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Contraerea

25NOV 15

Mishima: il disperato amore del guerriero


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Scrittore, patriota, romanziere. Cinema, teatro, per cui ha scritto e recitato. Ragionando per stereotipi, tecnicamente,
avrebbe dovuto far ammattire luomo, e la donna, di destra, in tutti i sensi: un moderno samurai giapponese,
omosessuale, muscoloso ma gentile, erudito e pieno damor patrio. Avrebbe dovuto ed invece Yukio Mishima un
riferimento che apre la testa, riduce al minimo la banalit e forse anche per questo risiede di diritto nellolimpo delle
colonne culturali di una destra smaliziata ma pienamente cosciente della sua identit, grazie alla sua vasta produzione
letteraria ma, soprattutto, al suo esempio umano. Eppure ridurlo ad uno stereotipo, etichettarlo potrebbe essere
riduttivo per la memoria di Yukio e per chi vede nella letteratura, nel mito delluomo che incarna una battaglia fino alla
morte, nellesempio, una via per uscire dal buio, punto e basta.
Te lo ritrovi persino vicino a Majakovsky in una lode musicata dei CCCP in un rude canto antisistema, mitizzazione del
suicidio, dellestrema fine di quel Lindo Ferretti che ha fatto vedere i sorci verdi allintellighenzia di sinistra, con le sue
rivalutazioni valoriali, culturali e spirituali:
La morte insopportabile per chi non riesce a vivere,
La morte insopportabile per chi non deve vivere,
Lode a Mishima e a Majakovskij
Indubbiamente ha sedotto le generazioni della destra, quella piena di vita degli ultimi trentanni, soprattutto giovane,
che ballava, cantava, non dimenticava, reinterpretava e sperimentava, e questa destra funerea, degli ultimi trenta
minuti, che pare non faccia altro che riesumare, sul filo costante e farsesco della morte e della rinascita; ormai siamo un
po tutti cantori della fine, upupe appollaiate sullalbero. Cos nel versante destro evaporata la bellezza, la fede, il
culto, tutto superato , stantio, roba vecchia inutile alla sopravvivenza politica e storica: meglio celebrare la morte
perch susciti il ricordo, perch esterni al mondo che dei significati, dei padri, degli eroi, ce li abbiamo avuti e
continuiamo ad averceli, una celebrazione che, per, non conduce mai al ritorno e non produce, di certo, quella
nostalgia che il viale principale che conduce allorigine, appunto. Che se non mutuata con un senso, in un passaggio
intergenerazionale ponderato, andr sparendo anchessa.
Uniniezione di Mishima, in questo momento, sarebbe un salvavita, in questo sistema scioccherello e vigliaccone. Vai a
spiegare che era ammaliato dal culto del fisico, segno di integrit totale, della forza del samurai, dellincorrotto; che
leggeva DAnnunzio e Baudelaire, che era noto ed apprezzato nel suo Giappone, anche dallelite, che aveva vissuto negli
States, che non era un poveruomo smunto, triste, isolato, sconosciuto, inserito a forza tra i grandi; che era anche un po
perverso, asiatico ma occidentale, vitalista ma decadente, umanissimo guerriero che cantava disperato la forza
sovrumana di quel mondo antico, rituale, tradizionale, ricco di una propria identit, di propri tempi ed abitudini vitali,
essenziali, non disumanizzanti, contro il mondo moderno, guerrafondaio, con le tasche bucate, porco, viscido e fuori
controllo, figlio del consumismo e del materialismo, della velocit. Vai a far capire che si uccise con lantico rituale del
seppuku, aprendosi il costato davanti alle telecamere, tra le risa degli astanti, per poi farsi decapitare, il 25 novembre
del 1970, e che in quel momento si consacrava alla storia, tra lamarezza e il coraggio, tra leroismo e lestrema
brutalit.
Mishima: lesteta, leroe, la Tradizione, il rigore.

Capisci che lunica morale eroica quella dellinsuccesso, pensi che il successo arrivi quando il talento di uno si
mette al servizio della stupidit di molti; diffidi delle vittorie e accarezzi la nobilt delle sconfitte. E leggi Morris e la
Yourcenar che a Mishima dedic uno splendido testo, per accompagnare con giuste letture il suo canto del cigno. Su
quegli errori si fond la vita di alcuni militanti dellassoluto, alla ricerca di una gloria sovrumana che coincideva con la
morte trionfale, la perdita di s nel nome di una perfetta eternit (M.Veneziani)
Oggi si ricorda la morte di Yukio Mishima, senza ricorrere ad analisi letterarie, a profonde disamine filosofiche. Solo un
pensiero.

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Tag: giappone, ricordo, tradizione, yukio mishima

Questo articolo stato scritto mercoled 25 novembre 2015 alle 12:47 nella categoria Attualit.

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