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Tito Schipa

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Tito Schipa
Tito Schipa, nome d'arte di
Raffaele Attilio Amedeo
Schipa (Lecce, 27 dicembre
1888 New York, 16
dicembre 1965), stato un
tenore e attore italiano.
considerato il pi grande dei

"tenori di grazia" della storia


dell'opera.
Indice

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1 Biografia
2 Personalit artistica
3 Discografia
4 Filmografia
5 Bibliografia
6 Riconoscimenti
7 Curiosit
8 Note

9 Altri progetti
10 Collegamenti esterni
Biografia[modifica | modifica
wikitesto]
Tito Schipa 2.jpg
Figlio di Luigi e Antonia
Vallone, Schipa nacque a
Lecce in una famiglia
arbresh[1][2] negli ultimi
giorni del 1888, venne
tuttavia registrato
all'anagrafe il 2 gennaio
1889, un ritardo finalizzato a

posticipare di un anno la leva


militare.[3]
Il suo talento vocale fu subito
notato dal maestro
elementare Giovanni Albani.
Nel 1902, con l'arrivo da
Napoli del vescovo Gennaro
Trama, il ragazzo, gi
soprannominato "Titu"
(piccoletto), entr in
seminario, dove ebbe modo
di studiare anche
composizione. Dopo

l'adolescenza, su consiglio
del suo maestro di canto,
Alceste Gerunda, Tito si rec
a Milano per terminare gli
studi insieme a Emilio Piccoli.
Il 4 febbraio 1909 fece il suo
debutto a Vercelli nella
Traviata.
Dopo una lunga routine di
formazione nella compagnia
operistica di Giuseppe
Borboni, trionf a Napoli
nella stagione del 1914

diretta da Leopoldo
Mugnone, dove con una
Tosca leggendaria il nome
d'arte "Tito Schipa" si impose
definitivamente alle cronache
artistiche e mondane. Parler
correntemente quattro lingue
e ne canter undici compreso
l'aborigeno australiano pi,
come ripeteva, il napoletano.
Tito Schipa.jpg

Con una Manon del 14


gennaio 1918 al Real di
Madrid anche il primo trionfo
all'estero fu assicurato.
Nel 1919 approd negli Stati
Uniti, invitato dal soprano
scozzese Mary Garden e
dall'impresario Cleofonte
Campanini, che insieme
gestivano la Civic Opera di
Chicago. Qui spos la
soubrette francese Antoinette
Michel d'Ogoy, conosciuta a

Montecarlo il 27 marzo 1917


in occasione della prima
esecuzione assoluta de La
rondine di Giacomo Puccini,
dove interpret il
personaggio di Ruggero. Da
lei avr due figlie, Elena e
Liana.
Il 4 dicembre Schipa debutt
trionfalmente a Chicago con
Rigoletto sotto la direzione di
Gino Marinuzzi. Fu un trionfo
e l'inizio di una permanenza

negli Stati Uniti durata oltre


quindici anni concessi al
pubblico statunitense,
curioso di misurare la sua
grandezza con quella
dell'indimenticabile Caruso.
Nell'ottobre del 1932 lasci
Chicago, prendendo il posto
di Beniamino Gigli al
Metropolitan Opera di New
York. Nel 1935 prese parte a
Werther a San Francisco. Ma
gli effetti della Grande

depressione, l'irreparabile
crisi con la moglie e la
nostalgia per la patria, mai
dimenticata, riportarono
Schipa in Italia.
Alle molte recite nei teatri
italiani, si accompagn una
carriera cinematografica che,
iniziata a Hollywood con
alcuni cortometraggi musicali
per la Warner Bros, fece di
Schipa il divo del Cinema dei
telefoni bianchi.

Fu vicino al regime fascista,


soprattutto per l'antica
amicizia personale con Achille
Starace, suo conterraneo.
L'America del
pre-maccartismo lo dichiar
indesiderato, e lo stesso fece
l'Italia del Teatro alla Scala
appena restaurato e riaperto.
Continuava intanto l'attivit
teatrale e, nella vita privata,

dopo una relazione con


Caterina Boratto, conclusasi
durante la guerra, spos
l'attrice Diana Prandi
(all'anagrafe Teresa Borgna),
conosciuta sul set di Rosalba,
che nel 1946 gli dette un
figlio, Tito Jr..

Tito Schipa nel 1955


Dopo una carriera lunga
quasi mezzo secolo, negli

anni cinquanta Schipa


cominci ad apparire sulle
scene sempre pi di rado. Il
14 aprile 1955 dette l'addio
al palcoscenico con l'Elisir
d'amore al Teatro Petruzzelli
di Bari, a cui faranno seguito
le tourne in Russia, in
Ungheria e negli Stati Uniti.
Accusato stavolta di
filocomunismo, vittima di
gravi traversie economiche e
coinvolto in manovre poco

chiare di alcuni suoi manager


e collaboratori, fu costretto a
tornare negli Stati Uniti, dove
venne accolto, ancora una
volta, con entusiasmo.
Tito Schipa mor a New York
nel 1965 per un collasso
cardiocircolatorio,
complicazione del diabete di
cui soffriva dagli anni
quaranta; la sua Lecce, mai
dimenticata, per la quale egli
sognava di istituire un

Festival musicale, lo accolse


per l'ultimo viaggio. La sua
bella tomba (su cui sono
collocati uno spartito
musicale ed un usignolo, in
ferro battuto) si trova nel
cimitero monumentale di
Lecce, accanto alla Chiesa
dei Santi Niccol e Cataldo.
Ogni giorno, in piazza
Sant'Oronzo a Lecce, a
mezzogiorno, invece dei soliti
rintocchi delle campane,

viene fatta risuonare nell'aria


una canzone di Tito Schipa.
Personalit artistica[modifica
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Dotato di un timbro
personale ed inconfondibile,
ha interpretato i suoi ruoli
per oltre 40 anni di carriera.
Il suo repertorio spazi dal
Don Giovanni di Mozart (nel
ruolo di Don Ottavio) alla
Manon (come Des Grieux) ed

al Werther di Jules Massenet,


dove fu l'indiscusso
protagonista del suo tempo.
Nonostante la sua limitata
estensione verso l'alto,[4]
Schipa brill per la tecnica
superlativa, per il colore di
voce speciale, per la capacit
unica di dominare il fiato ed
emettere "mezzevoci" e
"filature", e per un canto
scevro da portamenti,
singhiozzi ed altri effetti

leziosi tipici dell'epoca;


caratteristiche tutte, queste,
che ne hanno fatto un tenore
fuori dal tempo, il cui modo
di cantare appare ancora
oggi moderno.
L'8 settembre 1994 Terry
Teachout, critico musicale del
Daily News, pubblica sul
quotidiano newyorkese la sua
classifica dei migliori tenori
del XX secolo, in cui Schipa
trova posto in 9 posizione,

preceduto da Luciano
Pavarotti e seguito da
Richard Tauber[5]
Discografia[modifica |
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Exquisite-kfind.png Lo stesso
argomento in dettaglio:
Discografia di Tito Schipa.
La sua discografia (in studio
e dal vivo) stata edita nel
2010 dalla Nireo, piccola
casa discografica salentina,

in una raccolta dal titolo Tito


Schipa rivive in trentuno
cd[6]
Filmografia[modifica |
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Tre uomini in frac, regia di
Mario Bonnard (1932)
Vivere, regia di Guido
Brignone (1937)
Chi pi felice di me!, regia
di Guido Brignone (1938)

Terra di fuoco, regia di


Giorgio Ferroni (1939)
In cerca di felicit, regia di
Giacomo Gentilomo (1943)
Rosalba, regia di Ferruccio
Cerio e Max Calandri (1944)
Vivere ancora, regia di Nino
Giannini (1944)
Il cavaliere del sogno, regia
di Camillo Mastrocinque
(1946)
Follie per l'opera, regia di
Mario Costa (1948)

I misteri di Venezia, regia di


Ignazio Ferronetti (1950)
Soho Conspiracy, regia di
Cecil H. Williamson (1950)
Bibliografia[modifica |
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1992 - Schipa. A biography
by Tito Schipa, Jr, edizioni
Baskerville (non pubblicato in
Italia)
1993 - Tito Schipa, edizioni
Argo. Biografia paterna
scritta da Tito Schipa Jr.

2008 - Tito Schipa, edizioni


Argo. Ristampa dell'edizione
del 1993
Citazione ne "L'occhio
tecnologico (i filosofi e il
cinema)", libro del professor
Giovanni Invitto. Edizioni
Mimesis, Milano, 2005.
Citazioni varie in ORFEO 9 Il MAKING Storia,
personaggi, fortune della
prima opera rock italiana,

scritto da Tito Schipa Jr..


Editrice Zona, 2005.
Riconoscimenti[modifica |
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2014 - Premio Speciale per i
Diritti Umani 2014 in
omaggio a Nelson Mandela
nell'ambito del Premio
Raffaello Sanzio 2014
promosso dall'Associazione
Italia in Arte

2014 - Premio Scla


Federiciana 2014 alla
memoria di Tito Schipa,
consegnato a Tito Schipa Jr.
Curiosit[modifica | modifica
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Tito Schipa citato nei
romanzi Dona Flor e i suoi
due mariti di Jorge Amado
nel Il dono di Humboldt di
Saul Bellow e nei I giocatori
di Titano di Philip K. Dick

Note[modifica | modifica
wikitesto]
^ Tito Schipa, sito ufficiale
del tenore Tito Schipa e della
sua famiglia.
^ Tito Schipa Jr, Tito Schipa,
Lecce, Argo, 2004, p. 25.
ISBN 9788882340407 (Books
Google).
^ Il cognome Schipa
costituisce l'italianizzazione
dell'originario "shqipe",

parola albanese che significa


"aquila" (Tito Schipa).
^ Pur essendo in grado di
sostenere agevolmente
tessiture estremamente
acute, Tito Schipa "agli inizi
della carriera toccava il si 3,
poi si limit al si 3 bemolle e,
negli ultimi anni, al la 3"
(Grande enciclopedia della
musica lirica, a cura di
Salvatore Caruselli,
Longanesi & C. Periodici

S.p.A., Roma, IV, voce:


Schipa, Tito, p. 1112).
^ Alessandra Farkas, Caruso
re dei tenori, Pavarotti
ottavo, Corriere della Sera,
8 settembre 1994, p. 35.
^ Francesco Mazzotta, Tito
Schipa rivive in trentuno cd
con tutte le incisioni del
tenore leccese, Corriere del
Mezzogiorno, 27 aprile
2010.