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Appunti di Genetica Medica

GENETICA MEDICA: CHE COSA E?


La genetica medica la scienza che studia le applicazioni della genetica alla
pratica clinica. Spesso ci sono delle opinioni errate sulle malattie genetiche, ad
esempio lassenza di altri individui in famiglia non significa automaticamente
che quella malattia non genetica, i traumi mentali e fisici della madre durante
la gravidanza non causano malformazioni nel bambino ecc Nello studio delle
malattie genetiche importanti sono i concetti di :
Prevalenza = percentuale di persone che, in un dato omento ed in una
data popolazione presenta una certa patologia
Incidenza = percentuale con la quale si verificano nuovi casi
Alcune malattie genetiche e relative prevalenze: cromosomica monogenica =
prevalenza 6-9 x 1000; autosomica dominante = prevalenza 3-9,5 x 1000;
autosomica recessiva = prevalenza 2-2,5 x 1000;legata allx = prevalenza 0,52 x 1000;difetti congeniti = prevalenza 20-50 x 1000.
Le malattie genetiche possono manifestarsi durante differenti fasi della vita:
durante la vita prenatale, prima o dopo la nascita, durante il primo anno di vita,
alla pubert.

IL CICLO CELLULARE
GENOMA
Il genoma lintero patrimonio genetico dellorganismo ed contenuto nel
DNA. Una molecola di DNA costituita da uno zucchero pentoso(il
deossiribosio), un gruppo fosfato e le basi azotate: adenina(A) e guanina(G)
sono basi purine e timina(T) e citosina(C) sono basi pirimidine. Esse si appaiano
con la regola di complementariet delle basi: adenina con timina e citosina con
guanina. Cos il genoma simile ad una sequenza di lettere, circa 3,2 miliardi e
rappresenta il patrimonio genetico di ognuno di noi: linformazione genetica tra
due individui uguale al 99,9%, il loro DNA differisce quindi solo per una
lettera su mille. In realt il DNA presente in ogni cellule srotolato sarebbe lungo
pi di un metro e tutto il DNA delluomo srotolato riuscirebbe a coprire superfici
enormi: il DNA delle cellule eucariotiche impacchettato in delle strutture
proteiche, i nucleosomi: ciascun nucleosoma composto da otto proteine
istoniche attorno alle quali si avvolge il DNA. I nucleosomi si condensano a loro
volta in nucleofilamenti che si associano in anse su una struttura polisaccarica
detta Scaffold. NellRNA la costituzione simile: uno zucchero pentoso (il
ribosio), un gruppo fosfato e le basi azotate: adenina si lega con luracile(U) e
citosina con guanina. Il codice genetico contiene linformazione genetica;il
materiale genetico fornisce informazioni anche per la sintesi proteica: il codice
genetico costituito da una sequenza di nucleotidi di DNA, organizzati in
triplette chiamate codoni. Poich i nucleotidi sono 4, i possibili codoni sono
4^3=64, gli amminoacidi presenti in natura sono 20. Ogni tripletta quindi
specifica un solo amminoacido mentre ogni amminoacido pu essere codificato
da pi triplette: il codice si dice quindi degenerato. Le fasi della sintesi
proteica sono:
Trascrizione = cio il trasferimento dellinformazione genetica dal DNA
allRNA messaggero;

Splicing = linformazione genetica contenuta allinterno dei geni, dei


segmenti di DNA costituiti da moltissimi nucleotidi; la posizione del
gene sul cromosoma il locus e le forme alternative dei geni sono gli
alleli. I geni hanno delle sequenze codificanti, gli introni e delle
sequenze non codificanti, gli esoni. Durante lo splicing si verifica
leliminazione delle parti non codificanti e lassemblamento degli
introni. I geni rappresentano circa il 10 % di DNA,la restante parte ha
un ruolo importante nella regolazione dellespressione genica.
Traduzione = linformazione genetica viene tradotta dallRNA
messaggero a una proteina.
Il DNA contenuto allinterno dei cromosomi: negli uomini i cromosomi sono 46
raggruppati in 23 coppie(corredo cromosomico diploide); le cellule germinative
hanno invece un corredo cromosomico aploide, cio dimezzato.

IL CICLO CELLULARE
Il ciclo cellulare comprende due fasi:
1) Interfase = la cellula si accresce; comprende tre sottofasi:
a) sottofase g1(gap): la cellula si accresce;
b) sottofase s(sintesi): continua laccrescimento cellulare e vengono
duplicati i cromosomi. Allinizio della fase s ogni cromosoma singolo,
alla fine di questa fase ogni cromosoma formato da una coppia di
cromatidi fratelli:
c) sottofase g2: termina laccrescimento, la cellula si prepara alla
divisione cellulare.
1) Fase mitotica(M) = la cellula si divide. La fase M si compone di :
a) Mitosi: il processo di divisione cellulare mediante la quale da una
cellula
diploide si creano due cellule figlie diploidi
geneticamente identiche tra loro e rispetto alla madre. Le fasi della
mitosi:
Interfase = la cellula ha duplicato il DNA durante la sottofase s; i
cromosomi per non sono ancora distinti e si trovano sotto forma di
cromatina;
Profase = la cromatina comincia a spirlizzarsi, involucro nucleare e
nucleoli scompaiono e cominciano a distinguersi i cromosomi. Ogni
cromosoma costituito da due cromatidi fratelli uniti allaltezza del
centromero; comincia a formarsi il fuso mitotico;
Metafase = i cromosomi si dispongono lungo il piano equatoriale della
cellula costituendo la piastra equatoriale;
Anafase = i due cromatidi di ciascun cromosoma si separano
improvvisamente e nello stesso momento a livello del centromero e si
dirigono ai poli opposti della cellula; la cellula comincia ad allungarsi;
Telofase e citodieresi = continua lallungamento della cellula, ai due
poli si formano i due nuclei, i cromosomi assumono nuovamente la
forma di cromatina, riappaiono i nucleoli. Si forma il solco equatoriale
lungo il quale la cellula progressivamente si divide in due cellule figlie
e avviene la citodieresi, cio la distribuzione equa del citoplasma.
Quindi si sono formate due cellule diploidi con corredo cromosomico
n=46.
a) Meiosi: il processo mediante la quale da una cellula
diploide(patrimonio genetico 2n) si formano quattro cellule aploidi, i

gameti (rispettivamente con patrimonio genetico n, quindi con un


corredo cromosomico dimezzato). La meiosi distinta in
Meiosi I : la prima divisione meiotica al termine della quale si
formano due cellule aploidi. Comprende:
Profase I = i cromosomi omologhi si appaiano e formano le tetradi (4
cromatidi): i cromatidi si scambiano segmenti in un processo detto
crossing over in dei siti definiti chiasmi visibili al microscopio.
Linvolucro nucleare si frammenta;
Metafase I = le tetradi si allineano lungo il piano equatoriale della
cellula e rimangono unite nei chiasmi;
Anafase I = i cromosomi migrano ai due poli opposti della cellula (a
differenza della mitosi i cromatidi rimangono uniti a livello del
centromero);
Telofase I = i cromosomi raggiungono i due poli opposti della cellula e
ognuno ancora formato dai due cromatidi fratelli uniti nel
centromero. Si formano due cellule figlie aploidi.
Meiosi II: la seconda divisione meiotica attraverso la quale si
formano quattro cellule figlie aploidi. Comprende:
Profase II = i cromosomi tornano a condensarsi; non si verifica
duplicazione del DNA perch si gi verificata precedentemente.
Metafase II = i cromosomi si allineano lungo il piano equatoriale della
cellula;
Anafase II = i cromatidi fratelli si separano e migrano ai poli opposti
della cellula;
Telofase II e citodieresi = ai poli opposti della cellula si formano i
nuclei e si divide equamente il citoplasma. Si sono formate cosi
quattro cellule aploidi con corredo cromosomico dimezzato(in ciascuna
n=23).
Meiosi e riproduzione
La riproduzione sessuata ha bisogno di due genitori e si compone di due
processi: la meiosi e la fecondazione. La riproduzione sessuata aumenta la
variabilit genetica grazie a differenti meccanismi come:
-lassortimento indipendente dei cromosomi omologhi nella prima divisone
meiotica: lallineamento allequatore dei due cromosomi casuale e il numero
delle combinazioni possibili uguale a 2 elevato alla potenza del numero di
paia di cromosomi. Se ad esempio si allineano 3 paia di cromosomi si possono
ottenere 2^3=8 gameti differenti.
-ricombinazione e crossing over tra cromosomi omologhi;
-casualit della fecondazione di una cellula uovo da parte di uno spermatozoo.
Esempio: dati 23 paia di cromosomi con lassortimento indipendente si possono
ottenere 2^23=8 milioni di gameti; durante la fecondazione(unione di una
cellula uovo con uno spermatozoo) si otterranno 8 milioni x 8 milioni= 64
trilioni di combinazioni zigotiche possibili. Aggiungendo anche il crossing over
le possibilit saranno infinite!! La meiosi genera quindi variabilit
genetica (unica eccezioni sono i gemelli monozigoti).
Questi meccanismi mescolano i geni degli individui di una popolazione, ma a
creare la vera diversit sono le mutazioni(modificazioni nella sequenza di DNA).
Mitosi e meiosi differiscono perch: la mitosi avviene nelle cellule somatiche, la
meiosi nelle cellule germinali; la mitosi caratterizzata da una sola divisione

cellulare, la meiosi da due divisioni meiotiche; la mitosi non vede


lappaiamento dei cromosomi omologhi n la ricombinazione, la meiosi si.

CITOGENETICA: CHE COSA E?


CITOGENETICA=STUDIO DEI CROMOSOMI
I cromosomi sono visibili nella cellula soltanto durante la divisione; nel tempo i
cromosomi sono stati studiati in diversi modi: fino al 1970 essi venivano
classificati solo in base a dimensione e posizione del centromero, con la
scoperta di diverse tecniche di bendaggio stato possibile uno studio pi
accurato.
Le colture cellulari devono essere allestite osservando una completa asepsi.
I terreni di coltura contengono sali, glucosio, amminoacidi essenziali, vitamine,
nucleotidi e in genere un indicatore(rosso fenolo)
Lambiente di lavoro costituito da una cappa a flusso laminare verticale,
fornita di lampada ad ultravioletti che viene utilizzata per la sterilizzazione
notturna. I piani di lavoro vanno puliti periodicamente con soluzioni
antisettiche; si utilizzano guanti sterili, pipettatori automatici, bisogna usare
cautela nel manipolare cellule e terreni e bisogna inoltre cambiare
frequentemente le pippette.
Colture di sangue periferico: il sangue il tessuto pi utilizzato per la diagnosi
del cariotipo costituzionale, i campioni di sangue sono ottenuti con prelievo
venoso(in genere 5ml). Il cariotipo lassetto cromosomico di un individuo:
analizzare il cariotipo significa analizzare il corredo cromosomico. Il cariotipo
umano contiene 46 cromosomi, suddivisi in 23 coppie: 22 coppie di autosomi e
1 coppia di gonosomi, da cui dipende la differenziazione del sesso; i gonosomi
nel maschio sono XY e nella donna XX. Un cariotipo maschile sar descritto
come 46,XY e un cariotipo femminile sar descritto come 46,XX. I cromosomi
vengono classificati per dimensioni(ordine decrescente di grandezza), posizione
del centromero e colorazione. Dopo aver prelevato il sangue si seminano poche
gocce, si aggiunge il mitogeno e il tutto viene incubato a 37C per un paio di
giorni. I mitogeni vengono utilizzati perch le cellule del sangue periferico non
sono in divisione spontanea e il mitogeno serve proprio a stimolare la loro
divisione(in genere si usano delle proteine come la fitoemoagglutinina);si usa
poi la calcemide per 1-2 ore per bloccare la mitosi in metafase; si trasferiscono
prima le cellule in provette da centrifuga e poi in provette contenenti un
fissativo; i cromosomi vengono colorati per bande, si pone una goccia sul
vetrino si osserva al microscopio. Limmagine viene fotografata.
Tipi di bandeggio:
bandeggio g: i cromosomi metafisici vengono sottoposti ad una parziale
digestione delle proteine quindi colorati con il colorante Giemsa e osservati al
microscopio;le bande g sono quindi colorate di scuro;
bandeggio q: i cromosomi metafisici vengono trattati con la mostarda chimica e
il bandeggio fluorescente osservabile con un microscopio speciale a luce
ultravioletta; le bande che si colorano con il bendaggio g emettono
fluorescenza se illuminati con luce ultravioletta;
bandeggio r: i cromosomi metafisici sono sottoposti ad alte temperature per
ottenere la denaturazione del DNA e vengono colorati con Giemsa e osservati
al microscopio: le bande scure r corrispondono alle bande chiare del bandeggio
g;

bandeggio c: i cromosomi metafisici sono trattati chimicamente affinch il DNA


venga estratto dai bracci e non dal centromero, viene utilizzata la colorazione
Gemsa e poi vengono osservati al microscopio. Si colora di scuro il centromero
che corrisponde ad una regione di eterocromatina costitutiva.
Come si leggono le bande citogenetiche:
Braccio corto= p
Banda 2
Sottobanda 1
Braccio lungo= q
Banda 2
Sottobanda 3

I cromosomi hanno oltre al centromero, anche i telomeri


che sono le estremit del cromosoma. Essi possono
essere classificati in base alla posizione del centromero:
si avranno quindi delle 23 coppie di cromosomi
nelluomo, cromosomi metacentrici (1,3,16,19,20) con il
centromero nel mezzo, cromosomi acrocentrici (13, 14,
15, 21, 22) con il centromero in prossimit di una delle
due estremit e cromosomi submetacentrici (gli altri)
con il centromero spostato verso una delle due estremit.

LE MALATTIE GENETICHE
LE PATOLOGIE CROMOSOMICHE
Tra le malattie genetiche vi sono le patologie cromosomiche, che si distinguono
in:
Numeriche : trisomie, monosomie, triploidie, tetraploidie. Le anomalie
cromosomiche numeriche sono caratterizzate da un cambiamento del
numero di cromosomi senza rotture cromosomiche. Possono essere :
a) Poliploidie: copie extra di tutti i cromosomi; comprendono a loro volta
triploidia (dovuta a fecondazione di un singolo ovulo da parte di due
spermatozoi, dispermia, o dalla fecondazione che coinvolge un gamete
diploide anomalo) e tetraploidia (dovuta al non completamento della
prima divisione zigotica).
b) Aneuploidie: guadagno o perdita di alcuni cromosomi. Comprendono a
loro volta monosomie (un cromosoma in meno) e trisonomie (un
cromosoma in pi). Le cause delle aneuploidie sono: la non-disgiunzione,
ovvero lincapacita dei cromosomi separati di appaiarsi durante la prima
divisione meiotica o dei cromatidi fratelli di separarsi nella seconda
divisione meiotica che provocano una diseguale distribuzione del
materiale genetico alle cellule figlie e il ritardo anafisico, ovvero una
ritardata migrazione del cromosoma durante lanafase con conseguente
perdita del cromosoma che provoca la mancata incorporazione di un
cromosoma nel nucleo di una delle cellule figlie.
c) Mixoploidie: due o pi linee cellulari che differiscono per il numero dei
cromosomi. Si differenziano in: mosaico (differenti linee cellulari che
derivano da un unico zigote) distinte a loro volta in mosaico
poliploide(diploide/triploide) e mosaico aneuploide(normale/trisomia 21)
e in chimera (differenti linee cellulari che derivano da zigoti differenti).
Strutturali : traslocazioni, inversioni, delezioni, duplicazioni. Le anomalie
cromosomiche strutturali sono dovute a vari tipi di rottura del cromosoma

con conseguente modificazione della sua forma caratteristica. Possono


avvenire:
a) Un singolo evento di rottura in un cromosoma: il frammento acentrico
viene perso; si verifica quindi una delezione, ovvero la mancanza di un
frammento del cromosoma, si parla in questo caso di delezione terminale
perch viene persa la parte terminale.
b) Due eventi di rottura in un cromosoma: che comportano inversioni(la
regione tra i due punti di rottura invertita; linversione pu essere
paracentrica se la rottura avviene su uno stesso braccio cromosomico e
pericentrica se la rottura avviene su due bracci cromosomici differenti),
delezione interstiziale(la regione tra i due punti di rottura viene persa e le
estremit cromosomiche si risaldano), cromosoma ad anello( la regione
tra i due punti di rottura forma un anello risultante dalla fusione delle due
estremit telomeriche).
c) Due eventi di rottura su due cromosomi differenti: che comportano una
trasclocazione, ovvero il traferimento di una regione di un cromosoma in
unaltra posizione dello stesso cromosoma o di un altro. La traslocazione
pu essere: traslocazione reciproca (scambio bilanciato di segmenti tra
due cromosomi;es:46,XY,t(2;12) indica che in un uomo c stata una
traslocazione reciproca tra il cromosomi 2 e 12; 46,XX,t(7;22) indica che
in una donna c stata una traslocazione reciporca tra i cromosomi 7 e 22
); la t nel cariotipo indica una traslocazione; e traslocazione
robertisoniana (un intero cromosoma si attacca ad un altro a livello del
centromero; questo tipo di traslocazione la pi frequente ed interessa i
bracci lunghi dei cromosomi acrocentrici, il braccio corto viene perso; i
portatori hanno un cariotipo con 45 cromosomi; es: 45,XY,der(13;14) e
45,XY,der(15;21); der nel cariotipo significa cromosoma derivato da un
riarrangiamento.
d) Tre rotture di cui almeno due sullo stesso cromosoma: che comportano
traslocazioni inserzionali (la regione compresa tra i due punti di rottura di
un cromosoma si salda con lestremit di un terzo punto di rottura sul
medesimo cromosoma o su un cromosoma differente).
Le anomalie cromosomiche possono essere bilanciate se non c una
acquisizione o perdita netta di materiale cromosomica, nella maggior parte dei
casi non sono correlate ad un fenotipo anomalo e sbilanciate se c, invece,
acquisizione o perdita netta di materiale cromosomico, sono correlate ad un
fenotipo anomalo (malformazioni, ritardo mentale). La frequenza delle malattie
cromosomiche alla nascita 0.65 % :tra le trisomie, la trisomia 21 la pi
diffusa con lo 0.12%, altre trisomie sono la trisomia 18 e la trisomia 13, meno
diffuse per; le monosomie hanno una frequenza dello 0.024%, le trisomie
bilanciale dello 0.2% e quelle sbilanciate dello 0.05%. Ritardo mentale e di
accrescimento, malformazioni, sterilit, aborti ripetuti, morte prenatale sono
tutte conseguenze di anomalie cromosomiche. Il fenotipo delle malattie
cromosomiche molto variabile(varia da grave a quasi inosservato), in genere
sono colpiti molti organi ed dovuto a molteplici meccanismi patogenetici. La
gravit delle malattie cromosomiche dipende dal tipo di cromosoma colpito e
dalla quantit di geni interessati: quanto pi gravi sono questi elementi prima
si verifica linterruzione della gravidanza.
ANOMALIE CROMOSOMICHE
NUMERICHE:

Sindrome di Down(Trisomia 21)


La sindrome di Down descritta nel 1866 da Down; una patologia che ha una
frequenza pari a 1:700 nati, non letale, il quadro malformativo pi
frequente nelluomo ed correlata allet della madre(con la frequenza di 1 su
38 nelle donne gravide oltre i 45 anni). E causata dalla presenza di un terzo
cromosoma o di una sua parte nella 21esima coppia: per questo conosciuta
come cariotipo nelluomo 47,XY,+21 o nelle donne 47,XX,+21. La sindrome di
Down pu manifestarsi con diversi tipi di alterazioni: libera, mosaicismo,
traslocazione robertisoniane La sindrome di Down familiare causata dal
materiale genico supplementare del cromosoma 21 che pu essere dovuto a
una traslocazione robertsoniana nel cariotipo di uno dei genitori: il braccio
lungo del cromosoma 21 si fonde al braccio lungo del cromosoma 14 o 15. Il
cariotipo quindi pu essere 46,XX,t(15q,21q) oppure 46,XX,t(14q,21q) o ancora
46,X,+21. Nelle traslocazioni se la madre portatrice il rischio del 10%, se
portatore il padre il rischio del 2%. La sindrome di Down ha delle
caratteristiche comuni a tutti gli individui che ne sono affetti: per esempio
bassa statura, occipite piatto, epicanto, ritardo mentale, senescenza precoce,
plica palmare unica, rima palpebrale obliqua e cardiopatia nel 60% dei casi.
Sindrome di Patau(Trisomia 13)
Viene descritta per la prima volta nel 1657 e poi riscoperta nel 1960 da Patau;
ha una frequenza pari a 1:5000 nati vivi; correlata allet della madre,
maggiore leta della madre pi elevato il rischio; la sopravvivenza letale:
la morte si verifica solitamente nel primo anno di vita. E una patologia che
colpisce principalmente le femmine e il cariotipo indicato come 46, XX, +13:
quindi vi sono tre copie del cromosoma 13. Tra le anomalie della trisomia 13:
oloprosencefalia, microcefalia con fronte sfuggente, microftalmia,
labiopalatoschisi, polidattilia, tallone sporgente, alterazioni cardiache,
alterazioni dei genitali, rene a ferro di cavallo.
Sindrome di Edwards(Trisomia 18)
Viene descritta nel 1960 e prende il nome dallo studioso che per primo la
studi, Edwards. Ha una frequenza pari a 3:1000 nati vivi, i bambini che
nascono con la trisomia 18 hanno una sopravvivenza molto limitata: il 50% di
essi muore entro i 2 mesi di vita, solo il 10% vive pi di un anno di et. Nella
coppia 18 di cromosomi, anzich 2, ci sono tre copie del cromosoma 18: il
cariotipo pertanto sar 47,XY,+18. Tra le anomalie della trisomia 18: occipite
sporgente, micrognazia,mani a pugno,ernia inguinale o ombelicale,alterazioni
cardiache,genirali,ipertonia
Sindrome di Turner(disgenesia gonadica)
Questa sindrome ha la frequenza di 1:8000 femmine alla nascita: al momento
del concepimento uno zigote su 100 ha cariotipo 45,X; di questi il 99% va
incontro ad aborto spontaneo.Il 25% ha cariotipo a mosaico (46,XX/45,X) e il
restante 25% ha un cromosoma X anomalo. Si verifica nelle donne, e la
caratteristica di tale sindrome lassenza totale o in parte di un cromosoma
X(monosomia X),per cui il cariotipo sar 45,X; nell80% dei casi il cromosoma X
perso quello paterno. Le anomalie della sindrome di Turner sono: pterigio del
collo, bassa statura(non pi di 150 cm) torace a scudo, gomito valgo,
mammelle iposviluppate, malformazione della valvola aortica, edema del dorso
delle mani e dei piedi dalla nascita, attaccattura posteriore dei capelli a
tridente. E nota anche come disgenesia gonicadica in quanto
caratterizzata da amenorrea, genitali esterni di tipo femminile ma immaturi,

infantilismo dellutero e delle tute di Falloppio, ovaio fibroso privo di tessuto


germinale, scarso o assente lo sviluppo mammario.
Sindrome di Klinefelter
Si presenta negli uomini con unincidenza di 1:500, tale sindrome ha cariotipo
47,XXY o in alcuni casi 48,XXXY o 49,XXXXY: gli individui affetti hanno quindi
almeno due cromosomi X e almeno un cromosoma Y. In chi ne affetto si
verifica dopo la pubert: sterilit(da azoospermia), ginecomastia vera,
ialinizzazione dei tubuli seminiferi, ipoplasia testicolare(testicoli piccoli e duri),
alta statura, lieve ritardo mentale o difficolt dapprendimento.
Altre anomalie numeriche
47,XXX: vi una copia eccedente del cromosoma X nelle donne; pu
comportare sterilit, lieve ritardo mentale.
47,XYY: negli corredo cromosomico degli uomini oltre ai cromosomi X e Y,
presente un cromosoma soprannumerario Y. La frequenza di questa anomalia
di 1:1000 maschi ; stata in passato associata a disturbi di comportamento e
comporta in alcuni casi sterilit.
STRUTTURALI:
Sindrome del Cri du Chat
Viene descritta per la prima volta nel 1963 dal genetista Jerome Ljeune.
Lincidenza varia tra 1:15.000 e 1:50.000 nati vivi. E dovuta alla delezione di
una parte del braccio corto del cromosoma 5 (5p-), una delle pi comuni
sindromi da delezione cromosomica nelluomo. Nella maggior parte dei casi
una delezione de novo(80%), la restante percentuale dovuta in parte a una
traslocazione cromosomica familiare e in parte a rare alterazioni citogenetiche.
La delezione pu essere pi o meno ampia, quindi pu interessare lintero
braccio corto o solo una banda di esso. I segni clinici principali della sindrome
del Cri du Chat: pianto acuto e flebile da cui la sindrome prende il nome,
microcefalia, sella nasale ampia, epicanto, micrognazia, anomalie dei
dermatoglifi, ritardo psicomotorio e ritardo mentale.
Sindrome di Wolf-Hirschorn(delezione del 4p)
Viene scoperta nel 1965, ha un quadro clinico ampio e variabile. Le cause
vanno individuate in una piccola perdita di materiale genetico(microdelezione)
a carico della parte alta del braccio corto di uno dei cromosomi 4. Allo stato
attuale non si sa ancora se vi una correlazione tra quantit di materiale
genetico perso e gravit della malattia. Gli individui affetti presentano problemi
di accrescimento sia nella vita prenatale che postnatale, ritardo delle tappe
tipiche dei bambini e successivo ritardo intellettivo; gli affetti hanno occhi
distanziati, coloboma delliride, naso prominente, orecchie grandi, alterazioni
cardiache, ritardo mentale; essi tendono in generale a somigliarsi molto e la
conformazione di fronte, occhi e naso detta ad elmo di guerriero greco.

GENETICS TIMELINE
1858: Darwin elabora la sua teoria sullevoluzione della specie
1865: Mendel effettua i suoi esperimenti sui piselli dimostrando la tesi
dellassortimento indipendente dei caratteri e facendo decadere lipotesi errata
di Darwin del rimescolamento dei caratteri
1869: Viene per la prima volta isolato il DNA
1879: Viene osservata la mitosi
1900: Vengono riscoperte le tesi di Mendel fino a quel momento ignorate

1952: I geni sono frammenti del DNA


1953: Watson e Crick elaborano un modello di DNA a doppia elica; i geni
contengono linformazione genetica.
1955: Uno studio dimostra che luomo possiede 46 cromosomi raggruppati in
23 coppie
1958: La duplicazione del DNA un modello semiconservativo
Rivoluzione citogenetica:
1970: Tecniche di bandeggiamento
1980:Alta risoluzione cromosomi(>4 Mb)
1990: Citogenetica molecolare, FISH (40-100 kb)
2000: CGH-array e CGH-microarray (1Mb-5kb)
2001: Il progetto Genoma Umana annuncia il sequenziamento del DNA

CITOGENETICA CLASSICA E MOLECOLARE


Mentre la citogenetica classica permette di identificare riarrangiamenti
cromosomici coinvolgenti non meno di 5 Mb (milioni di basi), la citogenetica
molecolare combina lanalisi del DNA, tipica della biologia molecolare con la
struttura cromosomica oggetto della citogenetica classica.

LE TECNICHE UTILIZZATE DALLA CITOGENETICA


MOLECOLARE
Le tecniche di citogenetica molecolare sono:
FISH(fluorence in situ hyubridization),
PRINS(primed in situ labeling),
PCR in situ(polymerase chain reaction in situ),
CGH(comparative genomic hybridization),
Array CGH
FISH(fluorence in situ hyubridization): Dopo la fissazione di metafasi e
nuclei in interfase su vetrino, grazie a questa tecnica possibile identificare
sequenze di acidi nucleici attraverso sonde marcate in maniera non isotopica e
grazie allutilizzo di fluorocromo che emettono a diverse lunghezze donda. La
sonda costituita da una specifica sequenza di DNA marcato capace di legarsi
ad una sequenza complementare presente sul cromosoma.
Innanzitutto bisogna preparare la sonda, poi si pone il preparato cromosomico
sul vetrino, si applica la sonda al DNA del cromosoma, avviene la
denaturazione(i due filamenti di DNA si staccano) e dopodich si inizia
libridazione della sonda sui cromosomi denaturati (accoppiamento tra la
sequenza di DNA della sonda e la complementare sequenza di cromosomi) : il
campione viene infine trattato con dei fluorescenti e osservato al microscopio.
Possono esserci differenti tipi di sonde: per esempio sonde specifiche per un
gene, sonde centromeriche, sonde telomeriche, sonde painting cromosomi. La
tecnica di colorazione pi usata la tecnica multicolor. La FISH interfasica
prenatale su amniociti non coltivati costituisce un rapido metodo, in 24-48 h,
per rilevare trisomia 21, trisomia 18, trisomia 13, aneuploidia dei cromosomi
sessuali: il liquido amniotico viene processato fino ad ottenere un preparato
costituito da nuclei in interfase che vengono ibridati con sonde per i cromosomi
21, 13, 18, X e Y. Dopodich si valuta il numero di segnali specifici per il
cromosoma di interesse.

FISH nelle diagnosi da microdelezione:


Sindrome di Prader-Willi/ Angelman : delezione 15q11-q13 (nel 70% dei casi).
E una malattia genetica dovuta a un difetto nella duplicazione cromosomica da
imprinting genetico(limprinting un meccanismo di regolazione genica che
riguardo un ristretto numero di geni). Tra i geni sottoposti ad imprinting:
Chr1(p73), Chr5 (U2AFBPL), Chr6 (MAS1; M6P/IGF2R..), Chr7 (GAMMA2-COP..),
Chr11 (H19;IGF2;INS..), Chr13 (HTR2A), Chr14 (MEG3/GTL2), Chr15
(GABRA5;GABRB3;NDN;PAR1;PAR5;SNRPN;UBE3A), Chr18 (IMPACT), Chr19
(PEG3), Chr20 (GNAS1;NEURONATIN), ChrX (XIST). Le patologie associate a
mutazioni dellimprinting sono: diabete transitorio neonatale, nanismo di SilverRussel, sindrome di Beckwith-Wiedemann, sindrome malformativa con ampio
spettro fenotipico e sindromi PWS/AS. Nella sindrome di Angelman la
microdelezione sul cromosoma materno, nella sindrome di Prader-Willy la
microdelezione sul cromosoma paterno. I sintomi principali della sindrome di
Angelman sono: ritardo mentale grave, ristae parossistiche inappropriate,
capelli chiari (65%), microbrachicefalia, prognazia, denti spaziati, bocca larga
con lingua protrudente, facies caratteristica, atassia, movimenti a scatto,
convulsioni per lo pi sporadiche. Tra i sintomi della sindrome di Prader-Willi:
variabilit e severit della malattia, laltezza degli indivui affetti comincia a
diminuire a partire gi dai primi due mesi di vita, obesit, rima palpebrale
rivolta verso il basso, strabismo, ridotto diametro bifrontale, ritardo mentale
(lieve, medio, grave), problemi comportamentali riguardo al cibo, problemi
nellarticolazione del linguaggio, ipotonia alla nascita, mani e piedi piccoli,
ipogonadismo.
La sindrome di Angelman e di Prader-Willi possono essere dovute anche a
disomia uniparentale: cio nella coppia 15 di cromosomi omologhi, anzich uno
paterno ed uno materno, nella sindrome di Angelman entrambi i cromosomi
sono di derivazione paterna, nella sindrome di Prader-Willi entrambi i
cromosomi sono di derivazione materna.
Sindrome di George/Velocardiofacciale: delezione 22q11.2
La prevalenza di tale sindrome di 1:6000 nati vivi; una malattia causata
dalla delezione di una porzione del cromosoma 22. Tra le caratteristiche
cliniche: anomalie facciali, difetti cardiaci, labiopalatoschisi, deficit immunitario,
ipocalcemia neonatale, ritardo mentale.
I Markers o cromosomi marcatori, sono anomalie cromosomiche particolari di
cui non si conosce l'espressivit fenotipica, caratterizzate dalla presenza piccoli
porzioni cromosomiche soprannumerarie di cui non si conosce lorigine, e cio
da quali cromosomi queste porzioni derivino. Nella diagnosi prenatale
importante laccertamento dellorigine cromosomica di un marker e la rapidit
di identificazione per poter stabilire la correlazione con eventuali effetti
fenotipici. I marker cromosomici possono essere de novo o familiari,
satellitati(acrocentrici) o non satellitati(non acrocenrici), omogenei o a mosaico.
La FISH di grande applicazione ma il suo utilizzo limitato, perch essa
rappresenta uno strumento di indagine mirata in quanto la sua applicazione
permette di poter individuare mutazioni specifiche a livello di precisi loci
cromosomici.
Array CGH (cariotipo molecolare): Se la FISH uno strumento ad indagine
mirata, la tecnica Array CGH (comparative genomic hybridization) permette
invece di valutare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche numeriche

(aneuploidie) a livello dellintero genoma in un unico esperimento, quindi a


carico di tutte le coppie di cromosomi(sia dei 22 autossomi, sia della coppia di
cromosomi sessuali). E utilizzata anche per valutare la presenza di eventuali
variazioni del numero di copie (CNV) di cromosomi o di piccole porzioni di essi,
di duplicazione/amplificazioni (presenza di copie in eccesso di segmenti di DNA)
o delezioni (perdita di porzioni di genoma). Tali anomalie causano differenti
patologie come sindromi malformative, ritardo mentale, autismo, epilessia e
tumori. La tecnica basata sulla comparazione quantitativa del DNA in esame
(o DNA test estratto dalle cellule fetali nel caso di diagnosi prenatale e dal
prelievo ematico del paziente nel caso di diagnosi postnatale) e del DNA
genomico di riferimento proveniente invece da un individuo sano (reference
DNA). I due DNA vengono marcati in maniera differente: con fluorocromo rosso
il DNA test e con fluorocromo verde il reference DNA, vengono mescolati in
pasrti uguali e viene effettuata libridazione su microarray(supporto di vetro
ricoperto da frammenti di DNA) noti come sonde o cloni. Ogni clone
rappresenta una specifica regione del genoma umano fino a ricomprendere
lintero assetto cromosomico delluomo. Dopo lincubazione, sia il DNA test che
il reference DNA si legheranno ai cloni presenti sullarray e le intensit dei
segnali saranno misurate con uno scanner. Attraverso limmagine ottenuta si
potranno comparare le intensit di fluorescenza emesse dai due DNA.
Lelaborazione dei dati mediante un apposito software evidenzier eventuali
variazioni del numero di copie del DNA test.
Riepilogo: PRINCIPALI OBIETTIVI DELLA CITOGENETICA MOLECOLARE
-Confermare e caratterizzare una patologia identificata con tecniche
standard(per es. definire i punti di rottura di una traslocazione)
-Identificare riarrangiamenti criptici
-Confermare sindromi genomiche sospettate e riconoscibili a livello clinico (per
es. sindrome di George)
-Caratterizzare i pazienti con ritardo mentale
-Caratterizzare i feti affetti da difetti congeniti (per es. cardiopatie, ernia
diaframmatica)
-Verificare se una traslocazione de novo in un feto sia bilanciata
-Caratterizzare una patologia oncologica

MUTAZIONI DEL DNA


Il DNA dinamico, in quanto soggetto a dei cambiamenti ereditari, le
mutazioni, che insorgono casualmente e che sono alla base del processo
evolutivo. Una mutazione modifica quindi il genotipo di un individuo(=insieme
dei geni che compongono il DNA) e pu eventualmente modificarne il
fenotipo(=insieme delle caratteristiche osservabili dellindividuo). Le mutazioni
determinano la variabilit genetica, ovvero quella condizione per cui gli
individui differiscono fra di loro per uno o pi caratteri. Un marcatore
polimorfico quando ha almeno due alleli comuni, un sito (locus) viene definito
polimorfico se di esso si conoscono almeno due forma alleliche la pi rara delle
quali ha la frequenza almeno dell1%(frequenza sufficientemente elevata da
rendere improbabile lorigine casuale). Le mutazioni causano quindi
polimorfismo nei nostri genomi. Il polimorfismo si verifica quando due o pi
fenotipi diversi esistono contemporaneamente nella stessa popolazione: si
avranno alterazioni fenotipiche e alterazioni funzionali. Ma a determinare le
mutazioni del DNA non solo il caso, il tasso di mutazioni aumenta per

esempio anche con lesposizione ad agenti mutageni.In base a ci, quindi le


mutazioni si differenziano in :
Mutazioni spontanee, causate da errori nei processi che si attuano sul
materiale genetico, non avvengono di presenza di mutageni e non sono
molto frequenti;
Mutazioni indotte da mutageni: i mutageni sono agenti fisici (come ad
esempio raggi non ionizzanti: UV, raggi che provocano radiazioni
ionizzanti: raggi gamma, raggi X, raggi cosmici) e agenti mutageni
chimici ( sono delle molecole simili alle basi nucleotidiche, che si
combinano con il DNA, venendo incorporate al posto delle basi e
determinando cambiamenti chimici e errori di appaiamento, agenti
alchilanti e agenti intercalanti).
Mutageni chimici:
analoghi alle basi
Questi mutageni chimici sono simili nella strutture alle basi azotate, purine e
pirimidine del DNA, ma sono difettosi nellappaiamento; la replicazione avviene
normalmente, ma lerrore di appaiamento che si verifica si manifesta nel
prossimo ciclo di replicazione: T:A e BrU : A. Il danno la sostituzione delle basi.
agenti alchilanti
Nitrosoguanidina, acido nitroso, idrossilamina sono responsabili di reazioni di
metilazione, deanimazione eccQuesti sono mutageni molto potenti e
inducono mutazioni ad alta frequenza rispetto agli analoghi delle basi.
Reagendo sul DNA sono in grado di introdurre cambiamenti anche in assenza di
replicazione.
agenti intercalanti
Gli agenti intercalanti(es. acridine: arancio di acridina, proflavina) sono delle
molecole che si inseriscono tra le basi azotate del DNA separandole portando
cosi microinserzioni e microdelezioni durante la replicazione.
Mutageni fisici:
radiazioni non ionizzanti: raggi UV
Le basi degli acidi nucleici sono in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette:
il picco di assorbimento a 269 nm anche se gi a 260 nm la radiazione
ultravioletta letale. A causa del suo effetto nel DNA si formano dimeri di
pirimidine( due citosine o timine vengono legate fra di loro): questo evento
aumenta la probabilit che la DNA polimerasi inserisca in questa posizione un
nucleotide errato. La radiazione UV utile nellisolamento dei mutanti.
radiazioni ionizzanti
Sono delle radiazioni a lunghezza donda corta come raggi X, raggi gamma e
raggi cosmici, pi potenti rispetto ai raggi UV e molto penetranti. Le radiazioni
ionizzanti generano forme di ossigeno reattive (O2, H2O2, OH) che ossidano la
guanina con formazione di oxo-guanina.
Diversi tipi di mutazioni
In generale le mutazioni non sono distribuite nel genoma in maniera uniforme,
lincidenza delle mutazioni nei loci dipende da vari fattori: ad esempio dalla
dimensione del locus considerato, dalla capacit codificante o meno, dalle
caratteristiche della sequenza. Questi siti in cui avvengono le mutazioni sono
definiti hot spot mutazionali (punti caldi).
Mutazioni cromosomiche
Si parla di mutazioni cromosomiche o anomalie cromosomiche quando la
struttura di uno o pi cromosomi ad essere alterata; si possono avere quindi

mutazioni nel numero di cromosomi dovute ad errori di segregazione(es.


aneuploidia); mutazioni nella struttura dei cromosomi dovute ad errori di
ricombinazione (es. duplicazioni, delezioni).
Mutazioni geniche(o puntiformi)
Riguardano un singolo gene o una sequenza di DNA. Sono dovute
principalmente alla sostituzione di una base nucleotidica del DNA con unaltra;
possono verificarsi mutazioni geniche per anche a causa di delezione o
inserzione di una base nel filamento di DNA. Le mutazioni geniche portano alla
formazioni di nuove forme geniche, e quindi di nuovi alleli, detti appunto alleli
mutanti.
Mutazioni somatiche o germinali
Una mutazione genica a sua volta si pu distinguere in una mutazione
somatica, se va a colpire un qualunque gene di una cellula somatica e in
mutazione germinale, se va a colpire una cellula germinale. Una mutazione
patogena quando influenzata dal tipo e dal numero delle cellule in cui lallele
mutante espressa: una mutazione non letale germinale viene infatti
trasmessa alle progenie, una mutazione somatica ha, invece, effetti e
conseguenze solo sulla cellula che subisce la mutazione.
Le mutazioni geniche avvengono per sostituzione, delezione o inserzione.
Le mutazioni per sostituzione determinano lo scambio di un nucleotide con un
altro: la sostituzione di una base pu avere conseguenze pi o meno gravi sulla
proteina finale. La gravit della mutazione dipende dalla somiglianza tra
lamminoacido sostituito e quello nuovo e dalla posizione in cui avviene la
sostituzione. In base al tipo di conseguenze si distinguono tre tipi di di
mutazioni per sostituzione:
Mutazioni silenti si verificano quando avviene la sostituzione di una base del
DNA ma questo non comporta cambiamenti nel codone a cui quella base
appartiene: quella tripletta continuer a codificare per lo stesso amminoacido
con il risultato che la proteina ottenuta sar la stessa. Le mutazioni silenti
riguardano la terza base del codone.
Mutazioni di senso si verificano quando avviene la sostituzione di una base in
modo tale che la tripletta venga modificata: il nuovo codone codificher quindi
per un diverso amminoacido. La proteina ottenuta avr quindi lo stesso numero
di amminoacidi ma differir per un solo amminoacido rispetto alla proteina
inziale che si sarebbe dovuto ottenere.
Mutazioni nonsenso si verifica quando la sostituzione di una base comporta la
trasformazione di un codone codificante per amminoacido in un codone di stop.
Ad esempio la tripletta AAG, dopo la sostituzione di A con U, diventa il codone
di stop UAG.
Le mutazioni per delezione o inserzione di una base (mutazioni per
spostamento della griglia di lettura FRAMESHIFT) sono dovute allinserimento
di una base in pi nella sequenza del DNA (inserzione) o alla perdita durante la
replicazione o riparazione del DNA di una base (delezione). In entrambi i casi,
ci ha come conseguenza lalterazione della lettura delle sequenza.
Fortunatamente, per, esistono dei meccanismi di riparazione del DNA. Tra
questi:
-riparazione del mismatch: un sistema di riparazione che rimuove errori di
replicazione fatti da DNA polimerasi, si verifica quindi un errore di appaiamento
tra il nuovo filamento e il filamento parentale. Il mismatch repair agisce
durante il primo ciclo replicativo. Gli enzimi che intervengono sono MutS, MutL,
MutH in E. Coli; MSH, MLH e PMS nelluomo.

-fotoriattivazione: E un sistema deputato alla rimozione dei dimeri di timina


indotti dalle radiazioni UV. Funziona tramite un enzima che sfrutta l'energia
della luce visibile, la DNA fotoliasi, per riconoscere i dimeri e scinderne i legami
covalenti, ripristinando cos la situazione originaria. Il sistema ubiquitario.
-riparazione per escissione di basi: un sistema deputato alla rimozione di basi
non correttamente appaiate o danneggiate in vario modo (deaminazioni, ecc.);
funziona tramite un enzima che rimuove le basi idrolizzando il legame tra base
e zucchero, la DNA glicosilasi. Nel sito vuoto risultante pu iniziare un processo
di riparazione non programmata, oppure pu direttamente rimpiazzare la base
rimossa con quella idonea.
-riparazione per escissione nucleotidica: un sistema che riconosce i danni
causati alla doppia elica da parte di dimeri di pirimidina e grossi addotti alle
basi; gli enzimi coinvolti sono UvrA, UvrB, UvrC,UvrD in E. Coli e XPC, XPA, XPD,
ERCCI-XPF e XPG nelluomo.
-riparazione di rotture a doppio filamento: il danno riguarda la rottura del
doppio filamento; gli enzimi che intervengono sono RecA, recBCD in E. Coli.
-sintesi del DNA per translesione: il danno causato da dimeri di pirimidina e
siti apurinici; lenzima coinvolto DNA pol tipo Y (UmuC in E. Coli).

LA GENETICA DI MENDEL

Mendel comincia i suoi esperimenti nel 1854, li termina nel 1865, anno della
loro pubblicazione. I risultati vengono, per, accantonati per qualche tempo e
ripresi successivamente nel 1900. Laccoppiamento tra due individui un
incrocio(x); alla base della trasmissione dei caratteri monofattoriali (ovvero
riguardanti un singolo gene) ci sono le leggi di Mendel.
La prima legge di Mendel
Lincrocio tra due individui della generazione parentale P, ognuno omozigote
per due alleli diversi dello stesso gene (BBxbb), d una generazione filiale F1
costituita da individui tutti identici tra di loro, quindi tutti eterozigoti(Bb).
Quadrato di Punnet:

La seconda legge di Mendel (segregazione)


Questa legge strutturata in vari punti: la variazione dei caratteri ereditari
dovuta alla presenza di versioni alternative di un gene(dette alleli); per ogni
caratteristica un individuo eredita due alleli, uno da ogni genitore, attraverso i
gameti: questi alleli possono essere uguali(si parla allora di omozigote) o
diversi (si parla allora di eterozigote); nel caso in cui i due alleli siano differenti,
allora quello che esprime il carattere dominante espresso nellaspetto
dellorganismo, ovvero nel fenotipo, mentre laltro, quello che esprime il
carattere recessivo non ha effetti rilevabili sullespetto dellindividuo
(genotipo); i tratti recessivi vengono comunque trasmessi alle generazioni
successive; i due alleli di ogni caratteristica si separano durante la riproduzione
dei gameti: ogni gamete, quindi, contiene un solo allele per ciascun gene.
Lincrocio tra due individui eterozigoti (BbxBb) d una progenia, chiamata
seconda generazione filiale F2, in cui compaiono genotipi diversi in rapporti
definiti e costanti.
Rapporti:
Quadrato di Punnet:

BB=25%
Bb=50%
Bb=25%

La terza legge di Mendel (assortimento indipendente


Lincrocio tra due individui che differiscono per due caratteri controllati
ciascuno
da coppie alleliche localizzate su cromosomi diversi(BbSsxBbSs)
porta alla formazione da ogni genitore gameti BS, Bs, Bs, bs con frequenza
25%.
Quadrato di Punnet:

EREDITA MENDELIANA NELLUOMO


I caratteri mendeliani sono specificati dal genotipo ad un singolo locus;
lereditariet segue le leggi di Mendel; vi una corrispondenza biunivoca tra
genotipo e fenotipo; molte malattie rare hanno eredit mendeliana. Per
malattie rare si intendono quelle patologie che nella popolazione hanno una
prevalenza inferiore a 1:2.000.

LE MALATTIE GENETICHE: LE PATOLOGIE


MENDELIANE
Albero genealogico:

MALATTIE MONOGENICHE MENDELIANE

Ogni individuo riceve met dei propri caratteri (geni) dal padre e met dalla
madre: ogni carattere quindi sar espresso in due dosi, una sul cromosoma
paterno, laltra sul cromosoma materno. I geni quindi determinano un carattere
specifico ed occupano la stessa posizione su una coppia di cromosomi: queste
forme alternative dei geni vengono definite alleli.
Gli alleli ricevuti dai genitori possono essere identici (aa oppure AA): lindividuo
sar omozigote per quel carattere; oppure gli alleli trasmessi dai genitori
possono essere diversi (Aa): lindividuo sar eterozigote per quel carattere. Un
carattere si pu esprimere anche quando presente su un solo cromosoma e
viene definito dominante; alcuni caratteri si esprimono quando sono presenti
su due cromosomi, cio il soggetto omozigote per quel carattere (aa) e
vengono definiti recessivi. A questa regola fanno per eccezione i maschi
emizigoti: gli individui di sesso maschile, infatti, sono caratterizzati dalla
presenza di un solo cromosoma X, e quindi hanno un solo allele per tutti i geni
portati da quel cromosoma, tranne i pochi eventualmente comuni all'Y. Il
maschio quindi emizigote per i geni localizzati sulla regione del cromosoma
X, in quanto hanno una sola copia dei geni posti sullX, anzich duplice.
Le malattie monogeniche hanno una frequenza di 1/2000.
Riepilogo:
OMOZIGOTE: entrambe le copie di un determinato gene sono uguali
ETEROZIGOTE: le copie di un determinato gene sono diverse per un
determinato locus
CARATTERE DOMINANTE: espresso completamente nelleterozigote (cio
anche in presenza di una sola copia dellallele dominante)
CARATTERE RECESSIVO: espresso solo nellomozigote
MALATTIA DOMINANTE: colpisce ogni individuo che possiede almeno una copia
dellallele mutato
MALATTIA RECESSIVA: eterozigote=portatore; omozigote=malato.
Le malattie monogeniche mendeliane sono causate dalla mutazione di un
singolo gene. Le malattie monogeniche hanno una frequenza di 1/2000.
Si differenziano in:
-X-linked, dominanti e recessive;
-autosomiche, dominanti e recessive.
Tra le malattie monogeniche, quelle autosomiche dominanti hanno una
frequenza tra 2-10(per 1000 soggetti), le autosomiche recessive hanno una
frequenza pari a 2, quelle legate allx hanno una frequenza tra 1-2.
MALATTIE AUTOSOMICHE

-Dominanti

Una malattia autosomica dominante una malattia genetica causata dalla


forma allelica dominante di un gene difettoso, che giace su un autosoma.
Questo tipo di malattia caratterizzato dal fatto che basta una singola copia
dell'allele difettoso per far s che essa si esprima. Un individuo affetto ha
almeno un genitore affetto, vengono colpiti entrambi i sessi, il
figlio di un individuo affetto ha la probabilit di 1/2 di essere affetto.

Dati due genitori, il maschio sano aa, la


femmina affetta Aa, dallincrocio, generano
due figli: un maschio sano aa e una
femmina malata Aa. La figlia malata Aa si
accoppia con un individuo sano aa,
dallincrocio generano una prole: un
maschio aa sano e una femmina affetta
Aa. La risultante di questo incrocio genera
quindi il 50% di figli omozigoti normali e il
50% di figli eterozigoti mutati.

Eredit autosomica dominante: Quale la probabilit che questa coppia


abbia un figlio affetto?
Maschio affetto Aa, femmina sana aa.
Quadrato di Punnet:

La probabilit che la coppia abbia un figlio affetto del 50%: della prole
saranno eterozigoti affetti e non affetti.
Leredit autosomica dominante ha come caratteristiche di trasmissione:
Basta un solo allele mutato per determinare la patologia
Lallele mutato pu essere trasmesso verticalmente nellalbero
genealogico(trasmissione verticale=il carattere si presenta in tutte le
generazioni)
Possono essere colpiti sia maschi che femmine in uguale rapporto
Il 50% dei figli nati da una coppia, in cui almeno uno dei genitori
affetto, sar affetto.
Quando un individuo eredita il gene mutato, significa automaticamente che
eredita la malattia
(il gene mutato dominante indicato in grassetto: Aa; in un incrocio tra un
sano aa e un affetto Aa, la prole sar omozigote sana, eterozigote affetta.
Quindi tutti i malati sono eterozigoti!).
La malattia ricorre quindi quando nella coppia vi almeno un genitore affetto:
ci genera il rischio di trasmettere la malattia alla met della prole; non vi
alcun rischio se, invece, entrambi i genitori sono sani. Spesso per nella
trasmissione autosomica ci possono essere delle irregolarit, come apparenti
salti di generazione, quali: non paternit, mutazione de novo, espressivit
variabile (quando si vuole intendere che i sintomi della malattia possono
manifestarsi nel soggetto in un grado variabile, che dipende dallinterazione tra
gene mutato e gli altri geni) penetranza (lespressivit talmente bassa che la
malattia non appare per nulla, questo significa che apparentemente il soggetto
malato mostra un fenotipo sano, ma in realt il gene mutato contenuto in
quellindividuo: si parla di non penetranza o penetranza incompleta),
anticipazione(es. distrofia miotonica), insorgenza tardiva (es. Corea di
Huntington).
Tra le malattie cromosomiche dominanti:
Distrofia Miotonica: una malattia genetica neuromuscolare
degenerativa a carattere autosomico dominante, caratterizzata da un

quadro clinico ampiamente variabile e da un decorso lentamente


progressivo, il cui esordio pu avvenire a qualunque et. Rappresenta
la seconda forma di distrofia muscolare pi diffusa dopo la distrofia
muscolare di Duchenne. Il quadro clinico caratterizzato da
contrazione prolungata dei muscoli(miotonia), indebolimento
muscolare(atrofia), cataratta, difetti di conduzione cardiaca,
ipogonadismo.
Ipercolesterolemia familare: una malattia caratterizzata da un aumento
dei livelli di colesterolo plasmatico legato alle lipoproteine LDL(low
density lipoproteins, comunemente definite come colesterolo
cattivo)che si associa ad aterosclerosi(ostruzione delle arterie)
aumentando lincidenza di malattie coronariche; questo difetto
genetico dovuto alla mancanza negli individui affetti del recettore
per le LDL il quale situato sul cromosoma 19.
Rene policistico: una malattia causata dalla mutazione del gene PDK1
nella maggior partre dei casi o del gene PDK2; i sintomi sono: cisti
renali, ridotta funzionalit renale, ipertensione; let di esordio
variabile.
Corea di Huntington: una malattia neurodegenerativa che colpisce la
cordinazione muscolare comportando movimenti involontari(corea),
problemi psichiatrici, demenza; linsorgenza tardiva.
Neurofibromatosi tipo 1: caratterizzata da diverse manifestazioni a
livello cutaneo, oculare e nervoso e neurofibromi multipli dei nervi
periferici.
Retinoblastoma familiare: una patologia oculare che comporta tumori
alla retina.
Acondroplasia: una forma di nanismo che comporta quindi bassa
statura di tipo disarmonico, colpisce gli arti, quindi braccia e gambe
crescono notevolmente meno rispetto al resto del corpo.
Malattie del collageno: sono quelle malattie che colpiscono il sistema
connettivo (comprese elastina, fibrillina e proteoglicani), tra esse:
sindrome di Ehlers Danlosm osteogenesi imperfetta, sindrome di
Marfan.
Sindrome di Marfan: consiste in un difetto del tessuto connettivo a livello
scheletrico, oculare, rotture alle arterie. La frequenza di questa
malattia di 1/5.000 nati vivi. E causata da mutazioni del gene della
fibrillina-1(FBN1, la quale una glicoproteina, nonch un componente
fondamentale delle fibre elastiche presenti nel tessuto connettivo) sul
cromosoma 15q21 o su 3p25.2. Le mutazioni del gene FBN1 sono
numerosissime e ad oggi ancora difficile effettuare una diagnosi
precisa. Gli individui affetti dalla sindrome di Marfan hanno un aspetto
longilineo, gli arti appaiono lunghi e sottili, le articolazioni sono lasse,
presentano molte lussazioni, spesso hanno i piedi piatti, deformit alla
gabbia toracica e problemi alla spina dorsale(scoliosi, lordosi). I
disturbi pi gravi che manifestano gli affetti sono comunque di tipo
cardiovascolare: il problema maggiore quello di uninsolita
dilatazione dellaorta, la quale avviene progressivamente nel tempo
tanto che pu passare inosservata in quanto asintomatica. Quando
le pareti dellaorta si dilatano si parla di aneurisma aortico, ci pu
essere il rischio di rottura. Le persone affette dalla sindrome di Marfan

sono spesso alte e agili, anche se questa malattia una delle


principali responsabili di morte improvvisa negli atleti, vitale quindi
la diagnosi precoce e la personalizzazione della malattia.

-Recessive

Una malattia autosomica recessiva una malattia genetica dovuta a un gene


difettoso presente su un autosoma. Questo tipo di malattie pu esprimersi
fenotipicamente solo quando il genotipo omozigote per il gene che controlla
quel carattere. Sono definiti portatori gli individui che presentano per un dato
gene, un allele sano e uno mutato, con la possibilit di trasmettere un allele
difettoso ai propri figli.
In una coppia, i due genitori
sono portatori sani: il
maschio Aa e la femmina aA.
Dal loro incrocio della
prole sar omozigote
normale(AA), eterozigote
portatore (Aa e aA) e
omozigote malato

Eredit autosomica recessiva: Quale la probabilit che questa coppia


abbia un figlio affetto? I genitori sono entrambi portatori sani, maschio Aa,
femmina Aa.
Quadrato di Punnet:

La probabilit che la coppia abbia un figlio omozigote normale del 25%, un


figlio eterozigote non affetto del 50%, un figlio omozigote affetto del 25%.
Leredit autosomica recessiva ha come caratteristiche di trasmissione:
Sono necessari per causare la malattia due copie dellallele
mutato(=entrambi i genitori sono portatori sani); i genitori sono
obbligatoriamente eterozigoti(es. Aa)
I portatori hanno il 25% di probabilit di avere figli affetti: gli individui
malati sono omozigoti
Maschi e femmine possono essere ugualmente affetti
La trasmissione della malattia nellalbero genealogico
orizzontale(=sono interessati fratelli e sorelle)
Spesso vengono coinvolti geni che codificano per enzimi
I figli eterozigoti portatori sani se si accoppiano con un individuo sano
generano una prole caratterizzata da figli non affetti, ma comunque
portatori sani
La consanguineit dei genitori un potenziale fattore di rischio: questo
perch i consanguinei hanno antenati comuni, quindi sono pi a
rischio di essere portatori sani della stessa mutazione genetica. Ci
accade per esempio tra cugini di 1 grado(aumento del rischio dal 3%
al 6% di avere un figlio omozigote affetto), 2 grado, tra zio e nipote
oppure tra consanguinei di 1 grado(incesto).
Legge di Hardy-Weinberg

Hardy e Weinberg attraverso questa legge dedussero quali fossero le


condizioni necessarie perch la struttura genetica di una popolazione si
mantenga invariata nel tempo. Una popolazione allequilibrio unentit
astratta, non soggetta a evoluzione; una popolazione resta in equilibrio solo
se si verificano determinate condizioni: gli accoppiamenti devono essere
casuali, non devono verificarsi mutazioni, non deve esserci flusso di
geni(ovvero fenomeni di immigrazione ed emigrazione), la popolazione deve
essere di grandi dimensioni, non si deve verificare selezione naturale quindi
tutti i genotipi devono possedere le stesse capacit adattive e riproduttive.
Se ci sono queste condizioni le frequenze alleliche entro una popolazione
rimarranno costanti entro un certo tempo. Tale equilibrio espresso dalla
seguente equazione: p + q = 1 da cui (p + q)^2 = p2+ 2pq + q2= 1. Dove p
lallele selvatico(comune) e q e lallele mutato(raro), la loro somma deve
essere sempre uguale al 100% degli alleli di quel particolare gene, quindi
p+q=1. Data una generazione filiale F1 il cui genotipo : AA(omozigote
sano), Aa(eterozigote portatore), aa(omozigote malato). Se p la frequenza
allelica di A e q la frequenza allelica di a, le frequenze genotipiche
saranno: p2 , 2 p q,q 2 . Lomozigote malato q 2 (frequenza della malattia nella
popolazione), lomozigote sano p2 , leterozigote portatore 2 p q . Per
calcolare il numero degli eterozigoti il punto di partenza la frequenza della
malattia nella popolazione. Se ad esempio una malattia ha frequenza
1/2500= q 2 , per calcolare q si fa la radice quadrata di q 2 :
(1/2500)=1/50=0,02. Conoscendo q, possibile ora calcolare la frequenza
di p, infatti poiche q+p=1, allora p=1-q cio p=1-0,02=0,98. Il valore di p
molto vicino ad 1, ad eccezione delle malattie molto comuni. Il valore di
2pq=2 x 0,98 x 0,02= 0,0392= 1/25. Nel caso quindi delle malattie
autosomiche rare, la frequenza degli eterozigoti corrisponde a circa il doppio
della radice quadrata di q(q=0,02, p uguale a circa il doppio di q=2q=0,02
x 2= 0,04).
Tra le malattie autosomiche recessive:
Fenilchetonuria
Galattosemia
Beta-Talassemia
Fibrosi cistica: una malattia poli organo dovuta a mutazioni del gene
CFTR che codifica per una proteina,cystic fibrosis transmembrane
conductance regulator: si verificano delle alterazioni delle funzioni di
trasporto elettrolitico a livello di membrana cellulare. Il gene della
fibrosi cistica localizzato sul braccio lungo del cromosoma 7. E una
delle malattie pi diffusa, colpisce infatti nella popolazione di razza
bianca circa il 4%, ed la malattia pi diffusa nelle popolazioni di
origine caucasica. La manifestazione piena della patologia si verifica
soltanto negli individui omozigoti (che presentano cio mutazioni in
entrambi gli alleli del gene CFTR). La sintomatologia, che coinvolge
differenti organi interni, riconducibile all'anomalia nell'escrezione
del cloro, normalmente mediata dalla proteina codificata dal gene
CFTR. Tale alterazione porta alla secrezione di muco molto denso e
viscoso e quindi poco scorrevole. Il Cl viene trasportato verso le cellule

nelle ghiandole sudoripare(test del sudore) e verso il lume nellepitelio


respiratorio e intestinale(secreto pi denso). Gli organi pi colpiti dalla
fibrosi cistica sono le vie aeree(ostruzione ed infezione),
pancres(occlusione dei dotti e insufficienti enzimi digestivi),
intestino(occlusione fecale), apparato riproduttivo(nei maschi vi
lassenza dei dotti deferenti), ghiandola sudoripara(eccesso di cloro
nel sudore, per cui necessario il test del sudore). La proteina CFTR
oltre a funzionare come canale del cloro, serve anche per il trasporto
di HCO3(acido carbonato). Sono state ritrovate numerosissime
mutazioni nel gene responsabile di questa malattia: la frequenza delle
mutazioni variabile in base allarea geografica, per questo
fondamentale, attraverso lanalisi genetica di I livello, ricercare le
mutazioni pi frequenti nella popolazione. In un frammento del gene
CFTR, lintrone 8, si trova il tratto Poli-T, soggetto ad una certa
variabilit(polimorfismo, che una variazione nella sequenza del DNA,
la presenza nella maggior parte dei casi non produce malattia): in
questo tratto la sequenza del DNA del gene costituita da una serie
ripetuta di timina. Nella popolazione l80% degli individui possiede la
variante 9T(viene prodotta una quantit di CFTR normale), il 15% la
variante 7T(viene prodotta una quantit variabile tra il 50% e il 100%
della proteina CFTR) e il 5% la variante 5T(viene prodotta una quantit
di CFTR variabile tra 5% e 30%). Quindi le varianti 7T e 9T sono
definite innocenti, la 5T ha invece degli effetti sul funzionamento del
gene producendo una sorta di mutazione. Tale effetto non sempre
evidente per cui 5T si considera una mutazione con penetranza
variabile, che pu essere accompagnata da infertilit(negli uomini si
parla quindi di atresia congenita dei vasi deferenti).
Malattia di Tay-Sachs
Atrofia muscolare spinale
Rene policistico tipo II autosomico recessivo
Deficit di Alfa-1-antitripsina
Malattia di Wilson
Alcune mucopolisaccaridosi (Hurler, Sanfilippo, Maroteaux-Lamy)
Atassia di Friedreich
Differenze tra eredit autosomica e eredit recessiva
AUTOSOMICA DOMINANTE:
carattere espresso anche nelleterozigote
il 50% dei figli (sia maschi che femmine) affetto
espressione variabile
trasmissione verticale
effetto dellet paterna sulle nuove mutazioni
AUTOSOMICA RECESSIVA:
carattere espresso nellomozigote
basso rischio per i figli, entrambi i sessi colpiti con la stessa frequenza
espressione intra-familiare costante
trasmissione orizzontale
importanza della consanguineit

MALATTIE LEGATE ALLX:


La trasmissione dei cromosomi sessuali dai genitori avviene in questo modo:
tutti i figli ricevono un cromosoma X dalla madre; il padre trasmette un
cromosoma X a tutte le figlie e un cromosoma Y a tutti i figli. Il cromosoma
sessuale contenuto nello spermatozoo determina il sesso del futuro bambino.
Poich la femmina ha due cromosomi XX, per un gene localizzato sul
cromosoma X potr presentare tre genotipi: omozigote dominante X A X A ;
omozigote recessivo X a X a , eterozigote X A X a . Un maschio, invece poich ha solo
un cromosoma X( emizigote), pu avere solo due genotipi: X A Y oppure X a Y.
Questo significa che un maschio manifester il carattere contenuto sul
cromosoma X, indipendentemente dal fatto che lallele sia dominante o
recessivo, il carattere legato al sesso, quindi si manifester con maggior
frequenza nei maschi che nelle femmine.

-Recessive legate allx


In una coppia di genitori, il maschio
sano XY, la donna invece XX,
eterozigote per malattia recessiva
legata allX(portatrice sana). Dal loro
incrocio la prole sar: 25% una
femmina omozigote sana,25% un
maschio emizigote normale, 25%
una femmina eterozigote portatrice e
25% un maschio emizigote affetto.
Quindi il 50% dei figli maschi
affetto, il 50% delle figlie femmine
portatore.

Leredit recessiva legata allX ha come caratteristiche di trasmissione:


Colpisce con maggiore frequenza i maschi (i maschi sono malati solo se
la mamma malata, infatti la malattia non si trasmette da maschio a
maschio)
I maschi affetti nascono di solito da genitori sani
Le femmine possono essere affette solo se il padre affetto e la madre
eterozigote, altrimenti possono essere portatrici e manifestare la
malattia nei loro figli maschi.
Tra le malattie recessive legate allX:
Cecit ai colori: una malattia meglio conosciuta come daltonismo,
caratterizzata dallincapacit di capire i colori completamente o in
parte
Ritardo mentale
Ritardo mentale con X fragile: una comune forma di ritardo mentale
associata a costrizione allestremit del braccio lungo del cromosoma
X
Distrofia muscolare di Duchenne: una comune forma di distrofia
muscolare letale di solito entro i 20 anni. In generale sotto il
termine distrofia muscolare si raccolgono un gruppo di gravi malattie
neuromuscolari a carattere degenerativo, determinate geneticamente
e che causano atrofia progressiva della muscolatura scheletrica; tra

queste distrofie muscolari, vi sono le distrofinopatie (distrofia di


Duchenne e distrofia di Becker). Questa malattia stata una delle
prime malattie legate allX ad essere studiata; ha un incidenza pari a
1/3500 nati vivi maschi. In un incrocio i figli maschi sono malati se e
solo se la madre malata/portatrice in quanto le malattie recessive
legate allX non si trasmettono tra padre e figlio, le femmine
eterozigoti sono sane o portatrici e sono malate se e solo se il padre
malato e la madre eterozigote. La distrofia di Duchenne comporta una
progressiva perdita del tono muscolare, colpisce nella maggior parte
dei casi i maschi e si manifesta in genere dopo i primi due anni di et.
Segni caratteristici sono: braccia portate allindietro, fuoriuscita
delladdome, muscoli delle gambe deboli, perdita di
equilibrio(andatura anserina). Dopo linfanzia necessaria la sedia a
rotelle, non colpisce i muscoli oculomotori, pu comportare a volte un
deterioramento intellettivo, ci pu essere coinvolgimento del cuore e
dei muscoli lisci. Un altro tipo di distrofia muscolare la distrofia di
Becker, la quale una variante allelica della distrofia di Duchenne:
caratterizzata da mutazioni dello stesso gene che producono una
ridotta quantit di distrofina, una proteina presente nel tessuto
muscolare, che risultando troncata non riesce a mantenere lintegrit
del sarcolemma. La differenza tra la distrofia di Duchenne e quella di
Becker consiste nel fatto che il difetto nella prima
quantitativo(mancanza della proteina=lenta morte muscolare) e nella
seconda qualitativo(la proteina risulta alterata; questa distrofia
meno grave ed ha un esordio pi tardivo, intorno ai 5-25 anni di et).
Le sedi interessate dalla distrofia muscolare di Becker sono le stesse di
quella di Duchenne. Il gene della distrofina si trova localizzato sul
cromosoma Xp21.1, uno dei geni di maggiori dimensioni che si
conoscono nelluomo i cui introni sono costituiti da sequenze molto
lunghe(lelevata lunghezza alla base della sua elevata mutabilit).
Le mutazioni che riguardano la distrofia di Duchenne sono:
delezione(nella maggior parte dei casi), duplicazione, mutazione
splicing, mutazione non-senso, mutazione frame-shift; la mutazione
della distrofia di Becker una delezione in frame.
Emofilia A: un difetto di coagulazione del sangue causata da un deficit
del fattore VIII, di cui ne era affetta la famiglia imperiale russa dello
zar Nicola II.
Ittlosi legata allX: comporta la formazione di squame cutanee
Agammaglobulinemia legata allX: un difetto di gamma globulina, un
fattore importante della difesa delle infezioni
Emofilia B: un difetto di coagulazione del sangue causato da deficit del
fattore IX.
Inattivazione del cromosoma X(Lyonizzazione): L'inattivazione del
cromosoma X, detto anche effetto Lyon o lyonizzazione, un normale
processo biologico che interessa tutte le femmine di mammifero e che consiste
nella disattivazione di uno dei due cromosomi sessuali X presenti nelle
loro cellule. Tale cromosoma viene silenziato e trasformato in un'unit densa
di eterocromatina a formare nei nuclei la cromatina sessuale definita corpo di
Barr. Le femmine di mammifero, infatti, possiedono due copie di cromosoma X
in ciascuna cellula e la trascrizione dei geni presenti in entrambi porterebbe

dare origine ad una pericolosa sovra-espressione dei loro prodotti, che viene
cos evitata inattivandone uno dei due. Nella quasi totalit dei mammiferi, il
cromosoma da disattivare viene scelto a caso fra i due disponibili. Da ci deriva
quindi la compensazione della dose genica ovvero luguale quantit dei geni
dellX nel maschio e nella femmina(effetto dose). In circa met delle cellule
inattivo lX materno e nellaltra met delle cellule inattivo lX paterno: le
cellule che si originano dalla cellula con uno specifico tipo di
attivazione/disattivazione, hanno le stesse caratteristiche, per questo ogni
femmina a livello somatico un mosaico. Una femmina portatrice di una
malattia recessiva legata allX, potrebbe esprimere il fenotipo patologico(quindi
manifestare la malattia) se, durante lo stadio embrionale, venisse disattivato il
cromosoma X portatore dellallele normale.

-Dominanti legate allX

Leredit dominante legata allX ha come caratteristiche di trasmissione:


Lincidenza della malattia maggiore nelle femmine
La donna affetta pu trasmettere la malattia ai figli maschi e alle figlie
femmine con la stessa probabilit(50%)
Il maschio affetto trasmette la malattia a tutte le figlie femmine, i figli
maschi, invece, saranno tutti sani
Non vi trasmissione tra padre e figlio
In generale leredit legata allX si identifica nelle femmine eterozigoti
attraverso lalbero genealogico, il calcolo probabilistico, analisi biochimiche,
citogenetiche e molecolari.

ANALISI DEL DNA


METODICHE DI BASE
Estrazione del DNA
Le sorgenti da cui il DNA viene estratto sono il sangue, i tessuti, la saliva o
qualsiasi altro materiale biologico che contenga cellule nucleate.
PCR (Polymerase Chain Reaction)
E uno strumento di amplificazione del DNA in milione di copie pe un breve
periodo di tempo attraverso la replicazione di una molecola stampo; questo
processo utilizza sets di oligonucleotidi specifici, definiti primers, sintetizzati in
vitro per innescare la sintesi di DNA. Lo stampo di DNA viene sottoposto ad
unalta temperatura a livello della quale il DNA si denatura, vi una successiva
localizzazione dei primers sulle sequenze complementari di stampo(a bassa
temperatura) e sintesi di nuovo DNA sullo stampo(alta temperatura)mediata
dalla DNA-polimerasi in presenza di nucleotidi. Il tutto stato automatizzato
attraversp una polimerasi termostabile, la Taq polimerasi.
Enzimi di restrinzione
Tagliano il DNA in corrispondenza di specifiche sequenze, questi enzimi hanno il
compito di riconoscere le sequenze palindromiche ovvero quelle zone della
struttura primaria del DNA costituite da due successioni di basi ripetute ed
invertite(es. CCC GGG GGG CCC).
Gel di elettroforesi
Dopo la digestione da parte di enzimi di restrizione, il DNA viene ridotto in
frammenti. Lelettroforesi su gel permette di separare molecole cariche grazie
allapplicazione di un campo elettrico. Il DNA carico a pH neutro, migra verso
il polo opposto +.

Ibridizzazione
Una sequenza di DNA si appaia con una sequenza nucleotidica complementare,
il DNA appaiatosi, viene portato ad alte temperature e si denatura; ma,
riducendo, nuovamente la temperatura le sequenze complementari si riappaiano.
Sequenziamento
Serve a determinare lordine dei diversi nucleotidi che costituiscono lacido
nucleico. Viene utilizzato il DNA sequencing automatizzato.

EREDITA CODOMINANTE
La codominanza un particolare fenomeno genetico che si riscontra quando
due alleli ad uno stesso locus genico, si manifestano entrambi in modo
completo a livello fenotipico negli individui eterozigoti. Nell'eterozigote un allele
(dominante) pu prevalere sull'altro (recessivo) ed il fenotipo determinato
solo da un allele (quello dominante). In alcuni casi la dominanza pu non
essere completa (dominanza incompleta) e a livello fenotipico si manifesta una
miscela dei caratteri coinvolti. In altri casi si pu manifestare la codominanza:
entrambi gli alleli si manifestano nel fenotipo, un allele non sopraff laltro.
Il gruppo sanguigno di un individuo determinato dalla presenza o assenza di
specifiche componenti di membrana degli eritrociti, chiamate agglutinogeni. I
principali sono A, B, D(R h). Di conseguenza i differenti gruppi sanguigni
saranno:
-sangue ti tipo A, con lagglutinogeno A, A pu ricevere sangue da A e da 0 e
pu donare ad A e AB; genotipo AO oppure AA, fenotipo A.
-sangue di tipo B, con lagglutinogeno B, B pu ricevere sangue da B e da 0 e
pu donare a B e AB; genotipo BO oppure BB, fenotipo A.
-sangue di tipo AB, con entrambi gli agglutinogeni A e B, pu ricevere sangue
da tutti i gruppi sanguigni, ma pu donare solo ad AB; genotipo AB, fenotipo
AB. Questo gruppo un esempio di codominanza infatti costituito da 3 alleli
(IA, IB e I0), la cui combinazione determina 4 fenotipi (gruppi sanguigni): tipo A
(IAIA o IAI0), B (IBIB o IBI0), 0 (I0I0) ed AB (IAIB), gli IA e IB sono dominanti su I0
e dominanti fra loro.
-sangue di tipo 0, con nessun agglutinogeno, pu ricevere sangue da 0 e
donare a tutti i gruppi sanguigni se si tratta di 0-, altrimenti pu donare solo ad
A+, B+,0+,AB+ se si tratta di 0+.
Ovviamente i vari gruppi sanguigni possono presentare o meno il fattore Rh: la
presenza indicata come Rh positivo(quindi A+,B+,AB+,0+), quando invece
questo fattore assente, si parla di A-,B-,AB-,0-.

EREDITA NON MENDELIANA


Per eredit non mendeliana si intende quel processo in cui ciascuno dei due
componenti non segrega secondo le leggi di Mendel: leredit non mendeliana
riguarda, quindi, i geni extranucleari.
Lanticipazione un caso particolare di espressivit variabile e descrive la tendenza di
alcune malattie genetiche di diventare pi gravi o avere un aumento della penetranza
nelle generazioni successive. Questo fenomeno viene spiegato con linstabilit di certe
ripetizioni di trinucleotidi che espandendosi possono causare malattie (X-fragile,
distrofia miotonica, malattia di Hungtington) dette mutazioni dinamiche. La gravit
della malattia e la sua insorgenza sono correlate alla lunghezza del repeat.

SINDROME DELLX-FRAGILE
La sindrome dell'X fragile (o sindrome di Martin-Bell o FRAX) una malattia
genetica causata dalla mutazione del gene FMR1 sul cromosoma X; la

mutazione di questo gene correlata alla manifestazione di ritardo mentale:


infatti la seconda causa di ritardo mentale dopo la Sindrome di Down; una
patologia legata allX. Nei maschi la frequenza pi elevata, si parla di 1/4000
maschi e di 1/8000 femmine. Normalmente il gene FMR1 contiene tra 6 e 53
ripetizioni del codone CGG (ripetizioni di trinucleotidi). Negli individui affetti
dalla sindrome dell'X fragile, l'allele FMR1 ha pi di 230 ripetizioni di questo
codone. Questo grado di espansione provoca un vero e proprio silenziamento
dell'espressione del gene FMR1. La metilazione del locus FMR1, che situato
nella banda cromosomica Xq27.3, provoca in quel punto la rottura e la fragilit
del cromosoma X, fenomeno che d il nome alla sindrome. Gli affetti
manifestano le seguenti caratteristiche: ritardo mentale(20<IQ>70)pi grave
nei maschi che nelle femmine, deficit di memoria a breve termine, ritardo nel
linguaggio, ridotte abilit visuo-spaziali, ipersensibilit agli stimoli, iperattivit,
comportamento autistico, macrocefalia con fronte, mento e orecchie sporgenti,
anomalie connettivali(es. piedi piatti, articolazioni lasse), disfunzioni
ipotalamiche. Se la donna affetta o portatrice sana pu trasmettere la
malattia ai figli maschi, per il paradosso di Sherman (modalit di trasmissione
della sindrome X-fragile, per cui il rischio di manifestazioni cliniche aumenta
nelle generazioni successive secondo il fenomeno dell'anticipazione), invece le
figlie dei maschi trasmettitori sono sempre normali ma i loro figli possono
essere malati, le figlie di portatori dellX-fragile sono quindi pi a rischio
rispetto alle loro nonne di avere figli con ritardo mentale: la penetranza, infatti,
aumenta con le generazioni. Nel passaggio da una generazione allaltra,
soprattutto nel caso di trasmissione materna, il numero di triplette ripetute
tende ad aumentare quindi i maschi figli di portatrici avranno un numero di
triplette pi elevato rispetto alle madri(oltre le 200 ripetizioni: affetti; inferiore
alle 200 ripetizioni:sani). I maschi che ricevono lallele premutato lo
trasmettono invariato alle loro figlie: le figlie di maschi portatori saranno s
normali, ma potranno trasmettere la malattia a loro volta ai loro figli in quanto
hanno un maggior numero di ripetizioni(>200) e sono quindi pi a rischio
rispetto alle loro nonne di avere figli con ritardo mentale.

MALATTIE AD EREDITA MITOCONDRIALE


Le malattie mitocondriali sono quei disturbi causati da alterazioni nel
funzionamento dei mitocondri. I mitocondri sono degli organelli a doppia
membrana presenti allinterno della cellula, hanno la funzione di produrre ATP
convertendo lenergia chimica degli alimenti(respirazione cellulare). La maggior
parte dellenergia utilizzata dal nostro organismo prodotta proprio dai
mitocondri. Allinterno della matrice mitocondriale contenuto il DNA
mitocondriale(a doppia elica con forma circolare). Il DNA mitocondriale circa
l1% del DNA cellulare, ha un sistema di replicazione, trascrizione e traduzione
indipendente dal DNA nucleare. I due filamenti di DNA mitocondriale sono
diversi nella composizione nucleotidica, entrambi vengono trascritti e tradotti,
nei geni non vi sono gli introni, il codice genetico differente dal codice
genetico nucleare: il codone UGA, normalmente codone di stop nel codice
genetico nucleare, codifica per il triptofano nel codice genetico mitocondriale.
Non esiste nel DNA mitocondriale un sistema di riparazione delle mutazioni,
seppure esso abbia unelevata percentuale di mutazione, circa 5-10 volte
superiore rispetto al DNA nucleare. Oltre ad essere pi sensibile al danno
ossidativo, il DNA mitocondriale al momento della fecondazione viene tramesso

esclusivamente per via materna in quanto il citoplasma, in cui sono compresi i


mitocondri, proviene solo dallovocita.
Eredit mitocondriale
Tutti i mitocondri dello zigote derivano, quindi, dallovocita: la modalit di
trasmissione delle mutazioni mitocondriali differisce dalla modalit di
trasmissione medeliana classica, infatti la madre portatrice trasmette la
mutazione a tutta la progenia(il rischio che le sue figlie femmine siano
portatrici del 50%), ma solo le figlie femmine possono, a loro volta,
trasmetterla ai loro figli(i quali non tutti manifesteranno il fenotipo-malattia). I
mitocondri paterni, invece, sono distrutti nello zigote e diluiti con i mitocondri
dellovocita. I maschi affetti o portatori non trasmettono la mutazione a
nessuno dei loro figli.
Malattie mitocondriali
I mitocondri sono presenti in tutti i tessuti del nostro organismo, quindi le
malattie mitocondriali possono colpire qualsiasi organo(sistema nervoso, occhi,
cuore fegato, ossa, tratto digestivo, pancreas,reni. Tra le malattie mitocondriali:
Neuropatia ottica ereditaria di Leber, ha come sintomatologia la cecit
per degenerazione del nervo ottico
Sindrome di Leigh, ha come sintomatologia la degenerazione dei gangli
della base con conseguente perdita delle capacit motorie e verbali
Mitochondrial encephalomyopathy, lactic acidosis and strole-like
episodes(MELAS), caratterizzata da una disfunzione del tessuto
cerebrale con conseguente demenza, epilessia, miopatia
mitocondriale, acidosi lattica
Chronic progressive external ophtalmoplegia(CPEO), caratterizzata da
miopatia mitocondriale e paralisi dei muscoli motori dellocchio
Molti studi suggeriscono che il DNA mitocondriale sia correllato a patologie
degenerative quali la SLA, il Parkinson, lAlzheimer infatti reperti comuni a
queste patologie sono particolari mitocondri abnormi, delezioni del DNA
mitocondriale e compromissione della respirazione mitocondriale.

MALATTIE POLIGENICHE
Le malattie poligeniche sono causate dallazione di due o pi geni e dalla loro
interazione con lambiente; hanno una frequenza superiore ad un affetto ogni
mille individui. Sono dette malattie poligeniche complesse quando si verifica
questa interazione tra fattori ambientali e fattori genetici (alcuni esempi sono
autismo, asma, obesit, cancro, diabete).
Eredit dei caratteri complessi
Alcuni caratteri si ritrovano con maggior frequenza in alcune famiglie rispetto
ad altre, non mostrando quindi la normale segregazione mendeliana. Ci
dovuto a due fattori spesso contemporanei:
-il carattere poligenico, ovvero la sua espressione determinata da un
insieme di fattori genetici,
-il carattere multifattoriale, cio la sua espressione determinata
dallinterazione di fattori genetici con fattori ambientali.
In particolare i caratteri poligenici, che derivano, come abbiamo detto,
dallinterazione di pi geni, possono presentare una variazione continua
nellintensit della loro manifestazione. La teoria poligenica dei caratteri
quantitativi sostiene che quando un carattere ha una variazione continua
(quindi quantitativo) pu essere spiegato dallazione mendeliana di un

gruppo di geni, ciascuno dei quali d un certo contributo quantitativo alla


determinazione del carattere. Nel caso dei caratteri quantitativi, quindi, ogni
singolo gene non determina se quel carattere presente o meno, ma fornisce
un piccolo contributo alla intensit di presentazione di quel carattere, e solo la
somma dei contributi dei diversi geni coinvolti determina effettivamente il
valore reale osservabile per quel carattere. Un esempio semplice, basato sul
classico esempio dell'altezza, si pu fare immaginando un gruppo di geni A, B,
C... tutti determinanti l'altezza. Ciascun gene potrebbe presentarsi in due forme
alleliche, tali che ogni allele "collabori", schematicamente, per 5 cm aggiuntivi
all'altezza finale se presente nella forma dominante, e causi la perdita di 5 cm
di altezza se presente nella variante recessiva. Gli individui che posseggono pi di
due copie di alleli che conferiscono un aumento di altezza saranno spostati verso
valori maggiori della media. Al contrario, meno alleli vantaggiosi posseder lindividuo,
minore sar il valore presentato dal carattere "altezza".

Aggiungendo altri alleli degli stessi geni, o altri geni, al gruppo di alleli che
contribuisce a determinare il carattere, e in pi considerando anche una
variabilit aggiuntiva legata allambiente, il grafico tende ad assomigliare
rapidamente ad una curva a campana (curva di Gauss), un tipo di distribuzione
dei valori che mostra lassenza di valori che il carattere non pu assumere.
Nella curva sono comprese tutte le persone e su quella variabile continua
possibile collocare tutti i caratteri quantitativi continui di ogni persona, la curva
a campana della distribuzione continua rappresenta il numero di fattori che
contribuiscono a quel fenotipo. I caratteri discontinui quantitativi sono presenti
in quelle persone che si collocano alle code della curva e che hanno pochi(coda
sinistra) o molti(coda destra) fattori di sensibilit, mentre la maggior parte delle
persone(centro della curva) ha un numero medio di fattori. La discontinuit del
fenotipo viene spiegata con un meccanismo a soglia, cio sviluppano quel
fenotipo solo le persone che hanno un numero di fattori di suscettibilit
superiore al livello soglia definito come incidenza di quel fenotipo nella
popolazione. Ovviamente i consanguinei presenteranno un numero di fattori di
suscettibilit maggiore. I fattori che condizionano il rischio di ricorrenza di un
carattere discontinuo sono
-gravit del fenotipo
-numero di consanguinei affetti
-grado di consanguineit con una persona affetta
-sesso della persona(ma questo solo per alcuni caratteri).
I caratteri normali che mostrano eredit multifattoriale sono invece:
circonferenza cranica, colore della pelle, degli occhi, dei capelli, statura,
dermatoglifi(numero delle creste sui polpastrelli delle dita), peso corporeo,
pressione sanguigna, intelligenza. Tra i difetti congeniti a eredit multifattoriale
ci sono: cardiopatie congenite, difetti del tubo neurale, labio/palatoschisi,
lussazione congenita dellanca, piedi torti, stenosi ipertrofica del piloro; tra le
malattie ad eredit multifattoriale invece ci sono: asma, cardiopatie
ischemiche, diabete mellito, ipertensione, obesit, osteoporosi, malattie
infiammatorie croniche dellintestino, schizofrenia.
Il complesso
maggiore
di
istocompatibilit
(MHC)

un
gruppo
di geni polimorfici costituito da 30 unit, localizzato sul braccio corto del
cromosoma 6.Le pi conosciute codificano per proteine espresse sulla
membrana cellulare le quali hanno la funzione di farsi riconoscere da parte
dei linfociti T. Nell'uomo l'MHC prende il nome di Human leukocyte
antigen (HLA). Si verificato statisticamente che esistono alcune malattie che

risultano colpire con maggiore frequenza individui con un certo


aplotipo(=combinazione di varianti alleliche lungo un cromosoma) HLA. Per
alcune l'associazione piuttosto forte, per altre pi sfumata. Non sono noti i
motivi di questo fatto. Fra le malattie che presentano questa associazione si
possono segnalare lartrite reumatoide, la celiachia, il diabete insulinodipendente, lepatite cronica, la narcolessia.

PREVENZIONE DELLE MALATTIE GENETICHE


La prevenzione si articola in
-prevenzione primaria: lobiettivo non far avvenire la procreazione di
individui ammalati; la prevenzione primaria comprende: prevenzione
preconcezionale(prima del concepimento), prevenzione prenatale(prima della
nascita; in caso di malformazioni o somministrazioni terapeutiche in utero la
prevenzione prenatale anche secondaria),
-prevenzione secondaria: lobiettivo evitare che la malattia si manifesti.
Alla base della prevenzione delle malattie genetiche vi sono una consulenza
genetica e test genetici.
La consulenza genetica un processo di comunicazione tra medico e
paziente che verte sullinsorgenza e rischio di un disordine genetico nella
famiglia, e che ha come obiettivo quello di mettere il paziente in grado di
compiere scelte informate e consapevoli. La consulenza comprende le seguenti
fasi:
-raccolta delle informazioni, tramite lanamnesi personale e familiare, possono
essere utili cartelle cliniche, fotografie di familiare;
-ricostruzione dellalbero genealogico una ricostruzione grafica che permette
di raccogliere le informazioni genetiche riguardanti lintera famiglia.
Dopo lanalisi genetica si comunica lesito al paziente, si valuta il rischio e le
eventuali azioni preventive.
I test genetici sono delle analisi particolari mirate ad individuare la presenza,
lassenza o la mutazione di un cromosoma. Sono diversi dalle solite analisi di
laboratorio perch i risultati per lindividuo sono permanenti, possono essere
eseguiti con finalit diagnostiche o preventive, i risultati potrebbero avere delle
conseguenze anche per gli altri familiari, potrebbero rilevare informazioni non
desiderate come la paternit. Test genetici tradizionali sono:
-test diagnostici, rivolti alle persone che hanno o sospettano una malattia
poich ne presentano i sintomi; eseguiti durante la vita prenatale o duranti il
corso della vita;
-test di identificazione portatori sani, i quali individuano mutazioni comuni in
determinati gruppi etnici(es. la fibrosi cistica);
-test presintomatici, applicati a persone che non hanno sintomi clinici ma sono
a rischio di sviluppare una patologia con esordio tardivo(es. Corea di
Huntington);
-test predittivi o di suscettibilit, hanno la funzione di identificare i genotipi che
non causano la malattia ma resistenza o suscettibilit di svilupparla, in seguito
a esposizione a determinati fattori ambientali favorenti o altri fattori genetici
scatenanti; il risultato quindi pu solamente predire il rischio aumentato o
diminuito di contrarre una certa malattia;
-test farmacogenetici, con il compito di fornire indicazioni sulla risposta
individuale ai farmaci.
Ovviamente questi test devono rispettare le raccomandazioni della Societ
Europea di genetica umana(diritto ad essere informati, qualit del test, utilit

clinica, supporto, protezione delle persone incapaci di esprimere il loro


consenso, rispetto dei principi etici). In generale quindi i test genetici servono a
diagnosticare una malattia, a identificare il portatore sano di una malattia
recessiva, effettuare una diagnosi pre-sintomatica, riconoscere una certa
suscettibilit del paziente ad ammalarsi di una certa malattia, diagnosticare
malattie gravi in vita pre-natale. I risultati dei test genetici possono essere di
due tipi:
-mutazione presente: comprende a sua volta due casi particolare:
o Aumento del rischio di malattia: la presenza della mutazione indica
quindi un rischio aumentato di sviluppare la malattia;
o Variante di significato sconosciuto: la presenza della mutazione non
indica necessariamente lassociazione alla malattia, in questo caso
si parla di una variante innoqua e quindi di polimorfismo.
-mutazione assente: comprende a sua volta due casi particolari:
o Risultato del test negativo: nellindividuo assente la mutazione;
o Risultato del test non informativo: nellindividuo non presente la
mutazione, anche se il quadro familiare della famiglia suggerisce
una base genetica della malattia; questo potrebbe significare che le
attuali tecnologie non sono in grado ancora di captare quella
mutazione, c un altro gene non identificato che potrebbe causare
la malattia in quellindividuo, una mutazione non identificata
presente nella famiglia ma non stata identificata dallindividuo,
nonostante la storia familiare loccorrenza della malattia un
evento casuale.
La diagnosi prenatale
Esempi di diagnosi prenatale sono:
Screening ecografico della trisomia 21 nel I trimestre di gravidanza(11-14
settimane): translucenza nucale(NT), serve ad identificare il rischio di
trisomia 21; alcune carattestiche del feto affetto da trisomia 21 sono
la plica nucale>6mm, osso nasale non evidenziabile, cisti plessi
corioidei, ipercogenicit intestinale, femore corto, omero corto; oltre a
questo test, si effettua un test combinato che include free-beta HGG,
pregnancy-associated plasma protein A(PAPP-A). A 15-16 settimane si
effettua un triplo test per verificare effettivamente la presenza della
sindrome di Down: se il feto ne affetto, nella mamma i valori di
alfaproteine sono bassi, diminuiscono i livelli di estriolo non coniugato
e aumentano quelli di hCG totale. Il test integrato poi, integra appunto
i dati ecografici(NT,osso nasale), i dati del bitest e quelli del tritest
fornendo un unico risultato e facendo in modo che cos facendo il test
sia pi efficace.
Amniocentesi: una procedura che consente il prelievo transaddominale
di liquido amniotico(20 ml) dalla cavit uterina; la metodica pi
diffusa per ottenere campioni biologici utili al fine di effettuare
una diagnosi prenatale; si effettua tra la 16esima e la 18esima
settimana di gravidanza; pu comportare contrazioni, perdita ematica,
perdita di liquido, infezione; si verifica laborto nello 0.05% dei casi. Fa
parte della diagnosi prenatale invasiva. Viene eseguito in laboratorio,
si eseguono esami preliminari come lidentificazione del gruppo
sanguigno e fattore Rh perch si trattano le donne cRh- con
immunoprofilassi. Le procedure con cui si esegue lamniocentesi sono

innanzitutto la disinfezione cutanea, dopo di che viene infisso un ago


sterile tramite la tecnica a mano libera, ovvero il medico tiene in
una mano la sonda e nellaltra lago per poter dirigere il fascio di
ultrasuoni, oppure tramite la tecnica ago-guidata in cui lago
fiddato al trasduttore e percorre una traiettoria fissa. Comunque
giunto in cavit lago, viene effettuata con una siringa sterile il
prelievo di liquido amniotico, dopo di che si estrae lago e si controlla il
battito cardiaco fetale. Il materiale esaminato sono cellule di liquido
amniotico provenienti da sacco amniotico, epidermide, mucosa del
tubo digerente, tratto respiratorio e urogenitale. Le metodologie di
indagine sono di due tipi: cloni in situ, in cui lanalisi avviene per
colonie, con cui vi una migliore valutazione diagnostica e i tempi di
coltura sono pi brevi; metodo in fiasca, si perde lindividualit dei
cloni, vi una maggiore crescita cellulare.
Villocentesi: il prelievo dei villi coriali (20 mg), ha un approccio
transaddominale, si fa in ambulatorio con alcuni esami
preliminari(gruppo sanguigno e fattore Rh), in quanto si somministra
una terapia di immunoprofilassi nelle donne Rh-. Serve a rintracciare
malattie mendeliane come talassemia, fibrosi cistica, distrofia
muscolare di Duchenne, emofilia. Pu comportare dolori crampiformi,
perdita ematica, infezione; laborto si verifica nel 3% dei casi. Fa parte
della diagnosi prenatale invasiva. Grazie alla villocentesi possibile
anche effettuare unanalisi del cariotipo fetale: vengono infatti
esaminate le cellule del trofoblasto( un tessuto cellulare che nutre
lembrione, vengono analizzate le cellule del trofoblasto perch si
parte dalla considerazione che trofoblasto e feto originano dallo stesso
tessuto). La metodologia di indagine con cui si pu analizzare il
trofoblasto pu essere: una coltura diretta in cui si analizzano le mitosi
spontanee presenti nel trofoblasto dopo 48-72 h dal prelievo, una
metodica rapida, con minori rischi per le cellule materne; una coltura
a lungo termine in cui vengono allestite le colture previo trattamento
dei villi con enzimi proteolitici per disgregare le cellule, pu avvenire
per la contaminazione con cellule materne.
Lanalisi citogenetica prenatale standard non consente di stabilire una precisa
correlazione cariotipo-fenotipo in alcuni casi(mosaici, piccoli cromosomi marker
soprannumerari, inversioni de novo, aneuploidie dei cromosomi sessuali,
traslocazioni reciproche e complesse de novo). Per mosaicismo si intende la
presenza in uno stesso individuo di due o pi linee cellulari a cariotipo diverso;
il mosaicismo pu derivare da anomalie in vitro o derivate da tessuti
extraembrionali(livello I=pseudomosaicismo a singola cellula, livello II
=pseudomosaicismo a cellule multiple) oppure pu derivare da unanomalia
cromosomica in almeno 2 fiasche di coltura indipendenti(livello III=mosaicismo
vero). Lapprofondimento diagnostico pu essere: di base(vengono esaminate
20 cellule provenienti da 2 colture indipendenti, una delle quali pu contenere
la colonia anomala), moderato(devono essere esaminate 20 cellule da una
coltura supplementare), ampio(devono essere esaminate 20 cellule da
ciascuna di 2 ulteriori colture, escludendo la coltura con losservazione iniziale).
Altri esempi di diagnosi prenatale:
Cordocentesi: il prelievo di sangue fetale dal cordone ombelicale; si pu
effettuare dalla 12esima settimana ma in genere si preferisce farlo dopo la

18esima settimana. E in grado di determinare rapidamente il cariotipo fetale,


anche se la risposta diagnostica piuttosto rapida (48-72h), sono maggiori i
rischi di complicanza ed maggiore la difficolt di esecuzione.
Diagnosi genetica pre-impianto: si tratta di un prelievo allo stadio di divisione di
8-12 settimane di cellule senza creare alcun tipo di danno allembrione, dopo la
diagnosi qualora non ci sia alcun tipo di disordine genetico gli embrioni
selezionati possono essere trasferiti in utero, altrimenti possono essere scartati
se presente un disturbo genetico. Le indicazioni per poter eseguire questo
tipo di diagnosi: let materna deve essere maggiore o uguale a 35 anni, deve
essere nato un precedente figlio affetto da malformazioni o alterazione dei
cromosomi, genitori con alterazione dei cromosomi sessuali, patologia fetale
ecoevidenziata, indicazioni biochimiche, malattie mendeliane, altre indicazioni
particolari. Il DNA fetale individuabile gi a partire dalla 4 settimana e
utilizzabile dalla 9, ovviamente aumenta con lavanzare della gravidanza e
scompare subito dopo il parto.
NIPT, non invasive prenatal testing: non una tecnica di diagnosi invasiva;
milioni di frammenti di DNA materno e fetale vengono sequenziati
simultaneamente tramite tecniche Next Generation Sequencing(NGS): ognuno
di questi frammenti viene assegnato al cromosoma di partenza, se ci sono
aneuploidie ci sar un eccesso o un difetto del DNA libero per il cromosoma
interessato. Questo un test innovativo, semplice e sicuro per il feto e non
invasivo; pu identificare le principali anomalie come trisomia 21, 18, 13 e
monosomia X.
In generale, un paziente con un risultato positivo ad uno dei test deve essere
indirizzato verso la consulenza genetica e la diagnosi prenatale invasiva per
poter avere conferma dei risultati positivi dei precedenti test.

FINE