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Il Dio Ganea

Il Dio Ganea, nella religione dellantica India il Signore della devozione e


dellamore universale, della nascita e della conoscenza primordiale. Nella figura (32)
lorigine nordica confermata dalle swastike, antico simbolo del nord, con
riferimento allapparente moto circolare del sole.
Ganea anche chiamato Ganapati, che vuol dire Maestro dintelligenza e
saggezza; un altro suo nome Vinayka: colui che rimuove gli ostacoli dal
cammino spirituale. Vittorioso su ogni difficolt che separi dalla verit, Ganea
cavalca trionfante un topolino, simbolo, questi, del buio dellignoranza, ma anche di
qualcosa daltro che spiegheremo in seguito.
Presso la religione induista, Ganea (dal sanscrito gana - "moltitudine", e isha "signore", lett. "Signore di tutti gli esseri"), spesso anglicizzato in Ganesha o Ganesh,
una delle rappresentazioni di Dio pi conosciute e venerate; figlio primogenito di
iva e Parvati, viene rappresentato seduto, con una gamba sollevata da terra e
ripiegata sull'altra. Tipicamente, il suo nome preceduto dal titolo di rispetto
induista, r. vedi anche figura. (33) Il culto di Ganea molto diffuso, anche al di
fuori dell'India; i devoti di Ganea si chiamano Ganapatya.
Come per ogni altra forma con la quale l'Induismo rappresenta Dio, inteso come
l'aspetto personale di Brahman (detto anche Ishvara, il Signore), anche la figura di
Ganea un archetipo carico di molteplici significati e simbolismi che esprimono uno
stato di perfezione, e il modo per raggiungerla; Ganea infatti il simbolo di colui
che ha scoperto la Divinit in s stesso.
Egli rappresenta il perfetto equilibrio tra energia maschile (Shiva) e femminile
(Shakti), ovvero tra forza e dolcezza, tra potenza e bellezza; simboleggia inoltre la
capacit discriminativa che permette di distinguere la verit dall'illusione, il reale
dall'irreale. Una descrizione di tutte le caratteristiche e gli attributi di Ganea si pu
trovare nella Ganapati Upanisad (una Upanisad dedicata a Ganea) del rishi Atharva,
nella quale Ganea identificato con il Brahman e con tman. In questo Inno
Vedico, inoltre, contenuto uno dei mantra pi famosi associati a questa divinit: Om
Gam Ganapataye Namah (lett. Mi arrendo a Te, Signore di tutti gli esseri).
Nei Veda si trova anche una delle preghiere a Ganea pi salmodiate, che costituisce
l'inizio del Ganapati Prarthana: Om gananam tva ganapatigm havamahe kavim
kavinamupamashravastamam jyeshtarajam brahmanam brahmanaspata a nah
shrunvannutibhih sida sadanam (Rig Veda 2.23.1)
In termini generali, Ganea una divinit molto amata ed invocata, poich il
Signore del buon auspicio che dona prosperit e fortuna, il Distruttore degli ostacoli
di ordine materiale o spirituale; per questa ragione se ne invoca la grazia prima di

iniziare una qualunque attivit, come ad esempio un viaggio, un esame, un colloquio


di lavoro, un affare, una cerimonia, o un qualsiasi evento importante. Per questo
motivo tradizione che tutte le sessioni di bhajan (canti devozionali) comincino con
una invocazione a Ganea, Signore del "buon inizio" dei canti. inoltre associato con
il primo chakra, che rappresenta l'istinto di conservazione e sopravvivenza, la
procreazione ed il benessere materiale. Dio degli inizi, quindi.
Ogni elemento del corpo di Ganea ha una sua valenza ed un suo proprio significato:
la testa d'elefante indica fedelt, intelligenza e potere discriminante; il fatto che abbia
una sola zanna (e l'altra spezzata) indica la capacit di superare ogni dualismo; le
larghe orecchie denotano saggezza, capacit di ascolto e di riflessione sulle verit
spirituali; la proboscide ricurva sta ad indicare le potenzialit intellettive, che si
manifestano nella facolt di discriminazione tra reale ed irreale; sulla fronte ha
raffigurato il Tridente (simbolo di iva), che simboleggia il Tempo (passato, presente
e futuro) ne attribuisce a Ganea la padronanza;
il ventre obeso tale poich contiene infiniti universi, rappresenta inoltre
l'equanimit, la capacit di assimilare qualsiasi esperienza con sereno distacco, senza
scomporsi minimamente; la gamba che poggia a terra e quella sollevata indicano
l'atteggiamento che si dovrebbe assumere partecipando alla realt materiale e a quella
spirituale, ovvero la capacit di vivere nel mondo senza essere del mondo;
le quattro braccia di Ganea rappresentano i quattro attributi interiori del corpo
sottile, ovvero: mente, intelletto, ego, coscienza condizionata; in una mano brandisce
un'ascia, simbolo della recisione di tutti i desideri, apportatori di sofferenza; nella
seconda mano stringe un lazo, simbolo della forza che lega il devoto all'eterna
beatitudine del S; la terza mano, rivolta al devoto, in un atto di benedizione
(abhaya); la quarta mano tiene un fiore di loto (padma), che simboleggia la pi alta
meta dell'evoluzione umana.
Ganea anche definito Omkara o Aumkara, ovvero "avente la forma della Om (o
Aum)" . Nella regione del Tamil Nadu, Vinayaak, Porta doni, tuttora uno dei
molti nomi di Ganea, il dio dalla testa di elefante, la divinit pi diffusa in India. Le
origini del suo culto, che fu assorbito relativamente molto tardi dallInduismo, si
perdono nella notte dei tempi. Secondo unantica leggenda, che corrisponde alle
credenze di popolazioni tribali preinduiste, Ganesh apparve sullo sfondo della prima
alba quando il suono dellOM vibr attraverso il Nulla. Sotto la forma di Nritya
Ganapati, Ganea danzante, cominci a muoversi armoniosamente ruotando e
turbinando, dando forma e leggi al nuovo Universo. Ne deriva che Ganea era
venerato dai suoi primitivi fedeli, specialmente nelle regioni agricole del Sud e
dellOvest, non come divinit secondaria ma addirittura come lidea stessa dellOM
creatore del mondo, lincarnazione stessa di Brahman.
Basti pensare che il simbolo dellOM, rappresentato in tutta lIndia come una specie

di E rovesciata, come da figura allegata (34) nella regione di Tamil Nadu assume la
forma di una testa di elefante. Infatti, la forma del suo corpo ricalca il contorno della
lettera sanscrita che indica il celeberrimo Bija Mantra; per questo Ganea
considerato l'incarnazione del Cosmo intero, Colui che sta alla base di tutto ci che
manifesto (Vishvadhara, Jagadoddhara). In lingua Tamil, la sacra sillaba indicata da
un carattere la cui forma ricorda la sagoma della testa d'elefante di Ganea come da
figura allegate. (35) Questo particolare simbolo dell'identificazione di Ganea con
la Om, l'identificazione di Dio con il Verbo ("In principio era il Verbo, / il Verbo era
presso Dio / e il Verbo era Dio." Giovanni 1,1), ovvero il suono primordiale che da
Lui scaturisce generando l'intero universo manifesto. La zanna spezzata di Ganea,
come si visto, indica principalmente la capacit di superare o "spezzare" la dualit;
tuttavia, questo un simbolo che pu assumere vari significati. La cavalcatura di
Gaea un piccolo topo (Mushika o Akhu), che rappresenta l'ego, la mente con tutti
i suoi desideri, la bramosia dell'individuo; Ganea, cavalcando il topo, diviene
padrone (e non schiavo) di queste tendenze, indicando il potere che l'intelletto e la
discriminazione hanno sulla mente vedi figura. (36) Inoltre il topo (per natura
estremamente vorace ), viene spesso raffigurato a fianco di un piatto di dolci, con lo
sguardo rivolto a Ganea mentre tiene un boccone stretto tra le zampe, come in attesa
di un suo ordine; rappresenta la mente che stata completamente assoggettata alla
facolt superiore dell'intelletto, la mente sottoposta ad un ferreo controllo, che fissa
Ganea e non si accosta al cibo se non ne riceve il permesso. Ma questa relazione col
topo, estremamente importante, pu assumere un altro significato se si osserva con
attenzione cosa hanno recentemente dichiarato gli scienziati a riguardo e cio che gli
elefanti discendono proprio dai topi. Repubblica 26-3-2007, vedi figura.(37)
interessante notare come, secondo la tradizione, Ganea sia stato generato dalla
Madre Parvati senza l'intervento del marito iva; infatti iva, essendo eterno
(Sadashiva), non sentiva alcuna necessit di avere figli. Cos Ganea nacque
dall'esclusivo desiderio femminile di Parvati di creare. Vedete qualche riferimento
con la tradizione cristiana? Di conseguenza, la relazione di Ganea con la propria
madre unica e speciale. Questa devozione la ragione per la quale la tradizione
dell'India del sud lo rappresenta come celibe. Nell'India del nord, invece, Ganea
spesso raffigurato sposato alle due figlie di Brahma: Buddhi (intelletto) e Siddhi
(potere spirituale). In altre raffigurazioni le sue consorti sono Sarasvathi (dea della
cultura e dell'arte) e Laksm (dea della fortuna e della prosperit), a simboleggiare
che queste qualit accompagnano sempre colui che ha scoperto la propria Divinit
interiore. La testa di elefante e il corpo corto e grasso attirano i bambini, ma agli
adulti egli appare ridicolo.
Tuttavia non bisogna lasciarsi ingannare dall'aspetto grossolano, perch Ganea il
patrono di coloro che hanno profondo giudizio e non si lasciano fuorviare
dall'esteriorit. Chi non riesce a vedere il Divino in Ganea rimane preda della mente
razionale, situata nell'emisfero sinistro del cervello, che rappresenta l'ostacolo
maggiore sulla via dell'evoluzione spirituale. L'accettazione di Ganea come forza

divina calma la mente razionale e tutti i suoi dubbi, i nostri pi grandi nemici. Con il
semplice esercizio di invocare Ganea, pregandolo, rendendogli omaggio e
arrendendosi a lui, la mente razionale, assoggettata, posta sotto controllo. per
questo che Ganea viene adorato come il grande distruttore degli ostacoli.

Figura 32

Figura 33

Figura 34

Figura 35

Figura 36

Figura 37