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Laguerradeisogni?

Limmaginariocomerisorsadigenere
AnnaLisaTota
Iodisegnosempre,anchequandononstodisegnandoperchstoscrivendooppuremiconcentroa nonfarenulla[...].Lascritturaabolisceiltempo,comprimendoloodilatandolo.Neldisegnositrova lespressione pi concisa. [...] Spesso le rappresentazioni graDiche sono poesie disegnate; e molte poesiedescrivonocontorni,digradanoitonidelchiaroscuro.[...]LoperagraDicapiprecisa.Nonsi fa ingannare dal suono delle parole. Il verso, rispetto allunivocit della linea, maggiormente minacciatodallachiaccheradellepossibiliinterpretazioni.

GnterGrassdescriveilcomplessorapportotraparolaedisegno,ildelicatointrecciotratestoscrittoe immagine.Perloscrittoresitrattadidimensioniespressivequasicomplementari,fortementeinterrelate e reciprocamente inDluenzate, che conservano tuttavia peculiarit speciDiche. Il disegno evoca il potere plastico dellimmagine con cui il testo scritto non in grado di competere. I disegni, cos come le immagini pi in generale, rimandano a modalit percettive e cognitive che fanno appello alle strutture emotivedellarappresentazionepiuttostocheaquellerazionali.PerquestosonocosefDicacineiprocessi dilegittimazionesociale. Lintentodiquestoarticoloproprioquellodianalizzareilpoteresocialedellimmaginario,ilsuoruolo speciDicocomearenaincuicompetereperaffermaredifferentiinsiemidivalori,comeluogoespazioin cui costruire socialmente le soggettivit e le identit collettive. Tale prospettiva rimanda a contributi assai diversi, come la storia sociale dellimmaginario (Le Goff, 1988; Gruzinski, 1991), le riDlessioni di psicologia fenomenologica sullimmaginazione (Sartre, 1948), lanalisi DilosoDica del rapporto tra esistenza e simbolico da Cassirer (1961) a Lacan (1974)1, il contributo dellantropologia della surmodernit(Aug,1997a),glistudidiculturalstudies(Hebdige,1979;Agger,1992). La guerra dei sogni, o guerra delle immagini, rappresenta un terreno di riDlessione su cui si sono cimentati patrimoni disciplinari e categorie analitiche molto diversi fra loro che condividono tuttavia, pur nella estrema variet delle prospettive, unattenzione comune alle forme generali di mediazione attraverso cui gli attori sociali danno letteralmente forma alle loro Weltanschauungen, ai loro universi percettivi e discorsivi. Le immagini diventano letteralmente risorse attraverso cui negoziare la deDinizione del reale, spazio entro cui competere per dare forma alla propria soggettivit. Infatti come sottolinea Crespi (1978, p. 33), riprendendo la nozione tecnica di simbolico proposta da Cassirer, la mediazione simbolica ha anche sempre una dimensione costitutiva del soggetto. In tal senso limmaginario ci che istituisce lordine del possibile e quello del probabile, strutturando materialmenteiconDinidicichesiamoononsiamoingradodipensare.Senzaimmaginiliononpu pensare se stesso. Ogni forma di diseguaglianza sociale richiede repertori di immagini consolidati attraverso cui legittimarsi. Da questo punto di vista immagini impari non possono che descrivere opportunitdiseguali. 1.Aicon4inidelmondo:antropologiadellimmaginarioeformesimboliche Leimmaginirappresentanounodeiterrenifondamentalisucuicompeterepercostruiresocialmentele identit. A questo proposito Aug (1997a, p. 11) in La guerra dei sogni introduce la nozione di colonizzazione dellimmaginario, descrivendo come lo scontro fra popoli si sia spesso accompagnato allurtofraimmaginari:

Sulla concezione lacaniana di immaginario e sul rapporto tra immaginario e simbolico si veda Lalli (1995).

Lantropologia si interessata allimmaginario individuale, alla sua negoziazione perpetua con le immaginicollettiveeancheallafabbricazionedelleimmaginiopiuttostodeglioggetti(chiamatiavolte feticci) che si presentavano allo stesso tempo come produttori di immagini e di legame sociale. Gli antropologi,inoltre,hannoavutooccasione(...)diosservare,attraversosituazionidettepudicamentedi contatto culturale, come lo scontro fra immaginari accompagnasse (...) le conquiste e le colonizzazioni,comeleresistenze,iripiegamenti,lesperanzeprendesseroformanellimmaginariodei vintiperaltrodurevolmenteintaccatoe,insensostretto,impressionatodaquellodeivincitori.

SecondoAugunaculturavivasoltantonellamisuraincui,incontrandosioscontrandosiconlalterit, riesce a trasformarsi, a mettere in gioco i suoi processi di simbolizzazione e istituzionalizzazione. La culturainfattiserveanchearendereiprocessidiproduzionedelsensopensabili(attraversoilricorsoa simboli che la cultura stessa mette a disposizione) e gestibili (attraverso le istituzioni). Lanalisi della surmodernit, cui gran parte del lavoro dellantropologo francese rimanda, concerne principalmente i momenti di contatto culturale, quando linsieme delle forme simboliche e degli immaginari di popoli diversisiincontrano.Talimomentirappresentanofasicrucialiedelicateincuisiridisegnanoleidentit elealteritdiunpopoloodiungrupposociale,incuisimettonoanudolerelazionitrasognoepotere, traimmaginaridominantieimmaginaricolonizzati. Gruzinski(1991)analizzailconDlittoditipocolonialechevedecontrapporsinelMessicodel XVIsecoloi gesuiti e gli amerindi. Un tratto caratteristico di tale conDlitto concerne la conversione degli indios alle immaginicristianeadoperaprimadegliordinimendicantiesuccessivamentedellaCompagniadelGes, chescatenaunaveraepropriaoffensivacontrolesperienzavisionariadegliindios.Lerappresentazioni dellimmaginario cristiano estirpano a poco a poco tutta liconograDia locale. Sono allopera contemporaneamentesquadronidipittori,discultori,diteologiediinquisitori(ivi,p.189).Lealterne vicendedellacolonizzazionesonoripercorseattraversolanalisidellacontrapposizionetradueimmagini mariane: Nostra Signora di Guadalupe e la Vergine de Los Remedios. Lo studio di Gruzinski, cos come quello di Le Goff (1988) sullimmaginario medioevale, documentano la centralit del ruolo degli immaginarinellariproduzionesocialedelleculture:neivaricontestistoricosocialisonoalloperaveree propriepolitichedellimmaginazione,piomenoarticolate,piomenonormate. Se nel passato il monopolio dellimmaginario stato gestito soprattutto dalla Chiesa che, attraverso le committenze artistiche, ha in qualche modo teso a conservare un controllo sulle modalit sociali della rappresentazione, nella societ contemporanea lo scenario diviene pi complesso. Tale funzione di controllopassaattraversoimassmediacheDinisconoperagirecomecassedirisonanzadelleesigenzedi mercato.AprezzodiunadrasticasempliDicazione,sipotrebbedirecheconlavventodeimassmediaela loro progressiva diffusione il monopolio dellimmaginario passa dalle istituzioni politiche e religiose al mercato. Ovviamente non si intende misconoscere il ruolo attivo di altri fonti di rielaborazione e produzionedellimmaginariosocialecomplessivo,masoltantofocalizzarelattenzionesulladiscontinuit che i media hanno introdotto nelle forme simboliche di mediazione. Tale passaggio infatti profondamenteinDluenzatodallelogichesottesealletecnologiedellacomunicazione.Aquestoproposito Thompson (1995, trad. it. 1998, p. 54), riDlettendo sulla mediazione delle forme simboliche nella modernit,afferma: Oltre ad avere modiDicato il nostro senso del passato, i mezzi di comunicazione hanno anche creato quellochepotremmodeDinireunmondomediato:leformesimbolichemediateplasmanosemprepi sia la nostra conoscenza delluniverso che si trova al di l della sfera di ci che sperimentiamo personalmente,sialenostreideesulleposizionicheoccupiamoinesso. OltrequindiariDletteresullacentralitdellimmaginariocomerisorsadicoesionee/odiscontrosociale, la chiave di lettura qui proposta si interroga sulle trasformazioni che caratterizzano i processi di produzione simbolica nella societ dei media, sottolineando come queste ultime abbiano un impatto decisivo sulle modalit attraverso cui gli attori sociali possono concepire le loro soggettivit e fare esperienzadelmondo. Cos come nelle situazioni di contatto culturale lo scontro fra popoli si accompagna alla guerra dei sogni, analogamente si pu sostenere che anche lo scontro/incontro fra i generi non pu che giocarsi

anche sul terreno delle immagini. In tale prospettiva infatti, limmaginario appare come magazzino simbolico a cui attingere per dare senso alle identit, per elaborare le rappresentazioni sociali con cui misurarcinellaquotidianit.Imutamenticheinvestonotalesfera,lungidallessereaccessoriomarginali, sonodestinatiadavereripercussioniprofondesullassettocomplessivodiundatocontestosociale.Se plausibile che lordine del possibile sia scandito dalle sequenze delle immagini a disposizione per pensarlo,altrettantoplausibileguardareallastoriadellediscriminazionietniche,digenereediclasse comestoriadelleimmaginimancate.Lametaforapiappropriataperproseguirequestaesplorazionedei marginiquelladellimmaginerubata. 2.Nomadismoculturale,homelessnesseimmaginaricolonizzati Ripartiranno per visitare altri castelli, ascoltare altre guide; acchiappare frammenti di leggenda e frammenti di storia. Sanno che lessenziale nel movimento, che bisogna girare in tondo per darsi limpressionediavanzare,poich,dopotutto,laTerrarotondaedsulbordodellastrada,allasvolta delcammino,nonimportadove,nonimportaquando,persinonelmezzodiunviaggioorganizzatoche abbiamo tutti una possibilit dincontrare il Graal, la principessa o il principe azzurro. Siamo tutti discendentidiParsifalediWaltDisney(Aug,1997b,trad.it.1999,p.678). ComesiconDiguralimmaginarionellamodernit?E,soprattutto,comedialogaconlenostresoggettivit senzadimora(Berger,1992),conilnomadismopostmoderno(Braidotti,1994)?Questisonoalcunidegli interrogativi che attraversano la presente riDlessione, nella consapevolezza di rappresentare perlopi domandeurgenti,masenzarisposta.Intalsensolachiavediletturaquipropostacollegalanalisidella natura dellesperienza prodotta dalle quasiinterazioni mediali (Thompson, 1995, trad. it. 1998, p. 290)allhomelessnesseaisoggettinomadi,cercandodimostrarecomesitrattididueprocessispeculari, strettamente connessi e interrelati tra loro. Nella modernit infatti assistiamo al diffondersi di nuove formediesperienzadelquotidiano: Viviamoinunmondo,oggi,incuilacapacitdifareesperienzesiseparatadallincontro.Ilsequestro dellesperienza dai luoghi spaziotemporali della nostra vita quotidiana va di pari passo con la diffusionediesperienzemediate,conilmescolarsidiesperienzechelamaggioranzadinoivivedirado inprimapersona(ivi,p.291). Questo tipo di quasiesperienze mediali attinge ad universi di enunciazione che sono sempre pi omologati, sempre pi globali e sempre pi distanti dalle nostre esperienze reali. O meglio, gli immaginaripropostidaimediasonotantomenoattinentiallanostraquotidianitquantopisonofrutto di processi di colonizzazione. In Beverly Hills lo stereotipo di madre rappresentato da unavvenente signoradivorziatache,dopoalcunetraversiedovuteallabusodicocaina,incontraDinalmenteunnuovo grande amore e decide di risposarsi. Lo scollamento radicale che come spettatori televisivi possiamo avvertire rispetto a questo tipo di rappresentazione della Digura materna se riferito alla realt italiana derivaappuntodalfattochesiamoinpresenzadiprocessidicolonizzazionedelleimmaginiche,nelcaso speciDico, derivano dalla produzione televisiva e Dilmica statunitense. Ci che vale la pena comunque sottolineareconcerneilcarattereomologantediquestotipodirappresentazioni:sonolontanissimedai nostristereotipi,ciparlanodimadrichenonconosciamoechedubitiamodiincontrareaspassoperle nostre citt e tuttavia ci paiono intime, normali, quasi naturali. proprio il processo di colonizzazione checipermettedisostituireildisagioculturalechedovrebbederivaredalladiscrepanzatraglistereotipi messi in scena e quelli che ci sono propri, con una sensazione di naturalezza e aproblematicit. Il processo di colonizzazione tanto pi riuscito infatti quanto pi in grado di occultare lo scontro fra immaginari in atto. Come ricorda Aug, la guerra dei sogni cessa quando le vittime subiscono e interiorizzano la fascinazione dellimmaginario dei loro oppressori. Lesperienza della cultura fradue miti, di cui parla Aug, data in ultima analisi dallincontro/scontro tra le mamme di Beverly Hills e quellenapoletane,unpopinostrane,diUnpostoalsole. La tendenza allomologazione progressiva degli stereotipi sociali messi in scena dai media tuttavia controbilanciata da una tendenza di segno opposto: quella relativa alla proliferazione e pluralit dei

messaggi mediali che ampliDicano in modo esponenziale le immagini disponibili. Come osserva Thompson(1995,trad.it.1998,p.295)infatti: Aprendo il s a nuove forme di conoscenza non locale e ad altri tipi di materiali simbolici mediati, lo sviluppodeimediaarricchisceeaccentualasuaorganizzazioneriDlessiva.Laarricchiscenelsensoche, accedendoaformedicomunicazionemediata,gliindividuipossonocostruireillorosutilizzandoun insieme di risorse simboliche sempre pi abbondante. Come i materiali simbolici scambiati nelle interazioni faccia a faccia, anche quelli mediati possono essere incorporati nel processo di autoformazione; il s si trasforma dunque in un progetto riDlessivo nel corso del quale lindividuo incorpora materiali mediati (tra le altre cose) e li inserisce in un racconto autobiograDico coerente e continuamenterivisto.Manonsolo:cichelosviluppodeimediafaancheapprofondireeaccentuare lorganizzazioneriDlessivadels:infatti,viaviachelerisorsesimbolicheadisposizionedelprocessodi autoformazione aumentano, gli individui scoprono nuove possibilit, allargano i loro orizzonti e cambianoiloropuntidiriferimentosimbolici. Ne deriva quindi una tendenza allomologazione crescente che tuttavia non mai compiutamente realizzata.Sedalpuntodivistadellaproduzionecidovutoalproliferaredeimessaggidisponibiliche, datalanumerosit,difDicilmentepotrebberoesseretuttiuguali,dalpuntodivistadellaricezionecisi devealruoloattivodeiprocessididecodiDica.Aquestaomologazioneprogressivadeglistereotipisociali messiinscenadaimezzidicomunicazionedimassagliutentimediali,infatti,rispondonotuttaltroche passivamente,comehannodocumentatolericerchediMorley(1986)nelDilonedellareceptiontheorye quellidiMoores(1993)inrelazionealletnograDiadelconsumomediale. propriointalsensochepossiamoleggereilnomadismoculturalecomelaltrafacciadellimmaginario colonizzato.Lepratichedegliintervalli,delleinterfacceedegliinterstizi,dicuiciparlaRosiBraidotti (1995, p. 9), rappresentano rispetto allomologazione laltra faccia della medaglia: nellesercizio della marginalit, nella frequentazione delle aree di transito, nella collocazione ai conDini del mondo che si sovverte lordine omologante degli stereotipi mediali. In tale prospettiva lio senza dimora sembra risponderealladelocalizzazionedellesperienzaprodottadaimediaconladelocalizzazioneconsapevole eriDlessivadeisuoistessiconDini.Dinnanziadunimmaginariocheciapparesemprepicolonizzatole pratichediresistenzapiefDicaciconsistononelcollocarsiaimargini,nellaframmentazionedeirepertori disensopreDigurati,nellafrequentazioneconsapevoledialtriimmaginaripossibili. 3.Soggettivit,interpellanzaetecnologiedigenere Come si declinano immaginario colonizzato e nomadismo culturale rispetto alle questioni poste dal generedellutentemediale?Opiprecisamente,cosacomportainambitomedialeilriconoscimentodella naturasessuatadellinguaggio?Lateoriapoststrutturalista,partendodaunacriticaradicaledellaneutralit del linguaggio, lo deDinisce come arena conDlittuale e antagonistica dove si producono e si legittimano le identit. Il genere, in tale prospettiva, rappresenta soltanto una fra le aree dellesperienza sociale, che non esaurisceovviamentetuttigliaspettidellasoggettivit.Gliattorisocialisonocostituitidalledifferentipratiche socialiedaidifferentilinguaggicheutilizzano.ComesottolineadeLauretis(1996,p.120)infatti: il soggetto si costituisce nel linguaggio (...) ma non soltanto attraverso le differenze sessuali, bens attraversoledifferentipratichediscorsiveelediverserappresentazionisociali;(...)unsoggettoquindi nonunivocomamultiplo,enontantodivisoquantopiuttostoindinamicacontraddizione. Tale nozione di soggettivit rielaborata da van Zoonen (1994), che deDinisce il genere come collezione di rappresentazioni culturali concorrenti e talora contraddittorie e di signiDicati simbolici antagonistici, tutti connessi allelaborazione sociale della differenza sessuale. In questa prospettiva, il genere diviene parte costitutiva di una cultura, un set di pratiche sociali e discorsive a cui gli attori sociali sono socializzati e continuamenterisocializzatidurantetuttelefasidellalorovita.Inquestosenso,lanozionepiappropriata quelladellifelonglearning(Balbo,1995):lidentitdigenere,seconcettualizzatacomecostruttolinguistico discorsivochesirealizzaattraversopratichesocialielinguistiche,frammentataedinamica;unprocessoin

Dieri in cui gli attori sociali sono impegnati in tutte le fasi della vita. Guardare ai media come tecnologie di generesigniDicainprimoluogoanalizzarelalorofunzionediagenziedisocializzazione.Nonsitrattatantodi studiarecosaimediafannoallepersonequantopiuttostocosalepersonefannoconimedia. Unavoltamessiinconnessionetesticulturaliemodidipensarelasoggettivit,unavoltaesplicitatiinessiche articolanoeleganoleidentitconglioggetticulturaliemediali,imediaeleistituzioniculturaliriacquistanola lororilevanzacomeistanzeingradodiinDluenzareattivamenteleissuesfondamentalideldiscorsopubblico. Le pratiche della produzione e del consumo culturale diventano concretamente luoghi in cui progettare il cambiamento sociale, spazi a cui ancorare la riDlessione sul possibile, inteso come ambito in cui limmaginazionesocialeesercitasestessa. AdunapubblicaletturadellesuepoesieallaStanfordUniversityAudreLordeesordpiomenoconqueste parole:sonounafemminista,nera,lesbica,guerriera,poetessa,madre,chefailsuolavoro(...)evoichisietee checosafate?2.UnappellocheemblematicodiunpercorsodiriDlessionesullateoriafemministaesullesue possibili implicazioni per lanalisi dei testi culturali e mediali. A partire da un atto di negazione e di rivolta rispetto ad una cultura deDinita dal patriarcato degli uomini, le donne iniziano a riappropriarsi degli oggetti culturaliemedialisecondounotticanuova.Eallora,comediceLynnePearce,cisonoquadrichenonvorreste possedereealtrichevorrestesbeffeggiare,perchcontinuanoaparlareillinguaggiodelladiscriminazione.E ancora, ci sono soap opera che propongono protagoniste cos emancipate da non piacere al pubblico femminilechenonriesceariconoscersi(comedocumentanoalcunericerchesullafruizionedelletelenovelas inBrasile)ealtrechecontinuanoinveceaproporreimmaginidigenerestereotipate. Il decostruzionismo femminista si riappropriato in vari modi di una cultura declinata al maschile, decostruendo quei canoni che tradizionalmente hanno escluso tutte le donne, o almeno la maggior parte di loro,trasformandoiltalentodiartiste,poetesse,scrittriciescienziateinquellodimutemuseispiratrici.Tutte sorelle,madriemoglidiShakespeare,perriprendereunesempiocaroaVirginiaWoolf,chesiispirallatriste vicenda della giovane Judith Shakespeare, morta di parto senza passare mai ai posteri. In tale prospettiva, larte e la cultura funzionano al pari di altri media come tecnologie di genere, come possibile luogo di strutturazione delle nostre identit femminili e maschili. Detto altrimenti, i media, larte e la cultura ci appaionosessuatisianellepoeticheconcuisonoprodottieallestiti,sianellemodalitconcuisonoconsumati (Tota,1999a;1999b). Volendo deDinire il decostruzionismo femminista, si potrebbe dire che una corrente intellettuale e politica cheanalizzalerappresentazionitestualidellidentitedelcorpopropostedalcinema,dairomanzi,daimedia e da tutti gli artefatti culturali, a cui gli attori sociali femminili e maschili devono poi, pi o meno consapevolmente, attingere per pensare e nominare se stessi. La prospettiva in cui la questione si declina, propone nuove chiavi di lettura, in grado di permettere alle minoranze culturali e sociali di negoziare la propriaidentitconlaculturadominante.bellhooks,adesempio,uninterpretemoltooriginaledellacultura cherappresenta:ilsuointentosvelareimeccanismiideologiciattraversocuiiprodottiartisticieculturali vengonoacquisitiinconsapevolmentedagliattorisociali,dandoluogoaveriepropriprocessidiacquiescenza eacculturazione.Leimmaginidigenereequelledietniasonoproblematizzatedallautriceattraversolanalisi dellerappresentazionimedialidelcorponudodiunadonnanera.Lariappropriazionesimbolicaditalecorpo passa anche attraverso la contestazione di un immaginario tutto bianco, eterosessuale e maschile. bell, che scrive provocatoriamente il suo nome in minuscolo, unoriginalissima intellettuale nera che rappresenta larea radicale della cultura progressista newyorkese. In reel to real, un libro del 1996, propone la decostruzionefemministadellerappresentazionidelcorpofemminileneroattraversolanalisideitestiDilmici. Lideasottostantecheilconsumodiprodotticulturalicostituiscaunadelleareeprivilegiateacuigliattori sociali attingono per lelaborazione della loro soggettivit. In tale prospettiva veicolare nuove pratiche di consumo e nuovi signiDicati assume una valenza quasi sovversiva rispetto allideologia consolidata, riprendendoincialcunedelleimplicazionipirilevantidellapprocciodeiculturalstudies. In generale, i livelli a cui possiamo guardare per analizzare il contributo del decostruzionismo femminista sonoalmenotre:illivellodellarappresentazioneacuiprincipalmentesisitualanalisidellaculturaedeitesti mediali come tecnologie di genere, il livello della produzione culturale e artistica (nel duplice senso di un geniotuttodeclinatoalmaschileedelleffettivaesclusionedelledonnedaivariambitidiproduzioneartistico culturale) e, inDine, il livello della ricezione, cio del consumo effettivo da parte delle donne di prodotti che
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cit. in Teresa De Lauretis (1996, p. 34).

parlano soltanto al maschile. Ripercorrere tutto lintreccio che ha collegato nei vari approcci disciplinari i gender studies allanalisi della cultura esula evidentemente dagli intenti di questo contributo; pi limitatamente possibile delineare alcune delle questioni fondamentali che tali metodologie sollevano rispettoallanalisideitesticulturaliemediali.UnanozionecertamentecentraleinquestotipodiriDlessionesi deve a Teresa De Lauretis che, rielaborando criticamente la nozione di tecnologia del sesso proposta da Foucault,introducelanozioneditecnologiadelgenere: Si potrebbe iniziare a pensare al genere prendendo spunto da Michel Foucault, dalla sua teoria della sessualitcometecnologiadelsesso,perproporrecheancheilgenere,siacomerappresentazionesia comeautorappresentazione,vengaconsideratoilprodottodivarietecnologiesociali,comeilcinema,e didiscorsiistituzionali,epistemologieepratichecritiche,nonchdipratichedellavitaquotidiana.(De Lauretis1996,p.133) La costruzione del genere, in tale prospettiva, ha luogo non soltanto negli apparati ideologici di stato pi tradizionali (come la scuola e la famiglia), ma anche nellincontro con i messaggi mediali, con i prodotti culturali,conleoperedarteepersino,ricordalautrice,conlariDlessionefemminista.Selideologiacostruisce gliindividuiinquantosoggetti,ilgenerehalafunzione(...)dicostituireindividuiconcretiinquantouominie donne(ivi,p.137).RiferendosisiaallavorodiAlthussersiaaquellodiFoucault,TeresaDeLauretis(ivi,p. 14153)partedalpressuppostoche: la rappresentazione sociale del genere incida sulla sua costruzione soggettiva e che, viceversa, la rappresentazione soggettiva del genere (o autorappresentazione) incida sulla sua costruzione sociale (...).Lacostruzionedelgenereprosegueoggitramitelevarietecnologiedelgenere(comeilcinema)ei diversidiscorsiistituzionali(comelateoria),ehailpoteredicontrollareilcampodelsigniDicatosociale e quindi di produrre, promuovere e impiantare le rappresentazioni del genere. Ma esistono anche i termini per una diversa costruzione del genere, ai margini dei discorsi egemoni. Anche tali termini, provenienti dallesterno del contratto sociale eterosessuale e iscritti nelle pratiche micropolitiche, possono avere un ruolo nella costruzione del genere, incidendo soprattutto al livello delle resistenze locali,nellasoggettivitenellautorappresentazione. Sicreanocosipresuppostielecondizionieffettiveperunospazioincuiarticolarelantagonismo,siintravede uno spazio pubblico per dar voce al silenzio delle donne, per avviare un progetto culturale e politico di riappropriazione di un immaginario culturale e simbolico che parli e ascolti al femminile. Gran parte del lavoro dei feminist cultural studies, dei feminist media studies e della receptiontheory va proprio in tale direzione.Unavoltapropostalanozioneditecnologiadelgeneresiapronotuttaviaunaseriediinterrogativi cruciali, per comprendere processualmente la costruzione del genere. Se si adotta infatti la nozione althusserianadiinterpellanzaintesacomeilprocessoattraversoilqualeilsoggettointeriorizzaefapropria unadatarappresentazionesociale,cheacquisisceperciconsistenzareale,anchesedifattoimmaginaria restadachiarirecomeincidanoinquestoprocessoledifferentitecnologiedigenere(ilcinemaversuslateoria femminista, per intenderci) ed inoltre resta da spiegare perch dinnanzi a differenti e contradditorie rappresentazioni di genere circolanti in societ il soggetto (femminile, ad esempio) si appropri proprio di quella. Ponendosi lucidamente tali interrogativi, Teresa De Lauretis (1996, p. 147) propone di tornare alla teoria dellapparato cinematograDico e di esplorare il rapporto spettatoriale dal punto di vista femminile: i modi in cui il Dilm si rivolge a ogni singolo spettatore, i modi in cui la sua identiDicazione viene sollecitata e strutturata nel singolo Dilm, sono intimamente e intenzionalmente, anche se non esplicitamente, connessi al generedellospettatore.. La questione del perch un certo soggetto, in particolare quello femminile, si appropri di una certa rappresentazionesocialeenondiunaltrarimaneparzialmenteirrisolta,anchefacendoriferimentoallateoria diWendyHollwaychedeDinisceilpoterecomecichespiegherebbelinvestimentodelsoggettoinunacerta posizione discorsiva. Si precisa anche che tale investimento non necessariamente conscio o razionale. La realt tuttavia un po diversa: si tratta quasi sempre di un investimento tacito, inconscio e perlopi irrazionale che pu avvenire sia, ad esempio, nella direzione di una rappresentazione mediale altamente sessista della donna sia nella sua rappresentazione nei termini della teoria femminista. Il vero problema, ancora una volta, ha a che fare con il concetto di probabilit: quante sono le rappresentazioni sociali

disponibili e di che tipo sono? Non detto che il singolo soggetto femminile investa necessariamente in una certa posizione discorsiva, se essa maggiormente diffusa nellimmaginario complessivo o nel discorso sul generecircolanteinsociet,maleprobabilitchelofacciaaumentano.Seragioniamointerminidiprobabilit, ci precludiamo forse di comprendere lesperienza di interpellanza del singolo soggetto, ma possiamo comprendere meglio il trend complessivo, cio lesperienza media. Si potrebbe obiettare che lesperienza media non esiste se non nella percezione dei sociologi, dei matematici e degli statistici. Tuttavia le medie continuanoarappresentareunutilestrumentodicomprensionedellarealtsociale. A partire dalla nozione di tecnologia di genere, elaborata compiutamente gi nel 1987, si sono avviate riDlessioni e ricerche nei vari ambiti della produzione culturale e mediale, al Dine di documentare empiricamente lintreccio tra rappresentazioni sociali di genere e rappresentazioni soggettive (o autorappresentazioni).Ilcontributofemministaintaledirezionesipropostocomenuovoparadigma(van Zoonen,1994),ingradodiconvincereledonne(eanchegliuomini)adinvestireinposizionidiscorsivenon egemoniche.Intalsensounfattochequestiapprocci,piomenoesplicitamente,hannomessoinagendala diffusione di nuove rappresentazioni sociali del genere, partendo dalla consapevolezza che la stessa teoria femministafunzionadatecnologiadigenere. In particolare, i feminist cultural studies hanno promosso una vera e propria rivoluzione nella coscienza femminile attraverso una metodologia che si ispira in parte alle pratiche di autocoscienza. In questo caso si trattadipromuoverelautocoscienzarispettoatesticulturali.Intaleprospettivasiipotizzato,avvicinandosi alla posizione poststrutturalista, che lidentit di genere fosse un testo fra gli altri, formato mediante lintersezione,lunioneolapartizioneconaltritestichepossonoessereartistici(unromanzoounquadro), relazionali(lasessualit,lamicizia),istituzionali(lascuola,luniversit).Immaginarequestodialogo\scontro fratestiunametaforautilepergettareunadiversalucesuiprocessiingioco,apattotuttaviadinonperdere divistailfattocheledinamicheeffettivehannopoiachefareconlasoggettivitenonsonocertoriducibili allanozioneditesto.AtalDineunutileespedienteretoricoquellodiricorrerealconcettodipraticatestuale: questadeDinizionemipareparticolarmentefelice,perchmetteinsiemeidueterminidellaquestione.Seda una parte si riferisce chiaramente ai soggetti che attivano e interpretano tali pratiche, dallaltra rimanda al fattochetalipratichesonopredeDinitedalleistituzionientrocuihannoluogo. 4.Pensieridisegualiperdiseguaglianzereali:lastrati4icazionesocialedelsimbolico Se i media funzionano davvero come tecnologie di genere, fornendo alcune delle risorse simboliche crucialiperlaproduzionedeisigniDicatiattribuitialledifferenze,occorreriDletteresullenuoveformedi diseguaglianza espressiva e simbolica che caratterizzano la societ contemporanea. In tal senso una dimensioneanaliticaefDicaceconcernelinsiemedirepertoriconsolidaticheiprodottimediali,culturalie artisticimettonocontinuamenteadisposizionedegliattorisocialiperpensarelarealtelasoggettivit. Ilfocusquindiquellodelrapportotrarisorseidentitarie,dicuigliattorisocialidispongonoallinterno diunadataculturapercostruireleimmaginidigenere,eidentitsocialiattualizzate.Ataleproposito utiletenerecontodegliampigradidilibertentrocuigliattorisocialiinterpretanoitesti.Ladistinzione tra risorse identitarie e identit attualizzate rende conto a livello analitico proprio di questo scarto: nessuna identit di fatto mai riducibile ad un insieme di testi. Occorre sempre un attore sociale che attualizzi tali testi, li interpreti, li componga, li colleghi fra loro producendone i signiDicati. Sarebbe del tutto fuorviante pensare che, rispetto al genere, le immagini prodotte, ad esempio, dal cinema statunitenseodallaletteraturarosasianoassunteindiscriminatamente:inprimoluogo,gliattorisociali dispongono anche di molte altre risorse per individuarsi quelle messe loro a disposizione degli altri apparatiideologicidistatoe,secondariamente,sonoingradodiprodurreelaborazioneassolutamente soggettive nei loro processi di signiDicazione, con un numero Dinito, ma assai ampio di gradi di libert, comehannobendocumentatomoltericerchenelDilonedeiculturalstudies(Agger,1992). Questotipodiimpostazionihapermessodiprendereledistanzedaconcettualizzazionivoltearidurrei soggettiapassivicontenitoridimessaggiculturaliemediali(pensoacerteposizionivicineallascuoladi Francoforte), ma in alcuni casi ha aperto la strada ad ipotesi altrettanto fuorvianti: come ad esempio lipotesisecondocuiiconsumatoriditestimedialisonosempreutentiiperattivi,capacididecodiDicarei messaggi secondo percorsi di senso necessariamente innovativi e inusitati. Veri e propri superutenti mediali,immunidaogniformadimassiDicazione.Gliapproccipirecentinellecomunicazionidimassa

hanno segnalato i rischi impliciti in entrambe le concezioni. Se da una parte gli approcci pluralisti tendono aconsiderarecomeneutralelimpattodei mediasullavitapubblicaedemocraticadegli attori sociali sottovalutandone di fatto le inDluenze speciDiche, dallaltra gli approcci critici tendono ad enfatizzarelinDluenzanegativadeimediache,intaleprospettiva,rappresenterebberoesclusivamentegli interessidominantiascapitodellavitademocraticadeicittadini. Rispetto allanalisi delle risorse identitarie evidente che il modo in cui si decide di rappresentare il rapportotramediaeconDigurazionidellospaziopubblicogiocaunruolocruciale.Lapprocciopluralista allanalisidellecomunicazionidimassa(Sigal,1973;Gans,1979)sembraaverampiamentesottovalutato lapotenzialedistorsionecheimediapossonoarticolareallinternodellospaziopubblico;daltrapartei contributi pi recenti del Dilone postmodernista (Ang, 1985; Fiske, 1989) se da una parte hanno ben documentato il cosiddetto potere semiotico dei soggetti, dallaltra hanno anche adombrato una deDinizione di utente mediale non corrispondente alla realt: in alcune versioni pi radicali del Dilone postmodernistasimetteinscenaunutenteidealizzato,pienodispiritocritico,capacedidecodiDicarein maniera innovativa qualsiasi messaggio. Il limite ovvio non sta tanto nellattribuzione di tali qualit allutentemedialequantonellageneralizzazionechesenepropone:lanozionediteleutenteinformato, criticoeinnovativodescriveunatendenza,untipodiutentecheprogressivamentesivadelineando,non si riferisce al tipo medio. Sarebbe fuorviante ipotizzare che questo tipo di utente sia egualmente rappresentativodituttelecategoriesocialidellapopolazione.Lafrequentaredeimargininonpuancora considerarsicometendenzadiffusaeconsolidata. Neldibattitosulrapportotramediaesferapubblicauntentativodimediazionefralapprocciopluralista ealcunederivedelDilonepostmodernistasideveaKeane(1991)cheaffrontalaquestionecercandodi radicare i media nella societ civile, non enfatizzando n il ruolo dei media come manipolatori del consenso n quello degli utenti come supereroi del processo interpretativo. In altri termini, se da una parteirragionevoleimmaginarechelinDluenzadeimediasianeutralizzatadallascopertadellinDinito potere semiotico dellutente, dallaltra sarebbe altrettanto fuorviante ipotizzare che la capacit di elaborazione individuale sia egualmente allocata fra gli attori sociali e che pertanto lesistenza e la diffusione di repertori di immagini sessisti, accompagnata dalla mancanza di unestesa circolazione di controimmagini altrettanto efDicaci, non abbia alcune implicazioni sociali, sulle quali valga la pena riDlettere in un dibattito sulle forme di diseguaglianza e di esclusione sociale caratteristiche della post modernit. In tal senso unimportante riDlessione investe gli statuti stessi della produzione mediale: si tratta di interrogarsi sulla legittimit di una produzione che pu continuare a proporre immagini di genere (ma anche di etnia) discriminanti, avvalendosi del diritto\dovere di riproduzione dello status quo. Resta da chiedersi in primo luogo se ci sia un saldo positivo o negativo tra le immagini di genere messe a disposizione degli attori sociali e le modalit in cui essi costruiscono le loro soggettivit e, secondariamente,quantotaledivariosiasostenibileallinternodelledemocraziecontemporanee. 5.Immaginariosocialeeimmaginariomediale:qualcheri4lessionesulcasoitaliano Proprio partendo da queste riDlessioni, diviene importante provare a ragionare sullimmaginario di genere in Italia e sulle modalit con cui si trasformato negli ultimi decenni. Occorre interrogarsi su come sono cambiate le immagini e le rappresentazioni mediali di genere cui attingiamo nella vita quotidiana. Per pensarsi, nominarsi ed individuarsi, gli attori sociali di quali materiali dispongono? E certamente vero che i repertori di immagini a disposizione sono mutati profondamente negli ultimi decenni, ma forse sono cambiati meno di quanto ci aspetteremmo. Dinnanzi ad un panorama complessivo cos ricco di stimoli e innovazioni come quello italiano, limmaginario disponibile nella societsembrarimanereancoratoavecchiclich,chenonsonopiingradonemmenolontanamentedi rappresentare la realt. Permane una sorta di scarto tra le rappresentazioni dei ruoli femminili e maschili offerte da gran parte della pubblicit, della ;iction e di molti altri ambiti della produzione mediale e culturale ela quotidianit di cuidonne euominifanno esperienza.Tuttiquesticambiamenti positivi,chehannosegnatocosprofondamentelavitaquotidianadelledonneedegliuomininegliultimi decenni, sembrano aver avuto soltanto uneco sbiadita nelle immagini di genere che continuano a circolare nella societ italiana. Non a caso, ogni volta che un prodotto mediale (penso alle recenti

esperienzedi;ictionprodottainItaliadaUnmedicoinfamigliaaFinesecolo)riescearidurretalescarto anche di poco, ci troviamo di fronte ad un grande successo di audience: gli utenti riescono di nuovo a riconoscersi,ilprocessodiidentiDicazione,cosrilevanteperilfunzionamentodellemacchinecognitive dientertainment(comeilcinema,latv,ecc.),divienenuovamentepossibile.Siristabilisconoqueidelicati nessi tra Diction e realt che attivano i processi interpretativi di produzione del senso. In termini di politiche dellidentit, parlare di immagini importante: quali chance possiamo avere di individuarci comesoggettiautonomi,riDlessivieintelligentidellaquotidianitsesiamoassediatidarappresentazioni sociali e mediali declinate al negativo? Certo le capacit critiche dei singoli utenti aumentano costantemente, grazie soprattutto alla prolungata e crescente scolarizzazione che i percorsi formativi tendono ad offrire alle giovani donne e ai giovani uomini. Tuttavia non nemmeno possibile sopravvalutare le potenzialit di individuazione del singolo soggetto, perch ci equivarrebbe a sottovalutareunproblemareale,quellorelativoalloscartocuisiaccennavaprecedentemente. Accantoaquestoscartotraculturamedialeedesperienzasocialedelledonne(maanchedegliuomini),si devonotuttavianotareancheledinamichedimutamentochehannoinvestitolimmaginariocomplessivo digenerenellacontemporaneit.Intalsensounaprimaosservazione,quasibanale,concernelaquantit diimmaginicuisiamomediamenteesposte/inellavitaquotidiana:seneidecenniprecedentiallavvento dellatelevisione,gliimmaginarieranoinDluenzatiperlopidalteatro,dallerappresentazionipittoriche, dalla radio e dal cinema muto, successivamente la televisione diviene la fabbrica dellimmaginario per eccellenza. In Italia, cos come in molti altri paesi occidentali, si potrebbe ipotizzare che negli ultimi decennilimmaginariofemminileemaschilesiaprofondamentemutatoinconcomitanzaalvariaredelle rappresentazionidigenerepropostedaimassmedia.Infatti,limmaginariosocialehatesosemprepia coincidere con limmaginario mediale, producendo una sorta di travalicamento delle convenzioni della Diction e degli altri generi mediali nella vita quotidiana. La decontestualizzazione della violenza nella Dictiontelevisiva(ciolasuascissionedaldolorecheinducenellevittime)soltantounodeglieffettipi vistosi di un insieme di dinamiche che hanno pervasivamente attraversato limmaginario femminile e maschile.Insecondoluogo,limmaginariodivenutosemprepiilluogoincuisaldamenteriprodurreo radicalmente trasformare gli stereotipi sociali. Soprattutto nella seconda met degli anni Novanta, lappiattimento generalizzato delle immagini femminili che sembrava aver prevalentemente contrassegnatoilperiodoprecedente,statosoppiantatodarepertoripivariegatidiimmagini.Inmolti paesi si sono avviate ricerche sulle rappresentazioni di genere e di etnia nei programmi televisivi, radiofonici, nei testi e nelle immagini pubblicate sulla stampa. Le immagini sono state sempre pi valorizzatecomearenesimbolicheincuinegoziareleidentit(pensoadesempioallepregnantianalisidi bellhooks(1996)inreeltorealsullimmaginariopropostodalcinemaamericano). Rispetto allimmaginario collettivo di genere quindi, se da una parte si pu dire che le immagini femminili e maschili offerte dai mass media sono sempre pi plurali, dallaltra tuttavia occorre aggiungerechelosonoancoratroppopocorispettoallapluraliteffettivadelleesperienzedelledonne nella contemporaneit. Infatti se c un dato su cui i risultati di differenti ricerche sembrano tutti convergere, proprio quello della pluralit delle esperienze, dei percorsi, delle situazioni che hanno contraddistinto la condizioni femminile in Italia negli ultimi decenni. Tale pluralit ancora lontana dallessere valorizzata e pienamente rappresentata nelle immagini e nelle rappresentazioni simboliche cheimassmediaincessantementeriproduconopernoi. BIBLIOGRAFIA AugM.(1997a),LaGuerredesrves.Exercicesdethno;iction,ditionsduSeuil,Paris,trad.it.Laguerra deisogni.Esercizidietno;iction,Eluthera,Milano1998. (1997b), LImpossible voyage. Le tourisme et ses images, ditions Payot & Rivages, Paris, trad. it. Disneylandealtrinonluoghi,BollatiBoringhieri,Torino1998. AggerB.(1992),CulturalStudiesasCriticalTheory,TheFalmerPress,London. AngI.(1985),WatchingDallas:SoapOperaandtheMelodramaticImagination,Metheun,London. BalboL.(1995)Lavitaquotidianainunasocietadaltadensittecnologica,Inchiesta,109,pp.3540.

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