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intermedi, nemmeno in corrispondenza dei nodi,
ossia dei punti di derivazione. Per la ricerca e la
selezione dei guasti risulta pi economico effet-
tuare delle sconnessioni, piuttosto che affidarsi
allausilio di veri e propri organi di manovra da
esterno. Nella figura 2 , invece, schematizzata
una tipica rete di bassa tensione in area ad ele-
vata densit di carico, prevalentemente in cavo
interrato, nella versione pi moderna di tipo a
neutro concentrico o cordato, in alluminio o
rame. Le linee dorsali, di sezione costante, hanno
una lunghezza variabile da 100 a 400 metri,
rispettivamente nella zone urbane ed extra urba-
ne industrializzate. Sono magliate con linee dor-
sali della stessa o di altre cabine di alimentazio-
ne, in modo da rendere possibili manovre di spo-
stamento dei carichi da una direttrice allaltra
(schema per direttrici congiungenti esercite radial-
mente). I punti di sezionamento, compresi quel-
li di confine, per le suddette manovre di eserci-
zio e la ricerca dei guasti, sono costituiti da mor-
settiere normalmente allocate allinterno di arma-
dietti stradali. Le linee uscenti da una medesima
cabina possono variare da due, nelle aeree rura-
li, a quattro, negli insediamenti industriali, o in
numero maggiore nei grandi centri abitati. Esse
sono protette solamente in testa, mediante fusi-
bili o interruttori automatici di tipo magnetoter-
mico, che consentono di selezionare sia i guasti
per sovraccarico, sia i guasti per cortocircuito
(3)
.
Partendo dallillustrazione dei criteri concettuali seguiti
per stabilire lo stato del neutro della rete pubblica, si fornisce
una sintesi delle esperienze di esercizio alla luce della scelta
effettuata circa quarantanni fa sia sotto laspetto della qualit
del sevizio reso alla clientela, sia per quanto attiene
le implicazioni di sicurezza presenti nelleffettuazione
degli interventi di manutenzione in tensione e fuori tensione
LO STATO DEL NEUTRO
E I RIFLESSI SULLESERCIZIO
DELLA RETE PUBBLICA DI BT
di Andrea Gulinelli
L
a conoscenza dellesercizio del neutro e,
pi in generale, del funzionamento della re-
te pubblica, riveste crescente interesse es-
sendo sempre pi esteso da parte dei distributo-
ri laffidamento in outsourcing delle attivit di ge-
stione utenza e di manutenzione, in passato ri-
servate esclusivamente alle risorse interne.
STRUTTURA ED ASSETTO DELLA RETE
Per rete di distribuzione pubblica in bassa ten-
sione
(1)
sintende linsieme delle linee allacciate
alle cabine di trasformazione MT/BT. La linea ,
in genere, costituita da una dorsale, da eventua-
li derivazioni, che possono essere anche della
medesima sezione, e dai collegamenti ai clienti
singoli o centralizzati, detti prese. Ormai anche
le derivazioni sono tutte trifasi a quattro fili, men-
tre le prese possono essere anche a due o tre fili
(2)
.
Nella figura 1 rappresentata una linea di distri-
buzione aerea su pali, prevalentemente impie-
gata in territori extra urbani o, comunque, a bassa
densit di carico. La soluzione pi avanzata pre-
vede lutilizzo di cavi isolati di tipo cordato a neu-
tro portante o auto portante, con conduttori in
alluminio o rame. Lestensione di una dorsale non
supera 11,2 km e i conduttori sono di sezione
decrescente. In genere non prevista lintercon-
nessione con altre dorsali; esclusa, quindi, la
possibilit di rialimentazione in caso di guasto.
Per questa ragione non sono previsti sezionamenti
H Figura 1 H Figura 2
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IL SISTEMA DI MESSA A TERRA
La rete elettrica italiana di distribuzione in bassa
tensione riconducibile, riprendendo la defini-
zione offerta dalla normativa degli impianti uti-
lizzatori
(4)
, a un sistema TT, nel quale, cio, il con-
duttore neutro che viene distribuito deve essere
considerato, ai fini della sicurezza, un condutto-
re attivo, ossia a tutti gli effetti in tensione
(5)
. Ne
consegue che il cliente deve collegare a terra le
masse dei propri apparecchi utilizzatori in modo
separato ed elettricamente indipendente. Ci,
come vedremo meglio nel seguito, minimizza i
rischi di trasferimento di sovratensioni dalla rete
pubblica allimpianto privato, ottenendo il mas-
simo grado di disaccoppiamento possibile fra i
due impianti, demarcando in tal modo un netto
confine delle responsabilit.
Per la rete pubblica, la Norma CEI 11-1
(6)
, art.
3.1.1, impone la messa a terra del neutro (centro
stella del sistema trifase, figura 3), quando la ten-
sione nominale uguale o superiore a 380 volt
(7)
.
Lo scopo della messa a terra quello di conte-
nere le sovratensioni sulla rete per garantire la
qualit e la sicurezza della fornitura. In partico-
lare, la messa a terra del neutro, indipendente-
mente dal suo valore di resistenza, garantisce il
corretto funzionamento della protezione contro
i contatti indiretti realizzata dai clienti mediante
lutilizzo di interruttori differenziali.
Il neutro pu essere collegato a terra:
in posizione indipendente dallimpianto di ter-
ra della cabina MT/BT, ossia fuori dallarea din-
fluenza dellimpianto di terra, condizione che
si realizza ad una distanza superiore a 20 me-
tri (figura 3). Generalmente, la messa a terra
viene effettuata in corrispondenza del primo
nodo sezionabile, nelle linee in cavo interra-
to, o del primo sostegno, nelle linee aeree.
Questa soluzione detta anche a neutro iso-
lato rispetto allimpianto di terra della cabina;
in cabina, direttamente a partire dal centro stel-
la del trasformatore MT/BT, quindi costituendo
un impianto di terra unico, in armonia con le
raccomandazioni generali dellappena richia-
mata Norma (figura 4). In questo caso, poich
localmente sono pure collegate le masse del si-
stema di I categoria, il sistema allinterno della
cabina si trasforma in TN. La messa a terra del
neutro in cabina possibile a condizione che,
per un guasto lato sistema di II categoria (me-
dia tensione), la tensione totale di terra U
E
, sia:
500 V, se il guasto viene eliminato in un
tempo t
f
< 5 secondi;
250 V, se il guasto viene eliminato in un
tempo t
f
> 5 secondi
(8)
.
Vedremo che entrambe le opzioni presentano
vantaggi e svantaggi, per cui la scelta deve esse-
re fatta in sede di progetto e verificata in rela-
zione alle risultanze di esercizio. Per ragioni di
sicurezza, pur non fissando la Norma un valore
limite della resistenza di messa terra, il neutro
poi collegato a terra anche in altri posti: in cor-
rispondenza di ogni punto di sezionamento nelle
linee in cavo interrato e ogni 200 m circa nelle
linee aeree. diffusa, infatti, la tendenza ad uti-
lizzare, in caso di lavori, il conduttore di neutro
come conduttore di protezione.
LE SOVRATENSIONI SULLA RETE
DI BASSA TENSIONE
Le sovratensioni che si possono manifestare sulla
rete e che, oltre a trasferirsi ai clienti, possono
costituire un rischio contro la sicurezza nellat-
tivit di manutenzione, sia fuori tensione, sia sotto
tensione, sono generalmente quelle di cui nel
seguito si dettagliano le origini, tenendo presen-
te che i limiti riportati sono, sotto laspetto della
qualit della tensione di fornitura, quelli indica-
ti dalla riferita Norma CEI EN 50160:
cadute di tensione significative sul neutro, per
squilibrio nei carichi assorbiti dalla linea, par-
ticolarmente frequenti nel caso di forniture mo-
nofase in numero limitato e non concentrate.
Lo squilibrio delle correnti assorbite non do-
vrebbe superare il 25%;
aumento delle tensioni di fase per interruzio-
ne accidentale del neutro, che pu raggiun-
gere anche il valore della tensione concate-
nata: ad esempio, quando linterruzione del
neutro associata anche a un cortocircuito fa-
se/neutro (le dissimetrie delle tensioni nel si-
stema trifase non dovrebbero superare il 5%);
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H Figura 3
H Figura 4
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tensione sul neutro per guasto dovuto a un con-
tatto a terra di una fase (figura 4) del sistema
di I categoria (bassa tensione). Nel caso di mes-
sa a terra del neutro isolata rispetto allimpianto
di terra della cabina, la tensione di fase si ri-
partisce fra la resistenza R
g
del guasto e la re-
sistenza complessiva dei collegamenti a terra
del neutro (parallelo di tutti valori di R
N
). Con
guasto franco, la tensione sul neutro pu rag-
giungere teoricamente il valore della tensione
di fase. Nella pratica, leliminazione di questo
guasto non risulta sempre possibile, essendo
la porzione della corrente di guasto quasi sem-
pre minore della soglia di taratura della pro-
tezione di massima corrente, normalmente fis-
sata sulle pi elevate correnti assorbite dalla
linea. In questo senso, un miglioramento pos-
sibile, come vedremo pi avanti, con lutiliz-
zo di interruttori automatici muniti di rel di
massima corrente anche sul neutro. La tensio-
ne sul neutro risulta, invece, trascurabile se
la messa a terra viene effettuata localmente,
ossia in cabina, in quanto la corrente di gua-
sto si ripartisce anche attraverso la resistenza
di terra R
E
della cabina stessa, quasi sempre as-
sai pi bassa anche di quella complessiva di
messa a terra del neutro (figura 4, percorso in
azzurro della corrente I
g
). Altrettanto accade
se la cabina inserita in un impianto di terra
globale, che fa assumere al neutro una resi-
stenza verso terra estremamente bassa, per ef-
fetto della generale interconnessione degli im-
pianti di terra delle cabine, delle guaine di ca-
vi e delle stesse messe a terra del neutro. In ta-
le situazione impiantistica sussiste di fatto un
sistema di tipo TN. Allesterno dellimpianto di
terra globale, quando il neutro messo a ter-
ra in cabina, dovrebbe essere verificata la ten-
sione di contatto sulle masse della cabina stes-
sa rispetto ad un tempo di eliminazione del
guasto non inferiore a 5 secondi (U
TP
80 V),
in analogia con quanto stabilito per gli impianti
utilizzatori. Va detto, inoltre, che con il neutro
a terra localmente, un guasto di fase a terra a
monte degli interruttori, posti a protezione di
ciascuna delle linee uscenti dalla cabina, pu
essere eliminato in pratica solamente dallin-
tervento dei fusibili a MT;
tensione sul neutro per guasto dovuto a un con-
tatto a terra del sistema di II categoria. Questo
tipo di sovratensione classificata dalla Nor-
ma CEI EN 50160 fra le sovratensioni tempo-
ranee delle fasi verso terra. Se il neutro col-
legato a terra in posizione indipendente dal-
limpianto di terra della cabina (figura 5, as-
senza del collegamento tratteggiato di colore
azzurro), perch U
E
> 500 V (t
f
< 5 s) ovvero
250 V (t
f
> 5 s), la corrente di terra I
E
, o la cor-
rente di guasto I
g
, se coincidente, interessa so-
lamente la resistenza R
E
dellimpianto di terra
della cabina, senza, quindi, sottoporre ad al-
cuna sollecitazione le apparecchiature situate
in posizione indipendente dallimpianto di ter-
ra della cabina, siano esse collegate sulla rete
o presso la clientela servita. Le apparecchia-
ture di bassa tensione situate allinterno o nel-
larea di influenza dellimpianto di terra della
cabina sono, invece, sollecitate verso terra, per
tutta la durata del guasto, da una tensione del
valore U
E
+E, dove E la tensione nominale
verso terra del sistema, che risulta in fase con
U
E
. Conseguentemente, tali apparecchiature
dovranno avere una tensione di tenuta a fre-
quenza industriale del valore, in volt, di:
U
P
> U
E
+ E
Diversamente, ossia se il neutro collegato a
terra in cabina (figura 5, presenza del colle-
gamento tratteggiato di colore azzurro), nes-
suna sollecitazione interessa le apparecchia-
ture di bassa tensione, perch la tensione verso
terra del sistema di I categoria non cambia.
Al contrario, sono sollecitate, questa volta, le
apparecchiature le cui masse sono collegate
in posizione indipendente dallimpianto di terra
della cabina, che dovranno avere una tenuta
a frequenza industriale non inferiore a 750 volt,
ottenuti sommando la massima tensione tota-
le di terra consentita, 500 V, con la tensione
nominale verso terra del sistema. Questo valo-
re (deroga introdotta dalla Norma CEI 11-1)
destinato ad essere superato rapidamente, se
si pensa che in sede IEC e CENELC da tempo
fissato in 1.200 V. Ci porta a dover conside-
rare una sovratensione verso terra intorno a
1.500 V. Rispetto a tale prospettiva, non risul-
tano situazioni di criticit per i componenti e
le apparecchiature della distribuzione, che da
circa ventanni sono costruite con una tenuta
a frequenza industriale generalmente superio-
re a 4 kV, mentre potranno essere a rischio di
scarica molti componenti ed apparecchiature
degli impianti utilizzatori invecchiati o comun-
que di non recente costruzione
(9)
;
tensione sul neutro dovuta a contatti diretti di
natura accidentale con altre linee od impian-
ti a tensione superiore, nellipotesi che il neu-
tro sia collegato a terra in posizione indipen-
H Figura 5
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dente dallarea dinfluenza dellimpianto di ter-
ra della cabina
(10)
. Un esempio classico co-
stituito da un contatto fra i conduttori di una
linea a MT o ad AT con quelli della rete aerea
di bassa tensione (per caduta o allentamento
della freccia della catenaria per sovraccarichi
eccezionali o sovratemperature dovute a cor-
tocircuiti) o pi semplicemente dalla perfora-
zione dellisolamento fra primario e seconda-
rio del trasformatore MT/BT in cabina. Que-
stultima ipotesi, pur essendo dal punto di vi-
sta normativo volutamente trascurata
(11)
, alla
luce dellesperienza riguardante specialmen-
te i trasformatori MT/BT a dielettrico liquido,
installati in posizione esposta alle sovraten-
sioni atmosferiche, come quelli dei posti di tra-
sformazione su palo, dovrebbe essere consi-
derata almeno nei termini seguenti. Nella fi-
gura 6 rappresentato il circuito determinato
dal contatto, C, di un sistema a MT, di cui si
conosce la corrente di guasto a terra (I
g
), con
la rete BT che risulta protetta contro tale even-
to dalle resistenze in parallelo di tutte le mes-
se a terra del neutro (R
N
), realizzate in vari
punti come in precedenza descritto. I compo-
nenti della rete (D) e gli apparecchi utilizza-
tori (U) sono sollecitati con una tensione data
dalla somma della tensione che si localizza sul
neutro (V
N
) e della tensione di fase (E). Con-
seguentemente, se U
P
la pi bassa fra le te-
nute a frequenza industriale dei componenti
di rete degli impianti utilizzatori, il valore del-
la resistenza totale della messa a terra del neu-
tro dovrebbe essere:
Occorre osservare che il valore limite di resi-
stenza di guasto, 11,5 k, ancora in grado di
far intervenire le protezioni di terra della linea
a MT, certamente insufficiente a garantire la
sicurezza per le installazioni dei clienti
(12)
;
tensioni sul neutro indotte da parallelismi con
altre linee. Le varie messe a terra del neutro
determinano vere e proprie spire nelle quali
possono essere indotte delle tensioni, special-
mente se i parallelismi sono piuttosto lunghi e
a distanze ravvicinate. Tensioni queste che pos-
sono assumere un valore significativo ai fini
della sicurezza nel caso di lavori fuori tensio-
ne sulla rete.
Le sovratensioni sotto descritte sono di origine
atmosferica e non tutte sono trasferite sulla rete di
bassa tensione attraverso il neutro. Esse non riguar-
dano la rete realizzata totalmente in cavo interra-
to, che sotto questo aspetto si pu considerare auto-
protetta. Dette sovratensioni sono classificate dalla
Norma CEI EN 50160 fra le sovratensioni transi-
torie delle fasi verso terra e non dovrebbero supe-
rare, presso i clienti, il valore di 6 kV di picco:
sovratensione transitoria trasferita dagli im-
pianti di terra per il drenaggio di correnti im-
pulsive conseguenti lintervento di apparecchi
di protezione (spinterometri o scaricatori);
sovratensioni atmosferiche (dirette o indotte)
trasferite dal sistema a media tensione attra-
verso il trasformatore MT/BT;
sovratensioni atmosferiche (dirette o indotte)
trasferite dalla linea a BT o anche dalla co-
struzione servita dalla linea BT (scarica inver-
sa costruzione-linea BT).
In generale, il suddetto limite non superato. Il
numero delle sovratensioni che come intensit
pu superare il valore di 6 kV dipende da molte
variabili, oltre che, naturalmente, dal livello cerau-
nico
(13)
del territorio dove insiste la rete di distri-
buzione. Esso, infatti, dipende dal livello diso-
lamento della linea a MT, dal tipo di apparecchio
adottato per la protezione contro le sovratensio-
ni (scaricatore o spinterometro), dal valore della
resistenza dellimpianto di terra della cabina e
anche, ma in misura minore e non sempre deter-
minante, dalla posizione della prima messa a terra
del neutro rispetto allimpianto di terra della cabi-
na e dal fatto che questa sia terminale o passan-
te rispetto alla linea a MT
(14)
.
PROTEZIONE DEL NEUTRO
CONTRO LE SOVRACORRENTI
La progressiva sostituzione dei fusibili con gli
interruttori automatici, generalmente dotati di una
curva dintervento corrente/tempo pi favorevo-
le, fornisce un contributo alleliminazione, gra-
zie allinstallazione di un rel sul polo di neutro,
di alcuni guasti che si presentano con correnti
non molto elevate, quindi non sempre rilevabili
dai rel di massima corrente inseriti sulle fasi. I
suddetti guasti particolarmente resistivi sono:
cortocircuiti fase/neutro al termine della li-
nea o in corrispondenza delle prese con con-
duttori di sezione modesta;
contatti fase/terra a valle o a monte degli in-
terruttori, quando il neutro isolato dallim-
pianto di terra della cabina.
Naturalmente il grado di selettivit dipende essen-
zialmente dal livello di taratura del rel di mas-
sima corrente sul neutro, che in via conservativa,
per non avere interventi intempestivi in presen-
H Figura 6
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Individuali) e dalle attrezzature (utensili, stru-
menti, schermi, ecc.) utilizzate, appositamente
costruite con un isolamento sovra dimensionato
rispetto alle sollecitazioni attese
(15)
. Con riguar-
do, invece, alle sovratensioni di tipo atmosferi-
co, il lavoro a contatto pu essere ancora svol-
to, purch si tratti di linee in cavo interrato e di
installazioni non situate allaperto. Al contrario,
il lavoro sotto tensione a contatto sulle linee aeree
in conduttori nudi vietato, anche in assenza di
sovratensioni atmosferiche. previsto, ma comun-
que in assenza di sovratensioni atmosferiche, solo
operando a distanza e facendo uso di fioretti e di
aste isolanti, anche queste caratterizzate da un
isolamento sovradimensionato.
Per il lavoro fuori tensione, oltre alla messa in
opera delle misure di sicurezza previste dalla
Norma CEI EN 50110, art. 6.2
(16)
, indispensa-
bile prevedere sempre il sezionamento del neu-
tro, come esplicitamente prescritto dalla Norma
CEI 11-27, art. 11.2.3 La stessa Norma prevede,
quando ne ricorrono le condizioni di sicurezza,
anche la possibilit di utilizzare il neutro quale
conduttore di protezione.
Nel caso di messa a terra del neutro in posizio-
ne indipendente dallarea di influenza dellim-
pianto di terra della cabina, il centro stella BT del
trasformatore MT/BT, quando risulti accessibile
in condizione di tutte le linee aperte, deve esse-
re stabilmente collegato a terra (figura 7). Per
garantire ci deve essere previsto un quinto con-
duttore, al servizio di tutte le linee, connesso al
centro stella del trasformatore MT/BT e messo a
terra in un punto indipendente sia dallimpianto
di terra della cabina, al fine di non captare una
parte della tensione totale di terra dovuta a un
guasto MT a terra allinterno della stessa, sia da
tutte le messe a terra del neutro, al fine di non
influenzarle dal guasto per fase a terra su una
delle linee a bassa tensione (figura 7).
Di seguito si riportano le situazioni classiche che
si possono presentare nella pratica operativa, indi-
cando quali sono le misure da adottare caso per
caso in relazione a come si presenta lo stato del
neutro dopo lavvenuto sezionamento delle fasi.
Neutro sezionabile ed a terra nel tratto
in cui si lavora (figura 8)
sufficiente la messa in cortocircuito delle fasi
e di queste al neutro, utilizzando la messa terra
funzionale dello stesso come conduttore di prote-
zione. A questo punto i rischi da controllare, come
abbiamo visto, sono costituiti dalle possibili sovra-
tensioni del neutro verso terra di natura induttiva,
per parallelismo con altre linee, o, pi significati-
vamente, quelle dovute a contatti accidentali con
linee interferenti a tensione maggiore, in partico-
lare quelle poste in attraversamento superiore.
Neutro sezionabile, ma non a terra
nel tratto in cui si lavora (figura 9)
Questa situazione pu verificarsi su una con-
giungente alimentabile da due cabine, sulla quale
il tronco oggetto dei lavori stato isolato per spo- H Figura 9
H Figura 7
H Figura 8
za di forti squilibri di carico, viene fissato a non
meno della met della soglia dintervento dei rel
montati sulle fasi.
SEZIONAMENTO DEL NEUTRO
E SUO UTILIZZO COME CONDUTTORE
DI PROTEZIONE PER LAVORI
Per le attivit condotte sotto tensione sulla rete,
le sovratensioni a frequenza industriale non sono
in generale pericolose, in quanto largamente
assorbibili dai D.P.I. (Dispositivi di Protezione
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stamento del sezionamento di confine, oppure
anche su una linea in derivazione, dove il sezio-
namento del tratto interessato non stato effet-
tuato in cabina (sezionamento/sconnessione effet-
tuata in un cassetto stradale o in una cassetta di
derivazione su palo o parete, ecc.). Le condizio-
ni di sicurezza prevedono, di conseguenza, che
la messa in cortocircuito delle fasi e da queste
al neutro sia integrata con un collegamento alla
terra locale, effettuato mediante un dispositivo
mobile
(17)
con linfissione di due picchetti.
Casi di lavori su linee
con neutro non sezionabile
Anche se la Norma CEI 11-27 (appena riformata
con ledizione III in vigore dal 4/2005) non ammet-
te alternative al sezionamento del neutro, un
approccio sufficientemente cautelativo quello
schematicamente rappresentato nel diagramma
di flusso di figura 10, illustrativo della generalit
dei casi che si possono presentare, specialmente
per le reti di costruzione meno recente.
La sconnessione del neutro, non altrimenti sezio-
nabile, si ritiene indispensabile solamente nel
caso che il neutro stesso sia collegato allimpianto
di terra della cabina. Sconnessione da eseguire,
successivamente al sezionamento delle fasi, con
una semplice protezione isolante (utilizzo dei
guanti isolanti sotto i guanti da lavoro). Se poi nel
tronco oggetto di lavori non presente una messa
a terra del neutro, occorre associare alla corto-
circuitazione delle fasi e del neutro una messa a
terra locale mediante dispositivo mobile, come
previsto in figura 9, caso nel quale si ricade.
Si accetta, invece, il rischio residuo, se il neutro
non sezionabile non collegato a terra in cabi-
na, conseguente lipotesi che si verifichi durante
lattivit un guasto a terra sul resto della rete BT.
Lalternativa subordinata delluso dei guanti iso-
lanti praticabile solamente se non ci sono rischi
di contatti diretti della linea oggetto dei lavori con
altre linee od impianti a tensione superiore.
NOTE
1) Secondo quanto stabilito dalla legge 8 marzo 1949,
n. 105, tuttora in vigore, la tensione di fornitura in bassa
tensione deve essere di 220/380 volt 10%. Questo,
quindi, il valore ancora riportato sui contratti di som-
ministrazione dellenergia elettrica che vengono sti-
H Figura 10
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pulati fra i distributori del servizio elettrico e i loro
clienti. Per altro, la Norma CEI EN 50160: Caratteristi-
che della tensione fornita dalle reti pubbliche di distri-
buzione dellenergia elettrica, ha unificato, a far data
dal maggio 1995, il livello di 230/400 volt con tolle-
ranza 10%. Tale Norma, per, in armonia con la
Norma CEI 8-6, stabiliva che fino allanno 2003 il valo-
re di tensione nominale poteva differire dagli appena
detti valori nella misura di: +6% e -10%. Al momen-
to, il regime transitorio sembra prolungarsi, avendo
alcuni Paesi, aderenti al CENELEC, richiesto una pro-
roga. In ogni caso, per ottemperare ad un tempo a
quanto previsto dalle Norme CEI e dalla legislazione
vigente, la tensione fase/neutro fornita ai clienti deve
essere compresa fra un valore massimo di 242 volt (220
+10%) e un valore minimo di 207 volt (230 10%). La
tensione 127/220 volt, anche laddove ancora possi-
bile (vedasi clientela uso domestico e similare, ossia
per sole forniture monofase) in via di abbandono per
il crescente aumento dei carichi che la rendono antie-
conomica. Infatti, a parit di sezione e di caduta di ten-
sione percentuale, con il sistema a tensione 220/380
V la linea trasporta una potenza tre volte maggiore.
2) La rete di bassa tensione nazionale ha allincirca
unestensione di 700.000 km, di cui i tre quarti sono
aerei. Di questi, il 60% in cavo e il rimanente in con-
duttori nudi.
3) In linea di principio, il dispositivo di massima cor-
rente in grado anche di interrompere lalimentazio-
ne per i guasti a terra. Esso, infatti, interessato dalla
corrente di guasto che percorre lanello costituito dal
contatto a terra della fase, dal collegamento a terra del
neutro e da questo al conduttore di fase fino al punto
di guasto della linea stessa. Non v dubbio, tuttavia,
che la protezione, per cos dire naturale, contro i gua-
sti a terra dovrebbe essere di tipo differenziale e non
una semplice protezione di corrente neutro/terra, che
interverrebbe indiscriminatamente su tutte le linee ali-
mentate dal medesimo trasformatore MT/BT. Una pro-
tezione differenziale avrebbe, per, un funzionamen-
to critico rispetto:
allentit delle correnti di dispersione dovute a defi-
cienza di isolamento, in particolare nelle reti in con-
duttori nudi spesso a contatto con piante;
alla presenza di possibili collegamenti a terra del
neutro presso i clienti;
allintensit e durata delle sovratensioni di origine
atmosferica.
Va detto per altro, ai fini della protezione contro i con-
tatti indiretti, che con il progressivo aumento della
cavizzazione della rete, le elevate caratteristiche di iso-
lamento fra le parti attive e gli involucri, accoppiate
alla realizzazione degli stessi involucri in materiale iso-
lante (da oltre trentanni sono stati abbandonati con-
tenitori da esterno in metallo), conferiscono alle parti
accessibili delle installazioni (gruppi di misura, arma-
di stradali, ecc.) un elevato grado di sicurezza.
4) Norma CEI 64-8.
5) Prima della costituzione dellEnel, la Norma gene-
rale per gli impianti elettrici, Norma CEI 11-1, preve-
deva per i distributori lobbligo di garantire il neutro ai
fini della sicurezza contro i contatti indiretti.
Configurando cos un sistema TN con il neutro distri-
buito come conduttore di protezione.
6) Norma CEI 11-1: Impianti elettrici a tensione non
superiore a 1 kV, Edizione IX.
7) Tale prescrizione, sempre rispetto alle esigenze di
sicurezza, discende, indipendentemente dalla tensio-
ne del sistema di I categoria (bassa tensione), dallart.
284 del D.P.R. n. 547/55, nonch dalla Norma CEI 14-
4/3 - Appendice B, punto B3.
8) Con la graduale introduzione dellesercizio della
rete a MT a neutro compensato (bobina di Petersen),
che riduce drasticamente la corrente di guasto a terra,
la tendenza in atto, da tempo perseguita in altri Paesi
europei, quella di mantenere in servizio la rete per
una durata superiore a 10 secondi, che rende pi pro-
babile lautoestinguenza dei guasti senza sollecitare
eccessivamente limpianto.
9) Non affatto certo che la maggior parte degli appa-
recchi utilizzatori in esercizio, in qualche caso obso-
leti, siano in grado di tenere una tensione a frequen-
za industriale almeno pari al 75% di quella prevista
per i componenti e le apparecchiature allo stato nuovo,
che in genere fissata in 2.000 V.
10) Se il neutro, invece, messo a terra in cabina, si
ricade nel caso precedente ed i rischi per la sicurez-
za sono maggiormente controllati dal momento che la
protezione affidata allefficienza dellimpianto di terra
della cabina, sottoposto a verifica periodica.
11) Vedasi Norma CEI 64-8/4, art. 442 parte commento.
12) Una sicurezza accettabile, considerato che le attua-
li correnti di guasto a terra della rete a MT hanno come
valore pi probabile circa 150 A e che agli apparec-
chi utilizzatori pi obsoleti non pu essere assegnata
una tenuta superiore a 1.000 V, conseguibile sola-
mente se R
N
5 . In via del tutto indicativa, ci
significa avere non meno di una decina di messe a terra
del neutro sullintera rete di bassa tensione servita dal
medesimo trasformatore MT/BT.
13) Valore medio dei fulmini/anno per km
2
secondo la
Norma CEI 81-1.
14) A conferma dellelevata probabilit del non supe-
ramento del valore di 6 kV nelle sovratensioni atmo-
sferiche trasferite dalla rete di distribuzione, la scel-
ta operata da Enel per i propri contatori misuratori di
energia di tipo elettronico, di cui alla campagna in
corso, per i quali stata scelta in pratica la categoria
di sovratensione IV Norma CEI 64-8/4, Tab. 44 B, che
prescrive, per i sistemi a tensione 220/380 V, una ten-
sione di tenuta ad impulso di 6 kV per i componenti
destinati per luso allorigine o nella sua prossimit, di
impianti elettrici di edifici, a monte del quadro di distri-
buzione principale.
15) Per esempio, i guanti isolanti per il lavoro sotto ten-
sione del tipo pi leggero (classe 00 spessore 0,5
mm), secondo la Norma di prodotto CEI EN 60903, si
caratterizzano per una tensione di tenuta di 5 kV (nella
misura di 1 kV applicato ogni secondo) e devono supe-
rare una prova che prevede lapplicazione di una ten-
sione di 2,5 kV per 3 minuti, durante i quali la corrente
dispersa non deve superare 14 mA.
16) La possibilit che possa essere immessa tensione
in rete anche da parte di clienti passivi, attraverso fonti
di alimentazioni non funzionanti in isola, e la presen-
za non sempre immediatamente verificabile di inter-
ferenze con altre linee elettriche, rende in pratica sem-
pre obbligatoria la messa in cortocircuito e a terra della
linea oggetto dei lavori.
17) Conforme alla Norma CEI EN 61230.