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Conservatorio di Musica G.

Verdi di Milano
Dipartimento di Musica con Nuove Tecnologie
Scuola di Musica Elettronica

Acustica e psicoacustica
Strumenti musicali
a corda pizzicata: chitarra
a corda sfregata: violino
a corda percossa: pianoforte

Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano


Dipartimento di Musica con Nuove Tecnologie
Scuola di Musica Elettronica

Bibliografia:
A. Frova - Fisica nella musica - ed. Zanichelli
La scienza del suono - Zanichelli
Campbell and Grated - The musicians guide to acoustics - Oxford Press
A. Everest - Manuale di Acustica - ed. Hoepli

Siti internet:
University of New South Wales; Department of Music Acoustics: http://www.phys.unsw.edu.au/music
Dr. Dan Russell, Grad. Prog. Acoustics, Penn State, http://www.acs.psu.edu/drussell
Fisica Onde Musica http://fisicaondemusica.unimore.it

Immagini, animazioni e video:


Dr. Dan Russell, Grad. Prog. Acoustics, Penn State, http://www.acs.psu.edu/drussell/
Joe Wolf - licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.5
Australia License
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2.5 Taiwan License

Strumenti a corda - corda pizzicata


Negli strumenti musicali di questo tipo, la generazione del suono prodotta dalla vibrazione di una corda,
innescata pizzicandola con un plettro o con le dita dell'esecutore, o anche battendo la punta delle dita
direttamente sui tasti (tapping).
I principali strumenti cordofoni a corde pizzicate sono:
Arciliuto
Arpa
Arpa celtica
Arpa eolia
Arpa liuto
Bandola
Bandolim
Bandurria
Balalaika
Banjo
Basso acustico
Basso elettrico
Beartrax
Bouzouki
Cavaco
Cavaquinho
Cetra
Charango
Chitarra
Chitarra folk

Chitarra classica
Chitarra elettrica
Chitarrone
Cigar box guitar
ClavicembaloDombura
Dulcimer
Guitarra portugusa
Guitarron
Gusli
Kacapi
Kora
Koto
Lap steel guitar
Laud
Lira
Liuto
Mandola
Mandolino
Moodswinger
Oud

Pedal steel guitar


Requinto
Ronroco
Sarod
Salterio
Saz
Shamisen
Sitar
Steel guitarTiorba
Tiple
Tres
Ukulele
Veena
Vihuela
Viola braguesa (o guitarra
braguesa)
Viola caipira
Viola machete
Violo 7 cordas

Strumenti a corda - corda pizzicata


Il meccanismo di eccitazione
http://www.acs.psu.edu/drussell/Demos/string/Fixed.html
Consiste in una deformazione che provoca, nel punto in cui viene pizzicata, una posizione iniziale diversa da
zero con velocit iniziale uguale a zero. Analizziamo il caso in cui la deformazione applicata al centro:

La forma donda triangolare

Strumenti a corda - corda pizzicata

Nel caso in cui la corda sia pizzicata


ad una distanza L/2, quindi gli
armonici il cui ordine multiplo di 2
sono nulli. Nello stesso modo se il
punto in cui pizzicata L/5, sono
nulli gli armonici il cui ordine multiplo
di 5 e cos via:

acviguit_04.wav

Strumenti a corda - corda pizzicata


Levoluzione temporale dellonda riportata nello
schema a destra (Fletcher-Rossing):

I due impulsi sono descritti dalle soluzioni


dellequazione donda:

Strumenti a corda - corda pizzicata


La rigidit della corda fa si che lo spigolo assuma la forma arrotondata:

Chitarra

Hans Reichel

Chitarra

Hans Reichel

Gli studi acustici della chitarra risentono della mancanza di criteri costruttivi assoluti. Le varianti strumentali
sono moltissime, soprattutto per quanto riguarda la progettazione della disposizione della incatenatura..
Generalmente si individuano delle caratteristiche comuni tipiche della chitarra classica distinguendo le
funzioni relative alla chitarra folk o al tipo flamenco.

Materiali
I materiali utilizzati per costruire una chitarra hanno importanti conseguenze sulle sue qualit acustiche. Il
materiale principale legno, per la tavola armonica generalmente acero, per le altre parti legno duro
(palissandro, mogano, acero, ebano, cedro), ottenuto tagliando vicino al centro dellalbero, e questo
comporta costi e caratteristiche di variabilit secondo umidit e temperatura.
Fino ad ora le ricerche condotte su materiali sintetici come fibra di vetro, fibra di carbone e vari polimeri
plastici non hanno portato a risultati che possano uguagliare le caratteristiche del legno in termini di
rapporto massa-elasticit, modulo elastico, smorzamento e propriet caratteristiche della propagazione
longitudinale o laterale alle fibre. I materiali sintetici vengono perci al momento utilizzati come
complemento in alcune parti di rinforzo.

Accoppiamento
Il termine accoppiamento si riferisce ad interazioni tra due o pi elementi oscillanti. Nella chitarra, oltre
allaccoppiamento corde/ponticello/tavola armonica, esiste un importante fattore di accoppiamento tra
tavola armonica e fondo. A basse frequenze infatti la tavola armonica ed il fondo sono efficacemente
accoppiati tramite le fasce laterali, costituendo quindi un elemento vibrante importante. Con il crescere
delle frequenze laccoppiamento si indebolisce, fino a scomparire alle alte frequenze, le quali sono irradiate
prevalentemente dalla tavola armonica.
Laccoppiamento dipende da molti fattori, oltre che dalle caratteristiche degli elementi quando non sono
connessi tra loro, quali le connessioni tra gli elementi, ladesivo utilizzato ed possibile effettuare
aggiustamenti a strumento assemblato.

Schema degli elementi oscillanti della chitarra. Le frecce mostrano la direzione principale di oscillazione. In
alcuni casi le influenze valgono in entrambe direzioni come feedback meccanico, per esempio il
movimento del ponte influenza anche se in maniera secondaria, il movimento delle corde.

Schema degli elementi oscillanti ad alta frequenza

Schema degli elementi oscillanti a bassa frequenza

Incatenatura
A differenza di molti altri strumenti a corda (es. la famiglia dei violini) la chitarra presenta delle strutture
reticolari di sostegno sia sotto la tavola armonica catene che nel fondo. Questo sistema necessario per
dare il necessario supporto meccanico e mantenere la tavola piana, dal momento che non presente
lanima e lo spessore del legno piuttosto ridotto (circa 2,5 mm). Lincatenatura un fattore molto
importante per determinare il rapporto massa-elasticit e il modulo elastico delle tavole, e influenza
enormemente lirradiazione del suono. Il sistema tradizionale risale ad Antonio de Torres Juan (18171892), mentre sviluppi pi recenti sono dovuti a Greg Smallman, il quale utilizza una struttura a reticolo
composta di fibra di carbonio e balsa.
Alcune disposizioni sono asimmetriche allo scopo di evitare simmetrie nei modi di vibrazione e quindi
evitare che un nodo cada in corrispondenza della posizione della corda che genera la stessa frequenza;
in tal caso lirradiazione del suono sarebbe debole.

Modi di vibrazione
Questi che seguono sono alcuni dei modi di vibrazione del fondo di una chitarra classica:

Mode #2 - the "breathing mode" - (103 Hz)


In questo modo la chitarra si muove in modo che ricorda la respirazione, ovvero la tavola armonica e il
fondo, muovendosi in opposizione di fase, espandono il volume della cassa e laria provocando lingresso
dellaria. Quando il movimento verso linterno laria viene espulsa. Questo modo caratterizzato
dallaccoppiamento del primo modo vibrazionale della tavola e del fondo con la risonanza di Helmholtz.

Mode #3, #4 (188, 202 Hz)


Questo modo il primo di una serie di due modi vicini (188 Hz e 203 Hz) nei quali la tavola armonica e
laria si muovono insieme in fase. Le differenze sono nel il moto del fondo (nel modo a frequenza 188 Hz il
suo moto leggermente sfasato rispetto alla tavola armonica) e nei modi flessurali del manico molto pi
pronunciati nel secondo.

Modi a media frequenza


Nei modi a media frequenza laccoppiamento tra tavola, fondo e aria nella cavit meno pronunciato ma
ancora presente e contribuisce in modo significativo allirraggiamento del suono.

Mode #5 - the second bending mode (223 Hz)


Questo modo molto simile al secondo modo di una barra libera ed anche molto simile al modo #4. La
differenza principale nel moto dellaria: nel modo #4 essa si muove con grandi spostamenti e in fase con
la tavola armonica, mentre nel #5 non ha un moto relativo rispetto ad essa.

Mode #6

Mode #7 - the (0,1) (262 Hz)


In questo modo si riscontra una similitudine con il modo (0,1) di una membrana rettangolare con bordo
fissato; il modo presenta una linea nodale attraverso la lunghezza della chitarra. La tavola e il fondo si
muovono in opposizione di fase e il fondo si muove con uno spostamento molto pi grande della tavola. Di
conseguenza laria ha un movimento alternato fuori e dentro la cavit.

Mode #8 - the (1,0) mode (315 Hz)


In questo modo si verifica nuovamente una similitudine con un modo di una membrana rettangolare,
questa volta caratterizzato da una linea nodale nel senso della lunghezza, lungo una delle catene di
rinforzo della tavola armonica. La tavola ed il fondo si muovono in opposizione di fase e il moto dellaria
molto piccolo.

Modi ad alta frequenza


I modi ad alta frequenza contribuiscono in misura molto ridotta allirraggiamento complessivo. La loro
caratteristica principale il disaccoppiamento tra tavola e fondo. Inoltre le parti stesse (tavola e fondo) non
hanno una radiazione molto efficiente alle alte frequenze per via dellannullamento che si verifica tra le loro
parti interne.

Mode #9 - the (0,2) mode - back plate (385 Hz)

In questo modo sono presenti due linee nodali poste trasversalmente nel fondo. La tavola contribuisce in
maniera minima.

Mode #10 - the (1,1) mode - back plate (481 Hz)

Sono presenti due linee nodali perpendicolari tra loro, sia nella tavola che nel fondo. Il loro moto in
controfase; di conseguenza laria oscilla verticalmente.

Mode #11 - combination (1,2) mode on top plate and (1,3) mode on bottom plate (749 Hz)
Questo modo di vibrazione composto da due modi distinti: la tavola armonica oscilla in un modo (1,2)
mentre il fondo in modo (1,3). Per via delle differenze di rigidit e massa tra idue, loscillazione avviene alla
stessa frequenza. Le cancellazioni tra zone adiacenti fanno si che questo modo irradi energia in maniera
inefficiente.

La risonanza del tipo (0,1) (f=400 Hz) secondo uno studio di Meyer condotto sulle chitarre classiche il
fattore pi importante nel caratterizzare la qualit del suono. Per avere il suono giudicato migliore la
risonanza deve avere un picco alto e a banda stretta.

Paolo Angeli - Tibi


Derek Bailey

Strumenti a corda - corda sfregata - forze di attrito


Quando cerchiamo di far scorrere due superfici una sullaltra (es. un mobile sul pavimento), dobbiamo
applicare una forza pi grande della forza resistente, che rappresentata dallattrito. Lattrito dovuto alle
micro-asperit presenti a livello microscopico sulle due superfici.

Esistono due tipi di attrito nel moto traslatorio:


- statico
- dinamico
Il primo interviene quando le due superfici sono in quiete tra loro, il secondo quando sono in movimento.
Entrambe le forze sono espresse da una relazione simile:

Fas = s " Fp
Fad = d " Fp
ma i due coefficienti sono diversi: in generale

s> d

Strumenti a corda - corda sfregata - forze di attrito

Superfici
Legno - legno
Acciaio - acciaio
Acciaio - acciaio lubrificato
Acciaio - alluminio
Acciaio - ottone
Acciaio - teflon
Acciaio - ghiaccio
Acciaio - aria
Acciaio - piombo
Acciaio - ghisa
Acciaio - grafite
Acciaio - plexiglas
Acciaio - polistirene
Rame - acciaio
Rame - vetro
Gomma - asfalto (asciutto)
Gomma - asfalto (bagnato)
Vetro - vetro
Legno sciolinato - neve

0,50
0,78
0,11
0,61
0,51
0,04
0,027
0,001
0,90
0,40
0,10
0,8 0
0,50
1,05
0,68
1,0
0,7
0,9 - 1,0
0,10

0,3 0
0,42
0,05
0,47
0,44
0,04
0,014
0,001
n.d.
n.d.
n.d.
n.d.
n.d.
0,29
0,53
0,8
0,6
0,4
0,05

Strumenti a corda - corda sfregata

Il moto della corda sfregata, , a prima vista, di forma


parabolica, che ricorda la forma del primo modo di
vibrazione libera di una corda.

Ad uno sguardo pi attento, Helmoltz osserv che il


moto pi complesso. La corda ha infatti una forma a
V che la divide in due parti. Il vertice della V si muove
per con una traiettoria a forma di parabola, per cui
noi possiamo pi facilmente vedere linviluppo del
moto della corda.

Bowed string in slow motion


Bowed violin in slow motion
Bowed violin string in slow motion

Strumenti a corda - corda sfregata


Il moto, chiamato moto di Helmoltz, illustrato nella seguente animazione:

Courtesy of Heidi Hereth - University of New South Wales; Department of Music Acoustics

Strumenti a corda - corda sfregata


Linterazione dellarco con la corda il susseguirsi ciclico dei due
fenomeni di attrito statico e dinamico. La resina applicata allarco serve
ad aumentare il coefficiente di attrito statico, in modo da differenziare le
due fasi: s>> d .
Il vertice della V, denominato Helmholtz corner, viaggia lungo la corda
avanti e indietro.
Nel tratto in cui viaggia tra larchetto e il dito, larchetto aggancia la corda
e la trascina con s (figg. 510). Corda e archetto si muovono quindi con
la stessa velocit.
Quando la forza applicata supera la forza resistente, inizia la fase di
scivolamento, nella quale corda e archetto si muovono in direzione
opposta (figg. 14).
Listante in cui viene a contatto con larchetto determina la transizione tra
fase di scivolamento e di aggancio.
Il ciclo ha la stessa durata del percorso dellonda sulla corda (da meno di
un millisecondo per il violino a diversi centesimi sul contrabbasso), perci
sincronizzato con le onde stazionarie che si formano. Pertanto
lazione dellarco massimizza larmonicit del contenuto spettrale. In
questo ciclo vi sono bruschi cambiamenti di direzione del moto della
corda, che implicano maggiore energia nelle armoniche superiori. Questo
contribuisce alla ricchezza, brillantezza e al volume del suono.

Courtesy of Joe Wolf - University of New South Wales; Department of M usic Acoustics

Strumenti a corda - corda sfregata

Se la pressione dellarchetto sulla corda bassa, il moto pu modificarsi


in questo modo:

Notiamo che ci sono due spigoli anzich uno come nel moto di Helmoltz,
separati tra loro da una distanza pari a L/2. Ciascuno di loro quando
incontra larchetto nel suo moto, fa cambiare linterazione arco/corda da
scivolamento ad aggancio e viceversa. Il risultato la produzione del
secondo armonico.

Courtesy of Joe Wolf - University of New South Wales; Department of M usic Acoustics

Violino
Il violino uno strumento musicale della famiglia degli archi, dotato di quattro corde intonate ad intervalli
di quinta. La corda pi bassa (e quindi la nota pi bassa ottenibile) il sol2, il sol subito sotto al do
centrale (do3); le altre corde sono, il re3, il la3 e il mi4.

Violino

Violino
La cassa armonica
Essenzialmente, costituito dalla cassa armonica e dal
manico, innestato nella parte superiore della cassa. Tutte
le parti sono in legno.
La cassa armonica dello strumento, di lunghezza
standard di 35,6 cm (tra i 34,9 ed i 36,2 cm), di forma
curva e complessa (ricorda abbastanza la forma del
numero 8) costituita da una tavola armonica (detta
anche piano armonico), di abete rosso e da un fondo,
generalmente in acero montano, uniti da fasce in legno
d'acero curvato. Sia la tavola che il fondo possono
essere formati da un unico pezzo di legno, ma pi spesso
sono composti da due pezzi affiancati. Le fasce vengono
modellate a caldo con un apposito ferro. Sia fondo che
piano armonico sono convessi e il loro spessore varia dal
centro dei due piani verso il bordo esterno; le elaborate
curvature vengono ottenute con un certosino lavoro di
scultura a mano. A pochi millimetri dal bordo della tavola
armonica (che sporge dalle fasce) viene intagliata nella
faccia esterna della stessa tavola, lungo tutto il perimetro,
una scanalatura larga poco pi di un millimetro, in cui
viene inserito un filetto formato da tre strati di diverse
essenze di legno (generalmente ebano - ciliegio - ebano);
il filetto, oltre ad avere una funzione decorativa (come
normalmente avviene in ebanisteria), legando insieme le
venature del legno, aiuta a stabilizzare eventuali crepe.
Nel piano sono ricavate le aperture ad f.

Violino
La catena
E un listello in legno di abete, lavorato e sagomato
in modo che aderisca perfettamente alla curvatura
interna del piano e sistemato internamente,
incollato per circa quattro settimi della lunghezza
totale della tavola armonica. Essa contribuisce a
"distribuire" la pressione generata dalle corde tese;
in pi distribuisce le vibrazioni prodotte dalle corde
lungo tutto il piano armonico. E posizionata sotto la
tavola armonica nella regione dei gravi ed ha la
funzione di trasmettere le vibrazioni su unarea pi
ampia del solo ponticello.

Lanima
Tavola armonica e fondo sono collegati tra loro,
oltre che dalle fasce, anche da un listello cilindrico
di abete di circa 6 mm di diametro, detto anima,
posto all'interno della cassa armonica. L'anima
incastrata (non incollata) fra tavola e fondo in una
precisa posizione, vicino al "piede destro" del
ponticello; serve a trasmettere le vibrazioni al fondo
dello
strumento
e,
anch'essa,
interviene
distribuendo sul fondo la pressione impressa dalle
corde. Il posizionamento corretto dell'anima
fondamentale per ottenere la migliore qualit
sonora ed il giusto equilibro timbrico e di intensit
fra le 4 corde.

Violino
Ha quindi una duplice funzione:
- accoppiare le vibrazioni delle due superfici, ovvero trasmetterle dalla tavola armonica (meno rigida per via
dei fori a f) al fondo (pi rigido)
- rinforzare meccanicamente la tavola armonica, soggetta alla componente verticale della tensione delle
corde

Il manico
Nella cassa armonica innestato superiormente il manico, di acero, che termina nella cassetta dei piroli o
cavigliera, ornata superiormente da un fregio ad intaglio chiamato riccio. Sulla faccia superiore del manico
incollata la tastiera, in ebano, sulla quale il violinista premer le corde con le dita.
Dettaglio con ponticello e attaccatura delle corde alla cordiera. Si noti l'asimmetria della curvatura del
ponticello, pi basso dalla parte della I corda
Le estremit superiori delle corde vengono avvolte attorno ai piroli o bischeri nella cavigliera (che servono a
tenderle e modificarne la tensione, quindi all'accordatura). Le corde passano su di un sostegno all'inizio del
manico (capotasto), scorrono al di sopra della tastiera e si appoggiano sul ponticello, una lama verticale, in
legno di acero, che trasmetter la vibrazione delle corde al piano armonico. Vanno infine a fissarsi alla
cordiera, collegata, per mezzo di un apposito cavo, al bottone. Il ponticello ha due funzioni: trasmette le
vibrazioni sonore alla cassa armonica, dove vengono amplificate e riflesse, uscendo infine dalle effe;
mantiene le corde in una posizione arcuata, permettendo all'archetto di toccarne una sola.
Il violino nella sua forma moderna , nella sua essenza quanto mai "antica" ed artigianale (non contiene
alcuna parte metallica al di fuori delle corde), una "macchina di precisione" in uno stato di delicatissimo
equilibrio: le forme, i vari elementi ed anche i pi minuti dettagli costruttivi, oltre alla grande cura nel
montaggio, derivano da un affinamento rimasto quasi immutato da pi di 500 anni. Le curvature di piano e
fondo, la forma della catena e delle "effe" e lo spessore dei legni usati sono determinanti per la qualit e la
personalit del suono dello strumento.

Su questi parametri si pu, in parte, anche intervenire a posteriori: spostare anche solo di un millimetro gli
elementi "mobili" come anima e ponticello provoca cambiamenti evidenti: la cosiddetta "messa a punto"
dello strumento eseguita per ottenere caratteristiche sonore ricercate dal violinista o per ottimizzare la resa
dello strumento.
Cassa e riccio vengono ricoperti da una vernice, a base d'olio o di alcool, ricca di resine vegetali ed altri
pigmenti. I liutai sono da sempre impegnati nello studio delle antiche ricette per le vernici e
nell'elaborazione di nuove, dal momento che la vernice determina in maniera forte l'impressione estetica
dello strumento e condiziona anche la resa sonora.

Il ponticello
Trasferisce lenergia di vibrazione dalla corda al corpo.
La sua efficienza di trasmissione alta nel range tra 1 e 4 KHz,
che il range di massima sensibilit dellorecchio umano.
Questa una delle ragioni della brillantezza del suono.
Il ponticello posizionato sulla tavola armonica nella parte tra i
fori a f. Infatti una delle funzioni dei fori quella di facilitare le
oscillazioni per via della maggiore libert di movimento.
I piedi sono posizionati vicino allanima (alte frequenze), e
vicino alla catena (basse frequenze). Lanima limita
considerevolmente lampiezza dei movimenti per cui il
ponticello fa perno sul piede delle alte frequenze e
loscillazione avviene verticalmente a livello del piede alle basse
frequenze. Per questo motivo il posizionamento dellanima
un fattore critico nella costruzione, che pu influire
grandemente sul suono.

Il fondo
mode 1 of a violin plate, mode (1,1) of a rectangular plate and mode (0,2) of a circular plate

violin mode 2, rectangle mode (0,2) (X mode)

violin mode 3, rectangle mode (1,2)

violin mode 4, rectangle mode (0,3)

violin mode 6, rectangle mode (1,3)

video backplate tuning

violin mode 5, circle mode (1,0) (ring mode)

violin mode 7, rectangle mode (2,2)

Violino

Carleen M. Hutchins
Carleen Hutchins, Master Luthier
Tra il 1950 e il 1958 Saunders e la Hutchins realizzarono una lunga seria di esperimenti per studiare le
caratterisciche di vari violini. Studiarono gli effetti delle variazioni della lunghezza. Della forma, della
posizione delle f, e molti altri fattori. La maggior parte di questi studi sono oggigiorno non pubblicati, ma le
conclusioni alle quali giunsero ci dicono che le migliori regole costruttive sono quelle classiche, seguite dai
maestri costruttori della tradizione, e apprese con in lunghissimo procedimento di trial-error.
Non si pu dire altrettanto degli altri strumenti della famiglia degli archi, la cui costruzione non ha
raggiunto la stessa perfezione dei violini.
Nel 1958 il compositore Henry Brant e il violoncellista Sterling Hunkins proposero a Saunders e Hutchins
la progettazione e realizzazione di una nuova famiglia di strumenti ad arco, fatta da otto strumenti il pi
grave dei quali sarebbe stato pi grave del contrabbasso e il pi acuto, una sorta di piccolo violino
accordato unottava sopra. Saunders e Hutchins accettarono, in quanto la loro ricerca li stava portando
nella stessa direzione. Lo scopo sarebbe quindi realizzare gli strumenti negli otto range di frequenze,
ciascuno dei quali avesse le stesse qualit di dinamica, espressivit, potenza che sono caratteristiche del
violino.
Libertango

Strumenti a corda - corda percossa


Sono di solito azionati da tastiera; alcuni martelletti mettono in vibrazione le corde di questi strumenti. In alcuni
presente un dispositivo che solleva il martelletto dopo la percussione, per liberare la corda e lasciarla vibrare
naturalmente. Negli altri strumenti, dove questo dispositivo non applicato, il martelletto a determinare
l'altezza della nota prodotta, relativamente al punto in cui colpisce la corda. Possono essere considerati in
questa categoria anche gli strumenti che vengono percossi con le dita.
ecco alcuni strumenti a corde percosse:
Cimbalom, dulcimer
Clavicordo
Fortepiano
Pianoforte

Strumenti a corda - corda percossa

http://www.acs.psu.edu/drussell/Demos/Membrane-vs-String/Membranevs-String.html
Fisicamente il moto della corda corrisponde al caso in cui allistante
zero non c deformazione (quindi la posizione iniziale della corda
zero in tutti i suoi punti) ma presente una velocit iniziale diversa da
zero. Il risultato il formarsi di due onde viaggianti in direzioni
opposte. La forma inizialmente simile allimpulso, per poi allargarsi
con il tempo.
Quando limpulso raggiunge la terminazione rigida viene riflesso con
inversione di fase.

Strumenti a corda - corda percossa


La seguente animazione esemplifica il moto dellonda sulla corda percossa:

Dopo che la corda stata percossa lampiezza dellimpulso sulla corda raggiunge un massimo e
successivamente si allarga propagandosi in entrambe le direzioni. Il moto verso lalto della corda limitato
dallinerzia e dalla forza di ripristino, e lampiezza rimane costante. Se immaginiamo una corda di lunghezza
infinita come se la corda stessa risultasse poco a poco traslata nello spazio. Nelle corde reali, di lunghezza
limitata, agli estremi ci sar la riflessione, solitamente con inversione di fase.

Strumenti a corda - corda percossa


Caso ideale

Moto dellimpulso sulla corda, somma dei modi di


vibrazione della corda e spettro risultante.
Anche in questo caso, considerando il martello puntiforme
e perfettamente rigido, gli armonici aventi nodi nel punto di
impatto saranno soppressi, per cui se la corda percossa
ad 1/ da un estremo, gli armonici di ordine multiplo a
avranno ampiezza zero.

Strumenti a corda
http://www.oberlin.edu/faculty/brichard/Apples/StringsPage.html
http://www.oberlin.edu/faculty/brichard/Apples/StringModesPage.html
http://www.oberlin.edu/faculty/brichard/Apples/HarmonicsPage.html
Bruce Richards Oberlin College Department of Physics & Astronomy
http://fisicaondemusica.unimore.it/Cordofoni.html

Pianoforte

Pianoforte

Il pianoforte moderno levoluzione dello strumento inventato nei primi anni del 1700 dal fiorentino
Bartolomeo Cristofori. Esso formato dai seguenti elementi fondamentali:
le corde, tre per nota nella zona acuta fino al si1 o sib1; due nella regione medio-grave, una nella regione
grave
il telaio in ghisa, costituito da un pezzo unico in grado di sopportare lenorme tensione (fino a 27
tonnellate) applicata alle corde. In un pianoforte a gran coda pesa circa 180 Kg
la tavola armonica
i ponticelli, che trasmettono le vibrazioni dalle corde alla tavola armonica
la meccanica, comprendente il meccanismo di azione e la tastiera, composta solitamente da 88 tasti,
una estensione corrispondente a sette ottave pi un terzo di ottava
la cassa in legno che racchiude tutti gli elementi
i pedali, di cui quello a destra (pedale di risonanza) solleva tutti gli smorzatori, permettendo alle note
suonate di prolungare la propria durata e a quelle non suonate di ricevere la vibrazione di esse tramite il
ponticello e quindi di vibrare per simpatia. Il pedale di sinistra (il cosiddetto una corda) diminuisce il volume
sonoro complessivo spostando la meccanica in modo che i martelletti possano colpire solo due delle tre
corde, oppure avvicinandoli alle corde, diminuendo lenergia trasferita.

Lazione
E formata essenzialmente da quattro parti: il tasto, il meccanismo di leve, il martello, lo smorzatore. Il tasto
una leva a due bracci di lunghezza circa 270 mm (tasti bianchi) o 240 mm (tasti neri), avente il fulcro
approssimativamente a met lunghezza. La lunghezza della corsa nella sua estremit esterna circa 9,5
mm; essendo il rapporto di leve tra tasto e martelletto approssimativamente 1:5, la corsa del martelletto
misura circa 47 mm. La forza impressa sul tasto durante lesecuzione varia da un minimo di 0.5 N, necessari
per abbassare semplicemente il tasto, fino a raggiungere anche i 50 N in un fortissimo; per via dei particolari
rapporti di leve la forza trasferita al martelletto di circa l80% superiore di quella applicata al tasto.

Descriveremo ora brevemente le fasi successive del funzionamento dellazione.


a) posizione di riposo
In questa fase lestremit esterna del tasto spinta nella sua posizione superiore dal peso del meccanismo di
leva, il quale appoggiato sulla parte interna del tasto. Il rullino, solidale al martelletto, risiede sulla leva del
doppio scappamento; il meccanismo di leva poggia sul pilota, avvitato nel tasto. Lo smorzatore spinto sulle
corde dalla leva di smorzamento, opportunamente appesantita con linserimento di piccoli tondini di piombo.

b) accelerazione
Quando si preme il tasto, il movimento viene trasmesso alla meccanica tramite il pilota. La parte interna del
tasto si muove verso lalto, provocando una rotazione in senso antiorario del meccanismo di leva, facilitata
da una piccola molla. Il martelletto, spinto dalla leva del doppio scappamento, inizia ad alzarsi in direzione
della corda. Immediatamente dopo, il movimento propulsivo passa dalla leva al montante, il quale inserito
attraverso la leva stessa. Quando il martelletto ha percorso circa met della sua corsa, lestremit interna del
tasto aziona la leva di smorzamento la quale solleva gli smorzatori dalle corde.

c) impatto
Poco dopo lestremit superiore della leva del doppio scappamento raggiunge la vite di registro e quindi si
ferma a questa altezza. Contemporaneamente lestremit inferiore del montante tocca il proprio registro; esso
ruota attorno al perno e la sua estremit superiore scivola sul rullino, permettendo lo scappamento del
martelletto e la continuazione della sua corsa svincolato dalla meccanica.

d) arresto
Dopo aver colpito le corde, il martello rimbalza e, raggiunta una certa distanza dalle corde, viene preso e
trattenuto dal paramartello fino a quando il tasto non verr rilasciato. In questa fase il rullino poggia sulla leva
del doppio scappamento e non sul montante in quanto questultimo, dopo la rotazione, in posizione
arretrata rispetto al rullino. A questo punto, se il tasto viene mantenuto premuto gli smorzatori rimangono
sollevati, permettendo la vibrazione della corda e il prolungamento del suono; se il tasto viene rilasciato
completamente i meccanismi tornano in posizione di riposo e lintero procedimento pu essere ripetuto.
Esiste per una terza alternativa che sfrutta il meccanismo del doppio scappamento per ottenere una
ripetizione rapida della nota. Nella prima parte del rilascio del tasto il martelletto viene sganciato dal
paramartello; esso inoltre leggermente sollevato per lazione della molla della ripetizione. A circa un terzo
della corsa di ritorno del tasto il montante, muovendosi verso la propria posizione di riposo, pu scivolare
nuovamente sotto il rullino. A questo punto la situazione la stessa del punto b): premendo il tasto il
montante solleva il rullino e il martelletto colpisce nuovamente la corda. In questo modo possibile ripetere la
stessa nota effettuando solo un terzo della corsa del tasto, quindi in maniera pi veloce rispetto al caso in cui
il rilascio avvenga completamente.

Il martello
Nel pianoforte moderno il sistema del martello mostra un modo
di vibrazione principale attorno ai 260 Hz quando installato nello
strumento. Questo modo non normalmente udibile nel
registro grave ma pu essere percepito nel registro degli acuti
come parte del "knock, a partire allincirca dallA4 (key 49) e
pu influenzare notevolmente il suono dello strumento. Si
possono ottenere variazioni sensibili nel suono spostando la
frequenza di questo modo di risonanza.

Typical weight curve for modern grand hammer heads. 1990 Royal Swedish Academy of Music

Il range tipico del peso dei martelli da 11 g a circa 3 g. Nei bassi sarebbe ottimale utilizzare martelli
leggermente pi pesanti per trasferire pi energia (ma questo comporterebbe una durezza eccessiva) mentre
negli acuti il peso ottimale sarebbe inferiore, ma ci comporterebbe problemi di costruzione.

Tempo di contatto
Il peso del martello influenza un parametro
importante: il tempo di contatto tc.
Tempo di contatto martello-corda espresso in
millisecondi. La durata diminuisce dai bassi agli
acuti. La parte di sinistra delle barre si riferisce a ff,
mentre quella di destra a pp; le due parti sono
separate dal tempo relativo ad un attuatore
meccanico mf. La linea continua rappresenta met
del periodo della fondamentale.

Tempo di contatto in funzione della dinamica per un


C4. Il quadrato bianco rappresenta il colpo di un
attuatore meccanico a mf, mentre le linee
tratteggiate rappresentano il range di durata nella
dinamica utilizzata normalmente in unesecuzione
tra pp e ff.

Il tempo di contatto importante non come valore assoluto ma messo in relazione con il periodo della
fondamentale.
Nella regione dei gravi (fino a G4 circa) molto inferiore al periodo, pertanto il martello non pi in contatto
quando la prima riflessione dellonda raggiunge il punto di eccitazione.
Tra G4 e G6 circa, il tempo di contatto circa uguale al tempo di percorrenza dellonda.
Al di sopra di questa regione il martello permane a contatto pi a lungo di un periodo.
Nel tempo durante il quale martello e corda sono in contatto, le armoniche il cui periodo inferiore ad esso
(frequenza superiore a 1/ tc) interagiscono con il martello in maniera complessa descritta in seguito; il risultato
che esse vengono eccitate solo debolmente, causando una attenuazione di 6 dB/ottava.
Wolfram hammer time

Durezza del feltro


La durezza del feltro di un martello influenza direttamente il volume, la
brillantezza e la qualit generale dello strumento. Per produrre il miglior
suono la durezza deve rientrare in un certo range. Inoltre la superficie pi
esterna deve essere pi morbida dellinterno.
Il grafico a fianco mostra la durezza del feltro, misurata con uno speciale
attrezzo (hardness tester) per tre martelli differenti con peso e misure simili.
Sound example 2: i tre martelli quando installati su un G5 (tasto 59), dal pi
morbido al pi duro, ciascuno ripetuto sei volte.

Inarmonicit
Una corda rigida soggetta, quando flessa, ad una forza di richiamo elastica. E un effetto che pu essere
trascurato per le corde molto sottili, quali quelle di archi, chitarre, cetre e mandolini, ma molto rilevante per
le corde di pianoforte, specialmente per quelle dei registi gravi.
E un termine dispersivo, ovvero la velocit di propagazione varia con la frequenza. La conseguenza la
comparsa di inarmonicit positiva, ovvero che produce frequenze maggiori delle parziali armoniche.
La frequenza dellipertono n nel caso di una corda rigida appoggiata agli estremi data dalla seguente
formula:

f n = nf 0 1+ Bn 2

" 3Yr 4
B=
8TL2
f0 = frequenza della fondamentale nel caso privo di rigidit
Y = modulo
! di Young
S = sezione
T = tensione
K = raggio di girazione
I valori tipici di B per il pianoforte sono tra 0,00005 per la regione grave, 0,0004 nei medi e 0,015 per gli
acuti. Anche se linarmonicit minore nei gravi (dipendenza da 1/L2), percepita molto pi facilmente per
via del numero di parziali che hanno frequenza nella zona di massima sensibilit dellorecchio. Negli acuti la
percettibilit molto bassa, al limite ininfluente sulla qualit del suono. Al C#6, la soglia di udibilit
dellinarmonicit vicina ai valori tipici dei pianoforti. Nella regione dei medi lo shift di frequenza nella 17ma
parziale tale da alzare la sua frequenza a quella della 18ma parziale armonica.

Laumento nei gravi dovuto principalmente allaumento del rapporto diametro/lunghezza delle corde,
mentre negli acuti dovuto principalmente alla riduzione della lunghezza. Linarmonicit pi marcata nei
verticali e nei quarto di coda e mezza coda.
Linarmonicit gioca un ruolo fondamentale nellaccordatura del pianoforte. Nella regione degli acuti le ottave
avranno un rapporto maggiore di 2, mentre nei gravi risulter inferiore. La deviazione dallaccordatura
armonica arriva a 30 cents su tutta lestensione dello strumento.

Onde longitudinali
Sono onde la cui oscillazione avviene in direzione parallela alla propagazione, ovvero lungo la corda.
Il valore della velocit vl solitamente maggiore del corrispondente valore della velocit di propagazione
delle onde trasversali. Per quanto riguarda il caso della corda e delle componenti in frequenza, valgono
delle relazioni analoghe al caso delle onde trasversali:

v
2L
v
fn = n
4L

nel caso di entrambi gli estremi fissi o liberi:

fn = n

nel caso di un estremo fisso e uno libero:

!
!

n = 1,2,3,...

n - simo modo

n = 1,3,5,...

n - simo modo

E possibile scegliere le caratteristiche delle corde in modo da intonare le frequenze dei modi trasversali e
longitudinali in modo che il loro rapporto sia costante lungo lestensione:

f t = "f l
Il fattore varia in un range da 10 a 20, per motivi di tensione delle corde. E stato verificato che alcuni tipi
di accordatura sono risultati pi gradevoli, in particolare quando laltezza tra le due fondamentali pari a
! cents (3 ottave + 1 quinta eccedente), 4600 cents (3 ottave + 1
4300 cents (3 ottave + 1 quinta), 4400
settima minore), 4800 cents (4 ottave) e 5200 cents (4 ottave + 1 terza).

In sound example 4, you can hear what kinds of changes in the timbre of piano tones are produced by changing
the tuning of the longitudinal mode.
Next, listen to some chords, each chord followed by a bass note having a different tuning of the longitudinal
mode but the same tuning of the transverse mode (sound example 6).
Next you will hear some scales played on two different pianos. The first piano has the longitudinal mode tuned
by design, the second one does not. As you can hear, the piano having deliberately tuned longitudinal modes has
a much more uniform and pleasing voice through the scale (sound example 7).
Mario_Bertoncini | Cifre for two prepared pianos
Alvin Lucier | Music for Piano and Oscillators
Henry Cowell | Aeolian harp
Henry Cowell | The banshee
Henry Cowell | The Tides of Manaunaun