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Adriana Tamburrano

INQUINAMENTO RADIOATTIVO
Lenergia nucleare
Con energia nucleare si intendono tutti quei fenomeni in cui si ha la produzione di energia in
seguito a trasformazioni nei nuclei atomici. L'energia nucleare insieme a quella solare una fonte di
energia primaria.
Volendo precisare, possiamo distinguere l'energia atomica in reazioni di fissione nucleare e reazioni
di fusione nucleare.
Nelle reazioni di fissione, nuclei di atomi con alto numero atomico(pesanti) come, ad esempio,
l'uranio si spezzano producendo nuclei con numero atomico minore e liberando una parte di
energia. Esempio naturale di ci la radioattivit. Tale processo usato per produrre energia nelle
centrali nucleari. Le prime bombe atomiche, del tipo di quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki,
erano basate sul principio della fissione.
Nelle reazioni di fusione, atomi con nuclei con basso numero atomico, come l'idrogeno, si fondono
dando origine a nuclei pi pesanti e rilasciando una notevole quantit di energia.
In natura le reazioni di fusione sono quelle che producono l'energia proveniente dalle stelle. Finora,
malgrado decenni di sforzi da parte dei ricercatori di tutto il mondo, non ancora stato possibile
realizzare, in modo stabile, reazioni di fusione controllata sul nostro pianeta, anche se in sviluppo
il progetto ITER, un progetto che con il successore DEMO dar vita alla prima centrale nucleare a
fusione del mondo. invece attualmente possibile ottenere grandi quantit di energia attraverso
reazioni di fusione incontrollate, come ad esempio nella bomba all'idrogeno.

La fonte dell energia nucleare


Lenergia nucleare data dalla fissione o dalla fusione del nucleo di un atomo. La prima persona
che intu la possibilit di ricavare energia dal nucleo dellatomo fu lo scienziato Albert Einstein. Per
ricavare energia dal nucleo dellatomo esistono due procedimenti opposti:

la fissione (rotture) di un nucleo pesante


la fusione (unione) di nuclei leggeri

La fissione
Per derivare maggiore energia dalla fissione vengono usati atomi con un peso atomico elevato: il
caso delluranio 235. La fissione consiste nel rompere il nucleo
dellatomo per scaturire enormi quantit di energia: Viene sparato
un neutrone contro il nucleo delluranio che si spacca in due
frammenti e lascia liberi altri due neutroni. La somma delle masse
dei due frammenti e di quelle dl neutrone che lo ha spaccato
leggermente minore di quella dellnucleo originario: la materia
mancante si trasformata in energia. Se accanto allatomo di uranio
fissato se ne trovano altri si creer una reazione a catena da cui
scaturir molta pi energia.

La fusione
Laltro metodo per ottenere energia dallatomo la fusione nucleare. In questo caso si utilizzano,
invece, atomi leggeri come i due isotopi dellidrogeno: trizio e deuterio. Essi vengono fatti fondere
uno con laltro creando un atomo di elio la cui massa leggermente minore della somma dei due
atomi originari. La materia scomparsa si trasformata in energia. Se aggiungiamo altri isotopi di
idrogeno possiamo gi immaginare lenorme quantit di energia che si potrebbe produrre. La
fusione sarebbe pi vantaggiosa rispetto alla fissione visto che essa non produce radioattivit e ha
bisogno di materiali combustibili facilmente ritrovabili. Purtroppo, per, luomo non ancora
riuscito a riprodurre la fusione in modo controllato.

La centrale nucleare
Il suo funzionamento molto simile a quello di una convenzionale centrale termoelettrica
convenzionale, con la differenza che lacqua viene riscaldata da un reattore nucleare dove luranio
viene fissato. Tre sono le parti principali della
centrale:

Edifico contenente il reattore: enorme


cilindro di cemento armato dove al centro
collocato il reattore
Sala macchine: un edificio dove sistemata
la turbina e lalternatore
Edifici ausiliari: contengono le piscine
schermate per la conservazione temporanea
degli scarti radioattivi della centrale.

Il funzionamento della centrale abbastanza


semplice: viene pompata dellacqua attraverso il
reattore che la fa evaporare attraverso il calore
emesso dalla fissione delluranio. Il vapore viene inviato direttamente nella turbina che trasferisce la
propria forza meccanica allalternatore che genera corrente elettrica.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL NUCLEARE


Spesso il nucleare viene presentato come un male da combattere o come miracolosa pozione per
risollevare l'economia nazionale.Il nucleare rappresenta un'opzione energetica come le altre con i
suoi "pro" ed i suoi "contro".

Vantaggi dell energia nucleare:

Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo,


principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra.
La produzione di energia dal nucleare riduce l'importazione di petrolio e la dipendenza delle
economie dal petrolio.
L'uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.

Svantaggi dell energia nucleare:

La storia ha gi mostrato la gravit delle conseguenze degli incidenti alle centrali nucleari.
Le radiazioni a cui la popolazione viene esposta causano un maggiore rischio di morte per
leucemia e tumore. Dall'incidente di Chernobyl la sicurezza delle centrali nucleari
diventato uno dei principali aspetti critici dell'energia nucleare per uso civile. Negli ultimi
anni il progresso tecnologico ha notevolmente migliorato la sicurezza delle centrali nucleari
dotate di reattori di ultima generazione.

Le scorie nucleari sono un altro aspetto critico del nucleare. Non possono essere distrutte e
l'unica soluzione, per il momento, sembra essere lo stoccaggio per migliaia di anni in
depositi geologici o ingegneristici. La ricerca di un deposito sicuro tra i principali obiettivi
della UE e degli Usa. Sono necessari anni di studi e grandi investimenti per l'individuazione
delle soluzioni di stoccaggio per centinaia di migliaia di anni.

Anche il processo di localizzazione di una centrale nucleare o del deposito di scorie molto
difficoltoso. Nessuna comunit locale accetta di sacrificare il proprio territorio per ospitare i
rifiuti nucleari. La Sardegna, la Puglia, la Basilicata sono i recenti casi italiani di forti
proteste antinucleari (2003).

Il trasporto di scorie e di materiale nucleare uno degli aspetti pi critici della questione
"sicurezza". Durante il trasporto, oltre all'opposizione delle popolazioni che vedranno
passare treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie abitazioni, sussiste il rischio di
incidenti e di attentati terroristici. L'itinerario del treno cambia in continuazione all'insaputa
delle popolazioni residenti nei pressi delle ferrovie. Per questi motivi i depositi di scorie
dovrebbero risiedere nei pressi delle centrali nucleari evitando in questo modo la necessit
del trasporto delle scorie. La ricerca tecnologica e scientifica non ha ancora trovato il modo
per distruggere le scorie all'interno delle stesse centrali nucleari.

ALCUNI
GRANDI
NUCLEARI

INCIDENTI

Gli incidenti nelle centrali nucleari sono classificati su una scala da 0 (semplice guasto) a 7
(incidente molto grave). Questa scala di misura detta INES (International Nuclear Event
Scale). La classificazione degli incidenti non facile. Spesso gli incidenti minori sono stati
coperti dal segreto militare o non comunicati al grande pubblico.

Three Mile Island


La centrale elettrica di Three Mile Island si trova ad Harrisburg in Pensilvania, stato degli USA.
All'epoca era composta da due reattori ad acqua pressurizzati (PWR). Uno era di 800 MW entrato in
servizio nel 1974. L'unit 2 era di 900 MW.
L'incidente all'unit 2 accaduto nella 4 il 28 marzo 1979 quando il reattore era ad un regime di
potenza del 97%. L'incidente riguard il circuito di raffreddamento secondario che caus un

considerevole aumento della temperatura del refrigerante. Questo caus uno SCRAM (Interruzione
automatica della reazione nucleare con l'inserimento del moderatore nel reattore). A questo punto
una valvola di sfiato non riusc a chiudersi, anche perch non vi era sulla strumentazione la
posizione reale della valvola. Fu cos che il circuito di raffreddamento primario si vuot
parzialmente ed il calore residuo del nucleo del reattore non venne rimosso. Il nucleo sub danni
seri. Gli operatori non poterono diagnosticare correttamente e reagire all'arresto automatico del
reattore (SCRAM). La strumentazione carente della sala di controllo e l'addestramento inadeguato
risultarono essere le cause dell'incidente.
Furono evacuate 140 mila persone e, secondo dati ufficiali, non vi furono conseguenze per le
persone. Si tratt di un incidente gravissimo, ma la struttura del reattore - pi sicuro rispetto a
quelli sovietici proprio per quell'edificio di contenzione - limit i danni, evitando il dramma. Ma
neppure oggi, a 27 anni dall'incidente, si sa con assoluta sicurezza che cosa sia esattamente
successo. Il termine tecnico dell'incidente meltdown, cio la fusione del nocciolo. L'unica
conseguenza accertata al 100% del dramma che la compagnia elettrica proprietaria della centrale,
la Metropolitan Edison, fall, non potendo far fronte n alle ingenti spese di decontaminazione
dell'area, n ai risarcimenti da pagare. Secondo l'inchiesta, a Three Mile Island, il reattore
surriscaldato raggiunse una temperatura di 2.650 gradi, solo 150 gradi in meno rispetto al punto di
fusione del nucleo di uranio, il che avrebbe provocato una tragedia di dimensioni apocalittiche.

Disastro di Chernobyl
Il disastro di Chernobyl avvenne il 26 aprile 1986 con l'esplosione del reattore numero 4 della
centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina (allora parte dell'Unione Sovietica), vicino al confine
con la Bielorussia. In seguito alle esplosioni, dalla centrale si sollevarono delle nubi di materiali
radioattivi che raggiunsero l'Europa orientale e la Scandinavia oltre alla parte occidentale
dell'URSS. Vaste aree vicine alla centrale furono pesantemente contaminate rendendo necessaria
l'evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Le repubbliche, adesso
separate, di Ucraina, Bielorussia e Russia sono ancora oggi gravate dagli ingenti costi di
decontaminazione ed alta l'incidenza dei
tumori e delle malformazioni sugli abitanti
della zona colpita
La centrale di Chernobyl situata vicino
all'insediamento di Pripyat, in Ucraina, 18
km a nord-ovest della citt di Chernobyl e
110 km a nord della capitale Kiev, e dista 16
km dal confine con la Bielorussia.
L'impianto era composto da quattro reattori,
ognuno in grado di produrre 1 gigawatt di
energia elettrica (3.2 gigawatt di energia termica); i quattro reattori, insieme, producevano circa il
10% dell'elettricit ucraina. La costruzione dell'impianto inizi negli anni '70, il reattore n 1 fu
commissionato nel 1977, e fu seguito dai reattori 2 (1978), 3 (1981), e 4 (1983). Altri due reattori (i
n 5 e 6, da 1 GW ciascuno) erano in fase di costruzione quando si verific l'incidente.

L'incidente
Il 26 aprile 1986 alle ore 01:23:58 locali, nel corso di una prova, definita di sicurezza, in cui si
voleva verificare se la turbina potesse continuare a produrre energia per inerzia anche quando il

circuito di raffreddamento fosse stato incapace di produrre vapore, vennero disabilitati alcuni
circuiti di emergenza, l'impianto di raffreddamento secondario e poi quello principale.

Le cause
Riguardo le cause dell'incidente esistono due ipotesi contrastanti. La prima, pubblicata nell'agosto
1986 attribuiva tutta la responsabilit agli operatori dell'impianto. La seconda, proposta da Valeri
Legasov e pubblicata nel 1991, attribuiva l'incidente a debolezze nel progetto del reattore RBMK,
in particolare alle barre di controllo. Inoltre gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei
problemi del reattore. Secondo uno di loro, Anatoliy Dyatlov, i progettisti sapevano che il reattore
era pericoloso in certe condizioni, ma nascosero intenzionalmente tale informazione. In aggiunta il
personale dell'impianto era composto per la maggior parte da operatori non qualificati per il reattore
RBMK: il direttore, V.P. Bryukhanov aveva esperienza di impianti a carbone; anche il capo
ingegnere, Nikolai Fomin, proveniva da impianti convenzionali; anche Anatoliy Dyatlov, capo
ingegnere dei reattori 3 e 4 aveva solo una limitata esperienza con reattori nucleari, per lo pi su
piccoli esemplari di reattori VVER progettati per i sottomarini nucleari sovietici.

Conseguenze immediate
200 persone furono ricoverate immediatamente, di cui 31 morirono (28 di queste per l'esposizione
diretta alle radiazioni). Molti di loro erano pompieri e addetti che cercarono di mantenere l'incidente
sotto controllo e che non erano stati informati di quanto pericolosa fosse l'esposizione diretta alle
radiazioni. 135.000 abitanti furono evacuati dalla zona, inclusi tutti i 50.000 abitanti della vicina
citt di Pripyat.La contaminazione provocata dall'incidente di Chernobyl non interess solo le aree
vicine alla centrale ma si diffuse irregolarmente secondo le condizioni atmosferiche. Ricerche
condotte da scienziati sovietici ed occidentali indicano che il 60% delle zone contaminate si trova in
Bielorussia. Anche una vasta area a sud di Bryansk, in Russia e parti dell'Ucraina nord-occidentale
furono contaminate.

Disastro di Tokaimura
Tokaimura, villaggio a 130 km a nord est di Tokio, divenuto famoso per il terzo pi grave
incidente della storia del nucleare. Il sito della JCO, era una fabbrica di combustibile nucleare e non
un reattore. Proprio per questo pochissime misure di sicurezza o di evacuazione erano presenti
all'epoca. L'incidente, accaduto il 30 settembre 1999 fu generato dalla miscelazione di uranio e
acido nitrico al di fuori delle regole che il ministero aveva imposto. Furono introdotti 16 Kg di
uranio esaurito al posto dei 3 Kg massimi. In seguito un lampo blu, dovuto ai neutroni emessi
dall'innesco della reazione nucleare e una forte emissione di raggi gamma costrinse gli operatori ad
evacuare lo stabilimento.Solo dopo 20 ore tre operai entrarono nel capannone per tentare di separare
i materiali fissili manualmente. Dei tre, due morirono per le radiazioni e solo lultimo si salvato
dopo molti mesi di ospedale.Fortunatamente non ci fu un grosso rilascio di sostanze inquinanti
all'esterno ma molti dipendenti, alcune decine, furono contaminati da dosi elevate di radiazioni.

Eleonora Pezza

1-La radioattivit:
Cos la radioattivit?
Si definisce radioattivit la propriet che hanno gli atomi di alcuni elementi di emettere
spontaneamente radiazioni ionizzanti. Non stata inventata dall'uomo, anzi, al contrario, l'uomo
esposto alla radioattivit fin dal momento della sua apparizione sulla Terra.
Solo recentemente, l'uomo ha scoperto l'esistenza della radioattivit. Fin dalla formazione della
Terra, circa cinque miliardi di anni fa, la materia era formata da atomi stabili non radioattivi e atomi
instabili radioattivi. Col trascorrere dei millenni, la maggior parte degli elementi radioattivi,
attraverso il processo di decadimento, hanno cessato di essere tali.
Esistono ancora oggi in natura alcuni isotopi radioattivi. Ecco perch tutto quello che ci circonda
"naturalmente" radioattivo.
In Italia la dose di radioattivit naturale cui sottoposto annualmente ciascun individuo pari
approssimativamente alla dose associata ad una radiografia del torace moltiplicata per venti.
Gli isotopi presenti in natura sono quasi tutti stabili. alcuni isotopi naturali, e quasi tutti gli isotopi
artificiali, presentano nuclei instabili, a causa di un eccesso di protoni e/o di neutroni. Tale
instabilit provoca la trasformazione spontanea in altri isotopi, e questa trasformazione si
accompagna con l'emissione di radiazioni ionizzanti per cui essi sono chiamati radioisotopi. La
trasformazione di un atomo radioattivo porta alla produzione di un altro atomo, che pu essere
anch'esso radioattivo oppure stabile. Essa chiamata disintegrazione o decadimento.Tale
trasformazione, a seconda dei casi, pu completarsi in tempi estremamente brevi o estremamente
lunghi. Dopo dieci tempi di dimezzamento, la radioattivit di un radioisotopo mille volte minore
di quella iniziale.
L'unit di misura il becquerel, con simbolo Bq.
1 becquerel = 1 Bq = 1 disintegrazione al secondo.
I differenti tipi di radioattivit sono:
Radioattivit alfa
Radioattivit beta
Radioattivit gamma

Gli effetti della radioattivit


Le radiazioni prodotte dai radioisotopi interagiscono con la materia con cui vengono a contatto,
trasferendovi energia.
Gli effetti possono essere irrilevanti o pi o meno dannosi, a seconda della dose di radiazioni
ricevuta e del tipo delle radiazioni stesse.

Per meglio chiarire l'importanza della dose assorbita, un esempio noto a tutti quello delle
radiazioni ultraviolette dei raggi solari, che, per l'uomo, a piccole dosi sono innocue, ma per
esposizioni eccessivamente prolungate possono provocare colpi di sole o bruciature della pelle.
L'unit di misura della dose assorbita dalla materia a seguito dell'esposizione alle radiazioni
ionizzanti il Gray:
1 Gray (Gy) = 1 joule (J) assorbito da 1 kilogrammo di materia
L'uomo pu essere esposto alla radioattivit in due modi:
per esposizione esterna, che avviene quando l'individuo si trova sulla traiettoria delle radiazioni
emesse da una sorgente radioattiva situata all'esterno dell'organismo; si parla, in questo caso, di
irradiazione
per esposizione interna, che si verifica quando la sorgente radioattiva si trova all'interno
dell'organismo, a causa di inalazione per respirazione, e/o ingestione, ovvero per introduzione
attraverso una ferita; si parla, in questo caso, di contaminazione interna.
L'esposizione a dosi pi o meno elevate di radiazioni ionizzanti pu avere effetti a lungo termine
che possono provocare cancro o leucemia.

2-Il Radon:
Il radon l'elemento chimico che nella tavola periodica viene rappresentato dal simbolo Rn e
numero atomico 86. un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento del Radio, generato
a sua volta dal decadimento dell'Uranio. Il Radon un gas molto pesante e viene considerato
estremamente pericoloso per la salute umana. L'isotopo pi stabile, il 222Rn ha una vita media di 3,8
giorni e viene usato in radioterapia. Uno dei principali fattori di rischio del radon dato dal fatto
che accumulandosi all'interno di abitazioni diventa una delle principali cause di tumore al polmone.
E un elemento chimicamente inerte (in quanto gas nobile), naturalmente radioattivo. A temperatura
e pressione standard il radon inodore e incolore. Viene a volte prodotto da alcuni ospedali per uso
terapeutico. A causa della sua rapida dispersione in aria, il Radon viene utilizzato in ricerche
idrologiche che studiano le interazioni tra acqua profonda, ruscelli e fiumi. Ci sono alcune ricerche
che studiano come poter utilizzare il Radon come precursore sismico, in quanto la sua emissione in
atmosfera fortemente influenzata dalla conformazione geologica, e in caso di variazioni di
pressione o di movimenti delle faglie si notata una variazione delle emissioni del gas.
Il radon essendo un gas radioattivo pu essere cancerogeno se inalato, dato che emette particelle
alfa. Poich fuoriesce principalmente dal terreno (ma anche dai materiali di costruzione), si disperde
nell'ambiente e si accumula nei locali chiusi ove diventa pericoloso. Si stima che sia la seconda
causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta. Nonostante l'accertata pericolosita del radon,
singolare che in Italia e in Europa un certo numero di ciarlatani ancora sostenga che l'inalazione di
radon abbia virt terapeutiche per le vie respiratorie.
Per determinare la concentrazione di radon presente in un locale ci si pu rivolgere all'Agenzia
Regionale per la Protezione dell'Ambiente ARPA. La concentrazione di radon varia in funzione
della distanza dal terreno, ma anche nel corso della giornata o con il variare delle stagioni. Nelle
situazioni in cui dopo aver effettuato una misurazione si dovesse rivelare una concentrazione di
radon superiore ai livelli di riferimento opportuno effettuare degli interventi di bonifica. Un
rimedio immediato, anche se non sempre efficace, consiste nel continuo ricambio d'aria degli
ambienti. Una corretta quanto continua ventilazione pu contrastare gli accumuli del gas che
tendono a far aumentare la concentrazione di radon negli ambienti.

3-Scorie Nucleari:
Qualsiasi centrale nucleare produce "scorie radioattive". Una parte di questa normalmente
dispersa nell'ambiente. Ad esempio i reflui del raffreddamento sono scaricati direttamente nelle
acque dei fiumi (da cui viene prelevata anche l'acqua) poich considerati non pericolosi.
Diversamente avviene per tutti i materiali che, trovandosi nel reattore o nei pressi, sono soggetti ad
una continua emissione di radiazioni. Dal semplice bullone alla componenti metalliche pi grandi
(pareti, contenitori ecc.). Al termine del ciclo produttivo della centrale nucleare, questi oggetti
diventano rifiuti "speciali" da trattare con molta attenzione in quanto radioattivi e quindi pericolosi.
Sono definiti per semplicit "scorie nucleari".
Le scorie nucleari si distinguono in base al grado di radioattivit (ovvero alla loro pericolosit):
-Alta attivit (scorie di 3 grado): l'alto grado di radioattivit presente in queste scorie pu
richiedere anche 100.000 anni per decadere. Sono in particolare le ceneri prodotte dalla
combustione dell'uranio.
-Media attivit (scorie di 2 grado)
-Bassa attivit (scorie di 1 grado)
In Europa le scorie sono generalmente depositate nei pressi delle centrali nucleari inattive o in
centri di stoccaggio di superficie (ovvero non di profondit come quelli geologici, costruiti centinaia
di metri sotto terra). In alcuni casi, ad esempio in Francia, le scorie nucleari sono ritrattate
all'interno delle centrali nucleari per produrre nuovo combustibile rigenerato (cd Mox) da
riutilizzare nel reattore. L'Italia non conta grandi quantit di scorie nucleari, il referendum del 1987
ha definitivamente bloccato la produzione di energia dal nucleare. Oggi quindi, le scorie ad alta
pericolosit sono circa 8.000 Mg. Una minima quantit che lascia aperta la porta alla soluzione
europea (consigliata dalla stessa UE).

Eleonora Pezza

IIA xiti - 2006/2007

Messina Raffaele

RADIOATTIVIT - RADON

La radioattivit in natura

Le sorgenti di radiazioni in natura sono diverse. Oltre


alla radiazione cosmica e a quella terrestre, anche i
materiali da costruzione (specialmente cementi
pozzolanici, tufi, graniti, basalti, porfidi) con cui sono
fabbricate le nostre abitazioni contengono atomi
radioattivi, come pure gli alimenti con cui ci nutriamo.
Un importante contributo alla radioattivit a cui siamo
giornalmente esposti viene per dato dal Radon, un gas
naturale che proviene dal terreno e che si accumula nei
piani bassi degli edifici. Di qui il Radon sale trascinato
dalle correnti d'aria contaminando anche i piani
superiori dove finisce per essere respirato insieme
allaria. La quantit di Radon esalata dal sottosuolo
varia moltissimo da una zona allaltra e da un edificio
allaltro, spesso anche se distanti solo poche decine di
metri. Tuttavia, da uno studio condotto negli USA,
stato stimato che il contributo pi rilevante alla
radioattivit assorbita da un individuo adulto, in un anno, da imputare prevalentemente allinalazione del gas Radon
(40-80% del totale).

La radioattivit negli edifici


Gli edifici oggi non respirano pi! Porte e infissi sempre pi
efficienti sigillano i fabbricati riducendo drasticamente il
ricambio daria. Anche il gas Radon , che rappresenta la
sorgente pi importante di radiazioni negli edifici, in luoghi
chiusi pu accumularsi e, con linalazione e il successivo
decadimento radioattivo, pu aumentare enormemente la
probabilit di sviluppare neoplasie polmonari. La permeabilit
del suolo, la struttura geomorfologica del terreno e le
caratteristiche costruttive
delledificio determinano la quantit di Radon che giunge in
superficie e che si annida nei fabbricati. Anche i materiali per ledilizia emettono diverse
quantit di radiazioni, a seconda della zona di provenienza. Alcuni materiali da costruzione
(granito, tufo, porfido, basalto, cementi pozzolanici ecc.) contengono pi radiazioni di altri.
Pertanto la scelta dei materiali edilizi pi idonei andrebbe effettuata solo dopo la valutazione di
un esperto dotato di specifiche apparecchiature. Una volta accertata la sua eventuale presenza
nelledificio e la sua concentrazione media annuale, possibile diminuire la sua pericolosit con
una serie di accorgimenti tecnici adottati nelle metodiche di bonifica.

GAS RADON
Cos il gas radon
Il Radon un gas radioattivo pi pesante dellaria, incolore,
inodore, chimicamente inerte, praticamente impercettibile
senza adeguati sistemi di rilevamento. Proviene
prevalentemente da terreni con un elevato contenuto di
Uranio/Radio quali tufi, pozzolane, alcuni graniti e rocce di
origine vulcanica. Il Radon 222, il principale isotopo di
quest nellacqua e penetrare cos negli edifici anche
attraverso le condutture idriche. Una volta accumulatosi, il
Radon pu essere respirato e continuare la serie radioattiva
allinterno dellorganismo, con grande danno alla salute ,
aumentando il rischio di sviluppare neoplasie polmonari. Studi epidemiologici diffusi
dallOrganizzazione Mondiale della Sanit (OMS) e dallAgenzia Internazionale per la Ricerca sul
Cancro (IARC) hanno, infatti, ormai scientificamente stabilito la cancerogenicit di questo gas.o
gas, il prodotto del decadimento dellUranio 238 . Mentre gli altri elementi della serie radioattiva
sono solidi, il Radon un gas e, in quanto tale, pu infiltrarsi attraverso fessure e crepe, attraversare
materiali porosi, dissolversi

Le zone a rischio
E impossibile determinare la presenza del gas Radon senza
lausilio di strumentazione adeguata. Si pu comunque
presumere la sua presenza in un edificio quando si verificano
una o pi delle seguenti condizioni:
-

Costruzioni situate in regioni ad alto rischio per la


natura geomorfologica del terreno (individuabili dalla
cartina a destra).
- Edifici costruiti su terreni ricchi di tufo, pietre di
origine vulcanica, o in aree limitrofe a vulcani attivi o
spenti.
- Edifici costruiti utilizzando tufo, pietre laviche o cementi pozzolanici.
- Locali interrati, seminterrati o situati ai piani bassi degli edifici e non attrezzati con idonei impianti
di ricambio dellaria a livello del pavimento.
-

Edifici costruiti su fondamenta prive di vespaio areato. Il verificarsi di una o pi situazioni fra quelle
sopraelencate fa sospettare una condizione di potenziale rischio radioattivo dovuto alla presenza di
gas Radon nellaria. In questi casi, o in caso di dubbi sulla natura del terreno su cui poggia ledificio
o dei materiali da costruzione utilizzati, sarebbe opportuno richiedere un'assistenza tecnica
specializzata.

Effetti sulla salute


La causa principale della concentrazione del Radon allinterno degli
edifici il gas liberato dal sottosuolo. Una volta allinterno del
fabbricato, il Radon viene respirato insieme allaria creando seri danni
al sistema respiratorio. Infatti, nella fase di decadimento tale gas rilascia
particelle alfa (nuclei di elio costituiti da due protoni e due neutroni)
che possono provocare danni fisici e chimici al DNA delle cellule
dellepitelio polmonare. Dal decadimento del Radon (Serie di
decadimento delluranio 238 vengono poi a formarsi una serie di
particelle solide radioattive che si accumulano nei polmoni sotto forma
di elementi pesanti che continuano ad emettere radioattivit e a danneggiare lepitelio polmonare.
Laccumulo dei danni al DNA pu concretamente determinare linsorgenza del cancro. Considerato
la seconda causa di tumore al polmone dopo il tabacco, il Radon rappresenta un fattore di rischio
rilevante per circa 1 milione di edifici in tutta Italia. Sul territorio nazionale, si stima che circa il
10%-30% dei carcinomi polmonari sia imputabile al Radon. Accertata la presenza del gas
nelledificio tramite lausilio di un esperto, lesposizione al gas va quindi ridotta urgentemente
utilizzando sistemi di bonifica che, se ben progettati, risultano generalmente semplici e poco
costosi.

SCORIE RADIOATTIVE
Con il termine di scorie nucleari si intende indicare il combustibile esausto
originatosi all interno dei reattori nucleari nel corso dellesercizio.
Esse rappresentano un sottoinsieme dei rifiuti radioattivi, a loro volta
suddivisibili in base al livello di attivit in tre categorie: basso, intermedio
ed
alto.
Esempio di rifiuti a basso livello sono costituiti dagli indumenti usa e getta
usati nelle centrali nucleari; il 90% dei rifiuti radioattivi prodotti
appartengono a questa categoria, ma contengono solo il 1% della
radioattivit di provenienza antropogenica. Rifiuti a livello intermedio sono
costituiti ad esempio dallincamiciatura del combustibile, richiedono schermatura, e costituiscono il 7% del
volume dei rifiuti radioattivi prodotti nel mondo (ma contengono solo il 4% della radioattivit). Al contrario
le scorie ad alto livello costituiscono solo il 3% del volume prodotto nelle attivit umane, ma contengono il
95% della radioattivit. Tipico esempio costituito dal combustibile esausto delle centrali nucleari. I 436
reattori nucleari presenti in 31 nazioni infatti producono annualmente migliaia di tonnellate di scorie. Un
reattore del tipo PWR scarica annualmente da 40 a 70 elementi di combustibile, un BWR da 120 a 200
(rispettivamente 461.4 e 183.3 Kg di uranio per assembly). Infatti dopo 3 anni di permanenza allinterno del
reattore il combustibile passa alle piscine di raffreddamento; si sono formati in totale circa 350 nuclidi
differenti, 200 dei quali radioattivi.
Si ha, in media, la seguente composizione:
- 94% uranio 238
- 1% uranio 235

- 1% plutonio
- 0.1% attinidi minori (Np, Am, Cm)
- 34% prodotti di fissione
Si osservi che:
- la radiotossicit del combustibile esausto decresce nel tempo e pareggia quella delluranio inizialmente
caricato nel reattore solo dopo 250.000 anni;
-il contributo maggiore alla pericolosit delle scorie dato dal plutonio: l80% dopo 300 anni, il 90 % dopo
500 anni;
- dopo il plutonio i maggiori contributori sono gli attinidi minori (nettunio, americio e curio), che
contribuiscono per un ordine di grandezza meno del plutonio ma circa mille volte pi dei prodotti di fissione;
- gli attinidi rappresentano dunque il maggiore pericolo potenziale delle scorie nucleari; tuttavia bisogna
tener conto anche di alcuni prodotti di fissione quali alcuni isotopi dello iodio, del tecnezio e del cesio, data
la loro maggiore mobilit nella biosfera e la loro maggiore affinit biologica (vie di ritorno per luomo).
Dato che le scorie radioattive, al contrario dei rifiuti convenzionali, decadono nel tempo, si osserva che i
prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per
circa 250.000.
Per alleggerire il problema dello stoccaggio permanente delle scorie dei reattori nucleari necessario quindi:
- ridurre la formazione del plutonio;
- bruciare quello gi prodotto.
A tale scopo sono state proposte varie soluzioni, fra le quali possono essere citati l'ADS (Accelerator Driven
System), i reattori veloci ed ora anche i reattori HTR. Si noti che questo fenomeno dovuto alla formazione
degli elementi transuranici, in generale assai pi radiotossici delluranio presente nelle miniere; si noti che le
scorie high-level pareggiano la radioattivit delluranio dopo 10.000 anni. Si noti che un impianto nucleare
da 1000 MWe produce annualmente solo 2530 tonnellate di scorie ad alto livello vetrificate, pari ad un
volume di circa 3 m3. E stato calcolato che un uomo che usasse solo energia di origine nucleare produrrebbe,
nellarco della propria vita, un volume di scorie di questo tipo tale da poter essere contenuto nel palmo di una
mano. Del resto dai dati sopra esposti si calcola facilmente che il consumo di 1 KWh per 100 anni
produrrebbe un volume di scorie vetrificate pari a 0.3 litri (meno di una lattina da 33 cl!), o se si preferisce
una sfera di diametro pari a 8.3 cm. Un impianto da 1000 MWe, annualmente, ne produce 12 cilindri di
altezza 1.3 e diametro 0.4 metri con 400 Kg di vetro.

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