Assenzio - Storia e Verità PDF
Assenzio - Storia e Verità PDF
1) Assenzio la storia
2) La verit sul Tujone
3) Come si definisce un Assenzio
4) Gli ingredienti
5) Classificazione storica degli Assenzi
6) Problematiche moderne
7) Classificazione attuale dei vari assenzi
8) Rituale di preparazione
9) Cocktail storici con assenzio
10)Come conservare le bottiglie di assenzi
ASSENZIO... LA STORIA
Artemisia absithum
Con molta probabilit le origini dellassenzio si perdono nella notte dei tempi.
Pare infatti che in Val de Travers, in Svizzera gi da diversi secoli la gente fosse
solita preparare un elisir distillando artemisia absinthum, semi danice verde,
melissa e diverse altre piante medicamentose ritenendolo un toccasana un po
per tutti i mali. Solo nel 1792 il dottor Pierre Ordinaire, medico francese esiliato
in Svizzera scopr questo tradizionale tonico locale e lo modific leggermente
rendendolo ufficialmente curativo. Il successo di Ordinaire in breve gli fece
ottenere la paternit dellelisir dassenzio. Alla sua morte la ricetta pass alle
sorelle Henriod di Couvet (Val de Travers) le quali tentarono invano di
commercializzare in modo sistematico lelisir di Ordinaire. La ricetta venne
quindi ceduta al Maggiore Dubied che in breve apr la primissima piccola
distilleria artigianale dellExtrait dAbsinthe con il suo genero, Henri Louis
Pernod.
Artemisia absithum
L dove le sorelle Henriod non erano riuscite a ottenere risultati la Dubied &
Pernod centr lobiettivo e nel giro di pochi mesi lextrait dabsinthe vendeva
in tutta la Val de Travers e anche nel Jura francese. Fu proprio il successo
ottenuto in Francia ad invogliare Pernod e sua moglie, figlia di Dubied ad aprire
una pi grande distilleria poco dopo il confine, a Pontarlier.
Era il 1805 e la pi importante distilleria dabsinthe di tutti i tempi, la Pernod
fils, aveva cominciato a distillare Extrait dabsinthe, modificandolo leggermente
per renderlo pi gradevole al palato, intravedendo un potenziale mercato
allontanando in parte quellaspetto medicamentoso.
Dubied continu per pochi anni a distillare per il mercato della Val de Travers.
Alla sua morte la distilleria pass ai suoi figli che ne aumentarono la produzione
e cambiarono il nome in Dubied Fils.
Solo a met XIX secolo lazienda venne ceduta a Fritz Duval che la trasform in
una delle pi importanti distillerie dassenzio svizzero.
Nel frattempo in Francia, a Pontarlier il successo dellelisir di Pernod favor
lapertura di diverse distillerie dabsinthe. Il mercato dellassenzio era tuttavia
ancora limitato al Jura, alla Val de Travers e solo in parte nel resto della
Francia, dove era ancora considerato elisir medicinale.
Fu grazie alla campagna in Algeria che la storia dellassenzio ebbe la sua prima
grande svolta. Il governo francese decise di inserire nel completo di ciascun
militare una bottiglia dassenzio per purificare le acque malsane dAfrica,
prevenendo cos dissenteria e malaria. Presto i soldati iniziarono ad apprezzare
il gradevole sapore di questa nuova bevanda, che, diluita nellacqua fresca
diventava opalescente e offriva un gradevole gusto di anice. Fu proprio in
Algeria che la popolarit dellassenzio ebbe inizio, nei locali improvvisati nei
campi militari e anche nei bar locali dove si era preso labitudine di addolcirlo
con orzata o sciroppo di gomma arabica.
Una volta tornati in patria i soldati diffusero il piacere dellabsinthe allungato
con acqua ed eventualmente addolcito tra gli amici e i parenti. Lassenzio inizi
a diventare sempre pi popolare, ma solo tra il 1860 e il 1880 si ebbe la svolta
decisiva. La Phylloxera vestatrix, un parassita della vite, decim i vitigni
francesi e di tutta Europa, rendendo il vino estremamente raro e con prezzi alle
stelle. I cittadini francesi iniziarono quindi a bere sempre pi absinthe come
sostituto del vino, rendendolo in pochi anni la bevanda nazionale per
eccellenza. Tuttavia la crisi del vino colp anche la produzione di absinthe poich
fino ad allora tutte le distillerie utilizzavano alcool di vino. Fu in questi anni, in
cui la richiesta dabsinthe crebbe esponenzialmente e lalcool di vino diventava
raro e costoso che molti produttori (specialmente quelli nuovi) optarono per
lutilizzo di alcool di cereali o peggio ancora di barbabietola o patata. Dure
furono le discussioni tra i produttori che continuando ad utilizzare alcool di vino
convinti che fosse indispensabile per la qualit del loro prodotto, aprirono verso
coloro che, utilizzando alcool di dubbia qualit riuscivano a vendere absinthe ad
un prezzo inferiore a quello della birra.
Il mercato venne quindi presto invaso da centinaia di etichette di absinthe a
bassissimo costo prodotto con alcool di scarsa qualit, oli essenziali e coloranti
aggiunti che si proponevano al pari dei grandi absinthe distillati da erbe di
prima qualit e alcool di vino.
Il consumo della fee verte (come veniva comunemente chiamato il nuovo
aperitivo anisato) fu inoltre incrementato grazie al nuovo filone di pensiero che
caratterizz tutta la Belle Epoque: la modernit, il distacco dalla tradizione
sterile.
Labsinthe era una bevanda nuova, moderna, tipicamente francese che divenne
in breve il simbolo del fermento culturale che animava Parigi in quegli anni.
Alla fine del XIX secolo la produzione di vino ritorn man mano regolare, ma
ormai nel mercato non cera pi spazio se non per labsinthe. Lunica salvezza
era quella di combattere il rivale l dove aveva avuto il suo successo, ovvero
sul piano sociale e culturale. I produttori di vino (e di cognac) iniziarono cos,
forti di un potere economico e soprattutto politico non indifferente, una
imponente campagna contro lalcoolismo additando labsinthe come unico
responsabile del grave disagio sociale che effettivamente cresceva a vista
docchio.
Artemisia con le sommit fiorite
Alla fine degli anni '90 una ditta inglese decise di produrre un absinthe il pi
simile possibile a quelli bevuti nell'800. Con questo intento chiesero consiglio a
Marie Claude Dehalaye, titolare del museo dell'absinthe. In breve tempo arriv
sul mercato un nuovo prodotto, il La fe, dichiarato dai produttori il pi fedele
possibile agli absinthe dell'800. Il La fe spopol in tutti i locali alla moda di
Londra, sveltendo ancor pi il ritorno della fata.
In realt anche il La fe era ben lontano dall'essere paragonato agli antichi
absinthe. Nel sapore ricalcava i nuovi prodotti spagnoli e forse l'unico passo
avanti fu quello di produrre (allinizio solo per esportazione nei soli paesi dove
l'absinthe non fu mai messo al bando) una versione a 68, la gradazione tipica
degli absinthe del XIX secolo.
In tutta questa corsa verso il ritorno della fata verde c'erano alcune piccole
distillerie storiche di Pontarlier e Fougerolles, sopravvissute al bando
dell'absinthe grazie ad altri prodotti nonch ad alcuni dei migliori anis che si
possa avere la fortuna di bere, che lavoravano lontano da occhi indiscreti.
Prima fra tutte la distilleria Pontarlier Anis, il nuovo nome della Distilleria
Armand Guy, produttrice in passato di una modesta quantit di absinthe a
Pontarlier, rispolver la loro antica ricetta e lavor alla produzione di un
absinthe che fosse in regola con le nuove normative europee. La Pontarlier anis
present il primo absinthe elaborato veramente dall'antica ricetta di famiglia, il
Franois Guy. Poche le differenze tra il nuovo absinthe Guy e quello storico,
quasi tutte da ricondursi al grado alcolico abbassato a 45. Subito dopo l'altra
distilleria storica di Pontarlier, la Distilleria Les fils d'Emile Pernot distill il suo
antico absinthe sempre ad una gradazione di 45. Il Guy e l'Un Emile Pernot45
furono i primi absinthe distillati francesi a tornare sul mercato dopo la messa al
bando. Il successo fu immediato, tanto da convincere i signori Pernot a
produrre il loro absinthe a 68 , esattamente come era un tempo (fatto salvo
per alcuni problemi con la colorazione naturale), grazie anche alle richieste
della Liqueur de France. Fecero cos una partita a 68 da far analizzare e con
immenso stupore scoprirono che il quantitativo di tujone era largamente sotto i
limiti della normativa. Questo dato invogli alcuni collezionisti a far analizzare i
propri absinthe e si scopr che effettivamente moltissimi degli absinthe storici
sarebbero tutt'oggi legali dal punto di vista delle normative europee.
Dopo il successo di Pernot e Guy anche altre piccole distillerie storiche
sopravvissute fino ad oggi, come la Lemercier e la Devoille di Fougerolles, e la
distilleria Blackmint a Motirs, in Svizzera, il cui titolare Yves Kubler il nipote
del titolare della distilleria Kubler di Travers, una delle pi rinomate distillerie
svizzere del XIX secolo, riproposero i loro antichi absinthe.
Oggi abbiamo quindi la possibilit di assaggiare circa una ottantina di
absinthe autentici prodotti esattamente come nell800. Possiamo partire dai
prodotti pi semplici, oserei dire ordinari, quali Guy, Lemercier (3 absinthe
di cui uno, lamer prodotto aggiungendo anche olio essenziale di artemisia
absinthum con il mero scopo di aumentare il quantitativo di tujone fino a
35mg/kg, quantitativo difficile da ottenere seguendo alla lettere lantico
protocollo di produzione. Inutile dire che questa scelta ha fatto storcere il naso
a molti esperti), Coulin, arrivando a prodotti di qualit fine come gli absinthe
Pernot (la serie un emile e il white fairy), il verte e il blanche de Fougerolles, il
Kallnacher fino ad arrivare ai grandi absinthe di qualit superiore come gli
absinthe Jade (Nouvelle Orleans, Verte suisse, Edouard, PF1901, Blanchette)
veri e propri cloni di alcuni dei migliori absinthe del XIX, gli absinthe Duplais
(Duplais verte, Duplais blanche, Duplais Balance ), prodotti sempre dalla
distilleria Matter-Luginbuhl, la stessa che produce il Kallnacher (e un
interessantissimo Brut dalambic Blanc traditionelle. Interessante ricordare che
la Matter-Luginbuhl ha acquistato i diritti della produzione del Bitter Martinazzi,
un famoso bitter per certi aspetti decisamente migliore del famoso Campari),
blanc traditionelle brut dalambic e il recentissimo Brevans che si propone come
lassenzio migliore della distilleria. Naturalmente non possiamo non menzionare
gli absinthe La Bleu della Val de Travers, i leggendari absinthe clandestini,
ricercatissimi per tutto il periodo del bando, oggi disponibili in bottiglie regolari.
Interessante notare che negli ultimissimi anni, oltre a migliorare
continuamente la qualit degli assenzi autentici (grazie ad una sempre pi
attenta selezione delle erbe, ad un know-how sempre pi consolidato e alla
possibilit di far invecchiare almeno qualche mese il distillato prima di
imbottigliarlo), come per esempio lun Emile che ormai ha risolto il problema
iniziale con la colorazione ritornando ad essere quello che era esattamente nel
XIX secolo, stiano comparendo nuovi absinthe, prodotti autentici in tutto ma
nuove ricette: non possiamo certo ammettere che la produzione di absinthe si
limiti a rispolverare antiche ricette. E bello vedere la nascita di nuovi absinthe
autentici nella marea di surrogati che invadono il mercato. Uno di questi esempi
il Doubs mystique, un complesso assenzio che nasce dalla distillazione di
moltissime erbe, almeno 11 dichiarano i produttori (semplicemente perch
dicono di averne perso il conto a 11). Il Doubs mystique attualmente al
centro di una disputa sulla denominazione di origine controllata e sulla tanto
sospirata disciplinare che tuteli la denominazione absinthe ma questa storia
ancora da scrivere
Molti dei prodotti in commercio oggi noti assenzio/absinthe sono prodotti per
aggiunta di oli essenziali e coloranti e non tramite macerazione e distillazione.
Questo primo procedimento effettivamente storico poich gi presente nel
1880 per la produzione di assenzi a basso costo.
Gli esperti ancora discutono se considerarlo un metodo per ottenere vero
assenzio oppure considerarlo come modo per produrre surrogati esattamente
come in passato.
E tuttavia indiscutibile il fatto che producendo per aggiunta di oli essenziali e
coloranti non si possa ottenere la stessa qualit ottenuta tramite macerazione e
distillazione e ai nostri giorni spesso un assenzio ottenuto per aggiunta di oli
essenziali e coloranti non costa molto meno di un assenzio distillato.
GLI INGREDIENTI
-artemisia absinthum
pianta importantissima in liquoristica e indispensabile per la produzione di
absinthe. Il suo macerato incredibilmente disgustoso, causa della presenza di
sostanze amaricanti quali saponine, tannini ed altri. Il distillato al contrario
perde lamarezza lasciando spazio ad un aroma balsamico intenso, con un
gradevole retrogusto amaro.
-artemisia pontica
pianta indispensabile per la colorazione. Viene chiamato assenzio gentile (o
assenzio romanoanche se purtroppo sulla denominazione delle artemisie c
molta confusione). Il suo aroma simile per certi aspetti allartemisia
absinthum, ma decisamente meno amaro e pi erbaceo. Aiuta a rifinirne
meglio laroma, esaltando il sapore dellartemisia absinthum.
-semi danice verde
lingrediente pi importante per la preparazione di absinthe se consideriamo le
quantit. Il suo aroma danice speziato, pungente e decisamente pi secco
rispetto a quello forse pi noto alla gente, lanice stellato, che al contrario
morbido, persistente e se utilizzato in modo scorretto lascia uno sgradevole
aroma metallico in bocca.
-semi di finocchio
nella produzione dassenzio i pi ricercati sono quelli di finocchio di Firenze o
della Provenza. Danno pastosit e corpo allabsinthe, enfatizzando, con il loro
aroma rotondo e simile alla liquirizia il sapore dellanice verde.
-coriandolo (detto anche pepe cinese)
Una spezie importante nella produzione di absinthe. Dona note agrumate e
pungenti allassenzio. Il suo utilizzo deve tuttavia essere moderato altrimenti si
rischia di renderlo invasivo.
-melissa.
Fautrice in gran parte del bel colore verde dellabsinthe rinfresca il sapore con
un delicato aroma simile al limone.
-issopo.
La qualit dellissopo indispensabile per profumare gli assenzi pi pregiati.
Questa piante offre un intenso profumo floreale simile alla lavanda anche se
decisamente meno aggressivo.
-angelica.
Leleganza dellaroma di un assenzio in parte dovuto alla raffinatezza di una
delle piante pi importanti nella liquoristica. Nella produzione di assenzio si
utilizzano solitamente le radici, anche se alcune ricette prevedono lutilizzo dei
semi. Leggermente balsamico il suo aroma penetrante resta solitamente
nellombra ma aiuta ad arricchire di particolari sfumature il sapore
complessivo.
-anice stellato o badiana
raramente utilizzato per la produzione di absinthe al contrario lingrediente
principe di pastis e surrogati dassenzio. Nella produzione di absinthe autentico
il suo utilizzo in modeste quantit limitato ad enfatizzare il sapore del
finocchio e dellanice verde.
Nel XIX secolo non esisteva una vera e propria classificazione per i vari assenzi.
Esistevano tuttavia degli aggettivi che potevano contraddistinguere un
assenzio. In primis la distinzione era tra absinthe verte e absinthe blanche,
ovvero tra assenzi colorati e assenzi che venivano imbottigliati senza il processo
di colorazione e quindi incolore.
Dopo di che la distinzione avveniva a seconda della gradazione alcolica (poich
gran parte del costo della bottiglia a quei tempi era strettamente legato al costo
dellalcool).
Si avevano cos:
-assenzi ordinari che andavano dai 40 ai 50
-assenzi semi fini tra i 50 e i 55
-assenzi fini tra i 55 e i 60
-assenzi di qualit superiore tra i 65 e i 72
questa tuttavia una distinzione generale ma che ritroviamo frequentemente in
antiche fatture o in ricettari depoca.
Esisteva poi una distinzione generale a seconda della citt o della zona di
produzione. Questa distinzione riguardava piccole sfumature nella tecnica di
produzione oppure la presenza di ingredienti secondari caratteristici.
Ecco quindi che troviamo diciture come qualit svizzera che era qualit
superiore, ma prevedeva come tecnica il continuo riutilizzo delle code delle
distillazioni precedenti in distillazione. La coda di una distillazione contiene
acqua, oli essenziali pesanti e molti aromi. Il metodo svizzero di produzione
(che poi in realt pare rifarsi alla tecnica di Pernod) prevede la diluizione del
macerato con le code della distillazione precedente, in modo da ottenere ogni
volta una distillazione pi intensa e aromatica. Nelle botti in cui venivano fatte
invecchiare le varie distillazioni (nel XIX secolo anche pi di una nella giornata)
venivano sapientemente mescolate in modo da ottenere un distillato finale
omogeneo ed estremamente carico di profumi e aromi.
Altre denominazioni erano per esempio absinthe di Pontarlier che era garanzia
di qualit poich nella piccola cittadina francese la produzione di assenzio rest
sempre ad alti livelli; avevamo poi absinthe di Fougerolles, absinthe di
Montpellier, absinthe di Lione tutti generalmente caratterizzati da alcuni
ingredienti secondari.
PROBLEMATICHE MODERNE
In questo capitolo tralasceremo tutti quei rituali moderni nati per ignoranza e
per fomentare le solite leggende che aleggiano attorno alla fata verde.
Alle origini lassenzio con molta probabilit veniva bevuto puro, in piccole
dosi o a cucchiai, come se fosse un normale medicinale, o forse diluendone
poco in un abbondante bicchiere dacqua. Fu con la campagna in Algeria,
quando i soldati francesi iniziarono ad aggiungere una generosa dose di
absinthe allacqua per purificarla che inizi labitudine di bere 3-4 cl di assenzio
allungato con acqua naturale fredda. Sempre in quegli anni si inizi ad
addolcirlo con una dose di orzata (al modo dei soldati algerini) o con sciroppo di
gomma arabica.
Lo zucchero arriv successivamente, prima in pezzetti di zucchero spezzati
con delle cesoie dal barista e soltanto dopo il 1875 la famosa zolletta di
zucchero (inventata appunto in quegli anni) divenne la regina del rituale di
preparazione di un assenzio.
Pare che labitudine di aggiungere zucchero fosse nata dalle bevitrici
piuttosto che dai bevitori. Lo zucchero non serve tanto ad addolcire labsinthe,
ma il suo successo su orzata e sciroppo di gomma deriva dal fatto che riesce ad
enfatizzare al meglio gli aromi di alcune erbe, in particolare dellartemisia
absinthum e li lega omogeneizzando completamente il sapore.
Nel periodo di massima popolarit dellassenzio il rituale con acqua
naturale fredda e zolletta di zucchero era il pi diffuso in assoluto, reso sempre
pi personale grazie alla svariata scelta di cucchiai forati (ogni bevitore
sceglieva, quando possibile, il cucchiaio che preferiva e alcuni erano addirittura
arrivati a farseli marchiare con le proprie iniziali), di griglie, di brouille
Tuttavia non mancava gente che preferiva berlo semplicemente allungato
con acqua naturale fredda, senza ulteriori aggiunte, oppure addolcito con un
goccio di orzata o meglio ancora con sciroppo di gomma arabica (si chiedeva
per un absinthe gomme). Altri lo chiedevano addolcito con un anisetta dolce,
tipo Marie Brizard ( un absinthe anise), altri ancora preferivano allungarlo
con vino bianco al posto dellacqua (un absinthe de minuit ), metodo citato
anche da Hemingway che non manca di specificare quanto sia difficile
prepararlo: c il rischio di rovinare sia lassenzio che il vino!. Esistevano
anche poche persone che lo chiedevano liscio con pochissima acqua, ( un
absinthe pure), ma spesso si trattava di persone di basso rango o alcolizzati
allo stadio terminale. Aleister Crowley (noto demonologo inglese) era solito
berlo liscio, pur sapendo che si trattava del peggiore dei modi per poterlo
degustare.
Henri Toulouse Lautrec aveva inventato un metodo tutto suo di prepararsi
lassenzio, e consisteva nel versare nel bicchiere met dose di assenzio e met
di cognac e poi allungarlo semplicemente con lacqua. Questa correzione aveva
preso il nome di trelement de terre!
Infine documentata anche la preparazione con seltz, nonostante fosse uno dei
metodi meno diffusi in assoluto.
COME SI PREPARA QUINDI UN BICCHIERE DASSENZIO NEL MODO PI CLASSICO?
-si prepara una caraffa di acqua naturale fredda con ghiaccio. Eventualmente si
pu riempire una fontana dassenzio con acqua naturale fredda e ghiaccio.
-si versa in un bicchiere capiente (o un bicchiere dabsinthe) una dose di
assenzio (solitamente 3-4cl).
-si appoggia sul bordo del bicchiere un cucchiaio forato dabsinthe o una griglia
con una zolletta (o mezza, a seconda del gusto del bevitore).
-si versa lacqua sopra la zolletta molto lentamente, quasi a filo o goccia a
goccia. importante versarla lentamente poich in questo modo che gli aromi
si sviluppano al meglio e sprigionano i profumi nella loro totalit. Versando
lacqua in un sol colpo, o con fretta si perderebbe anche il fascino del louche
che va man mano a formarsi sul fondo del bicchiere e il gradevole crescendo di
profumi che si sprigionano goccia dopo goccia.
-si aggiunge acqua finch lassenzio non completamente intorbidito. Quella
la quantit minima di acqua necessaria. Dimenticate le proporzioni
matematiche: con lassenzio non funzionano. Guardate il vostro assenzio e
versate acqua fino al completamento del louche. Assaggiate e se lo trovate
ancora troppo intenso versate ancora un goccio di acqua. Non abbiate timore di
allungare troppo il vostro assenzio: spesso poca acqua in pi pu permettervi di
notare sfumature che passerebbero inosservate se fosse poco allungato. Il
completamento del louche deve tuttavia restare il vostro indicatore: una volta
completato al massimo si aggiungono ancora pochi sorsi di acqua.
Qualora utilizzaste una brouille al posto del cucchiaio potrete mettere la zolletta
sul foro. Le brouille vengono solitamente riempite di ulteriore ghiaccio prima di
versarvi lacqua.
La brouille, nonostante possa avere meno fascino del cucchiaio forato o della
griglia, permette laggiunta di acqua costante e a filo (o goccia a goccia se
utilizzate la versione Cusenier), permettendovi di gustarvi il louche in tutta la
sua magia.
Labsinthe stato messo al bando proprio negli anni in cui stava nascendo la
cultura barman, quindi non sono davvero molti i cocktail classici in cui
protagonista. Tuttavia esistono un paio di cocktail, nati nella New Orleans di
fine secolo in cui veniva utilizzato absinthe come il sazerac che per molti
potrebbe essere effettivamente considerato il primo cocktail della storia. Laltro
cocktail era lo suissesse, pensato per la clientela femminile. Labsinthe house di
New Orleans era famosa anche per i suoi frapp dabsinthe, con i quali
attiravano clienti in cerca di qualcosa di rinfrescante.
Oltre a questi cocktail storici ricordiamo alcune usanze di bevitori famosi
come profumare lassenzio con granatina o con crema di menta verde.
Tra gli assenzi originali sicuramente il Nouvelle Orleans, o il Marteu sono tra i
pi indicati alla preparazione di cocktail dal sapore unico e raffinato.
Di seguito indichiamo alcune ricette della Belle Epoque a base di assenzio e
qualchericetta di cocktail pi recente.
SUISSESSE.
Esistono diverse varianti di questo cocktail, ma certamente uno dei migliori
cocktail adatti ad ogni momento della giornata che potreste bere.
Ingredienti:
4cl di assenzio (consigliamo il Nouvelle Orleans)
1,5cl di sciroppo dorzata
1 albume
1,5cl di sciroppo di zucchero
-ghiaccio tritato
mescolare insieme gli ingredienti e shakerare. Servire in un bicchiere dal look
retr.
Questo cocktail lo consigliamo caldamente, nonostante la presenza dellalbume
possa lasciare perplessi: lutilizzo del bianco duovo era molto in voga in
passato per la preparazione dei cocktail e se preparato correttamente non si
far quasi sentire.
SAZERAC
Considerato da molti il primo cocktail della storia, fu inventato da un farmacista
di New Orleans agli inizi del XIX secolo per combattere le malattie tropicali.
Ingredienti:
4cl di assenzio (consigliamo il Nouvelle Orleans)
6cl di rye whiskey
3cucchiai di peychaud bitter
-mezzo cucchiaio di zucchero
-shakerare con ghiaccio e servire con una grattata di buccia di limone.
Esistono un paio di varianti di questo cocktail: la prima (probabilmente pi
recente rispetto a quella appena descritta), prevedeva lutilizzo di un solo
cucchiaio di assenzio, utilizzato solo per profumare il cocktail facendolo scorrere
sulla superficie interna del bicchiere; la seconda variante prevedeva lutilizzo di
cognac al posto del whiskey.
Con molta probabilit la primissima versione di questo cocktail utilizzava infatti
il cognac sazerac de Forge (ormai non pi prodotto ed introvabile) da cui deriva
appunto il nome.
ABSINTHE VERMUTH
Questo sembra essere un cocktail dei primi anni del XX secolo, anche se non
ancora stata provata la sua veridicit storica.
Ingredienti:
4cl di vermuth rosso (consigliamo Noilly Prat Rouge)
1cucchiaio di assenzio
1cucchiaio di orange bitter (consigliamo Picon amer)
shakerare con ghiaccio e versare nel bicchiere.
FRAPPE DASSENZIO
Questo frapp nato a met degli anni 20.
Ingredienti:
6cl di latte
2cl di panna
3cl di assenzio (consigliamo il Nouvelle Orleans)
2cucchiai di zucchero
ghiaccio triturato
1 albume
frullate insieme tutti gli ingredienti e versare in un bicchiere capiente.
Eventualmente si pu aggiungere una pallina o due di gelato alla panna.
Certamente il frapp dassenzio pi famoso era quello servito in America, e in
realt era una granita piuttosto che un frapp. Questo metodo di preparazione
dellassenzio era quasi certamente quello pi in voga in America, talmente
famoso da essere addirittura citato in una canzone di un operetta di Broadway
del 1904, canzone che influ non poco nel diffondere la cattiva fama
dellassenzio nel nuovo mondo.
Ingredienti:
4cl di assenzio
abbondante ghiaccio triturato
acqua o soda
eventualmente un cucchiaio colmo di sciroppo di zucchero.
Riempire il bicchiere di ghiaccio tritato, versarvi lassenzio, versarvi acqua o
soda ed eventualmente completare con un cucchiaio di sciroppo di zucchero.
LATTE DI VIENNA
Un altro famoso cocktail a base di assenzio che viene direttamente dal XIX
secolo di Vienna.
Ingredienti:
4cl di assenzio (consigliamo il montmartre)
2cl di liquore allarancia (come il triple sec Combier)
una fettina di limone
zucchero semolato
una zolletta di zucchero
acqua fredda
preparare il bicchiere (preferibilmente un capiente bicchiere da assenzio)
passando la fetta di limone attorno al bordo. Passare il bordo del bicchiere nello
zucchero semolato in modo da ricoprirlo fino a circa un centimetro di spessore.
Versare lassenzio e il liquore allarancia nel bicchiere con un paio di gocce di
limone.
Ora preparare lassenzio con il rituale tradizionale, appoggiando un cucchiaio
dassenzio sul bordo
con una zolletta di zucchero e aggiungere acqua fredda fino a raggiungere il
bordo di zucchero.
75
Il cocktail originale fu creato durante la prima guerra mondiale e chiamato
cannone francese da 75mm e solo negli anni 20 la ricetta venne modificata
dagli Harrys American Bar di Parigi, eliminando completamente lassenzio e il
nome ridotto semplicemente a french 75 .
Ingredienti:
1cucchiaio di assenzio
2/3 di calvados
1/3 di gin
Gli assenzi autentici, specie se in bottiglie con tappo di sughero (come gli Jade),
maturano e migliorano moltissimo nel tempo. Se pensate di far invecchiare le
vostre bottiglie curatevi di riporle in un luogo asciutto e sempre lontano dalla
luce del sole.