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ENERGIA NUCLEARE

L'energia nucleare è una forma di energia che si ottiene dalle reazioni nucleari e dalla
forza nucleare che tiene insieme il nucleo atomico. Essa rappresenta il legame che tiene
uniti i neutroni e protoni nel nucleo di un atomo.

ENERGIA NUCLEARE (URANIO): L’Uranio è un elemento chimico, di


simbolo U, peso atomico 238,03, numero atomico 92; fa parte della serie degli attinidi e
venne scoperto nel 1789 da M.H. Klaproth Chimico (Wernigerode 1743 – Berlino 1817)
Rappresenta il più importante combustibile nucleare per reattori a fissione. L’uranio si
trova in natura nei suoi minerali, è costituito da un miscuglio dei tre isotopi radioattivi,
di cui i più importanti sono 235U (0,7%), fissile, e 238U (99,3%), non fissile, ma fertile in
quanto dà luogo a un isotopo fissile del plutonio. L’uso dell’uranio è direttamente
connesso allo sviluppo dei processi di fissione nucleare e al loro uso a fini bellici e
pacifici. L’individuazione e lo sfruttamento di giacimenti di minerali di uranio inizia
dopo la Seconda guerra mondiale si sviluppa a metà degli anni 1960, per l’incremento
del fabbisogno energetico, i progressi tecnologici nel settore degli impianti nucleari, e
negli anni 1970 per le crisi petrolifere. I distretti minerari si concentrano in aree di
formazione geologica molto antica: scudo canadesi, scudo siberiano, Africa centrale e
australe, Brasile, India e Australia. La produzione mondiale è di circa 44.000 Tonnellate.
Il Canada, principale paese produttore, copre oltre 1/5 del totale; è seguito da
Kazakistan, Australia, Namibia, Russia, Niger, Uzbekistan.

ENERGIA NUCLEARE (produzione di energia elettrica): Il termine


“fissione” deriva dal sostantivo inglese fission che, letteralmente, significa “rottura” La
fissione nucleare è un processo di disintegrazione durante il quale nuclei pesanti, come
quelli dell’uranio, se opportunamente bombardati con neutroni si dividono in due grossi
frammenti, entrambe di carica positiva, che si respingono con violenza allontanandosi
con elevata energia cinetica.

I processi tecnologici di produzione di energia atomica sono:


·i processi di fissione
·i processi di fusione

Con la fissione si liberano anche almeno due neutroni. Questi neutroni possono a loro
volta provocare altre fissioni innescando reazioni a catena. Se la reazione a catena
avviene in modo non controllato ed istantaneo si verifica una esplosione nucleare
(bomba atomica).

L’energia cinetica dei frammenti di fissione si trasforma in calore, cioè energia termica,
utile per produrre vapore con cui alimentare una turbina e ricavare energia elettrica. La
fissione di 1 grammo di uranio produce un quantitativo di energia pari a quella
ottenibile dalla combustione di circa 2800 kg di carbone.

Funzionamento Tipico Di Una Centrale Nucleare


·La Reazione A Catena Nucleare Avviene All'interno Del Guscio Di Cemento E Di
Acciaio, Sempre In Uno Stato Cosiddetto "Critico" In Cui Ogni Neutrone
Colpisce Un Solo Nucleo Di Uranio.
·Il Processo Deve Essere Costantemente Controllato Poiché Se Venisse Superata La
Soglia "Critica" (Ovvero Se Un Neutrone Colpisse Più Nuclei Di Uranio) La
Reazione A Catena Genererebbe Un Surriscaldamento Esponenziale E La
Conseguente Fusione Del Nucleo Nel Reattore Con Emissioni Di Radiazioni
Nocive, Cosi Accadde Alla Centrale Di Chernobyl.

Per Controllare La Reazione Nucleare L'uranio Viene Immerso In Una Piscina D'acqua
Pesante In Grado Di Rallentare L'attività Dei Neutroni E Quindi Di Controllare La
Reazione Nucleare.
Nella Piscina Vengono Poi Poste Barre Di Cadmio O Di Boro Per Assorbire Parte Dei
Neutroni Che Si Liberano Dalla Fissione Nucleare.
La Reazione A Catena nel processo di fissione genera calore e riscalda i flussi di acqua
presenti in uno scambiatore di calore generando vapore. La forza vapore muove le
turbine meccaniche per produrre energia elettrica.
Le prime centrali nucleari degli anni '50 basavano il proprio sistema di raffreddamento
sull'utilizzo del gas. Negli anni '60 venne preferito l'uso dell'acqua.
Il Ruolo Dell'acqua È Sempre Stato Fondamentale Nelle Centrali Nucleari.
Il Processo Di Fissione Richiede Costantemente Un Flusso Refrigerante Per Controllare Il
Calore Emesso E Consente La Trasformazione Del Calore In Vapore Acqueo (Forza
Vapore).
L'acqua È Prelevata E Scaricata In Continuazione Dai Fiumi Antistanti Alle Centrali
Nucleari.

Ha Fatto Notizia Nella Torrida Estate Del 2003 L'emergenza Scattata In Molte Centrali
Nucleari Francesi A Causa Dell'abbassamento Delle Acque Nei Fiumi.

La tecnologia da fissione (evoluzione)


La storia dell'energia nucleare inizia ufficialmente nel 1934 con gli esperimenti portati
avanti da un gruppo di scienziati italiani sotto la guida del fisico Enrico Fermi. Il gruppo
è anche conosciuto con il nome di "ragazzi di via Panisperna", dove risiedeva la sede
dell'istituto. Dopo le ricerche in campo bellico, che condussero alla costruzione delle
bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, negli anni 50 gli studi sull'energia nucleare
portarono alla realizzazione dei primi reattori e centrali elettronucleari per la
produzione di energia elettrica. La prima centrale elettrica con reattore nucleare fu
realizzata, nel 1955, nello Stato dell'Idaho (USA). Essa apparteneva alla prima
generazione (GEN I) di impianti nucleari, costruiti fino agli anni 70, e costituita da
prototipi e da esemplari unici nel loro genere.

Gli attuali 438 reattori, operanti in 30 Paesi del mondo, appartengono, per la maggior
parte, alla seconda generazione (GEN II) di impianti, costruita dagli anni 70 alla fine del
secolo.

L’esperienza maturata nella gestione di questi impianti, che può misurarsi in oltre 13.000
anni-reattore, ha portato all’inizio del nostro secolo alla costruzione di reattori di III
generazione (GEN III e GEN III+), molto più sicuri e durevoli.

I reattori GEN III+, sono detti “evolutivi” e rappresentano un avanzamento rispetto alla
II generazione, principalmente per:
·la semplificazione e la maggior “robustezza” del progetto;
·la standardizzazione del progetto che consente di accelerare il processo di rilascio
delle autorizzazioni, la riduzione del costo di costruzione e dei tempi di
realizzazione;
·una vita operativa dell’impianto più lunga, tipicamente 60 anni, contro i 40 delle
vecchie centrali;
·la continua e progressiva riduzione del già basso livello di rischio di fusione del
nocciolo;
·un migliore sfruttamento del combustibile e quindi una riduzione del volume dei
rifiuti ad alta attività;
·il riutilizzo di parte del combustibile già utilizzato per allungare la vita del
combustibile stesso.

I reattori di terza generazione sono stati costruiti per lo più in Estremo Oriente: impianti
con potenza tra 1000 e 1600 MWe sono stati realizzati in Giappone, Sud Corea, Cina,
India, Russia, Ucraina, Finlandia, Francia e Stati Uniti. Una nuova generazione di
reattori, la quarta (GEN IV) è allo studio in tutto il mondo e si ritiene sarà pronta dopo il
2030-2040.

La loro realizzazione mira a migliorare il rendimento degli impianti, a raggiungere lo


sfruttamento completo del combustibile fissile e a ridurre notevolmente il volume e i
tempi di decadimento dei rifiuti radioattivi da inviare al deposito finale.
La tecnologia da fissione (evoluzione FUTURA)
Sono allo studio 6 diversi tipi di reattori che, oltre alla produzione di elettricità, potranno
essere utilizzati anche per la produzione di idrogeno, per la desalinizzazione dell’acqua
e per produrre calore.

PAESI CHE PRODUCONO L’ENERGIA NUCLEARE


Sono Circa 438 I Reattori Nucleari Attivi Nel Mondo.I paesi con maggiore presenza di
reattori nucleari sono i seguenti: 104 negli USA, 59 in Francia, 53 in Giappone
Complessivamente, le centrali nucleari nel mondo producono 352 gigawatt, pari al 16%
della fornitura globale d'energia. Un Dato Consistente Ma Ben Lontano Dai 1000
Gigawatt Stimato Negli Anni '70.
L'incidente di Chernobyl negli anni '80 frenò l'ottimismo verso l'energia nucleare per la
consapevolezza delle gravi conseguenze in caso di incidente.
I Paesi Che Soddisfano Il Proprio Fabbisogno Energetico Interno Tramite L'energia
Nucleare Sono I Seguenti:
·Francia: 76% fabbisogno energetico interno;
·Paesi dell'Europa dell'Est: 40-50% ;
·USA: 20% ;
Il caso della Francia è unico al mondo. Il 76% dei consumi energetici francesi sono
soddisfatti mediante reattori nucleari.
·Seguono i Paesi dell'Est, le cui centrali nucleari obsolete identificano una pericolosa
eredità del precedente regime sovietico.
·Desta attenzione il caso degli USA, il paese dove il nucleare è nato, dove la
produzione di energia del nucleare non supera ancora il 20%.
·L'Europa Soddisfa Mediamente Il 35% Del Proprio Fabbisogno Energetico Interno
Tramite L'uso Di Centrali Nucleari. Sul Dato Pesano Fortemente I Reattori
Nucleari Francesi.

PREVISIONI FUTURE
SI PREVEDE UN MINORE IMPIEGO DELL'ENERGIA NUCLEARE
Nonostante I Dati Favorevoli Al Nucleare (Soprattutto La Situazione Francese) Secondo
L’i Iaea (International Atomic Energy Agency) Il Peso Dell'energia Nucleare Rispetto
Alle Altri Fonti Di Energia È Destinato A Ridursi Entro Il 2020.
Questa Previsione Trova Conferma Osservando L'evidente Assenza Di Investimenti
Nella Costruzione Di Nuove Centrali Nucleari In Europa Negli Ultimi Venti Anni. Fa
Eccezione La Finlandia, Unico Paese Europeo Ad Avere In Cantiere La Costruzione Di
Una Nuova Centrale Nucleare. E’ stata attivata nel 2010 A Olkiluoto. In America e Nel
Resto Del Mondo Occidentale, Europa, Non Sono Previste Nuove Centrali Atomiche. In
Svezia, Germania, Olanda E Belgio Le Attuali Centrali Continueranno A Funzionare
Fino Alla Fine Del Ciclo Produttivo, Al Termine Del Quale Non Saranno Sostituite Con
Altre Di Nuova Costruzione. Diversa È La Situazione In Asia, Dove Sono Attualmente
In Cantiere Almeno 15 Nuove Centrali Nucleari (Cina, Corea Del Sud, India E Taiwan).
I RIFIUTI RADIOATTIVI
I rifiuti radioattivi si producono da molte attività come per esempio: la diagnostica e la
terapia medica (per es. la radioterapia), la ricerca scientifica, l’industria agroalimentare
(per es. la sterilizzazione delle derrate per irraggiamento), i controlli di produzione
industriale (per es. le radiografie di saldature).
Questi rifiuti, per un tempo variabile da pochi istanti a milioni di anni, emettono
radiazioni che possono avere effetti negativi sull’ambiente e sull’uomo, ma che sono
comunque di intensità decrescente nel tempo, per il fenomeno del “decadimento
radioattivo”.

In Italia, i rifiuti radioattivi sono classificati in tre categorie, secondo il grado di


pericolosità radiologica:
·I Categoria: rifiuti radioattivi la cui radioattività decade fino al livello del fondo
naturale in tempi dell'ordine di mesi o al massimo di qualche anno. A questa
categoria appartengono una parte dei rifiuti da impieghi medici o di ricerca
scientifica;
·II Categoria: rifiuti radioattivi a bassa/media attività o a vita breve, che perdono
quasi completamente la loro radioattività in un tempo dell'ordine di qualche
secolo;
·III Categoria: rifiuti radioattivi ad alta attività o a vita lunga, per il decadimento
dei quali sono necessari periodi molto più lunghi, da migliaia a centinaia di
migliaia di anni. (rifiuti nucleari la cui radioattività può durare anche 100.000
anni).

I RIFIUTI RADIOATTIVI(Condizionamento): Per ridurre la pericolosità e assicurarne


la gestione in sicurezza, i rifiuti radioattivi vengono sottoposti a processi definiti di :
·Condizionamento
·Smaltimento in depositi definitivi

1 - I rifiuti di I categoria vengono semplicemente immagazzinati in condizioni


controllate fino a quando i valori di radioattività non ne permettono lo smaltimento. Poi
vengono gestiti come rifiuti convenzionali o speciali.

2 - I rifiuti di II e III categoria vengono invece sottoposti al “condizionamento”, cioè


a trattamenti chimici e fisici che li convertono in forma solida, stabile e duratura adatta
per la manipolazione, il trasporto e infine lo smaltimento in depositi dedicati.

Il rifiuto condizionato è, dunque, un manufatto costituito dal materiale


radioattivo inglobato in un materiale inerte, generalmente cemento o vetro, posto
in un contenitore esterno costituito da un fusto in acciaio.
Lo smaltimento dei rifiuti radioattivi condizionati prevede la collocazione definitiva dei
manufatti in un deposito, con l'intenzione di non recuperarli; il deposito deve garantire il
completo isolamento dalla popolazione e dall'ambiente fino a quando la radioattività,
per effetto del decadimento, non raggiunga valori paragonabili a quelli del fondo
ambientale.
Nel caso dei rifiuti radioattivi di bassa/media attività, l'isolamento deve essere garantito
per qualche secolo e quindi la soluzione di smaltimento più idonea è il deposito
superficiale, protetto prevalentemente da barriere artificiali, cioè progettate e realizzate
dall’uomo.
I manufatti possono essere, ad esempio, immagazzinati all’interno di “moduli”
prefabbricati in calcestruzzo armato, i quali sono poi stoccati in strutture scatolari,
anch’esse in calcestruzzo armato, che vengono poi coperte ed interrate.
Questo tipo di depositi è molto utilizzato e ne esistono ormai almeno un centinaio in
tutto il mondo; i più moderni e avanzati si trovano in Francia, Spagna, Svezia, Giappone,
Regno Unito, USA.
Tutti i Paesi più progrediti nell’uso della tecnologia nucleare (Regno Unito, Francia,
Germania, Giappone, Finlandia, Svezia, etc.) hanno in programma la realizzazione di un
deposito geologico al massimo nel giro di qualche decennio. In Svezia è già stato
selezionato il sito relativo.

3 - I rifiuti radioattivi di III categoria, ad alta attività o a lunga vita , mantengono livelli di
radioattività significativi per decine e centinaia di migliaia di anni. Per l'isolamento di tali rifiuti
sono prese in considerazione formazioni geologiche in profondità (600-800 metri e oltre) che
presentino adeguate caratteristiche di stabilità e impermeabilità come, ad esempio, giacimenti
di salgemma o formazioni argillose o di granito.

L’unico esempio al mondo di deposito geologico operativo è il tutti i Paesi più progrediti nell’uso
della tecnologia nucleare (Regno Unito, Francia, Germania, Giappone, Finlandia, Svezia, etc.)
hanno in programma la realizzazione di un deposito geologico al massimo nel giro di qualche
decennio. In Svezia è già stato selezionato il sito relativo.

IL PROBLEMA DELLE SCORIE: Un Articolo Ansa Del 20 Novembre 2003 Basato Su Dati
Apat Descrive Chiaramente La Situazione Internazionale In Merito Alla Questione "Scorie
Nucleari". A Distanza Di 2 Anni Dall'articolo, Nel Luglio 2005, La Situazione Sullo Stoccaggio Delle
Scorie Non Sembra Essere Cambiata Molto. Esistono Quattro Tipologie Di Depositi Per Stoccare
Le Scorie Nucleari:
·Depositi Di Superficie
·Depositi Di Superficie Con Opera Ingegneristica
·Depositi In Cavità O Miniera
·Depositi Geologici

I Depositi Di Scorie Attualmente Presenti Al Mondo Sono Circa Ottanta, Quasi Tutti Di Tipo (A)
(B) E (C), Ossia Depositi In Grado Di Ospitare Scorie A Bassa O Media Attività Radioattiva. I
Depositi Di Tipo Geologico (D), Costruiti In Profonde Cavità Nel Terreno, Sono Invece Pochissimi.
Soltanto Gli Stati Uniti Hanno Iniziato La Costruzione Del Primo Deposito Geologico Nel Deserto
Del New Mexico Dopo Oltre 25 Anni Di Studio.

EVOLUZIONE DEL NUCLEARE IL FUTURO


·Difficile Fare Ipotesi Entro Il 2025 Si Prevede L'incremento Dell'uso Di Gas Per Produrre
Energia, Una Sostanziale Stabilità Per Il Carbone, Il Petrolio E Le Risorse Rinnovabili, Una
Lieve Riduzione Marginale Dell'energia Nucleare
·Nulla Può Essere Affermato Con Certezza Ma È Evidente Una Generale Prudenza Mondiale
Nell'affrontare Piani Di Investimenti Energetici Basati Sul Nucleare.

EVOLUZIONE DEL NUCLEARE


Nel Lungo Periodo La Sfida Sarà La Fusione Nucleare. Il Nucleare Del Futuro, Privo Di Rischio E
Con Bassa Produzione Di Scorie Radioattive. La fusione nucleare è una reazione nucleare che
avviene nel sole e nelle altre stelle, con produzione di una enorme quantità di energia. Nella
reazione di fusione nuclei di elementi leggeri, quali l'idrogeno, a temperature e pressioni
elevate, si fondono formando nuclei di elementi più pesanti come l' elio. Sono tre isotopi dell'
idrogeno : l' idrogeno propriamente detto(H), il deuterio(D) e il trizio(T).
Il nucleo di tutti e tre contiene un protone, il nucleo di deuterio contiene inoltre un neutrone
mentre quello del trizio due neutroni. In tutti i casi l' atomo neutro ha un elettrone al di fuori del
nucleo per compensare la carica del singolo protone.
La reazione più probabile è quella che avviene tra un nucleo di deuterio e un nucleo di trizio,
reazione in cui si genera un nucleo di elio (particella alfa) e un neutrone. In questa reazione la
massa complessiva dei prodotti è inferiore a quella delle particelle interagenti e si verifica
liberazione di energia secondo il principio di equivalenza massa-energia.
I due nuclei interagiscono solo a distanze molto brevi, equivalenti alle dimensioni del nucleo in
questo caso le forze nucleari sono predominanti sulle forze di repulsione elettrostatica dovute
alla carica positiva dei nuclei (forze che crescono all' avvicinarsi dei nuclei in proporzione inversa
al quadrato della distanza).
Affinché due nuclei si avvicinino a distanze sufficientemente brevi è necessario che la velocità
con cui si urtano sia molto alta; la loro energia cinetica (e quindi la temperatura) cioè deve
essere molto elevata.
Al momento il processo di fusione nucleare è oggetto di studio ed ancora non è impiegato per la
produzione di energia a scopi pacifici. La fusione nucleare non produce scorie radioattive e
quindi è da considerarsi fonte di energia più pulita rispetto alla fusione.
La fusione nucleare è attualmente considerata una delle opzioni utili per garantire una fonte di
energia di larga scala, sicura, rispettosa dell’ambiente e praticamente inesauribile. L’Italia è tra i
pionieri della ricerca sulla fusione.
Le attività, avviate già alla fine degli anni 50 nel Centro di Frascati, erano inizialmente dedicate
alla sperimentazione sui plasmi e si sono poi evolute verso un complesso sistema di fisica,
tecnologia e ingegneria che vede l’ENEA come protagonista e come coordinatore del
programma nazionale.
La ricerca sulla fusione in ENEA si concentra in particolare sul confinamento magnetico, con
attività relative sia alla fisica dei plasmi sia allo sviluppo di tecnologie di rilevanza reattoristica.
Le attività vengono svolte nel quadro del programma Euratom per la fusione che coinvolge i
Paesi dell’Unione Europea e la Svizzera, e attraverso collaborazioni con numerosi Istituti e
Università a livello internazionale.
La ricerca sulla fusione vede impegnati tutti i Paesi tecnologicamente più avanzati (Europa,
Giappone, USA, Russia, Cina, Corea e India) che hanno deciso, nell’ambito di una collaborazione
internazionale, di concentrare il loro impegno in un programma comune orientato alla
realizzazione del reattore a fusione sperimentale ITER, che produrrà 500 MW di potenza di
fusione.

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