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IMPARARE LA MUSICA CON ARMONIA

Scritto per gli utenti UAR

CORSO BASE

Classic

Prefazione dell'autore

L'armonia viene normalmente considerata come una "specializzazione", uno

stadio avanzato degli studi musicali ed è spesso affrontata da chi già sa suonare.

Io invece ritengo che lo studio dell'armonia aiuti a comprendere ed eseguire un

brano e vada quindi iniziato contemporaneamente allo studio dello strumento. La mia ambizione è anche quella di proporre un diverso approccio alla musica:

- c'è infatti chi inizia in modo tradizionale con lo studio del solfeggio

- chi non ha studiato musica ma l'ha imparata suonando uno strumento

- questo metodo invece intende partire proprio dalla scrittura musicale, inteso

come utilizzo di carta e penna, strumenti in questo periodo piuttosto dimenticati La musica è un linguaggio e dobbiamo imparare a conoscerne le regole:

- le note sono come le lettere, gli elementi musicali di base indivisibili

- gli accordi sono le parole, la prima espressione di concetti astratti

- una frase musicale è una sequenza di accordi che abbia un significato

- comporre una canzone equivale a scrivere un racconto

L'armonia non è uno studio aggiuntivo ma consente al musicista la vera lettura

di una composizione, che va al di là della meccanica ripetizione di note a tempo.

Bach, Beethoven e Mozart erano grandi improvvisatori: molte loro musiche (sia che siano state scritte "a tavolino" o con lo strumento) sono nate "giocando" su accordi ed è proprio la conoscenza e lo studio dell'armonia che ci consentirà di

cercare di ripercorrere le idee di partenze e gli spunti alla base di un loro brano. Per ben assimilare i concetti il corso prevede un impegno modesto ma costante. Le lezioni saranno intercalate a intervalli di almeno una settimana o comunque secondo il vostro tempo a disposizione in quanto non sono previste scadenze.

Il corso, completamente gratuito, prevede, nei limiti di tempo a mia disposizione,

anche la correzione degli esercizi; queste correzioni faranno parte di un archivio suddiviso per lezioni, liberamente scaricabile da chi ha già svolto gli esercizi, utile sia come approfondimento della lezione che come strumento di autoverifica. Ringrazio Jumpingflash che ha mi ha permesso di mettere a disposizione degli

utenti UAR questo corso e soprattutto i miei primi allievi (Maxxi, Composition86 e UncleMax) che mi hanno seguito in questo cammino dandomi preziosi pareri e

consigli utili per la stesura definitiva delle lezioni :) Riva Ambrogio

Lezioni di armonia

Il mio primo libro di armonia è stato un manuale di sole 70 pagine che trattava in modo completo i temi più importanti dell'armonia: era un testo per musicisti che si apprestano a dare l'esame di armonia complementare al conservatorio.

Questo corso inaugurato da più di un anno sul forum UAR HomeStudioItalia ha invece come allievo chiunque desideri suonare per pura passione uno strumento anche senza neanche saper leggere gli spartiti o conoscere le note di un accordo.

Ho ascoltato musiche, anche orchestrali, composte meravigliosamente da musicisti senza alcuna conoscenza teorica: dovendo scegliere preferisco queste musiche a chi compone in maniera scolastica senza fantasia e originalità.

Tuttavia ritengo che la conoscenza dell'armonia sia utile per comprendere meglio quello che si sta facendo e consenta poi anche una maggiore libertà di espressione: conoscere le regole consente anche di infrangerle, e permette di non sentirsi limitati o sminuiti rispetto a chi invece "conosce la musica"

L'elemento caratterizzante di questo corso è il fatto che per ogni lezione sono previsti esercizi da svolgere: verificando i compiti dei miei allievi ho constatato quanto infatti risulti difficile eseguire anche gli esercizi più semplici e quanto sia importante per un corretto apprendimento avere l'insegnante per la correzione. Non è sufficiente leggere le nozioni ma affidatevi ad un insegnante od una scuola

Il corso prevede 3 livelli di approfondimento: corso base, medio ed avanzato in modo che ognuno possa svolgere la parte di studio che ritiene più opportuna.

- il corso base prevede lo studio degli abbellimenti e degli accordi di settima, nozioni di modulazione e esercizi nelle scale maggiori e minori fino a 3 # o b

- il corso medio prosegue con gli accordi di 9 a /11 a /13 a e alterati, il pedale, primi accenni di composizione con esercizi in tutte le scale maggiori e minori

- nel corso avanzato ripropongo le 3 prove di esame del compimento inferiore di composizione che ho svolto nel 1986: canto e basso dato nelle chiavi antiche e sviluppo di un tema che vedrò di fare correggere a diplomati in composizione

Al termine di ogni corso invierò per file un "diploma" che non ha alcun valore legale ma che potrete conservare a ricordo di questo tempo dedicato agli studi.

Se vi sono domande non esitate a esprimerle, i vostri dubbi possono essere comuni ad altri allievi e per me è preferibile aggiornare il testo di queste lezioni.

CONOSCERE LE NOTE

Il corso vuole essere accessibile da tutti, per questo motivo gli esercizi potranno essere scritti anche sulla sola chiave di violino, facilitando i chitarristi per i quali potrebbe risultare impegnativo imparare a leggere gli spartiti per pf.

Ed è rivolto anche a chi non sa leggere le note.

Se c'è volontà nel giro di una settimana è possibile tranquillamente imparare a conoscere le note per poi suonarle con il proprio strumento.

Consiglio di partire dalle prime 5 note della scala, leggendole in ordine casuale

dalle prime 5 note della scala, leggendole in ordine casuale poi ogni giorno aggiungete una nota

poi ogni giorno aggiungete una nota a salire fino a raggiungere il DO sopra il rigo e poi a scendere sino al SOL sotto il rigo, estensione sufficiente per il corso.

La figurazione ritmica (solfeggio) non ha importanza per il momento, infatti per parecchie lezioni utilizzeremo esclusivamente note di 4/4, una per battuta.

Se qualche nozioni di base non vi è chiara approfonditela con Wikipedia :

- scala temperata

- bemolli (b) e diesis (#)

- armonici naturali

- scale maggiori e minori

- intervalli musicali

- valori delle note e pause

FOGLIO PER ESERCIZI

Ho predisposto fogli da stampare ed utilizzare per gli esercizi in due versioni:

quello tradizionale con doppio rigo per pf e una versione con unico rigo (chiave

di violino) per i chitarristi che sarà anche utilizzato da tutti per le prime lezioni.

Per ogni lezione allegherò poi degli esercizi guida.

A questa prima lezione allego il foglio per eseguire gli esercizi su unico rigo;

solo con lo studio degli accordi di settima sarà allegato un foglio con doppio rigo utile per eseguire gli esercizi da parte di chi suona il pianoforte mentre i chitarristi potranno continuare ad utilizzare questo foglio nella sola chiave di sol

Naturalmente è anche possibile scrivere gli esercizi su un quaderno di musica.

Nei libri tradizionali di armonia lo studio è tipicamente eseguito "a 4 voci" ma noi inizieremo con esercizi a 2 o 3 voci, affrontando successivamente il discorso legato al basso con lo studio dei rivolti degli accordi.

Gli esercizi a 4 voci saranno introdotti con lo studio degli accordi di settima.

E' importante eseguire gli esercizi a mano (scrittura "a tavolino") per prendere

confidenza con la scrittura e lettura delle note, per seguire l'andamento melodico delle parti e anche perché in definitiva l'armonia assomiglia per molti versi alla matematica: è una scienza "astratta" e richiede pratica per essere ben assimilata.

All'inizio le cose possono risultare più difficili e noiose: cercherò di rendere il corso il più agevole possibile limitando gli esercizi allo stretto necessario.

Anche per quanto riguarda le scale cominceremo nei primi esercizi con la sola scala di DO maggiore, per affiancare successivamente le scale più vicine (FA e SOL) ed i relativi modi minori (LAmin REmin MImin)

Dopo avere scritto l'esercizio è utile suonarlo con il proprio strumento (per i chitarristi anche arpeggiandolo partendo sempre dalla note più bassa a salire)

GLI ACCORDI

Per avere un accordo definito sono necessari almeno tre suoni.

Negli esercizi si fa riferimento agli accordi costruiti sopra le note della scala.

Per la scala di DO (note DO RE MI FA SOL LA SI) abbiamo questi accordi:

di DO (note DO RE MI FA SOL LA SI) abbiamo questi accordi: Il numero romano

Il numero romano sotto indicato rappresenta il grado (la nota) della scala; quindi per la scala di DO maggiore si hanno i seguenti accordi:

grado accordo di

DO maggiore

(note

DO

MI

SOL)

II°

grado accordo di

RE

minore

(note

RE

FA

LA)

III°

grado accordo di

MI

minore

(note

MI

SOL SI)

IV°

grado accordo di

FA

maggiore

(note

FA

LA

DO)

grado accordo di SOL maggiore

(note

SOL SI

RE)

VI°

grado accordo di

LA minore

(note

LA

DO

MI)

VII° grado accordo di

SI diminuita

(note

SI

RE

FA)

Gli intervalli

Nel movimento delle parti spesso occorre verificare gli intervalli tra due note. Abbiamo visto che i gradi corrispondono alle note appartenenti ad una scala.

Gli intervalli hanno relazione diretta con i gradi della scala, ad esempio:

- RE è la 2 a nota della scala di DO e (rispetto al DO) l'intervallo è di 2 a

- FA è la 4 a nota della scala di DO e (rispetto ad DO) l'intervallo è di 4 a

L'intervallo è il numero di note dalla più bassa alla più alta, entrambe comprese.

di note dalla più bassa alla più alta, entrambe comprese . Per contare l'intervallo tra due

Per contare l'intervallo tra due note partire quindi sempre dalla nota più bassa:

DO - FA è un intervallo di 4 a perché comprende 4 note (DO RE MI FA)

MI

- SI

è un intervallo di 5 a perché comprende 5 note (MI FA SOL LA SI)

FA

- RE è un intervallo di 6 a perché comprende 6 note (FA SOL LA SI DO RE)

SI - RE

Vedremo che alcuni intervalli suonano differenti nella scala maggiore e minore.

La scala minore e i relativi accordi saranno spiegati più avanti e quindi per ora

diamo la definizione degli intervalli in base al numero di semitoni tra le note.

Alcuni intervalli sono chiamati "giusti" perché sono validi in entrambe le scale

è un intervallo di 3 a perché comprende 3 note (SI DO RE)

intervallo

=

nr. semitoni

5

a (giusta)

=

7 semitoni

2

a minore

=

1 semitono

6

a minore

=

8 semitoni

2

a maggiore =

2 semitoni

6

a maggiore =

9 semitoni

3

a minore

=

3 semitoni

7

a minore

=

10 semitoni

3

a maggiore =

4 semitoni

a maggiore = 11 semitoni

7

4

a giusta

=

5 semitoni

8

a giusta

= 12 semitoni

Quindi dobbiamo contare i semitoni tra la nota più bassa e quella più alta,

tenendo conto che tra MI-FA e SI-DO c'è un solo semitono, tra le altre note due.

FA - RE è un intervallo di 6 a maggiore perché comprende 9 semitoni

SI - RE

Nel caso in cui il numero dei semitoni non corrisponde a quelli sopra indicati:

- se l'intervallo è 1 semitono in più è aumentato

- se l'intervallo è 1 semitono in meno è diminuito (se 2 è più che diminuito)

DO

SOL# - RE

SOLb - LA# è un intervallo di 2 a più che aumentata con 4 semitoni (+2)

è un intervallo di 3 a minore comprende 3 semitoni

(se 2 è più che aumentato)

FA# è un intervallo di 4 a aumentata perché comprende 6 semitoni (+1)

è un intervallo di 5 a diminuita perché comprende 6 semitoni (-1)

-

Vincoli dell'armonia classica

L'armonia classica ha alcune regole da rispettare, in particolare:

- nelle melodie evitare intervalli aumentati, diminuiti, di 7 a ed eccedenti l'ottava (vedremo poi come in alcuni casi sono ammessi intervalli diminuiti a scendere)

- evitare il tritono (melodia con 4 note distanti un tono nella stessa direzione)

- occorre evitare errori di 5 e e 8 e parallele (vedere sotto maggiori dettagli)

I vincoli dell'armonia tradizionale hanno origini nell'esecuzione di parti vocali:

- gli intervalli melodici di 8 a e quelli fino alla 6 a risultano di facile intonazione

- sono esclusi intervalli diminuiti o eccedenti (il tritono è una 4 a eccedente)

- le 5 e e 8 e parallele suonano più dure (le 5 e ) e vuote (le 8 e ) Nei nostri esercizi rispetteremo questi vincoli, non solo per motivi scolastici:

- il divieto di 5 e e 8 e parallele porta a favorire il moto contrario delle parti

- i limiti nei movimenti melodici obbligano ad arricchire la melodia

- i vincoli inducono a ricercare diverse soluzioni e valutarne la migliore

Unisono e movimento delle parti

Dobbiamo pensare alle armonie come un insieme di melodie, ognuna assegnata ad un musicista diverso, che canta o suona uno strumento; nel caso in cui due persone suonano contemporaneamente la stessa nota questa viene detta unisono Anche qui ci sono delle regole da rispettare nel movimento melodico delle parti:

da un unisono è consentito tenere ferma una voce e muovere l'altra (es. 1)

come il cavallo a scacchi è possibile “saltare all'unisono” su una nota (es. 2)

possibile “saltare all'unisono” su una nota (es. 2) – come negli scacchi un pedone non può
possibile “saltare all'unisono” su una nota (es. 2) – come negli scacchi un pedone non può

come negli scacchi un pedone non può andare su una casella già occupata evitare l'unisono per avvicinamento (es. 3, il movimento contrario dell'es.1)

evitare l'unisono anche muovendosi con le parti nella stessa direzione (es. 4)

contrario dell'es.1) – evitare l'unisono anche muovendosi con le parti nella stessa direzione (es. 4) 8
contrario dell'es.1) – evitare l'unisono anche muovendosi con le parti nella stessa direzione (es. 4) 8

Errori di 5 a e 8 a parallele

Negli esercizi alcuni allievi hanno realizzato questi collegamenti:

alcuni allievi hanno realizzato questi collegamenti: oppure In questi esempi il movimento delle parti dà errore

oppure

alcuni allievi hanno realizzato questi collegamenti: oppure In questi esempi il movimento delle parti dà errore

In questi esempi il movimento delle parti dà errore di 5 a per moto retto:

nel 1° esempio abbiamo FA-DO (5 a ) e poi SOL-RE (5 a ) tra le 2 parti estreme

nel 2° esempio abbiamo DO-SOL (5 a ) e poi RE-LA (5 a ) tra le 2 parti inferiori

L'armonia classica vieta le 5 e e le 8 e tra qualunque parte

sia per moto retto

5 e e le 8 e tra qualunque parte sia per moto retto che per moto

che per moto contrario

qualunque parte sia per moto retto che per moto contrario NB: moto retto se entrambe le

NB: moto retto se entrambe le note salgono o scendono, contrario se hanno direzioni diverse

E' importante chiarire bene il concetto degli errori di 5 e e 8 e parallele.

Ricordo che le nostre armonie sono la sovrapposizione di diverse melodie

Occorre prendere ogni melodia e confrontarla con le altre per assicurarsi che

non vi sia una sequenza di due 5 e o due 8 a sia per moto retto che contrario.

Ad esempio consideriamo di dover analizzare questa sequenza di accordi:

consideriamo di dover analizzare questa sequenza di accordi: Occorre fare queste verifiche (naturalmente senza

Occorre fare queste verifiche (naturalmente senza trascriverle ma solo seguendo sullo spartito le melodie ) da cui risultano evidenti gli errori di 5 e e 8 e parallele:

- nessun errore tra le due voci superiori:

e parallele: - nessun errore tra le due voci superiori: - errori di 8e parallele tra

- errori di 8e parallele tra le voci inferiori:

due voci superiori: - errori di 8e parallele tra le voci inferiori: - errori di 5

- errori di 5 e parallele tra le voci estreme:

due voci superiori: - errori di 8e parallele tra le voci inferiori: - errori di 5

1 a LEZIONE

Dopo tutta questa premessa è forse il caso di incominciare con gli esercizi, anche perché forse le cose sembrano più complicate a dirle che a farle :)

Ripeto che è importante eseguire gli esercizi, a partire dai più semplici: anche se si ha già studiato musica la pratica e un ripasso sono comunque utili.

I primi esercizi consistono nel concatenare tra loro accordi diversi.

Ad esempio abbiamo visto l'accordo di DO maggiore sul I° grado (1 a nota della scala) e l'accordo di FA maggiore sul IV° grado

Questi due accordi sono composti rispettivamente:

DO maggiore: note DO MI SOL FA maggiore: note FA LA DO

Notiamo che i due accordi hanno in comune la nota DO

Concatenare tra loro gli accordi significa (almeno in questi primi esercizi) limitare il più possibile il movimento delle parti (le parti o voci sono il numero delle note degli accordi)

La sequenza degli accordi di DO e FA quindi potrà essere:

La sequenza degli accordi di DO e FA quindi potrà essere: il DO rimane fermo e

il DO rimane fermo e le note MI e il SOL salgono rispettivamente a FA e LA

Il primo esercizio sarà quindi da eseguire a 3 parti e consisterà nel concatenare

gli accordi sopra le note (i gradi indicati con numero romano) della scala di DO

Esercizio guida:

con numero romano) della scala di DO Esercizio guida: E' importante comprendere il movimento delle parti:

E' importante comprendere il movimento delle parti: nello studio classico la

scrittura a 4 parti si riferisce a 4 cantanti (soprano contralto tenore e basso) che

eseguono melodie (successione di note) diverse. L'esercizio guida a 3 voci corrisponde quindi all'unione di queste 3 melodie:

voci corrisponde quindi all'unione di queste 3 melodie: Le linee melodiche sono come delle auto che

Le linee melodiche sono come delle auto

che procedono nella stessa direzione in

una superstrada a molte corsie e almeno

per ora devono essere evitati gli incroci

(la nota più alta di quella del rigo sopra

o nota più bassa di quello del rigo sotto)

del rigo sopra o nota più bassa di quello del rigo sotto) Importante come scrivere gli

Importante come scrivere gli esercizi

1) non usate mai programmi per computer (sequencer, Finale o altri) 2) abituatevi a scriverli a tavolino senza aiutarvi con il piano o chitarra 3) quando li avete finiti è importante suonarli con il vostro strumento per verificare il risultato e per fare pratica nella lettura dello spartito infatti il corso serve per Imparare (a suonare) la musica con armonia

Esercizi da svolgere da scrivere su unico rigo come nell'esercizio guida:

a)

I

-

IV -

V

-

I

-

III -

II

-

V

-

VI

b)

I

-

II

-

V

-

VI

-

IV -

II

-

VII

-

III

c)

IV -

V

-

I

-

IV -

II

-

IV -

VI

-

V

2 a LEZIONE

Con questa lezione andiamo ad approfondire l'importanza di ogni nota all'interno di un accordo: lo faremo eseguendo esercizi a 2 voci.

Nell'esercizio precedente a 3 voci abbiamo inserito tutte le note dell'accordo.

Con sole 2 voci a disposizione una nota dell'accordo deve essere scartata.

Abbiamo visto che l'accordo di DO

deve essere scartata. Abbiamo visto che l'accordo di DO è composto da 3 note: - DO

è composto da 3 note:

- DO è la fondamentale dell'accordo e non può essere omessa

- il

- il SOL è la 5 a dell'accordo ma non risulta indispensabile e sarà omessa

il

MI

è la 3 a ed è necessaria per definire l'accordo (maggiore o minore)

In questi primi esercizi a 2 voci utilizzare sempre fondamentale e 3 a dell'accordo

Più avanti vedremo come, per una migliore melodia, è possibile raddoppiare la fondamentale all'unisono o all'ottava oppure evitare di inserire la 3 a dell'accordo Per ora lo scopo di questi esercizi a 2 voci è quello di abituarsi ad esprimere un accordo limitandosi a suonare 2 sole note, per cui deve essere sempre tolta la 5 a .

Esercizi 2 a lezione

Esercizio guida

tolta la 5 a . Esercizi 2 a lezione Esercizio guida Esercizi da svolgere: a) I

Esercizi da svolgere:

a) I

-

IV

-

V

-

VI

-

III

-

IV

-

V

-

I

b) I

-

III

-

V

-

VI

-

V

-

IV

-

VI

-

V

c) II

-

IV

-

V

-

I

-

II

-

VII -

III

-

I

3 a LEZIONE

Con la terza lezione iniziamo a prendere confidenza con le tonalità vicine a quelle di DO e che differiscono solo per la presenza di una alterazione in chiave.

Il movimento delle parti

Prima di svolgere gli esercizi occorre affrontare questo importante argomento.

Nel primo esercizio guida a 3 voci ho eseguito questi collegamenti:

esercizio guida a 3 voci ho eseguito questi collegamenti: Nella 1 a lezione ho infatti ritenuto

Nella 1 a lezione ho infatti ritenuto controproducente introdurre troppe nozioni.

Se andiamo ad analizzare il movimento delle parti vediamo che da FA a SOL tutte le 3 voci salgono: muovere tutte le parti nella stessa direzione (sia a salire che a scendere) però toglie interesse alla composizione e può risultare "banale"

L'armonia classica sconsiglia il moto retto delle parti: almeno una voce deve rimanere ferma (moto obliquo) o andare in direzione opposta (moto contrario)

Rispettare sin dai primi esercizi questi vincoli ci abitua a non dare niente per scontato e ricercare comunque altre soluzioni oltre a fare pratica ed esercizio.

L'esercizio guida quindi dovrebbe essere modificato in questo modo:

guida quindi dovrebbe essere modificato in questo modo: Notare come nell'ultima battuta è stata tolta la

Notare come nell'ultima battuta è stata tolta la 5 a e raddoppiata la fondamentale.

Lo stesso esercizio poteva essere eseguito anche in questo modo:

esercizio poteva essere eseguito anche in questo modo: NB: Vedremo più avanti che è meglio far

NB: Vedremo più avanti che è meglio far salire la sensibile (SI) alla tonica (DO)

Questi sono gli accordi sulla scala di SOL maggiore:

Questi sono gli accordi sulla scala di SOL maggiore : Di fianco alla chiave di violino

Di fianco alla chiave di violino è indicato il # (diesis) in corrispondenza del FA:

tutte le note FA sono quindi alzate di un semitono e saranno suonate come FA#

Esercizi 3 a lezione

Esercizio guida a 3 voci:

come FA# Esercizi 3 a lezione Esercizio guida a 3 voci: c) Ricordiamo in questi esercizi

c)

Ricordiamo in questi esercizi a 3 voci l'importanza del movimento delle parti:

I

II

IV

V

I

VI

III

VII

-

-

-

-

-

-

-

far salire o scendere contemporaneamente le 3 voci è banale e poco interessante

Almeno una nota deve rimanere legata oppure muoversi per moto contrario

ricorrendo (come negli esercizi a 2 voci) a raddoppi o inserendo note all'unisono

Esercizi da svolgere a 3 voci:

a)

IV -

V

-

VI

-

IV -

II

-

III

-

VI

-

V

b)

I

-

II

-

V

-

IV -

VI

-

II

-

VII

-

III

c)

I

-

IV

-

V

-

VI

-

III

-

IV

-

V

-

I

Esercizio guida a 2 voci:

III - IV - V - I Esercizio guida a 2 voci: A due voci non

A due voci non si può evitare di muovere entrambe le note nella stessa direzione:

in

questo caso la difficoltà sta nello scegliere, pur con i limiti che sono imposti,

la

sequenza che dia una linea melodica il più possibile interessante e piacevole.

Esercizi da svolgere a 2 voci:

a) IV -

I

-

V

-

VI

-

III -

IV -

V

-

I

b) I

V

-

-

IV -

VI

-

II

-

IV -

VI

-

V

4 a LEZIONE

Vediamo gli accordi sulla scala di FA maggiore:

a LEZIONE Vediamo gli accordi sulla scala di FA maggiore: Di fianco alla chiave di violino

Di fianco alla chiave di violino è indicato il b (bemolle) sul SI:

tutte le note SI sono quindi abbassate di un semitono e suonate come SIb

Esercizi 4 a lezione

Esercizio guida a 2 voci:

come SIb Esercizi 4 a lezione Esercizio guida a 2 voci: Esercizi da svolgere a 2

Esercizi da svolgere a 2 voci:

a) IV -

VI

-

V

-

VI

-

II

-

IV -

V

-

I

b) I

IV -

-

III

-

VI

-

V

-

IV -

VI

-

V

Esercizio guida a 3 voci:

V - IV - VI - V Esercizio guida a 3 voci: Esercizi da svolgere a

Esercizi da svolgere a 3 voci:

a)

I

-

II

-

VI

-

IV

-

III

-

I

-

VI

-

V

b)

I

-

IV

-

VII

-

III

-

VI

-

II

-

V

-

I

c)

IV -

II

-

V

-

IV

-

VI

-

II

-

VII

-

III

d)

I

-

IV

-

V

-

VI

-

III

-

IV

-

V

-

I

Tonica e sensibile

Prima di affrontare il modo minore approfondiamo il concetto di tonalità.

Come abbiamo visto gli accordi sono costruiti sopra le note della scala.

La tonalità trova il suo punto di equilibrio nella nota fondamentale della scala.

Nella scala di DO la nota DO fondamentale dell'accordo di DO è la tonica

Suonando questa nota o accordo non vi è tensione (è come se avessimo fatto un viaggio e finalmente siamo arrivati a casa) e difatti tipicamente l'accordo di tonica, I° grado della scala, è all'inizio e alla fine di un brano.

In contrapposizione al senso di compiutezza della tonica troviamo la dinamicità

e la tensione dell'accordo di dominante sul V° grado della scala.

Nel caso della tonalità di DO l'accordo

di dominante è il SOL maggiore che

tende a "risolvere" nell'accordo di DO.

che tende a "risolvere" nell'accordo di DO. Abbiamo varie similitudini per raffigurare il rapporto tra

Abbiamo varie similitudini per raffigurare il rapporto tra tonica e dominante:

- nel camminare: il piede sollevato (dominante) che si appoggia (tonica)

- nello sport: il calcio dell'attaccante (dominante) e l'auspicato gol (tonica)

- nello studio: l'applicazione (dominante) e l'esito dell'interrogazione (tonica)

Molte canzoni (pensiamo ad esempio ad alcuni Valzer) sono costruite sulla semplice alternanza degli accordi di SOL e DO (dominante e tonica)

Andiamo ad analizzare gli accordi per vedere da cosa deriva questa dinamicità:

- il SOL inferiore rimane immobile e non giustifica tutta questa tensione

- anche il RE che si muove verso il MI non sembra avere una grande influenza

- mentre invece è proprio il SI che sale al DO il protagonista di questa scena

La 3 a dell'accordo di dominante (in questo caso il SI) è chiamata sensibile

NB: vedremo in seguito che l'altro movimento importante è la discesa del FA

(nell'accordo di SOL7) che "risolve" sul MI (3 a dell'accordo di DO)

5 a LEZIONE

Tutta la premessa che è stata fatta precedentemente è servita per spiegare il perché nel modo minore la 7 a nota della scala viene alzata di un semitono.

La scala di LA minore non ha alterazioni: è la scala "relativa" di DO maggiore,

alterazioni: è la scala "relativa" di DO maggiore, Il "sapore" della scala minore è differente da

Il "sapore" della scala minore è differente da quello della scala maggiore contribuendo ad aumentare i colori a disposizione sulla tavolozza dei suoni.

Nel sistema tonale però è necessario riproporre il rapporto tra sensibile e tonica:

il SOL che sale al LA (scala di LA minore) è un intervallo di 1 tono che non ha la stessa attrazione del SI verso il DO (intervallo di un semitono) in DO maggiore.

Per questo motivo, soprattutto nella scala ascendente, la nota SOL viene alzata

di un semitono a SOL# (sensibile) distante un semitono dalla nota LA (tonica)

In questo momento non interessa approfondire il discorso sulle scale minori, basti sapere che esiste la scala minore armonica (con il SOL# sia a salire che a scendere) e quella melodica più "musicale" (altera solo a salire il FA# e il SOL#)

Negli accordi costruiti sulla scala di LA minore:

- l'accordo sul IV° grado sarà sempre in minore (RE minore)

- l'accordo sul V° grado sarà sempre in maggiore (MI)

- l'accordo sul VII° grado è differente a seconda dell'accordo successivo, es:

SOL# dim se va a LA min (I° grado), SOL maggiore se va a DO (III° grado)

Esercizi 5 a lezione

Negli esercizi relativi agli accordi costruiti sulle note della scala di LA minore

utilizzeremo questi accordi (con * sono evidenziati gli accordi con note alterate)

(con * sono evidenziati gli accordi con note alterate) L'accordo sul VII° grado può essere diverso

L'accordo sul VII° grado può essere diverso ed è anche a discrezione dell'allievo la scelta di uno o l'altro accordo: verificare suonando le note con lo strumento.

Nelle melodie sulla scala minore evitare questi intervalli difficili da intonare:

- 2 a eccedente (es. nella scala di LA minore tra la nota FA e la sensibile SOL#)

- 4 a eccedente (es. nella scala di LA minore tra la nota RE e la sensibile SOL#)

- 5 a eccedente (es. nella scala di LA minore tra la nota DO e la sensibile SOL#)

Sono invece ammessi intervalli di 4 a e 5 a diminuita (ed eventualmente anche 7 a ) discendenti quando la seconda nota è la sensibile che sale alla tonica, sempre per la grande forza che ha questo passaggio e la direzione contrapposta a salire.

non

ma

passaggio e la direzione contrapposta a salire. non ma Più avanti vedremo come ovviare al problema
passaggio e la direzione contrapposta a salire. non ma Più avanti vedremo come ovviare al problema

Più avanti vedremo come ovviare al problema inserendo note di abbellimento o alzando la nota sul IV° grado (es. da FA a FA#) ma per ora rispettiamo la regola.

E' necessario esercitarsi sugli accordi delle scale minori come abbiamo già fatto per gli accordi sulla scala maggiore, iniziamo con esercizi a 3 voci.

Esercizio guida a 3 voci:

Esercizio guida a 3 voci:

Esercizi da svolgere (a 3 voci):

a)

IV -

V

-

I

-

IV -

II

-

IV -

VI

-

V

b)

I

-

IV -

V

-

I

-

III -

II

-

V

-

VI

c)

I

-

IV -

V

-

VI

-

III -

I

-

V

-

I

d)

V

-

I

-

IV -

VI

-

II

-

V

-

VI

-

I

NB: come nell'esercizio guida

è possibile,

per un migliore movimento melodico

delle parti, raddoppiare all'ottava o all'unisono (vedi es. sotto) la fondamentale oppure anche la 3 a dell'accordo, ad esclusione per ora della sensibile (nota SOL#)

Concludiamo questa lezione sul modo minore con gli esercizi a 2 voci.

Esercizio guida:

sul modo minore con gli esercizi a 2 voci. Esercizio guida: Esercizi da svolgere (a 2

Esercizi da svolgere (a 2 voci):

a) IV -

I

-

III

-

VI

-

II

-

IV -

V

-

VI

b) II

I

-

-

V

-

VI

-

IV -

II

-

VII

-

III

L'ultimo esercizio poteva anche essere eseguito con parti suonate all'unisono:

anche essere eseguito con parti suonate all' unisono : dobbiamo pensare alle armonie come un insieme

dobbiamo pensare alle armonie come un insieme di melodie, ognuna assegnata a

una diversa persona, che canta o suona uno strumento (ad es. un flauto); quindi

può accadere che vi siano note coincidenti, scritte appaiate e suonate all'unisono

NB: negli esercizi a 2 voci l'unisono tende a "svuotare" l'armonia per cui almeno

all'inizio verificare con attenzione o utilizzarlo solo nella prima o ultima battuta.

l'armonia per cui almeno all'inizio verificare con attenzione o utilizzarlo solo nella prima o ultima battuta.

6 a LEZIONE

Come abbiamo fatto per il modo maggiore anche per il modo minore prendiamo confidenza con le tonalità vicine, che differiscono dalla tonalità di LA minore per la presenza di una sola alterazione: iniziamo con la scala di MI minore (scala

relativa di SOL maggiore) che ha in chiave un # (i FA vanno suonati FA#)

Accordi sulla scala di MI minore:

(i FA vanno suonati FA#) Accordi sulla scala di MI minore: A partire da questi esercizi

A partire da questi esercizi daremo maggiore libertà di scelta al fine di ottenere, all'interno dei limiti che ci sono imposti, melodie il più possibile musicali. Realizzare questi esercizi parte a 2 e parte a 3 voci: come se a 2 cantanti se ne aggiunga un terzo o in un coro a 3 voci un cantante abbia finito la parte; Eseguire un solo passaggio da 2 a 3 voci o viceversa un solo passaggio da 3 a 2. NB: la sensibile (RE#) è sempre preferibile farla risolvere sulla tonica (MI) Evitare intervalli aumentati a salire (es. DO-RE#) utilizzando piuttosto intervalli diminuiti a scendere soprattutto quando la 2 a nota è la sensibile (es. LA-RE#) Esercizio guida:

2 a nota è la sensibile (es. LA-RE#) Esercizio guida: NB: gli intervalli di 8 a

NB: gli intervalli di 8 a nelle prime due battute non danno errore di 8 e parallele perché non vi è movimento delle note che potrebbero anche essere suonate legate

Esercizi 6 a lezione

Esercizi da svolgere inserendo a vostra scelta il cambio da 3 a 2 voci o da 2 a 3. Utilizzare il cambio del numero delle voci anche per risolvere passaggi difficili.

a)

IV -

VII

-

I

-

VI

-

V

-

IV -

VI

-

V

b)

IV -

V

-

VI

-

II

-

V

-

I

-

IV

-

V

c)

I

-

II

-

V

-

IV -

VI

-

II

-

V

-

I

7 a LEZIONE

Concludiamo gli esercizi sul modo minore con la scala di RE minore.

E' la scala relativa della scala di FA maggiore e come questa ha in chiave un b (tutti i SI saranno suonati come SIb)

Gli accordi sulla scala di RE minore:

suonati come SIb) Gli accordi sulla scala di RE minore: Esercizi 7 a lezione Come negli

Esercizi 7 a lezione

Come negli esercizi precedenti saranno utilizzati sia accordi a 2 che a 3 voci sempre eseguendo un solo cambio (da 2 a 3 voci o viceversa da 3 a 2 voci)

Esercizio guida:

(da 2 a 3 voci o viceversa da 3 a 2 voci) Esercizio guida: Esercizi da

Esercizi da svolgere:

a) I

-

II

-

V

-

IV -

VI

-

II

-

VII -

I

b) V

-

I

-

IV

-

VII

-

III

-

I

-

IV

-

V

c) II

-

V

-

VI

-

II

-

V

-

I

-

VI

-

V

8 a LEZIONE

Con questa lezione iniziamo a vedere cosa sostiene i nostri accordi: il basso.

Che sia eseguito dalla mano sinistra (per il pianista) o da un altro strumento (in un complesso rock) la parte del basso è fondamentale per definire l'armonia.

Quante volte ci è capitato di sentire in una canzone qualcosa che "non andava" e spesso questa impressione coincideva con la parte suonate dal bassista ?

Perché il basso ha la funzione di sostenere gli accordi che sono suonati sopra.

E una parte di basso ben definita, che identifica un chiaro giro di accordi, può "salvare" anche gli eventuali sbagli e incertezze eseguite dagli altri strumentisti.

Vedremo più avanti il "pedale di basso" che è in pratica una nota ribattuta (generalmente sulla dominante o tonica nell'armonia classica) sopra la quale può essere suonata una sequenza di accordi, anche dissonanti o molto lontani dalla tonalità di partenza: è il basso a tenere ferma l'intera struttura armonica come nelle strutture architettoniche sono le fondamenta a sostenere un edificio.

Negli esercizi eseguiti fin qui potrebbe sembrare che la parte del basso sia stata trascurata, visto che nell'armonia scolastica viene subito affrontata eseguendo esercizi a 4 voci (su 2 righi) con la parte inferiore attribuita proprio al basso.

Il nostro approccio è stato diverso, per cercare di coinvolgere anche altri musicisti (ad esempio chi suona la chitarra) in un percorso meno "rigido":

abbiamo cominciato a prendere confidenza con la scrittura degli accordi e il movimento delle parti e ora siamo pronti ad affrontare il discorso relativo al basso.

In particolare cominceremo a trattare il discorso relativo ai rivolti del basso cioè all'importanza di scegliere opportunamente nei nostri esercizi e nelle nostre composizioni quale nota dell'accordo attribuire nella parte del basso (melodia inferiore), scelta che è strettamente dipendente dalla linea melodica.

Infatti già suonare le sole linee melodiche inferiore (basso) e superiore (canto) deve dare un senso compiuto dell'armonia e racchiudere in se l'intero brano.

I rivolti degli accordi

Torniamo ad analizzare l'accordo sul I grado della scala di DO maggiore

L'accordo è composto da queste note:

(che è la fondamentale dell'accordo)

(che è la 3 a dell'accordo)

(che è la 5 a dell'accordo)

DO

MI

SOL

– (che è la 5 a dell'accordo) DO MI SOL Negli esercizi che abbiamo svolto ognuna

Negli esercizi che abbiamo svolto ognuna di queste note si è trovata, a turno, nella parte inferiore senza che gli sia stata attribuita una valenza particolare.

Se consideriamo invece che sia un bassista ad aggiungere al nostro accordo una di queste note vedremo che l'effetto risulta molto differente:

nel caso del DO si avrà una sensazione di stabilità e pienezza

nel caso del MI una sensazione di sostegno ma anche di movimento

nel caso del SOL una sensazione di sospensione e attesa

Diciamo subito che una soluzione non è migliore di un'altra e dipende dal contesto, dalla sequenza degli accordi e che l'uso delle varie possibilità che abbiamo a disposizione contribuisce alla varietà e bellezza di una composizione.

Come nella armonia classica definiamo i seguenti casi:

stato fondamentale quando al basso vi è la nota che dà il nome dell'accordo

stato di primo rivolto nel caso in cui al basso abbiamo la 3 a dell'accordo

stato di secondo rivolto il caso in cui al basso abbiamo la 5 a dell'accordo

Vediamo lo stato degli accordi di DO maggiore e la relativa indicazione:

al basso abbiamo la 5 a dell'accordo Vediamo lo stato degli accordi di DO maggiore e

L'indicazione dello stato di rivolto indica l'intervallo tra basso e fondamentale:

nel 1° rivolto l'intervallo tra il MI al basso e la fondamentale DO è di 6 a :

nel 2° rivolto l'intervallo tra il SOL al basso e la fondamentale DO è di 4 a : I 4

Nello svolgimento degli esercizi l'importante è comunque sapere che con I 6 deve essere eseguito l'accordo sul I° grado della scala allo stato di 1° rivolto: con la

3 a nota dell'accordo al basso (ovvero la nota una 6 a sotto la fondamentale)

Con I 4 va scritto l'accordo sul I° grado allo stato di 2° rivolto: con la 5a nota dell'accordo al basso (ovvero la nota che si trova una 4a sotto la fondamentale)

I 6

la nota che si trova una 4a sotto la fondamentale) I 6 NB: Nei manuali di

NB: Nei manuali di armonia anziché I 6 è indicato

6 NB: Nei manuali di armonia anziché I 6 è indicato anziché I 4 e (questa

anziché I 4

e (questa notazione più estesa indica gli intervalli rispetto al basso di tutte le note dell'accordo anziché specificare il solo intervallo con la fondamentale)

Avvertenze sull'utilizzo del secondo rivolto

Mentre gli accordi allo stato fondamentale e al I° rivolto si possono usare senza particolari vincoli occorre fare attenzione nell'utilizzo del II° rivolto Il basso nel II° rivolto deve essere in qualche modo "giustificato" perché è la nota più "debole" e, abbiamo visto, meno "indispensabile" dell'accordo:

bisogna motivare perché ad es. su un DO basso suoniamo l'accordo di FA

Le principali motivazioni che ne giustificano l'utilizzo sono queste:

1) sul V° grado seguito dall'accordo allo stato fondamentale (dominante) che costituisce la "cadenza perfetta" per risolvere sul I° grado (tonica) questo per la forza degli accordi e la posizione strategica del V° grado

esempio in DO maggiore:

posizione strategica del V° grado esempio in DO maggiore: esempio in LA minore: 2) nel caso

esempio in LA minore:

del V° grado esempio in DO maggiore: esempio in LA minore: 2) nel caso in cui

2) nel caso in cui il basso è all'interno di una linea melodica ascendente o

discendente evitando di inserire 2 accordi consecutivi al II° rivolto

perché lo stesso accordo al II° rivolto viene considerato "di passaggio"

accordi consecutivi al II° rivolto perché lo stesso accordo al II° rivolto viene considerato "di passaggio"

3) per analogia a quanto detto al punto 2 l'accordo al II° rivolto si può dare anche sulla stessa nota della battuta precedente con l'avvertenza

di

muovere il basso poi per grado e prestando una maggiore attenzione

al

risultato dato che questa 3 a soluzione è generalmente la meno valida

che questa 3 a soluzione è generalmente la meno valida NB: Queste le concatenazioni sicuramente corrette

NB: Queste le concatenazioni sicuramente corrette nell'esecuzione dei compiti, poi naturalmente le soluzioni particolari saranno valutate di volta in volta.

Il programma delle prossime lezioni

Arrivato a questo punto del corso mi sono chiesto se è già il caso, con il basso, di cominciare a far svolgere gli esercizi su un solo rigo (es. per chitarristi) e su due righi (es. per pianisti), ma per ora preferisco continuare con un unico rigo. Dovremo usare una estensione maggiore dal MI sotto il rigo sino al SOL acuto:

estensione maggiore dal MI sotto il rigo sino al SOL acuto: Gli esercizi a 4 voci

Gli esercizi a 4 voci saranno introdotti solo con lo studio degli accordi di 7 a e quindi per ora continueremo con esercizi a 2 e 3 voci utilizzando esercizi “misti” (a 2 e 3 voci) non solo con scopo “creativo” ma anche per limitare l'estensione.

Cosa cambia quindi negli esercizi che continueremo a svolgere ? E' diversa la consapevolezza e l'attenzione che dedichiamo alla linea melodica del basso che ha ora un'importanza pari a quella del canto (melodia superiore) NB: per una migliore ascolto è possibile suonare la parte del basso un' 8 a sotto.

Saranno sempre di questo tipo gli esercizi ? Dopo questo studio sui rivolti e prima delle lezioni sugli accordi di settima si sfrutteranno le nozioni acquisite per scegliere quali accordi attribuire ad una linea di basso dato e per armonizzare a nostro piacere una melodia (canto dato)

Esercizi 8 a lezione

Come già detto continueremo a svolgere gli esercizi su unico rigo; questi primi esercizi serviranno come ripasso delle scale maggiori che abbiamo già studiato:

scala di DO maggiore

scala di SOL maggiore (con il FA # in chiave)

scala di FA maggiore (con il SI b in chiave)

NB: per gli accordi sui gradi delle scale fare riferimento alle lezioni precedenti.

In considerazione dei maggiori vincoli con il basso dato è consentito, in alcuni passaggi di difficile realizzazione, muovere tutte le 3 note nella stessa direzione.

Esercizio guida a 3 voci nella scala di DO maggiore:

. Esercizio guida a 3 voci nella scala di DO maggiore: Lo stesso esercizio guida nella

Lo stesso esercizio guida nella scala di FA maggiore:

Lo stesso esercizio guida nella scala di FA maggiore: Esercizio guida nella scala di SOL maggiore:

Esercizio guida nella scala di SOL maggiore:

FA maggiore: Esercizio guida nella scala di SOL maggiore: Esercizi a 3 voci ognuno in scala

Esercizi a 3 voci ognuno in scala di: DO maggiore, SOL maggiore, FA maggiore

a) I

-

II 6

-

V

-

I 6

-

IV 6

-

I 4

-

V

-

I

b) V

-

I 6

-

IV 6

- VII

-

III 6

-

VI

-

IV 6

-

V

NB: notare come negli esercizi guida ho ricercato soluzioni alternative, anche non propriamente “scolastiche” come il raddoppio del MI (sensibile) nella battuta 5 dell'es. in FA, anziché semplicemente trasportare tutti gli accordi. In genere però fare attenzione al raddoppio della 3a negli accordi maggiori che può risultare più “dura” e in particolare al raddoppio della sensibile.

9 a LEZIONE

Proseguiremo per alcune lezioni con esercizi sui rivolti e per prendere confidenza con le scale maggiori e minori che hanno 2 alterazioni in chiave. Si richiede un certo impegno che però sarà certamente ripagato in esperienza.

D'altronde canzoni suonate in chiave di SI (per i #) e Mib non sono infrequenti, quindi approfitteremo dei vari argomenti del corso per introdurre nuove scale; ciò consente una maggiore libertà espressiva e la varietà stimola l'ispirazione.

Comunque anche gli esercizi di questa 9 a lezione sono ripassi delle scale minori

scala di LA minore (senza alterazioni in chiave)

scala di RE minore (con il Sib in chiave)

scala di MI minore (con il FA# in chiave)

Esercizio guida nella scala di LA minore:

FA# in chiave) Esercizio guida nella scala di LA minore: Stesso esercizio nella scala di RE

Stesso esercizio nella scala di RE minore:

di LA minore: Stesso esercizio nella scala di RE minore: Esercizio guida nella scala di MI

Esercizio guida nella scala di MI minore:

di RE minore: Esercizio guida nella scala di MI minore: Esercizi a 3 voci da scrivere

Esercizi a 3 voci da scrivere in queste scale: LA minore, RE minore, MI minore

II

a) -

V 6

-

I

-

VI 6

-

IV 6

-

I 4

-

V

-

I

V 6

b) -

I

-

IV 6

-

VII

-

III 6

-

VI

-

IV 6

-

V

NB: ricordarsi che l'accordo sul VII° grado può essere eseguito in due modi.

10 a LEZIONE

Come anticipato nella lezione precedente prendiamo confidenza con le scale con due alterazioni in chiave, scale con le quali proseguiamo gli esercizi sui rivolti. Iniziamo con la scala di RE maggiore che ha due # in chiave: il FA# e DO#

Accordi sulla scala di RE maggiore:

in chiave: il FA# e DO# Accordi sulla scala di RE maggiore: NB: tutte le note

NB: tutte le note FA e DO saranno quindi suonate come FA# e DO#

Esercizio guida a 3 voci:

quindi suonate come FA# e DO# Esercizio guida a 3 voci: Esercizi da eseguire a 3

Esercizi da eseguire a 3 voci:

a) -

-

II 6

V

I 6

-

VI 6

-

IV 6

-

I 4

-

V

-

b) -

-

V

I

IV 6

-

VII

-

III

-

VI 6

-

IV 6

-

VI

V

6

Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci:

IV 6 - VI V 6 Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci: Esercizi da

Esercizi da svolgere a 2 e 3 voci con un solo cambio (da 2 a 3 o da 3 a 2 voci):

a) I 6

-

II 6

-

V

-

I 6

-

IV

-

VI

-

II 6

-

V

b) V

-

VI

-

IV 6

-

VII

-

VI 6

-

V

-

IV 6

-

V 6

11 a LEZIONE

Proseguiamo con l'atra scala maggiore: la scala di Sib maggiore. Questa scala ha due b in chiave: il SIb e il MIb

Accordi sulla scala di Sib maggiore:

chiave: il SIb e il MIb Accordi sulla scala di Sib maggiore: NB: tutte le note

NB: tutte le note SI e MI saranno quindi suonate come SIb e MIb

Esercizio guida a 3 voci:

quindi suonate come SIb e MIb Esercizio guida a 3 voci: Esercizi da svolgere a 3

Esercizi da svolgere a 3 voci:

a) II

-

V 6

-

I

-

VI 6

-

IV 6

-

I 4

-

V

-

I

b) V

-

VI 6

-

IV 6

-

VII

-

VI 6

-

V

-

IV 6

-

V 6

Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci:

6 - V 6 Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci: Esercizi da scrivere a

Esercizi da scrivere a 2 e 3 voci con un solo cambio (da 2 a 3 o da 3 a 2 voci):

a) IV 6 -

II 6

-

V

-

VI

-

IV

-

II 6

-

V

-

I 6

b) V

-

VI

-

IV 6

-

III

-

II 6

-

V

-

I 6

-

V 6

12 a LEZIONE

Dopo le scale maggiori dobbiamo affrontare le scale minori. La scala relativa di RE maggiore è quella di SI minore sempre con due # Anche qui tutte le note FA e DO saranno suonate come FA# e DO#

Per il VII° grado proponiamo come al solito due possibili accordi.

Accordi sulla scala di SI minore:

due possibili accordi. Accordi sulla scala di SI minore: Esercizio guida a 3 voci: Esercizi da

Esercizio guida a 3 voci:

Accordi sulla scala di SI minore: Esercizio guida a 3 voci: Esercizi da scrivere a 3

Esercizi da scrivere a 3 voci:

a) -

-

II 6

V

I 6

-

VI 6

-

IV 6

-

I 4

-

V

-

VI 6

b) -

-

V

I

IV 6

-

VII

-

III

-

VI 6

-

IV 6

-

V

Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci:

IV 6 - V Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci: Esercizi da svolgere a

Esercizi da svolgere a 2 e 3 voci con un solo cambio (da 2 a 3 o da 3 a 2 voci):

a) I 6

-

II 6

-

V

-

I 6

-

IV

-

VI

-

II 6

-

V

b) V

-

VI

-

IV 6

-

VII

-

VI 6

-

V

-

IV 6

-

V 6

13 a LEZIONE

Terminiamo questa sequenza di nuove scale con l'ultima scala minore. La scala di SOL minore è la relativa della scala di SIb maggiore e come questa ha in chiave 2 bemolle: tutti i SI ed i MI vanno suonati abbassati di un semitono.

Accordi sulla scala di SOL minore:

abbassati di un semitono. Accordi sulla scala di SOL minore: Esercizio guida a 3 voci: Esercizi

Esercizio guida a 3 voci:

Accordi sulla scala di SOL minore: Esercizio guida a 3 voci: Esercizi da eseguire a 3

Esercizi da eseguire a 3 voci:

a) II

-

V 6

-

I

-

b) V

-

IV 6

- VII

-

VI

6

VI 6

-

IV 6

-

I 4

-

V

-

I

-

VII 6

-

I 6

-

V 6

-

I

NB: fare sempre attenzione alla doppia scelta di accordi sul VII ° grado

Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci:

sul VII ° grado Esercizio guida “misto” a 2 e 3 voci: Esercizi da svolgere a

Esercizi da svolgere a 2 e 3 voci con un solo cambio (da 2 a 3 o da 3 a 2 voci):

IV 6 - -

a) II 6

b) VI

V

-

-

V

IV 6

-

-

VI

III

-

-

IV

II 6

-

-

II 6

I 4

-

-

V

V

-

-

I 6

I

14 a LEZIONE

Dopo queste lezioni iniziali possiamo finalmente affrontare un nuovo argomento che ci consente una maggiore libertà espressiva: l'armonizzazione un canto dato. Questa è una delle lezioni più impegnative per cui affrontatela con tutta calma :) Sopra una melodia, per ora molto rigida (nello stile dei corali di J.S. Bach dato che per un po di lezioni utilizzeremo sempre una sola nota per battuta al fine di agevolare chi non è pratico di solfeggio), sarà l'allievo a scegliere quale accordo utilizzare, indicando il relativo grado della scala con l'eventuale rivolto al basso. Occorre dire che una melodia in genere sottintende un certo giro di accordi che suonano “più giusti” di altri: la linea melodica di “Let it be” può certamente essere armonizzata in modo originale e sperimentale ma non c'è dubbio che quelli originali “calzano meglio”; questo per anticipare che mi permetto di dare suggerimenti o valutazioni sulle scelte che effettuerete e anche per dire che comunque fate bene a ricercare una vostra personalità sin da questi primi esercizi: io non ho certamente la chiave di tutte le soluzioni e potrei sbagliarmi. Prima di addentrarci in questi nuovi esercizi occorre però andare un poco più nel dettaglio delle scelte di quello che normalmente è definito “giro armonico”

L'ARMONIA TONALE

Come al solito per gli esempi facciamo riferimento alla scala di DO maggiore. Abbiamo già visto parlando dell'importanza della sensibile (la nota sul VII° grado della scala) come questa sia attratta verso la tonica (I° grado) e come a questa attrazione tra le due note corrisponda la sensazione di movimento dallo stato dinamico dell'accordo di dominante sul V° grado (di cui la sensibile è la

3 a ) verso l'accordo di tonica che invece è lo stato di quiete ed equilibrio tonale. Con questo discorso però abbiamo parlato di soli due accordi sui 7 della scala.

Gruppo di dominante

Diciamo subito che l'accordo sul VII° grado è molto simile a quello sul V° grado avendo in comune la sensibile e contiene il FA che tende a scendere verso il MI L'accordo sul VII° grado si può quindi attribuire al “gruppo di dominante

Gruppo di tonica

Negli esercizi che abbiamo svolto abbiamo usato spesso il collegamento V – VI Questa sequenza di accordi è chiamata anche “cadenza di inganno” in quanto dopo l'accordo sul V° grado (dominante) ci si aspetta l'accordo sul I° (tonica) e quindi questa risoluzione è una sorpresa o se vogliamo una specie di “inganno” D'altronde i due accordi (I° e VI° grado) hanno due note in comune (tra cui la stessa tonica) e viceversa l'accordo sul VI° grado non ha alcuna nota in comune con gli accordi che costituiscono il “gruppo di dominante” (V° e VII° grado) Queste considerazioni ci fanno capire che l'accordo sul VI grado può in qualche modo sostituire l'accordo sul I° grado e fa quindi parte del “gruppo di tonica

I° grado e fa quindi parte del “ gruppo di tonica ” Gruppo di sottodominante Il

Gruppo di sottodominante

Il mondo non è bianco o nero e anche nella musica (per fortuna) esiste il colore! Parlando della forza di attrazione tra dominante e tonica (V° e I° grado) ho già detto come utilizzando questi due soli accordi sono state costruite intere canzoni. Però la varietà è quello che ricerchiamo e per abbellire una composizione oltre alla tonica e dominante abbiamo un'altra scelta: il “gruppo di sottodominante” Come dice il nome stesso si tratta del IV° grado (sotto la dominante V° grado) Se analizziamo l'accordo di FA maggiore sul IV° grado vediamo che ha note in comune con entrambi i gruppi di tonica e dominante e in particolare contiene:

la nota DO (5 a dell'accordo) fa parte dell'accordo di tonica ed è “statica”

la nota FA già vista nell'accordo sul VII grado, “dinamica” che tende a MI Quindi l'accordo di sottodominante contiene al proprio interno elementi sia di movimento che di staticità e non si può assimilare a nessuno degli altri gruppi. In particolare la sottodominante (nota FA) può risolvere verso diversi accordi:

a nessuno degli altri gruppi. In particolare la sottodominante (nota FA) può risolvere verso diversi accordi:

L'accordo sul II° grado è simile a quello sul IV° e anch'esso fa parte del gruppo

di sottodominante: la mancanza della tonica e la presenza della nota RE lo

avvicina di più agli accordi di dominante e infatti nelle composizioni l'accordo sul II° grado della scala precede spesso gli accordi del gruppo di dominante:

scala precede spesso gli accordi del gruppo di dominante: Abbiamo quindi tre gruppi di accordi: –

Abbiamo quindi tre gruppi di accordi:

gruppo di tonica

gruppo di sottodominante IV° e II° grado

gruppo di dominante

L'accordo di mediante

Dobbiamo ora decidere come definire l'accordo di MI- sul III° grado (mediante) Questo accordo è molto particolare perché contiene 2 note sia dell'accordo di DO (gruppo di tonica) che dell'accordo di SOL (gruppo di dominante) compresa

la sensibile: è la presenza della mediante MI che bilancia in qualche modo il

dinamismo della sensibile verso la tonica e dà all'accordo un proprio equilibrio. L'accordo sul III° grado si presta quindi a collegamenti con questi accordi:

e VI° grado (DO maggiore e LA minore)

(FA maggiore e RE minore)

e VII° grado (SOL maggiore e SI diminuita)

e RE minore) e VII° grado (SOL maggiore e SI diminuita) Per questa sua posizione intermedia

Per questa sua posizione intermedia tra i due gruppi principali di tonica e di dominante l'accordo sul III° grado può essere definito “mediante” e non si può attribuire specificatamente all'uno o all'altro gruppo; l'accordo sul III° grado

non ha poi alcun suono in comune con gli accordi del gruppo di sottodominante. Per questi motivi l'accordo sul III° grado non può essere attribuito a nessuno dei

tre

gruppi che abbiamo già studiato e sarà considerato come un accordo “jolly”

da

utilizzare come ulteriore possibilità espressiva e avente un sua caratteristica.

Per le sue caratteristiche l'accordo di mediante è particolarmente indicato per armonizzare la nota SI quando scende al LA (in pratica la sensibile discendente) anziché l'accordo di dominante che per sua natura tende a far salire il SI al DO.

la sensibile discendente) anziché l'accordo di dominante che per sua natura tende a far salire il

I rapporti tra i gruppi di tonica, sottodominante e dominante

La considerazione da cui partire è che un accordo del gruppo di dominante (tensione) tende a risolvere verso un accordo del gruppo di tonica (equilibrio) Volendo mettere in sequenza i tre gruppi non abbiamo altra scelta che mettere il gruppo di sottodominante dopo quello di tonica e prima di quello di dominante.

TONICA > SOTTODOMINANTE > DOMINANTE > TONICA

Il fatto che questa successione di accordi “funzioni” è dimostrato anche dal successo di numerose canzoni composte su quello che è definito “il giro di DO”:

composte su quello che è definito “il giro di DO”: Anche da questa sequenza è evidente

Anche da questa sequenza è evidente la successione dei tre gruppi di accordi:

è evidente la successione dei tre gruppi di accordi: I collegamenti dell'accordo sul III° grado con

I collegamenti dell'accordo sul III° grado con i tre gruppi sono ambigui:

in genere sono consentiti collegamenti con i gruppi di tonica e dominante

è ottima la successione III°-IV° grado del gruppo di sottodominante

sono vietate le successioni IV°-III°, II°-III° e III°-II° considerate “deboli”

I collegamenti deboli

Sono così definite le successioni che indeboliscono il senso di attrazione tonale:

successioni che indeboliscono il senso di attrazione tonale: Anche se in futuro useremo queste sequenza (ad

Anche se in futuro useremo queste sequenza (ad esempio nella musica modale) per ora è importante riconoscere la loro “diversità” e peculiarità evitando di utilizzarle negli esercizi (a meno di fare particolare attenzione con uso di rivolti) Anche la sequenza V°-IV° grado può essere giustificata in funzione del risultato.

Le cadenze

Il fatto che la successione degli accordi del gruppo di Tonica Sottodominante e Dominante sia quella scolasticamente preferibile e più corretta non significa che sia quella da utilizzare sempre nell'armonizzazione degli esercizi di canto dato. Per degli esempi sulla sequenza di accordi analizziamo le cadenze, cioè quegli accordi, inseriti di solito anche al termine di una composizione, che servono per affermare definitivamente la tonalità e per dare un senso conclusivo ad un brano La cadenza più completa e nell'armonia tradizionale definita cadenza composta ripropone proprio la sequenza dei gruppi di Tonica Sottodominante e Dominante

cadenza composta o completa:

Sottodominante e Dominante cadenza composta o completa : se viene omesso l'accordo di sottodominante abbiamo la

se viene omesso l'accordo di sottodominante abbiamo la cadenza perfetta:

cadenza perfetta:

abbiamo la cadenza perfetta : cadenza perfetta : se viene omesso l'accordo di dominante abbiamo la

se viene omesso l'accordo di dominante abbiamo la cadenza plagale:

cadenza plagale:

di dominante abbiamo la cadenza plagale : cadenza plagale : l'ultimo accordo di tonica sul I°

l'ultimo accordo di tonica sul I° grado può essere:

mancante e si ha la cadenza sospesa:

sul I° grado può essere: – mancante e si ha la cadenza sospesa : – o

o diverso per la cadenza d'inganno:

Successioni vietate

Lo studio delle cadenze ha messo in evidenza che dal gruppo di sottodominante non sempre si deve passare al gruppo di dominante ma ad es. (vedi cadenza plagale) è possibile “ritornare” a un accordo del gruppo di tonica (I° VI° grado) Inoltre l'accordo di mediante può essere “giocato” in un ardito V° - III° grado. La successione scolasticamente vietata (ma spesso usata ad es. nel blues) è “tornare” dal gruppo di dominante su un accordo del gruppo di sottodominante. Anche qui però ci sono eccezioni usando ad esempio l'accordo “di passaggio”:

usando ad esempio l'accordo “di passaggio”: Questo per dire che l'ascolto e il gusto musicale devono

Questo per dire che l'ascolto e il gusto musicale devono essere la nostra guida e, pur rispettando per ora il divieto di passare da un accordo del gruppo di dominante ad uno del gruppo di sottodominante (con l'eccezione sopra indicata) non bisogna essere troppo rigidi nel seguire esclusivamente le regole scolastiche.

Inizio e conclusione degli esercizi

Per semplicità i nostri esercizi sono limitati a 8 battute e spesso sono iniziati con accordi diversi dal I° grado e terminati senza rispettare le regole delle cadenze perché lo scopo dei primi compiti era legato alla concatenazione degli accordi. Con questi nuovi esercizi di canto e basso dato invece lo scopo è quello di dare, pur nel limite delle 8 battute, una frase melodica di senso compiuto che affermi in modo indiscutibile la tonalità ed esprima una sequenza di accordi ben definiti. Per questo motivo, in linea di massima, rispetteremo queste regole:

inizio sul I° grado (o eccezionalmente su uno dei gradi principali: IV° e V°)

termine sul I° grado oppure sul V° grado (come cadenza sospesa)

il primo e ultimo accordo saranno, di norma, allo stato fondamentale Eventuali eccezioni sono consentite e la valutazione è in base al risultato, in alcuni casi (ad es. per sviluppare una melodia o armonia interessante) si può immaginare che idealmente il brano continui e sia stato fermato all'8 a battuta.

Esercizi 14 a lezione

L'esercizio prevede l'armonizzazione di una melodia scritta nella voce superiore (quella più in evidenza e facilmente riconoscibile), realizzando le altre due voci inferiori, indicando il grado degli accordi e l'eventuale stato di rivolto del basso. Privilegiare la sequenza: accordi del gruppo tonica, sottodominante e dominante Evitare la sincope di armonia cioè la ripetizione dello stesso accordo che toglie movimento e interesse: ogni battuta deve essere su un grado diverso della scala.

Esercizio guida: melodia

su un grado diverso della scala. Esercizio guida: melodia Esercizio guida: realizzazione Notare la sensibile del

Esercizio guida: realizzazione

Esercizio guida: melodia Esercizio guida: realizzazione Notare la sensibile del SI dim che risolve sul DO

Notare la sensibile del SI dim che risolve sul DO solo dopo lo “scambio” nella parte inferiore con l'accordo di SOL (entrambi accordi del gruppo di dominante) NB: nell'esercizio mi sono trovato a ripetere la sequenza di accordi SOL–DO (3-4 e 7-8 battuta) con le stesse identiche note, cosa che ho cercato di evitare ma a cui sono stato costretto dalla melodia: questo per dimostrare che in alcuni casi sono necessari dei compromessi e si deve adottare la soluzione “meno peggio” Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori di DO, SOL, FA, RE, SIb)

e si deve adottare la soluzione “meno peggio” Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori di DO,
e si deve adottare la soluzione “meno peggio” Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori di DO,
e si deve adottare la soluzione “meno peggio” Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori di DO,
e si deve adottare la soluzione “meno peggio” Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori di DO,

15 a LEZIONE

Dopo l'impegnativa 14 a lezione ci rilassiamo con degli esercizi più semplici.

Questi esercizi mostrano l'altra faccia degli esercizi di canto dato: nell'esercizio precedente da una melodia abbiamo ricavato l'armonia e in particolare il basso.

Adesso invece da una parte di basso (voce inferiore) dobbiamo comporre una melodia superiore (che possibilmente abbia un senso) e la parte intermedia.

Anche in questi esercizi dobbiamo stabilire noi gli accordi, su quale grado della scala e se la nota al basso è la fondamentale dell'accordo o uno stato di rivolto.

Anticipo che questi esercizi (canto e basso dato) ci terranno impegnati anche per le prossime due lezioni in modo da esercitarsi anche nelle scale minori mentre dalla lezione 18 cominceremo ad affrontare finalmente lo studio delle settime.

Esercizio guida: basso dato

lo studio delle settime. Esercizio guida: basso dato Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle

Esercizio guida: realizzazione

settime. Esercizio guida: basso dato Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori) 40

Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori)

settime. Esercizio guida: basso dato Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori) 40
settime. Esercizio guida: basso dato Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori) 40
settime. Esercizio guida: basso dato Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori) 40
settime. Esercizio guida: basso dato Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale maggiori) 40

16 a LEZIONE

Ci siamo già esercitati nell'armonizzazione di una melodia nelle scale maggiori e

con questa lezione gli esercizi di canto dato saranno svolti nelle scale minori. Anche nella scala minore abbiamo gruppi di tonica, sottodominante e dominante

ed è valido quanto detto per il maggiore compresa la particolarità del III° grado

per il maggiore compresa la particolarità del III° grado Per la scelta degli accordi privilegiando quindi

Per la scelta degli accordi privilegiando quindi questa sequenza, ma tenendo soprattutto conto del risultato, verificando il risultato con il proprio strumento.

Esercizio guida: melodia (la stessa utilizzata nell'esercizio guida in maggiore)

NB: vedere com'è differente il risultato rispetto alla realizzazione in DO maggiore.

il risultato rispetto alla realizzazione in DO maggiore. Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle

Esercizio guida: realizzazione

in DO maggiore. Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,

Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-, SI-, SOL-)

in DO maggiore. Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,
in DO maggiore. Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,
in DO maggiore. Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,
in DO maggiore. Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,

17 a LEZIONE

In questa lezione eseguiremo esercizi di basso dato con esercizi nelle scale minori già studiate: LA minore, RE minore, MI minore, SOL minore e SI minore

Oltre a scegliere l'armonizzazione della melodia specificando se la nota al basso indica la fondamentale dell'accordo o rappresenta uno stato di rivolto, occorre ricordarsi di fare attenzione alla scelta dell'accordo da utilizzare sul VII° grado.

Con questi esercizi terminiamo questa prima serie di esercizi di canto e basso dato e dalla prossima lezione inizieremo con lo studio degli accordi di settima.

Esercizio guida: basso dato

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Esercizio guida: realizzazione

guida: basso dato - Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-,

Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-, SI-, SOL-):

basso dato - Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,
basso dato - Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,
basso dato - Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,
basso dato - Esercizio guida: realizzazione Esercizi da svolgere (nelle scale minori di LA-, MI-, RE-,

18 a LEZIONE

Aggiungendo una nota alle triadi sui gradi della scala si hanno gli accordi di 7 a La settima non va a modificare le caratteristiche dell'accordo quanto piuttosto ad arricchirne il suono: soprattutto oggi è importante fare una ricerca armonica. Per catalogare gli accordi di settima vediamo le due scale maggiore e minore:

accordi di settima vediamo le due scale maggiore e minore: Nella scala minore è preferibile non

Nella scala minore è preferibile non inserire la settima sulla tonica (I° grado):

l'accordo di 7 a minore che si otterrebbe infatti inserisce un senso di movimento e affievolisce quella sensazione di completezza che l'accordo di tonica deve dare.

di completezza che l'accordo di tonica deve dare. Dall'elenco degli accordi sopra indicati le settime si

Dall'elenco degli accordi sopra indicati le settime si possono classificare: