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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA

FACOLTÀ DI ECONOMIA, GIURISPRUDENZA, INGEGNERIA, LETTERE E FILOSOFIA,


SCIENZE POLITICHE
CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA INTERFACOLTÀ IN
EDITORIA E COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE

L’ACCESSIBILITÀ NEI SOCIAL NETWORK: IL CASO VIADEO

Relatore:
Prof. Marco Porta

Correlatore:
Prof. Mario Dossoni

Correlatore esterno:
Dott. Roberto Marmo

Tesi di laurea di
Chiara Evangelista

ANNO ACCADEMICO 2009/10


L’ACCESSIBILITA’ NEI SOCIAL NETWORK: IL CASO VIADEO
Prefazione

Abstract

1. Concetto di Social Network pag.1

1.1. Introduzione e scopo di questo lavoro pag.1

1.2. Social Network: una definizione pag.2

1.2.1. Nascita e sviluppo dei Social Network pag.4

a. SixDegrees e la teoria dei sei gradi di separazione pag. 5

b. Friendster pag.10

1.2.2. Funzionamento dei Social Network

e teoria delle reti sociali pag.17

1.3. Social Network e Social Media pag.19

2. Le disabilità pag.23

2.1. Il concetto di disabilità pag.23

2.1.1. Nascita del concetto di disabilità e classificazione pag.24

2.1.2. I diversi tipi di disabilità definiti dall’indagine Istat pag.39

2.2. I numeri della disabilità e l’aspetto sociale pag.43

2.3. I supporti alla disabilità pag.49

2.3.1. Documenti normativi pag.50

2.3.2. Ultimi ritrovati tecnologici pag.53

a. Ausili alla cecità e alle limitazioni della vista pag.54

b. Ausili alle disabilità motorie pag.59

c. Ausili alle disabilità uditive pag.64

d. Ausili alle disabilità cognitive pag.65


3. L’accessibilità pag.68

3.1. Le leggi italiane in materia: qualcosa è cambiato? pag.68

3.2. Le WCAG 2.0 pag.69

3.2.1. Struttura delle WCAG 2.0 pag.72

3.2.2. Il testo delle WCAG 2.0 pag.77

3.2.3. WCAG 1.0 e 2.0 a confronto: cos’è cambiato? pag.94

3.2.4. WCAG 2.0: vantaggi e prospettive future pag.95

4. Social Network e accessibilità pag.97

4.1. Le due principali categorie di Social Network: svago e lavoro pag.97

4.2. Un Social Network per lo svago: Facebook pag.99

4.2.1. Facebook: caratteristiche pag.100

4.2.2. Facebook: versione accessibile? pag.106

4.3. Un Social Network per il lavoro: LinkedIn pag.117

4.3.1. LinkedIn: caratteristiche pag.117

4.3.2. LinkedIn: accessibilità pag.122

5. Studi pratici di accessibilità dei Social Network: il caso Viadeo pag.128

5.1. Viadeo: cos’è? pag.128

5.2. Viadeo: breve storia pag.128

5.3. Viadeo: i suoi numeri pag.129

5.4. Viadeo: caratteristiche pag.130

5.5. Viadeo: studio di accessibilità pag.143

Conclusioni pag.182
Appendice A

Intervista a Dan Serfaty – amministratore delegato e fondatore di Viadeo pag.189

Appendice B

Intervista a Sabrina Mossenta – Partnerships Manager in Italia di Viadeo pag.194

Sitografia pag.197

Bibliografia pag.200
Indice delle figure e tabelle

Fig. 1 – Immagine esemplificativa della teoria dei sei gradi di separazione pag.5

Fig. 2 – Schermata di accesso di SixDegrees.com pag.10

Fig. 3 – Diminuzione del traffico giornaliero di Friendster.com

dal 2009 al 2010 pag.11

Fig. 4 – Diminuzione del numero di pagine visitate di Friendster.com

dal 2009 al 2010 pag.11

Fig. 5 – Diminuzione del tempo giornaliero dedicato alla navigazione di Friendster.com

dal 2009 al 2010 pag.11

Fig. 6 – Home page di Friendster.com pag.13

Fig. 7 – Pagina di Fan Profile su Friendster.com pag.14

Fig. 8 – Schermata iniziale di Friendster Mobile pag.15

Fig. 9 – Schema di base dell’ICF pag.34

Fig. 10 – Test per misurare il grado di daltonismo pag.58

Fig. 11 – Esempio di tastiera virtuale AIDA pag.61

Fig. 12 – Schema esemplificativo dei documenti facenti parte delle WCAG 2.0

e delle relazioni fra essi pag.76

Fig. 13 – L’ideatore di Facebook, Mark Zuckerberg pag.99

Fig. 14 – Home page di Facebook.com pag.100

Fig. 15 – Pagina delle “Notizie più popolari” di Facebook pag.102

Fig. 16 – Schermata di un gruppo creato da alcuni utenti contro i gruppi razzisti

e xenofobi presenti su Facebook pag.105

Fig. 17 – Intestazione della Home page del sito

con i tre link grafici in evidenza pag.108


Fig. 18 – Riquadro delle “Pagine consigliate” nel quale è possibile osservare

la presenza delle immagini come link pag.110

Fig. 19 – Sezione delle “Notizie” con i relativi link grafici presenti sotto il riquadro

di testo pag.110

Fig. 20 – Schermata del gruppo “Chiediamo che Facebook venga reso accessibile

ai non vedenti” pag.113

Fig. 21 – Versione “Mobile” di Facebook pag.115

Fig. 22 – Home page di LinkedIn pag.119

Fig. 23 – Home page di LinkedIn nella quale sono presenti frame,

visibili come riquadri pag.124

Fig. 24 – Home page della versione “Mobile” di LinkedIn pag.125

Fig. 25 – Home page di Viadeo pag.130

Fig. 26 – Pagina di registrazione a Viadeo pag.131

Fig. 27 – Pagina principale di Viadeo alla quale si accede dopo aver effettuato

l’accesso o la registrazione pag.132

Fig. 28 – Link a piè di pagina di Viadeo pag.136

Fig. 29 – Pagina iniziale della sezione “Soluzioni per le imprese” pag.136

Fig. 30 – Newsletter riassuntiva di Viadeo pag.142

Fig. 31 – Esempi di link grafici nell’intestazione di Viadeo pag.145

Fig. 32 – Schermata di accesso di Viadeo pag.147

Fig. 33 – Porzione della pagina principale di Viadeo in cui si riscontra l’uso di colori

a svantaggio dei soggetti daltonici, in particolare blu e verde pag.149

Fig. 34 – La barra dell’accessibilità per Internet Explorer pag.150

Fig. 35 – Logo Viadeo nero su sfondo chiaro pag.151


Fig. 36 – Risultato del test del contrasto della scritta nera del logo Viadeo

su sfondo bianco pag.152

Fig. 37 – Link azzurri su sfondo chiaro nella Home page di Viadeo pag.152

Fig. 38 – Risultato del test di contrasto delle scritte azzurre dei link

su sfondo grigio pag.153

Fig. 39 – Un riquadro della pagina principale di Viadeo pag.153

Fig. 40 – Risultato del test di contrasto della scritta bianca su sfondo verde pag.153

Fig. 41 – Pulsanti con scritte poco leggibili pag.154

Fig. 42 – Risultato del test di contrasto della scritta bianca su sfondo arancio pag.154

Fig. 43 – Risultato del test di contrasto della scritta bianca su sfondo azzurro pag.154

Fig. 44 – Voci del menù principale di Viadeo pag.155

Fig. 45 – Risultato del test di contrasto delle scritte nere su sfondo bianco dei link

in stato normale pag.156

Fig. 46 – Risultato del test di contrasto della scritta bianca su sfondo grigio scuro

del link in stato di selezione pag.156

Fig. 47 – Voci di menù della pagina principale di Viadeo pag.156

Fig. 48 – Risultato del test di contrasto operato sulle voci di menù principali pag.157

Fig. 49 – Porzione della schermata principale di Viadeo

con i nomi degli utenti pag.158

Fig. 50 – Risultato del test di contrasto operato sui nomi propri degli utenti pag.158

Fig. 51 – Esempio di una sezione di Viadeo altamente esplicativa pag.170

Fig. 52 – Menù di accesso rapido alle impostazioni di Viadeo pag.171

Fig. 53 – Intestazione e barra dei menù di Viadeo pag.174

Fig. 54 – Menù di accesso rapido alle impostazioni di Viadeo pag.176

Fig. 55 – Riquadro del profilo utente pag.176

Fig. 56 – Porzione della schermata relativa al profilo dell’utente pag.178


Fig. 57 – Dan Serfaty, fondatore e amministratore delegato di Viadeo pag.189

Fig. 58 – Sabrina Mossenta, Partnerships Manager in Italia di Viadeo pag.194


Prefazione

Il presente elaborato vuole focalizzare l’attenzione sul problema dell’utilizzo del

computer da parte delle persone con disabilità, considerata in tutti i suoi aspetti.

In particolare esso mira ad analizzare le possibilità di fruire delle risorse su Internet e

tratta, nello specifico, l’accessibilità dei Social Network presenti nella rete,

sottoponendo ad un’analisi specifica due tra i più conosciuti ed utilizzati:

Facebook e LinkedIn.

E’ presente anche uno studio approfondito di accessibilità svolto su Viadeo, un Social

Network sviluppato per le relazioni professionali, effettuato utilizzando il testo di

riferimento per gli sviluppatori di contenuti per il Web: le cosiddette “Web Content

Accessibility Guidelines” (letteralmente “Linee Guida per l’Accessibilità dei Contenuti

Web”), meglio conosciute come WCAG 2.0. Per l’analisi si è proceduto valutando

accuratamente ogni dichiarazione del documento, verificandone e segnalandone

l’effettiva o la mancata soddisfazione.


Abstract

The present study will focus on the problem of computer use by persons with

disabilities considered in all its aspects.

In particular it aims at analyzing the power to have the use of resources on the Internet

and focuses specifically on the accessibility of social networks, by subjecting to a

specific analysis two of the most known and used ones:

Facebook and LinkedIn.

There’s also a careful study on Viadeo accessibility, a social network developed for

professional relationships, by using the reference text for developers of contents for the

Web: the so-called "Web Content Accessibility Guidelines", better known as WCAG

2.0.

Each statement in the document has been carefully considered and the satisfaction or

non-satisfaction of it has been verified and reported.


1. Concetto di Social Network

1.1. Introduzione e scopo di questo lavoro

Questo lavoro riprende la tematica dell’accessibilità, tema di un mio precedente

elaborato 1. Se il lavoro precedente si dimostrava più teorico, ora lo stesso concetto

viene recuperato ma ampliato e dotato di maggior concretezza.

La pretesa infatti è quella di verificare se l’accessibilità sia un aspetto del quale si tenga

conto nell’ambito della progettazione dei siti, in particolare quelli il cui scopo è di

mettere in contatto tra loro le persone, meglio conosciuti con il nome di Social Network.

Per affrontare questa verifica, riprendendo il concetto di accessibilità, è necessario

innanzitutto capire cosa essi siano, come nascano, se e in quale modo essi si rivolgano a

particolari categorie di persone. E’ solo tenendo conto della loro storia che si possono

avanzare le prime considerazioni in materia di accessibilità. Sarà inevitabile l’accenno a

Facebook, il Social Network al momento più conosciuto e che registra il maggior

numero di utenti iscritti; se ne contano 500 milioni secondo l’intervento intitolato “500

Million Stories” e pubblicato dal suo fondatore Mark Zuckerberg in data 21 luglio

2010 2, un numero importante rispetto a quello registrato dagli altri Social Network

presenti in rete.

Di fondamentale importanza è il richiamo alle linee guida in materia di accessibilità,

principale fonte di informazione alla quale tutti gli sviluppatori di contenuti dovrebbero

attingere. Nell’elaborato sarà presente anche uno studio specifico effettuato su un Social

Network nato prettamente per i professionisti del mondo del lavoro, Viadeo, per

1
cfr. Chiara Evangelista, “Le disabilità visive: la situazione normativa e tecnologica in Italia”, Pavia,
A.A. 2007/2008
2
Link all’intervento: http://blog.facebook.com/blog.php?post=409753352130

1
valutarne l’effettiva accessibilità, con l’auspicio che, indipendentemente dal risultato,

esso sia di monito per chiunque.

1.2. Social Network: una definizione

Tutte le fonti presenti nel Web sembrano concordare sulla stessa definizione di Social

Network, che riporteremo più avanti, ma è interessante notare un fenomeno che si

verifica consultandone una di esse 3. Cercando la definizione di Social Network la

pagina, anziché fornirne la definizione, ci presenta la seguente istruzione “Vedi Social

Media” rimandandoci alla voce in questione: ciò è sintomo di come spesso le due

definizioni tendano a sovrapporsi quasi fondendosi l’una nell’altra, senza che vi sia una

specifica delimitazione di campo. Ma procediamo con ordine la nostra ricerca della

definizione di Social Network appellandoci ad altre risorse, forse meno autorevoli,

presenti nel Web.

Ritornando al cammino per la ricerca della nostra definizione, tra le risorse consultate,

in una 4 si legge:

“Un Social Network è un sistema complesso di relazioni tra individui o enti o gruppi

legati tra loro da rapporti sociali. Tali rapporti alla base di una rete sociale possono

essere del più disparato genere: interessi comuni, semplice conoscenza, colleghi di

lavoro, compagni di squadra, sport in comune, compagni universitari, amici di lunga

data, familiari, soci d’affari”. La definizione appare chiara ed aiuta a farsi un’idea più

precisa del concetto. Traducendo letteralmente il termine Social Network, la definizione

poi si fa ancora più nitida: come si legge anche nel blog 5 di un utente (tobya) che

3
http://www.pc-facile.com/glossario/social_network/
4
http://www.gratis-gratis.net/socialnetwork/social_network.htm
5
http://blog.mikamai.com/2008/11/che-cosa-e-un-social-network/

2
sembra avere le idee piuttosto chiare in materia, il Social Network è “una rete sociale

(traduzione letterale dall’inglese) che consiste di un qualsiasi gruppo di persone

connesse tra loro da diversi legami sociali”.

La gestione della propria rete sociale è affidata a una serie di strumenti accessibili sia

lato client (ovvero lato utente) attraverso programmi che permettano la comunicazione

come Skype 6, Messenger 7, ecc., sia lato server come chat, forum e in generale tutti i siti

che permettono agli utenti di connettersi e comunicare fra loro.

Secondo un’idea condivisa e spesso anche insegnata nelle università italiane, gli

strumenti elencati sopra possono essere considerati come ambienti: l’ambiente chat,

l’ambiente forum, ecc. Ciò deriva dal concetto di chat: quando si è in essa, infatti, è

come trovarsi dentro ad una stanza con altre persone a chiacchierare, e non a caso la

metafora delle stanze veniva utilizzata nei primi anni di diffusione di questi strumenti,

stanze che ora sono più comunemente chiamate “topic”, cioè argomenti di discussione

nei forum e nelle chat appunto.

Questi ambienti in cui gli utenti hanno la possibilità di scambiarsi messaggi - citando la

celebre frase di McLuhan 8 “il mezzo è il messaggio” - possiamo definirli proprio come

6
E’ un software gratuito di messaggistica istantanea e VOI, permette cioè di effettuare telefonate verso
altri computer sui quali risiede lo stesso programma e anche verso apparecchi fissi. E’ scaricabile dal sito
internet: http://www.skype.com
7
E’ un altro software di messaggistica istantanea scaricabile gratuitamente dal sito proprietario:
http://www.messenger.it
8
Marshall McLuhan (1911-1980) è stato un importante sociologo canadese. Alla base del suo pensiero vi
è l’idea che in una società la struttura mentale delle persone e la cultura siano influenzate dal tipo di
tecnologia di cui tale società dispone. Nel suo scritto più famoso “Gli strumenti del comunicare” del 1964
(titolo originale “Understanding Media: The Extensions Of Man) McLuhan inaugura uno studio
pioneristico nel campo dell’ “ecologia dei media”. E’ proprio qui che McLuhan afferma che è importante
studiare i media non tanto in base ai contenuti che essi veicolano, ma in base ai criteri strutturali con cui
organizzano la comunicazione. Questo pensiero è notoriamente sintetizzato con la frase “il medium è il
messaggio”. L’espressione sta a indicare che il vero messaggio che ogni medium trasmette è costituito
dalla natura del medium stesso.

3
Social Network. Un Social Network è perciò un ambiente Web in cui gli utenti possono

connettersi, comunicare e condividere informazioni in modo personale.

Vi sono alcuni Social Network che apparentemente ci sembrano tali ma che in realtà

non lo sono poiché non permettono all’utente di effettuare alcune operazioni che invece

rientrano nella concezione dello stesso; un esempio in proposito potrebbe essere Google

Reader, il quale fornisce agli utenti la possibilità di condividere notizie ma non di

comunicare con le persone alle quali sono connessi, risultando perciò non un Social

Network ma soltanto un aggregatore di notizie.

Vi sono poi invece quelli che Social Network lo sono davvero poiché consentono la

comunicazione e l’interconnessione tra gli utenti. Tra i moltissimi segnaliamo

Facebook, e LinkedIn, che avremo modo di descrivere in maniera più ampia nel quarto

capitolo. Per ora ci basti avere chiara la definizione di Social Network per proseguire il

discorso.

1.2.1. Nascita e sviluppo dei Social Network

Con l’avvento di Internet i Social Network hanno trovato la loro massima espressione.

Una rete sociale trova nella rete delle caratteristiche ideali per strutturarsi, propagarsi e

prosperare. Internet permette infatti una veloce condivisione delle relazioni e delle

informazioni, concetti che sono alla base del funzionamento di un Social Network.

Sulla rete l'esperienza dei Social Network è nata nel 1997 con il sito SixDegrees, che è

rimasto realtà di nicchia per diverso tempo. Solo nel 2003 con l'esperienza di

Friendster, i Social Network hanno conosciuto un momento di boom su Internet.

Basti pensare che da tali esperienze tutte le più grosse realtà del mondo della rete si

sono mosse in tal senso.

4
E’ proprio per l’importanza che hanno avuto questi due antenati, non così lontani, degli

odierni Social Network che occorre spendere due parole per descriverne le

caratteristiche e le modalità di fruizione offerte ai loro utenti.

a. SixDegrees e la teoria dei sei gradi di separazione

Il Social Network SixDegrees si basa sulla teoria omonima cosiddetta dei sei gradi di

separazione secondo la quale qualunque persona può essere collegata a qualunque altra

attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari, come è possibile

osservare sotto in figura 1.

Fig. 1 – Immagine esemplificativa della teoria dei sei gradi di separazione

Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes

Karinthy in un racconto breve intitolato “Catene” (“Chains”).

5
Negli anni ’50 Ithiel de Sola Pool del MIT 9 e Manfred Kochen dell’IBM 10 cercarono di

provare la teoria matematicamente e formularono quindi la domanda: "Dato un insieme

di N persone, quale è la probabilità che ogni membro di N sia connesso ad un altro

membro attraverso k1, k2, k3...kn collegamenti?". Per circa vent'anni però nessuno

riuscì a risolvere il problema in modo soddisfacente.

Nel 1967 il sociologo americano Stanley Milgram trovò un nuovo sistema per testare la

teoria, che egli chiamò "teoria del mondo piccolo" 11. Selezionò casualmente un gruppo

di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto ad un estraneo che

abitava nel Massachusetts, a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi

conosceva il nome del destinatario, la sua occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma

non l'indirizzo preciso. Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all'esperimento di

mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio

avesse il maggior numero di possibilità di conoscere il destinatario finale. Quella

persona avrebbe fatto lo stesso, e così via fino a che il pacchetto non venisse

9
Massachusetts Institute of Technology, è una delle più importanti università di ricerca del mondo con
sede a Cambridge, nel Massachusetts.
10
International Business Machines Corporation, è la più grande azienda informatica del mondo e anche
una delle più antiche. IBM è anche il brand name con cui la stessa commercializza i suoi prodotti.
11
La teoria del mondo piccolo, o teoria dei piccoli mondi, ipotizza un mondo piccolo costituito da una
rete di collegamenti tra persone relativamente breve. Gli esperimenti sono spesso associati alla frase “sei
gradi di separazione” anche se Milgram non ha mai utilizzato questa espressione. Questa teoria
generalizza ed esplora le caratteristiche di insieme che hanno reti connesse di elementi,
indipendentemente dalle caratteristiche proprie degli elementi che avrebbero almeno due caratteristiche
simili: l'alto livello di aggregazione e il basso grado di separazione. La teoria illustra appunto come sia
possibile conciliare questi due aspetti apparentemente contraddittori: il fatto che nonostante ogni
elemento tenda ad avere relazioni prevalentemente con pochi altri (alta aggregazione) non impedisce di
ottenere comunque una sua "vicinanza", tramite pochi intermediari, con qualsiasi altro elemento della rete
(basso grado di separazione). Tale studio ha fatto molto scalpore poiché dà una spiegazione generale a
situazioni già osservate in particolari reti connesse di elementi (es. reti di persone, di computer, catene
alimentari) in differenti campi scientifici. Un esempio abbastanza conosciuto è proprio quello dei sei
gradi di separazione osservati nelle reti sociali, cioè il numero di passaggi sociali (amici degli amici degli
amici...) che separano, mediamente, ogni essere umano da qualsiasi altro.

6
personalmente consegnato al destinatario finale. I partecipanti si aspettavano che la

catena includesse perlomeno un centinaio di intermediari, e invece ci vollero solo (in

media) tra i cinque e i sette passaggi per far arrivare il pacchetto. Le scoperte di

Milgram furono quindi pubblicate in diverse riviste tra le quali “Psychology Today” e

da qui nacque l'espressione “sei gradi di separazione”. L’espressione divenne poi ancor

più popolare quando venne scelta come titolo di uno spettacolo teatrale del 1990: i sei

gradi di separazione erano ormai diventati un fatto assodato nella cultura popolare.

Nel 2001 Duncan Watts, un professore della Columbia University, riprese per conto suo

la ricerca e ricreò l'esperimento di Milgram su Internet. Watts usò un messaggio e-mail

come "pacchetto" che doveva essere consegnato e, sorprendentemente, dopo aver

analizzato i dati ottenuti dagli invii effettuati da 48.000 differenti persone residenti in

157 stati diversi, nei confronti di 19 "bersagli", Watts trovò che il numero medio di

intermediari era effettivamente sei. La ricerca di Watts pubblicata su “Science” 12 nel

2003 e l'avvento dell'era del computer permisero l'applicazione della teoria dei sei gradi

di separazione anche in aree differenti, tra cui l'analisi delle reti informatiche ed

elettriche, la trasmissione delle malattie, la teoria dei grafi, le telecomunicazioni, e la

progettazione della componentistica dei computer.

12
Rivista scientifica pubblicata dall’American Association for the Advancement of Science (AAAS),
organizzazione internazionale senza fini di lucro dedicata all'avanzamento della scienza nel mondo che
opera come educatore, leader, portavoce e come associazione professionale. considerata una delle più
prestigiose riviste in campo scientifico. L’articolo di Watts dal titolo “An Experimental Study of Search
in Global Social Networks” pubblicato l’8 agosto 2003 è disponibile al seguente indirizzo:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/301/5634/827

7
Nel 2006 due ricercatori di Microsoft, sfruttando i log13 delle conversazioni attraverso

MSN Messenger 14, hanno ricavato che in media tra due utenti del programma vi sono

6,6 gradi di separazione 15. Nello stesso anno un servizio-inchiesta della rete televisiva

ABC 16 confutò la convinzione di alcuni detrattori della teoria, dimostrando come lo

status socioeconomico dei "bersagli" non influisca in alcun modo sul numero di gradi di

separazione: la ABC ha reclutato una nota giornalista newyorkese, chiedendole di

mettersi in contatto con un ex pugile disoccupato. La giornalista ci è riuscita nei

canonici sei passaggi. All'ex pugile invece, è stato chiesto di contattare una nota

ballerina: ci è riuscito in soli cinque passaggi 17.

Tutto questo discorso serve a comprendere la logica su cui si basava SixDegrees.com,

un Social Network appunto, che durò dal 1997 al 2001 e che era basato sul modello

“Web of Contacts”, letteralmente “Web di contatti”, tipico proprio dell’attività di social

networking 18. Il sito ha preso il nome proprio dalla teoria sopra riportata e permetteva

agli utenti di contattare familiari, amici a persone conosciute all’interno del sito stesso o

anche al di fuori; inoltre le persone esterne al sito venivano invitate a parteciparvi.

13
Indicano le registrazioni cronologiche delle operazioni che vengono eseguite e i file su cui esse sono
memorizzate.
14
v. pag. 3
15
Lo studio dei due ricercatori dal titolo “Worldwide Buzz: Planetary-Scale Views on an Instant-
Messaging Network” di giugno del 2007 è on-line all’indirizzo:
http://research.microsoft.com/apps/pubs/default.aspx?id=70389
16
American Broadcasting Company (ABC) è uno storico network televisivo statunitense.
17
Fonte Wikipedia.
L’articolo della giornalista dal titolo “If Osama's Only 6 Degrees Away, Why Can't We Find Him?” è
disponibile on-line all’indirizzo: http://discovermagazine.com/2008/feb/if-osama.s-only-6-degrees-away-
why-can.t-we-find-him
18
Letteralmente, è l’attività di navigare sui Social Network

8
Gli utenti potevano inviare messaggi e lasciare post sulla bacheca elettronica degli altri

utenti e vedere perciò le connessioni che questi a loro volta avevano con gli altri utenti

del sito. SixDegrees.com è stata una delle prime manifestazioni di social networking

nella maniera in cui lo intendiamo oggi dando vita al modello su cui sono basati i Social

Network in voga al momento come Facebook, Myspace 19, LinkedIn, e tanti altri.

La società che ha sviluppato il sito era la MacroView, rinominata “SixDegrees” in un

secondo momento, fondata da Andrew Weinreich, uomo d'affari americano e

attualmente Amministratore Delegato di meetMoi 20 e presidente di Xtify 21, siti

rispettivamente di incontri e di applicazioni per dispositivi mobili. Al suo apice la

SixDegrees contava circa 100 dipendenti e il sito aveva raggiunto circa 1.000.000 di

membri registrati. Il sito è stato poi acquistato nel 2000 da un’altra società, la

“Youthstream Media Networks” per la cifra di 125.000.000 $.

In figura 2 si può osservare la Home page del Social Network.

19
MySpace è una comunità virtuale, e più precisamente una rete sociale, creata nel 2003 da Tom
Anderson e Chris DeWolfe. Offre ai suoi utenti blog, profili personali, gruppi, foto, musica e video.
Grazie a questo spazio su Internet artisti e gruppi musicali sono diventati famosi in tutto il mondo ancora
prima di mettere effettivamente sul mercato i loro dischi. (Fonte: Wikipedia)
20
http://www.meetmoi.com
21
http://www.xtify.com/

9
Fig. 2 – Schermata di accesso di SixDegrees.com

b. Friendster

Friendster è una rete sociale con sede a Sydney, in Australia.

Lo scopo di Friendster è quello di aiutare le persone a trovare nuovi amici, rimanere in

contatto con loro e condividere contenuti e media on-line. Il sito viene utilizzato anche

per darsi degli appuntamenti e scoprire nuovi eventi, band musicali, hobby ed altro.

Gli utenti possono condividere video, fotografie, messaggi e commentarli con i loro

amici attraverso il profilo e la loro rete. Un anno fa, precisamente il 24 giugno 2009,

Friendster contava più di 90.000.000 di utenti registrati e più di 61.000.000 di singoli

visitatori al mese. Venivano visualizzate approssimativamente diciannove miliardi di

pagine al mese ed era tra i cento siti più visitati 22.

Ad oggi, 8 luglio 2010, il sito non rientra più nella top 100 dei siti più visitati e,

nonostante il numero degli utenti registrati sia rimasto pressoché invariato, a diminuire

sono stati in particolare il traffico giornaliero, il numero delle pagine visitate e infine il

22
Dati presi dal sito: http://www.alexa.com/siteinfo/friendster.com

10
tempo giornaliero dedicato alla navigazione del sito come si evince dai grafici che

riportiamo nelle figure 3,4 e 5 23.

Fig. 3 – Diminuzione del traffico giornaliero di Friendster.com dal 2009 al 2010

Fig. 4 – Diminuzione del numero di pagine visitate di Friendster.com dal 2009 al 2010

Fig. 5 – Diminuzione del tempo giornaliero dedicato alla navigazione di Friendster.com dal 2009 al 2010

23
I dati e i grafici sono presi dal sito: http://www.alexa.com/siteinfo/friendster.com

11
Più del 90% del traffico di Friendster proviene dall'Asia, dove esso raccoglie più singoli

visitatori mensili di qualsiasi altro Social Network. Secondo Alexa.com 24 i dieci paesi

con più accessi a Friendster, al 7 maggio 2009, erano le Filippine, Indonesia, Malesia,

Corea del Sud, Stati Uniti, Singapore, Cina, Giappone, Arabia Saudita e India.

Secondo lo stesso sito ad oggi, 8 luglio 2010, la situazione presenta sempre le Filippine

(con il 27% di visite al sito) e l’Indonesia (16%) rispettivamente al primo e secondo

posto ma il dominio asiatico è ora interrotto dal posizionamento al terzo posto degli

Stati Uniti (11,8%).

L’India (7,3%) appare ora quarta seguita da Malesia (4,3%), Giappone (2,4%) e Cina

(2,4%). Solo all’ottavo posto si posiziona Singapore (2%) seguito da Corea del Sud

(2%) e dal Regno Unito (1,6%), decimo soltanto. Fuori dalla top10 troviamo l’Italia al

quindicesimo posto con l’1% di visitatori del sito. Ultimo stato in classifica è il

Bangladesh con una percentuale dello 0,5%.

Dopo aver elencato le caratteristiche relative ai contenuti del sito e i numeri legati alla

sua popolarità occorre effettuare un rapido excursus storico per comprenderne la nascita

e lo sviluppo.

Friendster venne fondato dal programmatore Johnatan Abrams nel 2002 a Mountain

View, in California, prima della creazione, lancio e successo di MySpace, Facebook,

LinkedIn, ecc.

Friendster venne fondato con lo scopo di creare un ambiente più sicuro e valido per

incontrare nuove persone attraverso la navigazione sui profili degli utenti e la

connessione ad amici, amici di amici e così via, permettendo ai membri di espandere la

loro rete di amici più rapidamente che nella vita reale, in uno scenario "faccia a faccia".
24
Il sito dal quale abbiamo preso anche i grafici appena sopra riportati on-line all’indirizzo:
http://www.alexa.com

12
Il lancio di Friendster.com avvenne nel marzo del 2003 e rapidamente raggiunse i

3.000.000 di utenti nei primi mesi. Riviste come “Time”, “Esquire”, “Vanity Fair”,

“Entertainment Weekly”, “US Weekly” e “Spin” 25 scrissero del successo del Social

Network ed i fondatori apparvero sulle copertine dei giornali e furono ospiti nei talk

show della seconda serata.

Fig. 6 – Home page di Friendster.com

Nel 2007 venne aggiunta anche la possibilità di creare Fan Profiles 26 e venne lanciato il

sito in altre 9 lingue. I Fan Profiles sono le tipologie di profilo (il sito ne permette di

creare più di quaranta differenti) per artisti, celebrità, modelli, musicisti ed

25
Il “Time” è un settimanale di informazione molto conosciuto pubblicato negli USA, “Esquire” è una
rivista, anch’essa statunitense, che si occupa prevalentemente di moda maschile. “Vanity Fair” è un
periodico, anch’esso piuttosto conosciuto, di costume, moda e politica nato negli USA e pubblicato anche
in Italia e Spagna. “Entertainment Weekly” e “US Weekly” sono due riviste statunitensi pubblicate dal
gruppo “Time Inc.” (la casa che pubblica anche la rivista Time) che si occupano principalmente di
intrattenimento e cultura popolare proponendo recensioni relative al cinema, televisione, spettacoli e libri.
Infine “Spin” è una rivista musicale, statunitense anch’essa, che si pone come obiettivo quello di
competere con “Rolling Stones”, altro magazine statunitense di musica.
26
Nell’articolo, disponibile on-line all’indirizzo http://news.cnet.com/8301-13577_3-9786080-36.html ,
viene spiegata la possibilità di creazione dei Fan Profiles.

13
organizzazioni che permettono di promuovere prodotti e persone e costruire una base di

ammiratori su Friendster. I Fan Profiles sono accessibili anche da non iscritti al sito

attraverso motori di ricerca come Google, Yahoo! e Live Search. Gli utenti del Social

Network possono diventare fan iscrivendosi al profilo e mantenersi aggiornati sulle

ultime notizie. Riportiamo nell’immagine sottostante la schermata di uno dei tanti Fan

Profiles presenti nel sito.

Fig. 7 – Pagina di Fan Profile su Friendster.com

Nell'agosto del 2008 l'ex dirigente di Google, Richard Kimber, ne divenne

amministratore delegato. Kimber, che precedentemente era già stato amministratore

delegato dell'Asia meridionale per Google, stava focalizzando lo sviluppo del Social

Network nel continente asiatico 27 (ad oggi, infatti, Friendster conta più di 90.000.000 di

utenti la maggior parte dei quali sono concentrati proprio nel continente asiatico)

27
Fonte Wikipedia

14
Lo stesso anno la società ha lanciato il sito in altre lingue e ha inaugurato Friendster

Mobile (m.friendster.com) accessibile agli utenti di ogni dispositivo mobile abilitato alla

navigazione Web in tutto il mondo e disponibile in varie lingue oltre all’inglese

(indonesiano, malesiano, coreano, cinese semplificato e tradizionale).

Fig. 8 – Schermata iniziale di Friendster Mobile

Per gli utenti del Social Network della Malesia, di Singapore e delle Filippine è

possibile iscriversi ad un servizio di SMS alert attraverso il quale vengono avvertiti,

tramite SMS appunto, dell’attività della rete a cui sono iscritti e gli aggiornamenti dei

profili degli amici. Da ultimo, ma non per questo meno importante, è da sottolineare la

presenza delle pagine di supporto in tutte le lingue e in unico dominio, friendster.com, il

quale, supportando insieme sia lingue asiatiche che occidentali, permette agli utenti

provenienti dalle varie parti del mondo di comunicare gli uni con gli altri.

Da segnalare anche la possibilità per gli utenti di aggiungere widget e contenuti ai

propri profili 28, possibilità della quale hanno usufruito circa il 38% degli utenti.

28
Nell'ambito della programmazione, il widget è un componente (tipicamente grafica) di una interfaccia
utente di un programma provvista allo scopo di facilitare all'utente l'interazione con il programma stesso.
In italiano è detto congegno (o elemento) grafico; può essere una vera e propria miniapplicazione.
Tipici esempi di widget sono i "bottoni" dell'interfaccia grafica di un programma (che possono essere
"premuti" per inviare comandi ) o le "checkbox" usate per operare delle scelte fra varie opzioni
disponibili. Le widget sono spesso raggruppate in "raccolte" (toolkits) costruite e messe a disposizione dei
programmatori in vari ambienti operativi proprio per facilitare la costruzione di interfacce operatore

15
Friendster dà accesso agli sviluppatori di software all'Application Programming

Interface 29 che utilizza contenuto e dati all'interno di Friendster per costruire e installare

applicazioni personalizzabili sia dentro che fuori l’ambiente del sito.

Il “Friendster Developer Program” è un programma libero, una piattaforma non

proprietaria con un modello di reddito aperto.

Friendster è stato il primo a supportare sia la piattaforma OpenSocial 30 che quella di

Facebook, del quale può considerarsi perciò legittimo predecessore.

Per il suo non rilevante successo in Italia molti pensano che Friendster sia ormai morto

e sepolto. La sorpresa arriva da un blog di un utente 31 il quale in data 11 dicembre 2009

riporta la notizia che il Social Network sia stato acquisito da MOL global, società

specializzata nei pagamenti on-line. Si legge anche che “secondo MOL, una volta

terminato il ridisegno del sito e con l’aggiunta delle funzionalità volte a far leva

sull’interazione sociale, Friendster genererà 110.000.000 $ all’anno di ricavi”.

Per concludere, è proprio grazie a Friendster più che a SixDegrees, rimasto invece più

una realtà di nicchia, che i Social Network hanno conosciuto un momento di boom su

grafiche (GUI). Tra le widget più usate, ci sono quelle per rappresentazioni meteorologico, per il
monitoraggio dell'hardware (utilizzo CPU, RAM o HDD),per il controllo della posta o semplici
collegamenti a cartelle presenti sul computer e news scorrevoli. Le widget di uguale tipologia si
differenziano principalmente per l'aspetto, piuttosto che per le caratteristiche.
29
Brevemente API, sono ogni insieme di procedure disponibili al programmatore, di solito raggruppate a
formare un set di strumenti specifici per un determinato compito. Le API permettono di evitare ai
programmatori di scrivere tutte le funzioni dal nulla.
30
OpenSocial è una serie di API per applicazioni per reti sociali, sviluppate da Google insieme a
Myspace e altre reti sociali. È stato rilasciato l'1 novembre 2007. Le applicazioni che implementano
OpenSocial saranno interoperabili con qualsiasi rete sociale che li supporta, inclusi siti come Hi5.com,
MySpace, orkut, Netlog, Sonico.com, Friendster, Ning e Yahoo!.
31
http://blog.delbono.eu/itfriendster-venduto-mol/ Il blog in questione è di Marcello del Bono, web
manager in rete, business analyst dell’allora nascente tv digitale (Tele+) e anche responsabile della
raccolta di pubblicità on-line di alcuni tra i siti più trafficati e prestigiosi al mondo come quelli di The
New York Times, Le Figaro, Time magazine, Rolling Stones,ecc.

16
Internet. Di qui a poco sono sorte tantissime nuove realtà: basti pensare a Google che

con la sua piattaforma Orkut 32 ha dato vita alla sua comunità basata sul modello di

Social Network, ma anche Yahoo 360 33 o il riuscito esperimento di Myspace che lo ha

superato in numeri di accessi.

1.2.2. Funzionamento dei Social Network e teoria delle reti sociali

Il meccanismo che sta alla base di un Social Network è piuttosto semplice: la comunità,

infatti, nasce da un esiguo numero di membri che spediscono ai propri amici inviti ad

unirsi alle proprie reti personali. Alcuni di questi amici invitati aderiranno al Social

Network in questione ed invieranno a loro volta nuovi inviti ai propri amici. Il ciclo si

ripeterà molte volte e su più livelli facendo crescere la rete sociale in modo

esponenziale. Spesso tali community di Social Network offrono vari servizi, quali

sistemi di messaggistica interna, possibilità di richieste e offerte di aiuto ma anche di

affari, servizi e lavoro. Le persone che fanno parte del Social Network hanno rapporti

“virtuali”, ma le stesse persone possono avere rapporti anche nella vita reale: in questo

caso si parla di rete sociale mista che presenta appunto la peculiarità di basarsi su

32
Come si legge sul sito - http://www.orkut.com - “Orkut è una community on-line creata per rendere più
attiva e stimolante la tua vita sociale. La rete di relazioni sociali di orkut ti può aiutare a coltivare le
vecchie amicizie con foto e messaggi e a farne di nuove mettendoti in contatto con persone che non hai
mai incontrato prima. Con orkut è facile trovare persone che condividono i tuoi hobby ed interessi,
cercare l'anima gemella o stabilire nuovi contatti di lavoro. Puoi anche creare e iscriverti a varie
community on-line per discutere di ciò che succede nel mondo, ritrovare vecchi compagni di scuola o
anche scambiare le tue ricette di cucina preferite.”
33
Yahoo 360 è un portale web simile a Orkut e MySpace, al momento in beta testing. Integra funzionalità
tipiche delle reti sociali, dei blog e dei servizi di condivisione foto come Flickr. Il servizio ha dato il via il
29 marzo 2005. Gli utenti posso creare siti web personali, condividere le proprie foto da Yahoo! Photos,
mantenere un blog, un elenco di recensioni, informazioni sul profilo, e vedere quali amici sono on-line in
quel momento. Yahoo! 360° permette, di predefinito, di vedere riassunti gli aggiornamenti fatti dai
proprio amici nella sezione "friends updates". È inoltre possibile andare oltre la connessione tra due
utente come "amici" creando o unendosi a dei forum interni (chiamati "gruppi") in cui utenti che
condividono particolari interessi possono conversare. Questi gruppi sono parte di Yahoo! Groups e
integrati in Yahoo! 360°. (Fonte: Wikipedia)

17
relazioni sociali che viaggiano contemporaneamente sulla rete ma anche nella vita di

tutti i giorni. In tal senso numerose esperienze sono presenti nelle realtà universitarie

che trovano nello strumento del Social Network un potente mezzo di aggregazione e

condivisione.

Andiamo ora a esplicare quella che viene denominata come teoria delle reti sociali.

Le teorie sui Social Network rientrano in un ramo della sociologia e sono applicabili ad

un ampio spettro di situazioni sociali che vengono a crearsi in ogni sorta di

aggregazione umana. La teoria dei Social Network è applicabile ad ogni tipo di scala,

dalle piccole aggregazioni di persone quali un gruppo di amici o di colleghi fino a

dimensioni macro come un intero paese o comunità nazionale. Quando si parla di rete

(Network) si fa riferimento ad un insieme di oggetti, detti anche “nodi della rete”, che

sono legati tra loro da diverse tipologie di legami. Nella reti sociali (Social Network) i

nodi sono individui o gruppi di persone legate da vincoli di carattere sociale. I legami

presenti all'interno di un Social Network possono essere monodirezionali o bidirezionali

ma anche e soprattutto multidirezionali. Per capire meglio tale concetto rifacciamoci ad

un esempio: un legame sociale è monodirezionale quando un individuo X gradisce un

altro individuo Y ma tale gradimento non è ricambiato all'interno del Social Network.

Tale legame sociale sarebbe bidirezionale se il gradimento tra i membri della rete

sociale fosse reciproco. La multidirezionalità si ha non solo quando un individuo X

gradisce un individuo Y e viene ricambiato ma quando lo stesso legame che X ha con Y

si instaura con gli altri individui Z, K, ecc.

18
Un altro concetto molto importante da approfondire nell’ambito dello studio delle teorie

delle reti sociali è quello del capitale sociale 34.

All'interno di un Social Network il concetto di capitale sociale si riferisce alla posizione

che un determinato membro ha all'interno della rete. In una sintesi estrema si può

affermare che il capitale in un Social Network è maggiore quanto maggiore è la capacità

da parte del membro di incidere sulle decisioni dei membri della rete, ma anche dal

numero di nodi della rete sul quale il membro può esercitare tale influenza.

1.3. Social Network e Social Media

Fin qui abbiamo visto e affrontato il concetto di Social Network, ora rimane da

compiere un ulteriore passo: fornire la definizione di Social Media, termine spesso

erroneamente utilizzato per indicare i primi.

Riportiamo di seguito la definizione del termine già data precedentemente 35 segnalando,

come già visto 36, che questa voce è quella a cui rimanda il sito nel momento in cui si

digita la parola Social Network, ulteriore segno di un’assenza di distinzione chiara e

precisa tra i due concetti.

Alla voce Social Media troviamo quindi la seguente definizione: “categoria di siti che

permettono all’utente un alto grado di interazione tra i membri. In molti casi è permesso

agli utenti di uploadare contenuti (UGC 37) e condividerli con gli altri utenti.

34
In sociologia, per capitale sociale si intende l'insieme delle relazioni interpersonali formali ed informali
essenziali anche per il funzionamento di società complesse ed altamente organizzate. Esistono relazioni
ben definite fra capitale umano, capitale sociale e sviluppo economico di una Comunità, sia essa una
territorio, una regione o una nazione. In generale può essere definito come Il concetto di capitale sociale
può essere definito in generale come l'insieme delle risorse potenziali incorporate nelle reti di relazione
degli individui (fonte Wikipedia).
35
v. pag. 2
36
v. pag. 2
37
Acronimo di User Generated Content e letteralmente “contenuto creato dagli utenti”, indica quel
contenuto creato dagli utenti di un sito, invece del contenuto creato dal sito stesso.

19
La filosofia portante dietro questi siti è dare agli utenti gli strumenti affinché possano

costruire il sito come preferiscono loro" 38.

Confrontiamo ora questa definizione con quella di Social Network, che riportiamo di

seguito: “un Social Network è un sistema complesso di relazioni tra individui o enti o

gruppi legati tra loro da rapporti sociali. Tali rapporti alla base di una rete sociale

possono essere del più disparato genere: interessi comuni, semplice conoscenza,

colleghi di lavoro, compagni di squadra, sport in comune, compagni universitari, amici

di lunga data, familiari, soci d’affari” 39. La differenza tra le due definizioni sta nella

centralità di uno o dell’altro aspetto: nella prima, infatti, l’attenzione è incentrata sulle

relazioni tra gli utenti, sul fatto che essi siano in comunicazione, l’aspetto centrale è

quello della relazione tra di loro; la seconda definizione, invece, pone in risalto la

possibilità da parte degli utenti di essere loro stessi generatori di contenuti e questo

aspetto è ancor più sottolineato dalla frase “la filosofia portante dietro questi siti è dare

agli utenti gli strumenti affinché possano costruire il sito come preferiscono loro”.

E’ proprio questa la grande differenza che intercorre tra i Social Network e i Social

Media: mentre i primi puntano tutto sulla comunicazione tra gli utenti, offrendo loro

tutti i servizi relativi allo scopo, i secondi compiono un salto di qualità permettendo agli

utenti non solo di comunicare ma di selezionare, personalizzare ma soprattutto creare il

contenuto di loro interesse passando da semplici fruitori a creatori di contenuto.

Dal punto di vista sociologico questo passaggio è molto importante. Basti pensare, per

esempio, a Facebook.

38
Definizione presa dal sito http://www.pc-facile.com/glossario/social_media/
39
Definizione presa dal sito: http://www.gratis-gratis.net/socialnetwork/social_network.htm

20
Tutti o quasi credo abbiano presente di cosa si tratta (ad ogni modo ce ne occuperemo

nel quarto capitolo): Facebook non è solo un modo per comunicare con altre persone ma

è un potente strumento di manifestazione della propria presenza.

Con la foto del profilo, i contenuti che si decide di pubblicare sulla propria bacheca, ecc.

si diventa autori di sé stessi.

Facebook non si limita a svolgere le funzioni di Social Network ma diventa invece uno

strumento di informazione mirata ed efficacissima. Anche YouTube 40, per quanto non

possa considerarsi un Social Network, ha fatto sua questa caratteristica, permettendo

allo stesso modo ad ogni utente di essere autore libero di selezionare e pubblicare i

video da lui preferiti.

Per sintetizzare, possiamo dire che si è verificato un passaggio dal mezzo ai contenuti,

evidentemente in favore di questi ultimi.

Se allora la differenza tra i due termini Social Network e Social Media esiste, perché si

fa invece spesso confusione quando se ne parla?

Una risposta arriva dal blog “Mimulus” 41, dal nome del gruppo nato a Bologna nel ’95

composto da persone esperte in materia di organizzazione, contenuti e tecnologie,

specie in ambiente aziendale. Secondo il blog, nell’intervento datato 9 marzo 2009 42, la

confusione deriva dal fatto che “questo è il periodo in cui le definizioni di Social

Network e Social Media vanno per la maggiore, anche sull’onda del successo di

Facebook, e si ritrovano dovunque, citate in qualunque contesto, a sproposito o a

40
YouTube è un sito che permette la pubblicazione e la condivisione tra utenti di contenuti video, oltre
alla creazione di un profilo personalizzato visibile agli utenti presenti nella nostra rete di amici. Il link al
sito è il seguente: http://www.youtube.com
41
http://www.mimulus.it
42
On-line all’indirizzo: http://www.mimulus.it/2009/03/09/social-network-e-social-media-capiamoci/

21
ragione”. La causa di tutto sta nella volontà di tradurre alla lettera i due termini. Si legge

in proposito: “Social Network e Social Media a volte vengono tradotti in italiano con

“reti sociali” e “media sociali” ma si sente subito che non soddisfano l’orecchio e che

non hanno appealing. Ora, secondo Wikipedia “Una rete sociale […] consiste di un

qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla

conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari”, mentre “Social media è

un termine generico che indica tecnologie e pratiche on-line che gli utenti adottano per

condividere contenuti testuali, immagini, video e audio”. Il blog in questione, citando la

definizione data da Wikipedia, sembra perciò concordare con la distinzione da essa

operata. Aggiunge anche che “un Social Network è una rete di persone, mentre un

Social Media è uno strumento on-line. Potremmo definire il social networking come

l’attività di mantenere i contatti all’interno di un Social Network, e un social network

service come uno strumento che consente di fare social networking on-line”.

Da ultimo viene fornito un elenco di pochi ma essenziali punti per rendere ancora più

chiara la distinzione tra gli uni e gli altri, in particolare “i Social Network connettono le

persone, mentre i Social Media connettono i contenuti”.

Questa frase da sola è perfettamente esplicativa del concetto.

22
2. Le disabilità

E’ giunto il momento di introdurre un nuovo tema: quello delle disabilità.

Apparentemente potrebbe sembrare che l’argomento non sia attinente a quanto detto

finora; in realtà, come anche già accennato nell’introduzione 43, esso è il nodo centrale

su cui si focalizza l’attenzione della trattazione. Ora che si è fissato il concetto di Social

Network e di Social Media è opportuno chiarire anche cosa si intende per disabilità e

cosa esse comportano nella pratica, per comprendere le relazioni tra questi due mondi,

apparentemente diversi e inconciliabili, ed arrivare così a soddisfare appieno lo scopo

che nell’introduzione è stato menzionato.

2.1. Il concetto di disabilità

Secondo Wikipedia 44 “la disabilità è la condizione personale di chi, in seguito ad una o

più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a

ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività

quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale” 45.

Fin qui nulla da segnalare: in termini più concreti le persone con queste caratteristiche

sono quelle che noi nella vita quotidiana indichiamo con l’appellativo di “diversamente

abili”. Il problema si pone su cosa sia o non sia da giudicare disabilità, quale sia il

confine tra la normalità, che a mio parere è anch’essa un concetto relativo sul quale ci

sarebbe ampiamente da discutere, e il suo contrario ed inoltre quanto una persona, una

volta reputata disabile, lo sia e, da ultimo, cosa comporti questa condizione nella

concretezza della vita reale.

43
v. pag. 1
44
http://it.wikipedia.org
45
http://it.wikipedia.org/wiki/Disabilit%C3%A0

23
Procediamo con ordine partendo da alcuni punti fermi nel cammino della definizione di

questo concetto, ancora oggi non così chiaro come sembra.

2.1.1. Nascita del concetto di disabilità e classificazione

Il 21 maggio 2001, 191 Paesi partecipanti alla 54° Assemblea Mondiale della Sanità

hanno accettato la nuova “Classificazione Internazionale del Funzionamento, della

Disabilità e della Salute” 46 (“International Classification of Functioning, Disability and

Health” - ICF) come “standard di valutazione e classificazione di salute e disabilità”.

Prima di procedere occorre spiegare in che cosa consiste questo importante documento.

La “Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute”,

conosciuta più comunemente come ICF, è una classificazione della salute e dei domini

relativi alla stessa. Questi domini sono classificati in base alle caratteristiche del corpo e

delle prospettive individuali e sociali dell’individuo per mezzo di due liste: una

riguardante appunto le funzioni del corpo e la sua struttura e l’altra riguardante l’elenco

dei settori relativi alle attività e alla partecipazione individuale. Poiché un individuo con

disabilità è immerso in un contesto, l'ICF include anche un elenco di fattori ambientali.

L'ICF pone le nozioni di 'salute' e 'handicap' in una nuova luce. Essa riconosce che ogni

essere umano può sperimentare una perdita della salute e la terribile esperienza di un

decremento, di un certo grado, di un’abilità. La disabilità non è qualcosa che accade

solo a una minoranza di persone. L'ICF quindi rende normale l'esperienza della

disabilità e la riconosce come esperienza umana universale. In particolare

“standardizza” le condizioni di salute della persona con disabilità e le rende conformi in

maniera tale da essere confrontati con una scala di valori comune – il cosiddetto

“righello della salute e della disabilità” - traduzione letterale dall’inglese “the ruler of

46
http://www.educare.it/Handicap/intro/la_classificazione_icf.htm

24
health and disability” - che misura appunto i valori attribuiti ad ogni grado di disabilità e

li confronta con quelli della scala di riferimento. Inoltre ICF prende in considerazione

gli aspetti sociali della disabilità non vedendola soltanto come una disfunzione

“patologica” o “biologica” ma includendo fattori contestuali, all’interno dei quali sono

elencati i fattori ambientali, tramite i quali il documento consente di registrare l'impatto

ambientale sui particolari meccanismi dell’individuo 47.

Lo scopo generale dell’ICF è quello di fornire un linguaggio standard e unificato che

serva da modello di riferimento per la descrizione delle componenti della salute e degli

stati ad essa correlati. Quest’ultime sono descritte dal punto di vista corporeo,

individuale e sociale in due elenchi principali:

1) Funzioni e Strutture Corporee;

2) Attività e Partecipazione.

La classificazione, come si è visto, elenca anche i fattori ambientali che interagiscono

tra loro e che vanno a determinare una situazione di disabilità. Questa infatti viene

definita come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione

di salute di un individuo, i fattori personali e i fattori ambientali che rappresentano le

circostanze in cui vive l’individuo. L’ICF può essere utilizzata in discipline e settori

diversi (clinico, statistico, ricerca, politiche di welfare, ad esempio) in quanto essa:

- fornisce una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute, delle

condizioni, conseguenze e cause determinanti ad essa correlate;

- stabilisce un linguaggio comune allo scopo di migliorare la comunicazione fra i

diversi utilizzatori, tra cui gli operatori sanitari, i ricercatori, gli esponenti politici e

la popolazione, incluse le persone con disabilità;

47
Informazioni prese da: http://www.who.int/classifications/icf/en/

25
- rende possibile il confronto tra dati raccolti in Paesi, discipline sanitarie, servizi e

periodi diversi;

- fornisce uno schema di codifica sistematico per i sistemi informativi sanitari.

La classificazione è il risultato di un lungo lavoro di revisione, iniziato nel 1993

dall’OMS 48, della “Classificazione Internazionale delle Menomazioni, Disabilità e

Svantaggi Esistenziali” (“International Classification of Impairments, Disabilities and

Handicaps”- ICIDH) del 1980. L’Italia è tra i 65 paesi che hanno attivamente

partecipato alla validazione dell'ICF. A partire dal 1998 il lavoro di revisione della

precedente classificazione ICIDH è stato svolto in Italia da una rete, inizialmente

informale, di istituzioni, servizi, esperti e associazioni di persone con disabilità

denominata Disability Italian Network-DIN 49, coordinata dall'Agenzia Regionale della

Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia. La stessa Agenzia ha organizzato la

presentazione ufficiale della versione italiana dell'ICF tenutasi il 17 aprile 2002 a

Trieste durante la “WHO-Conference on Health and Disability”.

La nuova “Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della

Salute” (ICF) è quindi una delle classificazioni internazionali, sviluppate

dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) che permettono di codificare

un'ampia gamma di informazioni relative alla salute (ad es. diagnosi, funzionamento e

disabilità, accesso ai servizi, ecc.). Esse, utilizzando un linguaggio comune

standardizzato, favoriscono la comunicazione, in materia di salute e assistenza sanitaria,

tra gli operatori in tutto il mondo e tra varie scienze e discipline.

48
Organizzazione mondiale della sanità (OMS o World Health Organization, WHO in inglese) agenzia
specializzata dell'ONU per la salute, è stata fondata il 7 aprile 1948, con sede a Ginevra.
49
La rete comprendeva 25 nuclei di lavoro in rappresentanza di Enti, Istituzioni pubbliche, private e
Università, coordinati dall’Agenzia Regionale della Sanità del Friuli Venezia Giulia – titolare del
Programma Speciale per lo sviluppo della collaborazione con l’OMS.

26
Nelle classificazioni internazionali dell’OMS le condizioni di salute in quanto tali

(malattie, disturbi, lesioni, ecc) vengono classificate principalmente nella

“Classificazione Internazionale delle Malattie” 50 (“International Statistical

Classification of Diseases and Related Health Problems” - ICD) che viene

periodicamente rivista ed aggiornata. Attualmente è in uso l’ICD-10 51 (OMS, 1992-94),

tradotta in italiano nel 2000. Oltre alla classificazione Internazionale delle Malattie, vi

sono altri sistemi classificatori che si concentrano su gruppi di patologie. Ad esempio

per quanto riguarda le malattie mentali il principale riferimento, dopo l’ICD-10, è dato

dal “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali” (DSM IV TR) realizzato

dall’American Psychiatric Association.

La Classificazione Internazionale delle Malattie e la Classificazione Internazionale sul

Funzionamento, sulla Disabilità e sulla Salute vanno considerate come complementari.

L’ICD-10 si basa sulla sequenza Eziologia 52 -> Patologia 53 -> Manifestazione Clinica e

fornisce una “diagnosi” delle malattie, mentre l’ICF classifica il funzionamento 54 e la

disabilità 55 associati alle condizioni di salute.

50
http://www.softwaremedico.it/ICD9-CM_Main.asp Allo stesso indirizzo è possibile anche il download
del documento integrale.
51
ICD-10 è stato approvato dalla 43ma Assemblea mondiale della sanità nel maggio 1990 ed è entrato in
uso negli Stati membri dell'OMS a partire dal 1994. La classificazione è l'ultima di una serie che ha le sue
origini nel 1850. E’ utilizzato per classificare le malattie e altri problemi di salute registrati sugli individui
incrociando i dati provenienti dai certificati di morte e dalle documentazioni sanitarie. (Fonte:
http://www.who.int/classifications/icd/en/ )
52
Termine che deriva dal greco (aitia=causa e logos= parola, discorso) e che viene utilizzato in filosofia,
biologia, fisica, teologia e psicologia in riferimento alle cause che provocano diversi fenomeni. In linea
generale si tratta dello studio e dell’approfondimento sul motivo per cui alcuni eventi si verificano o
persino sulle ragioni che si nascondono dietro determinati avvenimenti. (Fonte: Wikipedia)
53
Parola anch’essa derivante dal greco antico (πάθος, pathos, "sofferenza" e -λογία, -logia, "studio") è la
branca della medicina che si occupa dello studio delle malattie.
54
Funzionamento è un termine ombrello che comprende tutte le funzioni corporee, le attività e la
partecipazione ed indica anche che non sussistono aspetti problematici della salute e degli stati ad essa
correlati.

27
Vediamo ora come è avvenuto il passaggio dal primo documento (ICIDH) che ha

portato alla validazione dell’ICF analizzando i concetti base dell’uno e dell’altro.

La classificazione ICIDH (“International Classification of Impairments Disabilities and

Handicaps”) distingueva tra:

• Menomazione: qualsiasi perdita o anormalità a carico di strutture o funzioni

psicologiche, fisiologiche o anatomiche; essa rappresenta l’esteriorizzazione di uno

stato patologico e in linea di principio riflette i disturbi a livello d’organo.

• Disabilità: qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a una menomazione)

della capacità di compiere un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati normali

per un essere umano. La disabilità rappresenta l’oggettivazione della menomazione

e come tale riflette disturbi a livello della persona. La disabilità si riferisce a capacità

funzionali estrinsecate attraverso atti e comportamenti che per generale consenso

costituiscono aspetti essenziali della vita di ogni giorno.

• Handicap: condizione di svantaggio vissuta da una determinata persona in

conseguenza di una menomazione o di una disabilità che limita o impedisce la

possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio a quella persona (in base all’età,

al sesso e ai fattori socio-culturali). Esso rappresenta la socializzazione di una

menomazione o di una disabilità e come tale riflette le conseguenze – culturali,

sociali, economiche e ambientali – che per l’individuo derivano dalla presenza della

menomazione e della disabilità. Lo svantaggio deriva dalla diminuzione o dalla

perdita delle capacità di conformarsi alle aspettative o alle norme proprie

dell’universo che circonda l’individuo.

55
Disabilità serve come termine ombrello per menomazioni, limitazioni delle attività o restrizioni della
partecipazione.

28
E’ molto importante far notare che mentre la disabilità viene intesa come lo svantaggio

che la persona presenta a livello personale, l'handicap rappresenta lo svantaggio sociale

della persona con disabilità.

Il concetto fondamentale dell’ICIDH è basato sulla sequenza:

Menomazione -> Disabilità -> Handicap.

A seguito di un evento morboso, sia esso una malattia (congenita o meno) o un

incidente, una persona può subire una menomazione, ovvero la perdita o anomalia

strutturale o funzionale, fisica o psichica. La menomazione può poi portare alla

disabilità, ovvero alla limitazione della persona nello svolgimento di una o più attività

considerate “normali” per un essere umano della stessa età. Infine, la disabilità può

portare all’handicap, ovvero allo svantaggio sociale che si manifesta a seguito

dell’interazione con l’ambiente.

La sequenza descritta non è comunque sempre così semplice: l’handicap può infatti

essere conseguenza di una menomazione, senza la mediazione di uno stato di disabilità.

Una menomazione può ad esempio dare origine ad ostacoli nei normali tentativi di

instaurare dei rapporti sociali; essa determina l’handicap ma non la disabilità.

Inoltre, la sequenza può essere interrotta: una persona può essere menomata senza

essere disabile e disabile senza essere handicappata.

L’ICIDH prevedeva per le Menomazioni e le Disabilità 9 macro-categorie mentre per

gli Handicap le macro-categorie erano 7. Viene riportata di seguito la suddivisione in

categorie.

29
Categorie delle menomazioni:

1. Menomazioni della capacità intellettiva

2. Altre menomazioni psicologiche

3. Menomazioni del linguaggio

4. Menomazioni auricolari

5. Menomazioni oculari

6. Menomazioni viscerali

7. Menomazioni scheletriche

8. Menomazioni deturpanti

9. Menomazioni generalizzate, sensoriali e di altro tipo

Categoria delle disabilità:

1. Disabilità nel comportamento

2. Disabilità nella comunicazione

3. Disabilità nella cura della propria persona

4. Disabilità locomotorie

5. Disabilità dovute all’assetto corporeo

6. Disabilità nella destrezza

7. Disabilità circostanziali

8. Disabilità in particolari attitudini

9. Altre limitazioni nell’attività

Classificazione degli handicap:

1. Handicap nell’orientamento

2. Handicap nell’indipendenza fisica

3. Handicap nella mobilità

30
4. Handicap occupazionali

5. Handicap nell’integrazione sociale

6. Handicap nell’autosufficienza economica

7. Altri handicap

Veniamo ora ai concetti base e alla struttura dell’ICF.

A differenza della precedente Classificazione ICIDH, l’ICF non è una classificazione

delle "conseguenze delle malattie" ma delle "componenti della salute".

Nel primo tipo di classificazione l’attenzione veniva posta sulle "conseguenze" cioè

sull’impatto delle malattie o di altre condizioni di salute che ne possono derivare mentre

nel secondo tipo si identificano gli elementi costitutivi della salute.

In tal senso l’ICF non riguarda solo le persone con disabilità ma tutte le persone proprio

perché fornisce informazioni che descrivono il funzionamento umano e le sue

restrizioni.

Inoltre, essa utilizza una terminologia più neutrale in cui Funzioni e Strutture Corporee,

Attività e Partecipazione vanno a sostituire i termini di menomazione, disabilità e

handicap. La sequenza Menomazione -> Disabilità -> Handicap, alla base dell’ICIDH,

nella nuova Classificazione viene superata da un approccio multiprospettico alla

classificazione del funzionamento e della disabilità secondo un processo interattivo ed

evolutivo. La classificazione integra in un approccio di tipo “biopsicosociale” (in cui la

salute viene valutata complessivamente secondo tre dimensioni: biologica, individuale e

sociale) la concezione medica 56 e sociale 57 della disabilità. È in sostanza il passaggio da

un approccio individuale ad uno socio-relazionale nello studio della disabilità.


56
L’approccio medico considera la disabilità come un problema della persona (causato direttamente da
malattie, traumi o altre condizioni di salute) ed è su di essa che, esclusivamente, si deve intervenire nei
termini di cura dell’individuo, o di adattamento della persona alla propria condizione o di cambiamento
comportamentale.

31
La disabilità viene intesa, infatti, come la conseguenza o il risultato di una complessa

relazione tra la condizione di salute di un individuo, fattori personali e fattori ambientali

che rappresentano le circostanze in cui egli vive. Ne consegue che ogni individuo, date

le proprie condizioni di salute, può trovarsi in un ambiente con caratteristiche che

possono limitare o restringere le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale.

L’ICF, correlando la condizione di salute con l’ambiente, promuove un metodo di

misurazione della salute, delle capacità e delle difficoltà nella realizzazione di attività

che permette di individuare gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare

perché l’individuo possa raggiungere il massimo della propria auto-realizzazione.

Si noti, rispetto al documento precedente, una maggiore classificazione dei concetti base

sui quali poggia l’intero documento e che riportiamo di seguito.

Funzioni corporee: sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, incluse le

funzioni psicologiche.

Strutture corporee: sono le parti strutturali o anatomiche del corpo (organi, arti e loro

componenti) classificati secondo i sistemi corporei.

Menomazione: è una perdita o una anormalità 58 nella struttura del corpo o nella

funzione fisiologica (comprese le funzioni mentali).

Attività: è l’esecuzione di un compito o di una azione di un individuo; essa rappresenta

la prospettiva individuale del funzionamento.

57
L’approccio sociale ritiene che la disabilità sia principalmente un problema creato dalla società.
La disabilità, quindi, non è un caratteristica dell’individuo ma il risultato di una complessa interazione di
condizioni, molte delle quali create dall’ambiente sociale. Questa nuova concezione della disabilità
richiede interventi che migliorino le condizioni di salute ma che determino anche cambiamenti nel
contesto sociale.
58
Il termine anormalità viene usato solo ed esclusivamente per indicare uno scostamento significativo
rispetto a norme statistiche significative.

32
Limitazione delle attività: sono le difficoltà che un individuo può incontrare

nell’eseguire delle attività. Una limitazione dell’attività può essere una deviazione da

lieve a grave, in termini quantitativi o qualitativi, nello svolgimento dell’attività rispetto

al modo e alla misura attesi da persone che non si trovano in quella condizione di salute

(sostituisce il termine disabilità usato nell’ICIDH).

Partecipazione: coinvolgimento in una situazione di vita; essa rappresenta la

prospettiva sociale del funzionamento.

Restrizioni della partecipazione: sono i problemi che un individuo può sperimentare

nel coinvolgimento nelle situazioni di vita. La presenza di una restrizione alla

partecipazione viene determinata paragonando la partecipazione dell’individuo con

quella che ci si aspetta da un individuo senza disabilità in quella stessa cultura o società.

(sostituisce il termine handicap usato nell’ICIDH)

Fattori ambientali: tutti gli aspetti del mondo esterno ed estrinseco che formano il

contesto della vita di un individuo e, come tali, hanno un impatto sul funzionamento

della persona (es. ambiente fisico e sue caratteristiche, atteggiamenti, valori, politiche,

sistemi sociali e servizi ecc).

Fattori personali: sono fattori contestuali correlati all’individuo quali l’età, il sesso, la

classe sociale, le esperienze di vita, modelli di comportamento generali e stili caratteriali

che possono giocare un certo ruolo nella disabilità a qualsiasi livello. Essi non sono

classificati nell’ICF a causa della loro estrema variabilità ma fanno parte del modello

descrittivo del funzionamento e della disabilità.

33
Funzionamento: termine ombrello 59 che comprende tutte le funzioni corporee, le

attività e la partecipazione. Esso indica gli aspetti positivi dell’interazione tra un

individuo (con una condizione di salute) ed i fattori contestuali di quell’individuo

(fattori ambientali e personali).

Disabilità: termine ombrello per menomazioni, limitazioni dell’attività e restrizioni

della (e alla) partecipazione. Esso indica gli aspetti negativi dell’interazione

dell’individuo (con una condizione di salute) e i fattori contestuali di quell’individuo

(fattori ambientali e personali).

Il modello concettuale alla base della Classificazione è presentato nello schema

seguente:

Fig. 9 – Schema di base dell’ICF

59
Il “termine ombrello” è una parola il cui significato, essendo piuttosto generico, riesce a comprendere
più significati (e quindi più termini) specifici. Il nome deriva dalla funzione assolta dall’ombrello che,
nella funzione di riparare dalla pioggia, sotto di sé può tenere più persone.

34
L’ICF è suddiviso di due parti principali:

Parte 1 - Funzionamento e Disabilità,

Parte 2 - Fattori Contestuali.

Ogni parte è poi composta da due componenti che di seguito sono presentate nel

dettaglio.

Parte 1 - Funzionamento e Disabilità:

• Funzioni e strutture corporee che comprendono due classificazioni, una per le

funzioni dei sistemi corporei e una per le strutture corporee;

• Attività e Partecipazione che comprendono la gamma completa dei domini

indicanti gli aspetti del funzionamento da una prospettiva sia individuale che sociale.

Parte 2 - Fattori Contestuali:

• Fattori Ambientali che comprendono l’ambiente fisico, sociale e degli

atteggiamenti in cui vivono le persone che possono avere un’influenza sulla capacità

dell’individuo di eseguire azioni o compiti, o sul suo funzionamento o sulla struttura

del corpo;

• Fattori Personali che rappresentano il background personale della vita e

dell’esistenza di un individuo, i quali possono giocare un certo ruolo nella disabilità

ma non vengono classificati nell’ ICF.

Le componenti del Funzionamento e della Disabilità, che rientrano nella Parte 1

dell’ICF, possono essere espresse in due modi. Da un lato possono essere usate per

indicare problemi, (per esempio menomazioni, limitazione dell’attività o restrizione

della partecipazione) raggruppati sotto il termine ombrello disabilità; dall’altro possono

indicare aspetti non problematici (neutri) della salute e degli stati ad essa correlati,

raggruppati sotto il termine ombrello funzionamento.

35
Vi sono poi i domini, che sono insiemi di funzioni fisiologiche, strutture anatomiche,

azioni, compiti o aree della vita correlate tra loro e costituiscono i diversi capitoli e i

blocchi all’interno di ciascuna componente. Queste componenti del funzionamento e

della disabilità vengono interpretate attraverso quattro costrutti separati ma correlati tra

loro che vengono resi operativi utilizzando i qualificatori.

I costrutti della Parte 1 sono:

• Cambiamento nella funzione corporea;

• Cambiamento nella struttura corporea;

• Capacità, cioè l’abilità di un individuo di eseguire un compito o un’azione;

• Performance, che è ciò che un individuo fa nel suo ambiente attuale.

I costrutti della Parte 2 sono:

• Facilitatori nei fattori ambientali, cioè i fattori che mediante la loro presenza o

assenza limitano il funzionamento e riducono la disabilità;

• Barriere nei fattori ambientali, cioè fattori che mediante la loro presenza o

assenza limitano il funzionamento e creano disabilità.

Per una maggiore completezza informativa si riporta, nella pagina seguente, la

suddivisione dei capitoli e dei titoli dell’ICF.

36
Funzioni corporee

1. Funzioni mentali

2. Funzioni sensoriali e dolore

3. Funzioni della voce e dell’eloquio

4. Funzioni dei sistemi cardiovascolare, ematologico, immunologico e dell'apparato

respiratorio

5. Funzioni dell'apparato digerente e dei sistemi metabolico ed endocrino

6. Funzioni genitourinarie e riproduttive

7. Funzioni neuro-muscoloscheletriche e correlate al movimento

8. Funzioni della cute e delle strutture correlate

Strutture corporee

1. Strutture del sistema nervoso

2. Occhio, orecchio e strutture correlate

3. Strutture coinvolte nella voce e nell'eloquio

4. Strutture dei sistemi cardiovascolare, immunologico e dell'apparato respiratorio

5. Strutture correlate all'apparato digerente e ai sistemi metabolico ed endocrino

6. Strutture correlate ai sistemi genitourinario e riproduttivo

7. Strutture correlate al movimento

8. Cute e strutture correlate

37
Attività e partecipazione

1. Apprendimento e applicazione delle conoscenze

2. Compiti e richieste generali

3. Comunicazione

4. Mobilità

5. Cura della propria persona

6. Vita domestica

7. Interazioni e relazioni interpersonali

8. Aree di vita principali

9. Vita sociale, civile e di comunità

Fattori ambientali

1. Prodotti e tecnologia

2. Ambiente naturale e cambiamenti ambientali effettuati dall'uomo

3. Relazioni e sostegno sociale

4. Atteggiamenti

5. Servizi, sistemi e politiche

38
2.1.2. I diversi tipi di disabilità definiti dall’indagine Istat

Alla luce di quanto finora si è detto, ci si è potuti fare una discreta idea di che cosa sia la

disabilità, come sia legata agli aspetti della vita quotidiana e quali conseguenze

comporti.

Per rilevare più concretamente il fenomeno della disabilità, l’Istat 60 nell’indagine

campionaria sulle “Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari” 61, ricorre ad una

batteria di quesiti, predisposti da un gruppo di lavoro dell’OCSE (Organizzazione per la

Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sulla base della classificazione ICIDH

dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che consente di studiare specifiche

dimensioni della disabilità: la dimensione fisica, riferibile alle funzioni della mobilità e

della locomozione, che nelle situazioni di gravi limitazioni si configura come

confinamento; la sfera di autonomia nelle funzioni quotidiane che si riferisce alle

attività di cura della persona; la dimensione della comunicazione che riguarda le

funzioni della vista, dell’udito e della parola. Ad ogni tipo di disabilità corrisponde una

batteria di quesiti con modalità di risposta che prevedono diversi gradi di difficoltà (da

una parziale autonomia ad una difficoltà maggiore fino ad arrivare all’inabilità di

adempiere la funzione senza l’aiuto di altre persone).

Per una corretta interpretazione dei dati è rilevante sottolineare che, per ciascuna

domanda, l’intervistato risponde secondo la valutazione soggettiva del proprio livello di

60
Istituto Nazionale di statistica (http://www.istat.it )
61
L’indagine "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari" è un 'indagine campionaria che viene
svolta periodicamente con una cadenza di circa cinque anni. Detta indagine si configura come un
fondamentale strumento di osservazione delle condizioni di salute della popolazione. Essa consente di
avere informazioni sulle condizioni di salute della popolazione, sulla presenza di malattie croniche, sulla
disabilità, sul consumo di farmaci, sull’utilizzo del tempo libero, sul consumo di tabacco, su gravidanza
ed allattamento, sul ricorso ai servizi sanitari per tipologia degli stessi e sulla disabilità, sull’abitazione
della famiglia e sulle reti di aiuto ricevuti dalla famiglia.
(Fonte: http://www.handicapincifre.it/descrizioni/lista_met.asp?cod_met=2 )

39
autonomia. Tale valutazione può variare non solo in funzione delle diverse condizioni di

salute e di livello di autonomia, ma anche per differenze culturali e cognitive o per

disparità nel disporre di sostegni materiali e relazionali di cui il disabile può avvalersi

per far fronte alle proprie limitazioni.

È definita disabile la persona che, escludendo le condizioni riferite a limitazioni

temporanee, dichiara il massimo grado di difficoltà in almeno una delle funzioni rilevate

con ciascuna domanda, pur tenendo conto dell’eventuale ausilio di apparecchi sanitari

(protesi, bastoni, occhiali, ecc.). A seconda della sfera di autonomia funzionale

compromessa, sono state costruite quattro tipologie di disabilità: confinamento,

difficoltà nel movimento, difficoltà nelle funzioni della vita quotidiana, difficoltà della

comunicazione.

Per confinamento si intende la costrizione permanente a letto, su una sedia, o nella

propria abitazione per motivi fisici o psichici. Coloro che risultano confinati rispondono

solo ai quesiti sull’attività motoria compatibili con la relativa tipologia di confinamento.

Le persone con difficoltà nel movimento hanno problemi nel camminare (riescono solo

a fare qualche passo senza aver bisogno di fare soste), non sono in grado di salire e

scendere da soli una rampa di scale senza fermarsi, non riescono a chinarsi per

raccogliere oggetti da terra.

Le difficoltà nelle funzioni della vita quotidiana riguardano la completa assenza di

autonomia nello svolgimento delle essenziali attività quotidiane o di cura della persona,

quali mettersi a letto o sedersi da soli, vestirsi da soli, lavarsi o farsi il bagno o la doccia

da soli, mangiare da soli anche tagliando il cibo.

Nelle difficoltà della comunicazione sono infine comprese le limitazioni nel sentire

(non riuscire a seguire una trasmissione televisiva anche alzando il volume e nonostante

40
l’uso di apparecchi acustici), limitazioni nel vedere (non riconoscere un amico ad un

metro di distanza) e le difficoltà nella parola (non essere in grado di parlare senza

difficoltà).

È infine importante precisare che, poiché nel set di quesiti per rilevare la disabilità è

inclusa la scala ADL 62 (Activities of Daily Living – Attività della Vita Quotidiana)

costruita per valutare il grado di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane,

tale strumento non è adatto alla somministrazione ai bambini di età inferiore ai 6 anni.

Pertanto la consistenza numerica dei disabili non include questo segmento di

popolazione. La scala inoltre consente solo in modo parziale di cogliere le disabilità

connesse a patologie psichiatriche e ad insufficienze mentali. A ciò occorre aggiungere

che la stima derivante dall’indagine si riferisce alle persone che vivono in famiglia - le

unità finali di campionamento sono infatti le famiglie - e non tiene conto quindi degli

individui residenti permanentemente in istituzioni. Tra questi ultimi sono senz’altro

presenti quote non trascurabili di disabili presumibilmente con elevati livelli di gravità

(basti pensare alle Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani non autosufficienti).

Tuttavia, poiché in Italia i disabili vivono molto frequentemente in famiglia, l’effetto in

termini di sottostima della consistenza del fenomeno risulta abbastanza contenuto.

L’indagine comunque, pur tenendo conto dei limiti degli strumenti utilizzati e della

complessità ed eterogeneità del fenomeno, rappresenta la principale fonte statistica a

livello nazionale per lo studio delle caratteristiche socio-demografiche, degli stili di vita

e dello stato di salute delle persone disabili.

62
E’ una scala semplificata che prevede l’assegnazione di un punto per ciascuna funzione indipendente
(fare il bagno, vestirsi, toilette, spostarsi, continenza di feci e urine e alimentazione) così da ottenere un
risultato totale di performance che varia da 0 (completa dipendenza) a 6 (indipendenza in tutte le
funzioni). Le informazioni sono state prese dal seguente documento all’indirizzo: http://www.ccm-
network.it/documenti_Ccm/prg_area2/corso_incidenti_Aquila/indagine_inc_domestici/Indagine_campion
aria_legenda_AD_IADL.pdf

41
Accanto al fenomeno della disabilità, l’indagine rileva anche alcuni specifici tipi di

invalidità: invalidità di tipo motorio 63, insufficienza mentale 64, cecità65,

sordomutismo 66e sordità 67.

Si tratta di dimensioni non perfettamente sovrapponibili alle corrispondenti tipologie di

disabilità, e ciò sia per il differente approccio concettuale sottostante i due fenomeni, sia

per le differenze negli strumenti adottati. Rilevare la disabilità significa valutare il

livello di riduzione dell'autonomia nello svolgere le principali funzioni, conseguente al

deficit o menomazione dovuta alla malattia, tenendo conto dell’eventuale ausilio di

apparecchi. L’invalidità, invece, è riferita alla menomazione che colpisce un organo ed

è quindi indipendente dalla valutazione complessiva di autosufficienza. Il fenomeno

quindi è rilevato, a differenza di quanto avviene per la disabilità, anche per i bambini

fino a 6 anni. Inoltre gli strumenti adottati per la rilevazione non sono confrontabili: la

disabilità deriva infatti da una sintesi di quesiti, l’invalidità è rilevata invece in termini

di presenza e assenza della specifica menomazione dichiarata dagli intervistati.

In altri termini può accadere che una persona presenti un’invalidità motoria per

mancanza o anchilosi di un arto, ma ricorrendo al supporto di una protesi o di altro

apparecchio, risulti non dipendente al punto da presentare una disabilità motoria. Al

contrario, una persona che non presenta menomazioni negli arti ma, ad esempio, a causa

63
Grave limitazione o impedimento delle capacità di movimento di uno o più parti del corpo per
mancanza o perdita di uno o più arti.
64
Insufficienze mentali congenite (down, microcefalia, ecc.), perinatali (incompatibilità del gruppo
sanguigno materno/fetale, ecc.), o acquisite (meningiti, encefaliti, tumori ecc.); la frenastenia, o
l’oligofrenia (difetti permanenti dell’intelligenza).
65
Parziale o totale assenza della vista sino a meno di un ventesimo con eventuale correzione.
66
Incapacità o grave difficoltà nell’esprimersi tramite il linguaggio.
67
Parziale o completa mancanza della capacità di udito anche se corretta con apparecchi acustici.

42
dell’avanzata età, non riesce a muovere qualche passo senza ricorrere all’aiuto di altre

persone, presenta una disabilità motoria pur non dichiarandosi invalido motorio 68.

Nella trattazione si farà accenno alle limitazioni nel sentire e nel vedere (del gruppo

delle “difficoltà della comunicazione”) insieme alle patologie che rientrano nel gruppo

delle “invalidità” anche se, nello specifico, il lavoro mira a verificare le possibilità di

interfaccia con le tecnologie da parte delle persone affette da cecità e ipovisione.

Ci si renderà comunque conto di come tutte queste condizioni di salute limitino,

soltanto apparentemente, l’utilizzo del computer per la navigazione in Internet o per

l’accesso e la partecipazione ai Social Network.

Forse l’unico aspetto della vita nel quale queste persone possono davvero considerarsi

limitate, è quello della vita sociale e dei rapporti umani, a causa, purtroppo, della non

sempre facile accettazione da parte delle persone che si definiscono “normali”.

2.2. I numeri della disabilità e l’aspetto sociale

Nel maggio 2010 l’Istat ha diffuso un volume dal titolo “La disabilità in Italia”, il quale

si propone di fornire un quadro sulla condizione delle persone con disabilità nel nostro

paese, ricostruendo, attraverso un’analisi multifonte 69, le diverse fasi della vita di queste

persone, dal periodo scolastico a quello della vecchiaia. Le analisi svolte sono

finalizzate a documentare le condizioni di salute, l’esperienza lavorativa, le relazioni

familiari e, più in generale, il livello di partecipazione sociale delle persone con

disabilità. Il volume si articola in diversi capitoli tematici che affrontano gli argomenti

citati, approfondendo anche gli aspetti legati alle politiche sociali finalizzate

all’inserimento scolastico, all’integrazione lavorativa e al complesso di aiuti, formali e

68
Fonte: http://www.handicapincifre.it/documenti/concettodisabilit%C3%A0.asp#par7
69
che reperisce i dati da più fonti

43
informali, sui quali le persone con disabilità possono contare. Viene inoltre documentata

quella parte della protezione sociale dedicata al sistema di previdenza per le persone con

disabilità. Il volume è disponibile in edizione cartacea al prezzo di 25 euro 70.

Veniamo ora alle cifre contenute nel volume, che sono piuttosto importanti. Tutti i dati

di seguito riportati sono stati presi dall’indagine Istat sopra citata.

Le persone con disabilità, di sei anni e più, che vivono in famiglia sono 2 milioni e 600

mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. Lo strumento di rilevazione della disabilità

utilizzato dall’Istat consente di rilevare informazioni sui bambini a partire dai 6 anni di

età. La fonte istituzionale del numero di certificazioni scolastiche non consente una

completezza dei dati sia perché non sono compresi i bambini in età prescolare, sia

perché non vi è obbligo di iscrizione alla scuola materna, per cui i bambini disabili

certificati dai 3 ai 5 anni sono sicuramente una sottostima del reale numero.

Tornando ai dati, il 62,2% delle persone con disabilità è colpito da tre o più patologie

croniche ed oltre la metà (59,4%) ha almeno una malattia cronica grave.

Risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età lavorativa, contro

poco più del 54% delle persone non disabili. Solamente il 3% delle persone con

disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro.

Il 57,3% e il 53,7% delle famiglie con un disabile, rispettivamente nelle Isole e nel

Meridione, non riceve alcun tipo di aiuto, né pubblico né privato. L’80% delle famiglie

in cui è presente una persona con disabilità non riceve alcun aiuto o supporto pubblico

(Istituzioni, Comuni, ASL).

70
Tutte le informazioni relative all’indagine sono presenti al seguente link:
http://www.istat.it/dati/catalogo/20100513_00/

44
La spesa per le prestazioni economiche agli invalidi civili 71 in Italia è di 16 miliardi di

euro, appena l’1% del PIL. 256,67 euro mensili è l’importo dell’assegno mensile di

assistenza riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità

accertata), di età compresa tra i 18 e i 65 anni d’età. Identico è l’importo delle pensione

agli invalidi civili al 100%.

Lo Stato rimane il titolare della quasi totalità delle competenze in materia di invalidità

civile. Si attende da anni un provvedimento che definisca i livelli essenziali delle

prestazioni sociali, cioè che vengano indicati con certezza a quali prestazioni sociali

“minime” abbia diritto il cittadino.

Nel 2000 il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo recante le

“norme per il riordino degli assegni e delle indennità” spettanti agli invalidi civili,

ciechi civili e sordi prelinguali 72. Nessun Governo ha mai usato quella delega o l’ha

fatta reiterare con un nuovo provvedimento 73.

Anche per quanto riguarda la questione delle politiche sociali la situazione non è

migliore.

71
La definizione del concetto di invalidità civile risale agli anni ’70. Essa è la difficoltà a svolgere alcune
funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico,
psichico o intellettivo, della vista o dell’udito. L’invalidità è civile quando non deriva da cause di
servizio, di guerra, di lavoro. Essa viene definita in percentuale nel caso in cui l’interessato sia
maggiorenne: 33% è la percentuale minima per essere considerati invalidi, il 74% però è il minimo per
contare su qualche provvidenza economica.
72
La definizione di sordità perlinguale recita: “è una sordità bilaterale con soglia uditiva superiore ai 65
dB in entrambe le orecchie e comunque nell’orecchio migliore in caso di disomogeneità esistente o
acquisita entro il diciottesimo mese di vita”. In realtà anche le sordità perlinguali uguali alle precedenti
ma comparse entro i 18 ed i 36-50 mesi sono molto simili ed assimilabili alle prime per molti aspetti.
73
Legge 8 novembre 2000, n, 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e
servizi sociali”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000 – Supplemento
ordinario n. 186

45
Nel 2008, infatti, lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso

sotto i 1.500 milioni di euro 74.

Per il 2009, 2010 e 2011 il Fondo ha deciso una retrazione. Nel 2009 sono stati stanziati

1.355 milioni che diventano 1.070 per il 2010 e solo 960 nel 2011. Nel 2010 ci sono,

rispetto al 2007, circa 700 milioni in meno75.

Infine il Patto per la Salute 2009-2012 prevede un finanziamento, limitato al 2010, di

400 milioni di euro mentre per il 2011 non è previsto alcuno stanziamento.

Alla luce dei dati emersi, piuttosto allarmanti, andiamo a considerare alcuni aspetti che

rientrano nella vita sociale di queste persone.

Per quanto riguarda l’istruzione, l'Italia è uno dei pochi paesi nei quali le persone

disabili sono in grandissima parte integrate nelle scuole normali.

Nel corso del tempo il livello d'istruzione delle persone disabili si è notevolmente

elevato: dalle diverse indagini risulta un notevole aumento, fra i giovani, di coloro che

hanno un titolo di studio alto. Infatti, il 38% 76 dei disabili fra i 15 e i 44 anni possiede

un diploma o una laurea, rispetto al 14% dei disabili in età compresa tra i 45 e i 64 anni.

L'incremento dei livelli d'istruzione si è verificato anche fra i non disabili, ma fra i

disabili il recupero è stato molto più rapido, e ha riguardato in misura maggiore le

donne, che hanno così compensato lo svantaggio che avevano in passato rispetto agli

uomini. L’aumento della scolarizzazione per le persone disabili è avvenuto anche grazie

alla sempre maggior diffusione delle nuove tecnologie: si pensi al crescente utilizzo dei

74
Fonte: Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
75
Fonte: Legge 203/08, Gazzetta Ufficiale, Supplemento ordinario 285/L, pag. 54)
76
I dati sono stati presi dal sito: http://spazioinwind.libero.it/gianluca_affinito/web_barriere/disabili.htm

46
computer dotati di software specifici per ogni tipo di disabilità e che permettono quindi

all’alunno disabile di interfacciarsi e apprendere nella maniera migliore.

Tuttavia, permane una percentuale considerevole di persone disabili, anche giovani,

senza alcun titolo di studio: è in questa condizione circa il 15% dei disabili in età

compresa tra i 15 e i 44 anni, mentre fra i non disabili tale percentuale è praticamente

nulla.

Per quanto riguarda l’ambito lavorativo, nonostante le innovazioni legislative in tema di

inserimento lavorativo 77 e le molte iniziative attivate anche grazie a progetti e

finanziamenti europei, tutt'oggi in Italia si rilevano livelli di occupazione dei disabili

ancora piuttosto bassi. Il tasso di occupazione fra i disabili è infatti pari al 21%, meno

della metà di quello rilevato fra i non disabili. Occorre tuttavia considerare che fra i

disabili in età lavorativa circa il 27% è del tutto inabile al lavoro. Le donne disabili sono

notevolmente svantaggiate rispetto agli uomini: le prime registrano un tasso di

occupazione dell'11% e i secondi del 29%; tale svantaggio esiste anche fra i non

disabili, sebbene l'entità delle differenze fra maschi e femmine non sia così elevata.

Per quel che riguarda l’ambito della famiglia, dalle stime emerge che il 28% dei disabili

vive solo, rispetto all'8% dei non disabili; anche in questo caso è prevalente il numero

delle persone anziane, soprattutto le vedove. L'età media dei disabili soli è infatti di 76

anni per gli uomini e 80 anni per le donne. Il 26% dei disabili fino a 44 anni è

coniugato, contro il 47% dei non disabili. Le differenze rispetto ai non disabili sono più

rilevanti per gli uomini (solo il 15% è coniugato) che non per le donne (il 38% è

coniugato).

77
v. la Legge 68/99 Legge 12 marzo 1999, n. 68, “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n.68 del 23 marzo 1999 - Supplemento Ordinario n. 57.

47
La condizione di disabilità fra i giovani comporta una loro permanenza nel nucleo

d'origine; si riscontra così che il 34% dei disabili di età compresa tra i 25 e i 44 anni

vive con i genitori (rispetto al 19% dei non disabili), e che il 17% dei disabili della

stessa età vive con un solo genitore (rispetto al 6% dei non disabili). Questo implica

verosimilmente una situazione di maggiore necessità economica e, talvolta, di maggiore

disagio: in effetti il 42% dei disabili ritiene scarse o insufficienti le proprie risorse

economiche, rispetto al 27% dei non disabili. La famiglia rimane il perno fondamentale

di riferimento per le persone disabili: il 90% dichiara un buon livello di soddisfazione

rispetto alle relazioni familiari, percentuale simile a quella dei non disabili. Più bassa è

invece la soddisfazione nei confronti delle relazioni con gli amici: è soddisfatto il 68%

dei disabili a fronte dell'86% dei non disabili.

A questo proposito, veniamo ora all’aspetto più prettamente sociologico, quello delle

relazioni sociali.

La partecipazione sociale delle persone disabili costituisce la sfida più grande e più

difficile da affrontare, perché in essa si vengono a sommare problematiche derivanti non

solo dalla condizione di disabilità del soggetto, ma sopratutto e principalmente dal

contesto ambientale e culturale.

Sul piano dell’informazione risulta che circa il 18% dei disabili con un'età inferiore ai

44 anni si tiene informato leggendo i quotidiani quasi tutti i giorni, a fronte del 20% dei

non disabili della stessa fascia di età. Circa il 67% dei disabili tra i 18 e i 44 anni ascolta

la radio mentre il 92% segue programmi televisivi quasi tutti i giorni, a fronte

rispettivamente del 79% e del 97% dei non disabili. Il 38% dei disabili si informa

relativamente alle questioni della politica italiana a fronte del 53% delle persone non

disabili.

48
Per quanto riguarda il tempo libero il 22% dei disabili di età inferiore ai 44 anni si è

recato al cinema, a teatro o a vedere spettacoli di qualsiasi genere negli ultimi 12 mesi, a

fronte del 31% dei non disabili. Inoltre il 20% dei disabili legge libri e pratica attività

sportiva. Il numero dei disabili iscritti alla “Federazione Italiana Sport Disabili” 78 è

aumentato nel periodo 1989-1997 con lo stesso passo delle società sportive, in media di

circa 5,3 punti percentuali 79.

2.3. I supporti alla disabilità

Le persone che presentano condizioni di disabilità, invalidità, handicap o menomazione

necessitano, per la natura stessa della condizione in cui si trovano, di un aiuto per

condurre una vita il più possibile normale. A questo scopo numerose sono le leggi che

tutelano queste tipologie di persone: si ritrovano leggi in merito nella nostra

Costituzione ma anche pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale dello Stato, Decreti

Ministeriali, Circolari INPS, ecc. sia a livello di legislazione nazionale che regionale80

(provvedimenti in merito sono stati presi anche nella legislazione della Comunità

Europea). Oltre ai provvedimenti normativi vi sono anche dei ritrovati tecnologici,

concepiti grazie al crescente avanzamento della ricerca scientifica, che possono

migliorare, anche notevolmente, la qualità della vita di queste persone.

Andiamo ad esaminare nelle pagine seguenti questi due aspetti in dettaglio.

78
Abbr. FISD, si costituisce nel 1990 e raggruppa al suo interno tre federazioni: la FISH (cerebrolesi,
amputati, tetra-paraplegici, "les autres", psichici), la FICS (Federazione Italiana Ciechi Sportivi) e la FSSI
(Federazione Sport Silenziosi d'Italia).
79
Fonte: CONI
80
Fonte: http://www.ambientediritto.it/legislazione/disabili/disabili.htm#inizio

49
2.3.1. Documenti normativi

Tra le numerose fonti normative, probabilmente quella più importante da segnalare è la

Legge 104/92, Legge – quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle

persone handicappate, la quale sancisce che le persone disabili hanno gli stessi diritti

fondamentali degli altri cittadini. La disabilità, pertanto, non può riguardare solo i

singoli cittadini che ne sono colpiti e le loro famiglie, ma anche la comunità e le

istituzioni locali. La centralità della famiglia, nell’azione di cura delle persone con

disabilità, è da considerarsi fondamentale per favorire i processi di autonomia e di

integrazione sociale per queste persone. E’ poi necessario che vengano attuati servizi di

assistenza, soprattutto nei confronti dei soggetti disabili in stato di gravità.

Conseguentemente, l’obiettivo principale dell’amministrazione in questo settore è

migliorare la qualità della vita dei disabili tanto da poter favorire, ogniqualvolta

possibile, le loro possibilità di vita indipendente 81.

Un altro importante documento che vale la pena di citare è la Dichiarazione di Madrid,

promulgata a fine marzo del 2002 in occasione dell’Anno Europeo del Disabile (2003)

durante la conferenza europea organizzata dalla Presidenza spagnola e della

Commissione dell’Unione Europea sul tema della non discriminazione delle persone

disabili e delle azioni positive in loro favore. Al termine dei lavori essa è stata

presentata ai più di 400 partecipanti (rappresentanti delle Istituzioni Europee, dei

Governi nazionali, delle parti sociali, del mondo della comunicazione e delle

organizzazioni delle persone disabili). La dichiarazione sposta l'asse di interesse da una

visione eminentemente medico - scientifica ad una prettamente sociale 82.

81
Fonte: http://www.padaniaoffice.org/pdf/scuole_quadri_2007/disabili.pdf
82
Fonte: http://webaccessibile.org/articoli/2003-anno-europeo-del-disabile/

50
Diversi i punti trattati: dall'integrazione scolastica a quella lavorativa, dall'assistenza

all'associazionismo dei disabili. Ciò sul quale si pone più volte l'accento è il concetto di

discriminazione come atteggiamento generale da combattere non solo con strumenti

legislativi ma anche culturali. Per questo uno dei concetti sviluppati è quello

dell'autodeterminazione dei disabili, che si esplica anche attraverso la creazione di

proprie associazioni. Viene affrontata anche la questione delle donne disabili e della

loro doppia discriminazione sociale.

In occasione dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti, il 2007, è stata

promulgata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità la quale si

richiama esplicitamente a diversi principi della Dichiarazione Universale dei Diritti

Umani 83. Si compone di 50 articoli, dei quali i primi 30 sono incentrati sui diritti

fondamentali (associazionismo, diritto di cura, diritto alla formazione personale, ecc.),

mentre gli altri 20 riguardano le strategie operative atte a promuovere la cultura della

disabilità. La prima cosa che risulta evidente dalla Convenzione ONU per i diritti delle

persone con disabilità è che manca una definizione chiara del concetto di disabilità,

preferendo parlare, piuttosto, di persone disabili. Questo perché manca ancora, a livello

internazionale, un'univoca e coerente definizione del concetto di "disabilità" (nonostante

l'adozione dell'ICF), della quale pur si sente la necessità, in quanto basilare per qualsiasi

strategia di ricerca e di pianificazione politica. Tuttavia l'articolo 1 della Convenzione

parla esplicitamente di persone disabili, definendole come "coloro che presentano una

duratura e sostanziale alterazione fisica, psichica, intellettiva o sensoriale la cui

83
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
il 10 dicembre 1948. Vi si proclama il diritto alla vita, alla libertà e sicurezza individuali, ad un
trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge, senza discriminazioni di sorta, ad un processo imparziale e
pubblico, ad essere ritenuti innocenti fino a prova contraria, alla libertà di movimento, pensiero, coscienza
e fede, alla libertà di opinione, di espressione e di associazione.

51
interazione con varie barriere può costituire un impedimento alla loro piena ed effettiva

partecipazione nella società, sulla base dell'uguaglianza con gli altri”. Inoltre l'articolo

definisce anche lo scopo stesso della Convenzione, che è quello di promuovere tutti i

diritti delle persone disabili al fine di assicurare uno stato di uguaglianza. Anche

l'articolo 3 è fondamentale, perché indica i principi stessi entro i quali la Convenzione si

muove, elencandoli esplicitamente:

1. Rispetto della persona nelle sue scelte di autodeterminazione;

2. non discriminazione;

3. integrazione sociale,

4. accettazione delle condizioni di diversità della persona disabile;

5. rispetto delle pari opportunità e dell'uguaglianza tra uomini e donne;

6. accessibilità;

7. rispetto dello sviluppo dei bambini disabili.

L’Italia ha recepito la Convenzione con Legge n.18 del 3 marzo 2009 dopo il rinvio

della precedente ratifica causato dalla crisi e successiva caduta del governo guidato da

Romano Prodi nel 2008. Con la ratifica si è dato anche il via libera al progetto

d'istituzione di un osservatorio sulla disabilità presieduto dal Ministro del lavoro e

composto da 40 membri e che coinvolge sia i molti osservatori diffusi a livello

regionale, sia le associazioni di disabili, che anche le rappresentanze sindacali.

Tale osservatorio resterà in carica 3 anni (eventualmente prorogabili per un ulteriore

triennio), ed oltre a promuovere la Convenzione, avrà anche il compito di promuovere

la raccolta di dati statistici che illustrino le condizioni delle persone con disabilità, al

fine sia di predisporre una relazione sullo stato di attuazione delle politiche sulla

disabilità, che di predisporre un programma biennale di promozione dei diritti e di

52
integrazione sociale. La ratifica della Convenzione non è peraltro che il primo passo per

garantire alle persone disabili il pieno riconoscimento dei loro diritti.

Va inoltre considerato che la Convenzione non si inserisce in un contesto di vuoto

normativo, in quanto l’ordinamento giuridico italiano è già conforme alla maggior parte

dei principi in essa contenuti, a cominciare dalla Costituzione che all’art. 3 stabilisce i

principi di eguaglianza e non discriminazione. Anzi, la Legge n. 104/1992 – Legge

quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate – che

si è già avuto modo di trattare, ha in parte anticipato i contenuti della Convenzione,

avendo come principi ispiratori la promozione dell’autonomia e la realizzazione

dell’integrazione sociale dei disabili. Su impulso dell’evoluzione della normativa

internazionale ed europea in materia di disabilità, l’ordinamento italiano ha inoltre

recepito le nuove istanze di tutela dei diritti dei disabili attraverso atti normativi che

hanno disciplinato anche altri settori, per esempio l’accessibilità, già prevista in ambito

architettonico, è stata estesa al settore dell’informatica con la Legge n. 4/2004,

Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, c.d.

Legge Stanca 84.

2.3.2. Ultimi ritrovati tecnologici

Per venire incontro ai deficit, che purtroppo sono numerosi e di molteplici tipi, anche i

ritrovati tecnologici sono sempre più specializzati per ridurre al minimo il problema o,

nel caso ciò non sia possibile, garantire un buon livello di interazione tra utente e

computer. Poiché, come anticipato, oltre alle soluzioni per le disabilità visive si farà

accenno anche alle altre difficoltà della comunicazione, le tecnologie ausiliarie verranno

ordinate per categoria di disabilità.

84
Fonte: http://www.treccani.it/Portale/sito/diritto/approfondimenti/nazioni_unite_cera.html

53
a. Ausili alla cecità e alle limitazioni della vista

In caso di cecità, il senso mancante deve essere sostituito da altri. L'informazione

presente sotto forma di caratteri o numeri può cioè essere trasferita su un diverso canale

sensoriale: il tatto o l'udito. Ecco i dispositivi maggiormente utilizzati per l’interazione

col pc.

• Barra Braille: detta anche barra labile, Braille labile o display Braille, è il

principale strumento informatico per ciechi. Applicata ad un qualsiasi computer

trasforma il contenuto di una riga del monitor in un testo Braille a rilievo.

Importante è il numero di celle di una barra, ossia la sua lunghezza in caratteri

Braille. Ci sono barre da 80, 40 e 20 celle. Quelle da 80 hanno il vantaggio di

contenere un'intera riga del monitor. Sono però assai costose e per questo motivo

riservate a persone che si servono del computer per scopi professionali. Le più

comuni hanno 40 celle, una lunghezza simile a quella della riga dei testi Braille su

carta. Le barre con meno di 40 celle sono decisamente più economiche anche se più

scomode da utilizzare.

• Sintesi vocale: è un apparecchio che può essere sia interno che esterno al

computer, in grado di farlo "parlare" trasformando in suono il contenuto dello

schermo. E' composto da una parte hardware (scheda audio, amplificatore, diffusori

acustici) e da una parte software. E' compito di quest'ultima definire le regole di

pronuncia delle parole (ogni sintesi vocale dovrà essere adattata alla lingua usata) e

adeguarsi alle diverse esigenze dell'utente. Un testo, infatti, può essere letto in vari

modi: si può avere una lettura per singolo carattere, parola per parola, o riga per riga.

Inoltre si può avere una lettura continua scorrevole, con punteggiatura, con

54
indicazione degli attributi del testo (lettere maiuscole, corsivi, sottolineature), con

spelling integrale, ecc.

• Screen reader: è un programma software in grado di stabilire quale parte dello

schermo debba essere evidenziata sulla barra Braille o letta dalla sintesi vocale.

La funzione dello screen reader viene completata dalla presenza (sulla tastiera del

PC e sulla barra Braille) di comandi che portano ad evidenziare o ad ascoltare ciò

che si desidera: righe, caratteri, parole o parti importanti di una finestra.

L’evoluzione degli screen reader è stata molto rapida in questi ultimi anni: in

ambiente Windows (anche negli altri ambienti per es. Macintosh, Linux anche se

con qualche problema in più) quasi tutte le applicazioni sono diventate accessibili,

grazie all’adattamento degli screen reader alle sempre più evolute esigenze della

grafica.

Le persone con una ridotta capacità visiva sono dette ipovedenti. Ad esse la flessibilità

del computer consente in modo dinamico sia l'ingrandimento che la variazione di colori

e di sfondi di quanto appare sullo schermo. Riportiamo di seguito gli strumenti ausiliari

maggiormente utilizzati.

• Videoingranditori: sono apparecchi che, attraverso un sistema di telecamera a

circuito chiuso, riprendono l'immagine di un testo e la proiettano ingrandita su un

video.

Con un sistema ottico/elettronico (zoom) è possibile definire il grado di

ingrandimento. L'ingrandimento riduce il campo visivo per cui l'utente deve spostare

il testo da leggere sotto l'obiettivo. L'operazione si ottiene facilmente attraverso un

carrello a slitta mosso manualmente.

55
Gli ingranditori vengono utilizzati essenzialmente per leggere. Esistono anche degli

apparecchi che si possono applicare ad una macchina per scrivere; in questo modo si

controlla il testo mentre viene scritto. La soluzione tuttavia oggi preferita è il

computer con sistema ingrandente.

• Ingranditori per computer: sono apparecchi che aumentano le dimensioni dei

caratteri sul monitor del computer. In tal modo permettono la visione a persone con

gravi minorazioni visive. Si tratta essenzialmente di programmi residenti in

memoria. Rimangono così attivi anche quando si caricano successivamente altri

programmi e aumentano le dimensioni dei caratteri. Non richiedendo

apparecchiature particolari, sono installabili su qualsiasi computer. L'ingrandimento

riduce la porzione di schermo che può essere consultata. Con un sistema di ricerca

(comandato, in genere, da un mouse) è possibile selezionare la parte del video che

interessa. Alcuni hanno la possibilità di essere collegati a sistemi ingrandenti del

video (costituiti da una camera a circuito chiuso).

Funzionano a schermo "diviso": su una parte apparirà l'immagine del libro

ingrandito, sull'altra i caratteri che vengono digitati al computer; in questo modo

l'utente ipovedente può procedere alla digitazione di un testo senza mai togliere lo

sguardo dallo schermo. Il sistema, per essere efficace, deve però essere integrato da

un leggio elettronico. Si tratta di un apparecchio che sposta automaticamente il testo

da leggere sotto l'obiettivo della telecamera alla velocità e nel modo desiderato. Il

problema dell'ingrandimento dei caratteri può avere, in certi casi, una soluzione

adeguata anche attraverso normali programmi di scrittura in ambiente grafico

Windows: essi sono programmi che consentono di utilizzare set di caratteri di varie

dimensioni forme e colori.

56
Un’altra tipologia di disabilità abbastanza diffusa è il daltonismo: ne è affetto circa

l’8% della popolazione mondiale. E’ una condizione degli occhi che altera la percezione

dei colori e può manifestarsi sia in forma parziale (si parla più precisamente di

deuteranomalia per la difficoltà nella percezione del verde, di protanomalia se non si

riesce a percepire il rosso, di tritanomalia quando la difficoltà di percezione riguarda il

colore blu-giallo) che completa. La malattia prende il nome dal chimico inglese John

Dalton che nel 1794 effettuò studi scientifici al riguardo dopo essersi reso conto di

avere egli stesso difficoltà nella distinzione dei colori. Non si tratta di una forma di

cecità: è un difetto visivo dipendente dal modo in cui si percepiscono i colori.

Esistono diversi tipi di daltonismo; i più diffusi sono dovuti ad alterazioni ereditarie dei

fotorecettori. I tessuti dell'occhio che assorbono la luce e trasformano ciò che vediamo

in impulsi diretti al cervello contengono alcune cellule che distinguono i colori.

Quando queste cellule presenti nella retina non lavorano correttamente si manifesta il

daltonismo. Si può nascere daltonici ma si può anche diventarlo, magari in seguito ad

un danneggiamento della retina, del nervo ottico o di determinate aree della corteccia

cerebrale. I più comuni sintomi del daltonismo sono, come precedentemente detto,

l'incapacità di distinguere colori comuni quali il rosso, il verde, il blu o il giallo 85.

Chi sviluppa contenuti per il Web deve tenere conto di questo aspetto, svincolando le

informazioni dal colore col quale vengono presentate, in modo da renderle disponibili

anche ai soggetti daltonici.

In fase di implementazione, è possibile sottoporre gli utenti a dei test, come quello che

riportiamo in figura 10, per verificare l’effettiva capacità di lettura.

85
Informazioni prese dal sito: http://www.lentiacontattoonline.it/disturbi-oculari/daltonismo.asp

57
Fig. 10 – Test per misurare il grado di daltonismo.

Un utente daltonico avrà serie difficoltà a leggere i numeri all’interno dei 4 cerchi o non sarà in grado di

interpretarli nel modo corretto. Nei casi più gravi, il soggetto non distingue nulla all’interno del cerchio.

Esistono anche dei software che permettono di simulare la visione di un daltonico: uno

di questi è “Vischeck” 86. Il programma viene utilizzato anche per testare effetti daltonici

presenti nelle immagini e pagine Web.

A titolo informativo, va detto che esiste un altro software, “eyePilot” 87, nato per aiutare

i daltonici nella visione dei contenuti. eyePilot è un programma che, muovendo il

86
Link alla pagina: http://www.vischeck.com/
87
Link alla pagina: http://www.colorhelper.com/index.php

58
cursore al di sopra di un qualsiasi elemento multi cromatico, indica il suo nome oppure,

cliccando su un’area di un determinato colore, tutte quelle analoghe lampeggiano sullo

schermo. Si tratta soltanto di un primo passo, ma importante, nella costruzione di

software appositi per questa categoria di utenti.

La presenza di questi supporti, comunque, non autorizza gli sviluppatori di contenuti a

basare le informazioni, che essi intendono veicolare, esclusivamente sui colori, senza

tenere conto di chi ha difficoltà serie a percepirli.

b. Ausili alle disabilità motorie

Per quanto riguarda l’accessibilità al computer, problemi seri si presentano per chi

manifesta deficit agli arti superiori e che riguardano, soprattutto, l'uso della tastiera e del

mouse: gli utenti, infatti, possono non essere in grado di utilizzare né l’uno né l’altro, o

possono usarli ma solo con grandi limitazioni e, nei casi più gravi, possono muovere

soltanto gli occhi. Esempi di questi problemi sono la necessità di introdurre tutti i

caratteri usando un solo dito e un solo tasto, oppure il dover usare al posto del dito una

leva applicata a un casco, o ancora la facilità di commettere errori involontari dovuti a

tremolio della mano o alla pressione troppo prolungata del tasto e, da ultimo, anche la

difficoltà di avere stabilità e precisione nel dirigere il mouse.

Vediamo alcuni degli strumenti impiegati maggiormente.

• Accesso facilitato a Windows: per i casi meno difficili, Windows presenta

alcune soluzioni, quando si utilizza la funzione "Accesso facilitato".

Questa funzione consente di ritardare o evitare la ripetizione di ogni tasto, di

premere separatamente tasti che di solito devono essere premuti insieme, di usare i

tasti di spostamento del cursore al posto del mouse e così via.

59
• Copritastiera: tra le modifiche più comuni da apportare alla tastiera c'è in genere

l'applicazione di una "mascherina", cioè di un copritastiera fisso, di plexiglass o

metallo, con dei fori in corrispondenza dei vari tasti. In questo modo sarà possibile

appoggiare la mano sulla tastiera ed infilare nei fori le dita per premere solo i tasti

che interessano. I copritastiera sono strumenti molto semplici: possono essere

costruiti artigianalmente o altrimenti richiesti ad alcune ditte specializzate.

• Tastiere speciali: sono tastiere costruite espressamente per utenti disabili.

Esse possono essere di diversi tipi: espanse, ridotte o riconfigurabili.

Le prime, rispetto a quelle normali, presentano una dimensione maggiore dei tasti e

un maggior spazio tra essi. Dispongono in genere di accorgimenti come la gestione

facilitata dei tasti multipli, la regolazione del tocco, tasti concavi e non sporgenti,

ecc. Le seconde sono progettate per chi non riesce ad articolare i movimenti su

un’area vasta e raggruppano perciò tutti i tasti standard in una piccola superficie.

Sono indicate quando la motricità fine è discretamente conservata mentre risulta

compromessa la capacità di dominare, con l’articolazione del braccio, un’area

abbastanza vasta. Le ultime sono superfici piane sensibili al tocco la cui area viene

divisa in riquadri corrispondenti ai vari tasti. La dimensione, la posizione e il

carattere assegnato a queste aree non è però costante, ma dipende da un foglio di

plastica o carta che viene applicato, contenente il disegno della tastiera.

La stessa tastiera, come si evince dal nome, può quindi essere utilizzata in vari modi,

a seconda dei bisogni o dei progressi dell’utente.

60
• Tastiere virtuali: sono destinate in particolare a chi non è in grado di premere i

tasti di una tastiera fisica. I suoi tasti virtuali possono essere attivati con ausili

hardware dei tipi già descritti.

Tuttavia, comporre parole usando non le dita ma meccanismi di puntamento

alternativi è un’attività molto lunga e fastidiosa. Per tale ragione esse possiedono un

algoritmo predittivo che propone, per ogni singolo tasto premuto, una serie di parole

intere che comprendono la lettera o la serie di lettere già iscritte: attivando il tasto

funzione associato alla predizione, l’utente può così risparmiare un notevole numero

di selezioni di tasti e velocizzare di parecchio la scrittura.

Fig. 11 – Esempio di tastiera virtuale AIDA

Oltre le lettere alfabetiche, i numeri e la punteggiatura (v. figura sopra riportata)

possono esserci anche tasti specifici per gestire, per esempio, le funzioni del

browser: frecce di navigazione, pulsante dei preferiti, ricerca, prefissi e suffissi più

diffusi per comporre gli indirizzi dei siti da visitare.

61
• Strumenti di input alternativo: se l'utente non è in grado di gestire la tastiera in

modo diretto, occorre passare a degli strumenti di input alternativo.

Attualmente sono due le strade percorribili: i sistemi a scansione e l'immissione a

voce. I primi si servono di un numero limitato di tasti: da uno solo ad un massimo di

5-6. La scrittura non viene quindi effettuata in modo diretto (un tasto per carattere)

ma attraverso un procedimento di selezione e conferma. Si tratta di un sistema che

avrebbe possibilità di scrittura illimitate ma in pratica viene fortemente condizionato

dalla sua lentezza di esecuzione, dovuta ai prolungati tempi di attesa o alla

macchinosità di certe operazioni. In proposito sono state ideate negli ultimi anni

varie soluzioni, più o meno efficaci, per accelerarle ma in genere, quello che si

guadagna in velocità va a scapito della semplicità d'uso. Parecchi sono i programmi

a scansione distribuiti in Italia sia a titolo gratuito che commerciale; essi si

distinguono l'uno dall'altro, oltre che per la qualità della grafica, la facilità d'uso e la

ricchezza delle opzioni, per alcune importanti differenze di impostazione riguardo al

tipo di scansione scelto. I sistemi di immissione a voce necessitano dell’applicazione

al computer di un microfono, una scheda audio e un software di riconoscimento

vocale. In questo modo si consente di riconoscere un certo numero di parole dettate

dall'utente e di associarle a comandi relativi al sistema operativo o alle particolari

applicazioni. Attualmente i sistemi di riconoscimento sono evoluti al punto di

consentire anche la dettatura e trascrizione di testi usando vocabolari di parole molto

vasti, praticamente illimitati.

62
• Ausili per il mouse: sono programmi che consentono di simulare tutte le funzioni

del mouse – clic e doppio clic sinistro, clic destro, scorrimento della ruota centrale,

trascinamento – per mezzo di semplici spostamenti.

Il concetto su cui si basano è quello della temporizzazione: se l’utente ferma il

cursore sopra un pulsante o un menù, passato un certo intervallo di tempo

modificabile a scelta, il software genera l’equivalente di un clic del mouse, attivando

così la funzione prescelta. Programmi di questo tipo si rivolgono a quegli utenti che

hanno limitazioni tali della motricità, da essere in grado solo di spostare il cursore

sullo schermo ma non di premere i pulsanti del mouse.

• Sensori: sono utilizzati per svolgere la stessa funzione di un singolo tasto.

Si differenziano fra loro per la modalità di attivazione (pressione, ma anche

spostamento, scuotimento, tocco, soffio, ecc.), per la forma e dimensione, per il tipo

o la forza di movimento richiesto ecc.

La gamma di sensori diversi disponibili presso le ausilioteche o ditte specializzate è

vastissima, adattabile a qualsiasi capacità motoria residua, purché volontaria.

Tutto ciò di cui si è detto finora pone in evidenza l’importanza di una progettazione

accessibile: è opportuno evitare impaginazioni con contenuti microscopici e ravvicinati.

Menù di navigazione e campi modulo sufficientemente grandi e ben distanziati tra di

loro consentiranno anche a chi usa dispositivi di puntamento alternativi di usare

convenientemente un sito Web. E’ inoltre importante progettare per l’indipendenza del

dispositivo: non vincolare quindi l’attivazione dei comandi all’uso del mouse, ma

consentire la selezione anche per mezzo della tastiera, soprattutto nel caso di funzioni

dinamiche lato client.

63
c. Ausili alle disabilità uditive

Dal punto di vista della navigazione sul Web, gli utenti affetti da perdita d’udito o

sordità totale hanno bisogno sostanzialmente di due tipi di ausili: sistemi di

sottotitolazione dei contenuti audio-video e sistemi di traduzione del parlato in

forma di testo scritto o di linguaggio dei segni.

Il primo tipo di ausilio può essere fornito dagli autori e dagli sviluppatori che producono

i contenuti, usando nel modo opportuno le tecnologie esistenti per la sottotitolazione.

Il secondo tipo richiede, invece, applicazioni multifunzionali, cioè software in grado di

tradurre in tempo reale il parlato in testo scritto o in ALS, la lingua americana dei segni,

grazie a complesse funzioni di riconoscimento vocale. Gli sviluppatori e gli autori

interessati all’accessibilità per non udenti devono considerare due tipi di intervento:

quello sulla sottotitolazione dei contributi multimediali e quello sulla semplificazione

sintattica dei contenuti testuali. Per quanto riguarda il secondo punto, bisogna

distinguere tra chi è divenuto sordo da adulto e chi lo è dalla nascita. Per i secondi esiste

un sottovalutato problema di comprensione dei testi scritti, dovuto alla difficoltà di

apprendere le complessità grammaticali di una lingua in modo puramente astratto, senza

avere cioè il riscontro immediato e diretto dell’ascolto del linguaggio parlato che è il

tramite attraverso il quale i bambini senza problemi di udito interiorizzano, fin da

piccoli, le regole della propria lingua madre, pur senza essere in grado di definirle

concettualmente.

In questi casi si utilizzano come ausili dei pacchetti software specifici, che vengono

elencati nella pagina seguente.

64
o Software educativi che comprendono:

• software per facilitare l’apprendimento della letto-scrittura;

• software per apprendere in modo interattivo con il supporto delle immagini la

composizione di frasi elementari;

• software per lo sviluppo e potenziamento delle frasi locative;

• software diagnostici che consentono di effettuare uno screening sulla capacità

uditiva dei bambini a partire dalla scuola materna;

• software riabilitativi che consentono di programmare sessioni di riabilitazione in

cui il bambino o l’adulto sordo possono interagire col computer per mezzo di un

microfono e avere in risposta un feed-back visivo dei segnali emessi.

Ognuno di questi programmi ha uno scopo ben preciso e viene utilizzato in fasi

specifiche fin dalla tenera età, per ridurre al minimo le difficoltà alle quali l’individuo

andrebbe incontro nell’interazione con il computer.

d. Ausili alle disabilità cognitive

Nel caso di menomazioni della capacità intellettiva e psicologiche in genere, i problemi

di accessibilità non sono più in senso stretto quelli che si riferiscono alla pura

operatività al computer, ma in senso lato quelli che riguardano la padronanza logica

delle operazioni che si eseguono. I deficit cognitivi per cui esistono tecnologie assistive

di tipo hardware e/o software sono la perdita di memoria, l’incapacità di leggere

correttamente, l’eccessiva tendenza a distrarsi, i disturbi dell’orientamento e della

percezione, la difficoltà nel seguire il pensiero logico.

Per quanto riguarda l’hardware, esistono computer portatili e palmari specializzati nel

fornire una serie di segnali acustici e visivi, che servono per ricordare scadenze e

procedure all’utente che soffre di perdite di memoria; vi sono poi dispositivi dotati di

65
interfacce tattili basate su simboli grafici, che sfruttano il potere evocativo delle

immagini per aiutare l’utilizzatore a comprendere concetti e comandi. La dotazione si

completa spesso con funzioni di sintesi vocale.

Dal punto di vista software, le tecnologie assistive usate per compensare i deficit

cognitivi si basano fondamentalmente su 3 principi (tutti già visti):

• la lettura vocale dei contenuti testuali, associata all’evidenziazione delle parole

di volta in volta lette e, nei programmi più sofisticati, la possibilità di impartire

comandi vocali;

• la predizione della parola o della frase che l’utente sta scrivendo;

• l’associazione di immagini a testi e comandi allo scopo di favorire la

comprensione e l’interazione da parte dell’utente.

Dal punto di vista degli sviluppatori e autori, realizzare siti Web accessibili agli utenti

con deficit cognitivi vuol dire soprattutto fare attenzione all’organizzazione dei

contenuti e al linguaggio utilizzato. Fermo restando che terminologia e sintassi devono

essere adeguati all’argomento e al pubblico di riferimento, è compito degli autori

mantenere il linguaggio quanto più possibile semplice e chiaro, nel tentativo di rendere

comprensibili i contenuti al maggior numero possibile di utenti.

L’associazione dei testi con opportuni simboli grafici potrà facilitare ulteriormente la

comprensione da parte degli utenti con problemi cognitivi.

E’ doveroso tuttavia precisare che una vera accessibilità per utenti con deficit cognitivi

gravi può essere assicurata solo progettando contenuti Web su misura, ma questo non è

quasi mai possibile nella realtà. Si pensi, per esempio, ad un sito Web progettato per il

largo pubblico come potrebbe essere quello di un comune; una tipologia di contenuto ad

hoc non sarebbe adeguata alla maggior parte degli utenti, in primo luogo perché

66
richiederebbe un lavoro di trasformazione dei normali contenuti improponibile in

termini di risorse umane ed economiche, sia perché, va aggiunto, spesso non è il

disabile che si serve del computer (né tantomeno impara da esso con maggiore o minore

efficacia) ma è l’insegnante o il terapeuta che si serve di questo apparecchio per

interagire didatticamente con la persona disabile.

Questo per dire che, per quanto riguarda le disabilità cognitive, l’accessibilità è riferita

più alla tipologia dei contenuti (comprensibilità, organizzazione, e cioè in senso lato)

che alla disponibilità e l’accesso agli stessi (quella che è considerata l’accessibilità in

senso stretto) 88.

88
Le informazioni relative agli ausili per le diverse disabilità sono state prese dal libro “Accessibilità.
Guida Completa” di Michele Diodati, Apogeo, 2007 (pagg. 83-88) e sono state reperite on-line al
seguente indirizzo: http://www.asphi.it/TecnologiaAusili/AusiliDisabilita.htm#Uditiva

67
3. L’accessibilità

3.1. Le leggi italiane in materia: qualcosa è cambiato?

Ricordiamo che, secondo la definizione contenuta nelle fonti normative di riferimento 89,

l’accessibilità è “la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti

dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza

discriminazioni anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di

tecnologie assistive o configurazioni particolari”.

Come si può osservare, la stessa definizione del termine è contenuta in due documenti

con valore normativo: la Legge 9 gennaio 2004, n.4 intitolata “Disposizioni per favorire

l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, conosciuta anche come

“Legge Stanca” dal nome dell’allora Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio

Stanca, e il Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 dal titolo “Requisiti tecnici e i diversi

livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici”, entrambi ampiamente esaminati

nell’elaborato precedente a questo. Per quanto riguarda la prima fonte normativa, si è

visto che il principale limite (anche se il solo fatto che esista una legge costituisce un

pregio per l’Italia che è stato il primo paese a dotarsi di una normativa in materia) è

rappresentato dall’applicabilità al solo settore della pubblica amministrazione,

escludendo così tutti i soggetti privati, aspetto più volte sottolineato anche nel

precedente scritto 90.

89
Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 – Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti
informatici, art. 1, comma 1, lettera a) e Legge 9 gennaio 2004, n. 4 – Disposizioni per favorire l’accesso
dei soggetti disabili agli strumenti informatici, art. 2, comma 1, lettera a), nota anche come “Legge
Stanca”.
90
Si ricorda che il precedente elaborato è stato realizzato nel periodo compreso tra Luglio e Settembre
2008.

68
Ad oggi, Maggio 2010, la legislazione in materia di accessibilità in Italia è immutata.

Non sono state emanate nuove leggi, né decreti, né emendamenti né è stato adottato

alcun tipo di provvedimento in materia e ciò porta inevitabilmente a riflettere.

A 7 anni dall’emanazione della Legge Stanca sembra che la questione accessibilità sia

caduta nel dimenticatoio quando sarebbe invece indispensabile un nuovo testo

normativo o almeno una modifica a quello esistente che presenta ancora troppe fallacie

che ne compromettono notevolmente l’applicabilità. Nonostante questi “buchi” sono

sorte apprezzabili iniziative in ambito pubblico che si propongono di rispettare

fedelmente sia la Legge in oggetto che i 22 requisiti tecnici elencati dal Decreto

Ministeriale 8 luglio 2005 nell’Allegato A. Da segnalare in particolare quella messa in

atto dalla regione Emilia Romagna che ha messo a disposizione sul portale “Ermes”

delle Linee Guida 91, diversamente articolate in base alla categoria di persone che ne

sono, di volta in volta, i beneficiari (“per tutti”, “per responsabili”, “per redattori”, “per

tecnici”) sul modello dei 22 requisiti.

Ciò sta a dimostrazione del fatto che dove non arriva la legge, può arrivare la capacità

dei cittadini, laddove esistano volontà e voglia di fare.

3.2. Le WCAG 2.0

Se a livello normativo in Italia non sono stati fatti grandi progressi, dal punto di vista

pratico qualche passo è stato fatto. Dopo oltre 9 anni dalla precedente versione, sono

infatti ufficiali le WCAG 2.0. Acronimo di “Web Content Accessibility Guidelines”, il

nome identifica le nuove linee guida per l’accessibilità dei contenuti Web alle quali

occorre fare sempre riferimento nella progettazione ed implementazione di siti.

91
Reperibili all'indirizzo: http://www.regione.emilia-romagna.it/sin_info/lineeguida/

69
Il documento rappresenta l’edizione rivista di un elenco già esistente, le WCAG 1.0 92,

nate nel 1999 sempre per il medesimo scopo. Le WCAG 2.0 sono diventate “W3C

Recommendation” (ossia documento di riferimento) dopo molti anni di lavoro e

riadattamento alla costante evoluzione delle tecnologie presenti nel Web, in particolare

del cosiddetto Web 2.0.

L’11 Dicembre 2008 è stata inviata la notifica al W3C dell’intenzione di avviare la

traduzione delle WCAG 2.0 in italiano. La traduzione italiana autorizzata, che si è

svolta sotto il coordinamento di Roberto Scano, presidente di IWA Italy93, è stata

pubblicata il 21 Dicembre 2009 94.

Il documento nasce per venire incontro ad esigenze nuove e alla continua evoluzione del

Web 2.0. Dalla nascita delle WCAG 1.0, infatti, il Web non si è mai fermato: in quel

periodo c’erano i primi accenni di utilizzo di Adobe Flash 95, i primi documenti PDF, i

primi JavaScript 96. Il Web 2.0, gli ActiveX 97, erano argomenti quasi sconosciuti e le

tecnologie assistive già faticavano ad interpretare il linguaggio HTML 98, figuriamoci

92
Consultabili all’indirizzo: http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm (versione italiana)
http://www.w3.org/TR/1999/WAI-WEBCONTENT-19990505/ (versione inglese)
93
IWA (International Webmasters Association) Italy è un’associazione professionale non-profit che è
riconosciuta leader mondiale nel fornire principi e certificazioni di formazione per la professione in rete.
Per saperne di più: http://www.iwa.it/
94
Essa è consultabile all’indirizzo: http://www.w3.org/Translations/WCAG20-it/Overview.html
(versione italiana) http://www.w3.org/TR/2008/REC-WCAG20-20081211/ (versione inglese)
95
Programma utilizzato prevalentemente per le animazioni.
96
JavaScript è un linguaggio di scripting (ovvero di comandi) comunemente usato nei siti web.
97
ActiveX (dall'inglese Active e eXtension, cioè Estensione Attiva) è il nome di una tecnologia
sviluppata dalla Microsoft destinata agli sviluppatori e creata per poter estendere le potenzialità e le
funzioni di un'applicazione.
98
Acronimo di “Hyper Text Markup Language”, è il linguaggio usato per la realizzazione dei contenuti di
una pagina web. Utilizza dei tag (comandi) per indicare al browser come deve interpretare e visualizzare
l’ipertesto.

70
oggetti di programmazione. E’ stato quindi necessario ripensare alle linee guida per

l’accessibilità dei contenuti, soprattutto ripensando al concetto di contenuto Web.

Per tale motivazione, all’interno delle WCAG 2.0 ci sono tre termini molto importanti

da ricordare:

• Pagina Web. Nelle WCAG 2.0 questo termine non si limita alle pagine HTML,

ma ingloba qualsiasi risorsa raggiungibile tramite un URL 99. Ad esempio, il

termine pagina Web può contenere anche un filmato interattivo.

• Programmatically Determinated (letteralmente “determinati tramite

programmazione”). Diversi criteri di successo (si vedrà più avanti di cosa si

tratta) richiedono che il contenuto (o alcuni suoi aspetti) possa essere

“determinato tramite programmazione”. Il contenuto, cioè, è espresso in modo

tale che i programmi utente, tra cui le tecnologie assistive, siano in grado di

estrarre e presentare le informazioni agli utenti in diverse modalità.

• Accessibility Supported (tecnologia che supporta l’accessibilità). Si tratta di

una tecnologia (HTML, CSS 100, ecc.) interpretabile sia dalle caratteristiche di

accessibilità previste nei browser sia dalle tecnologie assistive. Solo le

tecnologie “Accessibility Supported” possono essere utilizzate per raggiungere

le conformità ai criteri di successo mentre le tecnologie non conformi possono

comunque essere utilizzate, anche se non per essere conformi ad un determinato

criterio di successo.

99
Acronimo di “Uniform Resource Locator” è una sequenza di caratteri che identifica univocamente
l'indirizzo di una risorsa in Internet, come un documento o un'immagine.
100
Acronimo di “Cascading Style Sheet”, è la tecnica che permette di descrivere la formattazione (cioè
l’aspetto e la presentazione) di un documento scritto in un linguaggio di mark-up come HTML. Separa i
contenuti di un documento (HTML) da come essi devono essere visualizzati (CSS).

71
Una particolare tecnologia per i contenuti Web per essere una “Accessibility Supported”

deve rispettare i seguenti punti:

• La tecnologia deve essere supportata dalle tecnologie assistive: deve, ovvero,

essere verificata con l’ausilio di tecnologie assistive utilizzate dagli utenti.

• La tecnologia deve essere supportata dai browser. In riferimento a ciò, almeno

uno dei punti seguenti deve essere rispettato:

a. la tecnologia è supportata in modo nativo dalla gran parte dei browser

che supportano l’accessibilità (esempio: HTML, CSS, ecc.);

b. la tecnologia è supportata tramite dei plug-in largamente diffusi e che

supportano l’accessibilità (esempio: PDF, contenuti multimediali, ecc.);

c. il contenuto è disponibile in un ambiente chiuso, come un’università o

una rete aziendale, in cui il programma utente richiesto dalla tecnologia

utilizzata e dal’organizzazione, supporta l’accessibilità;

d. il programma utente che supporta la tecnologia in modo accessibile è

disponibile per il download o è acquistabile; è necessario che tale

programma non costi di più e non sia più complicato ottenerne una copia

da parte di una persona con disabilità rispetto ad un utente normodotato.

Quanto scritto serve a fornire al lettore un’idea iniziale del documento che ora nello

specifico si andrà ad esaminare, in particolare nella sua struttura e nel suo contenuto.

3.2.1. Struttura delle WCAG 2.0

Al livello superiore, rispetto a ciò che si è elencato finora, vengono definiti i quattro

principi che fanno da pilastri all’accessibilità del Web. Se anche solo uno di questi non

viene rispettato, gli utenti con disabilità non saranno in grado di usufruire del Web.

I quattro principi base del documento sono i seguenti.

72
Percepibile – Le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente devono essere

presentati in modo da poter essere percepiti.

L’utente, cioè, deve essere in grado di percepire le indicazioni indipendentemente dalla

propria disabilità.

Utilizzabile – I componenti e la navigazione dell’interfaccia utente devono essere

utilizzabili.

Quindi l’utente deve essere in grado di interagire con i componenti dell’interfaccia, che

non può richiedere azioni per le quali un utente non sia in grado di agire.

Comprensibile – Le informazioni e le operazioni dell’interfaccia utente devono essere

comprensibili.

Gli utenti devono poter capire le informazioni nonché il funzionamento dell’interfaccia.

Robusto – Il contenuto deve essere abbastanza robusto per essere interpretato in

maniera affidabile mediante una vasta gamma di programmi utente, comprese le

tecnologie assistive.

Gli utenti devono essere in grado di accedere al contenuto anche con l’evoluzione delle

tecnologie, ovvero il contenuto deve risultare accessibile nel presente come nel futuro.

Dai quattro principi discendono le 12 linee guida che devono aiutare a rispettare il

principio stesso. Esse servono a garantire che il contenuto sia direttamente accessibile al

maggior numero di persone possibili, e che sia in grado di essere rappresentato in forme

diverse per soddisfare le diverse necessità sensoriali, fisiche e capacità cognitive.

Le linee guida non sono verificabili, ma forniscono agli autori il quadro di riferimento e

gli obiettivi generali per comprendere i criteri di successo e applicare meglio le

tecniche. Per ogni linea guida, vengono forniti criteri di successo verificabili per

consentire l’utilizzo delle WCAG 2.0 dove i test dei requisiti di conformità sono

73
necessari, per esempio nelle specifiche di progettazione, acquisti, normativa e accordi

contrattuali. Al fine di soddisfare le esigenze dei diversi gruppi o situazioni, vengono

definiti tre livelli di conformità. Affinché una pagina Web risulti conforme alle WCAG

2.0, deve soddisfare tutti i seguenti requisiti:

• Livello A. Per essere conforme al livello minimo A, una pagina Web deve

soddisfare tutti i criteri di successo di livello A delle WCAG 2.0, oppure deve

fornire un versione alternativa conforme al livello A.

• Livello AA. Per essere conforme al livello Doppia A, una pagina Web deve

soddisfare tutti i criteri di successo di livello A e di livello Doppia A delle

WCAG 2.0, oppure è fornita una versione alternativa conforme al livello

Doppia A.

• Livello AAA. Per essere conforme al livello Tripla A (livello massimo), una

pagina Web deve soddisfare tutti i criteri di successo di livello A, AA e AAA

delle WCAG 2.0 oppure è fornita una versione alternativa conforme al livello

Tripla A.

La conformità (ed il livello di conformità dichiarato) è relativo all’intera pagina Web e

non è dichiarabile se una parte del contenuto viene esclusa. Al fine di definire la

conformità di una pagina, i contenuti alternativi sono considerati contenuto della pagina

se sono raggiungibili direttamente dalla stessa. Gli sviluppatori che non possono

dichiarare una conformità totale a causa di contenuti esterni non direttamente controllati

dall’autore, possono utilizzare una dichiarazione di conformità parziale.

Per ciascuna linea guida e criterio di successo presente nel documento WCAG 2.0, il

gruppo di lavoro ha inoltre documentato una serie di tecniche. Esse sono informative e

ricadono in due categorie: sufficienti per soddisfare il criterio di successo e consigliate.

74
Quest’ultime vanno oltre ciò che viene richiesto da ciascun singolo criterio di successo

e consentono agli autori di rispettare le linee guida ad un livello più elevato. Alcune

delle tecniche consigliate si rivolgono a problemi di accessibilità non coperti dai criteri

di successo verificabili.

Tutti questi livelli di riferimento (principi, linee guida, criteri di successo, tecniche

sufficienti e consigliate) lavorano sinergicamente per fornire indicazioni su come

rendere il contenuto più accessibile. Gli autori sono invitati a conoscere ed applicare

tutti i livelli che sono in grado di gestire, comprese le tecniche consigliate, al fine di

affrontare al meglio le esigenze della più ampia fascia possibile di utenti. Infatti anche il

contenuto più conforme al livello più elevato (Livello AAA) non risulterà accessibile a

tutti gli individui che soffrono di qualsiasi tipo di disabilità, in particolare nell’area

cognitiva e dell’apprendimento. Gli autori pertanto sono invitati a considerare l’intera

gamma di tecniche, comprese quelle consigliate, nonché a consultare le fonti più

autorevoli in merito alle migliori prassi correnti al fine di garantire che il contenuto Web

sia il più accessibile possibile a questa intera comunità.

Per tutto ciò e per venire incontro il più possibile agli sviluppatori di contenuti, il

gruppo di lavoro ha predisposto dei documenti di supporto 101 contenenti indicazioni su

come soddisfare le linee guida (“How to meet WCAG 2.0”102), come comprenderle

(“Understanding WCAG 2.0” 103), come evitare gli errori comuni (“Techniques for

WCAG 2.0” 104) e, da ultimo, ha predisposto un diagramma, con relativa descrizione di

101
Reperibili anch’essi all’indirizzo: http://www.w3.org/Translations/WCAG20-it/Overview.html
(versione italiana)
102
Consultabile all’indirizzo: http://www.w3.org/WAI/WCAG20/quickref/
103
Consultabile all’indirizzo: http://www.w3.org/TR/UNDERSTANDING-WCAG20/
104
Consultabile all’indirizzo: http://www.w3.org/TR/WCAG20-TECHS/

75
come i documenti tecnici citati siano in relazione tra di loro (“The WCAG 2.0

Documents” 105), che riportiamo in figura 12.

Fig. 12 – Schema esemplificativo dei documenti facenti parte delle WCAG 2.0
e delle relazioni fra essi

105
Visibile all’indirizzo: http://www.w3.org/WAI/intro/wcag20

76
3.2.2. Il testo delle WCAG 2.0

Di seguito riportiamo, nell’ordine, il principio, la linea guida ad esso relativa (spesso

sono più di una) e i relativi criteri di successo.

Principio 1. Percepibile – Le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente

devono essere presentati agli utenti in modo che possano essere percepiti.

- Linea Guida 1.1 Alternative testuali. Fornire alternative testuali per qualsiasi

contenuto non di testo in modo che questo possa essere trasformato in altre

forme fruibili secondo le necessità degli utenti come stampa a caratteri

ingranditi, Braille, sintesi vocale, simboli o un linguaggio più semplice.

- 1.1.1 Contenuti non testuali. Tutti i contenuti non testuali presentati

all’utente hanno un’alternativa testuale equivalente che serve allo stesso

scopo, ad eccezione delle seguenti situazioni: (Livello A)

• Controlli, Input: se il contenuto non testuale è un controllo o

accetta l’input degli utenti, allora ha un nome che ne descrive le

finalità;

• Tipi di media temporizzati: se il contenuto non testuale è un tipo

di media temporizzato, allora le alternative testuali forniscono

almeno una identificazione descrittiva per il contenuto non

testuale;

• Test: se il contenuto non testuale è un test o un esercizio che

potrebbe essere non valido se presentato come testo, allora le

alternative testuali forniscono almeno una descrizione

identificativa per il contenuto non testuale;

77
• Esperienze sensoriali: se il contenuto non testuale ha lo scopo

primario di creare una specifica esperienza sensoriale, allora le

alternative testuali forniscono almeno una descrizione

identificativa per il contenuto non testuale;

• CAPTCHA 106: se la finalità del contenuto non testuale è

confermare che il contenuto viene utilizzato da una persona e non

da un computer, allora verranno fornite alternative testuali che

identifichino e descrivano lo scopo del contenuto non testuale, e

forme alternative di CAPTCHA utilizzando diverse modalità di

output per differenti tipologie di percezioni sensoriali al fine di

soddisfare differenti disabilità;

• Decorazioni, formattazioni, contenuti invisibili: se il contenuto

non testuale è puramente decorativo, viene utilizzato solamente

per formattazione visuale oppure non viene presentato agli utenti,

allora è implementato in modo da poter essere ignorato dalla

tecnologia assistiva.

- Linea Guida 1.2 Tipi di media temporizzati. Fornire alternative per i tipi di

media temporizzati.

- 1.2.1 Solo audio e solo video (preregistrati). Per i tipi di media

preregistrati di solo audio e di solo video, a meno che questi non

costituiscano un tipo di media alternativo ad un contenuto testuale

106
Acronimo di “Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans apart”,
traduzione di “Test di Turing pubblico e completamente automatizzato, allo scopo di distinguere gli esseri
umani dai computer”.

78
chiaramente etichettato come tale, vengono soddisfatti i seguenti punti:

(Livello A)

• Solo audio preregistrato: è fornita un’alternativa per il tipo di

media temporizzato che presenti informazioni equivalenti per il

contenuto di solo audio preregistrato;

• Solo video preregistrato: è fornita un’alternativa per il tipo di

media temporizzato oppure una traccia audio che presenti

informazioni equivalenti per il contenuto di solo video

preregistrato.

- 1.2.2 Sottotitoli (preregistrati). Per tutti i contenuti audio presenti in tipi

di media preregistrati sono forniti sottotitoli sotto forma di tipi di media

sincronizzati, eccetto quando tali tipi di media sono l’alternativa di testi e

sono chiaramente etichettati come tali. (Livello A)

- 1.2.3 Descrizione audio o tipo di media alternativo (preregistrato).

Un’alternativa per i tipi di media temporizzati oppure una descrizione

audio per i contenuti video preregistrati sono forniti per i tipi di media

sincronizzati, eccetto quando il tipo di media è un tipo di media

alternativo ad un contenuto testuale ed è chiaramente etichettato come

tale. (Livello A)

- 1.2.4 Sottotitoli (in tempo reale). I sottotitoli sono forniti per tutti i

contenuti audio in tempo reale sotto forma di tipi di media sincronizzati.

(Livello AA)

79
- 1.2.5 Descrizione audio (preregistrata). Una descrizione audio è fornita

per tutti i contenuti video preregistrati sotto forma di tipi di media

sincronizzati. (Livello AA)

- 1.2.6 Lingua dei segni (preregistrato). L’interpretazione tramite lingua

dei segni è fornita per tutti i contenuti audio preregistrati sotto forma di

tipi di media sincronizzati. (Livello AAA)

- 1.2.7 Descrizione audio estesa (preregistrata). Per tutti i contenuti

video preregistrati, se le pause nell’audio principale sono troppo brevi

per consentire alle descrizioni audio di comunicare il senso del video,

sono fornite delle descrizioni audio estese sotto forma di tipi di media

sincronizzati. (Livello AAA)

- 1.2.8 Tipo di media alternativo (preregistrato). Un’alternativa per i

tipi di media temporizzati è fornita per tutti i contenuti preregistrati di

tipi di media sincronizzati e per tutti i tipi di media preregistrati di solo

video. (Livello AAA)

- 1.2.9 Solo audio (in tempo reale). Fornire un’alternativa per i tipi di

media temporizzati che presenta informazioni equivalenti per i contenuti

solo audio in tempo reale. (Livello AA)

- Linea Guida 1.3 Adattabile. Creare contenuti che possano essere rappresentati

in modalità differenti (ad esempio, con layout più semplici) senza perdere le

informazioni o la struttura.

- 1.3.1 Informazioni e correlazioni. Le informazioni, la struttura e le

correlazioni trasmesse dalla presentazione possono essere determinate

programmaticamente oppure sono disponibili tramite testo. (Livello A)

80
- 1.3.2 Sequenza significativa. Quando la sequenza in cui il contenuto è

presentato influisce sul suo significato, la corretta sequenza di lettura

può essere determinata programmaticamente. (Livello A)

- 1.3.3 Caratteristiche sensoriali. Le istruzioni fornite per comprendere

ed operare sui contenuti non devono basarsi unicamente su

caratteristiche sensoriali dei componenti quali forma, dimensione,

ubicazione visiva, orientamento o il suono. (Livello A)

- Linea Guida 1.4 Distinguibile. Rendere più semplice agli utenti la visione e

l’ascolto dei contenuti, separando i contenuti in primo piano dallo sfondo.

- 1.4.1 Uso del colore. Il colore non deve essere utilizzato come unica

modalità visiva per rappresentare informazioni, indicare azioni,

richiedere risposte o come elemento di distinzione visiva. (Livello A)

- 1.4.2 Controllo del sonoro. Se un contenuto audio all’interno di una

pagina Web è eseguito automaticamente per più di tre secondi è

necessario fornire una funzionalità per metterlo in pausa o interromperlo,

oppure si deve fornire una modalità per il controllo dell’audio che sia

indipendente dal controllo predefinito del sistema. (Livello A)

- 1.4.3 Contrasto (minimo). La rappresentazione visiva del testo e di

immagini contenenti testo ha un rapporto di contrasto 107 di almeno 4.5:1,

fatta eccezione per i seguenti casi: (Livello AA)

• Testo grande 108: testo grande e immagini contenenti testo grande

devono avere un rapporto di contrasto 3:1;

107
E’ dato dalla formula (L1+0.05) / (L2+0.05) dove L1 è la luminanza relativa del colore più luminoso e
L2 la luminanza relativa del colore più scuro. I fattori di contrasto possono variare da 1 a 21 (indicati con
1:1 e 21:1). Il contrasto viene misurato rispetto allo sfondo specifico sul quale si rappresenta il testo, se
non è specificato alcun colore di sfondo, allora sia assume che sia di colore bianco.

81
• Testo non essenziale: testo o immagini contenenti testo che sono

parti inattive di componenti dell’interfaccia utente, che sono di

pura decorazione, non visibili a nessuno, oppure che fanno parte

di immagini contenenti contenuti visuali maggiormente

significativi, non hanno alcun requisito di contrasto;

• Logotipi: un testo che è parte di un logo o di un marchio non ha

alcun requisito minimo di contrasto.

- 1.4.4 Ridimensionamento del testo. Il testo, ad eccezione dei sottotitoli

e delle immagini contenenti testo, può essere ridimensionato fino al 200

percento senza l’ausilio di tecnologie assistive e senza perdita di

contenuto e funzionalità. (Livello AA)

- 1.4.5 Immagini di testo. Se le tecnologie utilizzate consentono la

gestione della rappresentazione visiva dei contenuti, il testo è utilizzato

per veicolare informazioni piuttosto che le immagini di testo, ad

eccezione dei seguenti casi: (Livello AA)

• Personalizzabile: l’immagine di testo può essere personalizzata

visivamente per le esigenze dell’utente;

• Essenziale: una particolare rappresentazione del testo è essenziale

per il tipo di informazioni veicolate (i logotipi, per es., sono

considerati essenziali).

108
Per “testo grande” si intende un testo di almeno 18 punti o 14 punti in grassetto o una dimensione del
carattere che sia equivalente per i caratteri del Cinese, Giapponese e Coreano (CJK).

82
- 1.4.6 Contrasto (avanzato). La rappresentazione visiva del testo e

immagini contenenti testo ha un rapporto di contrasto di almeno 7:1, fatta

eccezione per i seguenti casi: (Livello AAA)

• Testo grande: testo grande e immagini contenenti testo grande

devono avere un rapporto di contrasto di almeno 4.5:1;

• Testo non essenziale: testo o immagini contenenti testo che sono

parti inattive di componenti dell’interfaccia utente, che sono di

pura decorazione, non visibili a nessuno oppure che fanno parte

di immagini contenenti contenuti visuali maggiormente

significativi, non hanno alcun requisito di contrasto;

• Logotipi: un testo che è parte di un logo o marchio non ha alcun

requisito minimo di contrasto.

- 1.4.7 Sottofondo sonoro basso o non presente. Per i contenuti di solo

audio preregistrato che (1) contengono principalmente parlato in primo

piano (2) non sono CAPTCHA audio o loghi audio e (3) non sono una

vocalizzazione intesa per essere principalmente espressione musicale

come canto o rap, si applica almeno uno dei seguenti casi: (Livello AAA)

• Nessuno sottofondo: il sonoro non contiene suoni di sottofondo;

• Spegnimento: il sottofondo sonoro può essere disattivato;

• 20 dB: il sottofondo sonoro deve essere inferiore di almeno 20

decibel rispetto al parlato in primo piano, con l’eccezione di

suoni occasionali che durano solo per uno o due secondi 109.

109
Secondo la definizione di “decibel”, il sottofondo sonoro che soddisfa tale requisito sarà pari a circa
quattro volte più silenzioso del parlato in primo piano.

83
- 1.4.8 Presentazione visiva. Per la presentazione visiva di blocchi di testo

è disponibile una modalità 110 per conseguire i seguenti obiettivi: (Livello

AAA)

1. I colori del testo in primo piano e dello sfondo possono essere

scelti dall’utente.

2. La larghezza non supera gli 80 caratteri o glifi (40 se CJK).

3. Il testo non è giustificato ma allineato sia al margine destro che al

margine sinistro.

4. Lo spazio tra le righe (interlinea) è almeno di uno spazio e mezzo

all’interno del paragrafo mentre lo spazio tra paragrafi è almeno

una volta e mezzo più grande dell’interlinea.

5. Il testo può essere ridimensionato fino al 200 percento senza il

supporto delle tecnologie assistive in modo da non richiedere

all’utente di dover scorrere orizzontalmente per leggere una riga

di testo in una finestra a schermo intero.

- 1.4.9 Immagini di testo (senza eccezioni). Le immagini contenenti testo

sono utilizzate soltanto per pura decorazione o dove una particolare

presentazione del testo è essenziale (ricordiamo che i logotipi sono

considerati essenziali) per il tipo di informazioni veicolate. (Livello

AAA)

110
Essa può essere esplicitamente fornita nell’ambito del contenuto o direttamente dalla piattaforma o dai
programmi utente, comprese le tecnologie assistive.

84
Principio 2. Utilizzabile – I componenti e la navigazione dell’interfaccia utente devono

essere utilizzabili.

- Linea guida 2.1 Accessibile da tastiera. Rendere disponibili tutte le funzionalità

tramite tastiera.

- 2.1.1 Tastiera. Tutte le funzionalità del contenuto sono utilizzabili

tramite un’interfaccia di tastiera senza richiedere tempi specifici per le

singole battiture, salvo il caso in cui sia la funzionalità di fondo a

richiedere un input che dipende dal percorso del movimento dell’utente e

non solo dai suoi punti d’arrivo. (Livello A)

- 2.1.2 Nessun impedimento all’uso della tastiera. Se il focus può essere

portato tramite interfaccia di tastiera su un componente della pagina,

deve anche poter essere spostato dallo stesso componente sempre tramite

interfaccia di tastiera e, se a tal fine non fosse sufficiente l’uso dei

normali tasti freccia o tab o l’uso di altri metodi di uscita standard,

l’utente deve essere informato sul metodo per rilasciare il focus. (Livello

A)

- 2.1.3 Tastiera (nessuna eccezione). Tutte le funzionalità del contenuto

sono utilizzabili tramite un’interfaccia di tastiera senza richiedere tempi

specifici per le singole battute. (Livello AAA)

- Linea Guida 2.2 Adeguata disponibilità di tempo. Fornire agli utenti tempo

sufficiente per leggere ed utilizzare i contenuti.

- 2.2.1 Regolazione tempi di esecuzione. Per ogni temporizzazione

presente nel contenuto è soddisfatto almeno uno dei seguenti casi:

(Livello A)

85
• Spegnimento: all’utente è consentito di arrestare il limite di

tempo prima di raggiungerlo; oppure

• Regolazione: all’utente è consentito di regolare il limite di tempo

prima di raggiungerlo in un’ampia gamma che sia almeno dieci

volte superiore alla durata dell’impostazione predefinita; oppure

• Estensione: l’utente è avvisato prima dello scadere del tempo; gli

vengono dati almeno 20 secondi per estendere il limite tramite

un’azione semplice (es. “premere la barra spaziatrice”) e gli è

consentito di estendere il limite per almeno 10 volte; oppure

• Eccezione per eventi in tempo reale: il limite di tempo è un

elemento fondamentale di un evento in tempo reale (es. un’asta

on-line) e non è possibile eliminare questo vincolo; oppure

• Eccezione di essenzialità: il limite di tempo è essenziale per

l’attività (es. una verifica a tempo) ed estenderlo la

invaliderebbe; oppure

• Eccezione delle 20 ore: il limite di tempo è superiore a 20 ore 111.

- 2.2.2 Pausa, stop, nascondi. Nei casi di animazioni, lampeggiamenti,

scorrimenti o auto-aggiornamenti di informazioni, sono soddisfatti tutti i

seguenti punti: (Livello A)

• Spostamento, lampeggiamento, scorrimento: per qualsiasi

movimento, lampeggiamento o scorrimento di informazioni che

(1) si avvia automaticamente, (2) dura più di cinque secondi ed

111
Questo criterio, insieme ai primi tre, aiuta a garantire che gli utenti possano completare gli obiettivi
senza cambiamenti inaspettati, nel contenuto o nel contesto, che siano il risultato di un limite di tempo.

86
(3) è presentato in parallelo con altro contenuto, è presente un

meccanismo per metterlo in pausa, interromperlo o nasconderlo,

a meno che il movimento, il lampeggiamento o lo scorrimento

siano parte essenziale 112 dell’attività;

• Auto-aggiornamento: per qualsiasi auto-aggiornamento di

informazioni che (1) si avvia automaticamente ed (2) è

presentato in parallelo con altro contenuto, è presente un

meccanismo per metterlo in pausa, interromperlo o nasconderlo

per controllare la frequenza dell’aggiornamento a meno che

l’auto-aggiornamento sia parte essenziale dell’attività 113.

- 2.2.3 Nessun tempo di esecuzione. Le temporizzazioni non sono

indispensabili per la tipologia del contenuto, ad eccezione fatta dei tipi di

media sincronizzati ed eventi in tempo reale. (Livello AAA)

- 2.2.4 Interruzioni. Le interruzioni possono essere rinviate o annullate

dall’utente ad eccezione di quelle che riguardano un’emergenza. (Livello

AAA)

- 2.2.5 Reautenticazione. Quando una sessione autenticata scade, l’utente

deve poter continuare l’attività senza perdita di dati dopo essersi re

autenticato. (Livello AAA)

112
Per una fase di caricamento o un evento analogo, durante il quale sia interdetta qualsiasi altra
interazione, un’animazione può considerarsi essenziale se non può verificarsi interazione durante quella
fase da parte di tutti gli utenti e se la mancanza di quest’ultima ad indicare il progresso può confondere gli
utenti o indurli a pensare che c’è stata un’interruzione nel caricamento o non è andato a buon fine.
113
Occorre fare una precisazione. Il contenuto aggiornato periodicamente dal software o che è trasmesso
in streaming al programma utente non ha l’obbligo di mantenere o presentare le informazioni generate o
ricevute tra la pausa e la riattivazione della presentazione, dato che questo potrebbe non essere
tecnicamente possibile, e in molti casi potrebbe anche essere fuorviante.

87
- Linea Guida 2.3 Convulsioni. Non sviluppare contenuti che possano causare

attacchi epilettici.

- 2.3.1 Tre lampeggiamenti o inferiore alla soglia. Le pagine Web non

devono contenere nulla che lampeggi per più di tre volte al secondo

oppure il lampeggiamento deve essere al di sotto della soglia generale di

lampeggiamento e della soglia del lampeggiamento rosso. 114 (Livello A)

- 2.3.2 Tre lampeggiamenti. Le pagine Web non devono contenere nulla

che lampeggi per più di tre volte al secondo. (Livello AAA)

- Linea Guida 2.4 Navigabile. Fornire delle funzionalità di supporto all’utente

per navigare, trovare contenuti e determinare la propria posizione.

- 2.4.1 Salto di blocchi. Fornire una modalità per saltare i blocchi di

contenuto che si ripetono su più pagine Web. (Livello A)

- 2.4.2 Titolazione della pagina. Le pagine Web hanno titoli che ne

descrivono l’argomento o la finalità. (Livello A)

- 2.4.3 Ordine del focus. Se una pagina Web può essere navigata in modo

sequenziale 115 e le sequenze di navigazione influiscono sul significato e

sul funzionamento, gli oggetti che possono ricevere i focus lo ricevono in

un ordine che ne conserva il senso e l’operatività. (Livello A)

114
Un “flash” o un’immagine che cambia rapidamente è sotto la soglia di lampeggiamento generale o
soglia di lampeggiamento rosso se non ci sono più di tre flash generali e/o non più di tre flash rossi entro
un periodo di un secondo, oppure, l’area combinata di flash che si verificano contemporaneamente non
occupa più di un totale di .006 steradianti entro un qualsiasi campo visivo di 10 gradi sullo schermo (il
25% di un qualsiasi campo visivo di 10 gradi sullo schermo) ad una distanza visiva tipica, dove per flash
generale si intende una coppia di cambiamenti opposti nella luminanza relativa del 10% o più della
luminanza relativa massima, laddove la relativa luminanza dell’immagine più scura è sotto lo 0.80 e dove
una “coppia di cambiamenti opposti” è un aumento seguito da una diminuzione o viceversa. Per flash
rosso si intende invece una qualsiasi coppia di transizioni opposte che comprendano del rosso saturato.
115
Avanzando da un elemento a quello successivo, e quindi navigabile utilizzando un’interfaccia di
tastiera.

88
- 2.4.4 Scopo del collegamento (nel contesto). Lo scopo di ogni

collegamento può essere determinato dal solo testo del collegamento

oppure dal testo del collegamento insieme a dei contenuti contestuali che

possono essere determinati programmaticamente, salvo il caso in cui lo

scopo del collegamento potrebbe risultare ambiguo per la gran parte

degli utenti. (Livello A)

- 2.4.5 Differenti modalità. Rendere disponibile più di una modalità per

identificare una pagina Web all’interno di un insieme di pagine Web,

salvo il caso in cui una pagina Web sia il risultato –o una fase- di

un’azione. (Livello AA)

- 2.4.6 Intestazioni ed etichette. Utilizzare intestazioni ed etichette per

descrivere argomenti o finalità. (Livello AA)

- 2.4.7 Focus visibile. Qualsiasi interfaccia utente utilizzabile tramite

tastiera ha una funzionalità operativa in cui è visibile l’indicatore del

focus. (Livello AA)

- 2.4.8 Posizione. Rendere disponibili informazioni sulla posizione

dell’utente all’interno di un insieme di pagine Web. (Livello AAA)

- 2.4.9 Scopo del collegamento (solo collegamento). Rendere disponibile

una funzionalità per comprendere lo scopo dei collegamenti basandosi

sul solo testo del collegamento, salvo il caso in cui lo scopo del

collegamento potrebbe risultare ambiguo per la gran parte degli utenti.

(Livello AAA)

- 2.4.10 Intestazioni di sezione. Le intestazioni di sezione sono utilizzate

per organizzare il contenuto. (Livello AAA)

89
Principio 3. Comprensibile – Le informazioni e le operazioni dell’interfaccia utente

devono essere comprensibili.

- Linea Guida 3.1 Leggibile. Rendere il testo leggibile e comprensibile.

- 3.1.1 Lingua della pagina. L’impostazione della lingua predefinita di

ogni pagina Web può essere determinata programmaticamente. (Livello

A)

- 3.1.2 Parti in lingua. La lingua di ogni passaggio o frase nel contenuto

può essere determinata programmaticamente ad eccezione di nomi

propri, termini tecnici, parole in lingue indeterminate e parole o frasi che

sono diventate parte integrante del gergo del testo immediatamente

circostante. (Livello AA)

- 3.1.3 Parole inusuali. Rendere disponibile una modalità per

l’identificazione di specifiche definizioni di parole o frasi usate in modo

insolito o ristretto, comprese espressioni idiomatiche e gergali. (Livello

AAA)

- 3.1.4 Abbreviazioni. Rendere disponibile una modalità per identificare

la forma espansa o il significato delle abbreviazioni. (Livello AAA)

- 3.1.5 Livello di lettura. Quando il testo richiede capacità di lettura più

avanzata rispetto al livello di istruzione secondaria inferiore, dopo aver

rimosso i nomi propri ed i titoli, fornire dei contenuti supplementari

oppure una versione che non richieda la capacità di lettura più avanzata

rispetto al livello di istruzione secondaria inferiore. (Livello AAA)

90
- 3.1.6 Pronuncia. Rendere disponibile una modalità per identificare

specifiche pronunce per le parole dove il significato delle parole, nel

contesto, è ambiguo senza la conoscenza della pronuncia. (Livello AAA)

- Linea Guida 3.2 Prevedibile. Creare pagine Web che appaiano e che siano

prevedibili.

- 3.2.1 Al focus. Quando qualsiasi componete riceve il focus non deve

avviare automaticamente un cambiamento del contesto. (Livello A)

- 3.2.2 All’input. Cambiare l’impostazione di qualsiasi componente

nell’interfaccia utente non provoca automaticamente un cambiamento di

contesto, a meno che l’utente sia stato informato del comportamento

prima di utilizzare il componente. (Livello A)

- 3.2.3 Navigazione coerente. I meccanismi di navigazione che sono

ripetuti su più pagine Web all’interno di un insieme di pagine Web,

devono apparire nello stesso ordine corrispondente ogni volta che si

ripetono, a meno che un cambiamento sia stata avviato da un utente.

(Livello AA)

- 3.2.4 Identificazione coerente. I componenti che hanno la stessa

funzionalità all’interno di un insieme di pagine Web sono identificati in

modo univoco. (Livello AA)

- 3.2.5 Cambiamenti su richiesta. I cambiamenti di contesto sono avviati

solo su richiesta degli utenti, oppure è disponibile un meccanismo per

disattivare questi cambiamenti. (Livello AAA)

- Linea Guida 3.3 Assistenza nell’inserimento. Aiutare gli utenti ad evitare gli

errori ed agevolarli nella loro correzione.

91
- 3.3.1 Identificazione di errori. Se viene rilevato automaticamente un

errore di inserimento, l’elemento in errore viene identificato e descritto

tramite testo. (Livello A)

- 3.3.2 Etichette o istruzioni. Fornire etichette o istruzioni quando il

contenuto richiede azioni di input da parte dell’utente. (Livello A)

- 3.3.3 Suggerimenti per gli errori. Se viene identificato un errore di

inserimento che si può correggere, è necessario fornire suggerimenti

all’utente, a meno che ciò non pregiudichi la sicurezza o la finalità del

contenuto. (Livello AA)

- 3.3.4 Prevenzione degli errori (legali, finanziari, dati). Per le pagine

Web che contengono vincoli di tipo giuridico o finanziario o che

gestiscono inserimento, cancellazione, gestione di dati controllabili

dall’utente in un sistema di archiviazione oppure che inoltrano delle

risposte di utenti a test, è soddisfatta almeno una delle seguenti

condizioni: (Livello AA)

• 1. Reversibilità: le azioni sono reversibili.

• 2. Controllo: i dati inseriti dall’utente sono verificati e si fornisce

all’utente la possibilità di correggere eventuali errori di

inserimento.

• 3. Conferma: è disponibile una funzionalità per la revisione,

conferma e correzione delle informazioni prima del loro invio

definitivo.

92
- 3.3.5 Aiuto. Rendere disponibili degli aiuti contestuali 116. (Livello AAA)

- 3.3.6 Prevenzione degli errori (tutti). Per tutte le pagine Web che

richiedano l’invio di informazioni da parte dell’utente, è soddisfatta

almeno una delle seguenti condizioni: (Livello AAA)

• 1. Reversibilità: le azioni sono reversibili.

• 2. Controllo: i dati inseriti dall’utente sono verificati e si fornisce

all’utente la possibilità di correggere eventuali errori di

inserimento.

• 3. Conferma: è disponibile una funzionalità per la revisione,

conferma e correzione delle informazioni prima del loro invio

definitivo.

Principio 4. Robusto – Il contenuto deve essere abbastanza robusto per essere

interpretato in maniera affidabile mediante una vasta gamma di programmi utente,

comprese le tecnologie assistive.

- Linea Guida 4.1 Compatibile. Garantire la massima compatibilità con i

programmi utente attuali e futuri, comprese le tecnologie assistive.

- 4.1.1 Analisi sintattica (parsing). Nel contenuto implementato

utilizzando linguaggi di marcatura 117 gli elementi possiedono “tag” di

apertura e chiusura completi 118, sono annidati in conformità alle proprie

116
Testo di aiuto che fornisce informazioni relative alla funzione correntemente in via d’esecuzione. Es.
Etichette chiare possono possono fungere da aiuto sensibile al contesto.
117
Es. HTML
118
Non possono essere giudicati completi i tag di apertura e chiusura nei quali manchi un carattere
fondamentale per la loro struttura, come una parentesi angolare chiusa mancante o le virgolette
discordanti di un attributo.

93
specifiche, non contengono attributi duplicati e tutti gli ID 119 sono

unici, salvo il caso in cui le specifiche permettano eccezioni. (Livello

A)

- 4.1.2 Name, Role, Value. Per tutti i componenti dell’interfaccia utente

(inclusi ma non limitati a: elementi di un modulo, collegamenti e

componenti generati da uno script 120), name (nome) e role (ruolo)

devono essere determinati programmaticamente; stati, proprietà e valori

che possono essere impostati dall’utente devono essere impostabili da

programma 121 e le notifiche sui cambi di stato di questi elementi

devono essere rese disponibili ai programmi utente, incluse le

tecnologie assistive. (Livello A)

3.2.3. WCAG 1.0 e 2.0 a confronto: cos’è cambiato?

Le WCAG 2.0 sono un’evoluzione delle precedenti, sono state aggiornate sia alle nuove

tecnologie assistive, che sono sicuramente più avanzate rispetto a quelle in uso nel

1999, sia al Web di oggi. Esso, infatti, si compone notevolmente anche di applicazioni,

ossia un insieme di pagine fortemente dinamiche con le quali si può interagire in modo

quasi identico rispetto alle normali applicazioni del computer. Ci troviamo dinanzi un

servizio più completo, dinamico ma anche molto più veloce e complesso e perciò non

così facile da gestire, soprattutto per chi cerca di rendere la fruizione il più semplice

possibile agli utenti che ne necessitano.

119
Letteralmente “identificativo”, è una sequenza di caratteri alfanumerici che permettono di identificare
in modo univoco ad es. un utente, una chiave, un processo, un gruppo.
120
Programma o sequenza di istruzioni che viene interpretata o portata a termine da un altro programma
(invece che dal processore del computer come accade per i linguaggi compilati).
121
Ovvero configurati tramite software con l’utilizzo di metodi supportati dai programmi utente, incluse
le tecnologie assistive.

94
E a livello normativo in Italia cosa cambia?

Per ora poco, anche se l’aggiornamento delle WCAG impone l’aggiornamento dei

nostri requisiti 122 ma i tempi sicuramente non saranno brevi. L’esperienza fa pensare

che occorrerà almeno un anno, quasi certamente due. E’ una stima probabilmente

ottimistica, perché bisogna considerare i tempi tecnici per riunire la Segreteria Tecnica

del CNIPA 123, l’attuale situazione di CNIPA e FORMEZ 124 e la loro riorganizzazione in

corso, il tempo necessario alla discussione dei requisiti, a quello per la stesura della

versione italiana e il tempo che deve trascorrere perché i requisiti approvati da tutti i

soggetti coinvolti nella prima versione arrivino alla Gazzetta Ufficiale.

3.2.4. WCAG 2.0: vantaggi e prospettive future

Le WCAG 2.0 sono raccomandazioni pensate per il Web di oggi e di domani, fatto non

più di pagine statiche, ma di vere applicazioni.

L’applicazione delle WCAG 2.0 è supportata da una serie di esempi e tecniche di

applicazione reperibili all’interno del sito del consorzio W3C.125

Questo nuovo documento aiuterà a garantire l’accessibilità di tutti quei contenuti

“discriminati” dalle precedenti WCAG 1.0 (e della legge 4/2004), ovvero consentirà di

122
Ci si riferisce ai 22 requisiti contenuti nell’Allegato A del D.M. 8 luglio 2005.
123
Acronimo di “Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione”, è un centro che
opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attuazione delle politiche formulate, a nome
del Governo dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, con la
missione di contribuire alla creazione di valore per i cittadini e le imprese da parte della Pubblica
Amministrazione, fornendo a questa supporto nell’uso innovativo dell’informatica e , più in generale,
dell’ICT (Information and Communication Technology). Il sito è on-line all’indirizzo:
http://www.cnipa.gov.it
124
Formez PA è un Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle Pubbliche
Amministrazioni. Il sito è disponibile all’indirizzo: http://www.formez.it
125
http://www.w3.org

95
utilizzare tecnologie quali Javascript, Flash, Java, chiaramente garantendo una piena

accessibilità degli oggetti sviluppati con le stesse.

96
4. Social Network e accessibilità

E’ ora il momento di entrare “nel vivo” del nostro lavoro e di applicare il concetto di

accessibilità, finora visto solo in maniera teorica, al vasto mondo dei Social Network.

4.1. Le due principali categorie di Social Network: svago e lavoro

I Social Network sono presenti in numero sempre più elevato in rete, tanto da non

essere possibile una precisa quantizzazione. Wikipedia ha provato a stillare un elenco 126

dei Social Network attivi al momento in rete “escludendo i siti che raccolgono liste di

dati”, come si legge sulla stessa pagina, per un totale di 188. La classifica non avrà però

un’attendibilità destinata a durare a lungo, considerando la velocità con la quale

potranno nascere nuovi Social Network e morirne degli altri. A questo proposito,

Wikipedia segnala anche la presenza di una “List of defunct social networking

websites”, ovvero una “lista dei Social Network defunti”.

Anche una classificazione per tipologie è impresa assai ardua: la diversificazione è

talmente notevole che è impossibile stillare un numero preciso di generi. Va considerato

anche il fatto della “commistione” di generi che possono convivere in un singolo Social

Network (e la tendenza verso la quale si sta andando sembra essere proprio questa);

accade sempre più di frequente che il Social Network integri funzioni di messaggistica e

chat a quelle di incontri, di condivisione e trasmissione dei file, tutte funzioni che, già

singolarmente, sarebbero sufficienti a definirlo tale.

Per avere un’idea dei diversi generi di Social Network, basta pensare alle realtà con le

quali siamo a contatto tutti i giorni e che noi stessi utilizziamo: andiamo su un sito per

lavoro, per tempo libero, per hobby, per reperire informazioni su qualcosa, ecc.

126
On-line all’indirizzo: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_social_networking_websites

97
Alla stessa maniera funzionano i Social Network: gli utenti li utilizzano per ottenere

notizie, per trascorrere il loro tempo libero, per ascoltare musica, per condividere file

(foto, video o altro), per comunicare, per incontrare qualcuno, e per molti altri scopi

(quelli elencati sono solo alcuni dei principali).

Per venire incontro alle varie esigenze, e per soddisfarne il più possibile, ogni Social

Network è strutturato in maniera diversa, presentando perciò caratteristiche diverse.

Un sito di incontri come Meetic 127 sarà diversamente connotato da un sito come

Flickr 128, utilizzato prettamente per la condivisione di foto, e dello stesso tipo si

potrebbero fare moltissimi altri esempi. E’ facile anche notare come questi siti

incorporino altre funzioni al loro interno, oltre quelle insite che definiscono la loro

tipologia.

Non potendoli elencare tutti, per questione di tempo e spazio (ma anche perché, come

già visto, fare una rassegna di tutti i Social Network della rete sarebbe piuttosto difficile

in termini quantitativi), prenderemo in esame i massimi rappresentanti delle due

categorie principali di utilizzo dei Social Network: svago e lavoro.

127
http://www.meetic.it
128
http://www.flickr.com

98
4.2. Un Social Network per lo svago: Facebook

Di Facebook 129 si sente ormai parlare ovunque. Più che un Social Network si potrebbe

quasi definire un “social phenomenon”, un vero e proprio fenomeno sociale.

Non si sente altro che parlare di lui: in tv, tra amici, sembra che di questo fenomeno

mediatico non se ne possa proprio più fare a meno. Anche i politici creano il loro profilo

su Facebook; c’è da aspettarsi che diventi il canale preferito delle prossime campagne

elettorali, e non ci sarebbe da stupirsi.

Il famosissimo portale deve il suo successo all’intuizione di uno studente di Harvard di

nome Mark Zuckerberg (in figura 13) che, insieme a due amici (Chris Hughes e Dustin

Moskovitz) nel 2004 decise di creare una sorta di raccoglitore per gli annuali scolastici.

“The facebook” aveva come scopo principale quello di tenere in contatto gli studenti

universitari.

Fig. 13 – L’ideatore di Facebook, Mark Zuckerberg

129
http://www.facebook.com

99
Dopo il successo iniziale Mark decise che era il momento di estendere la community ed

effettuare il salto di qualità. Ad oggi Facebook conta più di 100 milioni di iscritti e la

sua corsa non sembra arrestarsi 130.

4.2.1. Facebook: caratteristiche

Va riportato, prima di tutto, lo scopo principale del portale: approfondire amicizie già

esistenti e andare alla ricerca di nuove. Lo slogan che si legge nella Home page (in

figura 14) è, infatti, il seguente: “Facebook ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto

con le persone della tua vita”.

Fig. 14 – Home page di Facebook.com

Facebook è organizzato in reti, che sono comuni a molte persone, infatti, quando ci si

iscrive al sito, si deve indicare il luogo di residenza e, una volta scelto, l’utente viene

automaticamente assegnato ad una rete.

130
http://www.ilsitoblu.com/2009/03/01/facebook-un-po-di-storia/

100
Il portale è aperto a tutte le persone con un minimo di età (dichiarata) di 13 anni e ciò

rappresenta una vera e propria novità per il settore delle community, ed in particolar

modo delle chat, che era e resta tuttora chiuso ai ragazzi minorenni.

Inoltre il database di Facebook è così vasto e organizzato che in esso sono presenti tutti

i tipi di scuole e università del mondo: quando cerchiamo degli amici della nostra scuola

ci basterà selezionare il nome della stessa ed appariranno tutti gli utenti che l’hanno

indicata tra le informazioni personali nel loro profilo.

E’ l’idea che sta alla base del sito ad essere geniale anche se, contrariamente a quanto si

può pensare, non è inedita: come si è potuto vedere, l’idea di cercare gli amici per

mettersi in contatto con loro era già alla base dei primi Social Network 131.

La forza di Facebook risiede nell’aver potenziato questo concetto con vari strumenti, tra

i quali per esempio, il “Trova amici”. Selezionando gli utenti che hanno in comune

diverse informazioni con le nostre, esso ci mostra quelli che potrebbero essere i nostri

potenziali contatti in modo da poterli aggiungere alla nostra lista di amici.

Un altro modo per stringere nuove amicizie è la ricerca degli utenti per scuole o

università frequentate o, ancora, digitando l’indirizzo mail, se ne siamo a conoscenza,

della persona che stiamo cercando; inoltre Facebook, ogni volta che ci si connette ad

esso, offre sempre in un riquadro della pagina principale una lista aggiornata dei

potenziali contatti.

Per rendere più produttiva la ricerca, il sito consiglia di registrarsi con nome e cognome

veri, in modo da farsi trovare anche da coloro i quali non hanno maggiori informazioni

su di noi (per esempio, soprannomi, nomi alternativi, indirizzo di posta elettronica,

131
v. pagg. 8-17

101
ecc.), anche se questo, ai fini della privacy, può risultare più problematico e può

apparire all’utente poco sicuro.

Una volta trovata la persona che si intende aggiungere come amico, le si invia una

richiesta di amicizia che può essere accettata ma anche ignorata (in tal caso però al

mittente non verrà pervenuta alcuna comunicazione).

Se però l’idea che sta alla base del Social Network abbiamo visto non essere del tutto

nuova, a cosa deve allora il suo successo Facebook?

Punti di forza sono sicuramente l’immediatezza e la semplicità di utilizzo, uniti alla

grafica del Social Network colorata e accattivante (v. figura 15), pensata inizialmente

per un pubblico giovanile, in realtà Facebook raccoglie iscrizioni di utenti di tutte le età.

Fig. 15 – Pagina delle “Notizie più popolari” di Facebook

102
Come si può osservare in figura 15, la pagina appare chiara e intuitiva: al centro vi sono

i riquadri con gli ultimi aggiornamenti del profilo degli utenti (pubblicazione di foto,

link, note, cambiamenti di stato, ecc.), a sinistra le voci principali e sulla destra le

notifiche, il promemoria dei compleanni, le pagine consigliate dal sito e il riquadro per

le sponsorizzazioni (con Facebook è possibile infatti inserire i propri annunci

pubblicitari e le proprie inserzioni; il servizio è però a pagamento) e infine un riassunto

di tutte le richieste.

Il Social Network più famoso della rete offre molteplici possibilità ai suoi utenti:

innanzitutto la possibilità di personalizzare con ogni tipo di contenuto (purché lecito, sia

chiaro) la propria pagina, condividere i propri pensieri (vi è infatti un riquadro sulla

pagina personale che riporta la frase “A cosa stai pensando?” in cui è possibile inserire

ciò che si vuole e lo stato, una volta pubblicato, apparirà poi visibile a tutti i nostri

amici), link, video, ecc. Inoltre nella sezione dedicata è possibile creare i propri album

fotografici, condividerli con gli amici e “taggarli” nelle foto in cui compaiono cioè è

possibile, tramite un’applicazione apposita, indicare il nome della persona così che la

foto compaia anche sul suo profilo.

Gli amici possono ovviamente commentare e, a loro volta condividere, ogni contenuto

pubblicato dall’utente. Ogni qualvolta si effettua l’accesso al sito, una finestra di

notifica mostra quelle non ancora visualizzate dall’utente dopo il suo ultimo accesso.

Facebook offre anche innumerevoli test e applicazioni, tra queste “Farmville” è

sicuramente la più conosciuta; consiste nel creare e riuscire a mantenere una fattoria

virtuale. Accanto ad essa ce ne sono tantissime altre che vengono create “ad hoc” per il

sito stesso. Molto simpatici sono anche i vari “Parla con...”; si tratta di un’interfaccia

che consente agli utenti di inserire alcuni frasi tipiche di un personaggio (famoso o

103
meno) e ogni volta che si utilizza l’applicazione, viene estratta “a random” una tra le

frasi inserite come risposta, a mo’ di oracolo. Capita spesso che le frasi siano davvero

divertenti. In occasione dei Mondiali di calcio di quest’anno, 2010, è stato creato anche

il “Parla con Paul”, il polpo diventato un fenomeno mediatico per aver azzeccato i

risultati di tutte le più importanti partite, finale compresa.

Altra funzione molto comoda è la possibilità di creare eventi e, di conseguenza, invitare

tutti i propri amici: essendo uno strumento molto potente e ormai utilizzato da molti,

con Facebook è possibile organizzare anche vere e proprie mobilitazioni culturali in

occasione delle più diverse circostanze, dalle elezioni politiche, agli scioperi, agli eventi

di cronaca; esistono, per esempio, moltissimi gruppi che sono in favore o contro la

stessa parte politica. E proprio della possibilità di creare gruppi non abbiamo ancora

parlato: ogni utente può diventare, infatti, fondatore o amministratore di un gruppo che

può essere creato per gli scopi più diversi (Facebook li raggruppa in categorie tra le

quali vi è quella dello svago, interessi, musica, ecc.) e questa è una vera e propria

manifestazione di adesione sociale, in alcuni casi da non sottovalutare.

Facebook può infatti svolgere un’azione di mobilitazione delle coscienze: un utente

decide di prendere parte ad un gruppo poiché si sente parte di esso e decidere di seguire

le azioni che questo propone. Il rischio è concreto nel caso, e purtroppo casi di questo

tipo si sono verificati, esistano gruppi xenofobi, che incitano alla violenza, offensivi

dell’etica e della morale. E’ sempre bene leggere attentamente l’intero contenuto del

gruppo al quale si decide di iscriversi poiché spesso un titolo può essere fuorviante ma

soprattutto discordante con il resto.

104
Il pericolo di “plasmare” le menti è incombente soprattutto per i più giovani dato che,

come abbiamo visto, Facebook è aperto a tutti coloro i quali abbiano raggiunto i 13

anni, età nella quale si è facilmente influenzabili e si ha poca capacità di discernimento.

Se poi consideriamo che al portale si iscrivono anche ragazzini con un’età inferiore a

quella richiesta, dichiarandone perciò una falsa, il rischio aumenta maggiormente.

Fig. 16 – Schermata di un gruppo creato da alcuni utenti

contro i gruppi razzisti e xenofobi presenti su Facebook

Non meno importanti sono le funzionalità legate alla messaggistica: la chat e la mail.

La prima è integrata nel sito e appare in un riquadro posto in basso a destra della pagina

(v. riquadro della chat in figura 15), mentre la seconda fornisce all’utente la possibilità

di inviare messaggi, singoli o multipli, ai propri contatti, come fosse una normalissima

mail (la presenza di messaggi non ancora letti viene notificata ogni volta che l’utente

effettua l’accesso).

Tutto questo e non solo: infatti Facebook (o meglio, i suoi sviluppatori) ha intuito la

potenzialità del proliferare dei rapporti umani e, al piacere della comunicazione tra

utenti, ha unito anche aspetti di tipo “business”.

105
Come già visto, esso non solo permette agli utenti, previo pagamento, di inserire

annunci pubblicitari ma offre anche opportunità di lavoro (nella sezione dedicata alla

quale si accede cliccando sul link omonimo in fondo ad ogni pagina) con la descrizione

di svariate posizioni aperte in tutti i campi.

Che sia un tentativo di “contaminazione” del settore del tempo libero da parte di quello

business?

In questo modo si darebbe vita ad una nuova tipologia di Social Network a metà tra il

Business Social Network e quello tradizionale. Sarà il tempo a fornirci una risposta.

4.2.2. Facebook: versione accessibile?

Finora ci siamo limitati ad analizzare le caratteristiche del Social Network più famoso

ed utilizzato della rete. Ora ci chiediamo se esso sia veramente utilizzabile da tutti gli

utenti e tra essi includiamo quelli con disabilità e che perciò non utilizzano le tecnologie

standard per la navigazione, aspetto del quale è necessario tenere conto.

Come abbiamo avuto modo di affrontare nel secondo capitolo, le disabilità sono,

purtroppo, di talmente tante tipologie che trattarle tutte in un unico lavoro sarebbe

un’operazione troppo ambiziosa (per ognuno di esse occorrerebbe infatti un trattato a

parte), e per questo motivo si è deciso di concentrarsi sulle disabilità visive, in

particolare sulla cecità e sui difetti della vista, quali possono essere l’ipovisione o il

daltonismo, che sono anche quelle che richiedono agli sviluppatori di contenuti gli

accorgimenti più “evidenti” e risultano per questo di più facile immediatezza e

comprensibilità al lettore.

Per verificare se un sito sia accessibile ai non vedenti, solitamente si utilizzano gli

screen reader, in italiano lettori di schermo, le cui caratteristiche abbiamo già avuto

modo di descrivere nel cap. 2.

106
Ve ne sono di diversi tipi in circolazione, tutti con proprie peculiarità e caratteristiche.

Per il nostro studio abbiamo scelto di utilizzare quello forse più conosciuto: JAWS.

Il nome sta per “Job Access With Speech” (letteralmente “accesso al lavoro tramite

parlato”), il software è prodotto dalla Freedom Scientific (Florida). Il suo scopo è

proprio quello di rendere accessibili a ciechi e ipovedenti computer che usano sistemi

operativi Microsoft. La versione da noi utilizzata (in versione demo per 30 giorni) è la

11.0 in italiano a 64 bit scaricabile dal sito della Subvision 132, nella sezione

“Download”. Da quanto apprendiamo sul sito, “questa nuova versione, oltre ad essere

ufficialmente compatibile con Windows 7 e Office 2010, aggiunge diverse novità, tra

cui citiamo:

- script per Skype. Ora Jaws è ufficialmente compatibile con le versioni più recenti del

programma di VOIP.

- script per IBM Lotus Symphony. Lotus Symphony è la versione personalizzata da

IBM di OpenOffice.

- Cerca. Cerca è una delle nuove funzioni di Jaws 11 che consente di cercare in maniera

facile e veloce informazioni reperibili sul web come cambi valuta, previsioni meteo,

termini su Wikipedia, informazioni sui voli, prodotti disponibili su Amazon, eccetera,

senza dover usare un browser Internet. I dati verranno mostrati nel Visualizzatore

Virtuale.

132
Subvision si trova a Milano e opera dal 1971 con lo scopo di distribuire e sviluppare ausili per
soggetti con gravi problematiche visive, in collaborazione con le più importanti istituzioni e società del
settore.
L’attività odierna di Subvision è prevalentemente dedicata alla ricerca e alla distribuzione di ausili che
possano soddisfare i bisogni dei ciechi e degli ipovedenti. Link per scaricare Jaws:
http://www.subvisionmilano.com/new/sectioncategories.php?catid=5&cerca=visualizza&sectionid=2&ln
g=1

107
- Calcolatrice di Windows 7. La calcolatrice del nuovo sistema operativo Microsoft

adesso funziona correttamente.

- FSReader. Il lettore di libri DAISY di Freedom Scientific, aggiornato alla versione

2.0, ora è gratuito e può essere usato per qualsiasi file di questo tipo” 133.

Ora che abbiamo riportato tutte le informazioni necessarie, andiamo ad esplorare le

pagine di Facebook con l’ausilio del nostro screen reader.

Una cosa importante, e che forse si dà per scontata, è che nella finestra di avvio di

JAWS l’utente può regolare i parametri della voce parlante relativi alla lingua, velocità

e punteggiatura. Inoltre, sempre selezionando la voce “Opzioni” del menù di avvio,

l’utente può scegliere di farsi leggere dalla voce tutto il contenuto, solo i menù o

soltanto le finestre di dialogo, oltre alla possibilità di regolare le impostazioni per le

funzioni avanzate.

Navigando con JAWS sulla pagina principale di Facebook, la prima cosa che viene letta

è il nome associato alla pagina (che compare in alto, nella finestra di intestazione del

browser), l’indirizzo, il “www” per intenderci, digitato dall’utente e la scritta

“facebook” che compare subito nella parte alta della pagina del sito, sulla sinistra.

Dopo di essa, vengono letti i nomi dei tre link (nel sito rappresentati come immagini)

che sono rispettivamente: “richieste di amicizia”, “messaggi” e “notifiche”.

Fig. 17 – Intestazione della Home page del sito con i tre link grafici in evidenza

133
Ciò è quanto si legge nella pagina dei download
(http://www.subvisionmilano.com/new/sectioncategories.php?catid=5&cerca=visualizza&sectionid=2&ln
g=1) relativamente alla versione di JAWS da noi scaricata.

108
Non ci stupiamo che essi, anche se sono disegni e non scritte, vengano letti poiché,

navigando senza l’ausilio di alcuna tecnologia assistiva, quando sostiamo con il mouse

su una delle tre icone, sotto di esse compare una scritta con la dicitura di ciò che

rappresentano, il che significa che nel codice html è stato inserito un “title”, ovvero un

attributo, che garantisce ed assicura questo comportamento.

La titolazione degli elementi grafici andrebbe sempre fatta proprio per facilitare la

navigazione con lettori di schermo e, di conseguenza, l’individuazione e la

comprensione degli elementi non testuali, le quali, in assenza delle condizioni appena

descritte, non avvengono.

La lettura prosegue poi linearmente anche per gli altri tre link (stavolta testuali) sulla

destra della pagina ma sempre sulla stessa colonna ovvero “Home”, “Profilo” e

“Account” (v. figura 17). Fin qui tutto normale, come è normale che, per la porzione

rimanente della pagina, la quale appare divisa in tre colonne, JAWS inizi a leggere il

contenuto dalla prima a sinistra (tutti i lettori di schermo leggono infatti il contenuto da

sinistra a destra), e così accade fin quando però, terminato tutto il contenuto della colona

in questione, “salta” alla terza colonna, quella più a destra e qui insorgono i problemi,

oltre a quello di non aver letto sequenzialmente le tre colonne, saltando a piè pari quella

centrale, circostanza estremamente destabilizzante per chi ascolta.

Nel riquadro “Pagine consigliate” iniziano le prime difficoltà: essendo presenti, oltre a

quelli testuali, anche link grafici – come si può osservare in figura 18 (l’immagine di

fianco al testo è essa stessa un link) – JAWS li interpreta leggendo l’indirizzo che li

identifica. Ne consegue una lettura lunga e incomprensibile di un link che è l’URL in

cui risiedono queste immagini.

109
Fig. 18 – Riquadro delle “Pagine consigliate” nel quale

è possibile osservare la presenza delle immagini come link.

Situazione identica si manifesta anche per la sezione appena sotto, relativa alle

sponsorizzazioni, nella quale si nota la presenza di un’immagine, anch’essa utilizzata

come link.

La lettura prosegue “saltando” ora alla colonna che prima è stata lasciata indietro e cioè

quella centrale.

Anche qui insorgono alcuni problemi. Infatti, dopo la lettura delle voci in alto

(“Notizie”, “Notizie più popolari”, “Più recenti”) e la segnalazione dell’esistenza di un

modulo nel quale l’utente può inserire del testo, dopo la lettura della voce “Allega” (v.

figura 19) si ripropone la stessa situazione di prima: siamo in presenza di link grafici

non adeguatamente descritti e dei quali viene letto il lunghissimo indirizzo.

Fig. 19 – Sezione delle “Notizie” con i relativi link grafici presenti sotto il riquadro di testo

110
Lo stesso atteggiamento si rintraccia scorrendo tutta la pagina ogniqualvolta si incontra

un link grafico.

Non è difficile capire come questo aspetto sia notevolmente in sfavore dell’utente

disabile oltre che fastidioso per la continua lettura di link lunghissimi.

Per non parlare poi della sezione delle foto, presente in ogni profilo, totalmente esenti

da tag descrittivi, per cui l’utente non può in alcun modo avere nemmeno una vaga idea

di cosa vi sia rappresentato in esse. Sotto questo aspetto occorre però precisare che la

responsabilità non è completamente del Social Network ma in parte anche dell’utente

pubblicatore di foto il quale, avendone tutta la possibilità, nello spazio sottostante ad

esse, pensato per la didascalia, avrebbe il dovere di fornire opportune descrizioni delle

stesse per permettere anche a chi non può vederle di capire che tipo di contenuto si trova

dinanzi 134.

In conclusione, la versione ufficiale del sito di Facebook, così com’è, risulta molto poco

accessibile.

Nemmeno per gli ipovedenti la situazione appare più rosea. Il sito, infatti, non consente

di regolare i caratteri secondo le proprie esigenze facendo operazioni di zoom o simili

allo scopo di migliorare la leggibilità dei contenuti.

Non esiste nemmeno la possibilità di passare ad una versione “ad alto contrasto” (per

esempio, testo bianco su sfondo nero) utile al perseguimento del medesimo obiettivo.

Per chi è affetto da daltonismo l’ostacolo più grande è sicuramente la visione delle foto,

delle quali, come già visto, non esiste una descrizione o una modalità di visione

alternativa.

134
Il consiglio è fornito anche nella sezione “Accessibilità” del Social Network in risposta alla domanda
di un utente che chiede come sia possibile rendere le foto accessibili per es. ai lettori di schermo. La
risposta è leggibile on-line al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/help/?page=440

111
E’ confermata perciò l’inaccessibilità anche per queste due categorie di utenti

nonostante molti siano i gruppi che compaiono sul sito digitando le parole “non

vedenti” e “ipovedenti”: esistono infatti ben 25 gruppi, escludendo quelli che pur

contenendo il termine “non vedenti” o “ipovedenti” nulla hanno a che vedere con essi.

Degno di nota è il gruppo che come titolo esprime una significativa richiesta,

“Chiediamo che Facebook venga reso più accessibile ai non vedenti” 135 (v. figura 20)

con una relativa descrizione che evidenzia, ed è la prova, di quanto detto finora e cioè

che la navigazione e la fruizione del sito per questa tipologie di persone sono assai

difficoltose.

Nella sezione “Discussioni” significativo è il messaggio lasciato da una ragazza non

vedente, Vanessa Reggiani, la quale fornisce agli altri membri del gruppo suggerimenti

di navigazione all’interno del sito con JAWS. Il gruppo diventa così occasione non solo

di comunicazione ma anche di scambio di aiuti e suggerimenti per rendere l’utilizzo del

sito il più semplice possibile. Resta il fatto che c’è ancora molto da fare in materia di

accessibilità e questo gruppo ne è una prova tangibile insieme al numero dei membri

che è rilvante, ben 1.500. Si spera che la sua esistenza sia d’esortazione agli sviluppatori

per iniziare ad apportare modifiche significative in questo senso.

135
Link del gruppo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=45818546321&v=info#!/group.php?gid=45818546321

112
Fig. 20 – Schermata del gruppo “Chiediamo che Facebook venga reso accessibile ai non vedenti”

Nonostante tutto, va segnalata la presenza della sezione “Accessibilità” tra le tante voci

del “Centro assistenza”, al quale si giunge dal link “Account”, situato sulla destra nella

parte alta della pagina principale di Facebook.

In essa sono contenute le risposte alle domande più frequenti degli utenti per quanto

riguarda l’accessibilità dei contenuti: vi sono descritte la presenza dei CAPTCHA136

audio in alternativa a quello scritto presente in fase di registrazione, le impostazioni del

proprio browser da selezionare per aumentare o diminuire le dimensioni dei caratteri

(per ipovedenti), le modalità di utilizzo della funzionalità della chat tramite screen

reader, le modalità con le quali andrebbero caricate le foto per renderle accessibili ed

infine i tasti di scelta rapida disponibili.

136
v. pag. 78

113
Tramite questa sezione apprendiamo che esiste una versione di Facebook, come si

legge, “solo HTML e compatibile con Internet Explorer 7 (e versioni successive) e con

altri browser supportati, come Firefox 2 (e versioni successive) e Safari 3” 137.

Andiamo perciò sulla pagina 138 per vedere il comportamento assunto da JAWS.

Va premesso che la versione è di fatto quella “Mobile”, sviluppata cioè per telefoni

cellulari e non realizzata “ad hoc” per rendere accessibile il sito.

La pagina, la cui schermata principale riportiamo nella pagina seguente in figura 21, si

presenta in modalità quasi completamente testuale, con i link disposti l’uno sotto l’altro

senza presenza di colonne né allineamenti particolari e già questo facilità il compito

dello screen reader che assume così una lettura sequenziale, evitando di saltare da un

contenuto all’altro come, abbiamo visto, accadeva invece precedentemente.

137
Ciò è quanto si legge nella sezione “Accessibilità” di Facebook, al seguente indirizzo:
http://www.facebook.com/help/?page=440
138
Link alla versione mobile di Facebook: http://m.facebook.com

114
Fig. 21 – Versione “Mobile” di Facebook

Le varie voci vengono lette così come sono scritte, in sequenza, e questo è sicuramente

un “quid” a favore di questa versione.

Si ripresenta la stessa situazione di prima per le immagini e cioè che esse vengono

interpretate, e lette, con il loro indirizzo di rete identificativo e non con la didascalia che

sarebbe invece opportuna anche se, come abbiamo già detto, in questi casi il dovere di

fornirla è di colui che pubblica le foto. Il problema è però presto risolto cliccando sul

115
comando che disattiva la visualizzazione delle foto (si trova nella parte bassa della

pagina, sotto il riquadro dei segnalibri. Lì vi è la scritta “Foto: Disattivato – Attivo –

Max”) e in questo modo si ottiene la versione esclusivamente testuale e quindi

completamente navigabile con gli screen reader.

Restano escluse anche da questa versione le funzionalità per lo zoom dei caratteri del

testo o quelle per passare alla versione alto contrasto del sito (testo bianco su sfondo

nero per esempio) utili per gli utenti ipovedenti e daltonici, nel caso questi fossero

impossibilitati dal percepire i colori presenti in esso.

Un altro aspetto da considerare è l’assenza, in questa versione Mobile, delle

applicazioni (giochi, test, ecc.), che invece sono presenti e anche in largo numero nel

sito originale. L’assenza è probabilmente da amputare al fatto che esse siano dotate

quasi interamente di interfaccia grafica e non siano ancora state rese accessibili agli

utenti con difficoltà visive.

Il sito offre una funzionalità in più rispetto al Facebook tradizionale e cioè il servizio di

SMS (proprio perché è pensato per i cellulari): una volta attivato, l’utente riceverà degli

SMS di notifica per tutti i messaggi, i post in bacheca e le richieste di amicizia.

E’ inoltre possibile aggiornare il proprio stato tramite SMS.

116
4.3. Un Social Network per il lavoro: LinkedIn

Quello analizzato nei paragrafi precedenti è il più importante e famoso Social Network

pensato soprattutto per il tempo libero, pur integrando la possibilità di inserzioni

pubblicitarie e annunci di lavoro, però in minima parte.

Ora invece vediamo un esempio del contrario: un Social Network che è stato progettato

interamente per il lavoro e integra al suo interno anche funzionalità pensate per lo

svago.

4.3.1. LinkedIn: caratteristiche

Il suo nome è LinkedIn 139 ed è attualmente il Business Social Network con il maggior

numero di utenti. A gennaio 2009, infatti, contava circa 30 milioni di utenti in America

del Nord, Asia e Europa e il sito cresce ad una velocità di 100.000 iscritti a settimana.

LinkedIn copre circa 150 diversi comparti economici e oltre 400 “ragioni economiche”.

La società che gestisce il servizio ha sede a Palo Alto, California.

Ad oggi, 16 luglio 2010, LinkedIn, “il più grande network di professionisti al mondo

con oltre 70 milioni di iscritti, ha annunciato di aver raggiunto un milione di utenti in

Italia” 140.

Dati più precisi vengono riportati sul sito, alla voce “Informazioni su” 141 e cioè che

“LinkedIn conta oltre 65 milioni di membri in più di 200 paesi in tutto il mondo, inoltre

ogni secondo un nuovo membro si iscrive a LinkedIn per un totale di 15 milioni di

139
http://www.linkedin.com
140
Dati presi dall’articolo “Web: LinkedIn un milione di utenti in Italia”, consultabile on-line al seguente
indirizzo: http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Web-LinkedIn-un-milione-di-utenti-in-
Italia_693353098.html
141
Link alla pagina: http://press.linkedin.com/about_it

117
membri solo in Europa e infine, tra i membri di LinkedIn figurano i dirigenti di tutte le

500 società elencate dalla rivista Fortune 142”.

A differenza di Facebook, LinkedIn non si costruisce sugli amici e sulle conoscenze

reciproche, ma sui contatti professionali: il suo scopo principale è infatti quello di

consentire agli utenti registrati il mantenimento di una lista di persone conosciute e

ritenute affidabili in campo lavorativo.

La stessa pagina iniziale, rispetto a quella di Facebook, è più seriosa e professionale,

adatta appunto ad un target non prettamente giovanile ma che comprende anche

professionisti già con una lunga carriera alle spalle e che perciò puntano a reperire le

informazioni nel sito in modalità più chiara e puntuale.

142
“Fortune” è una rivista statunitense che tratta di business globale, che fa parte dell’illustre gruppo
“Time Inc.”

118
Fig. 22 – Home page di LinkedIn

In evidenza ci sono, sulla destra, il riquadro (“La tua rete di LinkedIn”) delle notifiche

dei nuovi collegamenti e delle persone che fanno parte della rete dell’utente e, sulla

sinistra, la lista dei contatti, il riquadro con le informazioni personali e, in esso, il campo

di testo per pubblicare il contenuto e condividerlo con gli altri contatti.

La grafica del sito appare piuttosto chiara, semplice ed essenziale.

LinkedIn nasce per aiutare gli utenti ad ottenere il massimo dalle proprie reti

professionali.

119
Come si legge sul sito, la “mission” è quella di collegare i professionisti di tutto il

mondo per favorirne il successo: “Crediamo che in un'economia globale collegata, il tuo

successo come professionista e la competitività come azienda dipendano da un accesso

più rapido a opinioni e risorse affidabili” 143.

Ogni utente ha una lista al cui interno ci sono delle persone; esse vengono definite

"connessioni", e sono in effetti le connessioni di un nodo (l'utente) all'interno della rete

sociale. L'utente può incrementare il numero delle sue connessioni invitando chi di suo

gradimento. La rete di contatti a disposizione dell'utente è costituita da tutte le

connessioni dell'utente, tutte le connessioni delle sue connessioni ("connessioni di

secondo grado") e da tutte le connessioni delle connessioni di secondo grado

("connessioni di terzo grado").

Dopo aver effettuato l'iscrizione, l’utente può creare un proprio profilo che sintetizzi la

sua carriera professionale e le sue competenze. Può inoltre stabilire collegamenti

duraturi invitando contatti affidabili a iscriversi a LinkedIn e a collegarsi con lui.

La sua rete è formata dai suoi collegamenti, dai collegamenti di questi ultimi e dalle

persone che essi a loro volta conoscono, e consente all’utente di entrare in contatto con

un gran numero di esperti e professionisti qualificati.

Grazie a tutto questo, sono molteplici le possibilità di:

• ottenere di essere presentati a qualcuno che si desidera conoscere attraverso un

contatto mutuo e affidabile;

• trovare offerte di lavoro, persone, opportunità di business con il supporto di

qualcuno presente all'interno della propria lista di contatti o del proprio network;

143
Questo è quanto si legge all’indirizzo: http://press.linkedin.com/about_it

120
• creare e collaborare per la realizzazione di progetti, raccogliere dati, condividere

file e risolvere problemi;

• raccogliere nuove informazioni da discussioni private con professionisti che

condividono le stesse idee;

• scoprire collegamenti all’interno delle società che possono aiutare l’utente a

trovare lavoro e stringere accordi;

• pubblicare e distribuire offerte di lavoro per trovare i talenti migliori per la

propria attività.

In questo senso, il servizio di social networking è uno strumento efficace per cercare

lavoro, clienti e interazioni professionali, come continua l’articolo, precedentemente

riportato 144: “Recentemente disponibile anche in italiano, LinkedIn continua ad

accelerare la propria crescita, riconfermandosi la scelta primaria per i professionisti che

vogliono coltivare il proprio business e le proprie opportunità di carriera, e allo stesso

tempo si sta dimostrando la piattaforma ideale per dare visibilità alla propria identità on-

line anche facendo leva sul proprio network di contatti fidati.

Kevin Eyres, Managing Director di LinkedIn in Europa ha dichiarato “Sono sempre di

più i professionisti italiani che hanno compreso a fondo i vantaggi offerti da LinkedIn e

dal continuo aggiornamento della propria identità professionale. LinkedIn è la vetrina

ideale per mostrare il proprio profilo e la propria expertise e sta diventando una fonte

primaria da consultare per ottenere informazioni sul profilo di una persona, chiedere

144
v. nota 135 a pag. 117

121
consigli, trovare talenti e opportunità di lavoro. Imprenditori, manager e consulenti sono

le categorie più presenti tra i membri italiani di LinkedIn” 145.

4.3.2. LinkedIn: accessibilità

Verifichiamo ora l’accessibilità del Social Network effettuando lo stesso test di

navigabilità con JAWS, al quale abbiamo sottoposto Facebook poc’anzi.

Una volta registrati, appena si accede al sito JAWS ci segnala la presenza di frame; essi

consentono agli autori di presentare i documenti (nel nostro caso la pagina del sito) in

viste multiple, che possono essere finestre indipendenti o sottofinestre (nel nostro caso

la pagina appare divisa in riquadri). Le viste multiple offrono ai progettisti la possibilità

di mantenere determinate informazioni più visibili rispetto ad altre.

In realtà si tratta di Iframe.

Acronimo di “Internal frame”, un Iframe è una finestra in cui si può visualizzare un'altra

pagina Web, in pratica non è altro che un frame incorporato in un'altra pagina.

Si usa per creare una cornice (frame appunto) all'interno di una pagina Web (internal

frame).

In questa cornice è possibile visualizzare una qualsiasi altra pagina.

Così facendo è possibile ottenere pagine o porzioni di pagine Web all'interno di altre.

Gli Iframe sono nati con Internet Explorer, ed inizialmente non erano compatibili con

altri browser.

Il loro contenuto potrebbe non essere visibile ai motori di ricerca e per questo motivo si

suggerisce di utilizzare gli Iframe, se proprio necessario, in una sola pagina se non è una

possibile un'altra soluzione 146.

145
La fonte è sempre l’articolo “Web: LinkedIn un milione di utenti in Italia”, on-line all’indirizzo:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Web-LinkedIn-un-milione-di-utenti-in-
Italia_693353098.html

122
Allo stesso modo essi risultano incomprensibili ai lettori di schermo.

A dimostrazione di ciò vi è l’espressione “video frame text resize monitor”, che JAWS

ripete per ben due volte poco tempo dopo l’inizio della navigazione del sito, la quale

significa che il frame in questione non ha equivalente testuale né didascalie e perciò non

può essere interpretato.

Il problema dei frame risiede nel fatto di essere dei contenitori che si distinguono solo a

livello grafico quando invece dovrebbero essere distinguibili anche a livello semantico

(di contenuto) per chi è impossibilitato a visualizzare la grafica. Se l’autore del sito

avesse curato con più accessibilità la pagina, avrebbe dato un titolo significativo a

ciascun frame, oltre ad inserire opportuni elementi nel codice HTML che lo definisce

tali da essere interpretabili anche dagli screen reader. Evidentemente non è così

altrimenti JAWS non avrebbe alcun problema a codificarne e leggerne il contenuto.

In generale, per evitare questi problemi, è consigliabile evitare nei siti l’utilizzo dei

frame, perché, come visto, sono macchinosi e difficili da navigare con gli screen reader.

Tuttavia tali siti possono essere resi discretamente accessibili con un’organizzazione

razionale dei contenuti e inserendo nomi e descrizioni dei frame che, nel nostro caso,

mancano.

Per i motivi sopra citati, la navigazione su LinkedIn per un non vedente appare piuttosto

difficoltosa e disorientante poiché non si ha rilevanza semantica delle informazioni.

146
Le informazioni sono state prese dai seguenti siti:
http://www.web-link.it/html/iframe.htm e http://www.allwebfree.it/html_iframe.php

123
Fig. 23 – Home page di LinkedIn nella quale sono presenti frame, visibili come riquadri

La stessa situazione si ripropone anche per altre pagine che compongono il sito, con più

o meno problemi a seconda che il contenuto sia più prettamente testuale o grafico (e

quindi siano presenti sempre i frame).

Inutile perciò proseguire la navigazione quando essa è ostacolata fin dall’inizio.

La situazione non è migliore per gli utenti affetti da ipovisione: non si riscontra, infatti,

possibilità alcuna di ingrandimento dei caratteri o di passaggio ad un versione “ad alto

contrasto” o “ad alta leggibilità”.

Anche le persone che soffrono di daltonismo non sono facilitate: la presenza di colori

quali il verde e il blu (usato sia per le finestre che per alcune scritte) non facilitano la

fruizione delle pagine. Occorrerebbe qualche accorgimento in più in questo senso.

Rispetto a Facebook, la presenza di utenti non vedenti o ipovedenti qui è meno

“sentita”. Digitando “ciechi” o “ipovedenti” il risultato della ricerca è sempre lo stesso e

cioè il gruppo “Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS TRENTO”.

124
Il fatto che esso sia l’unica realtà di gruppo all’interno di tutto il sito è significativo,

soprattutto se lo si considera in rapporto alla presenza massiccia di gruppi riscontrata

invece in Facebook.

Proseguendo la navigazione, si può scorgere tra i link presenti nella parte bassa della

pagina (e peraltro scritti in modalità accessibile, distaccati l’uno dall’altro e separati

dalla classica stanghetta che ne facilità l’interpretazione da parte dei lettori di schermo)

quello denominato “Mobile” il quale conduce alla versione per cellulari 147 di LinkedIn

(nella stessa pagina è possibile anche il download della versione personalizzata a

seconda della marca del proprio telefonino).

La Home page si presenta ridotta al minimo e composta di solo testo (v. figura 24).

Fig. 24 – Home page della versione “Mobile” di LinkedIn

La navigazione per l’utente disabile è molto semplice poiché la pagina risulta essenziale

e i link sono disposti tutti in sequenza, uno sotto l’altro, per facilitare la lettura allo

screen reader.

147
Disponibile al seguente indirizzo: http://m.linkedin.com/

125
Si nota come JAWS legga esattamente tutto quello che c’è scritto, nulla di più e nulla di

meno, proprio perché tutto è interpretabile e codificato nella maniera corretta e inoltre i

link sono ridotti al minimo.

Navigando attraverso le altre sezioni ci si accorge della stessa cosa: JAWS non ha

alcuna difficoltà di interpretazione e la navigazione è semplice ed immediata

(paradossalmente anche migliore della versione Mobile di Facebook, la quale

presentava, oltre al testo, ancora immagini come link, anche se con la possibilità di

disattivarle).

Possiamo affermare perciò che questa versione del Social Network è completamente

accessibile e in essa sono presenti quasi tutte le funzionalità principali della versione

ufficiale del sito: mancano, per ovvi motivi, le pubblicità che sono essenzialmente

grafiche, il servizio di casella di posta per la visualizzazione dei messaggi inviati o

ricevuti ai/dai contatti, la sezione relativa alla pubblicazione e consultazione delle

offerte di lavoro e infine la sezione “Altro” contenente il motore di ricerca per le

aziende, l’applicazione per la visualizzazione degli eventi e le applicazioni di LinkedIn

disponibili per l’utente. Questa assenze sono giustificate dal fatto che probabilmente alla

base di questi servizi vi sono delle applicazioni JavaScript, il quale è risaputo non sia

propriamente accessibile agli ausili per le disabilità o sulle stesse non è ancora stato

avviato un lavoro per renderle tali.

Rimane il fatto che la versione Mobile di LinkedIn, anche se non nata come versione

accessibile ma, come già detto, per i cellulari, sia già un tentativo ammirevole di rendere

un Business Social Network, tra l’altro frequentatissimo e popolarissimo, navigabile

anche da chi ha difficoltà e consentire così a queste persone di trovare importanti

occasioni di crescita, soprattutto a livello professionale.

126
Un neo a tutto quanto detto finora di positivo però c’è: anche in questa versione sono

assenti delle opzioni di ingrandimento dei caratteri e di modifica della combinazione dei

colori, un passo in più che andrebbe compiuto per rendere questa versione

completamente accessibile.

127
5. Studi pratici di accessibilità dei Social Network: il caso Viadeo

5.1. Viadeo: cos’è?

Viadeo.com è un Business Social Network di proprietà di Viadeo S.A., società

anonima 148 con sede a Parigi. Come più volte ripetuto, un Business Social Network

altro non è che un Social Network dedicato alle categorie professionali.

5.2. Viadeo: breve storia

Nel 2000 nacque on-line “Agregator” 149, un club di imprenditori basato sulla

condivisione di interessi finanziari, per agevolare gli scambi tra i soci del club (la

condivisione dei contatti e delle esperienze), fondato da Dan Serfaty 150 e Thierry Lunati

che decisero di creare una piattaforma Internet di relazioni formali.

Nel giugno 2004 fu lanciato Viaduc.com come business club riconducibile a 200

imprenditori per incoraggiare l’attività di networking tra i soci e per creare una rete di

contatti business di fiducia, perseguendo l’obiettivo finale di sviluppare nuove

opportunità di business. Si affermò presto come uno strumento essenziale per le

relazioni professionali in Europa, Cina e India.

Nel settembre 2006 Viaduc strinse un accordo con “Tianji”, la più importante

piattaforma di business network della Cina che conta quasi un milione di iscritti.

148
I dati della società sono reperibili nella sezione “Note legali” del sito, all’indirizzo:
http://www.viadeo.com/aide/mentionslegales/
149
http://www.agregator.net/
150
Il suo profilo personale è disponibile su Viadeo, al seguente indirizzo:
http://www.viadeo.com/it/profile/dan.serfaty

128
Nel novembre 2006 Viaduc diventò Viadeo 151. Il sito venne tradotto in 6 lingue europee

(inglese, tedesco, spagnolo, olandese, portoghese e italiano) con apertura di uffici in

Inghilterra, Italia e Spagna.

Nel maggio 2007 Viadeo avviò, con la piattaforma Tianji, “Euro-Cina Link” 152, un

servizio disponibile in inglese per favorire gli scambi tra i membri di Viadeo e i membri

della rete Tianji.

Nel novembre 2007 Viadeo insieme a Google lanciò “OpenSocial”, per la diffusione

delle applicazioni sociali sul Web.

Nel dicembre 2007 Viadeo annunciò l’acquisizione del partner cinese Tianji.com, che

registrava più di 2.000.000 di membri. Nel luglio 2008 un’altra acquisizione: stavolta si

trattava del Network spagnolo ICTNet, acronimo di Istituto Catalano di Tecnologia, che

in quel momento riuniva quasi 300.000 membri. All’inizio del 2009 Viadeo ha acquisito

il Network indiano “Apna-Circle” e nell’ottobre dello stesso anno quello canadese

“Unyk”.

5.3. Viadeo: i suoi numeri

Proprio grazie all’acquisizione di Unyk, Viadeo conta oggi 30.000.000 di membri, quasi

30.000 nuovi iscritti al giorno, 120.000 contatti e più di 2.000.000 di profili consultati

quotidianamente; un membro su tre utilizza Viadeo ogni giorno.

Con sede a Parigi (sede sociale), Viadeo è presente anche con uffici e team locali in

Inghilterra (Londra), Spagna (Madrid e Barcellona), Italia (Milano), Cina (Pechino),

151
Link alla notizia del cambio del nome: http://www.clubic.com/actualite-66697-.html#alerte-neteco
152
Link alla notizia: http://www.clubic.com/actualite-74787-viadeo-tianji-lancent-euro-china-
link.html#alerte-neteco

129
India (Nuova Delhi), Messico (Città del Messico) e Canada (Montreal); la società

impiega 200 lavoratori dipendenti 153.

5.4. Viadeo: caratteristiche

Come accennato, Viadeo.com è un Business Social Network, sviluppato perciò per le

relazioni professionali.

Fig. 25 – Home page di Viadeo

Già solo lo slogan “la tua rete è più potente di quanto pensi” comunica all’utente l’idea

di trovarsi dinanzi ad un sito che ha molto da offrire, unito alla presenza, messa

notevolmente in risalto dal colore e dal carattere, del numero rilevante dei

professionisti: trenta milioni. La Home (v. figura 25) è anche esplicativa delle funzioni

svolte dal Network, descritte brevemente sotto i tre paragrafi: “Networking”, “Business”

e “Carriera”, che vanno a definire come una sorta di “mission” del sito.

A destra della pagina stanno i due campi: uno per l’iscrizione (in caso di nuovo utente) e

l’altro, in caso di utente già registrato, per l’accesso.


153
Dati forniti dalla dott.ssa Mossenta, Partnerships Manager in Italia per Viadeo.

130
In caso di prima registrazione, l’utente viene reindirizzato ad una pagina molto simile

alla Home, in questo caso l’utente non è spaesato perché ritrova la stessa grafica e gli

stessi elementi decorativi, una pagina chiara ma soprattutto snella: il modulo di

registrazione (denominato “Iscrizione veloce”), infatti, è concepito in modo tale da

occupare il minor spazio possibile (senza però rinunciare alla leggibilità) ed evitare lo

“scroll” 154, azione molto fastidiosa e tipica di molti form 155 di registrazione.

Fig. 26 – Pagina di registrazione a Viadeo

154
Azione che permette di muovere il documento che si sta utilizzando in modo da renderne visibili
quelle parti che altrimenti rimarrebbero fuori dai limiti dello schermo. Può essere verticale o orizzontale.
In genere se un documento eccede i limiti dello schermo, sono presenti due barre: una in basso per lo
scroll orizzontale e una sul margine destro per lo scroll verticale. (definizione presa da: http://www.pc-
facile.com/glossario/scroll/ )
155
Letteralmente “modulo”, in informatica il termine è usato per indicare l’interfaccia di un’applicazione
che consente all’utente di inviare uno o più dati liberamente inseriti dallo stesso; per descriverlo in
concreto, esso può essere visto come la versione su computer della “scheda da compilare” per
l’inserimento dati. Nella maggior parte dei casi il termine è riferito a form contenuti in una pagina Web
come possono essere, come in questo caso, le caselle di testo o i menù a tendina di una pagina di
registrazione.

131
Una volta completata la registrazione, si accede alla Home page del Social Network,

che appare subito molto ricca ma anche piuttosto dispersiva (v. figura 27).

Fig. 27 – Pagina principale di Viadeo alla quale si accede dopo aver effettuato l’accesso o la registrazione

132
Partendo dall’alto a sinistra, come si può osservare in figura, appena dopo il logo

troviamo rispettivamente il nome col quale l’utente si è iscritto al sito e sotto, il numero

delle visite che viene aggiornato ogni volta che l’utente si connette ad esso, seguito

dalle icone delle principali azioni che egli può intraprendere: invitare altre persone a

iscriversi, scrivere un messaggio ad uno o più contatti, guardare chi è compreso nella

lista dei “contatti potenziali” e decidere se aggiungerlo o meno. Sulla destra della pagina

troviamo invece le classiche voci per la scelta della lingua, delle preferenze della

comunicazione (impostazione di ricezione dei messaggi, privacy, ecc.), aiuto (nella

quale sono raccolte le domande più frequenti e come utilizzare tutte le funzionalità che

il sito offre) e da ultimo la voce “log out” per disconnettersi. Sotto di esse, anche questa

tipica di quasi tutti i siti, la barra per la ricerca veloce la quale, se si clicca sul simbolo

con il “+” posizionato a lato, può essere raffinata e quindi più produttiva per l’utente.

Proseguendo la nostra visione d’insieme, notiamo che la pagina appare come inserita

dentro un blocco di cui le etichette superiori sono i segnalibri; per rendere meglio l’idea,

è come se ci trovassimo davanti ad un block notes con delle etichette posizionate nella

parte alta delle pagine di riferimento, a mo’ di segnalibro. La barra con le varie sezioni,

e relative sottosezioni, che chiameremo etichette, resta fissa in tutte le pagine, ciò che

cambia è il contenuto di esse.

Cominciamo dalla prima sezione del menù, a partire da sinistra, nel nostro caso

“Chiara”, la quale ha come nome quello dell’utente iscritto. Notiamo innanzitutto che è

automaticamente selezionata la prima etichetta da sinistra, “Pannello di controllo”.

La pagina si presenta divisa in tre colonne; quella di sinistra, più stretta delle altre,

raggruppa tutte le funzioni principali del sito (la possibilità di guardare le notizie

recenti, di compiere tutte le operazioni relative alla comunicazione con gli altri utenti

133
tramite il servizio di casella di posta offerto dal sito, la gestione dei contatti e degli inviti

ai contatti potenziali) e offre anche una breve lista, sempre aggiornata, degli ultimi

utenti iscritti denominati “utenti recenti”.

La colonna centrale, la più larga delle tre, fornisce in primis, in un riquadro predefinito,

la visualizzazione del proprio profilo (con la foto se l’utente l’ha inserita) con le relative

informazioni e la possibilità sia di modificarlo direttamente (cliccando sul tasto

“profilo”, infatti, si accede alla schermata nella quale si possono immettere tutte le

informazioni relative alla propria esperienza, professionale e personale) sia di

personalizzarlo con una frase che può essere inserita nel fumetto sottostante le

informazioni di profilo (è possibile farlo anche in Facebook, come abbiamo visto).

Sotto il riquadro del profilo, nella stessa colonna, troviamo tutte le ultime notizie

relative ai propri contatti (se hanno condiviso o pubblicato link, se hanno stretto

amicizia con qualcuno, ecc). Più in basso vi è un elenco, stavolta delle persone facenti

parte della stessa rete dell’utente, cioè persone che sono a loro volta contatti dei contatti

dell’utente, in un meccanismo volto a eliminare il più possibile la lontananza e a

dimostrare la teoria dei sei gradi di separazione 156.

La terza colonna, nella parte destra della pagina, incorpora più riquadri: il primo,

intitolato “Li conosci?”, mostra in anteprima i potenziali contatti dell’utente, il secondo

modulo mostra invece le persone che hanno consultato il profilo dell’utente, un altro

modulo, seppure notevolmente più piccolo di dimensione, serve per individuare

velocemente, tramite la digitazione della mail, il profilo della persona che si intende

invitare alla proprio rete di contatti. Procedendo verso il basso, si incontrano altri

riquadri, uno sotto l’altro: si tratta di quello degli “articoli raccomandati” che raggruppa

156
v. pag. 5

134
gli ultimi articoli rilevanti presi dalle diverse fonti on-line (una sorta di Feed Rss 157) con

la possibilità anche per l’utente di raccomandare lui stesso articoli a suo piacimento,

inserendo il titolo e il link dal quale l’articolo è preso; il riquadro sottostante mostra i

vari Hub 158 creati da membri del sito ai quali è possibile aderire.

I riquadri non sono finiti (e questo dà l’idea dell’enormità di informazioni presenti in

questa pagina) e, scendendo ancora più in basso (per motivi di spazio, nell’immagine 27

essi non sono visibili), troviamo anche quello specializzato in “offerte di lavoro”

filtrabile dall’utente grazie all’immissione di parole chiave. Sotto di esso compare

quello degli “eventi”, un vero e proprio calendario dei principali eventi segnalati dagli

utenti o che coinvolgono direttamente il Social Network. E’ presente anche il riquadro

denominato “Ex alunni” che consente di inserire, direttamente nel proprio profilo, le

informazioni circa la propria formazione per trovare più facilmente i propri compagni di

studi e da ultimo, il riquadro contenente gli annunci di MBA e Masters.

Come se non bastasse, in fondo alla pagina e fuori dalla divisione in colonne del

contenuto, è presente un riquadro con la dicitura “Recupera la tua rubrica Webmail” che

offre la possibilità di importare i propri contatti mail in Viadeo e verificare se essi siano

già iscritti, in caso contrario invitarli ad iscriversi, solo inserendo il proprio indirizzo

mail e la proprio password; altra trovata piuttosto geniale.

157
I Feed Rss servono per tenersi aggiornati sulle ultime novità pubblicate quotidianamente sulle diverse
risorse del Web (Network, siti, ecc.). Rss è l’acronimo di Really Simple Sindication, si tratta di un
formato basato su XML (linguaggio di programmazione) adatto alla diffusione di contenuti su Internet. I
documenti Rss, detti appunto anche Feed, sono uno strumento efficace per i siti ad aggiornamento
frequente come quelli di news. Per chi naviga alla ricerca di notizie e novità sugli argomenti di suo
interesse sono un mezzo semplice per seguire un numero cospicuo di fonti informative. (Informazioni
prese da: http://rss.html.it/ )
158
Letteralmente “fulcro”, “elemento centrale”, rappresenta un concentratore di contenuti. E’ anche un
dispositivo di rete che funge da nodo di smistamento di una rete di comunicazione dati organizzata
prevalentemente con una topologia a stella. Nel nostro caso ci riferiamo ad un concentratore di contenuti,
di informazioni, su un determinato argomento.

135
Ai piedi della pagina le classiche voci di supporto agli utenti, note legali, condizioni di

utilizzo, link diretto agli Hub (se ne parlerà più avanti), possibilità di iscriversi ai Feed

unite a voci non classiche e quindi non tipiche di tutti i siti (v. figura 28).

Fig. 28 – Link a piè di pagina di Viadeo

Un esempio è il link “Soluzioni per le imprese”, il quale reindirizza ad una sezione

specifica, pensata per le aziende nella quale esse possono trovare tutte le informazioni

utili, avendo anche la possibilità di contattare direttamente i responsabili del servizio.

Fig. 29 – Pagina iniziale della sezione “Soluzioni per le imprese”

Un’altra voce che tra i link si riscontra è quella denominata “Testimonianze”: essa

conduce ad una pagina nella quale vengono raccolte le testimonianze delle aziende che

utilizzano Viadeo e che dal suo utilizzo traggono giovamento per il loro business:

136
questa pagina è un’ottima pubblicità per il sito che viene così investito di credibilità e

serietà nei confronti del grande pubblico.

Cliccando sul link “Download”, viene aperta una pagina dalla quale è possibile

scaricare le principali applicazioni offerte dal Social Network come “Viadeo Outlook

Social Connector”, un’applicazione che permette di esportare i contatti della rete di

Viadeo nella propria casella email o “360° Viadeo”, una barra di navigazione che

permette di esplorare tutti gli aspetti di Viadeo. A queste si aggiungono “ViadeoShare”,

il pulsantre da aggiungere alla barra degli strumenti per l’immediata condivisione di un

articolo in Internet con gli altri utenti, e il download dell’icona del sito per promuovere

il proprio profilo all’interno di mail, blog, ecc.

Il link “Sviluppatori” conduce alla sezione dedicata ad incoraggiare lo sviluppo di

nuove applicazioni e che permette, in un secondo tempo, di testarle direttamente sul

sito, registrandosi. Nella stessa sezione è presente anche un link alla documentazione

relativa a Viadeo e utile agli sviluppatori stessi; è inoltre possibile accedere direttamente

al forum a loro riservato (“Forum Open Social Viadeo”).

L’ultimo link, sempre tra quelli a piè di pagina, da segnalare è quello che indirizza alla

pagina Web di Tianji.com, il sito della piattaforma con la quale Viadeo collabora dal

1997.

Tornando alla descrizione della pagina iniziale di Viadeo, occorre segnalare che a suo

discapito va sicuramente la sua lunghezza: come si è potuto vedere, le informazioni in

essa contenute sono tante, forse troppe e tutte concentrate nella pagina in questione che

perciò presenta uno scroll verticale fastidioso per l’utente, il quale si trova spaesato e ha

la sensazione di non riuscire a cogliere tutto ciò che il sito offre.

137
A questo proposito sarebbe stato opportuno sfruttare meglio la presenza delle

sottoetichette, dilazionando maggiormente, rispetto a quanto già avviene nel sito, le

informazioni ottenendo così una pagina iniziale meno caotica e di impatto visivo più

accettabile.

Dopo questo breve excursus, torniamo ad esaminare le altre voci della sezione relativa

all’utente 159: le etichette “Il Mio profilo”, “Messaggistica” e “I miei contatti”

propongono semplicemente il contenuto, già presente nella pagina principale, relativo

all’etichetta di riferimento.

Viene da domandarsi allora se non fosse stato più sensato snellire la pagina principale e

proporre i diversi contenuti, come è effettivamente, solo nelle aree di riferimento.

Ne sarebbe derivata sicuramente una maggiore navigabilità della pagina principale e

una minor concentrazione di informazioni che, come abbiamo già detto, destabilizza e

disorienta non poco l’utente. L’etichetta che contiene informazioni “nuove” è invece

quella denominata “Community”, la quale presenta l’elenco delle stesse con le

informazioni relative al numero dei membri e il link diretto per iscriversi ad esse;

accanto all’etichetta in questione, si trova anche quella relativa agli “Hub”, il cui elenco

si trovava già un riquadro nella pagina principale 160, qui presentati per esteso e

raggruppati in categorie (prima di tutti gli altri, vengono mostrati gli hub ai quali è

iscritto l’utente).

Altra etichetta che aggiunge nuovo contenuto è quella delle “Applicazioni”, che mostra

nella pagina le principali applicazioni disponibili per l’utente per arricchire il suo

159
l’analisi della sezione in questione è iniziata a pag. 133, in basso. Ricordiamo che della sezione
relativa all’utente, “Chiara” nel nostro caso, è già stata analizzata la voce “Pannello di controllo”.
160
come segnalato a pag. 136

138
profilo, e infine l’etichetta “Premium” con la lista delle offerte per usufruire dei servizi

supplementari di Viadeo, a pagamento.

Passiamo ora alla sezione “Ricerca”, del menù principale, e alle sue sottosezioni.

Nella prima, “Membri”, che si apre di default appunto quando l’utente seleziona la voce

“Ricerca”, compare un modulo da compilare per inserire i dati relativi alla persona che

si vuole ricercare (solitamente per contattarla o aggiungerla agli amici), che sia essa

all’interno dei contatti personali o meno; è inoltre possibile restringere la ricerca

cliccando sulla voce “Ex allievi” per cercare le persone in base agli studi effettuati ed

avere perciò maggiore probabilità di trovarle. L’etichetta “Ritrovare” offre un servizio

simile, ciò che cambia è la modalità: se la prima ricerca ha carattere più ampio, la

seconda ricerca la persona in base all’Ente di appartenenza e al lavoro svolto,

restringendo così il campo.

Le voci “Profili consultati” e “Profili memorizzati” tengono memoria rispettivamente

dei profili consultati dall’utente nell’ultimo mese (e relative descrizioni di essi) e, se ce

ne sono, quelli memorizzati dall’utente (oltre a mostrare sempre la lista degli utenti

recenti e di quelli potenziali che l’utente potrebbe conoscere).

Veniamo ora alla sezione “Formazione & Lavoro” poiché Viadeo, tra gli innumerevoli

servizi, offre soprattutto visibilità sia alle aziende sia a chi è in cerca di lavoro,

pubblicando i relativi annunci. Il nome della prima etichetta, “Accoglienza”, ne

individua la funzione: la pagina, infatti, si propone come anticipazione delle prossime

etichette, mostrando in anteprima le due aree, una riservata alle offerte lavorative e

l’altra ai Master e MBA (sulle sezioni “Spazio Lavoro” e “MBA, Masters” non vi è

perciò altro da aggiungere se non dire che essere mostrano per esteso tutte le

informazioni, presentate solo come anteprima dall’etichetta appena vista).

139
La sezione relativa ai “Gruppi” racchiude le etichette “Hub” e “Community” che

abbiamo già visto le quali sono sottoetichette anche della sezione denominata con il

nome dell’utente (per essere precisi soltanto “Community” è una sottoetichetta, a “Hub”

ci si arriva cliccando su di essa).

Ci spostiamo alla sezione “Notizie”, la quale racchiude, in ordine cronologico, tutti gli

articoli più popolari (coerenti ovviamente col Social Network o col mondo del lavoro)

degli ultimi 30 giorni. Le voci in intestazione di pagina permettono di selezionare gli

articoli in base al’argomento, mentre il riquadro sulla sinistra ne offre un’anteprima.

Della sezione, oltre all’etichetta “Qualsiasi notizia” (quella appunto appena descritta), fa

parte anche quella denominata “Blog degli utenti”. Si tratta di una pagina che

raggruppa, ordinati per categorie, tutti i blog presenti e di filtrarli tramite l’immissione

di una parola chiave (è anche possibile scegliere, dal menù a destra, la lingua preferita).

Veniamo ora alla sezione “Esperti” che, alla voce “Accoglienza”, mostra in successione

cronologica le domande, di varia natura, poste dagli utenti con le rispettive risposte (se

ce ne sono); è inoltre possibile per l’utente porre lui stesso un quesito o rispondere da

esperto. Le domande risolte sono poi raggruppate nella categoria omonima (che è una

delle tre voci che si trova nella prima parte della pagina, in alto) assieme alla voce

“Categorie” nella quale vengono mostrate le aree di interesse tra le quali è possibile

scegliere per visualizzare le relative domande. Scorrendo la sezione, si incontrano le

altre etichette riassuntive delle domande poste dall’utente (“Le mie domande”), le

risposte date dallo stesso (“I miei contributi”), lo spazio per porne di nuove (“Porre una

domanda”) e, infine, un prospetto generale (“Tutte le domande”).

La sezione “Eventi” alla sottosezione “Eventi pubblici” pullula di appuntamenti,

elencati dal più imminente al più lontano; accanto ad essa vi è la possibilità di

140
visualizzazione e gestione degli eventi che l’utente ha organizzato, ai quali è iscritto o

ha partecipato (“Amministrare i miei eventi”) fino a crearne e pubblicarne uno nuovo

(“Pubblicare un evento”).

L’ultima sezione della barra del menù principale è quella dedicata agli “Annunci” e la

prima etichetta che viene visualizzata è relativa a quelli “In corso”: in essa sono riportati

gli annunci, sempre aggiornati, divisi per categorie. Nella stessa sezione è possibile

anche “Pubblicare un annuncio”, visualizzare gli “Annunci ricevuti” e le “Risposte

formulate” agli stessi.

Tra i servizi offerti da Viadeo, vi è anche quello di invio di newsletter riassuntive (se

l’utente acconsente tramite le impostazioni alle quali si accede andando sul proprio

profilo) con cadenza di una, due o 4 settimane, a scelta dell’utente.

La mail altro non è che un riassunto di tutto ciò che è avvenuto di nuovo all’interno

della rete nell’arco temporale che passa tra l’invio di una newsletter all’altra.

Per avere un esempio pratico, riportiamo in figura 30 la schermata di una tipica

newsletter inviata dal sito.

141
Fig. 30 – Newsletter riassuntiva di Viadeo

Si noti che nell’intestazione è evidenziato un evento imminente legato al mondo del

business; nei riquadri più in basso, sulla sinistra, troviamo le ultime notizie relative ai

contatti (le loro nuove amicizie, le attività, ecc.), altri eventi proposti su scala regionale

e infine consigli sulla gestione del profilo sul Social Network e le testimonianze degli

utenti più recenti. Nella parte sinistra, il primo riquadro ricorda sempre la possibilità di

142
usufruire dell’offerta “Premium” (e quindi dei servizi a pagamento del sito), sono

inoltre presenti i riquadri con gli Hub che sono segnalati ogni settimana, le statistiche

relative all’evoluzione del profilo e ai contatti e i link giudicati utili all’utente.

Ogni newsletter di Viadeo è strutturata in questo modo. E’ inoltre possibile, sempre

selezionando tale opzione dal pannello delle impostazioni del profilo sul sito, essere

aggiornati sull’evoluzione degli Hub ai quali si è iscritti, che consiste nella ricezione

(anche in questo caso la cadenza è definita dall’utente) di una mail nella quale vengono

riportati gli ultimi messaggi dei membri che ne fanno parte.

5.5. Viadeo: studio di accessibilità

Ora che sono state elencate tutte le caratteristiche e le peculiarità del nostro Social

Network, si è pronti per compiere un ulteriore passo che rappresenta l’approdo concreto

e tangibile di questo lavoro.

Nel capitolo 4 è già stato effettuato uno studio di accessibilità sui due Social Network

rappresentativi della categoria svago e business, Facebook e LinkedIn, verificandone

l’effettiva navigabilità utilizzando un software di ausilio alle disabilità visive come

JAWS. Non ci si limita solo alla navigazione: ora, infatti, ci si vuole spingere oltre

provando a verificare se Viadeo possa considerarsi un sito accessibile, nell’accezione

più ampia e completa del termine, secondo quanto scritto nelle WCAG 2.0 161, nelle

forme e nei modi a noi possibili, tenendo conto del fatto che non sono né un

programmatore, né uno sviluppatore di contenuti, bensì una “semplice” studentessa

appassionata alla materia. La navigazione avverrà anche stavolta utilizzando lo screen

reader JAWS per quanto riguarda la rilevazione dei problemi di disabilità visiva, ma

161
“Web Content Accessibility Guidelines”, già ampiamente trattate a partire da pag. 69

143
inoltre, durante la stessa, si terrà conto anche degli altri aspetti presenti nel documento

che riguardano tutti gli altri tipi di disabilità.

L’intento è quello di realizzare un’analisi il più possibile completa, ricordando però che

l’accessibilità assoluta non esiste: a tutt’oggi, ancora molto è lasciato in mano alla

soggettività di chi crea e implementa contenuti per il Web.

In grassetto sarà riportato il testo del documento (principio, linea guida, criterio, sotto

criterio) e in testo standard quanto rilevato in merito durante la navigazione sul sito 162.

Alcune mancanze nel testo sono da giustificarsi con la scelta di non riportare quelle

parti del documento (siano esse linee guida che criteri e sottocriteri) relative a elementi,

e con essi intendiamo oggetti quali possono essere, per esempio, i media temporizzati,

la cui presenza non viene riscontrata nel sito. Diversamente saranno riportati anche gli

assunti riguardanti funzioni, le quali, per mancanze degli sviluppatori, non sono

riscontrabili nel sito ma che centrano con elementi presenti in esso (testo, ecc.).

Principio 1. Percepibile – Le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente

devono essere presentati agli utenti in modo che possano essere percepiti.

La percepibilità delle informazioni sta alla base di ogni comunicazione umana. Senza di

essa, ogni contenuto che si cerca di comunicare resterebbe fine a sé stesso senza

possibilità alcuna di essere interpretato e fatto proprio dall’utente.

Linea Guida 1.1 Alternative testuali. Fornire alternative testuali per qualsiasi

contenuto non di testo in modo che questo possa essere trasformato in altre forme

fruibili secondo le necessità degli utenti come stampa a caratteri ingranditi, Braille,

sintesi vocale, simboli o un linguaggio più semplice.

162
Indirizzo internet: http://www.viadeo.com

144
Effettivamente l’alternativa testuale ai link grafici nel sito c’è, e lo dimostrano le scritte

(testuali) esplicative dei link (grafici). Si riscontra però che le immagini non vengono

saltate a piè pari, come ci si potrebbe aspettare, ma viene letto il loro indirizzo

identificativo, peraltro molto lungo, e questo nell’utente potrebbe generare confusione.

Sarebbe opportuno perciò fare in modo che esse vengano saltate del tutto o dar loro un

nome significativo.

Fig. 31 – Esempi di link grafici nell’intestazione di Viadeo: la stellina da parte al link “79 visite”

e il bottone verde con il “più” per la ricerca avanzata.

1.1.1 Contenuti non testuali. Tutti i contenuti non testuali presentati all’utente

hanno un’alternativa testuale equivalente che serve allo stesso scopo, ad eccezione

delle seguenti situazioni: (Livello A)

a) Controlli, Input: se il contenuto non testuale è un controllo o accetta l’input

degli utenti, allora ha un nome che ne descrive le finalità.

Anche questo caso è rispettato poiché, tutte le volte che ci troviamo davanti a dei campi

in cui è possibile inserire il testo o selezionare un’opzione, JAWS ce lo segnala con

l’espressione “editazione: digitare del testo” o, nel secondo caso, “pulsante radio

attivato/ non attivato”.

145
b) CAPTCHA 163: se la finalità del contenuto non testuale è confermare che il

contenuto viene utilizzato da una persona e non da un computer, allora verranno

fornite alternative testuali che identifichino e descrivano lo scopo del contenuto

non testuale, e forme alternative di CAPTCHA utilizzando diverse modalità di

output per differenti tipologie di percezioni sensoriali al fine di soddisfare

differenti disabilità.

Viadeo fa un passo ulteriore non inserendo alcun CAPTCHA nel modulo di

registrazione, né da alcuna altra parte, e ciò gioca sicuramente in favore di coloro i quali

fanno uso di tecnologie assistive.

c) Decorazioni, formattazioni, contenuti invisibili: se il contenuto non testuale è

puramente decorativo, viene utilizzato solamente per formattazione visuale oppure

non viene presentato agli utenti, allora è implementato in modo da poter essere

ignorato dalla tecnologia assistiva.

E’ quanto accade, per esempio, quando ci si trova dinanzi alla schermata principale di

accesso al sito la quale presenta, sulla sinistra della pagina, un elemento decorativo fine

a sé stesso (v. figura 32).

163
Acronimo di “Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans apart”,
traduzione di “Test di Turing pubblico e completamente automatizzato, allo scopo di distinguere gli esseri
umani dai computer”.

146
Fig. 32 – Schermata di accesso di Viadeo. In essa è possibile notare l’elemento decorativo sulla sinistra

In questo caso l’elemento grafico, a differenza di quanto accadeva con gli elementi

grafici all’interno del sito posti vicino ai link, non viene considerato dal lettore di

schermo.

Linea Guida 1.3 Adattabile. Creare contenuti che possano essere rappresentati in

modalità differenti (ad esempio, con layout più semplici) senza perdere le

informazioni o la struttura.

E’ un concetto molto importante che garantisce l’indipendenza, e quindi la fruibilità,

del contenuto dall’aspetto estetico.

1.3.1 Informazioni e correlazioni. Le informazioni, la struttura e le correlazioni

trasmesse dalla presentazione possono essere determinate programmaticamente

oppure sono disponibili tramite testo. (Livello A)

Per quanto riguarda la prima parte, e cioè la possibilità di determinare

programmaticamente le “informazioni, la struttura e le correlazioni trasmesse dalla

presentazione”, non siamo in presenza di una funzione che ci abiliti a fare tutto ciò.

147
Per il resto, come già sottolineato più volte, ogni elemento facente parte del contenuto è

reso in maniera testuale in modo tale che venga perfettamente interpretato dallo screen

reader.

1.3.2 Sequenza significativa. Quando la sequenza in cui il contenuto è presentato

influisce sul suo significato, la corretta sequenza di lettura può essere determinata

programmaticamente. (Livello A)

Non esiste alcun comando o opzione nel sito che consenta di fare ciò.

1.3.3 Caratteristiche sensoriali. Le istruzioni fornite per comprendere ed operare

sui contenuti non devono basarsi unicamente su caratteristiche sensoriali dei

componenti quali forma, dimensione, ubicazione visiva, orientamento o il suono.

(Livello A)

Ciò è rispettato poiché, come già affermato, il contenuto è quasi interamente testuale e,

come già visto, laddove vi sono elementi grafici esiste un’alternativa testuale.

Linea Guida 1.4 Distinguibile. Rendere più semplice agli utenti la visione e

l’ascolto dei contenuti, separando i contenuti in primo piano dallo sfondo.

In questo senso, Viadeo viene incontro alle esigenze della linea guida poiché presenta

uno sfondo bianco, che appare chiaramente distaccato dal resto degli elementi che

compongono il testo e i contenuti, scritti utilizzando colori che risaltano su di esso,

alcuni (come il grigio scuro o il nero) chiaramente leggibili anche da un utente con

difficoltà visive, altri invece (come il verde e l’azzurro) seppur ben distaccati dal colore

di sfondo, non così facilmente percepibili da soggetti ipovedenti, come si avrà modo di

vedere più avanti.

148
1.4.1 Uso del colore. Il colore non deve essere utilizzato come unica modalità visiva

per rappresentare informazioni, indicare azioni, richiedere risposte o come

elemento di distinzione visiva. (Livello A)

Viadeo non basa la sua comunicatività esclusivamente sul colore; esso è un

accorgimento in più per evidenziare o rendere più piacevoli alcuni elementi o separare

una sezione dall’altra ma la forza di comunicazione del sito è più prettamente semantica

e di tipo contenutistico che grafica. Il rispetto di questo requisito è molto importante

soprattutto per gli utenti daltonici, i quali hanno impossibilità a percepire determinate

tonalità di colore (verde, rosso, blu o giallo a seconda dei casi o, in caso di daltonismo

totale tutti e quattro). Per essere puntuali nell’analisi, per ciò che si è appena detto

relativamente al daltonismo, potrebbe essere sostituito il colore verde delle intestazioni

dei riquadri che si trovano ai lati delle pagine e il colore blu-azzurro di alcune scritte e

link che fanno parte del contenuto (v. figura 33).

Fig. 33 – Porzione della pagina principale di Viadeo in cui si riscontra l’uso di colori a svantaggio dei

soggetti daltonici, in particolare blu e verde

149
1.4.3 Contrasto (minimo). La rappresentazione visiva del testo e di immagini

contenenti testo ha un rapporto di contrasto 164 di almeno 4.5:1, fatta eccezione per

i seguenti casi: (Livello AA)

Per effettuare la verifica del requisito in questione utilizziamo la “barra

dell’accessibilità” – versione 2.0 – per Internet Explorer (visibile in figura 34)

Fig. 34 – La barra dell’accessibilità per Internet Explorer

Come si legge sul sito dal quale è disponibile il download 165 , “la barra dell’accessibilità

è stata creata con lo scopo di supportare la verifica manuale di un gran numero di aspetti

riguardanti l’accessibilità di una pagina Web. Essa prevede diverse funzionalità,

riassumibili nelle seguenti aree:

* Identificare le componenti di una pagina Web

* Fornire l’accesso a visualizzazioni alternative del contenuto di una pagina

* Facilitare l’uso di applicazioni online di altri sviluppatori”.

La barra dell’accessibilità è gratuita ed è ottimizzata, e disponibile anche in italiano, per

Internet Explorer, ancora oggi il browser più utilizzato per la navigazione sul Web.

164
E’ dato dalla formula (L1+0.05) / (L2+0.05) dove L1 è la luminanza relativa del colore più luminoso e
L2 la luminanza relativa del colore più scuro. I fattori di contrasto possono variare da 1 a 21 (indicati con
1:1 e 21:1). Il contrasto viene misurato rispetto allo sfondo specifico sul quale si rappresenta il testo, se
non è specificato alcun colore di sfondo, allora sia assume che sia di colore bianco.
165
Il sito in questione è “web accessibile.org” e la sezione contenente le informazioni e il file per il
download della barra dell’accessibilità è il seguente: http://webaccessibile.org/articoli/la-barra-dell-
accessibilita-versione-20/

150
Ne esiste anche una buona versione, disponibile per ora soltanto in lingua inglese, per

Mozilla Firefox 166, l’altro browser che sta sempre più prendendo piede tra gli utenti.

Tra le funzioni della barra ci sono la possibilità di validare il codice HTML della

pagina, di ridimensionarla, di disabilitare i CSS 167. E ancora è possibile passare ad altre

combinazioni di colori, rimuovere o visualizzare le immagini a seconda delle proprie

necessità, ecc.

Tra tutte le funzioni elencate vi è anche quella, di cui ci serviamo proprio per verificare

il nostro requisito, che analizza e dà comunicazione all’utente della soddisfazione o

meno del rapporto di contrasto minimo atto a garantire la leggibilità agli utenti.

Perché il requisito sia soddisfatto, il rapporto di contrasto deve essere di almeno 4:5:1.

Il primo test è stato effettuato con il colore nero su sfondo bianco del logo del sito

(figura 35) e il risultato è positivo: il rapporto di contrasto è infatti pari a 20,4:1 (v.

figura 36 nella pagina seguente).

Fig. 35 – Logo Viadeo nero su sfondo chiaro.

166
La barra dell’accessibilità per Mozilla Firefox è disponibile on-line al seguente indirizzo:
http://firefox.cita.uiuc.edu/index.php
167
Acronimo di “Cascading Style Sheets”, letteralmente “fogli di stile a cascata”, sono utilizzati per
definire la rappresentazione di documenti HTML. Se nel codice HTML è rappresentato solo il contenuto
di una pagina, i fogli di stile definiscono come questo contenuto debba essere visualizzato (colori,
grandezza, ecc.) ovvero tutto ciò che riguarda la rappresentazione visiva. Servono cioè a separare il
contenuto(nel file HTML) dalla forma (nei CSS).

151
Fig. 36 – Risultato del test di contrasto

della scritta nera del logo Viadeo su sfondo bianco

Proviamo ora con il colore dei link, e cioè l’azzurro. Il test non è superato poiché il

rapporto è pari a 3,2:1, decisamente troppo poco (v. figura 38 nella pagina seguente).

Fig. 37 – Link azzurri su sfondo chiaro nella Home page di Viadeo

152
Fig. 38 – Risultato del test di contrasto

delle scritte azzurre dei link su sfondo grigio

Nemmeno le scritte bianche dei riquadri, presenti in quasi tutte le pagine, garantiscono

una facile leggibilità (v. figura 40). Il rapporto di contrasto, infatti, è piuttosto basso:

2,0:1.

Fig. 39 – Un riquadro della pagina principale di Viadeo Fig. 40 – Risultato del test di contrasto

della scritta bianca su sfondo verde

153
Anche le scritte bianche su sfondo arancione o bianche su sfondo azzurro di alcuni

pulsanti (v. figura 41) non producono gli effetti sperati con un conseguente rapporto di

contrasto nettamente inferiore a quello richiesto dal requisito: il valore risulta essere

2,1:1 per le prime e 1,8:1 per le seconde (v. figure 42 e 43).

Fig. 41 – Pulsanti con scritte poco leggibili

Fig. 42 – Risultato del test di contrasto

della scritta bianca su sfondo arancio

Fig. 43 – Risultato del test di contrasto

della scritta bianca su sfondo azzurro

Il requisito non può perciò ritenersi soddisfatto.

154
a) Testo grande 168: testo grande e immagini contenenti testo grande devono avere

un rapporto di contrasto 3:1.

Per quanto riguarda il testo grande, sono da considerarsi tali le voci principali dei menù

(v. figura 44), la scritta “viadeo” che resta fissa in ogni pagina nella parte alta del sito e i

nomi propri dei contatti (scritti appunto in carattere più grande e grassetto rispetto a

tutte le altre informazioni a loro relative).

Fig. 44 – Voci del menù principale di Viadeo

L’assunto stabilisce un rapporto di contrasto inferiore a quello specificato nel requisito,

venendo così incontro agli sviluppatori.

Si vedrà, infatti, che le scritte considerate come “testo grande” registrano tutte valori

superiori a quello indicato, a partire dalla scritta “viadeo”, il cui valore abbiamo già

avuto modo di esaminare poc’anzi.

Le voci del menù principale, riportato sopra in figura, registrano un valore di contrasto

pari a 12,6:1 - per i link in stato normale - e a 5,8:1 - per quelli con aspetto diverso

perché selezionati – (v. figure 45 e 46).

168
Per “testo grande” si intende un testo di almeno 18 punti o 14 punti in grassetto o una dimensione del
carattere che sia equivalente per i caratteri del Cinese, Giapponese e Coreano (CJK).

155
Fig. 45 – Risultato del test di contrasto delle

scritte nere su sfondo bianco dei link in stato normale Fig. 46 – Risultato del test di contrasto

della scritta bianca su sfondo grigio scuro

del link in stato di selezione

Anche le altre voci principali dei menù appaiono altamente leggibili (come si può

osservare sotto in figura 47) anche perché scritte in carattere “bold” che ne consente un

netto distaccamento dallo sfondo.

Fig. 47 – Voci di menù della pagina principale di Viadeo

156
Esse registrano infatti un valore di contrasto piuttosto elevato, 19,9:1, come si può

osservare in figura 48.

Fig. 48 – Risultato del test di contrasto operato sulle voci di menù principali

Da ultimo, esaminiamo i nomi propri dei membri del Social Network (v. figura 49 nella

pagina seguente), scritti anch’essi in modalità differente dal resto del testo, per renderli

immediatamente evidenti.

Il rapporto di contrasto che si registra in questo caso è di 4,8:1, come si deduce dalla

figura 50, nella pagina seguente.

157
Fig. 49 – Porzione della schermata principale di Viadeo con i nomi degli utenti

Fig. 50 – Risultato del test di contrasto operato sui nomi propri degli utenti

L’assunto in questione può considerarsi soddisfatto.

158
b) Testo non essenziale: testo o immagini contenenti testo che sono parti inattive di

componenti dell’interfaccia utente, che sono di pura decorazione, non visibili a

nessuno, oppure che fanno parte di immagini contenenti contenuti visuali

maggiormente significativi, non hanno alcun requisito di contrasto.

Questa eccezione è fatta per il testo che, non essendo particolarmente rilevante e quindi

non dovendo essere letto da alcuna tecnologia assistiva, non ha nessun obbligo di

rispettare i criteri di contrasto poiché tanto non verrebbe letto ad esempio dagli screen

reader, e non verrebbe visualizzato da altri tipi di tecnologie. In Viadeo non possiamo

riscontrare ciò poiché tutto il testo presente nel sito è soggetto a lettura da parte di

JAWS.

c) Logotipi: un testo che è parte di un logo o di un marchio non ha alcun requisito

minimo di contrasto.

Non ci sorprende nemmeno questo altro tipo di raccomandazione poiché un logo non

verrebbe in nessun modo interpretato da JAWS; al limite, se ben etichettato, ne verrebbe

segnalata soltanto la presenza. Possiamo perciò ipotizzare, nel nostro caso, che il logo di

Viadeo non rispetti requisiti di contrasto (anche se invece potrebbe farlo

tranquillamente) poiché non sottoposto ad obbligo alcuno.

1.4.4 Ridimensionamento del testo. Il testo, ad eccezione dei sottotitoli e delle

immagini contenenti testo, può essere ridimensionato fino al 200 percento senza

l’ausilio di tecnologie assistive e senza perdita di contenuto e funzionalità. (Livello

AA)

Navigando in Viadeo non si rintraccia alcuna opzione che permetta di operare uno zoom

del contenuto, senza dover ricorrere alle impostazioni del browser, a quelle delle

159
tecnologie assistive o della barra dell’accessibilità 169. Ciò è sicuramente un punto a suo

sfavore e un ostacolo all’utilizzo da parte degli utenti con problematiche legate

all’ipovisione.

1.4.5 Immagini di testo. Se le tecnologie utilizzate consentono la gestione della

rappresentazione visiva dei contenuti, il testo è utilizzato per veicolare

informazioni piuttosto che le immagini di testo, ad eccezione dei seguenti casi:

(Livello AA)

Quando gli utenti non hanno la possibilità di vedere i contenuti entrano in gioco

tecnologie come JAWS le quali basano il loro operato proprio sulla traduzione (che

deve essere operata dal sito) in testo delle informazioni veicolate dalle immagini. E’

proprio grazie al fatto che sia il testo lo strumento per veicolare le informazioni,

piuttosto che le immagini, che tecnologia come gli screen reader hanno la possibilità di

funzionare e semplificare la vita ai non vedenti, almeno dal punto di vista informatico.

Personalizzabile: l’immagine di testo può essere personalizzata visivamente per le

esigenze dell’utente.

Nel sito non esiste alcuna tecnologia che consente di effettuare quanto scritto sopra.

Essenziale: una particolare rappresentazione del testo è essenziale per il tipo di

informazioni veicolate (i logotipi, per es., sono considerati essenziali).

Abbiamo notato come questo si verifichi, per esempio, con la scritta “viadeo”, che può

essere considerato il logo del sito. Ovviamente gli elementi come questo o che

comunque assumono un significato particolare, che deve distinguersi dal resto del testo,

hanno proprie caratteristiche di rappresentazione. Ovviamente queste caratteristiche non

possono essere colte da chi utilizza i lettori di schermo che interpretano solo il

169
v. pag. 149

160
contenuto testuale o, al massimo, leggono il nome con la quale è stata etichettata

un’immagine.

1.4.6 Contrasto (avanzato). La rappresentazione visiva del testo e immagini

contenenti testo ha un rapporto di contrasto di almeno 7:1, fatta eccezione per i

seguenti casi: (Livello AAA)

Questo criterio è la ripetizione dell’1.4.3 170, già visto, però richiede livelli di contrasto

più alti perché più alto è il livello di verifica da soddisfare (prima era il livello doppia A

mentre ora è quello tripla A, il livello più alto e che impone di soddisfare in maniera più

rigorosa i requisiti di accessibilità. Ricordiamo che esiste anche il livello A, che è quello

più basso). Se il requisito non si è potuto dichiarare soddisfatto prima, in presenza di

valori di contrasto inferiori imposti dal requisito, a maggior ragione gli elementi in

questione non soddisfano questo requisito che impone un livello di contrasto ancora più

alto.

a) Testo grande: testo grande e immagini contenenti testo grande devono avere un

rapporto di contrasto di almeno 4.5:1.

Anche per questo punto rimandiamo al punto a) 171 del criterio 1.4.3.

b) Testo non essenziale: testo o immagini contenenti testo che sono parti inattive di

componenti dell’interfaccia utente, che sono di pura decorazione, non visibili a

nessuno oppure che fanno parte di immagini contenenti contenuti visuali

maggiormente significativi, non hanno alcun requisito di contrasto.

Si rimanda a pag. 158.

170
v. pag. 149
171
v. pag. 154

161
c) Logotipi: un testo che è parte di un logo o marchio non ha alcun requisito

minimo di contrasto.

Anche per questo assunto, già trattato, si rimanda a pag. 158.

1.4.8 Presentazione visiva. Per la presentazione visiva di blocchi di testo è

disponibile una modalità 172 per conseguire i seguenti obiettivi: (Livello AAA)

a) I colori del testo in primo piano e dello sfondo possono essere scelti dall’utente.

Le tecnologie assistive per gli ipovedenti, come i video ingranditori, tra le opzioni

dovrebbero consentire (anche se in realtà non è sempre così scontato) la possibilità di

regolare i colori così come lo consente, tra le opzioni, la barra delle accessibilità, per far

sì che la visione risulti meno problematica possibile. Si pensi, per esempio, ai problemi

che insorgono in presenza di utenti daltonici e l’importanza di modificare i colori nel

caso quelli usati fossero proprio quelli da essi non percepiti.

Resta il fatto che il sito in questione, Viadeo, dovrebbe avere, e invece non ha, tra le

opzioni la possibilità di effettuare ciò, consentendo ad un ipovedente, daltonico, ecc. la

navigazione senza dover per forza ricorrere a tecnologie ausiliarie. Va detto però che il

sito presenta un colore di testo piuttosto scuro su di uno sfondo bianco, e quindi le

pagine risultano leggibili. Sarebbe opportuno sostituire il colore azzurro, che nel testo è

utilizzato per i nomi propri o per i link, poiché non si discosta in maniera netta dallo

sfondo e per una persona con ridotta capacità visiva può risultare poco evidente e anche

poco percepibile dai soggetti affetti da tritanomalia, la particolare forma di daltonismo

che non li rende sensibili a questo colore.

172
Essa può essere esplicitamente fornita nell’ambito del contenuto o direttamente dalla piattaforma o dai
programmi utente, comprese le tecnologie assistive.

162
b) La larghezza non supera gli 80 caratteri o glifi (40 se CJK).

L’enunciato in questione non appare molto chiaro. Se per caratteri si intende il numero

di lettere che compongono il testo (secondo l’equazione una lettera = un carattere) per

ogni riga dello stesso (esclusi gli spazi), allora la condizione è generalmente rispettata,

alla luce del fatto che il sito presenta un contenuto equilibrato e ben distribuito.

Resta il fatto che il criterio non è sufficientemente specificato e lascia un “vuoto” che

può portare a libere interpretazioni da parte degli addetti ai lavori.

A vantaggio della nostra ipotesi, si riscontra l’assenza di uno scroll orizzontale, il che

dimostrerebbe che la larghezza del contenuto è proporzionata alla larghezza della

pagina, senza eccedere dalla struttura della pagina.

c) Il testo non è giustificato ma allineato sia al margine destro che al margine

sinistro.

Nel sito si riscontra il testo un allineamento prevalentemente a sinistra, con qualche

porzione di testo che presenta un allineamento centrato e, in pochissimi casi, a destra.

Il testo non è mai giustificato; l’allineamento, infatti, conferisce al testo una maggiore

leggibilità poiché separa graficamente i contenuti.

d) Lo spazio tra le righe (interlinea) è almeno di uno spazio e mezzo all’interno del

paragrafo mentre lo spazio tra paragrafi è almeno una volta e mezzo più grande

dell’interlinea.

Purtroppo questo criterio non è rispettato: le righe, infatti, per un ipovedente sono

ancora troppo vicine da non garantire una facile leggibilità e anche lo spazio presente tra

i paragrafi non è sicuramente equivalente a quello indicato sopra.

163
e) Il testo può essere ridimensionato fino al 200 percento senza il supporto delle

tecnologie assistive in modo da non richiedere all’utente di dover scorrere

orizzontalmente per leggere una riga di testo in una finestra a schermo intero.

Come già visto in precedenza 173, il sito non consente il ridimensionamento del testo.

1.4.9 Immagini di testo (senza eccezioni). Le immagini contenenti testo sono

utilizzate soltanto per pura decorazione o dove una particolare presentazione del

testo è essenziale (ricordiamo che i logotipi sono considerati essenziali) per il tipo di

informazioni veicolate. (Livello AAA)

Abbiamo già incontrato, al punto 1.4.5 174, la stessa raccomandazione seguita però da

alcune eccezioni che ora non ci sono poiché più alto è il livello di verifica (tripla A

mentre prima eravamo in presenza di doppia A) e quindi non sono ammesse deroghe.

Principio 2. Utilizzabile – I componenti e la navigazione dell’interfaccia utente

devono essere utilizzabili.

E’ il principio base per l’interazione uomo-macchina 175, senza di esso qualsiasi

operazione sarebbe impossibile.

Linea guida 2.1 Accessibile da tastiera. Rendere disponibili tutte le funzionalità

tramite tastiera.

E’ un principio importantissimo soprattutto per chi, non vedendo, non riesce ad

utilizzare il mouse come dispositivo di input poiché non ha alcun riferimento visivo.

173
v. pag. 158
174
v. pag. 159
175
Human-Computer Interaction o HCI è lo studio dell’interazione tra persone e computer, occupandosi
degli aspetti fisici, psicologici e teorici (definizione presa da Alan Dix, Interazione uomo-macchina,
McGraw-Hill Companies,2004) . E’ evidente che se non vi è, prima di tutto, utilizzo da parte dell’utente
della macchina computer, non è possibile alcuna interazione.

164
2.1.1 Tastiera. Tutte le funzionalità del contenuto sono utilizzabili tramite

un’interfaccia di tastiera senza richiedere tempi specifici per le singole battiture,

salvo il caso in cui sia la funzionalità di fondo a richiedere un input che dipende dal

percorso del movimento dell’utente e non solo dai suoi punti d’arrivo. (Livello A)

Per navigare in Viadeo con JAWS il rispetto di questa raccomandazione è fondamentale

poiché, altrimenti, la navigazione per un non vedente sarebbe completamente

impossibile. Per muoversi attraverso il sito i comandi di tastiera sono più che sufficienti

a toccare tutti i link (spostandosi con le frecce), ad accedere alle diverse pagine

(premendo il tasto invio), ad attivare le caselle di input (una volta che si è arrivati ad

esse, tramite l’utilizzo delle frecce direzionali, è sufficiente la pressione del tasto

“invio” e quindi la digitazione del testo all’interno di esse), ecc. Ricordiamo inoltre che

esiste una “Guida per l’uso di JAWS nella navigazione su Internet” 176 la quale spiega

tutte le possibilità che il software offre per compiere determinate azioni navigando sul

Web e che ogni persona non vedente, con l’esperienza, riesce ad utilizzare lo screen

reader in maniera esimia, conoscendo anche “trucchi” e “scorciatoie” per arrivare a

soddisfare ogni richiesta.

E’ inoltre importante l’assunto “senza richiedere tempi specifici per le singole battiture”

poiché l’utente non deve essere condizionato a rispettare dei tempi prestabiliti né deve

essergli messa fretta poiché si tiene conto del maggior tempo impiegato, per svolgere

un’azione, da un utente che naviga con tecnologie non tradizionali e peraltro in

condizione di disabilità.

176
La guida all’uso di JAWS è una risorsa disponibile on-line al seguente indirizzo:
http://accessibility.comune.prato.it/mycommon/htm/jaws.htm#tasti
La pagina è una sezione di “Web senza barriere”, il sito per l’accessibilità sviluppato in collaborazione
con il Comune di Prato e l’Uic (Unione Italiana Ciechi) di Prato. L’indirizzo della home page è:
http://accessibility.comune.prato.it/home.htm

165
Sono però ammesse delle deroghe, nelle situazioni specificate nella seconda parte

dell’enunciato, che nel nostro caso specifico di studio non si presentano.

Relativamente alle evidenze riscontrate nel sito, la raccomandazione può definirsi

rispettata.

2.1.2 Nessun impedimento all’uso della tastiera. Se il focus può essere portato

tramite interfaccia di tastiera su un componente della pagina, deve anche poter

essere spostato dallo stesso componente sempre tramite interfaccia di tastiera e, se

a tal fine non fosse sufficiente l’uso dei normali tasti freccia o tab o l’uso di altri

metodi di uscita standard, l’utente deve essere informato sul metodo per rilasciare

il focus. (Livello A)

Per quanto riguarda la prima parte, nel sito tutto è raggiungibile tramite tastiera, come

già affermato poc’anzi; per la seconda parte (“e se a tal fine non fosse sufficiente […]

per rilasciare il focus”) non vengono riscontrati casi di questo tipo proprio perché in

Viadeo ogni risorsa è raggiungibile e selezionabile tramite tastiera.

2.1.3 Tastiera (nessuna eccezione). Tutte le funzionalità del contenuto sono

utilizzabili tramite un’interfaccia di tastiera senza richiedere tempi specifici per le

singole battute. (Livello AAA)

Ci troviamo in presenza dello stesso assunto del punto 2.1.1 177, stavolta senza eccezioni

poiché più alto è il livello da soddisfare e perciò non sono ammesse deroghe di alcun

tipo.

177
v. pag. 164

166
Linea Guida 2.4 Navigabile. Fornire delle funzionalità di supporto all’utente per

navigare, trovare contenuti e determinare la propria posizione.

L’utente, in qualsiasi posizione del sito si trovi, deve sempre sapere dove è, dove è stato

e dove può andare.

2.4.1 Salto di blocchi. Fornire una modalità per saltare i blocchi di contenuto che si

ripetono su più pagine Web. (Livello A)

Il sito in sé non offre questa opportunità ma essa è una tra le opzioni di JAWS e in

particolare di tutti gli screen reader: premendo il tasto “Tab”, infatti, è possibile saltare

direttamente da un collegamento all’altro ignorando il testo che c’è nella pagina e per

tornare indietro basta premere “Shift + Tab” 178.

2.4.2 Titolazione della pagina. Le pagine Web hanno titoli che ne descrivono

l’argomento o la finalità. (Livello A)

E’ ciò che accade anche nel caso di Viadeo; ogni pagina Web infatti ha un proprio titolo

che compare nella parte alta della finestra del browser accanto alla dicitura del nome del

browser che si sta utilizzando per navigare. In questo modo l’utente, prima di essere a

conoscenza del resto delle informazioni, riesce a farsi un’idea del contenuto che risiede

su quella pagina.

178
Questa istruzione è presente, insieme a tutte le altre, nella “Semplice Guida per l’uso di JAWS nella
navigazione su Internet” disponibile on-line al seguente indirizzo:
http://accessibility.comune.prato.it/mycommon/htm/jaws.htm#tasti

167
2.4.3 Ordine del focus. Se una pagina Web può essere navigata in modo

sequenziale 179 e le sequenze di navigazione influiscono sul significato e sul

funzionamento, gli oggetti che possono ricevere i focus lo ricevono in un ordine che

ne conserva il senso e l’operatività. (Livello A)

Anche questo aspetto è concretamente rilevabile durante la navigazione, e infatti

l’ordine di lettura rispetta la gerarchia del sito: la prima cosa che JAWS legge, dopo le

intestazioni, sono le voci del menù principale; soltanto dopo inizia la lettura di tutti i

vari link completando dapprima la parte sinistra del sito e passando poi al resto, in un

ordine che va sempre da sinistra a destra e mai il contrario.

2.4.4 Scopo del collegamento (nel contesto). Lo scopo di ogni collegamento può

essere determinato dal solo testo del collegamento oppure dal testo del

collegamento insieme a dei contenuti contestuali che possono essere determinati

programmaticamente, salvo il caso in cui lo scopo del collegamento potrebbe

risultare ambiguo per la gran parte degli utenti. (Livello A)

Per quanto riguarda la prima parte (“lo scopo di ogni collegamento può essere

determinato dal solo testo del collegamento […] che possono essere determinati

programmaticamente”), in Viadeo ogni collegamento è auto esplicativo e quindi non

necessita di ulteriore testo per essere spiegato. I collegamenti sono inoltre sempre

testuali e l’eventuale elemento grafico presente accanto ad esso è solo un’aggiunta

gradevole per chi ha la possibilità di vederlo ma non rappresenta un’informazione

accessoria (tant’è che da JAWS vengono saltati).

A questo proposito, non si riscontra la presenza di testi che possano essere determinati

programmaticamente.
179
Avanzando da un elemento a quello successivo, e quindi navigabile utilizzando un’interfaccia di
tastiera.

168
2.4.5 Differenti modalità. Rendere disponibile più di una modalità per identificare

una pagina Web all’interno di un insieme di pagine Web, salvo il caso in cui una

pagina Web sia il risultato – o una fase – di un’azione. (Livello AA)

Non si è rintracciata nel sito alcuna opzione che soddisfi tale requisito. La modalità di

identificazione delle pagine Web è unica ed è quella rappresentata dalla loro

denominazione (rappresentata dall’intestazione, la prima cosa che viene letta da JAWS).

2.4.6 Intestazioni ed etichette. Utilizzare intestazioni ed etichette per descrivere

argomenti o finalità. (Livello AA)

Se c’è un pregio in Viadeo, e ce ne sono molti, il migliore è sicuramente quello della

non autoreferenzialità. Ogni voce, ogni link, ogni titolo indica esattamente a cosa porta,

senza alcuna possibilità di equivoci. Il requisito in oggetto può perciò dirsi pienamente

rispettato.

2.4.7 Focus visibile. Qualsiasi interfaccia utente utilizzabile tramite tastiera ha una

funzionalità operativa in cui è visibile l’indicatore del focus. (Livello AA)

L’indicatore del focus è sempre visibile nel sito, sia che si utilizzi il mouse sia che si

utilizzi la tastiera come dispositivo di input.

2.4.8 Posizione. Rendere disponibili informazioni sulla posizione dell’utente

all’interno di un insieme di pagine Web. (Livello AAA)

L’utente sa sempre dove si trova poiché JAWS all’inizio della pagina che si è deciso di

visitare ripete sempre l’indirizzo della pagina che compare come intestazione della

finestra del browser insieme al titolo della pagina, presente in ognuna sempre prima

dell’inizio del contenuto (come si può vedere in figura 51). E’ perciò difficile smarrirsi.

169
Fig. 51 – Esempio di una sezione di Viadeo altamente esplicativa.

Viene evidenziato come il titolo della stessa sia presente all’inizio della pagina, nella finestra di

intestazione del browser e nell’intestazione della scheda (nella modalità di navigazione “a più schede”).

2.4.9 Scopo del collegamento (solo collegamento). Rendere disponibile una

funzionalità per comprendere lo scopo dei collegamenti basandosi sul solo testo del

collegamento, salvo il caso in cui lo scopo del collegamento potrebbe risultare

ambiguo per la gran parte degli utenti. (Livello AAA)

Non è presente, poiché non occorre, alcuna funzionalità per comprendere lo scopo dei

collegamenti che sono già auto esplicativi.

2.4.10 Intestazioni di sezione. Le intestazioni di sezione sono utilizzate per

organizzare il contenuto. (Livello AAA)

Esse sono presenti nel sito e svolgono la funzione descritta qui sopra. Il requisito è

perciò rispettato.

170
Principio 3. Comprensibile – Le informazioni e le operazioni dell’interfaccia utente

devono essere comprensibili.

Se non è rispettato questo principio, il contenuto risulta oscuro e inaccessibile.

Linea Guida 3.1 Leggibile. Rendere il testo leggibile e comprensibile.

E’ un requisito fondamentale per far sì che l’utente capisca le informazioni che tramite

il sito si vogliono a lui veicolare.

3.1.1 Lingua della pagina. L’impostazione della lingua predefinita di ogni pagina

Web può essere determinata programmaticamente. (Livello A)

Nella parte alta della pagina, sulla destra, assieme alle altre voci c’è anche quella

relativa alla scelta della lingua di visualizzazione dei contenuti (v. figura 52).

Fig. 52 – Menù di accesso rapido alle impostazioni di Viadeo

3.1.2 Parti in lingua. La lingua di ogni passaggio o frase nel contenuto può essere

determinata programmaticamente ad eccezione di nomi propri, termini tecnici,

parole in lingue indeterminate e parole o frasi che sono diventate parte integrante

del gergo del testo immediatamente circostante. (Livello AA)

Si veda in proposito quanto scritto al punto immediatamente sopra. Per quanti riguarda i

nomi propri, termini tecnici, essi sono lasciati nella lingua originale (si vedano, per es.,

le parole “email”, “password”, ecc. o i cognomi stranieri che non sono tradotti)

3.1.3 Parole inusuali. Rendere disponibile una modalità per l’identificazione di

specifiche definizioni di parole o frasi usate in modo insolito o ristretto, comprese

espressioni idiomatiche e gergali. (Livello AAA)

171
Parole come “hub”, “community”, “alert”, “MBA”, “partnerships Manager”, ecc.

possono risultare oscure alla maggior parte della popolazione, soprattutto per i “non

addetti ai lavori”. Viadeo, essendo già di per sé un sito di nicchia (è infatti un Business

Social Network, sviluppato per professionisti), dà per scontato che il significato di

questi termini sia compreso e condiviso dagli utenti. Non esiste perciò una funzionalità

atta a soddisfare il requisito in questione.

3.1.4 Abbreviazioni. Rendere disponibile una modalità per identificare la forma

espansa o il significato delle abbreviazioni. (Livello AAA)

Anche per questo enunciato vale quanto affermato appena sopra.

3.1.5 Livello di lettura. Quando il testo richiede capacità di lettura più avanzata

rispetto al livello di istruzione secondaria inferiore, dopo aver rimosso i nomi

propri ed i titoli, fornire dei contenuti supplementari oppure una versione che non

richieda la capacità di lettura più avanzata rispetto al livello di istruzione

secondaria inferiore. (Livello AAA)

Nonostante il sito sia per gli addetti ai lavori, e quindi occorre tenere conto che i

contenuti pubblicati sono calibrati sulla tipologia di utenti, il testo appare piuttosto

chiaro e comprensibile (se non in tutta la sua totalità a causa dei termini tecnici, ma in

ampia parte) anche all’utente con le caratteristiche descritte nel postulato.

3.1.6 Pronuncia. Rendere disponibile una modalità per identificare specifiche

pronunce per le parole dove il significato delle parole, nel contesto, è ambiguo

senza la conoscenza della pronuncia. (Livello AAA)

I difetti di pronuncia sono assai frequenti e rendono la comprensione di un testo più

faticosa di quel che potrebbe essere ma l’ascoltatore può personalizzare il vocabolario

del proprio computer in modo da istruire lo screen reader. E’ inoltre personalizzabile,

172
dal menù Opzioni di JAWS, l’intensità della voce, la velocità, in modo da rendere il più

possibile comprensibile il testo letto. Tuttavia, vi sono dei limiti nella pronuncia che

rimangono. Un esempio sono gli omografi, ovvero quelle parole che differiscono di

significato solo per la posizione dell’accento (es. prìncipi e princìpi) lette dai software

nella stessa maniera. Altro caso è quello della lettura scomposta, interpretando una data

composta da 4 numeri, come numeri separati (es. leggere “venti zero quattro” anziché

“duemilaquattro”). Un caso che si è riscontrato durante la navigazione in Viadeo è

l’errata interpretazione della voce “I miei contatti” dove la “I” maiuscola anziché essere

letta come tale è interpretata come numero, con la conseguente lettura errata “primo

miei contatti”.

Purtroppo ciò è dovuto non tanto al sito, anche se esistono delle stringhe da inserire nel

codice HTML sorgente che contribuiscono a rendere comprensibili i caratteri anche

cosiddetti speciali, ma anche ai limiti dei software vocali, che sicuramente necessitano

di un’evoluzione in questo senso.

Linea Guida 3.2 Prevedibile. Creare pagine Web che appaiano e che siano

prevedibili.

Nessuna azione deve avvenire “per caso” senza che l’utente capisca cosa l’ha generata.

3.2.1 Al focus. Quando qualsiasi componete riceve il focus non deve avviare

automaticamente un cambiamento del contesto. (Livello A)

L’affermazione mira ad impedire lo stravolgimento di ciò che sta attorno al contenuto di

una pagina, e cioè la grafica essenzialmente. Notiamo che in Viadeo ogni pagina

conserva le caratteristiche delle altre: la grafica è sempre la stessa (uso degli stessi

colori, stesse finestre, stessi elementi caratteristici) e anche la struttura si ripete in modo

simile; questo serve a non disorientare l’utente.

173
3.2.2 All’input. Cambiare l’impostazione di qualsiasi componente nell’interfaccia

utente non provoca automaticamente un cambiamento di contesto, a meno che

l’utente sia stato informato del comportamento prima di utilizzare il componente.

(Livello A)

Anche questo criterio è stato creato appositamente per evitare lo stravolgimento, in

questo caso quando l’utente volontariamente modifica una o più impostazioni di

un’interfaccia: essa, infatti, non deve portare ad un cambiamento radicale del contesto,

salvo che l’impostazione stessa provochi ciò, sempre previo avviso.

3.2.3 Navigazione coerente. I meccanismi di navigazione che sono ripetuti su più

pagine Web all’interno di un insieme di pagine Web, devono apparire nello stesso

ordine corrispondente ogni volta che si ripetono, a meno che un cambiamento sia

stata avviato da un utente. (Livello AA)

Nel nostro caso, possiamo considerare “elementi che sono ripetuti su più pagine Web

all’interno di un insieme di pagine Web” quelli che fanno parte del menù principale (e i

relativi sotto menù) i quali sono infatti ripetuti, per il numero delle pagine Web

compongono il sito, sempre nella stessa maniera e nello stesso ordine (v. figura 53).

Fig. 53 – Intestazione e barra dei menù di Viadeo

Questo è un altro modo per non disorientare l’utente, fornendogli degli elementi fissi

come riferimenti.

174
3.2.4 Identificazione coerente. I componenti che hanno la stessa funzionalità

all’interno di un insieme di pagine Web sono identificati in modo univoco. (Livello

AA)

All’interno del sito i link sono sempre rappresentati nella stessa maniera, allo stesso

modo i titoli, le voci dei menù, ecc. Tutto ha un senso proprio perché ogni elemento è

graficamente e semanticamente contraddistinto dagli altri.

3.2.5 Cambiamenti su richiesta. I cambiamenti di contesto sono avviati solo su

richiesta degli utenti, oppure è disponibile un meccanismo per disattivare questi

cambiamenti. (Livello AAA)

Questo criterio volge a preservare l’utente da disorientamento dovuto a cambiamenti

repentini dell’aspetto della pagina sulla quale sta navigando. Ogni cambiamento deve

essere attivato soltanto su azione dell’utente, e questi deve sempre esserne avvisato.

In Viadeo, come già affermato, questa situazione non è rintracciabile poiché non esiste

alcuna funzione abilitata a modificare il contesto del sito e, di conseguenza, non

esistono meccanismi per disattivare questa funzionalità.

Linea Guida 3.3 Assistenza nell’inserimento. Aiutare gli utenti ad evitare gli errori

ed agevolarli nella loro correzione.

L’utente ha il diritto di navigare il sito nella maniera migliore possibile, evitando di

cadere in errori (spesso banali) che possono comprometterne l’attività stessa e generare

inutili perdite di tempo.

3.3.1 Identificazione di errori. Se viene rilevato automaticamente un errore di

inserimento, l’elemento in errore viene identificato e descritto tramite testo.

(Livello A)

175
Non sono state riscontrate nel sito tecnologie di questo tipo che invece sarebbero utili

soprattutto per chi, utilizzando nella navigazione le tecnologie assistive, potrebbe non

rendersi conto di errori commessi nella digitazione di testo o di invio di comandi che

quindi non gli consentirebbero di portare a termine l’azione desiderata.

3.3.2 Etichette o istruzioni. Fornire etichette o istruzioni quando il contenuto

richiede azioni di input da parte dell’utente. (Livello A)

In Viadeo, le caselle di input nelle quali è possibile inserire del testo contengono, nello

spazio dedicato alla digitazione, la parola identificativa della funzione che esse

ricoprono: è il caso della barra di ricerca (in alto a sinistra) all’interno della quale

compare la scritta “Ricerca” e della barra posta in basso, all’interno del riquadro del

profilo nella quale l’utente può condividere un suo contenuto, dove compare la scritta

“Quali novità?” (v. figure 54 e 55).

Fig. 54 – Menù di accesso rapido alle impostazioni di Viadeo

Fig. 55 – Riquadro del profilo utente

176
Le stesse caselle di input sono etichettate in maniera tale da essere riconosciute come

tali da JAWS, che le interpreta correttamente e segnala all’utente la possibilità di

inserirvi del testo.

3.3.3 Suggerimenti per gli errori. Se viene identificato un errore di inserimento che

si può correggere, è necessario fornire suggerimenti all’utente, a meno che ciò non

pregiudichi la sicurezza o la finalità del contenuto. (Livello AA)

Non si riscontra la presenza nel sito di questa funzionalità che sarebbe utile allo stesso

modo di quella trattata al punto 3.3.1 e, anzi, potrebbe essere ad essa complementare nel

fornire un valido aiuto all’utente.

3.3.5 Aiuto. Rendere disponibili degli aiuti contestuali 180. (Livello AAA)

Se, come si legge nella nota, per testo di aiuto intendiamo “etichette chiare che possono

fungere da aiuto sensibile al contesto”, allora si può affermare che Viadeo soddisfa il

requisito poiché presenta etichette di questo tipo. In ogni sezione sono infatti molto

chiare le relative descrizioni delle stesse, i link, e le scritte didascaliche al lato della

pagina che indicano quali azioni è possibile intraprendere. Anche i suggerimenti ai lati

dei campi dei form (per es. quello per completare il proprio profilo) sono chiari e

puntuali, come si può osservare nella figura 56, nella pagina seguente.

180
Testo di aiuto che fornisce informazioni relative alla funzione correntemente in via d’esecuzione. Es.
Etichette chiare possono possono fungere da aiuto sensibile al contesto.

177
Fig. 56 – Porzione della schermata relativa al profilo dell’utente

3.3.6 Prevenzione degli errori (tutti). Per tutte le pagine Web che richiedano l’invio

di informazioni da parte dell’utente, è soddisfatta almeno una delle seguenti

condizioni: (Livello AAA)

1. Reversibilità: le azioni sono reversibili.

Con il requisito si intende la possibilità di tornare sempre indietro che in Viadeo è

soddisfatta. Il “si può sempre tornare indietro” è un requisito fondamentale di ogni

azione nel Web.

2. Controllo: i dati inseriti dall’utente sono verificati e si fornisce all’utente la

possibilità di correggere eventuali errori di inserimento.

Non vi è un apparente controllo sui dati inseriti dall’utente, almeno non all’atto

dell’inserimento, come già visto. I contenuti vengono poi vagliati dagli amministratori

del sito ma solo dopo essere stati inseriti.

178
3. Conferma: è disponibile una funzionalità per la revisione, conferma e correzione

delle informazioni prima del loro invio definitivo.

Non è disponibile alcuna funzionalità relativa allo scopo sopra descritto.

Principio 4. Robusto – Il contenuto deve essere abbastanza robusto per essere

interpretato in maniera affidabile mediante una vasta gamma di programmi

utente, comprese le tecnologie assistive.

Abbiamo la prova che lo sia dato che per navigare è stata utilizzata proprio una

tecnologia assistiva, uno screen reader precisamente: JAWS.

La robustezza del contenuto sta nella sua giusta composizione tramite un codice HTML

valido e redatto con gli accorgimenti tali da essere facilmente “masticabile” anche dai

sistemi di navigazione differenti da quelli standard. Viadeo, in questo senso, ha superato

questa prova (anche se con qualche mancanza che, nel corso della verifica dei requisiti,

abbiamo segnalato).

Linea Guida 4.1 Compatibile. Garantire la massima compatibilità con i

programmi utente attuali e futuri, comprese le tecnologie assistive.

La linea guida ripete un po’ quanto detto appena sopra. Per quanto ci riguarda, la

compatibilità con JAWS è provata. Occorrerebbe anche testare tutte le altre tecnologie

assistive (e non soltanto gli screen reader) per verificare se questa affermazione è vera.

Per motivi di tempo ma soprattutto di spazio, non è possibile effettuare ciò in questa

sede ma è ciò che si dovrebbe sempre verificare ogni qualvolta si è in presenza di

tecnologie assistive.

179
4.1.1 Analisi sintattica (parsing). Nel contenuto implementato utilizzando linguaggi

di marcatura 181 gli elementi possiedono “tag” di apertura e chiusura completi 182,

sono annidati in conformità alle proprie specifiche, non contengono attributi

duplicati e tutti gli ID 183 sono unici, salvo il caso in cui le specifiche permettano

eccezioni. (Livello A)

Per questo criterio, più tecnico rispetto agli altri, occorre analizzare il codice sorgente

HTML delle pagine che compongono il sito.

Ad una prima visione si nota che effettivamente gli elementi possiedono tag di apertura

e chiusura (se così non fosse ciò che è contenuto al loro interno non verrebbe eseguito).

Per la conformità alle specifiche occorrerebbe disporre delle stesse che sono in possesso

soltanto degli utilizzatori e, per questo, non possiamo conoscere.

Discorso analogo vale per l’uso di attributi duplicati e indirizzi unici, poiché esso è

regolato dalle stesse specifiche.

4.1.2 Name, Role, Value. Per tutti i componenti dell’interfaccia utente (inclusi ma

non limitati a: elementi di un modulo, collegamenti e componenti generati da uno

script 184), name (nome) e role (ruolo) devono essere determinati

programmaticamente; stati, proprietà e valori che possono essere impostati

181
Es. HTML
182
Non possono essere giudicati completi i tag di apertura e chiusura nei quali manchi un carattere
fondamentale per la loro struttura, come una parentesi angolare chiusa mancante o le virgolette
discordanti di un attributo.
183
Letteralmente “identificativo”, è una sequenza di caratteri alfanumerici che permettono di identificare
in modo univoco ad es. un utente, una chiave, un processo, un gruppo.
184
Programma o sequenza di istruzioni che viene interpretata o portata a termine da un altro programma
(invece che dal processore del computer come accade per i linguaggi compilati).

180
dall’utente devono essere impostabili da programma 185 e le notifiche sui cambi di

stato di questi elementi devono essere rese disponibili ai programmi utente, incluse

le tecnologie assistive. (Livello A)

Altro criterio prettamente tecnico, questo include tutte le possibilità “lato utente” ovvero

tutte le azioni che lo stesso può intraprendere, anche utilizzando tecnologie non standard

come quelle assistive. Tutto ciò che è elencato nel criterio è fattibile con JAWS: inserire

dati in un modulo, aprire collegamenti con relativo caricamento delle pagine richieste.

I cambiamenti di stati, proprietà e valori avvengono all’interno del programma utente,

senza che esso li veda o li percepisca unite alle notifiche degli stessi che fanno parte del

meccanismo di funzionamento del programma che risiede sulla macchina utente e che

permette che vi siano funzionalità (quelle viste sopra) che possono essere determinate

programmaticamente.

Ciò fa tutto parte di una corretta implementazione del codice del sito con i programmi

utente e la stessa garantisce il corretto funzionamento delle tecnologie usate da

quest’ultimo. Senza “dialogo” tra le due parti non sarebbe possibile effettuare nemmeno

le più semplici operazioni.

185
Ovvero configurati tramite software con l’utilizzo di metodi supportati dai programmi utente, incluse
le tecnologie assistive.

181
Conclusioni

Dalla verifica di accessibilità operata su Viadeo sono emersi sia aspetti positivi che

negativi. Non stiamo qui a riportarli tutti poiché si è già avuto il modo, e lo spazio, per

trattarli in maniera esaustiva nella sezione a loro dedicata; però questa verifica non

lascia indifferenti. Si è potuto dedurre che, nonostante siano maggiori, in termini

quantitativi, gli aspetti positivi, il Social Network ne ha altri su cui ancora deve lavorare

per risultare totalmente accessibile. Tra questi, come visto, si segnalano lacune che

creano uno svantaggio per la categoria degli ipovedenti, quali in particolare l’assenza di

tecnologie che permettano l’aumento della dimensione dei caratteri del testo, che diano

la possibilità di modificare la combinazione dei colori o che consentano il passaggio a

versioni maggiormente leggibili. Inoltre la scelta di alcuni colori che creano poco

contrasto con lo sfondo danno vita a problemi di leggibilità non solo per chi è

ipovedente ma anche per i soggetti daltonici. La capacità di lettura è anche

compromessa dalla presenza di molto contenuto distribuito non correttamente, con

troppo poco spazio lasciato tra una riga di testo e l’altra. Da ultimo, si è potuta

constatare l’assenza di tecnologie che permettano all’utente di variare la struttura o

l’ordine del contenuto, per motivi legati ad una migliore fruibilità da parte sua, e di

strumenti per la prevenzione degli errori e quindi di assistenza alla correzione,

utilissimi invece per chi utilizza tecnologie ausiliarie.

Mi è però stato comunicato, in via del tutto informale, che esiste la possibilità di rendere

il Social Network accessibile anche alle persone disabili (sarà però compito degli

sviluppatori darne comunicazione ufficiale quando questa possibilità si concretizzerà).

E’ stato effettuato anche con Viadeo lo stesso esperimento già operato con i due Social

Network (Facebook e LinkedIn) analizzati nel capitolo 4, e cioè quello di riportare i

182
risultati della ricerca quando venivano digitate, nella casella apposita, parole come

“ciechi”, “ipovedenti” o “non vedenti”. Il risultato mi ha lasciato un po’ sorpresa poiché

non risultano esserci né singoli individui né gruppi iscritti per nessuna delle tre

categorie digitate. Che Viadeo venga utilizzato soltanto da business people

normodotate? Ci resta questo dubbio.

Durante la nostra verifica di accessibilità, scorrendo il testo delle WCAG 2.0, ci si è

potuti rendere conto dell’immediatezza e della semplicità delle parole con le quali sono

formulati i 4 principi, le relative linee guida, criteri e tutto il resto.

Sono stati immediatamente comprensibili anche per una studentessa con la sola voglia

di sperimentare ma che è ben lontana dal definirsi un’esperta di accessibilità o una

figura simile. Proprio la loro immediatezza implica un senso di responsabilità nei loro

confronti non solo da parte di chi sviluppa e implementa contenuti per il Web, ma anche

di chi, semplicemente “appassionato di siti”, decide di pubblicarne uno.

Le WCAG 2.0 risultano essere alla portata di tutti. E’ perciò inutile celarsi dietro al fatto

che esse siano riservate soltanto agli addetti ai lavori o risultino incomprensibili e la

nostra verifica lo dimostra. Essa, infatti, può essere effettuata da chiunque abbia una

minima idea di cosa sia un linguaggio di markup o di programmazione e del

comportamento di una tecnologia assistiva.

Non siamo di fronte ad un tentativo di banalizzazione dell’argomento, anzi è

importantissimo sottolinearne la complessità e la resistenza che ancora è operata in

diversi campi di fronte alla questione accessibilità, per le ragioni più disparate ma

sostanzialmente economiche; ciò che si vuole sottolineare è che le WCAG 2.0 non sono

così oscure come le si fa apparire.

183
Ma andiamo con ordine, riprendendo il percorso che ci ha portato fin qui, al

raggiungimento di questa conclusione.

Si è partiti col descrivere, e quindi comprendere, cosa sia un Social Network con tutte le

sue caratteristiche e peculiarità. Dopo di che è stato introdotto il concetto di “disabilità”,

in tutte le sue forme, cercando di fornire esempi e dati il più possibile concreti.

E’ a questo punto che ha fatto il suo ingresso il tema che “mette in crisi” gli sviluppatori

di contenuti, che li costringe a porsi delle domande sui loro prodotti: l’accessibilità.

L’accessibilità è anche la materia che lega i due macrotemi appena visti ed esposti

rispettivamente nel primo e nel secondo capitolo, i quali ad una prima visione d’insieme

appaiono piuttosto slegati.

Il terzo capitolo, quello dell’accessibilità appunto, è proprio il nocciolo della questione

ed è anche quello che separa, ma allo stesso tempo unisce, l’enunciazione solo teorica

della prima parte (primo e secondo capitolo) dalla verifica pratica che investe tutta la

seconda parte del lavoro (capitoli quarto e quinto).

L’analisi svolta nel quarto capitolo ha svelato che Facebook e LinkedIn, i due Social

Network più famosi e utilizzati facenti parte rispettivamente della categoria “tempo

libero” e “lavoro”, sono poco accessibili.

Il primo, come intuibile, per l’interfaccia prettamente grafica e basata su contenuti visivi

(soprattutto immagini e foto) e poco testuali. Il secondo per la presenza di frame che ne

impediscono una corretta interpretazione da parte di tecnologie assistive quali gli screen

reader, o lettori di schermo. Entrambi i Social Network hanno però “rimediato”, anche

se non volontariamente, con la presenza della versione per telefoni cellulari prettamente

testuale e quindi accessibile anche a chi utilizza tecnologie particolari.

184
Consci di ciò che significa accessibilità, e di tutte le regole e gli standard definiti per

assicurarne piena applicazione e quindi per tutelarla (grazie anche a questo primo studio

di accessibilità effettuato), si può comprendere ancora meglio l’analisi empirica,

stavolta più specifica e approfondita, che investe la maggior parte del quinto capitolo.

E’ proprio “sporcandomi le mani” direttamente con la materia in questione che arrivo ad

affermare quanto scritto all’inizio del paragrafo e cioè che realizzare, e verificare,

l’accessibilità di una risorsa del Web, qualsiasi essa sia, non è impresa così ardua.

Occorre “solo” un po’ di pazienza, mettere in conto un po’ di tempo, forse

apparentemente “perso”, per dirla in termini puramente capitalistici e massimizzanti

(almeno fino a poco tempo fa), ma che ben presto diventerà “guadagno”, in termini

economici ma soprattutto quantitativi, ovvero di numero di persone in più che si è

riusciti a raggiungere.

Ringraziamenti

Arrivata fin qui, credevo fosse la cosa più facile elencare le persone da ringraziare e

invece non è affatto così, forse perché si fa sempre un po’ fatica a dire “grazie” a

qualcuno.

Comincio con i ringraziamenti “di rito”.

Grazie al mio relatore, il prof. Marco Porta che, come già sapevo e per questo l’ho

scelto, si è dimostrato una persona competente, presente e precisa.

Grazie ai miei due correlatori, il prof. Roberto Marmo (e a Nicola per avermi suggerito

di contattarlo), il quale mi ha fornito parecchi spunti interessanti per il mio lavoro e

utilissimi contatti e il prof. Mario Dossoni, per i consigli che, messi in pratica, hanno

dotato il mio elaborato di quell’aspetto sociale che inizialmente gli mancava.

185
Grazie alla dott.ssa Sabrina Mossenta, Partnerships Manager in Italia del Social

Network Viadeo, per la sua piena disponibilità nel fornirmi materiale utile per l’analisi

del Social Network Viadeo e nel permettermi di condurre uno studio accurato,

mettendosi così anche in gioco personalmente.

Veniamo ora ai ringraziamenti “meno formali”.

Grazie, prima di tutto, ai miei genitori i quali in ogni momento della mia vita hanno

scelto il meglio per me, anche senza che io lo capissi. Li ringrazio per amarmi

incondizionatamente e per accettarmi per quella che sono, sempre.

Grazie alla mia mamma, per avermi insegnato che cosa sono l’altruismo, la

disponibilità, le gentilezza e la gratitudine verso gli altri, ma prima di tutto l’amore

verso sé stessi, e per essere un esempio di correttezza e lealtà, in ogni situazione.

Grazie al mio papà per avermi insegnato cosa vogliano dire il coraggio, l’assunzione

delle proprie responsabilità, l’autorevolezza, la determinazione, ma anche il dover

ammettere di essere fragili, di aver sbagliato, anche quando non si vorrebbe.

Grazie ai miei famigliari i quali, ognuno a suo modo, hanno sempre dimostrato di

“tifare per me”.

Grazie a persone care come Lucia, Annamaria e Vittorio, quelli che simpaticamente

chiamo “i miei genitori adottivi” e che non hanno mai perso occasione di supportarmi e

dimostrarmi tutto il loro affetto.

Grazie ai miei compagni di avventura in questi meravigliosi 5 anni di studio matto e

disperato, di lezioni, di lavori di gruppo, di ansia, di panico, di esami. Ogni persona che

ho incontrato, amici o professori, mi ha lasciato qualcosa. In particolare,

Grazie a Mara che con la sua dolcezza e sensibilità è entrata nella mia vita rivelandosi

un’amica attenta e speciale.

186
Grazie a Elisa, la mia “sorella maggiore”, per il suo coraggio e la sua schiettezza, a

volte disarmante.

Grazie ad Annalisa, che con la sua “stravaganza” mi ha fatto apprezzare un punto di

vista sulle cose nuovo, che prima ignoravo.

Grazie a Claudio, per la sua disponibilità e le sue consulenze, sempre preziosissime.

Grazie a Stefania, la prima persona che ho conosciuto in università e con la quale ho

condiviso momenti indimenticabili.

Grazie a Veronica, per il suo essere così fragile ma allo stesso tempo così ostinata che

mi ha insegnato molto.

Un grazie sincero a Donata, Andrea (il Gusma), Ilaria, Cecilia per tutti i momenti di vita

universitaria, e non solo, trascorsi insieme e a tutte le altre persone con le quali ho

approfondito il rapporto in questi due ultimi anni di specialistica.

Un grazie anche a chi ogni giorno colora la mia vita in modo unico e speciale.

Grazie a Tullia, per essere così simile a me e capirmi in modo così profondo che mi

stupisce ogni volta.

Grazie a Stefania, per regalarmi ogni giorno la sua amicizia in maniera così gratuita e

incondizionata.

Grazie a Federico, al suo modo pacato ma allo stesso tempo dolce e unico col quale

riesce a starmi sempre vicino.

Grazie a Matteo, al suo affetto che mi dimostra in ogni situazione.

Grazie ad Angela, per le nostre chiacchierate, i nostri chiarimenti, per esserci ancora,

nonostante tutto, e perché ci sarai.

Grazie a Sabrina, per condividere qualcosa di più, di più grande e più vero che va oltre

alla semplice amicizia.

187
Grazie ad Alessandra, al suo modo di esserci, a volte implicito, come un sorriso o un

piccolo gesto, a volte sorprendente, ma mai scontato.

Grazie a Chiara, per la sua capacità di mostrarmi sempre l’altra faccia delle cose, un

altro punto di vista e per il suo essere sempre così cristallina, come pochi.

Grazie a Mariana, per avermi insegnato che non bisogna mai darsi per vinti ma cercare

di reagire, sempre.

Grazie a tutti quelli che hanno dimostrato di volermi bene, ai nuovi amici e a quelli di

vecchia data.

Grazie anche a chi mi ha fatto del male perché è dalle cadute che ho imparato a

rialzarmi e ad andare avanti con più entusiasmo di prima.

188
Appendice A

Intervista a Dan Serfaty – amministratore delegato e fondatore di

Viadeo

“Viadeo, il professional social network mondiale. Ma locale”

di Matteo Lenardon, 18 giugno 2010

(Risorsa on-line all’indirizzo: http://www.wired.it/news/archivio/2010-06/18/viadeo,-il-professional-

social-network-mondiale-ma-locale.aspx )

Fig. 57 – Dan Serfaty, fondatore e amministratore delegato di Viadeo

Com'è nata l'idea di costruire un professional social network come Viadeo?

Nel 2000 io e un mio amico, ora anche socio in Viadeo, abbiamo creato un club di

imprenditori il cui scopo era permettere agli iscritti di scambiarsi capitale fra società,

per spalmare i rischi esistenti - e magari anche i guadagni - fra più persone. Notai poi

che gli interessi condivisi da tutti, quando ci incontravamo per pranzi o colazioni, erano

189
principalmente 2: "Cosa compri, cosa vendi?" e "Quali persone conosci?". Abbiamo

quindi creato una piccola intranet fra le 100 persone del nostro club in cui davamo la

possibilità a ciascuno di caricare i propri contatti telefonici e telematici d'affari. Poco

dopo ci siamo ritrovati sommersi di giornalisti, direttori di marketing, dirigenti.

Avevamo a disposizione di tutto.

Qualche anno dopo, nel 2005 a Parigi, eravamo in 4-5 a cercare di competere con

l'offerta di LinkedIn, a fine anno gli unici a essere attivi eravamo rimasti solo noi. Nel

2006 abbiamo fatto entrare i primi venture capitalist che hanno investito 5 milioni di

euro per aiutare a sviluppare il nostro progetto fuori dalla Francia, principalmente nel

resto dell'Europa e nei paesi emergenti come India o Cina. Oggi siamo molto orgogliosi

di poter dire che siamo i numeri 2 al mondo nella categoria professional social network,

dietro sono a LinkedIn. Abbiamo 30 milioni di iscritti di cui 700.000 solo in Italia.

I social network più popolari sono americani, mentre Viadeo è nato in Francia. C'è

un approccio diverso al web 2.0 nelle aziende europee rispetto a quelle

statunitensi?

Hai presente lo slogan della HSBC 186, "The World's local bank?", noi vogliamo essere il

professional social network mondiale, ma locale. La differenza enorme fra noi e gli

americani risiede nella strategia che adottiamo per la crescita internazionale. Il modo in

cui ci rapportiamo alle diverse culture nei paesi in cui siamo presenti. LinkedIn ti

impone il proprio modello, il proprio stile di business americano e culturale. Mentre noi

abbiamo la sensibilità necessaria per adattarci ai diversi paesi. Per esempio nel Viadeo

indiano abbiamo un oroscopo presente solo lì, perché non avrebbe senso farlo in Italia o

Francia. Però in India è apprezzato e popolarissimo. Perché anche se può risultare

186
HSBC Holdings plc è uno dei più grandi gruppi bancari del mondo.

190
curioso a noi per gli indiani è impossibile condurre il proprio business senza prima aver

consultare l'oroscopo. Con Twitter, LinkedIn e tutti gli altri le feature sono identiche in

ogni parte del mondo. Inoltre, mentre gli americani si focalizzano solo su Londra per

l'Europa o Tokyo\Hong Kong quando vanno in Asia, noi ci teniamo ad avere uffici in

ogni importante città in cui siamo presenti. Stringiamo accordi con le università e le

associazioni locali di imprenditori, siamo presenti sul territorio in modi che i nostri

rivali non possono replicare. Cerchiamo anche di diversificarci dal target di LinkedIn,

loro hanno principalmente solo una elite di professionisti, un 20% di lavoratori che sono

solitamente giornalisti, banchieri o pubblicitari. In Viadeo cerchiamo un mercato più

verticale.

Facebook però ha successo in ogni parte del mondo.

Se guardi bene Facebook ha la capacità di mutare e di adattarsi che non hanno i suoi

concorrenti diretti. Chi non lo ha capito ha fallito. Ogni paese ha le sue applicazioni che

permettono agli utenti del sito di personalizzarlo secondo usanze, costumi e sensibilità

locali. L'esperienza del Facebook pakistano è completamente differente dal quella del

Facebook francese.

Quanto è importante la interoperabilità dei dati fra i diversi social network,

specialmente in quelli dedicati al mondo del lavoro? Voi utilizzate OpenSocial di

Google, ma sembra che i grandi nomi siano rimasti fuori.

Credo sia ancora presto per vedere una vera interoperabilità fra diretti concorrenti, come

per esempio LinkedIn e Viadeo o MySpace e Facebook. A parte Twitter che è basato

sulla condivisione con gli altri e quindi fa comodo a tutti aprirsi in quella direzione.

Questo non accadrà fino a quanto il mercato non sarà saturo e tutte le quote di mercato

si saranno stabilizzate.

191
È solo una questione di difendere i propri utenti nelle zone in cui si è più forti

quindi.

In pratica sì. Negli Stati Uniti farebbe molto comodo a Viadeo avere una interoperabilità

con LinkedIn, mentre in Francia, dove abbiamo 4 milioni di utenti o in Cina di certo

servirebbe più a loro.

Abbiamo visto come le nuove idee nei social network siano spesso cannibalizzate

con facilità dai giganti già attivi da anni. È successo fra Google Buzz e Twitter,

Yelp e Foursquare, Facebook e Friendfeed. È possibile ancora emergere e avere

successo quando è così facile copiare delle feature vincenti?

A parte Google, che ha copiato male e infatti ha fallito, il resto è purtroppo inevitabile.

Come è inevitabile che aziende così grosse si arrocchino su loro stesse dopo un po' e

smettano di innovare come le nuove startup.

Non c'è rischio quindi fra un 5 anni di vedere un "social-monopolio" in cui un solo

sito farà quello che fanno tutti gli altri ora?

Non credo proprio. Certo possono comprarle - e molte startup hanno come obbiettivo

essere acquistate da Google o Microsoft - ma credo che il mercato si aprirà in diverse

direzioni. Credo nell'innovazione, e negli ultimi anni che hanno inventato Yahoo,

Google, Microsoft e le altre? Nulla. Solo Apple sembra essere l'unica multinazionale

con delle idee nuove. E credo che le idee vincenti, anche se vengono dal basso, possano

portare al successo. Fra 5 anni avremo finalmente una vera interoperabilità e

"parleremo" con altri siti come i diversi gestori di telefonia parlano fra di loro oggi.

Ci sono ancora molti che temono che la propria privacy possa venire compromessa

usando un social network. È possibile riuscire a trovare un equilibrio fra sistema

chiuso, scambio di informazioni e dati e un giusto rispetto della propria privacy?

192
Nel mondo delle imprese è facile. Noi non abbiamo avuto alcun problema di questo

tipo, nessuno si è mai lamentato. Perché le imprese hanno già un sistema di difesa dei

propri dipendenti. Su Facebook se guardi un annuncio di una macchina nel marketplace

tutti i tuoi amici lo sanno, ti immagini se il tuo capo vedesse quando cerchi su Viadeo

un annuncio di lavoro? Siamo molto più chiusi per principio. Non avrebbe senso

altrimenti.

Molti paesi europei sono riusciti imporre propri social network locali in grado di

competere con i grossi siti internazionali, perché in Italia questo non è avvenuto e

sembra impossibile che avvenga?

È un mistero! Questo è un paese perfetto per il networking e non capisco veramente

perché non esistano realtà locali affermate. Dopo 1 anno di Viadeo in Italia e il suo

successo immediato mi chiedo se il problema non siano gli imprenditori. Non credi?

Sì, anche. Penso che ci sia soprattutto una cronica mancanza di venture capitalist in

grado di investire nelle nuove idee. Per voi è stato semplice in Francia avere degli

investitori che credessero nel progetto Viadeo?

Vero, assolutamente. Per noi è stato relativamente semplice. Nel 2006 abbiamo avuto 8

offerte di investimento. Se vai a vedere i fondi europei in Francia, Svizzera, Inghilterra,

Germania ce ne sono a decine. In Italia credo esista solo un venture capitalist serio, la

famiglia Benetton. Le startup ci impiegano a volte anni per registrare un profitto, senza

investimenti risulta impossibile ottenere qualcosa di concreto. Certamente non un

problema culturale, osservando il successo che tutti i social network hanno qui da voi.

Vi mancano solo uomini in grado di credere nelle nuove idee.

193
Appendice B

Intervista a Sabrina Mossenta – Partnerships Manager in Italia di

Viadeo

Ho avuto il piacere di incontrare la dott.ssa Mossenta, che è stata per me il punto di

contatto con la realtà del Social Network che è stato analizzato nell’ultimo capitolo per

porgerle alcune domande.

Fig. 58 – Sabrina Mossenta, Partnerships Manager in Italia di Viadeo

Da quanti anni è in Viadeo e di che cosa si occupa esattamente?

Ho raggiunto Viadeo nel febbraio 2008 e nei primi 12 mesi ho ricoperto il ruolo di

Community Leader dando vita alle prime community online professionali, quali

Innovation Forum di IDC, ADICO, Largo Consumo, ASVI, Motorsportexpotech (la

filiera di chi costruisce i motori, in riferimento all'Associazione Assomotoracing).

L’attività svolta mi ha poi portato a ricoprire, ad Aprile 2009, il ruolo, che tuttora

ricopro, di Partnerships Manager con l’obiettivo di accrescere e sviluppare alleanze

194
strategiche con le realtà di business del mercato italiano creando cultura sulle

opportunità offerte dai social media anche attraverso i miei interventi agli eventi.

Come si è avvicinata alla realtà di questo Social Network?

Nel mio percorso professionale ho sempre preferito seguire attività legate al Direct

Marketing maturando esperienze lavorative BtoB con IBM in Italia e, successivamente,

con l'editore Kogan Page a San Paolo del Brasile. Dal 2000 ho poi costruito la strategia

di marketing diretto per un gruppo operante nel settore del credito personale.

Nel 2005 ho avuto la meravigliosa opportunità di conoscere i coniugi Grunig, James E.

e Larissa A, studiosi e pionieri nel concetto di "Reputation". Il web 2.0 ha creato

l'ambiente per costruire la reputazione e la credibilità che non potevano non attrarre una

persona come me appassionata di comunicazione e di fidelizzazione.

Qual'è l'idea che sta alla base di Viadeo? E quali sono i suoi punti di forza?

Le idee che stanno alla base di Viadeo e che ne rappresentano i punti di forza sono

essenzialmente due, in particolare:

- Approccio GLocal sin dalla nascita (Viadeo è infatti disponibile in 6 lingue);

- Uffici e team locali per supportare il mercato di riferimento.

Questi due aspetti sono stati più volte sottolineati dal nostro amministratore delegato

nonché fondatore, Dan Serfaty, in un’intervista comparsa sul sito wired.it lo scorso

giugno 2010 187. In un articolo, questa volta apparso sul numero 100623 del 23/06/2010

del quotidiano “Avvenire” 188, sui business social network, in risposta alla domanda del

187
v. pag. 188. Il link all’intervista è il seguente:
http://www.wired.it/news/archivio/2010-06/18/viadeo,-il-professional-social-network-mondiale-ma-
locale.aspx
188
La risorsa è disponibile on-line al seguente indirizzo:
http://corporate.viadeo.com/images/stories/pdf/revue-
presse/2010/anglais/avvenire_100623.pdf?54e4f1dab2d29645eb6398183b1b269a=aeb6e158b46807fb3af
5648a2acf5f4e

195
perché così tante persone utilizzino i social network professionali, lo stesso Dan afferma

che “Viadeo è come un’autostrada che ti permette di entrare in contatto molto

velocemente con gente che non conosci. In Italia, poi, abbiamo riscontrato una forte

tendenza fra gli utenti, dopo essersi conosciuti su Viadeo, ad organizzare rapidamente

incontri nel mondo reale. E noi cerchiamo di favorirli”.

Credo che questa affermazione risponda completamente alla domanda che mi è stata

posta.

Come vede l'evoluzione dei Social Network nei prossimi 10 anni?

Anche in questo caso rimando a un interessante articolo apparso sul numero 100716 del

16/07/2010 del quotidiano “Libero” 189 dal titolo altamente esplicativo: “Reti sociali, il

boom è appena cominciato”.

Si sottolinea l’importanza del ruolo che i social network, i business in particolare, hanno

assunto nella nostra vita quotidiana e su come siano spesso determinanti nelle relazioni

professionali. Un profilo ben compilato e aggiornato fa sì che un candidato venga

preferito per un incarico rispetto ad un altro che ricorre ancora alle risorse cartacee.

Inoltre essere presenti in rete fornisce importanti vantaggi in termini di tempo poiché, in

pochi istanti, è possibile comunicare ogni tipo di informazione ai propri contatti e

sottoporre loro richieste, sapendo di poter contare sulle loro connessioni.

Tutto questo porta a pensare che, come si legge anche nel titolo, sia appena cominciata

l’era dei social network e ciò fa ben sperare in una loro continua e crescente evoluzione.

189
L’articolo è consultabile on-line al seguente indirizzo:
http://corporate.viadeo.com/images/stories/pdf/revue-
presse/2010/anglais/libero_100716.pdf?54e4f1dab2d29645eb6398183b1b269a=aeb6e158b46807fb3af56
48a2acf5f4e

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