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La semiotica dello sport Il caso del calcio

Il calcio ha cessato di rappresentare soltanto un gioco. Nel tempo della globalizzazione, costituisce un vero
e proprio sistema culturale (Porro 2008).
Il calcio, come fenomeno ormai di costume e di vasta popolarità, interagisce con altri settori della vita
sociale, e pertanto all’interno del calcio parlato e scritto vengono assorbiti termini che non fanno
riferimento al gioco, bensì alle sue ricadute sociali (Morani 2012).
Stadio: contesto dove dialogano striscioni, parole ‘uniquely human’ e altre forme di semiosi, tra cui gesti,
posture del corpo, danza, musica, numerazioni, cifrazioni, calcoli (De Mauro 2002).
Nell’universo comunicativo e semiotico del calcio: CALCIO = Arbitri, Giocatori, Tifosi, Sponsor, Giornalisti.
Un colpo di fischietto per l’inizio di gara: il fallo, il calcio di punizione, ecc; Due colpi in occasione di una rete
o di una lite; tre colpi per indicare la fine della gara.
Linguaggio degli arbitri: L'uso del linguaggio corporeo richiede una grande padronanza, anche culturale, e
intelligenza emotiva […] Permette di esprimere i pensieri, le intenzioni e lo stato mentale con gesti che
verranno capiti subito. Tuttavia, vi sono anche insidie, perché si sovrappongono diversi livelli e complessità”

Classificazione delle esultanze:


 Collettive vs individuali
 Linguaggio verbale vs linguaggio non verbale
 Divertenti e polemiche
 Politico vs apolitico
 Riferimenti religiosi
 Sfera intima vs sociale
 Coinvolgimento dei sensi
 Ecc.

STRISCIONI:
Processo socio-semiotico: banners as a socialsemiotics of communicative meaning-making where language
and interaction are defined by context;
Processo identitario: “they establish and strengthen a bond of unity within a group [...] The negociation of
regional identity is a salient ingredient of this process”
Semiotic Landscape “any (public) space with visible inscription [writing and image] made through deliberate
human intervention and meaning making”

CORPUS:
Elogi (47%) (squadra, giocatori, allenatori e dirigenti)
Sfottò (41%) (squadra avversaria: giocatori, allenatori, dirigenti)
Protesta (12%) (propria squadra e società in generale)

Tifosi, ultras:
• dodicesimo uomo, • autori degli striscioni • poeti della curva • non solo violenti.

STADIO
 Spazio di significazione legato a processi costruttivi di soggettività individuali e collettive che in esso
trovano realizzazione.
 Spazio fisico, geografico, sociale e culturale, ma anche spazio linguistico e narrativo (Guerra et. al
(2010)
 Libertà nell’usare le parole: lo spazio in cui ci muoviamo con frasi e parole, lo spazio linguistico, non
è il caos” (De Mauro, 2002)
 Decodificazione dei significati
 Discorso visivo
Striscioni in curva: spazio ideale in cui i tifosi esprimono ‘liberamente’ passioni e frustrazioni e rivendicano e
circoscrivono la propria identità territoriale

Striscioni: partita
• La partita Non solo un gioco ma anche uno spettacolo e un fatto sociale (Sebastio, 2008)
• Lo striscione uno dei principali elementi di comunicazione: “Migliaia di parole che determinano un valore
aggiunto per tutto il calcio dando alla competizione un significato altro rispetto alla semplice partita,
arricchendola di passione e partecipazione emotiva” (Ferreri, 2008)

Figure retoriche:
Iperbole (Alex non avrò altro Dio all’infuori di te)
Eufemismo (Giovedì te vedi Don Matteo)
Ironia (Per noi decidete leggi e restrizioni poi in aula pugni e spintoni, Sì alla tessera del parlamentare)
Metonimia (Curva Nord Triplete, Curva sud Trepirla)
Analogie (meglio la polenta che la fiorentina)
Paranomasia (ALLEGRI.. no. ma CONTEnti)
Anafora (A Milano Panettoni, A Firenze Basta Toni)

Riferimenti poetici:
Rima baciata
Satira
Rima alternata
Rima incrociata

La semiotica della street art

Obiettivo principale è quello di «cercare la strada» ossia creare finestre a cui il lettore, se vorrà, potrà
affacciarsi nella ricerca di altri percorsi interpretativi e abbandonare gli schemi rigidi di una logica valutativa
deduttiva chiusa su se stessa, a favore di un metodo produttivo che presuppone un atteggiamento attivo.
Un approccio alla ‘semiotica visiva’ o della figuratività considera sostanzialmente l’opera artistica come un
messaggio composto di segnali iconici, generatori di senso e dunque appartenenti a un definito sistema
culturale.

Clet Abraham: segnaletica stradale modificata


Banksy: il muro nelle sue forme simboliche
Blub. L’arte sa nuotare: Madonna
Cibo: Il writer che copre i murales fascisti attraverso immagini del cibo

Clet, Banksy, Blub, Cibo: Vari temi e messaggi:  Religione  Ambiente  Alimentazione  Amore  Lavoro 
Amicizia  Musica.

- Diverse grammatiche della street art, forma di riscrittura urbana


- Città come testo, con funzione e significato
- Linguaggio della quotidianità
- Muro come parte e tela dell’opera d’arte
- Risemantizzazione e riqualificazione (dal vecchio al nuovo)
- Sforzo di immaginazione
- Costruzione e ricostruzione di nuovi significati e sensi
- Ridefinizione e rivalorizzazione del territorio
- Cittadinanza non passiva, ma attiva (funzione performativa e interpretativa sulla base delle conoscenze
culturali del mondo/territorio
- Linguaggio dell’infinito, imprevedibilità
Illegalità e creatività come tratti fondanti della street art
La semiotica della pubblicità

Il testo pubblicitario
La differenza tra il testo pubblicitario e gli altri generi testuali risiede nel suo costituire uno specifico e
particolare momento all’interno di un più ampio e ben determinato processo sociosemiotico, quale quello
del «consumo».
Come tutti gli altri testi, anche quelli pubblicitari operano sulla costituzione di ‘Valori’ e di ‘Soggetti’, nel
senso in cui la dimensione semiotica di ogni testo implica una soggettività e un processo di generazione di
senso, il quale si basa appunto, sull’istituzione di un sistema di valori.
A differenza di tutti gli altri tipi di testo, i testi pubblicitari lavorano per associare questi valori a merci
acquistabili o indispensabili. Un testo pubblicitario difatti non si fa apprezzare per le sue caratteristiche
estetiche, o almeno non solo, quanto invece per le sue caratteristiche persuasive (acquistare direttamente
e immediatamente).
In termini semiotici la comunicazione pubblicitaria è spesso riconducibile a uno dei momenti costitutivi del
cosiddetto ‘Percorso Narrativo Canonico’, lo strumento usato nella semiotica di ispirazione greimasiana per
descrivere e analizzare le sequenze narrative, e cioè le sequenze di azioni logicamente orientate alla
trasformazione della relazione di giunzione di un Soggetto con un Valore. Il linguaggio pubblicitario spinge
quindi verso l’acquisizione di un Valore positivo, cioè desiderato, o verso la separazione da un Valore
negativo, cioè indesiderato. Ad esempio, diventare più eleganti, belli o seducenti vs diventare meno
stressati, stanchi o grassi.

Azione: momento centrale compiuto dal Soggetto. Si suddivide in due aspetti:


 Competenza: saper-fare e poter-fare
 Performanza: fare vero e proprio, che presuppone sempre la competenza

L’azione presuppone a sua volta una manipolazione, cioè il momento narrativo specifico a cui la
comunicazione pubblicitaria è riconducibile. La manipolazione si riferisce al momento in cui si costituisce
per un determinato Soggetto la motivazione ad agire, cioè il suo desiderio (volerfare) o la sua necessità
(dover-fare) di delineare un certo programma di azione finalizzato all’acquisto.
La motivazione ad acquistare un prodotto si traduce in un’immagine detta immagine scopo, in cui il
Soggetto si rappresenta congiunto al servizio o al prodotto in questione (mentre lo usa, mentre gode dei
benefici da esso apportati, ecc.). Il soggetto si trova messo in relazione con il prodotto/servizio pubblicizzato
e i suoi effetti. Sull’Azione si esercita una Sanzione, un giudizio volto a valutare la rispondenza dell’azione.
Ad esempio l’autore dell’acquisto potrà manifestare la sua maggiore o minore soddisfazione.

La costruzione del desiderio; 4 tipi generali di strategia:


 La tentazione
 La seduzione
 L’intimidazione
 La provocazione
La tentazione: è la forma comunicativa più diffusa per i prodotti di largo consumo. Si ha quando la
comunicazione pubblicitaria mette in scena un prodotto qualificato come capace di trasformare o
migliorare la competenza del Soggetto, permettendogli di fare cose che altrimenti non potrebbe fare o che
potrebbe fare solo con difficoltà (es. rendere il bucato più bianco del bianco, ecc.)

La seduzione: caratterizza comunicazioni più sottili e meno immediate. Si ha quando viene messa in scena e
lusingata la competenza del Soggetto, il suo saper-fare, che può ad esempio venir manifestato da un suo
modo di essere, da un suo stile, caratterizzabile come adesione a una certa estetica o un certo mondo dei
valori che dichiarano il ‘buongusto’ del Soggetto. Questa strategia è più frequente nella pubblicità di marca,
in particolare nell’area moda/profumi.

L’intimidazione: si ha quando il Soggetto viene minacciato, quando non gli si dice che cosa potrà fare con un
prodotto ma che cosa non potrà fare senza. L’immagine scopo proiettata NON è quella di una congiunzione
con il valore desiderato ma quella di una disgiunzione da esso. Mette in scena umori negativi. Questa
strategia è più frequente nella comunicazione sociale (campagna sicurezza stradale, antifumo, ecc.).

La provocazione: è poco frequente. Si caratterizza spesso per un tono ironico. A differenza dei primi due
casi dove il destinatario sociale è invitato a identificarsi nel soggetto rappresentato all’interno del testo, in
questo caso (e in quello dell’intimidazione) il destinatario sociale dovrebbe invece sapersi differenziare dal
Soggetto rappresentato all’interno del testo.
Mette in scena un’immagine-scopo negativa.

Analisi semiotica degli spot pubblicitari Il caso FIAT 500 negli USA
La macchina viene presentata non come un prodotto commerciale bensì come un prodotto culturale. Il
destinatario viene invitato ad entrare in una narrazione che lo inserisce nell’universo culturale italiano. Il
testo pubblicitario, pensato per un pubblico americano, fa leva sull’immaginario e sugli stereotipi in
riferimento all’Italia negli USA.
- Dall’inglese all’italiano: centralità della lingua - Contatto linguistico e incomprensione - Complimenti -
Abitudini alimentari (caffè, pasta, ecc) - Famiglia appiccicosa (litigi, gelosie, sentimenti, ecc.) - Romanticismo
- Italiano spendaccione - Eleganza - Generosità - Divertimento - Calcio - Profumo e rumore del caffè:
sinestesia, che rimanda all’olfatto e al gusto.

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