Album Dei Bambini
Album Dei Bambini
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CambiaMenti
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© 2016 Editrice CambiaMenti
I EDIZIONE
ISBN 978-88-96029-28-2
Editrice CambiaMenti
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Immagine di copertina:
regalo di una piccolissima allieva alla sua cara maestra Donata
Quattro chiacchiere… musicali
Questo Album, come gli altri di tutta la Collana, nasce dall’esigenza personale dell’autrice di comunicare alcune sue esperienze
musicali, vissute con i bambini e per i bambini. Proprio da questa esigenza sono scaturiti i canti e le filastrocche contenute in ogni
Album. Poter dare ai bambini una vasta gamma d’ idee e proposte musicali che stimolino la loro fantasia e creatività e, nello stesso
tempo gioia e divertimento, è lo scopo di tutta questa Collana.
Organizzato in canti graduali: da quelli che stimolano l’apprendimento di semplici elementi musicali a quelli più complessi e
articolati, l’Album tiene conto anche dell’età dei bambini, a partire da proposte musicali per la Scuola dell’Infanzia (2 anni e
mezzo – 5 ca.) per poi arrivare a proposte per i bambini del I° Ciclo della Scuola Primaria (6 – 8 anni ca.)
Alcune canzoncine sono state appositamente lasciate “libere” per stimolare proprio voi insegnanti, genitori, educatori, nonni…a
sperimentare la gioia che prova un bambino nell’ascoltare ed imparare un nuovo canto.
Avrete certamente notato come l’elemento “Movimento” e/o mimica sia spesso presente nello scopo di molte canzoncine. Questo
perché sono convinta che attraverso il movimento del corpo e la mimica, ogni esperienza musicale s’imprima più profondamente
e in modo duraturo e globale nell’anima dei bambini.
L’Album è inoltre corredato da un piccolo Dizionario Musicale alla fine che vi aiuterà a chiarire o a comprendere meglio alcuni
termini tecnici che sono adoperati.
Allora studiate pure… ma non dimenticate mai di divertirvi!
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Consigli
Come espresso anche negli altri Album Musicali, l’insegnamento delle parole di una canzoncina o di una filastrocca è il primo
passo per aiutare la memorizzazione di un testo: ma non va considerato l’unico. Infatti il successivo approccio con la melodia
rimane sempre il più importante sostegno.
Per quanto riguarda la “lettura ritmica”, rimando il lettore ai Consigli presentati nell’Album della Natura. Una volta adottati quei
criteri si passerà all’intonazione dei suoni. Prendiamo ad esempio la canzoncina “Lavarsi le mani” (pag. 28). In senso ascendente
i suoni che la compongono sono do – re – mi – sol e discendendo sol – mi – re – do. Questi suoni potranno essere intonati prima
semplicemente dai bambini: l’insegnante potrà aiutarsi con un semplice strumento melodico (flauto dolce, pianola, chitarra), poi
ripetuti con uno schema ritmico preciso es. (do-do-do-o) ma anche con ritmi inventati dagli stessi bambini (se hanno sufficiente
dimestichezza con l’elemento ritmico).
L’importanza di ripetere un canto (meglio se tra quelli più semplici) con espressioni diverse cioè pensando di essere allegri,
arrabbiati, annoiati ecc., conduce il bambino a vivere più intensamente questi sentimenti arricchendo così il suo mondo interiore.
Mi capitò un giorno di scordare degli oggetti che volevo portare per fare un certo gioco. Si trattava di palline di gomma piuma
che servivano per far “passare” la canzone da un bambino all’altro. Attraverso il passaggio di questa pallina i bambini dovevano
cantare, ciascuno, una strofa di una lunga filastrocca. M’inventai allora la “pallina invisibile” dicendo che ognuno doveva passare
al compagno vicino la pallina invisibile e quando questi la riceveva toccava a lui cantare. Devo dire che l’esperienza è piaciuta
molto; questo perché i bambini amano molto lavorare d’immaginazione e di fantasia e riuscire ad abbinare la fantasia a un gioco
in cui devono fare qualcosa di concreto li aiuta a comprendere i nessi che esistono fra mondo interiore e mondo esterno.
Mentre con i bambini più piccoli è necessario e produttivo dare alle lezioni di musica una certa ripetitività, così che si sentano
circondati da canti e musiche conosciute, dai quattro anni in poi i bambini amano sì la ripetizione, anche perché ogni classe elegge
i propri canti preferiti ma è opportuno portare delle varianti: per esempio: sottolineando l’accento forte del canto, o la pulsazione
o ancora l’andamento melodico o la sua dinamica cantando cioè una frase f ed una p.
La varietà e soprattutto l’entusiasmo con cui verranno presentate queste varianti daranno modo ai bambini di approfondire la
struttura del canto stesso e cioè di penetrare anche se solo a mo’ di gioco nelle componenti essenziali della musica.
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La pappa
“Din, din, din campanellino,
do’ la pappa al mio bambino.
Don, don, don campanellone,
ne do’ un poco anche al micione.”
Questo canto è adatto a bambini molto piccoli e può diventare un incoraggiamento al momento del pasto.
Ascoltata la canzoncina, che potrà essere ripetuta più volte dall’insegnante in modo che i bambini comincino ad impararla per
imitazione, si potranno inserire alcuni strumentini molto semplici: maracas, tamburelli, triangolino, legnetti ecc. Quindi si farà
ascoltare il timbro di ciascuno strumento e si chiederà loro quali sono gli strumenti più adatti a suonare il “Din, din, din del
campanellino e quali per il campanellone.
A questo punto si potrà dividere la classe in due gruppi: il primo suonerà tre volte lo strumento prescelto per i “din” e l’altro
quello per i “don”.
Essendo molto breve questo canto, lo si potrà prolungare aggiungendo tre o sei “din” all’inizio a mo’ d’introduzione facendola
poi seguire con altrettanti “don” a conclusione.
Al termine si potrà anche chiedere ai bambini (ma non prima dei 4 anni) di riportare lo strumento all’insegnante in modo
“creativo”. Questa consegna creativa dell’oggetto (in questo caso dello strumento) permette al bambino di dimostrare la sua
relazione con lo strumento stesso. Ciò per l’insegnante attento risulterà molto utile ai fini di una sua più globale valutazione.
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La pappa
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Tombolo dondolo
Tombolo dondolo sul muro sedeva
Tombolo dondolo dal muro cadeva;
e non bastarono a metterlo in pié
tutti gli uomini e i cavalli del re!
Spesso i bambini, un po’ forse per sperimentare il proprio corpo nello spazio ma a volte anche per pigrizia, tendono a camminare
“ciondoloni”, distrattamente.
Attraverso questo canto si potrà richiamare l’attenzione su come sia molto più bello vedere il mondo da una posizione eretta e
fiera. A questo scopo possiamo avvalerci di una canzoncina che potrà aiutare, assieme ad altre che incontreremo più avanti, a
farsi una visione chiara e definita del proprio “schema corporeo”.
Si potrà chiamare a turno un bambino che eseguirà “Tombolo dondolo” muovendosi dondolando, come viene descritto nella
canzoncina. In questo caso, a seconda di come ciascuno interpreterà questo ruolo, si potrà ricercare anche una modalità
comune d’interpretazione del canto stesso: per esempio se un bambino cantando Tombolo dondolo apparirà allegro allora
canteremo tutti allegramente. Questo richiederà ai bambini una profonda osservazione dei propri compagni affinché cerchino
di capire qual è il sentimento e l’emozione che questi stanno comunicando.
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Tombolo dondolo
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Il bimbo e il pulcino
O buondì signor pulcino
donde vieni? Pi… pi… pi…
Fui nel mondo della Luna
e vi stetti ventun dì.
Un ovino mi fu cuna,
ruppi il guscio
ed or son qui pi… pi… pi…
Dopo aver imparato il canto con le solite modalità (vedi canzoncine precedenti), possiamo chiedere ai bambini di trovare una
maniera per esprimere i “pi..pi..pi..” del pulcino (movimento, voce , strumenti ecc.).
A questo punto potremo dividere la classe in due gruppi: uno eseguirà i “pi..pi..pi..” e gli altri canteranno la canzoncina. Poi
si invertiranno i ruoli.
Si potrà cantare anche a mo’ di dialogo dove un “interlocutore” domanda al pulcino: “O buon di’ signor pulcino, donde vieni?”
aspettando la risposta del pulcino (pi..pi..pi..). Sarà interessante far provare più coppie e ascoltare poi il modo come avviene il
dialogo per capire le interazioni che si verificano fra i vari bambini, se ci sono ostilità forti amicizie, attriti ecc.
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Il bimbo e il pulcino
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