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E i politici scoprirono lacqua calda: manca il Piano di emergenza.

E la terza esplosione rilevante allimpianto Perossidi, questa volta senza morto e feriti.
Eppure oggi i politici scoprono lacqua calda: manca il Piano di emergenza esterno del
polo chimico di Spinetta Marengo. In Commissione comunale ambiente hanno sgranato
gli occhi e si sono strappati i capelli. Ignoranti e/o ipocriti. Ma se da trenta anni che
l'abbiamo rivendicato dentro l'Osservatorio ambientale della Fraschetta! Ma se nel
2002 denunciammo subito che quello approvato era fasullo! Ma se ancora l'anno scorso il
Consiglio comunale di Alessandria ha bocciato la Mozione dei 5Stelle! Abbiamo
continuamente ripetuto che gli impianti Solvay possono provocare una catastrofe
industriale con migliaia di vittime, se si verifica un incidente grave: attentato, caduta
aereo, meteorite, esplosione, incendio. Tale evento catastrofico pu essere innescato
per effetto domino, a catena, come poteva essere nell'esplosione dei
Perossidi. Ritorneremo presto su questo tema. Ora, e in attesa che si alzi il velo sulle
inquietanti dinamiche dellincidente, ribadiamo che permangono reticenti le rivelazioni sulle
sostanze coinvolte nello scoppio e nellincendio (che lArpa non ha riscontrato non
avendole cercate). Dopo sollecitazioni, con sospetti ritardi infine lazienda ha comunicato
ai giornali che si sarebbe trattato di perossido di dicumile, non tossico. Ammesso e non
concesso che questa sia lunica sostanza deflagrata, tesi ardita attribuibile ad un impianto
di miscelazione, il dicumyl peroxide tuttaltro che acqua di rose per lambiente e la
salute (come tutti hanno capito osservando la gigantesca nube nera). Per quel poco che
finora si scoperto ovvero ammesso scientificamente: provoca gravi irritazioni oculari e
cutanee, tossico per lambiente e gli organismi acquatici, non immediatamente
biodegradabile; in caso di incendio e decomposizione produce gas e vapori irritanti; i dati
di tossicit acuta via orale e cutanea sono riferiti ai ratti; non sono disponibili riferiti
alluomo dati su cancerogenicit, teratogenicit, tossicit riproduttiva ecc. Occorre infine
mettere in dovuto rilievo, preghiamo gli organi di stampa di farlo, che non si sono avute
notizie da parte delle Autorit alessandrine rispetto allo smaltimento delle acque
contaminate dopo lo spegnimento nonch ai residui dincendio. Infatti paventiamo la
penetrazione nel sottosuolo e negli scarichi, con contaminazione della rete idrica, falde e
acque superficiali. Il cui avvelenamento doloso reato, fino a 16 anni di reclusione per 8
imputati, in prossima sentenza presso la Corte dAssise.
Medicina democratica Sezione provinciale di Alessandria

Ennesimo incidente al polo chimico di Spinetta Marengo.


Non il primo scoppio allimpianto Perossidi Arkema, questa volta senza morto e feriti,
dunque rispetto a questo ennesimo incidente al polo chimico di Spinetta Marengo le
pronte rassicurazioni della sindaco di Alessandria, Rita Rossa, sono da copione. Esse si
inseriscono nella consueta pantomima: lazienda garantisce che dopo lesplosione tutto
sotto controllo, anzi era tutto sotto controllo anche prima dellesplosione, a cominciare
dagli investimenti ambientali, i vigili del fuoco sono prontamente intervenuti, sia quelli
interni allo stabilimento pur ridotti ad organico minimo, sia quelli accorsi fin da Asti pur
trattandosi di un fuocherello, e sono intervenuti appena possibile polizia locale, arpa, asl,
prefettura, e perfino da Torino il nucleo regionale Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e
radiologico). Pi di cos. Rita Rossa ha subito dichiarato sorridente e tranquilla: Non c
pericolo, la situazione sotto controllo. Ricadute tossiche sulla popolazione? Serafica la
Rossa: LArpa mi ha gi rassicurato. Il fumo non pi pericoloso dei normali fumi di
combustione. Ma non erano sterpaglie, la nube era immensa e sulle case di Spinetta,
sprigionata da un impianto chimico, quando mai un impianto chimico non contiene
sostanze tossiche e cancerogene? Come fate a dire il contrario, come fate voi che siete

arrivati a incendio spento a sapere, e a raccontare che nel frattempo i cittadini avevano
respirato benefico aerosol? Cosa serve ora raccomandare di tenere le finestre chiuse?
Non doveva suonare subito lallarme e lemergenza? Di quale piano di emergenza ed
evacuazione sono, daltronde, dis-informati i cittadini? Quali centraline
pubbliche stavano monitorando limpianto Perossidi? Cosa vuoi che rilevino a posteriori
Arpa e Nbcr? Niente. Infatti Rossa tranquilla come una pasqua. Da tante pasque: non ha
fatto nulla per attuare lOsservatorio ambientale della Fraschetta, n per
avviare lIndagine epidemiologica. Non si mai preoccupata della Fraschetta.
Prima che la discussione pubblica si sposti, come sta gi avvenendo, sul quesito quali
sono le cause che hanno provocato lesplosione?, sarebbe corretto e innanzitutto pi
urgente informare cosa cera in quella immensa nube nera che stata respirata dalla
popolazione della Fraschetta?. Nulla di pericoloso hanno rassicurato un istante dopo,
tutto sotto controllo, ma si sono ben guardati dal fornire informazione sulle sostanze
deflagrate e incendiate. Cosa si nasconde? Anche limpianto Perossidi esploso nel polo
chimico di Spinetta Marengo era obbligato per legge a presentare ai Vigili del fuoco
certificazione di prevenzione incendi e a tenere un registro delle sostanze ufficialmente
contenute: le relative schede di sicurezza dettagliano tutte le prescrizioni in caso di
incidente, tipo incendio esplosione, che determini il rilascio di contaminanti nell'ambiente.
Le schede di sicurezza cio devono prevedere gli scenari ipotizzabili in caso di incidenti:
sostanze tossiche e cancerogene sprigionabili, mezzi di protezione, effetti sul territorio,
rimedi eventuali ecc. Se lazienda non le ha nascoste, lArpa dunque avrebbe dovuto,
quando intervenuta, essere in possesso delle schede di sicurezza e conseguentemente
effettuare le analisi ad hoc. LArpa molto genericamente ha affermato di aver campionato
composti organici volatili e polveri sottili. In pi, priva di centraline in loco, intervenuta in
ritardo, quando la nube stava gi allontanandosi nel territorio. E ha comunque rassicurato,
lArpa, che tutto era sotto controllo e privo di pericoli per la salute. Era scontato che lArpa
non trovasse nulla: per trovare qualcosa bisogna quanto meno sapere cosa cercare e
cercare tempestivamente. Lopinione pubblica cos rester sempre in attesa di conoscere
nome e cognome delle sostanze che si sono trasformate in altre sostanze nella nube e
respirate, sicuramente nocive. Meno trasparenza c e meglio . Infatti i cittadini devono
stare tranquilli, in quanto elettori vengono tranquillizzati dai politici. Non devono
preoccuparsi che gli impianti Solvay possono provocare una catastrofe industriale con
migliaia di vittime, se si verifica un incidente grave: attentato, caduta aereo, meteorite,
esplosione, incendio. Non devono preoccuparsi che tale evento catastrofico pu essere
innescato per effetto domino, a catena, come poteva essere nell'esplosione dei
Perossidi. Non devono sapere che, come dimostra lultimo incidente, per colpa dei
politici manca un Piano adeguato e democratico di emergenza per il polo chimico di
Spinetta Marengo che allerti, soccorra, evacui. Come stiamo chiedendo da 40 anni,
dentro l'Osservatorio ambientale della Fraschetta.

E i politici scoprirono lacqua calda: manca il Piano di emergenza.


In Commissione comunale ambiente sgranano gli occhi e si strappano i capelli. Ignoranti
e/o ipocriti. Ma se da trenta anni che l'abbiamo rivendicato dentro l'Osservatorio
ambientale della Fraschetta! Ma se nel 2002 denunciammo subito che quello approvato
era fasullo! Ma se ancora l'anno scorso il Consiglio comunale di Alessandria ha bocciato
la Mozione dei 5Stelle! E' una classe politica senza pudore.

Mentre lazienda resta reticente.

In attesa che si alzi il velo sulle inquietanti dinamiche dellincidente ai Perossidi,


permangono reticenti fin dal primo giorno le rivelazioni sulle sostanze coinvolte nello
scoppio e nellincendio. Dopo sollecitazioni, con sospetti ritardi infine lazienda ha
comunicato ai giornali che si sarebbe trattato di perossido di dicumile, non tossico.
Ammesso e non concesso che questa sia lunica sostanza deflagrata, a maggior ragione
in un impianto di miscelazione, il dicumyl peroxide tuttaltro che acqua di rose
per lambiente e la salute (come tutti hanno capito osservando la gigantesca nube nera).
Per quel poco che finora si scoperto: provoca gravi irritazioni oculari e cutanee, tossico
per lambiente e gli organismi acquatici, non immediatamente biodegradabile; in caso di
incendio e decomposizione produce gas e vapori irritanti; i dati di tossicit acuta via orale
e cutanea sono riferiti ai ratti; non sono disponibili dati su cancerogenicit, teratogenicit,
tossicit riproduttiva ecc. Occorre infine mettere in dovuto rilievo che non si sono avute
notizie da parte delle Autorit alessandrine rispetto allo smaltimento delle acque
contaminate dopo lo spegnimento nonch ai residui dincendio. Infatti possibile la
penetrazione nel sottosuolo e negli scarichi, con contaminazione della rete idrica, falde e
acque superficiali.

Solvay propone di costruire il secondo ponte sul Bormida a spese sue e della
salute degli alessandrini.
Solvay si

candida a costruire il secondo ponte sul Bormida. I 12 milioni di euro non sono
una bazzecola, ma assai meno delle centinaia del costo della bonifica delle falde acquifere
della Fraschetta inquinate da cromo esavalente e dalle altri 21 veleni tossici e
cancerogeni. A patto che gli Enti locali rinuncino a pretendere dalla multinazionale belga
una vera bonifica, lasportazione e la neutralizzazione del milione di metri cubi di terre
avvelenate, garantita da una Commissione scientifica internazionale. E si accontentino
invece della casereccia finta bonifica in corso: sciacquatura delle acque e punturine di
ricostituente nel terreno invaso dallo stabilimento chimico di Spinetta Marengo.
La proposta del ponte sul Bormida riemerge ora dopo la ventina di milioni di euro sprecata
da un Comune in dissesto per il faraonico e inutile (ce ne sono gi tre) ponte sul Tanaro.
Riemerge ora dopo che Coop Sette, fino ad allora candidata finanziatrice del nuovo ponte
a titolo di compensazione, nel 2008 aveva rinunciato allipermercato a Marengo avendolo
scoperto, ironia della sorte, inquinato nelle fondamenta dalla Solvay. Riemerge, gran
viatico elettorale, spinta dalle dichiarazioni della sindaco Rita Rossa, spalleggiata dal
responsabile nazionale della Protezione civile Franco Gabrielli in visita ad Alessandria.
Riemerge dunque il nodo del finanziatore dellopera, come acutamente fa notare Carlo
Romagnoli su Il Piccolo. Rossa e Gabrielli confermano che ci sono gi i contatti con
Solvay. Il vicesindaco Giancarlo Cattaneo gi sta pensano come far risparmiare qualche
altro milione a Solvay, coinvolgendo il contributo della Regione Piemonte.

Con i soldi del Tav Terzo Valico


Si potrebbero affrontare le drammatiche criticit ecologiche e sanitarie dei 200 mila
abitanti della Fraschetta (territorio fra Alessandria, Tortona e Novi Ligure) realizzando il
democratico Osservatorio ambientale, rivendicato da oltre trenta anni, che tanti disastri e
lutti avrebbe risparmiato alle popolazioni. In particolare, immediatamente, si potrebbe
procedere alla rivendicata Indagine epidemiologica della Fraschetta (200 mila euro?)
mentre i 10 Comuni interessati invece non riescono neppure a far fronte alla richiesta
elementare del proprio Referto epidemiologico, dunque ignorando spudoratamente lo

stato della salute dei propri cittadini. Sempre nello stesso ambito e con altrettanta urgenza
il Comune di Alessandria potrebbe affrontare finalmente la bonifica della bomba
ecologica dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo promuovendo e istituendo
una autorevole Commissione scientifica internazionale (300 mila euro?) che garantisca
un complesso (inedito e costoso) vero Progetto di bonifica a carico Solvay volto ad
asportare e trattare un milione di metri cubi di cromo esavalente e altri 21 veleni tossici e
cancerogeni sotterrati. I quali altrimenti percolerebbero allinfinito nella pi importante falda
acquifera del Piemonte se, come sta clamorosamente avvenendo, continuasse lo
scandalo politico-industriale della finta bonifica aziendale (sciacquatura della falda) che
mette infine a rischio lesistenza del sito chimico. Stiamo parlando di uno dei pi eclatanti
delitti ambientali e sanitari italiani, per danni presenti e futuri di centinaia di milioni di euro
e il corollario di migliaia di ammalati e morti, con un Processo prossimo a sentenza
(avvelenamento doloso delle acque e dolosa omessa bonifica) che dovrebbe invertire la
recente vergognosa giurisprudenza assolutoria (Eternit, Bussi, Turbigo ecc.) in tema di
disastri ambientali.

Veleni nel sangue dei lavoratori Solvay. E i cittadini?


Linsistenza pervicace con la quale ci rivolgiamo alla sindaco Rita Rossa e allassessore
Claudio Lombardi per avviare lIndagine epidemiologica della Fraschetta vieppi
avvalorata dalle preoccupazioni che le organizzazioni sindacali unitariamente rivolgono
alla Solvay di Spinetta Marengo in merito alla presenza nel sangue dei lavoratori di
sostanze tossico nocive che non dovrebbero comparire neppure in minime parti per
miliardo. Sostanze che evidentemente avvelenano anche lambiente esterno allo
stabilimento e presumibilmente sono riscontrabili nel sangue dei cittadini.
Purtroppo il Comune di Alessandria, bench ripetutamente sollecitato, non ha provveduto
nemmeno a pretendere dallASL il Referto epidemiologico, se non altro propedeutico
allIndagine.
Come sappiamo, le rarefatte e private campagne di campionamenti ematici personali a cui
sono sottoposti centinaia di lavoratori Solvay evidentemente esposti a lavorazioni in
impianti non a ciclo chiuso dunque tecnologicamente inadeguati- riguardano sostanze di
estremo pericolo per la salute, come benzene, cumene, tetracloruro di carbonio,
cloroformio, cromo eccetera. In particolare lattenzione si rivolge a ADV, C6O4 e PFOA,
ognuna dalle complicatissime formule chimiche e denominazioni. Su di esse suoniamo un
allarme chiaro e rivendichiamo lintervento pubblico: di Comune e ASL.
Semplificando. Sul PFOA abbiamo ampiamente gi scritto e denunciato in tribunale:
tossico, cancerogeno, teratogeno, patologico a tiroide, colite ulcerosa, colesterolo
eccetera stato in quantit enormi rinvenuto indegradabile alla foce del Po e soprattutto
nel sangue dei lavoratori, a loro volta addirittura donatori di sangue. E stato messo al
bando in tutto il mondo. Finalmente Solvay, al culmine della nostra campagna di denuncia
nazionale, ha annunciato leliminazione del tensioattivo dalle lavorazioni spinettesi. Come
si spiega allora che ancora oggi rinvenuto nel sangue degli addetti? Non stato
completamente eliminato dalle produzioni? Quanto persiste nellambiente, fino a quando?
Il C6O4 stato annunciato come sostituto del PFOA. Sale ammonico inodore,
scarsamente biodegradabile, corrosivo, tossico per ingestione inalazione e contatto:
principale organo bersaglio il fegato, le polveri fini derivate possono infiammare ed
esplodere, in caso di incendio o surriscaldamento genera per decomposizione termica
come sottoprodotti tossici o cancerogeni fluoruro di idrogeno anidro, fluorofosgene,
difluoruro di carbonile, ammoniaca, anidride carbonica, fluorocarburi ecc. Per quanto
riguarda lesposizione prolungata o ripetuta sono tragicamente carenti ovvero nascoste
informazioni scientifiche tossicologiche, soprattutto come cancerogeno, mutageno e

teratogeno. Criticit nel trattamento rifiuti per la neutralizzazione e il recupero di acido


fluoridrico. LARPA non sta effettuando campionamenti. Lallarme dei consumatori, di
conseguenza, si trasferito dal PFOA al C6O4 quale base dei prodotti Teflon: tessuti da
abbigliamento e arredamento, componenti di farmaci, schiume antincendio, lubrificanti,
adesivi, cosmetici, insetticidi, rivestimenti per tappeti e mobilio.
Infine lADV. Incolore, inodore, insapore, letale se ingerito o inalato, letale per contatto,
indegradabile in acqua, bioaccumulabile, tossico e corrosivo in degradazione termica nei
suoi sottoprodotti (fluoruro didrogeno anidro, fluorofosgene, cloruro didrogeno ecc.) gi in
fase acuta. Per la fase cronica le informazioni scientifiche tossicologiche sono
drammaticamente carenti ovvero nascoste, soprattutto per la cancerogenicit, come in
generale lo sono per tutto ci che riguarda salute, sicurezza e ambiente, compreso lo
smaltimento dei rifiuti pregni di acido fluoridrico. Anche su questa sostanza lARPA non sta
effettuando campionamenti.
In conclusione. Riteniamo che lASL abbia la responsabilit di provvedere
direttamente alle analisi del sangue dei lavoratori, di verificare quelle fornite ai
lavoratori da Solvay (la quale non pu essere controllata e controllore di se stessa:
le sue rassicurazioni con tanto di professoroni superstipendiati lasciano il tempo
che trovano), nonch di procedere ai referti della popolazione a rischio, in merito
particolare alla presenza di queste sostanze pericolose, fornendo delle stesse
completi parametri tossicologici e sanitari di concerto con ARPA. Sottolineiamo che
per Medicina democratica i valori limite devono essere zero.
Chiediamo che i risultati delle rilevazioni siano portati a conoscenza individuale
degli interessati e della collettivit tutta: tale riteniamo sia lobbligo della Sindaco di
Alessandria (peraltro gi insolvente del Referto epidemiologico e dellIndagine
epidemiologica della Fraschetta).

Per la realizzazione dellIndagine epidemiologica della Fraschetta abbiamo chiesto


incontri con:
I sindaci e consiglieri comunali di Tortona, Novi Ligure, Alessandria, Predosa, Pozzolo Formigaro, Frugarolo,
Bosco Marengo, Casalcermelli; partiti; fondazioni bancarie di Alessandria e Tortona; legambiente; wwf; italia
nostra; progetto ambiente; anpana; cgil; cisl; uil; arpa; asl Alessandria; universit Alessandria.

A ben sette anni dallavvio, il tribunale di Alessandria si appresta a concludere il primo


processo Solvay per lecocidio dellinquinamento idrico mentre deve ancora iniziare
il secondo per quello dellinquinamento dellaria. In entrambi i casi ci sono di mezzo
ammalati e morti, nei numeri che solo una vera indagine epidemiologica sapr
approssimarsi al reale. Dunque responsabilit penali: chiesti dal PM fino a 18 anni di
reclusione per gli 8 imputati di doloso avvelenamento delle acque e dolosa omessa
bonifica. Per anche responsabilit morali per quella improcessabile classe politica che
tutta intera, per omert e complicit, ha assassinato la Fraschetta per decenni. Se non
finir nel solito scaricabarile sullo Stato, a loro volta alcuni degli attuali politici del consiglio
comunale anche con atti di indirizzo programmatico e delibere quadro- sembrerebbero
impegnati finalmente in una opportuna discussione in merito alla
nascita dellOsservatorio ambientale della Fraschetta: strumento di partecipazione
popolare che sarebbe stato gi 30 o solo 20 o 10 anni fa largine alla catastrofe
ecosanitaria. A questa discussione, malgrado essa spesso oscilli fra gli estremi
dellastrattezza e dellapprossimazione, non si sottrarr certo Medicina democratica, non
solo perch sente la maternit della proposta originale di Osservatorio ma anche per
esaltare limprocrastinabile necessit di un Comitato scientifico internazionale che
garantisca la complessa e costosa operazione di effettiva bonifica dei terreni e delle falde
spinettesi, dunque la salute e loccupazione.

Senza attendere la composizione del mosaico, un tassello immediatamente realizzabile


lIndagine epidemiologica della Fraschetta, che abbracci il territorio della Fraschetta
storica, il quadrilatero che va da Alessandria a Novi Ligure a Tortona a Predosa, unarea
omogenea dove interagiscono situazioni anche di alto rischio accanto a peculiarit locali
da approfondire assolutamente. Ed essere risolte. Dunque lepidemiologia va intesa come
prevenzione e non come conteggio dei morti e degli ammalati. Ebbene, noi abbiamo
contattato tutti i soggetti politici sociali istituzionali della Fraschetta, di Tortona, Novi
Ligure, Alessandria, Predosa, Pozzolo Formigaro, Frugarolo, Bosco Marengo:
sindaci-assessori-partiti-fondazioni bancarie-legambiente-wwf -italia nostraprogetto ambiente- anpana-cgil-cisl-uil-arpa-asl-universit. Ebbene, nei riscontri, non
vi stato nessuno di questi che abbia osato rispondere che per i propri cittadini lindagine
non interessa. Certo, non baster la loro disponibilit di facciata quando si tratter di
mettere mano ai portafogli. Si profila dunque una impresa ambiziosa e ardua quella che
innanzitutto grava sulle spalle dellamministrazione della citt capoluogo: lobbligato ruolo
di raccordo della sindaco di Alessandria, ora addirittura presidente della Provincia, atteso
al varco. Ora si vedranno le volont politiche. Rita Rossa pu contare sullentusiasmo del
suo assessore allambiente, Claudio Lombardi. Baster?

Abbiamo inviato richiesta, ai sensi di legge, di referto epidemiologico ai sindaci


quali primi responsabili della sanit comunale, di Alessandria, Tortona, Novi Ligure, Bosco Marengo, Pozzolo
Formigaro, Predosa, Frugarolo, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia, Casalcermelli.

I sindaci potrebbero migliorare lo stato di salute dei propri cittadini. Invece non lo
conoscono e quindi non agiscono. Eppure con il referto epidemiologico potrebbero, e
noi con loro, avere coscienza in tempo reale delle criticit sia per gruppi di residenti che di
lavoratori. Questa esigenza particolarmente avvertita nella Fraschetta: dove si fa
unanime la proposta di urgente Indagine epidemiologica per tutto il territorio interessato
da numerose fonti di rischio tra loro interdipendenti, tra cui aziende ad alto tasso di
inquinamento. In questa direzione perci abbiamo con raccomandata inviato richiesta, ai
sensi di legge (risposta entro 30 giorni), di referto epidemiologico ai sindaci quali primi
responsabili della sanit comunale- di Alessandria, Tortona, Novi Ligure, Bosco Marengo,
Pozzolo Formigaro, Predosa, Frugarolo, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia.
Cos il referto epidemiologico rivendicato? E il check-up, la diagnosi, sullo stato di
salute della popolazione comunale basato sui dati elettronici gi presenti (ricoveri,
mortalit, farmaci assunti ecc.), anche confrontabili con gli analoghi valori dei comuni
vicini, provincia, regione. Lobbiettivo finale lindividuazione del rischio e del danno, delle
bonifiche e della prevenzione di gravissime malattie. Lepidemiologo potr diagnosticare
raffrontando il referto epidemiologico con il complesso dei dati demografici e socio-sanitari
correnti gi presenti. Insomma il referto epidemiologico si basa sul conteggio di tutti i
deceduti e dei nuovi malati (es. malformazioni neonatali, complesso dei deceduti,
complesso dei tumori ecc.) diagnosticati in una specifica comunit come pu essere un
gruppo di lavoratori o i residenti in particolari aree in un ben definito periodo di tempo.
Saranno considerati tutti i casi sulla base dellet, del genere, dellarea geografica, del
periodo e di altre caratteristiche. I valori osservati dovranno poi essere raffrontati con il
valore atteso proveniente da una popolazione standard. Se la differenza tra questi due
valori risulter superiore a 1 (ci sar quindi un eccesso di casi osservati) saremo in
presenza di un fenomeno pi frequente del previsto. A questo punto, con altri specialisti,
dovranno essere indagate casualit e causalit dellevento. Lutilizzo di questi dati, se
adeguatamente aggiornati, potr permettere di identificare criticit, di origine ambientale,
lavorativa o sociosanitaria ed intervenire su di esse. Ci aiuter ad individuare

tempestivamente le soluzioni, migliorando la qualit di vita dei cittadini e dei lavoratori,


salvando molte vite, mantenendo sano il tessuto sociale e risparmiando risorse
economiche utilizzabili altrove, magari proprio per attivare una efficace prevenzione
primaria, rimuovere le cause di queste malattie ed evitare analoghe epidemie.
Ribadiamo a ciascun sindaco della Fraschetta: la realizzazione di un referto
epidemiologico non cos complessa n costosa. Infatti i dati correnti esistono gi, e sono
presenti negli assessorati alla salute, nelle Asl, negli ambulatori medici e negli ospedali.
Sono gi informatizzati, codificati e riferiti ad ogni individuo che abbia avuto contatti con
strutture sociosanitarie pubbliche o private. Oggi servono solo per scopi amministrativi,
economici e statistici. Noi invece rivendichiamo che siano utilizzati in modo sistematico,
continuo e applicato allepidemiologia come prevenzione. Facciamo dunque appello a tutti
i sindaci della Fraschetta, sottolineando il ruolo di raccordo di Rita Rossa nella sua
duplice veste di sindaco del Comune capoluogo e di presidente della Provincia.

Assegnato il Premio Attila Alessandria 2014


Questanno il voto si distribuito fra quattro candidati. Lha spuntata Bruno Binasco, erede di Marcellino
Gavio (Premio Premio Attila 2004) e di Fabrizio Palenzona (Premio Attila 2005). Il suo voto stato
favorito spesso dallabbinamento con quello di Rita Rossa.
La motivazione della candidatura infatti era stata: Maria Rita Rossa sindaco di Alessandria e
presidente della Provincia, ha scelto per il vertice della Slala Bruno Binasco braccio
destro, ufficiale pagatore e parafulmine dei Gavio, plurinquisito e condannato. Sindaco di
un Comune in dissesto che licenzia i dipendenti, ha sprecato milioni di euro per un
ponte Meier inutile e faraonico. Favorisce Solvay (Carlo Cogliati, Premio Attila 2012) e
ostacola lassessore Claudio Lombardi alla realizzazione dellOsservatorio ambientale e
dellIndagine epidemiologica della Fraschetta

Medicina democratica vincer il Premio giornalistico Franco Marchiaro?


Questanno Medicina democratica partecipa con un servizio monografico (pagine 54)
redatto sulla rivista e tratto dai nostri articoli pubblicati su testate nazionali, regionali e
locali, carta stampata e on line, nonch su innumerevoli blog, e riguardanti lo scandalo
politico della bomba ecologica di Spinetta Marengo: lattualit delle drammatiche
cronache processuali in Corte di Assise di Alessandria e la lunga storia dellinsediamento
industriale (Montedison, Solvay, Edison, Arkema) che ha assicurato lavoro e morte ad
Alessandria, che diede lustro ad una classe operaia leader nel sindacato non solo locale,
che ha sempre intrecciato privilegiati rapporti con amministratori e partiti, che
superstite testimone di una distrutta chimica italiana e che rischia il futuro produttivo e
occupazionale se non risolve linquinamento della bomba ecologica con vera bonifica.
Quale esempio anticonformista e militante, nelle cronache delle udienze del clamoroso
processo Solvay giornalismo impietoso contro i carnefici padronali e i loro servitori
pubblici e privati, partigiano con le loro vittime, severo anche verso giornalisti e magistrati.
Insomma: politicamente scorretto, toccando nervi scoperti dentro le responsabilit
penali e le miserie e nobilt umane rappresentate. Militante, per, che dalla denuncia
conduce alla circostanziata proposta.
Rilevanti nel processo di Alessandria sono i capi di imputazione avvelenamento doloso
delle falde acquifere e dolosa omessa bonifica, reclusione non inferiore a 15 anni, che, se

confermati nellimminente sentenza, affermerebbero per la prima volta, dopo le


vergognose sentenze Eternit e Bussi, una giurisprudenza in materia di disastri
ambientali degna della Giustizia e della Costituzione.

Lintero Dossier (136 pagine) disponibile per chi ne far richiesta.