A. f Moyen cado


veramente full* antica ftrada Romana? Sulle ve-
ftigie di quella $ incontra la terra di Mente , cha
oltre a ritenere un nome pi analogo allan-
tico , corrifponde altres alla diftanza indica-
ta dalla Tavola ; onde parmi , che meglio con-
venga alla pofizione di Meduantum . Di qui fe-
guitando il viaggio defcritto dalla Tavola fino
alla Colonia Agrippina , fiam pi all ofcuro
percheffa rammenta un fol nome mancante
di qualche lettera M. merica : ma febben li

difamina fembra fotte fcritto Mimerica , e il

luogo di Meringen , eh e fulla ftrada Roma-


na andando a Colonia , dimoftra il litoidi Mi?
merica . M. d A. che non fece quella offer-
vazione, prefume , che la divifata antica ftra-
da preffo Colonia fi potette uaire a quella ,
che conduceva all Augufla Treverorum . Ma
per le veftigie della ftrada Romana indica-
no, eh effa non fi univa a quella di Treve*
prima di arrivare a Mimerica , o Meringen
e fembra, come ha divifaro il P. Bertholet,
eh effa procedette dirittamente da Meringen
a Colonia . La dutanza notata nella Tavola

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*47
v
iaMimetica ad Agrippina ( Colonia ) di VI,
leghe : non difficile il ravviarvi la mancan-
za de numeri di quella indicazione , per cui
dobbiam leggere XXXVI. 11 P. Bertholet ( Hi-
gioire de Luxembourg lib. i . . il. net. K )

deferive tutte cotefte ftrade , e le mette nell


ordine delie arginate, o munite , e unaltra
via Romana deferive non indicata dagli anti-
chi itinerari, che parte dArlon, va a Men-
te , a S. Etienne, a S. Hubert, a Namur, a
Davais . Egli poi T. 111. p. 16. c infegta ,

che Namur varie carte antiche c nomina-


in
ta Namucum adunque singann chiunque ha
:

conghietturato , che Namur fia la Nenia acca-


na degli Atrebati rammentata da Cefare B. G.
L 8. c. ri.
M. d A. non fece menzione di Noideno-
Ux , che nella Notizia delle province vite ri-
porta tra le cinque citt de Sequani : ella c
chiamata nella Notizia Noidenolex Arenticus ;

Neuli^iatel , eh era nel pago Aventicenfe ,

potrebbe forf rapprefentarla (


vegganfi Spe-
ner Notizia Gttm. pan. 11 p. . i-,o. Guillimac.
de Reb. Heheticr. lib. i. c. 3. n. 9.)
Da Norie ma gus (Ntmeium) a Berletcmagus
(Spira , e "Worms ) T Itinerario Antoriniano
p. 355. indica la diftanza di XI V. , e la Ta-
vola di XIII. M. d A. pag. 494. per unifor-
marli alla dilknza locale di iScco. pertiche,
*
vi fupplifce XVI. Convien avvertire , che 1

Itinerario p 374. fegna XVill. , ma


. nell un
Q 4

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,

e luogo fi dee leggere XVII. , co~


nell altro
me anche nella Tavola certamente copilli : i

replicarono per isbaglio il numero XVIII. a


cagione di quello , che lo precede , e dell'al-
tro che Io ieguita ? cio Magontiaco XVIII*
Barbi tornavo XVUL No v ionia go XVIII. Argcn-
forato XVlll. La fomma del viaggio ivi de-
scritto da Treves a Strasbourg di CXXlX. corr
riiponde ai numeri particolari , ma tuttavia vi
fi -fcorge dellerrore nell intervallo .

Le diocefi di Leon , e di Kimper nella baf-


fa Bretagna occupate dagli Ofifmii (che Stra-
done con grande errore li comprefe in un co*
Veneti nella Belgica da quella parte dellOcear
no , come altrove divilai ) formavano il pae-
fe , che ne mezzani tempi fi chiam . Corniti
bia , o Corna Gallile , Cournouaille , come an-
che avverte M. d A. p. 509. Converrebbe in-
dagare , donde precifamente quello foprano-
me traeffe origine ; imperciocch ciafcuno fa
che Corna Gallile fi chiam anche la provin-
cia d Inghilterra vicina alla Wallia , ora il

paefe di Galles ; ma forf affai pochi finora


ollervarono , che quello nome fi applic al-
tres a una parte dell Abazia ; onde, fu un
nome Per rapport' agli Ofifmii
appellativo >.

roderebbe a ricercare , poich elli chiamanfi


anche Oxirni dall autore della leggenda di S*
Menulfo (predo Bollandiili T. III. in Luglio;)
i

fe il luogo antico d Oxununz , Exme o Yef- ,

me , foffe comprefo nel paefe di quelli por


- poli :

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. . ,

/
*49
poli M. d A. non fece quella cflervazior.e
:

ed io manco di una buona carta di cottilo


paefe per farla fondatamente
,
M. A. fcrive SurJones p. 579. , pccelo
d
popolo che abitava nella dioctfi di Rouffil-
,

Jon . Vcffio per cflerva , che fi dee leggere


Sordones in Mela, e in Flicic a e i rr.anoicritti
di amendue quelli autori confeinuno una tal le-
gione (
veggafi Ardoico in Pitn. L 3. Jtc. j.
p. 9. ) tuttavia nel fecolo VII. ccnfervavafi
quello nome . Dai Sordcnes derivarono forf
i Surdacnes di Spagna, la citt principale da*
quali era Lerida . 11 nome d lihlris primaria
citt e Sordones ferve a indicarci la loro ori-
gine Aquitanica; e il dialetto degli Aquilani
era molto analogo a quello degl Iteri di Spa-
gna . Ma Tolomeo , che afiegn lihkcris , e
Jiufcino a Tt&cfagi , c forfperch non ab-
bia conofciuto i Sordcnes , come arbitra M.
dA. p. j8o, anzi perchelh eran rilhetti fra
i Volci , e i Pirenei, limiti della Gallia, ed
eran perci clienti de Volci Tc&ofigi , IL
omprefe fotto il nome del lcr popolo prin-
cipale , cui attribu le fuddette citt , che
seran peraltro proprie de Sordoni : abbiam
vari eiempli limili e in Tolomeo , e in altri
antichi
Sanali legge 581. luogo nota- M. dA. p.
to dalla Tavola Teodofiana tra Tolofa , e Lio
oure : per nella nuova edizione della Ta-
, vela

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vola fi legge fola mente Sa...ali j e fioccuti*
ivi f indicazione di quello luogo di XX. ri-
guarda a Tolofa , e di XVI. da Lietoure , la
fui pofizione cade a Sarrant quello nome ci :

inoltra 1

antico , una cui parte nella Tavoli
' fi perdette *, laonde convien leggere Sanali

Ora M. A. p. 583. calcolando lo fpazio at-


d
tuale tra Tolofa , e Lietoure 834. leghe di
Francia, fu lindicazione di XXX VI. datai
dalla Tavola , fa la riduzione di due leghe i

Ma non fembra che l indicazione XX. egli


reltando nella Narbonefe fia di miglia, e noi
di leghe? e che Sanali per la diltanza di
miglia da Tolofa cadeolo ancora ne confini
del territorio di quelli citt , linter vallo, chi
vi ha tuttavia tra quello luogo , e il fiume ;
eh di confine , faccia , che 1 indicazioni
XVI. eh di leghe , fidi la dtftanza tra que-
lli confini ; e LaHora o Lietoure ? cosi pare ,

a primo afpetto, e che eotello intervallo deb-


bafi riempire per miglia, invece di ridurre ii
numero 36. a 34. riflettendo, che le di- Mi
ftanze della vicina antica (trada tra Tolofa *
ed Elimbenis fono di leghe tanto nella Ta^
vola, che nell ivi pi circoltanziato Itinerario
Gerofolimitano , adotto 1' opinione di M. cT
;

A. Solamente olfervo , che ficcome nella T-


vola vi manca della diftanza tra_
il numero
La'iljra ,
e che cotello numero
e A*innu,n ,

feconlo lAntoniniano , e lo fpa-


Itinerario
zio attuale XV., alla maniera , con cui nell
ri-

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.

M 1

rigibale i ncbii ,
e i tufneri di quella ftr-
da fon , fembra ,
difpcfti th 1* cirmtfion
del tu mero cada tia Sanali , e Le clero: fla-
biiiendo quello numero , firm difptn'ati da
farvi la correzione tentata da M. d
A. , ed
un numero bada invece di due
Tolomeo indicando Valentia ne Segalauni

tra Vienna degli Allcbrogi e i Tricaltini ,


M. dA. p. 590. dice, che non ci retta pi
alcun dubbio iulla pofizione de Segalauni. Pe-
r Plinio /. 3. c. 4. attribuifee Valentia
ai Ca-
vari ;
inganno , o piutto-
onde o Tolomeo s

fto i Segalauni entravano a formare la


ba-
zione de Cavari , come pure i Tricaftini. Que-
lla fpiegazione c pi conforme a ci, che di-

vis Strabone L 4. j cio che i popoli di l


del Rodano rapporto agli Arecomici eraa
compre!! lotto il nome generale di Cavari -
Tanto pi l ifteffa pofizione , che Plinio ibid.
d a Segalauni tra i Voconzj ,e gli Aiiobro-
gi copvenendo parimente a quella di Valen-
,

tia favorifee viemmeglio quello fentimento ..


,

Ma M. dA. che ci non ha effervato, vuol


correggere p. 670. 1 edizioni di Plinio , ove

ferivo Ara*fio Secondanorum * In agro Cavarum


Valentia , con trafportare il punto tra in agro
Cavarum e Valentia per fe leggefi tutto il
,
:

tetto di Plinio , cominciando in mediterraneo


colonia Arelata &c., uno fi avvedr, che nulla
convien cangiare nell interpuntazione, per if-

piegar Plinio folla diftefa de' Cavari . e n


fa-

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.

*J l
farebbe convinto M. d A. medefimo , fe fi

fotte quivi ricordato dell ottervazione , che il

citato luogo di Strabone gli fugger negli ar-


ticoli Acunum, e Cavarti . Anzi Tolomeo af-
fegnando Acufon ai Cavari, riconferma la le-
zione di Plinio .
i

M. A. non ha riflettuto , che la Tavola


d'

Teodoliana fcrive molti nomi di luoghi colla


lettera S in vece delta G. a cagione della
pronuncia Celtica . Cos in vece di Cincoma -
gas , o Cefone , elfi lcrive Seti^one ; cos pure
Scrtnanicomagits , lezione adottata da M. d'A.
p. 6 ot. } quando per il vero antico nome !
Germanicomagus Per non aver fatto quella
ottervazione, egli dice parimente pag. 598.,
che la Seine ebbe un altro nome, perch Eti-
co nella Cofmografia la chiama Geon, o Geor
bornia ; mi Etico fcrifle colla prouncia lati- ^

na , e la G qui vale la S , come in tanti al-


tri nomi Celtici efpredi dai Latini e dai Gre-

ci colia Celtica pronuncia la S Ila perlaG:

onde Geon , e Seine non fono nomi tra loro


diverl , come fembrano a primo afpetto . /.

Penfo , che per non ufcire da confini de ;,

tempi Romani , M. d A. .non abbia voluto


oflervare p. che in confermi della fua
legione di Tumida fecondo alcuni efemplari
dellItinerario Aitoniniano ( quantunque gii ;
altri leggano Tarnuue , e la T avola Tarnaias )
ferviva il nome , che gli fi dava ancora ne
mezzani tempi Cajirun faune dunenfc , o Tau-
rc-

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redanenfc , che altrimenti Taurenaienfe l'areb-
befi dettoVien nominato da Gregorio di
.

Tours , Mario d' Avenche , che lo col-


e da
loca preffo Agaunum , o S. Maurice , dicen-
do , che trentafei monachi del monillero
Agaunenfe effendol recati a veder le rovine
della montagna , fu cui il detto cartello era
fondato , rimafer fepclti^ fotte di effe . Cos
parimente in propofito de Tugerti p. 66 1. egli
potea confermare , che veramente Zug , o
Tzoug deriva dal nome di quell Elvetico an-
tico popolo facendo offervare, che in alcu-
ne antiche carte cottilo cantone l chiama
Tucunia , e Tuconia , dove pur face vali mi
mercato. .
* -

Dopoch M. dA. p 669. fece una bella


Valialis , ramo
difeuffione fui del Reno, che
cos divilo fbrma 1
'

ifola deBatavi , e poi l

congiugne colla Mola die il , offerva pure ,

fiume Patabus della Tavola Tecdolana lun-


go la ftrada , che rimonta dalle vicinanze del
mare fino a Nimega , va letto Batavus , e
corrifponde al Wahal cos acche Cellario lo :

prende pel P'thalis , o la Mola. Io per fon


dopinione, chabbiali piuttoflo ad intendere
la parte inferiore della Mofa l a perche Pa- -,

tabus nella Tavola c porto verfo la foce di


quello fiume , fia perch la Mofa non elbe
mai un nome particolare dopo aver ricevuto
il Wahal , che non nemmen delguato cella
Tavola, la quale inoltre rapprefentando il Pa-

M4
U'.his per un fiume diftinto, e die non dira-

mali da un altro, non pi adattabile al Va*


halis , eh folamente un ramo del Reno ,
th poi fi unifee alia Mofa Offervo. finaimen-
te, che i nomi di Patavia , di Francia , di
.Vi evia &c. fon che furono nella
di quelli ,

Tavola deferitti affai dopo il tempo , che l'-

originale delia medefima era fiato delineato


e comporto da Agrippa.
Abitavano yolca Tccbfagcs la bada Lin-<
i

guadocca , e itendeanh alcun tratto di qua del


Rodano Narbona era un loro portQ,
: fecon-
do Strabone 4. , ma Tolomeo loro
/. altri-
buifee Narbona, Bziers , e Cecero. M. d'A.
p. 717. arbitra, che Narbona (la fiata degli
Arecomici , finch non fu metropoli , e che
Uopo quell epoca formaffe un territorio diftin*
to lo inferisce da una pofiziohe Ad Fina
:

tra Carcallone , e Tolofa Cos da Narbona


.

a Tolofa efclude i Teclofagcs


, e fidamente -
Nimes affegua agli Arecomici , fenza, fiffare,
la linea di divifione tra colerti due popoli ;
gii amichi per ci lafciarono alcune tracce
per fidarla. Pimio /. 3. (. 4. oltre Tolofa ,
Carcaffooe attribuire a Tedio fagi anelli
Aghatt una , e il fuo ter-
volta de Marfiglieii
ritorio: ivi la fila deferizione procede dal fud
al nord . Adunque con ragione Tolomeo at-
tribua Tedio (agi Betcrra , e Ceffero-, e- filial-

mente Viniomagus ( Vigan ) e Nemaufus agli


Arecomici Di qui s impara , che trabone
.
a
s

I
.

M5
singann , quando dille, che Narbona era u
porto degli Arecomici , in vece di dire fem-
plicemente de Volci , fe non volea dir dei
Te&ofagi . Aufonio fcrive Teutofages , e pa-
rimente colloca Narbcna nel lor territorio :
Strabone /. 4. gli eftende quali fino aPirene'.
Lopera di M. dAn ville c degna dellap-
plaufo che s acquift Nefluna provincia d'
.

Europa pu ancora contrapporre alla Francia


unantica corografia del proprio pade cos pro-
fonda , e dettata con tanto fpirito geografico.

Nondimeno fu parecchi altri articoli difcordo


da lui, e ne dar conto tra breve nella mia
Notizia del Piemonte antico . Non ho prete-
fo di cenftiraje un s grand uomo, ma di
cercare con effolui la verit Egli ldio non
.

pu efigere da me una ftima maggiore , e M.


Schroder non potea maggiormeute offendermi,
che con averne dubitato

IL F I N'E.

IN TORINO.
Dallo Stampatore Mai resse

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. .

Di commiflftone del Reverendi /Timo Padre Mae-


lro Pifclli Vicario Generale del S. Officio di
Torino ho con tutta attenzione letta P Opera ,
che ha per titolo DdV Antico Stato d' Italia ec. ,
:

e niente avendovi trovato contrario alla Catto-


lica Religione , n a buoni colturni , quindi la
giudico degna delle (lampe f cos ec. Torino
-,

add t. Luglio 1771.


Fr. Francefco Maria di S. Pietro
Carmelit. Scalzo Lettore di S. T.
e Confultore del S. Officio . '

4 . 1

Attenta fupradifla atteflatione


Imprimatur ,

Fr. Dominicus Serra Pro-Vicarius aflumptus

V. Franzini A A. LL. P.

V. Se ne permette la Stampa .

GALLI per S. E. il Sig. Conte Caiflotti di Santa


Vittoria Gran Cancelliere

V
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BNCF

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