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Alla sbarra due professori accusati di bullismo verso gli studenti

La violenza a scuola non solo un affare degli studenti. Emergono in questi


giorni due clamorosi casi cronaca di professori bulli. Dalla scritta "Asino" in
fronte degli alunni fin'anche alla violenza fisica, storie di ordinaria follia
scolastica
14:49 - Incredibile ma vero. Dovrebbero essere loro i custodi dell'incolumit
degli studenti e difenderli dai bulli, e invece diventano i carnefici. Due Prof
finiscono sotto accusa per atti di violenza verbale e fisica compiuti durante le
ore di lezione. Ce lo riportano oggi due quotidiani. Sul Messaggero si parla del
caso di Fiore Eusani, professore dellIstituto Statale darte Fulvio Muzi de
L'Aquila, che sta subendo un processo per laccusa di atti di sopraffazione
verbale e materiale nei confronti dei suoi studenti. Denunciata anche la prof
di Storia dellArte della Scuola Media Alfred Nobel di Sanremo per atti di
violenza fisica, secondo quanto riporta il quotidiano Il Secolo XIX. Ciliegina
sulla torta di un fenomeno sempre pi preoccupante tra gli studenti, come
rivela il sondaggio del portale specializzato Skuola.net: circa un ragazzo su
due stato protagonista o ha assistito a episodi di bullismo.
DALLE OFFESE ALLE MANI, CHI E' IL SOMARO? - Le accuse degli studenti nei
confronti dellinsegnante Fiore Eusani dellIstituto Statale darte Fulvio Muzi
de LAquila sono molteplici, e i fatti del processo risalgono all'anno scolastico
2009/2010. Eusani gi in passato era stato rilevato dal suo incarico proprio
dopo che gli studenti si erano lamentati con altri insegnanti. Secondo le
parole delle giovani vittime, linsegnante usava offendere ripetutamente gli
studenti con appellativi come stupido, deficiente, somaro. Secondo la
testimonianza di uno studente, il professore, avrebbe chiamato in cattedra un
ragazzo per scrivergli asino sulla fronte. Ma questa poca cosa rispetto a
gesti pi eclatanti, come strappare dalle mani compiti scritti e strapparli, o
ricorrere alle mani: linsegnante infatti non avrebbe esitato a fare alzare dalla
sedia una studentessa tirandola dai capelli, e a ricorrere a colpi di bacchetta
sulla schiena per richiamare gli alunni.

MALTRATTAMENTI REITERATI E LANCIO SUL TERMOSIFONE - Ma il professore


de LAquila solo uno degli esempi di insegnanti che non solo non si
muovono contro episodi di violenza tra alunni, ma sono i primi a commetterli.
Patrizia Iannelli, prof di Storia dellArte alla scuola Media Alfred Nobel di
Sanremo stata denunciata per azioni violente contro i giovanissimi alunni.
Lepisodio pi recente riguarda una studentessa, che ha raccontato di essere
stata spinta dalla donna contro il termosifone: la colluttazione costata alla
ragazza un ematoma sulla schiena. Il fatto avvenuto a pochi giorni di
distanza da un altro increscioso episodio, che aveva indotto la Polizia ad
iniziare lindagine sullinsegnante: questultima, infatti, lo scorso luned 28
ottobre avrebbe afferrato per un braccio un suo alunno dodicenne, lo avrebbe
trascinato sul pavimento provocandogli ematomi ed escoriazioni. Ovviamente

immediata stata la denuncia di entrambe le famiglie dei giovani


malcapitati.

LA VIOLENZA A SCUOLA: UNO STUDENTE SU DUE L'HA VISSUTA - Il bullismo a


scuola un problema sicuramente non marginale. Chiaramente i casi di
professori coinvolti come quelli di cui abbiamo parlato sono eccezionali e per
questo meritano gli onori della cronaca. Molto spesso invece le vittime di
giovani studenti bulli subiscono nel pi completo silenzio. E' recente la notizia
che vede protagonista la provincia di Verona, dove nel corso dello scorso
anno sono state registrate ben 250 denunce per episodi di violenza. Secondo
un recente sondaggio di Skuola.net, il 30% degli studenti stato coinvolto
almeno una volta in un episodio del genere, mentre il 20% ne stato
spettatore. Il bullismo non ancora punibile come reato, ma a seconda
dell'accaduto si possono configurare i reati di percosse o lesioni (artt. 581 e
582 c.p.), di danneggiamento (art. 635 c.p.), di ingiuria, diffamazione ( artt.
594 e 595 c.p), minaccia (art. 612 c.p.) e, nel caso di persecuzioni reiterate si
potrebbe addirittura parlare di molestie ( art. 660 c.p.) e stalking. Le pene
possono essere serie se coinvolgono un minore, e anche la mancanza di
intervento, quando l'insegnante non commette violenza ma assiste ad episodi
di bullismo, punibile per il reato di culpa in vigilando dei precettori, art.
2048 c. 2.

-----------Cyberbullismo, un ragazzo su tre


costretto a subire aggressioni online
Una ricerca dell'universit di Bologna, finanziata dal Corecom e sviluppata
dalla Societ italiana di Pediatria rivela che il 30% dei ragazzi emilianoromagnoli messo alla gogna in Rete con video, mail e foto imbarazzanti
Anna ha tredici anni e frequenta le medie. Dopo una giornata di scuola come
tante, torna a casa e accende il pc. Si accorge che i suoi compagni di classe
hanno creato un gruppo Facebook che raccoglie tutti i ragazzini che la
"odiano". Ogni giorno, su quel gruppo, volano insulti sempre pi pesanti.
Passano le settimane e Anna sta male, non ha pi nemmeno il coraggio di
andare a scuola. Racconta tutto ai genitori, poi agli insegnanti, infine parte la
denuncia alla Polizia postale. Questo cyberbullismo. E di storie cos ne
avvengono ogni giorno.

Il Dipartimento di Psicologia dell'Universit di Bologna ha presentato una


ricerca finanziata dal Corecom e sviluppata con la Societ italiana di

Pediatria: Stili di vita online e offline degli adolescenti in EmiliaRomagna.


Uno studio portato avanti da tre donne: Maria Luisa Genta, esperta europea
di bullismo, Annalisa Guarini, ricercatrice di Psicologia e Antonella Brighi,
ricercatrice di Scienze dell'Educazione. Si tratta di un questionario inviato a
3mila studenti delle scuole medie e superiori dove, tra le altre cose, si
analizza il fenomeno del cyberbullismo.

Ben il 30% di questi ragazzi, quindi 900, hanno subito almeno una volta un
aggressione in Rete: dagli insulti via mail a foto e video spiacevoli pubblicati
online. Per una cinquantina di loro, la violenza avviene anche pi volte a
settimana.

Sono tantissimi i casi in cui un ragazzino viene preso di mira dai compagni di
scuola e poi, una volta tornato a casa, gli insulti e le violenze continuano
anche sul web. Bullismo tradizionale e online, un mix devastante: "Lo
chiamiamo polivittimismo spiega Antonella Brighi . L'attacco avviene 24
ore su 24". Ma c' di pi. In Rete "alcuni comportamenti che c'erano anche in
passato diventano a volte pi pericolosi specifica Annalisa Guarini: non
vedo quello che la vittima prova. A volte nel bullismo tradizionale c'
dell'empatia vedendo la vittima che soffre. Ora spegni il pc e non ci pensi
pi".

Le violenze pi diffuse online, segnalate dagli studenti, sono le email che


contengono insulti e minacce. Molte vittime, poi, vengono messe alla gogna
con video o foto imbarazzanti (l'8% degli studenti ha segnalato questo tipo di
vessazioni), altre hanno visto violare il proprio account del social network o
della posta elettronica, cos chi entra pu spacciarsi per la persona
derubata divulgando informazioni false. O ancora, gli insulti nei giochi
online, piazze digitali che raccolgono migliaia di utenti.
Capita anche, raccontano le ricercatrici, che ragazzi e ragazze vittime del
bullismo tradizionale "approfittino del web per vendicarsi, dato che si
prescinde da una superiorit psicologica e fisica". "I presidi sono preoccupati
conclude Brighi, spesso i ragazzi non recepiscono l'impatto che possono
avere sulle vittime. Ma dall'altra parte dello schermo c' una persona in carne
ed ossa che non si difende o non pu identificare l'aggressore, finch non
decide di rendere pubblico il suo disagio e chiedere aiuto". Ma non sempre
questo avviene.
-----------Ask.fm, il social dell'anonimato: come difendersi dalle insidie del cyber senza
volto

Il social delle domande al centro delle polemiche dopo i suicidi di adolescenti


in tutto il mondo. Il contenuto non monitorato e chi accede esposto da
subito a potenziali minacce e insulti. Che arrivano da utenze non identificabili

NASCE in Lettonia, Ask.fm, che sta per "Ask for me" (chiedi per me). Una
community particolare, assimilabile ai vari social, ma con una caratteristica:
gli utenti possono interagire in forma anonima. E di utenti su Ask.fm ce ne
sono sessanta milioni, pi di tredici si collegano quotidianamente, l'Italia il
paese che ne conta di pi. Ask.fm tra i siti pi utilizzati dai teenager, uno
spazio in cui si possono porre domande per ottenere risposte, e per
rispondere, questo, s, occorre registrarsi. L'ingresso vietato ai minori di 13
anni. Ma ovviamente su internet chiunque pu avere qualunque et, e a 14
anni ci si pu collegare. E come fosse niente, ricevere inviti al suicidio. E'
successo a Padova, dove una ragazza di 14 anni si lanciata dal tetto di un
albergo dismesso. E' accaduto ultimamente in Usa e in Gran Bretagna. E'
accaduto a quindici ragazzi nel mondo negli ultimi mesi.

ASSANTE: "RENDIAMO UNCOOL L'ANONIMATO"

Social e minacce. Ask.fm funziona come sito e come app mobile per
smartphone e tablet. Si pone una domanda, senza limitazioni tematiche, e si
attende una risposta. Come altri spazi web che funzionano in modo analogo,
Ask.fm pu essere vissuto come un luogo della rete utile e funzionale. Ma pu
rapidamente trasformarsi in un incubo. Perch la modalit anonima con cui
possibile interagire con altri utenti pu nascondere insidie letali, se non si
preparati a difendersi. Soprattutto se nel profilo ci sono foto o video
personali.
Chiunque pu porre domande sui profili personali degli utenti, che possono
essere "seguiti" come accade su Twitter. Ma a differenza del network del
passerotto, su Ask.fm non si pu sapere chi ti sta seguendo, ma solo il
numero dei follower raggiunti. Le domande possono essere innocenti. Ma tra
un "Ti piace andare al cinema?" e "Qual il tuo hobby preferito" pu arrivare
a sorpresa, anonima, una richiesta diversa: "Hai disturbi alimentari?", "Hai
mai usato droghe", "Sei vergine?". Parole che possono aprire le porte
dell'inferno digitale. Perch su Ask.fm non c' controllo o filtro umano a quello
che viene scritto. C' un'avvertenza molto chiara quando ci si collega al sito:
nessuno monitora il contenuto, anche se i comportamenti illegali, diffamatori
e lesivi dell'utenza sono proibiti. Ma nonostante i deterrenti, la frequentazione
di Ask.fm stata associata a un numero rilevante di episodi di cyberbullismo.
E a diversi suicidi di minori. Perch, come spiega la psicologa Anna Oliveiro
Ferraris, "Il cyberbullismo annichilisce le vittime". Il problema che

utilizzando Ask.fm, si esposti da subito a domande anonime, che sono


attivate di default. L'utente deve poi manualmente modificare l'impostazione,
per garantirsi un minimo di protezione. Messaggi come "Ucciditi", "Prenditi un
cancro", "Bevi dell'ammoniaca" sono state segnalate dagli utenti in tutto il
mondo.
Come proteggersi. Oltre alle caratteristiche social classiche, e quindi gli
elenchi di attivit in corso sul sito, il punto centrale di Ask.fm la pagina di
profilo di ogni utente. Che ha come elemento prominente un box in cui si
possono digitare domande. Uno spazio che, se si lascia aperto l'accesso agli
utenti anonimi, pu diventare presto un ricettacolo di insulti, assalto
sessuale, attacchi alla persona. Come proteggersi?

Abolire l'anonimato su internet un nonsenso, alla luce delle decine di social


che aprono ogni giorno e che possono potenzialmente esporre gli adolescenti
a rischi del tutto simili. Tinder, Kik, Snapchat e altri network minori e molto
usati dai ragazzi sono spazi in costante espansione, su cui effettuare controlli
di sicurezza diventa complicato. Ci sono stati suicidi anche per post su
Facebook, e dal momento ipotetico in cui Ask.fm diventasse un sito blindato,
ne aprirebbe subito un altro aperto e anonimo, pronto ad attirare milioni di
utenti. La prima mossa dovrebbe arrivare da Ask.fm, disabilitando come
impostazione base le domande anonime, che naturalmente sono uno dei
punti di maggior attrazione del sito. Ma il punto chiave rimane l'attenzione
dei genitori verso le attivit dei figli. Essenziale in un mondo in cui le identit
reali e quelle digitali sono ormai una sola cosa, e i pericoli del mondo si
replicano nel dominio elettronico.
--------Era il "sorcio" per i coetanei:
quindicenne lascia la scuola
Un caso di cyberbullismo a Rimini. La vittima, offesa anche su Facebook, ha
lasciato anche la citt. Quattro ragazzini indagati per diffamazione
RIMINI - Lo chiamavano 'sorcio' per i denti un po' sporgenti, ora quattro
ragazzini sono sotto inchiesta per diffamazione. A essere preso di mira anche su Facebook - dai compagni di scuola, in un istituto superiore del
Riminese, un 15enne originario della Sicilia, che quando non ce l'ha pi fatta
si ' confidato con i genitori. Dopo la denuncia, gli investigatori sono risaliti
ad alcuni autori delle offese. La vittima, riferisce il Resto del Carlino, si
ritirata dalla scuola e ha lasciato Rimini.
----------Pavia come Bollate, un'altra ragazzina

picchiata da coetanea finisce sul web


Una vicenda di bullismo analoga a quella della 15enne denunciata nel
Milanese. L'aggressione avventuta nella stazione dei bus. E anche in questo
caso c' di mezzo un fidanzato 'rubato'
Un nuovo caso di bullismo fra ragazzine, questa volta a Pavia, finisce su
Internet dopo quello di Bollate, in provincia di Milano. Le immagini di una
ragazza che viene picchiata da una coetanea davanti a decine di compagne e
compagni sono state girate da un ragazzo, con un telefonino, lo scorso 17
gennaio alla stazione delle corriere di Pavia (luogo in cui si radunano
moltissimi studenti dopo la scuola, ciascuno in attesa dellautobus che lo
porter a casa). Tra il piazzale degli autobus e i portici, una minorenne che
indossa una felpa con i colori della bandiera americana va in cerca di quella
che, a quanto riferito da alcuni presenti, le avrebbe rubato il ragazzo.

La ragazzina picchiata, che riesce ad allontanarsi (apparentemente senza


aver riportato ferite) solo dopo lintervento di compagni e compagne che
tengono ferma, tentando di calmarla, la giovane che continuava a rincorrerla,
vittima di un precedente ricatto da parte di pi persone che sarebbero in
possesso di un video privato che la ritrae, non avrebbe presentato denuncia
alle forze dellordine.

Il video del pestaggio alla stazione degli autobus di Pavia comparso su


YouTube, rimbalzando sulle bacheche di moltissimi
utenti Facebook e rilanciando - come se ce ne fosse stato ancora bisogno - le
polemiche su quanto avvenuto, filmato e messo in rete pochi giorni fa a
Bollate quando una minorenne per lo stesso motivo stata aggredita e presa
a sberle e a calci da una coetanea dopo luscita da scuola.
--------Una 15enne picchia coetanea per strada:
nessuno la aiuta, il video su Facebook
L'aggressione fuori da una scuola a Bollate (Milano): la vittima, colpita a calci
e pugni mentre nessuno dei compagni interviene, accusata di aver portato
via il fidanzato all'altra ragazzina, che stata denunciata
Presa a sberle e a calci fuori da scuola, dalla ex fidanzata del suo ragazzo,
mentre i compagni ridacchiano, fanno il tifo e filmano con i telefonini.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la quindicenne picchiata da una
sua coetanea verso le 14 di mercoled a Bollate, fuori dallItc Primo Levi di via
Varalli, alluscita di scuola si trovata a discutere con una studentessa di un

altro istituto che lavrebbe accusata di averle rubato il ragazzo, mentre in


realt i due si sono lasciati tre mesi fa. Tutte e due vestite sportive si trovano
una di fronte all'altra, circondate dai compagni di scuola della vittima, che
dimostrano di conoscere la giovane con intenzioni bellicose.

Un ragazzo filma col cellulare e tra un paio di bestemmie commenta: Dai


m... che ansia, vi picchiate o no?. Poi rivolto allamico: Zio, saluta il Tg5.
La ragazza bellicosa parte col primo calcio, la quindicenne colpita in vita
risponde: Ma sei c...?. E le arriva il secondo. Allora le dice: Cretina,
muori. La ragazza che aggredisce si carica: M..., magari muori, adesso devi
morire e via uno schiaffo e poi un altro calcio. adesso che la ragazza
colpita comincia ad allontanarsi, cammina verso una sua amica: Aiutami!.
Viene inseguita e presa ancora a schiaffi e calci nella schiena mentre il
ragazzo che filma commenta Vai cos, vai! Cattiva!.

Sul marciapiede, vicino a un cartello stradale, viene costretta dalla rivale ad


abbassarsi a terra. Si siede e le arriva un calcio in testa. Grida per favore
aiutatemi!. Poi ti prego ti prego, ma la ragazza
le tira il cappuccio e la colpisce di nuovo. Grida. Poi non si vede pi nulla. Il
filmato era finito su Facebook e la preside della scuola ha chiamato i
carabinieri di Rho. Le due ragazze sono state convocate in caserma e la
vittima, assieme ai genitori, ha denunciato la picchiatrice.
---------Internet, approvato il primo Codice contro il cyberbullismo
Operatori del settore e colossi internet firmano una bozza di
autoregolamentazione: introdotti meccanismi per segnalare e fermare le
situazioni soprattutto sui social network
ROMA - Un tentativo di contrastare un fenomeno allarmante, che colpisce
soprattutto i giovani e i pi deboli. La bozza del primo Codice di
autoregolamentazione per il contrasto al cyberbullismo stata approvata
durante la riunione tecnica presieduta dal viceministro dello Sviluppo
economico, Antonio Catrical, con l'accordo dei rappresentanti delle
istituzioni (come Agcom e Garante per l'infanzia), le associazioni italiane del
settore elle associazioni (Confindustria digitale, Assoprovider, eccetera) e i
colossi globali come Google e Microsoft. Il testo prevede che gli operatori
della Rete, e in particolare coloro che agiscono all'interno dei servizi social, si
impegnino fermare qualsiasi episodio di cyberbullismo segnalato dagli utenti.

LEGGI IL DOCUMENTO

Il documento specifica che i meccanismi e sistemi di segnalazione - come ad


esempio un bottone presente sulle pagine web - dovranno essere
adeguatamente visibili e cliccabili all'interno della pagina visualizzata; e
dovranno essere anche semplici e diretti, in modo da consentire a bambini e
adolescenti l'immediata segnalazione di situazioni di pericolo.

Si tratta del primo caso di autoregolamentazione da parte degli operatori e


delle istituzioni: un intervento ritenuto necessario anche a seguito dei gravi
fatti di cronaca che hanno visto alcuni giovanissimi arrivare a gesti estremi
dopo essere stati oggetto di insulti e diffamazioni su Internet.

Catrical ha espresso la propria soddisfazione per l'accordo raggiunto: "E' il


primo risultato concreto del tavolo tecnico sul fenomeno su un tema cos
delicato e rilevante per la vita dei nostri giovani e giovanissimi".

Il codice sar a disposizione sul sito del Ministero dello Sviluppo economico a
consultazione pubblica per 45 giorni al fine di ottenere ulteriori suggerimenti
dagli utenti del web.
---------Un adolescente su dieci
vittima del cyber-bullismo
Perseguitati via internet o attraverso
i cellulari, non hanno nessuna tregua
STOCCOLMA
Piccoli, ma gi esposti alle insidie del bullismo non solo di persona, ma pure
via internet e telefonino. Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori
europei,circa il 10% degli adolescenti tra i 12 e i 14 anni vittima del
cyberbullismo. Un problema che pu essere pi serio del bullismo
convenzionale, perch in questo caso la vittima viene lasciata in pace almeno
la sera e nei fine settimana, mentre i ragazzini che incappano in un
cyberbullo non hanno rifugio, spiega Ann Frisen, psicologa dellUniversit di
Gothenburg (Svezia), componente della rete di studiosi europei che sta
conducendo unanalisi su questo fenomeno.

I ragazzini bersaglio del bullismo tecnologico possono essere minacciati


continuamente attraverso sms o siti web. Oltretutto le informazioni si
diffondo rapidamente, e pu essere difficile rimuoverle dalla Rete. Inoltre
spesso complicato identificare la fonte dei messaggi aggressivi.

Ma come funziona questa nuova insidia? Il cyberbullismo si verifica quando


le nuove tecnologie come i computer e i telefonini sono usati per minacciare
qualcuno. I carnefic spesso usano sms, e-mail, chat e perfino Facebook per
diffondere i loro attacchi, continua lesperta che cita il gruppo "Vi som hatar
Stina Johansson" ("Quelli che odiano..."). stato un gruppo molto difficile da
rimuovere dalla Rete, confessa la Frisen che rimasta in contatto con i
genitori di Stina per oltre un mese. Insomma, la rete pu essere una cassa di
risonanza potentissima per messaggi negativi a danni non solo di personaggi
pubblici, politici o vip, ma anche di ragazzini indifesi.

Chi sono le vittime dei bulli telematici? Adolescenti di 12-14 anni, nel
periodo scolastico. Quasi sempre i bulli frequentano la stessa scuola della
vittima, risponde la psicologa, secondo cui lanonimato garantito dalla rete
consente di usare un linguaggio pi libero e aggressivo del normale. Per
proteggere i ragazzini, come sempre un ruolo chiave spetta agli adulti, che
non dovrebbero essere cos naif su ci che i loro figli confessano sulla rete. A
partire dalle foto. Inoltre sarebbe bene informarsi sui siti visitati dai figli. Pi
che vietare laccesso ad alcuni spazi sul web, secondo la psicologa meglio
insegnare ai ragazzi come comportarsi una volta in rete. Di fronte alle
vittime, dobbiamo aiutarle e insegnare loro a interrompere laggressione. A
partire da tre regole chiare anti-cyberbulli: Non condividere informazioni,
blocca i contatti e parlane con un adulto.
-----------Padova, lombra del cyberbullismo
sul suicidio di una ragazza di 14 anni
Domenica pomeriggio si gettata dallultimo piano di un ex hotel di
Cittadella
Nel mirino il sito Ask.fm, una chat diventata da tempo il parco giochi dellodio

+ Oggi il Safer Internet Day, per una Rete a misura di grandi e bambini
BRUNO RUFFILLI

Se mi posti ti cancello , lo spot contro il bullismo


ANNA MARTELLATO
Secondo me tu stai bene da sola! Fai schifo come persona. E poi: Con cosa
e meglio tagliarsi? Non meglio usare la lametta?. Ancora, come se non
fosse gi abbastanza, un altro pugno: Spero che uno di questi giorni taglierai
la vena importantissima che c sul braccio e morirai!!!!. Frasi, parole, insulti
pesanti come un macigno, digitati con una cattiveria perversa a cui difficile
trovare un senso. E che hanno schiacciato, annientato una ragazzina di
Padova di soli 14 anni, inducendola a farla finita davvero: domenica
pomeriggio si gettata dallultimo piano di un ex albergo di Cittadella, a
Padova. Un palazzo abbandonato, rifugio di tossicodipendenti e sbandati. Nel
suo passato quel lex albergo maledetto a Padova contava gi un precedente.
Gi un ragazzino si era suicidato nel 2008.

Tutto questo ha un nome. Si chiama Cyberbullismo. Succede quando la piazza


diventa il web, e succede quando il sito in questione Ask.fm, network con
60 milioni di utenti giudicato pericoloso a tal punto che anche il primo
ministro inglese David Cameron ha chiesto di boicottarlo, dopo il suicidio
della 14enne inglese Hannah Smith, a Lutterworth nello Leichestershire, solo
lagosto scorso. Una chat basata sul concetto di interazione domandarisposta, che per coetanei vigliacchi e incoscienti diventata da tempo il
parco giochi dellodio: sono protetti da anonimato, e a quel punto facile
trasformarsi in un branco sadico.

Lei era iscritta con il nome di Amnesia. E se hai 14 anni, et gi di per s


complicata, se sei fragile, ogni parola pi che un insulto: diventa
unimmagine sfocata e distorta delle proprie paure pi segrete. Che in quelle
frasi, in quelle parole, in quegli auguri di morte e di autolesionismo, trovano
dentro di te una certezza. E pensi davvero che non vali nulla, che fai schifo
come persona. Che devi morire. Cera persino chi le aveva inviato un link a
un trailer, quello del film Suicide Room, come raccontano oggi i quotidiani
locali.

Qualcuno si era accorto che la situazione stava degenerando e cera chi le


consigliava di smetterla, di andare dallo psicologo. Ma lei rispondeva con

immagini di polsi tagliati e bende, o un cuore spezzato.Basta stupido


mondo, ha scritto in un post il 2 febbraio. La ragazzina prima di compiere
lultimo gesto aveva scritto dei biglietti prima di andare sul tetto di quellex
albergo, ma pare senza spiegare nulla in merito a ci che stava per compiere.
Solo una lettera indirizzata alla nonna, lasciava presagire il peggio, la quale
subito, non appena lha letta, si allarmata. Ha avvertito i genitori della
ragazza: in fondo cera qualche dettaglio che faceva capire dove poteva
essere andata. Ma ormai era tardi. Sotto choc, i genitori sono arrivati per
cercarla, invece hanno trovato le autorit a lavorare su quello che ormai era il
luogo del suicidio.
Tutto ora al vaglio degli inquirenti, che stanno svolgendo le appropriate
indagini.
----------Cyber bullismo, dodicenne si uccide negli Usa
"Torture psicologiche sul web dalle sue coetanee"
Dopo aver sopportato per mesi irrisioni e insulti in rete, si tolta la vita
gettandosi nel vuoto da una piattaforma di cemento abbandonata vicino casa

Washington, 14 settembre 2013 - Ennesimo caso negli Usa di adolescente


spinta al suicidio da un flusso ininterrotto e coordinato di torture psicologiche
e soprusi ad opera di sue coetanee che per mesi lhanno tormentata sui
social media. Una dodicenne della Florida, Rebecca, dopo aver sopportato per
mesi irrisioni e insulti in rete, si tolta la vita gettandosi nel vuoto da una
piattaforma di cemento abbandonata vicino casa. E quanto ha riferito lufficio
dello sceriffo della contea di Polk, che ha individuato almeno 5 ragazzine
sospettate di essere le cyber-aguzzine di Rebecca, spinta al passo estremo
con sms di insulti e foto ritoccate per mesi. E tutto iniziato solo per un
fidanzatino conteso.
Tra i tanti, terribili, messaggi che hanno portato alla disperazione
Rebecca...Sei orribile, Perch sei ancora viva?, Vatti ad ammazzare. Lo
sceriffo Grady Judd ha raccontato di come la ragazza fosse, assolutamente
terrorizzata dai social media. La madre, consapevole dello stato danimo di
Rebecca, le aveva fatto cambiare scuola, le aveva fatto chiudere il profilo
Facebook e le aveva tolto il cellulare. Le cose sembravano andare meglio ma
segretamente Rebecca, dopo aver riottenuto il telefonino, si era iscritta ad un
altro sistema di scambio di messaggi, Kik Messenger, e il tormento ripreso.
Il New York Times racconta che come account premonitore aveva scelto La
ragazza morta.
----------

Telefono Azzurro partecipa alla marcia digitale contro il cyberbullismo


Si chiama #DeleteCyberbullying ed una campagna europea contro il
fenomeno del cyberbullismo. Oltre 7 cittadini europei su 10 ritengono che i
rispettivi governi non stiano facendo abbastanza per affrontare la tematica
del bullismo nelle scuole, e sono ancora di pi quelli convinti che quasi
nessuna azione sia stata pianificata per affrontare il cyberbullismo. Tappa
fondamentale del progetto una marcia digitale che si terr il prossimo 11
giungo quando milioni di avatar creati da ragazzi, genitori, insegnanti e
grandi personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport,
marceranno uniti su tutti i siti e i social network per sottoporre una petizione
online alla Commissione Europea per chiedere: una normativa pi severa per
tutelare il diritto di tutti i bambini e i ragazzi a vivere una vita senza paura
del bullismo o del cyber-bullismo; lo stanziamento di fondi specifici (77 milioni
di euro) per servizi di prevenzione e protezione da questo fenomeno e
listituzione di una Giornata Europea contro il Bullismo.
Telefono Azzurro supporta attivamente questa campagna, alla quale ci si pu
iscrivere gi da ora allindirizzo http://bigmarch.beatbullying.org/. La rete per
i ragazzi, e non solo, un moltiplicatore di possibilit sostiene Ernesto
Caffo, presidente di Telefono Azzurro e come tale pu amplificare anche gli
effetti di alcune distorsioni sociali. Spetta agli adulti, tutti, la responsabilit di
valutare quanto accade e sollecitare le istituzioni preposte ad affrontare la
questione per contrastare tali fenomeni negativi, senza spegnere
lentusiasmo dei ragazzi per le concrete possibilit che le attuali tecnologie
offrono alle nuove generazioni.
-----------------Bullismo al femminile a Padova, picchiata sul bus da tre ragazze
Studentessa del Gramsci in ospedale dopo essere stata aggredita da tre
tunisine del Ruzza. I genitori: Abbiamo paura
PADOVA. stata aggredita a bordo del bus durante il tragitto da casa a
scuola. stata offesa e picchiata da tre coetanee, tutte tunisine di seconda
generazione, che sono arrivate anche a minacciarla di morte. Mi hanno
offesa perch sono italiana, racconta la diciannovenne vittima delle
vessazioni. Questa una storia di bulli: bulli al femminile. Sul caso stanno
indagando i carabinieri.
Laggressione. Luned mattina, autobus Sita diretto a Padova affollato di
studenti. Una ragazza di 19 anni della Bassa padovana, studentessa
dellistituto Gramsci, appoggia lo zaino a terra. Tre coetanee salite da poco
alla Guizza e dirette al Ruzza le chiedono di spostarlo in malomodo anche se
le provocazioni, in realt, erano iniziate gi da qualche minuto. La giovane
accenna una risposta e loro si avventano in tre: la picchiano, continuano a
offenderla facendo leva sul fatto che lei italiana, la fanno stendere a terra e

una le si siede sopra. Qualcuno cerca di attirare lattenzione dellautista che


per continua la sua corsa senza rendersi conto di nulla. La ragazza, al
termine della mattinata di scuola, si presenta in pronto soccorso e se ne esce
con un referto medico.
Aggredito anche il fidanzato. Il giorno successivo, terrorizzata al pensiero di
ritrovare le tre ragazze, si fa accompagnare in bus dal fidanzato. Ma anche
questo non serve. Le tre giovani della Guizza minacciano anche lui, lo
picchiano. Nel pomeriggio si presentano anche davanti a casa sua,
continuando con le offese. A quel punto la giovane decide di sporgere
denuncia e con il referto del pronto soccorso si presenta alla stazione dei
carabinieri di Albignasego. Partono gli accertamenti e le tre giovani vengono
identificate. Lindagine ancora in corso.
Ancora sotto choc. La diciannovenne vittima dellaggressione a bordo del bus
ancora sotto choc. a casa da scuola da qualche giorno, porta il collare
ortopedico ed terrorizzata allidea di tornare fuori tra i coetanei. Anche i
genitori hanno paura. Non sappiamo con chi abbiamo a che fare. Non
sappiamo chi c dietro queste ragazze e temiamo per lincolumit di nostra
figlia, dice preoccupata la madre pregando di mantenere segreta lidentit.
Lindagine. I carabinieri stanno cercando di capire se quanto successo luned
e marted stato un episodio isolato o se le tre ragazze identificate hanno
commesso altri atti simili. Per verificare al meglio la situazione stato
interpellato anche lautista del bus.
Il fenomeno. Immigrati di seconda generazione e integrazione: un argomento
sempre in voga, specie in una citt come Padova. Non la prima volta che
proprio questi ragazzi, nati da coppie di immigrati trapiantate in citt e
provincia, si rendono protagonisti di episodi di violenza e bullismo. Succede a
scuola come in piazza o nei patronati. Perch c un senso di rivalsa che
emerge, c la paura di non essere uguali agli altri. Casi analoghi, in questi
ultimi anni, sono stati riscontrati in quartieri come lArcella o la Guizza ma
anche in centro davanti al Duomo: violenza fine a se stessa, rabbia, senso di
sfida. Sembra un paradosso ma per raggiungere lintegrazione deve
succedere anche questo.
----------Bullismo, uno su due resta a guardare
Indagine su 5mila adolescenti italiani. Il dato comune: voti bassi e famiglie
disagiate. Telefono Azzurro: il 20 aprile tutti in piazza
Un soprannome sgradevole, lo scherno continuo, la forza fisica usata per
piegare, umiliare. Capita a un adolescente su cinque. Soprattutto tra le pareti
scolastiche (51%). Dove un ragazzo su due dice di aver assistito a episodi di
bullismo, il 15% di esserne stato vittima, mentre il 16% ammette di essere un
bullo.

Avevo paura delle conseguenze o non sapevo come aiutare la vittima,


sono le motivazioni addotte dal 50% degli adolescenti testimoni di episodi di
bullismo o cyberbullismo che impediscono di intervenire a favore della
vittima. I dati sono contenuti nella ricerca svolta nell'ambito del Progetto
europeo E-Abc - Antibullying Campaign su 16.227 giovani delle scuole
superiori di 5 Paesi tra cui l'Italia (al fianco di Grecia, Lituania, Bulgaria,
Estonia, Lettonia). Per l'Italia, rappresentata da Telefono Azzurro, hanno
partecipato oltre 5mila studenti.
L'INDAGINE - Un'indagine che fa luce non solo sulle vittime - che, come hanno
mostrato molti casi di cronaca, affrontano una sofferenza che pu avere
conseguenze estreme - ma anche sugli altri protagonisti: bulli e testimoni.
Accomunati, il pi delle volte, da due caratteristiche: basso rendimento
scolastico e problemi familiari. I fenomeni sono pi frequenti - dice la ricerca in presenza della situazioni familiari pi difficili: Le vittime di bullismo sono
per il 40,5% studenti con genitori che abusano di alcol, il 31% convivono con
familiari che in casa risolvono i conflitti con la violenza, il 23% vivono disagi
economici o le conseguenze della disoccupazione di mamma o pap. Le
stesse percentuali si osservano con i bulli, anche se sale la percentuale
(44,2%) di quelli che subiscono violenze in famiglia.

BULLI E VITTIME SI ASSOMIGLIANO - Bulli e vittime si assomigliano conferma Silvia Vegetti Finzi, professoressa di Psicologia dinamica a Pavia -.
La loro configurazione sociale molto simile, la differenza sta nel
temperamento. La vittima pi fragile, ma la condizione di superiorit del
bullo in relazione solo al gruppo. Secondo la ricerca, le prime avvisaglie di
bullismo si possono riscontrare gi dalle scuole elementari. Vegetti Finzi
arriva a dire dalla scuola materna. Si tratta di bambini che prevaricano gli
altri - spiega - con la loro vitalit corporea. Ma anche in quel caso le vittime
soffrono, vivono nel terrore e gli educatori devono stare attenti.

L'APP E LA PIAZZA - Negli ultimi anni sono cresciute le segnalazioni sostiene Ernesto Caffo, presidente di Sos telefono Azzurro - soprattutto dopo
l'esplosione del cyber-bullismo. Il presidente, ordinario di Neuropsichiatria
infantile allUniversit di Bologna, ha presentato a Milano la campagna
europea antibullismo, che si avvale anche di un video. L'associazione
scender in piazza - in 2.300 piazze italiane - il 20 e il 21 aprile per la
campagna Aprile azzurro. Ci vuole un fiore: raccoglier donazioni,
ricambiando con il fiore della Calancola e sosterr in questo modo le linee
telefoniche (1.9696 e 116.000), la chat, il numero di emergenza 114. E da
poco abbiamo lanciato unApp su Facebook e proprio oggi abbiamo messo
online il nostro sito rinnovato, perch fondamentale parlare ai ragazzi l
dove sono presenti, ma non basta. Continua ancora Caffo ci rapportiamo
con la scuola, puntiamo a formare gli insegnanti, lavoriamo molto anche con i

progetti europei perch i problemi di bambini e adolescenti del continente


sono molto simili anche se nei paesi del Sud Europa il bullismo presente in
misura minore che nel Nord. Quello cui dobbiamo puntare alla creazione di
una rete capace di cogliere le prime difficolt e offrire le prime risposte.

PREVENZIONE - In certi casi occorre intervenire in modo mirato anche con la


famiglia. L'intervento pi efficace la prevenzione, magari anche attraverso i
pediatri ha aggiunto Caffo. Mentre Vegetti Finzi ha sottolineato che occorre
distinguere: il bullo qualcuno che fa qualcosa di violento, non un violento.
Occorre lavorare sulle sue positivit.

CONCORSO - Al tema del bullismo dedicato un concorso che invita gli


studenti a parlare di prepotenza verso i coetanei e possibili interventi:
l'Associazione Robert F. Kennedy Foundation of Europe Onlus - ong che si
occupa di educazione e sensibilizzazione ai diritti umani e che da tre anni
indice un premio giornalistico dedicato ai ragazzi delle scuole superiori di
tutta Italia - ha lanciato un premio in collaborazione e con il patrocinio del
Premio Ischia. Il concorso, che si rivolge a studenti del triennio delle scuole
secondarie di II grado di tutta Italia, invita i partecipanti a presentare,
individualmente o in gruppo, elaborati in formato cartaceo o video sul tema:
Bullismo, la legge del pi stupido. La cultura pu mettere a tappeto la
prepotenza? Al vincitore sar consegnata, oltre al busto del Senatore Robert
F. Kennedy, anche una borsa di studio del valore di 2mila euro offerta dalla
Fondazione Premio Ischia Giuseppe Valentino. Per partecipare c' tempo fino
al 15 Maggio. La premiazione si terr a Ischia tra il 4 e il 6 luglio. Sul sito
dell'associazione possibile scaricare il bando completo e la scheda di
iscrizione in allegato.
----------Costretti a svenire dai baby-bulli
nel cortile della scuola media
Thiene, li salva la polizia. Denunciati
tre ragazzi che avevamo imparato
la tecnica sul web. Erano spietati

Le indagini della polizia sono state a tutto campo

ANNA MARTELLATO
VERONA
Cinque ragazzini costretti ad andare in iperventilazione, procurandosi cos la
perdita di coscienza: un vero e proprio svenimento. E per svegliarli, come se
non bastasse, volavano schiaffi e calci, tra le risate generali della banda. A
ordinare loro di svenire sotto minacce e persecuzioni, tramite una tecnica
pescata dal sottobosco del web pi oscuro, un trio di bulli quindicenni di
Thiene, due ragazzi di 15 anni di origine marocchina e un sedicenne di origine
ghanese. Il gruppetto soggiogava e umiliava in questo modo i cinque
ragazzini, quasi tutti delle medie.

Un gioco, per la gang di bulli, che si consumava fuori da scuola, in provincia


di Vicenza. Ma che coster loro caro: sono infatti stati tutti denunciati dalla
Polizia Locale di Thiene (Vicenza) alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale per i Minorenni di Venezia per atti persecutori in concorso nei
confronti di cinque minorenni (quattro italiani e un ghanese). Il comandante
Giovanni Scarpellini, che ha coordinato le indagini, non esclude per ulteriori
sviluppi.

I tre infliggevano quello che per loro era solo un passatempo (assurdo e
pericoloso, oltre che stupido), usando la forza del branco e isolando prima
luno poi laltro studente, per poi prenderlo di mira.
Ad accorgersi che qualcosa non andava, i genitori delle vittime. Lumiliazione
aveva provocato uno strano stato dansia che non passava inosservato,
soprattutto agli occhi delle mamme, le quali non ci hanno pensato due volte a
segnalare le situazioni alla dirigenza scolastica dellistituto, da subito
collaborativi con la Polizia.
I ragazzi, quasi tutti delle scuole medie thienesi, venivano attirati o aspettati
fuori da scuola allinizio o al termine delle lezioni. Sono stati segnalati episodi
di bullismo anche allinterno dei bagni e nel cortile: quasi tutti gli episodi
miravano a stabilire una gerarchia interna, una sorta di catena di comando,
spiega il Comandante Scarpellini. Le indagini della polizia sono state a tutto
campo, tanto che sono venuti alla luce altri episodi in cui veniva sottratta la
merenda ad altri alunni con minacce pi o meno velate di ritorsioni: ai bulli
bastava una semplice frase, ti aspettiamo fuori, per rendere le vittime
totalmente succubi. In un caso - comunque fuori dalla scuola - uno dei bulli
indagati ha sfilato anche un coltello minacciando di usarlo, in caso di
mancata consegna della merenda.
Attorno alla violenza perpetrata da questa banda di piccoli delinquenti senza
scrupoli, un mondo fatto anche di droga, con spinelli fumati prima e dopo le

lezioni.
Le indagini continuano. Intanto la situazione seguita anche dal Servizio
Tutela Minori dellUlss n. 4 di Thiene, e dal Consiglio dellIstituto Scolastico
Comprensivo, il quale si pronuncer a breve sui provvedimenti disciplinari da
applicare.
-------------

Bullismo: piaga da estirpare


16/02/20130 Comments

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Il fenomeno del bullismo in continua ascesa in tutto il mondo e la diffusione
delle nuove tecnologie e mezzi di comunicazione non ha di certo limitato il
problema, anzi ne ha allargato i mezzi.
Letimologia della parola bullo deriva dal mondo anglosassone, la diretta
traduzione bully nei lontani anni 30 del 1500 aveva unaccezione positiva,
significava, infatti, tesoro (riferito ad una persona), in quanto discendente
dallolandese boel che significava appunto fratello. Nel corso degli anni il
suo significato originario si sempre pi deteriorato e nel corso del 17^
secolo , infatti, passato da bravo ragazzo a smargiasso per poi finire con
molestatore dei deboli. Il verbo to bully apparso per la prima volta nel
1710. Per quanto riguarda luso del termine scientifico bullismo, questo ,
invece, stato introdotto per la prima volta in Svezia nel 1972 in ambito di una
ricerca sullaggressivit. Il termine bullismo , anche, collegato a mobbing
(coniato nel 1962 da Lorenz) e esplica il medesimo fenomeno in cui un
gruppo che persevera nel vittimizzare qualcuno.

Per bullismo si intendono tutti gli atti che hanno come obiettivo il
danneggiamento morale e/o fisico di un coetaneo e che perdurano nel tempo
anche per mesi ed anni. Le caratteristiche sono diverse e comprendono: la
volontariet della condizione vessatoria con lo specifico obiettivo di arrecare
un qualsiasi tipo di danno alla vittima; La costanza del fenomeno nel tempo e
il suo crescendo sia nella frequenza che nella gravit delle azioni; Lovvio
sbilanciamento del potere tra la vittima, indifesa e distrutta, e il bullo, che
detiene il potere e mina la psicologia della vittima.

Il bullismo, pur essendo costante nelle sue modalit, ha diverse forme e si

specializza a secondo dei luoghi. Esiste il bullismo fisico, che presuppone una
violenza, appunto, fisica contro la vittima la quale viene coinvolta in risse o si
vede privata delle sue propriet. Il bullismo verbale rimane nellambito della
derisione e dellinsulto con affermazioni che cambiano in base allindividuo e
alle sue peculiarit derivanti da razza, sesso, orientamento sessuale,
credenze religiose ed opinioni. Tuttavia pu anche riguardare anche altre
sfere. Simile a questultimo il bullismo indiretto che consiste nel diffondere
pettegolezzi o false dicerie sul conto della vittima. Il bullismo relazionale,
invece, consiste nellescludere la o le vittime dai gruppi di aggregazione
sociali ed isolarli.

Queste forme di bullismo, molto spesso, vengono sommate luna con le altre
con la diretta conseguenza di seri danni psicologici e/o fisici per la vittima,
che spesso rimarr segnata a vita da questi comportamenti o che viene
portata al suicidio per il continuo bombardamento a cui sono sottoposti
ogni giorno.

Il luogo pi comune dove si sviluppa il fenomeno a scuola, che detiene la


percentuale pi altra tra bulli e vittime. Il dato ha dellallarmante perch
essendo le vittime in et di crescita esse sono direttamente influenzate e
traumatizzate dagli effetti del bullismo, che possono portare a seri problemi
nel futuro se non trattati adeguatamente o, come gi affermato sopra, al
suicidio.

Tuttavia il bullismo presente anche nel mondo degli adulti e si concentra nei
posti di lavoro, generalmente sotto forma di abuso di potere. E, ad esempio,
presente nel mondo militare, dove spesso anche incoraggiato come metodo
di formazione per le nuove reclute. Nelle prigioni molto diffuso e perpetrato
sia dai membri dello staff che dai detenuti, dove spesso la violenza sfocia in
risse, accanimento ossessivo dai membri dello staff e anche in abuso
sessuale. E presente anche negli ospedali, dove i membri pi anziani
esercitano il loro potere su quelli pi giovani. Mentre un singolare esempio di
bullismo collegato al mondo legale e consiste nel citare in giudizio
ripetutamente e per svariati motivi una persona arrecando non solo danni
allimmagine, ma anche economici.

Unaltro ambiente in cui il bullismo sta sempre pi prendendo piede


quello del web, complice anche la maggiore accessibilit ad esso grazie alla
sempre pi grande diffusione di dispositivi connessi alla rete e alla maggiore
educazione alluso dello stesso. Questa particolare forma ha delle grandi
problematiche sia per la facilit nella creazione di informazioni false e

diffamanti sia per la potenzialmente infinita condivisione e distribuzione delle


stesse. Il cyberbullismo ha creato un numero maggiore di bulli perch forti del
potenziale anonimato (in alcuni casi) e della facilit con cui si pu ferire la
vittima. Ormai non ci vuole nulla per creare un falso profilo Facebook dal
quale pubblicare aggiornamenti diffamanti, o fare la stessa cosa creando una
pagina sempre sul noto social network, oppure un blog su Tumblr. Tutti
questi strumenti sono facilmente accessibili e gratuiti. Il fenomeno raggiunge
punte allarmanti sopratutto in Nord America, ma si sta diffondendo anche in
Italia con il 26% dei ragazzi che dichiarano essere stati vittima e il 23,5% si
dichiara, invece, bullo. Le azioni dei bulli online si concentrano sulla diffusione
di messaggi violenti e/o volgari (fenomeno chiamato flamming), la
denigrazione, il furto di identit e lesclusione dai gruppi di amici. Come si
pu notare le modalit sono le medesime del bullismo regolare, tuttavia
adesso si pu ferire in maniera determinate anche da casa, portando la
vittima ad essere offesa potenzialmente 24 ore su 24 ogni giorno con
conseguenze devastanti per la psiche.

Sarebbe poco corretto per indicare solo il bullo come unico perpetuatore
del fenomeno. Esso infatti non agisce da solo, bens spesso accompagnato
da un gruppetto (di cui lui capo) che lo spalleggia nei suoi abusi (noti come
gregari). Spesso anche altri compagni del bullo si rendono partecipi
dellazione o mediante la passivit, quindi non intervenendo (non
necessariamente in prima persona) per fermare le vessazioni o essendo parte
attiva nella stessa (spettatori o esterni). In entrambi i casi questo succede
perch si ha paura di diventare vittima in prima persona. A volte , per,
anche presente unindividuo (noto come difensore) che difende la vittima del
bullismo perch intollerante della violenza. Questo di solito contraddistinto
da un carattere pi forte degli altri, forse perch stato vittima di bullismo a
sua volta.

Il bullo ha un rapporto particolare con la vittima. I due sono molto legati,


psicologicamente, in quanto sono fondamentalmente entrambi deboli. La loro
debolezza, per, esplicata in maniera radicalmente differente. Mentre la
vittima subisce, incapace di ribellarsi, il bullo ha necessit di violentare,
acquistando forza dallazione in modo tale da sentirsi superiore. Entrambi gli
individui sono caratterizzati da una fragilit e da una sofferenza emotiva
(tipica per altro dellet della crescita) che li equipara, pur mettendoli su piani
sostanzialmente diversi. I bulli sono, spesso, adolescenti insicuri,
emotivamente immaturi ed incapaci di considerare lucidamente le
conseguenze che arrecano alla psicologia della vittima, generalmente, anzi,
non ne sono proprio interessati. Si rendono artefici della violenza per svariati
motivi, per migliorare la propria autostima, per mascherare ansia e/o
vergogna. In alcuni casi ci si pu trovare di fronte anche ad individui che sono
depressi e affetti da disturbi della personalit.

I bulli in genere non provano empatia per la vittima e in realt per nessuno,
neanche per loro stessi, questo ed il loro comportamento spesso dovuto
allambiente familiare nel quale essi vivono e dal quale prendono forte
ispirazione.
I bulli negli adulti sono di solito persone con problemi latenti e mai
correttamente superati o che hanno personalit moto autoritarie combinate
con un grande bisogno di controllare e dominare.

La crescita del fenomeno in costante aumento e in alcuni paesi talmente


allarmante che sono state promulgate o sono in considerazione leggi contro il
bullismo. In America, ad esempio, 48 dei 50 stati hanno delle leggi statali
riguardanti il bullismo, che per sono molto contestate dalla popolazione
perch spesso inefficaci e, invece, si vorrebbe una legge federale contro il
bullismo pi forte ed efficace. Le statistiche del fenomeno sono disarmanti
con un gran numero (160,000) di ragazzi che non vanno a scuola ogni giorno
per paura di ripercussioni fisiche e non, moltissimi ragazzi considerano il
suicidio e ci sono oltre 100 tentativi allanno da parte di ragazzi, molti dei
quali a causa del bullismo. Il 71% dei ragazzi riporta il bullismo come uno dei
problemi principali nelle loro scuole. 1 ragazzo su 20 ha visto unaltro
studente con unarma a scuola. 282,000 studenti sono fisicamente attaccati
ogni mese nelle scuole secondarie. Oltre l85% di studenti afferma che le
sparatorie nelle scuole sono direttamente collegate alle vittime del bullismo
che vogliono vendicarsi di tutte le persone che le hanno ferite. I dati
continuano, ma le citazione sono state fatte solo per dare unidea di quanto
sia serio il problema. Il presidente Obama ha tenuto la prima conferenza
riguardante la prevenzione del bullismo alla Casa Bianca nel marzo del 2011,
dove stato presentato il portale governativo stopbullying.gov dove
possibile educarsi sul fenomeno, leggere storie, contribuire nella prevenzione
del bullismo, e cercare aiuto in caso si fosse vittima. Ancora prima che il
fenomeno divenisse cos importante da far muovere la casa bianca, un
considerevole numero di associazioni stato fondato e si mosso per
affrontare il problema e da aiuto alle persone affette da bullismo. La prima
iniziativa nazionale National Bullying Prevention Week si tenuta nel 2000
in Canada. Lassociazione caritatevole Act Against Bullying stata creata
nel 2003 in Inghilterra. Nel 2006 negli Stati Uniti stato proclamato il
National Bullying Prevention Month. Nel 2010 nato il programma It Gets
Better specializzato nel combattere i suicidi tra gli adolescenti omosessuali
che venivano costantemente denigrati, nel 2011 Lady Gaga e Cynthia
Germanotta (madre) hanno inaugurato la Born This Way Foundation in
partnership con luniversit di Harvard e il Berkman Center for Internet &
Society. Proprio questultimo nel 2012 ha emesso uno studio che un
sommario delle iniziative e leggi presenti negli Stati Uniti contro il bullismo.
Lazione di queste associazioni costante e mirano tutte a difendere le
vittime ed ad educare la popolazione sullentit del problema.

Il fenomeno presente in tutto il mondo, anche in Italia anche se per una


volta siamo i migliori in Europa. In Italia, infatti, solo l 11% degli adolescenti
stato vittima di bullismo ed il 2% di questi episodi avvenuto online.
Mentre in Francia i bulli arrivano al 26% e il 7% di questi agisce online. Pi
generalmente in Europa si ha un 19% di adolescenti che sono stati vittima di
bullismo, il 6% di questi abusi sono avvenuti online.

Nonostante lItalia sia ai livelli pi bassi in Europa abbiamo comunque la


presenza di questo fenomeno nella nostra nazione ed bene cercare di
prevenirlo e ostacolarlo perch recentemente ha fatto una vittima: un
ragazzo quindicenne a Roma continuamente deriso, online e offline, perch
presumibilmente omosessuale. Il margine per migliorare, dunque, c sempre
ed auspicabile che anche lItalia promulghi presto una legge per contrastare
questo fenomeno. Questo affinch le vittime non siano pi tali e i bulli siano
seguiti da un sostegno psicologico, se serve, appropriato in modo da
debellare ogni comportamento violento nei confronti del prossimo.