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Franco Brioschi La tradizione della modernit

I. La letteratura e il suo doppio


Si pu far risalire linizio della modernit al declino delle poetiche romantiche. In
particolare, un testo che segnala chiaramente la transizione allet moderna
Filosofia della composizione (1846), di Edgar Allan Poe, nel quale lautore ricostruisce
la tecnica di composizione del Corvo. Poe trae la sua materia dallimmaginario gotico-
sentimentale comune ai romantici, ma rifiuta il ruolo di scrittore che compone in preda
alla frenesia creativa, allintuizione estatica.
In tal modo rifiutava il procedimento per il quale lautore iscrive indelebilmente nel
testo la sua fisionomia individuale di creatore (tramite lespansione dellio).
Il processo della creazione diventa per Poe un processo impersonale, nel senso che
loriginalit che lo scrittore ricerca non la traccia della sua emozione interiore, ma la
novit del prodotto finito, commisurata allambizione di soddisfare le esigenze di
mercato, il gusto popolare e il gusto critico ad un tempo.
Le opere successive della modernit presenteranno un fattore di continuit e un
fattore di discontinuit da Poe:
1) continuit il carattere impersonale attribuito alla strategia della creazione.
Mallarm e Zola accumunati dallabbandono del soggetto demiurgico (primo
Ottocento), il che tutto dire. La soggettivit non scompare, ma raramente i contenuti
dellesperienza vissuta assumeranno i contorni riconoscibili dellindividuo biografico
senza subire radicali modifiche tipologiche (e per lo pi, se accadr, i contenuti
saranno afferibili a psichismi inconsci).
2) discontinuit dissoluzione del gusto che a Poe sembrava ancora componibile in
accordo. La letteratura moderna chiamata a definirsi nel momento stesso in cui si
istituisce. Latto creativo si accompagna allindagine della sua origine, allorigine di ci
che lo qualifica e fonda. Tutti i grandi poeti, secondo Baudelaire, diventano fatalmente
critici. Necessaria una crisi che renda per loro necessario ragionare sulla propria arte.
Ricerca infallibilit poetica. Di fatto, questa ricerca dellinfallibilit produrr una
frattura tra letteratura alta (assorta nellesplorazione delle sue motivazioni pi
autentiche) e letteratura bassa (fedele alle formule pi collaudate e alle esigenze del
pubblico). Del resto, fenomeno inevitabile in seguito allallargamento della comunit
letteraria (alfabetizzazione e mobilit sociale) e, da questo punto di vista, la frattura
pertiene anzitutto alla coscienza degli scrittori, prima di iscriversi nelle opere.


II. Homo fictus
Robert Musil, Luomo senza qualit, 1930/33/42: ci tranquillizza la successione
semplice degli eventi della vita. Poter semplificare gli avvenimenti caotici. Beato colui
che pu dire: allorch, prima che e dopo che!. [] Da questo il romanzo ha tratto
vantaggio. Agli uomini piace la serie ordinata dei fatti, che d loro la sensazione di
essere protetti dal caos. Luomo ha smarrito la sua epica primitiva quando si rende
conto di questo (Ulrich); lio che costruisce non riesce pi ad identificarsi con lio
costruito. Crisi. Luomo si vede vivere (Pirandello) la scepsi sospende
lirreversibilit del tempo e sciogli i vincoli di responsabilit che ne derivano
(complesso di innocenza di Zeno), oppure il senso di imprescrittibilit della realt
invade la coscienza delluomo (incubo di Gregor Samsa o Joseph K.).
Da un lato, dunque, se, come dice Nietzsche, non esistono i fatti, ma solo le
interpretazioni, il passato non pi per sempre accaduto e immodificabile, bens pu
essere riavvicinato alla memoria, esorcizzato e reso pi confortevole. Dallaltro, se
avviamo smarrito ogni chiave di interpretazione, presente e futuro precipiteranno
tragicamente su di noi, senza lasciarci salvezza.
Lhomo fictus dunque muta nella letteratura moderna e non pu riconciliarsi con la
tradizione per via dellincessante trasmutazione dellesperienza e del moltiplicarsi di
shock in cui consiste il Moderno, che ha delegittimato e screditato irrimediabilmente
la sua ancestrale autorit.
Questione ritratto unitario pag. 9.

III. Nel segno di Chronos
Gli anni 20 del Novecento sono la fase culminante del modernismo letterario e sono,
allo stesso tempo, il momento centrale di transizione allinterno del periodo in
considerazione.
Il modernismo eredita dal secolo precedente il modulo dellimpersonalit: lartista
sparisce dietro alla sua opera (in Dedalus, Joyce scrive: indifferente, occupato a
curarsi le unghie).
Parallelamente, lemersione della soggettivit subpersonale pervade i programmi delle
avanguardie (dadaismo, espressionismo, surrealismo), alimentandone la ribellione
contro listituto stesso della letteratura.
Il contrassegno pi vistoso del modernismo un tipo di sperimentazione formale del
tutto nuovo anche rispetto al passato pi recente. La ribellione alle precettistiche
classiche aveva gi denunciato lartificiosit dei generi e delle norme tradizionali; nel
frattempo per il dubbio si radicalizzato e ha investito i principi stessi che regolano il
linguaggio naturale (sua logica, grammatica, sintassi). Tale svolta corrisponde al
tramonto della cultura positivistica ed parte di una pi complessiva svolta
epistemologica.
Il problema nasce dalla difficolt (dallimpossibilit) di stabilire se le strutture che
articolano le nostre rappresentazioni siano davvero iscritte nella realt; difficolt
causata dal fatto che non possediamo un criterio di corrispondenza tra
rappresentazione e realt che sia formulabile indipendentemente da quelle strutture
stesse.
Pag. 10/11.
Il succo che ci si rende conto che non esistono leggi eterne, ma solo delle indicazioni
che hanno valore finch non vengono superate. Questa consapevolezza riguarda anche
la sperimentazione letteraria del modernismo. Non solo il repertorio formale della
tradizione risulta fondato su un principio di ordine che non ha alcuna controparte
nella realt, ma lo stesso linguaggio naturale appare viziato allorigine, pretende di
fissare la mobile fenomenologia delle cose nelle sue categorie fisse a priori.
Questa consapevolezza trova esimplificazione in un gran numero di esiti testuali, tra
cui il romanzo d0analisi, il verso libero, il monologo interiore, le parole in libert, e
soprattutto listanza mimetica.
Il modernismo tende ad ampliare il dominio del rappresentabile con laffrancamento
del basso-mimetico del registro comico, che trova riscontro in un onnivoro mimetismo
linguistico.
Daltro canto, i procedimenti e le tecniche di sperimentazione possono comportare,
insieme al rifiuto dellordine discorsivo, una drastica svalutazione della
rappresentazione stessa. Lopera ha deliberatamente cessato di comunicare e perci
non trasmette pi un senso riconoscibile. La sovversione delle forme porta al
formalismo, allidentificazione del fatto letterario con un uso della parola distinto e
separato dal suo uso funzionale, comune. La norma il superamento del passato,
esprimere il mutamento imperativo vitale.
Leffetto che si vuole raggiungere tramite la novit non solo di sorpresa, di
straniamento: anche e soprattutto conoscenza. Il poeta mira a creare le condizioni
per farsi veggente, tramite lintensificazione inaudita delle sue facolt percettive.
N.B. Il paradigma della visione il maggior lascito del Romanticismo e del simbolismo
alla letteratura moderna. Es. Leopold Bloom e Recherche.



Oltre le avanguardie
La letteratura del modernismo tende a definirsi in termini contrastivi, polemici,
antagonistici, rivendicando autonomia dai saperi discorsivi e dalle pratiche
strumentali ecc., come depositaria di valori conoscitivi morali ed esistenziali.
Atteggiamento diviso tra fedelt ostinata ad unutopia liberatrice e chiusura
aristocratica. Pag. 15, mi rifiuto di prendere appunti.
Tre tendenze: una (che costituisce il pi precipuo tratto distintivo dellintero secolo)
sperimentale, una revisionista (quella che chiamiamo letteratura istituzionale), una
di intrattenimento.
La letteratura istituzionale connotata da motivazioni estetiche, dal tentativo di
dialogare col passato e dal tentativo di instaurare un rapporto col lettore. Strumento
per raggiungere questi fini ladozione di una norma linguistica fedele ai criteri di
coerenza, coesione ed intelligibilit che regolano luso comune. Contrariamente alla
lingua avanguardistica, la quale replicava linfrazione pregiudicando la propria
individualit, la lingua della letteratura istituzionale consente di percepire le singole
riproposte in termini di variazione. Il rispetto del vincolo di funzionalit raffigurativa
non impedisce che si sperimenti dal punto di vista della struttura e della
contaminazione dei generi (Thomas Mann).
La letteratura di intrattenimento condivide almeno in parte questi presupposti. Il
fattore pi immediato di modernizzazione, in questo caso, consiste proprio nel rapporto
che essa istituisce con il mercato editoriale, accettando preventivamente la legge della
domanda e dellofferta.
I condizionamenti del mercato agiscono sullopera con un effetto conservativo. I generi
mantengono uno statuto pi forte, quanto meno specialistiche sono le competenze
richieste a un pubblico allargato o di scarsa acculturazione. La letteratura di
intrattenimento, inoltre, continua a rispondere ad esigenze che la letteratura seria
tende a delegittimare come extraestetiche. Ci non significa che in questo macrogenere
non ci sia innovazione di modelli e stereotipi e ibridazione (fumetto, fotoromanzo,
cinema, radio, tv, pubblicit).
Le tre tradizioni non vivono daltra parte in vicendevole isolamento. I confini appaiono
comunque sfumati (in molti casi non possibile una classificazione rigida); la
distinzione non solo tra gusti pi o meno sofisticati, ma anche tra abitudini e
occasioni di lettura variamente esercitate; la tensione imposta dal modernismo viene
meno con la progressiva accettazione dei suoi risultati. Il risultato che le diverse
tradizioni possono sovrapporsi e contaminarsi. Pare che sia questo il postmoderno.
Riconciliazione con il flusso di una modernit con la quale abbiamo familiarizzato e
che ha perso i tratti inquietanti. Generale autoassoluzione.
Letteratura dellItalia unita
Lelaborazione della scrittura moderna in Italia appare influenzata innanzitutto dalla
lingua, che per lungo tempo resta principalmente lingua scritta, poco parlata, estranea
alluso comune e quotidiano.
Ruggero Bonghi, Perch la letteratura italiana non sia popolare in Italia, 1855.
Non per nulla uno dei filoni pi interessanti della nostra letteratura costituito dalle
opere di Dossi, Verga, Gadda, Pasolini ecc., nelle quali la contaminazione del dialetto
sottoposta al pi alto livello di elaborazione stilistica.
Recentemente poi si assiste a una fioritura eccezionale della produzione in vernacolo,
assunto polemicamente come lingua dellautenticit, della memoria, contrapposto alla
lingua italiana, ormai omologata.
Allavvento della civilt borghese non corrisponde un consolidamento stabile del
mercato librario. Non ci sono abitudini di lettura radicate diffusamente e non c una
produzione media di sicuro riferimento.
Questo uno dei motivi per cui in Italia legemonia del romanzo (genere borghese per
eccellenza) si afferma molto lentamente e per cui lesperienza modernista meno
consequenziale allavvento della civilt borghese (non sono certa di ci che ho scritto).
La sperimentazione della neoavanguardia appare tanto pi estremistica quanto pi
non sostenuta da una tradizione ininterrotta. Gadda, che il maggior equivalente
italiano del modernismo europeo fra le due guerre, restituisce nella sua opera il caos
non per una scelta indirizzata verso la destrutturazione e linformale, ma come
risultato di una ricerca frustata dellordine perduto.
Perci, se vero che linfrazione alla norma acquista valore solo grazie al confronto con
la norma stessa, vero anche il contrario. Si realizzano dunque opere che esprimono
fedelt al canone, che perseguono un volontario anacronismo.
Esempi sono Umberto Saba, Elsa Morante (Menzogna e sortilegio, 1948), Italo Calvino
p. 18/19/20.

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