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Urbino, aprile 2014

il Ducato
dossier
di Stefano Rizzuti
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Periodico dellIstituto per la formazione al giornalismo di Urbino

I veleni di Crotone
Crotone ci sono bambini che temono di essere malati perch le scuole che hanno frequentato sono costruite su siti inquinati. A Crotone ci sono genitori preoccupati che chiedono un controllo per questi bambini, i loro gli, che hanno calpestato, giorno dopo giorno, piazzali di scuole posti sotto sequestro a causa del presunto inquinamento. A Crotone ci sono scorie provenienti dalla produzione dello zinco che - dopo essere state accumulate per anni nelle black mountains, le montagne nere presenti per anni di anco alla Pertusola Sud - sono state usate per costruire questi e altri piazzali. A Crotone ci sono famiglie dimezzate dai tumori. A Crotone, per, c anche chi chiede che un caso giudiziario chiuso - sono stati prosciolti 45 indagati per disastro ambientale e smaltimento illecito di riuti - venga riaperto. E a chiederlo sono un perito della procura che ha certicato linquinamento dei siti posti sotto sequestro dal pubblico ministero e uno degli indagati prosciolti, lex presidente della provincia, Sergio Iritale. A Crotone, inne, c chi ha chiesto una perizia tecnica per valutare se necessario o meno bonicare i 18 piazzali sequestrati perch costruiti con le scorie Cubilot, riuti risultanti dalla produzione delle ferriti che avveniva nellex Pertusola Sud, il pi grande impianto di zinco del Sud Italia, dismesso da anni. I genitori e lo screening. Nellottobre del 2008 il piazzale davanti la scuola elementare San Francesco, plesso distaccato dellAlcmeone, viene posto sotto sequestro. A poche settimane dalla chiusura della scuola inizia lo screening di Sebastiano And, docente dellUniversit della Calabria. Viene nominato per una perizia dalla procura di Crotone e cos parte la sua attivit di monitoraggio sui bambini che frequentano la scuola San Francesco. Confrontando i loro valori con quelli di studenti di altre scuole di Crotone si scopre che la presenza di metalli pesanti (arsenico, cadmio, nichel, piombo e zinco) molto pi alta nei bambini che frequentavano la scuola

La perizia Sindona: I siti sono inquinati, se no perch ora si chiede la bonica?

con lo spiazzo costruito con il Cic (conglomerato idraulico catalizzato), una sostanza derivante dalla miscela delle scorie Cubilot e della loppa dAltoforno. Lo screening, per, si interrompe. E oggi i genitori di quei bambini chiedono che il monitoraggio sui loro gli possa continuare e che il sito venga bonicato cos che la scuola possa riaprire. La paura dei genitori tanta. Alcuni dicono che tre insegnanti e due bambini che frequentavano quella scuola si sono ammalati e sono morti negli ultimi anni , ma questo non vuol dire che ci sia un nesso tra le due cose, o almeno non si pu dimostrare. La perizia Sindona. La Procura di Crotone ha chiesto al professore Giovanni Sindona, direttore del dipartimento di Chimica dellUnical, di analizzare i siti sequestrati. Il responso inequivocabile: I siti sono inquinati, la presenza di arsenico, nichel, zinco e piombo superiore a quella prevista dai limiti di legge, spiega il professore. Ho analizzato i piazzali e la presenza di metalli pesanti preoccupante continua il perito della procura questo caso non andava chiuso. Le perplessit di Sindona sono molte: Se non cera inquinamento, perch ora si parla di bonica dei siti? La bonica si fa solo se esiste linquinamento. Lex presidente della Provincia. Sergio Iritale era presidente della provincia nel periodo in cui la vicenda si sviluppata. Per omesso controllo entrato anche lui nella lista degli indagati e, come tutti gli altri, non stato rinviato a giudizio. Ma Iritale convinto che non cos che doveva andare: Questo caso andrebbe riaperto, non possibile che nessuno paghi per questa vicenda. Per lex presidente della Provincia la mancanza stata soprattutto politica, pi che giudiziaria: Le istituzioni non sono state vicine ai cittadini, il Comune non si neanche costituito come parte civile nel processo, invece questi enti dovrebbero scendere in campo direttamente e schierarsi coi cittadini. La sentenza che condanna lEni. Nel 2012 il tribunale di Milano condanna lEni a un risarcimento di oltre 50 mi-

Lex presidente della Provincia: Caso da riaprire, ma la responsabilit politica

lioni di euro alla presidenza del Consiglio per il danno ambientale procurato nella zona di Crotone dallex Pertusola Sud. La sentenza riguarda linquinamento causato da tutte le attivit della fabbrica dismessa e non solamente le black mountains. Ma alcuni passaggi prendono in considerazione anche la questione Cic: I prelievi del 2001/2004, nellarea interna allo stabilimento (ndr. costruita col Cic), mostrano senza ombra di dubbio un inquinamento ingentissimo negli strati superciali del terreno a causa di metalli pesanti recita la sentenza le scorie cubilot non sono inerti. Le scorie Cubilot. La scoria Cubilot un prodotto derivante dal trattamento per via termica delle ferriti, che sono residui della produzione dello zinco che si realizzava in Pertusola Sud. Il forno Cubilot fu messo in marcia per la prima volta nel 1972. In 21 anni si stima che abbia generato 811.215 tonnellate di scorie. Che no agli anni Novanta non si ritenevano pericolose. Venivano commercializzate col nome di Pescor, un abrasivo per la sabbiatura. Nel 1990, per, alcune aziende notano un contenuto di arsenico tale da far classicare il prodotto come un riuto tossico/nocivo e si interrompe la commercializzazione. Dal 1998 al 1999 luso della scoria viene consentito per la produzione del Cic, destinato alle pavimentazioni stradali. Cosa succede ora. La questione Cic a Crotone ha visto nascere due loni: quello giudiziario stato afancato da quello amministrativo. Cos il Comune, in accordo con Regione e ministero dellAmbiente, ha dato il via alla caratterizzazione dei 18 siti per valutare se esiste realmente un rischio di inquinamento e se necessario procedere alla bonica di queste aree. La prima fase si conclusa. Gli studi del laboratorio Tecnoparco sono stati confermati dallArpacal e lesito chiaro: il pericolo c, bisogna andare avanti e valutare anche lanalisi del rischio. Quella che sar la seconda fase e che necessita per dei fondi regionali per iniziare. Il Comune in attesa che i fondi vengano sbloccati, ma probabilmente ci vorrano ancora alcuni mesi. Una volta nita questa seconda fase si potr, eventualmente, dare il via alla bonica dei siti.

il Ducato

Le analisi forniscono risultati molto simili ma con interpretazioni diverse

Linquinamento in tre perizie


La procura e il Gup hanno nominato i periti per valutare limpatto del Cic nei siti posti sotto sequestro

re perizie: stessi risultati, ma interpretazioni diverse. Due sono state alla base dellaccusa formulata dal Pm e dal Procuratore capo Raffaele Mazzotta. Una ha portato al maxi-proscioglimento deciso dal giudice per le udienze preliminari, Gloria Gori, nel caso black mountains, nato dal sequestro di 18 siti nel crotonese perch costruiti con il Cic, un misto di scoria Cubilot e loppa daltoforno. Lelemento comune a tutte e tre le perizie riguarda lo smaltimento illecito dei rifiuti e la presenza di metalli pesanti l dove non ce ne dovevano essere. La prima analisi quella del professore Sebastiano And, direttore del dipartimento di Farmacia dellUniversit della Calabria. La procura gli ha chiesto di valutare la presenza di metalli pesanti negli studenti della scuola elementare Alcmeone, nel plesso di San Francesco. Lo studio stato condotto confrontando i valori di questi bambini (di quarta e quinta elementare) con i loro coetanei di un altro istituto elementare di Crotone. E il risultato chiaro: gli alunni dellAlcmeone presentano una quantit di metalli pesanti superiore a quelli dellaltra scuola. La seconda perizia quella del professore Giovanni Sindona, direttore del dipartimento di Chimica della stessa Unical. Il suo studio, su richiesta del Pm Pierpaolo Bruni, valuta leventuale inquinamento dei siti posti sotto sequestro dallo stesso magistrato nellottobre del 2008. Il team di Sindona ha analizzato il terreno nei 18 luoghi incriminati arrivando a una conclusione inequivocabile: I siti sono inquinati dice il professore Sindona il tasso di arsenico e di alcuni altri materiali ben pi alto di quanto consentito dalla legge. Infatti ora in molti ne chiedono la bonifica. Un punto su cui si sofferma la perizia del tecnico nominato dalla procura riguarda il rilascio di queste sostanze a contatto con elementi diversi dallacqua distillata. Cos i tecnici di laboratorio dellUnical hanno considerato limpatto che il Cic pu avere a contatto con elementi di consumo quotidiano per i bambini, come aceto e coca cola. Il risultato che il Cic sarebbe nocivo per la salute degli alunni della scuola di San Francesco. Ultimo rapporto quello dellingegnere Daniele Martelloni, nominato dal Gup, Gloria Gori. A lui stato chiesto di rispondere a tre quesiti, riguardanti la valutazione del materiale usato per la costruzione dei 18 siti, la sua possibile nocivit e tossicit e lo studio del ciclo della scoria Cubilot. Sul terzo punto Martelloni molto critico: limpiego delle scorie costituisce unattivit di recupero di rifiuti non autorizzato che determina il permanere della qualificazione giuridica di rifiuto, come recitano le conclusioni della perizia. I campioni di Cic, comunque, vengono valutati da Martelloni come non pericolosi.

Sebastiano And
Confrontando gli studenti della scuola di San Francesco e quelli di unaltra zona di Crotone abbiamo visto che, soffermandoci sulla concentrazione di alcuni metalli pesanti, si avevano valori signicativamente pi elevati nei bambini che appartenevano alla scuola esposta alle scorie tossiche, ovvero quella di San Francesco. Eravamo dinanzi a due popolazioni diverse che appartengono per allo stesso contesto eco-ambientale. A fronte dellassenza di unemergenza tossicologica abbiamo voluto avviare una vigilanza sanitaria su una fascia a rischio come quella dellinfanzia.

Giovanni Sindona
A Crotone sono stati smaltiti dei riuti irregolarmente, usandoli per costruire alcuni piazzali. Abbiamo analizzato 9 siti utilizzando 900 campioni e abbiamo rilevato che i valori dei metalli pesanti erano ben al di sopra di quanto consentito dalla legge. Tra i 40 e gli 80 centimetri di profondit cerano valori enormi di zinco, ma anche di arsenico e piombo. Questo caso giudiziario non andava chiuso. Daltronde, se non cera inquinamento perch tutti ora chiedono la bonica? La bonica si fa solo per siti inquinati.

Daniele Martelloni
Lattivit di recupero di riuti costituiti da scorie Cubilot e loppe daltoforno operata dalla Pertusola Sud stata condotta in difformit alle norme di riferimento. Limpiego delle scorie costituisce unattivit di recupero di riuti non autorizzato che determina la qualicazione giuridica di riuto. I campioni di Cic non sono pericolosi e il codice assegnato alla scoria Cubilot (Cer 10.08.01) compatibile con il recupero dei riuti in forma semplicata ma non sempre la composizione era perfettamente aderente alle speciche indicate dalla norma.

Caratterizzazione conclusa, al via lanalisi del rischio

Per il Comune siti contaminati


Se lesito di questa fase sar confermato si passer alla bonifica delle aree
l sito pu denirsi potenzialmente contaminato. la formula che viene usata per le analisi svolte su richiesta del Comune di Crotone per tutti i 18 siti posti sotto sequestro dalla Procura nel 2008 e che esprime i risultati della caratterizzazione di queste aree. Difatti, il lone giudiziario della questione black mountains stato afancato da uno amministrativo, portato avanti daccordo tra Comune e ministero dellAmbiente. Lazione istituzionale prevede tre fasi: la caratterizzazione dei siti, lanalisi del rischio ed eventualmente la bonica delle aree, se i risultati dei due livelli precedenti dovessero far emergere linquinamento di queste zone. La prima fase quella della caratterizzazione si da poco conclusa. Il laboratorio Tecnoparco ha vinto lappalto comunale per le analisi di questi siti. I suoi dati sono stati poi confermati dallArpa Calabria. Cos il Comune ha potuto elaborare un documento di sintesi che evidenzia le caratteristiche delle aree. E la formula per tutti i 18 siti molto simile: Sulla scorta dei dati esposti, avendo riscontrato dei superamenti delle Csc (concentrazioni soglia di contaminazione) nella matrice suolo per la specica destinazione del sito e nella matrice acqua sotterranee, il sito pu denirsi potenzialmente contaminato. Inoltre si osserva come in pi punti il materiale prelevato non ri-

sulti conforme ai requisiti ssati per il recupero dei riuti come sottofondo stradale o per la formazione di rilevati, in particolare ai limiti per il test di cessione. Il documento redatto dal Comune evidenzia, inoltre, nelle sue conclusioni, tutti gli aspetti pi critici. Si parte dalla valutazione dei terreni: Tutti i siti investigativi presentano superamenti delle Csc per la specica destinazione duso. Discorso molto simile viene fatto per i test di eluizione (la cessione in acqua deionizzata): Tutti i siti presentano superamenti dei valori ssati per la conformit del materiale come sottofondo stradale. Per quanto riguarda le acque sotterranee,invece, si ha un responso non molto diverso, ma limitato dalla possibilit di prelevare i campioni in tutte le aree analizzate. Il documento redatto dal Comune parla infatti di tutti i siti nei quali stato possibile prelevare campioni, spiegando come essi presentano superamenti delle Csc. Le ultime parole del documento sono, inne, dei consigli. Prima di tutto, il suggerimento di effettuare unanalisi di rischio sanitario ambientale dei siti che dovrebbe essere svolta con parametri ottenuti sperimentalmente. E poi quello di dare il via a monitoraggi periodici dello stato di qualit delle acque sotterranee per vericare eventuali variazioni dovute a fattori idrodinamici e geochimici.

I VELENI DI CROTONE

Lo stabilimento dello zinco ha creato lavoro ma anche la scoria Cubilot

Pertusola Sud: ricchezza e povert


Dopo la dismissione della fabbrica lo smaltimento tramite la miscela della discordia

roce e delizia. Miseria e nobilt. Tutto questo stata la Pertusola Sud per la citt di Crotone. Delizia e nobilt per tutti gli anni Ottanta, quando Crotone era uno dei principali centri industriali del sud Italia. Croce e miseria dal momento della sua chiusura; da quando, cio, si iniziato a valutare anche linquinamento che la fabbrica ha portato in oltre 60 anni di attivit, e una volta dismessa, in tutta la citt. La Pertusola Sud nasce nel 1928: in quellanno inizia la costruzione di un impianto per la produzione dello zinco a Crotone. La fabbrica diverr operativa nel 1932 e sar uno dei due poli italiani dello zinco, insieme a quello di Portovesme, in Sardegna. Prima della liquidazione, avvenuta il 31 marzo 1998, la Pertusola era stata ceduta ad Enirisorse, nel 1997. La produzione cessa nel febbraio del 1999. Nel 2001 lo stabilimento viene identificato con il decreto legislativo 468/01 del ministero dellAmbiente come sito di interesse nazionale da sottoporre ad attivit di bonifica di aree industriali dismesse,. La bonifica dei 500 ettari dellex Pertusola Sud viene affidata alla Syndial, la societ del gruppo Eni specializzata nel campo del risanamento ambientale, ed ha inizio nellottobre del 2010. Ancora oggi sono in corso le operazioni di bonifica. La storia della Pertusola Sud ha un elemento tipico di questo stabilimento, diventato il seme della discordia: la scoria Cubilot. Prima commercializzata come abrasivo, poi accumulata allesterno della fabbrica e infine utilizzata per la costruzione di piazzali. La scoria Cubilot deriva dalla produzione delle ferriti di zinco dellex Pertusola Sud. Con queste scorie miscelate alla loppa daltoforno per formare il Cic sono stati costruiti 18 spiazzi nella provincia di Crotone. Siti che sono stati posti sotto sequestro nel 2008 dal Pm Pierpaolo Bruni perch a rischio inquinamento. Il forno Cubilot. La scoria deriva dalla produzione avvenuta nel forno Cubilot, messo in funzione per la prima volta nel 1972. Ha poi cessato la produzione 21 anni dopo, nel 1993. In

questo periodo avrebbe prodotto, secondo alcune stime presenti nelle carte processuali, 811.215 tonnellate di scorie. Il Pescor. Fino al 1990 questa scoria veniva smaltita regolarmente per via commerciale: veniva creato un abrasivo per la sabbiatura venduto poi come Pescor. In sostanza, abrasivi come questo vengono usati anche per oggetti di uso quotidiano, come accade con le forchette. Nel 1990, per, alcune aziende che utilizzavano il Pescor notano unanomalia: nellabrasivo il contenuto di arsenico tale da far classificare il prodotto come un rifiuto tossico/nocivo. Per questo motivo viene levato dal mercato. Le montagne nere. Lex Pertusola Sud quindi costretta, dal 1990, a smaltire diversamente le scorie Cubilot. cos che inizia laccumulo di quello che viene considerato come rifiuto nelle cosiddette black mountains, le montagne nere presenti sul piazzale allesterno della fabbrica. Il codice Cer. Ogni fabbrica deve fornire al Ministero dellAmbiente un codice che identifica gli elementi risultanti dal ciclo di produzione. Nel caso delle scorie Cubilot il codice Cer attribuito dallex Pertusola Sud stato 10-08-01. Ogni coppia di numeri rappresenta alcune determinate caratteristiche: il 10 identifica i rifiuti inorganici provenienti da processi termici; lo 08 i rifiuti di altri processi metallurgici non ferrosi; e lo 01 rappresenta le scorie. Per lattribuzione di questi codici stata da pi parti criticata, soprattutto dai periti che si sono occupati del caso. Per alcuni di loro il codice che doveva essere attribuito alle scorie Cubilot era 10-05-01, dove lo 05 rappresenta un rifiuto della metallurgia termica dello zinco, in quanto il forno Cubilot era integrato nella produzione di zinco. Con questo nuovo codice Cer la classificazione della scoria cambierebbe completamente, risultando tra quelle identificate come pericolose nella tabella ministeriale. Cos, risultando un rifiuto pericoloso, la scoria Cubilot non avrebbe potuto aver accesso alla procedura semplificata di smaltimento che stata poi utilizzata dallex Pertusola Sud. Il Cic. Lo smaltimento della

scoria si fa cos pi complicato dopo la fine del commercio del Pescor. La Pertusola Sud chiede consulenza anche al Ministero. Un membro del comitato tecnico-scientifico, Eleonora Fornasari, d il suo parere a riguardo: C una chiara necessit di miscelare le scorie stesse con altri materiali al fine di abbassare il tenore globale in arsenico del composto. Lo studio della Fornasari termina col suggerimento di usare la scoria Cubilot per pavimentazioni stradali, dopo per averla miscelata per ridurre la quantit di ar-

senico. Tra il 1998 e il 1999 la scoria viene usata per la produzione del Cic, destinato alle pavimentazioni stradali. La produzione del Cic avviene tramite la mescolazione della scoria Cubilot (50%), di sabbia silicea di cava (39%), di loppa daltoforno (10%) e di catalizzatore calcico in polvere (1%). La Pertusola invia quindi un ordine di acquisto allIlva di Taranto per loppe granulate di altoforno. Qui sorge per un altro problema: come scritto nelle carte processuali, limpianto di produzio-

ne del Cic avrebbe dovuto obbligatoriamente includere una apparecchiatura per la macinazione della loppa granulare. Dalla documentazione allegata non risulta la presenza di detta apparecchiatura: se ne deve dedurre che la loppa veniva utilizzata nella forma granulare fornita dallIlva. In pratica, questo vuol dire che la loppa non poteva agire da legante e si pu presumere che il Cic posto nei 18 siti non si consolidato in una massa alimentata ma rimasto in forma sostanzialmente granulare e/o polverosa.

Sergio Iritale: La responsabilit politica

Un caso da riaprire
Lex presidente della provincia tra gli indagati prosciolti

i sono casi giudiziari in cui anche gli indagati che sono stati prosciolti credono che le cose sarebbero dovute andare diversamente. Ed esattamente quello che accaduto a Sergio Iritale, ex presidente della provincia di Crotone dal 2004 al 2009, nel caso black mountains, le montagne nere accumulate nellex Pertusola Sud e poi utilizzate per costruire alcuni piazzali nella zona del crotonese. Sarei poco credibile se dicessi che la questione giudiziaria andava chiusa cos: il commento di Iritale, indagato per omesso controllo, al maxi-proscioglimento da parte del Gup, Gloria Gori. Ma per lex presidente della Provincia il punto principale quello politico e non quello giudiziario: C stata una grande responsabilit di chi ha inquinato ma anche un atteggiamento temperato di chi dovrebbe reagire spiega Iritale c la responsabilit dello Stato che non intervenuto con decisione e tempestivit, il Comune non si neanche costituito parte civile nel processo. I ritardi di Governo e Regione sono stati il male peggiore, pi dellinquinamento. Errore, quindi, non solo giudiziario ma anche istituzionale: Una vicenda gestita male da pi punti di vista - sostiene lex presidente della Provincia di Crotone - che poteva avere una conclusione diversa. Secondo Iritale, comunque, uno dei punti principali quello che riguarda i cittadini: Ci vuole una conclusione molto pi convincente per la gente , bisogna tranquillizzarla continua lex presidente della Provincia se non ci dovesse essere inquinamento ci vogliono delle carte che lo dimostrino, dei certificati, questo un fatto politico, molto pi che giudiziario. A dover rassicurare i cittadini do-

vrebbero essere il ministero dellAmbiente e la Regione, secondo Iritale. Infatti, proprio la politica che deve continuare in questa causa e certificare quanto successo tramite personalit in campo scientifico che non hanno coinvolgimento diretto nella vicenda, punto su cui continua a insistere lex presidente della provincia. Cosa si dovrebbe fare ora? Per Iritale una risposta la pu dare il Comune che dovrebbe avviare unazione politica. Intanto Iritale non risparmia critiche n allEni n a chi ha condotto le indagini. SullEni (proprietaria dellex Pertusola Sud) il giudizio dellex presidente della provincia netto: Non mi mai piaciuta, ogni anno cambiava il mio interlocutore nellazienda. Ma lultima stoccata Iritale la lancia ai magistrati che hanno portato avanti laccusa: Sparare nel mucchio non serve, andavano separate le colpe delle amministrazioni locali per omesso controllo e quelle di chi ha smaltito illecitamente.

il Ducato

I VELENI DI CROTONE

I genitori chiedono la bonica del sito

Scuola e arsenico terrore dei bimbi a San Francesco

ia figlia guardava la tv e mi diceva piangendo: pap, ma allora io sono malata?. In questa frase di un padre del comitato dei genitori della scuola di San Francesco si riassume quello che successo nel 2008 nel plesso distaccato della scuola elementare Alcmeone, dopo il sequestro del piazzale della scuola, costruito con il Cic. il conglomerato idraulico catalizzato, derivante dalla miscela della scoria Cubilot e della loppa daltoforno. Siamo nel settembre del 2008, allinizio dellanno scolastico. Il piazzale davanti il plesso di San Francesco della scuola elementare Alcmeone viene posto sotto sequestro, con unazione che viene definita dai genitori degli alunni come un blitz. Davanti alla scuola spuntano i cartelli del Nisa (il nucleo investigativo sanit e ambiente): il piazzale sotto sequestro. Ma la scuola no. Cos, i genitori devono continuare a mandare i loro figli in quella struttura, ma la responsabilit dellattraversamento del piazzale loro, come spiega Rosaria Vazzano, rappresentante del comitato dei genitori. Proprio su loro spinta, il plesso viene chiuso nellottobre dello stesso anno. Gli alunni vengono trasferiti in parte nella sede centrale al posto di alcuni laboratori e altri in una sede in affitto nel centro di Crotone, come racconta il dirigente scolastico, Eugenia Garritani. Lo stesso dirigente sottolinea: Il Comune ha pagato un affitto da circa 100 mila euro lanno per questa sede, quando si poteva fare una cementificazione del cortile per la messa in sicurezza con 70-80 mila euro. Ma il problema principale quello dei bambini: Gli alunni erano sotto shock, sono stati seguiti per un anno e mezzo per le loro condizioni di salute, spiega ancora Eugenia Garritani. Una scena come quella della bambina che guarda la tv e si crede malata non rara. Le televisioni e i media locali raccontano quello che sta succedendo. E la preoccupazione dei genitori e, ancor pi dei bambini, inevitabile. In questa fase ha inizio lo screening del professore Sebastiano And, dellUniversit di Cosenza. Il suo studio dimostra che i bambini che hanno frequentato quella scuola presentano nei loro corpi valori dei metalli pesanti pi alti di quelli delle altre scuole del crotonese. Lo screening per si interrompe e, ancora oggi, il comitato dei genitori chiede che possa riprendere per sapere quali sono le condizioni dei loro figli. Ad oggi, pi di cinque anni dopo, il plesso ancora chiuso e il dirigente scolastico ha riconsegnato le chiavi della scuola al Comune. Il piazzale, intanto, ancora sotto se-

questro: Nessuno ha mai revocato lordinanza, spiega la Garritani. La sede stata recintata e, in teoria, laccesso al piazzale non dovrebbe essere consentito. Ma la rete si interrompe ed entrare nel piazzale semplice. E lo fanno in molti. Alcune persone portano l il cane a fare i bisogni. Oltrepassando la recinzione, la prima cosa che si nota che sotto le pietre c un telo nero plastificato. Come spiegato anche dal comitato dei genitori, quello lunico elemento che dovrebbe mettere in sicurezza larea. Un semplice telo nero. Peraltro, non in condizioni impeccabili. Sotto il telo c il Cic e, come dimostrato dalle analisi del professor Sindona perito nominato dalla Procura l sotto ci sono metalli pesanti, come larsenico, presenti in valori ben superiori rispetto a quelli consentiti da legge. Il contatto con le persone non viene evitato: ci si pu camminare sopra e il telo plastificato non sembra una messa in sicurezza sufficiente.Il plesso della scuola abbandonato. Come dice il dirigente scolastico stato vandalizzato e anche per questo non stato mai sistemato, i costi sarebbero stati troppo alti. Lunica cosa in funzione ancora oggi, dopo tutti questi anni, limpianto elettrico. Tutte le sere le luci del piazzale e della scuola sono accese. Anche in estate. E anche se la scuola chiusa da pi di cinque anni.

Il piazzale dellistituto di Ragioneria Lucifero, posto sotto sequestro nel 2008. Sotto, lo spiazzo della Questura, un altro dei 18 siti risultanti come inquinati

Lo spiazzo accessibile ma non ancora agibile

Sequestro calpestabile: listituto di Ragioneria


Un piazzale del Lucifero ancora sotto sequestro

n anno scolastico con 45 giorni in meno e uno spiazzo ancora sotto sequestro ma calpestabile: queste sono le conseguenza della vicenda giudiziaria black mountains sullIstituto tecnico commerciale di ragioneria Lucifero di Crotone. Il piazzale interno della scuola, costruito con il Cic miscela di scorie Cubilot e loppa daltoforno - stato posto sotto sequestro alla ne del 2008. Da quel momento la scuola viene fatta chiudere su ordinanza del sindaco a tempo indeterminato. Il preside Sabatino Naso inizia subito la sua battaglia per la riapertura. Attacca le perizie della procura e sostiene che non c alcun inquinamento. Ho forzato la mano e la provincia ha messo in sicurezza il cortile plasticando il piano spiega Naso cos dopo 45 giorni la scuola ha riaperto. I danni per rimangono, soprattutto per gli studenti: Lanno scolastico stato convalidato con meno di 200 giorni (153), ho dovuto richiedere lautorizzazione dal Ministero -

spiega il dirigente del Lucifero siamo riusciti a far recuperare solo venti giorni agli studenti delle quinte classi nelle sedi dellUniversit. Nonostante la convinzione dellex dirigente scolastico, la situazione non si ancora sbloccata. Lattuale dirigente scolastico, nonch vice-sindaco di Crotone, Anna Curatola, spiega: Ho fatto di recente richiesta per far riaprire il piazzale, ma la procura mi ha risposto pochi giorni fa dicendomi che non siamo autorizzati. Intanto, per, tutti gli spiazzi intorno alla scuola sono percorribili, nonostante la mancata autorizzazione della Procura. E non ci sono recinzioni o impedimenti di alcun tipo. Eppure, nessuno sembra preoccupato nellistituto. Gli attuali studenti non sanno nulla dei piazzali costruiti con il Cic. I collaboratori scolastici, invece, affermano: Qui non c inquinamento, non c niente. Un mio amico, infatti, ha chiesto di far costruire uno spiazzo davanti casa col Cic, tanto sicuro.

Dal 2008 cinque poliziotti sono morti e due sono tuttora malati. Nessun nesso col Cic?

La questura tra morti e malattie


D
ue scuole, una del porLISTITUTO DI banchina RAGIONERIA to commerciale, alcune case popolari e addirittura la questura di Crotone: questa solo una parte dei 18 siti posti sotto sequestro dalla procura nel 2008 perch i piazzali di questi spazi sono stati costruiti con il Cic (Conglomerato idraulico catalizzato), prodotto con una miscela di scoria Cubilot e loppa daltoforno nellex Pertusola Sud. Oggi, quasi sei anni dopo, nessuno ha ancora dimostrato se questi spiazzi sono realmente inquinati, ma intanto ci sono alcuni dati di fatto: cinque decessi hanno colpito il personale della questura di Crotone e due persone sono tuttora malate. In un territorio come quello crotonese un fenomeno del genere non inspiegabile, ma sicuramente fa pensare che ci possa essere un nesso tra i piazzali costruiti con il Cic e queste malattie. Di questa opinione sembra essere anche Giuseppe Marino, rappresentante regionale del Siap, il sindacato di polizia: Non detto che ci sia un nesso, ma questa cosa ci preoccupa. Noi possiamo tinua Marino per quello che abbiamo capito noi, non essendo tecnici, il rifiuto stato messo l in maniera anomala. La preoccupazione di Marino deriva anche dalla mancata conoscenza di cosa ci sia realmente sotto il piazzale: Noi vogliamo comunque sapere qualcosa di preciso al di l dei periti tecnici ribadisce il sindacalista della polizia chiediamo che qualcuno si metta allopera, che una commissione venga a verificare cosa successo. Unica rassicurazione, secondo Marino, il pavimento posto sopra il piazzale come messa in sicurezza del sito, ma a preoccupare anche una nota della relazione Martelloni (ndr. quella del perito che ha poi portato al maxi-proscioglimento di 45 indagati) secondo cui durante le trivellazioni sono emerse, sotto il Cic, delle ferriti di zinco allo stato libero. Allora cosa chiede il Siap? A questa domanda Marino risponde: Vogliamo la rimozione del Cic e che qualcuno ripari i danni fatti, ad esempio quelli causati dalla chiusura della scuola di San Francesco.

constatare che in ambito lavorativo ci sono stati dei decessi. Marino spiega anche che forse questi problemi non sono dovuti al Cic, ma comunque pericoloso e da l va tolto. Il sindacalista per non si tira indietro quando si parla di inquinamento: giusto che chi ha inquinato paghi - con-