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Elena Bompani

Geometria sonora
Percorso didattico di musica
e geometria, ritmica
in movimento e strumentale

LIVE

Editing
Davide Bortoli
Impaginazione
Loretta Oberosler
Immagini di copertina e della seconda parte
Elena Bompani
Illustrazioni
Mino
Copertina
Giordano Pacenza
2015 Edizioni Centro Studi Erickson S.p.A.
Via del Pioppeto 24
38121 TRENTO
Tel. 0461 950690
Fax 0461 950698
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Copia concessa in licenza a Cristina Bani; scaricato il 13/02/2016

Elena Bompani

Geometria sonora
Percorso didattico di musica
e geometria, ritmica in movimento
e strumentale

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Indice

PRIMA PARTE Il percorso didattico


Introduzione
Capitolo 1
Lomino del ritmo
Capitolo 2
Telefonate musicali
Capitolo 3
Buio silenzio, puntino suono
Capitolo 4
S(u)ono un triangolo
Capitolo 5
Ecco a voi il Signor Dalcroze
Capitolo 6
E ora lorchestra geometrica!
Capitolo 7
La geometria delle parole
Conclusioni

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SECONDA PARTE La fiaba

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Un ringraziamento particolare
Ai docenti delle classi III A, III D e III E della scuola
primaria Dante Alighieri, in particolare ad Angela
Volponi e Mara Aldrovandi, che hanno seguito
direttamente il progetto; a tutti i bambini e ai loro
genitori che hanno creduto nell importanza della
musica per la crescita formativa dei loro figli e alunni.

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Prima parte

Il percorso didattico

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Introduzione

La didattica del fare per conoscere e del saper fare


per apprendere uno dei punti fermi della metodologia
scolastica contemporanea. In un momento storico in cui i
bambini vengono bombardati da informazioni spot, rapide
e colorate, attirati da tablet e strumenti informatici polifunzionali, sempre pi spesso la motricit e la consapevolezza
corporea dellindividuo diventano poco stimolate.
Lavorando con bambini di diverse fasce det, dalla
scuola dellinfanzia fino al secondo ciclo della scuola primaria, spesso mi sono trovata ad avere a che fare con situazioni
di grande impaccio motorio e di scarsa abitudine allascolto.
Dovendo peraltro intervenire nelle diverse classi con un
singolo incontro settimanale, seppure per lunghi periodi di
progetto, avevo perci la necessit di attirare lattenzione
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dei bambini e insieme di non discostarmi troppo dallargomento trattato durante la lezione curriculare del docente
in compresenza. Per questi motivi nata lidea di questo
percorso, attuato su alcune classi terze della scuola primaria
Dante Alighieri di Mirandola. La musica diventa protagonista e, contemporaneamente, veicolo di informazioni e
competenze non strettamente musicali ma matematiche,
spaziali e relazionali.
I bambini si sono trovati a dover pensare simultaneamente su pi livelli: la lettura della fiaba diventata
un canale per la proposta di qualcosa che, inizialmente,
non sembrava musicale ma che si rivelato, piano piano,
addirittura orchestrale. I bambini hanno giocato con il
materiale ritmico, con il corpo, con gli strumenti a piccola
percussione, con la notazione musicale, con grandi cerchi
elastici (figura 1).
Lapprendimento attraverso la pratica, la scoperta
della nozione e del concetto attraverso lattivit sono stati
lobiettivo ultimo del percorso di geometria musicale nato
dalla fiaba Il mistero del buio luccicante. Avventura geometrica
tra le stelle, da me appositamente scritta e ideata (riportata
nella seconda parte di questo volume).
Il percorso stato strutturato come una specie di
matrioska didattica: abbiamo iniziato dal contenitore pi
grande, la lettura della fiaba, per arrivare alla scomposizione delle varie diapositive-pagine del libro multimediale in
singole attivit ritmiche e di movimento.
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Fig. 1 Momento di gioia nellattivit.

La fiaba giocata attraverso il parallelismo tra il buio e


lassenza di suono, ovvero la pausa musicale o il silenzio, in
contrapposizione con i puntini luminosi di un cielo stellato
come suoni scintillanti o come piccole note musicali, nello
specifico semiminime, cio pallini colorati con un braccio
che si allunga su un lato.
Il fascino della notte e delle stelle ha aggiunto la magia
al percorso che diventato un gioco accattivante e sempre
nuovo.
Alla sua conclusione la classe intera ha raggiunto
importanti obiettivi di maggiore capacit dascolto, di
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concentrazione, di riconoscimento delle differenze sonore


e grafiche, di memorizzazione di sequenze di movimento
e sonore.

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Capitolo 1

Lomino del ritmo

Dopo due anni di lezioni di propedeutica musicale,


in cui i bambini avevano giocato in svariate modalit con
il ritmo in 4/4, leggendo la notazione convenzionale con
valori di semiminima e croma, Ta e Ti della lettura ritmica
semplice del Tactus e della sua suddivisione, ha preso il via
un percorso che si discosta dal concetto di battuta semplice quaternaria per scoprire meglio gli accenti, secondo la
pulsazione costante che inizia da 1/4 per arrivare a un 9/4.
Seguendo le indicazioni metodologiche di Keith Terry,
ho proposto ai bambini il gioco dellOmino del Ritmo (figura
1.1), ovvero una sequenza di body percussion in aumentazione che segue la numerazione da 0 a 9. Ogni numero
corrisponde a una determinata sequenza, che i bambini
hanno memorizzato con facilit, giocando poi a costruire
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numeri di telefono immaginari da far suonare con il corpo


in battute musicali a ritmi misti.

Fig. 1.1 Lomino del ritmo.

Lo zero chiaramente il silenzio, la pausa musicale


del quarto ( ), mentre ogni suono corrisponde a un quarto
(), per facilitare la sequenza e la tenuta della pulsazione
costante oltre che la coordinazione motoria.
Luno laccento forte, quindi viene posizionato nel
clap, ossia nel battito delle mani; il due ha un accento forte
e uno debole, il clap e una percussione sul petto con una
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mano; il tre ha un accento forte e due deboli, il clap ed entrambe le mani in successione sul petto; il quattro porta la
seguente sequenza: clap, petto, petto, battito su una coscia;
il cinque: clap, petto, petto, coscia, coscia; il sei: clap, petto,
petto, coscia, coscia e fianco, facendo scivolare la mano di
lato; il sette: clap, petto, petto, coscia, coscia, fianco, fianco;
lotto: clap, petto, petto, coscia, coscia, fianco, fianco, battito
del piede a terra; il nove: clap, petto, petto, coscia, coscia,
fianco, fianco, battito di entrambi i piedi in successione a
terra (tabella 1.1).

Numeri

TABELLA 1.1
Tabella riassuntiva dellomino del ritmo
Posizioni della percussione sul corpo
Mani
(insieme)

Petto
(dx-sx o
viceversa)

Cosce
(dx-sx o
viceversa)

Fianchi
(dx-sx o
viceversa)

Piedi
(dx-sx o
viceversa)

0
1

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Dopo aver memorizzato la sequenza in aumentazione


e in diminuzione (da 0 a 9 e viceversa) i bambini hanno
iniziato a giocare con i numeri sparsi. La prima domanda
era: dove si ferma il numero? E subito di concerto veniva
eseguito dalla classe in omoritmia.

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Capitolo 2

Telefonate musicali

Successivamente, prendendo spunto dai vecchi telefoni


a rotella, il gioco diventato quello del Telefono Musicale
che, come nel vecchio apparecchio, ci mette molto tempo
a comporre i numeri da chiamare, dovendo far ruotare la
rotella fino allo stop ogni volta per ogni numero. Unica
fondamentale differenza resta lo zero, per noi il pi rapido,
per il vecchio telefono il pi lento da comporre (figura 2.1).
A questo punto il gioco dellelenco telefonico da
chiamare diventato ancora pi divertente, perch ognuno
poteva comporre il suo numero di casa, oppure decidere di
telefonare a un amico, in una serie di conversazioni musicali ritmiche. Dal momento per che tutto ci si protraeva
per tempi troppo lunghi abbiamo deciso di utilizzare un
centralino (figura 2.2): il centralino pu infatti attivare pi
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Fig. 2.1 Il telefono musicale.

comunicazioni contemporaneamente; in questo modo ha


attivato la poliritmia del gioco e, inconsapevolmente, il concetto matematico della propriet associativa delladdizione.
Le telefonate hanno una regola: devono iniziare a far parlare
i bambini tra loro contemporaneamente, di conseguenza
il numero delle pulsazioni ritmico-musicali deve essere lo
stesso per tutti i telefoni.
Se, ad esempio, un primo telefono eseguito da 5
bambini della classe deve telefonare al numero 77423, avr
un numero di pulsazioni uguale a 7+7+4+2+3 = 23, e al
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tempo numero 24 avverr lo squillo telefonico per dare il


via alla chiamata; contemporaneamente un altro telefono
dovr comporre un numero che abbia per somma delle
pulsazioni il 23, in modo da far prendere la linea e iniziare
la conversazione nello stesso istante dellaltro.

Fig. 2.2 Preparazione per la doppia telefonata con centralino.

Questo gioco di coordinazione motoria, regolarit


ritmica della pulsazione, che deve essere costante e continua
per poter risultare preciso, ha portato i bambini a porre lattenzione sulla sovrapposizione di timbri sonori diversi dati
dalle differenti body percussion che venivano a stratificarsi.
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Oltre a ci la differenza di posizione degli accenti sonori, dati


dal clap, ha fatto in modo che i bambini potessero sentire
in modo ben distinto le quantit delle battute musicali, di
durata variabile.
Tutti i bambini hanno giocato eseguendo diversi numeri telefonici e hanno provato a mettersi al centro della
linea telefonica, ovvero nello spazio antistante i due gruppi
ritmici, soltanto per ascoltare a occhi chiusi lintersecarsi
degli accenti musicali.
Lattivit poi ha visto una variante rispetto al telefono,
associando landamento della pulsazione al moto del Treno. Anche in questo caso, linizio del gioco stato a classe
intera, quindi in omoritmia per lintero gruppo, e solo
successivamente i binari sono diventati molteplici, ognuno
con la sua tratta spaziale e con i punti di interscambio. In
questo caso il primo treno doveva arrivare alla stazione con
un lungo fischio finale contemporaneamente al secondo.
Qui il concetto matematico musicale diventato la ricerca
del Minimo Comune Multiplo, ovvero il ritrovare quale
numero ripetuto per una certa quantit avrebbe portato i
bambini alla stessa stazione musicale. Il gioco si rivelato
pi complesso del precedente perch la sequenza di body
percussion era associata contemporaneamente al camminare seguendo la pulsazione. In questo caso, il livello di
coordinazione motoria e di attenzione alla contemporaneit
dei movimenti era particolarmente complesso, ma immaginando di essere vecchi treni a vapore, dallandatura lenta
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e pacifica (figura 2.3), quasi tutti sono riusciti a mantenere


il ritmo complesso delle parti del corpo. Dallomoritmia di
un treno lunghissimo i diversi binari della ferrovia ci hanno
condotto alla poliritmia.

Fig. 2.3 Come un vecchio treno a vapore.

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Capitolo 3

Buio silenzio,
puntino suono

Nella lettura della fiaba Il mistero del buio luccicante.


Avventura geometrica tra le stelle, i bambini si sono accorti
che lintero percorso era riconducibile agli elementi musicali
ritmici con cui avevano precedentemente giocato. Il buio
il corrispettivo dello zero dellOmino del ritmo, mentre il
puntino un suono, che pu essere percepito come accento
luminoso per le orecchie.
Il buio come esperienza di ascolto del silenzio musicale,
come attesa del suono, o come assenza di musica propriamente detta stato il primo passaggio verso la percezione
sonora del suono, elemento di rottura e contrasto. I bambini
nel buio sonoro si sono accorti che lambiente circostante
dellaula, non in isolamento acustico, era continuamente
riempita di rumori che rompevano il silenzio, una sorta di
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musica non convenzionale, in cui il gioco diventava il riconoscimento e la scoperta dei rumori e dei suoni dellattorno.
Successivamente, dopo aver rotto il silenzio musicale
con un clap, abbiamo cercato di scoprire il concetto di timbro
sonoro; come il puntino luminoso con la rifrazione dei suoi
raggi creava fasci di luce iridescente, cos il clap di gruppo
era costruito da tanti differenti clap, di mani grassottelle,
secche, grandi, piccoline, forti, pi o meno piegate a conca
Ognuno ha un suo clap, che pu variare di intensit sonora,
ma linsieme di tutti quelli di una classe ha prodotto leffetto
ricco di sfaccettature timbriche del clap di classe. E cos per
ogni body percussion, ogni voce corale, ogni insieme strumentale. I bambini hanno provato a dare lattacco musicale
di un punto come dei veri direttori dorchestra, prendendo
un respiro, alzando leggermente le braccia e poi scendendo
decisi, e cos si sono accorti della difficolt del controllare un
assieme di gruppo e della necessit di attenzione da parte sia
del conduttore sia degli esecutori (figure 3.1-3.3).
Con la voce i bambini hanno giocato nuovamente
a occhi chiusi, provando ciascuno a pensare un differente
frutto, animale, strumento, e ascoltando la singola parola ben
pronunciata da un solo bambino a cui veniva toccato il capo,
come segnale per iniziare a parlare. Alla domanda Come avete
fatto a sapere che era proprio lui a parlare?, la risposta era
sempre la stessa: Era la sua voce; cos il timbro diventato
limmagine sonora di ciascuno, lo stampino invisibile, ma al
tempo stesso chiarissimo, dato dalla propria voce.
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Fig. 3.1 Prove di direzione dellorchestra del clap.

Fig. 3.2 Prove di direzione dellorchestra del clap.


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Fig. 3.3
Prove di direzione dellorchestra del clap.

Con queste prime attivit il concetto di punto geometrico, come entit pi piccola, si delineato sempre meglio
nelle conoscenze della classe. A questo punto, giunto il
momento di far passare una linea attraverso quel punto o,
meglio, prenderlo come inizio di una retta, e dargli cos la
forma di un Ta: una pallina colorata con una gambetta che
spunta da un lato ().

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Capitolo 4

S(u)ono un triangolo

Come nella fiaba, il puntino non voleva stare solo, cos


nella geometria per due punti passa una retta, e in musica
con due suoni otteniamo gi un ritmo, o meglio, nel nostro
caso, una battuta da 2/4.
I bambini hanno utilizzato le body percussion di base:
Snap: schiocco delle dita
Clap: battito delle mani
Patsch: percussione delle mani sulle diverse parti del corpo
Stomp: battito dei piedi a terra.
Le body percussion di base hanno permesso di creare
individualmente con il corpo le differenti figure geometriche della fiaba a partire dal punto e dalla linea per arrivare
ai segmenti che servono a costruire triangoli, quadrilateri e
pentagoni. Le figure ricercate sul corpo erano chiaramente
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irregolari, ma hanno avuto il pregio didattico di rendere i


bambini consapevoli della forma, della quantit di punti
sonori, altres di vertici, sempre cercando di mantenere
la regolarit della pulsazione nellesecuzione sonora della
forma.
Ogni bambino ha proposto il suo modo in body percussion per ottenere un punto, una linea retta, o meglio
un segmento tra due punti, un triangolo, alcuni differenti
quadrilateri e un pentagono (figura 4.1). La figura con maggiori difficolt risultata essere il quadrato, in quanto nella
sua stessa definizione i lati devono essere uguali, mentre le
distanze tra i diversi punti sonori del corpo non riescono
a essere regolari; per ovviare allinconveniente, in accordo
con i bambini abbiamo aggiunto la percussione delle mani
sulla pancia, che unita alla percussione sul petto dava un
quasi quadrato.

Fig. 4.1
Scelta della forma linea in body percussion con le mani.

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Queste forme geometriche sonore, come le figure piane non avevano un punto dinizio, ma semplicemente una
successione ordinata di movimenti lineari e vertici sonori;
tutto ci creava un contrasto con la battuta musicale, che
ha inizio con un accento, ossia il tempo primo o tempo
forte di battuta.
Il simbolo di accento musicale (>), gi noto come
simbolo matematico di maggiore di, ha trovato qui la sua
collocazione e la sua scoperta. Per far iniziare il gioco delle
forme geometriche sonore c bisogno di un via, ossia di
un accento chiaro che indichi linizio della performance.
Il Pron-ti-vi-a per iniziare i giochi, utilizzato nei due
anni precedenti di propedeutica musicale, non pi adeguato allattivit, poich sottintende una battuta musicale
in 4/4. I bambini hanno perci proposto diverse strutture
verbali:
Go: per 1/4
Vi-a: per 2/4
Pron-ti-go: per 3/4
Pron-ti-vi-a: per 4/4
At-ten-zio-ne-go: per 5/4.
La scansione sillabica del verbale anticipa ritmicamente
la sequenza musicale successiva, in modo che i bambini
abbiano gi nella memoria, e nelle orecchie, la velocit e
landamento della battuta musicale da eseguire con il corpo.
La ritmica geometrica cominciava cos ad avere una sua
comprensione attiva, data dalla consapevolezza, dei movi 2015, E. Bompani, Geometria sonora,
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menti e delle forme tracciate con i movimenti del corpo. I


bambini hanno immaginato di avere le differenti parti del
corpo dipinte di colore, e nel muoversi lasciavano tracce
immaginarie di linee colorate; poi tutto stato riprodotto
su fogli da disegno per meglio memorizzare lattivit e i
movimenti.

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Capitolo 5

Ecco a voi
il Signor Dalcroze

Dalla didattica musicale attiva comparso a questo


punto il Signor Dalcroze, eminente musicista, compositore
e pedagogo svizzero, vissuto tra il 1865 e il 1950. Jacques
Dalcroze teorizzava limportanza dellassieme di ritmo e
movimento, come musica, movimento ed energia. Dalle sue
parole leggiamo: Lelemento fondamentale, maggiormente
legato alla vita e allarte del suono, il Ritmo! Il Ritmo
dipende esclusivamente dal movimento e trova lesempio
perfetto nel nostro sistema muscolare.
I bambini hanno fatto la conoscenza del Signor Dalcroze attraverso una sua fotografia (figura 5.1) e nuovamente,
come per il telefono a rotella e il treno a vapore, abbiamo
fatto un salto indietro nel tempo, ritrovando nei pensieri pi
vecchi concetti importanti applicabili alla contemporaneit
delle nostre azioni e del nostro gioco.
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Fig. 5.1
Jacques Dalcroze.

Il Signor Dalcroze ci ha condotto nel mondo della


ritmica geometrica diretta con il movimento dei piedi.
Cercando di porre lattenzione e il peso maggiore sul primo
piede dappoggio, il piede del nostro accento musicale di
inizio battuta, abbiamo provato a riproporre le sequenze di
movimento delle battute di 2/4, 3/4, 4/4 e 5/4 cos come la
metodologia Dalcroze le aveva teorizzate e proposte (figure
5.2 e 5.3).
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Fig. 5.2
Il movimento dei piedi:
attenzione e peso maggiore sul primo piede
dappoggio.

Fig. 5.3
Scelta della forma linea
con i piedi.

La difficolt maggiore stata nei tempi 3/4 e 5/4


dove, essendo dispari il numero delle pulsazioni, i bambini
dovevano porre il piede daccento una volta nel destro e
una nel sinistro, per eseguire pi battute musicali in suc 2015, E. Bompani, Geometria sonora,
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cessione. Mettendo a terra dei grandi fogli bianchi abbiamo


potuto notare che il 2/4 lasciava sul pavimento 2 orme, i
due punti con il segmento immaginario che li congiunge;
il 3/4 creava un triangolo; il 4/4 un rettangolo; il 5/4 un
pentagono irregolare.
Lenergia dellaccento, la quantit dei movimenti e
dei punti calpestati hanno riprodotto nuovamente le forme geometriche e i concetti ritmici delle differenti battute
musicali. Sintetizzando con le parole dei bambini: musica,
movimento ed energia.
Per andare oltre e far giocare contemporaneamente
gruppi di lavoro differenti sono stati utilizzati anche grandi
cerchi elastici, manovrati contemporaneamente da gruppi
di 5 bambini, i quali dovevano creare le differenti forme
battute con i piedi del Signor Dalcroze o con le body percussion in un tempo massimo di 4 battute musicali. Ogni
bambino in questo caso aveva un ruolo attivo nel gioco:
chi suonava con il corpo e/o danzava con il ritmo dei piedi
aveva inoltre il compito di controllare che la forma costruita
dal terzo gruppo di lavoro (gli elastici trasformisti) fosse
corretta. Questultimo gruppo poi poteva avvalersi in tutte
le forme di uno o pi controllori della forma che, ponendosi allesterno dellelastico, aiutavano gli altri bambini a
disporsi nei punti corretti per avere il numero giusto di lati
e angoli del poligono prescelto.
Il gioco di squadra ha fatto s che tutti collaborassero
in un fervore creativo e attentivo estremamente proficuo;
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la scansione ritmica del tempo era un timer senza possibilit di sconti e i bambini si sono impegnati al massimo per
rispondere bene alle richieste geometriche delle orchestre
corporee (figure 5.4 e 5.5).

Fig. 5.4 Geometria elastica.


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Fig. 5.5 Geometria elastica.

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Capitolo 6

E ora lorchestra
geometrica!

Lultima parte del lavoro, attuata contemporaneamente


alle altre, stata la scelta dello strumentario a piccola percussione pi adatto alla definizione di ogni battuta ritmica.
Subito si pensato al tamburo come elemento sonoro
per la produzione dellaccento forte di ogni battuta; per
quanto riguarda invece i tempi deboli musicali la scelta
stata pi complessa. Le possibilit erano le pi svariate: legnetti, maracas, triangoli, cimbali Poi la scelta
ricaduta sui triangoli, che come stelline sonore luminose
nel buio del silenzio hanno arricchito lesecuzione delle
battute musicali. A questo punto la conferma della strana
scoperta che nel 4/4 ci sono due accenti, uno pi forte e
uno pi debole: tutto ci era gi comparso nel lavoro con
i piedi del Signor Dalcroze, che per due volte si appoggia 2015, E. Bompani, Geometria sonora,
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vano con forza dallo stesso lato. Serviva perci un nuovo


strumento che definisse in modo chiaro la suddivisione
interna della battuta quaternaria: il cembalo, un suono
metallico ma non tintinnante come quello chiaro e netto
dei triangoli. Lultimo problema stato posto dal ritmo 5/4
che, essendo irregolare, scandito come un 2+3 o un 3+2 a
seconda degli accenti posti nei differenti brani musicali,
aveva la necessit di differenziarsi completamente dalle
altre misure orchestrali: i bambini hanno scelto la maracas,
evidenziando successivamente la suddivisione interna di
ogni pulsazione in battere e levare come sequenza in TiTi
anzich in Ta (figure 6.1-6.6).
Loperazione orchestra geometrica a questo punto
era quasi conclusa: linsieme dei diversi timbri delle body
percussion e dello strumentario Orff prescelto creavano
lorchestra iridescente del fuoco dartificio stellare della
fiaba. I bambini, come puntini luminosi, si erano uniti per
dar vita a unorchestra colorata di suoni e movimenti. Per
facilitare la tenuta desecuzione della pulsazione costante
e della corretta sequenza strumentale, inizialmente scritta
alla lavagna e poi diventata puramente mnemonica, ho
pensato di far pronunciare ai bambini delle onomatopee
convenzionali per ogni timbro strumentale, in modo che
nuovamente lapproccio verbale favorisse la memorizzazione. Quindi per il tamburo si usato il bum, per i
triangoli il tin, per il cembalo csh e per le maracas in
TiTi il Cikicik.
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Figure 6.1-6.6 Momenti di lavoro con strumentario, elastici e body


percussion.

Il lavoro immediatamente successivo stata la verifica degli apprendimenti. I bambini sono stati suddivisi
in tre gruppi di lavoro rivolti contemporaneamente verso
la lavagna dove venivano indicate in successione sparsa e
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casuale le 5 possibilit di costruzione musicale e geometrica: il punto, la linea, il triangolo, il quadrilatero (rombo,
quadrato, rettangolo e trapezio) e il pentagono. Contemporaneamente i bambini dellorchestra iniziavano a suonare
il ritmo corrispondente alla forma in una ripetizione di
4 battute musicali del tempo prescelto, i bambini delle
body percussion e dei piedi del Signor Dalcroze tenevano
il ritmo costante con le loro percussioni mentre il gruppo
degli elastici trasformisti (figura 6.7) componeva le diverse forme, scoppiando in una risata divertita quando il
tutto si concludeva con il punto, ovvero un ammucchiarsi
di bambini stretti intorno a una pallina composta con
lelastico.

Fig. 6.7 Gli elastici trasformisti.

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Dopo aver sperimentato unattivit, tutto veniva fatto


ruotare, in modo che tutti quanti potessero ulteriormente
rafforzare le competenze e chiarire i concetti musicali con
una metodologia affine allapprendimento cooperativo.
Per riassumere lintero percorso ritmico-geometrico e
strumentale, propongo la tabella 6.1.
TABELLA 6.1
Sintesi del percorso ritmico-geometrico e strumentale
= il silenzio, la pausa musicale

= il suono, TA
= la battuta musicale, la quantit di tempo

>

I piedi del Signor


Dalcroze

uno

due

Bum

tin

>

I piedi del Signor


Dalcroze

uno

due

tre

Bum

tin

tin

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I piedi del Signor


Dalcroze

>

uno due tre quattro


Bum tin csh tin

I piedi del Signor


Dalcroze

>
uno

due

tre

quattro cinque


Bum cik cik cik cik

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Capitolo 7

La geometria delle parole

Qui di seguito propongo cinque filastrocche da abbinare alle attivit ritmiche di body percussion creative con
lOmino del ritmo o con la scansione ritmica geometrica
dei piedi del Signor Dalcroze.
Sono costruite in modo che la pulsazione rimanga costante e che i bambini possano creare le forme geometriche
sul ritmo delle parole o scegliere loro sequenze di gesti-suono
da applicare ai differenti testi.
Ogni battuta ritmica stata gi sperimentata vocalmente dai bambini con le onomatopee strumentali, atte a
mantenere e facilitare la tenuta della regolarit ritmica e a
favorire la memorizzazione delle giuste sequenze daccento
e timbro, scelte e concordate assieme.

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Filastrocca in 1
Bum
Pum
Toc
Un
Sol
Suon.
Cik
Ciak
Tic
Tac
Conta
Un
Qui con
Me.
Filastrocca in 2
Un due, un due
Linea
Punto punto
Sembra lalfabeto Morse
Linea
Punto Punto
la base musicale
Delleterno dondolare
Un due, un due
Senti il ritmo: un due
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Un due, un due
Piede avanti, piede indietro
Poi ripeti sempre uguale
Un due, un due
la base musicale
Delleterno dondolare.
Filastrocca in 3
Come in un valzer si contun due tre
Questo un tempo di danza un due tre
Se poi coi piedi tu balli un due tre
Proprio una forma con tre lati c
Sul pavimento tu vedi se c
Un bel triangolo conta un due tre!
Ma stai attento coi piedi perch
Devi cambiare sulluno chi c
Dest-sinist-dest, sinist-dest-sinist guarda com:
Un bel triangolo danza con me!
Filastrocca in 4
Con la marcia tutti in fila
I soldati delle forme
Sempre allerta, non si dorme
Che le forme cambieran.
Dal quadrato al trapezio
Poi un rombo e infin rettangolo
Questo gioco delle forme
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Non fatto per chi dorme.


Senti il ritmo dei tuoi piedi
Conta quattro e poi provvedi
Prima avanti e poi indietro
Alternar sinistro e destro
Avanti avanti indietro indietro
Quattro passi per giocare
Con il ritmo delle forme
Per chi conta ma non dorme.
Filastrocca in 5
Son cinque suoni
Come le dita
Delle mie mani
E dei miei pi.
Qui per giocare
Ed imparare
A saltellare
Comun giullare.
Si conta cinque
Sempre si cambia
Gioco di piedi
Casa la forma.

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Partiture delle filastrocche


Filastrocca in 1

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Filastrocca in 2

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Filastrocca in 3

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Filastrocca in 4

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Filastrocca in 5

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Conclusioni

Il percorso si svolto applicando tutte le metodologie


di didattica musicale attiva possibili per facilitare lapprendimento attraverso il gioco, rendendo divertente e accattivante
anche lattivit di ritmica pura.
I bambini hanno fatto la conoscenza con la notazione
convenzionale, con i concetti di battuta musicale, di accento
forte e debole, di timbro sonoro, di ritmica in omoritmia e
poliritmia. Hanno potuto migliorare la propria coordinazione motoria e la propria capacit relazionale con il gruppo
di lavoro, hanno dovuto aumentare la capacit attentiva e
di ascolto per poter attuare i giochi di composizione delle
forme elastiche e per poter, dallaltra parte, controllare
la validit della forma nei confronti dellesecuzione della
battuta musicale. Credo che alla fine del percorso abbiano
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avuto una pi chiara percezione della forma geometrica,


che, di l a poco, avrebbero studiato come geometria piana. Sicuramente il successo del progetto stato dato dalla
domanda spontanea: Ma lanno prossimo facciamo il 6,
il 7, l8 e il 9?.

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Seconda parte

La fiaba

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di
Elena Bompani

Avventura geometrica tra le stelle

Il mistero del buio luccicante

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Nero, tutto nero, solo nero ovunque.


E silenzio, pesante, oscuro, affascinante.

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Poi un puntino nel buio pi scuro.


Solo, un puntino solitario e luminoso.
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Il puntino luccicava nella notte tetra come un piccolo sole.


Creava intorno a s una miriade di raggi luminosi.
Un sole di luce iridescente.

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Ma il puntino si sentiva solo.


Non era divertente luccicare senza costruire qualcosa che laggi, sulla terra, i bambini potessero vedere.

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E cos si concentr per dare la mano a un altro puntino, lontanissimo.


Nello sforzo, non aveva pi mille raggi intorno a s, ma una sola linea retta che, come un braccio, univa lui al suo nuovo amico luminoso.

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La linea, brillante nelloscurit, univa i due amici, un segmento bianco candido che non si poteva
capire se avesse inizio nelluno o nellaltro punto

I due puntini cominciarono a giocare e la linea che li univa prese le forme pi strane: curva

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spezzata
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mista di onde e zig-zag


Sulla terra un bambino rimase a bocca aperta vedendo tutte quelle strane linee in cielo
Sembrava la scia di un aeroplano impazzito

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Ma non appena chiam gli altri bambini a vedere quello strano razzo della notte, tutto torn buio.
Il bambino sulla terra non sapeva che straordinaria magia stavano preparando i puntini nelloscurit, cos se ne torn a dormire.

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La notte successiva, nel nero pi profondo, i puntini erano diventati tre.


Il bambino sulla terra li vedeva benissimo e sapeva, in cuor suo, che lass si stavano divertendo
per legarsi assieme con tratti di luce a formare un magnifico triangolo.

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Il bambino rimase col naso in su finch il sonno non ebbe il sopravvento, ma quella notte nel
cielo comparvero, a poco a poco, tanti altri puntini, e tanti altri segmenti a formare scaleni,
isosceli, equilateri ma pur sempre tutti triangoli.

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La notte stava diventando uno dei passatempi preferiti del bambino; non aspettava altro che
il buio per poter scorgere di nuovo quelle strane mutabili forme scintillanti nelloscurit. Piano
piano prese confidenza con il nero e affin lo sguardo: non sembrava pi cos buio.

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I puntini nel cielo si erano accorti del bambino col naso in su e avevano pensato di farlo giocare con loro: una specie di quiz geometrico. Il bambino sulla terra seguiva le forme con il
dito appoggiato sul vetro della finestra nella sua cameretta e, non appena aveva completato il
disegno correttamente, i puntini si spostavano per creare nuove figure luminose. Quella sera
per i puntini lo avevano messo alla prova

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I puntini erano sempre di pi ma il bambino col naso in su sapeva che non si sarebbero mossi
finch non avesse risolto lintero quiz geometrico E alla fine riconobbe nel cielo sei quadrati di
diverse dimensioni con lati e angoli perfettamente uguali. La prima manche era vinta Chiss
cosa avrebbero architettato ora i suoi sfidanti?

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Troppo facile!! Due lati lunghi, due lati corti, paralleli a due a due Sono 5 rettangoli!! Ho vinto
anche stavolta pens soddisfatto il bambino.

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Lultimo round di quella notte fu il pi complicato. Il bambino lentamente cominci a riconoscere le forme nel cielo: un quadrato, un rettangolo, un rombo Certo, proprio lui, sembra un
aquilone! pens tra s. E infine un bel trapezio rovesciato. I puntini avevano voluto metterlo
alla prova, ma alla fine lui era riuscito a trovare la soluzione di ogni quiz luccicante. E cos anche
quella notte si addorment tra sogni di stelle luminose.

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I puntini si divertivano, il gioco con il bambino col naso in su era sempre pi stimolante e ogni
sera cercavano di comporre nuove forme con un numero sempre maggiore di segmenti luminosi e il cielo si popolava cos di miriadi di strane costellazioni geometriche.

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Il bambino tutte le notti rimaneva con gli occhi spalancati a osservare la magia dei suoi amici
lucenti, e ogni volta lo stupore gli si dipingeva in viso.
Finch una sera i puntini si misero insieme per creare uno splendido cerchio di luce iridescente
Il puntino solitario era riuscito a coinvolgere tutti i suoi amici nel progetto del fuoco dartificio
stellare: era molto pi divertente in tanti che non da solo.

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Il puntino nel cielo era al settimo cielo, era proprio il caso di dirlo Non aveva mai avuto
tanti amici e fino ad allora non sapeva quanto fosse bello e divertente giocare con qualcuno.
Pensava per di dover ringraziare anche il bambino col naso in su, che, con la sua curiosit,
aveva fatto s che gli altri puntini si unissero sempre pi numerosi nel gioco delle forme.
E cos la notte seguente

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i puntini, uniti in diverse forme, ricrearono lo specchio perfetto del bambino col naso in su
alla finestra della sua cameretta.
Grazie a te, piccolo amico col naso in su.

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Patrizia Fantuzzi

Geometria in gioco
Carte, tombola e cruciverba per favorire lapprendimento delle figure piane
Geometria in gioco una raccolta di attivit
ludico-didattiche, capaci di trasformare
triangoli, quadrati, rettangoli e altri poligoni
in carte, cartelle, tessere e cruciverba.
Recuperando i giochi della tradizione pi
conosciuti e amati dai bambini, e adattandoli
allapprendimento delle figure geometriche
piane, delle loro caratteristiche visuo-percettive e delle loro propriet, il volume propone:
una tombola geometrica, con 24 cartelle,
80 tessere e un tabellone;
200 carte geometriche, che compongono
3 mazzi di livello e difficolt diversi;
5 tipologie di cruciverba geometrici.
Tutti i giochi, che presentano una versione
base e alcune varianti, sono corredati di una
guida specifica e di schede didattiche che ne
facilitano luso nel contesto classe o di gruppo.
Loriginalit e la flessibilit delle attivit permettono infatti a genitori, insegnanti e educatori di utilizzare i materiali sia in contesto ludico, che rieducativo o
scolastico. Rivolto principalmente ai bambini della scuola primaria, Geometria in
gioco pu essere adattato anche a quelli dellultimo anno della scuola dellinfanzia,
grazie alla semplicit e variet delle sue proposte e alla pluralit degli obiettivi. Tra
i pi importanti:
apprendere divertendosi;
imparare a lavorare in gruppo;
riconoscere le forme e denominarle correttamente;
riconoscere le caratteristiche delle forme in base ai lati e agli angoli;
definire le categorie di appartenenza delle forme;
sviluppare lattenzione, la memoria, il linguaggio, la percezione visiva e lorientamento spaziale.
pp. 120
ISBN 978-88-590-0228-4

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Maria Cristina Caroldi e Elda Schiesari

Ma che musica, maestra!


Routine giocose, laboratori, danze e musica dinsieme dai 3 agli 8 anni
Il libro offre una proposta di formazione
musicale continua dai 3 agli 8 anni, che
utilizza la musica (attraverso routine e giochi
cooperativi) per migliorare il benessere dei
bambini (autostima, valorizzazione della
creativit, ecc.). Le autrici presentano 46
brani appositamente composti ed inediti dove
la musica intesa come facilitatore, sia per
gli apprendimenti sia per educare i bambini
allaiuto, allaccoglienza ed alla cooperazione
tra pari.
Il libro, rivolto agli insegnanti di scuola
dellinfanzia e primaria, articolato in 3 parti:
Routine giocose dedicate alla ritualit della
scuola, che scandiscono il tempo e lo spazio
e possono diventare ambiti per apprendere
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ISBN 978-88-590-0229-1
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musica sono presentati in una dimensione
piacevolmente operativa;
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Quando un sogno di bambina si realizza, sempre un successo. E cos eccomi


qua, a insegnare marcette perch fin da piccola, allasilo, mi piaceva la musica, nel salone ci facevano giocare in girotondi vari con conte e, quando mi si
chiedeva in cosa fossi brava, rispondevo decisa: Io sono brava in marcette!.
Geometria sonora un percorso interdisciplinare che si sviluppa partendo
dalla fiaba Il Mistero del buio luccicante per giocare, con continui parallelismi,
con i suoni e alcune forme geometriche piane. Il cielo e le stelle rimangono
un elemento affascinante per il bambino assieme al buio, che si fa sempre
meno buio nel gioco della ricerca delle forme. I puntini si trasformano in
suoni che si legano lun laltro per formare figure sempre pi complesse:
dal singolo punto al cerchio. Nel percorso i bambini vivono le forme come
ritmi creati dal numero di puntini di ciascuna figura, come forme elastiche
trasformiste da modificare seguendo il ritmo e come suoni di unorchestra
di piccole percussioni che suddivide le forme in ritmi di suoni accentati o
deboli. Il tutto ritornando alla parola, che non si fa pi semplice fiaba ma
filastrocca ritmica nel tempo musicale di ciascuna forma.
ELENA BOMPANI
Diplomata in pianoforte e laureata in Musicologia, dopo essersi formata con numerosi corsi di didattica musicale secondo le metodologie
Orff, Dalcroze, Gordon, ha deciso di insegnare ai bambini quanto
fosse bello divertirsi con la musica. Da circa 10 anni lavora nellambito
della propedeutica musicale, costruendo percorsi interdisciplinari che
lascino al bambino non soltanto una canzoncina o il nome di uno strumento musicale,
ma il piacere del fare musica. Oggi coordinatore e docente dei progetti di propedeutica
musicale nelle scuole dellinfanzia e primarie per la Fondazione Scuola di musica C.G.
Andreoli, collabora con la Staffetta di scrittura creativa di Bimed e si diverte a scrivere
fiabe e copioni teatrali che possano avvicinare ancor pi i suoi bambini alla musica.
Pu essere contattata allindirizzo: ebompani@alice.it

www.ericksonlive.it

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