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Progetto editoriale Laboratori CreATTIVI FILA in collaborazione con MUBA, ABM, Associazione Bruno Munari e Corraini Edizioni per

la mostra Vietato Non Toccare Si rigrazia Corraini Edizioni per lutilizzo dei libri e dei giochi di Bruno Munari Si ringrazia il CLAC, Centro Legno Arredo Cant, per l'utilizzo della Scimmietta Ziz Coordinamento MUBA Progetto grafico Marco Pennisi & C.

Introduzione Fila A contatto con Bruno Munari


di Sabina Cantarelli

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Ma perch giocare una cosa seria?


di Donata Fabbri e Alberto Munari

I libri aiutano a vivere meglio: un progetto esistenziale


di Pia Antonini

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Pu un filo diventare (loggetto di) un gioco progettuale e creativo?


Di Michela Dezzani

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Entra ed esci!
Di Ivana Anconelli

Libri per tutti i sensi


di Beba Restelli

Pi e meno
di Silvana Sperati

Bibliografia
Bojani G.C, Anconelli I., Arte e ceramica in laboratorio, MIC 1991 Droz R. & Rahmy M., Lire Piaget, Dessert, Bruxelles 1972 Fabbri D. & Munari A. (2005): Strategie del sapere: verso una Psicologia Culturale, Milano: Guerini & Ass. (prima ed. Dedalo, 1984) Gostoli R., La creativit come ricerca, in Sfoglialibro, dicembre 1988 Guidetti R., Prelibri, in Su Munari, (a cura di Finessi B.) Segesta, Milano 1999 Maffei G., Munari I libri, Corraini, Mantova 2007 Marucci L., Viaggi nell'arte, Creativa Mente incontro con Bruno Munari, Cauda Pavonis, 1986 Meneguzzo M., Bruno Munari, Laterza, Bari 1993 Munari B., I Laboratori Tattili, Zanichelli, Bologna 1985 riedito da Corraini, Mantova 2004 Munari B., Codice ovvio, Einaudi, Torino 1971 Munari B., Arte come mestiere, Universale Laterza, Bari 1975 Munari B., Da cosa nasce cosa, Laterza, Bari 1981 Munari B., dialogo in I Prelibri, Danese,1980 Restelli B., Giocare con tatto, Franco Angeli, Milano 2002 Piaget J. (1972), La formazione del simbolo nel bambino, Firenze: La Nuova Italia (prima ed. francese Delachaux & Niestl, 1945) Sperati S., Dire, fare, baciare, Alberto Perdisa Editore, 2006 Catalogo mostra Giochi e grafica, Castello di Soncino, 1990 Rivista n.8 del 1997: C'era due volte, periodico del centro studi Gianni Rodari di Orvieto
Per le immagini di opere e le citazioni di Bruno Munari Bruno Munari. Tutti i diritti e le licenze sono riservati alla Maurizio Corraini srl.

Giocare una cosa seria la nuova guida che i Laboratori CreATTIVI di FILA dedicano agli insegnanti della scuola primaria e dellinfanzia. Un progetto che nasce con lobiettivo di indicare ai bambini nuove occasioni di meraviglia e nuovi mondi da scoprire, e si ispira al percorso esperienziale proposto da Vietato non toccare, la mostra dedicata al gioco cos come lo ha inteso Munari. Alla realizzazione della Guida hanno lavorato MUBA e alcuni specialisti della formazione con una serie di contributi che si propongono di chiarire, contestualizzare e approfondire le proposte gioco e le suggestioni sprigionate dalla mostra. Giocare una cosa seria intende suggerire agli insegnanti un ideale percorso da adottare durante le lezioni in aula. Le attivit proposte, tra cui la realizzazione di un oggetto sensoriale come il Prelibro, il gioco Pi e meno, o linvito a realizzare un laboratorio sul filo e le sue varianti sensoriali e semantiche, sono pensate per prolungare le esperienze fattive vissute dagli alunni durante la visita alla mostra. Da quasi un decennio, i Laboratori CreATTIVI FILA rappresentano un osservatorio permanente e qualificato con cui FILA mette a disposizione degli insegnanti materiali didattici finalizzati a incoraggiare e sviluppare le capacit creative di bambini e bambine. Le Guide si offrono ai docenti delle classi elementari e materne come parti integranti delle loro lezioni in aula, allinterno di quello Spazio-Scuola che i Laboratori CreATTIVI FILA continuano a promuovere come il luogo ideale per lo svolgimento delle attivit ludico-formative, in grado di stimolare i giovani alunni a mettere in gioco tutta la curiosit e le capacit creative di cui sono naturalmente in possesso.

di Sabina Cantarelli

Inevitabile. inevitabile incontrare Bruno Munari quando si ha in mente di dedicarsi ai bambini, al loro modo di conoscere, alla loro curiosit. A noi successo di continuo in dieci anni di attivit. Ovunque in Italia ma abbiamo scoperto che uguale anche in tanti altri paesi Bruno Munari un riferimento costante; eppure sono passati anni, sono cambiate molte cose, ma non c niente da fare: quasi come uno scambiarsi uno sguardo, una strizzatina docchi basta un accenno e ci si intende subito. Viene da chiedersi come abbia fatto ad essere cos nel cuore e nella testa delle persone. Apparentemente, non era certo il tipo da impressionare parlava piano, sorrideva e progettava, scriveva,faceva opere darte e di design, sculture e invenzioni, libri, giochi per bambini, in fondogiocava! Intendendo il gioco come lo definiva lui una cosa molto seria. proprio a ci che Bruno Munari ha fatto per i bambini che MUBA ha voluto dedicare una mostra. Come tutte le mostre di MUBA, non propone cose da vedere, ma esperienze da fare. Vietato non toccare un percorso di scoperta e di sperimentazione, per vedere, toccare, sentire e poi per raccontare e comporre queste osservazioni in piccoli libri, dei veri tesori. Ma i bambini di oggi? Questi piccoli individui gi carichi di attese e pronti a decifrare codici per noi complessi, saranno ancora capaci di osservare con gli occhi meravigliati di Bruno Munari? Di scorgere la piccola formica nellangolo? La guida che accompagna la mostra certamente un buon aiuto per far strada ai bambini in queste scoperte meravigliose.

MUBA: curiosit e creativit


MUBA unorganizzazione non profit, oggi Fondazione. Da dieci anni progetta e realizza mostre - gioco per bambini di grande impatto fondate sul metodo pedagogico del gioco e dellesperienza diretta, uniche per dimensioni e per numero di visitatori. Soldi, Scatol, Segni, Idea, Colore, Suoni e Vietato non toccare sono state presentate alla Triennale di Milano, con quale MUBA ha instaurato una positiva collaborazione. Le mostre nascono gi con il programma di spostarsi nei pi rilevanti musei dei bambini italiani e europei, da Milano a Napoli, a Roma, a Firenze. MUBA mette il bambino al centro, propone percorsi educativi, promuove la creativit e la curiosit, motore della conoscenza. Garanzia del continuo aggiornamento della proposta pedagogica il rapporto di costante dialogo con i pi avanzati Childrens Museum del mondo: MUBA infatti membro fondatore e direttore di Hands on! Europe, lAssociazione europea dei Musei dei Bambini. Oggi MUBA lunica organizzazione a proporre in modo continuativo in Italia e allestero mostre gioco temporanee ed itineranti per bambini, ma continua a perseguire lobiettivo di una grande sede permanente. infatti responsabile del progetto del Palazzo delle Scintille, il pi grande centro culturale per i bambini in Europa che nascer a Milano nellambito del progetto di ristrutturazione del quartiere storico della Fiera. www.muba.it

di Donata Fabbri & Alberto Munari

Un viaggio a Vienna, tanti anni fa. Una visita al Kunsthistorisches Museum, e tra i tanti quadri ammirati, uno, adesso in particolare, nello scrivere questo testo, ci ritorna in mente: "I giochi dei fanciulli" di Pieter Bruegel il vecchio. Un grande spazio tra le case, pieno di bambini: ben 148, che giocano 68 giochi diversi! Un quadro denso di significati non solo artistici ma anche antropologici, sociali, culturali, e in pi particolarmente coraggioso. Siamo nel 1560 e i pittori rappresentano soprattutto temi eroici, sacri, oppure ritratti o nature morte: qui invece siamo di fronte al quotidiano, ad una sorta di enciclopedia a cielo aperto di tutti, o quasi tutti, i giochi esistenti all'epoca. Un quadro allegro che ci trasmette ancora oggi l'idea che giocare non solo bello e piacevole, ma che fa parte della vita ed importante. Che lo era allora e che lo ancora oggi. Certamente oggi, guardando dei bambini giocare non pensiamo pi solamente che giocare sia bello e divertente. Le molteplici teorie sul gioco che si sono avvicendate in ambito psicologico e pedagogico ci hanno ormai abituati a riconoscere i suoi risvolti emotivi, relazionali, metacomunicativi e soprattutto le sue importanti valenze cognitive. Sotto questo aspetto, la nostra epistemologia operativa (Fabbri & Munari, 1984-2005) propone delle riflessioni teoriche e delle proposte concrete per chi si occupa di conoscenza ed educazione. Pensando dunque agli aspetti cognitivi del gioco, una rilettura di Piaget pu essere interessante: il gioco infatti al centro di uno dei suoi testi fondamentali: La formazione del simbolo nel bambino (1945-1972). Potremmo dire, ripensando a questo scritto, che il gioco un piacere ed una necessit nello stesso tempo: piacere, perch indipendente da un fine da raggiungere, e necessit, perch per suo tramite imprescindibile vengono costruiti gli strumenti cognitivi necessari allo sviluppo dell'intelligenza e alla comprensione simbolica della realt. Ecco allora che diverse interessanti sinergie appaiono: per esempio l'imitazione nutre il penBruno Munari. Foto di Giliola Chist. Courtesy Edizioni Corraini

siero con gli elementi necessari per costruire simboli. "Il fare come dell'imitazione compensato dal fare come se del gioco simbolico" come dicevano giustamente Droz e Rahmy nel commentare il testo Piagetiano (1972, p. 113). Eppure tutto questo non basta per descrivere anche solo in parte la complessit cognitiva del gioco. C' di pi. In ogni gioco, in ogni attivit ludica del bambino o dell'adulto, c' una costante presenza di almeno tre caratteristiche: l'esercizio, il simbolo e la regola.

L'esercizio lo abbiamo imparato fin da piccolissimi, ripetendo azioni solo per il piacere di ripeterle o giocando per ore con i nostri genitori o i nostri nonni al gioco dei perch. Il gioco del ripetere azioni, movimenti, parole, ci accompagna per tutta la vita e ci aiuta ad arricchire il nostro conoscere. il gioco della ripetizione che ritroviamo anche nell'arte, o nei fregi simmetrici dell'architettura, o in certe scritture orientali, o ancora nella musica. Il simbolo, e la sua forza, lo scopriamo pian piano a partire dai 2-3 anni, imparando a far finta di ma, cosa pi spesso dimenticata, imparando anche ad attribuire e ad attribuirsi dei ruoli, delle funzioni ben precise all'interno di un gioco. Il mondo dei simboli diventa allora parte del quotidiano, nuovo strumento di lettura. La regola non a caso appare insieme alla scoperta dei simboli: per attribuire ruoli, per impersonare personaggi diversi ci vogliono regole ben precise. Da quale momento esatto si entra o si esce da un personaggio? Quando e come si inizia un gioco? Quando lo si finisce? Il gioco delle regole diventa la scoperta delle regole del gioco, e questo ci accompagner per tutta la vita, nello sport, nella competizione, nei giochi di carte, ecc.
Questi tre elementi, l'esercizio, il simbolo e la regola, sono da vedersi a nostro avviso in una prospettiva di costante interazione, e non come una rigida tipologia di tre categorie distinte. Ogni gioco, anche quello che ci pu sembrare il pi meccanico e ripetitivo, comprende sempre tutte e tre queste dimensioni. Pensiamo ad esempio al comunissimo gioco del saltare (la corda, la "settimana", ecc.): esso comprende evidentemente una buona dose di esercizio ripetitivo, gi soddisfacente di per s; ma quasi sempre questo esercizio viene compiuto secondo certe regole: saltare su due piedi, su un piede solo, alternando i piedi, ecc.; spesso poi il saltare accompagnato dal canto di filastrocche, che rimandano a personaggi o situazioni simboliche con le quali il bambino pu identificarsi mentre salta. E...saltando al mondo dell'adulto, pensiamo al gioco delle carte, ad esempio al solitaLa scimmietta Ziz (B. Munari, 1953)

rio: indubbiamente un gioco di regole, alle quali il giocatore si attiene anche se "solitario", perch il rispetto delle regole rende ancor pi soddisfacente l'eventuale riuscita; l'ordinamento delle carte poi, e le figure che le illustrano, simbolizzano le gerarchie presenti nella societ umana, con il potere assoluto del re, ma anche il potere ambivalente della pi piccola delle carte, l'asso; e infine, vi il piacere dell'effettuare l'esercizio ripetitivo dei gesti del rimescolare le carte, disporle in ordine sul tavolo, coprirle e scoprirle, riporle nel mazzo, e cos via. questo stretto intreccio di esercizio, simbolo e regola che fa del gioco un'attivit cognitiva fondamentale, indispensabile per acquisire il bagaglio necessario ad un consapevole adattamento al mondo in cui si chiamati a vivere. Per riuscire ad interagire utilmente con questo mondo necessario, infatti, cogliere e capire la ricorrenza di quegli eventi che ne delineano le caratteristiche, riconoscere la valenza simbolica delle azioni e dei comportamenti che ne definiscono la cultura, imparare il gioco delle regole che permette la condivisione e lo scambio con l'altro. Un bambino cos come ogni piccolo di mammifero privato del gioco durante l'et dello sviluppo avr poi molte difficolt a costruirsi una visione coerente ed equilibrata del suo essere al mondo. Questo perch il gioco presenta una differenza fondamentale rispetto alla vita quotidiana cosiddetta "vera": il gioco permette l'esplorazione di diverse alternative, permette di correggere l'errore e di ricominciare da capo, permette l'invenzione di nuove regole e la verifica delle loro conseguenze, permette di provare esperienze altrimenti irrealizzabili, il tutto senza incorrere in gravi rischi. Nella vita "vera" invece, le regole sono quelle e non altre, e l'errore ha il pi delle volte gravi conseguenze. Nella vita "vera", in fondo, si impara meno che nel gioco, e soprattutto si impara a subire la costrizione piuttosto che a ricercare e a creare la novit. Giocare una cosa seria e importante dunque, ma abbiamo visto che anche un'attivit estremamente complessa. sufficiente allora quello slancio spontaneo che tutti i bambini sembrano avere per il gioco, affinch ne possano cogliere tutta la complessit e beneficiare appieno delle sue potenzialit cognitive ed esistenziali? Non sarebbe forse utile accompagnarli in questo percorso di scoperta, offrir loro degli scenari adeguati per favorire una migliore consapevolezza di quelle molteplici dimensioni che fanno la ricchezza del gioco? E quali sarebbero gli scenari e i contesti pi propizi, come dovrebbero essere costruiti, che genere di attivit dovrebbero proporre?

Educare e promuovere la consapevolezza della complessit del gioco, uno degli obiettivi che il Metodo Bruno Munari rifondato intende perseguire, proponendo non soltanto delle attivit particolarmente studiate di esplorazione attiva di materiali, forme, oggetti, tecniche, regole, ecc., ma anche dei momenti di riflessione guidata affinch il bambino possa ripensare il percorso di gioco effettuato, confrontarlo con quello dei suoi vicini e coglierne cos tutta la ricchezza in ognuna delle sue dimensioni: di esercizio, simbolica e di regole. Esempi particolarmente significativi di questo tipo di attivit sono i giochi presentati in questa guida dalle colleghe che con noi fondarono l'Associazione Bruno Munari che peraltro ha attivamente collaborato con MUBA alla realizzazione della mostra interattiva "Vietato non toccare". In ognuna di queste proposte si tratta infatti di allestire degli scenari di gioco dove possibile esplorare in modo intenzionale e consapevole e non distratto e casuale le diverse interazioni tra l'azione del gesto e le resistenze della materia, offrendo la pi ricca variet possibile di esperienze sensoriali e percettive; dove possibile far interagire diverse strategie di esplorazione, tramite il confronto attento e dialogato tra le proprie azioni e quelle degli altri soggetti che stanno condividendo le stesse esperienze; dove ogni forma di giudizio preconcetto sia esso estetico, pratico o morale momentaneamente sospeso durante tutte le fasi di esplorazione e di confronto, lasciando cos libero spazio al fascino della meraviglia e all'entusiasmo della scoperta, ma anche al piacere dell'interpretazione simbolica; dove l'adulto che propone e coordina il gioco non impone la sua presenza n le sue direttive (sono gli spazi e gli scenari stessi che, se ben studiati, devono suggerire spontaneamente le giuste direttive), ma sempre attento a cogliere ogni pi piccola occasione per sottolineare l'intelligenza di un gesto e favorirne cos la presa di coscienza, senza per mai voler colonizzare con il proprio vissuto l'esperienza sempre singolare della costruzione individuale di un pensiero consapevole.

L Associazione Bruno Munari (ABM) stata fondata nel 2001 dal figlio, prof. Alberto Munari, psicologo ed epistemologo, con lintento di promuovere la diffusione dellopera e del Metodo Bruno Munari. I Laboratori Bruno Munari, progettati ed elaborati da ABM nel quadro della rifondazione del Metodo, coniugano la dimensione e il valore storico dell'opera dellartista con la necessit di riflettere sui processi di apprendimento che in essi si manifestano. Le attivit che Bruno Munari dedic ai bambini, infatti, apparentemente cos semplici da sembrare di facile realizzazione, sono invece sempre state frutto di un lavoro di ricerca molto accurato e rigoroso. www.brunomunari.it - info: 334 5438916

di Pia Antonini

siste, fra i tanti Munari che ognuno di noi ha nel cuore, un Bruno Munari speciale, quello dei libri, che continua ancora oggi a fare la rivoluzione (B.M., Verbale scritto 1992, p.24). Nel centenario della nascita ci sorprendiamo ad ammettere di esserci emozionati e formati con i suoi libri per averli toccati, osservati, letti, studiati, disegnati. Non ce ne eravamo accorti, immersi nel flusso veloce della quotidianit senza memoria. Libri dartista e di grafico, di latta e illustrati, teorico-didattici e illeggibili, cartelle dautore e manuali distruzione, libri per bambini e collane per ragazzi editi da Einaudi, Mondadori, Scheiwiller, Zanichelli, Corraini. E ancora le autolibro, autocarri attrezzati a biblioteca, librerie Vademecum, lezioni e laboratori alla Scuola Politecnica del design sulla costruzione dei libri, mostre di libri realizzati dai bambini e Libro Letto sono solo categorie nelle quali cerchiamo di ordinare oggetti, esperienze, indicazioni di metodo che formano il reticolo infinito della progettualit concreta di Bruno Munari.

Gli altri siamo noi. Lartista interessato solo a far vedere quanto bravo, senza aiutare gli altri a capire ed a esprimersi, non serve alla collettivit. () Sono pi di quanto non si creda le persone che non hanno mai letto un libro. () Esse non sanno che nei libri c il sapere, che grazie ai libri lindividuo pu aumentare le conoscenze dei fatti e capire molti aspetti di quello che succede, che i libri possono svegliare altri interessi, che i libri aiutano a vivere meglio (Bruno Munari)
Munari agiva i valori etici che appartengono alla cultura del rispetto di s e degli altri, guidato dal pensiero progettuale creativo. Agiva spinto da una curiosit riflessiva e generativa,Dissipando intorno a s la sua generosit creativa (A.Vettese). Dalla riflessione scaturivano soluzioni inusuali e soprattutto oggetti nuovi quali la Re-invenzione delloggetto libro (G.Maffei, 2002).

Immagine tratta da Libro Illeggibile N.8 (B. Munari, 1951)

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I Prelibri sono solo un oggetto di design?


Una scatola di cartone limballaggio che custodisce un libro-confezione di 36 cm per 25. Le pagine sono di plastica trasparente, progettate come tasche per esporre e conservare, in bella mostra, dodici libretti allineati come sullo scaffale di una libreria. Si chiamano PRELIBRI, li produce Danese dal 1980 e oggi sono riediti da Corraini. Dedicati a bambini dai tre ai cinque anni, sul dorso recitano: Bruno Munari I PRELIBRI PREBOOKS PRELIVRES VORBUCHER Danese Milano Edizioni bambini. Per i bambini un libro solo un oggetto verso cui provano attrazione perch nuovo. La copertina, realizzata in vari materiali, quale porta di accesso sollecita a entrare ed esplorare. I bambini sono gi dentro, in azione. Grandi fotografie in copertina mettono a fuoco il loro interagire con loggetto e il materiale. Toccano, tirano, aprono, sfogliano, annusano, addentano, percepiscono il rumore e il calore, scoprono come si formano i colori con le pagine trasparenti. lazione che porta al cuore della conoscenza, e i bambini sono attivi. Possiedono una curiosit polisensoriale spontanea con la quale si avventurano nella comprensione della realt che li circonda. Non sanno che nei libri c il sapere, eppure vi sono immersi. Lattenzione del progettista si pone con sensibilit e rispetto dalla parte del bambino che sta entrando a piccoli passi nella conoscenza. La copertina con le fotografie dei bambini svela in modo non verbale ma visivo la funzione di Prelibri, nuovo oggetto di design. Bruno Munari amava fare chiarezza sul suo pensiero, rendere leggibile, manipolabile e persino copiabile la sua opera. Per questo motivo, e per accontentare gli adulti con una comunicazione verbale e scritta, Bruno Munari presenta i suoi Prelibri con unaltra introduzione in controcopertina. Si tratta di un meta-dialogo fra un bambino e lautore che si interrogano a vicenda su ci che sanno dei libri. una pagina che merita di essere recitata a teatro. Munari si diverte a giocare con le parole: I Prelibri non hanno senso. Come un prestigiatore disorienta ma incuriosisce. In prima e quarta di copertina il titolo sempre lo stesso: LIBRO. Su uno dei lati volutamente capovolto. Il bambino non sa ancora leggere la parola libro ma, poich il titolo da ambedue le parti, in qualsiasi modo lo prenda in mano nessuno interverr a correggerlo. Se i Prelibri non hanno senso, inteso come verso o direzione, il messaggio di Bruno Munari chiaro: si pu iniziare a sfogliare il libro da dove si vuole. Il libro, prima di essere tale, un oggetto utile che deve essere progettato con la stessa cura di un

Immagine tratta da Libro Illegibile N.15 (B.Munari, 1951)

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articolo di design. Ha un corpo, una fisicit costituita da forme e materiali. Il formato dei librini il quadrato tanto caro a Munari. Dieci centimetri per dieci la misura dellattenzione alle esigenze degli altri, ancora una volta adatta ai bambini.

I Prelibri sono oggetti nuovi


Non stato facile proporli, afferma Renata Gostoli, una giornalista di Sfoglialibro, riferendosi ai Prelibri in una intervista a Bruno Munari nel 1988.

Qui siamo in presenza di un altro preconcetto. Diciamo che la gente ha bisogno di tempo per recepire il nuovo (). Loggetto troppo nuovo confonde, spaventa perch non ha paragone (). I Prelibri sono oggetti nuovi. Esistono gi per esempio dei libri di stoffa che recano stampata la tazza del caffelatte. Invece nei miei libri c la sorpresa, c qualcosa che il bambino non conosce. (Bruno Munari)

Dai Libri illeggibili del 1950 ai Prelibri


I Prelibri sono oggetti nuovi, di grande forza inventiva come i Libri Illeggibili da cui derivano. Una serie di sei, ora dispersa, fu esposta per la prima volta nel 1949 alla Galleria del Salto, cio nel cuore culturale e creativo del nuovo movimento artistico milanese, il M.A.C., Movimento di Arte Concreta di cui Bruno Munari con Atanasio Soldati, Gianni Monnet e Gillo Dorfles stato fondatore. In quelloccasione prendono forma i Libri Illeggibili, che sono anche inclassificabili perch al tempo stesso sono e non sono prodotti editoriali, e appartengono e non appartengono alla categoria dei libri dartista (Maffei). I Libri Illeggibili sono libri senza parole che possiedono consistenza materica. Dopo primi esperimenti in esemplare unico o in piccolissima serie sono state eseguite speciali tirature, da quella olandese fino a quelle esposte a Tokyo, Roma e New York negli anni Sessanta. Una ricerca artistica coerente, durata unintera vita, unisce i Prelibri ai Libri Illeggibili. scelta dellartista rinunciare alla comunicazione testuale a favore della funzione estetica e plurisensoriale del libro. Il concetto di libro, estremizzato per lassenza delle parole, qui si allarga in zone inedite e inesplorate.Il libro come oggetto indipendentemente dalle parole stampate, pu comunicare qualcosa? E che cosa? -si chiede Bruno Munari- Normalmente la carta usata come supporto del testo e delle illustrazioni e non come comunicante qualche cosa. Se si vuole sperimentare le possibilit di comunicazione visiva dei materiali con i quali fatto un libro, allora dovremo provare con tutti i tipi di carta, tutti i tipi di formati, con rilegature diverse, fustellature, sequenze di forme (di fogli), con carte di materie diverse, coi loro colori naturali e le loro texture. (B. M., Da cosa nasce cosa,1981)

Immagini tratte da Prelibri (B.Munari, 1980)

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Il libro prima di tutto un oggetto sensoriale (Bruno Munari)


Anche i Prelibri non contengono storie per bambini, non hanno protagonisti e nemmeno parole. Consistono di tanti materiali diversi che trasmettono stimoli visivi, tattili, olfattivi, sonori, termici, materici. I Prelibri sono la prima enciclopedia plurisensoriale per bambini in et prescolare (Guidetti) che sia mai stata realizzata. I primi sei sollecitano unesplorazione con vari tipi di carta ruvida, colorata, liscia, trasparente. Pochissime le immagini per lo pi stilizzate. Tantissime le sorprese. Sono libri per educare la percezione visiva. Quelli che vanno dal n. 7 al n. 12, invece, sono realizzati con materiali differenti dalla carta: pannospugna, panno feltro, plastica rigida, smerigliata, vipla trasparente, fibralin, legno. I Prelibri rivoluzionano il concetto di libro per bambini piccoli favorendo uneducazione al tatto. Attraverso gli oggetti da lui creati, Munari ha incoraggiato per tutta la vita la dimensione estetica di un senso, il tatto, per la prima volta elevato a espressione artistica. Dai libri di latta futuristi del 1936 ai gi citati Libri Illeggibili del 1949, dalla Notte Buia del 1952 al Libro Letto del 1993, Bruno Munari ha affermato e agito il valore della polisensorialit in una dimensione di sinestesia priva di gerarchia fra i sensi. La ricerca sul Tattilismo di F. T. Marinetti, iniziata nel 1921, il punto di riferimento che ha stimolato gli interessi di Bruno Munari. Si pu affermare che i Prelibri sono Libri di avventure tattili (Guidetti), di passeggiate e viaggi tangibili che richiamano gli esperimenti futuristi sul tatto.

Perch Prelibri?
Inventando la parola, Munari li ha chiamati Prelibri. Pre identifica unanteriorit temporale e attribuisce al progetto la missione di esplorare la genesi del libro e la sua funzione. Pre esprime anche superiorit e preminenza. I Prelibri, infatti, sono libri speciali il cui compito autorevole avvicinare e familiarizzare i bambini piccoli con il mondo della conoscenza che facilita lesistenza e che fa vivere meglio (Bruno Munari).
Immagine tratta da Libro Illeggibile Bianco e Rosso (B. Munari, 1953)

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di Michela Dezzani

FILI METALLICI, DI COTONE, LANA, SETA, DOGNI SPESSORE, COLORATI. VETRI COLORATI, CARTE VELINE, CELLULOIDI, RETI METALLICHE, TRASPARENTI, DOGNI GENERE, COLORATISSIMI, TESSUTI, SPECCHI, LAMINE METALLICHE, STAGNOLE COLORATE E TUTTE LE SOSTANZE SGARGIANTISSIME
Manifesto della ricostruzione futurista delluniverso, 1915
ImmaginI tratte da Libro Illeggibile N.Y.1 (B. Munari, 1967)

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Bruno Munari ci diceva sempre che

si pu fare un laboratorio su qualsiasi argomento!


Dicendo questo ci invogliava a non fermarci alla sperimentazione dei laboratori da lui progettati negli anni 70, ma ad andare oltre, a spingerci alla scoperta di spazi, oggetti, procedimenti e relazioni impreviste che soddisfino il desiderio di conoscere e il bisogno di comunicare. Questo percorso educativo segue il Metodo di Bruno Munari per lo sviluppo del pensiero progettuale creativo. Nei ventanni di progetti innovativi con bambini e adulti, sono state tante le occasioni nelle quali ho visto apparire in loro un curioso interesse per i fili e i movimenti dei fili. Il progetto dunque si arricchito di anno in anno con i contributi di tutti.

Introduzione
Che cos un filo? Per rispondere a questa domanda si pu cominciare consultando il vocabolario: filo, s.m. manufatto per tessere, cucire e sim., allungato e sottile, che si trae mediante filatura, da fibre tessili. Tra le prime forme di manufatti nella storia dellumanit troviamo la creazione di fili, filati e cordami, dai pi sottili ai pi spessi. Si pu far risalire la prima forma di arte tessile agli albori del paleolitico ricavata da fuscelli, tendini e budelli. Come nato? Di solito le grandi invenzioni sono attribuite agli dei. Del filo non si pu dire chi labbia inventato, ma uno dei pi antichi prodotti della creativit umana. Certamente linvenzione del filo non stata preceduta da un disegno preparatore, il concetto di filo stato suggerito da elementi naturali. Lartigiano-inventore del paleolitico operava imitando i modelli e mettendo in relazione le procedure visibili nella natura. Il filo anche altro? Dalla polisensorialit alla polisemanticit del filo Il filo un concetto presente anche nei processi di costituzione della materia: possiamo considerare il DNA un filo lunghissimo che ripiegandosi su se stesso genera volumi e crea la materia. Fili sono anche le sinapsi, ovvero le diramazioni che collegano le cellule nervose tra loro fino a formare la rete del sistema nervoso. Il filo anche un concetto matematico: mettere in fila una delle prime attivit cognitive che il bambino compie.

Attrezzatura
Sono necessarie forbici e pinze per tagliare i fili, ma le mani sono lo strumento pi importante per tutti gli esercizi creativi e progettuali con i fili. Lanimazione sensoriale che i fili attivano sul tatto fa scattare la collaborazione di mani e cervello.

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Materiali
Naturali o artificiali, tradizionali o innovativi i fili sono percepibili attraverso i sensi. Ogni filo ha una natura diversa e originale riconoscibile solo attraverso il tatto: fili a struttura ininterrotta che vengono prodotti industrialmente come nylon, fibre sintetiche e fili metallici; spaghi e corde realizzati di solito con fibre vegetali come canapa, lino e juta che hanno una struttura composta.

Per giocare e progettare


Il progetto educativo viene introdotto attraverso una approfondita esplorazione sensoriale delle propriet dei fili e si arricchisce con le categorie degli opposti che sono alla base della teoria della sensazione: semplice / ritorto, caldo / freddo, spesso / sottile, leggero / pesante, resistente / fragile, molle / duro, flessibile / rigido, scorrevole / frenato... Filoteca, un piccolo museo inventato del filo Il museo sensoriale dei fili uno strumento per lapprendimento da parte dei bambini. Il progetto di apprendimento personale e permette a ciascuno di costruirsi una mappa del mondo delle sensazioni e un archivio personale del ricco mondo dei fili. Ogni filo, se osservato, portatore di un messaggio e pu essere sottoposto ad una azione e una modificazione: avvolgere, legare, annodare, sfilacciare, torcere, disfare, tessere, intrecciare, filare, accavallare, piegare, tagliare, incrociare, attorcigliare, ammagliare... Non vengono mostrati ai bambini dei modelli da copiare, ma viene proposto un metodo di sperimentazione universale che si possa estendere anche ad altri materiali. I fili, con le diverse varianti, raccontano di andamenti morbidi, ritorsioni, deformazioni, leggeri volumi, piegature disordinate, movimenti a spirale, nodi, occhielli. Il compito del progettista (il bambino) quello di conoscere le differenti possibilit dei materiali per trasformarli in progetti, in oggetti possibili e impossibili, in macchine utili e inutili. Fotocopie di fili Con laiuto della macchina fotocopiatice si pu passare dal filo allimmagine del filo!

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La comunicazione visiva ha come vantaggio la facilit nel riconoscere perch tutto sotto gli occhi, sufficiente guardare per ricordare. Tuttavia le immagini qui proposte non sono esaustive, esse propongono degli esempi cui ispirarsi per poi allenarsi con i bambini in ricerche pi personali.

Il metodo da seguire
Un metodo innovativo perch pone al centro dellattenzione il rapporto che si costruisce tra il bambino e il materiale da lui investigato. Unattivit sperimentale che osserva le somiglianze e le differenze delle materie, che raccoglie e cataloga le trasformazioni a cui un materiale pu essere sottoposto. Un apprendistato che permette di acquisire conoscenze, ma anche strategie per conoscere. Un gioco investigativo che fa emergere tutte le possibilit di movimento del filo.

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di Ivana Anconelli

Si pu entrare da una porta e uscire da una finestra... Si pu entrare da un portone tutto decorato e uscire da un cancello... Porte di case, finestre di case, che sono i buchi delle case... Si pu entrare in un pizzo fatto dalla nonna per uscire dall'asola della camicia del babbo... Si pu entrare in una maglia bucata per uscire da un buco della tenda strappata... Buchi tondi, quadrati, sfrangiati fatti nella stoffa... Si pu entrare in una montagna di panna montata e uscire da una palla di zucchero filato... Si pu entrare in una torta di fragole e uscire da un bign al cioccolato... Buchi tondi fatti col dito nei dolci... Si pu entrare in una pizza di argilla per uscire ed entrare in unaltra pizza di plastilina colorata... Si pu entrare col filo in una palla di creta ed uscire per vedere il cielo... Buchi tondi, quadrati, irregolari, fatti con le dita o con attrezzi appuntiti, nelle materie plastiche... Buchi tutti buchi. Bruno Munari amava i buchi; i suoi libretti creati per i bimbi sono pieni di buchi!
Immagini tratte da Nella Notte Buia (B. Munari, 1956)

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Buchi quadrati, buchi rotondi, buchi regolari, buchi irregolari, buchi diversi nati da diversi strumenti utilizzati. Per fare i buchi si possono usare le nostre dita, punteruoli, forbici, legnetti, cacciaviti con punte diverse: a stella, a sezione quadrata o tonda, chiodi lunghi e corti, grossi e sottili, forchette coltelli e quant'altro, l'importante che siano oggetti un po' appuntiti!

Vogliamo fare un pizzo come quello della nonna, usando l'argilla?


Ruotate e stendete col mattarello l'argilla fino a creare una pizza, dalla cassettiera che contiene tanti piccoli oggetti di tutte le fogge, colore e materia, scegliete gli attrezzi che piacciono di pi per fare i buchi. Questi buchi possono essere perforanti, cio che escono dall'altra parte, oppure no, di forma regolare o irregolare, l'importante rispettare la regola: i buchi sull'argilla non devono mai essere fatti ai bordi della sfoglia. Tondi, quadrati, ovali, rettangolari, sfrangiati, a fessura, buchi di forme diverse, creando nell'insieme una superficie, un manufatto bucato che messo contro luce presenta un effetto visivo di luce e ombra. Ho fatto cos un merletto della nonna!

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Quale altro materiale potrei usare per fare i buchi?


Domanda che farebbe Bruno Munari. Potrei usare il Pongo! Col piccolo mattarello che la mamma usa per fare la pizza salata tirare bene la plastilina fino a formare con essa una sfoglia colorata, poi con gli attrezzi appuntiti fare i buchi. Come? Entra da destra ed esci a sinistra, entra dal basso ed esci dall'alto, continua fin tanto che la pizza piena di buchi.

Quando si finito di giocare con i buchi cosa ne faccio della sfoglia di argilla e del Pongo?
Domanda che farebbe Bruno Munari. Possiamo giocare a creare dei personaggi utilizzando anche altri materiali di recupero come: tessuti, pelliccia, cordoni, utilizzando per l'occorrenza anche gli oggetti della cassettiera. Proviamo a mettere diritte le sfoglie, congiungendo le due parti opposte di ogni sfoglia, formando cos sculture perforate. Scegliendo i materiali di recupero che si vuole, creare i personaggi che pi ci piacciono.

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A seconda degli oggetti che si utilizza nasceranno personaggi diversi come: il tagliabosco, la ballerina, il fumatore, testa rossa... Personaggi che appartengono ad un popolo di un mondo lontano tanto lontano... Proviamo ad inventarci una favola!

Con quali altri materiali posso fare dei buchi?


Posso usare le carte, le plastiche di tutti i colori, di tutti gli spessori e superfici diverse! A seconda di come la carta e la plastica e qual l'attrezzo che uso per fare i buchi cambier il risultato. Se voglio buchi regolari user forbici, punteruoli, se voglio buchi irregolari potr usare qualsiasi attrezzo appuntito. Tanti buchi regolari creano unimmagine uniforme che trasmette nell'osservarla una sensazione di calma...come la risacca del mare, volo di farfalle...Tanti buchi irregolari creano unimmagine discontinua e disordinata che trasmette nell'osservarla una sensazione di movimento...come un vortice di un fiume, un mercato variopinto, tante bandiere al vento...

Con tutte queste carte e plastiche bucate cosa posso fare?


Penserebbe Bruno Munari: potrei unirle per creare un grande quadro! Su un foglio grande di cartoncino un po' sostenuto, del colore che si vuole ma consigliabile il nero, incollare i fogli di carta bucati dopo averli stropicciati un po', intervallati dai fogli di plastica colorata anch' essi bucati, creando una composizione astratta di forma e colore e il vuoto dei buchi, che caratterizza la loro superficie, d al quadro, per chi lo osserva, movimento e profondit.

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di Beba Restelli

Fare libri secondo il metodo Bruno Munari: i bambini autori di libri


I libri, strumento di conoscenza e di piacere, servono anche a vivere meglio, osserva Bruno Munari. E quali libri possiamo proporre ai piccoli che ancora non sanno leggere, ma sono presenti con tutti i sensi, con la voglia di scoprire cose nuove e di fare come i grandi? Ecco allora Bruno inventare per loro i Prelibri: libri illeggibili, ma con stimoli visivi, tattili, sonori, termici e materici, pieni di sorprese. Fatti per aiutare i bambini a immaginare, a fantasticare, a essere creativi. Adatti a una mano piccola: si possono leggere cominciando da un lato o dallaltro, non c un inizio o una fine, non c giusto o sbagliato! I Prelibri ricordiamoci la loro data di nascita: 1979 sono frutto di esperienze culturali e artistiche associate a unattenta osservazione e frequentazione dei bambini e a una profonda conoscenza della psicologia infantile. Oggi i libri plurisensoriali non sono pi una novit Munari ha insegnato molto a molti e in commercio se ne trovano tanti di tutti i tipi; la vera novit, ancora oggi, consiste nellinvitare i piccoli ma non solo loro - a farli con le proprie mani e possibilmente insieme ai grandi. I bambini osserva lartista -, fin dalla scuola dellinfanzia, prima che lettori possono diventare autori, sviluppando per il libro un interesse operativo. Ognuno pu costruirsene uno di formato diverso, regolare o irregolare, con pagine piccolissime o grandissime, con carta e cartoncini, ma anche con tessuti, spugne, pelli, reti...e rilegarlo nei modi pi impensati.

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Per ben avviare il lavoro importante preparare con cura lallestimento del laboratorio in modo da suscitare interesse e curiosit, e predisporre alcuni esempi di libretti per far capire come si fa: ma solo suggerimenti tecnici, non libri finiti da copiare...

Alcune osservazioni di metodo


Eccovi dunque qualche spunto per giocare con i bambini e realizzare libri per tutti i sensi: prima per dobbiamo metterci in gioco noi e provare a fare Iniziamo con la ricerca e la raccolta del materiale, osserviamone le caratteristiche e diamo loro un nome: unattivit di scoperta e di conoscenza, utile e divertente da proporre ai bambini. Volendo, si potrebbero realizzare dei pannelli da tenere esposti in classe dove man mano fissare i ritagli trovati, cos da poterli osservare, analizzare, nominare, classificare, suddivideree con i pi grandicelli preparare un libro di documentazione. Andiamo poi a scoprire tutte le azioni che si possono sperimentare con un foglio di carta: si pu rompere, stracciare, stropicciare, sfrangiare, piegare, appallottolare, tagliare, bucare, bagnare e cos via. Osserviamo, per esempio, come cambia la carta quando viene stropicciata e proviamo a manipolarla con pressioni diverse alla ricerca di pi varianti possibili. E come si taglia un pezzo di stoffa o un ritaglio di pelliccia? Sperimentiamo a lungo insieme ai bambini, domandiamo loro che cosa hanno scoperto: soffermiamoci a riflettere sulle varie azioni e su quanto hanno conosciuto di nuovo. In seguito potranno scegliere i materiali preferiti per creare la propria riserva da conservare magari in un sacchettino della spesa, oppure nella scatola del tesoro (caramelle e cioccolatini forniscono bellissimi pezzetti di oro e di argento) Infine si potrebbe realizzare un bel collage: magari uno di gruppo per un pannello da esporre in bella vista e un altro personale, inizio forse di un libro materico

Libri-campionario
Cominciamo con il fare un libro utilizzando solo diversi tipi di carta: leggera, pesante, trasparente, semitrasparente, lucida, opaca, argentatadove allimprovviso compare qualcosa di ruvido attraverso un buco. uno scherzo della carta vetrata! Si potrebbe realizzare anche un vero e proprio campionario di tessuti, come quelli che una volta venivano proposti nei negozi per sentire quella morbidezza decantata a parole, e osservare meglio trame e colori. Se ne trovano di bellissimi (vedi quelli in seta e panno), con moltissime gradazioni di colori: una festa per gli occhi e le mani! Spesso a questo punto, durante i corsi di formazione, le insegnanti mi fanno presente la mancanza di materiale nella scuolaVorrei ricordare che la ricerca di quanto necessario, se fatta insieme ai bambini, pu trasformarsi in una vera e propria attivit didattica. Visitare negozi di tessuti di abbigliamento e arredamento e fornitori di materiali per ledilizia diventa una bella occasione per incontri interessanti con persone appassionate del loro lavoro, competenti e solitamente disponibili a illustrare materie e strumenti, e magari anche a svuotare ripostigli pieni di vecchi campionari.
Immagini tratte da Prelibri (B. Munari, 1980)

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Libri a massimo contrasto


Un buon modo per conoscere i materiali e soprattutto per identificarne meglio le qualit specifiche quello di proporre un libro a massimo contrasto: per esempio qualcosa di molto liscio (un ritaglio di seta, un cartoncino di carta patinata, un foglio sottile di plastica) e qualcosa di molto ruvido (carta vetrata granulosa, spugna abrasiva); oppure un foglio di cellophane trasparente e un cartoncino coprente; una lastrina di metallo e una di polistirolo, e cos via. Allinizio importante proporre materiali con caratteristiche molto evidenti, come chiaro e scuro, liscio e ruvido, caldo e freddo, morbido e duro...Soltanto in seguito si potranno sperimentare materiali simili tra loro per imparare a riconoscerne le minime differenze.

Libri bianchi
Si pu fare un libro tutto bianco, un libro senza parole, senza immagini, soltanto con pagine bianche, come una passeggiata nella neve...? Certo, ma un libro senza testo e senza illustrazioni ancora un libro? S, perch comunica attraverso i sensi. unidea di Bruno Munari. Lartista ha chiamato Libri Illeggibili i suoi libri-oggetto, perch non hanno parole, ma raccontano una storia che si pu leggere seguendo il filo del discorso visivo e tattile. Anche noi possiamo fare dei libri illeggibili. Osserviamo bene le carte raccolte: scopriremo che la carta gi da sola pu comunicare: carta trasparente comunica trasparenza, carta ruvida comunica ruvidit. La carta da lucido evoca la nebbia: sfogliare quelle pagine come passeggiare per le vie di Milano in una sera dinverno. Un libro facile da proporre ai pi piccoli fatto di carta extra strong (quella da lettere per intenderci) con pagine tutte dello stesso formato. Limportante capire la regola del come si fa. Si prende un foglio e lo si piega. Tanti fogli piegati, una pinzata ed ecco fatto il libro. Ma pagine tutte eguali comunicano monotonia, mentre pagine di formato diverso sono pi interessanti. Si possono costruire libri piccolissimi e libri grandissimi, libri con pagine strappate, tagliate, bucate, piegate, sfrangiate...naturalmente solo bianchi! Libri di vari formati, con pagine dalle forme bizzarre e dai bordi a zig zag.

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Storie per tutti i sensi


Proponiamo ai bambini di fare un libro da guardare, toccare, ascoltare, annusare e mangiarecon tanti materiali e una sorpresa al suo interno: ricordiamoci del suggerimento di Munari. Solitamente non viene dato un tema, lidea del libro e il racconto nascono dalle suggestioni delle diverse qualit dei materiali e dalla loro manipolazione. Come sempre molto importante lallestimento del laboratorio. Disponiamo tutto sui tavoli come fossero bancarelle al mercato: scampoli di lana, velluto, seta, tulle, pizzi, ritagli di jeans e di pile, spugna, gommapiuma, plastiche varie da imballaggio, tessuti per larredamento, garza, ovatta, fili di lana, rafia, fettuccine, corde, cordoncini, tanti bottoni (sono i gioielli dei bambini!) e ancora cartoncini lisci, ondulati, mille righe, e reti a maglie diverse e cos via. bello poter frugare a lungo e liberamente tra sensazioni, forme, colori ed emozioni alla ricerca delle pagine del proprio libro. Giochiamo insieme a loro, prepariamo alcune sorprese (si sa che il bambino imita ladulto): facciamo un buco dove infilare un dito ma anche un filo di lanaal filo si pu attaccare un bottone, una caramella o un pezzetto di pelliccia e inseriamo cordoncini e fettuccine colorate tra le maglie di una reticella. In seguito, per mantenere vivo linteresse, introduciamo alcune varianti, come per esempio un libro morbido per sognare; un libro leggero per volare; un libro trasparente per scoprire i colori che si mescolano; un libro odoroso e un libro goloso dove gustare aromi e sapori in buste trasparenti: tutti spunti per iniziare nuove storie. E chiss che racconto nascer tra le pagine di rete e un pezzetto di pelliccia

Tavola tattile (B. Munari, 1931)

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di Silvana Sperati

Che cos?
Aggiungi o togli. Che cosa? Unimmagine, oppure un colore, o la sagoma di una grottae otterrai, in virt della trasparenza delle carte, sempre nuove figure, pi complesse, in una evoluzione che stimola il desiderio di immaginare e di raccontare. Questa potrebbe essere la ricetta base del gioco (costituito da 72 carte, di cui 48 con immagini a vari colori, 8 cartoni grigi forati, 8 carte lattee semitrasparenti, 8 cartoncini bianchi) Pi e meno progettato e ideato da Bruno Munari e Giovanni Belgrano nel 1970 e prodotto da Giochi didattici Bruno Danese, Milano. (Prodotto da Giochi didattici Bruno Danese, Milano, riedito da Corraini Editore, Mantova 2008)

Il come e il quando ?
Pi e meno venne proposto nellambito di un programma, variamente articolato, definito Progetto Scuola (coordinato da G. Belgrano per Danese) che contemplava un certo numero di giochi didattici per la programmazione di attivit che favoriscono lo sviluppo cognitivo. In questo contesto Pi e meno venne inserito tra le esperienze utili alleducazione visiva e allapprendimento linguistico. interessante ricordare come il gioco, insieme con altri strumenti-gioco facenti parte del materiale di Progetto scuola, fu oggetto di una mostra di materiali didattici (Milano, 15 aprile-14 maggio 1977) che prevedeva anche: sperimentazioni didattiche, animazioni, dibattiti; a cui furono invitati bambini, insegnanti, genitori con lobiettivo di proporre, verificare e condividere, un modello di attivit creativa alternativa per bambini dal 3 ai 7 anni. Alliniziativa milanese furono invitati coloro che volevano andare oltre le formule generali del rinnovamento della scuola per esaminare, in concreto, tutti quei contributi che la sperimentazione ha gi fornito per cambiare la realt attuale della didattica nella scuola per linfanzia e nei primi anni della scuola elementare. Questa breve contestualizzazione storica del gioco, ci permette di conoscere lambito nel quale stato pensato ed anche le finalit: notizie utili per rammentarci che abbiamo appena vissuto momenti di grande fermento critico, di volont di rinnovare la societ, migliorando la scuola e formando individui pi creativi, pi consapevoli. Questo toglie alla proposta, come ad altre di Munari, ogni rischio di essere percepita solo come un bel gioco fine a se stesso. Che di per s non sarebbe neppure negativo: ce ne fossero di bei giochi! Ma riconosce al designer, ancora una
Immagini tratte da Pi e meno (B. Munari, 1970) e Nella Nebbia di Milano (B. Munari, 1968)

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volta, la capacit di progettare a partire da bisogni molto concreti, che sa intravedere ed interpretare, delineando modelli, sviluppi, potenzialit ancora oggi di estremo interesse ed attualit . Bruno Munari, in unintervista che gli feci nel 1995, a proposito del tema del gioco, mi disse: Un apprendimento ricevuto attraverso il gioco si fissa molto meglio nella memoria per il fatto che tutta la personalit stata coinvolta. Mentre un apprendimento, una memoria, che nasce da un lavoro, che non giocoso, pi debole perch non ha un rivestimento fatto dalla sensorialit generale dellindividuo. Il lavoro coinvolge solo una parte della persona mentre il gioco coinvolge globalmente la persona, tutti i sensi sono interessati. Inoltre il gioco unattivit che ti permette di risolvere dei problemi, di arrivare a dei risultati, di chiarire delle cose. Il gioco un lavoro fatto con la partecipazione di tutta la personalit.

Come si gioca a Pi e meno?


Il gioco corredato da una serie di indicazioni, anche in relazione allet dei giocatori, che pu andare dai 3 agli 8 anni, ma, credo, possiamo considerarlo - per le varie possibilit di azioni che consente - anche adatto a bambini pi grandi .Pi e meno pu essere giocato da soli o in gruppi di giocatori. Tra le indicazioni di gioco offerte, la prima suggerisce di utilizzare un numero ridotto di carte per i bambini pi piccoli, scegliendo, inizialmente un gruppo di carte con la struttura relazionale pi semplice per passare, poi a strutture pi complesse. Un ramo a cui si aggiungono le foglie, poi i fiori, pu essere considerata come una struttura semplice. Se a questa sequenza aggiungo una carta scura con la sagoma della luna e, quindi aggiungo la suggestione della notte e del tempo che passa, rendo la struttura pi complessa. Essenziale in queste esperienze, come ci sottolineano gli autori, che le situazioni elaborate vengano descritte verbalmente, poich il palarne favorisce la comprensione delle operazioni compiute per strutturare le immagini. Giocando a mettere le parole, lesperienza passa da una fase concreta ad una pi rappresentativa. Le carte, inoltre, sono progettate in modo da renderne possibile lutilizzo nei 4 lati, questo permette di attivare differenti proposte, come per esempio: G Sperimentare il mutamento delle condizioni ambientali: cambia il tempo atmosferico, il giorno e la notte si alternano; si intensificano o diminuiscono di forza i fenomeni naturali (per esempio la pioggia pu aumentare, diminuire, cessare) G possibile mettere in scena il cambiamento del punto di vista: il mare, ad esempio, con laggiunta della carta della finestra, viene visto come se fossimo allinterno della casa; oppure, con laggiunta della carta con le foglie, ci appare in lontananza dal fitto del bosco G Si pu giocare con i ribaltamenti, poich ogni carta pu essere usata in vari modi. Posso spo-

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stare una roccia da destra a sinistra, oppure la ringhiera del ponte pu essere orizzontale - e cos pu sembrare anche un binario - oppure verticale e assomigliare ad una scala; una mosca pu volare in alto nel cielo o nascondersi in basso tra i cespugli, luomo in bicicletta pu viaggiare verso destra o verso sinistra, per cercare la sua via. G Il posizionamento di una carta rispetto ad una altra pu rendere evidente o far solo intravedere una immagine. Ad esempio, la casa pu essere collocata sopra la roccia-montagna o dietro di essa, in modo che si intraveda. G La presenza delle carte grotta consente di giocare a coprire e svelare le immagini per indovinare che cos. Molte scelte sono possibili e il cambiamento lelemento che caratterizza il gioco, rendendolo veramente interessante e divertente per i giocatori. Pi e meno un gioco aperto che consente un numero indefinito di scoperte e dinvenzioni di situazioni, losservazione delluso spontaneo che ne fa ciascun bambino fornisce agli educatori e ai genitori utili elementi di conoscenza delle diverse personalit infantili. Ancora, Munari (nell intervista citata del 1995) a proposito dei giocattoli pi reclamizzati, a volte creando appositi programmi televisivi, ci fa notare che sono giocattoli che bloccano un po la creativit perch pi un giocattolo finito nei suoi particolari e nelle sue caratteristiche e pi bloccato nel senso che non consente certe esperienze che invece consentirebbe se fosse un oggetto pi libero. Naturalmente queste sono considerazioni interessanti per gli insegnanti e di genitori, ma i bambini sono tutti coinvolti nel gioco di gruppo e nella sollecitazione dinamica che viene anche dal ritmo dellaggiungere o togliere una carta e quindi variare - in diretta - la storia. Il modo pi semplice per giocare in gruppo questo: distribuire le carte ai bambini; il capogioco inizia con una prima sovrapposizione di due carte e ne spiega il significato; gli altri bambini a turno aggiungono le loro carte, continuando la descrizione delle immagini che mutano. Occorre consegnare ai bambini un numero limitato di carte. Vince chi riesce a trovare il maggior numero possibile di associazioni dimmagini.

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E poi?
Il gioco ci stimola in tante direzioni, suggerendoci attivit che possiamo proporre ai nostri bambini sia a scuola che a casa, anche usando, diversamente, i materiali pi consueti. La trasparenza una caratteristica che non finisce mai di stupirci: con una carta di caramelle, dopo aver mangiato la caramella, possiamo giocare a vedere il mondo tutto colorato di rosso o di blu. Ed subito magia! Se vogliamo iniziare a giocare con le trasparenze si pu cominciare a raccogliere tutti i materiali, scelti tra quelli che si usano quotidianamente (imballi, carte regalo, buste della spesa, copertine per i libri...) realizzati in materiali trasparenti, cos da costruire una variegata collezione personale. Anche giocare alla caccia al tesoro delle cose trasparenti pu essere una buona strategia per far digerire ai bambini un noioso pomeriggio al supermercato. A questo punto sar interessante osservare tutti i materiali per coglierne: i vari colori, le possibili mescolanze di toni favorite dalla trasparenza, i differenti gradi di trasparenza, leventuale inserimento di textures (come nelle carte regalo o nei cellophane dei fioristi ), la presenza di scritteSar molto interessante osservare come la qualit pu essere declinata: quanto una cosa trasparente? Quanto semi trasparente? Ci sono oggetti con qualit miste? Se stropiccio una carta da lucido (che magari mi ha regalato il pap geometra) resta trasparente? E i segni della stropicciatura come sono? Ci sono tantissime osservazioni che possono essere fatte, insieme ai bambini, stimolandoli a costruirsi un modello per rapportarsi alla conoscenza in modo attivo. Dopo aver sperimentato i materiali possiamo giocarci in tanti modi. Il pi semplice potrebbe essere quello di realizzare collages, insoliti e luminosi, usando le buste trasparenti utilizzate normalmente per inserire i documenti. Se si usa la colla per fissare i vari pezzi, costruiremo un collage pezzo unico, se invece posizioniamo i pezzetti preferiti nella busta trasparente senza usare la colla, potremo variare la nostra composizione tutte le volte che lo vogliamo. Il collage, una volta realizzato, potr essere fissato con un filo di lana davanti alla finestra. In questo modo si potranno vedere tutti gli effetti che le sovrapposizioni delle carte offriranno. Un bellissimo collage con tanti pezzi rossi, con tutte le sfumature di rosso.

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La storia di FILA - Fabbrica Italiana Lapis ed Affini - prende vita nel 1920 a Firenze e da allora legata indissolubilmente a quella del nostro Paese. Oggi, oltre ad essere divenuta la principale azienda italiana nel settore degli strumenti per la scuola, il disegno, le attivit manuali e la scrittura, FILA rappresenta una delle realt pi solide, dinamiche e in crescita sul mercato mondiale per quanto riguarda il suo comparto.

Con i suoi marchi Giotto, Giotto be-b, Das, Did, Pongo e Tratto, FILA opera ancora nel rispetto di quei valori che lhanno resa famosa in Italia e nel mondo: grande attenzione alla qualit e alla pi alta tradizione del Made in Italy, valori che hanno contribuito a realizzare una gamma completa di prodotti per la scuola, la famiglia e i professionisti riconosciuta per la sicurezza duso. I suoi prodotti, realizzati con materie prime selezionate e certificati da enti competenti, sono quotidianamente sottoposti a rigorosi controlli di qualit.

Una sensibilit sociale che FILA nellultimo decennio ha avuto modo di confermare. Contestualmente al processo di espansione verso lestero che lha vista protagonista dellacquisizione di importanti gruppi industriali europei e americani, affini e complementari del settore - lazienda ha infatti firmato il Codice etico di condotta nei confronti dei lavoratori, con cui si impegna a garantire il pieno rispetto dei diritti elementari sociali dei lavoratori.

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LE ULTIME NOVIT FILA PER LA SCUOLA


Giotto be-b la linea di prodotti per colorare ideale gi dal nido. Dedicata ai bambini dai due anni in su, la linea completa di matite, pennarelli, pastelli, pasta per modellare, colori a dita e tempere realizzata per permettere ai pi piccoli di esprimersi senza vincoli e in tutta sicurezza, lavabili con acqua, dermatologicamente testati e privi di parti amovibili. Giotto Patplume la plastina facile da modellare, a base vegetale, sempre morbida ed elastica. Utilizzabile da tutti i bambini perch non contiene glutine. Lavabile con acqua e sapone, priva di odore e non indurisce neppure allaria aperta. Oggi il tradizionale Das disponibile anche colorato. 8 nuovi colori, ideali e sicuri, per realizzare piccoli manufatti che restano brillanti anche dopo lessiccaggio. Temagraph No Sign la nuova gomma esagonale per cancellature di precisione della linea di matite grafite Temagraph, che non contiene n ftalati, n pvc, a garanzia della totale sicurezza dei suoi consumatori, soprattutto dei pi piccoli. Tratto Cancellik la penna ad inchiostro cancellabile con gomma incorporata, dotata di cappuccio traslucido anti-soffocamento e di spazio per scrivere il proprio nome. La gamma di otto colori vivaci ne fa lunica penna cancellabile disponibile sul mercato in una cos ampia scelta di colori. Tratto Cancellik , inoltre, lunica ad essere dotata di una maxi-gomma da cancellare. Tratto Pen, la penna-pennarello a punta sintetica ultra-fine, nata nel 1975 e premiata per il suo design innovativo nel 1979 con il premio Compasso dOro, oggi disponibile in 7 nuovi colori brillanti: arancione, azzurro cielo, verde chiaro, fucsia, giallo, viola e marrone. Giotto Decor la linea di prodotti ideale per creare e personalizzare gli oggetti e ogni tipo di supporto in modo facile, veloce e divertente, adatta sia alle attivit decorative dei bambini da svolgersi a scuola e a casa con i genitori, sia agli adulti che desiderano creare oggetti e capi di moda personalizzati. Tutta la linea realizzata con inchiostri/pigmenti a base di acqua, atossici e sicuri, e lavabili dalle mani. La gamma comprende pennarelli multisuperficie per decorare cartoncino, legno, vetro,cuoio, plastica, sassi e Das, i pennarelli per decorare tessuti, e le tempere acriliche e brillanti.

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