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CURCI, Alberto
CURCI, Alberto
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 31 (1985)

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di Alessandra Cruciani
CURCI, Alberto. - Nato a Napoli il 5 dic. 1886 da Pasquale e da Clotilde Milo, in un ambiente culturale che ne
favor il naturale talento artistico, fu avviato prestissimo allo studio della musica entrando come
internoalconservatorio di S. Pietro a Maiella, ove fu allievo per il violino di Angelo Fermi a sua volta allievo di
H. Vieuxtemps e Ch.-A. de Beriot. Diplomatosi a soli diciotto anni nel prestigioso conservatorio napoletano,
allora diretto da G. Martucci, nel 1905, dqpo essere stato ascoltato a Napoli dal celebre pianista E. d'Albert, che
intu le sue singolari qualit concertistiche, fu inviato a Berlino per perfezionarsi con J. Joachim, figura tra le
pi prestigiose della scuola violinistica tedesca dell'Ottocento; ci gli consenti di intraprendere presto una
brillante carriera concertistica. Apparve infatti in pubblico a Berlino gi nel 1906 e il sticcesso riportato gli

procur numerose scritture da parte di prestigiose societ concertistiche tedesche; fu tra l'altro a Colonia su
invito della locale Filarmonica, quindi dal 1908 fu invitato pi volte ad esibirsi in Scandinavia e nel 1909, in
occasione delle celebrazioni indette per il centenario della nascita di Felix Mendelssohn Bartholdy, venne
invitato da istituzioni tedesche quale interprete del celeberrimo Concerto per violino e orchestra op. 64, da lui
suonato con grandi consensi di pubblico e di critica in varie citt tedesche.
Fu poi nuovamente a Berlino ove, sotto il patrocinio dell'ambasciata italiana, tenne un ciclo di concerti di
musica da camera con la pianista Maria Carreras e il violoncellista C. Guaita, esibendosi contemporaneamente
anche come solista nel Concerto per violino e orchestra op. 61 di Beethoven. Intorno al 1910 fu invitato a Praga
dal circolo intitolato al violinista boemo Otokar Sevik e costituito dai suoi discepoli pi noti in campo
internazionale come J. Kubelik, H. Wieniawski, E. Zimbalist e W. Schneiderhan.
Dedicatosi contemporaneamente anche alla carriera di compositore e di insegnante, nel 1910 fece rappresentare
al Neues Operetten Theater di Amburgo l'operetta Liebesboykott su libretto di Johannes Bubendey che riscosse
un particolare successo. Il lavoro che, ispirato alla Lisistrata aristofanesca, narrava con sottile e bonaria ironia
lo sciopero coniugale di alcune donne inglesi decise a rivendicare il loro diritto al voto, alludeva con evidente
attualit alle agitazioni delle suffragette britanniche di lady Pankhurst. Il successo dell'operetta, che fu la prima
di autore italiano ad essere rappresentata in Germania, contribu all'affermazione del teatro comico italiano
all'estero (l'opera giocosa di Ferruccio Busoni Die Brautwahl fu rappresentata al teatro Nazionale di Amburgo il
12 apr. 19 12); il lavoro del C. fu acquistato dall'editore americano G. Lehman che pubblic lo spartito, mentre i
diritti per l'Italia vennero acquistati dall'editore R. Sonzogno; successivamente, in seguito alla precoce morte del
Lehman, l'operetta venne riscattata dall'autore che con il fortunato lavoro, intitolato Guerra all'amore, diede
inizio - in seno alle numerose iniziative della Fratelli Curci - ad una nuova attivit editoriale e insieme con il
fratello Alfredo fond nel 1912 la C.E.D.O.V. (Casa editrice di operette e vaudevilles). A questa operetta
(rappresentata per la prima volta in Italia nel giugno 1913 al teatro Vittorio Emanuele di Ancona) neseguirono
altre, alcune delle quali presentate sotto lo pseudonimo di Rn Jeannin o di Willy; tra, esse si ricordano: Una
notte al Moulin Rouge, La sirena del Nord, Champagne Club (da C. De Flers, traduzione di E. Golisciani,
Napoli, politeama Giacosa, 17 luglio 1916), l'opera comica Rossini (scritta in collaborazione con Ettore Bellini
su temi rossiniani, librettodi E. Corradi, Roma, teatro Eliseo, 18 maggio 1922), che ottennero ovunque un
lusinghiero successo, favorendo l'affermazione dell'operetta "all'italiana" che ricalcava gli schemi della pi
celebre operetta di stile viennese, pur tuttavia arricchita nella scrittura melodica grazie agli apporti di una
tradizione tipicamente nazionale.
Allo scoppio della prima guerra mondiale il C. rientr in Italia e, richiamato alle armi, tenne una serie di
concerti per i soldati al fronte; attivo anche durante il periodo bellico, non trascur l'attivit editoriale pur
limitando i rapporti con i paesi estranei al conflitto. Nel 1916 gli venne offerta da G. A. Fano, che era direttore
del conservatorio di Napoli, una cattedra di violino principale nella istituzione partenopea; nel 1918, finita la
guerra, dopo una fortunata tourne di concerti attraverso l'Europa, le Indie Olandesi e vari paesi dell'Oriente
asiatico con il violinista Luigi La Volpe, riprese l'attivit di compositore e, fatto ritorno in Germania, si mise in
contatto con i maggiori editori tedeschi ristabilendo intensi rapporti culturali allo scopo di consentire la
diffusione del repertorio musicale italiano e straniero rimasto sconosciuto per il veto imposto alla produzione
dei paesi belligeranti. Per iniziativa del C., operette e commedie musicali di celebri autori come O. Straus, E.
Klmn, J. Gilbert [Max Winterfeld] entrarono nel repertorio editoriale della "Fratelli Curci", caratterizzando
con la loro spumeggiante supefficialit un'epoca che andava risollevandosi dagli orrori della guerra e tentava di
riconquistare una serenit irrimediabilmente perduta; l'affermazione di un repertorio leggero che includeva tra
l'altro anche balletti, divenuti presto popolari come ad esempio Il velo di Pierette di Ertist von Dohnnyi, non
imped al C. di riprendere un'attivit di maggiore e pi serio impegno; ripristinati i rapporti con l'estero e
incrementata l'attivit della casa editrice diretta con il fratello Alfredo, anche mediante l'acquisto di nuovo
materiale musicale, il C. torn definitivamente in Italia e nel 1919 fond a Napoli, insieme con il fratello
Alfredo e Oreste de Rubertis la societ "Amici della musica", destinata a diventare una delle pi attive
associazioni concertistiche italiane; l'istituzione, che il C. diresse dal 1922 al 1932, present al pubblico
napoletano interpreti tra i pi prestigiosi del concertismo internazionale. Fu infatti per iniziativa del C. che
artisti del prestigio di W. Backhaus, E. Fischer, W. Gieseking, A. Cortot, A. Rubinstein, R. Serkin, F. de Vecsey,
A. Schnabel, J. Heifem, A. Busch, F. Kreisler, G. Cassad furono invitati per la prima volta in Italia; accanto ad
essi si affermarono i protagonisti pi significativi del concertismo italiano, tra cui spiccano i nomi di A. Casella,
M. Castelnuovo Tedesco, A. Serato, R. Principe, G. De Vito, A. Bonucci e molti altri, sia interpreti sia
compositori, di cui sempre per iniziativa della "Fratelli Curci" venne favorita la diffusione della pi recente

produzione, privilegiando cos una benemerita iniziativa editoriale indirizzata verso la divulgazione della
musica contemporanea.
Stabilita la propria sede a Napoli, mentre il fratello Alfredo si trasferiva a Milano, il C. diede vita ad una collana
di musica contemporanea e avvi la pubblicazione di grandi collezioni di musica classica; in particolare venne
programmato un radicale rinnovamento del repertorio didattico mediante la pubblicazione di una serie di
capolavori di autori classici e romantici presentati in revisioni affidate a nomi tra i pi famosi del mondo
didattico e concertistico internazionale. Si affianc a questa attivit la pubblicazione di monografle e di opere
teoretiche sia italiane sia straniere, molte delle quali tradotte in italiano dallo stesso Curci. Non meno
significativa fu la sua attivit creativa legata prevalentemente alla letteratura violinistica e che sotto vari aspetti
affianc la lunga attivit didattica svolta presso il conservatorio di Napoli per circa un quarantennio e che gli
consent di formare valorosi allievi in campo sia didattico sia concertistico.
Della sua attivit di compositore si ricordano, in particolare per violino e orchestra e tutte pubblicate a Milano:
Concerto romantico op. 21 (1944); Secondo concerto op. 30 (1963); Terzo concerto op. 33 (1966); Suite
italiana in stile antico op. 34 (1966); inoltre Concertino per violino e pianoforte (1935) e composizioni varie
sempre per violino e pianoforte anche con lo pseudonimo di Rn Jeannin, tra cui si ricordano: Ciarda. Le
Filatrici (moto perpetuo), Mattinata andalusa, Mazurca brillante op. 26, Pastorale, Piccola suite, Polacca,
Tarantella, Sognando un valzer ecc. Tra le numerose opere di carattere didattico, tutte pubblicate a Milano (s. d.
salvo diversa indicazione) e per lo pi adottate nei conservatoti di musica italiani si ricordano: L'arco e le basi
della sua tecnica; La tecnica elementare delle scale e degli arpeggi (1949); Tecnica fondamentale del violino in
sei parti (1952-58); 24 Studi elementari in prima posizione op. 23; 50 Studietti melodici e progressivi; 20 Studi
speciali nell'ambito della prima posizione; Nozioni elementari di teoria musicale. Ha tradotto in italiano di Carl
Flesch: L'arte del violino (Napoli 1924-30, poi Milano 1952-58) e Alta scuola di diteggiatura violinistica, ibid.
1960, (prima edizione assoluta); di Joseph Szigeti: Le opere per violino di Beethovert (1969) e Annotazioni di
un violinista (1972); di Alfred Cortot: Alcuni aspetti di Chopin (1950) e Corso d'interpretazione (1959).
Vicepresidente della Societ italiana autori ed editori (S.I.A.E.), per la sua intensa e lunga attivit culturale
ottenne vari riconoscimenti ufficiali; nominato accademico di S. Cecilia nel 1957, per due trienni ha fatto parte
del Consiglio superiore delle belle arti al ministero della Pubblica Istruzione e nel 1958 gli venne conferita la
medaglia d'oro del presidente della Repubblica per benemerenze nella scuola, nella cultura e nell'arte; per la sua
attivit svolta all'estero, gli venne conferita dal governo della Germania Federale la medaglia "Richard Strauss".
Il suo temperamento instancabile e costantemente rivolto alla promozione di nuove iniziative culturali lo
indussero a dar vita alla "Fondazione Curci", istituita il 12 nov. 1966a Napoli con l'intento di stimolare e
premiare l'attivit artistica musicale mediante l'assegnazione di borse di studio a giovani studenti dei
conservatori statali italiani. A questa iniziativa se ne aggiunsero altre anche di carattere internazionale; a tale
scopo il C. destin alla fondazione numerosi locali situati a Napoli e a Positano che furono utilizzati per lo
svolgimento di una nutrita serie di manifestazioni culturali, la cui finalit era in gran parte indirizzata verso
l'istituzione di una serie di concorsi nazionali e internazionali per composizioni sinfoniche, di opere liriche e
balletti, cui se ne affiancarono altri per concertisti di strumenti ad arco, per complessi strumentali con preferenza
per le formazioni di strumenti ad arco (con o senza pianoforte), nonch concorsi vocali, di liuteria e di
saggistica musicale.
Particolarmente significativi si rivelarono i concorsi di esecuzione violinistica, cui parteciparono concorrenti
provenienti da paesi di tutto il mondo e che premiarono interpreti poi divenuti famosi in campo internazionale.
L'attivit della fondazione, proseguita anche dopo la morte del C., avvenuta a Napoli il 3 giugno 1973, riscosse
riconoscimenti sul piano internazionale e, nell'aprile del 1976, fu inclusa nella Fdration des "Concours
internationaux de musique" di Ginevra. Da ricordare infine la partecipazione del C. alla Rassegna musicale
Curci di cui fu direttore responsabile dal 1947 alla morte.
Fonti e Bibl.: Necr. in Il Corr. della sera, 4 giugno 1973; in Nuova Riv. musicale italiana, II (1973), p. 325; I
cento anni di Casa Curci 1860-1960, Milano 1960, passim; V. Viviani, Storia del teatro napol., Napoli 1969, p.
590; R. Giazotto, Quattro secoli di storia dell'Accademia nazionale di S. Cecilia, II, Roma 1970, pp. 498 s.; A.
Parente, La Fondazione "Alberto Curci", Napoli s.d. (ma 1976); Estratto del Catal. generale delle edizioni
Curci, Milano 1976, pp. 7, 44, 46, 62, 77; F.-J. Ftis, Biogr. univ. des musiciens, I, Suppl., p. 221; C. Schmidl,
Diz. univ. dei musicisti, Suppl., p. 228; A. De Angelis, Diz. dei musicisti, Roma 1928, p. 160; Encicl. della

Musica Ricordi, I, p. 581; La Musica, Diz., I, p. 466; Encicl. della Musica Rizzoli Ricordi, II, p. 581; Riemann
Musik Lexikon, Ergnzungsband, I, a cura di C. Dahlhaus, Mainz 1972, p. 247.
violoncello Strumento musicale ad arco, con 4 corde accordate per quinta (do1, sol1, re2, la2), appartenente alla
famiglia del violino, della viola e del contrabbasso, nella quale occupa il posto del tenore o del baritono, con
unestensione dal do1 al mi5. Derivato nel 16 sec. dalla viola da gamba di registro basso, ... Teatro degli
Indipendenti Teatro davanguardia fondato a Roma nel 1922 da A.G. Bragaglia. Fu attivo fino al 1931,
mettendo in scena, oltre a un repertorio sperimentale, pantomime e spettacoli di danza.
violino Strumento musicale a corde e ad arco, appartenente alla famiglia della viola, del violoncello e del
contrabbasso, nella quale occupa il posto del soprano, offrendo lestensione pi acuta di tutti gli altri, dal sol2 al
do7. Fissato nella sua forma attuale alla fine del Cinquecento (violino fig.), costituito ... letteratura In origine,
l'arte di leggere e scrivere; poi, la conoscenza di ci che stato affidato alla scrittura, quindi in genere cultura,
dottrina. Oggi s'intende comunemente per letteratura l'insieme delle opere affidate alla scrittura, che si
propongano fini estetici, o, pur non proponendoseli, li raggiungano ...

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albertista s. m. e f. (pl. m. -i). 1. Nome dato ai seguaci del filosofo e teologo Alberto Magno (sec. 13),
attaccati specialmente al suo orientamento neoplatonico. 2. Nel Risorgimento italiano, fautore di Carlo
Alberto.

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