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Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art.

1, comma 1, DCB LIVORNO


Aprile 2015
Anno XV - n 154

LEditoriale
Mons.
Nazzaro
e la Siria
(e.d.s.) - In questo numero non
ci sar l'abituale editoriale che ormai, dalla nascita di questo periodoco, divenuta una "costante".
Nei giorni precedenti la settimana pasquale, stato ospite della
diocesi di Livorno mons. Giuseppe Nazzaro - vescovo emerito di
Aleppo - la citt martire della tragedia siriana che ha raccontato,
durante la sua permanenza livornese, le vicende drammatiche che
sta vivendo quel martoriato paese ormai da quattro interminabili
anni.
E' una testimonianza, quella di
mons. Nazzaro, costretto a lasciare Aleppo oltre che per ragion di
salute anche per la "invivibilit"
in quella citt, assolutamente
drammatica, una testimonianza
che vuole scuotere la insensibilit dell'Occidente ed in particolare
i cristiani, di fronte alla tragedia
che ha colpito i fratelli d'Oriente,
e non solo della Siria.
In tutto l'Oriente il numero dei cristiani, delle varie appartenenze,
da tre milioni di cinque anni fa,
sono ormai ridotti a non pi di
cinquecentomila e l'esodo, di
segue a pag. 2

Un articolo dell'On. Ivo Butini

La calvalcata del relativismo


Il sociologo cattolico Mauro Magatti
sosteneva, nellultimo gennaio, che
la sinistra fosse lontana dalle inquietudini che attraversano i ceti
popolari in Italia. I ceto sociali che
oggi la sinistra rappresenta guardano con sufficienza a dimensioni quali
la famiglia, lidentit culturale e territoriale, lappartenenza religiosa. Si
affermano il cosmopolitismo, il mercato, la tecnocrazia. E cos si profila una nuova destra che pu segnalare unepoca storica nuova.
Antonio Polito osservava a febbraio che di questi tempi anche gli elettori della sinistra sono disposti a
scambiare un po di benessere in
pi con un po di democrazia parlamentare in meno.
Qualche giorno prima Antonio Polito (sempre sul Corriere della Sera)
aveva definito lattuale Parlamento
il pi disossato della storia della Repubblica, dove sono uniti solo i partiti il cui obiettivo spaccare gli altri,
mentre i partiti che dovrebbero unire sono spaccati.
Un Rocco Buttiglione sconsolato lamentava che nella Camera dei Deputati nessuno ascolta o parla pi
con nessuno. Ognuno si rivolge allopinione pubblica attraverso la televisione e pensa non a quello che
dice ma a quello che lopinione pubblica capir.
Aldo Grasso, presentando su Sette un libro di Marco Damilano (133-2015), sintetizza cos levoluzione
della Repubblica: la prima Repub-

blica fu rappresentanza dei partiti,


poi venne la rappresentanza televisiva per arrivare dipoi a fare della
politica un genere televisivo: lautorappresentazione, il nuovo potere.
Analisi, per altro corretta, dun tecnico? E sia.
L8 marzo, Eugenio Scalfari sembr
proporre una sorta di chiarimento
attraverso una parola nuova, la democratura, una fusione di democrazia e dittatura, inventata dal direttore di Limes Lucio Caracciolo. Questa parola servirebbe a definire il regime attuale in Russia,
dove la Duma (il Parlamento) non
conta nulla e si limita a ratificare le
decisioni del Governo. Eugenio
Scalfari ipotizza che nel 2016 ci
possa essere un mutamento del
Partito Democratico in Italia, attrasegue a pag. 3

Luned 13 Aprile, h. 18
c/o il Circolo Il Centro - Via Trieste 7, Livorno

unora di domande e risposte


con

Alessandro Cosimi
Luned 20 Aprile, h. 18
c/o il Circolo Il Centro - Livorno

Assemblea dei Soci


per approvazione bilancio esercizio 2014

Politica

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

dalla prima pagina


Mons. Nazzaro
e la Siria
fronte al crescere delle minacce, tende continuamente ad aumentare.
Nella testimonianza di mons. Nazzaro, riprodotta attraverso il servizio di Elena Cerini che pubblichiamo integralmente, vengono descritti gli aspetti pi drammatici
della situazione in quel paese ma anche le
responsabilit dell'Occidente che, per meri
interessi economici, ha nascosto la testa
sotto la sabbia, evitando di intervenire nei
tempi, nelle misure pi opportune ed effettuando scelte che hanno concorso, in maniera notevole, al compimento di una tragedia immane.
Dopo l'intervento del Vescovo di Livorno
mons. Simone Giusti che, nella presentazione, ha giustamente denunciato come
sotto le vesti di guerre religiose si nascondono, in effetti, solo interessi di tipo economico, Mons. Nazzaro ha iniziato la sua
drammatica denuncia.

Vengo a raccontarvi ci che ho visto


e ho vissuto - ha esordito Mons. Nazzaro - sapete chi il Presidente della
Siria? Bashar. Bashar aveva instaurato un regime che dava totale fiducia al
popolo.
Tale Presidente, figlio di Hfiz al-Asad,
era ben visto da buona parte del Parlamento che modific la costituzione in
merito allet minima per la carica presidenziale, permettendogli di partecipare alle elezioni. Bashar era giovane ed
inesperto, ma aveva studiato in Inghilterra ed aveva una mentalit molto aperta. Ed infatti, col suo governo, i siriani
ebbero maggiore libert, sviluppo del
progresso, sviluppo del settore industriale e turistico. Cera la libert di movimento sul territorio. Cristiani e mussulmani si frequentavano fra di loro e si
aiutavano reciprocamente. Cera fiducia gli uni verso gli altri. Cerano ventitre etnie e tutti esercitavano e vivevano secondo il loro credo. Questa era la
Siria, terra di pace e di rispetto reciproco.
Ma allora vi chiederete come si
arrivati ai giorni nostri? Tutto nato
da quella che pu sembrare una banalit. Un gruppo di ragazzini avrebbe
scritto sul muro di una scuola abbasso il regime. Scoprendoli, la polizia
avrebbe chiesto loro il perch di quelle

Mons. Simone Giusti e Mons. Giuseppe Nazzaro.

scritte. Su questa storia i giornali sono


stati riempiti di notizie false. I mezzi di
comunicazione hanno raccontato che
i ragazzini erano stati torturati, ma io
vi assicuro che tutto ci non vero. Da
l iniziata unescalation di violenza
che ha cominciato ad insanguinare tutto
il Paese. Sono cominciati i saccheggi
anche ad Aleppo. Nello stesso periodo il Qatar e lArabia Saudita chiesero alla Siria di far passare sul suo territorio un gasdotto. Il Presidente siriano non approv questa concessione sia
perch la Siria stessa ricca di questa
materia e il gasdotto avrebbe danneggiato il proprio mercato, sia perch la
Siria ha sempre mantenuto buoni rapporti
con la Russia e questo passaggio di gas
avrebbe danneggiato gli amici russi.
A seguito di questa decisione il governo fu ulteriormente attaccato dai suoi
denigratori. La Siria fu accusata di
aver violato i diritti umani, ma tutto
ci non mai stato vero. Sulla base di
queste accuse lOccidente cominci ad
intervenire nella questione siriana.
Noi occidentali abbiamo armato coloro che hanno attaccato la Siria. Fino a
quel momento la Siria era una Paese
bello, accogliente, ospitale. Durante
la guerra in Iraq, erano stati accolti
un milione di profughi e nessuno finito sotto una tenda, ma tutti sono stati accolti nelle case.
Questa era la Siria, e noi occidentali
con la nostra superbia abbiamo distrutto tutto, mettendo luno contro laltro. Ora ci scandalizziamo quando vediamo in azione, contro gli occidentali, i tagliatori di teste dellIsis, ma dei
120 poliziotti a cui furono tagliate le
teste il 2 giugno 2012 ci siamo scandalizzati? I giornali riportarono la notizia solo dopo 8 giorni e la falsifica-

rono completamente dicendo che erano stati i poliziotti a tagliare le teste a


120 persone. Solo dopo altri dieci giorni venne fuori che era stato lesercito
ad uccidere i poliziotti.
Poi hanno cominciato ad attaccare le
chiese e le comunit cristiane. Hanno
rapito anche un mio amico padre francescano ed ucciso alcuni membri della
sua comunit. Quando riuscito a tornare nella sua chiesa era stato tutto
distrutto. I cristiani continuano a morire ogni giorno eppure, ripeto, fino al
2012 non era cos. Il popolo andava
nella chiesa pi vicina alla propria
abitazione e si nutriva dei sacramenti.
Non si faceva distinzione fra i cristiani. Le feste, come la Pasqua, si facevano tutti insieme. Oggi tutto questo
non esiste pi.
Esistono le malattie, ma non esistono
le medicine, per cui la gente muore perch non si pu curare. La popolazione
muore di fame. Non si riesce a cucinare ed fortunato chi ha degli alberi
vicino alla propria casa perch pu
tagliarli e fare un fuoco. Lacqua non
arriva pi nelle case, ma presente solo
nelle cisterne, ma per arrivare alle cisterne bisogna percorrere molta strada e
soprattutto esporsi ai cecchini che presidiano le strade e si rischia di morire,
ogni giorno, per un secchio dacqua.
Fratelli, io credo che sia arrivato il
momento di scuotersi, di cacciare via
questa gente che ci vuole continuamente far combattere delle guerre. Anche
quando ci dicono che si preparano contingenti di pacenon vero! Sono pur
sempre soldati armati che vanno a combattere. Purtroppo dietro a motivazioni religiose si nasconde il puro interesse economico.
Alla fine dellintervento, Mons. Simone Giusti ha ripreso la parola per sottolineare i contenuti di Mons. Giuseppe
Nazzaro.
Su Avvenire queste cose sono denunciate da anni. E stato detto che lIsis
finanziato dai servizi segreti di paesi
occidentali. Ma Avvenire non letto e
queste notizie non sono riportate su altre testate. Ci vengono a dire che dobbiamo andare in Libia: per far cosa?
Per fare unaltra guerra? E bene che
la testimonianza di Mons. Nazzaro ci
inviti a riflettere.
Elena Cerini

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Politica

Il patto con il grande Satana


di Nicola Graziani

Forse perch preso dalla sindrome che coglie tutti i presidenti americani a fine mandato, vale a dire il
desiderio di passare alla Storia,
Barack Obama ha segnato il suo
secondo grande successo in politica internazionale nell'arco di pochi mesi. Prima ha chiuso la cinquantennale guerra fredda con
Cuba, poi ha trovato quell'accordo sul nucleare che avvelenava i
gi sufficientemente avvelenati
rapporti con l'Iran da diversi lustri
a questa parte. Se si aggiunge che
anche la riforma sanitaria inizia finalmente a funzionare, il rischio
che Obama possa essere davvero
ricordato. Ce lo auguriamo, anche
perch vorrebbe dire che in America c' qualche malato di alzheimer in meno che rischia di morire
senza cure all'angolo di una strada, che all'Avana c' meno povert e pi democrazia, che in Medioriente sparisce uno dei focolai pi
preoccupanti di instabilit regionale e internazionale.
Uno dei focolai, non tutti i focolai.
Innazitutto perch questa vera e
propria guerra civile mediorientale che si aperta dopo il fallimento delle primavere arabe ha molti
altri fronti (Libia, Siria, Iraq e Yemen). poi perch Usa e Iran sono
impegnati in una vera e propria
guerra per procura in Yemen e non
sembrano in grado di fare fronte
unico per gestire la crisi afghana
(dove invece gli obiettivi comuni
esistono). Pur senza pensare al
fatto che gli estremisti di una delle
due parti (i Repubblicani ed i Tea
Party a Washington, gli oltranzisti
sciiti a Teheran) possano far di tutto per abbattere quanto appena
stato costruito, evidente che siamo all'alba di un nuovo giorno, non
di una nuova era.
Eppure chiaro che sar difficile
tornare al punto di partenza, nonostante la vittoria in Israele di Netanyhau. Altrettanto chiaro che si

Barack Obama
stanno smuovendo, per la prima
volta dalla Rivoluzione iraniana
del 1979, gli equilibri geostratedalla prima pagina

La calvalcata
del relativismo
verso la nascita di un partito di sinistra
al posto del partitone che sta oggi al
centro della politica italiana. E forse si
star profilando una nuova destra che
oggi seriamente non c. Qui Mauro
Magatti e Eugenio Scalfari sembrano
convenire.
Lucetta Scaraffia firm sullOsservatore Romano, a fine febbraio, un articolo dal titolo forte: Sicurezza in cambio
di libert. Lucetta Scaraffia analizza il
romanzo Sottomissione, oggi alla ribalta. Secondo Lucetta Scaraffia ci sarebbe oggi un elemento culturale che
si diffonde anche nel sentire francese:
avere sicurezza invece di inquietudine
e valori forti invece di relativismo.
Nei suoi tempi storici la Democrazia Cristiana affront questi problemi secondo la linea del pluralismo democratico
e dun sostanziale umanesimo popolare. Non era fulgido il passato italiano
che la Democrazia Cristiana si trov

gici della regione. E viene in mente che, alla vigilia dell'11 Settembre, la mossa compiuta oggi da
Obama era contemplata in un libro
destinato, visti gli accadimenti di
quelle settimane, a non avere molta fortuna. L'Autore proponeva che
Usa e Iran - il Grande Satana Capitalista per gli uni e il Grande satana del Terrorismo internazionale
per gli altri - deponessero l'ascia
di guerra per trovare perlomeno
una convivenza pacifica.
L'autore era Henry Kissinger. Purtroppo per lui, il libro usc con eccessivo anticipo. Oppure, chiss,
questo accordo che arriva con
un ritardo di quasi 15 anni. Quindici anni, una presidenza Bush e
una guerra sciagurata come quella del 2003.

alle spalle e furono inevitabili incomprensioni e insufficienze. Ma quando,


ventanni fa, i cattolici italiani scelsero
di rinunciare allunit politica puntando sullo sparpagliamento funzionale,
commisero comunque un errore storico. Forse manc anche il coraggio.
Manc, comunque, unintelligenza capace almeno di immaginare il futuro.
Si pu convenire che oggi, in Italia c
una presenza cattolica, spesso magnifica, a livello sociale e assistenziale. Ma un pensiero politico nazionale
non c.
Quando nellagosto 2014 il cardinale
Pietro Parolin parl a Frascati in un
convegno di politici cattolici, richiam
la sfida che la fede deve affrontare
per influire sulle questioni pressanti
del mondo e ricord le nazioni come il
luogo dove i cattolici concretamente
vivono.
Papa Francesco, in occasione della
recente commemorazione di don Luigi Giussani, ricord che fedelt alla
tradizione diceva Mahler significa
tenere vivo il fuoco e non adorare le
ceneri. Gi.

Politica

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E' scomparso all'et di 88 anni un grande giornalista e politico

In memoria di Gustavo Selva


di Enrico Dello Sbarba
E morto nel mese scorso Gustavo
Selva, aveva 88 anni ed anche a causa di una grave malattia progressiva
che lo aveva colpito negli ultimi tempi, riducendone la sua eccezionale
produzione letteraria e giornalistica.
Con Gustavo Selva ho avuto rapporti di grande amicizia e stima: fu gradito ospite di Livorno ma anche di Rosignano, Piombino e dellIsola dElba.
Qualunque evento si organizzasse presentazione di libri, conferenze su
temi di grande attualit - il successo d
pubblico era scontato. Aveva, Gustavo, delle doti innate: quella della chiarezza, della coerenza nel parlare e
nello scrivere, insieme ad una sconfinata onest.
Alle elezioni europee del 1984 fu quasi
trascinato da noi a mettersi in politica: riuscimmo a convincerlo a presentarsi alle elezioni europee nel
Nord-Est e ne usc con un successo
clamoroso.
Nella legislatura successiva, argomento dallo scrivente pi volte ricordato,
si trov candidata la Rosy Bindi - gi
vicepresidente dellAzione Cattolica
- a cui, probabilmente, le Autorit Ecclesiali avevano garbatamente suggerito di darsi alla politica.
Capolista, sempre nel Nord Est fu
Giulio Andreotti e la nostra pasionaria utilizzando il comodo paravento
del Grande Giulio ottenne il seggio
in Europa, scavalcando il nostro amico Gustavo.
Divenne successivamente autorevole direttore del Gazzettino di Venezia svolgendo una missione formativa e politi-

Gustavo Selva (Imola 10 agosto 1926 - Terni 16 marzo 2015)

ca di grande rilevanza.
Lanticomunismo fu tra i punti fermi
della sua carriera politica iniziata sotto traccia da democristiano e proseguita con ben maggiore visibilit in
Alleanza Nazionale, dove conserv i
suoi ideali liberali, scontrandosi pi
volte con in compagni di partito. Sopratutto quelli pi vicini alla storia missina, i cui valori mai condivise (nel 44
fu vittima di un pestaggio dei nazisti a

Imola) sostenendo lopportunit di


togliere la fiamma dal simbolo e, anche da capogruppo alla Camera, di
voler educare alla democrazia la
gente abituata a guardare e gridare
nelle piazze.
Ebbe, infine, un ruolo di grande rilevo allorch, con Fini agli Esteri, assunse lincarico di Presidente della
Commissioni Esteri della Camera.
Purtroppo, in occasione di una manifestazione di protesta a Roma provocata dalla presenza di Bush, dovendo arrivare, per tempo, ad una
trasmissione organizzata da L7, temendo di giungere in ritardo finse di
avere un malore e si fece accompagnare da unambulanza.
La notizia fu naturalmente diffusa, non
ammise subito di avere sbagliato e
lepisodio gli cost una condanna a
sei mesi per truffa aggravata ai danni
dello Stato.
Lunica pecca, commessa in funzio-

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Gli ordinamenti scolastici dall'Unit d'Italia al 2010

Da Casati a Renzi le leggi sulla scuola


di Mario Lorenzini

1859 LEGGE CASATI


1877 LEGGE COPPINI
1904 LEGGE ORLANDO
1923 LEGGE GENTILE
1940 LEGGE BOTTAI (Scuola secondaria inferiore e scuola di avviamento)
1962 LEGGE 1859: RIFORMA DELLA SCUOLA MEDIA PRIMA LEGGE
DELLA REPUBBLICA.
1968 LEGGE 444: ISTITUZIONE
SCUOLA MATERNA STATALE.
1973 LEGGE 477 : LEGGE DELEEGA
RIFORMA SCOLASTICA.
1977 LEGGE 517 : INSERIMENTO
ALUNNI PORTATORI DI HANDICAP
NELL A SCUOLA DELLOBBLIGO.
1990 LEGGE 148 : INTRODUZIONE
DELLA LINGUA STRANIERA NELLA
SCUOLA ELEMENTARE.
1997 LEGGE : INTRODUZIONE AUTONOMIA SCOLASTICA.
2001 :MODIFICA TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE.
2003 LEGGE 53 : RIFORMA MORATTI
2004 LEGGE 290 : LEGGE FIORONI
Dal pennino al computer, dallistruzione LIBRO E MOSCHETTO FASCISTA
PERFETTO, al Ministro Fanfani che nel
1962 riconobbe il lavoro degli insegnanti e aument lo stipendio fino ad allora
da fame,
Da Don Milani con LA LETTERA AD
UNA PROFESSORESSA alla ZANZARA primo tentativo degli studenti di farsi
vivi.
2015 Disegno di legge Disposizioni in
materia di autonomia scolastica, offerta formativa, assunzioni e formazione
del personale docente,dirigenza scolastica, edilizia scolastica e semplificazione amministrativa
Cap.1 - La presente legge disciplina
lautonomia delle istituzioni scolastiche
anche in relazione alla dotazione
finanziaria,allo scopo di garantire la massima flessibilit, diversificazione, efficienza e efficacia del servizio scolastico e alla integrazione e miglior utilizzo
delle risorse e delle strutture, alla intro-

Matteo Renzi con il libro "La buona scuola".

duzione di tecnologie innovative e al


coordinamento con il contesto territoriale. In tale ambito, listituzione scolastica effettua la programmazione triennale dellofferta formativa per il potenziamento delle competenze degli studenti e lapertura della comunit scolastica al territorio.
Cos si presenta il Disegno di Legge
Renzi con 25 articoli che saranno al
vaglio del Parlamento.
Vorremo ricordare che la comunit scolastica si trova anche nelle localit di
montagna e nelle piccole isole nelle quali
spesso difficile o comunque faticoso
per il personale docente e non docente
raggiungere la scuola ogni mattina.
Una particolare attenzione quindi opportuna.
Lattenzione per questo DLL grande
perch intorno alla scuola si muovono

le attese dei giovani e dello loro famiglie


insieme a migliaia di docenti.
PS: I dati relativi alle Leggi sono stati
rilevati da Gli ordinamenti scolastici dall'Unit d'Italia al 2010 inseriti nel volume Il Liceo Classico di Livorno.
A firma dellautore sopra indicato.

FRATELLI NERI
S.P.A.
LIVORNO - ITALY

CAF, via Cecconi 40 - Tel. 0586/811809 - Livorno


Patronato, via degli Apostoli 5 - Tel. 800740044 - Livorno
e

Acli Service Srl


Via Cecconi 40
Livorno

sport, tempo libero, volontariato


assistenza, consulenza, sostegno
ai lavoratori, ai giovani,
ai migranti, alle famiglie

Attualit

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La Legge Merli del 1976 stata uno dei principali pilastri per linizio della tutela ambientale

Ambiente, acqua,
Gianfranco Merli
di Cristiana Nanini

Lambiente, gi definito nellarticolo


di gennaio u.s., divenuto con passare del tempo oggetto di specifiche tutele, come la legge antismog: n. 615
del 1966, sullinquinamento atmosferico, la legge sullacqua: n. 319 del
1976, nota come Legge Merli e il
D.P.R. 915 del 1982, sui rifiuti, che
attuava il principio del chi inquina
paga, introducendo la tassa sui rifiuti, comprensiva del servizio di gestione dei rifiuti.
Tutte le disposizioni sopra indicate
sono disposizioni solistiche che guardano a una singola matrice reale, disinteressandosi di tutte le altre, senza
tener conto che lAmbiente uno e
tutte le matrici sono collegate fra loro,
ad esempio le immissioni in atmosfera possono spostarsi da una matrice
allaltra matrice, aria o acqua o terra.
Sono disposizioni che pertanto mancano di un approccio sistemico. Tuttavia furono, per lepoca, innovative
perch facevano luce su un bene,
lAmbiente, e le sue componenti, aria
acqua, rifiuti, cosi iniziando a gestirlo.
In particolare, negli anni 80 lAmbiente fu oggetto dellattenzione di un onorevole livornese che forse proprio a
causa della sua inflessibilit e indipendenza dai poteri forti e extraparlamen-

Gianfranco Merli
(Livorno 1/1/1924 - 21/12/1998)

tari e dellefficace attenzione rivolta


proprio al tema dellAmbiente, si gioc (e quindi non ottenne) la sua rielezione al Parlamento italiano. Questuomo era lonorevole Gianfranco Merli,
un livornese del 24 che da giovane cattolico ebbe da sempre una propria ideologia politica distinta dai modelli fascisti, fond nel dopoguerra la Democrazia Cristiana a Livorno e da umanista fu
il padre dellecologia italiana, da tutti
riconosciuto come tale. Addirittura, nel
1992 alla Conferenza mondiale di Rio
de Janeiro, detta il Summit della Terra sullo stato dellAmbiente, cui parteciparono 172 governi, 108 capi di Sta-

to (o Governo), 2.400 rappresentanti


di ONG (organizzazioni non governative) e 17.000 persone, Merli vide utilizzare e sviluppare proprio il suo motto delle tre E: Ecologia, Etica, Economia, gi da lui espresso venti anni prima in Italia, con la sola aggiunta di un
ulteriore E: Energia.
Questo era Merli, un rigoroso umanista, un politico cattolico, un amante del
proprio Ambiente. Ma tornando a ci
che lui inizi a fare, in Italia, in tema di
Ambiente, si deve inziare proprio dalla
legge n. 319 del 76, sullacqua che,
era gi lepoca allavanguardia. Essa si
occupava non solo dellacqua ma soprattutto degli scarichi, fissando due
grandi modelli:
1. un modello tabellare, in base al quale tutti gli scarichi che venivano in contatto con un corpo ricettore, devono
rispettare determinate tabelle;
2. un modello che prevedeva piani di
risanamento delle acque; con questultimo si prevedeva che tutte le Regioni
dovessero censire e classificare corsi
dacqua superficiali e dovessero essere risanati.
Con questa legge a Merli, dunque, non
bastava fissare limiti astratti, ma secondo lui si doveva gestire anche il concreto stato del corpo recettore o del
corso dacqua.
Proprio la Legge Merli uno dei principali pilastri per linizio della tutela ambientale perch ebbe il merito di approcciare il tema dellacqua e iniziare a gestirlo in modo tabellare, schematico.
Merli ebbe proprio il merito, pagandolo caro dal punto di vista politico, di
iniziare a gestire lacqua, che uno
degli elementi essenziali della vita, che
un bene ambientale e non solo un pericolo da cui difendersi, come veniva
concepito in passato. E, con Merli, per
la prima volta in Italia lacqua diventa
oggetto di una normativa organica.

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Attualit

77

Concluso il progetto formativo: Allena Il Tuo Talento Per Assicurarti Un Futuro Di Valore

LA PALESTRA DEI TALENTI


Linteressante percorso di orientamento, volto a scoprire il talento dei
giovani studenti delle classi IV e V
degli Istituti Superiori di Secondo
Grado di tutta la Provincia di Livorno, stato promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di CONFINDUSTRIA Livorno, in collaborazione
con lUfficio Scolastico Regionale ed
il Centro Studi della Camera di Commercio di Livorno, e si articolato in
6 incontri da novembre a marzo, di
cui 4 dedicati agli studenti e 2 ai loro
insegnanti.
Hanno aperto i lavori il Dirigente dellUfficio Scolastico Regionale per la
Toscana nellambito territoriale della
provincia di Livorno, dott. Luigi Sebastiani, ed il Presidente di Confindustria Livorno, dott. Alberto Ricci,
che hanno sottoscritto un protocollo
dintesa.
Da sempre, come Confindustria, sosteniamo la necessit di dedicare
unattenzione e un impegno costanti
alleducazione e alla formazione delle
nuove generazioni - afferma il Presidente Ricci - Il protocollo ha il fine
di favorire proprio una continuativa e
reciproca collaborazione, sempre pi
stretta e proficua, tra le scuole e il sistema produttivo del territorio e di
conferire continuit alle iniziative di alternanza con le scuole del territorio e

La Sala Ferretti della Fortezza Vecchia del Porto di Livorno durante il


progetto formativo LA PALESTRA DEI TALENTI,
le aziende livornesi. Divulgare la cul- voluto lasciare agli studenti presenti a
tura dimpresa ed i valori delle capa- conclusione dellintensa mattinata.
cit e del merito la strada per poter Dopo i saluti istituzionali di Saverio
affermare la qualit in modo diffuso. Evangelista, Presidente del Gruppo
Ha plaudito al progetto il Dirigente Giovani Imprenditori, il Centro Studi
Scolastico, dott. Sebastiani, che ha della Camera di Commercio di Livorrilevato il valore unico di uniniziativa no, ASPIC, Scuola Superiore Euroincentrata sul prezioso futuro dei gio- pea di Counseling professionale e
vani, sottolineando il valore impre- WayOut Consulting, azienda speciascindibile della formazione continua, lizzata nella consulenza per il migliocome unico strumento per emergere. ramento delle persone in azienda, hanSiate curiosi. Non c cosa peggio- no illustrato, rispettivamente, i dati
re dellindifferenza. Ponete le vostre emersi dalle quattro giornate dedicaidee al centro e difendetele sempre: te agli studenti e delle due giornate
questo il messaggio di augurio e di dedicate agli insegnanti.
incitamento che il dott. Sebastiani ha Siamo molto soddisfatti della riuscita delliniziativa. ha commentato Saverio Evangelista Numerose scuole
hanno aderito a LA PALESTRA DEI
TALENTI, dimostrando quanto sia
necessario offrire a studenti ed insegnanti unoccasione per conoscere pi
da vicino il mondo dellimpresa e per
avere indicazioni utili sulle scelte formative che possono favorire il successivo inserimento professionale.
Ringraziamo tutti i soggetti che sono
intervenuti e ci hanno aiutato a rendere possibile questo percorso di

Cinguettare

- Lultimo rapporto Noi Italia dellIstat ci descrive scientificamente come


siamo noi italiani, con 100 dati statistici, in
base ad una serie di indicatori economici e
culturali, sul mercato del lavoro, delle condizioni delle famiglie (1 su 4 povera!), dellistruzione, della sanit, dellimmigrazione
e di altre macro-voci per un totale di 19 aree
tematiche. I dati sulla povert presentati
dall Istat sono confermati anche dal rapporto Caritas uscito contemporaneamente,
che evidenzia un aumento dei poveri che
ha raggiunto una situazione preoccupante
(nella nostra Europa 1 persona su 4 povera!).
Inoltre questi dati sono rafforzati da quello
che ci riferiscono direttamene coloro che
operano nel campo del sociale ogni giorno:
ascoltando le persone e offrendo loro anche aiuto concreto testimoniano laumento della povert delle famiglie, di una disoccupazione patologica e di una struttura
familiare sempre pi unipersonale (abbiamo raggiunto il 31,2%!) dal momento che
la popolazione sempre pi vecchia e sempre pi frammentata.
Ci sono sempre pi poveri che vivono nelle
nostre citt, pi persone che hanno difficolt a far fronte ai bisogni primari e sempre meno azioni incisive da parte di una
politica fragile che non riesce a dare riposte concrete con politiche sociali serie a fronte di una situazione allarmante. Ora che
sono stati ufficialmente diffusi anche i dati
scientifici almeno si abbia il coraggio di non
perdere tempo e di attivare ogni possibile
dialogo con coloro che operano nel sociale
per non lasciare donne, uomini, bambini e
anziani, famiglie intere senza un pasto e
senza un tetto. E urgente innescare ogni
azione di buona volont e avere il coraggio di dire che da sola la politica fragile
non va da nessuna parte. Da sola rischia di
portare le nostre vite nella globalizzazione
dellindifferenza e perdersi in azioni secondarie a discapito di quelle primarie.
E Noi Italia abbiamo bisogno vero di una
architettura dello Stato che, come direbbe
La Pira, dovrebbe effettivamente favorire e
garantire a tutti il lavoro, a tutti il pane, a
tutti il minimo vitale, a tutti questo punto di
partenza. Quando abbiamo fatto tutto il
possibile perch tutti siano in qualche modo
elevati, il compito esaurito: ma questo minimo indispensabile.
- Vinitaly a Verona, la pi grande rasse-

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

Cinguettare
di Luca Lischi

gna del vino giunta alla 49 edizione, stata


un successo per le aziende vitivinicole del
nostro territorio che hanno confermato
quanto il vino della provincia di Livorno sia
un permanente riferimento nel mondo vitivinicolo mondiale. Non solo con Bolgheri
ma anche con la Val di Cornia, Bibbona e le
isole Elba e Capraia. Una cinquantina i produttori presenti, tra cui moltissime aziende
piccole e piccolissime, con alla guida famiglie di giovani che hanno scelto il vino come
loro professione.
Oltre agli affermati nomi tra i quali Campo
alla Sughera, con uno stand innovativo rivolto ad un pubblico giovane, erano presenti Tua Rita, Michele Satta, Grattamacco, Gualdo del Re e i consolidati o emergenti tra i quali Bulichella, Fortulla, Fornacelle, Casa di Terra, Chiappini, La Piana,
Mola, Poggio alle Querce, La Cipriana, Ferrari Iris e figli, Terre del Marchesato, Sapaio, La Cerretella, Leopoldo I di Toscana,
Poggio Rosso, SantAgnese e San Luigi.
significativo sottolineare che i grandi imprenditori del vino hanno reso il territorio
un luogo di produzione ma anche di richiamo internazionale grazie alle loro cantine e
aziende di prestigio, come ad esempio le
famiglie Muratori e Moretti a Suvereto, Berluccchi e Allegrini a Bolgheri. Lo spazio
tiranno e il cinguettare non lo consente, per
gli interessati e i curiosi del vino vi rimandiamo al sito www.lastradadelvino.com.
- Un grande successo al Vinitaly lo ha
avuto la Regione Liguria, con uno stand
accogliente e attrattivo, con un layout luminoso, pulito e con pochi fronzoli, capace di valorizzare i vini eroici di un territorio piccolissimo ma comunque generoso, tra cui il vermentino, un vino che unisce (per i numerosi progetti europei, quali

Vermentino a tavola, Park Food e Wine e


Food) la Liguria con Livorno. Nei quattro
giorni di apertura al banco assaggi, i sommeliers dellAis, hanno servito oltre 20 mila
degustazioni e hanno avuto molto successo le degustazioni guidate presentate in
una accogliente sala al primo piano della torre liguria, capace di erigersi solitaria e visibilissima nel padiglione 12. Gli organizzatori, tra cui lEnoteca regionale con il suo
presidente Federico Ricci, hanno avuto
anche la capacit di favorire il confronto
con altre regioni eroiche come la Valle
dAosta, che ha portato ad una degustazione, che rimarr memorabile, di tre vini rigorosamente bianchi . Lintero modello ligure da prendere come esempio per il nostro territorio per fare pi squadra e presentarsi cos in modo pi organico per consolidare un marchio che rafforzi la Toscana costiera.
- Le citt hanno unanima stato il
tema del convegno internazionale tenutosi
a Livorno e promosso dalla Comunit di
SantEgidio che ha raccolto testimoni autorevoli dalle citt del mediterraneo. Il convegno stato aperto dal professor Riccardi
il quale ha affermato che il nostro futuro
deve essere un futuro mediterraneo.
Bisogna costruire rotte dellanima, (non
sono sufficienti solo le rotte dei commerci,
rotte di trafficanti di esseri umani) perch
tutte le nostre citt hanno unanima, anche
questo nostro mediterraneo ha unanima e
proprio perch le nostre citt hanno unanima devono piangere sulle tante e troppe
morti degli sbarchi. Ecco che il convegno
rappresenta un momento di riflessione importante; infatti siamo di fronte ad un laboratorio di amicizia del mediterraneo che
ricerca linguaggi e confronti profondi, necessari per comprendere la complessit del
presente. Occorre ricordare che i rifugiati
e gli sbarchi che avvengono nel sud del mediterraneo sono un sintomo di guerra! Dio
vive nelle citt, come dice Papa Francesco, le nostre citt mediterranee sono luoghi di vita, dobbiamo creare una sensibilit
comune mediterranea. Costruiamo allora
luoghi di incontro, come questo, per approfondire e ribadire che il mediterraneo ha
unanima di dialogo interreligioso, che rappresenta una grande chiave per ridare anima alle nostre citt, e Livorno rappresenta
un emblema. E nellanima umana che
bisogna trovare limmagine del creatore
(SantAgostino).

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C' babbo e babbo!


La signora Maria Romana De Gasperi,
una delle quattro figlie del Grande Statista, nel corso degli incontri organizzati
dal circolo il Centro, nelle varie localit
del paese (Castiglioncello - Piombino Bastia Umbra - Montecatini Terme Volterra) a cui l'anziana ma lucidissima
signora ha partecipato, nel corso dei
suoi seguitissimi interventi sui rapporti
con il Padre (ricopriva l'incarico di segretaria quando De Gasperi era presidente del consiglio), ci raccontava, tra i
tanti, un episodio che colpiva sempre
l'attenzione dei presenti e ne provocava
un irrefrenabile, spontaneo applauso.
Quando arrivava il Natale, la loro casa
era inondata da tantissimi omaggi: il padre aveva avvertito le figlie che l'apertura doveva avvenire in sua presenza.
Veniva fatta una rigida selezione: i regali, all'apparenza costosi, venivano immediatamente respinti e restituti ai donatori: "questi oggetti - dichiarava il babbo - sono costosi e le nostre condizioni
economiche non ci consentono di replicare con omaggi di analogo valore".
Si tenevano solo quelli pi semplici ,
inviati, molto spesso, da comuni cittadini.
Esattamente quanto avrebbe dovuto
imporre l'ex ministro delle infrastrutture Lupi al figlio, che aveva ricevuto in
dono,al momento del conseguimento
della laurea in ingegneria, un costosissimo orologio Rolex!!!

Ma cosa ci faceva Conte


a Fiorentina-Roma?
In occasione dell'incontro valida per

e
r
u
t
lo a
g
i
Sp
l'Europe League svoltosi recentemente
a Firenze e conclusasi con un pareggio
1-1, era presente in tribuna anche il commissario tecnico della nazionale azzurra
Antonio Conte.
Ebbene, dopo l'infortunio di De Rossi romanista - uscito per infortunio al 10'
del primo tempo, le due squadre presentavano 22 giocatori provenienti da
paesi esteri.
Siamo curiosi di sapere quali utili valutazioni abbia potuto acquisire da quel
nobile consesso il nostro valido commissario tecnico.
E questa amara considerazione la dice
lunga sulla crisi infinita del nostro calcio!

Nessuna volont
dissacrante!
Per qualche perplessita ci sia consentita nell'apprendere che a Cardinali - il
longevo direttivo del Vernacoliere - stata assegnata la "Canaviglia", una dei pi
prestigiosi riconoscimenti della citt di
Livorno.
La cosa che ci ha un po' sorpreso la
dichiarazione che il direttore del notis-

Spigolature

simo best-seller (si dice cos?), ha rilasciato alla stampa: "si deve solo ed esclusivamente al Sindaco Nogarin perch si
adempisse questo piacevole evento".
E gi, proprio cos: per si d il caso
che quando io vado fuori di Livorno - a
Firenze, a Roma o altra localit - una
volta riconosciuto il mio accento labronico mi capitato di essere, simpaticamente aggredito con tre battute molte
indicative: "Livorno conosciuto solo
per il Vernacoliere, i Falsi di Modigliani ed ora anche per il Sindaco 5stelle
Nogarin".
Dobbiamo contentarci di quello che passa il convento.

Ha fatto scandalo!
Noi di Livorno vogliamo sempre distinguerci. E' il caso dell'avventurosa votazione in consiglio comunale per l'approvazione della variante al piano generale
del porto di Livorno: argomento su cui
si sono sbizzarriti gli organi di informazione.
Alla fine era indispensabile l'approvazione
per non mettere seriamente in discussione l'ultima concreta possibilit che la
citt ed il suo porto avevano per evitare
il default definitivo.
Dopo polemiche e scontri accesissimi
che hanno visto in primo piano il Sindaco Nogarin ed suoi consiglieri, si arrivati, quasi in articulo mortis, all'approvazione, avvenuta per in modo molto
strano.
In effetti, il provvedimento stato approvato attraverso il combinato del voto
favorevole di tutte le opposizioni e
l'astensione del gruppo di maggioranza,
quello appunto dei 5stelle.

C. S. Laboratori associati
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10 Livorno

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Nel breve volgere di pochi giorni tre sono state le perle dell'azienda livornese

La triplete del Gruppo Neri


Di fronte ad un quadro dell'economia livornese sempre pi grigio e quindi denso di preoccupazioni per il futuro di una
citt in crisi, ogni tanto si accende una
luce rassicurante che riesce, in parte, a
squarciare la profontid delle nubi.
Vogliano brevemente parlare della NeriGroup a cui, abbiamo voluto riservare l'ultima pagina a colori di questo numero de
Il Centro.
A Piero Neri, indiscusso leader, del Gruppo ci lega un'antica amicizia ed una stima grandissima per cui non possono certamente sorprenderci i successi, di alto
livello, conseguiti in questi ultimi tempi.
In proposito, nel caso della Neri-Group
possiamo utilizzare un termine spagnolesco che, normalmente si cita quando
una squadra di calcio conquista scudetto, coppa nazionale e champion league,
appunto la "triplete".
Nel breve volgere di pochi giorni tre
sono stati i successi conseguiti dall'azienda livornese.
La nascita della societ formata dall'accoppiata Neri-Negri con il quartiere generale a Livorno nella sede delle attivit
della famiglia Neri e che si chiamer "Ng
Investimenti". Una met delle quote sar
in mano al Neri Group, che esprime il presidente con Piero Neri. L'altra met apparterr al Gruppo Investimenti Portuali
(GIP), una cordata genovese che avr
come amministratore delegato Luigi Negri.
Entrambi i due gruppi hanno alle spalle
110 anni di storia con radici profonde
nel settore dei rimorchiatori (non solo a
Livorno) nella tutela dell'ambiente (tramite Labromare e Castalia), nei recuperi
marini, nel terminal (con Sinterman), nel-

FRATELLI NERI
S.P.A.
LIVORNO - ITALY

Piero Neri

la sicurezza in mare (off-shore OLT) e


nello stoccaggio di prodotti chimici e
petrolchimici (Doc-Toscopetrol-Depositi Costieri del Tirreno).
Proprio i due gruppi privati (Neri e Negri) sono entrati nella CILP.
La Cilp, braccio imprenditoriale della
storica Compagnia Portuale, presieduta da Enzo Raugei, rester per met in

PORTO DI PIOMBINO

Un timone
per lo
sviluppo
futuro
(Luca Lischi) Il porto di Piombino tra storia e sviluppo futuro: il titolo del volume
presentato il 25 marzo nella sala consiliare
del Comune di Piombino da Luciano Guerrieri, Commissario straordinario dellAutorit Portuale di Piombino e dellElba, insieme al Sindaco Giuliani, allassessore Pellegrini e al prof. Petralia.
Un testo a pi voci, con competenze specialistiche di molti collaboratori, tra cui Olimpia Vaccari, Maurizio Bettini e Claudio Capuano (intervenuto nelloccasione con una
dettagliata e brillante relazione su lamministrazione del porto di Piombino), che
mette in luce il valore della portualit su
diversi aspetti che vanno da quello storico
archeologico, storico artistico, storico eco-

mano ai portuali e per l'altra met va alla


societ costituita dal duo Neri-Negri (quest'ultima a Livorno controlla gi il terminal contenitori Tdt).
La terza stella che illumina la Neri-Group
riguarda il recupero da parte della flotta
Neri della navicella spaziale lanciata dall'ESA nella Guayana Francese.
Il mega-rimorchiatore della Neri-Group
rientrato nei giorni scorsi in porto con a
bordo sia il modulo IXV (Intermediate Exsperimental Vehicle dell'ESA) sia tutto il
materiale di supporto che servito a monitorare il volo e determinare l'ammaraggio.
Ecco in sintesi spiegata ai nostri lettori
"la fantastica triplete della Neri-Group".
E il nostro ricordo corre veloce pure verso il nonno Tito, un personaggio irrangiungibile ed indimenticabile nella storia
della citt labronica anche se, il nipote Piero, ne sta prepontemente seguendo le tracce.

nomico, fino ad una panoramica dettagliata sul


dinamismo attuale del Porto di Piombino e sulle
sue prospettive future.
Un lavoro (Pacini editore) che fa parte della
collana del Centro Studi Storici Mediterranei
dellUniversit di Pisa, intitolato a Marco Tangheroni e che rappresenta una ricchezza culturale importante per il territorio di Piombino e
non solo.
La qualit dei testi, arricchiti da una vasta documentazione fotografica invogliano, anche il lettore meno interessato a navigare tra le ricche
pagine con curiosit e a desiderare di approfondire la conoscenza di un ambito che rappresenta
il fondamento dellidentit di un territorio e della sua gente.
Guerrieri ha evidenziato che la cultura marittima, portuale ed industriale di Piombino costituiscono un patrimonio sociale da trasmettere
anche alle future generazioni.
Questo testo pu, senza alcun dubbio, essere
un viatico di conoscenza per tutti ed in particolare sar bene che i giovani studenti ne possano
apprendere il ricco contenuto. Questo un lavoro che non pu restare chiuso nelle biblioteche o tra gli addetti ai lavori.
Auspichiamo che gli insegnanti sappiano attingere dal cospicuo contenuto di questo volume
per aiutare i nostri giovani a conoscere le potenzialit e ricchezze del Porto di Piombino e del
suo territorio. Ad apprezzare con maggior vigore e fierezza una terra unica e generosa, che questo libro, a pi voci, ha saputo giustamente
mettere in luce.

Livorno

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11

Secondo una recente indagine pubblicata su Il Corriere della Sera

POVERA LIVORNO!
di Claudio Frontera

Secondo una ricerca Il Corriere della


Sera ha di recente pubblicato i risultati, con grande evidenza, dedicando una delle pagine centrali al problema della integrazione sociale (titolo a tutta pagina): Le banlieu
dItalia , Livorno, tra i 116 capoluoghi di provincia in Italia, in testa
alla classifica dellaprecariet sociale, quella dei Comuni italiani dove
lintegrazione pi difficile.
E solo lultimo, clamoroso dato di
conferma di un degrado che procede
sempre pi velocemente, come su un
piano inclinato, verso il basso e che
ha visto accumularsi, negli ultimi anni,
una lunga lista di primati negativi per
la nostra citt: prima nella classifica
della disoccupazione giovanile nelle
regioni del Centro e Nord Italia, prima per tasso di disoccupazione (e
ultima per percentuale di occupati)
nelle Regione Toscana, la nostra regione, nella quale siamo ultimi per
qualit dei servizi sanitari, primi per
tasso di abbandono scolastico e ultimi per percentuale di laureati, nonch primi per tasso di invecchiamento dei residenti (dato su cui influisce il
fenomeno, ancora non studiato, della
massiccia emigrazione dei giovani
verso altre citt. Non parliamo di dati
di carattere economico, quali i depositi e le sofferenza bancari. Non ci
sono statistiche aggiornate sulla contrazione del commercio, ma il gran
numero di chiusure di attivit testimoniate dalle saracinesche abbassate,
parla da solo. Pericolosi gli indicatori
relativi a fenomeni di degrado sociale, quali le tossicodipendenze, lusura, la microcriminalit, comprese risse ed episodi di violenza, la penetra-

zione della criminalit organizzata


(sensibile in alcuni Comuni della provincia) tutti tra i pi alti della Toscana. In ultimo sembra confermarsi il
drammatico dubbio di un altro ancora pi triste primato, stando ai dati
pubblicati da Medicina Democratica,
relativi allincidenza dei tumori, come
conferma di fenomeni rilevanti di inquinamento ambientale.
Da tempo in molti parlano dellurgenza di un salto di qualit, di un guizzo,
di un sussulto (o, secondo il lessico
regionale, di un soprassalto) che scuota Livorno dalla deriva che ha imboccato, ma senza che se ne veda linizio. Il mondo politico, ma non di meno
la societ civile e le organizzazioni
sociali livornesi non sembrano dare
tangibili segni di vita in questa direzione e si cullano nella autocommiserazione per la crisi, che per non
sembra affatto aver colpito dappertutto cos pesantemente. C il rischio
ora che subenti la rassegnazione e
anche un altro pi grave rischio: che
Livorno venga percepita, anche in
Toscana (come gi si comincia ad avvertire), come una palla al piede, un
peso morto: lo conferma la scelta regionale e nazionale (purtroppo invocata e condivisa a livello locale, con
tanta miopia), di dare a Livorno la
patente di Area di crisi complessa,
utile ad accedere a qualche aiuto di
Stato, ma portatrice di un marchio
non certo qualificante per favorire investimenti privati, n per incoraggiare la volont di ripresa. Inoltre, anche a livello di immagine, Livorno rischia di essere percepita, in futuro,
come un ghetto (una citt che non ha
mai avuto un ghetto al proprio interno, pur ospitando tante comunit diverse, si pu trovare ad essere vista

come un unico ghetto !!), sul quale


scaricare attivit e servizi che nessuno vuole sul proprio territorio.
Se ci chiediamo quali siano le cause di
questo declino, apriamo un capitolo che
pu spaziare molto ampiamente e risalire alle origini della citt, alla sua storia, alla composizione sociale della sua
cittadinanza, cos come appunto la storia lha determinata Si pu discutere
delle sua caratteristiche culturali e. delle
sua cattive abitudini e cos via. Il tema
della livornesit, del resto, notoriamente straricco di spunti.
La domanda da farsi, tuttavia, dovrebbe essere unaltra: perch Livorno, nonostante tutti i suoi limiti e i suoi
punti deboli, dalla sua fondazione fino
allinizio degli anni Duemila sempre
andata avanti, persino nonostante la
guerra che laveva distrutta in buona
parte (ben pi di quasi tutte le altre
citt italiane)? Perch Livorno ha sempre migliorato le sue condizioni e solo
da poco ha cominciato a regredire?
Se stata governata, per esempio, per
settantanni di seguito dalla sinistra,
perch la sinistra ha saputo per sette
decenni, far progredire la citt. Il suo
porto stato, solo una quarantina di
anni fa, il primo del Mediterraneo per
traffico di container e oggi se la deve
vedere con Civitavecchia, La Spezia
e Piombino, tutti porti che quaranta
anni fa avevano un traffico commerciale trascurabile. Le sue scuole dellinfanzia e i nidi contendevano a Reggio Emilia il primato nazionale della
qualit del servizio educativo (che accendeva linteresse dei ricercatori svedesi e americani). Fioriva il commercio, che attirava clienti da tutta la Toscana. Qui sorgeva (e funzionava a
pieno regime) la pi grande sala cinematografica dItalia. E si potrebbe
continuare, ma non ce n bisogno,
perche basta la logica per capire che

12 Livorno

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PASQUA DI RESURREZIONE
Risorger anche Livorno?
di Franco Spugnesi

Senza voler mescolare inutilmente il sacro e il profano una felice coincidenza


che, come se fosse un regalo di Pasqua,
quello che fino adesso erano promesse di
finanziamenti statali siano diventate stanziamenti il regalo del prossimo Natale
potrebbe essere vedere le gare per laffidamento dei lavori che si concludano,
senza ricorsi al Tar, impuntature, polemiche sterili, e i cantieri che si aprono.
In questa citt, dove con la conclusione
delle opere PIUSS cofinanziate con i fondi della Comunit europea cio il Polo della Logistica alla Dogana dacqua e a quello per la robotica allex Scoglio della regina (ma si tratta diniziative prese prima
del 2010) non c uno straccio di opera
pubblica in costruzione e poche anche
quelle private, non sarebbe davvero poco.
Che finalmente Livorno rischi di rinascere?
Nel numero del mese scorso abbiamo riferito dei finanziamenti stanziati dalla regione Toscana, di cui proprio lassessore
Simoncini di ritorno dal Consiglio ci aveva dato nellincontro presso la nostra sede
il 2 Marzo; Il 2 aprile si invece definito
limpegno del governo sulla Darsena Toscana (50 milioni), sullo scavalco ferroviario (5 milioni) e sugli sgravi fiscali praticabili a nuove iniziative industriali (10 milioni).
Non pi di una settimana fa laccordo tra
imprenditori livornesi (Neri), genovesi
(Negri) e Compagnia Portuali non solo rilancia una presenza, quella della CILP, tradizionale e strategica nel nostro porto
messa in forse dalle molte traversie, finanziarie ma non solo, di questi ultimi
anni, ma segnala un clima di collaborazione fino ad oggi non comune tra gli imprenditori portuali.
Due settimane orsono stato finalmente
completata lapprovazione del piano Regolatore della Porto (ultima edizione datata 1955 cerano ancora i vapori che andavano a carbone!).

Una foto del porto di Livorno negli anni Cinquanta.

Lultimo passaggio stato il pi difficile:


si trattava di approvare la variante al Piano Strutturale da parte del Comune di Livorno e il sindaco lamentava che fosse
stato redatto dallAmministrazione precedente, quando lui non era stato ancora
eletto (sic!).
Ha vinto il buon senso, anche se la maggioranza pentastellata si quasi totalmente astenuta, il provvedimento passato
con il voto del sindaco e dellopposizione.
Meno male, visto che cerano voluti sessanta anni per decidersi. se si doveva
ricominciare, si stava freschi! Vogliamo
essere ottimisti. Questi soldi possono essere il volano, chiaramente insieme con
una situazione economica che pur stentatamente riprende, per riportare lavoro e
iniziative e integrando finalmente il retro
porto con linterporto.
Tutti contenti allora? Non tutti sono
ugualmente ottimisti: leggo di un appello
di unassociazione rivolto al commissario contro la corruzione e a unaltra manciata di autorit che preventivamente chiede che si vigili molto attentamente sulle
opere future che rischiano di essere sottoposte a fenomeni corruttivi, sulla no-

mina del prossimo presidente dellAutorit Portuale, che si teme manchi dei requisiti previsti, sulla privatizzazione di
Porto Livorno 2000 (crociere), perch
potrebbe essere svenduta.
Si vede che non siamo abituati a fare le
cose, ma solo a parlarne. E bello e assolutamente necessario vigilare, ma la cultura del sospetto ad ogni costo rischia di
bloccare ogni iniziativa anche la pi trasparente.
Abbiamo invece bisogno di una burocrazia amichevole e di unamministrazione
intraprendente. In effetti i cittadini della Giunta e del Consiglio Comunale hanno eventualmente brillato in senso contrario.
Alla necessaria prudenza dei primi mesi
non seguito un vero programma dinterventi forse per mancanza di risorse,
ma c il timore che tale mancanza si
estenda anche alle idee, alla competenza,
al coraggio di scegliere una linea politica
che vada oltre ai NO e allintenzione di
distinguersi dal passato.
Nulla di male c tempo di rimediare di
approfondire, di lavorare. Livorno che alza
la testa vuole risorgerediamoli tutti una
mano.

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Livorno

Una riflessione
sulla DC
di Antonio Melani

Una riflessione sulla Democrazia Cristiana molto stimolante ed affascinante, ma


non cosa semplice n facile. Il fenomeno della democrazia cristiana, inteso come
attivit politica organizzata
dei cattolici, inoltre non corrisponde al periodo della
Democrazia Cristiana, intesa come formazione politica
che ha caratterizzato il governo della repubblica nei suoi
primi cinquantanni. I prodromi sono molto precedenti, ma per brevit, ahim, li
tralasceremo, concentrandoci solo su quei cinquantanni
corrispondenti alla vita dellorganizzazione politica nella
Repubblica.
In questo periodo, fino al
1989, la DC ha avuto grandi meriti. Tuttavia lattuale situazione politica in cui versa
il Paese, ormai da troppo
tempo, con quel senso di fastidio o di repulsione che la
politica provoca, pone qualche interrogativo. E come se
fosse intervenuta una cesura
con il passato, con quella stagione di appassionata militanza politica. Come una

questione irrisolta. Un pro- zia progressiva, che per dirblema non affrontato.
la sempre con i pensieri di
Aldo Moro, comprendeva
La Costituzione. Il primo nella sua formula di convigrande merito della Demo- venza, non una tavola di
crazia Cristiana, per dirlo valori dogmatici, ma ogni forcon le parole di Aldo Moro, ma di socialit convivente, in
quello di aver costruito una forma di autonomia inuna casa nella quale tutti si dividuale e collettiva , che si
ritrovassero ad abitare. sviluppava e cresceva con i
Questo ha significato tenere mutamenti sociali e storici
unita una famiglia, il popolo che in quei cinquantanni di
italiano, in un unico edificio, storia repubblicana sono inla Costituzione Repubblica- tervenuti in Italia e nel monna, in una vita di democra- do.

Dico questo con tutta la sacralit che la Costituzione


merita, non nascondendomi
tuttavia, la costruzione allora necessitata di alcuni istituti particolari e molto domestici, come lordinamento
giudiziario totalmente svincolato dalla sovranit popolare, la limitatezza dei poteri
del premier e del governo, il
bicameralismo perfetto, la
previsione delle Regioni, tutte questioni che avevano pi
a che fare con la difesa dalla
potenzialit politica dellavversario, che con il bilanciamento dei poteri dello Stato. Quella che fu chiamata a
posteriori la Sindrome del 18
aprile. Non casualmente la
proposta di Calamandrei sulla Repubblica Presidenziale
non trov seguito e non a
caso de Gasperi ai Costituenti Democristiani, riuniti in
un Convento, impose di ritirare tutte le proposte di rafforzamento dei poteri dellesecutivo che avevano elaborato.
Oggi si stanno finalmente realizzando riforme correttive,
necessarie, ma purtroppo

II

Livorno

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non costruite, come allora,


con il concorso di tutti. Ma
daltra parte allora cerano
De Gasperi, Nenni e Togliatti, oggi Renzi, Berlusconi
e Nencini, non sembrano
eguagliarli.
Il Centrismo. La ricostruzione dopo il Fascismo,
dopo la Seconda Guerra
Mondiale e dopo la Guerra
Civile Italiana: il grande merito della Democrazia Cristiana di De Gasperi. Il grande balzo di De Gasperi dura
otto anni, fino al 1953, quando per pochi voti non coglie
lobiettivo che il centrismo si
era dato con la legge maggioritaria, e gli succede un
governo verso una transizione accidentata, guidato dallonorevole Pella.
Tuttavia questi sono gli anni
fondamentali in cui con forza e determinazione De Gasperi, pur nel solco della
casa comune sopraindicata,
ncora lItalia a tre forti attracchi:
latlantismo, il riconoscimento dellamicizia anglo-americana, sia per il contributo
mondiale contro i totalitarismi, sia come modello di interscambio economico e di
crescita culturale;
leuropeismo, come strada
maestra per assicurare la
pace tra la Francia e la Germania, garanzia questa di
pace nel continente e i trattati per la costruzione del
mercato comune europeo
sono alla base di tutto il percorso verso lEuropa Unita,
e fu davvero molto amareggiato De Gasperi, ormai morente, quando fu avvisato

Alcide De Gasperi

che la Francia, pur avendola


chiesta, aveva fatto fallire il
trattato sulla Comunit Europea di Difesa nel 1954; ma
questo ben testimonia, quanto quella DC e De Gasperi
in particolare, fossero avanti sui tempi, in Italia e in Europa;
la crescita economica non
disgiunta dalla giustizia sociale, vengono rilanciati in chiave democratica, anche gli
istituti che il fascismo aveva
costruito tipo lIRI e lENI,
si utilizzano gli uomini migliori
come Donato Menichella
alla Banca dItalia, viene avviata finalmente la riforma
agraria, cito, emblematicamente, la battaglia vinta
contro i sassi di Matera,
anche se fu poco compreso
dai diretti beneficiati.
Tutto questo senza mai rinunciare ad una forte autonomia
politica sia nella conduzione
della Democrazia Cristiana,
sia negli interessi del Paese.
Ricorder due episodi a questo proposito, il sostegno a
Mattei, che mut la traietto-

ria dalla liquidazione dellENI


al suo rilancio internazionale, vincendo le resistenze
americane e della destra italiana i cui maggiori oppositori furono la Confindustria e
lonorevole Giovanni Malagodi, leader dei liberali italiani e la divaricazione con
Pio XII sulle alleanze per le
amministrative del Comune di
Roma.
Lesperienza centrista per
De Gasperi era formula politica di governo e barriera
contro lilliberalit. La stessa battaglia per la legge elettorale maggioritaria, deve essere letta alla luce di rendere
la Democrazia Cristiana autonoma dalla pericolosa necessit di avere bisogno dei
voti della destra.
La battaglia fu persa, ma i
fatti della storia si incaricarono di non renderla pi necessaria, e dopo i fatti di Ungheria e il congresso di Venezia del PSI, con la rottura
tra il socialismo italiano e il
comunismo, si pot aprire a
sinistra una stagione di collaborazione che rese tranquillo il fronte destro e allontan
la paura sul fronte sinistro.
E il fronte sinistro il centro
della politica democristiana;
gi ai tempi di De Gasperi si
riferiva, attribuendola a lui, la
frase la DC un partito
di centro, con lo sguardo
a sinistra ed sempre verso sinistra levolversi della
societ italiana e per dirla con
le parole di Amintore Fanfani, , ci schieriamo a sinistra perch qui il pericolo; i cattolici ci sostengano, i poveri ci seguano e Dio ci illumini!,

cos concluse lintervento nel


quale apriva il centro-sinistra
nel 1962.
Lincontro con i socialisti
da segnalare, intanto perch
sul piano dei valori tradizionali e popolari certamente la
Democrazia Cristiana
avrebbe avuto pi sintonia
con i comunisti, (vorrei ricordare tre significativi episodi,
il contributo di Togliatti allarticolo sette della Costituzione, il prototipo di donna
casta che Berlinguer fa di
Maria Goretti, la riluttanza
del PCI a scendere in campo a difendere la legge sul
divorzio), ma due questioni
impedivano ancora lincontro con il PCI. La prima, insuperabile, la cristallizzazione dei rapporti internazionali
dei comunisti, ancora allora
totalmente legati allUnione
Sovietica (Togliatti fu il primo a gioire del fallimento
della Comunit Europea di
Difesa, che tanto amareggi
De Gasperi, e ne era avversario in quanto difensore di
Mosca). Laltra, pi domestica, riguardava invece il ri-

Amintore Fanfani

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tardo sulleleborazione di
politica economica che in
quegli anni ancora interessava il PCI, che solo verso la
fine degli anni sessanta cominci ad aggiornare il suo
linguaggio economico. I socialisti invece, dopo la rottura del fronte popolare, affrancatisi dallUnione Sovietica e dal PCI, avevano elaborato strategie economiche
moderne, molto compatibili
con il popolarismo democristiano.
Il Centro Sinistra di Aldo
Moro, fortemente avversato allinterno e sul piano internazionale, cambi il paese. Fu in questi anni che si
costru, sotto impulso di Fanfani, lIntersind, che raggruppando tutte le industrie di
Stato, le sottraeva dal potere di ricatto di Confindustria
e della destra italiana, assicurando cos, finalmente alla
democrazia dei partiti, in primis alla Democrazia Cristiana, contributi finanziari che
erano venuti a mancare sia
sul piano interno che internazionale, per la scelta a sinistra. Qui si deve segnalare
che, contrariamente, allidea
che aveva propugnato De
Gasperi di un partito leggero, pi delle opinioni dei cattolici che non di organizzazione politica, aveva ormai
prevalso un capillare e costoso apparato territoriale in
tutto il Paese. Questo non
governato avr conseguenze nefaste nei decenni successivi.
Tuttavia il Centro Sinistra
and come un treno, e anche se naturalmente non costru lEldorado, spinse lac-

celleratore sulle nazionalizzazioni, sulla metanizzazione,


riform il sistema sanitario,
le normative del lavoro, costru il pi grande imprenditore statale di tutto loccidente.
In un pensiero, lincontro
con i socialisti cambi il Paese, e la sua cultura.
Poi, sempre un po correndo, lincontro con i comunisti. Gli anni erano passati e
anche il PCI era mutato,
Berlinguer aveva condotto
un autonomo percorso nazionale che aveva divaricato
il comunismo italiano dalla
casa russa. In pi aveva elaborato laggiornamento agli
anni 70 della teoria politica
di Togliatti, i comunisti dichiaravano di voler andare al
governo attraverso lincontro con le grandi masse cattoliche del paese, per esprimere la propria egemonia nel
mondo del lavoro, per far
scoppiare le contraddizioni
allinterno della democrazia
cristiana, per superare la barriera del fattore C, che ne
impediva lautonomo dispiegasi di capacit di governo
nazionale, pur governando
ormai grandi parti del paese. Rimaneva per il PCI un
problema di legittimit, ormai
solo frutto della situazione internazionale.
Tutto questo avveniva nel bel
mezzo di due crisi ormai conclamate e disgreganti, una
forte crisi economica, la prima cos impegnativa dalla
costruzione della Repubblica, accompagnata da un
sentire popolare dei giovani
che non si riconoscevano pi
nei tradizionali valori offerti

loro dalla societ e, faticavano, a sintetizzarne di nuovi in


uno strano e indistinto libertinismo e ribellismo, nel quale attecch e trov sostegno
e riparo il drammatico fenomeno del terrorismo. Si afferm un contagioso e diffuso, rigetto per ogni forma di
autorit, fino alla messa in discussione della stessa autorevolezza. Quello che oggi
porta il Cardinal Caffarra a
dire, citando i teologi del
medioevo, che non lacqua
di Platone si trasformata,
bens il vino della Fede si
trasformato nellacqua
di Platone.
Una miscela molto pericolosa, la Repubblica aveva avuto momenti di tensione, il malore di Segni, davanti a Moro
e Saragat, ne testimonia uno
dei pi seri. Ma ora si era di
fronte ad un pericolo grande
e serio non di involuzione autoritaria, ma di disgregazione
della comunit nazionale.
Moro e Berliguer seppero
trovare lo sbocco a questo
pericolo. E con i consueti bilanciamenti che permettevano alla Democrazia Cristiana
di arrivare agli appuntamenti
tutta insieme, il governo che
nacque dalliniziativa di Aldo
Moro e di Enrico Berlinguer,
fu presieduto, non casualmente, da Giulio Andreotti.
Quella formula politica riusc
a battere il terrorismo e con
la politica dei redditi e con i
sacrifici dei lavoratori fu archiviata anche la crisi economica.
Grande, bisogna riconoscerlo il contributo pagato in termini di consenso dai due
maggiori partiti, contributo,

Livorno

III

purtroppo pagato anche in


drammatici termini di sangue
umano.
Ma la Repubblica, alla fine,
fu salva.
La storia qui si fa amara e
tragica e non la ripercorrer, perch troppo dolorosa,
e, con lomicidio di Aldo
Moro, tronca un percorso
che, probabilmente, avrebbe dato allItalia una storia
diversa.
Quindi, se lincontro con i
socialisti, cambi il Paese,
quello con i comunisti lo salv.
Levoluzione ci porta alla
rottura con il PCI, allaffermazione nella DC del preambolo, nei socialisti di una
forte componente autonomista, che fa dello scontro a sinistra e della competizione
con la DC uno strano modo
di alleanza di Governo. Lalleanza strategica e riformatrice fra la DC di Moro e il
PSI di Nenni, si trasforma nel
Pentapartito in un accordo
altamente competitivo e conflittuale tra la DC di De Mita
ed il PSI di Craxi.
Ma qui lirrisolto, porta a
dare lultimo, e questo non
positivo giudizio, sulla stagione della DC nella Repubblica.
In Costituzione era previsto
(e lo tuttora, e pare che
ora il Governo voglia attuarlo) che i partiti e i sindacati
dovessero possedere personalit giuridica e leggi di governo democratico, della
propria vita interna. Ho accennato prima alla necessit
di finanziamenti che i partiti
avevano avuto e se, nel PCI
questi arrivavano generosi in

IV Livorno

funzione dello schieramento


internazionale, agli altri,
dopo la scelta a sinistra,
furono messi in seria discussione. Questo fu uno dei
motivi per cui si prefer complessivamente non dar seguito a quella previsione, lasciando nella nebbia dellillegittimit le risorse verso i
partiti. Insomma, per dirla
come la dice giustamente
Giuseppe Sangiorgi, la legittimit dellillegittimit nasceva dalla necessit di assicurare la vita delle strutture della democrazia che erano i
partiti, con una sorta di necessitata autoassoluzione.
Il crollo del muro di Berlino
coglie tutti impreparati. Poco
consapevoli delle reali conseguenze. Questa accelerazione della storia, ormai accertato nata per un caso ed
un incredibile inceppo della
catena di decisioni della
DDR, cambia tutto.
Allinterno del Paese, venuto meno il pericolo internazionale, non si coglie pi la
necessit di argine democratico della DC e quindi non
c pi nessuna indulgenza
(anche perch sempre pi la
classe politica stava dando
segnali negativi); la classe dirigente del Paese, ora nelle
mani di un Pentapartito tutto
proteso a raggiungere obiettivi di corto periodo, (Craxi,
Andreotti, Forlani, De Mita
e Occhetto) non ha quella
capacit di Profezia che
possedeva Aldo Moro, Berlinguer, anchesso caduto
combattendo, cos non c
pi nessuno in grado di capire che si deve fare una nuova costituente.

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E qui mi viene paradossale


la riflessione che la rigidit
tenuta durante il sequestro di
Aldo Moro, indicata come
necessit per salvare la vita
della Repubblica, priva essa
stessa dellunico che sarebbe stato in grado di indicare
il percorso per salvarla
dopo.
Anche sul piano internazionale le conseguenze della
caduta del Muro sono state
significative, la conseguenza pi eclatante sul piano europeo, sar laccellerazione
sullEURO in funzione di difesa dal marco unificato che
spaventava tutta lEuropa,
per cui improvvisamente e,
troppo affrettatamente,
come si unirono le due Germanie, cos si procedette alla
Moneta Unica.
La Francia, lInghilterra, la
Spagna e lItalia, sorprese
dal via libera che Reagan e
Gorbaciov avevano dato a
Khol di riunificare, cio di
annettere la DDR alla RFT,
per difendere le proprie economie dal potere finanziario
spaventoso di un marco riunificato, decisero di dare il
via libera alla moneta unica.
Si difesero cos dalla potenza finanziaria del marco, ma
sbagliarono i conti e i tedeschi, imposero allEuro, lo
stesso perimetro monetario
tedesco con gli accordi di
Maastricht. Troppa paura.
Troppa fretta. Troppa maledetta miopia, si vedeva
bene vicino, non si distingueva lorizzonte.

Aldo Moro

concezione delluomo, del


mondo, della societ; una
concezione la quale ha un
suo pathos, una concezione la quale non potrebbe
mai ridursi ad una mera
tecnica di esercizio del potere, una concezione che
un modo di vita. Capisco
che estremamente difficile, estremamente impegnativo, dare questa testimonianza, ma noi, io credo, pensiamo insieme, che
questa forza ideale, comunque essa si vada articolando e presentando,
qualche cosa di essenziale
alla vita sociale e politica
del nostro paese, e che,
lapporto, comunque configurato di ideali cristiani
di libert e di giustizia, sia
un apporto originale ed insostituibile, senza del quale, sarebbe impoverita la
vita del nostro Paese

un elemento negativo, un
peccato di omissione, che
tanta parte nella fine stessa
della Democrazia Cristiana.
Ma chiudo la riflessione,
sperando che altri, pi e meglio di me la raccolgano, con
le parole che
Aldo Moro pronunci nellintervento al Congresso
Nazionale delle ACLI, nel
1966, quando Labor stava
proponendo la svolta socialista:
Queste parole testimoniano
come Aldo Moro concep la
vi sono molte possibili costruzione di una comuniinterpretazioni, vi sono del- t, una comunit la quale si
le graduazioni, vi sono del- costruisce dalla confluenza
le accentuazioni, e quindi di persone con storie, sensiio sento tutti gli aspetti pro- bilit e culture diverse che
blematici, che nellambito vanno a convivere, si costrudi questa fondamentale isce sapendo che non esistoispirazione, sono affiorati no valori non negoziabili,
anche nella relazione del bens esiste ed costitutivo
Presidente (Livio Labor), e della comunit, la conviventuttavia io credo che nes- za di diversi e anche non sosun aspetto problematico, vrapponibili modi di vita e di
per quanto importante, per essere.
quanto tale da destare del- Questo la filosofia con cui
le preoccupazioni e da por- la Democrazia Cristiana di
re degli interrogativi, sia Aldo Moro, ha, non solo
tale da mettere in discus- guidato la repubblica, ma
Ecco dunque che una storia sione, da rendere meno si- orientato la vita sociale e
di grandezza e lungimiranza, gnificativo, quel che ci ac- politica degli italiani, durancon grandi meriti, finisce con comuna; cio una eguale te la Repubblica.

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Livorno

13

Dopo i lavori di dragaggio a Sovereign sbarca nello scalo labronico con 2500 passeggeri

Il battesimo del Molo Italia


Lo scorso 2 aprile stato un vero e
proprio battesimo. la prima volta, infatti, da quando stata dragata larea
marina antistante, che sul lato nord del
Molo Italia ha attraccato una nave commerciale. Di pi: a battezzare la sponda
settentrionale della banchina che un domani verr destinata al traffico della
cellulosa stata la Sovereign, una cruise boat della Pullmantur, compagnia spagnola del gruppo Royal Caribbean che
dopo un anno di assenza, il 2014, ritornata a Livorno portando in dote allo
scalo labronico 70 mila passeggeri e 32
scali per tutto il 2015.
Dopo diversi anni dal suo completamento, insomma, il Molo Italia ritorna pienamente operativo e lo ha fatto accogliendo una nave da 268 metri di lunghezza e 32 di larghezza, che ha sbarcato circa 2500 passeggeri. I 7,5 metri
di pescaggio della Sovereign non sono
stati un problema per una banchina i cui
specchi acquei arrivano ora a 13 metri
di profondit, una enormit rispetto ai
soli 2 metri di cui disponeva la sponda
settentrionale prima che terminassero i
lavori di dragaggio.
Levento, celebrato con tanto di scambio di crest tra il presidente della Porto

L'attracco dellaSovereign al lato nord del Molo Italia.

2000 e segretario generale dellAuthority, Massimo Provinciali, e il comandante della nave, Ivo Botica, ha assunto quindi una rilevanza simbolica e
commerciale: una giornata speciale
- ha detto Provinciali - sia per il Molo
Italia, di cui abbiamo dragato il lato
nord in soli 45 giorni, sia per il porto
delle crociere, che celebra cos il ritorno della Pullmantur, gruppo su cui
contiamo per rilanciare il traffico crocieristico nostrano.
Il n. 2 di Palazzo Rosciano ha ammes-

Foto di gruppo dopo la cerimonia di benvenuto tra Massimo Provinciali, nella doppia veste di
presidente della Porto 2000 e segretario generale della Port Authority, il comandante della nave
Sovereign e le autorit intervenute. (foto Damari)

so di nutrire grandi aspettative per il


2016, anno in cui previsto il viaggio
inaugurale dellammiraglia della Carnival, la Vista, che dovrebbe portare in
dono allo scalo labronico 5 mila passeggeri. A piccoli passi ci riavvicineremo ai livelli di tre anni fa, quando
superammo il milione di passeggeri proseguito Provinciali -, Livorno sta tornando grande e liter che porter alla
cessione delle quote della Porto 2000,
e allindividuazione di un nuovo socio
di maggioranza, dar al comparto crocieristico quello sviluppo che oggi ha
stentato ad avere.
Intanto, il Molo Italia si appresta a cambiare pelle e a diventare il polo di attrazione per i prodotti forestali. Ora che
gli interventi di dragaggio sono stati
completati (quello sul lato sud si concluso nel 2011), sar possibile, anche
in vigenza di concessione, procedere alla
delocalizzazione della Cilp dal terminal
Alto Fondale.

14 Livorno

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Capitale umano a Livorno


di Marcello Battini

Ho voluto iniziare queste brevi annotazioni con un grafico tratto da


una mia ricerca sul Capitale umano a Livorno, in corso di completamento che, nella sua brutalit,
trovo chiaro ed esauriente.
Proseguo facendo riferimento ad
alcune iniziative possibili, facenti
parte del Programma triennale
economico del Comune di Bergamo che, a mio avviso, potrebbero
interessare anche la nostra citt.
Bergamo indica forse la strada per
ripensare il ruolo futuro delle citt
di provincia di media grandezza.
La smart city non solo sostenibilit fine a se stessa.
Le citt che dimenticano le imprese sono destinate a diventare delle enclave chiuse, votate ad un
inesorabile declino. Solo lincontro con nuove idee e nuove intelligenze e competenze dallesterno pu migliorare veramente la
qualit della vita delle nostre citt.
Ci premesso, prendiamo nota di
questi suggerimenti:
a) Le imprese devono considerarsi benvenute in citt, pronte a
recitare un nuovo ruolo allinterno del tessuto urbano, magari
proprio in quelle vecchie aree
industriali dismesse. Occorre
spalancare le porte alle attivit
manifatturiere (o del terziario

re (da potenziare), un buon livello culturale (da modernizzare),


elevate competenze manuali (da
aggiornare);

avanzato) in grado di portare


valore aggiunto alla citt, consolidando gli standard qualitativi del tessuto urbano;
b) Per incoraggiare questa auspicabile migrazione occorre studiare un allettante pacchetto
dincentivi, sgravi e agevolazioni per tutte le nuove attivit economiche: azzeramento dellIMU,
riduzione degli oneri durbanizzazione, semplificazioni varie
che puntino sulla digitalizzazione di autorizzazioni e pratiche
burocratiche per le imprese medium e high tech che sceglieranno, in futuro, dinsediarsi a
Livorno;
c) Livorno presenta gi oggi un
buon livello di accessibilit (da
migliorare), buone infrastruttu-

d) Non tutte le imprese devono essere aiutate. Occorre agevolare


solo le imprese che, pi facilmente, potranno avere un futuro, ovvero: 1) attivit manifatturiere, con particolare riferimento a quelle che si occupano di
tecnologie prioritarie per lindustria; 2) il terziario ad elevato
contenuto tecnologico; 3) le start
up innovative; 4) le attivit che
abbiano vinto almeno un bando
europeo sulla ricerca e linnovazione negli ultimi tre anni; 5) nuovi insediamenti direzionali di
aziende industriali non livornesi
(a condizione che, tra i dipendenti, la percentuale di laureati,
non sia inferiore al 35%); 6) le
attivit creative (secondo la classificazione Onu Comtrade);
e) Coinvolgere in questo nuovo,
possibile e praticabile modello di
sviluppo, che rompe con il vecchio sistema da dimenticare, tutti
i Comuni vicini, cos da creare
una vasta area omogenea, capace dessere concorrenziale
alle aree metropolitane, offrendo il vantaggio di una possibile
migliore qualit della vita.

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Livorno

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15

La presidente ci parla degli scopi e dei progetti del neonato Club

Margherita Mazzelli e il Club Unesco Livorno


Ricordo di Tanda

La conferenza stampa del Club Unesco Sez. di Livorno presso la Sala Comunale. Da sin.: Paola
Meschini, dirigente cultura Comune di Livorno, Maria Paola Azzario, Presidente Federazione
Europea dei Centri e Club Unesco, il sindaco Filippo Nogarin, Margherita Mazzelli e Rossella
Bruni Chelini, rispettivamente Presidente e vice del Club Unesco Livorno.

Intervista a Margherita Mazzelli Presidente


del neonato Club UNESCO di Livorno
- Che cosa lha spinta a fondare il Club UNESCO di Livorno?
"Il voler far conoscere gli obiettivi ed i
valori fondamentali dellUNESCO. Primo
fra tutti la Pace che conduce di per s alla
valorizzazione del territorio, della sua cultura, dellarte e delle bellezze naturali".
- Quando nato il Club a Livorno?
"E nato come Comitato promotore nel
2013 per iniziativa mia e dellattuale Vice
Presidente Rossella Bruni da molto tempo
socia del Club UNESCO di Pisa per poi
passare definitivamente Club nel 2014".
- Qual lobiettivo che vorrebbe raggiungere?
"Far conoscere Livorno, che io amo profondamente, perch nonostante il carattere frizzante dei suoi abitanti questa citt
riuscita, avvenimento quasi unico, ad as-

sorbire e integrare le varie etnie che sono


qui convenute nei vari periodi storici da
tante parti del mondo e questa una ricchezza che talvolta non le viene riconosciuta".
- Ci sono in cantiere dei progetti particolari
nel prossimo futuro del Club?
"Molti bei progetti sono gi pronti, ma mi
riservo di farli conoscere man mano che avr
le risposte definitive dalle persone ed enti
coinvolti".
- Quando potremo sapere se fossi e fortezze saranno candidate ad entrare nel patrimonio dellUnesco?
"Le pratiche sono state avviate e gi sappiamo che liter da seguire sar lungo, ma
il sentiero che stiamo percorrendo costruito su un materiale indistruttibile e raro
che ci porter senzaltro ad una conclusione positiva. Questo materiale si chiama
AMORE per Livorno".

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Nel mese scorso mancato Salvatore Tanda, un dirigente di rilievo del P.C.I., pi volte assessore e vicensindaco.
A "Tore" mi legava un'antica amicizia che
si era creata e poi, gradualmente consolidata, nel corso delle reciproche vicende politiche, io da democristiano e Lui da comunista.
Ho sempre apprezzato le Sue doti peculiari: la seriet, la competenza, la dirittura
morale.
Con Tanda ebbi i primi contatti negli anni
1974-75 allorch, mi sembra, ricoprisse l'incarico di dirigente responsabile degli Enti
Locali nella Federazione del P.C.I livornese, quando lo scrivente guidava, come segretario provinciale, la Democrazia Cristiana.
Si dovevano costituire o rinnovare le strutture della Comunit Elbana (Presidenza e
Giunta) ed esplosero vivacissimi i contrasti all'interno della D.C.: i giorni passavano, le scadenze si avvicinavano ma la ricerca di un accordo risultava sempre pi
difficile.
Fui costretto a fare parecchi "salti" all'Isola d'Elba, nel tentativo di trovare una
soluzione ragionevole al problema che stava, naturalmente, creando difficolt anche
nel comitato provinciale.
Si convenne, all'interno della D.C, che sarebbe stato indispensabile rinviare di alcuni giorni la convocazione dell'assemblea
della Comunit Montana.
Mi rivolsi a Tanda il quale mi fece presente
che, proprio per la mentalit degli elbani,
la richiesta avrebbe sollevato proteste negli esponenti isolani del PCI e la Federazione sarebbe stata accusata delle solite interferenze livornesi.
Ma Tanda fece l'impossibile, ottenne il rinvio e poco tempo dopo, calmati i contrasti
all'interno della D.C, l'assemblea della Comunit venne convocata e furono eletti presidente e giunta.
Negli anni a seguire ebbi altri incontri che
servirono a consolidare la stima e l'amicizia reciproca.
Ho voluto citare questo episodio emblematico della seriet di questo esponente del
comunismo livornese che, in occasione della Sua scomparsa, avrebbe meritato, specialmente da parte della vecchia guardia
del P.C.I, ma anche da quella attuale del
P.D, di essere ricordato in maniera pi consona alla Sua nobile storia politica e pubblica.

16

Rosignano

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Alcune domande a Massimo Bottoni, General Manager della PES di Rosignano Solvay

PES, una dimensione


sempre pi internazionale
1) La P.E.S. una novit interessante per
le sue caratteristiche innovative. Vuole
spiegarci esattamente cosa fa?
Pes lacronimo di Progeco Engineering
Service, azienda di Rosignano S. (Li) nata
nel 2006 che, come si evince dal nome, si
occupa di Ingegneria poli disciplinare,
oltre che di manutenzione di impianti industriali e service management, nei settori Oil &Gas, Power Generation e Petrolchimico. Offre quindi servizi plurimi in
grado di soddisfare al meglio le esigenze
di clienti italiani e stranieri grazie anche
alla presenza di diverse sedi su territorio
nazionale (Rosignano Solvay, Firenze,
Pomarance, Bari, Vibo, e Candela) europeo (Romania a Ploiesti e Bulgaria a Varna), americano (a Citt del Messico) e
numerose Joint Venture commerciali in
molti altri Paesi.
2)Quali sono le concrete prospettive di
sviluppo?
Grazie a una vasta gamma di servizi che
Pes in grado di offrire, ci sono concrete
possibilit di sviluppo sia sul mercato nazionale ma soprattutto internazionale an-

Massimo Bottoni, General Manager della PES.

che per il 2015, dove ci vede impegnati,


proprio in questi giorni nellapertura di una nuova societ (PES America LLc) in USA ad Houston
(Texas) al fine di poter seguire i nostri principali clienti anche oltreoceano. A tal proposito i nostri dati
statistici parlano chiaro: dal 2012 si
verificato un aumento crescente
di fatturato; pur con un PIL nazionale negativo, il ns. fatturato anche nel 2014 aumentato di quasi
un 10% sul 2013 e contiamo anche
questanno di crescere ulteriormente anche come numero dipendenti:
oggi a libro paga siamo oltre 120
dipendenti (di cui oltre l80% che
vivono in Toscana) con assunzioni in aumento grazie anche alla creazione di una nuova Businees Unit
quella del Wind O&M e di una nuova sede a Candela (Foggia). Pes infatti ha deciso di aprire i propri orizzonti anche alle energie rinnovabili
quali il geotermico, in cui lavoriamo con successo da diversi anni, e

ora alleolico che gi ci sta dando numerose soddisfazioni grazie ad importanti


contratti acquisiti in Italia e adesso anche
in Europa per quanto riguarda il cambio
olio sulle turbine eoliche e servizi di manutenzione.
3) Sul territorio ci sono possibilit di un
coinvolgimento con altre realt positive?
Certamente Pes in grado di amalgamarsi
al meglio con altre realt presenti sul territorio ne la dimostrazione la decisione
presa nel 2013 di aderire al Consorzio SGM
(Sistemi Generali di Manutenzione) con
sede a Rosigano Solvay e di cui fanno parte
altre importanti realt locali. Questo consorzio specializzato nella manutenzione
elettrica/meccanica e elettro strumentale
di impianti industriali (conta in questo senso circa 500 operativi) e nellingegneria
polidisciplinare (si parla allincirca di 100
ingegneri). Questa decisione risultata
vincente infatti ci ha permesso e ci permette tuttora di partecipare a progetti importanti e di notevoli dimensioni in modo
da soddisfare al meglio le aspettative dei
nostri clienti.

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Rosignano

17

Sempre pi elevate le proteste dei cittadini

Via Malenchini: cronico problema


Nei gioni scorsi ripresa sul quotidiano
locale la polemica, ormai ricorrente, sulla
criticit permanente del traffico veicolare nel centro del capoluogo: in particolare le crescenti proteste dei residenti
lungo la via Malenchini.
Sull'annoso e mai risolto problema stato pubblicato anche una nostra nota che
riteniamo opportuno riproporre.
Purtroppo, malgrado le crescenti proteste e malumori, continua l'assoluta
"astinenza" della Giunta Comunale.
Ci sembra che questo "silenzio" corrisponda ad una palese incapacit di risolvere un problema cos serio ed urgente: un comportamento sicuramente
"discutibile".
Ogni tanto sulla stampa locale, questa
volta su Il Tirreno a firma del collega
Andrea Rocchi, torna di attualit l'irrisolto ed irrisolubile problema di via Malenchini - la bretellina che consente di
evitare il periglioso attraversamento del
centro di Rosignano M.mo.
I residenti di quella zona, giustamente
protestano, la stampa ne parla a periodi alternati, il Comune adotta provvedimenti da ultima spiaggia ma il problema resta irrisolto cos, come le proteste dei residenti chiusi in una specie
di "prigione stradale" e cresce giustamente anche la preoccupazione per la
loro incolumit.
Ci vorrebbe una pagina di giornale per
raccontare "i misfatti" perpetrati dalle
giunte comunali che sino succedute, almeno negli ultimi quindici anni a cui,
per, non sono
estranei nemmeno i cittadini rosignanesi
od almeno alcune solide rappresentanze operanti lungo la via A. Gramsci.
Sarebbe interessante, per esempio, sottoporre a qualche "psicologo di fama"
le scelte aberranti di quelle "teste d'uovo" (cos sono chiamati i grandi cervelli che dirigono le centrali operative
della Casa Bianca)che dirigono o dirigevano il traffico nel comune di Rosignano che hanno provocato lo scempio
del traffico lungo la via Gramsci, piazza Carducci e zone adiacenti creando
un impensabile ed incredibile carosello

che assume, specialmente nel periodo


estivo, elemento di grande pericolosit
anche per la incolumit dei passanti,
in particolare lungo la strettoia di via
Gramsci dove, sistematicamente sostano autoveicoli di ogni dimensione, che
impediscono il transito dei mastodontoci mezzi dell'ATL: vigili urbani a
Rosignano, salvo eccezioni (entrata e
uscita delle scuole o episodici passaggi) rappresentano un vero optnional.
La stradella di via Malenchini nasce
da questa "soluzione pazzesca e surreale del sistema del traffico ideata dalle
teste d'uovo del nostro Comune.
Una volta, tanti anni fa, era stato istituito un sistema semaforico: un semaforo era stato collocato all'altezza della filiale della Cassa di Risparmi all'inizio di piazza Gramsci, l'altro, all'altezza, pi o meno, di piazza San Nicola: tutto funzionava regolarmente,
nessun inconveniente si era mai verificato. Fu tolto, questo antico ma pratico sistema, per gli scarichi dei gas prodotti dalle macchine che sostavano in
attesa del verde.
E cos fu ideata la stupefacente, irrazionale e pazzesca soluzione attuale che
molti problemi, molto pi gravi, ha prodotto sia in termini di vivibilit, di sicurezza per i passanti ed i residenti tutti.
Abbiamo l'impressione che i residenti di
via Malenchini, a cui non possiamo trasmettere che la nostra personale solidariet, debbono sopportare ancora per
molto, se non per sempre, il gravoso in-

convenienti ammenoch "le teste d'uovo" responsabili del traffico non studino soluizioni meni "avveniristiche".
Enrico Dello Sbarba.

AL TEATRO SOLVAY IL 23 APRILE

Il centenario
dell'eccidio
armeno
La serata del 23 Aprile si aprir alle ore
21.00 al Teatro Solvay con una introduzione al centenario dell'eccidio armeno alla quale seguir la lettura, in
armeno e in italiano, di una poesia di
Daniel Varoujan tratta dalla raccolta "Il
canto del pane" .
Si passer ad un canto toscano dei
ragazzi della classe di musica della
Scuola Fattori e di seguito ad un brano del coro della Salute Mentale di Rosignano.
Nel cambio di scena, verr letta una
seconda poesia di Varouan.
Verranno introdotti di seguito i due
cori quello delle donne di Magliano e
quello dei minatori di Santa Fiora che
si alterneranno con le loro canzoni,
stornelli e ballate tratte dalla tradizione popolare e contadina della Toscana e della Maremma.
La serata si concluder con la premiazione dei partecipanti.

18 Cultura

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

Si tenuta al Circolo Ufficiali dell'Accademia Navale "Francesco Mimbelli"

G.A.L., una serata all'insegna della cultura


di Laura Conforti
LAssociazione Culturale Nazionale
G.A.L. (Gruppo Archeologico Livornese),
ha tenuto uninteressante manifestazione culturale nei locali del Circolo Ufficiali dellAccademia Navale Francesco
Mimbelli
Lo spettacolo stato suddiviso in tre
momenti: la proiezione del film dessai
Caterina madre di Leonardo; i canti
della Corale Diapason e lesibizione
del pianista Emanuele Federico Pantosi.
Prima della proiezione del film, la responsabile G.A.L., Gina Loiacono, ha intervistato la regista Graziana Forzoni, la quale nel campo artistico dal 2000, inoltre
pittrice e video-editing. Nel 2010 ha
realizzato come prima esperienza il lungometraggio dal titolo Quando qualcosa accade ottenendo molti lusinghieri
consensi .Venuta a conoscenza di alcuni particolari sulla nascita e origine di
Leonardo da Vinci ha preparato e curato
il film Caterina madre di Leonardo.
Nelle ricerche di alcuni studiosi emersa lipotesi che la madre di Leonardo
fosse una certa Caterina al servizio privato della famiglia di Ser Vanni banchiere fiorentino. Caterina sembra fosse di
origine mediorientale, una bambina
comprata, come tante allepoca, nei paesi arabi e ribattezzate tutte col nome di
Caterina. Leonardo da Vinci (Vinci
1452 Ambuase 1519) nacque da una
relazione illegittima tra il notaio venticinquenne Ser Piero da Vinci di famiglia
facoltosa e da Caterina, la quale in seguito condusse unesistenza riservata.
Una lista delle spese del funerale di Caterina sostenuta da Leonardo, nel periodo in cui trovava a Milano,. poteva
voler dire che i due, madre e figlio, si
sarebbero ricongiunti.
Questa storia fatta ad incastro e soprattutto lunione alchenica di due culture
quella Araba che portava ancora in s il
massimo splendore e quella italiana ancora in odore del Rinascimento, ha scatenato limmaginazione della regista, che
insieme al suo entourage, ha pensato a
un Docu Film che oltre a dare un volto immaginario e un po di luce a una
donna vissuta nellombra, potesse essere di un certo valore anche per la valorizzazione del territorio.
Sono stati cercati luoghi simbolici, straordinari e monumentali i come la cucina

del 500 dellospedale del Bigallo (Bagno a Ripoli), la Necropoli di Populonia-Baratti, il Tempio di Minerva Medica a Montefoscoli,il Pozzo Alfredo
della miniera di rame a Montecatini Val
di Cecina, la Badia Camaldolese di Volterra, , la Pievedi San Martino nel parco di Uliveto Terme e tanti altri luoghi
e paesaggi.. Il film si basa su impressioni emotive sensazioni intime di un
rapporto tra madre e figlio prima della
nascita. Un viaggio dattesa vissuto
nellanima di entrambi. La pellicola
stata realizzata senza contributi da parte di istituzioni pubbliche e private,
ma grazie alla partecipazione di chi ha
aderito al progetto come la Tedavi 98
di Alessandro Riccio , lAssociazione
Culturale Imagine ,il Maestro Simone
Faraoni, il poeta Francesco Camerini,
la passione degli attori , soprattutto di
Ilaria Savini e Paolo Crestii e dei musicisti. Il film prodotto dalla Chimera
Vision.

La Corale Diapason, diretta dal maestro


Giorgio Gianetti, si proposta in Arcobaleno di Canzoni con lesecuzione di
cinque brani di sicuro successo e ben interpretati: Per mi vuole bene, Cetra; da
I due Foscari barcarolle- di G. Verdi;
Valencia es la tierra de las flores- J.
Padilla; Comme facette mammeta, S.
Gambardella; da Nabucco Coro di schiavi Ebrei: Va pensiero, G. Verdi.
Queste composizioni musicali hanno
riempito lanima del numeroso pubblico che ha applaudito a lungo.
La serata si conclusa con lesibizione
del pianista Emanuele Federico Pantosi, che ha suonato brani di F. Chopin
,valzer op. 69 n.1; G. Rinaldi Improvviso op. 108 n.3 e C. Debussy da Children Corner dr. Gradus ad Parnassum.
lI ragazzo, dodicenne, ha dimostrato
una padronanza della tecnica ed un
ottimo eccezionale sentimento interpretativo, tanto che il pubblico ha richiesto il bis.

DA PARTE DELLA FIDAPA, SEZ. SAN VINCENZO - VAL DI CORNIA

Cerimonia delle Candele

La sera del 21 Marzo scorso la FIDAPA BPW sezione di San Vincenzo, Val di Cornia,
presieduta da Antonella Nencini, ha celebrato la tradizionale Cerimonia delle Candele alle Terme del Calidario.
Nella magica atmosfera del luogo hanno portato i loro saluti le varie autorit presenti: lOn Silvia Velo (sottosegretaria di Stato allAmbiente), Rossana Soffritti (Sindaco del Comune di Campiglia Marittima), Francesca Bientinesi (Assessora al Bilancio , Turismo e Comunicazione di S.Vincenzo), Bonciani Patrizia (Segretaria del
Distretto Centro della FIDAPA), Margherita Mazzelli (resp. della Commissione Nazionale FIDAPA BPW Italy Sviluppo, Formazione e Lavoro) e Anna Parrini (Consigliera FIDAPA del Distretto Centro).
La Presidente ha esposto limportante attivit svolta dalla sezione e la futura
partecipazione allExpo 2015 a Milano.Sono state presentate poi quattro nuove
socie.

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Cultura

19
7

PER CELEBRARE TRENTANNI DIMPEGNO E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE IN VAL DI CORNIA

Memorie nomadi
di Jacopo Bertocchi

La presentazione del libro Memorie nomadi presso la Fondazione


Kennedy stata unimportante occasione per i rappresentanti dellassociazione Gdeim Izik di Piombino
per portare lennesimo contributo
alla battaglia per il riconoscimento
dei diritti umani.
Nel 1970 la Spagna conta ancora alcuni territori nel continente africano,
il Sahara Occidentale la provincia
n 53, lONU preme affinch sinizi il
processo di decolonizzazione e propone la realizzazione di un referendum per lautodeterminazione del
popolo saharawi.
Re Hassan ordina linvasione del territorio saharawi, legittimando lannessione forzata con la celebre Marcia verde. Una settimana dopo, momento in cui volge al termine la dittatura Franchista in Spagna, senza
tener di conto del popolo saharawi,
sono firmati gli accordi tripartiti di
Madrid.

Il gruppo dei partecipanti alla presentazione dle libro Memorie nomadi.

Nel 1982 con lo scopo di isolare il


popolo saharawi e impedirne il movimento delle truppe, il Marocco alza
un muro che separa i territori occupati dai liberati.
Loccupazione del territorio, la diaspora, linizio della repressione verso la popolazione e la guerra tra
Mauritania e Marocco contro il Fronte Polisario saranno la condanna al
silenzio e alloblio per milioni di per-

Carlos M. Beristain del progetto di ricerca sulle violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale e il
Sen. Stefano Vaccari, Presidente dellIntergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi.

sone.
Queste storie raccolte nel libro, tradotto e pubblicato in italiano a cura
dellassociazione piombinese Gdeim izik in collaborazione con il tribunale permanente per i diritti dei popoli, nascono dal progetto di ricerca
sulle violazioni dei diritti umani nel
Sahara Occidentale, condotto da
Carlos M. Beristain.
Sono parte delle testimonianze documentate nel rapporto El Oasis de
la memoria pubblicato da HEGOAistituto dellUniversit del Paese Basco.
Alla presenza di Andrea Galindo, Direttrice del Robert F. Kennedy Training Institute, Omar Mih rappresentante in Italia del Fronte Polisario e
del Sen. Stefano Vaccari, Presidente dellIntergruppo parlamentare di
amicizia con il popolo Saharawi, si
ricordato il dramma del popolo saharawi.
Dallimpegno internazionale della Val
di cornia in difesa dei diritti umani,
alla volta di Washington che, accogliendo il lavoro dellassociazione
Gdeim Izik, aggiunge valore a livello
internazionale verso limpegno dei
volontari che da anni militano nelle
associazioni locali che si occupano
di cooperazione internazionale.

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Cultura

21

Presentato il libro di Liana Marini Rinaldi

La bambina e la storia
di Marisa Speranza
Uno scrigno di ricordi. Cos Carla
Lepori ha definito La bambina e la
storia di Liana Marini Rinaldi (Centro Tipografico Livornese Editore),
presentato presso il Circolo Pio X
di Borgo Cappuccini. Il saluto di padre Mario ha dato il via allo scandaglio delle vicende vissute in prima
persona dalla protagonista nel 1943/
44: una bambina (la stessa autrice)
che attraversa la bufera della guerra e ne diventa testimone. Senza mai
indulgere ai toni drammatici. Perch
la sua vita scorre, nonostante tutto,
con serenit. Come se la famiglia e
gli amici formassero uno schermo
protettivo che la isola dalla brutalit
della guerra.
La chiave di lettura offerta da Carla
Lepori quella che suggerisce la foto
depoca (1944) in copertina: sul fondo scuro della vegetazione, si stagliano luminose le figure del gruppo
in posa. Un contrasto in cui la la relatrice coglie il senso di queste pagine di vita vissuta, che restituiscono
atmosfere familiari e sociali del tempo che fu. Una serenit , quella della
bimba, coltivata in seno a una famiglia che le d sicurezza , nella continuit di relazioni stabili e consolidate. Le braccia del babbo , le attenzioni della mamma e della nonna ,
sono segni tangibili di una circolarit
di affetti che crea famiglia. Dove il
Natale ancora carico di tradizioni
rincuoranti: la letterina da mettere
sotto il piatto, il presepe con le montagne, le cascate e i pastori , la tovaglia ricamata e imbandita per il
gran pranzo natalizio, la Santa Messa per la liturgia del Natale.
Un passato che riemerge da queste
pagine sul filo del ricordo. Un amarcord che scalda il cuore di chi, quel
tempo, lha vissuto. E condiviso con
tanti amici. La bimba, esuberante e
vitale, gioca con la corda, il cerchio
di legno, la palla al muro, le recite

La copertina del libro

inventate, le bambole .Insieme


alle compagne va a scuola e alladunata delle Figlie della Lupa. La sua
giornata scandita anche da altri impegni: prendere il latte fresco dalla
contadina, fare la fila con la tessera
per avere la dose settimanale di carne. Poi, primi bombardamenti a Poggibonsi. La guerra sconvolge le abitudini e crea impreviste necessit.
Lo sfollamento in una zona collinare
del Chianti porta problemi nuovi. Si
lotta per soddisfare i bisogni fondamentali della sopravvivenza: dallacqua che non c alla luce elettrica
inesistente. Ma nella situazione di
emergenza si sviluppa la solidariet
tra gli sfollati e si trovano rimedi ingegnosi per superare insieme le difficolt. Per la bambina arrivano nuovi
amici e nuovi impegni. Insieme alla
scoperta del bosco e dei suoi animali : un mondo magico che offre
spettacoli naturali di grande bellezza (descritti dallautrice con sapienti
pennellate di colore).
Qui la vita potente ed esplode
dovunque: anche nel nido dei cardellini, nellovile dove nasce Pipperi, nella famiglia della bambina con il
primo vagito di Annalisa.La nascita
della sorellina fa crescere responsabilit e preoccupazioni. Perch

intanto la guerra incalza e si rende


necessario un nuovo sfollamento.
Le ansie si accompagnano alle preghiere: il Ges Bambino di Praga ne
riceve ogni giorno con pressanti richieste di aiuto. I momenti tragici si
alternano a quelli in cui la quotidianit offre attimi di distensione e di
speranza. Che sinvera nel momento della Liberazione. Il rientro a Poggibonsi, nella casa devastata , segna il rientro ad una normalit segnata dalle ferite della guerra: i rancori e le vendette sono ancora nellaria , ma attenuati dalla speranza
di un futuro migliore per tutti. Un libro che si legge tutto dun fiato, e
con piacere. Perch la narrazione
efficace e curatissima nei particolari che svelano sentimenti e restituiscono emozioni.
Lho scritto per dire ai miei nipoti
qualcosa che non sanno, ha detto
lautrice, che chiude il racconto con
un doppio brindisi: per la sua prima
Comunione e lo scampato pericolo
dalla guerra.
Chi legge pu misurare la distanza
che intercorre tra il nostro presente
e quel passato. Quando essere famiglia significava grande amore dimostrato con la spontanea e costante disponibilit verso tutti. Un
ottimismo, quello dellautrice, controcorrente, vista la crisi che investe da tempo listituzione familiare.
Ma per Liana il bene esiste, e da
questa sua consapevolezza nascono le pagine pi belle del libro.
Lamore che ha ricevuto nellinfanzia si dipana come un filo rosso per
tutta la sua vita, legando a lei altre
vite che ne traggono alimento e beneficio. Perch vero, come ha
detto papa Francesco, che simpara ad amare in seno alla famiglia. E
sui valori che essa sa trasmettere,
si sofferma Fabio Del Zanna nella
prefazione al libro, sottolineando
quello fondamentale per una sana
e civile convivenza: la solidariet, di
cui sempre pi avara la cronaca
dei nostri giorni.

22 Spettacoli

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Sabato 11, Domenica 12, ore 21


EVITA
il musical

Domenica 19, ore 21


GAETANO TRIGGIANO
Real Illusion

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prossimi appuntamenti
INFO: Teatro Goldoni
Tel. 0586204237
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APRILE
Venerd 10, h. 21
GIOVANNI ALLEVI in LOVE
Piano Solo Tour

Un viaggio appassionato ed intimista


attraverso 13 nuove composizioni
dedicate all'Amore in tutte le sue
declinazioni

Giovedi 16, ore 21


ALEXANDER LONQUICH
pianoforte

Mercoledi 22, ore 21


La Compagnia degli Onesti presenta
LA FORTUNA SI DIVERTE
dall'omonima commedia di Athos
Setti con Daniela Morozzi, Emanuele
Barresi, Fabrizio Brandi, Eleonora
Zacchi, Riccardo De Francesca, Elisa Franchi, Erika Gori, Alessandra
Donati e Maurizio Canovaro.

Sabato 18, ore 20.30


Coro Accademia Vocale
Citt di Livorno presenta
MESSA DI REQUIEM
musica W.Amadeus Mozart

Giovanni Allevi dopo il debutto europeo avvenuto a fine febbraio alla Cadogan Hall di Londra prosegue il suo tour in Italia per tutto il
mese di aprile: una delle primissime tappe
fissata proprio al Teatro Goldoni di Livorno
per la sezione "Eventi" in collaborazione con
Menicagli pianoforti e LEG.

Mercoledi 29, ore 21


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Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 2/3/2005


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COMITATO DI REDAZIONE:
Massimo Cappelli,
Laura Conforti Benvenuti,
Sergio Cini,
Francescalberto De Bari,
Davide Livocci, Mauro Paoletti,
Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
Hanno collaborato a questo numero:
Marcello Battini, Laura Benvenuti,
Jacopo Bertocchi, Ivo Butini, Elena
Cerini, Claudio Frontera, Nicola Graziani, Luca Lischi, Mario Lorenzini, Cristiana Nanini, Marisa Speranza.
STAMPA: Editrice Il Quadrifoglio,
Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 4/4/2015

punti distribuizione

23
19

Edicola Borghi, Corso Amedeo,


angolo via dellOrigine;
Tintoria Rossi, corso Mazzini;
Chico Sas, via C. Puini 9;
Ed. Martelli Anna Lisa, via Meucci 5 (Coteto).

ROSIGNANO SOLVAY:
Edicola Giovannoni, via Allende;
Edicola Vallini, via O. Chiesa.

CASTIGLIONCELLO:
Edicola Rossi, P.zza della Vittoria;

ROSIGNANO MARITTIMO:
Edicola Il Punto, via A. Gramsci.

Edicola Tognotti, Staz. Ferroviaria;


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