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Domenico Turco IL PARADIGMA POSTMODERNO LAntropologia, al pari delle altre scienze umane e sociali, ha subito nel corso del

Novecento una vera e propria rottura epistemologica rispetto alle sue origini, riconducibili in qualche modo allidea di una scientificit rigorosa, di tipo positivistico. Attualmente, e quindi piuttosto tardi, gli antropologi hanno preso coscienza di alcuni rilevanti motivi correlati al paradigma postmoderno delle scienze sociali, programma dintervento culturale che si pone sotto il segno della complessit e della differenza. Nellambito dellantropologia un tema che divenuto cos! pressante da imporre un nuovo percorso alla disciplina la questione della rappresentazione delluomo come oggetto dellosservazione etnologica, ma anche come soggetto concreto, immerso nellesperienza esistenziale, fatta di aspettative, credenze, strategie di difesa e ambigue modalit di autonarrazione. Diversamente che in passato, oggi il problema relativo alla rappresentazione del soggetto in causa nella narrazione antropologica viene spesso riformulato nei termini di una invenzione dellAltro. "a chi lAltro, e, soprattutto, qual la sua differenza rispetto al soggetto, tradizionale argomento della ricerca antropologica# $nnanzitutto, mentre il soggetto fungeva da astratto centro dinteresse, privo di identit al di fuori del %campo&, lAltro figura connessa allatteggiamento postmoderno, categoria autonoma che richiama correlazioni assai significative con i fenomeni della differenza, del relativismo culturale, e del rapporto tra il globale come caos organizzato e il locale come summa di particolarismi. $nterrogandosi sui propri presupposti logistici, il punto di vista antropologico si arricchito notevolmente. Lantropologia passata cos! dalla semplice critica, svolta sovente dallesterno e secondo i canoni spiazzanti di altri saperi, alla metacritica, cio alla riflessione profonda e inesauribile da parte degli etnologi sulle modalit che consentono di mettere in pratica le premesse del proprio lavoro. Nella fattispecie gli stessi etnologi hanno rivolto particolari attenzioni al nodo cruciale del discorso antropologico, che il passaggio dal campo alla registrazione nello spazio assai esiguo del testo, operazione che si traduce in quella invenzione delluomo che costituisce da sempre il filo conduttore delle scienze sociali. 'ipercorrere il cammino affascinante e complesso dellantropologia contemporanea implica senzaltro un esame esplicativo dell(tnocentrismo come pregiudizio dello studioso classico riguardo alla presunta inferiorit del pensiero selvaggio rispetto a quello egemone, di marca europeo)occidentale. L(tnocentrismo snatura di fatto un approccio di apertura dialogica, fondato sul rispetto dellAltro calato nella sua situazione ontologica, nel suo %mondo&, che necessariamente diverso, ma non per questo contrapposto o contrapponibile al %mondo& di provenienza del ricercatore sul campo* $l pregiudizio etnocentrico ha assunto degli aspetti esemplari nellopera di Lucien L v+),ruhl, per quanto ci- non offuschi minimamente il valore storico delle sue scoperte in antropologia, eccezionale presupposto della rivoluzione strutturalista di .laude L vi)/trauss. 'ivoluzione che dobbiamo al rigoroso metodo lvi-straussiano, e alla capacit davvero unica dellintellettuale belga di realizzare un approfondimento continuo e puntuale della sua disciplina di riferimento, svolto nella forma di una filosofia di carattere antropologico, influente anche 0 se non soprattutto 0 al di fuori degli studi etnologici. Lo /trutturalismo, indirizzo di pensiero nato nel solco della cultura postmoderna, deve molto allelaborazione teorica di L vi)/trauss, che capace di aprire profondi squarci di verit sul mistero costituito dalluomo come animale simbolico e non come passiva cavia da laboratorio, secondo lo schema positivistico standard in voga fino a non moltissimi decenni fa, e che continua ad essere applicato, per fortuna in contesti sempre pi1 minoritari.

(rede della prospettiva di L vi)/trauss, lantropologo svizzero di origine tunisina "ondher 2ilani vira ancor pi1 in direzione della filosofia postmoderna, intrattenendo un fecondo dialogo con il Testualismo e il 3ensiero della Differenza. (splorando la tematica dellinvenzione dellAltro, 2ilani perviene ad una sua illuminante definizione che paradossalmente ne sancisce lindefinibilit* Nellinterpretazione 4ilaniana la figura dellAltro, infatti, non pu- produrre una definizione astratta, che prescinda dalluomo come soggetto e protagonista assoluto dellanalisi antropologica. LAltro va considerato per quello che , non unentit a s5 stante sganciata dal gruppo in cui si trova inserito, bens! un individuo concreto immerso nel sociale, e come tale condizionato a rapporti di dominazione)subordinazione, tipici della sua interazione con lhabitat culturale di appartenenza. Alla stessa corrente postmoderna pu- essere ricondotto 'ichard Needham, antropologo inglese. Nel saggio Credere Needham elabora questo concetto individuandone i caratteri distintivi, allinsegna della domanda %credere unesperienza#&. Domanda aperta, che dischiude a sua volta altre domande e spunti di riflessione, relativi alla %traduzione& da una cultura allaltra* $l problema del credere rinvia alla questione del metodo operativo degli antropologi classici, metodo che fu oggetto della critica ragionata di uno dei pi1 grandi pensatori del Novecento, laustriaco Lud6ig 7ittgenstein. /orprendenti sono, per esempio, le sue Note sul Ramo doro di Robert !razer, che anticipano lattuale ripensamento del discorso antropologico, sempre sospeso tra critica e metacritica. La riflessione di 7ittgenstein pone degli interrogativi che hanno destato linteresse dellantropologia ufficiale solo a partire dagli anni 8ttanta, su sollecitazione dello sviluppo a livello planetario di quella rivoluzione culturale nota come "eoria della Complessit, derivante da una presa di coscienza differenzialista, ormai patrimonio comune di tutte le scienze umane e sociali. Da9 http9::666.mondo;.it:antropologia:par)post)mod.html Il postmodernismo in antropologia $n seguito agli anni <=, con la crisi del boom economico e linizio della recessione, globalizzazione e transnazionalizzazione dei mercati, lantropologia, come le altre scienze sociali e umane, entra in un periodo nuovo. $nnanzitutto va notato che la maggior parte dei postulati teorici che hanno dominato fino a quel momento sembrano non essere pi1 sufficienti per spiegare quello che accade a livello mondiale. $l crollo del "uro di ,erlino e lo spostamento dellasse di equilibrio mondiale dagli >rali e i ,alcani verso il "editerraneo fanno s! che i metodi fino a quel momento perseguiti per fare antropologia siano messi in discussione. Da una parte, si vede che un buon numero dei piani di sviluppo dei paesi del Terzo "ondo, dove anche lantropologia ha svolto un ruolo di primo piano per apportare conoscenze cruciali sul luogo sono falliti. Non soltanto, ma gran parte dei paesi riceventi aiuto hanno finito con lindebitarsi ancora di pi1 verso le grandi potenze mondiali. Daltra parte, labbandono dei contesti di ricerca coloniale ha aperto nuove strade di ricerca sul campo. Lantropologo ha trovato e trova sempre maggior difficolt nel condurre ricerca nei contesti post)coloniali. ?uesto ha prodotto un richiamo verso una riflessione maggiormente critica del ruolo dellantropologia nello sviluppo di questi paesi. $l postmodernismo nasce come un movimento comune a diversi rami del sapere umano. La sua origine rintracciabile come movimento nelle arti, in letteratura e filosofia. 3arte dal rifiuto dellidea di modernit, intesa nel senso di razionalizzazione progressiva economica e amministrativa e differenziazione del mondo sociale. $l postmodernismo ritiene che questa epoca sia ormai completamente trascorsa e siamo entrati in un periodo diverso, di rifiuto e dissoluzione dei paradigmi teoretici precedenti. Lidea dominante le posizioni postmoderniste che non esiste una scienza esatta, tutto soggetto a discussione e a critica. Letnografia in quanto tale solo invenzione, non possono esserci modelli teoretici che legano la lettura dei fatti e la loro interpretazione. 3er la critica postmodernista lantropologia deve sapere leggere i fatti e i processi culturali come dei testi, e nello stesso modo poterli riferire. La lettura antropologica deve poter, liberamente da falsi schemi teoretici, costruire

discorsi interpretativi sulla base dellanalisi oggettiva dei fatti. $ fatti sono riportati e resi dallantropologo leggibili come dei veri e propri testi letterari, senza per- lappoggio della finzione. $ teorici postmodernisti si dividono in due gruppi9 gli scettici e gli assertivi. $ primi sono critici di qualsiasi posizione teoretica ed interpretativa. .riticano lidea del %soggetto&, in quanto una mera convenzione linguistica. .riticano la storia e la sua interpretazione in quanto oppressiva e un mezzo di controllo dellessere sociale. .riticano la teoria in quanto aliena, estranea alla realt quotidiana. Le teorie sono soltanto dei modi di imporre schemi in rivalit tra loro senza mai risolvere il modo e il perch5 una possa prevalere sullaltra. $l secondo gruppo si riferisce a gli autori con posizioni meno drastiche. (ssi contrastano lidea della teoria mantenendo che serva a distorcere la realt, ma al contrario del primo gruppo non vogliono abolirla ma trasformarla. /ono inoltre spesso coinvolti in movimenti antiglobal, pacifisti o femministi. 'ifiutano quindi la negazione assoluta e la dissoluzione degli schemi della modernit. >naltra importante posizione quella del post)colonialismo. 3ortata avanti da autori come (d6ard /aid, i difensori di questapproccio criticano la visione delle colonie come data dagli antropologi europei ed americani. 3er loro non soltanto lantropologia stata a lungo strumento di potere, ma la stessa conoscenza ottenuta dagli antropologi in questi contesti stata prodotta dalle differenze di potere ed usata spesso per scopi contrari allo sviluppo di questi paesi. Tuttavia, questa posizione non rifugge dallidea di acquisire conoscenza antropologica recandosi in questi paesi, piuttosto sottolinea limportanza di riconoscere il modo in cui tale conoscenza acquisita e controllarne luso. @acques Derida un antropologo appartenente al gruppo dei postmodernisti scettici. (gli interessato nello scomporre il testo ed analizzarne il contenuto sulla base dei segni e dei significati. .ritico della tradizione logica occidentale sostiene che il modo di pensare proprio del sapere occidentale spesso falsato da costruzioni metafisiche incentrate troppo sullidea di soggetto e oggetto. "ichael Aoucault probabilmente la figura pi1 influente in ambito antropologico. ( un filosofo francese, la sua idea fondamentale che il modo in cui la gente pensa e concepisce il mondo circostanze cambia sostanzialmente sulla base delle esperienze storiche. /ono infatti le esperienze quotidiane che aiutano la gente a definire il contatto con la realt ed a costruire conoscenza e ideologia. /ono celebri le descrizioni di due concetti fondamentali9 il rapporto tra stato e societ e lidea di potere. Aoucault sostiene che lo stato lorgano centrale di controllo ed per questo coinvolto in qualsiasi attivit in cui vi organizzazione di potere, anche quando e se le relazioni di potere si estendono al di fuori dello stato. ( proprio per questo che in epoca contemporanea lo stato diviene sempre meno capace di controllare le relazioni di potere, ma pu- agire solo nellambito di quelle gi esistenti. Lo stato una struttura superiore rispetto ad una serie di reti relazionali tra individui9 la sessualit, la famiglia, il gruppo di parentela, la conoscenza, la tecnologia. $ diversi campi in cui lo stato in grado di esercitare il suo potere sono, ad esempio, il potere disciplinare, quello giuridico)discorsivo e quello biologico. Nel potere disciplinare la prigione diviene il meccanismo per eccellenza di esercizio del potere tramite la disciplina e la punizione, studiandone gli effetti su di una societ si in grado di comprendere come sono strutturate le relazioni di potere. $l secondo si riferisce alle leggi ed ai codici di norme entro cui lo stato opera. $l potere assume la forma di diritto, che pu- essere acquisito, addirittura acquistato e quindi controllato per esercitare dominazione e controllo. $l potere biologico per Aoucault una delle forme pi1 forti, e sottili dellesercizio del potere. (sso pu- prendere diverse forme, tra cui quella della repressione della sessualit, del controllo delle nascite o della creazione di determinate immagini biologiche del corpo, per cui si ha lassoggettamento del corpo alla volont del potere. $ metodi perseguiti dalla scuola postmodernista si condensano in due9 il decostruzionismo e linterpretazione intuitiva. $l primo si riferisce al saper scomporre i testi e leggere al di l delle parole, dei fatti e degli eventi. (cco alcune indicazioni al merito9

) trovare nel testo uneccezione e portarla al limite in modo che qualsiasi generalizzazione sembri assurda ) interpretare i principali argomenti del testo allestremo ) evitare affermazioni assolute ) negare la legittimit delle dicotomie perch5 esse hanno sempre delle eccezioni ) non esprimere un punto di vista chiaro, ma scrivere con oscurit in modo che qualsiasi interpretazione sia poi possibile ) utilizzare nuove terminologie per deviare dalle espressioni e modi di teorizzare familiari Lidea dellintuizione interpretativa del tipo soggettivo e non oggettivo. 8gni fatto, gesto o realt pu- essere interpretato in un numero infinito di modi. Limportante esserne consapevoli e non proporre delle interpretazioni che vadano, per forza, accettate da tutti, ma lasciare spazio a diverse possibili spiegazioni che variano da persona a persona. /enza dubbio il merito principale della critica postmodernista di aver dato una nuova luce allantopologia ed alletnografia. Aare antropologia significa entrare a contatto in modo critico con unaltra cultura e, nel momento della condivisione di esperienze di vita, saper rapportare le esperienze proprie dellantropologo. 3er questo, quando lantropologo mette sulla carta quello che ha visto, deve tentare di fare la pi1 assoluta fede a quello osservato e stare alla larga da generalizzazioni e costruzioni teoretiche astratte che possono essere forzate sulla spiegazione della realt. Le critiche al postmodernismo si stagliano su tre direzioni9 3rimo, la distinzione tra soggettivo ed oggettivo esiste e non ha senso negarla. $ fenomeni possono essere osservati sia oggettivamente che soggettivamente, e fare finta di non tenerlo presente significa chiudere gli occhi sulla realt. /econdo, non si pu- negare loggettivit della scienza e lantropologia deve tentare di avvicinarsi il pi1 possibile alla scienza ed essere quanto pi1 esatta per dare delle spiegazioni al mondo sociale e culturale. Terzo, linsistenza sul testo finisce con il creare delle opere oscure di difficile lettura ed interpretazione che non divulgano affatto la materia. Da9 http9::666.unibg.it:dati:corsi:;BB;:B<CDB)dispensaEtorselloBFG,BFGD.pdf