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ENERGIA NUCLARE

INIZIO LUCRE
Introduzione
L’energia nucleare, ritenuta pulita poiché a bassa emissione di anidride carbonica, può avere un
impatto ambientale positivo, infatti è stata a lungo considerata come una strada percorribile per
combattere l’effetto serra e dunque una possibile soluzione al problema del surriscaldamento
globale.
L’energia nucleare richiede anche un'importante e costante fornitura di acqua e modifica l'ambiente
tramite gli scavi.
L'impatto negativo potenzialmente maggiore risiede nei rischi legati alla gestione dei rifiuti
radioattivi, come la contaminazione delle falde acquifere, nei rischi di incidenti e nei rischi legati a
eventuali attentati a strutture per lo stoccaggio dei rifiuti o alle centrali nucleari.
Infatti le centrali nucleari si sono rivelate nel tempo molto pericolose dimostrando non solo di non
essere in grado di ridurre la concentrazione dei gas-serra nell’atmosfera ma facendo evidenziare
innumerevoli problemi di sicurezza, dalle emissioni radioattive allo smaltimento delle scorie.
Infatti non sempre vengono messe in atto misure necessarie a garantire la sicurezza all’interno delle
centrali nucleari. Quando queste sono introdotte e seguite da chiunque operi all’interno della
centrale non vi è comunque la completa sicurezza e non si può determinare con certezza che non
accadano incidenti. Quando questi si verificano, l’ambiente circostante e gli individui presenti nella
zona sono esposti ad alti livelli di radiazioni. L’esempio più vicino ai giorni nostri e uno dei più gravi
della storia è quello della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, i cui reattori furono distrutti
a causa di uno tsunami e da un terremoto molto forte. Esistono anche altre minacce da non
sottovalutare: quella terroristica è la principale. Spesso infatti gli impianti che sfruttano l’energia
nucleare non sono protetti e pronti a fronteggiare queste particolari evenienze. Proprio per questo
motivo, se nel corso degli anni la strada del nucleare è stata percorsa da molti paesi tra cui Gran
Bretagna e Francia, nel tempo altri, tra cui l’Italia, decisero di chiudere del tutto gli impianti.
Per quanto una delle modalità per evitare le dannose conseguenze che la produzione di energia
nucleare implica sia la collocazione degli impianti in zone poco popolate, ciò non sembra essere
sufficiente ad evitarne i rischi. Lo dimostrano gli innumerevoli incidenti, come quelli di Three
Miles Island nel 1979 in Pennsylvania e di Cernobyl nell’ex Unione Sovietica nel 1986, a
seguito dei quali gli elementi radioattivi, trasportati dai venti, hanno potuto raggiungere aree
collocate anche a migliaia di chilometri di distanza, disperdendosi rapidamente nell’ambiente.
FINE LUCRE

INZIO ILARIA
Alcuni ritengono che l’energia nucleare sia una fonte di energia pulita in quanto le centrali non
rilasciano anidride carbonica nell’atmosfera. Sebbene questa affermazione sia veritiera, al contempo
risulta però essere un po’ ingannevole. Le centrali nucleari non emettono CO2 durante le
operazioni di routine, ma quantità elevate di questo gas serra sono invece rilasciate durante
lo svolgimento delle attività strettamente collegate all’impianto, dalla sua costruzione al suo
funzionamento. Il combustibile impiegato nelle centrali è l’uranio; la sua estrazione provoca
un’emissione elevata di anidride carbonica. Il trasporto dei materiali radioattivi e delle scorie,
inoltre, intensifica ulteriormente queste emissioni, così come la costruzione stessa di una centrale.

Il problema principale legato alla produzione di energia da nucleare è legato alle scorie radioattive
ossia al combustibile nucleare residuo prodotto dalle centrali nucleari di fissione.
A differenza delle centrali termoelettriche, che producono fumi, questi impianti emettono isotopi,
ossia atomi altamente instabili e difficili da smaltire che perdurano nel tempo e producono
radiazioni molto pericolose per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Le scorie nucleari, infatti, restando radioattive anche per migliaia di anni, possono causare
pericolosi disastri ambientali e danni irreparabili per l’uomo, ad esempio malattie come la leucemia
e gravi patologie del sistema nervoso. In prossimità degli impianti sono state, inoltre, rilevate alte
percentuali di malattie congenite nei bambini.

Ciò avviene presumibilmente a causa del fatto che i materiali prodotti dallo sfruttamento
dell’energia nucleare emettono radiazioni alfa, beta e gamma. La radioattività, in realtà, è un
fenomeno fisico presente anche in natura e può addirittura assumere una valenza curativa di molte
malattie se mantenuta a livelli molto bassi, come nel caso dei raggi X. Al contrario essa può invece
diventare molto pericolosa se non controllata e portata a livelli estremi, soprattutto in caso di
fuoriuscite di emissioni radioattive dovute ad anomalie e malfunzionamenti dell’impianto.
FINE ILARIA

INIZIO ELENA
Il meccanismo di funzionamento di una centrale nucleare avrebbe dovuto assicurare nel tempo
un minor impatto ambientale riducendo lo sfruttamento dei combustibili fossili, ma le aspettative
sembrano essere state deluse proprio a causa del ciclo di vita del combustibile nucleare e del
difficile smaltimento delle scorie radioattive.

PUNTO DI VISTA PAESAGGISTICO


Oltre ad avere un impatto negativo da un punto di vista paesaggistico, gli impianti nucleari
occupano aree territoriali molto estese che prevedono, dunque, l’allontanamento della fauna.

SISTEMI RAFFREDDAMENTO
I sistemi di raffreddamento impediscono alle centrali nucleari di surriscaldarsi eccessivamente.
Esistono anche in questo caso due principali preoccupazioni per l’ambiente. La prima riguarda la
fauna marina. L’acqua per gli impianti di raffreddamento viene presa in grandi volumi direttamente
da fiumi e mari. Così facendo si rischia di catturare inavvertitamente e di uccidere molti pesci ed
organismi viventi. La seconda preoccupazione è la reimmissione dell’acqua nel suo ambiente
originario in seguito all’adempimento delle sue funzioni di raffreddamento. Infatti, l’acqua che
viene reintrodotta ha un temperatura più elevata di quando è stata prelevata, provocando la
morte di specie marine e di pesci particolarmente sensibili alle variazioni di temperature.

CONCLUSIONE
Ciò che non viene messo in dubbio è che le fonti di energia pulita sono vitali per il
mantenimento del nostro ambiente. La discussione nasce su quale tipo di energia affidarsi. I
sostenitori dell’energia nucleare la ritengono un modo efficace per produrre elettricità e la
considerano facile da implementare. Chi si oppone a questo pensiero, invece, propone di sfruttare
altre fonti, più sicure e certamente con minor potenziale inquinante: le energie rinnovabili. Queste
ultime, ad oggi, sembrano la via migliore per risanare il nostro ambiente e la nostra atmosfera. Il
solare, l’eolico, l’idroelettrico e il geotermico sono quattro settori ritenuti delle alternative molto
valide alle fonti energetiche tradizionali che impiegano i combustibili fossili o l’energia nucleare, sia
su piccola che su larga scala. 
FINE ELENA

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