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Accademia di Belle Arti Catania

Scuola di Graphic design


Biennio specialistico 1 anno
Indirizzo Comunicazione d’Impresa

graphic design 1

La grafica del Made


in Italy 1925-2000
01 A.A. 2011/2012 Docente / Gianni Latino
...Grafici non piú educati come artefici delle Arti, non piú
indirizzati al progetto ispirato «al bel pezzo» come il pittore
di cavalletto, non più come il «designer» che attraverso il
bell’oggetto conforta la società ammalata, non piú come
uomo elegante, mondano, sorridente, scettico, egoista,
narcisista, amante dei formalismi, «programmato», ma
grafici che sentano responsabilmente il valore della
comunicazione visiva come mezzo che contribuisce
a cambiare in meglio le cose peggiori. Grafici modesti,
lavoratori tra masse di gente semplice che ha il diritto
di partecipare alla comunicazione, alla cultura, al sapere,
alla gestione sociale. Grafici che sentano che la tecnica
è un mezzo per trasmettere cultura e non strumento fine
a se stesso per giustificare la sterilità del pensiero o peggio
per sollecitare inutili bisogni, per continuare a progettare
macchine, teorie, mostre, libri e oggetti inutili.

Albe Steiner, il mestiere di grafico, 1978


Antonio Boggeri, AG Fronzoni, Franco Balan,
Walter Ballmer, Franco Bassi, Egidio Bonfante,
Erberto Carboni, Mimmo Castellano, Pierluigi Cerri,
Giulio Cittato, Giulio Confalonieri, Fortunato Depero,
Franco Grignani, Giancarlo Iliprandi, Italo Lupi,
Armando Milani, Bruno Monguzzi, Bruno Munari,
Remo Muratore, Bob Noorda, Michele Provinciali,
Giovanni Pintori, Leonardo Sonnoli, Albe Steiner,
Paolo Tassinari, Armando Testa, Pino Tovaglia,
Pierpaolo Vetta, Massimo Vignelli, Heinz Waibl.
Studio Boggeri

Marchio/logotipo Annuncio studio Boggeri Copertina opuscolo Copertina opuscolo


Deberny & Peignot, 1933 Antonio Boggeri, 1933 Max Huber, 1940 Max Huber, 1940
studio boggeri

1933/1984
La nascita della grafica Armando Milani, Bruno
moderna italiana si deve Monguzzi, Theresa Moli, Bruno
fondamentalmente a Antonio Munari, Reno Muratore, Till
Boggeri (1900-1989), il quale, Neuburg, Marcello Nizzoli, Bob
dopo aver approfondito le sue Noorda, Hazy Osterwalder,
conoscenze nel fotomontaggio Hansheidi Pidoux, Imre
con l’esperienza acquisita Reiner, Riccardo Ricas,
presso la stamperia Alfieri & Roberto Sambonet, Leone
Lacroix, e prendendo come Sbrana, Xanty Schawinsky,
punto di riferimento i modelli Saul Steinberg, Albe Steiner,
offerti dal Bauhaus, nel 1933 a Deborah Sussmann, Carlo
Milano in via Borghetto, 5 aprì Vivarelli, Heinz Weibl.
lo Studio Boggeri.
Hanno collaborato con
lo Studio Boggeri grafici
che hanno contribuito allo
Bibliografia consigliata sviluppo della grafica in italia
• Bruno Monguzzi (a cura di), Lo studio boggeri 1933-1981, collana ed Internazionale: Walter
«Pagina» diretta da Pierluigi Cerri, Electa, 1981 Ballmer, Kathe Bernhardt,
Ezio Bonini, Aldo Calabresi,
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Erberto Carboni, Fortunato
Longanesi, 2003 Depero, Roby D’Silva, Adolf
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 Fluvkinger, Fritz Fricher,
• Gianni Latino, Graphic Design, Letteraventidue, 2011 Paolo Garretto, Giovanna
Graf, Franco Grignani, Jeanne
Grignani, Honegger-Lavater,
Max Huber, Giancarlo Iliprandi,
Lora Lamm, Arnaud Maggs,
Enzo Mari, René Martinelli,
AG Fronzoni

Galleria La Polena Tool. Ricerche interlinguistiche Mobilitazione della cultura Trent’anni di Manifesti
Genova, 1966 Pavia, 1971 Milano, 1976 Milano, 1992
AG Fronzoni

1923/2001
AG (Angiolo Giuseppe) Visiva di Milano, Istituto Statale
Fronzoni, grafico innanzitutto, d’Arte (ISA) di Monza e in altre
ma anche designer e scuole, fino a creare nel 1982
architetto. Ha realizzato una propria “Bottega” in via
tutta la sua opera e la sua Magenta che accoglie studenti
stessa esistenza all’insegna da tutto il mondo.
della sobrietà formale e della
geometria quale fonte primaria
di ispirazione, differenziando
e superando l’imitazione della
natura. Intransigente e senza
compromessi, la sua decisa ed
originale ricerca ha spaziato in
tutti i settori articolando una
filosofia “minimalista” basata
sulla sintesi e sulla sottrazione
Bibliografia consigliata che trova nella frase di Mies
• Franco Achilli, AG Fronzoni, Aiap Edizioni, 1992 van der Rohe “Less is more”
il punto di partenza del suo
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 pensiero profondamente
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, razionalista. Per Fronzoni
Longanesi, 2003 il superfluo, l’eccedente, il
ridondante è definito “spreco”
inteso in senso estetico,
morale ed etico.
Inizia l’attività a Milano
nel 1949. È insegnante
all’Umanitaria di Milano,
membro ADI all’Istituto di Comunicazione
Franco Balan

Foire d’été de l’artisanat typique Giochi olimpici Invernali, Torino Legend of Franco Balan per il Congresso AGI
Valdotain, manifesto, 1992 manifesto, 2006 manifesto, Tokyo, 2006
Franco Balan

1934
Balan si occupa di grafica della internazionale. Tiene numerose
comunicazione visiva dalla mostre, a Cogne, Parma,
metà degli anni cinquanta, Roma, alla Triennale di Milano,
unendo l’esperienza artistica a Barcellona e a Lecco. Ottiene
all’espressione visiva. numerosi riconoscimenti
Realizza manifesti, “immagini internazionali e i suoi lavori
coordinate” e progetti di sono pubblicati sulle riviste
ricerca pittorica e grafica specializzate di diversi paesi.
e della sua innovazione. Crea elementi in cemento per
È membro dell’ADI, dell’AIAP chiese, complessi sportivi ecc.
(onorario), dell’Academy of Nel 1997 fonda con il figlio
St Anselm. Realizza manifesti Joel uno studio che coniuga
per eventi culturali e sportivi la grafica tradizionale con
nazionali ed esteri, logotipi l’innovazione multimediale.
e immagine coordinate per
il parco nazionale del Gran
Bibliografia consigliata Paradiso e per l’Espace Mt
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 Blanc; la segnaletica per il
tribunale di Aosta; serigrafie
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, per la Valle d’Aosta. Lavora
Longanesi, 2003 per l’IBM Italian Conference
• Franco Balan, Legendario, Ideographia, 2006 di Siviglia e l’acciaieria
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 Nuova Sias di Cogne.
Presenta la mostra di grafica
della comunicazione visiva di
la Salla, Aosta (1964-1994).
È attivo nel campo
dell’Istruzione, dal livello
membro AGI ADI primario a quello accademico
Walter Ballmer

Stile Olivetti Pubblicità per Olivetti Rielaborazione del logotipo


manifesto, 1961 manifesto, 1964 Olivetti, 1970
Walter Ballmer

Arson-Sisi colorificio 52° Rally di Montecarlo Palini industria di arredamenti


manifesto, 1980 c. manifesto, 1984 annuncio pubblicitario, 1980 c.
Walter Ballmer

1923/2011
Conseguito il Diploma di Milano e Johannesburg.
in grafica alla Vince svariati premi, fra cui il
Kunstgewerbeschule di Compasso d’Oro del 1954, un
Basilea, Ballmer si trasferisce riconoscimento per il miglior
a Milano, e collabora con lo manifesto svizzero (1961),
studio Boggeri. Nel corso due premi all’Esposizione
di questa esperienza ha nazionale svizzera (1964 e
modo di perfezionare le sue 1971) e una medaglia d’oro per
abilità tecniche e culturali, la corporate identity Olivetti
sviluppando i suoi primi alla Bio 5 di Lubiana (1973).
progetti. Nel 1956 Adriano
Olivetti lo assume come
grafico nel dipartimento
di sviluppo e pubblicità di
Ivrea; nel 1970 disegna il
Bibliografia consigliata logotipo Olivetti, che più tardi
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 rielaborerà. Si occupa anche di
manifesti, prodotti e campagne
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, promozionali. Nel 1971 si
Longanesi, 2003 mette in proprio, fondando
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 lo studio Unidesign. Lavora
per industrie di spicco, come
la weber - del gruppo Fiat - i
centri commerciali Wertheim in
Spagna, lo studio grafico Nava,
lo stilista Valentino, l’ufficio
turistico del Sestriere, Pirelli,
La Roche e Colmar.
membro AGI Dal 1977 insegna al Politecnico
Franco Bassi

Elettrosumma Olivetti Rivista Comunità 163 Olivetti Pubblicità Olivetti Congresso AGi di Oslo
manifesto,1950 copertina, 1971 depliant, 1974 cartolina, 1992
Franco Bassi

1920/2006
Nato a Milano. Bassi studia
all’Accademia di Belle
Arti di Brera e insegna per
qualche anno all’istituto
d’Arte di Cantù. Dal 1949
lavora come grafico per la
Olivetti, diventando più tardi
art director di uno degli studi
interni di pubblicità e design.
Diventa successivamente art
director del Weisscredit di
Lugano, e lavora ad alcune
pubblicazioni del Comune di
Roma. Partecipa a mostre
internazionali di arte astratta
Bibliografia consigliata e concreta, a Milano, Rimini,
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 Parigi, Londra e Tokyo, e ad
una collettiva dedicata a sei
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, grafici italiani a Barcellona.
Longanesi, 2003 Il suo lavoro ha ottenuto
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 numerosi riconoscimenti, fra
cui il Premio Mondadori, il
trofeo d’Oro del quotidiano “Il
Giorno”, e una medaglia d’Oro
alla Bio 5 di Lubiana per la sua
campagna per Olivetti 600.

membro AGI
Egidio Bonfante

STA Clienti Olivetti Olivetti Divisumma 18 Olivetti Divisumma 18 Non sprecare energia, Olivetti
manifesto, 1954 pubblicità, 1973 pubblicità, 1973 manifesto, 1980
Egidio Bonfante

1922/2004
Nel corso dei suoi studi Si occupa anche di
all’Accademia di Brera e paesaggistica architettonica,
alla Facoltà di Architettura specialmente di chiese.
del politecnico di Milano, si Nel 2003 l’archivio storico
avvicina ai movimenti artistici Olivetti cura il catalogo di una
degli anni quaranta; è fra i personale a Ivrea, che fornisce
firmatari del manifesto realista uno sguardo d’insieme sulla
del 1946. Nel 1948 Adriano sua opera.
Olivetti lo assume come
grafico, nella convinzione
che il suo enorme potenziale
artistico si sarebbe potuto
dispiegare nella realizzazione
di pubblicazioni e allestimenti.
Bonfante collabora, nel corso
Bibliografia consigliata degli anni, a svariate riviste
• Renzo Zorzi, Egidio Bonfante, un pittore alla Olivetti, Associazione ormai leggendarie, fra cui
Archivio Storico Olivetti, 2003 “Urbanistica” e “Comunità”.
Gli vengono commissionati
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 stand e allestimenti per eventi
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, di primaria importanza, fra
Longanesi, 2003 cui le Olimpiadi di Roma,
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 i campionati di Formula 1
e le mostre Olivetti di arte
e tecnologia in giro per il
mondo. Scrive e cura molti libri
dedicati alla pittura, per poi
diventare egli stesso pittore,
membro AGI fra Treviso e Venezia.
Erberto Carboni

Pubblicità Motta 1947 Marchio RAI, 1949 Annuncio pubblicitario e slogan per Pavesini, 1959
Erberto Carboni

Sigla telegiornale e marchio per la televisione italiana, 1953 Pubblicità Barilla, 1954 Pubblicità Bertolli, 1957
Erberto Carboni

1899/1984
Nato a Parma. Carboni Delfino per Arflex.
si iscrive alla Facoltà di È autore di diversi libri, il
Architettura nel 1921, ma ben volume Exhibition and Display
presto si interessa alla grafica (1959), con introduzione
e all’industrial design. illustrata da Herbert Bayer,
Dopo gli esordi con il celebre presenta la sua opera a partire
Studio Boggeri, Carboni dai primi anni trenta fino ai
svolge la sua attività in modo tardi anni cinquanta, con lavori
indipendente, specializzandosi in parte poco conosciuti.
in allestimenti per fiere
commerciali (Olivetti), in
interior design e nella grafica
pubblicitaria. Carboni ha
lavorato per molti anni per
la RAI, oltre che per alcune
grandi industrie alimentari
Bibliografia consigliata (Motta, Pavesi e Barilla) e per
• Erberto Carboni, Pubblicità per la radiotelevisione, Shell. Ai suoi clienti forniva
Silvana Editoriale, 1959 una linea grafica coordinata,
che spaziava dal packaging
• Erberto Carboni, dal Futurismo alla Bauhaus, Mazzotta, 1998 ai manifesti pubblicitari. Dal
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, 1953 al 1960 ha realizzato per
Longanesi, 2003 Bertolli una serie di manifesti
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 e pagine pubblicitarie. Nelle
sue opere Carboni unisce
fotografia, grafica e tipografia
creativa restando fedele a un
rigoroso modernismo.
membro AGI Nel 1954 disegna la sedia
Mimmo Castellano

Tavola di studio del marchio/logotipo Isole Eolie, 1976 marchio/logotipo Isole Eolie, 1976
Mimmo Castellano

Applicazioni, segnaletica e cartine turistiche Isole Eolie, 1976


Mimmo Castellano

Congresso AGI di Amsterdam Regione Puglia Architettura e Archigrafia, sistema di segnaletica per un palazzo di
manifesto, 1986 manifesto, 1989 otto piani, 2000
Mimmo Castellano

1932
Dopo il liceo Mimmo sviluppa fotografia e di fotomeccanica.
un profondo interesse da
autodidatta nelle arti visive,
dalla grafia alla fotografia,
passando per l’architettura.
Nel 1967 si trasferisce a
Milano; fra gli anni cinquanta
e gli anni sessanta si occupa
di padiglioni per RAi, Italsider
e INA alla Fiera del levate.
Nel 1964 cura un importante
rapporto sulla Basilicata
per l’ENI. Ha collaborato
come grafico con Laterza
e Vallecchi, ricevendo per
quest’ultima una medaglia
Bibliografia consigliata d’oro dalla Presidenza della
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Repubblica e il premio Bodoni.
Longanesi, 2003 Ha anche curato le decorazioni
della volta del Teatro Regio
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 di Torino. Castellano ha
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 insegnato all’ISIA di urbino,
all’Accademia di Belle Arti
di Bari e allo IED di MIlano,
ha scritto numerosi libri
dedicati alla grafica e alla
fotografia. Ultimamente si è
occupato di tecniche di digital
membro AGI imaging, sposando ricerche di
Pierluigi Cerri

Congresso AGI di Amsterdam Identity Italia 1990 MART di Trento e Rovereto Genova capitale della cultura
manifesto, 1986 mascotte, 1990 marchio, 2000 marchio, 2004
Pierluigi Cerri

1939
Si é laureato al Politecnico Palazzo a Vela a Torino, Design
di Milano. Nel 1974 è partner Zentrum a Stoccarda e Berlino,
fondatore della Gregotti Sogetsu Kaikan a Tokyo,
Associati. Nel 1976 ha diretto Lingotto di Torino, Museo
l’immagine della Biennale di de Arte Contemporaneo
Venezia. di Madrid, Accademia di
È stato redattore delle riviste Brera di Milano, Science
“Casabella” e “Rassegna”. Museum di Londra, Forte del
Ha curato l’immagine della Belvedere a Firenze, Kunst-
Kunst-und Ausstellungshalle und Austellungshalle di Bonn,
di Bonn ed è responsabile Palazzo Grassi a Venezia,
dell’immagine di Palazzo Palazzo Reale di Milano,
Grassi a Venezia. Nationalgalerie di Berlino,
Ha curato il design di collane Moderna Museet di Stoccolma,
editoriali per le più importanti Musée d’Art Moderne di Parigi,
case editrici italiane, fra le la Triennale di Milano.
Bibliografia consigliata quali Electa, Einaudi, Bollati Nel 1994 ha ricevuto il premio
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Boringhieri, Fabbri, Bompiani, “Award for good industrial
Longanesi, 2003 Skirà. Ha collaborato con le design” da parte dell’Industrie
riviste Lotus International, Forum Design di Hannover e
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 Abitare, Domus, l’Espresso e nel 1995 il Compasso d’Oro
ha diretto la collana di graphic per l’immagine grafica di
design “Pagina” di Electa. Unifor. Nel 1998 Cerri dà vita
Ha progettato numerosi allo studio Cerri & Associati
allestimenti nelle più importanti che svolge la propria attività
sedi museali: IDZ a Berlino, di progettazione nei campi
Palazzo della Promotrice delle dell’architettura, dell’industrial,
Belle Arti a Torino, Centre graphic e interior design, e
membro AGI Georges Pompidou di Parigi, della progettazione navale.
Giulio Cittato

Art Gallery Chicago Theater Monroe Coin Corso di fotografia


manifesto, 1967 manifesto, 1968 marchio, 1971 manifesto, 1983
Giulio Cittato

1936/1986
Laureatosi nel 1963 collezione del MoMA, e di molti
all’università di Venezia, altri musei dia in italia che
Cittato passa due anni a all’estero.
lavorare come grafico per
La Rinascente di Milano.
Nel 1965 si trasferisce negli
Stati Uniti, dove collabora
con la Unimark, il Center for
Advanced Research in Design
e la Container Corporation of
America. Nel 1971 fa ritorno
in Italia, dove sino al 1974
insegna visual design al
Corso Superiore di Disegno
industriale e all’Università
Internazionale d’Arte di
Bibliografia consigliata Venezia. Si occupa di una
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, vasta gamma di progetti di
Longanesi, 2003 grafica, identity e segnaletica,
che insegnerà a Urbino dal
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 1978 al 1980.
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 Lo Smithsonian Institute gli
dedica una personale nel 1969,
il suo lavoro è caratterizzato
da composizioni lineari e
coloratissime. Altre mostre gli
sono state tributate a Milano,
Montreal e Venezia; alcuni
membro AGI suoi lavori fanno parte delle
Giulio Confalonieri

Cassina interior design Concerto Jazz Campagna sociale orologio con lancetta a calamita
pubblicità, 1961 manifesto, 1977 manifesto, 1980 c. NAVA, 1990
Giulio Confalonieri

1926
Confalonieri studia in Svizzera, di Varsavia (1968), a Lubiana
Germania, Italia e India. Si (1968-1973), a Zurigo (1970)
occupa principalmente di e a Barcellona. Oltre al suo
grafica per l’editoria e per lavoro professionale, la sua
l’industria. Collabora con sperimentazione nella grafica
Domus, e occupa la posizione include uno dei primi esempi di
di art director per Lerici, FMR, poesia visiva: immagine di un
Esquire e Marcatrè, fra gli libro.
altri. Elabora le campagne
pubblicitarie di valextra, Tecno,
Boffi, Block e Pirelli. Il suo
lavoro viene presentato alla XI
e alla XV Triennale di Milano,
Nel frattempo prosegue il suo
insegnamento alla facoltà
di Disegno Industriale del
Bibliografia consigliata Politecnico di Milano.
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Fra i premi che ha ricevuto
Longanesi, 2003 spiccano le medaglie d’oro
della Triennale di Milano (XI
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 e XVI), il premio Viareggio, il
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 diploma d’onore dell’ADC di
New York e il Premio Bodoni.
la sua opera è stata esposta
a Zurigo e Milano (1969), alla
Visual Art gallery di new York,
a Londra, ad Amsterdam
(1971), al Musèe d’Art Moderne
membro AGI di parigi 1970), alla Biennale
Fortunato Depero

Campari Squisito al seltz Fortunato Depero (1892- 1960)


opera grafica, 1926 Libro bullonato, copertina, 1927
Fortunato Depero

Vanity Fair New York Campari Davide Campari & C. L’aperitivo Bitter Campari,
Copertina, 1930 Copertina, 1931 Bitter Campari, manifesto, 1931 manifesto, 1933 c.
Fortunato Depero

1892/1960
Nato nel 1892 a Fondo, Triennale di Milano.
in Val di Non - all’epoca Negli ultimi anni (1990-2004)
nell’Impero Austro-Ungarico il Museo di Arte Moderna e
- giovanissimo si trasferisce Contemporanea di Trento e
a Rovereto, in provincia di Rovereto (Mart) ha tenuto una
Trento, dove frequenta la serie di mostre in Italia ed
Scuola Reale Elisabettina, all’estero, sia antologiche, sia
Istituto Superiore ad indirizzo su aspetti particolari dell’opera
di arti applicate. Nel 1927 si dell’artista, che ne hanno
concentrano alcune importanti veicolato ulteriormente il nome
realizzazioni. Innanzitutto il ed accresciuta la notorietà
famoso Depero futurista 1913-
1927, altrimenti noto come
“libro bullonato”, ovvero un
libro-oggetto ideato come
Bibliografia consigliata sorta di autocelebrazione
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, di quasi tre lustri di attività
Longanesi, 2003 artistica nel Futurismo (1913-
1927). Espone nel 1931 con
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 il gruppo futurista alla I
• Gabriella Belli, Depero Pubblicitario, Skira/Mart, 2007 Quadriennale nazionale d’arte
a Roma. Nello stesso anno
pubblica il Numero Unico
futurista Campari.
Nel 1932 pubblica il Manifesto
dell’arte pubblicitaria futurista
e partecipa con una sala
personale alla XVIII Biennale
di Venezia, e in gruppo alla V
Franco Grignani

Marchio per la pura lana


vergine per International Wool
Secretariat, 1964
Grignani era membro della
giuria del concorso per questo
marchio, ma non potè resistere
alla tentazione di presentare un
suo lavoro, sentendo il soggetto
a lui congeniale. Lo fece in modo
corretto, presentandosi con
Alfieri & Lacroix Alfieri & Lacroix lo pseudonimo di Francesco Necchi
Manifesto, 1961 Manifesto, 1963 c. Serraglio, e vinse. Manifesto, 1965 c.
Franco Grignani

Alfieri & Lacroix Alfieri & Lacroix Alfieri & Lacroix Design aus Italien
Manifesto, 1960/68 Manifesto, 1960/68 Manifesto, 1969 Manifesto, 1970
Franco Grignani

1908/1999
Nato a Pavia (PV). Grignani Biennale del manifesto di
studia architettura ma ben Varsavia (1996) e alla Biennale
presto comincia a interessarsi di Venezia (1972). Le sue opere
alla grafica. Si dedica a figurano nelle collezioni di
esperimenti di grafica ottica e svariati musei internazionali,
visiva, pittura e fotografia. La tra cui quelli di Amburgo e
stamperia milanese Alfieri & Caracas.
Lacroix gli dà mano libera per i
suoi esperimenti di tipografia.
In seguito, crea notevoli
composizioni fotografiche,
realizzate con sistemi di
ottica da lui inventati, e il suo
lavoro influenza molti suoi
contemporanei. Grignani ha
Bibliografia consigliata lavorato come art director
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, di “Bellezza d’Italia”, organo
Longanesi, 2003 di stampa della Dompé
farmaceutici, e di “Pubblicità
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 in Italia”. Ha progettato vari
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 allestimenti di mostre. Dal
1958 gli sono state dedicate
una cinquantina di personali
in Italia, Gran Bretagna,
Svizzera, Germania, Stati
Uniti e Venezuela. Nel 1959 ha
ricevuto la Palma d’oro delle
Triennale di Milano. Grignani
membro AGI è stato premiato anche alla
Giancarlo Iliprandi

Non mi avrete mai AIED. Associazione Italiana The Concerned Photograper Arflex Design
Dichiarazione personale Educazione Demografica Photography Italiana Settimana del design, Milano
Manifesto, 1965/1995 Manifesto, 1967 Manifesto, 1969 Manifesto, 1970
Giancarlo Iliprandi

1925
Inizia da autodidatta l’attività sviluppo dell’arte tipografica
di graphic designer, ispirandosi nel ventesimo secolo,
ad Antonio Boggeri, Max 1969. Sei volte tra i selezionati
Huber, Albe Steiner e Bruno del Premio Compasso d’Oro
Munari. Riesce ad ottenere a ADI. Due Compassi d’Oro nel
partire dai primi anni cinquanta 1979, uno nel 2004. Laurea
importanti commissioni ad Honorem in Disegno
da aziende come Rai, La industriale del Politecnico di
Rinascente, Roche, Honeywell, Milano nel 2002.
Standa, Fiat ed Electa.
A partire dagli anni sessanta
lavora in qua Gran Premio
Internazionale alla XIII
Triennale di Milano, 1964.
Premio alla Prima Biennale
Bibliografia consigliata Internaz lità di art director
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, per riviste quali ad esempio
Longanesi, 2003 Popular Photography Italia,
Fototeca, Sci nautico e Interni.
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 Disegna le copertine per I
• Giancarlo Iliprandi, Ricerca e/o sperimentazione, Corraini, 2009 dischi del sole. Progetta inoltre
• Mario Piazza, La Grafica del Made in Italy, AIAP Edizioni, 2010 l’immagine coordinata per le
• Giancarlo Iliprandi, Angelo Colella, Susanna Legrenzi, Jacopo Pavesi, Cucine RB, per Ankerfarm e
Danilo Seregni (a cura di), Basta. Divagazioni sul dissenso, un per Stilnovo.onale
manifesto aperto, Lupetti editore, 2011 dell’Affiche, Varsavia 1966.
Premio Editoriale, Art Directors
Club Milano 1967. Certificato
di merito a Typomundus 20 per
membro AGI ADI un eccezionale contributo allo
Italo Lupi

logotipo per la mostra “Venezia e la sua laguna” Un Sedisesimo. 2


Venezia, 1997 Copertina, 2008
Italo Lupi

International Design Conference in Aspen “The Italian Un Sedisesimo. 2


Manifesto”, copertina, 1989 Copertina, 2008
Italo Lupi

1934
Nato a Cagliari. Si laurea in Biennale di Brno, il Compasso
architettura al Politecnico di d’oro del 1988 e il Pen Club
Milano. È stato art director Award for editorial Graphic
di “Domus” e ha curato Design del 2001.
l’immagine della Triennale
di Milano, è attualmente
redattore capo e art director di
“Abitare”.
Si è occupato di progetti
internazionali di grafica, visual
identity, comunicazione,
segnaletica, musei allestimenti
espositivi ( Triennale di Milano,
Palazzo Grassi, Palazzo Pitti,
Palazzo della Pilotts, Palazzo
Bibliografia consigliata Reale e Arengario a Milano,
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Grand Hornu in Belgio, Museo
Longanesi, 2003 d’Arti Contemporanee a
Tokyo). Il suo lavoro è stato
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 esposto a Tokyo, Osaka, New
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 York, Grenoble ed Echirolles.
Un suo progetto recente è
il restyling urbanistico per
le olimpiadi invernali 2006
di Torino (con Migliore e
Servetto). É membro onorario
dell’Art Directors Club di
Milano, ha ricevuto premi
membro AGI dall’ dell’Art Directors Club, la
Armando Milani

Crossing Cultures War/Peace Il fumo è veleno


New York, l’unica soluzione alla New York, le Nazioni Unite Milano, comunicazione ideale:
guerra è il dialogo, per questo ha hanno deciso di utilizzare questo questo manifesto, senza parole,
creato un’immagine in cui due lavoro per celebrare il proprio può essere compreso in tutto
culture opposte sono raffigurate 60° anniversario. Ne sono state il mondo. è stato usato dal
in bianco e nero, 2003 fatte magliette, borse, orologi, Politecnico di Milano, 2005
calamite, spille e ombrelli, 2004
Armando Milani

Napoli Biblioteca Alexandrina Africa


manifesto, 1999 manifesto, 2005 copertina, 2008
Armando Milani

1940
Nato a Milano. Terminato gli promo sedia vince il Compasso
studi con Albe Steiner alla d’Oro alla Triennale di Milano;
Società Umanitaria di Milano, disegna inoltre un manifesto
Armando Milani collabora per la pace distribuito in tutto
con importanti studi grafici il mondo dalle Nazioni Unite.
in tutta Italia, come lo Studio Nel 2006 crea il manifesto
Boggeri. Nel 1970 si mette in “The light of culture” per la
proprio a Milano, e nel 1977 si Biblioteca Alexandrina, in
trasferisce a New York, dove Egitto.
collabora per due anni con
Massimo Vignelli per poi aprire
uno studio indipendente. Si
occupa di marchi, corporate
identity, libri e manifesti
culturali. Organizza inoltre
Bibliografia consigliata seminari e laboratori di grafica
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, nel suo frantoio nel sud della
Longanesi, 2003 Francia, Nel 1985 il sindaco
di New york, Giuliani, gli
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 conferisce un premio per il
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 suo manifesto “New York city:
• Giada Diano, 50 poesie di Lawrence Ferlinghetti 50 immagini di Capital of the world”.
Armando Milani, GAM, 2010 Nel 1997 progetto il libro
Double Life, ritranendo
l’umorismo e la creatività di
80 membri AGI. Nel 2000, in
Italia, riceve un premio per il
suo manifesto per Promosedia.
membro AGI Nel 2004 un altro suo lavoro su
Bruno Monguzzi

Mayakowsky, Meyehold, Igor Stravinsky: Les Noces Musée d’Orsay


Stanislavsky, manifesto, 1975 manifesto, 1989 manifesto, 1986
Bruno Monguzzi

Photo Graphic aus der, Zurigo Chiasso Cultura


manifesto 1989 depliant 2007
Bruno Monguzzi

1941
Bruno studia grafica a Ginevra segnaletica del Musée d’Orsay
e fotografia e psicologia della di Parigi. Dal 1986 al 1991
Gestalt a Londra, prima di è consulente artistico della
iniziare a lavorare nello Studio rivista “Abitare”; dal 1987
Boggeri di Milano. Nel 1965 al 2004 è responsabile della
si trasferisce a Montreal per grafica del Museo Cantonale
disegnare nove padiglione per d’Arte di Lugano. Premi:
l’Expo 67. Rientrato a Milano Bodoni 1971; medaglia d’oro
nel 1968 torna a collaborare, dell’ADC di New York 1991;
da dipendente, con Antonio Yusaku Kamekura Award e
Boggeri, fino alla chiusura medaglia d’oro alla Triennale di
dello studio nei primi anni Toyama 2000; Royal Designer
ottanta. Negli anni settanta for industry, 2003.
si stabilisce nella cittadina
di Meride con Anna, figlia
Bibliografia consigliata di Boggeri, per dare inizio
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, alla sua lunga carriera di
Longanesi, 2003 insegnante, prima a Lugano
e successivamente in tutto
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 il mondo. A Milano comincia
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 a collaborare con Roberto
Sambonet nella progettazione
di allestimenti. Nel 1981 cura
la retrospettiva dedicata
dalla Triennale di Milano allo
Studio Boggeri; nel 1983,
in associazione con Visual
Design di Jean Widmer, vince
membro AGI l’appalto per l’identity e la
Bruno Munari

Borsa Campari 2011


In occasione del suo 150°
compleanno Campari presenta
in associazione con Bric’s,
un’edizione limitata che si ispira
al celebre Manifesto Campari
creato da Bruno Munari nel 1964.
La collezione è composta di
accessori in PVC con pregiate
finiture in pelle

Campari Marchio Bruno Munari


manifesto, 1964 1968
Bruno Munari

Scimmietta zizì «Ogni libro è letto Chi l’ha detto che l’alfabeto si
Giocattolo in gommapiuma ma ogni letto non è impara dalla A alla Z? Munari
armata. Piacevole al tatto poiché anche un libro» invita i bambini a giocare con
di gommapiuma, può assumere Bruno Munari, suoni e forme delle parole:
le più disparate posture; in Domus n.760, 1994 imparare a leggere e a scrivere
l’armatura in fil di ferro consente diventa così un impagabile
le manipolazioni e le punte divertimento.
arrotondate evitano ogni possibile
ferimento del bimbo. Compasso
d’oro nel 1954.

Libro letto Libro Alfabetiere


1993 Corraini, 2011
Bruno Munari

1907/1998
Nato a Milano. Artista, grafico 1979).
e designer, segue da principio Tra i testi ricordiamo l’arte
i gruppi futuristi milanesi e come mestiere 1966, e design
romani. A partire dal 1930 e comunicazione visuale, 1968.
crea la serie delle macchine
inutili. si allontana via via dal
futurismo e si dedica alla
grafica (Campari) e all’editoria
con Mondadori, per i cui tipi
pubblica libri per bambini a
partire dal 1945.
È tra i fondatori del MAC
(movimento arte concreta)
nel 1948, contribuendo alla
modernizzazione dell’arte.
Bibliografia consigliata Sono del 1949 i libri illeggibili;
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, crea giocattoli e vince il
Longanesi, 2003 Compasso d’Oro nel 1954
con Zizì, scimmietta in
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 gomma per pigomma. Dal
• Bruno Munari, Artista designer, Laterza, 2008 1956 inizia a collaborare con
• Bruno Munari, Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia danese (posacenere cubico
progettuale, Laterza, 2010 1957): nel 1962 organizza
nello showroom Olivetti a
Milano, l’esposizione arte
programmata. Dal 1968
progetta giochi didattici per
danese; del 1970 è abitacolo
per robots (Compasso D’oro
Remo Muratore

Kardex, mobili per ufficio Pubblicità in Italia 1954-1956 Arlecchino Arlecchino


Copertina depliant, 1940 Copertina, 1956 Manifesto, 1963 Manifesto, 1963
Remo Muratore

1912/1983
Tra il 1936 e il 1938 frequenta la forma il Muratore interprete
scuola di Raffaello Bertieri, da laico, il grafico dedito alla
cui mutua cultura tipografica sperimentazione fotografica,
e disciplina del progetto del il pubblicitario attento alla
libro. Qui apprende il mestiere dimensione comunicativa del
del grafico. Da questo messaggio, che utilizza con
insegnamento scaturiscono cautela il fotogramma e la sua
magistrali interpretazioni padronanza tecnica.
grafico-tipografiche espresse In quegli anni realizza lavori
nelle monografie commerciali fondamentali per Boggeri:
per Palini, Kardex, Montecatini, Samo, Prm, Max Meyer,
Breda, Pirelli, Necchi, Hydro, Kardex, Ivi, Pirex, Dalmine, e
Aquila, Sartori, Badger, o nei per proprio conto: Cirio, Fivre,
lavori editoriali per Edizioni Tarsia, Olivetti, Meletti.Infine, la
Di Comunit, Piccolo Teatro di scuola americana. Tra i maestri
Bibliografia consigliata Milano, Vallardi, Cino Del Duca, della grafica italiana del
• Bruno Monguzzi (a cura di), Lo studio boggeri 1933-1981, collana Nuova Accademia, Fulvio dopoguerra, Muratore è quello
«Pagina» diretta da Pierluigi Cerri, Electa, 1981 Rossi. che - forse con meno puzza
Dal 1938 al 1941 partecipa a al naso- più si documenta e
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, quella che lui amava definire meglio apprende la lezione
Longanesi, 2003 l’università Boggeri, quel luogo dell’advertising americano,
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 straordinario da cui nasce e si sapendola coniugare con
• Remo Muratore, Io come grafico cerco di evitare il grafismo, propaga il nuovo umanesimo l’altra, fondamentale, lezione
Edizioni del Girasole, 2004 grafico italiano e da cui hanno tratta in precedenza dallo
• Remo Muratore, L’avventura della grafica, Edizioni del Girasole, 2005 origine le attuali forme di Studio Boggeri.
comunicazione visiva.
Qui, dall’incontro con Huber,
Steiner, Reiner, Carboni,
Munari e lo stesso Boggeri, si
Bob Noorda

Metropolitana di Milano Pubblicità Pirelli Mostra di fotografia 18° Triennale di Milano


Segnaletica, 1964 manifesto, 1976 Venezia, 1979 Milano, 1993
Bob Noorda
Bob Noorda

Marchio Moak Restyling marchio/logotipo


1967 Moak, 2009
Bob Noorda

1927/2010
Studia Design e Shiseido e Sunstar. Nel 1985
comunicazione grafica ad fonda lo studio Noorda design.
Amsterdam, con l’architetto Ha elaborato il marchio di
Gerrit Rietveld. Dal 1956 lavora moltissime industrie, svariate
a Milano, collaborando con delle quali pubbliche; AEM,
la Pirelli sino a diventare art Amsa, lo stemma della
director nel 1961-1962. Apre Regione Lombardia, la
poi il proprio studio personal corporate identity di Enel, e
edi grafica e architettura altre. Ha ricevuto 4 Compassi
d’interni, packaging, design d’Oro e diversi riconoscimenti
del prodotto e segnaletica. di tipografia e packaging. Dal
Nel 1963 collabora con Albini 1961 è stato socio dell’ADI.
alla progettazione degli Ha ricevuto una laurea ad
interni e della segnaletica per honorem in disegno industriale
la metropolitana di Milano, dal Politecnico di Milano
Bibliografia consigliata seguita poi dalla New York nel 2005. Prima della sua
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, city Transit Authority nel 1970 scomparsa ha progettato il
Longanesi, 2003 e dalla metropolitana di São marchio per Moak, ultima sua
Paolo. È cofondatore, nel realizzazione di grande sintesi
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 1965 con Massimo Vignelli tra grafica svizzera e italiana.
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 dell’Unimark International
• Francesco Dondina, Bob Noorda, una vita nel segno della grafica, con uffici a Chicago, New
Editrice San Raffaele, 2009 York, Milano e Londra,
specializzata nell’elaborazione
• Jan Conradi, Unimark International, Lars Müller Publishers, 2009 di programma di corporate
• Cinzia Ferrara, On the road. Bob Noorda, AIAP Edizioni, 2011 identity. Collabora con agip,
Total, Dreher, Stella Artois
e Truman Beer. Si occupa
membro AGI ADI di packaging per Olivetti,
Giovanni Pintori

Manifesto disegnato da Pintori


su un’idea di Leonardo Sinisgalli.
Questa pubblicità per la Studio
44, uscita nel 1952, riproduce
la stessa immagine di quella
per la Studio 42 del 1939: la
rosa nel calamaio sottolinea la
fine dell’epoca della scrittura a
mano grazie alle macchine per
scrivere.

Calcolatrici Olivetti, macchina da calcolo Tetractys,


Manifesto, 1949 manifesto, 1956
Giovanni Pintori

pubblicità istituzionale Olivetti Olivetti lettera 22 Olivetti lettera 22 Fabbriche Olivetti nel mondo,
Locandina, 1953 Manifesto, 1958/59 Manifesto, 1959/60 Manifesto, 1960
Giovanni Pintori

1912/1999
Nato a Tresnuraghes. Conclusi un’intera sala con i suoi lavori.
gli studi all’Isia (Istituto Molti articoli che hanno per
Superiore per le Industrie oggetto il suo lavoro grafico
Artistiche) di Monza nel 1936, compaiono sulle più autorevoli
inaugura la sua carriera riviste, tra cui “Fortune”
nell’Olivetti. Da allora il suo (1953-57). Nel 1969 Pintori
nome è legato con successo lascia l’Olivetti e lavora come
all’azienda di Ivrea. Pintori grafico freelance per Pirelli,
ha una chiara e cosciente Ambrosetti e Gabbianelli.
visione del meccanismi e dei Negli ultimi anni abbandona la
problemi del graphic design. Il carriera grafica per dedicarsi
suo lavoro può essere definito alla pittura. Una retrospettiva
competente, professionale, in suo onore si è tenuta a
culturale e creativo. Pintori Nuoro nel 2003.
realizza molti manifesti per
Bibliografia consigliata campagne pubblicitarie,
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, stampe e mostre. Diventa
Longanesi, 2003 così uno dei responsabili
delle reputazione dell’Olivetti
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 nel mondo. Viene insignito
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 delle Palma d’Oro della
Federazione italiana della
pubblicità (1950) e di molti
altri premi. Il suo lavoro ha un
posto centrale nelle mostra
“Design in Industry” del
MoMA di New York (1952),
dedicata alla Olivetti. Anche il
membro AGI Louvre di Parigi (1955) riempie
Michele Provinciali

Rivista Rassegna Grafica Polifiber Milano In Nallonplast Rivista Casabella/Domus


Copertina, 1959 Pubblicità, 1962? manifesto, 1963? Copertina, 1965
Michele Provinciali

1923/2009
Michele si laurea nel 1947 in Dal 1971 è docente al corso
Urbino, nel 1951 vince una superiore di grafica all’ISIA
borsa di studio che lo conduce di Urbino. È un grande
a Chicago a frequentare viaggiatore: una pista in Persia
l’institute of Design fondato da porta il suo nome.
Moholy-Nagy. Nel 1955 rientra
in Italia, riceve il compasso
d’oro per l’orologio Solari
ed inizia un’intensa attività
di direzione artistica con le
maggiori testate e industrie
italiane. Collabora con
Michelagelo Antonioni, Gio
Ponti, Vico Magistretti, Alberto
Rosselli, Valerio Morpurgo, i
Bibliografia consigliata fratelli Castiglioni.
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Nel 1954 cura la grafica
Longanesi, 2003 della sezione del disegno
Industriale della X Triennale
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 di Milano. disegna l’immagine
• Michele, Provinciali, Opere grafiche di Michele Provinciali. Fratelli grafica di diverse aziende
Alinari Editorie, 1982 italiane, oltre a progettare
• Michele Provinciali, Antipasti, AIAP Edizioni, 1992 pagine e copertine per «Stile
• Francesco Ramberti, Antonio Motolese, Michele Provinciali, Gangemi e Industrie», Domus, Qualità,
Editore, 2006 Abitare, Edilizia Moderna. Crea
Imago, rivista-contenitore della
sperimentazione grafica e
visiva, collabora con i migliori
architetti e design italiani.
Leonardo Sonnoli

Coferenza sui Diritti civili doveri, Museo di Pesaro, Lina Bo Bardi Architect Committente SNCF,
manifesto, 1997 Manifesto, 1998 Manifesto, 2004 Manifesto, 2007
Leonardo Sonnoli

Abecedario realizzato per il Palazzo Grassi Café Abecedario realizzato per il Palazzo Grassi Café
Venezia, 2007 Venezia, 2007
Leonardo Sonnoli

1962
Leonardo Sonnoli (Trieste, internazionali e hanno ottenuto
1962), diplomato all’Isia - importanti riconoscimenti.
Istituto Superiore Industrie Phaidon Press, la celebre
Artistiche di Urbino, è stato casa editrice specializzata in
direttore creativo dello studio arte, nel suo volume “Area”
Dolcini Associati dal 1990 l’ha inserito - unico italiano
al 2002 ed è attualmente - nell’elenco dei cento più
partner dello studio Tassinari/ importanti e innovativi graphic
Vetta di Trieste e art director designer del panorama
dell’agenzia Relè di Rimini. mondiale.
Si occupa prevalentemente Insegna alla Facoltà di Design
di identità visiva di istituzioni e Arti dell’Università IUAV di
pubbliche e aziende private, Venezia e all’Isia di Urbino
in special modo in campo per la quale dirige anche la
culturale, dove ha curato Summer School organizzata in
Bibliografia consigliata la comunicazione di musei, collaborazione con Werkplaats
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, biblioteche ed eventi, Typografie (Olanda). Tiene
Longanesi, 2003 disegnando sistemi di regolarmente workshop e
segnaletica, libri e grafica di conferenze sulla propria
• A.A.V.V., Area,100 graphic designers, of contemporary printed allestimenti. attività in Italia e all’estero.
graphic design, Phaidon Editors, 2003 Dal 2000 è membro Vive e lavora tra Rimini e
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 dell’AGI-Alliance Graphique Trieste.
Internationale; ha fatto
parte del suo Internationale
Executive Commitee dal 2004
al 2008, ed è presidente del
gruppo italiano.
I suoi lavori sono presenti in
membro AGI numerose collezioni pubbliche
Albe Steiner

Il primo “manifesto” di Steiner,


probabilmente, è un disegno
che in pochi tratti ricorda la
figura del Duce, con sotto la
scritta “Abbasso Mussolini capo
degli assassini”. Era riferito
all’assassinio dello zio, Giacomo
Matteotti. «Il piccolo Albe lo fece
e scese nell’atrio di casa ad Il marchio dello studio LAS Rivista fotografia Mostra della ricostruzione
affiggerlo». Albe e Lica Steiner, 1940 Copertina, 1942/43 Manifesto, 1945
Albe Steiner

Dopo la Liberazione è chiamato


da Elio Vittorini a collaborare alla
redazione e alla impostazione
grafica de «Il Politecnico».
Albe Steiner

Premio Compasso d’Oro Pace Il Contemporaneo Stilo Aurora


Nel 1954, disegna l’immagine Manifesto vincente del concorso Viene chiamato dall’Unità per Tra il 1957/1960, studia il
de Il Compasso d’oro, ancora di idee indetto dal Comitato la linea grafica della collana il packaging il design delle nuove
oggi il più autorevole premio di Internazionale per la Pace, 1956. Contemporaneo, 1957 stile dell’Aurora, ancora oggi un
design italiano, che rappresenta Archivio Albe e Lica Steiner, prodotto di alto design.
il più ambito riconoscimento al DPA, Politecnico di Milano,
progetto, al prodotto, alla ricerca archiviosteiner.dpa.polimi.it
e al merito.
Studi del marchio e manifesto 25 Aprile
Coop con l’utilizzo del marchio della Ultimo manifesto di Albe un
Viene incaricato per progettare XIV Triennale a Milano, 1968 anno prima dalla sua morte. la
il marchio della catena di liberazione per lui ogni anno era
ipermercati italiani, 1963. sempre sentita., 1973.
Albe Steiner

1913/1974
Nato a Milano. La forte punto di partenza per il
personalità e le culture dei premio «Compasso d’Oro».
genitori, profondamente Nel campo editoriale inizia
italiana l’una e mitteleuropea con la rivista “L’Indicatore” la
l’altra, influenzarono la prima collaborazione di Steiner con
formazione di Albe. L’infanzia la casa Editrice Feltrinelli. Per
e l’adolescenza sono segnate cui in seguito sarà consulente
dalla violenza fascista che editoriale, art director e
colpisce la sua famiglia, ha 11 progetterà l’impostazione
anni quando nel 1924 viene grafica sia delle riviste Cinema
assassinato lo zio Giacomo nuovo, Indicatore EDA e
Matteotti. Di qui la coscienza l’Illustrazione Scientifica che
antifascista di militante, di delle varie collane, compresa
combattente per «la libertà che l’Universale Economica.
è cultura». Dal 1962 e per dieci anni, è
Bibliografia consigliata Con Elio Vìttorini, cui è legato professore di arte del libro e di
• Albe Steiner, Il mestiere di Grafico, Einaudi, 1997 (10° edizione) da affetto profondo e amicizia storia d’arte grafica all’istituto
fraterna, si occupa fino alla Statale d’Arte di Urbino, nella
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Liberazione di compilare cui università dal 1967 al
Longanesi, 2003 e stampare nella propria 1969, è incaricato del corso di
• Longhi G., Albe Steiner, La costruzione civile del progetto, Officina, abitazione volantini e fogli giornalismo.
collana «Occasioni di architettura», 2003 clandestini di informazione e
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 propaganda.
• Anna Steiner, Albe Steiner, Corraini, 2006 Nel 1950 è chiamato come
art director per l’allestimento
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 interno ed esterno del grande
magazzino la Rinascente, in
seguito realizza anche la prima
membro AGI ADI mostra «Estetica del Prodotto»,
Paolo Tassinari

Installazione per la mostra 4:3, 50 year of italian and German Design, «Casabella» 800, Mondadori,
Bonn, 2000. Design and layout, 2011
L’installazione reinterpreta il lavoro di diciasette maestri grafici
italiani del XX secolo.
Paolo Tassinari

1955
Lavora nel campo del visual pubbliche, musei, grandi
design dalla fine degli anni mostre e iniziative culturali,
’70, occupandosi di editoria, dell’allestimento espositivo.
allestimento espositivo e Costituita nel 1985 da Paolo
comunicazione identitaria; ha Tassinari e Pierpaolo Vetta,
fondato con Pierpaolo Vetta lo ha attualmente come partner
studio Tassinari/Vetta. Leonardo Sonnoli e Paolo
Dal 1995 cura l’art direction Tassinari, e conta su undici
della rivista internazionale persone tra soci, dipendenti e
d’architettura «Casabella» e dal collaboratori.
2001 del settore architettura I principali progetti recenti
di Electa. Ha partecipato a d’immagine coordinata e
numerose mostre in Italia e comunicazione nel settore
all’estero. Il suo lavoro è stato culturale e istituzionale
pubblicato sui cataloghi del riguardano la Soprintendenza
Bibliografia consigliata XIX e XX Compasso d’oro/Adi Archeologica di Roma, il
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, ed è stato segnalato al XIX Napoli Teatro Festival Italia,
Longanesi, 2003 Compasso d’oro/Adi. il Museo d’Arte Moderna e
Insegna all’Università di Trieste Contemporanea di Palazzo
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 e alla Scuola Politecnica di Belmonte Riso a Palermo,
Design di Milano, ed è membro la Regione autonoma Friuli
dell’AGI–Alliance Graphique Venezia Giulia, la Galleria
Internationale. Nazionale d’Arte Moderna a
Lo studio Tassinari/Vetta Roma, la Biennale di Venezia,
opera nel campo del visual la Triennale di Milano.
design, in particolare
nei settori dell’editoria,
dell’immagine coordinata, della
membro AGI ADI comunicazione per istituzioni
Armando Testa

ICI MIlano Re Carpano-Cavour Borsalino Pirelli Pneumatici


Manifesto, 1937 Manifesto, 1950 Marchio e pubblicità, 1954 Manifesto, 1954
Armando Testa

Caffè Lavazza / Paulista Digestivo Antonetto Punt e Mes Carpano Punt e Mes Carpano
Pubblicità, 1960 Manifesto, 1960 Schizzo del marchio, 1960 Manifesto, 1960
Armando Testa

Trippa Simmenthal Amnesty International Primo Salone del Libro Cinema Giovani
Manifesto, 1966 Manifesto, 1979 Manifesto, 1988 Manifesto, 1991
Armando Testa

1917/1992
Nato a Torino, Armando parte di importanti collezioni
Testa frequenta la Scuola museali quali il MOMA di New
Tipografica Vigliardi Paravia York, lo Staedelijk Museum
dove Ezio D’Errico, pittore di Amsterdam, The Israel
astratto, gli fa conoscere l’arte Museum di Gerusalemme, il
contemporanea, a cui guarderà Centro Studi e Archivio della
sempre con grande interesse. Comunicazione dell’Università
Nel 1937, a vent’anni, vince di Parma e numerose altre
il suo primo concorso per la istituzioni internazionali. Nel
realizzazione di un manifesto, 1989 diviene “Honor Laureate”
un disegno geometrico ideato presso la Colorado State
per la casa di colori tipografici Universily di Fort Collins.
ICI. Dopo la guerra lavora per
importanti case come Martini
& Rossi, Carpano, Borsalino e
Bibliografia consigliata Pirelli. Nel 1956 nasce lo Studio
• A.A.V.V., Armando Testa, Charta, 2001 Testa dedicato alla pubblicità
non solo grafica ma anche
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, televisiva, che nasce proprio
Longanesi, 2003 in quegli anni in Italia. Alcune
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 delle aziende che si servono
• A.A.V.V., Armando Testa. Il design delle idee, Silvana editoriale, 2010 dello Studio Testa diventano
ben presto leader di settore:
Lavazza, Olio Sasso, Carpano,
Simmenthal, Lines. Vince nel
1958 un concorso nazionale
per il manifesto ufficiale
delle Olimpiadi di Roma del
1960. Le sue opere fanno
Pino Tovaglia

Pirelli Rivista Linea Grafica Jolly Hotel valaguzza Stock 84


Manifesto, 1956 Copertina, 1961 Manifesto, 1960 ca. Manifesto, 1970
Pino Tovaglia

1923/1977
Pino è stato un autodidatta. 1954. Ha vinto svariati premi di
Sin da giovane ha fatto grafica e pubblicità, è sempre
esperimenti e ricerche nel stato incredibilmente versatile,
campo della comunicazione occupandosi anche di product
visiva. È stato coordinatore del design, architettura d’interni,
gruppo Nebbiolo, occupandosi fotografia, illustrazione,
della promozione. Dal 1952 progettazione di caratteri e
è stato attivo come grafico e poesia concreta. Gli sono state
insegnante, prima al Castello dedicate due retrospettive,
e alla Scuola Umanitaria una a Bologna nel 1984 e una
e in seguito alla Scuola a Milano nel 2005. Art Book
Politecnica di Design, tra i Milano ha pubblicato una
fondatori dell’agenzia CNTP. monografica a lui dedicata.
Il suo lavoro è sempre stato
molto influenzato dalle sue
Bibliografia consigliata ricerche di comunicazione
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, e fotografia. Ha disegnato
Longanesi, 2003 per la Finmeccanica ed
elaborato il logotipo della
• Pino Tovaglia, Giuseppe verde giallo rosso e blu, Corraini, 2005 Regione Lombardia con Bob
• Massimo Pitis, Cristina Dell’Edera, Pino Tovaglia: la regola che Noorda, Roberto Sambonet
corregge l’emozione, Corraini, 2005 e Bruno Munari, vincendo il
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 Compasso d’Oro nel 1979.
Durante il boom industriale
del dopoguerra ha lavorato
per Pirelli, Fini, Rai, e Alitalia.
É stato fondatore e presidente
del Club degli Art Director di
membro AGI ADI Milano, e membro dell’ADI dal
Massimo Vignelli

Knoll International American Airlines


Manifesto, 1966 Corporate identity, 1967
Massimo Vignelli

Metropolitan Transit Autority


(MTA) di New York
Segnaletica e Subway, 1970/72

Nel 2008 la MTA richiama Vignelli


per il restyling della Subway
Massimo Vignelli

Benetton e Sisley
Corporate identity, 1995
Massimo Vignelli

Ferrovie dello Stato Italiane


Segnaletica delle stazioni, 1999
Massimo Vignelli

1931
Nato a Milano, con la esempio Benetton e Ducati),
collaborazione della moglie collaborando inoltre con Bob
Lella, attraverso la Vignelli Noorda per la realizzazione
Associates, si è occupato della segnaletica di alcune
di graphic design, ha metropolitane (Milano e New
curato l’immagine grafica York). Nel 1989 ha curato
di importanti industrie, ha l’immagine grafica del TG2
disegnato packaging di della Rai. Ha insegnato design
prodotti, ha progettato svariati e ha tenuto conferenze nelle
oggetti, interni e segnaletiche più importanti università del
ambientali. A partire dagli mondo. È stato presidente
anni sessanta è stato inoltre dell’AGI (Alliance Graphique
uno dei principali artefici del Internationale), presidente
rinnovamento della grafica dell’AIGA (American Institute
italiana. Lo stile di Vignelli è of Graphic Art), vicepresidente
Bibliografia consigliata per certi versi riconducibile dell’Architectural League di
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, alla tradizione modernista e New York, membro dell’IDSA
Longanesi, 2003 si focalizza sulla semplicità (Industrial Designers Society
(impiego di forme geometriche of America). Ha ottenuto
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 di base). Vignelli ha studiato diversi premi e riconoscimenti
• Lella and Massimo Vignelli, Design is one, Images Publishing, 2004 architettura al Politecnico internazionali dal 1964 al 2011.
• Massimo Vignelli, Vignelli From A to Z, Images Publishing, 2007 di Milano e all’Università di
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 Venezia. Nel 1965 ha aperto
il suo studio a New York
• Jan Conradi, Unimark International, Lars Müller Publishers, 2009 (Unimark International) e
• Massimo Vignelli, The Vignelli Canon, Lars Müller Publishers, 2010 ha lavorato per importanti
industrie statunitensi
(ad esempio l’American
membro AGI Airlines) ed europee (ad
Pierpaolo Vetta

Visuale03, Tradurre tradire Visuale03, George Hardie’s


condurre condire, Venezia Presence in Venice, Venezia
manifesto, 2003 manifesto, 2003
Pierpaolo Vetta

1955/2003
Pierpaolo si laurea in con Paolo Tassinari e Leonardi
architettura allo IUAV di Sonnoli fonda la società
Venezia, dove in seguito Codesign (che in seguito si
insegna grafica editoriale. fonda con Tassinari/Vetta), che
Inaugura la carriera cura la visual identity della 50°
professionale lavorando Biennale di Venezia.
all’installazione di Sol Lewitt
alla Biennale di Venezia
del 1976, cui fa seguito la
collaborazione con il Festival
dei Due Mondi di Spoleto
e la mostra “Venezia e lo
Spazio Scenico” al Teatro del
Mondo di Aldo Rossi. Nel 1980
fonda con Paolo Tassinari
Bibliografia consigliata lo studio grafico Tassinari/
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, Vetta a Trieste, intervenendo
Longanesi, 2003 principalmente nei settori
editoriale per le maggiori case
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 editrici e delle mostre grafiche
per istruzioni culturali italiane;
collabora con architetti e
designer quali Gae Aulenti,
Achille Castiglioni e Massimo
Vignelli. Dal 1966 è art director
della rivista di architettura
“Casabella” e dal 2001 delle
collane di architettura della
membro AGI casa editrice Electa. Nel 2002
Heinz Waibl

Logotipo collana pagina Edizioni NAVA Istituto Italiano di Commercio XVI mostra Compasso d’Oro
Copertina, 1962 Agenda, 1989 Manifesto, 1990 Manifesto, 1991
Heinz Waibl

1931
Heinz Waibl (origini Autore del volume “Alle radici
mitteleuropee) nasce a Verona della Comunicazione Visiva
nel 1931. Italiana”, dell’audiovisivo “La
Parla tedesco, italiano, inglese. Grafica Interattiva”, del volume
Il primo contatto con la “Progettando” che raccoglie
professione avviene attraverso 30 anni dei suoi progetti.
Sigfried Gideon, cui funge da Insegna “Visual Design” alla
assistente in occasione della Scuola Politecnica di Design di
stampa in italiano della prima Milano.
edizione del classico “Space I suoi lavori sono pubblicati
time and architecture”. sulle più prestigiose riviste e
Dal 1950 al ‘54 allievo e libri di grafica di tutto il mondo.
assistente di Max Huber, con
il quale dà inizio ai corsi di
grafica all’Umanitaria di Milano
Bibliografia consigliata (1959-1963).
• Heinz Waibl, “Progettando” 1950-1990, Edinvest, 1991 Membro AGI (Alliance
Graphique International) dal
• Giorgio Fioravanti, Il Dizionario del Grafico, Zanichelli, 2003 1974 e attualmente Presidente
• Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Storia del Design Grafico, AGI Italia.
Longanesi, 2003 Membro ADI (Associazione per
• Ben e Elly Bos, Graphic Design dal 1950 ad oggi, Electa, 2008 il Disegno Industriale) dal 1974,
è stato membro del Comitato
Direttivo dal 1989 al 1991.
Attualmente fa parte della
Commissione per la selezione
dei progetti di graphic design
per l’assegnazione del
membro AGI ADI Compasso d’Oro.
Bibliografia
generale

• Erberto Carboni, Pubblicità • Daniele Baroni e Maurizio Vitta, • Massimo Pitis, Cristina • Jan Conradi, Unimark
per la radiotelevisione, Storia del Design Grafico, Dell’Edera, Pino Tovaglia: International, Lars Müller
Silvana Editoriale, 1959 Longanesi, 2003 la regola che corregge Publishers, 2009
l’emozione, Corraini, 2005
• Albe Steiner, Il mestiere di • Giorgio Fioravanti, Il Dizionario • Giada Diano, 50 poesie di
Grafico, Einaudi, 1978 del Grafico, Zanichelli, 2003 • Lella and Massimo Vignelli, Lawrence Ferlinghetti 50
Design is one, Images immagini di Armando Milani,
• Bruno Monguzzi, Lo studio • Daniele Baroni e Maurizio Vitta, Publishing, 2004 GAM, 2010
boggeri 1933-1981, Electa, 1981 Storia del Design Grafico,
Longanesi, 2003 • Franco Balan, Legendario, • Bruno Munari, Da cosa
• Heinz Waibl, Alle radici della Ideographia, 2006 nasce cosa. Appunti per una
comunicazione visiva italiana, • Renzo Zorzi, Egidio Bonfante, metodologia progettuale,
Centro di Cultura Grafica un pittore alla Olivetti, • Francesco Ramberti, Antonio Laterza, 2010
Como, 1988 Associazione Archivio Storico Motolese, Michele Provinciali,
Olivetti, 2003 Gangemi Editore, 2006 • A.A.V.V., Armando Testa.
• Michele, Provinciali, Opere Il design delle idee, Silvana
grafiche di Michele Provinciali. • A.A.V.V., Area,100 graphic • Anna Steiner, Albe Steiner, editoriale, 2010
Fratelli Alinari Editorie, 1982 designers, of contemporary Corraini, 2006
printed graphic design, Phaidon • Massimo Vignelli, The Vignelli
• Heinz Waibl, “Progettando” Editors, 2003 • Gabriella Belli, Depero Canon, Lars Müller Publishers,
1950-1990, Edinvest, 1991 Pubblicitario, Skira/Mart, 2007 2010
• Longhi G., Albe Steiner, La
• Franco Achilli, AG Fronzoni, costruzione civile del progetto, • Massimo Vignelli, Vignelli From • Cosimo Bizzarri, Tankboys,
Aiap Edizioni, 1992 Officina, collana «Occasioni di A to Z, Images Publishing, Manifesto., 2010
architettura», 2003 2007
• Michele Provinciali, Antipasti, • Gianni Latino, Graphic Design,
AIAP Edizioni, 1992 • Sergio Polano, Piepaolo Vetta, • Ben e Elly Bos, Graphic Design Letteraventidue, 2011
Abecedario, la grafica del dal 1950 ad oggi, Electa, 2008
• Erberto Carboni, dal Futurismo • Cinzia Ferrara, Francesco
alla Bauhaus, Mazzotta, 1998 novecento, Electa, 2003 • Bruno Munari, Artista designer, E. Guida, On the road. Bob
• Pino Tovaglia, Giuseppe verde Laterza, 2008 Noorda, il grafico del viaggio,
• Daniele Baroni, Il manuale del
design grafico, Longanesi, 1999 giallo rosso e blu, Corraini, • Francesco Dondina, Bob AIAP Edizioni, 2011
2005 Noorda, una vita nel segno
• A.A.V.V., Armando Testa, della grafica, Editrice San
Charta, 2001 Raffaele, 2009
© 2011 Gianni Latino.
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ai rispettivi proprietari. É vietata la divulgazione
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