Sei sulla pagina 1di 36

{2

EOS-Book @1!

Sono felice di presentarvi EOS-Book @1 la soddisfazione è sempre viva e


vibrante! Il secondo monotematico, dedicato al Fotovoltaico. Apriamo con un articolo
che spiega i punti fondamentali (completi di formule) per dimensionare in maniera
ottimale un impianto fotovoltaico: come ottimizzare lo spazio a disposizione con il
giusto inclinamento dei pannelli e quindi realizzare una griglia ad alto rendimento.
Poi potrete leggere la Guida al Fotovoltaico suddivisa in cinque capitoli: i compo-
nenti, l’installazione, le protezioni, l’inverter e la progettazione. Per poi terminare lo
speciale con un articolo abbastanza controverso, sulle difficoltà dello sviluppo del
fotovoltaico in Italia. Un punto di vista condivisibile, ma anche no, basato però su una
esperienza vera. Sono sicuro sarà motivo di dibattito e confronto. Buona Lettura e
Buone Discussioni!

Emanuele Bonanni
3}

Come dimensionare
un impianto fotovol-
taico

U
n impianto fotovoltaico è costituito principal- più campi e più inverter. Altri elementi sono:
mente da un insieme di moduli (o pannelli) • strutture di sostegno per i pannelli;
fotovoltaici, dispositivi optoelettronici com- • cavi elettrici;
posti da celle in materiale semiconduttore (il più • quadri elettrici;
utilizzato dei quali è il silicio cristallino) che con- • trasformatore (obbligatorio se la potenza
vertono la luce solare captata in energia elettrica dell’impianto è superiore a 20 kW).
mediante l’effetto fotovoltaico. I moduli sono
suddivisi in gruppi dello stesso numero chiamati Si definisce potenza nominale o di picco di un
stringhe; i pannelli di una stringa sono collegati modulo fotovoltaico la potenza massima eroga-
tra loro in serie, mentre le stringhe sono collega- ta dal modulo nelle condizioni standard di col-
te in parallelo formando ciò che si chiama cam- laudo (temperatura: 25°C, irraggiamento solare:
po fotovoltaico. Un’altro componente fonda- 1kW/mq). La potenza nominale di un impianto
mentale di un impianto fotovoltaico è l’inverter, fotovoltaico è la sommatoria delle potenze no-
un dispositivo che trasforma la corrente conti- minali dei suoi pannelli.
nua generata dai moduli in corrente alternata. Un impianto fotovoltaico viene denominato
In uno stesso impianto possono essere presenti grid-connected o stand-alone, a seconda che
Come dimensionare un impianto fotovoltaico {4

sia o non sia collegato ad una rete di distribu- restituisce la parte intera di un numero, ossia ad
zione elettrica. Viene inoltre definito integrato esempio [2,15] = 2.
quando è posizionato all’interno del profilo di un Calcolare N non è immediato. Il caso più sem-
edificio; ad esempio, sono integrati quegli im- plice è quello in cui lo spazio a disposizione sia
pianti fotovoltaici i cui moduli sostituiscono ele- un rettangolo (ad esempio, il tetto di una casa)
menti architettonici, come per esempio le tegole avente uno dei lati parallelo alla base del modu-
di un tetto. lo (dopo aver deciso come posizionarlo). In tal
caso, se chiamiamo a’ e b’ le dimensioni di tale
Supponiamo di avere a disposizione un certo rettangolo, si avrà:
spazio (ad esempio, il tetto piano di un edificio o
una porzione di terreno) di area A su cui si vuole N = (a’/b)×(b’/d)
costruire un impianto fotovoltaico della massi-
ma potenza possibile. Innanzitutto, occorre sce- se la base del pannello è parallela al lato di lun-
gliere il tipo di modulo da utilizzare; dopodiché, ghezza a’, e
bisogna calcolare il massimo numero di moduli
che è possibile collocare in tale spazio. N = (a’/d)×(b’/b)
Sia h l’altezza del pannello, b la sua base e α
l’inclinazione con cui è stato installato. L’esten- se invece è parallela all’altro lato.
sione massima dell’ombra proiettata a terra da Nei casi in cui non sia così semplice calcolare N,
esso si calcola tramite la seguente formula: è opportuno disegnare un layout dell’impianto
all’interno della planimetria dello spazio di area
d = h×[cosα + senα×tg(δ + φ)] A, per poter contare il numero esatto di pannelli
installabili. La figura sottostante rappresenta un
dove: esempio di layout tridimensionale di un impianto
δ = declinazione al solstizio invernale = 23,5°; fotovoltaico, posto sul tetto di una casa, da me
φ = latitudine del sito. realizzato mediante il software CAD SketchUp:
Pertanto, d è la distanza minima che
deve separare due file parallele di
moduli affinché una delle due non
ombreggi l’altra. Ciò implica che per
ogni modulo occorre riservare uno
spazio rettangolare di area pari a b×d.
Da cui si deduce che il massimo nu-
mero di pannelli di cui sarà composto
l’impianto sarà:
Tramite il quale, si evince che su quel tetto sono
N ≤ [A/(b×d)] allocabili 54 pannelli aventi quelle dimensioni,
quell’inclinazione e quell’orientamento.
dove stavolta con [] si intende la funzione che Ovviamente, se sono presenti oggetti come, ad
Come dimensionare un impianto fotovoltaico {5

esempio, parapetti, torrini, pali, eccetera, occor- Pertanto, occorre scegliere un inverter in grado
rerà calcolare, con la stessa formula di prima, di tollerare una potenza preferibilmente mag-
anche quanto devono distare da essi i pannelli giore di quella nominale dell’impianto (per ovvi
per non esserne ombreggiati. motivi di sicurezza) e tale che siano soddisfatte
Per massimizzare il rendimento dei moduli fo- le seguenti condizioni:
tovoltaici, occorrerebbe orientarli, quando ciò è
possibile, verso sud e la loro inclinazione do- 1,2×VocTOT = 1,2×M×Voc ≤ Vmax (1,2 = coeffi-
vrebbe esse pari alla latitudine del luogo, anche ciente di sicurezza)
se a volte è preferibile un’inclinazione diversa VTOT(70°C) = (1 + CT×45°C)×V×M ≥ V1 (45 =
(ad esempio, se si vuole costruire un impianto 70 - 25)
integrato, come quello della figura, in cui si può VTOT(-10°C) = (1 - CT×35°C)×V×M ≤ V2 (-35 =
notare che i pannelli sono a filo col parapetto). -10 - 25)
Calcolato il massimo numero di pannelli instal- ITOT = S×I ≤ Imax
labili N, occorre calcolare il numero di stringhe Il pedice “TOT” sta a significare che il voltaggio/
S e il numero di moduli M di cui è composta amperaggio è quello totale ovvero dell’intero
ciascuna stringa (si avrà ovviamente: M×S ≤ N). campo fotovoltaico. La risoluzione di questo
Per fare ciò, ci occorrono i seguenti dati: semplice sistema di disequazioni algebriche li-
Voc = tensione a circuito aperto (o a vuoto) del neari ci consente di calcolare M e S; più pre-
modulo; cisamente, tra tutti i valori di M e S che soddi-
V = tensione nominale del modulo; sfano contemporaneamente le 4 disequazioni,
I = amperaggio nominale del modulo; scegliamo quei 2 (uno di M e l’altro di S) il cui
CT = coefficiente termico della tensione del mo- prodotto approssima meglio N.
dulo (è espresso in %/°C e ci dice di quanto di- Per quanto riguarda i cavi elettrici di un impianto
minuisce il voltaggio del pannello all’aumentare fotovoltaico, limitiamoci a dire che si dividono in
della temperatura); solari, se possono essere esposti alla luce sola-
V1 = minima tensione di esercizio dell’inverter; re senza che si danneggino, e non solari, se in-
V2 = massima tensione di esercizio dell’inverter; vece debbono essere interrati o coperti. Vanno
Vmax = massima tensione tollerabile dall’inver- selezionati in funzione della tensione massima
ter; che devono sopportare e della corrente di corto
Imax = massimo amperaggio tollerabile dall’in- circuito del modulo (riportata nel datasheet).
verter. Proviamo a calcolare ora l’energia producibile
I valori di tali parametri sono reperibili sui da- con l’impianto. Per fare ciò, occorre innanzitut-
tasheet del pannello e dell’inverter. to conoscere il valore dell’irraggiamento me-
M e S devono essere tali che: dio annuale Im, che è calcolabile, ad esempio,
• i valori di potenza, voltaggio ed amperaggio tramite il software on-line PVGIS (http://re.jrc.
del campo fotovoltaico siano compatili con le ec.europa.eu/pvgis/apps); è sufficiente inserire
caratteristiche dell’inverter; le coordinate del luogo (latitudine e longitudine)
• il prodotto M×S sia il più possibile prossimo e l’inclinazione e l’orientamento dei pannelli.
a N. L’energia producibile, espressa in kWh/anno, è:
Come dimensionare un impianto fotovoltaico {6

E = Im×b×h×M×S×R×RBOS×Kombre
dove:
R = rendimento del modulo = percentuale di
energia solare captata convertita in energia
elettrica (12–17%);
RBOS = rendimento del BOS ossia dell’insieme
dei dispositivi e dei componenti elettrici neces-
sari per trasferire l’energia prodotta dai moduli
alla rete di distribuzione elettrica (all’incirca
85%);
Kombre = fattore di riduzione delle ombre (è in-
feriore al 100% quando non si possono evitare
del tutto gli ombreggiamenti).

Ritengo che il procedimento da me illustra-


to in questo articolo costituisca un valido
supporto per chiunque abbia intenzione di
progettare un impianto fotovoltaico. Fortu-
natamente per gli aspiranti progettisti poco av-
vezzi a calcoli e disegni, esiste anche un’ampia
gamma di software sviluppati appositamente
per dimensionare e simulare impianti fotovoltai-
ci. Tra i quali vi sono:
• heliosMate;
• PhotosImpianti Calc;
• PV SOL;
• PVsyst;
• Sunny Design;
• Teraland;
• Termo Energia.
PVsyst è probabilmente il più rinomato ed è
considerato da molti uno dei più performanti
presenti sul mercato.

Di seguito il link per accedere direttamente all’articolo sul Blog e partecipare alla discussione:
http://it.emcelettronica.com/come-dimensionare-impianto-fotovoltaico
7}

Guida al fotovoltai-
co

1. I componenti
Un pò di storia... i grandi impianti a terra; per questo motivo la

N
egli ultimi tempi abbiamo assistito alla pro- maggior parte delle grandi installazioni viene re-
liferazione di impianti fotovoltaici di diversa alizzata su grandi tetti industriali.
natura, dai grandi impianti a terra, a quel- Per quanto riguarda la resa dell’impianto, l’o-
li su inseguitori, a quelli sui tetti di grandi ca- rientamento della maggior parte dei progettisti è
pannoni industriali o delle nostre abitazioni. Per il frazionamento dell’impianto: se fino a qualche
quanto diversi possano sembrare, in realtà que- anno fa si prediligevano gli inverter centralizzati
sti impianti sono tutti accomunati dai medesimi (da 100kW in su) oggi si preferisce frazionare
componenti e dagli stessi calcoli per il loro di- l’impianto utilizzando più inverter di taglia infe-
mensionamento. riore (tra i 10 e 25kw).
Negli anni quello che è cambiato è l’approccio La motivazione di questa scelta è da attribuire
alla progettazione degli impianti, sia per motivi ad una serie di fattori:
di normativa sia per motivi economici legati alla • gli inverter centralizzati sono generalmente
resa dell’impianto. Sul fronte delle normative, macchine con basso grado IP che necessi-
siamo giunti ormai al 5° conto energia e molti tano per la loro installazione di un apposi-
tipi di impianti non sono più realizzabili, come to vano mentre gli inverter di piccola taglia
sono disponibili anche con grado IP 65 che
Guida al Fotovoltaico {8

li rende adeguati ad essere installati diretta- Naturalmente oltre la qualità dei componenti è
mente sul campo, riducendo il costo di cavo fondamentale il giusto dimensionamento elettri-
fotovoltaico; co dell’intero sistema e la corretta disposizione
• occorre considerare il rendimento economi- ed installazione dei vari componenti.
co dell’impianto in occasione di guasti: gli Vi sono poi componenti aggiuntivi, ma non per
inverter centralizzati, per via del loro peso questo meno importanti, che fanno parte dei
e delle dimensioni, non vengono sostituiti sistemi di monitoraggio. È infatti fondamentale
in caso di guasto ma riparati sul posto dai tenere sotto controllo il proprio impianto per es-
tecnici della casa madre il che causa interru- sere certi che produca quanto stimato in fase di
zioni di funzionamento di diverse ore se non progettazione. Altro fattore determinante per la
giorni, immaginiamo un impianto da 500kW resa dell’impianto è la manutenzione e pulizia
fermo una giornata. Gli inverter di piccola ta- dei pannelli fotovoltaici.
glia, invece, sono sempre sostituiti in caso
di guasto e generalmente ne viene sempre 1 Componenti dell’impianto
tenuto almeno uno di scorta sull’impianto. Analizzeremo nel dettaglio ogni singolo compo-
Prendendo come esempio sempre un im- nente dell’impianto fotovoltaico per poter opta-
pianto da 500kW, ipotizziamo formato da re e selezionare quelli più adatti a seconda del
25 inverter da 20kW, in caso di guasto, si tipo di impianto da realizzare e della sua dislo-
fermerà un venticinquesimo dell’impianto, ri- cazione. Conoscere ciò che offre il mercato è
ducendo le perdite di mancata produzione. fondamentale per bilanciare al meglio il rappor-
Questo modo di progettare impianti non è to prezzo/rendimento dell’impianto e massimiz-
però solo adatto per installazioni di grandi zarne la resa.
dimensioni, ma anche per l’impianto casa-
lingo, ad esempio da 6 kW, utilizzando due 1.1 Pannello FV
inverter da 3kW. Il pannello fotovoltaico è sicuramente il com-
ponente alla base dell’impianto fotovoltaico in
Qualunque sia l’architettura utilizzata per confi- quanto trasforma la luce in energia elettrica. I
gurare il proprio impianto fotovoltaico, va sem- pannelli fotovoltaici non sono però tutti uguali
pre ricordato che la qualità dei componenti uti- e possono essere realizzati con diverse tecno-
lizzati ed il loro corretto dimensionamento sono logie, ognuna delle quali presenta vantaggi e
fondamentali per una resa duratura del proprio svantaggi.
investimento. Ma quali componenti formano un La tipologia di pannello maggiormente utilizza-
impianto fotovoltaico? ta degli ultimi due anni nella realizzazione di
Elencarli è presto fatto: impianti è quella policristallina che fino a qual-
• Pannelli fotovoltaici; che anno fa era considerata un surrogato della
• Strutture di fissaggio; tecnologia monocristallina. Le caratteristiche di
• Quadri DC; queste due tecnologie sono:
• Inverter; • Pannelli monocristallini: sono tra i più costosi
• Quadri AC. e presentano rendimenti tra il 15 ed il 18%,
Guida al Fotovoltaico {9

si presentano generalmente sotto forma di • Backsheet o vetro


celle ottagonali il cui colore tende quasi al
nero. Ogni cella è realizzata a partire da un
wafer di silicio la cui struttura cristallina è
omogenea. Dato il loro costo, sono pannelli
usati pochissimo e che hanno una minima
fetta di mercato. Il vetro utilizzato è generalmente a basso con-
• Pannelli policristallini: sono i più utilizzati ed tenuto di piombo,trasparente, temperato e con
il loro rendimento ha praticamente raggiunto una particolare texture superficiale per consen-
quello dei monocristallini in quanto lo svilup- tire una maggiore diffusione della luce sulle cel-
po dei processi produttivi si è concentrato le. Il suo spessore varia dai 3,2 ai 4mm a secon-
su questa tecnologia. Sono realizzati con da dei produttori.
wafer di silicio la cui struttura cristallina non L’EVA è una plastica copolimerica particolar-
è omogenea ma organizzata in grani local- mente flessibile ed elastica utilizzata per isolare
mente ordinati. Le celle sono generalmente dall’aria e dall’umidità le celle fotovoltaiche.
quadrate di colore blu. Il backsheet è uno strato plastico ad alto iso-
lamento che protegge la parte retrostante del
pannello che generalmente, una volta installato,
non dovrebbe essere soggetta a grosse solleci-
tazioni. In casi particolari, quando i pannelli sono
particolarmente grandi, o nella realizzazione di
pannelli per copertura di serre o speciali integra-
zioni architettoniche, lo strato di backsheet vie-
ne sostituito con un ulteriore vetro; si ottengono
Le celle realizzate con queste tecnologie pro- in questo modo i famosi pannelli vetro-vetro. La
ducono energia solamente se investite dalla ra- maggior parte dei pannelli, utilizzati per impian-
diazione solare. Questo significa che il raggio di ti tradizionali, sono invece dotati di una cornice
sole deve colpire direttamente la cella perché (frame) in alluminio che conferisce resistenza al
il processo fotovoltaico si inneschi. Da qui la modulo e ne facilita il fissaggio. Lo spessore di
necessità, in fase di installazione di optare per questo frame è compreso generalmente tra i 30
l’orientamento ed inclinazione migliori possibili. e i 50mm.
Nella parte posteriore del pannello è posizio-
I pannelli cristallini sono realizzati costruendo nata la “scatola di giunzione” che è fissata sul
un vero e proprio sandwich formato dai seguen- backsheet con del sigillante. All’interno della
ti materiali: scatola sono raccolte le connessioni provenienti
• Vetro dalle celle fotovoltaiche. Queste sono general-
• EVA mente raggruppate in tre gruppi ed ogni gruppo
• Celle mono o policristalline dotato di un diodo di by-pass posto nella scatola
• EVA di giunzione. Grazie a questi diodi, non viene
Guida al Fotovoltaico {10

inficiata la produttività dell’intero modulo se una ISO9001, ISO14001, OHSAS18001 e la Facto-


serie di celle viene ombreggiata e viene evitato ry inspection.
il surriscaldamento delle celle che si verifica in
questi casi. Dalla scatola fuoriescono due cavi 1.1.1 Tipologie di pannelli (Amorfo, Film
da 4mmq lunghi circa 1,5 metri dotati general- Sottile: Cigs, tellururo di cadmio ecc…)
mente di connettori Tyco maschio e femmina Oltre alla tecnologia cristallina, vi sono sul mer-
per i due poli positivo e negativo. La tenden- cato moduli fotovoltaici realizzati con altre tecni-
za di alcuni produttori è invece di montare un che studiate per rendere i pannelli più economi-
solo cavo per il polo positivo, lungo 2 metri, e ci o elevarne il rendimento.
montare il connettore negativo direttamente sul- Una delle prime tecnologie sviluppate per ren-
la scatola di giunzione utilizzando un apposito dere più economico il processo produttivo dei
connettore da pannello. Naturalmente questa pannelli è stata quella legata al “Silicio amor-
scelta, che solitamente non crea nessun tipo fo”. È una tecnologia che permette di ottenere
di problemi durante l’installazione permette alle pannelli a basso costo che però presentano un
aziende produttrici di moduli un risparmio di 1 rendimento inferiore rispetto alle celle cristalli-
metro di cavo per ogni pannello prodotto, che ne. Di contro, offrono il vantaggio di produrre
considerando i numeri in gioco, non sono certo energia anche con la sola luce diffusa e non,
cifre da poco. come accade per i pannelli cristallini, con il solo
Su ogni modulo fotovoltaico deve essere ripor- irraggiamento diretto. I moduli in silicio amorfo
tata una etichetta contenente: si presentano sotto diversa forma ed alcune
• Il produttore; aziende ne realizzano veri e propri tappeti da
• La matricola del pannello; srotolare ed incollare con appositi collanti sui
• I parametri elettrici nominali del pannello; tetti. Naturalmente i tetti devono presentare una
• I loghi delle varie certificazioni acquisite; superficie uniforme per potervi incollare questi
• Il logo dell’ente certificatore. particolari pannelli. Una caratteristica partico-
Ogni singolo modulo fotovoltaico che esce dal- lare dei pannelli realizzati in silicio amorfo è il
la linea di produzione viene sottoposto ad un periodo di assestamento che fa sì che i moduli
test per verificarne il corretto funzionamento e si allineino ai valori di rendimento previsti dopo
rilevarne i reali parametri elettrici. Il pannello qualche mese dalla loro messa in esercizio.
fotovoltaico è sottoposto ad un irraggiamento Una tecnologia che invece si sta rivelando molto
di 1000W/mq in una camera a 25°C e ne ven- efficiente è quella legata ai moduli in Film-Sottile
gono letti tutti i parametri elettrici. I dati rilevati con tecnologia CIGS. Si tratta di una giunzione
andranno a formare quella che viene comune- formata da Rame, Indio, Galio e Selenio sulla
mente chiamata “flash-list”. quale diversi produttori hanno lavorato svilup-
Nell’acquistare oggi dei pannelli fotovoltaici è pando celle con rendimenti ormai simili a quelle
fondamentale prestare attenzione alle certi- cristalline ma con il vantaggio di lavorare anche
ficazioni che il produttore può fornire. Infatti è con luce diffusa. Le celle poste oggi sul mercato
fondamentale per accedere al conto energia hanno efficienze comprese tra il 9,5 ed il 13%
che l’azienda produttrice abbia le certificazioni con garanzia di 25 anni in quanto non vi è alcun
Guida al Fotovoltaico {11

processo intrinseco che ne determini una drasti- cio, ma essendo considerato uno scarto dei pro-
ca riduzione delle prestazioni nel tempo: anzi, al cessi di estrazione dei minerali non ferrosi ha un
contrario dei pannelli in silicio cristallino, queste costo notevolmente più basso. Si tratta quindi
celle spesso migliorano le loro prestazioni poi- di una tecnologia che promette, secondo i suoi
ché la presenza del rame “rigenera” la struttura promotori, ampi margini di miglioramento e la
del reticolo cristallino durante il funzionamento. possibilità di abbassare il prezzo dei pannelli.
Secondo alcuni studi, nei prossimi anni la tec-
nologia CIGS, in diverse varianti, potrebbe rag-
giungere rendimenti molto elevati, anche pros-
simi al 30%.
Molto interessante risulta l’evoluzione del CIGS
marchiata IBM che prende il nome di CTZSS
e che utilizza Rame, Stagno, Zinco, Zolfo e
Selenio. L’efficienza raggiunta è pari al 9,6%
ma con costi notevolmente più bassi e nume-
rosi vantaggi rispetto al CIGS. In primo luogo
non viene utilizzato l’Indio che ha costi elevati e
scarsa reperibilità ed inoltre non viene utilizzato
neanche il “Tellururo di Cadmio”, anche que-
sto costoso e soggetto a possibili impennate di
prezzi e soprattutto a problemi di smaltimento
a fine vita poiché altamente inquinante. Inoltre
anche questa tecnologia permette produzione
di celle per mezzo di tre processi produttivi:
• Immersione in una soluzione;
• Spray;
• Stampa.
In realtà, alcuni produttori si sono focalizzati sul-
la produzione di moduli in Tellururo di Candio
(TeCd) raggiungendo rendimenti straordinari
del 14,4% (17,3% della singola cella) che fino
a qualche anno fa erano raggiungibili solo con i
migliori pannelli in silicio cristallino. Le caratte-
ristiche elettriche del Tellururo di Cadmio sono
simili a quelle dell’Arseniuro di Gallio o del Sili-

Di seguito il link per accedere direttamente all’articolo sul Blog e partecipare alla discussione:
http://it.emcelettronica.com/guida-al-fotovoltaico-i-componenti-parte-15
Guida al Fotovoltaico {12

2. Componenti e installazione
1.1.1 Parametri elettrici di un pan-
nello fotovoltaico

I
l primo passo per il corretto dimensionamento
di un impianto fotovoltaico è la perfetta cono-
scenza e padronanza dei parametri elettrici del
modulo fotovoltaico.

TABELLA 2 - Potenza minima e massima

Tutti i valori riportati nei data-sheet di


moduli fotovoltaici fanno riferimento a
precise condizioni ambientali ossia: un
irraggiamento pari a 1000W per mq, tem-
peratura di 25°C e velocità del vento pari
a 1,5 m/s.
I valore di corrente e tensione specificati
in tabella sono quattro: Imp ed Isc per la
TABELLA 1 - Parametri elettrici del pannello
corrente mentre Voc e Vmp per la tensione.
In tabella 1 è riportato il classico schema che è La Voc (tensione a vuoto) è la tensione che il
possibile trovare su qualunque data-sheet poi- pannello raggiunge quando non è soggetto a
ché generalmente questi fanno riferimento a di- carico elettrico ed è molto importante tenerla
verse taglie di pannelli: in questo caso il pannel- in considerazione per evitare che gli inverter si
lo è disponibile in taglie che vanno dai 235Wp danneggino quando non sono in funzione.
ai 255Wp. Generalmente la prima e l’ultima co- La Vmp è il valore della tensione sul punto di
lonna, quindi il taglio minore e quello maggiore massima potenza.
sono disponibili, presso il produttore, in quantità La Isc è la corrente di cortocircuito del pannello.
minori ed è quindi buona norma scegliere i tagli La Imp è la corrente sul punto di massima po-
intermedi. Va notato che la potenza del modulo tenza.
è legata ad una tolleranza in questo caso del Dato che la potenza è data dal prodotto tra ten-
+/-3% quindi le reali potenze di questi moduli sione e corrente, moltiplicando la Imp per la Isc
potranno variare secondo quanto riportato in otterremo la potenza nominale del modulo foto-
Tabella 2. voltaico.
Pot. = Isc x Vmp
I parametri elettrici di un modulo fotovoltaico
sono influenzati e variano a secondo della tem-
Guida al Fotovoltaico {13

peratura e queste variazioni sono determinate del data-sheet


da tre parametri definiti coefficienti di tempera- Tamb è la temperatura alla quale vogliamo cal-
tura. colare la Voc
Il primo è riferito alla Voc, è negativo, e può es- CoeffVoc è il coefficiente di tensione espresso
sere espresso in percentuale su °C oppure in in volt e negativo.
millivolt su °C. Nella nostra scheda tecnica que-
sto coefficiente vale -0.31%/°C e significa che Lo stesso identico discorso vale per la Vmp. Na-
nel caso del modulo da 255Wp la tensione Voc turalmente il coefficiente va ricalcolato in quanto
diminuisce, per ogni grado, di 0,116V. questa volta è pari a -0.31% della Vmp (nel caso
del pannello da 255Wp otteniamo -0,097V) e
non più della Voc.

La formula che regola questa relazione è la se- Anche la corrente di corto circuito (Isc) e la cor-
guente: rente sul punto di massimo potenza (Imp) ven-
Voc°C = Voc – (( 25 – Tamb) x CoeffVoc ) gono influenzate dalla temperatura ma in ma-
Dove: niera talmente minima che la maggior parte dei
Voc è il valore preso dalla scheda tecnica del configuratori, realizzati dai produttori di inverter,
pannello non ne tengono conto.
25 è la temperatura di riferimento dei parametri Si tratta infatti di un coefficiente molto basso che
Guida al Fotovoltaico {14

nel nostro caso è pari allo 0.06% ed essendo ta e più la sua potenza decresce. Per questo
positivo indica che all’aumentare della tempe- motivo le giornate più adatte ad ottenere eleva-
ratura la corrente erogata dal pannello tende ad te produzioni sono quelle invernali con condizio-
aumentare come visibile dal grafico e la relativa ni di buon irraggiamento e bassa temperatura.
tabella. In pratica, ogni aumento pari ad un gra- Per questo stesso motivo, inoltre, sono stati in-
do della temperatura del pannello corrisponde ventati sistemi di raffreddamento dei pannelli e
ad un aumento della corrente di corto circuito di moduli che prevedono serpentine per il riscal-
0,005A (5 µA) che possiamo quindi trascurare. damento dell’acqua prelevando il calore dal
pannello stesso aumentandone l’efficienza ed
ottenendo oltretutto acqua calda. (Questa tec-
nologia, inspiegabilmente, non è certificata in
Italia ma molto utilizzata in Germania).

1.2 Stringhe
Gli inverter fotovoltaici lavorano generalmente
con tensioni molto più elevate di quelle genera-
te da un singolo modulo fotovoltaico e per que-
sto i pannelli vengono collegati in serie tra loro,
formando quelle che sono definite “Stringhe Fo-
tovoltaiche”. Naturalmente i moduli utilizzati per
la realizzazione delle stringhe devono essere
omogenei, ossia con le medesime caratteristi-
che elettriche.

Da questi coefficienti è possibile capire come in


realtà vada sfatato il mito per il quale l’impianto
fotovoltaico rende al meglio in estate poiché la
tensione del pannello decade in maniera signi-
ficativa per ogni grado centigrado di aumento
della sua temperatura mentre la corrente resta
sostanzialmente invariata. Poiché la potenza è
data dal prodotto tra tensione e corrente è natu-
rale che più la temperatura del pannello aumen-
Guida al Fotovoltaico {15

A seconda delle caratteristiche dell’ingresso Dc lizzare un impianto totalmente integrato è legata


dell’inverter, le stringhe possono anche essere solamente ad un fattore estetico. L’unico van-
parallelate tra loro. taggio economico con il nuovo conto energia è
Anche in questo l’omogeneità è fondamentale, legato all’utilizzo di pannelli che soddisfano le
sia per tipo che per numero di pannelli. Il collega- caratteristiche di “innovazione tecnologica” del
mento in parallelo delle stringhe viene general- “Capitolo III”.
mente effettuato in un apposito quadro Dc detto Si tratta di pannelli fotovoltaici con una partico-
“Quadro parallelo stringhe” che viene collocato lare cornice, che fungono e sopperiscono alla
nei pressi dei pannelli e nel quale vengono in- copertura del tetto sostituendo le tegole.
seriti anche i dispositivi di protezione. La scelta
di porre questo quadro nei pressi dell’inverter
è puramente economica in quanto permette di
risparmiare cavo poiché dal quadro all’inverter
le stringhe vengono parallelate e veicolate su
un’unica coppia di cavi, anche se naturalmente,
di sezione maggiore se necessario.

1.3 Installazione
Nella realizzazione di un impianto, il montaggio
ricopre un ruolo chiave sia per la durata nel tem-
po dell’installazione sia per la sua resa. Rispet-
tare alcune semplici regole durante l’installazio-
ne permette di guadagnare qualche decimo di
punto percentuale nel rendimento e quindi mas-
simizzare la resa economica.
Naturalmente l’installazione sarà legata fonda-
mentalmente al tipo di tetto a disposizione, al
tipo di incentivo che si desidera ottenere, a scel- Il principio di montaggio è simile alle tegole stes-
te estetiche ed al progetto sviluppato. se e necessita generalmente di una intelaiatura
in legno per l’installazione. In realtà analizzando
1.3.1 Tipi di installazione questo tipo di installazione si potrà notare come
Vi sono diversi tipi di installazione realizzabili ci sia ben poca innovazione tecnologica trattan-
che dipendono, come anticipato dal tipo di tetto dosi solamente di pannelli che poggiano l’uno
ma anche da scelte estetiche, senza trascurare sull’altro proprio come delle tegole.
il fattore economico. Se con il terzo conto ener- Le tecniche di installazione tradizionali vedono
gia la realizzazione di un impianto totalmente in- l’utilizzo di strutture più semplici che richiedo-
tegrato dava un vantaggio economico in termini no un intervento molto meno invasivo sul tetto e
di incentivo rispetto al parzialmente integrato, tempi di esecuzione molto più rapidi.
oggi non è più così. Quindi la decisione di rea- Tradizionalmente, su tetti a falda con tegole, si-
Guida al Fotovoltaico {16

ano esse coppi o portoghesi, si opta per quello sente una filettatura per il fissaggio in un “tas-
che viene definito impianto parzialmente inte- sello chimico” mentre la parte superiore è filet-
grato. Si tratta di installare i moduli al di sopra tata con passo metrico solitamente M10 o M12.
del tetto lasciando inalterate (o quasi) le tego- Nella parte centrale è presente una guarnizione
le esistenti e può essere realizzata tramite due in EPDM, dall’inglese Ethylene-Propylene Die-
tecniche. La prima prevede l’utilizzo di staffe ne Monomer, con una rondella ed un dado flan-
mentre la seconda, molto più rapida nella realiz- giato in acciaio inox. Nella parte superiore sono
zazione, prevede l’utilizzo dei cosiddetti “Vitoni”. disposti due dadi flangiati che bloccano la pia-
Per utilizzare le staffe, disponibili in vari modelli stra di fissaggio. La parte terminale del vitone
a seconda del tipo di tegola, c’è la necessità di è sagomata per facilitarne il montaggio tramite
rimuovere le tegole per accedere alla parte sot- una chiave esagonale.
tostante del tetto che generalmente è una so-
letta in cemento armato sulla quale sarà fissata
la staffa con appositi tasselli. Una volta fissate
le staffe, le tegole vengono ricollocate al loro
posto apportando loro le opportune sagomatu-
re poiché non esistono purtroppo in commercio
staffe adatte ad ogni tipo di tegola ed è naturale
praticare sulle tegole opportune asole e intagli
affinché possano tornare ad incastrarsi perfet-
tamente le une con le altre.

Molti installatori ricorrono ai vitoni in quanto


semplificano il lavoro non costringendo a rimuo-
vere le tegole. Infatti per installare questo dispo-
sitivo viene praticato un unico foro partendo dal-
la tegola fino a giungere alla base del tetto, sia
esso di legno che di cemento. Il vitone viene av-
vitato nel legno mentre se si tratta di una base
in cemento viene utilizzante un tassello chimico.
Una volta in posizione viene garantita la tenu-
ta sulla tegola tramite la guarnizione in EPDM
Il “Vitone” (definito dalla K2-Systems “Set-pre- che viene compressa dal dato flangiato. Grazie
montato”) invece, è una particolare asta con poi al sistema con il doppio dato viene regolata
due diverse filettature: nella parte bassa è pre- l’altezza della staffa sulla quale poggeranno le
Guida al Fotovoltaico {17

barre di supporto dei moduli fotovoltaici. Se ne- in cemento. La loro inclinazione va definita ge-
cessario poiché troppo lunghi, i vitoni possono neralmente in fase di ordine al distributore poi-
essere tagliati. ché poche aziende ne producono di regolabili:
Questo sistema di fissaggio risulta essere quin- questo perché sono molto meno resistenti.
di molto rapido e flessibile in quanto permette di Lo stesso principio viene utilizzato per gli im-
livellare con grande precisione il piano dei mo- pianti a terra ma naturalmente con strutture di
duli, cosa non semplice da fare quando si utiliz-
zano staffe fisse.

dimensioni maggiori e pali conficcati nel terreno


per dare robustezza all’installazione.
Altra tipologia di installazione riguarda gli inse-
Nel caso si voglia realizzare un impianto total- guitori solari, ossia strutture meccaniche che
mente integrato, oppure si abbia un tetto a falda permettono ai pannelli fotovoltaici di ricevere
coperto in lamiera grecata, la soluzione migliore sempre la maggior radiazione solare possibile.
è l’utilizzo delle cosiddette barre piane. Queste
si fissano direttamente sulla superficie eliminan-
do la necessità di ricorrere a staffe di qualunque
tipo. L’unica accortezza è quella di prevedere
dei distanziatori nel caso la superficie si presenti
piatta e uniforme, non permettendo all’acqua di
defluire: per questo motivo è sempre preferibile
inserire sotto questo tipo di installazioni, qualora
non fosse presente, una lamiera grecata, anche
molto leggera.
Quando il tetto non è a falda ma si presenta Gli inseguitori possono essere mono o bi-assiali
piatto si deve ricorrere ad apposite strutture per ossia possono avere la capacità di orientarsi
dare la necessaria angolazione ai moduli utiliz- su uno o due assi. I mono-assiali sono gene-
zando strutture a “Triangoli”. Si tratta di veri e ralmente di piccola taglia per raccogliere pochi
propri triangoli in alluminio sui quali fissare le pannelli fotovoltaici mentre i bi-assiali permetto-
barre di supporto ai moduli fotovoltaici. Questi no di installare grandi potenze su un’unica strut-
triangoli non sempre vengono fissati al tetto ma tura (anche 10/15kW).
possono essere tenuti in posizione da zavorre Entrambi i sistemi sono generalmente idraulici
Guida al Fotovoltaico {18

e controllati da una apposita centralina che in


base alla data ed alla posizione dell’installazio-
ne, prevede un determinato arco solare da se-
guire.
Per l’installazione di un inseguitore è necessa-
rio realizzare un plinto di cemento armato che
funga da fondamenta secondo le specifiche del
produttore in quanto è necessario fissare ade-
guatamente la struttura in modo che resista al
vento ed a eventuali carichi neve. Tutti gli in-
seguitori sono dotati di sistemi di sicurezza che
pongono il piano dei moduli in posizione oriz-
zontale in caso di vento forte o in caso di allar-
me.

Di seguito il link per accedere direttamente all’articolo sul Blog e partecipare alla discussione:
http://it.emcelettronica.com/guida-al-fotovoltaico-componenti-installazione-parte-25
Guida al Fotovoltaico {19

3. Installazione e componenti di
protezione
1.3.2 Regole per una buona installazione

R
ealizzare un buon impianto significa cer-
tamente partire da un buon progetto nato
dopo un attento e minuzioso sopralluogo
rispettando semplici regole che contribuiscono
ad una installazione efficiente.
La disposizione dei pannelli deve essere rea-
lizzata cercando di agevolare l’aerazione dei
moduli per evitare eccessivi surriscaldamenti e
perdite di potenza. Per questo è bene mantene-
re una leggera intercapedine anche sul lato dei
pannelli non distanziati dai morsetti intermedi,
creando quindi intorno al moduli uno spazio di
circa 20mm che permetta all’aria calda, che si
forma al di sotto dei moduli, di uscire.
Nel piazzare le strutture, cercare di posizionare
sempre i morsetti, siano essi intermedi che fina-
li, sul lato lungo del pannello poiché assicurano
una migliore tenuta e soprattutto perché alcuni
produttori invalidano la garanzia se questi ven- Nonostante ormai molti pannelli siano in clas-
gono piazzati sul lato corto del modulo. se due, con doppio isolamento, il cui simbolo è
I collegamenti elettrici fino all’inverter devo- rappresentato da due quadrati l’uno nell’altro, è
no essere più corti possibile e sarebbe buona buona norma collegare a terra oltre che la strut-
norma saldare i connettori Tyco montati per tura, anche i pannelli cablandoli singolarmente.
raccordare i pannelli, e comunque utilizzare la E’ importante per la messa a terra utilizzare del-
crimpatrice apposita. Infatti molte delle perdite le rondelle zigrinate che “mordano” la superficie
dell’impianto spesso sono causate da cattiva anodizzata dell’alluminio che non è conduttiva:
conduzione. I connettori sui pannelli non vanno senza questa precauzione la messa a terra è
assolutamente tagliati per effettuare giunzioni inutile. Un buon impianto di terra è fondamen-
dirette, anche se poi saldate, in quanto questo tale per avere una corretta equipotenzialità
causerebbe l’immediata perdita della garanzia dell’impianto ed un rendimento ottimale dell’in-
sul modulo. verter.
Anche se molti inverter hanno grado IP65, e
Guida al Fotovoltaico {20

possono quindi essere tranquillamente installati Se per la sezione Ac dell’impianto viene utilizza-
all’esterno, è bene sempre cercare di ripararli to del normale cavo FG7 a tre o cinque condut-
dai raggi solari diretti e dalle intemperie. Que- tori a seconda si tratti di un impianto monofase
sto può essere fatto semplicemente con una o trifase, per la sezione in corrente continua è
piccola tettoia che protegga l’inverter, ma mai bene utilizzare l’apposito cavo fotovoltaico.

con protezioni che lo racchiudano completa- Si tratta di cavo generalmente monopolare con
anima in rame ed un doppio isolamento garan-
mente in quanto favorirebbe il surriscaldamento
tito per tensioni maggiore di 2kV ed estrema-
dell’inverter. Nel caso di impianti con più inver-
mente resistente ai raggi UV ed alle escursioni
ter è inoltre fondamentale rispettare le distan-
termiche dovendo lavorare a temperature tra i
ze minime tra inverter indicate nelle specifiche
-40 ed i +90°C con una temperatura di cortocir-
tecniche. Se questo non viene fatto, gli inverter
cuito di 250°C.
potrebbero surriscaldarsi a vicenda utilizzando
Alcuni modelli hanno anche uno schermo rea-
uno l’aria calda dell’altro.
lizzato con una calza di rame o alluminio. Al-
La sistemazione di quadri ed inverter deve es- tra caratteristica importante dei cavi fotovoltaici
sere studiata con cura per creare un percorso è l’infiammabilità e la bassissima emissione di
ottimale dei cavi evitando, per quanto possibile, fumi tossici in caso di incendio. Le loro caratte-
incroci tra i cavi della rete (AC) e quelli dei pan- ristiche sono tali da permetterne l’installazione
nelli (DC) ed ottenere una disposizione ordinata senza l’utilizzo di guaine, almeno per quanto ri-
dei dispositivi. Inoltre i cavi in alternata e quelli guarda la parte di impianto situata sul tetto men-
in continua devono correre in canaline o corru- tre è naturale che per le discese, l’installazione
gati distinti. in canali o corrugati è esteticamente e logistica-
Anche i cablaggi dei pannelli devono essere mente consigliata.
ordinati e fissati tramite fascette plastiche alla
struttura di fissaggio dei pannelli. Nel caso di
impianti di grandi dimensioni, è buona norma
posizionare apposite canaline sotto le trussure
per la protezione dei conduttori elettrici.
Modifica fondamentale da effettuare sull’im-
pianto elettrico esistente è la sostituzione del
1.4.2 Sezionatori e Fusibili
differenziale con uno di medesima taglia ma
Nonostante la maggior parte degli inverter sia
con corrente di dispersione di 0.3A e non 30mA.
dotata di sezionatori lato Dc, in alcuni casi è bene
Infatti l’impianto fotovoltaico genera perdite ver-
replicare il sezionamento, con apposito interrut-
so terra generalmente maggiori di 30mA che ne tore, soprattutto quando il quadro di parallelo
causerebbero il continuo distacco. stringhe è molto distante dall’inverter. General-
1.4 Dispositivi di protezione lato DC mente di tratta di un interruttore automatico con
caratteristiche particolari che deve permettere il
1.4.1 Tipi di cavi sezionamento sotto carico della continua e per
Guida al Fotovoltaico {21

questo motivo ha una costruzione particolare retta il loro compito. La maggior parte degli SPD
con una doppia camera antifiamma e prevede in commercio presentano una segnalazione co-
spesso l’utilizzo di più poli in serie per garantire lorata su ogni cartuccia dalla quale è possibile
la necessaria tensione di isolamento. evincere se la protezione è scattata o meno e
A protezione dell’impianto è bene inserire un fu- la possibilità di essere collegati a sistemi di su-
sibile in serie ad ogni stringa utilizzando un por- pervisione o monitoraggio poiché sono dotati di
ta fusibile sezionabile. I fusibili per uso fotovol- un contatto che cambia di stato in caso di inter-
taico utilizzati sono in formato CH10 (10x38mm) vento.
ed hanno generalmente tensione compresa tra
i 600 e 1000Vdc e corrente di 10A. E’ impor-
tante sapere che questi fusibili non devono mai
essere sezionati sotto carico, ossia quando l’in-
verter sta erogando in rete, poiché causano il
formarsi di un pericoloso arco elettrico e la loro
conseguente distruzione.

Sebbene molti produttori di inverter afferma-


no di inserire tali protezioni all’interno dei
loro prodotti, in realtà predispongono sola-
mente, il più delle volte, semplici varistori
che risultano molto meno efficaci.
Per una corretta protezione dell’impianto foto-
voltaico è necessario posizionare il più vicino
1.4.3 Scaricatori di tensione possibile ai pannelli un SPD di classe 2, met-
Gli scaricatori di sovratensione, SPD (Surge tendolo per esempio nel quadro di stringa. Se
Protection Device) sono dispositivi di protezione l’inverter dista dai quadri stringa oltre 10 metri è
contro le extra-tensioni che generalmente ven- necessario installare un secondo SPD, sempre
gono a crearsi in presenza di fulmini che cado- di classe 2, in prossimità dell’inverter sul lato
no nei pressi dell’impianto. Sono dispositivi che DC.
espletano la loro funzione in maniera distruttiva A valle dell’inverter, lato AC, è necessario instal-
subendo danni irrimediabili e per questo motivo lare uno scaricatore di sovratensione in classe
sono formati da un corpo principale nel quale 2 AC idoneo al proprio tipo di impianto (mono-
sono alloggiate le cartucce di protezione che fase/trifase).
possono essere sostituite in caso di intervento.
Gli SPD hanno caratteristiche diverse a secon- 1.5 Inverter
da che siano stati progettati per l’uso dal lato al- Assieme ai pannelli fotovoltaici, l’inverter è il
ternato o continuo ma sono accomunati dal fatto componente più importante dell’impianto ed il
di dover essere collegati in maniera opportuna suo compito è trasformare la corrente continua
all’impianto di terra per svolgere in maniera cor- fornita dai moduli in corrente alternata in fase
Guida al Fotovoltaico {22

con la rete per poterne immettere la parte ec- sono sopportare potenze diverse a seconda dei
cedente. modelli e dei vari produttori. Nel caso di inverter
Gli inverter per uso fotovoltaico denominati con singolo Mppt è logico che questi supporti
“Grid-connected” in quanto previsti per l’allaccio la potenza nominale della macchina. Quando
alla rete elettrica, sono composti da una serie gli Mppt sono più di uno invece, va controllata
di stadi e spesso sono realizzati in maniera mo- la potenza dei singolo canale di ingresso Mppt.
dulare. Non è detto infatti che nel caso di inverter con
doppio Mppt ogni ingresso supporti metà po-
tenza nominale della macchina. Se infatti l’in-
verter SG10KTL di Sungrow, dotato di due
Mppt, ha una potenza di 5kW per canale, pari
alla metà della potenza nominale della mac-
china, l’inverter SM13MT2 della SolarMax, do-
tato di ben 3 Mppt, ha ben 9kW per ogni sin-
golo canale. Questo permette di configurare in
maniera differente i pannelli non costringendo
il progettista a bilanciare in maniera uguale il
numero di pannelli tra gli ingressi disponibili
per ottenere la massima potenza dall’inverter.
Il cuore dell’inverter è rappresentato dalla sua
scheda di controllo basata nella maggior parte
dei casi su un DSP (Digital Signal Processing)
Il primo stadio è generalmente composto da spesso coadiuvato da un microcontrollore per
sezionatori e protezioni contro le sovratensioni. la gestione dell’interfaccia utente e della comu-
Segue poi lo stadio MPPT, acronimo di “Maxi- nicazione. Il Dsp ha al suo interno tutte le peri-
mum Power Point Tracker”, che in alcuni inver- feriche necessarie per gestire a livello hardware
ter è multiplo (2/3) e che consiste in un circuito gran parte delle funzioni e dei calcoli richiesti
che permette di ottenere la massima potenza nella gestione di un inverter ed è connesso ad
possibile dai pannelli seguendone la curva ca- una serie di sensori che permettono di rilevare
ratteristica V/I. tutti i parametri della rete elettrica e del campo
Avere più MPPT a disposizione permette mag- fotovoltaico, regolando di conseguenza le PWM
gior flessibilità in fase progettuale nella defini- che controllano gli IBGT o i Mosfet dello stadio
zione delle stringhe e del numero di pannelli di potenza.
utilizzabili. Vanno però analizzate le caratteristi- Per quanto complessi possano essere i calcoli e
che elettriche di questi ingressi in quanto pos- gli algoritmi che regolano un inverter, il suo fun-
Guida al Fotovoltaico {23

zionamento logico è alquanto semplice e può anche determinati tempi di reazione legati a
essere riassunto dai seguenti passi: precisi algoritmi altrimenti il sistema rischia
• quando al mattino la potenza del campo fo- di diventare instabile.
tovoltaico è sufficiente, l’inverter si accende La maggioranza degli inverter in commercio si
(generalmente >3W) ed inizia ad analizza- alimentano direttamente dal campo fotovoltaico
re tutti i parametri funzionali ricavati dai vari ed hanno un consumo in stand-by inferiore ad
1W ed un autoconsumo notturno pari a zero. A
sensori di tensione, corrente temperatura di
differenza degli inverter progettati per lavorare
protezione;
in isola, staccati quindi dalla rete elettrica, gli in-
• nel caso vi siano tutte le condizioni per ero-
verter grid-connected sono dotati di dispositivi
gare energia, l’inverter si attiva cercando di
tali da non erogare in caso di mancanza del-
erogare tensione per verificare che il campo
la rete elettrica, come previsto dalla normativa
oltre che ad avere tensione riesca ad ero-
DK5940.
gare anche una corrente adeguata. Infatti Molti inverter sono dotati di serie, o come optio-
la tensione ai capi dei pannelli tende a sa- nal, di sezionatore sul lato Dc il quale permette
lire anche con luce diffusa ma è necessario di non inserirne uno esterno nel caso i pannelli
irraggiamento a far si che ci sia corrente e non risultino essere eccessivamente distanti.
quindi potenza. In questa fase l’inverter ero- Per la connessione delle stringhe quasi tut-
ga con fase e tensione identica a quella della ti adottano coppie di connettori Multicontact
rete. Se la corrente non fosse sufficiente per (MC4) e ne installano almeno 2 per ogni Mppt.
erogare in rete, l’inverter attenderà qualche In questo modo, se si desiderano utilizzare le
minuto per ritentare subito dopo. sole protezioni inserite dal produttore all’interno
• Nel momento in cui il campo ha potenza per dell’inverter e quest’ultimo è dotato di serie di
sostenere l’erogazione l’inverter inizia ad sezionatore lato Dc, è possibile evitare l’instal-
aumentare in maniera graduale la tensione lazione di quadro Dc. Questa soluzione è però
conveniente, accertandone le caratteristiche
di uscita. Questa non potendo naturalmente
tecniche, solo con impianti di piccola taglia che
salire in quanto legata alla rete elettrica ed
prevedono una sola stringa in quanto nel caso
al suo elevato carico, permette all’inverter di
di due stringhe si raddoppierebbe il cavo foto-
immettere corrente in rete. L’aumento della
voltaico dovendo realizzare due discese mentre
tensione di uscita e la potenza corrente im-
utilizzando un quadro di parallelo, posto vicino
messa in rete è direttamente proporzionale
ai moduli, si realizza una discesa singola con
al comportamento dei valori di corrente e la possibilità di inserire uno scaricatore di so-
tensione derivanti dal campo fotovoltaico. vratensione nei pressi dei pannelli garantendo
Se la tensione tende a scendere eccessiva- maggiore sicurezza all’installazione.
mente, l’inverter automaticamente diminu-
irà la potenza erogata in rete. Questo tipo
di controllo deve essere costante ma avere

Di seguito il link per accedere direttamente all’articolo sul Blog e partecipare alla discussione:
http://it.emcelettronica.com/guida-al-fotovoltaico-installazione-componenti-di-protezione-parte-35
Guida al Fotovoltaico {24

4. L’Inverter
1.5.1 Inverter con e senza trasforma- zazione di inverter particolari che garantissero
tore i vantaggi della tecnologia senza trasformato-

I
primi modelli di inverter erano dotati di grossi re e l’isolamento galvanico tra sezioni Dc e Ac.
trasformatori per l’accoppiamento con la rete. Infatti la necessità dell’isolamento galvanico è
Ne erano un esempio il famoso Sunway M richiesta con l’utilizzo dei pannelli amorfi o in
della Elettronica Santerno. Questi inverter ol- film sottile per i quali è necessario mettere a
tre ad essere molto pesanti per via dell’enorme terra generalmente il polo negativo; unica ec-
trasformatore (la potenza del trasformatore è cezione sono i pannelli della Sunpower che da
pari a quella dell’inverter) tendevano ad avere specifica del produttore richiedono la messa a
frequenze di switching molto basse (< 12kHz) terra del polo positivo. La tecnologia sviluppata
richiedendo l’adozione di elevate capacità per per ottenere il giusto mix tra l’architettura con
filtrare il bus Dc e risultando fastidiosi all’udito trasformatore e quella senza prevede l’introdu-
con il loro tipico fischio. Inoltre la presenza del zione di un trasformatore ad alta frequenza che
trasformatore e l’architettura richiedeva ade- si presenta quindi con dimensioni notevolmente
guati sistemi attivi per lo smaltimento del calore. più piccole di quelli tradizionali a bassa frequen-
La risultante di tutti questi difetti non può essere za. I rendimenti inoltre sono prossimi a quelli
che bassi rendimenti generalmente tra il 90 ed ottenuti senza trasformatore e sfiorano il 97%
il 92%. anche se il costo dell’inverter tende ad essere
Lo studio di nuove tecnologie ha portato allo svi- leggermente maggiore rispetto al concorrente
luppo di inverter senza trasformatore (transfor- transformerless.
merless) con rendimenti molto più elevati e la Un valido motivo per considerare l’utilizzo di
perdita dell’isolamento galvanico, precedente- un trasformatore ad alta frequenza con normali
mente garantito dal trasformatore in bassa fre- moduli cristallini (siano essi mono che poli) è il
quenza, tra sezione Dc e Ac dell’inverter. L’in- fatto che questi limitino le dispersioni verso terra
troduzione di nuovi componenti ha permesso dei pannelli diminuendo nel tempo il deteriora-
anche di elevare le frequenze di switching dei mento. È infatti scientificamente dimostrato che
dispositivi di commutazione consentendo una a parità di impianto, i pannelli connessi all’inver-
notevole riduzione della componente capacitiva ter con isolamento galvanico hanno subito un
e portando a sostituire i tradizionali condensa- minor degrado garantendo una resa migliore
tori elettrolitici con i più durevoli e performanti dell’impianto, soprattutto dal punto di vista eco-
condensatori al polipropilene. Il perfezionamen- nomico.
to degli algoritmi legati agli Mppt ha permesso a
questa tipologia di inverter di raggiungere rendi- 1.5.2 Il microinverter
menti prossimi al 98%. Si tratta di una tecnologia sviluppata da qualche
Alcune aziende però (Fronius e Mastervolt in anno e che ha preso piede fondamentalmen-
particolare) si sono specializzate nella realiz- te negli Stati Uniti e praticamente prevede un
singolo inverter, di dimensioni particolarmente
Guida al Fotovoltaico {25

contenute, per ogni pannello collocato proprio nelli fotovoltaici del nostro impianto, con quindi
sotto di esso (alcuni modelli gestiscono due una totale ottimizzazione della resa di ogni sin-
pannelli fotovoltaici). golo pannello risolvendo fenomeni di ombreg-
Tutti i modelli presenti in commercio sono dotati giamento dei singoli moduli a discapito di una
di trasformatore ad alta frequenza poiché sono intera stringa. Il sistema si presta quindi bene
stati sviluppati per il mercato statunitense che ri- all’utilizzo su tetti molti “frastagliati” sui quali
chiede espressamente la presenza di isolamen- non è possibile dare lo stesso orientamento e la
to galvanico negli inverters. Per l’Europa, ed in stessa inclinazione ai moduli che compongono
particolare l’Italia, dove l’isolamento galvanico la stessa stringa.
non è fondamentale (almeno sotto determina- Si tratta comunque di una soluzione molto
te potenze) questo prodotto risulta economica- avanzata che permette un livello di diagnosi
mente svantaggioso e utile solo in particolaris- dell’impianto molto accurato visto che si hanno
sime situazioni. praticamente a disposizione i valori di tensione
Il vantaggio di avere un inverter per pannello e corrente di ogni singolo modulo fotovoltaico e
equivale ad avere tanti Mppt quanti sono i pan- la resa ottenuta da ognuno di essi. Lo sviluppo,
in futuro, di una
versione senza
trasformatore,
quindi più eco-
nomica, potreb-
be favorire ed
avvantaggiare
questo tipo di im-
pianti a scapito
dei tradizionali
inverter di strin-
ga.

1.5.3 Parame-
tri elettrici de-
gli inverter
Per identificare
e comprende-
re quali sono i
parametri elet-
trici di un inver-
ter prenderemo
ad esempio una
scheda tecnica
Guida al Fotovoltaico {26

della serie MT della SolarMax. Si tratta di inver- ammesso è chiaro che abbassando ulterior-
ter trifase con tagli di potenza che partono da 8 mente la tensione non raggiungeremo più la po-
fino a 15kW. Naturalmente ogni scheda tecnica tenza nominale dell’inverter.
è diversamente strutturata ed ogni produttore Trattandosi di una macchina multi Mppt è indi-
tende ad riportare le voci che più esaltano il pro- cato oltre al numero di inseguitori anche la po-
prio prodotto. Alcune voci invece sono standard tenza massima supportata da ognuno di essi.
e devono forzatamente essere presenti come Se questo dato non viene riportato in maniera
ad esempio alcune tensioni, correnti e potenze. esplicita, significa che la potenza è ripartita in
maniera uguale tra ogni mppt. Nel nostro caso
Ogni scheda tecnica è divisa in almeno 2 sezio- notiamo che il primo Mppt ha una potenza di
ni : Parametri Dc, Parametri Ac. 9kW mentre il secondo di 4,5kW. È chiaro che
in questo caso non è fondamentale l’impiego di
1.5.3.1 Parametri Dc entrambi gli inseguitori per ottenere il corretto
Il range di tensione Mppt è l’intervallo nel qua- funzionamento dell’inverter anche se l’impiego
le l’inseguitore del punto di massima potenza si di entrambi agevola sicuramente la configura-
comporta in maniera ottimale e non rappresenta zione dell’inverter.
forzatamente la gamma di tensione al quale l’in-
verter può funzionare in quanto possiamo notare 1.5.3.2 Parametri Ac
che l’inverter sopporta una tensione massima di Tra i parametri Ac troviamo il valore di corrente
900Vdc mentre la minima tensione non è speci- erogato per singola fase la cui presenza è fon-
ficata, quindi in questo caso assumeremo come damentale per il corretto dimensionamento dei
minima tensione di funzionamento il valore più conduttori di uscita. Oltre alla tensione di uscita
basso del range Mppt. La tensione minima per viene anche riportato il minimo e massimo Cosϕ
potenza nominale è la minima tensione che il ed il tipo di connessione verso la rete che nel
campo fotovoltaico deve assumere per ottenere caso di questi inverter è trifase con neutro e ter-
la potenza nominale della macchina e dipende ra.
fondamentalmente dalla massima corrente che Di seguito sono poi riportati i valori di rendimen-
ogni singolo Mppt può sopportare. Prendiamo to massimo ed europeo. Questi parametri sono
ad esempio il modello 8MT2 : dal parametro sdoppiati in quanto il primo è calcolato nelle
Corrente Dc Massima infatti scopriamo che il condizioni ideali di tensione, corrente e tempe-
primo inseguitore può sopportare una corrente ratura della macchina mentre il secondo rispetta
massima di 18 ampere mentre il secondo sola- determinati parametri secondo norme europee
mente di 9 ampere. Quindi calcoliamo che : ben precise. Il rendimento europeo è stato intro-
dotto per garantire una maggiore trasparenza di
(300Vdc x 18A) + (300Vdc x 9A) = 5400W + questo parametro anche se è stato dimostrato
2700W = 8100 Watt che alcuni grandi produttori di inverter hanno
centrato il rendimento delle loro macchine pro-
ed essendo già la corrente al limite masssimo prio sui parametri usati nei test di rendimento
Guida al Fotovoltaico {27

Europeo. e dall’inverter sono superiori ai 30mA abitual-


Un parametro importante è il grado di protezio- mente utilizzati come soglia negli impianti civili.
ne IP dell’inverter che permette di determinare Per questo motivo deve essere sostituito an-
il luogo più adatto all’installazione così come è che il differenziale dell’abitazione lato utenze,
fondamentale tenere conto del range di tempe- per impedire che scatti continuamente a causa
ratura alla quale l’inverter può funzionare. Come dell’impianto fotovoltaico.
possiamo vedere nella nostra scheda tecnica
sono indicate due temperature: la prima con ran-
ge -20/+60°C indicata come range di funziona-
mento mentre la seconda +20/+50°C è indicata
come intervallo per potenza nominale. Questo
significa che fino a 50°C l’inverter si comporterà
in maniera normale, ma superata questa soglia
la macchina andrà in “derating” ossia inizierà a
diminuire automaticamente la propria potenza
in uscita per tentare di diminuire il calore gene-
rato e tornare sotto la soglia dei 50°C. Superata
invece la soglia dei 60°C, l’inverter si bloccherà
per sovratemperatura. Per questo motivo, an-
che se si tratta di inverter installabili all’ester-
no, è sempre bene fare in modo che non siano
esposti direttamente ai raggi del sole mentre nel
caso di inverter da interno mai chiuderli in con-
tenitori troppo piccoli che non permettano un
adeguato scambio di aria.

1.6 Sezionatori lato AC


All’uscita dell’inverter le norme impongono l’in-
stallazione di un sezionatore magnetotermico e
di un interruttore differenziale di taglia adeguata
alla corrente erogata dall’inverter. Un partico-
lare dell’interruttore differenziale è la sua cor-
rente di dispersione che non deve essere di
30mA (0,03A) ma di 300mA (0,3A) in quanto le
dispersioni verso terra introdotte dall’impianto

Di seguito il link per accedere direttamente all’articolo sul Blog e partecipare alla discussione:
http://it.emcelettronica.com/guida-al-fotovoltaico-linverter-parte-45
Guida al Fotovoltaico {28

5. La progettazione
2 Dimensionamento alle necessità. Se per esempio dobbiamo rea-
2.1 Dimensionamento elettrico pannelli-in- lizzare un 5,5kW con 22 pannelli da 230W posti
verter tutti sulla stessa falda, potremmo anche ipotiz-
zare di optare per un inverter a singolo Mppt,

S
celta la taglia dell’impianto da realizzare in ma se i pannelli devono essere disposti su due
relazione ai propri consumi, alle possibilità differenti falde con inclinazioni ed orientamento
di investimento ed allo spazio disponibile sul
differenti tra loro, sarà assolutamente ricorrere
proprio tetto, si deve procedere alla scelta dei
ad un inverter a doppio Mppt o a due inverter di
materiali ed in seguito al dimensionamento elet-
cui uno da 2kW e l’altro da 3kW.
trico dei componenti selezionali.
Se per quanto riguarda le strutture di fissaggio Ipotizziamo di voler realizzare proprio un im-

il mio consiglio è quello di utilizzare sempre il pianto da 5,5kW con 22 pannelli da 230W della
medesimo produttore una volta trovato quello Qcells e che i pannelli possano essere disposti
che più si confà alle proprie esigenze, per gli in- su un’unica falda e decidiamo di optare per un
verter ed i pannelli il discorso è molto differente. inverter della Mastervolt. Il primo step è sem-
Per quanto riguarda i moduli fotovoltaici, le con- pre quello di scaricare le schede tecniche
tinue fluttuazioni del mercato faviriscono varia-
dei prodotti che utilizzeremo e il configu-
zioni di prezzo praticamente giornaliere ed è
ratore dell’inverter. Ogni casa produttrice di
quindi facile cambiare marca o modello di pan-
inverter infatti mette a disposizione dei propri
nello per risparmiare bei soldini. Almeno que-
clienti pacchetti software più o meno comples-
sto è quello che accade acquistando sul libero
mercato dove sicuramente è possibile fare buo- si per determinare la corretta configurazione
ni affari stando molto attenti alla serietà del for- elettrica tra pannelli e inverter. A volte si trat-
nitore in quanto si tratta di un settore nel quale ta di semplici fogli excel, come nel caso della
la regola è il pagamento anticipato della merce. Mastervolt, mentre in altri casi si tratta di veri e
Se invece ci si rivolge ad un produttore si avran- propri software da installare (SolarMax) o addi-
no sicuramente oscillazioni di prezzo minori e la rittura di applicazioni web da utilizzare sul sito
certezza o quasi di poter acquistare sempre lo del produttore (PowerOne). Queste applicazioni
stesso prodotto. sono accomunate dal contenere tutte un esteso
Il tipo di inverter invece va selezionato in base al database di pannelli fotovoltaici, comunque am-
numero di mppt necessari per poter configurare pliabile dall’utilizzatore.
correttamente il numero di pannelli di cui voglia- Il tool della Mastervolt permette di operare sia
mo dotare il nostro impianto. Anche in questo in maniera grafica che numerica, opzione che
caso è possibile scegliere tra diverse marche prediligeremo in quanto permette di compren-
che hanno naturalmente prezzi diversi in base dere meglio le dinamiche legate alle variazioni
Guida al Fotovoltaico {29

di tensione in base alle diverse temperature. raggiamento medio annuo.


Una volta selezionato il pannello tra tutti quelli Come è possibile notare il configuratore in que-
presenti, opteremo per l’inverter più adatto che stione prevede la possibilità di gestire la presen-
sicuramente è in questo caso XS6500 in quanto za di più inseguitori in quanto proprio l’inverter
l’inverter di taglia inferiore, l’XS4300, non sup- selezionato ha effettivamente due Mppt. In real-
porta la potenza richiesta. Selezionato l’inverter tà questo inverter offre però anche la possibilità
imposteremo i vari parametri richiesti o fonda- di accorpare entrambi gli ingressi comportando-
mentali per il corretto dimensionamento ossia si come fossero un unico inseguitore e questa
orientamento e inclinazione dei pannelli. Il varia- funzione è detta “modalità parallela”. Nel nostro
re di questi due parametri implica un coefficien- caso è sicuramente la modalità più opportuna
te correttivo applicato alla potenza del campo per la quale optare in quanto permette di effet-
fotovoltaico che ne diminuisce la potenza totale. tuare il parallelo stringhe direttamente sul tetto,
È fondamentale inoltre impostare la minima e ponendo più vicino ai pannelli anche il disposi-
massima temperatura dei pannelli tenendo con- tivo di protezione delle sovratensioni, e scende-
to soprattutto della prima nel caso di installazio- re verso l’inverter con una unica coppia di cavi.
ni in zone particolarmente fredde come media Il configuratore ci aiuta anche a determinare le
ed alta montagna. Il configuratore Mastervolt perdite sui cavi ed a dimensionarli opportuna-
permette di variare anche il coefficiente di sot- mente tramite una scheda dedicata “Cable lo-
todimensionamento ossia di quanto è possibi- sees”.
le sovracaricare l’inverter rispetto all’impianto.
Solitamente questo pa-
rametro varia a seconda
di installazioni a nord,
centro o sud tra 0,85 e
0,95 intendendo che al
nord è possibile caricare
maggiormente l’inverter
rispetto al sud, per una
questione di temperatu-
re ma soprattutto per l’ir-

Tornando alla configurazione del


nostro impianto, non ci resta che
selezionare il numero di stringhe e
quanti pannelli inserire per stringa.
Anche in questo caso il configura-
tore ci viene in aiuto indicandoci
il range di pannelli e di stringhe a
nostra disposizione per la configu-
razione. Nel nostro caso il configu-
Guida al Fotovoltaico {30

ratore ci propone tra i 5 e i 14 pannelli a stringa


con un minimo di 1 stringa ed un massimo di 3.
Per la nostra configurazione optiamo per le
classiche due stringhe da 11 pannelli ottenendo
esattamente la potenza richiesta.

Ma cosa avremmo fatto nel caso in cui, per


esempio sul tetto avessimo spazio solo per 21
pannelli? Proprio in questi casi è fondamen-
tale l’esperienza del progettista e la versatilità
dell’inverter. Realizzare infatti un impianto da 21 Nel caso invece ci trovassimo in presenza di un

pannelli è possibile con questo inverter senza tetto particolare che non permette di accogliere
tutti i pannelli sulla stessa falda, dovremo forza-
nemmeno ricorrere al secondo inseguitore ma
tamente ricorrere all’utilizzo di entrambi gli inse-
bensì realizzando tre stringhe da 7 pannelli (7 guitori in maniera indipendente.
x 3 = 21) e lasciando in modalità parallela i due
mppt. Anche in questo caso, effettuare il paral-
lelo tra stringhe il più vicino possibile ai pannelli
permette un notevole risparmio sul cavo, realiz-
zando una singola discesa.

Qualunque sia la configurazione prescelta pos-


siamo notare come effettivamente la tensione
del campo fotovoltaico sia notevolmente più
alta con le basse temperature ed è quindi fon-
damentale essere certi che questa tensione non
superi in nessun caso la massima tensione am-
messa dall’inverter. Questa situazione ci aiuta
a comprendere come sia fondamentale optare
per inverter che abbiano un elevato range di
tensione mppt ed una elevata tensione massi-
ma che nel caso di inverter fino a 6kW dovrebbe
essere almeno di 600V mentre per inverter di
taglia superiore dovrebbe essere di 1000V.
Guida al Fotovoltaico {31

Qualunque sia l’inverter scelto ed il suo confi- giamento e la temperatura dei pannelli mentre
guratore, è fondamentale che il progettista ana- la velocità del vento può tranquillamente non
lizzi i dati risultanti dall’elaborazione ottenuta e essere presa in esame. Conoscendo l’irraggia-
se necessario effettui qualche controllo a mano. mento istante per istante e la temperatura dei
Non è rara infatti la possibilità che vi siano errori pannelli possiamo sapere con relativa preci-
da parte dei configuratori o regole tali da non sione se la produzione ottenuta è in linea con
dare per buona una configurazione che in realtà quanto atteso.
sarebbe realizzabile. Prendiamo ad esempio il Per mettere in relazione la produzione dell’im-
caso del configuratore della SolarMax, il MaxDe- pianto con i parametri ambientali tutti i produt-
sign, che con l’introduzione della nuova serie tori di inverter offrono dispositivi optional da col-
MT, trifase, nella modalità automatica gestiva legare ai propri inverter e che permettono poi
in maniera errata gli inseguitori. Inoltre questo la visualizzazione dei dati su un portale web o
configuratore non tiene conto dell’orientamento su appositi dispositivi muniti di proprio display.
e dell’inclinazione dei pannelli fotovoltaici non Inoltre vi sono aziende specializzate nella rea-
implementando nessun coefficiente correttivo e lizzazione di sistemi di monitoraggio che offrono
facendo in modo che il campo venga conside- un livello di dettaglio superiore come nel caso
rato allo stesso modo anche se esposto a nord del sistema di monitoraggio da me sviluppa-
mentre sappiamo che in quella posizione rice- to e che analizza la singola stringa in corrente
verà un irraggiamento pessimo. e tensione mettendola in relazione ai parame-
Buona regola quindi è ricontrollare con profes- tri ambientali ed alla produzione dell’inverter,
sionalità i calcoli per essere certi che tutto fun- inviando i dati ad un apposito portale web che
zioni senza problemi. mostra i dati, genera i report giornalieri e comu-
nica tempestivamente eventuali anomalie ac-
3 Sistemi di monitoraggio certate sugli inverter o sulle stringhe.
Tutti gli inverter sono oggi dotati di datalogger
integrato che permette loro di memorizzare le 4 Manutenzione dell’impianto
produzioni giornaliere mensili e annuali general- È comune pensiero che l’impianto fotovoltaico
mente degli ultimi 5 anni. In molti pensano che sia privo di manutenzione ed una volta montato
questo tipo di controllo sia sufficiente per essere sul tetto ed installato non vada toccato. In realtà
definito sistema di monitoraggio e controllare il non c’è nulla di più falso poiché la buona resa
corretto funzionamento dell’impianto ma in real- dell’impianto è legata alla pulizia dei pannelli ed
tà non è affatto così. alla qualità dei contatti elettrici tra i pannelli e
Avere il dato di produzione, sia esso giornaliero verso l’inverter.
o mensile, di un inverter, soprattutto se questi La sporcizia accumulata sui pannelli può causa-
è il solo dell’impianto e non rapportato ad altra re perdite che possono ammontare, secondo un
fonte, omogenea, non ha alcun senso. L’uni- recente studio, anche al 30% facendo risultare
co modo infatti di rendere utile questo dato di vano l’investimento fatto. La pulizia non va asso-
produzione e relazionarlo con quelli che sono lutamente fatta in maniera superficiale in quanto
definiti parametri ambientali e che sono l’irrag- l’utilizzo di comune acqua o sostanze detergenti
Guida al Fotovoltaico {32

possono peggiorare la situazione invece che mi-


gliorarla. Il lavaggo dei moduli deve essere fatto
esclusivamente con acqua demineralizzata per
evitare depositi di calcare difficilmente rimovibili
e con il solo utilizzo di spazzoloni morbidi senza
utilizzare detergenti che potrebbero risultare ag-
gressivi sui componenti dei pannelli.
Fondamentale è il controllo delle connessioni
tra pannelli per verificare che non vi siano ossi-
dazioni e che il contatto elettrico sia perfetto e le
perdite siano ridotte al minimo.

Di seguito il link per accedere direttamente all’articolo sul Blog e partecipare alla discussione:
http://it.emcelettronica.com/guida-al-fotovoltaico-progettazione-parte-55
{33

FOTOVOLTAICO IN
ITALIA: il perché del
declino

Inizio 2010 all’abbattimento dei costi dell’impianto è stato il


pannello fotovoltaico. Nel 2010 il prezzo medio

I
l mio approccio al mondo del fotovoltaico è sta- di acquisto, per il distributore, per un pannello
to graduale e caratterizzato fondamentalmente di media gamma era di 1,50€/W. Consideran-
da aspetti tecnici poiché impiegato nel settore do che i pannelli in quel periodo avevano una
ricerca e sviluppo in una società che sviluppa- potenza media di 225W la realizzazione di un
va inverter anche per uso fotovoltaico. Dopo tre impianto da 3kW richiedeva 13 pannelli per una
anni decisi di lasciare quella società per una potenza totale di 2925W ed un costo (al distri-
nuova realtà, sempre nel settore energie rinno- butore) di € 4387,50.
vabili ma prevalentemente tecnico/commercia-
le. Eravamo nel 2010 ed il fotovoltaico in Italia 1.50 x 13 x 225 = 4387,50
era in piena espansione con un conto energia
che premiava chi realizzava il proprio impianto
anche se i costi erano nettamente più elevati ri- Purtroppo in quel periodo, a causa degli elevati
spetto a quelli a cui oggi siamo abituati. In realtà prezzi e delle tariffe incentivanti sensibilmente
il componente che ha contribuito notevolmente più basse rispetto a quelle del precedente con-
F O TOVOLTA ICO IN I TALI A: i l per ché del decl i no {34

to energia, non tutti potettero cogliere il poten- all’interno dell’Unione Europea. Qui si aprirono
ziale vantaggio che poteva derivare dalle tariffe enormi punti di domanda in quanto definire que-
incentivanti, purtroppo, ancora relativamente sto 60% non era semplice. Anche se i pannel-
elevate. Inoltre il finanziamento di simili progetti li erano prodotti in Cina, molti asserivano che
da parte di banche o finanziarie non era ancora contenevano celle prodotte in Germania, ed es-
sviluppato e molti non intraprendevano la spe- sendo il costo della cella quello più importante,
sa. Infatti parliamo di costi di installazione al kW permettevano di accedere al 10% incentivante.
chiavi in mano che superavano i duemila euro. Si ebbe una chiara fotografia della situazione
proprio al Solar-Expo di Verona 2011, uno degli
Se da un lato l’utenza domestica faticava relati- avvenimenti più importanti a livello europeo, se
vamente nella realizzazione di impianti, i grandi non mondiale. La crisi e l’immobilità del settore
impianti a terra proliferavano spinti da importanti era chiaramente rappresentata dal fatto che i vi-
enti italiani ma soprattutto esteri. Come spesso sitatori erano li per prendere d’assalto lo stand
accade nel nostro paese infatti, noi italiani arri- del GSE per cercare di avere informazioni sul
viamo quando la musica è finita. A parte alcune “Quarto conto energia” e se in una fiera simile,
realtà, il nostro registro grandi impianti fu lette- lo stand più visitato è quello del GSE, chiara-
ralmente invaso da capitali esteri con l’arrivo mente nel settore c’è qualcosa che non funzio-
addirittura di capitali turchi. Morale della favola: na. Ricordo perfettamente le strane sensazioni
impianti in Italia ma incentivi all’estero. di quei giorni quando, da distributore, mi con-
frontavo con i vari produttori del settore e tutti
La fine del Terzo Conto Energia insieme non potevamo fare altro che constatare
Per questo motivo il tanto atteso “Terzo conto la grave situazione di crisi causata dalle lacune
energia”, entrato in vigore nell’agosto del 2010, del nuovo conto energia. Intanto il brusco bloc-
che avrebbe dovuto dare stabilità al settore per co del settore causò uno strano fenomeno nei
almeno tre anni e che aveva dato un grande im- porti italiani. Infatti tonnellate di container pieni
pulso a tutto il settore fu rapidamente sostitui- di pannelli cinesi iniziarono ad accumularsi ed
to con il “Quarto conto energia” di cui si iniziò il parcheggio portuale ha costi elevatissimi. Per
a parlare già a fine 2010 e che entrò in vigore questo motivo e per combattere l’incentivo al
nel maggio 2011. Questo continuo variare delle prodotto europeo, i produttori cinesi iniziarono
normative fu deleterio per un settore ancora in a tagliare di netto il prezzo dei loro moduli. La
crescita e senza valide fondamenta. Il risultato filosofia adottata fu vincente in quanto anche se
fu un totale blocco del mercato in attesa della il prodotto era cinese, l’abbassamento del co-
definizione di alcuni nuovi parametri introdotti sto era tale da indurre il cliente al seguente ra-
con il nuovo “Quarto conto energia”. In partico- gionamento : meglio guadagnare 1000 € in più
lare, per fronteggiare l’inarrestabile avanzata diluiti in 20 anni (50 € all’anno, poco più di 4 €
dei produttori cinesi, si pensò bene di introdurre al mese…) oppure risparmiare 800 € oggi? Na-
un premio del 10% sulla tariffa incentivante a turalmente in molti hanno preferito risparmiare
patto che almeno il 60% dei componenti dell’im- un bel gruzzolo oggi considerando soprattutto
pianto, manodopera esclusa, fosse prodotta il fatto che non era ancora affatto chiaro come
F O TOVOLTA ICO IN I TALI A: i l per ché del decl i no {35

riconoscere il 60% prodotto in Europa. Per que- to conto energia” del luglio 2012 che cambia
sto motivo furono convocate addirittura le asso- ulteriormente le modalità di incentivazione e
ciazioni di categoria, come ad esempio il GIFI porta con se la nuova normativa CEI 0-21 che
(Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) per ridefinisce le norme per l’allaccio in rete e per
aiutare a definire le linee guida per l’approvazio- la gestione delle smart-grid. Come sempre, nel
ne degli impianti meritevoli dell’incentivo mag- nostro paese, le norme vengono pianificate ma
giorato del 10%. Ormai però i cinesi avevano non definite del tutto ed al momento dell’entra-
fatto la loro mossa che risultava più vantaggiosa ta in vigore della nuova normativa CEI 0-21,
rispetto all’incentivo maggiorato. Per i produttori per esempio, i protocolli di comunicazione per
europei non restò altro da fare che tentare di il controllo degli inverter da remoto non erano
adeguarsi ai nuovi prezzi causando in molti casi stati ancora nemmeno abbozzati ed ai produt-
il fallimento di interi colossi del settore. In que- tori di inverter vennero date delle semplici linee
sto caso la volontà di applicare una legge pro- guida sull’hardware. Molti produttori corsero ai
tezionistica, in maniera grossolana e goffa ha ripari con patch ed aggiornamenti firmware dei
causato enormi danni al settore bloccando un propri inverter mentre alcuni modelli non aggior-
intero paese e danni a diverse economie. nabili non erano più compliant con la normativa
e quindi non allacciabili. Grazie a questa nuova
Un aspetto da non sottovalutare è la qualità del normativa vennero colpiti molti distributori che
prodotti extra europeo. Se infatti molte volte il avendo provviste (di inverter) a magazzino si
prodotto cinese viene accreditato di scarsa qua- ritrovarono con molte macchine non più vendi-
lità (cosa non sempre vera) il prodotto Coreano bili. Io stesso ho dovuto fronteggiare una simile
e soprattutto Taiwanese è nella maggior parte situazione e posso garantirvi che non è affatto
di casi di ottima qualità. Ho avuto più volte modo facile se non si ha l’appoggio e la collaborazio-
di confrontare prodotti di Taiwan con prodotti ne dei produttori.
italiani o europei e sia come caratteristiche tec-
niche che costruttive il taiwanese era migliore. Cosa fare oggi?
Ormai il “Quinto conto energia” è scaduto uffi-
Grazie al “Quarto conto energia” il prezzo a watt cialmente sabato 6 luglio alle ore 24 e l’unica
dei moduli è sceso in maniera vertiginosa fino strada percorribile per la realizzazione di un
anche a 0,40 €/W (e oltre). Anche il prezzo del- proprio impianto fotovoltaico è lo sgravio fiscale.
la manodopera è sceso tantissimo, quello de- Infatti in questo modo si può risparmiare il 50%
gli inverter ha subito lievi ritocchi verso il basso del costo avendo un impianto in tempi rapidi
mentre le strutture di fissaggio ed accessori non non legato alla burocrazia del GSE per l’incen-
hanno subito praticamente variazioni di costo. tivazione ma solo all’allaccio in rete ed alle nor-
Oggi è possibile avere il proprio impianto a 1200 mative locali in materia di urbanistica. Purtrop-
/ 1300 €kW. po questi sgravi avranno termine il 31 dicembre
ma soprattutto realizzare un impianto in questo
L’arrivo del Quinto Conto... modo implica il cambiare stile di vita pena l’i-
Ulteriore crisi al settore è stata data con il “Quin- nutilità della spesa affrontata. Infatti con questa
F O TOVOLTA ICO IN I TALI A: i l per ché del decl i no {36

tipologia di impianto abbiamo un reale beneficio farò nomi…) si misero a proporre e realizzare
sulla bolletta solamente se consumiamo l’ener- impianti per vari comuni italiani. La formula era
gia prodotta senza prelevarne dalla rete, quin- la seguente: il consorzio realizza gratuitamente
di è più corretto dire che dobbiamo consumare l’impianto per il comune (su scuole, palestre ed
quanto il nostro impianto produce. addirittura cimiteri) che ne sfrutta la produzio-
Il tutto assume i toni grotteschi di una giungla: ne mentre l’incentivo va al consorzio. Ho curato
non vi è calcolo (differenza) tra immissione e un impianto da 1MW realizzato in questo modo
consumo (in loco), non alcuna tariffa incentivan- con tariffa incentivante di 0,42 €/kW. Consi-
te; ci siete solamente voi, i vostri consumi ed il derando che un simile impianto produce oltre
vostro impianto. Per poter trarre effettivamente 1.248.000kWh/anno che per vent’anni fanno un
beneficio da un impianto così configurato, quin- totale lordo di circa € 9.544.589 considerando
di, è necessario concentrare i consumi durante una perdita di rendimento di 1% l’anno per arri-
il giorno puntando al consumo di ciò che viene vare ad un totale di 20% in venti anni. Si!! Sono
prodotto. Questo è utile per non prelevare dal- circa 9,5 milioni di euro ai quali vanno detratti il
la rete elettrica. Tuttavia questo richiede anche costo dell’impianto e della manutenzione per un
che la propria utenza sia vissuta durante il gior- totale di circa 3,5 milioni di euro (abbondiamo).
no e ciò, troppo spesso, non è compatibile con i Quindi il guadagno alla fine dell’incentivazione
ritmi di vita di professionisti, freelance, manager sarà di oltre 6 milioni di euro che direi non sono
ed impiegati statali (per fare alcuni esempi) che, affatto male.
proprio durante il giorno, sono prevalentemente
impegnati sul luogo di lavoro. Pertanto, la re- Ho sempre detto di diffidare da chi proponeva
alizzazione di un simile impianto va ponderata l’impianto fotovoltaico domestico come fonte di
bene per non rischiare di sprecare denaro inve- guadagno poiché in realtà, con gli incentivi, era
ce di risparmiarne. comunque da considerarsi come una fonte di ri-
sparmio. Se avessimo preso esempio dagli altri
Questo fa riflettere! paesi europei partiti prima di noi avremmo vi-
Quello che appare chiaro in tutto questo è che sto che adottare tariffe incentivanti così elevate
in Italia il fotovoltaico, iniziato con le prime in- non aveva senso ed oggi avremmo ancora un
centivazioni nel 2005, è stato gestito malissimo “Conto energia” a cui aggrapparci per realizza-
partendo da tariffe assurde fino a scomparire in re il nostro impianto fotovoltaico. Purtroppo però
pochi anni. Basta ricordare che con il “Secon- non è così ed oggi realizzare il nostro impianto
do conto energia” si riuscivano a raggiungere comporterebbe cambiare le nostre abitudini di
incentivi fino a 0,48 €/kW, cifre raggiungibili vita, qualora fosse possibile.
anche nel “Terzo conto energia” da parte de- Però non c’è da disperare perché soluzioni a
gli enti pubblici in quanto accreditati di incen- tutto questo ce ne sono ed avremo modo di di-
tivi maggiorati. Per questo alcuni consorzi (non scuterne prossimamente.

Di seguito il link per accedere direttamente all’articolo sul Blog e partecipare alla discussione:
http://it.emcelettronica.com/fotovoltaico-italia-perch%C3%A9-del-declino