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Torino nel 1572; rassegna mensile municipale Torino n. 8, agosto 1941.

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la carta è stata disegnata raffigurante il torneo svolto si sulla piazza del Castello nel
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da Giovanni Caracha del Pingclt r la piÙ antica. che emla con carathrt d' lulenlltlli
1651 in occasione delle nozze di Adelaide Enrichetta di Savoia,
ed unita figlia di Vittorio Amedeo I e di Cristina, con l'Elettore Ferdi-
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all' edizione originale ,/ M "'" ,& "'~-'WmD. /u "..tIlU& "'" 'ihr r.:.u...,,,,~, C..,, ('~ n,/ IJf1', nando di Baviera (Biblioteca Reale).
...., ~~"" JUII C.r&~h in ..ntor Joan_Cn mC 1!l12 (17) Pietro Olivero: dipinto esistente al Museo Civico di To-
dell'Augusta Taurinorum rino: Il falò di San Giovanni in piazza Castello nel se-
di Filiberto Pingone. -'''----
colo XVIII.
È la più antica che esista, (18) Storia di Torino, di Francesco Cognasso, edizione Ald~
con carattere Martello 1959 - Illustrazione n. 23 a pagina 220: Il Castello dt
di assoluta autenticità Porta Fibellona e ponte d'accesso (disegno del secolo XVII).
Torino (Biblioteca Reale).
(19) Gabrio (o Gabriele) Busca: architetto militare milanese
contemporaneo di Emanuele Filiberto e del figlio Carlo Ema-
nuele I, presso i quali prestò lodevolmente ser:-izio per ~olti
anni; lavorò tra l'altro alla costruzione della Cittadella dI To-
rino e nel rivestire in muro la Cittadella di Borgo in Bressa,
che era stata elevata inizialmente solo in terra. Fratello di Fran-
cesco Busca che fin dal 1560 fu creato da Emanuele Filiberto
fonditore delle sue artiglierie, egli scrisse alcune opere di note-
vole pregio tra cui: Instruttione de' Bombardieri del signor Ga-
briel Busca milanese, contenente un breve trattato delle cose
più utili a sapersi per tale esercitio .
prima edizione: Carmagnola, per Marco Antolllo Bellone, 1584,
in 4° (Biblioteca delle Scuole di Applicazione d'Arma).
seconda edizione: Torino, appresso Gio. Dominico Tarino, 1598,
in 4°. (0)
In tale trattato (Capo XXXIV, pagina 50) il Busca ricorda le
esperienze effettuate per provare l'aumento del danno provo-
cato da una palla di cannone in una muraglia, avvicin.an?o il
pezzo al bersaglio e inoltre « ... altro segno anchora VI SI ve-
deva della violenza, che quanto più si accostava il pezzo al re-
sistente, tanto più minutamente si frangeva.t;lo le p~lle? che ?o~
potevano reggere a tanta violenza. Veggonsl tuttavIa I seglll dI
queste prove nelle mura di Turino infrà la porta di Piazza
Castello & il Castello ».
(20) Luigi Cibrario: «Storia di Torino », Alessandro Fontana,
1846. VoI. II, Libro 3°, Capo 6°: Nel 1497 si costrusse, appog-
giandola al muro istesso della città, una galleria che dal Ca-
stello desse comunicazione al Palazzo del Vescovo; questa gal-
tolo di Santa Maria del Monte. Pare che il luogo di questa sima parete nuda delimitata da due poderose torri, il principe leria ebbe volgarmente il nome di gabinetti (Conto del Teso-
chiesuola corrisponda oggi - secondo un indizio abbastanza aleramico aveva infatti appoggiato, dal lato esterno, una nuova rier Generale).
attendibile - alla sacrestia dell'attuale Chiesa del Monte. costruzione militare di difesa, la sua « Casa forte» o « Domus
La chiesa, disegnata ed edificata dal capitano Ascanio Vittozzi (21) Scrive Gabrio Busca nella sua opera Dell'Architettura Mili-
de forcia ».
di Orvieto, è a croce greca (come si intuisce chiaramente anche Dopo oltre un secolo, l'ultimo principe del ramo dei Savoia- tare: « Turino era anticamente fabbricato co grosse & alte mu-
nella incisione del De Ville) e si presenta di proporzioni molto Acaia Ludovico trasformava la «Casa forte » in un vero ca- raglie di figura quadra. Qccupato da Francesi lo fortificaro?o fa-
adatte al sito su cui sorge. Di architettura semplice e di stile stello' a quattro' torri (di cui due rappresentate dalle originali cendovi ad ogni angolo un belouardo. Col quale anco nsalta-
modesto, essa è però ricca di decorazioni, di marmi e di co- torri romane) robustissimo, dominante l'intero tratto di ter- rono più in fuora per tirare u~a corti.na al di fuo.ra della .mura:
lonne, che le forniscono una sontuosità grandiosa, più appa- reno che degrada verso il Po e con eccellen te comando sulla glia antica, che fecero per alI hora di terra c~:m. ~ f?sso manzi
rente che reale. Fu per questa causa che, nei primi tempi della porta Fibellona. assai profondo. Questi belouardi erano lontalll plU di mIlle pas-
vita religiosa del Convento, i Frati Cappuccini sentirono il tem- La porta stessa, inizialmente molto vicina alla torre meridio- si l'uno dall'altro ne potevansi difendere che con l'artiglieria.
pio troppo in contrasto con la vita modesta e con la regola fran- nale romana del Castello. fu successivamente allontanata per Della quale imperfettione accortisi i successori fecero al mezzo
cescana che essi osservavano. Pertanto non vollero considerarla svariate ragioni, sino a porsi sul prolungamento est dell'asse della cortina un Cavagliere, ò piateforme in un'altra due, Con
chiesa dell'Ordine Francescano e si astenevano dal celebrarvi i di via dei Guardinfanti (l'odierna via Barbaroux). tutto ciò rimedio debole & imperfetto. Perché quelle che non
sacri riti. Fu solo nel 1621, per diretto intervento del duca Car- risaltavano bene non potevano strisciare la faccia del belouardo,
(12) La strada che usciva dalla porta Fibellona, dopo aver at- la difesa del quale era tolta dall'angolo del fianco, che era molto
lo Emanuele I presso la Santa Sede, che si ottenne « facoltà di traversato in curva lo spazio di terreno ove oggi si apre la
celebrare in detta sua chiesa ai Cappuccini, che se ne asteneva- lontano. Et quelle che molto risaltavano come un péìtone inanzi
parte di piazza Castello volta verso levante, si sviluppava sul- al castello, & un altro à porta palazzo impedivano la vista dal-
no per scrupolo della professata povertà ». Diversi anni dopo la l'asse delle attuali via Po e piazza Vittorio Veneto e terminava
morte di Carlo Emanuele I , nel 1656, la chiesa venne solen- l'un belouardo all'altro ».
all'antico ponte sul Po, a 13 arcate. Questo attraversava il fiume (Gabriello Busca milanese: «Dell'Architettura Militare» - Li-
nemente consacrata, presenti il duca Carlo Emanuele II . suo di poco spostato verso monte rispetto all'odierno ponte in pie-
zio il cardinale Maurizio di Savoia e la regina Maria Cristina bro I, Capo LXXXV, pagina 264, appresso Girolamo B<?rd~:me e
tra Vittorio Emanuele I e collegava i due gruppi di casupole Pietro Martire Locarni compagni, in Milano, MDCI). BIblioteca
di Svezia, allora di passaggio per Torino. che costituivano il sobborgo di Po su entrambe le sponde del
(cfr.: - Theatre des Etats de S.A.R. le Due de Savoye, etc., delle Scuole di Applicazione d'Arma.
fiume. (22) La costruzione di tali portici fu realizzata nell'anno 1608 in
a La Haye, Adrian Moetiens, MDCC; (1 3) Il disegno di Gerolamo Righettino è conservato presso
- Cibrario: Storia di Torino, voI. II, Fontana, Torino, 1846; occasione delle nozze di due figlie di Carlo Emanuele I, Mar-
l'Archivio di Stato di Torino, in piazza Castello. gherita ed Isabella, la prima andata sposa il 20 febbraio al
- Jano Guarrera: Monte dei Cappuccini, rassegna mensile mu-
nicipale Torino n. 2, febbraio 1939. (14) La torre comunale di Torino sorgeva all'incrocio della duca Francesco di Mantova, la seconda il mese dopo al duca
- Dina Rebaudengo: I Cappuccini del Monte, Aiace, To- contrada di Dora Grossa con quello dello Studio (attuali via Alfonso di Modena.
rino, 1966). Garibaldi e via San Francesco d'Assisi) all'angolo sud occiden- (2 3) Il Cavaliere De Ville, già rientrato in ~ran~ia .nel 1627,
tale dell'incrocio stesso. Costruzione antichissima, simbolo delle pubblica l'anno dopo la sua opera sulle foruficazlOllI. Da tale
(9) Gio, Tommaso Borgonio, il principale disegnatore delle libertà comunali di Torino, Carlo Emanuele I, alla fine del
grandi stampe del Theatrum Statuum Regiae, etc., esegui il epoca egli si pone completaJ?ente .al s~r:-izio del suo sovrano
XVI secolo ne fece rifare la guglia, che minacciava di cadere, e e sale in breve nella reputazIOne di LUIgi XIII, tanto da dive-
prospetto della chiesa del Monte dei Cappuccini nel 1669. riparare l'orologio vecchio di due secoli; ampliata ~d ingran- nire uno dei suoi principali ingegneri militari, A lui viene affi-
(l0 ) Questa croce ven~e innalzata per la prima volta sul piaz- dita dal nipote Carlo Emanuele II nel 1666, in occasione della dato il compito del progetto e della costruzione di nUI?erost;
zale anteriore del Monte dal cardinale Girolamo della Rovere, nascita del figlio Vittorio Amedeo, popo altre trasformazioni piazze di g~erra, alcune di recente acquisto .per ~a ~ra?cla; S~ll
in .presenza di duchi e di principi, all' atto della fondazione della nel XVIII secolo fu demolita nel periodo dell'occupazione fran- suoi diseglll vengono erette le nuove fortificazlOllI dI CalaIS,
chIesa e convento. La croce era fatta di saldissimo rovere pro- cese di Torino, l'anno 1800. di Montreuil-sur-Mer, e la cittadella di Verdun o
veniente dai boschi dell'Ordine Mauriziano. (Jano Guarrera, (1 5) Antonio Tempesta: stampa della fine del XVI secolo raf- Accompagna le armate reali negli assedi di Corbie, di Landre-
op. cit.). figurante l'astensione della SS. Sindone in piazza Castello, cies di Hesdin e scriverà un lungo rapporto in latino sulle ope-
(Il) La porta Fibellona (o Fibulona) - detta poi anche porta davanti al Castello stesso (Biblioteca Reale). Tela ad olio che razi~ni di assedio della prima piazza (Obsidio Corbeiensis ab
d~l Castello - era stata aperta nel 1276 dal Marchese Gu- illustra il torneo svoltosi sulla piazza del Castello il 1° marzo Antonio De Ville, Parisiis, MDCXXXVII, Biblioteca Reale, Col-
ghelll?o VII di Monferrato, il quale, padrone di Torino dal 1620 in onore degli sposi Vittorio Amedeo e Cristina di lezione Saluzzo, D 263).
maggIo di quell'anno (aveva tolta la città agli Angioini che la Francia, giunti dalla Francia (Galleria Sabauda). Nel 1639 esce la seconda accurata opera che accrescerà la sua
pos~edevano dal 1271) aveva soppresso la porta Decumana , (16) Giovenale Boetto: incisione che mostra le fortificazioni di fama: De la Charge du Gouverneur des Places.
antIca uscita dell'Augusta Taurinorum verso il Po. A questa Torino ad oriente della Cittadella (Collezione Silvio Simeon) Uomo coscienzioso ed onesto, a cui la celebrità non crea alcun
porta romana, ridotta nel XII secolo ad una semplice ed altis- presentata in una monografia di Vittorio Viale apparsa sulla complesso, muore, ailcor nel pieno della 'sua attività, nel 1657.

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