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Indice

Introduzione pag. 9

1. Raccolta indifferenziata e differenziata del sociale


Due immagini-sintesi per orientarci pag. 24
Un appello, nel sociale, attualissimo: “Cambiate mente!” pag. 34

2. Uomo, Società umana, Umanità intera


Uomo e Società pag. 49
Due entità differenti, ma in sinergico equilibrio pag. 58

3. Tridimensionalità “energetica” e “strutturale”


Il parallelogramma delle forze sociali pag. 65
Le tre strutture unidimensionali del sistema pag. 72

4. Vita sociale o meccanismo sociale?


La vita dell’Organismo sociale pag. 81
Tre dinamiche sociali attive pag. 92

5. Le tre leggi sociali inosservate


La legge dell’Unitarietà delle tre dimensioni sociali pag. 96
La legge di Gravità sociale pag. 99
La legge di Evoluzione e Involuzione strutturale sociale pag. 103

6. Implicazioni sociologiche nel Mito e nella Fiaba


Il Pomo della Discordia pag. 115
La Fiaba di Goethe pag. 123

6
7. Rudolf Steiner, padre di una Sociologia “vivente”
La legge sociale fondamentale pag. 132
Le “tre strutture” dell’Organismo sociale sano pag. 151
L’impulso evolutivo sottostante pag. 173
Il giusto prezzo pag. 181
Domanda, offerta e le 3 qualità del denaro pag. 201
8. Il sano Organismo sociale tridimensionale
Istituire la Società calorica per risanare il sistema pag. 222
Non (con)fondiamo le tre dimensioni con il sistema pag. 231
Le tre dimensioni sociali e il loro reciproco rapporto pag. 240
La funzione specifica delle tre dimensioni sociali pag. 246
Il dna funzionale della Cultura pag. 250
Il dna funzionale della Politica pag. 258
Il dna funzionale dell’Economia pag. 265
9. Come il sistema sociale può “ripensarsi umano”
Potere all’uomo o Antropocrazia pag. 275
L’equivoco, ereditato, delle tasse: vanno rilocalizzate! pag. 284
Da cosa nascono le Tasse e la nuova fiscalità monetaria pag. 295
Il Reddito di Cittadinanza è un termine improprio pag. 310
Una rivoluzione tridimensionale, quella antropocratica pag. 319
10. Traghettiamoci da un cupo presente a un luminoso futuro
L’inevitabile ciclo della non soluzione dei problemi sociali pag. 328
Non possiamo nasconderci dietro un dito pag. 340
È giunta l’ora pag. 343
IO SONO l’alfa e l’omega, il principio e la fine pag. 348
La Dignità umana? È negata “strutturalmente” pag. 355
L’Italia ora è una Econocrazia, non più una Democrazia pag. 364
La scelta consapevole pag. 372
Appendici (1, 2, 3, 4) pag. 382
Bibliografia pag. 408

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1. Raccolta indifferenziata e differenziata del sociale

Due immagini-sintesi per orientarci

L’emergenza sanitaria in reazione all’epidemia del Cov-Sars-2 ha a-


perto gli occhi anche dei più distratti sulle fragilità culturali, politiche
ed economiche del sistema attuale. Sistema unidimensionale squilibra-
to che è fuorviante definire “sociale”, mentre è più realistico e corretto
caratterizzare come decisamente “antisociale”.

Qualsiasi problematica sociale resta irrisolvibile – nonostante sforzi,


energie, tempo e denaro impiegato – perché l’attuale Società umana
(il cosiddetto sistema) pratica la raccolta indifferenziata del sociale tri-
dimensionale: economico, politico, culturale.

Caratterizzare il nostro sistema sociale (nazionale e mondiale) a ini-


zio terzo millennio come una colossale discarica a cielo aperto, come
una montagna di spazzatura sociale indifferenziata da smaltire che si
è accumulata nei secoli e inquina l’ambiente dell’Organismo sociale in
cui viviamo, non deve essere considerata un’espressione irrispettosa o
moralistica o catastrofistica o polemica.
Bensì è semplicemente realistica: nel senso che questa immagine-
sintesi è particolarmente adatta a raffigurare con esatta scientifica og-
gettività la realtà sociale attuale in cui viviamo.

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E per mantenere sempre al centro del focus sociale l’uomo, che al-
trimenti ne viene inavvertitamente escluso, utilizziamo in alternativa a
sistema sociale il termine di Società umana per distinguerla dall’Uomo
preso a sé stante: caratterizzazione che ci permette di uscire da equivo-
ci secolari che continuamente – generazione dopo generazione – fanno
dire a troppi tra noi e purtroppo a ragion veduta:
“dalla Storia l’uomo non impara mai!”
Al tempo stesso ciò serve per affermare con evidenza che il sistema
sociale in cui viviamo non è, come invece appare a un meccanicistico
sguardo superficiale, una “macchina inerte” soggetta a logiche di mero
e semplicistico input-output dall’esterno. Tutt’altro.
Il sistema sociale è, invece, per sua stessa natura un “Organismo vi-
vente”, con dinamiche e leggi viventi interne: irriducibile, perciò, alle
astratte rappresentazioni concettuali illusorie con cui meccanicamente
oggi lo si pensa. Sono astrazioni concettuali che proprio per la loro ina-
deguatezza pensante, non sufficientemente presa in considerazione, ci
impediscono di risanare in concreto le fortissime tendenze antisociali
ovunque in crescita nelle diverse Società umane presenti sul Pianeta.
Per prendere con serietà, come realistico punto di partenza fondato
su fatti oggettivi e non su opinioni personali, l’immagine-sintesi appa-
rentemente sconcertante di un sistema – che è strutturato solo per fa-
re la raccolta indifferenziata dei “rifiuti economici, politici e culturali”
per poi buttarli, per così dire, in un unico cassonetto istituzionale della
spazzatura, e che ancora per molti è lo Stato – occorre sapere che non
è un’immagine filosofica, né che è stata escogitata da una brillante in-
tuizione del momento o per mera velleità polemica.

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Viceversa, è nata passo dopo passo da un’osservazione attenta e da
un’esperienza ultra-quarantennale della vita sociale moderna. Le quali
hanno portato a riconoscere, e a individuare, come la tipologia della
raccolta indifferenziata dei tridimensionali rifiuti sociali in un unico cas-
sonetto istituzionale… nella sua “forma strutturale” sia identica nei cir-
ca 200 Stati sovrani oggi presenti sul Pianeta: al netto delle varie e
specifiche differenze “dimensionali sociali” prevalenti in essi.
Facile, infatti, verificare che quell’istituzionale cassonetto unico del-
l’indifferenziata nei Paesi in cui prevale la dimensione Politica è lo Sta-
to, in altri in cui prevale la dimensione Economia è il Mercato, e in altri
ancora in cui prevale la dimensione Cultura è la Chiesa (se confessio-
nali) o la Scuola5 (se laici).
Al di là del fatto che un Paese lo preferisca in un modo o nell’altro,
quel cassonetto dell’indifferenziata è l’unico disponibile per tutti i rifiuti
sociali tridimensionali: lì dentro viene ammassato disordinatamente
tutto ciò che è economico, politico, culturale… scaricando da secoli, an-
no dopo anno, la responsabilità del loro smaltimento sui posteri.

Trasferiamoci adesso nell’attuale momento storico. Nel campo del-


la raccolta dei rifiuti urbani ormai nessuno contesta più la validità e il
vantaggio enorme della loro separazione differenziata: il vetro nel suo
specifico cassonetto, l’umido nel suo specifico cassonetto e la plastica
nel suo specifico cassonetto. Proviamo a pensare al coro di proteste e
indignazioni se qualcuno volesse ritornare al modello della raccolta in-
differenziata. Cosa che qui in Italia ha portato a eccessi antisociali quali
quelli commessi, ad esempio, nella cosiddetta Terra dei fuochi6.

5
n.d.a: Per evitare appesantimenti e ripetizioni, specie nelle schede presenta-
te, da adesso in avanti il lettore può sostituire Scuola con Chiesa quando voles-
se riferirsi a specifici Paesi confessionali (Afghanistan, Stato del Vaticano).
6
Terra dei fuochi è quella vasta area situata nell’Italia meridionale, che si es-
tende in Campania a cavallo tra le provincie di Napoli e Caserta, tristemente
famosa in relazione all’interramento illegale di rifiuti tossici, e all’innesco di
numerosi roghi degli stessi: tutte circostanze con un fortissimo impatto nega-
tivo sulla salute della popolazione locale.
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In ambito sociale, invece, dappertutto si persiste nell’obsoleta rac-
colta indifferenziata dei rifiuti sociali politici, economici, culturali.
E, se osserviamo la storia dall’Unità d’Italia, lo Stato è diventato da
oltre un secolo e mezzo la nostra asociale Terra dei fuochi!
Nel nostro Stato non ci accorgiamo che rifiuti sociali tridimensionali
vengono quotidianamente stoccati alla rinfusa: rifiuti economici come
precariato, caporalato, lavoro ritenuto merce; rifiuti politici come bu-
rocrazia, corruzione, partitismo; rifiuti culturali come razzismo, integra-
lismo confessionale/terroristico, femminicidi, negazione della dignità
umana nelle varie forme del “diverso”.

Grazie all’immagine-sintesi della raccolta indifferenziata del sociale


tridimensionale nel bidone della spazzatura Stato, diventa ora leggibile
per tutti la caotica situazione sociale italiana: altrimenti sconcertante e
impenetrabile. Diventa comprensibile come anche i migliori propositi,
una volta attuati in quel contenitore unico per Politica Cultura ed Eco-
nomia, possano finire per inquinarsi, corrompersi e degenerare.
Esattamente allo stesso modo in cui tutti i migliori materiali finisco-
no per inquinarsi, corrompersi e degenerare… se vengono gettati nel
cassonetto unico per la raccolta indifferenziata dei rifiuti urbani.

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Cogliendo l’essenza concreta dell’immagine-sintesi proposta, se
prima avevamo il timido dubbio e la sensazione intima che tutte le di-
spute, le chiacchiere, le discussioni di esperti su punti programmatici e
strategie nei vari talk show fossero aria fritta, trattassero di castelli in
aria e, in definitiva, fossero logorroica “spazzatura” …adesso ne possia-
mo avere, in proiezione, la preventiva e visiva certezza.

Diventa quindi chiaro da sùbito che se non passiamo dalla obsoleta


raccolta “indifferenziata” in un unico bidone della spazzatura econo-
mica politica e culturale, a una più efficace, coerente e adeguata rac-
colta “differenziata” del sociale tridimensionale in tre bidoni separati
per focalizzazione – il Mercato sull’Economia, lo Stato sulla Politica, la
Scuola sulla Cultura – qualsiasi volontà di risanamento sociale diventa
solo una “sparata” velleitaria o, peggio ancora, una presa in giro.

Se per ipotesi avessimo noi stessi la possibilità di appropriarci delle


leve del potere, ma non cambiassimo l’unidimensionalità del sistema,
come tutti coloro che ci hanno preceduto sogneremmo solo castelli in
aria. E contribuiremmo involontariamente, noi pure, a rendere ancor
più antisociale il sistema attuale: la Società umana italiana, europea,
mondiale di inizio terzo millennio.

L’immagine-sintesi del sistema sociale quale debordante discarica


indifferenziata di rifiuti sociali è valida a prescindere dall’unidimensio-
nalità strutturale del sistema. È infatti indifferente se noi ci troviamo di
fronte a ciò che per una migliore comprensione caratterizziamo come
Società umana “solida” o come Società umana “liquida” o come Socie-
tà umana “gassosa” (le tre possibili varianti dimensionali del sistema
sociale attuale). Le quali differiscono tra loro solo in relazione al predo-
minio strutturale della dimensione sociale (o Cultura, o Politica, o Eco-
nomia) dominante sulle altre due; o in rapporto al contenitore istitu-
zionale unico dell’indifferenziata (rispettivamente Scuola, Stato, Mer-
cato) in cui vengono caoticamente accatastati alla rinfusa tutti i “rifiuti
sociali” tridimensionali: culturali, politici ed economici.

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In definitiva, questa immagine-sintesi deve avere la stessa funzione
del quadro con tante righe di lettere (dall’alto verso il basso da più
grandi a più piccole) che troviamo dall’Ottico.
Quadro che ci permette di riconoscere se e quanto siamo miopi o
presbiti, o se le lenti dei nostri occhiali sono ancora adatte a sostenere
la nostra capacità visiva in calo per l’età.

Applicata in ambito sociale, ci fa capire se siamo miopi come i co-


siddetti Pratici: i Tecnici che oggi imperversano ovunque quasi avessero
“il vaccino” per tutti i mali sociali. Costoro presumono valido, nel so-
ciale, solo mettere pezze ai problemi… man mano che sorgono.
Ma senza impegnarsi a indagarne in profondità le cause primarie.

Oppure se siamo presbiti: i Teorici che vagolano tra utopie e disto-


pie, ipotizzando Società umane in cui far sperimentare alle generazioni
presenti e future, indifese, chi una dittatura economico-finanziaria, chi
una dittatura politico-giuridica, chi una dittatura culturale-sanitaria:
tutte, comunque e sempre ora, in salsa tecnoscientifica.

Percepire con chiarezza l’immagine-sintesi del sistema sociale come


una discarica a cielo aperto di rifiuti sociali indifferenziati, ci permette
di indossare gli occhiali della concretezza e di inquadrare, senza anneb-
biamenti ideologici illusori o tecnoscientifici allucinati, la reale situazio-
ne sociale attuale e quella prossima ventura.

La lettura del sistema sociale quale colossale discarica a cielo aperto


per la raccolta indifferenziata dei rifiuti sociali solidi, liquidi e gassosi,
riesce a sintetizzare migliaia di studi sociologici prodotti negli ultimi
due secoli: vuol essere uno strumento concettuale utile per tutti nel no-
stro operare quotidiano dentro l’Organismo sociale in cui viviamo.

Tale immagine ci permette di equilibrare la nostra annebbiata visio-


ne sociale: spesso oscillante tra un nostalgico/luminoso (spesso mitiz-
zato) passato e un ipotetico/oscuro (spesso temuto) futuro.

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Percepire con chiarezza, nel mondo intero e in particolare in Italia,
che ancora non si fa la raccolta differenziata del sociale tridimensiona-
le, ha il pregio di indicare una direzione chiara da sùbito per ogni nostra
azione e iniziativa quotidiana (anche la più piccola) nelle tre dimensioni
dell’Organismo sociale: Economia, Politica e Cultura.

Per fare un esempio, soltanto questo passaggio evolutivo alla rac-


colta differenziata del sociale può rendere concreto (e non essere solo,
come avviene ora, un lontano ideale verso cui ancora timidamente ten-
dere) il dettato dell’articolo 3 della Costituzione italiana:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla
legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opi-
nioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Invero nell’attuale sistema sociale italiano, che butta tutti i rifiuti so-
ciali nel cassonetto dell’indifferenziata Stato, questo articolo 3 al mas-
simo può essere solo un’astratta dichiarazione di intenti.
La realtà dei fatti storici, anche solo dell’ultimo secolo, ci sta pur-
troppo dicendo a chiare lettere che sia questo, sia altri principi costitu-
zionali sono ancora soltanto una mezza idealistica verità e, forse, una
intera retorica bugia. Dobbiamo perciò uscire da queste tuttora solo al-
tisonanti astrazioni, per realizzarle in concreto: nei fatti.

Nel chaos antisociale che imperversa a livello planetario, il passag-


gio dalla raccolta indifferenziata alla raccolta differenziata del sociale
tridimensionale (economico, politico e culturale) è un concetto opera-
tivo utilissimo: ci dà un orientamento immediato su ciò che è concre-
tamente prioritario affrontare e fare nel sistema sociale odierno.
Ci mette davanti agli occhi ciò che primariamente ostacola gli ideali
sociali e tutte le iniziative concrete messe in campo per affrontare le
problematiche sociali: ciò che non è più adeguato ai nuovi tempi di ini-
zio terzo millennio. Ciò che sta riportando indietro le lancette dell’evo-
luzione per l’Uomo preso a sé e per l’Umanità intera è proprio questa
malsana “struttura unidimensionale” della Società umana attuale.

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Rendere autonome tra loro le tre dimensioni sociali, smettere di su-
bordinare alla dimensione dominante le altre due, è un concetto socia-
le concreto: tuttavia, fino ad ora, rimasto nell’inconscio sociale collet-
tivo. Inosservato proprio da chi più dovrebbe servirsene: i Sociologi, i
Politici, i Professori, gli Imprenditori, i Professionisti, i Giudici, i Medici,
i Virologi, i Maestri e i Genitori.
Ognuno di noi può utilizzare coscientemente questa immagine così
ricca di equilibrata concretezza per poter riorientare il proprio pensare,
sentire, volere sociali verso una direzione feconda, sana, logica, armo-
nica e rispettosa sia della Società umana (attuale e prossima ventura)
sia dell’Uomo preso a sé e dell’Umanità intera in evoluzione.
In realtà, i concetti fecondi e sani richiesti per questo passaggio alla
raccolta differenziata del sociale economico, politico culturale nei tre
appositi raccoglitori istituzionali (Scuola, Stato e Mercato) della tridi-
mensionale spazzatura sociale ci sono già tutti.

Meditare sulla positiva immagine-sintesi della raccolta differenziata


del sociale tridimensionale, ci rende percepibile una struttura di siste-
ma sociale innovativa e sinergica che chiamiamo Società calorica tridi-
mensionale, per distinguerla dalle tre possibili strutture unidimensio-
nali di Società umana solida, liquida e gassosa: vecchie e conflittuali.

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Queste ultime infatti si caratterizzano, al contrario, per la raccolta
indifferenziata del sociale tridimensionale, come di seguito approfondi-
remo. Inoltre, meditare sulla positiva immagine-sintesi della raccolta
differenziata del sociale tridimensionale, potenzia il pensiero scientifi-
co applicato usualmente al sociale economico, politico e culturale.
Apre la possibilità all’uomo di ritornare a vedere l’utilità di pensare
il sociale per immagini: per sviluppare in modo sano l’evoluzione non
solo della singola Persona e della Comunità nazionale, ma anche del
Territorio-ambiente planetario in cui vive l’intera Umanità.
Solo una Società umana evoluta e sana che pratichi la “funzionale”
raccolta differenziata del sociale tridimensionale può realizzare, nei fat-
ti concreti, il dettato dell’Articolo 3 della nostra Carta costituzionale.
Non solo. Può realizzare anche tutti gli altri articoli ancora inattuati per
l’odio sociale che si muove sottotraccia, e che è prodotto tossico spon-
taneo del sistema attuale di raccolta indifferenziata del sociale.

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